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LABORATORIO SULLA GESTIONE DELLA CRISI DI IMPRESA

Fallimento

ISTANZA DI FALLIMENTO PROPOSTA DALLA SOCIET ALFA S.P.A.


Listanza di fallimento il modello attraverso cui creditore, debitore o pubblico ministero, richiedono
lapertura della procedura fallimentare nei confronti di un imprenditore commerciale.
Il modello compilato va depositato presso la Cancelleria del Tribunale, ove ha sede principale limpresa che
inizier liter fallimentare, insieme alla documentazione richiesta. Nel caso in oggetto il creditore Alfa S.p.A.
presenta istanza di fallimento.
I presupposti del fallimento si distinguono in soggettivi e oggettivi. Il presupposto soggettivo la qualit di
imprenditore commerciale non piccolo, dimostrabile dal creditore Alfa S.p.A. grazie a una visura cameraria e
tramite lo storico della fatturazione. Il presupposto oggettivo lo stato di insolvenza del creditore (art. 5, l.f.),
questa insolvenza va dimostrata; la dimostrazione di insolvenza si manifesta con inadempimenti od altri fatti
esteriori i quali dimostrino che il debitore non pi in grado di soddisfare regolarmente le proprie
obbligazioni. Nella casistica in questione, Alfa S.p.A., potrebbe aver optato per un decreto ingiuntivo, ovvero
un provvedimento attraverso cui un giudice competente su richiesta di un titolare di un credito certo liquido
ed esigibile ingiunge al debitore di adempiere allobbligazione. Tramite questa ingiunzione, il creditore Alfa
S.p.A., soddisfa il requisito oggettivo.
Segue un ipotesi di istanza di fallimento presentato da Alfa S.p.A.
TRIBUNALE DI PARMA
SEZIONE FALLIMENTARE
ISTANZA DI FALLIMENTO
La societ Alfa S.p.A. con sede legale in Parma via Asini n22, in persona del legale
rappresentante Dott. Matteo Mattei, nato a Parma, il 03/06/1959, residente in Parma,
via Matteotti 16.
premesso
- che in data 02/02/2015 il Giudice Carlo Giudici ha emesso nei confronti della societ
Pentax s.r.l. ordinanza di ingiunzione ex art. 186 ter c.p.c. (allegato 1), con cui ha
ordinato a questultima il pagamento in favore dellistante della somma
omnicomprensiva di Euro 96.700.000,00;
- che la suddetta ordinanza di ingiunzione, dichiarata provvisoriamente esecutiva
dallo stesso Giudice e munita della formula esecutiva dal Cancelliere presso lo stesso
Tribunale in data 02/02/2015, stata notificata unitamente allatto di precetto in data
02/02/2015 (doc. n. 2);
- che la societ debitrice, rendendosi irreperibile ai propri creditori, dimostra di non
essere pi in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.
Tutto ci premesso, la societ Alfa S.p.A. come sopra rappresentata
1

chiede
che lill.mo Tribunale, previa fissazione delludienza di comparizione, voglia dichiarare
il fallimento della societ Pentax s.r.l., in persona del legale rappresentante Dott.
Salvatore Salvatori, nato a Parma, il 05/08/1961, residente in Parma, via Salvatori 14.

Si produce la seguente documentazione:


doc. 1 ordinanza di ingiunzione del 02/02/2015
doc. 2 atto di precetto notificato il 02/02/2015
doc. 3 visura camerale del 14/03/2013
Parma, il 15/03/2013
Matteo Mattei
ELEMENTI ESSENZIALI DELLA SENTENZA DI FALLIMENTO
A seguito della Proposta di Fallimento il tribunale pronuncia la dichiarazione di
fallimento, lo effettua tramite sentenza. La sentenza dichiarativa di fallimento il
provvedimento giurisdizionale pronunciato in camera di consiglio con il quale il
tribunale, dopo aver accertato lesistenza dei presupposti, dichiara il fallimento
dellimprenditore.
Pu accadere che pi tribunali dichiarino il fallimento di uno stesso soggetto. L'art. 9ter, l.f., dispone che in tal caso prosegua la procedura vanti al tribunale che si
dichiarato per primo. Se il giudice adito per secondo contesta la competenza di quello
che si pronunciato per primo deve richiedere d'ufficio regolamento di competenza. Il
regolamento di competenza va proposto con istanza alla corte di cassazione secondo
le norme del Codice di Procedura Civile.
La sentenza di fallimento sostanzialmente composta dalla pronuncia di fallimento, si
tratta di statuizione suscettibile di passare in giudicato, e da statuizioni di natura
ordinaria: nomina giudice delegato; nomina curatore; fissazione udienza per la verifica
dello stato passivo; determinazione termine perentorio per la presentazione di
domande di accertamento dello stato passivo o dei diritti reali personali; ordine al
fallito di depositare i bilanci e le scritture contabili e fiscali obbligatorie, nonch
dellelenco dei creditori, entro 3 giorni, se non ancora stato eseguito (art. 14, l.f.).
Tale sentenza va notificata, su richiesta del cancelliere, al debitore fallito. Inoltre deve
essere comunicata al PM, al ricorrente ed al curatore. Infine, va iscritta nel registro
delle imprese del luogo in cui stato dichiarato il fallimento e del luogo in cui il fallito
ha sede legale. Tali adempimenti devono essere a carico del cancelliere.
Legittimati ad impugnare la sentenza sono: il fallito e qualunque interessato (creditori,
soggetti che possono essere danneggiati dal fallimento). Non sono legittimati coloro
che hanno richiesto il fallimento.
ISTANZA DI INSINUAZIONE AL PASSIVO DA PARTE DEL CREDITORE ARTIGIANO
DELTA s.r.l.
La domanda di insinuazione al passivo la domanda con cui si chiede di ammettere il
proprio credito al passivo di un fallimento. Listanza dovrebbe essere fatta piuttosto
2

