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Comitato Termotecnico Italiano Energia e Ambiente

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ATTI DEL CONVEGNO CTI

LE NORME UNI TS 11300 QUALE RIFERIMENTO PER LA


CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI E LA
MISURA DELLA LORO SOSTENIBILITA' AMBIENTALE

Milano – Expocomfort
23 marzo 2010
LE NORME UNI TS 11300 QUALE RIFERIMENTO PER LA
CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI E LA MISURA DELLA
LORO SOSTENIBILITA' AMBIENTALE

1. PREMESSA

Il tema della sostenibilità ambientale è discusso da tempo e ha portato, con particolare riferimento al settore
edilizio, allo sviluppo di metodi e protocolli per la misura, con modalità e dettagli diversi, dell’utilizzo di risorse
naturali necessarie per la costruzione, gestione e dismissione degli edifici. Quasi tutti i metodi oggi proposti e/o
in uso si basano anche sui risultati ottenuti con l’applicazione della LCA (Lyfe Cycle Analysis) che portano a
definire l’energia impiegata e la CO2 equivalente emessa nel ciclo di vita. E’ peraltro facile costatare come
l’energia sotto forma indiretta (fabbricazione dei prodotti di costruzione, degli impianti e loro trasporto) e diretta
(gestione degli edifici) costituisca il parametro numericamente più rilevante e, quindi, più importante nei diversi
sistemi di rating. In questo contesto il CTI ha prodotto nel tempo norme tecniche mirate, attraverso la definizione
delle caratteristiche tecniche dei materiali, degli impianti e dei metodi di calcolo, alla determinazione dei
fabbisogni energetici e delle potenze in gioco soprattutto per finalità legate alla certificazione energetica e al
progetto di involucri edilizi e impianti. Nel corso del convegno sono stati presentati i contenuti tecnici delle
norme della recente serie UNI TS 11300 che sono state pensate per la misura delle prestazioni energetiche degli
edifici (involucro, impianti di riscaldamento e raffrescamento, impiego di energie rinnovabili). Queste norme si
prestano, e il CTI sta definendo il relativo programma di lavoro, per costituire la base essenziale per fornire i
parametri energetici e ambientali sempre legati all’impiego dell’energia, in termini di caratteristiche di prodotto
e di metodi di calcolo, necessari per il più agevole utilizzo delle metodologie sopra accennate di valutazione
della sostenibilità degli edifici.

2. BREVE SINTESI DELLE RELAZIONI

Anna Martino – Comitato Termotecnico Italiano


Le norme UNI TS 11300: visione generale, programma di sviluppo e loro utilizzo per la determiazione della
sostenibilità degli edifici
L'intervento ha illustrato le motivazioni che hanno portato allo sviluppo della UNI/TS 11300 intesa come linea
guida per l'applicazione a livello nazionale delle norme elaborate dal CEN a supporto della Direttiva 2002/91/CE
sull'efficienza energetica degli edifici.
In particolare l'intervento ha evidenziato come l'insieme delle norme EN elaborate da cinque diversi comitati
tecnici del CEN mancasse della uniformità e univocità di metodi necessarie a garantire la riproducibilità dei
risultati: in tal senso la UNI TS 11300 si è incaricata di definire una metodologia univoca, ormai recepita da
numerosi dispositivi regolamentari a livello nazionale.
Una parte dell'intervento è servita per illustrare il programma di lavoro del CTI: dopo la pubblicazione delle parti
1 e 2 e, in questi giorni, della parte 3 relativa al fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione estiva,
proseguiranno i lavori per il completamento della parte 4, con l'obiettivo di sottoporla all'inchiesta pubblica UNI
nel corso dei prossimi mesi e pubblicarla entro la fine dell'anno. Contemporaneamente saranno avviati i lavori
per la revisione delle parti 1 e 2.

2
Walter Pennati – Coaer – Coordinatore GL 503 CTI
La UNI TS 11300 Parte 3. Contenuti e metodi applicati
L'intervento ha illustrato in dettaglio la metodologia di calcolo adottata che, partendo da quello del fabbisogno di
energia termica per il raffrescamento degli edifici, determinata in base alla parte 1 della norma, consente di
valutare il carico latente dovuto ai trattamenti dell'aria e di determinare le perdite dei vari sottosistemi che
compongono l'impianto (emissione, distribuzione, regolazione, produzione) e l'energia primaria necessaria per la
climatizzazione estiva, compresi i consumi degli ausiliari elettrici.
Per la valutazione del rendimento di produzione la norma assume come dati di partenza quelli a carico parziale
delle macchine fornite dai produttori in base alla norma EN 14825, opportunamente interpolati in funzione del
fattore di carico dell'edificio e corretti per tener conto delle reali temperature di funzionamento e delle condizioni
di installazione.

Augusto Colle – Presidente SC6 CTI


La UNI TS 11300 Parte 4. Contenuti e metodi applicati
L'intervento ha illustrato in modo molto dettagliato i contenuti della parte 4 della norma.
La UNI/TS 11300-4 definisce infatti le modalità di calcolo dei sistemi di generazione che utilizzano fonti
rinnovabili e degli altri metodi di generazione non compresi nella parte 2.
La norma consente quindi di calcolare i consumi di energia primaria di sistemi che utilizzano: pannelli solari,
pannelli fotovoltaici, generatori a biomasse, teleriscaldamento, pompe di calore, unità di micro e piccola
cogenerazione. La norma consente inoltre di valutare l'utilizzo dei vari vettori energetici nel caso di impianti
polivalenti e/o polienergetici.
L'intervento ha illustrato lo stato di avanzamento di ciascuna parte evidenziando le principali problematiche e
criticità, legate soprattutto alla complessità impiantistica.

Vincenzo Lattanzi – Enea – Coordinatore GL 102/SG24 CTI


Gli audit energetici quale strumento per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Progetti di norme
tecniche in corso.
L'intervento ha evidenziato l'importanza della diagnosi energetica quale strumento per la riqualificazione
energetica e, considerando che il tasso di rinnovo del patrimonio edilizio italiano non supera il 2% l'anno,
l'assoluta necessità di intervenire sull'esistente al fine di rispettare gli impegni di riduzione dei gas serra assunti a
livello comunitario.
L'intervento ha inoltre evidenziato come il mercato dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili
costituisca un'opportunità di ripresa e rilancio del settore edilizio nell'attuale situazione di crisi economica.
Sono stati poi illustrati i risultati di un'indagine nazionale condotta dall'Enea sui consumi degli edifici pubblici
(scolastici e del terziario) e delle potenzialità di intervento in tale settore.
A conclusione dell'intervento è stato illustrato il programma di lavoro che il CTI intende sviluppare per la
predisposizione di una linea guida per la definizione di una procedura di diagnosi energetica.

Marco Piana – Aipe – Coordinatore GL 101 CTI


I protocolli per la dichiarazione di sostenibilità ambientale: il contributo del CTI.
L'intervento ha fornito un'ampia panoramica delle tematiche e dei principali strumenti operativi nel campo della
sostenibilità ambientale degli edifici.
L'intervento ha illustrato la proposta di Regolamento destinata a sostituire l'attuale Direttiva sui prodotti della
Costruzione, evidenziando come sia prevista l'aggiunta di un nuovo requisito essenziale relativo appunto all'uso
sostenibile delle risorse naturali, con particolare attenzione al tema della riciclabilità dei prodotti da costruzione,
della loro durata in termini di vita utile e dell'utilizzo di materie prime ecologicamente compatibili.
Sono stati inoltre illustrati i principali protocolli utilizzati, con particolare riferimento al Protocollo Itaca, al
sistema Leed (Leadership in Energy and Environmental Design), all'iniziativa Ecolabel per gli edifici in corso di
sviluppo presso il centro Enea di Ispra.

3
Con riferimento alla LCA (Lyfe Cycle Analysis), che costituisce la base comune a tutti questi strumenti,
l'intervento ha sottolineato come il tema dell'energia giochi un ruolo fondamentale, illustrando infine il
contributo che il CTI intende offrire per la definizione di un database dei principali parametri energetici
necessari ad identificare e valutare l'impatto ambientale dei materiali.

3. CONCLUSIONI

Sulla base degli interventi e della discussione avuta con i partecipanti è emerso in particolare che:
• è opportuno che il CTI, oltre a terminare i progetti di norma in corso in tema di prestazioni energetiche degli
edifici, avvii anche i lavori per la definizione di un apposito strumento tecnico (linee-guida o specifica
tecnica) per la diagnosi energetica degli edifici1;
• è inoltre opportuno che il CTI studi con maggiore dettaglio la fattibilità di mettere allo studio delle
modifiche alla propria normativa o dei nuovi progetti di norma, al fine di fornire le informazioni base per
prodotti e metodologie di calcolo2 per rendere più agevole e standardizzata la valutazione della sostenibilità
del complesso edificio-impianto, prevista da diversi protocolli oggi proposti. Un esempio potrebbero degli
indici GER3 e GWP4 di riferimento per i prodotti e delle indicazioni metodologiche per le metodologie di
calcolo (esempio: per stima del fabbisogno energetico nella vita utile di un edifico).

4. PROGRAMMA DEL CONVEGNO

Apertura dei lavori. Giovanni Riva - Università Politecnica delle Marche - Direttore Generale CTI.

Le norme UNI TS 11300. Visione generale, programma di sviluppo e loro utilizzo per la determinazione della
sostenibilità degli edifici. Anna Martino – CTI.

La UNI TS 11300 Parte 3. Contenuti e metodi applicati. Walter Pennati – COAER - Coordinatore GL 503 del
CTI “Pompe di calore, condizionatori, scambiatori, compressori”.

La UNI TS 11300 Parte 4. Contenuti e metodi applicati. Augusto Colle - Presidente Sottocomitato 6 del CTI
“Riscaldamento e ventilazione”.

Gli audit energetici quale strumento per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Progetti di norme
tecniche in corso. Vincenzo Lattanzi – Enea - Coordinatore GL 102/SG24 del CTI “Norme tecniche a supporto
della legislazione energetica degli edifici”.

I protocolli per la dichiarazione di sostenibilità ambientale: il contributo del CTI. Marco Piana – AIPE –
Coordinatore GL 101 del CTI “Isolanti e isolamento – Materiali”.

Seguono le relative presentazioni.

1
Aspetto che verrà considerato dal Sottocomitato 1 nelle prossime riunioni previste nel 2010.
2
A tale fine è stato previsto un apposito Gruppo di valutazione.
3
Gross Energy Requirements in termini, ad esempio, di energia per unità di massa di prodotti.
4
Greenhouse Warming Potential in termini, ad esempio, di kg di CO2 equivalente per unità di massa di prodotti.

4
Le norme UNI TS 11300:
visione generale,
programma di sviluppo
e loro utilizzo per la determinazione
della sostenibilità degli edifici

Arch. Anna Martino

Efficienza energetica in edilizia. Normativa incentivi tecnologie - Bologna 24 ottobre 2007


Next Energy – Milano, 23 marzo 2010

SINTESI DELLA EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA TECNICA NAZIONALE IN TEMA DI


PRESTAZIONI ENERGETICHE DEGLI EDIFICI

ANNI ’90 – Primi passi della normativa tecnica


•UNI 10344:1993 -Riscaldamento di edifici - Calcolo del
fabbisogno termico
•UNI 10348:1993 -Riscaldamento degli edifici - Rendimenti
dei sistemi di riscaldamento - Metodo di calcolo

ANNI 2000-03 – Prime norme europee


•Prime norme EN; direttiva EPBD
•Raccomandazione CTI 03 - 3 - Prestazioni energetiche
degli edifici - Climatizzazione invernale e acqua calda
sanitaria

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Next Energy – Milano, 23 marzo 2010

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SINTESI DELLA EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA TECNICA NAZIONALE IN TEMA DI
PRESTAZIONI ENERGETICHE DEGLI EDIFICI

ANNI 2004-07 – Si sviluppa la normativa CEN


•Mandato M343 della CE al CEN

ANNO 2008 – Pronto il “pacchetto” EPBD


•Viene ripubblicata la norma EN ISO 13790

•Viene approvato il pacchetto di norme tecniche EPBD


consistente in circa 50 norme sviluppate nell’ambito di
5 Comitati tecnici CEN

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SINTESI DELLA EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA TECNICA NAZIONALE IN TEMA DI


PRESTAZIONI ENERGETICHE DEGLI EDIFICI

I problemi e l’iniziativa UNI-CTI


•Il pacchetto EPBD solleva qualche perplessità
(Numero eccessivo di norme; non adeguato
coordinamento; mancanza di univocità: per lo stesso
calcolo sono previsti fino a tre o più metodi quale
risultanza di diverse posizioni nazionali)

•CTI e UNI considerando tutta la situazione pubblicano


le prime UNI TS 11300 al fine di:
•fornire indicazioni e integrazioni per l’applicazione
della normativa EN
•eliminare le principali problematicità delle norme EN

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UNI TS 11300 – PERCHE’

• Necessità di una sintesi della normativa europea e di


eliminare le ambiguità di calcolo
• Necessità di facilitare la consultazione da parte degli
utenti. Da qui la decisione di sviluppare dei documenti
tecnici sufficientemente autonomi
• Necessità di superare la barriera linguistica costituita
dal complesso delle 50 norme del settore pubblicate
dal CEN e da UNI solo in lingua inglese

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RELAZIONE TRA LEGISLAZIONE E NORMATIVA TECNICA

Direttiva 2002/91/EC sul


rendimento energetico
nell’edilizia Mandato al
CEN
Normativa
•Adozione di una metodologia di tecnica europea
calcolo della prestazione energetica
•Definizione di requisiti energetici
•Certificazione energetica
•Ispezione degli impianti Recepimento di
norme CEN

Recepimento
della direttiva
Adozione di
norme tecniche Normativa
Legislazione nazionali
tecnica nazionale
nazionale
(UNI, DIN, AFNOR, BSi…)

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LEGISLAZIONE NAZIONALE

• DECRETO 30 maggio 2008, n. 115


Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli
usi finali dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della
direttiva 93/76/CEE.

• DPR 2 aprile 2009 , n. 59


Regolamento di attuazione dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e b),
del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente
attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in
edilizia.

• DECRETO 26 giugno 2009


Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli
edifici.

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UNI/TS 11300 - STRUTTURA

• P1 - Involucro edilizio: Determinazione del


fabbisogno di energia dell’edificio per la
climatizzazione estiva ed invernale
• P2 - Impianti di riscaldamento: Determinazione del
fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per
la climatizzazione invernale e per la produzione di
acqua calda sanitaria
• P3 - Impianti di raffrescamento: Determinazione del
fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per
la climatizzazione estiva
• P4 - Energie rinnovabili: Utilizzo di energie
rinnovabili e di altri metodi di generazione per
riscaldamento di ambienti e produzione di acqua
calda sanitaria

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UNI/TS 11300 - STRUTTURA

Tipo di Dati di ingresso Scopo della


valutazione valutazione

Uso Clima Edificio

Di Progetto Permesso di costruire


(Design rating) Standard Standard Progetto Certificazione

Standard
(Asset rating) Standard Standard Reale Certificazione

Adattata all’utenza In funzione dello Reale Ottimizzazione,


(Tailored rating) scopo Diagnosi e
programmazione

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UNI/TS 11300-1 Contenuti

Fornisce linee guida e dati nazionali d’ingresso per la norma UNI EN


ISO 13790:2008 :
• Zonizzazione e accoppiamento termico tra zone
• scambio termico per trasmissione e ventilazione dell’edificio
quando riscaldato o raffrescato a temperatura interna costante
• il contributo delle sorgenti di calore interne e solari al bilancio
termico dell’edificio
• Parametri dinamici (fattori di utilizzazione, capacità termica,..)
Appendice A - Determinazione semplificata della trasmittanza
termica dei componenti opachi
Appendice C - Determinazione semplificata della trasmittanza
termica dei componenti trasparenti
Appendice D - Fattori di ombreggiatura
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UNI/TS 11300-2 Contenuti

• Fabbisogni di energia utile per la preparazione dell’acqua


calda sanitaria
• Metodi di calcolo delle perdite e dei rendimenti dei
sottosistemi dell’impianto
• Rendimento globale medio stagionale
• Fabbisogno annuo di energia primaria per la
climatizzazione invernale e la preparazione ACS
Appendice A - Calcolo analitico delle perdite di distribuzione
con fluido termovettore acqua
Appendice B - Determinazione delle perdite di generazione
(Metodo basato sulla Direttiva 92/42/CEE - Metodo
analitico)

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UNI/TS 11300-2 Contenuti

Il calcolo del fabbisogno di energia primaria è basato sul


calcolo delle perdite di energia nelle varie sezioni che
compongono l’impianto (sottosistemi). Parte di queste
perdite sono recuperabili (la norma specifica quali e come).
La parte 2 della norma fornisce due livelli di calcolo:
- un livello semplificato basato su valori precalcolati
contenuti in tabelle nelle quali sono precisate le condizioni al
contorno che fissano i limiti di applicazione delle tabelle
- metodi di calcolo dettagliato per determinare le perdite
d’impianto nei casi più complessi o comunque quando non
possano essere utilizzati i valori delle tabelle

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UNI/TS 11300-2 Contenuti

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UNI/TS 11300-2 Contenuti

Generatori di calore atmosferici tipo


B classificati **

η F1
F2 F3 F4
1 2 4
90 0 -2 -6 -9 -2 -2

F1 rapporto fra la potenza del


generatore installato e la potenza
Generatori di calore a camera stagna di progetto richiesta.
tipo C classificati *** F2 installazione all’esterno
F3 camino di altezza maggiore di 10 m
F4 temperatura media di caldaia
η F1 maggiore di 65 °C
F5 generatore monostadio
1 2 4 F2 F4 F6 camino di altezza maggiore di 10 m
F7 temperatura di ritorno in caldaia nel
mese più freddo
93 0 -2 -5 -4 -1

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UNI/TS 11300-3 Contenuti

La specifica definisce una metodologia per la determinazione della


quantità di energia primaria richiesta per la climatizzazione estiva in
base:

ƒ al fabbisogno di energia per raffrescamento dell’edificio (UNI/TS


11300-1)
ƒ al fabbisogno di energia nella stagione estiva dovuto ai trattamenti
dell’aria
ƒ alla prestazione media stagionale del sistema di produzione
dell’energia frigorifera (CEN/TS 14825)
ƒ alle perdite di distribuzione, regolazione ed emissione dell’impianto
ƒ al fabbisogno di energia elettrica per ausiliari degli impianti di
climatizzazione

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UNI/TS 11300- 4 Contenuti

• Fabbisogno di energia primaria.


