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ctmco HOiJi -xiiSo

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^^^f'k^^

^ Come
le

mie

devo scrivere

lettere?

^ ^

f/lilano

Come

UIiRieO HOEPLI

t)eVO parlare in pubblico?

Esempi

Editore

di discorsi per

varie occasioni della vita di J. Gelli. \Ji\\ volume


Leg-. L. 5,50.
di pag. xvi-464, 2^ ed. 1912. L. 4.
le

Come

t)evo cucinare i cibi ai bambini, ai Deboli e con*


Valescenti di A. Pettini, sotto-capo cuoco diS. M. il Re.
(Cucina per gli stomachi deboli, convalescenti e debilitati). Un volume di pag. 470 L. 4. - Legato L. 5,50.

Come Devo comportarmi? Libro per tutti, di A. VertuaGentile. Un volume in-S"^ di pag. xvi-492. 5*^ edi-

Solidamente legato L. 5,50.


4.
coltivare l'orto e il aiarMnO? La buona massaia,
di A. Pucci con 201 ili. di p. XI1-5T6. L. 4. Leg. L. 5,50.
Come investire e amministrare i miei capitali di F.
PicciNELLi. In-i6, di pag. xxi-451 L. 4. - Leg. L, 5,50.
Come posso Divertirmi? Piccola enciclopedia di giuochi
per passare bene il tempo in citt e in campagna
Legato L. 5,50.
di J. Gelli, di pag. xiv-573. L. 4.
Come Devo mantenermi sano e prolungarmi la vita? del
Dott. G. Galli, di pag. xxiv-488, 53 incisioni, una
Solidamente legato L. 5,50
tavola colorata, L. 4.
Come Devo (governare la mia casa? Ferraris -Tambu
RiNi. Voi. p. xv-496, 45 ine. 5 ed. L. 4. Leg. L. 5,50
zione riveduta. L.

Come

Libro di cucina, con oltre


1000 Ricette pratiche per gli stomachi sani e per quell
delicati, per Donna Giulia Ferraris-Tamburini
di pag. xvi-464, con illustr. 2" ed., L. 4.
Leg. L. 5,50

Come posso mangiar bene?

Come Devo

tutelare la vita civile Dei miei UqMI di


Legato L. 5,50
E. Zappargli, di pag. xv-469. L. 4.

Come Devo

allevare e curare

il

mio bambino?

di

Val

vassori-Peroni. 3^ ediz. rifatta L. 4 - Leg. L. 5,50


Cont^ Devo guarirmi nelle malattie? dei dott. G. Galli
Legato L. 5,50
Un volume di pag. xix-537. L. 4.
Come Devo scegliere una professione. Guida per il
padre di famiglia nella scelta di una carriera per
suoi figli. C. DoMP, di pag. 350, L. 4. - Leg. L. 5,50
Come si pagano le imposte e le tasse in Italia ?/^
nua le pratico della legislazione fiscale. Un volume in-8'*
Legato L. 5,50.
di pag. viii-367. 2^ ediz. ampi. L. 4.
Cbi l'ba Detto? Tesoro di citazioni di origine letteraria
e storica, annotate da G. Fumagalli, di pag. xxiSolidamente legato, L. 7,50.
638, 5* ediz. L. 6.

si riesce negli affari. Pensieri di un uomo d'affari americano, di pag. xvi-224, L. 3,50. - Leg. L. 5.

Come

LjaXGrr

j^

].

GELLI

Come devo
le

mie
Esempi

scrivere

lettere ?

^^

di XtViztz e di scritture pri-

vate per tutte

le

occasioni della vita

SESTA EDIZIONE
riveduta e aumentata

ULRICO HOEPLI
Editore Libraio della Real Casa

MILANO
J9J4

PROPRIET LETTERARIA

Milano

Tipografa

Umberto

Allegretti

Via Orti, 2

^''^np^li

LETTORI

AI

L'autore di questo volume un mio caro amico;


e tale pure l'editore di esso. All'uno e all'altro,

piaciuto che io presentassi

libro,

giunto ormai alla sesta edizione; e

desiderio

rendo,

pubblico questo

al

per

me un comando,

il

loro

quale mi ar-

al

bench non abbia ancora capito bene per

debba toccare proprio


a me, seppure non debba esserne una il fatto che
quali ragioni siffatto onore

io

pur troppo ricevo molte, anzi troppe,

lettere, e

pur troppo ne scrivo anche molte, per quanto

mia

pigrizia

meno
a me.

quanto

di

Ma

mi sogno
grafa, e

mi spinga a scriverne
gli altri,

bont

altrui

loro,

la

sempre

ne scrivono

questa non ragione sufficiente: io non


di tenere

il

record in Italia della epistolo-

semmai, in considerazione del numero delle

lettere ricevute o

mandate, questo onore dovrebbe

toccare a qualche deputato eh 'io conosco e di cui

non star a

fare

il

nome,

ma

cui fasti, letterarii

per cosi dire, ho sempre uditi, e veduti, senza invidia, anzi

vento.

con senso di profonda piet e

di spa-

Ai

lettori

Pur troppo la lettera tiene oggi nella vita umana


un posto considerevole, assai pi che in quella dei
padri nostri,

riori.

e ci

si

le

grazie

fa,

relazioni

alle

si

assai

generazioni ante-

pi facilmente che cinsia per diporto;

sia per affari,

ai progressi

comodo

pi

risalire

cause sono molte e complesse. Si viaggia

muove oggi

quant'anni
ch

senza

e costa

della scienza

meno, quindi

il

poi-

viaggiare

le famiglie,

le

sparpagliano come semi abbandonati al

vento. Ohi di noi non ha parenti ed amici in altre


citt d'Italia, se

pure non all'estero, e anche fuori

Europa, e non tiene con loro nutrito commercio


epistolare? Inoltre oggi il convenzionalismo, la

di

moda,
anche

vogliono che molte faccende,

la diffidenza,

di

poco momento, che

nostri nonni sbriga-

vano a voce, in quattro parole,

si

lennemente e prudentemente per


vitare

una persona

di

trattino pi so-

lettera.

Vuoi

riguardo a pranzo?

in-

scrivi.

Vuoi chiedere qualcosa a un pubblico ufficio? scrivi.


Vuoi fare una dichiarazione di stima, o di... viceversa, assumere o ricordare un impegno, diffidare
alcuno, comporre un dissidio? scrivi.

ancora bisogna tener conto della

corrispondere

con lontani

paesi

conoscenza delle lingue straniere, per


prezzo

della affrancatura postale,

rapidit dei percorsi.

facilit

di

per l'aumentata
il

diminuito

per la maggior

Grazie alla meravigliosa

or-

ganizzazione delle poste moderne, cosi lontana dalla


primitiva posta romana, o dalla posta del Tasso
grazie alla invenzione di sir

Rowland

Hill, al fran-

Ai
coboUo; grazie

al

lettori

concetto grandioso del Bismarch

compianto ministro von Stephan, idea-

delle poste,

il

tore della

Unione

postale,

una

lettera oggi in po-

con venticinque

che ore traversa tutta l'Europa:

centesimi va sulle sponde del Tanganika, risale

Congo,

si

Oceano.

chi

non scriverebbe oggi a

Tutto questo parrebbe un sogno

cato?

il

spinge nelle isolette perdute nel Grande

buoni nonni per

una

quali ricevere

buon merai

avvenimento non sempre gradito, a cagione


tutt'altro che lievi,

tasse postali,
in generale

del destinatario.

nostri

lettera era

un

delle

a carico allora,

anche questa era

una ragione per scriver meno quando la nostra


lettera doveva costare a chi la riceveva, otto, dieci,
dodici soldi o pi, ci si pensava due volte prima
di mandarla, e non la si mandava se non si era
pi che certi che fosse la ben venuta.
Eppure in Italia si scrive ancora poco: non per
niente abbiamo ancora pi del 60 per cento d'anal:

fabeti, ridotto per fortuna al

citt

38 \\ per cento nelle

capoluoghi di provincia e per

periori

in et

ai

gli abitanti su-

(Censimento del 1901).


che ho potuto procurarmi

15 anni

Gli ultimi dati statistici

sul nostro servizio postale,

danno

le

seguenti cifre

per l'esercizio 1911-1912:


Lettere e biglietti postali
dei quali

....

320.000.000

Lettere raccomandate e assicurate


sclusi

vaglia postali)

(e-

....

Cartoline postali (corrispondenza)

36.946.358

167.000.000

Ai

XII

(pieghi di

Altri articoli postali

mano-

campioni, stampati)

scritti,

703.000.000

Cartoline illustrate

170.000.000

Cartoline vaglia.

192.000.000

Con un

prime

le tre

popolazione

Che

classi, e

Eegno,

del.

poco inferiore a 14
tante.

un miliardo

totale approssimativo di

Sommando
la

lettori

si

e mezzo.

confrontando con

ha una media annua

fra lettere e cartoline

cos' questa

meschina media

al 17 per abitante del Belgio, del

del 31 della Germania,

del 37

per abidi fronte

22 della Francia,

degli

Stati Uniti,

del 57 dell'Inghilterra?

Pero nel totale

posta italiana ha distribuito

la

43 oggetti per corrispondenza a ciascun abitante.

E
nelle

mandiamo

scriviamo dunque,

cinque parti del mondo,

testimoni parlanti,

secondo

la

quattro venti,

ai

nostri caratteri,

nuovissima scienza

dei grafologi, delle nostre passioni, dell'anima nostra.

Ma

per

ma

modesto,

il

libro dell'amico mio, pratico,

utile; trovi

ogni signora, di ogni


e

quando entra

quei

rari

stampa

suo posto sul tavolo di

il

uomo

d'affari

che

libretti

si

sent

delle persone

Possiamo

fin

condannate a scriver
risalire

vulgare

dagli incunabuli della

opportuno di comporre a

infatti

vada a

agli antenati suoi,

utilit

lettere.

tranquillamente pi di

quattro secoli, che troveremo gi


epistole

o di societ;

nelle polverose biblioteche,

lietamente accanto

mettersi

saper scrivere.

bisogna...

scrivere,

Ben venga dunque

il

missive e responsive

Formulario de
di

Cristoforo

Ai

lettori

Laudino, segretario della Signoria

di Firenze, ri-

stampato molte volte nel primo secolo della stampa,


e di cui la pi antica edizione con data certa del
1485.

Anche

il

trattatello di

Francesco

epistolandi (o

Ars

anche De scribendi
stampato per

epistolandi)

1488,

la

trattati del Segretario. 1

due

prima volta nel

una vera

due

rari e ricercati

11

di

il

adornano

frontespizi

volumetti della prima met

uno un Formulario ottimo


quale insegna il modo di scrivere

del cinquecento
gante,

XV.

fioritura

facsimili che

queste pagine preliminari riproducono


di

Modus

epistolas ratione o

ebbe pi di 24 edizioni nel secolo

secolo successivo port poi

missive e responsive

sa-

l'5'egri,

cerdote e grammatico veneziano, intitolato

del 1535

l'altro,

et ele-

lettere

quasi della

un altro curioso libretto, l'archetipo


moderno Segretario galante^ ed intitolato il

stessa data,
del

Rifugio di amanti^

edizione del 1533.

quel famoso Tagliente,

Ne

autore

cui esemplari di calligrafia

sono ghiottamente ricercati dai

Questa

bibliofili.

produzione pi corrente e volgare doveva presto


luogo ad altra pi nobile e letteraria.

far
lo

Zeno

Cesare Capaccio nella prefazione

stampato per

del Segretario^ stampato


il

1684. di essere stato

stro idioma la

gendo che

il

al

suo Segretario^

la terza volta nel 1595,

a Francesco Sanso vino, autore di

Scrive

nelle erudite note al Fontanini, che Giulio

maniera

un

la gloria

altro trattato

ben nove volte fra


il primo a ridurre

il

1568

al no-

dello scriver lettere, soggiun-

Tasso ne diede succinti precetti (1588),

Ai

XIV

lettori

Batista Guarini (1594) pi

gegneri (1594) un nuovo


durre

Ma

il

diffusi, e

modo

che Angelo In-

aggiunse per

vi

ri-

Segretario a perfezione.

basti di questa pesante erudizione, di cui

prefatore,

di

riuscito a risparmiare

tempo ch'essi aprano


se ne valgano

il

sua professione bibliotecario, non


ai lettori
il

il

fastidio.

volume dell'amico

a cuore tranquillo,

pr delle molte e curiose notizie

Ora

Gelli,

e facciano loro

che l'autore ha

saputo innestarvi.

G. Fumagalli.

La

DELLA LETTERA
DELLE SUE PARTI

lettera.

Come si dovrebbero scrivere e come si scrivono le


Conseguenze dell' abuso nel toscaneggiare. Lo scopo di una
lettera. Come si raggiunge. Lo stile epistolare. Riflettere prima
di scrivere. Adattare lo stile epistolare al soggetto e alle persone.

Che

eoa' la lettera.

lettere.

La

mezzo della quale


mettiamo in comunicazione con gli assenti , in
poclie parole, una conversazione scritta, della quale la
lettera deve possedere tutti i buoni requisiti.
noi

lettera quella scrittura per

ci

Io credo, scrive d'Azeglio, nei suoi Bicordi, che per


caso come si

scrivere bene, bisogna scrivere in ogni

parlerebbe ad una compagnia amica, ben educata, composta di uomini rispettabili e di donne oneste.
Basta astenersi dalle sconvenienze e da certe trivia-

che un po' di tatto serve ad indicare, tutto il resto


pu ed anzi si deve dire francamente col medesimo
stile e le medesime parole che si usano nel discorrere.

La mia idea in sostanza questa: servirsi delle


parole comuni secondo il loro senso

lit,
si

Come devo

scrivere

le

mie lettere?

ogni parolone, ogni equivoco bench minimo; evitare


le trasposizioni; fare in modo insomma che il lettore
capisca completamente, subito, ed anzi gli sia impossibile, anche per un attimo, di esitare sul vero senso
di quello che legge
Scrivere, adunque, con semplicit e con naturalezza;
con stile andante, piano, chiaro, aggradevole e conciso
scrivere come si parlerebbe, vuol dire]: scrivere bene.
Presto detto. Ma, in generale, noi italiani parliamo
male e gli stessi toscani, che pur si piccano di parlare
bene, pronunciando piuttosto maluccio, non sono sempre
tra i pi felici scrittori del nostro armonioso e gentile
idioma. Non tocchiamo, poi, coloro che hanno la smania
di toscaneggiare. Questi messeri finiscono per parlare
malissimo e scrivere peggio.
;

Non

molto, una distinta gentildonna lombarda, to-

un architetto amico suo


campagna, per ammirare la facciata
della villa, fatta rimodernare di fresco.
Venga, diceva il viglietto profumato, venga presto
a esprimere il suo giudizio sulla nuova fasciata (sic)
della mia villetta
La bella e colta dama, a forza di esagerare nella pronuncia alla toscana, aveva finito per dimenticare la
buona ortografia italiana
che bisogna compatire.
Son cose che accadono e

scaneggiante all'eccesso, invitava

a recarsi da

lei,

in

Lo

. .

scrivere quell'arte meravigliosa per la quale

esprime ogni concetto e

si

l'interno pensiero nostro col


alfabeto.

Da

ci

il

fine,

lo

si

dimostra in figura esteriore

mezzo

delle lettere di

un

scopo diretto di una lettera,

che quello di essere inteso e non frainteso.


La causa, per la quale noi siamo ben compresi, ,
per conseguenza logica, la forma corretta dei caratteri

La

lettera

l'ordine e la distinzione delle parole

esporre

la chiarezza nello

nostri sentimenti.

Questo fine di essere inteso se universale e necessario per tutti quelli che parlano, indispensabile per

coloro che scrivono, pur

mantenendo

inalterato

il

prin-

rappresenta un ragionamento scritto.


Per essere facilmente compresi legge generale che
si abbia da essere precisi, chiari, concisi. La prolissit
nemica capitale della chiarezza. Questa, per, non vuole
cipio

la lettera

una sovrabbondante concisione, dipur esso altrettanto dannoso


sicura interpretazione di uno scritto.

essere sopraffatta da

fetto opposto alla prolissit,


alla

La maniera che
mere

ciascuno ha di comporre e di espri-

propri pensieri con la scrittura, col mezzo di pa-

role ordinate secondo

delle consonanze, si

le

giuste

addimauda

secazione grafica, o meglio


dei molteplici sentimenti,
il

carattere dell'uomo.

regole dell'armonia e

stile.

Lo

stile

una

estrin-

la manifestazione sintetica

quali concorrono a formare

Con questo quello varia; ma

lo

rispecchia sempre e fedelmente.

Lo

cambia pure a seconda del soggetto di cui


ma deve essere in ogni momento in
perfetta armonia con l'elevatezza e con la semplicit di
questo. Leggi, regole ben definite, modi particolari, governano i rapporti tra il soggetto e lo stile e si apprendono con lo studio prolungato dei migliori scrittori
stile

tratta la scrittura;

nostrani.

Lo

stile epistolare

per, rifugge dall'enfasi, dalla

ri-

cercatezza e pi particolarmente dalla trivialit. Sia dun-

que semplice, naturale, scorrevole; perch questi tre


pregi necessari lo rendono piacevole e armonioso.
Dallo stile, Buffon giudicava l'uomo; dallo stile epistolare, io dico,' si giudica

rale

il

valore intellettuale e

l'educazione, cio, di chi scrive.

mo-

Come devo

La

lettera,

scrivere

mie

le

ho detto, deve essere

naturale; e va bene.

Ma

lettere f

scritta

con semplicit

la naturale semplicit

non

si.

confonda con la spensieratezza. La lettera deve essere


riflettuta, ponderata, di guisa che il raziocinio faccia da
buona guida alla immaginazione serva di giusta misura
;

all'ingegno

rifletta

l'educazione e

il

carattere di colui

che scrive. Chi trascura questi principi, abbandonando le


redini ad una sfrenata immaginazione, tosto o tardi,
allorch il senno di poi costringer all'attenta considerazione dei fatti, dovr pentirsi di avere avuto pi audacia
che coraggio e il pensiero piti lungo della prudenza.

Pochi sono gli uomini e.... le donne, che non abbiano


dovuto rammaricarsi, amaramente dolersi di avere scritto
magari un rigo solo, una sola parola imponderata, in un

momento
di

d'incosciente

entusiasmo, o di cieca fiducia,

non considerato trasporto


Allora

si

accorger che la lettera non ha vita

effi-

mera, perch sopravvive all'oggi e al dimani; e come


figlio immemore e ribelle, dopo una lunga assenza,
quanto meno ce lo aspettiamo, esce dall'ombra dell'oblo, per ricomparire, terzo incomodo, in mezzo a una
situazione difficile e provocare con le sue rivelazioni,
di avvenire, preparato con un
il crollo di un edificio
lavoro assiduo, lungo e paziente. Nelle lettere dirette
ad un amico o ad un'amica troppo spesso afiidiamo
senza ponderazione piccoli lembi della nostra anima!...
N si pu fare assegnamento sulla scienza del diritto
civile per impedire che quel pezzo di carta scritta, possa
non essere data in pascolo alla curiosit morbosa del
pubblico, e distruggere

col

successo

del

ridicolo

una

reputazione fino allora intemerata.


La lettera, disgraziatamente, quasi sempre qualcosa
di pi di

un semplice pezzo

di carta scritto.

Essa as-

La

lettera

documento giuridico, ed obbliga quanto e pi


da bollo. E perch spesso depositaria di

siirge a

della carta

confessioni gelose, costringe a

confidenze segrete e di

bene su questo
assioma: le parole svaniscono, mentre gli scritti restano
e come possono salvare un malfattore, possono compromettere la tranquillit e la reputazione di un galanriflettere

prima

di scriverla: a riflettere

tuomo.
Nulla, infine, di pi naturale che, nel conversare co-

mune,

si

trascuri la colleganza richiesta da

Quando

dinato ragionamento.

trotta nello sconfinato spazio

si

conversa,

un ben orla mente

del pensiero e questo si

manifesta sotto mille guise disparate, a seconda delle


svariatissime impressioni che ricevono i nostri sensi.
Nello

stile epistolare

non

cos

la riflessione

non am-

mette che si salti impunemente di palo in frasca; ma


vuole che il ragionamento si estrinsechi sempre collegato
in tutte le sue parti. Ci non toglie, ben inteso, che si
possa passare improvvisamente da un concetto all'altro;
ma il razionale collegamento del discorso ha da essere
sempre di guida sicura alla conversazione scritta.
Nello scrivere le lettere, si tenga per ultimo presente
di misurare costantemente la posizione propria con quella
della persona alla quale si scrive
e quindi scrivere con
quelle stesse regole che la buona educazione imporrebbe,
qualora si dovesse dire a viva voce quanto si espone
;

nello scritto.

Di conseguenza,

si

adotter uno stile rispettoso, mai

servile, verso coloro che

a noi sono superiori in et,

o in posizione sociale; cortese, gentile, con gli eguali;


afi'abile,

bonario, con

clii

a noi inferiore

ma

senza

ostentazione, affinch non suoni offesa per coloro, che


la

fortuna favor

meno

di noi.

Come devo

scrivere

mie lettere?

le

*
Delie varie parti di una lettera.

Corpo della lettera, esordio,


Titolo, inscrizione, intestazione.
Narrazione.
Chiusa o finimento.
introduzione.
Soscrizione o
Indirizzo.
Occhio.
sottoscrizione o firma.

Data.

La

sono

lettera si

une dalle

altre,

compone

ma

bea distintele

di v^rie parti

tutte egualmente importanti. Esse

1 la data, che

giorno,

il

Come

a determinare

serve

mese e l'anno

il

luogo,

il

in cui la lettera fu scritta.

si scrive la data? L'anarchia pi assoquesta minuscola, sebbene importantissima, parte di una lettera. Ma la maniera per cos dire

e dove

luta regna su

classica, di datare

una

lettera, quella di scriverla nel-

l'angolo superiore di destra della lettera, prima della


intestazione.

Nelle lettere di riguardo poi, la data si ha da scrivere in estenso e non con abbreviazioni, o tanto meno

con

cifre sotto

forma di

frazioni.

se tollerato che la. data

lettera,

in calce alla

scriva

si

prima della sottoscrizione, non per da con-

sigliarsi nelle lettere di rispetto,

specialmente a coloro

che sono facili alle distrazioni,


su cento, la dimenticheranno.

quali,

2''

in

il

mezzo

titolo

novanta volte

o inscrizione o intestazione, che

si

scrive

e in alto del foglio, serve a indicare la per-

sona alla quale la lettera destinata.


3" il corpo della lettera, il quale comprende Vesordio, o introduzione, e la narrazione.

Per mezzo

dell'esordio^

espressioni di gentilezza,

con qualche
si

volenza della persona alla quale


Ju''

artificio

con

cerca di cattivarsi la benesi

scrive.

esordio fa strada alla narrazione.

Questa consiste

Delle varie parti di una lettera

Come devo

scrivere

le

mie lettere?

nell 'esporre e nel dire con chiarezza, con ordine e con


modestia, con garbo e con grazia la sostanza dei pensieri e dei

sentimenti che

si

vogliono esprimere.

corpo della lettera non deve mai cominciare con

Il

con

ella,

iw

o con suo, o con vostro, che formerebbero

(Titolo)

(Corpo della lettera)

(Data)

(SoscrizioneJ

(Occhio)

un

e si

deve pure evi-

tare di cominciarlo con le formule d'uso

comune come

seguito col titolo e intestazione

ad esempio

scrivere che l'oggetto della lettera d'in-

formarsi della salute della persona, alla quale la lettera


diretta 5 oppure: per procurarsi l'onore,
4" la chiusa, o

il

piacere, ecc.

(come dicevano gli antichi) il finimento, colla quale si prende congedo dalla persona alla
quale

si

scrive.

Delle varie parti di una lettera

La chiusa deve essere proporzionata alla materia che


ha fornito il soggetto alla lettera, e deve essere fatta
con espressioni di complimento giuste e non eccessive,
cio

senza cortigianeria.

la soscrizione, o sottoscrizione, o firma, nell'angolo inferiore di destra della lettera, serve ad indicare
5*^

la qualit e

Le

il

qualit,

nome

della persona che scrive.

ben inteso,

coi relativi titoli, ecc. si tra-

scurano nelle lettere intime e in tutte le corrispondenze


le quali non rivestono un carattere officiale o quasi.
Non male, anzi bene, di far seguire l'indirizzo
al nome di chi scrive, per rendere pi facile e pi sicuro il recapito di una possibile risposta.
6" VoGchio. Alcuni nell'angolo inferiore sinistro della
lettera, dirimpetto alla soscrizione, scrivono il nome e
il cognome della persona a cui
la lettera destinata
ed il luogo ov' diretta. Questo si chiama occhio e pi
specialmente serve a non fallare, o a non incorrere
nella scempiaggine di fare il cambio delle lettere, al
momento di porle entro la busta col relativo indirizzo.
DelVbcchio si fa uso particolare nelle suppliche e nelle
lettere officiali di qualsiasi specie, che vengono portate
alla firma del superiore; il quale, firmando, apprende
a chi la lettera destinata. Nelle lettere private, rocchio si usa raramente e solo si pone come segno di rispetto, verso la persona alla quale si scrive.
7" V indirizzo, o soprascritta, che si fa dalla parte
esterna della lettera stessa, o sopra un involucro speciale, addimandato busta, serve a indicare agli impie,

gati postali

il

nome

il

paese, la citt,

il

recapito, la professione

del destinatario.

L'indirizzo

come

tutte le altre parti della lettera de-

v'essere scritto con carattere chiaro, nitido, senza correzioni o girigogoli, affinch

e la interpretazione.

ne

risulti facile la lettura

Come devo

10

scrivere

le

mie

lettere f

Delle convenienze epistolari.

1.

Come

si

dispongono le varie parti della lettera.

Come deve presentarsi una


lettera un fatto.
Margini.
da usarsi nello scrivere una lettera.

La

La

un
come un

lettera

lettera.

Uso

Caratteri

dei margini.

fatto di cui essa possiede tutti

re-

produce in chi legge una impressione favorevole o avversa a chi l'ha scritta. Ora,
indispensabile che la prima impressione prodotta da
una lettera, ch' quella che resta, sia propizia allo scrivente e predisponga l'animo di chi la riceve alla benevolenza, alla tolleranza, e.... alla lettura, scopo precipuo
quisiti e,

fatto,

di ogni scritto.

Da

ci,

la necessit che

ghindata in tutte

le

una

lettera

si

presenti ag-

sue parti con piacevole correttezza

quale ha da essere nitido


quanto nello stile, che ha da essere chiaro e perfetto
nella forma, superlativamente educato nel tuono.
Perch una lettera fin dal suo presentarsi desti simcio, tanto nell'aspetto,

il

non occorre che seduca pel modello calligrafico


che vorrebbe rappresentare; basta che la data, la inscrizione o titolo, e tutte le altri parti che la compongono,
sieno disposte secondo le buone regole, consacrate dall'uso; e scritte con carattere uniforme e chiaro, senza
patia,

fioriture o ghirigori di gusto fanciullesco. Si scriva, in-

somma, con una

Poco monta se

calligrafa sobria e intelligibile.

le lettere della scrittura

sono grandi,

piuttostoch piccole; o magre, invece che grasse; basta

Delle convenienze epistolari

11

che esse sieno formate interamente e chiaramente, onde


lettore non abbia a prendere lucciole per lanterne.
Io credo che non sia lecito ad alcuno di attentare
alla perfezione della vista di un galantuomo, inviandogli

il

lettere scritte

con una calligrata

illeggibile.

Ritengo,

anzi, che chi riceve lettere cos fatte, sia nel suo pieno

ha vergate, perch ne faccia


N questi pu dichiararsene
offeso; giacch, nessuna legge impone ai cittadini di
funzionare da interpreti degli scritti altrui; o per l'altrui
diritto di rispedirle a chi le

una traduzione pi

chiara.

piacere rovinarsi

senso prezioso della vista.

il

Le convenienze epistolari esigono pure, che, nello scrivere una lettera, si lasci libero uno spazio tra il margine del foglio e la scrittura. Poco cale se questo spazio
sar largo o stretto; purch a destra e a sinistra dello
scritto ve ne sia, e che ciascuna linea cominci sempre
ad eguale distanza e sotto il principio di quella che la
precede; e termini ove questa ha fine. N si dimentichi
che le parole, per quanto possibile, hanno da entrare
completamente nel rigo; e, se non c'entrano, si venga
a capo; ma non si mandino malamente a sghimbescio
lungo il taglio del foglio, a far visita alla sottostante
linea; ed infine, che la pagina termini in modo da lasciare tra l'ultima riga e il margine inferiore, uno spazio
eguale a quello che intercede tra il margine superiore

e la data, se stata scritta in alto a destra.

Le proporzioni dei margini laterali e di quello della


parte alta del foglio non sono costanti; ma variano col
variare della posizione sociale e del rispetto dovuto alla
persona a cui

si

scrive. Cos, per

esempio: scrivendo ad

Come devo

12

un amico

si

scrivere

pu cominciare

le

mie lettere?

la lettera

due linee

pii sotto

dalla intestazione (Mod. 1), lasciando modestissimi mar-

ma

dovr cominciare a due terzi dell'alun discreto margine (di circa


due centimetri) nelle lettere da recapitarsi a persone di
riguardo (Mod. 2). Se la lettera, invece, fosse destinata
gini laterali j

si

tezza del foglio e lasciare

a ministri, a cardinali, a principi, ecc., cui spettano di


titoli di: Eccellenza, Eminenza, Altezza ecc., lo
dovr cominciare a met circa del foglio e il
margine laterale di sinistra aggirarsi sui tre centimetri
(Mod. 3) che diverranno quasi quattro, nelle scritture
dirette alle Maest, a Sua Santit il Papa, o alle Altezze reali. In tal caso, il corpo della lettera deve cominciare a due terzi del foglio (Mod. 4).

diritto

scritto

Delle convenienze epistolari

Margine

13

14

Come devo

scrivere le mie lettere f

Margine

euiSj'Bpf

Margine

9UlJ'BJ\[

Delle convenienze epistolari

Margine

15

16

Come devo

scrivere

le

mie lettere?

Delle conveniente epistolari

Dove incomincia

2.

Capoversi.

Non

si

il

17

corpo della lettera.

Se la scrittura occupa pi pagine.


Firma o soscrizione.
sovrappone la scrittura,
L'inchiostro.

capoversi incomincino sempre a un terzo circa della

larghezza del foglio e sieno tutti sulla stessa linea verticale.

Se la scrittura occupa pi di una pagina, nelle successive essa dovr cominciare e finire agli stessi punti,

nei quali comincia e termina lo scritto della prima facciata.

Nelle lettere di rispetto dirette a personaggi al-

tolocati, nelle suppliche, e nelle lettere ufficiali

non

si

occupa mai la contropagina, ed lodevole allorach tutto


il testo rimane compreso nella prima facciata.
Ma non si ricorre, neppure nelle lettere familiari, ad
una nuova pagina per scrivervi solamente un mezzo
rigo e tanto meno la data solamente, o anche la sottoscrizione sola.
Il farlo procura la taccia di poco accorti e qualche volta di mancanti di riguardo.
Ma,
non potendone fare a meno, si volti il foglio e si aggiunga allo scritto qualche nuovo pensiero, qualche frase
di pi: si ripeta qualche complimento cortese, che costa
poco, nello intento di non lasciare in solitario abban-

dono

la data,

il

proprio nome.

Questo, cio il nome di chi scrive, sia scritto molto


chiaramente in basso e a destra, a uno o due righi di
distanza dal corpo della lettera, senza stanghe sopra o
sotto, e senza tortuosit e s voi ture grafiche.
Alla sottoscrizione faccia seguito l'indirizzo esatto;
affinch, se la lettera missiva merita o esige

una

risposta,

sappia ove dirigerla, senza tema che vada smarrita


o che venga ad altri recapitata.
si

Come devo

18

Per ultimo, non

si

scrivere

le

ime

lettere f

sovrapponga mai scrittura a

tura. Ci sconveniente e costituisce

scrit-

una mancanza

di

elementare educazione; la quale, se concede a chi scrive


di economizzare un foglietto di carta da lettere, obbligachi deve leggerla o a rovinarsi la vista, o a rinunciare
alla lettura.
Si usi sempre inchiostro nero, o al pi violetto scuro.
Mai inchiostri rosso o verde, i quali offendono la facolt
per cui l'uomo vede e, francamente, non sono simpatici

e tanto

meno

capaci di affermare l'urbanit di chi scrive.

*
Carta da usarsi nella corrispondenza.

3.

dei fregi, degli stemmi, delle corone, dei monogrammi, ecc.


Carta
usata dalla gente a modo.
Quando e come.
Uso dei vari formati
di carta.
Formato per domande, per istanze, e suppliche.
Carta

Uso

da

lutto.

La persona

di

garbo non

si

serve mai di carta da

let-

guarder
bene dll'usare carta con fiori, con fantocci o putti, con
bestie, simboli o vedutine
con monogrammi o corone
e stemmi, anche quando avesse il diritto di fregiarsene.
Parimente, non far mai uso di carta rigata a scacchi
o a losanghe, o a rabeschi; insomma: la persona seria,
sia essa uomo o donna, deve scansare nella sua corrispondenza l'uso della carta da lettere stravagante, originale, fuori dell'ordinario, anche se imposta da una
moda di pessimo gusto, ideata probabilmente da qualche
tere a colori e, se appartiene al sesso forte,

si

disgraziato fabbricante che, in


felice,

ha cercato di evitare, o

del fallimento.

una trovata pi o meno


di allontanare

il

dies irae

19

Delle convenienze epistolari

Un uomo da bene e una signora che si rispetta, nella


corrispondenza usano sempre carta da lettera fabbricata
a tale oggetto.

non stemmi

Non monogrammi, non poligrammi

gentilizi,

non profumo;

ma

(^),

carta bianca e

pi o meno consistente di qualit pi o meno


ed havvene della sopraffina e costosa
a seconda dei mezzi e della posizione di ciascuno.

liscia,

fina

In generale, la gente posata

si

serve di carta da

let-

tere di sesto mezzano (13 centimetri circa per 21) nella

corrispondenza familiare, o con eguali, o con inferiori.


Ma per lettere di riguardo usa carta di maggiori di-

mensione

e consistenza.

Per queste, cio per

le lettere

di riguardo, stato accettato dalla consuetudine

il

sesto

grande che misura 20 per 25, o 28 centimetri.


Le lettere destinate agli amici molto intimi si possono scrivere sopra carta di qualsiasi formato e qualit.
Per, sar bene di non dimenticare che anche verso gli
amici intimi e cari si ha da essere, o si ha da sembrare,
educati; e
scortese,

il

il

menomare

il

rispetto loro dovuto, atto

quale costituisce un

abuso dell'amicizia e

della tolleranza altrui.

(')

Il

monogramma

il

nna parola;

il

segno iniziale

poligramma

al qaale

viene attrbnito

il si-

segno
come iniziale di pi parole aventi significato diverso, ma comincianti con
la medesima lettera dell'alfabeto. Con i poligrammi si sono fatti nell'antichit e successivamente sino ai nostri giorni giuochi di parole, rebus,
sciarade, indovinelli e altro. Cos i romani ebbero i tre C.C.C per indicare ai mariti le persone da tener lontano dalla propria casa, e cio i
Cugini, i Cognati e i Compari; i quattro D.D.D.D servivano a indicare le
quattro potenze credute irresistibili (anche dopo che i romani
quelli
antichi
erano scomparsi da un pezzo) e cio: Dio, Diavolo, Danaro e
gnificato di

Donna. I
quale

la ripetizione dello stesso

tre

F.F.F rappresentarono, tra il 1811 e il 1859, la gogna alla


avevano legato i Borboni di Napoli, il malgoverno dei

patri otti

quali si riassumeva in: Feste, Farina, Forca..,. E, ben inteso, ciascuna


nazione ha i suoi poligrammi particolari con significati politici, sempre
satirici, sarcastici e pungenti; ovvero riflettenti costumi, abitudini ecc.
ed allora spesso concretano un significato non sempre facile a spiegarsi
a chi non maturo d'anni e.... di senno.

Come devo

20

scrivere

le

mie

lettere'?

Il rispetto allontana molte cause di dissidio ed per


conseguenza uno dei fattori pi importanti d'armonia
tra la gente civile.
Per ultimo, scrivendo ad inferiori, si usi almeno la
stessa carta della quale ci serviamo nello scrivere agli
eguali. Perch uno meno ricco, o piti povero di noi:
percli la fortuna fu pi matrigna a lui che a noi, dob-

biamo permetterci

l'arbitrio di trattarlo con disprezzo e

con esso, come noi non vorremmo che altri


praticasse con noi? E la carit cristiana?...
Qualunque sia il grado nella scala sociale della persona alla quale si scrive, si ricordi che i diritti e gli
obblighi della personalit umana sono eguali e reciproci
ne possono essere modificati a vantaggio di alcuno, nemmeno dalle convenzioni sociali neppure dalla presunzione degli uomini, anche quando l'arroganza non conosca limiti.
di praticare

Le domande,

le istanze

le

suppliche,

si

scrivono

su carta protocollo (circa 21 per 30 centimetri) greve e


bianca, nella forma prescritta dal cerimoniale epistolare
j

come

detto nel capitolo, che in particolare tratta di

questo genere di scrittura.

Chi per una dolorosa circostanza dovr far uso di


carta da lettere con lutto, non diuienticlii, che la carta
listata in

nero

si

adopera con

gli eguali e

con

gli in-

mai nelle lettere di rispetto a' superiori, o per


le domande, o per le istanze, o per le suppliche.
Qualsiasi lettera non commerciale, infine, deve essere
scritta sempre sopra un foglio intiero.
feriori

21

Delle convenienze epistolari

Prima di chiudere una lettera cosa e quanto


HA DA operare.

4.

S'

Per ultimo, prima


viarla al destinatario,
utile di rileggerla

chiudere una lettera e d' in-

di

non

solo opportuno

ma

anche

dal principio alla fine con la mas-

sima attenzione. In tal guisa, si potr correggere qualche errore di scritturazione, che pu essere sfuggito, o
qualche sbaglio, o qualche grosso difetto di forma, o di
sostanza.

Se nella lettera, poi, si sar trattato di un interesse


d'importanza, o di un argomento di molto rilievo allora, non solo sar opportuno leggere e rileggere lo
scritto; ma sar prudente conservarne copia e di lasciar
j

passare una notte prima di spedirla alla destinazione.


Quante lettere non furono pi rimesse alla posta dopo
una notte di riflessione E, quanti guai non furono per
!

tale fatto risparmiati!

Come

5.

si

comincia e come

si

finisce

una lettera.

Nelle lettere dirette


Nelle lettere di confidenza.
lo sanno.
Scrivendo a
Scrivendo a un superiore.
ad egnali o a conoscenti.
Come la donna
La donna che scrive ad un uomo.
un interiore.
L'uomo che scrive ad una donna,
dovrebbe firmare le sue lettere.
Scrivendo a un fornitore o al
Scrivendo ad un amico ammogliato.
Quando il servo scrive al padrone.
servo.

Molti non

del

tempi moderni hanno semplificato assai


cerimoniale epistolare:

tanto quelle

le

formule

dell'esordio,

quanto quelle di congedo, o di chiusa di una lettera.


Malgrado questa riduzione su vasta scala, parecchie

Carne devo scrivere

22

le

mie

lettere 9

capacissime di esporre in maniera chiara e


insomma, le proprie idee, restano ti-

persone,

concisa, perfetta

tubanti, o

sbagliano nella frase di congedo che chiude

si

la lettera.

si

sbagliano o

agitano nel dubbio, non

si

perch in loro venga a fare difetto l'intelletto o il sapere^ ma perch sanno invece che l'uso pii o meno
opportuno di queste frasi , per chi legge, un termo-

metro del

criterio,

e della delicatezza

dell'educazione

di chi scrive.

giusto, che passi per gabbiano, o per

male edu-

mondo ed

cato chi, al contrario, ha pratica di

galante

e colto.

Le

lettere di confidenza e quelle di amicizia

comin-

ciano sempre con una espressione affettuosa:

Caro amico

Amico carissimo
Mio buon (nome)
e

terminano con

gradisci

conservami

il

come, ad esempio

frasi cordiali,

una buona

stretta di

mano

tuo affetto e prenditi

dal tuo, ecc.

un abbraccio dalVaf-

fezionato, ecc.

Mi

conservi la sua benevolenza, ecc.


Vi auguro ogni sorta di bene, mentre
dialmente la mano, ecc.

Quelle dirette ad eguali, con

vi stringo cor-

quali per

non esistono

rapporti confidenziali, sebbene di semplice bench gradita relazione, si cominciano con

Egregio signore
Stimatissimo signore ;

un

23

Delle convenienze epistolari

oppure con
Caro signore ed amico
e,

titolo,

il

testa

non

ma pu

proprio necessario che sia

messo

in

seguire e servire di esordio al corpo della

lettera.

La

chiusa invece pu suonare cosi

Gradisca, egregio signore ed amico,

miei particolan

ossequi, ecc.

oppure

sensi della

oppure

mia considerazione

e stima, ecc.

Accetti, signore

egregio,

V espressione

della

mia sim-

patia, ecc.

si

Scrivendo ad un superiore, per cominciare la lettera,


dir semplicemente
Signore, o Illustrissimo, o Pregiatissimo signore

e per finirla:

Sono, stimatissimo signore, col piii profondo rispetto,


il

suo devotissimo, ecc.

oppure

Ho V onore

di

confermarmi suo devotissimo, ecc.

Gradisca, egregio signore, la conferma dei sentimenti


rispettosi e devoti del suo, ecc.

Il

superiore, e qui per superiore intendo anche

il

pa-

drone, deve tener presente alla mente che l'autorit

si

Come devo

24

scrivere

le

mie

lettere f

acquista onorando tutte le oneste condizioni

umane:

per-

ch appunto coloro che sono costretti a ubbidire, non


abbiano a mirare con livore chi comanda.
Grli infelici, i dipendenti di qualunque grado e a qualunque classe sociale essi appartengono, si sentono consolare nel vedersi trattare con amorevole riguardo da'
superiori
il loro cuore si empie di gratitudine e perdona al ricco, e perdona al superiore e al padrone quel
diritto al comando, che l'avversa fortuna ha tolto agli
-,

infelici.

Non basta pagare bene per essere serviti convenientemente e con amore; ma indispensabile che chi comanda non

sia sprezzabile e tanto

meno

brutale verso

quegli che deve ubbidire.

E perci, il superiore, scrivendo all'inferiore, cercher di essere naturalmente affabile con lui e procurer di cominciare la lettera con tanto di
Caro od Egregio signor (nome)
e terminer con

Creda, o

oppure

Faccia assegnamento sul mio

affetto sincero

Sia certo signore (nome), della mia perfetta considee mi abbia per suo, ecc.

razione

La donna

si

serve delle espressioni: caro; carissimo;

mio caro o carissimo e

simili,

quando intesta le lettere


non nubile

dirette ai parenti stretti, o al marito, se

o vedova.

tutti gli altri

uomini per quanto simpatici,


dar dell'

zionati, devoti, cari,

Egregio signore
Egregio amico
Pregiatissimo signore^ ecc.,

affe-

25

Delle convenienjse epistolari

a seconda del grado di confidenza che esiste tra colei


che scrive e colui che deve leggere.
Nella chiusa della lettera si servir di formule pi o
meno espansive (sempre poco espansive per) e di rispetto, proporzionate all'amicizia, all'et e alla posizione
sociale dell'uomo al quale essa scrive. Cos,

ad un gio-

vane, od a un coetaneo dir:


Gradisca^ egregio signor e y la conferma

menti

distinti,

oppure

ecc.

de''

miei senti-

de^ miei sentimenti migliori, ecc.

mentre con un siiperiore per


ciale si esprimer

et, o

per posizione so-

Voglia gradire;

oppure

La prego di gradire V espressione del mio dovuto attaccamento, ecc. ;


oppure
della

mia riconoscenza,

ecc.

',

Nota bene. Una donna che ha marito, non dovrebbe


mai firmare col proprio nome e cognome per estenso;
sibbene con l'iniziale del nome proprio e col cognome,
ben chiaro, del proprio marito. Una signora maritata,
poi, che si rispetta e vuol far rispettare il cognome che
porta, non firmer mai col solo nome di battesimo. Ci
appena permesso alle giovauette, quando scrivono alle
loro compagne d'et e di passatempo, o ad un vecchio
amico della famiglia.

inutile spiegare alle signore le ragioni di opportu-

2 fi

Come devo

nit di queste

scrivere

esigenze

del

le

mie lettere?

cerimoniale epistolare 5 la

donna, certe cose, le intuisce naturalmente e non ha


bisogno che le vengano illustrate.

Un uomo che scrive una lettera ad una donna, ha


pure da osservare alcune prescrizioni di forma.
Tranne che alle stretti parenti, probabile, che se
educato, eviter di cominciare la sua lettera con parole
o formule troppo confidenziali
ma user^ invece, di
quelle rispettose, delle quali suole servirsi la gente che,
per principio di galateo e di coscienza, rispetta tutti e
pi specialmente la donna.
j

non scriver:

Cos,

Carissima amica

ad una signora con


amicizia j sibbene

la

quale in rapporti di cordiale

Gentilissima; Cortese, o Cortesissima signora ed amica


e per la chiusa user di formule su questo genere
;S^*

compiaccia,

gentile

signora ed amica, di gradire

Vespressione del mio profondo rispetto, ecc.

oppure

omaggi, ecc.

oppure
il

Gradisca, la prego, signora (nome),


tosi

miei piii rispet-

mio devoto

e rispettoso

attaccamento, ecc.

Se poi scrive ad una donna, con la quale ha poca


o nessuna dimestichezza, intester la sua lettera con
tanto di
Pregiatissima, o: Illustrissima signora

27

l>eUe convenienze epistolari

e adotter la chiusa pi rispettosa, che

ginare

possa imma-

si

Ho Vonore

massimo

di sottoscrivermi, signora, col

ri-

spetto e attaccamento, devotissimo suo, ecc.

Allorquando uu uomo, scrive ad un amico ammogliato


e lo incarica di riverire la consorte,

ma:

non dir: salutami

per me la tua egregia signora;


o: la tua distinta signora; oppure: presenta i miei rispettosi omaggi alla tua signora.
tua moglie-,

Come
fornitore

rirerisci

s'ha da cominciare
j

una

lettera

per esempio?

al calzolaio,

ad un

diretta

Non

il

caso d'in-

testarla jCoW Illustrissimo signore : ci evidente


ma
pure chiarissimo, che non si potr scrivere Signor calzolaio. Ci si attenga, adunque, ad una via di mezzo tra
-,

V illustrissimo

il

signor calzolaio, e

pi giusto e pi naturale

si

scriva

il

titolo

Signor Tale dei Tali, calzolaio, a Milano


e adottando

gergo epistolare del commercio, nel corpo

il

della lettera gli si dar del voi;

mai

del tu; piuttosto

che del tu. E al salutandovi distintamente


seguire semplicemente il nome e cognome.
del

lei

Ad un

servitore, specialmente se merita

il

si

faccia

nostro affetto

un lungo e fedele servizio,


non sar male dargli del Caro Giuseppe ; o meglio del
3io buon Giuseppe. Nel corpo della lettera non il caso
di fargli complimenti
ma, se lo merita, dimostrargli
un po' di affetto o di attaccamento, almeno nella chiusa,
non sar cosa degna di biasimo. Costa cos poco dirgli,
con buona grazia: conservatevi in buona salute; o: col
buon giorno o con la buona sera, vi auguro di star bene.
e la nostra riconoscenza per
:

Come devo

28

scrivere

servitore, che per

Il

le

inw

lettere f

un motivo qualunque, si trova


una lettera al su^ padrone,

nella circostanza di scrivere


la intester

con tanto di

Illustrissimo signor Marchese


Illustrissimo signor Cavaliere
e se

padrone non ha

il

Illustrissimo signor

Nella chiusa,
vozione,

Mi

il

creda,

si

diritto a titolo di sorta

Padrone

limiter a protestare la propria de-

rispetto, o l'attaccamento profondo:

signor Marchese,

suo devotissimo

fedele

servitore

oppure

Sempre proito a' suoi riveriti comandi, mi professo


signor Padrone, devoto ed affezionato servo....

di

lei,

6.

Poscritto e Nota bene.

Il poscritto l'aggiunta che si fa ad una lettera finita


per riparare ad una dimenticanza incorsa nel rispondere.
Il poscritto si indica comunemente con le due iniziali
PS., e non, come taluni praticano, con N.B., che vuol

dire:

nota bene.

nota bene richiama l'attenzione del lettore su


una determinata cosa, mentre il poscritto una

Il

di

semplice giunta alla lettera.

L'uso del poscritto tollerato nelle lettere famigliari


ed in quelle dirette ad eguali ma nelle lettere di cerimonia, di complimento, o di soggezione, il poscritto
non deve comparire mai.
j

Delle convenienze epistolari

Come

7.

Qualunque
gatura

si

verso, di
Poi,

si

si

29

piegano le lettere.

il formato della carta da lettere, la piemet dell'altezza del foglio, per il tramaniera che la lettera resti piegata in due.
introduce nella busta, la quale deve avere

sia

fa a

possibilmente

dimensioni precise della carta cos pie-

le

gata.

Eccezione fatta per le suppliche, istanze, domande, ecc.,


essendo scritte su carta protocollo, sarebbero
d'incomodo, se fossero piegate come le lettere comuni.
Perci, invece che in due, si piegheranno in quattro parti
e, prima, nel mezzo parallelamente ai lati lunghi
poi,
le quali

nel mezzo parallelamente ai lati corti

La busta che deve

contenerlo, avr le dimensioni del foglio cos piegato.

Busta: forma ed uso.

8.

La busta

l'involucro

di

carta dentro al quale

si

cliiude la lettera.

Sulla busta

si

l'indirizzo della

e si applica

il

scrive chiaramente e con precisione


persona alla quale la lettera diretta

francobollo prescritto, se spedita col mezzo

della posta.

Le proporzioni
in
la

della busta, l'ho detto,

devono essere

rapporto col formato della carta usata nello scrivere


lettera e che la busta dovr contenere.
La busta non sia trasparente, per impedire ai cu-

riosi di leggere

il

contenuto, o parte del contenuto della

lettera racchiusa. Altrimenti, tanto varrebbe

in busta aperta.

mandarla

Come devo

30

scrivere

le

mie lettere?

lembi della busta sieno ingommati bene e quindi


di consegnare la lettera pel recapito, si osservi
con diligenza se tutti i lembi della busta aderiscono
perfettamente gli uni sugli altri.
I

prima

9.

Ceralacca.
tedesco.

Come

si

Colore della ceralacca.


Lettere con valori.

Introdotto

il

una lettera.

sigilla

Sigillo.

Cerimoniale epistolare

foglio scritto e piegato nella busta apil lembo mobile e ingommato


bene sugli altri gi appiccicati tra

posita, si avr cura che


di questa aderisca

Se la lettera fosse diretta a superiori, per ra-

di loro.

gioni di ufficio o di

posizione

sociale,

o se lo scritto

contenuto di una tal quale certa importanza si sigiller pure con ceralacca, preferibilmente rossa. Sulle
lettere listate in nero, per ragion di lutto, si pu far
uso anche di ceralacca nera. Alla ceralacca rossa, o nera,
si apporr il proprio sigillo e non quello di altri, e
tanto meno l'impronta di monete, antiche o moderne
poco importa, la quale non garantisce di certo da una
possibile contraffazione.

Presso

tedeschi, la vieta etichetta

pone che, nell'apporre

il

epistolare im-

proprio sigillo sulla ceralacca,

l'impronta risulti diritta, se la lettera indirizzata a


inferiori, coricato oiizzontalmente, se destinata ad
eguali

Da

capovolta, se diretta a superiori.

noi queste curiose

esigenze non hanno luogo di

esistere e perci, chi sigilla

una

lettera con ceralacca,

procuri sempre che l'impronta riesca


prescrive, cio: diritta.

come

il

buon senso

Delle convenienze epistolari

contenga valori, si assicura. In tal


cinque devono essere i sigilli di cedisposti com' prescritto dai regolamenti po-

Qualora

la lettera

caso non uno,


i-alacca,
stali,

31

ma

forma di croce (Mod.

in

5).

Sulla busta, in alto e dal lato dell'indirizzo,

dovr

si

scrivere in tutte lettere l'importo dei valori contenuti

(Mod.

La
stale,

6).

lettera, cos preparata, si


il

rilascia

consegna

all'ufficio po-

pagamento delle tasse prescritte,


ricevuta e garantisce, come suol dirsi, il buon
quale dietro

il

fine della spedizione.

10. Indirizzo.

essere l'indirizzo. - Che cosa deve contenere.


Uso dei titoli.
si scrive.
Indirizzo ai militari dell'esercito e dell'armata.
Indirizzo sulle lettere destinate agli equipaggi di navi da guerra
trovantisi all'estero.
Come si affrancano queste lettere.

Come deve

Quando

L'indirizzo deve essere chiaro, chiarissimo, acci l'im-

piegato postale possa leggerlo senza difficolt, o non

abbia a prendere lucciole per lanterne e quindi mandare


a Lajo di Oviedo, la lettera diretta a Cajo di Orvieto.
Ma, non basta che l'indirizzo sia chiaro. Esso deve
contenere la qualit, il nome e l'indicazione precisa del
recapito del destinatario; altrimenti
di vedersi tornare la lettera,
sciuto ai portalettere o

<

si

corre

il

rischio

con su tanto di Scono-

Indirizzo insufficiente.

deve scrivere a met della busta, o sopraccarta. Non lo cominciate mai troppo in alto
altrimenti non lascerete lo spazio a cui ha diritto l'ufficiale
di posta per apporre i suoi bolli, senza imbrattare lo
L'indirizzo

si

scritto e renderlo illeggibile.

Come devo

32

La

di destinazione poi, deve essere scritta


Regolamento postale) appi delle sopraccarte e

localit

15,

($

scrivere e mie lettere'?

precisamente all'angolo inferiore di destra di chi legge;


in mezzo o superiormente.
Cos prescritto dal Regolamento postale ma la moda
la quale talvolta frutto di logica, oggi consiglia di
scrivere, e con ragione, l'indirizzo in modo contrario a
quello prescritto dal Regolamento (Mod. 1).
Infatti, se voi impostate una lettera diretta allo

giammai

-,

Illustrissimo Signore

Comm. ProfJ^

Il 8ig.

Presidente

Avv.^^ Tal dei Tali

ecc.,

ecc.

Via Venti Settembre N. 14


a

BOMA
meco che

converrete

punto importano

postale

all' ufficio

titoli,

il

nome,

riche del destinatario, e tanto

meno

il

partenza

di

cognome

la via e

il

e le ca-

numero
meco

della casa nella quale egli abita. Converrete inoltre

che

all' ufficio

speditore interessa e legge solamente la

destinazione, a fine di potere sollecitamente avviare la


lettera sulla linea necessaria. All'ufficio di arrivo

il

cognome

ecc.,

non interessano pi

di

il

nome

quanto hanno

interessato l'ufficio di partenza; all'ufficio di arrivo in-

teressa

il

quartiere, la piazza o la via della citt, per la

distribuzione, e solo all'ultimo funzionario postale, al distributore occorre di conoscere il nome del destinatario.

Partendo da questo ragionamento che ha


facilitare

il

lavoro febbrile degli

lo

scopo di

uffici postali, la

moda

ha ragione da vendere, quando suggerisce di scrivere


l'indirizzo cosi

ROMA
Via dei Serpenti N. 150

Al

signor Tal dei Tali ecc. ecc. (Mod. 2).

33

Delle convenienze epistolari

Nello scrivere sull'indirizzo le qualit, o


fessionali, o accademici, ci si attenga a

titoli

pro-

quanto detto

nel paragrafo dedicato particolarmente a questo uso, e

sempre che, per talune persone serie, l'abuso


vane sulla sopraccarta di una lettera,
assurge, e giustamente, quasi alla importanza di una
si

ricordi

di queste parole

grave insolenza

perch

gli

si

concede di credere che

ben corto dicervello, supponendolo lusingato da una filastrocca inutile di titoli. l'uomo che
deve onorare la funzione e non questa quello.
Per ultimo, si rammenti che, in conformit delle talo si ritiene

riffe postali,

obbligo imprescindibile di affrancare le

lettere e che cagione di grandi guai la cattiva abitu-

dine di preparare in antecedenza g' indirizzi delle letsi hanno da scrivere. L'abitudine, ripeto,

tere che

pessima perch pu indurre facilmente in errore colui


che scrive, mandando a Tizio la lettera destinata a
5

Cajo, o viceversa.

So di un professore, dalla mente elevatissima che,


Mod.

1.

Via Nazionale, N. 3124

ROMA

Come devo

34

fidanzatosi con

una

scrivere

le

mie lettere?

eccellente, colta,

ma non

bella si-

gnora, comunicava ad un amico lontano le sue prossime


nozze confessando ingenuamente di essere innamorato
:

dello spirito, piuttostoch


sorte, che

non era

del

certo tra

fisico
pii

della futura con-

seducenti.

Nell'includere la lettera scambiava la busta, e all'indirizzo della fidanzata

Mod.

2.

mandava

la lettera destinata al-

Delle convenienze epistolari

35

Quelle destinate agli equipaggi delle navi da guerra


stanziate all'estero, od in viaggio, possono essere spe-

Mod.

3.

Come devo

36

scrivere

le

mie lettere?

verun uffizio di destinazione.


Esse sono concentrate al Ministero della Marina in Eoma,
il quale si prende
la cura di farle pervenire al loro

dite senza l'indicazione di

destino.

Tutte
Mod.

le lettere dirette ai sott' ufficiali,

ai caporali e

5.

VALORE DICHIARATO ASSICURATO

LIRE
Air

QUATTROCENTO

^
^

Illustrissimo Signor

ot
iancet^O'
Via Garibaldi, N. 3025.

Milano

devono essere affrancate con bollo da cent. 10,


anche se destinati ad equipaggi di navi nazionali da
guerra di stazione all'estero, od in viaggio, purch indirizzate pel recapito al Ministero della Marina in Roma
(Mod. 3).

ai soldati,

11. I TITOLI NEGLI INDIRIZZI.

Tra le buone consuetudini del vivere civile evvi pure


annotato l'obbligo di attribuire talune parole di dignit,
di grado e di nome che per nascita, o per conseguita

37

Delle convenienze epistolari

posizione sociale, spettano di buon diritto alle persone

con le quali si conversa, o alle quali si scrive.


Queste parole di deferenza e di rispetto, che precedono generalmente il nome, si chiamano titoli.
L'uso del titolo nelle scritture d'ogni sorta non una
invenzione recente; ma vecchia, antica anzi, quanto la
vanit e l'orgoglio degli uomini.
Prova ce ne d l'eccellente commentatore di Dante,
:

Cristoforo Landino, il quale reput opportuno di dedicare


a questa parte ornamentale della lettera parecchie pagine del suo Formulario di epistole, un libro che, sullo
scorcio del XV secolo, ebbe parecchie edizioni.

un incensaIl titolo una superfluit nello scritto


mento a base di lode un fumo un ornamento di detj

taglio, del quale ogni

persona di giusto criterio farebbe

a meno, se non fosse imposto dalla etichetta, riassunto


delle artificiose convenienze sociali, a tutto danno della
naturalezza e della sincerit. Il titolo, dunque, un ob-

non vogliono passare per


male educate, e conseguentemente commetterebbe erbligo per tutte le persone che

rore chi lo trascurasse nello scrivere le lettere.

Nell'uso del

titolo si

abbondi. Essere larghi in ci che

nulla costa e non lede

i diritti di un terzo, cortesia,


non difetto. Per, si tenga presente che largheggiare
non vuol dire esagerare; poich l'esagerazione conduce

cosa di cui giustamente si potrebbe offendere chi ne fosse colpito.


che vi pare una bella e gradeOffendere? Sicuro!
vole faccenda, quella di essere preso in giro, o trattato
da zimbello da uno scimunito che s'inciampa per via?
E taluni abusano nell'usare i titoli, quando scrivono

al ridicolo;

altrui,

appunto per dare

la

baia a* quegli, cui la let-

non c' bisogno


commesso senza cat-

tera diretta. Ci da maleducati; e


di provarlo.

Ma

se

il

peccato

fu

tiva intenzione di arrecare affronto a chi

dir colla

buona anima

di

si

Beppe Giusti

scrive, allora
:

voi

si-

Come devo

38

gnor balordo,

le

mie lettere?

do di Signore (^) cos alla buona e


rimandarmi di Chiarissimo a tutto pa-

io vi

voi tirate via a


sto,

scrivere

e a lettere di scatola. Scrivete Chiarissimo perch

penna v'ha preso a andare per quel verso, o


per avvertirmi di mattonella che quel Signore
non tutto il vostro avere! Io sono cos nuovo, cos
disadatto, cos resto a queste convenienze teatrali, che
un vero miracolo se voi, vecchi del mestiere, non
mi scacciate dalla compagnia a suono d'urli e di fischi.
Veramente a quello che si chiama Caratterista, stato
sempre permesso di non recitare la parte appuntino; e
se sapessi chi ora il Capo comico, reclamerei questo
diritto, tanto contro di voi quanto contro la platea.
Ma nell'assenza del Giudice e del Tribunale competente
vediamo pr bono pacis di stringercela alla meglio tra
ormai

la

lo fate

voi e me.

A dirvela sincero, non vi credeva uomo da stare


su questi puntigli ; ma se il diavolo delle accademie vi

ha preso per

capelli in

modo da

volere

il

Chiarissimo

o per fas o per nefas, io non mi periter a dirvi la ragione per la quale questa penna bisbetica e infingarda,

quando

l l

per iscriverlo, presa a

specie di tiro secco.


lativo puzza

un po'

un

tratto

da una

Gi, in primo luogo, quel superdi stanto; e poi veggio giocare a

barattarselo e buttarselo colla palla certi miei padroni,

che se ci fosse un palio di cervelli annebbiati, crediate


che non rimarrebbero indietro. Dall'altro canto che credete d'avere ottenuto quando io v'abbia detto duemila
volte Chiarissimo ?

getto che

Tanto pu essere Chiarissimo un og-

risplende di per s, tanto uno che sarebbe

torbidissimo se un altro non lo illuminasse. Ora da testa

a testa,

ci

corre per l'appunto quanto da

una cosa che

(1) Lettera pubblicata il 31 dicembre 1844, sotto il titolo: <I1 capitolo


delle debolezze umane sull'uso del Chiarissimo che oggi stato scalzato
e rimpiazzato dall'uso delV I llustrissimo ; Pregiatissimo; Onorevolissimo,
e via dicendo.

39

Delle convenienze epistolari

fa

lume a una che lo riceve. Il popolo felicissimo nei


quando parla d'una cosa limpida o d'una

suoi paragoni,

verit manifesta,

solito

dire

chiaro come V ambra, chiaro


il

sebbene

sole,

chiaro

come

la

come Vacqua,

luce del sole.

sia popolarissimo, credo

Ma

che nella sua

dignit debba indispettirsi d'essere messo in fascio e

quasi alla pari con l'acqua e con l'ambra, come il vero


sapiente deve pigliarsela con tutti coloro che te l'annaffiano in branco coWasperges del Chiarissimo.
Ma quel vostro maledetto Chiarissimo sparso con la
le zucche che vegetano negli
parrebbe che per la via delle lettere si
dovesse godere di una specie d'illuminazione a gaz, e
a certuni pare invece d'essere al tempo delle lucciole,
e non sanno dove battere il capo per accendere uno
stoppino. Un'adunanza di Chiarissimi dovrebbe poter
fare a meno dell'olio e delle candele; eppure avrete
vedute che se non vi pensasse il custode, sarebbe un
fare a mosca cieca o alle capate col muro o a pari o
caffo in sepoltura. Chi sa a suo tempo quanto avr toccato di Chiarissimo l'Abate Chiari, che buon pr gli

tromba a volano su tutte


orti del sapere,

e a farlo apposta tra

faccia,

il

casato e l'aggiunto

non

riuscito a farlo risplendere. Io sono cos insospettito

non avendo mai avuto difficolt di


uno parlatemi chiaro, non gli direi mai dei miei

del Chiarissimo che


dire a

giorni parlatemi chiarissimo per paura d'intenderlo


di prima.

V' di pi: in molti

casi

il

Chiarissimo

le ragioni dell'aritmetica e della logica,

via buio

fa

meno

rompe

perch se buio

buio, chiarissimo via chiarissimo dicono che

possa far buio egualmente.


Questo titolo andato di balla con molti altri che
in ilio tempore erano da valutarsi e forse anco da cercarsi. Come si d d^ Illust'issimo e di Colendissimo a

persone

tutt' altro

che

sciupato e sciuperemo

lume)

illustri e colende,
il

cos

abbiamo

Chiarissimo (se Dio non ci d

sopra un visibilio d'esseri bigi e nottambuli.

40

Come devo

scrivere le mie lettere f

Fingete che tra i volatili e noi potesse passare un commercio epistol,re: scrivereste Al Chiarissimo Gufo, al
Chiarissimo Pipistrello, alla Chiarissima Civetta? Guardatevi d'intorno ben bene, e vedete se non potrebbe
darsi che fossimo nel caso.
Dall'altro canto so che certi fumi
so che

il

ci

hanno a essere:

Chiarissimo venuto a noia, e so che delle

buffonate non mette conto parlarne sul serio.

per contentar

Dunque

tutti

proporrei di fare un'innovazione

nelle sopraccarte, e

pesando bene il merito di quello


uno darei di Limpido, a questo

al quale

si

scrive, a

quell'altro di Folgorante; e poi di


Molto sfavillante, di Scintillantissimo^ e anco d'Opaco e
di Nebuloso secondo il bisogno. Che ve ne pare? Non
sarebbe una novit da fare un certo fracasso? Via, siatene cogli altri della confraternita nella prima seduta
che tenete, tanto saranno chiacchiere a un modo.
Concludiamo o voi vi contentate del Signore che
di Trasparente, a

non poco, o

tra noi, quello di scriverci,

un

affare

terminato. Se poi volete di Sfavillante o di Scintillantissimo, eccomi qua, purch il ridere che ne faranno
quelli della posta,

Ed

ora, che

sia tutto a carico

diremo di coloro che

vostro.

la

buona ventura

port al possesso di un titolo cavalleresco o nobiliare?


Dirigeremo loro le nostre lettere con tanto di Cavaliere,
Cavaliere ufficiale e Commendatore con tutti gli annessi
connessi dello Illustrissimo, dello Stimatissimo^ del

Colendissimo e via discorrendo? Oh, no di certo! Quando


per si debba scrivere a persone alle quali la nascita
o la conseguita posizione sociale concedano la facolt,
la soddisfazione di portare pomposamente pi titoli, sarebbe di pessimo gusto incominciare la lettera con una
litania di parole

onorifiche; e perci

si

indicher sol-

41

Delle convenienze epistolari

tanto la carica pi elevata o

Ma non

portanza.

lecito,

il

maggiore imdevono o si vo-

titolo di

quando

si

che spettano alla persona cui si


per inveterata abitudine o per
ostentata indififerenza o per malevola pigrizia. Stroppiare,
abbreviando, comodo, ma non corretto; non ofgliono scrivere
scrive,

di

fensivo,
colui al

titoli

stroppiarli

ma

costituisce

quale

si

una mancanza

scrive.

incensare taluno con

titoli

di rispetto verso

E, perci, quando

si

voglia

e parole onorifiche, s'abbia

completamente
oppure, ci si
meglio e si tralascino.
Scrivendo ad amici o a parenti va da s che i titoli,
con tutto il carico delle spagnolesche convenienze sociali,
si lascia da parte
altrimenti, si rischia di passare per
scioccherelli o per burloni di cattiva lega anche agli
la pazienza di scriverle

attenga

al

occhi degli imbecilli, ch' tutto dire.

Nello scrivere agli amici, o ai parenti,


titoli

si

far uso dei

e si designeranno le cariche, di cui sono rivestiti,

solamente nell'indirizzo della sopraccarta.


I titoli, infine, variano col variare delle persone, e
delle cariche che queste ricoprono del grado e del paese
al quale appartengono, come potr facilmente desumersi
dal prospetto che segue.
:

Qui opportuno di ricordare che


Stato e alle

loro

tutte le persone che ricoprono

parla, e i)erci

si

ai

Consorti, ai Principi
scrive,

le

Capi di uno
sangue e a

di

altissime cariche,

si

sempre in terza persona. Tanto

pi questo richiamo alla memoria giustificato, in


quanto che sar ben raro che un privato cittadino si
trovi nella circostanza di

pi o
Stato.

meno

scrivere sovente

una

lettera

familiare a chi ricopre alte cariche in

uno

Come devo

42

scrivere

12.

le

mie lettere?

Prospetto

dei titoli da usarsi nello scrivere le lettere.

Per

gli

imperatori.
Nel ttolo

Maest

intestazione della lettera:

Sire

oppure: Imperiale Maest.

Nel corpo della lettera:

Vostra Maest Imperiale.

Nella sottoscrizione della lettera:

Obbedientissimo

fedele

suddito.

Neil' indirizzo:

A
si

Sua Maest Imperiale.

