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ELEMENTI DI MATEMATICA FINANZIARIA

9.1 OPERAZIONI FINANZIARIE



La Matematica Finanziaria ha per oggetto di studio le operazioni finanziarie, cio le
operazioni di scambio di somme di denaro disponibile in tempi diversi. Gli elementi
fondamentali di un'operazione finanzaria sono importi e scadenze. Sulla base di questi
due elementi si effettua una prima distinzione:
operazioni finanziarie certe: sono quelle i cui importi si rendono disponibili con
certezza,
operazioni finanziarie aleatorie: sono quelle i cui importi si rendono disponibili solo
se si verificano degli eventi aleatori.
La Matematica finanziaria classica si occupa delle operazioni finanziarie certe, mentre la
Matematica attuariale si occupa delle operazioni finanziarie aleatorie.

Esempi di operazioni finanziarie certe.
1) Depositando denaro sul c/c bancario da cui si preleveranno capitale e interessi si
scambia il versamento odierno con un prelevamento futuro.
2) Comprando oggi BOT che si rivenderanno fra un mese, si scambia la somma oggi
investita con il ricavo della vendita fra un mese.
3) Stipulando oggi un mutuo con rimborso graduale si scambia la disponibilit che oggi si
riceve per effetto del contratto di mutuo con i versamenti che si faranno alle scadenze
convenute.
4) Stipulando oggi un acquisto di un'auto con pagamento rateale, si scambia la somma
ricevuta subito in natura (valore dell'auto), con le rate che si verseranno alle scadenze
dovute.

Per introdurre alcuni concetti fondamentali si consideri una operazione finanziaria
elementare consistente nello scambio fra due individui A e B di due capitali,
rispettivamente C ed M con M > C, in due successivi tempi x e y .




Il soggetto A cede a B il capitale C disponibile al tempo x ; in cambio B cede ad A il
capitale M disponibile al tempo y > x .
Se l'operazione di scambio dell'importo C al tempo x contro l'importo M al tempo
successivo y accettata dai due individui, si dice che C e M sono finanziariamente
equivalenti fra loro e che l'operazione equa.
Avendo supposto x < y si ha che:
A detto creditore o mutuante;
B detto debitore o mutuatario;
C il capitale impiegato, anticipato o investito;
M il capitale dovuto alla scadenza;
x la data di investimento;
y la data di scadenza;
[x,y] il periodo di impiego.


x
C M
y
Parte 9 OPERAZIONI FINANZIARIE
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2
La descrizione di un'operazione finanziaria si pu fare associando alle varie scadenze
nelle quali si hanno movimenti di cassa gli ammontari di tali movimenti. Di norma le
scadenze si misurano in anni e gli ammontari in entrata e in uscita sono dotati
rispettivamente di segno + ++ + (eventualmente omesso) e di segno .
Quindi per descrivere un'operazione finanziaria basta assegnare delle coppie di numeri
(scadenza, flusso di cassa), (t
s
, x
s
) con s = 1

,


,

n e ove t
s
, in un'appropriata unit di
misura, la scadenza alla quale si manifesta il flusso di cassa x
s
(valori positivi
segnalano entrate, valori negativi segnalano uscite).

Esempio.
Oggi concedo un prestito di 3000 ; fra un anno mi rimborsano 1000 , fra 1 anno e
mezzo altri 1200 e fra due anni altri 1300 .

Scadenza
(tempo)
Flusso di cassa
(importo)
0 -3000
1 1000
1,5 1200
2 1300


Si pu anche usare una rappresentazione geometrica, detta retta dei tempi.






9.1.1. OPERAZIONI DI CAPITALIZZAZIONE

Si parla di un'operazione di capitalizzazione quando il denaro portato avanti nel
tempo ossia si trasforma una disponibilit immediata C al tempo x , in una disponibilit
futura M al tempo y ; noti C , x , y si deve determinare M .
In questa operazione finanziaria l'elemento fondamentale il capitale C ; M detto
montante, al tempo y , del capitale C impiegato al tempo x .

Si definisce

interesse nel periodo [x,y] la quantit I = M C

fattore di montante :
C
M
r =
Esso misura il montante per unit di capitale impiegato, ossia se C = 1 , allora
r = M .

Dalle definizioni poste segue anche:

I C M + = I M C = ,
C
M
r = , r C M= ,
r
M
C = , 1) (r C I = ,
C
I
1 r + = .
t 0 1 1,5 2 3
-3000 1000 1200

1300
Parte 9 OPERAZIONI FINANZIARIE
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Esempio.
Oggi investo 1000 , fra tre anni riscuoto 1800 .





1000 capitale
1800 montante
1800 1000 = 800 interesse
1,8
1000
1800
= fattore di montante


9.1.2. OPERAZIONI DI ATTUALIZZAZIONE

Si parla di un'operazione di attualizzazione o di anticipazione o di sconto quando il
denaro portato indietro nel tempo; noti M , x , y si deve determinare C .
In questa operazione finanziaria l'elemento fondamentale il capitale M ; la somma C si
dice valore attuale al tempo x del capitale M , detto valore nominale, dovuto al
tempo y .

Si definisce

sconto sul capitale M la quantit D = M C .


fattore di sconto o di anticipazione :
M
C
v = .
Esso rappresenta il valore in x corrispondente ad una unit di montante in y , ossia
se M = 1 , v = C .

Dalle definizioni poste segue anche

D M C = , D C M + = ,
M
C
v = , v M C = ,
v
C
M = .

Esempio.
Oggi posso pagare 1000 per acquisire il diritto a riscuotere 1800 fra tre anni





1000 valore attuale o scontato
1800 valore nominale
1800 1000 = 800 sconto
0,55
1800
1000
= fattore di sconto
0
1000 1800
3
0
-1000 1800
3
Parte 9 OPERAZIONI FINANZIARIE
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9.1.3. LEGGI E REGIMI FINANZIARI

A parit di ogni altra condizione ragionevole aspettarsi che nelle operazioni di
capitalizzazione e di attualizzazione, il fattore di montante e il fattore di sconto dipendano
dalla durata dellinvestimento.
Quando si vuole segnalare che i fattori di montante e di sconto sono funzione della durata
t della operazione finanziaria si indicano, rispettivamente, con r(t) e v(t) .

La funzione r(t) rappresenta il montante in t equivalente al capitale C = 1 ; essa detta
funzione fattore di montante o di capitalizzazione.
La funzione v(t) rappresenta il valore attuale in t = 0 equivalente al montante M = 1 in
t ; essa detta funzione fattore di sconto o di attualizzazione.

Si suppone che le operazioni finanziarie siano regolate da funzioni fattore che
rappresentano il comportamento di un individuo razionale (colui che preferisce tanto a
poco) e pertanto le propriet di una funzione fattore di montante e di una funzione fattore
di sconto si possono riassumere come segue.

Funzione fattore di montante una funzione r(t) tale che
1) r(0) = 1 ,
2) r(t) 0 ossia r(t) crescente,
3) r(t) 1 .












Funzione fattore di sconto una funzione v(t) tale che
1) v(0) = 1 ,
2) v(t) 0 ossia v(t) decrescente,
3) 0 < v(t) 1 .












r(t)
t
1
0
t
1
0
v(t)
Parte 9 OPERAZIONI FINANZIARIE
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Abbiamo introdotto la funzione fattore di capitalizzazione r(t) e la funzione fattore di
sconto v(t) perch, di norma, le operazioni finanziarie di capitalizzazione e di
attualizzazione dipendono dalla durata t dellinvestimento. Considerando r(t) e v(t)
possiamo allora esprimere in funzione di t anche le altre grandezze.

Nelle operazioni di capitalizzazione, detto C il capitale investito per un periodo t , si
ha:
M(t) = C r(t) , I(t) = M(t) C = C (r(t) 1) , inoltre

C
t I
t i
) (
) ( =

il tasso di interesse periodale relativo al periodo t . Esso linteresse prodotto da
un capitale unitario nel periodo t .

Si faccia attenzione che di norma con il simbolo i si indica linteresse prodotto da un
capitale unitario in un periodo unitario di tempo (di solito un anno).

Dalle formule precedenti segue: r(t) = 1 + i(t)

Nelle operazioni di attualizzazione, detta M la somma da scontare (valore nominale) e
t il periodo di differimento, si ha:

C(t) = M v(t) , D(t) = M C(t) = M (1 v(t)) , inoltre

M
t D
t d
) (
) ( =

il tasso di sconto periodale relativo al periodo t . Esso lo sconto per ogni unit
di valore nominale nel periodo t di differimento.

Con il simbolo d si indica invece, di norma, lo sconto per ogni unit di montante
quando il periodo di differimento lunit di tempo (di solito un anno).

Dalle formule precedenti segue: v(t) = 1 d(t)

Esempio.
Si consideri loperazione finanziaria rappresentata da





Se si interpreta come operazione di capitalizzazione risulta:
C = 100 capitale investito
M = 110 montante
I = 10 interesse totale
10%
100
10
i(2) = = tasso di interesse periodale relativo a t = 2 anni.
0
C = 100 M = 110
2 anni
Parte 9 OPERAZIONI FINANZIARIE
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Se si interpreta come operazione di attalizzazione risulta:
C = 100 valore attuale
M = 110 valore nominale
D = 10 sconto totale
09% 9
110
10
d(2) , = = tasso di sconto periodale relativo a t = 2 anni.

Nella pratica le operazioni di capitalizzazione e di attualizzazione sono regolate da fattori
che dipendono dal tempo secondo alcune formule matematiche. Queste formule, in
linguaggio finanziario, si chiamano regimi finanziari (di capitalizzazione o di
attualizzazione) e contengono non soltanto il tempo ma anche altri parametri che
regolano la velocit con cui
nella capitalizzazione il montante cresce con il passare del tempo,
nellattualizzazione il valore nominale si contrae in valore scontato allallontanarsi della
scadenza.

Quando in un regime si specifica numericamente il valore del parametro, avente
usualmente la natura di tasso di interesse o di sconto, si ottiene una formula matematica
che consente di capitalizzare o di attualizzare univocamente una somma, qualunque sia la
scadenza. Questa formula con parametro precisato si chiama legge finanziaria
(rispettivamente di capitalizzazione o di attualizzazione).

Esempio.
Sia f(t) = 1 +

t
2
con > 0 . Poich f(0) = 1 e f'(t) = 2t > 0 per ogni t > 0 , la
funzione f(t) = 1 + t
2
rappresenta un possibile regime finanziario di capitalizzazione. Se
si assegna ad il valore 0,01 , la funzione f(t) = 1 + 0,01

t
2
rappresenta una legge di
capitalizzazione di tale regime. Al variare del valore del parametro , cambia la legge
nell'ambito dello stesso regime finanziario.

