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Antropologia

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L'anticonformismo di Margaret Mead


Celebrit dell'antropologia, Margaret Mead, contribu grandemente allo sviluppo di questa
disciplina scientifica al di fuori degli ambienti accademici, suscitando l'interesse di migliaia di
persone attraverso la prolifica produzione editoriale di 44 libri e di oltre 1.000 articoli tradotti in
tutto il mondo.

Non dubitate mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienti e risoluti possa cambiare il mondo. In fondo cos che
sempre andata
[Dichiarazione attribuita a Margaret Mead1]

Primogenita di quattro figli, Margaret Mead nacque a Philadelfia il 16 dicembre del 1901.
Nel 1907 subir un trauma, che l'accompagner per diversi anni, per la prematura scomparsa di
Katharine, la sorella pi piccola, morta a nove mesi.
L'orientamento accademico intrapreso da Margaret Mead, fu indubbiamente influenzato dalla madre
Emily Fogg Mead, sociologa, che a suo tempo condusse diverse ricerche antropologiche sugli
immigrati italiani negli Stati Uniti d'America.
Conseguita la laurea in filosofia presso il Barnard College di New York, nel 1923, dove conobbe il
professore Franz Boas2, pioniere della moderna antropologia, da molti definito come il "Padre
dell'antropologia americana". Insieme a Boas ed alla dottoressa Ruth Benedict, anch'essa allieva di
Boas, Margaret intraprender una proficua collaborazione nel campo dell'antropologia.
A partire dal 1925, la dottoressa Mead intraprende una serie di missioni di studio, la prima delle
quali in Polinesia, tra le isole dell'arcipelago di Samoa. Qui, a soli ventitr anni, sotto la
supervisione del prof. Boas, Margaret intraprende un percorso di studio che, tra alterne vicende, si
protrarr per alcuni anni.
Il resoconto degli studi maturati tra le comunit samoane scatur nel libro, pubblicato nel 1928,
intitolato Coming to age in Samoa. Originariamente chiamato Studio psicologico della giovent
primitiva per la civilt occidentale, la ricerca tendeva a dimostrare come il periodo adolescenziale,

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vissuto dalle giovani nelle comunit samoane, non presentava affatto i tipici caratteri di ribellione e
crisi interiore evidenziabili normalmente tra gli adolescenti del mondo occidentale.

Nel 1926, in un momento storico dove predominavano ancora


pseudoscienze

come

la

frenologia,

la

fisiognomica

l'antropologia criminale di Cesare Lombroso, l'antropologia


dibatt con coraggio sulle implicazioni correlate tra l'ipotetico
legame

che

intercorreva

tra

la

razza

l'intelligenza.

Ripercorrendo gli studi del maestro Franz Boas relativamente al


razzismo scientifico. Secondo la Mead la metodologia
applicata nella ricerca psicologica che sosteneva la superiorit
razziale, era sostanzialmente viziata soprattutto a causa di una
serie di pregiudizi culturali di base.

Margaret Mead fu definita una antropologa culturale, antropologa che studia le variazioni
culturali tra esseri umani.
I risultati dello studio
Attraverso i suoi studi, la Mead arriv ad ipotizzare che le giovani samoane vivessero il periodo
della loro adolescenza alla stregua di un normale periodo di sviluppo ordinario, sia sotto il profilo
degli interessi che delle attivit alle quali serenamente si dedicavano.
Inoltre, a differenza di quanto accadeva tra le adolescenti occidentali, la cultura samoana non
prevedeva condizionamenti di sorta, che costringessero le adolescenti ad una brusca interruzione
degli interessi legati all'infanzia in favore di altri pi adulti; le adolescenti continuavano quindi a
coltivare gli stessi interessi orientandosi progressivamente, ed in tempi a loro discrezionali, verso
altri interessi pi maturi.
La Mead riscontr anche un ulteriore interessante aspetto antropologico: tra le comunit samoane
lespressione di libert sessuale era intesa come parte del ruolo adolescenziale.
L'antropologa dedusse quindi che la mancanza di episodi di crisi esistenziali tra gli adolescenti
dell'isola, piuttosto comuni nella cultura occidentale, erano da ricondursi ad un maggiore grado di
libert sessuale dei giovani. In definitiva, secondo tali studi, le crisi adolescenziali non
rappresentavano una prerogativa universale, ma erano piuttosto frutto dei condizionamenti di
ambienti socioculturali, sessualmente vincolati, all'interno dei quali l'adolescente cresceva.

