Sei sulla pagina 1di 26

1

VALUTAZIONE ECONOMICA DEI BENI E SERVIZI FORESTALI


Conoscenze e abilità che il corso si propone di fornire:
 La capacità di affrontare e risolvere singoli problemi estimativi con gli strumenti corretti.
 La capacità di affrontare e risolvere problemi estimativi complessi, che richiedono l’applicazione
contemporanea di più strumenti.
 La consapevolezza delle principali problematiche insite nelle valutazioni e la capacità critica di
riconoscere punti di forza e di debolezza di una stima.
 La percezione di come le problematiche estimative si collocano nel più ampio contesto politico-
istituzionale e sociale.
 La visione generale di come le problematiche estimative si collegano alle altre discipline del corso di
laurea.
CONTENUTI :
 Cos'è l'estimo e come si è evoluto.  Stima di valori fondiari per espropri.
 I principi base dell'estimo.  Stima dei danni al bosco.
 Come si struttura una perizia di stima.  Stima dei danni a piante ornamentali.
 La valutazione dei beni e dei servizi forestali.  Stima delle servitù.
 Il Catasto.  Stima usufrutti, usi civici, concessioni.
 Il computo metrico estimativo.  Stima investimenti privati.
 Stima di valori di stock di flusso.  Stima investimenti pubblici.
 Stima di valori fondiari per compravendite.  Stima dei danni ambientali.
DI COSA TRATTA L’ESTIMO?
L’estimo studia il metodo che consente di esprimere un giudizio di valore su di un bene o sevizio.
L’estimatore deve possedere le conoscenze e le tecniche per stimare valori in modo quanto più oggettivo
possibile.
IL CONCETTO DI VALORE.
In estimo si parla di valutazione in quanto la stima ha carattere previsionale, mentre il prezzo è un dato
storico perché equivalente alla quantità di denaro con cui un bene è stato scambiato, il valore è il prezzo
più probabile con cui, in condizioni ordinarie, un bene verrà scambiato.
• valore d’uso = legato all’utilità di un bene.
• valore di scambio = rapporto con cui un bene viene scambiato con la moneta.
La valutazione monetaria consiste nell’esprimere i risultati di un processo di individuazione di valore in
unità di moneta. Questa è semplicemente una “comodità”: la moneta è un’unità di misura universalmente
riconosciuta, e ciò quindi, ad esempio, rende possibili confronti tra progetti con obiettivi specifici diversi
ma tutti rivolti ad un unico obiettivo generale, come migliorare la qualità della vita.
Il ricorso alla moneta come unità di misura per confrontare valori ambientali non significa che solo i servizi
che generano un reddito monetario vengono considerati nel processo valutativo. Al contrario, l’essenza
della ricerca sulla valutazione degli ecosistemi e delle risorse naturali consiste proprio nell’individuare
metodi per misurare benefici che non vengono scambiati nei mercati e, come tali, non danno origine a
prezzi direttamente osservabili.
DI COSA CI OCCUPEREMO IN QUESTO CORSO ?
In questo corso ci occuperemmo dei problemi relativi alle compravendite, usufrutti, servitù, danni
patrimoniali e non patrimoniali.
Il prezzo pagato per l’acquisto del terreno è congruo ? Equo ? Vale la pena di investire altri fondi per la sua
valorizzazione ?
2

COME PUÒ L’ESTIMO CONTRIBUIRE A DARE UNA RISPOSTA AI QUESITI?


Individuazione dei portatori d’interesse (stakeholders) e loro visione dei problemi: necessità, priorità.
Caratterizzazione dell’utenza: profili degli utenti, modalità di fruizione, aspettative.
Stima del Valore Economico Totale:
 Quanto ho speso per l’acquisto è coerente con il valore della risorsa che ho acquistato in termini di
valore “ambientale e ricreativo” che la società attribuisce all’area?
 Quanto spendo per la manutenzione/gestione dell’area è giustificato in funzione dei valori che i
portatori di interesse esprimono?
Foresta del Cansiglio: gestione conflitti fauna selvatica e agricoltori.
Bisogna considerare che il cervo ha un elevato valore Faunistico Importanza scientifico/didattica e durante
il periodo del bramito richiama turistici.
Ma causa anche danni quali, mancata rinnovazione in bosco e sottrazione risorse di pascolo.
COME PUÒ L’ESTIMO CONTRIBUIRE A DARE UNA RISPOSTA AI QUESITI?
Quali forme di compensazione per gli agricoltori posso individuare? Qual è l’importo del danno ?
Chi deve pagare (decisione politica)? Ci sono altre forme di compensazione ?
• Es. i ricavi dalle utilizzazioni delle giornate al bramito ?
• I ricavi dei ristoratori che vendono carne di cervo ?
• Un possibile “biglietto d’accesso” per i turisti ?
IL DANNO E IL DANNO AMBIENTALE
Casi di danno con implicazioni ambientali (definite dalla legge):
• Tagli boschivi non autorizzati (danno paesaggistico e idrogeologico).
• Incendi boschivi.
• Escavazioni illegali.
• Inquinamento delle acque.
Problematiche:
 Come stimo il valore dell’indennizzo del danno ?  Chi è titolare del diritto al risarcimento ?
 Quali sono gli aspetti fondamentali da  Quali problemi incontro nella stima ?
considerare ?  Qual è lo strumento estimativo corretto da
 Quali sono le componenti del danno utilizzare per la stima del danno ambientale ?
ambientale?
Oggetti di valutazione/stima:
I beni:
• Mobili o immobili
• A fecondità semplice o ripetuta
• Privati o pubblici
• Singoli o collettivi.
I servizi: • Privati o pubblici - servizi ecosistemici - singoli o collettivi.
I diritti: • materiali o immateriali.
I danni = la perdita di beni, di servizi o di diritti.
Di cosa ci occuperemo ?
Oggetti dell’estimo per ambito di riferimento : Estimo ordinario – Estimo legale o convenzionale.
Oggetti dell’estimo per scopo di stima : Giudiziale – Stragiudiziale – Ordinaria.
Oggetti dell’estimo per oggetto di stima: Estimo rurale – Estimo civile – Estimo ambientale.
Lo scopo dell’estimo è di formulare giudizi di valore su un determinato bene in un preciso momento e per
una determinata ragione pratica.
3

IL GIUDIZIO DI STIMA
Il giudizio di stima è subordinati a norme e regole stabilite per legge, o a particolari disposizioni del giudice.
Esso è richiesto durante le stime fondiarie per espropri, le stime per indennizzi per servitù, stime di danni
privati e ambientali.
Il giudizio di stima deve essere:
- Oggettivo, imparziale, disinteressato, cioè prescinde dalle opinioni soggettive dell’estimatore.
- Universale, cioè il giudizio che, con la più alta probabilità, la maggior parte degli esperti formulerebbe
nelle stesse circostanze.
- Condizionato, cioè dipende dai motivi della stima e dal momento storico in cui è stato emesso.
Per poter essere rispettate tali caratteristiche l’estimatore deve, formulare il quesito di stima, possedere
esperienza e conoscenza tecnica, economica e giuridica del bene da valutare , possedere esperienza
empirica e autorevolezza, conoscere il marcato del bene da valutare.
I DUE PRINCIPI BASE DELL’ESTIMO
Principio dell’ordinarietà:
Tutto ciò che è coinvolto nella stima deve rappresentare le condizioni e le pratiche più diffuse nell’area di
riferimento. Anche l’imprenditore e il suo profitto saranno ‘ordinari’. Sulla base di questo principio, si può
affermare che un imprenditore ordinario nel lungo periodo è capace di ottenere un tornaconto=0
Principio della permanenza delle condizioni:
La stima ha validità in quanto e per quanto si assume che le condizioni di stima non varino nel tempo,
oppure che le variazioni siano note e/o prevedibili con un certo margine di sicurezza. Si riportano dati con
valori correnti al momento di stima, perciò la perizia deve sempre indicare la data della stima.
Una perizia di stima si struttura così:
1. Quesito di stima. 6. Individuazione/quantificazione dei dati
2. Scopo di stima. elementari necessari per risolvere il problema a
3. Descrizione dei beni oggetto di stima, dei fatti seconda del procedimento e dell’aspetto
e delle circostanze. economico prescelto.
4. Individuazione/descrizione del procedimento 7. Operazioni di calcolo.
estimativo che porti al risultato più attendibile. 8. Redazione del giudizio di stima.
5. Individuazione/descrizione dell’aspetto 9. Conclusioni, raccomandazioni.
economico (o più d’uno) appropriato alla
risoluzione del quesito estimativo.
I PROCEDIMENTI ESTIMATIVI:
- Il procedimenti sintetici, solitamente vengono utilizzati per stimare il più probabile valore di mercato.
 Il più immediato è quello a vista che sarà tanto più corretto maggiore sarà l’esperienza dell’estimatore
e la conoscenza del bene e del marcato in quanto non vengono raccolti dati.
 Nel procedimento storico, il giudizio di valore viene stimato sulla base dei valori che il bene assume nel
tempo.
 Nel procedimento per confronto diretto, il giudizio di valore viene stimato tramite il confronto con
beni simili attualmente presenti nel mercato.
 Nel procedimento per valori tipici, il valore sarà dato dalla somma dei valori unitari delle sue
componenti (il bene può essere sottovalutato in quanto non viene considerato il valore
complementare).
- I procedimenti estimativi analitici, si occupano di beni più complessi, si ha un elaborazione dettagliata e
minuta dei dati e degli elementi propri della stima.
4