E ragionevole supporre che se riteniamo equivalenti due importi C in t
0
e M in t , dove
M ottenuto capitalizzando C , allora attualizzando M dovremmo ottenere C . Nella
pratica finanziaria un contratto avviene fra due controparti, per esempio A e B e se
per A l'operazione si identifica in un'operazione di capitalizzazione, allora per B la
stessa un'operazione di attualizzazione. Ad esempio: il direttore di una banca fa
un'operazione di investimento (capitalizzazione) quando presta a un'impresa il capitale C
al tempo t
0
che gli sar restituito al tempo t e varr M . Per l'impresa l'operazione pu
essere vista come un'operazione di sconto in quanto si impegna a rendere M in t e
chiede che le venga anticipato (scontato) il capitale C in t
0
.
Da quanto detto, segue che per essere entrambe d'accordo due controparti usano regimi
di attualizzazione e di capitalizzazione soddisfacenti le relazioni:

C r(t) v(t)

= C , M v(t) r(t) = M
ossia
r(t) v(t) = 1 , t 0 .

DEFINIZIONE. Due regimi finanziari di capitalizzazione e di attualizzazione aventi come
funzioni fattore di montante e fattore di sconto r(t) e v(t) , rispettivamente, si dice che
sono coniugati se sono tali che:

Parte 9 OPERAZIONI FINANZIARIE
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1 v(t) r(t) = , t 0 ; ossia
r(t)
1
v(t) = ;
v(t)
1
r(t) = .

Le leggi finanziarie di capitalizzazione pi usate per calcolare interessi e montanti si
basano su tre tipi di funzioni fattori di montante: di tipo affine (o lineare), di tipo
esponenziale, di tipo iperbolico. Questi tre tipi di leggi corrispondono nellordine ai seguenti
tre tipi di regime:
regime dell'interesse semplice (RIS),
regime dell'interesse composto (RIC),
regime dell'interesse anticipato (RIA).

Le leggi finanziarie di attualizzazione pi usate sono quelle dei regimi coniugati al RIS,
RIC, RIA; esse corrispondono rispettivamente ai seguenti tre tipi di regime:
regime dello sconto semplice o razionale,
regime dello sconto composto,
regime dello sconto commerciale.

A conclusione del paragrafo, si noti che facendo riferimento alla stessa operazione
finanziaria, le grandezze i , r , d , v si possono esprimere una in funzione dellaltra
come riportato nella seguente tabella.


i r d v
i r-1
d 1
d


v
v 1

r 1+i
d 1
1


v
1

d
i 1
i
+

r
1 r
1-v
v
i 1
1
+

r
1
1-d

Si noti che per ogni operazione finanziaria, in un medesimo periodo di riferimento
t = y x, il tasso d'interesse i sempre maggiore del tasso di sconto d corrispondente:
i > d . Inoltre d funzione crescente di i .














i
d
i
i
d
+
=
1

0,5
1,0
0 5 10
Parte 9 OPERAZIONI FINANZIARIE
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9.1.4. LA VARIABILE TEMPO

E importante sottolineare che in tutte le formule il tempo deve sempre essere espresso
con lunit di tempo alla quale si riferisce il tasso delloperazione finanziaria.

Lunit di misura della variabile tempo che di norma si considera e rispetto alla quale
vengono riferiti i vari tassi lanno.

Si utilizza lanno civile considerato di 365 giorni (o 366 per gli anni bisestili), oppure
lanno commerciale considerato di 360 giorni (12 mesi di 30 giorni ciascuno). Di
conseguenza si ha un intervallo temporale esatto se si contano gli effettivi giorni
compresi fra due date (per esempio, tra il 15/04/1994 e il 18/07/1994 vi sono 94 giorni:
15 + 31 + 30 + 18), e un intervallo temporale commerciale se si considera lanno
commerciale e quindi tutti i mesi di 30 giorni.

Quando nelle operazioni finanziarie si considerano tassi annuali, occorre esprimere il
tempo in anni anche se il periodo da considerare non un numero intero di anni.
Ricordiamo che:

il tempo espresso in giorni si riporta in anni mediante la frazione

365
giorni dei numero
(anno civile) o
360
giorni dei numero
(anno commerciale),
il tempo espresso in mesi si riporta in anni mediante la frazione
12
esi m dei numero
.

Esempi.
1) t = 2 anni e 47 giorni significa
365
47
2 + (anno civile).
2) t = 5 anni e 4 mesi significa
12
4
5 + .
3) t = 3 anni, 4 mesi e 20 giorni significa
360
20
12
4
3 + + (anno commerciale).


Il tempo espresso in anni mediante un numero razionale si riporta ad una espressione
in anni, mesi, giorni usando le formule inverse di quelle precedenti. In generale si trova
dapprima il numero di giorni corrispondenti usando le formule

ngiorni = anni x 360 oppure ngiorni = anni x 365

e successivamente si esprime questo numeri di giorni in anni, mesi, giorni.

Esempi.
1) t = 12,343 anni significa 12 anni, 4 mesi, 3 giorni perch, limitandoci a considerare
la parte decimale, si ha 0,343 x 360 = 123,480 giorni e 123 giorni significano 4 mesi
e 3 giorni.
2) t = 2,1284 anni significa 2 anni e 0,1284 x 360 = 46,224 giorni; poich 46 giorni
sono 1 mese e 16 giorni, in definitiva t = 2,1284 anni significa 2 anni, 1 mese, 16
giorni.
Parte 9 OPERAZIONI FINANZIARIE
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9.1.5. TASSI PERIODALI

Abbiamo gi incontrato in 1.3 due tassi definiti periodali:
i(t) tasso di interesse periodale relativo al periodo t . E il tasso di interesse
prodotto da un capitale unitario nel periodo t di investimento.
d(t) tasso di sconto periodale relativo al periodo t . E lo sconto per ogni unit di
montante nel periodo t di differimento.

Molte operazioni prevedono il pagamento di rate che non sono annuali ma riferite a
frazioni di anno (semestrali, quadrimestrali, trimestrali, mensili, etc.). Analogamente ci
sono operazioni di investimento che garantiscono il riconoscimento degli interessi pi volte
nel corso dellanno. Il tasso di interesse riferito ad
m
1
esimo di anno viene indicato con i
m
.
i
m
tasso periodale relativo ad
m
1
esimo di anno.

Ad esempio i
2
indica un tasso di interesse semestrale, i
3
indica un tasso di interesse
quadrimestrale, i
4
indica un tasso di interesse trimestrale, etc.

Di norma il tasso di interesse annuo si indica con i .


9.2 REGIMI DI CAPITALIZZAZIONE.


Esaminiamo i regimi di capitalizzazione, e le rispettive funzioni di montante, pi usati per
calcolare interessi e montanti.

9.2.1. REGIME DELLINTERESSE SEMPLICE (RIS)

Gli interessi semplici si definiscono come quelli direttamente proporzionali al capitale e al
tempo di impiego. In altre parole, raddoppiando il capitale gli interessi raddoppiano,
triplicando il capitale si triplicano, cos come raddoppiando il tempo si raddoppiano,
triplicando il tempo si triplicano etc. .
Pertanto nel regime degli interessi semplici, linteresse prodotto da un capitale C nel
tempo t sar espresso da una formula del tipo I = C t con costante.
In particolare un capitale unitario C = 1 impiegato per un tempo unitario t = 1 , produrr
un interesse uguale ad e quindi questa costante il tasso di interesse i .
Se il capitale C impiegato per un tempo t , il montante prodotto risulta

M = C + I = C + C t i = C (1 + i t)

e quindi la funzione fattore di montante che caratterizza il regime finanziario
dellinteresse semplice
r(t) = 1 + i t

ossia una funzione di tipo lineare affine.












Il grafico di r(t) una retta e mostra come il montante prodotto da C = 1 cresca
linearmente nel tempo con pendenza uguale al tasso di interesse.

Riassumendo: Indicando con i il tasso effettivo di interesse, le funzioni che
caratterizzano il RIS , espresse in funzione della durata t della operazione finanziaria,
sono

r(t) = 1 + i

t , M(t) = C

r(t) = C(1 + i

t) ,


t
1
r(t)
0
pendenza = i
Parte 9 REGIMI DI CAPITALIZZAZIONE
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- 11 -
t i C C t) i C(1 C M I(t) = + = = , t i
C
I(t)
i(t) = = .

Si noti che i(t) indica linteresse prodotto da una unit di capitale nellintero periodo t di
tempo ed dato dal prodotto del tasso di interesse i moltiplicato per il periodo t :
i(t) = i t .

Le funzioni r(t) = 1 + i

t , M(t) = C(1 + i

t) , I(t) = C

i

t

hanno come grafici una retta di pendenza rispettivamente i , C

i , C

i . Si pu notare
che M(t) e I(t) hanno la stessa pendenza e quindi in uno stesso riferimento cartesiano
sono rappresentate da due rette parallele.







Se si precisa che il tasso di interesse i vale 10 % (i = 0,1) e si sostituisce nella formula
al simbolo i il valore 0,1 , il fattore di montante r(t) = (1 + 0,1 t) caratterizza non pi un
regime di capitalizzazione ma la legge di capitalizzazione degli interessi semplici a tasso
10 % . Questa legge di capitalizzazione consente di calcolare il montante M di
qualunque capitale C per qualunque durata t dellimpiego:

M = C (1 + 0,1 t) .

E importante ricordare che nelle formule precedentemente trovate il tempo deve sempre
essere espresso con lunit di tempo in cui dato il tasso effettivo di interesse i . Per
esempio se i il tasso di interesse annuo allora il tempo t si deve esprimere in anni; se
i il tasso di interesse semestrale allora il tempo t si deve esprimere in semestri; e cos
via.

ESEMPI
Determinare il valore del montante (capitale finale) che si ottiene investendo un capitale C
per un tempo t allinteresse i .

Esempio 1
Se C = 1000 , t = 5 anni, i = 10 % annuo allora si ha
M = C(1+i

t) = 1000 (1+0,10 5) = 1500 , I(5) = 1000 0,10 5 = 500 .

Esempio 2
Se C = 1000 , t = 45 giorni, i = 10 % annuo allora si ha
M = C(1 + i

t) = 1000

(1 + 0,10
365
45
) = 1012,32876 .

Esempio 3
Se C = 1000 , t = 13 mesi, i = 10 % annuo allora si ha
M = C(1+i

t) = 1000 (1+0,10
12
13
) = 1108,333 .
r(t)
0 t
i
1

M(t)
0
C i
C
t
I(t)
0
C i
t
C
M(t)
I(t)
0
C i
t
C i
Parte 9 REGIMI DI CAPITALIZZAZIONE
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- 12 -
Esempio 4
Se C = 1000 , t = 18 mesi, i = 5 % semestrale allora si ha
M = C(1+i

t) = 1000 (1+0,05 3) = 1150 .

Esempio 5
Se C = 1000 , t = 14 mesi, i = 10 % semestrale allora si ha
M = C(1+i

t) = 1000 (1+0,10
6
14
) = 1230 .

Esempio 6
Si consideri un periodo di 78 giorni e sia 0,00635 78g i = ) ( . Determinare, in RIS, il tasso
annuo equivalente a 0,00635 78g i = ) ( ossia determinare il tasso di interesse annuo che
su un capitale C = 1 in 78 giorni produce un interesse di 0,00635 .
SOLUZIONE: Per rispondere basta ricordare che i(t) = i t ed esprimere il periodo di 78
giorni in anni; si ha

360
78
i 0,00635 = da cui 0,0293
78
360
0,00635 i = = , 2,93% i = .

