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Power Transfer… Wow!

Sto preparando la documentazione per la mia “lezione” al corso istruttori FIPL, ieri sera
finalmente ho trovato un bel tassello del puzzle che sto cercando di risolvere.
C’è un dubbio di fondo che però non riesco a risolvere: per trovare una spiegazione agli sticking
points sto mettendo insieme studi sulla biomeccanica dell’esercizio in esame, studi sulla postura
per sollevare oggetti, studi su come si salta dal basso.
Ok, ogni studio è di “epoche” diverse, ma è come se fossero anche di “mondi” diversi: nelle varie
bibliografie non trovo citazioni incrociate. In altre parole, chi studia come è meglio sollevare da
terra una cassa dovrebbe vedere con interesse gli studi su chi solleva un bilanciere grondante di
ferro, dato che è assimilabile ad una cassa pesantissima e, viceversa, chi studia lo squat dovrebbe
essere interessato a come si salta via da terra dato che un salto è uno squat a carico naturale.
La sinergia fra “scienze”, cogliere la trasversalità di certe informazioni è fondamentale per la
comprensione di fenomeni complessi. Il mio problema è questo: se io riesco a cogliere, a percepire,
questi collegamenti, perché poi non li trovo nelle spiegazioni dello stacco?
I bambini pongono delle domande di una semplicità disarmante tipo “perché il cielo è azzurro?”.
Provate a rispondere, vedrete che non è per niente semplice.
Ve ne pongo un’altra: “perché esistono muscoli biarticolari?”. A che serve avere un muscolo che si
attacca su due articolazioni invece che su una?
Grande
gluteo

Grande
gluteo
Semimembranoso
Semimembranoso
Bicipite
femorale
Semitendinoso Retto del
femore
femore
Semitendinoso
Capo lungo Vasto
Vasto
del bicipite laterale
laterale
femorale

Capo corto Vasto


del bicipite mediale
femorale

Gastrocnemio
Gastrocnemio

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Bocciato!

Per la massa è
meglio A o B?

Vasto Vasto
laterale laterale

Gastrocnemio Gastrocnemio

A
A B
B
Nel disegno precedente i muscoli più noti delle gambe:
 Il grande gluteo si inserisce prossimalmente sull’anca e distalmente sul femore, facendolo
estendere. Collega il bacino al femore tramite l’articolazione dell’anca.
 I vasti mediale e laterale si inseriscono prossimalmente sul femore e distalmente sulla tibia,

La velocità di Se al distacco il
rotazione del femore
I vasti si femore continuasse a
contraggono aumenta ruotare il
e estendono ginocchio si
la tibia frantumerebbe

Il gastrocnemio si
contrae e estende
il piede La velocità di
rotazione
della tibia
aumenta

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facendola ruotare. Collegano l’anca alla tibia tramite l’articolazione del ginocchio.
 I femorali (semitendinoso, semimembranoso, bicipite femorale) si inseriscono
prossimalmente sull’anca e distalmente sulla tibia. Collegano il bacino alla tibia tramite le
articolazioni dell’anca e del ginocchio.
 Il retto del femore si inserisce prossimalmente sul bacino e distalmente sulla tibia. Collega
il bacino alla tibia tramite le articolazioni dell’anca e del ginocchio.
 Il gastrocnemio si inserisce prossimalmente sul femore e distalmente sul tallone. Collega il
femore al piede tramite le articolazioni del ginocchio e della caviglia.
Bene:nei disegni precedenti in alto e a sinistra la configurazione umana A, a destra quella venusiana
B come da autopsia sugli alieni precipitati a Roswell nel ’47. Perché negli esseri umani il
gastrocnemio è attaccato al femore e non alla tibia?
Nei disegni precedenti in basso ecco come salta un alieno:
 I vasti contraendosi “tirano in avanti” la tibia come in una leg extension (cioè estendono la
tibia), il polpaccio estende il piede, cioè fa premere le dita contro il terreno.
 La forza dei muscoli aumenta la velocità di rotazione delle ossa e la conseguente velocità
lineare: semplificando, l’alieno ruota le sue ossa per andare verso l’alto, più le ossa ruotano
velocemente, più andrà verso l’alto.
 Al momento del distacco da terra, con la gamba completamente estesa, la forza di
contrazione dei vasti farebbe continuare a ruotare il femore, disintegrando l’articolazione del
ginocchio e, come direbbe Luigi, “questo non è bello”.

1 - Al distacco la
velocità di rotazione
3 - … o un altro del femore deve
muscolo frena la essere nulla,
rotazione del perciò…
femore
In entrambi i casi c’è
2 - … o la uno spreco della
contrazione dei potenza muscolare
vasti cessa prima dei vasti!
del distacco…

Ha copiato e
non mi ha
passato il
compito…

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Dato che la Natura non è fessa nemmeno su Venere, deve esistere un qualche meccanismo
compensativo che permette di non strapparsi tutti i legamenti al primo tiro in sospensione durante la
partitella di basket fra amici.
Al momento del distacco la velocità di rotazione del femore deve essere nulla e questo può avvenire
in due soli modi:
 I vasti smettono di contrarsi prima dell’estensione della gamba
 Un muscolo antagonista si contrae per frenare il femore.
La prima ipotesi è da scartare immediatamente dato che chiunque abbia mai saltato per prendere
qualcosa da uno scaffale alto sente che ha le cosce contratte. La seconda ipotesi è invece più
plausibile, anche perché in un salto si contraggono valanghe di muscoli!
Il problema è che in questo secondo modo vi è una perdita di efficienza: per ruotare il femore
contraggo i vasti bruciando energia metabolica, poi per contro-ruotarlo devo contrarre altri muscoli
e bruciare altra energia. Questa energia è del tutto dilapidata dato che non viene utilizzata per

2 - … il femore 1 - I vasti
si sposta verso ruotano il
l’alto… femore 1 –I vasti
continuano a
contrarsi…

I vasti si
contraggono e
estendono la tibia

2 - … ma la loro
3 - … e tira con azione viene
Il gastrocnemio si se il tallone contrastata dal
contrae e estende tramite il gastrocnemio
il piede gastrocnemio

saltare!

