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Associazione Italiana per lAnalisi delle Sollecitazioni (AIAS)

XXXV Convegno Nazionale 13-16 Settembre 2006, Universit Politecnica delle Marche

UN MODELLO MECCANICO TRIDIMENSIONALE PER LO STUDIO DI TRAVI CURVE


S. Lenci a*, F. Clementi a
a

DACS, Universit Politecnica delle Marche, via Brecce Bianche, I-60131 Ancona, Italia.

Sommario

Si considera un modello di trave elastica, isotropa e non omogenea con sezione trasversale generica,
inizialmente curva in un piano. Il campo di spostamenti descritto da quattro funzioni dipendenti dalla
sola ascissa angolare che descrive la posizione delle varie sezioni. Tali funzioni rappresentano lo
spostamento radiale, tangenziale e fuori del piano dellasse della trave, legati allallungamento e alla
flessione, e lingobbamento della sezione, dovuto alla torsione. I primi tre sono in accordo con la
teoria di Eulero-Bernoulli per cui la sezione rimane piana, mentre nellultimo caso viene considerata
anche la torsione non uniforme. Vengono determinati i parametri elasto-geometrici che sintetizzano le
propriet della trave, e le equazioni di equilibrio sono ottenute mediante il principio di stazionariet
dellenergia potenziale totale. La teoria generale viene illustrata con un esempio relativo alla sezione
rettangolare, per il quale disponibile lespressione in forma chiusa della funzione di ingobbamento e
che consente di evidenziare leffetto della curvatura sulla posizione del centro di torsione.
Abstract

A model for describing the mechanical behaviour of an initially planar, isotropic and nonhomogeneous curved beam is developed. The kinematical field is described by four one dimensional
unknown functions representing radial, tangential and out-of-plane displacements of the beam axis,
which are due to flexures and extension, and the twist of the cross-section, due to torsion. The flexural
and axial displacements fit with the classical Euler-Bernoulli beam theory of straight beams. The nonuniform torsion problem is considered, too. The relevant elasto-geometric parameters have been
determined, and the system of governing equilibrium equations is obtained by means of the principle
of minimum potential energy. Finally, the general theory is illustrated with the example of the
rectangular cross section, for which the closed form expression of the warping function is determined
analytically. This permits to highlights the effects of the initial curvature on the shear center position.
Parole chiave: Trave curva, centro di torsione, funzione di ingobbamento, torsione non uniforme.

1. INTRODUZIONE

Lanalisi del comportamento di travi curve rappresenta da sempre un tema di grande importanza. Tale
argomento risulta di interesse trasversale in vari campi dellingegneria, della fisica e della matematica
applicata. Lo studio delle travi curve occupa un ampio spazio allinterno dei pi importanti libri di
meccanica strutturale [1] e nei classici libri di meccanica teorica [2, 3] e applicata [4]. In aggiunta ai
tipici esempi di archi, molle, scale a chiocciola, ecc., ci sono recenti applicazioni dove lelevata
resistenza raggiunta dai materiali ha stimolato luso di geometrie curve. Inoltre, questa tendenza
sempre pi accentuata poich le travi curve non-omogenee costituiscono importanti componenti in
molte strutture moderne. Si pu menzionare nel campo dellingegneria meccanica lelevato uso di
travi curve laminate, per le quali risulta necessaria unaccurata modellazione matematica; oppure nel
campo dellingegneria civile lenorme diffusione di ponti bi-trave in curva.
Essendo il tema un classico sono presenti, sia nella letteratura recente che in quella remota, molti

* Corresponding author: Tel.: +39-071-2204552; Fax.: +39-071-22054576; E-mail: lenci@univpm.it