Esempio 7
Dato un tasso di interesse annuo i = 3,34 % , determinare il tasso equivalente relativo ad
un periodo t di 128 giorni, in altre parole determinare linteresse prodotto da un capitale
C = 1 in 128 giorni se il tasso di interesse annuo i = 3,34 % .
SOLUZIONE: Da i(t) = i t otteniamo 0,01187
360
128
0,0334 (128g) i = = .


Negli esempi 6 e 7 si parla di tassi equivalenti, questo argomento sar ripreso e
completato nella PARTE 4 .


OSSERVAZIONE 1
In questo regime vantaggioso effettuare operazioni di capitalizzazione intermedie, ossia
ritirare il montante (capitale iniziale + interessi) e reinvestire il tutto. Confrontiamo i
montanti M e M'' ottenuti investendo C per un periodo t
1
+ t
2
senza operazione di
capitalizzazione intermedia e con capitalizzazione intermedia. Se i il tasso d'interesse,
si ha:





M = C(1 + i(t
1
+ t
2
))

M' = C(1 + i

t
1
)

M'' = C(1 + i t
1
) (1 + i

t
2
)

Risulta M'' > M e per questo, essendo M M, si dice che il RIS un regime non
scindibile.

t
t
0
= 0 t
1
+ t
2

C
M
M
t
1

M
Parte 9 REGIMI DI CAPITALIZZAZIONE
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- 13 -
OSSERVAZIONE 2
Consideriamo un periodo annuale di impiego di un capitale unitario che non sia
necessariamente il primo anno. Le epoche iniziale e finale di questo periodo siano
rispettivamente, t e (t + 1) . Il montante dell'impiego del capitale unitario C = 1 dopo t
anni M = C + C

i

t = 1 + i

t = r(t) , dopo (t + 1) anni M = 1 + i(t + 1) = r(t + 1) ,
cosicch la differenza r(t + 1) r(t) rappresenta gli interessi prodotti dal capitale unitario
in quell'anno. Risulta:

r(t+1) r(t) = 1 + i(t + 1) (1 + i

t) = 1 + i

t + i 1 i

t = i .

Ne segue che i l'interesse prodotto nel generico anno di impiego di un capitale unitario
(e non solo nel primo anno d'impiego). Questa propriet del RIS non posseduta da altri
regimi.


9.2.2. REGIME DELLINTERESSE COMPOSTO (RIC)

E naturale l'impiego della capitalizzazione semplice quando tra due parti di un contratto
finanziario viene predeterminata la durata dell'operazione. Quando questo non avviene
viene applicata la capitalizzazione degli interessi: si suddivide la durata dell'impiego in
periodi, generalmente uguali, e, alla fine di ciascuno dei periodi vengono computati gli
interessi semplici relativamente a quel periodo. Tali interessi sono immediatamente
trasformati in capitale e gi dal periodo successivo cominciano a loro volta a produrre
interessi.

Sia i il tasso effettivo di interesse nell'unit di tempo; supponiamo di investire un capitale
unitario C = 1 al tempo t = 0 e che le epoche di capitalizzazione siano equidistanti.
Calcoliamo quanto si realizza al tempo t = 1 , t = 2 , ... t = n , effettuando l'operazione di
capitalizzazione alla fine di ogni periodo. Per il fattore di montante, si ottiene la seguente
successione geometrica:

r(0) = 1
r(1) = r(0) (1 + i) = 1 + i
r(2) = r(1) (1 + i) = (1 + i)
2


r(n) = r(n 1) (1 + i) = (1 + i)
n
.

Se generalizziamo la relazione appena trovata ad ogni tempo t 0 e non solo per
scadenze intere, si dice che si opera mediante convenzione esponenziale e si ottiene:

r(t) = (1 + i)
t
, t 0 .

La precedente formula un fattore di montante, infatti:

r(0) = 1 , r(t) = (1 + i)
t
ln (1 + i) > 0 .

Dunque il regime finanziario di capitalizzazione a interesse composto o regime
esponenziale caratterizzato da una funzione fattore di montante esponenziale:

r(t) = (1 + i)
t

Parte 9 REGIMI DI CAPITALIZZAZIONE
________________________________________________________________________________
- 14 -
o equivalentemente
r(t) = e
t


dove e

= 1 + i . Per il significato di si veda 9.2.5 . Le costanti e i sono legate fra


loro dalla precedente uguaglianza ed sempre possibile ricavare l'una nota l'altra:

i= e

1 , = ln (1 + i) .

Il significato di i quello di tasso di interesse nell'unit di tempo mentre = ln (1 + i)
lintensit istantanea di interesse (o tasso istantaneo d'interesse, o forza d'interesse).


Riassumiamo le relazioni che abbiamo fin qui trovato per il RIC e riportiamo i grafici per
r(t) , M(t) e I

(t) :

r(t) = (1 + i)
t
, M(t) = C(1 + i)
t


= =
C
t I
t i
) (
) ( (1 + i)
t
1 , I

(t) = M(t) C = C[(1 + i)
t
1]


















INTERESSE COMPOSTO CON CONVENZIONE LINEARE

Nel caso in cui il tempo t di capitalizzazione non sia espresso da un numero intero ma sia
t = n + f , con n numero naturale e 0 < f < 1 , il montante pu essere calcolato
mediante convenzione lineare. Con ci si intende che si considera la funzione fattore di
montante

) 1 ( ) 1 ( ) ( f i i t r
n
+ + =

ossia, considerando un capitale unitario, alla fine del n-esimo anno il capitale che si
formato (1 + i)
n
e rappresenta il capitale iniziale per lintervallo di tempo [n, n + f] nel
quale si applica linteresse semplice e quindi il capitale finale prodotto da un capitale
unitario nel tempo t = n + f ) 1 ( ) 1 ( f i i
n
+ + .

1
0
t
r(t)
1+i
1
t
I

(t)
M(t)
C
Parte 9 REGIMI DI CAPITALIZZAZIONE
________________________________________________________________________________
- 15 -
Dunque considerando un periodo di investimento di t = n + f con n intero e 0 < f < 1 , il
fattore di montante :

) 1 ( ) 1 ( ) ( f i i t r
n
+ + = con la convenzione lineare

f n t
i i t r
+
+ = + = ) 1 ( ) 1 ( ) ( con la convenzione esponenziale.


Esempio.
Una somma di 1000 euro viene impiegata al tasso annuo i = 10 % per 5 anni e 3
mesi in regime di interesse composto. Determinare il capitale finale nelle due convenzioni
(lineare ed esponenziale).
SOLUZIONE.
In convenzione lineare si ha:
773 , 1650
12
3
10 , 0 1 ) 10 , 0 1 ( 1000
5
=
|
.
|

\
|
+ + = M .

In convenzione esponenziale si ha:
365 , 1649 ) 10 , 0 1 ( 1000
12
3
5
= + =
+
M .

Come mostra lesempio, il montante ottenuto con la convenzione lineare maggiore
di quello ottenuto con la convenzione esponenziale che rappresenta comunque una
buona approssimazione del primo, ma per il creditore pi conveniente il regime ad
interesse composto con convenzione lineare.

Le locuzioni convenzione lineare e convenzione esponenziale fanno riferimeneto
allinterpretazione geometrica dei fattori di montante che si ottengono nei due casi. Il
grafico del fattore di montante della convenzione lineare la spezzata inscritta
nellesponenziale rappresentante il fattore di montante della convenzione esponenziale.















Concludiamo con le seguenti due osservazioni.




t
1
0 1 2
4
8
3
Parte 9 REGIMI DI CAPITALIZZAZIONE
________________________________________________________________________________
- 16 -
OSSERVAZIONE 1
Il RIC l'unico regime in cui il montante generato in un intervallo di tempo lo stesso che
si ottiene effettuando un qualunque numero di capitalizzazioni intermedie (regime
scindibile). Infatti





Si ha
2 1
t t
i) (1 M
+
+ =

1
t
i) (1 M + =

2 1 2 1 2
t t t t t
i) (1 i) (1 i) (1 i) (1 M M
+
+ = + + = + =

Poich risulta M = M'', si dice che il RIC un regime scindibile.

OSSERVAZIONE 2
Su un impiego unitario nel primo anno gli interessi prodotti sono:

r(1) r(0) = (1 + i)
1
(1 + i)
0
= 1 + i 1 = i .

Per contro, quando si consideri un generico anno, da t a t + 1 (con t intero o, se non
intero, lavorando con la convenzione esponenziale), gli interessi prodotti da un impiego
originariamente unitario sono:

r(t + 1) r(t) = (1 + i)
t+1
(1 + i)
t
= (1 + i)
t
(1 + i 1) = (1 + i)
t
i i .

Lammontare degli interessi cresce eponenzialmente nel tempo. E pari al tasso di
interesse solo nel primo anno (quando t = 0). Nel caso di capitalizzazione composta non
corretto dire che il tasso di interesse annuo linteresse prodotto da una unit di
capitale in un anno, ma occorre dire che linteresse prodotto da una unit di
capitale nel suo primo anno di impiego. Se si vuole fare riferimento al generico anno si
deve precisare che i linteresse prodotto da una unit di capitale impiegato allinizio di
quellanno, capitale che include gli interessi maturati e capitalizzati nei periodi precedenti.


9.2.3. REGIME DI INTERESSE ANTICIPATO (RIA)

Per introdurre questo regime, ragioniamo dapprima in termini di sconto anzich di interessi
mettendoci nei panni di chi deve ricevere oggi la somma M scontata.






Illustriamo con un esempio. Il possessore di una cambiale di valore nominale M = 1000
euro all'epoca t , chiede di scontare la cambiale ossia vuole incassare subito il valore
t
0
= 0 t
C ? M
t
t
0
= 0 t
1
+ t
2

C
M
M
t
1

M
Parte 9 REGIMI DI CAPITALIZZAZIONE
________________________________________________________________________________
- 17 -
attuale C dell'effetto. Egli si rivolge ad un Istituto di Credito che, dietro trattenuta di un
compenso, accetta di fare l'anticipazione dei mezzi finanziari accollandosi il periodo di
differimento della disponibilit di M . Il compenso trattenuto dall'Istituto di Credito (sconto)
direttamente proporzionale all'ammontare nominale dell'effetto e alla sua scadenza
secondo una costante di proporzionalit : D(t) = M

t

.
Se M = 1 e t = 1 risulta D = , pertanto lo sconto su un capitale finale unitario
M = 1 in t = 1 e quindi il tasso di sconto d (detto sconto commerciale).
In funzione del tempo, possiamo scrivere D(t) = M

t

d da cui
C = M D(t) = M M

t

d = M

(1 d

t) ,
t d 1
C
M(t)

= .

Esempio.
Se M = 1000 euro, t = 1 mese e d = 18 % , si ha: 15
12
1
100
18
1000 D = = . Il valore
corrisposto dall'Istituto di Credito allora: C = M D = 1000 15 = 985 .


Torniamo a ragionare in termini di capitalizzazione: se consideriamo l'esempio precedente,
dal punto di vista dell'Istituto di Credito, l'operazione cos descrivibile:




per lIstituto di Credito una capitalizzazione e pu pensarsi realizzata applicando alla
somma investita di 985 euro, un opportuno fattore di capitalizzazione:


t d 1
1
t) d (1 M
M
C
M
t r

= = ) ( .

