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LICEO SCIENTIFICO STATALE "CARLO

MIRANDA"
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ESAME DI MATURIT
a.s. 2010/2011
Gianfranco Bencivenga
- V B Il progresso
C' vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova
tecnologia sono a disposizione di tutti [Henry Ford]

Storia
La seconda rivoluzione industriale
Nella seconda met del XIX
secolo in tutta Europa avviene
un profondo mutamento sociale
ed economico, grazie a due
fattori fondamentali: le
scoperte scientifiche e
lavvento del Capitalismo.
Infatti, dopo la prima
Rivoluzione Industriale ci fu un
grande avanzamento
tecnologico dovuto in larga
parte al sistema industriale
americano, che ricorreva alle
catene di montaggio ed ai
supporti elettromeccanici nelle
fasi lavorative della costruzione e dellassemblaggio.
Questo caus una modificazione del ruolo degli operai e quindi un
mutamento sociale. Oltre a ci ci fu lincremento della produzione aiutato
dalla politica economica capitalista. Il fenomeno pi importante della
seconda
met
dellOttocento,
denominato
il
secolo
dellindustrializzazione", fu appunto il diffondersi delleconomia
industriale. LInghilterra, che alla fine del Settecento aveva dato inizio
alla rivoluzione industriale, era lunico Paese in cui lindustria si era
sviluppata sensibilmente, mentre in tutti gli altri Stati europei prevaleva
uneconomia di tipo agricolo.
Nella seconda met dellOttocento, quindi, lindustria non solo si diffuse,
ma si trasform; per questo gli storici indicano questo fenomeno come
seconda rivoluzione industriale, per distinguerla da quella avvenuta in
Inghilterra alla fine del Settecento.
Se lindustria tessile era stata il motore della prima rivoluzione, nella
seconda presero questo ruolo due nuovi settori: la siderurgia e la
chimica. Questo fu un fatto importante in quanto: lindustria tessile
produce beni di consumo, merci cio che sono destinate ad un consumo
rapido e che poi vengono sostituite; lindustria siderurgica e chimica
invece producono merci (come lacciaio, i fertilizzanti, la soda) che non
vengono consumate direttamente, ma che vengono trasformate prima di
essere immesse sul mercato. Alla fine dellOttocento si svilupparono
anche nuove forme di energia; al carbone si affiancarono, infatti,
Gianfranco Bencivenga V B

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lenergia elettrica e il petrolio. Questultimo in particolare, che sarebbe


poi diventato la pi importante forma di energia nel nostro secolo,
cominci ad avere una grande importanza con linvenzione del motore a
scoppio (fine Ottocento). Le invenzioni che invece permisero di utilizzare,
trasportare ed accumulare lenergia elettrica furono la turbina, la dinamo
e il generatore. Le centrali elettriche erano alimentate col carbone o con
lenergia idraulica; in questo modo, anche Paesi poveri di risorse
minerarie ma ricchi di acqua come lItalia, poterono prendere parte alla
rivoluzione industriale.
Lindustrializzazione port un grande cambiamento nella societ e
nelleconomia dei Paesi che tocc: lindustria divenne il settore trainante
delleconomia che, da agricola che era, si trasform quindi in economia
industriale, e venne introdotto un nuovo metodo per stabilire la ricchezza
degli Stati, a seconda delle tonnellate dacciaio prodotte e dellenergia
(cavalli vapore) impiegata nelle fabbriche. I Paesi cos misurati venivano
poi suddivisi in Paesi ricchi (grado di industrializzazione alto) e Paesi
poveri (produzione industriale bassa o nulla). Da come ne ho parlato fino
ad ora, leconomia ottocentesca sembrerebbe quasi perfetta, ma ci non
vero; nellOttocento, infatti, pi volte si ebbero crisi economiche.
Per quanto riguarda lagricoltura, le crisi erano causate da eventi naturali
come siccit o, al contrario, piogge troppo abbondanti, neve o grandine.
Quando si verificavano questi fenomeni, i raccolti di frumento, granturco,
patate, che costituivano la principale alimentazione della maggior parte
della popolazione, andavano distrutti e intere regioni rimanevano senza
cibo.
Lindustria, allo stesso modo, fu soggetta fin dallinizio della rivoluzione
industriale, periodicamente, a frequenti crisi economiche. Lalternarsi di
periodi di sviluppo ad altri di crisi era ritmico: prima si aveva un lungo
periodo di rapido sviluppo, con aumento dei guadagni degli industriali e,
seppur in forma minore, degli operai; poi sopraggiungeva una breve ma
disastrosa crisi che portava alla chiusura di numerose fabbriche e, di
conseguenza, alla disoccupazione e alla miseria.
La pi grande crisi economica dellOttocento fu quella che dur, in varie
fasi, dal 1873 al 1896 che provoc il fallimento di molte industrie. Furono
soprattutto le piccole industrie a chiudere, in quanto non disponevano di
grandi capitali e quindi non erano in grado di rinnovarsi e di
modernizzare i sistemi di produzione. Le industrie maggiori invece
diventavano sempre pi potenti ed erano avvantaggiate dalla
diminuzione della concorrenza. Si verific un fenomeno di concentrazione
industriale (in inglese trust): molte aziende si fusero insieme e crearono
grosse compagnie dirette da ununica direzione. In questo modo si
riusciva ad eludere, facendola diminuire, la concorrenza e ad ottenere la
supremazia su alcuni settori. Negli ultimi venti anni dellOttocento quindi
il capitalismo cambi profondamente: dalla libera concorrenza si pass al
monopolio di alcune aziende in dati settori. Pi frequente del monopolio
per loligopolio (dal greco oligos = poco), in cui il mercato controllato
Gianfranco Bencivenga V B

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da poche industrie.

