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DF.L1:AulURE Collar.

di
01 SCIENZA
t' gcomctris

ESERCl ~AZIONI

DELLE COSTRUZIONI

Lineamenti ~ propedeutici di Ingegneria

llU

11

I. Strutturc I". stetichc J.

delle masse

2. Strutturc ipcrst.'rtcbc c vcriticbc di rcsistcnze . lruroduzionc al/·a",'.';si probobilistico delle struttutc 4. Tern;d'cseme

/f![r2-t
ERASMO VIOLA

Collana di
SCIENZA DELLE COSTRUZIOI'i'

Esercitazioni di

I.
J.

Teoris dcll'closticits Tcoria del/a


Ira ve

2. In prcperzzionc

delle costruzioni 1
Strutture isostatiche e geometria delle masse

Scienza

Pitagora Editrice Bologna

f.

.<$

Presentazione

Con vero piacere presento questo testa didattico nel quale vedo materializzarsi il notevole impegno ela preparazione deU'Ing. Erasmo Viola, del quale apprezzo il valido aiuto che egli, da qualche a'1no, mi offre per 10 svolgimento di un Corso di Scienza delle Costruzioni nell'Univctsita di Bologna. Queste «Esercitazioni» sono evidentemente Jinalizzd,te alia preparazione di base dell'Allievo ingegnere, la quale deve certament~ esserc a monte di una success iva preparazione proJessionale; in questo sens,? il discorso si snoda in queste pagine mostrando e puntualizzando aspetti teenici ed applieativi alla base del calcolo delle strutture monodimensionali. . La possibilita di consultare questo materiale didattico riuscira di sicura utilita per l'Allievo che ha necessita di rif1ettere, ulieriormente guidato, su quanto ha aseoltato a lezione. Ringrazio percio l'lng. Vibla che, con questo lavoro, rendera eertamente piu projicuo ji nostro comune: eompito didattico,
ANGELO D1 TOMMASO

I:·
I

Bologna, Facolta di Ingegneria, febbraio 1977

I
VII

-s:

Prefazione

.'

In quest! due volumi sono raccolti, per la maggior parte, gli esercizi da me svolti e proposti nei corsi di Esercitazioni di Scienza delle Costruzioni,

cite

ho tenuto negli anni accademici

1973-74, 1974-75 e 1975-76 presso La

Pacolti: d'Ingegneria dell'Universita di Bologna. Ho titenuto opportune far precedere delle premesse teoriche ad ogn; serie di problem! presentati, segue11do l'impostazione delle lezioni del Prof Angelo Di Tommaso. In esse- viene descritto sinietlcamente il procedimento . per la risoluzione di un certo tipo di esercizio e sono riportate Ie formule prirtcipali da utilizzare. Nel prime volume, dopo una rapida analisi dei sistemi piani di [orze, si studia il ealcolo analitieo-grafico delle reazioni vincolari per travature staticameltte determinate e viene discusso a problema della disposizione dei vincoli. Segue un ampio capitolo dedicato alia determinazione delle teristiehe della sollecitazione e alia loro rappresentazione graflea. La nente parte del volume tratta applicazioni clie riguardano la cun'a pressioni, le linee di injZuenza, le travature reticolari e la geometric masse. NeZ secondo volume, dope aver esaminato caratrimadelle delle

strutturale e di carico, noteoole spazio dedicatoalla determlnazlone del parametri di spostamento (linea elastica, corollari di Mohr, composizione

il problema

della simmetria

di rotazioni e spostametlti,

pri11cipio del lavori virtuali, metodi energetici) relativi (I strutture isostatiche e alla risoluzione di stru iture iperstaticlie essenzialmente: -, njZesse, [acendo uso sia=del 'metoda delle forze che delle i de!ormaZi;Mi, e sottollneando la distinzione tra «tela; a nodi [issi» e «telai a nodi spostabili», Seguo1tO i capitoli dedicati alIa stabilita. detl'equiltbtio elastica edalla verifica di sicrlrezza delle strutture. II volume si chiude COIl un'appendice che raccoglie alcuni temi assegnati alle prove scrittedell'esatne di Scienza delle Costruzioni svoltesi presso la Facolta di b1gegneria di Bologna.
IX

Questa prima edizione ogni s"ggerimento -mente gradita.

e sicuramente

imperJetta

ed incomplete,

per cui

e ogni collahorazione

che mi sara data giungera cstrcrnasia per l'incortfRgiamcnto cite


-e ,.

Desidero ringraziare

u Prof

Di Tommaso,

mi ha dato nel1'affrontare il presente laooro, sia per gli innurnerevoli consigli da lui avuti durantela siesura del lauoro stesso; l'Ing. Alberto Carpinteri, nonche l'equipe della Casa Editrice Pitagora per la cura con cui a termine l'impegno assuntosl.

Ita condotto

ERASMO VIOLA

Bologna. ottobre 1976

AYVERTENZE

SULLA SIMBOLOGIA

USATA NEL TESTO

Prefazione della seconda edizione


.\
A B

Questa seconda

edizione

esce aggiorlata

cedente del 1977. Anzitutto,

e da notar~

ed ampliata rispetto

alIa pre-

che i due volumi iniziali diventano

ouattro, II vol. 3 elntroduzione all'ana~isi probabilistica delle strutture» completamente nIA;9.l!p.mentreilvoZ. 4 €T~mi di esame» tiporta temi di esame completamente -svolti, alcuni de; qlAali\ g;a present! nell'appendice della prima edizione, e tem; con cenni di soluzione. A ciascuno dei due volumi i'1 parole r;serlldta lAnaprejazione a parte.

II vol. 1 si presenta arricchito di tavole. sinottiche dei vlncoli e di ulterior! esercizi sulla curva delle pressioni, Per cia che riguarda le stru tture isostatiche, poi, alcuni argomenti hanno trovato sviluppo nei temi d'esame,
Rispetto riguardanti alia prima stesura, il vol. 2 contien€! molti esercizi in piu, la trave continua, e due nuovi paragraJi che trattano a metodo

I
.

diretto delle deJormazioni

ed il metodo di Cross per i telai piani.


ERASMO VIOLA

Bologna, ottobre 1985

Nelle figure del testo il simbolo di fig. A denota la direzione e iI verso di un vettore, mentre la lettera scritta a fianco, ad esempio F in fig. B. ne indica I'intensid 0 modulo. 11simbolo di fig. C rappresenta una coppia concentrata antioraria agente nel piano del foglio. La lettera J( 0 M, poi. ne caratterizza iI modulo (figg. D, E). Quest'ultima rappresentazione ccrnoda soprattutto per i sistemi piani per indicare il vettore momento ortogonale aI piano del foglio, di modulo .At 0 M e diretto nel verso di avanzamento di una vite che ruota in sense antierario (fig. F). Naturalmente i vettori possono rappresentare sia Iorze che spostamenti. In alrri termini, Ja lettera scritta a fianco di ogni segmento 0 archetto orientato rapprcsenta in questo testo sempre e solo iI modulo del vettore, rnentre la direzione e iI verso sono quelli forniti dal segmento orienta to, nel caso di vettori fona 0 vettori spostamento. o dall'arehetro orientate, nel caso del vettore momento 0 del vettore rotazione. Quindi, iI parricolare carartere alfabetico piuttosto marcato che compare nelle figure per caratterizzare l'enre vettore, stato usato solo per un miglior contrasto grafico eon i restanri simboli e rappresenta in ogni caso solo il modulo del vettore . Per quanto riguarda il teste, invece, la generic a lettera seritta in grassetto rappresenta un vettore, cioe un ente caratterizaato da modulo, direzione e verso. La generic a lettera non in grasselto, invece, che si riferisce ad una forza. ad uno spostarncnto e COSt via. rappresenta solamente il modulo del vettore forza, vettore spostamento e cosi via: in tal caso I.direzione ed il verso sono quelli che si desumono dalla figura. Da quanto derto, dunque, segue che nel testo i1 riferimento al generico vettore (forza, spostarnento, memento e rotazione) pun essere fatto indifferentemente sia mediante i) suo modulo. che mediante una lettera in grassetto, quando si vuole sottolineare il carattcre vettoriale della grandezza .

~
XI

Indice

... "

Capitolo 1 • SISTEMI PlANt DIFORZE 1.1. 1.2. 1.3. 1.4.

Gener:tlita .
La deccmpcsizicne delle forae Definitioni di forze e coppie distribuire e concentrate. La curva funicolare Esercizi . Esercizi propostl .

8
10

13
15

Capitolo 2· ANALISI STATICA DEL CORPO RIGIDO Consideraaioni sui vincoli per i sisterni piani II calcclo delle reaaionl vincolari . Escrciz! . Esercizi propt)sri . 1..1. Tabcllc dei vincoli esrcrni 2.1. 2.2. J7 19 ::!1

34
35

Capitolo 3 • ANAUSI STATIC."E 3.1.

CINEMATICA DELLE STRUTTUREPIANE

3.2. 3.3.

3.4.

3.5. 3.6. 3.7. 3.8.

11principio del lavori virtuali Esercizi . Esercizl proposti : . . 11procedimento delle catene cinematiche . AnaHsi cinemaelca dei sistemi di corpi rigidi II calcolo delle reazioni attraverso il procedimento Est.' rtlzj • Esercizl proposti Eserc/zi. .. Esercizi propost; 11problema cinemntico delle strutrure piane I sisrcmi chiusi II problema sratico delle srrutture piane Esercisi . Le equazioni ausiliarie ESC!rci;:i;. .

39
40 45 46 49

delle catene cinematiche

51 53
56 59 68 69 74 77

78
81
82

XIII

3.9.

Esercizi proposti : . . . . Tavola sinotrica dei vincoli interni

99
]03 7.3.

Esercizi

Capitolo 4· LE CARAT1ERISTICHE 4.1. 4.2.

DELLA SOLLECITAZIONE

11diagramma cremoniano Esercizi. .. .. -Esercizi proposti


.t:

213 222 222


.224

4.3.

4.4. 4.5. 4.6. 4.7.

4.8.

4.9.

Generalita . . . . • • . . . . . . . Le equazioni indefinite di equilibrio per Ie travi retrilinee Convenzioni sui segni e sui tracciamento dei diagrammi delle caratteristiche della sollecitaaione .....•..•...... Bsercisl , . •. •.•........ 11traeclamenro del diagramma del momento per i carichi distribuiti II nodo triplo. ..•.• Esercizi . ..... L'uso delle scale dei diagrammi Osservazicni sui tracciamento dei diagrarnmi delle caratteristiche della sollecitazione Esercizi proposti . Determinazione delle componenti dell'azione interna medianteil princlpiodei lavori wtuali . Esercizi :. Esercizi froposti. ............. Le earat,eristiche della sollecitazione nei problemi spaziali Esercizi \. . . . . . . . . . . . . . . . . Esercizi proposti I

107

110 III
114

s-

Capitulo 8 • LA GEOMETRIA DEl.LE MASSE 8.1. 8.2. 8.3. 8.4. 8.5. Il baricentro I mornenti d'inereia Mornenti ed assi principa.U d'inerzia . L'ellisse centrale d'inerz·ia • 11nocciolo centrale d'ineraia Escrci:i Esercizi proposti

227
229 232 234 236 237 249

146
149

150
152

154 156 159 161 167 168 168

171

Capitola 5.1. 5.2. 5.3. 5.4.

LA CURVA DELLE PRESSIONI 173 174 176

Generalit], . . . . . . . Considerazioni su un esempio tipico La scala nella lettura dei diagrammi . Esercizi .: Utilizzazibne della curva delle pressioni Esercizi .: . . Eserciei propost; , .

177 178 179


185

Capitolo 6.. LE L1NEE D11NFLUENZA 6.1.

PER 1 SISTEMllSOSTATlCI
193

Generalit~ . Esercizi . 6.2. L'utilizzazione delle line. di influenza. .. Esercizi proposti .

199

204
206

;J.

Capitolo 7 . STROTTURE 7.1. 7.2.

RETlCOLARI

PlANE 209

Travature rcticolari . Gli sforai nelle aste delle cravature isostatiche

213

XJ'\!

xv

1 Sistemi piani di forze .<$

1.1. GENERALlTA'.

Si definisce forza qualunque causa atta a produrre una variazione dello state di quiete 0 di moto di un corpo oppure a deformarlo. La forza e un , particolare vet tore (1) libero
0

applicate,

doe un ente caratterizzato

da una

: intensita 0 modulo, da una direzione e da un verso (e punto di applicazione : per i vettori applicati). La forza puc essere anche definita come vettore retta
0

vettore

assiale, nel senso che il segmento orientate

che la rappresenta . Pe P, della velocita '

Id I
1

appartiene

ad una retta ben de fin ita detta retta di azione della forza.

I e tempo t, ctoe ', i : (1.1) : lnizialmente,

In generale la forza

e una

funzione

della posizione

F = F (P,

P, t).
solo con forze costanti, doe con forze

perc, noi opereremo

\che non dipendono da nessuno dei suddetti parametri. Solo successivamente I .verranno considerate le forze posizionali, doe le ferae dipendenti dalloro ipunto di applicazione (la reazione provocata da una molla compressa, ad 'esempio, essendo proporzionale all'acccrciamento della molla stessa, costi'tuisce un esempio di forza posizionale). Piu' forze costituiscono un sistema di forze ~ il quale, considerando le singole forze come vettori applicati, si rappresenta con la notazione (1.2)

(i

= 1, ...

,n)

ove A j rappresenta il punto di applicaaione di Fj• Un sistema di ferae, poi, si dice piano quando le rette di azione delle forze appartellgono tutte ad un piano.
(1) Per una trattazione sistematica sulla teoria dei vet tori liberi ed applicati, si puc, far riferimento a1 testo: A. Di Tornmaso, L. Boscotrecase, Statica applicata a1le Cosrru:zioni; Patron Editore, Bologna, 1976, Per le citazioni successive, tale teste sara indicato concisamente con la notazione [*J. 1

Sistemi piani di furze

1 Sistemi piani di forze

Per caratterizzarc

I'effetto

rneccanico

di una ferza

la natura del corpo su cui essa agisce, quindi

tra corpi rigidi e. corpi dcforrnabili., di cui sioccupano rispettivamente 111. mcccanica razionale e la scicnza delle costruzioni. Un corpo sidefinisce rigido quando, considerati duc~ punti qualsiasi, la loro distanza rimane la costantc prima e dopo l'intervcnto delle forze; deformabile, distanza tra i punti varia al variate delle forze, quando

e necessario conoscere e fondamentale la distinzione

rispetto a quolsiasi polo O. Tra le condizioni di equivalenza. a.zero sono fondamentali, per la determi_ .. nazione grafica delle reazioni vincolari, i due seguenti teoremi. I. Un sistema costituito

cia due sale [orze (non nulle}


opposte. a zero

equivalente

zero se Isolo se tali [orze sono direttamente sistema costituito

II. Condizione necessaria (ma in generale non sufficiente)


da tr§_!ole Jorze sia equiualente

Definiarno, inoltre, la risultantc di un sistema piano E di forze come quella forz.a che, agendo sullo stesso corpo rigido, produce 10 stesso effctto delle forze date. Tale dcfinizionc lecita, poiche un sistema piano di forze

e che

affinche un le rette di

azione di tali Jori:e slano complanari e concorrenii in uno stesso punto proprio 0 improprio. Poiehe nel seguito spesso si fara ricorso a tale condizione, essa sara chiamata, per brevita, teorema N. Prima di concludere, generalmente riscontro (rigido
0

amrnctte scmprc una risultantc R. Simbolicamente


n

si scrive

riteniamo quotidiana.

opportuno II prime,

ricordare valido

due postulari che dei corpi, di largo per qualsiasi corpo 110n si altera

si ammettono

nello studio enunciabile

dell'equilibrio

(1.3)

R=' F. Lit
1

nell'esperienza deformabile)

nei termini

seguenti:

lmportantissimc equilibrato., Prccisamcntc,

sono anchc Ic nozioni due sistcmi di forze L


C

di sistemi equivolenti

e sistema quando

l'eouilibrio

dj un corpo se si sostiiuisce

a piu [orze applicate in un pun to

!:' si dicono equivalenti

producono \ 10 stcsso effctto Osscrviamo [che, analogamente sistcrni di Fone csisrono ncccssaric csufficicnti

su qualsiasi. corpo cui si pcnsino applicati. ai sisterni di vettori applicati (2), anche per i ossia delle condizioni tra due sisterni piani di forze. Noi due sistemi di Jorze L e L' si {R=R'} e 10 stesso momento

dei criteri di equivalenza,

la lora risultante applicata nel medesimo punto, oppure n011 si altera I'equilibrio di un corpo se si sosiituisce ad una Jorza applicata il1 un punto piu [orze applicate nel ;:n.edesimo pun to e aventi come risultante la Jorza data. 11 secondo, invece, valido solo per i corpi rigidi, afferma: non si altera l'eouilibrio di un corpo rigido se si irasporta il punto di applicazione di una Jorza lungo la propria retta di azione. Nel caso dei corpi rigidi, dunque, le forze vengono considerate come cursoti 0 vettori scorrevoii; per j corpi deformabili, invece, Ie forze sono rappresentate da vet tori applicari. Le operazioni oggetto dei due postulati enunciati, deere operazioni i1!variantive elemeniari, applicate (una 0 piu volte) ad un sistema di forze ~, consenrono di pervenire ad un sistema L' equivalente a L.

per l'cquivalcnza

ci 1i11litiam~ a dure1a segucntedefinizione: dicono equi;ialel~tr.~e hanna la stessarisultante

risuliante (3)I(Mo M~) rispetto a qualsiasi polo O. Un sistema di forze, poi, si dice equilibrato quando, pensate Ie forze applicate ad! un corpo rigido, esse producono effctto rncccanico nullo, cioe lasciano impcrturbaro 10 state di quicte 0 di mota del corpo. Un sistema equilibrate si dice anche sistema nullo sistema cquivalente a zero.
0

sistema di Jorzc in equilibrio, oppure

1.2.

LA l)ECOMPOSIZIONE

DELLE FORZE. della decornposizione i scguenti L' che rispetri talune condizioni

Anchc per i sisrerni nulli ornettiamo i critcri di equivalenza a zero e diamo solo la definizione: Ul1 sistema di Jorze L* si dice eouivolente a zero se ha null! la risultante
(2) 'Cfr. [*), (3) Si dcfinisce memento risultunte (scalare) di un sistema piano di forze (Ai' Fj) rispctt o al polo 0. I. sornrna .Igcbric. dei momenri delle singole Iorae rispetto al polo 0. J1 momento scalare della forza Fj rispetro al polo 0, si definisce come il prod otto del modulo della [orzn per In distanza dnl polo della retta di azione dena forza (braccio). II memento scalare si assume positivo onegativo a second. che il verso di rotazione della forza rispetto "I polo risulti" ad esernpio, orario 0 anriorario (per ccnvenzione},
2

Assegnato un sistema piano di forze L, il problema consiste nel determinare imposre e sia equivalente casi. 1. Decomposizione set. La soluzione un altro sistema
0

(R = O)

e if momento

risultante

(Mo = O)

equilibrante

(4) di L, Consideriamo

di una Jorza F in due [orze di assegl1ate ret te di aziol1e del problema

possibile

solo se il punto A comune

alle

(4) Un sistema di forze k' si dice equilibrante del sistema k se il sistema costituit o dall'insierne delle forze di k C L' risulta un sistema m,llo 0 equivalent"" c ero.

1 Sistcmi piani di forzc

Sim:mi pian] di forzc

jFs+Ft=F
EQUILIBRIO

(1.4)

._._. F

F.

IF'l=F'd s

~' F,

.. __..

una retta t e l'altra passante


EQUIVALENZA

2. Deco'"'posizione di una fo~za F due [orse -d(cui un~ ~gente secondo pCT un punto A (fig. 1.4). .~

in

F.~

!IF,
c)

Figura 1.1

a)

b)

Se Il punto A non apparticne aIla retta t, la soluzione esiste ed unica. lnfatti, indicate con K iI punto di intersezione della retta T di azione della forz.a con la reeta t e detta s la' congiungente AK, i1 problema si riconduee al caso precedente. In fig. 1.5 sene riportati i sistemi eostituiti daJle forze PI e F, ehe rappresentano il sistema equivalente ed il sistema equilibrante

della forz.a F.
due rctte (proprio
0

improprio)

appnrticne

anche alia retta di azione r della sia I'intensica

forz.a. Infatti, nel caso illustraro in fig. l.1.a, ad esempio, qualunque delle forz.e ngenti secondo pertante, tale risu1tante

set,

la loro risultante

passa per il punto


0

A;

EQUI~ALENZA

EQUIUBRIO

non poera esscrc maiequivalente

equilibrante anehe , ed

della forza F. Nel caso, invece, ehe il punto A comunc allc due rette appartenga alia rctta di azione della forza (fig. 1.1.b), la dccomposizione unica. In fig. 1.1.c
50110

e possibile

illustrari

i due sistcrni di forze PI ed Fs' l'uno


Figura 1.4 Figura 1.S

equivalcntc e l'altro cquilibrante di F. Se il PUlltO A improprio ed appartiene alia retta r, doc se Ie rette s e t sono parallcle alia rctta di azionc r della forza F (figg. 1.2, 1.3), il sistema

~' = {Fs' F,} equivalente ad F rappresentato in fig. 1.2, mentre quello equilibrantc mostrato in fig. 1.3. Asscgnatc Ie rette r, set, lc rclazioni

3. Decomposizione di una /orza F in tre.


Siano r, s, t ed u Ie rette di azionerispettivamente della forza F e delle tre componenti incognite Fs' F Fl" Se Ie quattro rette concorrono tutte " in uno stesso pUntO A (fig. 1.6), il problema :indeterminato, potendosi costruire infinite poligonali con i lati paralleli aile direz.ioni assegnate e aventi il lato di chiusura equipollence (5) ad F. In fig. 1.6 si puo notare come al variare della posizionedella parallels alIa retta t si ottengano infiniti sisrerni equivalenti alIa forza F. Nel case, poi, che le tre rette di azione delle

tra i moduli delle trc forze sono:

r-----~~----~----------EQUIVALENZA EQUILIBRIO

F,

F,

forz.e ineognite concorrano in un pun to A non appartenente allaretta di azione della forza (fig. 1.7). ilproblema impossibiie, in quanto la risultante di piu forze concorrenti i~ u.n punto deve. passare per tale punto. Se, inveee, la forz.a F passa per il pun to cornune a due rette di azione
T

Figura 1.2

Figura 1.3

(5) Due segment! oricntati si dicono stessa dlrezicne e 10 stesso verse.

equipollenti

se hanno la stessa lunghezza,

la

1 Sistemi piani di forze

1 Sisterni piani di forze

Figura 1.6

Figura 1.7

Figura 1.10

o•
F
a)

indicato con A il punto comune ad res, consideriamo la rctta u per il puntO parallela a t. Detta d la distanza tra Ie rerte parallele u e t, il sistema costituito dalle forze F, illustrate in fig. 1.10, tali che

F = .4f t d

chiaramenre

equivalence

alIa coppia./lt.

Decomponendo

successivamente

Figura 1.8

,
I

Figural:9

\ delle forze incognite, restante

la forza F, applicata ad u secondo Ie rette T ed s, si ottengono le restanti forze incognire, Pertanro, i1 sistema cosrituiro dalle forze Fr, Fs' agenti rispettivamentc (fig. 1.8), la esista. secondo Ie rette t,
T,

s (fig. 1.10),

ad esempio per il punto comune di set

forza Fu dev'~ssere

nulla affinche la soluzione del problema

Infine, se le- quattr o rette T, s, t, u si incontrano a due a due in punti distinri (fig. 1.9.a), la soluzione esiste ed unica. La decomposizione della forza F puo esscre effettuata con n metodo di Culrnan. Si puo prima

./It, mentre quello rappresentato in fig. 1.11 equilibrante di AI. Facciamo notare, inoltre, che per T, s e t concorrenti in un punto proprio il problema impossibile; resta indeterminate, invece, se Ie suddette retre

r; e equivalence

alia cop pia

sono parallele [ccncorrenri 5. Decornposizione di una coppia.

in un punt~ improprio). in un 'altra JOTza parallela con l'aggil<nta

decomporre,

ad esempio,

la forza F secondo la retta s e la retta AD (che

di urla Jorza

prende il nome di retta ausiliaria a) ottenendo il sistema equivalence {Fs' Fa}' Decomponendo successivamente la forza Fa secondo Ie rette u e t, si deterrnina il sistema {F", Fr} ad essa equivalence, II poligono delle forze Fs' Fu ed Fr. illustrate in fig. 1.9 .b rappresenta il sistema equivalente alla forza F. II sistema equilibrante di F, invece, costituito dalle stesse forze rna con versi opposti, illustrate in fig. 1.9 .a.

Data una forza F e scelto un qualsiasi punto A del piano, consideriamo in tale punto un sistema nullo coscituiro da due forze direttamente opposte aventi la stessa intensita della forza data (fig. 1.12). I sisterni k e k costituiti rispettivamente dalla forza originaria e da quest'ultima con I'aggiunta delle
I,

due forze direrramenre

opposte,

4. Decomposizione

di lma coppia secondo Ire direzioni.

~ ={B, F},

s: = {(B,

F), (A, F), (Il, - F)},

Detta ./It la coppia ed r, s, t Ie direzioni, nell'ipotesi che tali direzioni costituiscano un triangolo non degcnere, la soluzione esiste ed uniea. Infatti,

S0110 equivalenti, per avere la stessa risultante e 10 stesso memento risultanre rispetto a qualsiasi polo. Dctta d la distanza del punto A dalla re tt a r

1 Sistemi piani di fone

1 Sistcmi piani di forze

.KeF
Figura 1.14 Figura 1.12 Figura 1.13

di esso agisce. Allora il vettore P quello di fig. 1.13, (1.6)

(fig. 1.12), il sistema :E' (e quindi E)

e anche

equivalenteta

p= lim

costituito dalla forza F spostata della quantita d e dalla coppia (1.5)

.A, di

modulo

A$-O

-=/::.S

tlF

dF'

dS

..If

= Fd,

si deflnisce fOTZa superficiale enrico specifico 0 unltario. ! Dimensionalmente si ha


i

relativa all'unita di area nel punto A, oppure

detta coppia di trasporto. In genera!e si puc dire chee lecito trasportare una [orza F parallelamente a se stessa purche si aggiunga la coppia di trasporto.At, il cui modulo fornito dalla (1. 5).

[P} = [FL -2}.

l'
\

FOTZe e coppie disttibuite

su una lunghezza.

1.3. DEFINIZIONI
TRATE.

DI FORZE

E COPPlE DISTRIBUITE

E CONCEN-

\ La defl.nizione di [orza superficiale relativa all'unita di lunghezza viene introdotta in maniera del tutto analoga a quella di forza distribuita su una sllperficie. \ Consideriamo. un carico q(x) distribuito con una legge generics q = q(x) s~ una linea (fig. 1.15). II graftco della funzione q q(x) prende in generale il\nome di linea di carico. In particolareper il:diagramma ilvertore q di carico. Se 6Q

Finora abbiamo considerato soltanto forze concentrate, che sono una pura astrazione fisica. Quasi sempre, invece, si ha a che fare ton forze ripartite su una lunghezza 0 su una superficie, Le forze concentrate agiscono in zone cosl ristrette da poterle ritenere applicate nei punti, Per avere un'idea delle forze distribuite basta pensare ai recipienti pieni di liquido (forze ripartite su una superficie), Se Ie forze, invece, sono distribuite su una striscia di superficie simmetricamente rispetto alIa linea media, allora tali .fone si possono considerare agenti su una linea. Ad esernpio, Panello di un recipiente cilindrico in pressione puc schernarizzarsi attraverso la sua linea media, ed ivi caricato dalia pressione P: II prodotto poi, fornisce I'azione risultante. I concerti esposti, dal punto in formule. di

e la

q = q(x)

= = cosranre

51 ha, invece,
di linea !:::.x,

forsa agente sull'elemento

per la lunghezzadell'anello, . possono


q(x)

di vista formale,

essere espressi xy ~x

1. FOTze distribuite su una superjicie. Le forze superficial! si riferiscono all'unita di superficie. Supponiamo che su una superficie il carico sia distribuito con una certa !egge (fig. 1.14). Sia 65 l'area elemenrare di un intorno del punto A e 6F la forza che su
8

Figura 1.1S

Figura 1.16

1 Sistcmi piani di fone 1 Sistemi piani di forze (1.7) .6Q . dQ poligono delle. forze (6) e si proiettano da un punto P del piano (polo) gli n + 1 vertici della poligonale delle forze mediante n 1 raggi proiettanti, eben noto- che-il poligono funicolare· connettente -il sistema :E di ~forze

q=lim-=/lx-O .6x dx

prende il nome di [orza superficial;

q prende anche it nome di carico specifico Dal punto di vista dimensionaie, risulta:

relativa alia unita di lunghezza. 0 unitario.

II vettore .

assegnato

e la

poligonale

aliente i lati paralleli ai rispettivi

raggi proiettanti

ed i vertici sulle rette di azione delle forze, La denominazione di poligono funicolare cubica

deriva dal fatto che esso rappre-

II carico q puo essere costante, lineare, oppure avere legge quadratica, e cosi via.

Per definire la coppia distribuita m, consideriamo un corpo rigido soggetto ad un sistema di forze in equilibrio (fig. 1.16) j se .6M la variazione di mo-

senra la configurazione di equilibrio di un mo perfettamente flessibile ed inestensibile di opportuna lunghezza che, fissato in due punti del primo e dell'ultimo lato, sia sottoposto alle foree del sistema :E. E' note anche che nel tracciamento del poligono funicolare resta arbitraria sia la scelta del polo, determinate da due coordinate nel piano delle forze (scelta che puC quindi Farsi in 002 modi), che quella del primo lato del poligono funicolare nel fascio improprio di rette avente per centro la direzi~ne del primo raggio proiettante. Pertanto, esistono 003 poligoni funicolari connettenti un sistema piano di forze. Ebbene, iJ procedimento del poligono funicolare puc essere esteso anche aHa cernposizione di forze riparrite su una linea. In tal caso il poligono delle fone diventa la CUTva delle forze ed il poligono funicolare la CUTva

rnento esrerno relativa ad un tronco (del corpo) di lunghezza tss, il vettore (1.8)

m= lim --=-As-a 6s ds

6M

dM

prende il nome di coppia distribuita per unitd di lunghezza. 3. FOTze e coppie concentrate. Se i1 valore della forza distribuita grande all'ascissa generica s, cioe se (1.9) per unita di lunghezza q

e infinitamente

funicolare

0 sernplicemente

la funicolare (7)_

Se ~ sistema di carichi ripartiti, poi, costituito da forze infinitesime parallele, la curva delle forze diventa una retta e si chiama anche puntgggiata delle f~Tze; inoltre, nel caso in esame, della ftinicolare in forma differenziale.

lim -- = 00 As-O .6s

.6Q

anche agevole fomire l'equazione

ma risulta finite illimite (1.9)


As'" 0

lim q(s) 6$ = F
all'ascissa s.

I
. .

allora il vettore F prende il nome di carico concentrato In maniera analoga, se risulta

Supponiamc che per un carico diffuso paralle10 con legge q = q(z), sia stata tracciata la curva funicolare (fig. 1.17). Se si riferisce la curva funicolare ad un sistema cartesiano ortogonale Oyz, le tangenti a e b alla curva stessa, ricordando la definizione e le proprieta del poligono funicolare, rappresentano due lad consecutivi del poligono funicolare connettente il sistema di forze elementari q dz' in cui puo immaginarsi suddiviso il carico ripartiro q . Mandando, poi, per il polo P le parallele PQ e PR alle due tangenti a e b , rispetrivamente, si individua sulla punteggiata delle forze I'mtensita della forza q dz, rappresentata dal vettore R - Q. Denotando con (X e ~ Ie inclinazioni delle tangenti a e b, e quindi delle proiettanti PQ e PR, e con H la . distanza del p~lo P dalla poligonale On [distanza polare), dalla punteggiata

(1.10)

alIora.At si definisce coppia concentrata

As-O

6M lim --

6s

00

6s- 0

lim m Ss =A all'ascissa s,

1.4.

LA CURVA FUNICOLARE. un sistema piano :E di


11

(6) 11 poligono delle forze e la poligonale in cui si riportano i vertori equipollenti alle fone, in un ordine prestabilito, a part ire da un pun eo qualsiasi del piano delle Forse stesse,

Assegnato
10

forze concentrate,

se si costruisce

il
.c

(7) Anche il nome [unicolare deriva d~l fatto che la sua forma sottoposta allo stesso sistema di carico.

e quella

di una fune

11

1 Sistemi piani di fone

1 Sistemi piani di forze

o
'r:

,.

Diagramma

Punteggiata di carico__, __ -.,

dalle forze

"

=--.
H

q(z)

I'~

L'equazione (1.11) puC:>essere integrata solo quando si conosce il dia" grammadi carico,ossia laleggedivanazione q = q(z).. ~. E' facile notare che la forma della curva funicolare, essendo rappresentata da un'equazione differenziale del secondo ordine,

e indipendente

dalla scelta _._

z
n

degli assi di riferimento. Infatti, se si misurano Ie ordinate y, anziche dall'asse z, da una retta paraIlela 0 inclinata rispetto a z, cio comporta I'aggiunta ad y di una funzione costanre 0 1ineare in z che non modifica la derivata

In- 0 I =
Figura 1.17

I'
o

Q(Z) dz

seconda di y. Rileviamo inoltre ehe se a carichi distribuiti si trovano associate forze concentrate, Ill. funicolare risulta costituita da tratti curvilinei ehe form an 0 delle cuspidi in ccrrispondensa di ogni forza concentrata,

I I

delle forze risulta:

Esercizio 1.1. Determinate ripartito

IR-QI=IS-QI-IS-RI
ovvero

l'equazione della funicolare di un carico uniformem:nte


dueyolte l'equazione differenziale della funicolare (1.11),

q.

lntegrando

q dz == H
rispettivamente funzione m~e

tg a: - H tg {3.

risulta geometricc di derivata,


I

Ma essen do tg a: e tg {3, per che rappresenta

il significato

alle derivate prime y~ e y~ [calcolare nei punti A la curva funicolare nel riferimento

e B)
:

uguali della (1.1.1) Le costanti riferimento C1 e Cz'


i'

Oy~, risulta
che fissano la posizione della parabola rispetto al

q dz
Ma essendo I'ineremento

= H(y~

- y~). tra 1 punti A e B, $1 puo confondere per cui risulta

Oyz, si determinano

in base alle condizioni

ai limiti. Ad esempio,

infinitesima

la disranza

della funzione

y' con il suo differenziaIedy'

q dz = H
e quindi y"

dy' = Hy" dz

z q ==-.
H

Si osservi che, nell'ipotesi in cui il vettore P equiverso all'asse z e Passe y orientato nel verso del carico (come in fig. 1.17), 13.funicolare presenta la convessita verso il semiasse positivo delle y, per cui l'equazione differenziaIe della funicolare del carico q assume l'aspetto:

Se

y Figura 1.1.1

12

13

1 Sistemi piani di fon~

1 Sistemi piani di fane

se si vuole che Ia curva passi pe_r gli estremi 0 ed A del segmento OA (fig:r.l.l), deve essere (1.1;2)'y(O)=O;

y(l)- =0.- .. - . f.

di carico

Esercizi PJ;Oposti.
; ..

1.2. 1.3. Determinare le funieolari del carico per i casi illustrati nelle

figg.

i.z.i

e 1.3.1, passanti per gli estremidei

segmflnto dicarico. .~

Le (1.1.1) e (1.1.2) forniscono


C1=-· 2H per cui (1.1.3)

ql

y =-

2H

(- z2

+ lz) •

La funicolare del carico, dunque, Prima di conc1udere,

e opportuno

e una

parabola ad asse verticale.

rilevare quanto segue.

Figura 1.2.1

Figura 1-3.1

1) La risultante (verticale) del carico Q = ql passa per il punta M, ossia per il punto d'incontro delle tangenti alia curva agli estrerni, 0 ed A, del segmenro di carico. 2) La costruzione soddisfacente della funicolare di un carico uniformemente riparrito, alle condizioni ai lirniti (1.1. 2), richiede che

i1 polo

non sia scelto

sull'asse del segmento On. Pertanto, anche la curva funicolare definita

analogamente al poligono funicolare, a meno di tre parametri: la distanza In

polare H e Ie dBi~costantich7 deriva~o dall'integrazione della (1.11). altre parole, l'eqrlaz.ione della funicolare (1.1.3), ottenuta imponendo

iI II

passaggio per gli estremi distanza polare H. 3) Se alcarico trata F in un punto

del segmento

di carico,

i1

definita

a meno della

distribuito

sui segmento OA

e associata

una forza concen-

inrermedio

B, ad esempio,

i due rami di parabola

costiruenti la funicolare del carico formano una cuspide sulla retta di azione di F. In questo caso Ie condiz ioni ai limiti che consentono di determinare le quattro costanti diintegraz.ione esprimere: clinazioni forze, corrispondenza della cuspide relative aile equazicni ramo di raccordo, nonche fornita dei due rami possono in delle la differenz.a fra Ie in-

il passaggio di ciascun
delle tangenti

per un pUnto, la continuita dalla poligonale

nello stesso punto,

4) II caso di funicolare

di un carico costante

e quello

che si veri fica piu

frequentemente nella pratica: basta pensare, ad esernpio, alla distribuzione del peso proprio di un profilato appoggiato agli estremi.

