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A.F.A.P.

Associazione per la Formazione e Aggiornamento Professionale - Corso Giovecca


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SVILUPPO TECNICO A CURA DI


CESYNT ADVANCED SOLUTIONS S.R.L.

FORMULARIO DEI RITI SEMPLIFICATI


AI SENSI DEL D.LGS
N. 150 DEL 1/9/2011
Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di
riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai
sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69

a cura dell’avv. ANNAMARIA MISSERE

Rev 1.1 02/04/2012


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di escludere la responsabilità per i casi nei quali essa non possa essere
esclusa ai sensi della normativa vigente.

2
INDICE

PARTE PRIMA............................................................5
Formule generali.......................................................5
Informativa sulla possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione
e della agevolazione fiscale...........................................6
Atto di conferimento della procura.....................................7
Dichiarazione del valore della causa..................................19
Notificazione nella residenza, nella dimora o nel domicilio...........20
Notificazione a persona non residente, né dimorante, né domiciliata nella
repubblica............................................................22
Notificazione a persona di residenza, dimora, domicilio, luogo di ultima
residenza e di nascita sconosciuti....................................23
Notificazione a persona di residenza, dimora e domicilio sconosciuti. .24
Notificazione in mani proprie.........................................25
Notificazione a mezzo avvocato........................................27
Decreto di autorizzazione alla notifica per pubblici proclami.........29
Ricorso per l’autorizzazione alla notifica per pubblici proclami. . . . . .31
PARTE SECONDA.........................................................32
Controversie disciplinate dal rito sommario di cognizione.............33
Ricorso introduttivo..................................................34
Decreto di fissazione di udienza......................................37
Comparsa di costituzione e risposta...................................38
Comparsa di costituzione e risposta con contestuale chiamata in causa del
terzo.................................................................41
Decreto di fissazione di nuova udienza a seguito di chiamata di terzo. 45
Comparsa di costituzione e risposta con domanda riconvenzionale.......46
Atto di appello.......................................................49
Comparsa di risposta in appello.......................................52
PARTE TERZA...........................................................54
Controversie disciplinate dal rito ordinario di cognizione............54
Ordine di rinnovazione dell’atto di citazione.........................55
Atto di citazione.....................................................56
Comparsa di costituzione e risposta...................................58
Nota di iscrizione a ruolo............................................60
Richiesta di autorizzazione al ritiro del fascicolo di parte..........62
Provvedimento di autorizzazione al ritiro del fascicolo di parte. . . . . .64
Richiesta dei termini ex art. 183, sesto comma, cod. proc. civ........65

3
Provvedimento di concessione dei termini ex art. 183, sesto comma, cod.
proc. civ.............................................................66
Memoria autorizzata ex art. 183, sesto comma, cod. proc. civ..........67
Comparsa conclusionale................................................70
Memoria di replica ex art. 190 cod. proc. civ.........................72
Ricorso per la prosecuzione del processo sospeso......................74
Provvedimento di fissazione di udienza per la prosecuzione del giudizio
sospeso...............................................................76
Ricorso per la prosecuzione del processo interrotto...................77
Provvedimento di fissazione di udienza per la prosecuzione del giudizio
interrotto............................................................79
Atto di appello.......................................................80
Comparsa di risposta in appello.......................................84
Ricorso per cassazione................................................86
Controricorso per cassazione..........................................91
PARTE QUARTA..........................................................93
Controversie disciplinate dal rito del lavoro.........................93
Ricorso introduttivo..................................................94
Decreto di fissazione di udienza......................................96
Memoria difensiva.....................................................97
Fissazione di nuova udienza a seguito di proposizione di domanda
riconvenzionale......................................................100
Ordinanza ammissiva di mezzi istruttori d’ufficio....................101
Istanza per il pagamento di una provvisionale........................102
Ordinanza che dispone il pagamento di una provvisionale..............103
Istanza per il pagamento di somme non contestate.....................104
Ordinanza che dispone il pagamento di somme non contestate...........105
Dispositivo (con motivazione contestuale)............................106
Ricorso in appello...................................................108
Memoria difensiva di costituzione dell’appellato.....................111
APPENDICE............................................................114
DECRETO LEGISLATIVO 1 SETTEMBRE 2011, N. 150 114

PARTE PRIMA
4
Formule generali

Indice delle formule

Informativa sulla possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione

e della agevolazione fiscale

Atto di conferimento della procura

Dichiarazione del valore della causa

Notificazione nella residenza, nella dimora o nel domicilio

Notificazione a persona non residente, né dimorante, né domiciliata nella

Repubblica

Notificazione a persona di residenza, dimora, domicilio, luogo di ultima

residenza e di nascita sconosciuti

Notificazione a persona di residenza, dimora e domicilio sconosciuti

Notificazione in mani proprie

Notificazione a mezzo avvocato

Decreto di autorizzazione alla notifica per pubblici proclami

Ricorso per l’autorizzazione alla notifica per pubblici proclami

5
Informativa sulla possibilità di avvalersi del procedimento di
mediazione e della agevolazione fiscale

Il/la sottoscritto/a __________________________, dichiara di essere

stato/a informato/a dall’avv______________ in ossequio a quanto previsto

dall’art. 4, terzo comma, d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28(1),

1. della facoltà di intraprendere il procedimento di mediazione previsto

dal d. Lgs. n. 28/2010 per tentare di risolvere in via stragiudiziale

l'isorgeda controversia tra me e _______________________ (indicazione

della controparte) in relazione a

________________________________________ (indicazione della lite); nonché

dell’obbligo di utilizzare il procedimento di mediazione previsto dal d.

Lgs. n. 28/2010 (ovvero per le materie ivi contemplate, i procedimenti

previsti dal d. Lgs. n. 179/207 o dall’art. 128-bis del d. Lgs. n.

385/1993 e successive modificazioni), essendo condizione di procedibilità

del giudizio, qualora la controversia sopra descritta rigardi diritti

disponibili in materia di condominio, diritti reali, divisione,

successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto

d’aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli

o natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della

stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e

finanziari.

2. della possibilità, qualora ci siano le condizioni, di avvalersi del

patrocinio a spese dello Stato per la gestione del procedimento;

3. dei benefici fiscali connessi all’utilizzo della procedura, ed in

particolare:

a) della possibilità di giovarsi di un credito d’imposta commisurato

all’indennità corrisposta all’Organismo di mediazione fino alla

concorrenza di 500,00 euro, in caso di successo; e delle circostanze che:

b) tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di


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mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o

diritto di qualsiasi specie e natura;

c) che il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il

limite di valore di 50.000,00 euro e che in caso di valore superiore

l’imposta è dovuta solo per la parte eccedente.

Luogo e data.

(Firma dell’assistito)

____________________

(Firma dell’avvocato)

____________________

Note

(1) A partire dal 20 marzo 2010, in relazione agli incarichi professionali presi
a decorrere da tale data, gli avvocati hanno l’obbligo di informare i propri
clienti delle novità introdotte dal d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 – Attuazione
dell’art. 60 della legge 18 giugno 2009 n.69, in materia di mediazione
finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali-,
riguardo la possibilità di valersi dei procedimenti di mediazione e delle
agevolazioni fiscali. Si verifica l'annullabilità del contratto d'opera
concluso qualora non si adempia a tale obbligo di informativa. Detta
informativa deve essere conferita per iscritto al momento della presa
dell'incarico. L'avvocato, quindi, deve informare il proprio assistito della
possibilità di valersi del procedimento di mediazione per tutte quelle
controversie riguardanti diritti disponibili; dell'obbligo di utilizzare il
procedimento di mediazione, in quanto condizione di procedibilità del giudizio,
nelle materia enucleate dal decreto legislativo e, infine, delle agevolazioni
fiscali previste per chi faccia ricorso al procedimento di mediazione. Il
documento contenente l'informativa deve riportare la firma dell'assistito e deve
essere allegato all'atto introduttivo del giudizio; l'informativa deve essere
fornita alla parte attrice e a quella convenuta. L'avvio del procedimento di
mediazione costituirà condizione di procedibilità della domanda ex art. 5, I co.
del decreto legislativo in oggetto, per le materie indicate e solo a partire dal
20 marzo 2011.

LA MEDIAZIONE FINALIZZATA ALLA CONCILIAZIONE DELLE CONTROVERSIE CIVILI E


COMMERCIALI NELLA DISCIPLINA DETTATA DAL D. LGS. 4 MARZO 2010, N. 28

II d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28, entrato in vigore il 20 marzo 2010, ha dato


attuazione all'art. 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di
mediazione civile e commerciale.
Nel dettaglio: disposizioni generali, art. 1- Definizioni- ,ai fini del decreto
legislativo, si intende per:
a) mediazione: l'attività, comunque denominata, svolta da un terzo im
parziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di
un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella
formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa;
b) mediatore: la persona o le persone fisiche che, individualmente o col
legialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del

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potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servi
zio medesimo;
e) conciliazione: la composizione di una controversia a seguito dello svolgimento
della mediazione;
d) organismo: l'ente pubblico o privato, presso il quale può svolgersi il
procedimento di mediazione ai sensi del d. Lgs. cit. decreto;
e) registro: il registro degli organismi istituito con decreto del Ministro
della giustizia ai sensi dell'articolo 16 del presente decreto, nonché, sino
all'emanazione di tale decreto, il registro degli organismi istituito con il
decreto del Ministro della giustizia 23 luglio 2004, n. 222.
L’art. 2 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28- Controversie oggetto di mediazione-,
prevede che chiunque può accedere alla mediazione per la conciliazione di una
controversia civile e commerciale vertente su diritti disponibili, secondo le
disposizioni del decreto citato. Detto decreto non preclude le negoziazioni
volontarie e paritetiche relative alle controversie civili e commerciali, né le
procedure di reclamo previste dalle carte dei servizi.
Per quanto concerne la procedura di mediazione, l'art. 3 del d. Lgs. 4 marzo
2010, n. 28 - Disciplina applicabile e forma degli atti -, stabilisce che al
procedimento di mediazione si applica il regolamento dell'organismo scelto dalle
parti.
Il regolamento deve in ogni caso garantire la riservatezza del procedimento ai
sensi dell'art. 9 dello stesso d. Lgs., nonché modalità di nomina del mediatore
che ne assicurano l'imparzialità e l'idoneità al corretto e sollecito
espletamento dell'incarico. Gli atti del procedimento di mediazione non sono
soggetti a formalità. La mediazione può svolgersi secondo modalità telematiche
previste dal regolamento dell'organismo. L'art. 4 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n.
28 - Accesso alla mediazione-, stabilisce che la domanda di mediazione relativa
alle controversie di cui all'art. 2 stesso d. Lgs. é presentata mediante
deposito di un'istanza presso un organismo. In caso di più domande relative alla
stessa controversia, la mediazione si svolge davanti all'organismo presso il
quale é stata presentata la prima domanda. Per determinare il tempo della
domanda si ha riguardo alla data della ricezione della comunicazione. L'istanza
deve indicare l'organismo, le parti, l'oggetto e le ragioni della pretesa.
All'atto del conferimento dell'incarico, l'avvocato é tenuto a informare
l'assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione
disciplinato dal presente decreto e delle agevolazioni fiscali di cui agli artt.
17 e 20 d. Lgs. cit.. L'avvocato informa altresì l'assistito dei casi in cui
l'esperimento del procedimento di mediazione é condizione di procedibilità della
domanda giudiziale. L'informazione deve essere fornita chiaramente e per
iscritto. In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra
l'avvocato e l'assistito é annullabile. Il documento che contiene l'informazione
é sottoscritto dall'assistito e deve essere allegato all'atto introduttivo
dell'eventuale giudizio. Il giudice che verifica la mancata allegazione del
documento, se non provvede ai sensi dell'art. 5, primo comma, d. Lgs. cit.,
informa la parte della facoltà di chiedere la mediazione. L'art. 5 del d. Lgs. 4
marzo 2010, n. 28 - Condizione di procedibilità e rapporti con il processo-
prevede che chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa ad una
controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni
ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende,
risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da
responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro
mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, é tenuto
preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente
decreto ovvero il procedimento di conciliazione previsto dal d. Lgs. 8 ottobre
2007, n. 179, ovvero il procedimento istituito in attuazione dell'art. 128-bis
del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per le
materie ivi regolate. L'esperimento del procedimento di mediazione è condizione
di procedibilità della domanda giudiziale. L'improcedibilità deve essere eccepita
dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre
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la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione é già iniziata, ma
non si é conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di
cui all'art. 6 stesso d. Lgs. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non
é stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici
giorni per la presentazione della domanda di mediazione. Quest'ultima
disposizione non si applica alle azioni previste dagli artt. 37,140 e 140-bis del
codice del consumo di cui al d. Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, e successive
modificazioni.
Fermo quanto appena esposto, il giudice, anche in sede di giudizio di appello,
valutata la natura della causa, lo stato dell'istruzione e il comportamento
delle parti, può invitare le stesse a procedere alla mediazione. L'invito deve
essere rivolto alle parti prima dell'udienza di precisazione delle conclusioni
ovvero, quando tale udienza non é prevista, prima della discussione della causa.
Se le parti aderiscono all'invito, il giudice fissa la successiva udienza dopo
la scadenza del termine di cui all'art. 6 cit. e, quando la mediazione non é già
stata avviata, assegna contestualmente alle parti il termine di quindici giorni
per la presentazione della domanda di mediazione. Lo svolgimento della
mediazione non preclude in ogni caso la concessione dei provvedimenti urgenti e
cautelari, né la trascrizione della domanda giudiziale.
Il procedimento di mediazione non si applica:
(1) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l'opposizione, fino alla pro
nuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria ese
cuzione;
(2) nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento
del rito di cui all'art. 667 cod. proc. civ.;
e) nei procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui
all'art. 703, terzo comma, cod. proc. civ.;
d)nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi
all'esecuzione forzata;
e) nei procedimenti in camera di consiglio;
f) nell'azione civile esercitata nel processo penale.
Fermo quanto appena esposto, se il contratto, lo statuto ovvero l'atto co-
stitutivo dell'ente prevedono una clausola di mediazione o conciliazione e il
tentativo non risulta esperito, il giudice o l'arbitro, su eccezione di parte,
proposta nella prima difesa, assegna alle parti il termine di quindici giorni per
la presentazione della domanda di mediazione e fissa la successiva udienza dopo
la scadenza del termine di cui all'art. 6 d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28. Allo
stesso modo il giudice o l'arbitro fissa la successiva udienza quando la
mediazione o il tentativo di conciliazione sono iniziati, ma non conclusi. La
domanda è presentata davanti all'organismo indicato dalla clausola, se iscritto
nel registro, ovvero, in mancanza, davanti ad un altro organismo iscritto,
fermo il rispetto del criterio di cui all'art. 4, primo comma, d. Lgs. cit.
In ogni caso, le parti possono concordare, successivamente al contratto
oallo statuto o all'atto costitutivo, l'individuazione di un diverso orga
nismo iscritto.
Dal momento della comunicazione alle altre parti, la domanda di mediazione
produce sulla prescrizione gli effetti della domanda giudiziale. Dalla stessa
data, la domanda di mediazione impedisce altresì la decadenza per una sola
volta, ma se il tentativo fallisce la domanda giudiziale deve essere proposta
entro il medesimo termine di decadenza, decorrente dal deposito del verbale di
cui all'art. 11 d. Lgs. cit. presso la segreteria dell'organismo.
L'art. 6 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 – Durata- dispone che il procedimento
di mediazione ha una durata non superiore a quattro mesi. Tale termine decorre
dalla data di deposito della domanda di mediazione, ovvero dalla scadenza di
quello fissato dal giudice per il deposito della stessa e, anche nei casi in cui
il giudice dispone il rinvio della causa ai sensi del quarto o del quinto
periodo primo comma dell'alt. 5 stesso d. Lgs., non é soggetto a sospensione
feriale.
L'art. 7 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 - Effetti sulla ragionevole durata del
processo - prevede, poi, che il periodo di cui all'art. 6 e il periodo del
rinvio disposto dal giudice ai sensi dell'ari. 5, primo comma, stesso d. Lgs.
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non si computano ai fini di cui all'art. 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89.
Secondo l'art. 8 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 – Procedimento- , all'atto
della presentazione della domanda di mediazione, il responsabile dell'organismo
designa un mediatore e fissa il primo incontro tra le parti non oltre quindici
giorni dal deposito della domanda. La domanda e la data del primo incontro sono
comunicate all'altra parte con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione,
anche a cura della parte istante. Nelle controversie che richiedono specifiche
competenze tecniche, l'organismo può nominare uno o più mediatori ausiliari. Il
procedimento si svolge senza formalità presso la sede dell'organismo di
mediazione o nel luogo indicato dal regolamento di procedura dell'organismo. Il
mediatore si adopera affinchè le parti raggiungano un accordo amichevole di
definizione della controversia. Quando non può procedere con le modalità
evidenziate, il mediatore può avvalersi di esperti iscritti negli albi dei
consulenti presso i tribunali.

Ilregolamento di procedura dell'organismo deve prevedere le modalità di calcolo


e liquidazione dei compensi spettanti agli esperti.
Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento
di mediazione il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo
giudizio ai sensi dell'alt. 116, secondo comma, cod. proc. civ..
L'art. 9 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 -Dovere di riservatezza- dispone che
chiunque presta la propria opera o il proprio servizio nell'organismo o comunque
nell'ambito del procedimento di mediazione é tenuto all'ob-bligo di riservatezza
rispetto alle dichiarazioni rese e alle informazioni acquisite durante il
procedimento medesimo. Rispetto alle dichiarazioni rese e alle informazioni
acquisite nel corso delle sessioni separate e salvo consenso della parte
dichiarante o dalla quale provengono le informazio- -ni, il mediatore é altresì
tenuto alla riservatezza nei confronti delle altre parti.
L'art. 10 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 -Inutilizzabilità e segreto pro-
fessionale- prevede, inoltre, che le dichiarazioni rese o le informazioni
acquisite nel corso del procedimento di mediazione non possono essere utilizzate
nel giudizio avente il medesimo oggetto anche parziale, iniziato, riassunto o
proseguito dopo l'insuccesso della mediazione, salvo consenso della parte
dichiarante o dalla quale provengono le informazioni. Sul contenuto delle stesse
dichiarazioni e informazioni non é ammessa prova testimoniale e non può essere
deferito giuramento decisorio. Il mediatore non può essere tenuto a deporre sul
contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite nel
procedimento di mediazione, né davanti all'autorità giudiziaria né davanti ad
altra autorità. Al mediatore si applicano le disposizioni dell'art. 200 cod.
proc. pen. (segreto professionale) e si estendono le garanzie previste per il
difensore dalle disposizioni dell'art. 103 cod. proc. pen. (garanzie di libertà
del difensore) in quanto applicabili.
L'art. 11 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 –Conciliazione- stabilisce che se é
raggiunto un accordo amichevole, il mediatore forma processo verbale al quale é
allegato il testo dell'accordo medesimo. Quando l'accordo non é raggiunto, il
mediatore può formulare una proposta di conciliazione. In ogni caso, il mediatore
formula una proposta di conciliazione se le parti gliene fanno concorde
richiesta in qualunque momento del procedimento. Prima della formulazione della
proposta, il mediatore informa le parti delle possibili conseguenze di cui
all'art. 13 stesso d. Lgs.. La proposta di conciliazione é comunicata alle parti
per iscritto. Le parti fanno pervenire al mediatore, per iscritto ed entro sette
giorni, l'accettazione o il rifiuto della proposta. In mancanza di risposta nel
termine, la proposta si ha per rifiutata. Salvo diverso accordo delle parti, la
proposta non può contenere alcun riferimento alle dichiarazioni rese o alle
informazioni acquisite nel corso del procedimento. Se é raggiunto il suddetto
accordo amichevole ovvero se tutte le parti aderiscono alla proposta del
mediatore, si forma processo verbale che deve essere sottoscritto dalle parti e
dal mediatore, il quale certifica l'autografia della sottoscrizione delle parti
o la loro impossibilità di sottoscrivere. Se con l'accordo le parti concludono
uno dei contratti o compiono uno degli atti previsti dall'art. 2643 cod. civ.
(atti soggetti a trascrizione), per procedere alla trascrizione dello stesso la
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sottoscrizione del processo verbale deve essere autenticata da un pubblico
ufficiale a ciò autorizzato. L'accordo raggiunto, anche a seguito della
proposta, può prevedere il pagamento di una somma di denaro per ogni violazione
o inosservanza degli obblighi stabiliti ovvero per il ritardo nel loro
adempimento. Se la conciliazione non riesce, il mediatore forma processo verbale
con l'indicazione della proposta; il verbale é sottoscritto dalle parti e dal
mediatore, il quale certifica l'autografia della sottoscrizione delle parti o la
loro impossibilità di sottoscrivere. Nello stesso verbale, il mediatore da atto
della mancata partecipazione di una delle parti al procedimento di mediazione.
Il processo verbale é depositato presso la segreteria dell'organismo e di esso
é rilasciata copia alle parti che lo richiedono.
Secondo l'art. 12 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 - Efficacia esecutiva ed
esecuzione-, il verbale di accordo, il cui contenuto non é contrario all'ordine
pubblico o a norme imperative, é omologato, su istanza di parte e previo
accertamento anche della regolarità formale, con decreto del presidente del
tribunale nel cui circondario ha sede l'organismo. Nelle controversie
transfrontaliere di cui all'art. 2 della direttiva 2008/52/CE del Parlamento
europeo (controversie transfrontaliere) e del Consiglio, del 21 maggio 2008, il
verbale é omologato dal presidente del tribunale nel cui circondario l'accordo
deve avere esecuzione. Il verbale costituisce titolo esecutivo per
l'espropriazione forzata, per l'esecuzione in forma specifica e per l'iscrizione
di ipoteca giudiziale.
L'art. 13 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 - Spese processuali- prevede che quando
il provvedimento che definisce il giudizio corrisponde interamente al contenuto
della proposta, il giudice esclude la ripetizione delle spese sostenute dalla
parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, riferibili al periodo successivo
alla formulazione della stessa, e la condanna al rimborso delle spese sostenute
dalla parte soccombente relative allo stesso periodo, nonché al versamento
all'entrata del bilancio dello Stato di un'ulteriore somma di importo
corrispondente al contributo unificato dovuto. Resta ferma l'applicabilità degli
artt. 92 e 96 cod. proc. civ.. Tali disposizioni si applicano altresì alle spese
per l'indennità corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all'esperto
di cui all'art. 8, quarto comma, d. Lgs. cit. Quando il provvedimento che
definisce il giudizio non corrisponde interamente al contenuto della proposta,
il giudice, se ricorrono gravi ed eccezionali ragioni, può nondimeno escludere
la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice per l'indennità
corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all'esperto di cui all'art.
8, quarto comma, cit.. Il giudice deve indicare esplicitamente, nella
motivazione, le ragioni del provvedimento sulle spese appena esaminato. Salvo
diverso accordo le disposizioni precedenti non si applicano ai procedimenti
davanti agli arbitri.
L'art. 14 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 -Obblighi del mediatore- dispone che al
mediatore e ai suoi ausiliari é fatto divieto di assumere diritti o obblighi
connessi, direttamente o indirettamente, con gli affari trattati, fatta eccezione
per quelli strettamente inerenti alla prestazione dell'opera o del servizio; é
fatto loro divieto di percepire compensi direttamente dalle
parti.
Al mediatore é fatto, altresì, obbligo di:
a) sottoscrivere, per ciascun affare per il quale é designato, una dichiara
zione di imparzialità secondo le formule previste dal regolamento di pro
cedura applicabile, nonché gli ulteriori impegni eventualmente previsti
dal medesimo regolamento;
b) informare immediatamente l'organismo e le parti delle ragioni di pos
sibile pregiudizio all'imparzialità nello svolgimento della mediazione;
e) formulare le proposte di conciliazione nel rispetto del limite dell'ordine
pubblico e delle norme imperative;
d) corrispondere immediatamente a ogni richiesta organizzativa del responsabile
dell'organismo.
Su istanza di parte, il responsabile dell'organismo provvede alla eventuale
sostituzione del mediatore. 11 regolamento individua la diversa competenza a
decidere sull'istanza, quando la mediazione é svolta dal responsabile
11
dell'organismo.
Secondo l'art. 15 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 -Mediazione nell'azione di
classe, quando é esercitata l'azione di classe prevista dall'art. 140-bis del
codice del consumo, di cui al d. Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, e successive
modificazioni, la conciliazione, intervenuta dopo la scadenza del termine per
l'adesione, ha effetto anche nei confronti degli aderenti che vi abbiano
espressamente consentito.
Trattando degli organismi di mediazione, l'art. 16 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n.
28 -Organismi di mediazione e registro. Elenco dei formatori- , stabilisce che
gli enti pubblici o privati, che diano garanzie di serietà ed efficienza, sono
abilitati a costituire organismi deputati, su istanza della parte interessata, a
gestire il procedimento di mediazione nelle materie di cui all'art. 2 del
medesimo decreto. Gli organismi devono essere iscritti nel registro. La
formazione del registro e la sua revisione, l'iscrizione, la sospensione e la
cancellazione degli iscritti, l'istituzione di separate sezioni del registro per
la trattazione degli affari che richiedono specifiche competenze anche in
materia di consumo e internazionali, nonché la determinazione delle indennità
spettanti agli organismi sono disciplinati con appositi decreti del Ministro
della giustizia, di concerto, relativamente alla materia del consumo, con il
Ministro dello sviluppo economico. Fino all'adozione di tali decreti si
applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dei decreti del Ministro della
giustizia 23 luglio 2004, n. 222 e 23 luglio 2004, n. 223. A tali disposizioni si
conformano, sino alla medesima data, gli organismi di composizione
extragiudiziale previsti dall'art. 141 del codice del consumo, di cui al d. Lgs.
6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni. L'organismo, unitamente
alla domanda di iscrizione nel registro, deposita presso il Ministero della
giustizia il proprio regolamento di procedura e il codice etico, comunicando
ogni successiva
variazione. Nel regolamento devono essere previste, fermo quanto stabilito dal
decreto in esame, le procedure telematiche eventualmente utilizzate
dall'organismo, in modo da garantire la sicurezza delle comunicazioni e il
rispetto della riservatezza dei dati. Al regolamento devono essere allegate le
tabelle delle indennità spettanti agli organismi costituiti da enti privati,
proposte per l'approvazione a norma dell'art. 17 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n.
28. Ai fini dell'iscrizione nel registro il Ministero della giustizia valuta
l'idoneità del regolamento. La vigilanza sul registro é esercitata dal Ministero
della giustizia e, con riferimento alla sezione per la trattazione degli affari
in materia di consumo, anche dal Ministero dello sviluppo economico. Presso il
Ministero della giustizia é istituito, con decreto ministeriale, l'elenco dei
formatori per la mediazione. Il decreto stabilisce i criteri per l'iscrizione,
la sospensione e la cancellazione degli iscritti, nonché per lo svolgimento
dell'attività di formazione, in modo da garantire elevati livelli di formazione
dei mediatori. Con lo stesso decreto, é stabilita la data a decorrere dalla
quale la partecipazione all'attività di formazione di cui al presente comma
costituisce per il mediatore requisito di qualificazione professionale.
L'istituzione e la tenuta del registro e dell'elenco dei formatori avvengono
nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali già esistenti, e
disponibili a legislazione vigente, presso il Ministero della giustizia e il
Ministero dello sviluppo economico, per la parte di rispettiva competenza, e,
comunque, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.
L'art. 17 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 (risorse, regime tributario e
indennità) dispone che, in attuazione dell'art. 60, terzo comma, lett. o), della
legge 18 giugno 2009, n. 69, le agevolazioni fiscali previste da detto articolo,
secondo e terzo comma, e dall'art. 20, rientrano tra le finalità del Ministero
della giustizia finanziabili con la parte delle risorse affluite al «Fondo Unico
Giustizia» attribuite al predetto Ministero, ai sensi del settimo comma
dell'art. 2, lett. b), del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convcrtito,
con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181, e del terzo e quarto
comma dell'art. 7 del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 30
luglio 2009, n. 127.
Tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione
12
sono esenti dall'imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi
specie e natura.
Il verbale di accordo é esente dall'imposta di registro entro il limite di valore
di 50.000 euro, altrimenti l'imposta é dovuta per la parte eccedente. Con il
decreto di cui all'art. 16, secondo comma, del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28,
sono determinati:
a) l'ammontare minimo e massimo delle indennità spettanti agli organismi
pubblici, il criterio di calcolo e le modalità di ripartizione tra le parti;
b) i criteri per l'approvazione delle tabelle delle indennità proposte dagli
organismi costituiti da enti privati;
e) le maggiorazioni massime delle indennità dovute, non superiori al venticinque
per cento, nell'ipotesi di successo della mediazione; d) le riduzioni minime
delle indennità dovute nelle ipotesi in cui la mediazione é condizione di
procedibilità ai sensi dell'art. 5, primo comma, del d. Lgs. 4 marzo 2010, n.
28.
Quando la mediazione é condizione di procedibilità della domanda ai sensi
dell'art. 5, primo comma, cit., all'organismo non è dovuta alcuna indennità
dalla parte che si trova nelle condizioni per l'ammissione al patrocinio a spese
dello Stato, ai sensi dell'articolo 76 (L) del testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al d.P.R. 30
maggio 2002, n. 115. A tale fine la parte é tenuta a depositare presso
l'organismo apposita dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, la cui
sottoscrizione può essere autenticata dal medesimo mediatore, nonché a produrre,
a pena di inammissibilità, se l'organismo
10richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicità di
quanto dichiarato.
11Ministero della giustizia provvede, nell'ambito delle proprie attività
istituzionali, al monitoraggio delle mediazioni concernenti i soggetti eso
nerati dal pagamento dell'indennità di mediazione. Dei risultati di tale
monitoraggio si tiene conto per la determinazione, con il decreto di cui
all'art. 16, secondo comma, del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 delle inden
nità spettanti agli organismi pubblici, in modo da coprire anche il costo
dell'attività prestata a favore dei soggetti aventi diritto all'esonero.
L'ammontare dell'indennità può essere rideterminato ogni tre anni in
relazione alla variazione, accertata dall'Istituto Nazionale di Statistica,
dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati,
verificatasi nel triennio precedente.L'art. 18 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n.
28 (organismi presso i tribunali) dispone che i consigli degli ordini degli
avvocati possono istituire organismi presso ciascun tribunale, avvalendo
si di proprio personale e utilizzando i locali loro messi a disposizione dal
presidente del tribunale. Gli organismi presso i tribunali sono iscritti al
registro a semplice domanda, nel rispetto dei criteri stabiliti dai decreti di
cui all'art. 16 stesso d. Lgs..
Secondo l'art. 19 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 -Organismi presso i consigli
degli ordini professionali e presso le camere di commercio-, i consigli degli
ordini professionali possono istituire, per le materie riservate alla loro
competenza, previa autorizzazione del Ministero della giustizia, organismi
speciali, avvalendosi di proprio personale e utilizzando locali nella propria
disponibilità.
Detti organismi e gli organismi istituiti ai sensi dell'art. 2, quarto comma,
della legge 29 dicembre 1993, n. 580, dalle camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura sono iscritti al registro a semplice domanda, nel
rispetto dei criteri stabiliti dai decreti di cui all'art. 16 cit.. Per quanto
attiene alle disposizioni in materia fiscale e all'informativa, l'art. 20 del
d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 -Credito d'imposta- dispone che alle parti che
corrispondono l'indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di
mediazione presso gli organismi è riconosciuto, in caso di successo della
mediazione, un credito d'imposta commisurato all'indennità stessa, fino a
concorrenza di euro cinquecento, determinato secondo quanto disposto dalle
disposizioni che seguono. In caso di insuccesso della mediazione, il credito
13
d'imposta è ridotto della metà. A decorrere dall'anno 2011, con decreto del
Ministro della giustizia, entro il 30 aprile di ciascun anno, é determinato
l'ammontare delle risorse a valere sulla quota del «Fondo unico giustizia» di
cui all'articolo 2, comma 7, lettera b), del decreto-legge 16 settembre 2008, n.
143, con-vertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181,
destinato alla copertura delle minori entrate derivanti dalla concessione del
credito d'imposta di cui al comma 1 relativo alle mediazioni concluse nell'anno
precedente. Con il medesimo decreto é individuato il credito d'imposta
effettivamente spettante in relazione all'importo di ciascuna mediazione in
misura proporzionale alle risorse stanziate e, comunque, nei limiti dell'importo
appena indicato. Il Ministero della giustizia comunica all'interessato l'importo
del credito d'imposta spettante entro 30 giorni dal termine appena indicato per
la sua determinazione e trasmette, in via telematica, all'Agenzia delle entrate
l'elenco dei beneficiari e i relativi importi a ciascuno comunicati. Il credito
d'imposta deve essere indicato, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei
redditi ed é utilizzabile a decorrere dalla data di ricevimento della
comunicazione esaminata, in compensazione ai sensi dell'ari 17 del d. Lgs. 9
luglio 1997, n. 241, nonché, da parte delle persone fisiche non titolari di
redditi d'impresa o di lavoro autonomo, in diminuzione delle imposte sui
redditi. Il credito d'imposta non da luogo a rimborso e non concorre alla
formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi, né del valore della
produzione netta ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive e non
rileva ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, quinto comma, del testo
unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
L'art. 21 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 Informazioni al pubblico- dispone il
Ministero della giustizia cura, attraverso il Dipartimento per l'informazione e
l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con i fondi previsti
dalla legge 7 giugno 2000, n. 150 -Disciplina delle attività di informazione e
di comunicazione delle pubbliche amministrazioni-, la divulgazione al pubblico
attraverso apposite campagne pubblicitarie, in particolare via internet, di
informazioni sul procedimento di mediazione e sugli organismi abilitati a
svolgerlo.
In ordine alle abrogazioni, coordinamenti e alle disposizioni transitorie,
l'art. 22 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 -Obblighi di segnalazione per la
prevenzione del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e di finanzia-
mento del terrorismo-, all'art. 10, secondo comma, lett. e), del d. Lgs. 21
novembre 2007, n. 231, dopo il n. 5) ha aggiunto il seguente: «5-bis)
mediazione, ai sensi dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69;». In
base all'art. 23 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 (abrogazioni) sono abrogati gli
artt. da 38 a 40 del d. Lgs, 17 gennaio 2003, n. 5, e i rinvii operati dalla
legge a tali articoli si intendono riferiti alle corrispondenti disposizioni del
decreto legislativo in esame.
Restano ferme le disposizioni che prevedono i procedimenti obbligatori di
conciliazione e mediazione, comunque denominati, nonché le disposizioni
concernenti i procedimenti di conciliazione relativi alle controversie di cui
all'art. 409 cod. proc. civ.. Tali procedimenti sono esperiti in luogo di quelli
previsti dal decreto legislativo in esame.
L'art. 24 del d. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28- Disposizioni transitorie e finali-,
prevede che le disposizioni di cui all'art. 5, primo comma, stesso decreto
acquistano efficacia decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore del
decreto e si applicano ai processi successivamente iniziati.