GLI ASPETTI ECONOMICI


Gli aspetti economici sono: il più probabile valore di mercato, di costo, di surrogazione, di trasformazione,
complementare e di capitalizzazione.
Illustrare nel dettaglio ciascun aspetto economico
-Il più probabile valore di mercato, si ottiene per comparazione con valori di mercato esistenti, è il
procedimento “principe” dell’estimo, il bene deve essere oggetto di scambio nel mercato, più ampio è il
mercato, più attendibile sarà la stima, si usa durante le compravendite e le divisioni ereditarie.
-Il più probabile valore di costo, il valore si ottiene sommando i costi necessari per realizzare un certo
prodotto o per produrre un certo bene, viene utilizzato durante la valutazione di danni pubblici e
ambientali.
-Il più probabile valore di trasformazione, il valore sarà dato dal valore del prodotto trasformato meno i
costi di trasformazione, questo metodo ha senso se la trasformazione è legalmente ammissibile,
tecnicamente possibile ed economicamente conveniente.
-Il più probabile valore di surrogazione, è il valore del bene capace di sostituire il bene oggetto di stima nel
mercato, si utilizza nel caso in cui non sia presente un mercato per il bene oggetto di stima, o nel caso in cui
debba sostituire il bene in quanto non è più disponibile.
-Il più probabile valore complementare, si utilizza quando il bene viene separato da una sua parte a cui
esso è fortemente legato, la perdita di valore sarà calcolata dalla differenza tra il valore del bene nella sua
interezza meno il valore del bene senza la sua parte complementare, si applica nel caso di espropri parziali.
-Il più probabile valore di capitalizzazione, corrisponde all’accumulazione matematica di una serie di valori
successivi nel tempo, annui o periodici, costanti o variabili, esso si applica nel caso di usufrutti, servitù, ma
anche durante una compravendita.
Gli aspetti economici dell’estimo: quale scegliere ?
 Qualsiasi aspetto economico può essere utilizzato tramite un procedimento sintetico o analitico.
 L’aspetto più appropriato va individuato in funzione dell’oggetto della stima e della disponibilità dei dati.
 In una stima complessa si possono usare più aspetti contemporaneamente, ciascuno dei quali può dare
valori diversi (ricordare che ogni aspetto economico individua sempre il più probabile valore).
 A volte la scelta dell’aspetto è determinata da indicazioni legali.
5

STIME FONDIARIE
Quesito e scopo di stima:
Esempio: Si stimi il valore del solo suolo forestale (suolo nudo) (oppure di un suolo forestale comprensivo
della massa legnosa, oppure di un pascolo, oppure di un terreno agricolo) ai fini di una compravendita
(oppure di un esproprio).
Soprassuolo = il bosco
Suolo + soprassuolo = il bosco ed il terreno su cui si trova
Solo suolo = il terreno senza le piante
Stime di fondi forestali, possibili aspetti da stimare:
 Valore del solo suolo forestale, immediatamente dopo il taglio - al momento “0”.
 Valore del suolo e del soprassuolo forestale, in diversi momento del ciclo.
Esistono tre possibili aspetti economici (o criteri di stima) e due diversi procedimenti da utilizzare.
 Valore di mercato (procedimento sintetico)
 Valore di capitalizzazione (procedimento analitico)
 Valore di costo (procedimento analitico)

VALORE DI CAPITALIZZAZIONE
Durante la stima fondiaria di un’azienda agro-forestale spesso si fa ricorso alla capitalizzazione dei redditi,
ovvero si presuppone che, il valore di mercato del fondo sia pari all’accumulazione all’attualità dei redditi
futuri ordinariamente retraibili dal proprietario.
Tale procedimento richiede però, che sia possibile: determinare il (Bf), e che sia possibile determinare un
adeguato saggio di capitalizzazione (r).
Dunque il valore del fondo sarà dato dalla formula : Vo = Bf / r
La capitalizzazione segue delle fasi ben precise:
 Introduzione riportante le finalità di stima, l’aspetto economico individuato, e il procedimento scelto.
 Descrizione del fondo nelle sue caratteristiche intrinseche ed estrinseche.
 Determinazione del beneficio fondiario ordinario mediante un bilancio estimativo.
 Determinazione del saggio di capitalizzazione e sua eventuale correzione in rapporto ai comodi (viale
alberato, non influisce sul reddito)presenti nell’immobile oggetto di stima.
 Determinazione del valore ordinario capitalizzando il beneficio fondiario.
 Determinazione del valore reale apportando le eventuali aggiunte o detrazioni (tecnologie) del valore
ordinario.
Il bene vale per ciò che rende:
 1.  Si stima il valore del fondo capitalizzando il reddito costante illimitato che il fondo è in grado di
generare
 2.  La remunerazione del fattore produttivo ‘fondo’ è il Beneficio fondiario Bf
 3.  Dal bilancio possiamo ricavare Rf = Bf + T
 4.  Assumiamo l’ordinarietà delle condizioni, per cui T = 0, quindi Rf = Bf
Stima del valore del solo suolo forestale tramite capitalizzazione, due situazioni differenti:
1.  Il fondo da stimare produce con cadenza annua (es. aziende forestali assestate su base annua)
V0 =Bf /r
2.  Il Il fondo da stimare produce con cadenza periodica (es. fondi con popolamenti forestali a produzione
periodica coetanea e disetanea)
V0 = Bf/qn-1
6

Fustaia disetanea e boschi cedui:


Valore del fondo (formula di Faustmann semplificata):

Stima del valore del suolo più il soprassuolo forestale tramite capitalizzazione dei redditi
Tre modalità di stima:
 1.  La fine turno, prendendo in considerazione i ricavi e i costi nel futuro (approccio dei redditi futuri)
 2.  L’inizio turno, prendendo in considerazione i costi e i ricavi appena sostenuti (costi passati)
 3.  Il momento di stima (approccio dei cicli fitizzi)
Si stima sempre in riferimento ad un momento n nel tempo.
Stima del valore del suolo più il soprassuolo forestale tramite capitalizzazione dei reddito

Bn o Wn tramite approccio dei redditi futuri

Bn o Wn tramite approccio dei costi passati

Bn o Wn tramite approccio dei cicli fitizzi

Fondi forestali con produzione periodica


Un caso particolare ma frequente: Valore del fondo con un periodo di transizione

Considerazioni sulla scelta del saggio


(valide per tutti casi di stime fondiarie per capitalizzazione dei redditi)
 1.  Concettualmente è un saggio fondiario, non un saggio di mercato.
 2.  Si stabilisce tramite raffronto, guardando alla redditività di fondi simili.
 3.  I valori più usati in estimo forestale oscillano tra 1 e 3%.
7

ESPROPRI DEI TERRENI:


La stima dell’indennità da esproprio, fa parte dell’estimo legale (regolamentata da leggi).
Se esproprio un pezzo di terreno devo dare un indennizzo.

L’istituto dell’esproprio: fondamenti normativi:

Tre leggi fondamentali del passato: Quadro normativo attualmente in vigore.