Calcolo del fabbisogno dei vettori energetici (in accordo con UNI
EN 15603)

• Utilizzo di energie rinnovabili:


solare termico
solare fotovoltaico
combustione di biomasse

• Altri metodi di generazione:


pompe di calore
teleriscaldamento
micro e piccola cogenerazione

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UNI/TS 11300- 4 Contenuti

Qp = ΣQH,c,i · f p,i + ΣQW,c,j · fp,j + (QH,aux + QW,aux + QINT,auxl – Qel,exp) · fp,el [kWh]

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UNI/TS 11300- 4 Contenuti


Gli attuali problemi sono più
formali che di tipo tecnico
e spesso generati dalla
necessità di formulare delle
ragionevoli soluzioni di
compromesso. Un esempio:
gli impianti termici bivalenti a
combustibile fossile e
biomassa

Quota fornita dalla biomassa %


Tipo generatore Impianto con Impianto senza
Definizione accumulo accumulo
convenzionale della A caricamento manuale e controllo
55 40
componente manuale dell’aria comburente
rinnovabile A caricamento manuale e controllo
75 65
automatico dell’aria comburente
A caricamento automatico e controllo
90 90
automatico dell’aria comburente

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UNI/TS 11300- PROGRAMMA DI SVILUPPO

• P1 - Involucro edilizio e P2 - Impianti di


riscaldamento:
Inizio revisione nel 2010

• P3 - Impianti di raffrescamento
Pubblicazione: Aprile 2010
Inizio revisione ….. (da stabilire)

• P4 – Rinnovabili e altri sist. generazione


Inchiesta pubblica UNI: nel 2010
Inizio revisione …..

Tempi di stabilità delle TS: 3 anni


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UNI/TS 11300- PROGRAMMA DI SVILUPPO

ATTIVITA’ ISO/TC 205

Membro
CEN e ISO

-Trasposizione in sede ISO del pacchetto EPBD


- norme per la progettazione e la determinazione delle prestazioni
energetiche degli impianti
- Successiva integrazione/revisione delle norme EN

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UNI/TS 11300- PROGRAMMA DI SVILUPPO

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NOTE CONCLUSIVE

• Gli strumenti per la determinazione delle prestazioni


energetiche degli edifici stanno sempre più
perfezionandosi
• Oggi le 11300 costituiscono un riferimento nazionale di
comprovata validità
• Probabilmente nel giro di due anni le diverse procedure
di calcolo in uso in Italia saranno più uniformi di oggi a
beneficio di una comparabilità dei risultati sull’intero
territorio nazionale
• Il CTI è seriamente impegnato a perseguire questo
obiettivo

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15
Sviluppo sostenibile

SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE

SOSTENIBILITA’ ECONOMICA

SOSTENIBILITA’ SOCIALE

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Next Energy – Milano, 23 marzo 2010

Dichiarazioni di prodotto

ECO- LABEL

ECO- DESIGN

LIFE CYCLE ASSESSMENT

DICHIARAZIONE
AMBIENTALE DI PRODOTTO

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Next Energy – Milano, 23 marzo 2010

16
GREENWASHING

Attribuire proprietà
“verdi” costituisce un
importate strumento di
marketing

www.sinsofgreenwashing.org

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Next Energy – Milano, 23 marzo 2010

Sostenibilità ambientale degli edifici

Anche nel settore edilizio sono disponibili numerosi strumenti operativi e iniziative:

ECO- LABEL degli edifici PER GLI EDIFICI A BASSO


CONSUMO L’IMPATTO
ENERGETICO ED
PROTOCOLLO ITACA AMBIENTALE DEI
PRODOTTI DA
COSTRUZIONE PUO’
LEED INCIDERE NOVEVOLMENTE
Leadership in Energy and SUL VALORE DEL CONSUMO
ENERGETICO COMPLESSIVO
Environmental Design

GPP - Green Public Procurement


GLI INDICATORI ENERGETICI
(O DIRETTAMENTE COLLEGATI
UNI GL 4
AL CONSUMO ENERGETICO)
Sostenibilità ambientale ASSUMONO UN PESO MOLTO
RILEVANTE NELLA
VALUTAZIONE COMPLESSIVA

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Next Energy – Milano, 23 marzo 2010

17
UNI/TS 11300-3

Parte 3
determinazione del fabbisogno di
energia primaria e dei rendimenti
per la climatizzazione estiva
Ing. Walter Pennati
COAER / ANIMA

Next Energy - Milano, 23-03-2010 1

UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

RENDIMENTO ENERGETICO DEL SISTEMA


“EDIFICIO-IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE ESTIVA”

È questo il rapporto fra l’energia termica fornita nell’arco


della stagione all’ambiente da climatizzare (negativa, cioè
sottratta, nel caso di ciclo frigorifero) e l’energia consumata
per questo scopo.
Nel caso di macchine con compressore azionato elettricamente,
l’energia “consumata” viene espressa come kWh (elettrici), facilmente
trasformabile, poi, in energia primaria.

Next Energy - Milano, 23-03-2010 2

18
UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

Come si può stimare a priori il consumo stagionale di macchine,


come i climatizzatori, il cui “funzionamento” dipende direttamente,
e doppiamente, dalle condizioni climatiche?
Abbiamo un utilissimo strumento, l’EER – Energy Efficiency
Ratio – [kW / kW] che esprime il rapporto fra la potenza
(termica) resa e quella (elettrica) assorbita in raffrescamento
Questo rapporto, però, è un dato istantaneo, e per il nostro scopo
occorre integrarlo per tutto il periodo di funzionamento stagionale
(o meglio, mensile)

Next Energy - Milano, 23-03-2010 3

UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

L’EER, caratteristica propria di ogni unità di climatizzazione, varia con la


temperatura ambiente, ma fortunatamente le variazioni di temperatura (e di
EER) in estate sono sufficientemente lente, e ristrette in un campo limitato,
comunque tali da permetterci di assumere come media mensile l’EER delle
temperature medie mensili, senza introdurre errori significativi.
Visto che anche il calcolo del fabbisogno termico dell’edificio – 11300-1 –
viene sviluppato su base mensile, possiamo utilizzare una procedura alquanto
semplificata per calcolare i consumi mensili:

EER = Pr / Pa
Effm = Erm / Eam Eam = Erm / Effm

Next Energy - Milano, 23-03-2010 4

19
UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

a)L’efficienza stagionale si trova dividendo il


fabbisogno stagionale “corretto” per il consumo
totale stagionale
b)Il fabbisogno stagionale “corretto è dato dalla
somma dei fabbisogni mensili “corretti”
c)Il fabbisogno mensile “corretto” si ottiene
aggiungendo al fabbisogno mensile calcolato
dell’edificio le perdite dovute all’impianto: ai sistemi
di controllo clima (termostati, …), ai terminali (fan-coils, …),
ai sistemi di distribuzione esterni agli ambienti climatizzati
(canali aria o tubazioni acqua, …).

Next Energy - Milano, 23-03-2010 5

UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

d) Il metodo di calcolo del fabbisogno mensile dell’edificio si


trova nella parte 1° (UNI/TS 11300-1:2008)
e) Se del caso (es. ambienti commerciali), il fabbisogno va
ulteriormente “corretto” aggiungendo i carichi termici
dovuti alla ventilazione, sia come carico sensibile
(raffrescamento), che come latente (deumidificazione).

Next Energy - Milano, 23-03-2010 6

20
UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

e) Si trovano quindi i consumi stagionali totali sommando quelli


mensili totali
f) I consumi mensili totali sono dati dai consumi mensili delle
unità di climatizzazione (circuiti frigoriferi) ai quali vanno
aggiunti quelli degli apparati ausiliari (ventilatori, pompe,
etc.)
g) I consumi mensili dei climatizzatori si trovano dividendo i
fabbisogni mensili per l’EER mensile

Next Energy - Milano, 23-03-2010 7

UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

L’EER mensile si
ricava dal grafico
in corrispondenza
del fattore di
carico %
mensile

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UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

f) Il fattore di carico % mensile si trova dividendo il


fabbisogno mensile (calcolato sulle 24 ore
giornaliere) per la capacità a pieno carico mensile
(calcolata sulle 24 ore di funz. come potenza resa a
pieno carico moltiplicata per il n. di ore del mese)
g) Il grafico si ottiene congiungendo i 4 punti che rappresentano
i valori di EER al 25%, al 50%, al 75%, a pieno carico (o altri
valori secondo quanto previsto da prEN 14825)

Next Energy - Milano, 23-03-2010 9

UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

g) I dati di EER a queste % del fattore di carico


sono però ottenuti, secondo la norma, a
particolari condizioni climatiche, che in generale
non coincidono con quelle delle temperature
medie mensili “actual”, cioè dell’edificio/località
in questione.
Si utilizzano allora opportuni fattori correttivi,
per ogni EER “parzializzato” per tener conto
delle reali condizioni di funzionamento e
climatiche locali.

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22
UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

h) Gli EER devono essere corretti, poi, anche per tener conto
delle condizioni dello specifico impianto (deviazioni rispetto
allo standard normativo delle temperature di utilizzo, dei
salti termici/portate acqua o aria, etc.)

i) si possono allora calcolare i consumi mensili delle


unità PdC usando la formula inversa dell’EER:

EER = Pr / Pa
Effm = Erm / Eam Eam = Erm / Effm

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UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

l) Sommandovi i consumi delle apparecchiature


ausiliarie (normalmente fissi, visto che che non
dipendono dalle condizioni climatiche), si possono
ottenere i consumi mensili totali
m)A questo punto si possono calcolare anche i
consumi totali stagionali

n)Dividendo il fabbisogno termico stagionale


corretto per il consumo stagionale totale si ottiene
l’efficienza stagionale

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UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

o) Il consumo totale stagionale, “elettrico”,


moltiplicato per l’apposito fattore correttivo
indicato periodicamente dall’autorità
competente (ministeriale ? ),
permette di ottenere il fabbisogno stagionale
di energia primaria

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UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

Esempio di calcolo dell’energia primaria per la climatizzazione


estiva
Si ipotizza una macchina frigorifera condensata ad aria della potenza
nominale di 11,99 kW frigoriferi a 35 °C di aria esterna e (7 – 12) °C di salto
termico dell’acqua refrigerata.
Si valutano i valori di EER e di η1 per un funzionamento reale nel mese di
giugno a Milano con temperature dell’acqua sempre pari a (7 – 12) °C.
I dati di EERi riportati nel prospetto E.1 e nella figura E.1 sono forniti dal
costruttore della macchina.

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UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

Fattore di θacqua, di EERi Prospetto E.1


carico (F) condensazione [°C]

EER1 100% 35 2,35

EER2 75% 30 2,68

EER3 50% 25 2,94


EER4 25% 20 2,83

Dati forniti dal costruttore


della macchina frigorifera

Figura E.1

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UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

Ai dati del prospetto E.1 è necessario aggiungere il punto corrispondente


a F = 0 (EER = 0).
Con i valori tabellati è possibile sviluppare i calcoli per individuare il
fattore di carico F.
Il calcolo si riferisce ai dati climatici di Milano, un periodo di
funzionamento della macchina di 24 h giornaliere per 30 d del mese di
giugno, un fabbisogno complessivo dell’edificio (QCr + Qν) per il mese di
giugno pari a 4 800 kWh.
Lo sviluppo dei calcoli è riportato nel prospetto E.2.

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UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

Prospetto E.2 - Sviluppo dei calcoli

dove:
θe è la temperatura media mensile dell’aria esterna di Milano indicata nella UNI 10349 [°C];
G sono i giorni del mese di giugno [d];
Q Cr+Qν rappresenta il fabbisogno energetico dell’edificio, dato dalla somma del fabbisogno effettivo
per raffrescamento ed il fabbisogno per trattamento dell’aria [kWh];
Φn è la potenza nominale della macchina [kW];
Qmax è la massima energia che la macchina può fornire in condizioni nominali e si ottiene dalla potenza
nominale della macchina moltiplicandola per il numero di ore giornaliere di funzionamento e per i
giorni del mese [kWh];
F è il fattore di carico che si ottiene come rapporto tra il fabbisogno energetico dell’edificio, già corretto
con i rendimenti di emissione, distribuzione e regolazione, e la massima energia che la macchina può
fornire in condizioni nominali [%];

Next Energy - Milano, 23-03-2010 17

UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

EER per il mese considerato assume un valore determinato per interpolazione


lineare tra i valori del prospettoE.1 o del grafico in figura E.1.

Per un fattore di carico del 56%, è possibile ricavare il prospetto E.3


ottenuto per interpolazione tra i prospetti relativi ai fattori di carico 75%
e 50% per macchine aria-acqua, riportati nell’appendice C.

Prospetto E.3 – Valori di η1 per un fattore di carico pari al 56%, a condizioni


di temperatura di riferimento

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UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

Interpolando ulteriormente tra i valori relativi alle reali temperature


(acqua in uscita 7 °C e temperatura aria esterna pari a 22,5 °C) viene
individuato il valore η1 per il periodo considerato:

η1 = 1,100
Ipotizzando un impianto con:

η2 η3 η4 η5 η6 η7 = 1
si ottiene, per il mese considerato di giugno:

ηmm = EER (F) η1(F) η2 η3 η4 η5 η6 η7


= 2,88 x 1,1 x 1 = 3,168

Next Energy - Milano, 23-03-2010 19

UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

Con tale valore è possibile quindi calcolare, per il mese considerato di


giugno, il fabbisogno di energia elettrica per climatizzazione estiva Qel,
e – considerando l’intera stagione estiva e l’apporto degli ausiliari - il
fabbisogno di energia primaria QC,p per la climatizzazione estiva.

Nel mese di giugno, in particolare, si ha:

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UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

Per il calcolo di QC,p si ripete il procedimento sopra


descritto per tutti i mesi della stagione di climatizzazione
estiva
e si inseriscono i risultati nella formula (1).

Next Energy - Milano, 23-03-2010 21

UNI/TS
UNI/TS 11300-3
11300-3

Grazie per l’ascolto

Walter Pennati
Segreteria Tecnica COAER / ANIMA

pennati@anima-it.com

Next Energy - Milano, 23-03-2010 22

28
ing. Augusto Colle

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
2010

ESERCIZIO : SOSTENIBILITA’ ATTUALE E PROSPETTIVE

PARAMETRO DI MISURA : Ep consumo di energia primaria


Qp / Su [kWh/m2 Qp / V [kWh/m3]

CLASSIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI


* isolamento dell’involucro
anche oltre i limiti di legge
Percorso in salita
* utilizzo di energie rinnovabili
sino all’edificio e di metodi di generazione
limite a consumo Ï diversi dalla combustione a
zero. Necessità di fiamma (UNI TS 11300 -4)
valutazioni
* automazione, controllo,
corrette regolazione degli edifici
________________________
1 isolamento dell’involucro
2 riduzione delle perdite di
Oltre il 90% degli edifici impianto
3 utilizzo di altri metodi di
esistenti è qui generazione e di energie
rinnovabili (UNI TS 11300-4)
4 controllo e regolazione degli
impianti

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
2010

29
SOSTENIBILITA’ DEI CONSUMI ENERGETICI DEGLI EDIFICI

PREREQUISITO PER LE VALUTAZIONI DELLE


PRESTAZIONI ENERGETICHE DEGLI EDIFICI

Disponibilità di uno strumento di misura omogeneo ed univoco


che definisca:
* Dati corretti ed omogenei di ingresso per il calcolo
* Metodi unificati di calcolo finalizzati ad ottenere:
- Ripetibilità e riproducibilità dei risultati finali
- Omogeneità dei dati per confronti e statistiche
OBIETTIVO : Determinazione dei fabbisogni di energia primaria
Ep,H Ep,W [kWh/m2]

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
2010

STRUMENTI : * NORMATIVA TECNICA EN


* UNI TS 11300

Normativa tecnica EN
del pacchetto EPBD

Specifica tecnica UNI


Ø
TS 11300 per Quattro parti
l’applicazione strettamente
nazionale della collegate
normativa EPBD

Non è quindi possibile parlare della parte 4 senza almeno un accenno alle parti
1 e 2 prima di introdurre la parte 4

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
2010

30
UN I TS 113 00 - 1
De t e rm ina zione de l fa bbis ogno di e ne rgia te r m ic a de ll’e dific io
pe r la c lim a t izza zione inve rna le e pe r il ra ffr e sc a m e nto e s tivo

contenuto • De s c rizione de lla proc e dura di c a lc olo


• Da t i di ingre ss o pe r i c a lc oli
• Z onizza zione e a c c oppia m e nto te r m ic o tra zone
• Pa ra m e tr i di tra s m issione t e rm ic a
• Ve nt ila zione
• Appor ti te r m ic i inte rni
• Appor ti te r m ic i sola ri
• Pa ra m e tr i dina m ic i (fa tt ori di utilizza zione , c a pa c it à
te r m ic a ,..)
• Appe ndic e A - De te r m ina zione s e m plific a t a de lla
tr a sm itt a nza t e rm ic a de i c om pone nti opa c hi
• Appe ndic e C - De te r m ina zione s e m plific a t a de lla
tr a sm itt a nza t e rm ic a de i c om pone nti t ra spa r e nti
• Appe ndic e D - Fa ttor i di om bre ggia tur a

La parte 1 definisce la metodologia di calcolo dei fabbisogni


di energia dell’involucro edilizio per riscaldamento e
raffrescamento (calore sensibile). Il calcolo è effettuato per
le singole zone termiche

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
2010

U NI TS 1 1 3 0 0 - 2
contenuto De t er m ina zione de l fa bbis ogno di e ne r gia pr im a ria
e de i re ndim e nti pe r la c lim a tizza zione inve rna le e pe r la
produzione di a c qua c a lda sa nita r ia
• Fa bbiso gni d i energia ter m ica dell’edific io (da UN I
T S 113 00-1) - F abbisogni acqua calda sanitar ia
• Met odi di ca lc olo delle pe rdit e d’im piant o e del
fa bbiso gno di e nerg ia prim a ria
• Appe ndice A - Calcolo ana litico de lle per dit e di
dist ribuzio ne con flu id o term ovett ore ac qua
• Appe ndice B - Dete rm in azione delle p erd ite di
ge nera zion e (B2 Met odo basat o su lla Dir ett iva
92 /4 2/CEE - B3 Me todo a nalit ic o)
• Ve ngono forniti: va lor i pr e c a lc ola t i in ba se a lle c ondizioni a l
c ontorno e m e todi di c a lc olo. I l pr ospe tt o 1 5 s pe cific a
qua ndo si de vono utilizza r e i va ri m e todi in re la zione a i tipi di
va luta zione A1 - A2 - A 3