Atto di conferimento della procura

14
(PER LE PERSONE FISICHE)

Il/la sottoscritto/a ____________________, nato/a/a a ________________,

il _________, residente in __________, alla via __________________, cod.

fisc.: ________________________________________

DELEGA(1)

l’Avv. _________________, del Foro di_____________________ a

rappresentarlo e difenderlo nel presente giudizio e in ogni fase e grado

successiva, quella di merito ed esecutiva, conferendo all'uopo ogni più

ampia delega e procura consentita dalla legge, quale conciliare,

transigere, quietanzare, incassare somme, chiamare in causa terzi,

spiegare domande riconvenzionali, nominare sostituti in udienza ed

indicare domiciliatari,

ELEGGE DOMICILIO

presso lo studio dello stesso avvocato in _______________________, alla

via______________________(2),

DICHIARA

inoltre di aver ricevuto tutte le informazioni previste dagli artt. 7 e

13 del d. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196(3)

PRESTA

il proprio consenso al trattamento dei dati personali per l’espletamento

del mandato conferito.

Luogo e data.

________________ nella qualità (nel caso di enti o società)

La firma è autentica

Avv. _____________________________________________

Note
15
(1) Ai sensi dell’ art. 83 c.p.c.- Procura alle liti- la parte, quando sta in
giudizio col ministero di un difensore, questi deve essere munito di procura. La
procura alle liti può essere generale o speciale e deve essere conferita con
atto pubblico o scrittura privata autenticata. La procura speciale può essere
anche apposta in calce o a margine della citazione, del ricorso, del con-
troricorso, della comparsa di risposta o d'intervento, del precetto o della
domanda d'intervento nell'esecuzione e - in seguito alla riforma del processo
civile recata dalla legge di riforma del 2009 - della memoria di nomina del nuovo
difensore, in aggiunta o in sostituzione del difensore designato in origine. In
tali casi la firma della parte deve essere certificata dal difensore.
La procura si considera posta in calce anche se rilasciata su foglio separato che
sia però allegato materialmente all'atto cui si riferisce o, sempre per effetto
della riforma, o su documento informatico separato sottoscritto con firma digitale
e allegato all'atto cui si riferisce per mezzo di strumenti informatici, indicati
da opportuno decreto del Ministero della Giustizia. Se la procura alle liti è
stata rilasciata su base cartacea, il difensore che si costituisce attraverso
strumenti telematici, ne trasmette la copia informatica autenticata con firma
digitale rispettando la normativa concernente la sottoscrizione, la trasmissione e
la ricezione dei documenti informatici inoltrati in via telematica.

(2) L’art. 82 del r.d. n. 37 del 1934 - non abrogato dagli artt. 1 e 6 della legge
n. 27 del 1997 ed applicabile anche al rito del lavoro -, stabilisce che il
procuratore, che eserciti il suo ministero fuori della circoscrizione del
Tribunale cui è assegnato, deve eleggere domicilio, all'atto di costituirsi in
giudizio, nel luogo dove ha sede l'ufficio giudiziario presso il quale è in corso
il processo, intendendosi in mancanza di ciò, che egli abbia eletto domicilio
presso la cancelleria della stessa autorità giudiziaria, con la conseguenza che
tale domicilio assume importanza ai fini della notifica della sentenza per il
decorso del termine breve per l'impugnazione nonché per la notifica dell'atto di
impugnazione, rimanendo irrilevante l'indicazione della residenza o anche
l'elezione del domicilio fatta dalla parte stessa nella procura alle liti; così
Cass. civ., sez. un., 5 ottobre 2007, n. 20845.

(3) Il d. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 - Codice in materia di protezione dei dati
personali- , facendo propri i principi dettati dalla direttiva 2002/58/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio del 12 luglio 2002, relativi al trattamento dei
dati personali, ha in sostanza accolto, in riferimento al trattamento dei dati
personali per "ragioni di giustizia" (artt. 46-49), la soluzione fornita dal
Garante per la protezione dei dati personali, individuando tali trattamenti in
quelli connessi alla trattazione giudiziaria di affari e di controversie, o che,
in materia di trattamento giuridico ed economico del personale di magistratura,
incidono direttamente sulla funzione giurisdizionale, nonché nelle attività
ispettive su uffici giudiziari (art. 47, secondo comma). Il Codice, specificando
le disposizioni non applicabili ai trattamenti per ragioni di giustizia - art. 9
(modalità di esercizio dei diritti dell'interessato), 10 (riscontro
dell'interessato), 12 (codici di deontologia e buona condotta), 13 (informativa),
16 (cessazione del trattamento), 18-22 (regole specifiche per i soggetti
pubblici), 37 e 38 commi da 1 a 5 (notificazione del trattamento), 39-45
(obbligo di comunicazione e regole per il trasferimento dei dati all'estero),
145-151 (norme sulla tutela dinanzi al Garante) -, invece, che quelle applicabili,
è parso offrire una soluzione opposta rispetto a quella prevista dalla legge n.
675 del 1996.
L’attuale assetto normativo, nel diritto alla protezione dei propri dati personali
non consente all'interessato di arrestare l'impiego, qualora neghi il proprio
consenso, alle informazioni contenute nella sentenza e negli atti giudiziari in
genere. La tutela, infatti, è rimessa ad una verifica concreta, salvo alcune
eccezioni predeterminate in cui essa è preventiva ed astratta, prevalendo le
ragioni della privacy rispetto alle esigenze connesse all'attività
giurisdizionale e al controllo popolare della stessa.

16
(PER LE PERSONE GIURIDICHE)

Il/la sottoscritto/a ____________________, nato/a a ________________, il

_________, residente in __________, alla via __________________, cod.

fisc.: _________________________________________, nella propria qualità

di legale rappresentante pro tempore della (società) ___________________

con sede legale in __________, alla via __________________, P.Iva.:

________________________________________

DELEGA

l’Avv. _________________, del Foro di_____________________ a

rappresentarlo e difenderlo nel presente giudizio e in ogni fase e grado

successiva, quella di merito ed esecutiva, conferendo all'uopo ogni più

ampia delega e procura consentita dalla legge, quale conciliare,

transigere, quietanzare, incassare somme, chiamare in causa terzi,

spiegare domande riconvenzionali, nominare sostituti in udienza ed

indicare domiciliatari,

ELEGGE DOMICILIO

presso lo studio dello stesso avvocato in _______________________, alla

via______________________,

DICHIARA

inoltre di aver ricevuto tutte le informazioni previste dagli artt. 7 e

13 del d. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196

PRESTA

il proprio consenso al trattamento dei dati personali per l’espletamento

del mandato conferito.

Luogo e data.

________________ nella qualità (nel caso di enti o società)

La firma è autentica

Avv. _____________________________________________

17
18
Dichiarazione del valore della causa

Ai sensi del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 e ss. mod. si

DICHIARA

che il valore della presente controversia è pari ad euro ___________;

pertanto è necessario applicarsi il contributo unificato nella misura di

euro ____________, determinata tenuto conto dello scaglione di

appartenenza.

Luogo e data.

Avv. ___________________________

19
Notificazione nella residenza, nella dimora o nel domicilio

RELATA DI NOTIFICA(1)

Su istanza come in atti dell’avv. _______________________, con studio a

____________________, alla via _______________________, n. ___, quale

procuratore domiciliatario di __________________, io sottoscritto

Ufficiale Giudiziario del______________________di __________________, ho

NOTIFICATO(2)

l’atto al Sig._____________________ nel suo domicilio sito a

_________________________, presso _________________________________.

L’UFFICIALE GIUDIZIARIO

__________________________

Note
(1) Si deve riportare in calce all'atto da notificare.L’art. 137 c.p.c. –
Notificazioni-, dopo il secondo comma – in base al quale l'ufficiale
giudiziario esegue la notificazione mediante consegna al destinatario di copia
conforme all'originale dell'atto da notificarsi -, secondo quanto previsto
dalla legge di riforma n. 69 del 2009 se l'atto da notificare o comunicare è
costituito da un documento informatico e il destinatario non possiede indirizzo
di posta elettronica certificata, l’ ufficiale giudiziario esegue la
notificazione mediante consegna di una copia dell'atto su supporto cartaceo, da
lui dichiarata conforme all'originale, e conserva il documento informatico per
i due anni successivi. Se richiesto, l'ufficiale giudiziario invia l'atto
notificato anche attraverso strumenti telematici all'indirizzo di posta
elettronica dichiarato dal destinatario della notifica o dal suo procuratore,
ovvero consegna ai medesimi, previa esazione dei relativi diritti, copia
dell'atto notificato, su supporto informatico non riscrivibile.
(2) Ai sensi dell'art. 139 c.p.c. – Notificazione nella residenza, nella dimora
o nel domicilio-, se non avviene nel modo previsto dall'art. 138 c.p.c. –
Notificazioni in mani proprie -, la notificazione deve essere fatta nel Comune
di residenza del destinatario, ricercandolo nella casa di abitazione o dove ha
l'ufficio o esercita l'industria o il commercio.L'art. 139 c.p.c. –
Notificazione nella residenza, nella dimora o nel domicilio-, prevede che se il
destinatario non viene trovato in uno di tali luoghi, l'ufficiale giudiziario
consegna copia dell'atto a una persona di famiglia o addetto alla casa,
all'ufficio o all'azien da, purché non minore di quattordici anni o non
palesemente incapace. In mancanza delle persone appena indicate, la copia è
consegnata al portiere dello stabile dove è l'abitazione, l'ufficio o l'azienda
e, quando anche il portiere manca, a un vicino di casa che accetti di
riceverla. Il portiere o il vicino deve sottoscrivere una ricevuta, e
l'ufficiale giudiziario da notizia al destinatario dell'avvenuta
notificazione dell'atto, a mezzo di lettera raccomandata. Secondo la
20
giurisprudenza di legittimità, l'art. 139 cod. proc. civ., consentendo la
consegna della copia del l'atto da notificare a persona di famiglia del
destinatario, per l'ipotesi in cui non sia stata possibile la consegna nelle
mani di quest'ultimo, non impone all'ufficiale giudiziario procedente di
svolgere ricerche in ordine al rapporto di convivenza indicato dalla suddetta
persona.

21
Notificazione a persona non residente, né dimorante, né domiciliata
nella repubblica

RELATA DI NOTIFICA

Su istanza come in atti dell’avv. __________________, con studio a

________________________, alla via ______________________, n. ____, nella

qualità di procuratore domiciliatario di ____________________, io

sottoscritto Ufficiale Giudiziario del ________________________di

___________________________ ho

NOTIFICATO

l’atto al Sig. ______________________ che abita

in_______________________________, non residente, né dimorante, né

domiciliato nella Repubblica, mediante spedizione al destinatario per

mezzo della posta raccomandata e mediante consegna di altra copia al

pubblico ministero presso la Procura della Repubblica di

________________________________

L’UFFICIALE GIUDIZIARIO

________________________

22
Notificazione a persona di residenza, dimora, domicilio, luogo di ultima
residenza e di nascita sconosciuti

RELAZIONE DI NOTIFICAZIONE

Su istanza come in atti dell’avv. ___________________, con studio a

_____________________ , alla via _______________________, n. _______,

nella qualità di procuratore domiciliatario di ________________, io

sottoscritto Ufficiale Giudiziario del ______________________ di

___________________________ ho

NOTIFICATO

l’atto al/alla sig./sig.ra _________________________, ai sensi del

secondo comma dell’art. 143, secondo comma, cod. proc. civ., non essendo

noti, né il luogo dell’ultima residenza di nascita, né quello di nascita.

Ho

CONSEGNATO

copia dell'atto, unitamente alla prescritta nota, al Pubblico Ministero

presso la Procura della Repubblica di_____________________________ a mani

di ______________________________

L’UFFICIALE GIUDIZIARIO

_________________________

Notificazione a persona di residenza, dimora e domicilio sconosciuti


23
RELAZIONE DI NOTIFICAZIONE (1)

Su istanza dell’avv. ______________________, con studio a

___________________, alla via ______________, n. ____, nella qualità di

procuratore domiciliatario di __________________, io sottoscritto

Ufficiale Giudiziario del _____________________ di

______________________________ ho

NOTIFICATO (2)

l’atto al/alla sig./sig.ra ____________________________, la cui

residenza, dimora e domicilio sono sconosciuti e non vi è procuratore ex

art. 77 cod. proc. civ., ai sensi dell’art. 143 cod. proc. civ., mediante

deposito di copia dell’atto nella casa comunale di

_______________________________________

L’UFFICIALE GIUDIZIARIO

__________________________

Note

Si deve riportare in calce all’atto da notificare.


(1) L’ art. 137 c.p.c. –Notificazioni-, dopo il secondo comma è previsto che
l'ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante consegna al
destinatario di copia conforme all'originale dell'atto da notificarsi. La
legge di riforma n. 69 del 2009 ha previsto che, se l'atto da notificare o
comunicare è costituito da un documento informatico e il destinatario non
possiede indirizzo di posta elettronica certificata, l'ufficiale giudiziario
esegue la notificazione mediante consegna di una copia dell'atto su supporto
cartaceo, da lui dichiarata conforme all'originale, e conserva il documento
informatico per i due anni successivi. Se richiesto, l'ufficiale giudiziario
invia l'atto notificato anche attraverso strumenti telematici all'indirizzo
di posta elettronica dichiarato dal destinatario della notifica o dal suo
procuratore, ovvero consegna ai medesimi, previa esazione dei relativi
diritti, copia dell'atto notificato, su supporto informatico non riscrivibile.
(2) Si riferisce all’ultima residenza o, se questa è ignota, in quello del
luogo di nascita del destinatario. In seguito all’introduzione del d. Lgs.
N. 196 del 30 giugno 2003- T.U. sulla privacy-, dall’art. 174 contenuto
nello stesso si evince che è venuta meno, a partire dal 1° gennaio 2004, la
possibilità di eseguire la notificazione mediante affissione di altra copia
nell'albo dell'ufficio giudiziario davanti al quale si procede.

Notificazione in mani proprie


24
RELATA DI NOTIFICA (1)

Su istanza dell’avv. __________________, con studio in _______________,

alla via ____________, n. ____, nella qualità di procuratore

domiciliatario di ________________________, io sottoscritto Ufficiale

Giudiziario del ___________________ di ________________________________

ho

NOTIFICATO (2)

l’atto al NOME __________________ in ___________________, alla via

_________________, n. ____, consegnandone copia nelle mani proprie del

destinatario(3).

L’UFFICIALE GIUDIZIARIO

__________________________

Note

(1) Si riporta in calce all'atto da notificare.


L’art. 137 c.p.c. –Notificazioni-, dopo il secondo comma – in base al quale
l'ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante consegna al
destinatario di copia conforme all'originale dell'atto da notificarsi -, la
legge di riforma del 2009 ha inoltre previsto che, se l'atto da notificare o
comunicare è costituito da un documento informatico e il destinatario non
possiede indirizzo di posta elettronica certificata, l'ufficiale giudiziario
esegue la notificazione mediante consegna di una copia dell'atto su supporto
cartaceo, da lui dichiarata conforme all'originale, e conserva il documento
informatico per i due anni successivi. Se lo stesso viene chiesto, l'ufficiale
giudiziario invia l'atto notificato anche attraverso strumenti telematici
all'indirizzo di posta elettronica dichiarato dal destinatario della notifica o
dal suo procuratore, ovvero consegna ai medesimi, previa riscossione dei relativi
diritti, copia dell'atto notificato, su supporto informatico non riscrivibile.
(2)In seguito alle pronunce della corte cost. n. 477 del 2002, n. 28 e 97 del
2004 e 154 del 2005, circa l’inizio della scissione fra il momento del
perfezionamento della notificazione per il notificante e per il destinatario,
deve ritenersi che la notificazione si perfeziona nei confronti del notifi
cante al momento della consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario, con la
conseguenza che, ove tempestiva, quella consegna evita alla parte la de
cadenza legata all'inosservanza del termine perentorio entro il quale la
notifica andava effettuata e consente alla medesima parte notificante, una
volta conosciuto il motivo dell'esito negativo della notificazione per causa
indipendente dalla sua volontà, di procedere legittimamente, in un tempo
ragionevole, alla sua rinnovazione nei confronti dell'avente diritto anche oltre
il suddetto termine previsto per la proposizione dell'atto processuale, ovvero

25
nell'ulteriore termine appositamente concesso dal giudice per detta
rinnovazione, così Cass. civ., sez. II, 19 marzo 2007, n. 6360. Allorché la
notificazione dell'atto processuale, da effettuarsi entro un termine perentorio,
non si concluda positivamente per circostanze non imputabili al richiedente,
questi ha la facoltà e l'onere di richiedere all'ufficiale giudiziario la
ripresa del procedimento di notificazione e, ai fini del rispetto del termine,
la conseguente notificazione avrà effetto dalla data iniziale di attivazione del
procedimento, sempreché la ripresa del medesimo sia intervenuta entro un termine
ragionevolmente contenuto. In caso di notifica nelle mani del portiere,
l'ufficiale notificante è tenuto - a pena di nullità - a dare atto, oltre che
dell'inutile tentativo di consegna a mani proprie del destinatario, delle vane
ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l'atto. Deve
dunque attestare chiaramente l'assenza del soggetto notificando e degli altri
soggetti rientranti nelle categorie contemplate dall'art. 139, secondo comma,
c.p.c, la successione preferenziale dei quali è stabilita in modo tassativo
(Cass. civ., sez. II, 11 settembre 2010, n. 19417).
(3) Secondo l’art. 138 c.p.c. – così come modificato dall'art. 174 del d. Lgs.
n. 196 del 30 giugno 2003 (T.U. sulla privacy)- a partire dal 1° gennaio 2004
l'ufficiale giudiziario esegue la notificazione mediante consegna della copia
nelle mani proprie del destinatario, presso la casa di abitazione oppure, se ciò
non è possibile, ovunque lo trovi nell'ambito della circoscrizione dell'ufficio
giudiziario al quale è addetto. Se il destinatario rifiuta di ricevere la copia,
l'ufficiale giudiziario ne da atto nella relazione, e la notificazione si
considera fatta a mani proprie. In base al successivo art. 139 c.p.c.., se non
avviene nel modo previsto dall'articolo precedente, la notificazione deve essere
fatta nel comune di residenza del destinatario, ricercandolo nella casa di
abitazione o dove ha l'ufficio o esercita l'industria o il commercio.

26
Notificazione a mezzo avvocato

RELATA DI NOTIFICA (1)

Il sottoscritto __________________avv.___________________, con studio a

_____________, via ________________, n. ___, nella qualità di procuratore

di ________________, giusta procura rilasciata in _______________, previa

autorizzazione del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di

________________(2) ho

NOTIFICATO

l’atto, in base all’art. 3 della legge del 21 gennaio 1994, n. 53(3), al

ssigig. _____________________, residente in _________________, alla via

__________________, n. ____, a mezzo raccomandata con avviso di

ricevimento inviata dall’ufficio postale di(4)________________

Luogo e data.

Avv. _______________________

Note

(1) Si riporta in calce all'atto da notificare.


(2) Il difensore, munito di procura alle liti di cui all’art. 83 c.p.c. e
della autorizzazione del consiglio dell'ordine nel cui albo è iscritto, può
effettuare la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e
stragiudiziale a mezzo posta, secondo le modalità previste dalla legge 20
novembre 1982, n. 890, salvo che l'autorità giudiziaria stabilisca che la
notifica sia effettuata personalmente.
(3) Chi notifica deve: a) scrivere la relazione di notificazione
sull'originale e sulla copia dell'atto, facendo menzione del l'ufficio postale
per mezzo del quale spedisce la copia al destinatario in piego raccomandato con
avviso di ricevimento; b) presentare all'ufficio postale l'originale e la copia
dell'atto da notificare; l'ufficio postale appone in calce agli stessi il timbro
di vidimazione, inserendo quindi la copia, o le copie, da notificare nelle buste
di cui all'art. 2, sulle quali il notificante ha preventivamente apposto le
indicazioni del nome, cognome, residenza o dimora o domicilio del destinatario,
con l'aggiunta di ogni particolarità idonea ad agevolarne la ricerca; sulle
buste devono essere altresì apposti il numero del registro cronologico di cui
all'art. 8, la sottoscrizione ed il
domicilio del notificante; c) presentare contemporaneamente l'avviso di

27
ricevimento compilato con le indicazioni richieste dal modello predisposto
dall'Amministrazione postale, con l'aggiunta del numero di registro
cronologico.
(4) Secondo il comma 3 bis della legge 21 gennaio 1994, n. 53 (introdotto
dall'art. 4 della legge 28 dicembre 2005, n. 263), il notificante può anche
servirsi delle procedure informatiche, già previste dal d. Lgs. 28 di-
cembre 2000, n. 445. In questo caso: il notificante esegue la notificazione di
atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale trasmettendoli per
via telematica all'ufficio postale, sottoscritti con firma digitale, completi
della relazione di notificazione e del numero di registro cronologico; b)
l'ufficio postale trae dall'atto ricevuto telematicamente un originale e la
copia su supporto cartaceo, apponendo in calce agli stessi il timbro di
vidimazione. L'ufficio postale compila, quindi, le buste ed i moduli di cui
all'art. 2 e, inserita la copia o le copie nella busta, provvede alla spedi-
zione per la notifica al destinatario, restituendo all'avvocato notificante,
sempre a mezzo del servizio postale, l'originale dell'atto vidimato, con la
relazione di notificazione; e) su espressa richiesta dell'avvocato notifican-
te, formulata con la trasmissione dell'atto, l'ufficio postale da conferma in
via telematica dell'avvenuta consegna dell'atto.L'Avvocatura dello Stato può
eseguire la notificazione di atti civili, amministrativi e stragiudiziali ai
sensi della citata legge 21 gennaio 1994, n. 53, così come previsto dalla legge
18 giugno 2009, n.69; l'Avvocatura generale dello Stato e ciascuna avvocatura
distrettuale dello Stato dovranno, quindi, dotarsi di un apposito registro
cronologico conforme alla normativa, anche regolamentare, vigente.

28
Decreto di autorizzazione alla notifica per pubblici proclami

TRIBUNALE DI ________________________________.

Il dott.______________________________ nella sua funzione di(1)________

letto il ricorso che precede(2);

rilevato che appaiono sussistenti le difficoltà alla notificazione nelle

forme ordinarie, atteso che ________________________;

sentito il pubblico ministero;

visto l’art. 150 cod. proc. civ.,

AUTORIZZA

il/la sig./sig.ra ___________________________alla notifica del ________

alla notifica per pubblici proclami,

DESIGNA(3)

_________________________;

_________________________, quali destinatari della notificazione nelle

forme ordinarie e

MANDA

alla cancelleria per gli adempimenti di competenza(4)

Luogo e data.

IL GIUDICE

dott. __________________________

Note

1. Si deve indicare il capo dell'ufficio giudiziario davanti al quale si


procede. Questa forma di notificazione, ai sensi dell'ultimo comma
dell'art. 150 c.p.c. – Notificazione per pubblici proclami-., non è
ammessa nei procedimenti davanti al giudice di pace.
2. L'autorizzazione è concessa con decreto allegato in calce all'atto da
notificare.

29
3. Nel decreto sono indicati, quando è opportuno, i destinatari ai quali va
fatta la notificazione nella forme ordinarie e sono indicati i modi che
appaio no più adatti al fine di portare l'atto a conoscenza degli altri
interessati.
4. La copia dell'atto è depositata presso il Comune del luogo in cui ha sede
l'ufficio giudiziario davanti al quale si procede o si svolge il processo,
e un estratto di esso è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica. Quando l'ufficiale giudiziario deposita una copia dell'atto,
con la relazione e i documenti giustificativi dell'attività svolta, nella
cancelleria del giudice davanti al quale si procede, la notificazione si
ha per avvenuta.

30
5. Ricorso per l’autorizzazione alla notifica per pubblici proclami

TRIBUNALE DI _____________________________(1).

All’Ill. mo ______________________________(2)

Il/la sig./sig.ra ____________________, nato/a/a a __________________

(____), il __/__/____, cod. fisc.: _________________. e residente in

__________________ (___), alla via _____________________, elettivamente

domiciliato in _________________________ alla via

_______________________, n. ___, presso lo studio legale dell’avv.

_____________________, cod. fisc. ______________________________ che lo

rappresenta e difende in virtù di procura in calce al presente atto

_____________________,

PREMESSO:

di essere____________________________;

che in data ______________ accadeva che

________________________________________________;

nonostante le svariate richieste, non_______________________ per cui

sorge l’esigenza di agire nei confronti di tutti codesti soggetti al fine

di __________________________;

sulla base di quanto premesso, si evince come la notificazione nei modi

ordinari si riveli difficile per il considerevole numero dei

destinatari(3)

CHIEDE

che la S.V. Ill.ma autorizzi il ricorrente, come sopra rappresentato e

difeso, alla notificazione del ____________ per pubblici proclami (4).

Luogo e data.

Avv. ___________________________

31
NOTE

1. Si deve riportare in calce all'atto da notificare prima della relazione


di notificazione.
2. II ricorso va proposto al capo dell'ufficio giudiziario davanti al
quale si
procede. Ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 150 c.p.c., questa
forma di notificazione non è ammessa nei procedimenti davanti al giudice
di pace.
3. La disposizione di cui all'art. 150 c.p.c. – Notificazione per pubblici
proclami-, trova la sua ragione giustifìcatrice in due ipotesi: nella
difficoltà di procedere alla notifica nelle forme ordinarie e, quindi,
singolarmente determinate solo dall'elevato numero dei destinatari,
ancorché tutti identificati e nella difficoltà ravvisabile nella stessa
identificazione di essi, che si traduca, a giudizio insindacabile del
capo dell'ufficio, nell'impossibilità di singole notifiche, nel qual
caso l'autorizzazione, motivata da tale impossibilità, non può che
essere intesa nel senso di consentire l'individuazione dei destinatari.
4. Il secondo comma dell’art. 150 c.p.c. prevede che l'autorizzazione è
data con decreto steso in calce all'atto da notificarsi; in esso sono
designati, quando occorre, i destinatari ai quali la notificazione deve
farsi nella forme ordinarie e sono indicati i modi che appaiono più
opportuni per portare l'atto a conoscenza degli altri interessati. Il
terzo comma, invece, recita che in ogni caso, copia dell'atto è
depositata nella casa comunale del luogo in cui ha sede l'ufficio
giudiziario davanti al quale si promuove o si svolge il processo, e un
estratto di esso è inserito nella Gazzetta Ufficiale della. Il quarto
comma che la notificazione si ha per avvenuta quando, eseguito ciò che è
prescritto dalla norma, l'ufficiale giudiziario deposita una copia
dell'atto, con la relazione e i documenti giustificativi dell'attività
svolta, nella cancelleria del giudice davanti al quale si procede.

