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CAPITOLO 1 -IL SISTEMA FINANZIARIOSistema Finanz--> linfrastruttura dedicata al soddisfacimento dei bisogni finanz delle unit

operanti nel sistema ec, un sistema articolato e integrato di strumenti e mercati, di interm e autorit
di controllo che perseguono al suo regolare funzionamento.
Funzioni del sistema finanz:
1)FUNZIONE CREDITIZIA (Trasferimento delle risorse dalle unit in surplus alle unit in
deficit)
Canalizza il reddito non consumato e le ricchezze accumulate verso Investimenti con elevata
redditivit attesa. Il trasferimento delle risorse avviene attraverso due circuiti di intermediazione:
-DIRETTO tra prestatori e prenditori finali: linterm in qst caso attinto dal mercato, ed in modo
particolare i rischi non ricadono su di esso, offrendo supporto e consulenza.
-INDIRETTO In qst caso gli interm finan rispondono dei rischi soddisfando le esigenze di
finanziamento delle unit in deficit e investendo per le attivit in surplus. Tale circuito qll
maggiormente in uso nel mercato domestico in quanto consente di colmare le asimmetrie
informative dellinvestitore rispetto al prenditore di fondi, con correlata possibilit di
comportamenti opportunistici del secondo a danno del primo.
2)FUNZIONE MONETARIA (Offerta di strumenti di pagamento)
Consiste nellofferta di strumenti di pagamento alternativi alla moneta legale. In modo particolare
linterm rappresenta il veicolo per il trasferimento del potere dacquisto della moneta dal
risparmiatore allinvestitore.
3)TRASMISSIONE ALLECONOMIA DEGLI IMPULSI DI POLITICA MONETARIA
Il sistema finanz risulta essere il veicolo di trasmissione della politica monetaria ed economica in
quanto moneta e credito esercitano uninfluenza sui consumi e sugli I. Il processo governato dalla
BCE che facendo leva sulla base monetaria, essa agisce sull offerta complessiva dei mezzi di
pagamento, da qui sul volume dei finanziamenti alleconomia e quindi sui Depositi indotti.
4)GESTIONE DEI RISCHI TRAMITE:
-Contratti assicurativi: consentono la negoziazione dei rischi che comportano perdite o danni, i c.d
rischi puri (i rischi speculativi invece comportano effetti positivi). In modo particolare lassicurato
trasferisce il rischio allinterm: in qst modo levento dannoso incerto trasformato in costo certo (il
premio della polizza assicurativa). Abbiamo poi i
-Derivati: che tutelano gli operatori dal rischio connesso ad andamenti futuri di grandezze finanz,
come ad es il cambio delle valute e il i. Qst contratti conferiscono il diritto di acquistare/vendere
una certa attivit ad un P prestabilito e ad una data specificata.
Nel sistema finanz opera una pluralit di sogg che assicurano la connessione tra i nuclei di
produzione del risparmio e i nuclei di realizzazione degli I, ci riferiamo agli INTERM FINANZ. In
modo particolare gli INTERM CREDITIZI occupano una posizione di maggior rilievo. Essi si
differenziano in:
-INTERM BANCARI
-INTERM NON BANCARI--> svolgono les nel settore pubblico delle attivit di assunzione di
partecipazioni, di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, di prestazione di servizi di
pagamento e di intermediazione in cambi. Tra qst interm ritroviamo:
SOCIETA DI LEASING FINANZIARIO (Contratto con cui il locatore, societ di leasing,
concede al locatario il godimento di un bene per un t determinato, con facolt di qstultimo di
acquistare il bene al termine della locazione a condizioni prefissate), DI FACTORING (Contratto di
cessione pro-soluto -rischio di credito a carico del cessionario- o pro-solvendo -rischio di credito a
carico del cedente- di crediti commerciali per fini di gestione e incasso) E DI CREDITO AL
CONSUMO (Credito alle famiglie per scopi personali collegati al consumo di beni o servizi).
Secondo lART 107 del TUB tali categorie sono sottoposte al controllo della BANCA DITALIA ed
inoltre tali attivit possono essere anche svolte dalle banche.

FINANZIARIE DI PARTECIPAZIONI (che intervengono nel capitale proprio delle imprese),


SOCIETA DI MERCHANT BANKING E DI VENTURE CAPITAL (che invece intervengono nel
settore industriale).
SIM che prestano servizi di I nei confronti del pubblico, sono state introdotte nel nostro
ordinamento con la legge N 1 del 2/01/1991.
SGR che attuano la gestione del risparmio sia su base individuale che collettiva. Qst possono
istituire fondi di I come i fondi pensione di tipo contrattuale, gestire fondi propri o di altrui
istituzione e patrimoni di Sicav. In modo particolare con le SGR stata introdotta nel nostro
ordinamento la figura del gestore !, sogg abilitato in via esclusiva alla gestione del risparmio nelle
due forme viste.
SICAV cio Spa a capitale variabile aventi quali oggetto esclusivo lI collettivo del patrimonio
raccolto mediante lS al pubblico di proprie azioni. Le SICAV sono OICM (Organismi di I
collettivo in valori mobiliari), al pari dei fondi comuni di I mobiliare aperti e con qst ultimi
confluiscono negli OICR (Organismi di I collettivo del S) in cui rientrano anche altre tipologie di
fondi comuni.
COMPAGNIE DI ASSICURAZIONE Si tratta di interm finanz che, previa raccolta di premi
(Contributi) si impegnano a risarcire lassicurato colpito dallevento dannoso.
FONDI PENSIONE Si tratta di prestazioni previdenziali erogate a favore dei lavoratori. Possono
essere ricondotte a due tipologie:
-PRESTAZIONI DI FONDI NEGOZIALI Istituiti per singola azienda o gruppi di aziende, per
categorie di lavoratori o comparto di riferimento in seguito a contratti collettivi nazionali...
-FONDI APERTI Istituiti da banche, assicurazioni, SGR e SIM, non prevedono vincoli di
appartenenza del lavoratore a specifiche aziende o categorie.
INVESTITORI ISTITUZIONALI Sono quei sogg che investono il patrimonio di unit in avanzo
(FONDI COMUNI, SICAV, FONDI PENSIONE, COMPAGNIE DI ASS E SOGG ABILITATI alla
gestione individuale).
CONSORZI A GARANZIA COLLETTIVA (CONFIDI) Si tratta di sogg a natura cooperativa o
consortile che rilasciano garanzie collettive a fronte di finanziamenti erogati ad imprese socie o
consorziate al fine di ridurre sia i costi di informazione sia i rischi di insolvenza del prenditore di
fondi. Con Basilea 2 sono state esplicitate alcune condizioni per il riconoscimento regolamentare
delle garanzie per la mitigazione del rischio di credito, imponendo loro di assumere lo status
giuridico di interm finanz vigilati, per il riconoscimento di enti garantiti nellambito del sistema
finanz.
CLASSIFICAZIONE DEI MERCATI
Partiamo dal MERCATO INTERNO, suddivisibile in.
-Mercato diretto (Prestiti e Depositi Bancari), dove il cedente e il prenditore di fondi negoziano
direttamente le condizioni dell I/prestito;
-Mercato Aperto (Mercato azionario e obbligazionario), dove le movimentazioni seguono delle
regole ben precise. Qst in modo particolare a sua volta suddivisibile in:
-Mercato Monetario (Bot, cambiali finanz, depositi interbancari ed in genere tutte le operazioni
con scadenza < allanno). Meracto Monetario a sua volta suddivisibile in Mercato Primario
(Dove avviene limmissione dei titoli, il primo collocamento) e Mercato Secondario (Dove invece
avviene la negoziazione, lo scambio di titoli gi in circolazione). Il Mercato Monetario
tipicamente rivolto ad aggiustamenti di portafoglio per ottimizzare la gestione finanz, il fulcro
dei processi di trasmissione della politica monetaria (in modo particolare la BCE regola la
liquidit e i tassi di i).
-Mercato Finanziario (Titoli di debito e titoli azionari ed in genere tt le operazioni con scadenza
a medio lungo termine). Anche qst suddivisibile in Primario e Secondario. Le sue forme di
organizzazione sono: SECURITY INDUSTRY (poggia sullattivit degli interm finanz che
favoriscono lincontro tra D e S di titoli -security- sui mercati); le FIGURE PRINCIPALI DI
INTERM sono: BROKER, che determina lincontro tra D e S di titoli; e il DEALER, ossia chi
assume una propria posizione in titoli e che in ogni momento pu impegnarsi ad acquistare o

vendere titoli sul mercato.


Altre distinzioni:
-MERCATO AL DETTAGLIO (MOT, in esso sono negoziabili solo titoli di stato e obbligazioni non
convertibili) Tale mercato aperto solo agli investitori privati; MERCATO ALLINGROSSO (MTS
Mercato telematico dei titoli di stato) Qui possono operare solo investitori istituzionali e
professionali.
-MERCATO REGOLAMENTATO della cui organizzazione e funzionamento si occupa una societ
ad hoc. MERCATO OTC presenta invece una modalit di funzionamento non assoggettata ad una
disciplina specifica n allautorizzazione delle Autorit di Vigilanza. Gli organizzatori hanno cmq il
compito e lobbligo di comunicare alla CONSOB informazioni sullattivit di organizzazione dei
sistemi e di comunicare al pubblico le modalit di negoziazione. Nei mercati OTC il troviamo:
MERCATO SWAPS che consiste nello scambio di flussi finanziari tra operatori.
CONTRATTO FORWARD con cui le parti si accordano per ricevere (pagare) alla scadenza la
differenza tra lammontare delloperazione a cui si applica un i determinato e il valore ottenuto
applicando allammontare un i di riferimento scelto dalle parti.
-MERCATO INTERNAZIONALE (in cui la valuta di denominazione dello strumento diversa
dalleuro e/o lo scambio avviene tra sogg di cui uno non residente italiano). Anche qst
suddivisibile in DIRETTO ed APERTO (di cui qst ancora suddivisibile in MONETARIO E
FINANZIARIO) seguendo le stesse caratteristiche del MERCATO INTERNO.

CAPITOLO 2 -AUTORITA DI CONTROLLO DEL SISTEMA FINANZNella terza fase dell UEM (Unione ec e monetaria) abbiamo un profondo cambiamento nell assetto
istituzionale europeo con la rivisitazione delle funzioni assegnate inizialmente alle BCN. In modo
particolare tali cambiamenti hanno riguardato:
DISPOSIZIONI SULLA DEFINIZIONE DELLA POLITICA MONETARIA
GESTIONE DELLE RISERVE UFFICIALI DI VALUTA
EMISSIONE DI BANCONOTE
DISTRIBUZIONE DEI PROVENTI DELLA GESTIONE MONETARIA
Tali funzioni sono state trasferite al SEBC abrogando i poteri di vigilanza e decisionali della BI
negli ambiti suddetti. In qst modo la politica monetaria definita in tt larea euro dal SEBC e dalla
BCE, mentre le funzioni esecutive vengono decentrate presso le BCN. Alla BI rimangono le
funzioni di vigilanza sul sistema bancario e il servizio di tesoreria provinciale dello stato. Qsr
impostazione pu non risultare del tt efficace al raggiungimento degli obbiettivi di politica ec: esiste
il rischio di scarso coordinamento tra le diverse componenti della politica ec di un paese concreto.
Il superamento del problema suddetto pu avvenire solo con l attuazione di un! Politica ec definita
a livello sovranazionale.
Infine nelles delle funzioni di prestatore di ultima istanza e di vigilanza sul sistema dei pagamenti
attribuita una competenza congiunta alle Autorit Nazionali e alla BCE che operano sotto i rispettivi
poteri di competenza.
SEBC
Affianca ad un accentramento decisionale un decentramento operativo; costituito dalla BCE e da
27 BCN dei paesi membri (27 appartenenti all UE e 16 appartenenti all Eurosistema).
Si compone di:
-CONSIGLIO DIRTETTIVO---> impartisce le linea guida della politica monetaria, definisce la
politica monetaria, si occupa dellorganizzazione interna della BCE e dei suoi organi decisionali e
di ogni ordine ai problemi e ai rapporti di cooperazione internazionale.
-COMITATO ESECUTIVO--->gestisce a livello centrale la realizzazione delle linee individuate,
indirizzando allultimo livello le BCN per lattuazione delle diverse operazioni per il
conseguimento degli obbiettivi della politica monetaria. In modo particolare impartisce alle BCN le
istruzioni necessarie per lattuazione della politica monetaria, gestisce gli affari correnti della BCE e
qll dellorganizzazione delle riunioni del consiglio direttivo.

-CONSIGLIO GENERALE--->svolge solo funzioni consuntive: privo di poteri decisionali e


svolge unattivit di monitoraggio e di coordinamento delle politiche monetarie tra i paesi non-euro
e qll che hanno adottato la moneta !.
Il SEBC NON HA PERSONALITA GIURIDICA (a differenza della BCE e delle BCN) ma una
struttura di partecipazione che si inserisce nel progetto di integrazione degli stati membri che hanno
messo in comune la sovranit monetaria riunendosi in un organo sovranazionale.
OBBIETTIVO PRIMARIO DEL SEBC la STABILITA DEI P (Art. 105 del trattato della CE),
infatti qst definisce e attua la politica monetaria, svolge operazioni sui cambi, detiene e gestisce le
riserve ufficiali in valuta estera degli stati dell UE e controlla il regolare svolgimento dei sistemi di
pagamento.
BCE
Istituita con il TRATTATO DI MAASTRICH NEL 1992. Ha personalit giuridica e la sua
funzione qll di definire e implementare la politica monetaria. Essa unautorit indipendente.
LINDIPENDENZA ISTITUZIONELE sancita dal trattato della CE: i rapporti tra BCE e BCN
devono essere solo di tipo collaborativo e nel rispetto delle reciproche autonomie. Per quanto
riguarda l INDIPENDENZA STUMENTALE essa ha piena capacit di utilizzare gli strumenti della
politica monetaria. Sia alle BCN che alla BCE vietato finanziare il disavanzo pubblico mediante la
concessione di crediti a sogg pubblici, comunitari e nazionali. LINDIPENDENZA PERSONALE
fa riferimento alle garanzie di stabilit per i componenti gli organi direttivi della BCE. Infine
lINDIPENDENZA FINANANZIARIA esprime lassoluta autonomia della BCE nel
fronteggiamento delle spese di gestione (infatti il reddito monetario delle BCN destinato a
rimanere allinterno del SEBC).
PRICIPALI FINALITA DELLA POLITICA MONETARIA COMUNE
La formulazione quantitativa degli obbiettivi della politica monetaria abbiamo detto spetta alla
BCE. Obbiettivo dell Eurosistema, e quindi del SEBC, invece, la STABILITA DEI P che si
consegue mediante la definizione di obbiettivi intermedi (mediante il controllo degli aggregati
monetari e dei i assunti come linea guida per lazione della BCE) e di appositi strumenti di
intervento definiti dalla BCE (OMA-->operazione sui titoli che coinvolge tutto il mercato;
OPERAZIONI DI INIZIATIVA DELLE CONTROPARTI-->rivolte a finanziare le singole aziende
di credito che presentano un avanzo o disavanzo di credito; ROB-->vincolo di politica patrimoniale
che si applica alle banche; CONTROLLO DEI i A PIU BREVE SCADENZA-->strumento di
monitoraggio di i sul mercato per mantenere la liquidit).
Lobbiettivo della STABILTA DEI P consiste di 2 elementi principali:
1)Definizione quantitativa dellobbiettivo:
-la STABILITA DEI P definita come un aumento sui 12 mesi delllIAPC per larea euro inferiore
al 2%: da un lato qst stabilisce il limite superiore per il tasso dinflazione ritenuto coerente con la
stabilit dei P e dallaltro indica che una deflazione non sarebbe considerata comunque coerente con
lobbiettivo individuato.
-La STABILITA deve essere mantenuta per un periodo di medio termine (1-5 anni). Il riferimento
al medio periodo in particolare esclude qualsiasi interessamento della politica monetaria alla
volatilit dei P nel BP.
2)Due pilastri su cui poggia la strategia per conseguire lobbiettivo:
-Definizione di M3, cio laggregato monetario di riferimento, in modo particolare qll pi
allargato;
-Una valutazione di ampio respiro delle prospettive per i P utilizzando indicatori finanziari
ed economici prodotti dalle organizzazioni internazionali come i salari, i tassi di cambio, i P
dei titoli e delle attivit finanziarie...

STRUMENTI DELLA POLITICA MONETARIA COMUNITARIA


I finanziamenti a favore delle banche, compreso il credito infragiornaliero, devono essere assistiti

da garanzie, le c.d attivit idonee per le operazioni di politica monetaria, comprese nella lista di 1
livello (strumenti di debito negoziabili con un buon rating e selezionati direttamente dalla BCE
mediante pubblicazione di unapposita lista) e 2 livello (attivit negoziabili e non i cui specifici
criteri di idoneit vengono stabiliti dalle singole BCN secondo linea giuda fissate dalla BCE).
OMA
Azioni di compravendita temporanea di titoli.
-ORP--> sono compravendite di titoli con programmazione controllata. Svolgono la funzione di
controllo dei tassi interbancari, di determinazione delle condizioni di liquidit del mercato e di
segnalazione dellorientamento della politica monetaria. Sono operazioni a carattere temporaneo,
effettuate nella forma di PRONTI CONTRO TERMINE o PRESTITI GARANTITI a tassi variabili
tramite ASTE STANDARD con FREQUENZA SETTIMANALE e DURATA PREFISSATA DI 1
SETTIMANA (durano 1 settimana poich i tassi cambiano e dunque cambia anche la
remunerazione:pi si alza il tasso pi si rende costosa la liquidit e viceversa). Sono inoltre
operazioni di IMMISSIONE DI LIQUIDITA: la BCE compra titoli e cede liquidit.
-ORLT--> sono volte a creare uno stock di base monetaria relativamente costante in un orizzonte di
pi vasto respiro, non quindi per inviare al mercato segnali di indirizzo della politica monetaria.
Sono anche qst operazioni di IMMISSIONE DI LIQUIDITA ma hanno una SCADENZA di 3
MESI e una FREQUENZA DI 1 MESE. linvestitore quindi si priva di un pacchetto di titoli per un
LP: hanno infatti un quantitativo ridotto proprio per la protratta scadenza.
-OPERAZIONI DI FINE TUNING-->agiscono invece per contenere effetti indesiderati a
fluttuazioni negative della liquidit: loro peculiarit infatti lelasticit, essendo altamente flessibili
e, quindi, eseguibili tempestivamente. Prevedono infatti lASTA VELOCE attraverso procedure
bilaterali. Qst in modo particolare consistono nellIMMISSIONE (abbassamento dei tassi attraverso
OPERAZIONI TEMPORANEE; OPERAZIONI DI SWAP VALUTA-->la BCE o le BCN
acquistano/vendono a pronti contro valuta estera e contestualmente li rivendono/riacquistano a
termine. Hanno frequenza non regolare e scadenze non standardizzate; ACQUISTI DEFINITIVI) O
DRENAGGIO DI LIQUIDITA (alzamento dei tassi attraverso lassorbimento di liquidit, cio
cedendo titoli, mediante: OPERAZIONI TEMPORANEE, OPERAZIONI DI SWAP VALUTA,
RACCOLTA DEI D A TEMPO DETERMINATO E VENDITE DEFINITIVE). Essendo operazioni
tempestive hanno FREQUENZA NON REGOLARE E SCADENZA PREFISSATA.
-OPERAZIONI DI TIPO STRUTTURALE sono volte a modificare la liquidit del sistema bancario
attraverso le BCN. Anche qst consistono nell IMMISSIONE (OPERAZIONI TEMPORANEE E
ACQUISTI DEFINITIVI) o DRENAGGIO DI LIQUIDITA (EMISSIONE DI CERTIFICATI DI
DEBITO-->OBBLIGAZIONI E VENDITE DEFINITIVE). La FREQUENZA pu essere regolare
(OPERAZIONI TEMPORANEE, OBBLIGAZIONI-->ASTE STANDARD) oppure NON
REGOLARE (ACQUISTI E VENDITE DEFINITIVI attraverso procedure bilaterali tra BCN e
banca che richiede di fare qlloperazione)
Le OPERAZIONI DI FINE TUNING e le OPERAZIONI DI TIPO STRUTTURALE sono
strumenti dintervento utilizzati dalla BCE per far fronte a problematiche specifiche del singolo
istituto di credito nonch a situazioni particolari che si verificanosui mercati.
OPERAZAIONI DI INIZIATIVA DELLE CONTROPARTI
Si svolgono mediante rapporti puramente bilaterali tra la BCE (quindi le BCN) e le banche di
ciascun paese dellarea euro. Sono finalizzate ad IMMETTERE (OPERAZIONI DI
RIFINANZIAMENTO MARGINALE: scadenza overnight; la banca chiude la giornata in debito.
Laccesso a discrezione delle controparti) O ASSORBIRE LIQUIDITA OVERNIGHT
(OPERAZIONI DI DEPOSITO PRESSO LA BCN: scadenza overnight, la banca chiude la giornata
in eccesso di liquidit. Il versamento alla BCN verr remunerato ad un determinato tasso. Anche qui
la procedura a discrezione delle controparti) nonch a fornire un limite alle fluttuazioni del tasso a
brevissimo termine. Entrambe qst operazioni sn disponibili a quantit illimitata. In modo particolare
il i applicato al rifinanziamento marginale rappresenta il limite max per le oscillazioni del tasso
overnight (nessuna banca prenderebbe a prestito capitali sul mercato interbancario ad un i > a qll
applicato dalla BCE), mentre li applicato alle operazioni di deposito rappresenta il limite min del
tasso overnight (nessuna banca avrebbe convenienza a prestare base monetaria ad unaltra banca ad

un i < a qll che otterrebbe effettuando D presso leurosistema.


ROB
Innanzitutto le banche detengono riserve di liquidit per due motivi:
-fronteggiare in qls momento esigenze di tesoreria;
-assolvere limpegno della ROB (Un D vincolato in contanti costituito dalle banche per assolvere a
disposizioni legislative; fa riferimento al controllo della liquidit).
Alla ROB si applica listituto della mobilizzazione, in virt del quale le banche sono costrette a
rispettare il vincolo di riserva in media nel mese di riferimento; in qst modo la liquidit che
confluisce nel conto riserva pu essere utilizzata anche a fini di Tesoreria nel rispetto dellobbligo di
mantenere nel mese di riferimento un importo almeno pari alla riserva dovuta. Essendo uno
strumento di politica monetaria a disposizione della BCE lammontare e le modalit di calcolo sono
identiche per tutta larea euro.
FINALITA DELLA ROB la STABILIZZAZIONE DEI TASSI ALLITERNO DEL MERCATO
MONETARIO e la CREAZIONE DI UNA DOMANDA STABILE DI RISERVE DI LIQUIDITA;
inoltre attraverso la ROB possibile controllare e contenere la possibilit di espansione di credito
delle banche.
Sono ESCLUSE DALLOBBLIGO DI RISERVA le filiali di banche comunitarie operanti al di
fuori dellarera euro. Sono ivece SOGG PASSIVI ALLOBBLIGO DELLA ROB tt gli istituti di
credito operanti negli stati membri e le filiali di banche estere.
Nel calcolo dellaggregato di riferimento sono incluse LE PASSIVITA (D e certificati di debito
emessi dalla banca, denominate in qls valuta) con DURATA O CON PREAVVISO DI RIMBORSO
FINO A 2 ANNI O OLTRE. Le banche con aggregato < a 5 mln di non devono effettuare alcun
versamento. Il calcolo viene effettuato sulle consistenze esistenti alla fine del mese di riferimento
(che va dal 19 del mese di riferimento al 31 del mese seguente; in passato era sulla media dei saldi
giornalieri. In modo particolare il mese al quale fare riferimento il c.d mese di mantenimento, la
cui decorrenza inizia il giorno di regolamento dellasta di rifinanziamento principale. Durante il
periodo di mantenimento le banche possono mobilizzare anche interamente il D obbligatorio,
purch la media dei saldi giornalieri del D non risulti < allimporto della riserva dovuta--> tale
MOBILIZZAZIONE produce effetti positivi sulla stabilizzazione del tasso overnight). Per calcolare
il livello di ROB occorre moltiplicare laliquota (2%) per laggregato soggetto a riserva e togliere
dal valore cos ottenuto 100.000 --> in qst modo si sollevano dallobbligo di riserva tt le banche
con raccolta estremamente limitata. Sul D vincolato la BCE corrisponde una remunerazione che
corrisponde al tasso medio delle operazioni di rifinanziamento principale effettivo durante il mese
di mantenimento. (In qst modo stato eliminato lonere implicito che per anni ha gravato sulle
nostre banche derivante dallapplicazione di una remunerazione sul D a tassi < rispetto ai livelli di
mercato).
CONTROLLO DEI TASSI DINTERESSE A BREVE TERMINE
Questi fanno riferimento agli obbiettivi intermedi della politica monetaria. Innanzitutto
distinguiamo tra TASSI FISSATI IN MODO DISCREZIONALE DALLA BCE (esprimono il limite
superiore e inferiore della banda di oscillazione dei tassi interbancari, sono indicatori degli
orientamenti della politica monetaria) e QUELLI CHE, al contrario, SONO DETERMINATI
DAGLI EQUILIBRI DI MERCATO MONETARIO. I tassi di mercato ritenuti maggiormente
espressivi del grado di liquidit del sistema sono da annoverare tra i seguenti:
-TASSI UFFICIALI SULLE ORP E ORLT (effettuate nella forma di pronti contro termine; la BCE
regola a breve la quantit di BM presente nellarea euro e rifinanzia il sistema bancario in via
strutturale);
-TASSI DEL MERCATO INTERB, con cui avviene lo scambio di liquidit tra le banche. La BCE
interviene sopratutto sul TASSO OVERNIGHT, la cui media dellarea euro, denominata EONIA,
assume il ruolo di tasso guida del mercato monetario a livello europeo;
-TASSI DEL MERCATO MONETARIO DEI TITOLI DI STATO (qst, oltre a rappresentare il costo
del debito pubblico, esercitano una marcata influenza sui volumi operativi delle banche poich
rappresentativi del rendimento delle attivit succedanee ai D bancari e agli impieghi tipici delle
banche medesime).