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Le contestazioni di Freeman a Coming to age in Samoa


Nel 1966, l'antropologo neozelandese Derek Freeman effettu uno studio, durato alcuni mesi, tra le
stesse comunit samoane studiate una trentina di anni prima dall'antropologa statunitense.
Nel 1983, l'antropologo pubblic il resoconto della ricerca in un libro intitolato: Margaret Mead
and Samoa: The Making and Unmaking of an Anthropological Myth.
Nello studio, Freeman sosteneva che i dati e le conclusioni riportate dalla
Mead in Coming to age in Samoa, erano errate in quanto anche i giovani
samoani erano angosciati dalle problematiche adolescenziali come i loro
coetanei occidentali. In particolare, Freeman sosteneva che lo studio
dell'antropologa si basasse su una scarna ricerca adducendo che, nella
migliore delle ipotesi, la dott.sa Mead avrebbe basato il proprio studio

Derek Freeman

intervistando soltanto una settantina di ragazze dell'isola.


Successivamente Freeman pubblic un secondo studio dal titolo "The Fateful Hoaxing of
Margaret Mead" (Il fatidico barato di Margaret Mead) nel quale sosteneva che le incomprensioni
della Mead riguardo la cultura samoana erano dovute principalmente al fatto che l'antropologa, non
conoscendo affatto la lingua samoana, avrebbe fatto ricorso ad un interprete, traducendo
grossolanamente le dichiarazioni degli isolani. Secondo Freeman, a spingere definitivamente lo
studio antropologico della statunitense nel barato, sarebbero state inoltre alcune ragazze che,
intervistate dalla Mead, avrebbero inventato delle storie prive di fondamento.
Pare infatti che in un'occasione particolare, in risposta alle domande della Mead, due adolescenti
samoane dichiararono di praticare sesso selvaggio, disinibito e promiscuo nella pi totale normalit.
Pare che le dichiarazioni, fatte dalle due ragazze a mo di scherzo, vennero prese sul serio
dall'antropologa che ne fece pieno utilizzo per confermare la propria teoria, secondo la quale le
comunit samoane praticavano il sesso in modo totalmente libero.
Dagli studi condotti dal dott. Freeman, che a differenza della Mead conosceva perfettamente
l'idioma di Samoa, emergeva che episodi di gelosia e stupri non erano affatto rari.
Scopr inoltre che anche presso le comunit samoane veniva posto l'accento sulla verginit
femminile che rappresentava, al pari delle pi conservatrici idee occidentali, un valore
fondamentale per il matrimonio. Lo studio di Freeman evidenzi altres che anche sulle isole vi
erano elevati indici di delinquenza giovanile, di violenza sessuale e di suicidio.
L'intenso dibattito che suscit la critica di Freeman riguardo gli studi antropologici della Mead si
protrasse per anni. Molti criticarono la linea aggressiva dell'antropologo, sostenendo che traviava il
punto di vista di Margaret, ignorando completamente i cambiamenti che erano avvenuti nella
societ samoana da quando la Mead realizz i suoi studi, negli anni a cavallo tra il 1925-1926 e
quelli dello stesso Freeman, molto pi tardi. In questo lasso di tempo le comunit samoane erano

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profondamente cambiate, divenendo molto pi occidentalizzate e con un'impronta cristiana molto


