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Le caratteristiche del testo teatrale.

Teatro: dal termine greco theatron -> guardare, essere spettatore –luogoin cui si guarda, luogo in cui si
assisteva ad una rappresentazione.a mano a mano che il teatro divenne un’attivita’ culturale specializzata
ebasata su testi scritti la parola teatro si uso’ per designare anche larappresentazione stessa: il
dramma.dramma: qualunque opera destinata ad essere rappresentata dinanzi ad unpubblico. Tale parola
deriva dal greco drao, agisco e contiene nella sua etimologiaun tratto fondamentale dell’opera teatrale.il
dramma e’ scritto da un autore, il drammaturgo non in vista allaletteratura ma alla messinscena, ossia il suo
tradursi in azione scenica epertanto non e’ presente una voce narrante che racconta una storia, ma visono
personaggi che agiscono e parlano.nel momento della messinscena i personaggi vivranno negli attori come
sefosse non una finzione ma una effettiva realta’.l’azione drammatica crea accanto al mondo reale, un
mondo fittizio,facendolo apparire reale.il teatro e’ imitazione o mimesi della realta attuata attraverso
larecitazione (che e’ finzione) degli attori che simulano di possedereun’identita’ che non e’ la loro (e’ dei
personaggi) e fanno accadere davantiad un pubblico eventi fittizi come se fossero veri.per noi oggi cio’ puo
risultare banale data l’influenza del cinema e della tvma nel v secolo quando nacque ad atene il teatro
occidentale non eracosi’.l’invenzione della tragedia e della commedia comportano unostravolgimento del
rapporto realta’/ finzione cui gli individui eranoabituati e creo’ una conoscenza del fittizio.elementi
costituitivi del teatro:i fattori che qualificano il teatro come genere artistico sono:-la presenza di personaggi
interpretati da attori. Gli attori a differenza deifilm, sono persone concrete.-la presenza di una storia, o
favola drammatica che sulla scena diventarappresentazione.il testo drammatico non in tutte le epoche ha
costituito la base necessariacui gli attori dovevano attenersi per allestire la rappresentazione es.

Poteva basarsi su un racconto trasmesso oralmente o un testo abbozzatocome il canovaccio (come le


commedie dell’arte nel ‘500)-la presenza di un pubblico che assiste alla rappresentazione (di attori
cheimitano quanto avviene nel mondo reale, fedelmente o attraversometafore). Il pubblico condiziona
l’andamento della messinscena perche’reagisce in termini di gradimento o rifiuto.… altri elementi
importanti, ma non indispensabili per far si che unospettacolo sia identificato teatrale:la presenza del coro,
luogo fisico aperto o chiuso, la musica, ilcanto, ladanza, la scenografia, i costumi, la regia.vi e’ spesso la
compresenza di diverse arti = reciproca integrazione, arte totale tragedia e commedia: tragedia: temi di
mitologia classica, storia, bibbia. Intreccio di storiedolorose di norma semplice che derivano da qualche
colpa originaria delprotagonista e che si concludono con la morte o con la disfatta morale epsicologica del
protagonista stesso e di altri personaggi. I personaggisono nobili e appaiono dominati da un destino che
inesorabilmente li portaad un autodistruzione. Le loro azioni sono determinate dal destino. Illinguaggio
tradizionalmente in versi e’ generalmente elevato.commedia: la vicenda si basa su un intreccio
complesso,con equivoci,imprevisti e colpi di scena. Gli ostacoli vengono sempre rimossi, spessoanche grazie
ad un aiutante, la commedia ha sempre un lieto fine. Ipersonaggi sono uomini comuni con le loro
debolezze. Spesso sipresentano tipi, esponenti di una categoria sociale e umana definita:l’avaro, il ruffiano,
la serva, lo scroccone … spesso hanno lo scopo didenunciare il malcostume o l’pocrisia diffusi. Gli ambienti
sono quelli dellaquotidianita’. Il linguaggio e’ colloquale e spesso con presenza di vocaboliscurrili.la
struttura del testo drammatico:suddivisione in atti-> imprimono un ordine allo svolgimento della storia,con
funzione simile a quella dei capitoli di un romanzo. Ogni atto si svolgeconvenzionalmente in un unico luogo
e racchiude un’azione unica, senzascarti temporali rilevanti.l’atto si suddivide in scene-> a scena e’
caratterizzata dal permanere deglistessi personaggi solvo casi di entrata e uscita di qualche personaggio
ascena aperta.
In apertura si trova l’elenco di tutti i personaggi che hanno un ruolo, eaccanto a molti nomi e’ specificata la
relazione che li lega ai protagonisti oagli altri personaggi. Un elenco parziale si ripete all’inizio di ogni
scena.le battute: la maggiorparte del testo drammatico e’ occupata dalle battute,cioe’ le parole scritte per
essere pronunciate dai vari personaggi. In basealla loro disposizione nel testo, le battute possono dare
origine a:-dialoghiscambi di battute fra due o piu’ personaggi e sono il fattore maggiormentequalificante
del testo drammatico. Le battute possono essere brevi,lunghe, meditative…-monologhisono battute
visibilmente piu’ lunghe e che fanno si che un solopersonaggio parli per gran parte della scena.il monologo
mette in risalto il punto di vista di un personaggio, rallenta ilritmo o lo interrompe.il monologo puo’ avere
diverse funzioni:-mette a nudo la coscienza di un personaggio che parla solo sulla scenacome se stesse
riflettendo ad alta voce e senza essere udito degli altripersonaggi. Egli rivela i lati nascosti del proprio animo
e le vere ragionidel proprio agire.- la tirata: parlare a lungo della filosofia di vita del persoanggiorivolgendosi
ad altri personaggi.-rievocazione di antefatti, narrazione di eventi contestuali alla narrazionedrammatica o
fuori scena.-riportare i commenti del personaggio monologante riguardo a cio’ che inqual momento sta
avvenendo.il personaggio puo’ essere solo o con altri.-a partesono batture, di norma brevi che un
personaggio deve pronunciare in modo tale che gli altri personaggi, pur presenti in scena, non lo sentono.
Ildrammaturgo segnala queste battute ponendo l’indicazione a parte o da seoppure con l’uso delle
parentesi.gli a-parte hanno l’utilita’ di far conoscere al pubblico un’opinione o unpensiero recondito che un
certo personaggio formula fra se’ e se’ e chenon esprime chiaramente al suo interlocutore.…e le didascalie

L’autore non interviene mai in veste di narratore ma puo’ intervenirefornendo indicazioni riguardo alla
messinscena e alla recitazione degliattori nelle didascalie (istruzione). Nel testo compaiono in corsico o
traparentesi, sono delle vere e proprie istruzioni destinante alla regia e agliautori (e ai lettori) in merito al
modo in cui egli intende che una certaazione deve essere rappresentata.la rappresentazione:il dramma
teatrale come opera aperta:il testo drammatico non puo’ mai coincidere con la messa in scena esattadella
volonta’ dell’autore perche’ vi sono componenti che non sonocontemplati nelle didascalie es. Voce,
personalita’, aspetto fisico,gestualita’, la prossemica ecc…il dramma e’ per sua natura un opera aperta,
ovvero un’opera soggetta auna serie infinita di letture possibili. L’opera e’ interpretata a seconda
dellapropria sensibilita’, mentalita’, cultura. (u.eco).il regista.e’ una figura che si e’ affermata alla fine
dell’800, in passato il suo ruolo(di dirigere gli attori e curare tutti i dettagli dell’allestimento scenico)era
affidato allo stesso autore o dal capocomico, un attore che dirigeva tutta la recitazione.il regista coordina il
lavoro con gli attori, lo scenografo, e tutti gliaddetti alla messinscena.il copione.il regista si occupa anche
della messa a punto del copione. Il copione e’ lacopia del testo in cui sono evidenziate le parti che
interessano a ciascunesecutore ma e’ anche un testo che si arricchisce volta in volta degliinterventi del
regista e degli appunti degli attori e dei tecnici.il regista puo’ modificare il testo drammatico, puo’ eliminare
battute,personaggi, scene, spostare dialoghi, sostituire alcune parole o adattareintere battute adatte al
linguaggio attuale.in tal modo realizza una vera e propria riscrittura del dramma compatibilecon la propria
personalissima interpretazione.il linguaggio drammaturgico.il linguaggio usato e’ molto simile al linguaggio
parlato. E’ vivace,immediato.