La parte 2 definisce le metodologie di calcolo dei rendimenti e


dei fabbisogni di energia primaria per riscaldamento e acqua
calda sanitaria

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
2010

31
UNI T S 1 1 3 00 - 4
U tilizzo di e ne rgie r innov abili e di a ltri me todi di ge ner azione

• Fabbisogno di ene rgia prima ria : proc edura di ca lc olo e


fa bbisogno de i singoli ve ttor i e ner ge tic i (in a c cordo c on U N I
EN 1 56 0 3)
• U tilizzo di e ne rgie r innov abili: - sola re te rmic o - solar e
fotovoltaic o - c ombustione di biom ass e
• Altri me todi di ge ner azione : - pom pe di ca lore -
te ler isc a lda m ento - m icr o e pic c ola cogene ra zione
• Sono disponibili a ppe ndic i di supporto e in pa rtic ola re :
CONTENUTO • Appe ndic e L - Det erm inazione de lle te mpe ra tur e de lle
sorgenti fre dde a er auliche
• Appe ndic e M - De te rminazione de lle te m pe ra ture de lle
sorgenti fre dde geote rm iche a bass a te mpe ra tur a
• Appe ndic e N - Coge ne ra zione - Frazione di c alc olo m ensile
(m e todo fra zionar io m ensile)
• Appe ndic e O - Coge ne ra zione - Curve pre sta ziona li a c a rico
va riabile
• Appe ndic e Q - Profili di c a rico ne l giorno t ipo me nsile
(r is ca lda m ento, raffr esc a me nto, a cs)

La parte 4 definisce le modalità di calcolo dei sistemi di generazione con


energie rinnovabili e di altri metodo di generazione (pompe di calore -
cogenerazione) e consente di valutare l’utilizzo dei vari vettori energetici

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
2010

UNI TS 11300-4
I capitoli della UNI TS 11300-4

Energie
rinnovabili

Altri metodi di
generazione

OBIETTIVO UNI TS 11300 - 4 : Modalità di calcolo dei valori di utilizzo dei vari
vettori energetici

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
2010

32
UNI TS 11300 : UNA NORMA TECNICA DI SISTEMA

Confine energetico edificio


Energia solare

La UNI TS 11300 è
Í
una normativa tecnica
di sistema che definisce
metodi univoci di
valutazione dei
fabbisogni di energia
degli edifici e dei
consumi di ciascun
vettore energetico

Energia primaria Î
Energia elettrica

Vettori energetici dell’esempio : energia elettrica - energia solare

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
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UTILIZZO DELLA PARTE 4


NEL QUADRO NORMATIVO GENERALE DELLA UNI TS 11300

UNI TS 11300-1-2
Edificio / ACS
__________________
UNI TS 11300- 2
Perdite impianto

__________________

generazione

UNI TS 11300 - 2
UNI TS 11300 - 4

Rinnovabili Fossili

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
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33
UNI TS 11300 - 4 BILANCIO TERMICO DELL’EDIFICIO

Gli impianti tecnici


dell’edificio non
producono energia ma
convertono l’energia
fornita da vettori
energetici esterni in
energia termica utile
e/o in energia
elettrica

La UNI TS 11300-4 in accordo con la UNI EN 15603 considera confine


energetico dell’edificio quello entro il quale l’edificio converte energia con i suoi
impianti tecnici (energia che può essere consumata nell’edificio o esportata oltre
il confine energetico) ricevendo energia da vettori energetici esterni per
convertirla in energia termica utile o in energia elettrica o riceve direttamente
energia termica utile (teleriscaldamento)

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
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Sistema solare termico


per produzione di
energia per acqua calda
sanitaria e/o
riscaldamento

Bilancio termico

* Calcolo della frazione solare


* Calcolo delle perdite recuperabili, non recuperabili e recuperate
* Calcolo dei fabbisogni di energia elettrica degli ausiliari
* Calcolo dell’energia termica utile netta
* Calcolo della frazione solare per coprire una quota imposta di
energia primaria

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
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34
U NI T S 1 1 3 0 0 -4
Sola re fotovolt a ic o

• I ndicazioni sull’ut ilizzo della U NI EN


CONTENUTO
• Elenco delle norm e t ecniche
nazionali di support o
• Esem pio di calcolo

Ai fini della valutazione del fabbisogno di energia primaria per la


certificazione energetica si considera solo la quota di energia elettrica da
fotovoltaico corripondente al consumo di energia elettrica dei dispositivi
elettrici ausiliari degli impianti interni all’edificio

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
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U N I TS 11 30 0-4 Co m b us t io n e
d i b i om as se
• De finizione de lle t ipologie di ge ne ra t ori
• V a lori prec a lc ola t i di re ndim e nto pe r va rie
CONTENUTO t ipologie di ge ne ra t ori e rinvio a UN I EN
1 5 3 1 6 pe r il m e todo di c a lc olo a na litic o

Si considerano:
• De te rm ina zione de gli a c c um uli ric hie st i
• De te rm ina zione de lle pe rdite re c upe ra bili e

* impianti monovalenti
re cupe ra te
• De te rm ina zione de i fa bbisogni di e nergia
prima ria
* impianti bivalenti • Quot e di e ne rgia a tt ribuibili a i ge ne rat ori a
biom a ssa ne l c as o di sist e m i biva le nti

BILANCIO TERMICO

Condizioni di assimilabiltà ad
energia rinnovabile secondo DPR
59/09

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
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35
ESEMPIO DI IMPIANTO BIVALENTE GENERATORE DI CALORE A
BIOMASSE + GENERATORE DI CALORE A GAS

La UNI TS 11300-4 definisce come valutare i sistemi bivalenti e polivalenti

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UNI TS 11300 - 4 Pompe di calore

• Tipologie considerate:
• Pompe di calore a compressione di vapore ad azionamento elettrico
• Pompe di calore ad assorbimento (fuoco diretto)
• Pompe di calore aria/aria - aria/acqua - acqua/acqua
• Scopo
• Definizione dei dati di ingresso e delle modalità di calcolo per la determinazione:
- del fabbisogno mensile dei vettori energetici dei sottosistemi di generazione con
pompe di calore per riscaldamento e/o produzione di acqua calda sanitaria
- della quota di fabbisogno di energia utile della distribuzione a carico di sistemi di
integrazione da calcolarsi con le pertinenti parti della specifica tecnica
- prestazioni delle pompe di calore secondo prEN 14625
- modalità di calcolo delle prestazioni nelle effettive condizioni di esercizio
- determinazione del fattore correttivo del COP ai vari fattori di carico della pompa
di calore

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
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36
POMPA DI CALORE ELETTRICA A
COMPRESSIONE DI VAPORE

Energia a bassa entalpia Coefficiente di prestazione


QE = QC (COP - 1) /COP COP = Qc / W

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
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FONTI DI ENERGIA A BASSA ENTALPIA

DA ARIA
DAL SOTTOSUOLO
DA ACQUE
SUPERFICIALI

QUANTA ENERGIA E’ CONSIDERATA RINNOVABILE ? (direttiva CE 2009/CE all. VII)


QUOTA CONSIDERATA
RINNOVABILE ERES
SPF - COEFFICIENTE DI
PRESTAZIONE STAGIONALE
PER - FATTORE DI ENERGIA
PRIMARIA
PES - RISPARMIO DI ENERGIA
PRIMARIA

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
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37
POMPE DI CALORE : PRESTAZIONI DEI PRODOTTI
Modalità : produzione di energia termica utile

POTENZA TERMICA MAX. Dipende dalle temperature θf e θc

COP TEORICO (MAX.)

La UNI TS 11300-4 in accordo con il prEN 14625 specifica:

* Prestazioni delle pompe di calore di riferimento (numero minimo


dei punti per i quali devono essere forniti i dati a pieno carico di
potenza termica Φ ‘hp e di COP’ )
* Le modalità per determinare le prestazioni nelle effettive
condizioni di esercizio Φ hp e COP
* Il coefficiente correttivo del COP in funzione del fattore di carico

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
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SISTEMI A POMPA DI CALORE

La UNI TS 11300-4 consente


di calcolare per ogni intervallo
di calcolo:
* potenza termica Φ’hp (θf;θc)
* COP’a piena potenza (θf; θc)
* il fattore di carico(Φd/ Φ’hp)
* il COP effettivo (corretto)
* il fabbisogno di energia
Qp,hp

* l’eventuale fabbisogno di
back-up Qp,gn
in base alle prestazioni della
pdc secondo prEN 14625

Se FC > 1 la pdc funziona a pieno carico ma non è in grado di fornire la


potenza termica richiesta COP = COP’
Se FC < 1 la pdc funziona a carico parziale COP # da COP’

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
2010

38
Sistemi geotermici a bassa temperatura
temperatura θ c variabile in relazione al fattore di carico e
alla tipologia del sottosistema di emissione (UNI TS 11300-2)

Sottosistemi di captazione
temperatura θ f temperatura θ f
Dipendente dal clima esterno
Relativamente costante
Energia a bassa
entalpiaprelevata da terreno Energia a bassa entalpia
climaticamente perturbato prelevata dal terreno
(< 10 m) profondo (80 - 100 m)

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
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TELERISCALDAMENTO

La rete consegna energia


termica utile al confine
dell’edificio (d)
Il fattore di conversione
energia primaria / utile deve
essere dichiarato dal
fornitore

* calcolo delle perdite


* perdite recuperate
* fabbisogni elettrici (ove
richiesti)

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
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39
MICROCOGENERAZIONE E PICCOLA COGENERAZIONE

Modalità : carico
termico a seguire
Energia elettrica in rete
(parallelo rete)
Energia termica
all’edificio
Dissipazione di calore
zero

Bilancio energetico

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
2010

M ICRO E PI CCOL A COGENERA ZIONE


.
I m p ia n t i d im e n s io n a t i s e c o n d o d u e d iffe r e n t i m o d a lit à :

ƒ im p ia n t i in c u i le u n it à d e lla s e z io n e c o g e n e r a t iv a
s o n o d im e n s io n a t e p e r fu n zio n a re a c a ric o
n o m i n a l e p e r l a m a g g i o r p a r t e d e l l ’a n n o o d e l l a
s t a g io n e s e a d ib it e a s o lo r is c a ld a m e n t o
ƒ im p ia n t i in c u i la p o t e n z a t e r m ic a t o t a le n o m in a le
e r o g a t a d a lla s e z io n e c o g e n e r a t iv a è s e n s ib ilm e n t e
m a g g io r e d e l fa b b is o g n o t e r m ic o d i b a s e r ic h ie s t o
c o n c o n t i n u i t à a l l ’i n g r e s s o d e l s i s t e m a d i
Microgerazione < 50 kWe d is t r ib u z io n e . L a s e z io n e c o g e n e r a t iv a s i t r o v a
q u in d i a fu n z io n a r e a c a r ic o v a r ia b ile , m o d u la n d o il
fa t t o r e d i c a r ic o d e lla o d e lle u n it à d i c u i è
Piccola cogenerazione < 1 MWe c o m p o s t a e /o a c c e n d e n d o l e i n s e q u e n z a s e c o n d o
lo g ic h e d i r e g o la z io n e a d in s e g u im e n t o t e r m ic o

Due tipologie di sistema: A lle d u e m o d a lit à o p e ra t ive c o r r isp o n d o n o i d u e


se g u e n t i m e t o d i d i c a lc o lo :

* cogeneratore a punto fisso - ƒ “m e t o d o d e l c o n t r ib u t o fra z io n a le m e n s ile ”


ƒ “m e t o d o d e l p r o f ilo d i c a r ic o m e n s ile ”
regolazione termica on - off
senza sistema ausiliario di
E ’ p o ss ib ile a p p lic a re il p rim o m e t o d o n e i s e g u e n t i c a s i:
- s e zio n e c o g e n e ra t iva c o st it u it a d a u n ’u n ic a u n it à in a sse t t o

dissipazione del calore


c o g e n e ra t iv o fu n z io n a n t e e sc lu siv a m e n t e in c o n d izio n i n o m in a li, o ss ia a
p u n t o fiss o e s e n z a m o du la zio n e d e l c a ric o , la c u i a c c e n sio ne e
sp e g n im e n t o s ia n o de t e rm in a t e d a u n a re g o la z io n e in m o d a lit à s e g u e

* cogeneratore modulante -
c a ric o t e rm ic o . L ’im p ia n t o , c o n o se n za sis t e m a d i a c c u m u lo t e rm ic o
in e rz ia le , d e v e e s se re p riv o d i b y p a ss -fu m i e /o d i d iss ip a zio n e s e c o n d o

carico termico a seguire


q u a n t o p re vist o a l p a ra g ra fo 1 5 .1 .
- s e zio n e c o g e n e ra t iva c o st it u it a d a p iù u n it à in c a sc a t a , c ia sc u n a
fu n zio na n t e e s c lu s iva m e n t e in c o nd iz io n i n o m in a li, o s sia a p u n t o fis so e
se n z a m o du la zio n e d e l c a ric o , in c u i l’a c c e n s io n e e lo s p e g n im e n t o in
se q u e nz a d e i sin g o li m o d u li s ia n o d e t e rm in a t e d a u n a re g o la z io n e
c o m u n e c h e o p e ra e sc lu siv a m e n t e in m o d a lit à t e rm ic o se g u e .
L ’im p ia n t o , c o n o s e n za s ist e m a d i a c c u m u lo t e rm ic o in e rzia le , d e ve
e ss e re p rivo d i d iss ip a z io n e se c o n d o q u a n t o p re vist o a l p a ra g ra fo 1 5 .1 .
I n t u t t i g li a lt ri c a si è n e c e ss a rio u t ilizza re il m e t o d o d e l p ro filo d i c a ric o
a n n u a le .

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
2010

40
PRESTAZIONI DELLE UNITA’ COGENERATIVE

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
2010

Sistema polivalente
alimentato da
diversi vettori
energetici

Attribuzione delle
produzioni di energia e dei
consumi a ciascun
generatore e vettore
energetico (UNI EN 15603 e
UNI TS 11300)

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
2010

41
CONCLUDO QUI CON LA PRESENTAZIONE DELL’ OBIETTIVO DELLA
UNI TS 11300 - 4.

SPERO DI ESSERE RIUSCITO A COMUNICARE QUALCOSA DI


UTILE SU UNA MATERIA COMPLESSA ANCHE NEL BREVE TEMPO
DISPONIBILE

RINGRAZIO TUTTI I PRESENTI PER L’ATTENZIONE E RESTO A


DISPOSIZIONE PER EVENTUALI DOMANDE

CONVEGNO CTI ‐ EXPOCONFORT 23 marzo 
2010

42
CONVEGNO

LE NORME UNI TS 11300 QUALE SISTEMA NAZIONALE


DI RIFERIMENTO PER LA CERTIFICAZIONE
ENERGETICA DEGLI EDIFICI E LA MISURA DELLA
LORO SOSTENIBILITA’
SOSTENIBILITA’
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

PROGETTI DI NORME TECNICHE IN CORSO

NEXT ENERGY MILANO 23 MARZO 2010

Ing. Vincenzo LATTANZI ENEA

GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

SECONDO I DATI DELL’


DELL’ULTIMO CENSIMENTO, ESISTONO IN ITALIA CIRCA
28,5 MILIONI DI ABITAZIONI. D’ALTRA PARTE, IL RITMO DI CRESCITA, PER
EFFETTO DELLA NUOVA EDIFICAZIONE, NON SUPERA TASSI DELL’ DELL’1-2%
ALL’
ALL’ANNO.

APPARE QUINDI EVIDENTE CHE, SE SI VUOLE RIDURRE IL CONSUMO DI


ENERGIA NEL SETTORE EDILIZIO IN TEMPI NON TROPPO LUNGHI E
RISPETTARE GLI IMPEGNI DI RIDUZIONE DEI GAS SERRA, NON CI SI PUÒ
ASSOLUTAMENTE LIMITARE ALLA NUOVA EDIFICAZIONE, MA BISOGNA
INTERVENIRE SUL PARCO EDILIZIO ESISTENTE.

43
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

COME DA PIU’
PIU’ PARTI EVIDENZIATO , IN ITALIA I CONSUMI DI ENERGIA
LEGATI AI FABBISOGNI DI RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO DEGLI
EDIFICI RAPPRESENTANO UNA QUOTA INGENTE DEL BILANCIO
ENERGETICO DEL PAESE.

SE LA LEGISLAZIONE ESISTENTE RICHIEDE PRESTAZIONI ENERGETICHE


SEMPRE PIÙ
PIÙ ELEVATE PER I NUOVI EDIFICI, LA MEDIA DEI CONSUMI SUL
PARCO EDILIZIO ESISTENTE È PIUTTOSTO ELEVATA.

NECESSITA’
NECESSITA’ DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

LE MOTIVAZIONI DERIVANO ANCHE DA IMPORTANTI CONSIDERAZIONI:

¾ LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA (ANCE) DEL SETTORE EDILIZIO


INDICANO CHE IL MERCATO DELLE COSTRUZIONI RIGUARDA LE NUOVE
COSTRUZIONI PER NON PIÙ
PIÙ DEL1,5 - 2%, MENTRE LE RISTRUTTURAZIONI
PER OLTRE IL 98%;

¾ IL PARCO EDILIZIO ESISTENTE,


ESISTENTE, DI SCARSA QUALITÀ
QUALITÀ ENERGETICA E
CON UN CONSUMO PER IL SOLO RISCALDAMENTO ,TRA I PIÙ
PIÙ ELEVATI IN
EUROPA , RICHIEDE INTERVENTI URGENTI DI RIQUALIFICAZIONE
ENERGETICA.

44
SITUAZIONE EUROPEA ED ITALIANA

INVESTIMENTI IN EFFICIENZA
ENERGETICA E CRISI ECONOMICA
FINANZIARIA

45
INVESTIMENTI IN EFFICIENZA
ENERGETICA E CRISI ECONOMICA

LA CRISI ECONOMICA FINANZIARIA HA AVUTO UN IMPATTO


NEGATIVO SULLA COSIDDETTA ECONOMIA REALE .

UNO DEI POCHI SETTORI CHE, NONOSTANTE LE DIFFICOLTÀ


DIFFICOLTÀ,
MOSTRA INTERESSANTI SEGNALI DI VIVACITÀ
VIVACITÀ È QUELLO
DELL’
DELL’EFFICIENZA ENERGETICA E DELLE ENERGIE RINNOVABILI.

GLI INVESTIMENTI IN EFFICIENZA ENERGETICA ED ENERGIE


RINNOVABILI SONO IN CONTINUA CRESCITA , ANCHE SE
ESISTONO ANCORA BARRIERE E RESISTENZE DI OGNI TIPO DA
SUPERARE A LIVELLO POLITICO, IMPRENDITORIALE,
PROFESSIONALE E GRANDE PUBBLICO.