CAPITOLO 3 -LE AUTHORITY DEL SISTEMA FINANZIARIOCONSOB


Esercita la propria autorit a tutela degli investitori e a garanzia dellefficienza, trasparenza e
sviluppo del mercato. Prima le sue funzioni erano in capo al Ministero del Tesoro, nel 1985 diventa
Autorit indipendente. Le sue funzioni concernono i prodotti oggetto di I e i relativi emittenti gli
interm dei quali i risparmiatori si avvalgono per effettuare tali I e i mercati nei quali vengono
realizzati. Il CONTROLLO SUI PRODOTTI FINANZ (CONTROLLO DI TRASPARENZA)
assicura ai risparmiatori tt le informazioni necessarie per effettuare e gestire i propri I in maniera
consapevole; il CONTROLLO SUGLI INTERM (CONTROLLO DI CORRETTEZZA) avviene
mediante lemanazione di norme per proteggere linvestitore da comportamenti scorretti; il
CONTROLLO SUI MERCATI, infine, garantisce la max efficienza delle contrattazioni.
La Consob dunque si traduce nel meccanismo di vigilanza sulla banca italiana e sul funzionamento
del mercato. LOBBIETTIVO si sostanzia nei controlli sullefficienza, trasparenza e sviluppo del
mercato mobiliare. Essa unautorit indipendente, con personalit giuridica di diritto pubblico ed
unampia autonomia organizzativa e funzionale.
FUNZIONI DELLA CONSOB:
-REGALAMENTAZIONE dei servizi di I offerti dagli intermediari, obblighi informativi delle
societ quotate nei mercati regolamentati e delle operazioni di appello al pubblico risparmio;
-VIGILANZA sulle societ di gestione dei mercati, sulla trasparenza e lordinato svolgimento delle
negoziazioni, nonch sulla trasparenza e correttezza dei comportamenti degli intermediari e dei
promotori finanziari.;
-ACCERTAMENTO degli eventuali andamenti anomali delle contrattazioni sui titoli quotati e
verifica di violazioni delle norme in materia di abuso di informazioni privilegiate (INSIDER
TRADING);
-CONTROLLO delle informazioni fornite al mercato da parte delle societ quotate e degli altri
soggetti che fanno appello al pubblico risparmio, nonch delle informazioni contenute nei
documenti contabili;
-COMUNICAZIONE con gli altri operatori e con il pubblico degli investitori per un pi efficace
svolgimento dei compiti, sviluppo della cultura finanziaria dei risparmiatori;
-COLLABORAZIONE con le altre Autorit nazionali proposte allorganizzazione e al
funzionamento dei mercati finanz;
-SANZIONE dei soggetti vigilati, direttamente o formulando una proposta al Ministero
dellEconomia e delle Finanze.
ISVAP (ISTITUTO PER LA VIGILANZA SULLE ASS PRIVATE E DI i COLLETTIVO)
Nasce nel 1982, unautorit indipendente, dotata di autonomia giuridica, patrimoniale,
organizzativa e gestionale. LOBBIETTIVO il CONTROLLO SULLA SANA E PRUDENTE
GESTIONE DEI SOGG VIGILATI e la TRASPARENZA E CORRETTEZZA DEI
COMPORTAMENTI DEGLI INTERM ASS.
FUNZIONI DELLISVAP:
-AUTORIZZAZIONI allesercizio dellattivit assicurativa, alle operazioni di fusione, scissione e
trasferimenti di portafoglio;
-ANALISI E RICERCA per sviluppare la conoscenza del mercato assicurativo;
-TUTELA della concorrenza.
Le norme sulla vigilanza in modo particolare sono riunite nel CODICE DELLE ASSICURAZIONI.
LISVAP inoltre effettua le attivit necessarie per promuovere un appropriato grado di protezione di
assicurati e danneggiati.
COVIP (COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE)
Nasce nel 1993, lOBBIETTIVO il controllo sullattivit dei fondi pensione. La sua attivit
rivolata alla tutela del S previdenziale, alla trasparenza e al corretto funzionamento dei fondi
pensione, la cui finalit qll di assicurare pi elevati livelli di copertura previdenziale.

FUNZIONI DELLA COVIP:


-AUTORIZZAZIONE alles dellattivit dei fondi pensione;
-CONTROLLO sulla corretta gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale e contabile dei fondi
pensione e sulladeguatezza del loro assetto organizzativo;
-ANALISI E RICERCA
AGCM (AUTORITA GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO)
Nasce nel 1990, unautorit Antitrust il cui OBBIETTIVO ASSICUARE CONDIZIONI DI
LIBERTA DIMPRESA, TUTELARE I CONSUMATORI FAVORENDO IL CONTENIMENTO
DEI P E IL MIGLIORAMENTO DELLE QUALITA DEI PRODOTTI.
FUNZIONI AGCM:
-VIGILANZA SULLE REGOLE DI MERCATO In modo particolare sulle INTESE
RESTRITTIVE DELLA CONCORRENZA, SUGLI ABUSI DI POSIZIONE DOMINANTE,
SULLA CONCENTRAZIONE TRA IMPRESE E SUI CONFLITTI DI i.
A qst funzioni si aggiungono lattivit di segnalazione al Parlamento e al Governo e lesercizio
dellattivit consultiva. La sua struttura prevede 3 direzioni generali:
1)Direzione generale per la concorrenza
2)Direzione generale per la tutela del consumatore
3)Direzione generale per le risorse

AUTORITACREDITIZIE (da qui riscritto da me) (programma)


A livello nazionale, il legislatore del TUB, confermando in parte la struttura prevista dalla legge
bancaria del 36, individua nel Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio, nel Ministro
delleconomia e delle finanze e nella Banca dItalia gli organi designati alla disciplina dellattivit
bancaria.
CICR (COMITATO INTERMINISTERIALE PER IL CREDITO E IL RISPARMIO) (art.2
del TUB)
Istituito nel 1947, gli spetta lalta vigilanza in materia di credito e tutela del risparmio.
. Il CICR composto dal Ministro dell'economia e delle finanze, che lo presiede, e dai Ministri
aventi competenza economico finanziaria (dal Ministro del commercio internazionale, dal
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, dal Ministro dello
sviluppo economico, dal Ministro delle infrastrutture , dal Ministro dei
trasporti e dal Ministro per le politiche comunitarie). Alle sedute partecipa il
Governatore della Banca d'Italia.
I compiti istituzionali attribuiti al CICR sono quelli sanciti, come per le altre autorit creditizie
allart. 5 del TUB che dice al comma 1: Le autorit creditizie esercitano i poteri di vigilanza a esse
attribuiti dal presente decreto legislativo, avendo riguardo:
- ALLA SANA E PRUDENTE GESTIONE DEI SOGGETTI VIGILATI
-ALLA STABILITA COMPLESSIVA DEL SISTEMA FINANZIARIO
-ALL EFFICIENZA E ALLA COMPETITIVITA DEL SISTEMA FINANZIARIO
- NONCHE ALL OSSERVANZA DELLE DISPOSIZIONI IN MATERIA CREDITIZIA
Sul piano operativo, il CICR svolge le proprie funzioni avvalendosi della Banca dItalia. Infatti ci
esclude ogni intervento diretto da parte di questo sui soggetti vigilati, se non mediante
provvedimenti dellIstituto Centrale. Infine al CICR sono conferiti poteri decisionali in ordine ai
reclami contro i provvedimenti adottati dalla Banca dItalia nellesercizio dei poteri di vigilanza
(art.9 T.U), con la conservazione delle funzioni di giudice amministrativo ad esso gi attribuite
dalla normativa del vecchio ordinamento. Risultano invece abolite altre funzioni in passato
attribuite al CICR, quali i poteri ablativi e sanzionatori.

MINISTRO DELLECONOMIA E DELLE FINANZE


Ad esso sono attribuite competenze nei settori inerenti alla politica creditizia, monetaria, finanziaria
e valutaria.
In relazione alle funzioni svolte nellambito del sistema bancario, il Ministro delleconomia e delle
finanze opera sia in collaborazione con il CIRC sia autonomamente (ai sensi dellart.3 comma 1 che
dice: Il Ministro dell'economia e delle finanze adotta con decreto i
provvedimenti di sua competenza previsti dal presente decreto legislativo e
ha facolt di sottoporli preventivamente al CICR).
Inoltre, in caso di urgenza, il ministro Pu effettuare tutti i provvedimenti che rientrano nelle
competenze del CIRC, con lobbligo di darne comunicazione al Comitato nella prima riunione
successiva, che deve essere convocata entro 30 giorni.
Inoltre ha poteri di intervento in caso di crisi e poteri sanziatori.(ultima frase di sara ma boh!)
BANCA DITALIA
La Banca dItalia fu isstituita nel 1893 con la legge n.449, che ratific la fusione della Banca
Nazionale del Regno dItalia con la Banca Nazionale Toscana e la Banca Toscana di Credito.
Lanno successivo alla sua fondazione la Banca dItalia fu incaricata di svolgere su tutto il territorio
nazionale il servizio di Tesoreria provinciale dello Stato ed in seguito le furono delegati
progressivamente i poteri di vigilanza sul sistema bancario (delega realizzata con la Legge Bancaria
del 36), attribuendogli definitivamente quei caratteri propri di una moderna banca centrale.
Allo stato attuale le disposizioni contenute nel T.U. riguardanti la Banca dItalia devono essere

integrate con quanto previsto dalla Legge n.262 del 28 dicembre 2005 recante Disposizioni per la
tutela e la disciplina dei mercati finanziari.
Ecco che il T.U e la richiamata legge risultano utili per tracciare la fisionomia dellorgano di
vigilanza. Si consideri innanzitutto lart. 4 del T.U secondo cui:
-

La Banca d'Italia, nell'esercizio delle funzioni di vigilanza, formula le proposte per le


deliberazioni di competenza del CICR.
La Banca d'Italia, inoltre, emana regolamenti nei casi previsti dalla legge, impartisce
istruzioni e adotta i provvedimenti di carattere particolare di sua competenza.
La Banca d'Italia determina e rende pubblici previamente i princpi e i criteri dell'attivit di
vigilanza
La Banca d'Italia pubblica annualmente una relazione sull'attivit di vigilanza.

Lart.19 della Legge sul risparmio chiarisce inoltre che:


- La Banca dItalia parte integrante del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) ed
agisce secondo gli indirizzi e le istruzioni della Banca centrale europea (BCE).
- La Banca dItalia istituto di diritto pubblico.
- Le disposizioni normative nazionali, di rango primario e secondario, assicurano alla Banca
dItalia ed ai componenti dei suoi organi lindipendenza richiesta dalla normativa
comunitaria per il migliore esercizio dei poteri attribuiti nonch per lassolvimento dei
compiti e dei doveri spettanti.
- La Banca dItalia, nellesercizio delle proprie funzioni e con particolare riferimento a quelle
di vigilanza, opera nel rispetto del principio di trasparenza, naturale complemento
dellindipendenza dellautorit di vigilanza. Trasmette al Parlamento e al Governo, entro il
30 giugno di ogni anno, una relazione sull attivit da Lei svolta nellanno precedente.
- Gli atti emessi dagli organi della Banca dItalia hanno forma scritta e sono motivati.
- La competenza ad adottare i provvedimenti aventi rilevanza esterna rientranti nella
competenza del Governatore e quella relativa agli atti adottati su sua delega sono trasferite al
direttorio. Agli atti del direttorio si applica quanto previsto al punto precedente. Le
deliberazioni del direttorio sono adottate a maggioranza; in caso di parit dei voti prevale il
voto del Governatore.
- Il Governatore e gli altri membri del direttorio durano in carica sei anni, con la possibilit di
un solo rinnovo del mandato.
- La nomina del Governatore disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su
proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei
ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca dItalia.
Riguardo al contenuto dellattivit di vigilanza svolta da Banca dItalia, possibile individuare le
funzioni relative alla vigilanza (quessto pezzo da finireda pag 61 a pag 65)
FUNZIONI BI:
-VIGILANZA SUL SISTEMA BANCARIO
-TUTELA DELLA CONCORRENZA IN AMBITO BANCARIO
-SORVEGLIANZA SUI SISTEMI DEI PAGAMENTI
-VIGILANZA DEL MERCATO INTERB E SUL MERCATO DEI TITOLI DI STATO (MTS MID)
-SERVIZIO DI TESORERIA DELLO STATO
Tutte qst Autorit devono collaborare tra loro, anche attraverso lo scambio di informazioni, per
agevolare les delle rispettive funzioni. Un recente disegno di legge (FEBBRAIO 2007) prevede
una new organizzazione di vigilanza sui mercati finanz volta ad accrescere lefficienza dei
medesimi:
-ATTRIBUZIONE ALLA BI DI TT LE COMPETENZE DI STABILTA
-ATTRIBUZIONE ALLA CONSOB DELLE COMPETENZE SULLA TRASPARENZA E
CORRETTEZZA DI COMPORTAMENTO DEGLI INTERM

-SOPPRESSIONE DI ISVAP E COVIP


-COSTITUZIONE DI UN NEW COMITATO, il CSF (COMITATO PER LA STABILITA
FINANZIARIA) IN SOSTITUZIONE DEL CIRC, COMPOSTO DAL MINISTRO DELLEC,
DAL GOVERNATORE DELLA BI E DAL PRESIDENTE DELLA CONSOB. I POTERI DEL
CIRC VERRANNO QUINDI DIVISI TRA BI E MINISTRO DELLEC.

CAPITOLO 4 -DALLA LEGGE BANCARIA DEL 36 AL TUB- (da pag


67-73)
FINO AGLI ANNI 30--> il mercato del credito era caratterizzato dalla presenza di big banche
miste che controllavano gran parte delle imprese italiane mediante il possesso di partecipazioni
anche a garanzia dei finanziamenti concessi. Nel processo di ristrutturazione e riconversione
industriale post-bellica, le difficolt ec dettero origine a profonde crisi che dal settore industriale si
trasmisero, inevitabilmente, anche a qll creditizio. Si andava dunque ad evidenziare la necessit di
una regolamentazione completa e organica in materia di S e credito: in qst contesto abbiamo
lemanazione della LEGGE BANCARIA DEL 36. Anche a seguito della crisi del 29 si
accentuava lintervento dello Stato nellec e si voleva imporre precise regole alles dellattivit
bancaria. OBBIETTIVO DELLA NORMATIVA ERA DUNQUE IL RIPRISTINO E IL
MANTENIMENTO DI CONDIZIONI DI STABILITA ED EFFICIENZA DEGLI
INTERMEDIARI CREDITIZI.
1 PROVVEDIAMENTO preso nei fatti attribuiva la vigilanza sul sistema bancario alla BI;
2PROVVEDIMENTO prevedeva che le aziende di credito vengano controllate in modo
differenziato secondo le dimensioni e la categoria di appartenenza;
3 PROVVEDIMENTO vede infine la separazione tra BANCA e INDUSTRIA e la
SPECIALIZZAZIONE DEGLI INTERMEDIARI: abbiamo ora il divieto di partecipazione per le
aziende di credito mentre gli istituti potevano assumere partecipazioni (mai per di controllo) nelle
imprese operanti nei settori che finanziavano. Qstultimo punto richiama il PRINCIPIO DI
SPECIALIZZAZIONE secondo cui la normativa distingueva RACCOLTA A BREVE TERMINE
DELLE AZIENDE DI CREDITO da qll a MEDIO LUNGO TERMINE DEGLI ISTITUTI DI
CREDITO.
La LEGGE DEL 36 era dunque adatta a guidare le istituzioni creditizie nel LP, soprattutto in
contesti ec, sociali e politici anche molto diversi tra loro: qst per la FLESSIBILITA DELLA
NORMATIVA e per GLI AMPI POTERI DISCREZIONALI attribuiti agli organi di controllo. Tale
normativa ha di fatto LIMITATO LOPERATIVITA DELLE DUE CATEGORIE DI INTERM
CREDITIZI ad ambiti ben circoscritti nel rispetto di funzioni obbiettivo distinte tra loro.
MOTIVO DELLA SPECIALIZZAZIONE:
-VOLONTA DI RICERCARE UNA CORRELAZIONE ARMONICA TRA LE SCADENZE
DELLATTIVO E DEL PASSIVO cos da poter evitare problemi legati alleq aziendale e
destabilizzazioni per il sistema bancario e, in definitiva, per lintero sistema ec;
-ESIGENZA DI RIBADIRE IL PRINCIPIO DELLAUTONOMIA DEL CAPITALE
FINANZIARIO DA QLL INDUSTRIALE. In qst contesto abbiamo una SPECIALIZZAZIONE
TEMPORALE (che limitava loperativit delle aziende a scadenze di 12/18 mesi), una
SPECIALIZZAZIONE ISTITUZIONALE (avendo differenziazioni tra le diverse aziende bancarie
rispetto alla categoria giuridica) ed una SPECIALIZZAZIONE FUNZIONALE (che creava riserve
di legge a favore degli iistituti di credito).
ANNI 70-->la comparsa sui mercati di NEW INTERMEDIARI FINANZ capaci di soddisfare le
mutate esigenze delle famiglie porta ad una REVISIONE DEL SISTEMA: qst infatti riducevano la
rendita di posizione di cui fino ad allora aveva goduto il sistema bancario. Qstultimo infatti attua
un PROCESSO DI DISINTERMEDIAZIONE: gli enti creditizi ampliano il loro ambito operativo e
si presenta la necessit di rimuovere ogni ostacolo normativo alla libert dimpresa, anche se
LOBBIETTIVO PRIMARIO CONTINUA AD ESSERE LA STABILITA DELLE
ISTITUZIONI CREDITIZIE. Le new regole operative di vigilanza sono dettate dalla

1 DIRETTIVA DEL COORDINAMENTO BANCARIO DEL 1977, recepita in Italia nel 1985
che in modo particolare definiva il CONCETTO DI ENTE CREDITIZIO, cos da poter realizzare
un coordinamento pi ampio possibile, introducendo la LIBERTA DI STABILIMENTO E LA
LIBERA PRESTAZIONE DEI SERVIZI.
CONTENIMENTO NORMATIVO DELLA DIRETTIVA:
-CONDIZIONI DI ACCESSO ALLATTIVITA BANCARIA, subordinato al rilascio di
unautorizzazione da parte delle Autorit competenti di ogni singolo Stato;
-APERTURA DI SUCCURSALI DEGLI ENTI CREDITIZI IN AMBITO CEE
Abbiamo inoltre lemanazione di new leggi tra cui ritroviamo:
LEGGE AMATO CARLI (n 218/1990)
Conteneva la delega al governo per lemanazione di disposizioni in materia di ristrutturazione e
integrazione degli istituti di diritto pubblico. In modo particolare vediamo la trasformazione delle
banche pubblica in Spa per lesigenza di ricapitalizzazione degli enti creditizi resa necessaria anche
a seguito del profondo mutamento del clima concorrenziale. OBBIETTIVI DI FONDO DELLA
RIFORMA furono LA PRIVATIZZAZIONE (di fatto solo formale in quanto non apport modifiche
oltre a qll della forma giuridica) con il conseguente accesso al mercato dei capitali da parte delle
banche pubbliche e il MAGGIOR GRADO DI CONCENTRAZIONE NEL SETTORE DEL
CREDITO. La Legge Amato prevedeva percorsi di ristrutturazione diversi a seconda che qst
riguardassero:
-ENTI CREDITIZI A BASE CORPORATIVA in cui avvenne la trasformazione in Spa oppure il
conferimento dellazienda bancaria ad una societ con conseguente assegnazione delle azioni da
emettere ai precedenti soci in funzione delle loro quote di partecipazione. La SPA BANCARIA
persegue FINALITA PFOFIT.
-ENTI CREDITIZI AVENTI NATURA DI FONDAZIONE per i quali era prima necessario lo
scorporo dellazienda bancaria e successivamente il suo conferimento in una societ il cui pacchetto
azionario rimaneva per intero allente conferente. La FONDAZIONE, privata della qualifica di
IMPRENDITORE CREDITIZIO, si pone OBBIETTIVI NO PROFIT.
LEGGE ANTITRUST (n287/1990)
Sottopone gli enti creditizi alle regole generali dettate per la tutela della concorrenza; spetta alla BI,
per, lapplicazione delle norme in tema di: INTESE, ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE e
OPERAZIONI DI CONCENTRAZIONE. Di rilievo il fatto che sogg diversi dagli enti creditizi o
dagli enti di societ finanz non possono acquisire azioni di un ente creditizio che comportino una
partecipazione > al 15%, se non con lautorizzazione della BI.
LEGGE n1/1991
Rappresenta il primo interbvento normativo organico in materia di mercato mobiliare. Si sancisce il
PRINCIPIO secondo il quale UNA STESSA ATTIVITA FINANZ DEVE ESSERE
ASSOGGETATA ALLA MEDESIMA DISCIPLINA. Qstultima prevedeva che lattivit di interm
mobiliare svolta dalle banche fosse subordinata alla preventiva autorizzazione della BI, che avrebbe
dovuto darne comunicazione alla CONSOB.
2 DIRETTIVA DI COORDINAMENTO BANCARIO (ITALIA-->1992)
Con qsta abbiamo lattuazione del MERCATO ! EUROPEO DEGLI ENTI CREDITIZI. In modo
particolare vengono adottati 3 NUOVI PRINCIPI:
1)MUTUO RICONOSCIMENTO DELLE NORMATIVE NAZIONALI (Art. 1 TUB; qst ha
comportato da un lato il venir meno della distinzione del 36 tra aziende ed istituti di credito e
dallaltro ha consentito lesercizio diretto delle attivit appartenenti al c.d parabancario. Ora gli enti
creditizi possono esercitare tt le attivit finanz eccetto le attivit svolte dalle Assicurazioni e qll
riservate alle societ dei fondi comuni di I e alle Sicav. Qst despecializzazione ha ridotto le forme
giuridiche adottabili a due: Spa o Scar (Banche popolari e BCC).
2)ARMONIZZAZIONE MINIMA
3)POTERI DI CONTROLLO E DI VIGILANZA SULLE SUCCURSALI ALLO STATO
DORIGINE (PRINCIPIO DELL HOME COUNTRY CONTROL).
OBBIETTIVO PRIORITARIO DELLA VIGILANZA BANCARIA DIVIENE LA SANA E
PRUDENTE GESTIONE DELLE BANCHE.

Il legislatore ha cos provveduto ad elaborare e riorganizzare tuta la normativa bancaria e creditizia


vigente in una NEW LEGGE BANCARIA: IL TUB (9 TITOLI). Qst in modo particolare afferma
new principi:
1)NATURA IMPRENDITORIALE DELLATTIVITA BANCARIA
Qst risale dalla 1 DIRETTIVA (1985) e di cui tappa fondamentale fu la LEGGE AMATO CARLI.
2)FINALITA DELLA VIGILANZA TRA LE QUALI LA SANA E PRUDENTE GESTIONE
DEI SOGG VIGILATI al fine di garantire il raggiungimento e il mantenimento di condizioni di
efficienza e competitivit dellapparato finanziario. Notiamo come la VIGILANZA
PRUDENZIALE SIA DI TIPO PREVENTIVO.
3)DESPECIALIZZAZIONE DELLATTIVITA BANCARIA che si realizza nelle forme:
ISTITUZIONALE (Spa o Scar), OPERATIVA (ora le banche possono attuare ogni attivit finanz) e
TEMPORALE (loperativit ora attuata su tutto larco temporale delle scadenze sia dellattivo che
del passivo).
TITOLO II TUB vede invece la:
-NOZIONE DI ATTIVITA BANCARIA che poggia sulles congiunto della raccolta di risparmio
tra il pubblico e la concessione del credito; in modo particolare le banche esercitano lattivit
bancaria ed ogni altra attivit finanz secondo la disciplina propria e di ciascuna.
-LACCESSO AL MERCATO DEL CREDITO Abbiamo detto che le forme giuridiche adottabili
sono due: Spa o Scar. Per quanto concerne il capitale iniziale qst di 6,3 mln di euro per le Spa e le
banche popoloari e di 2 mln di euro per le Bcc (Banche di credito cooperativo).
-ASSETTI PROPRIETARI (ART. 19 TUB) Che vede la necessaria autorizzazione preventiva per
partecipazioni > al 15% del capitale della banca partecipata e il protocollo di autonomia.
-ARTICOLAZIONE SPORTELLARE Abbiamo la libert di stabilimento di succursali in Italia e
in ambito di CEE: nessuna autorizzazione preventiva, la semplice comunicazione alla BI ed il
rilascio dellautorizzazione richiesta solo per linsediamento di banche extra-comunitarie.
(Riferimento qui alla 2 DIRETTIVA).
TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI INTERM FINANZ (TUF)
LEGGE ISTITUTIVA DELLE SIM con cui si consentito agli istituti di credito di operare in
modo diretto nel settore di interm mobiliare. Inoltre con la
CIRCOLARE DELLA BI (23 GIUGNO 1993) stata permessa lacquisizione di quote di
partecipazione al capitale di imprese non finanziarie. Qst opportunit va ricondotta al PRINCIPIO
DI DESPECIALIZZAZIONE delle banche contenuto nella 2DIRETTIVA DELLA CEE: infatti le
operazioni in strumenti finanz e valori mobiliari rientrano tra qll ammesse al beneficio del MUTUO
RICONOSCIMENTO (Art. 1 TUB) e quindi esercitabili liberamente in tt i paesi dellUE.
DIRETTIVA COMUNITARIA 10 MAGGIO 1993 riguarda invece i servizi di I ed ha esteso il
PRINCIPIO DEL MUTUO RICONOSCIMENTO, della LIBERTA DI STABILIMENTO e della
LIBERA PRESTAZIONE DEI SERVIZI ai new sogg del mercato finanz (cio le IMPRESE DI I:
SIM, imprese di I comunitarie ed extracomunitarie) e ha consentito lACCESSO IN MODO
DIRETTO AGLI ENTI CREDITIZI NEI MERCATI REGOLAMENTATI, superando quindi il
vincolo imposto dalla LEGGE 1/1991.
Tutti qst principi sono ribaditi nel DECRETO EUROSIM, a sua volta inglobato nel TUF (1
LUGLIO 1996). Anche qstultimo qualifica i new operatori del sistema finanz come imprese di I,
alle quali riservato, insieme alle banche, les professionale nei confronti del pubblico dei SERVIZI
DI I (negoziazione per conto proprio e per conto terzi, collocamento o assunzione di garanzie nei
confronti dellemittente, gestione su base individuale di portafogli di I per conto terzi, ricezione e
trasmissione di ordini nonch mediazione). Sono invece considerati SERVIZI ACCESSORI quei
servizi che non sono riservati a sogg abilitati alla prestazione dei servizi di I, in modo che il loro es
non necessiti di una specifica autorizzazione (custodia e amministrazione di strumenti finanz,
locazione di cassette di sicurezza, servizi connessi allemissione o al collocamento di strumenti
finanz e molti altri). I MEZZI DI PAGAMENTO, infine, non sono considerati strumenti finanz.
Nella prestazione dei servizi di I e accessori i sogg abilitati devono attenersi a precisi criteri
(comportarsi con diligenza e correttezza, trasparenza, nelli dei clienti e per lintegrit dei mercati).