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lavori che descrivono con diversi gradi di approssimazione il comportamento delle travi curve. Si
menzioner, vista limpossibilit di citarli tutti, una non esaustiva selezione di essi, limitando lelenco
ai lavori che trattano il comportamento statico.
Il caso di pure torsion fu studiato da Mitchell [5], il quale ricav le equazioni che governavano il
problema in termini di spostamenti, e da Southwell [6] il quale fece uso di una funzione delle tensioni.
Anche Fubini [7], Tricomi [8] e altri diedero importanti contributi alla soluzione del problema.
Mentrasti [9] affront il problema dello shear-torsion per una trave con forte curvatura e con una
sezione multiconnessa, tramite la funzione di ingobbamento e mediante un potenziale delle tensioni.
Recentemente il problema della flessione uniforme, che in passato venne studiato da molti autori
(es. [5, 10]), stato riconsiderato. Cook [11] si occup di una sezione scatolare a parete sottile, mentre
Ecsedi & Dluhi [12] hanno presentato un modello meccanico mono-dimensionale per una trave con
sezione trasversale simmetrica. Mentrasti [13] ha proposto una soluzione esatta del problema
tridimensionale per la flessione uniforme nel piano della trave.
I precedenti lavori si riferiscono al comportamento lineare, e sebbene ciascun autore si sia
preoccupato di un singolo aspetto, mediante il principio di sovrapposizione degli effetti si possono
combinare i vari casi ed ottenere risultati pi generali. Sono stati poi sviluppati modelli per lanalisi
del comportamento non lineare di travi curve. Zulli et al. [14] hanno proposto un modello
geometricamente esatto, mediante la teoria dei direttori, con lo scopo di studiare travi la cui curvatura
iniziale vista come un difetto. Modelli non-lineari sono stati usati per lo studio della stabilit
dellequilibrio elastico [15]. In particolare, il problema dellinstabilit di travi curve in parete sottile
stato studiato approfonditamente da molti autori sotto varie ipotesi e con differenti sezioni trasversali.
Yang & Kuo, ad esempio, [16, 17] hanno ricavato le equazioni differenziali dellequilibrio in regime
di grandi spostamenti per una trave curva in parete sottile e hanno determinato la soglia di instabilit
sotto lazione di vari carichi.
Lobiettivo del presente lavoro quello di proporre un modello mono-dimensionale per lanalisi
del comportamento statico di travi curve non-omogenee. La trave, modellata nel campo dellelasticit
lineare, isotropa, con sezione trasversale costante e inizialmente piana. Questa scelta consente di
evidenziare i fenomeni meccanici dovuti alla curvatura iniziale, trascurando la doppia e non costante
curvatura iniziale, per le quali non difficile immaginare una estensione del presente modello.
Estensioni sono pure facilmente immaginabili, e verranno certamente perseguite in futuro, al caso di
materiali anisotropi e al caso non lineare.
Il modello basato su un approccio tridimensionale, nel quale il campo di spostamenti
parzialmente assegnato secondo opportune ipotesi sulla meccanica della struttura. Vengono prese in
considerazione simultaneamente le flessioni nel piano e fuori del piano della trave, lestensione assiale
e la torsione cinematica, permettendo cos di studiare il loro accoppiamento, fatto che rappresenta uno
degli obiettivi del presente lavoro, e che in letteratura non sembra essere stato sufficientemente
enfatizzato, specialmente per ci che riguarda la questione legata dipendenza della posizione del
centro di torsione dalla curvatura iniziale.
Gli spostamenti estensionali e flessionali sono stati scelti in accordo con la teoria di EuleroBernoulli, mentre quelli dovuti alla torsione prendono spunto dal corrispondente caso rettilineo. Gli
effetti della curvatura sono stati considerati sia nella funzione di ingobbamento che nella teoria della
torsione non uniforme, che necessaria per descrivere lingobbamento impedito al contorno. Lo studio
sistematico della torsione non uniforme della trave curva il secondo obiettivo di questo lavoro.
Le equazioni che reggono il problema sono state ottenute mediante il principio di minima energia
potenziale totale. Lapproccio tridimensionale stato preferito allapproccio ai direttori [3], perch
permette di dare espressioni coerenti per gli sforzi normali e tangenziali nella sezione trasversale, e
perch fornisce una chiara espressione dei parametri elasto-geometrici che intervengono nel problema.
Per di pi, permette di introdurre in maniera precisa il centro di torsione, che alla base
dellaccoppiamento tra le varie sollecitazioni e che nel presente lavoro scelto come il punto che
massimizza il disaccoppiamento tra la flessione e la torsione.
Gli effetti della curvatura sulla posizione del centro di torsione sono illustrati con riferimento alla
sezione rettangolare, per la quale disponibile la soluzione analitica del problema. Ci si riferisce ad un
unico esempio per mancanza di spazio, ma in [18] vengono riportati altri casi significativi per le
applicazioni.

