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ANIDIS 2017

PISTOIA

Validazione di un modello 3D per l’interazione dinamica terreno-struttura


mediante prove in sito su fondazioni profonde
Maria Chiara Capattia, Sandro Carbonaria, Francesca Dezib, Fabrizio Garaa, Graziano Leonic, Michele Moricic
a
Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, Edile ed Architettura, Via Brecce Bianche, 60131 Ancona.
b
Dipartimento di Economia, Scienze e Diritto, Via Salita alla Rocca 44, 47890 San Marino, Repubblica di San Marino.
c
Scuola di Ateneo Architettura e Design, Viale della Rimembranza, 63100 Ascoli Piceno.

Keywords: Validazione Sperimentale, Interazione Dinamica Terreno-Palo-Struttura, Prove In-Situ, Tecniche di


Identificazione Dinamica.

ABSTRACT
In questo articolo viene presentata e discussa la duplice validazione di un modello numerico per l’interazione
dinamica terreno-fondazione-struttura nel caso di fondazioni profonde. Il modello, originariamente sviluppato per
gruppi di pali verticali in terreni stratificati, e recentemente aggiornato per tener conto dell’inclinazione dei pali,
considera l’interazione terreno-palificata e lo smorzamento per radiazione attraverso funzioni elastodinamiche di
Green. La validazione è basata su dati sperimentali ottenuti attraverso due distinte campagne sperimentali. La
prima campagna prove riguarda tre pali in acciaio vibro-infissi in ambiente marino, sui quali sono state eseguite
prove di impatto e prove di snap-back, misurando le deformazioni lungo il palo sorgente e le accelerazioni in testa
al palo sorgente e a quelli riceventi. Il secondo gruppo di dati sperimentali è stato ottenuto durante una recente
campagna prove su due micropali singoli verticali e su un gruppo di tre micropali inclinati in terreno limoso
alluvionale, durante la quale sono state eseguite prove di vibrazioni ambientali e di impatto, prove di snap-back e
prove in condizioni di vibrazioni forzate. Attraverso il confronto tra dati numerici e sperimentali in termini di
impedenza del sistema, si discute la capacità previsionale del modello nel simulare il fenomeno dell’interazione
palo terreno al variare della tipologia di fondazione profonda.

parametrici in condizioni di terreno e di carico


note e controllabili, mentre test in scala reale
1 INTRODUZIONE realizzati in-situ forniscono le reali condizioni del
Negli ultimi decenni sono stati sviluppati terreno e del palo. Ad oggi, la maggior parte dei
diversi modelli numerici ed analitici per lavori sperimentali si è concentrata su test in
riprodurre il fenomeno complesso piccola scala, mentre pochi lavori riguardano
dell’interazione terreno-palo-struttura sotto prove in-situ in vera grandezza (Jennings et al.,
carichi dinamici orizzontali. In questo contesto, 1986; Pender et al., 2011; Dezi et al., 2012b,
sia i metodi diretti, in cui si modella agli elementi 2013, 2016). I dati sperimentali peró, oltre a
finiti o alle differenze finite l’intero sistema permettere una migliore comprensione dei
terreno-fondazione (Yegian e Wright, 1973; fenomeni, potrebbero anche essere usati per la
Trochanis et al., 1991), sia procedure teoriche validazione di metodi teorici o di modelli
nell’ambito dei metodi per sottostrutture (Wolf, numerici.
1987; Fan et al., 1991; Gazetas e Mylonakis, In questo lavoro, il modello teorico di Dezi at
1998), sono estremamente sensibili ai parametri al. (2009, 2016) per l’interazione dinamica
geometrici e meccanici che definiscono le cinematica ed inerziale di gruppi di pali, applicato
caratteristiche dinamiche del sistema terreno- in passato per cogliere la risposta sismica di ponti
palo. Per questo motivo, i risultati sperimentali e strutture con fondazioni profonde (Carbonari
ottenuti attraverso prove in scala reale o in 2011a, 2011b, 2012; Dezi et al., 2012a) è stato
piccola scala sono preziosi per una loro accurata validato attraverso due set di dati sperimentali
valutazione e calibrazione. Essendo tra loro ottenuti da altrettante campagne prove.
complementari, le prove in sito ed in laboratorio La prima campagna prove riguarda tre pali in
garantiscono insieme una adeguata conoscenza acciaio vibroinfissi in ambiente near-shore, sui
dei fenomeni geotecnici (Jamiolkowski et al., quali sono state eseguite prove di impatto e di
1995). Infatti, i test in piccola scala fatti in snap-back, misurando le deformazioni lungo il
laboratorio offrono l’opportunità di eseguire studi palo sorgente e le accelerazioni in testa al palo

