Sei sulla pagina 1di 8

DERRIDA LA SCRITTURA E L'ECONOMIA

Ermeneutica filosofica,
Prof. Chiurazzi
1.
2.
3.
4.
5.
6.

La diffrance, in Margini
Dall'economia ristretta all'economia generale, in La scrittura e la differenza
Il fattore della verit
Donare il tempo
Spettri di Marx
Tropos, a cura di Antonelli e Chiurazzi

finire riassunti, tropos, appunti


Riassunti:
1. La diffrance (conferenza del 1968)
Diffrance: n lettera, n parola, n concetto. Differenza grafica. Marchio muto. A.
Scrittura puramente fonetica non esiste, segni non fonetici, phon pura non esiste. Resiste a
opposizione fondativa della filosofia tra sensibile e intellegibile. Non appartiene n a voce n a
scrittura. A non pu essere esposta, inudibile e indicibile. Si pu esporre solo quello che pu
divenire presente a un certo momento. Eccede l'ordine della verit: apparizione e sparizione
insieme. Irriducibile a appropriazione onto-teologica. Messa in questione dell'arch.
Concatenazione in una catena in cui la diffrance non avr mai comandato niente.
Differire. Differre latino: rimandare a pi tardi, temporeggiamento, mediazione temporale /
spaziamento, intervallo, distanza / non essere identico, essere altro, discernibile. Diapherein greco:
spazializzazione. Differan: azione del differire nel corso del suo svolgimento.
Segno scrittura: segno, si mette al posto della cosa, presenza differita. Segno non pensabile che a
partire dalla presenza. Segno rispetto alla cosa: secondo e provvisorio.
Diffrance non originaria o finale nei sensi di origine, archia, telos, eskhaton.
1. Differance non sotto concetto di segno che rappresentazione di una presenza.
2. D. mette in questione la presenza pura come l'assenza pura.
De Saussure: ambiguit del segno, carattere differenziale del segno a fondamento della semiologia
generale, della linguistica. Segno arbitrario e differenziale. Nella lingua non vis ono se non
differenze, senza termini positivi. Non noccioli puri ma differenze dei significanti, dei significati,
dei fonemi. Concetto significato non mai presente a se stesso. Differance: movimento di gioco che
produce le differenze, gli effetti di differenza. No origine.
Lingua non funzione del soggetto parlante. Il soggetto parlato. Il soggetto una funzione della
lingua.
Traccia: presenza e assenza. Si rapporta tanto al futuro quanto al passato, costituisce ci che si
chiama presente proprio grazie a questo rapporto con ci che non tale. Ma poich il presente sia se
stesso necessario che un intervallo lo separi da ci che non tale. Costituzione del presente come
sintesi originaria, non semplice, non pura, non originaria di marchi, tracce, ritenzioni e protenzioni.
Non mai in condizione di presenza a s, presentandosi si cancella, come la A quando si inscrive
nella differance. Non presenza ma simulacro di una presenza.
Che cosa la differance? Che cosa, soggetto, chi sono categorie metafisiche mentre differance
precategoriale.
Coscienza: possibile prima di qualsiasi segno, coscienza a s. Privilegio della coscienza
privilegio del presente. Questo privilegio etere della metafisica.
Coscienza non come matrice assoluta dell'essere ma come effetto e determinazione di un sistema.
Heidegger: presenza come determinazione onto-teologica dell'essere.