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2. CONFIGURAZIONE DI RIFERIMENTO

Si consideri una trave curva piana con curvatura costante. Essa generata dalla rotazione di una figura
piana attorno allasse z rispetto ad un sistema di coordinate cilindriche (O;R,z,) (Fig. 1). Lorigine
O il centro di curvatura della trave, e il dominio = limitato e chiamato sezione
trasversale. La trave curva occupa la regione V =VV, dove V={(R,z,) | (R,z), 0<<},
lestensione angolare della trave. Il mantello V diviso in tre parti V1={(R,z,) | (R,z), =0},
V2={(R,z,) | (R,z), =} e V3={(R,z,) | (R,z), 0<<}, cosicch V=V1V2V3.
e

Figura 1: La trave curva.

I versori in coordinate cilindriche sono eR, ez e e (Fig. 1), il vettore posizione di un punto P (P
O)=ReR()+zez. In Fig. 1 sono evidenziati due punti caratteristici della sezione trasversale: il baricentro
G, di coordinate R=RG e z=0, e il centro di torsione CT, le cui coordinate sono R=R0 e z=z0. In presenza
di un materiale non-omogeneo, ancorch isotropo, il punto G non coincide pi con il centro
geometrico della sezione, ma definito dalle equazioni

E (R, z, ) zd =0,

E (R, z, )(R R

)d =0,

(1)

dove E(R,z,) il modulo di elasticit normale, che assunto essere non costante. Anche la
definizione di CT influenzata dalla non-omogeneit del materiale, come mostrato in [18]. Si assume
che il baricentro di ogni sezione trasversale si trovi lungo un segmento di arco, di raggio costante e
pari a RG, comunemente chiamato asse della trave. Ci avviene automaticamente se il modulo di
Young non dipende da o in presenza di simmetria geometrica e materiale nella sezione.
3. CAMPO DI SPOSTAMENTI

Si riporta nel seguito il campo di spostamenti u=[uR,uz,u]T su cui si basa il presente modello. Il
problema stato affrontato imponendo che nella flessione e nellestensione assiale la sezione rimanga
piana e indeformata, e che nella torsione la sezione si ingobbi e subisca una rotazione attorno al centro
di torsione. Per i dettagli delle singole derivazioni si rimanda, per questioni di spazio, a [18], mentre il
campo di spostamenti che ne consegue riportato di seguito:
uR(z,)= a()z+b()()(zz0),
uz(R,)= a()R+()(RR0),
u(R,z,)= a()z+(1R/RG)b()+h()R+f(R,z)()/R0.

(2)

Nelle precedenti espressioni sono visibili le quattro funzioni incognite: lo spostamento b() e le tre
rotazioni a(), h() e (). La funzione di ingobbamento f(R,z) invece nota, e ricavata studiando il

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caso di sola torsione uniforme di una trave curva omogenea [18]. Essa si determina risolvendo il
problema:

z z0
2 f 2 f 1 f
f
+
+
2 =R0
,
2
2
R R R
z
R
R2
f R0
f
=
[(zz0)nR(RR0)nz]+ nR,
n R
R

