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Sara Marano

Matricola 1656995

Caratteri cinesi: diversi aspetti di un unico sistema di


scrittura
De Francis raggruppa diversi termini per riferirsi ai costituenti della scrittura cinese;
essi, pero , non sono sinonimi tra di loro, bens si riferiscono a diverse caratteristiche
dei caratteri. In questo modo. da una parte fa capire che nel mondo dei linguisti e
degli studiosi non c'e un accordo ben preciso su cosa siano i caratteri cinesi e su
come vadano descritti (come invece puo sembrare); dall'altra, si mette in risalto la
costituzione etereogenea della scrittura cinese.

Il termine piu specialistico e "caratteri cinesi", che in Giappone si traduce in "kanji"


(pur non essendo perfetti sinonimi, visto che alcuni caratteri creati in Giappone
sono diversi da quelli usati in Cina). Un termine sviluppatosi in tempi recenti e
"sinogrammi", la cui caratteristica principale e usare una parola al posto di due;
senza dubbio, con questo termine si mettono in risalto le origini cinesi dei caratteri.
"Pittogrammi" e usato invece per esprimere una visione popolare dei caratteri: le
unita di scrittura sono immagini indipendenti dal loro suono e il significato e
facilmente distinguibile anche quando ci troviamo di fronte a caratteri convenzionali
o stilizzati.

Un termine che si rifa a questo concetto e "ideogrammi": alcuni lo usano solo per
abitudine, come sinonimo di "caratteri cinesi"; altri studiosi, pero , lo usano per un
motivo ben preciso: si tratta di caratteri scritti che rappresentano idee (sia astratte
che concrete), indipendenti anch'essi dal suono. Un altro termine utilizzato in
contrapposizione ad "ideogrammi" (termine che mette in risalto la capacita del
carattere di esprimere un concetto; e legato, quindi, all'immagine che nasce nella
mente dei parlanti nel momento in cui vedono un determinato carattere) e
"logogrammi" (grafemi che rappresentano parole): alcuni studiosi si sono
allontanati dalla precedente concezione di carattere, sottolineando come essi
rappresentino parole specifiche. Alcuni si sono addentrati ancor piu in questa
visione prettamente linguistica, affermando che, piu che parole, i caratteri (in
scrittura) e le sillabe (nella lingua parlato) rappresentano un morfema, l'unita
minima di significato.

Un altro termine si riferisce al fatto che, oltre al valore semantico, i caratteri


contengono elementi fonetici: "fonogrammi" mette quindi in risalto l'aspetto
fonetico dei costituenti della scrittura cinese.

Ora e importante comprendere come e da cosa siano costituiti tali caratteri: le unita
base si chiamano "tratti", ossia dei segni fatti con un unico e continuo movimento
della penna. I principali tipi di tratti sono tre: punto, linea e gancio, i quali seguono
un movimento che parte dal centro per andare poi in qualsiasi direzione compresa
tra nord-est e sud-ovest. Pur essendo i costituenti base dei caratteri cinesi, i tratti
non hanno un significato di per se (sono equivalenti ai tre tratti che compongono la
nostra lettera "R").

L'importanza dei tratti, e soprattutto del loro numero all'interno di un carattere, si


estende all'organizzazione dei dizionari: i caratteri all'interno di essi, infatti, sono
suddivisi in base al numero di tratti. Inoltre, per rendere la scrittura cinese piu
accessibile, il governo si e dedicato, durante gli anni '50, alla semplificazione dei
caratteri piu complessi.

Gli studenti apprendono prima i tratti base per poi imparare a combinarli tra di loro
per formare i caratteri: non basta scriverli correttamente, i tratti devono essere
anche scritti nella giusta sequenza, tenendo presente le regole generali (dal basso
verso l'alto e da sinistra verso destra). Un'altro fattore da tenere presente, dopo aver
imparato a scrivere correttamente i singoli caratteri, e come scrivere gli stessi tratti
all'interno di diversi caratteri: la loro grandezza puo variare, poiche lo scopo e quello
di mantenere un equilibrio gradevole tra gli elementi; generalemente parlando, i
caratteri dovrebbero occupare lo spazio di un piccolo quadrato.