Nietzsche: la grande parte dell'attivit del soggetto inconscia, come rapporto di forze. Forza che
non mai presente a s stessa.
Freud: inconscio come elemento differenziale interno al soggetto. Non presenza a s. Scarto tra
principio di piacere e principio di realt sotto l'impulso all'autoconservazione.
Rapporto tra differance che trova il suo tornaconto (principio di realt) e differance come scomparsa
della presenza pura e quindi come perdita assoluta, morte. Rapporto tra economia generale ed
economia ristretta. Contro interpretazione della dialettica hegeliana: un gioco in cui chi perde
vince e in cui si vince e si perde a ogni giro. La differance ci tiene in rapporto con ci che eccede
l'alternativa tra presenza e assenza.
La differance va ad occupare lo scarto della differenza ontico-ontologica.
Gioco eracliteo dell'uno differente da s.
Heidegger, Il detto di Anassimandro: oblio dell'essere che oblia la differenza tra essere ed ente.
Presente come segno del segno, traccia della traccia, funzione in una struttura di rinvio
generalizzato. Il testo della metafisica cos compreso.
Differance rimane nome metafisico, una posta in gioco.
2.
3.
4. Donare il tempo. La moneta falsa (1991)
Dono Saggio sul dono, Mauss / La moneta falsa, Baudelaire
No circolo economico di dono e contro-dono.
Fenomenologia impossibile del dono: dono qualcosa di paradossale, che si distrugge nel momento
in cui si riconosce come tale ma comunque dobbiamo riconoscere, in qualche modo.
Il tempo del re:
Esergo: Il re prende tutto il mio tempo, io dono il resto a Saint-Cyr, a cui vorrei donarlo tutto
(Mme de Maintenon, sposa di Luigi XVI, Re Sole).
Donare il tempo / donare il resto del tempo. (Lacan dell'amore: dona ci che non ha).
Il tempo non appartiene a nessuno: non lo si pu prendere e non lo si pu donare. Tempo elude la
distinzione tra prendere e donare, tra ricevere e donare.
Questione del RESTO del tempo, legata a morte del re.
Desiderio e desiderio di donare sono la stessa cosa, tautologia. Ma anche l'IMPOSSIBILE.
L'IMPOSSIBILE: (I. per Derrida: condizione di possibilit del possibile, di ogni possibile, I. sta nel
possibile, la potenza che diviene atto prende le mosse da un impossibile...)
Tempo dono economia.
Economia: valori di legge (nomos) e casa (oikos).
Nomos: legge in generale ma anche legge di distribuzione, spartizione. Dal momento in cui c'
legge c' spartizione, dal momento in cui c' nomia c' economia.
Economia: scambio, circolazione, ritorno. Al centro la figura del circolo. Ritorno al punto di
partenza, all'origine, alla casa. Struttura odisseica.
Rapporto del DONO all'economia. Dono ci che interrompe l'economia, sospende il calcolo e lo
scambio.
Dono: il donato non deve ritornare al donante, non deve essere circolare, non deve scambiarsi. Se la
figura del circolo essenziale all'economico il dono deve essere anecomico. Rapporto di estraneit
al circolo. Dono: figura stessa dell'impossibile.
Circolo tempo. Rappresentazione del tempo come circolo. Tempo come processo, movimento
nel cerchio o nella sfera.