in ,
(3)
in ,

dove n=[nR,nz]T la normale uscente da . La funzione f non pi definita a meno di una costante,
come avviene nel caso rettilineo. Questo il principale effetto della curvatura, unito al fatto che
loperatore differenziale non pi il laplaciano.
Nelle espressioni (2) le quantit b() e RGh() rappresentano gli spostamenti dellasse della trave
nelle direzioni radiali e tangenziali, rispettivamente, mentre RGa() rappresenta lo spostamento dello
stesso asse nella direzione z, cio fuori dal piano trave. Come detto, questi termini si ottengono
supponendo che tutte le deformazioni siano nulle eccetto lelongazione normale alla sezione, in
accordo con la classica teoria della trave rettilinea di Eulero-Bernoulli, che qui viene estesa al caso
curvo. E da notare come Yang & Kuo [16], nellanalisi della trave curva con sezione ad I, hanno
assunto nulle le sole deformazioni sulla linea media della sezione trasversale. Inoltre, le (2) estendono
[12] in quanto prendendo in considerazione anche lo spostamento fuori dal piano della trave.
Il contributo della torsione alle espressioni (2) non deriva da assunzioni sulle deformazioni, bens
da assunzioni fatte direttamente sugli spostamenti: la generica sezione subisce una rotazione nel piano
e un ingobbamento al di fuori del suo piano. E importante ribadire che si sta considerando una
torsione cinematica, perch si supposta una rotazione rigida della sezione trasversale intorno ad un
determinato punto chiamato centro di torsione. La torsione cinematica non si associa unicamente ad un
momento torcente M, come avviene nella torsione di travi rettilinee, ma anche a momenti flettenti,
come conseguenza dellaccoppiamento creato dalla curvatura naturale della trave.
Il problema (3) non ben definito, poich le coordinate (R0,z0) del centro di torsione restano ancora
incognite. Queste si determineranno attraverso le condizioni

Ef ( R RG )
d =0,
R

Efz
d =0,
R

(4)

che sono scelte in modo da massimizzare il disaccoppiamento tra torsione e flessione (vedi paragrafo
3.1). E importante ribadire che nella (4) E non in generale costante, cosicch la posizione di CT,
come quella del baricentro, dipende dalla non-omogeneit del materiale, contrariamente alla funzione
di ingobbamento, che invece si suppone esserne indipendente, come mostrato dalle (3). E facile
verificare che in presenza di sezione simmetrica rispetto al piano z=0, la prima equazione in (4)
automaticamente soddisfatta poich f in questo caso anti-simmetrica rispetto a z, ossia f(R,z)= f(R,
z), e quindi z0=0. Altre propriet della funzione di ingobbamento sono riportate in [18].
3.1. Forze interne

Attraverso la legge di Hooke si ottiene =E, R=GR e z=Gz. Le forze interne sono quindi:

b' '
''
+ h' A1+
A6(A3z0A2)
R
R
R
G
0 G

N= d = (a+a)A3+(b+b)A2+

Mz= ( R RG ) d = (a+a)RGA3+(b+b)A5+(RGA3+z0A5)

MR= z d =(a+a)A4+(b+b)A3(A4z0A3)

(5)

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M= [( R R0 ) z ( z z0 ) R ]d =A7

Nelle precedenti espressioni le relazioni (1) e (4) sono state usate per semplificare alcuni termini. In
particolare le (4) sono state scelte in modo da massimizzare il disaccoppiamento tra le flessioni e la
torsione, che si riduce al solo termine proporzionale a nelle espressioni di Mz e di MR. In (5) le
propriet elasto-geometriche della trave sono riassunte dai parametri Ai, le cui espressioni sono
riportate nellappendice di [18]. I tagli sono forze interne reattive e si determinano mediante le
equazioni di equilibrio.
Nel caso di sezione simmetrica rispetto al piano z=0 si ha che A3=A6=z0=0, cosicch le (5)
diventano:
N=(b+b)A2+(b/RG+h)A1, Mz=(b+b)A5, MR= (a+a+)A4, M=A7,

(6)

e il problema si semplifica notevolmente. Si noti come anche in questo caso sia necessario avere un
momento flettente MR affinch la trave subisca esclusivamente una torsione geometrica, cio una sola
rotazione attorno al proprio asse.
Ricavando dalla precedente espressione (5)4 facile ottenere le tensioni tangenziali dovute alla
torsione (quelle dovute al taglio sono di natura reattiva e quindi si determinano a valle con le
equazioni di equilibrio)

R=

GM
GM R R0 1 f
z z0 1 f
f
{
+

}, z=
{
+
}.
A7
R
A7
R
R0 z
R0 R R0 R

(7)

Al problema della torsione associato anche una tensione normale


=E

z z0
f
E
.
R0 R
R

(8)

Contrariamente alle tensioni tangenziali (7), non sar direttamente riconducibile ad una forza
interna (pu essere collegata al cosiddetto bi-momento, ma si preferisce non seguire questa strada), e
sar calcolato a posteriori quando la funzione () sar stata determinata.
3.1. Equazioni di equilibrio

Le equazioni di equilibrio vengono ottenute attraverso il principio di minima energia potenziale totale
J. Dal campo di spostamenti si ricavano le deformazioni da inserire in J=E L, dove
E=

1
( E 2 + G R2 + G z2 )dV ,

2 V

(9)

L= ( pR u R + p z u z + p u )dV + (qR u R + q z u z + q u )dA .