Per, dirigendo la lettera


dir: Alla Sacra Maest

Per

all'

Imperatore d'Austria,

di...

le imperatrici.

Alle imperatrici

si

attribuiscono presso

poco, gli

usano nelle scritture dirette


agli imperatori. Cos, nella intestazione, si dir: Maest
stessi titoli

d'onore che

Imperiale, ecc.

si

Delle convenienze epistolari

Per

re.

Nel titolo

.3faest

Sire

intestazione delia lettera:

Maest Beale.

Nei corpo

Come

per

della lettera:

gli imperatori.

Nella sottoscrizione delia lettera:

Come per

gli

imperatori.

Nell'indirizzo:

Per

Sua Maest.

le

Vale

Per

il

regine.
la

nota a pag. 42 Per

le

imperatrici .

presidente di una repubblica.


Nella intestazione della lettera:

Signor Presidente.
Nel corpo delia lettera:

Signor Presidente.

43

Come devo

44

scrivere

le

mie lettere?

Nella sottoscpizione della lettera:

Obhedientissimo

Fedele suddito.

Nell'indirizzo:

Al Signor Presidente

Per

sangue imperiale o reale

principi del

Nel titolo

Altezza Imperiale

della Eepubblica.

(i).

intestazione della lettera:

Altezza Beale.

Nel corpo delia lettera:

Vostra Altezza Imperiale


Vostra Altzza Beale.

Imperiale

Altezza

Altezza Beale

Nella sottoscrizione della lettera:

Ossequiosissimo Servitore.
Umilissimo
Alle prDcipesse imperiali o reali spettano gli stessi
titoli

che

ai principi.

Nell'indirizzo:

Sua Altezza Imperiale,

ecc.

Sua Altezza

Beale, ecc.

(')

Figli, fratelli, zi di

Stato, che potrebbe essere

ma

il

nn sovrano o anche di un possessore di uno


un modesto principato, granducato, ducato;

capo de' quali gode dei

diritti sovrani.

45

Delle convenienze epistolari

Per

principi sovrani.

Nel titolo

Intestazione della lettera:

Altezza Serenissima.

Nel corpo della lettera:

Altezza Serenissima

Vostra Altezza Serenissima.

Nella sottoscrizione:

Ohhedientissimo Suddito.

Nell'Indirizzo:

Per

Sua Altezza Serenissima.

principi

non sovrani

Nel titolo

Granduca

intestazione della lettera:

duca: Altezza;

ed Eccellentissimo Signore

(')
(2)

(^).

principe:

(^)

Illustrissimo

Eccellenza.

Graoduchi, duchi, piincipi e loro consort.


In Austria, in Germania e in Inghilterra le donne posseggono

titoli

comuni ai due sessi. Per tale circostanza l'etichetta impone che quando una principessa reale, o una altezza
serenissima sposa un uomo di qualit a lei inferiore, essa conserva il
diritto che le si parli e le si scriva in rapporto alla posizione che aveva
per nascita, o prima del matrimonio.
particolari e speciali pel loro sesso, o

Come devo

46

scrivere

le

mie lettere?

Nel corpo della lettera:

Granduca e duca:
principe

oppure

Altes!za

ed

Illustrissimo

Vostra

Altezza;
Signore

JEccellentissimo

Vostra Eccellenza.
Nella sottoscrizione:

Granduca e duca: Di Vostra Altezza;

Di Vostra

Eccellenza Umilissimo

principe:

Devotissimo servitore.

Nell'indirizzo:

Granduca e duca: A Sua Altezza;


Sua Eccellenza il Signor....

Per

principe:

ministri di Stato, ecc.


Ambasciatori, Governatori e

I Ministri di Stato, gli

Magistrati superiori, hanno diritto al titolo

di

Eccel-

lenza,

Il

titolo di Eccellenza in Italia spetta ai

ciali dello

premo

Stato che sono:

della SS. Annunziata;

grandi

uffi-

Cavalieri dell'Ordine Su-

Presidenti del Senato e

del Parlamento Nazionale; Ministri Segretari di Stato;

Sottosegretari di Stato; Ministri di Stato; Generali di

Esercito; Ammiragli;

il

Presidente

Consiglio

del

di

Stato; Primi Presidenti della Corte di cassazione; Pro-

curatori generali delle Corti di cassazione


della Corte dei conti;

il

Prefetto del Real Palazzo

il

Presidente

Ministro della Real Casa;


;

il

Primo Aiutante

di

il

Campo

47

Delle convenienze epistolari

il Primo Segretario del


Gran Magistero dell'Ordine Mauriziano; il Presidente del Tribunale supremo di Guerra e Marina.

del Ee;

Oltre a queste eccellenze, sonvene altre: le consorti

Supremo

cio dei cavalieri dell' Ordine

della

An-

SS.

nunziata, dei Ministri di Stato, dei Generali d' Esercito


e degli Ammiragli.

Ai marchesi, conti, baroni, senatori, cavalieri,


spetta

il

Illustrissimo

di:

titolo

quello di nascita,

di

carica

Signore,

acquistato

ecc.,

seguito

da

per meriti

particolari.

I senatori e

deputati al Parlamento italiano

si

qua-

lificano coli' Onorevole Signore.

L' Illustrissimo Signore spetta alle persone di qualit


lo Stimatissimo, Ornatissimo e Pregiatissimo son
titoli pi specialmente riservati ai dottori in legge, agli
-,

mentre

avvocati, notari, medici e a tutti coloro che professano

un' arte liberale.


I

professori in Arti e Scienze

Chiarissimo Signor Professore. Tutto

si
il

distinguono col
resto dell' uman

genere non ha diritto di pretendere altro che del Signore.


Alle donne maritate si attribuiscono generalmente le
stesse parole di distinzione che spettano ai rispettivi
mariti j alle nubili

il

titolo

della

famiglia

cui

appar-

Come devo

48

scrivere

le

mie lettere?

tengono, se questa ne aveva, o ne ha; altrimenti si


dar loro della Signorina anche se, come suol dirsi,
hanno passata la seconda giovent, o se, contrariamente
al detto

toscano:
Finch resta un dente in bocca
si sa quel che ci tocca;

Non

potranno esclamare:
Ora

80 quanto

mi aspetta!

Ecclesiastici.
Gli ecclesiastici, appartengano essi alla Chiesa catto-

a quella protestante, sono designati con titoli


sempre in rapporto colla carica che
essi ricoprono o colla dignit di cui sono insigniti.
Cos, dovendo scrivere o dirigere una petizione al
Sommo Pontefice, si scriver sempre in terza persona

lica o

loro particolari,

e usando:
Nella intestazione:

Beatissimo Padre.
Nel corpo della lettera:

La Santit Vostra
Vostra Beatitudine
Santissimo Padre.

Santit

Vostra

Nella sottoscrizione:

Della Santit Vostra Obbedientissimo Figlio.


Nell'indirizzo:
4Wflp Santit di

Nostro Signore papa.... a Poma.

Delle convenienze epistolari

49

Ai Cardinali principi.
Nell'intestazione delia lettera:

Altezza Uminentissima.
Nel corpo della lettera:

Vostra Altezza Eminentissima.


Nella sottoscrizione:

Di Vostra Altezza Eminentissima

devotissimo Servitore.

Nell'indirizzo:

Sua Altezza Eminentissima

il

Signor Cardinale....

Ai Cardinali in genere.
Neil' intestazione

Eminenza o Eminentissimo Principe.


Nel corpo della lettera:

Vostra Eminenza.
Nella sottoscrizione:

Di Vostra Eminenza

devotissimo

ossequiosissimo

vitore.

Nell'indirizzo:

Sua Eminenza

il

Cardinale, ecc.

ser-

Come devo

50

Ai

patriarchi,

scrivere

le

arcivescovi,

mie lettere?

vescovi,

abati

mi-

trati, ecc.
Nell'intestazione:

Monsignore Illustrissimo

Reverendissimo.

Nei corpo delia lettera:

Monsignore Illustrissimo

Beverendissimo.

Nella sottoscrizione:

Di Vostra Signoria

Illustrissima e Beverendissima,

Devotissimo, Ossequiosissimo Servitore.


Nell'indirizzo:

Air Illustrissimo

Beverendissimo Monsignore.

Agli arcipreti, ai canonici, ai decani, ai proposti


e ai vicari.
Nel titolo:

Beverendissimo Signore.
Nel corpo delia lettera:

Vossignoria Devotissima.
Nella sottoscrizione:

Devotissimo Servitore.
Nell'indirizzo:

Al Beverendissimo

Signore.

Delle convenienze epistolari

51

Ai sacerdoti secolari.
Nel titolo:

Molto Beverendo Signore.


Nel corpo della

lettera:

V. S. Molto Beverenda.

Nella sottoscrizione:

Devotissimo Servo.
Nell'indirizzo:

Al Molto Beverendo Signore

il

Signor

Ai sacerdoti regolari.
Nell'intestazione:

Molto Beverendo Signore.


Nel corpo della lettera:

Padre o Vostra Paternit.


Nella sottoscrizione:

Devotissimo Servitore.
Nell'indirizzo:

Al Molto Bev. Padre

oppure:

Sua Beverenza,

Come devo

52

scrivere

le

mie lettere?

Alle monache, si scrive dando loro di Beverenda Suora


o Suora Beverendissima, che si muta in Molto Beverenda,
qualora si scrive ad una Abbadessa o ad altra che

abbia ricoperto, o ricopra cariche simili nelle comunit


religiose.

Ai pastori o preti protestanti in Inghilterra viene atil titolo di Beverendissimo o Beverendo a seconda
del grado loroj ma in Glermania invece si usa l'attributo di Veneraiissimo o Venerabile.

tribuito

Scrivendo lettere, o petizioni, al Papa, ai Cardinali,


ad Arcivescovi, a Vescovi, ad Abati mitrati, o a Prelati in genere, si user sempre della terza
persona.
ai Patriarchi,

13.

Affrancatura delle lettere.

Tariffa postale.
lettere devono essere aflfrancate.
Quando si accludono francobolli nelle lettere.
Ove si applica il francobollo sulla lettera.

Le

Il

ricevere lettere, specialmente di persone che

care o simpatiche, di conforto qualche volta

sempre

ci
j

sono
quasi

di piacere.

Per, questo intimo soddisfacimento dell'animo viene

a essere menomato, allorquando chi scrive una lettera,


trascura di affrancare convenientemente la sua corrispon-

denza per effetto di una distrazione deplorevolissima, o


di una dimenticanza imperdonabile; peggio ancora^ se
per esosa avarizia.

Delle convenienze epistolari

Non
tasca

si

una

ha

il

53

diritto di pretendere che altri

paghi di

tassa doppia, per procurarsi la discutibile sod-

disfazione di leggere

nostri caratteri.

non vuole passare per un

Perci, chi

villan rifatto,

per un male educato e peggio, abbia cura estrema di


apporre sulla busta il francobollo prescritto dalle tariffe postali in ragione del peso e della destinazione di
ciascuna lettera (^).
Eegno

Nell'interno del

in partenza

^\

da distribuirsi

da distribuirsi

nel distretto
postale

fuori del

per
ogni
porto

affrancate
in arrivo

(*)

Con l'Estero

distretto postale

Cent. 15

Cent.

25

Cent. 10

Cent. 30

Cent.

50

Cent.

di 15

affrancate

grammi

(^

(*)

per la Colonia Eritrea; San Marino e per

gli

uffici italiani al-

l'Estero e per l'Egitto.

Se per avventura ragioni di convenienza consigliasrifletta

si manda, un franbene e ci si consigli

buon senso

sulla opportunit di

sero di accludere, nella lettera che

cobollo per la risposta

con

la delicatezza e

il

si

ci fare.

L'invio inopportnno di un francobollo pu, in taluni


una involontaria offesa a chi lo riceve.
Se dopo matura riflessione si decidesse di accludere

casi, arrecare

nella missiva

il

prezzo della risposta,

si

attacchi

il

fran-

cobollo per un angolo, all'angolo della lettera; e mai,


dico mai, si unisca alla lettera la busta col proprio indirizzo e relativo francobollo. Ci

(')

Riassunto della

tariffa postale

non delicato; per-

per l'affrancatura delle lettere.

-^

54
f

Cone devo scrivere

le

mie

lettere f

che lascia supporre

il

dubbio in chi

altro scopo possa essere adibito

Neil 'appiccicare

il

il

lo

invia, che ad

francobollo rimesso.

francobollo sulla lettera,

si

tenga

a mente che deve essere apposto sull'angolo superiore


di destra e

non

a tergo

Tutti

(').

sollecito e
stali,

di sinistra, e tanto

meno gravoso

applicando

meno

in basso, o

dobbiamo concorrere a rendere


il

il

pii

lavoro degli impiegati po-

francobollo

al

posto prescritto; e

mentre compiremo un'opera buona, daremo


sempio del rispetto alla legge.
cos,

l'e-

14. KlSPOSTA.
Obbligo di rispondere.

La

Come

si

risposta l'ultima,

risponde.

una delle piti importanti


Quando si riceve una let-

tra le convenienze epistolari.


tera, nella quale

non sono

stati

dimenticati

riguardi

e le giuste esigenze del vivere civile, obbligo di ele-

mentare educazione di rispondere, anche quando


sposta pu riescire incresciosa.

la ri-

N a questo obbligo imprescindibile ci si sottrae


con la pretesa che nessuna legge costringe alla risposta.
La legge c' ed esiste; e la dettarono la cortesia e la
due virt che ancor oggi s'impongono al rimescolo di quella moltitudine di nuovi arrivati^ per la
quale l'onestade ad ogni atto dismaga. E se codesta

gentilezza,

0) 11 del Regolamento postale italiano: ....I francobolli debbono


essere applicati dai mittenti nella parte anteriore delle corrispondenze....
sulle lettere preferibilmente nell'angolo superiore a destra di chi legge.... .

Delle convenienze epistolari

manda

legge della educazione non

meno

55

in galera, cionondi-

bolla col marchio della villania coloro che la offen-

dono, anche se i colpevoli vestono alla moda, e si atteggiano a superuomini (pur essendo sciocche e vane
nullit), dal viso scialbo rasato, sul quale si scorgono
le stigmate dell'accapponatura morale e intellettuale,
che ne governa lo spirito da giullari.
Dunque la risposta si deve, e seguir senza ritardo
la lettera che la provoca. Quando poi per una circostanza qualsiasi si risponde con ritardo, d'obbligo

offrire le giustificazioni e le scuse.

Molti danno appena un'occhiata alle lettere che ricee, dimenticando che la risposta deve essere ana-

vono

forma,

loga, nella materia e nella

determina,

replicano

rando magari

lo

alla

scopo e

alla

lettera che la

carlona, a casaccio, trascuil

soggetto principale della

missiva.

Intanto l'amico, o
scrivere di bel

nuovo

il
:

corrispondente,

costretto a

a prendersi un altra fastidio

forse a vedere pregiudicati importanti interessi per la

scimunitaggine di chi risponde alla grossa.


Ora, per non correre il rischio di offrire ad altri occasione di giudicarci sfavorevolmente, ogni qualvolta si
deve rispondere ad una lettera, si tenga questa dinanzi
agli occhi e, accusandone ricevimento, si risponda con
chiarezza, e con precisione a tutto, punto per punto,
adeguatamente. Non si sar messo insieme un capolavoro di letteratura epistolare
ma si sar risposto da
persona di senno ed educata a chi aveva avuto la corj

tesia d'interrogarci.

Come devo

56

scrivere

le

mie lettere?

Abbreviature pi comuni nelle lettere.

15.

Bench

le abbreviature nuocciono alla chiarezza dello


pure l'abitudine concede che a questa massima
fondamentale d'ogni scrittura si possa fare uno strappo;
e perci qui faccio seguire l'elenco delle abbreviature
pi comuni, che l'uso e l'abuso comportano:

scritto,

GM

0.

Conte; Contessa.

d.io

detto.

DS

Dottore.

eco

et caetera.

esempio.

es

liJs.,

F.o

Folio.

Fr

Franco.

idem.

id

LL.

In quarto, in ottavo.

in-8^

in-40,

AA

Loro Altezze.
Locus sigilli.

L. 8

Mad

Madama.

31.0

Mons
M. B.

Maestro.

Monsignore.
Molto Eeverendo Padre.

NB

Nota bene.
Numero.

N.o, n.o

O. 8. E.

p.

p.

e.

P.

Nord, Sud, Est, Ovest.


per congratulazione.

p. p.

e,

per condoglianze vivissime.


Proprie mani.
per prendere congedo.

P8

Poscritto.

A
8. E
8. Em

Sua Altezza.
Sua Eccellenza
Sua Eminenza.

8.

57

Delle convenienze epistolari

Signor.

8ig

M.

S.

/Sf.'

S.

F.

8.

B.

Sua Maest.

M
M

SS

Santissimo.

S.

Sua Santit.
Vedova.
per cento.

F.
j>.

Santo.

Sue proprie mani.


Sue riverite mani.

16.

Abbreviature^ PER le monete.

Lt. ^iy. Lire italiane.

Ls.
Sh.

-Fio..

Cor..

Sf.
et.

d.

Mk.
Pf.

Lire sterline (25

lire).
j

[Monete
Scellino (1,25).
pennj, al plur. pence) (10 cent.).)

Fiorino (2,25).

Corona

(^/^

Monete austro-ungariche.

fio.).

Dollaro (5 lire).
Cent. (0,05).

Marco

inglesi.

(1,25).

Pfennig (0,0125).

Monete americane.

Monete

della

Germania.

DEI VARI GENERI DI LETTERA

Affetto (Lettere di).

Si

vegga a: Familiari

(Lettere).

Amicizia (Lettere di).

Delle lettere di amicizia.


Esempi: Per dare notizie della
L'amicizia.
Per chiedere notizie sulla salute di un
propria salute ad un amico.
Per chiedere e dare noamico.
Per chiedere notizie a un amico.
Per salutare e dare notizia di s ad un
tizie di s ad una amica.
amico.
Per confidarsi con un amico di ingiuste persecuzioni.

L'amicizia quel sentimento nobilissimo che infonde


nell'uomo la forza e le virt necessarie per sollevarsi
al disopra dell'esoso egoismo. Essa l'accordo supremo
di poche anime che vivono una per l'altra perch l'una
j

nell'altra trova la

massima disposizione a

capirsi, a gio-

nobilmente interpretarsi.
Seguendo i nobili impulsi dell'amicizia, le lettere dirette agli amici non possono non annoverarsi tra i componimenti epistolari pi agevoli ad essere scritti bene,
se spontaneo e sincero il sentimento di affetto che ci
lega alla persona a cui si scrive.
varsi, a

Le

lettere di amicizia rientrano nella categoria delle

familiari j e,
tese, alla

come

queste,

buona, e cio:

si devono scrivere senza presenza infarcirle di vocaboli

ricercati, o di frasi strane, o di concetti peregrini.

Un

po' d'ordine logico nel progressivo sviluppo del discorso

un linguaggio semplice, proprio e corretto.


vuole altro.

scritto,
ci

Non

59

Delle convenienze epistolari

La saviezza e la ponderazione rafforzano l'amicizia e


impediscono che coli' andar del tempo, le vicissitudini
della vita possano cambiar in nemico accerrimo e pe-

A quanti una ecuna troppa sincerit


sentimenti non furono cagione, dopo tanti anni, di

ricoloso

il

pi affettuoso degli amici.

cessiva franchezza di linguaggio e


di

guai gravissimi, di disgusto, di dispiaceri profondi


di

e...

rovine?

Esempi

d lettere di amicizia.

(Per dare notizie della propria salute ad un amico).

{Ugo Foscolo

al sig.

G. Allen^ medico) O.
Londra

Un
mio

non mio, e che non montavo neppur per


mi ha vinto la mano e dopo avermi messo
di schiacciare altri sulla pubblica via, mi

cavallo

piacere,

in pericolo

ha sforzato a saltar di sella.


Ho saltato con poca destrezza, e la mia gamba destra ne ha pagato la pena; mi son dato una storta; e
il cavallo
ci ha aggiunto un calcio
e sempre alla
gamba destra non ancora guarita dal reumatismo.
Il
chirurgo mi ha tenuto per ventun giorno in una immobilit infernale: aeternumque sedebat infelix Theseus.
Ora son diventato l'eroe Filottte, e il giorno vado

zoppo, e la notte alzo gridi acuti come

i suoi, giacch
suo posto, e prevedo
che avr a soffrirne per tutto l'inverno; e finito che

il

reumatismo non ha ceduto

il

(') Ugo Foscolo (1778-1827), n. a Zante, da famiglia veneziana. Celeberrimo poeta e letterato, indefesso lavoratore per il risorgimento d'Italia.
Mor a Tarnham Green presso Londra e le sue ceneri furono trasportate,
nel 1871, in S. Croce a Firenze.

Come devo

60

scrivere

le

mie lettere?

avr di essere Teseo e Filottte, comparir in propria


figura dell'amico mio Veroe Don Chisciotte^ sendo gi
Magro, sparuto, e pria che morto, spento.

(Giacomo Leopardi

(*)

chiede notizie

stilla salute

di

un amico).

(AlVavv. Pietro Brighenti, a Bologna).


Recanati, 4 luglio 1824.

Caro amico. Eisposi un mese fa alla vostra amabilissima del 19 maggio prossimo passato, avendo ritardata
la risposta perch mi dicevate che avreste passata una
quindicina di giorni fuori di cost.

Da

allora in poi

vedendo alcun cenno vostro, mi sono ricordato


che pur mi dicevate nella stessa lettera, che
salute non andava bene. Questo sospetto che

non

di quello
la vostra

la salute

causa del vostro silenzio mi tiene in gran dispiacere, e per vi prego a volermi in qualche modo informare del vostro stato per levarmi di dubbio. Basteranno due righe solej ma non mi lasciate in questa
incertezza che mi d molta pena. Non so se abbiate
ricevuto la mia ultima. Accettando l'offerta che mi fasia

cevate di mandarmi di mano in mano i foglietti della


nota stampa per la posta, io vi pregava di non indirizzarli al mio nome, ma al signor Alberto Popoli, Becanati; e cos vi prego in ogni caso. Io v'amo e desidero caldamente le vostre nuove. Se avete veduto il
caro Giordani, datemene qualche notizia, quando non
vi sia grave. Amatemi e non mancate di farmi sapere
qualche cosa di voi. Addio, addio.

(1)

Il

Conte G. Leopardi (1798-1837) di Recanati, sommo poeta


Mor a Napoli, ove fu sepolto.

patriottico e insigne filologo.

lirico

61

Delle convenienze epistolari

{Silvio Pellico (*) chiede notizie

ad un amieoj.
17 ottobre 1815.

Caro Ugo (Foscolo).

gran tempo

che non ho lettere di

Trechi mi

te.

disse ultimamente che la tua salute ristabilita. Hai tu

pace in codeste montagne? Dimentichi

tu,

conversando

colle Grazie, le nostre sciagure?

Ti mando una lettera che mio fratello mi ha spedito


da Genova. Scrivimi e amami. Io t'amo di cuore, di
vero cuore.

PS. Passato,

il

20, io porter le

solite

quietanze a

Barinetti.

(Per chiedere notizie

darne di

se

ad un amico).

(Silvio Pellico alla contessa Ottavia

Masino

di Mombello).

25 settembre 1843.

Illustrissima ed ottima signora Contessa.

Nell'atto che la prego di rimettere l'unita lettera alla


sua degna amica madamigella Sassern, o di spedirgliela
se gi fosse partita, mi permetta, signora Contessa gentilissima, ch'io le domandi notizia della sua salute, e

(1) Silvio Pellico (1788-1854) di Salnzzo, patriotta, scrittore e poeta, dal


1810 a Milano, dove con altri fond II Conciliato re; arrestato (1820) come
carbonaro, condannato a morte e poi graziato a 15 anni di carcere duro
d scontarsi nella Rocca di Spielberg (presso Briinn). Nel 1830 riinesso in

libert.

Come devo

62

scrivere

le

mie

lettere?

di quella del signor Conte. So ch'egli stato poco bene,

ma

spero non saranno incomodi gravi, e chiedo al Cielo


per ambidue una sanit buona e costante. M'immagino
che si trovino pur anche nella grande occupazione di
mutar casa, e vorrei che gi fossero interamente liberi

Non vedo

di tal disturbo.

nuovo alloggio e

l'ora di saperli stabiliti nel

ed a gioire
Sono
tanto poche le gioie di questo mondo! Quella d'essere
alloggiati bene una dolcezza durevole che si gusta assai
e che dee conferire alla sanit. Ho fiducia che il signor
Conte e la signora Contessa proveranno un salutare effetto dall' aver casa in luogo cos ridente. Farmi che tanto
piti questo vantaggio debba essere sentito da una pittrice,
da un'anima tutta poetica ed amante del bello. Intanto
fino a quando stanno in campagna? ed a qual villa
di recarmi ivi a riverirli,

della loro contentezza per

una

cos bella posizione.

danno ora la preferenza? Io mi trovo alla Vigna Barolo, ma ad onta dell'aere che tutti riconoscono eccellente, sono in povero stato di salute. Respiro malamente, non dormo. Ci vuol pazienza.
Ritorneremo a Torino verso i Santi, o forse prima,
secondo il tempo che far.
Mi sarebbe stato un piacere carissimo, se avessi potuto andare a rendere i miei omaggi a Crugliasco o a

Chieri.

La mia brama non

altres privato del

tessa di Nizza

(*),

bene

stata eseguibile, e ci

m'ha

di rivedere la nostra esimia poe-

la quale

probabilmente sar stata con

loro parecchi giorni. Questa signora

cos

buona m'ha

onorato d'una lettera che mi confonde. Ho piet di me


stesso quando vedo che certe anime egregie mi giudicano con sommo favore, mentre io valgo tanto poco. Non-

dimeno amo,

estrema indulgenza,
di conservarmi
tutta la sua. Grazie a questa benignit, confido che di
me si ricorderanno talvolta nelle loro preghiere.
lo confesso,

e quindi la prego,

(1)

La

la loro

signora Contessa,

signora Agata Sassern accennata poc'anzi.

63

Lettere di amicizia

Piacciale offerire alPottmo signor Conte

miei af-

fettuosi complimenti.

Ho

l'onore di essere con quei rispettosi ed amichedi lei, ecc.

(Giulio Carcano per salutare e dare notizia di se ad un amico).

Galbiate (Brianza), 2 settembre 1868.

Carissimo amico.

Penso che ora sarai


a mandarti

un

di ritorno

saluto e le nostre

e non voglio tardare


nuove prima di venire
j

a stringerti la mano fra una decina di giorni.


Io sono qui, in uua bella ed amena solitudine, tra la
cuna del Parini Q), l'Eupili antica, e quella del Manzoni (') che, come sai, oriundo della Valsassina, sopra
Lecco. Anzi, a pochi passi da questo villaggio, c' ancora un casale ov'egli fa allevato bambino, e dove abita

ancora un vecchio della sua et e suo fratello di latte.


Questo vecchio si ricorda ancora di quel fanciullo Hai
letto il volume de' versi di Zanella? (^). E che ne pare
a te, giudice cos sicuro di poesia veraf
!

Addio mio buon amico: vegli sempre bene

(>)

Abate Giuseppe P.

Don Alessandro M.

al tuo... (^).

(1729-1799) di Bosisio, celebre poeta lirico.

(1785-1873) di Milano, fu uno dei grandi lettetempi, romanziere, poeta lirico e tragico, storico, filosolo e
moralista. Dal 1859 pensionato (12 mila lire all'anno) dallo Stato; dal 1860
senatore. Mor a Milano.
di Cbiampo (Arzignano), fu insigne
(') Giacomo Z. abate (1820 1888),
letterato e poeta, dal 1866 prof, di letteratura italiana nell'Universit di
Padova. M. a Gavazzale (Vicenza).
(^) Giulio Carcano (1812-1884) di Milano, poeta, letterato.
(2)

rati di tutti

Come devo

64

(Giuseppe Giusti

si

scrivere

confida con

le

un

mie lettere?

amico

(Giuseppe

Vaselli)

di ingiuste persecuzioni)

Mio caro Beppe.


io, per corrisponderti pienamente ti mostrassi nudo
mio cuore, ci vedresti errori mille volte scontati e
pianti amaramente, e piaghe immedicabili. Quando credo
d'avere espiato i primi per mezzo d'opere migliori, me
gli trovo a un tratto ributtati in faccia da chi meno dovrebbe farlo, e se a volte mi pare che le ferite profonde
abbiano fatto pace per sempre, sento ben presto e al
minimo tocco, che tornano a gemere e sanguinare. A
sono in un
te lo dico, e so di non dirlo inutilmente

Se

il

momento
braccia, e

nel quale avrei bisogno di piangere nelle tue

non avendo qua persona della quale mi

fidi,

tra tanti ai quali potrei ricorrere per sollievo e a Fi-

renze e altrove, scelgo te che in pochi giorni mi sei


diventato amico di tanti anni. Mi tiene qua il matri-

monio

ma

di

mia

sorella,

che non sar pi a settembre,

nel giugno prossimo; altrimenti, credilo, sarei corso

a Prato in seno della tua famiglia, come in quello di


mia madre. Beppe mio, risorger e forse presto, ma
ora sono in terra, inabile a rialzarmi, come un fanciullo;
e mi ci ha spinto la mano di tale che io feci padrona
della vita mia, e alla quale sperava oramai di dare
teramente questi ultimi anni della giovent (^).

Giuseppe Giusti (1809-1850) di Monsunimano, fu celebre poeta satiDeputato nell'Assemblea toscana, se ne ritrasse furente contro
montante anarchia; M. a Firenze.
(')

rico; 1848
la

in-

Lettere di

Amore (Lettere

amore

65

d^J.

Quando e come l'uomo scrive lettere d'amore.


Dichiarazione d'amore di un cinquecentista.
Dichiarazione d'amore di un
Dichiarazione d'amore di un settecentista.
seicentibta.
DichiaraIl garbo de' nostri vecchi nell'olfrire
zione d'amore di un cicisbeo.
La lettera d'amore moderna.
doni alle loro belle.
La risposta alle
La ripulsa.
lettere d'amore.

Ti'ainore.

L'amore un sentimento per cui altri si affeziona a


degno d'essere amato, e cui desidera
di possedere. L'amore ha, dunque, per base la stima
profonda che si nutre per l'oggetto amato e, per corollario, il possesso. Queste due quantit, derivanti da
un affetto sincero, vero, onesto, devono emergere dalle
ci ch'egli stima

lettere amorose.

qui intendo affatto di acconciarmi a

cortese segretario galante di ragazzi vanesi o di sciocchi

vagheggini; vo' dire semplicemente:

una

lettera dettata dall'amore

come

debba essere

quando

scritta

con

giusto e rispettoso ossequio.

vale affermare che l'amore

turale, per venir

meno

ai

un sentimento na-

doveri dall'onest e dall'edu-

cazione imposti a chicchessia.

Anche quando ha messo

amato,
ha l'obbligo di essere cacciatore
riceve, deve accoglierlo con tutti i

le ali e si libra nell'aria all'incontro dell'oggetto

chi lo afferra, l'amore,

cavalleresco; chi lo

riguardi dovuti al pi sacro, al pi nobile, al pi benefico degli ospiti, che tutto

anima

e tutto vivifica.

primavera dell'et; e, come il fiore che


sboccia, ricco di profumi; l'amore, infine, un mare
di speranze fremente di desio. Nessuna forza umana lo

L'amore

la

soggioga; la cortesia,

il

rispetto, la stima lo ingagliar-

discono; l'educazione e l'onest solamente lo guidano


sicuro al gran porto del matrimonio. Quivi si cangia

una nuova famiglia,


non era pazzia o inconsiderata passione.

in soffio vivificatore di felicit per

se era sincero, se

Come devo

Chi

ama

scrivere

le

mie lettere?

circondarsi di vittime,

un disonesto; pi

disonesto di coloro che, appostati, assalgono e uccidono

per rubare.
Nessun galantuomo, in pieno possesso di tutte le facolt intellettuali, scrive ad una donna una lettera di
amore con intenzioni sleali, con progetti meno che onesti.
L'uomo, che si decide a scrivere all'altro.... sesso: ti
amo !, deve prima ponderare se il vero significato della
parola amore pu essere da lui onestamente raggiunto.
Si sa; a questo mondo il verbo amare non pu essere coniugato da una persona sola; talvolta pur essendo
in due, indispensabile il concorso di terzi, cio
dei
genitori, affinch la coniugazione riesca regolare.
Perci l'uomo, nello scrivere una prima lettera di
amore (la donna di senno non la scrive), faccia un
esame di coscienza misuri le sue forze scandagli bene
il proprio cuore e poi, si assicuri che i suoi sentimenti
e la sua posizione sociale gli permettono di mirare alla
meta agognata. Comunque e sempre sia guardingo, come
lo erano i nostri vecchi, che pur godendosi un vivere
gaio, non dimenticavano che la lettera destinata a qualsiasi donna doveva rispecchiare la cortesia garbata dell'uomo da bene e un profondo rispetto.
:

Lo

stile epistolare delle lettere

mente enfatico; poetico


timentalismo, quale

verso

il

mamma

si

d'amore generalzeppo di sen-

all'eccesso, pieno

addice a chi scorge la vita attra-

prisma roseo della giovent, perch babbo e


pensano.... al resto.

meglio che il lei si attaglia a questi voli immaginosi di una mente infiammata da una straordinaria
Il voi,

Lettere di amore

67

evaporazione di un sentimento che, il pi delle volte,


finzione. Raramente si adopera il tu. Questo viene da
dopo che una corrispondenza regolare si stabilisce
s
:

fra le parti.... contraenti.

Le persone posate, quelle che amano sul serio, perch han bisogno della famiglia, danno generalmente
del lei; esse sono moderatamente espansive e trattano
l'affetto e il sentimento con gli stessi ragionamenti, coi
quali

han calcolato

le

rendite,

prima

di

scrivere

la

lettera.

Esempi

di lettere d'amore.

(Dichiarazione d'amore di un cinquecentista).

Ancor che io tenga per fermo, carissima e amatissima mia Signora, che voi da molto chiarissimi segni
siete oggimai fatta accorta delle amorose fiamme, nelle
quali da buon tempo in qua di continuo mi consumo
per voi, non di meno mi parso dovervene ancora far
fede con questa mia lettera; acciocch con un testimonio tale possiate a pieno esser sicura della singolare
affezione mia verso di voi, del ferventi ssimo amore,
che io vi porto.
Ardo adunque, tutto ardo del vostro amore, e ardo
di maniera, che se voi con gli occhi della fronte poteste alle volte cos ben vedere questo mio incendio,
non dubiterei gi che mossa a compassione delle mie
angoscie, non vi moveste ancora ad amar mej se non
tanto, poco meno di quello, che amo io voi, facendomi
in questa guisa felicissimo sopra i piti felici amanti che
vivano oggi nel mondo.

Come devo

68

se a voi,

scrivere le

mie

lettere?

degnandovi di tanto gran favore, piacer

farne l'esperienza, troverete senza fallo che potete cos

bene disporre di me, e

come potete

di tutte le cose

mie pi care,

Faccio fine col baciarvi cento mila volte quelle vostre bellissime mani,
e quei vostri beati e felici occhi, da quai sono passate
nel mio cuore pi di mille, e mille e mille altre saette

amorose

delle proprie vostre.

(Dichiarazione d'amore di un seiceniista)

Se agli occhi fulgidi delle bellissime tra le belle


quale voi siete, o Signora, il buon Dio e la natura
avessero concesso di leggere nel cuore degli innamorati,

mi perdonereste l'ardire che mi prendo di scrivervi che


adoro e, commossa a piet per gli affanni del mio
cuore, non sdegnereste di donarmi col vostro amore
quel balsamo, che solo pu guarire le dolorose ansie

vi

dell'animo mio.
Siate, mia bellissima Signora, benigna quanto bella,
e porgetemi quel conforto che tanto agogno; ditemi che

mi amate

(Dichiarazione d'amore di un settecentista).

Amore, che suol fare tutti i suoi servi taciti e timi ha fatto tardare fino a oggi a palesarvi quanto

midi,

mio cuore vi sia affezionato. E per pi avrei taciuto,


fiamma amorosa che chiude il mio cuore, divampando, non mi avesse costretto a farmi ardito. E voi,
gi fatta accorta del mio ardore, non sdegnerete che

il

se la

aprendovi i secreti dell'animo mio, vi scongiuri di


avere piet di me e di perdonarmi tanto ardire.
io,

Lettere di amore

A
voi a

voi, luce degli occhi mei,

me

donate

amore non

il

69

dono

vostro cuore.

vi offende e che vi grato

che oso deporre sulla vostra

mano

la

mia

Ditemi che
il

vita, e
il

mio

bacio ardente

gentile .

{Dichiarazione d^ amore di un cicisbeo).

La

immagine

bella e leggiadra

vostra, che cos pro-

fondamente Amore impresse nel mio cuore il primo


giorno che il mio destino mi condusse a vedervi, non
mi abbandona pi.
Voi avete la virt di trarre si fattamente l'animo
mio, ogni mio pensiero che di voi e per voi vivo in
:

dolorose ansie d'amore.


di me, se oso esprimervi
mio cuore sente per voi; fate che la vostra
generosit non resti al di sotto della vostra bellezza,
dicendomi che mi perdonate, perch il mio amore non
vi offende, ne evvi del tutto indifferente. Ditemi, graziosa Signora mia, che mi ricambiate d'amore .

Siate indulgente verso

quanto

il

nostri vecchi erano solamente

galanti

nel

di-

amore; ma possedevano l'arte squisita


di porgere all'oggetto amato l'omaggio di un fiore, di
una inezia, di un nonnulla. Leggete, con quanto cortese
dire un seicentista offriva un fiore alla sua innamorata:

chiarare

il

loro

mando, dolce padrona mia,


men bello, n men vago
in vero vi si converrebbe, essendo voi un fior di bellezza tra tutte le donne di questa Citt. Accettatelo,
adunque, come per un ritratto della divina bont vo Questo fiore, che ora vi

tutto bello e tutto vago; n

Come devo

70

scrivere le mie lettere?

stra; e quaute volte vi occorrer di mirarlo,

tante vi

comparazione delle altre


giovani, quale questo fiore, cli' il pi bello che io
mi vedessi mai, a paragon degli altri fiori.
ricordate d'esser voi tale in

Quando

vi piacesse, caro

mio bene, che

io

venissi

questa sera a starmene una sola ora con esso voi per
segnalato favore? Ove veramente vogliate che mi resti,
perch non posso, n debbo volere cosa che non sia di
vostra compita soddisfazione, io non intendo di venire
altramente. Aspetto quattro parole di vostra

mano

in

mi vi raccomando con
Amatemi, e non fate di meno .

risposta j e col farvi riverenza,


tutto l'afiFetto del cuore.

Ben mi riguardo dal raccomandare simile fraseggiamento ai giovani innamorati: ma non posso negare all'autore un certo non so che di garbato, di squisitamente gentile e insieme di rispettoso verso la donna
amata.

Il

Bembo (*), che nelle pratiche e negli


amorosi fu maestro insuperabile, con artificiosa

Cardinale

scritti

grazia e galanteria squisita trova

dono alcune paia


amica

di

modo

di

offrire

in

guanti ad una gentildonna sua

oggetto de' miei pensieri.


che tengono oggimai l'una e
l'altra chiave del cuore mio, il rimanente d'alquante
paia di guanti, che io ebbi di Spagna pi mesi sono,
e di averli non sapevo, se essi non mi si fossero sco Bello

Mando

caro e dolce

a quelle mani,

(1470-1547) di Venezia, insigne umanista ed eccel(') Pietro Bembo


lente stilista, elegantissimo, segretario di Leone X; dal 1529 storiografo
di Venezia e Bibliot. di S, Marco; dal 1539 cardinale e vescovo di Gubbio

e di Bergamo.

M. a Roma.

Lettere di

amore

71

non so come: credo io per venire a voi,


vaghi di far quel viaggio, che sempre vorrei far io.
Voleva pregarli, che essi a tutti gli altri tenessero coperto quel bello avorio, a cui coprire io gli mando,
eccetto solo che a me: ma io mi ricordo che essi non
hanno sentimento. E forse sono in questo pi felici;
che se sono senza sentimento, sono ancora senza desio.
Avrete con essi il vostro solingo augello, la qual canzone mi s' incominciato a piacere, poi che la veggio
piacere a voi. State sana.
perti ora,

S, s; va bene per gli antichi, pe' nostri vecchi; ma


oggi?
semplicissimo. Oggi quando un uomo onesto, serio,
equilibrato, vuole incatenare il suo cuore ad una donna,
innanzi tutto esamina se essa possiede un'anima eletta,
capace di intendere il bello dell'amore e della famiglia.
Se la scopre capace di nobili entusiasmi per tutto quanto
virtuoso; se la vede operare tutto il bene che ella
pu, e odiare, combattere, rifuggire da tutte le azioni
moralmente basse; se tutte le sue parole, se tutto quanto
essa compie, spirano elegante naturalezza, elevazione e
bont di sentimenti, forte volont ne' suoi doveri, piet
per gli afflitti; allora egli, l'uomo moderno, scrive francamente e sinceramente esprime il sentimento che nutre
nel cuore; la speranza che gli conforta la mente; la
conclusione a cui l'anima aspira; conclusione pratica,
ma che non possiamo senza insolenza battezzarla: fine

o principio di secolo.

perci non scriver ad

spirato

ma

le

amore

una donna che

gli

in;

dir che l'ama e che... desidera torla in moglie.

Le chieder se l'affetto gradito e contraccambiato,


pone

ha

Vederti e amarti fu un punto solo

e s'ella

a che l'innamorato ne parli al babbo!...


Cos scrive e non altrimenti, un galantuomo che non
ha pel capo frasche, o, come direbbero a Firenze, che
non ha l'abitudine di... scaldar seggiole.
difficolt

Come devo

72

(La

lettera

scrivere

le

mie lettere?

d'amore moderna).
Milano,

il

io di

maggio

1897.

Gentilissima Signorina.

La sua modestia,

il

suo carattere affabile,

le

virt

da molto tempo hanno fatto nascere nell'animo


mio una profonda stima per Lei e nel mio cuore un
amore sincero ed onesto, che non mi perito a confessue,

sare.

Nell'atto che compio, Signorina,

una mancanza verso quel

non voglia riscon-

che tutti, ed
pi di qualsiasi altro, le devono.
Mi sono concesso la libert di scriverle, al solo scopo
di conoscere se il mio attaccamento sincero le riesce
gradito, e se il mio amore profondo pu sperare di vetrare

rispetto

io

dersi ricambiato dal suo.

Se la risposta, che io mi onoro di sollecitare dalla


sua bont e dalla sua cortesia, sar quale desidero, mi
riempir di contentezza e mi autorizzer a rivolgermi
senza indugio all'ottimo suo Padre, perch i miei sogni
di felicit vengano al pi presto realizzati.
Ma, se per mia grande sventuta ci non fosse, Ella,
Signorina, mi perdoni se ho osato sperare^ se mi sono
illuso e se

ho

fatto

Con profondo

un sogno d'oro.
mi onoro di professarmele,

rispetto,

devotissimo.

La signorina, che riceve una lettera di questa natura,


non pu non sentirsene lusingata, se, chi l'ha scritta
uomo per bene e della medesima condizione sociale
sua; giacch, si suppone, che, per quanto gaglioffo, un
uomo di senno non scrive mai lettere di simile fatta,
se non v' stato incoraggiato, un pochino almeno, dalla
persona a cui la lettera diretta.

73

Lettere di amore

La

signorina, per, qualunque sia

sentimento che

il

nutre per lo scrivente, far bene a non rispondere; ma


consegnata la lettera ai genitori, lascer a questi lia
briga di accogliere o

meno

le

proteste

d' affetto e di

matrimonio dell'innamorato.
Ma, se per una circostanza fuori dell'ordinario, una
giovinetta, una donna, si trovasse costretta a rispondere
ad una lettera d'amore, sar bene che tenga presente
quello che dell'amore degli uomini pensava una anonima
gentildonna bolognese di un paio di secoli fa, della
quale mi compiaccio di qui riportare una

(Lettera di ripulsaj.

Solete voi altri giovani negli amori vostri mostrare


ed io che nel valutare i tormenti dei

atrocissime pene
vostri cuori,

nulla prestar

mi sono

fatta dottissima,

orecchio alle

vostre

non intendo per

sdolcinate proteste

amorose, n darvi speranza di voler io per voi provare


le medesime atroci pene.
E bench moltissimo stimi i meriti vostri, pure non
li reputo sufficientemente degni a che io, per arrecare
ristoro al duolo che al vostro cuore porge amore, m'abbia
per essi a tormentare con cure amorose per voi.
Pregovi dunque a non sollecitarmi altrimenti con
le vostre lettere, le quali considero dettate piuttosto da
una giovanile e momentanea passione, che da un affetto
profondo e sincero, che solo in me trover dignitosa
corrispondenza.

Annunzio (Lettere

di).

Lettere di annunzio.
Di avviso.
Di conto.
formazione.
Di negozio.
Di ragguaglio.

D'incarico.
Esempi.

Sotto questa denominazione generica


le lettere

si

D'in-

comprendono

74

Come devo

scrivere

le

mie lettere?

di avvviso;
di conto;

dHncarico;

dHnforinazione ;
di negozio;
di ragguaglio:

perch difficile, che una lettera di conto, per es., non


abbia molti caratteri delle lettere di ragguaglio o di informazione, ecc. Le lettere di annunzio, infatti, possono
essere di pi maniere, a seconda del soggetto di cui esse
trattano. In questo genere di lettere si deve narrare
brevemente, ma chiaramente, la cosa di cui si vuole
avvertire, o render conto, o incaricare, o informare, o
ragguagliare, ecc., senza derogare dalle convenienze del
cerimoniale epistolare.

Esemp
(Lettera di avviso

d lettere di annunzio.
di conto)

(Annihal Caro a Monsignor de' Gaddi)

(').

lersera ci fu da rasciugare, questa sera da ungere,


per un calcio che per mia buona ventura ho tocco dal
Bono, appunto in mezzo dello stinco. Iddio mi ha fatto
grazia, che non m'ha colto in pieno, e che lo stivale
d'una grossa vacchetta: contuttoci sebbene non m'ha

0) Annibale Caro (1507-1566) di Civitanova Marche, segretario del fiorentino Luigi Gaddi (d'Agnolo di Zanobi di Taddeo de' Gaddi) ricco banchiere di Roma, fratello di Niccol de' Gaddi (cardinale amico dei fuorusciti
fiorentini (1527)) e di Giovanni de' Gaddi (da Clemente VII fatto chierico
di Camera, raccoglitore di libri e di oggetti di antichit e d'arte, protettore dei letterati). Pi tardi il Caro addivenne segretario dei Farnese, in
grazia ai quali fu creato commendatore nell'ordine di S. Giovanni di Gernsalemme. Fu celebre letterato, poeta, satirico (pseudon. Ser Agresto da
Ficaruolo), commediografo, prosatore, collezionista di antichit e di medaglie. Ebbe fiera contesa col Castelvetro per la critica da questo fatta
alla sua canzone "Venite all'ombra de' gran gigli d'oro,,. M. a Boma.

Lettere di annunzio

75

rotto l'osso, m'ha per modo infranta la carne, e intronata tutta la gamba, che non mi ci posso su reggere.
Spero nondimeno che i rimedi che si son fatti, m'alleggeriranno questa notte il dolor che ci sento. E, se
domattina sar tale, che stringendo i denti si possa

non

tollerare,

si

mancher d'andare avanti.

scrivo da Piperno, e fin

qui

Questa

son condotti
Bono questa mattina in su'l
i

cavalli

si

comodamente. Solo il
si dolse un poco
dipoi venuto via gagliardamente: e questa sera non si duol punto. Credo che

assai

moversi,

con questo calcio abbia voluto dare la sua doglia a me


egli a cautela ara (avr) i suoi bagnuoli, e
;

nondimeno

Il Torquato ci riesce alquanto fiacchetto.


divora le campagne coi rigni, e stracca

le

sue stretture.

Il

Moresco

il

famiglio che'l mena, coi salti e con le braverie. Gli

si

portano benissimo e secondo che si proceder,


ne dar notizia a Y. S. alla quale riverente bacio
mani.

altri si

se
le

Di Pipemo,

il

primo

di

Maggio.

XXXV IH.

M. D.

(Lettera di ragguaglio),

{AlVIll. signor mio,

il

signor Honorato

Claretti

(^)j

Torino, Alessandro Tassoni).


111.

Hebbi

signor mio oss.

tre giorni

sono una lettera di V.

del sig. Gio. Paulo Caissotto con la

S.

nuova

per mezzo

della

morte

(') Il conte Onorato Claretti segretario prima, ambasciatore poi del serenissimo Duca di Savoja, aveva concepito il disegno di pubblicare un
epistolario.
tale oggetto si era rivolto ai segretari pi noti (letterati
valenti) dei principi di allora. Tra questi al Tassoni, con l'aiuto del quale
il conte Claretti pot mettere assieme oltre mille esempi di lettere, tra le
quali evvene circa cento di pugno del Tassoni e scritte dal poeta in nome
proprio o in quello dei cardinali Cesi, Lanfrancbi e Maurizio di Savoja.

Come devo

76

scrivere

mie

le

lettere 9

del sig. Conte della Bastia, che gi era divulgata per

Genova. De' motivi del Monferrato Roma ne


spera buon esito, e crede che finalmente voi altri Pie-

lettere di

montesi tornerete a ballare a Mantova, non sapendo


immaginarsi, che altro ripiego migliore possa trovare il
Re, per soddisfare alle parti, e confondere chi mostra
di non voler dipender da lui.
In Garfagnana sono gran genti in armi, ma pochi
soldati. E quindi che non si sentono prove da Capitani,

ma

scorrerie da banditi,

disertan le vigne,

si

tagliano gli alberi, s'abbruciano le capanne e

ma

le

terre

restano salve.

sig.

Il

si

pagliai,

Duca di Savoia si
Romana, e quei

studia di rimettere in piedi la milizia

poveretti s'affaticano

per rinovar

le

guerre

di

Barto-

lomeo da Bergamo, che combatteva con le balestre.


Ogn'uno fa quel che sa. Certo a i nostri non manca
cuore, ma non v' come disse Menone, quel buon scaltrimento che

ci

vorrebbe.

Di Roma, l'ultimo d'Agosto

Bacio a V.
serv.

(Per annunziare al padre

il

S.

le

mani

(').

1613.
aff.

di

V.

S. 111.

prossimo arrivo proprio).

{Leopardi a suo padre, a Mecanati).


Bologna, 1" novembre 1826.

Carissimo signor padre. Le

scrissi gi

il

26 del mese

scorso, in risposta all'amorosissima sua del 16. Questa

Le

altre sono

l'TJbaldini

autografe di Mr. Qvierenglii, dell'abate Castiglione, deldel Paradisi e di altri letterati e segretari del

(cardinale),

tempo. La raccolta fatta dal Claretti, sebbene gi approvata dall'inquisitore di Torino, non fu pi stampata, ed il volume degli originali capit
per mero caso nelle mani dello scrivente, mentre codesti preziosi autografi si incamminavano verso il.... macero! Questa e le altre lettere del
Tassoni sono tratte dalla raccolta in parola.
(1) Alessandro Tassoni (1565-1635) di Modena, segretario del cardinale
Ascanio Colonna e poi del card. Maurizio d Savoia, infine pensionato dal
Duca di Modena, fu celebre poeta e critico letterario.

77

Lettere di annunzio

per dirle che io, a Dio piacendo, parto per Recanati


dopo dimani, 3 dell'entrante.
Per diminuirmi la noia e l'incomodo del viaggio,
il baule da s, e verr fermandomi per l strada
che mi servir anche per fare o rinnovare delle conoscenze. Perci ella non si dia alcuna pena se non
mi vede arrivar subito.
Siccome per l'impazienza di riveder lei e la mia cara
famiglia cresce in me a proporzione che si avvicina il
momento di ottener questo bene, cos credo che le mie
fermate saranno molto brevi. Ella preghi il Signore che

mando

il

mi conceda un buon viaggio, e mi saluti caramente


tutti. Le bacio la mano, e chiedendole la benedizione
mi ripeto suo affezionatissimo figlio.

(Ad un amico

parente che promette di passare insieme qualche

i,empoJ.

(Carcano al cognato Ettore Novelli a Brescia).


Milano, 18 luglio 1851.

Carissimo.

Bisogna bene ch'io


che hai di

me

e della

ti

ringrazi della

mia

buona memoria

Giulia, posto che gni volta

che tu scrivi a Pap o alle sorelle, tu ripensi con tanto


affetto a noi. M'ha proprio fatto un piacerone il sentire
che decisamente verrete a passar l'autunno in famiglia,
e per abbiam detto, fra Giulia e me, che combineremo
di passare il settembre a Cravenna, per riserbarci intero l'ottobre per voi j cosi faremo a Bellagio (spero)
una brigata, anzi una colonia di buona gente allegra,
per quanto si pu esserlo colle malinconie che ci stanno
attorno.

Come devo

78

Ho
alla

scrivere

mie lettere?

le

gran desiderio di rivedere

quale

mando un

sentire che andiate

saluto

fra voi

la

buona Francesca,
mi consola il

di cuore

d'accordo, perch fin

cos

adesso, per quanto dicano filosofi e matti d'ogni matta,

meno male il
due che si vogliono
bene. Non so se sappiate gi che quella poca idea che
m'ebbi di allogarmi in un Museo a Venezia gi svanita
del tutto, perch non mi si vuole tra le altre cose, per
avere la Forza morale chi ci comanda ha dichiarato che
dove fossi stato nominato io, il Governo sarebbe stato
costretto a ritirare da quel Museo tutte le armi offensive!! Tenete soltanto per voi due questo particolare.
Cedo l'altra pagina a Giulia. Baciami Francesca, state
bene, ed amatemi.
non

si

trov miglior maniera di portar

fardello della vita che di portarlo in

(Per annunciare ad un amico la sua nomina a professore)

(G. Garcano ad Ettore Novelli a Roma).


Milano, 28 settembre 1859.

Caro Novelli.
T'avrei risposto prima d'ogni, ma aspettai per farti
sapere di certo quello che oggi a te dico tra i primi
Fui nominato segretario e professore di
amici miei.

Estetica della nostra Accademia di Belle Artij essa ora

deve essere riformata in modo da cancellare le orme


della passata servit, e da essere degna de' nuovi destini del paese. Quest'oggi il Re (') viene a Milano per
visitare l'Esposizione di Brei*a, e toccher a

compagnarlo per quelle

(1)

Vittorio

Emanuele

II.

sale.

me

d'ac-

T'assicuro che la prima

Lettere di annunzio

79

volta che avr un poco di compiacenza d'essermi trovato


con un re di questo stampo non so se ce ne sia stati
altri mai
Certo, una delle pi gloriose pagine della
storia nostra sar quella ove i nostri figli leggeranno
scritto il suo nome. Si aspettano in giornata i Deputati
delle Komagne, che recano al Re il voto d'unione, e
saranno solennemente ricevuti domani in Monza. Comunque riescano le cose, quel che l'Italia fece vedere
al mondo miracolo: e tanta concordia di speranza e
di volere non dev'essere, non pu essere invano. Addio.
Ti mando, oggi stesso, per la posta due miei opuscoli
un Canto sulla morte di Carlo Alberto, e un. Discorso
che recitai in Brera il mese passato per l'inaugurazione
del Napoleone di Canova (^). Ti perverranno sani e
;

salvi?
li

Lo

spero.

Mandami

tue buone novelle, quali io

aspetto e desidero. Giulia e Maria

ti

salutano.

(Per render conto al padre di alcune faccende doniestichej.

(Giuseppe Giusti a Domenico Giusti)

^).

Firenze

1843.

Caro Babbo.
Il

zio sta

passata,
Io

si

sempre al solito, ma, come le dissi


consuma un giorno pi dell'altro.

non credo punto che abbia disposto

in

la volta

favor mio,

anzi ho ragione di creder che abbia pensato di lasciare

qualcosa alla donna, e che del resto abbia lasciato andare le cose pel suo verso. Se avesse fatto cosi sarebbe

(') Si riferisce alla statua in bronzo, che nel cortile del Palazzo Brera,
eseguita dal Canova e rappresentante Napoleone I, nudo, tenente in mai;o

una

vittoria.

(2)

Padre

di

Giuseppe Giusti,

Come devo

80

meglio per

tutti

fatte sei o sette

scrivere

le

mie lettere?

conti. In ogni caso le sue cose le ba


anni sono, di sua piena e spontanea

A me

ha gi regalato un astuccio, e mi dema il male gli ha impedito di manifestare la sua volont. Di questo non m'importa,
perch non sono stato mai d'intorno a nessuno per
strappare, e perch ho 34 anni. Se non ho imparato a
far dimeno del superfluo ora, non so quando imparerei
e poi la ricchezza sulla quale io conto, e che nessuno
mi pu n scemare, n accrescere, quella della mia
coscienza, e anco di quel poco d'ingegno che m' toccato. In tutte le vicende avr sempre un sicuro rifugio
n ho
in me stesso, e questo il sommo dei beni
imparato a dirlo dai libri, ma l'ho sentito e lo sento
nell'animo fermo e immutabile. Quando questo pover
uomo avr chiusi gli occhi, io penser a prendere uno

volont.

stinava altre cose,

perch l'esempio suo m'ha fatto sentire tutto il


peso di quella maledizione della Scrittura: Guai al solo!
Non ho nulla in vista per ora, e non farei un passo
senza seria considerazione, ma in ogni modo voglio
farmi una famiglia, e sapr farmela.
stato,

fAltra lettera di conto).

(Pellico

a Ugo Foscolo)

i^).

^
6 aprile 1816.

Amico.

Due

righe solo per informarti che l'altro ieri ho riper la vendita de' tuoi libri,

scosse lire 1462 italiane

(1778-1827) di Zante, nel 1797 segretario a Venezia


(') Ugo Foscolo
della Municipalit provvisoria 1797-98 demagogo a Milano, poi ufficiale
nella Legione Cisalpina, dal 1808 professore di eloquenza nell'Universit
,

//J)y<^-.^><>*<^-^^>o<^^^^>oJ
5"

(^C))r^\

5"

;xs\(j)f>

Lettere di annunzio

81

ho subito portate al signor Porta, aggiungenda Trechi pel tuo tavolino, il


tutto montante a lire 1497.67 italiane.

le quali

dovi

tre zecchini avuti

Un negoziante s'incarica di portare la cassa contenente le tue carte, sino a Lugano, donde la spedir a
Zurigo.
Ho posto per maggior sicurezza il tuo indirizzo, al
recapito signori Orell-Fiissli e Compagni, a ogni pacchetto;
tina di

loro numero ascende a tredici, colla cassetnoce che fa quattordici. In uno di essi vi

il

l'Odissea commentata da Alfieri (^); una tabacchiera,


un collare d'argento col nome di Quirina Magiotti ("),
e una copia del tuo Esperimento di traduzione d'Omero
stampato, ma non quello postillato da te, che io non
l'ho, n l'ho trovato da Trechi. Questi partito per

Parigi e Londra. Ti vedr e ti abbraccer per me, che


piango di non poterti seguire. Addio.
Sono ammalato di una infiammazione di petto, dalla
quale, spero, mi guariranno la dieta e il riposo.

(Lettera di ragguaglio).

(Pellico al professore

M. IghinaJ.
Torino, 18 luglio 1847.

Chiarissimo signor professore ed amico.

La giovane Luigia Donnotti


dell'et richiesta

ma

stante

il

veramente al di l
bene che V. S. ne dice

Como, a Firenze, a Milano (1813) ove tent invano di


il ministro Prina; dal 1815 profugo in Svizzera, poi a Londra 1816.
ambizioso e superbo, fu uno dei maggiori poeti d'Italia. Mor
idropico a Tarnham Green, assistito dalla figlia naturale Floriana.
(1) Vittorio Alfieri
(1749-1803) di Asti, fu insigne letterato e sommo
poeta tragico, imitatore degli antichi tragici greci. Crii fu grande amica
la contessa di Albany.
(-) Quirina Magiotti, la donna gentile che dal 1814 al 1816 confort il
soggiorno lagrimevole di Foscolo, profugo in Svizzera.

di Pavia. Poi a

salvare

Uomo

Come devo

82

scrivere

le

mie lettere?

sembra avere per diventar poi reliMarchesa di Barolo non avrebbe difficolt d'ammetterla per ora fra le educande del Monastero di Sant'Anna. La pensione da pagarsi di lire
quindici al mese e. la giovane quando sappia scrivere,
e la vocazione che

giosa, la signora

potr, persistendo

Debbo per

la

vocazione, passare al

noviziato.

altro soggiungere che conviene che la detta

giovane sia veduta qui dalla Madre Generale, prima che


se ne possa assicurare l'ammissione; ma da quanto V. S.
mi scrive della virt di essa e del suo aspetto, son
persuaso che piacer e sar accettata.

(Lettera di ragguaglio di

Massimo d'Azeglio

(')

alla moglie).

Torino, 26 gennaio 1839.

La

fatta, ed eccotene la descrizione. Ieri,


dovevo andare da quell'amico. Alle tre mi
son vestito, e poi mi son messo al camino, a pensar
bene a quanto dovevo dire. venuta la carrozza, e
prima dell'ora fissata ero al palazzo. Ho traversato saloni e sale, in mezzo a tutta la marmaglia gallonata,
procurando di non aver l'aria, e l'aspetto n imbrogliato, n umile, n superbo, e mi son fermato in una
non so chi, che mi
sala, ove erano tre o quattro
squadravano; e io mi scaldavo, e guardavo le pittare
della volta. Credevo d'aspettare un pezzo, e che fosse
lontano lui. Invece s' aperta una porta: Passez
visita

alle quattro

me

gli

son trovato faccia a faccia. Eiverenze.

marchese d'Azeglio (1708-1866) di Torino, sol(1) Massimo Taparolli,


dato (1848) ferito a Vicenza, scrittore politico, romanziere, atitobiogralb,
uomo di Stato, governatore in E,oraagna e poi a Milano; dal 1860
a vita privata a Canner sul lago Maggiore. M. a Torino. In prima moglie aveva sposato la figlia di Alessandro Manzoni.

pittore,

83

Lettere di annunzio

Mille grazie,

d'avermi permesso di presentarmi

vestito del mio.

Vous savez que nous sommes vieux amis


Altra riverenza, e m'ha fatto sedere nel vano d'una
finestra. M'ha domandato delle cose mie, se mi ricor!

davo delle nostre passeggiate a cavallo, che andassi a

m'ha
Parma, Modena, Roma, Napoli e Milano; e che cosa pensavano di noi i protetti
di Danker. Gli ho risposto che pensavano che nous
faisions la cour le mme maitresse e m' parso
che l'idea risvegliata da queste parole non gli dispiatrovarlo in villa, che la vedrei abbellita, ecc. Poi,

domandato

di Firenze, di

cesse.

Si seguitato

modo

a parlar

un pezzo

dei suddetti e

ho detto che avevano


il dono
di saper procurare un doux sommeil
a
questo proposito gli ho detto che avevo ricevuto una
tua lettera, che mi raccontava un aneddoto curioso, e
gli ho narrato quello dell'abate Giani; poi tante altre
bellissime cose, che sarebbero troppo lunghe per iscritto,
e ti dir a voce; dopo mezz'ora, m'ha mandato in pace,
con una stretta di mano, e dicendomi; Quand vous
reviendrez a Turin, venez me voir, je vous verrai toujours avec plaisir . E io, riverenze, e ho trovato l'uscio,
e me ne sono tornato a casa.
Ora spero presto maneggiare quei pochi soldi, e partire. La supplica che avevo fatto non gliel'ho pi data,
perch m'hanno detto che, nel modo che aveva preso
fuoco il ministro, sarebbe parso non fidarsi di lui. E
nemmeno, non essendo entrato il padrone, su quel discorso, non ci son voluto entrar io
perch ho supposto
che gli avrebbe seccato si dovesse dire che, per ottener
ragione, fosse necessario andar fino a lui. A buon conto,
sapevo che lo sapeva; che se n'era occupato, che veniva al mio scopo, e ci basta. Gi gli affari non vanno
mai proprio come si crede. E ho anche la consolazione
d'aver fatto bene ad altri, perch mi hanno detto che
del loro

di condursi;

gli

Come devo

84

scrivere le mie lettere?

ha fatto senso grande, e ha dato una scossa


a tutta l'amministrazione.
Costanza stata di nuovo poco bene, ma cosa legquell'affare

Ora prima di finir la lettera, vo alla posta, se


fosse da rispondere.
Alla posta non c' nulla: sono stato all'azienda e ho
trovato qualche difficolt per l'immediato pagamento,
son corso agl'Interni, poi di nuovo dal ministro, che

giera.

mai

ci

m'ha

detto che

fra

tre

giorni,

sar pagato.

Voglio,

perdio, vedere chi ha le corna pi dure. Addio.

fLettera di informazione).

(G. Carcano a Buggero Bonghi

(^)

a Belgirate).

Milano, 18 maggio 1858.

Caro Ruggero.

Conosco

il

quali vorresti
l'amicizia del
notizie,

parte.

una delle cose per le


Domeneddio d'averti data
Manzoni. Ti scrivo dunque subito le sue

tuo cuore;

so che

ringraziare

sebbene tu possa forse gi averle avute d'altra


sabato sera egli ammalato, e in questi due

Da

giorni passati gli avevano fatto gi quattro salassi; stail quinto. un mal di punta, ma i medici dicono
(magra consolazione) che la malattia regolare, e che
i
sintomi cominciano a decrescere. All'et sua per,
tante cacciate di sangue mi fanno paura, e non posso

mane

(') Ruggero Bonghi di Napoli (1828-1895)


eruditissimo uomo. Fu filologo, storico, giornalista, critico, scrittore politico e letterato; patriotta,

visse in Piemonte e fu amico del Rosmini e del Manzoni; prof, di filosofia nella TJniv, di Pavia, nel 1864 pass a Torino pel greco e nel 1865
pel latino a Firenze e dal 1870 per la storia antica a Roma. Fu ministro
della P. I. in Agnani fond l'Istituto Reg. Margherita per le orfane di
;

maestri elementari. Consigliere di Stato dal 1862, m. a Torre del Greco.

85

Lettere di annunzio

meno

preoccupato

d'essere

pensiero della sua

dal

preziosa salute. Se nulla c' di nuovo e di grave, non


ti

scriver altro se non da qui a due o tre giorni, che

positivo annunzio di miglioramento. Tu per mandami qualche riga che mi dica


qualche cosa di voi.

allora spero poterti dare

Ancora addio.

{A. Tassoni alVIll. signor mio


retti

signor Onorato Cla-

oss.,

a Turino).
Signor mio.

Tre

d sono

cugino

il

{})

di

V.

S.

mi mand due sue

lettere vecchie, e l'una, e l'altra in materia della rac-

colta ch'Ella disegna di pubblicare. Io parler al

gia

("),

e tenter ogni via per

cavargliene

dalle

Teg-

mani

qualch'unaj ma egli vecchio stitico, messo fuora del


mondo, e credo sar un menar l'orso a Modana. Me
n' stata promessa una dozzina del Card. Lanfranco,
le quali mander a V. S. che se ne faccia onore.
Mons. Boccarino mori, e le scritture sue andarono
cred'io in

mano

de' Gesuiti;

sar

un

altr'orso da pi-

gliar per la coda.

Del mio, non posso fin bora promettere a V. S. cosa


alcuna perch non ne ho; ma come sieno raccolte le
altre, perch ella non faccia il parto macchiato, vedr
di cavargliene il piccore; V. S. far conto, che l'altre
sian frutte in zucchero, e le mie nespole in aceto, e
che habbiano da servire per certe anime pregne di stravaganti appetiti, Qui di nuovo non habbiam cosa alcuna

(<)

Grian Paolo Caissotti.

(2)

Segretario del Marchese del Vasto.

Come devo

86

scrivere

le

mie lettere?

moltiplico del male

che vi lasci
con questo li bacio le mani,
pregandola a ricordarmi servitore devotissimo al sig. Cafuor cli'uD infinito
e'I

contrario del bene.

valier

Marino
Di Eoma

(^).
li

21 di ottobre 1613.

{Di A. Tassoni alVIll. signor mio

oss.^

il

signor Ono-

rato Claretti, a Turino).

Ill.mo Signor mio oss.mo.