32
PARTE SECONDA

Controversie disciplinate dal rito sommario di cognizione

Indice delle formule

Ricorso introduttivo

Decreto di fissazione di udienza

Comparsa di costituzione e risposta

Comparsa di costituzione e risposta con contestuale chiamata in causa del

terzo

Decreto di fissazione di nuova udienza a seguito di chiamata di terzo

Comparsa di costituzione e risposta con domanda riconvenzionale

Atto di appello

Comparsa di risposta in appello

33
Ricorso introduttivo

TRIBUNALE DI ______________________________

Ricorso ex art. 702-bis cod. proc. civ.

PER

il/la sig./sig.ra _____________________ nato/a a _____________________il

_______ residente a______________ alla via ________________________n.

_____ cod. fisc.: _______________________, elettivamente domiciliato in

______________________ alla via _____________________ presso e nello

studio dell’Avv. ____________________, cod. fisc: _____________________

che lo rappresenta e difende, giusta procura stesa in calce al (a margine

del) presente atto - il quale dichiara, ai sensi degli artt. 133, ult.

comma, 134, ultimo comma e 176, ultimo comma, cod. proc. civ., di volere

ricevere presso l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC)

__________________________ e/o anche presso il numero di fax

________________, tutti gli avvisi relativi ai provvedimenti che saranno

adottati dal Giudicante.

RICORRENTE

CONTRO

il/la sig./sig.ra ______________________, nato/a a ______________________

(___), il ________. cod. fisc: ________________ e residente in

______________________(___), alla via _____________________

CONVENUTO

PREMESSO CHE

- il/la sig./sig.ra _________________________;

- come risulta da _________________;

- nella specie, sono maturati, quindi, tutti i presupposti indicati

dall’art. ___________________

Tanto premesso, il/la sig./sig.ra ______________________, come sopra

34
rappresentato, difeso e domiciliato

RICORRE

al Tribunale di __________________, affinché l’On. le Giudice adito,

fissata l’udienza di comparizione delle parti, a norma dell’art. 702-bis,

terzo comma, cod. proc. civ., voglia accogliere le seguenti

CONCLUSIONI

- accertare e dichiarare, per tutte le ragioni di fatto e di diritto

sopra esposte, che il/la sig./sig.ra__________________;

- con vittoria di spese, diritti ed onorari di giudizio, oltre accessori

di legge.

Per tali ragioni,

INVITA

il convenuto a costituirsi, ai sensi e nelle forme stabilite dall’art.

166 cod. proc. civ., nel termine di dieci giorni prima dell’udienza

fissata - con decreto in calce al presente ricorso - dal Giudice

designato ex art. 168-bis cod. proc. civ., con l’avvertimento che

l’inosservanza di tale termine comporterà il verificarsi delle

preclusioni e delle decadenze di cui agli artt. 38 e 167 cod. proc. civ.

e che, comunque, non costituendosi e non comparendo all’udienza indicata

nel predetto decreto si procederà in sua contumacia, per sentire

accogliere le conclusioni sopra rassegnate.

IN VIA ISTRUTTORIA

Si allegano e si offrono in comunicazione, mediante deposito in

Cancelleria, i seguenti documenti:

I) Raccomandata A/R;

II)________________;

Si chiede di ammettere l’assunzione di sommarie informazioni sui seguenti

capitoli:

1) Vero che _________________________________________________________;

35
2) Vero che _________________________________________________________;

3) Vero che _________________________________________________________;

indicando, quali testi, i sigg.ri:

- _________________________ residente in _______________ alla

via_______________________;

- _________________________ residente in _______________ alla via

______________________, limitatamente ai capitoli sub 1) e 3).

Si chiede, inoltre, l’interrogatorio formale del convenuto,

sig./sig.ra________________, sui seguenti capitoli:

1) Vero che _________________________________________;

2) Vero che _________________________________________;

3) Vero che _________________________________________.

Luogo e data.

Avv. ___________________________

36
Decreto di fissazione di udienza

TRIBUNALE DI ______________________________

Il dott. __________________________,

letto il ricorso che precede;

visto l’art. 702-bis, secondo comma, cod. proc. civ.,

FISSA

l’udienza del ____________, ore________di rito per la comparizione

personale delle parti,

ASSEGNA

al convenuto termine sino al __________ per la sua costituzione (che deve

avvenire non oltre dieci giorni prima dell’udienza) e

CONCEDE

a parte ricorrente termine sino al _________ per la notifica del ricorso

e del presente decreto a parte convenuta e

Luogo e data.

IL GIUDICE

dott. ________________________

37
Comparsa di costituzione e risposta

TRIBUNALE DI ________________________.

Comparsa di costituzione e risposta

PER

Il/la sig./sig.ra ______________________ nato/a a ___________________. il

________ residente a _______________ alla via _________________ n. ____

cod. fisc.:_______________, elettivamente domiciliato in __________ alla

via __________________ presso e nello studio dell’Avv. ___________., cod.

fisc: _________________ che lo rappresenta e difende, giusta procura

stesa in calce al (a margine del) presente atto - il quale dichiara, ai

sensi degli artt. 133, ult. comma, 134, ultimo comma e 176, ultimo comma,

cod. proc. civ., di volere ricevere presso l’indirizzo di posta

elettronica certificata (PEC) ____________________ e/o anche presso il

numero di fax __________ tutti gli avvisi relativi ai provvedimenti che

saranno adottati dal Giudicante.

CONVENUTO

CONTRO

Il/la sig./sig.ra _________________ nato/a a ________________ il

_________ cod. fisc:________________________, rappresentato e difeso

dall’Avv. ________________________ del foro di

____________________________

RICORRENTE

PREMESSO CHE

- con ricorso depositato in data ________ e notificato il _________ (v.

all. I), il/la sig./sig.ra ___________________, conveniva in giudizio

il/la sig./sig.ra_________________, per sentire la declaratoria

dell’accertamento, in suo favore, del diritto di

___________________________________;

38
- alla luce di quanto premesso, è evidente che le questioni di fatto e di

diritto.

Tanto premesso, il/la sig./sig.ra .______________________________, come

in epigrafe rappresentato, difeso e domiciliato, con il presente atto si

costituisce in giudizio, contestando tutto quanto ex adverso domandato,

rilevato ed eccepito - in quanto infondato in fatto e diritto -,

chiedendo, all’uopo, l’accoglimento delle seguenti

CONCLUSIONI

Voglia l’Ill.mo Tribunale adito, per tutti i motivi di fatto e di diritto

sopra esposti, disattesa e respinta ogni contraria domanda, eccezione,

deduzione e difesa:

- rigettare tutte le domande, anche istruttorie, formulate dal ricorrente

in quanto infondate, in fatto ed in diritto e, comunque, non provate;

- con vittoria di spese, diritti ed onorari di causa, oltre IVA e CNPA,

come per legge.

IN VIA ISTRUTTORIA

Si allegano e si offrono in comunicazione, mediante deposito in

Cancelleria, i seguenti documenti:

I) originale ricorso introduttivo notificato il___________;

II) ____________________________________________;

Si chiede di ammettere l’assunzione di sommarie informazioni sui seguenti

capitoli:

1) Vero che _________________________________________________________;

2) Vero che _________________________________________________________;

3) Vero che _________________________________________________________,

indicando, quali informatori (testi), i sigg.ri:

- _____________________________ residente in ________________ alla via

_______________________;

- _____________________________ residente in ________________ alla via

39
_______________________, limitatamente ai capitoli sub 1) e 3).

Si chiede, inoltre, l’interrogatorio formale del convenuto, sig.

____________________, sui seguenti capitoli:

1) Vero che _________________________________________________________;

2) Vero che _________________________________________________________;

3) Vero che _________________________________________________________.

Luogo e data.

Avv. ________________________________

40
Comparsa di costituzione e risposta con contestuale chiamata in causa
del terzo

TRIBUNALE DI ________________________________.

Comparsa di costituzione e risposta

PER

il/la sig./sig.ra ___________________ nato/a/a a _________________ il

______ residente a____________ alla via ___________________, n. ____,

cod. fisc.: _____________________, elettivamente domiciliato in

_________________ alla via ________________ presso e nello studio

dell’Avv. ____________, cod. fisc: __________________ che lo rappresenta

e difende, giusta procura stesa in calce al presente atto - il quale

dichiara, ai sensi degli artt. 133, ult. comma, 134, ultimo comma e 176,

ultimo comma, cod. proc. civ., di volere ricevere presso l’indirizzo di

posta elettronica certificata (PEC) _________________ , tutti gli avvisi

CONVENUTO

CONTRO

il/la sig./sig.ra _________________. nato/a a

________________il_________, cod. fisc: _______________________,

rappresentato e difeso dall’avv.____________________ del foro di

______________________

RICORRENTE

PREMESSO CHE

- con ricorso depositato in data _______ e notificato il ________ (v.

all. I), il ricorrente, nella qualità di _______________, conveniva il/la

sig./sig.ra _______________innanzi all’intestato Tribunale, per l’udienza

del _______, per ivi sentire accogliere le seguenti conclusioni: “-

accertare e dichiarare, per tutte le ragioni di fatto e di diritto sopra

esposte, la ___________ e, per l’effetto, condannare il convenuto al

_____________- con vittoria di spese, diritti ed onorari di giudizio,


41
oltre accessori di legge”.

- secondo l’assunto avversario, in data _____, a seguito

di______________________;

Si costituisce con il presente atto il/la sig./sig.ra_________________,

come in epigrafe rappresentato, difeso e domiciliato, il quale -

contestando tutto quanto ex adverso domandato, rilevato ed eccepito, in

quanto infondato in fatto e diritto - chiede l’accoglimento delle

conclusioni in fondo formulate per i seguenti

MOTIVI

1. Chiamata in garanzia del terzo

In data _________ il/la sig./sig.ra_______________________ ha

sottoscritto _________________________.

Poiché, dunque, emerge dagli atti l’esistenza di un ____________, il/la

sig./sig.ra ____________ chiede che - previo differimento dell’udienza di

prima comparizione, ex art. 702-bis, quinto comma, cod. proc. civ. - di

potere integrare, ai sensi dell’art. 106 cod. proc. civ., il

contraddittorio nei confronti di______________, dalla quale pretende di

essere garantito, intendendo trasferire sul terzo chiamato in causa,

tutte le conseguenze derivanti dalla propria denegata ed eventuale

soccombenza.

Tanto premesso, il/la sig./sig.ra__________________, come in epigrafe

rappresentato, difeso e domiciliato, rassegna e chiede l’accoglimento

delle seguenti

CONCLUSIONI

Voglia l’Ill.mo Tribunale adito, per tutti i motivi di fatto e di diritto

sopra esposti, disattesa e respinta ogni contraria domanda, eccezione,

deduzione e difesa:

- in via preliminare in rito, previo differimento - ex art. 702-bis,

quinto comma, cod. proc. civ - della prima udienza di comparizione delle

42
parti, autorizzare la chiamata in causa di_________________________;

- in via principale, nel merito, rigettare tutte le domande, anche

istruttorie, formulate dal ricorrente in quanto infondate, in fatto ed in

diritto e, comunque, non provate;

- in via subordinata, salvo gravame, nella denegata ipotesi di

soccombenza, limitare____________________.

Con vittoria di spese, diritti ed onorari di causa, oltre IVA e CPA,

come per legge.

IN VIA ISTRUTTORIA

Si allegano e si offrono in comunicazione, mediante deposito in

Cancelleria, i seguenti documenti:

I) _____________________________________.

Si chiede che venga ammesso l’interrogatorio formale del ricorrente sulla

seguente circostanza:

1) Vero che _____________________________

Si chiede, inoltre, quanto all’assunzione della prova testimoniale, di

essere ammessi alla prova contraria e diretta sulle circostanze indicate

dal ricorrente nel ricorso introduttivo e alla prova diretta su quelle

indicate nella presente memoria difensiva e, segnatamente, sulle

seguenti:

1) Vero che ___________________________________________;

2) Vero che ___________________________________________,

indicando, anche a prova contraria, quale teste il/la sig./sig.ra

_____________________________, residente in _____________________alla via

_______________________ e il/la sig./sig.ra _________________________,

residente in _________________________ alla via

________________________________.

Luogo e data.

43
Avv. _________________________________

44
Decreto di fissazione di nuova udienza a seguito di chiamata di terzo

TRIBUNALE DI _____________________________.

Esaminata la comparsa di costituzione depositata da

______________________ e letta l’istanza, formulata da parte convenuta,

di spostamento dell’udienza al fine di consentire la chiamata nel

procedimento di ____________________________(terzo) e di fissazione di

nuova udienza di comparizione delle parti,

P.Q.M.

visto l’ultimo comma dell’art. 702 bis cod. proc. civ.,

FISSA

l’udienza del _________, ore __________di rito per la comparizione

personale delle parti,

ASSEGNA

al convenuto termine perentorio sino al _________per la citazione del

terzo e

MANDA

alla cancelleria per la comunicazione del presente decreto alle parti

costituite.

Luogo e data.

IL GIUDICE

dott. ________________________

45
Comparsa di costituzione e risposta con domanda riconvenzionale

TRIBUNALE DI _____________________________.

Comparsa di costituzione e risposta

PER

Il/la sig./sig.ra __________________ nato/a a________________ il_______

residente a ______________ alla via ___________________ n.___, cod.

fisc.:_______________, elettivamente domiciliato in _____________ alla

via _____________presso e nello studio dell’Avv.______________, cod.

fisc:________________ che lo rappresenta e difende, giusta procura stesa

in calce al presente atto - il quale dichiara, ai sensi degli artt. 133,

ult. comma, 134, ultimo comma e 176, ultimo comma, cod. proc. civ., di

volere ricevere presso l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC)

___________________ e/o anche presso il numero di fax ___________, tutti

gli avvisi relativi ai provvedimenti che saranno adottati dal Giudicante.

CONVENUTO

CONTRO

Il/la sig./sig.ra ___________ nato/a a __________ il ______ cod. fisc:

_____________________, rappresentato e difeso dall’avv._________________

del foro di ____________________

RICORRENTE

PREMESSO CHE

- con ricorso depositato in data _______ e notificato il ________ (v.

all. I), il ricorrente, nella qualità di ____________, conveniva il/la

sig./sig.ra _____________innanzi all’intestato Tribunale, per l’udienza

del ______, per ivi sentire accogliere le seguenti conclusioni: “-

accertare e dichiarare, per tutte le ragioni di fatto e di diritto sopra

esposte, la; - con vittoria di spese, diritti ed onorari di giudizio,

oltre accessori di legge”.

46
- secondo l’assunto avversario, in data _________, a seguito di

_________________________________;

Si costituisce con il presente atto il/la sig./sig.ra

_____________________, come in epigrafe rappresentato, difeso e

domiciliato, il quale - contestando tutto quanto ex adverso domandato,

rilevato ed eccepito, in quanto infondato in fatto e diritto - chiede

l’accoglimento delle conclusioni in fondo formulate per i seguenti

MOTIVI DI DIRITTO

Il ricorrente pretenderebbe di

_________________________________________________________

Altri fatti, strettamente connessi a quelli di causa, sono stati, invece,

fonte di danno per il convenuto, sig. _______________________ Più

precisamente _________________________________________________

Il convenuto, pertanto, ha dovuto

____________________________________________________________

Tanto premesso, il/la sig./sig.ra _______________________, ut

rappresentato, difeso e domiciliato, rassegna e chiede l’accoglimento

delle seguenti

CONCLUSIONI

Ciò premesso, il/la sig./sig.ra __________________, come in epigrafe

rappresentato, difeso e domiciliato, rassegna e chiede l’accoglimento

delle seguenti

CONCLUSIONI

Voglia l’Ill.mo Tribunale adito, disattesa e respinta ogni contraria

domanda, eccezione, deduzione e difesa:

1) accertare e dichiarare, per tutte le ragioni di fatto e di diritto

sopra esposte _________________ e, per l’effetto,

________________________________;

2) accertare e dichiarare, ai sensi dell’art._______;

47
3) rigettare tutte le domande, anche istruttorie, formulate dal

ricorrente in quanto infondate, in fatto ed in diritto e, comunque, non

provate.

Con vittoria di spese, diritti ed onorari di causa, oltre IVA e CNPA,

come per legge.

IN VIA ISTRUTTORIA

Si allegano e si offrono in comunicazione, mediante deposito in

Cancelleria, i seguenti documenti:

I) originale ricorso introduttivo notificato il _______;

II) ________________________________________.

Si chiede che venga ammesso l’interrogatorio formale del ricorrente sulla

seguente circostanza:

1) Vero che _________________________________________________________.

Si chiede, inoltre di essere ammessi alla prova contraria e diretta sulle

circostanze indicate dal ricorrente nel ricorso introduttivo e alla prova

diretta su quelle indicate nella presente memoria difensiva e,

segnatamente, sulle seguenti:

1) Vero che ___________________________________________________________;

2) Vero che _________________________________________________________,

indicando, anche a prova contraria, quale teste il/la sig./sig.ra

_____________________________, residente in ________________________ alla

via _______________________ e il/la sig./sig.ra ________________,

residente in ________________________ alla via _______________________.

Luogo e data.

Avv. _____________________________

48
Atto di appello

CORTE DI APPELLO DI ____________________________.

RICORSO IN APPELLO

AVVERSO l’ordinanza n. ______/_________, emessa dal Tribunale di

______________________ in data _________ e depositata in cancelleria il

__________.

Il/la sig./sig.ra _____________________, nato/a a_________________

il__________ ed ivi residente alla via___________________, n._____, cod.

fisc.: _________________________.elettivamente domiciliato in

___________________alla via _______________________, presso lo studio

legale dell’Avv. ___________, cod. fisc: _______________________ che lo

rappresenta e difende, giusta procura stesa in calce al presente atto -

il quale dichiara, ai sensi degli artt. 133, ult. comma, 134, ultimo

comma e 176, ultimo comma, cod. proc. civ., di volere ricevere presso

l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) ____________________

e/o anche presso il numero di fax _____________, tutti gli avvisi.

APPELLANTI

CONTRO

Il/la sig./sig.ra nato/a a ___________________ il __________ ed ivi

residente alla via ________________, n. ____, cod. fisc.:

_______________________ (la ________________ S.p.A., in persona del

legale rappresentante pro-tempore, con sede legale in

___________________, piazza _______________, ________________)

APPELLATO

PREMESSO CHEil/la

sig./sig.ra___________________________ha_________________________________

____;

49
a fronte della condotta di parte convenuta, adivano ex art. 702-bis e ss.

cod. proc. civ. il ______________, sostenendo

che_______________________________________________________________;

in data _______, il Tribunale di _____________ depositava in cancelleria

l’ordinanza n. _______/_______ con cui rigettava la domanda spiegata

dagli odierni appellanti.

Tutto ciò premesso, in riforma dell’impugnata sentenza si spiegano i

seguenti

MOTIVI DI APPELLO

Nel giudizio di prime cure gli odierni appellanti hanno sempre

sostenuto_____________________________;

Nella ordinanza impugnata si legge che il ______________________.

La posizione del Tribunale non può essere condivisa in quanto:

L' appellanti in epigrafe indicato, ut supra rappresentato e difeso,

riportandosi, altresì, a tutte le tesi ed istanze contenute negli scritti

difensivi del primo giudizio che si intendono qui ripetuti e trascritti,

CITA

Il/la sig./sig.ra________________elettivamente domiciliato in

_______________, alla via _____________, presso lo studio legale del suo

procuratore costituito, avv. _______________, a comparire dinanzi alla

corte di Appello di ________________, all’udienza del ______________-

davanti alla Sezione ed al Giudice che verranno designati ai sensi

dell’art. 168 bis cod. proc. civ., ora e luogo di rito, con l’invito a

costituirsi nel termine di 20 giorni prima di tale udienza ai sensi e

nelle forme di cui all’art. 166 cod. proc. civ., con l’avvertimento che

la mancata costituzione in giudizio entro il detto termine comporta le

decadenze di cui agli artt. 38 e 167 cod. proc. civ. e che non comparendo

verrà dichiarato contumace e si procederà comunque in sua assenza per

sentire accogliere le seguenti

50
CONCLUSIONI

accogliere, per i motivi di fatto e di diritto rassegnati, il presente

appello e per l’effetto riformare la sentenza impugnata, il tutto con

vittoria di spese, diritti ed onorari del doppio grado di giudizio.

Si depositano:

1) sentenza appellata;

2) fascicolo relativo al giudizio di primo grado;

3) ____________________________________________________.

In via istruttoria si chiede l’ammissione dei seguenti mezzi di prova:

1)ordinare a_______________________ di esibire_________________________;

2) disporre consulenza tecnica al fine di verificare __________________;

3) ____________________________________________________________________.

Luogo e data.

Avv. _______________________________

51
Comparsa di risposta in appello

CORTE DI APPELLO DI ___________________________.

COMPARSA D’APPELLO (1)

Nella causa recante n. __________ R.G. promossa DA

Il/la sig./sig.ra _________________, nato/a a _________________il

______________ ed ivi residente alla via______________, n. _____, cod.

fisc.: ____________________ e dalla Sig. ra ________________, nata a

_______________, il _________ ed ivi residente in _________________, alla

via ___________________, n. ____, cod. fisc.: ____________________ contro

il/la sig./sig.ra _________________, cod. fisc.: ______________,

domiciliato a _________________, alla via ___________________, n. _____,

presso e nello studio dell’Avv. ________________, cod. fisc:

________________________ che lo rappresenta e difende, giusta procura

stesa in calce al (a margine del) presente atto - il quale dichiara, ai

sensi degli artt. 133, ult. comma, 134, ultimo comma e 176, ultimo comma,

cod. proc. civ., di volere ricevere presso l’indirizzo di posta

elettronica certificata (PEC) ___________________ e/o anche presso il

numero di fax _______________, tutti gli avvisi relativi ai provvedimenti

che saranno adottati dal Giudicante.

PREMESSO CHE

I sig.ri _________________ con atto di citazione notificato in data

__________ hanno convenuto in giudizio innanzi al Tribunale di

_________________ il/la sig./sig.ra _______________ per procedere a

________________.

Instauratosi regolarmente il contraddittorio ed istruita la causa con

l’escussione dei ___________________e la produzione di ______________, il

Tribunale di ______________, con ordinanza n. ________, emessa ex art.

702-bis cod. proc. civ. il ___________, ha disposto_______________ ed ha

52
______________________

I Sig. ri ___________________________, ritenendo che ______________, ha

proposto appello nei confronti di ______________________ convenendolo in

giudizio per l’udienza del ______________________(2)

DIRITTO

Il/la sig./sig.ra ______________________contesta la domanda di riforma

dell’ordinanza impugnata in quanto il Tribunale di ______________________

ha correttamente ______________________________________

P.Q.M.

chiede che Ill.ma Corte d’Appello di __________________________ respinta

ogni contraria istanza, eccezione e deduzione, voglia così provvedere:

___________________________________________:

- rigettare l’appello proposto da ______________________________, con

vittoria di spese diritti ed onorari del presente giudizio.

Luogo e data.

Avv. ________________________________

Note
(1) L'art. 347 c.p.c. – Forme e termini della costituzione in appello-,
stabilisce, al primo comma che, la costituzione in appello avviene secondo le
forme e i termini per i procedimenti davanti al tribunale. Al secondo comma che
l'appellante deve inserire nel proprio fascicolo copia della sentenza appellata.
Al terzo comma che il cancelliere provvede a norma dell'art. 168 c.p.c. e
richiede la trasmissione del fascicolo d'ufficio al cancelliere del giudice di
primo grado. In base
all'art. 123 bis delle disp. att. cod. proc. civ.- Trasmissione del fascicolo
d’ufficio al giudice superiore-, se l'impugnazione è proposta
contro una sentenza non definitiva, non si applicano le disposizioni degli
art. 347, ultimo comma e 369, ultimo comma, cod. proc. civ. Tuttavia il
giudice dell'impugnazione può, se lo ritiene necessario, richiede la tra-
smissione del fascicolo d'ufficio, ovvero ordinare alla parte interessata di
produrre copia di determinati atti.
(2) Secondo gli artt. 165 e 347 cod. proc. civ.,l’osservanza del termine in
costituzione in appello da parte dell’appellante è quello in cui si realizza non
l'effetto anticipato e provvisorio a vantaggio del notificante, ma il
perfezionamento del pro cedimento di notificazione nei confronti del
destinatario, procedimento che resta ancorato al momento in cui l'atto è ricevuto
dal destinatario medesimo o perviene nella sua sfera di conoscibilità .

PARTE TERZA
53
Controversie disciplinate dal rito ordinario di cognizione

Indice delle formule

Ordine di rinnovazione dell’atto di citazione

Atto di citazione

Comparsa di costituzione e risposta

Nota di iscrizione a ruolo

Richiesta di autorizzazione al ritiro del fascicolo di parte

Provvedimento di autorizzazione al ritiro del fascicolo di parte

Richiesta dei termini ex art. 183, sesto comma, cod. proc. civ.

Provvedimento di concessione dei termini ex art. 183, sesto comma, cod.

proc. civ.

Memoria autorizzata ex art. 183, sesto comma, cod. proc. civ.

Comparsa conclusionale

Memoria di replica ex art. 190 cod. proc. civ.

Ricorso per la prosecuzione del processo sospeso

Provvedimento di fissazione di udienza per la prosecuzione del giudizio

sospeso

Ricorso per la prosecuzione del processo interrotto

Provvedimento di fissazione di udienza per la prosecuzione del giudizio

interrotto

Atto di appello

Comparsa di risposta in appello

Ricorso per cassazione

Richiesta di trasmissione del fascicolo alla suprema corte

Controricorso per cassazione

Ordine di rinnovazione dell’atto di citazione


54
TRIBUNALE DI _____________________________.

IL GIUDICE,

dato atto di quanto sopra, sciogliendo la riserva assunta all’udienza del

___/___/_____;

letti gli atti di causa;

rilevato che il convenuto non si è costituito in giudizio;

ritenuta, pertanto, la nullità della citazione, ai sensi del primo comma

dell’art. 164 cod. proc. civ., non risultando rispettato il

____________________,

DISPONE

la rinnovazione dell’atto di citazione a cura di parte attrice entro e

non oltre il __________ di _____giorni e

FISSA

l’udienza del ___/___/_____ per la comparizione del convenuto.

Si comunichi.

Luogo e data.

IL GIUDICE

dott. __________________________

Atto di citazione

55
TRIBUNALE DI _________________________.

ATTO DI CITAZIONE

PER

Il/la sig./sig.ra ______________________, nato/a a __________________

(___), il__/__/______ cod. fisc.: ________________________ e residente in

________________(___), alla via________________, elettivamente

domiciliato in ________________ alla via ________________ n. _____,

presso lo studio legale dell’avv. ____________________, cod. fisc.:

________________ che lo rappresenta e difende, giusta procura stesa in

calce al presente atto - il quale dichiara, ai sensi degli artt. 133,

ult. comma, 134, ultimo comma e 176, ultimo comma, cod. proc. civ., di

volere ricevere presso l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC)

____________________________, tutti gli avvisi relativi ai provvedimenti

che saranno adottati dal Giudicante

PREMESSO CHE

Il/la sig./sig.ra ________________________ in data ___/___/______ ha

___________________________________;

Tutto ciò premesso, il/la sig./sig.ra___________________________, ut

supra rappresentato, difeso e domiciliato,

CITA

il/la sig./sig.ra _______________________________a comparire e

costituirsi, ai sensi e nelle forme cui all’art. 166 cod. proc. civ.,

innanzi al Tribunale ___________________, Sezione e Giudice designandi,

all’udienza del giorno ___/___/_____, ore di rito e locali di ordinarie

udienze, con espresso avviso che, non comparendo e non costituendosi

verrà dichiarato contumace e si procederà, comunque, nei suoi confronti

per ivi sentire accogliere le seguenti

CONCLUSIONI

1) piaccia al Tribunale accertare, in via preliminare,

56
_____________________________________;

2) dichiarare

_____________________________________________________________________.

A tale effetto

INVITA

il convenuto a costituirsi in giudizio, nel termine di venti giorni prima

dell’udienza suindicata e nelle forme di cui all’art. 166 cod. proc.

civ., e a comparire all’udienza stessa dinanzi al giudice che sarà

designato ex art. 168 bis cod. proc. civ., con l’espresso avvertimento

che la tardiva costituzione in giudizio determina le decadenze di cui

agli artt. 38 e 167 cod. proc. civ..

CHIEDE

altresì, l’ammissione della prova testimoniale sui seguenti capitoli:

1) vero che ______________________________________________________;

2) vero che ______________________________________________________;

3) vero che ______________________________________________________.

Indica quali testi:

il/la sig./sig.ra ________________ residente in _____________________alla

via ____________________________;

il/la sig./sig.ra ________________ residente in _____________________

alla via ____________________________, limitatamente ai capitoli sub 2) e

sub 3).

Con riserva di integrazione e precisazione delle conclusioni e delle

istanze istruttorie ai sensi dell’art. 183 cod. proc. civ..

Con vittoria di spese ed onorari.

Luogo e data.

Avv. __________________________________

57
Comparsa di costituzione e risposta

TRIBUNALE DI ______________________________.

Comparsa di costituzione e risposta

Il/la sig./sig.ra ________________, nato/a a _________________ il

___/____/_____, cod. fisc.: _______________, rappresentato e difeso

dall’Avv.______________, cod. fisc.: _______________________, ed

elettivamente domiciliato presso il suo studio sito in___________________

alla via ______________ n. ____ in virtù di procura stesa in calce al

presente atto - il quale dichiara, ai sensi degli artt. 133, ult. comma,

134, ultimo comma e 176, ultimo comma, cod. proc. civ., di volere

ricevere presso l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC)

_____________________ e/o anche presso il numero di fax

_________________, tutti gli avvisi relativi ai provvedimenti che saranno

adottati dal Giudicante.

CONTRO

Il/la sig./sig.ra _________________, rappresentato e difeso dall’avv.