celermente, in quanto va effettuata entro i 30 giorni prima delludienza di verifica dei


crediti (art. 93, l.f.), data fissata con la sentenza che dichiara il fallimento (ut supra).
La domanda accettata anche dopo questi termini ma non oltre lanno dalla
dichiarazione di fallimento, in tal caso si definisce tardiva (art. 101, l.f.).
La domanda deve essere trasmessa tramite PEC dalla societ richiedente listanza alla
PEC del curatore, come i documenti da allegare.
Il creditore Delta s.r.l. inoltre creditore artigiano, quindi pu vantare privilegio
mobiliare come previsto da art. 2751-bis, c.c.
Segue ora listanza presentata dalla societ Delta s.r.l., tramite PEC, per insinuazione
nel passivo.

TRIBUNALE DI PARMA
SEZIONE FALLIMENTI
RICORSO PER AMMISSIONE AL PASSIVO DEL FALLIMENTO (Art. 93 L.F.)
FALLIMENTO della societ Pentax s.r.l. - Reg. Fall. N. 40/2013
UDIENZA per lesame dello stato passivo: 30/05/2013 ore: 9.30
Giudice Delegato Dott. Andrea Rossi
Curatore Dott. Federico Baldi
Indirizzo PEC del Curatore (al quale inviata la domanda): federico.baldi@pec.it
Indirizzo PEC del creditore (per le successive notifiche): delta@pec.it
Ill.mo Signor Giudice Delegato,
la sottoscritta societ Delta s.r.l., con sede in Parma, Via Roma, Codice fiscale e
Registro Imprese di Parma n. 12004578963, in persona del legale rappresentante protempore signor Salvatore Leone,
PREMESSO
che la societ istante creditrice nei confronti della fallita societ Pentax s.r.l.
della somma complessiva di Euro 63.000, come si rileva dalla prodotta
documentazione;
che, in particolare, il credito vantato si riferisce alla fornitura di semilavorati in
metallo, il tutto come risulta dal contratto del 14/01/2012, e dalla fattura di vendita n.
50 del 30/01/2012;
TUTTO CIO PREMESSO
CHIEDE
l'ammissione al passivo del fallimento n. 40/2013 della societ Pentax s.r.l. per la
somma di:
Euro 63.000, in sede privilegiata ai sensi dellart. ex art. 2751-bis C.C.
Si indica come indirizzo di posta elettronica certificata al quale ricevere ogni
comunicazione: delta@pec.it.
Si richiede infine, ai sensi e per gli effetti del 4 comma dellart. 117 L.F., la
distribuzione delle eventuali somme che saranno depositate a favore dei creditori
irreperibili trascorso il termine indicato dallo stesso art. 117.
3

Alluopo
ALLEGA
i seguenti documenti dimostrativi:
1)
2)

Copia contratto del 14/01/2012


Copia fattura n. 50 del 30/01/2012
Parma, 18/04/2013
IL CREDITORE RICORRENTE
NELLA FIGURA DEL LEGALE RAPPRESENTANTE
Salvatore Leone

LA RELAZIONE ex art. 33, 1 co., l.f., DEL CURATORE FALLIMENTARE


Secondo lart. 33, l.f., il curatore deve, entro sessanta giorni dalla dichiarazione di fallimento, presentare al
giudice delegato una relazione particolareggiata sulle cause e circostanze del fallimento, sulla diligenza
spiegata dal fallito nellesercizio dellimpresa, sulla responsabilit del fallito o di altri e su quanto pu
interessare anche ai fini delle indagini preliminari in sede penale.
TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI PARMA
SEZIONE FALLIMENTARE
RELAZIONE DEL CURATORE AL GIUDICE DELEGATO
Ex art. 33 L.F.
Fallimento n. 02/2013 del 02/04/2013 di: Societ Pentax S.r.l. con sede in Parma
(PR) Via Kennedy, 6
Giudice Delegato: Dott. Amedeo Lorenzi
Curatore: Dott. Paolo Spaggiari
Il sottoscritto, Curatore del fallimento in epigrafe, in adempimento a quanto disposto
dall'art. 33 della L.F., e a seguito delle indagini espletate e dall'esame dei documenti
contabili, espone quanto segue in ordine a:
a) cause e circostanze del fallimento
b) analisi dei bilanci e documenti contabili e commento dei dati pi significativi
c) elenco dei libri e documenti contabili reperiti
d) cenni storici della societ
e) situazione contabile alla data del fallimento
a) cause e circostanze del fallimento
Con sentenza del 02/04/2015, il Tribunale di Parma ha dichiarato il fallimento della
societ menzionata in epigrafe, ha nominato Curatore il sottoscritto che ha accettato
l'incarico. Dopo la nomina la scrivente ha preso visione del fascicolo fallimentare dal
quale emerso che la societ stata dichiarata fallita sia su istanza di vari creditori.
La scrivente ha convocato presso il proprio studio il socio liquidatore Sig. Salvatore
Salvatori al quale ha chiesto di esporre quali siano state le circostanze che a suo
parere hanno causato il dissesto della societ fallita.
lo stesso ha ribadito che nella memoria difensiva depositata nel fascicolo dufficio
presso la Cancelleria Fallimentare erano spiegate le cause e le circostanze che
avevano prodotto il fallimento.
4

Sinteticamente le cause si possono identificare nei seguenti motivi:


-

forte indebitamento nei confronti dei fornitori,


gestione non oculata della societ da parte degli amministratori della stessa.