Nota di Heidegger, di Sein und Zeit: primato conferito all'ora livellato. Determinazione hegeliana
del tempo non si discosta da quella volgare. Da Fisica di Aristotele: nyn. Rapporto tra chronos e
sphaira. Come Hegel: circolarit del tempo. portata ontologica di questa filiazione.
Per Heidegger bisogna abitare il circolo, cfr. circolo ermeneutico (interpretato interpretante).
Ovunque domina il tempo come circolo il dono impossibile. Pu esserci dono solo nell'istante
dell'effrazione del circolo e questo istante non deve appartenere al tempo. Istante paradossale che
lacera il tempo.
Dono / presente, presenza del presente.
Nella scarto tra impossibile e pensabile c' dono. Eccesso del dono rispetto all'essenza stessa.
Condizioni di possibilit del dono: che qualcuno doni qualcosa a qualcun altro sono condizioni
dell'impossibilit del dono, cio questo condizioni producono l'annichilamento, la distruzione,
annullamento del dono.
Affinch ci sia dono non deve esserci reciprocit, ritorno, scambio. Annullamento ogni volta ci sia
restituzione o contro-dono (evidente se uno restituisce immediatamente la stessa cosa).
Debito, pagamento, saldo NO figure del dono.
Metafisiche e antropologie tradizionali del dono hanno sempre analizzato insieme dono e scambio,
prestito, debito, contro-dono. Derrida si separa dalla TRADIZIONE STESSA.
Dono interrompe il sistema e il simbolo.
Il donatario non deve restituire, entrare nel contratto. Non riconosca il dono. Dono non deve
apparire come presente. Non ci deve essere simbolico, il simbolo apre e costituisce l'ordine dello
scambio e del debito. No intenzionalit. Dono non deve apparire come tale.
Temporalizzazione del tempo distruzione del dono (restituzione, conservazione...)
Apparenza, fenomenicit del dono lo rendono non dono ma simulacro.
Accettazione no dono, implica conservazione, temporalizzazione.
Dono: istante / evento. Dal momento in cui stato accettato non pi dono. Il dono non esiste e non
si presenta.
1 obiezione: inconscio e oblio e non soggetto, tempo e memoria come strutturali al dono. Ma
double bind del dono: non deve nemmeno apparire. Non oblio nel senso di rimozione (che non oblia
ma sposta, e quindi conserva seppur in maniera differita). OBLIO ASSOLUTO, RADICALE (che si
accorda con esperienza della traccia come cenere).
Oblio assoluto NO non-esperienza, affinch ci sia evento qualcosa deve accadere. E' a partire dal
dono che possiamo pensare l'oblio, il suo tipo di esperienza specifica (evenemenziale). Dono come
condizione dell'oblio (oblio NELLA condizione del dono e dono NELLA condizione dell'oblio).
Cfr. Heidegger: oblio come condizione dell'essere e della verit dell'essere. Problema dell'essere
problema del tempo. (Dove H. scrive Essere D. legge Dono).
Tempo Dono Oblio
Essere (H.): non niente perch non , non l'ente, cio l'essente-presente. La metafisica ha
interpretato l'essere come essente-presente solo a partire da una certa interpretazione del tempo,
privilegio assoluto all'ora-presente.
Problema dell'essere, problema dell'evento non subordinati ma condizionati l'uno dall'altro.
H. talvolta dice che l'essere l'evento.
ES GIBT (sein, zeit): il y a l'essere / il tempo... a donne... No struttura grammaticale greco-latina
che si fonda su ente e su rapporto soggetto-predicato.
a impersonale!
Heidegger: cerca di pensare l'essere e il tempo nel loro proprio. Desiderio di accedere al proprio,
introdotto nella dimensione del donare.
Gioco manifesta l'unit delle tre dimensioni del tempo, e cio una quarta dimensione, il donare (la
dynamis).
Se donatore e donatario sono soggetti, identificabili, ci sar intenzionalit, riconoscimento... del
dono. Movimento di soggettivazione, divenire-soggetto entra nella dimensione del calcolabile. Se
c' dono non pu darsi nella dimensione di soggetti che si scambiano oggetti, cose o simboli. Luogo
del dono prima di qualsiasi rapporto col soggetto.

NO logica del dono.