INVESTIMENTI IN EFFICIENZA
ENERGETICA ED ENERGIE RINNOVABILI
IL SETTORE ENERGETICO E’
E’ IN CONTROTENDENZA CON LO
SCENARIO ECONOMICO INTERNAZIONALE .

UNA STRADA CONDIVISA E’ E’ QUELLA DELL’


DELL’EFFICIENZA
ENERGETICA CHE RAPPRESENTA LA LEVA PER AFFRONTARE
LE CRITICITA’
CRITICITA’ AMBIENTALI CHE ABBIAMO DAVANTI.
LE IMPRESE PERO’
PERO’ SONO ANCORA TITUBANTI.
L’OSTACOLO PRINCIPALE DERIVA DAL FATTO CHE PUNTARE
SULL’
SULL’EFFICIENZA ENERGETICA SIGNIFICA PER UN IMPRESA
INVESTIRE IN UN SEGMENTO CHE NON CORRISPONDE AL
PROPRIO CORE BUSINESS.
BUSINESS.
IL RITORNO DELL’
DELL’INVESTIMENTO POI E’
E’ IN ALCUNI CASI
DIFFICILMENTE QUANTIFICABILE.

46
INVESTIMENTI IN EFFICIENZA
ENERGETICA ED ENERGIE RINNOVABILI

NONOSTANTE QUESTE DIFFICOLTA’


DIFFICOLTA’ ANCHE DA PARTE DEI
MEDIA E DELLA BUSINESS COMMUNITY,
COMMUNITY, IN ITALIA C’E’ ANCORA
SPAZIO PER UNA CRESCITA COSPICUA, RILEVANTE DELLA
FILIERA DELL’
DELL’EFFICIENZA ENERGETICA .

UNA FRONTIERA POI DI ASSOLUTO INTERESSE E’


E’
RAPPRESENTATA DAGLI INTERVENTI DI IMPLEMENTAZIONE
DELL’
DELL’EFFICIENZA ENERGETICA, ORIENTATI SOPRATTUTTO
VERSO IL SETTORE PUBBLICO DOVE SI RISCONTRANO I PIÙ PIÙ
SIGNIFICATIVI MARGINI DI RECUPERO ENERGETICO.

INVESTIMENTI IN EFFICIENZA
ENERGETICA E RINNOVABILI
IL MIGLIORAMENTO DELL’DELL’EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI
EDIFICI PUBBLICI E’ UNO DEGLI INTERVENTI RITENUTI PIU’
PIU’ UTILI
A RILANCIARE L’L’ECONOMIA E L’ L’OCCUPAZIONE,
OCCUPAZIONE, ATTRAVERSO
LA CREAZIONE DI UNA VERA E PROPRIA FILIERA .

L’ENEA – NELLA VESTE DI AGENZIA PER L’ L’EFFICIENZA


ENERGETICA – INTENDE RICOPRIRE UN RUOLO EFFICACE
OFFRENDO ALLA P.A. LE COMPETENZE E GLI STRUMENTI PER
LA RIDUZIONE DEI CONSUMI E NELLO STESSO TEMPO
FAVORIRE UN NUOVO MODO DI CONCEPIRE IL PATRIMONIO
EDILIZIO PUBBLICO , DANDO SLANCIO ALLE IMPRESE DEL
SETTORE.

OCCORRE RAFFORZARE LA COLLABORAZIONE TRA PUBBLICO


E PRIVATO , TRA RICERCA E INDUSTRIA, DANDO VITA A
PARTNERSHIP STRATEGICHE NEL MEDIO E LUNGO TERMINE.

47
INVESTIMENTI IN EFFICIENZA
ENERGETICA E RINNOVABILI

L’ENEA PROPONE UN PIANO NAZIONALE DI


INTERVENTO PER LA RIQUALIFICAZIONE
ENERGETICA DEL PATRIMONIO EDILIZIO PUBBLICO
, PIANO CHE PREVEDA A SUA VOLTA TANTI PIANI
REGIONALI DI INTERVENTO, ALLA STESSA
STREGUA DEI PIANI ENERGETICI.

L’EFFICIENZA ENERGETICA NEGLI SCENARI ENEA DI


ACCELERAZIONE TECNOLOGICA AL 2020 PER L’L’ITALIA

L’EFFICIENZA ENERGETICA CONTRIBUISCE PER IL 57% ALLA


RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI CO2 AL 2020 RISPETTO AL 2005.

48
INDAGINE NAZIONALE
ENEA
SUI CONSUMI DEGLI
EDIFICI PUBBLICI E
POTENZIALITÀ DEGLI
INTERVENTI DI EFFICIENZA
ENERGETICA

LE CARATTERISTICHE DELLO STUDIO


ENEA

LO STUDIO PRENDE IN CONSIDERAZIONE UFFICI E SCUOLE:


SCUOLE:
QUESTE DUE TIPOLOGIE OSPITANO, SECONDO I DATI CONSIP,
QUASI IL 75 % DEI DIPENDENTI PUBBLICI;
PUBBLICI; VENGONO QUINDI
ESCLUSI DALLO STUDIO OSPEDALI, CASERME, UNIVERSITÀ
UNIVERSITÀ,
CARCERI.

LO STUDIO VALUTA I CONSUMI ENERGETICI PER


CLIMATIZZAZIONE, PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SANITARIA
E ILLUMINAZIONE.

LO STUDIO, CHE COSTITUISCE UN PRIMO APPROCCIO AL TEMA,


È STATO EFFETTUATO SU UN CAMPIONE DEL PARCO
COMPLESSIVO IDENTIFICATO PARI AL 35% DEL TOTALE,TOTALE,
SELEZIONATO SECONDO UNA ANALISI DELL’ DELL’INDICE DI
CONSUMO PER UNITÀ
UNITÀ DI VOLUME.

49
CONSISTENZA DEL PARCO EDILIZIO DI
RIFERIMENTO

SCUOLE
– CIRCA 43.000
39% AL NORD
22% AL CENTRO
39% AL SUD
UFFICI
– CIRCA 14.000
42% AL NORD
25% AL CENTRO
33% AL SUd

Fonte: CRESME per ENEA


Elaborazioni ENEA su dati CONSIP

CONSUMI ATTUALI DI ENERGIA PRIMARIA


Consumi attuali di
2,2Energia
MTEP Primaria: 2,2 MTEP

0.819;
37%
Totale termico MTEP
1.374; Totale elettrico MTEP
63%

SCUOLE UFFICI
RISCALDAMENTO E RISCALDAMENTO E
ILLUMINAZIONE CONDIZIONAMENTO ILLUMINAZIONE
ACQUA CALDA ACQUA CALDA
kWh/m3/a
kWh/m 30,9 11,8 24,8 17,2 31,7
kWh/m3/a
kWh/m 42,7 73,7

50
COSTI ENERGETICI 1800 M€

583;
33%

Termico
Elettrico
1209;
67%

SCUOLE UFFICI

RISCALDAMENTO RISCALDAMENTO
ILLUMINAZIONE CONDIZIONAMENTO ILLUMINAZIONE
E ACQUA CALDA E ACQUA CALDA

€/m2/a 8,3 2,6 6,5 3,7 6,8

LOGICA E TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI

GLI INTERVENTI PREVEDONO IL RICORSO A MATERIALI,


COMPONENTI E SISTEMI REALIZZATI CON LE TECNOLOGIE
PIÙ
PIÙ AVANZATE OGGI DISPONIBILI IN GRADO DI REALIZZARE:
¾ MIGLIORAMENTO DELLE PRESTAZIONI DELL’
DELL’INVOLUCRO
EDILIZIO;
¾ GENERAZIONE EFFICIENTE DELL’
DELL’ENERGIA PER LA
CLIMATIZZAZIONE IN FUNZIONE DELLE FONTI
DISPONIBILI;
DISPONIBILI;
¾ GESTIONE OTTIMIZZATA DEI SERVIZI DI
CLIMATIZZAZIONE E ILLUMINAZIONE;
¾ RICORSO ALLE FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI
ATTRAVERSO DISPOSITIVI SIA ATTIVI CHE PASSIVI.

51
EFFETTI SULL’
SULL’ACCELERAZIONE TECNOLOGICA

LA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI PREVISTI DA QUESTO


STUDIO DIVENTA OCCASIONE PER ACCELERARE
L’EVOLUZIONE TECNOLOGICA E L’ L’AVVICINAMENTO AL
MERCATO DI:
¾ TECNICHE DI PROGETTAZIONE OTTIMIZZATA;
¾ NUOVI MATERIALI (A CAMBIAMENTO DI FASE, ISOLANTI
SOTTO VUOTO, TRASPARENTI AD ALTE PRESTAZIONI,…
PRESTAZIONI,…);
¾ SISTEMI INNOVATIVI DI GENERAZIONE DELL’
DELL’ENERGIA
(MICROCOGENERAZIONE DISTRIBUITA, SOLAR COOLING,
….);
¾ TECNOLOGIE ICT PER LA GESTIONE OTTIMIZZATA DEI
SERVIZI ENERGETICI

COSTO INTERVENTI: 8,2 MLD €

24%

scuole

76% uffici

52
BENEFICI: RISPARMIO ENERGIA PRIMARIA (MTEP)

0.44;
20%

Totale Post

1.76; Risparmio
80%

BENEFICI: RIDUZIONE DEI COSTI ENERGETICI (M €)

419;
23% Totale Post

Risparmio
1,373;
77%

53
BENEFICI: RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI GAS
SERRA

1,076,148;
20%

CO2 Post
Risparmio

4,377,862;
80%

SINTESI DEI DATI

DIMENSIONE DELL’
DELL’INTERVENTO CONSIDERATO:
- CAMPIONE DI CIRCA 15.000 EDIFICI TRA SCUOLE E UFFICI
(PARI AL 35% DEL TOTALE CENSITO)
VALUTAZIONE DEL CONSUMI ATTUALI (TENDENZIALI):
- 15 MILIONI DI MWh TERMICI/ANNO
- 6 MILIONI DI MWh ELETTRICI/ANNO
VALUTAZIONE DELLA RELATIVA “BOLLETTA ENERGETICA”
ENERGETICA”:
- 1,8 MILIARDI DI €/ANNO
SPESA PREVISTA (INTERVENTO SUL 35% DEL PARCO TOTALE):
- 8,2 MILIARDI DI €
EFFETTI DEGLI INTERVENTI SUI COSTI ENERGETICI:
- RIDUZIONE DEL 20% DI ENERGIA PRIMARIA
- RIDUZIONE DELLA BOLLETTA ENERGETICA DI 420 MILIONI DI
€/ANNO

54
GLI AUDIT ENERGETICI COME
STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA
DEGLI EDIFICI ESISTENTI
COMPARAZIONE CON LA
CERTIFICAZIONE ENERGETICA

GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

AUDIT E CERTIFICAZIONE ENERGETICA


STRUMENTI DIFFERENTI MA CHE MIRANO A OBIETTIVI FINALI COMUNI
CERTIFICAZIONE ENERGETICA
wFORNIRE DEGLI INDICATORI DI PRESTAZIONE ENERGETICA CHE
CONSENTANO DI COMPARARE LE PRESTAZIONI ENERGETICHE DEGLI
EDIFICI IN CONDIZIONI STANDARD;
wGARANTIRE UNA MAGGIORE TRASPARENZA NEL MERCATO
IMMOBILIARE;
wDIVENTARE STRUMENTI PER ORIENTARE STRATEGIE DI
INCENTIVAZIONE DELL’
DELL’EFFICIENZA ENERGETICA;
wATTIVARE IL SISTEMA DELLE RIQUALIFICAZIONI EDILIZIE SECONDO
CRITERI DI SOSTENIBILITÀ
SOSTENIBILITÀ ENERGETICA
wCREARE I PRESUPPOSTI OGGETTIVI PER UN MIGLIORAMENTO
CONTINUO DELLA QUALITÀ
QUALITÀ ENERGETICA DEGLI EDIFICI: QUALITÀ
QUALITÀ
ENERGETICA = MAGGIORE VALORE

55
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

AUDIT E CERTIFICAZIONE ENERGETICA


STRUMENTI DIFFERENTI MA CHE MIRANO A OBIETTIVI FINALI COMUNI
GLI AUDIT ENERGETICI
GLI AUDIT ENERGETICI HANNO LO SCOPO DI FAR CONOSCERE
ALL’
ALL’UTENTE, CHE DESIDERA EFFETTUARE INTERVENTI DI
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA:
wLO STATO DELL’
DELL’INSIEME EDIFICIO-
EDIFICIO-IMPIANTO,
wGLI EVENTUALI ELEMENTI ”INEFFICIENTI ”, SUI QUALI INTERVENIRE,
wIL RISPARMIO ENERGETICO OTTENIBILE, RISPETTO ALLA SITUAZIONE DI
PARTENZA,
AL FINE DI EFFETTUARE LE VERIFICHE DELL’ DELL’EFFICACIA TECNICO-
TECNICO-
ECONOMICA DELL’
DELL’INTERVENTO

REALIZZARE GLI INTERVENTI PREVISTI

CERTIFICARE L’
L’EDIFICIO POST INTERVENTII
INTERVENTII

GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

AUDIT E CERTIFICAZIONE ENERGETICA


STRUMENTI DIFFERENTI MA CHE MIRANO A OBIETTIVI FINALI COMUNI
AUDIT ENERGETICI

wSTRUMENTO IDEALE PER OTTIMIZZARE ASPETTI ENERGETICI E


AMBIENTALI;

wVALORE AGGIUNTO PER I PROPRIETARI DI PATRIMONI EDILIZI;

wLA DIAGNOSI FORNISCE INDICAZIONI SU COME DESTINARE IN MODO PIÙ


PIÙ
OPPORTUNO E REDDITIZIO EVENTUALI RISORSE DISPONIBILI ;

56
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

AUDIT E CERTIFICAZIONE ENERGETICA


STRUMENTI DIFFERENTI MA CHE MIRANO A OBIETTIVI FINALI COMUNI
AUDIT ENERGETICI

wSUPPORTO DI GRANDE IMPORTANZA NELLA REDAZIONE DI TUTTE LE


TIPOLOGIE CONTRATTUALI CHE SI BASANO SU PRESTAZIONI
ENERGETICHE ENERGETICHE (FINANZIAMENTO TRAMITE TERZI, LINEE DI
CREDITO AGEVOLATE, CONTRATTI GESTIONE CALORE CON GARANZIA DI
RISULTATO,…
RISULTATO,…)

wSTRUMENTO PER ATTIVARE IL VOLANO DEL RISPARMIO ENERGETICO


LEGATO AI DM LUGLIO 2004 (TITOLI DI EFFICIENZA ENERGETICA)
ENERGETICA)

GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

A CHI SERVONO GLI AUDIT ENERGETICI


ENERGET

LE DIAGNOSI ENERGETICHE CONSENTONO DI RAGGIUNGERE UNA


CONOSCENZA DEI CONSUMI ENERGETICI DEGLI EDIFICI , CHE RISULTA
ESSENZIALE PER INDIVIDUARE LE MODALITA’
MODALITA’ DI INTERVENTO POSSIBILI E
QUELLE PIU’
PIU’ EFFICIENTI.

TUTTO CIO’
CIO’ CONSENTE DI EFFETTUARE STUDI DI FATTIBILITA’
FATTIBILITA’ ATTENDIBILI
E DI SCRIVERE BUSINESS PLAN PIU’
PIU’ ACCETTABILI.

LO SCOPO PRINCIPALE DELLA DIAGNOSI E’


E’ QUELLO DI RENDERE PIU’
PIU’
EFFICACE:

¾LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA


SUL SISTEMA EDIFICIO – IMPIANTO;

¾L’INDIVIDUAZIONE DI AZIONI DI PIANIFICAZIONE E REGOLAZIONE

57
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

LE DIAGNOSI ED IL RUOLO DELLA P.A.

LE REGIONI E GLI ENTI LOCALI DOVREBBERO AVERE DEI


COMPORTAMENTI ESEMPLARI E POTREBBERO DESTINARE RISORSE
ECONOMICHE PER ATTIVARE IL MERCATO.

GLI AUDIT ENERGETICI POTREBBERO ESSERE RICHIESTI COME REQUISITO


OBBLIGATORIO PER ACCEDERE AD INCENTIVI E PREMIALITA’ PREMIALITA’
SFRUTTANDO L’L’OCCASIONE PER RACCOGLIERE DATI CON CUI METTERE A
PUNTO INDICATORI UTILI, PER LE CONSEGUENTI AZIONI DI PIANIFICAZIONE
PIANIFICAZIONE
.

UN’
UN’ALTRA AZIONE UTILE PER IL MERCATO E’ E’ L’AZIONE DI
SENSIBILIZZAZIONE SUI CITTADINI,
CITTADINI, SUI VANTAGGI DERIVANTI DALLA
EFFETTUAZIONE DI AUDIT ENERGETICI.

GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

IL RUOLO DEGLI AUDIT ENERGETICI È STRANAMENTE SOTTOVALUTATO


AI FINI DELLA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA NONOSTANTE LA SUA
ESPLICITA PREVISIONE SIA NELLE LEGGI NAZIONALI CHE REGIONALI.

VICEVERSA, SE SI VUOLE DARE UN CONTRIBUTO FORTE ALLA


LEGISLAZIONE SULL’
SULL’EFFICIENZA ENERGETICA IN EDILIZIA, OCCORRE
RIBADIRE,
RIBADIRE, L'IMPORTANZA DI TALE STRUMENTO CHE È DECISAMENTE
PIÙ
PIÙ ELEVATA PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI DI
EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DELLA STESSA CLASSIFICAZIONE
ENERGETICA DELL'EDIFICIO.

58
GLI AUDIT ENERGETICI E LA
LEGISLAZIONE COGENTE

GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

OCCORRE RICORDARE QUANTO PREVISTO IN ALCUNI IMPORTANTI PUNTI


CHE RIGUARDANO L'OBBLIGO DI DOTARSI DELL "ATTESTATO
"ATTESTATO DI
CERTIFICAZIONE ENERGETICA”
ENERGETICA”

IN TALE CONTESTO GIOCA UN RUOLO FONDAMENTALE IL CONCETTO DI


"DIAGNOSI ENERGETICA" CHE TROVA SPAZIO SIA COME DOCUMENTO
AUTONOMO A CORREDO DI IMPORTANTI CONTRATTI QUALI AD ESEMPIO
QUELLI DI "SERVIZIO ENERGIA"
ENERGIA" O A SUPPORTO DELLE DECISIONI DELLE
ASSEMBLEE CONDOMINIALI ( ART. 26 LEGGE 10/91) MA CHE DEVE SEMPRE
ACCOMPAGNARE L'ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE IN QUANTO DEVE
CONTENERE LE RACCOMANDAZIONI PER IL MIGLIORAMENTO DEL
RENDIMENTO ENERGETICO ANCHE IN TERMINI DI COSTI-
COSTI-BENEFICI

59
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

LA DIAGNOSI ENERGETICA NELLA LEGISLAZIONE NAZIONALE


LA DIRETTIVA CEE 2002/91/CE

PER "ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA"


ENERGETICA" LA DIRETTIVA
INTENDE UN DOCUMENTO A CONTENUTO PURAMENTE INFORMATIVO
CHE CONSENTA AI CONSUMATORI DI VALUTARE E RAFFRONTARE LA
PRESTAZIONE ENERGETICA DELL'EDIFICIO E CHE CONTENGA
RACCOMANDAZIONI PER IL SUO MIGLIORAMENTO IN TERMINI DI COSTI-
COSTI-
BENEFICI.