La scrivente fin dallinizio della procedura venuta in possesso della documentazione


della societ fallita e analizzando i documenti e la contabilit ha potuto appurare che
non sono emersi elementi in contrasto con quanto affermato dal liquidatore della
societ.
b) analisi dei bilanci e documenti contabili e commento dei dati pi
significativi
La situazione alla data del fallimento, come emerge dai dati contabili, si pu
sintetizzare nel seguente modo:
ATTIVITA
Immobilizzazioni immateriali . 1.200.000,00
Immobilizzazioni materiali . 650.000,00
Cassa . 40.000
Crediti vs/clienti . 520.000,00
Rimanenze 650.000,00
Perdita desercizio 1.585.000,00
Totale attivit . 4.645.000
PASSIVITA
Debiti vs/fornitori 4.250.000,00
Banche . 2.250.00,00
Debiti vs/istituti previdenziali . 300.000,00
Mutui e finanziamenti . 740.000,00
TFR . 650.000,00
Fondi amm.to . 1.200.000,00
Capitale sociale . 90.000,00
Riserva Legale 18.000,00
Totale passivit . 4.645.000,00
c) elenco dei libri e documenti contabili reperiti
Per ci che riguarda i libri obbligatori sia ai fini civilistici che fiscali, sono stati reperiti:
-

Libro giornale
Libro degli inventari.
Registro Iva acquisti
Schede contabili

d) cenni storici della societ


e) situazione contabile alla data del fallimento
Dalla situazione contabile fornita dal liquidatore per il periodo che va dal 01/01/2015
alla data del fallimento, non emergono particolari variazioni.
Questi sono gli elementi che la scrivente ha potuto acquisire fino ad oggi, in seguito,
all'emergere di fatti o notizie importanti utili allo svolgimento della procedura, questa
relazione sar integrata con idonea relazione suppletiva.
Parma, l________________

Il Curatore
Dott. Paolo Spaggiari
IL PROGRAMMA DI LIQUIDAZIONE DEL CURATORE
Il curatore predispone un programma di liquidazione da sottoporre allapprovazione del
comitato dei creditori. Il programma atto di pianificazione e indirizzo e specifica:
lopportunit di disporre di esercizio provvisorio dimpresa; la sussistenza di proposte
di concordato; azioni risarcitorie, recuperatorie o revocatorie da esercitare ed il loro
possibile esito; la possibilit di cessione unitaria dellazienda, rami, beni o rapporti
giuridici; condizioni di vendita dei singoli cespiti.

SCHEMA DEL PROGRAMMA DI LIQUIDAZIONE EX ART. 104-TER L.F.


TRIBUNALE DI Parma
Ill.mo Dott. Andrea Rossi, Giudice Delegato al fallimento N. 40/2013 della
Pentax s.r.l.
con sede in Parma (Pr) Via Kennedy 6
*****

PROGRAMMA DI LIQUIDAZIONE EX ART. 104-TER, L.F.


*****
Io sottoscritto Federico Baldi, Curatore del fallimento in oggetto,
P R E M E S S O C H E:
a norma dellart. 87, L.F., linventario stato depositato in cancelleria il
03/05/2013;
il 26/06/2013 stato inviato il programma di liquidazione al comitato dei
creditori che lo ha approvato il 30/06/2013,
a norma dellart. 104-ter, comma 8, L.F., sottopongo alla S.V. il seguente

PROGRAMMA DI LIQUIDAZIONE
al fine di ottenere lautorizzazione necessaria per la sua esecuzione, con limpegno ad
integrarne i punti che a giudizio della S.V. meritino un chiarimento, modifiche od
integrazioni, nonch a depositare un programma supplementare in caso di
sopravvenute esigenze.
INDICE

Pag.

1. La situazione patrimoniale della fallita


2. Lesercizio provvisorio e laffitto dellazienda o di singoli rami di
essa
3. La sussistenza di proposte di concordato fallimentare
4. Le azioni risarcitorie, recuperatorie e revocatorie da esercitare
ed il loro possibile esito
5. La possibilit di cessione unitaria dellazienda, di singoli rami o
6

di rapporti giuridici in blocco


6. Le condizioni di vendita dei singoli cespiti
7. Previsioni di incasso e di soddisfacimento per i creditori
concorsuali
8. Necessita di collaborazioni
9. Conclusioni
***
1. LA SITUAZIONE PATRIMONIALE DELLA FALLITA.
Presupposto del programma di liquidazione la formazione dellinventario, atto
questo finalizzato allapprensione, ricognizione e valutazione dei beni del fallimento,
vincolati al soddisfacimento dei creditori concorsuali. Pertanto ho valorizzato le
informazioni emergenti dallinventario, integrandole con ulteriori elementi di fatto e di
giudizio utili per la redazione ed attuazione del programma di liquidazione.
Il patrimonio attualmente cos costituito, a valori di presunto realizzo, integrati dalle
stime su beni mobili ed immobili determinate dal perito stimatore ing. Guido Limoni
Descrizione
IMMOBILI