______________________________

PREMESSO CHE

con atto di citazione notificato in data ___/___/_____, il/la

sig./sig.ra_________________, conveniva in giudizio avanti codesto On.le

Tribunale ____________________, al fine di ottenere

_______________________ e concludendo

______________________________________________________ .

Con il presente atto si contestano in fatto ed in diritto le affermazioni

di parte attrice.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto procuratore, nella qualità assunta,

insiste per l’accoglimento delle seguenti

58
CONCLUSIONI

Voglia l’Ill.mo Giudice adito accertare e dichiarare

____________________________________________.

Il tutto con vittoria di spese e competenze di giudizio.

In via istruttoria si chiede che l’On.le Giudice adito voglia:

- ordinare a_____________________________________________ l’esibizione

delle__________________;

- ammettere la prova testimoniale sui seguenti capitoli:

1) vero che ________________________________________;

2) vero che ________________________________________;

3) vero che ________________________________________.

Indica a testi:

- il/la sig./sig.ra _____________________residente in

_________________ alla via_____________________;

- il/la sig./sig.ra _____________________ residente in

_________________alla via _____________________, limitatamente ai

capitoli sub nn. 1 e 3.

A sostegno dei propri assunti produce inoltre le seguenti prove

documentali:

____________________________________ (all. I);

____________________________________ (all. II);

____________________________________ (all. III).

Salvis Juribus

Luogo e data.

Avv. ___________________________________

59
Nota di iscrizione a ruolo

TRIBUNALE DI ________________________

NOTA DI ISCRIZIONE A RUOLO(1)

Il/la sig./sig.ra __________________, cod. fisc.:_____________________

residente in ___________________ alla via _____________________

rappresentato e difeso dall’avv. ______________________,

CONTRO

il/la sig./sig.ra ____________________, cod. fisc.:

_______________________, residente in ________________alla via

_____________________ rappresentato e difeso dall’avv.

_______________________,

Il sottoscritto procuratore, nell’interesse del suo rappresentato, sig.

__________________,

CHIEDE

che venga iscritta nel ruolo generale la causa ___________________,

avente ad oggetto ________________(2) introdotta con citazione in data

___/___/_____, notificata in data ___/___/_____ e chiamata per la prima

comparizione delle parti all’udienza del ___/___/_____, ore________di

rito.

Luogo e data.

Avv. ___________________________________

NOTE

(1) L'art. 168 cod. proc. civ., - Iscrizione della causa a ruolo e formazione
del fascicolo d'ufficio-, stabilisce che all'atto della costituzione
dell'attore, o, se questi non si è costituito, all'atto della costituzione del
convenuto, su presentazione della nota d'iscrizione a ruolo, il cancelliere
iscrive la causa nel ruolo generale. Contemporaneamente il cancelliere forma il
fascicolo d'ufficio, nel quale inserisce la nota d'iscrizione a ruolo, copia
60
dell'atto di citazione, delle comparse e delle memorie in carta non bollata, e
successivamente i processi verbali d'udienza, i provvedimenti del giudice, gli
atti di istruzione e la copia del dispositivo delle sentenze.
(2) L’art. 71 contenuto nelle Disposizioni per l’attuazione del codice di proc.
Civile prevede che la nota d'iscrizione della causa nel ruolo generale deve
contenere l'indicazione delle parti, nonché le generalità ed il codice fiscale
ove attribuito della parte che iscrive la causa a ruolo, del procuratore che si
costituisce, dell'oggetto della domanda, della data di notificazione della
citazione e dell'udienza fissata per la prima comparizione delle parti;
inoltre, l’art. 72 sempre delle disp. Att. cod. civ. stabilisce che insieme con
la nota d'iscrizione a ruolo la parte deve consegnare al cancelliere il proprio
fascicolo. Esso è custodito in unica cartella col fascicolo d'ufficio che il
cancelliere forma a norma dell'art. 168, secondo comma, cod. proc. civ. Nella
stessa cartella sono custoditi i fascicoli delle parti che si costituiscono
successivamente.

61
Richiesta di autorizzazione al ritiro del fascicolo di parte

TRIBUNALE DI _________________________________.

All’Ill. mo Giudice istruttore(1)

Il/la sig./sig.ra _____________________________, nato/a a

_____________________ il ___/___/_____, cod. fisc.:

________________________e il/la sig./sig.ra _______________________nato/a

a ______________ il ___/___/____, rappresentati e difesi dall’Avv.

._____________________presso il cui studio, in ______________________

alla via ___________________________n. ____, sono elettivamente

domiciliati, giusta delega in calce del _________________ nella causa

recante n. _________ di R.G. promosso nei confronti di ______________,

nato/a a ________________________ il ___/___/_____, cod. fisc.:

______________________, rappresentato e difeso dall’Avv.

_____________________________________

CHIEDE

di essere autorizzato a ritirare dalla cancelleria il proprio fascicolo

relativo alla causa sopra indicata, tenuto conto che

__________________________________________________(2).

Luogo e data.

Avv. __________________________________

Note

(1) Ai sensi dell'art. 169 c.p.c.- Ritiro del fascicolo di parte- ., ciascuna
parte può ottenere dal giudice istruttore l'autorizzazione di ritirare il proprio
fascicolo dalla cancelleria; ma il fascicolo deve essere di nuovo depositato ogni
volta che il giudice lo disponga. Al II comma è previsto che ciascuna parte ha
la facoltà di ritirare il fascicolo all'atto della rimessione della causa al
collegio a norma dell'art. 189 cod. proc. civ., ma deve restituirlo al più
tardi al momento del deposito della comparsa conclusionale. Per il ritiro del
proprio fascicolo a norma dell'articolo 169 cod. proc. civ., la parte deve fare
62
istanza con ricorso al giudice istruttore.
Il ricorso e il decreto di autorizzazione sono inclusi nel fascicolo d'uffi-
cio. In calce al decreto il cancelliere fa scrivere la dichiarazione di ritiro
del fascicolo e annota la restituzione di esso così come recita l’ art. 77
disp. att. c.p.c.
(2) Nell’impianto processuale vigente - in particolar modo dopo il
riconoscimento costituzionale del principio del giusto processo - opera il
principio di acquisizione della prova, in forza del quale un elemento
probatorio, una volta immesso nel processo, è acquisito definitivamente alla
causa e non può più esserle sottratto. Il giudice, infatti, deve utilizzare le
prove raccolte, indipendentemente dalla provenienza delle stesse, dalla parte su
cui grava l'onere probatorio. Di conseguenza , sulla parte che nel corso del
processo chiede il ritiro del proprio fascicolo, incombe l'onere di depositare
copia dei documenti probatori che in esso siano offerti, onde impedire che essa,
qualora, in violazione dei principi di lealtà e probità, trascuri di
restituire il fascicolo con i documenti precedentemente offerti, risulti
impossibile all'altra parte fornire, anche in sede di gravame, le prove che
erano desumibili dal fascicolo avversario.

63
Provvedimento di autorizzazione al ritiro del fascicolo di parte

TRIBUNALE DI _______________________________.

Il Giudice Istruttore,

letta l’istanza che precede (oppure) depositata il ___/___/_____

da____________________;

letti gli artt. 169 cod. proc. Civ.(1) e 77 disp. att. cod. proc. civ.(2)

AUTORIZZA

l’avv._______________________________ a ritirare dalla cancelleria il

fascicolo di parte del giudizio n. __________ R.G. tra

__________________________________________________.

Luogo e data.

IL GIUDICE

dott. ___________________________________

NOTE

(1) Secondo l’art. 169 c.p.c. – Ritiro del fascicolo di parte-, ciascuna parte
può ottenere dal giudice istruttore l'autorizzazione di ritirare il proprio
fascicolo dalla cancelleria; ma il fascicolo deve essere di nuovo depositato ogni
volta che il giudice lo disponga. Ciascuna parte ha la facoltà di ritirare il
fascicolo all'atto della rimessione della causa al collegio a norma
dell'articolo 189, ma deve restituirlo al più tardi al momento del deposito
della comparsa conclusionale.
(2) Detta disposizione (art. 77 disp. att. c.p.c.) stabilisce che per
ritirare il proprio fascicolo a norma dell'articolo 169 c.p.c., la parte deve
fare istanza con ricorso al giudice istruttore. II ricorso e il decreto di
autorizzazione sono inclusi nel fascicolo d'ufficio. Il cancelliere, in calce
al decreto, fa scrivere la dichiarazione di ritiro del fascicolo e annota la
restituzione dello stesso.

64
Richiesta dei termini ex art. 183, sesto comma, cod. proc. civ.

PROCESSO VERBALE D’UDIENZA_____________________________.

Il giorno __________________________________, innanzi al Giudice, dott.

_____________________, sono presenti: l’attore, rappresentato e difeso

dall’avv. __________________________ e il convenuto, rappresentato e

difeso dall’avv. ___________________________________.

Preliminarmente l’avv._______________________, difensore di parte attrice

chiede che ________________________________

L’avv. _________________________, difensore di parte convenuta, si oppone

chiedendo che la concessione dei termini di cui all’art. 183, sesto

comma, cod. proc. civ.

Il difensore di parte attrice nulla si associa alla richiesta dei

termini.

IL GIUDICE

(si riserva)(1)

IL CANCELLIERE IL GIUDICE

_________________ _______________

Note

(1) II giudice può emettere successivamente il provvedimento, riservandosi così


la decisione. In tal caso il provvedimento andrà comunicato alle parti a cura
della cancelleria.

65
Provvedimento di concessione dei termini ex art. 183, sesto comma,
cod. proc. civ.

TRIBUNALE DI __________________________________.

IL GIUDICE,

sciogliendo la riserva assunta all’udienza del ___/___/_____ letti gli

atti di causa; vista l’istanza di parte convenuta di concessione dei

termini di cui all’art. 183, sesto comma, cod. proc. civ.;

preso atto dell’adesione di parte attrice,

P.Q.M.

letto l’art. 183, sesto comma, cod. proc. civ.,

CONCEDE

alle parti, termine perentorio di:

1) giorni trenta, per il deposito di memorie limitate alle sole

precisazioni o modificazioni delle domande, delle eccezioni e delle

conclusioni già proposte;

2) ulteriori giorni trenta per replicare alle domande ed eccezioni

nuove, o modificate dall’altra parte, per proporre le eccezioni che sono

conseguenza delle domande e delle eccezioni medesime e per l’indicazione

dei mezzi di prova e produzioni documentali;

3) ulteriori giorni venti per le sole indicazioni di prova contraria e

RINVIA

la causa all’udienza del ___/___/_____.

Si comunichi.

Luogo e data.

IL GIUDICE

dott. _____________________________

66
Memoria autorizzata ex art. 183, sesto comma, cod. proc. civ.

TRIBUNALE DI ____________________________________.

NOTE AUTORIZZATE EX ART. 183, SESTO COMMA, COD. PROC. CIV.(1)

PER

il/la sig./sig.ra ___________________, cod. fisc.: ____________________,

residente in ___________________ alla via _________________,

rappresentato e difeso dall’avv._________________________

ATTORE

CONTRO

il/la sig./sig.ra _______________________, cod. fisc.: _________________,

residente in ___________________ alla via _________________,

rappresentato e difeso dall’avv. __________________________

CONVENUTO

PREMESSO

che, fermi tutti i precedenti scritti difensivi, da intendersi qui in

toto riprodotti e trascritti, si contestano, le avverse deduzioni,

eccezioni, domande e difese per le motivazioni già espresse negli atti e

verbali di causa e, al fine di consentire il giudizio di ammissibilità e

rilevanza delle richieste istruttorie di seguito formulate, si compiono

le seguenti osservazioni:

Sull’ammissibilità e rilevanza della produzione documentale, si osserva

che:

_________________________________________________________________________

_____________.

Sull’ammissibilità e rilevanza della prova testimoniale, si osserva che:

_________________________________________________________________________

______________.

67
Pertanto, si richiede prova testimoniale, in quanto ammissibile e

rilevante, sulle seguenti circostanze:

a) Vero che _________________________________________________________;

b) Vero che _________________________________________________________;

c) Vero che _________________________________________________________.

Si indicano quali testi:

il/la sig./sig.ra _____________________________nato/a a

_________________________ il ___/___/_____ residente in

_______________________________, alla via ___________________________, n.

____(2); limitatamente alle circostanze sub a) e c).

Luogo e data.

Avv. _____________________________________

NOTE

(1) Di seguito si riporta l'art. 183 c.pc.- Prima comparizione delle parti e
trattazione della causa-, il quale stabilisce che "All'udienza fissata per la
prima comparizione delle parti e la trattazione il giudice istruttore verifica
d'ufficio la regolarità del contraddìttorìo e, quando occorre, pronuncia, i
provvedimenti previsti dall'articolo 102, secondo comma, dall'articolo 164,
secondo, terzo e quinto comma, dall'articolo 167, secondo e terzo comma,
dall'articolo 182 e dall'artìcolo 291, primo comma. Quando pronunzia i
provvedimenti di cui al primo comma, il giudice fissa una nuova udienza di
trattazione. Il giudice istruttore fissa altresì una nuova udienza se deve
procedere a norma dell'art. 185. Nell'udienza di trattazione ovvero in quella
eventualmente fissata ai sensi del terzo comma, il giudice richiede alle parti,
sulla base dei fatti allegati, i chiarimenti necessari e indica le questioni
rilevabili d'ufficio delle quali ritiene opportuna la trattazione. Nella stessa
udienza l'attore può proporre le domande e le eccezioni che sono conseguenza
della domanda riconvenzionale o delle eccezioni proposte dal convenuto. Può
altresì chiedere di essere autorizzato a chiamare un terzo ai sensi degli
articoli 106 e 269, terzo comma, se l'esigenza è sorta dalle difese del
convenuto. Le parti possono precisare e modificare le domande, le eccezioni e le
conclusioni già formulate. Se richiesto, il giudice concede alle parti i
seguenti termini perentorì: 1) un termine di ulteriori trenta giorni per il
deposito di memorie limitate alle sole precisazioni o modificazioni delle
domande, delle eccezioni e delle conclusioni già proposte; 2) un termine di
ulteriori trenta giorni per re plicare alle domande ed eccezioni nuove, o
modificate dall 'altra parte, per proporre le eccezioni che sono conseguenza
delle domande e delle eccezioni medesime e per l'indicazione dei mezzi di prova
e produzioni documentali; 3) un termine di ulteriori venti giorni per le sole
indicazioni dì prova contraria. Salva l'applicazione dell'articolo 187, il
giudice provvede sulle richieste istruttorie fissando l'udienza di cui
all'articolo 184 per l'assunzione dei mezzi di prova ritenuti ammissibili e
68
rilevanti. Se provvede mediante ordinanza emanata fuori udienza, questa deve
essere pronunciata entro trenta giorni. Nel caso in cui vengano disposti
d'ufficio mezzi dì prova con l'ordinanza dì cui al settimo comma, ciascuna parte
può dedurre, entro un termine perentorio assegnato dal giudice con la medesima
ordinanza, i mezzi di prova che si rendono necessari in relazione ai primi
nonché depositare memoria di replica nell 'ulteriore termine perentorio
parimenti assegnato dal giudice, che si riserva di provvedere ai sensi del
settimo comma. Con l'ordinanza che ammette le prove il giudice può in ogni caso
disporre, qualora lo ritenga utile, il libero interrogatorio delle parti; ali
'interrogatorio disposto dal giudice istruttore sì applicano le disposizioni dì
cui al terzo comma. L'ordinanza di cui al settimo comma è comunicata a cura del
cancelliere entro ì tre giorni successivi al deposito, anche a mezzo telefax,
nella sola ipotesi in cui il numero sia stato indicato negli atti difensivi,
nonché a mezzo di posta elettronica, nel rispetto della normativa, anche
regolamentare, concernente \a sottoscrizione e la trasmissione dei documenti
informatici e teletrasmessi. A tal fine il difensore indica nel primo scritto
difensivo utile il numero di fax o l'indirizzo dì posta elettronica presso cui
dichiara di voler ricevere gli atti ".

(2) Alcune precisazioni sui mezzi di prova tratte da pronunce


giurisprudenziali: una volta ammessa la prova non è più possibile provvedere
all'indicazione dei testi e integrare la lista testi eventualmente indicata
tempestivamente e l'unica attività processuale giuridicamente possibile circa le
prove ammesse consiste nell'assunzione delle medesime - Cass. civ., sez. Ili, 16
giugno 2005, n. 12959; la prova testimoniale deve avere ad oggetto fatti
obiettivi e non apprezzamenti o valutazioni richiedenti conoscenze tecniche o
nozioni di esperienza non rientranti nel notorio; ne consegue che il giudice,
avvalendosi eventualmente di una consulenza tecnica, può porre i fatti riferiti
dal testimone a base degli apprezzamenti e delle valutazioni necessarie per
decidere, ma non può chiedere al teste di esprimere valutazioni o apprezzamenti
personali -Cass. civ., sez. lav., 8 marzo 2010, n. 5548.

69
Comparsa conclusionale

TRIBUNALE DI ___________________________________.

COMPARSA CONCLUSIONALE(1)

G.I. dott. ___________ Udienza di precisazione delle conclusioni il

________ nella causa civile promossa

DA il/la sig./sig.ra ____________________, cod. fisc.:

______________________, residente in ______________ alla via

_______________ (oppure) la società _________________, in persona del

legale rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso dall’avv.

______________________________,

ATTORE

CONTRO

__________________________, in persona del legale rappresentante pro-

tempore, rappresentato e difeso dall’avv. _____________________________,

CONVENUTO

Ferme tutte le domande, eccezioni, difese rassegnate negli atti e verbali

di causa, il/la sig./sig.ra ________________, al fine di ulteriormente

dimostrare la fondatezza delle proprie conclusioni, spiega le seguenti

osservazioni(2) in merito alla pretesa inammissibilità della domanda

azionata: ____________________________________;

in merito alla fondatezza della pretesa: ___________________________ (3)

Tutto ciò premesso, il/la sig./sig.ra ________________________- ut supra

rappresentato, difeso e domiciliato - insiste per l’accoglimento delle

seguenti conclusioni:

“Voglia l'Ill.mo Giudice adito, previo rigetto delle avverse eccezioni e

deduzioni ______________________, il tutto con vittoria di spese ed

onorari di giudizio”.

70
Luogo e data.

Avv. _______________________________

Note

(1) L'art. 190 c.p.c. – Comparse conclusionali e memorie- al primo comma


recita che "Le comparse conclusionali debbono essere depositate entro il
termine perentorio di sessanta giorni dalla rimessione della causa al collegio
e le memorie di replica entro i venti giorni successivi. Per il deposito delle
comparse conclusionali il giudice istruttore, quando rimette la causa al
collegio, può fissare un termine più breve, comunque non inferiore a venti
giorni". Secondo la giurisprudenza della Cassazione, è nulla la sentenza emessa
dal giudice prima della scadenza dei termini fissati dallo stesso ai sensi
dell'articolo 190 c.p.c. per il deposito delle comparse conclusionali e delle
memorie di replica, risultando in tal modo non ammesso ai difensori delle parti
di svolgere nella sua completezza il diritto di difesa, con conseguente
violazione del principio del contraddittorio, il quale non è riferibile solo
all'atto introduttivo del giudizio, ma deve realizzarsi nella sua piena
effettività durante tutto lo svolgimento del processo così Cass. civ.,sez. Il, 24
marzo 2010, n. 7072.
(2) La giurisprudenza di legittimità ha più volte ribadito che le comparse
conclusionali hanno la funzione di descrivere le ragioni di fatto
e di diritto sulle quali si fondano le domande e le eccezioni già proposte e,
quindi, non possono contenere domande o eccezioni nuove che
implichino un ampliamento del thema decidendum, né l'accettazione del
contraddittorio rispetto a domande nuove proposte dalla controparte, essendo
detta accettazione attività consentita solo fino al momento della
rimessione della causa al collegio per la discussione così Cass. civ., sez.
II ,14 marzo 2006, n. 5478.
(3) Quale atto non sottoscritto dalla parte e, perciò riconducibile alla sola
volontà del procuratore, la comparsa conclusionale è non deve contenere
dichiarazioni con valore confessorio.

71
Memoria di replica ex art. 190 cod. proc. civ.

TRIBUNALE DI ____________________________________.

MEMORIA DI REPLICA EX ART. 190 COD. PROC. CIV.(1)

G.I. dott. ________________Udienza di precisazione delle conclusioni

il_______nella causa civile promossa

DA____________________, in persona del legale rappresentante pro-tempore,

rappresentato e difeso dall’avv. ___________________________,

ATTORE

CONTRO

il/la sig./sig.ra _____________________, rappresentato e difeso dall’avv.

____________________________,

CONVENUTO

_______________________, ut supra rappresentato e difeso, esaminata la

comparsa conclusionale depositata in data ___/___/_____ dal

sig.__________________________, rappresentato e difeso dall’avv.

______________________________,

AFFERMA

l’erroneità dell’assunto di parte ________________________ in relazione

a__________________________

Pertanto, premesso il contenuto di tutti i precedenti scritti difensivi

si insiste per l’accoglimento delle conclusioni già rassegnate nella

comparsa conclusionale depositata in data ___/___/_____

Luogo e data.

Avv. __________________________________

72
NOTE

(1) Secondo l'alt. 190 c.p.c. –Comparse conclusionali e memorie- "Le comparse
conclusionali debbono essere depositate entro il termine perentorio di sessanta
giorni dalla rimessione della causa al collegio e le memorie di replica entro i
venti giorni successivi. Per il deposito delle comparse conclusionali il giudice
istruttore, quando rimette la causa al collegio, può fissare un termine più
breve, comunque non inferiore a venti giorni". Secondo Cass. civ., sez. II, 24
marzo 2010, n. 7072 la sentenza emessa dal giudice prima della scadenza dei
termini dal medesimo fissati ai sensi dell'articolo 190 cod. proc. civ. per il
deposito delle comparse conclusionali e delle memorie di replica, risultando in
tal modo impedito ai difensori delle parti di svolgere nella sua completezza il
diritto di difesa, con conseguente violazione del principio del contraddittorio,
il quale non è riferibile solo all'atto introduttivo del giudizio, ma deve
realizzarsi nella sua piena effettività durante tutto lo svolgimento del
processo.

73
Ricorso per la prosecuzione del processo sospeso

TRIBUNALE DI ___________________________________.

Ricorso per la prosecuzione del processo recante n. ________ R.G. sospeso

in data ___/___/_____ promossa dal sig. ___________________________, cod.

fisc.: ____________________, residente in ____________ alla via

__________________, rappresentato e difeso dall’avv. ________________,

cod. fisc.: ___________

ATTORE

NEI CONFRONTI DEL

sig.__________________, rappresentato e difeso dall’avv.

__________________, cod. fisc.: ____________

CONVENUTO

PREMESSO CHE

con ordinanza emessa in data ___/___/_____ è stato sospeso il giudizio

(1), in attesa della decisione della controversia civile pendente dinanzi

al _________________ tra ___________________ e ______________.;

Tutto ciò premesso, il/la sig./sig.ra ___________________, come sopra

rappresentato, difeso e domiciliato:

CHIEDE

che la S.V. Ill.ma fissi, ai sensi dell’art. 297 cod. proc. civ.(2),

l’udienza per la prosecuzione del su indicato giudizio.

Luogo e data.

Avv. ___________________________________

NOTE
74
(1 ) L’art. 395 c.p.c. – Sospensione necessaria- prevede che il giudice dispone
che il processo sia sospeso in ogni caso in cui egli stesso o altro giudice
deve risolvere una controversia, dalla cui definizione dipende la decisione
della causa. Secondo una pronuncia giurisprudenziale di legittimità (Cass.
civ., sent. n. 11463 del 2004) si è chiarito che i presupposti per la
sospensione necessaria del processo, sono sia la pendenza dinanzi allo stesso
o ad altro giudice di una controversia avente ad oggetto questioni
pregiudiziali rispetto a quelle dibattute nel giudizio da sospendere, ma
oggettivamente diverse da tali ultime questioni, sia la mancata
sottoposizione della questione pregiudiziale anche all'esame del giudice che
dovrebbe, in ipotesi, procedere alla sospensione, poiché, in tal caso,
essendo egli investito della questione, ha il potere di decidere, a meno che
non ricorra, con le altre controversie, un'ipotesi di riunione, di
litispendenza o di continenze di causa.
(2) Secondo la nuova formulazione dell'art. 297 cod. proc. civ.- Fissazione
della nuova udienza dopo la sospensione-, se col provvedimento di sospensione
non è stata fissata l'udienza in cui il processo deve proseguire, le parti
debbono chiederne la fissazione entro il termine perentorio di tre mesi (in
precedenza erano sei) dalla cessazione della causa di sospensione di cui
all'art. 3 cod. proc. pen. o dal passaggio in giudicato della sentenza che
definisce la controversia civile o amministrativa di cui all'articolo 295
cod. proc. civ.. Nell'ipotesi dell'articolo precedente l'istanza deve essere
proposta dieci giorni prima della scadenza del termine di sospensione.
L'istanza si propone con ricorso al giudice istruttore o, in mancanza, al
presidente del tribunale. Il ricorso, col decreto che fissa l'udienza, è
notificato a cura dell'istante alle altre parti nel termine stabilito dal
giudice.

75
Provvedimento di fissazione di udienza per la prosecuzione del giudizio
sospeso

TRIBUNALE DI _________________________________.

Il dott. _________________________ in funzione di

_______________________,letta l’istanza che precede; letto l’art. 297

cod. proc. civ.(1),

FISSA

l’udienza del ___/___/_____, ore_________per la comparizione personale

delle parti e

CONCEDE

a parte ricorrente termine sino al ___/___/___ per la notifica del

ricorso e del presente decreto a parte convenuta.

Luogo e data.

IL GIUDICE

dott. ___________________________

Note

(1) Secondo la nuova formulazione dell'art. 297 c.p.c. – Fissazione della nuova
udienza dopo la sospensione -, se con il provvedimento di sospensione non è
stata fissata l'udienza in cui il processo deve proseguire, le parti debbono
chiederne la fissazione entro il termine perentorio di tre mesi (in precedenza
erano sei) dalla cessazione della causa di sospensione di cui all'art. 3 c.p.c.
o dal passaggio in giudicato della sentenza che definisce la controversia civile
o amministrativa di cui all'articolo 295 cod. proc. civ.
Il II comma, prevede che nell'ipotesi dell'articolo precedente l'istanza deve
essere proposta dieci giorni prima della scadenza del termine di sospensione.
Il III comma, stabilisce che l'istanza si propone con ricorso al giudice
istruttore o, in mancanza, al presidente del tribunale. Il ricorso, col decreto
che fissa l'udienza, è notificato a cura dell'istante alle altre parti nel
termine stabilito dal giudice.

76
Ricorso per la prosecuzione del processo interrotto

TRIBUNALE DI ___________________________________.

Ricorso per la prosecuzione del processo recante n. ___________ R.G.

interrotto in data ___/___/_____ promossa dal

sig._______________________, cod. fisc.: _________________, residente in

_____________ alla via_____________________in persona del legale

rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso dall’avv.

_______________________, cod. fisc.: ____________________________

ATTORE

NEI CONFRONTI DI

________________________, rappresentato e difeso dall’avv. _____________,

cod. fisc.: ______________

CONVENUTO

PREMESSO IN FATTO

Con ordinanza emessa in data ___/___/_____ è stato dichiarato interrotto

il giudizio (1), avendo, l’avv. ____________, dichiarato che il proprio

assistito è deceduto in data ___/___/_____

Tutto ciò premesso, il/la sig./sig.ra _____________________, nella

qualità di titolare _____________________, come sopra rappresentato,

difeso e domiciliato:

CHIEDE

che la S.V. Ill.ma fissi, ai sensi dell’art. 302 cod. proc. civ (2),

l’udienza per la prosecuzione del suindicato giudizio.

Luogo e data.

Avv. ___________________________

77
Note

(1) Al primo comma l'art. 300 c.p.c. – Morte o perdita della capacità della
parte costituita o del contumace-, prevede che se alcuno degli eventi
previsti nell'articolo precedente (299c.p.c., morte o perdita della capacità
di stare in giudizio di una delle parti o del suo rappresentante legale o
cessazione della rappresentanza) si avvera nei riguardi della parte che si è
costituita a mezzo di procuratore, questi lo dichiara in udienza o lo notifica
alle altre parti. Il comma secondo, invece, dispone che dal momento di tale
dichiarazione o notificazione il processo è interrotto, salvo che avvenga la
costituzione volontaria o la riassunzione.
La legge di riforma n. 69 del 2009 ha sostituito il quarto comma
dell'art. 300 c.p.c. con il seguente: se l'evento riguarda la parte dichiarata
contumace il processo è interrotto dal momento in cui il fatto interruttivo è
documentato dall’altra parte, o è notificato ovvero è certificato
dall'ufficiale giudiziario nella relazione di notificazione di uno dei
provvedimenti di cui all'art. 292 c.p.c. – Notificazione e comunicazione di
atti al contumace-.
(2)Secondo l’art. 302 c.p.c.–Prosecuzione del processo-,la costituzione per
proseguire il processo può avvenire all'udienza o a norma dell'art 166 c.p.c.
Se non è fissata alcuna udienza, la parte può chiedere con ricorso al giudice
istruttore o, in mancanza, al presidente del tribunale la fissazione
dell'udienza.

78
Provvedimento di fissazione di udienza per la prosecuzione del giudizio
interrotto

TRIBUNALE DI ______________________________________.

Il Giudice, nella persona del Dott.___________________ in funzione di

Giudice unico______________,letta l’istanza che precede; e letto l’art.

302 cod. proc. Civ.

FISSA

l’udienza del ___/____/_____, per la comparizione personale delle parti e

CONCEDE

a parte ricorrente termine sino al ___/___/_____ per la notifica del

ricorso e del presente decreto a parte convenuta.

Luogo e data.

IL GIUDICE

dott. _______________________________________

79
Atto di appello

CORTE DI APPELLO DI _________________________________.

