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11.

Elettrostatica
11.1 La forza di Coulomb.
Nel capitolo sulla forza gravitazionale stata nominata la legge di Coulomb, ovvero la legge che descrive linterazione tra due cariche elettriche puntiformi:
q1 q 2 r2

11.1

=k F

questa legge esprime il valore della forza elettrica agente tra due corpi
r tra di puntiformi, aventi rispettivamente carica q1 e q2, posti ad una distanza r rappresenta il versore (cio il vettore di modulo 1; vedi 2.5) che ha la loro,

direzione del vettore dei due punti occupati dalle cariche. Nel Sistema Internazionale la carica elettrica si misura in coulomb (C) , la sua definizione operativa viene fatta in termini di corrente, definita nel capitolo successivo. A differenza delle masse, i valori delle cariche elettriche possono essere sia positive che negative. Se le due cariche hanno lo stesso segno la forza agente tra due corpi carichi repulsiva (la direzione della forza agente su uno dei due corpi nella direzione della congiungente), in caso contrario attrattiva. La forma matematica della formula [11-1] identica a quella che descrive linterazione gravitazionale: lintensit della forza diminuisce con la distanza in ragione inversamente proporzionale al quadrato della distanza. Ci significa che le considerazioni fatte sul campo gravitazionale restano valide anche per il campo elettrico; sempre ricordando che le cariche elettriche possono essere positive o negative mentre le masse sono solo positive. Nel caso elettrico la costante positiva e vale k = 8 . 99 10 9 Nm 2 /C 2 in questo modo la forza tra due cariche con lo stesso segno risulta appunto repulsiva e quella tra due cariche con segno opposto attrattiva. Al posto della costante k viene a volte usata unaltra costante:

11.2

q1 q2 = 1 F r 4 0 r 2

questa formulazione pi pratica per gli sviluppi successivi, ma non aggiunge alcuna informazione, le due formule sono assolutamente equivalenti e la
12 2 2 costante vale 0= 8 . 85 10 C / N m e si chiama costante dielettrica del vuoto.

Con i valori delle costanti che abbiamo introdotto tra due cariche di 1 C alla distanza di 1 m viene esercitata una forza di 8.99 GN, questa una forza molto grande in confronto a quelle che siamo abituati a misurare, questo perch in realt difficile trovare cariche isolate di 1 C, avremo sempre a che fare con sottomultipli del coulomb, tipicamente dellordine dei nC o dei C. In natura le cariche isolate pi piccole che troviamo sono quella dellelettrone e del protone, esse sono uguali in modulo, 1 . 6021019 C, ed opposte in segno, la carica dellelettrone viene assunta come negativa.

11.2 Il campo elettrico


Nel 7.1 abbiamo introdotto il concetto di campo di forze. La forza agente su una carica puntiforme q ad opera di unaltra carica puntiforme Q pu essere vista come originata dallinterazione tra la carica q e il campo elettrico generato dalla carica Q. Possiamo dire che il la carica Q genera nello spazio un campo elettrico 11.3 E=

1 Q r 4 0 r 2

La forza che agisce sulla carica sempre naturalmente la forza di Coulomb: 11.4
=q E = 1 qQ r F 4 0 r 2

Possiamo quindi definire il campo elettrico nello spazio come la forza agente in un punto su una carica di prova diviso per la carica stessa: 11.5
=F E q

il campo si misura in newton/coulomb. A volte utile una rappresentazione grafica del campo tramite linee di forza, queste sono linee punto per punto tangenti al vettore campo elettrico e sono

disegnate tanto pi fitte quanto maggiore il campo. Lutilit delle linee di forza soprattutto per rappresentare il campo elettrico in maniera intuitiva, naturalmente va poi calcolato il campo elettrico in tutti i punti dello spazio.

Finora abbiamo sempre parlato di forza tra due cariche puntiformi, di campo elettrico generato da una carica puntiforme, possiamo estendere questo concetto ad un insieme di cariche. La forza esercitata da un insieme di cariche puntiformi q1, q2,..,qn su una carica di prova q data dalla somma delle forze esercitate dalle singole cariche
n n n n 1 qqi 1 qi i r = q r = E i 2 4 0 r 2 i =1 4 0 ri i=1 i

11.6

= F f i =
i =1 i =1

quindi direttamente dalla definizione deriva che il campo elettrico generato da un insieme di cariche puntiformi in un punto P dato dalla somma dei campi generati dalle singole cariche. Questo stesso ragionamento possiamo naturalmente estenderlo a distribuzioni continue di cariche, semplicemente in questo caso invece che da sommatorie su cariche finite passeremo allintegrale di quantit di cariche infinitesime dq, che possiamo considerare puntiformi, esteso allintero spazio occupato dalla distribuzione di carica.
= 1 dq r E 4 0 r 2

11.7

11.3 Il teorema di Gauss


Vogliamo ora introdurre un nuovo concetto, quello di flusso di un vettore. Dalla vita quotidiana conosciamo il flusso di un liquido, la quantit di liquido che passa in un determinato tempo attraverso un tubo. Questa definizione quotidiana potrebbe essere formalizzata parlando di flusso della velocit del liquido come il prodotto della velocit del liquido per la sezione del tubo. Anche in questa formulazione otteniamo la quantit di liquido che passa nel tempo
v attraverso attraverso il tubo. In generale diremo che il flusso di un vettore

una superficie piana orientata A dato dal prodotto v A = vAcos il vettore A ha modulo pari allarea della superficie A e direzione ortogonale al piano su cui giace la superficie.