Gianfranco Bencivenga V B

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Fisica
Elettricit
La parola elettricit deriva dal greco elektron, che vuol
dire ambra. In effetti, pi di duemila anni fa, i Greci
erano rimasti colpiti dalle caratteristiche dell'ambra,
una resina prodotta da alcuni alberi e induritasi col
tempo. Questa dopo essere stata strofinata con un
panno di lana, acquista infatti la propriet di attrarre
corpi leggeri (pezzetti di paglia,
piccoli semi) che si trovano nelle sue immediate vicinanze.
L'elettricit responsabile di fenomeni fisici ben noti come il fulmine o
l'elettrizzazione, e rappresenta l'elemento essenziale di alcune
applicazioni industriali come l'elettronica e l'elettrotecnica. Divenuta
contemporaneamente il pi diffuso mezzo di trasporto per l'energia
ormai il simbolo del mondo moderno: illumina le abitazioni, fa funzionare
le fabbriche e rende vicini i popoli pi lontani.
La carica elettrica una di quelle entit che pu essere misurata, pesata
ed utilizzata, ma non pu essere definita in termini facilmente
comprensibili, perch, come per lo spazio, il tempo e la massa, non
facile darne una esauriente definizione.
Forse il modo migliore di definirla di osservarne gli effetti: un oggetto
dotato di una carica elettrica esercita una forza a una certa distanza su
un altro oggetto avente una carica elettrica. Contrariamente alla forza di
gravit, la quale fa s che un oggetto ne attragga un altro, gli oggetti con
una carica elettrica possono sia attrarsi sia respingersi l'un l'altro.
Per convenzione dunque sono stati definiti due diversi tipi di carica
elettrica; il primo di questi denominato carica positiva o carica +, ed
associato al nucleo dellatomo. Il secondo la carica negativa o -, ed
proprio di tutti gli elettroni che circondano il nucleo dell'atomo. In
generale, la carica positiva del nucleo esattamente uguale alla somma
delle cariche negative degli elettroni che lo circondano.
Il verso delle forze, che agiscono tra gli oggetti aventi una carica
elettrica, dipende dal tipo di carica su questi oggetti. Ad esempio, se due
oggetti hanno lo stesso tipo di carica, siano entrambi positivi o entrambi
negativi, gli oggetti si respingono. Quando i due oggetti hanno carica
opposta, essi si attraggono l'uno con l'altro.

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La carica netta prodotta in un processo sempre zero poich secondo la


legge di conservazione della carica elettrica in un sistema chiuso, la
somma algebrica delle cariche positive e negative si mantiene costante
nel tempo, perci ogni qualvolta si produce una carica di un certo segno
se ne forma unuguale quantit del segno opposto (Kirchhoff).
I materiali dal punto di vista elettrico sono comunemente classificati in
conduttori e isolanti: allinterno dei primi gli elettroni sono relativamente
liberi di muoversi (esempio: ferro, la Terra, il corpo umano, ecc), nei
secondi invece gli elettroni sono fortemente legati ai nuclei degli atomi e
posseggono una minore mobilit (plastica, vetro, ecc).
La base dell'elettrotecnica: le leggi di Ohm e Kirchhoff
La prima legge di Ohm afferma che: nei conduttori ohmici,
l'intensit di corrente direttamente proporzionale alla
differenza di potenziale applicata ai loro capi.
Ci si esprime con la formula:
Dove I rappresenta l'intensit di corrente elettrica misurata in
Ampere, R rappresenta la resistenza elettrica e si misura in volt /
Ampere (questa unit di misura chiamata ohm e si indica con il
simbolo ) e V rappresenta la differenza di potenziale.
Un conduttore ha la resistenza di 1
quando, sottoposto a una
differenza di potenziale di 1 V, attraversato dalla corrente di 1 A. 1
la resistenza di un normale filo elettrico di rame lungo quasi 50 m.

La prima legge di Kirchhoff (o legge ai nodi) stabilisce che la somma


delle intensit di corrente con riferimento entrante in un nodo
uguale alla somma di quelle con riferimento uscente.

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La seconda legge di Kirchhoff (o legge alle maglie) afferma che la


somma algebrica delle differenze di potenziale che si incontrano
percorrendo una maglia uguale a zero.

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Filosofia
Positivismo
Nel contesto della seconda rivoluzione industriale, il progresso evoc
immagini immediate di fiducia e di benessere collettivo. Ci fu la
condizione storica della genesi e dellaffermazione del Positivismo, la
corrente filosofica che egemonizz la cultura e le idee della seconda
met del XIX secolo.
Le conquiste della scienza e la grande fiducia riposta in essa spingono a
muovere critiche inflessibili a tutto ci che appaia come metafisica.
Allidea viene contrapposto il fatto empirico, al noumeno il fenomeno,
alla riflessione filosofica lesperienza scientifica. Rispetto al metodo
deduttivo viene privilegiato quello induttivo che osserva i fatti singoli e
per via di comparazione ne determina gli elementi costanti, i caratteri
comuni risalendo infine alle leggi generali che li governano.
Il Positivismo, richiamandosi al dato concreto perci positivo e alla ricerca
sperimentale, sostiene la superiorit della scienza, elabora classificazioni
tra le scienze particolari che vede tutte legate tra loro in una scala
ascendente verso un ultimo grado di conoscenza esaustiva e perfetta.
Sicura del proprio trionfo la scienza si pone a fondamento di un indefinito
ottimistico progresso invitando implicitamente ad affrontare in modo
scientifico anche i problemi della vita sociale.

