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Jacopo de Laurentiis – 5^ A PWB a. s.

2017/2018

Test psicologico:
“Psychological Well-Being Scales”

Sommario Introduzione: Perchè ho scelto questo argomento

Che cos'è il PWB

La mia tesi Come le stagioni


influiscono sul nostro umore

Il mio progetto

Presentazione dei risultati Analisi Stagionale

Analisi in base all'età

Analisi in base al sesso

Conclusioni

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Jacopo de Laurentiis – 5^ A PWB a. s. 2017/2018

Introduzione: Perché ho scelto questo argomento


L’argomento che ho deciso di affrontare per il mio colloquio orale sono le Psychological
Well-Being Scales, ovvero le sei scale che permettono di misurare il grado di benessere
psicologico di ogni individuo: auto-accettazione, autonomia, controllo ambientale,
crescita personale, scopo nella vita e relazioni positive.
Ho scelto di sviluppare un argomento non direttamente inerente al mio percorso di
studi poco prima dell’inizio dell’anno scolastico corrente, dopo l’esperienza di
Alternanza Scuola-Lavoro dell’estate 2017, che ho svolto presso la dott.ssa Federica
Tagliati, durante la quale sono entrato in contatto con questo argomento e, in
particolare, con il test che permette la misurazione di queste scale.
Il test è stato utilizzato dalla dottoressa per valutare i progressi dei pazienti
partecipanti al progetto “Dal corpo all’anima, la rinascita dell’autostima”,
sottoponendoli al test prima e dopo il percorso psicologico intrapreso.

Che cos’è il PWB


“La Salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non solamente
l’assenza di disagio o malattia”.

Vari studiosi di discipline sociali hanno cercato di capire su quali elementi le persone
si basano nel giudicare positivamente la propria vita.
Questa definizione di benessere soggettivo è stata etichettata come soddisfazione nella
vita e si fonda sugli standard delle persone nel determinare ciò che è positivo nella
vita. Si tratta quindi di una valutazione globale della qualità della vita di una persona
secondo i propri criteri soggettivi. Sono stati di conseguenza creati degli strumenti
psicometrici, come quello che vi voglio presentare, in grado di misurare il proprio
benessere.
Un altro modo per definire il benessere è quello di considerarlo come una prevalenza
di affetti positivi su affetti negativi, enfatizzando così la presenza di esperienze
emotive piacevoli. La felicità diventa, quindi, un giudizio complessivo formulato dalle
persone, comparando i loro affetti negativi con quelli positivi.
Altri ricercatori, inoltre, hanno fatto corrispondere il concetto di benessere psicologico
con quello di varie componenti: ad esempio l’autostima, l’ottimismo, gli stati d’umore
positivi, il locus di controllo e il senso di coerenza.
In campo clinico, infine, il benessere è stato interpretato come assenza di
sintomatologia legata a depressione, ansia ecc.

Di conseguenza, per poter considerare un paziente guarito da un disturbo affettivo è


essenziale il ripristino del benessere psicologico, oltre che la cessazione dei sintomi.
La creazione e l’utilizzo di strumenti psicometrici, come il test che vi presenterò,
risultano quindi essere fondamentali per misurare il benessere psicologico degli
individui.

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La ideatrice di questo test, la psicologa statunitense Carol Ryff, ha individuato 84


items dando a tre persone il compito di scrivere definizioni auto descrittive che fossero
applicabili ad entrambi i sessi e a tutte le età facendone poi una selezione e dividendoli
per le sei scale da misurare: auto-accettazione, autonomia, controllo ambientale,
crescita personale, scopo nella vita e relazioni positive.
Gli items sono stati poi rimescolati, alcuni erano positivi altri negativi ed è stata
applicata una scala Likert a sei punti per l’assegnazione dei punteggi complessivi dove
1 = per nulla d’accordo e 6 = totalmente d’accordo.
Dopo un periodo di sei settimane dalla prima somministrazione del test sono stati
valutati i coefficienti di attendibilità al test-retest che hanno registrato
un’attendibilità del 80/90 per cento. L’attendibilità del test è poi stata verificata
utilizzando altri test psicometrici come la Zung Depression Scale e prendendo in
considerazione un numero inferiore di items ottenendo una correlazione tra le scale a
14 items e quelle a 20 che variava da 97 a 98 per cento.
Infine, oltre a dimostrare l’attendibilità del test, è stato dimostrato che le sei
dimensioni del benessere possiedono correlazioni differenti in base alle diverse età, ai
diversi profili culturali e al sesso di appartenenza.
Le sei scale dimostrano inoltre, che il benessere non è da considerare come un singolo
fattore ma possiede una struttura multidimensionale.