14

15

2 Analisi statica del corpo rigldo

2.1. CONSIDERAZIONI SUI VINCOLI PER I SISTEMI PIANI. E' note che ilcorpo rigido (1) possiede nel piano 3 gradi di liberti. Infatti, schema.tizzando il corpo rigido nel piano con un segmento AB (fig. 2.1), la sua posizionepuo essere idefinita, ad esempio, dalle coordinate xp e Yp di un punto P di AB e dall'angolo 'P che I'asse ~ forma con I'asse x. I suddetti parametri xp' Yp e 'P, che individuano in maniera univoca la posizione del corpo rigido, prendono il nome di coordinate lagrangiane 0 coordinate generalizzote. Si definisce poi vincolo, ogni impedimento alia libera mobilita (due traslazioni e una rotazione) del corpo rigido; Ie forze, invece, che i vincoli sono capac! di esplicare in determinate condizioni, prendono i1 nome di reazioni vincolari. Precisamente, si ammette che i vincoli siano capaci di esplicare tune e solo Ie componenti di forza corrispondenti alle componenti di spostamento impedite. Nel parlare dei movimenti di un corpo rigido 0, piu in generale, di un sistema di corpi rigidi, ci si riferisce sempre a spostamenti infinitesimi a partire da una certa configurazione, detta configurazione iniziale. In tal caso

Figura 2.1

(I) Quando cui definizione

e data

parliamc di corpo rigido ci riferiamo nel cap. 4.

tacitamente

all'elemenro

tTave, 1.

17

2 Analisi staticn del curpu ri~itlu

2 Analisi statica del corpo rigido

possibilc lincarizzarc il problema, cioe sostituire ai vincoli non lineari dei vincoli lincari , ossia csprimibili con cquazioni lineari. Se supponiamo, ad cseI11pi(), ·i::hc· punto P sin vincolaro a muoversi lungo una circonferenza

che il numero

di movimenti

~elfL,tiviche essa irnpedisce

sia rispettivamente

un

e I~) sin In sua pgsizione partirc

inizialc, nell'ipotesi di spostamenti


la lincarizaazione

infinitesimi

a. la

"due, uno 0 nessuno. Per quanto riguarda il comportamento statico dei vincoli interni, possiamodire che essirimpedendo spostamenti ·generalizzati· (spostamentiJ. 0 rotazioni) relativi, trasmettono alla struttura due forze generalizzate interazioni. (forze
0

rln talc configurazionc,

consiste nel sostituire

coppie),

uguali e contrarie, dette reazioni

interne

curva con la tangcntc a partite da Po' lnoltre, i sistemi S di corpi rigidi, collegnti tra loro c con I'csterno-mcdiante opportuni Jegami (vincoli), si intcndono piani se lc forzc agcnri e lc rcazioni dei vincoli appartengono ad un piano coincidcntc con il loro piano medic, I vincoli chc si considerano, a) olouomi, rclazioni trarmc avviso contrario, di S (anolonorni); si intendono: alia sola posizione doe delle introducono nel sense clic impongono di motu una restrizione

2.2.

IL CALCOLO DELLE REAZIONI in modo isostatico,

VINCOLARI. solo se i1 corpo rigido S

II cal colo delle reazioni puo essere effettuato


vincolato ossia solo se

i1

sistema di vincolo

ha molte-

eli S c non ncll'atto

solo tra lc coordinate


SCIlSO

dci

punti vincolati

(vincoli di posizione};

plicita v pari a 3 ed i vincoli stessi sono ben ·disposti, doe efficaci (2). In tal modo i vincoli sono strettamente sufficienti ad impedire iI moto rigido del corpo. sistema si dice iperstatico; superiors a quelli strettamente inferiore a 3, doe

b) [issi, cioc indipcndcnti c) bilaterali, ncl tcsirni c cornpntibili


ruovimcnto impcdita

dnl tempo;

chc consentono solo sposcamenti virruali [infinicon i vincoli) invcrtibili, ovvcro ogni componente di 10 in cntrnmbi i scnsi; quanto affcrmato equivale a

Nel caso in cui il grade di vincolo

v sia superiore

a 3,

nel senso che i vincoli sana in nurner o necessari, Se, invece, il grado di vincolo 11 lasciano libero qualche

se i vincoli

elirc chc i vincoli sono csprcssi dn urr'cquazionc

(reagiscono

sia in un senso i movi-

chc in qucllo dirctmmcntc opposro): d) privi Iii attrit o 0 lisci, cioe cnpnci di conscntirc mcnti ;1 cui non si oppongono: c) pC'rfetti, 055;;1 non ccdcvoli, movimcnri Oli quulisi oppollgono.
I vincoli

inrcgralmcnte

sistema si dice labile. Ebbene, quando il corpo rigido vincolaro in modo iperstatico 0 labile, non e possibile calcolare le reazioni vincolari, come si mostrera successivamente. In generale, il calcolo delle reazioni vincolari si basa sui seguente postulate: le reazioni cite i vincoli esplicano sui sistema S vincolato, pensate sostituite ai vinco!i stessi, possono equilibrare le forze agenti su S. Per tale postulate Ie equazioni cardinali della statica (3), esprirnenti l'cquilibrio di un corpo rigido libero soggetto ad un sistema di forze, continuano a valere anche nel case di corpi rigidi vincolati. Pertanto, indican do con R (a) ed M{a) rispettivamente la risultanre ed il momento risultanre delle forze esterne agenti sul corpo (forze attive) e con R{r) ed M{r) rispettivarnente la risultante cd il memento risultante delle reazioni esplicate della statica dai vincoli sul corpo (forze rigido reattive ), vincolato Ie equazioni cardinali assumono l'aspetto R= (2.1)
R{a)

movimento,

il

cioc cnpaci di annullarc

integral mente i

si dicono poi cstcrni, se vincolano punti del sistema di corpi rigidi ;11 suolo, ossin al rifcrimcuro fisso: interui, se limitano 0 impediscono i movimcnti rclntivi dci corpi rigidi cui sana collcgari: Dal punto di vista cincmntico i vincoli cstcrni vcngono classificati in base al numcro eli grndi di libcrtf chc ciascuno sopprirnc <11 sistema cui applicaro. Pert an to, ncl piano si possono averc solo tre specie di vincolo: semplice, donpio c triplo, a scconda di cui il sistema C c;lpncc.
chc irnpcdisca

uno, due

tutti e tre i rnovimenti

nel caso del corpo

l vincoli intern] o COli ucssio

IIi

illtem!! sana dctti anchc snodi 0 sconnessioni

interne: pcrchc i1 gcncrico sistcrna , anz ichc immaginarsi ottenuto collegando corpi rigidi disrinri. pUG pcnsnrsi ricavato wgliando iI corpo e sostituendo i vincoli tripli chc prima csistcvan o tra lc varie sczioni con vincoli tali da conscnrirc movimcnti rcl.uivi tra lc varic coppie di sezioni risultanti dal taglio. Ma ucl pi;1I10i possibili movirncnti rclativi tra due corpi rigidi possono Pertanto,

+ R{r) = 0

Mo = M~)

+ Mg) = 0

esscrc carnr tcr izznti da due trnslaz.ioni relative e da una rotazione,

In sconncssionc si dcfiniscc semplice , doppia 0 tripla a seconda che il vincolo sia rispcttivamcntc doppio, scrnplicc 0 non esista affatto, doe a seconda
18

(2) Pur avendo un grado di vincolo pari a tre, si puc lasciare qualche moto rigido al corpo, nel senso che alcuni vincoli tolgono dei gradi di libert. gia soppressi da altri vincoli. In tal caso, allora, si dice che i vincoli sono inefficaci, cioe mal disposti. (3) Cfr. [*). 19

2 i\nnlisi stnticu del corp" riJlido

2 AlIlllisi sta[iclI del corp" rigido

dove () sufficicntc

un Pl1llto qualsiusi del piano. Quindl, eondizione necessaria e affinehi: un COTpO (0 sistema) I rigido vincolato siain equilibrio,: a zero.Jl sistema teorema: costitulro condizlone .dalleforze attive e_~

chc risulti cquivalcnrc utilizznndo


Uti

rcattivc agenti sui cnTpo (0 sistema). Le reazioni vincolari si possono dererminarc unchc

il

scopo di semplificare al massimo i1 sistema risolvcnte. Se lc equazioni risultanti dall'applleaaicne delle (2.3) 0 (2.4) sono lincarmentc indipcndenri, detto nil-lore nurnero ed-r-quelle-dellc -reaeioniincognitc, possono verificarsi i seguen ti casi: 1) r = n: soluzione efficaci;

seguente

necessaria e suffi.

cientc affine],,)

corpo ri,(!icio vincolaio

sia in equilibrio

e che

si annulli

problema

si dice

staticament/

determinate; perche la
tal caso i vincoli sono tutti

il momcmto
(2.2) elelle [orze attive (~ rcattive (I = 1,2,3) a.genti sul. corpo rispetto a tre punt! disposti

nelle reazioni

esiste ed e unica;in

2) r < n: II problema si dice staticamente impossibile, in quanto i1 sistema di equazioni staciche 'non arnmette soluzione; cio corrisponde fisicamente alIa mancanza d'equilibrio; 3) 1'1: i1 problema zione del sistema non

secorulo i vertici
Lc cqunzioni

tli

Uti

tridl1.f~()lo 11011tlege,·wrc.

vcttorinli

(2.])

5i

traducono

in sci equazioni

scalari nel-

r>

10 spnzio cd in trc cqunzioni


nllc (2.1) cd nl sistema M() C ad csso ottogoll;,le; COil x cd y appartcncnci tre idcntit:! e trc cquazioni:
R(d) x

scnlari ncl piano. Infatd, con riferimento piano Il, R appnrticnc a n (per ipotcsi), mcntrc
:1

e unica,

si dice staticameni« indeterminate, perche la solucioc sistema amrncttc oor-" soluzioni; tali

pcrtnnro, sccltn unn terna! di assi orrogonali Oxyz n c proicrtando Ie (2.1) su tali assi, si avranno

soluzioni hanno solo un valore Forrnalc, trannc una che rappresenta la soluzione fisica: quest'ultirna potra determinarsi solo quando, abbandonata I'ipotesi di corpo rigido, si terra conto della deformabilitlt del materiale costituente la struttura. In generale vale Ia seguente proposizione: una struttur a isostarica statieamente determinata, una struttura iperstatica staticamcnte indeterminata, Una struttura labile staticamente impossibile. Infatti, il nurncro (1'1) di equazioni indipendenri di equilibrio disponibili per iI sistema uguale al numero dei gradi di liberta (g); inolrre, i1 numero di pararnctri incogniri di reazione -(r) vincolari uguaglia il numero di gradi di liberta (v) soppressi dai vincoli, doe risulta:

+ I~(r) x
+
I~(r)

(2.3)

R(d)

=0

M(n)

()

+ /I1(r) = ().
()

Per ll11<lnto rigu;lrd;lle scalari (2.4 )

(2.2), iuvccc, esse si riconclueono


I

aile 3 cquazioni

\
(i = 1.2,3).
I

1'1

=g

(f·5) Per la (2.S)

lnfatti, dire chc il momcnto del sistema di Iorzc (;Jttive e rcurtivc) C nullo rispctro a due punti signinc;J chc, ill gcnerale, larisultante R passa pCr i due punri: inoltrc, scrivcrc che il 1l10111ente> C nullo rispctro punto (non ullincaro con i primi due] cquivalc ad affermare modulo ad un tcrzo che anchc it

r = v. C immediato

verificare ehe: ~ [II = r: srruttura struttura [r> 1'1: struttura staticarnente' staticamente dcrerrninata] indererminata]

[v =~: strurturaisosratica]

eli R

[v

<s. struttura
g:
struttura

labile] "'* [r <n: iperstaticajee-

statieamenfe

impossibile]

nullo e che quindi

iI sistema di fcrzc agenti C equivalence

[v>

a zero. In dcfiniriva, acccttaro iI postulate che conscntc eli sosntuirc i vincoli con Ie rispcttivc rcnzioni vincolnri , llueste ultimo possono dctcrrninarsi applicundo lc cquazioni della statica (2.3), -doc scrivcndo clue cquazioni di cquilibrio ortogonnli) qualsinsi e una cqunzionc del piano,

j
!

.111:1 rruslaz ionc sccondo due dirczioni dlsrinrc eli ell uilibrio alia rotaziencinrorno
oppure mediante lc (2.4 ),esprilJ1ellti

(in gencrale ad un punta In nunica del

I I
I

Condudendo, si vuole aneora ribadire che Ut1 problema di rice rca di reazioni vincolari si dice statical1lente determinato se possibile.determinare univocamente lereazioni oincolari con l'ausilio delle sole equazioni cardinali della statica.

momento di tutte Ie forzc (active e rcntrivc) rispctro acre punti non allincari del piano. La scclta delle (2.3) 0 (2.4) vicnc fatta di volta in volta allo
20

Esercieio 2.1. Risoluere la traue mo.strata· in fig. 2.1.1, vincolatain A


COil Ulla

zerniera
21

2 Analisi statica del corpo rigido

2 Analisi statica del corpo rigido

I ·-1
j
Figura 2.1.1 Figura 2.1.2.

(2.1.3)

B)

~l+PZ=

O.

Come ovvio dedurre dalle suddcttc equazioni, si sene assunti positivi i versi indicati in 2.1.1. Diil sistema delle- ire equaziorii Iacile-i:lcavare

-fig.

.~
(2.1.4 ) In notazione ~=-F, matriciale [A]{X} Htl =2F.

(6) Ie (2.1.1), (2.1.2) e (2.1.3) assumono I'aspetto


=

+ [BJ{F}

(4) e net punto intermedio B con una biella (5), inclinaia di 45° sull'orizzontale. Cercheremo Soluzione prima la soluzione analitica e poi quella grafica.

~[~::~f.::~t:~f:1H'.J [~
+
Essendo i1 deterrninante della matrice dei coeificienti

F ee {o).

analitica. in evidenza Ie reazioni vincolari incognite (fig. 2.1.2),

Messe anz iturto esse si possono

de!erminare

dalle equazioni

della statica

(2.3) esprimenti:

IAI=-2 e

zVz

a) I'annullamento della somma delle componenti secondo un asse orizzontale di tune le forze [arrive e reattive) che agiscono sulla trave (equilibrio aHa traslazione orizzontale) (2.1.1)

diverso da zero, le tre equazioni sono linearmente indipendenti, cioe i vincoli sono ben disposti. lnoltre, poiche sono pure tre le incognite, la soluzione esiste ed unica. DaIle (2.1.4) segue che i versi della reazione del pendolo 1{B e della componente orizzontale H II della cerniera S0110 proprio quelJi prefissati arbitrariarnente in fig. 2.1.2, mentre la componente verticale l~, risultando negariva, ha verso opposto a quello prcfissato, Soluzione grafica.

x)
sOI1"l~~'d611ec6mponenti vertic ali (equilibrio alIa

b) l'annullameI1toddl~ rraslazione verticale): (2.1.2) .y)

~+

Rn--F=O: 2 di tune Ie forze rispetro al punto

-r:

c) l'annullamento def" rnornento (equilibrio alla rotazione)

E' note che il pendolo puc rcagire con una forza diretta secondo iI suo asse; la sua'retta di azione, nel caso in esame , incontra quell a della forza applicata F nel punto K (fig. 2.1.3); Sappiamo, inoltre, che la cerniera .1 puc reagire con una forza RA applicata in A e comunque diretta nel piano. Poiche la trave AC la si suppone in equilibrio, il sistema costituito dalla forza ester na e dalle reaz ioni vincolari deve risultare equivalente a zero. Ma ~ noto che condizione necessaria (e in generale non sufficiente) affinche un sistema di tre forze applicate ad un corpo rigido sia equivalente a zero e che le suddette forze siano cornplanari e concorrenti in uno stesso pUntO proprio 0 improprio. Consegue, quindi, clie la reazione della cernicra A avra la retta di azione passante per K [oltre naturalmenre
(6) Cfr. (*). 23

(4) La cemiera (fissa 0 reale) dal punto di vista cinematico e un vincolo che consente la rotazione intorno al proprio centro A, rna impedisce qualunque traslazicne. Per quanto riguarda Ie prestazioni statiche, essa reagisce con una forza RA .applicata al centro e comunque diretta nel piano. Tale reazione pub essere caratterizzata attraverso le sue componenti H A e VA secondo una coppia di assi cartesiani ortogonali. La cerniera un vincolo doppio 0 di molteplicita 2, perche toglie al corpo rigido cui e applicata due Iiberta di movimento.

(5) La bic1la 0 appoggio pendolare 0 ancora pendolo un vincolo sernplice, in quanto impedisce solo Ie traslazioni nella direzione del suo asse, mentre consentc quelle nella direzione orrogonalc e Ie rotazioni del corpo rigido che esso vincola. Dal punto di vista delle prestaz ioni statiche esso reagisce con una forza agente sui suo asse, 22

che per A).

2 Analisi statica del corpo rigldo

2 Analisi stacia del corpo rigido

1
le equazioni

" . HA ~

~-009 1/2VF

__ MA--r-_-"

s"

tVa

EQUILIBRIO

EQUIVALENZA

Figura 2.1.3

Figura 2.2.1

Figura 2.2.2

Dal triangolo d'equilibrio, poi, si ricavano Ie reazioni vincolari, cioe le azioni ehe i vineoli esplicano sulla trave, Le azioni direttamente o.pposte alle reazioni vincolari, ossia le azioni che la trave espliea sui vinccli, possono dedurre anche dal triangolo di equivalenza.
I

HA, parallel a all'asse dei pendoli e da essi equidistante,

piu una coppia MA•

II carrello, invece, reagisce con una forza verticale VB' Assunti i verst delle reazioni vincolari incognite come quelli illustrari in fig. 2.2.2, dette reazioni possono deterrninarsi scrivendo di equilibrio orizzontale: che se~ono: a) equazione di equilibrio alia traslazione (2.2.1)

si

~serciziO 2.2.

HA ----

FV3
2

= 0;
verticale:

Calcolare analiticamente egraficamente Ie Teazioni vincolari della trave illustrata in fig. 2.2.1, vincolata in A con un bipendolo (7) e in B con un carrello (8). Soluzione analitica.

b) equazione di equilibrio alIa traslazione

F
(2.2.2) c) equazione (2.2.3) V. -B

= 0;"
attorno ad A: l~ . 21 = O.

II bipendolo reagisce con una forza parallela all'asse dei pendoli e com unque spostata nel piano. Tale reazione puc essere decomposta in una forza
(1) Il bipendolo 0 cerniera impropria, 0. doppio pendolo, un vincolo di molteplicitd 2, poiche consente unicamente traslazioni nella direzione ortogonale all'asse dei pen doli, mentre impedisce Ie rotazioni e le traslazieni nella direzione cemune (se i due pendoli non sene paralleli essi costituiscono una cerniera ideale con centre A nel punte di intersezione dei'lere assi) all'asse delle bielle. n vincolo, allora, reagisce con una ferza parallela all'asse dei pendoli e cemunque traslata rispetto ad essi, II vincolo in esame anche conosciuto con il nome di incastro scoTrevole. (8) II carrello 0. appoggio semplice e un vincolo di molteplicita 1, in quanto impedisce, al corpo rigido che vincola, la traslazione nella direaione orrogonale al piano di scorrimente del carrello; consente, invece, le traslazioni nella direzione parallela al piano. di scorrimenro e Ie rotazioni (attomo nlla cerniera). Tale vincolo realizzato con una cerniera cilindrica A, con asse crrogonale .1 piano. del carpe rigide, e un carrello scorrevole, Poiche l'esperienza dirnostra che ad ogni spostamento o rotaaicne impedita dal vincolo corrisponde rispettivarnente una ferza 0. coppia esplicara dal vincolo, consegue che il carrello reagisce con una Iorza passante per h cerniera e normale alla sua linea di scorrimenro, Pertanro il carrello si cornporta come una bielIa con l'asse ortogonale alla linea di scorrimento,

di equilibrio alla rotazione

+ - + MA 2

FI

Nelle scrivere le equazioni (~.2.1), (2.2.2) e (2.2.3) si sana assunti positivi rispettivamente i versi di HA, VB e di MA• Esse costituiscono un sistema lineare non omogeneo di tre equazioni in tre ineognite ehe, risolto, fornisee:

H = ---,
A

FV3
2

l-B=-,
2 =

MA=-· 2 di equilibriosiscrivono:

FI

In nctazione (2.2.4)

matriciale le tre equazloni

[A ]{X}

+ [B}{F}

f:~U::Lljl:f-~:l. f~=.~~21· tt
+
F
21

= {OJ.
25

l~A

1/2

24

:z

Analisi statica del corpo rigido

2 Analisi statica del corpo rigido

Poiche il determinante della ·matrice [A J diverso da zero ed il sistema (2.2.4) non eomogeneo, la soluaione esiste 'ed unica. II problema, dunque, sraticamente deeerrninaco. Perricavare il vettore delle incognTte-

.~

";i

che la retta di azione della cerniera impropria la paral\ela all'asse dei pendoli condotta per K (fig. 2.2.3). Note le direzioni delle reazioni, il verso d~t~~in~ -(iall~ condizione di chiusura del poligono delle forze(attive e reactive) agenti sulla tra~, come

e:

e mostrato

in figura .

Esercizio 2.3. occorre, quindi, invertire la matrice dei coefficienti Determinate Ie reazioni vincolarl del sistema ABC rappresentato in fig. 2.3.1, carica to in B cia una forza inclinata di 45° rispetto.oll'orizzontale e vincolato oll'esttemo A con un pendolo improprio

[A

J=

'·"i''''r·(j''-r''o'.
5i:

OJ

1 i OJ

(9) e in C con una cerniera

~"··--·"""i... •.. t........... . -.... - -21 ! i1

[issa.
Soluzione anolitica.

AHo stesso risultato puc pervenire anche per via grafica, ricordando la condizione necessaria :di equivalenza a zero per tre forze cornplanari (teorema N). Il lettore puc verificard facilmente che, applicando solranto una coppia

Il pendolo improprio reagisce con una coppia, rnentre la reazione della cerniera C puc essere rappresentata dalle sue componenti Hee secondo due direzioni distinte, ad esempio secondo queIJa orizzontale e quella verticale. In fig. 2.3.2 si sono sostituiri i-vincoli appunto con i suddetti parametri

~c

vH in un punto qualsiasi ~i AB, risultera sempre nulla la reazione del carrello, rnentre la cerniera irapropria reagin\. con una coppia ugua1e e contraria
a quella applicata. Soluzione grafica. La reazione complessiva del bipendolo una qualsiasi a1l'asse dei pendoli, rnentre quella del carrello verticale

di reazione

incogniti. Pertanto,

assumendo orizzontale:

come positivi i versi indicanti

in

figura, risul ta: a) equilibrio alIa traslazione He---=O; 2

FV2

forza parallela e passante per

B. Pertanto, derto K il punto di intersezione della retta di azione della reazione in B con quella dell~ forza estern a F ed essendo la trave in equilibrio, per la condizione necessaria di equivalenza a zero enunciata prima, consegue

b) equilibrio alla rraslazione verticale:

,;t,.; ;;,

C
h

(/ 4S5{'
M"

He C __,. tVe

trxFigura 2.3.2.

Figura 2.3.1

Figura 2.2.3

(9) 11 pendolo improprio 0 incastro semplice e un vincolo sernplice 0 di molteplicita 1, pcrche impediscc I.. sola rotazione, mentre consenre qualsiasi traslazione. La reazione corrispondente, pertanto,

e una

cop pia. 27

26

2 Analisi statica del corpo rigido

2 Analisi statica del corpo rigido

~----

FV2
2 ._

=0;
C:

._.j

c) equilibrio alia rotazione intornoa

MA +Fh

V2=0.
Figura 2.3.3

La terza equazione stata scritta in modo che, analogamente alle due restanti, sia possibile ricavare immediatamente la componente di reazione incognita. Si lascia per esercizio al lettore verificare the, applicando in qualsiasi punto di ABC una coppia soleanto, risulta nulla la reazione della cerniera, mentre i1 pendolo quella estema. improprio reagisce con una coppia uguale e contraria a

.i
1

In notazione matriciale, indicando sempre con {X} il vettore delle reazioni incognite, con fA J la matrice dei coefficienti delle incognite, con {F} il vettore delle forze esterne (note) e con IBJ ia matrice dei coefficienti forze, le tre equazioni di equilibrio precedenri.si scrivono: delle

doppio pendolo, che vale MA = Fh ed diretto in senso orario, Proiettando poi Rc secondo 1a direzione orizzonrale e verticale, si ritrovano per via grafica (fig. 2.3.3) gli stessi risultati ottenuti per via analitica

Vi

Esercizio 2.4.
Risolvere analiticamente e graficamente il sistema_rappre.~entato in fig· 2.4.1, incastrato in A e sollecitaio Soluzione analitica. I'incastro da una [orza F in B.

[A]{X}
owero .... 1+ !

+ [BJ{F}

=0

(2.3.1)

[
Poiche

~..+ ~..+... ~~. i..


0
+.....

.. 0ltHCj [-

+ .~~~ .. F == {OJ.
I

A/2j
.

"Sostituito

fig.

2.4.2, se si assumono

(10) Con i parametri di reazione incogniti mostrati in come positivi i versi indicati in figura, le equazioni

in questo

immediate

coin tide con la rna trice stessa, ricavare il vet tore delle incognite

case I'inversa

di [A]

(2.3.2)

_f_.,.
Si puo 'osservare che, siccome il prodotto matrice [Aj la (2.3.2). da ancora la rnatrice [AJ, della rnatrice identita

[I] per una

dalla (2.3.1) segue immediatamente


Figura 2.4.1 Figura 2.4.2

Soluzione grafica. Poiche il sistema delle forze arrive e reactive deve essere in equilibrio e il pendolo improprio reagisce con un momento, consegue che 1a reazione della cerniera Rc sara applicata in C e tale da costituire con F una cop pia equilibrante di quella reattiva del pendolo improprio. 11verso di Rc' pertanto, univocamente determinate, come pure il momento con cui reagisce il
(10) L';ncastro un vincolo triple a di molteplicitd 3, poiche impedisce tutti e tre i movimenti nel piano. Esso si realizza bloccando it corpo rigido AB .1 suolo, ne1 punt~ A. La sua reazione equivale ad una forza comunque diretta nel piano: come SUOI rrametn possono assumersi le cornponenti secondo due direzioni arbitrarie (in generale s~sce!gon~ due direzioni ortogonali) e il momenta rispetto ad un punta del piano che, di soliro, S1

e
28

fa coincidere can A.

29

2 Analisi statiea del corpo rigido

2 Analisi statica del corpo rigido

di equilibrio

alla traslazdone verticale, orizzontale le seguenti:

ed alla rotazione

attorno

al punto A, diventano rispettivainente

(2.4.1)

'.

y)

J.A = 0
-~ +F=O

A~-------'
HA=F'

x) A)

MA-Fh=O,

F
B

da cui si ricavanoimmediatarnente
Le (2.4.1) in notazione

le reazioni vincolari incognite.

Figura 2.4.3

ina triciale si scrivono di trasporCo (orario)

(2.4.2)

MA =HAh. Si ottiene cosi, per via grafica, la stessa soluzione del sistema (2.4.1).

il cui determinante il vettore


[A

ove la rnatrice dei coefficienti delle incognite [A I una matrice diagonale vale - 1. Essendo gli elementi diagonali uguali all'unita (a rneno del segno), 1a rnatrice inversa coincide con la matrice stessa: pertanto delle incognite

Esercizio 2.5. Risolvere il sistema mostrato Soluzione


~1 "

{X}

si ricava formalmente

premoltiplicando

per

in fig. 2.5.1.

l" 1 l'equazione fA ]{x} + [Bj{F} = {o},


{X}
=-

analitica.

Il sistema in esame

vincolato

esternamente

fA )-1 [B]{F}.

pari a 2, per cui, in generaIe,

il sistema

con un grade

di vincolo

labile,

cioe cinematicamente di fig. 2.5.2, si scrivono

Ovvero, dalla (2,.4i~)skha

indeterminato (staticamente impossibile). Le equazioni della statica (2.3), con le notazioni

y)
(2.5.1)

F-

YB -

R A cos ~

x)

RA sen ~ =

=0

A)
Soluzione grafica. Si

FI - YB • 21 = ,0

ovvero, in forma matriciale, puc reagire can una forza eomunque diretta le forze agenti sui sistema sana due: la forza esterna F

gia detto che l'incastro

nel piano. Pertanto,

e la reazione dell'incastro. Tale sistema, inoltre, deve essere equivalence a zero 0 nullo, per ipotesi. Infatti, il calcolo delle reazioni lecito solo per i

sisterni equilibrati. Per determinare

, la rena d'asione della reazione d'incastro,

che un sistema di due forze(applieate) le due forze sene direttamente opposte. ne d'incastro Tale reazione

basta ricordare

equivalente a zero se e solo se Consegue, dunque, che la reazioF (fig. 2.4.3).


Figura 2.5.1 Fib'llra 2.5.2 31

direttamente orizz ontalc

opposta

alia forza applicata

(come la forza F), quindi

con componente

vertic ale nulla; se la si trasporta


30

in A, poi, oecorre aggiungere il momento

2 Analisi statica del corporlgido

2 Analisi statica del corpo rigido

(2.5.2)

[A]{X}

+ [B]{F}
----

___ ....

=[~ill~1 +~~jF-.~:~:j. "-b.---Go


-21i --0· -.
A

x) y) A)

H~
~

+ HB -

F cos 'Y = 0 F sen 'Y = 0


.<!

+ Va -

Va'

21- FI sen 'Y =-0

PeA-che il rango della matrice

IA]

e 2, mentre

quello della matrice

incre-

mentata vale 3, il sistema. non e compatibile, doe non arnmette soluzione. Cio corrisponde ,al fatto fisico che esistono componenti orizzontali capaci di far traslare la trave. Solo per (3 0 e (3 = 1800 il ifango della matrice cornpleta uguale a quello della matrice incompleta: in tal caso la soluzione esiste ed

ovvero in forma matriciale

e unica

(2.6.1)

e vale

RA = Cioe per (3 la particolare

Va=-· 2
0

to···T·o....r·zi..·ro· .~. . ·=·i·~·~~-;·"cj


1
I I I

~·_..J...0 I 1 i 0 ....• + .[.=.~.~.:.'!--.~ .I. ~···L~··"'!····:·l·-H~~sen 'Y F =


TT

t-~'j
0.

=0

e (J = 180

il corpo,

pur essen do labile,

e in

equilibrio

per

Siccorne il ran go della matrice dei coefficienti (come pure quello della rnatrice incrementata} uguale a tre, mentre Ie incognite sono quat· tro, esistono 001 soluzioni che soddisfano Ie equazioni della statica. II

condizione

di carico.

Soluzione grafica. Per il teorema Nil corpo puo essere in equilibrio solo per (3 = 0 e (3 180°. Per un diverse valore di (3, infarti, e impossibile determinare Ie reazioni.

problema, quindi, indeterminate con le sole equazioni cardinali. Abbandonando l'ipotesi di corpo rigido, pero, e considerandolo invece deformabile, si vengono ad aggiungere ulteriori equazioni {detre equa-

zioni di congruenza) a queUe ~el1a statics: mento tra numero di equazioni e numero di determinate problema. in maniera univoca

s.i .ottien~ cfsl il par~~~a: di mcogmte ~ la possibilita (fisicamdnte unica) del

la soluzione

Esercizio 2.6. Determinate

Soluzione gralica.

le reazioni vlncolari del sistema mostrato in fig. 2.6.1.

Se la reazione

della cerniera

B incontra

Ill. retta

di azi6ne
I

dalla forza

Soluzlone analitica. Svincolando come in flg. 2.6.2 le equazioni di equilibrio alla trasla:done alle secondo gli assi x eyed alIa rotazione interne ad A, conformemente notazioni riportate in figura, si scrivono rispettivamente

estern a F nel punto K, ad esempio,

per l'equilibrio

la reazione della cerniera

A sara. diretta secondo la congiungente AK (fig. 2.6.3). Al vf1Iiare del polo K su I variano le intensita delle reazioni, rna e sempre possibile equilibrare

il carico esterno.

Al limite,

improprio della retta le reazioni vincolari in Ae in B valgono ciascuna F/2. Come si vede, dunque, esistono 001 sisterni di forze reattive capaci di

I,

quando

il punto

K coincide'

con

il

punto

7?
RA
Figura 2.6.3

a
EQUIVALENZA

EQUII.IBRIO

Figura 2.6.1 32

Figura 2.6.2 33

2 Analisi station del curpu ri!(ido

2 Analisi statica del corpo rigido

equilibrate iI carico estcrno. Le rcazioni vincolari, cioc, non possono essere determinate in manicra univoca ed il problema, pcrtanro, si dice staticamente indeterminate. - _... ._.

.~
Esercizi proposti. 2.7 - 2.11. Per le struiture riportate nellc fi.~. 2.7.1, 2.B.1, 2.9.1, 2.10.1 e 2.11.1 determinare analiiicamente e graficamente Ie reazloni vincolari, considerando ,wente una sola condizione di carico per volta. Per quanto riguarda l'ultimo esercizio, poi, effettuare a: variabile tra 0 e 900• 2.3. TABELLE DEI VINCOLI ESTERN I i vincoli esterni incoritr ati riel cap. 2, ad ecceaioche non scorrevole In fig. 2.2 so no riportati ne dell'incasero anche la discussione per l'angolo

Figura 2.11.1

I!III

)Q

-F
"

Tuttavia,

state

da notare

che tale vincolo

considerato equivalente

precedentemente. al doppio pendolo,

cOSI come 10 sono la biella e il carrello. Nella prima colonna- sono indicari i simboli dei vincoli e dei cor pi rigidi,

il sistema
dal vincolo

di riferimento

e le componenti

di reazione

non nuJle esplicate sratiche , inve-

sul cor po rigido. Nella colonna sempre tre componenti

delle prestazioni

.,

.~

ee, sono riportate

r eattive (due forze H e l' ed una

coppia .\1). ossia sono indicate sia le componenti nulle che quelle diverse da zero. Nella colonna delle prestazioni cinernatiche , si puc osservare che i vincoli non rrasmertono alcuna azione aJ corpo rigido in direzione degli spostamenti generaJizzati prendono due rraslazioni consentiti. Detti spostamenti generalizzad cominfiniresime dx e d y, rispctcivamerite nella dir einfinitesima d.,o attor no ad un asse

Fi~urll 2.7.1

Fi!(ura 2.8.1

zione degli assi x e )', ed una rocazione

F
Figura 2.9.1 34 Figura 2.10.1

iF
~

ortogonale al piano x - y. Si vuoJ far rilevare che, mentr e il parametro di roraaione infinitesima d.,o si r iferisce sempre al corpo rigido, le componenti di spost arnento nella direzione degli assi x e y sene quelle del punto A, se indicate con d x, e dy A' ovvero quelle del corpo rigido se denotat e sernplicemenre con dx e dy. Giova, a guesto punto, fare qualche considerazione sui vincoli che pos-

sono derivare dalla combinazione di piu bielle. Due pendoli applicati in un pumo A (fig. 2.3.a) costituiscono una cerniera fissa; due bielle, appli/i";I'/~

cate in punri diversi e i cui assi hanno definiscono concorrenti pendolo una cemiera in uno stesso punto proprio

in comune
0

il punto C (fig. 2.3.b),


infinc, con gli assi non il trio coscituiscono

ideate in C; tr e pendoli,

improprio,

(fig. 2.3.c). Quest'ultimo

vincolo, impedendo

al cor po rigido qual.

siasi spost amenro nel piano, equivale ad un incastro.


35

2 Anali~i statica del corpo rillido

r----------,------,---------------,.------.f
PRESTAZIONI SIMBOLO OENOMINAZIONEf-------.-------l STATICHE CINEMATICHE GRADO!" MOLTe~LICITA'

fl

;'i

",t

2 Analisi sratlca del corpo rigido

~.1 ..

