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[LA SECONDA RIVOLUZIONE

INDUSTRIALE]

La seconda rivoluzione industriale

Indice generale
Prefazione

pag. 2

1. Contesto storico

pag. 3

2. Sviluppi tecnologici generali

pag. 7

3. Motori elettrici per lindustria e i padri


dellelettrificazione moderna

pag.15

4. Motori a vapore, a combustione e turbine

pag.31

5. Impatto sociale

pag.49

6. Realismo, naturalismo e verismo(cenni storici)

pag.55

i.

APPENDICE 1

pag.59

ii.

APPENDICE 2

pag.69

iii.

APPENDICE 3

pag.77

iv.

APPENDICE 4

pag.83

v.

APPENDICE 5

pag.97

Bibliografia

La seconda rivoluzione industriale

Prefazione
La seguente tesina verte sulla nascita e lo sviluppo di particolari invenzioni
durante la Seconda rivoluzione industriale, e sugli effetti sociali ed economici
che queste invenzioni ebbero ed hanno tuttora.
In particolare saranno prese in esame le turbine in relazione alla produzione
di energia elettrica, il motore a scoppio e pi succintamente lo sviluppo dei
generatori e dei motori elettrici utilizzati in ambito manifatturiero, ieri come
oggi.
Non verranno tralasciati gli aspetti economici e sociali di questo particolare
periodo storico che ha inciso cos tanto con il cambiamento degli stili di vita e
delle potenzialit produttive e creative delle societ occidentali.

Scopo della tesina non soffermarsi su particolari macchine, situazioni


storiche relative ad esse o sui protagonisti inventori dellepoca, ma intrecciare
tutti questi tre elementi per avere una panoramica generale del periodo
storico preso in esame.

Marco Daga
01/04/2013, MODENA

La seconda rivoluzione industriale

1
CONTESTO STORICO
La seconda rivoluzione industriale si colloca in un periodo il cui inizio viene cronologicamente riportato al
periodo compreso tra il Congresso di Parigi (1856) e quello di Berlino (1878) e che giunge a pieno sviluppo
nell'ultimo decennio del 1800 fino agli inizi del 1900.
Il periodo considerato vede in Europa il passaggio da una borghesia liberista ad una imperialista.
Precisamente si deve distinguere la fase che va dal 1849 al 1873 dalla successiva. Infatti fra il 1849 e il 1873
si assiste ad un forte sviluppo economico promosso dalla borghesia fedele ai princpi del liberismo e perci
sostenitrice del libero scambio e della concorrenza, senza controlli statali. Questo tipo di borghesia entra in
crisi al momento della grande depressione (1873-1895). Leconomia europea tenta di uscire dalla
depressione con una politica antiliberista e imperialistica che si afferma nellultimo ventennio del secolo: si
formano grandi concentrazioni industriali monopolistiche che limitano la libera concorrenza; lo Stato
interviene nelleconomia assumendo la protezione delle aziende; si creano nuovi mercati attraverso
unaccentuazione dellespansione colonialistica. La nuova borghesia imperialistica fortemente aggressiva
allesterno e autoritaria allinterno.
Negli anni Novanta dell Ottocento l Imperialismo economico e militare ormai una nuova realt. Esso
costituisce la base economica di ripresa dello sviluppo economico: pu prendere avvio cos lo sviluppo della
seconda rivoluzione industriale che si sviluppa a cavallo dei due secoli.
Il concetto di imperialismo riferito alla politica aggressiva degli Stati europei, la cui guida nelle mani
del potere monopolistico e del ceto medio. Essa diretta prevalentemente alla conquista di nuove colonie in
Africa e in Asia; tuttavia, sviluppando la concorrenza tra gli Stati, ognuno dei quali protegge le proprie
aziende sino ad identificarsi con esse, acuisce anche le contraddizioni internazionali tra le grandi potenze,
sino a produrre la Guerra Mondiale del 1914-18.
Come gi detto sopra questo periodo pu essere suddiviso in due fasi principali, la prima che va dalla met
dell Ottocento fino al 1873, il grande sviluppo economico, e la seconda che va dal 1873 al 1895, la grande
depressione. Vi anche una terza cronologicamente pi sfumata che dal 1896 arriva al 1908 e corrisponde
ad un forte balzo in avanti dal punto di vista industriale grazie allelettrificazione per il manifatturiero.
La prima fase (1849-1873) segna uno dei momenti pi rigogliosi delleconomia europea. La produzione
cresce del 500%. Il settore trainante quello dello sviluppo ferroviario, strettamente connesso alla diffusione
delle macchine a vapore. Il settore ferroviario favorisce lo sviluppo di una serie di industrie ad esso
collegate: lindustria meccanica per la produzione delle macchine, lindustria siderurgica per il ferro
necessario alla costruzione delle rotaie, lindustria estrattiva per il carbone indispensabile all alimentazione
delle macchine a vapore.
Nel periodo della grande depressione (1873-1895), provocata dalla crisi del settore ferroviario e dalla
concorrenza dei prodotti agricoli provenienti dagli Stati Uniti, leconomia dei paesi avanzati (anzitutto
Inghilterra, Francia, Germania, Stati Uniti e Giappone) reagisce con tre misure:

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Il protezionismo, che pone dazi sullimportazione delle merci straniere in modo da salvaguardare le
aziende nazionali;
Lassorbimento della maggior parte delle aziende minori e di tutte quelle eventualmente pi deboli in
grandi concentrazioni monopolistiche, che si spartiscono il mercato riducendo drasticamente i
margini della libera concorrenza;
La costruzione di vasti imperi coloniali in Asia e in Africa in modo da allargare il mercato per i propri
prodotti, da controllare le materie prime e infine da avere a disposizione serbatoi per lemigrazione.
Con queste misure finisce lepoca del liberismo economico e nasce quello dellimperialismo economico
politico e militare.
Si sviluppa un nuovo colonialismo, diverso da quello del passato, che consisteva soprattutto in unespansione
commerciale. Limperialismo diventa conquista militare e acquisizione territoriale di interi paesi in Africa e in
Asia.
Questa situazione determina anche un nuovo modo di vedere il mondo, e cio la diffusione di ideologie che
teorizzano la superiorit delluomo bianco occidentale e giustificano il colonialismo come diffusione della
civilt e come soluzione dei problemi demografici europei.
Anche le innovazioni tecnologiche contribuiscono a porre le basi per una ripresa dello sviluppo. Si diffondono
il telefono, il microfono, il grammofono, il telegrafo senza fili, la fotografia e poi verso la fine del secolo, il
cinematografo, la bicicletta, lautomobile e la macchina da scrivere. Fra gli anni Ottanta e Novanta nascono
lindustri elettrica e quella dellautomobile. Alla fine del secolo le luci elettriche illuminano le citt, mentre
cominciano a circolare i primi tram elettrici. Ne consegue il lento declino delle macchine a vapore,
progressivamente sostituite da quelle elettriche.
Contemporaneamente lorganizzazione del lavoro in fabbrica si va razionalizzando e parcellizzando. Ne deriva
la crisi delle antiche abilit artigianali. Loperaio specializzato e qualificato non svolge pi un lavoro affidato
alla propria individuale abilit, ma si trasforma in addetto alla manutenzione della macchina, venendo a
costruire una sorta di aristocrazia operaia, mentre la maggior parte del lavoro viene svolta da operai comuni
che eseguono solo operazioni elementari, monotoni e ripetitivi al servizio della macchina e sono perci
facilmente sostituibili.
Allinizio del Novecento lorganizzazione scientifica del lavoro, teorizzata da Tylor, d un contributo
fondamentale alla seconda rivoluzione industriale. Questa pu svilupparsi a partire dal 1896, soprattutto
grazie alla diffusione delle nuove forme di energia elettrica e petrolifera ed ad una articolata societ di massa
basata sui consumi.
LItalia partecipa allo sviluppo delleconomia europea da posizioni ancora arretrate. Il vero e proprio decollo
industriale nel nostro paese sar avviato solamente negli ultimi anni del secolo e allinizio del 1900, in
concomitanza con la seconda rivoluzione industriale europea ( che per lItalia risulta essere la prima dato la
sua arretratezza cronica). Un momento storico risulta essere la fondazione della FIAT, ad opera di Giovanni
Agnelli nel 1899.
Bisogna sottolineare che lindustrializzazione avviata nel corso dellOttocento e affermatisi alla fine del
medesimo secolo riguarda solo distretti limitati del territorio nazionale tra Genova Milano e Torino.
Il resto del paese rimane in condizioni prevalentemente agricole e arretrate, specialmente nel Meridione.
Fattori di crisi e di arretratezza del Meridione furono:
Lo squilibrio dello sviluppo a vantaggio del Nord ( la Banca Nazionale del Nord godette di condizioni
di privilegio che penalizzarono le banche meridionali)
Lapplicazione, da parte della destra, che tenne il potere dal 1861 al 1876, di un duro sistema fiscale
che colpiva soprattutto le masse di contadini (come la tassa sul macinato introdotta nel 1868)
La diffusione del brigantaggio e il conseguente regime di occupazione militare in cui vennero tenute
intere regioni del sud.
Il potere dellusura che impediva la nascita di un ceto di piccole e medi proprietari, soffocati dai
debiti.

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Questi fattori che determinarono la situazione di degrado e arretratezza, sono peraltro, in qualche forma,
ancora presenti nel territorio meridionale come pesanti strascichi di et passate, nei secoli precedenti,
sedimentate nel substrato culturale e istituzionale non statale, laddove condizioni di sfruttamento e
dominazione hanno compresso le forze sociali e civiche delle popolazioni prese in esame.
La condizione dellepoca fu soggetta ad una famosa inchiesta di Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino e
dagli scritti di Villari e Fortunato.
Per quanto riguarda la politica interna il periodo della grande depressione, come gi detto, e della nascita
dellimperialismo economico coincide in tutta Europa con il rafforzamento delle tendenze autoritarie e
conservatrici. La comparsa del protagonismo delle masse (soprattutto cattoliche e socialiste) e lo
spauracchio della rivoluzione socialista, divenuto attuale in Europa dopo la Comune parigina del 1871,
inducono i gruppi dominanti a risposte antidemocratiche e spesso illiberali. Solo alla fine del secolo e allinizio
del nuovo, si assiste a un inversione di tendenza almeno in Francia, in Inghilterra ma un po anche in Italia.

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SVILUPPI TECNOLOGICI GENERALI

Galleria delle macchine all'Esposizione universale del 1900 a Parigi


Il termine industria deriva dal latino industria (-ae), parola composta da endo- (dentro) e -struo (costruisco).
Il significato originario di operosit, attivit, diligenza acquista alla fine del Novecento l'accezione di "settore
manifatturiero".
La rivoluzione industriale un processo di trasformazione economica che da un sistema agricolo-artigianalecommerciale porta ad un sistema industriale moderno caratterizzato dall'uso generalizzato di macchine
azionate da energia meccanica, dall'utilizzo di nuove fonti energetiche (come ad esempio il petrolio e
l'elettricit) e dalla diffusione della fabbrica come principale luogo di produzione nel quale si concentrano i
mezzi di produzione (forza lavoro e capitale). Ne consegue un notevole incremento, quantitativo e
qualitativo, delle capacit produttive di un Paese.
All'interno della pi generica definizione di rivoluzione industriale va fatta una distinzione fra prima e seconda
rivoluzione industriale. La prima, iniziata alla fine del settecento, riguarda prevalentemente il settore tessilemetallurgico ed connessa all'introduzione della macchina a vapore.
La seconda rivoluzione industriale, che sia pure in tempi diversi a seconda dei paesi, prende avvio attorno
alla met del secolo XIX, si sviluppa con l'introduzione dell'acciaio, l'utilizzo dell'elettricit, dei prodotti chimici
e del petrolio.
La rivoluzione industriale comporta una profonda ed irreversibile trasformazione che parte dal sistema
economico fino a coinvolgere il sistema produttivo nel suo insieme e l'intero sistema sociale. L'apparizione
della fabbrica e della macchina modifica i rapporti fra gli attori produttivi. Nasce il capitalista industriale,
imprenditore proprietario della fabbrica e dei mezzi di produzione, che mira ad incrementare il profitto della

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propria attivit e conseguentemente si viene a formare la classe operaia che riceve, in cambio del proprio
lavoro e del tempo messo a disposizione per il lavoro in fabbrica, un salario.

L'accelerazione della storia


Oltre che per le grandi innovazioni tecnologiche e scientifiche, la seconda rivoluzione industriale si
caratterizza in modo incisivo rispetto alla prima perch pi rapidi furono i suoi effetti, pi prodigiosi i
risultati che determinarono una trasformazione rivoluzionaria nella vita e nelle prospettive dell'uomo.
Avvenimenti di rilievo prima dilatati nello spazio e nel tempo ora si concentrano in uno spazio temporale
ristretto che rende pi veloce e concitata la vita dell'uomo .
Lo storico e sociologo tedesco Wolfang Schivelbusch ha osservato come la rivoluzione dei mezzi di trasporto
abbia modificato non solo la zone dove essa si verificata ma anche la "geografia mentale" degli uomini, il
loro modo di percepire lo spazio e il tempo.
Inizia quel fenomeno che porter, per effetto della contrazione dello spazio e del tempo, conseguenza dei
nuovi pi veloci mezzi di trasporto e comunicazione, alla globalizzazione dei mercati, delle tecnologie e dei
linguaggi, e in definitiva allaccelerazione della storia dell'uomo.

Le innovazioni tecnologica

Convertitore Bessemer
Dal 1870 in poi, si ebbe in Europa e negli Stati Uniti uno sviluppo tecnologico senza precedenti, che assicur
ai paesi Occidentali la supremazia tecnica in tutto il mondo. La caratteristica che differenzia maggiormente la
seconda rivoluzione industriale dalla precedente sta nel fatto che le innovazioni tecnologiche non sono frutto
di scoperte occasionali ed individuali, bens di ricerche specializzate in laboratori scientifici e nelle universit
finanziate dagli imprenditori e dai governi nazionali per il miglioramento dell'apparato produttivo.
I settori in cui si ebbero i maggiori risultati furono quello agricolo, quello manifatturiero e quello alimentare.
Nel settore metallurgico, giocarono un ruolo fondamentale la realizzazione del Convertitore Bessemer e il
Forno Martin-Siemens. Essi permisero la realizzazione di macchine e utensili pi robusti e resistenti del ferro
che causava problemi per la sua tendenza ad usurarsi rapidamente.
Nel 1878 con l'adozione del "processo Thomas" poterono essere utilizzati materiali di ferro con alta
percentuale di fosforo. Fu proprio questo metodo di defosforazione che consent alla Germania ricca di questi
minerali di trasformarsi da paese agricolo a industriale sino a superare, con uno sfruttamento pi organizzato

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delle miniere dell'Alsazia e della Lorena e del bacino carbonifero della Ruhr, la produzione delle acciaierie
inglesi.
L'acciaio permise nuove soluzioni nel campo della meccanica e nel 1870 l'utilizzo del cemento armato in
quello delle costruzioni.
Novit investirono anche il campo elettrico, soprattutto in Italia, con la costruzione della centrale
termoelettrica a carbone per opera di Galileo Ferraris.

Pubblicit di lampade elettriche (1897)

In Italia, mancando il carbon fossile e scarseggiando il carbone bianco si sfruttarono i corsi d'acqua per la
produzione di energia elettrica. Cos facendo non si and incontro alle esose spese per l'importazione di
carbone.
Nel campo chimico, vi furono tra le industrie, fortissime competizioni che portarono in pochissimi anni alla
scoperta di nuovi prodotti come fertilizzanti, coloranti sintetici, ammoniaca, dinamite, soda e prodotti
farmaceutici quali cloroformio, disinfettanti e analgesici.
Pi lento fu invece lo sviluppo dell'apparato elettrico ancora in via di sperimentazione, che ebbe un deciso
incremento solo dopo il 1870, quando si produssero i primi generatori (la dinamo e il motore elettrico,
nonostante fossero gi in uso da molto tempo, risultarono poco convenienti e poco versatili per i processi
produttivi). I progressi in questo campo permisero la graduale diffusione della rete elettrica ad uso civile per
l'illuminazione (e successivamente l'utilizzo dei primi elettrodomestici), nelle case e nei luoghi di lavoro.
L'introduzione dell'elettricit come fonte di illuminazione delle citt, molto pi efficiente di quella che
utilizzava il gas illuminante, trasform la vita dei cittadini rendendo pi sicure le strade e permettendo anche
una vita notturna pi intensa con la frequentazione di punti d'incontro illuminati.
La luce elettrica cambi anche i ritmi di lavoro nelle fabbriche dove prima la produzione cessava con il venir
meno della luce diurna: ora gli operai potevano lavorare in turni ininterrotti nelle 24 ore.

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Medicina e sviluppo demografico

Robert Koch Nobel per la medicina nel 1905


Fu soprattutto nel periodo della seconda rivoluzione industriale, pi che nella prima, che vennero fatte
numerose e importantissime scoperte in campo medico e scientifico. Gli studi di Charles Darwin e Gregor
Mendel stimolarono l'approfondimento di anatomia comparata, fisiologia, genetica, mentre le fondamentali
scoperte di Louis Pasteur, Gerhard Henrik Hansen, Robert Koch, e altri, in campo epidemiologico portarono
nel corso del XIX secolo a trovare una difesa contro antichi flagelli come la tubercolosi, la difterite, l'antrace,
la peste, la lebbra, la rabbia, la [malaria].
Numerose altre scoperte e invenzioni (come ad esempio lo stetoscopio) consentirono enormi progressi nel
campo della chirurgia e in generale delle condizioni igienico-sanitarie negli ospedali e nella vita quotidiana
delle famiglie. Furono ad esempio gli studi del medico ungherese Ignc Flp Semmelweis (1818 1865) a
dimostrare che l'alto tasso di mortalit delle donne dopo il parto era in buona misura dovuto a infezioni
trasmesse dai medici stessi durante il parto.
Un'altra decisiva scoperta nel settore medico-sanitario fu l'adozione dell'anestesia a base di etere e
cloroformio durante gli interventi chirurgici e l'applicazione dei raggi x per le diagnosi interne.
Questo complesso di scoperte e invenzioni permise nel giro di pochi decenni di migliorare le condizioni
igienico-sanitarie e alimentari di gran parte delle popolazioni dei paesi industrializzati, di abbattere l'alto
tasso di mortalit infantile, e di innalzare notevolmente l'et media della popolazione e le aspettative di vita
delle persone.
Tale evoluzione, unitamente alla maggiore disponibilit di risorse, condussero nel giro di alcuni decenni ad
un incremento esponenziale della popolazione, tanto che, fra la fine del XVII secolo e il XX secolo la
popolazione europea si accresciuta di quasi quattro volte, la speranza di vita passata da valori compresi
tra i 25 e i 35 anni a valori che superano i 75 anni, il numero di figli per donna scesi da 5 a meno di 2 e
natalit e mortalit scesi da valori compresi tra il 30 e il 40 per mille a valori prossimi al 10.

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Trasporti

Locomotiva a vapore (1907)


I trasporti nella seconda met dell'Ottocento divennero molto pi sviluppati e complessi. Il sistema
ferroviario, uscito dalla fase pionieristica, ebbe un accrescimento senza precedenti; in alcuni paesi le ferrovie
ebbero un incremento del 900%: negli Stati Uniti si pass da 15.000 km di linee ferroviarie a pi di 150.000
km. L'enorme sviluppo del trasporto ferroviario rivoluzion in breve tempo i commerci e la possibilit di
movimento delle popolazioni interessate, divenendo a sua volta un potente elemento di accelerazione e
moltiplicazione dello sviluppo economico delle aree raggiunte dal servizio.

Il piroscafo Cincinnati in un'immagine del 1911.

La costruzione di ferrovie a raggio transcontinentale - la ferrovia New York San Francisco (1862-1869), la
transandina tra il Cile e l'Argentina (1910), la transiberiana (1891-1904) Mosca-Vladivostok sul Pacifico e
successivamente sino a Port Arthur sul Mar Giallo - ebbe un'enorme influenza nello scambio delle merci
poich si ridussero notevolmente i costi sino ad allora molto alti per il trasporto via terra. Inoltre in alcune
delle pi importanti citt Europee ed Americane, si ebbe la costruzione delle prime metropolitane, fra le quali
quelle di Londra e Parigi, che permetteva di spostarsi facilmente all'interno delle aree urbane, enormemente
accresciutesi gi dopo la prima rivoluzione industriale.
Per quanto riguarda il sistema navale, grazie allo sviluppo della metallurgia e all'introduzione dell'elica, si
poterono costruire i primi scafi in ferro e successivamente in acciaio, che permisero la costruzione dei
robustissimi transatlantici. Piano piano, le navi a vela vennero soppiantate da quelle a vapore grazie anche
all'avvento dei motori compound.

Automobile Benz Velo (1894)

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Per i trasporti marittimi fu di enorme importanza la costruzione di canali artificiali come nel 1869 quello di
Suez che in poco tempo determin spostamento dei traffici tra l'Atlantico settentrionale e l'oceano Indiano,
lungo la rotta del Capo di Buona Speranza sostituita con quella molto pi breve del Mediterraneo e del Mar
Rosso, ripristinando cos l'importanza della navigazione nel bacino mediterraneo come tramite tra l'Occidente
e l'Oriente.
Nel 1895 fu completato il canale di Kiel che facilit gli scambi tra Mar del Nord e il Baltico. Nel 1914 si apr il
canale di Panama che mise in immediata comunicazione l'Atlantico e il Pacifico.
In questo modo le economie dei vari stati nazionali cominciarono a divenire interdipendenti e sembr
realizzarsi il sogno degli illuministi che basandosi sulla espansione del mercato auspicavano il superamento
delle barriere nazionali con la realizzazione del cosmopolitismo. La realt si rivel del tutto diversa: invece
che al sorgere di un sentimento fraterno tra gli uomini si assist al feroce scontro dei nazionalismi. Nel 1883
l'ingegnere tedesco Gottlieb Daimler brevett il primo motore a benzina efficiente. Pochi anni dopo, apparve
la prima vettura a benzina. L'invenzione della automobile si riveler di straordinaria importanza, con effetti
rivoluzionari sulle abitudini e lo stile di vita dei paesi industrializzati; tali conseguenze, tuttavia, si
avvertiranno in modo significativo solo a partire dalla diffusione di massa dell'automobile, che inizier
successivamente, nei primi decenni del XX secolo.

Comunicazioni

Telegrafo Morse (esemplare alla Cit des tlcoms di Pleumeur-Bodou)

Parallelamente ai trasporti, anche le comunicazioni si fecero pi veloci e intense. La scoperta


dell'elettromagnetismo con l'invenzione del telegrafo prima e del telefono poi, permisero le prime
comunicazioni intercontinentali.

Telefono del 1896 prodotto in Svezia.

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Questo tipo di comunicazione ebbe un ruolo decisivo per il graduale sviluppo dell'interdipendenza tra i vari
stati del pianeta. Attorno agli anni quaranta del XIX secolo si svilupper rapidamente in tutto il mondo il
telegrafo elettrico Morse, che per la prima volta nella storia permetter la comunicazione istantanea a
distanza, e che dar luogo a notevoli sviluppi, fra cui la creazione delle prime agenzie di stampa, che
raccoglievano e distribuivano notizie in tempi molto pi rapidi che in passato. Sar soprattutto la successiva
invenzione del telefono (1860) e la sua diffusione su larga scala che porteranno ad una vera rivoluzione nel
campo delle comunicazioni, imprimendo in poco tempo uno sviluppo totalmente nuovo nelle interrelazioni
sociali e commerciali tra gruppi e individui. Nei primi anni del novecento, quindi, l'avvento della radio,
avvier una nuova era nel campo della informazione che porter notevoli conseguenze anche in campo
sociale.

Il mutamento del rapporto tra agricoltura e industria


Gli aspetti pi rilevanti della grande trasformazione economica e sociale connessa alla seconda rivoluzione
industriale si ebbero nella patria della prima: in Inghilterra dove masse di popolazione si spostarono nelle
citt. Nel 1871 in Inghilterra il 35% della popolazione lavorava nel settore agricolo, nel 1910 la manodopera
agricola era scesa al 25%. In Francia, dove l'industrializzazione aveva riguardato solo delle zone limitate, lo
spostamento della popolazione dalla campagna alla citt fu pi lento mentre in Germania, come nei paesi
scandinavi, fu imponente la riduzione della manodopera occupata nell'agricoltura. Se la produzione agricola
europea non sub un vistoso calo questo fu dovuto alla meccanizzazione dell'agricoltura che divenne
"scientifica", anch'essa di tipo capitalistico ed industriale. Nell'allevamento si cominci a selezionare il
bestiame e dove possibile si sostitu alla cerealicoltura la coltivazione intensiva di frutta ed ortaggi. Nel Nord
Europa, in Olanda, in Danimarca, compaiono nuove forme di produzione associata come il modello
cooperativistico con i suoi ideali di mutualit, solidariet, premessa dei nuovi regimi democratici.

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MOTORI ELETTRICI PER LINDUSTRIA
I motori realizzati dalla met del 1800 fino alla fine dello stesso secolo utilizzati nellindustria e dallindustria
stessi prodotti anche per usi civili furono i motori (ma anche i generatori) elettrici e quelli a combustione.
Cominciamo con una breve rassegna delle principali scoperte e delle invenzioni. La qualit che rende
preziosa l'elettricit la facilit con cui pu essere trasportata. Basta una coppia di fili e la corrente arriva
dove serve. Un'altra caratteristica dell'energia elettrica la facilit con cui pu essere trasformata in altri tipi
di energia. Il motore elettrico, che trasforma l'energia elettrica in energia meccanica, pur essendo utilissimo
si sviluppato abbastanza tardi. I tecnici erano scettici sulla possibilit di costruire motori dal rendimento
accettabile. Quando, sulla scia delle lampade a incandescenza, l'energia elettrica scese di prezzo, fu la
convenienza e non il rendimento a diffondere l'uso del motore elettrico. Il principio teorico fu dimostrato da
Farday nel 1821 ma solo nel 1873 Gramme e il socio Fontaine presentarono a Vienna una dinamo che
funzionava altrettanto bene come motore.
Le centrali elettriche, dal 1882, fornivano per la maggior parte corrente alternata, c'era quindi bisogno di un
nuovo motore che venne inventato nel 1888 da Nikola Tesla (1856-1943). Probabilmente i primi motori a
induzione efficienti furono quelli costruiti a Zurigo nelle officine Oerlikon da C.E.L.Brown. Nel 1891 apparve il
motore sincrono. La prima ferrovia elettrica apparve in Germania a Lichterfelde nel 1881 e fu costruita da
Siemens. Nel 1883 entr in funzione il treno elettrico a Porrush in Irlanda. Per la trazione erano usati motori
a corrente continua. I perfezionamenti di questo motore sono dovuti a Gramme, a Edison, a Siemens e
all'italiano Antonio Pacinotti (1841-1912).
Nella storia del motore elettrico ha particolare importanza la figura di Galileo Ferraris (1841-1897). Egli nel
1885 ebbe la geniale intuizione del campo magnetico rotante generato da un induttore polifase fisso. Questo
campo polifase produce correnti in un indotto mobile. L'azione elettrodinamica fra campo magnetico e
correnti d origine alla coppia meccanica (motore asincrono). G. Ferraris non volle brevettare la sua scoperta
Nel 1891 apparve il motore sincrono. Entrando pi nello specifico, in Germania per esempio, Friederich von
Hefner-Alteneck (1845-1904), un socio della Werner von Siemenss e pionere nel disegno del sistema ad
arco elettrico impar che i tecnici delle centrali elettriche come Emil Ratheneau, erano insoddisfatti delle
trasmissioni a cinghia, del basso rendimento e dalla alta velocit costruiti da Siemens & Halske, con licenza
di Edison. Nel 1886, lavorando con Karl Hoffmann, Hefner-Alteneck svilupp successivamente un grande
generatore a poli interni di bassa velocit adatto per un accoppiamento diretto ad un efficiente motore a
vapore a bassa velocit.
Rookes E.B. Crompton (1845-1940), un inventore e ingegnere, introdusse in Inghilterra un generatore a
corrente continua accoppiato combinato con il motore ad alta velocit di Willans. Per aumentare la capacit
del generatore gli inventori e le industrie, come la Helios and C.& E.Fein aumentarono il numero di poli
magnetici. Negli anni ottanta dellOttocento, Wilhelm Lahmeyer, un inventore tedesco e produttore,
introdusse dei generatori che riducevano le perdite magnetiche ed elettriche. Lazienda di Pge in Germania
introdusse le spazzole di carbonio per prendere corrente dal commutatore.

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Le spazzole di carbonio vennero introdotte grosso modo nello stesso tempo anche negli Stati Uniti, nel
Regno Unito e in altri paesi industrializzati.
Quando questi miglioramenti ridussero i costi di produzione dellenergia elettrica, ingegneri e imprenditori
cercarono di a un carico del motore che avrebbe potuto competere con i motori a vapore. I vari inventori
fecero dei miglioramenti che erano utilizzabili per particolari tipi di carichi meccanici.
I motori per i tram dovevano fermarsi e accelerare spesso e dovevano anche sopportare binari disposti
malamente e lo sforzo di frequenti curve.
I motori per gli ascensori e montacarichi dovevano rispondere anche a pi frequenti accelerazioni e
necessitavano di essere affidati per controlli onde evitare spegnimenti e intrappolamenti dei passeggeri.
Motori per piccole applicazione domestiche come il ventilatore, e le macchine da cucire, dovevano essere
progettate per operare senza manutenzione. I primi modelli di queste applicazioni erano alimentati da
batterie e successivamente vennero progettati per connettersi anche alla rete della centrale elettrica.
Negli Stati Uniti, il giovane inventore Frank J. Sprague (1857-1934), era considerato un ottimo inventore per
i suoi miglioramenti sui problemi dei motori a corrente continua.
Nel 1884 esib il suo primo motore e due anni dopo fece partire il motore da una centrale di 15 cavalli di
potenza installato in un montacarichi a Boston, in Massachussets; nel 1887-88, usando il suo motore, costru
un pratico sistema per il tram in Richmond, Virginia. Affront anche il problema del controllo dei
montacarichi e laccoppiamento elettrico dei tram.
Sprague ricordato principalmente per il suo lavoro sui grandi motori. Altri inventori trovarono il modo per
risolvere i problemi dei piccoli motori per applicazioni domestiche.
Ancora, nel 1884, negli Stati Uniti, Philip Diehl (1847-1913) invent un motore a corrente continua a velocit
variabile per le attrezzature mediche del dentista e pi tardi fu adattato anche per macchinari tessili.
Nel 1887 Schuyler Skaats Wheeler (1860-1923), al quale fu accreditata linvenzione del ventilatore elettrico,
era, con Charles Curtis and Francis Crocker, produttori di motori progettati per operare in circuiti ad
incandescenza. Altri affrontarono problemi simili in Europa e nel Regno Unito.
Seguendo quella che era la recente (per lepoca naturalmente) introduzione di un filamento (per le
lampadine nellilluminazione) ad alta resistenza, gli inventori che migliorarono le prestazioni di questi
apparati, non si contavano. Nel 1880 inventori e ingegneri, migliorarono molto velocemente generatori,
motori, e altri componenti del sistema a corrente continua. Con una sola eccezione rimarcabile, i problemi
del sistema erano stati risolti abbastanza bene; leccezione era lalto costo di distribuzione dellelettricit
attraverso i cavi dovuto alla perdita di tensione lungo la linea di distribuzione.
I costi di distribuzione continuarono a crescere in maniera proibitiva negli anni 80 dellottocento quando il
raggio di distribuzione della corrente continua dalla centrale si estese per oltre un miglio. La maggior parte
degli ingegneri e dei dirigenti delle centrali non credevano che la trasmissione sulla lunga distanza della
corrente continua sarebbe stata possibile senza luso di batterie per immagazzinare lenergia.
Nel 1883 Edison rispose a questa sfida in maniera non del tutto sufficiente, introducendo il sistema di
trasmissione a tre cavi in sostituzione a quello di due e collaudando differenti configurazioni di generatori in
aggiunta alle batterie.
Queste migliorie non provvidero un radicale miglioramento che sarebbe poi venuto con il sistema polifase.

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Tuttavia il miglioramento apportato fu notevole per lepoca e i vantaggi li abbiamo ancora oggi.
La rete di distribuzione del Pearl Street, A New York, incorpor queste innovazioni le quali ridussero i costi
notevolmente. Infatti il 20 novembre 1882, solo due mesi dopo che la stazione elettrica di Pearl Street
divenisse operativa, Edison esegu lapplicazione di un brevetto intitolato System of Electrical Distribution
(Sistema di distribuzione elettrica, U.S. Patent n 274,290). Era ed conosciuta come sistema a tre cavi e
continua ad essere utilizzato ancora oggi.
Il sistema a tre cavi permise di risparmiare il 60% di rame necessario per la realizzazione del sistema a
quattro cavi di Edison.
John Hopkinson (1849-1898), un inventore e ingegnere britannico, brevett anche lui un sistema a tre cavi
pochi mesi prima (British Patent n 3,576 datata 27 luglio 1882).
Il rappresentante di Edison a Londra E.H. Johnson, chiese allufficiale navale americano Frank Sprague, che
stava visitando lesibizione al Palazzo di Cristallo nel 1882 di fare un resoconto del sistema di Hopkinson.
Quando Sprague torn dallAmerica nel 1883 and al lavorare per Edison, il quale lo assegn alla
installazione del pionieristico sistema a tre vie in una piccola citt, Sunbury, in Pennsylvania.
In Germania anche Wilhelm von Siemens, per conto della Siemens & Halske, applic un brevetto per la
distribuzione a tre vie che venne per rigettata a causa della priorit di quella di Hopkinson. Nonostante ci,
il sistema a trasmissione a tre vie un ottimo esempio di simultanea presa di coscienza del reverse salient
problem, e del tentativo si superarlo.
La simultanea invenzione della distribuzione a tre cavi (in seguito verranno provati anche a 5 cavi), usa una
complessa combinazione di generatori e batterie di accumulo, ed esperimenti con alto voltaggio,
trasmissione di corrente continua dimostrarono che lalto costo della distribuzione trasmissione a basso
voltaggio continu ad essere un opposto saliente. Edison identific il costo di distribuzione come un
problema critico nellinvestimento di un sistema del genere. Agli inizi degli anni 80 molti inventori definirono
diversamente il problema da risolvere nel tentativo di migliorare la situazione.
La risoluzione pratica che venne fuori fu data da dal lavoro di un francese e da quello di un britannico.
Infatti pi di ogni altro inventore furono il francese Lucien Gaulard e il suo partner britannico in affari John
D. Gibbs responsabili di invenzioni e sviluppi che culminarono con la risoluzione del problema della
trasmissione e della distribuzione dellenergia elettrica. Gaulard and Gibbs dimostrarono che utilizzando
corrente alternata con trasformatori, alti voltaggi potevano essere impiegati per una trasmissione economica
dellenergia e bassi voltaggi per la distribuzione nei punti consumo.
La storia di Gaulard e di Gibbs e dei loro trasformatori estrememente complicata. Prima pero opportuno
dare un quadro generale dello stato tecnologico dellepoca.
Nel 1831, quasi 50 anni prima che Gaulard e Gibbs ottenessero il loro primo brevetto sul sistema di
trasformazione e distribuzione, Michael Faraday (1791-1867) scopr il principio di induzione. Nei decenni
successivi molti inventori applicarono il principio di induzione che diceva che la variazione in una corrente
elettrica che passa in un cavo conduttore avvolto in una bobina induceva una corrente in unaltra bobina
posta nelle vicinanze. Molte delle invenzioni che precedettero Gaulard erano varianti delle bobine ad
induzione sviluppate dal fisico tedesco Heinrich Ruhmkorff (1803-1877) nel 1848, e chiamate anche rocchetti
di Ruhmkorff, e introdotta in una prima e pi semplice progettazione da Charles Page (1812-1868) negli
Stati Uniti nel 1836 sulla base della scoperta indipendente dellinduzione si Joseph Henry.

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2)

1)

3)

Nelle figure 1,2,3, sono riportati una sezione, una vista in prospettiva assonometrica e una foto del
rocchetto di Ruhmkorff

Lobbiettivo di questi dispositivi era quella di indurre una forza elettromotrice indotta nellavvolgimento
secondario con una bassa forza elettromotrice primaria. Dal tempo in cui si cominci ad utilizzare la lampada
ad arco nei tardi anni 70, molti inventori tentarono di risolvere un altro problema relativo allo spegnimento
di una lampada intenzionalmente o accidentalmente tramite la rottura dellintero circuito e lo spegnimento
delle rimanenti lampade. Per fare questo il circuito primario delle bobine a induzione erano connesse in serie
in un circuito alimentato da un generatore e le lampade ad arco erano connesse singolarmente con
avvolgimenti secondari. Siccome i circuiti secondari non erano connessi a quelli principali ma erano
relazionati attraverso il campo magnetico le lampade potevano essere estinte singolarmente. Solamente il
campo magnetico veniva interrotto. Tra i tanti inventori che applicarono questo sistema ci furono per
esempio il russo Paul Jablochkoff (1849-1894) che mostr le sue lampade all Esibizione Internazionale di
Parigi nel 1878. Per alimentare le sue lampade, che erano formate da barre di carbonio affiancate e separate
da un isolante, il caolino, utilizz il famoso generatore di corrente alternata sviluppato dall ingegnere Belga
Zenobe Theophile Gramme (1826-1901).