V.
di

S. nella

sua

delli

non essere ancor ben

ranno

finite,

12 del passato mostra tuttavia


sicura, se le

liti

di cost sa-

o n. Io sento pronosticare, che

di voi torner a

Mantova a sfondar

una parte

le loggie, e

un'altra

passer in Ispagna a ballar la ciacona("). Noi qui celebriamo oggid la. solennit degli uomini del presente
il Cardinale Piata,
che morto da dovero.
La raccolta di lettere, che
V. S. disegna di fare degna del suo giudicio, e'I s.
Cavalier Marino l'esorta ad impresa nobile, perch

secolo, tra quali s' voluto segnalare

Giambattista Marini (1569-1625) di Napoli, fn celebre poeta. Daini


il marinismo
(forma di poetare stucchevole, prolissa, e aensnalmento sentimentale, ma impressionante por la pompa e la sonorit dello
stile. Nel 1608 a Torino fu dal Duca C. Em. I, nominato cav. dei SS. Maurizio e Lazzaro (il Cavalier Marino) e pi tardi por talune supposte allusioni satiriche nel poema La cuccagna, imprigionato. Liberato pochi mesi
dopo, per intercessione dell'ambasciatore inglese, andossene in Francia;
nel 1624 torn a Napoli, ove moii, dopo una vita avventurosa, agita.ta
tra carceri e corti, trionfi o rischi di morte violenta. La maggior parte
delle brutture (pih o meno rimate) che vanno sotto il suo nome, gli vennero attribuite da iniqui speculatori, dei quali sono abominevoli opere.
musicale reata sopra un basso
(2) Ciacona o ciaccone, composizione
ostinato, vale a dire: uniforme e ripetuto per tutta la durata del pezzo.
grave
e pi lenta della passacaglia,.
Ha variazioni il suo movimento
L'origine della ciacona italiana e se ne attribuisce l'invenzione a un
cieco e perci fa detta anche ciecona.
(')

deriv

87

Lettere di annuncio

siamo

sii'l

mutar della stagione, ed

bene raccorre

quest'ultima vendemmia, prima cli'el tempo l'infiacidisca. Ma se V. S. vuole che ella sia de' primi sugge tti, come vi posso liaver io parte, sprezzato, e de-

Corte di Roma, dove i servidori, e gli


si sono avanzati? Potrebbe il sig. Cavalier Marino se venisse egli a questa mostra farmi
ambizioso e voglioso. Ma finalmente che potrei dare,
che non ho nulla in serbo, se non pochi e imperfettissimi abbozzamenti d'insipidissime cose? V. S. attenda
relitto

nella

Aiutanti miei

a raccogliere da i Ricchi, e poi mi avvisi i suggetti,


che forse mi sforzer ancor io di violentar la mia povert. Intanto le bacio le mani.
Di

Eoma

li

2 di

novembre

1613.

{Di A. Tassoni alVlll. signor mio oss.,

il

signor Ono-

rato Claretti, Turino).

Signor mio.
10 ho ricevuto un'altra

lettera di V.

S. in

della raccolta che disegna di pubblicare, e

materia

mi dispero

che fra le mie lettere non ne ritrovo un pajo che si


possano stampare; perciocch quelle di Complimento
io non le stimo degne di luce; e quelle di Confidenza
scritte a diversi amici e Signori sono tutte con qualche
canchero incurabile, di cose aromatiche, che n a V. S.,
n a me sarebbe sicuro di pubblicare.
11 Teggia mi d canzoni, havendomi promesso di vedere se nelle sue trova cosa a proposito, e mai non
conchiude; quelle poche ch'io ho del Cardinale Lanfranco le mander a V. S. per la prima occasione di
persona a posta. Gli scritti di Mons. Buccherini andarono in mano alli Gesuiti con li quali, io non ho piti

Come devo
commercio che con

scrivere

li

le

mie lettere?

Chinesi. Bacio a V. S. le

mani

e la prego a tenermi in grazia col sig. Cavalier Marini

a cui vivo parzialissimo servitore.


Di

Roma

il

primo

di febbraio 1614.

(Da informazioni intorno a una ragazza da marito).


(G. Leopardi a suo padre, a Eecanati).
Ravenna,

9 agosto 1826.

Carissimo signor Padre. Sono qui da alcuni giorni in


ha voluto seco per forza, a
vedere le antichit di Ravenna. Torno a Bologna a momenti. Qui si vive quietissimi e con ogni sicurezza,
quanto ai privati. Ho veduto il cardinale, ho veduto il
casa di un amico che mi

canonico ferito in sua vece,


e sar presto

in

piedi.

Paolina, 29 luglio, colle

il

quale fuor di pericolo,

Qui ho ricevuto la lettera di


loro nuove, che io desiderava

da tanto tempo. Ho fatto ricerca dei partiti che si trovano in questi paesi, e veggo che le gran doti sono
uscite di moda affatto. Il maggior partito' di questi contorni Pasolini di Ravenna, Contessa, famiglia ricchissima, nobilissima, principale:

diecimila

scudi di dote

pronti in contanti; cinquecento scudi di propriet della


ragazza, lasciatile dall'arcivescovo Codronchi suo prozio;

corredo a parte; giovane bella e di talento e buona. Il


padre non si cura di gran trattamento per la ragazza ;

solamente esigerebbe uno stato esatto ed autentico della


una disposizione che assicurasse lo sposo dal
lato dei fratelli. L'affare si concluderebbe prontamente;
se ella credesse opportuno di prenderlo in considerazione, non avrebbe che a mandarmi lo stato della famiglia in forma autentica, e qui si tratterebbe l'affare
per mezzi che io le far conoscere al suo primo cenno.
casa, e

Lettere di annunzio

si

89

userebbe ogni segretezza. Cos prego lei di usarla


ho date per non nuocere

circa le informazioni che io le

alla ragazza, in caso di rifiuto.

Vedo bene che la dte piccola, ma non se ne trovano delle maggiori in Komagna; il soggiorno in Recanati in discredito; e l'essere in pronti contanti

mi

pare una qualit calcolabile, e che possa comprendere


in parte la mediocrit della somma. Tornato a Bologna,
cercher pi diligentemente in ordine ai partiti di l,
quantunque con poca speranza di trovar doti maggiori
senza pretensioni eccessive, e senza ripugnanza decisa
al soggiorno di Recanati. Da Bologna le scriver pi

lungamente

con quiete.

miei

mamma

ai

cuore e

le

chiedo la benedizione.

Il

fratelli.

Le

suo affezionatissimo

(Lttlera informativa

bacio

la

teneri

saluti

mano con

alla

tutto

il

figlio.

ad un amico).

[Zendrini a Paolo Eeyse) O.


Padova, 30 gennaio 1875.

Carissimo

Ti mando, come t'ho promesso, le bozze di stampa


d'un mio lavoro che pubblico nella
Nuova Antologia. Heine e gli heniani (che pullulano da
tutte le parti) non sono che un pretesto, come vedrai,
per metter fuori delle idee che credo giuste e sane intorno alla falsa rettorica che ci falsifica fino il pianto
della terza parte

(') Paolo H. di BerHno (n. 1830) figlio del filologo Karl W. Ludwig
Oldeuburg, celebre poeta, autore drammatico e novellista, eccellente
traduttore dall'italiano, dal 1874 stabil. a Monaco (Baviera), grande amico
degU italiani, i quali molto lo festeggiarono neir800 anniversario di sua
feconda esistenza.

di

Come devo

90

scrivere

le

mie lettere?

marzo il lavoro sar uscito in copia separata e te lo


mander. Forse t'interesser quel che dico della forma
scolastica, la quale rimane ancor quella che era prima
che sorgessero Manzoni e il tuo Giusti. Per gli scribi
negli occhi. Leggi e poi me le rimanda: verso la fine
e i farisei il messia arriva sempre invano
e quando
agli apostoli, gli vanno dietro, lo commentano, ma poi
sul pi bello, s'addormentano e parlano e operano andi

cora a

Ho

modo

loro.

molto piacere il tuo proemio (') ove c'


molte idee giuste e profonde. Certe espressioni un po'
troppo astratte che a voi altri sono famigliari, come
l'Ithos und Pathos der Charakters , un Italiano sarebbe imbrogliato a tradurle, e un Francese, leggendole, penserebbe forse al verso che Molire pone, credo,
in bocca al suo Trissotin in un gustosissimo palleggiar
letto con

di lodi fra esso e

un

altro letterato

On trouve chez vous

Vithos et le pathos.

Quel che dici della lingua e l'alta idea che dai del
tuo poeta far strabiliare in Italia molti parrucconi che
trattano ancora

il

Giusti

come un capo-ameno qualunque

mentre, e tu lo dici benissimo, non c' che Dante,


che per seriet e profondit e altezza gli si possa paragonare.
La speranza, che mi dai, di vestire di quella tua
leggiadra vesta greca qualche mia consorella, mi riempie
di orgoglio, e di gioia, non perch io ne speri fama o
altro, ma perch, accarezzati da te e presi in tua
gentil tutela, que' miei poveri orfanelli

mi riusciranno

pi cari.
Alle vostre geniali mascherate io non ho qui, nella

mia cupa

(')

e tetra

Proemio

Padova, nulla da contrapporre


prego

alla traduzione del Giusti di P.

Heyse.

ma
le

tue

91

Lettere di annunzio

Grazie e le nove

Muse che

sieno sempre pi liberali

ti

de' loro sorrisi, anche di quelli che per avventura ne-

gassero al tuo Zendrini.

Ricambio
succinto

(J..

il

alle

tue

signore

miei saluti.

Dimmi

in

tuo parere su questa mia prosa o prosacela.

Tassoni, al sig. marchese

N. in nome

'proprio).

Egli sarebbe mai tempo che io fossi chiarito del mio


poco merito, e della mia mala fortuna ma come disse
Seneca Adea adversus experimenta pertinaces sumus,
ut
et naufragi maria repetamus .
Il mio desiderio di vivere a Roma grande, ma non
forse minore l'angustia delle cose mie
per scusi di
grazia V. S. I. le mie passioni e creda, ch'io non m'interno in esse di sorte, che m'affligga l'uscirne Il pensiero del sig. Conte N... fu motivo di Mons.'' suo fratello, ed io non seppi far altro, per non urtare in
iscoglio, che rimettermi al prudente consiglio di V. S. I.
Se adunque a lei pare, che non si tratti pi oltre,
stando le diffcult ch'ella vede, comandi e sar fatto.
A Monsig.^N... non vengono comunicati i maneggi di
cost, e i ministri di S. A. (Duca di Savoia), che sono
qui, trattano poco con esso luij s che non veggo come
neanco egli possa fare la prima mossa senza evidente
segno di qualche interesse, o di mendicato ufficio. Se il
sig. Don N... ci fosse, ricorreremmo a lui
ma S. V. I.
che l'ha vicino, potr se le pare conferirle il tutto, e
supplicarlo in mio nome del suo favore, quando N...
non l'habbia di gi preoccupato, come mi dubito. Bacio
a V. S. I. le mani, e di nuovo la prego a scusar le
mie delt)olezze, e a conservarmi in sua grazia.
5

Come devo

92

scrivere

le

mie lettere?

di ragguaglio).

f Lettera

{D^ Azeglio alla moglie).


Genova,

Ti mantengo

la

18

gennaio 1838.

parola che t'ho data questa mattina,

un po' con te, che stanotte ne ho tutto il tempo.


Comincer col darti le nuove della mamma quest'oggi.
Sai, mentre eravamo al camino, in camera, con Casanova, e c'era Bertarelli con noi, ho sentito sonare
all'uscio
ed Elena venuta a dirmi che c'era il p. Menini e un altro gesuita. Bertarelli ha spalancato due

e star

occhi, e

m'ha detto: Bagattella! un pezzo grosso!

andato nella camera della


mamma, e ho trovato questi due signori, i quali ho
fatto la maggiore e la pi sciolta cera che m' stato
possibile ; e vedevo che la mamma mi guardava tra lo
stupito ed il contento, con quei due occhi che apre in
e se

l'

battuta.

Io

son

simili occasioni. Io ti dico la verit,

ho

fatto loro tutta

che ci a lei avrebbe


fatto piacere, e credo che ho indovinato. Tra questi
due c'era il suo confessore, e suppongo sia l'autore di
quel foglio che ti scrisse; nell' uscire ho attaccato il di-

quella cera, perch ho- pensato

scorso sulle generali, dicendo che la

mamma

alle volte

tormentava con delle idee, e ch'era fortuna quando


metteva la sua confidenza in persone di testa: e qui
si

un

sorriso d'intelligenza per parte mia, e una riverenza


modestia per parte del reverendo. Egli mi rispose,
dicendo che l'aveva sempre calmata, e che trovava in
lei molta docilit; e poi alzando un poco il suo cappello alla don Basilio, aggiunse Credo che questo
cappello per quella signora fa un gran effetto e le
sue di vote labbra s'apersero ad un sorriso che mi parve
significare Cari i miei biscottini^ siete roba nostra
Comunque sia, mi par un uomo di spirito, che m'ha
subito conosciuto non per roba sua; e con chi non
di

Lettere di annunzio

minchione

si

pu sempre

trattare

93

perci gli ho detto

che sarei andato a trovarlo, e ci ander, per fare che


la sua influenza l'eserciti in modo giovevole alla quiete
della povera mamma.
Stasera poi erano le nove circa, e sento suonare s'apre
la porta e vedo entrare Koberto. Non sapevo affatto in che
stato erano le cose, e temeva il peggio, perch anch'esso
era stato spaventato da una lettera della Spinola.
L'ho rassicurato, ma per stasera non abbiamo detto
niente alla mamma, per schivarle ogni specie d'agitazione: domattina lo vedr. Spero d'aver potuto col nostro arrivo rimediare a quell'apatia, e l'idea d'aver cos
potuto far un po' di bene alla povera mamma ed adempito in parte il primo tra i doveri, mi consola e m'acqueta il rammarico d'aver lasciato te, le cose mie, e
:

di far quella vita inerte e incerta, che tanto lontana

dalla mia natura. Tutte queste idee le verso, senza riguardo, nel cuore di mia moglie j ci troverai del buono
e del cattivo, come sono io.
L'altra notte in viaggio (che stata veramente penosa, perch quel mio tabarro non serve a niente, e

mi faceva invidia quel buono del dottore) pensavo:


Per soffro per il mio dovere e il freddo mi diventava quasi una delizia.
Addio, moglie mia, del mio cuore; vogli bene al tuo
^

povero Massimo, che ha tanto bisogno di


forse l'avr pi che

e parlale di

{G.

me

mai

te,

e presto

abbraccia la nostra cara Rina,

e della nonna.

Giusti al marchese Francesco Parinola).


Pescia, 8 settembre 1847.

Mio caro Checco.


Eequiem aeternam. Ora poi
vero.

La Gazzetta

di Firenze,

il vecchiume morto davdopo il fatto della Guardia

Come devo

94

scrivere

le

mie lettere?

Civica, ha dato in cembali, e le presa la parlantina,

come a Don Abbondio, saputa la morte di Don Rodrigo.


Ma la Gazzetta di Firenze non il solo Don Abbondio
che scappi fuori a questo proposito. Anzi questo il
degli spiriti e de' morti risuscitati, ed io mi

tempo

veggo saltare davanti certuni che dal trentatr in poi


erano scomparsi affatto.
Qua un moto, un darsi da fare, un dispensar bandiere e coccarde, da non potersi ridire. E che ordine,
che pace, che contentezza sul viso di tutti. Il Popolo
si lascia condurre come un agnello, e alla lettura de'
giornali, alle deliberazioni che si prendono nel pubblico
Caft intorno al modo di contenersi, assiste in folla con
una calma e con una docilit incredibile. Domani sar
cost per mettere insieme quattro o sei Pesciatini che
ci

rappresentino al convegno dei comuni Toscani. Noi


non possiamo muoverci perch non avendo sa-

di qua,

puto in tempo ci che si preparava cost e in tutta la


Toscana, ci siamo impegnati colla ValdinievoUe intera
di festeggiare Domenica l'Istituzione della Guardia Civica. Sar cost la bandiera del nostro Comune e far
corpo coi Pistoiesi. Ripartir la sera stessa o al pi
tardi il giorno di poi e non so se avr tempo di vedervi tutti. Intenderai che non c' stato verso di muoversi dal paese, e vidi bene fino da quando parlammo
di festa, che il vedermi partire se lo sarebbero recato
a offesa.

E Gino che dice? E che dice Marianna'? M'assicurano


che la festa di cost fu una cosa grande. Credo che sar
anche pi bella quella di Domenica prossima ma da
quel giorno in poi, bisogna ricomporsi e pensare seriamente al nostro dovere.
Se domani t'incontrer per le vie di Firenze, figurati
se l'avr caro. Salutami tutti e prendi un abbraccio di
5

cuore.

95

Lettere di annunzio

Anonime {Lettere).

Le lettere anonime si dicono jDure cieche, perch non


portano la firma di chi le ha scritte. Le lettere anonime
sono un vero flagello della letteratura epistolare e dell'umanit. No esse sono qualcosa di pi di un flagello j perch rappresentano un attentato perenne alla
tranquillit di ogni cittadino e di tutte le famiglie.
La lettera anonima un delitto volgare che pi
perch, solamente
abbietto impossibile concepirlo
anime lrcie e sconfinatamente vili possono consumarlo.
5

Io qui

non dir come

si

scrivono le lettere anonime

(non ci mancherebbe altro !)j dir, invece, perch non


si leggono e perch non si devono leggere le lettere
cieche.

Di dove partono? I malfattori epistolari sono dovunsi nascondono tanto nelle classi meno abbienti,

que. Essi
e

meno

colte della societ,

come

in alto, questi malfattori sono

gli istinti

perch,

censo riescono incapaci


perversi, talvolta acuiscono le ve-

se l'educazione, l'istruzione,

a frenare

nelle pi elevate. Anzi,

pi frequenti

il

lenose suggestioni della nequizia umana.

La

tragica fine del cerimoniere della Corte imperiale

tedesca, barne

Schrader, ferito nel duello a pistola


(marzo 1896) dal suo collega, barone Ktze, la prova
irrefragabile che la lettera anonima pu escire ^anto

come

un portinaio pu
un Ministro, come
nell'ufficio di un reggimento; pu essere composta tanto
nell'opificio, ove centinaia di mani incalliscono nel lavoro, quanto nel salotto di una elegantissima donna,

dalla reggia,

dalla stamberga di

essere scritta tanto nel Gabinetto di

ove parecchie lingue si esercitano nella maldicenza del


prossimo; le lettere anonime possono venir fuori dal-

Come devo

96

scrivere

le

mie lettere?

un giudice, o da quello di un Procuratore


come dalla segreteria di un Cardinale o dalla
Curia di un Vescovo.
La lettera anonima non si preoccupa delle sue origini nasce, cresce, prospera ovunque, e dovunque pe-

l'ufficio di

del Re,

forma sono per essa indifferenti.


non muta mai: ferire sicuramente magari
uccidere, sempre e direttamente, in silenzio, da lontano,

netra. Il principio e la
Il

fine solo

senza

il

Per

concorso di complici.

anonima non esistono

la lettera

ostacoli.

Essa

circola liberamente, tranquillamente

da

Scilla al

Tanai

dall'uno all'altro mar.

La

lettera cieca raggiunge la vittima in

America

in

Australia j in Asia; con la stessa facilit con la quale


l'arriva

sul

Continente, in Italia, nella

stessa

nello stesso paese, sullo stesso pianerottolo della

ove fu
cole

scritta.

Le dogane,

mari;
i

le

montagne;

carabinieri,

citt,

casa

fiumi?... bazze-

poliziotti?

Poveri di

spirito; soggetti degni del genio musicale d'Offenbach

Nulla impedisce alla lettera anonima di correre al suo


destino, sia esso tra la gente civile, o nell'interno dell'inospitale Continente nero.
Un valoroso ufficiale, caduto prigioniero degli Scioani
nella funesta battaglia di Adua, dopo mille stenti e da
atroci sofferenze sfinito, trov un po' di quiete a AddisAbeba.
Ero l, senza un soldo, nudo, spesso affamato; con
la morte nel cuore e il pensiero rivolto perennemente
al mio caro paese; alla mia adorata famiglia. Un giorno,
forse pi triste degli altri, mi giunge una lettera dall'Italia. Figurati la mia gioia. Era la prima che ricevevo dopo sei mesi di prigionia. impossibile eh' io
narri i sentimenti che mi fece provare in un sol momento quel pezzo di carta ,

97

Lettere di annunzio

Mi parve un raggio

di sole in mezzo alle tenebre


meschina che conducevo. Con mano nervosa
una
lessi una lettera anonima
stracciai la busta
lettera cieca, che per colpirmi in ci che avevo di pi
caro al mondo era riuscita a scovarmi nel cuore dello

della vita

Scioa!...
I

bricconi sono sempre fortunati

N gioie, n
n sventure l'arrestano nel suo delittuoso camperch i
mino. Essa giunge quando meno si aspetta
manigoldi scellerati che la scrivono, posseggono una
perspicacia sovrannaturale; una abilit senza pari per
calcolare giusto il momento pi opportuno dell'arrivo,
La

lettera

anonima non

rispetta niente.

dolori,

affinch

Un

il

colpo riesca pi violento e pi mortale, e pi

ne vengano

atroci

le torture.

dopo di aver superato mille


giunge finalmente ad essere il marito riamato
di una colta, gentile e buona dama. Trascorso un anno
di runa di miele, di felicit incomparabile, la signora
muore nel regalare al marito un angioletto di bambina.
Al terzo giorno dal tristissimo avvenimento, al disgraziato marito giunge una lettera anonima, listata in
nero, che lo previene premurosamente: come e perch
altro distinto giovane,

ostacoli,

bambina

lasciatagli, quale pegno di un amore sconda quella santa donna, non poteva esser sua!
Ora, la bambina una fanciulla, che sotto il ritratto
la

finato

vivente del padre, possiede tutte

mamma

zione della

le grazie e la distin-

buona.

L'autore di quella vigliacca lettera anonima prov una


di essere audaci e fecondi nell'insulto, allorquando la certezza dell'impunit
volta di pi, quanto sia facile

infonde

il

coraggio di imbaldanzire anche davanti a una

bara.

La
non

ci

lettera

amaf

anonima non si legge, perch chi la scrive


nemico invisibile, ma sempre nemico;

ci

e appunto, perch invisibile, pi pericoloso. Se egli ci


7

Come devo

scrivere le mie lettere ?

amasse non c'insulterebbe, n si celerebbe sotto il fitto


velo dell'anonimo. Se egli si nasconde alle sue vittime,
evidente che vuol far loro male ed ha vergogna della
sua codarda azione. Partendo da questo principio, giustissimo, quando si riceve una lettera anonima s'ha da
esclamare con d'Azeglio: Va via, vigliacco! Io non
scender fino a te! . La lettera cieca, perci, non si
legge si condanna irremissibilmente e senza indugio
al fuoco o al cestino; meglio alle fiamme che al paniere, per non cedere alla tentazione di riprenderla
di rimetterla insieme, infine, di leggerla. Pochi sanno
j

resistere alla perniciosa e prepotente suggestione della

curiosit; ma dobbiamo resistervi, se non vogliamo compromettere la serenit dello spirito. La lettera anonima
non apporta che ingiurie, menzogne ed affronti capaci
di suscitare nell'animo l'inferno del dubbio, ed irritare
il

carattere.

che pr' leggerle? Vi fermate, forse, ad ascoltare


che un facchino pazzo od ubbriaco vi lancia
sulla pubblica via? No, vero? Ebbene; trattate la
lettera anonima, come trattereste il facchino pazzo o
le ingiurie

ubbriaco; non la onorate della vostra attenzione, non


la leggete.

Scoperta, la lettera
a chi
e

si

pu

sua

si brucia e non
torna colla mente

anonima

pensa pi. Ma, guai a chi

ci

picca di scoprirne l'autore!

un uomo

ci

si

guai

perso

fare tanto di croce sulla tranquillit dell'anima

perch

l'

idea di scovare

una lettera
una grossa spina,
arresta un momento

l'autore di

cieca, equivale a figgersi nel cuore

una spina acuminata che non si


n eli 'arrovellare la mente e nel rodere

il

cervello.

Avanti di leggere una lettera anonima, richiamatevi


alla

memoria

gli effetti disastrosi di cui essa

causa;

conseguenze che da essa derivano; ai dolori, agli


scandali, alle rovine irreparabili che produce intorno a
s questo malanno epistolare.

alle

Lettere di annunzio

se

99

Ma, come si fa a conoscerle le lettere anonime


prima non si leggono?...
Le lettere anonime si conoscono, dir cos, a volo.

Una

lettera scritta in stampatello, o in caratteri tutti

maiuscoli, sospetta

anzi,

certamente una lettera

anonima.

Una

lettera che risulta

e ritagliate da

un

libro o

composta da parole stampate


da un gioinale e poi appic-

non si sbaglia a gettarla sul fuoco,


perch una lettera anonima.
cieca, cio anonima, la lettera scritta con caratteri
ineguali e sgorbi; piena zeppa di spropositi bambicicate sulla carta.

. .

neschi.

pi che sospetta la lettera scritta in un bel gotico,


corsivo inglese; o in un carattere

o nel pi perfetto

egualmente

egualmente sottile, monotono.


una lettera vi si presenta con
qualcuno di questi caratteri
tanto poco sinceri
prima di leggerla, cercate la firma. Se il nome vi
noto e se ne riconoscete lo scritto, cominciatene la letalto,

Perci, ogni volta che

tura; se

il

nome non

c',

o se

non

lo conoscete, ridu-

cete la lettera in cenere.

Del resto non sbaglierete mai, se nel dare alle fiamme


sospette abbonderete. Leggere una lettera sospetta male; ma peggio il ficcarsi nella testa, come
ho gi detto, di scoprirne l'autore.
Ed ora, chi vuol saperne di pi o di meglio, legga

le lettere

La

De Amicis(^). Non ci trover


moltissime giuste, esposte assai
bene e con bellissimo garbo.
lettera

anonima^

cose straordinarie

(1)

Edmondo De Amicis

larissimo scrittore.

di

ma

di Oneglia (1846-1908) celebre, brillante, popo-

Come devo

100

per

Avvisi

Grli

sere

mie lettere?

le

giornali.

avvisi per

giornali

stile col

varia, cosi essi cam-

mutare dello scopo

sempre brevi,

Esempi

riferiscono ad ogni even-

si

come questa

tualit della vita e,

biano di

scrivere

ma devono

di avvisi per

VENDITE E CQMPERE

giornali.

ZrJ?^Zri

SiBnorina francese
qualit di governante presso
Dirigersi a....
buona famiglia.

in

Sn^;

Vendesi per partenza


palissandro, dorata vasellame, cristalli; ecc.

Tutti

es-

chiari, precisi.

Via Aienula,

910.

~LOCAZIONE

giorni dalle 9 alle 17.

^^^* ^^^i ^^'


lidamente co-

Uonrloci
WCIIUCOI

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14

101

Avvisi per giornali

Augurio (Lettera di).

Le

Il tormento dei grandi e quello dei piccini.


lettere di augurio.
Lettere per fine d'anno.
Lettere per
Lettere per il Capo d'anno.
Lettere di augurio per viaggio.
l'onomastico.
Lettere pel natalizio.
Lettere di augurio per la Pasqua, ecc.

Lettere di augurio diconsi quelle che, per abitudine


invalsa,

si

scrivono in determinate circostanze, o epoche

dell'anno, ritenute liete.

La

caratteristica

delle

lettere di

augurio

dovrebbe

essere la schietta spontaneit dell'affetto; ma, purtroppo,

quasi sempre esse rappresentano

la

nel pi

parola.

esteso

significato

della

ponderata

Ne

utilit,

volete la

prova? I figli scrivono lettere di augurio ai genitori,


o perch lo impone una maestra, seguace dei dettami
di una pedagogia preistorica; o perch la lettera ricompensata con un regaluccio. Nello scrivere queste
lettere, i fanciulli apprendono poco a poco l'arte della
menzogna, o, per lo meno, s'iniziano inavvertentemente
ai vantaggiosi secreti della simulazione. Poco male
!

n' vero?

Ma, come se ci non fosse abbastanza nocivo alla


formazione del carattere dei giovanetti; ecco i genitori,
pi fantocci dei bambini e pi bamboccioni della maestra,
capaci di bearsi nella lettura di quelle stupidissime lete, per affermare la grottesca soddisfazione, che ne
riempie l'animo, regalano di dolci i figli.... e fanno loro
ricopiare lo squarcio letterario, a fine di spedirlo, nel
giorno della sua nascita allo zio d'America. Non si sa
mai; il farsi vivi di tanto in tanto, potrebbe indurre
lo zio a non dimenticare nl testamento il nipotino, cos
bene educato nei misteri di seccare il prossimo con una

tere

cortesia.

Gli amici sono pi pratici. Essi scrivono lettere di


augurio per mantenere sospese talune partite di dare e

Come devo

102

non

di avere, che
feriori

scrivono

assicurarsi

il

mie lettere?

scrivere le

c' verso di farle pareggiare. Gli in-

pi fervidi auguri ai superiori, per

permesso pasquale

tutti, infine,

lettere di augurio, pi per ragioni

scrivono

giovamento che

di

di cuore. N risparmio quelle mogli che si dedicano


passionatamente a questo genere di letteratura epistolare, allorquando un po' grosso il conto della sarta,
o perch l'ultimo cappellino va gi di moda.
Oh, l'esagerato; il pessimista; il calunniatore!
Vi chiedo perdono e vi prego di andare adagio nell'accusare. Fui severo nel dire, ma non me ne pento
;

come non

si

addimanda monaco

chi

veste cocolla,

opino non potersi segnare a dito chi credette e


crede fermamente di aver colpito uno dei molti difettucci del nostro sistema di educazione. Si pu negare
cosi,

che oggi, come nel passato, nello istruire


vanetti

si

ricorre a

berato, talvolta

volgarmente

quell'uso

soverchio o affettato, che

artificio ^

Ed

nostri gio-

abituale dell'arte, delisi

chiama

con l'artificio che si cerca

di ottenere l'effetto di un'arte per fare esprimere alla


giovent sentimenti che non comprende, perch non li
prova, o non li pu giustamente valutare. S; le lettere
di augurio si scrivono ed un bene, anzi, che vengano
scritte; ci non toglie, per, che il pi delle volte finiscono per essere una delle pi gravi seccature dell'umanit, perch quasi sempre difettano del primo
elemento che d loro vita: l'affetto vero, sincero, e non
di convenienza.
Cos, come i genitori di buon senso impediscono ai
loro figli di tediare i conoscenti con la poesia: Il
Grillo e la Formica, imparata a orecchio nella scuola;
le maestre (e anche talune mamme) di criterio, dovrebbero impedire ai bambini di annoiare il prossimo con
le benedette lettere di augurio. Si persuadano esse, che
per un pap vale pi un bacio caldo e appassionato;

un abbraccio spontaneo, senza secondo

fine;

un

sorriso

103

Avvisi per giornali

aperto, franco dei suoi piccini, che la pi artificiosa lettera di augurio da essi copiata, o scritta sotto dettatura.

Se le mie rampogne non vanno a genio a qualche


maestra, o a qualche mamma, o a qualche babbo vanesio si lasci almeno, che i figliuoli scrivano gi, naturalmente, quello che il piccolo cervello detta loro.
:

Almeno la sincerit non vi far difetto


Mi ricordo di aver sorpreso due lagrimoni
!

sugli occhi

un pap, che passava per molto severo, perch aveva

di

ricevuto, alla vigilia del suo natalizio, questo biglietto

d'augurio della sua bambina di sei anni:


Caro pap.

mamma

La

m' ha detto che tu sei nato domani.


domani, quando sei nato, e

Voglio

esserci anche io,

intanto

ti

do tanti baci,

la tua cara Giulia.

Nella sua ingenuit, la piccola Giulia c'insegna che


primi requisiti di una lettera d'augurio sono la spon;

taneit delVaffetto e

vengono meno per

ma

il
l'

rispetto.

questi

requisiti

non

inferiore che scrive al superiore

questo caso deve essere misurato ; ed il


rispetto non deve far pompa di nessuna parentela con
l'affetto in

la servilit.
si scrive agli intimi, agli auguri permesso
aggiungere qualche riflessione morale. Ma, per fare
la predica, ci vogliono due condizioni speciali la prima,
che sulle spalle della persona a cui si scrive pesino
pochi carnevali; la seconda, che lo scrivente sia, se non
bianco per antico pelo, almeno di molto maggiore in et

Quando

di

di quello a cui scrive, e di posizione sociale acquisita

superiore a quella di colui che deve leggere,


auguri,

con

gli

consigli.

Nelle lettere di augurio, non sar mai abbastanza lodata la brevit. Pochi complimenti in cima; si fanno
seguire gli auguri, cui tengono dietro i saluti pi o

meno

confidenziali ed espansivi, a seconda dei casi.

104

Come devo

Esempi

scrivere

le

mie lettere?

di lettere d'augurio.

Lettekk per fine d'anno.


(A parenti

ad amici),

{8. Pellico

a P. Borsieri)

(^)

Torino, 28 dicembre 1841.

L'anno
un

darti

sta per finire, e voglio,


saluto, e chiederti

le

prima del suo

care

notizie

di

fine,

te,

di

Gaetano, delle sorelle. Quante volte in quest'anno mi


son detto che non ne vedrei il termine! Eccomi sempre
qui; se non che invece ho l'afflizione di vedere ammalate due persone ottime! una mia sorella, la quale,
dopo la morte del povero Luigi, sempre andata lan-

guendo; l'altra la marchesa di Barolo, benefattrice


mia, la quale da una quindicina di giorni preda di
mali gravi, per cui vivo fra timore e speranza ad ogni
alternare d'indizi migliori o peggiori.

il

Se vedi Gonfalonieri (^) digli che mi scusi se, dopo


suo ritorno in Lombardia, gli ho scritto una sola

volta: risponder alla cara sua lettera;


riveriscimi la Contessa

(1)

P, Borsieri,

salutamelo, e

(^).

nipote del celebre

1852) con Silvio Pellico ed altri fond

Giovambattista,
il

Milano, (1788-

di

Conciliatore, arrestato nel 1822

come carbonaro,

pat sino al 1838 il carcere duro nello Spielberg. Nel


1838 fu deportato in America. Rivide la patria nel 1840, m. a Belgrat.
(1785-1846) di Milano, tra i piti focosi
(2) Gonfalonieri conte F'ederico
dimostranti (1814) e a Parigi corno deputato lombardo presso le altre potenze, venne (1821) come carbonaro, arrestato a Milano: condannato a
morte, ebbe commutata la pena nel carcere perpetuo nello Spielberg. Nel 18-'4
tratto a Vienna, ben si contenne dinnanzi a Metternich
Ferdinando I
lo grazi con l'esilio in America. Riprese la via della patria nel 1846, ma
nel viaggio mor a Hospenthal.
(') Teresa Casati, sposa al Confalonieri. Donna di alti sentimenti, sorella di Gabrio Casati. Fu nella sventura l'angelo tutelare del marito.
;

105

Lettere di augurio

Da' il buon giorno ai cari Porro e Caponago, il quale


ne aveva annunziato una corsa a Torino, e noi vedo
tutti, nel cui numero principalmente pongo voi della mia sempre dilettissima casa

comparire, agli amici


Borsieri.

Felice anno! Addio! amatemi;

Lettere per
(Un

il

v'amo

di cuore.

capo d'anno

figlio ai genitori).

Miei carissimi genitori.


In grazia vostra, cari genitori, ho finito bene l'anno

mio piacere cominciarlo bene, augurandomi


che il buon Dio vi conservi a lungo sani e felici.
Eingrazio poi il mio caro Babbo del bellissimo regalo
che m'ha fatto e alla Mamma restituisco i tanti baci
e voglio per

che mi d, quando

La volont

le

prometto di essere buono.

di esserlo ci sarebbe; vedr di metterla

compensarvi un pochino di quel bene


che mi addimostrate.
Con i pi teneri baci, vi abbraccia, cari genitori, il
vostro affezionati ssimo
in esecuzione per

(Un

figlio

al genitore).

(8. Pellico al

padre suo Onorato

Pellico).

Venezia, 21 dicembre 1821.

Mio amatissimo padre.


Gli auguri affettuosissimi ch'ella m'esprime colla sua

pur dolce
teneramente amato da parenti cos adoraRingrazio il cielo che me li ha dati tali, e nuli 'altro

del 15 m'inteneriscono di consolazione. Egli


l'essere cos
bili.

Come devo

106

gli

domando fuorch

sono, o caro padre,

le

mie lettere?

di conservarmeli e di

mie tenere

di renderli felici colle

sola occorrenza

scrivere

darmi

il

mezzo

e rispettose cure. Questi

non in questa
passaggio al nuovo

voti ch'io formo,


feste e del

delle

anno, ma ogni giorno. La ricordanza delle virt del mio


ottimo padre e della mia ottima madre mi ha sempre
sollevato nella sventura; questa ricordanza il tesoro
da cui ho attinto tutta la forza e la rassegnazione che
mi era necessaria. Senza impazientarmi contro il tempo
che la Provvidenza pu aver prescritto alla mia attuale
disgrazia, spero nondimeno anch'io che questo finisca.
Ringrazio lei, maman e tutta la famiglia delle continue
preghiere che fanno per me. Ho ferma fiducia che saranno esaudite, e che il venturo anno sorger propizio

comune desiderio di riabbracciarci.


dunque allegro, carissimo pap, e cos pure la
carissima maman, il mio Luigi, il mio Francois, la mia
Josephine, e la mia Marietta. Teniamoci a San Paolo
che anche in mezzo alle tribul azioni ripeteva ai suoi

al nostro

Stia

amici

Gaudete, iterum dico, gaudete; Dominus propre


La volont del cielo ci deve sempre esser cara.

(A parenti

ad

est.

amicij.

(S. Pellico

a P. Bor sieri).
Torino, 4 gennaio 1844.

Carissimo Borsieri.

Senza vane parole,

nostri cuori t'augurano davvero

un buon anno, per quanto possibile. La tua lettera


mi ha prevenuto, e ritardai non volendo. Sto sovente
aggravato da' miei incomodi. Duolmi, caro amico, in
udirti afflitto; so quanto ti amano i Trotti, e tu giustamente gemi della sventura che li minaccia.

Lettere di augurio

Volesse Dio che

ziosa vita dell'ottima

107

sinistri timori svanissero e la pre-

Marchesa tornasse a fiorire. Prendo


veder partire Marianna e

altres parte al tuo dolore in

Fo voti perch ambedue riacquistino miglior


Ti prego di dir loro tante cose per me, come
pure ad Emilia. Le croci sono inevitabili; portiamole
con animo forte e pio.
La speranza di abbracciarti questa primavera mi consola. Voglio scrivere a Porro, ma noi posso ora.
Salutami lui, i suoi figli, gli amici. T'amo sempre
come fratello e sono il tuo fratello.
Francesca.

salute.

(C. Botta

{^)

a Giovanni Giordani a Torino).


Parigi, 1" gennaio 1824.

Con

chi potrei meglio principiar l'anno che con voi,

che tanto mi siete amico, ed io di voi, e mentre ho sotto


gli occhi la gratissima vostra del 22 dicembre scorso?
Tutta questa gran citt in moto per gli augurii, ma
fra tanti nessuno augurio pi caldo e pi sincero di
quelli che io vi fo e mando sin di qui; ma con quali
parole ve li mander? Con quelle sole che valgano per
mille, e tutta la eloquenza di Cicerone non potrebbe
dir di pi: siate felice quanto lo meritate. La vostra modestia non vi lascier vedere tutta la pienezza di tali parole,

per

pu, non

modo che
vedr

se

il

mio voto

esaudito

da chi tutto

uomo

pi felice di voi. Salutate, di


grazia, tutta la famiglia vostra per me, e tutti i generosi amici, e dite che io vivo e converso ogni giorno
con loro. Addio, mio buono e dilettissimo: vogliatemi
si

del bene quanto io ve ne voglio.

(')

Carlo Botta (1766-1737) di S. Giorgio Canavese, medico e politico,


della Consulta piemontese (1799), dal 1803 in Francia, fa celebre

membro

storiografo.

Come devo

108

scrivere

le

mie lettere?

(G. Careano ad Andrea Maffei

(')

a Biva).

Milano, 6 gennaio 1854.

Carissimo.

Tu

hai voluto finire l'anno con

io lo comincier.

come

fo di cuore,

un addio

al

gi l'avrei scritto per

se

in questi d

mille

tuo amico:
ringraziarti

altre

piccole

brighe non me ne avessero distolto. Per tu sai da un


pezzo l'animo mio per te. Speriamo insieme che i profondi dolori onde fu pieno per noi il cadere dell'anno
che non

non

pi.,

siano medicati da qualche consolazione,

da quella quiete che sempre ne fugge


mondo. E primo conforto ne sia il durare
d'un 'amicizia confidente e provata. Cos potesse non
essere il solo! Alla famiglia Lutti, cos buona e brava,
la cui vicinanza dev'esser tutto per te, presenta un mio
cordiale ringraziamento e un augurio.
Ti dir che feci alla vedova dell'amico (") che perdemmo, le dolorose parole delle quali mi desti l'incao,

se

altro,

in questo

quel breve, ma toccante saluto funebre di Kossari


spediva io stesso. E a suo tempo ti mander la
scheda per il monumento che si disegna di innalzare al
povero Grossi.
Dacch sono a Milano, un po' a motivo della mia solita e tediosa catena delle lezioni, un po' per il dispiacere sentito dell'anima, io non potei ripigliare qualche
serio lavoro poetico a cui avevo posto mano fin dal-

rico

te lo

l'autunno.
Invidio proprio la tua solitaria studiosa pace, e quel

tuo casino

bello, s simpatico, s agiato.

Certo verr

(') Andrea Maflfei (1798-1885) di Molina di Val di Ledro nel Trentino


(Riva), fu poeta ed eccellente traduttore poetico. M. a Milano,
('^) Tommaso Grossi (1791-1853) di Bellano;
notaio a Milano, fu poeta

gentile romantico e romanziere.

109

Lettere di augurio

a trovarti ancora,

prometto

ma

per starvi un po' di pi.

te lo

d'adesso, dal cuore di questa crudele sta-

fin

gione, da questa Milano quasi dalle nevi sepolta e da

questo cielo eh'

quello

ancora

descritto dal Parini,

quando Orione declinando imperversa.

pioggia e nvi e gelo


la t^rra ottenebrata vrsa!

Sopra

Se ancora tu scrivi al nostro Gazzoletti (^), digli per


che non ricevetti la sua Ondina, n l'altre cose mandatemi che mi spieghi come le diresse e che se non
altro, mi scriva lui stesso e si ricordi di me. Addio.

me

(G. Carcano a Giuseppe Verdi

(')

a Busseto).

Milano, 22 dicembre 1882.

Mio caro amico.

Non
tanto

finisca l'anno senza

amo

stimo.

ch'io

che non potr mai dimenticare.


all'uso

dei nostri

mi

ricordi a te, che

Dell'amicizia tua ebbi tali prove

vecchi,

per questo

migliori augurii

ti

mando,

del cuore

per me, e anche per mia moglie. E vogli ricordare


la nostra reverente devozione anche all'ottima tua signora.

Frugando

nelle

mie note, trovo d'avere anche un devolume del mio Shake-

bito con te, quello dell'ultimo

speare, che t'invio oggi stesso sotto fascia. Se c'

uomo

che, coll'ingegno e col cuore, senta l'ideale dell'arte di

quel poeta, sei tu^ e in questo volume troverai

(')

primi

Antonio Gazzoletti (1812-1866) di Nago del Trentino, fu letterato,


M. a Milano.
Gr. Verdi di Roncole (Busseto) (1813-1901) tu celeberrimo, fecondo

poeta e patriotta.
(-)

e genialissimo compositore di musica.

110

Come devo

scrivere

le

mie lettere?

lampi del suo genio, non maturo ancora, di cui i


vogliono contrastargli l'autenticit. E prima di
lascia ch'io

ti

mano

stringa la

critici
finire,

con maggiore affetto per

quell'opera buona e grande a sollievo degli infelici che


tu stai compiendo (^). Dio te ne rimeriti.

(Zendrini

C^)

a Luigi Morandi

(^)

Padova,

Spoleto).
1

gennaio 1872.

Morandi mio!
Voglio cominciar bene l'anno col mandare a te e alla
tua ottima Imogene una stretta di mano^ e lo sceglier
io questo momento solenne scusi il lungo silenzio e ti
provi quanto io t'ami e t'apprezzi su tutti gli amici miei.

Mi sono baloccato nell'Italia meridionale fino a novembre


avanzato e giunto qui a' miei quartieri d'inverno, le lezioni, lo studio, nuovi libri, lettere e seccature d'ogni
maniera m'hanno impedito di farmiti vivo prima, come
voleva. L'anno nuovo, e la rassegna che involontariamente facciamo del bene e del male che ci ha recato
l'anno defunto, mi fa riviver teco a Spoleto quelle dolci
ore di fraterna intimit,

mi ricordo tutte le gentilezze


al mio pensiero que' tuoi

che m'hai prodigate ed evoca


eletti

amici, primo fra

quali

il

dotto, soave e simpa-

() I giornali si occnpavauo in quel torno di tempo di un ospedale che


stava per fondarsi dal maestro Verdi. Egli stesso rispose, poi, che ci non
era esatto; perch, trattavasi, invece, di pensioni e di elargizioni da lui
disposte a pr degli infermi di Busseto, che si recavano a Piacenza o ad
altri ospedali della provincia. Del reato, questa non fu la prima e, grazie
a Dio, nemmeno l'ultima manifestazione dell'animo caritatevole del nostro
Grande Vegliardo, che tanto onor l'Italia!
(') Zendrini Bernardinb (1839-1879) di Bergamo, esimio scrittore e traduttore dal tedesco, dal 18/5 prof, di lettor, italiana a Palermo.
(3) L. Morandi
(1844) di Todi, letterato, poeta e politico, dal 1881 al
1886 precettore del Principe di Napoli, oggi nostro amato Re.

111

Lettere di augurio

Tommasini. Non ho trovato il tempo che di manRoma un biglietto di visita asciutto asciutto,
ma fra non molto voglio scrivergli....
Visitando l'universit di Napoli in compagnia del
prof. Jannuzzi, mi son fatto condurre da Settembrini.

tico

dargli a

Avevo dimenticato

la tua lettera,

ma

s' parlato di te

molto ma
molto male. un uomo tutto d'un pezzo: affabile e modesto quanto colto e liberale. Mi ha lodato per aver
io bandito il solito gergo poetico. E non potrebbe egli
dire due parole sulle prime poesie nella Nuova Antologia
tanto da affrettare e rendere possibile una seconda edizione del libro, dacch la prima ha avuto cos pronto,
lo stesso,

bench

Ma

gi,

se n' detto,

tacito,

spaccio?

come puoi

E non

figurarti,

potresti tu

pregamelo?
non

inutile: questi pezzi grossi della critica

lavorano che attorno a nomi

illustri;

come
non ho mancato

fortunata, in letteratura

A Roma

io

la sola fortuna

in ogni altra cosa.


di parlare a Donati, di

Quante speranze
danno! Vorrei averla in mano io, la bacchettina
magica che possiedono i nostri segretari generali, e la
tua stella la farei comparire sull'orizzonte subito subito.
Cos devo limitarmi a sterili voti, aria monetata, gemilnzte
Luftj come direbbe Heine nostro. E la tua commedia
va avanti? Scrivimi un po' di tutto e prega anche la
ricordargli quello che hai fatto e che fai.
ti

si

tua Igomene che non dimentichi affatto

il

tuo affezio-

natissimo

Lettere di augurio per onomastico.


(Ad un amico).

Mio vecchio amico.

Domani ricorre la festa del


memore della vecchia e buona

tuo Santo Patrono ed

io,

amicizia che ci le^a, non

Come devo

112

scrivere le mie lettere?

vo' lasciarmi sfuggire questa favorevole occasione per


peterti gli auguri che

ad ogni circostanza

ti

fo

ri-

con tutto

cuore sulle labbra.

il

soliti questa volta ho voluto aggiungere


un nonnulla, che tu vorrai gradire a titolo

Agli auguri

un

gingillo,

pegno della inalterabile amicizia nostra.


Conservami il tuo affetto come io ti conservo
e credimi con un abbraccio il tuo amatissimo
di

fAd

il

mio

lina signora).

Milano

il

Stimatissima sisrnora.

Oggi la Chiesa onora la Santa della quale Ella porta


nome. Permetta alla mia famiglia, che a me si unisce,
di onorare Lei, gentile Signora, augurandole la soddisfazione completa di tutti i suoi desideri.
Voglia inoltre gradire. Signora distinta, i rispettosi
ossequi del devotissimo
il

Lettere di augurio per natalizio.


(Un fanciullo

al padre).

Mio caro ed ottimo Padre.


Tutta

la

un anno

famiglia in festa perch domani tu compi

di pi.

A me

allegro e di batter le

e alle sorelline
ti

non basta, caro Pap,


mani insieme alla buona

io vo' darti tanti,

ma

di stare

Mamma

tanti baci, che

dicano quanto

Amami
credimi

il

ti voglio bene.
sempre, caro Babbo, e mentre
tuo affezionatissimo figlio

ti

abbraccio

113

Lettere di augurio

{Un padre

alla figlia).

M. Garcano),

(G. Garcano a

Milano, 30 ottobre 1882.

Cara Maria nostra.

prima volta che scrivendo a te, scrivo questa


mio pensiero vuol essere con te, e cos potessi dirti tutto quello che mi sta nel cuore. D alla
mamma che oggi ti dica con una sua parola, con un
forse la

data!

Ma

il

suo bacio tutto quello che noi sentiamo per te. E il


che oggi cosi splendido anche qui, ascolti il
nostro voto, la nostra preghiera per il tuo bene.
Tu sei stata la nostra consolazione, e sei il continuo
nostro pensiero. Non m'importa, oggi, n di voti pocielo,

litici,

n d'altra cosa: anzi dico che, se non

ci

fosse

stata questa circostanza straordinaria che fa girare tanti

m'obbligava a venir qui,

cervelli quaggi, e che

drei e

sarei vicino, e

ti

tentato, tornando per

con

la tua cara

Ella sa

il

il

ti

ve-

tuo desiderio l'avrei accon-

due o

tre giorni ancora con te e

mamma.

bene ch'io

ti

voglio, e

ti

dica per

me

quello

che io non so spiegare.

Che

il

buoni o

Signore, che ha in

mano

tutti

nostri giorni,

che sieno, ti guardi sempre e t'inspiri


Addio con tutta l'anima il tuo Pap.
tristi

(Ad un'amica

artista).

(8. Pellico alla signora Carlotta

Marchionni O^.
21 giugno 1820.

Cugina Carlotta.

Quando
otto giorni fa
voi nasceste, io ebbi la
disgrazia di non poter festeggiare la vostra venuta al
(') Carlotta
celebre attrice.

M. (1796-1861) nata da
M. a Torino.

comici

a Pescia, fu sino al 1840

Come devo

114

mondo: ma

scrivere

le

mie lettere?

anche

festeggiano

devoti

santi; ed io celebrando

il

le

ottave

dei

vostro ottavo giorno intendo

d'acquistare l'indulgenza plenaria.

mio conto, e a nome


giorni fa, la pena
pi bella azione che poteste mai

Vi ringrazio, bambina mia,

e per

di tutta Italia, d'esservi data,

di nascere

questa la

otto

operare.

Senza di voi,
delizioso

io

piacere

non avrei mai gustato in

di esultare,

di piangere in

Italia

il

teatro, e

audrebbe priva d'uno de' suoi pi bei

la nostra patria

vanti.

Maroncelli che v' ha veduta nascere marted scorso,


vi adorava*
gi
come gli antichi profeti
prima che foste al mondo, ha tutto il merito se oggi

e che

mi d in particolar guisa alla divozione; egli.... egli


mi ha suggerito il santo pensiero di venire oggi, come
un i?e Mago, ad adorarvi anch'io.
non mirra,
Gradite
non oro, perch non ne ho,
non incenso, perch non
perch non sono speziale,
sono un adulatore,
ma quattro semplici fiori, perch
ci che amo di pi sulla
dopo le donne gentili

terra sono

Tale

il

fiori.

meschino

ma

cordiale tributo che

il

Be Mago

Silvio porge alla celeste creatura nata marted scorso.

Mi conceda essa

dalla sua culla

di benedizione, e

mi annoveri per

drappello degli

eletti...

un

sorriso di grazia e

tutta la eternit nel

intendo degli amici pi scelti.


si assomigli ai

Vi auguro, bambina mia, una vita che

mando, in ci che hanno di gaio, ma non


quando sarete grandicella, amate senza
amore l'esistenza un deserto.
Anche questo consiglio m' suggerito..., indovinate
da chi?... da quel profeta Simeone che v'adorava gi
parecchi mesi prima che foste al mondo.
Addio. Perdonate, amabile Carlotta, il mio scherzo.
Mi sono imposto di scrivervi in stile pazzamente festivo,

fiori ch'io vi

nelle spine

115

Lettere di augurio

eppure sappiate che ho vegliato una cattivissima Dotte


sono stato assai male. Ieri io mi proponevo di passare
:

una sera beata colle mie care cugine: il mio infausto


genio non ha voluto.
Un buon
Vi bacio coii tutta amicizia la manina.
d alla mamma ed alla Gegia.
PS. Bramoso di offrirvi qualche libro, mi sembra opportuuissima per un'attrice l'opera sui Costumi dei Po-

poli.

Anche questo

isdegnate, vi prego,

suggerimento
il

del

profeta.

Non

mio dono.

Lettere di augurio per viaggio.


(Ad un amicoj.

Amico

Fo

carissimo.

voti sinceri pel vostro

Provvidenza che

felice

le piaccia di

darvi

viaggio e prego la
per supei mezzi

rare tutte le difficolt, che potessero attraversare

vostri

disegni.

Mentre attendo il momento felice di rivedervi, vi supamico carissimo, di ricordarvi alcuna volta di colui
che vi desidera tutte le prosperit immaginabili e si di-

plico,

chiara obbliga tissimo vostro

(Risposta).

Mio buon amico.


Vi ringrazio

di

gran cuore de' buoni auguri che mi

date per l'esito felice del mio viaggio e della bont che
mostrate per me in questa occasione.
Ricambio a voi con sincerit i voti per la conservazione della vostra cara salute,

e,

mentre vi prego

di

man-

Come devo

116

scrivere

le

mie lettere?

tenermi inalterata la vostra buona amicizia, vi prometto


che, anche da lontano, non lascer di essere, quale sempre
sono stato, vostro afiPezionatissimo.

Lettere per la Pasqua.


(Ai genitori).

(8. Pellico

a suo padre Onorato

Pellico).

Venezia, 16 aprile 1821.

Carissimo pap.

Non potendo dirle molte parole, interpreti tutto quello


che v' di piti tenero nel mio cuore, e ne faccia parte
alla carissima maman, ai cari fratelli e alle care sorelle.
Auguro loro buona pasqua: non si affliggano per me;
Dio, che dappertutto, pure qui a consolarmi e siccome anche mandando i dispiaceri, egli ama di dar
j

qualche prova della sua influita bont, cosi mi concede


una perfetta salute.... Li abbraccio tutti con tutto il
cuore.
di

Mi amino,

non punto

e la maggior prova d'amore sia quella

affliggersi...

persuaso che non ho da pre-

dicare la pazienza ad anime cos cristiane

mi

come

le loro,

ristringo a dichiararmi, ecc.

Benservito: veggasi a Certificati.


Burlevoii (Lettere).
Lettere burlevoii.

Questo genere

di lettere

rubrica delle famigliari;

ma

dovrebbe trovarsi sotto la


ho creduto pi opportuno

117

Lettere burlevoli

comparire sotto il loro titolo speciale, per concedermi l'agio di dirne brevemente.

farle

Le
che

lettere burlevoli, lo dice la stessa parola, son quelle

scrivono con uno

si

chetto pungente;

Le

lettere burlevoli

molto

intirai

scherzoso

stile

ma sempre
non

talvolta

un po-

corretto.

si

scrivono che agli amici

giacch facile

scherzo e incappare, o almeno

passare

il

rasentare,

limite dello
il

triviale e

l'offesa.

Come

in ogni altro stile

epistolare,

anche in quello

burlesco Annibal Caro fu commendevole, e perci da lui

traggo

pochi esempi che seguono.

Esempi

di lettere burlevoli.

(A. Caro a M. Giov. Pietro Gherardi, a Boma).

Ho

ricevuto le lettere di Fiandra, che mi mandate:


condennagione non vi si pu pagare con le nuove,
perch non ve ne sono. Si metter dunque a conto della
vostra liberalit; la quale mi si mostra larghissima in
maggior cosa, poich mi promettete l'amor vostro, che
cos acciOj come voi lo chiamate, lo stimo pi che voi
non pensate. Ed a riscontro accertatevi che io vi porto
un benone, grandone, poich, oltre all'esser buon compagno, pizzicate ancora di poeta. Sfoderatemi qualche
sonetto addosso, che vi aspetto. Dell'amico vostro ho
veduto segni chiarissimi; per, quando bar (avr) bisogno di voi, verr alla volta vostra, cos all'amorela lor

volona,
all

XV

come voi mi offerite. State sano. Da Piacenza,


di Giugno M.D.XLV.

Come devo

118

scrvere

le

mie Ietterei

(A. Caro a M. Trifori Benci, a Modena).

Le vostre

danno

la vita, perch son tutte


ed ecci della rettorica assai
bene, e pizzica del Toscanissimo. E mi diletta oltre modo
quel vostro scrivere alla sciamannata a capo in gi, a
capo in su, per il lato, e con certi pentacoli di negromanti mi paiono come certe di quelle orazioni che si
portano addosso contro l'armi.
ben vero che quelle vostre lettere, per parte, mi
rompono il capo, perch non m'intendo molto dell'indovinare. E per non vi meravigliate, se non vi rispondessi a proposito. A quella parte che ho potuto decferare, rispondo che mi stato carissimo d'essere stato ragguagliato distesamente dal signor Molza ('). Io gli ho
scritto amorevolmente, che a tutti gli amici suoi di qua
pare che non si muova di questo tempo. Esortatevelo voi
altri di cost, per quanto avete cara la vita sua. Egli
mostra d'esser mezzo disperato della sanit, quando da
ognuno ci si scrive, e ci si dice che sta bene. Non vorrei
che si mettesse in capo qualche fantasia indegna della
costanza e della prudenza sua. Confortatelo a far buon
animo, e lassarsi medicare che non dubito punto che
non guarisca ed a primavera venite via, che faremo ancora delle feste. Voi avete fatto un scompiglio de' Sonetti,
che farete lambiccare il cervello a tutta l'Accademia. Cos
me la fate. Padre Trifo? dirompete: che alla fama del
vostro stile onnipotente, gi queste belle donne si sono
innamorate di voi ed al vostro ritorno n'arete intorno
pi che non sono le Muse, e pi belle che la vostra Iella.
State sano, e guariteci il Molza. Di Roma, ecc.

piacevolone,

lettere ini

come

siete voij

(')

Molza Francesco Maria

(1489-1544) di

Modena, fa uno

dei pi con-

lirici del suo tempo; nel 1516 per condurre vita allegra
moglie alla quale ritorn malato nel 1538. Sua nipote Tarquinia fu letterata e amica del Tasso.

siderevoli poeti

abbandon

la

119

Lettere burlevoli

(A. Caro a M. Mattio Salvatori, a Eoma).


Io ho

una vostra, che

rai

pare scritta dal Poliflo in

quella sua lingua d'oca; per darmi la baia, credo io, che
Pho molto caro. E ne ringrazio il legno santo che, dove
vi lasciai melanconico, v'abbia fatto burliero.

dervi bisognerebbe mettervi addosso

il

Per rispon-

Tribibastio, o'I

gergo de' ruffi: e quest'altra volta, se mi parlate pi di


Macedonico e di Groppi, cos ingroppati, ve l'accocco di
certo. Io vorrei che voi m'aveste scritto come la fate
dopo la guardia del vostro legno; e d'altre cose vostre;
e massimamente degli studi, e delle composizioni; e di
Vico nostro spezialmente, il quale debbe parere il padre

Triptolemo in su questa

ma

ricolta.

Fammisi

l'ora mill'anui

Di grazia fatemi saper come la fa con essi, e raccomandatemeli. Il


tornar mio, se non fra otto giorni, non sar per molti.

di vederlo,

fuori di questi suoi intrichi.

M. Teofilo Zimaro tutto vostro e studia come un diIl Falcone vi si raccomanda, e presto sar Vescovo d'Avellino. State sano. Di Napoli, a' xxix di

speiato.

giugno, 1538.

Biglietti

da

visita.

I biglietti da visita.

Uso.

da visita sia
costumanza moderna. In Francia fecero la loro apparizione sotto il regno di Luigi XV e furono ornati con
falsa la credenza che l'uso dei biglietti

emblemi mitologici e

pastorali, specialmente dal

Watteau

uso risale al secolo XV


quando i francesi andavano a Padova a studiare la
creanza e i tedeschi a Bologna per lo studio del Diritto.
E l'Italia se non fu prima, sicuramente non fu seconda alla Francia nell'abbondanza e nella variet dei
biglietti da visita; perch l'Italia, spezzata in tanti pie-

e dal

Boucher; in

Italia codesto

120

Cone devo scrivere

coli stati,

avevfi

una

visita

una

mie lettere?

infinit di Corti sovrane, ch'erano

veri semenzai di vanit

da

le

umana,

della quale

biglietto

il

delle tante manifestazioni.

Per convincersi

di

quanto aftermo, basterebbe dare

un'occhiata alle raccolte interessantissime di biglietti da

non pochi intelligenti, appassionati


hanno formato.
da visita ha sempre, in tutti i tempi e in

visita antichi, che

delle piccole stampe,


Il

biglietto

sollecitato la vanit dell'uomo e della


i luoghi,
donna: perch, con poca spesa, per mezzo del biglietto
da visita si pu far pompa di titoli d'ogni specie, tra
i quali primeggiano quelli immaginari.
Con una lira e cinquanta centesimi un villan rifatto
oggi si pu spacciare per nobile, a cui non fanno difetto i quarti; o un gabbiano pu crearsi, di punto in
tutti

bianco, professore illustre di... vattelapesca che?

Almeno, del biglietto da visita, i nostri padri ne facevano un gioiello artistico, prezioso per la bellezza del
disegno e degli ornamenti, e per la finezza dell'incisione.
E come in Francia non sdegnarono di applicare il loro
genio artistico ai biglietti da visita i Watteau cosi in
Italia li disegnarono il Pinaresi, il Cagnoni, il Bertolazzi,
il Canova, lo Schiavonetti e il divino Kaffaello Morgen
j

,U>a^uifiiafe,

Biglietti

I biglietti

da

da

visita odierni

.21

visita

si

sono ridotti alla pi

Non rappresentano pi nulla, se ne


un nome stampato pi o meno male, che pu

semplice espressione.
eccettui

essere tanto

quello di

una

illustrazione

dell'umanit,

quanto quello del pi umile bifolco delle nostre Maremme.


Sul biglietto da visita il senso comune vuole, pretende,
ed esige che si stampi il meno possibile, e cio il nome
e cognome, preceduto o seguito dal titolo pi elevato e
:

dal titolo.... professionale e nient'altro. Cos:

(Pav.

c/rancesco
Avvocato

(^ffe^ti

122

Come devo

oppure

scrivere le mie lettere?

Sotto -prefetto

oppure

Ma censurabile, e cade nel ridicolo quegli che fa


precedere o fa seguire il proprio nome da una infinit
di titoli, o di predicati. Chi lo fa un vanesio, o uno
sciocco; ovvero un disgraziato, che si serve del biglietto da visita per farsi valere qualche cosa, mentre

un povero

di spirito.

non posseggono biglietti da


servono di quelli della mamma
proprio nome. Ci, ben inteso

Generalmente le signorine.
visita propri j sibbene si

sui quali

aggiungono

il

. .

da

visita

come regola generale, poich

nelle

Biglietti

123

eccezioni

buon

il

senso sar di guida in queste inezie della vita. Disgraziatamente non tutte le signorine hanno venti anni, e
non tutte le signorine ventenni sono sorrette dal consiglio e confortate dal sorriso

materno.

Le signore nei biglietti da visita


cedere il nome del marito a quello
ginaria, del

quale

quando

specie

il

loro

possono benissimo

cognome

il

nome

sono facilmente confondibili con

faranno pre-

della famiglia ori-

farne

meno

di battesimo

non

altri.

non

si

da visita si fa stampare un tiaggiungano corone o stemmi; se

questi vi figurano,

si

abroghi

Quando

sul biglietto

tolo nobiliare,

il

titolo.

L'indicazione del domicilio bene che segua

il

nome,

specialmente quando si abita in citt popolose.


Sul formato e sul colore del cartoncino c' poco da osservare. Nel biglietto da visita s segue il capriccio della

ho visto cartoncini rotondi, ovali, trianmi sono accorto,


che la gente per bene e seria ha sempre fatto uso di
un formato rettangolare di 7X11 o 6x1 0, bench, i
personaggi eminenti ne usino di dimensioni di qualche

moda,

e perci,

golari, a losanga, quadrati, ecc. Per,

centimetro pi grandi.
In quanto al colore e alla materia non e' da sbagliarsi il cartoncino bianco, candido come la neve, detto
Bristol, quello che si addice a tutti e che tutte le persone a modo usano. I cartoncini colorati e quelli uso
pergamena, ecc., non sono da consigliarsi a chi, rispettando s, vuol essere dagli altri tenuto iu considerazione di persona non schiava dei capricci della moda.
:

Come devo

124

scrivere le mie lettere?

Cartoline postali.

La

cartolina postale.

La

Uso.

cartolina postale

una

aperta, che tutti,

lettera

dall'ufficiale postale al portalettere,

dal

portinaio alla

impunemente leggere senza correre

cuoca, possono

il

determinati articoli del Codice

rischio d'incappare in

penale. Perci, l'uso della cartolina deve essere limitato

a cose appena insignificanti e destinato per corrispondere con persone di molta confidenza, o con inferiori, e
sempre per cose di nessuna, o di pochissima importanza.
Un uomo, che tiene ad essere considerato come una
persona garbata e di mondo, non scrive mai cartoline
ad una signora: e questa, alla cartolina postale, preferir sempre cartoncini bianchi e lisci, da chiudersi
nella busta apposita.

La

cartolina,

titolo,

il

come

la lettera,

comprende

la data,

il

corpo della scrittura, la soscrizione e l'indi-

rizzo.

Cartoline postali illustrate.

Le

cartoline postali illustrate

ormai hanno preso

il

posto dei biglietti di augurio e degli altri non simpatici

amici suoi.

La cartolina

postale illustrata

meno

non

siamo

sinceri, di cartoline illustrate

lascia

alcun

imperfetta quella
lo scritto. Per,

margine per

che...

ve ne sono di gra-

ziosissime e di veramente artistiche.

Nell'uso della cartolina illustrata a due cose s'ha da


attentamente: 1" al soggetto rappresentato in

badare

quella; 2" alla affrancatura. Moralit e

buon senso sieno

125

Cartoline postali

guida pel soggetto: buon senso


cura per l'affrancazione.

pi

specialmente

Una disposizione legislativa tollera cinque parole di


complimento, di ringraziamento, o di augurio, oltre la
firma e la data, per V interno del Begno, purch alle
parole Cartolina postale, si sostituisca la parola stampa.
Chi lo dimentica fa pagare una multa di 10 centesimi
,

al destinatario e,

Per mandare

ci

non

giusto.

le cartoline postali illustrate all'estero

con la designazione di stampa, l'affrancatura ha da essere di 5 centesimi; ma la cartolina non deve portare
alcuna parola scritta, eccetto il nome dello speditore.
E a me pare che basti questo per farsi ricordare piacevolmente da persone care e simpatiche. Il nome solo
tal volto riepiloga un poema di... cose tenerissime, ecc.

Certificati.
Certificati.
.

Attestati.

tificato

per un cocchiere.
un cameriere.

un operaio.
un commesso. CerBenserBenservito per una fantesca.

Benservito.

Certificato di studi compiuti.

Certificato per

Certificato per

vito per

Certificati diconsi le scritture per mezzo delle quali


un capo, un superiore, un proprietario o un padrone
attestano un fatto determinato, a tutto vantaggio e a
completa gloria di un terzo, che ne fa richiesta.
Anche quando un dovere di ufficio o un sentimento
di gratitudine non lo impongono, un certificato non si
rifiuta mai. Per, in esso s'ha da dire sempre la verit,
nient'altro che la verit, per non trarre in inganno co-

loro,
il

che fanno a fidanza sulla lealt di chi sottoscrisse

certificato.

Da

ci,

l'importanza grandissima di

questo

genere

di scritture.

Se voi affermate

Tizio

uu galantuomo

mentre

Come devo

126

scrivere

le

mie lettere?

v'ha derubato, voi assumete una responsabilit verso i


i quali, fidandosi della vostra attestazione, prendono alle loro dipendenze Tizio.
Per logica conseguenza si deduce che, se un certificato richiesto da un briccone, non gli s' ha da rilaterzi,

sciare

se gli si rilascia, vi sia trattato

o,

come merita.

tenga presente che, nello scrivere e


nel rilasciare certificati di qualsiasi specie, la prudenza
In tutti

casi,

si

non mai eccessiva.


I certificati rilasciati alle
il

nome

persone di servizio, prendono

particolare di benserviti.

I certificati

vengono generalmente

rilasciati dal supe-

riore diretto, dal padrone, dal capo, dal proprietario;

benserviti quasi sempre dalla padrona, se trattasi di


donne di servizio; dal padrone, quando sono richiesti
da servitori.
i

Si

pu

rifiutare

il

benservito?

recentissimo Codice civile germanico al paragr. 630


stabilisce
alla fine di un rapporto di servizio duraturo
Il

l'obbligato

pu pretendere

dall'altra parte

un

certificato

scritto sul rapporto di servizio e sulla sua durata, e

il

certificato deve, a richiesta, estendersi alle prestazioni

e alla condotta durante

Ma

il

servizio.

nella nostra legislazione questa disposizione tas-

mancanza

di di-

diritto all'operaio e al

dome-

sativa manca, ed appunto per questa

sposizione vien negato


stico di pretendere

il

il

benservito.