SG02-69
sorgente e a quelli riceventi. Il secondo gruppo di up2 e up3 lungo le direzioni x1, x2 e z,
dati sperimentali è stato ottenuto durante una rispettivamente. In accordo con il modello di
recente campagna prove su due micropali singoli Eulero-Benoulli, le deformazioni sono descritte
verticali e su un gruppo di tre micropali inclinati dalle curvature dei pali su piani ortogonali a ξi e
in terreno limoso alluvionale, durante la quale da una deformazione normale media; queste sono
sono state eseguite vibrazioni ambientali, prove raggruppate nel vettore

[ ]
di impatto, snap back e vibrazioni forzate.
DRu T (ω ; z ) = DR1u1T L DR p u p T L DR n u n T
~ ~ ~
La capacità previonale del modello è mostrata (4)
in termini di rigidezza dinamica dei sistemi
investigati. ottenuto applicando l’operatore differenziale
 ∂2
− R p u p ⋅ a 2, p ( )
 ∂ζ
2
2 MODELLO TEORICO 
 ∂2 
La formulazione agli elementi finiti DR p u p T (ω ; z ) = 
~
(
R pu p ⋅ a1, p )  (5)
 ∂ζ
2

originariamente proposta in Dezi et al. (2009) per
l’analisi cinematica di gruppi di pali risolve il
 ∂
(
 ∂ζ R p u p ⋅ aζ , p ) 

 
problema nel dominio delle frequenze, nell’ottica
di un approccio per sottostrutture. La Nell’equazione (4),
formulazione è stata recentemente aggiornata
Dezi et al. (2016) per tenere in conto R 1 L 0 L 0 
 
dell’inclinazione dei pali, ed è in seguito  M M M 
brevemente riportata. R =  0 L Rp L 0  (6)
Si considera un gruppo di n pali circolari con  
 M M M 
lo stesso diametro ma con differenti angoli di 0 L 0 L R 
 n
inclinazione. Il sistema di riferimento
{0; x1, x2; z} è definito in Figura 1. è la matrice di rotazione che permette di
L’orientamento del palo p-esimo, per il quale si esprimere gli spostamenti locali di ciascun palo a
assume un comportamento a trave di Eulero- partire dai corrispondenti spostamenti globali; ciò
Bernoulli, è definito dal versore aζ,p dell’asse si ottiene assemblando le matrici
longitudinale del palo ζp. Per semplicità, la
proiezione della lunghezza del palo sull’asse  e1 ⋅ a1, p e1 ⋅ a 2, p e1 ⋅ aζ , p 
 
verticale z è uguale a L per tutti i pali, dunque la R p = e 2 ⋅ a1, p e 2 ⋅ a 2, p e 2 ⋅ aζ , p  (7)
lunghezza effettiva del palo p-esimo può essere e z ⋅ a1, p e z ⋅ a 2, p e z ⋅ aζ , p 

ottenuta come:
ottenute considerando tutti i pali del gruppo. I
ζ p = (aζ , p ⋅ e z )−1 z = β p z (1) pali sono soggetti a forze di interazione laterale le
considerando z = L. In (1), ez è il versore dell’asse cui risultanti sono raggruppate nel vettore
verticale nel sistema di riferimento globale. Il
sistema di riferimento locale {0’; ξ1, ξ2; ζ}p del
r T (ω ; z ) = r1T[ L rp T L rn T ] (8)
palo p-esimo è identificato dalla base ortonormale costituito dai sottovettori rp, ciascuno contenete
aζ , p a 2, p = e z × a ζ , p a1, p = a 2, p × a ζ , p (2a,b,c) le componenti rp1, rp2 e rp3 lungo le direzioni x1,
x2 e z, rispettivamente. In condizioni dinamiche ,
dove a1,p e a2,p sono i versori degli assi locali ξ1 e nascono delle forze di inerzia ω2Mu(ω;z), dove
ξ2, rispettivamente.
 I L 0 L 0
Se ω è la frequenza angolare, gli spostamenti M
dei pali ad una certa profondità z, con riferimento  M M 
al sistema di riferimento globale, sono descritti M = ρ p A 0 L I L 0  (9)
 
nel dominio delle frequenze dal vettore a valori M M M
complessi 0 L 0 L I 
 

[
u T (ω; z ) = u1T L u p T L u n T ] (3) è la matrice delle masse del gruppo. Nella (9) ρp e
A sono rispettivamente la densità del materiale e
che raggruppa gli spostamenti misurati lungo l’area della sezione trasversale del palo, mentre I
l’asse degli n pali che costituiscono il gruppo. è la matrice identità (di ordine 3).
Ogni sottovettore up(ω; z), riferito al p-esimo Assumendo un comportamento lineare per il
palo, contiene le componenti di spostamento up1, palo, le risultanti delle tensioni sono definite da:

SG02-70
s(ω; z ) = KDRu(ω ; z ) (10) e2
e1 x1

x2 ez aζ,p
dove
K 1 L 0 L 0  L z

 M M M 
K =  0 LKp L 0  (11) ζp
 
 M M M 
 0 L 0 L K n 

è la matrice di rigidezza dei pali del gruppo, Figura 1. Gruppo con pali inclinati
ottenuta assemblando le sottomatrici
I 0 0 
 D11 L D1q L D1n 
K p = E 0 I 0  (12)  M
 M M 
0 0 A 
D(ω ; κ , z ) =  D p1 L D pq L D pn  (17)
 
in cui E è il modulo di Young del materiale e I  M M M 
è il momento d’inerzia della sezione del palo. D n1 L D nq L D nn 
 
La condizione d’equilibrio in forma debole del
gruppo di pali si può esprimere attraverso il è una matrice a valori complessi ottenuta
principio di Lagrange-D’Alambert, ottenendo: assemblando le sottomatrici Dpq(ω;κ, z), che
L L contengono le funzioni elastodinamiche di Green;
∫ BK D Ru (ω ; z ) ⋅ D R uˆ (z )dz − r (ω ; z ) ⋅ uˆ (z )dz
∫ queste esprimono gli spostamenti del terreno in
0 0 (13) corrispondenza del palo p-esimo alla profondità z,
L indotti da una forza armonica puntuale applicata
− ω 2 BMu (ω ; z ) ⋅ uˆ (z )dz = 0 ∀ uˆ ≠ 0
∫ in corrispondenza del palo q-esimo alla
0
profondità κ. La (15) permette di modellare i
in cui fenomeni dell’interazione terreno-palificata una
volta che siano note le funzioni di Green. Dal
β1 L 0 L 0 
M M M
momento che il problema è completamente
B =  0 L βp L 0  (14) accoppiato, tutte le componenti delle matrici Dpq
  sono non nulle. Il problema si può semplificare
M M M
 0 L 0 L β n  introducendo le ipotesi di Baranov (basate sulle
approssimazioni di Winkler), assumendo che il
è la matrice che contiene i Jacobiani delle terreno sia costituito da layer orizzontali
trasformazioni di coordinate. La condizione di infinitamente estesi. Sotto questa ipotesi, le
compatibilità tra gli spostamenti del palo e del reazioni del terreno lungo la superficie laterale
terreno è espressa, assumendo che non si verifichi dei pali siano prodotte da layer elastici
un distacco all’interfaccia tra palo e terreno mutualmente indipendenti l’uno dall’altro. Il
durante il moto, dalla relazione integrale: kernel della (15) dunque si semplifica
D(ω; κ , z ) = D(ω; z )δ (z − κ )
L ~
(18)
u(ω ; z ) = u ff (ω ; z ) − D(ω ; κ , z )r (ω; κ )dκ
∫ (15)
dove δ(z-κ) è la funzione delta di Dirac e D(ω; z )
~
0

che esprime l’uguaglianza tra gli spostamenti del contiene le funzioni elastodinamiche di Green che
palo e quelli del terreno, valutati in descrivono la dinamica dei layer infiniti alla
corrispondenza dell’asse del palo e ottenuti dalla profondità z. La (15) diventa così
sovrapposizione del moto uff di free field e degli
u(ω ; z ) = u ff (ω ; z ) − D(ω ; z )r (ω; z )
~
spostamenti indotti dai fenomeni di interazione (19)
terreno-palificata. dalla quale si possono ricavare le forze di
Come per gli spostamenti del palo il moto di free interazione terreno-palificata
field è espresso dal vettore
r(ω; z ) = −D−1 (ω; z )[u(ω; z ) − u ff (ω; z )]
~
[ ]
(20)
u ff (ω; z ) = u1ff
T T
L u p ff T
L u n ff T
(16)
Tenuto conto della (20) la condizione di
In (15), equilibrio globale (13) può essere riscritta come