Stima
1.050.000

Mobili e arredi per ufficio

30.000

Impianti e macchinari

60.000

Attrezzature

40.000

Rimanenze

548.623

CREDITI

312.000

LIQUIDITA

40.000

TOTALE

2.080.623

Occorre premettere che, al momento del fallimento giacevano presso i magazzini i


beni mobili descritti in inventario.
Dalla situazione contabile che ho potuto acquisire, ossia quella al 31/12/2012, nel
patrimonio aziendale figuravano anche le seguenti attivit: crediti (per un importo di
circa 338.000 che si ritengono di dubbia esigibilit in quanto i clienti Bianchi e De
Giorgi non sono reperibili e i relativi crediti si riferiscono a fatture di vendita datate ad
oltre un anno fa.
Inoltre lattivo fallimentare potr essere ulteriormente costituito dalle somme che sar
possibile incassare a seguito di:
azioni revocatorie, recuperatorie e/o azioni di responsabilit che eventualmente
saranno intraprese come pi ampiamente illustrato nel paragrafo 4;
Per quanto riguarda i crediti verso clienti, ritengo opportuno procedere al loro
eventuale recupero stragiudiziale conferendo mandato a Cam Spa di Parma, ovvero a
7

Evolution Spa di Parma, concedendo alle medesime la facolt, laddove vi siano


contestazioni sulla fornitura o sullentit del credito da parte del debitore, di
effettuare transazioni, in nome e per conto della procedura fallimentare.
Si ritengono invece inesigibili i crediti verso Erario relativi, in quanto i medesimi
saranno verosimilmente compensati con il maggior debito nei confronti dellErario
medesimo per i seguenti titoli.
Fa evidentemente parte del programma di liquidazione lattenzione che riserver
alle possibili, anche se improbabili o risibili, differenze da ottenere in restituzione
dai concedenti dopo lalienazione o la collocazione dei beni.
*****
Atteso quanto precede non possibile effettuare quindi alcuna stima circa lentit
presumibile dellattivo che sar distribuibile fra i creditori.
2.

LESERCIZIO PROVVISORIO E LAFFITTO DELLIMPRESA O DI


SINGOLI RAMI DI ESSA.

Lesercizio provvisorio

Lesercizio provvisorio dellimpresa non stato disposto


3. SUSSISTENZA E POSSIBILITA DI UN CONCORDATO FALLIMENTARE
Non sono state presentate, n, allo stato, prevedibile la presentazione di proposte di
concordato fallimentare
4. LE AZIONI RISARCITORIE, RECUPERATORIE E REVOCATORIE DA
ESERCITARE.
Azione di responsabilit ex art. 146 L.F.
Considerato che lazione in oggetto rappresenta immaginabili profili di riservatezza
potendo i soggetti passibili di tale azione porre in essere condotte preventive
finalizzate a neutralizzarne gli effetti, per esempio, mediante atti di dispersione del
patrimonio o dei documenti probatori - chiedo di disporre la secretazione o,
quantomeno, il divieto di divulgazione di questa parte del programma.
Si propone un'azione di responsabilit contro gli amministratori ritenendo probabile
la chiusura della trattativa per 1.500.000,00.
Si affida l'incarico allAvv. Antonio Corsi
Revocatorie
E noto come il D.L. 14.3.2005 N. 35, noto come decreto sulla competitivit,
convertito nella Legge 14.5.2005 n. 80, nellattuare il primo stralcio della riforma
della Legge fallimentare abbia ampiamente riformato listituto della revocatoria.
Tanto che molti commentatori hanno ritenuto che la riforma ne abbia sanzionato la
morte, o quantomeno una malattia talmente grave da decretarne lassenza dalle
scene delle future procedure.
Si registra infatti il dimezzamento dei periodi previsti nei commi primo e secondo
dellart. 67 L.F. (da 2 anni ad 1 anno e da 12 a 6 mesi), oltre alle numerose
esclusioni o esoneri dallazione previsti nello stesso art. 67, al terzo e quarto
comma, e allart. 70, soprattutto nel terzo comma, con la limitazione relativa agli
atti estintivi di posizione passive derivanti da rapporti di conto corrente o
comunque continuativi o reiterati.
Alla luce delle suddette modifiche normative e tenuto conto delle peculiarit in cui
8

maturato il fallimento della societ Pentax s.r.l. (intervenuto senza esteriori


avvisaglie, quali protesti, decreti ingiuntivi, ecc.), risulta molto difficile proporsi di
esercitare lazione revocatoria dei pagamenti eseguiti negli ultimi sei mesi
precedenti il fallimento (2 comma dellart. 67), poich difficile sar dimostrare la
scientia decoctionis dei beneficiari di tali pagamenti.
***
5. POSSIBILIT DI CESSIONE UNITARIA DELLAZIENDA, DI SINGOLI RAMI,
DI BENI IN BLOCCO.
Cessione dellazienda o di singoli rami