In funzione del tasso di sconto d si ottiene dunque la funzione fattore di montante:


t d 1
1
r(t)

= .

Contrariamente al solito il fattore di capitalizzazione stato introdotto in funzione di un
tasso di sconto e non del tasso di interesse. Ci segue dalla tipologia delle operazioni
finanziarie per le quali si opera con questo regime, maggiore chiarezza sar fatta quando
si analizzer il regime dello sconto commerciale. Pi sotto ritroveremo comunque anche
le relazioni che si ottengono in funzione del tasso di interesse.

Osserviamo che r(0) = 1 , 0
t) d (1
d
(t) r
2
>

= . Poich per avere significato accettabile


r(t) deve essere positivo e maggiore di 1 , si hanno le limitazioni: 0 < 1 dt e
1 d

t < 1 da cui .
t
1
d 0 < < .
t 0 1 mese
985 1000
Parte 9 REGIMI DI CAPITALIZZAZIONE
________________________________________________________________________________
- 18 -
Si noti che segue anche
d
1
t < ; questo comporta che per un dato tasso di sconto si
possono trattare solo somme con scadenza minore del reciproco del tasso. Se per
esempio d = 20 % annuo allora deve essere
% 20
1
t < = 5 anni .

La rappresentazione grafica del fattore di montante :














Quando la durata dell'impiego si avvicina troppo a
d
1
il montante diventa
spropositatamente grande.

Abbiamo gi visto che valgono le relazioni

t d 1
1
r(t)

= ,
t d 1
C
M(t)

= , ) 1 ( t d M C = ,

da queste seguono anche

t d 1
t d C
C t M I(t)

= = ) ( ,
t d
t d
C
I(t)
i(t)

= =
1
.

Rappresentiamo in grafico M(t) e I(t):













r(t)
t
1
r(t)
0
d
1


t
C
I(t)
0
d
1

M(t)
Parte 9 REGIMI DI CAPITALIZZAZIONE
________________________________________________________________________________
- 19 -

Indicato con i linteresse prodotto da un capitale unitario nel primo anno di impiego, si ha
d 1
d
1
d 1
1
r(0) - r(1) i

= = , da cui
d 1
d
i

= e
i 1
i
d
+
= .
Si possono ora riscrivere tutte le relazioni precedenti in funzione del tasso di interesse i ,
in particolare si ha:

t i i 1
i 1
r(t)
+
+
= ,
t i i 1
i) (1 C
M(t)
+
+
= ,
t i i
t i C
t I
+
=
1
) (

Concludiamo con le seguenti osservazioni.

OSSERVAZIONE 1
Il RIA un regime non scindibile perch al contrario di quello che avviene in RIC , nel
RIA la capitalizzazione intermedia degli interessi svantaggiosa per l'investitore. Infatti
confrontiamo i montanti M e M'' ottenuti investendo C per un periodo t
1
+ t
2
senza
operazione di capitalizzazione intermedia e con capitalizzazione intermedia:





Si ha :
) t d(t 1
C
M
2 1
+
=
2 1 2
t d 1
1
t d 1
1
C
t d 1
1
M M

=

ed essendo 0 > + > + + = ) t d(t 1 t t d ) t d(t 1 ) t d (1 ) t d (1
2 1 2 1
2
2 1 2 1
risulta

) t d(t 1
1
) t d (1
1
) t d (1
1
2 1 2 1
+
<



e quindi M < M . Poich i montanti che si ottengono sono diversi, anche questo un
regime non scindibile.

OSSERVAZIONE 2
Abbiamo visto che linteresse prodotto da un capitale unitario nel primo anno di impiego
d 1
d
r(0) - r(1) i

= = e quindi se d 0 si ha i d . Ma ci vale anche con riferimento al


generico anno di impiego, dallepoca t allepoca t + 1 , infatti in questo caso linteresse
prodotto
t) d (1 1)] (t d [1
d
t d 1
1
1) (t d 1
1
r(t) - 1) r(t
+
=

+
= + che in generale non
uguale al tasso di sconto d e che assume valori molto grandi quando t si avvicina a
d
1
.


t
t
0
= 0 t
1
+ t
2

C
M
M
t
1

M
Parte 9 REGIMI DI CAPITALIZZAZIONE
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- 20 -
9.2.4. CONFRONTO TRA FATTORI DI MONTANTE

Fissiamo l'unit di tempo, ad esempio 1 anno. Se i tassi di interesse annui nei tre regimi
considerati fossero diversi, dovendo investire un capitale C sceglieremmo quel regime
che fornisce, al tempo desiderato il montante maggiore. Nel caso in cui il tasso di
interesse annuo i sia lo stesso nei tre regimi, allora possiamo confrontare direttamente
le tre funzioni fattore di montante.

t i t r
RIS
+ = 1 ) ( ,
t
RIC
i t r ) 1 ( ) ( + = ,
t d
t
i
i
t r
RIA

=
|
.
|

\
|
+

=
1
1
1
1
1
) ( .
Tutte sono tali che:
1 ) 0 ( = r , i r + =1 ) 1 ( , 0 ) ( > t r .

Le funzioni fattore di montante sono crescenti, passano per i punti (t,r) = (0,1) e
(t,r) = (1, 1 + i) . Riportiamo i loro grafici:
















Notiamo che nell'intervallo 0 < t < 1 si ha r
RIA
(t) < r
RIC
(t) < r
RIS
(t) , mentre per

d
t
1
1 < < , si ha r
RIA
(t) > r
RIC
(t) > r
RIS
(t) .


9.2.5. INTENSITA DI INTERESSE

Un procedimento generale per descrivere una data forma di impiego di un capitale in un
assegnato intervallo di tempo consiste nel calcolare quale tasso di interesse semplice
avrebbe condotto allo stesso risultato.
Per esempio, supponiamo che il signor Rossi investa 100 euro e dopo 3 anni riscuota
130 euro, senza aver percepito alcuna entrata nellarco del triennio. Si pu descrivere il
risultato dellinvestimento dicendo che il signor Rossi ha investito a tasso di interesse
semplice del 10% . Infatti da 100 (1 + 3 i) = 130 si ha i = 10 % .
Questo tasso si chiama intensit media di interesse nel periodo. Essa pu essere
riferita a intervalli di tempo molto lunghi o anche brevissimi. Quando si considera un
0
1+i
1
r(t)
1
d
1

RIS
RIC
RIA
t
Parte 9 REGIMI DI CAPITALIZZAZIONE
________________________________________________________________________________
- 21 -
intervallo di tempo cos breve da poter essere considerato istante, la relativa intensit
dinteresse detta intensit di interesse o forza di interesse.

Si definisce intensit istantanea di interesse o tasso istantaneo dinteresse o forza
dinteresse la quantit

) ( ln ) ( t r
dt
d
t = .

Calcoliamo la forza dinteresse nei regimi considerati.

RIS: r(t) = 1 + i

t ,
t i
i
t i
dt
d
t
+
= + =
1
) 1 ( ln ) ( .

RIC: r(t) = (1 + i)
t
= e
t
, ) 1 ln( ln ) ( i e
dt
d
t
t
+ = = =

.

RIA:
t d
t r

=
1
1
) ( ,
t d
d
t d dt
d
t

=
|
|
.
|

\
|

=
1 1
1
ln ) ( .

Si noti che in RIS e in RIA la forza dinteresse dipende da t , mentre nel RIC la forza
dinteresse non dipende da t . Si pu dimostrare il seguente teorema:

La forza dinteresse (t) costante se e solo se il regime esponenziale, ossia
r(t) = e
t
.


9.2.6. SCINDIBILITA

Nei paragrafi precedenti si gi esaminato se i regimi di capitalizzazione considerati
verificano o no la propriet di scindibilit. Riassumiamo brevemente quanto detto e
precisiamo la definizione di scindibilit.

Si chiamano leggi scindibili quelle leggi finanziarie per le quali le interruzioni
dellinvestimento, con immediata ripresa, non hanno riflessi sul risultato finale.

In un regime scindibile il montante di unoperazione finanziaria dipende solo dalla durata e
non da eventuali operazioni di disinvestimento ed investimento intermedie. In un regime
scindibile indicato con (x,y) lintervallo di tempo delloperazione finanziaria,

in termini di fattore di montante si ha r(x,y) = r(x,a) r(a,y) per ogni a (x,y) ,

in termini di fattore di sconto si ha v(x,y) = v(x,a) v(a,y) per ogni a (x,y) ,

oppure per scontare una somma da y ad a , si pu prima scontarla da y ad x (con
x < a) e poi capitalizzarla fino ad a : v(a,y) = v(x,y) r(x,a) .

Parte 9 REGIMI DI CAPITALIZZAZIONE
________________________________________________________________________________
- 22 -
Vale il teorema: un regime r(t) scindibile se e solo se la forza di interesse (t)
indipendente da t .

Le sole leggi di capitalizzazione scindibili sono quelle di capitalizzazione composta.

Ricordiamo che la scindibilit del RIC stata dimostrata nellosservazione 1 di 2.2 . La
non scindibilit di RIS e di RIA stata dimostrata nellosservazione 1, rispettivamente, di
2.1 e di 2.3 .


Esempio.
Si consideri un impiego a tasso dinteresse annuo del 10% per 5 anni. I fattori di montante
sono:

a interessi semplici 1 + 0,1 x 5 = 1,5

a interessi composti (1 + 0,1)
5
= 1,6105
a interssi (semplici) anticipati 1,8333
5) (1 0,1 1
0,1 1
=
+
+
.

Consideriamo leffetto di una interruzione dellimpiego dopo 3 anni con immediata
prosecuzione per gli altri 2. Otteniamo un fattore quinquennale pari a:

a interessi semplici (1 + 0,1 x 3) (1 + 0,1 x 2) = 1,56 > 1,5

a interessi composti (1 + 0,1)
3
x (1 + 0,1)
2
= 1,331 x 1,21 = 1,6105
a interssi (semplici) anticipati 1,8333 1,6805
2) (1 0,1 1
0,1 1
3) (1 0,1 1
0,1 1
< =
+
+

+
+


Come si vede, linterruzione (con capitalizzazione degli interessi maturati fino a quel
momento) vantaggiosa negli impieghi a interessi semplici svantaggiosa nella
capitalizzazione a interessi (semplici) anticipati, indifferente nella capitalizzazione
composta.


9.2.7. TASSI VARIABILI NEL TEMPO

Esistono operazioni finanziarie che interagiscono con lambiente circostante, per esempio
in presenza di inflazione, e per questo sono soggette a tassi di interesse che variano nel
tempo. Ci proponiamo di analizzare alcune di queste operazioni e cercare formule che
esprimano il montante di un impiego unitario con tassi di interesse che possono variare nel
tempo. In questo caso non sufficiente conoscere la durata complessiva di un impiego
per valutarne il risultato, ma si devono dichiarare le epoche x e y di inizio e fine
delloperazione di capitalizzazione, per questo si parla di leggi di capitalizzazione con due
variabili.