SG02-71
L L

∫ BKDRu(ω ; z ) ⋅ DRuˆ ( z )dz + ∫ D u(ω; z ) ⋅ uˆ (z )dz


~ −1 Assemblando gli spostamenti nodali in un
0 0
(21) vettore unico di spostamento d(ω), è possibile
L L
− ω ∫ BMu(ω; z ) ⋅ uˆ (z )dz = ∫ D −1u ff (ω; z ) ⋅ uˆ (z )dz ∀uˆ ≠ 0
2 ~ ottenere il seguente sistema complesso di
0 0 equazioni lineari:
La soluzione del problema può essere ottenuta (K P − ω2 M + K S d = f ) (27)
numericamente con il metodo degli elementi
dove
finiti, dividendo i pali in E elementi finiti di
E L
lunghezza Le ed esprimendo gli spostamenti locali K p = ∑ ∫ (DΝL ) BK (DΝL )d e dz
T
(28)
all’interno degli elementi attraverso e =1 0

l’interpolazione di quelli agli estremi:


( ) ( )
E Le
R pu p (z; ω ) ≅ N p (z )L pd ep (ω ) Μ = −ω 2 ∑ ∫ R T ΝL BM R T ΝL dz
T
(22) (29)
e =1 0

dove d ep (ω) è il vettore degli spostamenti nodali


( ) ( )
E Le
T ~
del palo p-esimo. costituito da 6 gradi di libertà K s = ∑ ∫ RT ΝL D−1 RT ΝL dz (30)
e =1 0
per nodo; inoltre Np è la matrice dei polinomi
interpolanti, assemblata considerando polinomi
( )
E Le
T ~
del terzo ordine per gli spostamenti trasversali e f = ∑ ∫ R T ΝL D −1u ff dz (31)
i =1 0
del primo per quelli longitudinali, mentre
R p 0 0 0  sono rispettivamente la matrice globale di
 0 Rp 0 0  rigidezza dei pali, la matrice globale delle masse
Lp =  (23) dei pali, la matrice globale di impedenza del
 0 0 Rp 0 
  terreno, ed il vettore dei carichi esterni dovuti al
 0 0 0 R p 
moto di free field.
è la matrice di rotazione che permette di L’eventuale connessione rigida in testa ai pali
esprimere gli spostamenti locali dei nodi di viene imposta introducendo un vincolo rigido e
estremità dell’elemento a partire da quelli globali. definendo un nodo Master con sei componenti
Il vettore (3) può dunque essere approssimato generalizzate di spostamento, raggruppate nel
nella forma vettore
u(z; ω ) ≅ R T N(z )Ld e (ω ) (24) d TF (ω) = [U 1 U 2 U z Φ1 Φ 2 Φ z ] (32)
dove d e (ω) è il vettore che raggruppa gli Il vincolo è imposto analiticamente per mezzo
spostamenti nodali di tutti i pali, mentre N ed L di una matrice geometrica A, che permette di
sono matrici generali ottenute assemblando i scrivere:
contributi di tutti i pali: d 
d(ω) = A  F  (33)
d E 
N1 L 0 L 0  L 1 L 0 L 0 
M M M  M M M  dove dF e dE raggruppano gli spostamenti della
N( z ) =  0 L N L 0  , L(z ) = 
 0 L L L 0  (25) zattera e dei pali. La (27) cosi diventa:
 p
 p

M M M  M M M 
Z FF Z FE  d F  f F 
 0 L 0 L N n   0 L 0 L L n  Z EF Z EE  d E  = f E  (34)
la condizione globale di equilibrio diventa così:
dove
E Le

∑ ∫ BK DΝLd e
⋅ D ΝL dˆ e dz + Z FF Z FE 
Z EF Z EE  = A K P − ω M + K S A
T 2
( ) (35)
e =1 0

E Le

∑ ∫D
~ −1 T
R ΝLd e ⋅ R T ΝL dˆ e dz f F 
f E  = A f
T
(36)
e =1 0
(26)
E Le
Manipolando opportunamente la (24) si
−ω 2
∑ ∫ BMR
e =1 0
T
ΝLd e ⋅ R T ΝL dˆ e dz
ottengono la matrice di impedenza terreno-
fondazione, ℑi (ω), ed il moto di input al livello
E Le