Inoltre le banche e le SGR possono, previo consenso scritto, agire per nome proprio e per conto del
cliente.
ART 22 TUF:vede la separazione del patrimonio dei clienti da qll dellinterm e degli altri clienti.
Con il Tuf in modo particolare nasce la figura del GESTORE ! O SGR che ha la facolt di prestare
congiuntamente lATTIVITA DI GESTIONE IN MONTE, in cui appunto il gestore ha il ruolo
principale, e lATTIVITA DI GESTIONE INDIVIDUALE, in cui i contenuti sono definiti
prevalentemente dallinvestitore. Il GESTORE ! Inoltre pu istituire e gestire FONDI PENSIONE e
svolgere attivit connesse o strumentali, la cui determinazione stata demandata dal TUF alla BI.
MIFID (1 NOVEMBRE 2007, recepite in Italia con il D.Lgs del 2007) Riguarda la disciplina sui
mercati, servizi e strumenti finanz volta a rafforzare la tutela del risparmiatore, ad ampliare le
opportunit di offerta dei servizi di I a livello transfrontaliero nonch a creare un mercato europeo
pi integrato, competitivo ed efficiente assicurando la parit di condizioni tra i sistemi di
negoziazione esistenti in Europa, integrit e trasparenza di mercato. Le norme contenute nella
Direttiva Mifid hanno profondamente modificato il TUF ed hanno evidenziato i suoi punti di
debolezza attribuibili ad un corpo normativo privo di specifiche regole di condotta e pi orientato
alla definizione delle linee guida di comportamento ispirate allintegrit dei mercati ed alla tutela
delli degli investitori. Le pi significative NOVITA introdotte dalla MIFID fanno riferimento alla
RIORGANIZZAZIONE DEGLI ASSETTI DI CONTROLLO (Proprio come nel TUB prevista la
ripartizione per finalit dei poteri di controllo tra BI e CONSOB: esse sono chiamate ad attuare un
protocollo dintesa per coordinare e definire chiaramente le rispettive competenze: la prima in
materia di tutela della trasparenza e vigilanza sulla correttezza dei comportamenti, la seconda in
materia di tutela della stabilit) e delle SEDI DI NEGOZIAZIONE DEGLI STRUMENTI FINANZ
(abbiamo labrogazione dellobbligo di concentrazione sui mercati regolamentati cos da poter
aumentare la concorrenza e far diminuire i costi di compravendita: ne consegue un ampliamento
delle sedi di negoziazione dei mercati regolamentati (TRADING VENUES) che saranno affiancati
dai sistemi multilaterali di negoziazione, gli MTF), alla RIVISITAZIONE DEGLI ASSETTI
ORGANIZZATIVI DEGLI INTERM FINANZ, DELLA PRESTAZIONE DEI SERVIZI DI I IN
UNOTTICA DI MAGGIOR TUTELA DELLI. La frammentazione degli scambi richiama una
regola di assoluto rilievo nella disciplina Mifid, qll della Best Execution, cio la produzione
automatica di esecuzione e trasmissione degli ordini finalizzate ad individuare almeno le sedi di
esecuzione che permettono di ottenere in modo duraturo il miglior risultato per il cliente: qst passa
attraverso la valutazione dei P, dei costi e delle pr di esecuzione dellordine.
La Mifid dunque impone agli operatori coinvolti nella gestione degli scambi di garantire alla
propria clientela un adeguato livello di trasparenza nellinformativa sui P pre-trade e post-trade. Le
novit introdotte riguardano inoltre la clientela, con particolare riguardo ai criteri di classificazione
(cliente professionale, cliente al dettaglio e controparti qualificate) che si basa sulla conoscenza ed
esperienza in materia di servizio di I e di valutazione dei rischi insiti in tali operazioni. Infine la
Mifid riconosce la figura del CONSULENTE FINANZIARIO INDIPENDENTE, tenuto ad
iscriversi allalbo dei consulenti finanz: tale figura si pone come soluzione possibile al conflitto di i
di interm che operano simultaneamente in qualit di consulenti e di gestori per conto della clientela
o di produttori e distributori di prodotti e servizi di I.

CAPITOLO 5 -VIGILANZA SUL SISTEMA BANCARIOLa Vigilanza detta regole di controllo sullattivit creditizia. Tali regole sono dettate in particolar
modo dal Legislatore Comunitario: sono regole comuni applicate a tutte le banche, cos da
permettere una concorrenza ottimale!
FINO AGLI ANNI 70 la Vigilanza attuata dalla BI si incentrata sulla stabilit del sistema
creditizio. Questo per:
-la scarsa efficienza allocativa ed operativa delle banche italiane e per superare la crisi di instabilit

che invest il settore negli anni 30;


-esigenza di garantire un adeguato finanziamento allec.
Avevamo quindi una VIGILANZA DI TIPO STRUTTURALE-AUTORIZZATIVO fondata su
interventi che incidevano pesantemente sulla struttura territoriale ed operativa del sistema.
ANNI 70 ci fu un cambiamento nel quadro macroec in cui le Autorit rivisitarono le strategie di
intervento nel settore del credito. In modo particolare vediamo il FENOMENO DELLA
DISINTERMEDIAZIONE e il connesso ALLENTAMENTO DEL LEGAME CON LE IMPRESE.
Tale periodo caratterizzato dal PASSAGGIO DA UNA VIGILANZA DI TIPO STRUTTURALE
AD UNA DI TIPO PREVIDENZOIALE che avvenuto attraverso un ALLENTAMENTO DEI
VINCOLI ORGANIZZATIVI (DEREGULATION, che ha avuto il culmine con lintroduzione
delle regole prudenziali), un AMPLIAMENTO DELLOPERATIVITA DELLE BANCHE ed un
MINOR UTILIZZO DEI POTERI DISCREZIONALI. Tra i CONTROLLI PRUDENZIALI
lADEGUATEZZA PATRIMONIALE ha particolare rilevanza: il capitale proprio delle banche,
infatti, parametro di riferimento per il monitoraggio delle diverse tipologie di rischio a carico della
gestione bancaria.
Tale orientamento improntato sullattuazione di CONTROLLI EX-ANTE.
FINALITA DELLA VIGILANZA (Art. 5 TUB):
1)SANA (cio max i profitti) E PRUDENTE (avversione al rischio) GESTIONE DEI SOGG
VIGILATII--> la capacit quindi di saper rischiare nei limiti della tenuta della banca operando una
saggia amministrazione nel rispetto delle regole, sia interne che esterne;
2)STABILITA (requisito necessario per mantenere la fiducia dei risparmiatori e prevenire la
manifestazione del rischio sistemico) COMPLESSIVA DEL SISTEMA;
3)EFFICIENZA (intesa nelle accezioni operativa e allocativa, si raggiunge con ladozione di
combinazioni ottimali rispettivamente dei fattori produttivi e delle risorse creditizie che devono
essere destinate a progetti di I maggiormente creditizi) E COMPETITIVITA DEL SISTEMA;
4)OSSERVANZA DELLE DISPOSIZIONI IN MATERIA CREDITIZIA;
5)TRASPARENZA (capacit dellinterm di comunicare con completezza, veridicit e tempestivit
i propri dati contabili ed extracontabili
STRUMENTI DELLA VIGILANZA PRUDENZIALE
1)VIGILANZA INFORMATIVA (Art. 51 TUB)
2)VIGILANZA ISPETTTIVA (Art. 54 TUB)
3)VIGILANZA REGOLAMENTARE (Art. 53 TUB)--> qst la novit della Vigilanza
Autorizzativa rispetto a qll di tipo Prudenziale;
4)VIGILANZA SU BASE CONSOLIDATA-->Innanzitutto il GRUPPO BANCARIO composto
da unit giuridicamente distinte che realizzano un ! Disegno imprenditoriale: i rischi assunti dalle
diverse societ devono poter essere valutati nel loro complesso. Il TUB ha riordinato la materia
provvedendo a dare la definizione di GRUPPO e dettando le norme relative alles della
VIGILANZA CONSOLIDATA. LART. 60 del TUB individua due modelli di GRUPPO
CREDITIZIO secondo la NATURA DEI SOGG CONTROLLANTI:
-LA BANCA ITALIANA CAPOGRUPPO e le societ bancarie, finanz e strumentali da qst
controllate;
-LA SOCIETA FINANZIARIA CAPOGRUPPO ITALIANA e le societ bancarie, finanz e
strumentali da qst controllate , quando nellinsieme delle societ da qst controllate vi sia almeno una
banca e abbiano rilevanza determinante secondo quanto stabilito dalla BI in conformit delle
deliberazioni del CIRC, qll bancarie e finanziarie.
PROPOSTE INNOVATIVE SULLADEGUATEZZA DEL PATRIMONIO
REGOLAMENTARE
Gli effetti destabilizzanti provocati dalla CRISI di fine 2007 hanno indotto le Autorit
Sovranazionali ad una REVISIONE DELLA REGOLAMENTAZIONE PRUDENZIALE
prevedendo nuove linea guida comuni, note come BASILEA 3, volti a definire alcuni aspetti
rilevanti dellassetto regolamentare vigente. OBBIETTIVO DEL PROGETTO di riforma qll di
DEFINIRE UNA SERIE DI MISURE DI CARATTERE STRUMENTALE IN GRADO DI
PREVENIRE IL MANIFETARSI DI ANALOGHE SITUAZIONI IN FUTURO. CAUSA del

dilagarsi della crisi da ricercarsi nella ELEVATA LEVA FINANZ CHE CARATTERIZZA IL
SETTORE BANCARIO. A tale fenomeno si accompagnata una GRADUALE EROSIONE DEL
LIVELLO E DELLA QUALITA DEL PATRIMONIO REGOLAMENTARE DELLE BANCHE A
VOCAZIONE INTERNAZIONALE, le quali si sono trovate incapaci di assorbire le perdite
derivanti dallattivit di trading e dal deterioramento della qualit del credito. Da qui una serie di
RIFORME aventi come OBBIETTIVO IL RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE DELLE
BANCHE E DI MITIGAZIONE DEI RISCHI DI NATURA SISTEMICA.
A livello di songola banca, le principali linee di intervento riguardano:
-INNALZAMENTO DELLA CONSISTENZA, QUALITA E TRASPARENZA DEL CAPITALE
PROPRIO;
-LINTEGRAZIONE DEI REQUISITI DI ADEGUATEZZA PATRIMONIALE CON UN
INDICATORE DI LEVERAGE, LR, in grado di contenere, nelle fasi espansive del ciclo ec, il
livello di indebitamento delle banche;
-INTRODUZIONE DI DUE INDICATORI PER UNA PIU OTTIMALE MITIGAZIONE DEL
RISCHIO DI LIQUIDITA: LCR, che risponde alla necessit di detenzione di risorse liquide di
elevata qualit per il fronteggiamento delle situazioni di stress severo, eliminando di fatto la
possibilit di ricorso al mercato; NSFR, che invece assicura stabilit delle fonti di
approvvigionamento delle risorse finanz attenuando lo squilibrio delle scadenze dellattivo e del
passivo.
Le regole di Basilea 3 saranno a regime dal 2019. la predisposizione di misure pi rigorose per i
coeff. patrimoniali se da un lato attenua il rischio di arbitraggio regolamentare, dallaltro rischia di
rendere pi difficile laccesso al credito, dal momento che linnalzamento del livello di risorse
patrimoniali incide negativamente sia sullammontare complessivo del credito erogabile sia sul
pricing, a motivo dellincremento del costo complessivo di raccolta.

3)LA VIGILANZA REGOLAMENTARE


ART. 53 TUB definisce lambito di intervento della VIGILANZA REGOLAMENTARE stabilendo
che la BI, in conformit delle disposizioni del CICR, emana disposizioni riguardo:

3A)ADEGUATEZZA PATRIMONIALE (1 PILASTRO DI BASILEA 2)


Requisito Patrimoniale PV/Attivo Ponderato + 8% cio pari all8% delle atti
Min Complessivo
Altri Rischi
vit di rischio ponderate
3B)CONTENIMENTO DEL RISCHIO NELLE SUE DIVERSE CONFIGURAZIONI
RISCHIO DI CREDITO, si pu avvalere di:

METODO STANDARD, basato sulla ponderazione delle attivit che tiene conto della
qualit del debitore esaminata da agenzie di rating esterne (ECAI). Pu essere utilizzato da tutte le
banche senza alcuna autorizzazione della BI; in modo particolare impone il ricorso a due strumenti:
la suddivisione delle esposizioni in diversi portafogli, a seconda della natura della controparte o
delle caratteristiche tecniche del rapporto; lapplicazione a ciascun portafoglio di coeff. di
ponderazione diversificati in funzione del merito creditizio della controparte ad essa attribuito da
agenzie di rating esterne (ECAI) opportunamente riconosciute dalle Autorit di Vigilanza;

METODO IRB, invece, utilizza sistemi di rating interni alle banche e richiede che la banca
dimostri di soddisfare in via preliminare e continuativa determinati standard, secondo cui i sistemi e
i procedimenti di rating e di stima del rischiosi arrivi ad una valutazione corretta delle
caratteristiche delle controparti e delle operazioni. Il metodo IRB considera:
-LE COMPONENTI DEL RISCHIO DI INADEMPIENZA DELLA CONTROPARTE (PD, ovvero
la pr di insolvenza della controparte; LGD, cio la perdita in caso di inadempienza; EAD, ovverosia
il valore e la misura dellesposizione al momento del default; ed infine M, o maturity, la media delle
durate residue). La valutazione del merito creditizio viene effettuata mediante la stima delle
variabili che definiscono la PERDITA ATTESA, EL=PD*LGD*EAD*M.
-I REQUISITI PATRIMONIALI ESPRESSIONE DELLA TRASFORMAZIONE DELLE

COMPONENTI DI RISCHIO IN ATTIVITA PONDERATE PER IL RISCHIO


-STANDARD MINIMI CHE LE BANCHE DEVONO RISPETTARE PER APPLICARE IL
SISTEMA IRB AD UNA CLASSE DI ATTIVITA.
IL METODO IRB BASE tiene conto delle valutazioni interne solo per alcuni elementi che
compongono il rischio di credito, infatti solo la PD fornita dalla banca in base alle proprie stime,
mentre LGD, EAD e M sono valori prudenziali fissati dal comitato. NellIRB AVANZATO, invece,
PD, LGD, EAD e M sono forniti dalla banca in base alle proprie stime.
In modo particolare si ha linadempienza in relazione ad un particolare obbligato quando si verifica
almeno una delle seguenti situazioni: la banca giudica improbabile, senza il ricorso ad azioni quali
lescussione di garanzie (se ve ne sono), che lobbligato adempia in toto od in parte alle sue
obbligazioni di credito; lobbligato in mora da oltre 90 gg (estensibili a 180gg per un periodo di
transazione di 5 anni.
Le TECNICHE DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO (CRM), sebbene tale
regolamentazione viene applicata a tutte le banche, prevedono che per chi faccia uso dellIRB
AVANZATO valga una pi vasta gamma di garanzie ammesse ed una maggiore elasticit nel
calcolo della riduzione del rischio. Strumenti di mitigazione fanno riferimento alle GARANZIE
REALI (che riducono la perdita in caso di insolvenza del debito mediante approcci sia semplici che
integrali-->LGD e EAD si riducono) e PERSONALI (che incidono positivamente sulla PD; qst per
essere idonee devono essere dirette, esplicite, incondizionate ed irrevocabili emesse da sogg con
rating almeno pari ad A-. Con tali garanzie abbiamo il c.d SUBSITUTION APPROACH, dove la
PD dellimpresa garantita sostituita dalla PD dellimpresa garante).
RISCHIO DI CONTROPARTE, particolare fattispecie del rischio di credito. Coincide con il
rischio che la controparte di una transazione risulti inadempiente prima del regolamento della
stessa. Interessa sia il rischio di credito che il rischio di mercato e consiste in un elemento
aggiuntivo per tutelarci ulteriormente.
RISCHIO DI MERCATO invece generato dalloperativit sui mercati degli strum finanz,
delle valute e delle merci. Anche in qst caso, come nel rischio di credito, i requisiti di capitale
possono essere determinati ricorrendo ad una metodologia:
-STANDARD, la quale si basa su un approccio a blocchi, che prevede specifiche coperture per
ogni tipologia considerata;
-BASATA SU MODELLI INTERNI (previa autorizzazione della BI) che vale per il calcolo dei
requisiti a fronte del:
RISCHIO DI POSIZIONE, che esprime il rischio derivante dalloscillazione del P dei valori
mobiliari per fattori attinenti allandamento del marcato (Rischio Generico) e alla situazione della
societ emittente (rischio specifico). Il RISCHIO DI POSIZIONE ed i correlati requisisti
patrimoniali sono determinati distintamente per i titoli di debito, i titoli di capitale e i certificati di
partecipazioni a OICM;
RISCHIO DI CAMBIO si lega alla possibilit di poter subire perdite a causa di oscillazioni del
valore delle operazioni in valuta estera;
RISCHIO DI POSIZIONE MERCI si riferisce infine alle attivit o passivit, beni materiali
negoziati o negoziabili sul mercato secondario.
RISCHIO OPERATIVO, derivante dallinadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse
umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni (Tale definizione include il RISCHIO LEGALE
ma non qll strategico e di reputazione). Il computo relativo al coeff patrimoniale pu avvenire

sulla base di tre metodi:


-BIA (METODO BASE): le banche devono detenere un ammontare pari al 15% dei valori
positivi del margine di intermediazione riferito ai tre esercizi precedenti;
-STA (METODO STANDARDIZZATO): prevede la ripartizione dellattivit bancaria in
8 linee di business e la determinazione del requisito patrimoniale fissata al 15% della

media delle ultime 3 osservazioni annuali del margine di intermediazione. Tale metodo
accompagnato dal rispetto di soglie di accesso e di precisi requisiti relativi ai controlli
interni: il suo utilizzo deve essere preventivamente alle Autorit di Vigilanza;
-AMA (METODO AVANZATO): determina il requisito patrimoniale per i rischi operativi
base di dati generati ed elaborati da modelli interni. Per qst approccio stata introdotta la
possibilit per le banche di considerare le polizze assicurative quale fattore di mitigazione
del rischio (possono svolgere un effetto di attenuazione per un ammontare non eccedente
il 20% dellonere complessivo di capitale a fronte dellarea operativa). Il requisito patrimo
niale dato dalla somma delle perdite attese e di qll inattese, stimate dal modello di calco
lo adottato.
RISCHIO DEL i SUL BANKING BOOK, ovvero il portafoglio commerciale di una banca, in
contrapposizione al TRANDING BOOK, che rappresenta invece il portafoglio di negoziazione.
Poich variazioni del i possono incidere sul livello corrente dei profitti della banca e sul valore
delle attivit e passivit, il rischio in questione disciplinato nellambito del 2 PILASTRO DI
BASILEA 2.
3C)INVESTIMENTI IN IMMOBILI E PARTECIPAZIONI, che non possono superare il
limite del PV. Il MARGINE DISPONIBILE (Free Capital) dato dal PV al netto della
sommatoria delle partecipazioni e degli immobili detenuti. A qst regola generale si affiancano
altre disposizioni a seconda che si tratti di:
-PARTECIPAZIONI IN BANCHE E SOCIETA FINANZIARIE (prevedono lautorizzazione per
le partecipazioni > al 10% e al 20% del capitale della SOCIETA PARTECIPATA e, in ogni caso,
per qll di controllo e per qll superiori al 10% del PV del PARTECIPANTE).
-PARTECIPAZIONI IN IMPRESE DI ASSICURAZIONE (Dove il limite di detenibilit pari al
40% del PV DEL PARTECIPANTE ed inoltre sono soggette ad autorizzazioni preventive qualora
la partecipazione sia di controllo).
-PARTECIPAZIONI IN I MPRESE NON FINANZIARIE
Innanzitutto necessario distinguere tra:
BANCHE ORDINARIE, le medie e piccole banche, il cui LIMITE DI CONCENTRAZIONE
(ogni singola partecipazione) del 3% DEL PV DELLA BANCA PARTECIPANTE , il LIMITE
COMPLESSIVO (quante partecipazioni posso detenere) del 15% DEL PV DELLA BANCA
PARTECIPANTE, il LIMITE DI SEPARATEZZA del 15% del CAPITALE PARTECIPATO.
BANCHE ABILITATE, le grandi banche, il cui LIMITE DI CONCENTRAZIONE del 6% DEL
PV DELLA BANCA PARTECIPANTE, il cui LIMITE COMPLESSIVO del 50% DEL PV
DELLA BANCA PARTECIPANTE ed il LIMITE DI SEPARATEZZA DEL 15% DEL
CAPITALE PARTECIPATO.
BANCHE SPECIALIZZATE, si differenziano dalle altre per la funzione obbiettivo: in qst
abbiamo una struttura del passivo costituita prevalentemente dalla raccolta a medio lungo termine
Qui abbiamo un LIMITE DI CONCENTRAZIONE DEL !5%, un LIMITE COMPLESSIVO DEL
6% ed un LIMITE DI SEPARATEZZA DEL 15%.
CONCENTRAZIONE DEI RISCHI CREDITIZI, qll derivanti dalla concessione di fidi di
dimensioni rilevanti, i c.d GRANDI RISCHI (ossia posizioni di rischio pari o superiori al 10%
del PV: oscillano tra il 10% e il 50%). La finalit qll di limitare la perdita potenziale
conseguente allinsolvenza di una singola controparte, prevedendo precisi limiti sullentit del
rischio che la banca pu assumere. Le banche sono tenute al rispetto di un limite individuale nella
misura del 25% del patrimonio, che si riduce al 20% in caso di esposizione nei confronti di sogg
collegati.
EMISSIONE DI OBBLIGAZIONI LArt. 12 del TUB prevede che le banche possano emettere
obbligazioni, anche convertibili, nominative o al portatore. E previsto un TAGLIO MIN DI 1000

EURO per:
-Emissioni di importo > 150 mln euro
-Emissioni effettuate da banche con i seguenti requisiti: PV > 25 mln euro
Bilanci ultimi 3 esercizi in utile
Ultimo bilancio certificato
Per le ALTRE EMISSIONI previsto un TAGLIO MIN DI 10.000 EURO
REQUISITO PATRIMONIALE COMPLESSIVO--> Le banche e i gruppi bancari sono tenuti
a detenere costantemente un ammontare di PV non inferiore all8% della sommatoria dei requisiti
patrimoniali prescritti a fronte del RISCHIO DI CREDITO, RISCHIO DI CONTROPARTE,
RISCHIO DI MERCATO ed OPERATIVO.

3D)ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA E CONTROLLI INTERNI


Organizzazione amministrativa--> la BI, su delibera del CICR, emana disposizioni sullammini
strazione. In modo particolare previsto per le banche lobbligo di compilazione di un questiona
rio con cadenza biennale o cmq ogniqualvolta si verifichino variazioni nel settore interno.
Ladeguatezza contabile prevede invece lobbligo di inviare alla BI situazioni periodiche standar
dizzate.
Controlli interni-->lattivit di revisione svolta in modo indipendente da personale qualificato
(INTERNAL AUDIT) e deve essere indirizzata al controllo, con verifiche in loco, della regolarit
delloperativit, al monitoraggio dei rischi e alla valutazione della funzionalit del sistema dei
controlli nel suo complesso. La corretta percezione della situazione aziendale assicura alla BI la
disponibilit di informazioni puntuali sulla situazione della banca.

2 PILASTRO DI BASILEA 2 : IL CONTROLLO PRUDENZIALE


Si articola in due fasi integrate:
-PROCESSO INTERNO DI DETERMINAZIONE DELLADEGUATEZZA PATRIMONIALE,
ICAAP: la banca effettua la propria adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica in relazione ai
rischi assunti e alle strategie aziendali. ICAAP deve essere proporzionato alle caratteristiche, alle
dimensioni e alla complessit dellattivit svolta dalla banca (PRINCIPIO DI
PROPORZIONALITA).
-PROCESSO DI REVISIONE E VALUTAZIONE PRUDENZIALE (SREP) invece di
competenza dellAutorit di Vigilanza che, nel riesaminare lICAAP, formula un giudizio
complessivo sulla funzionalit della banca e, ove necessario, attua le opportune correttive.

3 PILASTRO DI BASILEA 2
Riguarda la disciplina di mercato. Sono previsti obblighi di informativa al pubblico relativamente
allAdeguatezza Patrimoniale, allesposizione ai rischi ed alle caratteristiche generali dei sistemi di
gestione e controllo. Le informazioni che gli interm devono fornire al pubblico devono essere
pubblicate almeno 1 volta lanno entro 30 gg dalla pubblicazione del bilancio.

CAPITOLO 7 -LE CRISI BANCARIE- (non nel programma)


FATTORI RESPONSABILI
Possono avere natura ENDOGENA, conseguenti allinefficace fronteggiamento delle
manifestazioni del sistema generale dimpresa cui sono esposte le gestioni bancarie. Oppure
ESOGENA, scaturenti invece da criteri di regolamentazione di tipo strutturale che possono
impedire il conseguimento di soddisfacenti livelli di efficienza.
ALTRA CAUSA, tipica delle gestioni bancarie che attuano la raccolta prevalentemente mediante

depositi a vista, si identifica in possibili CRISI DI SFIDUCIA DA PARTE DELLA CLIENTELA.


Questa si diffonde rapidamente tra i risparmiatori generando situazioni di panico (BANK PANIK) e
richieste generalizzate di rimborso. Tale crisi scatena fenomeni di corsa agli sportelli (BANK
RUNNING) che aggravano irrimediabilmente la situazione di liquidit della banca e determinano
difficolt nel regolamento degli scambi e nellaccesso al credito. L espandersi delleffetto domino
pu ripercuotersi negativamente anche sullintero sistema economico per il blocco sostanziale del
credito erogato.
Inoltre lINSORGERE DELLA CRISI pu essere:
-GRADUALE, quando generata dal progressivo deterioramento delle condizioni di liquidit,
redditivit e solvibilit, oppure
-IMPROVVISO, quando invece risultante di erronee valutazioni delle esposizioni rischiose della
banca.