PRESTAZIONI SIMBOLO-·. -.

GRADO MOL TE~LICITA. 01 VINCOLO

t---~-------+----+----t_--___+_--___J]

01 VINCOLO

Corpo·rltido

-. r ..""~~ ;it
ceree rlgldo
'" x

Y~.VlnCrOIO . .. A
ip •

oppurt

I
..

pENOMINAZIONEI,o . ...." ...,...,.,,-_ ..-- .......""-.-,...". "'"_ : -:.""'..--_-_:-----l STATIC HE CINEMATICHE


'r
';;'

APPOGGIO FISSO
oppure

V H¢O V¢O M=O


dYA = 0 dop ... 0\
i

/'4
Vlncol.

CARRELLO oppure APPOGGIO SEMPLICE

H=O V¢O

Vincolo ,.mpllc.
m

=v=

i
V

vmeete

i
V

CERNIERA FISSA oppure CERNIERA REALE

Vlncolo doppio
In= V=

'-6-: ~.
,.~
Vlncoto

ce•• ,,..

PENDOLO IMPROPRIO oppure INCASTRO SEMPLICE oppure DOPPIO·DOPPIO PENDOLO

dx¢O V=O dy¢O


dop= 0 Vincolo semplice

CorpD rlgldo A

PENDOLO
oppure

H=O V¢O M=O


Vincolo sempllce m '" V= 1

u_z.rI9idO

dx = 0
Vincolo

vt-ccre

BIELLA oppure APPOGGIO PENDOLARE

/~
Vlncolo

i
V

INCASTRO

V ... 0 M¢O

dye 0

triplo

m =V = 3

BIPENDOLO
/corpo rlgldo oppure

dx¢O dye 0 Vincolo doppio m=v=2 INCASTRO SCORREVOLE

H=O
V¢O

dx ... 0 Vincolo
dy

CERNIERA IMPROPRIA
oppure

doppio m

~VlnCOlo

To
Figura

DOPPIO PENDOLO

M¢O

dIP=0

M¢O

dope

=V =2

2.2 37

36

•.'

.........

ca d. ""'PO rigido

r~----------------------------------------------~------------------------~'
Cor po rigido Corpo rigido

" ~, ""'-1J:~
J~,

.f
.,'.

f.

~~f ;il

'J:

~
CERNIERA a) FISSA CERNIERA b) IDEALE TRIPENDOLO c)

Analisi statica e cinematica delle strutture piane


IL PRINCIPIO DEI LAVORl VIRTUAL!.
dei lavori virtuali, applicate ai corpi rigidi, viene utilizzaro sia

Figura 2.3

3.1.

II principia

per il calcolo delle reazioni vincolari chc per la dctcrminaz ionc delle caratteristiche della sdllecitaaionc, come: sara mostrato piii avanti. Esso si pub cnunciarc nel ~odo che segue: condizione necessaria sufficiente affinche la pOSizjOn~ So del sistema S, a vincoli [iss! bilaterali e pTivi di attrito, sia d'equilibri~ che il lavoro virtuale delle [orze age'1ti sia uguale a zero per ogni spos!amento virtuale (1) eseguito a partire dalla posizio71e

oL

So' La rclazione (3.1 )

ilL::: 0
dei lavori virtuali (che sintctica-

prende iI nome di equ~zione simbolica della statica. Vcdiamo ora corneisi applies iI principio mente verra richiama1to nel scguiro con la sigla P.L.V.) per dererrninare le reazioni vincolari dl un sistema staticamcnte determinate soggctto a forze. Come prima cosa si scpprimc il vincolo di cui si vuole determinare la reaz ione e si sostituisce ad esso la reazione
i

incognita con un verso arbitrario

(2).

11sistema diviene cosi una volta labile, ma resta in equilibrio pcr la particolare condizione di carico. Si imprirne poi alla struttur a uno spostamento vir tuale qualsiasi eseguito a partire dalla configurazionc iniziale di equilibrio e si uguaglia a zero il lavoro delle forze esterne e della reazione vincolare. ottiene in tal modo una soja equazione in una sola incognita da cui possibile ricavare la componentc incognita cercata, Prccedendo succcssivamente allo 'stesso modo per ciascuno dei rimancnti vincoli, si possono de-

Si

(I) Lo spostamento

virtuale

uno spostamento

IN infinitesim;;\'COmpatibUe con i vincoli.

(2) Se la rcazione vincolare (interna 0 estern a) che si cerca viene esplicata da un vincolo di molteplicita V maggiore di uno. aliora il vincolo deve essere sostituiro con un altro, di molteplicita V - 1. che non trasmetta la componente di rcazione cercara. 38 39

3 Analisi statica e cinematica delle strutture piane

3 Analisi statica e cinematica delle strutture

piane

terminate tutte le reazioni vincolari (interne ed esterne) del sistema. Per rendere piu facile 1a comprensione di quanto stare ora detto, vengo-

Esercizio 3.2. DeterminaTe

le Teazioni vincolari interne ed esteme. dehriStema rappTesen-

no consider~~i qui di ~egu._i_t_o alcuniesempi.

tato_in fig, ).2.1.,- __.

Esercizio 3.1. Determinare

ITITJ
la Teazione vincolare del carrello peT la trave indicata 'in
la reazione del carrello, si sopprima

fig. 3.1.1.
Volendo (fig. 3.1.2), determinare sostiruendcgli

il vincolo

la sua reazione

incognita

VB' La struttura

Figura 3.2.1

11/211/21

11/211/21

diventata COSl una volta labile, dato che puo ruotare attorno al punto A. Ma se V.B proprio la reazione che prima esplicava il carrello, il sistema con-

tinuera a stare fermo, cioe sara ancora in equilibrio per la particolare condizione di carico, Impressa allora alIa struttura una rotaziorre virtuale attorno ad A, per il P .L.V. applicate ai corpi rigidi risulta: (3.1.1) ma essendo 'TIB= 21.,0, dalla (3.1.1) segue A.,o-~'TIB

:-\ '.

+1'T1c
\

tl
Figyra 3.2.2

=0,

.'\
"

'TI~ '= 311{), Incominciamo, ad esempio, con il sopprimere

il pendolo

imprcpric,

1'0-

da cui si ricava

nendo in evidenza la sua reazione incognita Me (fig. 3.2.2). In tali condiz.ioni l'unico tratto che puo sub ire uno spostamento virtuale DC, in quanto i restanti due sene soggetti ad un gradodi vincolo pari a 3. Pertanto, illavoro virtu ale delle forze agenti per una rotazione virtuale I{) attornc a D assume

~=--21

A+3FI

l'aspetro
FII{) ---Mel{)= 0,

da cui si ricava
A

~
-I

M
Per l'equilibrio

=-.
2 con una

FI

del tratto DC, la cerniera D reagisce esclusivarnente

Figura 3.1.1

Figura 3.1.2

reazione verticale; per determinare tale reazione, si sostituisce la cerniera con un vincolo che non reagisce con forze verticali e si applicano immediatamente a desera e a sinistra di DIe azioni incognite ~ (fig. 3.2.3). Ilsistema COS! ottenuto labile, ma se VD C proprio la reazione che la cerniera prima

40

41

3 Analisi statica e cinematica deUe strutture piane

3 AnBlisi staticae

cinematica delle strutture

pis.nc

--c~Ma essendo

I!
f

I Iii

1lc =_]<p,.

7JE = 21'€_. _ _._

.
Figura 3.:U

f~ ! ,

e risultando

)0

('

q1l dz = qop

f'

qopl2 z dz = -2-

la (3.2.1) puc anche scriversi,

Ij

J Jq
da cui seguer-

qopz2
_

- It: lop + 210pF= 0,

Figura 3.2.4

. ql ~=-+2F.
2 \ trasmetteva ai due tratti BD e DC, la struttura continuers a restare in equilibrio. Considerato uno spostamento virtuale del sistema (defini]o dalla traslazione verticale del tratto DC), il principio dei lavon virtuali fonsente scrivere
I "

Per il calcolo delle interazioni .

della cerniera B si procede in modo analogo a

quello seguito per Vz,. 11 memento con cui reagisce I'incastro, al troncoAB

.
poi, si deterrnina introducendo
111

di

A una cerniera ed applicando

la coppia incognita MA (fig. 3.2.5).

Caratterizzata la deformata rigida del sistema, divcnuto labile in scguico alia diminuzione del grade di vincolo dell'incastro, mediante il parametro lagrangiano op, il P .L.V. consente di scrivere

da cui segue

~ =F.
Volendo quest'ultima ora calcolare il val ore della reazione del carrello, (con unverso arbitrario) al vincolo. Se Vc

Mop

e la reazione

si .sostituisca esplicata
'.,J

+-

qop12 2

- Flop -Atop

= 0,

da cui risulta M == PI +..1{A

dal carrello, la struttura continua ad essere in equilibrio pur essendo diventata una volta labile. Pertanto, considerato come spostamento virtuale di S eseguito a partire da So quello illustrate in fig. 3.2.4, definito dall'unico parametro .p, per il P.L.V., che impone l'annuJlarsi dellavoro forze agenti, si puc scrivere (3) virtuale di tutte le

ql2
-.

(3.2.1)

(3) Facciamo notare che il lavoro del carico distribuito del1.asua risultante Q = ql per 10 spostamcnto corrispondente 42

e fomito

anche dal prodotto

1Ic12 = ",liZ.

Figura 3.2.5

43

3 Analisi statica e cinematiea delle struttUl"e piane

3 Analisi statica e cinematiea delle struttUre piane

to semplice il tracciamento dell~~~eformate rigide (meccanismi) per i sistemi piani qualsiasi, Pertanto, conviene ~opera:re graficarnente e riferirsi al proce-dimento cosiddetto delle ca.tene cinematiche esposto nel paragrafc.seguente, _

Esercizi proposti.
Figura 3.Z.6

3.3 - 3_5. Per Ie strutture riportaie nelle Jigg. 3.3.1, 3.4.1 e 3.5.1 veriJicare
Da quest'ultima relazione appare chiaro chc per i valor! delle reazioni vincolari, segnati al lato di ogni struttura, computdndo il lavoro del carico distribuito come lavoro della risuliante Q applicata nel

baricentro del diagramrnadi carico.

la reazione

MA

positiva e quindi di verso concorde si verifichera

con quello prefissatc invece, se risulta

Q=ql Vo = Vc =

arbitrariamenre

in fig. 3.2.5;

il contrario,

ql2 >PI+A. 2
Per determinare mo in sostituzione la reazione verticals VA dell'incasrro, infine, consideriadell'incastro un vincolo che non reagisca con forze vertidisposes in A con i pendoli pa.

=F ve ., Cil
VA MA",

FI

Pigura 31.1
\

cali, ad esernpio con una cerniera impropria

ralleli all'asse del sistema (fig. 3.2.6). Messa in evidenza la reazione incognita VA' il sistema labile cosi ottenuto, rna in equilibrio per la particolare condizione di carico, suscettibile di deformarsi cinematicamente. Assunro tra gli spostarnenri virtuali possibili quello definite dal parametro 15 (tutti gli altri sono affini, essendo il sistema una volta labile), per il P.L.V. deve risulcare nullo illavoro che per esso compiono tutte Ie forze agenti. Si ha ~ ·15+

VB'" Q D

Me'" J{
VC = Vo MA

= 2ql'

VE

=0

---p·o=
2

·15 ·1

O.

Figura 3.4.1

da cui si ricava Ia reazione incognita: ql ~ =F-2 Ovviamente


Q=2ql Vo = 2ql MG=.At VA

il verso di VA coincide con quelIo prefissato in figura solo se risulra F> q1/2. Si osservi che 130 coppia esterna ..Jl cornpielavoro nullo, perche il tratto AB trasla senza ruotare,
II disegno degli spostarnenti, come si potu to constatare dai due esempi tratrati, non ha presentato difficolta alcuna; rna, in generale, non altrcttan-

=F

MA= FI Vc = Ve = Maca

Figura 3.5.1

.-;

4S

3 Analisi statica e c:inematica delle strutture pianc Osservazione. Come facilmente si puo dedurre

3 Analisi statica e cincmatica delle strutture pianc

dagli

esercizi proposti,

tutte

corpo nelle lore posizioni y e z dello spostamento

iniziali. Pertanto,

le componenti da

secondo gli assi . rigido, confer-

le componenti orizzontali delle reazioni vincolari sono nulle. Ciosi verifica __.ogn! qualvolta gli_ele~_en_ti_~.di (tr~vi) ~ono disposti lungo una retta ed i caric hi esterni ortogonali ad essi,

p'.p di un punto generico P delcorpo in fig. ~.1, sene ~r~ite _;

mernente aile notazioniillustrate vp == - 'I'{zp - zc)' (3.2) wp == 'I'{YP che

Yd·
spostamento di un punto Psi effettua secondo la

Si puo affermare 3.2. IL PROCEDIMENTO DELLE CATENE CINEMATICHE. ortogonale Oyz (fig. 3.1.), verticali degli spostamenti dei punri di S secondo Assegnato indichiamo

10

il corpo rigido S nel riferimento


con v Ie componenti

norrnale alla congiungente Peon il centre di rotazione che, generalmente, indicheremo con C: incltre, il valore della componente di tale spostamento secondo una retta r qualsiasi passante per P data dal prodotto della rotazione

Passe y e con

quelle secondo I'asse z, Talvolta le componenti

.p

per la distanza della retta r dal centro C. Di conseguenza,

riportate

ed orizzontali degli spostamenti dei punti di S vengono indicate rispettivamente con 17 e 0, mentre quelle secondo una direzione qualsiasi con s. Se A un punto di coordinate note nella configuraaione iniziale, nella solita ipotesi di spostarnenti infinitesimi, possibile calcolare 10 spostamenco e la rotazione del pun to generico B una volta noti i corrispondenti parametri relativi al punto A (4).

le cO!!lponenti v e w degli spostamenti dei punti P (fig. 3.1) su due rett~ fed ortogonali rispettivamente ady e a z , i diagrammi di tali componenn hanno punti di nullo in corrispondenza delle proiezioni di C suHe anzidette

J.

rette. La conoscenza minare

dei due diagrammi delle componenti dello spostamento del punto

permette

di deter-

10

sp~stamento

di qualsiasi punto del corpo. Inoltre, se si vuole conogenerice P sec~ndo una

scere la com~enente

Piu in generale, i1 teorema di Eulero afferma che-un qualsiasi spostamente del corpo rigide AB nel sue piano medic puo essere assimilate zione interne _. intersezione delle normali ai vettori spestamento ad una rota- .. dalla ad un punte C centro di rotazione assoluta, determinate

retta qualsias~ per P, si puc determinare 10 spostame~to totale di P e. proiettarlo su r, \ oppure moltiplicare 'I' per la distanza di r da C. Osserviarno ancora che, ~oto un diagramma delle componenti, ad esempio quelle verticali v, si puo: costruire

di due generici punti del

10

spostamento

complessivo

di qualsiasi punto P, in

direzione e ~erso, senza tracciare il diagramma delle componenti orizzon-" tali w. Infatti; riportato vp in direzione, grandezza e verso, poiche 10 spostamente s avviene secondo la normale per P alla retta CP, conducendo per

~~o

~
5

Z_'W_(~_)

j'estremo di v l'orizzontale, si determinano contemporaneamente sia 0 spostamento ~~mplessivo s che la sua componente orizzontale wp (fig. 3.2). : P , z
p'

PI.

Y'V(lI)

.~
~-~
T

.....

Figura >.1
y

,
Wp

(4) Cfr.

[*J.

Figura 3.2

46

47

3 Analisi ltatica e cinematica delle struuure piane

3 Analisi statica e cinematica delle strutture

plane

dolo improprio proprio

impone il centro

(assoluto

relative) in qualsiasi punto irnappartenga alla retta che il centro

del piano; un carrello impone

che il centro

ortogonale al suo piano di scorrimento; -~(~~olu'to 0 -relativo) si trovi sui suo asse,
Figura 3.3 f.

una bieila impone

3.3. ANALlSI CINEMATICA DEI SISTEMI DI CORPI RIGIDI.


Per la pratica applicazione servazioni. Consideriamo diante cerniere due tronchi del procedimento allineati facciamo ancora alcune osI due teoremi delle catefie Cinematiche costituiscono ciascuno delle condizioni necessarie perche il sistema di corpi rigidi S sia labile, cioe capace di su1n bire unospestamento virtuale (infinitesimo e compatibile con i vincoli). 11numero diparametri che definisce la deformata virtuale rappresenta il grado di liberta del sistema. Se il sistema di corpirigidi costituito soltanto da due tronchi I e K, allora la condizione di allineamento deicentri assoluti (i) e (k) con il.centro relativo (ik) necessaria e sufficiente di labilita. La coridizione enunciata puo

e collegati tra di loro e al suolo medipiccoli spostamenti,

(fig. 3.3). E' nota che, nell'ipotesi al punto A,

il

punto B puo spostarsi secondo

la verticale per B ad AC. Cioe il sistema

labile: il tronco I puo ruotare intorno

J intorno

a C, I e I insie-

me intorno a B. Se indichiarno con (Ci) e (C ) i centri di rotazione a$soluta, i rispettivamente dei tronchi I e I, eeon (Cj.) il centro di Totazione relativa dei suddetti tronchi, ossia il centro della rotazione cui puo ridursi

10 sposta-

esprimersi sinteticamente (S labile) -

nel modo seguente:

mento rigid? relativo tra le due travi, si puc enunciare i sisterni o\onomi piani, di cui quello rappresentato un caso par~icolare.
PRIMO TEOREMA DELLE CATENE CINEMATICHE.

il teorerna valido per in fig. 3.3 costituisce

(ti), (k), (ik) allineati).


rigidi, i1 contemporaneo verifidei centri assoluti e relativi assicura la espresse dai

Nel caso di sistemi con piu di due tronchi carsi delle due propriera labilita del sistema. Per dimostrare deri l'esempio che il verificarsi fondamentali

I centri delle rotazioni as-

solu te (CI) ~ (Cj) di due elementi I e ] (di un sistema rigido piano) e il centro della rotazio.ne relativa (C.,) sono allineati. •
, 'J

di una sola delle condizioni allineati i centri

Inoltre, fier un sistema rigido piano costituito sussiste il \ ni relative (Cf), (Cjk),
•~

almeno

da tre tronchi,

teorerni delle catene cinematiche

non implies la labilita del sistema, si consi-

i SECONDO TEOREMA DELLE CATENE CINEMATICHE.

di fig. 3.4, in cui pur risultando (1), (1,3) e (3) (1,2), (1,3) e (2,3). (2), (2.3) e (3),

(C'k) di tre element! I,


J

I,

I centri delle rotazloK sono allineat! . tra loro e con il suolo, ai tenere pre-

Assegnato. un sistema di corpi rigidi vincolati fini della dcterrninazione sente che: dei centri

assoluti e relativi occorre

a) i vincoli doppi esterni permettono di individuare i centri assoluti dei tronchi ad essi inerenti, mentre quelli interni consentono di individuare i centri relativi dei tratti in essi con correnti; in entrambi fissano il centro; i casi i vincoli doppi

Pendolo P parallelc

ad AS

b) i vincoli semplici, invece, fissano la retta su cui devono trovarsi i centri (assoluri 0 relativi), Inoltre e importante ortogonale notare che, se un corpo trasla in una certa direzione, al punto improprio della direzione
Figura 3.4

si puo anche dire che esso ruota intorno a quella di rraslazione.

Da quanto dena consegue che una cernie-

ra fissa in se stessa iI centro (assoluto 0 relative}; un bipendolo fissa it centro (assoluto 0 relativo) nel punto improprio degliassi dei due pendoli; un pen48

49

3 Analisi stlltica e cincmatica delle strutture piane

3 Analisi statica e cinematica

delle strutture

piane

il sistema non pub subire spostamento virtua1c a1cuno, mancando l'allincamento ~~I centro relative (I,.?) con i centri assol_1:lti _(1)~ Per la posizione del tronco 1lI paralldo adA13, risultando il centro relativo (1, 2) il punto

t~).

un~

--__ _.__

lk2y_

proprio

dcll'asse del pendolo, si verificano contemporaneamente e il sistema

Ie cosiiizio- .

ni espresso dai due teoremi delle catenc cincmatiche

c senz'altro

labile. Allo stesso modo si ragiona per il sistema illustrato in fig. 3.5, costituito da trc tronchi rigidi vincolati tra loro c al suolo mediante vincoli doppi. Trattandosi di vincoli di moltcplicita 2, i ccntri (assoluti e rclativi) sono definiti e, precisamente, sono qucllimostrati in figura. Si noti che i ceutri (1), (1, 2) e (2)~ sono allineati. 11centro relativo (1, 3), poi, per il secondo teorema, dovendo csscrc allincato con (1, 2) e (2, 3), sara ubicato s~lla congiungente questi due punti; csso, inoltrc, deve cssere allineato (per il prime teorcrna) con i centri (1) c (3 )~. Quante detto per il centro relativo (1,;3) si esprime simbolicamentc nel modo scguenre: I (1,2),(2,3) (1,3)

Figura 3.6

il sistema considerate

ma non labile. Se il bipendolo in A fosse disposto con l'asse orizzontale. invece, verificandosi l'allineamento del centro relative (2, 3) con i centri assoluti (2)~ e (3)~ (un punto proprio allineato con u n qualsiasi punto improprio), il sistema risulterebbe labile: sarebbe consentita al sistema, infatti, la traslazione infinitesima verticale. In generale, se una struttura labile piu di una volta,.jl problema della costruzione dei centri relativi ha piu soluzioni. Nel caso di un sistema costituito da due corpi rigidi, dei.centri necessaria e sufficientc per la labilita del sistema. lnfatti, consideriamo ad esempio il sistema di fig. 3.6, costituito da due tronchi vincolati al suolo con due cerniere e internamente con un doppio pendolo. Quando l'asse dei pendoli non orizzontale, il centro relativo non allineato con i centri

non puo subire uno spostamento

virtu ale, cioe il siste-

1 (1), (3)~ \
(fig.

e state

gia affermato

che la condiz ione di allineamento

Per il soddisfach#6ntodelles.uddette.cqndizioni; (1, 3) coinciders con il centro assoluro (1) anchc i ccntri (1,2), (1, 3), (2, 3); (1), (1, 3), (3)~. Non risultando perc allincati i centri (2)~, (2, 3), (3)~

dunque, il centro relative ].5). Quindi, sono allineati 1

assoluti ed il sistema non

e labile.

Se invece l'asse dei pendoli


.'l.B, risultando

e orizzontale.

ovvero parallelo alla congiungente (1), (1,2)~, (2),

allineati i ceritri

e possibilc
tura

;'''''primere alla struttura

uno spostamenro

virtuale. ovvcro se la strutallincati.

Viceversa, se esiste una deformata

e labile,

rigida della struttura, sicuramcnte

i ce'ntri di rotaz ione risulteranno

3.4. IL CALCOLO DELLE REAZIONI MENTO DELLE CATENE CINEMATICHE.

ATTRAVERSO

IL PROCEDlattr a-

~1 (J)

== (1. 3)
I (1. 2)

ili
Figura 3.5

-(2)_

Per il calcolo delle reazioni dei vincoli intcrni ed esterni procediamo verso i seguenti passi, a) Sopprimiamo il vincolo e sostituiamolo

con la rcaz ionc vincolare inco-

gnita; questo nel case in cui il vincolo sia ester no e di molteplicird 1. Nel caso in cui il vincolo sia interne, invece, esso viene sostituito con lc intcraz ioni
51

50

3 Analisi statica e cinematica delle strutmre piane

3 Analisi 5tatiea e cinematica delle strutture

piane

esplicate sui tronchi

che unisce. Se poi il vincolo (in tern

00

csterno)

e di
.i

vi ai tronchi

molrcplicita 2 0 3, il grado di vincolo viene ridotto di una unita., in modo che il vincolorisultarite non' rcagiscapiU -Conin coinponeriteincognita di reazione o di interazione che si vuol determinare. Talc componen]e, pertanto, viene posta in cvidcnza, Si ottiene cosi un sistema una volta labile, ma in equilibrio per In particolarc condizione di carico. b) Riconosciamo le ubicazioni dei centri assoluti c relativi 0 lc rettc cui" cssi appartengono, in base alia disposizionc dei vincoli, e fissiamo successivamente tutti gli altri centri (5)' necessari per il tracciamento dei diagrammi 17 e fl, mediante l'applicazione dei due teoremi sulle catene cinematiche. c) Tracciarno i diagrammi delle componenti degli spostamenti secondo due direzioni tra loro ortogonali. Ognuno dei suddetti diagrammi composeo di segmenti di retta, ciascuno dei quali relative ad un tronco e delimitate

fig. 3.7 esemplificato il proeedirnento, nel caso in cui i centri (assoluti e relativi) siano proprl peril rracciamento-dcl diagramma·delle.componenti 'r/ degli spostamenti. d) Applichiarno

I e K si inrersecanc

suUa proiettante

il centro relativo (ik). In

il P.L.V. uguagliando a zero illavoro

J:

delle forze esterne

e della cornponente di rcazione evidenziata, per un qualsiasi spostamento virtuale del sistema eseguito a partite dalla configurazione di equilibrio. L'equazione COS1 ottenuta, contenendo una sola incognita, permette di risolvere il problema del calcolo della componente di rcazionc. Poiche i1 nueleo delprocedimento consiste nel tracciamento ma degli spostamenti, P.L.V., premettiamo mi delle componenti volta labili. prima dt passare al calcolo delle reazioni alcuni esercizi relativi ana dcterrninazione di spostamento del diagramattraverso

il

dei diagram-

per sistemi di corpi rigidi (travi) una

dalle radcnti r al tronco stcsso, parallele alIa direzione delle componenti spostamcnto. intcrscca La retta cui apparticnc Ia retta di riferimcnto (fondamentale) nel punto di proiezionc

dello del Esercizio 3.6.

il segmento relative al tronco I-mo


\

centro assoluto (i), mentre Ie rctte aile quali appartcmgono i segmenti relati-

r-..
T

Tracciate i diagrammi delleilC0!11ponel1ti orizzontali mostrato ill fig. 3.6.1. 11 sistema

e verticali del sistema

,
!

'

chiararnente

uha volta labile, poiche

iI vir. colo interne in B

e quelli esterni in A e C posscno rogliere ai due corpi non piu di 5 gradi di libert:l; il problema della cosrruzione dei centri relativi, inoltre, arnmerte una ed una sola soluzicne. lMatti il centro relativo (1, 2) determinate \

~,
Figura 3.7

'P

'2

12

i
T

I""I!'IIII!ILIIIIII·~:-:::.
(5) Se il sistema costituiro dn n tratti cinematici consecutivi, per discgnare i diagrammi delle componcnti dcgli spostamcnti sufficiente la conoscenza di 2'" - 1 centri.

...

Figura 3.6.1

53 52

3 Analisi statica e cinematica delle strutture

piane

3 Analisi statica e cinematica

delle strurture

piane

in maniera

univoca

dall'intersezione

della retta

(asse del pendolo)

con la

._.parallela per C == (2) alla direzione dell'assejlel bipendolo. Ci,ge, fissati i cen~tri assoluti dei tronchi I e II e la retta r che contiene il centro relativo (1,"2), si ha: (1,2) Er (1,.2~ (1)~, (2). Se si suppone centro che il tronco II ruoti della quantita infinitesima delle componenti .p attorno al
Figura 3.7.1

0. degli spostarnenti per il s~detto tronco e rappresentato da! segmento 2K nspetto alla fondamentale f La retta che ~ntiene iI diagramma degli spostamcnti per il 1 tratto, poi, ha il val ore 12L in B (la biella non consente traslazi~i relative secondo il suo=asse) e dcvc passare per la proiezione di (l)~suf, doe essere parallela (6) af. Conducendo la radente nella direzione di 0, infine, si delimits il tratto LM che complera

di rotszione assoluta (2), il diagramma

orizzontali

II prime teorema

impone

che il centro

assoluro (2) sia allincato

sia con

(1) e (1, 2) che con (2, 3) .. e (3), doe sinteticamente: (I), (1, 2) (2) (2, 3)~, (3). Pertanro, la costruzione per la determinaz.ione di (2) I: quell a riportata in

il diagramma delle componenti


diagramma

orizzontali

0 'degli spostamenti. delle componenti dal primo:

In rnaniera" del tutto ~ertica1i 77. Qu_:st'ultimo


l~

analoga si disegna il diagramma

si puc ricavarc diret~mente

seg~ent~ R2 deve essere indinato sulla fondamentalc f dell'angolo .p orano. 51 not! che per il tracciamento dei diagrammi del tronco I si e utilizzato il fatto che Ie rett~.contenenti si intersecano sulla' proiettante componenri di spostamento idiagrammirelativi a due tronchi consecutivi i1 lor6 centro relative nella direzione delle

fig. 3.7.2.c. Come si I: detto, per il tracciamento ulterior! centri, tuttavia, volendo relative (1, 3), si puc scrivere: (1), (3) (1,3) (1,2), (2, 3)~

dei diagrammi non occorre conoscere per eserciz io anche il centro

dererminare

che si cercano.

Esercizio 3.7. Tracciare i diagrammi delle c0111ponel1ti volta labile mostrato inJig. 3.7.1. Per risolvere di spostamento per i1 sistema una

cioe il centro relativo (1, 3)

e fornito

dall'intersezione

della retta AD con la

un esercizio di questo tipo, in generale, conviene anzitutto

parallel a per B aHa dirczione di (2, 3)~ (fig. 3.7.1). Noti i centri, per costruire i1 diagramma dcgli spostame nti nella dircz ione di T1e di 6, si tracciano due fondamentali, ad esempio ortogonali rispcttivamen te alle diretioni di 77eo, su cui si proiettano i cen rri assol uti e rei ativi

J, J,

numerare i vari tratti, ad esempio con numeri romani e, successivamente, segnare i. centri che si rilevano direttamente dall'osservaaione della figura. Nel caso in esame, si individuano immediatamente i centri assoluti (1) e (3) dei. tronchi I e III rispettivamenre, e i centri relativi (1, 2) e (2, 3)~ (fig. 3.7.1 ).-Poiche per tracciare i diagramrni occorrc conoscere 211 - 1 centri, dove 11 I: il nurnero dei tronchi, il passo seguente consisre nella deterrninaz ione dei centri mancanti, avvalendosi dei due teorcrni delle catene cinematiche. il sistema di figura, dunque, sufficicntc conoscere il centro assoluto

(fig. 3.7.2.a, b). Parten do da

I (fig.

3.7.2.a),

si traccia

Per (2).
di r.

(6) Si rieordi ehe la proiczione di un punto improprio su una retta r

e Ja direzicne

.p (orario) rispetto alia fondamentale cio equivale a supporre che il tronco I sia ructato dell'angolo infinitesimo op rispetto al centro assoluro (1). Conducendo le radenti, parallele a 77, per gli estremi del tronco , inolrr e, si deterrnina su d i1 diagramma degli spostarnenti 77rclativi al tratto AB. 11 diagramma degli abbassamenti del tronco II, poi, deve passare per '2 ec\ incontrare la retta d sulla proiettante il centro relative (I, 2). Noti cosi due punti, si traccia la retta che contiene il diagram rna relative al secondo rratro e si dctcrmi55

1.

una retta

d inc1inata dell'angolo

3 Analisi statica e cincmatica 3 Analisi statica e einematica delle strUtturc piane

delle sautture

piane

.. , = 2 i
\

(1.2)
\

II

(1).(2) qualsiasi retta \ del piano

T ~T
Figura 3.7.2

q>

12

2A11111J"3
Figura 3.8.1

~a quindi il diagramma stesso concludendo

la radente parallela a 11 per il trat-

~o in esarne. ! Per determinare gli abbassamenti del terzo tronco, infine, basta osservare che il terzo lato deve passare per 3, proiezione del centro assoluto (3) sulla fondamentale, ed incontrare H secondo lato·sulla proiettante il centro relativo (2, 3)~. Ma essendo la proiezione di un pun to improprio su una retta coincidente con la retta stessa, consegue che il terzo lato del diagramrna passa per '3 e risulta parallelo alprecedente. In rrraniera del tutto analoga, poi, si traccia i1 diagramma delle componenti orizzontali li degli spostamenti(fig. 3.7.2.b).

III

(1)_. (1.2) (2) (2.3). (3). \

Esercizi proposri. 3.8. - 3.12. Perle struiture tiportate nelle Jigg. 3.8.1, 3.9.1, 3.10.1,3.11.1

e 3.12.1 veriJicare i diagrammi delle componenti verticali relativi ai sistemi una volta labili mostrati e tracciare i corrispondentl diagramrni delle component; orizzontali. Si noti che in tutti gli esercizi proposti,
56

IIIIIIII!II~II I
Figura 3.9.1

!fUIUI 111111
III

i centri da detcrrninare

per poter

.,
57

3 ~isi

statica e cinematica dellestrutture

piane

3 Analisi statica e cinematica

delle strUtture piane

~
(2)

(1,2)

o---~--~

(2.3) =-(2) (2)

(1.2)

(1). (.:f;2) (2.3). (3)

II

(2) (1)_

1 (1)_.

(1.2) (2)E r

(1).

12

"2

~
IrTTTIII """1111 "n"nlll 1Tn,11 """"""11

23 III

r
3

_""""'111~11111"""""""'11111"""""11111"""""""11111~1111[UIIDr

Wl"""""'-"""""'' ' ' ' 'rrrrIlI


2 12

II 11111111

T
Figura 3.12.1

Figura 3.10.1

tracciare i diagrammi

sono segnati a lato c~n Ie relative condizioni

da sod-

disfare. I centri noti, invece, sono indicati "icino al vincolo,

relativamente

al tratto

ai tratti inreressati.

Esercizio 3.13
(2) 1(1). III

I (2.3).

(1.2). (3)

Determinare fig. 3.13,1.

lereazioni

oincolari esterne del sistema isostaiico illustrato in

11 sistema in esame

e isostatico

poiche i tronchi

AB e Be, pensati liberi,

I
<

H D B

-1
59

\ 1/2 \ 1/2
Figura 3.11.1 Figura 3.13.1

or"

58

3 Analisi statica e cinematica ddlestruttUre

pianc

3 Analisi statiea e cinema:tic:a delle strutturepiane

hanno 6 gradi di liberti, di liberta, .

rnentre Ie cerniere eliminano esattamente

tali gradi (1, 2); (2) (1)

Calcolo di HA
f


_,_ .••• -.

Per determinare la componente orizzontale HA della reazione della cerniera A si sostituisce detta cerniera con un carrello, avente linea di scorrimento orizzontale, piu la componente HA con cui la cerniera reagiva prima dell'ideale sostituzione (fig. 3.13.2). Il vincolo che prima si trovava in A era doppie, quest'ultimo, invece, sernplice; quindi la struttura divcntata labile, anche se in equilibrio per la particolare condizione di carico. II sistema, essendo labile,

1(1) Er.
- __ "__ •

·w __ •

__

,•.

__

..

..'!;

Per il tracciamento deidiagrammi degli spostamenti, si scelgono due fondamentali, parallele agli assi di un arbitrario sistema riferirnento cartesiano ortogonale Oyz, e si proiettano su di esse i centri assoluti e relativi. llati

en

dei diagrarnmi devono questi ultimi fissi.

passare per la proiezione

dei centri assoluti,

essen do -- ..

e suscettibile

di deformarsi

cinematieamente

struttura pub subire, essen do una volta labile, sol parametro arbitrario.

e determinata

e la deformata

rigida che la a meno

Eli

un

Tracciamo prima il diagramrna delle componenti verticali 11.Supposto che il tronco I ruoti intorno al centro assoluto (1) di un angelo I{J (arbitrario ed orario). il diagramma degli abbassamenti e nullo in I ed e inc1inato di I{J rio spetto all'orizzontale La cerniera si abbassa di HK. Tale cerniera coincide con il centro relative (1, 2) e deve considerarsi appartenente sia al eroncc I che al tronco corrispondenza tro assoluto In maniera

Per la ricerca dei centri assoluti e relativi, si divide innanzitutto ra in tronchi, come ad esempio mostrato in fig. 3.13.2. i

la struttu-

f.