∑ ∫D della fondazione, dF (ω), necessari per eseguire


~ −1
= u ff ⋅ R T ΝL dˆ e dz ∀ dˆ e ≠ 0
i =1 0

SG02-72
analisi di interazione inerziale della distanza dalla sorgente. Le tipologie di strumenti
sovrastruttura: utilizzate per il monitoraggio dei pali sono
(
ℑ(ω) = Z FF − Z FE Z EE Z EF
−1
) (37) estensimetri (SG) ed accelerometri (A); per la
misura delle pressioni interstiziali nel terreno
d F (ω) = Z F
−1
[f F
−1
− Z FE Z EE f E ] (38)
vicino al palo si sono usati trasduttori di pressione
(PT) (Figura 2d). Su questi pali sono state
Nell’ottica del metodo per sottostrutture, la eseguite prove a forzante orizzontale impulsiva
matrice di impedenza terreno-fondazione con un martello di 5.5 kg in grado di produrre una
espressa con la (37) definisce le relazioni forza- forza impulsiva massima di circa 5 kN ed uno
spostamento che permettono di considerare la spettro costante nel range di frequenze 0-200 Hz.
struttura su base cedevole nelle analisi strutturali, qc [MPa]
mentre la (38) fornisce il cosiddetto FIM (il moto
in input al livello della fondazione), che descrive
gli spostamenti del nodo Master come
conseguenza del moto di free field filtrato dal
gruppo di pali, e che deve essere applicato alla
base della struttura nelle analisi strutturali per
tener conto delle modifiche del segnale indotte
dal terreno e dalla fondazione.

3 CAMPAGNE SPERIMENTALI
In questo paragrafo le principali caratteristiche
delle campagne sperimentali utilizzate per
validare il modello analitico di Dezi et al. (2009, (a)
2016) sono brevemente richiamate. (O) NSPT [blows/foot]

(b) y
3.1 Pali in acciaio vibroinfissi in argille marine (c)
(La Spezia) P3
I dati sperimentali presi in esame derivano da

4.5 m
un’ampia campagna prove eseguita su tre pali
tubolari in acciaio vibro infissi presso il porto P3
P2
turistico di La Spezia (Dezi et al. 2012). La P1 P2 P1
x 2.8 m
stratigrafia dei terreni nell’area in oggetto è stata
dedotta da diverse campagne di indagini Generatrice principale Generatrici sx e dx
0
geognostiche ed è caratterizzata dalla presenza di A1
m.s.l.
1
materiali di ambiente marino, in genere limi,
2
sabbie fini e argille, nei primi metri, e da depositi SG1
3
a maggior componente terrigena, costituiti da SG2 SG2sx SG2dx
4 mud SG3
argille consolidate, limi e sabbie, più in SG4 SG4sx SG4dx
5 SG5
profondità (Figura 2a). SG6 SG6sx SG6dx
6
I pali sono infissi per 9.5 m nello strato di SG7 SG7sx SG7dx
7 PT
argilla soffice mentre la testa del palo è 1,25 m SG8
8
sopra il livello del mare. I pali non sono vincolati SG9
9
in testa e sono disposti in pianta ad “L” (Figura SG1 estensimetro SG
10 accelerometro A
2b e c). Questa configurazione ha permesso di SG1
trasduttore di
11
rilevare contemporaneamente la risposta di un pressione PT
12
palo sollecitato in testa, palo sorgente, indicato in
Profondità (m)

13
Figure 2c come P1,e di due pali riceventi, uno
14
disposto lungo la direzione di applicazione della
15
forzante e l’altro ad essa perpendicolare. Il 15.5 (d)
differente interasse tra i pali, invece, ha Figura 2. (a) Modello stratigrafico e profilo di qc; (b, c)
consentito di valutare il complesso fenomeno disposizione dei pali di prova; (d) strumentazione del palo
della propagazione ondosa al variare della sorgente

SG02-73
Durante ogni prova sono state registrate le Lo studio sperimentale ha interessato 2
storie temporali della forzante orizzontale, micropali singoli verticali e 4 micropali inclinati
dell’accelerazione in testa a ciascun palo, delle connessi in testa da una zattera di cemento armato
deformazioni e della pressione interstiziale lungo (Figura 4). Uno dei micropali verticali è un
il palo caricato. semplice palo trivellato con armatura tubolare,
Questo lavoro si concentra sui risultati mentre gli altri sono micropali di tipo IRS. I
accelerometrici delle prove di impatto, eseguite quattro micropali IRS che costituiscono il gruppo
secondo le configurazioni riportate in Figura 3. sono inclinati di 15° lungo la direzione y e sono
distanziati l m l’uno dall’altro. L’armatura di tutti
i micropali è costituita da una barra tubolare
d’acciaio lunga 8 m, ottenuta tramite
l’assemblaggio di 4 conci lunghi 2 m. Il diametro
esterno del tubo (spesso 6 mm) è di 76,1 mm.
2
0 20 40 q c [kg/cm ] Proprietà dello strato a lluvionale
0

Peso unità di volume γ’ =17-19 kN/m3


2 Angolo d’attrito ϕ’ = 24-26°
Coesione efficace c’ = 0 kPa
4 Coesione non drenata cu = 20-40 kPa
Martello Accelerometro
Limite liquido ωL = 20-40 %
Profondità [m]