Rispetto alle opere narrative usa un linguaggio performativo, finalizzatoall’esecuzione di azioni e gesti. Nel
linguaggio performativo vi sono traccedei gesti… grazie all’uso delle didascalie, gli enunciati conativi (che
miranoa indurre a qualcuno di eseguire un’azione. Forme imperative, esortative,vocative) gli indicatori
deittici (indicazione dei luoghi, dei personaggi, deglioggetti e dei tempi coinvolti nel tessuto della
rappresentazione scenica-pronomi dimostrativi, pronomi personali, possessivi, avverbi di tempo, diluogo-
esse rendono vere e concrete le cose rappresentate agli occhi olette).
Le origini del teatro.
Le radici greche del teatro occidentale:

si e’ sviluppato in eta’ arcaica e giunto a compimento nel corso dei secolisesto e quinto avanti cristo. In
Grecia sono nati i due generi fondamentali della drammaturgia tradizionale: la tragedia e la commedia. La
tragedia: diversi studi, ritengono oggi che lo sviluppo del genere abbia contribuitolo presenza alle più
importanti feste che si tenevano in attica in onore del dio, il grande dionisie, di cantori che recitavano i
brani dialogati tratti da poemi omerici o da antichi miti cantati da poeti. Un solo attore protagonista (chi
agisce per primo) avrebbe inizialmente interpretato tutti i personaggi, indossando maschere diverse
costumi vari per segnalare al pubblico i cambiamenti di ruolo. Sulla scena accanto a lui vi era il coro, che
oltre a danzare cantava le parti narrative interloquiva con il protagonista commentando le sue parole. Ciò si
e ‘protratto fino all’introduzione di un secondo attore e poi il terzo …la commedia: secondo Aristotele la
commedia (canto del villaggio e canto d’allegria) ha avuto origine da cerimonie religiose che si svolgevano
nei villaggi di campagna e durante le quali era trasportato in processione un enorme simbolo fallico per
domandare agli dei fecondità degli uomini, degli animali della terra. Queste cerimonie avvenivano in molte
zone agricole durante la vendemmia ei partecipanti, ebbri di vino, cantavano, danzavano e si
abbandonavano scherzi e scambi di battute licenziose e allusive alla sfera sessuale. Gli ateniesi tra la fine
del vi e il v secolo avessero inserito nei cori fallici scenette mimiche e che da questo e che da questo innesto
sia nata la commedia. Questo genere aveva preso il carattere dell’improvvisazione e aveva raggiunto forma
compiuta quando venne ammesso alle celebrazioni delle grandi dionisie di atenei teatro greco del v secolo.
Nel v secolo venne data un’organizzazione stabile alle gare tradrammatughi, che si tenevano durante le piu’
importanti feste cittadine, legrandi dionisie.uno dei magistrati principali sceglieva tre tragediografi che
gareggiavanodifronte a un pubblico formato da tutti i cittadini. Ogni autore presentava tre tragedie e un
dramma satiresco (un genere che parodiava i raccontimitologici ridicolizzando i comportamenti degli dei e
degli eroi. Alla finedella competizione una giuria di cittadini sorteggiati proclamava ilvincitore.dopo il 486
circa alle gare partecipavano anche cinque commediografiognuno con la propria commedia.

Le grandi dionisie duravano 5 giorni e anche se costava l’ingresso al teatro, il pubblico era consistente circa
15000 persone fra uomini, donne,ragazzi e forse schiavi.una tale partecipazione alle competizioni
drammatiche dipendeva nonsoltanto dal naturale desiderio di svago dei cittadini ma anche dallafunzione
sociale e politica che il teatro aveva. Rito sociale collettivo, dirappresentazione pubblica volta a sottolineare
l’identita’ ateniese deicittadini. Durante gli spettacoli il pubblico ateniese rifletteva sui grandi temi
esistenziali (morte, potere, fato, amore) proposti nelle tragedie o sulmalcostume degli uomini politici e
degli intellettuali sbeffeggiando nellecommedie e interiorizzava i valori morali propri della
comunita’. Tragedia greca.della tragedia greca si conservano trentuno testi di eschile, sofocle edeuripide.
Da queste opere si e’ riuscita a ricavare le caratteristiche tematiche, linguistiche e strutturali della tragedia
greca.prologo-> antefatto, parodos-> entrata del coro, episodi-> di solito 4,fatta di gesti, dialoghi,
monologhi …ogni episodio era separato dagli altriattraverso stasimi (canti del coro), infine c’era l’esodo->
l’uscita di scenadi tutti i personaggi e del coro.i drammaturghi attingevano la materia delle proprie opere
dalle anticheleggende delle idee e degli eroi riorganizzando le vicende per mostrare ilmodo in cui il loro
funesto destino si era compiuto. La tragedia esplorava imeccanismi attraverso cui un individuo, passava da
una situazione felice,all’infelicita’ piu’ totale, fino alla catastrofe (materiale e spirituale).assistendo a storie
che destavano terrore e raccapriccio per i fatti disangue rappresentati e pieta’ per il dolore dei protagonisti,
gli spettatorivivevano una sorta di purificazione o catarsi, nell’animo da tali emozioni.catarsi-> purificazione
delle passioni docuta al fatto che lo spettatore,anziche’ viverle o subirle in prima persona, ne vedeva
spiegate le causesulla scena e giungeva a comprenderle come sbocchi necessari dioriginarie infrazioni alle
leggi naturali e divine. Il dolore personale non tida modo di razionalizzare ma il dolore per interposta
persona commuovema concede spazio alla riflessione e al ragionamento sul male che
e’all’origine.immedesimazione senza esserne troppo coinvolto.al riparo dall’urto travolgente delle passioni,
lo spettatore potevainsomma meditarvi sopra, riconducendole ad una logica, a un sistemarazionale di
cause ed effetti.la funzione catartica delle tragedie si collegava piu’ in generale alla lorofunzione educativa.
Lo sviluppo tragico delle vicende degli eroi, lontaniprogenitori del popolo greco, induceva infatti lo
spettatore a interrogarsi sulla condizione umana e a raggiungere un alto grado di consapevolezzadella sua
fragilita’ e dei suoi limiti.la commedia greca.a noi ne sono pervenute 11 dell’ateniese aristofane.sul piano
strutturale e’ affine alla tragedia ma dominata da una disarmoniadell’insieme e dall’assenza di un disegno
specifico che organizzi la materia trattate. La caratteristica piu’ rilevante era costituita dalla
divisionedell’opera in due parti, tra le quali compariva una sezione durante la qualeil coro si rivolgeva
direttamente al pubblico-> la parabasi, che spezzava ilritmo del dramma e stimolava la riflessione sui
problemi sociali e politicidel tempo.i temi prendevano spunto dalla vita contemporanea e prendevano si
miral’immortalita’ e la corruzione dei cittadini piu’ in vista.la finalita’ delle commedie era quella di
controllare i potenti,smascherarne le malefatte e orientare l’opinione pubblica. Nel v secolo lacommedia
svolgeva una funzione pedagogica, nella quale suscitando ilriso, si mettevano in discussione temi e
problemi dell’attualita’.alla dine del v secolo la satira politica e sociale poco a poco scomparvedalle
commedie per lasciare spazio a rappresentazioni piu’ leggere, legatealla caratterizzazione di tipi
standardizzati. E si impoverirono si contenutoe persero il loro valore politico e sociale.il teatro a roma.in
origine era costituiro da rappresentazioni improvvisate, basate sucanovacci, allestite per la circostanza in
luoghi all’aperto.spettacoli alquanto rozzi, frammisti di canti, danzem battute irriverenti …il teatro fondato
su un testo letterario scritto appositamente per larappresentazione si affermo’ dopo l’espansione di roma
nel mediterraneoquando i romani entrarono in contatto con la piu’ raffinata cultura grecae ne assimilarono
i contenuti.a partire dal 240 a.c. le rappresentazioni teatrali divennero parte deglispettacoli previsti
nell’ambito dei ludi romani in onore di giove.le commedie e le tragedie romane.i drammi erano scritti in
versi (fabulae latine), imitazioni fedeli ai modelligreci. Inizialmente erano ambientati in grecia e
prevedevano l’uso dellemaschere per gli attori.i drammi pervenuti integralmente appartengono a pochi
autori: plauto(successo per le commedie caratterizzate da dialoghi vivaci e costantinarrative), terenzio
(meno buffonesche e piu’ verosimili) e seneca(tragediografo, riprende lo stesso materiale della tragedia
greca. Sul