Non esiste allo stato alcuna possibilit di vendere lazienda, intesa come complesso di
beni organizzati per lesercizio di unimpresa, n tale possibilit appare prospettarsi in
futuro, dato che si irrimediabilmente dissolto il requisito dellorganizzazione ai fini
imprenditoriali.
***
6. VENDITA DEI SINGOLI CESPITI.
Beni immobili
La vendita dei beni immobili avverr in conformit a quanto stabilito dallart. 107, L.F..
In particolare ritengo di procedere come segue:
incarico di stima gi affidata alling. Guido Limoni della cui collaborazione mi sono gi
avvalso in passato, riscontrandone la competenza e tempestivit;
pubblicit, tramite la Notex Srl di Parma;
vendita allincanto (oppure senza incanto oppure trattativa privata
notificazioni da eseguire ai seguenti creditori ipotecari o comunque muniti di
privilegio.
Beni mobili
La vendita dei beni mobili avverr in conformit a quanto disposto dallartt. 105, L.F
In particolare ritengo di procedere con le modalit e le tempistiche seguenti:
incarichi di stima gi affidati alling. Guido Limoni della cui collaborazione mi sono gi
avvalso in passato, riscontrandone la competenza e tempestivit;
determinazione dei prezzi in misura pari ai valori stimati;
senza incanto (oppure trattativa privata), con l'ausilio della Notex S.r.l., la quale
dovrebbe procedervi con le opportune pubblicit e dividendo i beni in lotti, con
modalit tali da renderne pi appetibile lacquisto da pare dei vari operatori, secondo
forme e schemi seguiti in precedenza e pi volte sperimentati);
7. PREVISIONI DI INCASSO E DI SODDISFACIMENTO PER I CREDITORI
CONCORSUALI.
Per tutto quanto precede, prevedo che sia possibile soddisfare i creditori nei seguenti
termini:
- Prededucibili: 100%;
- Privilegiati: 100%;
- Chirografari 9,369%
8. NECESSITA DI COLLABORAZIONI
Di seguito vengono elencati i coadiutori tecnici del Curatore ex art. 32, secondo comma, L.F.
ed i Legali ad oggi nominati:
1 consulente del lavoro Dott. Giovanni De Marco, esperto nel settore edile, per compiere tutti
9

gli adempimenti necessari per la concessione del trattamento straordinario


d'integrazione salariale ai dipendenti della fallita societ, nonch a svolgere gli adempimenti
contabili e fiscali riguardanti il personale.
2. Ing. Guido Limoni, quale perito per la stima dei beni mobili e immobili della fallita
societ;
3. A v v . Antonio Corsi Legale della procedura per effettuare il recupero dei crediti in via
stragiudiziale ed eventualmente in via giudiziale nei confronti di
Non risulta necessario lausilio di collaboratori.
9. CONCLUSIONI
Tutto ci premesso, a norma dellart. 104-ter , ultimo comma, L.F.
chiedo
che la S.V. Ill.ma, tenuto conto dellapprovazione del comitato dei creditori, voglia
autorizzare lesecuzione degli atti ad esso conformi, ed in particolare:
conferimento di incarico per il recupero giudiziale dei crediti;
rinunzia ai beni la cui apprensione non appare conveniente;
conferimento di incarichi per la stima di beni immobili
azione di responsabilit nei confronti degli Amministratori della societ Pentax
s.r.l. con conferimento dincarico allAvv. Antonio Corsi affinch assista la
curatela;
modalit di vendita degli immobili;
modalit di vendita dei beni mobili;
conferimento di incarico ai seguenti collaboratori: Dott. Giovanni De Marco,
Ing. Guido Limoni, A v v . Antonio Corsi

Nellassicurare il comitato dei creditori e la S.V. Ill.ma che la liquidazione si svolger


con la massima informazione possibile e che ogni significativa variazione al
presente programma sar oggetto di uno specifico supplemento da sottoporre
allapprovazione ai sensi dellart. 104-ter, 5 comma, porgo, con rispetto, i migliori
saluti.
Parma, 30/06/2013
Il Curatore
Federico Baldi
Si chiede la secretazione del paragrafo riguardante l'azione di responsabilit
nei confronti dell'amministratori.
Il Curatore
Federico Baldi

PROSPETTO CRONOLOGICO DEGLI ATTI DA COMPIERE


Segue una schematizzazione degli atti che bisogna compiere nellambito del
fallimento. Si ipotizzato che non vi siano stati ne reclami, ne ricorsi.
10

Data
01/03/20
13

Adempimento
Presentazione di
istanza di
fallimento

29/03/20
13

Istruttoria prefallimentare

02/04/20
13

Sentenza di
dichiarazione di
fallimento

03/04/20
13

Notificazione del
fallimento

03/04/20
13

Creazione del
fascicolo della
procedura

04/04/20
13
20/04/20
13

Accettazione da
parte del curatore
Elencazione dei
creditori e dei
titolari di diritti
reali e personali,
mobiliari e
immobiliari

25/04/20
13

Avviso ai creditori
ed agli altri
interessati

03/05/20
13

Redazione
dellinventario

Specifiche
Listanza di fallimento, domanda da
presentare al tribunale dove la
societ risiede, pu essere richiesta
da: creditore, debitore, PM. Apre liter
fallimentare.
Il tribunale convoca, tramite decreto,
chi ha presentato istanza e il
debitore (possono coincidere), a cui
ordina il deposito della situazione
patrimoniale. Inoltre il tribunale pu
adottare provvedimenti cautelari.
Il tribunale dichiara il fallimento con
sentenza e parimenti nomina: il
giudice delegato per la procedura; il
curatore fallimentare; al fallito ordina
il deposito dei bilanci, delle scritture
contabili e fiscali obbligatori, entro
tre giorni; stabilisce luogo, giorno e
ora delladunanza dove si proceder
allesame dello stato passivo; invita i
creditori a insinuarsi nel passivo.
Notificazione al debitore, su richiesta
del cancelliere, della sentenza di
fallimento.
Il cancelliere forma un fascicolo nel
quale sono contenuti tutti gli atti, i
provvedimenti ed i ricorsi del
procedimento. Comitato dei creditori
e fallito hanno diritto a prenderne
visione (il fallito non pu prendere
visione della relazione del curatore e
di atti riservati).
Il curatore fa pervenire al giudice
delegato laccettazione dellincarico.
Il curatore compila lelenco dei
creditori, con indicazione puntuale
dei crediti e dei diritti di prelazione.
Indicando quanti vantano diritti reali
e personali, mobiliari e immobiliari,
su cose in possesso o nella
disponibilit del fallito. Gli elenchi
vengono depositati nella cancelleria
del tribunale.
Il curatore comunica ai creditori e ai
titolari di diritti reali o personali su
beni mobiliari e immobiliari: che
possono partecipare al concorso
trasmettendo domanda, la data
fissata per lesame del passivo e
quella di presentazione della
domanda, ogni informazione utile,
lindirizzo PEC del curatore.
Il curatore, con laiuto di esperti,
redige linventario. Una copia viene

Norma
1, l.f.