Figura 3. Prove di impatto: configurazioni di prova


Indice di plasticità IP = 5-15 %

3.2 Micropali singoli ed in gruppo in terreni Modulo edometrico Eoed = 2-3000 kPa
limosi alluvionali (Osimo - Ancona)
(a) (b)
Questa recente campagna sperimentale è stata
Figura 4. Profilo di qc e (b) parametri geotecnici nello
intrapresa con l’obiettivo di investigare il strato interessato dalla presenza dei micropali
comportamento dinamico di micropali singoli ed
in gruppo sotto carichi dinamici orizzontali. I 1,4 m
y (a) 1,0 m
micropali sono stati realizzati nella zona
industriale di Osimo (in provincia di Ancona). x
L’area, caratterizzata da depositi alluvionali 1,5 m
1,0 m 1,4 m
1,5 m
costituiti prevalentemente da materiali limo
argillosi, è stata investigata per mezzo di una
(b) (c)
specifica indagine geognostica comprensiva di 2 1m

sondaggi verticali continui fino a 15 m, 2 prove 0,5 m


Sezione 1 Sezione 1 0,75 m Sezione 1
penetrometriche statiche (dalle quali è stato P1 P2
ottenuto il profilo di resistenza alla punta qc
Sezione 2 Sezione 2 Sezione 2
riportato in Figura 4a), e diverse prove di
laboratorio su campioni indisturbati. Il fusto dei Tavola
15°
8m d’acqua
micropali risulta immerso in un terreno limo-
argilloso di natura alluvionale avente scarse Sezione 3
proprietà meccaniche; le principali caratteristiche 4 m Sezione 3
geotecniche nella porzione di terreno interessata
dalla presenza dei micropali sono sintetizzate in
Figura 4b. Inoltre, il profilo della velocità delle
onde di taglio Vs con la profondità è stata valutata
Sezione 1 Sezione 2 Sezione 3
grazie all’esecuzione di prove geofisiche attive e (d)
passive (MASW, ESAC, HVSR). Lungo il fusto 7,6 cm 34 cm
17 cm
dei micropali la Vs è c\ratterizzata da un valore
medio di 180 m/s. Figura 5. (a) Vista in pianta del campo prove e sistema di
La falda è a circa 3,5 m da piano campagna. Il riferimento globale adottato; (b) vista laterale dei pali
bedrock sismico si trova a circa 75 m. verticali; (c) vista laterale del gruppo di micropali inclinati;
(d) sezioni trasversali dei micropali