Alcuni dei caratteri piu semplici (come rn o m ) possono presentarsi


indipendenti o come componenti di un carattere composto; nel secondo caso, sia la
posizione che la grandezza di tale componente puo variare, in modo tale che
l'armonia tra i diversi elementi sia sempre rispettata e la grandezza del carattere nel
suo complesso rientri sempre nello spazio del piccolo quadrato.

Come si puo intuire dall'accuratezza che bisogna avere per scrivere in cinese, si puo
capire che l'estetica ha un ruolo particolarmente importante nella scrittura, tant'e
che la calligrafia e stata catalogata come una forma d'arte. Esistono diversi stili di
scrittura, e quello calligrafico e uno di essi: generalmente, piu un carattere viene
stilizzato e distorto, piu lo stile e elegante e raffinato. Se da una parte si privilegia
questo modo di scrivere in maniera elegante, dall'altra pero stili particolarmente
elevati, a causa della distorsione, rendono difficile l'analisi della struttura dei
caratteri per cogliere le loro origini e le loro conseguenti evoluzioni.

A tal proposito, esistono dei principi che hanno guidato la formazione e l'uso dei
caratteri:
1. "Principio pittografico": un esempio tipico e il cerchio con un punto o una
linea orizzontale per "sole" e una mezzaluna con una o due linee per "luna".
Ovviamente questo principio riguarda per lo piu i caratteri piu antichi: negli
anni le forme sono state stilizzate, tant'e che oggi i corrispettivi sono e .

2. "Principio dell'indicatore semplice": e ben individuabile in caratteri come


(uno), (due) e (tre); si tratta di semplici indicatori, ma, nonostante la
loro estrema semplicita , sono molto convenzionali, poiche indicano l'idea,
non piu un oggetto concreto.

3. "Principio dell'indicatore composto": si tratta di una parola composta da piu


caratteri, il cui significato complessivo e dato dalla combinazione dei singoli
costituenti. Ne e un esempio la combinazione tra (r: "sole") e (yu:
"luna") per formare il carattere complesso (mng: "splendere").
Ovviamente, la connessione tra forma e significato deve essere appresa
poiche e puramente convenzionale.

4. "Principio del prestito fonetico": si tratta di uno stratagemma usato per


rappresentare una parola attraverso l'immagine di un oggetto, il cui nome
assomiglia, foneticamente parlando, alla parola che si vuole rappresentare.
Ne e un esempio il carattere del periodo Shang ,pittogramma per un tipo di
grano, usato poi per rappresentare il verbo "venire", un concetto difficile da
rappresentare attraverso un'immagine.

5. "Principio fonetico-semantico": si tratta di un'estensione del principio


precedente, per cui parole omofone rappresentate dallo stesso carattere
vengono differenziate tramite l'aggiunta di elementi semantici a quelli
fonetici; questi elementi semantici sono per lo piu classificatori e radicali.

Il fatto che la porzione di caratteri fonetico-semantici sia nettamente maggiore


rispetto a quella dei pittogrammi, degli indicatori semplici e composti a partire dal
periodo delle ossa oracolari (dinastia Shang) in poi, indica che il principio
pittografico, pur essendo determinante per la formazione dei caratteri durante le
prime fasi della scrittura, ha perso sempre piu importanza, cos come i due tipi di
"indicatori". Contemporaneamente, tutti i nuovi caratteri tendevano a basarsi sul
principio fonetico-semantico. Man mano, quindi, la scrittura cinese (proprio come
gli altri sistemi di scrittura) ha abbandonato l'importanza del carattere che "richiami
l'oggetto concreto", per diventare un sistema di scrittura sillabico.