Ecco il dispositivo della sentenza emanata dalla Corte


d'Appello di Genova la quale, non riconosce negli operai
e domestici, in caso di

abbandono del

servizio,

il

diritto

padroni un certificato di benservito; ma semplicemente una dichiarazione attestante il servizio prestato, la durata di esso
e la condotta tenuta. (Mon. Trib. 1898, 72).
di pretendere dai rispettivi impresari o

Esempi

Esempi
(Certificato

127

di certificati

di certificati, ecc.

per un operaio).

Io sottoscritto dichiaro, che il signor A. B. di Milano,


meccanico, rimasto alle mie dipendenze dal giorno
15 febbraio 1893 al 27 ottobre 1896; e certifico, ch'egli
si condusse sempre onestamente in tutto questo periodo
di tempo e che disimpegn con coscienza e con intel-

ligenza di

buon artigiano

tutti

In fede di ci, richiesto,

lavori affidatigli.

gli rilascio il

presente cer-

tificato.
Milano, 28 ottobre 1896.

(Certificati di studi compiuti).

Il

sottoscritto, professore di Storia e di Geografia nel

che il giovanetto P. P. ha frequentato regolarmente tutte le sue lezioni fino al mese


di giugno, con attenzione, con intelligenza con suffi-

ginnasio X, certifica

ciente profitto.

(Certificato

per un commesso).

il signor F. N. di Roma,
anni cinque presso la mia
Ditta commerciale, disimpegnandovi con zelo, onest e
intelletto la carica di Commesso.
Ed in fede di ci gli rilascio il presente certificato,
il quale attesta la mia piena soddisfazione e il lincre-

Io sottoscritto certifico che

di anni 36, rimasto per

Come devo

128

scrivere

le

mie lettere?

scimento di perdere un impiegato^ come il signor F. N.,


che intende dedicarsi ad altro ramo di commercio.
Milano, 20 febbraio 1896.

fCerti/icato

per un cocchiere).

Francesco Natali, nativo di Roma, di anni 29, rest


mio servizio per la durata di anni tre e mesi otto,
in qualit di cocchiere. Attesto, che in questo periodo
di tempo egli non m'ha dato alcun motivo di lagnanza
od a rimproveri, essendosi mostrato espertissimo nell'arte sua. d'indole tranquilla, rispettoso e fidatisal

simo.

Questo

certificato fa

prova del suo merito.

Milano, 20 marzo 1896.

(Benservito per una fantesca).

La
scita)

sottoscritta certifica

che

Gr.

N. da {luogo di na-

stata al suo servizio, in qualit di fantesca (o

cuoca), per cinque anni e tre mesi e che durante tutto

questo tempo ha adempiuto scrupolosamente e con onest


suo dovere. La nominata G. N. ha lasciato la casa

il

della sottoscritta per motivi di famiglia (o di sua spon-

tanea volont,

ecc.,

ecc.).

Milano, 3 febbraio 1892,

(Benservito per un cameriere).


Il presente attestato fa fede che, durante i quattro
anni nei quali G. N. rimasto al mio servizio in qua-

Esempi

129

di circolari

cameriere, ha adempiuto sempre con intelligenza


ed onest al dover suo.
Tanto per la verit e a lode di G. N.

lit di

Milano, 20 aprile 1894.

Circolari.
Lettere.

Circolare si addimanda la lettera destinata separatamente a pi persone, le quali nella mente dello scri-

per altro particolare motiv^o,


il contenuto.
Le circolari sono commerciali e non commerciali. Non
ci occuperemo delle prime, perch appartengono ad una
classe di letteratura (ben inteso, in generale) avente
relazioni assai incerte con il bello stile. Tanto che
spesso accade, leggendole, di richiedersi ma questo

vente hanno, per

officio o

interesse diretto o indiretto di conoscerne

italiano o esperanto?...

perci rivolgeremo

il

nostro

non commerciali.
In codesti componimenti, qualunque sia la causa che
d loro origine, si dovranno osservare e conservare tutti
una lettera. Ma
i precetti suggeriti per la scrittura di
tra tutte codeste regole, quelle che maggiormente vogliono essere osservate in una circolare sono la con-

esame

alle circolari

cisione, la chiarezza e la precisione del linguaggio.

Se

verr trascurato, quegli che


s'accinge a scrivere una circolare soggetto ad essere
frainteso, o a creare equivoci talvolta ridicoli, spesso
taluno di questi requisiti

dannosi.

primato in questa forma epistolare tenuto dalla


Dai grandi uffici dello Stato si partono
giornalmente fasci di circolari stampate o manoscritte,
Il

burocrazia.

destinate ai

minati per

piti

umili gregari

l'Italia.

della burocrazia,

disse-

Come devo

130

Ma
pi

.0

scrivere

le

mie lettere?

noi non prenderemo ad esempio codeste circolari

meno

emarginate. Noj noi cercheremo gli esempi

altrove, presso quelle associazioni nazionali, per esempio, le quali sono e

presso le quali
spetto

sacro

alla

per

il

devono essere l'orgoglio nostro, e


emarginazione si antepone il rinostro

idioma, soggetto a regole

precise, consacrate dall'uso e dalla logica, nel

fine di

essere sempre e bene intesi da un capo all'altro della

Penisola.

Tra queste

associazioni primeggia, per tanti ideali di

fede nella Patria e nel suo avvenire, la Dante Alighieri , lo scopo della quale riassunto in

modo

ve-

ramente lucido e sicuro nella circolare che qui data


ad esempio, e che porta il nome di due benemeriti
cittadini. Paolo Boselli, che della Dante fu ed
da anni presidente, e Giuseppe Zaccagnini, segretario
generale attivo e cosciente della nostra Alighieri.

Roma, 23 dicembre

Ai Presidenti
Vinta

la

dei Comitati della

Dante

1907.

Alighieri.

ragionevole titubanza dell'animo per la so-

verchia disparit fra l'energia sempre fresca degl'ideali

mie forze, obbedendo alla volont


XVIII Congresso, che volle chiamarmi a presiedere
insieme con una eletta schiera di valorosi collaboratori,
e la debolezza delle

del

a questo che fra


dovere di porgere

ai

pi nobili sodalizi nazionali, mio


Comitati un saluto, di riconoscenza

e d'augurio.

Di riconoscenza per avermi reputato non indegno di


succedere allo illustri persone che con prudente saviezza
guidarono e sorressero fino ad oggi le sorti della Daitte
Alighieri , e d'augurio perch la nostra Societ, con-

Esempi

131

di circolari

tinuando nel suo fortunato cammino, s'ingagliardisca


da poter fortemente giovare agli alti scopi che si

cos

prefigge.

E mi
glio ai

sia pur consentito di rivolgere qualche consinumerosi e gi cari amici che, onorandomi dei

loro suffragi,
fetto per la

mi grato credere sapessero come l'afDante non sia in me di data recente,

avendone auche proclamate in


idealit

piti

con parola e pensiero alieni

d'un 'occasione le
da ogni sorta di

intolleranza.

Perch

la

Dante Alighieri continui a prosperare

essenzialmente le occorrono diffusione e disciplina.


E largo consenso di efficaci simpatie avr in ogni
ceto di persone se l'opera di noi tutti sar informata
al

fermo proposito di non tramutar mai il pacifico e


campo del nostro lavoro in agone di meschine e

vasto

amare competizioni di parte e


deale della Dante Alighieri
cos

di

opinioni.

Come

aperto a tutti

l'i-

cuori,

suo programma dev'essere alieno da ogni parti-

il

colare tendenza.

Bidestare, diffondere

difendere Vitalidnit dovunque

combattuta nei nostri scopi; e


in questo apostolato nazionale che dall'eccelso nome di
Dante trae propizi gli auspici, con animo lieto e fraterno dobbiamo accogliere ognuno che italianamente
sia sopita, insidiata o

con noi lavori da qualunque parte venga e qualunque


fede professi.

Disciplina occorre anche perch il nostro Sodalizio


che ha numerose propaggini sparse in tutto il mondo,
non s'indebolisca per difetto di coesione, che vi sar
solo se i Comitati sieno rigidamente ossequenti alle

norme statutarie (pur di recente cosi meditate e discusse)


non usurpando mai le attribuzioni del Consiglio Cenottemperando

trale e

Tra

ai

doveri sociali.

rammenter

la necessit di tener desti i


Comitati con opportune e continue iniziative, l'instaui

quali

Come devo

132

scrivere

moltiplicare le fonti dei


la

mie lettere?

nuovi aderenti alla societ e nel

cabilit nel procurare

nel redigere con cura

le

proventi sociali, la diligenza

bilanci e nel corrispondere con

Presidenza del Consiglio Centrale.

Ma

soprattutto raccomando l'amore e la fede

verso

Dante. Virt queste non scritte in nessun


ma che ognuno di noi deve profondamente

la nostra

statuto,

pensando

sentire
il

ai

vicini e lontani, invocanti

fratelli

nostro ausilio per difendere

delle loro anime, per

menticare

ai

figliuoli,

patrimonio nazionale

il

non dimenticare e non


con

la

favella, l'affetto

far di-

per

la

cara Patria.

Con

tutta osservanza.

E non meno degna


la lettera- circolare che

di essere

portata ad

esempio

una gentildonna, Ildegarde Oc-

1909 da Torino, mandava alle


Dante Alighieri di tutti i
Comitati in Italia ed all'estero, affinch le donne italiane contribuissero col loro obolo al donativo della
bandiera di combattimento alla maggiore corazzata della
nostra valorosa Marina, battezzata col nome fatidico del
nostro Divino Poeta. Eccola:
Il 6 del corrente giugno (1909) fu impostata a Castellammare presso Napoli la corazzata maggiore della nostra Marina, che sar chiamata Dante Alighieri. La
Societ Nazionale che dal sommo Italiano trae nome,
carattere e forza, ottenne per mezzo del suo Consiglio
Centrale di offrire alla Nave poderosa la bandiera di

cella, nel

signore

giugno del

associate

alla

combattimento: e l'onore concessole trasfer


gnore associate dei suoi numerosi Comitati in

alle

Si-

Italia e

all'estero.

Di

essi

non uno che non

dare al disegno esecuzione


che, se

fosse

degno dell'onore

di

tocc a quello di Torino,

non a desiderarlo, fu primo a chiederlo.

133

Lettere di condoglianza e di conforto

Dai piedi di queste Alpi dove ebbero un giorno riquanti sperarono nei destini d'Italia; dove le
donne, pietose agli oppressi, ne confortarono i dolori
tenendone viva la fede, move oggi l'appello del SottoComitato femminile torinese a quante gentili dentro e
fuori i confini del Regno sono unite nel gran nome di
cetto

Dante.
Esso chiede la vostra offerta: il pensiero del Poeta
che la donna innalz ad altezze divine, che della Patria
visse, che onore e gloria nostra, parli ai vostri cuori,
Donne che avete intelletto d'amore.
La bandiera che porter il vostro saluto augurale
alla corazzata Dante Alighieri , attraverso alla quale
sar passato

il

soffio

dell'anima vostra, dar, in pace,


guerra il coraggio del sacri-

la dolcezza dei ricordi, in


ficio e la

promessa della

vittoria.

somme

che radunerete e spedirete a noi, sar


data immediata comunicazione al Consiglio Centrale a
Delle

Roma.
Sia tra i Comitati una gara generosa. Onorerete con
questo atto di squisita fratellanza italica la Societ di
cui siete parte e decoro, e la Patria che amate .

Condoglianza e conforto (Lettere

di).

Lettere di condoglianza e di conforto.

Consolare

gli afflitti

opera di misericordia; dimo-

strare all'amico la propria affezione, cercare

varne

obbligo che la

anima

La

di

solle-

quand' colpito dalla sventura, un


civilt e l'amicizia impongono ad ogni

lo spirito

gentile.

stupenda e santa voce, non consiste solamente a dare da mangiare a chi ha fame, o a porgere
da bere a chi assetato; ad ospitare lo straniero; a
carit,

Come devo

134

scrivere

le

mie lettere?

ma anche nel consolare gli afflitti,


amarezze della vita, non son poche a tormentare ad ogni momento l'umanit. La quale, nel
compatimento e nell'affetto dei simili, cerca il conforto
in cui attingere novella energia, nuova forza per sopportare con rassegnazione le disavventure nell'asprissima lotta dell'esistenza. E ci dico, perch a me pare
che porgere una consolanza ad un amico, ad un covestire chi non lo ;

perch

le

noscente, colpiti

dalla ventura,

sia

come

rifornire

di

munizioni il combattente valoroso, ridotto alle sue ultime cartucce.


Le lettere di condoglianza e di conforto apparten-

gono

allo stesso casellario della letteratura

perch
conde,
rale,

lo
il

scopo delle prime

medesimo.

acuto, perch

Si tratta

il

epistolare;

come quello delle sedi lenire un dolore mo-

pi delle volte irreparabile l'in-

fortunio.

In queste
l'aflfetto

deve

lettere

manifestarsi

la

simpatia e

vero, sincero e non artificioso. Perci, lo stile

ha da essere quale

si

conviene nella

di ogni ricercatezza e senza

enfasi

sventura
privo
piano e na:

cio,

Senza esagerazione si deve dire all'amico, a cui


il rammarico
che si prova per la sciagura
che lo ha colpito, e con lui ci si condole come di nostra
propria disgrazia. Ma ci si faccia brevemente, con
poche parole corrette e misurate, per non esacerbare
l'altrui dolore. Il dilungarsi imprudente, perch pu
turale.
si

scrive,

riescire pericoloso.

Nello scrivere le lettere di condoglianza, si tenga


presente che, nulla vi ha di pi. suscettibile e di pi
delicato del dolore sentito per davvero. Il dolore possiede la sua vergogna e, come l'amore, ha il suo pu-

vergine innamorata s'infiamma in


che l'indiscrezione altrui n'abbia
indovinato il sentimento che le domina in cuore; cos
l'afflitto, in mezzo al turbinio della vita che lo circonda,
dore.
viso,

Siccome

quando

la

tenie

135

Lettere di condoglianza e di conforto

e
pensieri solo per la sventura che lo ha colpito
sogna quando parla, e risponde quando tutto intorno a
lui tace; e nella sua testa si affollano le rimembranze,
in mezzo alle quali la sua mente e il suo spirito cercano un rifugio, onde non s'indovini la sofferenza cruIla

dele dell'anima.

Questa sublime vergogna del dolore dobbiamo rispettarla nelle lettere di condoglianza e in quelle

forto.
bile,

le

si

maniere e

le

stesso,

con-

considerazioni nostre alla condi-

zione della persona afflitta; traendole


se la sventura colp

di

quanto possi-

rispetter, adattando, per

chi religioso

dall'esempio

di

quelli che sulla religione

altri

dalla

religione,

o dall' infortunio

simili

sventure,

pensano a loro modo, o

per
dif-

ferentemente dall'universale.
Ma, non si usino argomentazioni sottili; non ornamenti ambiziosi, che sono di pessimo gusto: non parole
vane; nessun ricordo inopportuno; nessuna lode pel
defunto; ma, ripeto, semplicit ed affetto schietto.

Queste lettere

si

devono chiudere, infine, con l'offerta


possono sembrare utili, o cari, alla

di quegli offici, che

persona sventurata.
Si tenga poi presente che
e di conforto
tizia

non

si

dell'infortunio,

le lettere di

condoglianza

scrivono subito, appena avuta noil

quale ha colpito

una persona

da noi amata.
Scriverle troppo presto non serve proprio a nulla:
giacch probabile che chi li riceve, o sar preoccu-

pato da gravi cure imposte dalla stessa disgrazia, o il


suo dolore, se sincero, se vero, non risentir alcun beneficio dal nostro conforto epistolare. Scriverle troppo
tardi, oltre ad essere sintomo evidente di poco attac-

mento

e di nessuna diligenza,

di riaprire involontariamente

a rimarginarsi.

ci

far correre

il

rischio

una piaga, che cominciava

Come devo

136

scrivere

Per regola generale,

alle

le

mie

lettere f

lettere di condoglianza

ed

a quelle di conforto, non d'obbligo la risposta; anzi,


il pili delle volte si risponde con un semplice biglietto
di visita.

Con un semplice biglietto di visita si ringrazia la


persona che ci scrive della parte eh' essa prende al
nostro dolore. Ci ho voluto dire, perch ho inteso taluni pietosi egoisti lamentarsi del silenzio di

turata donna, alla quale essi avevano inviato


tita lettera di

marito.

La

condoglianza, per la morte

una svenuna sen-

dell'illustre

poveretta, di quelle lettere, ne aveva rice-

e se avesse dovuto rispondere


vute pili che duemila
a tutte? chi avrebbe pensato ai figli?

Gli uomini illustri, gi


tori

ma

Esempi

quattrini, quasi

si

sa, lasciano molti

sempre

ammira-

pochi...

di lettere di conforto e di condoglianza.

{M. D'Azeglio alla moglie in morte d'una parente).


Roma,

10 aprile.

Povera Sofia! per quanto non si potesse n sperare,


ne forse desiderare un prolungamento d'esistenza,
sempre un duro pensiero doversi dire: non pi e
non

la

vedr pi! Io che l'ho vista,

bina, e poi venir su a

mano

mano

si

cos

pu dir bambene che pa-

reva una rosa, e poi appassirsi a poco a poco, e finalmente terminar la vita in tanti strazi, davvero una
gran tristezza; e poi, come gi t'ho scritto, fa venire
brividi, pensando a chi resta ('). Povero Lodovico!
i

(')

Sofia, figlia

di

Alessandro Manzoni e moglie

Trotti, milanese, mor nel 1845.

al

nobile Lodovico

Lettere di condoglianza

di conforto

137

non

gli scrivo perch, tanto pi cos subito, non saprei


che parole, che espressioni usare; ma tu, a voce, che
si pu adattar meglio il momento e le frasi, digli quanto
sinceramente lo compiango; e dille x^ure a Manzoni, e

tutti.

E mi

male a pensare come dev'essere quella


camino deserto, e davvero oramai
memorie e n(m altro.
fa

casa, quella sala del

popolata di

fM. d'Azeglio alla moglie che ha

la

madre gravemente malata).


Torino, 26 agosto 1838.

Ricevo in questo momento la tua del 19, in parte da


che momenti
Casirate, in parte da Milano. Poveretta
devi passare, e io son lontano Anch'io prego Iddio che
che ti conceda la
ti dia forza, che ti consoli per me,
rassegnazione. Che vuoi? Sono pene, alle quali o prima
o poi non si sfugge. Gi vedo ci avviciniamo al termine,
se il cuore non pu farsi una ragione, dee farsela la
mente. Pensa che quello che, a prima vista, sembra un
male, un bene per la povera nonna, per la mammina,
e l'Aurelia; meglio finire, piuttosto che soffrire senza
speranza. Consolati pensando che ti resto io, io che t'amo,
che son tuo, che non ho pensiero del cuore che non
finisca in te, che non sia diretto all'unico fine di farti
che (te lo dico e te lo dir sempre) ho potuto
felice
involontariamente esserti cagione d'amarezze, ma Iddio
sa se sono stato reo verso di te, se ho demeritato in
nulla di potermi dire interamente tuo. Io spero che
Dio mi aiuter, e non sar per l'avvenire diverso da
sii certa, e dillo anche
quello che sia stato pel passato
a loro, che io sar sempre buon figlio alla tua mamma,
buon fratello all'Amelia; fin dove arriveranno le forze,
potranno sempre far capitale di me. Ora, dunque, se
questa lettera t'arrivasse mentre siete in pi amare afflizioni, possa essa consolarvi mostrandovi che c' chi
vi vuol bene, e che s'affligge con voi.
!

Come devo

138

scrivere

le

mie lettere?

Ti prego di non lasciarmi senza una riga; se non puoi,


prega Deveccbi(^)j una riga per saper come stanno le
cos, presto scritta; e capisci che, in questi momenti,
non saper niente troppo insopportabile. Ti prego, se
di parlar di me alla nonna,
ho viva nel cuore l'idea dell'affetto che m'ha sempre mostrato, a me e alla nostra
Rina, e che prego Dio per lei; pel suo bene, per la
sua pace, e levale quelle benedette idee del ribrezzo
dei cattolici, che davvero son troppo fuori d'ogni ra-

trovi

il

momento opportuno,

e di persuaderla, che

gione.

Salutami e abbraccia per me tutta la famiglia; mi


ne son membro, di non dividere cogli
altri le ore del dolore
lo sappiano almeno, che vorrei
potervi consolar tutti. Ti scrivo in fretta, senza rileggere, ma tra noi c'intendiamo sempre. Addio ancora,
addio Rina, addio tutti. Roberto t'abbraccia, ti dice
tante cose; ma non ho tempo n carta. Dio ti consoli
e ti dia ogni bene, amor mio.
duole, io che

(M. D^ Azeglio alla moglie per

la

grave malattia dtUa madre).

Torino, gioved, 5 settembre 1839.

Povero amore mio, che

stretta di cuore

m'ha data

la

tua lettera, scritta alle tre della mattina! Io t'ho sempre


avanti

gli

ammalata

occhi, in quella
sul suo

camera oscura

seggiolone:

colla

sento le sue

povera

parole,

vedo, col tuo caro viso triste, affilato;


e l'amarezza del tuo cuore, lo strazio che deve provare;
quello lo sento nel mio, lo divido con te, poveretta!
Vorrei trovar modi, parole per consolarti, vorrei che
suoi lamenti;

ti

piacesse a Dio di porre un termine al martirio di tutti


e questo termine sar pure

')

un gran

dolore, lo conosco

Pasquale Devecchi, milanese, amico intimo della famiglia d'Azeglio.

Lettere di condoglianza

ma

di conforto

139

sembra che s'avvicini, bisogna pure, non


una ragione, ma quasi ringraziare Iddio;
elle davvero ci che in molti casi una disgrazia, questa
volta piuttosto una fortuna.
Non ho il coraggio di dirti di non vegliare la povera
nonna; ma per carit, non lasciarti tanto trasportare
dal tuo cuore da far pi del bisogno e pi delle tue
forze
pensa che, tra l'egoismo e l'esaltazione nel sacrificarsi agli altri, c' una strada di mezzo. Seguila
amor mio: e per seguirla, assisti l'ammalata quando
occorre, e del resto pensa a tener quei metodi che mantengono le forze e la saluta in simili momenti: dormi
e riposati, quando puoi, non lasciarti lo stomaco troppo
vuoto, usa cibi sani, non agitarti, non correre, non star
lungamente in piedi, serviti di calmanti pei nervi, camomilla, acqua di foglie d'arancio, ecc. Ma falle poi
queste cose, non leggere questa lettera senza poi pensarci pi
pensa che te le dice tuo marito, il tuo amico,
quello che in questo caso, essendo coU'animo pi calmo,
ne sa pi di te. Ki cordati che sei moglie e madre, che
la vita lunga, e quel capitale di forze che ci d Iddio,
poich

solo farsene

bisogna farlo durare fino al fine, e perci esserne economa. Chi fa altrimenti rende s e i suoi cari pi infelici. M'hai detto tante volte che il dovere d'una moglie
d'ubbidire; se non mi dai retta ti sei condannata da
te. Ma son certo che non di sprezzerai le mie parole e
cos potremo ancora aver qualche epoca di quiete
io
fo quel che posso per procurartela, e se la fatica che
duro qui non riesce inutile, credo che t'avr fatto del
bene, e ti porter vantaggio per l'avvenire questa mia
lontananza, quantunque, pur troppo, sia venuta in momenti in cui il tuo Massimo ti potrebbe forse aiutare
e assistere personalmente. Vorrei che almeno le mie
lettere ti potessero consolare. Se non ci riescono non
per colpa di volont.
Esaudisca almeno Iddio la preghiera che gli fo sempre
:

ti

consoli egli....

Come devo

140

scrivere

mie

le

(G. Giusti ad un amico che ha perso

la

lettere f

madre).

(A Enrico Mayer) O.
Pescia, 14 aprile 1847.

Mio caro Enrico.


Oggi per caso ho saputo la tua disgrazia e se me
u dolga pensalo tu, che sai di quante cure amorevoli
sono stato lungamente confortato da quella ottima donna
che mi tenne come un altro figliuolo dal momento che
mi vide accolto in casa tua. Enrico mio, io non ho
parole valevoli a confortarti, perch la perdita d'una
madre, e d'una madre come la tua, non ha conforti
quaggi. Solamente io mi consolo riguardo a te, sapendo quanto balsamo deve spargere sulla tua ferita il
;

sentire d'aver

soddisfatto a tutti

doveri

di figliuolo

amoroso e dabbene.
Taglio corto perch non ho cuore di parlarti d'altro,
di trattenerti lungamente in questo pensiero amarissimo; assai ia tua mente vi star ferma di per s!

Saluta

tua

moglie

che

centro delle tue affezioni.

(M.

d^ Azeglio alla

oramai diventata l'unico


bacio di cuore e addio

Un

moglie che ha perduto la madre).


Torino, 12 settembre 1839.

La tua lettera di questa mattina mi mostra che le


mie previsioni non hanno ingannato. Iddio ha veduto
(')

Enrico Mayer di Livorno (1802-1877) da padre bavarese, per ragioni

d'interesse

cittadino

inglese.

Fu

patriotta e

letterato,

Corte di Wiirteraberg e poi presso l'ex-re Gerolamo.


riscatt gli scritti inediti di

per

la

Ugo

precettore alla

Nel 1843 ritrov e

Foscolo. Nel 1840 fu carcerato a

causa italiana. Livorno ha dedicato una via

al

suo nome.

Roma

141

Lettere di condoglianza e di conforto

che la povera nonna aveva abbastanza sofferto, e ch'era


di darle riposo e compenso; speriamo che a

tempo

quest'ora ne goda, e preghi per noi, come preghiamo


per essa. Rispetto le opinioni d'ognuno, ma per me

comunione

questa

di preghiere

la

trovo

un pensiero

consolante, senza del quale verrebbe rotto ogni vincolo


coi nostri cari che

di loro

una

non sono

rimanendo soltanto
memoria. Roberto m'in-

pi,

sterile e dolorosa

carica di dirti che, con cuore di vero fratello,

tempo

si

duole,

con te in questi tuoi


casi. Alla mamma, all'Amelia dirai che anch'io provo,
com' naturale, sensi ora di rammarico, ora di consolazione; ma gli ultimi predominano, e son certo che
anche loro, maturato dal tempo il nuovo dolore, sentiranno che la volont di Dio stata per tutti un bee nel

stesso, si consola

nefizio.

Del resto. Dio che spesso ci rigetta e ci condanna,


gli uomini ci lodano e ci accarezzane^ talvolta
ci assolve quando questi ci accusano
a Lui non se ne
d ad intendere, e perci a lui mi rimetto. Ora per
non ci occupiamo di queste miserie, e pensiamo invece,
ora che Iddio ha scemata casa nostra, a restringerci,
ad amarci pi caldamente fra noi procura di goderti
ora quietamente questi pochi giorni, ed io intanto m'ingegner di liberarmi presto da' miei impicci, e poi verr
a godermi un po' di quiete con te, e ci dimenticheremo
de' guai e delle agitazioni passate.... Addio.

quando

[A.

Caro ad un amico per la morte di una persona cara).

(Al Signor Bernardo Spina a Milano).

La nuova della morte del nostro signor Marchese


m'ha tanto stordito, che non so quello che mi vi debba
dire. Fra '1 mio dispiacere e la compassione ch'ho di voi,

Come devo

142

scrivere

le

mie lettere?

sento un dolore incomportabile, e non credo mai pi


consolarmene pensate quanto sono atto a consolar

di

Imper me ne condolgo solamente: e vi aiuto a


piangere una tanta perdita. Che in quanto a me la fortuna non mi poteva percuotere ora di maggior colpo.
Se in un tanto dolore pensate che, rappresentare alla
Signora Marchesa quello degli altri, non le accresca
e Iddio
affanno, mostratele il mio colle lagrime vostre
sia quello che ne consoli. Di Piacenza, all V di Aprivoi!

le

M.D.XLVI.

(Di conforto ad una signora amica che ha perso un parente).

{Pietro Giordani

(^)

alla contessa Paolina Leopardi

a Recanati).
Cara contessina.
Ritorno dalla campagna per iscriverle due righe.
Vorrei poter mandarle delle consolazioni, ma come si
fa'? Io m'immagino le sue tristezze, e ne sento profonda
pur mi convien pregarla a farsi animo, cerafflizione
j

care di confortarsi col suo

ingegno,

co' suoi

col pensiero che le persone a lei cordialmente

studi, e
affezio-

nate le desideran sempre tutto il bene ch'ella merita.


L'esser
Ma del bene ce n' cos poco a questo mondo!
di notte, e io quasi privo di vista, m'impedisce di scriverle pi oltre. Accetti gli affettuosi saluti del suo sin-

cero e costante amico.


Parma,

(')

l'u

-25

giugno 1832.

Pietro Giordani (1774-1848) di Piacenza, cugino del letterato Luigi G.


M. a Parma.

stilista di pregio.

Lettere di condoglianza e di conforto

(Di conforto ad una siijnora che ha perduto

Pellico alla signora

{S.

143

marito).

il

D. Elvira Giampieri

Eossi,

Firenze)
Torino, 6 settembre 1843.

Stimatissima Signora.

Tutte le altre disgrazie s' impiccioliscono al nostro


io lo so per
sguardo quando perdiamo persone care
prova essendomi in questi anni mancati, a poca distanza di tempo, la madre, poi il padre, poi un fratello statomi compagno d'infanzia, e tutta la vita amicissimo. Dopo le angosce del carcere, io viveva felice
.

per l'amore di quei cuori eccellenti. La solitudine in


cui mi trovo senza di loro, sempre dolorosa, bench
non paia ch'io sia solitario. Vedo gente, rendo giustizia
all'amicizia che altri per me hanno, ma nulla mi risarcisce della perdita de' genitori e di quel fratello; e
questo, per l'anima

altre

una

solitudine,

una cessazione

di

tempi anteriori, io aveva anche perduto


persone vivamente amate. Conosco simili inenarIn

felicit.

rabili

ch'ella

cerato

sacrifizi,

mi
il

quindi,

signora,

fa del crudelissimo colpo

cuor suo, mi desta la

i^i

la

partecipazione

da cui stato laprofonda compas-

sione.

che strazio vedere estinguersi il fedel


ed un uomo di cos rara bont
UQ uomo degno di ogni pi tenera stima! A ciascuna
espressione della sua lettera, sento la forza del dolore
pi. intenso, e piango con lei. No, infelice donna, consolazitmi umane non vi sono a tanta sventura. Le restano bens figli diletti ed altri che la tengano in molta

Povera moglie

compagno

della vita

Come devo

144

scrivere

le

mie lettere?

stima; la loro affezione sparger i suoi vedovi giorni


di qualche dolcezza: ma quell'uomo amato e venerato
le manca, ed giusta cosa il piangerlo ed accorgersi

che la terra

non pu consolarla. Che sono

anche pi sincere di condoglianza,

le

parole

le

conversazioni pie-

d'un

tose, le divagazioni, le letture distraenti? Sollievi

momento

deboli,

insufflcientissimi.

Ah! d'ora innanzi

appoggiamoci all'unico vero sostegno degli afflitti! Fra


lagrime ch'ella mi strappa, godo di leggere tutto ci
che v' di reMgioso nella sua lettera.
L'anima sua piena di fede; ricorra continuamente
si penetri pi che mai di quela Ges, ricorra a Maria
le

ci dice tante verit, che


disinganna di tutte le cose passeggiere, che c'insegna
a conformarci al voler di Dio. N<^i v' altro a fare che
abbracciar la croce, pregare, amare sino alla morte.
Presto saremo chiamati anche noi, presto ritroveremo,
per non separarsene mai pi, i nostri cari che sono
nella vera vita, se profittiamo delle divine grazie.
L'addolorarsi non colpa; ma tal sarebbe, se ci disperassimo, se ponessimo in dimenticanza la rassegnazione filiale di cui siamo debitori verso il celeste padre.
Non so dirle niente che gi non le sia noto quanto

l'umile sapienza cattolica che


ci

a me,

ma

l'assicuro che la sua disgrazia

mente commosso,

e che

supplico

il

mi ha somma-

Signore di darle

conforto.

buon abate Bioll che mi ha rimesso


mi ha parlato male di lei.
Mi rammenti, la prego, alla sua signora
Il

la

sua

let-

tera,

quale,

come

degli altri

figli

suoi, io

figlia,

della

m'immagino pure

l'afflizione.

di

Ardisco raccomandarmi, ottima Signora, alle preghiere


Lei. Preghiamo a vicenda, avviciniamo a Dio le

anime nostre, sopportiamo questa vita


cuore lass! Suo devotissimo servo.

tribolata,

ma

col

nz/t^

oe

Biglietto d' invit

Ao/i/rhe^^r- oe

a pranzo della prima met del sec.

XIX (intorno

al 1830).

Lettere di condoglianza e di conforto

145

(Di una condoglianza ad un amico che ha perso la madrr).

{S. Pellico al prof. Pier

Alessandro Paravia)

(!).

Torino, 17 agosto 1840.

Pregiatissimo signor Cavaliere.

m'ha preveuuto, caro ed

amico; io vomio profondo


compianto all'udire la dolorosissima perdita da lei fatta.
Intesi questa disgrazia alla mia venuta da Acqui, onde
ritornai ammalato. Io era andato col non per prendere
i bagni, ma perch ivi eravi ammalata la signora Marchesa di Barolo; e colsemi un grave aflfanno di petto,
di cui non vo libero ancora. Ella sa, caro Paravia,
ch'io ebbi la sorte d'aver genitori amorevolissimi, e
che nel perderli mi manc la maggiore delle dolcezze.
Pu argomentare s' io capisca l'immenso suo dolore, di
essere rimasto cos repentinamente privo della sua degna
signora madre, di cui ella era s tenero. Non mi studio
di consolarla; ignoro le parole atte a calmare simili
angosce. Bisogna inevitabilmente affliggersi e poi ancora
affliggersi, e non avere conforto, ma soltanto rassegnazione al voler di Dio,
rassegnazione debita per tutti
i motivi, e segnatamente considerando che alle
anime
giuste la massima delle grazie quella d'abbandonare
la terra.
Chi sopravvive piange, ma la venerata madre
defunta ha scambiato le croci di questa povera vita colla
gloria d'un'esistenza divina, eternamente felice. Spero
Ella

leva appunto scriverle

infelice

ed esprimerle

il

(') P. A. Paravia (1797-1857) di Zara, letterato, fu dal 1832 professore


di eloqaenza italiana nell'Universit di Torino.

10

Come devo

146

gaudio

in tale

fin

scrivere

le

mie lettere?

d'ora la madre

nondimeno prego per essa

mio Paravia;

del

di tutto

cuore. I miei os-

sequi alla sua signora sorella. Fra le loro lagrime,

io

sono presso di loro in ispirito con molta, molta sincera


condoglianza
!

P.S. Grazia della lettera di Cmpora.

(Di condoglianza ad un amico che ha perso

Marenco a Jacopo

{L.

il

padre).

Gelli) (^).

Milano,

maggio

1H95.

Ieri sera mi giunse la partecipazione della disgrazia


che t'ha colpito.
Mi sono subito sentito stringere il cuore, pensando
a quello che hai sofferto e soffri tuttavia, mio ottimo
amico. Coraggio Sono questi dolri a cui non possiamo
sfuggire, non essendoci dato di ritenere in vita coU'amore le persone a noi care.
Non sono ancora quindici mesi che mi fu tolto la
mamma puoi dunque essere certo, che io comprendo
la tua disgrazia e che vi partecipo col cuore addolora!

-,

tissimo.

Comunica,

te

ne prego^ questi miei sentimenti all'inqualunque cosa io valga, di-

tera tua famiglia, e per

sponi di me.

Con ossequi particolari alla tua gentile Signora, mi


mio buon Jacopo, tuo affezionatissimo amico.

affermo, o

Leopoldo Marenco (1831-1899) di Ceva, figlio del conte


(1) Il conte
Carlo di Cassolnovo, lu, come il padre, autore drammatico assai aj)rezzato.

147

Lettere di condoglianza e di conforto

(Di un carcerato

(S.

Pellico) che conforta

il

padre sulla pro-

pria sorte).
Venezia, 18 maggio 182).

Carissimo padre.

Bench

io sia

ognora privo delle care sue nuove, non

voglio mancare di porgerle l'unico tributo di tenerezza

che per ora io possa: cio dandole le buone


nuove della mia salute, onde non istia inquieto. Consoli anche la cara mamman, i miei buoni fratelli e le
mie buone sorelle.
Quanto pi vivo nelle solitudine, tanto pi sento la
filiale,

giustezza dei principii che

miei religiosissimi genitori

professano intorno alla vanit del mondo.

L'assicuro,

caro pap, che sono ben disingannato di tutte le illu-

completo disinganno quello che mi


con pace l'attuale privazione della libert.
Inoltre bisogna ch'io le dica che in mezzo alla mia disgrazia non potrei essere trattato con maggiore umanit
e generosit: nulla mi manca, neppure i libri, che sono
il gran conforto dei
solitari. Temendo sempre che le
mie passate lettere non le siano pervenute, le ripeto di
dirigermi le sue semplicemente al mio nome, Venezia,
sioni, e questo

fa sopportare

fermo in posta.
L'abbraccio, come pure l'ottima
carissima famiglia.

non ho d'uopo
notizie.

mamman,

e tutta la

Per essere pienamente rassegnato

d'altro, che

d'avere

talvolta

le

loro

Come devo

148

(Di condoglianza

suocera ed

il

scrivere le mie lettere?

di conforto

ad un amico che ha perduto

la

cognato).

{Zendrini a Paolo Heyse).


Padova, 17 dicembre

1873.

So che per dolori veri non c' conforto di parole


permetti, o carissimo, che anch'io
or che un'altra

tomba

l'ultima scena di quel

ti

stringa la

s' schiusa, or che terminata

dramma

di

famiglia che ebbe a

teatro la tua intemerata casetta, proprio la tua!


se

ma

mano,

Vedi

destino te le fa pagar care, certe doti e certe for-

il

Ti chiamano il fanciullo viziato delle Grazie e


Muse, e da un paio d'anni non ho ricevuto una
sola tua lettera la quale non accenni a qualche dispiacere o non annunzii qualche sventura. Non compiango
n la signora Clara (^) che non avrebbe potuto sopravvivere a lungo al figlio adorato, n il povero Hans che
l'ha s presto seguita nella tomba; ma compiango voi
altri che li avete visti sparirvi innanzi, uno dopo l'altro,
a s breve distanza.
La tua nuova famiglia colmer, non ne dubito, di
care dolcezze i vuoti che ti lascia l'antica. Per queste
tue sventure domestiche io ti amo, se possibile, ancor
pi educato anch'io, bench non dalla tomba, all'ardua
scuola del dolore, mi par d'esserti oggi pi vicino e
tune!

delle

d'aver diritto di consolarti.


Me pure attendevano in patria forti dispiaceri, che
taccio per verecondia innanzi ai tuoi irreparabili. E dire

che m'ero promesso tanto e cos intimo conforto da un


vissuti accanto a te
Ma il cielo non
durer sempre annuvolato, e. a un tal conforto non ha
rinunziato ancora il tuo aflfzionatissimo.

paio di giorni

(')

Suocera

dell'

Heyse.

Lettere di condoglianza e di conforto

149

maudami una
mi annunzi che da qualche parte

Scrivimi presto come sta tua moglie,


riga scritta la quale

rompe

il

sereno!

(Di condoglianza ad una signora che ha perduto, per suicidio,

un

fratello).

(Zendrini alla signora A... P... nata P..., Ferrara).


Padova, 15 marzo 1872.

Gentilissima Adele.

Seppi dalla Contessa Mosti la vostra disgrazia che mi


addolor profondamente come se si trattasse di un fratello geniale.

Quand'io

venni a Ferrara e non sapea

nulla ancora di voi e dei vostri, la testa soave e pensosa di vostro fratello

(^)

m'attir a se invincibilmente,

e vi leggevo e vi fantasticavo entro tutto

Devono
ad atto

s fiero

verso s stesso

Uccidersi a diciannove

anni, egli cos bello e cos ricco

ranze

un avvenire.

essere ben tremende le cause che l'hanno spinto

d'ingegno e di spe-

cuore c'entra certo per qualcosa, il cuore,


nostro angiolo tutelare e nostro carnefice.
che l'abbiano ucciso ponendogli in mano l'arma
fatale per istornare il sospetto
Io vorrei pur vederci
!

Il

*?

chiaro e

mi perdo

un mare

di congetture dolorose.
Scusate se fo piti acerbo il dolor vostro, ma come
parlarvi d'altro e dissimular ci che il cuore angosciato

vi ripeter

in

non

Se pu

meco l'animo

vostro,

Dio sa per quanto tempo ancora.

recarvi qualche conforto lo sfogar


vi gravi scrivere

una riga

al vostro affezionatissimo.

Ricordatemi alla vostra cara sorella.


di matematiche noli' Universit di Pisa e
(}) Carlo Passega, stadente
professore ordinario della stessa Universit. Morto a diciannove anni!

Come devo

150

scrivere

le

mie lettere?

(Di conforto al padre ohe ha perduto un

figlio),

{G. Leopardi a suo padre a Eecanati).


Pisa,

maggio

1828.

Carissimo signor padre. Non le parler del mio doche io non giungo ad abbracil quale tanto
ciarlo tutto intero. Sento troppo bene quanto ella abbia
bisogno di consolazioni piuttosto che d'altro; e il penlore,

siero dello stato suo, e di quello


fratelli,

uno

dei principali

fra

della
quelli

mamma

e dei

che mi fanno

pianger tanto.
Fino dal momento che ricevetti la cara sua del 2, la
lontananza in cui mi trovo da loro cominci a diventarmi acerbissima. Ora poi essa mi riesce quasi insopportabile; e se tutto il viaggio da qui a Recanati si
potesse far di notte,

come

si

fa

con sicurezza di qui a

Firenze, io l'accerto, senza alcuna esagerazione, che a

cammino alla volta loro, o sul punto


perch conosco che avendo a viaggiar di
giorno, in questa stagione gi per me inoltrata, non
potrei reggere al caldo, dal quale ancor qui bisogna
che m'abbia una cura straordinaria, sono costretto con
mia gran pena ad aspettare fino alla stagione pi fresca ;
nel qual tempo, se Dio mi dar vita, e tanta salute
da poter solamente salire in un legno, non vi sar cosa
al mondo che m'impedisca di mettermi in viaggio. Intanto per questi pochi mesi, la supplico a fare ch'io
abbia le loro nuove colla maggior frequenza possibile
non potrei pi viver quieto in nessuna maniera, se mi
trovassi per qualche tempo senza notizie precise dello
stato loro. Io per la mia parte non mancher d'iuforquest'ora o sarei in
di partire.

Ma

Lettere di condoglianza e di conforto

151

maria del mio con altrettanta frequenza. Ora, grazie a


Dio, sto bene, e rassegnato al voler divino
I

miei teneri

saluti a tutti.

Ella

si

....

abbia cura e mi

benedica.

(Di conforto ad una signora ammalata).

{G.

Carcano alla contessa Clara Maffei)

(').

Bellagio, 10 ottobre 1845.

Gentile signora e amica.

Quanto mi venne cara questa mane


Egli era gi troppo tempo ch'io nulla

sua lettera
sapeva di Lei,

la

appunto qualche ora prima d'avere le graziose sue


pensava tra me quando mi potesse capitare questa
promessa fortuna. Oh come ne la ringrazio Mi perdoner se le rispondo subito, sentendo ch'Ella non parte
di qui prima del lo del mese. una ben piccola prova
e

linee,

della mia sincera amicizia, ma valga per tutto quel di


pi ch'io non posso esprimerle. E prima, mi lasci par-

un minuto di lei. Quanto sarei stato pi lieto, con


quanto maggior piacere avrei pigliato la penna per risponderle se avessi potuto congratularmi di qualche
sensibile miglioramento nelle sue forze! Ma veggo bene
che, in lei quella che mai non muta l'anima, quell'anima bella e generosa, che pare il Cielo le abbia dato
s eletta, per compensarla di ci che le fa patire nella
stanca salute. Perch mai, mi domando, la forza della

larle

Clara Maffei, nata Carrara Spinelli di Bergamo, fu


(1) La contessa
consorte al conte Andrea Maffei, Il salotto della contessa Maffei a Milano fa il ritrovo favorito delle pi distinte personalit artistiche, letterarie e politiche del suo tempo. Ne scrisse R. Barbiera.

Come devo

152

scrivere

vita e la balda vigoria d'una

b'essere concessa, per


la troppo

vivono

il

facile

mie lettere?

le

salute

vita

del

quella dell'anima; e anch'io

impassibile

deb-

a quelli solamente che

solito,

senso

Ma

vera vita

non sento mai tanto la


questi luoghi, dove non

grandezza del pensiero, come in


mi par bello e sacro al mondo altro che il bene. E
quanto a lei, mia gentile e buona amica, non perda la
per che in questa stessa fiducia
fiducia di migliorare
potr pur trovare un po' di forza per sollevarsi e dare
ai molti, che l'amano davvero, la consolazione di vedere scemate alcun poco le sue sofferenze. Ma vedo
ch'io sono un tristo consolatore: pure, ne incolpi forse
un pochino la sua lettera, che nella graziosa espressione
di ci che sente il suo cuore, ha pure mischiato una
leggera tinta di malinconia
;

{Q.

Giusti,

Giusti)

alla

signora

lldegonda Nencin, nata

Firenze, 2 settembre 1843,

Mia cara

sorella.

Ho sentito un dolore vivissimo della perdita della


tua figliolina, mia carissima nipote, che sperava di vedere e di abbracciare come mio sangue.
Io non so cosa dirti, perch a queste piaghe non v'
medicina che valga fuori che il tempo. Fatti pi coraggio che puoi, e consola anclie il povero Cecco, che
sar desolatissimo. Cara mia, nella vita bisogna subire
queste vicende terribili, e poi.... per morire noi pure
e finire di penare per noi e per gli altri.
Verrei a vederti, se io non mi trovassi

afflitto dalla

Lettere di commiato

153

mia solita malattia intestinale, cresciuta quest'anno per


tempo i)assato collo zio, e per disturbi avuti. Se posso
rimettermi un poco, verr; in ogni modo, non credere
neppure per un momento che l'animo mio non prenda
una viva parte nei tuoi beni e nei tuoi mali, e tieni
il

per certo che io, in ogni occasione, ti sar fratello vero,


come sar cognato affezionatissimo al tuo Cecco.
Addio: abbi pazienza, e pensa alla tua cara salute.
T'abbraccia di tutto cuore il tuo fratello.

Congedo o

Le

di

commiato {Lettere

lettere di

di).

congedo o di commiato, eh '

la stessa

cosa, sono quelle che si scrivono agli amici o ai conoil luogo di soggiorno comune.
Queste lettere dovrebbero scriversi il meno che si
pu, e solo quando vi si costretti da imprevedute o
da imprevedibili circostanze
perch le consuetudini
della civile convivenza prescrivono, che il commiato, o
congedo, si prenda o si domandi in persona agli amici,

scenti nell'abbandonare

o ai conoscenti.

scrivere le lettere di commiato, si


esprimere il rammarico di dover ricorrere allo scritto per congedarsi e le ragioni che a
ci inducono. Con bel garbo si accenner al dispiacere
di doversi separare dalle persone conosciute e da quelle
amate; e quando si dovesse toccare al paese che si abbandona, si curi di dirne il maggior bene, o il meno
male possibile. Se altro sentimento di delicatezza non
consigliasse tanta prudenza, sia di guida la piet per
coloro che restano, qualche volta per amore, quasi sempre
per forza.
perci, nello

comincier con

lo

Come devo

154

Esempio
{V. Gioberti

(')

scrivere

le

di lettere di

mie lettere?

commiato.

a Giuseppe Giusti).

Firenze, dall'Albergo, luned mattina, maggio

'48.

Signore.

dolentissimo per non aver potuto


n goderla a mio modo. Io andai da lei e
la trovai assente
Ella ebbe la gentilezza di venir pi
volte da me, ma la gente e l'eccessiva stanchezza (che
mi rende quasi mutolo) mi tolsero di trattenermi seco,
come avrei voluto. Cosicch io mi trovo frodato di uno
quello cio
dei fini principali che qua mi condussero
di conversare un po^ a dilungo con Giuseppe Giusti.
Non vorrei che a questo danno se n'aggiungesse un
altro; vale a dire che Ella mi dimenticasse. Per ovviarvi le mando queste poche righe; pigliando da lei
congedo colla persona, ma non coll'anima, e pregandola di assegnare a questa un loghicciuolo nella sua
memoria. Scusi tanta semplicit e libert; ma coi pari
suoi non si va colle seste del Galateo.
Mi creda suo ammiratore devoto....
Io lascio Firenze

rivederla,

(')

Vincenzo Gioberti (abate) (1801-1852)

di Torino, filosofo e politico.

Cappellano di re Cailo Alberto sino al 1853 in seguito a segreta denuncia fu arrestato (1833), poscia liberato e condotto al confine francese.
Nel 1848 presidente a Torino del IV Ministero costituzionale; esli, ac;

un dottrinario entusiasta, esaltando la personalit nazionale degli italiani, ebbe un concetto eccessivo del proprio valore, che
lo condusse ad affermarla (Il Primato - 1843). Dopo l'avvenimento di
Pio IX venne salutato Profeta della democrazia cristiana. M. a Parigi quasi dimenticato; ma nel 1901, fu commemorato solennemente in
cusato di essere

tutta Italia,

155

Lettere di congratulazione

*
Congratulazione {Lettere di).
Le

lettere di congratulazione.

alle lettere di congratulazione.

Le

lettere

si

scrivono.

Esempi

congratulazione

di

manifestazione

Come

Come

si

risponde

di lettere di congratulazione.

dovrebbero

sincera di sentimenti

essere la

graditi, suscitati

animo da un avvenimento, che cagione di


ad una persona cara. Ma, il pi delle volte, non
rappresentano che un tratto di mera cortesia, impostaci
dalle buone creanze della societ nella quale viviamo.
Pi che la convenienza, adunque, esse dovrebbero
nel nostro
letizia

essere dettate dall'affetto e dall'amicizia sincera ; o, per

meno, dalla riconoscenza.


Qualunque sia, per, la causa che ci determina a
scrivere una lettera di congratulazione, si tenga ben
presente che la brevit il primo requisito di essa.
lo

potr venir

Si

destinate ad

ma non

meno

lecito trascurarlo in quelle dirette a persone,

cui ci legano solo


riori.

vincoli di riconoscenza: od a supe-

In allora, la prolissit pu assumere l'aspetto di

adulazione
il

a questo principio nelle lettere

un parente, o ad un amico molto intimo;

carattere

difetto grave, gravissimo anzi, perch lede


di

chi

scrive e autorizza

a mal

pensare

di lui.

Nelle

lettere

di

congratulazione

pel quale ci congratuliamo;

le

si

accenni al fatto

ragioni che possono ren-

il fatto stesso gradito e si concluda col desiderio


vedere i buoni rapporti tra lo scrivente e la persona
con la quale ci congratuliamo, sempre mantenuti nell'ambito della pi sincera cordialit.
Alle lettere di congratulazione si risponde per dovere
sempre. Nella risposta, con dignitosa officiosit,
si provi che il plauso delPamico, del conoscente, o del-

derci
di

Come devo

156

scrivere

l'inferiore, ci riescito
il

le

mie lettere?

aggradevole

ma

non

si

segua

brutto andazzo, che taluni ostentaiuente seguono, di

atteggiarsi a indifferenti, o di farsi umili umili

dichia-

randosi indegni, o quasi, del fatto pel quale hanno

ri-

cevuto le congratulazioni. Queste baggianate costituiscono un'impostura bella e buona e il pi delle volte,
nascondono una falsa modestia, difetto peggiore della
5

pi sfrontata superbia.

Mi ricordo di uno scienziato italiano, che nominato


membro corrispondente dell'Istituto di Francia, ad una lettera di congratulazione, con molta sincerit, rispondeva

Questa

nomina mi

riescita oltremodo gradita

premio di tant'anni di lavoro indefesso, e mi pare che


m'abbia infuso nuova forza giovanile per lavorare con
maggior lena. Fa bene, sapete, all'animo, quando poslavora, lavora perch il poco che tu
siamo dirci:
il

fai t' riconosciuto.

E al lavoro torno lieto che della distinzione di cui


sono stato oggetto per parte della Francia, ne godano
anche i miei amici, tra i quali vi annovero .
5

Esempi

di lettere di congratulazione.

(LolUra di congratulazione per avanzamento).

Stimatissimo Signore.
Dalla lettura dei giornali ho appreso con vivo comMi permetta sipiacimento la sua promozione a
gnore gentilissimo, che io mi prevalga di s bella occasione per rallegrarmi con lei, e per esprimerle il mio
vivo attaccamento.
Nella sua squisita cortesia con i rallegramenti voglia gradire i saluti amichevoli e affettuosi del devotissimo suo.

157

Lettere di congratulazione

(Risposta ad una lettera di congratulazioneJ.

Egregio Signore.

Sapevo che Ella ha animo gentile ma ha voluto


darmene novella prova ricordandosi di me e con me
congratulandosi per la promozione che ho ottenuto. Del
suo attaccamento io le sono veramente riconoscente e
mi chiamer fortunato, se mi offrir l'occasione di poj

a Lei provare.
Ricambiandole gli affettuosi saluti che si compiaciuto
di inviarmi, mi caro di segnarmi devotissimo suo.

terlo

(Lettera di congratulazione e di lode ad un amico poeta).

{G. Giusti a Luigi Fornaciari)

('),

Poscia, 22

maggio

1845.

Mio caro signor Fornaciari.


Voglio rallegrarmi liberamente con Lei del sonetto indirizzato all'amico divenuto Arcivescovo. Cjs

va detto
a chi in alto. Cos la lode fa pr a chi la d e a chi
la riceve. Se il Pera degno veramente di quei versi,
10 mostrer, ed ella non avr a pentirsi d'averli scritti.
11

bisogno della

adesso, dopo

non

religione, sentito

dati fuori di proposito,

che mai. Dio voglia che

()

sempre dall'uomo,

colpi del secolo passato, terribili s

si

ma

risveglia pi imperioso

Cristiani redivivi siano o d-

Luigi F. (1798-1858) di Lucca, fu scrittore di finissimo gusto.

Oome devo

158

scrivere

le

mie lettere?

ventino sinceri j Dio voglia che il prete torni sacerdote.


Il Pera pu fare un gran bene, cost dove la bachettoneria con tutto il seguito dei suoi soliti imbrogli, annoda il cuore e il cervello di molti.
Ora, le parr che dopo il pane le dia la sassata, se
dico che in questo sonetto desidererei due o tre fiori
poetici di pi. Non lo scriverei al nostro caro Ridolfi,
che me l'ha mandato, per delicatezza verso di Leij ma
all'autore, amico del vero, lo scrivo apertamente, tanto
piti

che questa

animo mi

schiettezza le far

conoscere

mosso a congratularmi

sia

l'Arcivescovo.

seco,

con che
anco col-

Ridolfi sarebbe parsa pedanteria. Ella

che gode a Lucca e altrove,


molto giovamento al paese e a tutta l'uma-

co' suoi lumi, e col favore

pu essere

di

nit. Non si stanchi signor Fornaciari, non si stanchi


mai del bene e del vero che sono una cosa medesima,
e gliene saremo grati tutti. Se alle tante stte che brigano e hanno brigato sempre senza concludere mai nulla,

succeder e prender piede la societ dei galantuomini,


il

mondo

sar riavuto.

fLettera di rallegramento ad

{G.

Giusti

un amico nominato

a Giuseppe Montanelli)

professore).

(*).

Mio caro Beppe.

Ho saputo con grandissimo piacere che sei Professore.


Con chi debbo rallegrarmene? Con tutti, perch il merito
tuo, ma l'onore diviso: goditi questo posto, il pi
bello che sia dato occupare agli animi liberi sotto governi assoluti; non ti paia vero di esserti salvato dal
laberinto del Fro nel quale s'intrica l'intelletto, il cuore
Giuseppe Montanelli (1813-1862) di Fucecchio, dal 1840 professore
commerciale a Pisa, fu poeta e soldato, ferito a Curtatone, poi
con Guerrazzi e Mazzini triumviro. M. a Fucecchio.
(1)

di diritto

159

Lettere di congratulazione

e la coscienza, e siano pure della tempra che gli hai tu.

Voglio moltissimo bene a Giorgini per molte cose, ma


specialmente per questa di non lasciare iu un canto,
come per lo pi s' fatto fin qui, i giovani, quasi che
le grinze e i capelli bianchi fossero il meritometro. Ora
noi, venuti su in uq tempo nel quale per la bocca degli
uomini, di questa dolce parola Fratellanza , di come
accade a chi si sciacqua i denti, credo che ce ne sia
andata gi nel core qualche particella, ed per questo
che gli studenti d'ora non si troveranno a vedere una
nuova mandata di Bramini pettegoli, togati e imberettati, che da una cassetta di legno alta tre braccia esercitano sulle zucche sottoposte la villana autorit magistrale. Ander a finire quel tu per tu da donnaccole,
quel tendere un laccio nelle interrogazioni e nella chiama,
quello st^re al balzello dei

non provassero,
becillit e

il

segni di negligenza, quasi

colla trascuratezza dello scolaro, l'im-

vaniloquio del maestro. Io tengo per sa-

crosanto quell'assioma soldatesco


sercito virt del capo

e tutti

la disciplina

noi

dell'e-

rammentiamo

di

essere stati con attenta riverenza al cospetto di quelli

che se

la seppero coltivare.
che razza di sproloquio mi metto a farti? Pare
ch'io sia tornato sapientino. Fo conto di venire a Pisa
ad abbracciarti, intanto armati di tutto punto,' e vai pur
sicuro. T'abbraccio di cuore.

Ma

^Risposta ad una lettera di congratulazione per

{8. Pellico alla signora

onorificenza).

Giulia Molina- Colombini).


Torino, 28 novembre 1850.

Ottima signora Giulia.


Molto pregio ha una testimonianza onorevole, qual'
quella che

il

Re m'ha

conferita, e

non potrei se non

160

Come devo

scrivere

le

mie lettere?

animo riconoscente. Sono anche fortunato


che qualche indulgente amico ne provi contentezza, e
che voi donna s gentile e degna della pi alta stima,
siate nel numero di chi mi vuole un po' di bene.
Conservatemi signora, questa grazia, e conservatemela
pure (che non me ne lagno) con tutto quelPamabile accecamento che vi muove a giudicarmi ricco di meriti,
mentre ne sono poverissimo.

riceverla con

Io

ammirer sempre

vostri, veraci, e

giusto estimatore di tanta

virti.

mi

glorio d'esser

V'auguro giorni

felici,

o almeno senza gravi dolori.

(Lettera di congratulazione

di lode

ad uno

scrittore).

{G. Carcano a L. Sani a Beggio Emilia).


Milano, 22 marzo 1863.

Egregio Signore.
Io credo che in

un momento com' questo, mentre

pensiero della patria, eh' quello della vita di tutti,


soverchia il bisogno della poesia, eh ' il sentimento dt^Ua

il

vita intima, Ella ha fatto

un'opera buona sollevando

agli spazi sereni della bellezza gli animi agitati e

mossi da tante cose, da tante incertezze.

E per

comparte

mia gliene so buon grado, e mi preme di dirglielo, perch Ella inviandomi il suo gentile volume di versi m'ha
fatto una gradevole sorpresa e una vera cortesia. Nulla
poi io saprei aggiungere, poich tutto ci eh' poesia
vera mi fa pensare e sentire, e nuU'altro; u so batter
le

mani.
Aggradisca per

fettuosa stima.

la schietta espressione della

mia

af-

Francesco e

Giuseppina Allegri
pregano

di

Sig

venire

passare

25 Marzo 1899

l^

SI

FflRR

in

MUSKR

la

casa

Q5

sera

loro

del

^:]^

161

Lettere di congratulatone

congratulazione per
una composizione musicale).

("Lettera di

l'ottima

accoglienza fatta ad

{G. Carcano a Giuseppe Verdi a Busseto),


Milano, 14 giugno 1874.

Carissimo amico.

Anche pensando che

sarai assediato

da

rinunziare al piacere di scriverti. Ebbi


ti

ringrazio con tutto

il

lettere,

il

non so

tuo saluto, e

cuore che in mezzo al tuo suc-

un amico lontano. Penso a un


quando eravamo insieme a Parigi,
e benedico il cielo di tutto quello che abbiamo potuto
vedere. E oggi pi che mai dell'onore che tu fai alla

cesso,

ti

sia ricordato di

quarto di secolo

fa,

nostra Italia.

Sento ancora la commozione dell'opera tua

(^)

penso

a quel grande che abbiamo tutti e due amato e perduto.

Vorrei che quanti t'ammirano, si ricordassero, com'io,


che per lui scrivesti il cantico del dolore e della fede,
per lui che fu buono ancora pi che grande.

Lascia ch'io ti stringa la mano per il nuovo successo,


darti pensiero di rispondermi; piuttosto riverisci
per me la tua signora che son lieto d'aver conosciuta,
e

non

e ricordati del tuo....

{Lettera di congratulazione per matrimonioj.


Milano,

il

5 gennaio 1891.

Stimatissimo Signore.

Con vivo compiacimento ho appreso


colla signora G.

(')

La Messa

il

suo matrimonio

Ella deve esser, senza dubbio, giunto

di requiem per la morte di Alessandro Manzoni.

11

Gome devo

162

scrivere

le

mie lettere?

colmo de' suoi desideri, unendosi a colei che formava


premure pi ardenti. Ora che, superando tante difficolt, ella ha realizzato il desiderio pi
vivo della sua esistenza, mi conceda di augurare a Lei
e alla sua degnissima signora Consorte un avvenire
prospero, quale ferventemente le desidera il suo devoal

l'oggetto delle sue

tissimo e obbligatissimo.

{Eisposta).
Milano, 10 gennaio 1891.

Signore pregiatissimo.

Le sono

infinitamente grato della parte che ella prende

contento che provo pel mio matrimonio colla signora Gr. ; e le sono riconoscentissimo dei voti di felial

cit che ella cortesemente ha inviati a me e alla mia


ottima consorte. Per questi, gradisca, signore stimatissimo, i nostri pi cordiali ringraziamenti, insieme ai
migliori saluti che le invia il devotissimo suo.

Contratti

{Scritture private).

Registrazione.
Copia.
Contratto di locazione di fondo urbano.
Ricevuta del prezzo di locazione.
Lettera di disdetta

Esempi

di contratti.

(Contratto di locazione di fondo ruraltj.


Il contratto di locazione di fondo urbano deve essere
concepito presso a poco nei termini che seguono
:


Esempi

163

di contratti

Milano, 20 marzo, 1896.


Il signor Antonio C, concede in locazione al signor
Francesco B., che accetta, la casa situata in via Garibaldi al n/ civico 4325, alle condizioni seguenti
col giorno 29 marzo
l'' La locozione ha principio
1896 ed avr termine il 29 marzo 1900.
2'^ Il prezzo
della locazione fissato in L. 2100,
:

pagabili

due rate semestrali anticipate, e cio

in

il

29 marzo e 29 settembre di ciascun anno, al domicilio


n
del proprietario signor Antonio C. in via
3^ Il locatario dovr servirsi del fondo locatogli a
e qualunque destinazione diversa
solo uso di abitazione
;

porter di diritto lo scioglimento del contratto, se cos


piacer al locatore, a senso dell'art. 1584 C. C.
4" Qualunque riparazione ordinaria o straordinaria
e di urgenza di cui possa abbisognare detto fondo,

come

pure qualsiasi tassa, sia diretta che indiretta, e per qualunque titolo venisse imposta sopra la locazione, sar
a carico del conduttore, senza diritto a compenso o diminuzione di fitto.
5" proibito al conduttore di sublocare in qualunque modo, ed anche parzialmente, il detto fondo.
6" La morte del conduttore porter di diritto lo
scioglimento della locazione, se cos piacer al locatore,
il termine di mesi sei dal decesso del conduttore.

entro

7" Se

il

fondo venisse alienato,

tore dichiarare risolta la locazione,


tario possa

potr

il

senza che

comprail

loca-

pretendere od avanzare diritto ad alcuna

indennit.
8"

Il

fondo viene consegnato in buon stato,

tutte le serrature, vetri e chiavi, cos

con

riconosciuti dal

suddetto affittuario, il quale alla scadenza della locazione dovr riconsegnarlo nel suddetto stato, o migliorato, senza
9^

compenso.

Le immondizie saranno trasportate

nel luogo apposito.

e rinchiuse

Come devo

164

10"

Non

potr

scrivere le mie lettere?

il

locatario

ingombrare

la

corte,

gettarvi liquidi ed immondizie; n spaccar legna sulle


scale o sui ripiani, od in casa; n permettere feste da

n far mestieri che possano in qualunque modo dar molestia ai vicini, sia di giorno che
ballo, o cencerti,

di notte
Il''

(^).

Il

conduttore dovr far nettare almeno una

volta all'anno le canne dei camini e stufe, o quel nu-

mero di volte ogni anno che sia richiesto dal bisogno


dovendo in tutto seguire, oltre le consuetudini locali,
anche le norme di un buon padre di famiglia.
12 Eitardando di un mese dalla scadenza d'ogni
semestre di fitto il pagamento di esso, o venendo meno
;

all'osservanza dei patti


facolt

del

di cui nella presente,

proprietario di

locazione in corso,

dichiarare tosto

sar in

risolta la

anche senza avviso preventivo,


e senza che possa competere

costituzione in mora,

o
al

conduttore alcuna indennit.


13" La locazione s'intender risolta al termine sopra indicato e cio col 29 marzo 1900, senza bisogno
di alcun preavviso.
oppure:
se sei mesi avanti il termine suddetto della locazione,
non sia stata data dai contraenti alcuna disdetta, essa
si intender prorogata per un altro anno
e cos di seguito d'anno in anno, e sotto tutti i patti e condizioni
sopra stabiliti.
Le spese di quest'atto sono a carico del locatario.
:

Di questo atto

se

ne fanno tre copie delle quali, una


una su carta da bollo da
;

in carta da bollo, da L. 1

(')

dalla

Ci anche prescritto in limiti determinati dall'art. 32 e seguenti


di Sicurezza pubblica.

Legge

Esempi

165

di contratti

cent. 25 che resta all'Ufficio del registro e la terza, su

carta senza bollo, viene consegnata al locatario.

Le

tre

copie devono essere registrate entro venti giorni dalla

data di compilazione.

Comunemente
fa

e in particolare nelle grandi citt, si


uso di formulari gi stampati e posti in commercio

da privati, nei quali, le condizioni tutte del contratto


di fittanza, sono descritte in armonia alle consuetudini
locali. Questi stampati, se sono comodi, non sono sempre
redatti conforme le prescrizioni della legge e talvolta,
anzi, con nessun vantaggio delle parti contraenti, nel
caso di dibattito.

(Lettere di disdetta del contratto di locazione di

un fondo urbano).

Milano, 26 settembre 1890.

Al signor Antonio C.
Via.... u.... Milano.

Di conformit all'art. 13 del contratto di locazione


da noi sottoscritto il 20 marzo 1896, con la presente
prevengo la S. V. che riterr scaduto ogni impegno di
locazione col prossimo venturo 29 marzo 1900.
Pregando la S. V. di prendere atto della presente
comunicazione^
lettera

il

le

sar gratissimo se vorr

darmene per

benestare.

Siccome il proprietario potrebbe dimenticarsi di accusare ricevuta della lettera, per evitare ogni e qualsiasi contestazione, necessario

che

il

locatario spedisca

raccomandata con ricevuta di ritorno. Per, non si faccia grande assegnamento sulla
validit legale di una ricevuta di ritorno, e perci, se
una delle parti alla lettera di disdetta non risponde,
la disdetta in lettera

Come devo

166

scrvere

le

mie lettere?

sar bene di ripetere la diffida, e in

per mezzo di usciere.

tempo opportuno,

Altrettanto dovr fare

prietario, se la disdetta al contratto in vigore

da

pro-

il

si

parte

lui.

La
cos

formula, solamente, sar modificata presso a poco

Milano, 26 settembre 1899.

Signor Francesco B.

Via Garibaldi,

n.

4325
Milano.

Mi

faccio

un dovere

di prevenirla

che avvalendomi

della convenzione contenuta nell'art. 13 del nostro con-

locazione dei 20 marzo 1896, ho deliberato


che esso abbia termine col 29 marzo 1900.
Voglia, Egregio Signore, compiacersi di accusarmi
ricevuta della presente e di gradire i miei distinti

tratto di

saluti.

(Ricevuta del prezzo di locazione).


.

Milano, 29 marzo 1896.

Io sottoscritto dicliiaro di aver ricevuto dal sig. Fransomma di it. lire 1050 (millecinquanta),

cesco B., la

quale prezzo di

affitto anticipato

prossimo, conforme

all'art.

da oggi

al

29 settembre

2 del contratto di locazione

del 20 marzo 1896, per la casa

di

mia propriet,

tuata in via Garibaldi n. 4325.