1.  Legge 25 giugno, 1865, n. 2359 •  Testo Unico TU DPR 8 giugno 2001 n. 327
2.  Legge 15 gennaio 1885, n. 2892 Modificato successivamente da:
3.  Legge 22 o(obre 1971, n. 865 • D.Lgs 27 dicembre 2002 n. 302
• Legge 244/2007
• Sentenza della Corte Costituz. N. 181/2011

Il TU DPR 327/2001 ha mantenuto delle passate leggi:


Legge espropri 1865: Legge sulla Casa del 1971
-  Principi generali e procedure -  riferimento ai Valori Agricoli Medi (VAM)
-  indennità di esproprio che tiene conto del determinati da Commissioni provinciali per la
valore venale (in una libera compravendita). stima espropri di terreni agricoli.
-  considerazione di esternalità che influiscono sul -  maggiorazione in caso di accettazione.
valore dei terreni. -  riconoscimento dell’indennità di coltivazione
Legge 1885 risanamento città di Napoli per espropri a carico di imprenditori agricoli
-  riferimento a criteri di stima “convenzionale”
nel caso di esproprio di aree edificabili.

Gli attori degli espropri secondo l’art. 3 del TU 327/2001 sono:


 L’espropriato (titolare del diritto espropriato)
 L’autorità espropriante (amministrazione pubblica che ha il potere di espropriare)
 Il promotore dell’esproprio (chiede l’esproprio)
 Il beneficiario dell’esproprio (chi è favorito dall’esproprio)
 Terzo che vanta diritti, ad esempio una servitù (può chiedere un risarcimento)
 Possessore del bene (ha alcuni limitati diritti)
 Fittavolo, mezzadro (ha diritto ad un indennità)

DETERMINAZIONE DELLE INDENNITÀ DA ESPROPRIO


L’indennità è determinata in base alle caratteristiche del bene al momento dell’accordo di cessione o alla
data di emanazione del decreto di esproprio.
Quindi, se dopo la comunicazione dell’inizio del procedimento, il proprietario apporta migliorie al bene (es.
nuove costruzioni o piantagioni), queste non vengono prese in considerazione nella determinazione
dell’indennità.
Se si compiono espropri parziali, l’indennità deve tener conto della relativa diminuzione di valore (vale sia
per beni urbani che agricoli) in riferimento al valore complementare.
Se invece l’esproprio parziale apporta benefici, questi vantaggi vanno sottratti dal valore dell’indennità
(fino a metà del valore).
Ci sono due diversi riferimenti nel caso di:
 Esproprio per aree edificabili.
 Esproprio per aree agricole e aree non classificabili.
8

L’ INDENNITÀ DA ESPROPRIO PER AREE EDIFICABILI (art. 37)


Fino al 2007: stima convenzionale in riferimento alla legge 1885:
Indennità = Valore Venale + 10 RD x 0,6 /2
RD = Reddito Dominicale del periodo 1978-79 moltiplicato per un coefficiente rivalutativo di 1,8.
Se l’area era affittata: 10 affitti anziché 10 RD.
Se veniva concluso l’accordo volontario di cessione: no riduzione 40%.
Oggi (sentenza Corte Costituzionale 348 22 ottobre 2007 e legge 244/2007)
Un’area edificabile va espropriata in base al suo valore venale:
• Se l’esproprio mira a interventi di riforma economico-sociale, l’importo è ridotto del 25%.
• L’indennità di accettazione maggiora il valore del 10%.

L’INDENNITÀ DA ESPROPRIO DI AREE AGRICOLE NON EDIFICABILI (art. 40)


Fino al 2011 (sentenza della Corte Costituzionale N. 181/2011) avveniva in base ad un valore convenzionale,
il VAM – Valore Agricolo Medio.
L’indennità si calcola quindi in base al VAM della coltura effettivamente praticata.
Il VAM viene determinato ogni anno dalla Commissione Provinciale Espropri, istituita dalla Regione e
composta da:
 Presidente della Provincia  Tre esperti in agricoltura e foreste
 Ingegnere capo Genio Civile  Direttore Ufficio Provinciale Agenzia del
 Presidente IACCP Territorio (ex UTE)
 Due esperti di urbanistica e edilizia

Riassumendo
Formula che stima l’indennità da esproprio per terreni agricoli o forestali in caso di coltivatore diretto e
accettazione immediata.
(10) I = VAMfondo + VAMaccett + VAMcoltiv = 3 · VAM (ante sentenza 181/2011 CC)

(10bis) I = VAMfondo + VAMaccett + VAMcoltiv (post sentenza 181/2011 CC)

Formula che stima l’indennità da esproprio per terreni agricoli o forestali in caso di proprietario non
coltivatore diretto e accettazione immediata.
(11) I = VAMfondo + 0,5 · VAMaccett = 1,5 · VAM (ante sentenza 181/2011 CC)

(11bis) I = Vfondo + 0,5 · VAMaccett (post sentenza 181/2011 CC)

Metodologie da adottare per la determinazione delle indennità di espropriazione.


 Procedure di accordo per cessione volontaria.
 Criteri chiari di valutazione degli indennizzi per espropriati e per chi subisce danno diretto e/o indiretto.
 Partecipazione diretta e indiretta delle associazioni di categoria alla progettazione dell’opera.
 Modalità e tempi di pagamento verificabili a priori per gli indennizzi.
9

LA STIMA DEL DANNO PATRIMONIALE AI BOSCHI


Danno = Un fatto in grado di determinare una variazione anormale nel valore capitale di un bene e nella
sua capacità di produrre redditi, oppure di provocare una diminuzione nello stato fisico, psichico e sociale
di una persona.
Cause del danno:
 Cause fortuite di forza maggiore, sinistri (assicurabili): es. grandine, incendi, inondazioni, frane.
 Azioni illegali di terzi, dolose o colpose: es. incidenti automobilistici.
 Applicazioni di leggi speciali, es. servitù, vincoli.

Si distinguono danni in base a: Il danno può essere:


 l’oggetto danneggiato • parziale
 l’effetto provocato • totale
 I soggetti interessati dal danno

Glossario del danno (Codice Civile)


Art. 2043 CC: qualunque fatto, doloso o colposo che cagioni ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha
commesso il fatto a risarcire il danno.
Art. 2058 CC: Risarcimento in forma specifica: Il danneggiato può chiedere la reintegrazione in forma
specifica, qualora sia in tutto o in parte possibile. Tuttavia il giudice può disporre che il risarcimento
avvenga solo per equivalente, se la reintegrazione in forma specifica risulta eccessivamente onerosa.
Art. 1223 CC: Il risarcimento del danno (…) deve comprendere (…) la perdita subita dal creditore come il
mancato guadagno (…).
Art. 2056 CC: (…) Il lucro cessante (cioè il mancato guadagno) è valutato dal giudice con equo
apprezzamento delle circostanze del caso.
Art. 1226 CC: Se il danno non può essere provato nel suo preciso ammontare, è liquidato dal giudice con
valutazione equitativa.

Il risarcimento per equivalente richiede una stima del valore del danno, che può avere 3 componenti:
 La rimessa in pristino: spese dirette ed immediate per ripristinare il bene subito dopo il danno.
 Il danno emergente: la perdita immediata di valori economici già esistenti nel patrimonio del
danneggiato.
 Il lucro cessante: la perdita di redditi futuri da parte del danneggiato.

Cosa cambia rispetto alla stima dei valori fondiari ?


 L’orizzonte temporale è generalmente limitato: si perde un flusso di redditi per un certo periodo di
tempo, finché il bene non viene ricostituito.
 Si ragiona in termini comparativi, prima e dopo il danno: la stima confronta la serie normale e quella
anormale dei redditi, e indennizza le sole differenze. Quindi si fa idealmente una doppia stima come nel
valore complementare.
Il danno può colpire il bosco quando questo è maturo e pronto al taglio.
In questo caso l’aspetto economico più adatto per la stima è il valore di mercato.
Se invece il danno colpisce il bosco (o il bene) immaturo oppure il bene non ha valore di mercato si usano:
 Il valore di aspettazione (redditi futuri – se ha mercato)
 Il costo di produzione o riproduzione/ ricostruzione (costi passati)
 Il valore di costo in base alle spese difensive/ preventive
10

Criteri e procedimenti di stima:


Definiremo con il simbolo Mn il valore del solo soprassuolo forestale in un momento intermedio del ciclo
Dato che, nei normali eventi di danno il fondo non viene generalmente danneggiato, possiamo fare
riferimento alla stima del solo soprassuolo all’anno n del danno
(12) Mn = Bn − F
Mn indica un accumulo di n flussi in un momento intermedio del ciclo.
Mn può essere distrutto totalmente (danno totale) o parzialmente (danno parziale).

