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Associazione Culturale

Vulcani e Ambiente
Stage di
Vulcanologia
COSA SONO I VULCANI
Dal vocabolario: “apertura della
crosta terrestre, dalla quale
escono lave infuocate, ceneri,
lapilli, gas e talvolta acque
fangose”

Cosa sono i vulcani ?


Come si forma un edificio vulcanico?
Da dove proviene l’energia emessa dai Vulcani?
Perché in un dato momento la crosta si spacca ed
emette magma?
Perché in un punto piuttosto che in un altro?
L’interno della Terra
NUCLEO: CROSTA
Ha un raggio di oltre 3.400 Km,
Ha spessore medio di 35 Km. Si
poco più della metà del raggio
distingue in oceanica (spessore
terrestre, pari a 6.371 Km.
medio 6-10 Km) e in
Il nucleo interno è solido, il
continentale (spessore medio
nucleo esterno è fuso.
60-70 Km).

NUCLEO CROSTA
ESTERNO

MANTELLO
NUCLEO
INTERNO
MANTELLO
Giunge sino ai 2.900 Km di
profondità. Si presenta allo
stato solido eccetto per
piccole percentuali di
rifusione tra i 70 e i 250 Km
di profondità.

DISCONTINUITA’: Lehmann, Gutenberg, Mohorovicic (Moho)


LITOSFERA E ASTENOSFERA
0 Km
Crosta
35 Km Litosfera
Mantello Litosferico
70 Km

Astenosfera

250 Km
•La Litosfera è composta dalla crosta e
dalla parte più superficiale del mantello,
detto appunto litosferico.
•L’Astenosfera è una fascia del mantello
superiore che si estende dai 70 ai 250 Km
di profondità e presenta una maggiore
plasticità rispetto allo strato sovrastante.
Il flusso di calore terrestre
Il nostro pianeta emette calore dall’interno verso la superficie.

Il processo di trasmissione del calore avviene di continuo.

I vulcani, così come i fenomeni sismici, sono il risultato visibile


di un processo che ha origine all’interno del nostro pianeta e che
fa di esso un pianeta vivo.
Come avviene la
trasmissione del calore?

Per Conduzione
Conduzione::
nella litosfera

Per Convezione
Convezione:: dal
mantello sino alla base
della litosfera
Conduzione e Convezione
• CONDUZIONE: indica il trasferimento di
calore fra corpi a contatto, senza implicare
spostamento di materia.

• CONVEZIONE: si verifica quando un fluido si trova fra una zona


calda, inferiore, e una zona fredda, superiore. Il materiale riscaldato
si espande, diventa più leggero e tende a salire, spostando quello più
freddo e più pesante che invece tende a scendere. Si formano così i
moti convettivi.
Le celle convettive
Lo spostamento di materia provocato dalla convezione fa sì che
si formino nel mantello superiore delle “celle convettive”.

Due celle convettive vicine possono generare movimenti di


avvicinamento o di allontanamento (margini convergenti o divergenti)
La tettonica a placche
E’ un processo attivato dai moti convettivi che coinvolgono il mantello
terrestre

Fossa di Faglia
La Litosfera non è
subduzione
Dorsale
trasforme continua, ma risulta divisa
oceanica
Fossa di in una serie di zolle di
subduzione diverse dimensioni, come
un puzzle: queste
separate dalle dorsali
medio-oceaniche, si
muovono una rispetto
all’altra trascinandosi i
continenti che vi poggiano
sopra.

I movimenti delle placche possono essere:


Convergenti Divergenti Trascorrenti
La distensione
(allontanamento tra placche)

Le celle convettive divergono e si ha la risalita del


magma
La compressione
(scontro tra placche)

La compressione può coinvolgere:

due zolle con crosta oceanica;

una zolla con crosta continentale ed una con crosta


oceanica;

due zolle con crosta continentale.


Vulcanismo associato alla
tettonica a placche

In zone distensive: l’apertura di un fondo oceanico


implica l’emissione di magmi.