In fede ripeto L. 1050.


Marca da

bollo

da cent. 10

NTONIO C

si-

167

(jorrispondenza segreta o Crittografica

Corrispondenza segreta o Crittografica.


L'arte di scrivere segretamente vecchia quanto l'umaGli antichi, secondo quanto afferma il Gioppi (^),
l'addimandarono: ars notaram; poligrafia; scotografia;
nit.

cryptologia; steganologia.
I

la

Chiuesi,

Persi,

Cartaginesi,

Greci e

Eomani

coltivarono con amore e la usarono su vasta scala

durante
lieu

il

le loro

imprese guerresche. Ai tempi di RicliedeW Eminenza rossa aveva un gran

Gabinetto nero

da fare per decifrare

le lettere dei

principi,

dei corti-

giani e compagnia bella.

Ci basti per la storia. Veniamo al concreto;


alle scritture segrete

Sono impiegati molteplici e vari mezzi


vari che per

plici e tanto

cio

moderne.
-,

indicarli tutti

moltevorrebbe

cos
ci

un grosso volume.
Restringer

le notizie

a pochi

pi usitati, ricor-

ai

dando che qualsiasi metodo buono, quando solamente


i

corrispondenti conoscono la cosidetta chiave. Questa,

altro

non

che l'alfabeto convenuto,

il

quale serve a

cifrare o a decifrare gli scritti segreti.

Un cifrario a chiave semplice quello nel quale si


usa sempre la stessa figura nello scrivere una medesima
lettera; a doppia chiave quello nel quale si cambia
l'alfabeto a ciascuna parola.
Si

chiamano nulle

le

sillabe

o le parole o le frasi

insignificanti che si mescolano ai caratteri significativi.


II

metodo

della griglia per cifrare o decifrare le scriti


pi usitati. Si addimanda griglia
una corrispondenza, quando per mezzo

ture segrete tra


e si dice grigliare

del cartoncino traforato a rettangoli

si

decifra lo scritto

della missiva.
militare e commerciale. Saggio del
(1) La Crittografia diplomatica,
conte L. Gioppi di Tuikheim. Hoepli, Milano, 1897, L. 3.50.

Come devo

168

scrivere le mie lettere?

Dizionarietto di frasi fatte, cifrate

per la corrispondenza economica e segreta.


Tizio da Milano vuol corrispondere con Cajo a

Roma

per lettera, sia per telegrafo, senza che altri possa


conoscere il contenuto della corrispondenza o del telegramma? Ricorre al dizionarietto che segue (o ne combina uno di cui passa copia a Cajo) e servendosi delle
parole convenzionali che precedono le cifre, o usando
queste, indicher a Cajo quanto vuol fargli conoscere.
Cajo a sua volta cerca nel dizionarietto le parole od i
numeri indicati da Tizio e sapr quanto egli vuol comunicargli.
Supponiamo che Tizio voglia comunicare telegraficamente a Cajo quanto segue
sia

L'amico Giovanni

suicidato ieri; per togliermi

si

trovo, occorre che tu mi


3250 lire. Ragioni della
pi grande importanza mi tengono legato qui fino a
gioved 17. Partir da qui venerd. Sar cost alle ore 19,

dagli imbarazzi seri in cui

rimetta subito la

somma

mi

di

trovati stazione .

Usando

gramma

parole convenzionali tradurr

le

il

suo tele-

cos:

Giovanni Biparo Maggio. Largo 3250.


Gioved 17. Stampa Venerd. Cotonificio 19

E usando

Inverno.
.

le cifre:

Giovanni quarantasei ventisette, cinque 3250. nove


gioved 17. trentadue venerd, trentuno 19.

Oppure

Giovanni 46 27.
Venerd 31 19 .

3250.

gioved

17.

32

CorHspondenza economica

169

segreta

Frasi fatte.

Parole

Alt

TESTO

Cifre

(significato)

Giunto felicemente; sto bene; mi tratterr

qui alcuni

giorni

non datevi pena

se

per qualche giorno non scrivo.

Adagio

Giunto felicemente; non sto molto

bene;

faccio segnire lettera.

Mosso

Procedi senza alcun riguardo.

Rallentato

Il

giorno... spedii a... fluogo di destinazione


o

il

nome

della 'persona)

quanto doman-

daste e fu convenuto.

Largo

Per togliermi da imbarazzi


rimettiate subito la

urge che mi

seri

somma

di L... (cifra).

Esempio: Largo 3250; oppure:


Stretto.

Estate

5 3250.

Datemi informazioni per telegrafo sul noto


affare... (qui con un nome indicare la cosa
di cui traltuj.

Tornate, venite subito perch la vostra pre-

senza indispensabile
la

Gennaio

a....

(indicare con

localit).

Sono ammalato, n so quando potr partire


di

Inverno

parola la

qui.

Ragioni della pi grande

tengono qui legato sino


giorno).

Esempio:

importanza,
a...

Inverno

oppure: 9 Gioved 17.

(indicare

mi
il

Gioved 17;

170

Come devo

scrivere

le

mie lettere?

Parole

Le mie

lettere scrittevi

localit)

da

(nome della

sono restate senza risposta. Pre-

govi di dirmene la ragione, scrivendomi


tosto

(nome

restante.

della

localit):

posta

Corrispondenza economica

Parole

segreta

171

Come devo

172

Parole

Testa

scrivere

le

mie Ietterei

Corrispondenza economica

Parole

segreta

173

Come devo

174

scrivere

le

mie

lettere?

Corte {Lettere riferentisi alla).


Udienze

reali.

cativi.

privata.

Esempio di
Sussidi eduCorte. Esempio di

domande.
Abito.
Eegia beneficenza.

chi si dirigono le

domanda per udienza

Inviti ai balli ed a ricevimenti di


essere presentati ai Circoli di Corte.

domanda per

Le udienze reali sono concesse ai cittadini che ne


fanno domanda, quando i motivi, in essa esposti brevemente, sembrino sufficienti per giustificare la concessione richiesta.

Le domande per udienze


devono essere

di istanza

Gran Maestro
quando

delle

reali in

forma

di lettera o

dirette al

Cerimonie, Prefetto di Palazzo

tratta di ricevimenti collettivi.

si

Ma per le udienze particolari, le quali in massima


vengono accordate soltanto per omaggio o per ringraziamenti, esclusi sempre gli affari privati, le domande, sempre
in forma di lettera o di istanza, si devono dirigere a
S.

E.

Per
la

le

il

Primo Aiutante

di

Campo

di S.

M.

il

Be.

udienze particolari, invece, che concede S. M.


le domande saranno dirette dagli uomini al

Regina,

Cavaliere d^onore di 8.

M.

la

Begina.

Se l'udienza sollecitata viene concessa, il postulante


riceve una lettera nella quale lo si informa del giorno
in cui fissata l'udienza e dell'abito che deve essere
vestito in detta circostanza.

Nel giorno e nell'ora precisa indicata nella lettera


d'invito, chi ottenne di essere ricevuto dalle

LL. MM.

dovr trovarsi a Palazzo Reale per essere introdotto


presso l'Augusta Persona dalla quale sollecit l'udienza.
Il ritardo, anche di un sol minuto, costituirebbe una
grave mancanza contro le regole della buona creanza;
e perci, sar sempre meglio anticipare il proprio arrivo a Corte, con in mano la lettera d'invito, che giungere in ritardo anche di un secondo.

175

Lettere riferentisi alla Corte

Esempio

di

domanda per udienza

privata.

"Roma 25 gennaio 1896.

Il sottoscritto, desideroso di por-

gere personalmente a 8.
i

M.

il

Be,

ringraziamenti per V onorificenza

che

lo

Augusto Sovrano,

motu

conferirgli di

degnato

si

proprio, con de-

creto 5 corrente; si rivolge alV Ec-

cellenza vostra, perch


ottenergli

da

8.

si

compiaccia

M. Vonore

di essere

ricevuto in udienza particolare.

Con
il

A. S. E.
primo Aiutante di
di

i.

M.

il

ossequio

Campo

CX..

Y.).

Be

Roma
N.

Via

La

regia beneficenza per sussidi ai poveri

esercita

si

Eoma

per la Capitale e per tutto il Regno, ad eccezione delle citt d Torino, Napoli e Firenze, le quali
provvedono con fondi speciali.
Le domande in forma di supplica su carta libera, dein

vono essere indirizzate

alle

Loro Maest.
Sulle istanze vengono chieste informazioni.
Le assegnazioni sono estesissime per il gran numero
perch
delle domande e, perci, in proporzioni limitata
j

la regia beneficenza

seconda

il

principio che, la Carit

Come devo

176

scrivere

le

mie lettere?

Sovrana intervenga per alleviare sofferenze momentanee, specialmente delle classi popolari.

non si rinnon dopo decorso almeno un anno, salvoch


circostanze veramente eccezionali non consigliassero alSi ricordi, che la concessione del sussidio

nuova

se

trimenti.

Le concessioni

premi ad Istituti, SoGare di tiro a segno, ippiche,


schermistiche, ecc., sono regolate da nonne speciali, o
le domande in forma di istanza si dirigono
ciet

di

8.

di sussidi o di

beneficenza;

E.

il

Primo Aiutante

di

Campo

di 8.

M,

il

Be.

Nelle concessioni di sussidi per educazione, la precedenza data agli orfani di militari e di impiegati
ai figli di vedove senza diritto a pensione; ed in sguito, alle famiglie di condizione civile aventi titoli di
benemerenza verso la Dinastia ed il Paese.
Di solito, non vien concesso che un solo assegno
educativo per famiglia.
Le domande in forma di supplica accompagnate da
j

richiesti, devono essere presentate prima del


settembre di ciascun anno, perch entro la seconda
quindicina di questo mese, tutte le domande vengono
esaminate per concretare le proposte da presentarsi a
S. M. il Re.

documenti

Per essere

invitati ai balli o ai ricevimenti di Corte

M. la Regina,
od in udienza particolare, od in qualsiasi altro Circolo
necessario essere stati presentati a S.
di Corte che tiene la Sovrana.

177

Lettere riferentisi alla Corte

Per essere ammessi alle udienze particolari o ai CirCorte le domande, in forma di istanza, devono

coli di

essere dirette dalle signore alla

Dama

d^ onore

dagli uomini al

Cavaliere d^onore

nominati da una Dama di


da un Gentiluomo di Corte, se-

e presentate ai funzionari

Corte

di Palazzo, o

condoch

si

tratti di

signore o di uomini.

nazionalit non italiana sono in obbligo

I cittadini di

di far pervenire la

domanda

pel tramite dei rappresen-

tanti del loro paese.

Esempio

domanda

per essere presentati al Circolo di Corte.


Konia, 25 febbraio 1890.

Da

sottoscritta

sollecita

dalla

V. Illustrissima V onore di essere presentata al Circolo di Corte


8.

M. la Begina.
Con rispetto.

di 8.
Alla Illustrissima
signora

(Nome, cognome,

Dama
di S.

M.

titoli

e indirizzo della

postulante).

d'onore
la

Regina

Roma
12
t

Come devo

178

scrivere

le

mie

lettere ?

Debito pubblico C).

{Tramutamento

di cartelle al portatore in certificati nominativi).

Chi vuole tramutare una o pi cartelle del Debito


Rendita dello Stato ,
deve presentare i titoli, o cartelle, alla Intendenza di
Finanza, accompagnate da una domanda, su carta libera, nei termini seguenti

pubblico, coniunemente detto

Milano, 15 marzo 1897.

Alla Direzione Generale


del Debito Pubblico in

OGGETTO
Tramutamento

di Carportatore in certificati nominativi.

Boma

tella al

Il sottoscritto
sente

le

unisce

alla pre-

seguenti cartelle del Debito

pubblico al portatore:
Rendita

Cartella N.

da

3 Ve

*^/o

L.

per la somma complessiva di L....


Bendita 3 V^ 7o P^^ essere tramutata in un certificato nominativo
di pari somma intestata al Signor
e

di

Alla Direxione Generale


del Debito pubblico

Roma

(Nome, cognome, paternit della persona a


cui deve essere intestato il certificato).
ffirma del presentatore).

Tutte le altre operazioni devono essere fatte, a seconda dei casi, con l'assistenza di un uotaro, o di un
agente di cambio: e perci, inutile di qui riportarle.
pubblici si consulti: Il debito
(1) Per le varie operazioni sui valori
pubblico italiano, eco. doU'Azzoni. Milano, Hoepli, L. 3; e Manuale dei
valori pubblici, del dott. Piccinelli. Milano, Hoepli, L. 2,50.

domanda, preghiera

Lettere di

Domanda, Preghiera

richiesta

179

e Richiesta {Lettere di).

Come si scrivono.
Lettera di domanda, di preghiera e di richiesta.
Esempi di lettere di domanda, di preghiera, di
Come si risponde,

richiesta.

Nessuno, a questo mondo, pu dire io faccio a


degli altri . Le vicende della vita, purtroppo,
sono tante e cos svariate, da rendere talvolta prezioso
l'intervento, o l'assistenza, di persona anche in umile
:

meno

condizione sociale.

perci, le lettere di

domanda,

di

preghiera e di

appartengono alla stessa specie dello


stile epistolare, devono essere scritte con semplicit e
con modestia; evitando per sempre la servilit.
Nell'esordio, con qualche frase cortese, si procuri di
accaparrarci l'animo della persona a cui ci rivolgiamo;
oppure di predisporlo alla benevolenza con qualche elogio
non esagerato, e tanto meno adulatorio, che sarebbe la
peggiore delle raccomandazioni per chi dispone d'una
richiesta, le quali

certa dose di

buon senso

l'adulazione e la servilit

rendono antipatici e se anche ci vien concesso quanto


si domanda, o quello che si richiede, o se vien bene
accolta la nostra preghiera, ce ne sentiremo sempre
umiliati.

Nel corpo della lettera si accenni brevemente ai moche ci inducono a domandare, a pregare o a chiedere, prima di esporre concisamente quanto si desidera
ottenere e seguano le ragioni che militano a farci ben
tivi

sperare.

Nella chiusa
la

si

protesti, senza esagerato sentimento,

riconoscenza e la gratitudine.
Alle lettere di domanda, di preghiera e di richiesta

si

risponde o affermativamente, o in senso negativo.


si pu concedere ci che fu domandato, non

Quando

sar male che

si

ringrazi

della fiducia

riposta in noi.

Come devo

180

scrivere

le

mie lettere?

ma quando

dichiarandoci onorati dalla preghiera

da rispondere negativamente,

faccia con

lo

si

s'ha

garbo,

con buona creanza; scusandoci di non potere assecondare il desiderio di chi ha scritto e riposto fiducia
noi.

in

Esempi
di

domanda,

{Chiedesi per necessit

di lettere

di preghiera e di richiesta.
un impiego).

(G. Leopardi alVah. Francesco Cancellieri,

Boma)

(').

Recanati, 16 aprile 1821.

Chiarissimo signore, padrone ed amico stimatissimo.


notizie, che V. S. ha favorito di comunicarmi intorno

Le

promessa del noto impiego, non mi


erano giunte da verun 'altra parte, e perci tanto maggiormente le ne rimango tenuto. Le osservazioni poi
che V. S. si compiace di fare in proposito sono giustissime e cordialissime, ed io ne la ringrazio pi di
quello ch'io possa esprimere. Se per ella conoscesse da
vicino le mie circostanze, forse potrebbe concepire un'altra
opinione. Giacch convien porre per base che io non
potr mai uscire di questa miserabile citt o piuttosto
sepoltura, fuorch trovando un impiego col quale mi
possa mantenere senza nessuna o quasi nessuna spesa
de' miei. Sia per impotenza, sia massimamente per volont, mio padre infallibilmente determinato a non
mantenermi fuori di qui a sue spese di maniera che
non trovando impiego, io non metter piede fuori di
Recanati fino all'et di sessant'anni secondo il corso
naturale. Ora ella vede che di prima uscita, e special-

alla collazione gi

(1)

L'abate Francesco Gerolamo C. (1751-1826) di Roma,


C. da Matelica, fu archeologo stimato.

Tomaso

figlio di

Pier

Lettere di

domanda preghiera
j

181

e richiesta

mente nella oscurit e debolezza dei mezzi,


trovo, impossibile conseguire un impiego,

mi

in cui

non

se

di

pochissimo conto. E questo pure mi sar difficilissimo


Pottenerloj ma in ogni caso bisogna ch'io mi contenti
del poco, ovvero mi determini a passare tutta la mia
vita in questo luogo, vale a dire in una perfetta inutilit.
Ma di questo non accade far lungo discorso, e gi da
gran tempo io fo conto di esser nato, giacch la mia
fortuna ha voluto che, quanto a questo mondo, mi fosse
molto pi espediente il non vivere che il vivere.
Mi addolora estremamente la notizia de' suoi presenti
incomodi di salute. Mi consola la speranza che col ritorno della buona stagione ella debba sentirsene alleggerito. E prego di cuore il cielo a compiere ii\ questo
il mio desiderio.
Attender con impazienza i lavori,
certamente e secondo il consueto, dottissimi, ch'ella mi
dona. E di ci la ringrazio senza fine, come ancora delle
premure che si compiaciuta di fare usare in favore
mio con monsignor Mai. Queste grazie confermano la
riconoscenza vera e cordiale, ch'io le professo da gran
tempo e seguir a professarle perpetuamente, desiderando ch'ella mi adopri come suo devotissimo obbligatissimo servitore ed amico.

Pregasi un amico di appoggiare una domanda di impiego),

{Zendrini a Tulio Massarani) Q).


Bergamo,

li

22 ottobre I861.

Carissimo Tulio.

Al mio ritomo da Firenze passai a


eri in casa.

Sento ancora vivissimo

il

salutarti,

ma

rammarico

di

non
non

0) Tulio M. di Mantova (1826-1905) patriotta, artista, scrittore, dal


1876 senatore. M. a Milano.

Come devo

182

scrivere le mie lettere?

aver potuto serrare la maDO al poeta, al quale m'indirizzavi con parole, al solito, cos amorose e lusinghiere.
Male informati sul conto di Dall'Ongaro (^), alcuni fiorentini e il suo stampatore, a cui ne richiesi, mi dissero a una voce ch'egli era da tempo a Parigi; e seppi
solo durante il mio transito da Livorno a Genova, dal
signor Valussi, eh' egli era tornato, e che si trovava
a Firenze. Dio sa quando mi si porger nuovamente
occasione di trattenermi con un uomo che io stimo e
amo perch nutr il mio spirito di robusti pensieri, e
ingentil a un tempo il mio cuore di nobili affetti e di
soavi armonie. Ora dimoro nella mia citt nativa, nella
fidata e dolce vicinanza d'una madre che adoro, e meno
una vij;a consolata di stadi prediletti, e di cure gentili
e consentanee alla mia natura. Mi pare di averti detto
a Milano, che io desiderava avviarmi alla carriera del
pubblico insegnamento, e che alcuni miei illustri amici,

Rosa e l'Ausonio ('), mi avevano confortato


E al Rosa si offerse prima che ad
ogni altro il destro di effettuare e far pago l'arden-

come

il

nel mio proposito.

tissimo dei miei voti.

nel nostro liceo,

istantemente,

certo

sino

Il

professore

di

lettere

Pallaveri di Brescia,

italiane

chiedeva

dall'anno scorso, traslocazione alla

sua citt natale.

Rosa chiam me a supplirlo; e da quindici giorni


attendo alle mie lezioni, e ci pongo amore e studio
e premura; e sono soddisfattissimo del contegno rispettoso, e dell'attenzione dei miei scolari. Pure la incertezza e precariet della mia posizione mi cagione
Il

io

(1) Francesco Dall'Ongaro (1808-1873) di Mansu (Oderzo), fa patriotta,


poeta e scrittore. Esule nel 1849, dal 1860 professore di letteratura a Firenze e dal 1870 a Napoli.
Cristoforo (iu filosofa Ausonio Franchi) (1821-1895) di
(2) Bonavino
Pegli, fu prete, poi filosofo razionalista e come tale insegn a Pavia e a
Milano. Nel 1889 ripudi quanto aveva scritto e insegnato e torn prete.

M. a Genova.

Lettere di

domanda, preghiera

richiesta

183

n io saprei acquetarmi al pensiero di dovere interrompere un compito, che allieva e fa dolci le noie della mia solitudine,
che ristora i miei sensi e la mia salute, e mi guadagna
anime e simpatie, e, che pi rileva, mi d modo" di
raddolcire d'alcune agiatezze l'angustia domestica e la
povert di mia madre. Il Ministro e il Segretario gene-

di seri timori e di profonda angoscia

rale conoscono
il

Rosa,

il

all'altro

mio desiderio (all'uno mi raccomand


n sembrano alieni dal
l'Ausonio)
;

soddisfarlo....

mi lasci intendere il Rosa), che al Miun po' pensiero e ombra la mia giovine etj
questa, non che scemi, pare che accresca la mia

Pare

(cosi

nistro dia

ma

autorit sugli scolari e la loro attenzione

e forse per-

ch simpatizziamo meglio di pensieri e di affetti; a


ogni modo un fatto che io sperimento docili e contegnosi anche molti di coloro, intorno ai quali altri professori muovono querele e lamenti. Stando le cose nei
termini detti, una tua parola o al Segretario (il quale
o al Ministro pu coronare i
ti conosce e ti stima)
miei voti e mettere il colmo a quanto hai gi fatto per

me

A me
tempo

non sarebbe grave

l'aspettare,

il

rimettermi

ma un

rivolgimento
di ministero rovescerebbe ogni mia fiducia e speranza,
che ora nutro vivissime. Il Ministro mi conosce, e mi
al

e alla benignit altrui

scrivere una lettera affettuosa nell'occasione del


mio discorso per Cavour e il Segretario mi fu cortese
a Pavia di distinte gentilezze, n ignora uno solo dei
particolari della mia vita universitaria, n uno solo dei
fece

miei poveri scritti gli straniero. Io amerei essere confermato nel mio posto a Bergamo per la naturale carit
del luogo nativo, perch quest'ampio orizzonte allarga
l'anima mia; perch quest'aere spira pi vitale alla
mia salute combattuta; perch qui veggo intorno le
fidenti orme dell'et prima; perch qui ebbe soggiorno^

Come devo

184

e ora

ha tomba

italiana vasta

il
5

scrivere le mie lettere?

mio povero padre. Del resto


quando non potessi ottener

la patria

l'intento

a Bergamo, mi rassegnerei ad accettare anche in altro


luogo.

Se tu non fossi Tulio Massarani, io esiterei a darti


nuove noie, e ad aggravarti di nuovi impicci. Ma tu
sei dei magnanimi pochi, a cui piace il bene, e che
amano circondare la propria vita di una zona d'amore
e il sai)erti tale mi riconforta e mi
e di gratitudine
j

sprona a indirizzarmi a

te.

tu che hai tanto contri-

buito al pacifico compimento dei mei studii, non avrai


certo a disdegno di contribuire anche al mio collocamento, e mitigare in qualche guisa i tristi effetti delle
lunghe e varie sciagure che desolarono la mia famiglia. Io prego il cielo che mi dia occasione di mo-

strarmi grato.

Abbi
quanti

in cura la tua salute,

hanno

preziosa alla patria e a

che l'amore,

il quale l'anima
dell'anima tua, in cambio di prostrare, ravvivi e rinvigorisca la tua fibra afflitta, pur troppo, da fiere scosse.

ti

Addio

caro.

di cuore.

[Si riohifde

il

favore di buon iratlamenlo per

il

paese nativo).

{A. Caro all'Arcivescovo Sauli, alla Marca).

La Comunit di Civita Nuova, mia terra, desiderando


favore appresso V. Sig. Reverendissima, in questa sua
nuova commissione,

ricorre da me, come a persona che


pubblicamente si sa quanto le sia servitore. Ora a lei
non bisogna dire che cosa sia l'affezione della patria,
n l'obbligo che le dobbiamo, n con quanta ambizione
si suol cercare dagli uomini il parer da qualclie cosa
nei lochi dove son nati
perch lo sa meglio di me. E
-,

Lettere di

domanda, preghiera

185

e richiesta

da questo solo pu considerarsi quanto sia giusto, e


grande desiderio che io ho d'ottenere da lei la grazia
che le domando, la quale , che quel povero luogo nella
convenzione che far con V. S. sia ben trattato, e riconosciuto segnalatamente dagli altri. La supplico che
non
si degni di farlo per quanto porta sua autorit
pretermettendo il servizio di N. Signore, n il debito
dell'Offizio suo. Avvertendola che ne sar cosa grata a
Monsignor Reverendissimo Camerlingo, per esser quella
terra in sua protezione; e a quella Comunit, e a me
particolarmente ne far tanto gran benefizio, che n'aremo
memoria, ed obbligo eterno con V. Sig. alla quale quanto
posso umilmente mi raccomando.
j

Di Roma,

alli

XXI

di

Giugno

1543.

[Preghiera per conmissione).

{S.

Pellico a Luigi Porro)

(').

Milano, 20 ottobre 1820.

Carissimo signor conte.

La prego a mandarmi

sottonotati oggetti.

dolorosamente lunga questa separazione

Oh quanto
Mi struggo

dal desiderio e dalla speranza di vederla terminare.

La

compiacenza che ha di far rimettere,


come ne l'ho pregato, le lire 300 italiane a mio padre.
Gli dir di non avere alcuna inquietudine. L'afflizione
che suppongo ne' miei buoni genitori mi affligge molringrazio

della

tissimo.

0) 11 conte Luijri Porro di Como (17801860) fond a Milano il Coici1821 fuggi a Ginevra (condannato a morte in contumacia, fu impiccato in effigie nel 1822); poi a Parigi, Londra e dal 1825
in Grecia, ove nel 1826 fu nominato intendente generalo dell'Esercito,
nel 1827 a Marsiglia e nel 1840 ritorn a Milano.
liatore. Cospir, nel

Come devo

186

scrivere

mie lettere?

le

[Pregasi un amico di riscuotere un credito).

{G. Leopardi alVah. Giuseppe Minuzzi, a Firenze).


Firenze, 18 luglio 1833.

Pregiatissimo amico. Io partir da Firenze fra otto


o dieci giorni al pi. Prima di partire avrei desiderato
molto di rivederla, e molto le avrei parlato delle sue
belle iscrizioni. Non isperando di poterlo fare a voce
glie

ne rendo grazie

per

infinite

iscritto,

e con questa

occasione la prego a voler vedere che il Passigli mi


mandi prima della mia partenza la piccola somma dei
quindici o venti zecchini ch'io gli chiesi
del noto manoscritto

in

compenso

la quale, partito ch'io fossi dif-

modo riscuoterei. Avr questa


per gran favore
e vicendevolmente desidero ch'ella m'adoperi ora e sempre dovunque io vaglia a servirla. E con tutto il cuore la saluto e l'abficilmente o in nessun

cosa da

lei

braccio.

[Ad un conoscente perch interponga


un amico).

suoi duoni

uffici

presso

Stimatissimo signore.

Se ella fosse men generoso,


conoscendo fino a qual segno

io sarei

meno

ardito

ma

dominare dalla
cortesia e dalla generosit, credo che non le dispiacer
si

lascia

preghi d'intromettersi a mitigare l'asprezza


miei atti, assolutamente privi di ogni intenzione di offesa. La sua gentile intromissione sar vantaggiosa a me e al signor R.,
perch venendo esso a riconoscere la mia innocenza,

che

io la

del signor E. nel giudicare taluni

dar luogo alla ragione, ed

io

ne avr

la

mia soddi-

Lettere di

Da

sfazioue.

lei,

domanda, preghiera

e richiesta

187

egregio signore ed amico, spero questa

grazia e com'ella deve aspettarsi ogni servigio dal mio

dovere, cos mille considerazioni mi costringono ad essere obbligatissimo suo

(Risposta).

Pregiatissimo signore ed amico.

Ho fatto con tutto il piacere quello che ella desiderava da me. Il signor R. si persuaso che negli atti
da lei compiuti nulla eravi di offensivo per lui e mi ha
dichiarato che sar lieto di stringerle la mano, appena
l'occasione gli

si

presenter.

Si compiaccia di

darmi

altre occasioni di servirla, e

le far

conoscere, mediante

riserva

il

il

mio

zelo,

che sono senza

devotissimo suo

(Chiedonsi alcuni aiuti letterari per completare

un

lavoro).

{G. Carcano al doti. Pietro Balzari, a Como).


Milano, 11 dicembre 1844.

Egregio Signore.

mie pi care una lettera che


ebbe la bont di mandarmi nel
settembre 1839, poco dopo la pubblicazione del mio
racconto Angiola Maria. L'assicuro che quel suo foglio
mi riusc pi caro che non tutte le frasi anche troppo
Io conservo fra le cose

Ella, egregio Signore,

lusinghiere e cortesi che largirono a quel mio giovanile


lavoro i giornali e le riviste letterarie. Ella parlava al

mio cuore

e le sue

parole

furono

il

ch'io m'ebbi. Quel libro, qual si fosse,

pi bel premio

ebbe una

for-

Come devo

188

scrivere le mie lettere?

tuna maggiore ch'io non m'aspettassi e fu tradotto in


tedesco e credo anche in inglese. Ora io ne ho intrapresa qui la terza edizione e avrei pensiero di aggiungervi parecchie pagine, in guisa d'appendice, che sarebbero intitolate
Il manoscritto del Vice-Curato. A
ci fui indotto dal pensiero che converrebbe, se pur si
potr fare, spargere qualche maggior luce sul carattere
di quel prete che mi forn il tipo del fratello di Angiola Maria, e che io conobbi troppo poco per poterne
;

onorare,

come

vorrei la

memoria

Q).

Ch'io sappia, egli pubblic poche cose

ed

io

non

conosco che la Vita del Volta, a Lei appunto dedicata


con forti e calde parole, ed una breve poesia Sul Ciclamino.

Nella sua lettera, Ella mi trascrisse alcuni versi detda quell'anima ardente e sconsolata ed io mi ricordo ancora che nei due anni passati in compagnia di

tati

quel povero e generoso amico a Pavia, egli

stesso

mi

due sue tragedie manoscritte, che


forse avrebbero potuto dare all'Italia una corona che
ancora le manca. Ma dir Ella ch'io sono troppo confidente di me stesso e troppo ardito, se, sapendo i forti
legami che la legavano a quell'infelice, non temo con
questa mia di venire a proporle a volermi far conoscere
(se pure Ella crede di poterlo fare, e se la santa affezione del perduto amico glielo concede) qualche cosa
che riguardi la giovinezza combattuta e le private prime
traversie di quell'uomo del sacrificio? Oh, s'Ella avesse
qualche foglio, qualche brano di lettera, qualche gruppo
di versi che potesse darmi luce nel mio tema, io avrei
speranza di trarne forse alcun partito per il mio lavoro,
senza tema di offendere n la sua delicatezza n la memoria troppo preziosa dell'amico nostro. Ella vedr poi
lesse pochi squarci di

(')

il

L'abate

Tommaso Bianchi

30 luglio 1834.

di Torno, nato

il

20 gennaio 1804; morto

domanda, preghiera

Lettere di

189

richiesta

debba andar molto cauto in questa parte


ugne della censura non vi lavorino per entro, e dovr per certo annacquare in molte*
astrazioni le cose vere e forti che mi verranno alla memoria. Ma non ho volato lasciare di ricorrere a Lei,
quantunque di persona io non abbia ancora la fortuna

ch'io stesso

del racconto perch le

di conoscerla, persuaso altres di darle in questo

modo

quella prova di confidenza e di amicizia che la prima

sua lettera fece nascere in me.


Mi scusi se ho usurpato qualche tempo alle sue tante
e creda alla sincera gratitudine ed
utili occupazioni
all'amichevole estimazione colla quale son lieto di dirmi
:

suo obb. servo....

{Rifiutasi di assecondare la preghiera

di giudicare

un lavoro).

(G. Garcano a Emilio Fenco", a Genova).


Milano, 9 marzo 1882.

Chiarissimo Signore.
Ella

mi chiede un

giudizio sul

suo volumetto

Il

non presumo di poterla appagare, poich, in un tema cos bello e cos vario, troppo difficile dir tutto il proprio sentimento. Ella ha studiato
con grandissimo amore il poeta e questo amore, eh '
quasi un culto, noi lo sentiamo scorrendo quelle pagine sincere, vivaci e ingemmate de' pi bei versi di
quel grande, che fu veramente la seconda stella del
Petrarca

Io

nostro cielo poetico. Possa l'affettuoso suo studio tener


viva la fiamma del bello e del vero, fatta languida ai
di nostri,

avanti

(')

jn^cui a Laura par che

Nana!

si

voglia mettere

(^).

Personaggio e protagonista del romanzo omonimo dello Zola.

Come devo

190

scrivere

le

mie lettere?

RDgrazio Lei delle cortesi parole sul mio dimenticato


Spartaco, e l'egregio professore Glazzini
intenzione d'inserire uno di que' miei
nel suo giornaletto

(^)

della

salmi

buona

tradotti

(^).

sua benevolenza, e mi creda con


maggiore stima suo devotissimo....

Mi conservi

Domande,

la

Reclami.

Istanze, Suppliche,

Delle domande, istanze, suppliche.

la

Come

si

scrivono.

Esempi.

Dei reclami.

Domanda,
per

istanza, supplica, diconsi

le quali

si

richiede

una

grazia, o

quelle scritture

un favore a

chi

pu concederli.
In questo genere di scrittura, bisogna essere brevi,
brevissimi anzi, perch generalmente destinata a chi

non ha tempo di perdere.


Nelle domande, istanze o suppliche, si scrive sempre
usando modi riguardosi, espressioni
in terza persona
j

corrette, chiare, precise, quasi direi, incisive.

In principio, o nel corpo della scrittura, si pone il


il cognome, patria, il domicilio del postulante

nome,

tutte cose che si ripetono nella sottoscrizione.

Segue l'oggetto della domanda, esposto brevemente


con molta esattezza, indicando le ragioni che mili;

ma

tano in favore del richiedente.


Per ultimo si indicano i documenti che sono allegati alla

domanda,

occorrendo,

si

all'istanza o alla supplica; dei quali

fanno fare

le

copie debitamente lega-

lizzate.

(>)

Il professore

Gazzni insegnava a Genova ed era uno dei redattori

del giornale II Cittadino.


(-')

L'Elleboro,

Lettere di domande, istanze suppliche, reclami 191

La
la

chiusa sia adattata al personaggio, cui diretta


ma, lo si ricordi, senza essere servili;

scrittura;

perch Puomo, anche quando chiede una grazia, non


pu, non deve compromettere mai, avvilendosi, il rispetto dovuto alla personalit umana.
Non si dimentichi, per ultimo, che le suppliche, le
istanze e le domande dirette alle autorit pubbliche,
devono essere quasi sempre scritte su carta da bollo.
In tal caso, lo scritto deve occupare lo spazio del foglio

compreso tra

le

due linee

verticali,

tracciate

dal

Fisco.

L'occ/wo

dopo

si

scriver allora,

alla

fine della scrittura,

la sottoscrizione.

(Domanda

di grazia).

Il diritto

Grazia costituisce una delle


domanda deve essere ri indirizzata al Ministro di Grazia

di esercitare la

prerogative del Ke. Perci, la


volta al Sovrano;

ma

e Giustizia.

La domanda di grazia deve essere scritta su carta


da bollo da Lire una (cio L. 1.20) in forma rispettosa
e deve contenere le ragioni per le quali si ritiene il
condannato meritevole della grazia invocata.
L'intervento di un avvocato nella compilazione della
domanda di grazia sempre utile; talvolta indispensabile.

(Istanza per visitare un detenuto).

Prima

di scrivere tale istanza,

si

pensi a chi

deve

essere diretta:

di

se il processo in istruttoria; l'autorizzazione


poter visitare e parlare con un detenuto deve con-

Come devo

192

scrivere

le

mie lettere?

cederla il giudice istruttore, che istruisce il processo


a carico del detenuto da visitarsi
2" se il processo rinviato al giudizio del Tribunale, bisogna rivolgersi al Procuratore del Be ;
S^ se il processo in grado d^ Appello, od in Cassazione, la domanda deve essere rivolta al Procuratore
generale presso la Corte d'Appello;
4" se il detenuto in espiazione di pena, si presenta la domanda al Direttore della casa di pena, ove
il detenuto si trova in espiazione.
La domanda pu essere verbale o scritta. Se scritta,
sempre in carta libera, cio non bollata, vi saranno
esposte le ragioni di pareutela, di aifari, ecc., per le
quali si ha bisogno di conferire col detenuto.
Se per ragioni speciali la domanda non venisse accolta, lecito di rivolgersi al Ministro di Grazia e
Giustizia, che probabilmente, o non risponder affatto,
-,

dar evasione alla vostra domanda, quando il


detenuto da alcune settimane avr riacquistata la libert. Ma, anche probabile che vi si consigli di ritornare dal Procuratore del Re, o dal Giudice Istrutovvero,

tore

!...

Lettere di domande, istanze suppliche,

reclami 193

Esempi.
Milano,

OGGETTO
Domanda

19

il

JEccellenza,

di visitare

Ho

il

signor

che

il

Vonore di esporre alla V.


signor

JE.

(^)

dettnvto nelle carceri di

fu

arrestato

il

corrente e car-

cerato nelle prigioni di


Le circostanze speciali nelle quali
avvenne V arresto, non permisero
al signor
di provvedersi di biancheria e degli
altri oggetti piii necessari. Malgrado le ripetute domande presentate a questa Procura Generale,
non m^ stato possibile a tutt' oggi,
di poter comunicare col signor
, n di potergli fare avere,

salve

le

disposizioni regolamentari,

prima necessit, nondocumenti indispensabili ed


utili per la sua difesa e che si trovavano al suo domicilio.

gli oggetti di

ch

A
il

sua Eccellenza

Ministro di

Grazia

e Giustizia

Parendomi

ingiustificato

non

questo rigoroso trattamento


rivolgo
verso il signor
preghiera alVE. V. di compiacersi,
nella sua benevolenza, di dare le
disposizioni opporttme, le quali mi
concedano di comunicare col signor
nelle ore e nei giorni

equo

Roma

stabiliti

dal regolamento.

(X. Y.).

(')

Nome, cognome,

professione, domicilio, grado di

parentela col

chiedente.

13

ri-

Come devo

194

scrivere

le

mie lettere?

(Reclamo per pensione non pagata).

Milano,

il.

Eccellenza,

VE.

F.,

termine

del

Il sottoscritto informa

che la pensione di L.
mensili,

OGGETTO
Reclamo per una pensione non pagata.

dovutagli

B. Decreto
19

dei

n.
,

non

tute

an-

gli stata

cora corrisposta, malgrado

ripe-

le

domande presentate a

questo

(')

Il sottoscritto osa

VE.

sperare,

gli giustizia,

tanto pii che, per la

sua modesta posizione,


della

che

Y. vorr degnarsi di render-

somma

il

possesso

dovutagli, lo torrebbe

dalla strettezza in cui versa.

Con profondo
cellenza

rispetto,

delV Ec-

Vostra
Obbligatisaimo

(X. Y.).

A Sua
il

eccellenza

Via

Ministro di

(i)

Ufficio a cui furono rivolto.

Lettere di domande, istanze, suppliche, reclami

(Domanda

di

195

udienza a un Ministro).
Milano,

19

il

JEccellenza,

OGGETTO

H^o

Bomanda di udienza
a un Ministro.

V onore

^^^'

ufia

di rivolgere preghie-

^' "^v

brevc

Percli

udienza

mi conceda
per esporle

(')

L^ Eccellenza Vostra
gradire V espressione

fondo

si

del

degni di

mio pro-

rispetto.

(X. Y.).

A Sua
il

Eccellenza

Ministro di

Via

Roma

(Reclamo contro un avvocato).

Chi ha da lamentarsi di un avvocato, per qualsivoglia


motivo, ha l'obbligo di stendere il suo reclamo su carta
non bollata e di indirizzarlo al Presidente del Consiglio
delVordine degli Avvocati, a cui ascritto quegli che

provoca
(^)

il

lamento.

In riassunto

motivi.

196

ConiG devo scrivere

le

mie

Nel reclamo deve essere esposto

fatto di cui si fa

addebito che si attribuisce


ne devono fornire le prove.

carico
se

il

lettere?

Da

ci,

l'

all'

chiara emerge la necessit di

avvocato, e

essere molto

cauti nel presentare reclami di tale natura. Si reclami


e forte contro i disonesti, quando si ha tanto in mano
da provare veramente il proprio asserto. Altrimenti,
reclami non se ne facciano prima, perch se non si
ha in mano buono per cento, raro ottenere riparazione
per cinque; poi, perch talvolta il dispetto nostro, o
la suggestione altrui, ci possono far vedere grosso, e
quindi metterci nel caso di nuocere ingiustamente alla
;

reputazione e al buon

nome

di

un professionista onesto.

(Reclamo contro un notaio).

Chi ha da lamentarsi di un notaio, deve attenersi in


il reclamo contro un avvocato. Per, invece di rimettere il reclamo
al Consiglio deW Ordine degli Avvocati, lo fa pervenire al

tutto e per tutto a quanto detto per

Consiglio Notarile distrettuale, cui appartiene

il

notaio.

(Reclamo contro un procuratore).

Vale quanto detto pei reclami contro gli avvocati.


il reclamo sar trasmesso al Consiglio di disciplina
dei Procuratori, nei modi e nelle forme gi prescritti.
Per,

197

Lettere di duello e vertenze d^ onore

Duello e vertenze d'onore

(').

Esempi di lettere di sfida e di nomina a rappresentanti;


Vertenze.
Lettera di accettazione di sfida: Verbale di soluzione pacifica della
vertenza; Verbale di scontro; Verbale di seguito scontro; Lettera di
rifiuto di riparazione Lettera di nomina ad arbitro Lettera di ringraziamento ai rappresentanti Lettera d'incarico per constatare un'offesa.
;

Il duello cosa stupida, frutto di una pi sciocca


costumanza, perch non cancella le ingiurie e non le
vendica; ma ribadisce quasi sempre la calunnia e consacra l'equivoco con una forma convenzionale in apparenza leale ed equanime, che nasconde novanta volte
su cento un vero e proprio ricatto morale o materiale.
Malgrado la purificazione subita a traverso i secoli,
ancor oggi il duello rappresenta una commedia (se il
caso non la muta in tragedia), nella quale il simulacro

di

una tenzone singolare

giustifica ogni sorta di artifizi,

ogni specie di malizia, qualsiasi furfanteria, se

non sono

Non

padrini

onesti.

necessario essere ascritti alla

categoria degli

uomini d'arme o delle persone propense a sentimenti


bellicosi, per trovarsi nella dura necessit di pregare
due amici di chiedere una spiegazione, o una riparazione civile o cavalleresca a chi, a buon diritto o a
cattivo torto, ci ha portato ingiuria.
L'intervento di persone estranee in una questione,
arra sicura per tutti che, se quelle persone avranno criterio e coscienza, porteranno immediatamente il dibattito sul

Ma

campo

pacifico della conciliazione.

questo intervento, necessario e umano, regolato

da leggi

gamente

speciali,
;

che molti ignorano o conoscono va-

e quindi

non parmi inopportuno

qui le formule prescritte dagli


scrivere le lettere ed
la

forma della
(')

Gelli,

si

assumono spesso

inerenti alla vertenza.


consultino:

ediz. Hoepli, L. 3, e

Hoepli, L. 2,50.

di riportare

cavallereschi nello

verbali, che pure

lettera,

Per questo capitolo


11'*'

usi

il

il

Manuale

Codice cavalleresco italiano del


del duellante,

pure del Gelli,

Come devo

198

scrivere

mie lettere?

le

Esempi.

Quando una persona a modo

reputa offesa da un

si

uguale, prega ^verbalmente due amici di rappresentarlo

supposto o reale offensore; se gli amici acmandato, devono essere muniti di una Lettera
di sfida e di nomina a rappresentanti
cos concepita

presso

cettano

il

il

Milano,

Al signor L. F.
Il

189 ..

il

le

ragioni) ha pregato

chiederle in suo

ore

nome una

V. (qui esporre

signori A. e B. di

spiegazione,

una

ritrattazione,

o una soddisfazione d'onore, a seconda di quanto


detti signori crederanno

(offensore).

sottoscritto, ritenendosi offeso dalla S.

esattamente

pre-

opportuno e necessario per

la

tutela della reputazione del sottoscritto.

Avendo,

signori sunnominati, accettato questo

man-

dato; la S. V. si compiacer di considerarli quali rappresentanti dello scrivente, il quale gli ha muniti all'uopo dei pieni poteri.

Se la persona per bene, che riceve quella lettera, crede

domanda:

giusto, doveroso di accoglierne la

due amici

di rappresentarlo verso la

incarica

parte avversaria

e a tale scopo li unisce di uno scritto che vien detto


Lettera di accettazione, diretta ai rappresentanti avversari e concepita nei termini che

Milano,

Signori

seguono:
il

189 ... ore ..

e B.

In risposta alla comunicazione


sottoscritto dichiara di porsi

del

il

immediatamente a dispo-

199

Lettere di duello e vertenze d' onore

sizione del signor X. Y, e ha l'onore di prevenirli, che


ha nominato a suoi rappresentanti i signori C. e D.,
clie pure sono muniti di pieni poteri per condurre a

termine nel modo pi opportuno, la vertenza sorta col


signor X. Y.
Ai signori A. e B.

I quattro rappresentanti cos nominati, si riuniscono


a loro piacimento: ma senza perdita di tempo, e pren-

dono

in

esame

le ragioni della

tenendo fermo, che

il

domanda

di riparazione;

principale obbligo a loro imposto

dalle leggi cavalleresche, dal Codice Penale, dall'uma-

nit e dalla coscienza, quello di tentare con ogni mezzo,


di condurre la vertenza ad una soluzione civile, pacifica
ed onorevole per i due avversari. Se mancano a questo
principio sacrosanto, non sono galantuomini e tanto
meno gentiluomini, perch fondamento esclusivo della
cavalleria l'onest in tutto e per tutto.

Accordatisi
l' oflfsa

quattro rappresentanti sulla qualit del-

e sulla quantit della riparazione cavalleresca,

ma

pacifica, dovuta dall' offensore all' offeso, stendono


un atto, che viene chiamato Verbale, concepito nei termini seguenti:

Milano,

il

189

ore

Il signor X. Y. ritenutosi offeso dal signor L. F.,


perch (espo^-re qui le cause) incaric i signori A. e B.
di chiedere al signor L. F. quella soddisfazione che reputassero necessaria alla tutela della sua onorabilit.

Come devo

200

scrivere

le

mie lettere?

Il signor L. F., al quale i signori A. e B. fecero personalmente (o per scritto) conoscere il mandato ricevuto
dal signor X. Y., dichiarando di porsi a disposizione dei
mandati del signor X. Y., deleg i signori C. e D., di
rappresentarlo per le opportune pratiche.
Convenuti i quattro rappresentanti, dopo avere esaminati i termini della vertenza:
hanno riconosciuto che, sebbene gli atti (o i detti,

gli

mente

signor

del

scritti)

L.

potessero apparente-

F.

ad una interpretazione offensiva pel


pur tuttavia, doversi escludere tale in-

prestarsi

signor X. Y.

terpretazione per le spiegazioni


e D., in

nome

del

signori C.

fornite dai

proprio rappresentato;

e,

perci,

dichiarano pienamente risolta la presente vertenza, con

onore di

ambo

Stabiliscono,
stringersi la

le parti.

quindi,

mano

che

due avversari debbono

alla presenza dei sottoscritti

affinch

pace tra i contendenti non abbia a subire turbamento


per una non giusta interpretazione dei fatti.

la

Firmati: A. B.

il

-CD.

malanimo dei rappreuna soluzione pacifica

sentanti, chiudessero ogni via ad


della vertenza;

terato nella

il

Fe)-6aie,

sopra riportato, rimarr inalla seconda, che si

prima parte; mentre

occupa della soluzione pacifica, verr sostanzialmente


mutata, come nel modello che segue
:

Data, ora, luo^o della riunione.


Il signor X. Y., ritenendosi offeso dal signor L. F.,
perch (esporre qui le cause), incaric i signori A e B.
di chiedere al signor L. F. quella soddisfazione d'onore,
che reputassero necessaria alla tutela della sua onora-

bilit.

Lettere di duello e vertenze

Il

signor L.

F. al quale

signori

fZ'

201

onore

A.

e B. fecero

personalmente (o per scritto) conoscere il mandato


avuto dal signor X. Y., accettava la domanda e delegava a rappresentarlo, per le necessarie pratiche, i signori B. e M.

Convenuti i quattro rappresentanti ed esaminati 1


termini della questione, tanto nei precedenti, quanto
nei susseguenti loro ; riconobbero al signor X. Y. la
qualit di offeso .... {indicare il grado al quale venne
assegnata Voffesa).

Ma prima

alla sorte delle armi,

di fare appello

esclusivo

quattro rappresentanti decisero


i signori X. Y. e
ed essendo riuscite

di tentare tutti mezzi per conciliare

L. F. {indicare

le

pratiche fatte):

loro, decisero di risolvere la


armi, essendo precluso qualsiasi via
ad un pacifico accomodamento per la gravezza e natura
delle offese, che determinarono il signor X. Y. a chie-

infruttuose le pratiche

questione con

le

dere una riparazione d'onore al signor L. F.


Perci, i quattro rappresentanti, di pieno ed unanime

accordo stabilirono
1'' che il duello dovesse aver luogo con
{indicare
Varma prescelta), senza esclusione di colpi e che il combattimento dovesse protrarsi (indicare se: fino a che uno
dei combattenti non venisse ferito gravemente; o: ad ol:

tranza, ecc.);
2 che ogni assalto dovesse durare non meno di....
minuti primi;
3 che i riposi non fossero superiori a
minuti
primi
4 che il combattimento sarebbe sospeso, ogni volta
che si riscontrasse ferita: e che sarebbe fatto cessare
in seguito a dichiarazione spontanea del ferito; oppure,
quando per l'evidenza delle ferite fosse impossibilitato
a continuare
5" che i due antagonisti non dovessero impugnare
l'arma che con la mano destra; facendo eccezione per

Come devo

202

il

scrivere

le

mie lettere?

signor X. Y. offeso, al quale concesso di battersi

con

mano

la

sinistra,

dopo essere stato

ferito alla

mano

o al braccio destro j
6''
che i duellanti potessero far uso del guanto
dicare la specie), o di

un

fazzoletto bagnato

{in-

legato

intorno al polso, corrispondente alla mano, che impugna

ma

l'arma;

non potessero usare martingala, od

altro

apparecchio atto a fissare l'arma nel pugno


7" che i combattenti potessero indossare la camicia;
per, senza la manica corrispondente al braccio con il
;

battono
che la direzione dello scontro fosse affidata al
signor A.; e la scelta del terreno ai signori A. e B.;
mentre quella delle armi e dell'esame loro, ai signori
quale

si

8^

A. C.j
9*^

che

il

combattimento avesse luogo (indicare

luogo) ad ore .... nella localit

prescelta

il

dai signori

B. e C. e che sarebbe prima delle ore .... fatta conoscenza alle parti contendenti per quelle indicazioni
ritenute necessarie per evitare ritardi, o qualsiasi altro
inconveniente.

Firmati: A. C. -B. C.

In seguito al duello

si

redige

il

Verbale di seguito

scontro; nel quale devono essere riassunti brevemente


i fatti e le circostanze che accompagnarono il combattimento; la durata dello scontro; la natura delle fe-

rite,

ecc., ecc.

Data, ora, luogo della

Conforme

ri un ione.

agli accordi presi nella riunione avvenuta,

{data, ora e luogo) dai

sottoscritti

rappresentanti

dei

signori X. Y. e L. F., nelle ore .... {antimeridiane o

203

Lettere di duello e vertenze d' onore

pomeridiane) di quest'oggi (data e sito), ebbe luogo uno


scontro {indicare Varma) tra i signori X. Y. e L. F.
(Biassumere brevemente Vandamento del duello, accennando alle eventuali interruzioni ed alla dichiarazione
dei chirurghi sulla gravit delle ferite, riportate dai combattenti).

menzione

(Si faccia
violate e se

duellanti

se

le

leggi cavalleresche

furono

separarono dopo essersi stretta

si

no, la mano).

Del presente verbale, redatto in triplice copia e firsi invia un esemplare


Tribunale d'onore (quando ci sar), e gli altri due
rilasciano a ciascuna delle due parti avversarie.

mato dai quattro rappresentanti,


al
si

Firmati: A. C. -B. D.

Se la persona per bene, la quale riceve una lettera


di

domanda

di

non crede opportuno di


come sarebbe di suo obbligo

riparazione,

accoglierla benevolmente,

pu rispondere verbalmente ai signori che gliela presentano, ch'egli non crede necessario di accordare al
signor X. Y. (offeso supposto o reale) alcuna spiegazione, o riparazione poich, giudica di non dovergliene
5

alcuna. Meglio, per, se


e con

il

rifiuto sar fatto

per lettera

forma cortese.
Milano,

il

189

Signori A. e B.

In risposta alla loro comunicazione del .... 189

premura di prevenire le SS. LL.


che, ritenendo egli di non dovere alcuna spiegazione,
soddisfazione, o riparazione al signor X. Y., si trova
nell'obbligo di non rispondere alla domanda, da loro
il

sottoscritto si fa

Come devo

204

scrivere

mie lettere?

le

signori presentatagli, per incarico

dello

stesso signor

X. Y.

Con

dovuti

riguardi,

si

conferma delle Signorie

loro devotissimo.

Meglio poi, e pi... vantaggioso sar di dare la risposta


per mezzo di due amici, che accettano la parte di rappresentanti. In tal caso, verranno muniti di una lettera,
per cos dire alle liti; nella quale, possibilmente, saranno
esposte le ragioni che inducono a non accordare la spiegazione, la soddisfazione, la riparazione richieste.

Milano,

189 ... ore ..

il

Signori A. e B.

In risposta alla loro comunicazione del .... del


il

sottoscritto si reca a dovere d'informare le SS.

che ha incaricato
X. Y.

LL.,

nella vertenza col signor

signori,

I predetti signori C. e D. sono ampiamente informati delle ragioni che consigliano al sottoscritto di non
accordare al signor X. Y. alcuna spiegazione, e tanto

meno

soddisfazione o riparazione.

Per, qualora

il

giuste,

od erronee,

rifiuto,

il

potesse provare non

signor X. Y.

ragioni che hanno provocato

le

sottoscritto

ha munito

suoi

il

rappresentanti

di tutte le facolt necessarie per discutere e definire la

sorta vertenza.

Con ossequio,

delle Signorie loro, devotissimo.

*
Se

si

dovr fare ricorso

alla persona,

scelta di

al

giudizio

comune accordo

un

arbitro,

dalle

parti in

di

205

Lettere di duello e vertenze d^ onore

contesa, sar recapitata


bitro concepita nei

una Lettera

di nornina

ad ar-

termini seguenti:

Milano,

il

189 ..

Stimatissimo signore,
I sottoscritti, rispettivamente rappresentanti dei signori X. Y. e L. F., in contesa tra di loro, per {innon essendosi potuto
dicare la causa della vertenza)
:

accordare sulle ijualit e quantit dell' offesa per la


quale il signor X. Y. {supposto o reale offeso) ha chiesto
una soddisfazione, o riparazione d'onore al signor L. F.
{supposto o reale offensore), di

comune accordo hanno

deliberato di sottoporre al giudizio

della S. V.

la so-

luzione della controversia loro.

A questo scopo uniscono alla presente tutti i documenti originali che concernono la vertenza; ed espongono, in apposito verbale, le ragioni accampate dalle
due parti a sostegno dei propri pareri.
Nella speranza che la S. V. vorr compiacersi di accettare la parte di giudice a cui stata di

comune

ac-

cordo eletta, i sottoscritti dicliiarano di accettare senza


appello e senza responsabilit il giudizio che la S. V.
creder di pronunciare.
Ringraziandola anticipatamente, si professano della
S.

V. 111. devotissimi.

X. Y.
A.

{offeso)

Come devo

206

scrivere

le

mie lettere?

cose finite, dovere di educazione

scenza inviare ai rappresentanti,

tempo

e denaro, se

che

di

non furono rimborsati,

schiato la propria persona per la


della vita del rappresentato,

ricono-

hanno perduto

tutela

e forse, ri-

dell'onore e

almeno una Lettera

di rin-

graziamento:

Amici carissimi.
Abbiatevi

pii caldi

ressata e leale

ringraziamenti per la disinteche mi avete accordato in

assistenza,

qualit di rappresentanti nella vertenza tra

me

il

si-

gnor L. F. Ve ne sono riconoscentissimo, giacch con


piti affetto e con maggiore competenza non potevo. essere rappresentato.

Se le circostanze me ne porgeranno il destro, potrete


convincervi che la riconoscenza del vostro amico non
poi una parola vana e menzognera. Con affetto vi stringe
la

mano

il

devotissimo.

Non sempre,

per, le offese

sono di tale natura da

esigere l'immediata costituzione dei rappresentanti, con


ajjpello alla cavalleria.

Spesse volte

le offese

biose ed incerte. In allora o|)portuno,

sono dub-

anzi neces-

un amico comune di appurare bene i


supposto offensore, con lo scopo civile
di non fare montagna con un sassolino. L'awwco comune
dovr, perci, essere munito di apposita credenziale.
L'incarico, in generale, vien dato nei termini seguenti:
sario, incaricare

fatti

presso

il

207

Lettere di duello e vertenze d' onore

Milano,

189 ..

il

Mio buon amico.


Mi viene riferito, che ieri sera il signor L. F. l
pronunciato pubblicamente parole severe sulla partecipazione da me avuta nelle elezioni del Comitato del
quale tu pure fai parte.
Non so quanto vi sia di esagerato, o di vero, in quello
che mi stato riportato e perci, prima di prendere
;

una determinazione qualsiasi per


coro,

la tutela del

mio de-

sar riconoscentissimo, se vorrai assumerti l'indi parlare col signor L. F., per conoscere la

ti

carico

verit di quanto

mi venne

delle parole pronunciate a

riferito,

mio

dell'importanza

carico.

Se mi concederai tanto favore, te ne sar riconoscentissimo e forse contribuirai a impedire che due galantuomini vengano alle prese tra di loro per un falso,

quanto calunnioso, referto.


Abbimi, come sempre, per tuo amico devotissimo.

Ecclesiastiche (Lettere).

Come

si

scrive al

Molti, anche

Papa?

cattolici

ferventi,

non

ci

hanno mai

pensato j eppure lo scrivere una lettera al Papa, non


una cosa cos semplice, come a prima vista sembra.
Basti pensare che la posta italiana consegna giornalmente circa ventimila missive alla porta di bronzo del
Vaticano; e che queste ventimila lettere prima di andare a posto subiscono un lavoro di classificazione non
indifferente.

Uno

scrittore francese, Jean de Bonnefon, ha dediuno studio particolare alla maniera di scrivere, di
esser letto e di aver risposta dal Papaj e sulla fede

cato

Come devo

208

scrivere

le

mie lettere?

sua io fornisco al mio lettore (pel caso ne avesse bisogno) i consigli e i suggerimenti pi utili.
Anzitutto le lettere al Papa devono essere in latino;
la qualit del latino non importa molto, perch in Vaticano sul latino dei fedeli s' di manica assai

ma

larga;

ha da essere. Bisogna che comincino, le letcol Beatissime Pater, per terminare con una delle

latino

tere,

solite frasi di ossequio;

Sanctitati siiae Pii

e l'indirizzo questo:

Papae X,

Giunta in Vaticano

la lettera,

essa sia letta, e tanto

meno

feliciter regnanti.

non vuol gi dire che


Per essere si-

dal Papa.

curi della lettura conviene affidarla, anzich alla posta,

a qualche gran prelato, o a qualche diplomatico pratico


degli usi del Vaticano. Se poi essa accompagnata da
un obolo, le probabilit aumentano. C' un altro mezzo
per essere sicuri di essere letti: basta mettere la lettera in due buste.

con

La prima,

la solita scritta;

S. 8.

il

Papa

l'altra,

quella che vede la posta,


interna, indirizzata a

prefetto della Santa

Bomana

Universale

Inquisizione.

Chiunque aprisse una busta cos indirizzata colpito


da scomunica; e ci per una bolla che data dal pontificato di Paolo IV (Caraffa).
Leone XIII con non poca fatica e molta pazienza,
afferma il De Bonnefon, apriva le lettere cos intestate
ma senza leggerle, e le passava al cardinale Segretario
;

di Stato.

Come
Se

il

Papa risponde

lo scrivere al

le lettere,

non

alle lettere.

Papa, ed anche
difficile,

il

il

fargli

pervenire

riceverne una risposta

209

Lettere ecclesiastiche

onore non comune. Quest'onore computa tre gradi; il


primo, immediatamente superiore al silenzio assoluto,
la risposta del Segretario delle lettere latine. Questo
funzionario ha l'incarico di accusare ricevuta delle lettere dei postulanti meno noti, degli oblatori modesti.
Egli chiude la lettera con una benedizione in genere e
il Papa, quando non c' un Sotto-segretario,
che firma pel Segretario.
Quando lo scrivente una personalit nota, o un

firma per

oblatore

di

importanza,

il

cardinale

Segretario di

Ma

per avere una


risposta diretta dal Papa, bisogna essere un personaggio
importantissimo, di sangue reale, e trattare di cosa ben
grave. Allora un breve pontificio che fa da risposta
ed impegna veramente la Chiesa per la questione che
Stato che

si

si

incarica della risposta.

trattata.
Il

breve solamente reca

il

celebre

sigillo

del pesca-

dov' rappresentato San Pietro che aduna


nella sua barca.
tore,

le

anime

che pi comunemente i fedeli sono coa vergare e a dirigere alle autorit ecclesiastiche

Gli scritti,
stretti

sono

a)

domanda

b)

suppliche al Santo Padre;

di dispensa religiosa per

matrimonio j

e) domande di dispense ecclesiastiche da digiuno.


Per queste occorre presentarsi al proprio Parroco, il
quale espone le domande alla Curia, che, alla sua
volta, provvede, se ne reputa il caso, alle dispense richieste, ecc., mediante il pagamento di certe tasse di

cancelleria;
d) per ottenere udienza da un
Arcivescovo, o da un Vescovo.

Per

le

udienze da Cardinali,

Cardinale,

da un

da Arcivescovi, o da
14

Come devo

210

scrivere

Vescovi, eccorre farne

domanda verbale

gretario del Prelato, dal quale


Il

mie lettere?

le

si

o scritta al Se-

desidera udienza.

Segretario a sua volta, informa, se l'udienza con-

cessa, e in qual giorno e a quale ora.

fAmmissione alle udienze pontificie).

Per essere ammesso alle udienze pontificie bisogna


domanda, in forma d'istanza, all'

iirizzare la

Ill.mo Monsg. Maestro di Camera di 8. 8.

specificando, se

Sulla

desidera privata o pubblica.

si

domanda deve

essere segnato

il

nome, cognome

e domicilio.

Una buona raccomandazione non


tenere quanto

Dopo

si

superflua per ot-

richiede.

venti

quindici o

giorni

si

riceve

il

biglietto

d'invito fino a casa.

Sommo Pontefice le accorda solo


Vescovi che si recano ad sacra
limina, e a qualche personaggio d'alta importanza, sia
ecclesiastico che laico, recantesi a conferire per affari
di sommo rilievo; o pure, per ricevere omaggio di
qualche famiglia di altissimo lignaggio, o che occupa
un posto eminente in qualche Stato.
, quindi, pi facile di essere ammessi alle udienze
pubbliche, alle quali sono invitati coloro, che hanno
Le udienze private

agli Arcivescovi

richiesto l'udienza

il

ai

(^).

(i) Nelle udienze pubbliche pontificie si interviene: le signore vestite


nero e col velo, pnre nero, in testa; gli uomini in giubba a coda e
cravatta bianca. Nessuno porta i gnanti. Davanti al Santo Padre si sta
genuflessi e, dopo licenziati, alzandosi, bisogna genuflettersi di nuovo
prima d'andar via.

di

211

Lettere ecclesiastiche

[Ammissione

alle

funzioni celebrate dal

Sommo

FonteficeJ. C)

Pu esservi ammesso chiunque ne faccia domanda,


anche se non cattolico. La domanda, scritta in forma
d'istanza, deve essere presentata almeno venti giorni
prima della funzione a
E. Mons. Maggiordomo di S.

8.

8.

indicando chiaramente nome, cognome e indirizzo.


opportuno che la domanda porti la raccomandazione di qualche prelato, o di qualche persona della
Corte pontificia, ovvero quella del proprio Ordinario.
Le domande e le raccomandazioni su carta da visita

non hanno

corso.

*
Editore e Autore.
Fra

Esempio di
Norme.
Propriet letteraria.
editori e autore.
Come si fa; qnando
dichiarazione per la riserva dei diritti d'autore,
Contratti fra editore ed autore.
si presenta
a chi si presenta.
;

Esempi

di contratti.

L'autore che vuole tutelare i propri interessi, deve


prendere cognizione della legge sui diritti d'autore
n. 1012 del 18 settembre 1882 e dal regolamento annessovi. Questa legge stabilisce che gli autori delle
opere dell'ingegno hanno il diritto esclusivo di pubblicarle, di riprodurle e di metterne in commercio la produzione. Questo diritto dura quanto la vita dell'autore.

la giubba a coda e la
(1) Per assistere a queste funzioni sono prescritti
cravatta bianca per gli uomini; l'abito e il velo nero per le signore.
:

212

Come devo

e se questo

muore prima che siano

scrivere

dalla pubblicazione dell'opera,


eredi, fino al

compimento

mie lettere?

le

il

trascorsi quarant'anni
diritto passa ai suoi

del limite stabilito dalla legge,

Trascorso questo primo periodo,


ne comincia un secondo di altri quaranta, durante il
quale l'opera pu essere riprodotta e venduta da chiun-

cio di quarant'anni.

que, anche senza


il

il

diritto d'autore.

consenso di coloro a cui appartiene

Ma

persiste l'obbligo di farne pre-

ventiva dichiarazione alla prefettura e di pagarne agli


aventi diritto un premio pari al 5 per cento sul prezzo
lordo di ogni esemplare, moltiplicato per il numero
degli esemplari stampati

Durante

il

(^).

corso dei primi dieci anni, dopo la pub-

blicazione di un'opera, oltre


si

ha pure

la

il

diritto di riproduzione,

facolt esclusiva

di

permetterne,

o di

farne la traduzione.
I diritti inerenti alle propriet delle opere dell'ingegno, guarentiti dalla legge n. 1012 sono alienabili e
trasmissibili in tutte le forme legali. Cos, si possono
cedere agli editori. Ma il permesso indeterminato di
pubblicare un lavoro inedito, e di riprodurre un'opera

gi pubblicata, non porta seco

l'alienazione indefinita

del diritto di produzione.


Grli stessi diritti garantiti dalla legge del 19 settembre 1882 agli autori delle opere dell'ingegno, si estendono
per assimilazioni alle letture, conferenze, improvvisa-

zioni

orali,

produzioni drammatiche,

musicali,

coreo-

grafiche adatte a pubblico spettacolo; ai disegni, fotografie,

quadri, statue ed altre opere d'arte.

esclusivo di far rappresentare o seguire


un'opera drammatica, musicale o coreografica, perdura
II

diritto

0) L'ufficio di istruzione presso il Tribunale di Milano ha ritenuto


(marzo 1897) che, quando un'opera caduta nel secondo periodo del diritto d'autore (cio: dopo il quarantesimo anno della pubblicazione), non
pu sussistere contraffazione se si pubblica un numero di copio maggiore
di quello pel quale si orano pagati i diritti d'autore, che per le opere
pel secondo periodo si convertono nel ventesimo del prezzo lordo di ogni
esemplare.

213

Lettere di editore e autore

nell'autore, o aventi diritto, non per quarant'anni ; ma


per ottant'auni dal giorno della prima rappresentazione.
Per tutto questo periodo di tempo nessuno pu far rappresentare in luoghi pubblici l'opera stessa, se non
esibisce alla Prefettura il permesso scritto dall'autore,
o di chi per lui.
Il diritto esclusivo di riprodurre un'opera d'arte con
l'incisione, o con altro procedimento, assimilato al
diritto di traduzione delle

opere letterarie

e,

come questo,

dura dieci anni.

La pubblicazione abusiva, o la contraffazione di una


opera sulla quale sono riservati i diritti d'autore, punita con multa fino a 5000 lire, oltre il risarcimento
dei danni ed interessi. L'azione si esercita di ufficio.
Coloro che intendono riservarsi i diritti d'autore devono per presentare alla Prefettura della provincia
una copia del libro stampato (per le opere teatrali, non
ancora stampate, basta la copia manoscritta e per le
j

opere d'arte una fotografia), accompagnata da una dichiarazione, in doppio originale, su carta da bollo da
centesimi 50 (0,60) firmata dall'autore, o da uno speciale procuratore, munito della ricevuta del diritto fisso
di L. 2, versato al locale Kicevitore del registro.
Per ogni copia occorre una separata dichiarazione ed

un versamento novello

Esempio

di L.

2.

di dichiarazione

per la riserva dei

diritti d'autore.

