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Wittgenstein e il Tractatus logico-philosophicus

Con il Tractatus, terminato nel '18, pubblicato in tedesco nel '21 e quindi l'anno successivo a Londra in inglese col titolo latino che poi gli rimase definitivamente, Wittgenstein si inser con for a nel dibattito logico!matematico dell'epoca" ma l'opera sviluppava anche tesi metafisiche ignote ai vari #rege, $ussell e ancor pi% ai matematici& Le edi ioni utili ate in tutto il capitolo sono quelle date nelle 'ndica ioni bibliografiche&

Il linguaggio come raffigurazione logica del mondo


[1] Il mondo tutto ci che accade. [1.1] Il mondo la totalit dei fatti, non delle cose. [1.2] Il mondo si divide in fatti. [2] Ci che accade, il fatto, il sussistere di stati di cose. [2.02] L'o etto sem!lice. [2.0201] " ni enunciato so!ra com!lessi !u scom!orsi in un enunciato so!ra le loro !arti costitutive e nelle !ro!osi#ioni che descrivono com!letamente i com!lessi. [2.1] $oi ci facciamo imma ini dei fatti. [2.2] L'imma ine ha in comune con il raffi urato la forma lo ica della raffi ura#ione. [%.%%2] L'&es!erien#a', che ci serve !er la com!rensione della lo ica, non l'es!erien#a che (ualcosa cos) e cos), ma l'es!erien#a che (ualcosa * ma ci non un'es!erien#a. La lo ica !rima d'o ni es!erien#a + d'o ni es!erien#a che (ualcosa cos). ,ssa !rima del Come, non del Che cosa. Tractatus logico!philosophicus -$-LI.I /,L 0,.0" 112. Il mondo come totalit dei fatti e il lin ua io come totalit delle !ro!osi#ioni che si nificano i fatti* la novit della !osi#ione di 3itt enstein sta !er l'a!!unto nell'intendimento dei fatti !erch4, contro la metafisica tradi#ionale, !er cui il mondo com!osto da cose, da o etti, e li lo ritiene sostan#iarsi di fatti, cio di tutto ci che !u essere es!resso da una !ro!osi#ione vera. /un(ue &(uesta !a ina 5ianca', &$a!oleone nac(ue in Corsica' sono fatti !er 3itt enstein, mentre non sare55ero cose !er i metafisici tradi#ionali. ,ssi fatti sono l'uno sostan#ialmente indi!endente dall'altro 6il filosofo non crede alle rela#ioni, tanto !er cominciare al ra!!orto causale7. Le !ro!osi#ioni sono fatti, ma essi, !i8 che accadere, si nificano, cio vivono di sola vita referen#iale. -d esem!io* il metodo mi liore !er ra!!resentare un fatto come un incidente stradale sare55e ri!rodurlo su di un !lastico con dei modellini9 il lin ua io metodo meno ade uato, ma !i8 !ratico. Ci si nifica, in acuto contrasto con :re e, che le !ro!osi#ioni non sono nomi a cui viene attri5uito un si nificato che corris!onde !oi al loro valore di verit, ma che sono descri#ioni che recano in s4 il loro si nificato9 mentre dun(ue !er :re e senso e verit di una !ro!osi#ione sono indi!endenti, !er 3itt enstein essi coincidono e il senso interno alla !ro!osi#ione. %1;. I fatti com!lessi sono anali##a5ili ri!ortandoli a dei com!onenti atomici non ulteriormente scom!oni5ili 6resi sem!re, nella tradu#ione (ui adottata, con &stati di cose'7. I !ro5lemi sono determinati dal fatto che da un lato si ammette la !ossi5ilit 6!eraltro teorica, non !ratica7 di !ervenire a (ueste determina#ioni ultime, dall'altro non ci viene detto in detta lio che cosa tali fatti atomici siano9 sa!!iamo tuttavia che la loro esisten#a necessaria !erch4 vi sia com!rensi5ilit, dici5ilit del mondo. .crive 3itt enstein* &.e il mondo non avesse una sostan#a, l'avere una !ro!osi#ione di senso di!endere55e allora dall'essere un'altra !ro!osi#ione vera. .are55e allora im!ossi5ile !ro ettare un'imma ine del mondo 6vera o falsa7' 62.211 e 2.02127, dove il termine sostan#a usato come sinonimo di com!onente elementare9 detto altrimenti, se tali fatti atomici non esistessero, risultere55e