SISTEMI DI CONTROLLO PREVENTIVO (ESTERNI O INTERNI ALLA BANCA)


Tra qll ESTERNI possiamo annoverare gli strumenti di vigilanza prudenziale e di controllo
cartolare (consiste nel richiedere segnalazioni periodiche contenenti le informazioni necessarie per
valutare il rispetto dei ratios patrimoniali imposti ai fini prudenziali) e ispettivo (si propone, invece,
di verificare periodicamente la veridicit delle informazioni oggetto di comunicazione nelle
segnalazioni di vigilanza e di intervenire, in via del tutto occasionale, quando le stesse mostrano un
deterioramento della situazione aziendale), posti in essere dalle Autorit di Vigilanza.
Le Autorit competenti, spinte anche dalle esperienze degli altri paesi, si sono dotate di un sistema
di controllo preventivo al fine di individuare le banche con situazioni di pr difficolt. Per quanto
riguarda le esperienze degli altri paesi il riferimento al PROMPT CORRECTIVE ACTION (PCA)
che attribuisce alle banche un rating in funzione del rispetto di 2 ratios patrimoniali, suddividendole
in 5 fasce: ad ogni fascia di rating associata una serie di azioni correttive finalizzate a
normalizzare la situazione della banca. Peculiarit di questo SISTEMA DI SCREENING,
denominato PATROL, acronimo usato per indicare i 5 profili gestionali indagati (PATRIMONIOATTIVO-REDDITIVITA-ORGANIZZAZIONE-LIQUIDITA), qll di non risentire dei deficit
tipici del controllo cartolare dal momento che viene costruito su informazioni nuove, aggiuntive e
approfondite.
Le difficolt insite nella previsione del manifestarsi della crisi hanno indotto le Autorit ad
elaborare strumenti di analisi sempre pi sofisticati al fine di ottemperare ad esigenze conoscitive
ex-ante. Si tratta dei c.d EARLY WARNING SYSTEMS, sistemi di controllo che forniscono
soluzioni pi idonee per il superamento delle difficolt evidenziate, le cui informazioni sono
trasferite alle unit di risk management (interne alla banca) che provvedono alla gestione e
allanalisi delle medesime.
Tutti gli interventi test esaminati riguardano la FASE ANTECEDENTE LA
MANIFESTAZIONE DELLA CRISI.

DISCIPLINA DELLA CRISI (UNA VOLTA CHE QUESTA SI E MANIFESTATA)


Si tratta di iniziative finalizzate alla minimizzazione delle esternalit negative prodotte dai dissesti
finanziari. Il TITOLO IV del TUB contempla la disciplina delle CRISI BANCARIE e predispone
gli interventi di natura amministrativa attuabili in presenza di gravi difficolt dellinterm. Le
PROCEDURE per la gestione della crisi sono:
-LAMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA, introdotta dalla LEGGE BANCARIA DEL 36,
prevede lo scioglimento degli organi amministrativi e di controllo dellistituto e la loro sostituzione
con organi designati dalla BI: tal modo di operare volto ad evitare che la situazione di difficolt
degeneri in un dissesto. Il Ministro dellec e delle finanze, su proposta della BI, pu disporre la
procedura dellAmministrazione straordinaria quando:
sussitono gravi irregolarit nellamministrazione
vi sia la previsione di gravi perdite di patrimonio
ne sia fatta richiesta dagli organi amministrativi o dallassemblea straordinaria
Lesperienza italiana ha messo in evidenza come lAmministrazione strordinaria assolva una
funzione alternativa (e non preliminare) rispetto alla LIQUIDAZIONE COATTA
AMMINISTRATIVA in quanto con essa si persegue il risanamento realizzabile mediante

ricapitalizzazione, fusione, cessione di rami aziendali, trasferimento di pacchetti azionari.


-LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA, rappresenta il provvedimento estremo
adottato dalle Autorit, quando la situazione di crisi risulta insanabile. Essa, comportando
lestinzione dellimpresa bancaria, si realizza nel rispetto del principio della par condicio
creditorum. Il Ministro dellec e delle finanze, su proposta della BI, dispone con decreto la revoca
dellautorizzazione dellattivit bancaria e la messa in liquidazione coatta delle banche quando
sussistono le seguenti condizioni:
irregolarit nellamministrazione o violazione delle disposizioni legislative, amministrative o
statuarie di estrema gravit
previsione di perdite di rilevante entit
accertamento giudiziale dello stato di insolvenza

STRUMENTI PER IL RISANAMENTO DELLE CRISI FINANZIARIE


-Hp di CRISI REVERSIBILE: prevede interventi volti alla sospensione dei pagamenti, alla
gestione provvisoria nonch allutilizzo del credito di ultima istanza. La banca in particolar modo
pu procedere alla costituzione di una societ ad hoc, la c.d BAD BANK, alla quale trasferire le
posizioni ritenute responsabili della crisi o comunque della propria situazione di difficolt
gestionale (soluzione adottata dal gruppo UNICREDIT SPA). In qst modo si creano 2 distinte unit
giuridiche: la banca trasferendo alla new societ gli assets underperforming crea le condizioni per
una operativit profittevole. Invece, nelle
-Hp di CRISI IRREVERSIBILE: sono necessari interventi di carattere straordinario,
generalmente esterni alla banca. Tra questi i principali sono:
GESTIONE PROVVISORIA La BI, qualora sussistono ragioni di assoluta urgenza, pu disporre
di tale strumento per un periodo max di 60 gg: un funzionario della BI assume la gestione
provvisoria della banca in difficolt. Questa pu sfociare nellamministrazione straordinaria
dellazienda, nella sua liquidazione o nella riconsegna dei poteri agli organi amministrativi della
banca.
CREDITO DI ULTIMA ISTANZA, erogato dalla BCE, rappresenta lo strumento di intervento a
disposizione delle Autorit Monetarie. Questo pu essere erogato in modo incondizionato a tutto il
sistema bancario, mediante OMA poste in essere dalla BCE, quando lo stesso non sia in grado di
frenare fenomeni di corsa agli sportelli o di panico finanziario. Pu infine anche essere indirizzato a
banche che manifestano tensioni di liquidit temporanee.
FUSIONI E ACQUISIZIONI Operazioni di carattere straordinario quali lincorporazione della
banca insolvente da parte di unaltra banca oppure la fusione tra i 2 istituti con la costituzione di
uno nuovo. Dove non possibile procedere con qst procedure viene attuata lamm straordinaria e la
liquidazione coatta amministrativa.
FIDT (FONDO INTERBANCARIO DI TUTELA DEI DEPOSITI, 1987) Il suo scopo
principale offrire ai depositanti una garanzia di rimborso. L attivit del FIDT si manifesta in due
tipologie di intervento:
1)ATTIVITA DI PREVENZIONE, rivolta alle banche poste in amministrazione straordinaria e
svolta mediante operazioni di finanziamento, di concessione di garanzie, assunzione di
partecipazioni... a condizione che esse comportino un onere minore di quello derivante dal rimborso
dei depositi in caso di liquidazione della banca;
2)ATTIVITA DI ASSICURAZIONE, svolta nei confronti delle banche poste in liquidazione coatta
amministrativa, consiste nel rimborso dei depositi ai risparmiatori entro determinati limiti ed a certe
condizioni.
La normativa vigente prevede:
-ladesione obbligatoria al fondo da parte delle banche nazionali, ad esclusione delle BCC, in
quanto gia provviste di un proprio sistema di garanzia dei depositi;
-lapplicazione del principio dellhome country sistem per le filiali di banche comunitarie, nel senso
che queste, se gi tutelate dallorgano di protezione del Paese dorigine, possono adeguarsi al
regime del Paese ospitante qualora esso preveda un tetto di copertura pi alto;
-le banche extracomunitarie autorizzate in Italia sono obbligate ad aderire al FITD.

Il criterio di copertura prevede una copertura max di 103.291, 38 per depositante (rimborso
calcolato sul tot dei depositi di uno stesso sogg) e un livello min di garanzia di 20.000 per singolo
depositante. Notiamo come la natura del fondo sia mutualistica e non assicurativa in quanto le
banche sono tenute a contribuire al fondo mediante il versamento di quote annue determinate in
funzione dellandamento della situazione aziendale di ognuna. Al FIDT si affianca infine il
FGCC (FONDO DI GARANZIA DEI DEPOSITANTI DEL CREDITO COOPERATIVO,
1997) La cui finalit intervenire, su autorizzazione della BI, a tutela della garanzia di rimborso dei
depositanti in caso di crisi transitoria o di liquidazione coatta di una banca appartenente a questa
categoria giuridica.

DISCIPLINA DELLE CRISI DEL GRUPPO CREDITIZIO


Il TITOLO IV del TUB richiama i principi cardine su cui essa si ispira. In modo particolare qst sono
riconducibili allAUTONOMIA PATRIMONIALE dei singoli soggetti appartenenti al gruppo e
allassoggetamento delle imprese non bancarie alle procedure speciali previste dalle banche. Infatti,
qnd la capogruppo soggetta a liquidazione coatta amm o ad amministrazione straordinaria, tutte le
societ in stato di insolvenza vengono sottoposte a liquidazione coatta amministrativa sotto la
direzione ed il controllo della BI.

CAPITOLO 8 -LA TRASPARENZA BANCARIA- (non in programma,


vedi pag dopo)
Questa espressione identifica il complesso di informazioni e notizie sulla struttura e sullattivit
della banca che possono essere conosciute da terzi.
La TRASPARENZA delle banche nei confronti delle Autorit di controllo si realizza mediante:
GLI STRUMENTI DELLA VIGILANZA INFORMATIVA, che consentono alla BI
di ottenere informazioni periodiche ed ogni altro dato utile ai fini di vigilanza, con le modalit ed i
termini da essa previsti;
LA STRUTTURA DEGLI ASSETTI PROPRIETARI, che consente allorgano di
vigilanza di richiedere alle banche ed agli enti di qualsiasi natura che partecipano al loro capitale
lindicazione nominativa dei soci sulla base di tutti i dati a loro disposizione. In particolar modo
lobbligo di comunicazione previsto per chiunque acquisisca o modifichi le quote di
partecipazione al capitale di una banca in misura superiore ai limiti stabiliti dalla stessa BI;
LA CENTRALE DEI RISCHI (1962), il cui obbiettivo offrire alle banche informazioni
sui crediti concessi dallintero sistema ai singoli affidati: per ogni cliente le banche ricevono
situazioni riassuntive dei crediti ad esso accordati, distinti per categoria giuridica. La Centrale
fornisce anche notizie sulla posizione globale di rischio dei sogg non ancora affidati: la sua
operativit consente di monitorare, nel corso del rapporto, landamento finanz dellaffidato e
lutilizzo del credito. La Centrale prevede linvio di flussi informativi di andata (trasmesso dalle
banche alla Centrale) ed inoltre prevede che le segnalazioni riguardino, oltre che gli affidati diretti,
anche le forme di coobligazione fra i sogg affidati (cio relazioni di tipo giuridico intercorrenti tra
pi soggetti, solidamente responsabili nellandamento delle obbligazioni assunte) e di cessione del
credito (costituiti dal creditore cedente il credito alla societ di factoring e dal debitore ceduto).
Queste, trasmesse entro il 25 del mese successivo a quello di rilevazione, vanno inoltrate quando
la posizione di rischio complessivo (CREDITI DI PER CASSA E DI FIRMA ACCORDATI O
UTILIZZATI) superi i 30.000 o se le sofferenze eccedono i 250.000 . Le sofferenze passate a
perdita sono sottoposte a segnalazione indipendentemente dal loro importo.
Le OPERAZIONI DA CENSIRE SONO:
1)CREDITI PER CASSA, con le seguenti categorie di censimento, espressive del livello di
rischiosit decrescente delle operazioni segnalate:
a)Rischi autoliquidanti, che si riferiscono alle operazioni caratterizzate da una fonte di rimborso
predeterminata;

b)Rischi a scadenza, rappresentati dalle operazioni con scadenza fissata contrattualmente e prive di
una fonte di rimborso predeterminata (PRONTI CONTRO TERMINE);k
c)Rischi a revoca, coincidono con le APERTURE DI CREDITO IN C/C CONCESSE PER
ELASTICITA DI CASSA, per le quali la banca si sia riservata la facolt di recedere
indipendentemente dallesistenza di una giusta causa;
d)Sofferenze, costituite dai crediti nei confronti di sogg in stato di insolvenza o in situazioni
equiparabili, indipendentemente dalla presenza di garanzie e dalla previsione di perdite del credito
stesso.
2)CREDITI DI FIRMA (GARANZIE CONCESSE AGLI INTERMEDIARI), in modo
particolare sono previste due categorie di censimento riferite alle GARANZIE COMMERCIALI e a
quelle FINANZIARIE, secondo la natura delloperazione, esempi sono lAVVALLO, la
FIDEIUSSIONE e il CREDITO DOCUMENTARIO.
3)GARANZIE PERSONALI RICEVUTE, comprendono le GARANZIE REALI E
PERSONALI rilasciate dallaffidato a favore delloperatore segnalante quale rafforzamento per
ladempimento delle obbligazioni da questo assunte.
4)DERIVATI FINANZIARI, contratti negoziati sui mercati OTC: OPZIONI, SWAP...
5)SEZIONE INFORMATIVA:
a)Operazioni effettuate per conto terzi
b)Crediti acquisiti per operazioni di factoring
c)Crediti passati a perdita
I dati comunicati agli intermediari permettono alla Centrale di trasmettere ai medesimi un flusso di
ritorno personalizzato (per ogni sogg segnalato si trasmette la situazione riassuntiva), un flusso
informativo statico e un servizio di prima informazione sui sogg non segnalati.
L esigenza di ampliare la gamma dei rischi da censire da parte delle banche ha portato nel 2000
alla costituzione della CENTRALE DEI RISCHI ASSOCIATIVA (CRA), la cui gestione
affidata alla SIA SPA (SOCIETA INTERBANCARIA PER LAUTOMAZIONE). Nello
specifico questa provvede al censimento dei rischi di importo < a 30.000 e dei crediti in
sofferenza, di qualsiasi importo.

CONTENUTO INFORMATIVO DEI BILANCI BANCARI


La Disciplina dei bilanci bancari ha recepito i PRINCIPI CONTABILI IAS E IFRS, realizzando un
ulteriore coordinamento delle normative vigenti nei diversi Paesi comunitari sulla materia,
rafforzando il PRINCIPIO DI ARMONIZZAZIONE dei comportamenti delle imprese bancarie.
Abbiamo in modo particolare un DUPLICE LIVELLO INFORMATIVO: il primo orientato verso il
pubblico interessato a conoscere la situazione finanz e patrimoniale della banca, nonch la sua
performance reddituale; laltro consente unanalisi molto pi approfondita e particoleggiata,
arricchita da informazioni di taglio gestionale necessarie per valutazioni richieste dalle categorie pi
professionali. Per assolvere a questa duplice finalit il NUOVO BILANCIO RISULTA
COMPOSTO DA:
-SP Le voci dellattivo e del passivo sono elencate nel rispetto del PRINCIPIO FINANZIARIO LI
LIQUIDITA/ESIGIBILITA DECRESCENTE, che evidenzia le 4 macroclassi: ATTIVO
CIRCOLANTE E FISSO, da un lato, e PASSIVITA E NETTO, dallaltro. L aggiunta di new voci o
il raggruppamento delle sottovoci ha carattere di eccezionalit: questo per garantire la comparabilit
e dunque la trasparenza, fornendo le basi per il calcolo degli aggregati di vigilanza.
-CE Rappresenta una STRUTTURA SCALARE che evidenzia i risultati parziali della gestione
bancaria (Margine di i e di intermediazione, risultato netto della gestione e utile di esercizio).
-PROSPETTO DELLA REDDITIVITA COMPLESSIVA che illustra le componenti valutative
che non transitano a CE ma direttamente al PN.
-PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PN fornisce invece informazioni al dettaglio sugli
elementi che determinano la consistenza e la variazione dellaggregato nel corso dellesercizio.
-RENDICONTO FINANZIARIO (IAS 7) Consente di documentare i flussi finanz di unimpresa,
cio la sua capacit di creare disponibilit liquide.
-NOTA INTEGRATIVA Arricchisce i dettagli informativi delle voci contenute negli schemi

suddetti. Funge quindi da chiave interpretativa per unanalisi pi approfondita della situazione
aziendale. Le informazioni in essa contenute sono di tipo qualitativo e quantitativo.
-RELAZIONE SULLA GESTIONE E infine un documento accompagnatorio redatto dagli
amministratori che assolve alla duplice funzione di illustrare la situazione della societ e
descriverne landamento della gestione. Contiene le informazioni di tipo qualitativo a supporto ed
integrazione dei dati economico-patrimoniali contenuti nei documenti di sintesi.

TASPARENZA DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI NELLATTUALE


NORMATIVA DI VIGILANZA (questo in programma)
Le norme sulla trasparenza delle condizioni contrattuali inserite nel Tub e nel Tuf sono state
recentemente modificate dalle DISPOSIZIONI DI VIGILANZA datate 10/02/2011.
In particolar modo, la DISCIPILINA DELLA TRASPARENZA CONTENUTA NEL TITOLO
VI DEL TUB risulta dallarmonizzazione di 2 interventi legislativi coevi, ma non ben coordinati:
1)LEGGE N 154 del 19/02/1992 che disciplinava la TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E
DEI SERVIZI BANCARI IN GENERALE;
2)LEGGE N 142 del 12/02/1992 che ATTUAVA IN ITALIA LA NORMATIVA COMUNITARIA
SUL CREDITO AL CONSUMO DETTATA DALLA DIRETTIVA 102/87 e 88/190 CEE.
La LEGGE SULLA TRASPARENZA DEL 1992 rappresentava la conclusione di un lungo dibattito
sul tema dellequit delle contrattazioni bancarie: dibattito che, nel 1988, port allapprovazione da
parte dellABI di un accordo interbancario sulla trasparenza che prevedeva forme di pubblicit per
le condizioni contrattuali, criteri uniformi per i calcoli degli i e delle valute. Si tratt di un primo
riconoscimento della rilevanza del cliente e del mercato, ma insuff per la tutela del consumatore,
per cui si rese necessaria una disciplina legislativa. La BI, nel maggio del 96, ha modoficato la
disciplina conferendo maggiori poteri alle Autorit creditizie ed in particolare al CICR, per
lattuazione delle norme sulla trasparenza contenuta nel TUB (la legge 154/1992 stata abrogata
dal TUB).
LE NORME SULLA TRASPARENZA contenute nel TUB perseguono lobbiettivo di rendere noto
ai clienti gli elementi essenziali del rapporto contrattuale e le loro variazioni, allo scopo di
salvaguardare il regolare esplicarsi della concorrenza nei mercati bancari e finanziarsi, tutelando
allo stesso tempo i contraenti pi deboli senza alcuna limitazione della loro autonomia negoziale.
Intento del legislatore stato quello di assicurare un livello minimo di trasparenza. Nello specifico
sono previste informazioni circa le condizioni contrattuali che devono essere oggetto di pubblicit
nei locali dellinterm: i, P, spese per le comunicazioni alla clientela ed ogni altra condizione
economica. Elementi essenziali che devono figurare negli annunci pubblicitari sono stabiliti dalle
DISPOSIZIONI DEL CICR del MARZO 2003: le norme sulla disciplina riguardano:
PUBBLICITA SULLE CONDIZIONI CONTRATTUALI, che definisce le operazioni ed i
servizi da assoggettare allobbligo di pubblicit, le informazioni da pubblicizzare e gli strumenti per
lattuazione di questa. L ATTIVITA BANCARIA (ART. 10 TUB) viene classificata sulla base della
distinzione fra attivit di intermediazione finanz e altre attivit (servizi).
La BI nel 96 ha introdotto due importanti novit rispetto alla Normativa previgente:
-OBBLIGO DI QUANTIFICAZIONE DELLONERE COMPLESSIVO A CARICO DEL
CLIENTE e lINDICAZIONE DEL NUM MAX DEI GG DI VALUTA APPLICATI PER IL
CALCOLO DEGLI i;
-IL RICHIAMO DELLATTENZIONE SULLESIGENZA DI INFORMARE LA CLIENTELA
RIGUARDO AI RISCHI CONNESSI AI MECCANISMI DI INDICIZZAZIONE NELLE
OPERAZIONI A TASSO VARIABILE NONCHE QUELLE DERIVANTI DALLE
OSCILLAZIONI DEI CAMBI NELLE OPERAZIONI IN VALUTA.
MODIFICA DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI (ART. 118) Abbiamo la facolt del
cliente di recedere dal contratto. A fronte di una variazione sfavorevole delle condizioni il cliente ha
la facolt di recedere dal contratto senza alcuna penalit e di ottenere lapplicazione delle condizioni
pattuite.
COMUNICAZIONI PERIODICHE ALLA CLIENTELA I titolari dei contratti bancari devono
ricevere ALMENO 1 VOLTA ALLANNO UNA COMUNICAZIONE che fornisca una chiara

informazione sui i applicati nel corso del rapporto, sulla decorrenza delle valute, sulla
capitalizzazione dei i e simili. In particolar modo qst pu essere omessa, su comune accordo delle
parti, in assenza di movimentazione del conto per un periodo > allanno o in presenza di un saldo
creditore superiore a 5 mln di e per i contratti di deposito titoli a custodia e amministrazione,
quando il VN dei titoli sia > a 50 mln di .
Abbiamo poi norme speciali previste per il CREDITO AL CONSUMO: al consumatore infatti
riconosciuta una posizione di relativa debolezza: gli ART. 121-126 TUB evidenziano come il
credito al consumo non debba essere concesso in via occasionale e non sia riservato alle sole banche
ma anche agli intermediari finanz e ai sogg autorizzati alla vendita di beni e servizi nel territorio
nazionale, nella SOLA FORMA PERO della DILAZIONE DEL PAGAMENTO DEI P.
Il TAEG (Tasso annuo effettivo globale) rappresenta lonere complessivo delloperazione gravante
sul consumatore. Lo scopo assicurare al consumatore un maggior grado di certezza delle
condizioni contrattuali, sia nella fase precedente la definizione del rapporto finanz in relazione alla
valutazione delle alternative possibili, sia ex post, durante la vita del medesimo.

DISCIPLINA DELLA TRASPARENZA CONTENUTA NEL TITOLO II DEL TUF


Nel Tuf non viene esplicitata una disciplina speciale sulla trasparenza, ! Eccezione linformativa
preventiva sullobbligo di diffusione del prospetto informativo relativamente alla prestazione dei
SERVIZI DI I: questi devono essere resi alla clientela sulla base di un CONTRATTO REDATTO
PER ISCRITTO (art 123) A PENA DI NULLITA, e UNA COPIA DEVE ESSERE CONSEGNATA
AL CLIENTE. Tuttavia, su parere della Consob e sentita la BI, particolari tipologie di contratto
possono essere stipulati in altra forma.
Infine il controllo sulladeguatezza delle informazioni trasmesse alla clientela e degli strumenti di
comunicazione demandato dalla BI e CONSOB, ciascuna nellambito delle proprie competenze.

CAPITOLO 9 -LE FUNZIONI DELLA BANCA MODERNALa FUNZIONE MONETARIA--> ART. 10 del TUB : Le banche esercitano, oltre allattivit
bancaria, ogni altra attivit finanziaria, secondo la disciplina propria e di ciascuna, nonch attivit
connesse e strumentali. In questo articolo messa in evidenza la BANCA UYNIVERSALE, in
contrapposizione a qll SPECIALIZZATA del 36. Tale cambiamento ha portato a profonde
modificazioni per le gestioni bancarie e ha eliminato la peculiare funzione delle banche. In modo
particolare la Banca l! intermediario che colloca sul mercato i propri debiti con funzione
monetaria: questo trova ragione nelle diverse caratteristiche del suo credito passivo rispetto a qll
degli altri operatori; le attivit poi, aventi carattere monetario, possono contribuire a far ottenere un
effetto di ritorno sulla raccolta cos da espandere loperativit della banca stessa. La Funzione
Monetaria esercitata dalla banca dunque consiste nella peculiare facolt di questa di
surrogare, nel regolamento degli scambi, la moneta legale con propri segni di debito: la banca
dunque offerente di crediti in mezzi di pagamento rappresentativi dei propri titoli di debito.
Ovviamente, senza la certezza della possibile conversione dei debiti bancari in altri mezzi di
pagamento, difficilmente il pubblico si orienterebbe verso tali scelte e attuerebbe la
regolamentazione dei propri impieghi finanziari esclusivamente col contante. La banca pu cos
offrire i propri debiti con funzione monetaria per lacquisizione di titoli o per la negoziazione di
prestiti: concessione di prestiti, soprattutto se regolati in c/c, fa accrescere i depositi.

Al fine di promuovere una maggior efficienza del sistema dei pagamenti le BC dellarea euro si
sono adoperate per rendere sempre pi funzionale il sistema dei pagamenti dellarea ! (SEPA
Listituzione da parte della BCE del nuovo sistema di regolamento lordo in tempo reale TARGET 2
ha dato un impulso alla realizzazione della SEPA e pi in generale, alla definitiva unificazione del
sistema dei pagamenti europeo), un mercato pienamente integrato e concorrenziale nel quale non
sussistono differenze di trattamento tra pagamenti nazionali e transfrontalieri. Agli inizi del 2006
stato costruito il COMITATO NAZIONALE PER LA SEPA che ha apportato un valido contributo
alladeguamento degli strumenti e delle infrastrutture domestiche agli standard europei.
La FUNZIONE DI INTERMEDIAZIONE CREDITIZIA rappresenta la capacit di
organizzare il circuito finanz unit in surplus/unit in deficit. Le banche attuano la
trasformazione temporale e qualitativa dei fondi raccolti, modificando le scadenze degli I e il P al
quale vengono negoziate le risorse. Possiamo dire che dallimperfezione del circuito finanziario
diretto trae giustificazione economica la presenza della banca sul mercato.
Il CREDITO CONCESSO DALLE BANCHE ha un importante valore segnaletico circa
laffidabilit dei sogg finanziati:
-EX ANTE le banche attuano una valutazione del merito creditizio per selezionare i progetti di I e
trasmettere al mercato informazioni circa la loro capacit di produrre reddito;
-EX POST controllano, mediante unattivit di monitoraggio continuo, il comportamento delle
imprese finanziarie nelli dei depositanti.
Per questo lesistenza di asimmetrie informative valorizza il ruolo della banca nellec di mercato:
STIGLER fu tra i primi studiosi che si interessarono della problematica delle asimmetrie
informative in relazione sopratutto alla qualit e al P dei beni presenti nel mercato.
L EFFICIENZA ALLOCATIVA dunque si raggiunge tramite la solgimento dellintermediazione
bancaria che elimina i problemi legati alla presenza di informazioni asimmetriche nei rapporti tra i
risparmiatori e le imprese finanziate. L efficacia sar favorita da uno stretto rapporto BANCACLIENTE, fondato sullofferta di pacchetti integrati di prodotti e di servizi, tale da evitare il rischio
che linformazione economica, che il risultato dellelaborazione dellinformazione statistica
prima, e dellinterpretazione della mente delluomo poi, prodotta dallintermediario sia poco
efficace perch incompleta. Il modello di intermediario finanz che intrattiene con la propria
clientela rapporti esclusivi di LP apparso in Italia con lintroduzione del TUB: negli altri Paesi
Europei tale modello di fatto sempre esistito.