Consideriamo una operazione finanziaria di durata t = (x,y), t = t
1
+ t
2
e tale che, senza
interruzione di investimento, nel primo periodo t
1
valga il tasso i
1
, mentre nel secondo
periodo t
2
valga il tasso i
2
. La funzione fattore di montante

Parte 9 REGIMI DI CAPITALIZZAZIONE
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- 23 -
r(x,y) = r(t) = 1 + i
1
t
1
+ i
1
t
2
in regime di interesse semplice ;


2 1
) 1 ( ) 1 ( ) ( ) , (
2 1
t t
i i t r y x r + + = = in regime di interesse composto ;


2 2 1 1
1
1
) ( ) , (
t d t d
t r y x r

= = in regime di interesse (semplice) anticipato .
In questo caso i tassi d
1
e d
2
non sono di interesse ma di sconto commerciale.

Generalizzando al caso in cui lintervallo di tempo (x,y) sia suddiviso in n intervalli di
durata rispettivamente t
s
, s = 1, , n, nei quali si hanno rispettivamnete i tassi di
interesse i
s
, s = 1, , n, la funzione fattore di montante :


s
n
s
s
t i t r y x r

=
+ = =
1
1 ) ( ) , ( in regime di interesse semplice ;

=
+ = =
n
s
t
s
s
i t r y x r
1
) 1 ( ) ( ) , ( in regime di interesse composto ;

= =
n
s
s s
t d
t r y x r
1
1
1
) ( ) , ( in regime di interesse (semplice) anticipato .
In questo caso i tassi d
s
non sono di interesse ma di sconto commerciale.

Esempio 1.
Si abbia un capitale di 800 euro impiegato per un anno, senza interruzione di
investimento, al tasso i
1
= 10% per i primi sei mesi e al tasso i
2
= 11% per gli altri sei
mesi. Il montante prodotto :

886,4
2
1
0,11
2
1
0,10 1 800 M =
|
.
|

\
|
+ + = in capitalizzazione semplice ;

( ) ( ) 883,9912 0,11 1 0,10 1 800 M 2
1
2
1
= + + = in capitalizzazione composta .

Esempio 2.
Si consideri un investimento biennale ripartito in tre periodi di durate rispettivamente 1
anno, 6 mesi e 6 mesi. Supponiamo che nel primo anno il tasso di interesse sia
i
1
= 10% , mentre nei due semestri che seguono esso sale di mezzo punto (percentuale)
al semestre. Il fattore di montante

1,2075
2
1
0,11
2
1
0,105 1 0,10 1 r(t) = + + + = in capitalizzazione semplice ;

( ) ( ) 1,218247 0,11 1 0,105 1 0,10) (1 r(t) 2
1
2
1
1
= + + + = in capitalizzazione composta .


Parte 9 REGIMI DI CAPITALIZZAZIONE
________________________________________________________________________________
- 24 -
Si faccia attenzione a non confondere le funzioni fattore di montante trovate quando si in
presenza di tassi variabili nel tempo, con quelle trovate affrontando il problema della
scindibilt.
Trattando della scindibilit di un regime, ci si riferisce ad operazioni finanziarie in cui
linterruzione dellinvestimento e il reinvestimento comporta la capitalizzazione degli
interessi maturati fino al momento dellinterruzione.
Quando si parla di operazioni finanziarie con tasso variabile nel tempo, si intende che
loperazione finanziaria sempre la stessa e nel momento in cui varia il tasso dinteresse
loperazione non si interrompe e non si ha capitalizzazione degli interessi fino ad allora
maturati.


9.3 REGIMI DI ATTUALIZZAZIONE O SCONTO.

Come gi detto nella PARTE 1 lattualizzazione unopearzione finanziaria che
porta indietro nel tempo una somma di denaro, sostituendo al suo valore nominale a
scadenza il suo valore attuale o scontato immediatamente disponibile. Il legame tra valore
nominale, valore attuale e fattore di sconto rappresentato da
valore attuale = valore nominale x fattore di sconto .
Esamineremo i tre regimi di attualizzazione che sono i coniugati dei tre regimi di
capitalizzazione esaminati nella PARTE 2 . Ricordiamo che due regimi aventi come
fattore di montante e fattore di sconto rispettivamnete r(t) e v(t) sono coniugati se
r(t) v(t) = 1 ossia
) (
1
) (
t r
t v = .


9.3.1. REGIME DELLO SCONTO SEMPLICE O RAZIONALE

Con sconto semplice o razionale o di tipo iperbolico si intende il regime di attualizzazione
coniugato al regime della capitalizzazione semplice (interesse semplice). Esso
rappresentato dalla funzione fattore di sconto:

t i 1
1
v(t)
+
= ,
t d d 1
d - 1
v(t)
+
=

dove v(t) rappresenta il valore di un capitale unitario disponibile al tempo t .










Si dice anche che v(t) la contrazione del valore nominale M = 1 . Aumentando t il
valore del capitale unitario diminuisce avvicinandosi indefinitamente a zero.
Se t la durata del differimento, i il tasso di interesse della legge coniugata, allora il
valore attuale C(t) del valore nominale M dato da:

t i 1
M
v(t) M C(t)
+
= = .

Se indichiamo con D(t) lo sconto dell'intero periodo t , d(t) il tasso di sconto dell'intero
periodo t (o sconto nell'intero periodo di un valore nominale unitario) e d il tasso effettivo
di sconto di un periodo unitario, si hanno le relazioni:


t
1
0
v(t)

Parte 9 REGIMI DI ATTUALIZZAZIONE O SCONTO
________________________________________________________________________________________________________________________

26
d(t) M v(t)) M(1 v(t) M M C(t) M D(t) = = = =
t i 1
t i
t i 1
1
1 v(t) 1 d(t)
+
=
+
= =
i 1
i
v(1) 1 d(1) d
+
= = = .

Da quest'ultima formula segue
d 1
d
i

= e dunque anche:

t d d 1
d) M(1
t
d 1
d
1
M
t i 1
M
C(t)
+

=
|
.
|

\
|

+
=
+
= .


Esempio.
Nelloperazione finanziaria sotto rappresentata, calcolare I(t) , i(t) , i , D(t) , d(t) , d .




5 C M I(t) = = .
% 5
100
5
C
(t) I
(t) i = = = .
Da t i (120) i = e
360
120
t = segue % 15
120
360
5%
t
1
(120) i i = = = annuo

d(t) M v(t)) M(1 v(t) M M 5 C M D(t) = = = = = .
0,047619
105
5
M
D(t)
d(t) = = = .
0,047619
21
1
20
21
20
1
3
1
100
15
1
3
1
100
15
t i 1
t i
t i 1
1
1 v(t) 1 d(t) = = =
+

=
+
=
+
= = .
0,13043
115
15
15% 1
15%
i 1
i
d = =
+
=
+
= annuo.
Notiamo che d(t) dt , infatti 0,047619 0,13043
3
1
= 0,0434746 ( uno sconto di tipo
iperbolico, non lineare).


9.3.2. REGIME DELLO SCONTO COMPOSTO.

Il regime di attualizzazione detto dello sconto composto il regime coniugato del regime
della capitalizzazione composta (interesse composto).

t
t
0
= 0
C = 100
t = 4 mesi = 120 giorni
M = 105
Parte 9 REGIMI DI ATTUALIZZAZIONE O SCONTO
________________________________________________________________________________________________________________________

27
Considerando la funzione di sconto
r(t)
1
v(t) = coniugata a r(t) = (1 + i)
t
= e


t
, si ottiene la
funzione fattore di sconto

t
i) (1
1
v(t)
+
= ossia
t t
e i) (1 t v

= + = ) ( .

Indicando con d lo sconto su un valore nominale unitario M = 1 e un tempo di
differimento t = 1 , si ha
i
i
i
v d
+
=
+
= =
1 1
1
1 ) 1 ( 1 da cui
i
i
d
+
=
1
e
d
d
i

=
1
che
esprimono la relazione tra tasso di sconto d e tasso di interesse i .
Si pu ora esprimere v(t) in funzione del tasso di sconto:

t
d) (1 t v = ) ( .
Risulta inoltre:
C(t) = M

v(t) = M(1 + i)
t
,


D(t) = M C(t) = M M(1 + i)
t
= M(1 (1 + i)
t
) .

Graficamente D(t) e C(t) si possono rappresentare nel modo seguente










Aumentando lo sconto diminuisce C . Quando il tempo di differimento nullo, cio per
t = 0 , si ha il valore massimo di C , ossia C = M , e il valore minimo di D , ossia D = 0 .


9.3.3. REGIME DELLO SCONTO COMMERCIALE

Il procedimento di calcolo relativo a questo regime lo stesso di quello analizzato per il
regime di capitalizzazione a interessi (semplici) anticipati del quale il regime dello sconto
commerciale il coniugato.
Il regime dello sconto commerciale caratterizzato dalla proporzionalit non solo al valore
nominale ma anche al tempo dello sconto. Indicato con d il tasso di sconto, con M il
valore nominale e con t il tempo di differimento, lespressione dello sconto D(t) = M d t
da cui segue t d
M
t D
t d = =
) (
) ( .
Il valore attuale allora espresso dalla funzione C(t) = M D(t) = M(1 d t) e quindi la
funzione fattore di sconto che caratterizza il regime dello sconto commerciale
v(t) = 1 d

t

t
M
0
D(t)

C(t)
Parte 9 REGIMI DI ATTUALIZZAZIONE O SCONTO
________________________________________________________________________________________________________________________

28
Considerando i tassi effettivi di sconto e di interesse nellunit di tempo ricordiamo che
vale la solita relazione
i
i
d
+
=
1
.

Poich la funzione fattore di sconto v(t) deve essere tale che: v(0) = 1 , 0 < v(t) 1 ,
v(t) 0 , come gi visto in 2.3, per le leggi di questo regime deve essere
d
t
1
< .
Prima di ogni impiego del regime, conviene quindi accertarsi che la durata massima di
differimento sia inferiore alla durata critica
d
t
1
= .
Ad esempio se si opera con un tasso di sconto del 20% annuo, la durata critica di
differimento di 5
0,2
1
20%
1
= = anni. Significa che a 5 anni il valore attuale nullo, ma
attenzione, oltre i cinque anni si ottengono valori attuali negativi!!

Concludiamo facendo notare che le funzioni d(t) , D(t) , M(t) , sono lineari e quindi il loro
grafico una retta; a valori crescenti di d corrispondono rette maggiormente inclinate.













9.3.4. CONFRONTO TRA FATTORI DI SCONTO

Assumendo che il tasso di interesse per unit di tempo sia i per tutti e tre i regimi di
attualizzazione considerati, allora possiamo confrontare le loro funzioni fattore di sconto.

t i
t v
RIS
+
=
1
1
) ( ,
t RIC
i
t v
) 1 (
1
) (
+
= , t
i
i
t v
RIA
+
=
1
1 ) ( .