!riva di fondamento la natura referen#iale del lin ua io e sare55e im!ossi5ile co liere il si nificato delle !ro!osi#ioni. <1=. Come a55iamo osservato so!ra in riferimento a :re e, il senso dell'enunciato non !u essere il suo valore di verit, !erch4 in (uesto caso le !ro!osi#ioni elementari false non !otre55ero avere, come invece hanno, un si nificato. L'es!erien#a ci ha inse nato che noi com!rendiamo il senso di una !ro!osi#ione 5en !rima di a!!rendere il suo valore di verit* e infatti se (ualcuno mi dice che adesso c' un atto sul tetto, io ca!isco la frase !rima di accertarla. Il vincolo tra !ro!osi#ione e realt si costituisce dun(ue come un'analo ia di struttura o di costitu#ione tra il fattoenunciato e il fatto 6o ettivo7, !er cui la !ro!osi#ione falsa !resenter una forma !lausi5ile 6sar cio dotata di si nificato7. La corretta forma 6lo ica7 della !ro!osi#ione imma ine della forma di una realt !ossi5ile. 1011>. Il 0ractatus res!in e dall'am5ito lo ico tutte le asser#ioni esisten#iali* in !arte !er motivi tecnici, in !arte !er !resu!!osti ontolo ici, sia :re e che ?ussell erano stati in rado di ricostruire la matematica come 5ranca della lo ica 6ritenendola !erci analitica, non sintetica come @ant7 solo mediante l'assun#ione di un im!e no ontolo ico che rischiava di rendere contin enti anche le verit lo ico1matematiche. Aer contro, solo svincolandole da o ni riferimento all'es!erien#a, se ne !oteva arantire la verit eterna* in un certo senso le !ro!osi#ioni della lo ica non dovevano essere che tautolo ie e il lin ua io intero non sare55e stato di conse uen#a che un enorme sistema deduttivo. /i conse uen#a, la struttura del mondo !u essere esi5ita e non enunciata dal lin ua io !oich4 ci richiedere55e un lin ua io diverso, che non !ossedesse (uelle !ro!riet* &Le cosiddette !ro!osi#ioni lo iche mostrano [le] !ro!riet lo iche del lin ua io e (uindi dellBCniverso, ma non dicono nulla' 6$ote dettate a D. ,. Eoore, in 0ractatus, !. 22>7. - 3itt enstein estranea la distin#ione, !rodotta dai $eo!ositivisti, fra metalin ua io e lin ua io o etto, fra lin ua io con cui si !arla e di cui si !arla. Con ci il filosofo non esclude l'esisten#a del mondo* al contrario, essa im!licitamente ammessa, alla luce di uno sfondo dove il mondo in (ualche modo !resu!!osto, come condi#ione !er l'esisten#a stessa della lo ica9 se il mondo non fosse, se nulla fosse, non staremmo (ui a discutere del sim5olismo. La forma dell'es!erien#a 6il &Come' del testo7 viene dalla lo ica, ma l'es!erien#a stessa 6il &Che cosa'7 i da sem!re dato.

La scienza come totalit delle proposizioni vere


[>] L'imma ine lo ica dei fatti il !ensiero. [>.01] La totalit dei !ensieri veri un'imma ine del mondo. [>.1] $ella !ro!osi#ione il !ensiero s'es!rime sensi5ilmente. [>.2] $ella !ro!osi#ione il !ensiero !u essere es!resso cos) che a li o etti del !ensiero corris!ondano elementi del se no !ro!osi#ionale. [>.>>2] $essuna !ro!osi#ione !u enunciare (ualcosa so!ra se stessa, !oich4 il se no !ro!osi#ionale non !u esser contenuto in se stesso 6ecco tutta la &teoria dei ti!i'7. [2.11] La totalit delle !ro!osi#ioni vere la scien#a naturale tutta 6o la totalit delle scien#e naturali7. [%.1>2] /a una !ro!osi#ione elementare non !u inferirsene un'altra. [%.1>F1] Dli eventi del futuro non !ossiamo ar uirli dai !resenti. La creden#a nel nesso causale la su!ersti#ione. [F.>] L'es!lora#ione della lo ica si nifica l'es!lora#ione d'o ni conformit a una le e. , fuori della lo ica tutto accidente. Tractatus logico!philosophicus -$-LI.I /,L 0,.0" 11%. C' dun(ue, !i8 che sem!lice isomorfismo, vera identit fra !ensiero e lin ua io. Il !ensiero, come 3itt enstein lo intende (ui, al contem!o la sua formula#ione lin uistica, la &!ro!osi#ione