MOLTIPLICATORE DEI DEPOSITI E DEL CREDITO (non in programma)


Lesercizio della funzione monetaria determina unespansione indotta dei volumi operativi della
banca, con conseguenti riflessi positivi sulla determinazione quali-quantitativa dei suoi fabbisogni
finanziari.
L ampliarsi della funzione monetaria inoltre fa diminuire lentit delle scorte di base monetaria:
questo perch risulta limitata la richiesta di rimborsi e la conversione in contanti dei D: le banche
dunque possono predisporre le proprie riserve di liquidit in quantit sempre minori, con gli
evidenti vantaggi di ordine economico derivanti anche dalla potenziale espansione dellattivit
creditizia. Inoltre quanto pi la moneta bancaria sostituir la moneta legale nelle preferenze del
pubblico, tanto pi la banca potr ampliare il volume dei prestiti. Queste possibilit sono consentite
ovviamente dalla fiducia che in essa ripone il pubblico riguardo alla capacit della banca di
assolvere in ogni momento i propri obblighi ossia di trasformare, su richiesta del creditore, le
proprie passivit a vista in moneta legale. Il FENOMENO MONETARIO, in virt del quale si
esalta lazione moltiplicativa dei D e del Credito senza un aumento corrispondente di moneta legale
nel sistema, noto come MOLTIPLICATORE DEI DEPOSITI E DEL CREDITO. La
descrizione analitica di questo processo rende necessaria la definizione delle seguenti grandezze:
1)QUANTITA DI M IN CIRCOLOAZIONE
Rappresenta per le banche un dato esogeno. Possiamo avere diverse definizioni di M:
-M1 (Moneta Legale)--> CIRCOLANTE (Biglietti della BI, le monete del Tesoro e i depositi presso

la BI detenuti nel settore non postale) + DEBITI A VISTA DELLE BANCHE E


DELLAMMINISTRAZIONE POSTALE;
-M2--> M1 + FORME DI D CON SCADENZA NON SUPERIORE A 2 ANNI
-M3--> M2 + TIPOLOGIE DI PASSIVITA CON SCADENZA CONTENUTA (Pronti contro
termine, obbligazioni con scadenza fino a 2 anni)
Per analisi o proiezioni macroeconomiche condotte dalle Autorit Creditizie laggregato pi
significativo M3; a noi basta fare riferimento alla BASE MONETARIA IN SENSO STRETTO,
M, definibile anche come moneta ad alto potenziale:
M = FC (M nelle mani del pubblico)+ RN (M detenuta dal sistema bancario) ma allora vale anche
M/D = FC/D + RN/D, dove D il TOT DELLE PASSIVITA SIA CON FUNZIONE MONETARIA
SIA VINCOLATA (anche queste sono negoziabili a vista)--> DEPOSITI.
2)PROPENSIONE ALLA LIQUIDITA DEL PUBBLICO (FC/D)
Esprime la preferenza del pubblico a detenere moneta a potere liberatorio o moneta scritturale. La
diminuzione della FC/D non pu oltrepassare determinati limiti, questa per la necessit del pubblico
di disporre comunque di un certo ammontare di circolante per il regolamento delle transazioni di
importo ridotto. Di conseguenza, la FC/D, non potr mai annullarsi: la Teoria di Wicksell sulla
BANCA IDEALE, che ipotizza lassenza di pagamenti in contante e lutilizzo esclusivo della
moneta bancaria, di fatto irrealizzabile.
-FC/D ---> D A tale situazione pu corrispondere una CRISI (Poco Risparmio dovuto per
esempio ad un ); oppure una SCARSA FIDUCIA NEL SISTEMA BANCARIO, che porta ad un
involuzione nel sistema dei pagamenti e nellutilizzo della M bancaria.
-FC/D ---> D ---> P LOAN MAKES DEPOSITS
NB Notiamo come qualsiasi variazione del quoziente quantificabile solo nel medio-lungo periodo
poich le abitudini economiche del pubblico sono suscettibili di cambiamenti solo in un arco
temporale sufficientemente esteso.
3)PROPENSIONE ALLA LIQUIDITA DELLE BANCHE (RN/D)
Esprime la quantit di liquidit necessaria per convertire in contanti i crediti vantati dalla clientela.
In RN rientrano sia le riserve liberamente costituite dalle banche sia la quota di ROB imposta dalle
Autorit di Vigilanza: a noi interessa solo quella libera.
La costituzione delle riserve innanzitutto ha come obbiettivo principale evitare crisi di liquidit
temporanee o durevoli. Le variabili che influenzano RN/D possono tradursi in:
-Scelte del pubblico nel detenere contante
-La combinazione delle voci in bilancio: la banca detiene le riserve in funzione del grado di
liquidit dellattivo nonch della composizione dei Depositi
-Gli orientamenti delle Autorit monetarie in merito al rifinanziamento del sistema bancario
In questo contesto il Moltiplicatore del credito e dei depositi quel fenomeno monetario secondo
cui i volumi operativi delle banche volgono allaumento in funzione della crescita di M e dalla
funzione monetaria che le banche attuano. Tale espansione tenderebbe ad infinito se non
intervenissero le Autorit Monetarie con gli strumenti di controllo pubblico con la detenzione di M
in contante.
Le condizioni necessarie per lattuazione del processo moltiplicativo sono:
-la volont delle Autorit di emettere base di contante
-la crescente fiducia del pubblico nei confronti del sistema bancario
-la possibilit per le banche di emettere strumenti di pagamento cartacei rappresentativi dei loro
debiti
Dobbiamo inoltre ipotizzare:
-Nel BP, FC/D e RN/D costanti
-FC/D + RN/D < 1 in virt dellhp precedente

Dinamica LOAN MAKES DEPOSITS: la banca acquisisce D e, nel rispetto della Rob e
dellRN/D prestabilito, eroga prestiti. L incremento dei D dunque porta ad un incremento dei P,
qstultimo per inferiore rispetto al primo a causa del rispetto della Rob e dellRn/D.
(Funzione monetaria a circuito chiuso--> meccanismo degli assegni: alimentano il conto D).
FUNZIONE DEI SERVIZI
Abbiamo detto che con le operazioni di impiego e raccolta di fondi tradizionali la banca svolge la
propria funzione di intermediatrice nel campo del credito. Sono operazioni con le quali la banca
percepisce o paga un P sotto forma di saggi di.
I servizi invece vengono offerti per soddisfare le pi evolute esigenze della clientela. Sono dunque
operazioni accessorie, per le quali la banca percepisce un ricavo nella forma di commissione o
provvigione. Si tratta di una vasta gamma di operazioni: da qll pi tradizionali come la custodia di
beni, servizi di sicurezza, a qll pi innovative come i servizi di consulenza del corporate e
investment banking. I ricavi correlati alla vendita dei servizi suddetti, oltre a conferire maggior
elasticit al CE, provocano anche conseguenze che si riflettono sul bilancio bancario. Abbiamo
quindi un rapporto tra FUNZIONE DEI SERVIZI (che deriva dallopportunit di disporre nella
maggior parte dei casi di un rapporto di c/c per soddisfare le richieste della clientela in merito ai
servizi finanziari c.d complementari) e FUNZIONE MONETARIA (In particolar modo una raccolta
stabile permette una pi diversificata gamma di impieghi. In tal modo qst ultimi godrebbero di un
processo di trasformazione delle scadenze pi sensibile, con positive ripercussioni sui margini di
profitto e sulla bancarizzazione della clientela.

CAPITOLO 10-11 -LA POLITICA DELLA RACCOLTATale espressione indica quel sistema coordinato delle azioni poste in essere dalla banca al fine di
ottenere il volume e la composizione delle risorse finanz atte al perseguimento degli equilibri
aziendali coerentemente ai vincoli di liquidit e solvibilit della gestione. Ovviamente, quanto pi il
pubblico mostrer gradimento verso la moneta bancaria, tanto pi le banche potranno ridurre le
riserve di liquidit in loro possesso, ed incrementare i propri impieghi. Questi ultimi a loro volta
influiranno sul volume dei Depositi: questo evidenzia la stretta correlazione che caratterizza le fonti
di impiego e di raccolta secondo il noto principio Loan makes Deposits.
Ora, in base alla ripartizione keynesiana, la domanda di attivit finanziarie risponde ad esigenze di
ordine:
-TRANSATTIVO, cio detenere M per le transazioni;
-PRECAUZIONALE, per far fronte a pagamenti imprevisti. Tali due ordini mostrano ESIGENZE
DI CARATTERE MONETARIO;
-SPECULATIVO, che invece sottolineano ESIGENZE DI INVESTIMENTO.
In modo particolare, a seconda che la clientela mostri esigenze di carattere monetario o di
investimento, le banche emetteranno passivit rappresentate rispettivamente da:
-DEPOSITI MONETA (c/c di corrispondenza passivi), la cui domanda motivata da considerazioni
di liquidit immediata e si fonda sullopportunit di utilizzare la M bancaria come mezzo di
pagamento negli scambi. Questi in modo particolare si ricollegano alla funzione monetaria svolta
dalle banche e risultano essere peculiari dellattivit di questultima, rispetto a qualsiasi altra

tipologia di azienda. La remunerazione del deposito in particolar modo risulta irrilevante rispetto
allopportunit di utilizzare validi strumenti di pagamento.
-DEPOSITI A RISPARMIO (certificati di deposito, emissioni obbligazionarie) invece, presentano
una domanda legata allopportunit di realizzare un rendimento.
Ora, essendo il volume delle passivit dipendente dalle scelte di accumulazione del risparmio finanz
tra il pubblico ed essendo questo influenzato dalle variazioni di remunerazione corrisposto, le
banche predispongono tipologie differenziate di forme tecniche di raccolta, a seconda appunto della
natura dei fondi depositati e delle diverse esigenze economiche da soddisfare; avremmo cos:
-c/c di corrispondenza passivi, che consentono luso della M scritturale;
-depositi a risparmio, tipicamente certificati di D, emissioni obbligazionarie...
In modo particolare, lo sviluppo armonico della banca non pu prescindere da una razionale
ripartizione dei fondi raccolti tra D monetari e a risparmio, in quanto i primi rendono pi
competitivo il settore bancario rispetto ad altri intermediari nei sistemi di pagamento e i secondi,
essendo alimentati da risparmi sottratti durevolmente al consumatore, contribuiscono al
raggiungimento di elevati livelli di stabilit.
Le Politiche della raccolta si prefiggono di raggiungere determinati livelli di dimensione (volume),
composizione e costo complessivo delle passivit coerenti con i vincoli di liquidit e solvibilit
della gestione, nonch con i rischi di liquidit ed il tasso che la banca disposta ad assumere.
Ovviamente le banche, nello svolgimento delle azioni suddette sono condizionate da fattori di
natura esogena, corrispondenti alle scelte di politica monetaria e al quadro normativo di riferimento,
nonch fattori di natura endogena, come ad esempio la concorrenza della struttura finanziaria. Per
raggiungere lOBBIETTIVO DI CRESCITA della RACCOLTA diviene prioritario raggiungere la
STABILIZZAZIONE, intesa come incremento dei D nella loro globalit, per afflusso di M oppure
di disponibilit sotto altre forme tecniche, al sistema bancario da parte del pubblico. Le variabili che
influenzano il perseguimento di unelevata stabilizzazione sono riconducibili a:
-crescente preferenza del pubblico per la M scritturale rispetto quella a potere liberatorio;
-incremento del tasso di accumulazione del risparmio;
-maggior interesse degli investitori verso il canale bancario rispetto ad altre forme alternative di
impiego.
A livello di singola banca, invece, dovr realizzarsi una dinamica della funzione monetaria cos
detta a circuito chiuso: ci stiamo riferendo al meccanismo degli assegni che appunto alimenta il
conto depositi.
Infine lobbiettivo della stabilizzazione della raccolta e quindi della sua crescita quali-quantitativa,
comporta ladozione di idonee politiche di prodotto, a cui correlare quelle di distribuzione e di
prezzo.
-Politiche di prodotto sono volte alla definizione puntuale della distinzione tra D monetari e a
risparmio: le banche si pongono lobbiettivo di ampliare la gamma di scelte a disposizione del
pubblico per soddisfare in modo sempre pi completo il bisogno di investimento del risparmio e le
esigenze di liquidit che la clientela manifesta, nonch indirizzare le sue preferenze verso il canale
bancario rispetto ad altre forme alternative di impiego del risparmio.
-Politiche di distribuzione Le banche utilizzano un sistema di offerta che prevede limpiego di pi
canali distributivi dotati di un maggior grado di specializzazione.
-Politiche di prezzo La fissazione del livello dei tassi passivi deve essere effettuata secondo il
principio della liquidit decrescente ed in modo da garantire al mercato unefficiente allocazione
della ricchezza finanziaria disponibile. Infatti se la liquidit dei fondi decresce,
corrispondentemente aumenta il rischio da compensare con rendimenti viepi crescenti. Inoltre la
banca dovr negoziare condizioni contrattuali differenziate a seconda della natura dei fondi che
affluiscono ai conti di deposito: i Depositi tempo avranno una remunerazione pi elevata mentre i
Depositi monetari, essendo chiesti esclusivamente per motivi di gestione della tesoreria dei
depositanti, possono presentare una remunerazione molto bassa, se non nulla.

EVOLUZIONE QUALI-QUANTITATIVA DELLA RACCOLTA BANCARIA


Alla fine degli anni 90 il Mercato Domestico sub un profondo processo evolutivo: le banche

adottarono politiche del passivo finalizzate ad adeguare lofferta alle rinnovate esigenze della
clientela:
-D Moneta si sono evoluti con caratteristiche accessorie personalizzate in base alle esigenze della
clientela;
-D Tempo sono invece stati sostituiti da forme tecniche cartolarizzate ad elevato contenuto
innovativo.
Negli ultimi 30 anni la destinazione del risparmio stata spinta verso il canale bancario,
alimentando la quota degli investimenti. In modo particolare i PRESTITI OBBLIGAZIOANRI
rappresentano la voce che pi si evoluta, nonostante risultino maggiormente onerose per la banca
emittente rispetto ad altre forme tecniche con il conseguente incremento del costo medio della
raccolta. Contributo alla crescita dei volumi della raccolta complessiva stato fornito dagli
STRUMENTI DI RACCOLTA INDIRETTA (con cui le banche non si costituiscono debitrici nei
confronti della propria clientela: si tratta di attivit classificabili tra quelle dellintermediazione
finanz e dei servizi), in modo particolare le ATTIVITA DI NEGOZIAZIONE MOBILIARE per
conto della clientela e di gestione del risparmio: le attivit amministrate da SGR e SIM hanno subito
un incremento rispetto al 2009.
Per quanto infine concerne la composizione del portafoglio e le preferenze degli investitori questi
sono indirizzati in prevalenza verso i prodotti assicurativi del ramo vita e verso la sottoscrizione di
titoli obbligazionari, avendo profili di rischio maggiormente contenuti.
Il peso della crisi finanz si avvertito sulla quota dei Fondi Comuni che continua a registrare un
trend decrescente insieme a quello dei Fondi Pensione.

LA RACCOLTA INDIRETTA
Coincide con lammontare delle risorse finanz provenienti dallattivit retail, cio tipologie di
servizi offerti agli investitori, della banca, diverse da quelle con cui la medesima si costituisce
debitrice nei confronti del depositante. Particolare rilevanza assumono le ATTIVITA DI
NEGOZIAZIONE MOBILIARE per conto della clientela, di GESTIONE DEL RISPARMIO e di
COLLOCAMENTO DI VALORI MOBILIARI, anche se in tale comparto le banche non godono di
assoluta esclusivit dovendosi confrontare con la concorrenza degli altri interm finanz.
ATTIVITA DI INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA PER CONTO DELLA CLIENTELA
Si tratta di un servizio meramente esecutivo, di trasmissione di ordini di acquisto e di vendita di
valori mobiliari svolto dalla banca su indicazione della propria clientela. E dunque unattivit di
pura mediazione: la banca agisce per nome del cliente, in qualit di broker, nella ricerca di una
controparte disposta ad effettuare loperazione di segno opposto compatibile per P e quantit
negoziate. La banca percepisce una commissione per la custodia e amministrazione che sar
proporzionale al VN dei titoli amministrati o custoditi nel corso dellanno solare. Nell attivit di
consulenza, invece, il costo espresso da diverse componenti rappresentative della globalit dei
servizi finanz offerti dallinterm. Con lentrata in vigore della Mifid (2007) lattivit di consulenza
finanz considerata a tutti gli effetti un servizio di investimento.
SERVIZI DI GESTIONE DEL RISPARMIO
Attivit svolta dalla banca relativamente alla gestione delle disponibilit finanz in surplus della
clientela. Tale attivit si pone come trade-union tra il patrimonio dellinvestitore e la costruzione del
portafoglio finanz e pu configurarsi secondo due modalit:
1)GESTIONE INDIVIDUALE (SGR) che consiste nella gestione professionale del risparmio di
individui che intendono delegare al gestore qualsiasi decisione di investimento del proprio
portafoglio finanz con lobbiettivo di ottimizzare la redditivit rispetto a specifici vincoli in termini
di liquidit e di previsione del rischio. Tale servizio pu avere per oggetto:
-SINGOLI STRUMENTI FINANZIARI: tale servizio denominato GPM (GESTIONE
PATRIMONIALE DI VALORI MOBILIARI);
-QUOTE DI ORGANISMI DI INVESTIMENTO COLLETTIVO DEL RISPARMIO (OICR) che
invece definiscono la GPF (GESTIONE PATRIMONIALE DI FONDI)--->Questa prende il nome
di 2)GESTIONE COLLETTIVA (SGR e SICAV). La Gestione collettiva definita come attivit
di investimento di disponibilit finanziarie per conto terzi, per cui i rischi insiti nelloperazione di

cui tale attivit si compone gravano sullinvestitore delegante. Essa si propone di realizzare la
costruzione di un portafoglio efficiente, in cui cio ottimizzata la combinazione rischiorendimento.
Elemento della differenziazione tra gestione individuale e collettiva risiede nella
PERSONALIZZAZIONE DEL SERVIZIO:
-Nella GESTIONE INDIVIDUALE il cliente pu confidare nella composizione da parte del gestore
di un portafoglio di attivit, perfettamente rispondente alle proprie esigenze finanz;
-Nella GESTIONE COLLETTIVA linterm svolge unattivit di gestione delegata in monte,
ovverosia standardizzata e indifferenziata delle risorse conferite da una pluralit di risparmiatori, le
quali vanno a costituire un patrimonio comune, quindi unico. L attivit di gestione collettiva pu
essere svolta dalle SGR o dalle SICAV, con autorizzazione della BI e sentito il parere della Consob.
Gli strumenti operativi della GPF sono come gi detto gli OICR (quote di fondi comuni di I, hanno
uguale valore e conferiscono ai partecipanti uguali diritti) e azioni emesse dalle Sicav (queste non
hanno un valore fisso in quanto espressione del PN detenuto dalla societ: per la banca il
rendimento complessivo dato dalla commissione di sottoscrizione (5%), di gestione (2,5%) e di
rimborso (0,3%); le misure max sono calcolate sul VN delle negoziazioni).
Vediamo il meccanismo degli OICR. Le risorse finanziarie sono fatte confluire dal gestore in un
fondo, il quale provvede ad investire le medesime in strumenti finanz caratterizzati da una diversa
combinazione rischio/rendimento. La disciplina prevede la distinzione fra:
-Funzione di promozione
-Funzione di gestione del fondo, conferita ad un SGR diverso da quello che gestisce il fondo.
Abbiamo inoltre delle limitazioni per quanto riguarda lautonomia decisionale della SGR: essa
tenuta al rispetto delle regole prudenziali relativamente allassunzione di posizioni di rischio
particolarmente concentrate: la Mifid stabilisce infatti che gli interm debbano acquisire le
informazioni dal cliente.
Il grado di liquidit dellinvestimento definito dalla tipologia di fondo nel quale il gestore investe
le risorse raccolte:
-Nel Fondo aperto il grado di liquidit dellI elevato in quanto il regolamento riconosce al
risparmiatore il diritto di richiedere il rimborso delle quote in ogni momento: tali fondi sono di tipo
mobiliare.
-Nel Fondo Chiuso il grado di liquidit contenuto poich il regolamento prevede il riscatto delle
quote solo in corrispondenza di scadenze predefinite.

GLI STRUMENTI DELLA RACCOLTA


Abbiamo detto che le motivazioni che inducono il depositante ad instaurare con la banca un
rapporto di deposito possono rispondere a:
-Scopi transattivi-->In questo caso il legame che si instaura tra banca e cliente si associa ad un
obbiettivo di fruizione dei servizi bancari collaterali alloperazione di deposito. I Depositi Moneta
prestano spiccate attitudini ad essere utilizzati come strumenti di pagamento nel regolamento delle
transazioni commerciali.
-Scopi di investimento-->Qui il legame che si instaura tra banca e cliente si associa invece alla
remunerazione delle somme depositate. I Depositi a Risparmio meglio rispondono a tali scopi,
essendo regolati da disposizioni contrattuali che appunto esaltano la funzione di I e di impiego
duraturo del risparmio.
Avremo dunque, allinterno della RACCOLTA DIRETTA:
1)DEPOSITI TEMPO (A RISPARMIO)
Svolgono una funzione di I del risparmio e della liquidit della clientela bancaria; sono composti da
uno specifico documento, il LIBRETTO DI DEPOSITO A RISPARMIO, che riporta le annotazioni
relative alle operazioni di versamento e di prelevamento effettuate, che pu essere:
-NOMINATIVO, intestato ad un! persona, o anche a pi persone, la sola che pu effettuare
prelevamenti. La normativa in materia di antireciclaggio sancisce lobbligo per la banca di
identificare il titolare del conto di deposito per una qualsiasi operazione di importo > a 5.000 .
-AL PORTATORE, in questo caso la banca non tenuta ad identificare lidentit della persona che

presenta il libretto per richiederne il rimborso, il saldo del conto, comunque, non pu essere > a
5.000 .
I Depositi a Risparmio possono essere LIBERI o VINCOLATI. In questultimo caso il depositante
rinuncia per un periodo di tempo ad utilizzare le somme versate, accettando di ottenere il rimborso
delle medesime. Di recente i D Vincolati hanno perso importanza e ad essi si sono affiancati i
CERTIFICATI DI DEPOSITO, rappresentati da titoli vincolati e trasferibili che attribuiscono al
possessore il diritto di rimborso del capitale a cui si aggiungono gli interessi. I CERTIFICATI DI
DEPOSITI E BUONI FRUTTIFERI sono titoli di credito emessi dalle banche con durata da 3 a 5
mesi; possono essere a tasso fisso (gli interessi sono corrisposti in misura stabilita prima
dellemissione) o variabile (gli interessi variano a determinate scadenze in funzione dellandamento
dei tassi di mercato). Esistono infine i CERTIFICATI ZERO COUPON che, privi di cedola,
corrispondono gli interessi unitamente al capitale alla scadenza del titolo.
In modo particolare i CERTIFICATI DI DEPOSITO devono indicare:
-Denominazione, oggetto e sede della banca
-Capitale sociale dellintermediario
-VN, modalit di rimborso ed eventuali garanzie.
Il trattamento fiscale prevede che questi vengano assoggettati ad una ritenuta del 27%. Possono
essere emessi in euro o in valuta.
1.2)PRONTI CONTRO TERMINE PASSIVI
Consistono in duplici compravendite di segno diverso: una regolata a contante ed una a termine, con
scadenza fissa e tasso prestabilito. Ogni operazione in particolar modo comprovata da 2
documenti contrattuali:
-nel primo la banca vende al cliente una quantit di titoli ad un P prestabilito con regolamento in
contanti,
-nel secondo lintermediario acquista dal cliente la stessa quantit di titoli ad un P superiore con
regolamento a scadenza prestabilita: la differenza marginale rappresenta il guadagno
dellinvestitore.
NON E PREVISTA LESTINZIONE ANTICIPATA. La durata delloperazione varia da 1 a 2 mesi.
L importo minimo delloperazione variabile. Tali operazioni sono tra le principali forme tecniche
a cui le famiglie e le imprese ricorrono per limpiego temporaneo delle disponibilit finanziarie.
1.3)OBBLIGAZIONI
Si tratta di strumenti del mercato mobiliare, titoli di credito espressamente previsti dal Codice
Civile; sono richiamate anche allart. 12 del Tub: Le banche possono emettere obbligazioni, anche
convertibili, nominative ed al portatore.
La BI disciplina lemissione di tali strumenti: tutte le banche come gi detto possono emettere
obbligazioni con taglio minimo non inferiore a 10.000; tagli pi contenuti, ma comunque non
inferiori a 1.000, sono ammessi per emittenti che presentano un PV > 25 mln , i bilanci degli
ultimi tre esercizi in utile e lultimo bilancio certificato, oppure se limporto dellemissione a
150 mln .
Obbligazione Ordinaria
Rappresenta la forma pi semplice: presenta diverse tipologie di remunerazione in quanto il
pagamento della cedola pu avvenire in forma fissa o variabile (in questultimo caso collegato a
parametri rappresentativi del rendimento di mercato). Le cedole hanno periodicit per lo pi
semestrale e, nel caso degli Zero Coupon Bond, la remunerazione pu essere implicita nel
differenziale tra il P di emissione e il P di rimborso. Per quanto riguarda la modalit di rimborso
previsto in genere il diritto al rimborso del VN ma le obbligazioni indicizzate si caratterizzano per il
rimborso del VN aumentato della rivalutazione eventuale. Il tempo di rimborso, infine, pu
avvenire in un! soluzione alla scadenza del prestito o in modo graduale in funzione del piano di
ammortamento prefissato.
Obbligazioni Convertibili
Consentono al sottoscrittore di mutare il proprio stato di creditore in quello di azionista, secondo un
certo rapporto di cambio e una determinata durata. La conversione pu essere:
-Diretta, quando il credito si trasforma in azioni della stessa societ che ha emesso le obblig oppure