II centro assoluto (2) del tronco II, vincolato al suolo d.alla cerniera, coin. cide con Cj il centro relativo (1, 2) dei tronchi I e II coincide con B, mentre il centro assoluto (1) del tronco I e ubicato sulla retta riper A norma le alia linea di scorrimento del carrello. lnoltre, per il primo tebrema delle catene cine~ati~he, il centro (1) deve essere allineato con i cen~i (1, 2) e (2). Dal scddisfacirnenro delle due condizioni si deterrnina in modo univoco il centro (1).ln simboli, quanto detto di esprime nel modo seguente:

II. Pertanto

per il tronco

II, conoscendo

10

spostamento

in

della cerniera (2), il diagramma

e quello (nullo) in corrispondenza degli spostamenti il diagramma delle eomponenti

del cen-

l1e la congiungente

K2.

analoga si determina

orizzon-

tali 8. Si osservi che i lad dei diagrammi 11e 8 relativi agli stessotronchi dedono risultare tra loro ortogonali. Inoltre, la parte disegnata a tratti del lato I deldiagramma degli spostamenti orizzontali serve solo per la costruzione; essa ~ fittizia, cioe non corrispondente Costruiti agenti; per il P .L.V. si puc scrivere: a punti effettivi del tronco 1. i diagrarnrni 11 e 8, si pub esprimere

i1 lavoro

di tutte le forze

o~
y.T}

zoo
(ll

(3.13.1 )
I

- HA

·8A

+ F 'l1D = o.

11 prime termine di tale equazione negative, essendo so opposto a quello di HA• Ma essendo:

10 spostamento

di ver-

~ = 2Lp,
dalla (3.13.1) risulta

I{JI

l1D = -,

F HA =-.
4

i
Figura 3.13.2

Calcolo di VA'
La componente verite ale della cerniera A si pub determinare disponendo

il carrello oppure un pendolo) con.la linea di seorrimento


do in evidenz a la reazione verticale VA (fig. 3.13.3).
-:

verricale e poncn-

60

61

3 Allalisi statica e cinematica delle strutture piane

Analisi statica e cinematica delle sttUttilre piane

- VA . 210p dacui- si ricava


H (2) =(1)= C '~~

+-

3 2

lop • F

= O.

F~
D

3 ~ =-F. 4

-,

+- -_

Calcolo di Ve e He' Le componenti della reazione della cerniera C si determinano in modo del tutto analogo a quanto visto per il calcolo di VA e HA• Operando in tal modo risulta

Figura 3.13.3

Suddiviso il sistema nei due tronchi tene cinematiche) A ortogonale

I e II e riconosciuti

i centri (I, 2) e (2),

Esercizio ·3.14. Detenninare

il centro assoluto (1) deve essere allineato con essi (primo teorema delle cae deve inoltre appartenere (per definiz.ione) alla retta per Daile due condizioni alla linea di scorrimento del carrello.

le componenti

della reazlone vincolare in B del sistema iso-

statico rappresentato

in fig. 3.14.1.

\
da una [orza concentrata in D, da una cop-

II sistema in esame
pia esterna concentrata

e sollecitato

esposte consegue che il centro assoluto (1) del tronco I coincide con il centro assoluto (2) del secondo tratto, A questo la componente dalla conoscenza stamenti. punt&>Stcorrt incognita notereche, di reazione essendo le [orae agenti orizzontali verticali, VA puo determinarsi prescindendo 0 degli spo-"

nella meezeria del ~ratto verticale (ritto) AE e , infine, in B,

da un carico distribuito can legge costante, sul tratto GK. Per il calcolo della componente verticale dell'interazione

e necessa.' d.el tronchi

del diagramma

delle componenti

rio sostituire la cerniera con una biella di~posta con l' asse orizz on tale ed applicare ai tronchi AB e BC le azioni che essa trasmetteva ai suddetti tronchi prima della sostituzione. ; Note Ie posizioni del centro assoluto (~) e (2), rispettivament~ Ie

A tal fine, proiettati i centri assoluti e relativi sulla fondamentale parallela all'asse z, si costruisce i1 diagramma 17. Supposto che il tronco I ruoti dell'angolo <p arbitrario (antiorario) intorno ad (1). il relativo diagramma

e lineare

u.n centro

relative (1,2) si fissa tenendo presente che esso e situate sUl: ed allineato con (1) e (2) (fig. 3.14.2). Ma essendo quest!

I'asse del pendola

rappresentato dal segmento PQ, della retta IF, delimitate dalle due radenti al tronco AB in esame e parallele alia direz ione delle componenti delle spostainvece, deve tagliare la fondamentale in corrispondenza della proiezione "2 del centro assoluto (2) e intersecare il primo sulla proiettante il centro relativo (I, 2). Esso, pertanto. costituito
mente,

II secondo lato del diagramma,

1/2

I
F

1/2

I
-c;,

1/2

!
K

CDJ]q
B

dal segmento QR. dove l'estremo R rappresenta retta QI can la verticale condotta per H. L'applicazione del P.L.V. consente di scrivere

il punto d'inrersezione

della

',1
1/2+
Figura 3.14.1

0,

cio che e 10 stesso,


63

62

3 Analisi statiea e cinematica delle strUttilre piane

) Analisi Statica e cinematica delle struttllre pianc

.5800_

Y.

'7l

Y.,.,!

~
H' 1
~N

Figura 3.14.3

~2
I
H

."JH"

mento H,'H. ~aturalmente illavere VB' b.'I7B puc essere a~che ~alcolato semma dei l~,veri che Ie due compenenti compiono per 1 cornspondentl stamenti,

"?"

dOf vale l'uguaglianza


\ - VB • b.T/B
hella (3.14.1)
I

spo-

Figura 3.14.2.

=-

VB . HN

VJ3 • NH .

ultimi disposti su una retta parallels all'asse, consegue che - (1, 2)",

il centro
Preiettati

relative

Sestituende

il

punte

impr!?pr!,.o della direziene

sulle due fondamentali

f ef

orizzontale.

i centri
<p in-

e suppeste

che

i1 tronco

I ruoti dell'angole

terne al proprio centre assoluro, i corrispondenti lati dei diagrammi '1'1, 6 sene rappresentati rispettivamente dai segmenti IH elK (fig. 3.14.2). Poiehe i secondi lad (relativi al secondo tratte) devono tagliare Ie rette ~i riferimento in corrispendenza delle proiezioni (2 e 2) del centro assoluto (2) e intersecare i prirni sulla proiettante i1 centro relativo (1, 2}.., essi appartengeno aile parallele ai primi lad condotte per Ie proiezioni di (2) sulle fondamentali (la proiezione di un punto im proprio. su una retra coincide con essi sene rappresentati

si ricava

v.: =---+_.
B

F
4

v#

ql

21

16

i1 pun to. im-

Come si potute rilevare, anche in queste caso i1 ~iag:am~a. ~elle componenti erizzontali .degli spostamenti orizzontali era inutile ai fm! del calcolo di V ; tuttavia esso estate disegnato per cempletezza. 'f. . l~oltre, ripetendo il procedimento piu velte di seguit~ e c~n n~nme~to . . '11 . fi 3 143 il P L.V. consente di scrivere I equazlOalle netazlont I ustrate mig. . ., . ne

proprio della retta). Precisamente,

dai segmenti H'H" e virtuali iIlustrati in

Ki

rispettivamente per Ie componenti '1'1 e O. Per i1 P .L.V. applicato al sistema di spostamenti

fig. 3.14.2, si ha
(3.14.1)

F . .,., 'ID

v.: . b.,.,"B B

ql2 .....:.,{{. oJ' +Y 8

. -0 ,"
'Y -

dei versi di VB e b.T/J3' lnfatti, considerate fisso un tronco, la Va che agisce su di esso cornpie lavoro nullo, mentre l'alrra ha verso oppesto allo spesta64

dove i1 segne - del secondo termine dell'equaziene

deriva da11a discondanza

che, effettuate vare la rea7.ione

le opportune

sestituzion1

e semp

1'['"
I

icazioru,

permette

di rica-

65

3 Analisi statica e cinematica delle strutture piane

3 Analisi statica e cinematica .;I{

delle strutture

piane

H ~.

=-----. 4 21)6

ql

Esercizio 3.15. Verifico.re che la cetniera A del sistema di fig. 3.15.1, casicato suI traito orizzontale KL do. un carico trio.ngolare di valore massimo g, esplica reazione nulla; mostro.re inoltre che risulta

I
Figura 3.16.1

1111
B

facendo uso del procedimento


Si nod che il lavoro del carico triangolare ricava ~mmediatamente
i

deUe caiene cinemaiiche.

per

10 spostamento

virtu ale si

Si noti che la struttura in esame isostatica, poiche i 6 gradi di liberta posseduti dai due corpi rigidi AB e BC pensati liberi vengono completamente soppressi dai tre vincoli in A, in B e in C.

moltiplicando

la sua risultante

I
di spos~amento

Q=-,

3ql 2

Esercizio 3.17. del triangolo, ovvero ad I dalla base

(applic~ta nel baricentro

q)

per l'ordinata

Per la siruitura mostrata in fig. 3.17.1, verifica.re i seguenti valori delle reazioni vincolas!

corrispondente.

v.: C

.Af =l!.=-,
B

21

~ = -+ql,


21

..
fl II II
..:

k-----+----------~L
Q

31 Figura 3.1S.1

II II I
Esercizio 3.16.
1/2

Itq
B

Per 10. trutiura mostrata in fig. 3.16.1, verificare i seguent! valori delle reas
zioni vincolari
Figura 3.17.1

1/2 A

(1,.1(
67

~ =2ql,
66

II

=M

'B

= 2q12

'

3 Analisi statica e cincmatica delle struttUre piane

3 Analisi Statica e cinematica delle sttu ttUre piane

.applicando il procedimento Si nod che csternarncnte 10 strettamente

delle catene cinematiche.

II sistema

in esarne e isostatico, lnfatti,

i1 tronco AB..e

vincolato

con una cerniera e con un pendolo, doe COn un grade di vinco, necessaria ad impcdirne

Essendo al primo tratro irnpcditoqualsiasi spostamento rigido, Ja cerniera in B puo considerarsi fissa, per cui anche BC non possiede alcun grade di liberta; le costrizioni dei vincoli infatti, sene strettamente necessarie a toglicrc tutti i gradi di liberta aI tronco BC. Pcrtanto iI sistema ABC e isostatico,

e fisso.

il mote

rigido; it tratto AB, dunqut

.:<,

Fig'~ra 3.21.1

Esercizi proposti. 3.18 . 3.21. Per le sirutture riportaie nelle

figg.

3 ..t8.1, 3.19.t, 3.20.1

3.21.1, deierminase le reazioni vincolari interne ed esterne dopo averne controllato l'isostaticita.

3.5.

IL PROBLEMA CINEMATlCO DELLE STRUTTURE nell'ambito della Meccanica razionale, come un insieme di parti rigide (travi) vincolate

PlANE. si puc tra esse e al rife-

Mantenendosi considerate

una struttura

rimento fisso. Sia Nil numero delle parti rigide costituenti 5; p.piche al corpo rigido Iibero net piano competono tre gradi di liberta, gli elementi di 5, pensati liberi da vincoli interni ed esterni, conferiscono al sistema un grade di liberta complessivo g pari a

g=3N .

21

..!. .
1

Indichiamo R R

poi con V il grado complessivo

di vincolc, cioe 1a sornma delle

molteplicita dei vincoli interni ed eseemi che connettono gli elernenti di 5 tra essi e alsuolo. Supponiamo, Inoltre, che I sia il grado di labilita, doe il numero di grad! di liberta posseduti da1 sistema, ed j il grade di iperstatidta. ovvero il numero di vincoH sovrabbondant]. (3.3) In generale yale la relazione

Figura 3.18.1

Figura 3.19.1~

3N-

V= l=-],
le condizioni sufficient! di labilita ed! iperstaticita ;

Dalla (3.3) 5! traggono precisamente: (3.4) (3.5)

(3N - V> 0)

=> (Slabile)

(3N - V < 0) => (5 iperstatico).

Le due precedenti
Figura 3.20.1

condizioni

sufficienti

di labilita e di iperstaticita

non

sono perc necessarie, inquanto la struttura puc risultare conternporarrcamente iperstatica e labile e il grado di ipersraticita (labilid) puo uguagliare 69

68

3 Analisi statica e cinematica delle strutture piane

3 Analisi statica e cinematica delle strutture piane

cita 0 I'isostaticita della struttura. Per chiarire i concetti csposti, considcriamo altri esempi. Per entrambe lc strutturc riportate nelle figg. 3.11 e 3'.1:["'· vale la condizione

.~

3N - V = 9 - 8 = 1> 0,
avendo considerate il pendolo P, nei due casi, come vincolo scmplice e non come tratto. Pertanto le strutture sono sicuramcnte labili. Per esse, inoltrc (3.3) si ha anche o
3N - V = 12- 11 = 1> 0 3N - V = 9 - 10 = - 1 < O. Figura 3.9.

i=:

= 1. iperstaticita, percio risulta i = 0 ed

Nella prima (fig. 3.11) non esistono

Figura 3.8

o superare quello di labilidl (iperstaticita}. A chiarirnento si considerino gli esempi riportati in fig. 3.8 e 3.9. Inoltre, la condizione

di quanto detto

(3.6)

3N- V= 0 perche la struttura 3N-V,*0 sia isostatica ..Infatti per

si puc pervcnire anchc considerando che il pro· blema della costruzione dei centri di rotazione ha una sola soluzione (I = 1). Naruralrnente, se si riesce a stabilire i1 grade di iperstaticita, il problema si sernplifica, in quanto si evita la doserueione dei centri di rotazione. Nella scconda, invece (fig. 3.12). essen db il tronco AB vincolato csternarnentc con un grade di vincolo pari a 4, si ha-nna iperstaticita, quindi risulra i = 1.1 = 2. Che la seconda struttura abbia u~ grado di labilit:i pari a 2. 10 si puo anehe vedere mediante le strutture la costruzionc BC e CD (il tronco AB

I = 1; allo stesso risultato

e necessaria,
la struttura sufficiente, Infatti,

e fisso

dpi centri di rotazionc e quindi

rclativarncnte

ai tratti

it centro

di rotazione

non esiste). Per

risulterebbe iperstatica come'i'~facilededtlr;re BC

il tratto

e vincolato
O.

0 labile. Tale condiz ione, perc. non .dalla struttura illusrrata in fig. 3.10.

e riportaro
cita, e

in oggetto il problema

della eostruzione

dei centri di rocazione

nelle figg. 3.11 e 3.12:, ove nel primo caso il pcndolo, per scrnplistare considerato an cora come vincolo semplice e non come trarto. i casi il centro assoluro del tronco BC coincide con la ccrniera per la struttura di fig.! 3.11, la costruzionc dei centri

esternamente

mediante mentre

l'incastro AB

e il pen-

In entrambi B. Inoltre,

dolo che equivalgono

a 4 vincoli semplici,

il tratto

labile.

e univoca-

Dalla (3.3). perIa (3.6), consegue che

l-i=
Ebbene la condizione (3.7)

mente determinata (I = 1), mcntre per quella illustrata in fig. 3.12 ad ogni posizione (2', 2", ... ) del centro: assoluto (2) sulla retta DA corrispondc un

1= j = 0
di valutare la labilita.Piperstaci-

e sufficiente

per l'Isostaticita della struttura, Le (3.3). (3.4), (3.5) e (3.7) permettono

1 volta iperstatica
3N= 9 V=8 i=0 1=1 3N" 9 V=8 I" 2 i= 1

3N - V = 6-6

=0

Figura 3.10

Figura 3.11

Figura 3.12
71

70

3 Analisi statica e cinematica delle strUtture piane

3 Analisi statica e c:inematica delle strutture

piane

lute

(1). 11 centro assoluto del tronco II, invece, per essere il tronco

stesso

.~

.'"
"

vineolato esternamente al carrello, deve appartenere a1la. retta EL; in piu, essendo il trattovincolato al suoloanche con il pendolo improprio, tale centro deve essere un puntoimproprio. Ne consegue che il centro assoluto del tratto

II

e il punto e

improprio

della direzione

di BL.

11 centro

relativo (1, 2i~

infine, dovendo appartenere neato con (1), determinate

all'asse del pen dolo interne in C ed essere allidall'intersezione di T con la parallela ad EL con-

dotta per B. Per le strutture rappresentate


3N V=9

nelle figg. 3.15 e 3.16, invece, = -1

e valida

la

=9

I", 0 i=O

(3.5); infatti per entrarnberisulta 3N - V = 12 -13

< 0,

e quindi
Figura 3.13 Figura 3.14

l-i=-l. 11 problema e· quindi indetermisoluzioLa prima (fig. 3.15) gia impedito

possibile

insieme

di centri

di rotazione.

nato e precisarnente

la struttura

e due volte labile, dipendendola

e una

volta iperstatica

per la presenza

del pendolo P1; CDFG

tale pen dolo, infatti, aggiunge un grade di vincolo eSlerno al tronco a spostarsi per la presenza

ne dalla sola posizione di (2) sulla retta DA. Le strutture riportate nelle figg. 3.13 e 3.14 rispettano risulta

la (3.6), perche

della biella\ in F e della cerniera

3N - V = 9 - 9::;: O.
Nella prima, poi, il problema 'della costruzione luzione, perche oltre ad AB

e fisso

dei centri relativi non ha soCED. Tale tratto infatti,

1=2

anche

il tratto

I., 1

per essere vincolato al riferimento fisso con tre vincoli sernplici, dovrebbe avere come centro di rotazione contemporaneamente un pumo proprio R (determinato dal carrello e dal pendolo) ed un punto irnproprio (per la presenza del pendolo improprio). centro di rotaziorre per il tratto in esame, pertanto, non esiste e quindi il tronco e fisso. Osservando pure che non esiste il centro di rotazione del tronco BC, risulta in definitiva I = 0 e, di conseguenza, anche i = 0, doe la struttura sicuramente isostatica. Nella seconda, invece,

Figura 3,,15

it tratto

AB

vincolato

esternamente

con un vincolo
i=2 1=1

in piu (pendolo P), percio risulta i == 1 e 1 = 1. La labilita di una parte della struttura appare anche dalla costruzione dei .centri relativi mcstraca in fig. 3.14. Si noti che la ricerca della labilita per via cinematica si rende necessaria nel caso in cui non sia facile determinare il grado d'iperstaticita i. Per la struttura in esame (fig. 3.14), essa viene deterrninata per esercizio.

II tratto AB non state numerate perche, vincolato esrernarnente in rnaniera iperstatica, non influisce sugli eventuali spostarnenti della srruttura. 11tratto I, potendo ruotare intorno al punto fisso B, ha in esso il centro asso72

Figura 3.16

73

3 AnaUsi statita e cinematita

delle suutture

piane

3 Anaiisi statiea e einematiea

delle strutture

piane

impropria

in G. Per tale struttura,

penanto.

risulta i

= 1 ed 1= O. La secon.~
.s-

da._invece (fig. 3.16). ha _due ipers~~ti_cita per I~_presenza del pe.!ldoli!l _~P2 . agenti su CDFG; per ~ssa dunque risulta i = 2 ed I = 1. Per Ie predette stfutture la labilita si puc anche controllare attraverso il procedimento delle catene cinematiche. Nel primo case, infatti, il problema della costruzione dei centri di rotazione non ammette soluzione, e quindi, risulta 1 OJ nel secondo, invece, tale problema ammette soluzione relativamente ai tratti AB e BC, per cui si ha I = 1. Le strutture per le quali si ha

£
Figura. 3.18 Figura. 3.19
111 IV V 11
////. ;,.-4;·F"/ ... ',1'/ ~//ht' ..

3N-V*O.
potendo essere costituite contemporaneamente da parti labili ed iperstatiche, da alcuni autori vengono chiamate prevalentemente lab;li se risulta

1-;>0
:e prevalentemente lperstatiche se

\
\

l-j<O.

i3.6. I SISTEMI CHIUSI. \ A differenza diq~anto si verifica nei sisterni aperti (monoconnessi). in ~uelli chiusi (pluTiconnessi) la linea d'asse costituisce dei circuiti chiusi. Se C il numero dei circuiti chiusi, il sistema si dice C + 1 volte connesso. Ad esempio, i sistemi riportati in fig. 3.17 sono rispettivamente 2, 3 e 4 volre connessi.
Figura. 3.20

i
monoc:onnesse; pertanto, essen do isostatica internamente la struttura monocon nessa, la generica struttura chiusa possiede 3C vincoli interni sovrabbondanti. Per quanto riguarda i vincoli esterni, considerando la struttura pluriconnessa come un unico corpo rigido, essa ha tre gradi di liberra; il sistema chiuso, pertanto, risulta isostatico esternamente solo se il grado di vincolo

, Se per ognuna delle suddette strurture si effettua un numero di tagH (sconnessioni triple) pari a queUo dei circuiti, si ottengono altrettante strutture

pari a tre ed i vincoli stessi sono ben disposti (vincoli efficaci). La srruttura illustrata in fig. 3.18 isostatic a per vincoli esterni e 15 volte

o
(a)

iperstatica per vincoli interni; infatti, per riportarla ad una struttura monoconnessa, basta effettuare 5 tagli, uno per ogni riquadro. Quella rappresentata in fig. 3.19, poi, ancora isostarica esternamente, pero risultaessere 9 volte iperstatica internamente, per i1 fatto che sono sufficient! 3 tagH per ren-

derla isostatica. Se la struttura


(b)

e costituita

dall'insieme

di maglie chiuse ed aperte, ma sen-

Figura 3.17

za vincoli interni, il grado di iperstaticita puc essere calcolato introducendo delle sconnessioni in modo da suddividere la stru trura in parti isosratiche. Per escmpio, si riconosce che la struttura della fig. 3.20 diviene isostatic a
7S

74

3 Analisi statica e cinematica delle: ·struttUrc: plane

3 Analisl statica e cmematica delle strutture

piane

3:1;' IL PROBLEMA STATleO -f.

DELLE STRUTTURE

PlANE. relative

11problema

eli .cui si trarea in quest9 p'¥.ag~a(2_e_an~ogo> aquello

al corpo rigido piano. Bsso; cioe,consiste nel sostituire i vincoli interni ed esterni del sistema dicorpi rigidi con le rispettive reazioni, Interne ed esterne, e nello scrivere per ogni elemento del sistema le tre equazioni delia statica (2 ..3) 0 (2.4 ).Tali equazioni possono essere anche sostituite da quelle esprirnenti I'equilibrio alia rotazione intorno a due punti distinti A e B e l'equilibrio alia traslazicne secondo una qualsiasi direzione non ortogonale (7) alia congiungente AB. Si perviene in tal modo ad un sistema lineare di 3N equazioni nelle V incognite reazioni vincolari: questo sistema, poi,

a) •

b)

e orno-

geneo in assenza di forze esterne applicate, Il caso di maggiore interesse 3N::::V,


c)

e quello

non omogeneo

in caso contrario.

per cui risulta

doe il numero
d)

di equazioni uguaglia queUo delle incognite reazioni vincolari. i due casi che seguono. b. della matrice nei coefficienti

Possono presentarsi a) 11 determinante

e diverse-

da zero. In tal

caso il sistema omogeneoammette come unica soluziorre quella banale (rea-'" zioni tutte nulle), rnentre il sistema nonomogeneo ammette soluzione determinata e finita. La condizione delle sole equazioni b. #: 0 e sufficiente univocamente della statica. perche la struttura Ie reazioni se la strutrura sia isostatic a, essendo posslbile determinare con l'ausilio vincolari

Viceversa,

Figura 3.21

isostatica, la soluzione esiste ed e unica per tutte le incognite, quindi deve risultare b. #: O. In definitiva, si puc dire che nell'ipotesi in cui sia 3N = V, la condizione b. #: 0 e necessaria e sufficiente perche la strutrura sia staticamente determinata. Si osservi che b. dipende esclusivamente dallageornetria della struttura, effettuando 7 tagH; infatti si ottengono In definitiva, 5 parti isostatiche:

le prime quartro
Allo

vincolate al suolo mediante un incastro, la quinta mediante una cerniera reale e un pen dolo improprio. il sistema e 21 volte iperstatico, stesso risultato si PUQ pervenire anche considerando it sistema 12 volte iperstatico per vincoli esterni (basta un vincolo di moltepJicid 3 ad impedire un qualsiasi mote rigido del sistema) e 9 volte iperstaticoper sultan do il sistema costituito da 3 maglie chiuse. vincc)Jiinterni, ri-

b) determinante della matrice dei coefficienti nullo. Se I< il rango della matrice dei coefficienti, 3N - 1<. equaz.ioni risultano linearmente dip endenti, doe 3N parentemente

1<.

vincoli risultano

inefficaci.

In tal caso la struttura e percio si comporta

e ap-

isostatic a, perche

PUQ muoversi

come

labile. 11 problema in generale e impossibile. L'equilibrio puc verificarsi solo per particolari condizioni dicarico, per cui so no uguali le caratteristiche
(') Infatti, come e stato gia osservato nel cap. 2, scrivere che il momenro e nullo rispetto a due punti A eB equivale ad afferrnareche larisultante Rdel sistema di forze passa per i suddetti puntLScrivendo, inoltre,che la c:omponente di R secondo una qualsiasidirezione non ortogonalc aIla rerta AB nulla si afferma che anche il modulo della risulta:nte ~ nullo e quindi che il sistema di fone (arrive ereattive) e equivalenre a zero.

Nel case, invece, che la struttura presenti piu vincoli interni, se in ogni elemento chiuso il grade di sconnessione pari a 3, la strut tura risulta internarnente isoseatica. Ad esempio, ciascuna delle strutturemostrate in fig. 3.21 e internamente ed esternamenre isostatica.

76

77

3 Analisi stanca e cinematica 3 Analisi statica e cinematica delle stnltture piane

delle stnltture

piane

L I"

"'l
D B

I I
;

I
I", 1 1=1

C
0
/

1/2

1/2

r
retta

t'H,
i}v:
A_ r:px Figura 3.22.2

-+
tVa

.,~h ~vJ ~ V,H,


~Va

+-

H, B ..
,-§

Figura 3.22.1

app 1 icate su IIa stessa

Per meglio evidenziare

il principio

di azione

reazione. .i deve ri 1 Assunti come 'positivi i versi indicati in figura, per il ~onco AB eve nsu tare: equilibrio alia traslazione secondo x:
Figura 3.22

HI! +HB = 0; della matrice incompleta Importance e di quella incrementata. labili dal punto di vista geometrico equilibrio alIa traslazione secondo y:

(3N - V) 0, ma'~.lt~mpo~tes~o, inequilibrio per la particolare condizione di carico. Ad esempio, le strutture labili mostrate in Hg. 3.22 sono anche
staticamente determinate per la condizione di carico indicata, reazioni vincolarisi determinano in maniera univoca, sfruttando zioni della statica dei corpi rigidi. Anche graHcamente zioni dei vihcoli interni ed esterni si possono determinare in quanto Ie Ie sole equa-

>

il

caso delle strutture

~+~-F=O;
equilibrio alia rotazione intorno a B:

VI-HI--=O; I! I! 2

F!

si osserva che Ie reain un sol modo. mentre per il tronco BC deve aversi: _ equilibrio alla traslazione secondo x: -HB +Hc = 0;

Esercizio 3.22. DeterminaTe Soluzione le reazioni vincolari della struttura rlportata in fig. 3.22.1.

equilibrio alia traslazione secondo

y:

~ - Va

= 0: intorno a B;

analltica.

Il sistema isostatico, in quanto risulta 3N - V = 6 - 6 = 0 e 1 = i = O. Suddivisa la struttura in tronchi, si sono messe in evidenza le reaz ioni incognite esplicate dai vincoli sulla struttura (con un verso arbitrario) (Hg.3.22.2). Supponendo il sistema in equilibrio,

equilibrio alla rotazione Hc1+ ~l= Le precedenti determinante equazioni

o.
costituisco~o formsce = -He= u~ sistem~ line~re non omogeneo
1 seguentl

10

deve esser anche ogni suo elernento.

D.

"* 0 che, risolto,

valori:

Le interazioni della cerniera C sui due tronchi soddisfano gi:l l'equilibrio della stessa; le azioni esplicate dai tronchi sulla cerniera B non sono state
78

VB = HA=-HB

Ve= F/4,
79

3 Analisi statica e clnematica delle ItrUtture piane

Analisi statica e einematica delle structure pianc:

3 ~=-F. 4

isostatica, poiche possibile determinare le reazioni vincolari ton Ie sole equazionicardinali della statica, Spesso si utilizza tale risultato per valutare !'isostaticita, l'iperstaticita 0 la labilita di strutture appunto dall'arcn a tre cerniere. che possono farsi derivare

Per via analitica, du.nque, si trova che la struttu.ra tipo arco a t!e cemiere

I--

Equllibrio ronco AB
II b
8

In notazione matriciale "(8) il sistema risclvente di 6 equazioni in altrettante incognite assume la forma

-!--+---l'-~'--~'r'-"
._.. :---- .... ---j_

I 0 0 I 0.1 0 .__+ -1/2 F = {O} Va o-r-o·ro-·t=~--cii·r··i Ha ._._._. 0


1

oio --,--·-·-r-·T·---·_···· !fA


11011!0

~ 11 I

0 I l-t~.?.
I

EquilibriC) -i;onco Be
II b

0
-1

Figura 3.22.3

I -I

(teorema

N). Ma poiche

Ie rette

di azione delle prime due s'incontrano AK (fig. 3.22.3).

in

K,la retta di azlone della terza sara la congiungente

1- 1

! 01

... ..... ._ ..... __ . .:....

1:

f{;

0 0

O! ovvero, in notazione

010

11\11
! !

Note le retre di azione, i poligoni di equilibrio dei vari tronchi consentono di determinare intensita e verso di tutte Ie reazioni vincolari interne ed esrerne, In fig. 3.22.3 le interazioni della cerniera non sono state applicate secondo la congiungente KC, ma per chiarezza sene state riportate sui tronchi su cui agiscono. -"anziche globale equilibrio Se interessa considerare dell'intera conoscere sol tanto Ie reazioni basta dei vincoli considerare esterni, quello di I'equilibrio struttura dei vari tronchi, .con

He

compatta,

[Aj {X}6 dove

+ [Bj {F}

= 0,

[A)3N X V = matrice dei ccefficienri delle incognite, pende dalla sola geometria del'sisterna;

the di-

(equilibrio la direzione

per vincoli esterni}.

11 poligono

della struttura,

coincidente

il poligono

di equilibrio

del tronco

{.x}6 = vettore delle 6 incognite statiche;


[BJ = matrice dei ccefficienti delle forze;

AB, fornisce immediatamente esterni,

e il verso delle reazioni dei vincoli

{F} = vettore delle forze attive. Soluzione grafica.


Il tronco scarico, doe non soggetto a carichi esterni, per cui su di esso agiscono solo Ie due reazioni vincolari RB ed Rc lequali, per farsi equilibrio, devono essere direttamente opposte. Poiche esse sono applicate rispettivamente in B e in e, la loro retta di 'azioneb lac-~ngiungente Be. Conosciuta la retra di azione di Rs' facile determinare anche 1a retta di azione di R,i' Infatti sui tronco AB agiscono le tre forze F, Rs ed RA, che per 3.8. LE EQUAZIONI AUSILIARIE. accennato, in alcuni casi occorre deterrninare Come si

Be e

e precedentemente

esclusivamente Ie reazioni deiyincqli esrerni e quindi non e conveniente considerate 3N equazioni. Inoltre, anche se si voglionc determinare le reazioni di tutti i vincoli, puo essere utile scrivere il sisterna di 3Nequazioni in modo equazioni cia spezzarlo in piu sistemi. parziaH. Cio puo farsi scrivendo le della static a per I'intera struttura, supponendo che siano solidifiinrerni, e le equazioniausiliarie, che impongono il rispetto statiche relative ai vincoH interni.

l'equilibrio

devono

concorrcre

in uno sresso punro proprio

improprio

cati i vincoli delle condizioni

80

81

3 Analisi statica e cinematica delle strutture piane

3 Analisi statica e cinematics

delle strutture

piane

Esercizio 3.23. Risoloere l'esercizio precedente


.~

complessivo, mediante

ottenuto

applicando

le equazioni

cardinali

della

static a ai

le .equazioni ausiliarie. __
reattive incognite, come sccondo Esercizio 3.24.

singoli tronchi.

,.

e mostratc
-per

Sostituiti

i vincoli in A e in C con le componenti in fig. 3.23.1, le equazioni

di equilibrio alla traslazione

gli assi y ex e l'equazione di equilibric alia rotazione intorno ad A, scritte 11 complesso della struttura con la ccrniera in C solidificata, cioe per Ie sole rcazioni esternc, sono

Determinate le reazioni 1Iinco14ri del14 struttura


11 sistema in oggetto, gia risolto mediante isostatieo. lnfa tti verificata la relazione

riportata in fig. 3.24.1.


del'P.L.V.,

y)
(3.23.1 )

~+Tf-F=O HA+Hc=O ~. 21-Fl/2 necessaria

l'applicazione

x) A)

3N - V

= 1 = i = 0,
per l'isostaticita. Per verificare che non esistono lache seguono (fig. 3.24.1); aneh'essa AB fisso, la cerniera in B puc considerarsi

= O.

e sufficiente

bilita si possono fare le considerazioni a) essen do il tratto

Queste tre equazioni

da sole non possono fornire le quattro reazioni esterne;

il pareggiamento tra numero di equazioni e numero di incognire si ottiene scrivendo una quarta equazione, detta appunto ausiliaria, che, nel caso in csame, esprime l'equilibrio alIa rotazione intorno a B del troncoiAB oppure del tronco BC. Esprimendo, ad esempio, l'equilibrio di BC intorno a B si ha
(3.23.2)

fissa;
b) il tronco BD si comporta per cui il centro della rotazione ed appartenere c) potendo allora come vincolato al suolo in B e in C, assoluta, dovendo coincidere con il punto B di rota-

\
e (3.23.2)

alla retta d'azione di J;f, non esiste; allora considerate la cerniera D fissa, anehe il centro tratto

zione assoluta di quest'ultimo

non esiste, perche esso non puc essere

Le (3.23.1)

cognitc ~, HA eb~s~a~o per dcterminarle. Le restanti incognite e T'B ed HB si possono calcoiare scriven do, ad esempio, le equazioni di equilibrio alla traslazione per tratto BC (fig. 3.23.2); \ brio ' + J;f = 0 (3.23.3)

'.f19,H

costituiscono

un sistema di 4 equaz ion] nelle 4 in-

contemporaneame~te un punto proprio (coincidente con D) ed improprio, per la presenza del vincolo in C. Risultando cosi 1 = 0 ed essendo 3N - V 0, per la (3.3) si ha anehe i = 0, per cui si puc afferrnare ehe

la struttura

e isostatiea.

-Va

Piii semplicernente,

l'isostaticitd

della struttura

puo essere vista osser-

HB

+ He

= O.

Quantunque

non risulti dall'esempio in generale,

ziali di equazioni,

e piu

svelte, la risoluzione

dei sistemi pardel sistema

immediata

della risoluzione

.X

iF
B

Figura 3.24.1

1'/2 ,'/21

Figura 3.24.2 Figura 3.23.1 82 Figura 3.23.2 83

3 Analisi statica e cinematica delle strutture piane

3 Analisi statica e cinematica

delle strUtture piane

x)

equilibrio alIa traslazione secondo la direzione

dell'asse x,

y) = equilibrio alIa traslazione sl?_co!ldola !i.irezione dell'asse y, _ A) = equilibrio alIa rotazione intorno alpolo A del pjano della struttura,
Figura 3.24.3

Tronco BCD (fig. 3.24.4): x) -HIS =0

y)
H
B

~ + Ji, - Va - ql = 0

BCD

ll!l{jq

Figura 3.24.4

~-V-B

~t:-V-c---,t

B)
Vo II sistema costituito

f.6 . I + Ji, . 21 -

qlZ
2

= O.
fornisce

dalIa seconda e dalla terza equazione

vando che essa puc farsi derivare dal corpo rigido AC incastraro statico) mediante l'intrcduzionc di due sconnessioni

in A (iso-

~=2F+supponendo the qll2 sad in fig. 3.24.2.

ql 2

\ ql Va=+F,~2

sernplici in B e in D e

di due vincoli esterni semplici in C e in G; I'inercduaione di due labilid e due iperstaticita, pcrtanto, non altera l'isostaticid del sistema, sempre che le labi1ita non vengano eutivi. Per dererminare tica per i vari tronchi, esplicate (fig. 3.24.2).
TrO!1CO

< F,

i versi di Vc e

Va

s?no con cordi con quelli prefis-

i
HA = 0
~

introdotje

tra due vincoli esterni semplici conscsi scrivono le equazioni della stada essi

Tronco AB (fig. 3.24.5):


x)

Ie reazioni vincolari,

dopo aver sostituito

i vincoli con le reazioni

y) A) da cui si ricava

+ Va == 0 + Val
ql 2
=

-MA

0
qI2 2

DC (fig. 3.24~3):

cquilibrio nlla rraslazione secondo x: VA =-F+-, cquililirio alla rrnslazionc secondo y: -T~-F=O cquilibrio alia rotazionc intorno a D: Ma avendo supposto prefissato in figura.

