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Lezioni ed esercitazioni di Tecnica delle Costruzioni Meccaniche

Marco Beghini 1

24 ottobre 2011

Costruzioni Meccaniche Marco Beghini 1 24 ottobre 2011 1 Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Nucleare e della

1 Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Nucleare e della Produzione, Largo Lucio Lazzarino 2, 56126 Pisa, beghini@ing.unipi.it.

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alla memoria di mio padre, uomo del Novecento

Ringraziamenti

Questo testo non sarebbe stato scritto senza il sostegno e l’incoraggiamento di Marilina, che ben conosce quanto un impegno del genere sia gravoso. Gran parte del tempo dedicato alla stesura del testo `e stato trovato nei fine settimana e quindi sottratto alla famiglia. Con non pochi sensi di colpa, ringrazio per la pazienza e la comprensione Marilina, Enrico e Marianna. Il materiale `e stato ricavato dalle lezioni e dalle esercitazioni da me svolte per il corso di Tecnica delle Costruzioni Meccaniche del secondo anno di Ingegneria Meccanica dell’Universit`a di Pisa. Le numerose discussioni avute negli ultimi anni accademici con vari allievi, nonch´e i loro commenti e consigli, hanno costituto la base per la scelta dell’impostazione e delle modalit`a di presentazione degli argomenti. La realizzazione del volume nella forma attuale non sarebbe stata possibile senza l’impiego del L A T E X e il prezioso supporto del mio ex-allievo Lapo Filippo Mori il quale, dimostrando una gentilezza pari alle sue qualit`a intellettuali, mi ha introdotto all’uso del programma e ha curato l’impostazione tipografica del documento. Desidero inoltre ringraziare l’ex allievo Basilio Lenzo e ancora Lapo Mori e per avermi segnalato vari refusi e anche qualche errore che erano presenti nella precedente edizione e che spero di aver eliminato.

iii

Prefazione

Il testo contiene materiale didattico per il corso di Tecnica delle Costruzioni Meccaniche che `e svolto nel secondo anno di Ingegneria Meccanica dell’Universit`a di Pisa. Si tratta di una preliminare versione di una dispensa che, nelle mie intenzioni, dovrebbe coprire l’intero programma. Il progetto completo della dispensa si articola in quattro parti piu` le Appendici, secondo lo schema seguente:

parte I - Statica delle strutture

parte II - Meccanica dei solidi

parte III - Meccanica degli elementi mono-dimensionali

parte IV - Meccanica degli elementi bi-dimensionali

Appendici.

La presente edizione (A.A. 2011/2012) comprende le parti I, II, III e le Appendici. Per ragioni pratiche la dispensa `e stata stampata in due volumi, il primo volume comprende le parti

I e II e il secondo volume la parte III e le appendici. La numerazione delle pagine e dei capitoli

`e per`o unica e progressiva per i due volumi. La Statica delle strutture (parte I) presenta la base della disciplina e sviluppa gli elementi concettuali e i metodi di analisi necessari per affrontare gli argomenti successivi. La valenza didattica della parte I, che peraltro copre gran parte del programma svolto nella prima met`a del corso, `e stata la ragione che ha spinto alla pubblicazione della dispensa anche nelle forme incomplete. I capitoli successivi sono stati aggiunti via via che sono stati completati. La Mec- canica dei solidi (parte II) sviluppa un argomento fondamentale per il corso che dovrebbe essere nuovo per il lettore in quanto affronta l’estensione della Statica al continuo. Nella parte II sono

presentate e discusse le relazioni fondamentali della meccanica dei continui, ovvero le equazioni:

di equilibrio, di congruenza e costitutive. Nella Meccanica degli elementi mono-dimensionali

(parte III), attualmente completa, sono sviluppate le prime applicazioni della meccanica dei corpi deformabili che conducono alle verifiche di: resistenza, rigidezza e stabilit`a per le travi.

Le Appendici richiamano e sviluppano alcune nozioni fondamentali, prevalentemente di tipo matematico, che sono diffusamente impiegate nella soluzione dei problemi. Sulla scorta di una chiara convinzione di tipo didattico, maturata in oltre dieci anni di insegnamento dei fondamenti delle costruzioni meccaniche, ho evitato anche nella dispensa la distinzione rigida tra lezioni ed esercitazioni o tra ’teoria’ e ’pratica’. I numerosi esempi ed eser- cizi, molti dei quali risolti numericamente e commentati, sono pertanto da considerarsi elementi funzionali alla spiegazione, anche se sono tipograficamente distinguibili nel testo. Ho cercato

di presentare la disciplina sottolineandone le basi fisiche prima che la struttura matematico-