15, l.f.

16, l.f.

17, l.f.
90, l.f.

29, l.f.
89, l.f.

92, l.f.

87, l.f.
87-bis, l.f.
11

entro il
20/05/20
13

Domanda di
insinuazione al
passivo

28/05/20
13

Relazione al
giudice da parte
del curatore

04/06/20
13

Progetto di stato
passivo

20/06/20
13

Udienza di verifica
dei crediti

20/06/20
13

Formazione e
esecutivit dello
stato passivo

30/06/20
13

Programma di
liquidazione

16/01/20
15

Rendiconto del
curatore

15/02/20
15

Liquidazione
compenso del
curatore
Riparto finale

30/04/20
15

depositata nella cancelleria del


tribunale.
Si chiede di ammettere il proprio
credito al passivo di un fallimento. La
domanda va fatta tramite PEC,
possibile farla anche
successivamente alla data indicata
(istanza tardiva).
Il curatore presenta al giudice
delegato una relazione
particolareggiata sulle cause e
circostanze del fallimento, sulla
diligenza spiegata dal fallito
nellesercizio dellimpresa, sulla
responsabilit del fallito o di altri e su
quanto pu interessare anche ai fini
delle indagini preliminari in sede
penale.
Il curatore, analizzate le insinuazioni
al passivo, predispone lelencazione
dei creditori. Il curatore deposita il
progetto di stato passivo e lo
trasmette ai creditori.
Il giudice delegato decide su ogni
domanda. Il fallito pu chiedere di
essere sentito.
Il giudice delegato, tramite decreto,
accoglie le domande dei creditori,
linammissibilit ne impedisce la
ripresentazione. Il curatore ne da
immediata comunicazione.
Il curatore predispone un programma
di liquidazione da sottoporre
allapprovazione del comitato dei
creditori. Il programma atto di
pianificazione e indirizzo e specifica:
lopportunit di disporre di esercizio
provvisorio dimpresa; la sussistenza
di proposte di concordato; azioni
risarcitorie, recuperatorie o
revocatorie da esercitare ed il loro
possibile esito; la possibilit di
cessione unitaria dellazienda, rami,
beni o rapporti giuridici; condizioni di
vendita dei singoli cespiti.
Compiuta la liquidazione dellattivo, il
curatore presenta al giudice delegato
lesposizione analitica delle
operazioni contabili e delle attivit di
gestione della procedura.
Il liquidatore viene compensato per il
suo operato.
Approvato il conto e liquidato il
compenso del curatore, il giudice

93, l.f.
101, l.f.

33, l.f.

95, l.f.

95, l.f.
96, l.f.
97, l.f.

104-ter, l.f.

116, l.f.

39, l.f.
117, l.f.
12

delegato, sentite le proposte del


curatore, ordina il riparto finale.
BOZZA DEL PIANO DI RIPARTO FINALE
Al fine di creare una bozza ipotetica di riparto finale si devono porre in essere alcune
ipotesi.
Si ipotizza, anzitutto, che le previsioni messe in atto siano puntualmente rispettate,
ritrovandosi con un ammontare dellattivo realizzato pari a 3.580.623,00, a questo
valore andremo ad aggiungere 28.000,00 per la vendita dellIVA, derivante dal
compenso del curatore, a una societ specializzata. Lammontare dellattivo
distribuibile dunque: 3.608.623,00. Derivante da:
Oggetto dAttivo
immobile

rimanenze

Importo Realizzato
1.050.000,00

548.623,00

impianti e macchinari

60.000,00

attrezzature

40.000,00

mobili e arredi

30.000,00

cassa

40.000,00

crediti

312.000,00

azioni legali

1.500.000,00

vendita IVA

28.000,00

Motivazione
Come da previsione di
esperto, sullimmobile
pende ipoteca di valore
inferiore rispetto alla
vendita del bene.
La vendita delle rimanenze
calcolata su circa l80%
del loro valore contabile
Considerando la loro ampia
quota di ammortamento si
calcolato di recuperare
un 20% del loro valore
storico
Considerando la loro ampia
quota di ammortamento si
calcolato di recuperare
un 20% del loro valore
storico
Considerando la loro ampia
quota di ammortamento si
calcolato di recuperare
un 20% del loro valore
storico
Essendo gi presente si
prende lintero valore
contabile
Si ipotizza di riuscire a
recuperare il solo 60% dei
crediti
Ottenuta grazie a
procedura legale nei
confronti degli
amministratori
Vendita dellIVA derivante
del compenso al curatore a
societ specializzata

Il piano di riparto si strutturer pensando di pagare prima i crediti prededucibili (per la


loro interezza), poi i crediti privilegiati (per la loro interezza) e di creare un'unica
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classe, contenente tutti i creditori chirografari, i quali verranno pagati per una
percentuale pari a 9,369%.
PIANO
DI
RIPARTO
BANCA PARMENSE
C/C
BANCA PIACENTINA
C/C
BANCA
FARNESE
C/C
BANCA VERDI C/C
FORNITORI
DEBITI
VS
DIPENDENTI
DEBITI VS ISTITUTI
PREVIDENZA
DEBITI VS ERARIO
DEBITI PER TFR
FINANZIAMENTO
IPOTECARIO
SPESA
AZIONE
LEGALE
SPESE PROCEDURA
TOTALE DEBITO
PAGAMENTO
PERCENTUALE
PAGATA