Mn nel caso del bosco maturo: il valore di mercato dei prodotti ritraibili:
(15) Mn = (Bn – F) = (Pt + F – F) = Pt
che è anche il valore del danno quando questo è totale.

Il valore di aspettazione del bosco immaturo (redditi futuri)

Il valore di produzione o riproduzione del bosco immaturo (costi passati o costi presenti):

Le formule precedenti valgono quando la distruzione è completa (danno totale).


Nel caso di danno parziale, si stima il valore di Mn prima e dopo il danno e si indennizzano le sole
differenze. Le formule diventano:

Attenzione ! Vi possono essere casi in cui si vuole considerare il costo opportunità del fondo, cioè il Reddito
Fondiario annuo Rfa. In questo caso:

Redditi futuri:

Costi passati:
11

LA STIMA DEL DANNO AL VALORE ORNAMENTALE DEGLI ALBERI


La valutazione di alberi ornamentali abbattute o danneggiate in seguito a:
 abbattimenti abusivi
 incidenti stradali
 vincoli su esemplari arborei storici/monumentali
Anche qui il danno comporta una richiesta di risarcimento e quindi la stima di un indennizzo, analizzando le
caratteristiche che vanno a formare il valore ornamentale.
Cosa determina il valore ornamentale di un albero ?
 Dimensione >>  quantità relativa (a gruppi > o singole <)
 Età (correlata alla dimensione)  Stato di salute >>
 Posizione: città > o aree rurali <

Il valore ornamentale può essere pubblico o privato (dipende da chi ne usufruisce).


Pubbliche amministrazioni (es. Comuni) hanno bisogno di criteri di pratica applicazione e che garantiscano
uniformità di risultati.
Si applicano allora procedimenti parametrici (pratici da usare), fanno riferimento a parametri
extraeconomici (caratteristiche della pianta e dell’ambiente circostante) che influiscono sul valore del
bene, sottolineandone la natura tecnica e funzionale.
Sono disponibili diversi procedimenti, che hanno in comune il punto di partenza, definito dal prezzo di
acquisto al vivaio della pianta, corretto tramite un certo numero di indici espressivi del valore della pianta
per ciascuno dei quali viene formulata una scala di valutazione.
Gli indici sono legati tra loro tramite un rapporto moltiplicativo.

PROCEDIMENTO SVIZZERO
Vorn = Pb ⋅ ID ⋅ IP ⋅ IES
dove:
Vornm = Valore ornamentale
Pb = Prezzo base (su assoverde): Latifoglie: 1/10 del prezzo di mercato di una pianta con circonferenza di
10-12 cm a 1 m dal suolo; Conifere: 1/10 del prezzo di mercato di una pianta alta 150-170 cm.
ID = Indice di dimensione;
IP = Indice di posizione;
IES = Indice estetico e delle condizioni sanitarie;
Se la pianta viene abbattuta completamente, il danno è pari al suo valore ornamentale Vornm
Se invece la pianta viene solo danneggiata, il danno sarà pari a:
Vornm = Pb ⋅ ID ⋅ IP ⋅ IES ⋅ IR
dove: IR = Indice di riduzione che tiene conto del livello di danno ( da 0 a 1)
Indice di dimensione (ID)
circonf. Ø (cm) indice circonf. Ø (cm) indice
(cm) (cm)
30 10 1,0 90 29 6,4
40 13 1,4 100 32 8,0
50 16 2,0 110 35 9,5
60 19 2,8 120 38 11,0
70 22 3,8 130 41 12,5
80 26 5,0
Da 140 a 200 cm di circonferenza, l’indice è pari ad 1/10 del valore in cm della circonferenza stessa, mentre da 210 cm in poi, l’indice
aumenta di 0,5 punti ogni 10 cm di circonferenza.
12

Indice di posizione (IP)


Al centro della città: 10,0 In parchi esterni 4,0
In media periferia 8,0 In zona rurale: 2,0
In periferia 6,0
Indice estetico e delle condizioni sanitarie (IES)
 Pianta sana, vigorosa, solitaria ed esemlare: 10  Pianta sana, media vigoria, in gruppo: 5
 Pianta sana, vigorosa, in filare: 9  Pianta poco vigorosa, a fine ciclo vegetativo, in filare 3
 Pianta sana, vigorosa, in gruppo: 8  Pianta poco vigorosa, a fine ciclo vegetativo 2
 Pianta sana, media vigoria, solitaria od esemplare: 7  malformata, in gruppo o solitaria: 1
 Pianta sana, media vigoria, in filare 6

METODO DEL COMUNE DI VENEZIA (dal Regolamento del Verde):


I = V.o. + S.a. – V.l.
I = indennizzo (ornamentale) spettante al Comune
V.o. = Valore ornamentale:
 Alberi di dimensioni fino ad un diametro di cm 10: valore base di Euro 1.000,00.
 Per ogni cm di diametro in più, un incremento del valore base pari ad Euro 40,00.
S.a. = Spese di abbattimento (se sostenute dal Comune).
V.l. = Valore di mercato del legname da opera retraibile (se incamerato dal Comune).
Alcune osservazioni sui procedimenti parametrici
 La scelta degli indici non è sempre di facile interpretazione e ciò si riflette in una certa variabilità se la
stessa pianta è stimata da tecnici diversi.
 I procedimenti sono stati messi a punto in una situazione diversa e non sempre aderente alla realtà
odierna: ciò si riflette, ad esempio, nel riferimento ad un prezzo/valore base di piante di dimensioni
piccole, oggi non più messe a dimora.
 I procedimenti non sono in grado di apprezzare ed esaltare specificità e caratteristiche di piante con
valori ornamentali unici (es. alberi monumentali).
 I procedimenti non si prestano a stimare valori ornamentali privati, perché sono stati messi a punto per
un contesto pubblico.
Alcuni esempi di controperizia per abbassare l’indennizzo: I metodi parametrici si usano per i terreni
pubblici (se usati per terreni privati), solitamente il giudice li accetta comunque. Alcune specie vengono
sovrastimate in quanto non hanno particolare pregio ornamentale. Il privato ha già avuto un beneficio. Il
valore di un giardino è minore della somma di tutte le piante.
PROCEDIMENTI RAZIONALI-ANALITICI
Ecco allora che nel contesto privato sono più correttamente applicati procedimenti razionali-analitici, che
fanno riferimento concreto alle ragioni economiche che stanno alla base del valore di un bene, in
particolare ai costi da sostenere per ri-ottenere la funzione ornamentale reimpiantando e allevando una
pianta simile a quella persa:
con:
Mn = R ⋅ qn + R1 ⋅ qn−1 + R2 ⋅ qn−2 + s ⋅ qn −1 /r
R = spese di rinnovo, comprendenti acquisto, trasporto e impianto della pianta, eventualmente aumentate
del rischio di sostituzione (10-20%).
R1, R2 = spese successive al primo anno, es. cure post-impianto quali irrigazioni, sfalci, potature.
s = spese annue di gestione.
n = anni necessari perché la pianta torni a svolgere una funzione ornamentale simile a quella della pianta
persa.
13

LA STIMA DELLE INDENNITÀ PER SERVITÙ


Art. 1027 Codice Civile - Servitù prediali
La servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo per l'utilità di un altro fondo appartenente a
diverso proprietario.
Esempi di servitù:
 Passaggio  teleferiche
 Elettrodotto  zone militari
 Metanodotto/acquedotto  Ambientali
 Piste da sci

Caratteristiche delle servitù (Art. 1027-1099 CC)


Le servitù sono: …. si costituiscono: …. si estinguono:
• temporanee o permanenti • per usucapione • per scadenza
• volontarie o coattive • per successione • per prescrizione (20 anni)
• per contratto • per fusione di fondi
• per atto amministrativo
(decreto prefettizio)

La servitù impone un limite al proprietario nell’utilizzo del proprio bene quindi deve venire indennizzato,
tramite l’indennità di asservimento.
Stima dell’indennità di asservimento per acquedotto (art. 1038 CC)
NB La servitù coattiva di acquedotto si costituisce solo in caso di necessità: bisogni della vita e usi agrari
e/o industriali, non scopi voluttuari.

Stima dell’indennità di asservimento per elettrodotto (art. 123 TU 1933)

Esempio: muri di fabbricati interessati a mensole o appoggi per condutture elettriche.