LA NORMA È CHIARA E NON LASCIA SPAZIO AD INTERPRETAZIONI.


INTERPRETAZIONI.
L'ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA CONSTA DI DUE ELEMENTI
ENTRAMBI ESSENZIALI ALLO SCOPO.

GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

LA DIAGNOSI ENERGETICA NELLA LEGISLAZIONE NAZIONALE


IL RECEPIMENTO A LIVELLO NAZIONALE
D.L.gs.vo N. 192/05 ART. 9 COMMA 3 BIS

LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN


ACCORDO PREDISPONGONO ENTRO IL 31 DICEMBRE 2008 UN
PROGRAMMA DI SENSIBILIZZAZIONE E RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA
DEL PARCO IMMOBILIARE TERRITORIALE SVILUPPANDO IN
PARTICOLARE ALCUNI DEI SEGUENTI ASPETTI:

LA REALIZZAZIONE DI CAMPAGNE DI INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE DEI


CITTADINI, ANCHE IN COLLABORAZIONE CON LE IMPRESE DISTRIBUTRICI DI
ENERGIA ELETTRICA E GAS, IN ATTUAZIONE DEI DECRETI 20 LUGLIO 2004
2004
CONCERNENTI L’
L’EFFICIENZA ENERGETICA NEGLI USI FINALI;

L’ATTIVAZIONE DI ACCORDI CON LE PARTI SOCIALI INTERESSATE ALLA


MATERIA;

60
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

LA DIAGNOSI ENERGETICA NELLA LEGISLAZIONE NAZIONALE


IL RECEPIMENTO A LIVELLO NAZIONALE
D.L.gs.vo N. 192/05 ART. 9 COMMA 3 BIS

L’APPLICAZIONE DI UN SISTEMA DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA COERENTE


CON I PRINCIPI GENERALI DEL DECRETO LEGISLATIVO;

LA REALIZZAZIONE DI DIAGNOSI ENERGETICHE A PARTIRE DAGLI EDIFICI


PRESUMIBILMENTE A PIÙ
PIÙ BASSA EFFICIENZA;

LA DEFINIZIONE DI REGOLE COERENTI CON I PRINCIPI GENERALI DEL DECRETO


DECRETO
LEGISLATIVO PER EVENTUALI SISTEMI DI INCENTIVAZIONE LOCALI;

LA FACOLTÀ
FACOLTÀ DI PROMUOVERE, CON ISTITUTI DI CREDITO, DI STRUMENTI DI
FINANZIAMENTO AGEVOLATO DESTINATI ALLA REALIZZAZIONE DEGLI
INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO INDIVIDUATI CON LE DIAGNOSI ENERGETICHE
ENERGETICHE
NELL’
NELL’ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA, O IN OCCASIONE DELLE
ATTIVITÀ
ATTIVITÀ ISPETTIVE .

GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

LA DIAGNOSI ENERGETICA NELLA LEGISLAZIONE NAZIONALE


D.L.gs.vo 30/05/08 N. 115 CAPO V MISURE DI ACCOMPAGNAMENTO ART. 18
DIAGNOSI ENERGETICHE E CAMPAGNE DI INFORMAZIONE

¾ LA DIAGNOSI ENERGETICA COSTITUISCE UN SERVIZIO ENERGETICO,


ENERGETICO, E SI
CONSIDERA EQUIVALENTE AD UNA CERTIFICAZIONE ENERGETICA;

¾ ENEA DEFINISCE LE MODALITÀ


MODALITÀ CON CUI ASSICURA LA DISPONIBILITÀ
DISPONIBILITÀ DI SISTEMI
DI DIAGNOSI ENERGETICA EFFICACI E DI ALTA QUALITÀ
QUALITÀ DESTINATI A
INDIVIDUARE EVENTUALI MISURE DI MIGLIORAMENTO DELL'EFFICIENZA
ENERGETICA;

¾ ENEA DEFINISCE ALTRE MISURE QUALI I QUESTIONARI E PROGRAMMI


INFORMATICI DISPONIBILI SU INTERNET O INVIATI PER POSTA, GARANTENDO
COMUNQUE LA DISPONIBILITÀ
DISPONIBILITÀ DELLE DIAGNOSI ENERGETICHE PER I SEGMENTI
DI MERCATO IN CUI ESSE NON SONO COMMERCIALIZZATE-
COMMERCIALIZZATE-

61
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

• NUOVA INSTALLAZIONE DI IMPIANTI TERMICI


• RISTRUTTURAZIONE INTEGRALE DI IMPIANTI
TERMICI
• SOSTITUZIONI DI GENERATORI DI CALORE
Pn ≥ 100 kW
ART. 4 COMMA 5 D.P.R. 02/04/09 N. 59

GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI


REQUISITO PRESCRITTIVO
ART. 4 COMMA 5 D.P.R. 02/04/09 N. 59

OBBLIGO DI ALLEGARE ALLA RELAZIONE TECNICA UNA


DIAGNOSI ENERGETICA DELL’
DELL’EDIFICIO E DELL’
DELL’IMPIANTO
IMPIANTO
NELLA QUALE SI INDIVIDUANO GLI INTERVENTI DI RIDUZIONE
DELLA SPESA ENERGETICA, I RELATIVI TEMPI DI RITORNO
DEGLI INVESTIMENTI, E I POSSIBILI MIGLIORAMENTI DI
CLASSE DELL’
DELL’EDIFICIO NEL SISTEMA DI CERTIFICAZIONE
ENERGETICA IN VIGORE, E SULLA BASE DELLA QUALE SONO
STATE DETERMINATE LE SCELTE IMPIANTISTICHE CHE SI
VANNO A REALIZZARE.

62
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

LA PROCEDURA DI CERTIFICAZIONE DEL DM 26 GIUGNO 2009

LA PROCEDURA DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI


COMPRENDE IL COMPLESSO DI OPERAZIONI SVOLTE DAI SOGGETTI
CERTIFICATORI ED IN PARTICOLARE:

1.L
1.L’ESECUZIONE DI UNA DIAGNOSI, O DI UNA VERIFICA DI PROGETTO,
FINALIZZATA ALLA DETERMINAZIONE DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA
DELL’
DELL’IMMOBILE E ALL’
ALL’INDIVIDUAZIONE DEGLI INTERVENTI DI
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA CHE RISULTANO ECONOMICAMENTE
CONVENIENTI E COMPRENDE:

a) IL REPERIMENTO DEI DATI DI INGRESSO, RELATIVAMENTE ALLE


CARATTERISTICHE CLIMATICHE DELLA LOCALITÀ
LOCALITÀ, ALLE
CARATTERISTICHE DELL’
DELL’UTENZA, ALL’
ALL’USO ENERGETICO
DELL’
DELL’EDIFICIO E ALLE SPECIFICHE CARATTERISTICHE
DELL’
DELL’EDIFICIO E DEGLI IMPIANTI, AVVALENDOSI, IN PRIMO LUOGO
DELL’
DELL’ATTESTATO DI QUALIFICAZIONE ENERGETICA

GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

LA PROCEDURA DI CERTIFICAZIONE DEL DM 26 GIUGNO 2009

b) LA DETERMINAZIONE DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA MEDIANTE


APPLICAZIONE DI APPROPRIATA METODOLOGIA;

c) L’INDIVIDUAZIONE DELLE OPPORTUNITÀ


OPPORTUNITÀ DI INTERVENTO PER IL
MIGLIORAMENTO DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA IN RELAZIONE
ALLE SOLUZIONI TECNICHE PROPONIBILI, AI RAPPORTI COSTI-COSTI-
BENEFICI E AI TEMPI DI RITORNO DEGLI INVESTIMENTI NECESSARI A
REALIZZARLE;

63
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

LA PROCEDURA DI CERTIFICAZIONE DEL DM 26 GIUGNO 2009

1.
2. LA CLASSIFICAZIONE DELL’
DELL’EDIFICIO IN FUNZIONE DEGLI INDICI DI
PRESTAZIONE ENERGETICA DI CUI ALLA LETTERA B), DEL PUNTO 1, E IL
SUO CONFRONTO CON I LIMITI DI LEGGE E LE POTENZIALITÀ
POTENZIALITÀ DI
MIGLIORAMENTO IN RELAZIONE AGLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE
INDIVIDUATI;

3. IL RILASCIO DELL’
DELL’ATTESTATO DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA.

LE MODALITÀ
MODALITÀ ESECUTIVE DELLA DIAGNOSI POSSONO ESSERE DIVERSE E
COMMISURATE AL LIVELLO DI COMPLESSITÀ
COMPLESSITÀ DELLA METODOLOGIA DI
CALCOLO UTILIZZATA PER LA VALUTAZIONE DELLA PRESTAZIONE
ENERGETICA.

DA QUI NECESSITA’
NECESSITA’ DI UNA TS O LINEA GUIDA UNI - CTI

IMPEGNO

PROGETTI DI NORMA TECNICA IN CORSO


GLI AUDIT ENERGETICI AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI
EDIFICI

UNI TS …..O LINEA GUIDA?

64
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

LA NORMA DOVRA’
DOVRA’ STABILIRE

LE DEFINIZIONI …TRA CUI


COSA E’
E’ UN AUDIT ENERGETICO

PER AUDIT ENERGETICO SI INTENDE UNA PROCEDURA SISTEMATICA


VOLTA A FORNIRE UNA ADEGUATA CONOSCENZA DEI FABBISOGNI
ENERGETICI E LA INDIVIDUAZIONE E QUANTIFICAZIONE DELLE
OPPORTUNITÀ
OPPORTUNITÀ DI MIGLIORAMENTO DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA
SOTTO IL PROFILO COSTI-
COSTI-BENEFICI.

GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

I PUNTI ESSENZIALI DI UN AUDIT ENERGETICO

A. FINALITÀ
FINALITÀ

L'ESECUZIONE DI UN AUDIT ENERGETICO DEL SISTEMA EDIFICIO-


EDIFICIO-IMPIANTO
È FINALIZZATO ALLA DETERMINAZIONE DEL FABBISOGNO ENERGETICO
DELL'EDIFICIO, DELLO STATO DELL’
DELL’INVOLUCRO EDILIZIO E
DELL'IMPIANTISTICA ASSERVITA ED ALLA DETERMINAZIONE DELLE
POSSIBILI SOLUZIONI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEL SISTEMA
EDIFICIO-
EDIFICIO-IMPIANTO PER LA RIDUZIONE DEI FABBISOGNI DI ENERGIA
PRIMARIA.

B.MODALITA
B.MODALITA’’ DI SOPRALLUOGO E RILIEVO DEI DATI ;

C. MODALITA’
MODALITA’ DI ACQUISIZIONE DEI CONSUMI STORICI;

D. FABBISOGNO DELL'INVOLUCRO EDILIZIO (FABBISOGNO DI ENERGIA


NETTA O UTILE);

65
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

E. FABBISOGNI DI ENERGIA PRIMARIA

F. SIMULAZIONI ( MODELLO STAZIONARIO O DINAMICO?)

I DATI DETERMINATI DAL MODELLO DI SIMULAZIONE FINALE DEL SISTEMA


EDIFICIO/IMPIANTO RESI CONGRUENTI CON I CONSUMI STORICI SARANNO
ALLA BASE DELLE SIMULAZIONI RELATIVE AI POSSIBILI INTERVENTI DI
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA. TALI SIMULAZIONI SARANNO
EFFETTUATE PER TUTTI GLI INTERVENTI TECNICAMENTE IPOTIZZABILI E
CHE ECONOMICAMENTE POSSONO ESSERE REALIZZATI NELL'EDIFICIO.
NELL'EDIFICIO.

GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

G. DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI

SULLA BASE DELLE SIMULAZIONI E TENENDO CONTO DELLE INDICAZIONI


RILEVATE DURANTE IL SOPRALLUOGO SARANNO INDIVIDUATI TUTTI I
POSSIBILI INTERVENTI SUL SISTEMA EDIFICIO-
EDIFICIO- IMPIANTO EFFETTIVAMENTE
REALIZZABILI, PER QUESTI SARÀ
SARÀ STIMATO UN PREZZO INDICATIVO DI
REALIZZAZIONE ED IL RELATIVO BENEFICIO IN TERMINI DI RISPARMIO
ENERGETICO/ECONOMICO. SI DOVRANNO ANCHE INDICARE GLI
EVENTUALI BENEFICI FISCALI E LE FONTI DI FINANZIAMENTO DISPONIBILI
DISPONIBILI
IN AMBITO EUROPEO,NAZIONALE E REGIONALE .

H. INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA CONSIGLIATI

TRA TUTTI GLI INTERVENTI CHE TECNICAMENTE SONO STATI INDIVIDUATI


SARANNO INDICATI COME CONSIGLIATI I SOLI INTERVENTI CHE SI
RITENGONO REALIZZABILI SULLA BASE DEL CONFRONTO DEGLI
INDICATORI ECONOMICI E DI REALIZZABILITÀ
REALIZZABILITÀ DEGLI INTERVENTI.

66
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

I. INDIVIDUAZIONE DELLA FUTURA CLASSE DI CERTIFICAZIONE

SULLA BASE DEI RISULTATI DERIVANTI DALLA SIMULAZIONE FINALE CHE


TIENE CONTO SOLAMENTE DEGLI INTERVENTI "CONSIGLIATI O SUGGERITI"
SI INDIVIDUANO GLI EVENTUALI CAMBIAMENTI DI CLASSE DELL'EDIFICIO
ANALIZZATO INDICANDO LA NUOVA IPOTETICA CLASSE DOPO
L'EFFETTUAZIONE DEGLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE.

J. MODALITÀ
MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DEI RISULTATI

I RISULTATI DELLE DIAGNOSI ENERGETICHE, LA CUI SINTESI VA


RIPORTATA NELLA SECONDA PARTE DELL'ATTESTATO SOTTO FORMA DI
RACCOMANDAZIONI, DEVONO ESSERE ELABORATI E TRADOTTI IN
DESCRIZIONI DELL'INTERVENTO CHE POSSANO ESSERE INTERPRETATE
DAL PROPRIETARIO DELL'IMMOBILE PER PROCEDERE ALLA EVENTUALE
SUCCESSIVA FASE DI REALIZZAZIONE.

LA DIAGNOSI ENERGETICA AI FINI DELLA


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

L. BASI DI VALUTAZIONE ENERGETICA (METODO DI CALCOLO NON


STANDARDIZZATO, MA ADATTATO ALL’
ALL’UTENZA)

¾CLIMATIZZAZIONE INVERNALE

¾PRODUZIONE DI ACQUA CALDA AD USI IGIENICO – SANITARI

¾VENTILAZIONE

¾CLIMATIZZAZIONE ESTIVA

¾ILLUMINAZIONE

67
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

LE FASI DA PREVEDERE

¾OBIETTIVI GENERALI DELLA DIAGNOSI (DESCRIZIONE DELLO SCOPO E


PRECISAZIONE DEL LIVELLO DI APPROFONDIMENTO DA RAGGIUNGERE,
PREDIAGNOSI, DETTAGLIATA);

¾ACQUISIZIONE DEI DATI DISPONIBILI (PROGETTI, RELAZIONI TECNICHE, MODALITÀ


MODALITÀ
CONTRATTUALI DI FORNITURA DELL’DELL’ENERGIA, ANALISI DEI CONSUMI STORICI
RIPARTITI PER VETTORE, DATI CLIMATICI REALI DEL SITO);

¾ACQUISIZIONE DATI MEDIANTE RILIEVO DEL SISTEMA EDIFICIO- EDIFICIO-IMPIANTO


(CONTESTO TERRITORIALE, ASPETTI TIPOLOGICI E DISTRIBUTIVI, CARATTERISTICHE
CARATTERISTICHE
COSTRUTTIVE, DATI GEOMETRICI, DESCRIZIONE IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE
CLIMATIZZAZIONE E
SANITARI, DESCRIZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI ASSERVITI ALL’
ALL’ILLUMINAZIONE,
AL CONDIZIONAMENTO INVERNALE ED ESTIVO);

¾BILANCIO ENERGETICO DI RIFERIMENTO ELABORATO SULLA BASE DI UN


MODELLO DI CALCOLO;

¾INDIVIDUAZIONE CRITICITÀ
CRITICITÀ MEDIANTE L’L’ANALISI DEI RISULTATI E DELLE
INDICAZIONI OTTENUTE DAL BILANCIO ENERGETICO.

GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

¾PRIMA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE DA VALUTARE;

¾DEFINIZIONE DEI FLUSSI ENERGETICI CHE POSSONO DETERMINARSI


SUCCESSIVAMENTE ALLA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI,
INTERVENTI, CON
QUANTIFICAZIONE DEL RISPARMIO ENERGETICO OTTENIBILE;

¾ANALISI ECONOMICA DEGLI INTERVENTI, ATTRAVERSO LA DEFINIZIONE DEGLI DEGLI


SCENARI (PER CIASCUN INTERVENTO SULLA BASE DEI COSTI E DEI RISPARMI
STIMATI È NECESSARIO VALUTARE I TEMPI DI RITORNO DELL’
DELL’INVESTIMENTO);

¾EVENTUALE CALCOLO DELLE EMISSIONI DI CO2 EVITATE (UTILIZZANDO FATTORI DI


EMISSIONE STANDARDIZZATI) PER LA QUANTIFICAZIONE DELLE ESTERNALIT
ESTERNALITÀ
AMBIENTALI EVITATE.

68
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

LE FASI DETTAGLIATE

I FASE: RILIEVI E CALCOLO DEL FABBISOGNO ENERGETICO


CONVENZIONALE

RILIEVO DELLE CARATTERISTICHE GEOMETRICHE E TERMOFISICHE DEGLI


ELEMENTI CHE DELIMITANO L’ L’INVOLUCRO (TRASMITTANZA, CAPACITÀ
CAPACITÀ TERMICA,
TIPOLOGIA DI MATERIALE, PONTI TERMICI,…
TERMICI,…) CALCOLO DEL FABBISOGNO;

II FASE: VALUTAZIONE DEI DATI E CONFRONTO DEGLI STESSI CON I


VALORI “NORMALI”
NORMALI” (DIAGNOSI VERA E PROPRIA)

CONFRONTO FRA I DATI RILEVATI O ELABORATI E QUELLI "NORMALI" INTENDENDO


PER TALI QUELLI CHE ESPRIMONO LE CARATTERISTICHE ENERGETICHE DI UN
SISTEMA EDIFICIO-
EDIFICIO-IMPIANTO “IN BUONA SALUTE”
SALUTE”.

GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

III FASE: SIMULAZIONE DEGLI INTERVENTI DI RISPARMIO ENERGETICO

LA SIMULAZIONE DI DIVERSI INTERVENTI DI RISPARMIO ENERGETICO, O DI


INTERVENTI DI QUALITÀ
QUALITÀ DIVERSA, CONSENTE DI STILARE UNA
GRADUATORIA DI CONVENIENZA BASATA SUL RAPPORTO FRA COSTO
DELL’
DELL’INTERVENTO E BENEFICI IN TERMINI DI MINOR CONSUMO RISPETTO
ALLA SITUAZIONE INIZIALE DI RIFERIMENTO.

IV FASE: SCELTA DEGLI INTERVENTI DA ESEGUIRE E DEFINIZIONE DI UN


PIANO FINANZIARIO

CON I CRITERI ESPOSTI ALLA FASE PRECEDENTE, SI SCELGONO GLI


INTERVENTI DA ESEGUIRE E SE NE EFFETTUA LA PROGETTAZIONE
ESECUTIVA. SI DETERMINANO I COSTI DELL’
DELL’INTERVENTO E SI CALCOLA LA
QUOTA ANNUA DI AMMORTAMENTO.

69
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

V FASE: CERTIFICAZIONE ENERGETICA DELL’


DELL’EDIFICIO O DELL’
DELL’UNITÀ
UNITÀ
IMMOBILIARE

UNA VOLTA ESEGUITI GLI INTERVENTI PREVISTI DALLA DIAGNOSI, I DATI


DATI
FORNITI DALLA SIMULAZIONE POSSONO ESSERE ACQUISITI E RIPORTATI
NELLA CERTIFICAZIONE ENERGETICA.

GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA


RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

DATI NECESSARI PER IL CALCOLO DEL FABBISOGNO ENERGETICO

ƒ Volume interno dello spazio riscaldato;


ƒSuperfici dei componenti dell’
dell’involucro e della struttura edilizia;
CARATTERISTICHE TIPOLOGICHE ƒ Tipologie e dimensioni dei ponti termici;
DELL’
DELL’EDIFICIO ƒOrientamenti dei componenti dell’
dell’involucro edilizio;
ƒCoefficienti di ombreggiatura dei componenti trasparenti
dell’
dell’involucro edilizio.

ƒ Trasmittanze termiche dei componenti dell’


dell’involucro edilizio;
ƒCapacità
Capacità termiche areiche dei componenti della struttura
dell’
dell’edificio;
CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE ƒTrasmittanze di energia solare totale dei componenti trasparenti
dell’
dell’involucro edilizio;
DELL’
DELL’EDIFICIO ƒ Coefficienti di riduzione dovuti al telaio dei componenti
trasparenti dell’
dell’involucro edilizio;
ƒCoefficienti di trasmissione lineare dei ponti termicii.
termicii.

DATI CLIMATICI ƒ Medie mensili delle temperature esterne;


ƒ irraggiamento solare totale mensile per ciascun orientamento.
ƒTemperatura interna;
ƒ Numero di ricambi d’d’aria;
MODALITA’
MODALITA’ DI OCCUPAZIONE E DI ƒ Durata del periodo di riscaldamento;
UTILIZZO ƒ Modalità
Modalità di gestione degli schermi;
ƒ Apporti di calore interni medi.

70
GLI AUDIT ENERGETICI COME STRUMENTO AI FINI DELLA
RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

LE CRITICITA’
CRITICITA’

¾COSTO DELLA DIAGNOSI

¾OPPORTUNITÀ
OPPORTUNITÀ DI REALIZZARE UNA DIAGNOSI;

¾SCARSITÀ
SCARSITÀ DELLA DOCUMENTAZIONE ESISTENTE (POSSIBILITÀ
(POSSIBILITÀ DI
SOSTITUZIONE CON INDAGINI INVASIVE O NON INVASIVE;

¾QUALI INTERVENTI – SCELTA DELLE PRIORITÀ


PRIORITÀ (ANCHE IN FUNZIONE DEL
BUDGET DI RIFERIMENTO A DISPOSIZIONE);

¾REPERIMENTO DEI FONDI NECESSARI AGLI INTERVENTI.

DIAGNOSI E
CERTIFICAZIONE
ENERGETICA
DEGLI EDIFICI

71
ESEMPIO DI APPLICAZIONE
RELATIVA AD INTERVENTI DI
RIQUALIFICAZIONE
ENERGETICA SU EDIFICI
ESISTENTI

VALUTAZIONE COSTI-
COSTI-BENEFICI DEGLI INTERVENTI PROPOSTI

CONFRONTO DEL V.A.N. TRA GLI INTERVENTI PROPOSTI


VAN = FC . FA – Io
CONFINAMENTO DEI CORPI SCALA
permette di valutare se i benefici
160.000,00
COIBENTAZIONE INTERNA
ripagano l’
l’investimento iniziale
140.000,00

120.000,00
RIVESTIMENTO ESTERNO FC=Flusso di cassa
100.000,00
CAPPOTTO Inteso come serie di benefici disponibili
nei vari anni j di durata
80.000,00 COIBENTAZIONE INTERNA SENZA B. V. dell’
dell’investimento
60.000,00 SERRAMENTI IN ALLUMINIO A TAGLIO FA=Fattore di Annualità
Annualità
TERMICO
40.000,00 DOPPIO SERRAMENTO tabellato in funzione di i ed n
20.000,00
Io=Investimento Iniziale
CALDAIA A CONDENSAZIONE E
0,00 COLLETTORI A BATTISCOPA
INTERVENTI POMPA DI CALORE E VENTILCONVETTORI

CONFRONTO DEL T.R.A. TRA GLI INTERVENTI PROPOSTI

TRA=Io/FC
TRA=Io/FC CONFINAMENTO DEI CORPI SCALA
25,00
COIBENTAZIONE INTERNA
rappresenta il numero di anni
20,00 RIVESTIMENTO ESTERNO
occorrenti per recuperare il capitale
investito CAPPOTTO
15,00
COIBENTAZIONE INTERNA SENZA B. V.

10,00 SERRAMENTI IN ALLUMINIO A TAGLIO


TERMICO
DOPPIO SERRAMENTO
5,00
CALDAIA A CONDENSAZIONE E
COLLETTORI A BATTISCOPA
0,00
POMPA DI CALORE E VENTILCONVETTORI
INTERVENTI

72
RISULTATI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA
DI EDIFICI ESISTENTI

CERTIFICAZIONE STANDARDIZZATA E SUI CONSUMI DI ESERCIZIO CON GLI INTERVENTI ESEGUITI

CERTIFICAZIONE STANDARDIZZATA RELATIVA ALL’


ALL’EDIFICO CON GLI INTERVENTI ESEGUITI

GRAZIE PER L’ATTENZIONE

VINCENZO LATTANZI

73
LE NORME UNI/TS 11300 QUALE SISTEMA NAZIONALE DI RIFERIMENTO PER LA CERTIFICAZIONE
ENERGETICA DEGLI EDIFICI E LA MISURA DELLA LORO SOSTENIBILITÀ

I protocolli per la

SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE:

il contributo del CTI

Ing. Marco Piana

I protocolli per la SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE

INDICE

1. Gli strumenti operativi


2. Sviluppo SOSTENIBILE
3. Esempi di EPD per prodotti da costruzione
4. Il contributo del CTI

74
I protocolli per la SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE

1. STRUMENTI OPERATIVI

Direttiva 89/106/CE (CPD) Æ da Direttiva a Regolamento CE (CPR)


ECO-LABEL
Direttiva 2009/125/CE : ECODESIGN
GPP - Green Public Procurement
CEN/TC 350
LEED
PROTOCOLLO ITACA
UNI GL4 Sostenibilità in edilizia

DIRETTIVA PRODOTTI DA COSTRUZIONE

da CPD a CPR

Proposta di REGOLAMENTO del PARLAMENTO EUROPEO che fissa


CONDIZIONI ARMONIZZATE PER LA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI DA COSTRUZIONE
sostituirà la DIRETTIVA 89/106

REQUISITI ESSENZIALI

N 3 : IGIENE, SALUTE E AMBIENTE …aggiunta di un ulteriore requisito


Le costruzioni devono essere concepite e costruite
in modo da non rappresentare una minaccia per N 7 :USO SOSTENIBILE DELLE RISORSE
l’igiene o la salute degli occupanti…da non NATURALI
esercitare un impatto eccessivo, per tutto il loro
Le costruzioni devono essere concepite, costruite
ciclo sulla qualità dell’ambiente… in particolare a
e demolite in modo che l’uso delle risorse sia
causa di uno dei seguenti eventi:
sostenibile e garantisca quanto segue:
b) Emissione di sostanze pericolose, composti
a) La riciclabilità delle costruzioni, dei loro
organici volatili (VOC), gas a effetto serra o
materiali e delle loro parti dopo demolizione,
particolato pericoloso nell’aria interna o esterna;
b) La durata delle costruzioni,
c) Emissione di sostanze pericolose nel’acqua
potabile, nelle falde freatiche, nelle acque o nel c) L’uso nelle costruzioni di materie prime e
suolo marino, secondarie ecologicamente compatibili.
75
ECO-LABEL

Certificazione di prodotto – TIPO I (ISO 14024)

L’ECOLABEL è uno strumento ad ADESIONE VOLONTARIA che viene concesso a quei prodotti e servizi
che rispettano criteri ecologici e prestazionali stabiliti a livello europeo.
Marchio Ecolabel : Reg. (CE) n° 66/2010 del 25 novembre 2009 relativo al marchio di qualità ecologica
dell’Unione europea (Ecolabel UE) - G.U.U.E.n. 27 del 30 gennaio 2010
(Tale regolamento abroga il precedente Reg. (CE) n. 1980/2000, ed è entrato in vigore il 19 febbraio 2010)
In edilizia il campo di azione del marchio è limitato ad alcune categorie di prodotti:
PITTURE E VERNICI - TESSUTI DI CARTA - COPERTURE DURE PER PAVIMENTI (PIASTRELLE)

ISPRA, di concerto con il Comitato Ecolabel-Ecoaudit e su mandato della Commissione


Europea, sta definendo i criteri Ecolabel europeo per il Gruppo di Prodotti Edifici.

Stato di avanzamento: SECOND DRAFT CRITERIA - novembre 2009

Progetto di lavoro per stabilire criteri per la concessione del marchio Ecolabel europeo ad un
possibile gruppo di prodotti “Edifici” : certificazione ambientale volontaria e complementare a
quella energetica obbligatoria esistente (in Italia prevista dai D.Lgs.192/05 e s.m.i. - recepimento
della direttiva 2002/9/CE che stabilisce requisiti di prestazione energetica per gli edifici)

BUILDINGS ECO-LABEL

SECOND DRAFT CRITERIA – novembre 2009

DEFINIZIONE DEL GRUPPO DI PRODOTTI

Product group definition for “buildings” shall comprise: “buildings considered in their
entirety, as well as small houses, new or existing, public or private, used for residential
purpose and for use as offices”.
From the definition individual apartments and flats in a building are excluded
New buildings include also major refurbishments (modifications of non-structural and structural
elements)

Existing buildings include also renovations ( modifications of non-structural elements)


Residential purpose is meant as for dwelling purpose.
Use as offices is meant to be the use of the building for administrative, bureaucratic and
educational activities of a public or private nature.

SOTTOGRUPPI:
New buildings/major refurbishments : Residential - Offices - Schools
Existing buildings/renovations : Residential - Offices - Schools

76
BUILDINGS ECO-LABEL

…second background report…

Iniziative internazionali N° criteri


criteria
BREEAM 101
BREEAM ECOHOMES 2006 25
CASBEE FOR HOME 2007 75
CASBEE NC 2008 106
GPP - EnvCrit 32
iiSBE - SBT 137
ISPRA 26
LEED FOR HOMES 2008 43
CEN/TC 350 14
CPD 17
Swan-labelling of Small houses 57
TOTAL 633

BUILDINGS ECO-LABEL

SECOND DRAFT CRITERIA – novembre 2009

L’ECOLABEL è un sistema a PUNTEGGIO che viene


assegnato ad ogni criterio in funzione della relativa
importanza. ALLEGATO 1 NEW BUILDINGS
Sezione A : criteri obbligatori
Sezione B : criteri volontari
ALLEGATO 2 EXISTING BUILDINGS
Criteri Criteri
Sezione C : criteri obbligatori
obbligatori volontari
Sezione D : criteri volontari
Edifici nuovi 42 31

Edifici esistenti 31 41

77
BUILDINGS ECO-LABEL
CRITERI: SECOND DRAFT CRITERIA – novembre 2009
NEW BUILDING EXISTING BUILDING
DOCUMENTATION 3 DOCUMENTATION 3
EMISSION TO SOIL 1 EMISSION TO SOIL 1
EMISSION TO WATER 1 EMISSION TO WATER 1
ENERGY 6 ENERGY 5
FACILITIES PROVIDED 3 FACILITIES PROVIDED 1
FITNESS FOR USE 2 FITNESS FOR USE 3
HEALTH AND WELL-BEING 11 HEALTH AND WELL-BEING 10
IMPACTS ON SITE 2 IMPACTS ON SITE 1
MATERIALS 4 MATERIALS 3
OPERATION & MAINTENANCE 2 WASTE MANAGEMENT 1
PLANNING-PROJECT 2 WATER CONSUMPTION AND MANAGEMENT 2
WASTE MANAGEMENT 1 Totale criteri obbligatori 31
WATER CONSUMPTION AND MANAGEMENT 4 EMISSION TO ATMOSPHERE 2
Totale criteri obbligatori 42 ENERGY 4
EMISSION TO ATMOSPHERE 2 FACILITIES PROVIDED 4
ENERGY 3 HEALTH AND WELL-BEING 5
FACILITIES PROVIDED 2 MATERIALS 8
HEALTH AND WELL-BEING 4 PLANNING-PROJECT 9
MATERIALS 9 WASTE MANAGEMENT 1
PLANNING-PROJECT 7 WATER CONSUMPTION AND MANAGEMENT 4
IMPACT OF SITE 1 IMPACT OF SITE 2
WATER CONSUMPTION AND MANAGEMENT 2 OPERATION & MAINTENANCE 2
WASTE MANAGEMENT 1 Totale criteri volontari 41
Totale criteri volontari 31 Totale criteri 72
Totale criteri 73

BUILDINGS ECO-LABEL

VALIDITA’ CRITERI E LINCENZA MARCHIO ECOLABEL

Validity of criteria + transitional period = use of the logo


Approccio differente a seconda che si tratti di nuovi edifici o di edifici esistenti:

Æ New buildings/major refurbishments


Validità licenza : 5 anni
Periodo di transizione: 2 anni
Uso del marchio ECOLABEL = ( 5 anni + 2 anni periodo di trans. ) + 2 volte rinnovabile Æ 19 anni totale
Il rinnovo avviene rispettando i criteri per NEW BUILDINGS relativi alla sola FASE IN USO
DOPO 2 RINNOVI L’EDIFICIO DOVRA’ ESSERE CONFORME A TUTTI I CRITERI INDIVIDUATI PER
“EXISTING BUILDINGS”

Æ Existing buildings/renovations
Validità licenza : 5 anni
Periodo di transizione: 2 anni
Uso del marchio ECOLABEL = 5 anni + 2 anni periodo di transizione Æ 7 anni totale
Il rinnovo avviene rispettando tutti i criteri per “EXISTING BUILDINGS”

78
DIRETTIVA 2009/125/CE

ECODESIGN e MARCATURA CE di “prodotti connessi all’energia”

relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti
connessi all'energia
La 2009/125/CE modifica e integra la 2005/32/CE estendendo il campo di applicazione e superando il concetto di “prodotto
che consuma energia” a favore di un nuovo e più ampio concetto di “beni (prodotti) connessi all’energia”.
Oltre ai prodotti che utilizzano, producono, trasferiscono o misurano energia, la direttiva si riferisce anche a determinati
altri prodotti connessi all’energia, compresi ad esempio materiali da costruzione, quali finestre e materiali isolanti, e
alcuni prodotti che utilizzano l’acqua, quali soffioni doccia e rubinetti, i quali possono contribuire ad un notevole risparmio
energetico in fase di utilizzazione (mentre non rientrano in tale definizione i mezzi di trasporto di passeggeri o merci).
In pratica, l’etichetta energetica a cui siamo abituati su frigo, condizionatori, e lavatrici, dovrà essere presente anche su
finestre e su molti altri prodotti da costruzione che hanno un impatto indiretto sul consumo energetico dell’edificio.
Marcatura CE: il fabbricante accerta la conformità del prodotto a tutte le pertinenti prescrizioni della misura di esecuzione
applicabile mediante una valutazione della conformità
Le procedure di valutazione di conformità sono specificate nelle misure di esecuzione e lasciano al fabbricante la
possibilità di scegliere tra:
controllo della progettazione interno (all. IV)
sistema di gestione (all. V)
(sono previste alcune presunzioni di conformità: organizzazione registrata EMAS conforme al Reg. CE 761/2001 o prodotti a
cui è stato assegnato un marchio ECOLABEL)
Informazioni per il consumatore: informare i consumatori sul ruolo che possono svolgere in materia di uso sostenibile del
prodotto e in merito al profilo ecologico del prodotto (consentire anche la comparazione dei prodotti sulla base delle
caratteristiche e delle prestazioni ambientali significative, oltre che esplicitare informazioni circa gli impianti di trattamento per
il riciclo e lo smaltimento a fine vita)
20 novembre 2010 : data entro cui gli Stati membri sono tenuti a recepire la presente direttiva adottando delle specifiche
disposizioni in conformità a quanto esposto

DIRETTIVA 2009/125/CE

ECODESIGN e MARCATURA CE di “prodotti connessi all’energia”