MA =--

+ Fl.
l;4
ha 10 stesso verso di quello

ql!2

< F,

consegue che

-Me - Fl/2 = O.
Siccome prcfissato

J1)

cd Me sono ncgativi, iI loro verso effettivo

e oppostO

a quello
Figura 3.24.5

arbitrariamcnre

csplica sui tratro BCD cita, spesso utilizzercmo


84

e opposta

in figura. Per questo, pure l'aziqne che la cerniera a quclla segnata in fig. 3.24.2. Pcr sernpli-

in scguito le seguenti posizioni: 8S

3 Analisi statica e cinematica delle strUtture pianc

3 Analisi .utica

e cinematica delle strutture

piane

- rAJ- --- AB

{X}9 ~ HA

1!0! 0!1i 0!0I0 Iij 0 ~· -~ - t..-- • t"""-""+""--"""'1-t- ·--t -1 · o 1 1_ 0 0 L _.!.. 0_ ..1_ 0 l! 0 1I 0. ! 10 i : ............. o 0 1-1 I I 0 ! 0 ! 0 ! 0 !" 0

I I .~~. ·····r·······!········l·······t·······+·······f········~·······l·····
o ........! 0-t--..t- -..---t - -+ -- ~ - ..- t~ - i - .. !0 0 ! 0 I-I! 0 ! 0 i 0 i 0
I I I I I I I

: 0 :-1

BCD

DC

O··"j···()·-r-··O···t···tr·O··t··O···j···O··t···o··j=·i Me

o I -..~ -+- - ..-+- ~ · --:- · i .. !!P.. + --· -~ -- -..t .. o II0 li 0 _ ! 0 ! __ liii ...... 2l i 0 1........_ ~ 0 I0 ..- .._...._...._......._ .._...... !_.._...._..l_.. ...... _ !_ .. ~.:__....... ...... . o I 0 i 0 i 0 ! 0 i 0 :-1 i 0 i 0 T{, ..--..-~----..- ..t -..t -..--~ --- 1-~---..-- L __ -t -o :, 0 I, 0 !, 0 I 0 !' 0 i, 0 • :1 0 HD ! i-1
:

0i1:1

0:0

I =~~~~1~=~=
[B]-. {F}'

11)
B

! 1111 ! I

_........ _--...t-....
o
!
0 -l~I i 0 :

010

00
o

t-

..

::-.

~
-


t
H...

la=2

ql

D
M...

.... -.... --..-- ..~-------. . 0: 1:: ........ -.... ..~--..--...

=i2i2~~"'O'"
.... ?_... L... ? o i -1/2

-··o·--r·o··· t~j
-r

.rA~
v...

= {O},

1rx
3N V == L'asisostatica,

Figura 3.25.1

Figura 3.25.2

Verifichiamo

=I- i

anzitutto

9- 9

= 0 ed I = i = 0, la struttura e sicuramente
e

]'isostaticita

della struttura.

Poiche

Partendo ~al tronco piu a destra della struttura, come si visto, state possibile dekrminare le reazioni vincolari tratto per tratto ; iniziando dal tronco di sirlistra, invece, occorreva scrivere prima il sistema di equazioni reo lativo ai virij tronchi della struttura e poi risolverlo. In alcuni casi, pero, data la particolare disposizione dei vincoli, necessario scrivere comunque il sistema co~ples~i'ifQ}di equazioni relllctivoai vari tratti della struttura. In notazidne matriciale estesa, le nove equazioni d'equilibrio assumono
I

senza ABD

di labilita nella struttura si riconosce facilmente perche il tronco fissato al suolo, mentre il problema della costruzione dei ceritri di

rorazione per i tratti BC e CD non ammette soluzione. Piu semplicemente si pub dire che la struttura isostatic a esternamente per essere vincolata al suo10 con un vincolo di mclteplicirs

3, ed isostatic a internamente
semplici (ben disposte).

in quanto

la maglia chiusa contiene tre sconnessioni Soluzione analitica. al carico distribuito Q= 2ql

I
11 II

l'aspeuo

sopra indicate, ovvero, in notazione : [A]{X}+[Bj{F}=

compatta,

Sostituiro

su BC la sua risultante

{o).
scriven do le equazioni dei tronchi Per ogni tronco, poi, sono state scritte, nell'oralla trasiazione

La matrice

statica [A]

stat a costruita

AB, BCD e DC nell'ordine. dine, le equazioni zione. II fatto importante

e al vincolo in A Ie reazioni esplicabili dallo stesso,le equazioni della statica (2.3), scritte per la struttura riportata in fig. 3.25,2, "forniscono imrnediatamente le reazioni dell'incastro. secondo x e Infatti, scriven do le equazioni di equilibrio di equilialia roo brio alia traslazione caz.ione interne

di equilibrio

da osservare

secondo y ed x ed alla rotadelle

che, una volta invertita la matrice

y.

nonche I'equazione

[A) dipendente dalla geometria del sistema, si determina il vettore incognite {X} per qualunque condizione di carico. Cioe risulta

al polo A, risulta
x)

HA = 0
~-Q=O

{x} == ::- [A]-l [B]{F}


ossia, al variare delle condizioni di carico cambiano solo [Bl ed {F}, Determinate Esercizio 3.25. Determinate 86 concorde

y)
A)

MA -Ql = O.
che risultano essere di verso arbitrariarnente,

le reazioni dei vincoli esterni,

con quelli prefissati

il calcolo delle inreraz.io-

Ie reazioni vincolari della struttura

illustrata in fig. 3.25.t.


ni pub effettuarsi sia scriven do un sistema di 9 equazioni esprimcnri l'equilibrio dei tre tronchi 0ppure, piu sernplicemente, scrivendo dei sistemi par87

~ Analisi stacica e cinematica delle SU'Ilttllre piane

~ Analisi statica e cinematica

delle strutturc: piane

10 _. vet
B 0----1"'1---Vc~

-:; He

---- -- --'lCl;2c_

.....-.....;o

~ Q/2

Figura 3.25.3

Figura 3.25.4 i

Figura 3.25.5

Figura 3.25.6

ziali di equazioni. Ad esempio, Ie equazioni d'equilibrio lalla rotazione dei tronchi BC e CD rispettivamente intorno ai punti B e b ~fig. 3.25.3) assumono l'aspetto

esterne, Per verifica, poi, si puc notare che le reazioni interne ed esterne applicate al tronco ABD verificano le equazioni della static a (fig. 3.25.5).

Soluzione gTafica..
Considerando I'equilibrio di tutta la struttura, I'incastro deve reagire con alla risultante del carico esterno Q. Le rette tenendo presenuna forza direttamente opposta

B) D)
da cui si ricava

-Ql+J{;.21=0 - J{;l-He ·1 = 0,

di azione dei vincoli inrerni, poi, (fig. 3.25.6) si determinano te che sui tr~i:to ABD agiscono,RA,
I

T-(; = Ql2,

He = - Ql2.

,
dei predetti alle

R8 ed RD, mentre sui tronco DC agiscono Rc ed RD i dovendo essere i tronchi in equilibrio, ciascuno dei suddetti insierni di forze deve costituire un sistema equivalence a zero. Si individuano
T1 ed 72, Considerando in seguito il poligono d'equilibrio del tronco BC, si determinano in direzione e verso Ie azioni che Ie cerniere in B e C esplicano su BC, mentre Ie forze direttamente opposte, per il principio di az.ione e reaz ione, sono esplicare sui tronchi BAD e CD, rispettivamenre, Infine, dai poligoni di equilibrio dei tratti anzidetti, BAD e CD, si deterrninano Ie interazioni

Le equazioni di equilibrio alla traslazione verticale ed orizzontale tronchi, poi, forniscono le interazioni in BeD. notazioni rip or tate in fig. 3.25.4 si ha: - iratto Be:

cosile rette

Infatti, conforrnemente

xl
y) - tratto DC: x) y)

-Hl1 +He

=0

Va+v~-Q=o;

inDo

HD -He = 0
VD

Eserciz:io 3.26.

-T-(;

o.
delle reazioni che compaiono nelle prece-

Tenendo conto dei valori nod denti quattro equazioni, si ha

DeterminaTe le reazioni vincolari della struitura facendo uso delle equazioni della sta.tica.
La strurtura in esame

rnostrata

in fig. 3.26.1,

l'B = HB = HD =
Si sono cosi determinate
88

VD

= 0,12.
Ie reazioni vincolari interne ed

agevolmente

..

come bielle, S1 ha 3N - V 1 - i ,;6 - 6 = O. Inoltre risulta 1 = i = 0, perche il centro assoluto del rronco AC (coincidente con A). queUo del tronco BD (coincidente con B) ed illoro centro relative (coincidente Con il punto
89

e isostarica. =

Infatti,

considcrando

i tratti HK e CD

'

3 Analisi statica e cinematica delle strutture

piane

3 Analisi statica e cinematica

delle strutture

piane

- I 11 I I
Qoo!!!~ __

I I I Ilq-"""<lD
h/2

secondo il quale le equazioni della statiea devono valere anche per un insieme di corpi rigidi, una volta solidificati i vincoli che li uniscono. Ad esernpre, le equazionr dena- statica scritte- per oil complesso deiIastruttura con-Ie cen1iere in C e in D solidificate~ mono I'aspetto doe per le sale reazioni esterne (fig. 3.26.4), assu-

I
.

h/2

x)

wz

h/2

(3.26.1)

y)

~+Va-Q=O Va(1 + h cotg a) -:- Ql/2 = O. rappresentano l'equilibrio alla traslazione see l'equazione d'equilibrio alia rotazione

A)

dove Ie prime due equazioni


Figura 3.26.1 Figura 3.26.2

condo gli assi x e y. mentre la tern

di interseeione delle rette CD e HK) non sana aliineati. L'Isostacicita della struttura puc essere provata immediatamente notanda che essa e del tipo arco a tre cerniere, ove la terza di queste (ideale) individuata dagli assi dei tronchi HK e CD. Per il calcolo delle reazieni vincolari, suddivisa la struttura in tronchi e sostituiti i vincoli can le reazioni da essi esplicabili, in particolare per il pendolo P si mettono in evidenza le azioni esplicate sui tronchi AC e DB (fig. 3.26.2), le equazioni della statica scritre per tali tronchi forninelle nove ineognite ~, HA, 5, ~, Ho scono un sistema di nove equazioni

intorno al punto A. Siccome Ie predette equazioni non possono fornire Ie 'quattro incognite ehe in esse compaiono, e necessaria scrivere altre equazioni; ad esempio quelle (ausiliarie) esprimenti I'equilibrio alia rotazione dei tratti AC e BD. rispetrivamente intorno ai punti C e D (fig. 3.26.2) (3~26.2) C)

\
I Le:(3.26.1) tarlte incognite,

D)
e (3.26.2),

~ . h cotg a
costituendo

+ HB

h - 5 d3

= O.
in altretesterne e

un sistema di cinque equazioni Ie reazioni vincolari

permettono

di determinare

10

HD, Va, HB• Tale proeedimento e il piu immediato, rna giunge aHa formulazione di un sistema di equazioni di soluzione manuale alquanto laboriosa. Allo scopo di avere un sistema piu facilmente risolvibile, costituita dali'insieme di piu sistemi parziali di equazioni, si fa rieorso al principio di solidijicazione,

ff"

sforzo nel pendola. Le restanti incognite He' ~, HD, ~ si passon a deterrninare scriven do le equazioni della statica per il tratto CD (fig. 3.26.2) e l'equazicne d'equilibrio x) (3.26.3) alla rotazione -He -HD ~ -~ =_0 =0 -Ql/2=O. =0 interne al punto A dei tronehi AC e CD solidificati in C (fig. 3.26.3)

I
A _ H..

y)

C)
.1)

~1-Ql/2

~1+HDh-5d2

dove Ie prime tre equazioni si riferiscono al tronco CD e l'ultima equazione al tronco ACD. Le equazioni (3.26.1). (3.26.2) e (3.26.3) sono state seritte assumendo _come versi positivi delle reazioni interne ed esterne quelli riportati in figura.

h
Figura 3.26.3 Figura 3.26.4

Esercizio 3.27 Risolvere graficamente una [orza orizzontale l'esercizio precedente, considerando applicata anche F su AC.
91

90

3 Analisi Statica cocinematica

delle sttunure

plane

Analisi Stacica e clnematica

delle struttIJ.re piane

Nella statica dei cotpi rigidi e in quella dei carpi deformabili

.;

. cipio _di .sQvrapposizi'm!~ q.eglieffetti. .secondo, cui gH ~£fcmi di forze sana SOmma degli effetti che ciascun sistema provocherebbe

il prin~i~_s_i$temi di
vale da solo
f

Note le direzioni di tutte le reazioni ed il carico estern a F, si determinano 'i 'mod~h ed i versi delle reazioni esterne (Hg. 3.27,1.b). NotaRB, poi, si trovano i modul! ed i versi di RDedS (fig.3.27.1.c) (equilibrio-del trattoBD).L'equilibrio del tratto cP, infine, consente di ricavare la reazione Re' <jonsiderando la stuttura soggetta al carico distribuito, ai Hni del calcolo delle reazioni e lecito sostituire ad esso la Sua risultante, Tale case, non di imrnediata soluzione, puc essere risolto per tentativi (fig. 3'.27.2). Supponendo nota la direzione r di RA e detta T l'intersezione di r con l'asse del pendolo, per I'equilibrio del tratto AC la retta di azione di Re e la congiungente TC, Per l'equilibrio del tratto CD, poi, nota l'intersezione di Rc can Q, la retta di azione df Rp risulta essere la congiungente ND. La retta di azione di RB, infine per l'equilibrio di DB, passers per B ed R.

sulla struttura, In virtu di tale principio, si possono determinaregraficamente le reazioni vincolari provocate dalle singole fOr7e, F e Q, e sornmarle successivamente. Consideriamo prima la struttura soggetta alla forza F, Pe~ l'equilibrio del tratto CD, Ie reazioni Re ed RD suI tratto stesso sono uguali e contrarie ed hanno come retta d'azioae la congiungente CD. Sui tratto DB agiscono le forze RD, S ed RB che, per Farsi equilibrio, devono concorrere nel punta R di intersezione delle prime due forze. La rerta di azione di RB• pertanto,e individuata da ReB. Per l'equilibrio dell'intera struttura, poi Ie forze RB, RA, F devono concorrere nello stesso punto H, inrersezione delle rette di azione di RB ed F (che sono note). La rerta passante per A e H, dunque, e la retta d'azione di RA (fig. 3.27.1.a),

Poiche il punto G non appartiene alIa retta n di azicne del carico esterno Q, cioe non essendo soddisfarrc l'equ ilibrio per vincoli esterni, la direzicne scelta per la reazione struzione finche esatta del problema in A non equella giusta. Oc~orre allora ripetere richiesta. \ la cocon Gnon soddisfi la condizione Cioe la soluzione

R F
b)

si verifica solo quando i singori tratti e la struttura

i vincoli interni solidificati risultano equilibrati.

~RA
Ro

Esercizio 3.28. Determinare 3.28.1, sollecitaia


a)

grafica~ente

le reazioni

della st\-uttura

isostaiica

di fig.

~
c)

da una coppiaoA

nelZ'estretno

libero G.
I

Figura 3,27.1

Osserviamo, irmanz.itutto, che i pendoli Pl e Pz hon reagiscono per I'equiHbrio della cerniera T. Sui tronco ED allora, agiscono solamente le reazioni del pendolo E e della cerniera D. Poiche tali for~e non possono avere la stessa retta d'azione, per l'equilibrio del tratto esse devono essere nulle, Per l'equilibrio del tratto AGE, poi, la reazione RA deve costituire con la reazione del pendolo una coppia uguale e opposta a quella esterna; detta d la distanza tra leloro rette d'azione, si ha

con i versi indicati in figura, Per l'equilibrio nel punto


Figura 3.27.2

del tratto

DCB, infine, la reazione

RB deve concorrere

di inrersezione

di R~ eVe'

Ma essen do R~ la reazione che il penoppostD. a R~, dal poligono di le reazioni vincolari del car-

dolo P esplica su DeB (tratto 11), direttamente equilibrio mostr aro in Figura si determinano rello C e dellacerniera r-, B.

92

93

3 Analisi statica e c:inematic:a delle StI:Uttuie piane

3 Analisi statica e cinematic:a delle s~tture

piane

si ha anche i = 0, per cui la struttura

e sicuramente

isostatica,

Per l'equilibric del tronco scarico AB, RA ed R~ devono costrtuire 'un sistema-· equilibiante-dellit"'copplii'cOri "cui reagisce il pendolo impro-

prio, doe

la retta

di azione a di RA

deve ess_rre parallela

riamo poi il tronco B, uguale ed opposto

BC. Su esso agiscono

il momento

M;

a P. Considedel vincolo

in

alla coppia agente su AB, la reazione

Rp

del pendolo

P, la cop pia estern a .4f e la reazione Rc della cerniera in C. Poiche la retta d'azicne della risultante di M; ed ~ la retta (a), per equilibrare la coppia esterna RA ed Rc devono costituire una coppia: quindi la retta di azione

Conosciute le rette di azione delle reazioni dei vincoli esterni, e possibile determinare l'intensiea ed il verso tenendo presente che le fone applicate
devono essere assorbite dai vincoli esterni per l'equilibrio di tutta la struttu-

(c) di Rc

e la parallela

per Calla retta (a).

'~+ S ': 8 5+~ -=-:_!L


~Figura 3.28.1

ra. I vincoli interni, infatti, reagiscono con delle reazioni mutue (interazioni) rna non assorbono le sollecitazioni esterne gravanti sulla struttura. Pertanto si ha RA =Rc=-'

10

A
d2

Esercizio 3.29. DeterminaTe 3.29.1. grilficamente

i cui versi sono stati indicati in figura, Dovendo inoltre R A ed equilibrare la coppia con cui reagisce il vincolo in B sui tronco AB, si ha che questa

~f

le reazioni vincolar! rifT la struttura

di fig.

ultima e oraria e vale

MB = R~ d1 = RA d1·
Infine, le reazioni che i1 pendolo P ed il vincolo in B esplicano sul tronco Be sono uguali ed opposte alle rispettive azioni esercitate sui tratto AB.

II centro di rotazione assoluta del tronco I coincide fon A, quello del tronco II coincide con C, mentre il centro della rotaz.ione relativa tra i tronc hi I e II e il punto improprio dell'asse del pendolo P; poiche i tre centri non sono allineati, risulta I = O. Essendo inoltre 3N - V = I - i = 6 - 6 = 0,

Esercizio 3.30. DeterminaTe gTaficamente

Ie

reazioni

vincolari

per la strutiura

di fig.

3.30.1.

~+- ~::.. 1~ +1',I ::.

Per la struttura riportata in figura, caricata daJla forza esterna F, risulta 3N - V = I - i = 6 - 6 = 0; inoltre, il problema della costruzione dei centri di rotazione non ammette scluzione. II centro assoluto del tronco AB, infatti, non esiste perche esso non puc conternporaneamente coincidere COil A ed appartenere all'asse del pendolo

t:igura 3.29.1

Pl' quindi il tronco AB non

e cinematico,

cioe

e fisso.

Stabilito

cio, il pen-

dolo improprio in B puc considerarsi un vincolo esterno; pertanto anche il centro' di rotazione assoluta del tronco BC non esiste , in quanto il pendolo 9S

94

3 Analisi statica e cinematica delle strUttUre plane

3 ArIaiisi statica e cinematica delle strUtture piane

~B
H

o
Figura 3.30.1

~
Pz ed il carrello in C plice in B

( ");::. '5
10

~o
Figura 3.31.1

fissano nel punto proprio K, mentre il vincolo sern-

10 fissa

in un punto imprcprio.

che i = 0, per cui la struttura

e isostatica

Risultando (condizione

quindi

= 0, si ha an-

sufficiente).

esterno, pertanto,

consideraztont

analoghe valgono per il tronco CDH. La cerniera H, £is4. La restante parte, poi, puc assimilarsi Infatti ad

II problema

del calcolo delle reazioni vincolari non e risolvibile per vjncoli i vari tronchi. Partiamo dal tronco AB seaMB i per l'equilibrio

puc considerarsi

esterni, percio occorre analizzare rico. Su esso agiscano R A ' Rp, una coppia equilibrante proprio, del pendolo

Rp,'

il momento

R A deve costituire con MB con cui reagisce il pendolo imcui agiscono Rc' Rp ,

un'unica .trave con ~ernjera in ~\e pe~dolo improprio in E. Osserviamo, anzttutto, che 1 \trattl HG e GE so no scarichi. zioni del bipendolo equilibrare G e del pen dolo P dovrebbero la coppia ME' per l'equilibrio

le rea-

comemporaneamente le

doe la retta di azione del vincolo in A deve essere parallels all'asse


Pl' Considerando

di GE, e la reazione in H, per l'equirisultano che

poi il tronco BC,su

libiio di GH. Ma essendo il sistema, e quindi i singoli tratti, in equilibrio, precedenti condizioni devono essere entrambe soddisfatte doe nulle Ie reazioni dei vincoli in H, E e del pendolo P. '

- MB, F, si ha che la risultante di Rp. ed Rc' che passa per K, deve costituiie con F una coppia che equilibrata da - MB• Decomposta la forza - F secondo le rette (c) e (P2), si determinano Ib reazioni del carrello e del-pendolo P2i

tt,

Dall'equilibrio il pendolo

alia eraslazione.verticale

del tronco CD, poi, consegue alla rotazione

inoltre, osservato che Ill.coppia con cui reagisceil pend6!o improprio to AB e antiorario e vale M B = Pdl dolo Pl costituiscono per l'equilibrio
MB
'

sul trat-

in D non reagisce, rhentrel'equilibrio

comporta

le reazioni della cerniera in A e del pen· una cop pia oraria tale che Pdl

che la reazione del vincolo in C sui trarto considerato, coppia uguale ed opposta a quella esterna ..If.

ossia Mg, sia una

Si determinano
. RB

infine le reazioni vincolari esterne non nulle

=---=---.
d2 d2

=RA

=-,
I
la cop pia estern a ovvero la col' pia M~ espliABC.

AI

Esercizio 3.31. Detenninare graficamente le reazioni vincolari della struttura di fig. 3.31.1, Esercizio 3.32.

che devono controbilanciare cata dal bipendolo C suluitto sollecitata in L da una coppia concel1trata .;f(. La struttura il movimento. in esame

chiaramente

isostatica,

Infatri

iI tronco ABC e
in C come vincolo

fissato al suolo con un grade di vincolo strettamente Potendo cosi considerare

necessario ad impedirne

Determinare 3S2.1.a

graficamente

le reazioni concentrataF

wincolari per la struttura nel pun to G.

di fig.

il doppiopendolo

soggetta ad unaloTza

96

97

Analisi statlca e cincmatica delle strutture piane

3 Analisi statica e cinematiea delle strutture

piane

risulta 3N -

V = 9 - 9 = 0 cd i = O. La struttura, perc, non e risolvibile per ! vi~coli estcrni, p(!rche. ~. in.~ognita_la x:e5~a.di _azione _c!eJlax:e~!C?nC!. ~. __ in__
Pertanto occorie considerarc l'equilibrio dci vari tratti. Tronco EL:'1.a reazione del vincolo in L deve essere direttamente

La struttura,

come si pub facilmente

controllare,

e isostatica,

in quanto

ne

RL,

esplicata

~alpen~olo

sul tronco in esarne, sara opposta ad RB ed apCOS!

plicata alia retta e. In maniera del eutto analoga si determina zione vincolare interna ed esterna.

ogni rea-

Tronco LBD. Su di esso agiscono la reazione Ra, u momenta pendolo improprio c la reazione Ri del vincolo in L. Per l'equilibrio ve costituire in B. con

a quella della cerniera B: essa passa per E ed inL.

e parallela

opposta Esercizi proposti. 3.-33 -3.35. Per le sttutture illustrate nelle figg. 3.33.1, 3.34.1 e 3.35.1, verificare I'isostatieita e determinate i versi delle reazioni vincolari.

all'asse dci pendoli

Mb

Rl

una coppia cquilibrante

del momento

Mb che il vincolo

del RB de-

in D esplica sui tratto 1. Si dctermina

cosi la retta di azione b della reazione

Tronco ADEC. Su tale tronco agiscono Ie reazioni esterne RA ed Rc' queUe interne R~ ed nonche il carico esterno F. Per l'equilibrio del tron-

Mg,

co LBD, la risultante

delle reazioni del pendolo improprio D e del bipendolo

L agisce sulla retta b. D' altra parte la risul tan te della reazione in C e del carico esterno (Ie cui rette d'azione s'incontrano in H) deve equilibrare la risultante di RA ed (che passano per K). Per I'equilibrio le due risultanti devono es-

Ra

sere direttamente

opposte,

quindi, avranno come retta d'azione la congiunFigura 3.33.1

gente HK (fig. 3.32.l.a). Per determinare il verso delle reazioni vincolari, si parte dal tronco caricato. II poligono di equilibrio del tronco II (fig. 3.32.1.b)

consente di determinare la reazione del pendolo C e la risultante R, delle reazioni della cernicr;i.ip.clcl pendoloin A; l'~quivalenza di fig. 3.32.l.c, poi, permette di dererminare tali reazioni, Per l'equilibrio del primo tronco,la reazio-

3.33. Per I'equilibrio secondo la congiungente

del tronco

I, la reazione

del vincolo in D

e 4iretta

KD, essen do K il pumo d'intersezione

de1l6 dire-

D/.: P.

zioni note di Rc ed RE• Sui tratto II agiscono RD, RE, RB e Q. La risultante delle prime due, per l'equilibrio del tronco I, ha come retta di' azione Passe del pendolo in C. Pertanto, se S il punto di intersezione di tale retta con il carico esterno, per l'equilibrio del tronco II (teorema N), la reazione R B ha come retta d'azione t !a congiungete BS. Sulla retta di azione AB). r

b)

applicata

anche

Ia reazione

dell'incastro

A (equilibrio

di

3.34. Per l'equilibrio retta formi EA, me~tre


RE,

del tratto

AE le reazioni

RE ed RA

agiscono sulla in D EDF agiscono

l'equilibrio con quella


Rp

del tronco DC irnpone del pendolo

che la reazione

una coppia
RD,

in C. SuI tratto

Ie reazioni l'equilibrio
Figura 3.32.1

del tratto.

e Rp; esse devono costituire un sistema nullo per Poiche la risultante delle prime due passa per G, di Rp ed

anche Ia risultante

di Rp ed R p deve passare per G. La risultante

RF, inoltre. deve passare per B (teorema N), dovendo essere soddisfatto l'equilibrio del tratro BF. Le reazioni del pendolo P e del bipendolo F,
99

98

3 Analisi statiea e cinematica delle strutrure pianc 3 Analisi statica e cinematica delle structure piane

f.

Figura 3.35.1 Figura 3.34.1 . I

pertanto, hanno la risultante agente sulla retta GB f). Detta H\l'intersezione di talc retta con l'asse del pendolo P, poi, l'orizzontale per H f*nisce la retta di azione della reazione del bipcndolo F. I 3.3 5. Pcr l'equilibrio il carico esterno, cui del tronco Ee, la reazione della cefniera E deve di RE con retta HD su

3.36 - 3.42. Determinare le reazioni vincolari dei sistemi illustrati nelle figg. 3.36.t, 3.37.1, 3.38.1, 3.39.1, 3.40.1, 3.41.1 e 3.42.1, sia dal punto di vista analitico ehe grafteo. Per quanto riguardala determinazi;ne grafica, tisolvere Ie singole strutture considerando applicate un solo carico per volta. Verificare inoltre l'isostaticita delle strutture, dimostrando ch« il problema della costruzlone dei centri di rotazione 110nammette solueione.

agire sulla retta BG (teorema N). Detto H il punto d'incerseaione

e applicata

si determina

per l'equilibrio

del tronco DE

hi

la rcazione della cerniera D. SuI tratto ABD agi~cono 4 forze

RD, Rp' RA,


cui concorrono

RB, che devono costituire un sistema nullo. Se L: eil punto in


RIJ ed Rp, la loro risultanre passa per L e quindi, per l'equiFigura 3.36.1

librio del tronco ABD, anche la ris~ltante di R" ed RB deve passare per tale punto. Si conosce, cosi, un punto (L) per cui passa la risultante delle reazioni vincolari del bipendolo A e della biella B. D'altra parte, risolvendo la stru ttura per vincoli esterni, ossia equilibrando

il carico con le forze reattive,

la risultante di Riled R B deve concorrere (teorema N) nel punto K di intersezione del carico esterno con la rcazione del carrello C. La retta LK, dunque, rappresenta la retta d'azione della risultante di Riled RB• Infine, dereo Til punto d'intersezione di LK con l'asse del pendolo in B, si determina la retta d'azione sue bielle. del bipendolo in A mandando la parallela per T agli assi delle

(9) La re tta GB di azione della reazione in B, si pub anche deterrninare considerando l'equilibrio per vincoli esterni della parte di struttura privata del tratto DC, caricata in D dalla forza

»a«

Figura 3.37.1

100

101

3 Analisi statia e cinematica delle structure piane

3 Analisi Statica e Cinematica delle structure piene

_3.9 .. TAVOLA SINOTTICA DEI VINCOLI INTERNI

t/2
~/2
21

L~ Hg. .3.23 illustra

sinteticamente

tutti

i vincoli interni

sinora incon-

trati. Nella prima colonna sono indicati i corpi rigidi interessati dai vincoli e le interazioni che i vincoli stessi trasmettonc ai due corpi conrigui. Nel caso piu generale di-problema piano, le interazioni sono costiruire da due coppie di forze X e Y, dirette secondo gli assi x e Y rispettivamente , e daIle cop pie concentrate M. In corrispondenza vincoli della colonna interazioni delle presrazioni, nella direzione si puc notare degli spostarnenri come i relanon trasmettano

Figura 3.38.1

Figura 3.39.1

tivi consenciti. Questi ultimi, poiche si considerano soltanro nel piano del sistema, si riducono ai tre spostamend relarivi /::'x = dxB-dxA

i movirnenti

/::,y=dYB-dYA
t;,'p = dCPB -

dcp A
infinitesime
/::'x e /::,y secondo

I I
. .
..

che rappresentano y e la r otazione

Ie rraslazioni infinitesirna

gli assi x e

/::'cP attorno

ad un asse orrogonale al piano x - y .

E' da notare che i movimenti relativi in discorso riguardano le sezioni terrninali delle travi (corpi rigidi) connesse dal vincolo, i cui baricenrri sono A e B. Nella prima colonna della fig. 3.23 si puc osservare che, solo nel caso
21

del vincolo di "disconcinuica

materiale ", sono indicati gli anzidetri baricentri

Figura 3.40~1

Figura 3.41.1

A e B delle sezioni terminali delle due travi contigue. Le sezicni terminali possono derivare, ad esempio, da un taglio effertuato in corrispondenza delIa sezione S, indicata in fig. 3.23 per rappresentare il vincolo di continuira mareriale, Nei restanti casi, i baricentri A e B delle sezioni concigue connesse dal vincolo non 50110 indicati.

Figura 3.42.1

102

103

3 Analisi Statica e Cinematica delle strutture plene


... PRESTAZIONI SIMBOLO OENOMINAZIONEI------,.-------I STATICHE CINEMATICHE TIPO

3 Analisi Statica eCinematica

delle strutture

piene

..

-01

_._.

---_

SIMBOLO

.-

._-

. ...

- _ ... ..
DENOMINAZIONE

... '

PRESTAZIONI ...

..

VINCOLQ

STATICHE

CINEMATlCPE

TIPO 01 VINCOLO

--X..,o CERNIERA V"'O Vlncolo doppio odi moltepllcita ConnesslOile doppla Sconnessione sempllce m =v=2

'~
'"

Corpl rlgldl

~
M \
Vlncolo

PEN DOLO IMPROPRIO oppure DOPPIO·DOPPIO PEN DOLO M

x=o V=O M¢O

llX>F 0 L1y": 'L1"'=

0
0

Vlncolo .. mptiee odi molteplleiU Connessione semplice Sconnessione doppi. m

Corpl rigidI

= y=

X =0 PENDOLO oppure BIELLA V¢O M=O

lIX"'O L1V = 0 L1",..,0

Vincolo semplic. o di molleplicita Connessione semplice Sconne5sione doppi.

'~

- t~X

X¢O "'CDrITINUITA' MATERIALE INS V..,O M..,O L1x = 0 L1V'" 0 L1'" = 0 Vineolo lriplo o di molt.plicita Connessione triple Stonnessione nulla 3

V:COIO

Corpa

rlgido

m =v=l

m=v=3

BIPENDOLO oppure DOPPIO PEN DOLO


oppure

X¢O YeO M¢O

L1x = 0 L1V'" 0 L1'" = 0

Vincolo doppio o di molteplicltis 2 Connession. doppla Sconnessione sempllce m=v= 2

CERNIERA IMPROPRIA
Corpl rigldl

'~~7
SeZlonl rllultantl

DISCONTINUITA' MATERIALE oppure TAGLIO IN S

X=O YeO M=O

L1x.., 0 AV¢O L1",¢ 0

Vincolo nullo o di molteplicita Connesslone nulla Sconnesslone tripla m = v= 0

Figura 3.23

104

lOS

4 Le caratteristiche della sollecitazione


4.1. GENERALlTA'.
Quando si parla di tralle 0 struttura monodirnensionale ci si riferisce sem pre ad un solido in cui una dimensione (quella Iongitudinale) predomina sulle restanddue (quelle trasversali). Precisamenre, si definisce trave il solido generate da una figura pian a ,n che si muove nello spazio mamenendosi sempre normale alIa traietroria s descrltta dal suo baricentro G. Durante il movirnento la figura p~o

comunque variare di forma e dimensioni, purche cio avvenga con continuita, La traiertoria s descrieta dal suo baricentro prende il nome di asse della trave; la figura normale.

n, nella

generica posizione,

si chiarna sezione retta

sezio1{e

Affinche possano utilizzarsi i risultati di De S. Venant, fin d'ora si ~a l'ipotesi (anche se non necessaria nella static a dei corpi rigidi) che Ia trave sia a piccola curvatura ed a sezione debolrnente variabile. In mold fenomen'i che si studieranno, l'esperienza dimostra che la deformabilica dei corpi non ha un'influenza apprezzabile, per. cui in tutta la prima parte del teste i corpi verranno considerati rigidi. Si consideri ora la trave mostrata in fig. 4.1, soggetta ad un sistema di., forze in eq ~ilibrio e suI cui asse sia fissato un sistema di ascisse curvilinee

Figura 4.1
-s:

107

4- Le clIl'Bttcr1stiche della sollecitaZione avente l'origine nella sezione di estFcn1'ita. ,u~ e orientate .-..$i. supponga, da sinistraa destra,
"t"...... _..' -

4 Le carattcristiche

della 50necitazlone

M ;::1,'iwmetlto j7.ettente secondo x

effettuat~ tronchi illustrati in flg. 4.2. La sezione retta risultante da1 taglio appartenente al tronco (I) si dice sezione di normale positiva, quella appartenente al tronco La tuato tronco taglio (II) sezione di normale..negativa. trave inizialmente era in equilibrio (per ipotesi), ma dopo aver effetil taglio i tronchi (I) e (II) generalmente non 10 saranno, Aff~che ~ (I), ad esempio, resti in equilibrio, basta applicare sulla sezrone di di ascissa s $ le azioni che la parte (II) esercitava sulla parte '(1)

inolrrev di dividere la trave in due.zraeri mediante un. taglio in corrispondenza della sezione s = $. Si()ttengonocosl i due

. -M-= momento y Mz
Tali caratteristiche zione,

flettente

secondo y'

= momento

torcenie.
azioni interne nella se-

si dicono anche semplicemente

Se l'asse della trave s appartiene ad un piano, ad esempio yz, e la trave simrnetrica rispetto a tale piano, la trave si dice piana e i1 piano yz si chiama piano medio,

attraverso la sezione stessa di taglio, prima di effettuare i1 taglio. Siano R ed M la risultante ed i1 memento risultante di tali asioni, che SI chiamano insieme azione interna nella sezione ,uj sis. R che M possono considerarsi applicati nel baricentro

Se anche le forze agend appartengono al piano medio, si parla allora di 'problema piano. In un problema piano le caratteristiche della sollecieaeione si riducono a tre: T, N, M e si chiamano semplicemente sfOTZO di taglio, sforzo normale e momento jlettente' (ng. 4.3). A meno della convenzrone sui segni, le caratteristiche dell'aeione interna, nel caso di problema piano, possono cosl enunciarsi: a)

C della sezione. Per ragioni di equilibrio,

R ed M sono uguali e contrari rispettivamente alla risultante e al momento risultante delle forze agenti sulla parte (I) e coincidenti con la risultante ed il momento costituiscono risultante delle forze agenti sulla parte (II). Cioe, R ed M delle forze agentt su (I) ed il sistema

10

sforzo

nonnale

N(s)

in una sezione

di ascissa

s coincide

con

il sistema equilibranre

la cornponente, secondo la tangente z all'asse della trave in s, della risultante di tutte Ie forze (attive e reactive) agenti a destra 0 a sinistra della sezione ; b) 10 sforzo di taglio T(s) nella generi.ca sezione di ascissa s coincide con la componente, secondo la normale y all'asse della trave, della risultante di tUtte le fcrze (attive e reattive) considerata; c) il momento jlettente agenti a destra sezione
0

equivalente delle forze agenti su (II). Considerando una terna cartesiana ortogonale Gxyz , solidale con la sezione corrente, con gli assi x e y coincidenti congli assi principali d'inerzia della sezione (0 anche qualsiasi, purehe della trave e orientate tale terna forniscono, sollecltazione interna
:t

ortogonali)

e con l'asse z tangente all'asse

a sinistra della sezione col momence, viene tagIiato),

come questo, le proiezioni di R ed M sugli assi di per definizione, le seguenti 6 caratteristiche della
0

nella generica

coincide
0

componenti

dell'azione interna:
0 0 0

rispetto al puntb di ascissa s (punto in cui l'asse della struttura


_::-.'