-Indiretta, se trasformate in azioni di una societ diversa. Queste sono considerate dalle Autorit di
Vigilanza come operazioni di natura straordinaria e, come tali, deliberate dallassemblea
straordinaria.
Obbligazioni Cum Warrant
Godono di entrambe le caratteristiche: il warrant un diritto in virt del quale il possessore gode
della facolt di acquistare o sottoscrivere azioni o altri valori mobiliari ad un P prestabilito ed entro
un lasso di t anchesso determinato in via preliminare. Tale obbligazione prevede inoltre che il
buono dacquisto possa essere oggetto di negoziazione separata e perci staccabile dallobblig.
La funzione economica delle obbligazioni si riconduce ad una molteplicit di vantaggi per la
banca emittente:
-grazie alla raccolta obbligazionaria si allunga la scadenza media delle passivit, e quindi aumenta
la stabilit della raccolta;
-lemissione di obbligazioni convertibili e cum warrant favorisce il rafforzamento patrimoniale
delle banche.
NB I titoli obbligazionari risultano pi onerosi per la banca emittente rispetto alle altre forme
tecniche di raccolta, determinando quindi un incremento del costo medio di questultima.
Obbligazioni Bancarie Strutturate
Si tratta di titoli costituiti da unobblig e una o pi componenti definite derivative, cio contratti di
acquisto o vendita di strumenti finanz come indici, azioni, valute. L emittente una banca che si
impegna alla restituzione del capitale investito. Elemento qualificante tuttavia il rendimento,
quantificato sulla base di parametri collegati al verificarsi o meno di certi eventi previsti nel
regolamento dellemissione. Abbiamo una variegata articolazione di tali obbligazioni, cos da poter
soddisfare le diverse propensioni al rischio dei sottoscrittori:
-investitori con propensione al rischio media si orienteranno verso tipologie che garantiscono una
cedola min e il rimborso del capitale, a cui si aggiunge un premio legato al trend dei parametri
previsti nel contratto;
-investitori invece con una propensione al rischio pi elevata si orienteranno in obbligazioni pi
complesse che, senza garantire una cedola min, presentano maggiori opportunit di incremento di
valore, nel caso ovviamente sempre di andamento favorevole dei parametri. Vediamo ora le
principali forme di obbligazioni bancarie strutturate:
-OBBLIGAZIONI EQUITY LINKED (Capitale garantito) Sono strutturate su valori azionari, a
capitale garantito, collegate ad un credit derivate il cui rendimento funzione delle performance del
mercato azionario. Sono formate da un OBBLIG ORDINARIA (garantisce il rimborso del VN alla
scadenza) + OPZIONE CALL sul titolo azionario (garantisce lammontare del premio percepito
dallinvestitore), implicitamente venduta dallemittente al sottoscrittore. Infine, in funzione del tipo
di Opzione distinguiamo:
EQUITY LINKED PLAIN VANILLA dove il premio dipende dal differenziale tra Pfinale e
Piniziale ed il valore del titolo sottostante;
AVERAGE EQUITY LINKED BOND dove il premio dipende dalla differenza tra Pmedio del titolo
sottostante ed il suo valore iniziale.
-OBBLIGAZIONI REVERSE FLOATER
Sono strutturate sui tassi dinteresse. Sono a medio-lungo termine (10-30 anni), a tasso variabile, il
cui rendimento inversamente proporzionale allandamento dei tassi di mercato.
OBBLIG ORDINARIA (garantisce il rimborso del VN) + CONTRATTO SWAP (indicizzato
allandamento opposto (reverse) rispetto a quello dei tassi di mercato; questo determina il
meccanismo di variabilit delle cedole periodiche, annuali o semestrali, pari alla differenza tra il
tasso fisso determinato nel regolamento del prestito e quello variabile).
-OBBLIGAZIONI REVERSE CONVERTIBLE (Capitale non garantito) Conferisce al sottoscittore
il diritto di ricevere una remunerazione pi elevata rispetto ad obblig di ugual durata in cambio di
unopzione riconosciuta allemittente, segnatamente quella di rimborso a scadenza di un quantum di
azioni anche con valore inferiore rispetto al capitale investito: lemittente riconosce allinvestitore
un rimborso alla pari solo se il P del titolo azionario sottostante lopzione maggiore dello strike
price: in caso contrario si realizza sempre una perdita in conto capitale.

NB Differenza con quelle convertibili dove il diritto di conversione del titolo di debito in azione
spetta al sottoscrittore.
Tutte queste obbligazioni rappresentano titoli che contemplano una combinazione tra obbligazione
ordinarie zero coupon e contratti di opzione prescelti dal cliente secondo proprie aspettative
sullandamento del mercato borsistico: loperazione si configura come una compravendita di
derivati.
Obbligazioni Bancarie Garantite (Covered Bond)
Sono titoli a basso profilo di rischiosit in virt delle garanzie dalle quali sono accompagnate;
lemissione riservata alle sole banche. Lo schema operativo prevede la cessione da parte della
banca emittente di attivi di elevata qualit creditizia da destinare al soddisfacimento dei
sottoscrittori; le attivit vengono acquisite da societ veicolo e sono identificate come patrimonio
separato: la banca emittente emette, per importo pari al finanziamento, titoli obbligazionari garantiti
dal patrimonio separato, acquisito dalla societ veicolo, che prester ai sottoscrittori delle
obbligazioni idonee garanzie sempre nei limiti del patrimonio separato. Caratteristiche di tali
obbligazioni:
-elevato ammontare di garanzie e la segregazione di attivi di alta qualit su cui gli investitori
possono rivalersi in caso di default della banca emittente;
-presenza di un organismo di vigilanza pubblico sugli emittenti.
Le banche emittenti devono essere dotate di un elevato grado di patrimonializzazione, cio devono
detenere un ammontare di PV almeno pari a 500 mln e un coefficiente patrimoniale complessivo
non inferiore al 9%. Questo perch le garanzie che accompagnano lemissione dei Covered Bond
sottraggono in sostanza attivi di qualit primaria alla garanzia dei creditori non garantiti.

2)DEPOSITI MONETA
2.1)CONTRATTO DI C/C DI CORRISPONDENZA
La banca si impegna ad effettuare il servizio di tesoreria di cassa a favore del cliente e a svolgere
per suo conto una gamma assai vasta di servizi. I c/c di corrispondenza sono tipicamente creditori,
rappresentando quindi un debito per la banca. Vengono cos distinti da quelli attivi che invece sono
accesi dallinterm in occasione della concessione di linee di credito. Per quanto concerne la natura
giuridica, il c/c di corrispondenza caratterizzato da due aspetti:
-il primo, riferito al deposito bancario di denaro, per il quale la banca si obbliga a ricevere il denaro
che il cliente versa e a trattenere quello ricavato dallesecuzione di incarichi di riscossione,
costituendosi debitrice dellequivalente;
-il secondo si lega alla circostanza che la banca ottiene dal concorrentista un mandato, in virt del
quale essa si obbliga a compiere uno o pi atti giuridici che via via le vengono conferiti.
Prima di aprire un c/c in favore del cliente la banca ovviamente indagher sulle caratteristiche di
questultimo ed inoltre, periodicamente, spedir ad ogni concorrentista lestratto conto. In
particolare, a seguito della contabilizzazione di ciascuna operazione, si determina un saldo di c/c:
-Contabile quando comprensivo di tutte le operazioni registrate cronologicamente sul conto;
-Liquido quando comprensivo dei gg di valuta, quindi delle somme effettivamente disponibili per
nuove operazioni.
Dalla disparit tra data contabile, data effettiva delloperazione di accredito o addebito di somme e
data di valuta (a partire dalla quale le somme depositate/prelevate fruttano interessi) la banca
consegue un beneficio in termini economici.
CONTANTE
VALUTA
(Maturano i a favore

STESSO GG

ASSEGNI
BANCARI
3 GG

ASSEGNI CIRCOLARI
E BONIFICI
1 GG

del depositante/debi
tore)
DISPONIBILITA
(Qnd si pu preleva
re la somma accredi
tata/versata)

OPERAZIONE
NB Gg lavorativi successivi alla data
di versamento!
STESSO GG
OPERAZIONE

4 GG

4 GG

Nel corso degli anni si assistito allo sviluppo di nuovi forme di D moneta: C/C MISTI o DI
LIQUIDITA cio c/c alimentati da certificati di D, da Fondi Comuni di I Mobiliare o da Gestori
Patrimoniali. Questi conti prevedono che limporto eccedente il limite max di giacenza stabilito dal
concorrentista confluisca in una forma di risparmio gestito; viceversa, per valori del conto inferiori
alla giacenza min, la banca rende possibile in forma automatica il disinvestimento.
Infine possiamo constatare come la finalit del D moneta sia per la banca quella di incrementare il
soddisfacimento dei clienti proponendo loro prodotti che rispondano ad esigenze di liquidit e
rendimento, cos da poter conseguire obbiettivi di fidelizzazione della propria clientela e di
stabilizzazione dei depositi.

CAPITOLO 12-13 -LA POLITICA DEI PRESTITIPROFILI EVOLUTIVI DEL RAPPORTO BANCA-IMPRESA
Nel 36 prese avvio, come gi detto, il fenomeno noto come Specializzazione, per cui il fabbisogno
a breve delle imprese veniva soddisfatto dalle aziende di credito ordinario, mentre quello a mediolungo termine veniva soddisfatto dagli istituti di credito speciale; il rafforzamento del mercato
mobiliare avrebbe infine assicurato la copertura del fabbisogno a titolo di capitale. Alcuni fattori
per, come ad es la limitatezza del mercato in termini di strumenti ed interm, hanno determinato
uneccessiva concentrazione della Domanda di risorse finanz presso il canale bancario. Si dovuto
perci rivisitare il RAPPORTO BANCA-IMPRESA, intervenendo soprattutto su quegli elementi di
inefficienza che per lungo tempo lhanno contraddistinto, quali ad es la prassi del
PLURIAFFIDAMENTO, in virt della quale la singola impresa trattiene rapporti di finanziamento
con una molteplicit di banche, nonch la conseguente presenza di informazione incompleta tra le
controparti. Con il fenomeno dei FIDI MULTIPLI risulta pregiudicata lefficacia della funzione di
screening al momento della concessione del finanziamento e di monitoring in tempi successivi
allerogazione stessa; la MULTIBANCARIETA infine induce a surrogare forme di copertura
finanziaria di I a carattere duraturo con il ricorso al credito a breve.
Contributo significativo in questo senso stato dato da BASILEA 2 con cui viene valorizzato
lutilizzo dei modelli di RATING INTERNI, la cui predisposizione presuppone la capacit della
banca di acquisire prima, e di elaborare poi, le informazioni ricevute dal cliente. I SISTEMI DI
INTERNAL RATING poggiano infatti sullesaltazione del patrimonio di conoscenze di cui il
singolo intermediario dispone ed inoltre rendono immediata la percezione del deterioramento della
qualit del credito e favoriscono pi adeguate politiche di P maggiormente rispondenti al rischio
supportato. Tali sistemi si basano dunque su METODOLOGIE DI NATURA STATISTICA per la
misurazione del rischio della singola posizione debitoria.
La CRISI FINANZIARIA ed il seguente cambiamento delle condizioni economiche hanno creato

un ambiente operativo estremamente critico in cui laccesso al credito stato sottoposto a nuove
pressioni: in modo particolare dal lato delle banche la crisi ha inasprito progressivamente le
condizioni di erogazione dei finanziamenti.
Fattori che spiegano la maggior prudenza degli interm possono essere ricondotte a:
-laumento della rischiosit della clientela e
-le difficolt nelle politiche di raccolta.
Le banche ovviamente devono indirizzare le risorse verso i clienti meno rischiosi.
Le AUTORITA NAZIONALI (OTTOBRE 2008) hanno attuato MISURE DI SOSTEGNO al
sistema creditizio. Tali provvedimenti anti-crisi sono stati adottati dal Governo e dal Parlamento,
con il supporto tecnico della BI ed in modo particolare prevedevano:
-Rafforzamento Patrimoniale delle Banche
-Sostegno della liquidit della banca
-Rafforzamento del Sistema di tutela dei depositanti
-Potenziamento del Fondo di garanzia per le PMI
Tali iniziative sono orientate al mantenimento di unofferta adeguata di credito al sistema
produttivo; le banche selezionano le imprese pi meritevoli e le supportano nella crescita offrendo
loro un valido sostegno sia finanziario che consulenziale. Dal canto loro le imprese devono dare
maggior peso alla trasmissione di informazioni adeguate e periodicamente aggiornate.
ATTIVITA DI CORPORATE E DI INVESTMENT BANKING
Individua lofferta da parte dellinterm bancario di unampia e articolata gamma di prodotti e servizi
ad elevato valore aggiunto, finalizzata al consolidamento delle relazioni con limpresa. Tra le
principali ricordiamo:
-MERCHANT BANKING: attivit di assunzione di partecipazioni azionarie in imprese non finanz;
-CORPORATE FINANCE: servizi ad elevato contenuto consulenziale;
-INVESTMENT BANKING: coincidente con il supporto fornito alle imprese che intendono
reperire sul mercato risorse finanz attraverso lemissione di titoli azionari/obbligazionari per il
soddisfacimento del proprio fabbisogno finanziario.
POLITICHE DI CUSTOMER RELATIONSHIP
Poggiano invece sulla definizione puntuale da parte della banca di interventi specificatamente
modellati sulla necessit delle imprese.
Per questa via risulta alimentato un circolo virtuoso per cui unapprezzabile patrimonio informativo
della clientela consente di finanziare le imprese pi meritevoli; dal canto loro le imprese avranno
interesse di mantenere tale relazione nel tempo: il RAPPORTO BANCA-IMPRESA NON E PIU
CONFLITTUALE, bens COLLABORATIVO.
Oggi le teorie dellintermediazione attribuiscono alla BANCA un ruolo fondamentale nella
FUNZIONE DI SORVEGLIANZA, atteso che essa riceva una delega dai depositanti allesercizio di
un controllo sul debitore finale, da compiere EX ANTE, vale a dire nella valutazione dei progetti di
I (SCREENING), ed EX POST, nella verifica dei risultati conseguiti (MONITORING). Tale
funzione deriva dallesistenza di ASIMMETRIE INFORMATIVE tra creditore e debitore: il primo
possiede pi informazioni circa le caratteristiche di rischio-rendimento del progetto da finanziare.
Peculiarit della banca appunto superare tali asimmetrie ed esercitare un controllo sul
comportamento del debitore a tutela del finanziatore.

OBBIETTIVI E STRUMENTI DELLA POLITICA DEGLI IMPIEGHI


Tale espressione identifica linsieme di scelte riguardo lammontare dei mezzi finanz da impiegare
in prestiti, alla composizione qualitativa di questi ultimi e ai criteri di valutazione e di selezione dei
crediti stessi. Obbiettivo della banca sar quello di raggiungere volumi di impieghi sempre pi
elevati. Ora, il raggiungimento di una determinata dimensione di prestiti dipende da diversi fattori:
-FATTORI INTERNI, di matrice aziendale, riconducibili essenzialmente agli obbiettivi del sogg
economico; avremo in particolare la scelta tra prestiti e titoli: le banche preferiranno i primi in
quanto stabilizzano le relazioni con il mercato, di conseguenza salvaguardano lo sviluppo ec e max i
profitti. In relazione alla scelta tra prestiti e titoli notiamo che i PRESTITI sono sottoposti ad

immobilizzo naturale fino alla scadenza a meno che non si ricorra ad operazioni come la
Securitisation, hanno una remunerazione e costi di amministrazione maggiori rispetto ai titoli;
daltro canto i TITOLI hanno un ampio mercato che ne garantisce lo smobilizzo e una
remunerazione e costi di amministrazione minori rispetto ai prestiti.
La banca dovr quindi combinare il mix degli impieghi in funzione del rapporto rischio/rendimento
della singola operazione.
-FATTORI ESTERNI, riconducibili invece alla struttura del sistema finanziario, alle
caratteristiche del singolo interm, agli obbiettivi di politica monetaria in quanto gli interventi su
questa producono effetti sui bilanci bancari, da un lato sulla composizione, incidendo sulle
disponibilit destinate allattivit di prestito, e dallaltro sulla sfera economica, avendo riflessi sul
costo delle riserve. Infine incidono anche le disposizioni di vigilanza, poich configurano un
sistema di vincoli operativi entro cui le banche definiscono le proprie scelte. NB Questo il caso
del Requisito Patrimoniale a fronte del rischio di credito, delle norme di controllo dellesposizione
al rischio di interesse, della disciplina sui grandi fidi.
Al legame tra espansione dellattivit di prestito ed opportunit di consolidamento delle relazioni di
clientela fa riferimento lobbiettivo dellintermediario di valorizzare ulteriormente il ruolo del
partner finanziario dellimpresa cliente, ricercando sempre pi di combinare lerogazione del
credito con la prestazione di una pi vasta gamma di opzioni finanz ad elevato VA, atte a soddisfare
i bisogni di varia natura che la clientela manifesta.
Il processo di analisi delle banche viene cos perseguito:
-EX ANTE di definisce il volume ottimale del portafoglio prestiti e orientandone la composizione
attraverso ladozione di efficaci procedure di valutazione dei singoli affidati, cos da ottimizzare la
combinazione rischio-rendimento;
-EX POST si attua la revisione delle posizioni poste in essere.
PROCESSO LOAN MAKES DEPOSITS
Il volume degli impieghi dipende dalla DINAMICA DELLA RACCOLTA PRESSO LA
CLIENTELA, la cui stabilit dipender dalla composizione per segmenti di questultima,
dallammontare medio per forme tecniche e classi di scadenza, e dal GRADO DI
CAPITALIZZAZIONE, espresso dal rapporto tra mezzi propri e di terzi che riguarda la capacit di
far fronte a probabili eventi negativi derivanti dalle insolvenze della clientela affidata: la rischiosit
legata alla concessione del credito deve trovare adeguata contropartita nella consistenza
patrimoniale della banca.
La COMPOSIZIONE DEL PORTAFOGLIO PRESTITI cos orientata al
FRAZIONAMENTO DEL RISCHIO DI CREDITO, realizzabile mediante adeguate politiche di
diversificazione. Possiamo individuare settori che si differenziano per andamento produttivo e
risultati economici o in aree territoriali con caratteristiche diverse. In particolar modo lerogazione
di finanziamenti ad imprese che sono scarsamente correlate tra loro rappresenta una modalit di
frazionamento del rischio. La diversificazione pu infine riguardare limporto dei fidi accordati
oppure le forme tecniche delloperazione.

LISTRUTTORIA DELLA DOMANDA DI FIDO


Lobbiettivo quello di verificare il merito creditizio del richiedente fondi e il grado di rischiosit
connesso alle operazioni di affidamento ed individuare, quindi, le alee correlate allattivit di
prestito, che possono manifestarsi quando laffidato risulti insolvente. Il concetto di riferimento per
raggiungere tale obbiettivo risiede infatti nella CAPACITA DELLAFFIDATO DI PRODURRE
REDDITO: solo in presenza di risultati economici positivi si pu ipotizzare il regolare rimborso dei
finanziamenti ottenuti. L affidamento inoltre deve tener particolarmente in considerazione le
prospettive reddituali dellimpresa: i dati contabili per sono dati statistici con scarsa o comunque
incerta attendibilit. La prima difficolt quindi interpretare il futuro mediante lutilizzo di dati
storici oppure ricorrendo ad hp di andamenti previsti. La banca, per unadeguata valutazione del
volume e del grado di rischiosit del prestito richiesto deve acquisire ulteriori informazioni rispetto
a quanto pu desumere dalla DOMANDA DI FIDO. Questa, da redigersi in forma scritta, deve

contenere indicazioni relative allAMMONTARE DEL FIDO, alla sua DURATA, alle
EVENTUALI MALLEVERIE OFFERTE ed ai DOCUMENTI CONTABILI PRESENTATI:
lintermediario pu in questo modo attuare un controllo generale sullaffidato. Tali domande vanno
attentamente esaminate per verificare la rispondenza ai vincoli posti dallo statuto dellazienda
bancaria. Si procede poi allistruttoria, la cui procedura si articola in 4 fasi:
1)Verifica della veridicit delle informazioni fornite dal cliente nella domanda di affidamento;
2)Analisi di tipo qualitativo, che rendono possibile lo studio della specifica realt aziendale;
3)Analisi quantitativa di tipo consuntivo, rappresentata dalle analisi di bilancio, effettuata secondo
le tecniche degli indici e dei flussi aziendali. I primi individuano un sistema di rapporti correlati
sotto laspetto economico, finanziario e produttivo, contribuendo ad una pi corretta interpretazione
della realt aziendale. I secondi, invece, pongono in evidenza i flussi monetari e concorrono ad una
definizione pi precisa delle esigenze finanziarie dellazienda. Abbiamo poi anche unanalisi
quantitativa di tipo previsionale che invece si avvale di documenti previsionali sullattivit
aziendale.
4)Stesura della relazione di fido da cui emergono gli aspetti positivi e negativi in merito alla
richiesta di credito e lindicazione della dimensione del fido da accordare al richiedente, nelle forme
tecniche concordate. Rappresenta la base informativa per gli organi competenti che devono decidere
in merito allaffidamento e si conclude nella formulazione di un giudizio di sintesi sullimpresa (il
RATING). Ovviamente il grado della rischiosit delloperazione deve essere compiuta oltre che
allinizio del rapporto di credito anche durante lo svolgimento dello stesso, al fine di monitorare le
operazioni e favorire il conseguimento di migliori performance dei prestiti.

CENTRALE DEI BILANCI E CENTRALE DEI RISCHI


Si detto come per valutare e misurare la rischiosit connessa a ciascuna operazione di
finanziamento, la banca deve innanzitutto disporre di una serie di dati ed informazioni contenuti
nella domanda di fido. Le domande di fido che vengono formulate vengono sottoposte alla
procedura di valutazione, di cui la verifica della veridicit delle informazioni fornite dal richiedente
rappresenta il primo step. Eventuali dati aggiuntivi possono essere reperiti facilmente laddove gia
esistono rapporti tra cliente e sistema bancario, mediante il ricorso a fonti interne, tra cui le
rilevazioni della Centrale dei Rischi, lanagrafe generale della clientela e la Centrale dei Bilanci, e a
fonti esterne, come ad esempio i vari archivi del CRIF, il quale gestisce la pi grande banca dati di
Centrali dei Rischi conosciuta come EURISC. In tale ambito assume rilevanza il contributo offerto
dalla Centrale dei Bilanci e dalla Centrale dei Rischi (Vedi Capitolo 8).
CENTRALE DEI BILANCI, costituita nel 1983, divenuta operativa 2 anni dopo per iniziativa
della BI in collaborazione con lABI, essa centralizza un sistema informativo relativo agli aspetti
economico finanziari delle imprese, basato sulla rilevazione e sullanalisi dei dati di bilancio delle
medesime. In modo particolare raccoglie ed elabora dati di bilancio di un numero elevato di
imprese, per fornirli alle banche che ne fanno richiesta. In sostanza gli interm in una prima fase
inviano alla Centrale i dati di bilancio e, successivamente, si avvalgono delle elaborazioni operate
da questultima. Le banche ottengono cos preziose indicazioni sulla situazione industriale del
Paese, disponendo nel contempo di un valido ausilio per la valutazione del merito creditizio dei
propri affidati. Tra le banche dati della Centrale assumono particolare rilevanza lARCHIVIO
ELETTRONICO (Costituito dai bilanci delle Societ di Capitali operanti nei diversi comparti
produttivi, integrati sia da informazioni desunte dalla nota integrativa e dalle relazioni che
accompagnano i prospetti contabili sia da informazioni extracontabili) e la RILEVAZIONE
APPROFONDITA DELLA SITUAZIONE EC-FINANZ (che oltre ad acquisire dati delle situazioni
patrimoniali e dei conti economici, offre una ricostruzione delle variabili che incidono sulla
variazione delle consistenze delle attivit e passivit delle imprese) delle imprese quotate e delle
imprese maggiori. A queste si aggiunge la RILEVAZIONE ANNUALE di circa 800 bilanci
consolidati. I dati ottenuti vengono poi aggregati in funzione dellattivit economica e della
dimensione dellazienda sulla base di uno schema contabile coerente con quanto disposto dalla IV

DIRETTIVA CEE. Le informazioni cos elaborate rappresentano unutile base per lo svolgimento di
studi sulla situazione finanziaria e sulle condizioni economiche delle imprese.