J. Gr. domiciliato in Milano, intende riservarsi

spettanti agli autori delle opere dell'ingegno, a

diritti

norma

del

Testo unico delle leggi 25 giugno 1865, u. 2347 j 10 agosto 1875, n. 2652 e 18 maggio 1882, n. 756 (serie 3*)

Come devo

214

scrivere

le

mie lettere?

approvato con E. Decreto 19 settembre 1882, n. 1012


(serie 3^) e del Regolamento dello stesso giorno, n. 1013
(serie 3^), e perci presenta un esemplare dell'opera
intitolata: Come devo scrivere le mie lettere? edita il
1" gennaio 1898, dal signor comm. Ulrico Hoepli, editore
di Milano [ovvero : una fotografa del quadro intitolato
(Nome del quadro)'] ed unisce la ricevuta del diritto pa:

gato in Lire due.


Milano, 6 gennaio 1898.

J. G.
(ovvero

il

nome

dell'incaricato

come da procara

La domanda

di esclusivo diritto di rappresentazione

deve essere richiesta

modo

in

stessa dichiarazione. Per

il

particolare 5
diritto

fsso

ma

pure nella
da pagarsi

da versarsi nelle mani del

di lire dieci, invece di due,

Ricevitore.

unita).

perci la dichiarazione precedente dovr

modificarsi, o meglio,;

prima della data,

le si far la

giunta che segue:


Dichiara inoltre, che in relazione all'art. 14 della
di rappreseutare, o di
eseguire il presente lavoro a chiunque non presenti e
legge, intende che sia proibito

non

rilasci alla Prefettura la

prova

scritta del

consenso

di lui. Esibisce all'uopo la ricevuta del diritto pagato

in Lire dieci.

La

dichiarazione per

la

riserva dei diritti d'autore

deve esser presentata entro tre mesi dalla pubblicazione;


la dichiarazioiie tardiva valida per l'avvenire, non per
il passato
n d diritto ad impedire lo spaccio delle
j

riproduzioni gi fatte.

215

Lettere di editore e autore

Decorsi dieci anni dalla pubblicazione di un'opera


domanda di riserva e di garanzia sia stata

senza che la

presentata, s'intendono abbandonati

diritti

d'autore.

Per ultimo si ricordi, che alla convenzione internazionale di Berna del 9 settembre 1886, hanno aderito
il Belgio; la Francia e colonie; la Germania e colonie;
:

Haiti; l'Inghilterra e colonie; l'Italia e dipendenze; la

Serbia;

Lussemburgo;

il

la

Spagna;

Svizzera e la

la

Tunisia.

ha convenzioni speciali con l'Austria, con


con San Marino.
^eV Almanacco italiano del 1896, che fu il primo della

L'Italia

gli Stati Uniti e

serie di questa

pubblicazione,

utilissima

comm. G. Fumagalli

dice

il

professore

L'autore che voglia pubblicare un suo libro, dovr


il suo
lavoro a condizioni che devono risultare da un contratto

d'ordinario, rivolgersi ad un editore, ed affidargli

regolare in carta bollata. Qualche volta

contraenti

limitano ad uno scambio di lettere nelle quali sono


petuti ed esplicitamente accettati

patti convenuti

si

ri(').

Vi sono diverse forme di contratti di edizione


a) l'autore pu vendere all'editore per un compenso
:

determinato la propriet di un manoscritto:


b) oppure pu vendere il diritto di fare una o pi
edizioni di un determinato numero di copie;
e) l'autore pubblica a sue proprie spese e rischio,
incaricando l'editore dello spaccio del libro dietro il rilascio di

una percentuale

sul prezzo lordo;

d) l'autore e l'editore

dividono rischi e profitto;

assume i rischi, dividendo con l'autore


i profitti,
meno una convenuta commissione;
/) l'editore assume il rischio, a condizione che gli
sia assicurata la vendita di un certo numero di copie.
e)

l'editore

Codice di Commercio, la corrispondenza prova 1&


(') Per l'art. 44 del
obbligazioni commerciali.

Come devo

216

e dividendo

precedenti

profitti

scrivere le mie lettere?

secondo una delle combinazioni

l'opera pubblicata per sottoscrizione.

g)

La combinazione pi comune

quella segnata alla

lettera b), e ordinariamente la pii accetta

autori

ma

anche dagli

se si tratta di libri che possono

caso di successo,

uno spaccio grandissimo,

la

avere, in

combina-

zione pi favorevole agli interessi dell'autore, la

Esempio

di contratto (lettera

e).

b).

Milano, 25 settembre 1898.

Signor

....
editore

a Milano.

Eiscontro alla pregiata sua lettera di ieri, in conformit della quale e delle intelligenze verbali passate tra
di noi, re,8ta convenuto
l*' che io le vendo la propriet del manoscritto del
mio libro, che ha per titolo
2^ che per tale vendita la S. V. dovr pagarmi la
somma di it. L
quando il libro sar stampato
{oppure: quando licenzier per la stampa l'ultimo qua:

derno)

3"

che il libro dovr essere pubblicato entro il termesi .... dalla consegna del manoscritto;
4" che a me incombe l'obbligo della revisione delle
bozze
5" che per ogni nuova edizione di
esemplari, la S. V. mi pagher, al momento della pubblica-

mine

di

',

zione, la

somma

di

it.

L.

.....

a titolo di revisione,

217

Lettere di editore e autore

o modificazione del libro,

correzione

delle relative

bozze di stampa 5
6" che di ogni edizione del libro in parola la S. V.
dovr darmi u
esemplari a titolo di regalo j
7"

8"

Cou perfetta considerazione mi sottoscrivo

della S. V.

Devotiasimo

(X. Y.).

Esempio

di contratto (lettera

e).

Milano, 25 settembre 1898.

Signor

....
editore

a Milano.

riscontro della pregiata sua lettera di ieri, e alle

verbali intelligenze corse tra di noi, resta convenuto che


io

manoscritto del mio libro, intiseguenti


S. V. assume tutti i rischi della pubblica-

cedo alla

tolato

S.

V.

il

alle condizioni

La

zione.
2" I profitti che risulteranno dalla vendita del libro

saranno alla fine d'ogni semestre, divisi a


per, averne dedotto
una commissione pari al 33 per cento, che andr a beneficio della S. V.
cedutole,

parte uguali tra noi due, dopo,

3^

La

propriet letteraria e

diritti di

traduzione

sono riservati.
4" Per ogni nuova edizione a me competer l'obbligo, come per la prima, della revisione e correzione
le

Come devo

218

scrivere

bozze di stampa
e
spondermi semestralmente
delle

mie lettere?

le

S. V. quello di corri33 per cento sugli incassi

alla
il

effettuati per la vendita del libro.

5"

Con

pi distinti saluti, ecc. ecc.

Devotissimo

(X. Y.).
''

Famigliari o intime {Lettere).


Lettere famigliari o intime.

Come

si

scrivono.

Esempi

di lettere

famigliari.

La lettera famigliare quella che si scrive, senza


alcuna pretesa, a clii ci legato da vincoli di sangue,
o da grande e provata amicizia. In queste lettere tutto
l'animo nostro deve poter trovare sfogo completo, qualunque siano i sentimenti di dolore o di gioia che lo
agitano.

D'Azeglio fu maestro perfetto nello scrivere queste


Per convincersene, basta leggere quelle ch'egli
in mille circostanze scrisse alla sua diletta sposa.
La sincerit di ogni sentimento scaturisce, insieme
all'affetto profondo, da ogni frase di quelle lettere, e
ne vien fuori con tanta naturalezza, con una semplicit
cosi bonaria, ch' superata solo dalla urbanit dei modi,
lettere.

dal brio e dalla piacevolezza dello stile.

Le

lettere

famigliari,

intime,

devono esser

scritte

buona, non alla carlona; senza mancare, cio, di


rispetto alle pi elementari regole della grammatica e
delle convenienze epistolari.
Appunto perch le lettere famigliari non richiedono
un grande studio, devono essere scritte bene.
L'ordine progressivo delle idee vi si manifesti costantemente la saviezza dei concetti non vi faccia difetto

alla

219

Lettere famigliari o intime

e vi abbondino la ponderazione e la propriet del lin-

guaggio.
Nelle lettere intime

si

pu

dir tutto, specialmente se

destinate al padre, alla madre, alla moglie o alla figlia.

Per, sempre prudente di non esprimere con

carat-

grande rilievo. Non i genitori, non


possono tradire taluni
i figli, non la moglie affettuosa,
segreti; non di loro che bisogna diffidare; ma della
posta, della servit, di tanti nemici ignoti, che talvolta
mossi da invidia, o da altro odio, tendono fitte reti intorno a un galantuomo per rovinarlo.
Pensate un poco per quante mani passa una lettera
impostata a Roma, prima di giungere al suo destinatario
in Milano; pensate sotto quanti occhi scrutatori essa si

teri taluni fatti di

sofferma, e meco converrete sulla opportunit di usare


molta cautela nel l'affidare cose gravi alle lettere dirette
anche a persone della famiglia. Vi sono fatti e cose,
ma che
nella vita vissuta, che si narrano a viva voce
:

non

si

scrivono mai.

Esempi

di lettere famigliari.

fM. d'Azeglio alla moglie per renderle conto della sua gita al
monastero di Suhiaco).
S. Scolastica, 11

giugno 1842.

L'ultima volta dovetti scriverti tanto in

fretta,

che

non ebbi tempo di dirti nulla sul mio soggiorno qui, e


sulle mie occupazioni. Oggi, ho tempo. A noi dunque.
Santa Scolastica un monastero di Benedettini, fabbricato nel IX secolo, a un miglio e mezzo da Subiaco, sul
fianco di una stretta gola, nel cui fondo scorre l'Aniene.
Edifizio vasto, irregolare, ove ogni secolo ha aggiunto
qualche brano di fabbrica della sua maniera, onde dal-

Come devo

220

scrivere

le

me

lettere f

l'archetto tondo del mille, sino ai cartocci del seicento,

v' un po' di tutto. Arrivai verso sera, fui condotto dall'abate, che m'accolse cortesemente e mi mise in possesso di due camerette, che guardano nel cortile pi an-

Molti monaci mi vennero a visitare


ed a farmi festa: ed ora mi son fatto amico con alcuni,
che ho trovato istrutti, cortesi, e con quell'indole pacifica
ed un po' seria, che proprio della vita monotona e solitaria. Mi son legato con don Bernardo Glaetani (^), della
famiglia di Bonifacio Vili, uomo di maniere distinte,

tico del convento.

piacevoli, lettore in filosofia, e


refettorio.

La mia

mi portano

il

caff col latte, poi

a mezzod. Al tocco,
tavola.

mio vicino

di posto in

vita la seguente. M'alzo alle cinque

si

Dopo pranzo un

va

vo a lavorare. Torno
alla seconda

refettorio

al

paio d'ore di quiete, poi torno

a disegnare.

La

non posso

sera alle otto e mezzo, a letto. Siccome

cenare 5 e che pranzo presto, quando m'accorgo che mi


viene appetito, invece di mangiare dormo, secondo la
massima qui dort, dine . Cos passo le mie giornate
tranquille, e credo che mi troverei benissimo a fare il
frate. Il solo guaio stato questi due giorni magri, ma
l'ho passata bene,

malgrado

tera. In quest'aria, vero,

olio,

pesce, baccal, ecce-

digerirebbero

si

Oggi penso che ricever una tua


dirai se desideri che

lettera,

andiamo a Napoli, un

sassi...

e che

mi

otto giorni

prima dei Seufferheld. Come t'ho scritto, per me non


sacrifizio; ed anzi lo far volentieri, se t'accomoda.
In questi luoghi v' da dipingere e da studiare; ho trovato una cronaca, dalla quale posso ricavar notizie; e
il
si vive in una quiete, che, come dici benissimo,

(!)

Padre Bernardo Gaetani d'Aragona

(1815-1823) di

Formio

(gi

Molo

vescovo di S. Severo) fu cultore dell'ingran parte ebbe il merito della pubblicazione del

di Gaeta) benedettino (in ultimo

dagine storica ed in
Codice Diplomatico Cavense 1874-1891

>

221

Lettere famigliari o intime

maggiore de' beni. Se dunque non mi scrivi che accetti la mia proposizione di partir per Napoli, come ho
detto (verrebbe a essere circa il venti) possibile che
mio soggiorno qui si prolunghi, ancorch non abbia

il

meco il compagno che doveva venirvi. Salutami il compare e gli amici della sera, sta bene e divertiti. Ti
scrissi venerd, accludendoti la lettera per Seufferheld:
penso che l'avrai ricevuta. Se no fa domandare alla
posta. Prega il compare per parte mia, che faccia fare
la cornice al quadro del Ferrati, che dar a Orengo, ed
alla battaglietta dell'entrata di Borgo S. Donnino, che
dar a Bice.

(G. Garcano a Giulia Garcano Fontana,


Milano,

sua moglie).
1 luglio 1858.

Cara Giulia,

Non potrei stare fino a sabato se non ti mandassi


qualche riga. Fra mezz'ora io vado a Brera, per il mio
discorso: mi dicono che ci sar della gente ed anche
delle signore. Intanto non so meglio occupare il mio
tempo che pensando a te, cio a voi due, a te e a
Maria carissime l'una e l'altra, e mandandovi un mio
saluto. Sul tardi ti dar il rendiconto della seduta e
ti dir se ho fatto furore. Quel eh ' certo che vorrei
che ci fossi anche tu: di tutto il resto poco o nulla
m'importa.
ore 3.
Il

mio discorso

sul Grossi, a

piaciutoj c'era del concorso,

Fra
di

le signore,

mano

la

D'Azeglio e

e complimenti

quel che

mi pare,

e intelligente
la Maffeij

scelto.

ebbi strette

non esserne per gelosa.

in

Come devo

222

scrivere

pari tempo, confido di


suscettivit.

La

mie lettere?

le

non avere

offesa

viva;

statua bella e

nessuna alta

ma

la somi-

glianza, a parer mio, poteva essere pi spiccata; colpa

credo, del genere di

una statua

colossale,

che ingran-

disce per necessit ogni finezza di lineamenti.

Altra notizia; un

tale

di

Udine,

Cernezzi,

non

se

600.000 lire austriache a favore del Ministro Cavour; perch col capitale e colla rendita provveda a modo suo all' istruzione del popolo di quel misero lembo d'Italia. La
pretura di Spillirabergo, dove il testatore mori, si spavent della clausola; ma il Governo, interpellato, rifallo,

dispose di tutto

il

suo,

circa

spose non fare ostacolo alla pubblicazione di quest'atto


abbastanza significaute.
Del resto, qui nulla d'interessante; Manzoni convalescente, ma debole assai, n so se mi sar possibile
si fecero tridui per la sua guarigione a Pa;
Madeleine, e a Londra per cura del Cardinale

di vederlo
rigi alla

Wiseman

(').

Spero che tu e Maria stiate bene un bacio per una


addio, carissima, con tutta l' anima.
;

(G. Car cario a Francesca Carcano).


Zurigo, 6 agosto 1847.

Cara

sorella.

All'aprir questa mia, dirai che

Ed

ecco che non voglio

non ho perduto tempo.

allontanarmi da questa bella

(1) Nicholas W. (1802-1865) n. da genitori irlandesi a Siviglia.


1859 arcivescovo di Westminster e Cardinale, fn il rinnovatore del
toUcismo in Inghilterra. Scrisse Fabiola*. M. a Londra.

Dal
cat-

223

Lettere famigliari o intime

senza venire a trovarti un'altra volta col penSpero, se non altro, d'avere qualche novella del
pap e della famiglia al mio arrivo a Lucerna die sar
fra tre giorni, a quel che mi pare. Partito da Coir
l'altro ieri di buon mattino, ci si aperse dinanzi una
citt,

siero.

scena molto diversa da quella veduta ne' giorni antecedenti la vallata s'allarga, si distende in belle e fioora lento ora vorticoso, le
il fiume,
renti campagne
accarezza o le diserta; le pianure sono listate di bellissime piante fruttifere; quelle casette o capanne svizzere che tanto a te piacciono, cominciano a spesseggiare
in mezzo a verdissimi tappeti d'erba; non pi la
j

ghiacciata delle Alpi e

il

precipizio de' torrenti

la

Gessner e di Zimmerman, una nuova


Arcadia. Giunti a Kagaz, paesello pittoresco ed elegante,
luogo dei bagni frequentato dal bon ton della Senna e
del Tamigi, ci fermammo per vedere le acque di Pfeffers,
sorgente minerale calda, onde son condotti que' bagni.
Si entra in una valle orrida e cupa, e dopo aver
Svizzera di

camminato un pezzo, s'arriva allo stabilimento, piantato


sopra una roccia. Ma noi fummo disgraziati; appunto
in quella mattina un grosso macigno staccatosi dal monte
il
ponte per cui si entra nella
fonda caverna, dove sgorga la sorgente; cosicch non
potemmo vedere il pi bello del luogo. Salimmo invece
la montagna fino al villaggio Pfeffers che d il nome
alle acque, e di l ad un antico monastero de' BeneLa mattina
dettini, ora tramutato in casa de' matti
seguente, di nuovo in via. Lasciato Meyenfeld da una
parte, attraversato Sargans su cui pende un antico castello arrivammo colla diligenza a Wallenstadt. Qui comincia un lago che somiglia un poco a quel di Lecco,
solo che fiancheggiato da una catena di montagne a
picco, che formano come sette cocuzzoli. Li chiamano

precipit, e sfracell

nel paese

sette Elettori Sieben Kurfiirsten

vono da orologio a que' del paese, per

il

e ser-

raggio di-

Come devo

224

scrivere

le

mie lettere?

verso del sole che si ferma su ciascuna punta. Attraversammo il lago sopra il battello a vapore, che attende

appunto l'arrivo della diligenza; facemmo colazione


lungo il tragitto; poi ripigliammo a capo del lago, a
Wesen, un'altra diligenza che ci trasse in brev'ora fino
a Smerikon, sul lago di Zurigo, luogo d'imbarco dell'altro battello a vapore. Questo lago pi grande di
quello di Como, meno pittoresco, ma ben pii ridente
lo fiancheggiano da ambo i lati colline amenissime e
digradanti fino al lembo dell'acqua; le case, i villaggi,
le borgate che lo seminano d'ambe le parti, l'una dopo
l'altra, gli danno un aspetto d'allegria e di vita che
non avrei creduto di trovare di l dell'Alpi. Ma non
;

ti

voglio raccontare per

ti

dir che

sole

non

si

il

tempo

vide che

colse sul battello, e

ci

filo

tutto quel che vidi

stato ieri molto

per

pochi

avverso

solo
;

il

momenti; l'acqua

ci

giungemmo a Zurigo che pioveva

Siamo alloggiati 2i\V Albergo del lago, dal


quale si gode un magnifico spettacolo. Zurigo una
citt lieta, agiata, benissimo situata sui colli, nuova
in gran parte; la girammo un poco ieri, la girammo
a ribocco.

questa mattina; formicolava di contadini vestiti secondo


varii costumi di queste vallate, che sono cos leg-

me anche qui mi pare si vadano perdendo a


poco a poco. Trovai qui Sanseverino, che parti oggi
per Sciaifusa; lo rincontrer ancora a Interlaken. Ho
veduto poc'anzi la chiesa protestante, la biblioteca, i
libri di Zuinglio, il predicatore della riforma nella
Svizzera tedesca. I cattolici non hanno che una chiesa
senza campanile. Ma io mi perdo un po' troppo nel
raccontar cose che non ponno interessare descritte cos
alla carlona; dunque per oggi basta; dopo domani o
forse anche domani, partiamo per Baden nel Cantone
d'Argovia. Ti scriver da Lucerna. Io sto bene, il moto
e l'aria mi giovano; solo mi rincresce esser lontano da
voi; da te mia cara sorella ed amica, dal caro pap

giadri,

225

Lettere famigliari o intime

che tanto saluterai per me, dai fratelli e dalle sorelle


mando un saluto di cuore. Saluta altres Mougeri,

a cui

se lo vedi,

dammi

notizia della zia, ricordami a chi

mi

ricorda. Addio.

{Ugo Foscolo alV amico Lord Rolland).


Sono, solo, deserto non ho in casa mia chi mi aiuti
propriamente mi pare che l'ingegno mio si sia gi
irrugginito. E poco pi ch'io mi stia in questo modo di
vivere, io cadr nella stupidit e nella fredda disperazione, perch ho bisogno d'amare e d'essere amato; e
qui dove non ho parenti n amici che convivino meco,
la povert mi contende d'aver una moglie. L'Alfieri
scrive nella propria vita, ch'ei non ha mai potuto studiare, se non quando aveva una innamorata e un amico
di cuore vicini e per terzo una casa assai bella; ma
Alfieri non ha mai temuto di dover stendere la mano
agli altrui benefici
Non mi pare d'essere incapace
di gratitudine a chi mi benificasse, e credo ancora che
qui troverei degli uomini degni di rialzare un uomo
prostrat/O, e non per anco avvilito dalla sferza della
fortuna; ma io sentirei ad ogni modo un avvilimento
secreto: avrei mal mio grado il rossore sul viso; e se
:

-,

non avrei pi nemmeno la libert di


e la povera madre mia mi ha fatto morendo
morire
quest'ultimo ed altissimo beneficio, di distogliermi da
ogni obbligazione di vivere.
facessi de' debiti,
;

{M. d^ Azeglio alla figlia).

Carissima Eina.

La tua cara letterina m'ha proprio rallegrato il cuore,


bambina mia. Era tanto tempo che non aveva veduto
15

226

il

Come devo

scrivere

tuo scritto. Ora son

savia per far piacere

fluiti

le

mie lettere?

guai, grazie a

mammina, per

star

Dio. Sii

bene,

per essere una buona ragazzina.


Il quadretto per la Diomira, che m'hai domandato,
ho avuto sicuramente pi piacere io a fartelo, che tu
a riceverlo; e desidero che sia altrettanto gradito alla
tua amica. Addio, bimba mia, t'abbraccio e ti benedico
e con che cuore non te lo puoi immaginare.

fJl

padre alla

figliaj.

(G. Carcano a

sua figlia Maria Carcano,

Sestri Levante).

Milano, 4 agosto 1863.

Cara Maria.
Se avessi

gli

le due
un bel pezzo

anni tuoi, e spostando

miei, potessi tornare

in

dietro

farei quel giuoco clie facevi

tu

del

cifre dei

di

via,

piccolo calendario

americano per istrappare un foglietto ogni d che manca


a quello che potr essere con voi. Invece mi consolo
collo scrivere, o alla

mamma,

o a

te.

tu

sei

stata

brava mandandomi sempre, grande o piccola, una letterina tua. Ma quando scrivi ch'io venga presto, non
pensi che il mio venire vuol dire il vostro tornare, ed
io appunto aspetto V ultimatum della mamma per fissare
il

mio giorno.

a quanto pare, ed
giornali che oltre
il varamento della nave che veileste in sogno, avete a
Sestri l'esperimento del motore Grassi sulle vie ferrate.
Ma il migliore sar stato per voi lo spettacolo del sole
che trova tante diverse maniere di salutarci partendo,
Intanto voi ve la passate bene,

io

ne godo come voi.

Ho

visto dai

227

Lettere famigliari o intime

Altro che il mare


l che io conosco!...
domenica passata, coi soliti razzi e girach'io non ho veduto, bench vi fossero l dentro

con quel mare

deW Arena
soli

di

trentamila persone, in

gran parte venute con, quelle


corse di piacere, che ormai

cos agiate e rinfresca trici

sono uno spasso di tutte le domeniche


Allo scoppio degli ultimi fuochi, de' cavalli scapparono. Erano, quelli della carrozza di seguito del Principe; gli aiutanti balzarono fuori, ma il timone della
carrozza urt un povero diavolo, che a mal partito;
poi rovesci due ragazzi, una donna e un brougham.
Ma che miseria La fine di questa lettera pare un supplemento del Pungolo. Di' alla mamma che le vuoi tanto
bene, anche per me, e ti fa un bacio il tuo pap.
!

(^G.

Giusti

a Giuseppe

Mio caro Beppe.


Avrai osservato che vi sono taluni i quali appena
odono, che sia accaduto un fatto non mai pensato n

immaginato da

loro,

saltano subito fuori

di previdenza e gridano trionfando

lo

farsi belli

dicevo,

cevo, lo dicevo, io, che doveva andare a finire

lo di-

cos

non essere possiappena la veggono

Altri invece, che erano corsi a dire

bile n probabile una data cosa,


probabilissima e possibilissima, si piccano a negarla,
a snaturarla, a sbertarla, a farne di bianco nero. L'uno
e l'altro gregge colpito di presuntuosa ignoranza,

l'uno e l'altro, pur di mettere avanti

il

suo signor S,

butta dietro alle spalle quella santa e rara virt della


modestia, che credo fosse la prima a spiccare il volo
da questo pianeta, e sar l'ultima a ritornarci. Ci che
nel mondo, era prima nella mia testa; ci che non
si

228

Come devo

nella mia
mai schiatta

testa,

scrivere

le

mie lettere?

non pu essere nel mondo. V'

stata

di Principe assoluto, che possa stare a pa-

ragone di sangue puro colle libere zucche che argomentauo in. questo modo. Che direbbe di pi messer Domine
Dio? Fingi che tutti la pensassimo a un modo; che
avverrebbe di noi e delle nostre faccende? Un tira tira,
un pettegolezzo, uno scandalo, un arruMo. Eppure tra
coloro che pi ciarlano e s'impaniano di presente, rumoreggiano pi di tutti i parolai e gli armeggioni dell'uno e dell'altro letame, e stanno in agguato di ci
che si fa, gli uni per appropriarselo, gli altri per negarlo.

Gergo (Lettere
Lettere in gergo.
in gergo.

in).

In che

diflferiscono dalle altre.

Esemplo di

lettere

Le lettere in gergo differiscono dalle altre, solo perch sono scritte sotto metafora, con un linguaggio convenzionale, conosciuto dalla persona a cui si scrive e
con essa precedentemente combinato.
La lettera in gergo ha, per fae diretto, di comunicare con persone assenti senza che gli indiscreti, od i
curiosi, possano comprendere un' acca della sostanza
vera della scrittura.
I patriotti

italiani al

litiche dell'Austria,

momento

delle persecuzioni po-

non scrivevano altrimenti che

in

gergo, per impedire che la polizia austriaca, niente ri-

spettosa del segreto epistolare, conoscesse quanto essi


combinavano per l'indipendenza della patria. Ora che,

non c' pi bisogno


adoperare metafore nello scrivere lettere, perch nei
costumi della polizia nostra non pare che siano rimaste
le non lodevoli abitudini croate.

grazia a Dio, l'Austria se n' ita,


di

229

Lettere famigliari o intime

Esempio
{G.

di lettera in gergo.

Carcano a Giuseppe Mongeri)

(^).

Intra, 16 ottobre 1848.

Carissimo amico.

Suppongo che per qualche giorno tu avrai potuto finalmente respirare un po' d'aria pi libera, presso a
quell'Eupili beatissimo, ove spero anch'io di potere al
pi presto tornar ad invocare il riposo da tante agitazioni profonde e dolorose. Ma forse a quest' ora sarai
ritornato al tuo luogo in citt; e vi avrai trovato quello

partendoti, forse non ti aspettavi. In verit mi


pare ormai manifesto che la santit del principio deve
trionfare, e che la cattiveria non pu sempre durare

elle,

anche quaggi.

Le

notizie strane, inaspettate, possenti, si

vanno

in-

viviamo in una
specie di febbrile aspettativa. Il contegno de' buoni non
si mai smentito; e tutto
doveva promettere quello
che sembra omai vicino a compiersi.
Certo, quando andavamo alcuni anni fa discorrendo
fra noi di tante cose, non credevamo d'essere vicini a
momenti cos terribili per l'Europa; e la gran lotta pres.agita da Napoleone si gi cominciata. Buon per noi
che siamo fuori affatto delle preoccupazioni di tal fatta,
calzando ogni

d,

e noi, al pari di voi,

e che la reciproca

nostra corrispondenza commerciale,


per quanto speriamo, si potr in un modo o nell'altro
continuare in mezzo alla torbida stagione che corre. Le
ultime tue mi facevano vedere quanto tu temessi sullo

(')

Giuseppe Mongeri (1812-1888)

dell'arte.

di

Milano fu

ivi

professore di Storia

Come devo

230

scrivere

le

mie lettere?

mi parli siamo
prima non credevamo. Non
dir che s'abbia a contar molto sulla conchiusione di
contratti relativi a velluti; la stagione non troppo opportuna, e lo stagnamento di questi due mesi passati
ha rovinato la speculazione che alla bella prima sarebbe
stata ottima. La Casa C. e Comp., colla quale io stesso
aveva a suo tempo, procurato di far qualche affare ora

spaccio delle diverse mercanzie di che

forse in acque migliori die

comincia a vacillare, e minaccia fallimento ; i sodi di


lui si sono ritirati dalla Casa, ed egli cerca altri che
vHmpiegano il loro capitale; in faccia alle ultime vicende del gran commercio europeo, coloro avrebbero dovuto avere maggiore lealt ed audacia ora potrebbero
rovinare in gravissimi imbarazzi, se mancano adesso a
5

debbono fare. Le nuove fabbriche di nastri hanno


una fortissima sensazione ; e se vincono la concorrenza come tutto par promettere, saranno sicure de'
ci che

fatto

fatti loro.

la nostra buona
promettevano una volta
gelosia e rovina. Gi nel commercio le cose camminano
sempre di tal passo nel momento che gli affari sembrano pi disperati, si presenta l'insperata circostanza
che ti offre ricambio e fortuna. Guai per a chi non sa
profittarne e noi lo dobbiamo fare subito oggi, per non
aspettare domani, per non cadere negli imbarazzi che
il passato ci ha cagionato, e dei quali pur troppo non
siamo ancora risorti. Gli affari non bisogna farli fare,
ma bisogna farli noi ne abbiamo due esempi tu sai

cos per

occasione

due volte

noi

dovremo

quelli stessi che ci

quali io voglio dire. Ieri fu presa dai nostri corrispondenti qualche determinazione circa la tanto ritardata spe-

e pare che non potr tardar


molto ad avere effetto; si dice che furono gi date, a
buon conto, le misure necessarie poich ne' momenti che
corrono si deve andar guardinghi nella spedizione di
scrivimi subito, e
merci. Aspetto tue e vostre notizie
dizione dei veli che tu sai

Lettere in gergo

231

parlami di tutto quello che sai interessare la ditta; ma


parlami anche di te: perocch io non ho mai saputo
essere solamente un arido commesso viaggiatore come pur
ma lio qualche gusto
troppo mi vidi costretto a fare
anche io in quello che succede intorno a me; e poi
adesso non posso veramente rimanere straniero alle
cose della mia patria. Un'altra volta dunque ti parler
soltanto delle cose che succedono intorno a noi, lasciando
fuori ogni parola che tocchi di commercio, che proprio
non mi par cosa del momento. E potr farlo libera;

mente? Addio carissimo.

Giornali.

Giornalisti.

Per abbonarsi e per diun direttore che ha cestinato un articolo.


Per reclamare giornali smarriti.
sdire l'abbonamento.
Per camPer omonimia.
Per rettifica di un articolo
biare di indirizzo.
o notizia.
nali.

(A un

Preghiera di comunicato.
per la corrispondenza.

La corrispondenza

ai gior-

Norme

direttore che gli

ha cestinato alcuni

{G. Leopardi a Giuseppe Acerbi

articolij.

('),

direttore della

Biblioteca italiana, a Milano).


Recanati, 17 novembre 1816.

Pregiatissimo signore.
stimato come ogni savio,

Avendo

ma

io sempre non solo


anche amato per certa

(1773-1846) di Castel Goffredo, viaggi in Inghilterra


(') G. Acerbi
Scozia, Irlanda, e (1779-1779) in Scandivnnia e Lapponia (e ne scrisse in
inglese. 1802) fa a Parigi segretario del ministro cisalpino Marescalchi;
nel 1816 fond a Milano la Bbliot-eca italiana, e la direMse con grande

amore per

11

anni, finch ani in Egitto

la direzione della rivista all'abate Gironi.

come console austriac

M. a

',

Castel Gofl'redo.

cedendo

Oome devo

232

scrivere

mia particolare inclinazione


stata cosa gratissima

rettore di

me

lei.

il

le

mie lettere?

la Biblioteca italiana,

m'

ricevere cortese lettera del di-

L'articolo sopra

il

Bellini fu

scritto

da

tempo che non sapea dell'autore di quelle Conversazioni d^ Eliso, che, come conveniente trattandosi
in

di morti, puzzan tanto di sepolcro e d'oblio; per cagion


delle quali

veggo bene che giusta prudenza le vietava


Lodai il Monti, perch avendolo ve-

di farlo pubblico.

duto lodato in qualche articolo della Biblioteca italiana,


in quello di madama di Stal, e nella lettera al
Bettoni sopra i ritratti degli illustri italiani viventi,
l'aveva riputato maggior dell'invidia.

come

Scrissi l'altro articolo,

opinioni della
mici.

Ma

mosso ad

dama quanto

ira

non tanto

dalle

dalla miseria de' suoi ne-

gi prevedeva che di simili articoli

stata gran folla, ed elleno ottimamente

sarebbe

hanno avvisato

di

sopprimere quella quistione che agli indifferenti venia

in

fastidio e all'Italia

non facea onore. Perci

ella

non

ha potuto mandar fuori veruno de' miei articoli,


molto pi per quello che ella non dice e debbo dir

ma
io;

ambedue erano indegni di venir in luce nella


sua preclarissima Biblioteca. Le rendo grazia della ob-

cio che

bligante maniera che ha voluto usar meco;

se

co'

potr recar mai qualche minimo giovamento


al suo giornale, bench io sia persuaso di non poterlo
meglio in altra guisa che tacendo, far quanto sar in

miei

me

scritti

per mostrarle sempre pi chiaro l'ossequiosa mia

servit.

Lettere per giornali

233

per abbonarsi)

(Lettere

Koma,

15

dicembre 1897.

Spettabile Amministrazione
del giornale

La Moda

pratica.

(Libreria Hoepli). 37, Corso Vittorio

Emanuele

MILANO
somma di Lire 16,
abbonati annuali alla
grande edizione del vostro reputato periodico.
Prendete buona nota del mio indirizzo, e gradite i
migliori miei saluti.
Con

la presente lettera vi rimetto la

affinch

mi annoveriate

tra gli

devotissimo
)

Via Arenala,

fi'tr disdire

n."

.... a Roma.

V abbonamento)
Magenta, 12 dicembre

1894.

Spettabile Amministrazione
del giornale

La

Margherita

MILANO
Con
mento

la fine di
al

questo mese ha termine

vostro reputato periodico.

il

mio abbona-

Non avendo per

ora

intenzione di rinnovarlo, compiacetevi di prenderne nota.

(1) Per abbonarsi a un giornale molto pi semplice di acquistare una


cartolina-vaglia del valore pari all'abbonamento cbe si vuole contrarre, o
col proprio nome e indirizzo si spedisce all'Amministrazione del giornale

al

quale s'intende abbonarsi.

Come devo

234

onde

scrivere le mie lettere ?

col 31 corrente, si

sospenda l'invio della copia

di-

rettami a Magenta, Piazza Grande, n. 97.

Con

mi professo

distinti saluti

devotissima
)

(Per reclamare giornali smarriti).


Milano, 18 gennaio 1899.

Spettabile Amministrazione
del Giornale

Da

alcuni giorni

stimato periodico,

non mi perviene

al

la copia del vostro

quale sono abbonato fino dal 31 di-

cembre 1899. Non sapendo

se

devo attribuire l'incon-

veniente ad errore del vostro ufficio di spedizione, o se


a disguido postale, ve ne rendo avvertiti, affinch possiate nell'uno o nell'altro caso provvedere.
Compiacetevi, frattanto, di spedirmi i numeri del 14,
15, 16 e 17 corrente, che non mi sono pervenuti. Ringraziandovi, distintamente vi saluto. Devotissimo.

(X Y.).
n.o

Via

fPer cambiamento di indirizzo).


Novara, 6 gennaio 1898.

Spettabile Amministrazione
del Bollettino della Societ

Dante Alighieri
a

A
in

ROMA.

partire dal 12 corrente vi compiacerete di dirigere

Via

a Vercelli,

la

copia del Boi-

235

Lettere per giornali

di codesta benemerita Associazione Nazionale


n
a Novara.
che ora mi spedite in Via
Usatemi la cortesia di prendere buon ricordo della mia
richiesta e di gradire i saluti distinti del devotissimo

lettino

(X. Y.).

(Per omonimia).
Milano, 3 aprile 1808.

Stimatissimo signor Direttore.

Le

sar riconoscente, se vorr usarmi la cortesia di

l)ubblicare nel suo stimato periodico, che

comune

il

sottoscritto,

Giovanni Giovani, del quale


fu annunziato l'arresto nella cronaca dei giornali citta-

non ha nulla

di

col

dini di ieri.
della compiacenza,

Ringraziandola

distintamente la

saluto.

Giovanni Giovani.
impiegato municipale.

Via

(Per

rettifica di

n.o

un

articolo o notiziaj.

Milano, 4 aprile 1898.

Stimatissimo signor Direttore.

Voglia usarci la cortesia squisita di far correggere,


la notizia pubblicata nella Cronaca
cittadina del suo giornale d'ieri (n. 2456), sotto il titolo
Gentiluomini alle mani. Non esatto che il si-

conforme a verit,
:

gnore X. incontratosi col signor Y.

si

sia lanciato

su

Come devo

286

scrivere

mie lettere?

le

questi per dare sfogo a vecchi rancori.

Y. non

si

conoscevano

affatto e

vennero

signori
alle

X. e

mani per

un mero equivoco.

Difatti, questo chiarito, i due sisono reciprocamente dichiarati dolenti di essersi


dimenticati fino al punto di giungere al pugilato; e con
una stretta di mano hanno suggellata la pace fatta.

gnori

si

Gradisca, signor direttore,

distinti

saluti e

ringra-

ziamenti dei devotissimi suoi


(L. e

H. per incarico dei signori X. e Y.).

(Preghiera di comunioalv).
Milano, 4 aprile 1898.

Stimatissimo signor Direttore.

Le sar riconoscente, se vorr usarmi la cortesia di


pubblicare nel suo reputato giornale di domani il comunicato d'interesse pubblico, che ho l'onore di accompagnare con

la presente.

Voglia, signore,
e

gradire

ringraziamenti

anticipati

saluti distinti del devotissimo suo

(X. Y.).

Le corrispondenze

per ben

ai giornali.

poche parole sulle corrispondenze


entrano appunto nella categoria delle
lettere di ragguaglio o di avviso, dalle quali trasse la
sua origine il giornalismo politico moderno.
Un buon corrispondente sa che il giornale pu fare
finire....

ai giornali, le quali

Lettere per giornali

uu po'

di

bene e molto,

ma

237

molto male, specialmente


il risentimento

se ci ficcano la coda l'odio di parte, o

personale: in poche parole la slealt.


onesto,

non scriver

al

giornale,

Perci, s'egli
cui corrispon-

di

dente, che le notizie vere, mitigando la brutalit del


vero nudo e crudo, quando in giuoco la reputazione
di terzi, specialmente di donne.
Raccogliere i si dice opera volgare
inalzare i si
dice all'onore di un fatto vero cosa abbietta; stampare
ci che non vero, o semplicemente ci che si dice
una azione addirittura abbominevole.
Purtroppo, per, questo accade ogni giorno, ogni
;

momento, perch un galantuomo calunniato, vilipeso,


non trova altro ri-

dilaniato nell'onore dal giornalismo

paro che nel duello o nella legge.

Ma

se fa appello al giudizio di Dio, alla cavalleria,

rischio di buscarne e di consacrare con un combattimento singolare la menzogna, e l'affronto; e se fa


appello alla Giustizia, si rovina nella borsa e nell'onore:
perch, oggi siamo arrivato a questo
in un processo
per diffamazione, il diffamato n'esce con l'onore e col
cuore a brandelli, anche se l'essenza della quinta essenza della probit
In generale da noi il giornalismo non in buone
mani. Fatte le debite eccezioni, da noi sono giornalisti,
pubblicisti, tutti coloro che non trovano altro gancio a
cui appiccare la propria esistenza. Ogni spostato, anche
se non riescito a conquistare la licenza elementare,
s'impanca a giornalista, e trincia sentenze su tutto e
su tutti; ma pi specialmente sopra ci che non capisce, che non pu comprendere, che non pu sapere.
Posa da Catone, ed un truffaldino.
Ed ora che ho vuotato il sacco per i giornalisti revolvers, occupiamoci dei giornalisti e dei corrispondenti
buoni, di quelli onesti, di quelli che conoscono il sentimento della responsabilit e la dignit del giorna-

corre

il

lismo.

238

Come devo

(Norme per

le

scrivere

le

mie lettere?

corrisponder) zej.

corrispondente che ha una notizia importante da


al suo giornale, la scrive subito e la manda

Il

mandare

senza indugio, perch giunga al pi presto. Un'ora


persa rende inutile, vecchia la notizia.
Nello scrivere il corrispondente sia breve. Le notizie
brevi, succose, facilmnte

non

ci che breve,

vengono pubblicate, perch


tempo di conseguenza

fa perdere

facilmente letto.
Il

corrispondente scriva poco

fatti,

ma non

flessioni le far

il

Nello scrivere
ritiero

ma

quel poco significhi

che fatti;

chiacchiere, nient'altro
lettore,

se ne avr

tempo

le

ri-

e voglia.

corrispondente sia innanzi tutto ve-

il

ed impersonale

poi chiaro, affinch

rato sia facilmente leggibile e

il

fatto nar-

non ammetta interpreta-

zioni diverse; e specialmente con carattere nitido sieno


scritte le cifre e

nomi.

Nella corrispondenza non

mani; ma:

il

15,

16,

il

sieno brevi, incisive

il

si

metta mai

17

ecc.

jeri,

oggi, do-

Inoltre

le

frasi

separate piuttosto da punti che da

virgole.

Non

tollerate correzioni nella corrispondenza.

rola errata, la cifra sbagliata

bel

si

cancella e

si

La

pa-

scrive di

nuovo chiaramente.

Le corrispondenze
una parte

si

scrivono su fogli piccoli e da

sola del foglio, perch cento, mille righe se-

parate in venti, in cinquanta pezzi da consegnarsi ad


altrettanti operai,

si

compongono

in

un quarto d'ora;

mentre una pagina che esige due ore di tempo per essere
composta, novantanove su cento non vede la luce sul
giornale.... a meno che non tratti di qualche cosa di
veramente straordinario.

Lettere per giornali

Per ultimo
scrive. Ci sar

239

corrispondente firmi sempre quanto


prova dell'onest de' suoi procedimenti,

il

ed eviter che la buona fede del giornale, nel quale


collabora, veaga sorpresa da qualche briccone.

I corrispondenti di tanto in tanto scrivono una lettera


all'amministrazione del giornale per la sistemazione dei

conti

Alla lettera-conto

il

corrispondente unisce

telegrafiche disposte in ordine

di

le ricevute

data.

Ciascun giornale fa patti speciali

a'

propri corrispon-

denti, in base ai quali questo redige la propria lettera-

conto, della quale segue l'esempio

Come devo

240

1
o

^
^

ss
-Ti

^^
^
^

scrivere

le

mie lettere?

241

Lettere per giornali

Giustificazione e di scusa {Lettere di).

Quando e come si scrivono.


Esempi di lettere di giustifi-

Lettere di giustificazione e di scusa.


Come si risponde a queste lettere,
cazione e di scasa.

Ci vuol pi. coraggio a riconoscere il proprio torto


che a buscarsi ana palla o una stoccata in pieno petto .
Vi sembrer un paradosso, n' vero, questo principio?

Ebbene
di

un assioma, quando si
La persona da bene che manca

esso invece

galantuomini.

tratta
ai do-

veri di reciproco rispetto, imposti dalla convivenza so-

ha errato,

lo confessa

e lealmente

stende la
per riconoscere
il proprio
torto occorre una buona dose di coraggio
civile, lo so
ma pur vero che la scusa fatta con dignit e senza servile bassezza, il miglior mezzo di
ciale,

se

mano

a chi dall'errore rest offeso.

Ma

riparazione con la gente a modo.

Nel riparare un torto non si frapponga indugio; perch ritardare la riparazione significa: incatenare l'anima
al male con un vincolo sempre pi forte, che l'avvezza
a disistimarsi.
qui,

Io,

non mi occupo

delle offese che

provocano

pi delle volte ridicoli ; spesso ingiusti, qualche volta pericolosi, sempre assurdi; alludo a quelle
duelli,

il

mille inezie che urtano e che irritano

senza arrecare
che rappresentano un termometro infallibile per giudicare malamente chi se ne rese colpevole.

ingiuria;

Le

ma

lettere di scusa, o meglio di giustificazione,

sono

perci quelle, per mezzo delle quali riconosciamo inge-

nuamente e conforme a verit, di non aver ragione in


un fatto determinato e se ne chiede cortese venia a
chi scriviamo
esponendo le circostanze che, involontariamente, ci resero colpevoli di una grossa o di una
piccola mancanza.
;

16

Come devo

242

scrivere

le

mie

lettere'?

Le circostanze occorre tenerle sempre d'occhio perch esse determinano la forma della lettera. Ed la
forma nella esposizione dei fatti, che deve temperare
la colpevolezza, assicurando alla nostra causa tutte le
;

attenuanti.

La

chiusa della lettera conterr la protesta di stima

verso la persona offesa; e la certezza di un oblio completo dell'accaduto, quale frutto della cortesia e della
si domanda scusa e
chiede di conservarci per l'avvenire una amichevole

gentilezza della pers<ma alla quale


si

benevolenza.

Ma

Oh! se non siamo in


con molta urbanit e
con moltissima moderazione si fanno valere le proprie
ragioni protestandoci innocenti; esponendo i fatti quali
furono realmente e non come furono riferiti, o considerati. Si adducono, infine, le prove a giustificazione
propria e si conchiude dichiarando di tenere all'affetto
e alla stima, alla considerazione, ecc., della persona a
se la colpa

non

esistesse"?

colpe, in debito di riparazione,

cui

si

scrive.

Alle lettere di giustificazione o di scusa non sempre


si

risponde; anzi,

il

pi delle volte non

pi se ne accusa ricevuta e

si

si

replica.

Al

dichiara di accogliere la

scusa, confermando che l'amicizia


non ha subito tara e che resta allo stato quo ante.
giustificazione o la

243

Lettere di giustificazione e di scusa

Esempi

di lettere di giustificazione e di scusa.

(Lettere di giustificazione).

{A. Caro al signor

Luca

Contile C),

a Milano).

Se non mi volete ammettere la scusa della mia subita


passata di cost, datemene la penitenza che voi volete,

che la far volentieri bench ne son pentito, e dolente


pur troppo; e tanto pi, se vero quel che m'accennate, ch'io m'abbia perduto assai in cospetto dell'illustrissima signora Livia: pure non si pu contrastare al
destino, ed agli comandamenti de' padroni. Io non ho
tempo di burlare, che mi stenderei a dar minuta ri;

sposta alla vostra dolcissima lettera.

pu, ed aiutatemi ad riacquistare

gnamo

il

Scusatemi,

perduto,

e,

se si
se ve-

come si ragiona, dar subito un


per chiedervi perdono del fallo commesso.
Il sonetto m' stato gratissimo, ed bellissimo. Non
ho tempo a risponderli, ed anche dovete sapere che mi
sono spoetato, se poeta per sono stato mai. Pure, invece di risposta, ve ne mando un altro, fatto pi giorni
sono, che torna a proposito. State sano, ecc.
volo

in Piacenza,

fin cost,

(') Luca Contile (16'^ secolo) di Catoua, fa letterato alla corte del Vescovo Principe di Trento Cristoforo Madruzzo, che per sospetto di satire
lo scacci. M. a Pavia nel 1574.

Come devo

244

scrvere

le

mie lettere?

(Lettera di scusa per prolungato silenzio).

(Zendrini al prof. Luigi Morandi).


Padova, 4 luglio 1868.

Carissimo.
Ella m'avr

mandato

al diavolo

Dio sa quante volte

e ogni volta con ragione. Rispondere col silenzio a Lei

Ma

pi che villania, quasi colpa.

che

ci posso io?
miccino del mio
tempo, e consacrare a' miei versi quelle poche ore serene; lascio accumularsi sul mio scrittoio le lettere de'
miei giovani amici e fratelli, che pur tanto mi son care;
e mi sequestro, sciocco, dal genere umano, di cui ab-

Malfermo

di salute e costretto a fare a

biamo tanto bisogno tutti


Fra le poesie inedite Le ne mander una pi lunga,
quando mi regga la lena a quel benedetto copiare. Intanto Le trascrivo questa. Il mio volume lo metto in!

sieme con gran cura,

con febbrile vicenda d'entu-

siasmi e d'abbattimenti.

Chi

lo

legger'?

lavoro vita, e a
il

chi l'aprir?

me preme

Ma

niente

paura:

il

di sentir battermi in seno

cuore che Dio m'ha dato.

Tre copie

me

le

del Belli

ha vendute

il

tenni io e le ho mandate in

l'equivalente delle vendute.

libraio:

tre

Io la benedico di

regalato quest'aureo libriccino:

nei

altre

Germania; eccole
sonetti

del

averci
Belli

c' pi succo che in tutti quelli del Petrarca e de' pe-

Che naturalezza, che verit, che brio,


Neanche il nostro Porta ha sonetti cos piccanti. E non intende darcelo tutto, il geniale poeta? I
miei rallegramenti per la lettera che Le scrive Guertrarcheggiani.

che pointe

razzi.

Ha

fatto

bene a mettersi in relazione con quel

245

Lettere di giustificazione e di scusa

grand'uomo, l'unico, volere o non volere, che tenga


veramente alto, tra tanta bassezza, il vessillo italiano.
Io non me gli son mai fatto vivo; n so se egli conosca
Il

ma

nome mio che ancor molto uon suona,

tacitamente lo venero, e

lo rileggo

Addio mio bravo e gentile Morandi


la

il

sempre.
cielo prosperi

sua rivista adolescente.

{M. d^ Azeglio a sua moglie).


Torino, Il gennaio.

Se hai veduto Berchet

(^),

t'avr detto che stavo scri-

vendo un opuscolo relativo alle elezioni {'). Ho lavorato


come una macchina a vapore, e vedo che ho fatto bene
a uon diventare ministro; che non potrei far lunghe lavorate.

Ora

finito,

Appena

si

stampa, e te

uscito vorrei partire,

lo

ma

mander

subito.

sto perplesso.

Mi

fanno premura onde seguiti a fare il deputato j e ho


accettato la candidatura, perch m'hanno detto che altrimenti eleggevano un enrag. Ho per prevenuto che,
per salute e per altri motivi, dovrei essere poco assiduo,
e prender un congedo. Dal poco che ho provato la vita
di deputato, vedo che non cosa fattibile. Non si pu
alla mia et, rifarsi il carattere e cominciare una vita
opposta a tutte le abitudini prese. Io sono il polo opposto
del tipo impiegato, e per me la legatura di lavoro fisso.

(') Giovanni Berchet, (1783-1851) di Milano, fu poeta lirico patriottico


popolarissimo e scrittore della scuola romantica, dal J82l esule; dal 1848
direttore degli studi nel Governo Provvisorio di Milano: poi a Torino.
(-) La lettera politica: Ai suoi elettori di Strambino.

Come devo

246

a ora

fissa,

scrivere

le

mie lettere?

uq impossibile. Quando
mi pareva avere il fuoco sotto, e, vo-

in luogo fsso,

ero alla Camera,

lendo pure starvi, riuscivo a costringere

il

corpo,

ma

mente no
Mi fissavo di voler star attento alla discussione, e
dopo dieci minuti, stavo viaggiando per gli spazi, e non
tornavo che dopo un tempo pi o meno lungo
della
discussione non ne capivo nulla. lo stesso per me
che ascoltare una lettura. Perci sono perfettamente
zero, come deputato. E quel poco che ho fatto sin ora
scrivendo, non potrei continuare a farlo, e non farei
pi n un mestiere n l'altro. Il male che di questo
non si persuaderanno e diranno che non mi voglio seccare.
In un senso vero; ma il fatto che, quando una cosa
secca troppo si fa male in altri termini, che ogni uomo
deve seguir la sua vocazione: la qual frase diventa ragionevole. Basta; si vedr. L'abate comincm a dgringoler, a forza di buscherate che fa: e poi a un certo
fare di pollin che fa la roeuda che non c' peggio per
farsi avere in tasca. Durando qui, e ti saluta. Balbo,
la

Eoberto

fLettera

e gli amici

stanno bene. Salutami Giorgini.

di giustificazione).

Milano, 3 aprile 1898.

Stimatissimo signore.

Mi consta che
Lei.

le fu riferito di

avere io sparlato

di

stata cosa facilissima l'accusarmi, perch facile

la calunnia. Io per sfido chicchessia a provarlo co'


fatti;

mi

giacch, non potrei aver parlato, senza che alcuno

sentisse.

testimoni,

se Lei volesse compiacersi di produrre

mi renderebbe un

servigio segnalato
perch mi concederebbe di provare la falsit dell'accusa.
i

247

Lettere di giustificazione e di scusa

In

tal guisa,

me

vedrei appagato

il

mio desiderio

di levare

ogni inquietudine ed a Lei ogni sospetto.

Ella sa che, per principio,


spetto a chicchessia, e tanto

non uso mancare di risarei permesso

meno mi

di offendere la riputazione sua,

che

tutti,

ed

io

per

primo, dobbiamo rispettare.

(Risposta).

vero; mi stato riferito di aver Ella sparlato di


me. Ma, come non Le ho dato mai alcun motivo, e mi
sono noti il senno e la sua educazione cos non vi ho
:

prestato alcuna fede.

Non

v'

dunque bisogno,

che

si

giustifichi

di

una

cosa di cui io non l'ho mai creduto capace. La stima,


che Ella gode ovunque, la condanna dei suoi detrattori.

Adunque Lei non

si

preoccupi di una cosa, alla

quale io neppure penso.

Invito di

accettazione e

di

rifiuto

{Lettere di).

Lettere d'invito.
Risposta di accettazione e di rifiato.
Ringraziamento ed accettazione d'invito.
Invito a un ballo; a una serata,
ecc.
Invito a pranzo o a cena.
Varie forme di questi inviti.
Invito al matrimonio religioso.
Invito al e rinfresco di nozee
Invito per the.
Risposta.

La lettera d'invito ha da essere scritta con molto


garbo, perch garbato e gradito debba riescire l'invito;
e perci,

non sar male che, seguendo

principi sug-

comprendere, come l'accettazione dell'invito costituir un vero favore per lo


invitante, che se ne professer riconoscente.
Alla lettera d'invito si risponde con altra lettera di
geriti dal cerimoniale, si faccia

Come devo

248

scrivere

le

mie

accettazione o di rifiuto. Nella prima

lettere f

ci

si

mostri gra-

tissimi dell'invito

e felicissimi di accettarlo;

conda,

prima

di

ringrazi

si

ci

non potere accogliere, come

invito; e

si

nella

si

vorrebbe,
il

il

cortese

rifiuto.

risponde per biglietto; o

una carta da visita


come quando non si ha inten-

ringrazia semplicemente con

tanto,

quando

accetta

si

se-

scusi e ci si dolga poi,

si finisca col giustificare

Agli inviti per biglietto


si

si

zione di approfittare della cortesia usataci con l'invito.

Per
c' un per
agli inviti a pranzo si risponde
immediatamente, appena ricevuti, accettando o non accettando; affinch la padrona di casa possa disporre
altrimenti del posto. Cos pure d'obbligo informare
subito la signora, che ci ha invitati a un pranzo, se
dopo avere accettato, "una causa, di forza maggiore ci
impedisse d'intervenirvi.

Esempi

di lettere d'invito e di accettazione.

(Lettera di ringraziamento e di accettazione di

(G. Leopardi ad A. F. Stella

(^),

un

invito).

a Milano).

Kecanati, 19 giugno 1825.

Signore ed amico pregiatissimo. Sarebbe impossibile


rifiutare

un

invito cos gentile, cos amoroso,

come

compiace di farmi nella cara sua


degli 8 del corrente. Non so quanto ella possa ripromettersi dal mio valore in ordine alla sua intrapresa
so bene che ella deve aspettare da me, senza eccezione
quello

che ella

si

(^)

Antonio Fortunato

braio editore a Milano.

Stella (1757-1833) di Venezia, fu tipografo e

li-

Lettere di invito,

di accettazione e di rifiuto

alcuna, tutto quello che dipende dal buon

249

volere. Io

sono certo di trovare in lei e nella sua famiglia quegli


affettuosi e cari amici che ella rai promette.
Spero dal canto mio che ella non potendo trovare in

me

almeno pure un cuor


capace di amicizia vera e
per avere il passaporto dal-

altre qualit lodevoli, trover

sincero, retto,

tenera.

Ho

sensibile,

scritto a

Roma

l'Ambasciata. Io partir immancabilmente (eccettuato


solo il caso di qualche ostacolo imprevedibile) tosto che

avr nelle mani questo passaporto, il che dovrebbe essere


o prima, o poco dopo l'arrivo del presente. Ella mi
creda, quale spero di darmele meglio a conoscere da
vicino, suo vero e cordialissimo amico e servitore.

(Invito a

un

hallo,

a serate, ecc.).

La moda, questa usanza


dovunque

giera, introdotta
priccio,

pazzerella che corre passeg-

dal gusto presente e dal ca>

non ha risparmiato neppure

le lettere d'invito

tempi migliori. E facendo un repentino ritorno ad usanze condannate, alle lettere ha sostituito
i biglietti di visita con poche righe scritte a mano; o
cortesi dei

cartoncini semplicissimi, bianchi o colorati,

con suvvi
stampato brevemente, molto brevemente, l'invito.
Almeno, avesse riportato anche l'uso di quelle piccole
meraviglie dell'arte del bulino, per le quali si resero
specialmente celebri, gl'incisori francesi del xvii e xviii
secolo! No, neppure questo; nemmeno un modesto ornamento tipografico deve interrompere la fredda monotonia dell'asciutta formula, con la quale s'invita.
Le formule pi comuni, scritte a mano, su biglietti
da visita, sono
:

250

Come devo

praneeseo

scrivere

le

mie lettere?

Lettere di invito, di accettazione e di rifiuto

Avvisare

gli invitati dello

251

scopo della conversazione

obbligo imprescindibile per chi invita,

affinch

gli

nomini, e pi specialmente, le signore, abbiano opportunit di adattare l'abbigliamento loro alla circostanza
e perci non si dovr mai dimenticare di scrivere in
fondo al biglietto d'invito, nell'angolo di sinistra, in
modo chiaro e visibile, le parole
Si far musica
Si far recita, e
Si baller
;

simili.

Se il biglietto d'invito a stampa, troverei pi che


opportuno ch'esso fosse, se non un capolavoro di incisione, come facevano i nostri vecchi, almeno un capolavoro tipografico o litografico. Ecco alcuni di questi
biglietti

I biglietti d'invito

per

invitati

a stampa

si

mandano specialmente

devono essere recapitati


almeno otto giorni prima della festa.

le serate di gala,

agli

(Inviti

a pranzo

a cena).

Per un pranzo di gala, l'invito deve giungere nelle


mani del convitato un mese, o almeno una settimana
prima del convito. Questo periodo di anticipazione nello
invitare, porge allo invitato, occasione di giudicare della

maggiore o minore solennit che

al

pranzo sogliono

at-

tribuire coloro che invitano j e le signore ne traggono

Come devo

252

scrivere

norma

sicura per preparare


gliamenti d'occasione.

Ma

per

gli inviti

le

le

mie

lettere f

acconciature e

abbi-

gli

a pranzo intimi non Lavvi prescri-

zioni di tempo, essendo buoni ed opportuni tutti

mo-

menti per pregare un amico carissimo ad assidersi

alla

nostra tavola.
Gli inviti di poca importanza

da

visita,

su cui

si

legga

il

della moglie, sotto ai quali

fanno con un biglietto


del marito e quello
aggiunge per iscritto:

si

nome
si

ppaneeseo e Giuseppina flUegri


pregano

il

dere loro

il

signore e la signora Conienti di conce-

piacere di vedere accettato V invito che

fanno per gioved 14 maggio,

oppure

alle ore

7 Ye (19.80).

ppanceseo e Giuseppina flUegri


pregano
gradire

il
il

signore

loro invito

ore 7 Vj 19.80.

di

ag-

per gioved, 12 maggio,

alle

la signora

Contenti

Lettere di invito, di accettazione e di rifiuto

oppure

253

ppaneeseo e Giuseppina
8

lusingano che

coniugi

ranno onorarli con

la loro

maggio, alle ore 7

^A,

aignori

flllegpi

Contenti

vor-

presenza, gioved. 14

(19.30).

Per i pranzi officiali la formula d'invito deve essere


sempre stampata; mentre per i conviti privati, di somma
gala, la formula d'invito bene che sia stampata su
biglietti di grossa carta a mano, o su cartoncini, secondo
esige la moda. Ma quando lo si pu, non sarebbe male
che questi biglietti rappresentassero, oltre ad un invito
gradito, anche un piccolo gioiello delle arti gralche,
disegnato da artisti di merito, eseguito da incisori, o
da litografi di bel nome, e stampato con ogni cura.
Cos, non solo l'arte capace di solleticare uno dei sensi
che rende maggiormente felice l'umanit, il gusto, ne
sentirebbe vantaggio: ma anche l'altro preziosissimo
della vista, il quale nella riproduzione del bello trova
gaudi inenarrabili, diretti a ingentilire il cuore e ad
educare la mente meglio di un manicaretto raffinato.

(Inviti

per nozze).

Oggigiorno, quando la presenza di persone care o di


semplici conoscenti riesce gradita, alla funzione del ma-

trimonio religioso devono esservi invitate quelle persone


con un biglietto particolare a stampa, semplicissimo.

254

Come devo

scrivere

le

mie lettere?

di cartoncino candido, simile nella


si

forma a quello che


user per la partecipazione di matrimonio.
La formula, per, sar modificata, come nell'esempio

che segue:

255

Lettere di invito, di accettazione e di rifiuto

grande rammarico dei farmacisti),


un altro invito, pure stampato,

madre

al

precedente

ma

fatto in

unisce

si

nome

della sposa, e del quale reco esempio

della

z^iui^to, 70 >nar<&o 789?.

leazi,

aoho

a cada

ueevez

(a^o^a,

ceumoma

ia

n,

(Invito per

un

ua,

i^e--

ma

tanoz

ihfj.

Gli inviti di questo genere si fanno, scrivendo a


sopra un biglietto di visita poche parole:

Milano,

invila

V amico

stra a prendere

Giovanni
il

che non gli verr negato


si

Conlenii

the con lui.

buon amico. Addio.

il

15 marzo.

li

a venire sla-

Sar

solo e spera

piacere di vedere un

mano

Come devo

256

scrivere

le

mie

lettere f

Se si accetta nou c' bisogno di rispondere j ma se


per un motivo qualunque non si potesse assecondare
l'invito dell'amico,
sabile.

Cos

un rigo

di

avvertimento indispen-

Milano,

Giovanni
ringrazia ptl cortese

li

i5 marzo.

SoH'teivti

inibito

ed

dolente

di

non

poterlo accettare, perch stasera attende amici in

casa sua.

Manifesti.

Manifesto
sotto

forma

si

addimanda quella

scrittura,

di lettera, adatta a divulgare

generalmente
tra

una de-

terminata categoria di persone, o tra quelle che appartengono ad uno stesso paese, regione, o nazione, una
particolare cosa o impresa, che lo scrivente o gli scriventi sogliono fare pubbliche.
Nei costumi della moderna societ il manifesto si

confonde sovente con

il

proclama; ma, mentre questo

piuttosto prerogativa delle autorit costituite, all'altra

specie di richiamo fanno appello le associazioni private,

o un gruppo di cittadini desiderosi di far conoscere un

qualche fatto o di far prevalere un determinato principio


d'interesse pubblico.

Tra i proclami sono rimasti celebri quelli emanati


da Vittorio Emanuele II e da Giuseppe Garibaldi durante il periodo fortunoso del Risorgimento italico.

257

Manifesti

Tra

manifesti Dessuno agguaglia per grandezza e

nobilt di sentimento patriottico, quello redatto da Giuseppe Chiarini (^) e sottoscritto con altri cento benemeriti

ed

da Giosu Carducci

illustri italiani

nel luglio del 1889


tra noi

una associazione che avesse

lo

tutelare la lingua e la cultura italiana

un figlio d'Italia.
Le benemerenze acquistate verso

tasse

cuore

il

(~),

allorch

resa pratica l'idea di fondare

fu

scopo preciso di

ovunque palpi-

di

la Patria

da codesta

nobilissima associazione, che su proposta del Carducci,


si nomin Dante Alighieri , non hanno bisogno di
essere proclamate qui.

Ma

se

il

cammino

un ventennio

di

stato

grande

e fecondo di risultati soddisfacenti, molto, assai, resta

ancora da fare. E si raggiunger la meta agognata, se


l'animo degli italiani sar penetrato dal dovere che ha
ogni cittadino di ascriversi a codesta santa e nobile
istituzione (^). Dio voglia che nella mente della generazione che tramonta e in quella che sorge penetri profonda codesta necessit, nel fine sublime di rendere la
nostra cara Patria temuta,

se

non amata, da coloro

Griaseppe Chiarini di Arezzo (n. 1833), preside del Liceo Umberto I


poeta, critico e storico letterario.
(2j Giosu Carducci di Valdicastello (1836-1907) in Versilia, poeta forte,
prosatore eccellente, critico insigne, onore e vanto del genio, del carattere, della fibra italiana (Crispi nel suo telegramma al Carducci del 17
maggio 1901), restitutore di tradizioni gloriose all'italico idioma, custode
di severa morale decenza nello scrivere e risvegliatore di latine energie
(1)

di

Eoma,

(Crispolti).
(^)

Si

tenga presente che per essere soci della Dante Alighieri * basta

essere onesti e pagare al Comitato, al quale


obolo annuo di

si

intende di aggregarsi,

un

lire 6

per
per
per

soci eflfettivi

studenti
soci aggregati.

gli

Dante pose poche lire versate alla


sono concedere alla nostra Societ, assolutamente italiana, di compiere
veri e propri miracoli di difesa del patrimonio morale nazionale, costitatto dalla lingua e dalla cultura gloriose della nostra adorata Italia.

Le quote non sono gravose,

17

Come devo

258

quali ospitano

minio,

ingiusto,

su

nell'oppressione pensano a

Ed

ecco

il

le

mie lettere?

nostri emigrati, o

spesso

scrivere

tanti

Eoma

compiono atto
nostri

di do-

fratelli,

che

e sospirano!...

manifesto della

SOCIET DANTE ALIGHIERI

Italiani

Intenti a compiere l'unit politica della Nazione,

noi Italiani

paremmo

non tutta dentro

finora

dimentichi che la patria

confini

materiali dello Stato. Di

dimenticanza ci fecero accorti gli stranieri, additandoci con l'esempio la necessit e il modo di ripatale

rarvi.

Tedeschi, Slavi e Francesi adoperandosi a tutelare


e diffondere nei paesi di confine o disgiunti dalla

madre

sentimento di essa, ci
insegnano che dovunque suona un accento della lingua
patria, la lingua, la cultura e

il

dovunque la civilt nostra lasci tradizioni, dovunque sono fratelli nostri che vogliono e debbono rimanere tali, ivi un pezzo della Patria che non pos-

nostra,

siamo dimenticare. Non solo:

ma

quanto quei

fratelli

nostri, per le condizioni particolari dei luoghi nei quali

dimorano, corrono maggior rischio di perdere, con


cognizione e l'uso della lingua italiana,
della patria,

la

la

coscienza

tanto noi abbiamo maggiore obbligo

di

accorrere in loro aiuto.

incitamenti a frequentarle,
ed incoraggiamenti ad ogni
altra qualsiasi opera animata dagli stessi propositi,
sono i mezzi che quelle nazioni straniere usarono e
usano per conseguire il loro intento e quei mezzi vogliamo usar noi.
Invitando a ci gl'Italiani, ci sembrato che nessun
Istituzione

diffusione

di

di

scuole,

libri,

aiuti

nome

potesse consacrare

stra che

il

nome

di

pi.

Dante

degnamente l'impresa no-

Alighieri.

Lettere di matrimonio

259

Quella che noi proviamo un'opera altamente ed


essenzialmente civile e pacifica, a cui ogni italiano, qualunque sia la sua fede religiosa, qualunque siano le sue
opinioni politiche, deve sentire il bisogno e il dovere
di

prender parte.
Se dubitassimo che

nostri concittadini

rispondere freddamente all'appello nostro,


dubitare che

il

sentimento nazionale fosse

potessero

dovremmo
men vivo

fra noi che fra gli stranieri .

Roma,

luglio 1889.

Matrimonio {Lettere

di).

Lettere di consiglio ad una sorella da marito.