PREDEDUCIBILI

PRIVILEGIATI

CHIROGRAFARI
650.000,00
550.000,00
300.000,00

550.000,00
250.000,00

750.000,00
2.750.000,00

300.000,00
300.000,00
650.000,00
740.000,00

150.000,00

2.790.000,00
2.790.000,00
100%

5.150.000,00
482.523,00
9,369%

86.100,00
250.000,00
336.100,00
336.100,00
100%

Bisogna aprire un discorso particolare per lIVA, come espliciteremo successivamente,


non si esenti IVA durante le procedure del fallimento. Durante la procedura andr a
crearsi un debito IVA che verr per pagato trimestralmente, per questo non viene
considerata nel piano di riparto finale. Unica IVA che rimane presente nel momento di
creazione del piano di riparto lIVA derivante dalla fattura del curatore (up supra).
ADEMPIMENTI FISCALI
Qualora unimpresa si trovi in uno status di procedura fallimentare, i criteri impositivi
dettati dal legislatore prevedono specifiche modalit di determinazione dellimponibile
fiscale nel periodo concorsuale, con il principio cardine di attribuire rilevanza
impositiva alla sola eccedenza della liquidazione concorsuale rispetto alla situazione
dellimpresa alla data di dichiarazione del fallimento. In base allart. 183 TUIR il reddito
dimpresa relativo al periodo compreso tra linizio e la chiusura della procedura
costituito dalla differenza fra il residuo attivo (disponibilit liquide o materiali che
residuano dopo la soddisfazione di tutti i creditori ammessi al concorso nonch al
pagamento delle spese della procedura) e il patrimonio netto iniziale (dato dal
confronto secondo i valori riconosciuti ai fini delle imposte sui redditi, tra le attivit e le
passivit risultanti dal bilancio del periodo 1/1 - data fallimento. Se negativo, pari a
zero) determinato in base ai valori fiscalmente riconosciuti. Con lapertura della
procedura si assiste ad un abbandono degli ordinari criteri di determinazione dei
redditi, i quali vengono sostituiti con una modalit di determinazione dellimponibile
basata sulla contrapposizione tra due masse patrimoniali (ATTIVO-PASSIVO); qualora vi
fosse un reddito imponibile lo stesso verrebbe considerato reddito dimpresa.
Possiamo suddividere gli adempimenti fiscali in tre fasi temporali:
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1. ADEMPIMENTI FISCALI INIZIALI


Il curatore nei primi giorni successivi al fallimento deve acquisire i registri IVA ( Fatture
emesse, acquisti, corrispettivi). Successivamente, entro i quindici giorni successivi
allaccettazione, il curatore presenta al Registro delle Imprese la dichiarazione
COMUNICA per comunicare agli enti interessati i dati necessari ai fini delleventuale
insinuazione al passivo (art. 29, VI comma, D.L. 31/5/10 n. 7); in particolare:

Denominazione societ/impresa, il suo codice fiscale, la sede e il numero della


procedura concorsuale

Nome e cognome del curatore fallimentare ed i suoi relativi dati

Data udienza per verifica dello stato passivo.

Entro trenta giorni dalla dichiarazione di fallimento, il curatore procede a comunicare


allAgenzia delle Entrate la dichiarazione di fallimento con modello di variazione dati
(art. 35 D.P.R. 633/72) e, successivamente, ad attivare il cassetto fiscale del fallito,
cos da poter attingere alle informazioni in esso contenute ( non necessita di
autorizzazione). Entro 90 giorni dalla nomina e se vi sono beni immobili, presenta al
Comune di ubicazione degli immobili una dichiarazione ai fini IMU (TASI) (ex ICI)
attestante lavvio della procedura; inoltre se vi sono beni immobili, verificare
lesclusione dalla TARI (Tassa Rifiuti) ed effettuare tutti gli adempimenti
eventualmente necessari sulla base del regolamento comunale.
Il curatore, entro 4 mesi dalla nomina, provvedere agli obblighi di fatturazione e
registrazione relativi alle operazioni antecedenti al fallimento, se i termini non sono
scaduti (art 74-bis D.P.R. 633/72); per quanto riguarda le operazioni post fallimento, gli
adempimenti IVA, nonch le fatture emesse, da registrarsi secondo quanto disposto
dalla legge IVA, devono essere compiuti dal curatore. Inoltre, nello stesso arco di
tempo, deve presentare una dichiarazione ai fini IVA relativa alle operazioni effettuate
nella frazione dellanno in corso alla dichiarazione di fallimento utilizzando il modello
IVA 74-bis. Con questa dichiarazione, si informa lufficio dellAgenzia delle Entrate sulla
posizione debitoria o creditoria ai fini IVA alla data di fallimento. Tale modello non
rappresenta una vera e propria dichiarazione ma solo una comunicazione.
Il curatore deve poi presentare la dichiarazione IVA dellanno solare precedente nei
termini ordinari (30/09) oppure entro quattro mesi dalla nomina se questa avviene
successivamente al termine ordinario di presentazione. Per quanto riguarda lIRES, non
previsto alcun adempimento dichiarativo a carico del curatore, il quale non ha quindi
lobbligo di presentare dichiarazione dei redditi per il periodo antecedente al
fallimento. Tuttavia entro lultimo giorno del 9 mese successivo alla nomina il curatore
deve presentare la dichiarazione dei redditi, in base ad apposito bilancio compilato dal
curatore, per il periodo 1/1 - data del fallimento (art. 183 D.P.R. 917/86 e art. 5, IV
comma, D.P.R. 322/98)e spedire allimprenditore o ai soci una copia della dichiarazione
dei redditi presentata.
Dal 2006, con D.L. del 4 Luglio n. 223, in base allart. 37, 1 comma, il curatore
sostituto dimposta, per cui tenuto ad operare le ritenute sui redditi corrisposti
durante la procedura ed accertarsi della presentazione nei termini di legge della
dichiarazione modello 770. Il curatore, daltro canto, pu procedere al versamento
della ritenuta soltanto dopo lautorizzazione del G.D. e la copia conforme del mandato
di pagamento (art. 34 L.F.).
Sempre rientranti tra gli adempimenti fiscali iniziali troviamo il contributo unificato
variabile da versare al tribunale, da parte del curatore.
2. ADEMPIMENTI FISCALI DURANTE LA PROCEDURA