Bisogna ora chiedersi come faccia un sistema di scrittura come questo a


rappresentare i suoni. I sistemi di scrittura possono rappresentare sia fonemi che
gruppi di suoni, comprese le sillabe: si tratta di sistemi misti che possono essere
parzialmente sillabici e parzialmente fonemici. Per questo motivo, nel 1913 e stato
creato l'Alfabeto Fonetico, un sistema di simboli che rappresentano sia fonemi
individuali che gruppi di fonemi. Nei sistemi sillabici, un'intera sillaba e
rappresentata da un singolo grafema; sono inoltre stati creati degli inventari di
simboli chiamati sillabari per rappresentare le singole sillabe della lingua parlata. La
lingua cinese appartiene a questa categoria, e uno dei principali sillabari e quello di
Soothill: bisogna notare che delle 1.277 sillabe tonali esistenti, solo 558 sono
presenti in questo sillabario, e queste 558 sillabe sono rappresentate da 895
caratteri. Questo accade perche nella maggior parte dei casi ad una sillaba
corrisponde un carattere, ma ci sono anche molti casi in cui la stessa sillaba puo
essere rappresentata da piu caratteri. Nel caso del sillabario di Soothill, nella
maggior parte dei casi c'e una corrispondenza uno a uno tra sillaba e carattere, in
alcuni casi la stessa sillaba e rappresentata in modi diversi, mentre circa 719 sillabe
non hanno una loro rappresentazione. Delle 398 sillabe base esistenti in cinese, 312
sono rappresentate da questo sillabario, mentre le 86 restanti no; questa omissione
dipende dal fatto che molte di queste sillabe sono connesse a un solo carattere, o a
un numero molto limitato di caratteri, per cui il problema degli elementi fonetici dei
caratteri che rappresentano tali sillabe non e molto rilevante. Cio accade perche lo
scopo principale di questo progetto non e consegnare un lavoro costruito
scientificamente e in modo sistematico, ma identificare gli elementi piu utili come
aiuto nello studio dei caratteri cinesi. Il sillabario di Soothill rivela due punti molto
importanti: molti degli 895 elementi fonetici, oltre ad essere presenti in altri
caratteri composti, sono anche caratteri indipendenti con significati individuali;
inoltre, questi elementi non sono presenti solo in alcuni, ma in moltissimi caratteri.

L'autore ha inoltre riflettuto molto sull'importanza della componente fonetica nei


caratteri cinesi; la loro efficacia non viene data per scontata, al contrario sono state
date delle dimostrazioni in merito. In particolare, si e visto come questi elementi
siano davvero fondamentali nel dare informazioni riguardanti la pronuncia del
carattere di cui fanno parte. Il primo fattore da notare e che alcuni elementi fonetici
appaiono non solo come composti di un carattere, ma anche come caratteri
autonomi; questo e molto importante perche un carattere che viene usato tante volte
ha senza dubbio molta piu rilevanza nel processo di lettura di un testo rispetto a
quello che appare rare volte. Inoltre, bisogna notare se un elemento fonetico usato in
un composto fonetico sia utile ai fini della pronuncia, ossia se dia informazioni che ci
aiutino ad intuire la pronuncia di un determinato carattere; in questo senso,
elementi fonetici completamente identici all'intero carattere, sono sicuramente piu
utili.

Nello studiare la componente fonetica del sistema di scrittura cinese e stato


fondamentale Chen Heqin, il quale ha effettuato un conteggio relativo ai caratteri
usati piu frequentemente. In particolare, ha prima di tutto classificato i caratteri in
base alla loro frequenza, prendendo i seguenti campioni: 1-100, 1.001-1.100, 2.001-
2.100, 3,001-3.100, 4.001-4.100, per un totale di 500 caratteri; ha poi messo in
evidenza il fatto che, a questi campioni, corrispondono un certo numero di caratteri
indipendenti: 52 per il campione 1-100, 22 per quello 1.001-1.100, 7 per quello
2.001-2.100 e cos via. Dopo di che, si e riflettuto su quanti caratteri di quei
campioni potessero essere considerati composti fonetici, arrivando a un totale di 48
per il primo campione, 78 per il secondo, 93 per il terzo, ecc. Il procedimento
effettuato in seguito e stato un po piu complesso: ha calcolato quanti degli elementi
fonetici sono utili per intuire la pronuncia del carattere del quale fanno parte,
trasformando poi i numeri in percentuali.

I risultati di questo studio evidenziano che, di questi 500 caratteri usati come
campione, il 18% sono elementi fonetici indipendenti, il 79% sono composti fonetici,
mentre il 3% non hanno assolutamente un aspetto o una funzione fonetica. Si tratta
di uno studio molto importante perche in questo modo si puo capire l'importanza
dell'aspetto fonetico all'interno del sistema di scrittura cinese: essendo gran parte
caratteri indipendenti, gli elementi fonetici aiutano e favoriscono su larga scala
l'apprendimento, o meglio l'intuizione della pronuncia dei caratteri contenenti tali
elementi fonetici.