La mia tesi
Dato che spesso sentiamo dire che il nostro umore viene influenzato dalle condizioni
atmosferiche e dalla stagione in cui ci troviamo, ne ho dedotto che anche la nostra
autostima e quindi tutto ciò che le PWB calcolano, possano essere influenzati da questi
fattori. Per fare ciò, ho ideato un progetto che ho seguito per un intero anno,
attraversando appunto quattro stagioni a cavallo tra il 2017 e il 2018, e che sto per
presentarvi. Prima tuttavia, vorrei brevemente spiegare come il cambiamento di
stagione sia in grado di influire sul nostro stato d’animo, dando uno sguardo alla storia
delle teorie che se ne sono occupate.

Come le stagioni influiscono sul nostro umore


Già Ippocrate, nel V secolo a.C. parlava di “teoria umorale”, sostenendo che:

“ Il corpo umano comprende in sé: sangue, flemma, bile gialla, bile nera. Questo è
quello che costituisce la natura del corpo e che crea la salute e la malattia. Vi è invero
la salute quando questi umori sono in giusto rapporto di mescolanza, di forza e di
quantità e quindi il miscuglio è perfetto. ”

Secondo il padre della medicina, quindi, a seconda della prevalenza di uno o dell'altro
umore nell'economia generale dell'organismo si possono avere quattro complessioni,
cioè quattro tipi fondamentali di costituzione fisica: il tipo sanguigno, allegro,
propenso al cibo e a Venere; il collerico, magro, irascibile e astuto; il flemmatico
grasso, ozioso e poco intelligente e il melancolico magro, avaro e triste. Questi umori

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erano soggetti a cambiamenti sia a seconda dei momenti della giornata che nelle
diverse età dell'uomo.
Secondo Ippocrate, l’umore varia in base alle stagioni: il sangue è in eccedenza in
primavera, in estate prevale la collera (bile gialla), d'autunno la flemma e d'inverno la
melancolia (bile nera); ciò significa che, secondo queste teorie empiriche che furono
adottate dai primi medici per trovare la cura per qualsiasi malattia, in primavera
siamo più allegri, che in inverno ci sentiamo invece giù di morale, in estate siamo
invece molto più irascibili, mentre in autunno oziosi.

Oggi non si parla più di “teoria umorale” ma di “stagionalità”, ovvero quel fenomeno
per cui, secondo la psichiatria, le variazioni ambientali stagionali determinano
modificazioni nel comportamento umano. Tale fenomeno sembrerebbe influenzare
l’andamento dei sintomi fisici e psichici di diversi disturbi mentali, come ad esempio il
Disturbo Affettivo Stagionale o SAD.

Due sono le ipotesi che riguardano le cause del SAD. La prima è “Ipotesi del
fotoperiodo” formulata dallo psichiatra sudafricano Rosenthal, secondo la quale alcuni
individui sono più sensibili all’accorciamento invernale del fotoperiodo, ovvero del
periodo di esposizione alla luce solare. Secondo studi recenti condotti dalla dott.ssa
Brenda Mc Mahon e i colleghi dell’Università di Copenhagen, al mutare delle stagioni
il cervello produce quantità di serotonina diverse. La serotonina è un neuro-
trasmettitore sintetizzato dai neuroni serotoninergici nel sistema nervoso centrale e
nelle cellule enterocromaffini nell'apparato gastrointestinale a partire
dall'amminoacido essenziale triptofano, essa è il precursore della melatonina ed è
quindi coinvolta nella regolazione dei ritmi circadiani, in quanto sincronizza il ciclo
sonno-veglia. Il trasportatore della serotonina (SERT) riconduce la serotonina,
rilasciata a livello sinaptico, nuovamente nelle cellule nervose per essere
immagazzinata nelle vescicole secretorie dei neuroni in cui non è attiva: più alta è
l’attività SERT, minore è l’attività della serotonina. La luce del sole mantiene i livelli
di SERT naturalmente bassi, ma quando le notti si allungano durante l’autunno,
aumentano i livelli di SERT, con conseguente diminuzione dei livelli di serotonina
attivi. Nelle persone non affette da SAD i livelli di serotonina attivi rimangono elevati
per tutto l’inverno.