Saggio sul dono, Mauss: non parla del dono, parla di economia, di sacrificio, di scambio, di
contratto, di dono e contro-dono. Figura del circolo.
Problematici: unit del dono e esistenza del dono in quanto tale, come studiato da Mauss. Non
affronta la differenza tra il dono esiste e c' dono. Dire la VERIT del dono annulla il dono.
Dono = essere non sono essenti-presenti.
Da tempo in Aristotele (Fisica): privilegio a ora-presente, passato e avvenire sono dei presentipassati e presenti-futuri. Tempo: condivide paralisi aporetica col dono, che non mai in quanto tale.
Quindi il dono non pu donare il tempo, che non niente.
Ci che c' da donare si chiamerebbe il tempo.
Dono che desiderio-di-donare, noi cos lo conosciamo, anche se impossibile. Non fenomenico,
presenza del suo fenomeno. Un dono che non pu mai farsi presente.
Scarto tra pensiero, linguaggio, desiderio e filosofia, scienza, ordine della presenza scarto tra
dono ed economia. Scarto che non presente da nessuna parte. (Dialettica trascendentale di Kant:
rapporto tra noumeno e fenomeno). Sforzo di pensare un'illusione trascendentale del dono.
Sforzo di rispondere all'ingiunzione e ordine di dono, come all'ingiunzione e ordine di senso: sappi
cosa vuol dire donare...
Debordamento del circolo da parte del dono, non conduce a esteriorit ineffabile ma mette in moto
il circolo, conferisce all'economia il suo movimento.
La moneta falsa, Baudelaire: non gli perdoner mai l'inetto calcolo.
[Dono l'impossibile dell'economia ma ci sta dentro producendo economia generale in economia
ristretta].
Follia della ragione economica: un dono senza presente
La moneta falsa: cercare mezzod alle quattordici, dare la caccia all'impossibile. Torturarsi l'anima
per cercare quel che non pu trovarsi l dove lo si cerca, non nel momento in cui lo si cerca. (Dono
essere presenza). Forma logica e cronologica dell'impossibile. Follia.
Cercare mezzod: follia della ricerca di un'origine senza ombra, senza negativit dialettiva
(metafisica della presenza).
dono (desiderare l'impossibile, desiderare di donare l'impossibile una follia).
Discorso che si regola su questa follia: alogos e atopos. Follia del dono mette in crisi logos, nomos e
topos. Follia di oblio come condizione affermativa del dono.
Follia che insieme ragione e sragione. Manifesta la follia del logos razionale, del circolo
economico.
Saggio sul dono, Mauss: non problematizza la contraddizione tra scambio e dono.
Dono: dimensione dell'eccessivo, dell'esagerazione, dismisura.
Mauss: termine del dono, tratto essenziale e originario del dono. Intervallo alla scadenza. Esigenza
della restituzione a termine, ritardata. Dif-ferenza circolatoria inscritta in dono e contro-dono,
nella cosa stessa che si dona e si scambia. Prima di essere un contratto una forza, una propriet
immanente alla cosa. Forza misteriosa che lega dono e restituzione, esige il tempo, termine,
intervallo... temporeggiamento della temporalizzazione. Trasformazione della temporalizzazione in
temporeggiamento.
Quindi il dono dono nella misura in cui dona il tempo. Differenza tra dono e scambio che il
dono dona il tempo. Dove c' il dono c' il tempo. La cosa necessario che non venga restituita
immediatamente, all'istante. E' necessario il tempo.
Mauss vuole: 1. conservare specificit del dono rispetto al freddo calcolo capitalista e riconoscere
nel dono quello che mette in moto lo scambio; 2. descrivere il simbolismo della ragione economica
(fenomeni sociali, culturali, religiosi...) inseparabili dal dono come fatto sociale totale; 3.
comprendere omogeneit relativa di tutte le culture; 4. fare del credito, del tempo, del termine un
interesse della cosa stessa, della cosa donata.
Dono, disseminazione, ci che non ritorna al padre, ci che non ritorna in generale.

Follia del dono / follia della disseminazione.