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Uno dei modelli di trasformatore perfezionati di Gaulard - Gibbs, nella foto a destra ritratto di Gaulard

Ladattabilit del trasformatore risult dal fatto che la bobina poteva essere collegata con unaltra in modi
differenti, limpilamento delle quattro bobine poteva essere combinata in vari modi. Gaulard e Gibbs
progettarono questo trasformatore per essere connesso nel circuito di un generatore a corrente alternata. Il
numero di trasformatori in un circuito variava: ne avevano solo due, per esempio allesibizione di
Westminister Aquarium nel 1883, ma nella letteratura specializzata dellepoca ne erano menzionati fino
undici.
Ne disegnarono di altri tipi, e i loro sforzi si indirizzarono nel correggere i problemi e le inadeguatezze che
tecnologie in rapida evoluzione portavano ovviamente con s, come la commutazione da un nucleo
magnetico aperto ad un chiuso, connettendo i primari in parallelo piuttosto che in serie e variando gli
avvolgimenti nel primario. Nonostante ci incontrarono diversi problemi. Utilizzare un nucleo ferromagnetico
chiuso piuttosto che aperto accresce lefficienza del trasformatore ma creava altri problemi pratici.
Tra il 1885 e il 1886 provarono anche la combinazione tra i primari connessi in parallelo e un nucleo chiuso.
A proposito di questo ulteriore progetto dissero che avrebbe provveduto una buona regolazione del voltaggio
ma questo risult, per in un sistema che non funzionava in maniera soddisfacente. I componenti di questo
dispositivo avrebbero richiesto ancora molte riprogettazioni. Alla fine il maggiore problema da risolvere era la
regolazione del voltaggio. Rincorsero dispositivi estremamente complessi per regolare il secondo voltaggio
sotto condizioni di carico variabile, ma furono incapaci di risolvere il problema e altri inventori trovarono le
risposte a questo ulteriore problema.
Furono tre uomini associati a unindustria elettrica ungherese di Budapest, la Ganz & Company. Prima di
descrivere la revisione fatta da questi inventori opportuno sottolineare limportantissimo lavoro svolto da
Gaulard and Gibbs che port alla fondazione di un nuovo sistema di illuminazione durante le loro ricerche per
un problema di trasmissione e distribuzione della corrente continua. In effetti affrontarono il problema delle
lampade ad incandescenza e comunque non erano intenzionati come Edison e altri a salvare lesistente
sistema a corrente continua.
Gaulard and Gibbs meritano un prominente posto nella storia perch inventarono, svilupparono e
dimostrarono un sistema che era capace, secondo unespressione tedesca (Entwicklungsfahig). Una volta
dimostrate, le loro invenzioni stimolarono un gran flusso di miglioramenti. Il loro sistema era una
combinazione di principi e dispositivi in combinazioni che funzionavano per risolvere un problema con la

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corrente. Tuttavia quando questo sistema venne introdotto il suo potenziale fu presto intuito. Gli ingegneri
erano consapevole dei difetti della corrente continua e si apprestarono a risolverli.
Come gi detto tre inventori-ingegneri soci della Ganz & Company, la principale azienda elettrica ungherese,
migliorarono il progetto di Gaulard e Gibbs del trasformatore.
Uno di questi, Otto Titus Blthy (1860-1939), si avvicin al loro sistema a unesibizione a Torino.
Gli ingegneri della Ganz & Company comprarono il trasformatore e nellinverno del 1884/85 fecero i due
maggiori miglioramenti. Blathy decise che un nucleo chiuso poteva essere usato per provvedere un pi
efficace campo magnetico di un nucleo aperto. Max Dri (1854-1938), un altro membro della Ganz &
Company e Zipernowsky riconobbero linefficacia della regolazione del voltaggio nei circuiti secondari e
collegarono i circuiti primari in parallello.
Dal maggio 1885 Der, Blathy, e Zipernowsky svilupparono il loro sistema lo dimostrarono allEsibizione
Nazionale di Budapest. Alcuni considerano il loro trasformatore il primo ad essere stato pratico e
commerciale. Fleming descrisse il loro trasformatore come il maggiore miglioramento, oltre quello di Gaulard
e Gibbs. Linvenzione del trasformatore con nucleo chiuso connesso in parallelo di Blthy, Dry, e
Zipernowsky non fu fortuita, infatti la societ di cui facevano parte cominci a fare ricerca e produzione
anche nel campo della corrente alternata che li port poi allo sviluppo del trasformatore e alla connessione in
parallelo. Nel 1878 la Ganz & Company assegn parte del suo esteso lavoro di ingegneria per la produzione
di apparati di illuminazione elettrica in Austria e Ungheria e dal 1883 fecero oltre 50 installazioni di questo
tipo.
La Societ offr un intero sistema consistente di lampade ad arco e ad incandescenza, generatori e accessori.
Il fatto da sottolineare era che adottarono la corrente alternata in unera dove prevaleva corrente continua di
Edison. Zipernowsky fu il fondatore della divisione elettrica della Ganz, progett il sistema brevettato sulla
corrente alternata della Compagnia. Blthy, direttore tecnico della divisione elettrica dopo il 1883, possedeva
anche lui molti brevetti sulla corrente alternata. Bench Dri era maggiormente attivo nella divisione vendita,
contribu anche lui allo sviluppo tecnico del trasformatore. Nella progettazione di varie installazioni a
corrente alternata, gli ingegneri della Ganz usarono circuiti in parallelo e generatori a voltaggio costante.
Questa esperienza indubbiamente influenz i tre ingegneri nel provare il trasformatore in parallelo. Da
quando il trasformatore con avvolgimenti primari in parallelo e alimentato da un generatore a voltaggio
costante si autoregolavano, gli ingegneri della Ganz poterono fare a meno del complesso regolatore che
Gaulard and Gibbs avevano messo nel circuito secondario.
Il sistema della Ganz & Company fu rapidamente adottato. Dal 1890 quasi settanta centrali di varie sezioni
erano state messe in azione usando generatori a corrente alternata, trasformatori e regolatori. Queste
stazioni fornivano elettricit a 100.000 lampade ad incandescenza e 1.000 lampade ad arco. Altri presto si
unirono alla Ganz & Company tra le file di quelli che migliorarono il sistema di Gaulard e Gibbs. Sir Coutts
Lindsday, proprietario della Grosvenor Art Gallery a New bond Street, install un generatore portatile che era
la soluzione migliore per illuminare I lavori di artisti come Burne-Jones, whistler e altri artisti. La luce elettrica
non avrebbe affumicato i dipinti come facevano il gas, lolio e le candele di cera. Le nuove tecnologie
stavano convergendo velocemente.
La Sir Coutts Lindsay Company fu fondata per fornire illuminazione non solo alla galleria darte ma anche
alle attivit di altri affaristi impressionati dallilluminazione della galleria darte. Pe venire incontro alla
crescente domanda, la compagnia si rivolse a Gaulard e Gibbs, che installarono i loro trasformatori in serie

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in un circuito a 2500 volt con lalternatore monofase di Siemens. Per come il carico aumentava, il sistema
prov di essere virtualmente impraticabile.

Nella foto ritratto di Ziani Ferranti

Poi nel 1886 la compagnia inglese chiam un giovane e brillante ingegnere, Sebastian Ziani de Ferranti
(1864-1930), il produttore di misuratori elettrici che la Compagnia utilizzava. Egli non fece scoperte o
invenzioni scientifiche in ingegneria prima del 1881 quando cominci a lavorare per la Siemens Brothers, la
filiale Britannica dellimpresa tedesca. Molto presto impression i soci dellattivit per la sua genialit. Dopo
questa esperienza fond unimpresa per conto suo e poi venne contattato da Sir Coutts Lindsay, come gi
detto, quando si presentarono le numerose difficolt alla Grosvenor Gallery Art.
Nominato capo ingegnere della compagnia di Sir Coutts nel 1886, Ferranti segu la precedente Ganz &
Company e cambi la connessione in parallelo del trasformatore primario di Gaulard e Gibbs. Nel 1886 per
conto del suo nuovo datore di lavoro fece una petizione per la revoca dei brevetti di Gaulard e Gibbs. I due
inventori avevano caricato con tasse luso dei loro brevetti sul trasformatore e minacciarono Ferranti e Sir
Lindsay con un procedimento di infrangimento per aver ridisegnato i trasformatori.
Ferranti prudentemente sostitu lalternatore di Siemens con macchinari di propria progettazione. In breve
riprogett sistematicamente i componenti della centrale per la Galleria. La stazione della Grosvenor Gallery
si espanse in maniera impressionante fino al 1888 quando si contavano 5 macchine, 5 circuiti, 34000
lampade per lilluminazione di un largo distretto di Londra. Il picco venne raggiunto nel 1888 con un carico di
600 kw. Negli Stati Uniti ancora un altro inventore miglior il sistema di Gaulard e Gibbs nello stesso
momento in cui lo fecero gli ungheresi Dri, Blthy, e Zipernowsky e mentre il sistema di Ferranti veniva
costruito.
Lamericano William Stanley (1858-1916), gli ungheresi e Ferranti sapevano del lavoro di Gaulard e Gibbs,
nonostante dissero che ben poco impararono dal loro sistema. Questo ovviamente era una tattica per
sottrarsi dal dover riconoscere i meriti di altri, tattica usata pi volte in quei tempi. Gli ungheresi affermarono
che appresero solo come non costruire il trasformatore; Ferranti disse che linvenzione di Gaulard e Gibbs
non era brevettabile mentre Stanley osserv anni dopo che, bench il loro lavoro fosse rimarchevole dal
punto di vista teorico nella conoscenza dei principi fisici dellindizione, era comunque mal montato e
concepito per adattarsi al sistema di illuminazione generale. Alla fine degli anni 80, il sistema della corrente
continua di Edison affront una sostanziale competizione dai pi recenti sviluppi della corrente alternata. La
Westinghouse Electric Company introdusse il trasformatore negli Stati Uniti; la Ganz & Company aveva molte
installazioni in Europa e cerano piccoli produttori di equipaggiamento con poche installazioni in Gran
Bretagna. Durante quegli anni ottanta, i giornali tecnici e popolari informavano i loro lettori della battaglia
delle correnti, o detta anche battaglia dei sistemi. Le societ di professionisti tenevano dibattiti
riguardanti i meriti di ogni sistema. I dibattiti continuarono fino agli anni 90 con la corrente continua a basso
voltaggio che competeva contro la corrente alternata monofase per il mercato dellilluminazione ad
incandescenza.

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Il sistema a corrente alternata monofase fu originato come soluzione per un problema critico di trasmissione
del sistema a corrente continua. Ingegneri e managers fecero grandi miglioramenti del sistema a corrente
continua ma furono ostacolati dal costo di trasmissione oltre un raggio di alcune miglia. La corrente alternata
provvedeva un basso costo di trasmissione, ma anche la corrente alternata monofase aveva dei seri ostacoli;
mancava di un pratico motore. Con questi problemi i due sistemi competerono intensamente specialmente
tra il 1887-1892. La battaglia fin nellultimo decennio dellottocento ma non con la distruzione di uno da
parte dellaltro.
Il conflitto nacque su fattori tecnici ed economici. Nei centri abitati laltra concentrazione abitativa diminuiva
la necessit di alimentare grandi aree per ottenere un diverso e ragionevole carico equilibrato. Nelle aree
poco abitate l economizzazione dei costi di trasmissione davano ai venditori della corrente alternata un
vantaggio. Nelle situazioni intermedie i vantaggi tecnici ed economici dei due sistemi non erano chiari e in
questi casi la competizione era molto intensa.
Questi problemi infuriavano particolarmente negli Stati Uniti dove luso dellilluminazione elettrica era pi
diffusa. I protagonisti che guidavano la competizione erano per esempio la Westinghouse e la ThomsonHustoun e George Westinghouse e Thomas Edison sopra tutti in questa rissa generale. Edison adott
tattiche politiche di discredito per affrontare problemi tecnici relativi al suo sistema nel tentativo di mettere
fuori legge laltro sistema. Lasciando perdere queste battaglie denigratorie, il vero problema della corrente
alternata allepoca era la necessit di un motore elettrico pratico e utilizzabile a livello industriale. Un altro
problema scaturiva dalluso di alti voltaggi nella corrente alternata e questo comportava di isolare e
seppellire i circuiti per evitare danni alla popolazione.
Tuttavia anche questi problemi sarebbero presto stati risolti dagli ingegneri dellepoca. Cera, allepoca, una
forte controversia sulla paternit delle invenzioni, perch ovviamente i successi hanno mille padri ma i
fallimenti sono tutti orfani e inoltre si possono fare le stesse considerazioni fatte per il trasformatore. La
controversia sui motori elettrici un importante esempio di convergenza di invenzioni, ovvero pi ricercatori
pi o meno nello stesso tempo, in luoghi diversi e indipendentemente arrivarono allo stesso risultato.
Ovviamente chi pi chi meno, chi un po prima e chi un po dopo contribu allinvenzione. Lattivit inventiva
si concentr successivamente sulla corrente alternata perch fu ben pubblicizzata e accessibile per
sperimentazioni. Il sistema di Gaulard e Gibb cominci ad attrarre attenzione verso il 1883 e ogni anno
successivo gli alternatori e i trasformatori divennero pi diffusi, conosciuti, testati e usati.
Galileo Ferraris, uno degli inventori associati all invenzione del motore a corrente alternata, si interess al
fenomeno della corrente alternata quando oper come tecnico valutatore dei trasformatori di Gaulard e
Gibbs, e della Ganz & Company. Siccome i fattori che stimolarono lo sviluppo dei motori in corrente alternata
erano numerosi (soprattutto economici) il numero degli inventori che dichiararono la loro priorit erano a
loro volta numerosi. Brevetti e contenziosi sui brevetti erano allordine del giorno e modellarono i ricordi e le
registrazioni dellepoca cos fortemente che trovare resoconti imparziali non era certo.
Oltre a ci c anche una base nazionalistica relativa sulla nazionalit di origine degli inventori stessi. Gli
storici italiani sottolineano le scoperte di Galileo Ferraris (1847-1897); gli storici americani si concentrano
soprattutto su Nikola Tesla (1856-1943) e sugli ingegneri della Westinghouse con i quali collabor. I tedeschi
sottolineano che Michael Osipowitch von Dolivo-Dobrowolsky (1862- 1919) e la A.E.G ( German General
Electric Company) introdussero il motore nella forma pi ampiamente diffusa dal 1900. Gli storici svedesi
ricordano Jonas Westrom (1855-1893) e gli svizzeri Charles Eugene Lancelot Brown (1863-1924) della
Brown Boveri & Company. I francesi richiamano lattenzione su Michael Deprez (1843-1918) che contribu ai
concetti sulla corrente alternata e fece molti altri sviluppi in campo elettrico.

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Nelle immagini sottostanti ritratto il modello di motore elettrico di Galileo Ferraris, bifasico e asincrono realizzato per
dimostrazioni di laboratorio del concetto di rotazione del campo magnetico da lui intuito intorno al 1885 ma
pubblicamente discusso nel 1888. Lultima foto ritrae linventore Italiano stesso.

Primi, motori bifasici (modelli polifasici)


di Nikola Tesla . 1888 ca

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Sotto sono ritratti Michael Dolivo Dobrowolsky con due generatori trifasici in a.c. tra i primi ad essere costruiti secondo il
modello tuttora utilizzato.

Nel 1900 il sistema a tre fasi era comune ma anche quello a due fasi era utilizzato. I motori polifasici erano
stati progettati in molti modi ma la pi comune distinzione era tra quelli sincroni e asincroni. Il motore ad
induzione o asincrono trov largo uso, utilizzando dimensioni diverse e quindi anche potenze diverse, dalle
perforazioni dentali alle unit di propulsione delle navi da battaglia e oggi e usato in tutto il mondo.
Insieme con il motore a petrolio, diventato la macchina pi indispensabile che luomo ha fatto Von
Siemens, House of Siemens, 1:140. Il rotore del motore ad induzione ha una corrente indotta nei suoi
avvolgimenti, o conduttori, dal campo magnetico rotante dello statore. La reazione tra la corrente indotta del
rotore e il campo magnetico dello statore sviluppa la torsione del motore. Il motore sincrono ha una
sorgente di corrente diretta per il rotore separata; come nel caso del motore ad induzione, il campo
magnetico rotante dello statore del motore sincrono creato da correnti polifasiche. La velocit sincrona del
motore polifasico la stessa del campo magnetico dello statore. Questa velocit varia direttamente con la
frequenza del voltaggio applicato e inversamente con i numeri dei poli magnetici. Le rivoluzioni del campo
magnetico girano alla stessa velocit dellalimentazione di corrente alternata del generatore.
Interessante valutare alcune delle motivazioni che portarono alcuni di questi inventori alle loro
realizzazioni. Per esempio, quando era studente al politecnico di Graz, Tesla vide un suo professore operare
con in generatore di Gramme (foto sotto) come un motore in corrente continua.

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La scintilla dalle spazzole del generatore e dal commutatore era intensa ed era chiaro che questi elementi si
sarebbero presto bruciati o consumati. Questa dimostrazione motiv Tesla a cercare un progetto che
avrebbe eliminato spazzole e commutatori. Non chiaro se voleva sviluppare sia un motore che un
generatore senza commutatore. Comunque, cinque anni dopo quellevento, nel 1882 disse di aver avuto
unispirazione da un testo di Goethe, il Faust.
Solamente nellaprile del 1886 con dei soci fond una societ manifatturiera di produzione di materiale
elettrico e i primi due brevetti sul motore a corrente continua furono depositati allufficio brevetti il 12
ottobre 1887. In parte furono assegnati a Charles F. Peck of Englewood che probabilmente fu uno dei
sostenitori economici di Tesla. Tre ulteriori brevetti furono depositati a novembre e poi assegnati il 1 maggio
1888.-( Electro Magnetic Motor, depositato il 12 ottobre 1887 e confermato il 1 maggio 1888,
n381,968.altri brevetti depositati sono il n 382,280 depositato il 12 ottobre 1887 e approvato il 1 maggio
1888; seguono anche il n 381,969-382,279-382,281-382,282-381,970)
I brevetti confermati il 1 maggio del 1888 descrivevano un sistema per la conversione, trasmissione e
utilizzazione dellenergia. Il sistema comprendeva un generatore per trasformare energia meccanica in
energia elettrica e un motore per convertire energia elettrica in meccanica. Il sistema di Tesla avrebbe
utilizzato un alto voltaggio per la trasmissione e il motore avrebbe provveduto uniformit di velocit
indipendentemente dal carico.
Tesla descrisse il campo magnetico rotante come un progressivo cambiamento del magnetismo o delle
linee di forza- Brevetto n382,280.

In accordo con gli esperti del settore di analisi di brevetti, quelli depositati da tesla coprivano entrambi i
motori sincroni e asincroni polifase. Come per le idee di molti altri inventori, i concetti di Tesla erano
geometricamente simmetrici e logicamente ordinati. Nello storico documento che present il 16 maggio 1888
all American Institute of Electrical Engineers descrisse come i generatori e i motori erano e come avrebbero
dovuto essere. Come scrisse nel suo documento, nel sistema a corrente continua, la corrente alternata era
prodotta nel generatore solo per essere trasformata in corrente continua dal problematico commutatore.
Dopo la distribuzione ai motori, queste correnti dirette erano ancora trasformate dal commutatore in correnti
inverse nel motore. Per Tesla questo era illogico. Perch non usare le correnti alternate attraverso il sistema
e quindi fare a meno del commutatore- un complicato dispositivo, e deve essere giustamente chiamato
cos, la sorgente principale di problemi nelle operazioni con le macchine? (2)
Avendo fatto a meno del commutatore affront il problema di produrre la rotazione dei poli magnetici, un
effetto prodotto nei motori in c.c. dal commutatore. Procedette nel suo documento- e nei suoi brevetti- nella

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descrizione del campo magnetico rotante prodotto dalle correnti alternate sfasate. Usando una serie di
diagrammi per illustrare i suoi punti, mostr che le armature rotanti di un generatore (rotore) allinterno di
un campo magnetico indotto nei suoi segmenti, la polarit del campo magnetico ruotava intorno ai suoi
segmenti. Poi, Tesla, disse al suo uditorio, che il campo magnetico causava lo stesso effetto di un magnete
rotante. Un tale effetto a lungo osservato dagli ingegneri elettrici, era che un disco in acciaio o in ferro posti
nelle vicinanze di un magnete permanente rotante ruotavano in maniera simpatetica; un simile effetto
accadeva quando un disco metallico era posto nel campo di azione dellelettromagnete rotante. Nellultimo
caso il campo magnetico era indotto nel disco dallelettromagnete rotante e la conseguente reazione tra il
magnetismo rotante dellelettromagnete e il disco magnetizzato faceva ruotare il disco.
Per trasmettere energia, Tesla fece correre i conduttori dagli anelli di scorrimento connessi ai segmenti del
rotore allanello di scorrimento (senza voltaggio di scarica) connesso con i segmenti dello statore del motore.
Lo statore del motore aveva allinterno dei suoi componenti lo stesso campo rotante come le armature del
generatore. Nel rotore venne poi sperimentata la corrente indotta e il magnetismo. A causa del debole
ritardo di fase, si sviluppava la torsione. Il rallentamento o lo slittamento davano al motore un carattere
asincrono; la velocit del rotore era inferiore di quella di rotazione dello statore. Tesla descrisse anche un
motore sincrono che usava corrente continua che produceva il magnetismo nel campo. Due fondamentali
idee furono sottolineate da Tesla nella descrizione di un sistema per motori polifase- leliminazione del
commutatore e luso del campo magnetico rotante.
Comunque Galileo Ferraris dovette aver concepito la rotazione del campo magnetico prima di Tesla.
Comunque sia la controversia tra i sostenitori del Serbo Tesla e dell Italiano Ferraris non finita e non
risolta. La testimonianza di Tesla che ebbe lidea della rivoluzione del campo nel 1882 non supportata da
testimoni disinteressati o da pubblicazioni contemporanee e laffermazione di Ferraris che scopr il campo
magnetico rotante nel 1885 non era sostenuta da lezioni o pubblicazioni prima del marzo 1888, mesi dopo
che Tesla deposit i suoi brevetti.
Le circostanze che circondano la scoperta di Ferraris sono interessanti come caso di convergenza scientifica.
Ferraris costru un motore operativo e la Westinghouse Company che allepoca acquistava brevetti di quel
tipo lo persuase di brevettarla in America cos la scoperta sarebbe stata utilizzata. Westinghouse ricompens
Ferraris con 1000 $. Tuttavia Ferraris quando pubblic il suo trattato sulla scoperta del campo magnetico
scrisse: Il principio non pu essere di nessuna importanza commerciale per il motore. Dopo aver imparato
del lavoro di Tesla, disse, Tesla lo svilupp molto di pi di quanto.. feci io. (1)
Stabilire una priorit di patenti complicato perch altri inventori costruirono motori e presero i loro brevetti,
circa nello stesso tempo in cui Tesla applic i suoi brevetti e Ferraris pubblic la sua scoperta. Ecco un breve
elenco dei pi importanti: Alla Physical Society of London il 28 giugno, 1879, Walter Baily illustr il principio
del suo elementare motore nel trattato "A Mode of Producing Arago's Rotations." ( Un modo metodo per
produrre la rotazione di Arago)
Fine a quel momento lunico modo per produrre la rotazione di Arago di un disco di rame era stata quella di
metterci sotto un magnete rotante. Baily invece di far ruotare ogni tipo di materiale magnetico sotto il disco,
us un elettromagnete fisso per causare il suo magnetismo cos da creare un progressivo cambiamento tra 4
successivi poli producendo poi nel disco di rame fissato ad un fulcro sopra i poli delle correnti indotte le quali
davano al disco un movimento meccanico nella direzione progressiva dei poli.

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La seconda rivoluzione industriale

Motore di Baily, 1879

In questo modello di motore, gli avvolgimenti sono connessi a due a due in serie come due indipendenti
ferri di cavallo disposti diagonalmente attraverso uno allaltro. I due circuiti sono portati sotto
separatamente per un ingegnoso commutatore rotante costituito di un semplice arrangiamento di sorgenti e
contatti a strisce montati su un pezzetto di legno. Baily aveva le idee chiare su come rappresentare il
campo magnetico:
Forse la rotazione del magnete pu essere lunico modo praticabile per produrre una rotazione uniforme
del campo. M sar mostrato in questo documento che il disco pu essere fatto ruotare da una rotazione
intermittente del campo effettuata attraverso lelettromagnete. Lautore prosegue poi nel discutere il
risultato dellaumento di forza del polo mentre il polo vicino dello stesso segno diminuisce in intensit e
forza, e suggerisce che se un intero circolo di poli viene realizzato sotto il disco, e successivamente eccitato
in coppie opposte, la serie di impulsi tendevano a mettere in movimento il disco. In un caso estremo,
quando il numero di elettromagneti infinito, abbiamo il caso di una rotazione uniforme del campo
magnetico come se la ottenessimo dalla rotazione permanente dei magneti.
Nella sua discussione continu spiegando come linversione di direzione della rotazione poteva essere
effettuata in ambo i modi attraverso linversione dellazione del commutatore, o dallinversione delle
connessioni di una delle due batterie. Il diagramma che accompagnava il documento originale suggeriva che
i nuclei avrebbero dovuto essere di ferro laminato, mentre quelli del modello erano interi. Nel paragrafo
finale lautore rimarcava che leffetto del disco poteva essere incrementato ponendo quattro ulteriori
elettromagneti sopra il disco, ognuno opposto a uno dei magneti inferiori e connessi in polarit opposta.
Quando il documento fu letto e il modello mostrato, il Prof. Guthrie chiese scherzosamente quanta potenza si
aspettava che il motore avrebbe dato. Baily, molto modestamente, rispose che al presente considerava il
motore realizzato come un giocattolo scientifico.
Nel 1880, M. Marcel Deprez present alla Societ "Franchise de Physique una carta sulla sincronizzazione
elettrica di rotazioni, in cui venivano prodotte artificialmente due correnti in fasi trasmesse da un
commutatore rotante di un motore sincrono costituito da due armature shuttle-ferita fissate su un albero,
ognuno sdraiata tra i poli di un magnete a ferro di cavallo, uno dei quali dato da un elettrocatetere
angolare di 90 relativamente all'altro, in modo che ci potrebbero essere punti morti. Questo apparato
assomiglia a quello di Baily solo nel richiedere un sistema a 2 fasi delle correnti per azionarlo. Entrambi
operano sia con correnti di bifasiche prodotte da tali commutatori da una batteria, o con correnti bifasiche
prodotte induttivamente in modo periodico. Esse differiscono tuttavia, totalmente in funzione. Quello di
Deprez una semplice combinazione di due motori ordinari ortogonali, in modo da non avere punto morto.

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La seconda rivoluzione industriale


In esso non c nessuna comprensione del campo magnetico. Mentre il motore di Baily possedeva come sua
principale caratteristica il progressivo cambiamento del campo magnetico in maniera regolare attorno al
centro e sviluppava correnti dallinduzione in una massa metallica in rotazione senza contatti striscianti o
commutatore.
Poi ci sono le ricerche del professor Ferraris, che nel 1885 arriv alle stesse conclusioni fondamentali di Baily
e Deprez. Come Baily propose la produzione della rotazione dei conduttori di rame attraverso correnti indotte
attraverso esse attraverso un cambiamento progressivo del campo magnetico; questo progressivo cambio
del campo magnetico poteva essere prodotto da due correnti alternate sfasate di un quarto di periodo.
Pensato nel 1885, fu mostrato per la prima volta nel 1888 ed esibito al 1893 al World's Fair di Chicago.
Ferraris discusso la teoria elementare dell'apparato, sottolineando che l'azione induttiva sarebbe
proporzionale allo scorrimento, vale a dire a la differenza tra lo spostamento di velocit del campo magnetico
e quello del cilindro rotante, e la corrente indotta nel metallo rotante sarebbe anche proporzionale a questo,
e che la potenza del motore proporzionale congiuntamente allo scorrimento e alla velocit della parte
rotante. Ferraris ha anche sugger strumenti di misura per correnti alternative basate su questo principio.
Infine riusc a girare generando in un massa di mercurio posta in un recipiente nel campo rotatorio. In 1894
Ferraris pubblic una ulteriore discussione della teoria di questi motori.
Nel 1887 M. Borel ide un motore bifase, in cui era prodotta la differenza di fase da un'unica corrente
alternata utilizzando due circuiti con diverse costanti di tempo. Nel 1887 l' Helios Co. Costru, secondo un
brevetto di Mr. Coerper, uno dei piccoli motori, di cui alcuni erano per correnti monofase, sincroni e
asincroni, mentre un altro era il motore a 3 fasi e aveva tre anelli di scorrimento sulla parte rotante per
ricevere le tre correnti. Il motore richiedeva tre conduttori, e siccome a quel tempo tutti gli sforzi per
ottenere un lavoro soddisfacente con due fasi non ebbero successo, la Helios & Co. Fece decadere i brevetti.
Tra i primi pionieri americani sul lavoro polifase ci fu Charles S. Bradley, il cui lavoro datato all inizio nel
1887. Il suo brevetto statunitense, che present l 8 maggio 1887(No. 390.439), descriveva un generatore
con un anello Gramme. Avendo quattro connettori radiali port in fuori a quattro punti simmetrici quattro
anelli di scorrimento. Ottenne due correnti che si alternavano a 90. Lobbiettivo di questo sistema era di
ottenere un rendimento maggiore. Venne asserito che il dispositivo avrebbe funzionato anche come motore
bench non venne detto nulla a proposito del campo magnetico. Un motore elettrico rotante costituito da
un campo magnetico e da unarmatura e coppie di dispositivi di circuiti che portano corrente- come contatti
ad anelli e spazzole-alle rispettive coppie essendo connesse con le feritoie del rotore a punti alternati dello
stesso e sistemato per la connessione di due circuiti esterni.- Questa descrizione del 1887 era riferita ad un
motore polifasico. Nellottobre del 1888 (brevetto n404,4659) fu la volta del motore asincrono azionato da
correnti parassite nella massa esterna dello statore. Il rotore riceveva due correnti in fase attraverso quattro
snelli di scorrimento. Il principio dellanello magnetico era pienamente spiegato.
Nel brevetto n 409,450 pubblicato il 20 agosto del 1889, Bradley descrisse unarmatura simile toccata in tre
equidistanti punti e connessa a tre anelli di scorrimento, creando un sistema a tre fasi. Questa macchina
poteva essere usata come generatore e come motore. In un altro brevetto dello stesso periodo, Bradley
indic un metodo per separare una singola corrente alternata in due con differenti fasi.
Poi ci furono le ricerche di Tesla fatte tra il 1887 e il 1891. Nel 1886 arriv alla conclusione che doveva
esistere qualche metodo per azionare il rotore da correnti indotte allinterno del motore invece di far
muovere il motore da correnti portate dentro di esso (come erano i motori ordinari dellepoca) attraverso
lazione di contatti metallico, commutatori e spazzole. Dall ottobre 1887 il suo lavoro fu sufficientemente
avanzato per lui da poter essere depositati dei brevetti alla United States Patent Office coprendo numerosi

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La seconda rivoluzione industriale


punti pi o meno di carattere importante. Altre applicazioni di brevetti seguirono in Novembre e in Dicembre
dello stesso anno ma nessuna venne rilasciata prima del maggio 1888 quando furono totalmente garantiti.
Nellaprile del 1888 realizzo che poteva fare un ritorno comune del sistema a due fasi e cos ridurre i 4
quattro cavi a tre. Mostr anche come prelevare due correnti alternate da unordinaria corrente continua
della dinamo. Nellaprile del 1889 descrisse un metodo operativo per un motore a due fasi da una corrente
monofase usando un dispositivo per la divisione delle fasi per far partire il motore sincrono.
Altri che realizzarono motori furono il gi citato Haselwander, E. Wilsom, Wenstrom e infine come non citare
uno dei principali protagonisti, Michael von Dolivo Dobrovolsky uno dei pi grandi elettricisti della storia
tedesca ed europea. Partendo dagli studi e dai brevetti di Ferraris e di Tesla svilupp il sistema migliorandolo
a tal punto che tuttoggi mantenuto simile allepoca. Fu uno dei fondatori e sviluppatori del sistema a tre
fasi (laltro fu Tesla), sviluppo un generatore pratico a trifase e studi la connessione a delta e a stella.
Il trionfo del sistema trifasico in Europa fu mostrato allEsibizione Internazionale di Elettrotecnica nel 1891,
dove Dobrovolsky us i sistemi sopra riportati trasmettendo energia elettrica ad una distanza di 176 km con
unefficienza del 75%. Nel 1891 realizz anche un trasformatore trifase e il rotore a gabbia di scoiattolo.
Altri sviluppi degni di nota per lepoca relativi allo sviluppo e al perfezionamento del motore elettrico come lo
conosciamo oggi erano da imputare alla Westinghouse e al suo ingegnere B.G.Lamme che svilupp un rotore
come quello di Dobrovolsky a gabbia di scoiattolo, al posto di quello precedentemente usato detto rotore
avvolto basato sul modello di Tesla. Il primo motore ad induzione utilizzabile venne costruito dalla
Westinghouse nel 1892, era bifasico e funzionava a 60 hz. Un altro ingegnere della stessa societ, Charles F.
Scott (1864-1944), che fu assistente di Tesla, invent un particolare circuito per derivare corrente elettrica a
due fasi da quella a tre fasi o vice-versa. La connessione Scott-T distribuiva uniformemente un carico
bilanciato tra la sorgente e le fasi. Il trasformatore trifasico fu inventato da Scott nei tardi anni 90 per
aggirare il pi costoso convertitore rotativo di Edison e permettere al generatore bifasico della centrale (delle
Niagara Falls) di azionare i motori trifasici di Tesla.
Negli Stati Uniti linvenzione del convertitore rotativo attribuita al gi citato Charles Bradley che lavor per
Edison e invent un generatore polifase prima installandolo in una industria a Yonkers, New York, nei primi
anni 90 per produrre il convertitore che invent nel 1888. La General Electric presto acquist i suoi brevetti
ma successivamente anche la Westinghouse Electric Company un convertitore rotativo. Nel 1891, Wilhelm
Lahmeyer (1859-1907), inventore di vari macchinari a corrente diretta, introdusse un convertitore rotativo
con armatura singola per trasformare la corrente continua in alternata e vice-versa. Haselwander, il cui
sistema polifase Lahmeyer acquist, brevetto anche lui un dispositivo simile. Anche Zipernowski e Der della
Ganz & Company tirarono fuori un brevetto tedesco. Altri nomi sono ricordati nella storia di questo
macchinario.

Description

New York Edison Company Waterside No 2 - 2,000 kW rotary


converter

Date

c1905

Place

USA | New York

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MOTORI A COMBUSTIONE
BREVE STORIA DEI MOTORI

Nella storia, i motori hanno trasformato il nostro mondo portandoci fin sulla luna.
Per tre secoli questi progetti ingegnosi hanno rappresentato la massima espressione umana del progresso
tecnologico. Nell'arco di poche generazioni, i motori, continuamente migliorati, hanno influito profondamente
sul modo di viaggiare e di lavorare. Le locomotive a vapore cos, hanno preso il posto dei cavalli. I motori
elettrici, a benzina e diesel hanno nel tempo, sostituito i veicoli a vapore. La realizzazione dei motori a
turbina e a reazione poi, hanno fornito tante nuove possibilit d'impiego. Sicuramente determinante per lo
sviluppo dei trasporti, stata la possibilit di poter disporre di mezzi di propulsione sempre pi versatili ed
efficienti.

LA MACCHINA A VAPORE
I primi mezzi di trasporto utilizzati sono stati gli animali, ma con l'arrivo del vapore si potuto trasportare
una maggiore quantit di materiali pi rapidamente e con maggior sicurezza.
Come funziona un motore a vapore? La parte centrale costituita da un cilindro, all'interno del quale viene
mosso un pistone: il vapore entra in un' estremit del cilindro, spingendo il pistone; successivamente viene
fatto entrare nell'altra estremit, spingendo lo stesso pistone nella direzione opposta. Il vapore arriva da una
caldaia, un semplice contenitore di metallo, all'interno del quale l'acqua viene portata ad ebollizione. Di solito
i combustibili usati erano: il legno, il carbone, il petrolio o il gas naturale. Circa 2000 anni fa, lo scienziato
greco Erone di Alessandria invent la prima macchina a vapore: l' EOLIPILA, che vuol dire sfera di
Eolo, anche conosciuta come motore di Erone. Era essenzialmente una sfera cava di metallo, dalla quale
fuoriuscivano due tubicini messi in due punti diametralmente opposti. I tubicini terminavano con due brevi
tratti rettilinei che, rispetto all'asse centrale, avevano direzioni contrapposte.
La sfera era libera di ruotare intorno ad un asse perpendicolare a quello dove erano messi i tubicini. Una
fiamma riscaldava l'acqua con la quale era stata riempita la sfera.
Quando il liquido raggiungeva una temperatura sufficientemente elevata, il getto del
vapore usciva dagli orifizi e faceva ruotare la sfera intorno al suo asse.
Eolipila di Erone diAlessandria

Per anni il meccanismo fu considerato alla stregua di un curioso giocattolo. Nei primi anni
del 1700 un ingegner inglese Thomas Savery invent un grande
motore a vapore, che venne utilizzato per togliere l'acqua dalle miniere
di carbone allagate. Esso era munito di un pistone: una sorta di asta,
che si muoveva avanti e indietro all'interno di un cilindro. Questo primo
motore non era per provvisto dell'ingranaggio per la trasformazione
del movimento lineare di andata e ritorno, nel movimento circolare.
Tale meccanismo fu introdotto solo nella seconda met
del '700, quando James Watt invent quello che
tutt'ora considerato il motore a vapore pi importante
del XVIII secolo. Egli apport delle importanti

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modifiche al precedente motore di Newcomen . Il motore di Newcomen infatti, produceva un movimento
meccanico, basato sul moto alternativo di un pistone dentro un cilindro. Movimento che trasferito ad una
barra oscillante, azionava una pompa idraulica. Tale motore per non operava a ciclo continuo, perch ad
ogni movimento del pistone, bisognava riscaldare e raffreddare nuovamente la camera, che ospitava il
cilindro. Watt aggiunse alla macchina di Newcomen una seconda camera, il condensatore. Fece scorrere
cio il vapore in due camere, una sempre calda e laltra sempre fredda. Il vapore arrivava nel condensatore
dopo aver spinto il pistone ed essere stato aspirato da una pompa, mossa a sua volta dallo stesso
meccanismo. In questo modo non c'era pi bisogno di riscaldare e raffreddare sempre il cilindro, come
avveniva nella macchina di di Newcomen, ottenendo cos un enorme risparmio di combustibile ed una
maggiore efficienza. Il condensatore permise inoltre, di operare a ciclo continuo. Ancora altre migliorie
furono apportate, per renderlo pi adatto al movimento di macchinari.