piano strutturale le sue tragedie appaiono divise in 5 episodi separati daintermezzi corali nei quali un solo
personaggio commenta la vicenda sulpiano morale: tale struttura verra’ ripresa nel teatro rinascimentale,
cheda seneca ereditera’ la divisione del dramma in 5 atti).sofocle. Edipo re.senza saperlo uccide il padre e
sposa la madre. Giocasta, la madre, siimpicca e edipo di acceca.euripide. Medea.medea e’ abbandonata dal
marito per sposarsi con la figlia del re. Medea e’condannata all’esilio con i suoi figli e medita vendetta.
Finge di accettare ilnuovo matrimonio del marito per non partire e avvelena un dono per lanuova moglie,
ma e’ avvelenato. La figlia del re muore. Per punire il maritolo lascia in vita ma uccide i suoi fili e li esibisce
al padre allontanandosi dalcarro del sole.

L’evoluzione del teatro. Dal medioevo albarocco.


Il teatro del medioevo. Gli spettacoli profani e i drammi religiosi.caduti l’impero romano d’occidente, cesso’
ogni forma di attivita’ teatralefinanziata dallo stato. Piccoli gruppi di cantastorie, giocolieri
prendevanoparte alle feste locali, molte delle quali legate a culti pagani.

una vera e propria rinascita si ah nel mesioevo con il dramma liturgico, inbuona parte cantato e incentrato
su episodi del vangelo. A finanziare glispettacoli erano le chiese locali, le confraternite, l’autorita’
cittadina.ben presto il latino fu sistituito dal volgare e fece si che fossero coinvoltianche i laici e che le parti
cantate fossero abbandonate in favore didialoghi.a fine 1500 dopo la riforma protestante i drammi religiosi
ebbero undeclino.accanto al teatro religioso nacquero le farse a carattere profano. Esse,derivate
dall’attivita’ dei mimi e saltimbanchi erano recitati per strada daattori girovaghi.il teatro rinascimentale. Tra
il 400 eil 500 torno di moda il teatro erudito, basato sulle tragedieclassiche o sulle loro imitazioni. Il
movimento culturale di valorizzazionedegli ideali estetici e filosofici classici prese il nome di
rinascimento.es. Niccolo macchiavelli scrive la mandragola. Svincolata dai modelliclassici a cui si rifaceva
solo nella struttura. L’opera e’ ricca di spuntisatirici verso i malcostumi di certi preti e l’ignoranza dei
dottori.si rispettavano le caratteristiche che aristotele aveva delineato nellapoetica.il primo criterio fu la
verosomiglianza: si dovevano rappresentareavvenimenti possibili, del tutto simili ai fatti reali (questo
comportava unmaggior coinvolgimento dello spettatore). Dalla verosomiglianzadiscendevano le tre regole
dell’unita’: di tempo (la tragedia si dovevasvolgere nell’arco delle ventiquattro ore, di luogo (doveva
svolgersi inun solo ambiente), di azione (la trama doveva svolgersi con coerenza ecompiutezza).le tragedie
e le commedie erano rigorosamente ripartite in 5 atti perscandire e rendere comprensibile l’evolversi
dell’azione drammatica. Tra i generi colti si affermo anche il dramma pastorale (la tragicommedia),una
forma mista di elementi comici e tragici, ambientata in una campagna eincentrata sugli amori fra pastori e
fanciulle. Da questo ebbe origine ilmelodramma. Teatro nel barocco.in contrapposizione al
rinascimento.l’uomo aveva preso la propria centralita’ nel cosmo e non aveva piu’ ragioniper pensare ad un
mondo ordinato, unito dalla razionalita’ e dalla fedecristiana (contribui’ a cio la teoria eliocentrica, la
riforma protestante).

gli artisti del 600 furono accumunati dal desiderio di sperimentare formedifferenti e di dire cose nuove con
un linguaggio nuovo. Ci fu unallontanamento dai classici.la sperimentazione italiana fu diversa da quella
degli altri paesi comefrancia , spagna e inghilterra, nei quali l’arte drammatiche ebbe unastagione di
grandissimo rigoglio.in italia il contributo piu’ importante venne dalla creazione di due generi:la commedia
dell’arte (termine coniato da goldoni, essa e’ conforme alle teorie aristoteliche ma e’ caratterizzato dalla
presenza di un canovaccio edall’improvvisazione degli attori, prevedeva l’uso delle maschere
erappresentava un personaggio-tipo. Gli attori, si specializzavano nel ruolodi una maschera e la
vivacizzavano con apporti personali anche con battuteoscene e scurrili) e il melodramma (dramma in
musica o opera lirica,caratterizzato dal testo collegato al canto e alla musica. Le opere lirichesi arricchirono
di coreografie spettacolari e elementi tematici di grandeimpatto sul pubblico. Dal 600 si diffuse in tutta
l’europa), destinati asvincolarsi dalla drammaturgia in senso stretto, ossia dalla rilevanza del testo teatrale,
per acquisire una propria autonomia. Teatro di inghilterra.con l’espressione teatro elisabettiano, si designa
il periodo di massimorigoglio dell’attivita’ teatrale in inghilterra. E la produzione drammatica dishakespeare
terminata nel 1616. Cio’ si deve a diverse compagnie diprofessionisti e alla costruzione di molti teatri
permanenti per un pubblicopagante.la caratteristica fondamentale e’ il rilievo dato ai gusti del pubblico,
vastoed eterogeneo e agli elementi spettacolari della messinscena piuttosto cheall’osservanza delle regole
del classicismo.shakespeare.della sua giovinezza non si sa nulla se non che frequenta le scuole astratford,
conosce il latino e a diciotto si sposa e ha tre figli.commedie piu’ note: la bisbetica domata, la tempesta,
sogno di una notte dimezza estate, il mercante di venezia.drammi storici: enrico iv, riccardo ii, enrico
v. Tragedie: romeo e giulietta, amleto, giulio cesare, macbeth, re lear. Teatro in francia.come in inghilterra
nel 700 ricevette impulso l’esistenza di teatripermanenti aperti al pubblico gestiti da compagnie di stabili
professionisti.

le tragedie si ispirano alle regole classicistiche e le commedie allacommedia italiana.artista di spicco fu


moliere. Oltre commediografo fu pure impresario,attore e capocomico della sua compagnia. Egli concepi il
teatro comestrumento di critica alla societa’ e la visione del mondo che emerge dallesue commedie e’
riconducibile ai criteri di equilibrio, verita’ e naturalezza,considerati metri di valutazione dei comportamenti
umani.moliere ridicolizza il culto delle apparenza, l’ipocrisia e l’asservimentoalle convenzioni sociali,
avvertiti come atteggiamenti innaturali.