formale, partendo dai fenomeni e dai problemi pratici per ricavare le leggi e i procedimenti generali, piuttosto che da assiomi che devono essere accettati acriticamente. Questa imposta- zione `e motivata dalla consapevolezza che per un ingegnere meccanico, quando nella professione

v

deve applicare questi concetti, siano di gran lunga piu` utili le abilit`a induttive, di interpreta- zione e di modellazione, che le competenze di tipo deduttivo, di analisi o di calcolo. Le abilit`a di calcolo, in particolare se potenziate dall’impiego di sistemi di elaborazione, possono essere acquisite piu` proficuamente in corsi successivi, dopo che siano state chiarite le idee fondamentali sui modelli fisici e sulle relative grandezze. L’attenzione che deve essere dedicata alla comprensione e quindi all’impostazione dei pro- blemi non contrasta tuttavia con la necessit`a di acquisire il necessario rigore metodologico nella soluzione dei problemi stessi. La dispensa, proprio perch´e intesa a sviluppare competenze ope- rative di tipo professionale, propone quindi metodi pratici per ottenere soluzioni complete e accurate anche dal punto di vista quantitativo e numerico. La soluzione numerica completa dei problemi rappresenta infatti una forma di allenamento insostituibile per cominciare ad acquisire conoscenze fondamentali sui fenomeni studiati. Il tecnico esperto di un settore si caratterizza infatti per la capacit`a di farsi un’idea chiara del problema che sta affrontando in modo da eliminare da subito gli aspetti quantitativamente marginali. Questa complessa abilit`a si rivela fondamentale anche per la fase di impostazione e modellazione dei problemi. Gli esempi, contrassegnati con il cerchio nero , sono problemi di riferimento il cui proce- dimento di soluzione `e completamente sviluppato. Sono proposti anche alcuni esercizi (cerchio bianco ) che si prevede siano affrontati alla fine dello studio del paragrafo o del capitolo rela- tivo. In certi casi l’esercizio `e guidato (cerchio nero per met`a ) con alcuni suggerimenti utili per l’impostazione o la soluzione. I paragrafi e i problemi contrassegnati con l’asterisco (*) sono generalmente piu` complessi o piu` specifici e possono essere tralasciati, specialmente nella prima lettura, perch´e non strettamente necessari alla comprensione del seguito. Il corso `e rivolto agli allievi ingegneri meccanici pertanto, nelle spiegazioni e negli esempi, le dimensioni, le unit`a di misura, i materiali, le forme strutturali e i tipi di carico sono quelli tipici dell’ingegneria industriale e della meccanica delle macchine. Sono pertanto evidenziati alcuni aspetti che considero fondamentali per la preparazione di tipo strutturale di un ingegnere del settore industriale, e che, per varie ragioni, sono generalmente trascurati, quando non del tutto assenti, nei corsi di base di meccanica dei solidi e delle strutture. Mi riferisco, in particolare, alla tridimensionalit`a dei modelli e alle forze d’inerzia. Consapevole che la dispensa contenga refusi e (mi auguro pochi!) errori, sar`o grato a chi vorr`a segnalarmeli, possibilmente tramite posta elettronica (beghini@ing.unipi.it). Da questo punto di vista sono meno collaudati i capitoli della parte III (dal 19 al 26, soprattutto l’ultimo che `e inedito). Sono particolarmente graditi i commenti critici relativi ai contenuti e alle mo- dalit`a di presentazione nonch´e ogni suggerimento utile per migliorare le prossime piu` complete edizioni.

e alle mo- dalit`a di presentazione nonch´e ogni suggerimento utile per migliorare le prossime piu` complete
e alle mo- dalit`a di presentazione nonch´e ogni suggerimento utile per migliorare le prossime piu` complete
e alle mo- dalit`a di presentazione nonch´e ogni suggerimento utile per migliorare le prossime piu` complete

Indice

I Statica delle strutture

 

1

1 La forza

3

1.1 Primo e secondo principio e definizione dinamica di forza

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3

1.2 La natura fisica delle forze e il terzo principio

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6

1.2.1 L’interazione gravitazionale e il peso proprio

 

7

1.2.2 L’interazione elettromagnetica, le forze di contatto e la coesione della

 

materia

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8

1.2.3 Applicazioni del terzo principio

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9

1.3 Le forze d’inerzia

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12

1.4 La definizione statica di forza

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17

1.4.1 Le forze come cause di distorsione dei corpi

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17

1.4.2 La misura della forza .

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1.5 Le forze come vettori

 

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1.5.1 La natura vettoriale della forza

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1.5.2 La rappresentazione matematica delle forze

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1.5.3 Lavoro e lavoro virtuale

 

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2 Statica del punto materiale

 

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2.1 Il punto materiale come modello di corpo

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2.2 Equilibrio statico del punto materiale .