Macchina a vapore di James Watt

Il suo regolatore centrifugo infatti, si espandeva con l'aumentare della velocit: la forza centrifuga
allontanava delle sfere di pesante metallo, che chiudevano parzialmente la valvola del vapore, facendo cos
rallentare la macchina. In tal modo il meccanismo riusciva a controllare l'ingresso del vapore all'interno del
cilindro, ottenendo un movimento uniforme e regolare. I motori a vapore oltre a pompare servivano anche
ad azionare i macchinari nelle fabbriche, sfruttando il vapore a bassa pressione.

Regolatore centrifugo di Watt l'acqua dalle miniere allagate

LA LOCOMOTIVA A VAPORE
Un giovane ingegnere minerario, Richard Trevithick, pens di applicare l'esperienza delle macchine a
vapore, per la realizzazione di un nuovo motore; svilupp una tecnica a quei tempi ritenuta pericolosa.
Usando una caldaia pi piccola, ma molto resistente, riusc a portare il vapore ad una pressione elevata.
Rilasciando il vapore, Trevithick otteneva cos una grande quantit di energia. Questa nuova tecnologia port
allo sviluppo di motori pi potenti e meno ingombranti, che
resero possibile la costruzione di macchine semoventi. Nel 1801, Trevithick speriment un mezzo mai visto
prima, che chiam Diavolo sbuffante: la prima locomotiva a vapore che and purtroppo distrutta.
Infatti, nonostante gli ingegnosi sistemi di sicurezza, il Diavolo sbuffante esplose. Nel 1801 per le strade
non potevano sostenere l'impatto del velivolo di Trevithick, molto pi pesante dei mezzi allora in circolazione.
Egli comprese allora, che la soluzione poteva essere

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l'impiego delle rotaie, da anni in uso nelle miniere, per il movimento dei carrelli utilizzati per il trasporto del
carbone. Nel 1803 il geniale ingegnere realizz la prima locomotiva ferroviaria, utilizzandola nelle miniere per
trainare i carrelli carichi di carbone.
Locomotiva di Trevitick del 1803

Numerosi furono quelli che seguirono le orme di Trevithick , fra questi: George Stephenson ed il figlio
Robert. Essi avevano studiato un modello della sua locomotiva e nel 1829 ne realizzarono una in grado di
trasportare passeggeri molto pi velocemente. Costruirono il Rocket, oggi conservato al National Railway
Museum di York.

La locomotiva Rocket di George Stephenson

La grande intuizione degli Stephenson fu di impiegare nella loro macchina, tutte le innovazioni tecnologiche
allora conosciute, sviluppandole ulteriormente. In particolare, uno dei segreti del successo di quello, che
possiamo definire il loro motore, fu il posizionamento dei cilindri a 45 rispetto al senso di marcia e non
perpendicolarmente, come le macchine a vapore allora in uso. Con questa modifica, vennero diminuite
drasticamente le vibrazioni, a vantaggio dell'efficienza e della velocit. Il grande segreto di questa nuova
locomotiva,si trovava per all'interno della caldaia. Gli Stephenson infatti, ne aumentarono il rendimento,
sostituendo l'unico tubo presente all'interno delle precedenti caldaie, con ben 25 tubi di appena 7 centimetri
di diametro. In tal modo si otteneva una superficie cinque volte maggiore per scaldare l'acqua in essa
contenuta, potendo cos rapidamente produrre un'enorme quantit di vapore. Il motore inoltre, fu
ulteriormente perfezionato, sfruttando il vapore di scarico dei cilindri. Questo infatti veniva forzato fino al
fumaiolo del focolaio, la sua risalita creava una depressione tale, da risucchiare l'aria nella parte posteriore
del focolaio stesso. Con un tale incremento di ossigeno, migliorando la combustione, la temperatura nella
caldaia aumentava e di conseguenza il rendimento della macchina. Con questi accorgimenti tecnici il
Rocket, nella corsa di prova, fu in grado di trainare un treno di 14 tonnellate, alla velocit massima di 46
km/h, riuscendo a mantenere una velocit media di circa 26 km/h. Gli Stephenson presentarono la loro
locomotiva durante una competizione, la Rainhill Trials,

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La seconda rivoluzione industriale

indetta per valutare il migliore mezzo di trasporto su rotaie e per scegliere quale locomotiva usare sulla linea
Liverpool - Manchester. Il Rocket sbaragli tutti gli altri concorrenti. La diffusione del trasporto su rotaia
modific radicalmente la societ: le distanze finalmente, non rappresentarono pi un problema
insormontabile.

LA TRAZIONE FERROVIARIA
Soffermiamoci brevemente sui motori utilizzati nelle ferrovie.
Per trazione ferroviaria si intendono tutti quei sistemi attuati o semplicemente sperimentati, per
muovere i treni.
Fu la macchina a vapore che per prima, sostitu l'impiego degli animali, nel trainare i carrelli di
carbone nelle miniere. Macchina a vapore, che consent il rapido diffondersi delle ferrovie in tutto il
mondo, tra il XIX e il XX secolo.
Inizialmente le caldaie erano alimentate a legna o a carbone. Dalla met del XX secolo, si cominci
ad usare l'olio combustibile e la nafta. Vennero realizzati esperimenti per l'utilizzo anche del gas
metano, che fu per presto abbandonato, a causa di numerosi e gravi incidenti. Il XX secolo ha visto il
diffondersi della trazione elettrica. Oggi il sistema tecnologicamente pi evoluto ed utilizzato, in tutte
le ferrovie ad alta velocit.
L'affermarsi di questo propulsore, dovuto, specialmente nelle linee ad intenso traffico, alla sua maggiore
affidabilit elettromeccanica, all'economicit di esercizio e, aspetto non secondario, allo scarso impatto
ambientale di questi motori. Un ulteriore vantaggio dei motori elettrici, rappresentato dalla possibilit di
impiegare meccanismi per il recupero di energia, sia durante le discese che durante le frenate.
Ma come funziona un motore elettrico? Esso costituito essenzialmente da una parte esterna fissa
(statore) e da una interna rotante (rotore). La corrente elettrica che percorre gli avvolgimenti di rame
contenuti nello statore, genera una forza elettromagnetica, che agisce sul rotore, dando luogo a una coppia
motrice. Semplificando, possiamo dire che la corrente, scorrendo negli avvolgimenti, genera un campo
magnetico intorno al rotore.
La parte sinistra del rotore respinta dal magnete di sinistra poich ambedue hanno la stessa polarit
mentre attratta da quello di destra, perch di differente segno. La stessa cosa avviene con la parte di
destra. La coppia cos generata, provoca la rotazione. Quando il sistema si allinea orizzontalmente, il
commutatore inverte la direzione di corrente attraverso gli avvolgimenti, modificando il campo magnetico. Si
torna cos alla situazione iniziale ed il ciclo ricomincia. In virt del tipo di corrente di alimentazione,
distinguiamo motori elettrici a corrente continua (strutturalmente simili alle dinamo) da quelli a corrente
alternata (alternatori); a loro volta divisi in motori asincroni, di gran lunga pi usati, e motori sincroni,
che pur mantenendo una velocit rigorosamente costante, qualunque sia il carico ad essi collegato, non
possono avviarsi da soli. Naturalmente anche i motori endotermici, a benzina e diesel, sono stati applicati in
campo ferroviario. Con il tempo, l'impiego di motori diesel ha decisamente sostituito quelli a benzina. E'
doveroso ricordare alcuni tentativi con propulsori a turbina di derivazione aeronautica ed altri con trazioni ad
elica, ma i risultati furono deludenti. Ma torniamo ai motori a vapore.

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La seconda rivoluzione industriale


LE NAVI A VAPORE
Compreso che il motore a vapore poteva rappresentare un ottimo propulsore marino, iniziarono esperimenti
per la realizzazione di motori adatti ad un impiego navale. Le prime imbarcazioni motorizzate non erano
molto diverse da quelle che in quel periodo, solcavano i mari. Avevano infatti sempre vele ed alberi, ma la
differenza risiedeva nella grande
ruota a pale, posta al centro della nave e azionata da un motore a vapore. Essa forniva maggior potenza
all'imbarcazione e la rendeva autonoma dai capricci del vento. Le navi a vapore, cos come le linee
ferroviarie, diminuirono enormemente i tempi di percorrenza nelle lunghe distanze. Il primo prototipo di
nave a vapore o piroscafo o, pi semplicemente detto vapore, fu varato nel 1783 da Claude de
Jouffroy.

Modello del battello a vapore di Claude de Jouffroy

Il 22 agosto del 1787 John Fitch viaggi con un battello a vapore da Filadelfia a Trenton sul fiume
Delaware. Nel 1803 Robert Fulton fece navigare sulla Senna un battello di 20 metri, alla velocit di 3,5
nodi, e fu lo stesso Fulton a costruire il famoso Clermont, che percorse il fiume Hudson per 460 Km, alla
velocit di 5 nodi. Questo battello aveva una potenza di 18 cavalli ma fu distrutto subito dai barcaioli che
lavoravano sul fiume, per paura di rimanere senza impiego. Oramai era inutile ribellarsi al progresso
tecnologico poich la propulsione meccanica eliminava la fatica ed i perfezionamenti andavano aumentando
con il tempo. Il Clermont di Robert Fulton Nella seconda met del 1800, le navi a vapore viaggiavano
regolarmente attraverso l'Atlantico. La navigazione regolare di questi battelli cominci agli inizi del 1800 e
soltanto in acque interne, poich venivano ritenuti non adatti alla navigazione d'altura. La cultura del veliero
era ancora saldamente radicata nell'immaginario collettivo ed inoltre bisognava risolvere un altro problema:
la scorta del combustibile. E' emblematico quello che avvenne nel 1838: durante la prima traversata atlantica
a vapore il Sirius riusc a superare il Great Western, ma dovette bruciare persino l'arredamento delle cabine
per mantenere in funzione la caldaia. La soluzione alla necessit di tanto combustibile era quella di disporre
di stive capienti. Fu chiaro che questo tipo di propulsore si conciliava meglio con navi pi grandi, che
potevano quindi avere una maggiore autonomia.
Ma un altro problema della navigazione d'altura, era rappresentato dalla posizione delle due grandi ruote
laterali. In caso di forte rollio infatti, una delle due ruote poteva uscire fuori dall'acqua, con il rischio che
questa, ormai priva di resistenza, iniziasse a girare all'impazzata ed il motore potesse danneggiarsi. Il
diffondersi dell'elica al posto delle ruote a pale, risolse il problema della navigazione in mare aperto. Infatti
l'elica sommersa, non interferiva con il moto ondoso. La ruota a pale, molto suggestiva, fu mantenuta
ancora per un secolo, solo sui fiumi e sui laghi. Il passaggio poi alla costruzione di navi completamente in
metallo, rese le strutture di queste pi resistenti alle vibrazioni dei motori a vapore. La prima nave
interamente metallica, fu costruita nel 1843 ed era una nave con propulsione mista: a vela e a vapore. Gi
dopo qualche anno per, i battelli e i piroscafi a vapore superarono i velieri per numero e, con l apertura del
Canale di Suez, intransitabile per le navi a vela, ci fu la definitiva scomparsa dei velieri nella marineria
mercantile. Il motore a vapore sub nel tempo importanti modifiche, come quella dell'introduzione di motori
a doppia e tripla espansione. Dalla seconda met del 1800, la quasi totalit dei motori a vapore era del
tipo a tripla espansione: i diversi stadi lavoravano con pressioni di vapore decrescenti, in modo da sfruttare
meglio la pressione degli scarichi degli stadi precedenti, con il conseguente recupero di un po' di potenza. La

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La seconda rivoluzione industriale


motrice a vapore and definitivamente in pensione dopo la Seconda Guerra mondiale ma piroscafi ancora
funzionanti, sopravvivono oggi a scopo prevalentemente folcloristico.

Motore a vapore a tripla espansione

IL CARRO DI CUGNOT

La disponibilit del motore a vapore diede la possibilit ad un ingegnoso costruttore, lo svizzero Nicolas
Cugnot, di realizzare nel 1769, un carro militare a tre ruote, destinato al traino dei pesanti pezzi di
artiglieria. Fu il primo automezzo meccanico a muoversi autonomamente per strada.
Il carro misurava pi di 7 mt di lunghezza, 2 mt di larghezza e con un peso di circa 4 tonnellate. Poteva
trasportare 4 persone. Fu realizzato con una caldaia sistemata anteriormente e due stantuffi verticali che,
alternandosi, facevano girare la ruota motrice, posta sul davanti. Essa poteva anche essere orientata,
permettendo cos al mezzo di sterzare. Il suo ingombrante motore spingeva il carro ad una velocit
paragonabile a quella di un uomo: intorno ai 3 Km orari. Il Carro di Cugnot aveva per un inconveniente:
allo scoccare del quarto, non produceva pi vapore perch l'acqua della caldaia si esauriva.

IL MOTORE A SCOPPIO
L'arrivo del motore a scoppio diede vita ad una vera e propria rivoluzione. In esso il movimento alternato dei
pistoni all'interno dei cilindri, veniva trasformato nel moto rotatorio dell'albero motore. L'origine del motore a
scoppio o Motore a Combustione Interna (MCI), risale alla met del XIX secolo, quando, in diverse
regioni europee, iniziarono i primi esperimenti, nel tentativo di produrre energia meccanica dal calore. I primi
tentativi di ottenere lavoro meccanico dall'esplosione di polvere pirica, furono realizzati con scarsi risultati, da
Jean de Hautefuille e Christian Huygens, verso la fine del 1600. Segu un periodo di stasi, durato circa
un secolo. All'inizio del 1800 Lebon d'Humbersin realizz i primi esperimenti con gas illuminante. Dopo di
lui altri tentarono di realizzare motori dello stesso tipo, ma il primo motore funzionante con una certa
regolarit, fu quello di Barsanti e Matteucci.

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La seconda rivoluzione industriale

Il primo motore di Barsanti e Matteucci

Potremmo assumere, come data ufficiale della nascita del motore a scoppio, il 5 giugno 1853, data in cui
padre Eugenio Barsanti e lingegner Felice Matteucci, allo scopo di tutelare la priorit della loro invenzione,
depositarono, alla segreteria dell' Accademia dei Georgofili di Firenze, in assenza di un Ufficio Brevetti
Nazionale, un plico contenente una memoria dove venivano descritti dettagliatamente una serie di
esperimenti da loro eseguiti, sulla trasformazione dellenergia esplosiva di un gas, in lavoro meccanico.
Questo venne riconosciuto a tutti gli effetti, come il primo motore a combustione interna. Nel 1854 ottennero
a Londra una prima certificazione. Seguirono poi brevetti rilasciati in diverse Nazioni Europee. Nel corso degli
anni, Barsanti e Matteucci continuarono a migliorare il motore, sviluppandone modelli diversi. Fondarono una
Societ e realizzarono i loro dispositivi presso importanti officine meccaniche italiane ed estere. Nonostante i
documenti comprovassero la priorit dellinvenzione, la sua superiorit tecnica ed il riconoscimento ricevuto
dagli ambienti specializzati, solo i motori di Jean Etienne Lenoir (che nel 1859 svilupp un motore a
combustione interna), di Nikolaus Otto e Eugen Langen (del 1866) ottennero ampia fama. Oggi
comunque, il ruolo di Barsanti e Matteucci viene riconosciuto a livello internazionale. Come i primi motori a
vapore, anche il motore a scoppio venne inventato per prosciugare le mini ere di carbone. Il successo fu
immediato.

Motore di Lenoir

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La seconda rivoluzione industriale

Motore Otto e Langen del 1867

Nel 1867 Otto e Langen presentarono all'Esposizione Internazionale di Parigi, un motore sostanzialmente
uguale a quello di Barsanti e Matteucci. Ne perfezionarono il sistema di trasmissione, utilizzando il
manovellismo di spinta e ne realizzarono circa 5.000 esemplari. Nel 1876 realizzarono inoltre, un motore a
quattro tempi, basato sul ciclo di Beau de Rochas. Tale motore ebbe un tale successo, che oggi chiamiamo
ciclo Otto, quello ideato da Beau de Rochas. Il successo di questo motore fu enorme; vennero prodotti
circa 50'000 esemplari.

Confronto fra il ciclo Otto teorico e reale

Nel 1892, Rudolf Diesel brevett il motore Diesel, simile al motore a combustione interna ma senza
candele. Questi motori, grazie alla loro straordinaria potenza, vennero montati sui grandi camion ed installati
su macchinari pesanti. Durante le due guerre mondiali, la produzione dei motori raggiunse livelli mai visti. Se
ne realizzarono di ogni tipo e dimensioni per camion, carri armati, navi ed aerei. Sino agli anni '50 la
produzione si concentrava sulla fabbricazione di motori pi potenti e con minori spese di produzione. Ma con
la comparsa dello smog, l'evoluzione tecnologica dei motori ha dovuto seguire un'altra direzione,
introducendo negli anni '60 e '70, sistemi di controllo contro l'inquinamento. Grazie a tali sistemi via via
sempre pi raffinati, le case automobilistiche hanno ridotto sensibilmente le emissioni di gas nocivi.

Ma come funzionano i motori a combustione interna?

Struttura di un motore a combustione interna


I motori a combustione interna vengono classificati in base al sistema di accensione, utilizzato per provocare
la combustione . Distinguiamo quindi i motori ad accensione comandata da quelli ad accensione per
compressione : i Diesel. In entrambi troviamo le fasi gi descritte nel testo:

aspirazione;
compressione;

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La seconda rivoluzione industriale


scoppio/combustione;
scarico.
Nei primi, i motori ad accensione comandata, viene usato un carburante facilmente vaporizzabile come la
benzina, dove la miscela esplosiva (aria-benzina) viene preparata prima, fuori o dentro il cilindro stesso e
mediante una scintilla provocata da una candela, si innesca la combustione. Nei secondi, i motori ad
accensione per compressione, vengono usati combustibili meno volatili come olio, diesel e nafta pesante.
Questi iniettati a pressione in quantit opportune nei cilindri , nel momento in cui l'aria fortemente
compressa e ad elevata temperatura, miscelandosi con quest'ultima, si incendia realizzando la combustione.
Nei motori a benzina la compressione operata dal pistone, mentre risale verso la testata del
cilindro, non tale da riscaldare la miscela fino al punto di autoaccensione, per cui c' bisogno della
scintilla prodotta dalla candela.
Fasi di un motore 4 tempi a benzina

Nei motori Diesel invece, l'aria fatta entrare preventivamente nei cilindri, viene riscaldata per forte
compressione durante la salita del pistone e iniettando il combustibile nebulizzato e a pressione, si genera la
miscela che brucia spontaneamente perch si trova alla temperatura di autoaccensione. In tutti i tipi di
motore diesel, sia a 4 che a 2 tempi, necessario un elevato rapporto volumetrico di compressione*,
per consentire all'aria di raggiungere le pressioni e le temperature utili ad innescare l'autoaccensione della
miscela. Questo richiede cilindri pi grandi e quindi pi ingombranti inoltre le elevate temperature e pressioni
richiedono maggiore robustezza.

* rapporto fra il volume della camera di scoppio pi la cilindrata ed il volume della camera di combustione
fasi di un motore 4 tempi Diesel

Fasi di un motore 4 tempi Diesel

Per funzionare, i motori utilizzano dei sistemi definiti impianti, relativi a:


l'accensione, ma soltanto nei motori ad accensione comandata;
l'alimentazione;
l'avviamento;
il raffreddamento;
lo scarico.
Utilizzata l'energia, i gas combusti vengono solitamente eliminati attraverso la valvola di scarico.
Nei motori compressi invece, i gas combusti vengono fatti passare attraverso una turbina a gas
che recupera una piccola quantit di energia, sufficiente a comprimere l'aria, miscelata poi con il
carburante. Nel 1879 Clerk invent il motore a due tempi.
Confrontando un motore a 4 tempi con uno a 2 tempi, notiamo delle sostanziali differenze.
Nel motore a 4 tempi ci sono le valvole di aspirazione e di scarico (valvole di distribuzione),

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sulla testata del cilindro. Nei motori a 2 tempi invece, abbiamo le cosiddette luci di aspirazione e
di scarico (fori con condotti praticati sulla parete del cilindro), che vengono aperte o chiuse dal
pistone stesso, durante la sua corsa.

Funzionamento di un motore a 2 tempi

In questo motore l'aspirazione e la compressione avvengono in una sola corsa del pistone durante la salita,
mentre la combustione , l'espansione e lo scarico, avvengono nell'altra corsa, la discesa. Nel motore a 2
tempi, dopo la combustione e durante l'espansione, si aprono prima le luci di scarico, dalle quali escono
spontaneamente, attraverso il collettore di scarico, i gas della combustione. Nella fase successiva, mentre il
pistone scende , si aprono anche le luci di immissione dell'aria, chiamate luci di lavaggio, poich l'aria o la
miscela che entra nel cilindro, serve inizialmente a spazzare i rimanenti gas della combustione. Per realizzare
un buon lavaggio, quando la carica fresca costituita di sola aria, si fornisce a questa, una sovrappressione
mediante un compressore , detto impropriamente pompa di lavaggio.

I MOTORI MARINI

I propulsori marini sono di diverso tipo, proprio perch sono tanti gli impieghi ai quali sono destinati. Il
motore di una piccola barca da diporto infatti, dovr sviluppare delle prestazioni completamente diverse da
quelle di uno yacht da crociera, cos come le potenze e le accelerazioni necessarie ad un cargo, sono diverse
da quelle richieste ad una nave militare.

Alberi a gomito fucinati per grandi motori marini

Nel panorama dei motori marini troviamo quindi, oltre ai motori a vapore, motori diesel e benzina a 4 tempi
e a 2 tempi, motori elettrici e turbine a gas, per citarne alcuni fra i pi usati. Circa i motori a vapore e
alternativi, molto gi stato detto. E' necessario per spendere ancora qualche parola sui motori Diesel. I
motori diesel marini hanno delle caratteristiche particolari. Distinguiamo i motori a 2 tempi lenti, dai
motori a 4 tempi medio-veloci. Nei diesel a 2 tempi lenti, le eliche sono grandi perch girando a basse
velocit, solo la loro grandezza pu assicurare la spinta necessaria. E' proprio questa condizione a fornire il
massimo rendimento. L'elica grande pu essere per usata solo su grosse navi, che abbiano cio un elevato
pescaggio.
Con questi motori, l'accoppiamento dell'albero motore con l'elica diretto, poich entrambi possono avere lo
stesso numero di giri al minuto. Nei diesel 4 tempi veloci e medio-veloci, le eliche sono un
po' pi piccole e sono accoppiate al motore, tramite un riduttore di giri.

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La seconda rivoluzione industriale


LA TURBINA A VAPORE
La turbina a vapore come un mulino, eccetto che le sue pale vengono spostate non dal vento, ma da un
getto di vapore pressurizzato. Ancora oggi le turbine a vapore sono utilizzate per la produzione di gran parte
della nostra elettricit. Il vapore in ingresso ad alta pressione, spinge le pale della turbina e le fa girare

.
Le pale fisse, poste all'interno della parete della turbina, canalizzano il vapore verso le pale rotanti, con
l'angolazione pi efficace. Quando il vapore colpisce la pala, essa si dilata, cedendo pressione ed abbassando
la sua temperatura. Fu un italiano, Giovanni Branca, che nel 1692 disegn un apparato, composto da una
ruota a pale piatte (come quelle di un battello fluviale), mosse a loro volta dal vapore. Il vapore, prodotto in
un recipiente chiuso, veniva convogliato verso le pale stesse, mediante un tubo. Questa caratteristica
potrebbe far credere che la macchina di Giovanni Branca sia il prototipo delle moderne turbine a vapore. In
verit, non aveva nulla in comune con le successive applicazioni della forza vapore, non fu altro infatti, che
una semplice evoluzione della macchina di Erone di Alessandria. La moderna Turbina a vapore fu inventata
da Charles Parsons nel 1884, per la produzione di energia elettrica. La pi importante innovazione per fu
quella di Gustaf de Laval, che applicando il principio di Bernoulli, realizz una turbina, dove degli ugelli
acceleravano il vapore prima di farlo entrare nella sezione delle palette. Secondo il teorema di Bernoulli
infatti, la velocit di un fluido pu essere aumentata a spese della sua pressione. Tale soluzione permetteva
di sfruttare al meglio l'energia del vapore, aumentando il rendimento e la potenza del motore stesso. Un
altro importante pregio delle turbine che utilizzano la pressione del vapore, che sono pi compatte dei
motori a pistoni. Agli inizi del 1900, sull'Atlantico erano in servizio molte navi con turbine a vapore, esse
erano montate su gran parte delle imbarcazioni, andando a sostituire i grandi motori a pistoni. Oggi, le navi
militari sono azionate da impianti a turbina. Le turbine a vapore sono sicuramente pi potenti ma i motori a
pistoni sono ancora molto pi silenziosi.

La turbina idraulica un dispositivo meccanico atto a trasformare l'energia cinetica di un liquido in energia
meccanica. Il loro rendimento elevato, spesso sopra il 90% per questo sono molto apprezzate, anche se la
loro installazione richiede diverse infrastrutture. In precedenza delle turbine idrauliche moderne sono le
ruote idrauliche, di concezione antica, e divenute di grande uso a partire dal XVII secolo in concomitanza del
passaggio dalla fase artigianale a quella industriale della produzione. Le ruote idrauliche, tuttavia, essendo
basate quasi esclusivamente sullo sfruttamento dell'energia potenziale, non potevano fornire grandi potenze
a causa della bassa altezza di caduta dell'acqua (nel caso di ruote da sotto) e delle limitate dimensioni delle
camere (ruote da sopra). Un passo decisivo, che costituisce la nascita delle turbine moderne, fu lo
sfruttamento dell'energia cinetica, realizzato con le turbine di tipo Pelton XIX secolo, in cui opportuni sistemi
rendono l'acqua in ingresso alla turbina a velocit elevate in modo da sfruttare, in termini di quantit di
moto, la velocit di ingresso piuttosto che la portata. Tuttavia, per ottenere le velocit desiderate, vi era la

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La seconda rivoluzione industriale


necessit di disporre di prevalenze, o altezze di caduta, molto rilevanti, cosa spesso difficile data la
configurazione dei siti, e che obbligava alla costruzione di bacini artificiali alquanto costosi. Verso l'inizio del
XX secolo si svilupparono cos turbine per basse altezze di caduta, le Francis, adatte sia a bacini a bassa
altitudine che all'installazione in corsi d'acqua, previa costruzione di sbarramenti di (relativamente) pochi
metri d'altezza, contro le decine o centinaia necessari per le Pelton. Si svilupparono infine le turbine di tipo
Kaplan, adatte a altezze di pochissimi metri (2 - 3), sostanzialmente delle eliche intubate.
Nel 1870 l'accoppiamento della dinamo alla turbina idraulica diede avvio alla produzione commerciale di
energia elettrica. Oggi le ruote idrauliche sono praticamente scomparse dall'uso pratico, e le turbine
idrauliche sono usate nella grande maggioranza dei casi per la produzione (tramite generatori azionati dalle
turbine stesse) di energia elettrica. I tipi Pelton, Francis e Kaplan costituiscono la maggioranza delle
installazioni, ciascuno secondo le proprie caratteristiche di esercizio.

Principio di funzionamento
Le turbine idrauliche sono inserite in un impianto che prevede un serbatoio di monte e uno di valle di solito a
pressione atmosferica. Esse sfruttano la caduta disponibile (pari alla differenza dei carichi ottenuti
sommando il dislivello geodetico z2-z1,le altezze piezometriche e quelle cinetiche). Dal momento che nei due
serbatoi l'energia cinetica nulla e la pressione la stessa, la caduta disponibile praticamente uguale al
dislivello geodetico o anche l'altezza a cui posto il serbatoio di monte (misurata rispetto al serbatoio di
valle). Indicando la caduta disponibile con Hd si ha che Hd=z2-z1=h. Non tutta la caduta disponibile pero'
utilizzabile dalla turbina, dal momento che sono presenti delle perdite di carico nella condotta: se indichiamo
con Hw le perdite espresse in m indichiamo con caduta utile la differenza tra Hd e Hw, quindi Hu = HdY.Essa puo' essere espressa in funzione della sola Hd attraverso il rendimento della condotta pari al rapporto
tra la caduta utile e quella disponibile. Definendo inoltre il rendimento idraulico della turbina (che tiene conto
delle perdite di natura fluidodinamica), il rendimento volumetrico (dal momento che non tutta la portata G
agisce sulle pale per via delle fughe attraverso i giochi), il rendimento meccanico (che tiene conto delle
perdite di natura meccanica che inevitabilmente provocano la dissipazione di potenza) possiamo scrivere che
la potenza utile (indicata con Pu) uguale a: Pu= ug G g Hd, dove ug il rendimento globale dell'impianto
pari al prodotto tra il rendimento della condotta e quello della turbina (a sua volta il prodotto del rendimento
meccanico, idraulico e volumetrico).
Le principali tipologie di turbine idrauliche oggi impiegate sono:

Turbina
Turbina
Turbina
Turbina
Turbina
Turbina

Pelton
Francis
Kaplan
a bulbo
Banki
Turgo

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La seconda rivoluzione industriale


Turbina Pelton
La Turbina Pelton fu inventata (Brevetto 1880 ) da Leste Allan Pelton, carpentiere, nel 1879 mentre
lavorava in California, e risulta essere ancora oggi la turbina ad azione con rendimento pi elevato.
utilizzata per grandi salti (maggiori di 15 m, di solito tra i 300 e i 1400 m) e piccole portate (inferiori a 50
m/s), si utilizza quindi solitamente per i bacini idroelettrici alpini. L'energia potenziale dell'acqua (
) accumulata ad elevate altitudini giunge alla turbina tramite dei "condotti forzati" (grosse
tubature) che conducono l'acqua a valle. Un ugello (o pi di uno) indirizzano l'acqua sulle pale della Pelton
determinandone la rotazione. L'ugello grazie alla sua forma trasforma in energia cinetica (
)
tutta la pressione contenuta sui condotti, cos il getto sulla turbina non sar in pressione: proprio per questo
la turbina Pelton una turbina ad azione (vedi stadi ad azione). La forma delle pale quella di due cucchiai
appaiati, tra i quali si trova un tagliante che divide a met il getto, per farlo uscire ai lati sotto forma di due
getti separati ed equilibrare la spinta sui due lati della turbina.

Sezione della pala con getto incidente

Il flusso di acqua in uscita dall'ugello viene deviato di circa 180 dalle pale della turbina, che, come
conseguenza, subiscono una spinta (verso l'alto nel disegno) come reazione alla deviazione del flusso stesso.
Tale spinta pari a:

dove: = densit di massa del fluido, = portata,


= componente tangenziale della velocit in uscita,
= componente tangenziale della velocit in ingresso. Le pale "in presa", contribuenti alla rotazione poich
contengono acqua, sono sempre pi di una, questo necessario per avere regolarit nella spinta. Un aspetto
da non trascurare il diametro della girante: pi grande, minore sar la velocit di rotazione ,

ove:

la velocit tangenziale,

il diametro della girante

una girante lenta poco apprezzata su di una centrale idroelettrica, poich fa aumentare i costi a parit di
energia prodotta; per questo motivo si utilizzano tipicamente alternatori a magnete rotante bipolare, il che
significa una velocit di rotazione di 3000 giri/min per la generazione della corrente AC a 50 Hz usata in
Europa (3600 giri/min e 60 Hz negli USA).

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La seconda rivoluzione industriale

Montaggio di due giranti Pelton coassiali

La massima spinta avviene a girante ferma, ovvero quando la differenza tra la velocit del getto e della
girante pi grande, quindi una caratteristica positiva di questo tipo di turbina avere un transitorio di
avviamento molto breve.
Un altro aspetto particolarmente apprezzato l'ampio margine di regolazione della girante, si pu regolare la
portata del getto, riducendolo in sezione (quindi ottenere una potenza minore), senza che vada ad influire
negativamente sul rendimento della trasformazione energetica. La regolazione della sezione avviene
mediante una spina (ago doble) che scorrendo orizzontalmente va ad ostruire tutta la sezione del getto o
parte di essa. Dato che la regolazione mediante ago non pu essere improvvisa, in modo da evitare colpi
d'ariete indesiderati, un altro strumento utile in regolazione il tegolo deviatore che intercetta parte del
flusso in uscita dall'ugello, deviandolo. I salti su cui si impiegano le turbine Pelton vanno generalmente dai
1.400 m fino anche ai 300 m: ovviamente l'architettura della girante tra i due estremi varier abbastanza.
Man mano che il salto decresce, cio scendendo a valle, si ha un bacino di raccolta maggiore con
conseguenti portate pi impegnative. Per far fronte a questo fenomeno necessario impiegare Pelton con
cucchiai pi grandi oppure suddividere il getto in pi parti, cos da avere la Pelton poligetto. Questa seconda
soluzione permette di utilizzare giranti pi piccole di diametro e quindi che ruotano pi velocemente.
Un difetto intrinseco di questa turbina quello di non potere utilizzare l'intera altezza del salto, in quanto la
girante, non potendo essere immersa nel canale di scarico, sollevata rispetto al pelo dell'acqua libera; una
quota del salto, quindi, maggiore del raggio della girante, persa. L'inconveniente chiaramente tanto pi
trascurabile quanto pi il salto dell'acqua elevato.

Turbina Francis

Girante Francis: si nota dall'esterno, la chiocciola, il distributore e la girante all'interno. Il


flusso di liquido rappresentato in azzurro.
La turbina Francis una turbina idraulica a reazione sviluppata nel 1848 da James B. Francis, un ingegnere
inglese trasferitosi negli Stati Uniti. Oggi rappresenta il tipo di turbina idraulica pi utilizzato.
una turbina a flusso centripeto: l'acqua raggiunge la girante tramite un condotto a chiocciola che la
lambisce interamente, poi un distributore, ovvero dei palettamenti sulla parte fissa, statorica, indirizzano il
flusso per investire le pale della girante.

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La seconda rivoluzione industriale


La turbina detta a reazione poich non sfrutta solo la velocit ma anche la pressione del getto d'acqua che,
quando giunge nella girante, ancora superiore a quella atmosferica. Infatti tramite il condotto convergente
costituito dal canale tra le pale del distributore e da quello tra le pale della girante stessa si finisce di
convertire la pressione ancora presente in velocit (energia cinetica). La sezione della voluta decrescente
in modo che, man mano che le porzioni di fluido attraversano il distributore, la velocit del getto si
mantenga costante. Per ottimizzare il funzionamento della turbina l'espansione dell'acqua viene prolungata al
di sotto della pressione atmosferica, cos da creare una sorta di effetto vuoto, che fa aumentare ancora di
pi la differenza di pressione. A valle della girante, nello scarico, necessario riportarsi alle condizioni
esterne, quindi si ricomprime il fluido grazie ad un diffusore, che converte la restante energia cinetica in
pressione. Questo passaggio non solo consente di riportare la pressione del flusso d'acqua a quella
atmosferica, ma permette di utilizzare quella quota finale di energia cinetica, non sfruttabile in turbina, che
andrebbe altrimenti persa allo scarico. Se si esagera nella ricerca del vuoto per si rischia di incappare nel
fenomeno, sgradito, della cavitazione per cui l'acqua, scesa al di sotto della pressione di liquido saturo, si
trasformerebbe in vapore, corrodendo e distruggendo i palettamenti della girante.

Girante di una turbina Francis, durante l'installazione

Turbina Francis e generatore elettrico

Pale regolabili (gialle) posizionate per la minima portata (la turbina vista con copertura sezionata)

Pale regolabili settate per la massima portata

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La seconda rivoluzione industriale


Caratteristiche
Questa girante viene impiegata in corsi d'acqua con dislivelli da 10 m fino a 300400 m e portate da 23
m/s fino a 4050 m/s. La sua regolazione avviene grazie alla variazione di apertura (angolo di incidenza)
delle pale nel distributore, quindi modificando il condotto convergente che esse creano determinando una
variazione della portata elaborata dalla girante. Questa variazione modifica anche il flusso sulle pale della
girante, facendolo arrivare con un angolo diverso da quello di progetto e per la composizione delle velocit si
determinano componenti rotazionali che non hanno contributo di potenza, in condizioni estreme pu
accadere che il fluido non aderisca pi alla pala provocando cavitazione sul lato aspirazione o pressione
(potrebbe distaccarsi o urtare contro la pala), introducendo oltre alla perdite di potenza anche fenomeni di
erosione della superficie.
Per questi motivi la turbina Francis ha un modesto campo di regolazione, se non si vuole uscire dalle
condizioni ottimali di efficienza. Quando le portate si accrescono necessario realizzare giranti pi grandi,
con una sezione di maggiore dimensione, questa geometria fa peggiorare ancora di pi la possibilit di una
regolazione.