La seconda è “Ipotesi dello spostamento di fase” di Lewy che si basa su un ritardo di


fase del pattern (schema) di secrezione della melatonina, ormone prodotto dalla
ghiandola pineale (o epifisi) e che regola le fasi di sonno e di veglia. La ghiandola
pineale aumenta a dismisura la secrezione di questo ormone con il diminuire della
luce: quando i giorni invernali diventano più bui, la produzione di melatonina
aumenta.

La combinazione di ridotta serotonina e aumentata melatonina influenza i ritmi


circadiani, che sono sincronizzati per rispondere ai cambiamenti ritmici luce-buio che
occorrono giornalmente e durante ciascuna stagione. Per i soggetti con disturbo

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affettivo stagionale, è stato rilevato che il segnale circadiano, che indica il


cambiamento della lunghezza del giorno con le stagioni, è temporizzato diversamente,
rendendo più difficile l’adattamento corporeo.

Il mio progetto
Basandomi quindi su queste idee, ho deciso di intraprendere un percorso cominciato
agli sgoccioli della scorsa estate e che ho concluso con questa primavera.

Come prima cosa ho creato un modulo di Google. Qui, come prima richiesta, ho
suggerito di inserire un nickname identificativo per garantire l’anonimato della
persona e per poter ricondurre i risultati ottenuti in seguito alla compilazione del test
nelle quattro diverse stagioni alla medesima identità. Ho poi chiesto di inserire alcuni
dati personali, come l’età e il sesso, e alcun dati riguardanti la realtà che ci circonda,
come stagione corrente e condizioni atmosferiche. Ho inserito poi una sezione dedicata
ai 42 items delle PWB, per concludere poi il modulo con la possibilità, per chiunque
volesse, di inserire il proprio indirizzo email per poter inviare un riscontro personale
alla conclusione del progetto.

Ho poi creato un sito, come punto di riferimento per chiunque avesse voluto
partecipare al progetto. Nel sito ho inserito una breve presentazione personale e del
test della Ryff, le istruzioni sulla compilazione del test e il link di collegamento al
modulo Google da compilare.

Per poter ottenere un campione eterogeneo ho deciso non solo di parlare di questo
progetto a familiari e amici ma anche di pubblicizzarlo attraverso i social Facebook e
Instagram creando una pagina dedicata ad esso e tenendo regolarmente aggiornati i
partecipanti sulle novità tramite email.

I partecipanti alla prima sessione del test, quella estiva, sono stati in totale 39 per poi
diminuire di 14 volontari nella stagione autunnale, fino a rimanere in 17 persone che
hanno seguito l’intero progetto partecipando a tutte le sessioni. Molti hanno
partecipato a più sessioni, di seguito o saltandone una, ma a causa dell’incompletezza
dei dati raccolti su questi volontari, non ho potuto inserirli nel campione da studiare.

Al termine del percorso ho chiesto di compilare un breve questionario facoltativo a chi


avesse partecipato con regolarità, per poter comprendere eventuali punti di forza o di
debolezza. In questo questionario ho ricevuto apprezzamenti e commenti positivi come
ad esempio quelli che seguono:

“ E' stato un percorso molto interessante, di cui sono curioso di conoscere gli esiti
finali, sia personali che come restituzione dell'indagine che hai svolto. “

" Ho trovato il test importante per riuscire a capire il comportamento delle persone
vicine a noi, e quindi la possibilità di relazionarsi meglio con loro. "

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Seguendo poi i passaggi indicati dalla dottoressa Tagliati per ottenere un riscontro
dalla compilazione del test, ho calcolato le medie dei punteggi assegnati alle sei scale
del benessere psicologico prendendo in considerazione prima le stagioni, poi le tre
fasce d’età (16-34; 35-49; 50-80) e infine il genere.