Indissociabile questione di dono perdono scusa.
Mauss tenta di definire la buona regola del dono: bisogna donare ma bisogna anche limitare il dono
con l'economia e lo scambio. Cerca di definire la buona economia: tra l'economia e la noneconomia. Conclusioni di ordine morale, hybris paradossale, hybris della buona mosura.
Socialismo non marxista, anticapitalismo o anti-mercantilismo liberale. Telos teorico del Saggio sul
dono, la sua etica, la sua morale politica. Proverbio maori: dona quanto prendi, andr tutto bene.
E' posta l'equivalenza del preso e del donato: regola della morale, dell'etica e della politica. Regola
di ci che c' e anche di ci che deve esserci. Imperativo: dona quanto prendi.
La moneta falsa (I). Poetica del tabacco (Baudelaire, pittore della vita moderna)
Introduzione all'opera di Marcel Mauss, Lvi-Strauss: critica discreta. Questione della cosa: LviStrauss sostituisce alla logica della cosa la logica della relazione e dello scambio. Mauss: nozione di
hau, virt della cosa che opporrebbe sintesi tra operazioni antitetiche (Mauss chiama operazioni
antitetiche con la stessa parola). Critica attraverso il linguaggio per arrivare a un inconscio.
Strutturalismo. Mauss aveva detto che il tutto era superiore alle parti ma poi analizza il tutto come
un insieme di parti, per questo ricorre alla nozione di hau, forza misteriosa inerente alla cosa,
contenuto simbolico supplementare, qualit supplementare, usato da Mauss per darsi l'illusione di
far tornare i conti. Conti che risultano squilibrati: complementarit senza supplementarit,
complementarit che condizionerebbe lo stesso esercizio del pensiero simbolico (per questo, perch
significante e significato restino nello stesso rapporto complementare necessaria una razione
supplementare, condizione dell'esercizio del pensiero simbolico). Razionalit del principio di
ragione: sostituire al dono lo scambio. Dove c' ragione non c' dono.
Mauss secondo Lvi-Strauss: tutti i fenomeni sociali possono essere assimilati al linguaggio.
Lacan: L'inconscio strutturato come un linguaggio.
Dono e scambio nel vocabolario indoeuropeo, Benveniste: problema dell'equivalenza tra donare e
prendere. Cercare l'inconscio nella lingua. Equivalenza semantica di prendere e donare. Benveniste
ricorre alla sintassi. Do: n donare n prendere in s, significato a seconda della costruzione.
Afferrare. Ambivalenza semantica.
Lingua stessa come fenomeno di dono e contro-dono.
Topici, Aristotele: dorea, dosis anapodotos, un dono che non esige restituzione. Legame tra
economia del proprio, appropriazione, espropriazione e il venire e ri-venire dell'evento come
restituzione o al di l della restituzione.
Donare prendere: dono non estraneo alla presa. Saggio di Mauss: saggio sul prendere non sul
dono.
Mauss si scusa di aver preso partito su questioni troppo vaste: moneta moneta falsa.
Conclusioni di ordine morale: paradiso economico / prendere il paradiso economicamente che il
narratore della moneta falsa non pu perdonare al suo amico.
Mauss Nota di principio sull'uso della nozione di moneta: emergenza della moneta, oggetti
preziosi, simbolo di ricchezza che vengono monetati. Limite arbitrario da porre al termine moneta.
Tentativo di estensione dei concetti di moneta e valore (rispetto ai nostri). Problema del titolo della
moneta: moneta vera, moneta falsa, non moneta. Mauss chiama moneta ci che i suoi oppositori
dicono non sia moneta, non-moneta, non moneta-falsa.
Che cos' moneta falsa? Moneta che deve essere presa per moneta vera, deve spacciarsi per moneta
titolata.
Baudelaire, La moneta falsa / Poe, La lettera rubata: tratti di bordure, incorniciatura.
Titolo: La moneta falsa, struttura complessa, referenziale, il titolo non appartiene al racconto, non
elemento della narrazione.
Narratore: che dice io nel racconto, ma non Baudelaire, non l'autore.