In zone di trascorrenza: il vulcanismo è generalmente


assente.

In zone compressive: si determina un vulcanismo detto


“di arco”.

Nei due casi, compressivo e distensivo, si presentano


magmi con caratteristiche differenti.
Il magma
Il magma è una massa fusa prevalentemente
silicatica, contenente anche altri elementi
come Al, Mg, Fe, Ca ecc.
Le fasi volatili più abbondanti sono H2O(v) e CO2(g)
e gas acidi

Caratteristiche fondamentali:: acidità-basicità (SiO2),


viscosità, contenuto in gas.

I magmi non sono tutti uguali…


Zone distensive: magmi basici, poco viscosi, ad alta temperatura

Zone compressive: magma più ricco in calcio, alluminio, sodio,


potassio; con viscosità maggiore e temperatura minore rispetto al
magma presente nelle zone distensive.
Viscosità e Acidità
La viscosità dipende dai seguenti parametri:

 temperatura  pressione composizione


L’acidità dipende dal contenuto in silice del magma.

SiO2 < 52% Magmi basici SiO2 > 65% Magmi acidi

Parametri che Diminuzione della pressione


influiscono sulla
Aumento della temperatura
formazione dei magmi:
Ingresso di acqua nel sistema
Tipi di eruzione
Eruzioni esplosive

Magmatiche esplosive
(pliniane)

Freato-magmatiche

Freatiche
Tipi di eruzione
Eruzioni esplosive – Stromboli e Krakatoa
Tipi di eruzione
Eruzioni effusive
Il magma ha un basso contenuto gas (soprattutto in acqua),
alta temperatura (1100-1200 C) e bassa viscosità.
Tipi di eruzione
Eruzioni effusive – ETNA 2004
I tunnel di lava

Si formano nel corso delle eruzioni


effusive di lunga durata.
All’inizio compaiono dei “muri” di lava ai
bordi del fiume rosseggiante
Se sulla superficie di questo canale
naturale si arriva a formare una sottile
crosta (spessa qualche decimetro) si
crea un tunnel.
Alle volte, lo sprofondamento di una
parte della volta del tunnel consente di
vedere all’interno lo scorrimento della
lava.
La temperatura della lava entro il tunnel
rimane estremamente elevata tanto da
fondere parzialmente le pareti già
solidificate.
Tipi di eruzione
Eruzioni effusive – ETNA 2004
Tipi di eruzione
Eruzioni effusive – HAWAII
meccanismi eruttivi
La forma dei vulcani

Eruzioni lungo fratture: Plateaux

Eldgja - Islanda

Strato - vulcano
Crater lake – Oregon (USA)

Vesuvio - Italia

Vulcani a scudo con caldera


sommitale
FORMAZIONE DI UNA
CALDERA
Caldera è una depressione circolare prodotta dal crollo
delle pareti di un edificio vulcanico in seguito ad una forte
eruzione esplosiva e allo svuotamento della camera
magmatica
I prodotti eruttivi
Prodotti effusivi

Lava a corda
tipo Pahoehoe

Lava a blocchi tipo AA


Lava “a cuscino” (pillow lava)
I prodotti eruttivi
I prodotti delle eruzioni esplosive

Pomici: risultato del rapido raffreddamento


di frammenti di magma bolloso.

Scorie: pezzi di magma di dimensioni decimetriche,


lanciati in seguito all’esplosione di grosse bolle
formatesi alla superficie del magma.

Lapilli: particelle di magma


solidificato con dimensioni tra 2
e 64 mm.
I prodotti delle eruzioni
esplosive o piroclastiti
La prima suddivisione delle piroclastiti viene fatta in
base alla granulometria, ovvero la loro dimensione.
BOMBE dimensioni superiori a 64 mm
LAPILLI dimensioni comprese tra 2 mm e 64 mm
CENERI dimensioni inferiori ai 2 mm
La seconda distinzione viene fatta in base alla
provenienza dei frammenti piroclastici.