August Comte
Il padre del Positivismo, Auguste Comte, fu il
primo che formul lidea di progresso in chiave
positivistica. Comte applica lidea di evoluzione
alla storia umana e sostiene che lo sviluppo
storico attraversa tre stadi ascendenti: quello
teologico o fittizio, quello metafisico o astratto
e quello positivo o scientifico. Nel primo stadio
luomo spiega i fenomeni ricorrendo ad entit
sovrannaturali e sul piano politico obbedisce
ad autorit militari. Nel secondo stadio luomo
sostituisce le identit sovrannaturali con le
forme astratte della
riflessione filosofica e si ribella alle autorit
costituite. Nel terzo ed ultimo stadio spiega scientificamente i fenomeni
individuandone
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le cause ed inoltre d vita ad un nuovo tipo di stato basato sullindustria


ed il governo degli scienziati. Lultimo stadio secondo Comte deve essere
ancora portato ad uno sviluppo completo, ma esso determina la caduta
dei vecchi pregiudizi ed il trionfo della scienza: infatti mediante lo stadio
positivo luomo giunge alle leggi di natura che regolano i fenomeni, le
quali hanno valore universale e oggettivo.
La storia per Comte un progresso necessario il cui motore
lincremento della conoscenza ed il cui compimento la realt presente.
Egli considera indici del progresso storico la scienza e la tecnica e
propone perci la sua concezione di progresso storico come lo sviluppo
della scienza e della tecnica destinato a realizzarsi prevalentemente
nellet presente.
Il progresso tuttavia, durante il corso della storia, spesso rallentato per
disordini sociali che il filosofo spiega attraverso la disorganizzazione delle
discipline scientifiche. Ci infatti provoca unanarchia intellettuale che
rende impossibile sia lo sviluppo, sia la possibilit di governare.
Per terminare la crisi rivoluzionaria necessario completare lopera
iniziata da Bacone, Cartesio e Galilei, costruendo un sistema di idee
generali.
Tale sistema di idee presuppone lEnciclopedia Delle Scienze, in cui
Comte, ordinando secondo un criterio di difficolt sempre maggiore,
classifica tutte le discipline scientifiche, individuandone cinque
fondamentali: astronomia, fisica, chimica, biologia, sociologia.
Tra tutte la sociologia (scienza nata nellet positiva) gioca un ruolo
fondamentale poich il suo compito di comprendere le leggi che
governano i fenomeni sociali per riuscire a prevederli e ottenere in tal
modo una facile governabilit.

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Italiano
Il verismo
Il Verismo una corrente letteraria italiana che, sotto l'influenza del
Naturalismo, si afferm tra il 1870 e il 1890. L'Italia si trova a vedere
accrescere sempre di pi l'industria siderurgica, meccanica e tessile da
un lato, e dall'altro il peggioramento dell'agricoltura aggravato dalla
grande crisi agraria che affliggeva l'Italia meridionale.
Molti sono gli intellettuali che affrontano la questione meridionale ed i
problemi dello squilibrio tra l'Italia del Nord e quella del Sud, ed il nostro
Verismo si orienta nei contenuti e negli strumenti verso gli irrisolti
problemi della contemporanea Italia post-unitaria.
I Veristi italiani intesero diversamente alcuni caratteri del Naturalismo:
ambedue ebbero il reale positivo come oggetto e l'impersonalit
dell'opera d'arte, ma il Naturalismo risulta politicamente e socialmente
pi impegnato del Verismo.
I Naturalisti francesi credono nell'idea del progresso e professano
ideologie socialiste; invece l'assenza di un'ideologia politico-sociale,
porta i Veristi italiani ad atteggiamenti di sfiducia e di pessimismo. Anche
se sono interessati alla questione meridionale, accettano e divulgano
l'immagine di un Sud immobile dove niente cambia.
Anche per questo, mentre i Naturalisti francesi conducono le loro
battaglie sociali e politiche, fra l'interesse, il consenso e il sostegno
dell'opinione pubblica, i Veristi italiani finiscono per trovarsi isolati nella
loro battaglia. I naturalisti francesi ritraggono la vita dei bassifondi e dei
quartieri periferici di Parigi. I loro protagonisti sono malviventi, prostitute,
ubriaconi e assassini quindi traggono documenti umani e pezzi di vita
dalla grande citt.
I veristi italiani invece si ispirano al paese e alla regione: sono perci
regionalisti; i loro personaggi sono non bestie umane cio individui
tarati, viziosi, corrotti dalla grande citt, ma primitivi, cio creature
elementari, analfabeti, rozzi pastori, pescatori, povera gente, persone
sane attaccate all'onore e alla famiglia.

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Giovanni Verga
Giovanni Verga lo scrittore pi
rappresentativo del verismo italiano.
Egli ebbe una concezione dolorosa
della vita in quanto pensava che gli
uomini devono sottostare ad un
destino implacabile che li pu
condannare non solo all'infelicit
ed al dolore, ma anche ad un
passivo soggiacere ad esso; essi
sono condizionati dall'ambiente (milieu),
dal momento storico (moment), dall'ereditariet (race), e nulla possono
contro tutto ci; e chi cerca di opporsi al proprio destino non pu che
perire, ed questa una verit che troviamo nei Malavoglia.
Questa visione del mondo potrebbe essere completamente dolorosa, ma
il Verga cerca di trovare una via di uscita riscontrando anche delle
positivit: innanzitutto riscontriamo quel sentimento dell'eroismo umano
che porta lo scrittore ad assumere un atteggiamento di piet, ma anche
di ammirazione: piet per le loro sventure, e ammirazione per la loro
eroica rassegnazione. Un altro elemento positivo si riscontra nella fede in
alcuni valori che sfuggono alla legge del destino e della societ: il culto
della famiglia, lo spirito di sacrificio, la dedizione per il lavoro, il senso
dell'onore.
Il Verga dopo Manzoni, il pi grande narratore dell'800, ed anche se in
ambedue si sono riscontrate delle affinit come il vero storico, diversi
sono i vinti e gli umili: i primo sono o possono diventare tutti, senza
distinzione sociale, perch sono tutti coloro che non si accontentano del
loro destino, e nel cercarne di uscire fuori, urtano contro il dolore e
l'infelicit; invece i secondi sono i poveri, i deboli, che lottano contro i
soprusi della societ. Ma mentre questi ultimi hanno fede nella
Provvidenza che li consola e d loro la certezza che non li abbandoner
mai, i vinti sono tristi, rassegnati, senza il conforto della fede religiosa.
Il Verga diverso anche dai naturalisti e da Zola in particolare, perch
non ha fiducia ottimistica nel rinnovamento della societ, n alcuna
volont di denuncia e di polemica sociale, e poi perch nutre un profondo
rispetto per gli umili: diversamente dai naturalisti francesi, egli non li
guarda con distacco scientigfico, come soggetti patologici, ma come
esseri umani, i cui sentimenti, umili di amore e di dolore, possono essere
altrettanto eroici e delicati come i sentimenti pi complessi delle persone
evolute. Inoltre, mentre Zola e i naturalisti francesi rappresentano quasi
Gianfranco Bencivenga V B