sensata', un !ensiero1lin ua io i lo icamente strutturato* ecco !erch4, nonostante le differen#e nell'uso del termine ris!etto a :re e, il ricorso del filosofo al !ensiero decisamente ostile a o ni forma di !sicolo ismo. La !ro!osi#ione >.01 la contro!arte lin uistica delle !ro!osi#ioni 1 e 1.1. Il termine !ro!osi#ione delle rr. > s . indica sia la forma che il contenuto, cio sia li s!ecifici se ni lin uistici che il loro si nificato. Infine la corris!onden#a citata alle rr. 21% !i8 il !ro ramma di 3itt enstein che non la sua attua#ione* ma !ro5lema assai rave intendere come e che cosa sim5oli##ano le !ro!osi#ioni enerali, tenendo conto del fatto che il filosofo non voleva riferirsi a un astratto lin ua io matematico e che non offr) mai solu#ioni concrete riferentisi al lin ua io ordinario. F1;. Con l'es!ressione teoria dei ti!i si indica un com!lesso di re ole che, nei (rincipia )athematica di ?ussell e 3hitehead, restrin ono le !ossi5ilit del sim5olismo al fine di evitare riferimenti interni, circolari e !ertanto l'insor en#a di !aradossi. .en#a entrare nello s!ecifico 6e limitando il nostro cenno alla sola teoria dei ti!i sem!lici7 !ossiamo dire che ?ussell !ro!one di lavorare con infiniti universi di discorso cosicch4 o ni varia5ile a!!arten a a uno solo di (uesti universi lo ici. L'antinomia !i8 im!ortante cos) evitata (uella insor ente dalla contraddi#ione tra classi normali 6che non conten ono se stesse come mem5ri7 e le classi non normali 6che conten ono se stesse come mem5ri7* la classe di tutte le classi allora contiene e insieme non contiene se stessa come mem5ro9 in altri termini, la classe di tutte le classi normali una classe normaleG Aer esem!lificare in forma affatto 5anale, io devo ricorrere ai limiti im!osti da ?ussell anche nel lin ua io ordinario, distin uendo livelli diversi, allorch4 mi si chiede che cosa si nifichi la !arola tedesca &Heiss', !er cui non !otr ris!ondere con un termine della stessa classe, il tedesco, o dovrei asserire assai !oco !ers!icuamente che &'Heiss' si nifica 'Heiss'', ma ricorrendo a una !arola di un'altra classe, nella fattis!ecie l'italiano, e allora me lio s!ie her che &'Heiss' si nifica '5ianco''. 3itt enstein non ammette la teoria russelliana dei ti!i che nella assai limitata misura es!ressa in (uesto !asso, che non d ne!!ure la sua valen#a !i8 !ro!ria* tale teoria risulta essere !er il filosofo solo una re ola che esclude l'autodetermina#ione* &, im!ossi5ile !rescrivere a un sim5olo che cosa li sia lecito es!rimere. - un sim5olo lecito es!rimere tutto ci che li !ossi5ile es!rimere' 6Lettera a ?ussell del 1=I<I1=, in 0ractatus, !. 2%>7. <1=. 0utti i termini di (uesta !ro!osi#ione sono usati in un'acce#ione !eculiare* &Juesta identifica#ione della scien#a con la totalit delle verit contin enti cancella o ni distin#ione tra scien#a e senso comune, non si accorda con il !i8 raffinato concetto di lin ua io scientifico !ro!osto !i8 innan#i 6ad esem!io in F.>217, ed , (uindi, inaccetta5ile. Ea (ui 3itt enstein im!e nato a tracciare un confine a!!rossimativo tra la filosofia e il cam!o di ci che !u venir 'detto'' 6E. KlacL, Eanuale !er il 0ractatus di 3itt enstein, C5aldini, ?oma 1=F;, !. 1<F7. 10112. Le le i scientifiche non sono !ro!osi#ioni descrittive, derivano e si riferiscono a casi !assati e sono solo modelli !er eventuali altre !ro!osi#ioni* da esse !er conse uen#a non !ossi5ile inferire nulla ri uardo al futuro, ma solo sa!ere come andranno costruite le nostre afferma#ioni sulla realt !urch4 !osse ano una forma accetta5ile 6conce#ione strumentalistica della scien#a7. Ci evidente anche al !i8 elementare livello lin uistico* una le e che mi su erisce di chiamare atomo o elettrone un'entit fisica sulla scorta di un modello che io i conosco. ,siste dun(ue una forte com!onente lin uistica 6oltre a (uella !uramente conven#ionale7 nelle teorie scientifiche* se il fisicalismo che sar di una !arte dei neo!ositivisti re!uta le !ro!osi#ioni scientifiche come relative a delle es!erien#e 6me lio, a delle rileva#ioni della fisica7, 3itt enstein, mettendo in luce un as!etto Lantiano del suo !ensiero, crede !iuttosto in una costitu#ione !er intero lin uistica della scien#a* i fatti sono enerati da enerali strutture lo iche, a!rioristiche ris!etto all'es!erire 5ruto, (uali lo s!a#io, il tem!o, il colore.