Lettera di vedova che
respinge l'offerta di seconde nozze.
Lettere di una madre che annunzia alla figlia di averle trovato uno sposo.
Domanda di matriRi flato a domanda di matrimonio.
monio.
Documenti da presenDomanda di dispensa per matrimoni
tarsi per contrarre matrimonio.
Domanda di dispensa per matrimonio religioso.
Partecicivile.
Lettera di partecipazione di matrimonio
pazione di fidanzamento.
Partecipazione di matrimonio.
Formule e norme.
ad un'amica.
Risposta alla partecipazione di fidanzamento e di matrimonio.

fLettera di consiglio ad una sorella da marito).


(6r.

Milano)

Carcano alla sorella Francesca Varcano a

Locamo,

12 giugno 1849.

Ben puoi immaginarlo, la tua ultima mi venne doppiamente carissima. Il tuo cuore buono e affettuoso che
sempre lo stesso con me, io lo veggo in quelle linee
mi

parte de'

piti gelosi segreti della tua


abbia desiderato di vederti
paga e tranquilla incominciare quella esistenza per la
quale stata chiamata la donna quella via di affezioni
e di doveri che tu sapresti compiere cos bene. Io che

nelle quali
vita.

Tu

sai

fai

quanto gi

io

Oome devo

260

conosco

il

tuo animo,

le

mie lettere?

credo destinata a far la conscelga perch ti conosce e


e non d'uno che venga a cercarti come la
ti

uomo che

tentezza d'un

t'apprezza 5

seri/vere

ti

prima capitata.
Abbi dunque somma cautela

sommo

riserbo ( inu-

che te lo raccomandi, perch so come tu pensi) e


fa in modo che il tuo cuore si conservi sereno e confidente in Chi conduce tutto al miglior fine. Spero che

tile

mi

terrai al fatto di questa probabilit a cui

mi accen-

proprio felicissimo, perch ti


desidero e t'auguro presto quelle gioie domestiche, dalle
quali anch'io traggo in questo momento tanta consola-

nasti, e della quale son

zione.

Vedendo che

vanno

cose del nostro infelicissimo paese

le

cos per le lunghe, noi

avevamo quasi

risoluto

mese, e passare a
poich a noi rincresce non poco l'andar

di partir di qui alla fine di questo

Ginevra. Ma
lontano dai nostri cari, abbiamo deciso di attendere
ancora qualche mese e certo anche al finire d'agosto
saremo a tempo ad andare oltr'Alpe. Intanto la situazione politica si disegner pii netta e quella crisi che
io continuo a credere inevitabile si pu decidere ancora.
:

Il fatto

dell'eroica resistenza di

Roma,

ne' giorni 3, 4, 5,

secondo attacco dei Francesi traditori, pu indurre


un grave pericolo al cosacco governo di Luigi Bonapartej non mi stupirei che oggi mentre io scrivo, coral

resse

il

ieri davano vituna battaglia di tre


accanita, disperatissima: un gran numero

sangue a Parigi. Le notizie di

toria un'altra volta ai

giorni, eroica,

Romani:

fu

de' nostri sono morti. I Francesi furono respinti da tutte


le posizioni, e parevano in ritirata dopo aver chiesti

cinque giorni di tregua che non furono accordati. Quel


croato di Oudinot giucca la sua testa. Ora siam proprio
al momento decisivo; fra qualche d l'annunzio dell'effetto che avranno fatto a Parigi. Addio, carissima,
ti

saluto coU'anima: scrivimi.

261

Lettere di matrimonio

vedova che respinge

("Lettera di

l'offerta di

seconde nozze).

{Lucrezia Gonzaga di Monfrone ad Adriana Trivulzio).

Non mi posso veramente pensare che fantasia vi sia


venuta in capo di procacciarmi marito, non essendo
ancora consunto il cadavere di chi gi prima a s di
legittimo nodo mi leg, e che mi ha fatto provare tanti
affanni, che se divioa forza non m'avesse aiutata non
avrei potuto resistere a tanti guai. Iddio finalmente

mi

che m'era stata occupata


dalla fraterna volont, dandomi marito contro mia voglia, e voi, non so da quale spirito guidata, cercate di
condurmi di nuovo sotto il maritai giogo? Ponete pure

ha

il

restituito quella libert

vostro cuore in pace, e pensate ad altro, che non

ri-

toglierei marito s'egli fosse pi savio di quel Lelio che

ebbe

il

titolo di Savio;

s'egli fosse piti bello di Nireoj

s'egli possedesse la facolt di Crasso.

Da

Rovigo,

(Ltittra di
figlia

all

17 di ottobre

....

(').

una madre [Lucrtzia Gonzaga) che annunzia

di averle trovato

tUla

uno sposo).

Rallegrati, Giulia, e alza le mani al cielo, poich


mentre sono stata alla Fiera di Rovigo ti ho trovato
un marito. E di tal qualit che ognuno che lo conosce
lo giudica laborioso ne' negozii, forte ne' pericoli, indu-

Questa lettera, e quella che segue, sono di Lucrezia Gonzaga Mondonna di fama onoratissima e che port lustro alla gi
illustre famiglia Gonzaga. Ehhe a maestro nelle lettere Matteo Bandelle
e nelle scienze fisiche il cugino Pico della Mirandola. A quattordici anni
and sposa a Paolo Monfrone. In mezzo a mille sciagure che la colpirono,
fu moglie affezionata e madre affettuosa. Mor a Mantova il 2 febbraio 1576.
(I)

cone

di Gozznolo,

Come devo

262

scrivere

le

mie lettere?

a qualunque cosa, presto nel darvi perfezione


gran consiglio nel provvedere. Ponti adunque in
ordine, perciocch io penso ch'egli se ne verr con noi
alla Fratta, e fa che non ti trovi coi capelli scarmigliati, col viso sucido, e con le mani impiastricciate
strioso
e di

come

se tu fossi la cuoca. Sta sana.

(Domanda

di matrimonio).

Stimatissimo Signore,

L'andamento sicuro dei miei affari mi ha concesso


formarmi una posizione soddisfacente, che mi permette
di realizzare quello che fu sempre il sogno della mia
esistenza, di crearmi, cio, una famiglia.
Or un anno, ebbi il piacere di conoscere la sua di-

di

stintissima figlia, signorina Giulia, e l'impressione che


delle doti morali e fisiche ne riportai, fu tale

da

mela desiderare a compagna della mia esistenza.


Io non credo di essere completamente indifferente

far-

alla

sua egregia figlia, ed in questa lusinga che trovo l'ardire di pregare Lei, stimato Signore, che n' padre amorosissimo, di volermi accogliere come genero.
La mia domanda non le sembri eccessivamente ardita,
n la giudichi parto di testa malsana. La reputazione
che mi sono conquistata con azioni sempre corrispondenti ai pi squisiti dettami di onest ; il capitale modesto, ma sicuro, di cui dispongo, e la mia occupazione
discretamente proficua, mi fanno sperare eh' Ella non
vorr trovare nella mia richiesta cosa alcuna, che possa

anche lontanamente offendere Lei, o

la

sua egregia

fa-

miglia.

Non
ha

esigo,

n le chiedo una immediata risposta. Ella


ponderare sulla mia domanda e qualora

la libert di

Lettere di matrimonio

263

la signorina Giulia non avesse niente in contrario per


accettarmi come suo sposo, voglio lusingarmi che anche
Lei, egregio Signore, vorr col suo consenso contribuire
alla

mia

felicit.

Nella speranza di vedermi presto onorato da una sua


risposta a me favorevole ; mi permetto. Signore, di presentarle i miei pi rispettosi ossequi. Devotissimo.
Milano, 12 gennaio 1896.

a domanda

(Rifiuto

di matrimonio).

Egregio Signore,

Alcune settimane or sono,

mi sarebbe

figlia,

la

sua domanda per mia

riuscita graditissima.

Kiconosco ch'Ella uomo onesto, bravo, laborioso, e


mi sarebbe stato caro poterla chiamare mio genero. Purtroppo, per, la sua offerta lusinghiera m'
giunta in ritardo^ poich, da venti giorni, mia figlia,
me consenziente, promessa sposa col signor 0. B.
N della su?, domanda, n di questa mia risposta,
nessuno dovr conoscere l'esistenza, e giacch io non
posso averla come mio figlio, spero che vorr rimanere
perci

mio amico carissimo.


Voglia gradire -gli affettuosi saluti del suo devotissimo
Milano, 16 gennaio 1895.

(Documenti da prtsentarsi per contrarre malrimonij


1"

Atto di nascita, o se ci impossibile, atto di

notoriet di cinque testimoni giurati


2"

Atto di morte, o sentenze comprovanti lo scioglimento o annullamento dei precedenti matrimoni, ove
sia il caso j

Come devo

264

scrivere

3" Atti coiuprovanti

chiesti in certi casi


4'

Certificato

decreto

di

d'officio)

(art.

delle

dispensa

(in

le

mie lettere?

consenso delle persone,


81 del Codice civile);

il

avvenute pubblicazioni,
pratica la cosa

ri-

il

verificata

5" Altri

documenti

comprovanti

sposi, e particolarmente per lo sposo

la
il

libert degli
certificato che

dimostri aver egli adempiuto agli obblighi di leva (quindi


il foglio di congedo illimitato o il certificato di

presentare

riforma), e lo stato di famiglia degli sposi.


I certificati dello stato civile devono essere su carta
da bollo da cent. 60 inoltre sono soggetti ad un diritto di cent. 50 per gli atti di nascita e di morte j di
L. 1 per gli atti di matrimonio.
I certificati rilasciati da ufficiali di altra giurisdizione
devono essere legalizzati dal Presidente del tribunale
)

e questa legalizzazione soggetta alla tassa di


L. 1,20 {marca da bollo per atti amministrativi da una
lira pi i ^/\^).

locale,

(Domanda

di dispensa

Le domande
di

per matrimonio

di dispensa -per

due specie, e cio

civile).

matrimonio

civile

sono

quelle avanzate per ottenere la

concessione a contrarre matrimonio quando vincoli di


si oppongono, e quelle per la
dispensa per le pubblicazioni matrimoniali.
Se si tratta di dispensa nel senso di concessione di
matrimonio tra affini, o zii e nipoti, il ricorso motivato

parentela o di affinit vi

conforme

agli articoli 59 e 68 del Codice civile, si pre-

senta a Sua Maest

il

di Grazia e Giustizia

la

Re, per

il

tramite del Ministero

(').

(') Si pu mandare direttamente a S. M., ma dalla Segreteria di S. M.


domanda viene rimessa al Ministero di Grazia e Giustizia per le op-

portune pratiche. Tanto vale, dunque, spedire direttamente


citato le

domande

rivolte a S.

M.

al

Ministero

265

Lettere di matrimonio

Se, invece la domanda avanzata per ottenere la dispensa dalle pubblicazioni matrimoniali, allora la istanza,
corredata da un atto di notoriet giurato, ai sensi dell'articolo 78 del Codice civile, diretta al Procuratore

del

Re

della giurisdizione del postulante.

Per questi
dispensabile.

(Domanda

atti l'assistenza

dell'uomo di legge in-

di dispensa

Per ottenere

la

per ntatrimonio

religioso).

dispensa delle pubblicazioni chiesa-

stiche di matrimonio, e la concessione di contrarre

ma-

trimonio religioso, quando vincoli di parentela, o di


affinit vi fanno ostacolo, necessario ricorrere al proprio parroco, il quale, prese le opportune note, si incarica di condurre in porto le trattative con la Curia, ecc.
In linea retta il matrimonio vietato tra tutti gli ascendenti e discendenti legittimi o naturali e gli affini della me-

desima linea

(art

58 Codice

In linea collaterale
1" tra sorelle e

il
i

civile).

matrimonio vietato

fratelli legittimi e naturali

2" tra gli affini del

medesimo grado (cognati);

3 tra lo zio e la nipote, la zia e

il

nipote.

Per, quanto ai nn. 2^ e 3" il Re pu accordare la dispensa (art. 68 Codice civile) e il divieto non si applica ai
Principi della famiglia reale (art. 68 Codice civile).

Se non vi fu dispensa, in questi casi e sempre negli altri


di affinit costituenti impedimenti, il

casi di parentela, o

matrimonio

nullo.

o
e

Come devo

270

Emma

scrivere

Manetti

le

mie lettere?

Vittorio

Contenti

Fidanzati.

*
(Partecipazione di fidanzamento)

La non

lodevole abitudine di annunciare, per mezzo


una partecipazione a stampa, la promessa di matrimonio ci viene dalla Grermania e sin dall'antico ha trodi

vato imitatori nel nostro paese. Varie sono


usate, tra le quali da preferirsi quella

le

formule
antico,

all' uso.

fatta dai genitori dei fidanzati.

Questa partecipazione, stampata su buona carta o su


cartoncino bianco, senza monogrammi o stemmi, fatta
per ordine o conto dei rispettivi genitori (Mod. a e c)y
salva almeno le cosidette apparenze e non assume l'aria
di quelle partecipazioni a\V americana (Mod. h), fatte su

cartoncino un po' abbondante, in


zati,

che innanzi tempo

si

nome

dei due fidan-

sono sbarazzati dal giogo dei

parenti.

Le
dano

partecipazioni stampate di fidanzamento


ai

conoscenti

per, ai parenti ed agli amici intimi

la partecipazione breve, brevissima, si scrive a

su carta da visita dei genitori, che annunziano

avvenimento.

man-

si

mano,
il

lieto

271

Lettere di matrimonio

fLettera di partecipazione di matrimonio ad un'amica).

(G. Carcano alla Contessa Maffei, a Glusone),


2 settembre 1847.

Gentilissima amica.

Era mia intenzione

di venirvi a chiedere

riga le preziose vostre notizie


s

ma

forse

non

con qualche
l'avrei fatto

presto senza una ragione, la quale vedrete prima di

finire questa lettera. Frattanto vi dir che molto desidero di sapere se siete contenta di trovarvi fra le belle
vostre montagne, in quest' aria cos viva e pura che rintegra le forze e d i buoni pensieri. qualche giorno
che non vedo gli amici nostri, ad alcuno dei quali avrete
forse scritto in questo frattempo per questo non so nulla
di voi, n della vostra gentile compagna, e preferisco di
farvi memoria io stesso di quanto m' imprometteste innanzi partire. Le novit politiche penso che gi ve le
avr scritte il nostro buon Guerrieri. Si dice qualcosa di
nuovo tutti i giorni ma io per me non so quando potremo riuscire a poter dire anche noi Cosa fatta capo
;

',

ha!

Milano

si

vedono capitar

dell'Arcivescovo che

li

forestieri;

l'entrata

chiama.

Curiosa idea per quella di dare, come sembra, non


so qual tinta di ricordanza della migliore et lombarda,

del tempo della Lega, a questa festa che si va preparando in un tempo com' il nostro Quanto sarei lieto
di poter anch'io come voi, dar le spalle subito alla
citt, e godermi in libert e in pace due mesi di campagna; lascerei anche chi vuole alle feste, alle esposizioni, ai congressi, per un po' d'aria di montagna, per
un po' di sole che si guarda nel lago! Ho veduto l'esposizione dei quadri stamattina molta mediocrit, molta
!

Come devo

272

scrivere

le

mie lettere?

miseria: pare che l'arte si rimpicciolisca sempre pi,


e che il mestiere guadagni terreno.
Ora, innanzi di finire, vi dir, sapendo quanta ami-

bont abbiate per me, che il d appresso la vouna gran cosa per me Sposer
nel venturo inverno mia cugina, Giulia Fontana, che voi
non conoscete, ma che spero amarete un giorno, perch
brava e buona, in tutta la schietta significazione di
queste due parole. Ecco che il vostro presentimento s'
avverato. Conoscendo il vostro bell'animo, sono persuaso
che sarete lieta anche voi della mia contentezza.
cizia e

stra partenza fu decisa

Datemi dunque presto

le

desiderate vostre notizie

conservatemi un po' di benevolenza


sar sempre vostro sincero amico.

credetemi che

(Partecipazione di matrimonio).

Nei quindici giorni successivi all'avvenuto matrimodegli sposi ne mandano l'annunzio ai


i genitori

nio,

parenti lontani e agli amici.

Le

lettere di partecipazione

devono essere redatte e dirette a nome delle due famiglie; ma su due fogli separati, curando di porre per
prima la partecipazione della famiglia, che manda la
partecipazione.

Per

il

formulario pi in uso ai giorni nostri quello

del modello a.

Ne abbiamo

conferma nelle antiche partecipazioni


due esempi uno del Principe di Palestrina che insieme al Conte Francesco Conestabile della
Staffa partecipa il matrimonio del Conte Scipione Conestabile della Staffa con la figlia del Principe di Palestrina donna Giustina Barberini e l'altra della contessa
Beltrami e della marchesa Sordi per annunziare a Dame
e Cavalieri il matrimonio tra la contessa Beltrami col
marchese Alessandro Sordi,
la

delle quali porgo

-,

18

Come devo

276

due

fogli si

scrivere le mie lettere?

spediscono insieme dentro la medesima

busta.

Taluni usano stampare le due fomule sopra un medesimo foglio, di cui una occupa il verso, l'altra il
recto; oppure l'una di fianco all'altra.
Quest'abitudine che sente la lesina da lontano, non
pi in uso; ma non viene criticata, quando si riferisce a persone di modesta fortuna.
Nella redazione della formula la dimenticanza dei tio della professione dei fidanzati, o sposi, produce^

toli,

buon

effetto presso le persone, le quali,

non sanno

in-

coraggiare la vanit umana.

Ma anche nella compilazione delle partecipazioni di


matrimonio, le costumanze d'oltre Oceano hanno fatto
sentire la loro influenza; sicch, ora pure ammesso,
che i novelli sposi annuncino l'avvenuto matrimonio ai
parenti lontani ed agli amici con un laconico biglietto
cos concepito

Entma Manetti

Vittorio

Contenti

sposi.

pur

vero che al ricevere tale comunicazione, gli


trovano in un grande imbarazzo per mandare
le loro congratulazioni e gli auguri, perch manca l'indirizzo...; ma sono inezie, le quali non turbano la felicit
amici

dei

si

due colombi, viaggianti felicemente

luce della luna di miele!...

sotto

la gaia

Lettere di matrimonio

277

(Risposta alla partecipazione di fidanzamento e di matrimonio).

Se la partecipazione fu fatta con lettera scritta, la


risposta di cogratulazione deve farsi in iscritto. Se in-

vece vien fatta con biglietto a stampa, si risponder con


un semplice biglietto stampato, con le giunte a mano
del tenore seguente
:

Esempi.
Mod.

1.

// Prof.

Giovanni Franceschi

e la

sua Consorte

ringraziano cordialmente del lieto annunzio ed accompagnano


co' pi sinceri auguri la novella coppia.
Milano, 3 aprile 1903.

Mod.

2.

// Conte e la Contessa di S.

Andrea

sono riconoscenti per essere stati ricordati nella lieta occasione


del matrimonio della signorina Z. col signor Y. e
ai novelli sposi i loro auguri pi cordiali per

mandano

una perenne

luna di miele.

Milano, 3 aprile 1893.

278
Mod.

Come devo

scrivere

le

mie lettere?

279

Militari

Ho l'onore di anuiinziarvi che da oggi la signora


Ypsilon non pi la mia legittima consorte ....
Speriamo, per, che il buon senso e la morale impediranno alla moda di commettere siffatte stramberie.

Militari.
Richiesta di autorizzazione per contrarre matrimonio. Formula; pratiche;
documenti necessari.
Domanda di collocamento in aspettativa.
Domanda di liDomanda di dimissione dall'impiego, o dal grado.
cenza straordinaria.
Domanda di cambiamento di corpo o di residenza. Domanda di trasferimento nelle scuole o collegi militari.
Domanda di nomina ad applicato di S. M.

La
monio

Eichiesta
si

di

Lire una (1,20), e

autorizzazione per contrarre matri-

scrive a piena pagina, su carta da bollo

8.

E.

il

si

(^)

da

dirige:

ministro della Guerra

Roma
Eccellenza,

Il sottoscritto
bersaglieri fo:
nio, ecc.)

(grado)
fanteria,

reggimento

nel
cavalleria,

fa domanda alV E. V.

torizzato

a contrarre matrimonio

rina X. T.; figlia di M.


il

in Milano,

Via

artiglieria,

colla signo-

T., nata

18

ge-

di essere au-

domiciliata
n.

di

condizione
Milano, 25 marzo i893.

(Nome, cognome, grado, reggimento,


e residenza del postulante).
(M Per tutto quanto si i-i ferisce ai bolli e alla carta l)ollata sar utile
consultare: Corsi Emilk, Manuale della nuova legge sul ^o Zio. Milano,
Hoepli, 1898. Un volume di 664 pagine, L. 4,50.

Come devo

280

scrivere le mie lettere?

Se, per, al contratto di

pedimenti di

matrimonio

et, di vincoli,

di

si

oppongono im-

parentela o di affinit,

postulante deve indicarlo nel ricorso, accennando la


data della domanda presentata al Procuratore generale
del Re, presso la Corte d'appello per ottenere la R. Dispensa, secondo il disposto dell'art. 79 del R. Decreto

il

15 novembre 1865, sull'ordinamento dello Stato civile.

La domanda deve essere presentata direttamente al


comandante del proprio reggimento (o al capo servizio da
cui dipende l'ufficiale postulante), che la fa pervenire,

secondo le norme regolamentari al Ministero della guerra.


Se questi, o chi per lui, non trova ragioni plausibili
per negare all'ufficiale l'autorizzazione a formarsi una
famiglia (cosa lecita a tutti i mortali) con lettera, detta
di ammissione, invita l'ufficiale a produrre, entro sei mesi
:

prove della idoneit e sicurezza della rendita costituita


modi e per gli effetti degli articoli 2 e 3 della legge
24 dicembre 1896, n. 554.
Se la rendita costituita sopra beni stabili, al ricorso
^jresentato alla Segreteria del Tribunale supremo di guerra
e marina, firmato da un avvocato o procuratore, inscritto
nell'albo degli esercenti presso un tribunale del Regno,
le

nei

si

uniscono

a) l'atto costitutivo della rendita;


b) la cartella d'iscrizione ipotecaria;
e)

titoli

probatori della propriet degli stabili e

della loro provenienza;


d)
e)

le perizie

estimatorie;

gli estratti e

cui agli art.

certificati relativi alle trascrizioni di

1932 e seguenti del Codice

civile e alle iscri-

precedenti proprietari;
/) i titoli del consolidato pubblico, od altri guarentiti dallo Stato, colle iscrizioni e annotazioni di vincolo appostevi a norma delle leggi e dei regolamenti;
zioni ipotecarie contro l'attuale e

281

Militari

g)

condo
i

e finalmente tutti gli altri documenti che,

se-

non sono

lesi

oltre a provare che

le circostanze,

diritti dei terzi,

valgono a dimostrare

la libert e pro-

priet degli stabili e dei titoli ipotecati o vincolati.

Qualora poi

ma

ad un

la esibizione dell'atto

auten-

all'ufficiale,

terzo, l'ufficiale

mediante

tico di

comma/)

la reudita sui titoli di cui al

non appartenga

consenso,

alla

sposa,

fa rilasciare dall'amministrazione

si

del debito pubblico,

relativo certificato di usufrutto,

il

e lo presenta al Tribunale

supremo

di

guerra e ma-

rina in appoggio alla domanda.

In

seguito

alla

deliberazione,

dente, del Tribunale

supremo

di

favorevole al richie-

guerra e marina,

il

Ministro della guerra rilascia al postulante un Certificato che fa fede di avere S. M. accordato il Regio

suo assentimento al matrimonio progettato tra il signor


X. Y., e la signorina P. B., da celebrarsi ai termini
dell'art. 92 del Codice civile.
L' ufficiale ha 1' obbligo di presentare questo certificato all'autorit, dinanzi alla quale si celebrer il matrimonio; e questa invia copia dell'atto matrimoniale al
Ministero della guerra.

Per ottenere, dunque, l'assentimento a contrarre matrimonio, gli ufficiali devono provare di avere assicurata

una rendita annua

di L. 4000,

cumulativamente

stipendio lordo del proprio grado, computati

fra lo

sessenni,

ed una rendita lorda assicurata con vincolo ipotecario, a


favore della sposa e della prole nascitura sul debito pubblico consolidato, o sopra beni stabili, ovvero assicurata
sui titoli garentiti dallo Stato.

Ma

se l'ufficiale

ha compiuto quarant'anni, o se ap-

partiene al corpo dei Reali Carabinieri (qualunque sia

Come devo

282

scrivere le

mie lettere?

l'et) e, purch provenga dai sott' ufficiali della stessa


arma, la rendita complessiva ridotta a L. 3000 lorde.
Questa rendita per l'art. 6 del Regolamento di disciplina militare per l'applicazione della legge del 24 dicembre 1896, diviene liberamente disponibile:

a)
tati
i

quando

compu-

lo stipendio lordo dell'ufficiale

sessenni, raggiunga le

casi surriferiti

L. 4000 o 3000, secondo

quando l'ufficiale cessi definitivamente dal servizio attivo permanente;


e) quando il matrimonio sia sciolto per la morte
b)

dell' ufficiale

d)

quando

il

matrimonio

sia sciolto

per

la

morte

della moglie, senza discendenti superstiti maschi in et

minore, o senza femmine in et minore, non maritate.

[Domanda

di collocamento in aspettativa J.

domandare di essere collocato in


quando debba attendere ad affari propri {motivi di famiglia), o quando ragioni di salute lo esigono.
La formula della domanda sempre la medesima,
solo mutano le ragioni, che inducono l' ufficiale a chieQualsiasi ufficiale pu

aspettativa,

dere l'aspettativa.

La domanda
bollo da Lire

8.

E.

si

una
il

scrive a pagina piena,

carta da

su

(1,20), e si dirige:

ministro della Guerra

Boma
Eccellenza,
(grado, nome, cognome, reggimento, ecc.)

l sotloscrillo

fa domanda
tativa
la

aW E.

per motivi

durata di mesi

V.

di

(sei,

collocuto

di essere

famiglia
nove o

(o

in

aspet-

salute, ecc.)

per

dodici).

Milano, 25 marxo i893,

(Nome, cognome, grado, reggimento,

ecc.).

283

Militari

Questa domanda si presenta al proprio Comandante


servizio, per essere inoltrata, secondo le norme

Capo

regolamentari, al Ministero della guerra.

fDomanda di dimissioni).

Ma
o....

se un ufficiale per motivi di salute, di famiglia,


perch n'ha abbastanza della vita militare, vuol

ritirarsi dal servizio effettivo, acquista

una

bollata da Lire

S.

E.

il

un

foglio di carta

(1,20), e a piena pagina, vi scrive

ministro della Guerra

Roma
Eccellenza
Il sottoscritto (grado, nome, cognome, reggimento,

rassegna alla S. V.
piego Q) per motivi

le

ecc.)

proprie dimissioni dalV im-

(qui la ragione, la causa o la scusa)

nello stesso tempo chiede di essere inscritto nei

ruoli degli Ufficiali di

Complemento del Distretto

militare di
Milano, 25 marzo i893.

(Nome, cognome, grado, reggimento,

(')

Grli ufficiali

ecc.).

dimissionari dal servizio effettivo restano inscritti nei

ruoli degli ufficiali di

complemento fino al trentanovesimo anno di et. E


anche a quest'obbligo dovranno aggiungere

perci, se vorranno sottrarsi


alla parola

impiego

le

parole

dal grado, e allora

si

tralascia di chiedere

l'inscrizione nei ruoli degli ufficiali di complemento.


(-)

Sta da

s,

che se un ufficiale

si

permettesse di dire francaraonte,

nel motivo della domanda: perch non vuole piii saperne di vita e di
disciplina militare , si attirerebbe sulle spalle grossi fastidi e correrebbe
il rischio di essere revocato, come un volgare malfattore. CeTte franchezze,

anche nell'ambiente militare, non sono


troppi i perch
!

tollerate.... perch.... oh,

sarebber

Come devo

284

(Domanda

scrivere

mie lettere?

le

'

di licenza slraordinarin).

Senza ricorrere agli estremi mezzi, quali l'aspettativa

pu procurarsi l'onesto piamese in seno alla sua famiglia

e le dimissioni, l'ufficiale

cere di passare qualche


di prestare le

pi amorevoli cure alla sua salute, o a

quella dei suoi cari

o di dedicare la propria attivit al

risanamento de' propri interessi con una domanda di


licenza str aar dinar ia, che si presenta per via gerarchica
:

proprio Comandante o al Capo servizio.

al

Si

scrive a

mezzo

non

foglio, su carta

come

bollata, o

dicesi burocraticamente, in carta libera.

Milano, 25 marzo i893.

OGGETTO
Donanda
^.

,.

II sottoscritto presenta

n
da alla

mesi

di
,.

-,

ai licenza straordinaria.

S.

concessi

^^

-tr
.

doman-

perche aali vengano


u

s:

pu chiedere ed ottenere

(si

la licenza fino

a sei mesi)

mesi di

li-

cenza straordinaria per urgenti


motivi di famiglia (oppure
Al signor (grado)
Regg.to
Comandante il

"^^l^^^tia,

renti in

per la

,.

per la morte dei genitori, di pa-

primo grado, della moglie,

eco).

Milano
(Nome, cognome, grado,

Non

differiscono dalle precedenti e

da Lire una (1,20),


Ministero della guerra per

glio bollato

a)
)
e)

cambiamento

di

le

si

ecc.).

scrivono su fo-

domande

dirette al

corpo o di residenza;

trasferimento nelle scuole o nei collegi militari;


nomina ad applicato di Stato maggiore.

285

Lettere e partecipazioni di morte

Per,

si

domande

noti, che le

presentate al
ratteristiche

(^)

momento
mentre
si

devono essere

e)

domanda

la

a) si pu presentare
Di pi necessario che

in qualsiasi epoca dell'anno.

queste ultime

b) e

della formazione delle note ca-

fondino su ragioni di privato interesse,

o di famiglia; mentre per le altre occorre essere classificato ottimo^

almeno buon

ufficiale.

Per

le

domande

della categoria ), inoltre, obbligo di essere celibi e


senza prole, se si domanda di essere adibiti in qualit
di ufficiale di

compagnia.

Morte (Lettere, Partecipazioni

di).

Esempi di lettere.
ParteLutto.
Durata del lutto.
Lettere.
Esempi di paitecipazioBi di morte.
Come
cipazione di morte.
Esempio.
si risponde alle lettere ed alle partecipazioni di morte.

Le

lettere per morte

ben

tere, che

vengono

scritte

una persona cara a

si

con

di annunciare agli assenti

non ci sono. Perci


comprendono quelle let-

inteso,

sotto questo tristissimo titolo

il

determinato proposito
il decesso di

una sventura

chi scrive e a chi

si

scrive.

Eegole determinate per questa lugubre classe della


letteratura epistolare non esistono valgono, per, quelle
generali indicate per le lettere di annunzio, di comuni;

cazioni, di avviso, ecc.

Mille circostanze imponderabili possono modificarne la


forma; pel governo della quale, pii che una lunga tiritera, varranno i pochi esempi tolti dai nostri classici
e che in questo capitolo sono riportati.

(')

mento

Il

regolamento prescrive che

della classe anziana.

si

facciano subito dopo

il

licenzia-

Come devo

286

Quando

si

ha

la

scrivere

sventura

le

di

mie lettere?

perdere una persona

della famiglia, o altro parente, le consuetudini della vita

da prendere il lutto, maniun grande dolore omaggio apparente di compianto alla memoria del caro estinto.
E il lutto non si prende solamente indossando abiti
civile esigono, che s'abbia

festazione esteriore di

neri e gramaglie j o astenendosi dal comparire ne' luoghi


di pubblico divertimento, o a festini privati

ma

anche

servendosi, nella corrispondenza, di carta listata in nero,


detta appunto

carta di lutto.

In commercio si trova gi preparata questa carta con


liste nere di varia larghezza, a seconda della gravit e
della durata del lutto, determinata dalla parentela pi
o

meno prossima

col defunto.

per lutto grave, o per il


primo periodo di lutto (^)j quella per il mezzo lutto, o
per il secondo periodo, e l'altra per il piccolo lutto, o
lutto leggero (!), terzo ed ultimo periodo di.... dolore.
Alla pagina 20 detto quando non si adopera la
carta listata in nero, anche se il lutto gravissimo e
il dolore sinceramente profondo.
Cos,

(1)

si

ha

la carta listata

DURATA DEL LUTTO.

287

Lettere e partecipazioni di morte

Esempi

di lettere.

{Per annunziare ad un amico la morte di persone care).

a Pietro Borsieri)

(8. Pellico

Torino, 18 aprile 1843.

Mio carissimo

Una

Borsieri.

dolorosissima sventura colpisce il cuore del noegli qui per poche ore, e ri-

buon La Cisterna

stro

parte stasera per Parigi. Mentr'egli veniva a Torino,


gli si

ammalarono

ch'egli avesse

di rosolia

cio la

le

Marchesa

due pi care persone


Breme, sua sorella,

di

e la figlia di essa, giovane ottima che

come

figlia

ambo sono morte

e,

La Cisterna amava
giunto egli appena

a Torino, qui gli arriv la orribile notizia.

Mi

dice di

parteciparti la sua disgrazia, e soggiungerti che gli rin-

cresce di non potersi qui fermare, dov'egli sperava che

venuto ad abbracciarlo.
Breme che ha perduto moglie e figlia, a Parigi, egli stesso ammalato. La sorella
di Breme, Ernestina contessa di Castellenghe, pur a Parigi, consumata da lunga malattia ed omai al suo fine.
Ti lascio per andar a passare qualche momento ancora con La Cisterna. Scrivigli qualche parola di amifra alcuni giorni tu fossi

Siamo

tutti fuori di noi.

cizia a Parigi.

Tante cose

alle sorelle

ed agli amici.

(Fer annunziare la morte di un comune aniicoj.

(0. Carcano ad Andrea Maffei).


Milano, 11 dicembre 1853,

Caro Andrea.

Aggiungo una parola

ma

parola di

alla

mia

profondo dolore.

lettera dell'altro ieri


Il

nostro grande amico,

Come devo

288

scrivere le mie lettere?

questa gloria santissima del nostro paese, il Grossi, rese


verso le tre dopo mezzod la sua anima a Dio. In
verit mi troppo angoscia l' essere io quello che ti
deve dare quest'annunzio, che trover un'eco di pianto

ieri

i cuori veramente buoni. Ma


a te, che tanto
l'amavi, e che eri de' pochi capaci di conoscere tutta
l'altezza del suo spirito, a te posso dire
Piangiamolo

in tutti

insieme.

Scrivimi subito, e

ama sempre

(Ad un amioo per incaricarlo

il

tuo.

di partecipare

ai

genitori

del

defunto la morte di un antico comune).

(G. Garcano ad Aleardo Aleardi Q), a Urbino).


Milano, 6 aprile 1870.

Amico mio.

Tu mi

annunzi

la perdita del

povero e buon amico

nostro Q) e vuoi che io sia il primo a dire a' suoi questa


nuova di sventura. Io l'ho fatto; e ho anche per tele-

gramma accennato

al conte Gherardi, come m'hai scritto,


che la contessa Ermelina manda di qui, stasera, ad
Urbino il nipote suo, signor Paolo Zane per tutto quello
che pu essere necessario di fare.
Non ti so dire quanto sia stato terribile alla moglie
del povero Tullio e al suo Enrico quel tuo annuncio
improvviso. Or ora lasciai quest'ultimo preso da convulsioni. La sua mamma ha gran forza d'animo, essa
fu provata dal dolore.

conte Aleardo Aleardi (1812-1878) di Verona fu ispirato poeta


nel 1848 carcerato a Mantova e nel 1859 a JosephBtadt. Nel 1873 fa nominato Senatore. M. a Verona.
(") 11 conte Tullio Dandolo.
{})

Il

della Unit italiana

*^

4^^

V .-._- ->^^^

'

k- -''Ia

Biglietto d'invito della

prima met

del secolo

XIX

(verso

il

1840),

289

Lettere e partecipazioni di morte

Forse dopo
se

scritto:
io

il

non

telegramma di questa mattina; m'avrai


jnandami qualche cosa che

l'hai fatto,

possa far leggere all'una e all'altro. Una tua parola,


gli fosti compagno nell'ultimo giorno, pu far

poich

bene a

due.
amico, che seria cosa la vita E quanta ragione di pensare e di credere Tutto tuo.
tutt' e

O mio

(Per annunziare al fratello

e alla sorella la

morte della madre).

(G. Garcano al fratello Giacomo Garcano, a Pavia).


Milano, 25 luglio 1839.

Carissimo Giacomo.

Le ultime

notizie che

ti

abbiamo

alla salute della carissima nostra

fatto avere intorno

mamma,

ti

avranno

forse allarmato e fatto temere che nello stato precario

non potesse il suo male


sempre pi grave, ed affliggerci tutti.
Allorch si vede soffrire una persona preziosa e cara,
una madre, il cuore resta sempre diviso fra l'angustia

in cui ella era da tanto tempo,


farsi

e la speranza; e se a ci s'aggiunga

il

vedere che

ri-

una malattia antica e dolorosa, e il considerare che noi, in mezzo all'incertezza ed al timore dobbiamo star sempre preparati
ad uniformarci a ci che il Signore dispone, allora non
rimane pi altra consolazione che il rivolgersi a Dio,
ad aspettare da Lui il dolore o il conforto come a
Lui piacer. Se il Signore destin che noi abbiamo a
perdere la cara madre, dovremo noi lamentarci, sapendo che tutto quello ch'Egli permette che avvenga,
sempre per il maggior bene? non dovremo invece
pensare, che egli ci ha dato una madre, si buona, far
tesoro degli esempi e delle virt ch'essa ne ha insemedi umani sono

inefficaci a vincere

19

Come devo

290

scrivere

le

gnato, desiderare di conservarla,


rassegnarci e pregare?....

mie

lettere f

ma

nello stesso

tempo

caro Giacomo, quello di


che forse a quest'ora, tu temi, ci che non ho coraggio
S,

che la mia penna trema di doverti scrivere,


accaduto
Dio l' ha richiamata a parte della sua
gloria!.... Prega, come prima hai pregato per la sua
salute temporale, prega adesso per la sua salute eterna;
consoliamoci tutti insieme ch'ella andata a continuarci
la sua affezione, la sua protezione nel cielo
E noi cerchiamo, coll'amore e colle cure pi assidue,
di mitigare il dolore della perdita sofferta dal nostro
buon pap, e di procacciare il benessere della famiglia
tutta, che questo sar il miglior tributo che possiamo
dare alla memoria di quell'anima santissima. Ti salutiamo tutti col cuore ed aspettiamo tue notizie; presto
poi ti scriver qualcun altro di noi dicendoti tutto quello
che in questi momenti si ha bisogno di esprimere.
Addio, carissimo Giacomo, il tuo ....
di dirti e

fPer annunziare al fratello la morte della niammaj.

(Giulio Foscolo a

Ugo Foscolo),
Milano, 24 maggio 1817.

Mio

fratello!

Iddio chiam a s il modello d' ogni umana virt,


onde collocarla fra' suoi eletti, e concedere allo spirito
suo quella pace che le neg in terra. Una febbre gastroreumatica, dopo dodici giorni di malattia, tolse la vita
a Nostra madre, che lascia dietro s la pi cara memoria. Rubina ('), a rischio de' suoi giorni, le fece

(')

Sorella di

Ugo

Foscolo.

291

Lettere e partecipazioni di morte

un'assistenza esemplare

ed ora

il

suo corpo ed

animo sono abbattuti, ed hanno bisogno

di

suo

il

somma

con-

solazione, senza la quale io dubiterei de' suoi giorni.


Non mancai, subito che Rubina mi scrisse, di man-

trovava presso di me
lire per giungere
alla fine del mese. Ma tutto fu inutile, poich la malattia fu rapida e forte, e attaccando una complessione
indebolita da molti acciacchi, in pochi d l'atterr.
Verso il mese d'agosto andr in Ungheria a raggiungere il mio reggimento; vi sar forse la guerra col
Turco; e poi, che farei io qui senza occupazione, e
senza speranze, e senza sufficienti mezzi di sussistenza ?
Non sono troppo contento della mia salute. Addio; ama
darle tutto quel denaro che

si

non mi sono riservato che quindici

il

tuo amoroso fratello.

fM. D'Azeglio per annunciare alla moglie la morte d'un parente)


.

dicembre 1862.

Certo l'anno 62, sar fra le triste epoche della mia


Prima Costanza, poi Prospero fin qui conosci i

vita

fatti.

Eccoti

il

seguito. Roberto, fin dall'estate cominci

a star male; una delle sue ragazze, la piti favorita, gli


mor in pochi giorni, al Roc. Venne a Torino, e sempre
decadde; il male era vizio al cuore; per, non idropisia,
n grande affanno. Il giorno che gli diedero il Viatico,
io, ebbi tre dispacci, da Genova: primo, Ronco ammalato: secondo, aggravato: terzo, morto. Io stava poco
bene ma bisogn pure andare a Genova. Morto senza
testamento, B. resta senza pane. Girai due giorni per
e al terzo venni qui, mi misi
a letto j e da quindici giorni sono uscito oggi soltanto
e, per bouquet, il mio unico servitore, a letto anche lui

gli affari; colla febbre,

Come devo

292

Basta

colla febbre.

scrivere

le

mie lettere?

come
manda.

al fisico

accettare quel che Dio

al

morale, bisogna

Eccoti, in compendio, la storia di questi giorni.

Ancora mi stanca lo scrivere: onde fo punto. Ricordami a Costanzina, a Fuzier, agli amici e ti stringo
la mano.
P. S. Emanuel arrivato a tempo. Roberto ti ha lasciato una piccola memoria, che ti mander.
5

(Per partecipare ad un amico la morte del fratello).


{8.

Pellico

a Pietro Borsieri, Milano).


Torino, 25 febbraio 1841.

Mio carissimo

Borsieri.

Ti d la trista partecipazione della morte del nostro


povero Luigi, avvenuta per apoplessia. Stava infermiccio, al solito, ma come uomo in apparenza meno

ammalato
Il

di

me.

gioved 18

tavola. Mangiato

e all'ora di pranzo si mise a


appena un boccone, impallidi, svenne,

si alz,

lo portaron a letto.

giorno.

Mi

partii

lo vidi vivo,

Ci accadde in

Chieri,

suo sog-

fu spedito un espresso. All'alba del venerd

ma, oh Dio

in quale stato

non

poteva metter voce; solo mi favell cogli occhi, e con


questi ader all'Olio

Santo,

alle preci,

ai

conforti di

medica fu vana; ci pen sino


alle ore undici del sabato, poi, venuto un sant'uomo
a benedirlo con una reliquia di san Giuseppe, il mio

alcuni sacerdoti. L'arte

Luigi spir sotto quella dolce benedizione.


Dategli tutti voi, miei carissimi, un sospiro fraterno
e pregnte per lui. Da assai tempo la sua ragione erasi
fatta

tutta religiosa

sorelle

mie:

cattolica.

vi abbraccio e

sono

Addio,
il

fratelli

miei,

vostro fratello.

293

Lettere e partecipazioni di morte

Partecipazione

di

morte.

bisogna della vita l'ademp mento di


si chiama partecipazione
di morte . Nello schianto del distacco da una persona
amata, obbligo di far sapere agli amici vicini e lontani, che una sventura senza riparo ci ha colpiti!....
Molti nell'intento di sottrarsi a noie inutili, ricorrono

La pi

triste

quella impostura sociale, che

giornali, in quel momento in cui il dolore e altri


pi urgenti doveri occupano tutte le facolt, ancora disponibili davanti a una bara. Se il ricorso al giornale

ai

pare a taluni un procedimento.... molto americano ; non


per questo si potr dire che non sia comodo ed egualmente rispettoso, bench pi spiccio. L'annunzio, in
tutti i casi, sar breve conciso quanto possibile, e
fatto in nome del capo di famiglia, al quale si associano

parenti.

Esempio.

Il

marito Z. Y. (oppure; la moglie,

il figlio,

ed

ecc.)

ed

il

padre, la madre,

parenti tutti, annunziano agli amici

ai conoscenti, la

morte, oggi avvenuta, della signora

X. Y.
Il

trasporto funebre avr luogo alle ore 6 (18), di


12 corrente, partendo dalla abitazione della

gioved

estinta,
S.

in

via

Broletto

Tommaso.
Milano, 3 aprile 1808.

n.

3574,

per

la

Chiesa di

Come devo

294

La

partecipazione di morte per mezzo di una lettera,

generale contiene

in

scrivere le mie lettere?

prendono

nome

il

lutto per la

il

di

morte che

volta taluni approfittano della

tatti
si

parenti,

che

annunzia. Qualche

tristissima

circostanza,

per dare un briciolino di sfogo alla vanit umana, facendo precedere i nomi dei partecipanti dai titoli nobiliari, accademici o cavallereschi dei quali sono insigniti. questa un'abitudine punto encomiabile; giacch,
nella sventura, dinanzi alla quale siamo da vero tutti
eguali, si dovrebbe menar vanto dei sentimenti buoni,
ma non di quelli che, pur non essendo cattivi, costituiscono sempre un difetto.
lecito invece, anzi doveroso, di far precedere,
o di far seguire il nome del defunto dai titoli dovutigli
per la nascita, o conquistati con la benemerenza dell'ingegno, o delle azioni nobili.

Nella partecipazione sar bene di non menzionare il


immenso e tanto meno il profondo cordoglio e

dolore

altre simili

dichiarazioni sulla

dispiacere che

qualit

e quantit del

partecipanti provano.

Questi vanti del dolore sono inutili e qualche volta


Chi lo ha provato (e chi non lo ha provato

ridicoli.

purtroppo

lo prover), sa

quanto penoso

schianto

lo

una persona amata, per non aver bisogno di menarne vanto, o di raccontarlo agli altri.
quando
L'aggiunta di una prece, piti che lecita
non sia in contraddizione con le idee professate in vita
del distacco da

dal defunto.

La formula

pi conveniente sempre la pi semplice.

Uei-i

La
alla S.

famiglia

Y.

parenti

annunciano

la perdita dolorosa del signor

X. Y.
Cavaliere Mauriziano

avvenuta

venerd

13

marzo

1898,

alle

ore 7 (19) di sera.


Il

bato

trasporto

14 corrente

funebre
alle

avr

ore

11,

luogo

sa-

dall'abita-

zione del defunto, in via Broletto n. 3574,


alla

Chiesa di

S.

Tommaso.

Milano, 13 marzo 1898.

Lettere e partecipazioni di morte

La

297

partecipazione di morte deve essere stampata sopra

di
lutto grave
dimensioni e di eleganza varie, ma proporzionate alla
condizione del morto e dei partecipanti.
La moda ha fatto pure accettare che la partecipazione di morte venga stampata su cartoncini bianchi
listati in nero. L'eccentricit ne ha consigliati altri neri

un

foglio di carta listata a nero

con caratteri bianchi. Ma non da imitarsi.


Se si veramente addi)lorati, non si ha il buon tempo
di correr dietro alle stravaganze e si fanno le cose con
quella seriet e misura, proprie di coloro che sanno
essere

il

dolore la scuola di ogni perfezione.

I protestanti di ogni culto, che in tutto e per tutto


aborrono ogni pompa, nell'annunziare la morte di una
persona cara, usano di una dicitura breve, quanto semCome nell'esempio a paplice, ed semplicissima.
gina 298.

Per

la risposta

alle

lettere

veggasi al capitolo speciale

annunzio di morte,

di

per

le

Lettere di

condo-

glianza, conforto, ecc., a pag. 136.

Alle partecipazioni, fatte a mezzo di lettera stampata,

risponde con un biglietto di visita, su cui si scrive


per vive condoglianze; se l'amicizia o la parentela non
fanno obbligo di rispondere con una lettera di condosi

glianza.

piaciuto
mare V anima

air Onnipotente di richiadel signor

X. Y.
Le
rente.

esequie

La

avranno luogo

il

18 cor-

riunione si far alla casa del

defunto in Via Broletto, n. 3574, e la S, V.

pregata

d' intervenirvi.

Milano, 15 settembre 1895.

299

Partecipazioni di nascita

Taluni, che non


listati

amano perdere tempo, perch

rap-

servono di cartoncini, o di lettere,


in nero e con gi stampatovi su

presenta danaro,

si

Giuseppe Disperai' e Consorte


presentano alla Jamiglia X.

Y.,

le

pia sincere

loro

condoglianze.

Milano, i5 settembre i895.

Quest'abitudine, da poco venuta dalla Germania sotto


il

bel cielo d'Italia, parmi che rispetti

fa colpito dalla sventura, meglio che

da

il

dolore di chi

un banale

biglietto

con su scrittovi il pi banale ancora p. e. (per


condoglianza) ma che potrebbe pure interpretarsi per
visita,

congratulazione.

Nascita (Partecipazione di).

Partecipazioni di nascita.
Come hanno da essere.
gli americani.
Le risposte.

Come

le

fanno

Anche la partecipazione della nascita di un bimbo


voluta dalle nostre buone abitudini. Bisogna far credere
all'Universo intiero, che si lieti di aver avuto dalla

Come devo

300

scrivere

le

mie lettere?

un eredo, quando non il quinto, o il


dodicesimo essere umano, che viene a questo mondo per
domandare al padre una parte del suo patrimonio.... e del
suo cuore. Questo sarebbe, in fin dei conti, il meno male. Il
peggio si che, per ogni figliuolo nuovo che giunge a
rallegrare co' suoi A'^agiti la casa paterna, crescono per i
genitori le preoccupazioni di ogni specie per l'avvenire.
Ma, che cosa volete farci? I bambini, anche quelli clie

grazia divina

una specie di fluido madovunque e si impossessa del vo-

desiderati, posseggono

non sono

gnetico, che vi penetra

stro cuore j e vi costringono ad amarli, quei cari piccini


E, come dice la scrittura i figli sono la benedizione di
Dio nella casa , anche coloro, che di questa benedizione
!

farebbero volentieri a meno, si mostrino lietissimi e partecipino la gioia loro ai parenti e agli amici.
La partecipazione di nascita i nostri vecchi la scri-

vevano

cos

Gofiagi

Fi'aneesGo

hanno V onore {oppure:


S.

V.

il

Giuseppina X.

piacere) di annunciare alla

la nascita del loro figlio

Milano,

Giovanni.
il

5 agosto 1898.

Via

Ma

gli

americani, che

si

annoiano di

tutto, e special-

mente delle forme buone e compite dei nostri vecchi,


hanno pensato che l'usanza deve cedere il posto alla
bizzarria e qualche volta al ridicolo; e fanno annunciare
ai parenti e agli amici il suo arrivo in questa valle di

lacrime dal neonato in persona.

301

Partecipazioni di nascita

Eccone un saggio

li u0r)qi0Fr)0
Sono qui,'nella via

XX,

Ethel X. Peso sette libbre,


la vostra personale

n. 15,
e

Gemma,

Antonictta-

sar felicissima di fare

conoscenza.

Mircoled,

2 gennaio

'98.

oppure

Alle

di

questa

V uragano, ho fatto
il

nome

di

notte,
il

mentre

imperversava

mio ingresso nel mondo

Beniamino Giorgio-Enrico X.

sotto

Venite

a constatare che godo buona salute.


Boston, i4 gennaio.

Noi italiani, a questo punto di bizzarria, non siamo


ancora giunti ma, per, ci siamo messi sulla strada
della originalit anche noi, perch ora, anche noi pure
asiamo metter da parte il babbo e la mamma (pove;

retti

!)

e,

con un gusto discutibile, lasciamo la briga

ai

Come detm

302

scrivere le mie lettere ?

nostri piccini di far sapere urbis et orbis, che sono di

questo mondo. In tal caso l'annuncio fatto su carmeno eleganti con fiori cromolitografati;
con testine di bimbi sorridenti e, qualche volta, smortoncini pi o

fiosi.

Sui cartoncini sono stampate frasi di questo ge-

iTyapiec

/ir)qelicct

A-

di dodici giorni

Mi hanno chiamalo

Gctovanrctno
e

sono nato

JC,

ieri.

Milano, 3 aprile 1898.

Per, la gente per bene e seria, nel formulare


cipazioni di nascita,

si

le parte-

attiene al modello primo, gi

portato; al modello dei nostri vecchi.

ri-

Lo fanno stampare

303

Partecipazioni di nascita

su carta da lettere di piccolo formato, o su cartoncino


bristol. Meglio su carta detta a mano. Il colore della
carta per lo pi bianco j ma qualche volta si sceglie di

neonato un maschio,
una femmina.
Quando la partecipazione di nascita si manda due o
tre mesi dopo il lieto evento, si usa di stampare sulla
partecipazione la fotografia del bambino. Se l'idea originale, non per questo meno americana e di cattivo gusto, bench lanciata da teste coronate (*).
colore leggermente azzurro, se

il

di colore roseo, se si tratta di

Per

la risposta valga

congratulazione
lettera, di

quanto detto per

meno che

mandare un

si

biglietto

le lettere di

preferisca invece di

da

una

visita col solito p. e.

meglio usare cartoncini bianchi con su stampatovi

Come devo

304

oppure, se

si

scrivere le mie lettere?

dovr scrivere in francese:

G/"' / oJtf (2^" ^e/,hJ?ni


86 rjouissent de volte

bonnheur

et

forment

plus ardents pour la sante de la mre

et

les

voeux

hs

de l'enfant.

Milan, 4 avril 1893.

Offerta o di

Come

si

Dono {Lettere

scrivono,

molto pi

Come

si

di).

risponde.

difficile l'arte di

Esempi

dare senza che

un

il

lettere di offerta.

donare, che quella di

cevere. Tutti son buoni a prendere j


tesia, o

di

ma non

dono, pi che un tratto di

ri-

sanno
benevola cortutti

attestato di simpatia o di amicizia profonda,

suoni, offesa o umiliazione verso quegli

cui

offerto,

o che lo accetta.

Quando

il
dono accompagnato da lettera, questa
denominazione di lettere di offerta, nella quale
con bel garbo e con sottigliezza d'ingegno si cerca di diminuire il pregio del dono; perch questo riesca pi accetto. Nella lettera si accenni brevemente alle circostanze,
o al movente del dono, desumendoli dai sentimenti di gratitudine, di amicizia, o di stima, che il donatore prova, o
fa le viste di provare, per la persona a cui porge l'offerta.
Questa, in conclusione, sembri dovuta j piuttosto che la

prende

la

Biglietto d'invito del

Duca

Litta (1^1).

305

Lettere di offerte e di dono

conseguenza di uno slancio di generosit. La lettera si


chiude con il voto, che il dono venga accettato e che
riesca gradito.

Alle lettere di offerta si risponde sempre con una lettera di ringraziamento, anche quando il dono non possa
venire accettato per le ragioni, che nella medesima si

devono esporre.

Esempi

(Per

offrire

di lettere di offerta.

un dono).

(G. Giusti alla sorella Ildegarde Nencini nata Giusti).


Livorno, 20 agosto 1897.

Mia cara Ildegarde.

Appena vedrai l'involto, dirai Ecco il primo regalo


e chi sa se guardando ben
che fece Marzo alla Nora
bene lo scialle, tu non dica che io ti poteva scegliere
Ma che
qualcosa di pi bello e di meno trasparente
vuoi che s'intenda di cenci un poeta? E cosa pu darti
di pi solido un figlio di famiglia? Dall'altro canto sappi
che questa l'ultima moda che le signore pi eleganti
hanno tutte di questi scialli, e di pi sappi, che questo
stato scelto da una signora elegantissima. Se ti piace,
:

-,

portalo tutto settembre per

amor mio

se

non

ti

piace,

fanne uno zanzariere per quest'altr'anno.


Saluta Cecco e la bimba. Addio.
P.S.

Domani

sar a Pescia.
20

Come devo

306

{Per

offrire

libri e

scrivere

le

mie lettere?

opere proprie).

{G. Leopardi al cav. Vincenzo Monti

('),

a Milano).

Recanati, Il febbraio 1818.

Se colpa ad un uomo
letterato grande,
colpevolissimo sono io, perch a noi si convengono i
superlativi delle due qualit. N altro posso allegare a
mia scusa clie la smania incomprensibile di farmi noto
al mio principe (poich suddito le sono io certo, come
amatore quale che sia delle lettere), e il tremito che provo
scrivendo a lei, che scrivendo a re non mi avverrebbe di
provare. Ricever per mia parte dal sig. Stella, miserabilissimo dono, la mia traduzione del secondo libro della
Eneide, anzi non dono, ma argomento di riso al traduttore della Iliade primo in Europa, e al grande amico
del grande Annibal Caro. Ed ella rida, che il suo riso
sar di compassione, e la sua compassione piti grata ed
onorevole a me che l'invidia di mille altri. Non la prego
che legga il mio libro, ma che non lo rifiuti ed accettandolo, mi faccia chiaro che ella non si tiene offeso dal
mio ardimento, con che verr a cavarmi di grande ansiet. Ed io le ne sar grado assaissimo, e riputandomi
suo debitore, cercher di mostrarmele veramente umiStimatissimo

sig. Cavaliere.

piccolo lo scrivere

non provocato a

Vincenzo Monti (1704-1828)

grande poeta e prosamettere in onore il


culto di Dante. Cant il Papa, gli orrori e le nefandezze della rivoluzione
il
degli
Austriaci
Napoleone,
ritorno
e Franla
Repubblica,
francese;
cesco I; scrisse tragedie, tradusse in magnifica forma l'Iliade, ecc. Colto
da apoplessia mor a Milano. Sua figlia Costanza spos il Perticari.
(')

di Alfonsino, fu

tore, e contribu col Parini, coU'Alleri, col Foscolo, a

Lettere di offerte e di dono

(Libro donato in

307

nome proprio).

(A. Tassoni al Serenissimo Gran Buca).

Poteva

la servit de' miei passati

con la Ser.ma Casa

di V. A. aggiunta alla particolare benignit e genero-

ch'ella solita usare con le persone di lettere,


aprirmi la strada a dedicarle il libro de' miei Pensieri,
s'io l'havessi giudicato capace d'alcuna dedicazione, o
s'io havessi preteso di spaventare coloro, che ne diranno male col glorioso nome di V. A. Ma il non havergliele dedicata, non m'induce per tanto a restare di
presentargliele come fo, con quella umile reverenza che
sit,

debbo, supplicandola a non isdegnarlo perch'egli sia


d'Autore poco noto all'orecchie sue; ch'assai noto sar
io

quando

l'A. V. si

degner di dare a lui qualit, col


il suo ardire, non
pure

mostrare, che non le spiaccia

in essersi tanto allontanato dalla schiera

ma

comune;

a comparire di pi nella Corte di V. A. dove son trattenuti, e onorati i primi ingegneri d' Europa, poich
anco fra le pompe del cielo hanno luogo minutissime
stelle. E qui con umilissima riverenza a V. A. inchinandomi, prego Dio che ogni augumento di prosperit
le

conceda.

[Per

offrire libri e

opere proprie).

(G. Leopardi al conte Francesco Cassi

(^)

a Pesaro).

Becanati, 17 ottobre 1817.

Carissimo cugino. Avendo avuto occasione di pubbliun inno a Nettuno, e ricordandomi di quello che

care

(')

Il

conte Francesco Cassi (1778-1846) di Pesaro, volgarizz la

saglia > di Lucano.

Far-

Come devo

308

voi scriveste sulla


tieari

(^)

scrivere

le

mie

lettere ?

medesima divinit per le nozze Permandarvi una copia del mio

e Monti, ho voluto

opuscolo, non gi perch lo paragonaste al vostro,

perch aveste

diletto di vedervi vincitore senza

il

ma

com-

La copia che vi mando della seconda edizione


molto pi corretta della prima, che stata fatta l'aprile

battere.

passato.

ed

Come

io gi ci

l'amicizia

me

vedete, la cosa non di questi giorni,,

vedo mille
li

difetti, s che a voi, che per


perdonerete, volentieri la mando in se-

di confidenza, ma non vorrei che la mostraste alle


persone di buon giudizio. Piuttosto avr ben caro che
me ne diciate sinceramente e anche severamente il vostro
parere. Siate certissimo che mi farete sommo favore dicendomene tutto il male che meriter. Salutate, vi prego,
e riverite da mia parte il conte Perticari. Ho veduto in
questi giorni l'annunzio della stampa e l'indice del suo
Trattato sulla lingua del trecento. Certo opera importantissima e quasi necessaria ai nostri tempi, e dove
bisogna veramente esser profondo e ingegnosissimo, di
gran lettura, e d'infinito giudizio. Salutatelo cordialmente, ina non gli mostrate il mio opuscolo, che non
da lui, n anche da voi, se non per le ragioni che
vi ho dette. Scrivo senza, cerimonie, da parente e da
amico perch m'avete mostrato che cos vi piace. E
a me pure sar gratissimo di avere spesso occasione di
mostrarmi vostro affezionatissimo cugino e amico.

gno

{Fer

offrire libri

ed opere proprie).

(Q. Leopardi al conte Francesco Cassi, a Pesaro).


Kecanati, 15 marzo, 1849.

Carissimo cugino. Non fidandomi in nesi^un conto della


posta, ho aspettato lungo tempo che mi si offrisse un'oc-

(1)

Giulio Perticali

Komagna, fu poeta e

(1779-1822) genero
linguista.

di

Y. Monti,

di

Savignano di

Lettere di offerte e di dono

cagione di mandarvi
presente.

Ma non

il

309

libricciuolo che sar con questa

essendosi mai data, non ho voluto dal

canto mio perder questa opportunit di ridurmi alla vostra


memoria, e perci vi scrivo rassegnandomi, secondo il
consueto delle nostre lepidissime poste, a non saper mai
che cosa sia succeduto n della lettera n della stampa.
Caso che questa vi capitasse, abbiatela insieme col libricciuolo per segno di confidenza, e nel leggere

i miei
poveri versi, se volete arrivare al fine, abbiate pi ri-

guardo all'amicizia che

{Per

al

merito loro.

offrire libri),

(G. Leopardi a

M.

i., a Firenze).
Kecanat, 21 maggio 1891.

Stimatissimo signore. La fama singolare di V. S.


m'aveva gi mosso da molto tempo a desiderare la sua
conoscenza, ma non a ricercarla, trattenendomi la cognizione del mio poco valore.

Finalmente
zione, e io

mi

il

desiderio vince ogni altra considera-

risolvo a tentare la benignit di V. S.

con questa lettera e colla stampa che l'accompagna.


Dalle quali ella potr stimare quanto io mi sia confidato nella sua cortesia, e forse non le sar discaro che
la fama che divulga le sue altre virt, non taccia n
anche di questa. Io non vorrei, ma temo di essermene
abusato colla licenza che mi son presa, e perci mi volgo
a pregare V. S. che mi perdoni, e se a questo effetto
necessaria maggior benignit che non vuole negli altri
casi, non isdegni d'adoperarla con me, che sono e desidero ch'ella mi conosca e mi tenga per suo devotissimo, obbligatissimo servitore.

Come devo

310

(Per

offrire

scrivere le

mie lettere?

due canzoni dtdicale a chi siinviano).

{G. Leopardi a monsignor Angelo

Mai

(^)

a Boma).

Recanati, 27 ottobre 1829.

Con questa saranno due copie


dirizzata a

V.

una mia canzone inmandato prima, se non

di

S., le quali avrei

fossero state molti giorni ad arivarmi. V. S. conoscer

ma

com-

difetto dell'ingegno colla riverenza e

amo-

non sono degno cantore delle sue

ch'io

penser

il

revolezza verso

lei,

a nessun

La canzone

altro.

di quest'anno,

nelle quali

mentre

ritrovato ciceroniano.

presumo

di

non cedere

fu scritta nei primi giorni

fervev^a la

lodi;

fama del suo magnifico


i versi miei non sa-

certo che

rebbero dispregevoli se avessero corrisposto al sentimento, alla meraviglia e all'intenzione. V. S. m'adopri,


non dir quanto io voglia, ma secondo la misura del mio
desiderio.

(Ptr

offrire

formaggio ad un amico).

(G. Leopardi alV avvocato Pietro Brighenti, a Bologna).


Eecanati, (29 marzo circa) 1826.

Caro amico. Mi pare che tu mi dicessi una volta che


Se questo ,
i formaggi della Marca.
posso io ardire di offrirtene un saggio? Noi ne offriamo
qui erano graditi

() Mona. Angelo Mai (1872-1854) di Schilpario (Clusone), gesuita, poi


prete, bibliot. dell'Ambrosiana e dal 1819 della Vaticana, dal 1838 cardinale, fu celebre filologo, scopritore di antiche opere, che si ritenevano

perdute.

Lettere di offerte e di dono

311

al nostro Curato quando prendiamo Pasqua. Io che non


prendo Pasqua, ne offro al mio D. Abate, e lo prego

di assolvermi senza curarsi di sentire

non ne varrebbero

miei peccati che

pena; perch, fuori

la

scancellato col battesimo,

non hanno niente

di quello gi

di originale.

Desidero poi che non sia meno indulgente del nostro


Curato, il quale ci perdona la libert che noi ci prendiamo di offrirgli queste bagattelle. E, dandogli la buona
Pasqua, mi dichiaro suo umile servitore e suddito Fra
Jacopo da Monte Morello (^).
Chiudo ben bene il biglietto per non andare a pericolo che la donna, interpretandolo in cattivo senso, lo
porti all' Inquisizione.

(Per

offrire

un proprio lavoro
(S. Fellico

letterario

ad un amico).

a Carlotta MarchionniJ.
Torino, 22 settembre 1832.

Sorella Carlotta.
fatto il pi gran piacere, ma
Marrocchesi che ti sgridi, perch
gli avevi lasciato credere ch'io fossi uomo da esigere una
meravigliosa accuratezza nello stile epistolare, mentre al
contrario niuua lettera m'aggrada se non quando vergata senza pretensione e proprio alla buona. Mi rallegro che l'esito della Compagnia sia stato ottimo, ma non
poteva essere altrimenti, ove v' un angiolo come Carlotta. Chi mai ti vide sulla scena e non fu rapito della tua
naturalezza, della tua scienza negli affetti, del tuo squisito
gusto nelle attitudini, nel vestire, in tutto? Mi ricordo

La

ho

m'ha

Monte Morello, contrada tli Becanati


Giacomo (Fra Jacopo) Leopardi.

(')

di

tua cara lettera

scritto al professore

nella quale la casa nativa

312

Come devo

scrivere

le

mie lettere?

con qual trasporto madame de Stel (la quale aveva veduto le migliori attrici fr.aucesi, inglesi e tedesche e non
era di facile contentatura) sclamava di te Elle a le
genie de son art au dernier point
Serse, da quel dispotico bestion ch'egli era, fece una
volta frustare il mare perch non gli obbediva. In verit che lo farei frustare anch'io, dacch il balordo minacci di trangugiare il vostro equipaggio. Sono paure
da fare? Poveri quei vostri eccellenti cuoricini come
avranno palpitato
Ma fra i,venti ed i flutti villani,, grazie al cielo, vene
fu pure alcuno cortese che volle portarvi la vostra roba.
Cosi nella societ umana molte anime canagliesche,
ed alcune gentili e piene d'amore.
La signora Quirina Magiotti (') m'ha scritto amabi:

lissime e giustissime cose di te, sorella mia.

Mi

dice

anch'essa aver poca speranza che la mia Ester passi.


Pazienza Kiveriscila tanto per me, quell'egregia Quirina. E riverisci la tua e mia signora mamma, e la tua
!

veneratissima segretaria, e la vostra mirabile Pittrice,


e tutta la casa tua insomma e poi tutta la Compagnia.
Rammentami allo stimatissimo Marrocchesi.
E quel buon Montani (') che mi voleva tanto bene,
me ne vuol egli ancora? S certo. So quanto ei siasi
rallegrato della

me

mia

risurrezione.

Ho

letto la

menzione

suo cuore.
Se lo vedi, salutalo cordialmente a nome mio.
V'abbraccio e sono di tutti voi, e particolarmente di
te e della nostra Gegia, devotissimo servitore e fratello
ch'ei fece di

v:Lt\V Antologia,

e ric(mobbi

il

affezionati ssimo.

Quirina Magiotti, la
donna
Giuseppe Montani (1789-1833)
toro dell' * Antologia .
(')

(")

goiitilo > del Foscolo,

di

Cremona

fu a Firenze collsibora

Lettere di offerte e di dono

fl*er offrire tu

313

dono un ritratto di celtbre ItlUraloJ.

{G. Carcano

a Niccol Tommaseo)

(^).

Milano, 19 febbraio 1899.

Illustre signore.

Molti anni sono, quando io cominciavo appena a per-

cammino

correre questo
voi,

ho trovato anch'io

mio sicuro

quale come

nel

delle lettere,
il

e fedele conforto,

mano. Quebuon sentimento che sempre mi tennero vivo nell'anima i vostri udbili scritti, mi suggefai lieto di conoscervi qui q.di stringervi la

sta

memoria, e

il

al ricevere quel

rirono,

vostro biglietto, eh' io stesso

potrei offerirvi la copia da voi desiderata del ritratto del

nostro Manzoni.

av^va

Lo disegn mia moglie da

Rosmini a Stresa
1854. Io che ho la fortuna
il

(^),

di

quello che

non erro, del


venerando uomo

e che se

vedere

il

posso dirvi che gli ancora somigliante; che dopo la fiera malattia dell'anno passato,
egli riprese il vigore, la serena mente di prima, e in
codesta sua mite grandezza d'animo e di speranza, per
amor d' Italia, confidiamo che Dio ce lo conservi ancora per anni parecchi. Intanto io sar pago se vi piace
quasi

ogni sera,

di gradire

da

me

questo segno di ricordanza e di

ri-

verente amicizia.