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esclusivamente la vita del proletariato urbano, il Verga rappresenta la


condizione di tutti gli uomini, tutti ugualmente condannati al dolore e
all'infelicit, tutti soggetti ad un fato tirannico e crudele.
Le opere
Nell'attivit letteraria del Verga dobbiamo distinguere tre periodi:
periodo romantico-patriottico
periodo romantico-passionale
periodo verista
I primi due vengono inglobati in un unico periodo che ci anticipa il Verga
verista. Il Verga giovanissimo, con una formazione romantico-patriottica
sostenuta da un'appassionata lettura di romanzi storici e d'appendice, fu
portato alla stesura di tre romanzi storici-patriottici: Amore e patria I
carbonari della montagna Sulle lagune. La fase decisiva della
conversione al Verismo si apre con una serie di documenti: Lettera
all'amico Salvatore Paola la novella Fantasticheria la dedicatoria
ne L'amante di Gramigna le due prefazioni de I malavoglia. Egli
vuole rappresentare la situazione dell'Italia moderna, descrive con mezzi
adatti ci che si venuto a creare, le condizioni economiche, i problemi e
i diversi gradi della scala sociale. Per questo Verga, sul modello di Zola,
progetta una serie ciclica di romanzi contemporanei, che intitola Il ciclo
dei vinti attenendosi al principio darwiniano della lotta per la vita.
Quest'opera si divide in cinque racconti: Padron 'Ntoni Mastro don
Gesualdo La duchessa di Gargantes (in seguito Leira)
L'onorevole Scipioni L'uomo di lusso. Di questi solo i primi due
romanzi saranno compiuti.

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Storia dell'arte
Il futurismo
Il futurismo il primo movimento che si d un programma preventivo,
che rompe decisamente con tutto il passato sostenendo di essere
proiettato nel futuro, che si colloca in posizione volutamente polemica,
anzi provocatoria, nei confronti di ogni oppositore. Sono le idee affermate
dal suo fondatore, lo scrittore Filippo Tommaso Marinetti nel
Manifesto che diede origine al movimento. Il manifesto, violento e
perentorio nel linguaggio, riprendendo in realt un vecchio tema, quello
della fede nel progresso scientifico, esalta la velocit della vita moderna.
Per questa ragione centro del Futurismo Milano, la citt simbolo del
lavoro industriale, che, soprattutto a partire dagli inizi del secolo, vede
sorgere o ingrandirsi nuove officine e si espande urbanisticamente oltre i
limiti tradizionali. Il futurismo infatti un inno alla modernit, senza
rendersi conto dei risvolti negativi di essa. L'ideologia futurista,
indipendentemente dai risultati artistici, consiste dunque soprattutto
nell'affermazione della superiorit di ci che dinamico su ci che
statico. Si spiega cos l'esaltazione non soltanto di tutto ci che vitale,
compresi
i
rumori,
ma
soprattutto
dell'azione
di
per
se
indipendentemente da ogni fine, dell'aggressione, della sopraffazione,
della violenza, che esprimono la volont vitalistica. La poetica futurista
enunciata, oltre che in vari scritti, in quattro manifesti lanciati negli anni
immediatamente seguenti. Il nucleo centrale intorno al quale si sviluppa
la poetica futurista che l'arte deve rendere la mobilit della vita. Ne
consegue che nessun oggetto vive isolatamente; nel suo incessante
spostarsi si modifica per l'influsso di ogni altro oggetto, non soltato per i
riflessi dei colori, ma anche per i rapporti reciproci delle forme.
Umberto Boccioni
Umberto Boccioni il
maggior artista del
futurismo, i suoi inizi sono
divisionisti e, del resto, i
futuristi ritengono il
divisionismo la forza pi
autenticamente moderna
dell'arte italiana.
Nell'Autoritratto il busto,
leggermente inclinato e
mosso, spostato di lato
cos da lasciar apparire,
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sulla sinistra, la citt in periferia con le case in costruzione e, pi lontano,


un prato ancora verde,
destinato, di l a poco, ad essere coperto da nuovi edifici. Il punto di vista
rialzato e la prospettiva obliqua per dare luogo a un moto ruotante
sul perno costituito dall'uomo, il suo sguardo, intensamente profondo, il
punto focale della composizione.
La citt che sale il frattempo di una visione che prosegue oltre i limiti
della cornice, la visione di un moto vorticoso inarrestabile, con linee-forza
pluridirezionali, siano quelle costituite dall'accostamento di vivi colori, o
quelle geometriche della prospettiva con convergenza veloce a destra, o
ancora le verticali dei pali nel cantiere edile sul fondo. una tipica tesi
futurista (il titolo stesso lo dice) che qui trova la sua realizzazione
artistica: la vita pulsa attorno a noi, ne facciamo parte integrante non
come spettatori ma come attori, un flusso inarrestabile; non esiste
perci possibilit di focalizzare un oggetto fissandolo isolatamente
perch, contemporaneamente, noi percepiamo, con la coda dell'occhio o
intuitivamente, tutto il complesso e tumultuoso ambiente di cui esso fa
parte.