 JUVENILI

frammenti di magma cristalli che si trovavano nel magma

 LITICI

“cognate” “accidentali”

frammenti di rocce vulcaniche frammenti di rocce del


che si sono formate in precedenti basamento su cui poggia il
eruzioni vulcano

Ceneri e lapilli costituiscono i frammenti litici. La compattazione


di questi prodotti porta alla formazione di rocce piroclastiche.
Meccanismi di messa in posto dei prodotti

Esplosione magmatica o
pliniana
Dispersione, a geometria
ellittica, dei prodotti più
leggeri attorno al centro
eruttivo.

Flusso piroclastico dei


prodotti di medie dimensioni.

Valanghe di fango o lahar, come


rimobilizzazione di prodotti
preesistenti.

Esempi di flusso piroclastico


Meccanismi di messa in
posto dei prodotti
Esplosione freatica

Base surge:
sono nubi di ceneri
che si muovono
radialmente dalla
base della colonna
eruttiva.
La forma dei vulcani
- dipende dalla natura dei prodotti e dai meccanismi
eruttivi.

- varia nel tempo in quanto l’attività di un vulcano è


sia distruttiva sia costruttiva.

Attività effusiva: Attività esplosiva:


generalmente fa rimuove parti del
accrescere il vulcano e ne
vulcano. riduce il volume.
Le rocce magmatiche

Se il magma si raffredda
lentamente in profondità e i gas
rimangono al suo interno, i
minerali presenti nel magma
avranno tutto il tempo necessario
per sviluppare cristalli evidenti.
Le rocce che si formeranno
verranno chiamate “intrusive”
Se il raffreddamento del magma
è rapido, i cristalli dei minerali
non hanno il tempo per
svilupparsi. Le rocce che si
formano verranno chiamate
“effusive”.
Pomice e Scoria
POMICE  frammento di magma
fortemente vescicolato (pieno di
bolle) con aspetto di schiuma. Ha
una composizione acida (ricca di
Si), ha un colore bianco o grigio e
possiede una bassa densità tanto
da galleggiare in acqua.

SCORIA  frammento di
magma vescicolato, ma in misura
minore rispetto alla pomice. La
sua composizione è basica
(povera in Si), ha un colore
scuro dovuto alla presenza di
ossidi. Ha una densità più alta di
quella della pomice.
Vulcanismo secondario
Fenomeni strettamente legati alla presenza di magma in prossimità
della superficie terrestre che, raffreddandosi, dà luogo alla
liberazione di gas o al riscaldamento delle acque presenti nel
sottosuolo.

Solfatare: emissioni di
Fumarole: emissioni di idrogeno solforato (Pozzuoli
gas vulcanici da fratture e Campi Flegrei)
del suolo
I geyser sono sorgenti di acqua
calda che zampilla a intermittenza
fino a un’altezza di 40-60m. Sono
presenti in Islanda, Nuova Zelanda
e negli USA nel parco di
Yellowstone

I soffioni boraciferi sono getti continui


di vapore acqueo misto ad acido borico,
anidride carbonica, idrogeno solforato e
altri gas con temperature di oltre 200°C.
In Italia sono presenti a Larderello in
Toscana, sfruttati mediante le centrali
geotermiche per la produzione di energia
elettrica.
Cosa avviene in superficie
quando un magma risale?

La risalita del magma verso la superficie, prima di un’eruzione,


causa una serie di fenomeni “anomali” che vengono rilevati
tramite apposite strumentazioni.

Il processo di risalita di un magma implica una deformazione ed


una fatturazione delle rocce, un aumento della temperatura
superficiale, la fuoriuscita di gas magmatici, variazioni nelle
misure del campo magnetico.

La difficoltà nell’interpretazione di questi fenomeni sta nel fatto


che ogni vulcano ha la sua storia e dunque uno stile eruttivo
particolare.
La sorveglianza vulcanica

E’ importantissima per la salvaguardia dell’uomo


Con la sorveglianza si tenta di:
prevedere tempo e luogo in cui avverrà un’eruzione;

capire la storia e lo stile eruttivo di un vulcano.