La nascita del dramma borghese.

Il trionfo della borghesia.all’apice di questo rivolgimento ci fu la rivoluzione francese 1789 checancello’ il


rigido sistema del tre ordini sociali (nobilta’, clero e terzostato). Nasce la borghesia di cui la base ideologica
era l’illuminismo, unmovimento di idee, che in nome della ragione, si erano prefissati lo scopo di

sottoporre a revisione critica tento i dati del sapere tradizionale quantole forme dello stato, i dettami della
chiesa e l’antico regime.nel 700 l’illuninismo contribui a sancire da parte della borghesia gli stessidiritti dei
nobili e ad affermarsi nel tessuto sociale, il romanticismo favorila nascita dei nuovi stati nazionali (italia e
germania) e la creazione e unprofondo legame fra gli intellettuali e la cultura della propria nazione.alla fine
dell’ottocento si afferma il positivismo, movimento che nonvalorizzava solo la ragione, intesa come facolta’
di tutti gli uomini, maanche la scienza, il sapere applicato a vari settori. Ne derivo’ unaletteratura
caratterizzata dalla massima aderenza alla realta’, compresaquella piu’ bassa e degradata. Tale concezione
in francia si chiamo’naturalismo e in italia verismo.il pubblico borghese e l’industria teatrale.con la
borghesia nasce un pubblico piuttosto vasto e con una discretacultura generale. Questo pubblico era
lontano dalla cultura classicadelle tragedie, quanto dalle commedie regolari, in cui i tipi borghesi
eranooggetto di derisione per i loro vizi proverbiali.il nuovo teatro aprendosi ad un pubblico pagante,
assunse a tutti glieffetti la fisionomia di un’industria dello spettacolo, i cui prodotti eranovenduti sul
mercato. A determinare il successo erano gli spettatori cheaffollavano o meno le sale.ci furono autori che
cercarono di interpretare (per il successo e perconvinzione) gli interessi del loro pubblico come il filosofo
francesediderot, il tedesco lessing e goldoni.la riforma del teatro e la commedia “di carattere” di carlo
goldoni.nelle sue moltissime commedie, si preoccupo sempre di ritrarre i personaggie vicende
rigorosamente desunti dalla realta’. Il mondo e’ il teatro. Ipersonaggi devono essere veri e naturali. Tali
convinzioni portarono goldoni a riformare la commedia. Di opera inopera elimino’ le maschere, che avendo
persa la loro originariaspontaneita’ erano a mano a mano diventati stereotipi buffoneschi eprevedibili, per
sostituirle con personaggi dalla psicologia ben piu’delineata. Elimino’ anche il canovaccio per sostituirlo con
il testodrammatico suddiviso in 5 atti e pieno di didascalie. Questo testo una volta
consegnato agli attori, diviene un copione che dovevano imparare amemoria.questo avvicino’ il pubblico
borghese veneziano ma l’intenzione di goldoninon era quella di assecondarlo e compiacere a tutti i costi. Il
suo scopoera educarlo ad apprezzare la finezza psicologica dei caratteri el’esaltazione di determinati valori
(onesta’, senso della misura,laboriosita’) contrapposti ai disvalori (meschinita’, vanita’, egoismo).in diverse
commedie, fra cui la locandiera, lo scontro fra valori e’ calatoall’interno del confronto fra fatti sociali: la
borghesia laboriosa esemplice nei modi, incarnata da mirandolina, e’ opposta all’aristocraziaoziosa, inetta e
altezzosa, che si esprime nei nobili spasimanti. Questadinamica vede come vincente mirandolina, tipica
rappresentante dellaclasse borghese in ascesa, non costituisce pero’ un cliche’: in altrecommedie critica la
borghesia benestante.grazie a goldoni si afferma in italia il teatro di moliere, il teatro dicarattere, un teatro
in cui tutti i personaggi non corrispondono a ruollipuramente subordinati alle esigenze della storia, ma sono
individui,caratteri dai tratti psicologici reali, per giunta inseriti in contesti socialirappresentati con
precisione. In tali personaggi, il pubblico borghese equello popolare si potevano riconoscere, non solo come
soggetto diderisione ma come soggetto di pari dignita’ di quella del cetoaristocratico.la nascita del dramma
borghese.un’altra importante novita’ del 700 e’ caratterizzata dai primi tentativi disuperare la distinzione
tra commedia e tragedia e di dare origine a unaforma intermediata tra le due e del tutto nuova, detta in
seguito drammaborghese.in questo senso individui comuni sono protagonisti di conflitti morali epsicologici
di rilievo, interessanti e seri come quelli delle tragedieclassiche.il primo a teorizzare il dramma borghese fu
diderot, il quale in un trattatodal titolo: discorso sulla poesia drammatica prospetto’ la creazione di
ungenere teatrale serio in prosa, che mettesse in scena i problemi e i tormentiinteriori dell’uomo medio
contemporaneo e che rappresentasserealisticamente l’ambiente sociale.diderot stesso si cimento’ come
drammaturgo con il figlio naturale e ilpadre di famiglia (1758). Di qualche decennio successivo e’ il
drammaborghese miss sarah sampson di lessing.gli esperimenti teatrali di diderot e di lessing non ebbero
subito un largoseguito.

nel primo 800, con la diffusione del romanticismo il dramma borghese fuaccantonato in favore della
tragedia romantica, un genere che purcontravvenendo alle unita’ di tempo e luogo, era scritto in versi,
inscenavamomenti significativi della storia nazionale e aveva per protagonisti eroiaristocratici o comunque
individui moralmente alti.nel secondo ottocento con l’affascinarsi in europa delle forti tendenzedel
realismo, in clima culturale dominato da positivismo e naturalismo siaffermo il dramma borghese che fino
ai primi anni del novecento fu ilgenere piu’ prestigioso.le caratteistiche del dramma borghese e le opere di
ibsen e cechov.il dramma borghese e’ quindi il genere che meglio rispose alle aspettativedl pubblico medio
ottocentesco trovava soddisfatte nel romanzo. Infattiproponendo una visione realistica della societa’
contemporanea,permetteva gli spettatori di rispecchiarsi nelle vicende e di riconoscersi neidilemmi dei
personaggi.in europa i drammi di ibsen e cechov presentavano intrecci che sacrificavanol’intrigo, il ricorso
al patetico e il colpo di scena in nome di una maggiorenaturalezza delle vicende e dei
personaggi.caratteristiche dei drammi borghesi:-personaggi esponenti di un ceto medio.- i temi sono
rappresentati dai difficili rapporti famigliari e dal denaro(incomprensioni fra cognugi, le reciproche
menzogne, adulterio, collassoeconomico, indebitamento, rischio di indebitamento).es. In nora casa di
bambola di ibsen, vi e’ la difficolta’ di comunicare con ilmarito e i problemi economici che si intersecano
dando vita ad un risvegliodella coscienza della protagonista che si rende conto di essersi adeguataad un
genere di vita che il marito e l’etica borghese le avevano cucitoadosso e in cui non si riconosce piu’.-gli
ambienti sociali che fanno da sfondo alle vicende sono resi conprecisione naturalistica. Si tratta spesso di
interni borghesi: salotti, saleda pranzo, studi, uffici privati luoghi pubblici iltutto arredatorealisticamente.-i
dialoghi sono espressi con un linguaggio medio, semplice e discorsivo espesso si risolvono in confronti su
problemi, in discussioni in cui lequestioni che stanno a cuore ai protagonisti sono analizzate sotto tuttigli
aspetti.spesso si incontrano monologi in cui il personaggio , pur circondato daaltri si confessa a se stesso: si
sottopone a un’indagine introspettiva percercare le ragioni profonde del proprio agire o le cause della
propriacondizione.