La filosofia come critica del linguaggio


[2] Il !ensiero la !ro!osi#ione munita di senso. [2.0021 L'uomo !ossiede la ca!acit di costruire i lin ua i, con i (uali o ni senso !u

es!rimersi, sen#a sos!ettare come e che cosa o ni !arola si nifichi. + Cos) come si !arla sen#a sa!ere come i sin oli suoni siano emessi. [2.00>] Il !i8 delle !ro!osi#ioni e (uestioni che sono state scritte su cose filosofiche non falso, ma insensato. Aerci a (uestioni di (uesta s!ecie non !ossiamo ris!ondere, ma !ossiamo solo sta5ilire la loro insensate##a. Il !i8 delle (uestioni e !ro!osi#ioni dei filosofi si fonda sul fatto che noi non com!rendiamo la nostra lo ica del lin ua io. [2.00>11 0utta la filosofia &critica del lin ua io'. [2.112] .co!o della filosofia la chiarifica#ione lo ica dei !ensieri. La filosofia non una dottrina, ma un'attivit. Cn'o!era filosofica consiste essen#ialmente d'illustra#ioni. ?isultato della filosofia non sono !ro!osi#ioni filosofiche', ma il chiarirsi di !ro!osi#ioni. [2.11>] La filosofia limita il cam!o dis!uta5ile della scien#a naturale. [2.112] ,ssa deve delimitare il !ensa5ile e con ci l'im!ensa5ile. [2.11F] 0utto ci che !ossa esser !ensato !u essere !ensato chiaramente. 0utto ci che !u formularsi !u formularsi chiaramente. [2.02>] La realt dev'essere fissata dalla !ro!osi#ione al s) o no. [2.0221 Com!rendere una !ro!osi#ione vuol dire sa!er che accada se essa vera. [2.>] Le !ossi5ilit di verit delle !ro!osi#ioni elementari si nificano le !ossi5ilit di sussisten#a e d'insussisten#a de li stati di cose. [2.2] La !ro!osi#ione l'es!ressione della concordan#a e discordan#a con le !ossi5ilit di verit delle !ro!osi#ioni elementari. [2.2F1 0ra i !ossi5ili ru!!i di condi#ioni di verit vi sono due casi estremi. $el !rimo caso la !ro!osi#ione vera !er tutte le !ossi5ilit di verit delle !ro!osi#ioni elementari. $oi diciamo che le condi#ioni di verit sono tautolo iche. $el secondo caso, la !ro!osi#ione falsa !er tutte le !ossi5ilit di verit* Le condi#ioni di verit sono contraddittorie. $el !rimo caso chiamiamo la !ro!osi#ione una tautolo ia9 nel secondo, una contraddi#ione. Tractatus logico!philosophicus -$-LI.I /,L 0,.0" 111;. Inda ando la struttura lo ica del lin ua io 3itt enstein finisce !er individuare li stessi limiti del !ensiero e della sua es!ressione lin uistica 6r. 17. I lin ua i naturali !resentano innumerevoli ti!i di am5i uit 6cfr. >.>2>7 che enerano le confusioni !i8 fondamentali 6cfr. >.>227* !er evitarle, do55iamo im!ie are un lin ua io se nico assolutamente univoco 6cfr. >.>2%7 6rr. 2127. .e l'area del lin ua io si nificante coincide con le scien#e naturali, allora li enunciati della tradi#ione filosofica costituiscono una continua viola#ione di (ueste norme. La filosofia, ricondotta nei limiti di una corretta formula#ione lin uistica, non sar !i8 autonoma ricerca, teoresi con un suo s!a#io s!ecifico, ma dovr diventare sem!lice strumento di chiarifica#ione lo ico1concettuale. .criver 3itt enstein* &I risultati della filosofia sono la sco!erta di un (ualche schietto non1senso e di 5ernoccoli che l'intelletto si fatto co##ando contro i limiti del lin ua io. [...] La filosofia non !u in nessun modo intaccare l'uso effettivo del lin ua io9 !u, in definitiva, soltanto descriverlo. $on !u nemmeno fondarlo. Lascia tutto com'. $on vo liamo raffinare o !erfe#ionare in nodo inaudito il sistema di re ole !er l'im!ie o delle nostre !arole. [...] La chiare##a cui as!iriamo certo una chiare##a com!leta. Ea (uesto vuol dire soltanto che i !ro5lemi filosofici devono svanire com!letamente' 6*sserva ioni filosofiche, 11=, 122, 1>>7 1<12=. Il !unto di !arten#a di 3itt enstein 6rr. 1<12>7 la conce#ione estensionale della lo ica, !er la (uale tutte le !ro!osi#ioni non sono che fun#ioni di verit dei loro com!onenti. Cos), il valore di verit di una con iun#ione an5 di due !ro!osi#ioni deriver dal valore di verit delle due com!onenti a e h9 la con iun#ione sar !erci vera 6M7 solo nel caso che entram5e le !ro!osi#ioni siano vere, falsa 6:7 in