Rimettiamo l’inserzione prossimale del gastrocnemio al suo posto, sembra tutto quasi uguale a
prima. Ma… non lo è.
I vasti contraendosi fanno ruotare il femore, che si sposta verso l’alto. Il gastrocnemio, essendo
adesso collegato al femore, viene “tirato” anch’esso verso l’alto. Essendo il muscolo collegato al
tallone, quest’ultimo verrà a sua volta sollevato!
Vi è pertanto un trasferimento di potenza dai vasti alla caviglia tramite il gastrocnemio, possibile
solo grazie alla biarticolarità di questo muscolo. I quadricipiti che sollevano i talloni!
Chiaramente il gastrocnemio contraendosi a sua volta “tira” verso il basso il femore, dato che è un
flessore della tibia. Questo significa che i vasti devono contrarsi maggiormente, ma questa maggior
contrazione è sicuramente ben spesa perché, al momento del distacco, è proprio l’effetto antagonista
del gastrocnemio che mantiene l’integrità del ginocchio: i vasti possono continuare a contrarsi
proprio perché sono frenati dal gastrocnemio!

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Questa configurazione evita pertanto lo spreco di energia per frenare il femore in quanto l’effetto di
co-contrazione se da una parte si oppone all’azione dei vasti, dall’altra permette ai vasti di agire
sull’articolazione della caviglia: il gastrocnemio in questo senso non è un antagonista perché la sua
azione opposta è fondamentale proprio per esprimere al meglio l’azione dell’agonista!
Se al termine di questa spiegazione non avete pensato “wow che figata” o io non sono stato chiaro,
o non avete colto la bellezza meccanica del corpo umano, mi spiace.

1 – Il gluteo
continua a
1 – Il gluteo contrarsi…
ruota il bacino…

2 - … il femore
si sposta verso 2 - … e “tira” il
l’alto… retto del
femore…

2 - … ma la sua
azione è
3 - … che contrastata dal
estende la tibia retto del femore

Questa spiegazione permette di capire il funzionamento di tutti gli altri muscoli biarticolari: nel
salto il gluteo è un potentissimo estensore del bacino, facendo ruotare tutto il tronco.
Come prima, al distacco dal suolo è necessario che la rotazione del tronco sia frenata altrimenti
l’atleta andrebbe indietro con le spalle, ma questo sarebbe uno spreco di energia.
Il retto del femore contraendosi permette il trasferimento della potenza del gluteo alla tibia, in
quanto la rotazione antioraria del bacino indotta dal gluteo “tira” il retto femorale che a sua volta si
inserisce nella tibia, che viene per forza di cose fatta ruotare.
E’ il retto del femore che perciò permette al gluteo di continuare a contrarsi al distacco dell’atleta
dal suolo, contrastando la rotazione. Anche in questo caso non vi è spreco di energia proprio perché
l’azione di contrasto porta a rafforzare l’estensione della tibia, che a sua volta potenzia l’estensione
del piede!

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3 - … che a loro
volta fanno
ruotare il bacino

2 - … mettendo 1 – I vasti
in tensione i ruotano il
femorali… femore

Etendendo il giochino anche ai femorali, la contrazione dei vasti estende la tibia e mette in
rotazione il femore in senso antiorario. La rotazione del femore fa “tirare” i femorali che a loro
volta sono agganciati all’ischio perciò il bacino viene fatto ruotare in senso antiorario.
I femorali permettono così il trasferimento di potenza dei vasti al bacino, permettendo a questi di
partecipare alla sua estensione!

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Retto del
femore
Gluteo

Vasto
mediale e
laterale
Femorali

Gastrocnemio

La configurazione completa: i muscoli biarticolari permettono il trasferimento di potenza dei


muscoli monoarticolari, oltre ad esercitare la loro trazione.
In questo senso possiamo considerare i biarticolari come dei veri e propri “tendini muscolari”: sono
importanti sia perché permettono loro stessi delle rotazioni, sia perché la loro contrazione permette
di creare una struttura rigida su cui agiscono altri muscoli!

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Il concetto di antagonista viene così ad essere superato: i femorali contraendosi non esercitano una
azione opposta a quella dei quadricipiti, ma permettono ai quadricipiti di agire sul punto di aggancio
dei femorali stessi.
Aggiungete a questa configurazione il tensore della fascia lata, il sartorio, lo psoas, tutti i muscoli
paravertebrali che connettono le articolazioni vertebrali: la complessità del corpo umano è
spaventosa ma è ancora più spaventoso che sia assolutamente dominata dal sistema nervoso.
I muscoli sono delle macchine poco efficienti nel trasformare energia biochimica in energia
meccanica: solo un 20% di ciò che viene bruciato si converte in tensione muscolare, una efficienza
superiore a quella dei motori a combustione interna ma comunque scarsissima rispetto ad un motore
elettrico. Però se l’attuatore, il motore è scarso, l’architettura strutturale è spettacolare. Wow…
Adesso abbiamo molti più elementi per capire il significato dello sticking point nello squat o del
motivo per cui si sparano le chiappe indietro nello stacco. Spero di riuscire a scrivere qualcosa di
intelleggibile per il corso!