Molti studiosi hanno discusso su quale definizione dare al sistema di scrittura


cinese; in particolare, De Francis preferisce senza dubbio il termine "morfosillabico"
ad altri, come "logografico" o "morfografico", e ne spiega il motivo: "morfosillabico"
suggerisce che ogni carattere viene pronunciato come una singola sillaba e
rappresenta un singolo morfema; entrando ancor piu nel particolare, la maggior
parte dei caratteri del tipo radicale+elemento fonetico indicano che il radicale
rappresenta un morfema che fornisce l'indizio sul significato dell'intero carattere,
mentre l'elemento fonetico fornisce quello sulla pronuncia. Questo tipo di scrittura
sillabico non include soltanto il fatto che ogni carattere e pronunciato come una
sillaba, ma anche che la pronuncia si ottiene tramine gli elementi intermediari: gli
elementi fonetici. Per questo motivo l'autore sostiene che il termine "morfosillabico"
sia piu adatto: mentre termini come "logografico" suggeriscono solamente che i
caratteri cinesi rappresentano parole (senza indicare il modo in cui lo fanno),
"morfosillabico" aggiunge anche che lo fanno attraverso l'ausilio di elementi che
rappresentano sillabe. Ovviamente, la lingua cinese non e esclusivamente di uno o
l'altro tipo, ma il termine "morfosillabico" e senza dubbio quello che racchiude la
maggioranza dei caratteri cinesi.

Fino ad ora ci si e soffermati sull'aspetto fonetico quale elemento caratterizzante


della scrittura cinese; tuttavia, proprio perche tutti i caratteri hanno un elemento
semantico e quasi tutti quello fonetico, alcuni studiosi si sono chiesti se non sia piu
opportuno considerare piu l'aspetto semantico come elemento caratterizzante di
questo sistema. La risposta a questa critica e stata molto esaustiva: nonostante la
scrittura cinese sembri un sistema legato al campo ideografico/semantico, funzione
di cui si occupano i radicali, questi ultimi spesso sono ben lontani dal fornire
l'intuizione o il suggerimento sul significato, al contrario, come abbiamo visto, della
componente fonetica. Inoltre, e molto piu facile intuire il significato dall'elemento
fonetico che e strettamente legato a un morfema, piuttosto che da quello semantico,
legato ad un concetto impreciso fornito dal radicale. Nonostante ci siano anche
elementi fonetici che non sono utili ai fini della pronuncia (e in questi casi il
carattere va assimilato "con la forza", ossia tramite una memorizzazione dell'intera
struttura), si puo dire che i composti fonetici rappresentano in ogni caso sia la
maggioranza dei caratteri cinesi, sia gli elementi necessari non solo per la pronuncia,
ma anche per la comprensione dei costituenti della scrittura cinese. In questo senso,
De Francis afferma che, nonostante ci siano elementi fonetici non utili, si parla
comunque di un sistema in cui la relazione tra segno e significato e mediato da un
sistema di suono basato su un sistema semantico difettoso.

Per questo motivo si parla di un sistema fonetico imperfetto, il quale, pero , funziona
in modo efficace piu di quanto facciano altri sistemi. Questo buon funzionamento e
notato per lo piu dai lettori nativi, per i quali il sistema di scrittura cinese e a volte
ridondante nel dare informazioni sulla pronuncia; quello che potrebbe apparire
come qualcosa di superfluo, pero , e indispensabile nell'intuizione della pronuncia e
del significato di un carattere, fondamentale, quindi, per la comunicazione scritta.
L'autore, quindi, parla dei caratteri cinesi come un pessimo esempio di scrittura
fonetica, ma pur sempre un sistema di scrittura fonetica: nonostante non tutti i
caratteri siano utili all'intuizione della pronuncia, nonostante la scrittura sia
ridondante in questo senso, il sistema fonetico si adatta perfettamente alla lingua
cinese, e fa in modo che essa funzioni in modo estremamente efficace.