tutti li altri casi, come secondo la se uente matrice*

come del resto facile intendere* la !ro!osi#ione &!iove e tira vento' sar vera solo se si verificano entram5i li eventi, cio solo se sia !iover, sia tirer vento. /i conse uen#a 6rr. 2212=7 le !ro!osi#ioni lo iche ven ono a essere tautolo ie, fun#ioni di verit incondi#ionatamente vere, cio vere (uali che siano i valori di verit dei suoi com!onenti, mentre, !ro!rio al contrario, la contraddi#ione (uella fun#ione di verit falsa (uali che siano i valori di verit dei suoi com!onenti. Ea allora il !ro5lema centrale ri uarda il valore di verit dei com!onenti atomici da cui tutto il resto di!ende* la !ro!osi#ione elementare 6che non !ossi5ile scom!orre in altre !ro!osi#ioni7 la raffi ura#ione di uno stato di cose e risulta vera se esiste lo stato di cose raffi urato, falsa nel caso contrario* &.e la !ro!osi#ione elementare vera, sussiste lo stato di cose9 se la !ro!osi#ione elementare falsa, lo stato di cose non sussiste' 62.2%7. La teoria del si nificato si definisce allora secondo la se uente scansione* vi da un lato il lin ua io come raffi ura#ione di fatti, dall'altro li stati di cose9 la media#ione costituita dall'es!erien#a, che confronta !ro!osi#ioni e stati di cose !er determinare il valore di verit delle !rime. 0ra le tautolo ie e le contraddi#ioni c' il cam!o immane delle !ro!osi#ioni vere in determinate situa#ioni* ma in o ni caso, data la necessaria corris!onden#a tra lin ua io e realt, la sintassi lo ica Hitt ensteiniana vieta tutte (uelle es!ressioni lin uistiche in cui com!aiono sim5oli non immediatamente si nificanti* &" ni !ossi5ile !ro!osi#ione formata le ittimamente, e, se non ha un senso, solo !erch4 noi non a55iamo dato un si nificato ad alcune delle sue !arti costitutive' 6%.2;>>7. N im!ortante notare che il concetto Hitt ensteiniano di fatto atomico assai diverso da (uello di ?ussell e dei neo!ositivisti !oich4 !er (uesti ultimi esso a!!artiene al mondo o ettivo 6fisico o dell'es!erire !sicolo ico7, laddove !er 3itt enstein un'entit lo ica, com!onente &a1!rioristica' del lin ua io che lo richiede come condi#ione della sua stessa esisten#a.