Turbina Kaplan

Girante Kaplan: ai lati si notano le due sezioni del condotto a chiocciola, poi le pale del distributore (in
verde), centralmente la girante. Le linee azzurre rappresentano le linee di fluido. In basso la macchina
continuer con il tubo diffusore. La turbina Kaplan fu inventata nel 1913 dal professore austriaco Viktor
Kaplan.
una turbina idraulica a reazione che sfrutta piccoli dislivelli, fino a qualche decina di metri, ma con grandi
portate, da 2/3 m/s in su. Costruttivamente un'elica, dove le pale si possono orientare, al variare della
portata d'acqua permettendo di mantenere alto il rendimento fino a portate del 20-30% della portata
nominale. Solitamente dotata di deflettori statorici fissi che orientano il flusso. Si pu ottimizzare il
rendimento della macchina per un range maggiormente ampio rispetto alla portata ideale tramite un sistema
di orientamento dei deflettori statorici al variare della portata. Il liquido giunge sulla turbina grazie ad un
condotto a forma di chiocciola che alimenta tutta la circonferenza, poi attraversa un distributore che d al
fluido una rotazione vorticosa, essenziale per imprimere il moto alla girante, dove il flusso deviato di 90 la
investe assialmente. Allo scarico, come per la turbina Francis, possibile recuperare energia grazie al
diffusore.

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Turbina Kaplan accoppiata con l'alternatore

Con una turbina ad elica la regolazione praticamente nulla, quindi pu funzionare solo per una certa
portata, ragion per cui il distributore non nemmeno regolabile.
Con la turbina Kaplan grazie all'orientazione delle pale della girante, invece possibile l'adattamento alla
portata presente. Questo perch ad ogni regolazione del distributore corrisponde un'orientazione delle pale e
ci permette di farla lavorare con rendimenti molto alti (fino al 90%) in un grande intervallo di portate. Il
campo di utilizzazione delle turbine Kaplan lente arriva a cadute massime attorno ad 80 m e portate sino a
50 m3/s, sovrapponendosi in parte al campo di utilizzo delle turbine Francis veloci le quali arrivano a cadute
inferiori a 10 m e portate che possono superare 300 m 3/s
Si soliti usare insieme turbine ad elica e turbine Kaplan: le turbine ad elica funzioneranno a pieno regime e
il fluido eventualmente eccedente viene destinato alle turbine Kaplan, qualsiasi sia la sua entit. In questo
modo si limitano i costi di installazione poich una turbina Kaplan pi costosa di una turbina ad elica,
perci installare solamente turbine Kaplan sarebbe molto pi dispendioso.

Turbina a bulbo
La turbina a bulbo un tipo di turbina Kaplan molto semplice in quanto inserita direttamente nella
condotta e non necessita di distributore. Viene impiegata su dislivelli ridotti (qualche metro). La sua
particolarit che solitamente il bulbo contiene pure l'alternatore per la produzione di energia elettrica,
inoltre pu funzionare con un flusso in entrambi i sensi, come sono utilizzate sulle centrali maremotrici . Una
turbina Michell - Banki, nota anche come turbina Ossberger, un tipo di turbina idraulica che deve il
suo nome agli studiosi che la svilupparono: l'australiano Anthony Michell, l'ungherese Dont Bnki e il
tedesco Fritz Ossberger.

Storia
Il primo brevetto per questo tipo di turbina venne ottenuto da Michell nel 1903 e venne prodotta per molti
anni da un'industria chiamata "Weymouth". Un analogo brevetto venne ottenuto da Ossberger nel 1922,
fondando una propria azienda per la produzione industriale, azienda che tutt'oggi il maggiore produttore di
questo tipo di turbine. Questo tipo di turbina impiegato su impianti di piccola potenza (indicativamente fino
a qualche migliaio di kW); ha il pregio della semplicit costruttiva, che la rende adatta all'autocostruzione e
all'impiego anche in contesti poveri, con conoscenze e attrezzature limitate. Di contro, il suo rendimento
(circa 0,85) inferiore rispetto a quello ottenibile da altri tipi di turbine (le tipologie classiche, quali Pelton,
Turgo, Francis e Kaplan, possono superare lo 0,9), per rimane pressoch costante al variare della portata:
proprio la sua costanza d'efficenza per un elevato range di funzionamento ne consente l'utilizzo in un campo
di impiego piuttosto ampio (portata = 40-13000 l/s, salto = 2-200 m).

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La seconda rivoluzione industriale


Funzionamento
Le componenti principali sono:
- il rotore, costituito dall'insieme delle pale e dall'albero centrale;
- l'iniettore,nella versione economica costituito da un una cassa che avvolge in parte il rotore,ma non
garantisce la variazione della portata fino al 83% in meno della Q di progetto come garantito da quelle
regolate con doppio o singolo pomolo o flap deftettore tipo le turbine della Ossenberger (detentrice del
brevetto originale)o similari. La sua sagomatura e in alcuni modelli la parzializzazione e divisione della
portata divisa in 2/3 e in 1/3 consente arrivare appunto alla variazione massima sopracitata della portata di
indirizzare correttamente il flusso idrico sulle pale del rotore, con un arco di ammissione e geometria
dell'iniettore che varia da da circa 45 per quelle economiche o fatte in casa a un massimo di 120 per le
professionali tipo le Ossenberger, raramente in altri casi si superano i 90,generalmente l'acqua investe le
pale con un angolo di circa 16/17 sulla tangente del rotore.
- la cassa, tramite la quale l'acqua esce dalla turbina per essere scaricata in modelli professionali a tenuta
sull'albero turbina ed fornita di condotto di scarico in aspirazione anche non tronconico come per le turbine
a reazione, questo aiuta il rendimento totale ma non d i vantaggi come per le turbine a reazione, essendo
la Banki una turbina principalmente ad azione con una piccola reazione sullo scarico.
Il principio di funzionamento il seguente: lacqua, guidata dalliniettore, entra tra le pale, percorre
trasversalmente linterno del rotore e quindi si scarica attraversando di nuovo le pale dalla parte opposta.
Questo sistema fa s che le pale siano percorse dallacqua in entrambi i sensi (dall'esterno verso l'interno in
ingresso, viceversa in uscita), facilitando la rimozione di eventuali corpi estranei. Quando le pale vengono
investite dal flusso idrico, il rotore entra in rotazione e l'albero centrale trasmette l'energia meccanica cos
prodotta al generatore di corrente elettrica ad esso collegato

Turbina Turgo

Schema di una turbina Turgo con relativo generatore


La turbina Turgo una turbina idraulica ad azione. Sviluppata dall'azienda britannica Gilkes nel 1919,
stata derivata dalla turbina Pelton, rispetto alla quale ha un rotore pi economico da realizzare, un numero
di giri caratteristico pi elevato e pu gestire una portata d'acqua maggiore a parit di diametro. Queste
ultime due caratteristiche permettono di ridurre le dimensioni dell'alternatore e i costi di installazione. Pu
raggiungere rendimenti intorno all'87%. Questo tipo di turbine pu essere utilizzato sia in impianti di grandi
dimensioni che nel piccolo idroelettrico. La gamma dei dislivelli entro la quale opera la Turgo si pone in una
fascia dove il campo di applicazione delle turbine Francis e delle Pelton si sovrappone. Nelle Turgo, in quanto
turbine ad azione, l'energia potenziale dell'acqua viene convertita in energia cinetica nell'ugello (peraltro
simile a quello utilizzato nelle turbine a vapore di tipo Curtis).

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La seconda rivoluzione industriale

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Impatto sociale
La rivoluzione industriale innesc diverse dinamiche socio-economiche che, combinatesi fra loro,
provocarono nelle aree coinvolte un rapido e considerevole accrescimento della popolazione. L'innalzamento
delle rese agricole, che consentirono un notevole incremento nella disponibilit delle risorse, i progressi nel
campo igienico e sanitario, che abbatterono i tassi di mortalit e innalzarono l'et media della popolazione,
l'estinzione o comunque la riduzione delle ricorrenti calamit che da secoli colpivano le aree pi popolate,
come peste, colera, carestie di varia natura, sono tutti fattori che congiuntamente condussero nel giro di
alcuni decenni ad un incremento esponenziale della popolazione.
Complessivamente, negli ultimi due secoli, a partire quindi dall'inizio della rivoluzione industriale, la
popolazione europea cresciuta di quasi quattro volte, la speranza di vita passata da valori compresi tra i
25 e i 35 anni a valori che superano i 75 anni, il numero di figli per donna scesi da 5 a meno di 2 e natalit e
mortalit scesi da valori compresi tra il 30 e il 40 per mille a valori prossimi al 10.
L'esplosione delle dinamiche demografiche a sua volta costituir, specie nell'epoca della seconda rivoluzione
industriale un fattore di sviluppo della economia, spingendo sempre pi verso varie forme di consumismo,
ma provocando anche nuovi problemi sociali e politici, legati all'inurbamento disordinato dei grandi centri,
alla distribuzione delle risorse, ai fenomeni migratori.

Impatto sociale dell'industrializzazione


La rivoluzione industriale comport un generale stravolgimento delle strutture sociali dell'epoca, attraverso
una impressionante accelerazione di mutamenti che port nel giro di pochi decenni alla trasformazione
radicale delle abitudini di vita, dei rapporti fra le classi sociali, e anche dell'aspetto delle citt, soprattutto le
pi grandi.
Fu infatti prevalentemente nei centri urbani, specie se industriali, che si avvertirono maggiormente i
mutamenti sociali, con la repentina crescita di grandi sobborghi a ridosso delle citt, nei quali si ammassava
il sottoproletariato che dalle campagne cercava lavoro nelle fabbriche cittadine. Si trattava per lo pi di
quartieri malsani e malfamati, in cui le condizioni di vita per decenni rimasero spesso al limite della vivibilit.
La rivoluzione industriale provoc complessivamente un impressionante aumento della ricchezza, che and
principalmente a favore delle classi alte, anzitutto della borghesia capitalistica. Gli operai dal canto loro
ricevevano bassi salari, e le donne e i bambini - impiegati su vasta scala - retribuzioni ancora inferiori; i
lavoratori in generale non potevano fare affidamento su un impiego stabile poich ogni fase sfavorevole del
ciclo produttivo causava ondate di disoccupazione senza che essi potessero contare su alcuna forma di
protezione sociale. Gli orari di lavoro erano mediamente da 13 a 15 ore giornaliere. I ragazzi con pi di 6
anni erano impiegati in larga misura in fabbrica; e con essi persino bambini di 5 o addirittura di 4 anni
In Inghilterra sorsero interi quartieri di "case popolari" o "slums" che ospitavano pi di una famiglia in
condizioni igienico-sanitarie generalmente pessime, basti pensare che una persona su due moriva per
intossicazione da materiali di costruzione.
Una simile situazione, sia pure con diverse varianti e aspetti peculiari a seconda dell'epoca e dei Paesi
industriali, si protratta fino a tempi pi recenti, e ha dato spunto per una vasta letteratura, politica,
sociologica, ma anche narrativa. In Francia, ad esempio, fu mile Zola a denunciare attraverso i suoi romanzi

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le miserevoli condizioni delle classi pi umili nella Parigi dell'epoca, o ad esempio dei minatori, nel romanzo
"Germinal". Prima ancora, in Gran Bretagna, Charles Dickens aveva pi volte ritratto nei suoi romanzi una
umanit disperata e incattivita dagli spietati meccanismi produttivi imposti dalla rivoluzione industriale.
Nel verismo italiano assente la realt industriale, in quanto il Meridione si poggiava essenzialmente su un
sistema agricolo, sostituita dalla presenza di tanti personaggi di contadini oppressi e affamati dal monopolio
della nobilt rurale: Nedda, la ragazza protagonista della breve novella considerata uno dei massimi
capolavori di Giovanni Verga, un personaggio simbolo del disagio del Sud.
In campo politico-filosofico indubbio che siano state le condizioni umane e sociali delle masse operaie
dell'epoca ad aver stimolato le opere di Karl Marx e Friedrich Engels, che avranno nel secolo successivo una
fondamentale importanza nel panorama politico mondiale.
Nonostante gli effetti spesso negativi sul proletariato urbano, dovuti alle iniziali condizioni di sfruttamento
economico e di urbanizzazione incontrollata, la rivoluzione industriale a lungo andare ha permesso
comunque di elevare le condizioni di benessere di una sempre pi vasta percentuale della popolazione,
conducendo gi dalla fine del XIX secolo ad un generale miglioramento delle condizioni sanitarie (non
casuale che dalla rivoluzione industriale in poi l'Europa non abbia pi conosciuto l'incubo della peste e delle
carestie di tipo agricolo), un sensibile prolungamento della vita media degli individui, un estendersi della
alfabetizzazione, la disponibilit per un maggior numero di persone di beni e servizi che in altre epoche
erano totalmente preclusi alle classi pi povere. Un problema sul quale si incentrato l'interesse degli
studiosi l'esatta connessione tra mutamento economico ed espansione demografica. In particolare, si tratta
di stabilire se la crescita demografica abbia favorito la rivoluzione industriale e in che misura l'aumento della
popolazione fosse il risultato di sviluppi economici precedenti. Alla met del XVIII secolo si verific una
transizione demografica: la crescita della popolazione registr una netta accelerazione, dopodich continu a
ritmo sostenuto. I tassi di crescita raggiunsero i livelli pi alti nella prima decade dell'Ottocento, in cui per la
prima volta l'espansione demografica non fu accompagnata da un aumento dei prezzi alimentari.
L'espansione demografica va considerata un fenomeno strettamente legato alla rivoluzione industriale, come
sua causa o effetto o entrambe le cose.
Gli studi di Wrigley e Schofield hanno dimostrato che negli anni quaranta del Settecento ebbe inizio una
crescita demografica accelerata, e che i livelli di fecondit contribuirono all'espansione demografica in misura
assai maggiore dell'aumento delle aspettative di vita. Tra il 1680 e il 1810 l'aspettativa media di vita alla
nascita pass da 32,4 anni a 38,7, e tale progresso si verific per la maggior parte a partire dal 1730.
Tuttavia l'et media al matrimonio si abbass da 26 a 23 anni, e la percentuale di donne nubili scese dal
15% al 7,5% circa. Furono questi a quanto sembra i principali fattori che determinarono l'incremento dei
tassi di natalit verificatosi nel XVIII secolo, con un aumento delle nascite illegittime che contribu alla
dinamica della fecondit. Se al principio del secolo i figli nati al di fuori del matrimonio rappresentavano il
2% delle nascite totali, alla fine del Settecento tale percentuale era salita al 6%. Al principio del secolo i figli
illegittimi rappresentavano meno dell'1% di tutte le nascite primogenite. Nel 1800 la met delle nascite
primogenite avveniva al di fuori del matrimonio (di queste un quarto erano nascite illegittime, e un quarto
concepimenti prenuziali). In che modo l'abbassamento dell'et al matrimonio e l'aumento dei tassi di
nuzialit erano collegati al mutamento economico? Alcuni autori hanno sostenuto che l'abbassamento
dell'et alle nozze fu favorito dal declino del lavoro a servizio e dell'apprendistato che avevano determinato
una nuzialit tardiva, e dalla protoindustrializzazione che rese il matrimonio pi precoce e universale.
L'impatto della migrazione della popolazione soprattutto giovanile potrebbe inoltre aver creato un mercato
matrimoniale particolarmente attivo nei centri urbani. Secondo Wrigley e Schofield i tassi di nuzialit erano
determinati da un ben radicato sistema di controllo preventivo: la diminuzione dei livelli di reddito induceva a
ritardare il matrimonio. I due autori, tuttavia, non sono in grado di dimostrare una connessione statistica tra
salari reali e nuzialit senza introdurre un intervallo di 30 anni nelle serie relative ai tassi di nuzialit. Essi,
inoltre, non considerano le differenze di motivazione tra i due sessi nelle decisioni matrimoniali, distinzione
che invece si rivela importante soprattutto se si considera che per le donne il matrimonio rappresentava
spesso l'unica alternativa alla miseria in tempi di ristrettezze economiche. Nel periodo della rivoluzione
industriale classica i livelli salariali sembrano aver influito in misura minore, se non del tutto marginale,
sull'et al matrimonio o sui tassi di natalit. Il comportamento demografico fu influenzato in misura ben pi

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La seconda rivoluzione industriale


significativa dal processo di proletarizzazione - sia nelle regioni agricole sia in quelle proto industriali -, che
favor un maggior individualismo nelle decisioni matrimoniali e determin flussi migratori i quali stimolarono
spesso il mercato matrimoniale. Secondo Seccombe il XVIII secolo e il periodo della rivoluzione industriale
furono caratterizzati da almeno tre diversi modelli di formazione della famiglia - contadino, proto industriale
e proletario - variamente combinati nel tempo e nello spazio a seconda della fase di sviluppo economico e
dei rapporti sociali ad essa associati.
Le pressioni economiche determinavano modelli nuziali differenti nei diversi gruppi sociali, e le decisioni
relative al matrimonio e alla famiglia di uomini e donne a loro volta influenzarono il cambiamento economico.
Levine ha avanzato l'ipotesi che le diverse classi sociali e i diversi gruppi occupazionali interpretassero in
modi differenti lo stesso patrimonio culturale e lo stesso sistema demografico ispirato a criteri prudenziali.
Proprio perch le interpretazioni dei contadini e dei proletari erano profondamente diverse, pot verificarsi
un radicale cambiamento dei comportamenti demografici senza che intervenisse un cambiamento nel regime
demografico, ma semplicemente a seguito di una ristrutturazione della forza lavoro. Mentre una popolazione
contadina aveva impiegato due secoli per raddoppiare, una popolazione proletaria fu in grado di raggiungere
lo stesso risultato in un quarto del tempo. In quest'epoca si registr anche un aumento delle aspettative di
vita. Un progresso in questo senso sembra si fosse verificato gi negli anni trenta del Settecento,
probabilmente dovuto a un declino delle malattie epidemiche e/o a un innalzamento degli standard di vita
consentito da una migliore nutrizione e dalla diminuzione dei prezzi alimentari. Ci ebbe delle ripercussioni
sui regimi di fertilit, in quanto determin una maggiore durata dei matrimoni e un declino della mortalit
infantile.
Le aspettative di vita continuarono a crescere nel corso del XVIII secolo, probabilmente grazie a una
migliore distribuzione e all'incremento delle vendite di generi alimentari e di carbone per uso domestico,
nonch alla maggiore disponibilit di tessuti lavabili e di sapone a buon mercato; il vaccino contro il vaiolo
ebbe anch'esso un ruolo importante. Nel loro studio sull'espansione demografica Wrigley e Schofield danno
alla mortalit un rilievo molto inferiore rispetto alla fertilit, ma ci potrebbe essere un errore. In primo luogo
l'aumento delle aspettative di vita dovrebbe essere considerato uno dei principali fattori che incise sui livelli
di fecondit; in secondo luogo occorre tener conto che alla fine del XVIII secolo si verific una
redistribuzione demografica in favore dei centri urbani (che avevano tassi di mortalit assai pi elevati
rispetto alle campagne). Il fatto che in queste circostanze le aspettative di vita aumentassero sensibilmente
a livello nazionale indica che durante la rivoluzione industriale vi fu una netta diminuzione della mortalit sia
nelle campagne che nelle citt. L'espansione demografica ebbe senza dubbio un ruolo importante nella
crescita economica, in quanto contribu all'offerta di manodopera a basso costo per l'industria e ad ampliare
il mercato interno dei beni e dei servizi.
Tuttavia potrebbe anche aver ritardato la crescita, ostacolando l'introduzione di tecnologie mirate a
risparmiare lavoro e l'accumulazione di capitale, che contrastava con i bisogni di una popolazione in
espansione. Il dibattito ancora aperto, ma attualmente l'opinione dominante che l'espansione
demografica ebbe conseguenze sostanzialmente negative per l'economia, determinando un aumento del
pauperismo, degli interventi assistenziali e dei prezzi alimentari.
Tranne che per i generi di prima necessit, la domanda interna ne risult scarsamente influenzata. Le
regioni in cui ebbe luogo l'industrializzazione spesso erano distanti dalle principali zone di disoccupazione, e
solo in rari casi l'afflusso di manodopera verso aree e settori in cui vi era domanda di forza lavoro si verific
senza problemi. Probabilmente l'economia in via di industrializzazione riusc appena a evitare una crisi
malthusiana di mortalit. Le numerose e importantissime novit tecnologiche hanno avuto un ruolo decisivo
in tal senso. L'avvento, concentrato in pochi decenni, di grandi scoperte in campo scientifico e medico, e di
invenzioni come la macchina industriale a vapore, la ferrovia, l'energia elettrica, l'illuminazione a gas e quella
elettrica, il telegrafo, la dinamite, e nella seconda fase della rivoluzione, il telefono e l'automobile, ha
rapidamente trasformato la vita della popolazione e coinvolto l'intero quadro sociale dei paesi industrializzati,
modificando alla radice secolari abitudini di vita e contribuendo ad un rapidissimo cambio di mentalit e di
aspettative degli individui.

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La seconda rivoluzione industriale


La rivoluzione industriale dar l'avvio anche a un lento processo di emancipazione femminile, generato in
prima battuta dall'ingresso nel mondo del lavoro delle donne, che in gran numero cominciano ad essere
impegnate inizialmente come operaie nelle fabbriche e, a partire dall'epoca della seconda rivoluzione
industriale, anche in ruoli impiegatizi e di concetto.
Anche i rapporti fra le classi sociali furono profondamente modificati: l'aristocrazia, gi messa in crisi dalla
Rivoluzione francese, perse definitivamente, con la Rivoluzione industriale, il suo primato, a favore della
borghesia produttiva. Parallelamente si form per la prima volta una vasta classe, che sar definita da Karl
Marx "classe operaia" che solo a distanza di decenni, lentamente e faticosamente, riuscir a conquistare un
suo peso sociale e politico nella vita dei paesi industrializzati. Da parte di alcune classi di lavoratori le
innovazioni vennero viste come un concorrente alle loro specializzazioni, al quale si opposero con la nascita
del luddismo verso il 1811, proponendosi di distruggere le macchine con la violenza.

Mutamento delle citt


Un altro, importante aspetto del mutamento economico associato alla rivoluzione industriale e all'espansione
demografica fu la rapida urbanizzazione. Tra il 1600 e il 1800 l'ammontare della popolazione residente nei
centri urbani quadruplic in Inghilterra, mentre nel resto dell'Europa nordoccidentale non si ebbero
mutamenti di rilievo. Nel XVIII secolo dunque l'Inghilterra era il paese con la pi alta percentuale di
popolazione urbana d'Europa (fatta eccezione per l'Olanda) e con la maggiore quota di popolazione rurale
non agricola (che costituiva ben oltre il 30% nella seconda met del secolo, mentre la popolazione urbana
ammontava al 25% ed era in rapida crescita. In Francia le percentuali corrispondenti erano rispettivamente il
30% e l'11%). Tra il 1801 e il 1911 la quota della popolazione urbana in Inghilterra e nel Galles sal da un
terzo ai quattro quinti della popolazione complessiva. Dati i tassi estremamente elevati di espansione
demografica, ci significava un enorme incremento dei residenti urbani, che passarono da 3,5 a 32 milioni.
Nel 1845 la popolazione residente in citt nell'Inghilterra e nel Galles costituiva la maggioranza della
popolazione. Questa alta concentrazione demografica nelle citt costitu una caratteristica distintiva
dell'industrializzazione in Inghilterra, distinguendola dall'esperienza dell'Europa continentale. L'urbanesimo
ebbe un impatto significativo sulla storia sociale del periodo e influenz il corso della stessa crescita
economica.
La crescita urbana nel XVIII secolo fu accompagnata da importanti cambiamenti nei rapporti gerarchici tra le
dimensioni delle citt, dovuti alla rapida espansione dei centri commerciali e delle citt portuali. Nella prima
met del XIX secolo un'estensione dei centri urbani del 30% nel giro di dieci anni costituiva un fenomeno
tutt'altro che infrequente, e in alcuni decenni alcune citt sperimentarono una crescita superiore al 60%. Ci
cre enormi problemi sociali, in quanto all'espansione delle citt non corrispose un adeguato sviluppo delle
infrastrutture urbane e dei servizi sociali, e la massa dei nuovi immigrati era perlopi priva di tradizioni
urbane. La crescita avvenne senza alcuna regolamentazione da parte del governo, e sino al 1875 non venne
esercitata alcuna pressione sulle autorit affinch fissassero degli standard per l'edilizia abitativa o
prendessero provvedimenti per migliorare le condizioni igienico-sanitarie.
Lo scarso sviluppo e i costi elevati dei mezzi di trasporto, la proliferazione di occupazioni occasionali e i
problemi di approvvigionamento aggravarono le condizioni della popolazione urbana, e la terra sottratta
all'edilizia urbana per la costruzione delle linee ferroviarie in un primo tempo contribu al problema del
sovraffollamento nei centri delle citt.
L'impatto sociale dell'urbanizzazione fu immenso. La povert, la disoccupazione e gli alti tassi di criminalit
nelle citt acuirono le paure del ceto medio accrescendone la diffidenza nei confronti degli strati inferiori,
considerati socialmente pericolosi. Le differenze di classe furono accentuate dalla segregazione sociale dei
quartieri e dall'esperienza di diversi tassi di morbilit e di mortalit. Non meno sentiti dei conflitti di classe
erano quelli etnici, ulteriormente acuiti dalle ricorrenti crisi recessive nelle citt e dalla crescente
competizione per il lavoro tra operai delle fabbriche e lavoranti a domicilio, immigrati e locali, irlandesi e
inglesi, uomini e donne. Secondo un'opinione corrente l'immigrazione urbana spezzava i legami della famiglia
estesa contribuendo al crescente isolamento della famiglia nucleare. Tuttavia la maggior parte degli
spostamenti della popolazione era a breve raggio o avveniva in modo graduale, e la famiglia ebbe un

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La seconda rivoluzione industriale


importante ruolo di sostegno nell'immigrazione. Le famiglie e i gruppi familiari spesso si reinsediavano
rapidamente nelle citt, e le donne sposate che lavoravano potevano affidare la cura dei figli ai nonni o ad
altri parenti coresidenti. Le citt ebbero inoltre un importante ruolo economico nella rivoluzione industriale.
Gi nella fase della proto-industrializzazione la lavorazione dei prodotti finiti, la vendita e le operazioni
bancarie e finanziarie erano concentrate nelle citt.
Quando il vapore cominci a sostituire l'energia idrica, i centri urbani divennero ancora una volta le
principali sedi della manifattura, specialmente quelli delle aree carbonifere, mentre le citt portuali con le
loro infrastrutture commerciali e finanziarie fornirono i mezzi necessari per attuare la rapida espansione del
commercio d'oltremare e la fondazione di imperi coloniali. La domanda di generi alimentari e di materie
prime nelle aree urbane influ in misura significativa sulla specializzazione agricola. Nelle aree attorno ai
centri abitati si svilupparono l'orticoltura, l'allevamento dei polli e l'industria casearia, ma vi fu anche una
specializzazione a livello regionale: cos ad esempio il bestiame allevato e posto all'ingrasso in Scozia veniva
inviato a Londra, che importava altres dall'Irlanda sego e carne di manzo.
Le citt furono anche importanti centri per lo sviluppo dei consumi voluttuari e di nuove tecniche di vendita
al pubblico basate sull'esposizione e sulla reclamizzazione delle merci. Infine, l'elevata mortalit nei centri
urbani potrebbe aver avuto un influsso positivo sulla crescita economica, evitando un incremento
eccessivamente rapido della popolazione. Con la sua popolazione di mezzo milione di abitanti nel 1700, e di
quasi un milione nel 1800, Londra rappresentava la pi grande citt europea. Un decimo della popolazione
dell'Inghilterra e del Galles era concentrato nella capitale, e si calcola che un sesto della popolazione avesse
contatti diretti e regolari con Londra, attraverso il commercio, l'educazione, la vita sociale o i viaggi. La
capitale era un centro di informazioni commerciali e di consumi voluttuari che influenzavano la moda e il
gusto di tutto il paese. La domanda del mercato londinese cre inoltre una specializzazione regionale nella
produzione di merci nel settore sia agricolo che industriale. Il flusso commerciale verso la capitale contribu
in misura notevole allo sviluppo del terziario - in particolare il settore dei trasporti interregionali e i servizi
finanziari. Londra era anche il centro della finanza e del commercio internazionali oltrech la sede del
governo, e aveva quindi tutto il potere e i privilegi, nonch l'aspetto e la cultura cosmopoliti connessi a
questi ruoli. Una citt di tali dimensioni in un paese relativamente piccolo non poteva che esercitare
un'influenza significativa sull'intera economia e sulla natura e sul dinamismo della rivoluzione industriale.
Nel 1815, nei primi anni della seconda rivoluzione industriale lunica citt con pi di un milione di abitanti era
Londra che aveva gi vissuto la prima rivoluzione industriale; seguivano tre citt con circa 500.000 abitanti:
Parigi, Napoli e Istanbul. Con lindustrializzazione laspetto della citt cambia notevolmente: vengono
abbattute le mura per far spazio alla nuova borghesia industriale ma soprattutto alle fabbriche e a tutte
quelle persone che si trasferiscono dalla campagna alla citt come lavoratori nelle fabbriche; poi con
linvenzione della locomozione a vapore la ferrovia diventa un'infrastruttura fondamentale. Gli elementi che
favorivano lindustrializzazione erano la presenza di rotte commerciali, di materie prime e di legislazioni
favorevoli. Per questo motivo non erano sempre le grandi citt di un tempo che poi si trasformavano in citt
industriali, ma a volte si valorizzavano dei paesi rurali che anche se non grandi favorivano lo sviluppo. In
Inghilterra gli esempi sono Manchester, Birmingham e Leeds, che sono passati da piccole cittadine a grandi
agglomerati urbani.

Struttura delle citt industriali


La citt industriale ha pi o meno una struttura corrente formata da:

centro: composto da centro storico, la parte pi antica della citt e che un tempo stava dentro le
mura ora demolite, e case borghesi, create con larrivo della borghesia capitalista, ovvero i quartieri
residenziali, e uffici e negozi;
periferia, assai pi ampia del centro, composta da fabbriche e case popolari, nei quartieri popolari;

Cerano molte differenze tra centro e periferia; se nei quartieri residenziali comincia a nascere
un'architettura, lurbanistica, che cerca di dare una pianta precisa alla citt e un aspetto esteticamente bello,

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La seconda rivoluzione industriale


nella periferia le case sorgono tutte ammassate, di solito case a schiera, piccole e troppo vicino alla
fabbriche: il principio di costruzione non era la funzionalit, ma piuttosto leconomia degli spazi e del denaro,
e non ci si occupava di dare dei servizi obbligatori come le fognature e l'acqua correnti.

La nascita dell'Urbanistica
Con la nascita dell'Urbanistica, specie nel periodo della seconda rivoluzione industriale si iniziano anche delle
operazioni di riammodernamento dei centri urbani. Negli ultimi decenni del XIX secolo le amministrazioni
delle grandi citt iniziarono infatti a pianificare interventi di ristrutturazione urbanistica su larga scala, come
ad esempio la grande trasformazione operata a Parigi durante il Secondo Impero, che prevedevano talvolta
anche l'abbattimento di interi quartieri fra i pi vecchi e fatiscenti, per far posto a zone ricostruite secondo
schemi urbanistici pi razionali, rispondenti a canoni pi moderni e funzionali. Fu proprio per la necessit di
mettere ordine e poter controllare queste enormi caotiche aree urbane che si inizi in tutti i paesi
industrializzati ad introdurre sistematicamente i numeri civici nelle abitazioni e a regolamentare in modo pi
rigoroso lo sviluppo delle reti stradali, fognarie e dei servizi pubblici in generale.

La rivoluzione dei trasporti


George Stephenson, riusc a costruire la locomotiva a vapore. Altro fattore scatenante della rivoluzione
industriale fu quello della rivoluzione dei trasporti. Il sistema stradale in Francia fu ampliato a partire dal
1738 e nel 1780 contava gi oltre 25.000 chilometri di strade costruite. Questo dimezz i tempi di
percorrenza, e facilit quindi anche i trasporti, importanti per l'approvvigionamento dei minerali e del carbonfossile.
Una soluzione analoga fu trovata anche per l'Inghilterra che per, al posto di costruire strade, costru canali
per la navigazione. Il primo canale inglese fu finito nel 1761 e, quarant'anni dopo, la rete dei canali era pari
a 1000 chilometri. Le strade delle citt furono dotate di una fitta rete di binari percorsi da tram a cavalli.
Un'altra innovazione chiave fu la nascita della Ferrovia pi quella della Macchina a Vapore gi trattata in
precedenza.

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La seconda rivoluzione industriale

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Realismo, naturalismo e verismo

(cenni storici)

In letteratura, il Realismo la rappresentazione di situazioni, ambienti, epoche su carta in modo tale da


renderli reali a chi legge, e da favorire l'individuazione da parte del lettore di contesti reali. Il realismo
stilisticamente in stretto rapporto col naturalismo e col verismo, al punto che spesso difficile distinguere il
carattere di un autore realista da uno verista e da uno naturalista. Fra i maggiori esponenti veristi si
ricordano Giovanni Verga e Luigi Capuana.

La Poetica di Aristotele
Il realismo trova le sue radici nella Poetica di Aristotele, dove secondo le sue teorie i generi letterari pi vicini
alla perfezione sono quelli che non rappresentano la realt ma la realt come dovrebbe essere, dove gli
esseri umani sono tratteggiati al meglio delle loro possibilit, come nel poema epico e la tragedia.

Dal Medioevo al Novecento


Dopo l' interpretazione allegorica del Medioevo e il romanzo, nuovo genere nato nel 1700, si osserva che nel
1800 l'elemento della realt viene utilizzato in opposizione alla mitologia. La poetica del naturalismo pone il
realismo come finalit unica del lavoro artistico, specialmente del romanzo e del lavoro teatrale. Nel XX
secolo con Henry James si pensa al realismo letterario come un semplice effetto stilistico, artificio estremo
simile a finzioni. Il formalismo russo e lo strutturalismo hanno tali basi.
Il Naturalismo una corrente letteraria che nasce in Francia alla fine dell'Ottocento come applicazione
diretta del pensiero positivista e che si propone di descrivere la realt psicologica e sociale con gli stessi
metodi usati nelle scienze naturali. Esso riflette in letteratura l'influenza della generale diffusione del
pensiero scientifico, che basa la conoscenza sull'osservazione, sulla sperimentazione e sulla verifica. Lo
scrittore deve realizzare la realt nel modo pi oggettivo ed impersonale possibile, lasciando alle cose e ai
fatti stessi narrati e descritti il compito di denunciare lo stato della situazione sociale, evidenziare il degrado
e le ingiustizie della societ. Gli scrittori naturalisti adottano in genere un narratore onnisciente, che sa tutto
dei personaggi e che racconta la storia in terza persona. A Taine risale la classificazione dei tre fattori che lo
scrittore naturalista deve considerare raccontando una vicenda e rappresentando i suoi personaggi:
l'ereditariet, l'ambiente sociale e l'epoca storica (Determinismo). I principali due scrittori del naturalismo
sono mile Zola che rappresenta nelle sue opere il proletariato industriale e Guy de Maupassant che scrive
novelle i cui protagonisti sono contadini, modesti impiegati, donne di piacere e militari.

I fondamenti teorici del naturalismo


Il naturalismo si opponeva all'ideologia spiritualistica del periodo romantico per basarsi sulle premesse
deterministiche che stavano alla base della filosofia positivista e l'attenzione dei naturalisti veniva posta su
quell'aspetto meccanicistico della societ che sovrastava l'uomo degradandolo e causandogli ogni male. Il
critico e storico positivista Hippolyte Taine considerato il primo teorico del naturalismo sia per l'uso del
termine stesso, che venne da lui usato in un saggio dedicato a Honor de Balzac e pubblicato sul "Journal de
dbats" nell'anno 1858, sia per aver affermato il concetto che anche in letteratura sia possibile trattare la
realt e pertanto la psicologia umana con la medesima rigorosit utilizzata dal metodo scientifico.

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La seconda rivoluzione industriale


L'uomo, sosteneva Taine, il risultato di tre elementi, "race, milieu, moment", che corrispondono al fattore
ereditario, all'ambiente sociale, al momento storico che "lo determinano nei suoi tratti psicologici e ne

generano il comportamento, sicch anche la virt e il vizio non sono che corpi compositi, scindibili, come lo
zucchero e il vetriolo, negli elementi semplici che li costituiscono" .

Honor de Balzac
Precursore del naturalismo francese viene considerato lo scrittore Honor de Balzac che nel 1842, gi nella
prefazione al suo ciclo narrativo "La Comdie humaine", nello stabilire i canoni delle future tendenze realiste,
aveva scritto che "... il romanziere deve ispirarsi alla vita contemporanea, studiando l'uomo quale appare

nella societ e aveva rappresentato la societ capitalistica, con un nuovo interesse per il fattore economico,
di cui aveva messo in rilievo l'importanza predominante nei rapporti fra gli uomini, tenendosi vicino anche
nel linguaggio e nello stile alla realt del mondo rappresentato" . Pertanto, aggiunge il Pazzaglia,
"Procedendo su questa linea e rafforzandola con le idee positivistiche, il Naturalismo si era proposto uno
studio scientifico della societ e della psicologia dell'uomo, rigettando ogni idealismo e studiando di
preferenza i ceti pi umili, che, per le loro reazioni psicologiche elementari, meglio sembravano prestarsi a
un'analisi scientifica oggettiva".