IL PROCESSO DI DEFINIZIONE DEL RATING


Lelaborazione di modelli quantitativi per la stima della pr di insolvenza delle controparti clienti
frutto di ricerca di un criterio oggettivo ed attendibile per la valutazione del merito creditizio. Nel
corso degli anni le banche stanno individuando procedure sempre pi sofisticate, tali da garantire un
efficace espletamento dellattivit di concessione di credito. Tra i modelli richiamati ricordiamo
quelli di SCORING, basati su tecniche statistiche aventi ad oggetto variabili che sono correlate a
scenari di mancato rimborso del prestito alla scadenza. Tali modelli tendono ad individuare
relazioni di tipo matematico tra variabili finanziarie o indicatori economici ed il grado di solvibilit
del debitore. La previsione della pr di rimborso di nuovi prestiti avviene sulla scorta delle
performance delle operazioni passate: assumono in questo modo rilevanza le informazioni storiche
sullandamento del portafoglio prestiti (Modelli che, basandosi sullintroduzione di strumenti di
misurazione del rischio, VAR, offrono un sostegno ed individuano una composizione del
portafoglio prestiti coerente con la propensione al rischio e al rendimento atteso) e la corretta
individuazione degli indicatori di bilancio. Nelle versioni sia semplici che pi sofisticate i modelli
in oggetto mirano a circoscrivere, in una scala di possibili valori di punteggio, unarea critica su cui
lanalista chiamato ad asprimere una valutazione del merito creditizio degli affidati.
Un informazione articolata a livello individuale pu essere fornita anche da SITEMI DI RATING
INTERNI (il processo di assegnazione del rating alla clientela, ai fini della misurazione e della
gestione del rischio, deve essere inteso come linsieme dei metodi, procedure, controlli e sistemi
informativi a supporto della valutazione del rischio creditizio, dellattribuzione di gradi interni di
merito e della stima dellinsolvenza e, conseguentemente, della perdita connessa ad una certa
esposizione creditizia), valorizzati dalle disposizioni di vigilanza note come BASILEA 2, che
favoriscono il consolidamento delle relazioni intrattenute con le imprese assistite. Un accurata
stima della rischiosit di ciascuna posizione consente di applicare condizioni di P differenziate e
coerenti con lalea supportata. Attraverso il SITEMA DI RATING INTERNI la banca assegna al
debitore il grado interno di merito creditizio (il rating), ordinando le controparti in relazione alla
loro rischiosit e procede alla stima delle componenti di rischio delloperazione creditizia: PD (Pr di
insolvenza della controparte; la componente del RISCHIO DI CREDITO relativa alla valutazione
della controparte effettuata sulla base di tutte le informazioni di carattere quali-quantitativo, e viene
espressa mediante una classificazione su scala ordinale della capacit del debitore di assolvere le
obbligazioni assunte: a ciascuna classe di rating associata una PD), LGD, EAD, M.
Il RATING DELLOPERAZIONE invece un giudizio pi complessivo che rispecchia nn soltanto
il rischio di controparte, ma anche i profili legati alla specificit delloperazione, quali la forma
tecnica del finanziamento, il tipo di procedura utilizzata per il recupero, leventuale presenza di
garanzie accessorie. LGD, EAD ed M sono le componenti del rischio delloperazione nel suo
complesso: ad uguali rating quindi attribuiti a sogg diversi pu corrispondere un profilo di rischio
delloperazione differente.
EL = PDXLGDXEAD
Dove EL rappresenta la perdita attesa, cio la perdita che in media si manifesta entro un certo
intervallo temporale su esposizioni esistenti nel portafoglio prestiti.
Default-->quando il debitore non adempie, in toto od in parte, alle obbligazioni contrattuali assunte,
senza il ricorso della banca ad azioni giudiziali quali lescussione di garanzie eventualmente
rilasciate dal debitore a fronte della concessione del fido, o quando questultimo in mora da oltre
90 gg.
Sulla base della normativa prudenziale le componenti di rischio concorrono al calcolo del requisito
patrimoniale, che ogni banca tenuta ad accantonare a fronte del rischio di credito.
Le metodologie IRB poggiano sulla definizione della misura congiunta delle perdite attese e di
quelle inattese: queste ultime definite come il rischio di una perdita effettiva superiore a quella

stimata. Il dettato regolamentare definisce la copertura della perdita attesa mediante


accantonamento o rettifica della della corrispondente posta attiva e la copertura della perdita
inattesa con fondi propri. Modelli nominati precedentemente, VAR, forniscono indicazioni accurate
sullentit delle perdite inattese in quanto, tenendo conto della dispersione dei risultati probabili
rispetto a quelli attesi, in un certo orizzonte temporale e con un dato livello di confidenza,
rappresenta la quantit di capitale proprio da utilizzare a copertura della perdita inattesa. Il
SISTEMA DI RATING INTERNO per essere implementato deve essere validato dalla BI attraverso
la verifica di requisiti minimi quantitativi e organizzativi allinterno dellunit aziendale.

STRUMENTI DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO : GARANZIE,


COVENANTS E CONFIDI
Funzione ec di tali strumenti qll di abbattere la perdita che pu originare da posizioni di default. Il
dettato di vigilanza prudenziale ha introdotto unampia gamma di strumenti e tecniche di
attenuazione del credit risk (CRM), nel rispetto dellosservanza di precisi vincoli di carattere
specifico e generale.
Tra le TECNICHE CRM distinguiamo GARANZIE DI TIPO REALE (PEGNO E IPOTECA che
attribuiscono al garantito il diritto di soddisfare il proprio credito a valere su determinate attivit o
somme di denaro. Hanno funzione di abbattimento del rischio di credito e hanno natura finanziaria
(collateral), costituite da diritti reali di garanzia e altri diritti a contenuto equivalente aventi per
oggetto attivit con adeguato grado di liquidit e con valore di mercato sufficientemente stabile nel
tempo, quali loro e i depositi in contante; accanto ad esse ritroviamo le garanzie immobiliari e su
beni mobili, i crediti commerciali, la composizione delle posizioni in bilancio e fuori bilancio, le
garanzie prestate attraverso le operazioni di pronti contro termine, le operazioni di leasing) da
quelle di TIPO PERSONALE (AVALLO, FIDEIUSSIONE, CONTRATTO AUTONOMO DI
GARANZIA e DERIVATI SUI CREDITI (dafault swaps, total return swaps e crdit linked notes),
che invece si fondano sullobbligo assunto da un terzo soggetto di effettuare il pagamento nellhp di
inadempimento del debitore principale. Con tali garanzie in vigore il principio della sostituzione
secondo cui la PD del garante si sostituisce alla PD del soggetto debitore ed infatti la protezione del
credito viene riconosciuta allorquando risulta fornita da sogg con rating almeno pari ad A o da sogg
sovrani, banche e sim con rating superiore a quello della controparte).
La questione delle garanzie ha posto in luce il ruolo dei CONFIDI, tradizionalmente impegnati ad
agevolare le PMI nellottenimento dei prestiti bancari, la cui funzione di protezione e di
miglioramento dei rapporti banca-impresa stata messa in discussione dal recepimento delle
disposizioni di Basilea 2, che modificando lo scenario normativo hanno imposto a questi organismi
una rivisitazione complessiva della loro attivit al fine di renderla coerente al dettato regolamentare.
Ora infatti CONFIDI/INTERMEDIARI FINANZ EX ART 107 del TUB sono assoggettati al
controllo dellOrgano di vigilanza che ha subordinato la validit della loro operativit ad interventi
di ristrutturazione sotto il profilo istituzionale, operativo e organizzativo. Il potenziamento del
sistema collettivo di garanzia va ricondotto alle novit introdotte, nel 2008, riguardanti le misure
anti-crisi, in modo particolare il Fondo di Garanzia per le PMI, operativo dal 2000, che oltre ad
assicurare una parte dei prestiti bancari concessi alle imprese di pi piccola dimensione pu
intervenire sulle operazioni perfezionate da banche, intermediari ex art. 107 del TUB e societ
finanziarie per linnovazione e lo sviluppo.
Volgendo attenzione alla prassi italiana, un fenomeno molto diffuso negli ultimi anni quello del
ricorso allapposizione nei contratti di finanziamento di clausole (COVENANTS) la cui funzione
sia scoraggiare comportamenti opportunistici degli affidati sia contribuire a mantenere elevata la
qualit delle garanzie reali che accompagnano i finanziamenti.

VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO EX POST E LE MODALITA DI


GESTIONE DEL CONTENZIOSO
La valutazione del merito creditizio dellimpresa deve abbracciare lintera durata del finanziamento,
come gi detto. Una volta determinato il rating della controparte, esso deve essere sistematicamente

aggiornato cos da poter esprimere leffettiva rischiosit del cliente durante il corso delloperazione.
Stiamo parlando delle tipiche ATTIVITA DI MONITORAGGIO e REVISIONE accumunate
dallesigenza di comprendere le eventuali variazioni che la situazione economico finanziaria
potrebbe subire nel tempo. L ATTIVITA DI MONITORAGGIO identifica linsieme delle azioni
poste in essere dallintermediario per assicurare coerenza tra giudizio espresso ed effettiva
rischiosit del debitore. Scopo dellattivit di monitoring la rilevazione tempestiva di anomalie
negli affidamenti, le c.d partite deteriorate (INCAGLI E SOFFERENZE), in presenza delle quali si
rende necessario lavvio a procedure di gestione del contenzioso che, in extremis, possono sfociare
nella revoca del fido e, di conseguenza, nellinterruzione del rapporto tra banca e cliente. Meno
dolorose si presentano le soluzioni di mercato riconducibili alle forme tecniche di CREDIT RISK
TRANSFER (CRT) o di CESSIONE PRO-SOLUTO dei crediti underperforming, di
SECURITISATION e di CREDIT DERIVATES.
CESSIONE DEL CREDITO PRO-SOLUTO
Realizza il trasferimento del credito e, quindi, del rischio sottostante, ad un terzo soggetto. Pu
riguardare una singola posizione debitoria o pi posizioni del portafoglio prestiti, in parte o in toto.
In qstultimo caso funge da strumento di salvataggio della banca cedente, essendo in grado di
ripristinare tempestivamente le condizioni di equilibrio gestionale della medesima. Il ricorso alla
suddetta soluzione di mercato molto frequente soprattutto da parte delle banche domestiche,
presentando requisiti di minor complessit sotto il profilo organizzativo e patrimoniale rispetto alle
cartolarizzazioni e allemissione dei derivati sui crediti.

PROCESSO DI SECURITISATION
Le cartolarizzazioni si basano sulla titolarizzazione di attivit preesistenti, ossia sulla conversione di
attivit finanziarie non negoziabili in SECURITIES (dette ABS). Nella gestione del contenzioso la
Securitisation pi propriamente attua la trasformazione di pacchetti di attivit finanziarie
difficilmente smobilizzabili, tipicamente i prestiti, in titoli scambiati sul mercato dei capitali. Si
tratta di una tecnica mediante la quale i flussi di cassa derivanti da impieghi creditizi vengono
selezionati e destinati al rimborso dei titoli emessi a fronte di tali crediti. Nello specifico,
loperazione di Securitisation si compone di pi fasi:
1)Inizialmente si ha la selezione da parte di un interm, chiamato ORIGINATOR, di un portafoglio
di crediti con caratteristiche omogenee di scadenza, piano di rimborso e struttura dei tassi di
interesse;
2)Segue la cessione dei crediti, di norma con la clausola pro-soluto, ad un sogg esterno, lSPV, la
cui attivit limitata allacquisto del pool di crediti finanziato mediante lemissione delle ABS.
Il rischio assunto dallinvestitore finale dipende dunque dalla capacit del portafoglio crediti ceduto
di generare redditi nella misura e nel tempo necessari al rimborso del capitale e degli interessi.
Infatti, il flusso originato dal pagamento del capitale e degli interessi da parte dei debitori principali
destinato al rimborso delle ABS; daltro canto il flusso che proviene da coloro che sottoscrivono i
titoli viene impiegato dallSPV per il pagamento dei crediti acquistati.
Pi nel dettaglio, i soggetti coinvolti nelloperazione sono:
-ORIGINATOR (BANCA CEDENTE) che lintermediario titolare degli attivi oggetto di cessione
e quindi resi liquidi prima della scadenza. La riscossione dei flussi che derivano dai prestiti
cartolarizzati solitamente resta in capo allORIGINATOR stesso, che assume in tal caso la veste di
SERVICER.
-SPV Lemittente una societ controllata o collegata allORIGINATOR oppure unimpresa
specializzata nellassemblaggio di pacchetti di pi ORIGINATORS. L emittente realizza la
trasformazione dei crediti collocando titoli a fronte delle attivit negoziate.
-INVESTMENT BANK sottoscrive direttamente i titoli o ne cura il classamento sul mercato.
-AGENZIA DI RATING esprime una valutazione del rischio di credito basata sulla qualit degli
attivi cartolarizzati e sulle garanzie accessorie
-GARANTE
Abbiamo infine diverse forme di cartolarizzazione:

-PASS-THROUGH, quando il trasferimento dei crediti avviene tramite il deposito in un fiduciario


che provvede alla gestione degli stessi. Tale legame manca nellABS dove i crediti vengono ceduti
allSPV e le esigenze dei sottoscrittori sono sganciate dalle scadenze dei crediti;
-PAY-THROUGH, una combinazione delle precedenti: prevede la vendita dal cedente allSPV e uno
stretto legame tra i flussi di fondi.
I principali effetti della Securitisation sullattivit delle banche concernono innanzitutto la gestione
dei flussi finanziari: la cessione dei crediti costituisce una forma di approvvigionamento delle
risorse; inoltre, eliminando le poste del bilancio bancario dotate di minor grado di negoziabilit e
sostituendole con impieghi facilmente smobilizzabili, la Securitisation permette alle banche dio
aumentare il grado di liquidabilit dellattivo.
Tale processo segna il passaggio dal modello di banca originate-to-hold a quello originate-todistribuite, caratterizzato da una ridotta despecializzazione e da una limitata trasformazione delle
condizioni contrattuali delle poste iscritte in bilancio segnatamente allattivit principe delle banche,
nonch da un forte orientamento alla formazione del margine di intermediazione secondaria, nella
forma di commissioni per servicing e plusvalenza da cessione.
CREDIT DERIVATES
Contratti con cui si trasferisce o si assume il solo rischio di credito sottostante rispettivamente ad un
prestito o ad unobbligazione. Peculiarit di tale strumento sono loggetto del trasferimento (il
rischio dietro corresponsione di un P), lassenza di liquidit e la funzione propria di protezione
dellasset che hanno condotto ad un ripensamento delle logiche sottostanti al Bank Lending, in linea
con gli impulsi di mercato, in quanto ad essi strettamente correlati.

I PRODOTTI DI IMPIEGO
Con riferimento allattivit di prestito, il credito erogato pu trovare una propria classificazione in
funzione di alcuni variabili quali:
-ORIZZONTE TEMPORALE, per cui distinguiamo forme a breve termine (apertura di
credito in c/c, lo sconto, lanticipo su portafoglio salvo buon fine, il factoring, lanticipazione e
il riporto) da forme a medio-lungo periodo (mutuo e lesing).
-LA NATURA MONETARIA O NON MONETARIA delle operazioni poste in essere, per cui si
distinguono i crediti per cassa o di firma (che si sostanziano nellerogazione di risorse monetarie;
tali prestiti non impegnano la tesoreria dellistituto finanziatore, pur coinvolgendone la
responsabilit patrimoniale. Limpegno della banca destinato a trasformarsi in un esborso
monetario qualora il beneficiario del credito di firma non adempia allobbligazione assunta. Al pari
dunque dei prestiti per cassa, quelli di firma danno luogo a veri e propri affidamenti, implicando
unaccurata fase distruttoria volta a verificare il merito creditizio del cliente) e i prestiti titoli (che
invece coincidono con limpegno della banca di assumere o garantire unobbligazione contratta
direttamente dalla clientela).
APERTURA DI CREDITO SEMPLICE E IN C/C
Operazione definita dal C.C e anche dallABI come un contratto con cui la banca si impegna a
tenere a disposizione del cliente, per un determinato periodo di tempo o a tempo indeterminato, una
somma di denaro che pu essere utilizzata anche con prelevamenti parziali e ripristinata con
versamenti successivi. Rappresenta loperazione pi gradita tra qll a breve termine in quanto
caratterizzata da una marcata flessibilit riguardo lutilizzo del credito. Pu avere differenti
configurazioni:
-APERTURA DI CREDITO SEMPLICE Attribuisce al beneficiario la facolt di disporre del
prestito in un! SOLUZIONE, sebbene possa essere ammesso anche lutilizzo frazionato. Ha
scadenza determinata, ed particolarmente diffuso nellambito dei prestiti sindacali (finanziamenti
in pool) e al consumo. Il credito al consumo offerto da operatori finanziari alla clientela
individuale in relazione al soddisfacimento di fabbisogni finanz per lacquisizione di beni ad uso
durevole: i c.d Prestiti personali. La concessione del credito al consumo presuppone per la sua
concessione un processo valutativo della capacit di rimborso del prenditore: vengono utilizzati
meccanismi di CREDIT SCORING che consentono di valutare la rischiosit del cliente avvalendosi
di modelli di analisi statistica. L analisi delle differenti forme tecniche di credito al consumo

richiede di effettuare una distinzione fra:


Finanziamenti Finalizzati, in cui il finanziatore verifica che lutilizzo dei fondi corrisponda a
quello indicato nella richiesta di finanziamento;
Finanziamenti non finalizzati, dove invece il finanziamento viene richiesto indipendentemente
dalla destinazione.
Erogati in un ! SOLUZIONE, il loro RIMBORSO avviene mediante il PIANO DI
AMMORTAMENTO a rate costanti, con SCADENZE MENSILI. Espressione dellONEROSITA
DELLOPERAZIONE il TAEG, che esprime linsieme dei tassi e delle spese a carico del
beneficiario del credito. In genere assistito da GARANZIE REALI O PERSONALI.
Oggi abbiamo delle forme alternative di credito al consumo:
I CREDITI ROTATIVI sono finanziamenti utilizzabili in modo rotativo mediante un rapporto di c/c.
Al momento della concessione del prestito viene stabilito un piano di rientro in base al quale dopo
un certo num di versamenti il beneficiario ha la possibilit di effettuare nuovamente degli utilizzi;
successivamente il debitore deve per provvedere a ripristinare la disponibilit con ulteriori
rimborsi. A questa tipologia di operazioni si legano le CARTE DI CREDITO REVOLVING,
utilizzate per gli acquisti di beni di consumo e servizi per lottenimento di anticipi in contante.

-APERTURA DEL CREDITO IN C/C


Contratto mediante il quale la banca mette a disposizione una linea di credito a tempo determinato
ripristinabile mediante successivi versamenti. La finalit quella di fronteggiare i fabbisogni di
tesoreria originati da squilibri tra entrate e uscite monetarie. Caratteristiche di tale prodotto si
sostanziano in:
FORMA DI FINANZIAMENTO ELASTICA, sia nella gestione finanz che nellutilizzo: sempre a
disposizione dellimpresa, a tempo indeterminato. Nel LP il rimborso del debito avviene mediante
un piano di ammortamento.
FORME TECNICHE, riconducibili a:
APERTURA DI CREDITO PER ELASTICITA DI CASSA
Consente alle imprese di correlare gli utilizzi del credito alle mutevoli esigenze manifestate dalla
loro funzione. Le caratteristiche sono lELEVATA MOVIMENTAZIONE DEL CONTO ed i
VANTAGGI CONSEGUIBILI DALLA BANCA, tra cui rientrano lESALTAZIONE DELLA
FUNZIONE MONETARIA (Cio la capacit della banca di porre in circolazione i propri debiti
come mezzi di pagamento: gli assegni bancari, ad esempio, aumentano i volumi operativi senza
limmissione di moneta), i RICAVI ACCESSORI PER EFFETTO VALUTA (Data a partire dalla
quale le somme sia depositate che prelevate fruttano interessi; la data contabile invece rappresenta
la data in cui viene eseguita loperazione di prelievo/deposito. Per quanto riguarda i versamenti, gli
ASSEGNI BANCARI, su piazza e fuori piazza hanno una VALUTA=3gg ed una
DISPONIBILITA=4gg, mentre gli ASSEGNI BANCARI E BONIFICI hanno VALUTA=1gg e
DISPONIBILITA=4gg; per le somme prelevate diverso).
APERTURA DI CREDITO ORDINARIA (IN BIANCO)
Che ha le seguenti peculiarit: presenza di saldi a debito per il cliente e ridotta movimentazione del
conto. Il movimento del conto per elasticit di cassa vedeva invece saldi attivi e passivi per il
cliente. Le banche compiono infatti corrette valutazioni sulla futura capacit di rimborso del cliente
attraverso appropriate analisi del fabbisogno finanz attuale e prospettico. La banca monitora infatti
continuamente gli utilizzi effettuati dal cliente per comprendere se il finanz risponde o meno ad
esigenze di BP. L azienda bancaria infatti dovrebbe cedere tale apertura di credito a fronte di
squilibri temporanei tra entrate e uscite monetarie della gestione affidata: qualora limpresa destini
le risorse a copertura di un fabbisogno diverso da quello di BP, difficilmente sar in grado di far
fronte agli impegni assunti. A fronte del probabile mancato recupero delle somme erogate, la banca
pu chiedere al cliente il rilascio di effetti di recupero, emessi in bianco, privi cio di importo e di
data di scadenza, ma regolarmente bollati per un importo pari al 110% del fido accordato, in modo

che trovino adeguata copertura interessi e spese maturati sugli utilizzi.


APERTURA DI CREDITO GARANTITA
In modo particolare la garanzia nasce col credito e si estingue con la chiusura del debito. In caso di
riduzione della garanzia la banca ha la facolt di richiederne il reintegro, ed il cliente pu scegliere
se ritirarsi o meno.
-GARANZIE SUI GENERIS, quelle in cui non esiste una terza persona: non sono vere e proprie
garanzie; hanno natura cambiale e riguardano EFFETTI DI SMOBILIZZO (dove la finalit
smobilizzare il credito, cio renderlo liquido. Il cliente in qst caso rilascia degli effetti il cui valore
nominale pari allammontare del prestito) oppure EFFETTI DI RECUPERO (dove invece la
finalit qll di recuperare il credito. Qui il cliente rilascia una cambiale nella forma di effetto di
recupero in modo tale che la banca recuperer il credito anche se il cliente risulta insolvente. La
cambiale in bianco presenta un bollo pari al 110% del VN del prestito).
-GARANZIE REALI, dove esiste un bene oggettivo. La banca intraprende lasta del bene ed il
ricavato va alla medesima. Abbiamo il PEGNO per i VALORI MOBILIARI e lIPOTECA per
VALORI IMMOBILIARI
-GARANZIE PERSONALI, dove esiste una terza persona che garantisce lobbligazione del cliente:
la banca pu rifarsi su qualsiasi bene appartenente a questultimo. Tra queste rientrano la
FIDEIUSSIONE (dove il garante garantisce ladempimento puntuale dellobbligazione al creditore,
esso quindi sempre tutelato. Fa eccezione la FIDEIUSSIONE OMNIBUS in cui la garanzia si
estende a tutte le future obbligazioni poste in essere dal sogg garantito) e lAVVALLO (dove la
firma del soggetto avvallante acquisisce gli stessi obblighi del sogg avvallato).
Infine il COSTO COMPLESSIVO per lAPERTURA DEL CREDITO comprende:
-Tasso dinteresse
-Commissione di max scoperto
-Componenti accessorie
-Spese di chiusura
-Recupero delle spese che la banca sostiene per svolgere periodicamente la revisione degli
affidamenti e trasmettere informazioni alla clientela.
FORME DI SMOBILIZZO DEI CREDITI COMMERCIALI
Si sostanziano in anticipi concessi dalla banca a fronte dellesistenza di crediti commerciali detenuti
in portafoglio dalle aziende. Peculiarit di tali operazioni risiede nella loro natura di
autoliquidabilit in quanto il rimborso del prestito prescinde dalle condizioni economico-finanz
dellaffidato essendo subordinato alla capacit del compratore di adempire puntualmente
allobbligazione assunta. Le banche preferiscono tali operazioni appunto per la loro
AUTOLIQUIDABILITA, per la RIPARTIZIONE DEL RISCHIO DI MANCATO RIMBORSO
DEL PRESTITO SU SOGG DIVERSI, laffidato ed il debitore, ed infine per la POSSIBILITA DI
POTER EFFETTUARE UNA PREVISIONE PUNTUALE DEI FLUSSI DI CASSA IN ENTRATA
DERIVANTI DAL PAGAMENTO A SCADENZA DEL CREDITO ANTICIPATO.
FORME TECNICHE DI SMOBILIZZO DEI CREDITI COMMERCIALI(strumenti di pagamento
sempre meno onerosi come le ricevute bancarie e le fatture commerciali, cmq smobilizzabili presso
il sistema bancario):
LO SCONTO
E il contratto mediante il quale la banca, previa deduzione delli, anticipa al cliente limporto di un
credito verso terzi non ancora scaduto mediante cessione, salvo buon fine, del credito stesso (Art.
1858). Peculiarit di tale operazione:
-pu avere per oggetto CREDITI CARTOLARI (cambiali, dividendi sui titoli azionari, cedole di
titoli obbligazionari, worrant) O CREDITI NON CARTOLARI (annualit dovute dallo Stato o da
altri enti pubblici territoriali).
-cessione pro-solvendo del credito: il cliente scontista rimane obbligato nei confronti della banca
fino allavvenuto pagamento delleffetto a scadenza da parte del debitore, dovendo rispondere alla
banca delleventuale inadempienza del medesimo).
In particolar modo lIMPORTO CEDUTO DAL CLIENTE=VN DEL CREDITO, mentre

lIMPORTO PAGATO ALLA BANCA=VALORE ATTUALE DEL NOMINALE (detto NETTO


RICAVO).
Tale forma tecnica utilizzata in modo isolato o in connessione con lesistenza di un castelletto,
corrispondente al fido accordato dalla banca a favore del cliente che intende anticipare lincasso dei
propri crediti in modo sistematico. Con il castelletto di sconto il cliente ha la possibilit di
ripristinare la disponibilit originaria ogni volta che gli effetti prestati allo sconto in epoca anteriore
vengono pagati.
Il costo delloperazione, applicato al VN per il periodo di t detto giorni di sconto (dalla data
delloperazione fino alla scadenza delleffetto) dato dal tasso di i, gli oneri accessori, eventuali
commissioni se la remunerazione delloperazione non assicura alla banca una redditivit sufficiente
a causa del modesto valore nominale delleffetto o della scadenza troppo ravvicinata rispetto alla
data di presentazione. L operazione di sconto si estingue a scadenza, per pagamento puntuale da
parte dellobbligato principale; prima della scadenza, per ritiro della cambiale da parte del cliente;
successivamente alla scadenza per mancato pagamento da parte dellobbligato principale, a cui
risponde in solido il cliente scontista su cui grava lazione di rivalsa della banca. Negli ultimi anni
tale operazione caduta in disuso a motivo della forte pressione fiscale.