Presentazione dei risultati ottenuti e analisi dei dati


Il campione preso in considerazione è costituito da 17 persone di cui nove di età
compresa tra i 16 e i 34 anni, quattro tra i 35 e i 49, e quattro tra i 50 e gli 80 anni.

Nel campione sono presenti quattro uomini e tredici donne.

Analisi stagionale
Nell’analisi stagionale non sono state rilevate sostanziali differenze. Tuttavia è
possibile notare alcune particolarità. (grafico 1)
 L’autonomia presenta un andamento crescente nel corso dell’anno e della vita;
 Il controllo ambientale, lo scopo nella vita e l’auto-accettazione sono massime
nelle mezze stagioni e minime in inverno ed estate;
 Le relazioni positive sono massime nei mesi freddi, mesi in cui trascorriamo più
tempo in spazi chiusi, a scuola o a lavoro, e dove ci relazioniamo maggiormente
con gli altri.
 La crescita personale, infine, raggiunge un picco in inverno.

Analisi in base all’età


L’esame delle differenze tra gruppi suddivisi in base all’età mostra che:
 I soggetti di mezza età ottengono valori più alti nelle scale del controllo
ambientale, come confermato da “La validazione italiana delle Psychological
Well-Being Scales (PWB)” della dottoressa Chiara Ruini. Ciò può essere
spiegato considerando il fatto che di solito è in questo range d’età (dai 35 ai 49
anni) che si sfruttano al massimo tutte le opportunità che l’ambiente circostante
offre per realizzare le proprie aspettative.
 Per le restanti scale in generale i punteggi più elevati sono stati ottenuti dalla
mezza età, ciò contrasta con i risultati ottenuti invece dalla Ruini, secondo i
quali, invece, dovrebbero essere i giovani ad ottenere valori più elevati.
 La scala delle relazioni positive mostra un andamento decrescente dei punteggi,
sempre tra la seconda e la terza fascia d’età invece di comprendere
nell’andamento anche la prima fascia come indicato nella validazione italiana
del test; questo andamento è da imputare all’importanza per i giovani del
processo di socializzazione e l’inserimento in gruppi amicali.
 La scala dell’auto-accettazione mostra invece un picco nella fascia d’età
centrale, in cui si raggiunge una maggiore conoscenza e consapevolezza di se,
per poi decrescere con la vecchiaia. (grafico 2)

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Analisi in base al genere


Per quanto riguarda la variabile sesso, è possibile notare immediatamente che in
generale sembra che il campione femminile mostri meno benessere rispetto a quello
maschile. Gli uomini totalizzano punteggi superiori rispetto alle donne nelle
dimensioni del controllo ambientale, dello scopo nella vita e dell’auto-accettazione: si
pensa infatti che sia socialmente qualificante per gli uomini mostrare di avere
ambizioni e di sapere esattamente ciò che vogliono ottenere dalla vita. Queste certezze
danno loro un grado di sicurezza tale che è alla base della completa accettazione di se
stessi, con i propri pregi e i propri difetti. Ciò rispecchia i risultati della validazione
italiana del test a parte che per la crescita personale e l’autonomia, quelle delle donne
dovrebbero essere inferiori a quelle degli uomini. Non è significativa la differenza delle
relazioni positive. Probabilmente queste discordanze tra i risultati ottenuti dagli
uomini e quelli ottenuti dalle donne, che ripetono i risultati ottenuti da Chiara Ruini,
possono essere lette alla luce di differenze transculturali relative ai ruoli e alle
posizioni occupate dalle donne all’interno della società italiana dove spesso le donne
rivestono ruoli familiari e lavorativi ancora legati alle tradizioni passate; l’analisi
eseguita in America infatti, dove l’emancipazione femminile è maggiormente sentita,
presentano differenze meno accentuate tra i due sessi. (grafico 3)

Conclusioni
Le incongruenze che risaltano con lo studio della Ruini per quanto riguarda l’età
giovanile sono evidentemente da imputare ad uno squilibrio del numero di individui
nelle varie fasce di età prese in esame: la presenza di una grande quantità di giovani
rispetto ai componenti delle altre due fasce non permette di ottenere un dato
confrontabile con queste. Ciò vale anche per le incongruenze registrate nell’analisi in
base al genere: le volontarie di sesso femminile erano infatti in numero maggiore.