carlo goldoni.nasce a venezia nel 1707. Ha un carattere irrequieto, incline all’avventurae allo scherzo. Dopo
anni di viaggi e avventure amorose, in seguito allamorte del padre si risolve a terminare gli studi e a
impiegarsi comeavvocato. Intanto pero’ ha conosciuto un impresario che gli affida ilcompito di scrivere testi
per il teatro san samuele di venezia. La sua vitaeconomica e’ alquanto precaria fino a quando ottiene una
retribuzionestabile dal capocomico madebach in cambio della stesura di otto commedieall’anno per il
teatro sant’angelo di venezia. Abbandona la compagniamadebach e passa a lavorare per il teatro san luca .
Amareggiato dallepolemiche con un altro rivale, gozzi, lascia l’italia e va a parigi dove e’stato invitato a
dirigere la commedie italienne, ma il pubblico francese sisente interessato piu’ alla commedia dell’arte che
alle modifiche chegoldoni voleva apportare al teatro. Riesce a diventare insegnante diitaliano ma poi con la
rivoluzione nel 1792 la rendita fissa viene revocata ecosi’ goldoni muore in condizioni di miseria nel 1793.la
locandiera.commedia. Tecniche del linguaggio teatrale: gli a-parte, i deittici, illinguaggio conativo.l’azione si
svolge a firenze, nella locanda gestita da mirandolina, tra gliospiti vi sono un marchese privo di denaro e un
conte aricchito: entrambi tentano di ottenere i favori di mirandolina, il primo vantando il proprio titolo
nobiliare, il secondo offrendo regali preziosi. Ella accettagentilezze e doni, senza impegnarsi con nessuno.
L’atteggiamento deglispasimanti suscita la disapprovazione del cavaliere di ripafratta, chedisprezza le
donne e tratta sdegnosamente anche mirandolina. Lalacandiera, offesa, decide di farlo innamorare e riesce
grazie alla propriaastuta eloquenza e ad uno svenimento simulato. Quando pero’ il cavaliere, travolto dalla
passione, pretende che mirandolina gli si conceda, ella siaccorge di aver protatto uno scherzo pericoloso e
medita di sposare ilfedele cameriere fabrizio. Il marchese e il conte, vedendo il cavalierepalesemente
innamorato, lo accusano di incoerenza; egli irato, intendebattersi a duello e afferra la spada del marchese,
ma poiche’ e’ senza lamail combattimento e’ impossibile. Mirandolina svela pubblicamente il propriopiano
e finge di non essere riuscita nell’intento, visto che il cavaliere,imbarazzato, nega ogni sentimento; la
locandiera quindi annucia le proprienozze con fabrizio. Il cavaliere si allontana sdegnato contro la
falsita’delle donne e depreca il loro potere sugli uomini, mentre mirandolinacongeda il conte e il marchese
e promette di mutare condotta.goldoni critica la commedia dell’arte per la loro incoerenza nella trama,la
volgarita’ banale dei lazzi, la debolezza dei personaggi. La sua riforma

pero’ procede per gradi, per vincere le resistenze degli attori e sia delpubblico abituato diversamente. La
locandiera, ad esempio conserva traccedella commedia dell’arte nella figura di mirandolina, evoluzione tipo
dellaservetta e inoltre inserisce il duello finale fra il cavaliere e il conte.la strategia di mirandolina: dalla
lusinga alla complicita’.mirandolina cambia tono, parole e gesti in base all’interlocutore.mirandolina, un
abile seduttrice: miranolina quando da’ inizio alla suastrategia di seduzione ai danni del cavaliere di
ripafratta, che hadisprezzato la qualita’ del suo servizio, ha preteso un atteggiamentosottomesso e si e’
dimostrato insensibile al fascino femminile. Ellapertanto, dopo aver deciso di vincere, abbattere e
conquassare quei cuoribarbari e duri nemici delle donne, lo raggiunge nella sua camera con ilpretesto di
portargli biancheria migliore.in questa scena usa come intermediari gli oggetti (lenzuola ecc…) perlusingare
l’orgoglio di classe e il gusto raffinato del cavaliere. Ilcavaliere pensa che mirandolina lo stia adulando e
quindi lei cambiaatteggiamento … le arti di mirandolina sono molto piu’ raffinate dice didisprezzare le
moine dei corteggiatori, si mostra interessata solo allavoro e rivela di ridere degli spasimanti. Il cavaliere
inizia ad apprezzarla…mirandolina brillante (si vendica per l’odio sulle donne del cavaliere e
perl’opportunismo del conte e del marchese) o e’ una cinica manipolatrice? (fainnamorare gli uomini per
dominarli e sercirsene, indifferentemente dalleferite che il suo atteggiemento provoca).ibsen. Casa di
bambola:nora sembra vivere una vita spensierata fatta di giochi con i figli edeffusioni con il marito. Nora si
indebita per aiutare il marito per unproblema di salute, ma il marito non lo sa e crede che sia stato il padre
adelargire il prestito e cosi’ la donna lavora in segreto e ha risparmiato permolto tempo. Finalmente ha
quasi finito di pagare il debito, ma il suo capominaccia di raccontare tutto al marito per impedire il suo
licenziamento.quando alla fine il marito scopre tutto, non capisce il motivo del suogesto e si dimostra
preoccupato solo della sua onorabilita’. Quando ilmarito crede che tutto possa diventare come prima, nora
capisce che havissuto per anni accanto ad un uomo che non conosceva e se ne va persempre.cechov.
Drammi famosi: il gabbiano, zio vanja, le tre sorelle, il giardino deicigliegi.il giardino dei cigliegi: liubov (di
famiglia aristocratica decaduta) torna inrussia e rivedere la sua casa circondata da un giardino di cigliegi la
riempie

di gioia. I suoi debiti sono consistenti e rischia di perdere il giardino. Lei e ilfratello si affidano cosi’ a prestiti
di amici e vaghe speranze per assicurarsila prorieta’. Ma alla fine il giardino e’ abbattuto per realizzare
unaspeculazione edilizia.

Il teatro del novecento.