Gustave Flaubert
Lo scrittore che i naturalisti indicheranno come loro maestro sar Gustave Flaubert, autore di Madame
Bovary (1857), per la sua teoria dell'impersonalit che fa largo uso del "discorso indiretto libero".
Flaubert aveva, con i suoi romanzi, impresso una svolta radicale alla tradizione del realismo romantico. Nel
1857, a proposito della sua teoria dell'impersonalit, scriver: "L'artista deve essere nella sua opera come

Dio nella creazione, invisibile e onnipotente, s che lo si senta ovunque, ma non lo si veda mai. E poi l'Arte
deve innalzarsi al di sopra dei sentimenti personali e delle suscettibilit nervose. ormai tempo di darle,
mediante un metodo implacabile, la precisione delle scienze fisiche". Flaubert porta in letteratura un
sarcasmo che investe tutte le strutture tradizionali della societ perbenista e ipocrita.

mile Zola
Al metodo di Flaubert si rif la scuola naturalistica di mile Zola che, come scrive De Sanctis, "L'artista di

questa scuola. lui, che, pur combattendo ogni tendenza convenzionale dell'arte, e atteggiandosi a
novatore, ripiglia le tradizioni, e non distrugge, ma compie il romanzo psicologico e storico assorbendolo e
realizzandolo ancor pi nel suo romanzo fisiologico... il suo romanzo dunque uno studio pi acuto e pi
compiuto dell'uomo, a base fisiologica".

Se la critica tradizionale aveva fatto una precisa distinzione tra Zola come romanziere e Zola come
teorizzatore, oggi gli studiosi, nel rivalutare il lavoro critico e teorico dello scrittore hanno saputo dimostrare
che fra la parte programmatica e quella artistica vi una forte connessione.
Nel saggio su Il romanzo sperimentale ("Le roman exprimental") che raccoglie gli scritti teorici di Zola
pubblicato nel 1880 e che viene considerato l'unico Manifesto del Naturalismo, egli definisce il romanzo "una

conseguenza dell'evoluzione scientifica del secolo; esso , in una parola, la letteratura della nostra et
scientifica, come la letteratura classica e romantica corrispondeva a un'et di scolastica e di teologia" e
aggiunge che "Il romanziere muove alla ricerca di una verit... innegabile che il romanzo naturalista, quale
ora lo intendiamo, sia un vero e proprio esperimento che il romanziere compie sull'uomo, con l'aiuto
dell'osservatore".

I fratelli Goncourt

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La seconda rivoluzione industriale


Tra gli esponenti del naturalismo vanno considerati i fratelli Edmond de Goncourt e Jules de Goncourt autori
del romanzo Le due vite di Germinie Lacerteux pubblicato nel 1865 che si ispirava ad una vicenda vissuta e
che venne classificato come il primo esempio di romanzo-documento e di romanzo vero. Nella prefazione alla
prima edizione gli autori, rivolgendosi ad un ipotetico pubblico abituato ai romanzi falsi, scrivono "... questo

un romanzo vero... Ed ora questo libro venga pure calunniato: poco importa. Oggi che il Romanzo si
allarga e ingrandisce, e comincia ad essere la grande forma seria, appassionata, viva, dello studio letterario
e della ricerca sociale, oggi che esso diventa, attraverso l'analisi e la ricerca psicologica, la Storia morale
contemporanea, oggi che il Romanzo s' imposto gli studi e i compiti della scienza, pu rivendicarne la
libert e l'indipendenza. Ricerchi dunque l'Arte e la Verit; mostri miserie tali da imprimersi nella memoria
dei benestanti di Parigi; faccia vedere alla gente della buona societ... la sofferenza umana, presente e
viva".

La poetica naturalista
La poetica naturalistica deriva dalla concezione deterministica della vita e dell'uomo e il romanzo non altro
che una piccola parte di vita analizzata con il metodo delle scienze sia naturali che sociologiche. I principi
della teoria del romanzo sperimentale furono comunque fissati da mile Zola in due punti fondamentali
secondo i quali lo scrittore:

deve osservare la realt, e non inventarla, per poi riprodurla oggettivamente;


deve utilizzare una scrittura che risulti essere un documento oggettivo dal quale non deve trasparire
nessun intervento soggettivo dell'autore.

I temi della narrativa naturalista


I temi preferiti della narrativa naturalista furono anti-idealistici e anti-romantici, in modo che la narrazione
portasse con s una forte carica di denuncia sociale che doveva risultare dalla descrizione scientifica ed
obiettiva dei fatti. Tra i temi principali vi erano dunque:

la vita quotidiana con le sue banalit, le sue meschinit e le sue ipocrisie;


le passioni morbose che dovevano rasentare il limite della patologia psichiatrica, come la follia e il
crimine;
le condizioni di vita delle classi subalterne, soprattutto del proletariato urbano che, con la sua
miseria (prostituzione, alcolismo, delinquenza minorile) potesse dare un chiaro esempio di patologia
sociale.

Verismo
Il verismo una corrente letteraria nata all'incirca fra il 1875 e il 1895 ad opera di un gruppo di scrittori per lo pi narratori e commediografi - che non costituirono una vera e propria "scuola" ma era comunque
fondato su precisi principi. Il Verismo nasce sotto influenza del clima positivista, quell'assoluta fiducia nella
scienza, nel metodo sperimentale e negli strumenti infallibili della ricerca che si sviluppa e prospera dal 1830
fino alla fine del XIX secolo. Inoltre, il Verismo si ispira in maniera evidente al Naturalismo, un movimento
letterario diffuso in Francia a met ottocento. Per gli scrittori naturalisti (come mile Zola, Guy de
Maupassant) la letteratura deve fotografare oggettivamente la realt sociale e umana, rappresentandone
rigorosamente le classi, comprese quelle pi umili, in ogni aspetto anche sgradevole; gli autori devono
comportarsi come gli scienziati analizzando gli aspetti concreti della vita.
Si sviluppa a Milano, la citt dalla vita culturale pi feconda, in cui si raccolgono intellettuali di regioni
diverse; le opere veriste per rappresentano soprattutto le realt sociali dell'Italia centrale, meridionale e
insulare. Cos la Sicilia descritta nelle opere di Giovanni Verga, di Luigi Capuana e di Federico de Roberto;

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La seconda rivoluzione industriale


Napoli in quelle di Matilde Serao e di Salvatore di Giacomo; la Sardegna nelle opere di Grazia Deledda; Roma
nelle poesie di Cesare Pascarella; la Toscana nelle novelle di Renato Fucini.
Il primo autore italiano a teorizzare il verismo fu Luigi Capuana, il quale teorizz la "poesia del vero"; cosi
Verga, che dapprima era collocabile nella corrente letteraria tardoromantica (era stato soprannominato il
poeta delle duchesse e aveva un successo notevole) intraprese la strada del verismo con la raccolta di
novelle Vita dei campi e Novelle rusticane e infine col primo romanzo del Ciclo dei Vinti, I Malavoglia, nel
1881. In Verga e nei veristi, a differenza del naturalismo, convive comunque il desiderio di far conoscere al
lettore il proprio punto di vista sulla vicenda, pur non svelando opinioni personali nella scrittura.

Tecniche
La caratteristica del verismo rispetto ad altre tecniche narrative l'utilizzo del "principio dell'impersonalit",
tecnica che, come mostrato da Verga, consente all'autore di porsi in un'ottica di distacco nei confronti dei
personaggi e dell'intreccio del racconto. L'impersonalit narrativa propria di una narrazione distaccata,
rigorosamente in terza persona e, ovviamente, in chiave oggettiva, priva, cio, di commenti o intrusioni
d'autore che potrebbero, in qualche maniera, influenzare il pensiero che il lettore si crea a proposito di un
determinato personaggio o di una determinata situazione. Il verismo, come si vede in Verga, si interessa
molto delle questioni socio-culturali dell'epoca in cui vive e si sviluppa. In Giovanni Verga, per esempio,
ritroviamo in molte opere la questione della situazione meridionale, dei costumi e delle usanze, del modo di
vivere assai diverso rispetto a quelli del nord Italia.
Secondo Verga, non possibile che un personaggio di umili origini riesca in qualche modo, per quanto esso
valga, a riemergere da quella condizione in cui nato ("concetto dell'ostrica"). Non possibile che un povero
diventi ricco. In questo caso vi la consueta eccezione narrativa nella novella La roba, in cui il povero e
umile contadino Mazzar riesce a divenire ricco, grazie al suo impegno. Ma anche giunto a una condizione
relativamente benestante, o quanto meno comoda, il personaggio non potr mai vivere tranquillamente, non
potr mai integrarsi in quello che si definisce l'ambiente alto-borghese, proprio perch egli non vi appartiene
di nascita. Questo principio triste e sconsolante ha come soggetto narratori popolari, quasi sempre contadini
o artigiani, che spiegano a modo loro la vicenda, talvolta usando espressioni gergali.
Gli autori veristi, in particolare Verga, tendono ad usare un linguaggio non colto, che si caratterizza per
l'assenza di segni grammaticali, celebre anche l'artificio di regressione. da citare, da ultimo, il principio
della concatenazione e della concatenazione opposta; il primo consiste nel porre a poca distanza parole di
significato analogo, il secondo di mettere una parola e subito dopo il suo contrario. Si termina con la
ripetizione narrativa, la quale, come si capisce, privilegia le ripetizioni

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1
APPENDICE
Tesla's Induction Motor
The AC induction motor, the world's most common motor, was invented by the engineering genius, Nikola
Tesla, about 120 years ago. It was the first practical AC motor, and it helped AC power replace DC power.
How it worked was so hard to understand that it took almost a century before it was really understood. I
worked on induction motors for a few years starting in the late 1970's, and I played a role in helping to
figure out how it worked and how to better control it.

DC & AC power compete


The first electric lights and electric motors in the US were run on DC (direct current). Edison was a leader in
developing DC power. In 1882 his company built the first large DC power plant, Pearl Street Station, in lower
Manhattan. By 1887 there were 121 Edison DC power plants in the US.
There is another form of electricity called AC (alternating current). In 1886 George Westinghouse, who had
grown rich from his invention of the air brake, started Westinghouse Corp to compete with Edison in the
building of power plants, but Westinghouse was going to build AC power plants. Many of the early key AC
patents came from one man, an independent engineer recently arrived in the US from Serbia by way of
Paris, named Nikola Tesla. Westinghouse's AC technology was largely build on the ideas and patents he
purchased from Nikola Tesla.

DC distribution problem
Most of the early power plants generated DC, but DC has a huge problem. You cannot economically sent it
more than a mile or so from the plant. So those 121 DC power plants created just 121 little electric islands
each about 1 mile in radius. Here on a map of lower Manhattan is the area served by the Pearl Street Station
(courtesy of IEEE museum).
With any type of electricity the voltage seen by the customer is (slightly) lower than the voltage generated
at the plant. The voltage loss in the distribution wiring is due to Ohms Law, which is voltage (in wire) =
current (in wire) x resistance (of wire). The longer the wire the higher its resistance. Thicker wire has lower
resistance, but as it gets thicker it get more expensive and heavier.
The voltage drop in the wiring of the system must be kept to a few percent of the voltage, otherwise houses
near the plant will have a much higher voltage than houses far away. What's wrong with this? Well, a lot.
Lighting was the first major residential use of electricity. The brightness of incandescent bulbs is incredible
sensitive to voltage. Houses near the plant with high voltage would have bulbs too bright with a short
lifetime, while houses far from the plant with low voltage would have bulbs that are too dim.
An interesting aside on light bulbs --- Edison was not alone in working on the development of a
practical incandescent light bulb. Other inventors at about the same time had working prototype light bulbs
in their labs and were getting good lifetime. But Edison from the beginning recognized that it was not
enough for the bulb filament to last a long time while burning bright. It was also necessary for
the resistance of the filament to be high and controlled. (See 'More on incandescent light bulbs' below)

59

La seconda rivoluzione industriale


In the lab the resistance of a bulb's filament doesn't matter. If the filament of a 50 watt bulb has, say, 2
ohm resistance, then just apply 10 volts. The bulb will draw 5 A = 10 V/2 ohm and dissipate 50 watts (5 A x
10 V = 50 W). In contrast Edison only tested high resistance filaments for his light bulbs. He planned to
run them on about 100V, the highest voltage he considered safe, generated by a central power station. In a
100V system a 50 watt bulb needs to have a 200 ohm resistance so it will run at its designed 50 watt power.
{100V/200 ohm = 0.5A and 0.5A x 100V = 50 watts}. Low resistance filaments need so much current that
the voltage drops in the wiring between the central power plant and the house would be excessive.
Trivia --- Edison, who was a telegrapher, nicknamed his first two children dot and dash.

Nature of power
Power is the product of current & voltage (P = I x V). A 100 KW dynamo (size of Edison's 'Jumbo' dynamo)
can be designed to put out 1,000 A at 100V or 100 A at 1,000 V. In both cases the machine weighs the
same and requires the same amount of coal to run it. The difference is only in how the machine is wound.
The 1,000 V dynamo is wound with x10 the turns of the 100 V machine, but the wire is smaller with only
1/10th the cross sectional area, so the windings of both dynamos fit in the same volume and dissipate the
same heat.

Circumventing Ohm's Law


Let's see how far we can send the power from our two 100 KW dynamos. Edison considered voltages above
100 V too dangerous for users so his 100 KW dynamo was wound for 100V at 1,000 A. We know the
practical limit of his 100 V systems was about 1 mile.
Let's assume for the moment we had an efficient 'magic box' that could down-convert 1,000 V (@ n A) to
100 V (@ 10n A). We could then distribute our power at 1,000 V and put our magic box near the customer
to give him a safe 100 V. To keep things simple, suppose the distribution system for our 1,000 V dynamo
uses the same wire as the 100 V dynamo. How far can we send the power at 1,000 V? Can we send the
power 10 miles, or 10 times as far? No, surprisingly we can send the power 100 miles, or 100 times as far!
It's the per cent loss of voltage, or the ratio of voltage drop in the distribution wiring to the voltage, that's
important. The 1,000 V dynamo relative to the 100 V dynamo has ten times the voltage and one tenth the
current, so the distance you can send power while maintaining voltage regulation goes up as the square of
the voltage.

Aside --- Edison avoids a big generator mistake

I stumbled upon an essay of J. B. Calvert, who makes an interesting point about Edison's jumbo dynamo. In
generator design a key issue is how to set its resistance. At the time it was known that batteries delivered
maximum power when load resistance matched the battery resistance. This became enshrined as the (sort
of magical) 'Maximum Power Transfer Theorem'. (I remember learning about this theorem a century later in
engineering school.) Following this rule Siemens and Gramme in the 1870's wound their early generators to
have a fairly high resistance. The result was the generators were less than 50% efficient and ran hot as a
bastard.
Calvert says, "When Edison was designing his lighting system in 1880, the received wisdom was to
make the armature (generator) resistance equal to the resistance of the load. Siemens and Gramme initially
committed the error of making the armature resistance too high, because of a misinterpretation of the
conditions for maximum power transfer. Either he, or Upton, his mathematical advisor, saw that this was
quite incorrect. The Z dynamos and the Jumbos were made with very low armature resistance, and at one
step he obtained efficiencies of 90%. He was ridiculed in the technical press by American "experts" who
proved
conclusively
that
he
could
not
have
done
what
he
in
fact
did."
(http://mysite.du.edu/~jcalvert/tech/techhom.htm#elec)
What had been misunderstood was that the 'Maximum Power Transfer Theorem's' matched load
condition applies when you are adjusting the load resistance, like with a battery. When you are adjusting
the source resistance, for example in a generator by choosing how much copper to use, the principle is

60

La seconda rivoluzione industriale


"maximum power transfer occurs for zero internal resistance", so you aim for as low a generator resistance
was possible.

AC distribution advantage
AC has a huge, overwhelming advantage over DC in power distribution, because a 'magic' voltage changing
box existed for AC. There is no equivalent for DC. The voltage changing box is called a transformer. In
simple terms it is just two copper windings, with different number of turns, wound on a steel loop. In an AC
system distribution is at high voltage and each neighborhood has its own local (often up a pole) small stepdown transformer.
Of course, the area a plant can serve goes as the square of the distance the power can be sent, so the
potential area an AC plant can serve goes up (approximately) as the 4th power of the voltage increase. This
gives AC an astounding advantage over DC. An AC plant can (potentially) serve 10,000 sq miles for every sq
mile a DC plant serves!
Caveat --- The previous arguments for distance and area advantages of AC over DC somewhat overstate the
case for AC because wire not only has resistance it also has inductance. Inductance is a magnetic effect that
causes a voltage to appear across a wire whenever the current is changing, and in AC (unlike DC) the
current is changing all the time. In fact the voltage regulation of AC depends more on the inductance of the
wire than its resistance, but (luckily) transformers reduce both the resistive and inductive voltage losses in
the distribution wiring by the square of the increase in voltage.

AC has a motor problem


But in the early days AC had its own big disadvantage. Electricity was used mostly for three things: lighting,
heating, and motors. AC works just as well as DC for lighting and heating. The DC motor had been invented
early and worked well (think street cars). The big problem with AC in the early days was there was no
practical AC motor. So while AC had a huge advantage in distribution and many AC power plants got built,
the lack of a good AC motor was a serious problem with AC power.

Tesla dazzles
Tesla on arriving in the US briefly worked for Edison, but soon left to start his own small company
developing AC technology. By 1887 Tesla and a few associates had built working prototypes of a complete
multi-phase AC power distribution system with step-up and step-down transformers and for the first time
anywhere a practical AC motor. They filed 14 patents to protect it all. A professor from Columbia and the
head of the new electrical engineering group IEEE came to his lab in Manhattan. They studied and tested his
motors, measured the efficiency, measured the fast response, and were amazed at the excellent
performance, and all done without commutators. They encouraged Tesla to give a paper and motor
demonstration at an upcoming IEEE meeting because at that time he was almost unknown in the
engineering community. After that meeting, the engineering community began to see him as the genius (at
age 31) he was. Westinghouse soon bought the rights to use Tesla's AC technology and patents, and Tesla
began to worked closely with the Westinghouse company to get his AC technology into production.

Nikola Tesla (6 ft 4 in, born 1856, died 1943, age 87)

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La seconda rivoluzione industriale


You can read more about the AC/DC battle and development of the induction motor in these two books. The
Jonnes book is by far the better book. It is more than twice the length of the McNichol book. Jonnes is an
historian, but she had some technical help with the writing and the engineering basics are covered. McNichol
covers the PR and personalities, but has little on the engineering.

2003

Empires of Light --- Edison, Tesla, Westinghouse, and the Race to Electrify the World by Jill Jonnes,
AC/DC: The Savage Tale of the First Standards War by Tom McNichol, 2006
Here's my Amazon review where I savaged McNichol's book (found helpful by 21 of 21 readers)

Title: Too short, omits most technical stuff, October 7, 2006 By

Donald E. Fulton

AC/DC, subtitled The Savage Tale of the First Standards War, is a quick read that does a pretty good job
telling the PR and human side of the AC/DC story, but skimps badly on technical issues related to the AC/DC
battle. This book is less than half the length of the much better book on the same topic, Empires of Light --Edison, Tesla, Westinghouse, and the Race to Electrify the World, by Jill Jonnes (2003).
McNichols has two chapters on the bizarre electrocutions of animals and prisoners with details of every
voltage used and electrode placement. But on a key technical point, getting Tesla's induction motor to
actually work outside the laboratory, McNichols says next to nothing. The fact is that even though
Westinghouse had bought the patent rights to Tesla's AC induction motor, Tesla's AC motor would not run
on Westinghouse's early AC power. In the lab Tesla was running his motor on a polyphase AC generator that
he had designed. McNichol says (page 83), "Tesla moved to Pittsburgh ... adapting the Tesla motor to the
Westinghouse system". McNichols has got it backwards.
Tesla in Pittsburgh probably did teach Westinghouse's engineers about his AC induction motor, but the
important point historically and relevant to today is that Tesla worked to get Westinghouse to redesign his
power plants and distribution systems so that the AC induction motor would start and run well. This required
lowering the AC frequency from 133 hz to 60 hz and changing from single phase to three phase power. The
latter meaning the distribution wiring had to change, going from two wires to three wires.
The reason that Tesla's induction motor needed three phase AC is that it worked by establishing a smoothly
rotating magnetic field that dragged the shorted rotor around with it. You can't do this with single phase AC
power. The frequency change (133 hz to 60 hz) was because an induction motor is essentially controlled by
the frequency of AC power and 133 hz caused the motor to run too fast and (very likely) not start well.
On the most important technical issue in the AC/DC battle, how far power could be sent, McNichols makes
no attempt to explain how AC can be sent further than DC. The key is the way transformers work. While AC
does not flow as easily in wire as DC due to inductance, this disadvantage is more than overcome by the
fact that effective length of the wiring can be reduced by the square of the voltage increase. For example,
distributing AC at 3,000 V vs 100V for DC makes the wire length look shorter by a factor of 30 squared,
which is 900! This is a huge advantage for AC.
Jonnes records that in 1888 after Mark Twain saw drawings and an article about Westinghouse's Tesla
machine he wrote in his diary that it was going to revolutionize the electrical field and be the most valuable
patent since the telephone.

Tesla invents an AC motor


Tesla apparently spend several years in the mid 1880 thinking about and experimenting with AC motors. In
1887 Tesla had a working prototype of an AC motor, later called the induction motor, and filed that year for
a patent on it. The patent issued in 1888 (US patent 382,279).

62

La seconda rivoluzione industriale


The AC induction motor is potentially more reliable than a DC motor because it has no brushes. Brushes in a
DC motor are sliding contacts that bring power to the part of the motor that rotates (rotor). Brushes wear
out and need to be replaced regularly. AC induction motors have no brushes or wearing contacts. Power is
brought to the rotor via induction, the mechanism used to transfer power in transformers.

How to get AC induction motor into use


But, but ... even after the induction motor was 'invented' and practical prototypes were running in the
laboratory, there were two huge hurdles to getting it into use. The problems were related to the AC
frequency and phases:

Frequency problem
Early Westinghouse AC power plants, built before Westinghouse bought the rights to Tesla's induction
motor, ran at a frequency of 133 hz. Tesla complained to Westinghouse that this was too high a frequency
for his motor. The speed of an induction motor, and how powerfully it starts, depend mostly on the line
frequency. With such a high line frequency his motor would not start well and it would run too fast. Tesla
pushed for the line frequency to be lowered to 60 hz, but Westinghouse resisted. His technology was based
at 133 hz and lowering the frequency was a big deal. It would make the transformers and generators bigger,
and the generators would need to run at a different speed.

Phase problem

The prototype induction motors that Tesla had built all ran on multi-phase AC power obtained from special
generators that he built. Tesla's use of multi-phase AC was one of the keys to his induction motor
design. With multi-phase AC he found he could generate a smoothly rotating magnetic field inside the
motor that in effect dragged the rotor around with it.
With single phase AC you get two counter rotating magnetic fields, one clockwise the other
counterclockwise. During start these two counter rotating fields pretty much cancel each other out with the
result that the motor will not reliably start. Very likely the reason why others before Tesla had been unable
to get an AC motor to work was that they had used single phase AC.
The early Westinghouse AC power plants put out only single phase AC. Tesla told Westinghouse that had to
change, his motor needed multi-phase AC to work well. Westinghouse was distributing his one phase AC
over two wires, but multi-phase AC power needs (at least) three wires, so Westinghouse was also going to
have to change all the distribution wiring.
In principle multi-phase AC for the motor could be two phase AC power, where the phases of the AC differ
by 90 degrees, or it could be three phase AC power where the phases differ by 120 degrees. The AC motor
can be designed to run well on either, and Tesla knew this. He generally drew two phase versions of his
prototype AC motors, probably because two phase is easier to explain, but he occasionally showed a three
phase variant in his patents. When the AC power standard was chosen, it was three phase. This is because
three phase power can be distributed on three wires, whereas it takes four wires for two phase power.
I know it seems strange that adding one more phase decreases the number of wires. The reason this works
is that when three equal currents at 0, 120 and 240 degrees are added the result is zero. (This can be seen
by doing a vector addition.) This cancellation provided by three phase AC means that the earth can (in
effect) be used as a return path for all three phases, sort of a '4th wire' if you will, for the small unbalance
current that results from imperfect cancellation.
All modern induction motors run, except for small ones, run on three phase AC power. Small induction
motors, like in your refrigerator, use a trick to internally synthesize a second phase, which is needed only

63

La seconda rivoluzione industriale


briefly for starting, allowing the motors to be run off the one phase 120 VAC or 240 VAC, which is used in
the USA for residential power.
So to get the AC induction motor off the ground meant Westinghouse in advance would need to make big
changes to the design of his AC power plants and the AC distribution systems, changing the frequency,
number of wires and phases. The AC motor doesn't really care about the voltage. The reason is that's easy
to wind a motor to run on 100 V, 120 V, or 240 V or whatever is available. When it comes to the AC
induction motor, it's the frequency and number of phases that matter.

AC is complex
In general AC is a lot more difficult to understand and work with than DC. One of the reasons I am sure that
Edison worked only with DC was that he didn't understand AC. It took decades after Faraday discovered the
principle of induction to figure out how to properly design transformers. Induction motors are sort of like
rotating transformers but with the serious complication that the real objective is torque.

How do AC induction motors work?


I am sure another major complication in getting induction motors off the ground was that it was difficult for
most everyone to understand how his induction motors worked. Physically the motors were simple and easy
to use, but in some sense they seem to operate as if my magic. Even today it's very hard to think about how
the rotor and stator fields rotate and how the torque is generated. Starting is extra complicated. Tesla
apparently had a very good intuitive/visual understanding of its operation. But to design motors you need
not just a qualitative understanding, you need to be able to calculate everything, size, torque, turns, gaps,
heating. Motor design is a tradeoff of many parameters and consequently quite complex.
Tesla was obviously good at doing the calculations required to build practical motors. Even his first prototype
motors when evaluated by outside professors were found to work well and run efficiently. Later Tesla was
heavily involved in designing the turbines and distribution system of the first big hydro powered power plant
at Niagara Falls.

Induction motors hit the market


Eventually Westinghouse made the changes to his AC plants and distribution systems that Tesla
wanted. Induction motors soon became a common motor and for most of the 20th century it has been the
world's most common motor, the workhouse of industry.

Tesla's development of the induction motor


A story or mystique has grown up about how Tesla conceived of, and visualized, a possible AC motor many
years before he actually built a prototype. Who knows how much truth there is to this, but a hard record
does exist in the form of Tesla's patent filings.
Tesla received 111 patents. The reference at the link below is very useful as an index into his patents. It
includes all of Tesla's patents, and they are sorted by subject and filing dates. Filing dates usually give a
pretty good indication of when ideas are conceived making them much more useful than issue dates, which
most patent indexes list. Unfortunately as is common with patents, the patent title often tells you little about
the invention of the patent. Patent titles tend to be very general, and it is common for many patents to have
virtually the same name. Tesla's patent attorney was really bad in this regard titling 15 of his motor patents

64

La seconda rivoluzione industriale


with exactly the same name: "Electro-magnetic motor"! And sometimes patent titles are just plain
misleading. For example, the famous Bell telephone invention is contained within a patent titled
'Improvement in Telegraphy'.
http://www.luminet.net/~wenonah/new/tesla.htm (excellent index to Telsa's 111 patents)
So to trace Tesla's path toward the induction motor required looking at a lot of Tesla patents. This tends to
be a slow process because the figures in older patents (at least to modern eyes) are particularly unclear,
requiring that the text be scanned to decode the figures and to see what is claimed. Another complication is
that you often see Tesla filing two (or more) patents on the same day. Likely this is on advice of his patent
attorney to satisfy the patent office rule that a patent application can only have one invention in it.

Online nonsense
When it comes to Tesla's induction motor patent, you find a fair amount of confusion and nonsense online.
It is common to see references to Tesla's 'first' or 'second' induction motor patents. Baloney. People are
labeling an earlier (Oct 12, 1887) AC motor developed and patented by Tesla as his 'first' induction motor.
The Oct 12, 1887 filings do not show an induction motor. The rotor is wrong, it has no coils. The induction
motor filing come six weeks later on Nov 30, 1887, when a new rotor with shorted coils is substituted. It is
this Nov 30, 1887 filing, issued as patent 382,279, that is Tesla's induction motor patent. (A second filing on
Nov 30, 1887, which issues as patent 381,969, is another synchronous AC motor unrelated to the induction
motor.)

Synchronous motor
The patent record shows Tesla in 1885 - 1887 working on generators (dynamos). In the configuration of his
Oct 12, 1887 filings he shows a two phase AC motor with its stator wiring connected to a two phase
generator. This configuration produces a smoothly rotating magnetic field inside the motor that tracks the
angle of the generator. This was a key step in the development of an AC motor, and may very well have
been what Tesla visualized.
Below is the key figure from the synchronous motor patent 381,968 (filed Oct 12, 1887). The same figure is
in patent 382,280 filed on the same day. Motor is on the left powered by a two phase AC generator on right.
The rotor, which has no coils, rotates at exactly the frequency of the spinning stator magnetic field. The
rotor disc material (D) is soft iron, and note it is not radially symmetric. This is important. The magnetic field
that goes across the torrid diameter will rotate the disk to the angle where the magnetic field is strongest,
because that puts the system in a minimum energy state. If the magnetic field starts to rotate, it will pull the
rotor along with it, rotating it not only at the same frequency, but also at (approx) the same phase as the
magnetic field.

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La seconda rivoluzione industriale

Two phase synchronous motor --- Tesla patent 381,968 filed Oct 12, 1887

This type of AC motor is not an induction motor. It is a synchronous, variable reluctance motor, and like
most synchronous motors it has a huge weakness. It's virtually useless for doing work, because it doesn't
reliably self-start, something Tesla surely knew, but did not mention in his patents. The only way to reliable
start it is to kick it, or to slowly bring up the generator frequency from zero. The latter Tesla could do in the
lab because it was running from his own generator.
But with AC power from a central power station, the frequency is fixed. For all practical purposes a large
synchronous motor of this type will not start when it is switched onto the line. So regardless of how much
work a motor can do when it's at speed, if it won't start (without a kick), it's basically useless. (I have hands
on experience with starting synchronous motors, because I worked on and patented (patent 4,455,513) a
method to start synchronous PM motors.)
However, the operation of this synchronous motor was probably very revealing to Tesla. The motor rotor
tracking the generator and staying in sync with it would have provided Tesla a nice visual indication that his
mult-phase generator connected to his mult-phase motor was generating a smoothly rotating magnetic field.

Motor drawings

Tesla in his patent figures drew his motors two ways: idealized and realistic. The motor structure in the
figure (above) is an idealized structure. Tesla drew the motor as just a simple torrid with four windings (plus
rotor) when he wanted to illustrate the principle of his motor's operation. Real motors, however, were build
quite differently, with coils wound around what are called 'teeth'. Tesla would sometime include the real
world 'tooth' structure in his patents too, as shown in the induction figure of patent 382,279 (below).
In its toroidal form the way to think about the magnetic fields is this: The magnetic field generated from
each of the pair of series winding (180 degrees apart physically) are in opposite directions, i.e. clockwise and
counterclockwise. The result is that in the region where the two opposite fields oppose the fields are forced
to jump across the torrid (through the rotor if there is one). The two pairs of windings are in what is called
'spatial quadrature' meaning they generate fields that jump the diameter of the torrid separated by 90
degrees. In effect one phase makes a component of the magnetic field that goes up/down while the other
phase makes a component of the magnetic field that goes right/left.
The trick to making a smoothly rotating magnetic field in the center region of the torrid is to modulate the
strength of the currents in the two phases, one as sine and the other as cosine, and this is what his two
phase generator does. The reason this works depends on the trigonometric identity below:
[sin(angle)]^2 + [cos(angle)]^2 = 1
The second sin/cos term comes from the physical arrangement of the motor. As the rotor turns, the
magnetic coupling between the stator and rotor physically varies by sin(rotor angle) for one winding and
cos(rotor angle) for the other winding. The trigonometric identity tells us that if we balance the amplitude of
the currents in the two windings the torque pulsations from one winding exactly cancels the torque
pulsations from the other winding, so the rotor feels only a steady torque and rotation is smooth.
In the same filing (381,968) Tesla includes a three phase version of his variable reluctance synchronous
motor shown in a realistic configuration.

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La seconda rivoluzione industriale

Three phase variable reluctance motor --- Tesla patent 381,968 filed Oct 12, 1887

Induction motor --- patent 382,279

Six weeks later on Nov 30, 1887 Tesla files a patent application showing a slightly different configuration.
The only change from the configuration of Oct 12, 1887 is that Tesla has changed the rotor of the motor.
The new rotor is now radially symmetrical and has two coils on it that are shorted. This simple change
dramatically changes the way the motor works. It now starts pretty well when switched onto the rotating
generator, and it can put out a lot of torque. In short it's a practical, robust AC motor (now known as an
induction motor).
It works on a different principle than the synchronous motor. The motor rotor no longer rotates in step with
the generator rotor. The motor rotor rotates slightly slower than the generator, and slightly slower than the
stator magnetic field. In modern terminology the rotor continually 'slips'. Sitting on the motor rotor you
would see a slowly rotating magnetic field cutting through the shorted turns on the rotor at the difference
frequency between the rotating stator magnetic field and the rotor speed. Trying to put a changing magnetic
flux though a shorted coil causes the coil to respond (via induction) with a current of its own that bucks the
external field. It is the interaction of the induced rotor currents with the stator magnetic field that produces
the rotor rotation and motor torque. This type of motor is known as an induction motor.
It's clear from the text of the patent that Tesla had a good understanding of the basic character of this
motor. He noted that, "When these motors are not loaded, the rotation of the armature
is nearly synchronous with the rotation of the poles of the field", and when the motor is loaded, "the (rotor)
speed tends to diminish and the current in the (shorted rotor) coils are augmented, so that the rotary effect
(torque) is increased proportionately". And he added, the motor shows a "remarkably powerful tendency to
rotation", which is his way of saying the motor starts well.
Below is the realistic figure of the induction motor from Tesla's induction motor patent 382,279 (filed Nov
30, 1887). C and C prime is the two phase stator winding making a smoothly rotating magnetic field across
the rotor. E and E prime are shorted coils (in quadrature) on the rotor.

Two phase induction motor --- Tesla patent 382,279 filed Nov 30, 1887

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La seconda rivoluzione industriale

Rotor detail of induction motor --- Tesla patent 382,279 filed Nov 30, 1887
(E and E prime are copper shorting plates around D iron armature)

Above is detail of the induction motor rotor from the Nov 30, 1887 filing. Tesla understood that for the
motor to work well the low frequency (slip frequency) AC field cutting the rotor had to create a large
current. This meant the rotor coil impedance needed to be low, meaning low resistance and low inductance.
This Tesla achieved by putting only one turn on the rotor (low L) and instead of using wire he used copper
plate (low R). This is pretty much the way it is done today. It's hard to see on the figure above, but the (one
of the two) shorted copper plate loops is the narrow, continuous crosshatch 'E prime' around the outside of
the rotor. Inside this is a soft iron magnetic material.

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La seconda rivoluzione industriale

2
APPENDICE
Nikola Tesla's Patents

SIXTH INTERNATIONAL SYMPOSIUM NIKOLA TESLA


October 18 20, 2006, Belgrade, SASA, Serbia

Sneana arboh1
Abstract The most important part of the Nikola Tesla's works are his inventions, that are
protected by numerous patents granted to him. Despite of significance of the Tesla's patents,
an exceptionally small number of papers refers to Tesla's activities related to protection both of
his inventions and patents as well.
In this paper are presented the results of the latest investigation of Tesla patents both in the
U.S. and other countries than the U.S. showing that Tesla had less than 300 patents in 26
different countries.
Keywords Nikola Tesla, Patents, Patent Families, Inventions

I. INTRODUCTION
Comparison of biographies of the three great scientists of Serbian origin, namely Milutin Milankovi, Mihajlo
Idvorsky Pupin and Nikola Tesla, shows considerably more differences than similarities among them. The
same conclusion can be derived on the basis of comparative analysis of their works. Differing from the first
two mentioned, Nikola Tesla did not make a classical academic carrier for himself. Though he was author of
many articles, lectures, as well as works intended both for expert and general public, his papers have not
been much cited. His most important works are his inventions, that are protected by numerous patents.
Consequently, one can find descriptions and drawings of his inventions in appropriate patent specifications.
This is the reason why the patents present the most important part of the works of Nikola Tesla.
Keeping in mind that Tesla spent much time and money and put great effort into patenting his inventions as
well, it is important to elucidate how many patents he obtained for them.

II. PATENTS AND INVENTIONS


The answer to this question is very simple indeed. In public, the terms "invention" and "patent" are often
used as synonyms. However, although these terms are well known to all of us, their true meanings are very
different. The purpose of a patent is to protect inventions. This protection gives exclusive rights to a patent
holder, i.e. rights of property to make, use and sell the protected invention. Further, the patentee has the
right to prevent any third person to do the same without his/her consent.
Besides the rights on the part of patent owner, there are rights conferred to the inventor, as well, those are
ethical rights, i.e. the right to be referred to as the creator of the invention.
Duration of a patent rights is temporally limited, thus in most countries validity is 20 years, from the filing
date of the patent application. Thereupon, it is open for general public and anyone may freely use the
invention that was protected by the patent up to that moment. More important is, that the patent validity is
territorially limited, i.e. it is in force only in the country, the competent authority of which granted that
patent, while in the rest of the world, in all countries where the invention is not protected by a patent, the
invention may be used freely. Despite of significance of the Tesla's patents, an exceptionally small number
of papers refers to Tesla's activities related to protection of his inventions and patents as well.