SG02-74
Partendo dal basso, gli ultimi due conci del Di seguito è riportato un confronto in termini
tubolare metallico sono equipaggiato di valvole di di funzioni di impedenza, ovvero di rigidezza
non ritorno (distanziate 50 cm l’una dall’altra) per complessa del sistema sotto carichi dinamici.
le iniezioni ad alta pressione. L’ultimo concio In questo lavoro, l’impedenza sperimentale
dispone anche di un tappo di fondo attraverso cui orizzontale è identificata come il rapporto, nel
viene eseguita l’iniezione ad alta pressione in dominio delle frequenze, tra la forza (l’impatto)
corrispondenza della punta del palo. Le valvole, 4 applicata sulla testa del palo e lo spostamento
per ciascun concio, sono ottenute attraverso 2 della testa del palo lungo la medesima direzione.
piccoli fori, diametralmente opposti, coperti da Gli spostamenti sono derivati dal segnale
una banda di gomma assicurata da due anelli accelerometrico registrato per mezzo di una
d’acciaio saldati al tubo in corrispondenza degli doppia integrazione discreta nel dominio del
estremi della valvola. I conci sono stati infatti tempo, implementando il metodo dei trapezi e
giuntati preliminarmente in laboratorio per procedure di filtraggio (filtri passa-basso) per
consentire una corretta installazione di evitare trend spuri ad ogni step.
estensimetri lungo la barra. Una volta terminata
l’installazione e la meticolosa protezione dei 4.1 Pali in acciaio vibroinfissi in argille marine
sensori, le barre sono state trasportate in sito per (La Spezia)
l’installazione. Sono quindi stati eseguiti fori di Il modello sopra riportato è stato adottato per
scavo profondi 7,50 m con diametro 17 cm. Dopo simulare le prove di impatto sul palo sorgente P1
una prima iniezione di malta all’interno dei fori di e, dal momento che l’energia della prova è molto
scavo, le barre strumentate sono state bassa, si sono ritenute accettabili le ipotesi di
attentamente inserite all’interno dei fori iniettati. trascurare la formazione di gap tra palo e terreno
Tutti i micropali hanno un tratto svettante di e di comportamento del sistema elastico lineare. I
armatura (lungo 50 cm) attraverso cui vengono parametri richiesti dal modello analitico sono stati
impartite le forze al palo durante le prove. Dopo calibrati sulla base della caratterizzazione
circa 48 ore dalla prima iniezione, altra malta geotecnica a disposizione. La densità ρp del palo,
cementizia è stata iniettata attraverso le valvole di relativamente alla parte sommersa, è calcolata in
non ritorno con l’ausilio di un packer con pistone modo da tenere in conto la massa dell’acqua
a doppio effetto: il packer è stato calato all’interno e all’esterno del palo come massa
all’interno della barra cava di armatura e una aggiunta. Le caratteristiche meccaniche del
volta raggiunta la profondità di ciascuna barra è
terreno (densità ρs, velocità media delle onde di
stata iniettata la miscela cementizia ad una
taglio Vs e modulo di Poisson νs) e del palo P1
pressione di 6÷8 MPa. La miscela cementizia
utilizzata per le iniezioni ha un rapporto acqua- (densità ρp, modulo elastico Ep, e modulo di
cemento pari a 0,5 ed è priva di inerti. Nel Poisson νp,) sono riportate in Tabella 1. Per
seguito, il palo verticale IRS sarà chiamato P1, discretizzare palo e terreno in modo da cogliere
quello privo di iniezioni ad alta pressione P2. correttamente il contenuto in frequenza del
Oltre alla strumentazione permanente installata sistema si è adottata la regola di Kuhlemeyer e
preliminarmente sulla barra d’armatura del Lysmer (1973).
micropalo, durante le prove sono stati utilizzati I risultati del confronto sono mostrati in
diversi altri sensori in posizioni specifiche. In termini di funzioni di impedenza (parte reale e
particolare per le prove di impatto sono stati immaginaria) in Figura 6.
utilizzati accelerometri in testa ai pali. E’ stato E’ possibile osservare, sia per la parte reale
inoltre utilizzato un martello strumentato (lo che per quella immaginaria, un buon accordo tra i
stesso usato per le prove al porto di La Spezia). risultati sperimentali e la predizione teorica,
all’interno di un range di frequenze che
tipicamente copre quello di interesse nel campo
4 VALIDAZIONE DEL MODELLO della geotecnica sismica (0-15 Hz). La differenza
riscontrata a frequenze più alte è imputabile,
Il modello per l’interazione dinamica di Dezi
almeno parzialmente, al fatto che il modello
et al. (2016) è stato utilizzato per simulare alcune
numerico non coglie le deformazioni sezionali del
prove di impatto eseguite durante le due
tubolare.
campagne sperimentali descritte in precedenza.

SG02-75
Tabella 1. Principali parametri adottati nel modello La discretizzazione adottata per il palo e per il
utilizzato per simulare le prove di impatto sui pali del terreno è stata scelta in modo tale da cogliere le
campo prove di La Spezia frequenze fondamentali del sistema (in particolare
Elemento\Proprietà ρs [t/m3] VS [m/s] νs i micropali singoli verticali, privi di massa in
testa, hanno frequenze fondamentali molto alte).
Terreno 1.68 ~ 55 0.49
I risultati del confronto sono mostrati in
Elemento\Proprietà ρp [t/m3] Ep [kPa] νp
termini di funzioni di impedenza (parte reale e
Palo (parte emersa) 7.8 200 x 106 0.3 immaginaria), in Figura 7 per uno dei micropali
Palo (parte sommersa) 38.6 200 x 106 0.3
Palo (parte nel terreno) 35.5 200 x 106 0.3
singoli, e in Figura 8 per il gruppo di micropali
inclinati, nelle due direzioni.
3
3 P1

Impedenza x 104 [kN/m]


Impedenze × 10-4 [kN/m]

Test Imm
Modello Imm

Test
Modello Re
Re
6.6
-3 133
0 12.5 25 37.5 f [Hz] -5
0 50 100 150 200 f [Hz]
Figura 6. Confronto tra rigidezze dinamiche orizzontali,
sperimentali ed analitiche, per il palo oggetto della Figura 7. Confronto tra rigidezze dinamiche orizzontali,
sperimentazione al porto turistico di La Spezia sperimentali ed analitiche, per uno dei micropali singoli
oggetto della sperimentazione eseguita presso Ancona
4.2 Micropali singoli ed in gruppo in terreni 8
limosi alluvionali (Osimo - Ancona) x
Impedenza x 105 [kN/m]