Il teatro naturalista e la nascita del teatro di regia.il teatro come altre forme artistiche , nel 900 si aprono a
sperimentazioniche hanno cercato di rinnovarne tutti i componenti (recitazione,linguaggio, messinscena,
rapporto con il pubblico). Tra tutte le innovazionila nascita della figura del regista e’ forse la piu’
significativa, perche’ ha

reso molto piu’ curata e armonica la messinscena. (regista-> colui che siincarica di far interagire ogni
aspetto della rappesentazione).la figura del regista si affermo’ a cavallo fra 800 e 900, nell’ambito
dellariforma del teatro ispirata ai principi del naturalismo: quello di riprodurrein scena la realta’ nel modo
piu’ fedele e oggettivo possibile.la nascita dei registi servi, in un primo momento, a garantire che il testodel
drammaturgo fosse rispettato (comprese le abbondanti didascalie tipiche delle opere teatrali di fine 800) e
al tempo stesso, disciplinare gliattori in modo che rinunciassero a interpretare se stessi e che
sidisponessero a interpretare i personaggi. Se il teatro doveva imitare lavita, come prescriveva il
naturalismo teatrale, gli attori dovevanosforzarsi di immedesimarsi il piu’ possibile nei personaggi e di non
far trasparire la finzione. Inoltre solo l’immedesimazione totale degli attorinei personaggi permetteva agli
spettatori, a propria volta, di identificarsi inquesti ultimi e di emozionarsi con essi.sotto la direzione del
regista (il precursore fu antoine) gli attori del teatro naturalista recitavano cercando di ignorare la presenza
delpubblico e muovendosi lungo tutto il palcoscenico, talvolta girati di spalle.in altre parole recitavano
quasi come se tra loro e gli spettatori non cifosse una comunicazione diretta, ma una quarta parete, la
pareteimmaginaria che divide lo spazio vuoto tra palcoscenico e pubblico (le altre tre sono quelle del
fondale scenico e delle quinte laterali).un altro grande regista, stanislavskij, considerato da molti il padre
dellaregia moderna, per conferire realismo alle sue scene imponeva agli attoridi rivivere dall’interno,
attingendo alla propria memoria emotiva, leemozioni dei personaggi. Nell’allestire i drammi di cechov, di
cui eradivenuto stretto collaboratore, curo’che gli attori, passando da unasituazione vissuta analoga a
quella dei personaggi, non interpretasseroruoli ma rivivessero l’esperienza interiore che aveva
accompagnato talesituazione, cosi’ che l’immedesimazione fosse totale e credibile (metododella
reviviscenza).l’avvento del regista che in italia si impose negli anni 30 del 900, comporto’una vera e propria
rivoluzione del modo di fare teatro perche’ il registaconsidero’ lo spettacolo un insieme armonico cui
concorrevano, quasi allostesso livello, la recitazione degli attori, che doveva essere coordinata,
lascenografia costruita sul palco enon piu’ soltanto dipinta sul fondale,musica, tempi, luci.

il teatro della prima meta’ del 900: il superamento del realismo del drammaborghese.si diffusero oltre il
naturalismo, altre tipologie di teatro che nella lorodiversita’ furono accumunate dalla volonta’ di superarne
il realismo e dipresentare lo spettacolo come finzione, esprerienza altra rispetto allarealta’.evitando di
riprodurre nello spettatore l’illusione di trovarsi di fronte aduno spaccato di vita vissuta, si cerco’ di
impedirli la totale partecipazioneemotiva a quanto vedeva. L’obiettivo era sempre quello morale,
didenunciare cio’ che non andava come avrebbe dovuto. Gia’ gli autori deldramma borghese avevano
messo in discussione pregiudizi e meschinita’ delmondo contemporaneo ma, a eccezione di grandi
drammaturghi come ibsen ecechov, lo avevano fatto con colpi di scena improvvisi e inattesi, con
scenestrappalacrime che emozionavano lo spettatore ma di fatto gli impedivano dimaturare una riflessione
critica sugli eventi a cui assisteva.il teatro provocatorio e umoristico di pirandello.il primo autore che
rivoluziono’ con i suoi drammi (di cui spesso fu ilregista) il modo di fare teatro nel 900 fu pirandello,
scrittore eintelletuale di fama europea. Gli intrecci dei suoi drammi sono spessoparadossali, assurdi enon
riflettono quasi mai cio’ che il pubblicoconsidera vero o verosimile. Cio’ gia’ di per se non favorisce
lapartecipazione emotiva dello spettatore alle vicende dolorose deiprotagonisti ma disorienta, sconvolge. Il
teatro pirandelliano non si fondasu verita’ certe e non oppone valori sociali e positivi all’ipocrisia e
alperbenismo borghese: si limita a seminare dubbi, a scalzere certezze, adimosrare che alla base di tutto il
vivere borghese c’e’ un gioco di ruoli incui ognuno recita una parte e si comporta come gli altri vogliono da
lui.chi non si uniforma al giuoco delle parti e non si omologa e’ consideratostravagante o e’ guardato con
sospetto e viene respinto. Nei drammipirandelliani gli eventi dolorosi, quelli che bel dramma borghese
erano trattati in modo patetico per commuovere il pubblico, sono affrontati conatteggiamento umoristico,
sottolineando gli aspetti bizzarri, buffi,ridicoli. Nelle opere di pirandello il lato tragico della vita puo’
insommasortire effetti comici, puo’ provocare un riso amaro, che implica imbarazzoe disagio nel pubblico.il
pubblico contemporaneo a pirandello rimaneva piuttosto perplesso difronte a rappresentazioni che
apparentemente mettevano in scena i classici temi del dramma borghese (conflitti familiari, adulterio…) ma
che nel lorosviluppo riflettevano un’interpretazione della realta’ che andava molto aldi la’ di quella
rassicurante del dramma borghese.in cosi’ e se vi pare, non vi e’ condanna a comportamente
apparentementeriprovevoli (segregare in casa una moglie, o impedire ad una madre divedere la figlia), al
contrario si insunua il dubbio che questi possano avere

una loro ragion d’essere e si basino su un’idea di realta’ cui i personaggi siaggrappano per andare avanti
dopo che un evento tragico ne ha sconvoltola vita. Il pubblico in sala non sapeva che atteggiamento
assumere, perche’non gli venivano proposte verita’ certe su cui aderire, ma solo
verita’provvisorie.pirandello nasce nel 1867 in provincia di agrigento. Dopo gli studi inletteratura si sposa e
si dedica alla scrittura narrativa e allacollaborazione con riviste. Nel 1904 pubblica il fu mattia pascal, nel
quale trasferisce la propria visione pessimistica della societa’ borghese eriflette sul contrasto fra realta’ e
apparena. Assume l’incarico diprofessore per mantenere la moglie, affetta da squilibri mentali e i trefigli.nel
1922 la rivoluzionaria commedia 6 personaggi in cerca d’autore e’rappresentata nelle maggiori citta’
europee e a new york.aderisce al fascismo e grazie ai finanziamenti dello stato fonda lacompagnia del
teatro dell’arte e in qualita’ di direttore cural’allestimento delle proprie opere.alla fine della sua vita si
dedica alla rielaborazione cinematografica dialcune sue opere.il teatro delle maschere nude: molti dei
drammi pirandelliani sono confluitiin una raccolta dal titolo maschere nude. L’autore partendo dal
drammaborghese, ne sforza gli schemi fino a renderli inverosimili.i personaggi sono facilmente inquadrabili
entro una personalita’ unica edefinita. I ruoli del contesto sociale (moglie, impiegato, dottore) eranorifiutati
dai personaggi avvertendoli come maschere imposte dall’esterno.cio’ li mette in crisi e talvolta cercano di
liberarsi dalla maschera andandoincontro all’emarginazione oppure la indossono anche in modo
tropporigoroso con il risultato di spiazzare le aspettative degli altri. In ognimodo il personaggio
pirandelliano rappresenta un problema per coloroche lo circondano, uno specchio in cui si riflette la loro
condizione diindividui imbrigliati in una rete di convenzioni sociali fondate sucompromessi e menzogne.le
vicende rappresentate assomigliano a quelle realistiche del drammaborghese, tuttavia a mano a mano che
l’azione scenica procede, lesituazioni escono dai binari dalla normalita’ fino ad apparire inverosimili.verita’
contrapposte o grottesche. I personaggi assumono atteggiamenticontrari a quelli ritenuti normali e la prima
parte “avvertimento delcontrario” risulta comico, ma la comprensione della profonda sofferenzagenera il
“sentimento del contrario”, che cambia l’atmosfera da comica a tragica-> commistione del ridicolo e del
serio= grottesco.