R =T
y
z

x y

= sforzo = sforzo

di taglio

taglio secondo x taglio secondo y assiale

di tutte Ie forze (attive e reactive) agenti a destra considerata,


,(;.1

a sinistra della sezione

R = T = sJorzo di taglio R =N normale

Nella terminologia tral!e se i1 suo asse di piu travi rettilinee telaio.

corrente, rettilineo,

1a trave piana si chiama semplicemente areo se il suo asse curvilineoj iI sistema

(non allineate)

mutuamente

connesse

si definisce

poi

Sezicn. di normale negativa M


~-

~5 (II)

Bigur~ 4.2

Sezione di normale positiva


,~

Figura 4.3

lOll

109

4 Le caratteristiche della solledtazionc l'asse della trave uguale alIa componente cambiata di segno;'"'" c) la derivata J del momento flettente allo sforzo di taglio T diminuito distribuita cambiata di segno. Le relazioni equilihrirr-per punti diz. differenziali (4.1)

4 Le caratteristiche

della IIODecitazione

'-----z

tagliante M risperto

del carico distribuito all'ascissa flettente

4.2. LE EQUAZIONI -RETTILINEE. Si consideri

INDEFINITE

DI EQUILIBRIO

PER LE TRA VI -- -- ----- --verticale -

uguale

una tfave rettilinea

caricata da un carico distribuito

della cotnponente costituiscono

della coppia indefinite di

q (carico tagliante),

da uno orizzontale

p (carico assiale), da forze e coppie

concentrate e da coppie distribuitelm. Isolando dalla trave un concio di lunghezza infmitesima dz, su cui non agiscono forze e coppie concentrate (fig. 4.4), se nel punto di ascissa z, sulla sezione sinistra del concio, le caratteristiche della sollecitazione sono M, NeT, nel punto di ascissa z + dz, sulla sezione destra del concio, Ie caratteristiche rispettivamente M della solleeitazione saranno

Ie equazioni Tali relazioni

le travi piane ad asse rettilineo.

in cui i carichi p = p(z), q = q(z) e m

= m(z)

sono valide nei continue

sono funzioni

dM, N

dN e T

dT; cio perche le azioni esterne secondo la direzione di intersezione, di p dz

Nell'ipotesi in cui i carichi agenti siano vertic ali, ossia coppie distribuite m, si pub scrivere:

= 0 e non esistano

agenti sul tronco sono infinitesime. Le equazioni di equilibrio, alla traslazione I e q dz e alla rotazione : rispettivamente: intorno al loro punto

forniscono

- =-q dz
(4.2) dM -=T

dT

-=-p dz
dT -=-q

dN

dz

equivalene! all'equazione (4.3)

I
I

\(4.1)

d2M dz2

=-

q.
forze F
0

dz

------ == T - m. dz
Le (4.1) consentono di affermare che: a) Ia derivata dello sforz o normale N rispetto all'ascissa z misurata secondo l'asse della trave

dM;

Nelle sezioni in cui siano applicate valgono Ie condizioni (4.4)

coppie

.;I{

concentrate,

e uguale

alIa componente

assiale del carico distribuito

Cioe, nelle sezioni sedi di forze concentrate,

Ia variazione

del taglio

e pari

cambiata di segno; b) la derivata dello sforzc di taglio T rispetto all'ascissa z misurata secondo

al val ore della forza concentrata, mentre nelle sezioni sedi di cop pie concentrate la variazione di momento uguaglia il val ore della coppia esterna. Le relazioni differenziali (4.2) e (4.3), associate con le condizioni ai limiri che tengono conto della presenza dei vincoli, permettono nelle strutture isostatiche le funzioni T=T(s) e M=M(s). di determinare

4.3.
T+dT Figura 4.4

CONVENZIONI

SUI SEGNI

E SUL TRACCIAMENTO

DEI DlA·

GRAMM! DELLE CARATTERISTICHE

DELLA SOLLECITAZIONE.

dz

Le caratteristiche della sollecitazione, in generale, si definiscono positive se, considerate come agenti sulla sezione retta di normale positiva, sono
111

110

4 Le c:arancristiche della soneciwione

4 Lecuat~dchedeUasoneci~one

Figura 4.6

///~\o\tN
positive su un concio elementarc

/~N~O
di trave eseratco dalla struttura e isola to

in fi~.4.7. In generale, invcce, assegnata una struttura qualsiasi (fig. 4.8) e tracciata una punteggiata da unlato della strurtura, 5i fissano Ie caratteristiche
Figura 4.5

dirette nel verso degli assi] (fIg. 4.2). Nei problemi piani utile riferire la I convenzione sia alle facce dflla trave risultanti dall'asportazione di un tronco elementare, che alle facce del tronco stesso. Cioe, estratto un tronco elemenI tare da una trave equilibrata su cui scato fissato un sistema di ascisse

da essa .. Ebbe.n.e" nel tracciamento dei diagrammi, si conviene di riportare i momentl posmvi dalla parte della punteggiata, quelli negarivi dalla parte opposta. Per il tracciamento dello sforzo normale N e tagliante T, invece, la convenzione 0pposta, ossia i valori negativi di NeT parte della punteggiata, guelJi positivi dalla parte opposes.

si riporrano

dalla

curvilinee, si possono considerare positive le caratteristiche zione che hanno il verso indicate in ftg. 4.5. Un altro modo per indicare le convenzioni

della sollecitaconsiste

La convenzione cosi fatta, per il memento flertenre M equivale a far riportare iI diagramma della cara.iteristica M sempre dalla parte delle fibre tese. Per quanto riguarda lc cararteristichs NeT, invece, i loro valori si

delle azioni interne

neI caratterizzare la trave ~on una punteggiata, in modo da indicare in maniera univoca la posizione di un elemento staccato dalla struttura. SulI'elemenro COS! prelevato, inoltre, si segnano le caratteristiche che'si vogliono indicare come positive. Ovviamente, per il principia di azione e reazione, sono anche definite le caratteristiche positive sulle facce della trave risultanti dall'asportazione Con riferimento del concio, alle caratteristiche positive indicate sui concio elementare

.
Figura 4.7

di fIg. 4.6, si suole dire che: a) 10 sforzo assiale N positive se genera trazione; b) il taglio T positivo se tende a far ruotare il concio in senso orario; c) il momenta .flettente M positlvo se tende ad allungare il lembo

,..._. __

._-

punteggiato Spesso

del concio (fibre inferiori). comodo mettere in grafico i valori delle azioni interne Cio viene fatto riferendoil diagramma

rr~_~_~_~_~_-_-_-O __ -_-_-_-_~: I J
I

I I

neIle all'asse
Figura 4.8

varie sezioni della struttura.

I :

N.-ft~I\M~. .1
M T 113

della struttura e riportando in corrispondenza di ogni sezione un segmento proporzionale al valore che ivi assume l'azione interna presa in esame, Per le travi rettilinee, in generale si assumono i tiferimenti rappresentati

112

4 Le earattc:ristiehe della sollccita.Zionc

4 Le caratterlstiche

della sollecitazicne

riportnno spcsso dalla parte delhi struttura che Illcglio contribuiscc alia chiarc~z;l' del di:lgramllla: in tal CiiSO basta il segno 00 u carartcrizzare ..il.vcrso.dcllo sforso ussialc o di qucllo tagl.i:Jlltc. -_. -- - ... _-

lntegrando
j, .

le (4.1.l) si orriene N == C1

(4.1.2)

T=-qz
M=--

+ C2
qz2
2 +CZz+C3,

IS II

Esercizio 4.1. 'i'r<lcciure ; d;".~rdlIIlJli dc-lit' couipouenti dcll'azionc intcrn<l P'" 1" mrusola eli jig. 4. 1. 1. a, [uccudo IISO del nietodo elijj,'TcI/::i<lIe.
lntrodorto un rifcrimcnro su una
rcttu

I I
.

pnrullela all'nssc della mcnsolu, libcro .-l, pcr ricavarc lc cnrattc-

dove Ie costanti Cl, C2 c C3 si dctcrrninano ucilizzando Ie condizioni OIl con ramo. Poiche nel punto di ascissu z = 0 nan agiscono vincoli 0 forze,

con I'originc in corrispondcuza ristiche della sollecitazionc purtirc dnllc rclazioni


nssumono l'aspctto

dcll'csrrcmo

risulra
N(z (4.1.3)

con il uwtodo

cliHercll=idlc

analitico occorrc

(4.1).

Esse, pcr Iii condiz ionc di enrico in csamc,

0)

=0 o.
I

'J'(z = 0) == 0

liN d.:
(4.1.1 )

M(z = 0) = =0

DaIle (4.1.2) e (4.1.3) conscgue che

d'/'

d.:

=r:»
= '1'.

Le espressioni analitichc delle caratteristichc,

~ertanto,

sono

dill d.::

N=O
(4.1.4 )

T=-q:z qz2
M=--

0 '1

IIIII
A

II
B~

to

2 e 4.1.1.c, si puo in

diagrammi di T ed M sono rapprescnrari nelle figg. 4.1.1.b rispetrivarncnre. Per il tracciarncnro di un diagramma parabolico generale adottare la seguente costruzione. Costruzione
_i

della parabola.
B per cui passa la parabola,

Supponiamo che siano nod due punti A e di equazione y = az2 + bz + c, e la tangente costruzione della parabola si esegue attravcrso a) dal punto medio H del scgrnento AB si che interseca la tangente parabola nel punto B; b) dal punto t nel punto

t ad essa nel punto A. La le seguenti fasi (fig. 4.1.2): manda la' parallcla all'asse y BK

K: la retta

la tangenre

alIa

medio D del segmento HK si traccia la rctta d parallela ad alia parabola, mcnrre la retta d rappresenta la

Figura 4.1.1

AB: il punto D apparticne


tangente alia parabola in D.

114

115

4 Le caratteristichc

della sollccitazionc

4 Le caraneristichc

della sollecitazione

coincide
y

con qz ed ha verso opposto

risperto

alia carattensnca

tagliante __ __

positiva indicata sulla faccia sini~~.:.~~cl ~oncio. ~}~ulta! ci~e,

N=O,
Ii momento (4.2.2)

T=-qz.

nella sezione. S vale

M=-(qz)--=--2
dipende

qz2 2

,
del rnornento del carico sulla sezione

dove iI segno meno


Figura 4.1.2

da! verso opposto

estern 0 'qz rispetto alia caratteristica S a sinistra del concio (fig. 4.2.1.b).

f1ettente positiva indicata

Note cosi tre t.lllgclltl, III nltrettnnti punti delhi parabola, SI puc tracciarc la parabola stcssa, Per una maggiore approssimazionc, si POSSOllO determinate unchc ultcriori tallgcllti. 1 Esercizio 4.2.
Trac ciarr

Poiche le leggi di variazione di M, NeT fornite dalle (4.2.1) e (4.2.2) coincidono con Ie (4.1.4) dell'esercizio precedente, si ottengono anche gli stessi diagrammi. Da quanto esposto, consegue che il metodo diretto immediato di quello analitico.

e piu

\
j;,ccllclu
11.,0

Notiamo che le caratteristiche della soHecitazione in corrispondenza dell'incastro non sono altro che le reazioni vincolari dell'incastro stesso, Naturalmente, si perviene allo stesso risultato anche cornpurando Ie forze agenti a destra della sezione generica S. E' bene aneora osservare che Ie leggi di varia:z.ione dei taglio e del momenta sana in accordo con le (4.2) e (4.:3), secondo cui per i tratri sottoposti a carico tagiiante lineare, mentre il momento parabolico.

i clj'Wr,lIl11l1i AI, N C' T dd metoda dirett o. di cffertunrc nella

jlC'r 1<1 11"'II.~ol.,

dell'cserclzlo

prccedeut«,

Suppoui.nno

truvc un tagliu in corrispondcnza

della Esercizio 4.3.

= cost, iI taglio

gcncrica sczionc S, disrunrc :: dull'csrrcmo libcro .-1 (fig. 4.2.1). Per determinarc lc carnrrerist ichc di sollcciruaionc nella sczionc S (fig. 4.2.1.a), pens,lta appancllclltc alla parte di sinistra di un concio clcmcntnrc esrrurro d';llla trave (fig. 4.2.l.b). occorrc considcrare le for2.e agenti sull» partc di travc a sinistra di S. La risultuntc del enrico sui tratro .-IS verticale con il verso indicuto in fig. 4.2.].01 e di modulo '1::. La componentc di talc risulrnntc sccondo l'assc della travc nulla, mcntrc quclla sccondo la normalc all'asse

Determinare i diagrammi M, NeT della trave appoggiata riportata in fig· 4.3.1.a, caricata nell« mezzeria C da una 'forza verticale'F e da UI1 carico distribuitoiP secondo l'asse della trave. -Applicando

il cui verso

e quello

Ie equazioni dellastatica, si determinano Je reazioni vincolari, indicato in fig. 4.3.1.a, rnentre i moduli valgono ~=

A~l
+5 Figura 4.2.1
a)

:fl_-~ -------l
S T
b)

Va'=-, 2

HB = 2p1.

Considerando la .sezionegenerica adistanza z dall'appoggio A, nonche Ie forze agenti a sinistra dellasezione,_ per Ie convenaioni sui versi positivi delle caratteristiche riportate sui concio elementare di fig. 4.3.1.a, si hanna Ie seguenti lcggi di variazione per Ie componenti dcll'azione inrerna: - tratto AC:
117

116

4 Le caratteristiche

della sollecitazione
. ,-'.

4 Le caratteristiche

della sollecitazione

N(z) =-pz --- T(z)"';'

v:..

c) nella sczionc C di applicazioncdclla forza conccntrata IF, il taglio discontinue (e la variazionc di taglio' t.T c-p:.ri al valorc della forzaconccntrata F), mentre il momento presents una discontinuita ncillnnclinazione (cuspide).

M(z) = v:..z
tratto CB: N(z)=-pz Esercizio 4.4. (1 <z"; 21) F(z -I).

T(z) = v:..-F M(z) =

Tracciare i dia~rammi delle component! con sbalzi riportata in

dell'azione

interna per la trave

v:..z -

fi!!.· 4.4.1.

diagrammi dello sforzo normale, dello sforzo tagliante e del memento sono iIIustrati rispcttivamente nelle figg. 4.3.1.b. 4.3.1.c e 4.3.1.d: DOl tali diagrammi si osserva, eonforrncmente aile (4.1), (4.2). (4.3) e (4.4). chc: a) nei tratti in cui i1 carico tagliantc ed il momenta M(z) lineare: b) lungo il tratro AB in cui il enrico assiale N(z)

In corrispondenza della generica sezione S, appartcncntc ai vari tratti della trave in csarnc e distantc z dal punto A, se si considerano sempTe le

c nullo. n

taglio T(z)

costante

e lineare:

e costante,

'/2

1/2

10 sforzo

normale

al

..a::o. ',' ,.,../.. . jA


VA

A~----7-Punteggiata

+------'--+ I z. IF

-e-(~:",..._ ...~... ... ... ......

Figura 4.4.1
He

---3A..~

~B jv

bl

Nl
'-=:-r-~-,-,--,--,--r_

-r-rlt--::Z

Figura 4.4.2
He

c)

II\II@ II 1\

.1111~11111

FI'1
D

d)

Figura 4.3.1

Figura 4.4.3

118

119

4 Le caratteristiche

della sollecitazione

4 Le caratteristiche

dena sollecitazione

forze agenti a destra della sezione, con riferimento in fig, 4.4.1. si ha quanto segue. Tratto CD:
'r;

aile notazioni 'illustrate

N=O
(4.4.1) T=F M=-F(21-z).

.'

(4.4.5). relative ai tratti CD e BC, si e sempse'considerata forze agenti a destra della sezione, doe Ie caratteristiche e 'riferlti queUe rappreserit~te' fac-cia d~str~ in fig. 4.4.1. ,;.

sono

s~ll~

d~i

la risultante delle positive a cui ci si co~cio eleri;entare

3 -1<z"<21 2

Tratto AB. Per determinare

le leggi di variazione

di M, NeT

sui tratto

Per procedere poi lungo la campata BC, occorre calcolare Ie reazioni vincolari. L'equilibrio alla rotazione attomo a C di tutte le forze agenti suUa trave, fornisce (4.4.2) lmponendo, ql J.B=F+-. 2 alia traslazione verticale e orizzontale, rlsulta

AB, si possono sempre considerare Ie forze agenti a destra della sezione e procedere come per i tratti BC e CD. Per maggior semplicita, pero, dovendo pervenire comunque al medesimo risultato, conviene considerare per il tratto in esame le forze agenti a sinistra della sezione e riferirle alle caratteristiche positive rappresentare sulla faccia sinistra del concio 4.4.1. In tal modo si ha immediatamente di fig.

N=O
(4.4.6~ T=-F M=~Fz. Tracc,kmento dei diagrammi. degli appoggi il diagramma del vincolare, mentre il momento esiste per l'inclinaaicge), le

invece, I'equilibrio

rispetrivamenre (4.4.3) Entrambe

ql
VC=F+ 2

Ten~ndo presente che in corrispondenza taglio \presenta un salto pari alla reazione non presenta (4.4.5) discontinuita e '(4.4.6) (la discontinuita consentono

Ie reazioni 110n nulle sono dirette come in fig. 4.4.1. Note, cosi,

Ie reazioni vincolari, si puo riprendere interna nei vari tratti. Tratto Be:

i1 calcolo delle componenti

dell'azione

(4.4.1}.

di tracciare

i1 diagra.mma

e del memento (figg. 4.4.2 e 4.4.3). Lo sforzo normale i carichi non hanno componente assiale.

e sempre

del taglio

zero, perche

N=O
(4.4.4 ) T(z) = F- VC q (~ 1- z) +

Tali \diagrammi risperrano la convenzione di riportare le caratteristiche positive NeT dalla parte opposta della punteggiata e dalla stessa pa.rte della pun teggiata la caratteristica flettente positiva. II diagramrna del memento puoottenersi per sovrapposizione degli effetti. Infatti, iI rrapezio ADKHA rappresenta il momento dovuto allesole forze _ ~(~ I-z

M(z) =-F(21-z)

~G

I-z)

)2.

concentrate; a par tire da HK, poi, sicostruisce Ia. parabola di cui siconoscono tre punti (H, K e Q) per cui essa deve pa.ssare. Conforrnemente alle (4.1), (4.2). (4.3) e (4.4), dai diagrammi riportati nelle figg. 4.4.2 e 4.4.3 si osserva che: a) nei tratti in cui iI carico tagliante e nullo, il taglio e costante ed il rriornento lineare: b) nei tratti in cui ilc.arico tagliante costante, la legge di variazione del taglio lineare, mentre quell a del memento e parabolica; c) in corrispondenzadeIIa. sezione di ascissa z = 1, i1 taglio nullo, mentre il memento assume it valore massimo, cioe

Dalle (4.4.4), tenendo conto della (4.4.2),.consegue

N=O
(4.4.5 ) T= q(l-z) qz2 M 'f=
-

+ qlz - - ql2 - 8

FI 2

.
espresse dalle (4.4.1) e

Nel calcolare Ie leggi di variazione 120

di M, NeT,

T(z = I) = 0 121

4 Le caratteristiche

della soUecitazione

4 Le caratteristiche

della sollec:itazione

M(z

= I) = -

q12 8

-- .
2

FI'

Esercizio 4.S. Determinare l'andamento dei diagTammi M, NeT peT la trave illustrata in fig. 4.5.1, sollecitata sul tTatto AB da un carico distribuito con legge triangolare. Per risolvere iI problema con iI metodo diretto, doe facendo solo considerazioni di equilibrio, senza applicare Ie relazioni differenziali (4.1), occorre conoscere tutte le forze agenti sulla struttura, comprese Ie reazioni vincolari. Applicando Ie equazioni cardinali della statica risulta:
II

I
Figura 4.5.1

~----Il_
21 B

,c
I

' f~8

,,

== --

qz

9]. 10 ql 929

=9

Q
10

(4.5.1)

J.B=--=

Q.
Figura 4.5.2

®
consideriamo i vari

Per il cal colo delle caratteristiche tratti (fig. 4.5.1).

della sollecitazione,

II

Tratto DE. Con riferimento alta generica sezione distanre %1 dal punto E e percorrendo la struttura da destra a sinistra, Ie caratteristiche della sollecitazione sono date dalle fane agenti a destra della sezione e vanno quindi riferite alle caratteristiche positive rappresentate sulla faccia destra del concio

11
(4.5.2)

fi

element are. Si ha pertanto

T= VE
M(zj) =-l{,z}. le medesime considerazioni fatte per il rronco

Figura 4.5.3

I
. .

Tratto DC. Ripetendo preceden te , risulta

(4.5.3)

T=O
Figura 4.5.4

Tratto CB: lZZ


123

4 Le caratteristiche

della sollecitazione

4- Le caratteristiche interna, se si tiene conto che in corrispondenza

della sollecitazione

del carrello B

i1

diagrarnma

del taglio presenta una discontinuita pari al valore della reazione da esso -esplicata. 1 diagrammr dello-sforzc normale,' del taglio e- del rnornento sono quelli mostratl nelle figg. 4.5.2, 4.5.3~ 4.5.4 rispertivamenre. In tali diagramrni i valori positivi di NeT ed i valori negativi del momento sono
z Figura 4.5.5

N=O (4.5.4) T= ~ M=- ~zl.

stati riportati (per convenzionc) dalla parte opposta della punteggiata. Da tali diagrammi, conformemente alle (4.1) - (4.4), si osserva che: a) sui tratro AB, in cui il carico tagliante varia con legge lineare, il taglio T(z) varia secondo una leggc quadratica ed il momento M(z) secondo una legge cubica; 'b) Jungo i tratti BC e DE, su cui il taglioe costante, le rette m ed n del diagramma dei mornenti rclativi a tali trasri sene parallele , perche l'inclinazione del diagramma dei mornenri rappresenta i1 taglio; c) lungo il tratfo DC, dove il momenta e costante , il taglio e nullc; d) in corrispcndenza dei nodi C e D della linea d'asse, risulta M(':1

do

Tratto AB. Nella generic:a sezione del tratto in esarne, considerando


semplicita le forze agenti alIa sinistra della sezione, doe procedendo verso Be con riferimento alle notazioni illustrate in fig. 4.5.1, si ha

per da A

21) = M(z2

0),

M(z2

ee

1) = M(z1 = 21),

(4.5.5)

qz2 T(z) =--

21

(O";;z<l)

cioe In corrispondbnza. dei punti angolosi il mo~ento assume valore unico. Pertanto, tracciato\il diagrarnma su un trarto fino al nodo, si prosegue sul tratto successive r~baltando iI valore sulJa normale di quesr'uleimo tratto,

M(z)

=--,
61
con sernplici considerazioni.

qz3

Esercizio 4.6.
\

ove il momento ed il taglio sono stati determinati Infatti (fig. 4.5.5), nata all'ascissa z qz q=e successivamente

assegnato il diagramma di carico, si calcola prima l'ordi-

Detcrniinare i didgrammi di T, M ed N per la struttura sollecitata du IlIla fo~::a esterua F. Lc equazioni dell~ starica applicate alia struttura

di fig, 4,6.1

'

in esame forniscono reazionc opposta

valori delle rcazioni vincolari: ":'-1 == F, ~ = HA = 0, cioe I'unica vincolarc diversa da zero e la componenre verticale VA' direttamente ad F. Per la dererrninazione dei diagrarnmi, procediamo per tratti. Tratto FH. Essendo iI tratto scarico, risulta (4.6.1) infine, la forza At = N = T= 0. 'una generica sezione di ascissa z
l'

l'area del triangolo tratteggiato

2 che rappresenta

=-21 il taglio (a rneno del segno). Applicando,


del triangolo tratteggiato

Trat to DE. -Considerando

in base alle

tagliante qzl2 nel baricentro base q) si ricava M(z). Diagrammi di N, Ted M.

(a distanza z/3 dalla

norazioni illustrate in fig. 4.6.1, si ha N=O (4.6.2) T=F

Le (4.5.2) - (4.5.5) consentono 124

di rappresentare

le componenti

dell'azione
125

4 Le cararteristiehe

della sollecitazione

4 Le caratteristiche

della scllecitazione

.~

zf

---~-

~""""':i,

:.y

hI

----. Dr-

---

--

F - - -~

---

:'

ZI

L
I

4v"

-ft~lji -----t
T

------

cioe il taglio costante lunge tutro il tronco, mentre iI momento lineare, Tali caratteristiche di sollecirazione, valutate con considerazioni di equilibrio, sonov-come facile verificare, in accordo con -Ie relazioni differenziali (4.1).

ff N

Tratto DC. Con riferimento

alia generica sezione distante

%2

da-b, risulta

N=-F
(4.6.3)

+tt~!r
Figura 4.6.1

T=O
.A-l(Z2)

= - F2i,

da cui si osscrva che tutto il rratto CD. Tratto .4, si ha

10

sforzo

normale

ed il momenta

sana costanti

su

.-Ie. Considcrando

una generica sezione a distanza z 1 dall'appoggio

Figura 4.6.2

(4.6.4)

T=-F

(,0 ';;;;zl';;;;

21)

Didgr£llllllli di N, 'f I'd Al.

In base allc (4.6.1) - (4.6.4) sono srari tracciari i diagrammi delle componcnti dell'uzionc inrcrna (figg. 4.6.2, 4.6.3 e 4.6.4). Come al solito, stara

rispcrr.nu la convcnz ione di riportare iJ tagli~ c 10 sforzo norrnule negarivi dalla parte della pUlHcggiata, cd il memento \nettente ncgatico dalla parte opposea.
, \f

Figura 4.6.3

Esercizio 4.7. Dctcrniiuare i diagralllllli delle curatteristiche di fig. 4.7. i. Le rcazioni vincolari con i versi di fig. 4.7.1 valgono I~ = ~~ .1f!3/. Con= sidcriamo le forze agenri a destra (dal laro dell'appoggio B) di una generic;! SCZiOllCS. E' note che 10 sforzo assiale N la componentc di VB nella direzionc di QB, 10 sforzo tagli~IHe T 'e- b componente -di VB nella direzione di sollecitazione

per il sistema

orrogonulc a QB cd il momenro pCI' 101 disranza dalla sezione.


Figura 4.6.4

flertentc

AI

e daro

dal prodotro

della reaz ione

Per i scgni da arrribuire ad N, T cd AI, basta ricordare le solite convcnzioni: cioc. c.trnrtcriz zarn la strur ruru con una punreggiara cd estrarr o iJ concio clcmenrarc, se si consideruno lc forze agenti a destra (a sinistral della sez ione
127

126

4 Le caratteristiche

dc:lla soUecitazione

4 Le caratteristiche

della sollecitazione

,I
Figura 4.7.1

r----,

, ,, , ,

'A

considerata, Ie componentisecondo la tangente e la normale all'asse della trave della risuleante di tali forze ed U loro momento rispetto al punto in '~ui l' asse della trave viene tagliato, vanno riferite alle caratteristiche positive f.applicate sulla Cacciadestra(sinistra) del concio. Ripetendo tale ragionamento per i van tratti della struttura e considerando turte le forze ~_re~ioni agenti su di essa, e agevole disegnare i diagrammi diM, T ed N, riportati rispettivamente rtelle figg. 4.7.2,4.7.3 e 4.7.4. Da tali diagramtni e facile osservare che, nella sezione K di applicazione della cop pia concentrata, il momenta e discontinue, mentre il taglio non subisce anomalie. Nei tratti a destra ed a sinistra della sezione di applicazione della coppia, il diagramma del momento M(z) mantiene la stessa inclinazione, poiche non c'e varlazicne dello sforzo di taglio (dMldz T).

Osservazioni sui tracciamento del diagramma del momenta. Con riferimento alle notazioni illustrate in fig. 4.7.2, il diagramma dei momenti puc essere tracciato in base alle considerazioni seguenti relative ai Van tra tti.
Tratto QB. Essendo il tratto in esame scarico, per Ja (4.3) il diagramma dei momenti e lineare Jungo tutto il tratto, Pertanto, tracciaro ilIato BR del diagramma di M relative al tratto QB, viene fissata automaticamente la scala con cui viene ad essere rappresentata la caratteristica flettehte M. Per il significato geometrico di derivata, inoltre, essendo dM/dz = T, la tangente trigonometrica dell'angolo che Ia retta RB forma con I'asse QB del tratto in esame coincide con il taglio (costante su tutto QB). Tratto QK. Anche su tale tratto non agiscono carichi esterni, per cui it diagramma dei momenti e lineare, Per tracciarlo, quindi, basta conoscere due ordinate, che sono gh\ note. Infatti, nota il momenta (QR) nel punto Q, pensato appartenente al tratto QB (coppia designata con linea continua), per l'equilibrio del node infinitesimo evidenziato in fig. 4.7.5, il memento (coppia rappresentata con una linea a tratti) in Q relativarnente aI tratto KQ deve essere 10 sresso, ovvero deve essere rappresentato da una ordinata di lunghezza pari a QR.

Figura 4.7.2

Figura 4.7.3

,
!:'-!:'-~- ~-~-~-~-~-~-~- ~ I

MQ
Figura 4.7.4 Figura 4.7.S

128

129

4 Le earatterlsnche

della sollcc:itazione

4 Le caratteristiche

della soUec:itazione

II memento-in

Q pertanto,

relativamente

aI

tratto

QK,

_ dal s.egl!!_eI_lto Z op~_n~to .ribaltan~~ sul~a normaleper Q ~_.Kg"Aa.!.1as~.essa parte in cui si trova RQ rispetto all'asse della struttura, il segmento QR
,,§

e rappresentato

"'··''''F,· --.-,----------------,

mediante

una rotazione

intorno

a Q. Inoltre si conosce il punto P in cui h.f.

risultante delle forze che stiamo considerando, la VB' taglia Passe virtuale della struttura, In tale punto (detto pun to di nullo del diagramma dei momenti relativamente aI tratto in esame), ovviamente risulta M = 0, per cui il diagramma dei rnomenti passers per P. Si puo COSl tracciare la retta PZ, che rappresenta il diagramma dei momenti per il tratto KQ.

Figura 4.8.1

Tratto HK. Per la presenza della coppia concentrata agente in una sezione K del tronco, il diagramma dei momenti presenta un salto in K, rna e ancora lineare a destra e a sinistra di K per I'assenza dei carichi distribuiti. lnoltre, i1 punto H in cui la retta di azione di VA [risultanee delle forze agenti a
sinisrra di una sezione generica del tratto) incontra Passe della trave HQ, viene ad essere un punto di nullo per il diagramma dei mornenti relativamente a talc tratto, A questo punto la discontinuita della coppia viene determinata automaticamente senza introdurre non introduce un'ulteriore scala, se si tiene conto che nel taglio. Pertanto,
Figura 4.8.2

F/2l

F/2l

E
A

G z

la coppia concentrata

una discontinuita

essendo i1 taglio uguale sia a destra che a sinistra diK, illato del diagramma dei momenti per il tratto HK rappresentato dalla parallela per Halla

retta UZ. Cos! facendo, il segmento scala prefissata iniaialmenre.

UW rappresenta la coppia v# nella stessa

Tratto AH. II memento


reazione VA .

lungo AH

e nullo,

essendo nullo il braccio della

Esercizio 4.8.

1
i

E.! sf +
2
A

'2
z

FI

Tracciare difig.4.8.1.

diagral1'!mi delle component! dell'azione interna per il sistema


Figura 4.8.3

II sistema in esame e isostatico: si puc verificare possono infatti considerare i tre tronchi indipendenti,

do in due modi. Si ciascuno con i suoi

tre gradi di liberta nel piano, e poi i vincoli esterni ed interni, che ne limitano rispettivamente i movimenti assoluti e relativi: i carrelli porrano ciascuno un grade di vincolo, la cerniera intern a ed i1 doppio pendolo due, mentre l'incastro

e un yincolo

triple. In simboli, pertanto,

si ha
Figura 4.8.4

g=3'3=9 V=1+1+2+2+3=9
130

c~,

~~D------;T------~~

@?

131

4 Le caratterisDche

della soUecitazione

4 Le caratteristiche della Bollecitazionc


0

e non vi e nessuna labilitA

iperstaticita.

c) in corrispondenza

della cerniera C il momenta infatti,

e nullo.

mentre il taglio trasrnette

L'altro modo di verificare se la struttura e isostatica e piu sintetico, e consiste nel ritenere i tre tratti ·rigidamenteconnessi: ilsistema-cosi eonCeplto e due volte iperstatico (fig. 4.8.4), Ie due sconnessionj$5emplid in C e in E, poi, 10 rendono isostatico, Per tracciare i diagrammi delle caratteristich~ dellasollecitazione occorre determinare le reazioni vincolari. L'equilibrio allarotazione del tratto AC attorno alIa cerniera C e l'equilibrio alia traslazione vertic ale permettono dl ricavare Ie reazioni

'. _. e_Aivers~_9..~~erE;q~~stQ.'lliI)t;olo interno, il tagUo, ma non reagisce a momenta.


"t:

per definizione,

"

Esercizio 4.9. Tracciare i diagrammi delle caratteristiche della soilecitazione del sistema dt fig. 4.9.1, carica to nell'estremo libero G da una coppia concentrata. La struttura in esame (1)

~=~=-,

F
2

isostatica

cio

puc essere verificato

nei due

modi, illustrati nell'esercizio

precedente.

i cui versi sono quelli mostrati in fig. 4.8.1.


L'equllibrio reazioni alia traslazione attorno verticale al p~nto del tratto C, dope, librio alIa rotazione forniscono

CDE, prima, e l'equii valori delle

I I

+ 2ql = !_ ~
2
I

2ql,

Mil
E

FI = _.
2
Figura 4.9.1

Per I'equilibrio

dell'ulrimo

trattd

DE, infine, l'incastro

momento uguale ed opposto ad M.JIl,\cioe uguale ad Tracciando ora iI diagramma del taglio si hanno

Mil.

reagisce con un utili informazioni

su quello del momento £1ettente\ essendo, COm'e noto, dMldz T. Nelle prime due travi si hanno due forze concentrate: la F .nella prima e la reazione ~ nella seconda. In! corrispondenza di esse si ha una discontinuita di prima specie nel diagramma del tagUo. doe un salto della funzione T pari al modulo della forza concentrata, Si puo notate come. in conforrnita dell'equazione indefinita di equilibrio dTldz q, l'inclinazione del diagramma risulti la stessa sia nel tratto CD che nel tratto DE, essen do ,il carico q uniformemente distributto su tutta la luce

TI
Figura 4.9.2.

hTrflllrTTT"IIUriTrlI1TTTTIlIIm-n 1+-.A(/-'

-----:-z

=-

della trave CEo Noto, cosi,' il diagramma del taglio (fig. 4.8.2). e piu facile tracciare quello del memento, riportato in ng -.4.8.3. Dai suddetti diagrammi si osserva che: a) Ie cuspidi nel diagramma del momento sono peste in corrisponclenza delle discontinuita b) il memento mente a destra continua;
132

'A11111TIIIIIIIIII
C

II III 111111111 ""


G

M~8 Figura 4.9.3

til.
Z

'~ (I) Un sistema di travi rertilinee, collegate tra loro da connessioni, senza discontinuit:i della linea d'asse e vincolato esrernarnente in modo da risultare isostatico denominate, sovente, trave Gerber. 'Affinch~ i vincoli siano ben dlsposri, cioe non vi sia nessun tratto labile e nessun tratto iperscatico, Ia regola e di non aver mai pin di due cerniere :tra due appoggi consecutivi e viceversa. Se il caricoe oreogonale all'asse delJa struttura, in ogni sezione risulta nullo 10 sforzo normale.

nel diagramma del taglio; M(z) ha uguale inclinazione nelle sezioni immediatae a sinistra dei punti C ed E, ove infatti

T(z)

= dM/dz

133

4 Le carattcristicbe

della solledtazione

4 Le caratteristiche

della sollecitazione

II tratto DG in equilibrio: il doppio pendolo in D. quindi, reagisce sul tra:tto 'con' un momento-Mgr··uguilleecontrado alIa coppia esterna.4f. Per l'equilibrio del doppio pendolo D. poi, il m~mento esterno.,/{ si trasrnette

11 tratto DE scarico; infatti, per l'equilibrio alla rotazione - deve essere - nulla-Ta- reazione del carrellc, Dalle equazioni

attorno

aD, C

della statica

al tratto BD che, per l'equilibrio alIa rotazione, sara soggetto alIa cop pia reattiva dovuta al carrello C ed alla cerniera B. Risulta doe I'c = =.H /1. L'incastro, infine, reagisce con una fona .HII form ante una coppla di braccio nullo con la reazione verticale V;I della cerniera B sul tratto AB (tale reazione uguale ed opposta alIa reazione che la cerniera B esplica sul tratto BD, e do per l'equilibrio della cerniera stessa).

applicate ai tronchi BD ed liB, poi, ; ricavano le reazioni del carrello e dell'incastro Ii, vale a dire -

v;H

Jf=

2F,

I diagrammi del taglio e del momento sono mostrati nelle figg. 4.10.2 e 4.10.3 rispettivarnente. Da essi si osserva che: a) la discontinuita del taglio in C pari a1 valore del modulo della

Note le reazioni vincolari, immediato tracciare i diagrammi delle caratteristiche taglio e momento, illustrati rispettivamente nelle figg. 4.9.2 e 4.9.3.

reazione Ve; b) il momento ha inc1inazione costante nei tratti AC e CD, ove il taglio ha valore costante, e si annulla in corrispondenza delle due cerniere BeD.