ATTO DI APPELLO(1)

PER

Il/la sig./sig.ra ____________________, nato/a a __________________ il

___/___/_____ ed ivi residente alla via ____________________, n.

_________________, cod. fisc.: ____________________ elettivamente

domiciliato in _________________________alla via ______________________,

presso lo studio legale dell’avv. ___________________, cod. fisc.:

_________________ che lo rappresenta e difende, giusta procura in calce

al presente atto - il quale dichiara, ai sensi degli artt. 133, ult.

comma, 134, ultimo comma e 176, ultimo comma, cod. proc. civ., di volere

ricevere gli avvisi presso l’indirizzo di posta elettronica certificata

(PEC) _______________________ e/o anche presso il numero di fax

____________________

APPELLANTI

CONTRO

il/la sig./sig.ra______________________________

APPELLATO

AVVERSO

la sentenza n. _________/___________, emessa dal Tribunale di ___________

in data ___/___/_____ e depositata in cancelleria il ___/___/_____;

PREMESSO CHE

il/la sig./sig.ra _______________________, adiva il Tribunale

di____________________, sostenendo che

________________________________________________________;

in data ___/___/_____, il Tribunale di ______________________ depositava

in cancelleria la sentenza n. _______/_______. con cui rigettava la

80
domanda spiegata dagli odierni appellanti;

Tutto ciò premesso, in riforma dell’impugnata sentenza si spiegano i

seguenti

MOTIVI DI APPELLO

Nel giudizio di prime cure gli odierni appellanti hanno sempre sostenuto

____________________________;

Nella sentenza impugnata si legge che il

______________________________________________________.

La motivazione del Tribunale merita censura in quanto:

1. ______________________________________________________________;

2. ______________________________________________________________;

3. ______________________________________________________________.

Tutto ciò premesso, ut supra rappresentati e difesi, riportandosi, a

tutte le tesi ed istanze contenute negli scritti difensivi del primo

giudizio che si intendono qui ripetuti e trascritti,

CITANO

Il _________________________, in persona del legale rappresentante pro-

tempore, elettivamente domiciliato in __________________, alla via

_________________, presso lo studio legale del suo procuratore

costituito, avv. __________________, a comparire dinanzi alla corte di

Appello di _______________, all’udienza del __/___/_____ davanti alla

Sezione ed al Giudice che verranno designati ai sensi dell’art. 168 bis

cod. proc. civ., ora e luogo di rito, con l’invito a costituirsi nel

termine di 20 giorni prima di tale udienza ai sensi e nelle forme di cui

all’art. 166 cod. proc. civ., con l’avvertimento che la mancata

costituzione in giudizio entro il detto termine comporta le decadenze di

cui agli artt. 38 e 167 cod. proc. civ. e che non comparendo verrà

dichiarato contumace e si procederà comunque in sua assenza per sentire

accogliere le seguenti

81
CONCLUSIONI

accogliere, per i motivi di fatto e di diritto rassegnati, il presente

appello e per l’effetto riformare la sentenza impugnata, il tutto con

vittoria di spese, diritti ed onorari del doppio grado di giudizio.

Si depositano:

- sentenza appellata;

- fascicolo relativo al giudizio di primo grado;

- ____________________________________.

In via istruttoria si chiede ammettersi - poiché indispensabili ex art.

345 cod. proc. civ., per i motivi esposti al punto _____ del presente

atto di appello - dei seguenti mezzi di prova (2):

- ordinare a_______________ di esibire ________________________;

- disporre consulenza tecnica al fine di verificare,

_____________________________________.

Luogo e data.

Avv. ___________________________________

Note

1 L'art. 327 c.p.c. – Decadenza dall’impugnazione – stabilisce che, a


prescindere dalla notificazione, l'appello, il ricorso per cassazione e la
revocazione per i motivi indicati nei nn. 4 e 5 dell'alt. 395 c.p.c. non
possono proporsi dopo che siano decorsi sei mesi (i termini prima della legge
di riforma n. 69 del 2009 erano di un anno) dalla pubblicazione della
sentenza.
Detta disposizione non si applica quando la parte contumace prova di non aver
avuto conoscenza del processo per nullità della citazione o della
notificazione della stessa, per nullità della notificazione degli atti di cui
all'art. 292 c.p.c. – Notificazione e comunicazione di atti al contumace.
Inoltre, secondo l’art. 339 c.p.c.- Appellabilità delle sentenze-, possono
essere impugnate con appello le sentenze pronunciate in primo grado, purché
l'appello non sia non ammesso dalla legge o dall'accordo delle parti a norma
dell'art. 360 II co., c.p.c..
Inappellabile è la sentenza che il giudice ha pronunciato secondo equità a
norma dell'art. 114 c.p.c. Le sentenze del giudice di pace pronunciate
secondo equità a norma dell'art. 113, II co., c.p.c. sono appellabili soltanto
per violazione delle norme sul procedimento, per violazione di norme
costituzionali o comunitarie ovvero dei principi regolatori della materia.
(2) L'art. 345 c.p.c. – Domande ed eccezioni nuove – stabilisce che nel
giudizio d'appello non possono presentasi domande nuove e, se presentate,
debbono essere dichiarate inammissibili d'ufficio. Possono, tuttavia,
82
chiedersi gli interessi, i frutti e gli accessori maturati dopo la sentenza
impugnata, nonché il risarcimento dei danni patiti dopo la sentenza stessa.
Non possono proporsi nuove eccezioni, che non siano rilevabili anche
d'ufficio. Non sono ammessi nuovi mezzi di prova e, in seguito alle modifiche
introdotte dalla legge di riforma 18 giugno 2009, n. 69, non possono essere
prodotti nuovi documenti, salvo che il collegio non li ritenga essenziali ai
fini della decisione della causa ovvero che la parte dimostri di non aver
potuto proporli o produrli nel giudizio di primo grado per causa ad essa non
imputabile. Può comunque deferirsi sempre il giuramento decisorio.

83
Comparsa di risposta in appello

CORTE DI APPELLO DI ______________________________.

COMPARSA D’APPELLO

Nella causa n. _______________R.G. promossa da

Il/la sig./sig.ra ________________, nato/a a ________________, il

___/____/______ ed ivi residente in __________________, alla via

_______________, n. _____, cod. fisc.: ________________ contro il/la

sig./sig.ra ________________, cod. fisc.: _____________________,

domiciliato a _________________, alla via __________________, n. ____,

presso e nello studio dell’avv. ___________________, cod. fisc.:

________________________ che lo rappresenta e difende, giusta procura

stesa in calce al presente atto - il quale dichiara, ai sensi degli

artt. 133, ult. comma, 134, ultimo comma e 176, ultimo comma, cod. proc.

civ., di volere ricevere presso l’indirizzo di posta elettronica

certificata (PEC) __________________ e/o anche presso il numero di fax

________________, tutti gli avvisi.

PREMESSO IN FATTO E DIRITTO

I sig.ri ______________________________ con atto di citazione notificato

in data ___/___/_____ hanno convenuto in giudizio innanzi al Tribunale di

________________ il/la sig./sig.ra ______________ per procedere a

___________________________________

Instauratosi regolarmente il contraddittorio ed istruita la causa con

l’escussione dei __________________ e la produzione di ________________,

il Tribunale di _________________, con sentenza n. ___________, emessa il

________, ha disposto _____________________ ed ha

_________________________________

I sig. ri ______________________, ritenendo che _____________________, ha

84
proposto appello nei confronti di ____________________ convenendolo in

giudizio per l’udienza del ___/___/_____.

Il/la sig./sig.ra ___________________contesta la domanda di riforma della

sentenza impugnata in quanto il Tribunale di __________________ ha

correttamente ____________________________

P.Q.M.

chiede che Ill.ma Corte d’Appello di _________________ respinta ogni

contraria istanza, eccezione e deduzione, voglia così provvedere,

rigettando l’appello proposto da _____________________, con vittoria di

spese diritti ed onorari del presente giudizio.

Luogo e data.

Avv. ________________________________

85
Ricorso per cassazione

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

RICORSO PER CASSAZIONE(1)

PER

Il/la sig./sig.ra _________________, elettivamente domiciliato in Roma,

alla via ______________ presso lo studio legale dell’avv.

_________________, cod. fisc.: ___________________che lo rappresenta e

difende in forza di mandato a margine del presente atto;

RICORRENTE

CONTRO

il/la sig./sig.ra.__________________, elettivamente domiciliato/a in

Roma, alla via _______________ presso lo studio legale dell’avv.

_______________________

RESISTENTE

PER LA CASSAZIONE

del provvedimento emesso dal _____di _________, il __________, e

notificata al ricorrente ___/___/_____

PREMESSO

che, in data ___/___/___, il ____________________(esposizione sommaria

dei fatti della causa) (2).

Tutto ciò premesso, il/la sig./sig.ra ___________________, ut supra

rappresentato e difeso, propone ricorso per la cassazione avverso il

_____________emesso dal ____ di ____________, il _________, nell’ambito

del procedimento R.G. ______ /______, per i seguenti

MOTIVI (2)(3)

VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DELL’ART. ____________________

DELLA LEGGE ___________________(3):

86
VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DELL’ART.____________ COD. PROC. CIV. -

NULLITÀ DEL PROCEDIMENTO E DELL’IMPUGNATO PROVVEDIMENTO(3).

La corte di merito ha ritenuto provato _________________________________

La corte, inoltre, ha ritenuto erroneamente ammissibile la deposizione

del teste __________, che ha affermato che “________________”, pur avendo

egli un interesse al processo a norma dell’art. 246 cod. proc. civ.

Per i motivi sopra illustrati, il/la sig./sig.ra

________________________, ut supra rappresentato e difeso,

CHIEDE

che la Corte Suprema cassi l’impugnato provvedimento, con condanna del

resistente al pagamento delle spese di giudizio.

Si depositano (4):

1) fascicolo di parte del precedente grado di giudizio;

2) copia autentica del provvedimento impugnato;

3) copia della richiesta di trasmissione del fascicolo d’ufficio alla

Corte di cassazione

Luogo e data.

Avv. ____________________________

Note

1 Il nuovo art. 360-bis c.p.c., - Inammissibilità del ricorso- recita che il


ricorso è inammissibile:
(1) quando il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in
modo conforme alla giurisprudenza della Corte e l'esame dei motivi non
offre elementi per confermare o mutare l'orientamento della stessa;
(2) quando è manifestamente infondata la censura relativa alla violazione
dei princìpi regolatori del giusto processo.
Il primo comma dell'art. 376 c.p.c. è stato così sostituito dall’art. 47, co I,
lett. b), della L. 18 giugno, n.69 con il seguente:
"II primo presidente, tranne quando ricorrono le condizioni previste
dall'articolo 374, assegna i ricorsi ad apposita sezione, che verifica se
sussistono i presupposti per la pronuncia in camera di consiglio ai sensi
dell'articolo 375, primo comma, numeri 1) e 5). Se la sezione non definisce il
giudizio, gli atti sono rimessi al primo presidente, che procede
all'assegnazione alle sezioni semplici". L'art. 380c.p.c. –Deliberazione della
sentenza- è stato sostituito con il seguente:
"Art. 380-bis - Procedimento per la decisione sull'inammissibilità del ricorso e
87
per la decisione in camera di consiglio-, il relatore della sezione di cui
all'articolo 376, primo comma, primo periodo, se appare possibile
definire il giudizio ai sensi dell'articolo 375, primo comma, numeri 1) e 5),
deposita in cancelleria una relazione con la concisa esposizione delle ragioni
che possono giustificare la relativa pronuncia. 11 presidente fissa con decreto
l'adunanza della Corte. Almeno venti giorni prima della data stabilita per
l'adunanza il decreto e la relazione sono comunicati al pubblico ministero e
notificati agli avvocati delle parti, i quali hanno facoltà di presentare, il
primo conclusioni scritte, e i secondi memorie, non oltre cinque giorni prima e
di chiedere di essere sentiti, se compaiono.
Al III comma prosegue, “se il ricorso non è dichiarato inammissibile, il relatore
nominato ai sensi dell'articolo 377, primo comma, ultimo periodo, quando appaiono
ricorrere le ipotesi previste dall'articolo 375, primo comma, numeri 2) e 3),
deposita in cancelleria una relazione con la concisa esposizione dei motivi in
base ai quali ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio e
si applica il secondo comma.
Se ritiene che non ricorrono le ipotesi previste dall'articolo 375, primo
comma, numeri 2) e 3), la Corte rinvia la causa alla pubblica udienza". All’art.
375 c.p.c.. –Pronuncia in camera di consiglio-, sono state introdotto le
seguenti modificazioni:
1) il n. 1) del primo comma è sostituito dal seguente:
"1) dichiarare l'inammissibilità del ricorso principale e di quello incidentale
eventualmente proposto, anche per mancanza dei motivi previsti dall'articolo
360"
2) il numero 5) del primo comma è sostituito dal seguente:
"5) accogliere o rigettare il ricorso principale e l'eventuale ricorso inci-
dentale per manifesta fondatezza o infondatezza".
All'ordinamento giudiziario -r.d. 30.1.1941, n. 12-, dopo l'articolo 67 è
inserito il seguente:
"Art. 67-bis. - Criteri per la composizione della sezione prevista dal -
l'articolo 376 del codice di procedura civile-. — 1. A comporre la sezione
prevista dall'articolo 376, primo comma, del codice di procedura civile, sono
chiamati, di regola, magistrati appartenenti a tutte le sezioni". Ai sensi
dell'art 360 c.p.c. –Sentenze impugnabili e motivi di ricorso-,
"Le sentenze pronunciate in grado d'appello o in unico grado possono essere
impugnate con ricorso per cassazione: 1) per motivi attinenti alla
giurisdizione; 2) per violazione delle norme sulla competenza, quando non è
prescritto il regolamento di competenza; 3) per violazione o falsa applicazione
di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro; 4)
per nullità della sentenza o del procedimento; 5) per omessa, insufficiente o
contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il
giudizio. Può inoltre essere impugnata con ricorso per cassazione una sentenza
appellabile del tribunale, se le partì sono d'accordo per omettere l'appello;
ma in tal caso l'impugnazione può proporsi soltanto a norma del primo comma, n.
3). Non sono immediatamente impugnabili con ricorso per cassazione le sentenze
che decidono di questioni insorte senza definire, neppure parzialmente, il
giudizio. Il ricorso per cassazione avverso tali sentenze può essere proposto,
senza necessità dì riserva, allorché sia impugnata la sentenza che definisce,
anche parzialmente, il giudizio. Le disposizioni di cui al primo comma e terzo
comma si applicano alle sentenze ed ai provvedimenti diversi dalla sentenza
contro i quali è ammesso il ricorso per cassazione per violazione di legge
2 Riguardo al contenuto del ricorso, l'art. 366 c.p.c. –Contenuto del ricorso,
prevede che il ricorso deve contenere, a pena di inammissibilità: 1)
l'indicazione delle parti; 2) l'indicazione della sentenza o decisione
impugnata; 3) l'esposizione sommaria dei fatti della causa; 4) i motivi per i
quali si chiede la cassazione, con l'indicazione delle norme di diritto su cui
si fondano, secondo quanto previsto dall'articolo 366 bis cod. proc. civ. (norma
abrogata dalla riforma del 2008); 5) l'indicazione della procura, se conferita
con atto separato e, nel caso di ammissione al gratuito patrocinio, del relativo
decreto; 6) la specifica indicazione degli atti processuali, dei documenti e dei
contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda. Se il ricorrente

88
non ha eletto domicilio in Roma, le notificazioni gli sono fatte presso la
cancelleria della Corte di Cassazione. Nel caso previsto nell'articolo 360,
secondo comma, l'accordo delle parti deve risultare mediante visto apposto sul
ricorso dalle altre parti o dai loro difensori muniti di procura speciale, oppure
mediante atto separato, anche anteriore alla sentenza impugnata, da unirsi al
ricorso stesso. Le comunicazioni della cancelleria e le notificazioni tra i
difensori di cui agli articoli 372 e 390 possono essere fatte al numero di fax o
all'indirizzo di posta elettronica indicato in ricorso dal difensore che così
dichiara di volerle ricevere, nel rispetto della normativa, anche regolamentare,
vigente. Si applicano le disposizioni richiamate dal secondo comma dell'art.
176 cod. proc. civ.
(3) Con l’introduzione della legge 18 giugno 2009, n. 69 si è abrogato l'art. 266-
bis cod. proc. civ. che disciplinava la formulazione dei motivi di ricorso. Tale
articolo, inserito dall'art. 6 del d. Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, prevedeva che
nei casi indicati dall'art. 360, primo comma, nn. 1), 2), 3) e 4)-vale a dire,
rispettivamente, per motivi attinenti alla giurisdizione; per violazione delle
norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento di competenza;
per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi
collettivi nazionali di lavoro; per nullità della sentenza o del procedimento-,
l'illustrazione di ciascun motivo si deve concludere, a pena di inammissibilità,
con la formulazione di un quesito di diritto. Nel caso previsto dall'art. 360,
primo comma, n. 5), cod. proc. civ., cioè in caso di omessa, insufficiente o
contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il
giudizio, l'illustrazione di ciascun motivo doveva contenere, a pena di
inammissibilità, la chiara indicazione del fatto controverso in relazione al
quale la motivazione si assumeva omessa o contraddittoria, ovvero le ragioni per
le quali la dedotta insufficienza della motivazione la rendeva inidonea a
giustificare la decisione. Intenzione del legislatore della riforma del 2006 era
quella disincentivare, tramite un'immediata reiezione in rito, i ricorsi per i
quali il difensore del ricorrente non era stato capace di tradurre la propria
denuncia in un'apposita domanda. Ad ogni motivo doveva corrispondere un quaestio
juris , che era conveniente evidenziare sotto il profilo grafico. Tutto ciò
tanto per il ricorso principale quanto per quello incidentale.
La suddetta abrogazione ha determinato un intervento anche all’art. 375 cod.
proc. civ. , sostituito dall'art. 9 del d. Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, al quale
sono state introdotte le seguenti modificazioni: 1) al primo comma, il n. 1) è
sostituito dal seguente: "1) dichiarare l'inammissibilità del ricorso principale
e di quello incidentale eventualmente proposto, anche per mancanza dei motivi
previsti dall'articolo 360"; 2) al primo comma, il numero 5) è sostituito dal
seguente: "5) accogliere o rigettare il ricorso principale e l'eventuale ricorso
incidentale per manifesta fondatezza o infondatezza".
(4) Secondo una pronuncia giurisprudenziale (Cass. civ., sez. I, 17 giugno 2009, n.
14080) è ammissibile la produzione documentale in sede di giudizio di legittimi-
tà del decreto di esproprio intervenuto dopo la chiusura del procedimento di
merito, non operando, per la natura giuridica di condizione dell'azione del
provvedimento ablatorio, i divieti ed i limiti imposti dall'art. 372 cod. proc.
civ..

89
Richiesta di trasmissione del fascicolo alla suprema corte di

Al Sig. Cancelliere ____________________________

Il/la sig./sig.ra _______________________, cod. fisc.:

_____________________, elettivamente domiciliato in ______________, alla

via _________________presso lo studio legale dell’avv.

__________________, che lo rappresenta e difende in forza di mandato a

margine del presente atto, avendo proposto ricorso per cassazione avverso

la sentenza n. ______________ del __________, depositata il __________,

con ricorso notificato in data ___/___/_____

CHIEDE

alla S.V. di voler trasmettere, ai sensi e per gli effetti del terzo

comma dell’art. 369 cod. proc. civ.(1) , il fascicolo del processo

recente n.________di R.G. (______ c/______) alla Cancelleria presso la

Suprema Corte di Cassazione.

Luogo e data.

Avv. ________________________

Note

(1 ) Il terzo comma dell’art. 369 c.p.c. – Deposito del ricorso-, prevede che iI
ricorrente deve chiedere alla cancelleria del giudice che ha pronunciato la
sentenza impugnata o del quale si contesta la giurisdizione la trasmissione
alla cancelleria della Corte di Cassazione del fascicolo d'ufficio; tale
richiesta è restituita dalla cancelleria al richiedente munita di visto, e
deve essere depositata insieme col ricorso.
Secondo la giurisprudenza della Cassazione la regola formale richiedente
l'autenticità del documento è dettata a disciplina e salvaguardia della
fedeltà documentale. Non sono, pertanto, consentite forme alternative o
equipollenti, quali il deposito di una copia priva della attestazione della
autenticità o la conoscenza della sentenza impugnata desumibile da altri atti
del processo. La sanzione della improcedibilità, quindi, non può essere
evitata con il deposito della copia della sentenza da parte del con-
troricorrente, o con il rinvenimento della stessa nel fascicolo d'ufficio,
Cass. civ., sez. II, 21 marzo 2007, n. 6690.

90
Controricorso per cassazione

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

CONTRORICORSO PER CASSAZIONE(1)

Il/la sig./sig.ra______________________ elettivamente domiciliato in

Roma, alla via __________________ presso lo studio legale dell’avv.

_________________ cod. fisc.: _____________________ che ha chiesto la

cassazione della sentenza del ____ di _______________, n. ___________,

emessa il ____________e notificata in data _______________

PREMESSO IN FATTO CHE

con atto di citazione notificato il ______________ ha convenuto in

giudizio il/la sig./sig.ra ________________ innanzi al ________________

di __________________per___________________;

radicatosi ritualmente il contraddittorio, il convenuto ha eccepito che

_____________________________;

il Giudice di ____________________, con sentenza n. ____________, emessa

in data ________________, ha___________________________________________;

avverso detta sentenza è stato proposto dal sig. ____________________

appello principale, con atto notificato in data _________, e dal sig.

_________________ appello incidentale, con atto del ___________;

La Corte d’Appello di _______________, con sentenza n. ____________,

emessa il _________e notificata in data _______________, ha

_________________________________;

avverso tale sentenza, il/la sig./sig.ra _______________________, con

atto notificato in data _____________, ha proposto ricorso per

cassazione, chiedendo a codesta Suprema Corte di cassare la sentenza

impugnata sopra indicata con condanna __________________ alle spese del

giudizio di cassazione;

91
a base di tale ricorso ha posto i seguenti motivi:

________________________________________________;

Per i motivi sopra illustrati, il/la sig./sig.ra ____________________,

ut supra rappresentato e difeso,

CHIEDE

che la Corte Suprema voglia rigettare il suddetto ricorso e condannare

il/la sig./sig.ra________________ alle spese del presente giudizio.

Si deposita:

_________________;

_________________;

_________________.

Dichiara di voler ricevere le comunicazioni di cancelleria e le

notificazioni tra i difensori di cui agli artt. 372 e 390 cod. proc. civ.

al seguente indirizzo di posta elettronica:

_____________@____________.it.

Luogo e data.

Avv. _______________________________

Note

(1) L'art. 370 c.p.c. – Controricorso- ., prevede che la parte contro la


quale il ricorso è diretto, se intende contraddire, deve farlo mediante
controricorso da notificarsi al ricorrente nel domicilio eletto entro venti
giorni dalla scadenza del termine stabilito per il deposito del ricorso. In
mancanza di tale notificazione, essa non può esibire memorie, ma soltanto
prendere parte alla discussione orale.
Al controricorso si applicano le norme degli artt. 365 e 366 c.p.c. in quanto è
possibile.
Il controricorso è depositato nella cancelleria della corte entro venti giorni
dalla notificazione, insieme con gli atti e i documenti e con la procura
speciale, se conferita con atto separato.

92
PARTE QUARTA

Controversie disciplinate dal rito del lavoro

Indice delle formule

Ricorso introduttivo

Decreto di fissazione di udienza

Memoria difensiva

Fissazione di nuova udienza a seguito di proposizione di domanda

riconvenzionale

Ordinanza ammissiva di mezzi istruttori d’ufficio

Istanza per il pagamento di una provvisionale

Ordinanza che dispone il pagamento di una provvisionale

Istanza per il pagamento di somme non contestate

Ordinanza che dispone il pagamento di somme non contestate

Dispositivo (con motivazione contestuale)

Ricorso in appello

Memoria difensiva di costituzione dell’appellato

93
Ricorso introduttivo

TRIBUNALE DI ________________________________.

RICORSO

PER

______________ nato/a a _____________ il ________ residente a __________

alla via ___________n. ___ cod. fisc.:______________, elettivamente

domiciliato in _________. alla via ____________. presso e nello studio

dell’Avv. ___________ cod. fisc.: _____________ in forza di procura in

calce al presente atto - il quale dichiara, ai sensi degli artt. 133,

ult. comma, 134, ultimo comma e 176, ultimo comma, cod. proc. civ., di

volere ricevere presso l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC)

________________ e/o anche presso il numero di fax _________________,

tutti gli avvisi.

RICORRENTE

CONTRO

Il/la sig./sig.ra _______________, in persona del legale rappresentante

pro-tempore residente in ____________ alla via _____________n. ______

CONVENUTA

PREMESSO CHE

indicare i fatti e le ragioni di diritto posti alla base della domanda,

ivi comprese, se del caso, le norme del CCNL che si assumano violate.
Tanto premesso, il/la sig./sig.ra _________________, come sopra

rappresentato e difeso

RICORRE

il/la sig./sig.ra_____________ assistito dal sottoscritto procuratore,

ricorre a codesto tribunale in funzione di giudice del lavoro affinché,

fissata l’udienza di discussione a norma dell’art. 415, c. 2º c.p.c.,

voglia _____________________

94
IN VIA ISTRUTTORIA

indicare, a pena di decadenza, la prova per interrogatorio formale o per

testi, precisando i capitoli di prova ed i nomi dei testimoni; ovvero,

chiedere l’esibizione in giudizio di documenti in possesso della

controparte o di un terzo, chiedere eventuale consulenza tecnica

d’ufficio, ecc.

Si offrono in comunicazione:

Luogo e data.

Avv. ___________________________

95
Decreto di fissazione di udienza

TRIBUNALE DI ________________________________.

Il Giudice, dott. _______________________, letto il ricorso che precede;

visto l’art. 415 cod. proc. civ.,

FISSA

l’udienza del ___/___/_____, ore ________di rito, per la comparizione

personale delle parti e

CONCEDE

al ricorrente termine sino al ___/___/_____, per la notifica del ricorso

e del presente decreto a parte convenuta.

Luogo e data.

IL GIUDICE

dott. ____________________________

96
Memoria difensiva

TRIBUNALE DI _____________________________________.

MEMORIA DIFENSIVA

PER

Il/la sig./sig.ra________________, nato/a a________________il

___/___/_____, cod. Fisc:________________, residente in____________ alla

via __________________, n._____ e domiciliato in presso e nello studio

dell’Avv. _____________, cod. Fisc.: ___________________che lo

rappresentanta e difende in virtù di procura in calce dell'originale del

presente atto - il quale dichiara, ai sensi degli artt. 133, ult. comma,

134, ultimo comma e 176, ultimo comma, cod. proc. civ., di volere

ricevere presso l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC)

___________________e/o anche presso il numero di fax_________________,

tutti gli avvisi relativi ai provvedimenti che saranno adottati dal

Giudicante, convenuto nella causa n. _____/_____R.G.

CONTRO

Il/la sig./sig.ra______________, nato/a a _______________ il

___/___/_____ residente a______________ alla via ___________ n. ___ cod.

Fisc.: ________________ elettivamente domiciliato in______________alla

via______________ n. ___, presso lo sudio dell’Avv. __________________

del foro di________________ che lo rappresenta e difende

PREMESSO CHE

il ricorrente, con ricorso depositato in data_____________e notificato il

__________, che sia dia qui per interamente trascritto e riportato ha

sostenuto di non aver mai ricevuto______________, richieste in tal senso;

il ricorrente, ha chiesto la condanna dell'odierno esponente al pagamento

della complessiva somma di euro ________________, per differenze

retributive e TFR ed a titolo di straordinario, maturati ma non

97
corrisposti, oltre a rivalutazione ed interessi e vittoria di spese;

che le domande proposte dal ricorrente sig._____________, sono tutte

infondate sia in fatto che in diritto

OSSERVA PRELIMINARMENTE

Si eccepisce innanzitutto la nullità del ricorso introduttivo per mancata

indicazione degli elementi di fatto e di diritto sulle quali questa si

fonda.

Parte ricorrente, infatti, pur rilevando che _____________________,

omette di indicare _________________

MERITO

Ferma restando la suesposta eccezione di nullità del ricorso

introduttivo, si rileva l’assoluta infondatezza della pretesa del

ricorrente dato che, non solo non è rispondente al vero che ha

________________, ma non risulta neppure che abbia

_________________________________________ .

Tanto premesso si rassegnano le seguenti conclusioni:

Voglia l’Ill. mo Tribunale adito, contrariis reiectis, così provvedere:

1) in via preliminare: dichiarare la nullità del ricorso introduttivo;

2) nel merito: rigettare la domanda proposta da __________________,

perché infondata in fatto ed in diritto.

Condannare, in ogni caso, il ricorrente al pagamento di spese, competenze

e onorari di giudizio.

IN VIA ISTRUTTORIA

Ci si oppone alla produzione del _________________ da parte del

ricorrente atteso che ______________

Si allegano e si offrono in comunicazione, mediante deposito in

Cancelleria, i seguenti documenti:

1) ricorso introduttivo con mandato in calce;

2) _____________________________________.

98
Si chiede che venga disposto l’interrogatorio formale del ricorrente

sulla seguente circostanza:

“Vero che ___________________________________________________ ”

Si chiede, inoltre, quanto alla prova testimoniale, di essere ammessi

alla prova contraria e diretta sulle circostanze indicate dal ricorrente

nel ricorso introduttivo e di essere ammessi alla prova diretta su quelle

indicate nella presente memoria difensiva.

Luogo e data.

Avv. __________________________________

99
Fissazione di nuova udienza a seguito di proposizione di domanda
riconvenzionale

TRIBUNALE DI _____________________________________.

NELLA CAUSA DI LAVORO PROMOSSA

DA

il/la sig./sig.ra __________________, cod. fisc.:_______________________

residente in _________________ alla via __________________, rappresentato

e difeso dall’avv. __________________avverso _________avente ad oggetto

______________________

IL GIUDICE,

letta la memoria difensiva di costituzione del convenuto nella quale è

stata ritualmente proposta domanda riconvenzionale;

letto l’art. 418 cod. proc. civ., a modifica del

decreto reso in data ___/___/_____,

FISSA

l’udienza del ___/___/_____, ore__________di rito, per la comparizione

personale delle parti e

MANDA

alla cancelleria per la notifica all’attore del presente decreto,

unitamente alla memoria difensiva entro il ___/___/_____

Luogo e data

IL GIUDICE

dott. ______________________________

100
Ordinanza ammissiva di mezzi istruttori d’ufficio

VERBALE D’UDIENZA _________________________________

Il giorno __________, innanzi al Giudice, dott. ____________________,

sono presenti: il ricorrente, rappresentato e difeso dall’avv.

_______________ e il convenuto, rappresentato e difeso dall’avv.

___________________

L’avv. ____________________, difensore di parte ricorrente,

preliminarmente chiede che: ________________________________

L’avv. _____________________, difensore di parte convenuta, si oppone

all'eccezione preliminare sollevata da controparte e chiede che la causa

venga decisa.