pi profonda. Nella sostanza furono questi i motivi per cui la critica di Freeman venne respinta della
maggior parte della comunit antropologica.
Anche diversi studiosi samoani, che non concordavano affatto con le rappresentazioni della Mead
aveva circa le comunit dell'isola, che offrivano l'idea di una popolazione sessualmente disinibita,
sostennero comunque che Freeman avesse commesso un ulteriore errore interpretativo nella
direzione opposta. Gli argomenti proposti dall'antropologo neozelandese furono comunque accolti
con entusiasmo dagli studiosi che preferivano un approccio evolutivo allo studio del
comportamento umano, come quello rappresentato dalla sociobiologia e dalla psicologia evolutiva.
Il secondo studio di Margaret
Nel 1930, un anno dopo aver conseguito il dottorato presso di ricerca presso la Columbia
University, Margaret Mead pubblica il suo lavoro successivo, pubblicando un secondo libro dal
titolo: Crescere in Nuova Guinea: uno studio di comparativo di istruzione primitiva.
In questo ulteriore lavoro, l'antropologa statunitense continu la propria indagine sui processi
mediante i quali le culture concorrono in via principale e non subordinata alla formazione della
personalit dellindividuo. Studiando il comportamento dei Manus, una popolazione che vive sulle
Isole dellAmmiragliato, non lontano dalla Nuova Guinea.
Questo secondo impegno, venne accolto nel mondo accademico come un contributo di importanza
eccezionale sulla teoria delleducazione, per le conclusioni innovative delle quali fu latore.
Ad esempio, mentre tra le societ occidentali si incentravano eccessivamente sulleducazione,
intendendola alla stregua di un'infallibile formula, unica e imprescindibile, ai fini di una corretta
formazione di soggetti adulti. Nello studio Margaret Mead sosteneva invece che era la ricchezza e la
coerenza della cultura in se, a concorrere in modo fondamentale alla formazione di esseri umani
realmente maturi.
Durante i suoi studi, condotti nelle isole del pacifico, l'antropologa not alcune comunit della
Papua Nuova Guinea all'interno delle quali erano le donne ad essere il sesso dominante piuttosto
che gli uomini. In queste comunit, l'antropologa riscontr una spiccata propensione orientata a
risolvere i vari conflitti attraverso mediazioni di natura pacifista, piuttosto che

attraverso la

violenza e la forza; notando inoltre una maggiore predisposizione alla condivisione delle risorse e
una maggiore attenzione alla cura nell'educazione della prole.
Oltre a ci, lo studio comparativo rivel anche una completa gamma di ruoli contrastanti di genere.
Tra il 1931 e il 1933, Margaret torn ancora in Nuova Guinea tra le trib locali. Da questa
esperienza di ricerca nacque, nel 1935, Sex and temperament in three primitive societies.
Il libro era il resoconto delle ricerche condotte dall'antropologa su tre comunit primitive; una
specie di rendiconto dettagliato sullinfluenza dei ruoli sessuali nella formazione dei generi

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maschile e femminile. L'antropologa mise a confronto le differenziazioni della strutturazione


culturale e della personalit di tre diverse culture presenti nellarea. A scaturire l'interesse
dell'antropologa per tale studio fu in particolare la tematica freudiana e psicanalitica.
Allinterno di tale prospettiva, meglio nota come cultura e personalit, la Mead, seguendo gli
insegnamenti del proprio maestro, Franz Boas, intendeva riflettere sui rapporti tra gli elementi biopsicologici, i fattori culturali ed i tratti individuali, tutti concorrenti alla costituzione della
personalit individuale e sociale.
Le tre societ, prese a campione ai fini dello studio, erano tutte trib della Nuova Guinea: gli
Arapesh, i Mundumugor e i Tchambuli.
La Mead constat che mentre tra gli Aparesh entrambi i ruoli, maschile e femminile, erano
considerabili, secondo il modello occidentale, come femminili; tra le trib Mundumugor tali ruoli
erano considerati entrambi maschili. Diversamente gli Tchambuli invertivano addirittura gli
stereotipi della civilizzazione occidentale: il ruolo del maschio assumeva connotazioni che ad un
occidentale sarebbe stato paragonabile a quello femminile e viceversa.
Tali considerazioni vennero accolte con grande diffidenza nel mondo accademico, molti furono gli
etnologi che criticarono apertamente le sue considerazioni accusando la Mead di modellare fatti e
atteggiamenti in modo tale da adattarli alle proprie idee.
Altri scienziati, invece, sollevarono piuttosto delle critiche, rivalutate successivamente come molto
pi concrete, riferendosi ai metodi di ricerca adottati dalla Mead.
Tale ultimo punto venne preso in considerazione anche dalla stessa antropologa che, nel 1936,
ammise senza difficolt che il proprio metodo di studio, nei confronti delle societ primitive,
presentava alcuni punti deboli.
Il problema principale restava comunque la soggettivit: come poteva la gente comune comprendere
quelle culture cos lontane descritte dalla Mead? Per ovviare a tale inconveniente venne introdotto
dall'antropologa l'uso della macchina fotografica e del registratore a nastro, due metodi di
documentazione innovativi, applicati per la prima
volta in campo antropologico.
Attraverso le fotografie e le registrazioni delle voci,
Margaret Mead fu in grado di illustrare in modo
estremamente pi efficace e incisivo i racconti di
vita quotidiana delle societ primitive del pacifico.
Le ricerche di Margaret Mead proseguirono ancora a
Bali dal 1936 al 1938. Qui, in compagnia del marito
Margaret Mead insieme al marito Gregory Bateson
durante le loro ricerche in Papua Nuova Guinea, nel
1938