Esercizio 4.10. Tracciare j diagrammi delle catatteristiche MeT per i1 sistema isostatico di fig. 4.10.1, sollecitaio sulla cemiera D da una forza F. Esercizio 4.11. Tracciare
j

diagrammi

Gerber mostrata

buito q sui tratto 1B.


Per I'equilibrio medesimo cop pia equilibrante pel tratto AB, la reazione

'r

delle component;

dell'azione

intema

per la trave

fig. 4.11.1, soggetta ad un carico unijormemente

distri-

V;I

della cerniera B sul tronco

deve coseituire \

con la risultante

del carico esterno

Q = 2ql una
in

di quella, MA' con cui reagisce la cerniera irn propria 2q,I BD, poi, tenendo conto che
~I =

~v~ ==F
Figura 4.10.1 I

A ; cioe si ha

V;I'=:=
Per l'equilibrio l'equilibrio

:del tratto

V;II

(per

della cemiera B), si determinano

Ie reazioni dei carrelli:

"i,=

2qI,

I'c = 4ql.
in fig. 4.11.1, mentre

TI
Figura 4.10.2

ABC

1111II1I1

111111111111111111

0 i'F ,

I versi delle reazioni vincolari sene quelli mostrati

i diagrammi delle caratteristiche MeT sene riportati nelle figg. 4.11.2 e 4.11.3. Da tali diagrammi risulta che: a) in corrispondenza della sezione B, il diagramma del tagUo presenta un punrcangoloso dovuto al fatto che varia bruscamente (discontinuit:l.) la legge di carico, e quindi la tangente a destra divers a da quella a sinistra,

Figura 4:10.3

essendo dTldz = - q; b) dove si annulla il taglio si ha un estrernante per il momento flettente, poiche dMldz = T; cosi in A, ove si annulla il taglio per la presenza del doppio pendolo, si ha un massimo relative, che anche assoluto, del

momenta

flettente;
135

134

4 Le caratteristiche

della soUecitazione

4 Le caratteristiche della 50Uecitazione

+t~tfN
T Figura 4.11.1. Figura 4.12.1

Figura 4.11.2

vIt~IIIIIIIII '
c

cJllIlHll1 tv,
0

0 C

@
Figura 4.12.2

+-=+

Rs

o
Figura 4.11.3

c) in eorrispondenza

della sezione B i1 diagramrna del momento

possiede
Figura 4.12.3

la stessa tangente a destra e a sinistra della cerniera, poiche i1 vincolo non introduce variazione di T.

Esercizio 4.12. Tracciare i diagrammi delle caratteristiche difig.4.12.1. di sollecitaziorze per la struttura

E"

Oceorre anzitutto caleolare le reazioni vincolari che determiniamo per via grafica. II doppio pendolo in B puo reagire con una forza RB parallela alle aste dei suoi pen doli e eomunque traslata nel piano. Per l'equilibrio del tronco GEB la retta di az.ione di RB non puo essere ehe la verticale per G. La cerniera G, dunque, reagisee sul tratto GEB con una forza vertic ale pet C. Consideriamo i1 tratto CDA. La reazione verticale della eerniera G
136 Figura 4.12.4
.1

+-4

R ·1

137

4 Le caratteristiche della sollecitazione incontra la risultante Q = qh del carico distribuito nel punto K: pertanto l'equilibrio del tratto impane che la retta di'azione di RA sia la congiungente A-K. -Note -c~sl Ie dir:~io~i delle~~~ionivinc;l~i esterne R~Oed -R.c;:i.I .. poligono di equilibrict-ael carico esterno consente di determinare le intensita ed i versi delle stesse. In fig. 4.12.1 so no state indicate anche le interazioni in C (di modulo pari alia reazione del bipendolo), quantunque non siano necessarie per il tracciamento dei diagrammi. Determinate le reazioni vincolari, si puc disegnare l'andamento delle componenti dell'azione intema,

4 Le caratteristiche della sollecitazione conformi alle (4.2) e (4;3);") b) .in corrispondenza della cerniera C. Ildiagramma dei momenti flettenti f. ha un punto di nullo e l'inclinazione la stessa a destra e a sinistra, poiche la cerniera, essendo scarichi i tratti a destra e a sinistra di essa, non introduce

variazione di taglio. In generaJ~., il. momenta in corrispondenza di una cerniera (interna esterna), anche se caricata da una forza, nullo poiche, per definizione, tale vincolo non reagisce a momenta (non trasmette momenti).

Diagramma dello sforzo normale (fig. 4.12.2). Per il tratto BE 10 sforzo normale, in quanto componente RB lunge BE, costante, negativo e di valore pari al modulo della reazione del vincolo in B. l Lungo tutto il tratto DE, invece, essendo la reazione RB (risultante delle forze agenti a destra di una qualsiasi sezione del tratto) ortogonale all'asse,

della reazione

Esercizio 4.13.
Disegnare i diagrammi di M, NeT per la struttura di fig. 4.13.1.

La ricerca delle reazioni vincolari per via grafica analoga a quella esposta : nell'eserclzio precedente. Per l'equilibrio del tratto BC e dell'inrera strutrura, . si determina il punto K in cui concorrono le reazioni vincolari RA ed Rc e la forza-esrerna F. Dal triangolo delle forze, poi, S1 deterrninano i moduli: ed i versi delle suddette Considerando reazioni esterne indicate in ftg. 4.13.1. e Ie forze agenti su di essa, con il solito la struttura

1D

Ib sforzo normale nullo. I Nel tratto AD, infine,

(uguale aRB) ed

e positivo

10

sforzo assiale vale la componente perche di trazione.

di RA lunge

Iriagramma della sforzo di taglio (fig. 4.12.3). : Nel tratto BE nullo, in quanto la reazione RB non ha componente secondo la norrri'al~ia BE; nel tratto DE costante, negativo e vale RB• \ Nel tratto AD, invece, l'andarnenro lineare, poiche sui tratto insiste un

procedimentc si tracciano i diagrammi delle componenti dell'azione inrerna riportati neHe figg. 4.13.2, 4.13.3 e 4.13.4. Qualche chiarimento utile per quanto concerne il diagram rna dei rnomenti (fig. 4.13.4). Quest'ultimo lineare lunge il tratto CE e costante su

carico ripartito trasversale q. In corrispondenza di A il taglio vale la componente orizzontale della reazione in A, ossia qh, e in D esso si annulla. Dlagramma del momenta (fig. 4.12.4).

DE con val ore in E pari ad ReI (considerando la sola reazione Rd. Analogarnenre esso lineare su GR e costante su RD, con val ore nel nodo H

fornito da Fl. Nel tratto BE il momenta Nel tratto DE il momento

negativo, costante, con valore pari ad RBI. ha andamento !ineare (il carico tag!iante

Sui tratto DA, infine, il diagramrna dei rnomenti lineare con punto di nullo nella cerniera A. Inoltre, per l'equilibrio alla rotazione del nodo D, il momento in D, relativamente al tratto DA, deve equilibrare gli altri due (fig. 4.13.5). quelle relative nel nodo. E' questo modo, per il tratto La corrispondente ordinata, pertanto, deve essere somma di ai momenti in D relativamente ai restanti due tratti concorrenti possibile COSt tracciare il diagramma per DA. Procedendo in perc, viene fissata la scala dei rnornenti due volre , prccisamente CE e GR. Si mostrera in seguito come fissare la scala' dei dei momenti in corrisponesso

nullo) con punto di nullo in C (pun to in cui la linea di azione della risultante delle forze incontra l'asse della trave). Inoltre, per l'equilibrio del nodo E, il momenta in E deve essere unico, ossia EE' = EE". La retta E"C, quindi, rappresenta il diagramma per i1 tratto DE. Per il tratto DA, in fine, sostituendo il carico distribuito con quello concentrato, diagramma risulterebbe costiruiro dalla bilatera D"LA. Per. tener conto dell'effettivo carico, poi, occorre inserire la parabola tra Ie

momenti una sola volta. Facciamo inoltre osservare che il diagramma denza del doppio pendolo

tangenti AL ed LD", rispertivamente

nei punti A e D".

e,

in generale,

non nullo (per definizione,

Dai diagrammi riportati nelle suddette figure facile desumere che: a) i diagrammi del momenta e del taglio relativi ai vari tratti
138

sono

reagisce a memento}: inoltre, risultando nullo il taglio in corrispondenza del vincolo (per definizione, non reagisce a taglio) e nei tratti BE e BD che 10 precedono e 10 seguono, consegue che il di~gramma dei momenti
139

4 : I.e c:amttcristicbe della sollecitazionc

Figura 4.13.5

Figura 4.13.1

costanre (fig. 4.13.4). Cio si verifica ogniqualvoIta che le due biell" riSllltano parallele all'asse dei tronchi che unisce.

Esercizio 4.14.
F=R ... 05C1 c

++

Tracciare i diagrarnmi delle caratteristiche

di sollecitazione

p('r i1

sistema

difig·4.14.1. La struttura e isostatica sia per vincoli interni che per vincol; cstcrni. Per l'equilibrio di tutta la struttura risulta
Figura 4.13.2

con i versi indicati in fig. 4.14.1. Inoltre le equazioni cardinali d"lh st:nica applicate ad uno dei tronchiAD oBE (fig. 4.14.2) e l'equazione di l''lllilibrio alla traslazione orizzontale del pendolo ED consentono di ricavare 1(' rca7.ioni vincolari interne:

Figura 4.13.3

1
j i
I

__.o------- __------ __ ,.__

r:

.1

I
I
Figura 4.14.1

1
Figura 4.14.2 141

Figura 4.1 3.4

140

.Le csratteristiebe

della 5011ecitazionc

,I
~
J(
.~

4 Le cara.tteristic:bc: della soll~itaz:ione

Vc;= -,

21
della sollecitazione sono ,~ppresentati .

I ellagrammi delle caratteristiche

~ 'y

ell B il diagramma dei momenti presenta una cusp ide e. dovendo .inoltre passare per la cerniera C, esso avra inclinazione costanre suI'tratto AB.

nelle figg. 4.14.3,4.14.4 e 4.14.5. Poiche sulla struttura non agiscono carichi distribuiti:, i1 diagramma del momenta costituito da segrnenti ell rette (nel

-- -NertiitfoHA;-pm,'il-Ciiagrarnina'e-tostante, perche le fone agenti a partire da E, cioe HE' RB ed RA hanno Iopesso momento per ogni punto del tratto stesso. Infatti il braccio di HE e costante, mentre .RA ed RB costiruiscono una coppia, doe risulra M(AH)=HE'21-RA Si completa quindi
vi{

pendolo ED risultaM = 0). Partendo dal nodo E e calcolato il momento in G, Me = HE' 21, si vede che tale momento costante lunge il tratto BG poiche la forza .HE possiede braccio costante ed la sola forza agente fmo a! carrello B. In cerrispondenza

'21=--.

2 tracciandolo anche per

tratto AD, come mostrato in fig. 4.14.3. Per quanto riguarda il tracciamento del diagramma del raglio (fig. 4.14.4), poi, esso puc essere ricavato dal diagramma del momenr o, ricordando che O-------""'"l:'.E
I