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In scultura l'opera pi compiuta Forme uniche della continuit


nello spazio. Se si osserva lateralmente la scultura, si pu riconoscere
facilmente una figura umana in cammino priva per di alcune parti (ad
esempio le braccia). Lopera si sviluppa mediante lalternarsi di cavit,
rilievi, piani e vuoti che generano un frammentato e discontinuo
chiaroscuro fatto di frequenti e repentini passaggi dalla luce all'ombra.
Osservando la figura da destra, il torso ad esempio pare essere pieno ma
se si gira intorno alla statua e la si osserva da sinistra esso si trasforma
in una cavit vuota. In tale modo sembra che la figura si modelli a
seconda dello spazio circostante ed assume cos la funzione per cos dire
di plasmare le forme. Se vista lateralmente, la statua d limpressione di
un movimento avanzante che si proietta energicamente in avanti.
Tuttavia se la si guarda frontalmente o a tre quarti si pu notare una
torsione o avvitamento delle forme nello spazio: pi di una linea infatti si
avvolge attorno alla figura in un moto a spirale, coinvolgendo i diversi
piani in una rotazione che suggerisce unulteriore espansione delle
forme.

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Latino
Seneca
Lucio Anneo Seneca nacque a Cordova, ma fu
educato
a Roma da vari maestri di filosofia. Cagionevole di
salute, trov nella filosofia il sostegno di
sopportare il dolore fisico, la paura della morte e
in parte, vincere le malattie. Si trasfer in Egitto e
dopo essere rientrato in patria, durante il trono di
Claudio, Messalina accus la nipote
dell'imperatore di essere amante di Seneca e il
filosofo fu mandato in esilio in Corsica, dove
ancora una volta fu sostenuto dalla filosofia.
Richiamato a Roma da Agrippina dopo la morte di
Claudio, Seneca divenne il precettore di Nerone.
Questultimo mostr nei primi cinque anni del regno grande equilibrio, in
seguito inizi a presentare i primi sintomi di follia ai quali
seguirono l'uccisione della madre e l'accusa al filosofo di aver partecipato
alla Congiura dei Pisoni. Condannato a morte, Seneca si suicid con
grande dignit.
I dialoghi
Sotto il titolo di dialoghi ci sono pervenute dieci operette filosofiche di cui
una pi lunga rispetto alle altre quindi l'opera complessivamente di
dodici libri e prende il nome di Dialogorum libri duodecim. Sono
trattazioni filosofiche di vario argomento, sembra che il filosofo dialoghi
con qualcuno sul pensiero filosofico, su un'idea, un momento. Sono state
inserite anche tre consolationes di cui una dedicata a Polibio (Consolatio
ad Polibium).
Tra i dialoghi ricordiamo:
De constantia sapientis: in questo dialogo Seneca definisce il
concetto di sapiens, cui caratteristiche essenziali sono appunto la
costanza e l'imperturbabilit. Per costanza Seneca intende sia la
perseveranza del saggio nei propri giudizi e intenti nonch la
coerenza tra pensiero e azione, sia l'immutabilit della virt nel
corso del tempo, che deve rimanere salda e irremovibile davanti
alle difficolt che la sorte presenta; l'imperturbabilit invece
quella propriet del saggio di rimanere indifferente di fronte
all'"iniuria" e alla contumelia: l'"iniuria", vale a dire l'offesa, ha
come intenzione l'arrecare un danno a qualcuno; ma il saggio non
pu subire alcun male, poich dove c' virt non c' male, e quindi
Gianfranco Bencivenga V B

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l'offesa, pur raggiungendolo, non lo danneggia. La contumelia


invece non una vera e propria offesa, perci meno grave, e
consiste nell'assumere un comportamento che porta disagio a un
altro, il quale si sente disprezzato;
De vita beata: egli afferma che la vera felicit solo quella del
saggio, di colui che sa distaccarsi dalle felicit apparenti, come
quelle date dalla ricchezza;
De tranquillitate animi: dedicato all'amico Sereno, questo
dialogo indica i modi per raggiungere la tranquillit d'animo.
Seneca invita alla partecipazione alla vita politica, cercando una
mediazione fra i due estremi dell'otium contemplativo e
dell'impegno
proprio
del
civis
romano,
suggerendo
un
comportamento capace di adattarsi alle condizioni politiche;
De brevitate vitae: l'argomento trattato il tempo e l'uso che
dovrebbe farne il "sapiens" (il saggio). Nonostante tutti si lamentino
della brevit della vita, infatti, questa lunga a sufficienza "per la
realizzazione delle cose pi grandi"; agli uomini sembra breve
perch essi ne sprecano gran parte in futili occupazioni. Ed ecco
perch il filosofo incita gli uomini della plebaglia pi infima a
considerare con maggior acume la qualit, non la quantit, della
vita trascorsa.
I trattati
Oltre ai dialoghi, Seneca scrisse anche due trattati: il De beneficiis e il
De clementia. Il primo diviso in sette libri e sviluppa il concetto di
beneficium cio la capacit umana di intervenire a vantaggio degli
altri, far del bene al prossimo sottolineando anche l'uguaglianza tra uomo
e uomo. Egli analizza il dare ed il ricevere, la gratitudine e l'ingratitudine;
ricorda inoltre come il desiderio di vendetta debba essere estirpato dal
proprio animo, poich il vero sapiens consapevole del fatto che sia
bene restituire al prossimo ci che da lui riceviamo tranne quando egli ci
fa un torto. In tal caso, la patientia la virt da coltivare. Il secondo
trattato invece ci pervenuto incompleto ed dedicato a Nerone.
Composto tra il 55 e il 56, elogia la moderazione e la clemenza
dell'imperatore, definita come la "moderazione d'animo di chi pu
vendicarsi" o l' "indulgenza", e che invita a comportarsi coi suoi sudditi
come un padre coi figli. Seneca non mette in discussione il potere
assoluto dell'imperatore, ed anzi lo legittima come un potere di origine
divino. A Nerone il destino ha assegnato il dominio sui suoi sudditi, ed
egli deve svolgere questo compito senza far sentire su di loro il peso del
potere.
Naturales
Sviluppate
nell'ultima
integrale e