cosi e se vi pare: il genero non permette alla suocera di vedere la figliaperche’ la vuole tutta per se. Ma il
genero racconta che la suocera credeche sua moglie sia sua figlia perche’ e’ deceduta e non avendone
ancorapreso coscienza crede che la sua seconda moglie sia sua figlia. E la suaseconda moglie le regge il
gioco. Ma la suocera racconta un’altra verita’…il pazzo e’ il marito che pensa che la prima moglie sia morta
e che la donnache gli vive accanto e’ la fantomatica seconda moglie. Infatti e’ cosi’ ladonna si era ammalata
e una volta guarita e’ tornata dal marito che avevaperso il senno e allora per mantenere gli equilibri si sono
risposati. Maallora la moglie si sente la prima o la seconda moglie: lei risponde dicendoche e’ colei che
ognuno crede che sia.il gioco delle parti. Leone gala vive al riparo di ogni aconvolgimentoemotivo diviso
dalla moglie. Cosi’ ogni giorno va a trovare la moglie nonmodtrando risentimento verso l’amante di lei. Lei
vuole liberarsi delmarito per stare finalmente con l’amante e lo spinge a duellare dopo che incasa si sono
introdotti per sbaglio degli ubriachi. Leone spiega che e’giusto che si batta l’amante perche’ in realta’ ha
fatto le veci del marito el’amante imprigionato nella logica della sua parte si batte. L’amante muore.la
donna e’ sconvolta e leone rimane impietrito.il teatro epico e straniante di brecht. Tralasciando le
esperienze teatrali delle cosiddette avanguardie(futurismo, dadaismo, surrealismo, espressionismo) la cui
vocazione era lasperimentazione di linguaggi e forme nuovi, una decisa opposizione alleconvenzioni del
teatro naturalista borghese avvenne dal tedesco brecht.ispirandosi al pensiero di marx, nel 1926 impiego’ il
teatro per far prenderecoscienza allo spettatore dei problemi economici e sociali che affliggevanola societa’
e per suscitare in lui il desiderio di trasformarla.per brecht occorreva abbandonare la struttura e i contenuti
del teatroche chiamava drammatico o artistotelico, nell’ambito del quale lospettatore era coinvolto
emotivamente per tutto lo spettacolo al punto daaccettare per vera la realta’ illusoria che vedeva sulla
scena e daritenerla immutabile e eternamente valida.soltanto spezzando il coinvolgimento superficiale era
possibile indurre ilpubblico alla riflessione critica, ovvero a collegare cio’ che vedeva in teatro alla realta’
politica e sociale esterna al teatro stesso.
in tal modo sarebbe sorto nello spettatore il desiderio di opporsi alcapitalismo, responsabile dello
sfruttamento dei ceti subalterni el’adesione all’ideologia marxista.brecht elaboro’ un tipo di teatro da lui
stesso definito epico (cioe’narrativo), in cui era dato ampio spazio alla narrazione dei fatti (non soloalla loro
drammatizzazione).lo strumento impiegato per educare politicamente gli spettatori consistevanel
provocare in loro un effetto di straniamento, una sorta di piccoloshock generato dal vedere un dato reale e
ordinario da una prospettivainedita e quindi da percepirlo come strano (estraneo allo spettatore). Testro
drammatico: eventi presentati secondo una rigida concatenazionelogica, la scrnografia realistica rafforza la
verosomiglianza del dramma.la recitazione riproduce fedelmente le caratteristiche dei personaggi
daprovocare un’identificazione da parte degli spettatori. Non ci sonointerventi di tipo narrativo, ne
commenti esterni alla rappresentazione. Ilpubblico si lascia coinvolgere emotivamente e cio’ non lo
sollecita aragionare su cio’ che vede ma a subire passivamente il dramma. Testo epico: glieventi sono
suddivisi in episodi, o quadri, dotati di unapropria autonomia e introdotti da didascalie scritte su cartelli
oproiettate su uno schermo che ne indicano il contenuto, i luoghi ei tempicosi’ che lo spettatore sia messo
a conoscenza dei fatti prima ancora cheavvengano sulla scena. Su uno schermo sono anche proiettate
immaginidocumentarie collegabili al contenuto del dramma. Spesso le scenesingole sono interrotte da
conzoni per evitare che lo spettatore sia trascinato emotivamente dallo svolgimento continuo dell’azione.
Tuttocio’ che e’ dietro le quinte e’ esibito, riflettori, travestimenti musicisti … larecitazione degli attori
appare straniata perche’ non si fondasull’immedesimazione dei persoanaggi ma su un modo distaccato
diimpersonarli e di raccontarli sotto un risvolto critico. Il pubblico provauno straniamento che lo spiazza e lo
costringe ad assumereconsapevolezza delle cause e degli effetti dei temi sociali affrontati.es. Di dramma
epico e’ madre courage di brecht. In quest’opera,sottotitolata cronaca della guerra dei trent’anni, il
resoconto degliavvenimenti esposto nelle lunghe didascalie e i dialoghi sono finalizzati adimostrare che al
di la’ dei pretesti ideologici tutte le guerre rientrano inuna logica di sopraffazione e di profitto dalla quale
hanno vantaggio soloi potenti. Per le popolazioni ogni guerra comporta solo sciagure materiali enon ci
insegna nulla…anzi…madre courage. La protagonista trascina il proprio carro di merci da uncampo di
battaglia ad un altro nel tentativo di sopravvivere e si accumularedenaro. Alla fine si impoverisce e perde
uno ad uno i suoi tre figli. Nella sua

Disperazione non c’e’ pathos ma piuttosto una cupa rassegnazione. Nelfinale la donna decide di riprendere
il suo commercio e si pone al seguito diun altro reggimento.la protagonista si inquadra nella lunga guerra di
religione che coinvolse iprincipati territoriali tedeschi e altri paesi europei divisi in dueschiaramenti:
cattolici e protestanti.il teatro del secondo novecento.in questo periodo ha influito molto il contesto
politico-sociale. Lospettacolo teatrale ha subito la concorrenza con gli altri mass media(cinema, tv) divenuti
via via piu’ popolari e ha percepito stimoli esterni legatiallo sgomento degli orrori della seconda guerra
mondiale e alla paura diun nuovo conflitto combattuto con armi nucleari.gli autori di teatro al pari di
narratori e poeti si sono occupati dellastraordinaria crescita economica e dei suoi risvolti negativi: la corsa
alconsumismo, l’omologazione dei comportamenti, l’obbedienza alle mode,linguaggio di massa fatto di
slogan, formule fisse, vocaboli presi dallapubblicita’ …il teatro cosi’ ha giunto piu’ spesso una valenza
politica o comunque e’stato impiegato come strumento di contestazione dei meccanismi tipici
dellemoderne societa’ di massa, che riducono l’uomo a individuo anonimo(consumatore, utente, cittadino,
fruitore).al tempo stesso non si e’ spenta quella volonta’ di ridefinire la tradizionale concezione del teatro
come rappresentazione mimetica dellarealta’. Autori e registi hanno voluto rompere gli schemi
formalinaturalistici (scenografia realistica, la recitazione verosimile, la quartaparete, la passivita’ del
pubblico) e hanno dato vita ad una serie disperimentazioni teatrali di vario genere: tra queste e’ divenuta
celebrequella del teatro dell’assurdo e in italia quella del teatro di dario fo,impostato sulla narrativita’ e sul
recupero delle antiche forme diintrattenimento popolare.il teatro dell’assurdo e finale di partita di
beckett.l’appellativo teatro dell’assurdo, e’ stato dato da un critico teatraleionesco e beckett che nei primi
anni 50 avevano scritto e portato in scena aparigi opere prive di sviluppo narrativo, consequenzialita’ logica
e temporale.dopo la prima scena non accade piu’ nulla di rilevante ma si alternanoazioni disarticolate,
spesso senza senso all’interno di una scenografia