Tutte sono tali che:
v(0) = 1 ,
i 1
1
v(1)
+
= , 0 (t) v < .






t
1
C(t)
0
d
1

D(t)
D(t)
C(t)
d > d
Parte 9 REGIMI DI ATTUALIZZAZIONE O SCONTO
________________________________________________________________________________________________________________________

29
Le funzioni fattori di sconto sono decrescenti e passano per i punti (0;1) e
|
.
|

\
|
+
1 ;
i 1
1
. I
grafici sono riportati in figura:

















Assumendo che nel primo anno di impiego il tasso di sconto sia d per tutti e tre i regimi di
attualizzazione considerati e facendo riferimento alla stessa operazione finanziaria, dalla
relazione
d 1
d
i

= si ottengono le seguenti espressioni delle funzioni fattore di sconto:



t d d
d
t v
RIS
+

=
1
1
) ( sconto semplice o razionale;
t
RIC
d t v ) 1 ( ) ( = sconto composto;
d
t t d t v
RIA
1
, ) 1 ( ) ( < = sconto commerciale.


v(t)
t
1
i 1
1
+

0 1
d
1

3
RIA
RIS
RIC

9.4 CONVERSIONE FRA TASSI

Quando si trattano le condizioni finanziarie di una operazione finanziaria, frequente che
si ragioni in termini di tasso. Spesso la convenienza di una operazione finanziaria si
giudica sulla base di un tasso ritenuto un parametro finanziario pienamente espressivo.
Un tasso d indicazioni sulla velocit con cui un impiego produce interessi, o con quale
velocit un finanziamento grava di interessi. E per fondamentale sapere a quali unit di
misura del tempo i tassi sono riferiti e in quali regimi si opera.
Anche se lunit di misura del tempo una frazione di anno (semestre, quadrimestre, etc.),
allinterno di uno stesso regime, le formula trovate nella PARTE 2 per la capitalizzazione
(e analogamente per lattualizzazione) rimangono sempre le stesse se si fa riferimento ai
tassi di interesse periodali riferiti allunit di tempo considerata (semestre, quadrimestre,
etc.).

DEFINIZIONE Due tassi di interesse si dicono equivalenti se descrivono la stessa
legge finanziaria, ossia sono tali da fornire il medesimo montante quando sono applicati
allo stesso capitale per la stessa durata.

Esaminiamo le relazioni che legano tassi equivalenti nei regimi di capitalizzazione illustrati
precedentemente. Per comodit ragioneremo sempre in termini di capitale unitario, ossia
in termini di fattore di montante.


9.4.1. CONVERSIONE FRA TASSI IN REGIME DINTERESSE SEMPLICE

In regime di interesse semplice, come noto, il montante prodotto da un capitale C = 1 in
un tempo t espresso dalla funzione fattore di montante r(t) = 1 + i

t .

Considerati il tasso annuo i e il tasso periodale i
m
, essi sono equivalenti se in un anno
producono lo stesso montante, ossia se risulta 1 + i = 1 +

m i
m
, da cui si ottiene

i = m

i
m
,
m
i
i
m
= (1)
Possiamo confrontare fra loro anche tassi periodali riferiti a frazioni di anno diverse, senza
passare dal tasso annuo. Per esempio, un tasso semestrale i
2
e un tasso quadrimestrale
i
3
sono equivalenti se 1 + i
2
2 = 1 + i
3
3 cio 2i
2
= 3i
3
.
In regime di interesse semplice due tassi periodali i
n
e i
m
sono equivalenti se

n

i
n
= m

i
m
,
n
m
i i
m n
= . (2)

Se il tempo t espresso in anni, in modo analogo si ottiene la relazione di equivalenza fra
tasso di interesse periodale i(t) e tasso di interesse annuo i , risulta

i(t) = i

t ,
t
t i
i
) (
= . (3)

Le (1), (2) e (3) esprimono le relazioni di equivalenza tra tassi di interesse semplice.
Parte 9 CONVERSIONE FRA TASSI
________________________________________________________________________________________________________________________

31
Esempio 1.
In regime di interesse semplice il tasso annuo i = 8% equivalente

al tasso semestrale % 4
2
% 8
2
= = i ,

al tasso quadrimestrale % 6 , 2
3
% 8
3
= i ,

al tasso trimestrale % 2
4
% 8
4
= = i .

Esempio 2.
In regime di interesse semplice il tasso semestrale i
2
= 6% equivalente

al tasso annuale % 12 % 6 2 = = i ,

al tasso quadrimestrale % 4 % 6
3
2
3
= = i ,

al tasso trimestrale % 3 % 6
4
2
4
= = i .


9.4.2. CONVERSIONE FRA TASSI IN REGIME DINTERESSE COMPOSTO.
TASSI NOMINALI.

In regime di interesse composto la funzione fattore di montante r(t) = (1 + i)
t
.

Affinch il montante di un capitale impiegato per un anno al tasso i sia uguale al montante
prodotto dallo stesso capitale impiegato per un anno al tasso periodale i
m
, deve essere
(1 + i)
1
= (1 + i
m
)
m
. Da questa si ricavano le relazioni che legano i e i
m
:

1 ) i (1 i
m
m
+ = , ( ) 1 i 1 i m
1
m
+ = . (4)

Da queste segue anche la relazione che permette di confrontare tassi periodali riferiti a
frazioni di anno diverse senza passare al tasso annuo:

( ) 1 i 1 i m
k
k m
+ = . (5)

Considerando il tasso periodale i(t) , si pu generalizzare la formula (1 + i)
1
= (1 + i
m
)
m
ad
un qualunque intervallo temporale t .
Se t espresso in anni, per determinare la relazione di conversione fra il tasso annuo i e
il tasso periodale i(t) , basta porre 1 + i(t) = (1 + i)
t
. Si ottiene:

( ) 1 i(t) 1 i t
1
+ = , i(t) = (1 + i )
t
1 . (6)

Le (4), (5) e (6) esprimono le relazioni di equivalenza tra tassi di interesse composto.

Parte 9 CONVERSIONE FRA TASSI
________________________________________________________________________________________________________________________

32
Ad esempio:

il tasso annuo equivalente al tasso periodale relativo a 27 giorni i (27) = 0,00234

0,03165 1 0,00234) (1 i
27
360
= + = , 3,165% i = .

dato il tasso annuo effettivo i = 3,6 % , il tasso periodale equivalente relativo a un
periodo di 128 giorni

% 1,265 0,01265 1 (1,036) (128) i
360
128
= = = .


9.4.2.1. Applicazioni dei tassi equivalenti ai titoli senza cedola

Operazioni tipiche in cui l'intervallo temporale inferiore ad un anno sono quelle che si
riferiscono ai titoli di puro sconto o "zero coupon bond" o titoli a cedola nulla. In Italia
sono i BOT (Buoni ordinari del Tesoro) e i CTZ (certificati del Tesoro zero coupon).
Sono titoli con cui lo Stato raccoglie fondi indebitandosi con i cittadini. Tali titoli sono
definiti di puro sconto perch vengono venduti a un prezzo inferiore al valore del
rimborso M . Si pu assumere come valore di rimborso M = 1 , ma comunemente si
adotta M = 100 . Un titolo emesso in data x al prezzo P rimborsato al tempo y al
prezzo M ( P < M ) un titolo di puro sconto la cui durata t = y x . Solitamente il
tempo in queste operazioni finanziarie viene misurato in giorni in quanto sono titoli a breve
scadenza (durata massima 2 anni).
Determiniamo il tasso di interesse implicito, detto tasso di rendimento, di questa
operazione finanziaria:

P

r(x,y) = M , P = M

v(x,y) .

Il tasso di interesse periodale i(t) nel periodo t = y x (ossia linteresse prodotto da un
capitale unitario nel periodo t sappiamo che vale:

P
P M
P
I
t i

= = ) ( , 1 ) ( =
P
M
t i .

Questi titoli hanno di solito periodi di riferimento inferiori allanno, pertanto se il tempo t
espresso in anni occorre esprimerlo in termine di numero di giorni, in questo caso si
utilizza la solita relazione
360
g
t
t = ossia t
g
= 360

t (o le analoghe nel caso si consideri
lanno civile).

Da ( ) 1 ) ( 1
1
+ = t t i i risulta:

1
365

|
.
|

\
|
=
g
t
P
M
i .

Riportando i tassi periodali i(t) in tassi annui equivalenti si possono confrontare fra loro
operazioni aventi tassi diversi per periodi diversi.
Parte 9 CONVERSIONE FRA TASSI
________________________________________________________________________________________________________________________

33
Esempio.
Consideriamo due titoli di puro sconto.

Titolo A : venduto al tempo x per P = 98 e rimborsato dopo 42 giorni, y = x + 42 ,
a M = 100 .

Titolo B : venduto al tempo x per P = 97 e rimborsato dopo 75 giorni, y = x + 75 ,
a M = 100 .

Determiniamo il rendimento di tali titoli in regime di capitalizzazione composta.

Titolo A : Tasso periodale: % 2 020 , 0 1
98
100
1 ) 42 ( = = = =
P
M
g i ,
Tasso annuo equivalente: % 19 , 19 1919 , 0 1
42
365
= =
|
.
|

\
|
=
P
M
i .
Titolo B : Tasso periodale: % 09 , 3 0309 , 0 1
97
100
1 ) 75 ( = = = =
P
M
g i ,
Tasso annuo equivalente: % 9 , 15 159 , 0 1
75
365
= =
|
.
|

\
|
=
P
M
i .

Il tasso annuo equivalente in RIC al tasso periodale di un titolo di puro sconto anche
denominato tasso a pronti o tasso spot.


9.4.2.2. Tasso annuo nominale convertibile

Abbiamo visto che in capitalizzazione composta la relazione che esprime lequivalenza fra
tasso annuo i e tasso periodale i
m
i = (1 + i
m
)
m
, ben diversa da i = m

i
m
che esprime
lequivalenza fra tasso annuo e tasso periodale in regime di interesse semplice.
In capitalizzazione composta, il valore

m m
i m j =

si chiama tasso nominale convertibile m volte nellanno. Esso rappresenta la somma
degli interessi che vengono corrisposti durante un anno per investimento di un capitale
unitario C = 1 quando si convenga che linteresse sia pagato al termine di ogni m-esimo
di anno.











t 1
3
2

3
1

0
Parte 9 CONVERSIONE FRA TASSI
________________________________________________________________________________________________________________________

34
Ricordando le relazioni di conversione dei tassi precedentemente trovate in questo regime
(RIC) e dalla definizione di tasso nominale, si traggono le seguenti formule di equivalenza
tra tassi annui effettivi e tassi nominali:

1 1
|
.
|

\
|
+ =
m
m
m
j
i , ( )
(

+ = 1 1
1
m
m
i m j .


Si noti che il tasso nominale j
m
sempre pi piccolo del tasso effettivo annuo i . Quando
si stabiliscono le condizioni di un finanziamento occorre quindi fare attenzione se il tasso di
interesse proposto quello effettivo o quello nominale. Spesso j
m
il tasso che viene
dichiarato quando un istituto di credito concede un prestito. Enunciando un tasso
nominale il finanziatore fa credere di applicare un tasso inferiore a quello che
effettivamente sta applicando perch j
m
< j
m1
< < j
1
= i .

j
m
< i .

Esempio 1.
Una banca prevede un rimborso attraverso rate mensili ed enuncia un tasso nominale
j
12
= 10% . Si trovi il tasso effettivo annuo equivalente.
SOLUZIONE: Il tasso effettivo annuo equivalente a j
12
= 10%

10,47% 1
12
0,1
1 i
12
=
|
.
|

\
|
+ = .