Il modello sopra riportato è stato adottato per Imm


simulare le prove di impatto sui micropali singoli
e sul gruppo di micropali. I parametri richiesti dal
modello analitico sono stati calibrati sulla base Test
Modello
della caratterizzazione geotecnica e meccanica a
disposizione (Tabella 2). Per le proprietà Re
sezionali dei micropali si è fatto riferimento ad
38.5
una sezione omogeneizzata, e le iniezioni sono -10
state tenute in conto attraverso un diametro 0 25 50 75 100 f [Hz]
equivalente (calcolato in funzione del volume di (a)
8
miscela iniettato). La velocità delle onde di taglio
y
del terreno varia linearmente con la profondità,
Impedenza x 105 [kN/m]

con un valore medio pari a 180 m/s nei metri di Imm


terreno interessati dalla presenza dei micropali.

Tabella 2. Principali parametri adottati nei modelli utilizzati


per simulare le prove di impatto micropali del campo prove
in provincia di Ancona Re
Elemento\Proprietà ρs [t/m3] VS [m/s] νs
45.5
Terreno 1.95 180 0.45 -10
0 25 50 75 100 f [Hz]
Elemento\Proprietà ρp [t/m3] Ep [kPa] νp (b)
Micropalo (Sezione 1) 1.02 22 x 106 0.24 Figura 8. Confronto tra rigidezze dinamiche orizzontali,
Micropalo (Sezione 2) 1.43 22 x 106 0.24 sperimentali ed analitiche, per il gruppo di micropali
Micropalo (Sezione 3) 1.68 22 x 106 0.24 oggetto della sperimentazione eseguita presso Ancona in
direzione (a) x e (b) y (lungo cui i micropali sono inclinati)

SG02-76
L’accordo tra modello teorico e risultati Dezi, F., Carbonari, S., Morici, M., 2016. A numerical
numerici è soddisfacente sia per il micropalo model for the dynamic analysis of inclined pile groups,
singolo che per il gruppo di micropali. In Earthquake Engineering & Structural Dynamics, 45(1),
particolare il modello è in grado di cogliere 45–68.
l’incremento di frequenza fondamentale lungo la Dezi, F., Carbonari, S., Tombari, A., Leoni, G., 2012a.
direzione y indotto dall’inclinazione dei Soil-structure interaction in the seismic response of an
isolated three span motorway overcrossing founded on
micropali.
piles, Soil Dynamics & Earthquake Engineering, 41,
151-163.
Dezi, F, Gara, F, Roia, D., 2012b. Dynamic response of a
5 CONCLUSIONI
near-shore pile to lateral impact load, Soil Dynamics &
In questo lavoro è stata discussa la validazione di Earthquake Engineering, 40: 34–47.
un modello di letteratura per l’interazione Dezi, F, Gara, F, Roia, D., 2013. Experimental study of
near-shore pile-to-pile interaction, Soil Dynamics &
dinamica terreno-fondazione-struttura nel caso di Earthquake Engineering, 48, 282–93.
fondazioni profonde, attraverso dati sperimentali Dezi, F, Gara, F, Roia, D., 2016. Linear and Nonlinear
ottenuti da prove di impatto eseguite in due Dynamic Response of Piles in Soft Marine Clay,
distinte campagne prove, la prima su pali in Journal of Geotechnical and Geoenvironmental
acciaio vibroinfissi in ambiente marino e la Engineering, 143(1): 04016085.
Fan, K, Gazetas, G, Kaynia, A, Kausel, E, Ahmad, S.,
seconda su due micropali singoli e su un gruppo 1991. Kinematic seismic response of single piles and
di micropali inclinati in terreno alluvionale. pile groups, Journal of Geotechnical Engineering,
Attraverso il confronto tra dati numerici e 117(12), 1860–1879.
sperimentali in termini di impedenza del sistema, Gazetas, G., Mylonakis, G., 1998. Seismic Soil-Structure
è stata verificata la capacità previsionale del Interaction: New Evidence and Emerging Issues, in
modello nel simulare il fenomeno dell’interazione Geotechnical Special Publication, 2(75): 1119-1174.
palo terreno al variare della tipologia di Kuhlemeyer, R.L., Lysmer, J., 1973. Finite Element
fondazione profonda. Method Accuracy for Wave Propagation Problems,
Journal of the Soil Dynamics Division, 99(5), 421-427.
Jamiolkowski, M., Lo Presti, D. C. F., Pallara, O., 1995.
Role of in-situ testing in geotechnical earthquake
engineering, Proceedings of the 3rd International
Conference on Recent Advances in Geotechnical
Earthquake Engineering and Soil Dynamic, 3, 1523-
1546.
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