Comunque il titolo anche se non della narrazione non vuol dire che sia estraneo a ogni finzione.
Anch'esso fittizio, scelto, inventato. Titolo: molti simulacri che aprono il campo della moneta
falsa. Ha due referenti: 1. la moneta falsa; 2. questo testo, questa storia di moneta falsa.
La cosa, moneta falsa, non una cosa qualsiasi: un SEGNO mal titolato, senza valore, senza
significazione.
Il racconto una finzione, finzione di finzione, finzione riguardo a una finzione. Finzione di
Baudelaire che mette un racconto in bocca a un narratore fittizio (che non B.), dunque l'autore non
si assume il discorso da principio. Autore non si assume i propositi del narratore. Racconto fittizio
presentato da narratore fittizio, nella finzione firmata da Baudelaire. Racconto di una finzione, di
una moneta fittizia. Contenuto che racconta TUTTO IL TESTO. La moneta falsa: titolo del testo
fittizio. Non solo dice ecco una storia di moneta falsa, ma la storia stessa, come letteratura, finzione,
moneta falsa. Una storia di cui si potr dire tutto quel che il narratore dice della moneta falsa
(calcolo, scambi, evento...). Tutto quello che si dir nella storia della moneta falsa potr dirsi della
storia stessa. [Mise en abyme]
Prima bordura: titolo il testo stesso di cui il racconto una nota o glossa. Titolo intitola il testo o
se stesso, non ha referenza autentica, moneta falsa. Senza titolo. Moneta falsa titolo del titolo,
titolo senza titolo del titolo. Titolo il titolo del testo, moneta falsa solo perch non da il suo
titolo.
Moneta non mai falsa in quanto tale. Nel momento in cui riconosciuta come moneta falsa smette
di agire in quanto falsa.
Seconda bordura: dedica. E' moneta falsa? B. la firma come firma il resto del testo? Figura del
serpente (che si mangia la coda in circolo infinito).
Moneta falsa: tratti di un saggio sul dono in generale. Problema prendere il paradiso
economicamente (vedi Mauss). Testo senza bordo, che deborda, come il dono. Che non si pu
delimitare, altrimenti si potrebbe anche calcolarlo e misurarlo. Il dono deve debordare, oltrepassare
la linea, logica del senza che non negazione: dove c' castrazione c' razionalit del bordo, non c'
dono e non c' problematica possibile del dono.
Titolo doppio: nomina la cosa e la storia. E l'atto narrativo del racconto della storia.
Possibilit della moneta falsa / possibilit effetti di moneta falsa: stessa condizione generale, far
passare una finzione per vera. (Forse moneta falsa, essa non si da mai sicuramente).
Era la moneta falsa se questo fosse falso?
Il testo quindi forse: la moneta falsa, un pezzo di moneta falsa, una macchina per produrre eventi
(innanzitutto l'evento del testo che l) serie interminabile.
Sembra che il testo non faccia altro che giocare col suo titolo.
Letteratura credenza credito economia politica Autorit (Montaigne) moneta non
naturale ma convenzionale titolata, autorit che le da valore.
Titolo dice di essere la moneta falsa ma senza dire io sono altrimenti non ci sarebbe pi moneta
falsa possibile.
Baudelaire con Mauss: non c' problematica del dono se non a partire da una problematica della
traccia e del testo, non pu esserci problematica del dono a partire da una metafisica del presente, e
cio del segno, del significante, significato, valore. Per questo bisogna partire dai testi, da
letterature, o da testi nel senso di tracce differenziali. Non si pu pi credere di partire dalle cose
evitando i testi.
Definizione del soggetto in quanto tale, che pu essere definito solo a partire dal suo essere soggetto
di questa operazione capitale (scambio, ritorno). N la morte in s n la vita in s possono donare,
ma solo una singolare sopravvivenza.
Tabacco. Bottega da cui si parte in La moneta falsa. Il racconto procede da un RESTO (di moneta
dopo aver comprato il tabacco). Fumare: pura perdita, puro piacere.
Il tempo della donna: donna assente. Lo spleen di Parigi: cornice di un quadrato di re (cfr. Il fattore
della verit, La lettera rubata). Ubbriacatevi!: l'ebbrezza dona il tempo.
L'ora buona di La lettera rubata: simulacro processo di verit situazione narrativa
circolazione di un resto di denaro (plusvalore, superfluo di reddito). Entrambi gli inizi: situazione