Esempio 2.
Un Istituto di credito enuncia un tasso nominale j
4
= 24% con la clausola di
capitalizzazione trimestrale degli interessi. Calcoliamo il tasso effettivo:

% 247696 , 26 26247698 , 0 1 ) 06 , 0 1 ( 1
4
1 1 ) 1 (
4
4
4 4
4
= = + =
|
.
|

\
|
+ = + =
j
i i .

Lenunciazione di un tasso nominale ha permesso di nascondere oltre due punti
percentuali di tasso. La differenza fra tasso effettivo e tasso nominale cresce (ma poco
velocemente) allinfittirsi del periodo di capitalizzazione e (pi velocemente) allelevarsi del
tasso nominale. Se ad esempio quel 24% nominale fosse convertibile 12 volte allanno
(anzich 4 volte), si avrebbe:
% 8241795 , 26 1
12
24
1
12
=
|
.
|

\
|
+ = i .
Se invece si raddoppiasse il valore nominale da 24% a 48% , tenendo ferma la
capitalizzazione trimestrale (4 volte lanno), si avrebbe:

% 351936 , 57 1
4
48
1
4
=
|
.
|

\
|
+ = i

con una differenza fra tasso nominale e tasso effettivo di oltre 9 punti percentuali !!

Parte 9 CONVERSIONE FRA TASSI
________________________________________________________________________________________________________________________

35

9.4.3. CONVERSIONE FRA TASSI IN REGIME DINTERESSE SEMPLICE
ANTICIPATO

Il problema poco interessente perch raro che venga enunciato un tasso di sconto
commerciale con riferimento a frazioni di anno. Se si vuole comunque esaminare questo
caso, si procede come in 4.1 ricordando che la funzione fattore di montante che regola
questo regime
t d
t r

=
1
1
) ( , dove t il tasso di sconto. Per la conversione fra tassi si
trovano le relazioni:

d = m d
m
,
m
d
d
m
= .




9.5 RENDITE

Pu presentarsi l'esigenza di considerare pi somme di denaro dello stesso segno (tutte
entrate o tutte uscite), ciascuna con una sua scadenza e si vuole riportare tutte queste
somme di denaro ad una stessa scadenza, sostituendole con un unico ammontare
monetario.

Si definisce rendita finanziaria una successione di importi R
h
, h = 1, 2, ... esigibili alle
epoche t
k
, k = 0, 1, 2, ... . L'importo R
h
detto rata, l'epoca t
k
in cui disponibile la
rata detta scadenza k-esima.

Ogni intervallo di tempo t
r
t
r1
si chiama periodo di competenza; il periodo di tempo fra
t
0
e t
1
si chiama primo periodo di competenza. Se il primo termine della rendita
disponibile nel primo periodo di competenza, la rendita denominata immediata; se
invece il primo termine della rendita disponibile nel k- esimo periodo, diremo che la
rendita differita di k periodi. Una rendita detta anticipata se la rata esigibile
all'inizio del periodo di competenza; detta posticipata se esigibile alla fine del periodo
di competenza.

Una rendita si dice costante se R
h
= R per ogni h . Si ha una rendita unitaria se
R
h
= R = 1 per ogni h .
Una rendita si dice limitata se ha un numero finito di rate, si dice perpetua se il numero
delle rate non finito.

Di norma le scadenze, ossia le epoche alle quali si riscuoteranno o si pagheranno le rate
sono equidistanti ed hanno cadenza mensile, bimestrale, trimestrale, annua, ecc... . In
presenza di tale genere di regolarit si parla di rendite periodiche ed in particolare,
rispettivamente, di rendite mensili, bimestrali, trimestrali, annue, etc... .


Supponiamo che la distanza temporale fra due versamenti (riscossioni) successivi sia
costante ed uguale all'unit di tempo secondo la quale diviso l'intervallo [0,T] (periodo
di durata della rendita); i grafici sotto riportati rappresentano le varie situazioni.







Il seguente grafico rappresenta una rendita immediata posticipata:






t t
0
=0 t
1
t
2
t
k

... t
n
=T
primo periodo di competenza
t
0
=0 t
1
t
2
t
n 1
... t
n
=T t
R
1


R
n 1
R
2
R
n

Parte 9 RENDITE
________________________________________________________________________________________________________________________

37

Il seguente grafico rappresenta una rendita immediata anticipata:






Il seguente grafico rappresenta una rendita differita di k periodi posticipata:






Il seguente grafico rappresenta una rendita differita di k periodi anticipata:






Di particolare interesse pratico calcolare il valore complessivo della rendita ad una
scadenza non posteriore a quella della prima rata o non anteriore alla scadenza
dell'ultima. Nel primo caso si parla di valore attuale o scontato della rendita, nel
secondo di montante. In generale, per calcolare il montante di una rendita ad una
scadenza qualunque, si sommano i montanti delle singole rate a tale scadenza, mentre
per calcolare il valore attuale di una rendita si sommano i valori attuali delle singole rate. I
montanti si ottengono ovviamente moltiplicando le singole rate per i fattori di montante
corrispondenti, i valori attuali si ottengono moltiplicando le singole rate per i corrispondenti
fattori di sconto.
Ad esempio consideriamo la seguente rendita:







Valore attuale in t = 0 : per calcolarlo si devono portare indietro le somme disponibili
alle scadenze 1, 2 e 4 con una operazione di attualizzazione.










t
0
=0 t
1
t
2
t
n 1
... t
n
=T t
R
1
R
2

R
n

R
3

t
0
=0 t
1
t
k
t
k+2
...
t
k+n
=T t
R
1


R
n
R
2

t
k+1

t
0
=0 t
1

...
t

t
k
t
k+2
t
k+n1

R
1
R
n
R
2

t
k+1

R
3

t
k+n
=T

0 1 t 2 3 4
1000 500 1500
0 1 t 2 3 4
1000 500 1500
Parte 9 RENDITE
________________________________________________________________________________________________________________________

38
Montante in t = 6 : per calcolarlo si devono portare avanti le somme dalle loro
scadenze fino allepoca 6 con una operazione di capitalizzazione.









Eseguiamo i calcoli usando per lattualizzazione una legge di sconto composto
(esponenziale) con tasso di interesse i . Mentre per la capitalizzazione usiamo una legge
a interessi composti con tasso di interesse i . Quindi:

valore attuale in t = 0
4 2
i) (1
500
i) (1
1500
i 1
1000
V.A.
+
+
+
+
+
= ,

montante in t = 6
2 4 5
i) (1 500 i) (1 1500 i) (1 1000 M + + + + + = .


Per quanto riguarda le formule pi generali, consideriamo una rendita caratterizzata da n
scadenze t
1
, t
2
, ... t
n
(che pensiamo ordinate in senso crescente) e dai corrispondenti
ammontari delle rate R
1
, R
2
, ... R
n
.






Se la valutazione da farsi con una legge di capitalizzazione con funzione fattore di
montante r(t) o con una legge di attualizzazione con funzione fattore di sconto v(t) , il
montante M(T) ad una scadenza T = t
s
, T t
n
, si otterr sommando i montanti delle
singole rate:

=
=
n
1 k
k s, k
) (t r R M(T) con t
s, k
= t
s
t
k


e il valore attuale o scontato ad una scadenza t
0
(che precede tutte le t
k
), si otterr
sommando i valori attuali delle rate:

=
= =
n
1 k
0 k, k
) (t v R t V V.A. ) (
0
con t
k, 0
= t
k
t
0
.


Il regime che generalmente si considera per le operazioni di capitalizzazione quello
dellinteresse composto, il RIC, l'unico scindibile, mentre quello dello sconto composto
(regime coniugato al RIC) per le operazioni di attualizzazione.
t
0
t
1
t
2
t
n

... T=t
s
t
R
1


R
n
R
2

0 1 t 2 3 4 5
6
1000 1500 500
flussi
epoche
Parte 9 RENDITE
________________________________________________________________________________________________________________________

39
Nel caso in cui il regime usato sia quello dellinteresse composto (RIC) e dello sconto
composto al tasso di interesse i , le funzioni fattore di montante e fattore di sconto sono
rispettivamente
t
i) (1 r(t) + = e
t
i) (1
1
v(t)
+
= e quindi le formule precedenti diventano:

=
+ =
n
1 k
t
k
k s,
i) (1 R M(T) con t
s, k
= t
s
t
k
, T = t
s


( )

=

= =
= =
+
= =
n
1 k
t
k
n
1 k
t
k
n
1 k
t
k
0
0 k, 0 k,
0 k,
e R z R
i 1
R
) A(t V.A. con t
k, 0
= t
k
t
0


dove si posto
i
z
+
=
1
1
e dove, ricordiamo, i 1 e + =

.


9.5.1. RENDITE IMMEDIATE (in regime di interesse composto)

La rappresentazione grafica di una rendita immediata costituita da n = T termini
riportata nella figura






Valutiamo i vari casi ponendoci in un regime di interesse composto o di sconto composto,
al tasso dinteresse i , sia per la capitalizzazione che per lattualizzazione.

Valore attuale di una rendita immediata posticipata all'istante iniziale t = 0 .

T
T
t
t
2
2 1
post
i) (1
C
i) (1
C
i) (1
C
i) (1
C
V
+
+ +
+
+ +
+
+
+
= ) 0 ( .

Valore attuale di una rendita immediata anticipata al tempo t = 0 .

1 T
T
1 t
t 2
1 ant
i) (1
C
i) (1
C
i) (1
C
C V

+
+ +
+
+ +
+
+ = ) 0 ( .


Dalle relazioni sopra trovate segue:

) 0 ( ) 0 (
ant post
V
i 1
1
V
+
= ossia ) 0 ( ) 1 ( ) 0 (
post ant
V i V + = .


Valore (montante) di una rendita immediata posticipata al tempo finale T .

C
1
C
2
C
3
T1
...
T
C
1


C
T1
C
2
C
T

0 1 2 t
C
t

C
t+1
C
T

Rendita immediata posticipata
Rendita immediata anticipata
Parte 9 RENDITE
________________________________________________________________________________________________________________________

40
( ) ( ) ( )
1 T
1
2 T
2
t T
t 1 T T post
i 1 C i 1 C i 1 C i) (1 C C T M

+ + + + + + + + + + = ) ( .

Valore (montante) di una rendita immediata anticipata al tempo finale T .

( ) ( ) ( )
T
1
1 T
2
1 t T
t
2
1 T T ant
i 1 C i 1 C i 1 C i) (1 C i) (1 C T M + + + + + + + + + + + =
+

) (

In analogia a quanto evidenziato per il valore attuale, dalle due relazioni trovate per il
montante, segue che :
) (
1
) ( T M
i
i
T M
ant post
+
= ossia ) ( ) ( T M i) (1 T M
post ant
+ = .


Valore di una rendita posticipata ad un istante generico t compreso fra 0 e T ,
supponendo che t sia un multiplo intero dell'unit di tempo considerata e la rendita
sia:






Nella prima parte linsieme {

C
1
,..., C
t-1
, C
t
} rappresenta una rendita immediata
posticipata di durata (0, t) mentre nella seconda parte linsieme {

C
t+1
,...,

C
T-1
, C
T
}
rappresenta una rendita immediata posticipata che si sviluppa nell'intervallo (t, T) .