IL GIUDICE,

ritenuta la necessità di disporre l’assunzione della prova testimoniale

del sig. ___________________, in ordine ai capitoli di prova indicati dal

ricorrente nel ricorso introduttivo, atteso che ____________________,

P.Q.M.

letto l’art. 421 cod. proc. civ.,

DISPONE

d’ufficio la prova testimoniale del sig. ____________________, affinché

deponga sui capitoli di prova indicati nel ricorso introduttivo e

RINVIA

la causa all’udienza del ___/___/_____, per l’escussione del teste

suindicato.

101
Istanza per il pagamento di una provvisionale

PROCESSO VERBALE D’UDIENZA __________________________.

Innanzi al Giudice, dott. __________________, in data sono presenti: il

ricorrente, rappresentato e difeso dall’avv. _________________ e il

convenuto, rappresentato e difeso dall’avv. ______________________

L’avv. _____________________, difensore di parte ricorrente chiede che il

giudice emetta ordinanza esecutiva di condanna di parte convenuta al

pagamento, in favore di parte ricorrente, della complessiva somma di euro

_________________ a titolo provvisorio. Dall'escussione dei testi, non

solo hanno confermato che il ricorrente ha svolto attività lavorativa

alle dipendenze del convenuto a decorrere dal mese di __________________

ma hanno anche accertato che nessun pagamento è stato mai effettuato

nonostante le reiterate richieste avanzate.

L’avv. _____________________ si oppone alla richiesta di controparte,

rilevando che le prove testimoniali risultano smentite dalla

documentazione prodotta in giudizio.

102
Ordinanza che dispone il pagamento di una provvisionale

IL GIUDICE,

dato atto di quanto sopra (nel processo del lavoro non è ammessa la

riserva del giudice), rilevato che dall’attività istruttoria

complessivamente espletata il diritto del ricorrente è stato accertato,

limitatamente agli importi relativi a ___________________ ammontanti, a

complessivi euro ___________________;

rilevato, altresì, che nessuna rilevanza giuridica meritano le generiche

contestazioni svolte da parte convenuta, attesa anche l’inconsistenza

della documentazione allegata dalla medesima,

P.Q.M.

letto l’art. 423, secondo comma, cod. proc. civ.,

ORDINA

alla parte convenuta il pagamento, in favore del ricorrente, della

complessiva somma di euro __________.

IL CANCELLIERE

_________________ IL GIUDICE

__

______________

103
Istanza per il pagamento di somme non contestate

VERBALE D’UDIENZA ______________________________

Alle ore_____________ e davanti al giudice designato,

dr.______________________, dell'intestato Tribunale, sono comparsi, per

l'attore sig._______________, l'avv.____________________, e per il

convenuto sig._________, l'avv._______________________; ed a seguito di

proposizione di istanza per il pagamento di somme non contestate ex art.

186 bis c.p.c.

L’ avv. _______________________, difensore di parte ricorrente chiede che

il giudice emetta ordinanza esecutiva di condanna di parte convenuta al

pagamento, in favore di parte ricorrente, della complessiva somma di euro

_____________________

Parte convenuta, non contesta di dover corrispondere al ricorrente la

complessiva somma di euro ______________ a titolo di

___________________________ chieste con il ricorso introduttivo.

104
Ordinanza che dispone il pagamento di somme non contestate

IL GIUDICE,

ritenuto che, effettivamente, il convenuto, ritualmente costituitosi alla

prima udienza di comparizione, non ha contestato di dovere le somme che

l'attore ha richiesto nell'istanza di pagamento,

ritenuti, quindi sussistenti i presupposti rd in applicazione dell'art.

186 bis c.p.c

P.Q.M.

ORDINA alla parte convenuta il pagamento, in favore del ricorrente, della

complessiva somma di euro ____________.

IL CANCELLIERE

________________ IL GIUDICE

_______________

105
Dispositivo (con motivazione contestuale)

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE CIVILE DI __________________________

Il dott. ________________, nella causa avente n. di R.G. _____________,

all’udienza del ___/___/_____, ha pronunciato il seguente:

DISPOSITIVO

E LE RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE

nella causa

TRA ____________________, elettivamente domiciliato in

____________________, alla ________________, n. ___, presso e nello

studio dell’avv. _________________________dal quale è rappresentato e

difeso, giusta procura a margine al ricorso introduttivo.

RICORRENTE

E ____________________S.p.A., in persona del legale rappresentante pro-

tempore, elettivamente domiciliata in ______________________ alla via

___________________________n. _____ presso e nello studio dell’avv.

___________________________dal quale è rappresentata e difesa, unitamente

agli avv.ti_______________________, _________________________ del foro di

_________________, giusta procura in calce alla copia notificata del

ricorso introduttiva.

CONVENUTA

P. Q. M.

Il Tribunale, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta, con

ricorso depositato in data ________ da ____________________ nei confronti

della società “________________”, in persona del legale rappresentante

pro-tempore, ogni altra istanza, eccezione e deduzione disattesa e

106
respinta - così provvede:

1. rigetta le domande proposte da parte ricorrente;

2. condanna parte ricorrente al pagamento, in favore della società

convenuta, delle spese di giudizio che liquida in complessivi euro

___________________ di cui euro ______________________;

3. fissa il termine di gg. ________per il deposito della sentenza.

Così deciso in _______________ in data ______________

IL GIUDICE

dott. ____________________

107
Ricorso in appello

CORTE DI APPELLO DI _______________________________.

RICORSO IN APPELLO EX ART. 433 c.p.c.

Avverso la sentenza n. ___________ emessa dal Tribunale di ______________

in data _________, depositata il ____________ e notificata il _________;

Il/la sig./sig.ra_______________, nato/a a__________________ il

___/___/_____, cod. fisc. n. _________________________, residente in

______________________ alla via___________________, n.______ e

domiciliato in_______________alla via________________________, n.____,

presso lo studio dell'avv. _____________, che lo rappresenta e difende in

forza di procura__________________________________

PREMESSO CHE

- con ricorso depositato in data ______________ il ricorrente (odierno

appellante) aveva convenuto in giudizio la ____________________ s.p.a.

chiedendone la condanna al pagamento della somma di euro _______________a

titolo di _________________, così come previsto dall’art. ________,

evidenziando

che________________________________________________________________;

- costituendosi in giudizio con memoria depositata il __________, la

società, odierna appellata, contestava nel merito la fondatezza della

domanda avanzata dal ricorrente sull’assunto della ____________ e ne

chiedeva, conseguentemente, il rigetto con il favore delle spese;

- che, esaurita l'istruttoria, al termine della discussione, il tribunale

di_____________, in funzione di giudice del lavoro, in accoglimento

integrale delle domande proposte dal sig.___________, pronunciava

sentenza, dando lettura del dispositivo della stessa e delle ragioni su

cui era fondata, con la quale condannava l'odierno appellante

108
sig.____________ al pagamento di complessivi Euro______________, oltre a

rivalutazione ed interessi ed al rimborso delle spese processuali.

Avverso detta sentenza si propone

APPELLO

La sentenza va riformata per omessa acquisizione delle prove ed erronea

interpretazione dei fatti di causa da cui sarebbe poi derivata la

contraddittoria motivazione sulla quale risulta fondata.

In particolare, il Tribunale avrebbe dovuto accertare:

1)___________________________________;

2) ___________________________________.

Sulla scorta di quanto precede, ai sensi degli artt. 433 e ss. cod.

proc. civ.,

CHIEDE

che l’On. Collegio, voglia fissare l’udienza di comparizione delle parti

e discussione della causa, per ivi sentire accogliere le seguenti

CONCLUSIONI

“Voglia l’Ecc.ma Corte d’Appello di ______________________, in riforma

dell’impugnata sentenza, così provvedere:

In via processuale

- vengono riproposte tutte le prove già dedotte nel procedimento di primo

grado, i testi ivi indicati, da intendersi qui integralmente trascritte.

Nel merito,

- riformare completamente la sentenza emessa dal _______________ nei cui

confronti è stato prodotto il presente appello - e pertanto confermare le

domande prodotte dalla parte appellante in primo grado, domande che qui

vengono integralmente riproposte: ___________________

per l’effetto

- condannare la società appellata, a corrispondere, in favore della parte

appellante la predetta somma a titolo di _____________________

109
Con il riconoscimento delle spese di causa e degli onorari di avvocato

maggiorati di IVA e CPA, detratta la ritenuta di acconto per entrambi i

gradi di giudizio”.

dichiara, ai sensi degli artt. 133, ult. comma, 134, ultimo comma e 176,

ultimo comma, cod. proc. civ., di volere ricevere presso l’indirizzo di

posta elettronica certificata (PEC) _____________________ e/o anche

presso il numero di fax ___________________, tutti gli avvisi relativi ai

provvedimenti che saranno adottati dal Giudicante, nel rispetto della

normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la

trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi.

Si producono i seguenti documenti:

1) sentenza di primo grado;

2) fascicolo di primo grado;

3) _____________________.

Luogo e data.

Avv. _______________________________

110
Memoria difensiva di costituzione dell’appellato

CORTE DI APPELLO DI __________________________________

GIUDICE DEL LAVORO

MEMORIA DIFENSIVA EX ART. 436 C.P.C.

nella causa d'appello n. _____/ _____R. G.

PROMOSSA DA

Sig._______________________________

Appellante

Avv._______________________________

CONTRO

Sig.________________________________

Appellato

Avv.________________________________

Il/la sig./sig.ra_____________, nato/a a ______________________ il

___/___/_____, cod. fisc.:______________________, residente in

_________________________ alla via___________________, n._____ e

domiciliato in___________________alla via_________________, n._____

presso lo studio dell'avv.________________, che lo rappresenta e difende

in forza di procura in calce al presente atto _____________.

ESPONE

- con ricorso depositato in data _______________il ricorrente l’aveva

convenuta in giudizio, chiedendone la condanna al pagamento della somma

di euro _______________, a titolo di___________________________,

evidenziando che______________________________________________________;

- costituendosi in giudizio con memoria depositata il ________________

contestava nel merito la fondatezza della domanda avanzata dal ricorrente

sull’assunto della ______________________ e ne chiedeva il rigetto;

111
acquisita la documentazione relativa a ______________________, il

Tribunale di____________________, con sentenza in data ____________,

depositata il _____________ respingeva il ricorso;

che, esaurita l'istruttoria, il Tribunale di_____________________, in

funzione di giudice del lavoro, in accoglimento integrale delle domande

proposte, pronunciava sentenza, dando lettura del dispositivo della

stessa e delle ragioni su cui era fondata, con la quale condannava il/la

sig./sig.ra____________ al pagamento, a favore dell'esponente

sig._____________, di complessivi euro________________, oltre a

rivalutazione ed interessi ed al rimborso delle spese processuali;

che, il/la sig./sig.ra__________________, ritenendo la sentenza ingiusta,

proponeva contro la stessa appello, chiedendone la totale riforma, in

quanto la motivazione sarebbe stata erroneamente basata su prove

inammissibili e comunque non attendibili;

che, il ricorso in appello ed il pedissequo decreto di fissazione di

udienza di discussione, appena sopra ricordati, sono stati notificati

all'appellato esponente sig.____________, in data____________;

che, pertanto, con il deposito del proprio fascicolo e della presente

memoria difensiva, l'esponente appellato sig._______________ intende

costituirsi, come in effetti, si costituisce, al fine di resistere

all'avversario ricorso e per sentire rigettare l'impugnazione in quanto

infondata in fatto e diritto e confermare la qui gravata decisione, per i

seguenti;

MOTIVI

I testi sentiti non hanno un interesse concreto ed attuale ad intervenire

in lite, cosicché il giudizio di prime cure si fonda, correttamente, su

deposizioni rese da testi capaci, senza violazione dell'art. 246 c.p.c.;

per i motivi sopra esposti, l'appello deve ritenersi infondato.

In ragione di quanto esposto e nel riportarsi alla memoria difensiva di

112
primo grado e agli atti di causa,

CHIEDE

che l’On. Corte d’Appello di ___________________ voglia accogliere le

seguenti conclusioni:

“Reietta ogni contraria istanza eccezione e deduzione, dichiararsi

inammissibile e comunque respingersi l’appello proposto ex adverso. Con

vittoria di spese e onorari del presente giudizio”.

Dichiara, ai sensi degli artt. 133, ult. comma, 134, ultimo comma e 176,

ultimo comma, cod. proc. civ., di volere ricevere presso l’indirizzo di

posta elettronica certificata (PEC) _____________________________ e/o

anche presso il numero di fax _________________ tutti gli avvisi relativi

ai provvedimenti che saranno adottati dal Giudicante.

Si allegano i seguenti documenti:

1) fascicolo di primo grado;

2) ____________________;

3) _____________________.

Luogo e data.

Avv. _________________________

APPENDICE

113
DECRETO LEGISLATIVO 1 SETTEMBRE 2011, N. 150

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;

Visto l'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante

delega al Governo per la riduzione e semplificazione dei

procedimenticivili;

Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,

adottata nella riunione del 9 giugno 2011;

Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera die

deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella

riunione del 1° settembre 2011;

Sulla proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il

Ministro per la semplificazione normativa;

Emana

il seguente decreto legislativo:

Capo I

Disposizioni Generali

Art. 1

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:

a) Rito ordinario di cognizione: il procedimento regolato dalle norme

del titolo I e del titolo III del libro secondo del codice di procedura

civile;

b) Rito del lavoro: il procedimento regolato dalle norme della sezione

II del capo I del titolo IV del libro secondo del codice di procedura

114
civile;

c) Rito sommario di cognizione: il procedimento regolato dalle norme

del capo III bis del titolo I del libro quarto del codice di procedura

civile.

Art. 2

Disposizioni comuni alle controversie disciplinate dal rito del lavoro

1. Nelle controversie disciplinate dal Capo II, non si applicano, salvo

che siano espressamente richiamati, gli articoli 413, 415, settimo

comma, 417, 417-bis, 420-bis, 421, terzo comma, 425, 426, 427, 429,

terzo comma, 431, dal primo al quarto comma e sesto comma, 433, 438,

secondo comma, e 439 del codice di procedura civile.

2. L'ordinanza prevista dall'articolo 423, secondo comma, del

codice di procedura civile puo' essere concessa su istanza di

ciascuna parte.

3. L'articolo 431, quinto comma, si applica alle sentenze di

condanna a favore di ciascuna delle parti.

4. Salvo che sia diversamente disposto, i poteri istruttori

previsti dall'articolo 421, secondo comma, del codice di procedura

civile non vengono esercitati al di fuori dei limiti previsti dal

codice civile.

Art. 3

Disposizioni comuni alle controversie disciplinate dal rito sommario di

cognizione

1. Nelle controversie disciplinate dal Capo III, non si applicano i commi

secondo e terzo dell'articolo 702-ter del codice di procedura civile.

2. Quando la causa e' giudicata in primo grado in composizione

collegiale, con il decreto di cui all'articolo 702-bis, terzo comma, del

codice di procedura civile il presidente del collegio designa il

giudice relatore. Il presidente puo' delegare l'assunzione dei mezzi

115
istruttori ad uno dei componenti del collegio.

3. Fermo quanto previsto dai commi 1 e 2, quando e' competente la corte

di appello in primo grado il procedimento e' regolato dagli articoli

702-bis e 702-ter del codice di procedura civile.

Art. 4

Mutamento del rito

1. Quando una controversia viene promossa in forme diverse da

quelle previste dal presente decreto, il giudice dispone il mutamento del

rito con ordinanza.

2. L'ordinanza prevista dal comma 1 viene pronunciata dal giudice, anche

d'ufficio, non oltre la prima udienza di comparizione delle parti.

3. Quando la controversia rientra tra quelle per le quali il

presente decreto prevede l'applicazione del rito del lavoro, il

giudice fissa l'udienza di cui all'articolo 420 del codice di

procedura civile e il termine perentorio entro il quale le parti

devono provvedere all'eventuale integrazione degli atti introduttivi

mediante deposito di memorie e documenti in cancelleria.

4. Quando dichiara la propria incompetenza, il giudice dispone che la

causa sia riassunta davanti al giudice competente con il rito

stabilito dalle disposizioni del presente decreto.

5. Gli effetti sostanziali e processuali della domanda si producono

secondo le norme del rito seguito prima del mutamento. Restano ferme le

decadenze e le preclusioni maturate secondo le norme del rito

seguito prima del mutamento.

Art. 5

Sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato

1. Nei casi in cui il presente decreto prevede la sospensione

dell'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato il giudice vi

116
provvede, se richiesto e sentite le parti, con ordinanza non

impugnabile, quando ricorrono gravi e circostanziate ragioni

esplicitamente indicate nella motivazione.

2. In caso di pericolo imminente di un danno grave e irreparabile, la

sospensione puo' essere disposta con decreto pronunciato fuori

udienza. La sospensione diviene inefficace se non e' confermata,

entro la prima udienza successiva, con l'ordinanza di cui al comma 1.

Capo II

Delle controversie regolate dal rito del lavoro

Art. 6

Dell'opposizione ad ordinanza-ingiunzione

1. Le controversie previste dall'articolo 22 della legge 24

novembre 1981, n. 689, sono regolate dal rito del lavoro, ove non

diversamente stabilito dalle disposizioni del presente articolo.

2. L'opposizione si propone davanti al giudice del luogo in cui e' stata

commessa la violazione.

3. Salvo quanto previsto dai commi 4 e 5, e salve le competenze

stabilite da altre disposizioni di legge, l'opposizione si propone

davanti al giudice di pace.

4. L'opposizione si propone davanti al tribunale quando la sanzione e'

stata applicata per una violazione concernente disposizioni in

materia:

a) di tutela del lavoro, di igiene sui luoghi di lavoro e di

prevenzione degli infortuni sul lavoro;

b) di previdenza e assistenza obbligatoria;

c) di tutela dell'ambiente dall'inquinamento, della flora, della fauna e

delle aree protette;

d) di igiene degli alimenti e delle bevande;

e) valutaria;

117
f) di antiriciclaggio.

5. L'opposizione si propone altresi' davanti al tribunale:

a) se per la violazione e' prevista una sanzione pecuniaria

superiore nel massimo a 15.493 euro;

b) quando, essendo la violazione punita con sanzione pecuniaria

proporzionale senza previsione di un limite massimo, e' stata

applicata una sanzione superiore a 15.493 euro;

c) quando e' stata applicata una sanzione di natura diversa da quella

pecuniaria, sola o congiunta a quest'ultima, fatta eccezione per le

violazioni previste dal regio decreto 21 dicembre 1933, n. 1736,

dalla legge 15 dicembre 1990, n. 386 e dal decreto legislativo 30 aprile

1992, n. 285.

6. Il ricorso e' proposto, a pena di inammissibilita', entro trenta

giorni dalla notificazione del provvedimento, ovvero entro sessanta

giorni se il ricorrente risiede all'estero, e puo' essere depositato

anche a mezzo del servizio postale.

7. L'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato puo' essere

sospesa secondo quanto previsto dall'articolo 5.

8. Con il decreto di cui all'articolo 415, secondo comma, del

codice di procedura civile il giudice ordina all'autorita' che ha

emesso il provvedimento impugnato di depositare in cancelleria, dieci

giorni prima dell'udienza fissata, copia del rapporto con gli atti

relativi all'accertamento, nonche' alla contestazione o notificazione

della violazione. Il ricorso e il decreto sono notificati, a cura

della cancelleria, all'opponente e all'autorita' che ha emesso

l'ordinanza.

9. Nel giudizio di primo grado l'opponente e l'autorita' che ha

emesso l'ordinanza possono stare in giudizio personalmente.

L'autorita' che ha emesso l'ordinanza puo' avvalersi anche di

118
funzionari appositamente delegati. Nel giudizio di opposizione

all'ordinanza-ingiunzione di cui all'articolo 205 del decreto

legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il prefetto puo' farsi

rappresentare in giudizio dall'amministrazione cui appartiene

l'organo accertatore, la quale vi provvede a mezzo di propri

funzionari appositamente delegati, laddove sia anche destinataria die

proventi della sanzione, ai sensi dell'articolo 208 del medesimo

decreto.

10. Alla prima udienza, il giudice:

a) quando il ricorso e' proposto oltre i termini di cui al comma 6, lo

dichiara inammissibile con sentenza;

b) quando l'opponente o il suo difensore non si presentano senza addurre

alcun legittimo impedimento, convalida con ordinanza appellabile

il provvedimento opposto e provvede sulle spese, salvo che

l'illegittimita' del provvedimento risulti dalla documentazione

allegata dall'opponente, ovvero l'autorita' che ha emesso l'ordinanza

abbia omesso il deposito dei documenti di cui al comma 8.

11. Il giudice accoglie l'opposizione quando non vi sono prove

sufficienti della responsabilita' dell'opponente.

12. Con la sentenza che accoglie l'opposizione il giudice puo'

annullare in tutto o in parte l'ordinanza o modificarla anche

limitatamente all'entita' della sanzione dovuta, che e' determinata

in una misura in ogni caso non inferiore al minimo edittale. Nel

giudizio di opposizione davanti al giudice di pace non si applica

l'articolo 113, secondo comma, del codice di procedura civile.

13. Salvo quanto previsto dall'articolo 10, comma 6-bis, del

decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, gli

atti del processo e la decisione sono esenti da ogni tassa e imposta.

Art. 7

119
Dell'opposizione al verbale di accertamento di violazione del codice

della strada

1. Le controversie in materia di opposizione al verbale di

accertamento di violazione del codice della strada di cui

all'articolo 204-bis del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,

sono regolate dal rito del lavoro, ove non diversamente stabilito

dalle disposizioni del presente articolo.

2. L'opposizione si propone davanti al giudice di pace del luogo in cui

e' stata commessa la violazione.

3. Il ricorso e' proposto, a pena di inammissibilita', entro trenta

giorni dalla data di contestazione della violazione o di

notificazione del verbale di accertamento, ovvero entro sessanta

giorni se il ricorrente risiede all'estero e puo' essere depositato

anche a mezzo del servizio postale. Il ricorso e' altresi'

inammissibile se e' stato previamente presentato ricorso ai sensi

dell'articolo 203 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

4. L'opposizione si estende anche alle sanzioni accessorie.

5. La legittimazione passiva spetta al prefetto, quando le

violazioni opposte sono state accertate da funzionari, ufficiali e

agenti dello Stato, nonche' da funzionari e agenti delle Ferrovie

dello Stato, delle ferrovie e tranvie in concessione e dell'ANAS;

spetta a regioni, province e comuni, quando le violazioni sono state

accertate da funzionari, ufficiali e agenti, rispettivamente, delle

regioni, delle province e dei comuni.

6. L'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato puo' essere

sospesa secondo quanto previsto dall'articolo 5.

7. Con il decreto di cui all'articolo 415, secondo comma, del

codice di procedura civile il giudice ordina all'autorita' che ha

emesso il provvedimento impugnato di depositare in cancelleria, dieci

120
giorni prima dell'udienza fissata, copia del rapporto con gli atti

relativi all'accertamento, nonche' alla contestazione o notificazione

della violazione. Il ricorso ed il decreto sono notificati, a cura

della cancelleria, all'opponente ed ai soggetti di cui al comma 5.

8. Nel giudizio di primo grado le parti possono stare in giudizio

personalmente. L'amministrazione resistente puo' avvalersi anche di

funzionari appositamente delegati.

9. Alla prima udienza, il giudice:

a) nei casi previsti dal comma 3 dichiara inammissibile il ricorso

con sentenza;

b) quando l'opponente o il suo difensore non si presentano senza addurre

alcun legittimo impedimento, convalida con ordinanza appellabile

il provvedimento opposto e provvede sulle spese, salvo che la

illegittimita' del provvedimento risulti dalla documentazione allegata

dall'opponente, ovvero l'autorita' che ha emesso il provvedimento

impugnato abbia omesso il deposito dei documenti di cui

al comma 7.

10. Con la sentenza che accoglie l'opposizione il giudice puo'

annullare in tutto o in parte il provvedimento opposto. Il giudice

accoglie l'opposizione quando non vi sono prove sufficienti della

responsabilita' dell'opponente. Non si applica l'articolo 113,

secondo comma, del codice di procedura civile.

11. Con la sentenza che rigetta l'opposizione il giudice determina

l'importo della sanzione in una misura compresa tra il minimo e il

massimo edittale stabilito dalla legge per la violazione accertata.

Il pagamento della somma deve avvenire entro i trenta giorni

successivi alla notificazione della sentenza e deve essere effettuato a

vantaggio dell'amministrazione cui appartiene l'organo accertatore,

con le modalita' di pagamento da questa determinate.

121
12. Quando rigetta l'opposizione, il giudice non puo' escludere

l'applicazione delle sanzioni accessorie o la decurtazione dei punti

dalla patente di guida.

13. Salvo quanto previsto dall'articolo 10, comma 6-bis, del

decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, gli

atti del processo e la decisione sono esenti da ogni tassa e imposta.

Art. 8

Dell'opposizione a sanzione amministrativa in materia di stupefacenti

1. Le controversie previste dall'articolo 75, comma 9, del decreto del

Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, sono regolate

dall'articolo 6 del presente decreto, salvo quanto previsto dal comma 2.

2. Sono competenti il giudice di pace, e nel caso di trasgressore

minorenne, il tribunale per i minorenni del luogo ove ha sede il

prefetto che ha pronunciato il provvedimento impugnato.

Art. 9

Dell'opposizione ai provvedimenti di recupero di aiuti di Stato

1. Ove non diversamente disposto dal presente articolo, le

controversie in materia di recupero degli aiuti di Stato previste

dall'articolo 1 del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, convertito,

con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101, sono regolate

dalle disposizioni contenute nell'articolo 6 del presente decreto, in

quanto compatibili, ad eccezione dei commi 2, 3, 4, 5, 9 e 13.

2. Nelle controversie di cui al comma 1, in deroga a quanto

previsto dall'articolo 5, e nei giudizi civili aventi ad oggetto un

titolo giudiziale di pagamento conseguente a una decisione di

recupero, il giudice, su richiesta di parte, puo' sospendere

l'efficacia esecutiva del titolo amministrativo o giudiziale di

pagamento se ricorrono cumulativamente le seguenti condizioni:

a) gravi motivi di illegittimita' della decisione di recupero, ovvero

122
evidente errore nella individuazione del soggetto tenuto alla

restituzione dell'aiuto di Stato o evidente errore nel calcolo della

somma da recuperare e nei limiti di tale errore;

b) pericolo di un pregiudizio imminente e irreparabile. 3. Quando

accoglie l'istanza di sospensione per motivi attinenti alla

illegittimita' della decisione di recupero, il giudice provvede

all'immediato rinvio pregiudiziale della questione alla Corte di

giustizia dell'Unione europea, se ad essa non sia stata gia' deferita la

questione di validita' dell'atto comunitario contestato. L'istanza di

sospensione non puo' in ogni caso essere accolta per motivi

attinenti alla legittimita' della decisione di recupero quando la

parte istante, pur avendone facolta' perche' individuata o

chiaramente individuabile, non abbia proposto impugnazione avverso la

decisione di recupero ai sensi dell'articolo 263 del Trattato sul

funzionamento dell'Unione europea, e successive modificazioni, ovvero

quando, avendo proposto l'impugnazione, non abbia richiesto la

sospensione della decisione di recupero ai sensi dell'articolo 278

del Trattato medesimo ovvero l'abbia richiesta e la sospensione non sia

stata concessa.

4. Fuori dei casi in cui e' stato disposto il rinvio pregiudiziale alla

Corte di giustizia, quando accoglie l'istanza di sospensione il giudice

fissa la data dell'udienza di trattazione nel termine di trenta

giorni. La causa e' decisa nei successivi sessanta giorni.

5. Il presidente di sezione, in ogni grado del procedimento, vigila sul

rispetto dei termini di cui al comma 4 e riferisce con relazione

trimestrale, rispettivamente, al presidente del tribunale o della

corte di appello per le determinazioni di competenza. Nei tribunali non

divisi in sezioni le funzioni di vigilanza sono svolte

direttamente dal presidente del tribunale.

123
Art. 10

Delle controversie in materia di applicazione delle disposizioni del

codice in materia di protezione dei dati personali

1. Le controversie previste dall'articolo 152 del decreto

legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono regolate dal rito del

lavoro, ove non diversamente disposto dal presente articolo.

2. E' competente il tribunale del luogo in cui ha la residenza il

titolare del trattamento dei dati, come definito dall'articolo 4 del

decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

3. Il ricorso avverso i provvedimenti del Garante per la protezione dei

dati personali e' proposto, a pena di inammissibilita', entro trenta

giorni dalla data di comunicazione del provvedimento o dalla

data del rigetto tacito, ovvero entro sessanta giorni se il

ricorrente risiede all'estero.

4. L'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato puo' essere

sospesa secondo quanto previsto dall'articolo 5.

5. Se alla prima udienza il ricorrente non compare senza addurre alcun

legittimo impedimento, il giudice dispone la cancellazione della

causa dal ruolo e dichiara l'estinzione del processo, ponendo a

carico del ricorrente le spese di giudizio.

6. La sentenza che definisce il giudizio non e' appellabile e puo'

prescrivere le misure necessarie anche in deroga al divieto di cui

all'articolo 4 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato E), anche

in relazione all'eventuale atto del soggetto pubblico titolare o

responsabile dei dati, nonche' il risarcimento del danno.

Art. 11

Delle controversie agrarie

124
1. Le controversie in materia di contratti agrari o conseguenti alla

conversione dei contratti associativi in affitto sono regolate dal rito

del lavoro, ove non diversamente disposto dal presente

articolo.

2. Sono competenti le sezioni specializzate agrarie di cui alla legge

2 marzo 1963, n. 320.

3. Chi intende proporre in giudizio una domanda relativa a una

controversia nelle materie indicate dal comma 1 e' tenuto a darne

preventiva comunicazione, mediante lettera raccomandata con avviso di

ricevimento, all'altra parte e all'ispettorato provinciale

dell'agricoltura competente per territorio.

4. Il capo dell'ispettorato, entro venti giorni dalla comunicazione di

cui al comma 3, convoca le parti ed i rappresentanti delle

associazioni professionali di categoria da esse indicati per esperire il

tentativo di conciliazione.

5. Se la conciliazione riesce, viene redatto processo verbale

sottoscritto dalle parti, dai rappresentanti delle associazioni di

categoria e dal funzionario dell'ispettorato.

6. Se la conciliazione non riesce, si forma egualmente processo

verbale, nel quale vengono precisate le posizioni delle parti.

7. Nel caso in cui il tentativo di conciliazione non si definisca entro

sessanta giorni dalla comunicazione di cui al comma 3, ciascuna delle

parti e' libera di adire l'autorita' giudiziaria competente.