69

La seconda rivoluzione industriale


One of the important publications about Tesla's activities related to the protection of his inventions is [1]. A
list of 112 patents, that Tesla held in the United States, was published in this book, as well as a list of 109
patents that he received in other countries.
These lists contain a total of Tesla's 221 patents. In the introductory text titled "Patenti Nikole Tesle", Prof.
Aleksandar Marini, PhD, claims that the total number of patents, that were issued on behalf of Tesla in the
USA, is 112, according to the evidence of the Nikola Tesla Museum, but it is also noted that the list
mentioned above, also contains patent No. 613,819, which was approved for an invention named "Filings
tube", despite the fact that there was no reliable data that it was granted to Nikola Tesla. Many books,
focussing mainly on Tesla's U.S. patents, were published in other countries, some of them containing
complete lists of these Tesla's patents.
On the other hand, Tesla's patents, registered in countries other than the United States, have not drawn as
much attention, and therefore incomplete, inaccurate and unreliable data thereon have been published.
Even today, on the Internet, there is an information that Tesla had more than 700 patents (from the web
page http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Tesla_patents), which stands in serious disproportion to the figure
of 221 Tesla's patents, specified in [1]. In order to determine the accurate number of Tesla's patents,
registered in the U.S. as well as in other countries, a team of experts - patent engineers of the Federal
Intellectual Property Office (now: Intellectual Property Office), visited the Nikola Tesla Museum in 1992 and
1993. Their goal was to study and analyze archive material that is kept there, and based on it, establish a
list of all of Tesla's patents, and to determine whether there had been any patent applications filed, for
which patents had not been approved, and to check if any patent applications had been prepared, that Tesla
never filed. Members of that team were: Ivan upunski, PhD, Sneana arboh, MSc, Bogdan Todorov, MSc,
Ljiljana Kovaevi, Jovan Peri and Slobodan Stojkovi, who spent six months at the Nikola Tesla Museum.
In addition, the Federal Intellectual Property Office asked the European Patent Office (EPO) to send a copy
of Tesla's patents that are available to the EPO, which they did very shortly thereupon. The patent
specifications sent were analyzed in parallel to the Museum's archive, resulting in exceptionally large working
material. However, due to circumstances, this material was neither systematized, nor published, except for
only one report drafted and submitted thereupon by the expert team to the director of the Federal
Intellectual Property Office.
The importance of this report confirms the fact that therein, for the first time, was indicated the existence of
Tesla's particular patents from other countries, which Tesla used to protect his inventions for which he had
no adequate U.S. patents. Namely, this concerns 6 Tesla's patents from Great Britain, belonging to the last
period of Tesla's work. The report mentioned above, served as a basis for making a selection of Tesla's
patents published within [2]. In those four books, 112 of Tesla's U.S. patents, as well as the 6 patents from
Great Britain, mentioned above, were published in both Serbian and English, which was a significant step
forward, regarding earlier works that referred to Tesla's patents. Considering the importance of the research
performed, as Tesla's inheritance was analyzed by the industrial property experts for the first time, and the
need to establish a complete and accurate list of Tesla's patents, and being one of the direct participants of
this research, I accepted the challenge to process the material gathered and make the obtained results
available to the expert public, as well as a wider audience. The processing and study of this material,
brought about a number of papers [4]-[9] about Nikola Tesla's patents, that were published successively,
starting from 1999, in "Glasnik intelektualne svojine". Unification of these papers into a simultaneous
presentation of new results that have been obtained in the meantime resulted in the paper that will be
presented in the following part .

III. NIKOLA TESLAS U.S. PATENTS


Although it is known that Nikola Tesla started his work as an inventor back in the period of 1881-1882, when
he worked in Budapest, at the Central Telegraphic Office, there is no information that he tried to acquire a
patent for any ofpublicity, resulting in more than thousand U.S. patents. On the other hand, a great number
of his patents are not entirely original. By them he only protected improvements of inventions made by other
inventors. Edison also had no scrupules to register inventions that had been developed by his employees to
his own name, which often lead to conflicts among him and these employees and ended in them leaving
Edison's company. At the time when he was employed in Edison's company, Tesla worked on the
development and improvement of dynamo-electric machines, and probably electric arc lamps. However, in

70

La seconda rivoluzione industriale


this case, Edison usurped the results of another persons work and protected these inventions under his
name. Therefore, the public is left without any information about Tesla's first inventions protected by
patents. Looking at the list of Edison's patents from this period, one can only make guesses which of these
patented inventions had been created by Tesla, and which ones by other of Edison's employees. This kind of
Edison's attitude was the reason for conflict between them, but it can be assumed that in this period it was,
that Tesla learned about the importance of protection of inventions and how to acquire patents for them.
This is supported by the fact that immediately after leaving Edison's company and starting his own company
"Tesla Electric Light & Manufacturing", Tesla filed his first patent application in the USA, for the electric arc
lamp (patent application No. 160,574 from 30.03.1885, for which the patent No. 335,786 (shown in Fig. 1.)
was granted). Before the end of that year, Tesla filed four more patent applications, one of which also
related to electric arc lamps, and the other three to dynamo-electric machines and their regulators. The
following year, 1886, Tesla filed only three patent applications, two of them concerning regulators for
dynamoelectric machines, and the third concerning the thermo magnetic motor. On the other hand, the U.S.
Patent Office issued Tesla's first six patents, the first patent No. 334,823 relating to a commutator for
dynamo-electric machines, although he filed this application on May, 6th, 1885, one month after he filed his
first U.S. patent application mentioned above.
During 1887, Tesla submitted six new patent applications. Except the first two applications, one relating to
regulators for dynamo-electric machines and the other concerning the pyromagneto-electric generator, the
other applications already belonging to the field of polyphase alternating currents and relating to motors and
generators based on them. However, three of the applications mentioned, had to be divided, on request of
the U.S. Patent Office. They believed that the subject of the application did not meet the conditions for unity
of invention, so that Tesla had to derive one divisional application from each initial patent application,
252,132 from October 12th, 256,652 from November 30th, and 258,787 from December 23rd. And so the
total number of Tesla's patents reached nine in 1887. However, this figure is not final. Namely, after having
a look at the archive material that is kept at the Nikola Tesla Museum, it has been determined that besides
the applications filed to the U.S. Patent Office, for which he received appropriate patents, Tesla also filed a
number of applications that had not been approved for different reasons.
An example is Tesla's patent application No. 239,481, filed 26.5.1887, from which Tesla divided a divisional
patent application on 25.5.1889, under No. 312,069, for which Tesla received the patent No. 428,057, for
an invention named the pyromagnetoelectric generator. However, after looking at the list of Tesla's U.S.
patents, it is obvious he did not acquire a patent for the initial patent application No. 239,481. Based on the
preserved data, it seems that this patent application was rejected. Fig. 1. A page of patent specification of
U.S. patent No. 335,786 This means that the number of patent applications filed by Tesla, in some years
was higher than the number specified here, which refers only to patent applications for which Tesla acquired
patents. Tesla's activity on filing patent applications increased during the two following years. In 1888, he
filed ten patent applications, one of which was divided, which brings the final number of Tesla's patent
applications to eleven. The following year, 1889, Tesla filed fifteen patent applications, which is the biggest
number of patents filed in one year throughout his whole career. In the following year, 1890, the number of
patent applications filed was significantly lower, only six.
The inventions Tesla requested protection for through patent applications in the three years mentioned,
mainly dealt with polyphase alternating currents. During 1891, Tesla filed 7, in the following year only 3,
and in 1893 he filed another 6 patent applications. The subjects of these applications still mainly concerned
polyphase currents and their application, e.g. for lighting, electric railways, and other. It is interesting that in
this period Tesla received his first two patents in the field of mechanical engineering, for the reciprocating
engine and the steam engine. In the meantime, the focus of Tesla's work shifted towards high frequency
alternating currents. This caused a two year pause in filing patent applications, after which came a period
when Tesla again filed a larger number of applications, namely 9 in 1896, and another 6 applications in
1897, and one divisional application, after which he filed another 6 patent applications in 1898. In the
following two years, Tesla filed a smaller number of applications, but the U.S. Patent Office insisted on
having them divided, so that the number of filed applications in 1899 increased from 2 to 4, and in 1900
from 4 to 6 applications. In the following year, Tesla filed 2 applications, and in 1902 only one.
In the beginning of the specified period, most applications dealt with high frequency alternating currents and
electric circuit controllers.

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La seconda rivoluzione industriale


Later, Tesla focused more on radio and remote control, and electrical energy transmission through natural
media. With this series of patents, Tesla's activity on filing patent applications from the field of
electrotechnics, ended. The next patent application in the USA, Tesla filed in 1909, and it was from the field
of mechanical engineering, but it had to be divided into two separate applications, following the request of
the U.S. Patent Office - one for Tesla's pump and the other for Tesla's turbine. After a new pause, in 1913
and 1914, Tesla filed one application for a speed indicator and the other for a fountain. A sharp increase in
the number of patent applications filed, followed in 1916, when a total of 6 applications were filed, for
inventions including a lightning protector, a valvular conduit, a flow meter and others. The last two
applications, for which he acquired patents, the first being a basic application, the other one being an
additional application, Tesla filed in 1921 and 1927, the subject of which was a method of and apparatus for
aerial transportation. According to the current list published in [4], Tesla had 112 registered U.S. patents.
Based on comparison of this list to other available sources, it can be assumed that this is the final number of
Tesla's U.S. patents. The list does not include patent No. 613,819 any longer, which had been associated
with Tesla's name. By looking at the corresponding patent specification it was found that this patent refers
to an invention under the title of "Illuminating torch" by inventor George Kelly from Mineral Point, Wisconsin.
Instead, in the afore-mentioned list is included Tesla's reissued patent No. 11,865 relating to method of
insulating electric conductors, the respective specification of which is amended to a certain extent compared
to the one of corresponding patent No. 655,838.

IV. NIKOLA TESLAS U.S. PATENTS REGISTERED IN OTHER COUNTRIES THAN


THE UNITED STATES
Except in the United States, Nikola Tesla also protected his inventions in other countries. Contrary to the list
specified above, that contains 112 of Tesla's patents and which could be establish a corresponding list of
Tesla's patents in countries
other than the United States, has not been finished yet. The list of patents given in the [1] containing 109
patents that Tesla had acquired in 25 different countries, has already been addressed. In the journal
"Glasnik intelektualne svojine", in [5] at the end of August 2003, I published one list of Nikola Tesla's
patents that included 141 patents from 26 countries. Although this list contained 32 more patents,
completely unknown up to that moment, than the list mentioned before, at the moment of its publication
there were already some indications that it is not final, either. Further adding to this list, that was continued,
was based on my own and the efforts of Mr. Slobodan Stojkovi, resulting in complete bibliographical
information and patent specifications for another 25 of Tesla's patents, except a part of bibliographical data
concerning patents No. 47012 and 47885 from Germany, the source for which was [3]. The results of this
research will be presented soon in appropriate monography. The current list contains bibliographical
information about 166 patents from 26 different countries, whereby it is necessary to note that the survey of
patents is given separately for New South Wales and Victoria, and for Australia, which the two previously
mentioned British colonies became part of in 1901. Now the patent No. 199580 from Germany has been
removed finally from the list of Tesla's patents in countries other than the United States. There is a copy of
this patent's drawings in the archive of the Nikola Tesla Museum, but other parts of the document are
missing. By analyzing the corresponding patent specification downloaded from the web site of the German
Patent Office, it has been found that the patentee of this patent was Paul Lupa, for the invention titled
"Splversatzleitung mit inneren Querrippen zur Erzeugung einer zusammenhngenden, schtzenden Kruste
aus dem Versatzgut". The document probably came into Tesla's possession because the Imperial Patent
Office in Berlin, Germany put it in opposition to Tesla's patent application titled "Valvular Conduit", protected
by the U.S. patent No. 1,329,559. On the other hand, the current list includes bibliographical data about 13
unknown patents until now from Belgium, 13 from Great Britain, 2 from Danmark, 1 from Italy, 5 from
Canada, 4 from Germany, 1 from Norway, 2 from Sveden and 16 from France, i.e. total of 57 unknown
Tesla's patents compared to the list published in [1]. Tesla had most approved patents in Great Britain and
France - 29 in each country, and a little surprising is the fact that he had 24 patents in Belgium, while having
18 patents in Germany and 12 in Italy. Tesla had a significantly lower number of granted patents in other
countries, which goes from 1 to 7. As noted in the text "Nikola Tesla's patent's" in the [1], up to the present
day, the general opinion was that on the list of Tesla's patents approved in countries other than the United
States, "there were no patents from the field of power systems and that the first patents refer to Tesla's
arcing oscillator, from 1891". However, analyzing the aforementioned list of patents Tesla registered in
countries other than the United States, it is obvious that the real situation is essentially different. Tesla

72

La seconda rivoluzione industriale


already began to file patent applications in countries other than the U.S. one year after he filed his first
patent applications in the United States. His first patent application outside the U.S., Tesla filed in Great
Britain on 9.2.1886, for improvements in electric arc lamp and received patent No. 1,877 (shown in Fig. 2.)
for it. In the same year, in Great Britain, he also filed a patent application for improvements in regulators for
dynamo-electric machines, and shortly after he filed a patent application for the same invention in Canada.
In 1888, he began to protect his inventions related to polyphase alternating currents and corresponding
motors and generators, in Germany and France, and the following year in Belgium, too. This completely
changes all we know about Tesla's activities related to the protection of his inventions outside the United
States, and shows that these activities began 5 years earlier than it had been previously thought. Also
surprising is the scope of his activities. Namely, between 1886 and 1890, Tesla filed applications in the
specified countries and received a total of 24 patents. Fig. 2. The first page of patent specification of the
British patent No. 1,877 Tesla's activity related to the protection of his inventions in countries other than the
U.S. covers the period from 1886 to 1922, which means that it lasted 36 years, 7 years less than in the
Unites States. It is obvious that there had been big differences in the number of filed patent applications
from year to year, a few years being exceptional in regard to this: 1889 (one of them is shown in Fig. 3.),
1898, 1900, 1901, 1910, 1921 and 1922.
In every one of these years, Tesla filed more than 10 patent applications. Fig. 3. The first page of
description of the first Tesla's patent in Belgium No. 85866 The next question related to Tesla's patent
applications in countries other than the U.S., refers to the inventions he intended to protect by them. Are
there some new, previously unknown inventions? But there are no major surprises, apart from some smaller
exceptions, which will be referred to later. The content of these patents is dictated by the fact that each
patent is territorially limited, i.e. it is valid only for one country, being the reason why Tesla had to file a
separate application in each country where he wanted to protect his inventions. This is the reason why there
are many patents in different countries for the same invention. The set of patents that protect the same
invention in different countries is called a patent family, while the patents that constitute a patent family, are
called analogues. Of all the patents constituting a patent family, the first, i.e. the earliest application is the
most important, for multiple reasons.
First, the date of this application is closest to the true date of creation of the invention. Second, this patent
application and/or the corresponding patent is often published first, thus becoming a part of the present
state of technical knowledge, i.e. the state of the art and preventing other persons to protect the same
invention by themselves. Third, it is an indication of which country the inventor is most interested in,
because in that country, he/she would naturally file the corresponding application first. In our reference
material there is no term that would describe a patent that was approved based on the first application filed,
because the term "basic patent", which would otherwise most adequately describe this case, is already being
used for a patent in connection with an additional application or a patent of addition. Therefore, in the
following text, the term "original patent" is used instead.

V. TESLAS PATENTS REGISTERED IN COUNTRIES OTHER THAN THE UNITED


STATES IN THE FORM OF ANALOGUES, THE PATENT FAMILIES OF NIKOLA
TESLAS PATENTS AND NIKOLA TESLAS ORIGINAL PATENTS

Starting from the assumption that Tesla first filed patent applications for his inventions in the United States,
and only after that in other countries, it had to be determined which patents from countries other than the
U.S. corresponded to which U.S. patents, that is, for which U.S. patents they are analogues. It is obvious
that Tesla often joined a number of his U.S. patent applications into a single patent application intended for
filing in other country or countries, in order to reduce the costs of invention protection.
Some of the patent applications are joined together in complete form, as it is the case, for example with the
patent applications for which he was approved U.S. patents No. 336,961 and 336,962 concerning regulators
for dynamo-electric machines, while with other joined patent applications, only some of their parts were
included, as is the case with applications referring to U.S. patents No. 685,953, 685,954 685,955 685,956,
685,957 and 685,958, the subject of which is the method of and apparatus for utilizing effects transmitted
through natural media. The biggest number of patent applications that Tesla joined into a single application
was seven and referred to electrical circuit controllers. Analyzing Tesla's patents in countries other than the
United States revealed two surprising facts. First, not all of Tesla's U.S. patents are the earliest analogues,
i.e. the original patents. Namely, Tesla first filed the patent application concerning method of and apparatus

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La seconda rivoluzione industriale


for aerial transportation in Great Britain, on 4.4.1921, and only 5 months after, on 9.9.1921 he filed the
same application in the United States, which means that the British patent application had been filed first,
and therefore the British patent No. 185,446, and not the U.S. patent No. 1,655,113, is the original patent.
Second, for another 6 British patents from that period, there are no corresponding U.S. patents, because
Tesla did not file any patent applications for them at all, or because the U.S. Patent Office rejected his
applications. It is interesting that the subjects of the mentioned British patents are Tesla's inventions from
the field of mechanical engineering, the first being improvements in the construction of gas and steam
turbines (No. 186,082), the second, improved process of and apparatus for production of high vacuum (No.
179,043), third, improved method of and apparatus for the economic transformation of the energy of steam
by turbines (No. 186,083), fourth, improved method of and apparatus for deriving motive power from steam
(No. 186,084), fifth, improvements in methods of and apparatus for the generation of power by elastic fluid
turbines (No. 179,544) and sixth, process of and apparatus for balancing rotating machine parts (No.
186,799). By analyzing the available data, it has been determined that Nikola Tesla received 278 patents in
26 different countries. Namely, he had 116 original patents, i.e. 109 U.S. patents and 7 patents from Great
Britain. With these 116 patents, Tesla protected a total of 125 different inventions.
The rest of his patents, that is 162 patents, are analogues of the original patents. The inventions Tesla had
protected in the most countries are his pump and turbine (U.S. patents No. 1,061,142 and 1,061,206). Tesla
received a total of 22 patents for these inventions, in 21 different countries. The average number of
members per patent family of Tesla's patents is 3.38. This means that one original patent was in the
average accompanied by more than two analogues in other countries. On the other hand, even 54 of Tesla's
original patents do not have analogues in other countries, whereas it should be noted that all of them are
U.S. patents.
Looking at the data available, it can be said with a great extent of certainty, that the list of Tesla's original
patents is final, as well as the list of inventions that Tesla's had protected by original patents. However, as
far as the corresponding analogues are concerned, the situation is different and there is still a possibility that
Tesla's previously unknown patents could be discovered in some countries.
For example, it has been determined that Tesla had 29 patents each in Great Britain and France, which
generally protected the same inventions. On the other hand, comparing these patents to each other, it can
be seen that they do not always have the same invention as a subject, and therefore it has not yet been
ensured whether Tesla had protected his fountain, lightning protector and valvular conduit in Great Britain,
for which he had patents in France.
There is also a possibility that Tesla protected some of his first inventions concerning electric arc lamps or
regulators for dynamo-electric machines in France and probably in Belgium, which leaves space for further
research. There is also a possibility that another patent from Germany exists, because in some lists of
Tesla's patents, as is, for example, the list published on the Internet site www.wikipedia.org, it is specified
that Tesla had 19 patents in Germany, if the patent No.199580 from Germany is not included, which was
mentioned above. However, that number is relatively small, but adding these patents to the available data is
worth the effort. Except above mentioned patent applications resulting in original patents, Nikola Tesla
Museum, Tesla also filed at least 33 patent applications, but was not given any patents. Tesla wanted to
protect at least 39 inventions by these patents, 28 of which he did not succeed to protect in any other
country.

VI. CONCLUSION
On the basis of the performed investigation, it can be said that Tesla had 116 original patents, i.e. 109 U.S.
patents and 7 British patents, protecting 125 of his inventions. It has also been found that Tesla had 162
analogues of these patents, which means that he, in total, received 278 patents in 26 different countries.
The average number of members per patent family of Tesla's patents is 3.38. This means that one original
patent was in the average accompanied by more than two analogues in other countries. On the other hand,
even 54 of Tesla's original patents do not have analogues in other countries, whereas it should be noted that
all of them are U.S. patents. The investigation also implies that total number of Tesla's patents could be
about 300, though it is considered that the number of the Tesla's original patents is final.
REFERENCES
[1] Katalog Teslinih patenata (The Catalogue of Tesla's
patents), Belgrade, Muzej Nikole Tesle, Savezni zavod za

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La seconda rivoluzione industriale


patente and Pronalazatvo, and Rijeka, Centar za radniko
stvaralatvo, 1987.
[2] Izabrana dela Nikole Tesle: Patenti (The Selected Works
of Nikola Tesla: Patents), vol. 4-7, Belgrade, Zavod za
udbenike i nastavna sredstva, 1996.
[3] S. Bokan, Delo Nikole Tesle (The Works of Nikola
Tesla), Belgrade, SAN, 1950.
[4] S. arboh, "Ameriki patenti Nikole Tesle (The U.S.
Patents of Nikola Tesla), Glasnik intelektualne svojine,
no. 4, pp. 813-819, 1999.
[5] S. arboh, "Patenti Nikole Tesle registrovani u drugim
zemljama osim SAD (Nikola Tesla's patents registered in
other countries than the United States)", Glasnik
intelektualne svojine, no. 4, pp. 437-449, 2003.
[6] S. arboh, "Dopuna liste patenata Nikole Tesle
registrovanih u drugim zemljama osim SAD (Addition to
the list of Nikola Tesla's patents registered in other
countries than the United States)", Glasnik intelektualne
svojine, no. 3, pp. 695-698, 2004.
[7] S. arboh, "Patenti Nikole Tesle (Nikola Tesla's
Patents)", Web site of Intellectual Property Office:
www.yupat.sv.gov.yu, 2004.
[8] S. arboh, "Belgijski patenti Nikole Tesle (The Belgium
Patents of Nikola Tesla)", Glasnik intelektualne svojine,
no. 1, pp. 167-168, 2005.
[9] S. arboh, "Francuski patenti Nikole Tesle (The French
Patents of Nikola Tesla)", Glasnik intelektualne svojine,
no. 4, pp. 904-905, 2005.

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3
APPENDICE
Teslas Polyphase System and Induction Motor
SIXTH INTERNATIONAL SYMPOSIUM NIKOLA TESLA
October 18 20, 2006, Belgrade, SASA, Serbia

Petar Miljani

I. INTRODUCTION
While new scientific knowledge is acquired by learning, observation, experiments and thinking, the
inventions are mostly the fruit of the intuition of individuals and of their creative impulses. Inventors are
people who use consciously or unconsciously the accumulated human knowledge and experience, and find
useful solutions for the humanity. Some of those inventions are epochal, like for instance the inventions of
the steam and the internal combustion engine. These epochal inventions obviously include the Teslas
system of polyphase alternate currents and Teslas induction motor. It can be often heard that in some eras
of civilization there appear needs and there ripen circumstances for the appearance of great inventions. The
sequence of the human acquisition of knowledge of natural phenomena on which the function of the
induction motor is based, and the sequence of experiments in the attempt to make the induction motor
show that that opinion is not without basis. In the following lines, we will tell the story of the induction
motor. That story will not be limited to Teslas key contribution only, but it will mention things that happened
before and after Teslas patent applications by the end of 1887.

II. DISCOVERIES
The induction motor rotates thanks to the natural phenomenon which may be described by the following
words: the moving magnetic field of one part of the motor, for instance the stator, induces currents in the
conducting parts of another part of the motor, the rotor. Between the magnetic field of those induced
currents and the moving magnetic field, there appears a mutual action, resulting in the fact that the parts of
the machine in which the moving magnetic field is being created attract the parts of the machine in which
the electric current was induced, creating by that an mechanical torque. The discovery of that natural
phenomenon happened by the beginning of the nineteenth century. The constructors of compasses, sailors
compasses, noticed that the kind of support on which the pivot is mounted influences the oscillations of the
magnetic needle. The phenomenon was described in 1824 by the Paris constructor of instruments Gambey,
and the French astronomer Arago presented in the same year in the French Academy of Science a work in
which he presented data about the oscillations of the magnetic needle above wood and copper supports. In
the next year, he made the well known apparatus which consisted of a magnetic needle below which a
copper disk was rotating. At small rotating speeds, the needle deviated at an angle proportional to that
speed, and when the speed was high enough, it rotated in the same sense as the copper plate. That
phenomenon was called the rotation magnetism and it was mentioned during decades in textbooks of
physics. Concluding quite rightly that the law of action and reaction must be valid in that phenomenon as
well, Babbage and Herschel constructed a device in which, under a copper plate mounted on a pivot, there
rotated a permanent magnet in the form of horseshoe. By rotating the magnet they created a rotating
magnetic field which towed the copper plate and made it rotate in the same sense as the rotation of the
magnetic field. Those phenomena were studied by many scientists of that time. Therefore, it was
discovered, in the third decade of the nineteenth century that a copper plate rotates in the rotating magnetic
field; that was the discovery of a natural phenomenon which will be used, many years later for the
construction of the best electric motor.

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III. KNOWLEDGE
The scientists were not able to describe quantitatively the laws of nature which would explain the Aragos
rotating magnetism. Moreover, they explained wrongly that phenomenon by Coulomb forces, believing that
the copper was temporarily magnetized. Only after the discovery of the law of electromagnetic induction, in
1831, and after the introduction of Faradays notion of magnetic lines, satisfactory explanations of that
phenomenon were given. Faraday and other physicists came to the conclusion, by mid-nineteenth century,
about the unity of electric and magnetic phenomena, about their dynamic connection. Maxwell, the follower
of Faraday, translated all existing knowledge and experience of his contemporaries into several
mathematical equations, which got eventually his name. Those Maxwells equations describe completely the
electromagnetic phenomena and represent a unique monument to human capability to describe, by several
symbols and mathematical relations, quite complex laws of nature. Today, Maxwells theory of
electromagnetism is indispensable for the complete understanding of the function and of the construction of
devices and machines of classical electrical engineering. In the nineteenth century, however, it was little
known by the engineers and the inventors of electric devices.

IV. INVENTIONS
In real life, we seldom meet inventors who are equally gifted for theoretical-mathematical thinking and
physical practical understanding. Most often it happened that inventors, even those who are most important
for the development of civilization, were not, at the same time, the best theoreticians of their time. Maybe
inventions are rather the result of chaotic than of systematic thinking. Maybe the scientists strictness and
severity hamper the imagination of the wisest people.
Hoping that we will not be wrongly understood, we will mention, three quotations connected to that
problem, quotations expressed by people of highest knowledge, wise people who deeply respected the
capability of their contemporaries to think and create in their own peculiar way. ...The absence of complex
analytical formulas often makes easier the concentration for the physical understanding of problems, for
more lively observation and better understanding of the substance, than when the electric phenomena are
viewed through the clouds of mathematical symbols, Sir J. J. Thompson, Elements of the Mathematical
Theory of Electricity and Magnetism. ... Ignorance contributes much more frequently to selfconfidence
than knowledge, Charles Darwin, The Descent of Man. ...Make it possible to them to invest effort and to
express their ideas by words, without the use of symbols, and if they succeed in doing so, they will show to
us that we are incapable, and they will enthusiast themselves during the explanation, and they will even
doubt that the ideas expressed may ever find the way out of equations James Clark Maxwell, The Scientific
Papers These quotations were mentioned primarily in order to shed light on the specially gifted men the
inventors. The first quotation tells us that sometimes it is possible, without completion of schooling, without
the knowledge of high mathematics and theoretical physics, to understand the natural phenomena and to
create.
The second quotation explains the fertile self-confidence, but often also the fascination with the idea which
the inventor can not evaluate objectively, as well. The third quotation speaks about the special talent of
some people to see things which the majority of their contemporaries can not understand without relying on
mathematical formulas. Maxwells quotation concerns the exceptional people who are capable of
understanding and explaining some phenomena, in accordance with scientific truth, without the usual
theoretical and mathematical justification. Our Great Man, Nikola Tesla is a typical example of such person.
Regarding the debate, which lasted almost during half a century, about the primacy for the invention of the
induction motor, let us mention the following facts. Babbages and Herschels apparatus for the
demonstration of rotating magnetism and of the rotation of the magnetic plate is not the predecessor of the
induction motor, but the hint of the natural phenomenon which is the basis of the function of the induction
motor. In that apparatus, mechanical rotation is obtained from mechanical rotation, therefore it is a kind of
rotating induction clutch. It may be said that the predecessor of the induction motor is the Baileys apparatus
in which the alternate switching off and on of the current in four coils results in the progressive movement
of the magnetic field which induces the rotation of the copper plate which is placed above those
electromagnets. This invention was shown by Bailey in the London Physicists Society on June 28th, 1879.
Tesla knew about that Baileys invention and mentioned it in his patent application of

78

La seconda rivoluzione industriale


October 12th,1897. It is true that in Baileys apparatus polyphase currents which flow through the spatially
shifted coils are created, which creates a rotating magnetic field. However, Baileys apparatus can not be
called a practical invention of induction motor, due to the following reasons. First of all, the obtaining of
polyphase currents by switching direct current off and on by a mechanical switch provokes big losses of
energy, and, secondly, that switching of current produces impermissibly strong sparking which destroys the
contacts of the switch. Bailey described correctly the phenomenon of induced currents in the copper plate,
the rotor of his apparatus, and understood how, in accordance with the electromagnetic theory, mechanical
torque which makes the copper plate rotate, is created. He was, at the same time, quite conscious of the
fact that his invention is not the invention of a practically usable electric motor. Very modest, when one
present professor asked him jokingly what power may be created by his motor, he answered that, for the
moment, that motor could be viewed only as a scientific toy.
However, his idea that a rotating magnetic field may be created by switches was not only correct, but was
practically achieved after one century. Today, we get, by the use of semi-conductors polyphase alternate
currents for the drive of motors whose velocity must be changeable. It could even be said that the Baileys
system is being used presently in modern railway engines. Independently from Tesla, and, probably, at the
same time, Ferraris invented and made a laboratory model of two-phase induction motor. He obtained the
magnetic field by passing two phase-shifted alternate currents through two coils physically shifted for 90
degrees.
The rotor consisted of a cylinder made of copper. Although knowing very well the electromagnetic theory, he
made two mistakes in the analysis of the function of that motor: he neglected the leakage of the flux in the
rotor, and he observed, nobody knows why, the efficiency at maximum power of the motor. Because of the
first mistake he could not understand why the motor does not have the highest torque at start, and because
of the second mistake he came to the wrong conclusion that that motor cannot have the efficiency higher
than 0.5. That conclusion provoked the famous Ferraris s statement, often mentioned when people talk
about the need of caution when coming to theoretical conclusions without practical check, that a motor
made in such a way, that means the induction motor created by polyphase alternate currents, can not be of
use in industry to transform electric energy into mechanical work! What a mistake of a talented inventor and
respected professor!
We will not describe the research of Marcel Deprez, of Bradly and of others who also described the devices
in which the rotation of the rotor was achieved by polyphase currents. All those attempts only illustrate the
fact that the time was ripe for the most important invention of Nikola Tesla. Tesla explained very clearly, in
his patents applied for in the fall of 1887, and admitted and published on May 1st, 1888, the invention of
polyphase induction motor and he was the first, today there is no doubt about it, to obtain all patent rights
for that invention.
Tesla, as a difference from his contemporaries, was the first to prove experimentally that induction motors
with high degree of efficiency can be made. Tesla understood in a visionary way the importance of his
invention for the development of civilization and announced that, without hesitation, to the world. As it is
well known, he not only invented the motor, but predicted unmistakably the importance of that motor in the
system of production, transmission, distribution and use of electric power, the polyphase system of
alterating currents, which made possible the modern life on our planet during already more than 100 years.

V. INVESTING
People who have money and who are capable of earning money play a very important role in the creation of
goods, although they are often underestimated by the scientists. They adopt important decisions about the
investments of money in research and, in the case of positive results of the work of researchers, they
organize the production. Without their support, many inventors remained unknown.
When they learned about the inventions of Nikola Tesla, many businessmen in the New World offered to him
money and help in patenting, with the condition that he transfers to them a part of his possible earnings. It
is known that the first Teslas patents, which he signed as the only inventor, were registered with the right
of share on the name of Mr. Peck. It is also well known that Nikola Tesla concluded a very advantageous
agreement with George Westinghouse, for conceding the right of use of his patents. Without those people,
and many other similar people, Tesla would not start the era of broad application of polyphase alternate
currents, suitable not only for distant transmission of power, but for electric drive as well. The investors
helped Tesla to protect in time his inventions, to make the first motors, helped his name to become one of
the most famous in the world.

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La seconda rivoluzione industriale

VI. CONSTRUCTION
Another very important step was necessary from Teslas invention of the motor until the motor which started
moving the world industry: the design and construction of motors. It
is obvious that the construction of the induction motor was not and could not have been the achievement of
one man only. The construction and theory of every device, including the induction motor, is the
achievement of a great number of talented, educated and experienced people. In the creation, the role of
the inventor is obviously the most important one, but it would be quite wrong to think that the inventor
should, and must be capable of constructing his invention by himself, and to present the theoretical
explanation of the function of the invention. There exist many data which show that Tesla wanted, at the
beginning to make a synchronous reluctant motor.
That is shown also in his patent application No. 252.132 of October 12th, 1887. Tesla constructed the
induction motor which functioned efficiently in October or November 1887. That is confirmed by Teslas
words written in the patent application No. 256.562 submitted on November 30th, 1887 in which, he wrote:
"I discovered that better results in that system may be obtained if the rotation of the poles is primarily used
for the induction of currents in closed conductors which are under the influence of the field of the motor, so
that the rotation is the consequence of the reaction of those currents and the field. The Westinghouse
Company bought the rights of use of the patents, and engaged Tesla to work on the construction. Tesla left,
after one year, the Westinghouse factory and continued by himself the research in other fields of electrical
engineering, and then in mechanical engineering as well. In their pioneer constructors work, Westinghouse
engineers did not find the best way. They made motors with salient poles and with frequency of the existing
133 Hz grid, unsuitable for the induction motor.
They succeeded in making single phase motors of small power and to sell them successfully to consumers
which had used already for years Westinghouses grid of alternate current for electric lighting. They spent,
without success, a lot of time and efforts in the construction of induction motor for the drive of streetcars,
with important negative economic consequences. The reason for that failure is understandable: it was
impossible, and it is still impossible, to achieve economical function of an induction motor which is supplied
with current of constant frequency, and should function with variable speeds.
According to its nature, induction motors function economically only when they turn at a speed a little
smaller than the speed of the rotation of the magnetic field, which is constant if the frequency is constant.
At present, the streetcars are still driven by direct current motors, while railway engines are driven, since
several years only, by induction motors supplied not with constant, but with variable frequency coming from
semi-conductor power converters. So, they started along wrong ways in America: the first one was when
they made motors with salient poles, and the second one when they tried to make a traction induction
motor for the existing single phase Westinghouse grid with 133 Hz.
In the meantime, in Europe, a group of excellent engineers worked on the construction of the Tesla's
asynchronous motor, as it is called on this continent. They not only constructed very good motors, but
succeeding in excellent selling and application of those motors, made them the moving force of the industry.
Out of those engineers we should obviously mention Brown from the Oerlikon Company in Switzerland and
Dolivo-Dobrowolsky from the AEG Company in Germany. They are responsible for the very successful
construction of motors without salient poles at the stator and rotor, for putting windings into slots and for
the construction of squirrel cage rotor, for the shift from the two phase to the three-phase Teslas polyphase
system. They should be complimented for the fact that for one time they made induction motors better than
those which were made in America, and for the fact that they pointed out, in the best possible way, the
obvious advantages of Teslas motors for the drives with more or less constant speed.