Svuotata di concretezza e ridotta all’essenziale. A compiere tali azionisono personaggi banali, di scarso
spessore psicologico o personaggi totalmente inverosimili.lo scopo degli esponenti del teatro dell’assurdo
era quello dirappresentare l’assurdita’ del vivere mettendo in scena situazioniparadossali e dialoghi
sconnessi e frammentari, pieni di frasi fatte o modi didire che in quel contesto non c’entravano nulla.es.
Finale di partita di beckett. No ci sono azioni che abbiano lacaratteristica dell’evento. E’ una serie
disordinata di dialoghi e brevimonologhi alternati a gesti inconcludenti spesso ripetitivi nell’ambito diuna
rotine che potrebbe continuare in eterno. Questi dialoghi e monologhi,nella loro assurdita, assumono un
profondo significato allusivo allacondizione umana che secondo l’autore e’ sempre fondata si
un’infelicita tanto inevitabile quanto gratuita, fine a se stessa. Non ci sono risposte alsenso della
vita.l’opera racconta della strana convivenza fra un cieco paralitico hamm e ilsuo servitore e figliastro clov.
Nella stanza dove vivono ci sono due bidonidove vivono i genitori di hamm. Il titolo allude al gioco della
vitametaforicamente assimilato ad una partita di scacchi in cui nessuno vince edogni mossa conduce alla
sconfitta, infelicita’, solitudine, morte.il teatro narrativo si dario fo’.il nome dario fo e’ legato soprattutto al
suo indiscusso capolavoromistero buffo (1969), un opera contemporanea di cui egli e’ al contempoautore,
unico attore e regista, molto lontana dal testo borghese tanto nelcontenuto quanto nel linguaggio
scenico.mistero buffo e’ un opera impegnata politicamente (in senso marxista) eaperta a progressive
modifiche a legarla all’attualita’, tanto che dopo lasua prima stesura e rappresentazioni, ha subito
maneggiamenti che l’hannoresa molto diversa dalle successive messinscena. In secondo luogo si tratta di
un’opera concepita non come imitazione della vita, ma comeesibizione di un unico attore che attraverso un
lungo monologo, un poracconta un fatto, un po lo spiega e un po lo interpreta, dando voce a tuttii
personaggi coinvolti (sdoppiandosi pertanto sulla scena anche con l’usodi maschere).si tratta di un’opera
che puo’ dare luogo a improvvisazioni, variazionilinguistiche o tematiche rispetto al testo drammaturgico.
L’autore-attorefo non si sente imbrigliato dal copione ma quando e’ sulla scena si tienelibero di reinventare
il discorso da lui stesso scritto a seconda dellesuggestioni sulla cronaca quotidiana o dagli stimoli degli
spettatori.

Quello di fo e’ un teatro che, traendo spunto dagli spettacoli di strada edai giullari medievali, mira ad
abbattere la quarta parete per cercare diinstaurare un contatto diretto e immediato con il pubblico anche
medianteil dibattito (fo inscenava gli spettacoli nelle fabbriche, circoli operai,palestre, spazi pubblici lontani
dai luoghi ufficiali del teatro borghese.il pubblico non prova mai l’illusione di vedere lo svolgersi di un
fattoreale, poiche’ fo non tenta mai di identificarsi nei personaggi cui da’ vita mapiuttosto li presenta e li
racconta assumendo ogni volta timbri vocalidifferenti e accompagnandosi con gesti ed espressioni adatte al
ruolo. Folascia percepire che dietro quel personaggio c’e’ l’attore che a imitazionedel giullare che
girovagava per le fiere e le feste paesane si esibisce in unoapettacolo serio e morale nei contenuti ma
buffo, comico nel modo dirappresentarli. Da una prospettiva (dal basso) che li deforma per adattarlialla
sensibilita’ delle classi popolari.il narratore racconta spesso cio’ che gli spettatori gia’ sanno ma che
soloattraverso l’atto di narrare si svela in una forza tutta nuova, nella tensione emergente tra attore e
spettatore, in quel momento prezioso esfuggente che e’ il qui e ora del teatro. L’attore riacquista il suo
ruolosociale fondamentale: e’ il fool (nel re lear di shakespeare aveva ilcompito di riempire i vuoti del re,
racconta storie con uno sguardoangolato, curioso che puo’ far ridere o turbare – e’ matto e santo) coluiche
racconta cio’ che e’ sotto gli occhi di tutti ma che gli altri non hannola capacita’, la possibilita’ o il tempo di
vedere.mistero buffo.e’ un opera teatrale scritta e recitata per la prima volta nel 1969. Il titoloallude al
repertorio dei giullari e cantastorie medievali, che mettevano inscena testi di argomento sacro (i misteri)
recitati in chiave comica obuffonesca per smascherare i vizi dei potenti. Dario fo attinge allecronache
medievali e alla letteratura popolare a volte in modo integrale, avolte con rielaborazioni e si propone di
valorizzare la cultura del popolominuto, ricca di spunti satirici. Il libro divenuto uno spettacolo di
grandesuccesso, comprende una prima parte intitolata i mistiri, espressa indialetto (un mixd i lingue e
dialetti dell’italia del nord) e una secondaparte i grammelot, che contiene monologhi scritti in un linguaggio
diinvenzione, fatto di parole senza senso e suoni onomatopeici. Proprio per lasua natura il linguaggio e’ in
pochi casi scritto e sostituito da una sintesi-commento della vicenda che sara’ messa in scena. Una
didascalia avverteinoltre che il testo e’ stato via via aggiornato dalle repliche: come gliantichi giullari e i
protagonisti della commedia dell’arte l’autore e’ ancheattore e sottopone il testo a continue variazioni
lasciandosi stimolaredagli spettatori, dagli ambienti, da eventi casuali che accadono al momento(es. Una
mosca che vola). Con mistero buffo si afferma in italia il teatro dinarrazione.

Eduardo de filippo.l’opera natale in casa cupiello (1943) e’ una commedia drammatica compostain tre atti
scritta da eduardo de filippo (1900-1984) attore e commediografonapoletano tra i piu’ notevoli del
panorama teatrale italiano del 900. Lavicenda rappresentata si svolge a napoli, in un’abitazione piccolo-
borgheseil cui proprietario, luca cupiello, cerca ingenuamente di cimentare allaviglia di natale
un’impossibile armonia e serenita’ tra i famigliari, divisi darancori, odi, fallimenti.