DEFINIZIONI (art. 2)
prodotto connesso all’energia:
ovvero qualsiasi bene che abbia un impatto sul consumo energetico durante l’utilizzo, che viene
immesso sul mercato e/o messo in servizio e che comprende le parti destinate a essere incorporate in un
prodotto connesso all’energia contemplato dalla direttiva stessa, immesse sul mercato e/o messe in
servizio come parti a sé stanti per gli utilizzatori finali, e le cui prestazioni ambientali possono essere
valutate in maniera indipendente.
Progettazione ecocompatibile:
l’integrazione degli aspetti ambientali nella progettazione del prodotto nell’intento di migliorarne le
prestazioni ambientali nel corso del suo intero ciclo di vita.
ciclo di vita:
gli stadi consecutivi e collegati di un prodotto dal suo impiego come materia prima allo smaltimento
definitivo.
misure di esecuzione:
le misure adottate in forza della presente direttiva per fissare specifiche per la progettazione ecocompatibile,
per determinati prodotti o per gli aspetti ambientali ad essi relativi.
profilo ecologico (del prodotto):
la descrizione, in conformità alla misura di esecuzione applicabile al prodotto, degli input e degli output
(quali materiali, emissioni e rifiuti) connessi al prodotto nel corso dell’intero suo ciclo di vita che sono
significativi sotto il profilo del suo impatto ambientale e sono espressi in quantità fisiche misurabili.
79
GPP - Green Public Procurement
… a livello europeo

Gruppi di prodotto per cui sono stati elaborati delle specifiche tecniche:
Finestre
Isolanti termici
Pavimenti in ceramica
Controllo del clima
Boilers

… a livello nazionale
“Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione”,
Sulla base del suddetto decreto, verranno emanati provvedimenti attuativi con veri e propri criteri ambientali
DM 11 aprile 2008
minimi cui la PA si atterrà nelle proprie spese, così come la Pubblica Amministrazione centrale, (CONSIP-società
sul Piano di azione
del Ministero dell'Economia che 'cura' gli acquisti) introdurrà tali criteri nelle gare di appalto per la fornitura di beni
per la sostenibilità
e servizi.
nella PA
Regole del PAN GPP:
(G.U. n. 107 del 8
Efficienza e risparmi nell’uso delle risorse dell’energia per ridurre la CO2 emessa
maggio 2008).
Ridurre uso sostanza pericolose
Ridurre quantitativi d rifiuti prodotti
"Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture": pur non rendendo obbligatoria la pratica degli
DLgs 12/05/2006
acquisti verdi, lascia la possibilità a tutte le amministrazioni ed agli Enti Locali di effettuare scelte ambientalmente
n. 163
e socialmente preferibili.
"Norme affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di
DM 8 maggio 2003
manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30%
n.203
del fabbisogno medesimo"

GPP - Green Public Procurement


ISOLAMENTO TERMICO

Approccio GPP : due livelli di


criteri con diverso grado di
“sostenibilità” richiesto in base ai
requisiti ambientali:
Æ Criterio “BASE” (detto CORE)
GGP AVANZATO
Æ Criterio “AVANZATO” (detto (comprehensive criteria)
COMPREHENSIVE). (obiettivi più esaustivi)
Criterio di selezione
Entrambi inoltre sono strutturati in
due parti:
“specifiche tecniche”, con
obiettivi minimi,
“specifiche migliorative”
(award), con obiettivi più
stringenti e quindi premianti.

CRITERIO DI SELEZIONE:
Azienda produttrice con sistema di gestione ambientale: Dimostrare che il materiale isolante è stato prodotto con il
minor dispendio di risorse possibili, in modo da minimizzare:
- l’energia impiegata durante il processo produttivo,
- i rifiuti e gli scarti ottenuti, mediante un’operazione di recupero e riciclaggio
(es. EMAS, ISO 14001, Marchi ambientali di prodotto tipo I) 80
GPP - Green Public Procurement

GPP BASE – core “ISOLAMENTO TERMICO”

Criteri BASE del GPP per l’isolamento termico


x  isolanti termici < 0,044 W/mK (lo spessore dell’isolante deve essere tale da garantire un valore di U
conforme in relazione alle condizioni climatiche sito geografico)
x sostanze che non devono essere impiegate in nessuna delle fasi del processo produttivo e quindi presenti
nel prodotto finale (sostanze regolate da Reg. 842/2006/CE su gas fluorurati, asbesto, cancerogene,
tossiche, con determinate frasi di rischio….)

Criteri AGGIUNTIVI (award criteria) del GPP per l’isolamento termico


x i materiali per la realizzazione di isolanti a base di legno (per esempio sughero, cellulosa) dovrebbero
provenire in una certa proporzione, da foreste certificate, per una gestione sostenibile delle foreste (In Europa
esiste una linea guida-Piano operativo specifico, FSC – PEFC…).

Il produttore deve dichiarare diverse caratteristiche, tra cui il valore di Resistenza termica e il contenuto di
riciclato in % (in massa o in volume),usando la definizione in ISO 14021

GPP - Green Public Procurement

GPP AVANZATO - comprehensive “ISOLAMENTO TERMICO”

Criteri BASE del GPP per l’isolamento termico


x isolanti termici < 0,044 W/mK ( lo spessore dell’isolante deve essere tale da garantire un valore di U conforme
in relazione alle condizioni climatiche del luogo considerato
x sostanze che non devono essere impiegate in nessuna delle fasi del processo produttivo e quindi presenti nel
prodotto finale (sostanze regolate da Reg. 842/2006/CE su gas fluorurati, asbesto, cancerogene, tossiche, con
determinate frasi di rischio….)

Criteri AGGIUNTIVI (award criteria) del GPP per l’isolamento termico


x il materiale per la realizzazione di isolanti a base di legno (sughero, cellulosa) dovrebbe provenire in una certa
proporzione, da foreste certificate, per una gestione sostenibile delle foreste (In Europa esiste una linea guida-
Piano operativo specifico).
x Fornire una garanzia di minimo 20 anni per la durata del materiale
x Punti addizionali in proporzione al contenuto di materiale riciclato nel prodotto isolante (senza però
pregiudicare le caratteristiche termiche e quindi il livello di isolamento dello stesso).
x Punti addizionali se gli agenti espandenti impiegati per produzione del materiale isolante possiedono un
basso GWP (garantendo comunque lo stesso livello di efficienza di isolamento termico per l’intero ciclo di vita
del prodotto)
x Punti addizionali se il materiale isolante è ottenuto da risorse rinnovabili (per es. lana di pecora)

81
GPP - Green Public Procurement

ITALIA : PAN GPP


PAN GPP Piano d’azione nazionale per la sostenibilità dei consumi della Pubblica
Amministrazione, adottato con Decreto 11 aprile 2008

Gruppo di lavoro: Finestre (coordinato da ENEA)


Contiene i criteri ambientali minimi per la fornitura di chiusure apribili e assimilabili, quali porte, finestre e
vetrine anche se non apribili, comprensive degli infissi (inclusi eventuali sistemi oscuranti), considerando le
parti trasparenti e/o opache che le compongono, che delimitano l’edificio verso l’esterno o verso locali non
riscaldati.
Settore : edilizia residenziale e scolastica
I criteri sviluppati possono essere integrati sia nelle procedure di acquisto diretto di finestre (appalti di
fornitura) che in altri contratti che ne prevedano l’utilizzo quali, ad esempio, gli appalti per interventi di
ristrutturazione o manutenzione straordinaria degli edifici.
criteri base: definiti in modo tale da poter esser utilizzabili da qualsiasi autorità pubblica italiana con il
minimo sforzo addizionale di verifica e il minimo aumento di costi,
criteri avanzati: pensati per essere utilizzati da organizzazioni che vogliono comprare le migliori opzioni
ambientali presenti sul mercato (possibile maggior costo e maggior sforzo amministrativo per verificare tali
criteri)
Æ Specifiche tecniche: il rispetto consente l’accesso alla gara d’appalto
Æ caratteristiche tecniche migliorative: il rispetto da diritto ad un punteggio aggiuntivo, definito nel bando
di gara
Gruppo di lavoro: ISOLANTI (coordinato dal Politecnico di Milano - Dipartimento BEST):
sono in fase di elaborazione i criteri e le specifiche per i materiali isolanti

CEN/TC 350
Sustainability of construction works
STRUTTURA CEN/TC 350

CEN/TC 350 Sustainability of construction works


CEN/TC 350/WG1 Environmental performance of buildings
CEN/TC 350/WG2 Description of the building life cycle
CEN/TC 350/WG3 Products level
CEN/TC 350/WG4 Economic performance assessment of buildings
CEN/TC 350/WG5 Social performance assessment of buildings
PROGRAMMA DI LAVORO
prEN 15643-1 Sustainability of construction works – Assessment of buildings. Part 1: General framework
prEN 15643-2 Sustainability of construction works – Assessment of buildings. Part 2: Environmental framework
prEN 15643-3 Sustainability of construction works – Assessment of buildings. Part 3: Social framework
prEN 15643-4 Sustainability of construction works – Assessment of buildings. Part 4: economic framework
prEN 15804 : Sustainability of construction works – Environmental product declarations – Product category rules
FprCEN/TR 15941 : Sustainability of construction works – Environmental product declarations – Methodology and
data for generic data
prEN 15942 : Sustainability of construction works – Environmental product declarations – Communication format.
Business to business.
prEN 15978 Sustainability of construction works – Assessment of environmental performance of buildings.
Calculation method.
votazione fine 2009: esito negativo (IT, UK, SW, NEN, DE, RO, AT…) Æ più di 100 pagine di commenti inviati!!!

82
LEED

Leadership in Energy and Environmental Design

SISTEMA DI CERTIFICAZIONE VOLONTARIO A PUNTEGGIO, elaborato dall’ US GBC


criteri di valutazione raggruppati in sei categorie, che prevedono uno o più prerequisiti prescrittivi obbligatori, e un numero di
performance ambientali, che concorrono nel definire il punteggio finale dell’edificio:
Siti sostenibili (2 prerequisito – 10 punti): minor impatto possibile sul territorio e sull’area di cantiere
Gestione efficiente dell’acqua (4 punti): sistemi per il recupero dell’acqua piovana o rubinetti con regolatori di flusso per
garantire la massima efficienza nel consumo di acqua.
Energia ed atmosfera (3 prerequisiti, 6 punti): Utilizzando al meglio l’energia da fonti rinnovabili e locali, è possibile ridurre in
misura significativa la bolletta energetica degli edifici, così come le emissioni di anidride carbonica.
Materiali e risorse (1 prerequisito, 7 punti): Ottengono un punteggio superiore gli edifici costruiti con l’impiego di materiali
naturali, rinnovabili e locali.
Qualità degli ambienti interni (3 prerequisiti, 10 punti): Gli spazi interni dell’edificio devono essere progettati in maniera tale
da consentire una sostanziale parità del bilancio energetico e favorire il massimo confort abitativo per l’utente finale.
Progettazione ed innovazione + Priorità Regionali (3+1 punti): tecnologie costruttive migliorative rispetto alle best practice
CERTIFICAZIONE LEED (4 livelli di rating):
Certificazione Base ( Certified, 40-49 punti)
Certificazione Argento (Silver / 50-59 punti)
Certificazione Oro (Gold / 60-79 punti)
Certificazione Platino (Platinum / 80 punti o più)

GBC Italia presenterà il 14 aprile 2010 l’adattamento dello standard LEED al contesto italiano:
“LEED ITALIA 2009 - Nuove Costruzioni / Ristrutturazioni”

PROTOCOLLO ITACA
Gruppo di lavoro interregionale “Edilizia sostenibile”

Strumento per la valutazione della qualità energetico-ambientale di un edificio: per nuove


costruzioni e recupero
Valuta il livello di eco-sostenibilità di un edificio in fase di progetto, mediante una struttura che individua
5 aree di valutazione/categorie (qualità del sito, consumo di risorse, carichi ambientali, qualità
ambientale indoor e qualità del servizio), le quali a loro volta prevedono una serie di requisiti e
prestazioni : questi ultimi sono descritti in schede di valutazione e sono completate da elementi
informativi, quali i riferimenti normativi, tecnici e il peso che a ciascuno viene assegnato.
In base alla specifica prestazione, si assegna per ogni requisito un punteggio variabile da -1 a +5 (lo 0
rappresenta lo standard di paragone – benchmark – riferibile a quella che deve considerarsi come la
pratica costruttiva corrente, per cui -1 corrisponde a una prestazione inferiore a quella minima
accettabile.).
I punteggi ottenuti per ogni criterio sono successivamente sommati per determinare il punteggio relativo
alle diverse aree di valutazione per poi infine confluire in un punteggio totale dell’edificio nel suo
complesso.
Ogni requisito e categoria hanno però un’importanza relativa che nello schema di valutazione è
espresso attraverso un “peso”. Per cui prima di sommare tra loro i punteggi dei requisiti e delle
categorie, i primi devono essere sommati e moltiplicati per il proprio peso, espresso in %.

83
PROTOCOLLO ITACA
Gruppo di lavoro interregionale “Edilizia sostenibile”

PROTOCOLLO ITACA COMPLETO 2009

49 criteri raggruppati
in 18 categorie a loro
volta aggregate in 5
aree di valutazione
(qualità del sito,
consumo di risorse,
carichi ambientali,
qualità ambientale
indoor, qualità del
servizio)

PROTOCOLLO ITACA
Gruppo di lavoro interregionale “Edilizia sostenibile”

PROTOCOLLO ITACA SINTETICO 2009 : 14 criteri tra cui

Energia primaria non rinnovabile richiesta durante il ciclo di vita:


Trasmittanza termica - Energia primaria riscaldamento - Energia netta per raffrescamento
Energia da fonti rinnovabili: Energia termica per ACS - Energia elettrica
Ventilazione: Temperatura dell’aria
Materiali eco-compatibili: Materiali da fonti rinnovabili - Materiali riciclati/recuperati
Emissioni di CO2 equivalente: Emissioni previste in fase operativa

Regione Piemonte (in attuazione del Piano Casa –L.R 14 luglio 2009 n. 20 - Circolare 21/09/ 2009 n.4/PET

Regione Umbria (Certificazione di sostenibilità ambientale degli edifici (rilasciato da ARPA UMBRIA) Æ
valutazione dell'edificio si attua mediante la compilazione di 22 schede tecniche ispirate al "Protocollo Itaca" )
Regione Marche (Certificazione della sostenibilità energetica ed ambientale degli edifici)
Regione Puglia (Certificazione di sostenibilità ambientale degli edifici a destinazione residenziale)

84
UNI - GL 4 SOSTENIBILITA’ IN EDILIZIA
Elaborazione di norme volte a sviluppare un metodo di riferimento
nazionale della valutazione dell’ecocompatibilità degli interventi edilizi

Campo di applicazione: progetti di edifici residenziali e assimilabili, uffici e assimilabili sia di


nuova costruzione sia di ristrutturazione.

2° PROGETTO DI RAPPORTO TECNICO


Elenco degli indicatori dei requisiti relativi all’ecocompatibilità di progetti edilizi (n°47)

CLASSIFICAZIONE: Valutazione dell’ecocompatibilità degli interventi edilizi


si basa sulla definizione di 6 classi di valutazione:
• classe 0: si riferisce all’applicazione di norme cogenti o prassi corrente
• classe 3: si riferisce al progetto di buona pratica ambientale
• classe 5: si riferisce al progetto eccellente nel campo della sostenibilità

UNI - GL 4 SOSTENIBILITA’ IN EDILIZIA UNI 11277


UNI 11277:2008 Sostenibilità in edilizia
Esigenze e requisiti di ecocompatibilità dei progetti di edifici
residenziali e assimilabili, uffici e assimilabili, di nuova edificazione e
ristrutturazione
Classi di esigenze:
SAM - Salvaguardia ambientale
URR - Uso razionale delle risorse
BIS - Benessere, igiene e salute dell’utente
Le esigenze e i requisiti sono riferiti alle fasi del ciclo di vita:
Fase produttiva fuori opera (PFO), Fase produttiva in opera (PO), Fase funzionale (F)

Requisiti (n° 37):


Uso di materiali, elementi e componenti a ridotto carico ambientale
Uso di materiali, elementi e componenti riciclati
Uso di materiali, elementi e componenti ad elevato potenziale di riciclabilità
Uso di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilità
Riduzione dell'emissione di inquinanti dell'aria climalteranti (gas serra)
Riduzione del consumo di acqua potabile
Recupero, per usi compatibili, delle acque meteoriche
Uso passivo di fonti rinnovabili per riscaldamento
Uso passivo di fonti rinnovabili per il raffrescamento e la ventilazione igienico-sanitaria
Isolamento termico
Inerzia termica per la climatizzazione
Protezione degli spazi interni da fonti di rumore
Riduzione delle emissioni tossiche/nocive di materiali, elementi e componenti
….. 85
UNI - GL 4 SOSTENIBILITA’ IN EDILIZIA UNI 11277
Fasi del ciclo di vita classi esigenze requisiti

Quadro delle
esigenze e dei
requisiti di eco
compatibilità
degli interventi
edilizi riferiti alle
fasi del ciclo di
vita

UNI - GL 4 SOSTENIBILITA’ IN EDILIZIA UNI 11277

classe esigenze requisiti


URR – uso razionale delle risorse

Quadro delle
FASE FUNZIONALE (F)

esigenze e dei
requisiti di eco
compatibilità
degli interventi
edilizi riferiti alle
fasi del ciclo di
vita

86
UNI - GL 4 SOSTENIBILITA’ IN EDILIZIA
Progetto di RAPPORTO TECNICO nazionale
“Indicatori dei requisiti relativi all’eco-compatibilità di progetti edilizi”
Il GL 4 ha sottoposto al Comitato Costruzioni UNI uno specifico questionario, al fine di avere indicazioni
sulla validità dell’impostazione e su come procedere nei lavori normativi nazionali.
Il progetto contiene l’elenco degli indicatori necessari per definire i requisiti relativi all’eco-compatibilità di
progetti edilizi, per la loro classificazione ai fini del processo di valutazione ambientale di cui alla UNI 11277
Per ogni indicatore individuato si riporta il metodo di valutazione e il punteggio che ne deriva.
Totale indicatori : 47 (la verifica degli indicatori dei requisiti è sia di tipo quantitativo che qualitativo)

REQUISITO: Isolamento termico


INDICATORE: Percentuale di REQUISITO: Inerzia termica per
miglioramento dei valori limite delle la climatizzazione
trasmittanze termiche previste dalla
INDICATORE: Sfasamento
normativa vigente in materia di risparmio
termico estivo medio ponderato
energetico per le chiusure opache e per
le chiusure trasparenti
Mc.o: percentuali di
CLASSI DI VALUTAZIONE miglioramento del valore CLASSI DI VALUTAZIONE
limite U delle strutture
opache prevista dalla
normativa vigente (chiusure
opache comprendenti pareti
esterne, coperture e solai
verso locali non riscaldati o
verso l’esterno)
Mc.t : chiusure trasparenti

UNI - GL 4 SOSTENIBILITA’ IN EDILIZIA progetto RT

REQUISITO: Uso di materiali,


elementi e componenti a
ridotto carico ambientale
INDICATORE: Consumo di
Energia Primaria per unità di
superficie - CEPs - medio
ponderato

CLASSI DI VALUTAZIONE

87
UNI - GL 4 SOSTENIBILITA’ IN EDILIZIA progetto RT

Analogo discorso per:


CLASSI DI VALUTAZIONE
REQUISITO: Uso di materiali, elementi e
componenti a ridotto carico ambientale
INDICATORE: Emissioni totali di CO2 per
unità di superficie - CO2s - medie ponderate
per la fase di produzione fuori opera

UNI - GL 4 SOSTENIBILITA’ IN EDILIZIA progetto RT

REQUISITO: Uso di
materiali, elementi e
componenti ad elevato
potenziale di
riciclabilità
INDICATORE: Scenario
Prevalente Potenziale
di Riciclaggio

CLASS DI VALUTAZIONE

88
2. LO SVILUPPO SOSTENIBILE

DEFINIZIONE

Prima definizione del concetto

Conferenza mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU


(World Commission on Environment and Development, WCED)

”Lo Sviluppo sostenibile


è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente
senza compromettere la possibilità delle generazioni future
di soddisfare i propri bisogni”

LO SVILUPPO SOSTENIBILE
LE DIMENSIONI DELLA SOSTENIBILITA’

Sostenibilità AMBIENTALE
Per sostenibilità ambientale si intende la capacità di preservare nel tempo le tre funzioni dell’ambiente:
la funzione di fornitore di risorse, funzione di ricettore di rifiuti e la funzione di fonte diretta di utilità.
All’interno di un sistema territoriale per sostenibilità ambientale si intende la capacità di valorizzare
l’ambiente in quanto “elemento distintivo” del territorio, garantendo al contempo la tutela e il rinnovamento
delle risorse naturali e del patrimonio.