il diagramma

dei momenti

il

l'inclinazione

dei lad del diagramma di M, rispetto alIa fondamentalc,

rap pre-

I@

Figura 4.14.3

~~~~~~~~GI1"~
i

senta il taglio. Anche procedendo risultante delle forze agenti a destra

del taglio di immediato tracciamento. 11 diagramma dello sforzo normale, per la sua sernplicira. Nel tracciare i diagrammi _. la solita convenzione parte punteggiata

per via direrca, dol- considerando la 0 a sinistra della sezione. il diagramma _ in fine , non ha bis()gno di commenti di snllecirazione opposra si

delle caratteristiche la caratteristica riportando

usata

di riportare

£lent'l1 tc posirivn dalla invccc le

della struttura,

dalla parte

II!

"

+-tFigura 4.14.4
J{/41

1IIIIIffillili ~

I
+-4-

"{{/41

caratteristiche

assiali e taglianti positive.

Esercizio 4.15.
DeterminaTe i diagrammi di M, NeT ad una Jorza orizzontale Determiniamo per la struttura di Jig. 4.15.1, SO;:;:etta

CD

F in corrisp0l1denza del nodo B.


le reazioni vincolari. Sul tran o !lBC :Igi~cono itllproprio
1{1I

anzitutto

tre forze: il carico esterno

F, la reazione del pendolo

= MA

}u/41

e la reazione della cerniera in C Re' Per l'equilibrio del tratto, la reazione in C deve costituirc con il carico esterno una coppia uguale e contraria a quella con cui rcagiscc il vincolo esterno in A. Risulta doe MA SuI restante
R

®
Figura 4.14.5

= FI tg ex = ReI
CDEGL,

tg a. oriaontaJi - Re'

!.,{{/41

tratto'

poi, agiscono le reazioni

e la reazione vertic ale VE; l'equUibrio alla traslazione vcrt icule del tr at to irnpone che sia ~ = 0, rnentre quell a alia traslazione uri zzontale impone
143

142

4 Le c:aratteristicbc della soUecitazione

4 Le carattcristiehe

deUa soUccitazione

ehe la reazione del doppio +--.....;f---+--+-_..;.-+'!. -

pendole

sia direttamente

opposta

sia uguale alia reazione esplicata'dalla cemiera C sul tratto CBA. - -- Considerandoper la .generica sezione-dei vari tratti -larisultante

a - Re, ovvero delle---

forze agenti a$destra 0 a sinistra di essa, in base alle notazioni illustrate in fig. 4.15.1, e immediate traedare idiagrammi dello sforzo assiale e tagliante riportati nelle figg. 4.15.2 e 4.15.3. Per quanta riguaxda momento (fig. 4.15.4), invece, analizziamo i singoli tratti.

il diagramma

del

Lungo il tratto HL, essendo la risultante delle forze RL parallela all'asse geometrico, il momento e costante, positive e vale RL (h + I tg a:). Per l'equilibrio
Figura 4.15.1

del node

H, sara MHL= MHG,

segmento cosi

HH' sulla normale

il ehe equivale a ribaltare il alIa tetta HG. II segmento HH" rappresenta


al tratto HG. Essendo

il momento

nella sezione H pensata appaxtenente

P un pun to di nullo per il diagramrna dei momenti relativamente al tratto in esame e maneando inoltre earichi distribuiti,la eongiungente PH" individua

il momento nel nodo G, rappresentato dal segmento GG', e diagramma per il tratto HG. Ribaltando il segmento GG' sulla G al tratto GD ed essendo la risultante delle forze parallels determina anche il diagramma (costante) per il tronco GD.
Figura 4.15.2

determina il normale per al tratto, si Nelnodo D

concorrono tre aste rna, essendo ED seariea, per I'equilibrio alla rotazione del nodo D i1 momento in D deve essere unico. Pertanto si traccia il diagramma (lineare) anche lunge CD, essendo C un punto = DD". Infine 51 traccia il diagramma
F sena

di nullo e DD' = lineare nel tratto

del restante

tronco, tg a:

GB, costante nel tratto BA e tale che MA

= MB = Fl

= MD'

Esercizio :4.16. DeterminaTe il diagramma dei momenti per 11 sistema sollecitato in H e in K da due Jorte F dlrettamente opposte. Poiche di Jig. 4.16.1,

Figura 4.15.3

i1 sistema

di fone· esterne

e equilibraro,

anche Ie reazioni

devono essere equilibrate,

doe la Ioro retta di azione

e la congiungente

esrerne AB.

Per l'equilibrio del tratto GEB, poi; la risultante di RBed Rp (passante per il punto S di intersezione delle loro linee diazione) deve costituire con F una coppia per equilibrare il momento del pendolo improprio C. poligono di equivalenzamostrato in figura, si ricavano COS1 Ie reazicni che la biella P e la cernieraB esplicano sul tratto in esarne. La reazione

D:J.

Figura 4.15.4

SuI tratto CDNA agiscono il memento Me del pendolo improprio, la reazione del pendolo Rp, la forza F e la reazione RA della cemiera A. Per l'equilibrio del tratto la risultanre-diR A ed F, dovendo costituire una
145

RA• perl'equilibrio

di tutta la struttura,

e direttamente

oppostaa

RB•

144

4 Le caratteristiche

della sollecitazione

4 Lc carattcristichc

dclla sollecitszione

tratto di trave agisce un carico distribuito q(z), il diagramma del momento in generale una curva. tAL fini del cal colo delle reazioni sempre lecito -sostituire al.carico distribuito,q(z) la suarisultante Q applicata nel baricentro . .'" Per quanto riguarda il tracciamento del diagramma del momento, invece,

" se esso viene disegnato

considerando

agente sulla trave la risultante

Q in

luogo dell'effettiva distribuzione di carico, oecorre poi effettuare una correzione al suddetto diagramma, per tener conto della reale condizione di carico, Consideriamo, ad esempio, la struttura riportata in fig. 4.9, soggetta ad un carico uniformemente ripartito sui tratto BC. Le reazioni vincolari sono quelle rappresentate in fig. 4.9, mentre

il diagramma

del momento,

con la

Figura 4.16.1

sostituzione di cui sopra, risulta essere quello illustrate in fig. 4.10, con un valore nella mezzeria D di BC pari a Ql!4 = M~. In realta il momento in D vale

,-----------------------------------.
boppia uguale e opposta ad Me' agira sulla retta r passante per T e parallel a all 'asse della biella P. Per il diagrarnma del memento si puc partire dalla cerniera B con inclinaQ=ql

~ione costante

fino in L. Per il tratto EL il momento

~isultante di Rl' ed Rn parallela al tratto. Ribaltando iI mom en to nel nodo E e determinate il punto di nullo R, in cui la risultante delle forze

e cosrante

poiche la

if

i?contra

l'asse della trave, si puc tracciare

iI momento

fino=alla sezione delle forze agenti a

Figura 4.9

di applicazion~4~1 carico. \ Per la generic~sczione del tratto

destra

e una

CDC, la risultante

coppia; quindi iI diagramma

e costante,

con val ore pari a quello

determinato d~terminato

incorrispondenza di H. Noto il momento nella sezicne C e il punto V in cui la risultante di e Me incontra l'asse del

»,

tratto CN, risulta definito anche il diagramma

per il trattQ,CN.

II momento

A~~~nTnTriTnT~~~l ~=M' 4
0

nella sezione N della trave AN coincide in val ore con i1 memento nella sezione N della trave NCj inoltre un pun to di nullo del diagramma del momento relativo a NK

e rappresentato

dal punto

di intersezione

Q della

Figura 4.10

retta di azione r della risultante delle forze (agenti a destra 0 a sinistra di una generica sezione del tratto) con l'asse del tratto NK. Si determina cosi il momento per

il tratto

NK e si completa infine iI diagramma con

il tratto

KA.

c
4.4. IL TRACCIAMENTO DEL DIAGRAMMA DEL MOMENTO PER I
Figura 4.11
K

CARICRI PlSTRIBUITI. Dalla relazione differenziale


146

d2 Mldz2 = - q(z) consegue che, se su di un


147

4 Le caraneristiche

della sollecltazione

4 Le caranerisriche

della sollecltazione

Q= ql

Figura 4.12 Figura 4.13

M =----=D

Ql 4

Q1 24

QI 8

q12
=-

8
distribuzione del carico, II

in quanto momento

occorre

tener

conto

in mezzeria,

dunque,

dell'effettiva

4.5. lL NODO TRIPLO.


Si consideri un nodo N in cui concorrono tre aste rettilinee di estremi I, L e P e siano i, I e p le rette di azione delle risultanti delle forze Ri' Rl' Rp agenti rispettivamente sui tratti IN, NL, NP (fig. 4.14). Tali forze, per l'equilibrio del tronco INPL, devono farsi equilibria. Supposto nota il diagramma relative al trarto IN, 10 si vuole, ad esempio, tratto NP senza ope rare alcun cambiamento di'scala, Un pun to di nullo V del diagramma del tratto tracciare per

pari alia meta di quello calcolato

consi-

dcrando il carico concentrate. In corrispondenza della sezione D, poi, essendo iI taglio nullo, 1a tangente t a1 diagramma dei momenti (che c una parabola, essendo q = cost) C orizzontale. Inoltre i lati del diagramma BK e KC (fig. 4.10) rappresentano le tangenti all a parabola rispettivamente in B e in C. In definidva, dunque, possibile tracciare la parabola in corrispondenza del carico distribuito, essendo note tre tangenti. Si ortiene cosi il diagramma effettivo rapprcsentato In generale, sostituito in fig. 4.11. al carico distribuiro di carico,

il

fornito

dall'lntersezione

dell'asse

NP con la recta di azione p della risulrante

delle ferze agenti a

q la sua risultante Q e deterrninato in tal modo il diagramma del momento di lati n ed 1, per tener conto
della reale direzione SeT distribuzione si mandano Ie radenti parallele alla in del carico q fino ad intersecare su cui agisce i lati ncd' I rispettivamente

destra della sezione generica S del tratto considerate. Una ordinata del diagramrna che si cerca, invece, si ricava dal diagramma note, relativo al tratto IN. lnfatti, in corrispondenza del puntO Z in cui Ia retta 1 incontra I'asse di IN, risultando nullo il contributo di RI' il mornento

(fig. 4.12). Nei tratto quadratica

q,

alia spezzata SKT va sostituita cubic a per q = lineare

una parabola e COSl via.

per q = cost, una parabola

Nel caso in esame sono gH note due tangenti alla parabola in SeT, rappresentate rispettivamente dai lati 11 ed I; la rerza tangente s la parallela ad ST condotta per i1 punto medio del segmento KR.

Quando un carico distribuito, infine, agisce su piu tronchi, si puo sostituire al carico distribuito la sua risultante solo per il calcolo delle reazioni vincolari esterne e nell'ipotesi di vincolo interno solidificato. Per il tracciamento del diagramma del mornento, invece, la precedente sostituzione lecita solo per il carico agente sui singolo tronco (fig. 4.13) e si precede successivarnente nel modo vista in precedenza.
148

Figura 4.14

149

4 Le caratteristicbe

della sollccitazione

4 Le caraneristiche

della sollccitazione

.~

in Z dovueceeclusivamente alia risultante Rj delle forze a simstra di S, pari ancheal memento. della risultante Rp .delle , forze...agentLa...destra.di S rispetto alla sezione Z. Pertanto, I'ordinara d del diagramma del momento per il tratto IN, letta in corrispondenza della sezione Z, rappresenta un'ordi.·f nata del diagramma di M relativa al tratto NP. La conoscenza della suddetta ordinata e del punto di nullo V, quindi, permettono il tracciamento del diagramma per il tratto NP (fig. 4.14). Per l'equilibrio del nodo, poi, il momento MNL agente in N e relativo al tratto NL vale la somma degli altri due; i1 punto T, inoltre, un punto di nullo per sibile cosi com pIe tare triploN.

·:·c 1""-"'-'
o

--'---'---------------------,

i1 diagramma i1 diagramma

dei momenti sul tratto NL. E' posdi M sulle aste conccrrenti nel nodo

Esercizio 4.17. Tracciare iI diagramma dei momenti per la struttura citata in S da una coppia concentraia .;/f.
Figura 4.17.1

M-tt~~H~
. -----T

di fig. 4.17.1, solle-

Per I'equilibrio del carico esterno le reazioni vincolari devono cosrituire una coppia. Partendo dalla sezione S di applicazione del carico j{, il diagramma del memento ha 'andamenro costante lungo i tratti RS ed RH. Fissata una scalaiglrappresentazione per il memento, il segmento SZ rappresenta j{ in detta scala. Lungo i restanti tratti il diagramma del momento ha andamento lineare, ed possibile tracciarlo conoscendo sempre un punto di nullo e un'ordinata

Esercizlo 4.18. Tracciare il diagramma del momenta in fig. 4.18.1, senza operare cambiamenti j1ettel7te per la stru ttura riportata di scala. :

II diagramma del momenta relacivo al tratto !ineare; fissato un segmento PE che rappresenti per la trave HE il momenta in E, si stabilisce la scala dei momenti. Vediarno ora come tracciare cornpletarnente

HIE e

nota. Infatti,

per il tratto

pun to di nullo per il diagramma dei mom end relativo al tratto in esame, Inoltre l'ordinata WK del diagramma relative al tratto HR viene ad essere un'ordinata fittizia del diagramma dei momenti

a di

RA con Passe di HG

e un

HG,

il punto di intersezione

della linea d'azione

il diagramrna seriz a carnbiare

la scala cosi prefissata. Anche per il tratto EG iI diagramma dei moment! !ineare. Esso rappresentato da un segmento la cui retta di appartenenza

per

i1

tratto

HG,

essendo nullo nella sez.ione K il contribute

al momento

passa per N, punto

d'intersezione

dell'asse

del tratro

EG con la risultante

I
.
o

di RA deve uguagliare quello eli ,;{{e di RB; risultando perc nullo il contribute della reazione in B, iI momento in K della reazicne RA uguaglia la coppia esterna JI. II segmento della retta WP, relative al tronco HG, rappresenta percio il eliagramma del momento cercato. Per i tratti GD, DP e AP, poi, renendo conto dell'equillbrio dei nodi G, D, P e dei punti di nullo E, C, A immediato tracciare ~ corrispondenti

di RE• Can riferimento

alIa generica sezione del tratto HG, cioe, il momento

delle forze agenti a sinistra (a destra)

della generica sez ione S di EG. Nel

passaggio da HE ad EG, inoltre, interviene la reaz ione RA che incontra l'asse della trave in L; in corrispondenza di tale punta i diagrammi relativi ai due tratti devono avere la stessa ordinata- LT, essen do nullo il contributo di RA• Pertanto la retta TN contiene illato del diagramma relative al tratto EG. Nod MEH ed MEB, poi, si ricava imrnediatamente MED, negativo e rappresentato da un segmento E V uguale a PQ. E' nota anche un punto di nullo del diagramma del momenta relativo al tratto ED, rappresentato dall'inrersezione Z dell'asse della trave ED con la risultante delle forze agenti a destra (sinistra) della generics sez ione di ED. Infine, tenendo conto degli
151

diagrammi di M. Considerando l'equilibrio del nodo triplo H, si ricava MHL = MHR ....,M HG e con considerazioni analoghe alle precedenti, infine, si completa il diagramma per il tratto HB.
150

4 Le camtteristiche

della soUecitazione

4 Le caratteristiche

della sollecitazione

agli estremi di luee pari a 10 metri e earieata da una forza concentrata in __ .rnezzeria di.10 kilo, Ne.wton,essa_ver:rLschematizz.ata.eon un segmento di 3,33 em e con un veetore agente nella mezzeria di modulo pari a 1,43 em (fig.
4.15.a). Poiehein tal caso
N

il momento
. 5m

in mezzeria vale"f.

Me

= 5 kN

25 kN . m,

il

segmento

HK

e lunge

1,66 em.

taglio, inveee, risultando

nei due tratti

AG e CB pari a 5 kilo - Newton, sara rappresentato da ordinate lunghe 0,71 em. La diseontinuita in G, in fine, rnisurata dal segmento LR lunge 1,42 em.

Proponiarnoci

ora di determinare

il

momento

Ms in una sezione S eon

la struttura ed i eariehi disegnati nelle rispettive scale SL ed SF' Supponiamo che Ms sia fornito dalla relazione

Ms = F1bl,
Figura 4.18.1

nell'iporesi ehe FI sia rappresentato da un segmento di 2 em di lunghezza e bl da uno di 3 em. I valori reali di FI e bl risultano forniri da equilibri dei nodi in D e in C, si complera del memento per i tratti AD e CG.

il traeciam~nto
I

FI = 2 em • SF del diagramma

= 14

kN . m,

bl = 3 em . SL = 9 m,

II momento

effettivo valequindi

4.6.

L'USO DELLE SCALE DEI DIAGRAMMI.


F=lOm

Nel memento in cui si rappresenta graficamente su: un foglio di carta una struttura soggetta ad un insieme di forze, si introduce automaticamente una scala per le lunghezae SL ed una per le forze SF' Supposto di fissare per le forze e Ie lunghezze Ie due scale SF: 1 em = 7 kN; 7 kN SF=-cm

4t~~;N
T
a) b)

SL: 1 em = 3 m;

3m SL= --, em occorre


T

volendo tracciare i diagrammi delle caratteristiche della solleeitazione, fissare una terza scala SI>!relativa ai momenti; ad esempio

15 kN·
SM:1em=15kN'm; SM= em reale

m Figura 4.15

F/21

c)

Stabilite in questo modo Ie se~lc, se la struttura 152

e una

trave appoggiata 153

4 Lc caratteristiche

della 8Onecltazione

4 Le caratteristiche

della 5Onecitazione

Ms
"VOlendo riportare basta divid~e

= Flb1
oil

';14::1tN '"9 m

= 126

kN' m. scala, doe

'1 ,~.!..

valOre- di 126 kN' m nella scala- SM dei 'momerrti, poi, "-~ ..


.:c

tale val ore per la corrispondente

Un segmento considerata.

Ms
SM

126 kN' m
15 kN .

m/cm

= ~,4cm. cos!

di 8,4 centimetri

rappresenta

il

momento

nella sezione

Figura 4.16

all'estrernita 4.7. OSSERVAZIONI SUL TRACCIAMENTO DEI DIAGRAMMI DELLE CARATTERISTICHE DELLA SOLLECITAZIONE.

di una trave incastrata

in un nodo,

una volta

conosciuti

Nel presente paragrafo S1 vogliono riassurnere le regole fondamentali relative al tracciamento dei diagrammi dei momenti, molte delle quali sono state gia evidenziate negli esercizi preeedenti. a) Se la struttura costituita da tratti retrilinei,

momenti all'estremita delle restanti travi eoncorrertti nel medesimo nodo. £) In corrispondenza di una eerniera propria, se non applicata alcuna forza concentrata, l'inclinazione del diagramma del memento (fig. 4.17.a)

mento,

per il generieo tratto

searieo,

il diagramma del

rno-

a destra e a sinistra della cerniera la stessa, essendo costante il1taglio e valendo la relazione dM/dz = T. Se in eorrispondenza della cernieraie applicata una forza coneentrata, inveee, i1 diagramma del memento ha inclinazioni diverse a destra e a sinistra della cerniera affermare che il momento in corrispondenza (fig. 4.17.b). In generale; si puc di una cerniera

formato

da un segmento
0

di retta.

La retta cui appartiene cui il memento

il segmemo incontra I'asse della trave nel punto in


appartenente meno alia struttura,

e semprr

nullo,

e nullo. Tale punto,

chiamato punto di nullo del diagramma dei mornenti, ed fornito dall'intersezione dell'asse della trave con la risultante di tutte Ie forze agenti a destra
0

in quanto essa trasmette solo taglio e sforzo normale, ma non momento. g; In eorrispondenza di un doppio pendolo disposto con le bielle p:u-allele all'asse della struttura, i1 diagramma del momento nei tratti scarichi,' immediatamente a destra e a sinistra del vincolo (fig. 4.18.a), ha andamento eostante. Infatti, la risultante delle forze agenti a destra 0 a sinistra del vineolo, per l'equilibrio del tronco, deve essere parallel a all'asse dei pendoli, invece, il diagramma non cioe deve avere braecio costante, Nel easo in cui le bielle del doppio pendolo non sono parallele all'asse della struttura,

a sinistra.idella dei rnomenti

sezione del tratto. in esame. L'inclinazione sulla fondamentale, poi, rappresenta

del

diagramma

il taglio, co-

stante nel tratto. b) In corrispondenza

dei punti di applicazione

di una forza concentrata,

del memento present a una cuspide (discontinuita nell'inclinazione) con la punta avente 10 stesso verso della forza, rnentre queUo del taglio presenta un salto pari all'inrensita della forza. c) In corrispondenza delle sezioni di applicazione di una cop pia concerttrata, il diagramma del momento presenta un salto pari al val ore della cop pia, mentre queUo del taglio non presenta ne salti ne punti angolosi. d) Nei tratri soggetti ad un carico tagliante costante, il diagramma del taglio !ineare, mentre quello del memento parabolico. Se il carico tagliante variabile con legge lineare, invece, il diagramma del taglio una parabola quadratic a, mentre quello del momento una parabola cubica. e) In un node incastro, la somma dei momenti £lettenti agenti su di esso deve essere nulla, per l'equilibrio alIa rotazione del nodo. Le coppie agenti sul nodo sono, ovviamente, uguali ed opposte a quelle agenti sulle facee delle travi che sono unite dal nodo stesso (fig. 4.16). Questa osservazione consente di determinare i1 momento £1ettente (in valore e segno)

il diagramma

e c~stante

Figura 4.17

bl

IIIIIIIIIII~IIIIIIIIIII
Figura 4.18
a)

fITrTrrn-n,.,., ~-bl

__

154

155

4 Le c:arattcristiche 4 Le carattcristiche della sollec:itazione

della sollccitazione

a)

H
bl

JIIHlln~lllllllll
Figura 4.20 Figura 4.21.1

---iJ£--

.......~--II _ _... . .-. I1IIIII I1

Figura 4.19

Figura 4.22.1

a destra e a simstra del vincolo, rna procede con la stessa Inclinazioae, essendo cestante il taglio nei tratti scarichi immediatamente a destra e a sinistra del vincolo, Un punto dinullo P del diagramma del momenta e quellc in cui la risultante delle forze incontra l'asse della trave (fig. 4.18.b). h) In corrispondenza di una biella interna, il momento e nullo nel pun to in cui l'asse della biella incontraquello della trave. rhnclinazione del diagramma e la stessa per la parte di trave che precede e segue il vincolo, poiche non vi e discontinuitd del taglio (fig. 4.19.a). Lunge i pendoli, considerati come elementi strutturali, poi, i1 diagramma dJI momento e del eaglio sono nulli, poiche la reazione e diretta secondo l\asse dello stesso (fig. 4.19.b). Essi dunque risultano soggetti solo a sforzo asslale, i) Dal punto di vista delle caratteristiche della sollecieasione, il pendolo improprio reagisce a momento, rna non trasmette sforzo norrnale e taglio. Pertanto, in corrispondenza di tale vincolo, nei tratti scatichi immediatamente a destra e a sinistra di esse, i diagrammi delle carattenstiche NeT sono sempre nulli. II diagramrna del memento, invece, allorche la reazione del vincolo e diversa da zero, ha andamento costante (fig. 4.2.0)' . Esercizi proposti. 4.19 - 4.39. Determinate analitlcamente e gTaJicamente le reazioni vincolari delle strutture riportate nelle Jigg. 4.19.1-4.39.1; peT ognuna di esse,
inoltre, tracciare i diagrammi delle componenti dell'aztone il1terna.

..L

I:
Figura 4.24.1

.L..
Figura 4.Z3.1

qt I 1 I ) I ) I ) I
~I~

~I~, ,A 11

Figura 4.25.1

Figura 4.26.1

I 111J
~
1/2

q"

.._

t III11
~
1/2 Figura 4.27.1 Figura 4.28.1 157

Figura 4.19.1 156

4 Le caratteristiche

della sollec:itazione
".~

4 Le caratteristiche

della sollecitazione

."

.'

Figura 4.29.1

Figura 4.30.1

Figura 4.37.1

Figura 4.38.1

I
e ,I 21

Figura 4.31.1

Figura 4.32.1

Figura 4.39.1

II II

-vJ
Figura 4.33.1 Figura 4.34.1 .A

-F

to

4.8. DETERMINAZIONE DELLE COMPONENTI DELL'AZIONE INTERNA MEDIANTE IL PRINCIPIO DEI LAVORl VIRTUALI.
Le componenti struttura dell'azione interna in una s~zione generica S di una isostatica possono essere determinate, oltre che col metodo diretto,

12

doe facendo riferimento alla risultante di tutte le forze agenti a destra 0 a sinistra della sezione considerata, anche mediante l'applicazione del

P.L.V.
Allo scopo, si supponga di effettuare un taglio in corrispondenza della sezione S (fig. 4.21) in cui si vuole determinare la caratteristica di solleci-

I
Figura 4.35.1 158

tazione e di introdurre, poi, tra le superfici di separazione un vincolo che non trasmetta la caratteristica cercata.' La' struttura diviene COS1 labile e,

.i:
Figura 4.36.1

1"

affinche sussista l'equilibrio, caratteristica

e necessario applicare immediatamente doe sulle facee risultanti (doe la caratteristica

a destra

e a sinistra del vincolo introdotto,

del taglio, quell a che si vuole

che non viene trasmessa

determinare) can un verso arbitrario. Ad esempio, volendo determinate Ie facce risultanti

il momenta

nella sezione S (fig. 4.22), con una 159

dal t!-glio in detta sezione si fanno connettere

4 Le c:arattcristichc della soUccitazionc

4 Le c:aratteristichc

della sollecitazione

7',··
Figura4.Z1 Figura 4.22

due pararnetri arbitrari. una volta labile.

Per semplil:ita. ccnviene

sempre rendere

la struttura

Esercizio 4.40. Determinate il momento nella sezione E della sttuttura riportata in

. fig. 4.40.1.
Si introduce a destra e
2.

nella sezione E una cerniera e si applicano, sinistra del vincolo introdotto, due coppie

immediatamente aucoequilibrate

(fig. 4.40.2). Si ottiene ccsi una struttura una volta labile, ma in equilibrio per la particolare condizione di carico, Determinaro il centro assoluto (2)

I (1); (I, 2)
Figura

4p
I

(2) 1(2,3);
Figura 4.24

(3) delle component! Per orizzontali virtuale

si traceiano sui due tronchi la sconnessione,

i diagrammi

B e vertic ali
indicate,

1)

degli

cernierJ, risultan6

mentre

l'equilibrio

viene conservato

applicando

i1

momento

che si trasmetteva

prima di effettuare

spostamenti (fig . .f.40.2). assume l'asperrc (4.40.1)

10

spostamento

il

P.L.V.

Desiderando I

invece conoscere

10 sforzo di taglio 0 10 sforzo normale _

nella sezione, si inserisce nella sezione stessa un doppio pendolo, in modo che non reagisca rispettivarnente a taglio oa sforzo notmale. In generale, per determinate T (fig. 4.23), il vincolo si dispone con i pendoli paralleli I alIa tangente all'asse della trave in S, mentre per determinare N gli assi dei pendoli devono essere disposti secondo la normale all'asse della trave nella sezione (fig. 4.24). In entrambi i casi, perc, al fine di conservare I'equilibrio necessario sollecitare Ie facce dei tronchi connessi dal vincolo can la caratterisrica che si cerca. Cio fatto, .s'imprime partire alIa struttura uno spostamento virtuale eseguito a dalla configurazione di equilibrio. Per tale sistema di spostamento

Esprimendo 6v' TIc e IJtpE in funzione deformata virtuale: (4.40.2) e sostituite le (4.40.2) nella (4.40.1),

del parametro

tp che caratterizza

la

risulta

PI 1I1E=-·
2

lavorano sia Ie forze est erne che la caratteristica di sollecitazione la quale, comparendo come unica incognita nell'equazione risultante dall'applicazione del P.L.V., puc essere cOSI determinata. . -E' bene osservare che, introducendo nella sezione di una struttura isostatica un vincolo di molteplicita alle forze esterne due (sconnessione semplice), la struttura che fa compiere interna diventa lavoro una volta labile, per cui il sistema di spostamenti

1/2 1/2 1/2


1/2

minare definito da un solo parametro. Diversamente, un vincolo semplice nella sezione (sconnessione doppia) due volte labile e il sistema di spostamenti,
160

e alIa componente

dell'azione

che si vuole deterl'introduzione di rende la struttura


Figura 4.40.1

di conseguenza,

definito

da
161

4 Le eanttcristiche

della sollecitazionc

4 Le c:arattcristiehe

dena sollecitazione

.r
II

(2)

:r
(2.3)

(2)

_2

IJ

T
Figura 4.41.1 Figura 4.40.2

12

253

i 35i

I
.

Nei procedimentc
considerando

esposto il lavoro delle coppie ME state calcolato un tt'tli1co fisso evalutando illavoro della cop pia agente sul-

1(1); (1, 2) (2)

1 (2,3)_,

(3)

l'alero tronco per la rotazione relativa ~E' Tale lavoro puc essere calcolato anche moltiplicando ciascuna coppia per l'angolo di cui ruota il tronco sul quale la coppia agisce. Infatti, mentre

il tronco

II ruota dell'angolo In definitiva,

.p antiorario, i11avoro

e si tracciano i diagrammi degli spostarnenti orizzontali e vertic ali (fig. 4.41.1). Applicando il P.L.V. al sistema di spostamenti indicato in figura, si ha (4.41.1) Ma essen do . 'TIc

il

tronco

III ruota dell'angolo

3.p orario; inoltre Ie coppie hanno il dunque,

verso opposto

dell'angolo

per cui lavorano.

delle sudderte coppie vale

= l.p,

1 6= -.p+ 2

7 - I"" 2

Esercizio 4.41. Determinare il taglio nella sezione S della ·struttura rappresentata In'fig. 4.40.1 dell'esercizio precedente. Introdotto nella sezione considerata un vincolo che non trasmette taglio

dana (4.41.1)

consegue

F
Ts=- . 2

(un doppio pendolo disposro con i pendoli paralleli all'asse della struttura nella sez.ione) e due forz.e uguali 15 a destra e a sinistra di esso (per l'equilibrio), si deterrnina il centro assoluto (2)
162

Jl tagHo nella sezione S, dunque,


figura.

essendo

positivo,

ha

i1

verso. indicato

in

163

4 Le caraneristiche

della sollecitazionc

4 Le carattcristiche

della soUcciwione

Esercizio 4.42. Calcolare.lo dell'esercizio .sforza .I:lormale nella .sezioneRc 4.40.


.$

Quindi risulta della struitura di fig. A.40.1

.... _ ...-(4A2.1f~·----~= 3bp,


Pertanto mostrato (4.42.2) Sostituendo

11K

= 41.,0,

0D

= 1.,0,

OR ~

41.p.

Per calcolare 10 sforzo normale nella sczione R si introduce un doppio pendolo disposto con le bielle ortogonali all'asse della struttura in R, in modo da non trasmettere la caratteristica cercata. Calcolato il centro assoluto (2), come mostrato in fig. 4.42.1, facendo uso dei teoremi delle catene cinematiche:

"! compiuto dalle forze agenti per il sistema di spostamenti in fig. 4.42.1 assume l'aspetto

iI lavoro

7T

7T lIR

-FlIc+

FOD -N sen 4

-N cos - OR 4

= O.

1(1); (1, 2)_


(2) ) (2,3); (3) e indicato con T

le (4.42.1) nelle (4.42.2), N=---. 4

si ricava

FV2
dalla (4.42.2),

il

punto
!

di intersezione

della retta AH con I'orizzontale Com'e normale

per C, della similitudine

dei triangoli CTH e ABH si ricava

HK=4·1=AK.

facile notare

il lavoro virruale fane

dallosforzo

searo valutato

zcntale e la verticale

moltiplicando le sue componenti per le corrispondenti componenti

secondo !'orizdi spostamenco

relative 6R e 17R• Tali lavori son.9 entrambi negativi, in quanto, considerate un tronco fisso, ad esempio ADR, le componenti di N agente su RC risultano di verso opposto per cui lavorano. alle componenti
lIR

(concorde

a y) e OR (concorde

a x)

Esercizio 4.43. Determinare

10 sforzo nel pendolo

della struttura

illustrata

in fig. 4.43.1.

Per determinare

10 sforzo

assiale nel pendolo,

si puc sopprimere

il vincolo

e applicare sui tronchi AC e CB dellastruttura due forze S, uguali e opposte, nei punti H e K. Le forze S mostrate in fig. 4.43.2 S0110 le azioni della struttura sul vincolo: quelle mostrate in fig. 4.43.3,invece, sono Ie azioni del vincolo suJla srruttura, Lo sforzo norrnale nel pendolo, dunque, state assunto di traz ione. Fissati i centri di rotazione assoluta dei tronchi I e II, coincidenti rispetrivamente can A e B, e determinate il centro della rotazicne relativa, che risulta essere il punta improprio della congiungente. AB, si tracciano i diagrammi mostrati in fig. 4.43.3. Ilprincipio del lavori virtuali, quindi, cons en te di scrivere

(4.43'.1)
Figura 4.42.1

.tit op + FOH + S cos a 6H

S cos a--

6u
2

= 0,

rna essendo
164 165

4 Le caratteristicbc'della

$oUecitazionc

4 Le carattcristiche

della 50llecitazione

Esercizi proposd. 4.44 :-4.46. Deterininare-Ze-componenti dell'azio;:ie interna- nella sezione S per le strutture riportate nelle figg. 4.44.1,~.45.1 e 4.46.1, mediante l'applicazione del principia dei lavori virtuali. Veri/icare successillamente i

!) 11 ) 11111 ) 1 J I J ) 1 ) J ) I
Figura 4.43.1

, Figura 4.43.2 Figura 4.44.1

r
Figura 4.43.3
I ,

Figura 4.45.1

l)H

= 21<p.

dalla (4.43.1) si ricava (4.43.2)

s=----

.4{

+ 2Fl
non

1 cos ex

Dalla (4.43.2). poi. consegue che lo sforzo nel pendolo come supposto, bensl di compressione.

e di

trazione,
Figura 4.46.1

166

167

4 Le caratteristiche

della s()lIecitazione

4 Le C&ratteristiche della sollecitaziene

valori delle caratterlstiche cos,' determinate cOn il metoda diretto, dopo aver calcolato le reasionivincolari. -' - .
TRATTOAB

."
';;'

4.9.

LE GARATTERISTICHE

DELLA SOLLECITAZIONE

NEI PROBLEMy=FI
a)

MI SPAZIALI.
In generale si parla di problema struttura struttura non

spaziale allorche l'asse geometrico in un piano. Anche

della la al
b)

contenuto

interamente

quando

piana,

rna le rette

piano della struttura, si di fronte ad un problema spaziale. in tal caso le componenti dell'azione interna non sono piu tre, come nel problema piano, rna in generale S1 hanno sei sollecitazioni semplici: uno sforzo normale, ut' momento torcente, due sforzi taglianti e due momenti flettenti. Per valutare i segni delle caraeteriseiche di sollecitazione, ci si puo riferire ad una tern~

di azione delle forze nonappartengono

fissa di assi cartesiani ortogonali. Nel caso di strutture iscstatiche, con i tratti paralleli agli assi della terna di riferimento, fissato un verso di percorrenza sull'asse della strutturaj definiamo positive Ie caratteristiche equiverse agli assi della terna fissa; quando i vettori caratteristici sono relativi alle forze agenti a partire, ad. esempio, dall'origine si puo operate come

c)

del riferimento di percorrenza. mostrato nell'esercizic 4.47.

In rnaniera equivalence. ;
I

d)
Figura 4.47.2

---------------------------------------------------Esercizio 4.47.

i
II tratto AB parallelo all'asse x', mentre i1 tratto BC ha la direzione dell'asse y'. Per quanto riguarda le reazioni vincolari, I'incastro C reagisce in modo da form are una coppia di braccio forze esrerne P ed F. II problema trave BA incastrata in B e successivamente nullo con la risultante considerando delle

Studiare le caratteristiche della sollecitazione che si manifestano nella' trave di fig. 4.4 7.1, cancata nell'estremo libero da due [orze concentrate.

in esame puo essere risolto per tratti, cambiate

prima la B

la mensola

CB lib era in B e

caricata in tale pUnto con Ie reazioni, sullamensola BA (figg. 4.47.2 e 4.47.3). Per valutare i segni delle caratteristiche si sono considerate due terne cartesiane

di segno, dell'incascro

della sollecitazione per i vari tratri, ortogonali di riferimento, ciascuna

}-----~------------~.~
Figura 4:47.1

con origine in un incastro e con gli assi x, y e z paralleli ed equiversi agli assi x', y' e z', Le componenti secondo gli assi x, y e z della risultante R e del momento risultante M delle forze agenti a destra della generica sezione S (figg.4.47.2.a e 4.47.3.a), ossia le componenti dell'azione interna nella sezione, sono state assunte positive se equiverse agli assi, negative in caso contrario.
169

v:

168

4 Le caratt~tiche

della sollecitazionc'

4 Le caratt~tiche

della sollecitazione

TRATTO

Be

.. ..
••
My
a)

Esercizi proposti . 4.48 • 4.51. Tracciare i diagrammi delle caratteristiche della sollecitazione per le travi spaziali mostrate nelle Jigg. 4.48.1, 4.49.1, 4.50.1 e 4.5:1.1, +cui tratti sono paralleli agli assi della tema cartesiana ortogonale Oxyz,

b)

c)

Figura 4.48.1
d)

Figura 4.49.1

e)

f)

Figura 4.50.1

Figura 4.51.1

M,
Figura 4.47.3

Come si puo notare dai diagrammi, il tratto AB (fig. 4.47.2.a) sollecitato a sforzo assiale N (fig.4.47.2.b), a taglio ~ (fig.4.47.2.c) e a memento flettente My (fig.4.47.2.d). Le suddette tre componenti dell'azione intern a sono negative, poiche le forze esterne F e P hanno il verso opposto degli assi z e x, mentre il vet tore memento My della forza F, trattandosi di una coppia oraria, ha il verso opposto dell'asse y. II tratto Be (fig. 4.47.3.a), poi, sollecitato da due sforzi taglianti (figg. 4.47.3.b e 4.47.3.c), da due momenti Ilerrend (figg. 4.47.3.d e 4.47.3.e) e

da un momence

torcente (fig. 4.47.3.f).

170

171

5 La curva delle pressioni$

".

\..

5.1. GENERALlTA'. Dalla..teoria del poligono funicolare e note che, assegnato un sistema qualsiasi di forze! nel plano, esistono ",,3 poligoni funicolari connettenti il sistema di forze date, Infa.tti, per tracdare. un poligono funicolare occorre prefissare tre paramerri, cioe, in. generale, esso viene defmito univocamente da tre condizioni, ¢onsideria.mo adesempiola struttura illustrata in Hg. S.1.a, caricata dille for701 esterne FI' F2, F3, F.j' Per l'equilibrio pcllastruttura, lerea7oi(;mivincolari in A e in B devono costituire con la sollecitazione esterna un sistema nullo, quindi il poligono delle forze at rive reattive deve essere chiuso. Poiche il sistema 3 volte iperstatico, esistonb 003 solueion! per lere~ioni vincolari nella seaeica dei corpi rigidi, Noi s~pponiamodi conoscere le reazioni vincolari effettive, I ottenute considerarldo il corpo deformabile. Degli ",,3 poligonHurticola.ri che coanettono le forz.e esterne Fi' costruiamo quello che rispetta ll: seguenti tre condiz.ioni: a) il primo lato i del poligono sia parallelo aHa retta di azione di RA i b) l'ultirno lato del poligono siaparaUelo a RBi

-I

-I

bl
Figura 5.1
T;

5'

173

S La curva delle press~oni c) il primo lato del poligono coincida con la retta di azione di RA• Le condizioni a) e b) individuano il polo P (fig. 5.1.b) del poligono delle forse (1), 'mentre la terza condizione fxssa il prime lato 'ael poligono tra' le . infmite esterne poligono risultanti rette parallele a e soddisfa

S La curva delle pressioni

0'1'. II poligono

funicolare

alle condizioni

a), b), c)

e unico

che connette e prende

}; forze .

U nome di

delle pressioni, CUTVa delle pressioni 0 poligono delle successive (brevemente c.d.p.). Ogni lato del poligono funicolare si chiama

anche linea delle pressioni. n poligono delle pressioni si chiama anche curva delle pressioni perche, come accade in generale, per la presenza di carichi distribuiti, esso una curva; inoltre,

denominatopoligono

come si puc, notare, esso

e U poligono e

delle successive risultanti

in quanto, con di Fi~ra S.2

delle direzioni delle successive risultanti da un estremo e percorrendo


I

delle forze 1Pplicate considerate continuita l'asse della struttura. 11 suo generico lato, cioe,

partendo la retta

di appllcazione

della risultante

tutte le forze che precedono questo sezione S del tratto CD (fig. S.l.a), cui risultante R, rappresentata

lato. Se si: considera, ad esempio, una le forze sinistra sono RA ed Fl, la

dal vettore

(1

+P)

(fig.

s.i.s), e applicata

In questo

caso

immediato

verificare

che la bilatera fiDC rappresenta

al lato del poligono funicolarecompreso tra ~l ed F2. Le componenti di tale risultante R secondo la tangente e la norrnale all'asse della trave, poi, forniscono rispettivamente 10 sforzo norm ale ie il taglio in S, mentre il prodotto Re della risultante
_.ll._.·..••• .

la curva delle pressioni. Con riferimento alia generica sezione S del tronco AB, si osserva che la risultanre delle forze agenti a sinistra della sezione coincide con RA• Pertanto 10 sforzo normale e il taglio in S sono forniti dalle componenti di RA secondo la tangente e la normale in S all'asse della struttura; il momenta £lettente (in S) dato da RAe, cioe dalla risultante delle forze a sinistra moltiplicata per la distanza della sua retta di azione (linea delle pressioni per U tratto ABT) da S. Per quanto riguarda il segno delle componenti dell'azione interna in S, le caratteristiche positive da considerare sono, naturalrnenre, quelle indicate sulla sezione sinistra p~~ una struttura, quindi, possibile ricavare il val ore di M, NeT per ogni sezione di essa (2). Se si suppone inoltre R A unitaria, la generica ordinata, normale alia curva delle rappresenta, pressioni, compresa tra quest'ultima flettente si avvicina per e Passe dell'arco, in opportuna scala, U momenta

per I'eccentricita

\e da il memento

flettente

in S. La curva de....•.. ,.' . e>pressioni, quindi, fornisce ~na visione immediata delle ... J:';<, I condizioni scarichedella struttura; essa, cioe, costituisce una rappresentazione grafica sintetica dell'azione interna. , SU UN ESEMPIO TlPICO.

5.2.

CONSIDERAZIONI

del concio.

Nota

la curva delle pressioni

Vogliamo determinare la curva delle pressioni per Parco a tre cerniere rnostrato in fig. 5.2 e soggetto ad una forza concentrata nel pun to T del tratto BC.
ad un sistema piano di [orze {Fl' ... , Fn}, si definisce poligono delle forze la poligonale 01 ... 'I che, a partire da un punto 0 del piano, ha come primo lato 01 iI vettore equipollente alia forza Fl, uscente dal vertice 0, come secondo lato 12 il vettore equipollente alia forza FZ uscente dal vertice 1 e cosi di seguito, e come ultimo lato (n -1)11 il vettore equipollente alia forn Fn uscente dal vertice (n -1). Scelto poi un pun to P del piano (polo) non appartenente aile rette 01, ... , On, le semirette PO, P1, ••• ,Pn prendono, rispettivamente, iI nome di prime, secondo, ... , ennesimo raggio proiettante. Si definisce poligol1o [unicolare connettente il sistema di forze {Fl' ... ,Fn}, la poligonale 0'1' ..• II' avente i lad paralleli ai rispertivi raggi proiettanti e i vertici 0', 1', ..• , 11' sulle re~te di applicazione delle forze.

(I) Con riferimento

nella sezione. Si comprende all'asse geometrico tratti rertilinei,

cos i che, man mane che la curva delle pressioni della struttura, la caratteristica flettente poi, e con forza applicata della struttura

diminuisce;

in C, la curva delle pressioni (fig. 5.3). In tal caso MeT

coincide con l'asse geometrico

(1) Per un arco con curvatura v~riabile con continuitd, riferendoci ai valori assoluti, nella sezione di momenta massimo risulta massimo anche 10 sforzo norrnale ; 10 sforzo di tagli9 invece nullo. Cia vero solo nelle ipotesi dell'arco AB di fig. 5.2.

174

175

5 La curva delle pressioni

5 La curva dellepressioni

Figura 5.3

Analogamenre, a destra eli F il momento nella generica sezlone e fornito dal prodotto di e' (ordinata generica letta nella direzione di F) per H {componente de Rc normaleialla -dkezlone diF). In definitiv~, sf pub condudere elicendo che i segmenti paralleli ad F, inter~ttati tra l'asse dell'arco e la curva delle pressioni (rette eli azione delle reazioni vincolarl), moltiplicati per la componente H delle reazioni secondo la normale ad F, doe nella scala eli H, rappresentano i momenti nelle varie sezioni. Si ha cioe sono nulli, mentre Ia sola componente dell'azione Interns presente risulta essere 10 sforz.o normale.
Esercizio 5.1. 5.3. LA SCALA NELLA LEITURA DEI DIAGRAMMI.

Con riferimento alIe notazioni di fig. 5.2, il memento Mr nella sezione T di applicaz.ione della fona concentrata, a seconds che si considerino Ie forz.e a destra 0 a sinistra della sezione (per semplicita presdndendo dal .segno), assume rispettivamenre l'aspetto
Mr=RcTV Mr-=RA TW.

Disegnare la c.d.p. per la strutiura di fig. 5.t.l.a applicato sul tratto retiilineo. .

con un carico distribuito

Dalla prima di tali relazioni risulta che i1 segmento TV, a meno di Re, rappresenta i1 momento in T. Analogamente, dalla seconda relazicne risulra che il segmento TW rappresenta il momento in T nella scala di RA che, in generale, e diversa da Re' . In conclusione, tracciando i1 diagrarnma del momence con ordinate normali alla curva delle pressioni vengono ad essere adortare due scale diverse: RA da A al punto di applicazione di F, RB da T a C. I segmenti TW e TV, quindi, sono in generale diversi. Per tracciare il diagramma dei momenti in un'unica .scala, riferiamod ancora alla struttura di fig. 5.2. Relativamente alla generica sezione S, mandiamo la parallela r alIa direzione della forza fino ad intersecare la curva delle pressioni relativa al tratto AB. Sia e' la Iunghezea del segmento della suddetta retta compreso tra l'asse del tratto AB e la relativa curva delle pressioni. II prodetto di tale distanza per Ia componente H di RA norm ale ad r fornisce il momento in S; cioe Ms = He'. Indicate inoltre con e il braccio di RA rispetto ad S,
risulta Ms=RAe = He',
I

Se in luogo del carico distribui~o agisce il carico concentrate Q = ql, la curva delle pressioni risulterebbe ~ssere la spez.zata ADC. Ma poiche sul tratto BC insiste il carico distribui~ q, occorre tenerne conto modificando [a parte di bilatera BDC relativa al tr'onco su cui agisce appunto q. Si suddivida il carico distribuito ~n quattro parti, ad esempio, e, sostituita ciascuna di queste parri con la rispettiva risultante, si costruisca la poligonale Al'2'3'4'C mostrata in fig. 5.1.1.a.:La risultante di RA e ql e Rl = (l-p) \

Q:=ql
POLIGONO DELLE FORZE

Figura S.1.1

b)

dato cheMs
176

= RAil = RAe'

sen ex = He'.
177

5 La curva delle prcssioni

5 La curva delle prcssioni

determinare"I valori delle componenti dell'azione interna in S per la struttura di 'flg. 5.1.2 dell'esercizio 5.1, di cui e disegnata la curva delle pressioni, occorre determinate -anzitutto ta'risultanfe-cielle' feree agenti a sinistra (0 a destra) della sezione

S. (In sostanza,

per poter

utj1izzare

la c.d.p.

basta

invertire it ragionamento fatto per costruirla). Cic puc eseguirsi inoltrando da S la retta paralIela alia direzione del carico fmo ad incontrare la curva delle pressioni in T: la tangente tin T allac.d.p. rappresenta la direzione della lrisultante delle forze applicate in S. II valore di tale risultante si ottiene mandandodal polo P del poligono delle forze la paralIela a- t fino ad intersecare rappresenta
Figura 5.1.2

il poligono nel punto R: il vettore R - P


P - R,

la risultante

delle forze agenti a sinistra di S; it vettore

,,
(fig.5.lolob) ed e applicata nel loro punto

e
1'. La risul-

quella delle forte a destra di S. Determinata cosi la risultante dato dalla componente diRs

Rs delle for:z.e agenti in S,lo sforzo normale


secondo la tangente in S all'asse della normale e it momenta dal prodctto

di intersezione

struttura, il taglio dalla componente di R s per la distanza di t da S.

tante di Rl e q2' rappresentata nel poligono delle ,"one dal vettore 2 - P, e applicata in 2'; it vettore 3 - P rappresenta la risultante R3 di Rz e q3 applicata infine, in 4'. doe in 3'. La risultante di RA e di tutt~
1

il carico distribuito,

la risultante funicolare

di R3 e q4 e la reazion~ di vertici B1'2'3'4'G,

- Rc

= R4,

Esercizio 5.2.

applicata

II poligono
it poligono

per come

Determinare la c.d.p, per la struttura riportata in fig. 5.2.1.


Per I'equilibrio del tratto BG la linea delle pressioni coincide con la retta BG. Infatti, per ogni sezione del tratto BC, la risultante delle forze che precedono 0 seguono la sezione e applicata alIa retta BG. Sostituendo it carico distribuito con quello concentrato Q = qR, la c.d.p.

stato costruito,

Suddividendo

djJ!;0successiv~ risultanti dei carich! RA, Ql' Q2' Q3' Q4' it carico distribuito in parti sempre piu piccole, i lad del

poligono funicolare aumenrano e, al limite, per una, suddivisione infinitamente grande del carico distribuito, il poligono funicclare tende ad una curva detta appunto curva delle pressioni (flg. 5.1.2). La c.d.p, nel caso in esame e una parabola, vamente aIle rette di azione : in B e in G rispetticome tangente

per il tratto AB risulterebbe essere la bilatera BHA: ossia BH per il tratto KB ed AH per il tratto AK. Per tener conto deU'effettiva distribuzione del

di RA e Rc' Essa puc essere definita

inviluppo di tangenti rappresentate dai lad del poligono funicolare che connettono le forze inflnitesime in cui puc pensarsi suddiviso il carico distribuiro.
Q

Q=qR

~P

5.4.

UTILIZZAZIONE

DELLA CURVA DELLE PRESSIONI.

La curva delle pressioni dipende, ovviamente, dal carico e dalla posizione dei vincoli sulla struttura, ma non dalla geometria dei singoli tratti. La forma geometrica dell'asse della struttura influisce solo nella valutazione delle caratteristiche 178 della sollecitazione nella sezione. Ad esempio, volendo

Figura 5'.2.1

179

S La eurva delle pressioni

5 La curva delle pressioni

carico sui tratto

AB, invece, occorre

inserlre la parabola .

tra le tangeii"ti
.. --- -·-·-1I~-·-_""~!--1

:..!. ::. ~ .

note in A e in l!_per cuipassa}a

pa.:.ab~a.:.

__,.:.~+B

IF
Esercizio 5.3. Determinate
C

la c.d.p. peT il sistema di fig. 5.3.1.

La struttura in esarne, isostatica sia internamente che esternamente, caricata d80 una cop pia concentrata .A nel punto medio del trattO CD. Determinate l'cquilibrio in terazioni, Ie !inee di azione delle reazioni vincolari esterne, considerando di tutta la struttura,

Figura 5.4.1

a)

tva
curva delle pressioni, in due renter quella la c.d.p., invece, in rnezzeria, degenera

e immediato

calcolare anche quelle delle

Considerata

come luogo delle successive risultanti,la concentrata

nel caso di forza

Infattl, per l'eqailibrio dei tratt! DE e CBE l'interaaione della cerniera C agisce sulla retta CP; per I'equillbric del tratto DAC, 180 risultante della reazione vincolare in A e dell'Ineeraeione in C parallela alIa congiungente DE. II poligono delle pressioni, ~uindi, inteso come insieme di linee delle pressioni, relative ai vari tratti, Sa cui applicata la risultante delle forze

che contiene VA e quella che contiene VB (fig. 5.4.1.80). Nel case di trave appoggiata con carico diseribuito

comprende eurte le rette del piano parallele a VA e VB esterne al segmento AB (zona tratteggiata) (fig. 5.4.l.b). Infatti, percorrendo la trave da A verso B, ad esempio, consideriarno le sezioni per lequali risulta 0 z I,

ehe competono ai tratti stessi per l~ valutazione delle componenti del1'azione interna, puc cssere sintetizzato come indica la tabellina riportata in fig. 5.3.1.

1 <z

< 21;

<<

per ognuna di queste sezioni Ie ferze agend a destra pertanto, dovendo esseredalla

sono due forze parallele e discordi di cui la reazione di un vincolo La loro risultanre, risultante si trovera sempre all'esternodel delle forze coincide varnente, mentre in corrispondenza

e la maggiore.

a sinistra

parte della forza maggiore,

segmento AB. Per le sezioni A e B, poi, la con le reazioni vincolari in A e in B rispertidella sezione di mezzeria C la risultante

Tratto-l AG GR

Linea delle pressioni Retia a Retta c Retta b Retta q, Rettad

GC-CH HB DR·DE·E::H

eoppia la cui retta di azione la retta irnpropria. E' facile intuire che lac.d.p, quando degenera perde tutro il suo significato, doe non puc essere utilizzata per determinare le componenti dell'azicne interna e non da una visione immediata delle condizioni statiche della struttura,

e una

Esercizio 5.S. Determinate


Figura 5.3.1

la c.d.p. per 10. truttura s

indicata in fig. 5.5.1.

Esercizio 5.4. Determinare La curva delle pression! per 10. trace appoggiata soggetta: a) ad una jorza concentrata in mezzeria (fig. 5.4.1.0.),' 0) ad un carico distribuito q sull'intera Iuee (fig. 5A.1.b).
180

I tratti AC e CB sono soggetti a carichi distribuiti agenti come moserato in fig. 5.5.1; la struttura un arco circolarea tre cerniere le cui reazioni vincolari Bono quelle indicate in figura. Infatti Ia risultante del carieoesterno vale Q ede applicata alia retta

V2

CB: per l'e9.uilibrio

reazione in A fa congiungenre AB.Essendo .la reazione in A orizzontale, risulta orizzonrale, per I'equilibrlc del tronco AC, anche l'interazionedella cerniera C. Per l'equilibrio del tronco CB, infine, I'inrerazione della cerniera
181

dei vincoliestemi,

dunque,

la retta di applicazionedella

S La curva delle pressioni

5 La curva delle pressioni

Figura 5.6.1 Figura 5.S.1

a=a1,b=b1, interna, il carico esterno e la reazione in B concorrono nello stesso punto H. Con semplici considerazioni, poi, si determinano i moduli ed i versi delle reazioni vincolariinterne ed esterne. Note le reazioni vincolari facile rilevare che la c.d.p., per il tratto CB, un arco di parabola (3) avente tangente in C orizzontale e in B coincidente con RB, mentre per il tratto AC degenera in un insieme di rette orizzontali, In sostanza il tratt; AC si comporta

c=c1•

Cio fa si che nella generica sezione, essendo la risultante delle forze (agenti a destra 0 a sinistra della sezione) applicata alIa tangente all'asse in quella sezione, sono nulli il t~lio e i1 memento flettente. Tutta la struttura, quindi, risulta soggetta solo a sforzc norrnale, I
I

come una trave appoggiata agli estremi e soggetta ad un carico uniformemente ripartito su tu tta Ia sua luce.

Esercizio 5.7.
Deierminare la c.d.p. per un areo semicircolare rad~le (fig. 5.7.1). ~i simmetria del carico (cap. 9), Ia risultante in C, polare

di raggio R soggetto ad Q di

un carlco uniforme

Esercizio 5,6.
Determinare la c.d.p. per un arco parabolico un carico distribu!to q (fig. 5.6.1). Poiche a tre cemiere soggetto ad

Date Ie condizioni

quest'ultimo, pensato ~ente sulla struttura solidiflcata passa per i1 centro 0 .dell'arco, Scelto un riferimento

verticale e con origine

il carico

del carico una parabola. Poiche questa deve passare per i punti A, B e C in cui sono ubicate Ie cerniere (essen do in tali punti nullo il memento), con segue che la curva delle pressioni coincide con l'asse dell'arco, In altre parole, se

e verticale

e distribuito

in modo uniforme,

la funicolare

y:: ax2

+ bx + c + b1x + c1

e I'equazione

della parabola che contiene l'arco ABC e


Y1

= a1x2

la funicolare del carico costante, dovendo Yl passare pe,!" i pund A, B e C in cui si annulla il memento, si ha
Figura S.7.1 (3) La c.d.p.

e parabolica

perche funicolare d.i un carico costante, 183

182

5 La eurva delle prcssioni

5 La curva delle prcssioni

nel centro 0 dell'areo e indicando per 0, si ha

.. i
Q ==

con cpI'argomento ..

a partire dalla verticale "., . ..

Dato che nella (5.7.5)

,,/2 ,- ..,_ . -_. -,.

risulta Ms O. _ . ,_ .. _ ... ,_._.lnoltr.e,._.sia...con_ilmetodo tiene conto differenziale che nella sezione f. dM

e nullo

i1 termine racchiuso ?:a,le parentes]


diretto, sia con il metodo

quadre, se si

(5.7.1)

q cos cp R dcp = 2qR• .,;

generic a il taglio

analitico,

fornito

dalla relazione

-,,/2

Il risultato fornito dalla (5.7.1) generale, neI sense the, indipendentemente dalla forma dell'arco e per carico costante e ortogonale all'asse della struttura, la risultante data sempre dal prodotto del modulo del carico per la proiezione ortogonale del tratto caricato sulla normalealla risultante.

~=--=---, ds Roo
si dimostra che il ta.glio pertanto,

1 dM

nullo in ogni sezione.

La curva delle pressioni,

Con riferimento

alle notazioni
~+Va-Q=O

di fig. 5.7.1, le tre equazioni

della statica

coincide con I'asse dell'arco senticircolare.

applicate a tutta la struttura danno: y) (5.7.2)

Lo sforzo normale N nella sezione corrente vale N(a)

=-

V cos a - 2qRsen2

a
2

==

x) A)

-.fiA + HB = 0
,
VB2R~QR=O. = - qR ( cos a

Poiche le ere equazioni (S.V.2) contengono quattro incognite, occorre scrivere un'equazione ausiliaria e~primente, ad esempio, l'equilibrio alIa rotazione di BC intorno a C. \ Essendo I'angclo BOC idi 60b, il segmento CB ha la lunghezza R, rnentre la risultante R equazione ausiliaria, perta~to, \R (5.7.3) assume l'aspetto del raggio

+ 2 sen 2

= - qR. cui la c.d.p. coincide

Le strutture con Ie condizionidi con Passe geometrico della strutturasi

carico per chiamano

strntture funicolari di

carico.

d~1 carico agente sull'arco CB vale qR. La suddetta R 2

v.: - +H~- V3-(qR)


B2 B, 2

Esercizi proposti. =0.


5.8.- 5.11. Tracciare la curva delle pressioni per le strutture riportate nelle figg.5.8.1, 5.9.1, 5.10.1, 5.11.1. e disegnare il diagramma del momento, riferendolo aile linee di pressione per i tratti curvi.

Daile (5.7.2) e (5.7.3) consegue ~= (5.7.4) HA =HB=

Va:: -

Q 2

= qR = V

O.

Nella generica sezione S (del tratto AC 0 CB) il memento £1ettente, com-: purando gli angoli a partire dalla semiretta orizzontale uscente dal centro 0, assume l'aspetto .._ (5.7.5) Ms= VR(l-cosa)-2qR2sen2-

= qR2 [l-cosa-

2 sen2

:J

Figura 5.8.1

Figura S.9.1 185

184