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2.2.1 La condizione di equilibrio statico

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2.2.2 L’esperimento dell’equilibrio: funi ideali e pulegge ideali

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31

2.2.3 Interpretazione dell’esperimento e prima equazione cardinale della statica

33

2.3 Impostazione dei problemi di statica del punto materiale

 

34

2.4 Problemi piani con configurazione di equilibrio data ovvero del primo tipo

 

36

2.4.1 Alcune considerazioni generali sul trattamento delle forze incognite

 

41

2.4.2 La linearit`a del sistema risolvente

 

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42

2.5 Problemi piani del secondo tipo ovvero con configurazione di equilibrio incognita

43

2.5.1 La configurazione di equilibrio deve essere determinata con le equazioni

 

cardinali

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2.5.2 Considerazioni generali sui problemi del secondo tipo: stabilit`a dell’equi-

 

librio (*) .

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2.6 Problemi di statica del punto materiale nello spazio

 

46

2.7 Problemi proposti

 

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3 Il corpo esteso e le azioni su di esso agenti

 

55

3.1 Corpo esteso come sistema di punti materiali

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3.2 Le forze come vettori applicati

 

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3.2.1 Forza applicata e momento di una forza

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3.2.2 Propriet`a del momento

 

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vii

INDICE

3.3 Sistemi di forze

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3.3.1 Caratteristiche complessive dei sistemi di forze

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3.3.2 Sistemi piani di forze e metodi per il calcolo delle componenti di momento

61

3.3.3 Sistemi di forze parallele

 

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3.3.4 Coppia di forze

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3.3.5 Sistemi di forze staticamente equivalenti

 

65

3.3.6 Lavoro fatto da un sistema di forze

 

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3.4 Forze interne e forze esterne

 

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3.4.1 Definizione di forze interne

 

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3.4.2 Propriet`a globali delle forze interne

 

68

3.5 Il corpo esteso continuo e le sue principali propriet`a

 

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3.5.1 Il materiale come continuo

 

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3.5.2 Massa e densit`a media nei corpi continui

 

71

3.5.3 Definizione di densit`a

 

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3.6 Forze sui corpi continui

 

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3.6.1 Forze di volume .

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3.6.2 Forze di superficie

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3.6.3 Forze concentrate .

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77

3.7 Caratteristiche statiche equivalenti a distribuzioni di forze parallele

 

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3.7.1 Distribuzione di forze parallele di superficie

 

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79

3.7.2 Distribuzioni di forze parallele di volume

 

80

3.8 Momenti concentrati

 

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81

 

3.8.1 La nozione di momento concentrato

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81

3.8.2 Lavoro fatto dai momenti concentrati

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83

3.9 Azioni statiche e generalizzazione del terzo principio

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84

4 Il corpo rigido e i vincoli nel piano

 

87

4.1 Il corpo rigido e le condizioni di equilibrio

 

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87

 

4.1.1 Il modello di corpo rigido

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87

4.1.2 Equilibrio e equazioni cardinali per un corpo rigido

 

88

4.1.3 Osservazioni sulle condizioni di equilibrio del corpo rigido

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90

4.2 Gradi di libert`a per un corpo rigido .

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92

 

4.2.1 La nozione di grado di libert`a

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4.2.2 Calcolo dei gradi di libert`a per il corpo rigido

 

93

4.2.3 Gradi di libert`a per un corpo esteso non rigido

 

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4.3 Vincoli sul corpo rigido

 

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4.4 I vincoli ideali nel piano

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96

 

4.4.1 Appoggio semplice

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96

4.4.2 Cerniera

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97

4.4.3 Incastro

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4.4.4 Bipendolo, doppio-pendolo o pattino

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4.4.5 Doppio bipendolo .

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101

4.5 Alcune considerazioni sulla schematizzazione dei vincoli

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102

 

4.5.1 Vincoli composti

 

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102

4.5.2 Bronzine lunghe e bronzine corte

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103

4.5.3 Cuscinetti di rotolamento

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106

4.5.4 Contatti con attrito

 

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108

5 Problemi di statica del corpo rigido nel piano

 

111

5.1

Problemi con corpi rigidi in quiete

 

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111

INDICE

5.1.1 Problemi del primo tipo

 

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111

5.1.2 Problemi del secondo tipo

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115

5.1.3 Considerazioni sull’equilibrio per i problemi di primo e di secondo tipo

117

5.2 Problemi con forze d’inerzia

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118

5.3 Problemi con attrito

 

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123

6 Statica del corpo rigido nello spazio

 

127

6.1 Vincolo di appoggio semplice nello spazio

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127

6.2 Cerniere tridimensionali

 

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