Sostenibilità ECONOMICA

La sostenibilità economica può essere definita come la capacità di un sistema economico di generare una
crescita duratura degli indicatori economici. In particolare, la capacità di generare reddito e lavoro per il
sostentamento delle popolazioni. All’interno di un sistema territoriale per sostenibilità economica si intende
la capacità di produrre e mantenere all’interno del territorio il massimo del valore aggiunto combinando
efficacemente le risorse, al fine di valorizzare la specificità dei prodotti e dei servizi territoriali.

Sostenibilità SOCIALE
La sostenibilità sociale può essere definita come la capacità di garantire condizioni di benessere umano
(sicurezza, salute, istruzione) equamente distribuite per classi e per genere. All’interno di un sistema
territoriale per sostenibilità sociale si intende la capacità dei soggetti di intervenire insieme, efficacemente,
in base ad una stessa concezione del progetto, incoraggiata da una concertazione fra i vari livelli
istituzionali.
89
LO SVILUPPO SOSTENIBILE

In sintesi, il concetto di sviluppo sostenibile si sostanzia in un principio etico e politico, che


implica che le dinamiche economiche e sociali delle moderne economie siano compatibili con
il miglioramento delle condizioni di vita e la capacità delle risorse naturali di riprodursi in
maniera indefinita.

Appare indispensabile, pertanto, garantire uno sviluppo economico compatibile con l'equità
sociale e gli ecosistemi, operante quindi in regime di equilibrio ambientale, nel rispetto della
cosiddetta regola dell‘ equilibrio delle tre "E“ : Ecologia, Equità, Economia.
Ne deriva, dunque, che il perseguimento dello sviluppo sostenibile dipende dalla capacità
della governance di garantire una interconnessione completa tra economia, società e
ambiente.

LO SVILUPPO SOSTENIBILE

LE TAPPE

1972 Conferenza di Stoccolma: la tutela dell’ambiente diveniva parte integrante dello sviluppo

1987 Rapporto Brundtland: documento rilasciato dalla WCED, introduce il concetto di sviluppo sostenibile.

1992 Conferenza di Rio de Janeiro: sancisce i 27 Principi su ambiente e sviluppo, Agenda 21.

1997 Protocollo di Kyoto: i paesi industrializzati riducano del 5% le proprie emissioni di CO2

(U.E. = - 40,7% CO2; MONDO = - 30,5% CO2).

2002 Vertice di Johannesburg: definitosi con la presentazione del Piano di attuazione e la definizione di 5

nuovi targets.

2009 Vertice di Copenhagen: 100 miliardi di dollari per incrementare le tecnologie verdi nei Paesi in via di

sviluppo.

90
LO SVILUPPO SOSTENIBILE
Norme e regolamenti
ISO 26000 (2008) : Responsabilità sociale e sviluppo sostenibile
La norma ISO 26000 "Guida sulla responsabilità sociale" intende fornire una guida mirata a
responsabilizzare tutti i tipi di organizzazioni sull'impatto delle loro attività sulla società e
sull'ambiente, affinché tali attività siano condotte in una modalità che, in accordo con le leggi applicabili,
sia basata su un comportamento etico e sia consistente con gli interessi della società e di uno sviluppo
sostenibile.

ISO 9004 (2009) : Qualità verso la sostenibilità


L'evoluzione dei modelli organizzativi stanno recependo con forte attenzione il tema dello sviluppo
sostenibile.
La nuova revisione della norma ISO 9004, da decenni di riferimento internazionale per i Sistemi di
gestione per la qualità in ambito aziendale e non, da "Linea guida per il miglioramento delle prestazioni"
(nella revisione 2000) è intitolata "Managing for the sustained success of an organization - A quality
management approach " proprio con l'intenzione di fornire alle organizzazioni una linea guida per
conseguire un successo sostenibile.
E’ proposta la definizione di "sostenibile" come "capacità di un'organizzazione o di un'attività di mantenere
e sviluppare le proprie prestazioni nel lungo periodo" attraverso un bilanciamento degli interessi
economico-finanziari con quelli ambientali.

LO SVILUPPO SOSTENIBILE
Norme e regolamenti

Lo sviluppo sostenibile secondo la legge italiana

Il concetto di sviluppo sostenibile in Italia, alla luce del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia

ambientale" con le modifiche apportate dal D. Lgs 16 gennaio 2008, n. 4, è così definito:

Art. 3-quater (Principio dello sviluppo sostenibile)

1. Ogni attività umana giuridicamente rilevante ai sensi del presente codice deve conformarsi al

principio dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire all'uomo che il soddisfacimento dei

bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualità della vita e le possibilità

delle generazioni future.

91
ISO TC 207 :
Comitato responsabile delle norme sull’AMBIENTE

ISO 14024
ISO Type I environmental labelling:
Voluntary, multiple-criteria-based, third party
verified labels indicating overall environmental
preferability of a product (selective)

Example: European Eco-label


ISO 14021
ISO Type II environmental labelling : Self-
declared environmental claims

Example: Recyclabilty
ISO 14025
ISO Type III environmental labelling:
Quantified environmental life cycle product
information (not selective)
Environmental Product Declaration

92
APPROCCIO ECODESIGN

Analisi di confronto sulle tipologie di packaging esistenti


Analisi delle criticità del sistema attuale
Ipotesi di progetto
INNOVAZIONE

New
Concept C

A Ottimizzarelasituazioneattuale

Avvicinarsiadun’altrasoluzionegià
presentesulmercatopiù efficiente
B ECOEFFICIENZA

IL METODO LCA – LIFE CYCLE ASSESSMENT

L’analisi del ciclo di vita (LCA) è una “CRADLE to GRAVE ”


metodologia di valutazione dei carichi or “CRADLE to CRADLE”
energetici e ambientali associati ad un
prodotto o ad un processo, lungo l’intero
ciclo di vita.
Innovativo rispetto ai criteri tradizionali di
analisi, l’approccio LCA consiste nel
valutare tutte le fasi di un processo
produttivo, considerando la correlazione
che esiste tra le une e le altre.

La metodologia è regolamentata, a livello


internazionale, dalle seguenti norme
ISO 14040:2006
ISO 14044:2006
che ne definiscono la struttura e guidano
alla corretta applicazione.

Esempio:LCAdiunmanufattozincatoacaldo

INVENTARIO VALUTAZIONE INTERPRETAZION


DEGLI INPUT E DEGLI IMPATTI AMBIENTALI E
OUTPUT DEI RISULTATI
93
SVILUPPI DI LCA

COSA MISURA UNA LCA

‰ GER Gross Energy Requirement


‰ GWP Global Warming Potential
‰ ACIDIFICAZIONE
‰ FORMAZIONE DI OSSIDANTI FOTOCHIMICI
‰ EUTROFIZZAZIONE
‰ DISTRUZIONE OZONO STRATOSFERICO

94
PERCHE’ APPLICARE UNA LCA

Per procurare una base scientifica di confronto ambientale tra i propri


Benchmarking prodotti e prodotti concorrenti

R&D Per identificare aree di interesse, come ad esempio il contributo


all’effetto serra; per simulare gli effetti di modifiche dei processi

Per facilitare l’adeguamento dei propri processi a cambiamenti nelle


Design specifiche di prodotto (progetti) o nella legislazione

Per generare informazioni dettagliate ed affidabili sui processi anche con


lo scopo di supportare azioni di etichettatura ecologica o di adesione a
Communication SGA

SVILUPPO SOSTENIBILE
DEFINIZIONE

PRESTAZIONE-
TECNOLOGIA
MATERIALI
COSTI - SOSTITUIBILITA’
INTENSITA’ ENERGETICA

NON HA SENSO PARAGONARE MATERIALI


MA FUNZIONI (PRODOTTI) REALIZZABILI
CON MATERIALI/TECNOLOGIE DIVERSI

FUNZIONALI, DI
PRODOTTI QUALITA’….,
ECO-EFFICIENTI
RICICLABILITA’

RISORSE ENERGIA
95
LCA
UNITA’ FUNZIONALE

ATTENZIONE A
COMPARARE DIVERSI
SISTEMI SULLA BASE
DELLA MEDESIMA
FUNZIONE !

(ES: km percorso e non


litro di carburante)

LCA
UNITA’ FUNZIONALE: E’ L’UNITA’ RISPETTO ALLA QUALE SI
NORMALIZZANO I RISULTATI

m = 1 kg di prodotto Utile ai produttori

EQUI-FUNZIONALE, utile ai
R = 1 m2*K/W progettisti

V = 1 m3 di prodotto Utile ai produttori

Eventualmente utile agli utilizzatori


Spessore isolante (s)= X finali
cm (consumatore, impresa), MA non
equi-funzionale

I RISULTATI ENERGETICI ED AMBIENTALI VARIANO AL VARIARE


DELL’UNITA’ FUNZIONALE, COSICCHE’ ALCUNI PRODOTTI POSSONO
APPARIRE AVVANTAGGIATI O MENO A SECONDA DELLA SCELTA
EFFETTUATA.

96
LCA
GER :

Fuel type Fuel prod’n Energy content Energy use Feedstock Total
in
& delivery of delivered energy energy
transport
energy fuel
(MJ) (MJ) (MJ) (MJ) (MJ)
0.11
Electricity 7.70 3.68 0.00 11.49
Oil fuels 0.21 10.36 0.24 41.05 51.86
0.01
Other fuels 0.64 7.32 5.84 13.80

Totals 8.55 21.36 0.36 46.89 77.16

Country
dependent
Technology
dependent
Geography
dependent

Feedstock mix
dependent

LCA
GWP :

Il carbon footprint rappresenta il totale delle emissioni


di gas serra (CO2 equivalente) associate al ciclo di vita di
un prodotto o di un servizio.

Il calcolo del carbon footprint deve passare da un


approccio di tipo life cycle assessment nel quale tutte le
fasi di un sistema produttivo vengono analizzate in modo
da valutare gli impatti complessivi.

Per la estrema facilità di comprensione è diventato oggetto di molte


azioni di comunicazione ambientale a livello internazionale.

97
EPD:

PRODUCTCATEGORY LIFECYCLE
RULES ASSESSMENT
contiene leregole necesarie a Costituisce il riferimento
confrontare gli studi di LCAele scientifico peril calcolo degli
EPD impatti da riportare nella EPD

ENVIRONMENTAL
PRODUCTDECLARATION
Documentodapubblicare
contenenteleinformazioni
ambientalilegatealprodotto

Maggioriinformazionisu:www.environdec.com

CEN / TC 350 – SOSTENIBILITA’ DEGLI EDIFICI

¾ Norme europee per la valutazione della sostenibilità degli edifici.

¾ Valutazione della sostenibilità con l'approccio basato sulle prestazioni in termini di:
• Prestazioni ambientali
• Performance sociale
• Performance economica

¾ Approccio basato sull’ analisi del ciclo di vita con indicatori quantitativi: uno strumento di
base per la valutazione dell'impatti ambientale.

¾ Tiene conto delle politiche della Commissione Europea in merito ai prodotti da costruzione
(regolamento sui prodotti da costruzione, Eco-design, appalti pubblici verdi, Eco-label, Lead Market
Initiative, piattaforma europea sulla LCA ).

¾ L’aspetto della comunicazione delle informazioni ambientali è affidato alla Dichiarazione


Ambientale di Prodotto (EPD).

¾ Il TC 350 creerà inizialmente sei delle norme previste dal mandato. La prima norma descrive i
mezzi per l'integrazione di tutti e tre gli aspetti sopra menzionati sulle prestazioni delle
costruzioni. Le altre norme descrivono gli strumenti per la valutazione ambientale degli edifici, i
requisiti per l'uso delle dichiarazioni ambientali di prodotto, le norme che disciplinano la loro
dichiarazione e il dettaglio della loro valutazione per i prodotti, la comunicazione dei dati e dei dati
generici necessari per la compilazione delle dichiarazioni ambientali.

98
CEN / TC 350 – SOSTENIBILITA’ DEGLI EDIFICI
USER AND REGULATORY REQUIREMENTS

Integrated Building Performance

Environmental Social Economic Technical Functional


Riferimenti Performance Performance Performance Performance Performance

Normativa pr EN 15643-1 Sustainability Assessment of Buildings


General Framework
Technical
Characteristics Functionality
pr EN 15643-2 pr EN 15643-3 pr EN 15643-4
Framework for Framework for Framework for
Enviromental Social Economic
Performance Performance Performance
Edificio pr EN 15978 WI 015 WI 017
Assessment of Assessment of Assessment of
Enviromental Social Economic
Performance Performance Performance
Prodotti pr EN 15804 (see Note (see Note
Enviromental below) below)
Product
Declarations
pr EN 15942 Note At present, technical
Comm. Format information related to some aspects
B-to-B of social and economic performance
are included under the provisions of
CEN/TR 15941 prEN 15804 to form part of Epd.

Flowchart del processo per l’analisi delle caratteristiche ambientali

Information required
Process

Identify purpose of
assessment Goal Intended Use

Functional equivalent – Client’s brief and functional and technical


Specification of the object of
requirements. System boundaries, Physical characteristics, Time
assessment demandant characteristics

Scenario development Assumptions – Life cycle stages - Processes

Building quantification Functional equivalent – Client’s brief and functional and technical
requirements

Selection of data EPD – Other equivalent information

Calculation Indicators – Calculation procedure - Aggregation

Communication Assessment result - Report

Verification Requirements for verification

Completed assessment
99
3. Esempi di EPD per prodotti da costruzione
Dichiarazioni ambientali – TIPO III (ISO TR 14025)

http://www.environdec.com/

http://www.environdec.com/

Dichiarazioni ambientali – TIPO III (ISO TR 14025)

Rifiuti prodotti

100
http://www.environdec.com/

Dichiarazioni ambientali – TIPO III (ISO TR 14025)


Consumo totale di risorse associato alla produzione delle lastre

Contributo potenziale ai principali effetti ambientali da parte del


processo di produzione delle lastre

Produzione totale di rifiuti

Dichiarazioni ambientali
TIPO III (ISO TR 14025)
Consumo totale di risorse associato
alla produzione delle lastre

PANNELLI SANDWICH IN PU
ESPANSO E AL PER CANALI PER
LA DISTRIBUZIONE DELL’ARIA

Contributo potenziale ai principali effetti


ambientali da parte del processo di
produzione dei pannelli (dati riferiti a m2)

Produzione totale di rifiuti (in Kg)


101
4. IL CONTRIBUTO DEL CTI

SUPPORTO e COORDINAMENTO alla realizzazione di database dei parametri

necessari ad identificare e valutare l’impatto ambientale dei materiali.

Il rapporto energia – ambiente rappresenta la guida per produrre nuove norme e

regolamenti per raggiungere l’obiettivo di una etichetta ambientale dell’ intero edificio

considerandone i diversi livelli costituenti:

Materiali

Componenti

Sistemi

Edificio

4. IL CONTRIBUTO DEL CTI


Identificazione del ciclo di vita di un edificio:

FASI PRINCIPALI DEL CICLODI VITA:

1) Prima dell’utilizzo dell’edificio

LCA materiali e componenti

2) Fase di costruzione

Definizione impatti dei processi costruttivi

3) Fase di utilizzo dell’edificio

INPUT necessari al funzionamento

4) Fine vita dell’edificio

Recupero materiali e componenti

102
4. IL CONTRIBUTO DEL CTI

Analisi della sostenibilità dell’edificio suddivisa in:

Ambientale

Sociale

Economico

Per ogni componente si considera:

- la fase progettuale

- le caratteristiche tecniche

- le prestazioni funzionali

Definizione dell’ unità funzionale per ogni settore e per ogni componente

Omogeneizzazione delle unità funzionali

Calcolo dell’ UNITA’ FUNZIONALE EQUIVALENTE

per valutare la sostenibilità dell’intero edificio

UNITA’ FUNZIONALE EQUIVALENTE (U.F.E.)

Un edificio presenta differenti prestazioni che devono essere considerate per

analizzare la sostenibilità ambientale.

La U.F.E. rappresenta le caratteristiche tecniche e le prestazioni dell’intero edificio

tradotte e razionalizzate in un unico indice.

Il metodo di calcolo è basato sulla sommatoria degli indicatori principali dell’EPD di

ogni singolo materiale e componente basato sul ciclo di vita dello stesso:

GER

GWP

103
4. IL CONTRIBUTO DEL CTI

Esempio di calcolo dell’ U.F.E.

EPD materiali EPD


Peso del sottosistema contemplati in
sottosistema sottosistema

GERA1 GERA2 GERA3 GERA


A (a1, a2, a3…)
GWPA1 GWPA2 GWPA3 GWPA
GERB1 GERB2 GERB3 GERB
B (b1, b2, b3…)
GWPB1 GWPB2 GWPB3 GWPB

… …. …

Per il calcolo dell’EPD dell’intero edificio:

GERA . A + GERB . B + …. = GER

GWPA . A + GWPB . B + …. = GWP

104