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Immanuel Kant

“GIUDICARE” significa
pensare il particolare come contenuto nell’universale

GIUDIZIO GIUDIZIO
DETERMINANTE RIFLETTENTE

si muove si muove
dall’UNIVERSALE dal PARTICOLARE

al PARTICOLARE all’UNIVERSALE
Per spiegare il particolare Per giungere alla formulazione
e costituire i suoi di leggi che spieghino la varietà
modi di essere dei fenomeni

FUNZIONE FUNZIONE
COSTITUTIVA EURISTICA

Ha come principio a priori la

FINALITÀ
FINALIT

FINE ESTETICO FINE TELEOLOGICO

1 a cura del prof. Alfio Bonfiglio


Immanuel Kant

GIUDIZIO DEL - Piacere disinteressato GIUDIZIO DEL


BELLO - Carattere riflessivo SUBLIME
del giudizio

Il bello Il sublime si ha
contempla dinanzi l’illimitato.
la forma Il soggetto avverte
dell’oggetto una certa disarmonia
nella sua tra sé e l’oggetto
limitatezza contemplato

MATEMATICO DINAMICO
GIUDIZIO GIUDIZIO
DEL GUSTO DEL BELLO

Quando il fenomeno è Quando il soggetto


talmente grande da si trova di fronte
Ciò che piace Ciò che piace non poterlo misurare ad un illimitato
personalmente universalmente e potere dell’oggetto
ed è legato necessariamente
alla sensibilità

Contrasto tra
Il soggetto avverte un immaginazione e ragione
certo senso di sincronismo
e di armonia con l’oggetto
in modo tale da
considerare quest’ultimo
assolutamente bello

Dispiacere : Piacere :
l’immaginazione, consapevolezza
dinanzi a ciò che dei limiti della
la trascende, nostra sensibilità,
rischia di perdere e ciò esalta il
se stessa. naturale tendere
della ragione
all’assoluto

2 a cura del prof. Alfio Bonfiglio


Immanuel Kant

Analizza i fenomeni organici


della vita naturale dal punto
di vista della finalità

NEXUS EFFETTIVUS NEXUS FINALIS


(causa efficiente) (causa finale)

La causa precede sempre l’effetto e Ciò che si distingue come effetto può
mai viceversa essere contemporaneamente causa

La NATURA si organizza da sé e si realizza


attraverso una “forza formatrice” che possiede solo
per se stessa.

La FINALITA’ degli eventi non è propria delle


cose in sé, cioè della Natura,
ma del modo di giudicare umano.

Solo l’UOMO è capace di agire secondo una causalità


diretta ad uno scopo: la volontà.
Nello stesso tempo dà liberamente a se stesso la legge di
determinazione di questa volontà: la LEGGE MORALE.

L’uomo è quell’essere che ha in se stesso lo scopo


supremo e quindi può sottomettere a sé l’intera natura

3 a cura del prof. Alfio Bonfiglio