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Una particella puntiforme, avente carica elettrica q = 10 nC, è posta alla distanza d = 12 + 100 ξ cm dal centro di una
sfera conduttrice S, di raggio R = 10 cm, messa a terra (vedi figura). Determinare l’intensità Fq→S della forza F~q→S con
cui la particella puntiforme carica q attrae la sfera conduttrice S. Consiglio: si affronti l’esercizio con il metodo delle cariche
immagine.
Intensità Fq→S della forza [µN]:

o .it
ib
un
@
Esercizio e_es_33, Fig. 1.

lli
Una sfera conduttrice collegata a massa ha sempre poteniale elettrico V = 0. Se la sfera è spazialmente isolata (nel senso
che essa è lontana da ogni altra carica elettrica) questo significa che anche la carica Q della sfera è nulla (valendo la relazione

a
Q = CV , dove C è la capacità, per un conduttore spazialmente isolato).

.g
Se invece si avvicina una corpo elettrizzato, di carica elettrica q, alla sfera conduttrice collegata a massa (Fig. 2), il
~ prodotto da q e presente anche entro la sfera conduttrice, muove le cariche elettriche libere nella sfera,
campo elettrico E,

o
producendo, sulla superficie sferica (Fig. 3), un accumulo di cariche Q′ di segno opposto a quello della carica q, nella parte
ic
più prossima alla carica q e un accumulo di cariche −Q′ nella parte più lontana dalla carica q (induzione elettrostatica).
en
La carica −Q′ è subito neutralizzata dalle cariche negative libere disponibili dal collegamento di massa (Fig. 3), mentre
la carica Q′ non è neutralizzata. Il movimento delle cariche cessa (Fig. 4) quando il campo elettrico E ~ ′ (Fig. 4), prodotto
om

′ ~ ~ ~ ′ ~
dalla carica accumulata Q , equilibra il campo elettrico E prodotto dalla carica q: E + E = 0. In queste condizioni, la
sfera conduttrice, ha una carica elettrica netta Q′ di segno opposto alla carica q (anche se non necessariamente dello stesso
modulo), distribuita sulla superficie della sfera, con densità superficiale di carica σ più elevata nella parte della superficie che
,d

si trova più prossima alla carica q.


12
20
zo

Esercizio e_es_31. Fig. 2 Esercizio e_es_31. Fig. 3


ar
m
23
©

Esercizio e_es_31. Fig. 4 Esercizio e_es_31. Fig. 5

Nella soluzione del problema, facciamo riferimento alle coordinate illustrate in Fig. 2, in cui l’asse z è orizzontale e
coincide con l’asse di simmetria del sistema e l’origine O coincide con il centro della sfera.
Per affrontare il problema ricorriamo al metodo della carica immagine. Cerchiamo un problema di facile soluzione, la cui
soluzione possa essere utilizzata, almeno in parte, per risolvere il nostro problema. Cerchiamo un sistema elettrostatico —
più semplice da affrontare di quello dato — che produca, all’esterno della sfera, lo stesso potenziale elettrico V e lo stesso
campo elettrico E~ del sistema dato.

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
utilizzato ai termini di legge da altre persone o per fini non istituzionali. In particolare è fatto divieto di riproduzione in copie multiple,
distribuzione, commercio e comunicazione al pubblico senza l’autorizzazione dell’autore.
Tentiamo (ansatz, ipotesi di lavoro da verificare a posteriori) con un sistema elettrostatico costituito da due cariche
puntiformi: la carica q data e una seconda carica, q ′ , detta carica immagine, disposta sull’asse z del sistema in una
opportuna posizione.
Supponiamo (verificheremo a posteriori se l’ipotesi è plausibile) che il campo elettrico del sistema in Fig. 1 (costituito
dalla carica puntiforme q e dalla sfera conduttrice messa a terra), all’esterno della sfera, sia lo stesso campo elettrico che
sarebbe stato prodotto dal sistema in Fig. 3, costituito dalla carica puntiforme q data e da una opportuna carica immagine
q ′ disposta in una posizione opportuna (a distanza d′ dal centro O della sfera) sull’asse di simmetria z.
Se la nostra ipotesi è plausibile, scegliendo un opportuno valore per q ′ e d′ , deve essere possibile fare in modo che il
potenziale elettrico V sia uniformemente nullo su tutta la superficie della sfera S(O, R), come accade per il sistema dato.
Cerchiamo ora di determinare tali valori q ′ e d′ (se esistono).

o .it
ib
un
@
a lli
o .g
ic
Esercizio e_es_33, Fig. 6.
en

1 Q
Essendo il potenziale di una carica puntiforme isolata Q dato da V (r) = 4πε 0 r
, per il principio di sovrapposizione,
om


il potenziale del sistema formato dalla carica q e dalla carica immagine q in un punto generico P dello spazio è dato da:

1 q 1 q′
V (P ) = −−−−→ + −−−−→ =
,d

4πε0 P − A 4πε0 P − B


1 q 1 q′
12

= + =
4πε0
ρı̂ρ − dk̂ 4πε0 ρı̂ρ − d′ k̂

20

1 q 1 q′
= + ρ
4πε0 d 4πε0 d′ ı̂ − k̂

ρ ı̂ρ − k̂

d′
ρ
ρ
zo

Poiché la sfera è conduttrice ed è collegata a massa, il suo potenziale deve essere nullo ovunque nel volume della sfera.
−−−−→
ar

In particolare deve essere nullo il potenziale sulla superficie della sfera, ovvero, detto ρ = kP − Ok (Fig. 2) si deve avere:
m

V (P )|
− −−→
P −O =R
= V (P )|ρ=R = 0 ∀θ, ϕ

L’espressione precedente per V (P ), sulla superficie della sfera (ρ = R) vale:


23

1 q 1 q′
V (P )|ρ=R = + =
4πε0 d 4πε0 ′ R
©


R ı̂ρ − k̂
d ′ ı̂ρ − k̂

R d
1 q 1 q′
= … + …
4πε0 d2 d 4πε0 R2 R
R 1 + 2 − 2 ı̂ρ · k̂ d′ + 1 − 2 ′ ı̂ρ · k̂
R R d′2 d

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
utilizzato ai termini di legge da altre persone o per fini non istituzionali. In particolare è fatto divieto di riproduzione in copie multiple,
distribuzione, commercio e comunicazione al pubblico senza l’autorizzazione dell’autore.
Dobbiamo scegliere q ′ e d′ (se è possibile) in modo tale che questa espressione sia identicamente nulla sulla superficie della
sfera (indipendentemente dalla direzione del versore ı̂ρ ):

1 q 1 q′
… + … ≡ 0 ∀ı̂ρ
4πε0 d2 d 4πε0 R2 R
R 1+ − 2 ı̂ρ · k̂ d′ + 1 − 2 ′ ı̂ρ · k̂
R2 R d′2 d
Questa condizione può essere verificata identicamente (∀ı̂ρ ) soltanto se:

q q′ R2

 =− ′  d′ =
 

.it
R d ⇒ d
2
 d = R

 q = − q d′ = − q R = − R q

 ′

o
R d ′
R R d d

ib
Troviamo in questo modo, sia la carica elettrica q ′ della carica immagine, sia la distanza d′ della carica immagine dal
centro della sfera:

un
R2

 d′ =

@
d
 q′ = − R q

lli
d

a
A questo punto possiamo affermare che la nostra ipotesi (ansatz) è plausibile: scegliendo questi valori per q ′ e d′ il

.g
potenziale sulla superficie della sfera S(O, R) è effettivamente nullo, come accade nel problema dato.
Dunque il campo elettrico E ~ S (P ) prodotto dalla sfera conduttrice in un qualunque punto P all’esterno della sfera è uguale
~
o
al campo elettrico Eq′ (P ) prodotto dalla particella puntiforme di carica q ′ nello stesso punto P .
ic
Per la legge di Coulomb il campo elettrico prodotto da una particella puntiforme elettrizzata vale E(r) ~ = 4πε1 q
2 r̂, per
0 r
en
cui, nel punto A, occupato dalla particella carica q, tale campo vale:
R
om

1 q ′
1 − q 1 Rdq
~ q′ (A) =
E k̂ = d k̂ = −
4πε0 (d − d′ )2 4πε0 Å 2 ã2 4πε 2 k̂
R 0 (d − R2 )
2
d−
,d

La forza F~S→q che la sfera S esercita sulla particella q vale dunque:


12

~ q′ (A) q = − 1 Rdq 2
F~S→q = F~q′ →q = E k̂
20

4πε0 (d2 − R2 )2

Infine, per il terzo principio della dinamica, la forza F~q→S che la particella q esercita sulla sfera S è opposta alla forza
zo

F~S→q che la sfera S esercita sulla particella q:


ar

1 Rdq 2
F~q→S = −F~S→q = k̂
4πε0 (d2 − R2 )2
m

L’intensità di tale forza, ovvero la norma del vettore forza, vale pertanto:
23

1 Rdq 2
Fq→S =
4πε0 (d2 − R2 )2
©

La dipendenza dell’intensità Fq→S della forza dalla distanza d è rappresentata graficamente in Fig. 7.

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
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o .it
ib
un
@
a lli
.g
1000

o
ic
800
en

600
om

400
,d

200
12

0
20

0 5 10 15 20 25 30
Esercizio e_es_33, Fig. 7.
zo
ar
m
23
©

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
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