8. Quando l'affittuario viene convenuto in giudizio per morosita', il

giudice, alla prima udienza, prima di ogni altro provvedimento,

concede al convenuto stesso un termine, non inferiore a trenta e non

superiore a novanta giorni, per il pagamento dei canoni scaduti, i

quali, con l'instaurazione del giudizio, vengono rivalutati, fin

dall'origine, in base alle variazioni del valore della moneta secondo

125
gli indici ISTAT e maggiorati degli interessi di legge. Il pagamento

entro il termine fissato dal giudice sana a tutti gli effetti la

morosita'.

9. Quando il giudice pronuncia sentenza di condanna al pagamento di somme

di denaro in favore dell'affittuario, si applica l'articolo 429,

terzo comma, del codice di procedura civile.

10. Costituisce grave ed irreparabile danno, ai sensi dell'articolo 373

del codice di procedura civile, anche l'esecuzione di sentenza che

privi il concessionario di un fondo rustico del principale mezzo

di sostentamento suo e della sua famiglia, o possa risultare fonte di

serio pericolo per l'integrita' economica dell'azienda o per

l'allevamento di animali.

11. Il rilascio del fondo puo' avvenire solo al termine dell'annata

agraria durante la quale e' stata emessa la sentenza che lo dispone.

Art. 12

Dell'impugnazione dei provvedimenti in materia di registro dei protesti

1. Le controversie aventi ad oggetto l'impugnazione die

provvedimenti di rigetto delle istanze previste dall'articolo 4 della

legge 12 febbraio 1955, n. 77, e quelle avverso la mancata decisione

sulle medesime istanze sono regolate dal rito del lavoro.

2. E' competente il giudice di pace del luogo in cui risiede il

debitore protestato.

Art. 13

Dell'opposizione ai provvedimenti in materia di riabilitazione del

debitore protestato

1. Le controversie aventi ad oggetto l'opposizione al provvedimento di

diniego di riabilitazione di cui all'articolo 17, comma 3, della legge

7 marzo 1996, n. 108, ovvero al decreto di riabilitazione ai

sensi del comma 4 del medesimo articolo sono soggette al rito del

126
lavoro, ove non diversamente disposto dal presente articolo.

2. E' competente la corte di appello.

3. Il ricorso e' proposto, a pena di inammissibilita', entro trenta

giorni dalla comunicazione del provvedimento di diniego di

riabilitazione o dalla pubblicazione del decreto di riabilitazione

effettuata ai sensi dell'articolo 17, comma 4, della legge 7 marzo

1996, n. 108, ovvero entro sessanta giorni se il ricorrente risiede

all'estero.

4. Il provvedimento che accoglie il ricorso e' pubblicato nel

registro informatico dei protesti cambiari.

Capo III

Delle controversie regolate dal rito sommario di cognizione

Art. 14

Delle controversie in materia di liquidazione degli onorari e dei diritti

di avvocato

1. Le controversie previste dall'articolo 28 della legge 13 giugno 1942,

n. 794, e l'opposizione proposta a norma dell'articolo 645 del codice di

procedura civile contro il decreto ingiuntivo riguardante onorari,

diritti o spese spettanti ad avvocati per prestazioni giudiziali

sono regolate dal rito sommario di cognizione, ove non diversamente

disposto dal presente articolo.

2. E' competente l'ufficio giudiziario di merito adito per il

processo nel quale l'avvocato ha prestato la propria opera. Il

tribunale decide in composizione collegiale.

3. Nel giudizio di merito le parti possono stare in giudizio

personalmente.

4. L'ordinanza che definisce il giudizio non e' appellabile.

Art. 15

Dell'opposizione a decreto di pagamento di spese di giustizia

127
1. Le controversie previste dall'articolo 170 del decreto del

Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, sono regolate dal

rito sommario di cognizione, ove non diversamente disposto dal

presente articolo.

2. Il ricorso e' proposto al capo dell'ufficio giudiziario cui

appartiene il magistrato che ha emesso il provvedimento impugnato. Per

i provvedimenti emessi da magistrati dell'ufficio del giudice di pace e

del pubblico ministero presso il tribunale e' competente il presidente

del tribunale. Per i provvedimenti emessi da magistrati dell'ufficio

del pubblico ministero presso la corte di appello e' competente il

presidente della corte di appello.

3. Nel giudizio di merito le parti possono stare in giudizio

personalmente. 4. L'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato

puo' essere sospesa secondo quanto previsto dall'articolo 5.

5. Il presidente puo' chiedere a chi ha provveduto alla

liquidazione o a chi li detiene, gli atti, i documenti e le

informazioni necessari ai fini della decisione.

6. L'ordinanza che definisce il giudizio non e' appellabile.

Art. 16

Delle controversie in materia di mancato riconoscimento del diritto di

soggiorno sul territorio nazionale in favore dei cittadini degli altri

Stati membri dell'Unione europea o dei loro familiari

1. Le controversie previste dall'articolo 8 del decreto legislativo 6

febbraio 2007, n. 30, sono regolate dal rito sommario di

cognizione.

2. E' competente il tribunale del luogo ove dimora il ricorrente.

Art. 17

Delle controversie in materia di allontanamento dei cittadini degli

altri Stati membri dell'Unione europea o dei loro familiari

128
1. Le controversie aventi ad oggetto l'impugnazione del

provvedimento di allontanamento dei cittadini degli altri Stati

membri dell'Unione europea o dei loro familiari per motivi imperativi di

pubblica sicurezza e per gli altri motivi di pubblica sicurezza di cui

all'articolo 20 del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, nonche'

per i motivi di cui all'articolo 21 del medesimo decreto

legislativo, sono regolate dal rito sommario di cognizione, ove non

diversamente disposto dal presente articolo.

2. E' competente il tribunale, in composizione monocratica, del luogo

in cui ha sede l'autorita' che ha adottato il provvedimento

impugnato.

3. Il ricorso e' proposto, a pena di inammissibilita', entro trenta

giorni dalla notificazione del provvedimento, ovvero entro sessanta

giorni se il ricorrente risiede all'estero, e puo' essere depositato

anche a mezzo del servizio postale ovvero per il tramite di una

rappresentanza diplomatica o consolare italiana. In tal caso

l'autenticazione della sottoscrizione e l'inoltro all'autorita'

giudiziaria italiana sono effettuati dai funzionari della

rappresentanza e le comunicazioni relative al procedimento sono

effettuate presso la medesima rappresentanza. La procura speciale al

difensore e' rilasciata altresi' dinanzi all'autorita' consolare.

4. Il ricorrente puo' stare in giudizio personalmente.

5. L'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato puo' essere

sospesa secondo quanto previsto dall'articolo 5. L'allontanamento dal

territorio italiano non puo' avere luogo fino alla pronuncia

sull'istanza di sospensione, salvo che il provvedimento sia fondato su

una precedente decisione giudiziale o su motivi imperativi

dipubblica sicurezza. Il giudice decide sull'istanza di sospensione

prima della scadenza del termine entro il quale il ricorrente deve

129
lasciare il territorio nazionale.

6. Quando il ricorso e' rigettato, il ricorrente deve lasciare

immediatamente il territorio nazionale.

Art. 18

Delle controversie in materia di espulsione dei cittadini di Stati che

non sono membri dell'Unione europea

1. Le controversie aventi ad oggetto l'impugnazione del decreto di

espulsione pronunciato dal prefetto ai sensi del decreto legislativo 25

luglio 1998, n. 286, sono regolate dal rito sommario di

cognizione, ove non diversamente disposto dal presente articolo.

2. E' competente il giudice di pace del luogo in cui ha sede

l'autorita' che ha disposto l'espulsione.

3. Il ricorso e' proposto, a pena di inammissibilita', entro trenta

giorni dalla notificazione del provvedimento, ovvero entro sessanta

giorni se il ricorrente risiede all'estero, e puo' essere depositato

anche a mezzo del servizio postale ovvero per il tramite di una

rappresentanza diplomatica o consolare italiana. In tal caso

l'autenticazione della sottoscrizione e l'inoltro all'autorita'

giudiziaria italiana sono effettuati dai funzionari della

rappresentanza e le comunicazioni relative al procedimento sono

effettuate presso la medesima rappresentanza. La procura speciale al

difensore e' rilasciata altresi' dinanzi all'autorita' consolare.

4. Il ricorrente e' ammesso al gratuito patrocinio a spese dello

Stato, e, qualora sia sprovvisto di un difensore, e' assistito da un

difensore designato dal giudice nell'ambito dei soggetti iscritti

nella tabella di cui all'articolo 29 delle norme di attuazione, di

coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al

decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, nonche', ove necessario, da

un interprete.

130
5. Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione dell'udienza, deve

essere notificato a cura della cancelleria all'autorita' che ha emesso

il provvedimento almeno cinque giorni prima della medesima

udienza.

6. L'autorita' che ha emesso il provvedimento impugnato puo'

costituirsi fino alla prima udienza e puo' stare in giudizio

personalmente o avvalersi di funzionari appositamente delegati.

7. Il giudizio e' definito, in ogni caso, entro venti giorni dalla data

di deposito del ricorso.

8. Gli atti del procedimento e la decisione sono esenti da ogni tassa

e imposta.

9. L'ordinanza che definisce il giudizio non e' appellabile.

Art. 19

Delle controversie in materia di riconoscimento della protezione

internazionale

1. Le controversie aventi ad oggetto l'impugnazione die

provvedimenti previsti dall'articolo 35 del decreto legislativo 28

gennaio 2008, n. 25, sono regolate dal rito sommario di cognizione, ove

non diversamente disposto dal presente articolo.

2. E' competente il tribunale, in composizione monocratica, del

capoluogo del distretto di corte di appello in cui ha sede la

Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione

internazionale che ha pronunciato il provvedimento impugnato.

Sull'impugnazione dei provvedimenti emessi dalla Commissione

nazionale per il diritto di asilo e' competente il tribunale, in

composizione monocratica, del capoluogo del distretto di corte di

appello in cui ha sede la Commissione territoriale che ha pronunciato il

provvedimento di cui e' stata dichiarata la revoca o la

cessazione. Nei casi di accoglienza o trattenimento disposti ai sensi

131
degli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25,

e' competente il tribunale, in composizione monocratica, che ha sede nel

capoluogo di distretto di corte di appello in cui ha sede il centro ove

il ricorrente e' accolto o trattenuto.

3. Il ricorso e' proposto, a pena di inammissibilita', entro trenta

giorni dalla notificazione del provvedimento, ovvero entro sessanta

giorni se il ricorrente risiede all'estero, e puo' essere depositato

anche a mezzo del servizio postale ovvero per il tramite di una

rappresentanza diplomatica o consolare italiana. In tal caso

l'autenticazione della sottoscrizione e l'inoltro all'autorita'

giudiziaria italiana sono effettuati dai funzionari della

rappresentanza e le comunicazioni relative al procedimento sono

effettuate presso la medesima rappresentanza. La procura speciale al

difensore e' rilasciata altresi' dinanzi all'autorita' consolare. Nei

casi di accoglienza o trattenimento disposti ai sensi degli articoli 20

e 21 del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, i termini

previsti dal presente comma sono ridotti della meta'.

4. La proposizione del ricorso sospende l'efficacia esecutiva del

provvedimento impugnato, tranne che nelle ipotesi in cui il ricorso

viene proposto:

a) da parte di soggetto ospitato nei centri di accoglienza ai sensi

dell'articolo 20, comma 2, lettere b) e c), del decreto

legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, o trattenuto ai sensi

dell'articolo 21 del medesimo decreto legislativo, ovvero

b) avverso il provvedimento che dichiara inammissibile la domanda di

riconoscimento dello status di rifugiato o di persona cui e'

accordata la protezione sussidiaria, ovvero

c) avverso il provvedimento adottato dalla Commissione

territoriale nell'ipotesi prevista dall'articolo 22, comma 2, del

132
decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, ovvero

d) avverso il provvedimento adottato dalla Commissione

territoriale che ha dichiarato l'istanza manifestamente infondata ai

sensi dell'articolo 32, comma 1, lettera b-bis), del citato decreto

legislativo.

5. Nei casi previsti dal comma 4, lettere a), b), c) e d),

l'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato puo' essere sospesa

secondo quanto previsto dall'articolo 5. Quando l'istanza di

sospensione viene accolta, al ricorrente e' rilasciato un permesso di

soggiorno per richiesta di asilo e ne viene disposta l'accoglienza ai

sensi dell'articolo 36 del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25.

6. Il ricorso e il decreto di fissazione dell'udienza sono

notificati, a cura della cancelleria, all'interessato e al Ministero

dell'interno, presso la Commissione nazionale ovvero presso la

competente Commissione territoriale, e sono comunicati al pubblico

ministero.

7. Il Ministero dell'interno, limitatamente al giudizio di primo

grado, puo' stare in giudizio avvalendosi direttamente di propri

dipendenti o di un rappresentante designato dalla Commissione che ha

adottato l'atto impugnato. Si applica, in quanto compatibile,

l'articolo 417-bis, secondo comma, del codice di procedura civile.

8. La Commissione che ha adottato l'atto impugnato puo' depositare tutti

gli atti e la documentazione che ritiene necessari ai fini

dell'istruttoria e il giudice puo' procedere anche d'ufficio agli

atti di istruzione necessari per la definizione della controversia.

9. L'ordinanza che definisce il giudizio rigetta il ricorso ovvero

riconosce al ricorrente lo status di rifugiato o di persona cui e'

accordata la protezione sussidiaria ed e' comunicata alle parti a

cura della cancelleria.

133
10. La controversia e' trattata in ogni grado in via di urgenza.

Art. 20

Dell'opposizione al diniego del nulla osta al ricongiungimento

familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari, nonche' agli

altri provvedimenti dell'autorita' amministrativa in materia di diritto

all'unita' familiare

1. Le controversie previste dall'articolo 30, comma 6, del decreto

legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono regolate dal rito sommario di

cognizione, ove non diversamente disposto dal presente articolo.

2. E' competente il tribunale in composizione monocratica del luogo in

cui il ricorrente ha la residenza.

3. L'ordinanza che accoglie il ricorso puo' disporre il rilascio del

visto anche in assenza del nulla osta.

4. Gli atti del procedimento sono esenti da imposta di bollo e di

registro e da ogni altra tassa.

Art. 21

Dell'opposizione alla convalida del trattamento sanitario

obbligatorio

1. Le controversie previste dall'articolo 5 della legge 13 maggio 1978,

n. 180, sono regolate dal rito sommario di cognizione, ove non

diversamente disposto dal presente articolo.

2. E' competente il tribunale in composizione collegiale e al

giudizio partecipa il pubblico ministero.

3. Il ricorso su iniziativa del sindaco, ai sensi dell'articolo 5, comma

secondo, della legge 13 maggio 1978, n. 180, deve essere proposto,

a pena di inammissibilita', entro trenta giorni dalla scadenza del

termine di cui all'articolo 3, secondo comma, della medesima legge.

4. Nel giudizio di primo grado le parti possono stare in giudizio

personalmente e farsi rappresentare da persona munita di mandato

134
scritto in calce al ricorso o in atto separato. Il ricorso puo'

essere presentato a mezzo del servizio postale.

5. In deroga a quanto previsto dall'articolo 5, il presidente del

tribunale, acquisito il provvedimento che ha disposto il trattamento

sanitario obbligatorio e sentito il pubblico ministero, puo'

sospendere il trattamento medesimo anche prima che sia tenuta

l'udienza di comparizione e d'ufficio. Sulla richiesta di sospensione il

presidente provvede entro dieci giorni.

6. Il tribunale puo' assumere informazioni e disporre l'assunzione di

prove d'ufficio.

7. Il procedimento e' esente dal contributo unificato e la

decisione non e' soggetta a registrazione.

Art. 22

Delle azioni popolari e delle controversie in materia di

eleggibilita', decadenza ed incompatibilita' nelle elezioni

comunali, provinciali e regionali

1. Le controversie previste dall'articolo 82, primo e secondo

comma, del decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n.

570, quelle previste dall'articolo 7, secondo comma, della legge 23

dicembre 1966, n. 1147, quelle previste dall'articolo 19 della legge 17

febbraio 1968, n. 108, e quelle previste dall'articolo 70 del

decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono regolate dal rito

sommario di cognizione, ove non diversamente disposto dal presente

articolo.

2. Le azioni popolari e le impugnative consentite per quanto

concerne le elezioni comunali sono di competenza del tribunale della

circoscrizione territoriale in cui e' compreso il comune medesimo. Le

azioni popolari e le impugnative consentite per quanto concerne le

elezioni provinciali sono di competenza del tribunale della

135
circoscrizione territoriale in cui e' compreso il capoluogo della

provincia. Le azioni popolari e le impugnative consentite per quanto

concerne le elezioni regionali sono di competenza del tribunale del

capoluogo della regione.

3. Il tribunale giudica in composizione collegiale e al giudizio

partecipa il pubblico ministero.

4. Il ricorso avverso le deliberazioni adottate in materia di

eleggibilita' deve essere proposto, a pena di inammissibilita', entro

trenta giorni dalla data finale di pubblicazione della deliberazione,

ovvero dalla data della notificazione di essa, quando e' necessaria. Il

termine e' di sessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero.

5. I termini per la notifica del ricorso e la costituzione delle parti

sono perentori.

6. L'ordinanza che definisce il giudizio e' immediatamente

trasmessa in copia a cura del cancelliere al sindaco, al presidente

della giunta provinciale ovvero al presidente della regione perche'

entro ventiquattro ore dal ricevimento provveda alla pubblicazione per

quindici giorni del ispositivo nell'albo dell'ente.

7. Contro l'ordinanza pronunciata dal tribunale puo' essere

proposto appello da qualsiasi cittadino elettore dell'ente locale o da

chiunque altro vi abbia diretto interesse, dal procuratore della

Repubblica, nonche' dal prefetto quando ha promosso l'azione

d'ineleggibilita'.

8. L'efficacia esecutiva dell'ordinanza pronunciata dal tribunale e'

sospesa in pendenza di appello.

9. Il termine di cui all'articolo 702-quater decorre, per ogni altro

cittadino elettore o diretto interessato, dall'ultimo giorno della

pubblicazione del dispositivo dell'ordinanza nell'albo dell'ente.

10. Contro la decisione della corte di appello la parte soccombente e il

136
procuratore generale presso la corte di appello possono proporre ricorso

per cassazione entro trenta giorni dalla sua comunicazione.

11. Il presidente della corte di cassazione, con decreto steso in calce

al ricorso medesimo, fissa l'udienza di discussione. Tutti i termini

del procedimento sono ridotti della meta'.

12. Il giudice, quando accoglie il ricorso, corregge il risultato delle

elezioni e sostituisce ai candidati illegittimamente proclamati coloro

che hanno diritto di esserlo.

13. Il provvedimento che definisce il giudizio e' immediatamente

comunicato al sindaco, al presidente della giunta provinciale ovvero al

presidente della regione, che subito ne cura la notificazione,

senza spese, agli interessati. Eguale comunicazione e' data al

prefetto per le controversie inerenti elezioni regionali.

14. Le parti possono stare in giudizio personalmente in ogni grado.

15. Gli atti del procedimento e la decisione sono esenti da ogni

tassa, imposta e spesa di cancelleria.

16. La controversia e' trattata in ogni grado in via di urgenza.

Art. 23

Delle azioni in materia di eleggibilita' e incompatibilita' nelle

elezioni per il Parlamento europeo

1. Le controversie previste dall'articolo 44 della legge 24 gennaio 1979,

n. 18, sono regolate dal rito sommario di cognizione, ove non

diversamente disposto dal presente articolo.

2. E' competente la corte di appello nella cui circoscrizione ha sede

l'ufficio elettorale che ha proclamato l'elezione o la

surrogazione e al giudizio partecipa il pubblico ministero.

3. Il ricorso e' proposto, a pena di inammissibilita', entro trenta

giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dei nominativi

degli eletti a norma dell'articolo 24 della legge 24 gennaio 1979, n. 18,

137
ovvero entro sessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero.

4. I termini per la notifica del ricorso e la costituzione delle parti

sono perentori.

5. L'ordinanza che definisce il giudizio, ove non sia stato

proposto ricorso per cassazione, e' immediatamente trasmessa in

copia, a cura del cancelliere, al presidente dell'ufficio elettorale

nazionale, per l'esecuzione.

6. Contro la decisione della corte di appello la parte soccombente e il

procuratore generale presso la corte di appello possono proporre ricorso

per cassazione entro trenta giorni dalla sua comunicazione.

7. Il presidente della corte di cassazione, con decreto steso in calce

al ricorso medesimo, fissa l'udienza di discussione. Tutti i termini

del procedimento sono ridotti alla meta'. La sentenza e'

immediatamente pubblicata e trasmessa, a cura del cancelliere, per

l'esecuzione al presidente dell'Ufficio elettorale nazionale.

8. Gli atti del procedimento e la decisione sono esenti da ogni

tassa, imposta e spesa di cancelleria.

9. La controversia e' trattata in ogni grado in via di urgenza.

Art. 24

Dell'impugnazione delle decisioni della Commissione elettorale

circondariale in tema di elettorato attivo

1. Le controversie previste dall'articolo 42 del decreto del

Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, sono regolate dal

rito sommario di cognizione, ove non diversamente disposto dal

presente articolo.

2. E' competente la corte di appello nella cui circoscrizione ha sede

la Commissione elettorale circondariale che ha emesso la decisione

impugnata e al giudizio partecipa il pubblico ministero.

3. Il ricorso e' proposto, a pena di inammissibilita', entro trenta

138
giorni dalla notificazione di cui al quarto comma dell'articolo 30 del

decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, quando

il ricorrente e' lo stesso cittadino che aveva reclamato o aveva

presentato direttamente alla Commissione una domanda

d'iscrizione o era stato dalla Commissione medesima cancellato dalle

liste. In tutti gli altri casi il ricorso e' proposto, anche dal

procuratore della Repubblica presso il tribunale competente per

territorio, a pena di inammissibilita', entro trenta giorni

dall'ultimo giorno di pubblicazione della lista rettificata. I

termini sono raddoppiati per i cittadini residenti all'estero di cui

all'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo

1967, n. 223.

4. Il ricorso e' notificato, col relativo decreto di fissazione

d'udienza, al cittadino o ai cittadini interessati e alla Commissione

elettorale.

5. Nel giudizio dinanzi alla Corte di cassazione tutti i termini del

procedimento sono ridotti alla meta' fatta eccezione per i ricorsi

dei cittadini residenti all'estero.

6. Le parti possono stare in giudizio personalmente in ogni grado.

7. Il provvedimento che definisce il giudizio e' comunicato

immediatamente dalla cancelleria al presidente della Commissione

elettorale circondariale e al sindaco che ne cura, senza spesa,

l'esecuzione e la notificazione agli interessati.

8. Gli atti del procedimento e la decisione sono esenti da ogni

tassa, imposta e spesa di cancelleria. 9. La controversia e' trattata

in ogni grado in via di urgenza.

Art. 25

Delle controversie in materia di riparazione a seguito di illecita

diffusione del contenuto di intercettazioni telefoniche

139
1. Le controversie previste dall'articolo 4 del decreto-legge 22

settembre 2006, n. 259, convertito, con modificazioni, dalla legge 20

novembre 2006, n. 281, sono regolate dal rito sommario di cognizione.

Art. 26

Dell'impugnazione dei provvedimenti disciplinari a carico dei notai

1. Le controversie in materia di impugnazione dei provvedimenti

disciplinari e quelle in materia di impugnazione delle misure

cautelari rispettivamente previste dagli articoli 158 e 158-novies

della legge 16 febbraio 1913, n. 89, sono regolate dal rito sommario di

cognizione, ove non diversamente disposto dal presente articolo.

2. E' competente la corte di appello del distretto nel quale ha sede

la Commissione amministrativa regionale di disciplina che ha

pronunciato il provvedimento impugnato. Per i provvedimenti cautelari

pronunciati dalla corte di appello ai sensi dell'articolo

158-septies, comma 2, della legge 16 febbraio 1913, n. 89, e'

competente la corte di appello nel cui distretto e' ubicata la sede

della Commissione piu' vicina. Al giudizio partecipa il pubblico

ministero.

3. Il ricorso avverso il provvedimento disciplinare va proposto, a pena

di inammissibilita', entro trenta giorni dalla notificazione della

decisione, a cura della parte interessata o, in difetto, nel termine

di sei mesi dal suo deposito. Il ricorso avverso la misura cautelare

va proposto, a pena di inammissibilita', entro dieci giorni dalla

notificazione del provvedimento impugnato.

4. Contro la decisione della corte di appello sul reclamo avverso il

provvedimento disciplinare e' ammesso ricorso per cassazione nei soli

casi previsti dai numeri 3) e 5) del primo comma dell'articolo 360 del

codice di procedura civile.

5. Contro la decisione della corte di appello sul reclamo avverso il

140
provvedimento cautelare e' ammesso ricorso per cassazione per

violazione di legge.

6. La Corte di cassazione pronuncia con sentenza in camera di

consiglio, sentite le parti.

Art. 27

Dell'impugnazione delle deliberazioni del Consiglio nazionale dell'Ordine

dei giornalisti

1. Le controversie previste dall'articolo 63 della legge 2 febbraio 1963,

n. 69, sono regolate dal rito sommario di cognizione, ove non

diversamente disposto dal presente articolo.

2. E' competente il tribunale in composizione collegiale del

capoluogo del distretto in cui ha sede il Consiglio regionale o

interregionale dell'Ordine dei giornalisti presso cui il giornalista e'

iscritto od ove la elezione contestata si e' svolta e al giudizio

partecipa il pubblico ministero.

3. Presso il tribunale e presso la corte di appello il collegio e'

integrato da un giornalista e da un pubblicista nominati in numero

doppio, ogni quadriennio, all'inizio dell'anno giudiziario dal

presidente della corte di appello su designazione del Consiglio

nazionale dell'Ordine. Il giornalista professionista ed il

pubblicista, alla scadenza dell'incarico, non possono essere

nuovamente nominati.

4. Il ricorso e' proposto, a pena di inammissibilita', entro trenta

giorni dalla notifica del provvedimento impugnato, ovvero entro

sessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero.

5. L'ordinanza che accoglie il ricorso puo' annullare, revocare o

modificare la deliberazione impugnata.

Art. 28

Delle controversie in materia di discriminazione

141
1. Le controversie in materia di discriminazione di cui

all'articolo 44 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,

quelle di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 9 luglio 2003, n.

215, quelle di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 9 luglio 2003,

n. 216, quelle di cui all'articolo 3 della legge 1° marzo 2006, n. 67,

e quelle di cui all'articolo 55-quinquies del decreto legislativo

11 aprile 2006, n. 198, sono regolate dal rito sommario di cognizione,

ove non diversamente disposto dal presente articolo.

2. E' competente il tribunale del luogo in cui il ricorrente ha il

domicilio.

3. Nel giudizio di primo grado le parti possono stare in giudizio

personalmente.

4. Quando il ricorrente fornisce elementi di fatto, desunti anche da

dati di carattere statistico, dai quali si puo' presumere

l'esistenza di atti, patti o comportamenti discriminatori, spetta al

convenuto l'onere di provare l'insussistenza della discriminazione. I

dati di carattere statistico possono essere relativi anche alle

assunzioni, ai regimi contributivi, all'assegnazione delle mansioni e

qualifiche, ai trasferimenti, alla progressione in carriera e ai

licenziamenti dell'azienda interessata.

5. Con l'ordinanza che definisce il giudizio il giudice puo'

condannare il convenuto al risarcimento del danno anche non

patrimoniale e ordinare la cessazione del comportamento, della

condotta o dell'atto discriminatorio pregiudizievole, adottando,

anche nei confronti della pubblica amministrazione, ogni altro

provvedimento idoneo a rimuoverne gli effetti. Al fine di impedire la

ripetizione della discriminazione, il giudice puo' ordinare di

adottare, entro il termine fissato nel provvedimento, un piano di

rimozione delle discriminazioni accertate. Nei casi di comportamento

142
discriminatorio di carattere collettivo, il piano e' adottato sentito

l'ente collettivo ricorrente.

6. Ai fini della liquidazione del danno, il giudice tiene conto del fatto

che l'atto o il comportamento discriminatorio costituiscono

ritorsione ad una precedente azione giudiziale ovvero ingiusta

reazione ad una precedente attivita' del soggetto leso volta ad

ottenere il rispetto del principio della parita' di trattamento.

7. Quando accoglie la domanda proposta, il giudice puo' ordinare la

pubblicazione del provvedimento, per una sola volta e a spese del

convenuto, su un quotidiano di tiratura nazionale. Dell'ordinanza e'

data comunicazione nei casi previsti dall'articolo 44, comma 11, del

decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, dall'articolo 4, comma 1, del

decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, dall'articolo 4, comma 2, del

decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216, e dall'articolo 55-

quinquies, comma 8, del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198.

Art. 29

Delle controversie in materia di opposizione alla stima nelle

espropriazioni per pubblica utilita'

1. Le controversie aventi ad oggetto l'opposizione alla stima di cui

all'articolo 54 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 327, sono

regolate dal rito sommario di cognizione, ove non diversamente disposto

dal presente articolo.

2. E' competente la corte di appello nel cui distretto si trova il bene

espropriato.

3. L'opposizione va proposta, a pena di inammissibilita', entro il

termine di trenta giorni dalla notifica del decreto di esproprio o

dalla notifica della stima peritale, se quest'ultima sia successiva al

decreto di esproprio. Il termine e' di sessanta giorni se il

ricorrente risiede all'estero.

143
4. Il ricorso e' notificato all'autorita' espropriante, al

promotore dell'espropriazione e, se del caso, al beneficiario

dell'espropriazione, se attore e' il proprietario del bene, ovvero

all'autorita' espropriante e al proprietario del bene, se attore e' il

promotore dell'espropriazione. Il ricorso e' notificato anche al

concessionario dell'opera pubblica, se a questi sia stato affidato il

pagamento dell'indennita'.

Art. 30

Delle controversie in materia di attuazione di sentenze e

provvedimenti stranieri di giurisdizione volontaria e contestazione del

riconoscimento

1. Le controversie aventi ad oggetto l'attuazione di sentenze e

provvedimenti stranieri di giurisdizione volontaria di cui

all'articolo 67 della legge 31 maggio 1995, n. 218, sono regolate dal

rito sommario di cognizione. 2. E' competente la corte di appello del

luogo di attuazione del provvedimento.

Capo IV

Delle controversie regolate dal rito ordinario di cognizione

Art. 31

Delle controversie in materia di rettificazione di attribuzione di sesso

1. Le controversie aventi ad oggetto la rettificazione di

attribuzione di sesso ai sensi dell'articolo 1 della legge 14 aprile

1982, n. 164, sono regolate dal rito ordinario di cognizione, ove non

diversamente disposto dal presente articolo.