ANTICIPI SALVO BUON FINE SU RICEVUTE E FATTURE


Pu seguire 3 modalit:
1)ACCREDITO DIRETTO IN C/C
La banca accredita in c/c limporto delle ricevute non ancora scadute presentate allincasso,
applicando una valuta corrispondente alla data di scadenza maggiorata di un num fisso di gg. A
fronte di eventuali utilizzi della linea di credito il cliente, dunque, sar tenuto a corrispondere i per
scoperto di valuta.
2)3)UTILIZZO PER CONTO TRANSITORIO FRUTTIFERO O INFRUTTIFERO
Utilizzo di un conto transitorio fruttifero (Utilizzato per le FATTURE) prevede la tenuta di un conto
aggiuntivo rispetto al c/c di corrispondenza, il CONTO ANTICIPO FRUTTIFERO O
INFRUTTIFERO, dove la somma viene prima accreditata e dopo addebitata, per essere
successivamente resa disponibile sul c/c. In questo modo sul conto transitorio fruttifero si crea uno
scoperto di valuta, che produce i a carico del cliente indipendentemente dagli utilizzi. Invero, sul
conto transitorio infruttifero gli scoperti sono collegati agli utilizzi, che non possono mai eccedere
lammontare complessivo di ricevute presentate evidenziato nel conto transitorio aggiuntivo.
Nelle ANTICIPI SU FATTURE COMMERCIALI la banca mette a disposizione del cliente
limporto nominale del valore della fattura decurtato di uno scarto prudenziale, di norma il 20-30%,
che viene accreditata e successivamente addebitata al conto transitorio, denominato CONTO
ANTICIPI SU FATTURE, con valuta postergata e contestualmente resa disponibile sul c/c ordinario
del cliente con valuta immediata. L operazione richiede il negozio della cessione pro-solvendo
della fattura alla banca oppure in alternativa lattribuzione alla stessa di un mandato irrevocabile di
incasso con autorizzazione a trattenere gli importi delle fatture incassate.
FACTORING
Rappresenta una tecnica finanz in virt della quale unimpresa cede i propri crediti commerciali ad
una banca o ad un operatore specializzato (FACTOR). A fronte dellavvenuta cessione linterm
eroga lanticipo e pu prestare un complesso di servizi, quali la gestione e lassicurazione dei crediti
acquisiti. Lelemento qualificante rappresentato dal trasferimento della globalit dei crediti
commerciali dellimpresa che permette al cessionario di spostare dal cedente ai debitori ceduti
lobbiettivo delle valutazioni sul rischio di insolvenza. Questo diverso approccio di valutazione del
merito creditizio rappresenta una proficua funzione di consulenza offerta dal FACTOR alle imprese.
Qst ultime sono cos in grado di selezionare i propri interlocutori attuali e potenziali: i rapporti tra
FACTOR ed imprese cedenti, se di tipo continuativo, sono regolate in c/c.
ANTICIPAZIONE (Art. 1846 e ss)
Si sostanzia in un credito garantito da pegno di merci o di valori mobiliari e si compone di due

contratti:
1)Quello principale di prestito e
2)Quello accessorio di pegno
in cui sono stabiliti gli obblighi che il debitore si assume al fine di garantire ladempimento del
contratto.
La concessione dellAnticipazione conferisce alla banca finanziatrice il diritto di conservare il bene
oggetto della garanzia senza che ne possa disporre, restando il bene di propriet del soggetto
affidato che ne perde la disponibilit fino al termine delloperazione. In caso di inadempienza del
cliente la banca pu richiedere la vendita del bene costituente il pegno godendo del diritto di
prelazione nella ripartizione del ricavato rispetto agli eventuali creditori del debitore. Tale
operazione pu assumere differenti configurazioni in relazione alla natura del bene oggetto del
pegno (Anticipazione su pegno merci, di valori mobiliari e crediti) ed alla forma tecnica di utilizzo
dellaffidamento (anticipazione a scadenza fissa o regolata in c/c).
ANTICIPAZIONE SU PEGNO MERCI
In modo particolare preferibile che esse non appartengano al capitale circolante tipico dellazienda
in quanto il loro allontanamento dalla gestione aziendale potrebbe pregiudicare la capacit di
rimborso dellaffidamento. Le merci sono custodite o dalla banca finanziatrice o presso i Magazzini
Generali. In questultimo caso si parla pi propriamente di ANTICIPAZIONE SU DOCUMENTI
RAPPRESENTATIVI DELLE MERCI in quanto dopo il deposito della merce avviene il rilascio
della fede di deposito e della nota di pegno (warrant): la prima attesta lesistenza e la propriet della
merce depositata, la seconda permette di ottenere anticipazioni sul valore dei beni.
A causa delle difficolt che il processo valutativo delle merci pone, spesso la loro accettazione in
garanzia subordinata al rispetto di determinate caratteristiche: valore stabile, qualit costante nel
tempo... . Le banche sono infatti solite preferire le materie prime rispetto ai prodotti finiti, i metalli
preziosi nonch le merci scambiate sui mercati ufficiali.
ANTICIPAZIONE SU PEGNO TITOLI
Non presentano linconveniente di ostacolare il normale svolgimento dellattivit aziendale ed
inoltre sono di pi facile valutazione e conservazione.
Innanzitutto necessario distinguere tra titoli a reddito fisso (Obbligazioni: le banche li
preferiscono in quanto hanno un VN abbastanza stabile) e titoli a reddito variabile (Azioni: le
banche cercano in questo caso imprese con elevato standing creditizio, dovendo contenere il rischio
specifico). Inoltre peculiarit di tale strumento la presenza di diritti accessori, in modo particolare
il diritto di opzione, di incasso cedole (per le obblig) o dei dividendi (per le azioni) ed il diritto di
rimborso prima della scadenza spettano al debitore pignoratizio. Mentre il diritto di voto spetta alla
banca, a meno che non venga convenuto diversamente dalle parti.
Per determinare lammontare di credito da erogare al cliente occorre stimare il valore di realizzo in
condizioni normali di scambio (la c.d vendita coattiva): la banca per questa via si espone al duplice
rischio di errata valutazione e di diminuzione del valore del bene nel corso delloperazione di
finanziamento. Quando il P del bene subisce una contrazione > del 10% il cliente infatti tenuto a
ricostruire il pegno oppure a ridurre in proporzione il debito nei confronti della banca.
Riguardo la forma tecnica, lanticipazione su pegno pu essere negoziata in c/c (ammontare
erogato, pari alla differenza tra il valore corrente del bene e lo scarto di garanzia, reso disponibile
sul c/c del cliente, utilizzato tramite prelevamenti e ripristinato con successivi versamenti-->
analogia rispetto allapertura di credito in c/c, anche se in questo caso la garanzia pignoratizia
costituibile solo su particolari tipologie di beni mobili come titoli, crediti merci o titoli
rappresentativi di merci, aventi dunque un valore in borsa o nel mercato) oppure a scadenza fissa
(dove al cliente viene accreditata una somma di denaro decurtata sia degli interessi (calcolati in via
anticipata sul tot del credito accordato) sia delle spese, prescindendo dagli eventuali utilizzi).
Costo del finanziamento dato dal tasso di interesse, oneri derivanti dalloperazione di custodia,
amministrazione, assicurazione e conservazione dei beni oggetto del pegno.
FINANZIAMENTI SUI VALORI MOBILIARI (RIPORTO E PRESTITO TITOLI)
Rappresentano una particolare forma di prestito che si concretizza in un trasferimento temporaneo

di titoli contro denaro, in due atti di compravendita diversi, uno a pronti e laltro a termine, di segno
opposto. Tali finanziamenti possono assumere diverse forme tecniche quali il RIPORTO e di
SECURITY LENDING (RIPORTO TITOLI, OPERAZIONI DI PRONTI CONTRO TERMINE E
MUTUO TITOLI).
RIPORTO o RIPORTO FINANZIARIO(Art. 1548 e ss)
Contratto mediante il quale il riportato (cliente) trasferisce al riportatore (banca) determinati titoli
ad un certo P. Alla scadenza stabilita il riportatore deve trasferire al riportato la propriet di titoli
della stessa specie dei primi verso rimborso di un P, che pu essere aumentato (riporto con riporto,
operazione che in genere soddisfa una temporanea occorrenza di fondi) o diminuito (riporto con
deporto, il cui obbiettivo invece consentire la disponibilit di titoli per un determinato intervallo
temporale: abbiamo in questo caso lequivalenza con loperazione di prestito titoli) nella misura
convenuta. Si parla infine di riporto alla pari quando i P a pronti e a termine coincidono.
Nonostante la presenza di due operazioni di compravendita, il contratto di riporto ! poich le due
prestazioni vengono pattuite dalle parti contraenti in un ! tempo e con un solo atto giuridico.
Si tratta di unoperazione a favore di un sogg che dispone di valori mobiliari e manifesta un
fabbisogno finanz di breve durata e di ammontare predefinito. La banca dunque eroga al cliente una
somma corrispondente al P corrente dei valori mobiliari dedotti uno scarto di garanzia e gli i. La
maggiore entit del P a termine rispetto a quello a pronti permette di configurare il costo
delloperazione che il cliente tenuto a corrispondere allintermediario.
Da ultimo si rilevi che sebbene il riporto finanz e lanticipazione su pegno titoli presentino talune
antologie, tra le due forme tecniche non mancano importanti elementi di distinzione:
-ANTICIPAZIONE SU TITOLI--> Contratto di prestito abbinato ad un contratto di pegno
Polizza di anticipazione
Non si trasferisce, banca restituisce gli stessi titoli
Scarto di garanzia previsto dalla normativa
Tasso di i variabile se regolato in c/c
Banca richiede una garanzia o restituzione parziale prestito
Estinguibile anche prima della scadenza
-RIPORTO-->Contratto ! Caratterizzato da due compravendite, a pronti e a termine
Fissato bollato
Banca restituisce titoli della stessa specie e dello stesso genere
Scarto di garanzia potrebbe non essere applicato
Tasso di i fisso per la durata del contratto
La banca non pu richiedere il supplemento di garanzia
Estinguibile o rinnovabile solo a scadenza
PRESTITO TITOLI
Annoverato tra i crediti non monetari, rivolto a coloro che hanno necessit di disporre
temporaneamente di valori mobiliari da utilizzare a fronte di contratti di fornitura, per la
partecipazione a gare di appalto o a negoziazioni di borsa a garanzia delladempimento puntuale
dellobbligazione assunta. Gli schemi contrattuali delloperazione sono riconducibili a tre classi
principali:
1)MUTUO TITOLI, che prevede il trasferimento della propriet dei titoli da un sogg mutuante ad
un sogg mutuatario, a fronte del rilascio di garanzie da parte di questultimo, di beni fungibili o
personali di importo superiore al valore dei titoli oggetto del prestito. Il mutuatario contestualmente
si impegna a scadenza a porre in essere unoperazione di segno opposto, corrispondendo al
mutuante valori mobiliari di uguale genere e specie nonch una commissione proporzionale sia al
VN dei titoli scambiati sia alla durata delloperazione.
Oggetto delloperazione: tutti i valori mobiliari
Durata: 12 mesi rinnovabile
Remunerazione: commissione proporzionale al VN dei titoli e alla durata
2)RIPORTO CON DEPORTO Il riportatore ottiene la disponibilit temporanea di titoli, per una
durata temporale massima di 6 mesi, e ad un costo dato dalla differenza positiva tra P a termine e P

a pronti.
Oggetto delloperazione: azioni, obbligazioni convertibili e cum warrant
Durata: 30 gg; rinnovo con rinegoziazione delle condizioni
Remunerazione: differenza tra P a pronti e P a termine
3)PRONTI CONTRO TERMINE, consiste nella stipulazione contestuale di 2 contratti di
compravendita, di segno opposto, aventi per oggetto la stessa quantit e tipologia di titoli. In
particolare linterm vende a pronti una det quantit di titoli con limpegno di riacquistarli a termine
dalla medesima controparte ad un P prestabilito, minore di qll sostenuto a pronti.
Oggetto delloperazione: titoli di stato e obbligazioni
Durata: max 6 mesi
Remunerazione: differenza tra P a termine e P a pronti

FINANZIAMENTI A MEDIO-LUNGO TERMINE


Innanzitutto richiedono un costante controllo della formazione e della variabilit del margine di
interesse ed hanno lobbiettivo di arricchire lofferta bancaria a favore della clientela e, con
particolare riferimento alle imprese, di individuare le pi appropriate forme tecniche per il
soddisfacimento del fabbisogno aziendale. Peculiarit di tali strumenti la stretta relazione tra
prestito ed investimento finanziato, e per questo vengono annoverati tra i crediti di scopo: i
prestiti a breve scadenza sono invece considerati con destinazione generica rispetto al
finanziamento del capitale circolante dellimpresa ed inoltre i prestiti a protratta scadenza non
hanno destinazione esclusiva alle imprese.
MUTUO
Contratto con cui una parte consegna allaltra una determinata quantit di denaro o di altre cose
fungibili e laltra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualit, secondo il piano
di rimborso del debito. La restituzione avviene tramite il piano di ammortamento che indica la
periodicit e limporto delle rate. Queste ultime possono costituire QUOTE A CAPITALE
COSTANTE (rata decrescente in quanto risultante da una quota capitale costante e da una quota di i
decrescente) oppure QUOTE A CAPITALE PROGRESSIVO (rata invariata poich prevede una
quota a capitale crescente e una quota di i decrescente).
Con tali strumenti la banca da luogo ad operazioni di credito fondiario, l dove il finanziamento a
favore del settore delledilizia abitativa, tipicamente privato, o ad operazioni tese a soddisfare
fabbisogni di medio periodo delle imprese. La natura ipotecaria del finanziamento fondiario impone
la presenza di una garanzia di primo grado sul bene oggetto delloperazione. A meno che non
vengano prestate garanzie integrative, limporto max concedibile dalla banca non pu superare
l80% del valore del bene ipotecato o del costo delle operazioni da eseguire sullo stesso. Costi di
tale operazione si sostanziano nel tasso di i che pu essere fisso o variabile, spese notarili, spese di
istruttoria, spese di perizia, imposta sostitutiva, premio assicurativo a copertura almeno del rischio
incendio e/o furto del bene.
LEASING
Prevede che il locatore (banca o societ di leasing) si impegni ad acquistare un bene mobile o
immobile da un fornitore (pu anche essere costruito) e a cedere il medesimo in locazione a favore
del locatario dietro pagamento di un canone periodico. Alla scadenza del contratto, rapportata alla
vita economica, tecnica e fiscale del bene, la propriet del bene dovr essere trasferita dal locatore
al locatario previo pagamento di un P di riscatto. La determinazione del canone periodico avviene
anche sulla base degli interessi sul capitale del prestito e di altre componenti tese a remunerare
lattivit svolta dal locatore. Per ridurre il divario tra valore del bene locato e debito residuo, il
locatore pu decidere di imporre al locatario il pagamento di un maxicanone iniziale, al fine di
abbattere il rischio di inadempienza del cliente. Nell hp di insolvenza la banca ha la possibilit di
vendere il bene ad un P presumibilmente superiore allammontare che il debitore deve ancora
corrispondere.

CREDITI DI FIRMA (GARANZIE PERSONALI)


Mediante la concessione dei crediti di firma le banche si impegnano a garantire o ad assumere
unobblig della propria clientela. In altri termini si tratta di crediti che, pur non presentando
immediato carattere monetario, coinvolgono la responsabilit della banca fino a trasformarsi in
crediti per cassa nel caso in cui il cliente risulti insolvente.
Di norma vengono richiesti allo scopo di garantire il buon fine di operazioni commerciali (specie
Internazionali), di vantare, a fronte delle obbligazioni assunte, lettere di impegno della banca in
luogo di prestazione di depositi cauzionali, nonch di garantire le obblig collegate alla
partecipazione dellimpresa beneficiaria ad appalti e gare.
CREDITO DI AVALLO E FIDEIUSSIONE
Tramite lAVALLO la banca appone la propria firma su effetti, tipicamente cambiali, presentati dal
cliente, garantendo cos il buon fine dellobblig assunta dallo stesso. Per accettare la reale estinzione
di tali effetti, la banca spesso esige che essi siano domiciliati presso i propri sportelli.
Per quanto riguarda il costo delloperazione esso rappresentato da una commissione che, pagata in
via anticipata allatto di firma di avallo, rapportata percentualmente allammontare garantito e
risulta variabile in funzione della durata delleffetto.
Altra categoria poi rappresentata dalla FIDEIUSSIONE, attraverso la quale la banca garantisce la
tempestivit e regolare esecuzione delle obblig assunte dalla propria clientela nei confronti di altri
sogg. Le fideiussioni vengono rilasciate dalle banche non solo a fronte di obblig di carattere
monetario (connesse quindi con il pagamento di un debito), ma anche di quelle di diversa natura,
come obbligazioni di fare (riferite essenzialmente al rispetto di impegni contrattuali, come per es la
puntuale esecuzione di lavori) e quelle non di fare. Questo il caso poco frequente di fideiussioni
rilasciate a garanzie di comportamenti non pregiudizievoli nei confronti del sogg garantito.
La durata di tale operazione in genere determinata, seppur rinnovabile, e tende a non superare i 10
anni. Infine lonerosit della fideiussione considera commissioni percentuali che, commisurate alla
durata e alle caratteristiche delloperazione, viene computata sullammontare garantito e corrisposta
in via anticipata, nonch il rimborso di eventuali spese collegate al rischio della garanzia.
LA POLIZZA DI CREDITO COMMERCIALE (COMMERCIAL PAPER)
Si sostanzia in un doc che attesta lesistenza di un debito a breve termine nei confronti di un sogg.
Trattasi di una promessa di pagamento, e non di un titolo di credito, sottoscritta da unimpresa il cui
fabbisogno finanz sar soddisfatto dalla parte creditrice in contropartita di una remunerazione. Nella
dichiarazione di riconoscimento del debito devono essere indicati la scadenza (oscillante tra 30 e 90
gg), laamontare degli i (quali differenza tra il valore della polizza e quello di rimborso) e la
denominazione dellimpresa bancaria dove avverr il pagamento. In genere questultima che
concede una fideiussione a favore del credito originario, oppure, nel caso la polizza di credito
commerciale venga ceduta prima della scadenza, del sogg divenuto nel frattempo cessionario del
credito. Alla scadenza limpresa debitrice provveder a versare alla banca i fondi necessari
allestinzione dellobblig e limpresa bancaria garante proceder al pagamento del credito a seguito
della presentazione dei documenti, di cui dovr accettarne la validit. Il creditore originario sar poi
tenuto a restituire la lettera di riconoscimento del debito e della fideiussione; in caso contrario, chi
si qualifica come creditore (a seguito di cessione) deve provare tale condizione con una successione
logica ed interrotta degli atti di cessione, fermo restando lobbligo di presentare i documenti
suddetti. La banca dovr poi trasmettere la promessa di pagamento e gli eventuali atti di cessione al
debitore.
Principali componenti del costo a carico del richiedente fondi sono rappresentate dal i riconosciuto
al creditore, dalla commissione a favore della banca garante e da quella, eventuale, spettante
allinterm incaricato del collocamento della polizza sul mercato.
CAMBIALI FINANZIARIE
Sono titoli di credito allordine, equiparati alle cambiali ordinarie, girabili con la clausola senza
garanzia e con durata inferiore a 3 mesi e comunque non superiore a 12. Le cambiali finanz
(TAGLIO MINIMO 51.646 euro) sono titoli di massa emessi in serie, destinate alla raccolta del S
presso il pubblico e assimilate ai valori mobiliari. Si distinguono dalle cambiali ordinarie per

lassenza di un rapporto commerciale sottostante. Differenze tra:


-Cambiali finanziarie--> Titoli di credito, qualifica che rende facile la loro circolazione, nella
misura in cui lacquisto del diritto incorporato e reso autonomo dal titolo
stesso; lesecutivit dello stesso inoltre assicura il pieno ed efficace
rispetto dei diritti del suo possessore. Implicano infine unofferta a favore
di un pubblico indistinto.
-Polizze di Credito Commerciale--> Il trasferimento di queste invece meno tutelato. Si
sostanziano in forme di finanz personalizzate tra limpresa che
necessita fondi e la controparte che li mette a disposizione.
Possono emettere cambiali finanz le imprese finanz vigilate e quelle non finanz, quotate o meno in
borsa. In questultimo caso per indispensabile che loperazione sia assistita da una garanzia
rilasciata da banche, il che permette di individuare unulteriore forma di credito di firma, nella veste
di fideiussione, che gli interm possono concedere alla propria clientela.
CREDITO DI ACCETTAZIONE
Utilizzo del credito di accettazione avviene mediante lemissione delle accettazioni bancarie, vale a
dire cambiali tratte con cui unimpresa (traente), ordina ad una banca (accettante) di pagare una
certa somma di denaro ad una scadenza prestabilita, compresa tra i 3 e i 12 mesi. A fronte della
concessione di unapertura di credito per accettazione, la banca oppone la sua firma sul titolo,
divenendo cos lobbligato principale, ed il cliente si impegna a fornire i mezzi finanziari in tempo
utile per lestinzione dellobbligazione. Il traente per questa via dispone di uno strumento finanz
che, in quanto notevolmente garantito, risulta facilmente collocabile sul mercato. Ne deriva un
agevole trasferimento del titolo a favore di altri operatori prima della scadenza, realizzabile
mediante girata piena e con la clausola senza garanzia, volta ad evitare possibili azioni di regresso
nei confronti dei vari giratari.
Costo dellaccettazione costituito dalla i e da due commissioni, pagate dal cliente in via anticipata
e riferite allaccettazione del titolo (calcolata sul VN della tratta e corrisposta alla banca accettante)
ed alla sua negoziazione (spetta invece allinterm che cura il collocamento delleffetto sul mercato).
Il tasso di i, calcolato come differenza tra il P di vendita e di acquisto, esprime il compenso che
spetta allinvestitore, e varia in funzione del periodo di tempo durante il quale il titolo resta nel suo
portafoglio, nonch del rendimento corrisposto su impieghi con caratteristiche simili.
Sono infine soggette ad una ritenuta fiscale del 15%.
IL CREDITO DOCUMENTARIO
Disciplinato dalle Norme ed usi uniformi relative ai crediti documentari, si configura come
limpegno irrevocabile della banca emittente, su ordine di un proprio cliente, ad effettuare, o far
effettuare dalla banca corrispondente, a favore del beneficiario una prestazione di pagamento, di
accettazione o di negoziazione di tratte, contro presentazione di documenti conformi ai termini ed
alle condizioni previste dal Credito Documentario. Quando i contraenti convengono di garantire il
pagamento mediante credito documentario, limportatore incarica la banca emittente di aprire un
credito a beneficio dellesportatore, contro rimessa di una serie di documenti. L esportatore,
avvertito dalla banca designata domiciliata nel suo paese dellavvenuta concessione del prestito,
potr incassare il credito previa consegna dei documenti allinterm, che pagher solo dopo aver
verificato la regolarit dei medesimi. Successivamente la banca trasmetter la documentazione alla
banca emittente per incassare il controvalore; a sua volta, questultima consegner i documenti al
proprio cliente, addebitandolo in conto. La banca si impegna dunque ad effettuare il pagamento del
debito contratto dal cliente, subordinatamente alla presentazione dei documenti relativi alla
fornitura delle merci entro i termini di validit.
Le molteplici configurazioni che pu assumere tale credito dipendono dagli accordi esistenti tra le
parti e dalle intese intercorrenti tra queste e gli interm coinvolti, potendosi delineare le hp di
pagamento del credito contestualmente alla consegna dei documenti; di regolamento differito, ossia
ad una data prestabilita nel contratto e successiva a quella di presentazione; di accettazione di un
effetto; di negoziazione di tratte.
PAGAMENTO DEL CREDITO CONTESTUALMENTE ALLA CONSEGNA DEI DOCUMENTI
E A REGOLAMENTO DIFFERITO

Qualora il compratore provveda a versare la somma necessaria al pagamento quando ancora la


banca emittente non si impegnata nei confronti del venditore, loperazione d luogo ad un mero
servizio, senza assumere importanza creditizia. Per contro, se limportatore mette a disposizione
dopo che la linterm ha contratto lobblig di cui sopra, sebbene il venditore non abbia ancora
proceduto ad utilizzare la linea di credito, la banca emittente si espone al rischio che il cliente non
rispetti i tempi di prestazione dei fondi.
CREDITI DOCUMENTARI CONTRO ACCETTAZIONE DI UN EFFETTO
Prevedono che la banca emittente assuma la veste di obbligato principale, accettando la tratta su di
essa spiccata dal venditore, che potr quindi monetizzare agevolmente e in anticipo il proprio
credito. Alla scadenza limportatore dovr versare allinterm la somma di denaro necessaria
allestinzione dellobbligazione; in caso contrario, loperazione perde la natura di credito di firma
per assumere quella di prestito monetario.
CREDITO DOCUMENTARIO CONTRO NEGOZIAZIONE DI UN TITOLO
La banca designata acquista tratte emesse dal venditore su una banca diversa, e il compratore si
impegna a provvedere al pagamento alla scadenza. La negoziazione pu avvenire sia anticipando i
fondi al beneficiario, sia concordando lanticipo dei medesimi entro il giorno lavorativo nel quale il
rimborso dovuto alla banca corrispondente.
Il credito documentario sempre irrevocabile rappresentando quindi un impegno inderogabile della
banca emittente nei confronti del beneficiario, fermo restando il rispetto delle condizioni del
credito. Qualora la banca disegnata confermi il credito, anchessa assume un impegno che va ad
aggiungersi a quello della banca emittente; per tal via il buon esito delloperazione di scambio
risulta ulteriormente garantito. Con la clausola di conferma del credito, la banca designata diventa
confermante.
Diverse clausole contrattuali possono assistere il credito in esame, cos questo in funzione delle
modalit di utilizzo pu essere:
-rotativo se i rapporti di fornitura tra acquirente e venditore sono di tipo continuativo;
-periodico quando il credito non si rinnova a periodi stabiliti bens tacitamente, man a mano che si
utilizza;
-con clausola rossa, che riconosce al venditore la possibilit di richiedere il pagamento parziale del
credito vantato prima che la merce venga spedita e i documenti trasmessi;
-con clausola verde, quando allesportatore viene richiesto di fornire le merci in garanzia in misura
proporzionale allammontare dellanticipo ricevuto;
-trasferibile, per cui il beneficiario pu richiedere alla banca notificante di trasferire il credito a
favore di un altro sogg. Il trasferimento non pu ripetersi pi di una volta, a meno che non disponga
diversamente il compratore ordinante;
-domiciliato sulle casse della banca emittente oppure su quelle della banca designata: tale clausola
vincola la prestazione della banca emittente nella piazza rispettivamente del compratore e venditore.
Costo delloperazione elevato a causa dei rischi che la banca assume nel corso delloperazione e
anche per linsieme dei servizi prestati.