Attraverso le normali procedure del calcolo delle variazioni si ottengono le quattro equazioni che
governano lequilibrio della trave:
[(a+a)A4]+(a+a)A4[(b+b)A3](b+b)A3+[(A4z0A3)]+(A4z0A3)=ta(ta),

(10)

[(b+b)A5/RG]+(b+b)A2+(b/RG+h)A1[(a+a)A3](a+a)A3+
+(A8/R0)[(A3z0A2+A1/RG)](A3z0A2)=tb(tb),

(11)

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[(bRGh)A1][(b+b)A1](A6)/R0(z0A1)=th

(12)

(A9)/ R02 (A10)+A8z0/R0+(A8)(z0/R0)+(A42z0A3+ z02 A2)+(a+a)(A4z0A3)+


+(bA8)/R0(b+b)(A3z0A2)+(hA6)/R0+(b/RG+h)z0A1=t(t).

(13)

dove le espressioni di Ai, ta, ta, tb, tb, th, t, t sono riportate nellappendice di [18].
Si pu notare che, come atteso, gli spostamenti nel piano (b() e h()) e fuori dal piano (a() e
()) si disaccoppiano nel caso di sezione simmetrica rispetto al piano z=0, poich essendo in tal caso
z0=A3=A6=A8=0 le (10)-(13) diventano, con lulteriore semplificazione consistente nellassumere
moduli elastici indipendenti da ,
(a+a+)+(a+a+)=[ta(ta)]/A4=:ma,

(14)

p2+p3(a+a+)=[t(t)]/A10=:m,

(15)

b+2b+b+p1(RGh+b)=[tb(tb)]RG/A5=:mb,

(16)

RGhb=th/A1=:mh,

(17)

dove
p1=(A1/A5), p2=A9/( R02 A10), p3=(A4/A10),

(18)

e le condizioni al contorno non vengono riportate per motivi di spazio [18].


E importante notare come le equazioni (16)-(17) siano governate solo dal parametro p1, il quale
misura laccoppiamento tra la flessione nel piano e lestensione assiale. Le equazioni (14)-(15),
invece, sono governate da due parametri: p2, che misura linfluenza relativa tra la torsione uniforme e
non uniforme, e p3, che descrive laccoppiamento tra la torsione e le flessioni.
Lespressione (5)4 del momento torcente deve essere aggiornata per tener conto degli effetti della
torsione non uniforme. Essa diviene
=A10(p2),

(19)

dove il primo termine dovuto alla torsione uniforme e il secondo alla torsione non uniforme.
4. ESEMPIO

Per motivi spazio si considera solo lesempio della sezione rettangolare omogenea illustrata in Fig. 2,
per la quale disponibile la soluzione analitica. Altri esempi sono riportati in [18].
I parametri elasto-geometrici coinvolti dalla flessione e dallestensione sono facilmente calcolabili.
Il primo parametro che compare in (18) dato da
1

R R + b
1 .
p1= G ln G
2b RG b

(20)

Molto pi difficoltosi da determinare sono i parametri coinvolti nella torsione [8, 19]. La funzione
di ingobbamento per una sezione rettangolare data da

j j
R0 R
+R
sin
0 sin
2 2h
R
j =1

f(R,z)=R0{ z

j
j
z c1 j I 1,
R + c2 j K 1,
R },
2h
2h

(21)

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dove I(n,x) e K(n,x) sono le funzioni di Bessel modificate di ordine n. Lespressione (21) soddisfa
lequazione alle derivate parziali (3)1 e le condizioni al contorno (3)2 (f/z)=(R0R)(R0/R) in z=h. Le
costanti c1j e c2j possono essere calcolate richiedendo che le altre condizioni al contorno siano
soddisfatte:

f R0
f
=
z+ , R=RGb.
R R
R

(22)

Si perviene cos ad un sistema algebrico lineare 22 [18] che pu essere risolto separatamente per ogni
valore di j. Le costanti c1j e c2j dipenderanno solo dai rapporti adimensionali b/RG e b/h, ma non da R0.