2. E' competente il tribunale, in composizione collegiale, del luogo

dove ha residenza l'attore.

3. L'atto di citazione e' notificato al coniuge e ai figli

dell'attore e al giudizio partecipa il pubblico ministero.

4. Quando risulta necessario un adeguamento dei caratteri sessuali da

144
realizzare mediante trattamento medico-chirurgico, il tribunale lo

autorizza con sentenza passata in giudicato. Il procedimento e'

regolato dai commi 1, 2 e 3.

5. Con la sentenza che accoglie la domanda di rettificazione di

attribuzione di sesso il tribunale ordina all'ufficiale di stato

civile del comune dove e' stato compilato l'atto di nascita di

effettuare la rettificazione nel relativo registro.

6. La sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso non ha

effetto retroattivo. Essa determina lo scioglimento del matrimonio o la

cessazione degli effetti civili conseguenti alla trascrizione del

matrimonio celebrato con rito religioso. Si applicano le disposizioni del

codice civile e della legge 1° dicembre 1970, n. 898.

Art. 32

Dell'opposizione a procedura coattiva per la riscossione delle

entrate patrimoniali dello Stato e degli altri enti pubblici

1. Le controversie in materia di opposizione all'ingiunzione per il

pagamento delle entrate patrimoniali degli enti pubblici di cui

all'articolo 3 del testo unico delle disposizioni di legge relative

alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato e degli altri

enti pubblici approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639,

sono regolate dal rito ordinario di cognizione.

2. E' competente il giudice del luogo in cui ha sede l'ufficio che ha

emesso il provvedimento opposto.

3. L'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato puo' essere

sospesa secondo quanto previsto dall'articolo 5.

Art. 33

Delle controversie in materia di liquidazione degli usi civici

1. L'appello contro le decisioni dei commissari regionali di cui

all'articolo 32 della legge 16 giugno 1927, n. 1766, e' regolato dal

145
rito ordinario di cognizione, ove non diversamente disposto dal

presente articolo.

2. Sono competenti, rispettivamente, la corte di appello di

Palermo, per i provvedimenti pronunciati dal commissario regionale per

la liquidazione degli usi civici per la Regione Siciliana, e la corte

di appello di Roma, per i provvedimenti pronunciati dai

commissari regionali delle restanti regioni.

3. L'appello e' proposto, a pena di inammissibilita', entro trenta

giorni dalla notificazione del provvedimento impugnato.

4. L'appello contro decisioni preparatorie o interlocutorie puo'

essere proposto soltanto dopo la decisione definitiva e unitamente

all'impugnazione di questa.

5. L'atto di citazione e' notificato a tutti coloro che hanno

interesse ad opporsi alla domanda di riforma della decisione

impugnata e al giudizio partecipa il pubblico ministero.

6. Su richiesta della cancelleria della corte di appello, il

commissario che ha pronunciato la decisione impugnata trasmette tutti gli

atti istruttori compiuti nella causa.

7. La sentenza che definisce il giudizio e' comunicata, a cura della

cancelleria, al Ministero delle politiche agricole alimentari e

forestali.

Capo V

Disposizioni finali ed abrogazioni

Art. 34

Modificazioni e abrogazioni

1. Alla legge 24 novembre 1981, n. 689, sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) all'articolo 22, il primo comma e' sostituito dal seguente: «Salvo

146
quanto previsto dall'articolo 133 del decreto legislativo 2 luglio

2010, n. 104, e da altre disposizioni di legge, contro

l'ordinanza-ingiunzione di pagamento e contro l'ordinanza che dispone la

sola confisca gli interessati possono proporre opposizione dinanzi

all'autorita' giudiziaria ordinaria. L'opposizione e' regolata

dall'articolo 6 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.»;

b) all'articolo 22, i commi dal secondo al settimo sono abrogati;

c) gli articoli 22-bis e 23 sono abrogati.

2. All'articolo 6, comma 5, della legge 13 agosto 2010, n. 136 le

parole: «in deroga a quanto previsto dall'articolo 22, primo comma,

della citata legge n. 689 del 1981» sono sostituite dalle seguenti: «in

deroga a quanto previsto dall'articolo 6, comma 2, del decreto

legislativo 1° settembre 2011, n. 150.».

3. All'articolo 8 del decreto legislativo 19 novembre 2008, n. 195, il

comma 7 e' sostituito dal seguente: «7. Contro il decreto puo' essere

proposta opposizione ai sensi dell'articolo 22 della legge 24 novembre

1981, n. 689.».

4. All'articolo 262, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006,

n. 152, le parole: «di cui all'articolo 23 della legge 24 novembre

1981, n. 689» sono sostituite dalle seguenti: «previsto

dall'articolo 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689».

5. All'articolo 17 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, il

comma 3 e' sostituito dal seguente: «3. Il ricorso sospende i

termini di cui agli articoli 14 e 18 della legge 24 novembre 1981, n.

689, ed all'articolo 6, comma 6, del decreto legislativo 1° settembre

2011, n.150, ed i termini di legge per i ricorsi giurisdizionali

avverso verbali degli enti previdenziali.».

6. Al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono apportate le

seguenti modificazioni:

147
a) l'articolo 204-bis e' sostituito dal seguente: «Art. 204-bis.(Ricorso

in sede giurisdizionale).

1. Alternativamente alla proposizione del ricorso di cui

all'articolo 203, il trasgressore o gli altri soggetti indicati

nell'articolo 196, qualora non sia stato effettuato il pagamento in

misura ridotta nei casi in cui e' consentito, possono proporre

opposizione davanti all'autorita' giudiziaria ordinaria.

L'opposizione e' regolata dall'articolo 7 del decreto legislativo 1°

settembre 2011, n. 150.»;

b) l'articolo 205 e' sostituito dal seguente: «Art. 205. (Opposizione

all'ordinanza-ingiunzione).

1. Contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento di una sanzione

amministrativa pecuniaria gli interessati possono proporre

opposizione davanti all'autorita' giudiziaria ordinaria.

L'opposizione e' regolata dall'articolo 6 del decreto legislativo 1°

settembre 2011, n. 150.".

7. All'articolo 75 del decreto del Presidente della Repubblica 9

ottobre 1990, n. 309, il comma 9 e' sostituito dal seguente: «9.

Avverso il decreto con il quale il prefetto irroga le sanzioni di cui al

comma 1 ed eventualmente formula l'invito di cui al comma 2, che ha

effetto dal momento della notifica all'interessato, puo' essere fatta

opposizione dinanzi all'autorita' giudiziaria ordinaria. Le

controversie di cui al presente comma sono disciplinate dall'articolo 8

del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150. Copia del

decreto e' contestualmente inviata al questore di cui al comma 8.».

8. All'articolo 1 del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59,

convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101,

sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 e' sostituito dal

seguente: «1. I giudizi civili concernenti gli atti e le procedure

148
volti al recupero di aiuti di Stato in esecuzione di una decisione

di recupero adottata dalla Commissione europea ai sensi dell'articolo

14 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio del 22 marzo 1999 sono

regolati dall'articolo 9 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n.

150 .»;

b) i commi da 2 a 6 sono abrogati.

9. All'articolo 152 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono

apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, dopo le parole:

«comprese quelle inerenti ai provvedimenti del Garante in materia di

protezione dei dati personali o alla loro mancata adozione,» sono

inserite le seguenti: «nonche' le controversie previste dall'articolo

10, comma 5, della legge 1° aprile 1981, n. 121, e successive

modificazioni,»;

b) dopo il comma 1 e' inserito il seguente: «1-bis. Le

controversie di cui al comma 1 sono disciplinate dall'articolo 10 del

decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.»; c) i commi da 2 a 14

sono abrogati.

10. Gli articoli 5, 6 e 7 della legge 2 marzo 1963, n. 320, sono

abrogati.

11. L'articolo 26 della legge 11 febbraio 1971, n. 11, e' abrogato.

12. Gli articoli 46 e 47 della legge 3 maggio 1982, n. 203, sono

abrogati.

13. L'articolo 9 della legge 14 febbraio 1990, n. 29, e' abrogato.

14. All'articolo 4, comma 4, della legge 12 febbraio 1955, n. 77, il

secondo e il terzo periodo sono sostituiti dal seguente: «Le

controversie di cui al presente comma sono disciplinate dall'articolo 12

del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.».

15. All'articolo 17 della legge 7 marzo 1996, n. 108, sono

apportate le seguenti modificazioni:

149
a) il comma 3 e' sostituito dal seguente: «3. Avverso il diniego di

riabilitazione il debitore puo' proporre opposizione.

L'opposizione e' disciplinata dall'articolo 13 del decreto

legislativo 1° settembre 2011, n. 150.»;

b) al comma 4 la parola: «reclamabile» e' sostituita dalla

seguente: «opponibile»;

c) al comma 4 le parole: «entro dieci giorni dalla pubblicazione» sono

abrogate;

d) il comma 5 e' abrogato.

16. Alla legge 13 giugno 1942, n. 794, sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) l'articolo 28 e' sostituito dal seguente: «28. Per la

liquidazione delle spese, degli onorari e dei diritti nei confronti del

proprio cliente l'avvocato, dopo la decisione della causa o

l'estinzione della procura, se non intende seguire il procedimento di cui

agli articoli 633 e seguenti del codice di procedura civile, procede

ai sensi dell'articolo 14 del decreto legislativo 1° settembre

2011, n. 150.»;

b) gli articoli 29 e 30 sono abrogati.

17. All'articolo 170 del decreto del Presidente della Repubblica 30

maggio 2002, n. 115, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 1 e' sostituito al seguente: «1. Avverso il decreto di

pagamento emesso a favore dell'ausiliario del magistrato, del

custode e delle imprese private cui e' affidato l'incarico di

demolizione e riduzione in pristino, il beneficiario e le parti

processuali, compreso il pubblico ministero, possono proporre

opposizione. L'opposizione e' disciplinata dall'articolo 15 del

decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.»;

b) i commi 2 e 3 sono abrogati.

150
18. Al decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, sono apportate le

seguenti modificazioni:

a) l'articolo 8 e' sostituito dal seguente: «Art. 8. (Ricorsi avverso il

mancato riconoscimento del diritto di soggiorno)

1. Avverso il provvedimento di rifiuto e revoca del diritto di cui agli

articoli 6 e 7, e' ammesso ricorso all'autorita' giudiziaria

ordinaria. Le controversie previste dal presente articolo sono

disciplinate dall'articolo 16 del decreto legislativo 1° settembre

2011, n.150.»;

b) all'articolo 22, il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2. Avverso

il provvedimento di allontanamento per motivi di pubblica sicurezza,

per motivi imperativi di pubblica sicurezza e per i motivi di cui

all'articolo 21 puo' essere presentato ricorso all'autorita'

giudiziaria ordinaria. Le controversie di cui al presente comma sono

disciplinate dall'articolo 17 del decreto legislativo 1° settembre

2011, n. 150.»;

c) all'articolo 22, ai commi 3 e 4, le parole: «ai commi 1 e 2», ovunque

ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «al comma 1»;

d) all'articolo 22, al comma 4, le parole: «o su motivi

imperativi di pubblica sicurezza» sono soppresse;

e) all'articolo 22, il comma 5 e' abrogato.

19. Al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le

seguenti modificazioni:

a) all'articolo 13, il comma 5-bis e' sostituito dal seguente: «5-bis.

Nei casi previsti al comma 4 il questore comunica

immediatamente e, comunque, entro quarantotto ore dalla sua adozione, al

giudice di pace territorialmente competente il provvedimento con il

quale e' disposto l'accompagnamento alla frontiera. L'esecuzione del

provvedimento del questore di allontanamento dal territorio

151
nazionale e' sospesa fino alla decisione sulla convalida. L'udienza per

la convalida si svolge in camera di consiglio con la

partecipazione necessaria di un difensore tempestivamente avvertito.

L'interessato e' anch'esso tempestivamente informato e condotto nel

luogo in cui il giudice tiene l'udienza. Lo straniero e' ammesso

all'assistenza legale da parte di un difensore di fiducia munito di

procura speciale. Lo straniero e' altresi' ammesso al gratuito

patrocinio a spese dello Stato, e, qualora sia sprovvisto di un

difensore, e' assistito da un difensore designato dal giudice

nell'ambito dei soggetti iscritti nella tabella di cui all'articolo 29

delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice

di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n.

271, nonche', ove necessario, da un interprete. L'autorita' che ha

adottato il provvedimento puo' stare in giudizio personalmente anche

avvalendosi di funzionari appositamente delegati. Il giudice provvede

alla convalida, con decreto motivato, entro le quarantotto ore

successive, verificata l'osservanza dei termini, la sussistenza dei

requisiti previsti dal presente articolo e sentito l'interessato, se

comparso. In attesa della definizione del procedimento di

convalida, lo straniero espulso e' trattenuto in uno dei centri di

identificazione ed espulsione, di cui all'articolo 14, salvo che il

procedimento possa essere definito nel luogo in cui e' stato adottato il

provvedimento di allontanamento anche prima del trasferimento in uno

dei centri disponibili. Quando la convalida e' concessa, il

provvedimento di accompagnamento alla frontiera diventa esecutivo. Se la

convalida non e' concessa ovvero non e' osservato il termine per la

decisione, il provvedimento del questore perde ogni effetto.

Avverso il decreto di convalida e' proponibile ricorso per

cassazione. Il relativo ricorso non sospende l'esecuzione

152
dell'allontanamento dal territorio nazionale. Il termine di

quarantotto ore entro il quale il giudice di pace deve provvedere

alla convalida decorre dal momento della comunicazione del

provvedimento alla cancelleria.»;

b) all'articolo 13, il comma 8 e' sostituito dal seguente: «8. Avverso

il decreto di espulsione puo' essere presentato ricorso

all'autorita' giudiziaria ordinaria. Le controversie di cui al

presente comma sono disciplinate dall'articolo 18 del decreto

legislativo 1° settembre 2011, n. 150.»;

c) l'articolo 13-bis e' abrogato;

d) all'articolo 14, il comma 4 e' sostituito dal seguente: «4.

L'udienza per la convalida si svolge in camera di consiglio con la

partecipazione necessaria di un difensore tempestivamente avvertito.

L'interessato e' anch'esso tempestivamente informato e condotto nel

luogo in cui il giudice tiene l'udienza. Lo straniero e' ammesso

all'assistenza legale da parte di un difensore di fiducia munito di

procura speciale. Lo straniero e' altresi' ammesso al gratuito

patrocinio a spese dello Stato, e, qualora sia sprovvisto di un

difensore, e' assistito da un difensore designato dal giudice

nell'ambito dei soggetti iscritti nella tabella di cui all'articolo 29

delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice

di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n.

271, nonche', ove necessario, da un interprete. L'autorita' che ha

adottato il provvedimento puo' stare in giudizio personalmente anche

avvalendosi di funzionari appositamente delegati. Il giudice provvede

alla convalida, con decreto motivato, entro le quarantotto ore

successive, verificata l'osservanza dei termini, la sussistenza dei

requisiti previsti dall'articolo 13 e dal presente articolo, escluso

il requisito della vicinanza del centro di identificazione edi

153
espulsione di cui al comma 1, e sentito l'interessato, se

comparso. Il provvedimento cessa di avere ogni effetto qualora non sia

osservato il termine per la decisione. La convalida puo' essere

disposta anche in occasione della convalida del decreto di

accompagnamento alla frontiera, nonche' in sede di esame del ricorso

avverso il provvedimento di espulsione.».

20. All'articolo 35 del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, sono

apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. Avverso la

decisione della Commissione territoriale e la decisione della

Commissione nazionale sulla revoca o sulla cessazione dello status di

rifugiato o di persona cui e' accordata la protezione sussidiaria e'

ammesso ricorso dinanzi all'autorita' giudiziaria ordinaria. Il

ricorso e' ammesso anche nel caso in cui l'interessato abbia

richiesto il riconoscimento dello status di rifugiato e sia stato

ammesso esclusivamente alla protezione sussidiaria.»;

b) il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2. Le controversie di cui al

comma 1 sono disciplinate dall'articolo 19 del decreto legislativo

1° settembre 2011, n. 150.»;

c) i commi da 3 a 14 sono abrogati.

21. All'articolo 30 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, il

comma 6 e' sostituito dal seguente: «6. Contro il diniego del nulla

osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per

motivi familiari, nonche' contro gli altri provvedimenti

dell'autorita' amministrativa in materia di diritto all'unita'

familiare, l'interessato puo' proporre opposizione all'autorita'

giudiziaria ordinaria. L'opposizione e' disciplinata dall'articolo 20 del

decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.».

22. All'articolo 5 della legge 13 maggio 1978, n. 180, sono

154
apportate le seguenti modificazioni:

a) il primo comma e' sostituito dal seguente: «Chi e' sottoposto a

trattamento sanitario obbligatorio, e chiunque vi abbia interesse, puo'

proporre ricorso contro il provvedimento convalidato dal giudice

tutelare.»;

b) al secondo comma le parole: «Entro il termine di trenta giorni,

decorrente dalla scadenza del termine di cui al secondo comma

dell'articolo 3,» sono abrogate;

c) il terzo comma e' sostituito dal seguente: «Alle controversie

previste dal presente articolo si applica l'articolo 21 del decreto

legislativo 1° settembre 2011, n. 150.»;

d) i commi dal quarto all'ottavo sono abrogati.

23. Al decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n.570,

sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 82, il primo comma e' sostituito dal seguente: «Le

deliberazioni adottate in materia di eleggibilita' dal Consiglio

comunale possono essere impugnate da qualsiasi cittadino elettore del

Comune, o da chiunque altro vi abbia diretto interesse, dinanzi

all'autorita' giudiziaria ordinaria.»;

b) all'articolo 82, secondo comma, le parole: «Il termine di trenta

giorni, stabilito ai fini della impugnativa di cui al precedente

comma, decorre dall'ultimo giorno dell'anzidetta pubblicazione.»

sono abrogate;

c) all'articolo 82, il terzo comma e' sostituito dal seguente: « Alle

controversie previste dal presente articolo si applica

l'articolo 22 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.»;

d) all'articolo 82, i commi dal quarto all'ultimo sono abrogati;

e) gli articoli 82/2, 82/3, 84 sono abrogati.

24. Alla legge 23 dicembre 1966, n. 1147, sono apportate le

155
seguenti modificazioni:

a) all'articolo 3, il primo comma e' abrogato;

b) all'articolo 7, il secondo comma e' sostituito dal seguente: «Le

azioni popolari e le impugnative consentite dal decreto del

Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, e dall'articolo 70

del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, a qualsiasi

elettore del Comune per quanto concerne elezioni comunali, sono

consentite a qualsiasi cittadino elettore della Provincia per quanto

concerne le elezioni provinciali. Le attribuzioni conferite da tali

norme al Consiglio comunale, si intendono devolute al Consiglio

provinciale; quelle devolute al sindaco si intendono devolute al

presidente della Giunta provinciale. Alle controversie previste dal

presente comma si applica l'articolo 22 del decreto legislativo 1°

settembre 2011, n. 150.»;

c) all'articolo 7, il quarto comma e' abrogato.

25. All'articolo 19 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, sono

apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 19, il primo comma e' abrogato;

b) il secondo comma e' sostituito dal seguente: «Le azioni

popolari e le impugnative previste per qualsiasi elettore del comune dal

decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570, e

dall'articolo 70 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono

consentite a qualsiasi elettore della regione nonche' al Prefetto del

capoluogo di Regione, in qualita' di rappresentante dello Stato per i

rapporti con il sistema delle autonomie. Alle controversie previste dal

presente comma si applica l'articolo 22 del decreto legislativo 1°

settembre 2011, n.150.»;

c) il terzo comma e' abrogato.

26. All'articolo 70 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono

156
apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1 le parole: «con ricorso da notificare

all'amministratore ovvero agli amministratori interessati, nonche' al

sindaco o al presidente della provincia.» sono abrogate;

b) il comma 3 e' sostituito dal seguente: «3. Alle controversie

previste dal presente articolo si applica l'articolo 22 del decreto

legislativo 1° settembre 2011, n. 150."»;

c) il comma 4 e' abrogato.

27. Alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) all'articolo 44, il primo comma e' sostituito dal seguente: «Fermo

restando quanto disposto dall'articolo 66 della Costituzione, ai

giudizi relativi alle condizioni di eleggibilita' e di

compatibilita', stabilite dalla presente legge in relazione alla

carica di membro del Parlamento europeo spettante all'Italia, si

applica l'articolo 23 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n.

150.»;

b) all'articolo 44, al secondo comma le parole: «con ricorso sul quale

il presidente fissa, con decreto, l'udienza di discussione della

causa in via di urgenza e provvede alla nomina del giudice relatore.

Il ricorso deve essere depositato, a pena di decadenza, entro 60

giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale die nominativi

degli eletti a norma dell'articolo 24 della presente legge.» sono

abrogate;

c) all'articolo 44, i commi dal terzo all'ultimo sono abrogati;

d) gli articoli 45 e 47 sono abrogati.

28. Al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223,

sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 42, il primo comma e' sostituito dal seguente: «Contro

157
le decisioni della Commissione elettorale circondariale o delle sue

Sottocommissioni, qualsiasi cittadino ed il procuratoredella

Repubblica presso il tribunale competente possono

proporreimpugnativa davanti all'autorita' giudiziaria ordinaria.»;

b) all'articolo 42, il terzo comma, e' sostituito dal seguente: «Alle

controversie previste dal presente articolo si applica l'articolo

24 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.»;

c) l'articolo 44 e' sostituito dal seguente: «Art. 44. (Legge 7 ottobre

1947, n. 1058, art. 35) Il pubblico ministero, se riscontra nel fatto che

ha dato origine al ricorso estremi di reato, promuove l'azione

penale entro il medesimo termine previsto per la proposizione

dell'impugnativa»;

d) gli articoli 43, 45 e 46 sono abrogati.

29. All'articolo 4 del decreto-legge 22 settembre 2006, n. 259,

convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2006, n. 281, il

comma 2, ultimo periodo, e' sostituito dal seguente: «Si applica

l'articolo 25 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.».

30. Alla legge 16 febbraio 1913, n. 89, sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) all'articolo 158, comma 1, le parole: « , con reclamo alla corte

di appello del distretto nel quale ha sede la Commissione, nel termine

di trenta giorni dalla notificazione della decisione, a cura della parte

interessata o, in difetto, nel termine di un anno dal suo deposito» sono

abrogate;

b) all'articolo 158, il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2. Alle

controversie previste dal presente articolo si applica

l'articolo 26 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.»;

c) all'articolo 158, al comma 3 le parole: « nei termini di cui al

comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «nei termini previsti

158
dall'articolo 26 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.»;

d) gli articoli 158-bis e 158-ter sono abrogati;

e) l'articolo 158-novies e' sostituito dal seguente: «158-novies.

1. I provvedimenti cautelari pronunciati dalla Commissione e dalla

corte di appello sono reclamabili nei modi previsti dall'articolo 26 del

decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.»;

f) all'articolo 158-decies, il comma 3 e' abrogato.

31. Alla legge 3 febbraio 1963, n. 69, sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) all'articolo 63, il primo comma e' sostituito dal seguente: «Le

deliberazioni indicate nell'articolo precedente possono essere

impugnate dinanzi all'autorita' giudiziaria ordinaria.»;

b) all'articolo 63, il secondo comma e' sostituito dal seguente: «Le

controversie previste dal presente articolo sono disciplinate

dall'articolo 27 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.»;

c) all'articolo 63, il terzo comma e' abrogato;

d) gli articoli 64 e 65 sono abrogati.

32. Al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le

seguenti modificazioni:

a) all'articolo 44, il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. Quando

il comportamento di un privato o della pubblica

amministrazione produce una discriminazione per motivi razziali,

etnici, linguistici, nazionali, di provenienza geografica o

religiosi, e' possibile ricorrere all'autorita' giudiziaria ordinaria per

domandare la cessazione del comportamento pregiudizievole e la

rimozione degli effetti della discriminazione.»;

b) all'articolo 44, il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2. Alle

controversie previste dal presente articolo si applica

l'articolo 28 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.»;

159
c) all'articolo 44, il comma 8 e' sostituito dal seguente: «8.

Chiunque elude l'esecuzione di provvedimenti, diversi dalla condanna al

risarcimento del danno, resi dal giudice nelle controversie

previste dal presente articolo e' punito ai sensi dell'articolo 388,

primo comma, del codice penale.»;

d) all'articolo 44, al comma 10 le parole: «Il giudice, nella

sentenza che accerta le discriminazioni sulla base del ricorso

presentato ai sensi del presente articolo, ordina al datore di lavoro di

definire, sentiti i predetti soggetti e organismi, un piano di

rimozione delle discriminazioni accertate» sono soppresse;

e) all'articolo 44, i commi da 3 a 7 e il comma 9 sono abrogati.

33. Al decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, sono apportate le

seguenti modificazioni:

a) all'articolo 4, il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. I giudizi

civili avverso gli atti e i comportamenti di cui all'articolo 2 sono

regolati dall'articolo 28 del decreto legislativo 1° settembre 2011,

n.150. In caso di accertamento di atti o comportamenti

discriminatori, come definiti dall'articolo 2 del presente decreto, si

applica, altresi', l'articolo 44, comma 11, del decreto

legislativo 25 luglio 1998, n. 286.»;

b) all'articolo 4, i commi da 3 a 6 sono abrogati.

34. Al decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216, sono apportate

leseguenti modificazioni:

a) all'articolo 4, il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2. I giudizi

civili avverso gli atti e i comportamenti di cui all'articolo 2 sono

regolati dall'articolo 28 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n.

150. In caso di accertamento di atti o comportamenti

discriminatori, come definiti dall'articolo 2 del presente decreto, si

applica, altresi', l'articolo 44, comma 11, del decreto

160
legislativo 25 luglio 1998, n. 286.»;

b) all'articolo 4, i commi da 4 a 7 sono abrogati.

35. Alla legge 1° marzo 2006, n. 67, sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) all'articolo 3, il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. I giudizi

civili avverso gli atti e i comportamenti di cui all'articolo 2 sono

regolati dall'articolo 28 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n.

150.»;

b) all'articolo 3, i commi da 2 a 4 sono abrogati.

36. Al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, sono apportate le

seguenti modificazioni:

a) all'articolo 55-quinquies, il comma 1 e' sostituito dal

seguente: «1. In caso di violazione dei divieti di cui all'articolo 55-

ter, e' possibile ricorrere all'autorita' giudiziaria ordinaria per

domandare la cessazione del comportamento pregiudizievole e la

rimozione degli effetti della discriminazione.»;

b) all'articolo 55-quinquies, il comma 2 e' sostituito dal

seguente: «2. Alle controversie previste dal presente articolo si

applica l'articolo 28 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n.

150.»;

c) all'articolo 55-quinquies, il comma 9 e' sostituito dal

seguente: «9. Chiunque non ottempera o elude l'esecuzione di

provvedimenti, diversi dalla condanna al risarcimento del danno, resi dal

giudice nelle controversie previste dal presente articolo e' punito

con l'ammenda fino a 50.000 euro o l'arresto fino a tre anni.»;

d) all'articolo 55-quinquies, i commi da 3 a 7 sono abrogati;

e) l'articolo 55-sexies e' abrogato.

37. All'articolo 54 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 327, sono

apportate le seguenti modificazioni:

161
a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: « 1. Decorsi trenta giorni

dalla comunicazione prevista dall'articolo 27, comma 2, il

proprietario espropriato, il promotore dell'espropriazione o il terzo che

ne abbia interesse puo' impugnare innanzi all'autorita'

giudiziaria gli atti dei procedimenti di nomina dei periti e di

determinazione dell'indennita', la stima fatta dai tecnici, la

liquidazione delle spese di stima e comunque puo' chiedere la

determinazione giudiziale dell'indennita'. Le controversie di cui al

presente comma sono disciplinate dall'articolo 29 del decreto

legislativo 1° settembre 2011, n. 150.»;

b) i commi dal 2 al 4 sono abrogati.

38. All'articolo 67 della legge 31 maggio 1995, n. 218, sono

apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1 le parole: «alla corte di appello del luogo di

attuazione» sono sostituite dalle seguenti: «all'autorita'

giudiziaria ordinaria»;

b) dopo il comma 1 e' inserito il seguente: «1-bis. Le

controversie di cui al comma 1 sono disciplinate dall'articolo 30 del

decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150.».

39. Alla legge 14 aprile 1982, n. 164, sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) all'articolo 1, dopo il primo comma e' inserito il seguente: «Le

controversie di cui al primo comma sono disciplinate

dall'articolo 31 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n.150.»;

b) all'articolo 6, primo comma, le parole: «il ricorso di cui al primo

comma dell'articolo 2 deve essere proposto» sono sostituite dalle

seguenti: «la domanda di rettificazione di attribuzione di sesso

deve essere proposta»;

c) gli articoli 2 e 3 e l'articolo 6, secondo comma, sono

162
abrogati.

40. L'articolo 3 delle disposizioni di legge relative alla

riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato e degli altri enti

pubblici approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, e'

sostituito dal seguente: «Art. 3. (Art. 3, legge 24 dicembre 1908, n.

797). Avverso l'ingiunzione prevista dal comma 2 si puo' proporre

opposizione davanti all'autorita' giudiziaria

ordinaria.L'opposizione e' disciplinata dall'articolo 32 del

decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150, .».

41. All'articolo 32 della legge 16 giugno 1927, n. 1766, sono

apportate le seguenti modificazioni:

a) al primo comma le parole: «il reclamo alle Corti di appello, aventi

giurisdizione nei territori ove sono situati i terreni in

controversia, o la loro maggior parte» sono sostituite

dalleseguenti: «reclamo dinanzi all'autorita' giudiziaria ordinaria.

Le controversie previste dal presente comma sono disciplinate

dall'articolo 33 del decreto legislativo 1°settembre 2011, n. 150.»;

b) i commi dal secondo al quinto sono abrogati.

42. Alla legge 10 luglio 1930, n. 1078, sono abrogati gli articoli dal 2

all'8.

Art. 35

Clausola di invarianza finanziaria

1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o

maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni

interessate provvedono agli adempimenti previsti dal presente decreto con

l'utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie

disponibili a legislazione vigente.

Art. 36

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Disposizioni transitorie e finali

1. Le norme del presente decreto si applicano ai procedimenti

instaurati successivamente alla data di entrata in vigore dello

stesso.

2. Le norme abrogate o modificate dal presente decreto continuano ad

applicarsi alle controversie pendenti alla data di entrata in vigore

dello stesso.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato sara' inserito nella

Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi' 1° settembre 2011

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