Gregory Bateson, fu tra i primi antropologi a


servirsi della fotografia e del film come importanti

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strumenti di indagine etnografica, aprendo la strada all'uso della fotografia per la ricerca
antropologica e consegnando uno studio documentale composto da oltre 30.000 fotografie.
Altri interessi
Dopo un ventennio trascorso tra le popolazioni del pacifico, progressivamente gli interessi di
Margaret Mead divennero sempre pi generali, legati comunque al problema del carattere e
dellidentit nazionale ed ai rapporti che intercorrono tra il mutamento economico connesso al
cambiamento della struttura della personalit. Grazie ad una innata abilit di scrittrice, ed una forte
sensibilit riguardo i problemi sociali e politici, Margaret Mead divenne uno dei personaggi pi
importanti sulla scena statunitense dell'epoca. Diversi furono gli scenari dove l'antropologa si
impegn e non meno importante fu il suo impegno nelle fasi cruciali della nascita del movimento
femminista.
Margaret fu sposata tre volte. Certamente l'unione pi duratura e
significativa fu con l'antropologo britannico Gregory Bateson, dalla
quale nacque Mary Catherine, che diverr anch'essa antropologa.
Secondo le esperienze della Mead, l'orientamento sessuale poteva
variare pi volte nell'arco della vita di un individuo e ci poteva
verificarsi al di l di qualsivoglia insegnamento di base. Gi dal
1926, Margaret Mead ricopriva diversi incarichi per il Museo
Americano di Storia Naturale, dai quali si ritir, in qualit di
emerito curatore dell'etnologia nel 1969.

Margaret Mead con il marito e la


figlia Catherine

Ricopr numerosi incarichi di rilievo in varie organizzazioni, ricevendo altrettanti riconoscimenti.


Tra questi vanno ricordati:

Durante la II Guerra Mondiale - Segretario esecutivo del Comitato del Consiglio Nazionale
delle Ricerche sulle abitudini alimentari.

Dal 1946 al 1969 - Curatore dell'etnologia presso il Museo Americano di Storia Naturale.

Nel 1948 - membro dell'Accademia Americana delle Arti e delle Scienze.

Dal 1954 al 1978 - Insegnante a contratto presso la New School e la Columbia University.

Tra il 1968 ed il 1970 - Professore di antropologia e Presidente della Divisione di Scienze


Sociali al Lincoln Center campus della Fordham University. Qui fond il dipartimento di
antropologia.

Nel 1970, entr a far parte della facolt dell'Universit di Rhode Island come Professore di
Sociologia e Antropologia. Sull'esempio di Ruth Benedict, Mead concentr la sua ricerca sui
problemi dell'educazione dei figli, la personalit e la cultura.

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Nel 1960 venne nominata presidente della American Anthropological Association.

Ha ricoperto inoltre diversi incarichi per l'Associazione americana per l'Avanzamento progresso
della scienza, in particolare nel 1975 stata nominata Presidente del comitato esecutivo del
consiglio di amministrazione.
Margaret Mead si spegne a 77 anni in un ospedale di New York, il 15 novembre del 1978, per un
tumore al pancreas.
Sitografia
http://en.wikipedia.org/wiki/Margaret_Mead
http://www.treccani.it/enciclopedia/margaret-mead/
http://www.ildiogene.it/EncyPages/Ency=MeadM.html
http://anthropology.usf.edu/women/mead/margaret_mead.htm
Approfondimenti
http://en.wikiquote.org/wiki/Margaret_Mead
http://www.interculturalstudies.org/faq.html
http://www.loc.gov/exhibits/mead/mead-shaping.html
http://faculty.usfsp.edu/jsokolov/314mead1.htm