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Entro trenta giorni dalla vendita di beni mobili aziendali, il curatore deve eseguire la
fatturazione ed annotare sui registri IVA le fatture emesse (comprese quelle emesse
per conto del fallimento dallIs.Ve.G.) e quelle ricevute nonch gli eventuali versamenti
periodici (art. 74-bis D.P.R. 633/72); mensilmente (o trimestralmente) effettuare la
liquidazione dellIVA solo se sono state registrate operazioni imponibili ed, infine, nei
termini ordinari, versare leventuale IVA dovuta. Ogni anno, entro il termine ordinario
del 30/09, il curatore deve compilare e presentare la dichiarazione IVA (art. 74-bis
D.P.R. 633/72). Per lanno del fallimento, la dichiarazione comprende due moduli:

il primo per le operazioni dal 1 gennaio alla data del fallimento gi ricomprese
nella dichiarazione modello 74 bis;

il secondo le operazioni dalla data del fallimento al 31 dicembre.

Inoltre, entro il 27/12, il curatore tenuto a versare lacconto IVA (solo se dovuto). In
quanto sostituto dimposta deve inoltre effettuare e versare le ritenute di acconto nel
caso di pagamenti a soggetti come perito, cancelliere, dipendenti, professionisti vari,
IVG, curatore, ecc. ed entro il 28 febbraio di ogni anno rilasciare ai soggetti cui stata
effettuata la ritenuta nellanno precedente la relativa certificazione (ivi compreso il
CUD per i dipendenti). Infine, entro il 31 luglio di ogni anno il curatore presenta il
modello 770 se nellanno solare precedente sono state effettuate ritenute.
3. ADEMPIMENTI FISCALI IN SEDE DI CHIUSURA
Il curatore, in sede di chiusura della procedura fallimentare, deve provvedere a
effettuare le dichiarazioni riguardanti IRES e IVA.
La dichiarazione IRES deve essere presentata, per via telematica, entro lultimo giorno
del nono mese successivo a quello di chiusura del fallimento; la data di chiusura a cui
fare riferimento quella di deposito in cancelleria del decreto emesso dal tribunale in
base allart. 119 L.F.
Ai fini IVA, poich la chiusura del fallimento determina la cessazione dellattivit, il
curatore deve presentare entro i termini ordinari la dichiarazione annuale relativa
allultimo periodo dimposta compreso tra linizio dellanno solare e la data del decreto
di chiusura. Infine, dato che la chiusura del fallimento determina la cessazione del
soggetto fallito, il curatore tenuto a presentare anche la dichiarazione di cessazione
dellattivit del decreto di chiusura (art. 35 DPR 633/72).
Discorso a parte va riservato alle note di variazione IVA e allIRAP.
Le note di variazione IVA riguardano i creditori che intendono recuperare lIVA, i quali
sono legittimati a emettere tale nota di variazione solamente se vi sia la certezza
dellirrecuperabilit del credito IVA. Nellambito delle procedure concorsuali i creditori
possono
emettere
le
note
di
variazione
IVA
nei
casi
di:

Imposizione riconosciuta dallAmministrazione Finanziaria. Qualora


o

Vi sia stata ripartizione dellattivo; dopo che sono scaduti i termini per
proporre osservazioni al decreto che conferisce lesecutivit al piano di
riparto finale

Non vi sia stata ripartizione dellattivo; dopo che sono scaduti i termini
per proporre reclamo al decreto di chiusura della procedura

Il curatore che riceve le note di variazione deve annotare la variazione in


aumento nel registro dei corrispettivi o delle fatture emesse

Momento di emissione delle note di variazione IVA nelle procedure concorsuali


(norme di comportamento). consentito lallineamento del momento di
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emissione della nota di variazione IVA con il momento in cui si ha rilevazione


della perdita ai fini delle imposte sui redditi.
Per quanto concerne lIRAP, tale tributo grava sulla societ in fallimento solamente se
ad essa applicato lesercizio provvisorio dellimpresa (ex art. 104 L.F.). Il fallimento
diventa soggetto passivo IRAP limitatamente al valore della produzione netta
realizzata e la base imponibile non terr conto delle risultanze dellattivit liquidatoria
propriamente detta. Leventuale imposta risultante dalle dichiarazioni costituisce
debito di massa, da pagarsi in prededuzione.
Dal punto di vista dei creditori, questi hanno facolt di porre in deduzione le perdite
subite per la parte di credito non riscossa. Quanto incassato sar invece oggetto di
imposizione fiscale.

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