Figura 2: Sezione rettangolare.

Una volta calcolate le costanti c1j e c2j , la soluzione nota a meno della coordinata del centro di
torsione R0, che pu essere ricavata facendo uso della (4)2. Questa equazione stata risolta e il
rapporto (R0/RG) riportato in Fig. 3 in funzione di b/RG e per vari valori dellaltro parametro
principale b/h. E interessante notare come il rapporto pu assumere valori pi grandi e pi piccoli di
uno, ovvero che il centro di torsione pu posizionarsi pi vicino o pi lontano del baricentro dal centro
di curvature della trave. Pi precisamente, per b/h<1.25 CT sempre a destra di G (vedi Fig. 2), mentre
per b/h>1.25 e al crescere di b/RG il centro di torsione inizialmente si avvicina ad O fino a raggiungere
una distanza minima dipendente da b/h, poi se ne allontana indefinitamente. Esiste un determinato
valore per cui R0=RG, cio baricentro e centro di torsione coincidono.
Come ci si aspettava, il centro di torsione coincide con il baricentro quando RG, mentre per
bRG, cio per travi molto curve, tende sempre allinfinito, bench per ragioni grafiche questo aspetto
non evidente in Fig. 3 per grandi valori di b/h.
2
b/h=0.1
1
1.25

R0
RG

10

0
0
1
b/RG
Figura 3: Posizione del centro di torsione (R0/RG) in funzione di b/RG al variare di b/h.

Una volta determinata la posizione del centro di torsione, la funzione di ingobbamento


definitivamente nota. Conoscendo la f(R,z) possibile calcolare le rimanenti grandezze elastogeometriche A7=A10 (essendo la sezione omogenea) e A9. Per illustrare landamento di questi parametri
si considerano i numeri =R0A7/(GJt) e =R0A9/(EJ), dove Jt=(2b)(2h)[min{2b,2h}]2/3 e

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J=(2b)3(2h)3/144 sono rispettivamente il momento dinerzia torsionale e il modulo di rigidezza della


torsione non uniforme di una trave rettangolare rettilinea in parete sottile. I coefficienti adimensionali
e sono riportati in Fig. 4.
3

b/h=0.1

b/h=0.1
10

10

0
0

a)

0
1

b/RG

b)

b/RG

Figura 4: I coefficienti a) e b) in funzione di b/RG al variare di b/h.

Si pu notare in Fig. 4 che e condividono le stesse propriet qualitative. Per una sezione
quadrata sono funzioni crescenti di b/RG, ed evidenziano come la curvatura iniziale aumenta la
rigidezza della trave rispetto al caso rettilineo. Questo incremento moderato per curvature medie, ma
diventa molto elevato per grandi curvature. Per sezioni in parete sottile il piano di curvatura iniziale
molto importante. Infatti, mentre e tendono ad 1 quando la trave tende a divenire rettilinea
(b/RG0), in accordo con la loro definizione, il loro andamento per curvature crescenti differente:
quando il lato lungo parallelo (perpendicolare) al piano di simmetria, cio quando b/h=10 (b/h=0.1),
la trave curva meno (pi) rigida rispetto alla corrispondente trave retta. La differenza principale
che mentre il decremento di per b/h=10 quantitativamente modesto anche per travi fortemente
curve, il decremento di pi marcato.
I parametri p2=(E/G)(/)[max{b,h}]2/(12R02) e p3 valutano laccoppiamento tra la torsione
uniforme e non uniforme e tra i momenti flettenti e la torsione, rispettivamente. Essi sono riportati in
Fig. 5 e 6, rispettivamente.
0.08

3.2

b/h=10

Gp2
E

b/h=0.1

Gp2
E
1

a)

0
0

b/RG

b)

b/RG

Figura 5: Il parametro (G/E)p2 in funzione di b/RG al variare di b/h.