14

L’USUFRUTTO
È connesso al concetto della nuda proprietà: si separa la proprietà del bene dal diritto di usufruirne per un
certo numero di anni.
L’usufrutto è un altro diritto reale su cosa altrui (Art. 978-1026 CC):
 Chi possiede un usufrutto può “godere della cosa” traendone ogni utilità ma lasciando intatta la
destinazione economica e facendone un uso “da buon padre di famiglia”.
 Il diritto di usufrutto si distingue dal diritto di proprietà perché ha durata limitata e l’usufruttuario non
può modificare la destinazione economica del bene.

L’usufrutto ha le seguenti caratteristiche:


 Si acquista per atto tra vivi, oppure per testamento, oppure per usucapione (= esercizio indisturbato del
diritto di usufrutto in modo continuato per almeno 20 anni).
 Ha durata limitata (vita per le persone fisiche, 30 anni per persone giuridiche).
 Non si trasmette per eredità, cioè termina con la morte dell’usufruttuario.
 È alienabile (può essere venduto).
 Ha significato solo per beni a fecondità ripetuta (es. boschi).

Stima del valore dell’usufrutto per i boschi


L’usufruttuario ha diritto ai redditi netti derivanti dai tagli ordinari.
È prassi giuridica quindi assegnare all’usufruttuario tanti incrementi medi annui quanti sono gli anni
dell’usufrutto.
Quindi l’usufrutto si stima come accumulazione iniziale, per la durata dell’usufrutto, dell’incremento
medio annuo in valore, al netto delle spese sostenute dal proprietario:

Invece, il valore della nuda proprietà è dato dal valore del bene quando sarà libero da usufrutto, anticipato
per il numero di anni in cui dura l’usufrutto:

GLI ASSETTI FONDIARI COLLETTIVI: PROPRIETÀ COLLETTIVE E USI CIVICI


La proprietà collettiva è un bene accessibile a tutti, mentre l’uso civico è l’insieme dei diritti che si possono
esercitare per lo sfruttamento comunitario della terra.
L’uso civico è nato nel medioevo, col passare del tempo le terre destinate a uso civico, sono passate a
proprietà privata, e dello stato.
Napoleone Bonaparte ha cancellato i diritti feudali, dando vita ai diritti reali (proprietà privata, usufrutto,
servitù …).
Per quanto riguarda le proprietà collettive in Italia abbiamo pochi dati, dal 2010 al 2013 si sono dimezzate.
15

LE PROPRIETÀ COLLETTIVE NEL NORD ITALIA


 Regole, Università, Comunità, Vicinie, Partecipanze: antiche forme di proprietà collettive formatesi in
epoche medioevali, secondo alcuni addirittura in epoca pre-romana.
 Localizzate in aree montane, con risorse marginali e scarse.
 Proprietà indivisa del gruppo di famiglie residenti nel villaggio di foreste, pascoli, acque.
 Evolutesi in una comunità individuata anche legalmente (Basso e Di Genio, 2011): discendenti degli
antichi originari, con diritti e doveri sull’uso e gestione della risorsa.
 Riferimento fondamentale per la vita socio-economica del villaggio.
 Molti cambiamenti istituzionali in epoche storiche recenti.

GLI USI CIVICI


L'uso civico è un diritto che spetta ai componenti di una collettività delimitata territorialmente di godere di
terreni o beni immobili appartenenti alla collettività medesima (in modo indiviso) ovvero a terzi (privati).
Il diritto si esplica tramite l'esercizio di usi finalizzati a soddisfare i bisogni essenziali della collettività.
I diritti di godimento più diffusi riguardano l'esercizio del pascolo, del legnatico e dello stramatico (il diritto
di raccogliere erba secca e foglie per la lettiera degli animali).
I beni di uso civico sono inalienabili, inusucapibili e soggetti al vincolo di destinazione agro-silvo-pastorale;
il diritto di esercizio degli usi civici è imprescrittibile.”

I DEMANI CIVICI IN VENETO


I demani civici in Veneto sono stimati complessivamente in 150.000 ettari, ma in numerosi Comuni
esistenza e consistenza dei demani civici devono essere ancora accertate.
I Comuni per i quali è stata accertata in passato l’esistenza del demanio civico devono procedere al riordino
del proprio demanio civico verificando la consistenza delle terre civiche ed il loro stato di fatto.
Le operazioni di accertamento o di verifica devono essere svolte da un perito esterno con specifica
competenza in materia, oppure direttamente dall'Ufficio tecnico comunale.
Per “perito esterno” si intende un professionista abilitato all'esercizio di attività connesse alla materia,
quali:
 Ricerche storiche d'archivio;  Operazioni cartografiche e plano-catastali;
 Ricerche catastali;  Stime di terreni agro-silvo-pastorali
 Ricerche giurisprudenziali (sentenze)

La LR R 31/1994 (art. 8) prevede che l‘autorizzazione all’alienazione delle terre e al mutamento di


destinazione sia concessa soltanto per i terreni assegnati alla categoria “terreni convenientemente
utilizzabili come bosco o come pascolo permanente”, con la seguente procedura:
 Il Comune, sentiti i comitati frazionali se costituiti, o il Comitato per l'amministrazione separata dei
beni di uso civico [… ] richiede l'autorizzazione alla Regione.
 La Regione autorizza il mutamento di destinazione e l'alienazione di terre di uso civico per finalità
agro-forestali o per altre finalità di interesse pubblico.
 L'autorizzazione regionale all'alienazione contiene la clausola di retrocessione delle terre all'alienante
nel caso in cui non si siano realizzate le finalità per le quali l'alienazione è stata autorizzata nel termine
previsto nell'atto stesso.
 Le somme introitate dal Comune o dall'Amministrazione separata dei beni di uso civico, a seguito delle
alienazioni e dei mutamenti di destinazione di terre di uso civico, sono destinate alla realizzazione di
opere pubbliche d'interesse della collettività.
16

LA VALUTAZIONE DEI SERVIZI ECOSISTEMICI E DEI BENI PUBBLICI.


I servizi ecosistemici sono:
… benefici che l’umanità ottiene dagli ecosistemi (MEA, 2005).
… componenti degli ecosistemi godute direttamente dai singoli o dalla società, che migliorano
indirettamente il benessere umano.
Millennium Ecosystem Assessment (MEA, 2005)
Un importante studio sullo stato degli ecosistemi a livello globale, che ha:
 Sottolineato l’utilità dei servizi ecosistemici per il benessere umano.
 Valutato come le modifiche nello stato degli ecosistemi possano influire sul benessere dell’umanità.
 Provato l’importanza, per i decisori politici, di migliorare la pianific e la gestione delle risorse naturali.
 Definito le possibili azioni di tutela.

I servizi ecosistemici secondo il MEA sono:


Regolazione
Supporto alla vita • Conservazione della biodiversità
•  Formazione del suolo • Regolazione del microclima locale
•  Ciclo dei nutrienti (compresa fissazione di C) • Resistenza alle avversità (climatiche, patogeni)
•  Produzione primaria (agro-silvo pastorale) e resilienza
•  Habitat di specie (animali e vegetali) • Regolazione dei deflussi idrici
• Regolazione della qualità delle acque
Approvvigionamento
• Legname da opera e legna da ardere Valori Culturali ed estetici
• Frutti e prodotti del sottobosco • Connotazione di un paesaggio ‘Tipico’
• Risorse idriche • Ricreazione nelle sue diverse componenti
• Risorse genetiche • Conservazione di culture e tradizioni locali
• Educazione e didattica ambientale
• Eredità dalle generazioni passate

Impatto dei servizi ecosistemici (supporto alla vita, approvvigiona mento, regolazione, valori culturali ed
estetici) sul benessere umano.
Sicurezza
• Salubrità ambientale dei luoghi di vita
• Riduzione della vulnerabilità agli shock e stress ambientali
Basi materiali per una buona qualità di vita
•  Possibilità di accesso alle risorse
•  Possibilità/capacità di produrre reddito e capacità di sostentamento
Salute
• Possibilità di accedere ad adeguate risorse alimentari
• Possibilità di ricevere adeguate cure sanitarie
• Possibilità di accedere alle risorse idropotabili
• Possibilità di vivere in ambienti con atmosfere non inquinate
• Possibilità di accedere alle risorse energetiche per regolare la temperatura dell’ambiente di vita
Buone relazioni sociali
• Coesione sociale
• Rispetto reciproco
• Aiuto reciproco
17

TEEB – The Economics of Ecosystems and Biodiversity (2008)


Il TEEB è uno studio sull’economia degli ecosistemi e della biodiversità, ha come scopo principale attirare
l’attenzione sui benefici economici globali della biodiversità e evidenziare i crescenti costi economici legati
alla perdita di biodiversità ed al degrado degli ecosistemi. Riunisce esperti nel campo delle scienze,
dell'economia e della politica al fine di consentire azioni pratiche per il futuro.
CICES - The Common International Classification of Ecosystem Services
L’obbiettivo non è quello di sostituire altre classificazioni dei servizi ecosistemici, ma di consentire alle
persone di spostarsi più facilmente tra loro e di comprendere più chiaramente come le persone stanno
misurando e analizzando le informazioni.
L’approccio ‘cascade’ .
Un ecosistema come ad esempio la Foresta, svolge delle funzioni quali, la formazione e consolidamento del
suolo tramite gli apparati radicali e di copertura tramite la struttura delle chiome, queste funzioni svolgono
dei servizi quali, controllo dell’erosione, che portano a benefici quali, la riduzione delle frane e
smottamenti, che aumentano il valore in quanto la riduzione del rischio delle frane e degli smottamenti
vengono quantificati ad esempio, con il costo di ricostruzione.