Il grande limite di questo tipo di studi è dato dal fatto


che un vulcano prossimo all’eruzione è un sistema talmente
complesso, che sarebbe necessario tenere sotto controllo
un numero elevatissimo di parametri per comprenderne a
pieno l’attività.
Tipi di sorveglianza e
rischio vulcanico
sismica
geodetica
geochimica
gravimetrica

Rischio vulcanico: è definito dal prodotto della


probabilità che si verifichi l’evento per il danno
da questo generato.
R=P*D
Il rischio vulcanico, è dato dal prodotto
RISCHIO
di tre parametri: pericolosità vulcanica,
VULCANICO valore esposto e vulnerabilità.

R = P*(Ve*Vu)

Danno

La pericolosità vulcanica P è la
probabilità che una regione sia
interessata da fenomeni vulcanici
potenzialmente distruttivi in un
determinato intervallo di tempo e
viene riferita a fenomeni ben definiti
(una colata di lava, un flusso
piroclastico, la caduta di ceneri, ecc.)
Il valore esposto Ve è dato dal numero di persone, dalla
tipologia delle costruzioni, dalla superficie di terreno
agricolo, ecc., esposti al pericolo.

La vulnerabilità Vu è la percentuale di valore che si stima


verrà perduto per effetto di un determinato evento.

Pertanto, la stima del rischio vulcanico e la


pianificazione degli interventi per la sua
mitigazione devono essere basati sui risultati di
studi sia vulcanologici che socio-economici.
CONTRIBUTO VULCANOLOGICO

Ipotizzare le probabili fenomenologie eruttive future ed i loro


potenziali effetti sull'ambiente;

Ricostruzione della storia di un vulcano: (massima eruzione


prodotta nel passato, tempi di ricorrenza, formulare previsioni
a lungo termine);

Definizione del suo stato di attività: (tramite reti di


sorveglianza ed osservazioni vulcanologiche) per permettere una
previsione a breve termine della ripresa dell'attività eruttiva.

I risultati delle indagini vulcanologiche e della sorveglianza


permettono di definire la zonazione mediante carte di
pericolosità.
La valutazione e la zonazione della pericolosità
vulcanica sono fondamentali:

per la corretta programmazione dello sviluppo del


territorio;

per l'elaborazione dei piani di protezione civile da


mettere in atto in caso di emergenza;

per la progettazione e la sperimentazione di


tecnologie in grado di controllare i fenomeni
direttamente o indirettamente associati all'attività
vulcanica.
Mitigazione del Rischio vulcanico: LA SORVEGLIANZA

Insieme delle tecniche e metodologie utilizzate per valutare le


variazioni nello stato di attività di un vulcano.

Metodologie di indagine Metodologie di indagine


geofisica geochimica

Si basano sulle variazioni Si basano sulle variazioni


di parametri fisici in un di parametri chimici in un
complesso vulcanico. complesso vulcanico.
Mitigazione del Rischio vulcanico: LA SORVEGLIANZA
SORVEGLIANZA SISMICA

La migrazione del magma verso la superficie è solitamente


accompagnata dalla fratturazione delle rocce circostanti,che si
manifesta come sismicità.
L’inizio di un nuovo ciclo eruttivo dovrebbe essere associato:
ad un aumento della frequenza dei terremoti (sciame sismico);
ad una migrazione degli ipocentri verso la superficie;
ad una loro concentrazione verso la frattura che va aprendosi.
SORVEGLIANZA GEODETICA

La migrazione di un corpo magmatico verso la superficie è


generalmente accompagnata ad una variazione di forma dell’edificio.