Il progetto mi ha portato tuttavia a conoscere il mondo della psicometria ed è stato


utile per comprendere come poter realizzare al meglio un’indagine psicologica, per
poter magari ripetere lo studio con le capacità che potrò acquisire in futuro.

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Grafico 1: Analisi Stagionale


40,00
35,00
Autonomia
30,00
Controllo Ambientale
25,00
Crescita Personale
20,00
Relazioni Positive
15,00
10,00 Scopo nella vita

5,00 Auto-accettazione

0,00
Estate Autunno Inverno Primavera

Grafico 2: Analisi in base all'età


40,0
35,0
30,0 Autonomia

25,0 Controllo Ambientale


Crescita Personale
20,0
Relazioni Positive
15,0
Scopo Nella Vita
10,0
Auto-accettazione
5,0
0,0
16-34 35-49 50-80

Grafico 3: Analisi in base al genere


40,0

35,0

30,0 Autonomia
25,0 Controllo Ambientale
Crescita Personale
20,0
Relazioni Positive
15,0
Scopo Nella Vita
10,0 Auto-accettazione
5,0

0,0
Maschio Femmina

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Bibliografia
o Fava G., Ottolini F., Rafanelli C., Ruini C., Ryff C. La validazione italiana delle
Psychological Well-being Scales (PWB). Rivista di psichiatria, 2003,38,3, 117-
130.

o L’epifisi da Russo D., Bersani G., La cronobiologia nella ricerca psichiatrica.


Rivista di psichiatria, 2007,42,5.

o Il concetto di “Stagionalità” da Russo D., Bersani G., La cronobiologia nella


ricerca psichiatrica. Rivista di psichiatria, 2007,42,5.

o Il SAD da Russo D., Bersani G., La cronobiologia nella ricerca psichiatrica.


Rivista di psichiatria, 2007,42,5.

o Rossi E. C., Tagliati F. Dal corpo all’anima: la rinascita dell’autostima nelle


donne ferite.

Sitografia
o https://resistoergosum.weebly.com/

o http://www.accademiajr.it/medweb/elementi.html

o http://www.lastampa.it/2014/10/22/scienza/trovata-la-causa-del-disturbo-
affettivo-stagionale-o-sad-7jF3hxi8sNt6OWbAX9w3oI/pagina.html

o http://www.stateofmind.it/2016/07/disturbo-affettivo-stagionale-light-therapy/

Indice dei nomi


Carol Diane Ryff is an American academic and psychologist. She received her doctorate in 1978. She is
known for studying psychological well-being and psychological resilience. She is the Hilldale Professor of
psychology at the University of Wisconsin-Madison, where she directs the Institute on Aging.

Ippocrate di Coo (Coo, 460 a.C. circa – Larissa, 377 a.C. terminus post quem)
è stato un medico, geografo e aforista greco antico, considerato il padre della medicina. Egli rivoluzionò il
concetto di medicina, tradizionalmente associata con la teurgia e la filosofia, stabilendo la medicina come
professione. In particolare, ebbe il merito di far avanzare lo studio sistematico della medicina clinica,
riassumendo le conoscenze mediche delle scuole precedenti, e di descrivere le pratiche per i medici
attraverso il Corpus Hippocraticum e altre opere.

Norman E. Rosenthal (born 1950) is a South African author, psychiatrist and scientist who in the 1980s first
described winter depression or seasonal affective disorder (SAD), and pioneered the use of light therapy for
its treatment.

Frederic Lewy, nato Friedrich Heinrich Lewy (Berlino, 28 gennaio 1885 – Haverford, 5 ottobre 1950), è
stato un neurologo tedesco. Egli è conosciuto in particolare per la sua scoperta dei corpi di Lewy che sono
un'indicazione caratteristica della malattia di Parkinson e della demenza con i corpi di Lewy, come
la sindrome di Hallervorden-Spatz.

Chiara Ruini Professoressa associata in Psicologia Clinica all'Università di Bologna dal 2014, svolge le sue
ricerche nell'ambito della psicologia positiva e della psicologia clinica.