quaestiones
in sette libri, le Naturales quaestiones furono composte
parte della vita di Seneca. L'edizione a noi giunta non
differisce quasi sicuramente dall'edizione originale per ordine

Gianfranco Bencivenga V B

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e composizione. Egli si sofferma principalmente sui venti, i terremoti e i


fenomeni meteorologici. Per comprendere appieno il testo necessario
capire che lo scopo che il filosofo si prefigge, non quello di raccogliere
ordinatamente ogni conoscenza dell'epoca (cosa che invece possiamo
intendere almeno in parte nel Naturalis historia di Plinio il vecchio)
bens quello di liberare l'uomo dalla paura e dalla superstizione intorno ai
fenomeni naturali. Seneca, alla fine dell'opera, si augura che gli uomini
s'impegnino maggiormente nello studio dei fenomeni naturali, ed
esprime la certezza che in un futuro sia pure molto lontano, il progresso
scientifico porter alla luce le verit ancora ignote.

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Epistulae morales ad Lucilium


L'opera principale della sua produzione pi tarda, e la pi celebre in
assoluto, sono le Epistulae morales ad Lucilium, una raccolta di 124
lettere divise in 20 libri di differente estensione e di vario argomento
indirizzate all'amico Lucilio.
Si tratta di lettere effettivamente scritte e spedite ma egli non nega che
scrive anche per i lettori che verranno. Le lettere di Seneca vogliono
essere uno strumento di crescita morale poich proponendo ogni volta
un nuovo tema, semplice e di apprendimento immediato, alla
meditazione dell'amico discepolo, lo guida al perfezionamento interiore;
per lo stesso motivo, nei primi tre libri, il filosofo conclude ogni lettera
con una sentenza che offre uno spunto di meditazione. Le sentenze sono
tratte da Epicuro, anche se Seneca non si dichiara suo seguace. Egli
sostiene, infatti, che ogni massima moralmente valida utile, da
qualsiasi fonte provenga.
Apokolokyntosis
Un'opera davvero singolare e bizzarra nel panorama della vasta
produzione senecana il Ludus de morte Claudii, o come
comunemente conosciuta Apokolokyntosis. Tale parola una
deformazione di apotheosis (trasformazione in Dio) nella quale la
componente theo (Dio) sostituita da Kolokynt che significa zucca.
La traduzione diverrebbe cosi zucchificazione. La zucca presa come
emblema della stupidit e della vuotaggine e tale parola significherebbe
dunque non trasformazione in zucca ma piuttosto deificazione di una
zucca, di uno zuccone, alludendo alla fama non proprio lusinghiera di cui
godeva Claudio. Quest'opera stata pensata per essere un vero e
proprio attacco nei confronti dell'ex imperatore Claudio accusato di
essere stato un incapace durante il suo regno ed era probabilmente
destinata, in primo luogo, al divertimento degli ambienti di corte in cui le
battute su Claudio erano un gioco abituale. Ma questa opera aveva
anche un positivo valore di sostegno al nuovo regime. Nerone
prometteva un distacco dalla politica tirannica del predecessore e un
ritorno alla moderazione augustea: Claudio viene condannato appunto da
un duro discorso di Augusto, e il regno di Nerone invece annunciato
come nuova et delloro. La forma dell'opera quella della satira
Menippea, un genere letterario inventato da Menippo di Gadara, dove
parti in prosa si alternano a quelle in poesia.
Le tragedie
Ci sono giunte nove tragedie cothurnate (di ambientazione greca), tra le
quali ricordiamo: Hercules furens, Thyestes, Agamennon, Medea; e
una tragedia praetesta, cio di ambientazione romana: Octavia. Le
tragedie non furono scritte per essere messe in scena, n per essere
recitate ma sicuramente per letture private. Al loro interno troviamo un
Gianfranco Bencivenga V B

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vero conflitto tra la ratio (ragione) e il furor (pazzia); la virt, il bene, la


giustizia vengono calpestati, la ragione smarrita, la legge umana e divina
infranta. Seneca vuole mostrare quanto in basso possa arrivare un'anima
che ha perso la ragione. Le tragedie senecane, spesso a sfondo mitico e
con personaggi presi in prestito dalla tradizione mitica e tragediografa
greca, si configurano infatti come uno studio oculato e preciso dei
comportamenti umani, soprattutto per quanto riguarda le esperienze del
Male e della morte. In esse Seneca parla infatti di uccisioni (anche
all'interno del gruppo familiare o a danno di amici), di incesti e di
parricidi, di rituali di magia nera, di maledizioni e di predizioni quanto mai
macabre, di cerimonie di sacrificio e di atrocit d'ogni genere, di crisi
d'ira e di gesti incontrollabili, di atti di cannibalismo e di azioni nefaste, di
insane passioni e di un uso folle e spregiudicato della violenza. Nelle
tragedie senecane domina insomma incontrastato l'irrazionale e il Male.
Nelle tragedie di Seneca si assiste quindi ad un completo rovesciamento
dei punti di vista, secondo cui ci che apparirebbe naturalmente privo di
senso, anomalo e degenerato, finisce per apparire del tutto normale,
oltre che lecito. Le anime malate che egli rappresenta sembrano inoltre
aver perduto una volta per sempre il senno, ovvero la ragione, senza la
quale il mondo sembra essere diventato preda di ombre e di mostri in
completa balia del Male e delle forze dell'inferno.