Un accumulo di magma in profondità


è in genere accompagnato da
rigonfiamenti dell’edificio vulcanico,
mentre crolli sotterranei o drenaggi
laterali del magma determinano
deflazioni (tiltmetria).
Variazioni di gravità

La migrazione di masse
magmatiche nel sottosuolo
provoca una variazione di
densità che può essere
rilevata in superficie tramite
la misura dell’accelerazione di
gravità.
La misura della variazione di
gravità è legata all’entità e
alla profondità della sorgente
di anomalia

L’anomalia osservata dipende dal


contrasto di densità con il mezzo e
dalla sua profondità
LA SORVEGLIANZA GEOCHIMICA

Si basa sull’analisi delle variazioni temporali nella


composizione chimica dei fluidi emessi da un vulcano:
gas vulcanici;
plume vulcanici;
acque termali e sotterranee;
laghi craterici;
degassamento diffuso.

La sorveglianza geochimica di un vulcano necessità la


definizione di un modello concettuale dell’attività vulcanica.
GEOCHIMICA Gas vulcanici
Plume
Fumarole
Degassamento Acque
diffuso dai suoli sotterranee

Gas
idrotermali
Gas
magmatici
GAS MAGMATICO GAS VULCANICO

Gas appena liberato dal magma, Gas che risulta dal miscelamento di un
caratterizzato quindi da elevate gas magmatico e una sorgente
temperature (circa 1000
1000°°C) e secondaria (sost..organica,
(sost falda
composizione chimica tipica di un acquifera, acqua esterna) e pertanto
gas che, una volta essolto, non si avrà temperature di gran lunga inferiori
è miscelato con sorgenti rispetto ad un gas magmatico (circa 100
100--
secondarie..
secondarie 300°°C)
300 C).. Può formarsi per semplice
raffreddamento di quest’ultimo
quest’ultimo..
Lo studio dei gas vulcanici:

1) Indicazioni sul grado di esplosivita’ di un vulcano in


funzione della quantita’ di gas disciolto nel magma.
2) Indicazioni sulle sorgenti di derivazione dei gas (dal
mantello,da rocce sedimentarie all’interno della crosta
terrestre, da materiale subdotto, da fluidi presenti in
zone superficiali del vulcano come ad esempio sistemi
idrotermali o acque sotterranee, etc…).
3) Indicazioni sulla profondita’ del magma all’interno
dell’edificio vulcanico: Monitoraggio vulcanico attraverso
misure in continuo/discontinuo.
4) Impatto ambientale
Campionamento IN SITU

Condensazione parziale del gas


in ampolla con NaOH 1M
(Giggenbach, 1975)

I volatili hanno una solubilità che è proporzionale alla pressione. Durante


la risalita, la solubilità diminuisce ed i volatili sono degassati.
L’approssimarsi del magma è quindi segnata da un aumento della quantità
di gas in risalita (aumento del degassamento in superficie, riscaldamento
delle falde, etc) e da una variazione del rapporto di abbondanza fra i vari
gas.
CONCLUSIONI

a) E’ necessario conoscere il background della sismicità


e quindi occorre una rete sismica permanente

b)Occorre utilizzare più metodi, i differenti segnali


sismici infatti danno informazioni incrociate importanti

c) E’ necessario conoscere meglio il processo fisico


infatti i processi che vengono monitorati con la sismica
sono comuni sia alle intrusioni che all’attività effusiva

d) I dati sismologici vanno combinati con altre tecniche


tra cui le osservazioni visive, la geodesia, la geochimica
dei gas e le immagini da satellite
Associazione Culturale
Vulcani e Ambiente

Grazie per l’attenzione!

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Esempio di risalita del
magma
Esempio di compressione
(due croste oceaniche)

Zolla con crosta oceanica che subduce sotto


un’altra zolla con crosta oceanica.
Esempio di compressione
(una crosta continentale e una
crosta oceanica)

Zolla con crosta oceanica che subduce sotto


una zolla con crosta continentale.
Esempio di compressione
(due croste continentali)

Il processo può spingersi sino al totale esaurimento della


crosta oceanica. Si ottiene così un margine collisionale e
l’innalzamento di una catena montuosa come, ad esempio,
quella Himalayana.