Dalla Fig. 5 si vede come la torsione non uniforme diventa importante probabilmente dominante
per sezioni in parete sottile molto curve che hanno il lato maggiore normale al piano della trave
(b/h=0.1), mentre negli altri casi diventa importante solo vicino al bordo, dove in presenza di
ingobbamento impedito governo lo strato limite che permette il soddisfacimento delle condizioni al
contorno.
In Fig. 6 viene evidenziato per p3 un comportamento molto differente tra le due classi di sezioni
discusse in precedenza. Tuttavia, le differenze tra Fig. 6a e 6b possono essere facilmente comprese
notando che nel caso della Fig. 6b la rigidezza flessionale fuori dal piano molto grande, mentre la

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rigidezza torsionale ha sempre lo stesso ordine di grandezza. In ogni caso, interessante osservare che
la curvatura tende a ridurre laccoppiamento tra flessione e torsione.
0.6

30
1

p3

a)

b/h=0.1

p3

b/h=10

0
0

b/RG

b)

b/RG

Figura 6: Il parametro p3 in funzione di b/RG al variare di b/h.

Le ultime quantit che devono essere calcolate sono le tensioni tangenziali (7). Il loro andamento
qualitativo illustrato con lesempio di Fig. 7. In questa figura la tensione massima z(RGb,0), ed
raggiunta nel punto pi vicino al centro di curvatura. Tale massimo illustrato mediante il rapporto
adimensionale =(2b)(2h)min{2b,2h}z(RGb,0)/3M, che riportato in Fig. 8 e che dimostra
chiaramente come la curvatura iniziale incrementa il massimo valore della tensione. Vale la pena
notare che per b/h=10, e per piccoli valori di b/RG, z(RGb,0) non rappresenta pi la massima
tensione, che invece si ha in un punto dei lati z=h (in R=RG quando RG). Questo spiega perch la
curva in Fig. 8 non tende a 1 per b/RG0. In questo intervallo le differenze sono piccole da un punto
di vista ingegneristico, e per questo non verr disegnata la effettiva tensione massima.

a)

b)

c)

Figura 7: Tensioni tangenziali r/Mt e z/Mt per RG=1 e a) b=0.5, h=0.5, b) b=0.5, h=0.2 e c) b=0.2, h=0.5. Le tensioni in a)
sono amplificate di un fattore 10 per ragioni grafiche.

6
10

1
b/h=0.1

0
0

b/RG

Figura 8: Il coefficiente in funzione di b/RG al variare di b/h.

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5. CONCLUSIONI

E stato studiato il comportamento statico di travi piane aventi curvatura iniziale costante. Mediante
opportune ipotesi sul campo di spostamenti, stato proposto un modello capace di descrivere le due
flessioni, lestensione assiale e la torsione, e capace di descrive in maniera adeguata il loro
accoppiamento, che il fenomeno meccanico principale per questa famiglia di travi.
Sono state ottenute le equazioni di equilibrio che reggono il problema. Queste sono molto
complicate, e si semplificano notevolmente in presenza di simmetrie geometriche e materiali della
sezione. Si mostrato come in questo ultimo caso ci sono solo tre parametri che misurano
laccoppiamento tra le varie sollecitazioni.
E stato scelto un approccio tridimensionale cos da poter determinare in maniera coerente
landamento delle tensioni allinterno della sezioni e in modo da poter studiare linfluenza della
curvatura iniziale sul centro di torsione. Questa non stata adeguatamente evidenziata in letteratura, e
non pu essere determinata con un approccio ai direttori. Daltronde, non pu neanche venir
trascurata, perch, come mostrato con un esempio, lo spostamento del centro di torsione pu anche
essere marcato, e questo induce effetti di accoppiamento che in generale non possono essere ignorati.
E stato anche studiato il problema della torsione non uniforme di travi curve, necessario per
soddisfare le condizioni al contorno in caso di ingobbamento impedito al bordo, e particolarmente
importante per le sezioni in parete sottile.
Tutti i risultati teorici sono stati illustrati con riferimento allesempio della sezione rettangolare, per
il quale disponibile la soluzione in forma chiusa. Altri esempi sono riportati in [18].
BIBLOGRAFIA
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