Marco Lucisani per Storiadossier

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Franz Boas e il razzismo scientifico


Il pioniere dell'antropologia moderna, cos venne definito l'antropologo statunitense di origini tedesche Franz Boas
Uri, fu uno strenuo avversario del razzismo scientifico, l'ipotesi scientifica che in quegli anni si poneva a fondamento e
giustificazione del razzismo sostenendo la superiorit razziale e la classificazione dei fenotipi.
I suoi studi si sforzarono di dimostrare che l'idea di 'razza' solo un concetto biologico che
nulla ha a che vedere con il comportamento umano. In un momento storico dove
predominavano pseudoscienze come la frenologia, la fisiognomica o l'antropologia
criminale di Cesare Lombroso, per arrivare a dimostrare le proprie teorie, Boas si avvalse
di una serie di studi, innovativi per l'epoca, incentrati sull'anatomia scheletrica. Riusc a
dimostrare che la forma e le dimensioni del cranio non rappresentavano una base
scientifica che consentiva la determinazione delle tendenze psichiche o antropologiche del
soggetto, erano piuttosto un parametro molto labile, suscettibile di grandi variazioni
dovute ai fattori ambientali che il soggetto subiva, come lo stato di salute fisica e la nutrizione. Ci contrastava
fortemente con quanto sostenuto dai c.d. antropologi razziali. Boas intendeva inoltre dimostrare, mediante i propri studi,
che le differenze di comportamento umano non sono determinate in maniera principale da disposizioni biologiche
innate, ma piuttosto sono risultato delle differenze culturali acquisite dal soggetto, mediante l'apprendimento sociale. In
tal modo Boas riusc ad introdurre la cultura sia come concetto primario, indispensabile per descrivere le varie
differenze comportamentali tra gruppi umani, sia come punto di partenza posto al centro dell'analisi antropologica.
Altro grande contributo di Boas all'antropologia, fu il rifiuto verso un concetto cardine dell'epoca, secondo il quale la
cultura si evolveva in tutte le societ, attraverso uno schema ben definito di fasi tecnologiche e culturali poste ordine
rigidamente gerarchico, come una sorta di percorso a tappe costanti, dove alcune culture si trovavano pi avanti di altre,
ma tutte incanalate in un percorso verticistico prestabilito. Secondo Boas invece, la cultura si formava e sviluppava
attraverso iterazioni tra gruppi di persone e dallo loro scambio di idee, di conseguenza non vi era un vero orientamento
verso forme culturali superiori. Il passo successivo fu l'introduzione del c.d. relativismo culturale secondo cui le culture
non possono essere classificate oggettivamente come superiori o inferiori, ne come migliore e peggiore o altri termini di
paragone siffatti. Piuttosto tutti gli esseri umani percepiscono il mondo che li circonda mediante il punto di vista della
propria cultura, giudicando di conseguenza. Scopo dell'antropologia, secondo Boas, quello di di comprendere in che
modo la cultura condiziona le persone a comprendere e interagire con il mondo, conseguentemente importante
acquisire una comprensione di linguaggio, usi e costumi culturali dei popoli che si intende studiare. L'antropologia per
Boas quindi, presupponeva la conoscenza e la pratica di altre discipline, prime fra tutte l'archeologia quale studio della
cultura materiale e della storia, l'antropologia fisica quale studio dell'anatomia umana, l'etnologia quale studio della
variabilit culturale di costumi e linguaggio. In tal modo Boas pose le basi per lo sviluppo dell'antropologia americana
del XX secolo.

1
Riguardo tale affermazione, celebre monito di Margaret Mead diventando un motto per molte organizzazioni e
movimenti, pare che risalga da un articolo di giornale che riportava un'affermazione dell'Antropologa in un contesto
informale. Nonostante ci, pare definitivamente acclarato che tale esternazione rispecchiasse fermamente il pensiero
della Mead, riflettendo la convinzione che pi volte ha espresso, in contesti e fraseggi diversi. La forma integrale
dell'espressione Non dubitare mai... stata riportata nel testo Continuities in Cultural Evolution, pubblicato la prima
volta nel 1964.
2 Si veda a tal proposito l'articolo Franz Boas e il razzismo scientifico