Questa definizione per operativa solo per superfici piane e se il vettore di cui vogliamo il flusso costante su tutta la superficie, cerchiamo allora una definizione che abbia validit generale e diamola nel caso specifico del vettore campo elettrico. Quello che ci aspettiamo naturalmente di dover dividere la superficie in tanti elementi infinitesimi, su cui il campo elettrico non varia apprezzabilmente, ed in cui il vettore d A sia ortogonale alla superficie, ovvero al piano tangente la superficie, nella zona che ci interessa. Si definisce flusso del campo elettrico attraverso una superficie A lintegrale, ed il vettore esteso allintera superficie, del prodotto scalare tra il vettore E

d A , ortogonale alla superficie A.

11.8

= Ed A
A

Questa definizione vale per qualunque tipo di superficie, aperta o chiusa. Prendiamo ad esempio il campo elettrico generato da una carica puntiforme Q ed immaginiamo di voler calcolare il flusso del campo elettrico su una superficie sferica avente raggio R e centro sulla carica. Il campo sappiamo radiale, quindi ha la stessa direzione di d A su tutti i punti della sfera, inoltre ha lo stesso valore su tutta la superficie sferica, il flusso quindi vale:
1 Q 1 Q Q = Ed A= d A= 4R 2= 2 2 4 0 R A 4 0 R 0 A

11.9

In questo caso particolare della carica puntiforme abbiamo trovato un risultato a prima vista singolare, il flusso non dipende dalle dimensioni della sfera su cui lo andiamo a calcolare. Questo fatto non per casuale, e deriva da una propriet generale del campo elettrostatico, si pu infatti dimostrare il seguente teorema di Gauss: Il flusso del campo elettrico attraverso una superficie chiusa uguale alla somma delle cariche allinterno della superficie diviso 0 .
Q int 0

11.10

Si noti che il teorema di Gauss vale esclusivamente per superfici chiuse. Torniamo al nostro esempio della carica puntiforme e prendiamo una superficie sferica che non contenga la carica al suo interno. Stavolta il calcolo diretto del flusso del campo elettrico attraverso la superficie sferica meno semplice, ma dal teorema di Gauss sappiamo che questo flusso zero. La legge di Coulomb ed il teorema di Gauss sono in realt equivalenti abbiamo prima verificato quanto valeva il flusso del campo elettrico generato da una carica puntiforme attraverso una superficie chiusa vediamo ora come dal al contrario dal teorema di Gauss possiamo ricavare il campo elettrico generato da una carica puntiforme. Consideriamo di avere una carica q puntiforme e di
r dalla voler calcolare il campo elettrico in un generico punto P a distanza

carica. Il campo in P sar radiale e possiamo dimostrarlo per assurdo.

non sia radiale, ma la sua direzione formi un angolo Supponiamo che E


r . Se si effettua una rotazione diverso da zero con la direzione del raggio

attorno ad un asse passante per la carica e per P, ad esempio di radianti, il campo elettrico in P prima e dopo la rotazione cambia di direzione; la distribuzione di carica nello spazio invece rimane la stessa. Avremmo quindi che una stessa distribuzione di carica nello spazio da origine a due campi elettrici distinti in uno stesso punto, il che assurdo, quindi lipotesi di partenza falsa ed vara la sua negazione: il campo radiale. Sempre con la ha lo stesso modulo in stessa tecnica possiamo dimostrare che il campo E tutti i punti aventi la stessa distanza dalla carica. Dati due punti P e P alla stessa distanza da q supponiamo che il campo abbia intensit diverse, se supponiamo di fare una rotazione di radianti intorno ad un asse passante per la carica e per il punto di mezzo tra P e P i campi nei due punti si scambiano, mentre la distribuzione di carica nello spazio rimane invariata.