Gianfranco Bencivenga V B

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Jacques-Louis David, La morte di Seneca; 1773; olio su tela; Muse du Petit-

Gianfranco Bencivenga V B

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Geografia astronomica
Tappe fondamentali dell'evoluzione di una stella : il
Diagramma H-R
Tutte le stelle producono energia con la loro fornace, in cui avvengono
reazioni nucleari che seguono il ciclo protone-protone. Vi sono stelle
azzurre, pi luminose e calde del Sole, che trasformano la loro materia in
energia con un ritmo molto pi rapido di quello della nostra stella; altre
rosse, quindi, meno calde, consumano molto pi lentamente il loro
"combustibile nucleare". Evidentemente anche le stelle hanno una loro
evoluzione, tanto pi che si sa ormai per certo che anche oggi nuove
stelle nascono da nubi cosmiche di gas e polvere. Le principali tappe
nella vita delle stelle sono state ricostruite dagli astronomi Hertsprung e
Russel, che indipendentemente l'uno dall'altro hanno ideato un
diagramma (diagramma H-R) in cui si distribuiscono le varie stelle,
ponendo in ascissa la loro temperatura (da cui dipende il loro
colore a la loro classe spettrale) e in ordinata la luminosit (magnitudine
assoluta).
Nel diagramma H-R le stelle non si distribuiscono a caso, ma in una
grandissima parte si raccolgono lungo una fascia, che attraversa
diagonalmente il diagramma, chiamata sequenza principale. In tale
sequenza le stelle risultano disposte secondo un ordine regolare, da
quelle blu, pi calde e con massa regolare (50 volte quella del Sole) fino
a quelle rosse, pi fredde e di massa minore (1/10 di quella del Sole). Il
Sole vi compare in posizione intermedia, come una stella gialla. Al di
fuori della sequenza principale, nella parte in alto e a destra del
diagramma, compaiono stelle giganti rosse: hanno la stessa temperatura
superficiale, e quindi lo stesso colore, di stelle della sequenza principale
ma rispetto a queste sono molto pi
luminose, per cui devono
avere una superficie
radiante, cio che emette
energia luminosa, molto
pi estesa. Alcune sono
cos grandi da essere
dette supergiganti
(con un diametro fino a
800 volte quello del Sole).
Un altro gruppo di stelle
esterno alla sequenza
principale occupa la parte
in basso e verso sinistra
del diagramma: tali stelle
hanno lo stesso colore di
Gianfranco Bencivenga V B

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quelle
della sequenza principale,
ma sono meno luminose,
per cui devono essere molto pi piccole e vengono dette nane bianche
(anche se non sono soltanto di questo colore).

Le stelle nascono e invecchiano: dalle nebulose alle


giganti rosse
Le stelle nascono dalle
nebulose formate da polvere
e gas freddi (soprattutto
idrogeno: oltre il 90%). Al loro
interno si possono innescare
moti turbolenti (per esempio
per l'onda d'urto provocata
dall'esplosione di una stella
vicina), che provocano un
avvicinamento e un inizio di
aggregazione tra i corpuscoli
della nube. Con il proseguire
dell'addensamento e della
contrazione, l'energia gravitazionale aumenta e di conseguenza aumenta
la temperatura del corpo gassoso, che si trasforma in una protostella. Se
la protostella raggiunge alte temperature (circa 15 milioni di K) si
generer una stella; in caso contrario si creer una nana bruna (una
stella mancata). La stella a questo punto giunge ad una fase di stabilit,
durante la quale si trova sulla sequenza principale del diagramma H-R. La
sua posizione e permanenza nella sequenza principale dipendono dalla
massa iniziale della nebulosa da cui si originata: stelle nate con grande
massa diventano pi calde, blu e consumano il loro idrogeno pi
rapidamente (nel giro di milioni di anni); stelle con massa piccola
rimangono meno calde, rosse e sono pi longeve (miliardi di anni). Le
stelle gialle rimangono nella sequenza circa 10 miliardi di anni: il Sole,
che ha gi 5 miliardi di anni, una stella "di mezza et". Quando quasi
tutto l'idrogeno ormai consumato, il nucleo di elio che si formato,
molto pi denso del nucleo di idrogeno originario, finisce per collassare.
In tale processo si riscalda progressivamente fino a temperature di 100
milioni di gradi, sufficienti ad innescare nuove reazioni termonucleari,
che trasformano l'elio in carbonio. Per l'alta temperatura l'involucro
gassoso esterno della stella si espande enormemente: la superficie si
dilata e si raffredda fino a quando non si raggiunge un nuovo equilibrio.
La stella entrata in una nuova fase e appare come una gigante rossa.