VII. TESLA: RESEARCHER, INVENTOR OR CONSTRUCTOR?


George Westinghouse, who made it possible to Tesla to materialize many of his ideas, said once, with deep
respect and friendly feelings, but with a mild reproach, from the business point of view: Tesla considered
himself as not being an engineer, a constructor of new machines, just a researcher of new phenomena.
Undoubtedly, Tesla, regardless of what he spoke and of what he wished, was a scientist-researcher, and
inventor, and a constructor. Soon after his arrival in America, he became famous as an excellent engineer
and successful inventor of useful practical devices. He had a modest income, and could spend a part of that
income to experimental verifications of his inventions. He indefatigably thought about polyphase alternate

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La seconda rivoluzione industriale


currents and motors. He succeeded in finding sponsors who helped him apply for his most important
patents. After the fame he acquired, and with the money he got from Westinghouse for ceding his patent
rights, he did not work intensely on the construction of the polyphase induction motor.
He devoted himself to new research. He wanted to achieve wireless transmission of energy to big distances
and to make a high tower from which energy would be sent to the most distant places on our planet. He
invested in that research his famous perseverance and his talent, and also enormous amounts of his money
and of money of other people (several hundreds of thousands of dollars of that time).
Although he did not attain the desired objective, during his indefatigable experimental research he
discovered many other phenomena important for science. Let us mention just several such discoveries: the
phenomenon of resonance of two inductively coupled helixes by the spread intercoil capacity, the
harmlessness of his high frequency currents to human body, the properties of high frequency
electromagnetic waves, the phosphorescence of rarified gases in tubes under the influence of the high
voltage obtained by his transformer, etc. Therefore, Tesla was a very successful researcher, he discovered
important phenomena, but, like all researchers, he had to face the full bitterness of failure: he did not
discover a natural phenomenon which would allow his imagined wireless transmission of energy. Bearing in
mind his, for that time, admirable successes in the construction of apparatuses which he used in his
research, Tesla had to be an exceptionally good constructor, as well.
The knowledge and skill necessary for the construction of the high frequency generator of voltage, which
produced the unforgettable and extremely popular lightnings, strongly confirm that opinion. Even today, one
needs a lot of skill to make a capacitor for high voltage, to achieve insulation between the windings, to make
devices for synchronous abrupt cutting of current. A lot of constructive talent was necessary to make
detectors of electromagnetic waves and innumerable other devices, including, as it is well known, many
mechanical devices.
Therefore, Tesla was a scientist-researcher, an inventor and a constructor. Respecting the results of his
intellectual and experimental work according to their contribution to mankind, it should, however, be
underlined that his most important works belong to the class of inventions, primarily in the field of electric
power industry. Tesla found out how a rotating magnetic field may be obtained by polyphase alternate
currents. Tesla found out how current can be established in the rotor without brushes and collector by
electromagnetic induction. Tesla invented the system for the production, transmission, distribution and use
of electric power. In his statements, Tesla always attracted American journalists, and became a legendary
person. Since the unit of magnetic induction is called after his name, Tesla is presently the most famous
Serbian name in science, and it will be such for centuries.
Therefore, both scientists and laymen should talk with great respect not only about Teslas most important
achievements, but about the entire work of Tesla, regardless of the fact that it is presently determined what
Teslas ideas were attainable and what were not, what are in accordance with scientific truth and what are
not. In evaluating Teslas scientific work, one must take into account the time in which he lived and
underline the fact that by the end of the nineteenth century it was pertinent to study the nature and to
verify the ideas in the way Tesla did.
Tesla, like every researcher, had sometimes to chose , like a traveler at a crossroads in an unknown region,
the way to take. And, naturally, it happened sometimes, as it happened to other great researchers, that he
did not choose the best one. Let us imagine what would happen had he, instead of looking for the ways of
wireless transmission of energy, directed his talent and his enormous working energy to the research, so
near to him, of the apparatuses for the transmission of signals by electromagnetic waves. Maybe he would
be presently admitted and glorified as the inventor of radio. When talking about the construction of
induction motors, we cannot, at present, understand what made Tesla write, in his famous lecture in 1888,
the following: It seems that the torque is biggest when neither the stator nor the rotor have salient poles;
however, as in that case the concentration of field cannot be big, probably the best solution is to leave the
salient poles on one part of the motor only. Today, we know and we understand why the lack of use of the
slots and of sinusoidal distribution of the magneto motive force slowed substantially the commercial success
of Teslas motor in America. The physical process of the creation of the mechanical torque in induction
motor is quite complex. It is not the result of the action of electromagnetic forces on the conductors with

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current, as it is explained in most of the textbooks, but of the action of Maxwellian pressure on the walls of
the slots.

VIII. CONCLUSION
Although being very simple from the construction point of view, Teslas induction (asynchronous) motor is a
very complex device, regarding the description of the phenomena which take place in it. Many people took
part in the discovery of the natural phenomena which happen in induction motors and in their construction,
but Teslas contribution was of key importance. Tesla was the first to describe his invention mentioning data
about the motor which functioned efficiently, which had both the rotor and the stator of iron, with polyphase
windings at the stator and at the rotor. His primacy regarding the patent applications is doubtless. He got
the greatest possible acknowledgement for his achievement: that magnetic induction is measured by units
bearing his name. Teslas idea of the application of polyphase currents for the production, transmission,
distribution and use of electric energy, the system which he invented and patented, is obviously, as the
contribution to the modern civilization, one of the most important engineering achievements.
When he became famous, Tesla sometimes dared to talk about many innovations which he or other
inventors would discover in the future. He was right in many of his predictions, as, for instance when he
talked about teleautomatics, or about fluorescent lighting, but many of his ideas were unrealistic. In that
way the enormous money he earned, of the order of magnitude of hundreds of thousands dollars of that
time, he spent on the unsuccessful project of wireless transmission of energy. Also, his great efforts to
produce turbines and pumps without blades, were commercially unsuccessful.
Teslas listening of the universe, in the hope that he would catch messages from Mars or from some other
planet did not, as we know, bring positive results. But, should those attempts be blamed? In his old days,
Tesla distanced himself from pragmatic engineering constructions and indulged in philosophical debates. In
financial misery, in which he would end his life had it not been for the material assistance he got from his
fatherland, he presented ideas which were harmful for his reputation, like for instance the murderous rays
he believed he invented, which would protect the weak and prevent the arrogant big armies from starting
wars.

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4
APPENDICE
How were Patent Rights from Nikola Tesla Stolen
SIXTH INTERNATIONAL SYMPOSIUM NIKOLA TESLA

Milan Boi1

October 18 20, 2006, Belgrade, SASA, Serbia

Abstract On the occasion of marking the commencement of works at Niagara Falls on


12th January 1897, talking about the monuments left by the inventors to the civilization,
Tesla said We have numerous monuments of past times, we have castles, palaces, Greek
temples and cathedrals. They reflect the strength of people, the greatness of a nation, the
love towards art and dedication to religion. This monument at Niagara denotes the
beginning of harnessing the forces of nature to human needs and the salvage for millions
of people. Regardless of all our endeavours we still depend on the inventors. Our
economists may propose more efficient management methods, our lawyers may create
wiser laws, but without the inventors we can not live better lives. To reduce poverty we
need more inventions. With sufficient inventions at disposal we can fulfil lots of wishes and
provide guarantees for a safe and comfortable life to all, save for, perhaps, those who are
the greatest of all villains the ignorant and idlers. Development and wealth of peoples
and progress of the entire human race depend on the number of inventions.

Keywords Nikola Tesla, Niagara Falls, Patent.


I. INTRODUCTION

Number of inventions the basic impulse which prompts material development of mankind is created by
inventive people. They are spiritual people inventors, as Mihajlo Pupin put it who is not guided by greed
for money, but by care that material progress is everywhere accompanied by spiritual growth, thus expelling
greed and hatred from the human heart by applying the most powerful spiritual force the power of love, in
the way the Christian philosophy also pleads for. Therefore, inventions are not merely economic, but also a
human and spiritual category.
The inventions originate from the earliest period of human existence and the idea of protection and fair
reward of their authors date back to the period of Ancient Greece, the age of Pythagoras. In Europe greater
attention to inventions was devoted in the Middle Ages (XIV and XV century), when inventors were given
various privileges.
Frequently the kings granted such privileges for new products and innovations that stimulated economic
development. In addition to the exclusive right of the inventor to manufacture his invention, the privileges
implied protection of the privilege holder from powerful guild organizations. At that time, the entire economy
was organized by guilds and there were no free economic activities out of control of such organizations. The
guilds were particularly unfriendly towards inventors among their members because they feared from
disruption in the strict system of internal relations.
Contrary to them, the wise kings invited craftsmen (not only from their countries) to apply their knowledge
in the advancement of production of material value, whereby they protected them by privileges. It is found
in literature that the first privileges were known about 500 B.C. in the Greek colony Sibaris, in the south of

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La seconda rivoluzione industriale


Italy. There was a privilege given to a cook who invented a new recipe for preparation of a dish that meant
his exclusive right to prepare such dish for the period of one year. Let us mention here the Venetian Decree
from the year 1474, which is also known as the Venetian Law, although it is not what it is (because the
authorities decide whom the privilege is to be granted to). This assertion is supported by the application of
Galileo Galilei from the year 1594, who requested the privilege for his invention device for water transport
from the Venetian authorities. We will also mention the privilege that was granted to Pascal in the year 1649
for the invention of the calculating machine and the privilege to Higgens for the clock mechanism. Still, the
famous English Statute on Monopolies from 1623 passed by the King Jacob Stuart I can be considered to be
the first patent law. This Statute proclaims all monopolies illegal, excluding the ones resulting from the
inventions. England, France, USA and Germany were the leading counties in the field of patent law from the
fifteenth to nineteenth century and establishment of the International Patent System in 1883 or Paris
Convention. At the time of the King Milans rule Serbia was one of the 11 founding countries of this
Convention. The first modern patent law based on the ideas of the French Revolution was first adopted in
USA in 1790, and then in France in 1791; Brazil, 1809; Austria, 1810; Russia, 1812; Prussia, 1817; Belgium,
1820; Spain, 1825; Mexico, 1836; Chile, 1840, Portugal, 1852; England, 1852; Italy, 1859, India, 1859, and
other countries. In Yugoslavia such law was passed only in 1922.

II. PARIS CONVENTION


Paris Convention represents international basis for the national patent systems and covers the markets in
the countries where the patents could be potentially applied, retaining monopoly in production. It was
signed in 1883 by 11 countries, and negotiated between Belgium, France, Great Britain, Italy, the
Netherlands, Portugal, Serbia, Spain and Switzerland from Europe; Brazil, Ecuador, Guatemala and El
Salvador from Latin America and Tunisia from the Northern Africa. USA joined in 1887. From the very
beginning the Paris Convention has been a privilege of the rich. It was revised 6 times: Brussels, 1900;
Washington, 1911; the Hague, 1925; London, 1934; Lisbon, 1958; and Stockholm, 1967. In addition to
these six successful diplomatic conferences the other two were in Roma in 1886 and in Madrid in 1890. Each
of these revisions affirmed monopolistic right of the foreign patentees, making their market function
stronger. The main conflict of interests of the foreign patentees from the technologically developed countries
and the public interest of the developing countries has been interweaving in this Convention.
The developing countries have been fighting against this, especially after the World War II in order to
redefine the whole system of the industrial property, with fairer relations, both on the national and
international level. Unfortunately, it all came to nothing because at the end of the twentieth century
someone had an idea to transfer the patent system from UNCTAD (specialized UN organization for trade and
development) to GATT the club of the rich (General Agreement on Tariffs and Trade), and thus weaken
manufacturing role of the patent at the expense of the poor countries. Some of the essential articles of the
Convention are briefly given in the further text. The first Article deals with definition of scope and contents
of the industrial property. The second Article guarantees equal treatment of patents from all countries, rich
or poor, weak or strong, developed or undeveloped. This apparent equality between the very strong and the
very weak is a continuous advantage of the powerful companies from the developed countries on the
underdeveloped markets.
The Convention states in details the manner in which the signatory countries should adopt new and abolish
the current laws in order to respond to the main purpose of the Convention to protect only the rights of
the patentees, but totally neglecting their obligations. Article five represents a historical compromise
between the conflicting interests of the patentees and the public interests. It treats a key issue of approval
for the use of the granted patent whether it is really used in the country granting the patent right or not.
In this way it becomes legitimate that importation of articles manufactured in any of the countries of the
Union by the patentee into the country where the patent has been granted shall not entail forfeiture of the
patent.
The Article 5A strictly limits a compulsory license by setting very severe preconditions. As a consequence of
that and the insufficient knowledge about the importance of this license it took more than 100 years of
struggle to get only 20 favourable legal decisions which protect the public interest. In Canada, where this
problem draws much greater attention, such compulsory license often protects public interests. However,
there is an aspect deserving special attention.

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La seconda rivoluzione industriale


The Convention could become acceptable provided major compromise is made between the private interests
of the patentees and the public interests. To that end, it would have to acknowledge the main freedom and
flexibility of the member countries to make their own regulations in accordance with the way they
understand their own national interest and the degree of their economic development. The Convention has a
unique system as indicated by the provision concerning its revision requesting unanimous consent. Veto
system, limited to only five UN Security Council members, is only pale reflection of the practice introduced in
the Paris Convention much earlier. Even the procedure of withdrawal from Convention is rather complicated
and time consuming. It can last five to six years. Had the Paris Convention (international patent system)
been intended to protect the inventors from its very beginning, which is one of its main tasks, Nikola Tesla
could have not been robbed. To date, it has unfortunately been protecting only the powerful transnational
companies in their greed, or the powerful states to the disadvantage of the weaker inventors in protecting
their rights and the spiritual values.

III. PATENTS DECISIVE FOR STAGES IN INDUSTRIAL DEVELOPMENT


A patent is not only an economic, but also a human institute. Partly it protects inventors, but it is more a
driving force of the industrial revolution. The three patents determined the First, Second and Third Industrial
Revolutions. Some people think that industrial revolution did not begin with the invention of the steam
engine, but with the invention of the water-mill. All main characteristics of the industry powered by the force
of water that existed in the Roman Age are the heritage of the Hellenic World.
The medieval Christianity was the first civilization to know how to use the machines for different needs. The
water-mill was also used for some other purposes: driving of the rollers, crushers, coal milling, olive
squeezing, fruit pressing, etc. However, a big disadvantage of the water-mill is fixed location of the water
power, as well as of the power of wind. At that time, there was no known way to transmit this energy to the
other location for use. That was achievable by means of the electric power only at the end of the nineteenth
century, with the appearance of a large number of inventions created by Faraday, Gramme, Swan, Jablokov,
Edison, Tesla and others. Still the world counts the First Industrial Revolution from 1769, when James Watt
patented the first steam engine. He solved the technical problem of translation of straight line piston
movement into the rotary motion of the flywheel. He invented the automatic distributor and capacitor and
used steam expansion on both sides of the piston. In this way he created the practical machine which was
the only driving unit in the factories, mines, mills, textile and other factories for more than one century, until
the end of the nineteenth century. In the field of electricity, the nineteenth century gives birth to a large
number of the significant inventions that enabled the Second Industrial Revolution which begins with Teslas
patents. Great English scientist and inventors Faraday and Maxwel can be mentioned here.
The first invented electromagnetic induction in 1831 and enabled production of electric energy in dynamoengine. The second invented magnetic flux and the way it transmits its energy through space. Faraday
invented electric motor and thus helped Morze to invent electric telegraph in 1837, Reis and Bell to invent
the telephone, the former in 1861, and the latter in 1876, Mihajlo Pupin to invent long distance voice
transmission and Gramme to invent a practical dynamo-engine and electric
motor in 1868. The Belgian Gramme made a great achievement and the true electrical engineering begins
with this invention. The Grammes machine made it possible for the great Russian inventor Jablokov in 1876
to invent electrical lighting by using his invention of arc lamp, and for Edison and Swan in 1879 to invent
electric bulb, which was greatly facilitated by the scientific research work of the Russian scientist Ladigin.
Jablokov is the inventor of the transformer which converts alternating current of certain voltage into some
other voltage. This transformer was patented in England in 1877, and Jablokov was considered to be an
inventor of electric lighting. In the nineteenth century Europe started to integrate science and technology
aiming at application of the scientific results in industry through the epochal inventions.
The process started in Germany in 1887 when Siemens founded the Technical Institute for Experimental
Research where Hemholz, Herz, Kirchhoff, Plank and many others, including our scientist Mihajlo Pupin,
worked. In the second half of the twentieth century Intel microprocessor (USA, 1971) invented by Ted Hof,
an engineer, started the Third Industrial Revolution, which opposite to the first two industrial revolutions
that found substitute for the physical labour, provides machines that can even replace the human brain.

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La seconda rivoluzione industriale


IV. INNOVATION MOVEMENTS
Prevalence of the philosophical learning of Democritus Archimedes Bacon Newton created the
preconditions for the development of the Innovation Movement in some countries. It originally started in the
European countries in the seventeenth century and later on, first in England, Germany, France and other
countries in the eighteenth century the real inventor movement was active. In the nineteenth century it
extended to USA, where a powerful Innovation Movement was established which was active through the
whole twentieth century. After the World War II, owing to the Innovation Movement, Japan developed so
fast that it was justifiably called the world economic wander. In Yugoslavia, organized Innovation
Movement was active after 1975, upon decision taken on the highest level of authority in the country. In
order to accelerate its economic development China also turned towards the Innovation Movement in the
1980s, and today it is the world economic power.
The innovation activity in USA deserves special attention. This activity was promoted by: Franklin,
Washington, Hamilton, Adams, Jefferson, Madison, Lincoln and others. It was initiated in the eighteenth
century and it intensively developed in the nineteenth century creating a country of powerful economy. It
could be said that these leading figures, some of them the US presidents, initiated material progress not only
of America, but of the contemporary civilization on the basis of the Newton learning. The genius of
Washington reflects in the fact that, as the first elected US president and the creator of the Constitution of
USA, he realized that he had to create additional centripetal force in order to preserve the Union, which was
initiated with thirteen countries. This additional force was the strengthening of economical links between
these thirteen countries after USA started to expand across the vast territory between the Atlantic and
Pacific Oceans.
In the nineteenth century America experienced a powerful economic growth. In this period the inventors
were much appreciated, some of them even became national heroes.
They were the men of progress associated in the union of inventors the famous Cooper Union. Some of
these inventors from the very foundation of the Union were: Peter Cooper, Mc Cormick, Witney, Fulton,
Westinghouse, Morris, Goodyear, Erickson, Gatling, Edison, Bell, Tesla, Pupin and many others. These
names were very popular among American people and every man heard about them. America rejoiced at
every new invention because it was well aware that it would speed up social and economic progress of the
country. It would be interesting at this point to give the example of cotton gin invented by Eli Whitney in
1793, and what it meant for the American people.
This relatively simple machine very soon provided an enormous economic power to the Southern countries
which produced cotton. Before this invention the cotton fibres had to be manually separated from the
seedspods, so that only a half of kilo could be produced in one day. Now a slave could easily gin 25 kg of
cotton, which quickly became a lucrative business of national interest for the American South.
Since the times of Washington the Presidents of USA, as a tradition, have been regularly receiving the most
successful inventors once a year to present the awards. On the occasion of celebration of the fiftieth
anniversary of the Edisons invention of bulb in 1929 the American President Herbert Hoover expressed his
personal acknowledgment to the great inventor and the entire nation celebrated this as a national holiday.
This fiftieth anniversary of the invention of bulb was celebrated worldwide and at that time Edison was 83
years of age. On that occasion on the very day when the bulb was invented, on 21st October, the lighting in
the entire America was turned off for the duration of two minutes.
At that moment Edison remembered the time of fifty years ago when his first bulb had been turned on he
had not left that bulb staying there for 45 hours until it had extinguished. He was young then, 33 years of
age and full of faith that his bulb would conquer the whole world and that he made something big for the
mankind. When Edison died in 1931, the US President gave the eulogy personally at the funeral.
That is the America in which worked one of the columns of the technological revolution our Nikola Tesla.
Tesla solved the technical problem of universal significance - electrical transmission of power along very long
distances. Thus, with his basic US patents 381968, 382280, 382279, 390413, 391414 he caused the Second
Industrial Revolution.
Lead by Newton and Galileo the scientists discovered the laws of substance in motion, and lead by Faraday
and Maxwell the laws of electricity in motion. These are laws of nature, as eternal truths. The inventors
James Watt and Nikola Tesla initiated the First and the Second Industrial Revolution with their inventions of
steam engine and induction asynchronous motor. Before the Watts invention, the man had to perform all
the heaviest work by applying the force of his muscles.

86

La seconda rivoluzione industriale


Maximum use of electric energy and transmission of its power along very long distances started after Teslas
invention of polyphase system, contrary to steam engine. Until that time the engineers applied only direct
current, convinced that it was impossible to make suitable motor for alternating current. Even after
publishing Teslas patents in USA and Europe, the experts retained such opinion until 1890. Alternating
current has a number of advantages, it is easily generated, and its transformer enables transmission along
very long distances in a very economy efficient manner.
The first official success of the polyphase system was achieved during the Frankfurt Exposition in 1891.
Electrical power was transmitted along distance of 100 miles whereas 30,000 V line generated the power to
the three-phase motor designed by Dolivo Dobrowolsky. The entire project was managed by one of the most
world famous engineers at that time, C.E.L. Brown, who admitted later: It is Tesla we have to thank for the
three phase current applied near Frankfurt. Dobrowolsky claimed that he was the inventor of the key motor
of polyphase system and that Tesla was an imitator, belittling Teslas 20 H.P. motor with short circuit rotor,
which Tesla sent to the Frankfurt Exposition. It took a while until Dobrowolsky realized that only Teslas
motor was the first practically usable induction motor, because its efficiency ratio was over 90% and its
weight much lighter.
The great manufacturers lead a struggle against introduction of alternating current, although their system,
in fact, slowed down industrial development due to numerous limitations. First, all mechanically generated
currents are alternating currents; with one complicated device commutator, which is the cause of many
accidents, this current is translated into direct current through a motor making progressive shift of poles to
achieve motor rotations. Both these actions are unnecessary in the new system (alternating current
rectification in the generator and change the direction of current in the motor), because Tesla invented a
motor in which alternating current directly shifts the poles, US patents no. 381968, 382280, and others.
The War of Currents began between the American companies owned by Thomas Edison, who developed
his alternate current business also in Europe, and the Company founded in 1886 by George Westinghouse,
who advocated alternate current and Teslas patents.
This war was fierce until 1893, and it was lead between two interest groups of big investors with growing
needs for electrification of the American society. Tesla won the war in 1893, when the Westinghouse
Company was awarded the contract for installing all lighting at the Chicago Worlds Fair held to celebrate the
four-hundredth anniversary of discovery of America.
On that occasion a great power station was presented for the first time, and it was the biggest in the whole
world. It included 12 Teslas two-phase generators of 750 KW, which were driven by steam engines and
produced two-phase current of 9000 KW in total. The frequency of these machines was 60 Hz, and the
generators had 200 rotations per minute. In fact, they were generators made of two generators under
Teslas patent no. 487796 from 15th May 1888, as multi-polar generators with two armatures on the same
axis with the windings shifted by 90, so that the machines generated adequate two-phase current.
Electromagnets consisted of 36 poles made of laminated mild iron which were attached to the joint casing.
The armatures were constructed with grooves in which the windings were installed.
Three dynamo machines, of 200 KW each, were planned for generation of direct current intended for
excitation of poles. These generators supplied dozens of thousands of bulbs and arc lamps, which provided
electrical lighting, and also a large number of two-phase motors from 1 H.P. to 300 H.P., and commutators
which generated direct current for special purposes. Several bigger two-phase motors activated three phase
generators which generated current for various three phase motors which were exhibited in many electro
technical exhibition departments.
On that occasion the Westinghouse Company exhibited various Teslas motors and other devices which Tesla
made in his workshops in 1887 and the devices which were made by Tesla at the railway workshop in
Strasburg in 1883. The International Commission chaired by the famous British scientists-physicist Lord
Kelvin, who was against alternating current until the Frankfurt Exposition in 1891, after the success of
Teslas polyphase system in Chicago, departs from the Edison direct current system. The biggest investor of
the Niagara Falls Power Company commenced construction of the powerful hydroelectric station with Teslas
patents. The contract with the Westinghouse Company was concluded in October 1893 after 7 years spent in
worldwide search for the most appropriate solution.
The suffering of the winners Tesla and Westinghouse started only now since mass production commenced
especially in America, Germany, Britain, France, according to Teslas patents. It was disputed that Tesla was

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La seconda rivoluzione industriale


the author of the motor with rotating magnetic field, polyphase system of generation, transmission and use
of alternating current. It was claimed, completely ungrounded, that the inventor of the rotating magnetic
field was Prof. Galileo Ferraris, the Italian, and that the inventor of the induction motor and three-phase
system was Dolivo Dobrowolsky, the German. Tesla was even named an imitator, that he took the Aragons
rotation from 1825, which was presented in Paris; the motor of Walter Baily announced in London in 1879;
research of Marsel Deprez in Paris in 1880; the US patent by Charles Bradley from 9 th May 1887; and the
Pottie theory from 1888.
Aware of the threats, Tesla protected his inventions of polyphase system also in Europe in due time. In
Germany at the end of April 1888, he filed two applications for his patents with right of priority of the
American application from 12th October 1887, which included various combinations of induction motor,
generator, polyphase system transformer with transmission lines. He was granted two German patents, no.
47012 and no. 47885, as early as 1st May 1888. All the US patents are described here (381968, 382280,
382279, 381969, 382281 included in the German patents no. 47885 and 381970, 382282 included in the
patent no. 47012).
In the most significant German patent no. 47885, Tesla described the effect of the rotating magnetic field in
the same manner as it was done in the US patent no. 381968; asynchronous motor from the US patent no.
382279 and the synchronous motor from the US patent no. 381969 were presented. Although these patents
describe the inventions identical to the discoveries described in the US basic patents, the patent claims are
not identical, so that Tesla was not granted the same patent rights in Germany as in other countries.
The main reason for this fact, in addition to the control of Teslas patents, is found also in the German
Patent Law applicable at that time, according to which the application filed in other countries did not grant
the inventor the right of priority, because at that time Germany was not the signatory of Paris Convention.
Germany protected the right of priority of the inventor in all countries which joined the Convention, subject
to elapsing less than three months between the publications of the patent in one country and filing the
application for the identical patent in another country. Only in 1891, in its new patent law Germany
recognized the right of priority to the inventors. Therefore, at filing applications for all patents, in Germany
Tesla did not have right of priority as of date of filing the application for the US patents from 12th October
1887, but only from 1st May 1888, when the applications were officially received in the German Patent
Bureau.
On the other hand, in the meantime Professor Ferraris in Turin published his lectures held on 18th March
1888, in the form of a short article. The subject of these lectures was the production of rotating magnetic
field with one-phase current and one artificially produced phase. The article about this lecture way published
in April 1888, before
Tesla had filed applications for his patents in Germany. But, despite all these facts, Germany did not opt to
invalidate Teslas patents on the ground of new solution principle, because state of the art in the world
at the time when Ferraris held his lecture, included the solution of the rotating magnetic field from 12th
October 1887 and the US patent no. 381968. Teslas German patent no. 47885 relates to: the protection of
induction multi-phase motor in which rotating magnetic field produces rotation of motor and the entire
system of generation, transmission and use of polyphase currents.
The Court applies another principle of abuse of patent monopoly, for the cases when patent has only
market function, and supposedly protecting national interests, a principle intended to secure that the
international patent system remains economical, development and human institute, is converted into its
contradiction. Despite this, the State Court in Berlin invalidated both above mentioned patents on 26th
November 1898, based on the claim filed by German companies on the ground that Tesla did not apply his
patents in Germany, and that these patents only served to obstruct development of German industry, what
was completely untrue as we will see in the further text. The German State Court assumes an
incomprehensible attitude that the German three-phase system, better known as Drehstrom, did not fall
under Teslas patents. The Court claims that these are two different systems in spite of hundreds of
expertises indicating that these two systems are the same thing.
This court judgement clearly indicates how the German industry used Teslas inventions in the field of
polyphase system; what various experts tried to prove that Drehstrom did not fall under Teslas German
patents and, moreover, how the invention of polyphase current and rotating magnetic field did not belong to
Tesla, but to Ferraris and Dobrowolsky.
The proposal for forfeiture of Teslas patents was filed by the well-known AEG Company, when the licence
holder of these patents in Germany HELIOS brought the action against companies AEG, SIEMENS and

88

La seconda rivoluzione industriale


HALCKE on the ground of unauthorised use of patents. The expert of AEG Company Dobrowolsky, a great
German inventor, like many others, did everything to illustrate how Tesla had invented just an impractical
two-phase motor. The basic discovery of polyphase current and rotary magnetic field, on the basis of which
Drehstrom was developed, belonged to Ferraris.
According to the opinions of the afore mentioned, the inventor of the three-phase system was not Tesla,
but Gramme, Ferraris, Dobrowolsky, Bradley, Depre, Haselwander, Venstrem and others, who were the
pioneers in the field of development of electrical engineering. It is clear now why this was done. The
German industry needed to be exempted from legal payment for the use of Teslas patents. To this end, it
was necessary to reduce Teslas epochal achievements to certain impractical construction solutions and to
point out that Tesla had reached such solutions on the basis of the great discoveries made by others. Had
the results of struggle against Tesla been limited only on the enormous material losses suffered by Tesla in
Germany, we would not have dealt here in details with the wording of the decision of the German State
Court.
This has to be done because this decision contributed to the fact that the inventions of the three-phase
system and the basic discoveries, such as polyphase current and the rotary magnetic field, are attributed to
others in the professional literature, especially in many textbooks in different countries. At this point it
should be emphasized that the legal assessor E. Arnold, whose worldwide known textbooks on electrical
engineering speeded untruths about Tesla, participated in taking this decision of the German State Court. In
analyzing this court decision we come to many conclusions, the most significant of which will be stated here.
First of all, Tesla himself in his written statements to the court explicitly claimed that the contested German
patents comprised his three-phase system, as it was the case with these US patents and the patents of
other countries.
This is clear from his sentence when polyphase alternating current paved its way under the new mark
Drehstrom, this system was used by the German industry without authorization . Tesla submitted to the
court various expertises by German and other experts, which claimed the same. However, AEG Company
and Dobrowolsky claimed that in the world of experts it was considered that the inventor of polyhase
current was not Tesla, but Ferraris, and that the patent claim related to Drehstrom had been deleted from
Haselwanders patent no. 55978 filed in June 1889 by the decision of the Patent Bureau issued on 13th
November 1891, because this invention, allegedly, had been published earlier in the Bradleys US patent no.
390439, which, as the State Court states, had been granted to Bradley in October 1888.
The truth about Teslas inventions, although much distorted by this decision, can not be denied any longer
if we take into consideration the facts found not only in Teslas US patents, but also in the German patents
that had been forfeited from Tesla by court decision. On the basis of these facts Tesla first discovered not
only polyphase currents and the rotating magnetic field, but also the basic inventions on the basis of which
polyphase system had been created, and especially the three-phase system or Drehstrom system. The
forfeiture of above mentioned patents illustrates only the extent of significance of Teslas inventions for the
development of industry in Germany and how the truth about the true values was in the service of profit.
This court decision included another significant conclusion related to the issue of dependence of the
Drehstrom system on the wording of Teslas patents. Even if Teslas patent claims had been formulated in
the way that envisages two conductors for each electric circuit, the Drehstrom system would have been
dependent on these patents because it represents only one modification of the polyphase system comprised
in these patents. Reference to Haselwanders patent no. 55987 from June 1889 and to Bradleys patent no.
390439 is completely unfounded.
First of all, not a single word in Bradleys patent relates to the three-phase system. It is neither clear how
the AEG Company could have referred to that specific Bradleys patent, nor how the Patent Bureau could, by
its decision dated 13th November 1891, partly invalidate Haselwanders patent on the basis of Bradleys
patent. Bradley described a special application of the three-phase system in his patent no. 409450, filed on
20th October, 1888, and published on 20th August 1889. This patent relates to the three-phase generator
with closed winding which is obtained when three-phase current is
conducted from the direct current dynamo machine with three points, at 120 degrees distance between
them, on the basis of the principle of delta connection. The identical invention represents also the basis for
Haselwanders patent no. 55978 from June 1889. But, since this Bradleys patent was published on 20th
August that same year, after filing the application of Haselwanders patent, within the meaning of the Patent
Law effective in Germany at that time, it could not be used for partial invalidation. It is completely
incomprehensible how the State Court could base its decision on such mistakes. The fact that such

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La seconda rivoluzione industriale


invalidation still occurred could only be explained by taking into consideration Teslas US patents 390413 and
390414, but not Bradleys patent, which were published on 2nd October 1888, and which comprise both star
connection and delta connection with the three-phase system of 120 degree phase difference.
The mistake made by the State Court in its decision is even more incomprehensible because these two
Teslas patents were explicitly stated in the decision itself in order to prove that Tesla would have protected
the inventions comprised in these patents in Germany also if it only had crossed his mind to include the
Drehstrom system into his German patents. This mistake becomes understandable only if one supposes
that the intent was to avoid reference to these patents in connection with Haselwanders patents, due to
absence of will to give credit to Tesla for inventing the Drehstrom system. Tesla did not file applications for
these additional inventions in Germany because he considered that these additional inventions could not be
used in Germany as separate inventions without the basic inventions which were described in the German
patents and which included such special modifications. This particular fact is an evident argument against
the decision itself, which is unreasonable and misleading in its statement that Teslas German patents did
not include the Drehstrom system.
Not only the patent claims, but the entire wording of the patent application should be taken into
consideration in the interpretation of the far-reaching effects of the inventions since Teslas patents in
Germany dated from 1st May 1888. In order to understand the decision of the State Court in Germany and
the unusual procedure behind it, it is necessary to take into consideration the entire patent application of
Teslas German patents, although the extracts stated here and other explanations will be sufficient to
illustrate the lack of grounds found in the wording of the German court decision published in the court
announcements in the beginning of 1899. This text in its entirety reads as follows:

V. COURT DECISION OF THE STATE COURT AND CIVIL SENATE FROM 26TH NOVEMBER
1898
Revocation of the patents No. 47012 and 47885, the property of Nikola Tesla, the electrician, due to their
failure to work in the territory of the German Reich. The patentee should be recognized for the carrying
out not by him or the holder of his licences, but by the others against his will and with infringement of his
patent rights. Three-phase system (Drehstrom) is not covered by the disputed patents. Granting the
licence to a community capable of conforming to the obligations from the patent does not relieve the owner
from his duty to carry out which is compulsory for him. Under some circumstance, the carrying out realized
after submission of claim for forfeiture of the patent may be considered in favour of the patentee. Mistakes
of the patentee regarding far-reaching effects of his patent shall not make his excuse for failure to carry out.
In the patent dispute of Nikola Tesla, an electrician from New York, represented as the defendant and
claimant by the Helios Electrical Joint Stock Company in Cologne, Erenfeld, against AEG Company (General
electric company) in Berlin, as the claimant and defendant regarding the forfeiture of the patents 47012 and
47885, the State Court, the first civil senate at its session of 26th November 1898, made the following
Decision: The Decision of the Kings Patent Bureau of 10th December 1896 is hereby confirmed. The
claimant is obliged to pay the costs of the appeal procedure.

VI. REASONES
The claimant demands in his action of May, 1895 that the defendant be forfeited of his patents nos. 47012
and 47885 granted to him on 1st May 1888, because the patented inventions have neither yet been carried
out in the country nor any action has been taken to insure such carrying out.
This statement of the claimant was not correct, because it was Tesla who had the greatest interest to have
his inventions applied, and such Decision of the Court is not understandable. Tesla did everything to have
his patents applied, not only in USA, but also in Europe, especially in Germany by granting his licence to
Helios. Tesla, being an alien in Germany, appointed his agent The Joint stock company Helios from
Cologne. He granted an exclusive licence to this Company in 1892 for use of two patents. He made a licence
agreement with this well-known and reputable company to insure application of the patent in Germany.
Helios was not in position to build big electric plants in accordance with the Teslas patents because the
other companies, including AEG, had huge privileges. Namely, they used the patents of the defendant

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La seconda rivoluzione industriale


without paying any fee, when the multi-phase alternating current cleared the road under the name
Drehstrom.
Helios had to initiate a whole series of patent infringement claims against Siemens and Halske in Berlin and
Kemnic, Oscar von Miler in Munich, Virtenberg Cement factory in Laufen and Vilhelm Raizer Company in
Stuttgart. On the other hand, F. Lachmayer & Co. initiated the action against Helios with a motion to
determine absence of patent infringement in application of Drehstrom. Helios also took all possible actions
to use the patents in practice. On many occasions an engineer was sent to the States to obtain instructions
for practical execution of the patent; then, transformers and engines were built for the purpose of the
patent, that were stored at Helios ready for sale. The Company offered the licence to some other
counterparts.
Helios made further efforts in that regard, and after initiated claim the Company concluded a Licence
Agreement with Union Company in December, 1895. It started construction of the electric power station in
Cel, and its own factories for manufacture of the electric plants, in accordance with the Teslas German
patents, without any modifications. Helios had negotiations with the city of Dortmund and Count Henkel
Donersmark about construction of an electrical power plant. In the end, regarding the shameful court
decision, we can just note that in his German patent No. 47885 Tesla was not only the inventor of the multiphase current and rotating magnetic field, but also the patentee of the asynchronous and synchronous
motors which are the precondition for application of both the general polyphase system and Drehstrom.
Failure to mention these grand inventions in the Decision of the State Court, despite their explicit protected
status through the patent no. 47885, pursuant to German law of that time, is an unrecorded precedent in
the international patent law.