Questo per assurdo dato che una stessa distribuzione di carica nello spazio non pu dare origini a campi elettrici diversi nello stesso punto. Da ragionamenti di simmetria abbiamo visto che il campo radiale ed ha lo stesso modulo in tutti i punti alla stessa distanza dalla carica, queste informazioni possono esserci utili per utilizzare il teorema di Gauss. Consideriamo una superficie sferica centrata sulla carica di raggio r, abbiamo appena dimostrato che il campo costante su questa superficie ed radiale, quindi calcolare il flusso del campo E attraverso questa superficie chiusa particolarmente e d ha modulo semplice visto che E A sono tra di loro sempre paralleli ed E costante sulla superficie: d = E A= EdA= E
sfera sfera

11.11

sfera

dA = E 4 R 2

Il teorema di Gauss ci dice che questo flusso uguale a:


q 0 q 0 q 4 0 R 2

11.12

4 E R 2=

E=

Quanto abbiamo visto in questo esempio una tipica tecnica per calcolare il campo E di una distribuzione di cariche: si determinano le propriet del

campo che derivano dalla simmetria del problema, si sceglie una superficie , si applica il chiusa su cui sia semplice effettuare il calcolo del flusso di E . Ricordiamo per che le propriet teorema di Gauss per calcolare il valore di E non sono note a priori, vanno dimostrate. del campo E

11.4 Lenergia potenziale elettrostatica


La forza di Coulomb una forza che dipende solo dalla distanza tra le due cariche e la sua espressione analitica analoga a quella del campo gravitazionale. Come per la forza di gravitazione universale possiamo dunque dire che la forza conservativa ovvero che il lavoro compiuto su una carica dipende solo dalla posizione iniziale e finale, ma non dal percorso fatto dalla carica. Abbiamo visto che se abbiamo un campo elettrico generato da un sistema di cariche il campo risultante la somma dei campi generati dalle singole cariche, quindi anche in questo caso possiamo dire che il lavoro

dipende solamente dalle posizioni iniziali e finale di una carica di prova che si muove nel campo, e non dal percorso che essa fa. Possiamo quindi definire per una carica q che si trova in un campo elettrostatico la variazione di energia potenziale: 11.13 d U =U B U A= F s = q Ed s
A A B B

Oltre che la variazione di energia potenziale, pu essere pratico definire lenergia potenziale di una carica q in un campo elettrostatico, questa per definita a meno di una costante additiva, infatti parliamo sempre di variazioni di energia. Va quindi scelto un punto di riferimento, in genere si pone uguale a zero lenergia dove il campo nullo, Ad esempio per il campo di una carica puntiforme si pone uguale a zero lenergia allinfinito. 11.13 d d U A = F s =q E s
A A

Osservando bene la formula 11.13 si nota che mentre lenergia potenziale dipende sia dalla carica di prova che dal campo elettrico lenergia potenziale per unit di carica dipende solamente dal campo elettrico, possiamo quindi definire una nuova grandezza il potenziale elettrico, di solito indicato con V, come lenergia potenziale per unit di carica.
A

11.14

V = Ed s

Lunit di misura del potenziale il volt (V) 1 V = 1J/1C. Da questa definizione vediamo anche che il campo elettrico si pu anche misurare in volt al metro. Se vogliamo calcolare quanto vale il potenziale di una carica puntiforme in un punto P a distanza rP dalla carica. 11.15 1 q q 1 q 1 rP q V = Ed s = dr = dr = = 2 2 4 0 r 4 0 r 4 0 r P 4 0 r
rP

rP

rP

Lenergia potenziale elettrostatica, come dice il nome una forma di energia potenziale, quindi per le cariche elettriche possiamo fare le analoghe considerazioni energetiche che abbiamo fatto per lenergia gravitazionale, facendo per attenzione perch avendo due segni per le cariche anche lenergia sia positiva che negativa.

11.5 Conduttori ed isolanti


I corpi in natura possono essere classificati come isolanti se le cariche che contengono sono vincolate, conduttori se sono libere di muoversi. Questa definizione chiaramente semplificata, ma sufficiente per i nostri scopi. Esempi di isolanti sono i vetri, il quarzo, il sale da cucina, esempi di conduttori sono i metalli. A noi interessano in questo momento i conduttori di cui possiamo dedurre alcune interessanti propriet. Diciamo che un conduttore allequilibrio quando le cariche sono microscopicamente ferme, questa una situazione che in conduttori reali si raggiunge in tempi dellordine del picosecondo od inferiori. Per un conduttore allequilibrio valgono le seguenti propriet: il campo elettrico allinterno uguale a zero le cariche sono distribuite sulla superficie il campo elettrico sulla superficie ortogonale alla stessa ed proporzionale alla densit locale di carica. Vediamo di spiegarle nellordine. Se il campo allinterno fosse diverso da zero le cariche si muoverebbero ed il conduttore non sarebbe allequilibrio. Se le cariche fossero allinterno potremmo considerare una superficie chiusa interna al conduttore che le racchiude, per il teorema di Gauss il flusso del campo elettrico sarebbe diverso da zero e quindi anche il campo dovrebbe essere diverso da zero.

Per quanto concerne lultimo punto possiamo vedere che il campo deve essere ortogonale perch se avesse una componente tangenziale le cariche si muoverebbero lungo la superficie; consideriamo poi un cilindretto di base A con le facce parallele alla superficie interno al conduttore con una sola base che spunta sulla superficie del conduttore: il flusso del campo elettrico attraverso la base inferiore e la superficie laterale zero perch il campo A visto che E ed nullo, quello attraverso la base superiore E A sono

paralleli, la carica contenuta per il teorema di Gauss la densit locale superficiale per larea A quindi risulta EA =
A 0 E= . 0

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