Diversi approcci alla valutazione dei SE


Si basano su:
 Valori monetari, es. Valore Economico Totale
 Valori non monetari, es. Critical Natural Capital
 Una combinazione dei due, es. Sustainable Livelihood Approach
Considerano o meno gli aspetti distributivi:
Quando il decisore politico guarda non solo all’impatto complessivo della variazione di servizi ecosistemici,
ma anche al suo significato per specifici portatori di interesse a diverse scale territoriali.
Approcci ecologici alla valutazione dei SE
Valori non-monetari: priorità ai valori ecologici rispetto a quelli economici.
Approccio CNC - Critical Natural Capital
 È caratterizzato dall’attenzione a quelle componenti dell’ecosistema che non possono essere sostituite
con capitale prodotto dall’uomo (irreversibilità).
 Valuta attraverso un sistema di criteri che consentono la prioritizzazione di iniziative di conservazione.
 Fa riferimento allo stock.
 È quello su cui si basa, ad esempio, la strategia ‘Global 200’ del WWF.
Approcci sociali alla valutazione dei SE
Considerano gli impatti sulla qualità della vita dei diversi gruppi sociali e gli effetti distributivi della azioni
politiche.
Approccio Sustainable Livehoods Approach
Guarda allo sostentamento come ad un insieme di capacità e dotazioni, (risorse naturali, economiche,
umane e sociali e diritti da accesso alle stesse).
Approcci economici alla valutazione dei SE
Approccio VET - Valore Economico Totale
 Misura gli impatti quasi esclusivamente in termini monetari .
 Si riferisce a categorie di SE che corrispondono a precise categorie economiche.
 Il punto di forza di questo approccio è che tutti i benefici che gli individui ottengono dagli ecosistemi
sono catturati da una delle sottocategorie previsto nello schema generale del TEV.
18

Secondo il MEA, la quantità di SE prodotti dagli ecosistemi sta cambiando e la degradazione degli
ecosistemi diminuisce il benessere umano.
I beni con valore di mercato (legname e legna da ardere) generalmente contano per meno di un terzo del
valore economico totale delle foreste in 8 paesi mediterranei.

Perché bisogna valutare i servizi eco sistemici ?


 Per capire quanto un ecosistema possa accrescere il benessere di una collettività e contribuire alle
attività economiche.
 Per capire come si formano e distribuiscono i costi e i benefici di una modifica nello stato
dell’ecosistema.
 Per capire il valore di benefici e costi di un intervento che altera o danneggia le condizioni
dell’ecosistema (es. un progetto di sviluppo, di conservazione, di politica, es. la concessione di un
incentivo, oppure l’imposizione di uno strumento di regolazione).
 Per progettare interventi di conservazione sostenibili sia dal punto di vista ambientale che economico.

Quali Servizi ecosistemici ?


•  Carbonio •   Ricreazione e Paesaggio
•  Acqua •  Biodiversità
(da una prospettiva più complessa) Acqua:
•  Servizi di supporto: es. Habitat per specie acquatiche, e/o alieutiche (biodiversità e produzione).
•  Servizi di fornitura: acqua come risorsa idrica, irrigua e industriale (qualità, quantità, regimi idrici).
•  Servizi di regolazione: mitigazione del danno ambientale (es. alluvioni, frane, erosione del suolo).
•  Servizi culturali: ricreazione, paesaggio.

SE aree forestali:
 biodiversità = 300 €/ha  CO2 = 25 €/ha
 depurazione acque = 500 €/famiglia  Protezione dall’erosione = 250 €/ha
 paesaggio 5-8 €/visita

METODI DI VALUTAZIONE
Mercati reali:
 Reddito (costo opportunità).
 Costo (costi di produzione /riproduzione/ripristino, costi di surrogati o spese difensive).
Mercati surrogati:
 Preferenze rilevate (costo del viaggio, prezzo edonico).
Mercati simulati:
 Preferenza dichiarate (valutazione contingente, esperimenti di scelta).
MERCATI REALI:
Riferimento al reddito: costo opportunità (+ visite – produzione)
Costo opportunità = la rinuncia a produzioni alternative, ad esempio il mancato reddito legato ad una certa
rinuncia alla produzione legnosa in una foresta utilizzata a fini turistico-ricreativi.
Foreste dense, suoli sensibili al calpestio devo rinunciare a più mc di produzione legnosa.
Es. Nel caso di foreste rade, suoli non sensibili al calpestio, se per 150 visite in più devo rinunciare a 50 mc
di produzione legnosa che hanno un valore di 2.250 €, il costo opportunità di ogni visita è pari a 2.250
€/150 visite = 15 €/visita.
19

Riferimento al costo: costo di produzione/riproduzione/ripristino (chi inquina paga)


Il valore del bene è dato dal costo delle risorse (terra, capitale, lavoro) impiegate nella sua produzione o
riproduzione.
V = R · qn + s · qn-1/r
n = numero di anni necessari a ripristinare il servizio perso.
Valutazione di danni ambientali in base al costo sostenuto per il ripristino: “chi inquina paga”: costi per la
depurazione.

Limiti delle valutazioni basate sul mercato


•  I prezzi di mercato non rappresentano correttamente il valore del servizio ecosistemico.
•  La spesa può non essere efficiente -> sovrastime o sottostime dei valori.
•  Assenza di specifiche funzioni di produzione:
–  Scarsa conoscenza delle relazioni causa-effetto.
–  Interazioni tra servizi ecosistemici, che aumentano il rischio di doppi conteggi.

MERCATI SURROGATI:
Metodo del Costo del Viaggio:
 Il valore delle spese sostenute per il viaggio si può approssimare al valore che il consumatore attribuisce
all’esperienza ricreativa.
 Basato sull’osservazione del comportamento.
 Indagini campionarie sui visitatori per determinare provenienza e costi di viaggio.
 Usato principalmente per la ricreazione o per i beni culturali (valori d’uso).
– Due versioni:
 Metodo zonale
 Metodo Individuale
Metodo Zonale :
Si divide in 6 step:
 Individuazione e delimitazione sito ricreativo e conteggio numero visitatori per anno (indagine
campionaria).
 Intervista campione visitatori per capire le aree di provenienza.
 Definizione zone concentriche di provenienza e relativi costi sostenuti.
 Relazione costo per visita/saggi di frequenza per area di provenienza.
 Ipotesi costi addizionali.
 Deduzione domanda ricreativa.
Costo del viaggio:Problematiche nell’applicazione del metodo
 Viaggi con più di una meta.
 Turisti residenti hanno alti costi totali ma bassi costi per visita.
 Residenti hanno bassi costi di visita ma ciononostante possono avere elevati valori.
 Quali costi considerare ? Costo totale del viaggio, valore del tempo ?
20

Prezzo edonico
Il valore di un bene dipende dalle sue caratteristiche, comprese quelle legate agli aspetti “estetici”.
Es. gli attributi di “immagine” per il vino:
 Il nome del vitigno (la sua immagine, il suo legame con il territorio).
 La forma della bottiglia, l’etichetta.
 Il tipo di punto vendita (supermercato/enoteca …).
Es. il prezzo di mercato di un immobile è determinato da un insieme di attributi:
 Strutturali: grandezza del giardino, del garage, tipo di riscaldamento, di rifiniture, di infissi ….
 Socio-economici: contesto urbano/rurale, disponibilità di servizi, qualità ambientale.
 Attributi “verdi”: presenza di piante ornamentali in giardino (effetto positivo), essere prospiciente ad
un parco (effetto positivo), essere prospiciente ad un’area estremamente trafficata (effetto negativo),
essere prospiciente a una discarica (effetto negativo).
Esempio di impatti negativi della discarica:
 Rumore, polvere, presenza di rifiuti, odore, impatto visivo, percezione del rischio legato alla salute.