L'inesprimibile
[%.F] I limiti del mio lin ua io si nificano i limiti del mio mondo. [F.221 $on come il mondo , il mistico, ma che esso . [F.%] /'una ris!osta che non si !u formulare non !u formularsi ne!!ure la domanda. L'eni ma non v'. .e una domanda !u !orsi, !u avere ris!osta. [F.%21 $oi sentiamo che, anche una volta che tutte le !ossi5ili domande scientifiche hanno avuto ris!osta, i nostri !ro5lemi vitali non sono ancora ne!!ur toccati. Certo allora non resta !i8 domanda alcuna9 e a!!unto (uesta la ris!osta. [F.%22] M' davvero dell'ineffa5ile. ,sso mostra s4, il mistico. [F.%>] Il metodo corretto della filosofia sare55e !ro!riamente (uesto* $ulla dire se non ci che !u dirsi9 dun(ue, !ro!osi#ioni della scien#a naturale + dun(ue, (ualcosa che con la filosofia nulla ha da fare +, e !oi, o ni volta che, a certi se ni nelle sue !ro!osi#ioni, e li non ha dato si nificato alcuno. Juesto metodo sare55e insoddisfacente !er l'altro + e li non avre55e il senso che li inse niamo in

filosofia +, e!!ure esso sare55e l'unico ri orosamente corretto. [F.%2] Le mie !ro!osi#ioni illustrano cos)* colui che mi com!rende, infine le riconosce insensate, se salito !er esse + su esse + oltre esse. 6, li deve, !er cos) dire, ettar via la scala do!o che v' salito7. , li deve su!erare (ueste !ro!osi#ioni9 allora vede rettamente il mondo. [;] .u ci, di cui non si !u !arlare, si deve tacere. Tractatus logico!pbilosophicus -$-LI.I /,L 0,.0" 1110. La teoria lo ica Hitt ensteiniana !ostula un dualismo tra forma e contenuto delle !ro!osi#ioni* la !rima, sussistendo sulla 5ase di contrasse ni strutturali, sem!re e comun(ue vera 6 li as!etti lo ici sono tautolo ici7, mentre il secondo contin ente 6i fatti !ossono sem!re essere diversamente da come sono7* !ertanto &tutto ci che risulta dici5ile nella forma di !ro!osi#ioni dichiarative a!!artiene al dominio del contin ente, laddove tutte le condi#ioni formalmente necessarie non sono suscetti5ili di essere enunciate, e !ossono soltanto mostrarsi' 6-. Dar ani, 'ntrodu ione a Wittgenstein, Later#a, Kari 1=<0, !. >>7. Ci si nifica che il tema del mistico deriva !er intero dalla conce#ione lo ica e che, lun i dall'essere una concessione metafisica, essen#iale al mantenimento dello statuto sem!re vero de li enunciati lo ici. - ra ione stato scritto che &il !resunto misticismo di 3itt enstein un limite critico !osto ai !ro5lemi !ossi5ili 6(ualcosa di analo o all'esclusione dei !ro5lemi della metafisica tradi#ionale fatta da @ant alla fine della Critica della ra ion !ura e non un momento di irra#ionalismo o di recu!ero dei vecchi temi metafisici7' 6L. DeOmonat, +toria del (ensiero #ilosofico e +cientifico, MII, Dar#anti, Eilano,1=;=, !. 1=;7. La scien#a !arla chiaro 6rr. >1F7, ma non tocca ci che interessa davvero l'uomo, come l'estetica, l'etica, la reli ione 6rr. ;1=7. 11121. -55iamo visto so!ra che il mondo i da sem!re dato, indi!endentemente dalla forma lo ica* esso non !u venir es!resso dalla forma lo ica, ma solo mostrato in essa9 la sua esisten#a non conse ue se non a un'es!erien#a immediata o, come dice il testo, mistica. ,siste tuttavia una difficolt che fa del 0ractatus un'o!era i scritta nel metalin ua io* laddove esso individua i limiti di si nifican#a del lin ua io, i esso li sta oltre!assando !oich4 fa ci che altrove ha vietato, an#i dichiarato im!ossi5ile* e cio che il lin ua io !arli di se stesso. /i ci a 3itt enstein non manc una certa consa!evole##a* la metafora della scala, strumento che non serve !i8 una volta che si sia ra iunta la sommit, chiara in (uesto senso. In altre !arole* la ra!!resenta#ione lin uistica, se com!osta di fatti, che cosa ra!!resentaG $on i fatti stessi, !oich4 essi sono il suo materiale !iuttosto che la sua destina#ione, la sua inten#ione* la ra!!resenta#ione !erde il suo senso e diventa allusione all'ines!rimi5ile. In tal modo dei fatti 6atomici7 del mondo !arla la scien#a, delle forme che essi !ossono assumere !arla la lo ica9 esauriti (uesti com!iti, la lo ica non !u che tacere. Ea davvero siamo convinti che, effettuata una dimostra#ione, la 5utteremo !er tenere il solo risultatoG , la !ro!osi#ione ; del 0ractatus invece di tacere non !arla forse, e in modo da essere intesaG