Morte di una stella: nane bianche, stelle di neutroni e


buchi neri
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Dopo la fase di gigante rossa l'evoluzione stellare segue vie diverse a


seconda della massa della stella.
Stelle con massa iniziale di poco inferiore a quella del Sole

collassano gradualmente fino a divenire corpi della dimensione


della Terra; la materia che le compone si presenta con i nuclei degli
atomi immersi in un mare continuo di elettroni. Sarebbe questa
l'origine delle nane bianche che sono destinate a raffreddarsi
lentamente fino a trasformarsi in corpi scuri di materia inerte (nane
brune).
Stelle con massa iniziale come quella del Sole o alcune volte

maggiore finiscono ugualmente come nane bianche ma prima


attraversano una fase particolare. Arrivate allo stadio di giganti
rosse perdono i loro strati pi esterni e danno origine alle nebulose
planetarie. Alla fine la nebulosa scompare e la stella centrale
diventa una nana bianca. Se la massa della stella supera di almeno
una decina di volte quella del Sole, all'esaurirsi del combustibile
nucleare, il collasso gravitazionale di cos vaste proporzioni da
liberare una gigantesca quantit di energia, che provoca
un'immane esplosione: gran parte della stella, definita supernova,
si disintegra e viene lanciata nello spazio. Si genera cos una stella
di neutroni o pulsar (elettroni e protoni si fondono per formare
neutroni), molto piccola (20 o 30 km di diametro) e difficilmente
osservabile otticamente; possiede un campo magnetico molto forte
e appare a chi la osserva come una rapida pulsazione ritmica.
Infine, lo studio teorico porta a concludere che, se la massa

originaria della stella qualche decina di volte quella del


Sole, dopo la fase di supernova la densit continua ad aumentare e
si forma un corpo sempre pi piccolo, circondato da un campo
gravitazionale immenso. E' come se una porzione di spazio, non pi
grande di una decina di chilometri si trasformasse in un vortice
oscuro capace di attirare entro di s e di far scomparire qualunque
corpo o particella entri nel suo raggio d'azione: neanche le
radiazioni, compresa la luce, potrebbero uscirne. Per cui molto
appropriato il nome di buco nero con cui viene indicato.

Gianfranco Bencivenga V B

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Charles Dickens
Dickens was born in Portsmouth, on the south
coast of England. He had an unhappy
childhood, since his
father went to prison for debts and he had to
work in a factory at the age of twelve. He
experienced personally the children exploitation:
he was badly treated and paid little money.
These days of
sufferings were to inspire much of the content
of his novel. Moreover he had to leave his
home to go to work, and he missed the
affection of his parents. He was taught by his mother in fact he didn't go
to school and later he became a self-taught man, and finally a journalist.
His profession determined some features of his works: in fact he
published his novels in magazines, he became very successful. Thanks to
his experiences, he become mature and a keen-observer. Finally, he had
unhappy relationships with women . He spent in the last years of his life
traveling, and then he died in 1870 and was buried in Poets' Corner in
Westminster Abbey. He is one of the most popular English novelists of all
time.
Dickens shared the same values of the middle class. He condemned the
evils of the society as he felt it his own moral duty. His position may
seem radical, but in reality he didn't suggest any political or economic
solution, he was not interested in politics, he was not a politician; anyway
he offered his own idea to solve the social situation, but his solution was
above all a moral or a paternalistic one. A paternalistic solution because
Dickens believed that the rich people had to help the poor, and moral
solution because he stated that only with good values it was possible to
get improvements. He thought the poor were poor because it was their
destiny.
He wanted to illustrate the reversing in fiction of the natural order of
things: wise children so were opposed to worthless parents, as children
represented the moral teachers, the examples to follow. Dickens'
characters are in contrast with the circumstances in which they are set:
good children, with noble qualities and judicious management were born
in harsh families, by wicked parents.
The didactic purpose of Dickens is to make people love their children,
and to make them put children forward as models. Anyway Dickens' aim
was not to stimulate the poor to rebel, and he did not want to encourage
discontent among the most suffering, but he tried to alleviate the
sufferings of the society by getting the common intelligence of the
Gianfranco Bencivenga V B

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country.
Dickens adopted the pen name of "Boz" and wrote for various papers and
magazines, like "Monthly Magazine" on which a collection of articles
describing London people appeared in 1836. He published "The
posthumous papers of the Pickwick Club" in instalments: an example of
Dickens' humoristic and satirical qualities.
We have to remember two important autobiographical novels, Oliver
Twist and David Copperfield. Their protagonists became the symbol of
childhood exploitation. Dickens also wrote novels about the French
Revolution, the Chartist riots and a travel book. We have to remember
also works which deal with social issues as Bleak House, Hard Times and
Great Expectations.
His plots are not always well-balanced, because there are some parts
which are very long, very detailed and a bit exaggerated. On the contrary
there are some parts which are too short and some situations finish
abruptly. This is a consequence of the publication in instalments. Another
consequence is the episodic structure of the novels. In fact each novel is
divided into numerous chapters and each chapter is quite short. It follows
a line of development with a beginning and an end. It was important to
create suspense or a feeling of expectation in the readers, so that they
were willing to buy the next publication.
Oliver Twist
The work tells the adventure of an orphan who manages to preserve his
angelic character despite a very hard life. Dickens combines the
sentimental, melodramatic story of an orphan child exploited by a gang
of thieves with the keen social satire and realism. This enables him to
tackle important social issues: the new Poor Law which assigned poor
people to workhouse in which living conditions resembled those of a
prison. Poverty during Victorian period was atrocious. Many children lived
in conditions that we would find shocking today, so it was very common
that many of them chose a life of crime rather than begin full time work
as young as five or the slow starvation that workhouses inflicted.
Certainly there was some attempt to provide children with some
education at the workhouses, and there were charity schools organised
by churches, but most of them gave children only a poor place to stay,
and a bit of education. So the comic element helps to highlight serious
issues such as social injustice. Dickens is also very good at mixing social
criticism with lively portraits of universal characters such as Mr. Bumble
and Mrs. Mann.

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