Limiti generali dei metodi basati sulle preferenze rivelate


 Necessità di ampie basi di dati.
 Metodi costosi e lunghi da applicare.
 Non vengono presi in considerazione i valori di non uso.
 I mercati surrogati possono dare segnali distorti.
 Le relazioni tra Servizi Ecosistemici e mercati surrogati sono spesso ipotetiche e non completamente
verificabili.

Metodi basati sulle preferenze dichiarate


 Misurano sia valori d’uso che di non uso.
 La disponibilità a pagare (WTP) o ad accettare compensazioni (WTA) per modifiche è stimata tramite
mercati simulati.
 Agli intervistati viene proposta la descrizioni di una situazione ipotetica in cui viene simulata una certa
situazione di nel livello di servizi eco sistemici.
Due metodi:
 Valutazione contingente.
 Esperimenti di scelta.
21

Valutazione Contingente, o Ipotetica


Fase 1:
 Si costruisce uno scenario “ipotetico” relativo al bene che si vuole conservare o che è andato perso.
 Si individua un quesito specifico da sottoporre ai consumatori e relativo allo specifico scenario.
 Si definiscono i “diritti di proprietà” del bene (WTP o WTA).
 Si definisce il veicolo di pagamento (tassa, donazione, biglietto di accesso) –  si sceglie la modalità di
formulazione del quesito.
Fase 2: Raccolta da: tramite interviste a campione:
 Tipologie di interviste: in persona, via mail, telefono, internet, social networks.
 Intervistatori: agenzie specializzate.
 Tipo di campionamento: per quote, rappresentativo o stratificato.
Fase 3:Stima delle variazioni di utilità sociale con diverse modalità di formulazione del quesito
(quanto sei disposto a pagare?) si svolgono domande aperte o chiuse.
Fase 4: Validazione dei dati e controllo validità e affidabilità della stima.
Fase 5: Aggregazione dei dati e stima del valore del servizio. La WTP si calcola a partire dalla media o
meglio ancora dalla mediana, del campione e moltiplicandolo per il numero totale dei visitatori per anno.
Vantaggi:
 Si possono misurare anche Valori di Opzione e di Esistenza (ma si possono poi sommare ?).
 Si possono misurare valori anche dove non si hanno costi di viaggio.
 Si possono rilevare anche altre informazioni sul consumatore.
Problemi:
 Costi elevati
 Differenza tra WTA/WTP
 Attendibilità delle risposte

Esperimenti di scelta
 È un metodo che è nato nella ricerca di mercato e dei trasporti e solo negli ultimi 10 anni è stato
applicato anche nelle stime ambientali.
 È basato sull’idea che un bene ambientale può essere “scisso”, descritto, in termini di diversi attributi, o
caratteristiche.
 Tali attributi possono assumere diversi livelli quantitative e qualitativi.
 La differenza principale con la valutazione contingente sta nel fatto che, invece di chiedere “quanto sei
disposto a pagare”, la domanda è posta in termini di “che situazione preferisci tra le seguenti ….”.
 Sempre effettuato tramite interviste dirette.
 In pratica, agli intervistati è richiesto di scegliere tra diverse combinazioni di attributi e livelli.
 A ciascuna combinazione è associata una WTP.

Preferenze dichiarate: Pro e contro


•  Spesso gli unici strumenti che ‘catturano’ valori di non uso.
•  Natura ipotetica dei mercati: le risposte riflettono comportamenti reali ?
•  Divergenze tra WTP e WTA (teoricamente dovrebbero coincidere).
•  Non permettono di prendere in considerazione correttamente e completamente lo scopo e la scala della
stima.
•  Il consumatore è in grado di comprendere correttamente il complesso quesito valutativo ?
22

Il Benefit Transfer (BT) Indicazioni per l’applicazione del BT


 Il BT è affidabile quando i siti da valutare sono vicini ed hanno lo stesso contesto socio-economico ed
istituzionale.
 Ovviamente se la stima di riferimento non è stata ben condotta, nel trasferimento ci si porta dietro
anche gli errori.

Problematiche nell’applicazione del BT

1) Variazioni nelle caratteristiche del sito e nel contesto.


 I valori dei Servizi Ecosistemici dipendono anche da:
 Stato di conservazione del sito.
 Distanza della popolazione di riferimento dal sito: i valori d’uso hanno una DD (distance decay) maggiore
rispetto ai valori di non uso; specie “carismatiche” hanno invece uno spatial discounting pari a zero
 Contesto: disponibilità di siti sostituti o complementari
 Dimensione dell’impatto rispetto al tutto (utilità marginale che decresce con la scala):
- Un ettaro di bosco ha un impatto diverso se viene sottratto da un’area di 10 ettari rispetto ad
- un’area di 100 ettari.
- All’opposto, alcuni servizi ecosistemici hanno ”rendimenti di scala” crescenti, ad es. il territorio minimo
per permettere la sopravvivenza di un grande predatore.
- Quindi non c’è quasi mai linearità tra il livello di servizio ecosistemico e la scala spaziale.

2) il reddito iniziale – aspetto di equità


 La WTP cresce con il reddito.
 Tuttavia le popolazioni più povere (es. PVS) sono maggiormente dipendenti dai servizi ecosistemici per
la loro sopravvivenza, e quindi più vulnerabili alla perdita di SE.
 Quindi se misuriamo “perdite” di benessere sociale, queste sono maggiori per i soggetti poveri che per
quelli ricchi.
 Invece, una persona ricca apprezza meno (rispetto ad una povera) lo stesso aumento unitario di
quantità di servizio eco sistemico.

Regole operative:
 Chiedetevi sempre qual è lo scopo della vostra analisi e chi utilizzerà i vostri risultati.
 Chiedetevi qual è il vostro budget, che risorse avete per condurre il lavoro, che tempi per completarlo.
 Interrogatevi sui metodi più opportuni da utilizzare.

Il processo può essere importante tanto quanto il risultato.


23

IL DANNO AMBIENTALE
I boschi e le risorse naturali producono beni pubblici e privati allo stesso tempo.
Danno al bosco: due componenti
Danno privato (la compensazione va al proprietario della risorsa).
Danno ambientale (la compensazione va alla collettività, cioè allo stato).
Danno ad un bene pubblico, non patrimoniale, che ricade su una collettività.
Il Danno Ambientale è stato Introdotto nell’ordinamento italiano con l’art. 18 della Legge 8 luglio 1986 n.
349 (Legge istitutiva del Ministero dell’Ambiente), i cui presupposti erano:
La responsabilità per il danno ambientale derivava dal verificarsi di un fatto doloso o colposo in violazione
di disposizioni di legge o di provvedimenti adottati in base alle disposizioni di legge, lesivo per l’ambiente.
La condotta oggetto della legge consisteva nell’arrecare danno all’ambiente alterandolo o distruggendolo in
tutto o in parte.
Il danno ambientale è un qualsiasi deterioramento, significativo e misurabile, diretto o indiretto, di una
risorsa naturale o dell’utilità assicurata da quest’ultima.

Le risorse naturali considerate sono:


 Le specie e gli habitat protetti dalla Direttiva Habitat e dalla Direttiva Uccelli.
 Le acque interne e la acque costiere
 Il terreno mediante contaminazioni rischiose per la salute umana.

Principi fondamentali:
 Il titolare del risarcimento è lo Stato.
 Le azioni per il risarcimento sono promosse dallo Stato.
 La responsabilità oggettiva: l’operatore è responsabile (anche senza colpa né dolo) delle attività
professionali pericolose indirette (produzione di rifiuti o reflui o sostanze chimiche pericolose).
 La responsabilità soggettiva: l’operatore è responsabile per danni a specie ed habitat protetti.
 Risarcimento in forma specifica esclusiva: il danneggiante deve ripristinare il bene com’era, non
indennizzare la collettività con una somma di denaro equivalente.
 Risarcimento in forma specifica prioritario,il danneggiante deve indennizzare la collettività con una
somma di denaro equivalente.