Il valore in t di una rendita costituita dai termini

T T t t t
C C C C C C , , , , , , ,
1 1 1 1 +


ottenibile sommando il montante in t della rendita i cui termini sono gli elementi del
primo insieme con il valore attuale della rendita individuata dal secondo insieme:

t T
T
t 1) (T
1 T
2
2 t 1 t
t 1 t
1 t
1 post
i) (1
C
i) (1
C
i) (1
C
i 1
C
C i) (1 C i) (1 C (t) V

+ +

+
+
+
+ +
+
+
+
+ + + + + + = .

Se la rendita anticipata si procede in modo analogo.

Esempio.
Data la rendita:







Noto che in t = 0 il valore attuale di una rendita V
0
= 600 , determinare, in regime di
sconto composto, lammonatre di X essendo i = 11 % . Si ha:

t+1


C
1


C
t1

T1 T
C
T1
C
T

0 1 t1
t
C
t
C
t+1

t
0
2
1

t
V
0

2
3

2
100 200 X
1
Parte 9 RENDITE
________________________________________________________________________________________________________________________

41
( ) ( ) ( )
2
2
3
2
1
i 1
200
i 1
X
i 1
100
600
+
+
+
+
+
=

(

+ + = +


2
2
1
2
3
i) (1 200 i) (1 100 600 i) (1 X

2
3
2
2
1
i) (1 i) (1 200 i) (1 100 600 X +
(

+ + =



0,5 1 1,5
(1,11) 200 (1,11) 100 (1,11) 600 X

= .


Esempio.
Data la rendita di seguito rappresentata





Determinare in RIC lammontare della rata X affinch il valore della rendita in t = 3 sia di
900 euro, sapendo che i = 12 % .

900 i) (1 X i) (1 150 i) (1 300 i) (1 100
0,8 1,5 3
= + + + + + + +

900 (1,12) X (1,12) 150 (1,12) 300 (1,12) 100
0,8 1,5 3
= + + +

(1,12) 150 (1,12) 300 (1,12) 100 900 (1,12) X
1,5 3 0,8
=
215,47
(1,12)
(1,12) 150 (1,12) 300 (1,12) 100 900
X
0,8
1,5 3
=

= .


9.5.2. RENDITE DIFFERITE

L'analisi delle rendite differite sostanzialmente simile a quella delle rendite immediate
solo che c' un effetto di differimento di k periodi. La rappresentazione grafica di una
rendita posticipata differita di k periodi :







La rendita considerata in grafico pu essere ricondotta ad una rendita immediata
posticipata aggiungendo k somme tutte nulle esigibili alle scadenze 1, 2,, k . Si
calcolano successivamente i montanti e/o i valori attuali nei modi usuali.
Si procede in modo analogo per calcolare i montanti e i valori attuali di una rendita
anticipata differita di k periodi.
0 1,5 t 2 2,2 3
300 900 150 X 100
t


T1 T
C
T1k
C
Tk

0 1 t
C
1

k
k+1
C
tk

Parte 9 RENDITE
________________________________________________________________________________________________________________________

42


9.5.3. RENDITE COSTANTI (in regime di interesse composto)

Quando le rate di una rendita sono costanti ed equidistanti e quando la legge finanziaria
utilizzata una legge esponenziale (di interesse composto o di sconto composto), le
formule trovate in 9.5.1 per calcolare il valore attuale V e il montante M assumono
espressioni pi semplici.
Consideriamo una rendita immediata costante costituita da n termini. Se i il tasso di
interesse nellunit di tempo, calcoliamo, in regime di interesse composto, il valore attuale
e il montante sia nel caso di una rendita immediata posticipata sia nel caso di una rendita
immedita anticipata.

Valore attuale in t=0 di una rendita immediata posticipata costante di n termini:







= |
.
|

\
|
+
+ +
+
+
+
=
+
+ +
+
+
+
=
1 n n 2 post
i) (1
1
i 1
1
1
i) (1
R
i) (1
R
i) (1
R
i 1
R
V ) 0 (


( )
( )
=
+
+

+
+

+
=
|
.
|

\
|
+

|
.
|

\
|
+

+
=
1 i 1
i 1
i 1
1 i 1
i 1
1
R
i 1
1
1
i 1
1
1
i 1
1
R
n
n
n



( )
( ) i
z 1
R
i) (1
1
1
i
R
i 1
1 i 1
i
R
n
n n
n

=
(

+
=
+
+
=


dove si posto
i 1
1
z
+
= . La quantit
i n
n
n 2
a
i
z 1
z z z
(
=

= + + + si legge
a posticipato figurato n al tasso i. In sintesi si pu scrivere

i n
n
1 k
k
post
a R z R V
(
=
= =

) 0 ( .

Se la rendita perpetua, il valore attuale in t=0 si ottiene facendo il
i n
n
a R lim
(
+
e poich

i
1
i
i) (1
1
1
lim
i
z 1
lim a lim
n
n
n
n
i n
n
=
+

=
+ +
(
+

t
0 1 2

n
R R R
Parte 9 RENDITE
________________________________________________________________________________________________________________________

43

si ha che una rendita perpetua immediata posticipata di rata costante R in t = 0 ha
valore attuale
i
R
V
post
= ) 0 ( .

Valore attuale in t=0 di una rendita immediata anticipata costante di n termini:







= |
.
|

\
|
+
+ +
+
+ =
+
+ +
+
+
+
+ =
1 n 1 n 2 ant
i) (1
1
i 1
1
1 R
i) (1
R
i) (1
R
i 1
R
R V ) 0 (


( )
( )
(

+
+ =
+
+

+
+
=
+

=
1 n n
n
n
i) (1
1
i) (1
i
R
1 i 1
i 1
i 1
1 i 1
R
i 1
1
1
i) (1
1
1
R .



Se la rendita perpetua, facendo il limite per n + , si ottiene:

i
i 1
R
i) (1
1
i) (1
i
R
lim
1 n
n
+
=
(

+
+

+
.

e dunque una rendita perpetua immediata anticipata di rata costante R in t = 0 ha
valore attuale

i
i 1
R V
ant
+
= ) 0 ( .


Ricordando che ) 0 ( ) 1 ( ) 0 (
post ant
V i V + = e che si posto
i 1
1
z
+
= , si ha:

) 0 (
1
) 0 (
post ant
V
z
V =


Valore (montante) di una rendita immediata posticipata costante, al tempo finale n (si
parla anche di costituzione di un capitale)



0 1 2

n1
R R R R
n t
0 1 2

n1
R R R R
n t
Parte 9 RENDITE
________________________________________________________________________________________________________________________

44



( ) ( ) ( ) ( ) [ ]= + + + + + = + + + + + =
1 n 1 n
post
i 1 i 1 1 R i 1 R i 1 R R n M ) (
( )
( )
( )
i n
n n
s R
i
1 i 1
R
i 1 1
i 1 1
R
(
=
+
=
+
+
=
dove si posto:
( )
i n
n
s
i
1 i 1
(
=
+
.

Il simbolo
i n
s
(
si legge s posticipato figurato n al tasso i .


Valore (montante) di una rendita immediata anticipata costante, al tempo finale n (si
parla anche di costituzione di un capitale)







( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) [ ]= + + + + + + = + + + + + + =
1 n n 2
ant
i 1 i 1 1 i 1 R i 1 R i 1 R i 1 R n M ) (

( )
( )
( )
( )
( )
( )
i n
n n
s i 1 R
i
1 i 1
i 1 R
i 1 1
i 1 1
i 1 R
(
+ =
+
+ =
+
+
+ = .


Si noti che per la scindibilit del regime di interesse composto si ha:

( )
n
post post
i 1 V n M + = ) 0 ( ) ( . e ( )
n
ant ant
i 1 V n M + = ) 0 ( ) ( .


OSSERVAZIONE.
Il valore di
i n
a
(
e di
i n
s
(
pu essere letto su apposite tavole o calcolato con una
calcolatrice finanziaria. Con il simbolo
i n
a
(
si intende il valore attuale posticipato a sconto
composto, calcolato allepoca t = 0 , di n rate unitarie al tasso di interesse i . Con il
simbolo
i n
s
(
si intende il valore (capitale) di una rendita immediata posticipata costituita
da n rate unitarie al tasso di interesse i e calcolata in regime di interesse composto.
Spesso, quando non occorre indicare il tasso di interesse (per esempio perch
sottinteso), si usa ometterlo e si scrive semplicemente
( n
a e
( n
s .



Esempio.
0 1 2

n1
R R R R
n t
Parte 9 RENDITE
________________________________________________________________________________________________________________________

45
Calcolare, con sconto composto, il valore attuale in t = 0 di una rendita posticipata con
rata costante R = 100 , costituita da n = 10 rate annue, al tasso i = 5 % .
SOLUZIONE. Con una calcolatrice o con una tavola finanziaria si trova:

7,72173493 a
5% 10

(


e quindi moltiplichiamo tale valore per lammontare della rata:

772 772,173493 7,72173493 100 a R (0) V
5% 10
post
= = =
(
.

Se la stessa rendita fosse calcolata anticipata, da ) 0 ( ) 0 (
post ant
V i) (1 V + = si ha:

810,6 772 0,05) (1 V
ant
= + = ) 0 ( .


Ci possono essere rendite anche con tassi d'interesse variabili. Vediamo un semplice
esempio.

Esempio.
Si vuole costituire un capitale di 3600 euro in 4 anni facendo 4 versamenti posticipati di
rata costante R . Sapendo che la banca riconosce interessi del 10 % per i primi 3 anni
e dell' 8 % il quarto anno, in RIC, si calcoli quale deve essere limporto della rata.










Sia i
1
=10 % e i
2
= 8 % , allora:

( ) ( ) ( ) ( ) ( )
2
2
1 2 1 2
i 1 i 1 R i 1 i 1 R i 1 R R 3600 + + + + + + + + =

( ) 1,08] 1,1 1,08 1,1 1,08 1 [ R 3600
2
+ + + =

4,5748 R 3600 =

e quindi

786,919
4,5748
3600
R = = .




0 1 2 3 4
R R R
t
R
i
1
i
2

M=3600
Parte 9 RENDITE
________________________________________________________________________________________________________________________

46
0 1 2 3 4 5 t
R R R R R 6500

9.5.4. ESERCIZI.

Esercizio1.
In regime di interesse composto determinare il montante di una rendita costituita da 6 rate
annuali posticipate immediate di 200 euro al tasso effettivo annuo del 4% .
SOLUZIONE







1326
0,04
0,04) (1
200
i
1 i 1
R i) (1 R i) (1 R R M(6)
6
5
=
+
=
+
= + + + + + =
6
) (



Esercizio2.
In regime di interesse composto, calcolare la rata immediata anticipata annua necessaria
per costituire in 5 anni al tasso del 2% il capitale di 6500 euro.
SOLUZIONE






6500 i) (1 R i) (1 R i) (1 R
5 2
= + + + + + +
6500
i
1 i) (1
i) (1 R
5
=
+
+
6500
0,02
1 0,02) (1
02) 0 (1 R
5
=
+
+ ,
1224,548
1) - 0,02) ((1 0,02) (1
0,02 6500
R
5
=
+ +

=



0 1 2 3 4 5 6 t
R R R R R R