The situation in USA was not much better, because Teslas patents were also used without authorisation by
many companies during the fast US electrification. Teslas patents in polyphase systems were the cause of

many judicial proceedings, due to a large number of their unauthorised use in US, Germany, France and
even England. It is understandable, because for many years these patents covered a wide range of
generation, transmission, distribution and use of the electrical power by means of the polyphase system.
Many companies and individuals tried to use the main Teslas ideas to create their own systems, which they,
which according to them did not fall under Teslas patents.
The Decision of the Connecticut Circuit Court, USA, is of special importance for the truth, because it states
that Teslas basic patents 381968, 382280 and 382279 from 1887 comprise all systems used by different
inventors, a three phase system in particular, that has been applied in a number of modified alternatives.
That Decision was elaborated in details by the patent judge TOWNSEND, who took into consideration all
pleas related to Teslas patents. The lawsuit was initiated by Westinghouse, the owner of Teslas patents,
against New England Granite Company, which was producing multi-phase generators and engines without
authorisation.
This Decision of the Circuit Court in Connecticut, is a judicial acknowledgement that the whole polyphase
system in terms of its basic principles, inventions and discoveries is Teslas work and that the entire
development of electro-techniques, based on the main Teslas patents, resulted from the simple
implementation of the epochal Teslas ideas, and Judge Townsend says: It remained to the genius of Tesla

to capture the unruly, unrestrained and hitherto opposing elements in the field of nature and art and to
harness them to draw the machines of man..... What others looked upon as only invincible barriers,
impassable currents and contradictory forces he seized, and by harmonizing their directions utilized in
practical motors in distant cities the power of Niagara.
Townsends judgement was made public on September 19, 1900. We will quote only some of the parts from
the judgement, to illustrate how thorough and professional it is:

The patents being the subject of the case relate to the process of electric transmission of the power by use
of the mechanically generated alternating electrical currents.
..
Every mechanically generated current is alternating current in its nature. It was thought earlier that it was
impractical to use mechanically generated currents before their alternations were rectified by means of
commutators that changed the current direction so that the current flows through conductors continuously in
one direction. The currents periodically rectified by means of the commutator, which breaks current between
two direction changes and conducts it in sections are known as rectified or changed current. We should be
more careful about this difference between the alternating and changed current. The alternating current
keeps flowing in the opposite directions, in the same way as originally generated. Changed current is

91

La seconda rivoluzione industriale


rectified to flow in one direction and as such it is known as direct current. When rectified by the commutator
to become direct current, it loses some characteristics essential for its greatest effects.
Before Teslas inventions, power was transmitted only by direct electric current. Application of that power
transmission system was restricted for many reasons, one of which is unsafe use of strong currents for long
distance supply of high voltages. On the other hand, the real alternating current had practically immense
potentials in strength and voltage, and the voltage could be changed economically by a transformer.
However, in spite of all this, such fast change of direction of the alternating current before Teslas
inventions, disturbed motor operation from its start and during its rotation, except when synchronisation
with the generator was achieved. For this reason, alternating current was not applicable in situation of load
change. The problem faced and successfully solved by Nikola Tesla was: How to overcome the difficulties
occurring in use of the alternating currents and use their energy for unlimited transmission of power.
.......
His large-scope invention, briefly explained, eliminates the problem with motors, and consists of production
of progressive movement of the magnetic field (or motor poles)
by means of two or more independent alternating currents in different phases, and electric circuits that
provide independent character and phase relation of such currents
.. . . . . . .
The lawyer of the defendant says: For this reason, it comes out that the claimants request a wide-scope
patent protection. On the other hand, the Defence thinks that this
invention had been known long time ago, that its application has been in use for years, and that since the
time of Arago there has never been room for such invention, and that the state of the art is the result of
past developments, including Aragos rotation, achieved by simple implementation of the engineering skills
of the capable electricians who implemented their knowledge in accordance with the progressive needs of
the day, plus special inventions related to the motors or generators or different connecting current circuits.
It does not give any right to Tesla or any other patent owner to prevent sale of generators and motors by
possessing the patented system which includes everything.
.......
In support of their evidence, the defence refer to four published documents: Bailys article from 1879,
Siemens patents from 1878, Depres article from 1880-1884 and Bradleys application of May 9, 1887 and his
patents. Townsend mentions the German judgment and quotes, lengthily in parts, Argons rotation and

Siemens English patent from 1878, which relates to the advancement of the device for electricity generation
in a dynamo machine and regulation of the electrical power for lighting purposes. The judgement states that
on May 9, 1887, about 6 months before Teslas patent applications were filed, Charles S. Bradley filed his
application for a dynamo-electric machine (one generator for conversion of the mechanical energy into
electric energy).
Judge Townsend continues: Comparison of Bradleys application, which has been filed before Teslas

patents application, with Bradleys patent No. 409450, which was published on August 20, 1889 after Teslas
patents, reveals that the application describes the method and explains the apparatus specified to avoid
accidents with two-phase alternating currents by combining both currents in one by use of one transformer.
In the patent, Bradley omitted the description and method, and introduced the pictures, which despite their
striking resemblance to the apparatuses demonstrated by Tesla, cannot prove that Bradley made the
Concept of the Teslas idea, or that he thought to protect the subject of the Teslas invention. Because
Bradleys application is indefinite and of limited objective, and because it does not show that Bradley had
any concept of the Teslas idea of utilisation of motor on the basis of progressive movement of the
magnetic poles of the alternating currents by use of electric circuits, which provide
independence and different time relation of their phases, and because, even if Bradley was the first creator
of that concept, the concept was insufficiently described to explain the principle or method of work, and
finally, because Tesla was the first to practically implement such principle, Bradley has neither anticipated
nor limited it. The Defence placed main hopes on the article of Mersel Depre from 1880-1884, and they were
right, because Depre not only presented the principle used by Tesla, but also gave a mathematical
explanation of the rotating magnetic field. The claimants experts also say: The article explains a
mathematical fact, which has also been determined in the Teslas patents, that the polar line in a circular
magnet can move along its full perimeter under the action of the two magnetization forces in adequate
relation.

92

La seconda rivoluzione industriale


Judge Townsend quotes Depres article and says: All that Depre said was, that when a field is created

where an electromagnet changes its position in relation to the brushes, or vice versa, the angle of such
change can be reflected in another machine by means of a compass needle, which will rotate faster or
slower depending on how the magnet and brushes move towards each other, and will indicate a new angle
between the brushes and the magnet. One useful and practical application of that device was to connect it
to the power generators and use land or vessel to demonstrate change of position by means of the compass
needle on the top of the mast. These devices could not induce anybody to think that the alternating currents
can be used as the engine power source. It was an indicator only. It did not include utilization of two
different phases as a power source in generation of the permanent magnetic field. It did not rely on any
permanent, regular, progressive currents, and as demonstrated by evidence, it was, according to
recognition, only a laboratory experiment, like the Bailys device.
That Depre did not know about the concept of the Teslas idea to use regular, progressive, permanent
alternations of the current, was proved by Depre himself in his statement from 1889, after publication of his
lecture and after Golla and Gisps invention of the system of the alternating current for lighting purposes,
when he published his second lecture where he criticized that system and stated that one of the biggest
obstacles for the system is its impossible application on power transmission, and added: Further, I must
note that the alternating currents are not usable for power transmission; they are only suitable for lighting.
Finally, the proofs show, as Professor Sylvanus Thompson says in his work on that general subject: Depres
theorem was not fertile; it remained just a geometrical abstraction.
The main idea expressed and applied in Teslas patents was that fast successively opposite alterations of the
alternating current, that are regular and constant in such different phases, be used not only to prevent them
halt the armature, but also to become a source of power. To carry out that idea in practice, alternations had
to raise and fall and follow in sequence progressively and continually, as the Claimants expert says: like
locomotion lever, which has no dead point, but pushes only forward.
Teslas invention, in its essence, consists of permanent rotation or whirling of magnetic forces for
generation of power, where two or more shifted or different phases of the alternating current are developed,
and transmitted into the motor where they remain separate, and where such shifted phases are used in the
motor. Baily does not describe use of the alternating currents of the shifted phases. He just describes
intermittent movement of poles by means of the commutator or switch, and that is what Tesla denies.
Neither Siemens nor Bradley describes use of such shifted phases of the alternating currents with their
independence maintained in the motor.
What was the state of the art in 1887, when Tesla filed his patent applications?
Nine years passed since the patent was granted to Siemens, which, according to the defendants is
complete disposition of the main contents of the published patents 381968 and 382280 and reference to
them ... in the hands of skillful electricians ... would naturally lead, as can be understand by itself, to the
organization of elements that contain the system of electrical power transmission and substantially include
the system of the earlier mentioned patents. Eight years passed since Bailys lecture. Four years passed
since Marsel Depres article, who, as the defendants state, described the same thing that is claimed by the
claimant to be Teslas discovery, and explained the theory of operation, of a device which is a generator of
two-phase alternating current according to its way of function and generates two-phase alternating currents
to generate rotating field inside the motor, similar to Teslas motor. Before Teslas invention, alternating
current motors were not in use, despite great needs.
.......
Siemens, who was mainly quoted to support the evidence, does not describe any use of the alternating
currents nor reports on use of commutators, but only mentions use of these devices in the function of an
electric machine with suitable modifications that have never been described in the literature. Impracticality
of the motor with changed current direction, generated by the commutator, shows that Siemens, Baily and
others did not have any knowledge about the discovery of the Teslas invention; they took into consideration
the lighting electrical machines with commutators. Tesla was the first who discovered the way how to use
these alterations for such purposes and demonstrated both the machine and method adapted for such use.
.......
However, if the evidence presented up to now are not taken into account, and if we consider the alternating
currents and the currents of changed direction to be theoretically known equivalents, even then this is not
favorable for the Defense. They believe that the great results obtained by replacement of one known
equivalent with the other does not make an invention. But, the first substitution or application of such

93

La seconda rivoluzione industriale


theoretical equivalent for creation of a new or nonequivalent or unexpected result may contain an invention.
Tesla applied alternating current to achieve what the current of changed direction could have never given:
namely, to produce a new, unpredictable and practical power transmission system.

Careful examination of evidence lead Judge Townsend to a conclusion that Tesla made a new extraordinary
discovery, without diminishing the level of Teslas invention. It was proved that by a new combination and
arrangement of the known elements, he obtained a new and useful result that has never been achieved
before, thus leading to a new industrial revolution.
***
Judge Townsend made his Decision only after long oral judicial proceedings, where the main person of the
accused company New England Granite Co. was B.A. Berend, an expert well-known in practice. We are
giving here his statement, that was printed in the second edition of his book The Induction Motor,
published in 1921 in New York, pages 261 and 262 and reads: Twenty years ago it seemed that the author

of this book supported infringement of the Teslas patents, in connection with his employment. A large
number of the induction motors designed by him during the term of these patents, which was full
infringement of the Teslas inventions, was an undisputable reason to believe that he either did not have
trust in the validity of these patents or was deliberately involved in patent right violation. The company
where the author was the chief engineer at that time, had to be highly grateful for its development and
growth to his personal endeavors in designing and developing the electric machines, and to his successful
organization of the engineering staff comprising a whole range of excellent experts including David Hall, A.
B. Feld, W. L. Waters, Bradley T. Mc Cormick, H. A. Bourzon, Alexander Miller Gray, R. B. Williamson, Carl
Fecheimer, and others. At that time, the owners of Teslas patents initiated the proceedings against our
company, and the position of the author during these long proceedings was occasionally very unpleasant
and brought him into two minds. That is why he, feeling still bitter because of these past proceedings, now
asks for permission to publish a letter addressed to the patent lawyer of his company in the epilogue of the:
Cincinnati, Ohio, 23rd May 1901. Mr. Arthur Stam Patent Lawyer In the city. Dear Sir, herewith enclosed you
will find my comments on the report of Feinal Hiring in the case Westinghouse Electric and Mfg. Co. versus
New England Granite Co.
You will see that I am now convinced more than I was earlier that it is not possible for us to submit further
evidence which could prove invalidity of the Teslas patents that are the subject of the judicial lawsuit.
Although I am an employed engineer very willing to give you every technical support I can, according to my
official duty, on your request and for your requirements, I cannot oblige myself to speak in favor of my
employer in this case, because such action would be against my higher believes in this matter. Since you
informed me during my last visit to your office that I should be one of the experts, I think it is the best to
inform you at the earliest convenience that I am not in position to assume this task. Model maker Mr. V. J.
Sultz paid a visit to our office yesterday and I gave him all necessary instructions to make the device that we
think should be made for this proceeding.
In this way, Mr. Sultz is prepared so that we can have trust in him that this will be made and presented to
our headquarters. I remain, Sincerely yours, B. A. Berend, Chief-Engineer, etc..

This recognition of B. A. Berend is of great importance for the truth for two reasons.
First of all, it proves that publication of Teslas patent in USA was immediately followed by building the large
number of induction motors, and that their producers did not pay attention to what extent they were in
conflict with Teslas patents. Patented inventions had such effects on further development of the electronic
engineering so that some companies did not hesitate to be involved in the judicial proceedings believing the
benefits of the unauthorized use of Teslas patents would far outweigh the losses in connection with the
charges they pay for lost lawsuits. They did not shrink from any means to contest patent rights and prove
existence of the polyphase systems not covered by them. The leading experts of that time, the most
prominent of whom were Brown, Berend and others, were aware that they built multi-phase motors and
generators fully infringing Teslas patents. Berend was not only a famous designer, but also a theoretician in
the field of polyphase system and he published a whole range of scientific papers, which resulted in, so
called, pie-diagram, which is partly known in literature as Highlands diagram. That diagram is theoretical
explanation of relations in an induction motor operating under different loads, and gave great results in
calculation of motors of various sizes for different kinds of drive. Recognition from such expert is undoubtful
evidence that in the history of the polyhase system many efforts were made to diminish Teslas credits and
to link Teslas inventions to other names. Ferraris, Dolivo Dobrowolsky and many other inventors are among

94

La seconda rivoluzione industriale


*1 The Induction motor and other Alternating Current Motors, by B. A. Behrend, fellow, and past senior vice
president, American Institute of electrical engineers fellow, American academy of arts and sciences, etc. Mc
Gvaw Hill Book Company, New York: 370 senect avenue, 1921, p. p. 261 262. those who are in literature
credited for discoveries and inventions, clearly explained in Teslas patents. Townsends decision is important
from the professional aspect and illustrates that he is top patent expert. The most important is his
explanation of the term independent that relates to the multi-phase electrical circuits.
Townsend had quite correct view that the application of multi-phase currents for generation of the rotating
magnetic field in the motor essentially requires electrical circuits to provide necessary independence of
each phase in its action and that the current generated in a generator in one phase acts as such in the
motor. According to Townsend, this significant difference between these two ways of generation of the
rotating magnetic field consists of inability to use high voltages in case of direct current, while the
alternating current can be successfully used for this purpose along very long distances. Direct current is
requires a commutator, for generation and change of direction. In addition to it, a commutator which rotates
by means of a special mechanical device must be used for change of direction.
Alternating currents do not need commutators and the voltage can be changed by transformers when
necessary, while always maintaining the alternating character of the current. The third statement is that
Teslas basic patents include multi-phase generators and multi-phase motors. It is clear from the patent
claims that were denied, because they refer to the combination of multi-phase generators and motors. The
discovery of multi-phase currents is related to multi-phase generators, which do not include the generators
with separate groups of windings as were earlier used for supplying different electrical circuits in the arc
lamps. Townsends decision says that Tesla is the inventor of multi-phase generators and motors, no matter
they are two-phase or three phase currents, or three, four or more conductors are used for transmission of
these currents. The fourth statement is of principal significance, that neither Tesla nor other owners of his
patents can have the right to preclude sales of the generators and motors, but only their production. At this
point, the Judge demonstrates his knowledge of the patent system, because he does not approve so called
market function of the patent that hinders every development.

VII. CONCLUSION
It is difficult for the small nations to have great people because a genius needs great environment to
develop his ideas. The best example is Tesla. Large country facilitated creation of his patents which were the
driving force for the Second Industrial Revolution and the inclusion of his name among the builders of the
world civilization. He is a winner not only because of the Townsends decision, but because the world
generally recognizes that Tesla invented the system for the long distance transmission of electrical power.
However, it was not easy. Human malice and greed for money destroyed Tesla materially, but his spiritual
values were still shining with full radiance to the welfare of the human kind. These values could not be
diminished by the astronomer Arago from Paris, or Ferraris professor from Turin, who were attributed the
invention of the rotating magnetic field. Siemens patents from 1878, Bailys experiment from 1879 in
London, one way to generate Aragos rotation, and the research work of the great French scientist Depre
from 1880, who used higher voltages for transmission of electrical power, are insignificant because they all
fail to describe the use of the alternating current.
The patents of Bradley, a great American inventor, from 1889, did not have anything to do with the
ingenious Teslas work. Although Dolivo Dobrowolsky together with the German inventors Schuckert and
Haselwander and the Swiss Brown, made the first polyphase system near Frankfurt in 1891, the credit was
on Tesla because later they themselves admitted that all technical innovations belonged to Nikola Tesla.
There remains the shameful decision of the State Court of the German Reich from 1898, which made a lot of
problems for Tesla and almost ruined him financially. Invalidation of Teslas patents excused by their failure
to work means certain kind of compulsory license is introduced. The Court probably assessed that this was
the best way to help German companies AEG, SIEMENS and HALCKE that stole Teslas patents and close
HELIOS and other German companies which had legal production in accordance with Teslas patents. The
forces of greed destroyed only Teslas material values and all lawbreakers with their confessions and
remorse only made his spiritual values greater. Available time prevented us to address the fraud by Edison
and Marconi, a judicial proceeding in connection with Teslas radio patents, and the roles of the courts in
USA and Great Britain that consumed many decades. In his book to be published soon, the author explains
in details the German, American, French and British judgments.

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La seconda rivoluzione industriale

96

La seconda rivoluzione industriale

5
APPENDICE

Electricity

and

its

Development

at

Niagara

Falls

"One of the boldest engineering and commercial feats of the past century, the
successful development of the water-power of Niagara Falls, was the signal for the
utilization of water powers all over the world. This masterpiece of nature remains today with its beauty and grandeur unmarred, its 8,000,000 horse-power inappreciably
affected by the petty thefts of man, and its usefulness enhanced a thousand-fold."
--William

Andrews,

"How

Niagara

The American Monthly Review of Reviews, June 1901.

Has

Been

Harnessed,"

By the time planning began for the 1901 Pan-American Exposition in Buffalo, hydroelectric power generation had already
been in place at Niagara Falls for nearly a decade. As William Andrews explains in his article "How Niagara Has been
Harnessed," a charter had been obtained from the New York Legislature in 1886 to begin developing the water power of
the Falls. But those who realized the commercial value of developing the cataracts were also "opposed to the desecration
of the most impressive natural object of the world for utilitarian purposes." Add to this philosophy the establishment of the
State Reservation at Niagara in 1885 and the result was the design and construction of hydroelectric power plants that
were engineering marvels of their day. This portion of the online exhibit looks at the following players in the development
of the power industry in Niagara Falls and Buffalo.
Water Diversion, Turbines and Tunnels
The Niagara Falls Hydroelectric Power and Manufacturing Company
The Niagara Falls Power Company
The Cataract Power and Conduit Company
The Westinghouse Electric and Manufacturing Company
The General Electric Company

Water Diversion, Turbines and Tunnels

97

La seconda rivoluzione industriale


Rather than harness the water power of the Niagara River
below the Falls, hydraulic engineer, Thomas Evershed,
proposed that the water be diverted via a canal above the Falls
through penstocks to vertical shafts housing the turbines. The
Evershed Scheme would then channel the water through
tunnels running underneath the city of Niagara Falls to be
discharged
into
the
lower
river.
This canal/tunnel method was the means by which the two
major power producers in 1901, the Niagara Falls Hydroelectric
Power and Manufacturing Company and the Niagara Falls Power
Company, both of which supplied electricity to industry in the
Inlets divert water from the
vicinity of the Falls and throughout Western New York.
approximately 1 mile above the Falls

Niagara

River

The diagram at left illustrates the vertical shafts


through which water was diverted from the canals to
generator turbines. Penstocks conducted water from
the canal through 7 foot steel tubes running from
the head gates to the turbine "deck" approx. 140 feet
below. After passing the water wheels the water flowed
to the exit tunnel which carried it under the city of
Niagara Falls at a rate of about 20 mph to the lower
Niagara River. While this is an illustration of Niagara
Falls Power Company's Power House No. 2, completed
in 1904, it is nearly identical to Powerhouse No. 1,
which was in operation in 1901, supplying electricity to
the Pan-American Exposition.

The Niagara Falls Hydroelectric Power and Manufacturing Company


The Niagara Falls Hydroelectric Power and Manufacturing Company
(NFHP) was located on the lower river north of Niagara Falls.
Sometimes referred to as the "Schoellkopf Plant," after its founder,
Jacob Frederick Schoellkopf, this power plant was situated on the
bluff of the Niagara Gorge and produced primarily direct current
electricity. This plant is a perfect illustration of the influence of
industry in the development of power generation at Niagara Falls.
NFHP supplied electricity to manufacturers within a 1 mile radius
since that was the effective limitation of the transmission of direct
current. The generators installed were of various makes,
depending upon the industries to which they were supplying
power. Surprisingly, the NFHP underestimated the importance of alternating current (AC) production. As AC-driven
machinery became more commonplace in industry, the demand increased. Eventually, the NFHP would add generators to
produce alternating current.

98

La seconda rivoluzione industriale


The Niagara Falls Power Company
The Niagara Falls Power Company (NFPC) was located upriver from
Niagara Falls and produced the electricity used not only to power
industry in the immediate vicinity of the Falls but also to be
transmitted to Buffalo, Tonawanda, Lockport and beyond. This plant
is often referred to as the "Adams Plant," named so after Edward
Dean Adams, president of the Cataract Construction Company,
which erected the original power stations at Niagara Falls and gave
financial stability to the NFPC. (Adams would also direct the NFPC.)
Unlike the Niagara Falls Hydroelectric Power and Manufacturing
Company, which supplied its customers directly, the NFPCwas
design to be a centralized producer of power only. Other companies
would be responsible for transmission and distribution of that power. The NFPC generated alternating current (AC), which,
unlike direct current, can be transformed from one potential to another, to a higher or lower electromotive force, through
the means of static transformers. The development of AC and step-up/step-down transformers were key to the
transmission of hydroelectric power over long distances. The influence of engineers like Nikola Tesla cannot be
understated. As Jack Foran points out in a related essay, Tesla did not invent alternating current or the transformer.
Rather, he developed the alternating current motor, "making [AC] electricity a feasible industrial commodity." Increase the
demand for any commodity and surely the desire to supply that commodity will follow.
The NFPC supplied alternating current through the use of ten Westinghouse AC
generators of 5,000 h.p. capacity with 430 cubic feet of water turning the turbines at
250 rpm. This was the capacity of NFPC Power House No. 1. To put this into
perspective, the entire Pan-American Exposition was powered by the electricity
produced by only one of those ten generators. While a second power station would
eventually be constructed across the canal, it was Power House No. 1 that produced
most of the AC in the Western New York region at the time of the Exposition. Step-up
transformers, allowed for the transmission of that power to Buffalo and other areas via
lines owned by the Cataract Power and Conduit Company 22 miles to the city of
Buffalo. (See a diagram of the NFPC's "General Scheme of Power Distribution.") From
there, the electricity was distributed to consumers, the largest of which were the
International Railroad Company and the Buffalo General Electric Company.

The Cataract Power and Conduit Company


Incorporated in 1896 by William B. Rankine, George Urban, Jr. and Charles R. Huntley, the Cataract Power and Conduit
Company won the contract to lay transmission lines from the Niagara Falls Power Company to the city of Buffalo. The
objectives of this company were as follow: the use and distribution of electricity for light, heat or power within the city of
Buffalo, the construction of conduits, poles, pipes or other fixtures in, on, over and under the streets, alleys, avenues,
public parks, and places within the city of Buffalo for the conduct of wires and pipes and for conducting and distributing
electricity ...." 1

99

La seconda rivoluzione industriale


"... George Urban, Jr. headed the George Urban Milling Company and was involved in
banking, insurance and numerous business interests. He was an incorporator and vicepresident of the Cataract Power and Conduit Company and served as an organizer and
president of the Thomson-Houston Electric light company before it was absorbed by the
General Electric Company. In 1901 he served on the Board of Managers of the Pan-American
Exposition Company and would be a prominent figure in developing the electrical power
industry in Western NewYork.

George Urban, Jr.

Charles R. Huntley was also an incorporator of the Cataract Power and Conduit Company.
However he most famous for his role as president of the Buffalo General Electric Company
which would absorb the Cataract Power and Conduit Company in 1915. Huntley appropriately
served on the Executive Committee of the Board of Managers of the Pan-American Exposition.
See more on Huntley and the Buffalo General Electric Company.
Charles R. Huntley

The Westinghouse Electric and Manufacturing Company


Although famous for his invention of the air brake, George Westinghouse (1846-1914) envisioned alternating current as
key to the harnessing of electricity and embarked on electrical matters as early as 1885. It was at this time that he
acquired the patents for the Gaulard and Gibbs system of alternating current transmission and began research and
development using apparatus imported from England. Eventually, Westinghouse recruited engineer Nikola Tesla, acquiring
his patents for the polyphase induction motor, and continued to develop the machinery necessary for alternating current
production. Edward Dean Adams made this statement with regard to Westinghouse's AC research relative to development
of Niagara Power:

George Westinghouse

"The issuing of the Tesla polyphase patents in


May, 1888,was followed a year later by the
organization of the Cataract Construction Company
[and its affiliate the Niagara Falls Power Company]
which undertook the investigation of methods of
developing Niagara Power. Niagara plans and
alternating-current
machinery
developed
simultaneously and in less than a decade they
mutually contributed to the inauguration of modern
hydro-electric power service."

100

Nikola Tesla

La seconda rivoluzione industriale

The 1893 Chicago World's Fair (Columbian Exposition) was a forum for exhibiting Westinghouse's successful technological
innovations with regard to alternating current and electrical apparatus. Referring to the spectacular display of lighting at
the Westinghouse exhibit, Col. Henry G. Prout wrote:

"... the best result of the Columbian Exposition of 1893 was that it
removed the last serious doubt of the usefulness to mankind of the
polyphase alternating current. The conclusive demonstration at Niagara
was yet to be made, but the World's Fair clinched the fact that it would
be made, and so it marked an epoch in industrial history...." 3

(Westinghouse also had a substantial exhibit at the Pan-American Exposition, although it was the General
Electric Company that displayed a working exhibit of the machinery that actually supplied power to the
Exposition grounds.)

In October 1893, Westinghouse was awarded the contract to build the


5,000 horsepower generators for the Niagara Falls Power Company's Power
House No. 1 as well as all auxiliary electrical apparatus, including exciters,
measuring instruments and switching devices. Transmission of alternating
current electricity from Niagara Falls to Buffalo began in 1896, and was well
in place by the time plans began for the Pan-American Exposition in 1901.
The General Electric Company may have distributed the electricity to
illuminate the grounds of the Exposition, but it was a Westinghouse
generator that produced that power.

Numerous individuals had contributed to the success Westinghouse's


involvement in Niagara power development. The more prominent of these
Armature of a 5000-hp Generator
were William Stanley, the pioneering electrical inventor who had done
early AC research for Westinghouse, electrical engineers Lewis B.
Stillwell, Benjamin G. Lamme, Paul M. Lincoln and mechanical engineer Albert Schmid, among others. More details
on the contributions of these and other Westinghouse engineers can be found in Edward Dean Adams, Niagara Power:
History of the Niagara Falls Power Company 1886-1918, (1918).

101

La seconda rivoluzione industriale


The General Electric Company
The General Electric Company was formed in 1891, with the consolidation of the Thomson-Houston Electric Company and
the Edison General Electric Company of Schenectady. Thomas Alva Edison (1847-1931), inventor of the incandescent
lightbulb, built the first electric utility system using direct current. While Elihu Thomson was one of the first engineers to
research alternating current technology in the United States, Edison was not all that interested in AC. As with many of his
contemporaries, Edison was a proponent of direct current, going so far as to say that alternating current was dangerous.
Indeed, the first execution by electrocution utilized alternating current, thus supporting his ideas, at least in the mind of the
public. The General Electric company supplied direct current dynamos to the Niagara Falls Hydroelectric Power and
Manufacturing Company as well as numerous industries around the falls. Machinery was also provided for the original
installations of the Pittsburgh Reduction Company, the Carborundum Company and the Union Carbide Company among
others. However, consolidation with Thomson-Houston as well as further development of AC technology in Europe led the
General Electric Company to begin addressing the problems of AC technology. Competition with Westinghouse, which
already had a 5 year jump on researching AC spurred the General Electric Company forward in this area. When plans were
being drawn by the Cataract

Thomas Alva Edison

Construction Company for a centralized power station, the General Electric Company was a formidable technological
competitor with Westinghouse. The General Electric Company's bid to supply generators for NFPC's Power House No. 1 was
unsuccessful. However, they did provide approximately half of the generators for Power Houses 2 and 3 as well as the
Canadian plant of the NFPC.

The Buffalo General Electric Company


The following entry from A History of the City of Buffalo, Its Men and Institutions (1908), best describes the Buffalo
General Electric Company at the turn of the century:
The history of The Buffalo General Electric Company is largely the history of the electrical development of Buffalo in the
past twenty-five years. In 1882, James Adams, A. P. Wright, J. F. Moulton, and H. G. Knowlton formed an organization for
the purpose of distributing electric light in the city. The earliest application was for lights generated through what was then
known as a Brush arc dynamo. The first demonstration was across Buffalo Creek, on what is known as the Island. The
business spread rapidly and another establishment was started near the freight house of the New York Central Railroad.
Later a plant was built in Wilkeson Street and another in Prenatt Street, near Buffalo Creek.
The franchise was granted by the Common Council to The Brush Electric Light Company and to The United States Electric
Company, but the progress of the electric companies was exceedingly slow, and they met with all sorts of difficulties in
establishing their business, ignorance and prejudice being always potential factors.
The early efforts of the company were confined to what was then known as the First Ward and the outlying districts, for

102

La seconda rivoluzione industriale


the reason that it was not an easy matter for the existing lighting organization to address themselves to the illumination of
streets in other quarters. Much criticism was made by individuals and a hostile press because such streets as Abbott Road
and Elk Street were lighted by electricity, alleging that it was farm land and not recognizing that the lighting was essential
to these great highways for those who came into the city with their goods in the early hours of the morning. But the
criticism was upon so flimsy a basis that it could not stand long in the light of use and appreciation.
In 1886 an organization was formed known as The Thomson-Houston Electric Light Company, which, in the main,
purposed to do electric lighting on the west side. The results of the business of both companies was not entirely
satisfactory, and a combination of interests, by the purchase of stocks and bonds of the respective companies by a
common holder, was entered into in 1892 under the name of The Buffalo General Electric Company. The active elements of
all the companies were associated in the new organization, with Mr. Daniel O'Day as president, Mr. George Urban, Junior,
vice-president, and Mr. Charles R. Huntley general manager.
From that time on there has been a steady increase in the use and appreciation of electricity. In 1897 the steam plants of
the various companies were gradually dismantled and the power was taken from Niagara Falls through The Cataract Power
and Conduit Company. Today Niagara Falls power is distributed through The Buffalo General Electric Company and is
probably the most potent factor in Buffalo's industrial life. At the present time there are different distributing stations in
different parts of the cityin Wilkeson Street, Court and Main streets, Ohio Street, Babcock Street, and Ferry Street.
In Buffalo the use of electricity is becoming general, and the community is living up to its namethe Electric City.
Particularly is the application of this force to all domestic requirements becoming popular; such as for house lights, heat for
cooking and laundry purposes, for operating sewing machines, mechanical elevators, and so forth. The Buffalo General
Electric Company has been the leading educator in this respect.
The offices of this concern are located in the new Fidelity Building, and the present officers are: president and general
manager, Charles R. Huntley; vice-presidents, George Urban, Junior, and Andrew Langdon; assistant manager, William R.
Huntley; treasurer, D. T. Nash.

Charles R. Huntley (see above) was general manager and eventual president of the Buffalo General Electric Company
(BGEC). In making the plant a site for demonstrating the advantages and possibilities of alternating current, Huntley set up
the BGEC to become a model for the centralized distribution of electrical power. Certainly, his role as a vice-president of
the Cataract Power and Conduit Company, which installed and operated the transmission lines leading from Niagara Falls to
Buffalo, put the BGEC in a advantageous position as a power distributor. By 1901 the BGEC was offering four levels of
electrical service to the city of Buffalo:
Constant high-tension current . . . . . . . . . . arc lighting
60-cycle alternating current . . . . . . . . . . . . distant incandescent lighting
500-v direct current . . . . . . . . . . . . . . . . . . . motor circuits
220-v three wire direct current . . . . . . . . . incandescent lamps

103

La seconda rivoluzione industriale


Since it was the major distributor of electricity to Buffalo, it is not
surprising that much of the electrical current used at the PanAmerican Exposition was distributed via the BGEC. In fact, the
General Electric Company's display in the Electricity Building was
the place of the step-down transformation of the power used for
illuminating the Exposition grounds and buildings.5 This working
exhibit allowed Exposition visitors to see the transformers up close,
and to observe engineers at work as the current entering the
grounds was reduced to the voltage needed to operate trolleys and
incandescent lamps. The BGEC's role cannot be understated since
the illumination effects were not only one of the most memorable
features of the Pan-American Exposition, but proof to the general
public that the water-power from Niagara could successfully be
harnessed and that electricity could be utilized for more than just
industry.

References
1

Edward Dean Adams. Niagara Power: History of the Niagara Falls Power Company 1886-1918. Niagara Falls, N.Y.:
Niagara Falls Power Company, 1927, p. 343.]
2

Ibid., p. 189.

Henry G. Prout. A Life of George Westinghouse. Published by the American Society of Mechanical Engineers, 1921. In
NiagaraPower,p.193. 4 A History of the City of Buffalo. Its Men and Institutions. Buffalo, NY: The Buffalo Evening News,
1908. p.114.

5. The electricity that came from Niagara Falls was used primarily for illuminating the incandescent lamps used to decorate
the Exposition buildings and grounds. A separate service building housed numerous natural gas-burning boilers and steam
engines, which provided much of the electrical power used to drive machinery. A third source of power was the Machinery
and Transportation Building, which exhibited steam and gas engines used to power the many fountains and water pumps.
See "The Power Court of the Machinery Building" and "The Power Plants of the Pan-American Exposition" for more
information.

Additional Resources:
Thomas Edison visited the Pan-American Exposition and in an interview with Western Electrician, talked briefly about his
impressions of illumination effects, the future use of his storage battery and the continued development of Niagara Falls as
a power and industrial center. See "Edison at the Pan-American Exposition."
An excellent timeline of the development of hydroelectric power at Niagara Falls can be found at Daniel M. Dumych's web
site Waterpower at Niagara http://www.niagarafrontier.com/tunnelpix/DanielDumychWaterPower.pdf.
Additional information on George Westinghouse and the Westinghouse Electric and Manufacturing Company is available at
The Westinghouse World: The Companies, the People and the Places on the American Memory site at
http://memory.loc.gov/ammem/papr/west/westpres.html
Nikola Tesla's contributions to the development of Niagara Power are discussed on the PBS-produced Tesla: Master of
Lighting at http://www.pbs.org/tesla/

104

La seconda rivoluzione industriale

BIBLIOGRAFIA
CAPITOLO 1

Luperini, Cataldi, Marchiani, Marchese, Donnarumma, La scrittura e linterpretazione, 3 tomo 1, pagg. 6-17

CAPITOLO 2

http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_rivoluzione_industriale

CAPITOLO 3

Da pagina 18 a pagina 40, traduzione parziale de Network of Power. Electrification in Western Society, 18801930, pagg di Thomas P. Highes, 1983

Da pagina 40 a pagina 47, traduzione deELECTRIC CURRENTS AND ALTERNATE-CURRENT MOTORS pagg. 40-103
di SILVANUS P. THOMPSON, , 1895 (liberamente disponibile su INTERNET ARCHIVE)

PowerPediaInduction motor - PESWiki.mht

History - The invention of the electric motor 1856-1893

AC motor - Wikipedia, the free encyclopedia

(1) Marc J. Seifer, THE LIFE AND TIMES OF NIKOLA TESLA, pag. 25

http://www.museoelettrico.com/storia/ferraris.html

RESEARCHES AND WRITINGS OF NIKOLA TESLA, WITH SPECIAL REFERENCE TO HIS WORK IN POLYPHASE
CURRENTS AND HIGH POTENTIAL LIGHTING BY THOMAS COMMERFORD MARTIN Editor, THE ELECTRICAL
ENGINEER; Past-President American Institute Electrical Engineers 1894 THE ELECTRICAL ENGINEER NEW YORK D.
VAN NOSTRAND COMPANY, NEW YORK. (liberamente accessibile e scaricabile su INTERNET ARCHIVE)

THE INDUCTION MOTOR AND OTHER ALTERNATING CURRENT MOTORS THEIR THEORY AND
PRINCIPLES OF DESIGN

by B. A. BEHREND McGRAW-HILL BOOK COMPANY, INC. 1921 (liberamentee

accessibile e scaricabile su INTERNET ARCHIVE)

The Electric Motor AND ITS APPLICATIONS . By T. C. NIARTIN and JOSEPH WETZLER. THIRD EDITION
ON THE DEVELOPMENT OF THE ELECTRIC MOTOR SINCE 1888. BY DR. LOUIS BELL, NEW YORK:
NEW YORK: The W J. Johnston Conirany, L't'd, TINIES BTJILDINQ. 1892. (liberamente accessibile e scaricabile su
INTERNET ARCHIVE)

Letture consigliate: Tesla: Inventor of the Electrical Age, W. Bernard Carlson

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La seconda rivoluzione industriale


The Man Who Invented the Twentieth Century: Nikola Tesla, Forgotten Genius of Electricity, Robert Lomas

CAPITOLO 4
A cura di: Federico Torti 5 Alt - Liceo Scientifico Tecnologico I.I.S. Alessandrini A.S. 2004 2005

Breve storia dei motori pdf

CAPITOLO 5

http://digilander.libero.it/marco173/tesi.html

http://www.enricopantalone.com/files/ImpattoSocialedellaRivoluzioneIndustriale.htm

Liceo Classico G. Perrotta - Termoli Anno scolastico 2011-12 - Classe II C Documenti di Storia (prof. Mario
Mascilongo). Documento n. 9: La seconda rivoluzione industriale

CAPITOLO 6
http://it.wikipedia.org/wiki/Realismo_(letteratura)
http://it.wikipedia.org/wiki/Naturalismo_(letteratura)
http://it.wikipedia.org/wiki/Verismo

APPENDICE 1
http://twinkle_toes_engineering.home.comcast.net/~twinkle_toes_engineering/induction_motor.htm

APPENDICE 2
SIXTH INTERNATIONAL SYMPOSIUM NIKOLA TESLA October 18 20, 2006, Belgrade, SASA, Serbia Nikola Tesla's Patents di Sneana arboh

APPENDICE 3
SIXTH INTERNATIONAL SYMPOSIUM NIKOLA TESLA, October 18 20, 2006, Belgrade, SASA, Serbia, Teslas Polyphase System and Induction Motor, di
Petar Miljani

APPENDICE 4
SIXTH INTERNATIONAL SYMPOSIUM NIKOLA TESLA, October 18 20, 2006, Belgrade, SASA, Serbia, How were Patent Rights from Nikola
Tesla Stolen, di Milan Boi

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La seconda rivoluzione industriale

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