Le azioni di riparazione:
 Riparazione primaria in senso stretto: le misure di riparazione che riportano le risorse e/o i servizi
naturali danneggiati alle condizioni originarie prima del danno.
 Riparazione complementare: le misure di riparazione intraprese per compensare il danneggiato del
mancato ripristino completo dei servizi danneggiati (es. tramite surrogazione in siti simili)
 Riparazione compensativa: le azioni intraprese per compensare la perdita temporanea di risorse fino a
quando la riparazione primaria non abbia prodotto un effetto completo.

Quantificazione del danno:


Misurazione analitica della dimensione, durata e gravità del danno in termini di:
 Alterazioni: modifiche dell’ambiente rispetto alla baseline.
 Deterioramento: Perdita parziale di servizi ambientali con ricadute sulla società.
 Distruzione parziale: Perdita totale di uno o più servizi.
 Distruzione totale: Perdita di tutti i servizi.
24

Problemi che possono insorgere nell’individuazione del danno:


 Mancanza di dati.
 Difficoltà di raccogliere informazioni: spesso l’individuazione del danno viene determinata circa 2 anni
dopo l’evento dannoso.
 Insorgenza di altre cause di disturbo.
Riparazione in forma primaria:
Il metodo HEA - Habitat Equivalency Analysis per la stima delle aree di compensazione (2006):
Serve a calcolare le misure compensative e complementari in termini di estensione delle aree a
compensazione del danno. La dimensione dell’aria di compensazione dipende dal rapporto tra il valore
dell’area danneggiata e l’area di compensazione. Anche la posizione potrebbe influire.
Valutazione equivalente del danno
Le diverse componenti del danno a seconda di reversibilità e ripristinabilità. Nei casi di danno reversibile la
risorsa può essere ripristinabile o non ripristinabile, lo stesso vale se il danno è irreversibile, e cambiano
anche le spese difensive, i costi di monitoraggio, costi di ripristino e le perdite.
Valutazione equitativa del danno
Se la stima per equivalente non è possibile neanche concettualmente, si procede per via equitativa,
stimando il profitto indebito complessivo del trasgressore.
Non è una forma di quantificazione economica del danno ma una misura di tipo dissuasivo.
Si considera:
 Il profitto illecito diretto (quanto “guadagnato” dal responsabile del danno nel corso dell’attività illecita).
 Il profitto illecito indiretto (i costi dei pagamenti dovuti ma non corrisposti ad es. per tasse, assicurazioni,
concessioni …).

CATASTO
Catasto = inventario dei beni immobili presenti in un determinato territorio.
 Catasto terreni.
 Catasto fabbricati.

Agenzia del Territorio, che fa capo al Ministero dell’Economia e delle Finanze


Oggi:
 Sportelli catastali dell’Agenzia delle Entrate.
 SISTER: Collegamento telematico.
 PREGEO: software presentazione atti di aggiornamento catasto terreni.
Costituito per i seguenti scopi:
 Fiscali: determinare il reddito degli immobili ai fini dell’applicazione delle imposte dirette e indirette;
scopi fiscali sono ancora oggi prevalenti.
 Civili: individuare i beni immobili e tenere distinti i diritti reali gravanti su di essi (proprietà, usufrutto
ecc.), al fine anche di fornire i necessari riferimenti identificativi o estimativi per le procedure
amministrative o giudiziarie relative agli immobili (ad esempio per fini espropriativi);
 Giuridici: che consistono nella possibilità di attribuire ai documenti catastali valore probatorio dei diritti
reali.
25

Il Catasto italiano è fondato sulla misura (ubicazione e superficie dei terreni determinate tramite rilievo ) e
sulla stima (delle rendite, o estimi, catastali))
Caratteristiche del catasto italiano:
 Geometrico: supportato da rappresentazione topografica.
 Particellare: unità di descrizione è la particella catastale.
 Non probatorio: non costituisce prova ai fini dell’accertamento dei diritti reali.
 A estimo indiretto = rendite calcolate per qualità e classe e non direttamente per ogni particella.
Come viene definita la particella catastale:
 Continuità nello spazio (ettari, are e centiare).
 Omogeneità di classe e coltura (destinazione).
 Appartenenza allo stesso possessore e Comune.
La tariffa catastale = il reddito imponibile (dominicale e agrario) unitario.
RD e RA di ciascuna particella si ottengono moltiplicando la tariffa per la relativa superficie.
Diritti soggetti a intestazione catastale: proprietà, usufrutto, servitù, usi civici ….
Soggetti titolari di una posizione presso il catasto:
 Intestato o possessore: persona fisica o giuridica, stato, ente locale altro ente pubblico titolare di diritti
reali.
 Ditta catastale (o partita): uno o più possessori titolari pro-indiviso (= per parti non individuate) degli
stessi diritti su uno o più immobili.

Costituzione del catasto:


 Formazione, pubblicazione attivazione.
 Conservazione.
Formazione/1
 Operazioni di misura, delimitazione (individuazione confini fisici/lapidei tra particelle).
 Rilievo planimetrico/topografico riportato sui fogli di mappa.
 Operazioni di stima:
- Individuazione 21 zone censuarie, poi suddivise in circoli o settori censuari.
- Individuazione di un comune tipo per ciascun circolo.
- Operazioni di qualificazione: 30 qualità di coltura.
- Operazioni di classificazione: produttività del terreno in 4/5 classi di qualità.
- Operazioni di classificazione: attribuzione a qualità e classe a ciascuna particella.
Formazione/2
 Stima tariffe d’estimo (RD e RA) tramite esecuzione bilanci su aziende di studio del comune tipo, poi
correte secondo scale di collegamento.
 RD corrisponde al reddito fondiario.
 RA misura i redditi derivanti dal capitale di esercizio e della remunerazione del lavoro direttivo (=
Interessi su capitale di scorta + Interessi capitale di esercizio + compenso per lavoro direttivo).
26

Pubblicazione e attivazione
Le risultanze emerse sono rese disponibili ai proprietari per ricorsi, alla soluzione dei quali si procede ad
attivazione.
Conservazione
L’aggiornamento può avvenire:
 Mutazioni soggettive, cioè relative agli intestati.
 Mutazioni oggettive, cioè relative allo stato dei possessi (configurazioni e superfici) e ai loro redditi
(cambiamenti di classe e redditività).
Tramite:
 Voltura catastale per le mutazioni soggettive
 Verificazioni periodiche per mutazioni oggettive: ordinaria (gratuita) o straordinaria (a spese del
richiedente).
Revisione degli estimi:
Consiste nel ricalcolare gli estimi con riferimento ai prezzi correnti in un periodo recente preso come
riferimento e con le eventuali modifiche procedurali stabilite dal Ministero delle finanze:
• 1 revisione: 1923 • 3 revisione: 1979
• 2 revisione: 1939 • 4 revisione: 1990 (ancora in corso)

Documenti catastali
1. Fogli di mappa
 Rappresentano il comune amministrativo suddiviso in particelle.
 Sono numerati con numeri arabi a partire da nord-ovest fino a sud-est.
 La dimensione di ciascun foglio è di 70 × 100.
 Ogni particella è contrassegnata da un numero di mappa. Il contorno della particella è rappresentato
graficamente da una linea continua.
 Riporta anche i fabbricati, la rete stradale, la rete idrica, i confini amministrativi e le servitù prediali.
 La superficie coperta dai fabbricati è colorata o tratteggiata. Un fabbricato può essere rappresentato
nella mappa con un proprio numero di mappa o insieme all’area di pertinenza.

La scala di rappresentazione è normalmente 1:2000, ma sono previste anche le seguenti scale:


 1:1000, per i centri abitati e dove la dimensione media delle particelle è inferiore a 20 are;
 1:500, per le porzioni di territorio dove la dimensione media delle particelle è inferiore a 3 are;
 1:4000, dove la dimensione media delle particelle è maggiore di 5 ha (zone montane per le quali non si
prevede una suddivisione in particelle di minore dimensione).
Tutte le mappe del comune sono riunite in un quadro d’unione (scala 1: 25000 o 1:50000).
All’archivio catastale si accede con:
 Il numero del foglio e della particella.
 Dati anagrafici del possessore.
 Il numero della partita catastale e del Comune.
Operazioni di frazionamento/accorpamento per passaggi di proprietà, successioni … Chi le può fare ?
Operazioni di consultazione ….. Chi le può fare ?
Alcuni certificati catastali:
 Estratti di partita (per contratti o successioni).
 Estratti di mappa per frazionamento.