apparentemente duale. Tabacco / fumo. Economia del lavoro ecceduta dal lusso.
Che cos' il tabacco? Apparentemente dispendio puro. Voce / oralit. apparenza.
La moneta falsa (II). Dono e contro-dono, la scusa e il perdono (Baudelaire e la storia della
dedica)
Tabacco, dispendio assoluto: apparenza, 1. nel registro psicoanalitico, incorporazione orale.
Domanda e godimento esercitano funzioni reali o simboliche. Funzioni essenziali all'equilibrio
psichico. Nessun dispendio gratuito, nessuna sovrabbondanza in questo registro (a meno che non sia
attribuisca al lusso una funzione economica essenziale). Il sigaro di Freud. 2. registro economico,
speculazione politico-economica su tabacco e droga. La bottega simbolo di questo commercio.
Posie 1. Antologia di poesie sul tabacco. La poesia non va in fumo. (cfr. Bataille). 3. registro della
riappropriazione di un eccesso in rapporto al sistema del bisogno naturale e dell'equivalenza
circolare. Passaggio al simbolico non sospende momento economico. Tabacco come simbolo del
simbolico, dell'impegno della fede giurata di un patto. Il tabacco simbolizza il simbolico. Non resta
nulla di naturale del tabacco ma resta molto di simbolico. Annientamento dei resti: patto, offerta,
sacrificio. Tabacco: scena del desiderio al di l del bisogno. Serres Mauss: tabacco nella scena del
clan dei serpenti. Alleanza, contratto tra uomini (umanit e mascolinit).
La moneta falsa: contratto, alleanza tra narratore e il suo amico. Centro della storia: tra mendicante
e colui che dona moneta falsa, scena di dono e di perdono. Dono che non dona niente e perdono che
alla fine viene rifiutato. Doppio annullamento. Doppio circolo. Amicizia: carica libidica tra
narratore e amico, il tabacco ne da il via.
Ipotesi di Derrida: ci che sospettato e condannato non l'atto di donare moneta falsa al
mendicante ma il tradimento del narratore da parte del suo amico. Imperdonabile per colui che dice
io.
Ellissi vs cerchio: al narratore e non al mendicante che l'amico ha mancato di donare.
Gli occhi dei poveri, Baudelaire. Eterosessualit apparente / omosessualit apparente. Amore / odio.
Evento / dono: non c' dono senza la venuta di un evento. Non c' evento senza la sorpresa di un
dono. Evento: le parole dell'amico era la moneta falsa. Evento non solo quel che accade ma
meditazione sull'evento, speculazione all'infinito. Il narratore specula su una speculazione, evento di
un dono che potrebbe essere effetto di speculazione in senso capitalista e che genera altri eventi
speculativi. L'evento stato prodotto nella vita del narratore, ha intaccato una relazione. Ci che
accade, attraverso ci che succede, accade al narratore e alla sua relazione d'amicizia. Narratore:
non donando al povero non mi ha donato. L'amico fa la verit e produce un effetto sul narratore.
Al centro di questa circolazione, economia, sta una confessione, senza pentimento e senza perdono.
Centralit del racconto, non dei fatti: evento racconto e richiesta di racconto, solo cos c' dono. E
il dono o fenomeno di dono sono essenziali affinch ci sia racconto o storia. Evento, come dono,
devono restare imprevedibili. Alea. Evento / dono: incondizionatezza. Devono lacere la trama,
rompere il continuum, perturbare l'ordine della causalit, in un istante. Principi del disordine,
principi senza principio. Dono effetto di niente ma ci sono effetti di dono.
Intenzionalit / intenzione ci dovono essere ma sono rischiose per evenemenzialit donatrice.
Tyche.
Rapporti tra finzione in generale finzione letteraria capitalismo (moneta falsa che produce
eventi, speculazione...)
Condizione sociale, come Dupin.
Fortuna natura. Physis dono. Denaro.
Mendicante pharmakos.
Accoppiamo i poveri!, elemosina (economia regolativa, simbolica, il dono ubbidisce a principio
regolatore).
Nel racconto tutti i posti possono e devono scambiarsi (povero indifeso ma fa paura, accusa).
Era la moneta falsa? 1. confessione, speranza di un perdono; 2. sovrappi di trionfo; 3. Le due
ipotesi non si escludono, si accumulano. Anche la risposta dell'amico pu essere moneta falsa.

L'amico si sottratto al circolo di violenza e ha donato moneta vera senza volere gratificazioni.
Oppure la peggiore violenza.
Lettera rubata / Moneta falsa: la circolazione non pu avviarsi e proseguire senza fine se non a
condizione di un'espropriazione o di un'ex-appropriazione che impedisce ci che sembra
permettere, il ritorno a s e la chiusura del circolo.
Moneta falsa: fa leggera ci che rester eternamente illeggibile, indecifrabile. Struttura del segreto.
Ci che si dice della letteratura si pu dire anche della moneta.
Dare ragione.
Aristotele: crematistica ed economia. Crematistica: acquisizione di beni mediante scambio e
circolazione, non ha limiti, speculazione. Economia: gestione della legge della casa. Chrema: segno
monetario, occasione, evento.
Dono fuori dalla natura, dalla purezza originaria, manche dal suo opposto, l'artefatto.
Narratore: posto della natura?
Non c' natura, solo effetti di natura, naturalizzazione o denaturamento.
Icaro.