(')

Niccol

Tommaseo

(1802-1874) di

Sebenico. nel

1848

Membro

del

Governo pnivvisorio di Venezia, invialo poi inutilmente dal dittatore


Mnuin a chiedere aiuto al Governo fr.incef-e, sempre poi repubblicano e
Dal 1849 al 1854 esul a Coif ove divenne cieco e si ammoPoi visse a Torino e Firenze. F'u insigne letterato e filologo.
(-) Antonio Kosiiini Serbati (abate) (1797-1855) di Rovereto nel Trentino, fu celebre filosofo, che tent noi suoi scritti di fortificare la dottrina cattolica per mezzo di un idealismo opposto all' indirizzo sensualistico dominante. Fu anche filantropo, educatore, patriotta; visse e mori
cattolico.
gli.

d:t Siiiito.

Come devo

314

Parere {Lettere
Lettere di

scrivere le mie lettere?

di).

parere, consiglio, giudizio, critica, lode.

debbono esaere

scritte.

Come

da cbi

Esempi.

Versate nello stesso crogiuolo e fate fondere insieme


censura, quelle di lode o di biasimo 5 le altre

le lettere di

di consiglio di
il

ammonizione o

di critica

fate

prendere

crogiolo al miscuglio epistolare che ne risulter, e ne

una forma di letteratura epistolare unica,


bench complessa, che potrete chiamare di parere.
Esprimere, dire il proprio parere, altro non significa che

trarrete fuori

esporre la propria opinione dare il proprio giudizio, o


emettere il proprio avviso sopra un fatto determinato.
Ora, tanto nella censura come nella lode, nella critica,
nell'ammonizione o nel consiglio, non si fa altro, che
esprimere con forma diversa il parere, il giudizio, l'av-.
viso proprio su cose, o su fatti sottoposti all'esame del
nostro criterio.
Certo, lo stile non sar eguale per tutte. Gambiera a
seconda che il parere sia richiesto o noj se chi lo d
;

spontaneamente aveva o meno


se la persona, cui
la lode,

il

il

diritto di giudicare

parere diretto, merita la censura,

o l'avviso e in quale misura,

o forma, ecc.

tutte cose, queste, che di necessit virti, modificano lo


stile delle lettere di

parere.

Cos, la lode appartiene a tutti, poich a tutti lecito

applaudire a chi opera saggiamente. Degni di bia-

simo, per, sono coloro che nell'elogio esagerano, o adulano.

risaputo che le persone a

delle lodi, anche se meritate

modo non

fiinno caso

e le disprezzano se su-

periori al merito reale.

L'ammonizione, invece, appartiene a pochi. Ai genitori,

maestro, al congiunto bianco per


raramente all' amico.

al superiore, al

antico pelo

315

Lettere di parere

Si

ammonisce con modestia, con semplicit

e sopra-

tutto con garbo; consigliando onest, utilit, piacere a

mezzo

di ragione, di autorit, di esempio. Si finisce,


esortando a seguire i nostri pareri.
Pi specialmente nelle lettere di consiglio si cerca con
prudenza, con grazia, con gentilezza e.... con un po' di
lecita furberia, di esporre quel partito che sembra migliore e pi ragionevole, pel vantaggio reale della persona consigliata.

Ma, nello emettere giudizi su atti che altrui compie, o


ha compiuto, si sia eccessivamente cauti. Non sempre la
censura, anche benigna, e la critica, anche di.... manica
larga, riescono gradite a chi n' colpito direttamente
nell'amor proprio, o nell'intelletto.

Esempi.
(Lettera di consiglio di

un padre

(M. d'Azeglio alla

alla figlia).

figlia).

Carissima Rina mia.

non scordi l'inglese. Brava


di me. Ora, giacch
raccogli tante conchiglie, dovresti fartene dire i nomi, da
qualcuno di quei professori che vengono la sera cos
impareresti qualche cosa che non sai. Salutami la zia
Vittoria, sta allegra e sana, e Dio ti benedica.
Vedo, dalla tua

lettera, che

bambina mia, presto ne saprai pi

(Lettera di consiglio di

un padre

(M. d'Azeglio alla

alla figlia).

figlia).

Cara bambina mia, voglio che preghi mammina, quando


passerai da Genova, di condurti alla chiesa dei cappuc-

Come devo scnvere

316

Cini

alla balaustra dell'aitar

le

mie

lettere f

maggiore, in terra, a

si-

una lapide, sulla quale leggerai il nome


di mio padre e mia madre, che vi sono sepolti, e che
hanno fatto tanto bene quando erano vivi, e ne hanno
voluto tanto a me. Domanderai loro che, in cielo, preghino Dio, che ti dia salute, e ti faccia buona e felice,
nistra vedrai

e che preghino anche per me: la tua preghiera sar


certamente ascoltata, e Dio ti benedica.

(ConsiijUo

(Jf.

(li

nn padre ad una

figlia).

d^Azc<jUo alla figlia).

Eina mia cara.

Ho

veduto, e

ti

rincresceva ch'io partissi

il

dolore per un verso,

bambina mia. Ma,

se a

mi par pi

del solito, che

e questo, se stato per

m'ha per

me

l'altro consolato assai,

Dio piace, non sar lunga questa

volta la nostra separazione. Intanto ricordati delle cose

che ti dissi quando, in studio, t'aveva in grembo e ti


tenevo abbracciata; son certo che non hai bisogno ti
dica di voler bene a chi te ne vuol tanto, e fa tanto
per te. Ma il voler bene non basta, bisogna mostrarlo
e ricordati del paragone che ti feci. Del resto, conosco
benedica. Il mio viaggio stato
il tuo cuore. Dio ti
;

freddo assai; e come ho rotto un cristallo del coup,


ci non ha servito a riscaldarmi. Alla dogana, la visita
della

mia

cartella servita di lezione al

mio orgoglio;

facendo passare i miei studi, ha detto,


principii e me li
<ion aria di compassione: Peuh
il

doganiere,

ha buttati

l.

317

Lettere di parere

(Chiede consiglio per presentare

{G.

una commedio).

Carcano ad Angelo Fava, a dorino).


Milano, 26 maggio 1854.

Caro Fava.
Egli in verit molto

ma

tempo che non

ci

scriviamo

questa necessit sono molte e facili a


indovinare pi che a dire. Non per questo io tengo men
le ragioni di

viva dentro di me la ricordanza degli amici che ti somigliano; e noi che ci siam conosciuti i)roprio nell'animo
(e tu sai quando), perch io non dubito uu istante di ri-

volgermi a te per avere un consiglio da quel brav'uomo


e da quell'amico che tu sei. E come co che non hai gran
tempo a gittare, attese le molte e onorevoli tue occupazioni, ti dir addirittura che vorrei da te qualche
precisa informazione sulla opportunit di presentare un
lavoro drammatico, fatto con qualche amore e coscienza,
alla Commissione dei Concorsi di cotesto E. Teatro.
So che altre produzioni furono gi date e con lode, ma
non so se per quest'anno siavi tempo ancora a presentarsi, n quello che convenga fare a tal fine. Il lavoro
che mi assumerei di mandare opera d'un mio e tuo
amico, al quale preme di non esser conosciuto per la
ragione appunto che il porsi a cimento con altri vuol
dire arrischiare d'esser vinti j e per torna inutile dire
ch'io metto in te solo la confidenza di quel suo tentativo.
Trattasi d'una tragedia storica a grandi dimensioni a
Milano non pu essere, a quel ch'io suppongo, stampata^
e quindi molto meno rappresentata; bens lo potrebbe
essere costi, appunto perch storica e italiana. Non conoscendo io le prescrizioni, il temjm, la convenienza
di codesto concorso drammatico, a te mi rivolgo perch
:

Come devo

318

scrivere

le

mie lettere?

tu sia tanto buono e cortese di darmi le notizie e i consigli che desidero.


Dove la cosa potesse tentarsi,
mander a te, raccomandato, quel poetico lavoro nel

termine utile che tu stesso vorrai indicarmi dove non


si possa o non convenga, lo farei riporre a dormire
nello scrittoio del suo autore.
Solo mi dorrebbe per
questo che a parer mio, il soggetto di quella tragedia,
sebbene risalga all'undecimo secolo, ha non pochi riscontri coi dolori e colle speranze nostre.
Aspetto dunque il pi presto che puoi, una tua rij

me la potrai indirizzare qui; ma, di nuovo te


raccomando, non far cenno della cosa, tale essendo
il desiderio del poeta, buono o meschino ch'ei sia.
Vedi che non ho titubato a darti una briga, poich
tu stesso mi scrivevi quest'autunno passato di metterti
a prova. Intanto sappi che ben sovente di te mi ricordo,
e che ti nomino con alcuno de' nostri pochi e buoni
sposta, e

lo

amici.

Addio

di cuore.

*
(Chiede consiglio ad un amico per concorrere ad un posto).

{G. Garcano ad

Andrea

Maffei).
Milano, 2 marzo 1852.

Carissimo amico

Se non avesti finora, nel 1852, mie notizie, egli perdopo l'ultime che ti diedi, aspettai con desiderio
le tue; n fui anche lontano, per il tempo che abbiamo,
dal pensiero che tu potessi venire a trovarci innanzi la
tornata della primavera. Scrivimi dunque subito dopo
ricevuto questa mia, e ricordati di parlarmi con ogni
ch,

particolare di te e delle cose tue.

Io frattanto ti far cenno delle mie


anzi ti prego di
non lasciarmi su quello che sto per dirti senza un tuo
;

consiglio.

Lettere di parere

319

Pochi d sono mi venne sott'occhio, in una gazzetta,


del concorso al posto di vice-bibliotecario
della Marciana; trattasi press 'a poco del medesimo impiego che io aveva a Brera, anzi vi sarebbe l'onorario
di 800 fiorini, anzich di 700 unito al mio posto di
prima.
Io, non so, a dir vero se farei bene o male a concorrere; se lo facessi, sarebbe per la sola ragione di
togliermi alla vita che fo adesso, e per poter studiare
un po' di pi ch'io non faccia. D'altra parte per, non
l'apertura

vorrei

domandare

colla quasi certezza di

nella quale m'induce

il

pensare

al

non ottenere,

modo con che venni

trattato; e pi di tutto, te lo confesso,

mi preme

di

conservare la mia dignit. In conclusione, ripeto, non


so che ben fare
e tu, prima e meglio di tutti, puoi
e devi dirmi l'animo tuo. Benedetta quella Venezia
;

Che abbia ad essere una

Ad
sata

sorte per

me

altre cose adesso. Ti dir che la settimana pas-

mi son messo

in accordo (triste accordo) col Con-

mio

corso Pirola per poter continuare la stampa del

Shakespeare.

mio credito
lire in

Ho dovuto
di

fare

il

contratto, cio

sacrificio di

accontentarmi

di

del

mille

luogo di due mila per la stampa delle tre man-

canti tragedie e della vita dello Shakespeare

meno

met

la

vedr

finita.

ma

al-

tu che intenderesti fare delle

un

vero peccatacelo che abbiano a


tempo ancora. Non potresti venire a qualche transazione, o almeno permettere, con espressa dichiarazione e riserva dei reciproci
diritti la pubblicazione del Caino e della Cabala, e
Amore ? A proposito, lessi un tuo bel sonetto, ma bello
davvero, sulle Letture di famiglia di Trieste. Scrivine
altri di quel valore, e mettili assieme ad alcuni che
conosco e che non devono morire. Ti confido che io
pure, ne' passati tre mesi, jjreso da poetica malinconia,
mi avventurai di gettar sulla carta il primo atto di una
tue traduzioni?

restar

li,

e chi sa per quanto

Come devo

320

tragedia storica

ma

scrivere le mie lettere?

l'

argomento scotta, e l' aria che


mi fa gelare i pensieri nel

spira e pesa sopra di noi,

cervello e l'inchiostro nel calamaio.

Ho

lasciato

quei

non saranno stati che un mesto mio sogno. Ti saluto a nome di mia moglie, che ora si abbastanza bene rimessa in salute; la mia Maria cara
e intelligente anche troppo; esse mi consolano di tutto
versi che forse

il

resto.

Figurati che una sera io raccontavo a Maria, che passa


appena i tre anni, la storia di Dante, a suo modo; la

mattina appresso,
per povero Dante

al

primo suo

eh''

svegliarsi, ella

piangeva

era morto solo! Addio!

(Chitde consiglio al padre).

{G. Leopardi, a suo padre a Becanati).


Koma,

4 del 1823.

Carissimo signor padre. Scrivo questa per avvisarla


che ieri mi furono resi dalla posta gli scudi dieci, e per

nuova di me, che in questi giorni me la passo


per lo pi in casa, stando con due piaghette, l'una alla
mano e l'altra al piede, molto irresoluto se io le debbo
medicare o no, e che cosa converrebbe metterci. Finora non ci ho fatto nulla
non mi danno dolore,
stando fermo, e io mi contento di riguardarle.
Lo stampatore De Romanis mi ha proposto d'intraprendere per lui una traduzione di tutte le opere di

darle

Platone. Questo lavoro

Germania e

in

molto desiderato in
Tutti

si

contemporaneamente

fa

in

Francia nelle rispettive lingue, ed

letterati

Italia.

nazionali

forestieri, ai

quali s'

parlato di questo disegno, l'hanno lodato infinitamente;


Io

stampatore n' invaghito, e credo anch'io che que-

Lettere di parere

321

st' impresa ben eseguita potrebbe far grande onore. Mi


hanno consigliato di domandare al De Komanis 100
scudi per ciascun tomo della traduzione, la quale ver-

rebbe a portare quattro o cinque tomi.


Sono quasi nell'impegno, e se le condizioni mi converranno penso di stringerlo. Mi sar molto caro il suo
parere in questo proposito.
Il freddo qui mitigato, ma pare che presto voglia
riprendere il suo rigore. Mercoled Koma era bianca
dalla neve. Saluti di tutti a tutti. La prego in particolare dei miei, specialmente alla cara mamma e ai fratelli. E baciandole la mano, mi ripeto suo afitettuosissimo e graditissimo figlio.

{Critica.

Ad

(^G.

ttn

autore su di un suo lavoro).

Carcano a Jacopo Cahianca, a Venezia),


Monte Olimpino presso Como,

Amico mio
Presso

30 settembre 1846.

carissimo.

al bellissimo

Lario con una incantevole proleggendo il tuo bel

spettiva d'acque e di monti, sto

romanzo (^) che non ha guari mi fu portato in tuo


nome. Non ne ho scorso che un cinquanta pagine, ma
ben veggo che molto amore vi ponesti, e che tal lavoro che debbe far onore al tuo nome, gi cos caro
alla buona e coscienziosa letteratura.
E in verit, come non amare ed apprezzare que' pochi
i quali, al par
di te, veggono nell'arte non un trastullo od una mattezza scambiata per genio, ma sibbene

(1) Giovanni Tonesio, racconto storico di Jacopo Cabianca, poeta, di


Vicenza, morto nel 1878.

21

Come devo

322

un

le

mie lettere?

dovere, ed una virt che ha il compenso


medesima? Gi sono pi che persuaso che tutto

difficile

in s
il

scrivere

libro corrisponder a quelle belle pagine in cui di-

pingi la morte della povera Griuliari e


ficio

il

primo

sacri-

del Tonesio.

Spero poi che vorrai dare qualche fratello a questo


bisogna farlo almanco per mettere qualche argine a quella inondazione francese di MonteCristi e di Figli del Diavolo .
Io pure fra l'una e l'altra tragedia del mio Shakespeare, sto terminando un altro racconto (^) che potr
forse essere buttato l nel pubblico l' anno venturo. Intanto ti ringrazio di cuore del tuo dono e ti ringrazio
pure di quelle firme che costi mi trovasti alla mia traduzione, la quale se Dio vuole comincier a dar fuori
tuo Kacconto

quest' inverno.

al

Io spero che finalmente l'anno venturo, e al pi tardi


tempo del Congresso, potr vederti ne ho desiderio
-,

grandissimo. Intanto non dimenticarmi del tutto; e alla


gentilissima tua moglie, se pur si ricorda ancora dell'amico tuo che la vide ne' suoi primi d di sposa, presenta un mio sincero e riverente saluto.

Addio carissimo

(Ad un autore che

vieti

crittGato

da un giornale).

{G. Garcano a E. Bonghi).


Milano, 23 dicembre 1856.

Mio

caro.

Avrai, insieme a questa mia, tre fulminanti appendici


ti mando per farti ridere

della Gazzetta di Verona, che

(1)

Rachele o

Una

simpatia.

323

Lettere di parere

un po'
sente

di gusto la vigilia di Natale. Il passato,

la

posterit se

la

il

pre-

pigliano con le tue lettere

critiche; e vedrai che fior di

senno

il

tuo anonimo

oppositore.

Per carit! come siano lontani ancora dall' intenderci,


va di questo passo Qui a Milano non ho veduto
nulla di stampato contro di te, ma ne sentii a dire di
ben grosse anche da gente che si stima autorevolissima,
e vuole avere voce in capitolo ti ho difeso alla meglio
da questo o da quello che addirittura mi venivano in Quel tuo Bonghi quel tuo amico
contro con un
se la

e che so io....

Ma

per me, rinuncio alla possibilit di farla casi dovrebbe, questa benedetta ragione.
Del resto ti auguro alla buona, e alla vecchia, lieta fin
d'anno, e miglior principio.

pire,

io

come pur

Addio

Come

abbiamo invidiato

ti

sati nelle belle

giornate di sole!

[Incoraggiamento

{S.

Il

in questi d pas-

tuo amico....

lode).

Fellico a Giovanni Vico).


Torino, 16 settembre 1832.

Amico

carissimo.

A' buoni fratelli non si fanno scuse, se si tarda a rispondere, non vero? Ed io dunque non ne far con
te. La mia pigrizia non tolse eh' io avessi cara la tua

amorevole
indole, ed

lettera, o ch'io pensassi

sovente alla tua dolce

ingegno. Tu sei un giovane di belle


speranze, e chiunque ti conosce costretto ad amarti.
Sono certo che l'abitudine dello studio e della virt
al tuo

non cesser in

te

tu ne senti tutto

il

pregio.

Come devo

324

scrivere

le

mie lettere?

Quelle ore che passi cos lodevolmeDte al diseguo a


buone letture, a poetare, sono ore felici esse t'in-

far

sempre pi l' animo, t' allontanano dalla


contaminante compagnia dei volgari, t'apparecchiano un
gentiliscono

avvenire di contentezza e d'onore, al quale coloro che


si danno all'ozio e alla dissipazione impossibile che
giungano mai.
Amico mio, sii perseverante, anela di distinguerti, non
ti sgomentare della lentezza con cui l'uomo costretto
di procedere per giungere a mta elevata: il forte volere trionfa d'infinite difficolt. E fa che insieme alla
coltura dell' intelletto s' operi incessantemente quella del
cuore. Serbiamoci puri, nobili, non tanto avidi di piacere a tutti gli uomini quanto di piacere ai migliori,
alla nostra coscienza, a Dio.
Questo il vero modo d'onorare la patria, i parenti,
gli amici, e s medesimo. Briano ti saluta. Egli termin
il

Botzari,

ma non mei

Fammi una
ancora

il

lesse ancora.

grazia. Informati se a codesti JBagni

conte Camillo Casati di

Milano.

Se vi

(^)

prego l'unito viglietto, e se gi fosse partito, sappimi dire a qual volta.


Addio. Porgi i miei umili ossequi alla tua signora
zia, sta sano ed amami.

portagli,

ti

(Lettere di inooraggiamentoj

{8.

Pellico al cavaliere Cesare Cantii)

{').

Agosto

1843.

Proseguite ed abbiate coraggio. Vi vuole grande abnegazione, grandi sacrifici, per essere scrittori oggi in

(!)

{')

Terme

i Acqui.
Cesare Canth di Brivio (1804-1895) fu insigne storico di principii

cattolici, di mirabile fecondit; dal 1874 direttore

a Milano.

dell'Archivio di Stato

325

Lettere di parere

Italia.

sterit e

meno
il

ostacoli

buon Dio

cui proclamate

li

troverete dai forti

vi terr conto del

francamente verit che

cos

ma

la

po-

coraggio con
il

secolo

sconosce e abborre.
Il vostro Colombert s' impelagato in un mare ove
molti naufragarono. E de' Gesuiti non ancora venuto
il tempo di dire la verit. Fin adesso sono segno d'inestinguibile odio

Come traducano

e d'indomato

brani di aggiunte non vorrei averli

che

si

amor

Francesi, lo so io a prova.
scritti, e

Ma

quei

mi duole

divulghino. Era amarezza degli attacchi portatimi

ma caro Cant, collo sdegno non si


j
arriva a niente, bisogna perdonare, e acqui sterem pace
dai letterati nostri

in questa vita e propiziazione per l'altra.

Partecipazione {Lettere di). Vedi Annunzio, Avviso, Ragguaglio (pag. 74).

Partecipazione per Comunione.

Per vecchia consuetudine, i fanciulli e le giovanette


ad oggi dovevano scrivere ai parenti e ai superiori
lontani l'annuncio di aver fatto la prima comunione.
L'obbligo di queste lettere, generalmente noiose, sovente in buon numero, piuttosto che sollevare il sentimento e il pensiero al di sopra delle cose terrene, irritava il primo e allontanava da Dio il secondo.

fino

Fortunatamente' per i fanciulli e per le giovanette,


buon senso di taluni genitori e di molti educatori
comincia a prendere il sopravvento sulla inveterata
abitudine delle noiose lettere; ed invece di queste, si
mandano ai parenti ed agli amici immagini sacre con
stampatovi sotto, o a tergo
il

Come devo

326

scrivere le mie lettere?

Ricordo della prima Comunione


di

Milano, 10 febbraio 1910.

Partecipazione per fidanzamento (pag. 270).


Partecipazione per matrimonio (pag. 272 e 277).
Partecipazione per morte (pag. 293).
Partecipazione per nascita (pag. 299).

*
Posta.

Concorsi
Concorsi per posti di commesso in nfftzi di seconda classe.
Domanda per agenzie
per posti di portalettere rurali e di procacci.
postali e telegrafiche.

Domanda per

istituire uffizi postali e telegra-

Reclami per conoscere l' esito di lettere raccomane collettorie.


Reclami
date, assicurate, pacchi postali, vaglia e cartoline-vaglia.
Reclami per ritardi o smarriper effetti spediti per la riscossione.
Rispedizioni,
menti di lettere ordinarie, cartoline, stampati, campioni.
rettificazioni, modificazioni di indirizzi e invii di lettere ai mittenti.
fici

(Concorso per posti di commesso di


I concorsi

vengono

uffizi di

seconda classe).

indetti, volta per volta, dal Mi-

i commessi, allorquando trattasi di uffzi, la cui retribuzione supera


le lire 1000 annue.
Per gli uffizi aventi retribuzione inferiore, i concorsi
sono liberi a tutti i cittadini italiani, mediante presentazione dei seguenti documenti:

nistero delle Poste e dei Telegrafi, fra

Posta

a) atto di nascita

maggiore

l'et

comprovante

di aver

compiuta

b) certificato di
e)

327

buona condotta

fedina penale;

d)

congedo militare, o

e)

attestato degli studi fatti.

certificato di levaj

candidato prescelto deve prestare, nel tempo de-

Il

terminato, una cauzione non inferiore a lire 3240.

La

professione di avvocato, e le cariche di Sindaco,

di Assessore anziano e di Segretario

comunale, sono di

massima, ritenute incompatibili con

le attribuzioni

commesso

(Concorsi per posti di portalettere rurali

di

postale, o telegrafico.

di procacci)

cura delle Direzioni postali e telegrafiche viene

pubblicato all'albo pretorio del

Comune

in cui

si

veri-

vacanza di un portalettere o di un procaccia,


un avviso di concorso.
Gli aspiranti devono presentare le loro istanze su
carta da bollo da cent. 60, indirizzandole alla Direzione
Provinciale, e corredandole dei seguenti documenti
a) atto di nascita per comprovare che l'aspirante
ha compiuto il ventunesimo anno di et;
b) certificato di buona condotta;
e) certificato di immunit penale;
d) certificato che comprovi nel concorrente la cala

fica

pacit di saper leggere e scrivere e fare

1'

addizione e

la sottrazione;
e)

lire

dichiarazione di poter prestare la

200; oppure di

blico

lire

cauzione di

15 di rendita del Debito Pub-

medico

di sana costituzione fisica;

/)

certificato

g)

certificato di leva o

congedo militare.

328

Come devo

scrivere

le

mie lettere?

Formula dell'istanza

(^).

Cerreto, 14 aprile

Il sottoscritto di anni 23,


di essere

fa

istanza

nominato al posto di portalettere

Comune

rurale, vacante nel

ed air uopo unisce

a)

Atto di nascita;

bj

Certificato di

cj Certificato di

dj Certificato

di

di Cerreto^

seguenti documenti:

buona condotta;
immunit penale
leggere

saper

scri-

di

cau-

vere, ecc.
e)

Dichiarazione

f)

Certificato

zione

zione
g)

di

possibilit

medico

di

sana

costitu-

Congedo

militare.

(Nome, cognome,

indirizzo).

Spett.

Direzione Postale e Telegrafica


di

Pavia

(1)

Su carta da

bollo

da

cent. 50 (cio cent. 60).

329

Posta

(Domanda per agenzie

postali e ttlegrafiche)

Se ne fa domanda a forma d' istanza al Direttore


provinciale delle Poste e Telegrafi, che ne riferisce al
Ministero da cui dipende.

Le agenzie vengono
Camere di Commercio,

affidate,

sentito

parere delle

il

pi stimate Ditte
commerciali; a Societ cooperative; a Corpi morali; a
Istituti, perch le esercitano nei propri uffici, stabilialle migliori e

menti o negozi.
I titolari delle agenzie devono prestare una cauzione
eguale a tre volte la retribuzione di un anno ; per la
cauzione non pu essere inferiore a tre mila lire, n superiore a quattromila. Talvolta in forza di regolamenti

speciali o d'influenze politiche questa cauzione

sere aumentata di molto o

(Domanda per

non

pu

es-

richiesta affatto.

istituire uffici postali e telegrafici e di collettorie).

Queste domande

si

dirigono su carta libera alla Di-

rezione postale e telegrafica del Capoluogo di Provincia


oppure al Ministero delle Poste e dei Telegrafi.

ma soltanto
privati cittadini non possono iaviarle
Kappresentanze Comunali; o un nucleo di cittadini.
Nella domanda si espongono le ragioni, che giustiI

le

ficano la richiesta.

Come devo

330

(Reclami per conoscere V

scrivere le mie lettere?

esito

raccomandate, assicu-

di lettere

rate, pacchi postali, vaglia e cartoline-vaglia).

Milano, 25 maggio 1896.

III.

ma

signor Direttore

delle

Foste

Telegrafi

Milano

Il giorno 10 del corrente mese raccomandai


sotto

il

n.

una

n.

3215

di

via

lettera diretta

all'ufficio

della

succursale

al signor

via

n.

-.

a Boma.

tutV oggi non essendo pervenuta detta

tera al destinatario, prego

ordinare

Con

le

la 8.

let-

V. di volere

opportune ricerche.

pili distinti saluti,

mi confermo devo-

tissimo

E. S.

Via

n.

331

Posta

Il

reclamo

si

pu

fare anche a viva voce.

necessario presentare

agli

uffici

Comunque,

d'impostazione lo

scontrino di ricevuta, e pagare la tassa di cent. 10.

Per le raccomandate e per le assicurate, dirette a


persone dimoranti nelle grandi citt e all'estero prescritto di presentare un facsimile degli indirizzi.
Se il mittente in grado di esibire una lettera del
destinatario, nella quale questi nega il ricevimento di
un dato oggetto, i reclami hanno corso in esenzione di
tassa.

(Reclami per

effetti

spediti

per

la riscossione).

Su richiesta dei mittenti di titoli e senza riscotere


veruna tassa, gli uffici postali debbono dar corso ai
reclami dei mittenti stessi, se nel termine di quindici
giorni, da quello del presunto arrivo dei titoli a destinazione, non sieno stati retrocessi i titoli non riscossi )
o non sieno giunti i relativi vaglia rappresentanti gl'importi riscossi
tenendo per conto del tempo occorrente
;

pel viaggio. Trattandosi di effetti,


richiesto

il

protesto,

spediti anche

detti

pei quali sia stato

reclami potranno

essere

dopo solo otto giorni successivi a quello

della scadenza degli effetti.


I

si fanno verbalmente dai mittenti agli uffici


presentando i relativi documenti di ricevuta.

reclami

postali,

(Reclami per ritardi o smarrimenti di


line,

Si

lettere

ordinarie, carto-

stampati, ecc.).

fanno verbalmente agli

uffici postali,

od anche per

iscritto in carta libera, alle Direzioni postali telegrafiche.

Come devo

332

scrivere

mie lettere?

le

Esempio.
Milano, 25 maggio 1896.

Ill.mo signor Direttore


delle

Poste

dei Telegrafi

Milano

Il giorno 15 corrente
al

sieme al pacco
di

fu

da

spedito

mio indirizzo un pacco

fu impostata anche

accompagnamento;

seconda mi sono

ma

ne

il

Boma

stampati.

di

la

primo,

stati recapitati

In-

lettera

la

a tutfoggi.

Si compiaccia, signor Direttore , di ordinare


le

opportune ricerche,

prima

tanto pi, che non la

volta, in questo mese, che

rispondenza, subisce

la

incomprensibili

mia

cor-

ritardi

smarrimenti.

Ringraziandola, distintamente la saluto.


Devotissimo

X. Y.
Via

n.

Al signor Direttore
delle

BB.

Poste

Telegrafi

Milano

Lettere di presentazione e raccomandazione

fRispedizioni, rettificazioni, modificazioni di indirizzi

333

rinvii

di lettere ai mittenti).

La

tassa prescritta di cent. 20 per

destinazione negli uffici del

Regno

di

a
50 per

oggetti

gli

cent.

quelli diretti all' estero.

Gli interessati devono presentarsi agli uffici postali a


riempire appositi moduli, somministrati gratuitamente
dagli uffici stessi.

Presentazione e

di

raccomandazione {Lettere

Lettere di presentazioue e di raccomandazione.

Come

di).
si

scrivono.

Esempi.

La

lettera di presentazione quella, per

mezzo della

presenta ad un amico una persona a lui sconosciuta.


La lettera di presentazione ha tutti i caquale

si

raccomandazione, e chi la scrive,


rende tacitamente garante della moralit e dell'educazione delle persone presentate. Le lettere di presentazione raramente vauno disgiunte da quella di raccomandazione, e perci con queste formano una cosa sola.
Nell'uso comune, e pur lo scrisse neW Asino d^oro il
Firenzuola, si chiama di raccomandazione quella lettera,
colla quale si prega alcuno ad usar favore a persona
la quale, per lo pi, la presentatrice di essa lettera.
Cos se la lettera di raccomandazione diretta a
persona in posizione elevata, le si chieder di usare la
protezione, di cui ci onora a vantaggio di quegli che
diretta ad un amico, lo si presi raccomanda j se
gher di collocare la tenerezza e l' amicizia che ci professa, a vantaggio del raccomandato.
ratteri della lettera di
si

Per, prima di decidersi a scrivere una lettera di

raccomandazione,

si

pensi bene alla persona che

si

rac-

Come devo

334

scrivere

le

mie

lettere f

comanda, e il motivo della raccomandazione. Chi raccomanda, l'ho detto, si rende moralmente garante del
raccomandato. Comunque, il fervore della raccomandazione sia sempre proporzionato al raccomandato e alla
persona cui la lettera diretta, nonch alle circostanze.
Di pi non sar male riflettere se le persone alle quali
si raccomanda qualcuno, possono o non possono gradire
la raccomandazione, e se sono in grado di soddisfarla.
Perci, sar opportuno di ponderare bene prima di raccomandar qualcuno alla protezione della persona a cui
',

si

scrive.

Dovendo raccomandare alcuno a persona

in posizione

elevatissima, l'opportunit di prevenire questa della lettera di raccomandazione rilasciata, diventa obbligo assoluto.

Nel comporre una lettera di raccomandazione si devono prima esporre i motivi che ci hanno indotto a
raccomandare poi, si esporranno senza esagerazione,
j

le qualit

cio

meriti,

talenti, le virt, l'a-

bisogni della persona raccomandata; per ulringrazia e si professa gratitudine, per quanto

bilit e

timo

morali

si

verr fatto a favore del raccomandato.

Se la lettera di raccomandazione si consegna per il


alla persona stessa, a favore della quale
scritta, delicato rimettergliela aperta, affinch possa

recapito

leggervi quanto

si

dice in suo favore.

Esempi.
(Letture di

raccomandazione

di negoziazione).

{A. Tassoni al signor Don.


N...

mi

liavea pregato, ch'io

protezione di V. S.

I.

per

il

.)

raccomandassi alla
pretende co-

l'ufficio ch'egli

Lettere di presentazione e raccomandazione

335

d'un amico comune sono stato


pu nuocergli pi, che l'ombra
di V. S. I. in questo particolare, per le cagioni eh' ella
pu imaginarsi. Egli mio Cugino, e V. S. I. mio
Signore: Se V. S. Ij noi favorisce, io perdo il credito
della servit mia con esso lei, ed egli si doler di me
E s'Ella il favorisce, e non ottiene, il non conseguire il
suo intento sar stato effetto dell'imprudenza mia. Qui
cred' io
bisognerebbe un partito di mezzo. E questo
sar, s'Ella lasciando di raccomandarlo operer, che il
raccomandi Monsr N.... che ha molto autorit con cotesti ministri, senza per mostrare che il motivo primo
venga da lei, o da me. E chi sa, se il raccomandar
V. S. I. l'emulo suo potesse giovargli, io la supplico a
farlo se ne vien ricercata. E le bacio umilmente le mani.
stj

quando per

lettere

avvisato, che ninna cosa

(F. Monti al prof.

Andrea Zambelli a Pavia)

Q).

Caro Zambelli.

Per

la

molta nostra amicizia vi prego

di far lieta ac-

coglienza al giovane presentatore di questa,

il

sig.

Gio-

vanni Provasole, che viene a istruirsi in Pavia nell'arte


medica. Mi preme che per l'ottima sua indole egli
trovi in voi

una guida, un protettore, un amico. Eac-

comandatelo

a'

suoi maestri e procurategli la conoscenza

degli altri miei amici Tamburini, Prina, Lotteri, Zuc-

qualunque attenzione gli userete mettetela


mio conto. State sano ed amate il vostro

caia, ecc., e

in

ottobre 1817.

(') Andrea Zambelli (1794-1861) di Lonato, fa professore di 8cien2;e

leggi politiche nell' Univ. di Pavia, M. a Milano,

Come devo

336

scrivere

le

mie Ietterei

(Per presentare un amico ad un amico).

ad Antonio Gazzoletti a

{G. Garcano

Trieste').

Milano, 2 aprile 1854.

Mio caro

Non
il

Gazzoletti Q).

voglio lasciar partire di qui un mio ottimo amico,

signor Giuseppe Mongeri

farvi

un viaggio

(^)

che recasi in Germania per

artistico, senza dargli la lieta occasione

di fare la conoscenza tua. Egli

tutto conoscitore dell'estetica


e,

buon

cosa adesso molto rara ne' nostri

la poesia

come

pittore e sopra-

scrive anche assai bene


artisti,

ama

e sente

deve. Credo dunque fare anche a te

si

il piacere di passare un'ora con


Ti porter i saluti miei, i quali vengono dal cuore
ti dir com' io vivo, e come desidero pi che mai un
po' di studiosa quiete. In tal modo siamo, il veggo, tormentati dallo stesso male.
Or chi sa come e quando il nostro piti caldo voto sar
compito! Sono certo che, dopo l'ultimo tuo splendido

cosa grata, procurandoti


lui.

saggio,

non

ti

sarai rannicchiato nell' inerzia. Io avrei

voluto che di quel tuo


lato

un

po' di pi

ma

s
il

leggiadro lavoro

dire o

il

men

fosse par-

debba impennare, o tarpar l'ali del pensiero


Ondina non sar per questo un gioiello raen caro

ci che
la tua

si

tacer de' giornali non

puro.

pochi e buoni , a' quali la diedi a legcome si sappia ancora far versi

gere, per mostrar loro

dai poveri Italiani, n'andarono

ben

lieti,

poich videro

che il gusto del vero bello non morr cosi presto.


Anch'io, quest'inverno, trovandomi un po' meglio in

poeta Gazzoletti, nato a Nago nel


(1) Questa lettera era diretta al
Trentino nel 1813, e morto a Milano nel 1865.
(2) Professore di Storia dell'arte a Milano; ra. 1888.

Lettere di presentazione e raccomandazione

337

salute, volli provarmi a ritentare qualcosa di mio, smettendo di lottare collo Shakespeare. Non so s'io ti abbia
gi fatto cenno d'una tragedia storica alla quale aveva
messo mauo; l'ho sbozzata tutta quanta, or riposa nel
mio scrittoio. Arduino, marchese d'Ivrea, e ultimo italiano che osasse por mano alla corona d'Italia, n' il

soggetto.

Con quanto

piacere, se ti potessi aver vicino, sentiche tu me ne sapessi dire La legger al nostro


Maffei che aspetto ben presto. Prevedo, per altro (e l'arrei ci

gomento

solo te

'1

dice), che forse

dormir un bel pezzo

ne' miei scartafacci.

Scrivimi, caro Gazzoletti, perch io non voglio stare


troppo tempo senza sapere come te la passi e quel che
fai. E la speranza di vederti qui non tramontata?
Addio. Ricordati del tuo amico lontano.

(M. d'Azeglio raccomanda un amico, alla moglie).


Vicenza, 17 maggio.

Il

signor Tecchio,

va a Milano. Te

membro

del comitato di Vicenza,

raccomando. - Ti i>rego di fare stampare sul giornale, che ti parr pi a proposito, l'articolo che ti mando, e far che si riproduca in Italia. Non
ho tempo di occuparmene fa tu. - Il signor Tecchio ti
dar tutti i particolari delle cose di qui.
lo

Sebastiano Tecchio (1807-1886)

Vicenza, avvocato e patriotta.


Poi ministro di Grazia
e Giustizia ecc., presidente del Senato, Collare dell'Annunziata. Mori a
Venezia.
(*)

di

Nel 1849 ministro a Torino pei Lavori pubblici.

22

Come devo

338

scrivere

le

mie lettere?

(Per raccomandare un amico ad un amico).

{G.

Giusti al prof.

Giuseppe Vaselli).
Napoli, febbraio 1844.

Mio caro Beppe.


Ti porter questa lettera il signor Gregorio De Alessandria che da Napoli viene a vedere la nostra Toscana.
Egli possiede qualit tali da raccomandarsi da s stesso
alle

prime; pure

ti

prego d'averlo per amico e d'aiu-

tarlo a trovare tutte le cose belle della tua bellissima

Siena.

A me

fu fatto conoscere dai Poerio

lebre avvocato,

ti

figli

del ce-

basti questo per farti conoscere che

gode la stima e l'amicizia delle buone e brave persone di Napoli, che non son poche. Mi duole di non
averne potuto godere pi a lungo la compagnia qua nella
sua patria j pure comunicandola a te mi parr di non
perderla del tutto.
Qui dovrei farti parola delle meraviglie vedute a Roma
e qua, ma tanto il diletto che ne provo, che per ora
mi convien stare zitto, e lasciare che la mente si calmi
egli

un

po' di pi.

(Lettera di raccomandazione a magistrato).

{A. Caro al Galeotto, Tesoriere in Bomagna).

Manetto Manetti, mercante di Ravenna, famigliare,


ed amico mio graditissimo. Fammi intendere che V. S.
non gli nelle sue cose molto favorevole e perch desidero che l'amicizia che tien meco, per mezzo di quello
ch'io tengo con lei, gli fusse di giovamento, senza prej

Lettere di presentazione e raccomandazione

339

giudizio per del dovere, la prego che nelle cose ragionevoli, per l'amor mio, l'abbia tanto per raccomandato,

quanto sarebbe

me stesso e come se
E se intender che
;

sero miei propri.

suoi affari fus-

questa raccoman-

dazione gli sia stata di profitto, per comodo dell'amico,


n'avr gran piacere ed a lei ne sapr tal grado, che
penser sempre in ogni occasione di ristoramela Con
che a V. S. m'offero (^) e raccomando.
:

Di Roma,

all ii.

Novembre.

di

MDXXXVIII.

(Lettera di risposta a raccomandazione).

Caro a M. Mattis Francesi, a Boma).

(J..

si disagia ad abbasPure ricordatevi che '1 gran Mie che voi,


gliore faceva motto al nano degli Alto viti
per cosa di manco stima, che non son io, vi siete alcuna volta chinato fin'interra. Ma vi so grado di questo
e pi dell'occasione che m'avete
disagio a ogni modo
data dell'amicizia di M. Gio. Battista Sfondrati, che per
amico, e maggior mio onorando 1' ho ricevuto, per amor
vostro, e per suo merito, perch m' parso da prima
giunta un modesto, ed avveduto giovane. Me gli sono

Certo

s,

sarsi per

che la grandezza vostra

un mio

pari.

modo che

offerto nel

mi conoscete,

fate che

magini ch'io

sia voi,

voi sapete che so. fare

io.

Voi, che

mi conosca ancor egli, e che s'imperch mi pare ch'abbia un poco

dello spavaldo.
Il

Bianco, decretano del signor Nunzio,


e vi si raccomanda. Baciate la

gentil cosa

signor Ardinghello

(')

mi riesce una
mano a Mon-

da mia parte, che, essendo maggior

(^) Per mi offro.


Moiisig. Nicol Ardinghello (1502-1547) di Firenze, dal 1541 Vescovo di Fossombrone. Fu nunzio in Francia e dal 1544 cardinale. Mor
a Koma.

Come devo

340

non

di voi,

scrivere

mie lettere?

vi dovrete chinar troppo a far questo offizio

Al signor Maffeo,
potreste raccomandare per
con

le

lui.

al

Mirandola, al Busino mi
Gli altri, che

la vicinanza.

quando vi si rappresenteranno che non voglio per che vi scomodiate per


me pili che tanto. State sano. Di Brusselle, il primo di
Decembre, 1544.
dite esser lontani, saluterete poi,
)

(Per presentare

{8. Pellico

raccomandare un sacerdote ad un amico).

al prof.

A. Ighin),
Torino, 12 novembre 1843.

Illustrissimo signor Professore stimatissimo.


Il

reverendo Padre Filippo Grosso da Santhi, minore

osservante, missionario apostolico, reduce dalla Cina s'av-

via a Nizza, passando per Mondovi. Questo quasi martire

ha

la salute rovinata, stato qui ospite parecchi giorni

presso la signora Marchesa. Tutti lo venerano, e lo venero ed amo anch'io. Gli ho parlato del colto ed ottimo

Teologo Professore Ighina^ perci scrivo a V. S. queste


due righe, bramando che a vicenda si conoscano. Se per
disgrazia questo degno religioso patisse in viaggio, e dovesse fermarsi alquanto a Mondovi, prego V. S. di scrivermi le notizie di esso, tanto pi ch'egli ha talvolta
addolorate le braccia e le mani, e stenta a scrivere.
La salute della signora Marchesa finora discreta, speriamo che questo anno le sia dato di passar l'inverno
senza ammalarsi. Quanto a me non abbondo di flato,
ma sono stato peggio in ottobre, e per ora non posso
lagnarmi. Scrivendo al suo pregiatissimo signor padre.

Lettere di presentazione e raccomandazione

341

me

lo riverisca.
V. S. avr ricevuto un fascicolo per
inviatomi dal nostro padre Degiovanni
l' ho fatto
rimettere al signor avvocato Nasi, piti giorni sono.
lei

Stia bene,

mi voglia bene,

mentre

le

porgo

rispetti

della signora Marchesa, gradisca altres quelli del suo

umilissimo e devotissimo servo.

(Per raccomandare un giovine).

{Al reverendissimo monsignor Pietro Bembo)


portatore di questa (lettera) un giovane chiamato
messer Federico, dotto e virtuoso forse pi che all'et
sua non conviene, mio suddito ed amico grande, il quale
ha deliberato quest'anno venire a Padova per praticar
poi in Venezia. Lo raccomando a V. S. pregandola, che
dove gli accadr valersi del favor suo, si degni, e per
l'amor mio e per le virt sue, non glielo negare, che veramente le rester con molto obbligo. Questa occasione
m' stata molto cara per darle memoria di me, e per
ricordarle che mentre vivr, sar sempre quella che, dacch'io la conobbi, sono stata, avendola in tanta riverenza
ed osservanza quanto meritano le troppo rare doti dal
cielo a V. S. concesse.
Il

Resta che V. S. mi ami, e conservi nella grazia sua,


mano, e senza fine me le raccomando.

alla quale bacio la

Di Correggio,

il

primo novembre

1536.

(Veronica Gambara di Pratalboino)

(*).

(*) Pratalboino, in quel di Brescia,


vide nascere Veronica Gambara
nel 1485 donna d' alto ingegno e di coltura profonda. Spos l' anno 1509
Giberto X, signore di Correggio; da cui ebbe due figli. Restata vedova
nel 1518, ricus sempre di rimaritarsi. Govern bene il suo piccolo stato;
e la sua Casa ridusse il ritrovo gradito degli ingegni pi illustri dell'et
sua. Lasci scritti di pregio in rima e in prosa.
;

Come devo

342

(Per raccomandare

il

scrivere le mie Ietterei

fratello

ad un amico).

{G. Carcano al conte Cesare Giulini della Porta)

(^).

Intra, 15 gennaio 1848.

Carissimo Cesare.

Permettimi che, fidato alla nostra vecchia amicizia, io


venga a presentarti il minore de' miei fratelli, Paolo,
che appena ieri sfuggito dalle ugne de' nostri nemici,
pass il confine, venne a trovarmi, e chiede di entrare
nelle

file

dei combattenti. Egli stette al servizio militare

cinque anni
si

nel marzo trovavasi a Magonza, e subito

dimise, quantunque non gli fosse concesso di rientrare

in patria che nel


egli vuol fare

crede vicino

il

momento

de' nostri fatali rovesci.

qualche cosa per

il

Ora

nostro paese, poich

momento.

Io lo raccomando a te; tu appoggialo meglio che puoi,


indirizzalo e consiglialo

egli pronto,

ove non

gli

sia

concesso un grado, a servire anche come semplice volontario.

Io sarei

ben

lieto se potessi

noi siamo qui in

una quasi

avere qualche tua riga;

febbrile aspettazione degli

avvenimenti. Il passato ci ha fatti un poco pi esperti;


Addio mio
presente ci trovi pronti a nuovi sacrifici.
buon amico ; scusa la briga che ti reco, ma per un mio
fratello lo feci volentieri, perch conosco come sia ben
fatto il tuo animo. L'amico tuo
il

(1) Il conte Cesare Giulini della Porta, patrizio milaneso, morto, senatore del Regno, nel 1862 a Milano.

343

Bicevuta

Ricevuta.
Scopi della ricevuta.

La breve

Carta da adoperare.

scrittura con la quale

Esempi

danaro od altra

ricevuto da una determinata persona


cosa, si

addimanda

La ricevuta
somme e delle

fa

di ricevuta.

dichiara di aver

si

ricevuta.

fede

della

consegna regolare delle

cose in essa indicate alla persona che

la sottoscrive.

La

ricevuta di danaro deve essere scritta su carta da

bollo, o su carta ^semplice, sulla

quale,

soscrizione del ricevente, viene applicata


bollo,

conforme

somme

della

una marca da

alle disposizioni dell'apposita legge

Questa, stabilisce che le ricevute per


lire 10, e cio

all'atto

somme

(').

inferiori a

sino a lire 9,99 sono esenti da bollo

quelle

10 e 100, devono essere


munite di marca da bollo da cent. 5j e quelle per somme
superiori a lire 100, di marca da bollo da cent. 10.

per

oscillanti tra lire

Esempi

di ricevute.
Milano, 15 gennaio 1896.

somma

Io sottoscritto ricevo dal signor Antonio B. la


di lire trecento, ch'egli

da

me

fatti nella

mi paga a saldo

mia qualit

di lavori diversi

di fabbro ferraio e per

suo

conto nella casa di sua propriet in Via Garibaldi n. 333.


In fede ripeto L. 300.
Marca da bollo
da cent. 10

FiRANCESCOG.
(')

Vedasi: Corsi Emilio, Manuale della Nuova Legge sul

lano, Hoepli, L. 4,50.

bollo.

Mi-

344

Come devo

scrivere le mie lettere ?

(Carta da bollo da L. una [1.20]).


Milano, 18 gennaio 1896.

Io sottoscritto dicliiaro di aver ricevuto dal signor

An-

tonio B. gli oggetti qui sotto descritti a titolo di deposito, fino alla
il

sistemazione delle pendenze esistenti tra

sottoscritto e

il

predetto signor Antonio B.

(Francesco

G-.).

Nota degli oggetti:

(Francesco G.)

(Carta da bollo da cent. 10).


Milano, 18 gennaio 1896,

Io sottoscritto dichiaro di aver ricevuto dal^ignor

tonio B. la

somma

Anmi

di lire seicentocinquanta, ch'esso

paga per ordine e per conto

del signor Carlo E. di Brescia.

oppure ;
per ordine del signor Carlo E. di Brescia e per conto
del signor Emilio F. di Bergamo.
Ed in fede ripeto L. 650.

(Francesco

Gr.).

345

Lettere di rifiuto e di ringraziamento

Se la ricevuta su carta non bollata, al luogo della


firma necessario applicare una marca da bollo da centesimi 10.

Rifiuto (Lettere di).

Lettere di rifiuto

Domanda, o a una

sono le risposte negative ad una


Preghiera, a cui rimandasi il

lettore.

Ringraziamento (Lettere

di).

Come

Lettere d ringraziamento.
ringraziamento.

si

scrivono.

Esempi

di lettere di

Fare un dono, usare una cortesia, accordare un pia-

una preghiera, la manifestazione di


un cuore gentile, generoso e buono. Eiugraziare, invece,
e chi non ringrazia un villan rifatto,
un obbligo
anche se titolato, se nobile o arricchito giacch signore
cere, assecondare

per educazione di
modi e d' intelletto gli nitri saranno titolati, nobili o
ricchi..., ma signori mai, se privi appunto di quella educazione civile ed intellettuale, che li fa distinguere in
mezzo alla folla dell'umanit. Dunque chi vuol essere
stimato e tenuto in pregio di signore, non deve permettere che, chi gli fu liberale di qualche aiuto in fatti
che

solamente colui

si

distingue

od

in consigli,

poco memore del beneficio.

lo trovi

ringraziamento, per, non deve essere esagerato


sibbene pari al beneficio, onde le partite del dare e delIl

l'avere restino equilibrate.

Insomma: misurare

la rico-

noscenza alla entit del servigio.


Nelle lettere di ringraziamento d' uopo dichiararsi
debitore di chi benefic
e stima profonda

professargli riconoscente affetto

assicurarlo della nostra gratitudine,

Come devo

346

scrivere le mie lettere?

evitando rampollosit dello


Come regola generale non
:

stile e la prolissit
si

nel dire.

risponde alle lettere di

ringraziamento.

Esempi

di lettere di ringraziamento.

(Ringrazia per servizi resi al fratello).

{A. Caro al cardinal

San

Giorgio, alla Corte del

Cristianesimo) Q).

Dalla lettera che V. S. Eeverendissima mi scrive da


Parigi, e dalla relazione che Fabio,

mio

fatto al suo ritorno di qua, conosco

quanto

fratello, m'iia

ella si sia

inclinata dalla sua grandezza^ per farne favore.


ch, a riscontro, la bassa fortuna nostra

per-

non pu pure

aggiungere a mostrarmele gratitudine altramente, che con


l'animo, e col predicare ad ognuno la molta umanit
sua

degnisi di umigliarsi ancor tanto, che almen le sia

accetto questo poco che noi le possiamo porgere dal canto


nostro, avendo dal suo da soddisfarsi interamente della
lode, e della contentezza che ricevono

magnanimi

in

E con

fare altrui beneficio senza disegno di ricompensa.

questa confidenza vengo di nuovo a supplicarla, mi faccia ancor grazia d'operare col Rev. di Cortona, che tra
fratello, e il suo parente segua buona concordia. Io
son tanto servitor del Vescovo, ed egli tanto da ben
Signore, che me ne prometto ogni amorevole officio. Eesta che V. S. Reverendissima si degni d'imporvi la

mio

sua autorit.

del

modo

di negoziarlo, e dei meriti del

negozio, rimettendomi a quanto le ne sar detto da

Mon-

signore eletto di Fermo, senza pi fastidirla, umilissi-

mamente

le

bacio le mani. Di Piacenza

alli

XX di luglio,

1547.

Fa nunzio in Polonia e in Francia, pioteaae


Marino.

()

lier

il

Tassoni e

il

cava-

347

Lettere di ringraziamento

(Ringrazia per un ritratto fattogli).


{8.

Pellico alla contessa Ottavia

Masino

di Montebello).

Luned, 14 marzo.

Ottima signora Contessa.


Siccome tatte le opere che escono dalle sue mani sono
sono diventato bello io medesimo in questo
ritratto eseguito da lei con tanta maestria. Ne sono davvero superbo, e ne rendo a lei infinite grazie. Sebbene
nel ritratto io mi vegga ingentilito, pur v' una magica somiglianza: non posso troppo giudicarne io, ma
cos mi dicono. La ringrazio parimente delle copie favoritemi. Sono impaziente di esprimerle in persona la
belle, cos

mia gratitudine.
Gradisca,

signora Contessa gentilissima, l'attestato

di tutti que' sensi di stima e di riconoscenza cli'ella in

me

conosce, ed a cui ha tanto diritto.

(Ringrazia ptr una Itltera cortese).

{8.

Pellico al cavalier Cesare Ganth).


Torino, 22 agosto 1842.

Riveritissimo Signore.
Il

nostro Briano

m'ha

portato

un caro regalo

nelle

cortesi ed affettuose espressioni che voi m'indirizzate.

La stima di valentuomini come voi, un bene che


molto apprezzo.

348

Come devo

scrivere

mie

le

lettere f

Eicordatevi di me, principalmente quando il vostro


pio intelletto cerca forza e consolazione a pie del Signore, e chiedetegli anche forza e consolazione per me.
V'auguro ogni felicit, e sono vostro aflfezionatissimo
servitore

(Ringrazia per lettera di

{8.

affetto

Pellico al barone Achille

di condoglianza).

du Laurens, Avignone).
Torino, 7 luglio 1841.

Illustrissimo signore.

Sono ancora debitore

di ringraziamento a

Vostra

Si-

gnoria, per le molte cose gentili che le piacque di scri-

vermi, in data del 30 d'aprile ; mi perdoni una pigrizia


cagionata da grandi tribolazioni dopo la perdita dolorosissima ch'io aveva fatta de' miei buoni genitori, mi
:

sembrava ch'io non avessi pi a veder morir nessuno


sempre pi o meno
ammalato, la probabilit stava che prima di molte altre
vite dovesse estinguersi la mia. Non fu cos un fratello,
sano, forte, che tutti avrebbero assicurato dovermi sopravvivere, mi fu d'improvviso rapito; ed era il mio
pi tenero amico Ma l'uomo non dee lagnarsi di simili disposizioni di Dio; la sua adorabile volont la
sola buona; e bisogna conformarvisi
Bramo d'adempire questo dovere, ma la mia debolezza sente vivamente.
La mia salute, gi poco valida, si fatta pi miserabile.
Ecco il perch, signore, sono pi che mai un cattivo
corrispondente con tutti. S indulgente l'animo di Vostra Signoria, che mi conceder scusa.
Posso darle nuove alquanto recenti del suo degno signor cugino, il cavalier Manfredo. Egli sta bene, e passa
de' miei cari, tanto pi che essendo io

349

Lettere di ringraziamento

ad essere incaricato

d'affari,

stante un' assenza

che

il

conte Rossi dee fare da Pietroburgo. Ci mi viene scritto


non dallo stesso cavaliere, ma da un nostro amico, il
principe Wiasemski.

Le rinnovo

mia ossequiosa stima, e


conservazione della sua grazia,
pregio, ho l'onore d'essere suo

l'attestato della

raccomandandomi per
che

sommamente

(Ringrazia per

la

condoglianze

le

in

occasione

della

morie

del

fr aitilo).

a Pietro Giuria)

(8. Pellico

(').

Torino, Sabato Santo 1841.

Carissimo Pietro.

un amico che sente, e che pu valutare la


me fatta. Poco t'era noto il mio Luigi, ma
sai quanto ei mi fosse amico. Un pi candido e nobile
carattere non 1' ho incontrato mai. Ti ringrazio della con-

Tu

hai

perdita da

doglianza, e molto da te l'apprezzo perch sei sincero.

morte di Luigi, come ad ogni cosa,


Nondimeno i miei giorni mi sono oscurati, e non l' anima sola patisce, ma tutta questa inferma e stanca mia persona.
Per qualche tempo scusa se non so dirti niente delle
precedenti tue lettere cui non risposi. Ti basti che t'amo

Mi rassegno

alla

e benedico Dio.

ti

(')

son grato dell'amor tuo.

Pietro Giuria, poeta ligure fu professore di letteratura nell' UniM. nel 1876.

versit di Genova.

Come devo

350

(Ringraziamento

scrivere

le

mie lettere?

riconoscenza).

(8. Pellico al conte Federico Gonfalonieri) (').


22 settembre 1831,

Supremo amico mio.

Ad un uomo

che penuria va di libri, una bibliotechiua


buoni volumi dono prezioso, e tu medesimo
non puoi capire quanto ne sia benefico il valore pel tuo
Silvio. Ma s, tu lo capisci, o fratello dell'anima mia
di cento

La tua

squisita intelligenza sa trasportarti nella

tuazione

vinare

tu sei

dolori

pace se non

Ma

v'

tissimo

quasi

il

li

il

non

mia

si-

pi ingegnoso degli amici per indotuoi, e fargli quasi tuoi e non aver

hai sollevati.

ha un dolore che tu non puoi sollevare o amaed io lo provo ogni giorno, ed ogni ora, ed
solo del quale nulla, nulla posso consolarmi

non averti qui meco, quello di saperti oppresso


da tante afflizioni, quello di non poterti aiutare. Oh
quante volte si dice da alcuno per esagerazione Darei la vita per lui Ebbene mio buon amico, a me pare
di non illudermi, neppure nel minimo grado, e Iddio me
quello di

ne testimonio, dicendoti che davvero, oh

s,

davvero

se io potessi far cessare le tue sventure a costo della

mia
Il

vita lo farei di cuore.

Cielo

mi diede

in vari

tempi diversi buoni amici,

memoria; ma tu sei
pienamente tante
quello con cui maggiori cause mi

e tengo ognor cari essi, o la loro

quello con cui l'anima


volte versata, tu sei

hanno pi

fatto

patizzare! Perch

da tutte

mia

s'

pi.

le parti del

cuore aderire, simla mia amicizia?

non poss'io dimostrarti

(*) Questa lettera fu dal Pellico, un anno dopo uscito dallo Spielberg
azzardata per mezzo di persona, che facevasi forte di poter riuscire a
farla pervenire al suo indirizzo ; ma vano riusc ogni tentativo e non

giunse al conte Coufalonieri, se non dopo che questi era uscito dal carcere.

351

Lettere di ringraziamento

Vuoi tu credere che sovente smanio

di

non

esserti vi-

cino, perch l almeno, sebbene con tante angosce, potea


ridirti,

pi spesso

miei sentimenti, e avvicendarli e

confonderli co' tuoi, e sentirmi confortato e migliorato


dal tuo senno, dal tuo amore, dalla tua generosa indul-

genza

Ma, oh dilettissimo

Dopo che ho gemuto

su' tuoi

mali, e particolarmente sopra l'amarissima delle perdite

che hai fatto, la perdita di Teresa, e dopo che ho smamio buon fratello) io trovo spesso qual-,
che dolcezza in un solo rifugio ah l'unico quello
dei cuori semplici, che si amano e credono in Dio
quello di pregare per l'amico. Io piango e prego per
te, e tu piangi e preghi per me.
Gi sai, che se non fossi debitore di me stesso ai
vecchi parenti, a tutta la mia amorosissima famiglia, se
avessi trovato qui maggior solitudine io ero troppo disgustato della societ per non mandare a chiudere la
mia vita fra mura, ove poco s' ha fare con essa, ove
nuU'altro s'ha che farvi, se non servire ad infelici. Pi
studio la religione, pi me ne innamoro. Sento quanto
indegno discepolo io le sia, ma mi pregio tuttavia d' esserle discepolo: e molti crollano il capo, e mi compiaugono della mia stoltezza. Ed io che conosco la mia stoltezza, so che non ist nell'essere cristiano, ma nel non
esserlo abbastanza.
Il mondo va alla peggio, amico
pieno di calunnie
e di furori. Ma ora, come in tutti i tempi, fra molt^
anime basse, ve ne sono alcune in ogni paese d'elevate,
di pure, di veggenti. Esse sono che abbelliscono questo
sciagurato universo. Io vivo con pochi, e spesso solitario, e spessissimo con te
La mia salute s' fatta
niato, io (vedi

meno

misera,

ma

d un

crollo, e torno a star


male. Deh tu conserva la tua
noi dobbiamo ancora
vederci io lo spero. Addio, amico vero supremo amico

talvolta

se pensi sovente a
al

giorno

me,

sii

certo che pi d'

una volta

nostri pensieri s'incontrano. Piero vicino

Come devo

352

a Paolina

nuove

scrivere

mie lettere?

ma non

stanno bene,

le

ho da gran tempo

dirette.

Tu non

potrai salutare gli amici, ed io

dunque

li

luto semplicemente col desiderio. Ti stringo qui,


sul

'

mio cuore

Addio

infelice

Ringraziamento per tributata

ed ottimo

sa-

qui,

lode).

{Leonardo Bistolfi a S. E. on. Boselli, presidente


della

Dante Alighieri)

(').

Torino, 4-11-911.

Illustre Signore.

Io

Le sono grato profondamente per

e generosa e per

la lode

pensiero d'affetto che

me

buona

rende
anche pi cara e confortante.
E m'auguro, con intelletto d'artista e con cuore di
italiano, di poter dare ancora e sempre all'altissima
idea a cui il Suo eletto spirito presiede il modesto ma
appassionato tributo della mia devozione e del mio
amore.

Con reverente

(Ad un amico che

il

la

amicizia.

gli

ha fatto ottenere

(G .Carcano a Cesare

la

pensione manriziaria).

Correnti, a

Boma)

('').

Milano, 21 marzo 1871.

Caro Cesare.

Non
dono

aspettavo, e perci pi caro, mi


lasciami dire cos

venne

il

tuo

che anche un benefcio

a'

C) Questa lettera fa da L. Bistolfi diretta a S. E. l'on. Boselli, che


avevalo ringraziato del disegno raffigurante Dante dal Bistolfi donato
al Comitato della Dante * di Oneglia.
(2) Cesare Correnti (1815-1888)
di Milano, patriotta e letterato, nel
1848 segretario del Governo provvisorio di Lombardia. Poi Ministro della
P. I., quindi primo segretario del Magistero dell'Ordine Mauriziauo;
senatore. M. a Meina.

353

Lettere di ringraziamento

sempre e il poco
che ho potuto fare per meritarmi la lettera di che accompagnasti il diploma. Sei sempre stato per me come
fratello, e fu questo uno de' conforti della mia vita. Mi
parve conveniente di rendere grazie della concessione,
per mezzo del suo segretario, anche al Ee che firm il
Addio, non c' bisogno che io ti dica che mi
diploma.
ricordo, oggi, che ventidue anni fa, il primo giorno che
miei, sento l'affetto che m'hai voluto

fummo

liberi,

tu

(Ringraziamento per

m'hai insegnato

la via!

libro).

(G. Garcano a Quintino Sella)

(*).

Milano, 12 lugUo 1881.

Illustre Signore.
(^) che Ella ebbe la bont di
Cronache di Asti, edite con tanta
cura e dottrina m'hanno fatto credere che l'uomo altamente ispirato all'amor della patria riesce con la po-

I preziosi tre

mandarmi

volumi

delle antiche

tenza dell'intelletto a sostenerla nell'ora presente, e risvegliare a un tempo la grandezza del passato. E per

Con
l' Italia ha ragione di sperar tanto da Lei
questa pubblicazione storica Ella inizia la continuazione
della grande fatica del Muratori.
questo

Io

per

Le
me.

sono vivamente grato per la patria nostra e


Mi creda colla maggior riverenza devotis-

simo suo

(!)

stico,

Quintino Sella (1827-1884) di Mosso S. Maria, ingegnere montanimineralogista ed alpinista famoso; (1866) Commissario del Re nel
Finanze; restauratore dell'Accademia dei

Frinii; (1873) Ministro delle


Lincei. M. a Biella,
(2)

I tre volami di Cronache pubblicate dal Sella.

23

354

Come devo

scrivere

(Per ringraziare di versi

le

mie lettere?

di libri donatigli).

(G. Carcano ad Aleardo Aleardi Q) a Verona).


Milano, 26 gennaio 1858.

Permettete eh'

io

non

un giorno a rendervi
dono dei
stampati, come de' manoscritti;
ritardi

grazie, con quel cuore che sapete, del prezioso

vostri versi, cosi degli

me pi cari per il penha inspirati al vostro alto e invitto


ingegno, e perch avete messo loro in fronte il mio
nome. Ecco, mi sono detto fra me, uno di quegli Inni
Le libere canzon che codi cui il mio amico dice
minciai, ecc.
Il concetto non pu essere n pi vero,
n pi grande l'armonia quale lui solo sa crearla.
Eppure m'arrabisio a pensare che ben pochi, addesso son
capaci di sentirne tutta la magia Oh, almanco non muoia
del tutto il combattuto affetto che destano questi e tutti
Io mi confermo sempre pi nel
gli altri vostri versi
desiderio di vedere raccolto un volume delle cose vostre.
Che? Il Barbra, che ha impresso quest'ultimo carme,
non ha avuto il buon pensiero di chiedervi quanto avete
del vostro, per farne un bel tomo della sua Kaccolta?
Se non ci pens, ebbe gran torto. Ma il vostro nome
non ha bisogno di ci per essere caro a chiunque ha
anzi forse di pi per codesti, a
siero sacro che

li

l'anima italiana.
Forse in quest'anno avr motivo, per privati intee pregusto il piacere
ressi, di far una gita a Verona
Al Mandi rivedervi, di stringervi ancora la mano.
zoni, che vedr certamente una di queste sere, porter
il vostro saluto. State bene, vogliatemi bene, che io vi
-,

stimo ed amo.

(*)

Il

vostro amico.

Aleardo (veramente: Gaetano) Aleard, poeta e patriotta,

rona, nato nel 1812 e morto nel 1878,

di

Ve-

Lettere di ringraziamento

355

(Ringrazia per la nomina a R. Provveditore).

(G. Carcano al conte Terenzio Mamiani).


.... marzo
111.

1860.

signor Conte.

Il Reale Decreto che ieri ricevetti, onorandomi colla


nomina a R. Provveditore agli Studii in questa provincia di Milano, mi crebbe nell'animo, insieme alla coscienza d' un novello e pi severo debito cittadino, la

profonda gratitudine e l'affettuosa devozione ch'io gi


altamente sentiva per la Maest del Re, a cui dobbiamo
il beneficio d'una patria libera e tutta nostra, e quelle
forti virt che ci daranno di tornare all'antica grandezza
e sapienza, non invano da noi desiderata e rimpianta.

Quando i doveri del mio nuovo ufficio e quelli che temporaneamente devo ancora sostenere me lo consentano,
verr. Signor Ministro, a offrirle in persona que' senti-

Le professo, come a
che non potrebbero per far pi
grande la reverenza ch'io sentiva, gi da un gran tempo
per l'uomo di Stato, per il filosofo, per il poeta, onore
menti

di riconoscente ossequio ch'io

superiore immediato,

ma

d'Italia.

Accolga, frattanto, signor Conte, la sincera espressione


mia maggior osservanza

della

Terenzio Mamiani conte della Rovere (1789-1885), di Pesaro, figlio


Gian Francesco (m. 1828), sino al 1828 professore di lettere nell'Accademia militare a Torino, dal 1831-46 rifugiato politico a Parigi, nel
1848 Ministro di Pio IX, dal 1860-65 a Torino Ministro della P. I., dal 1864
(1)

del conte

senatore, fu letterato e filosofo insigne.

M.

a Roma.

Come devo

356

scrivere

(Per ringraziare un signore che

le

mie lettere?

vi stato

amabile

cortesissimo).

(G. Leopardi al cav. F. G. Beinhold, Ministro di

M.

8.

il

Be

de^

Paesi Bassi, a Roma).


Kecanati

1828.

Bencli dopo la mia partenza da Roma, io abbia sempre desiderato significarle la mia gratitudine ch'io professo agl'infiniti favori fattimi

da

lei

nel

tempo

del

mio

soggiorno costi, ho tuttavia dubitato se dovessi farmi


animo di scriverle, parendomi che le sue grazie fossero
mal compensate colla molestia che le sarebbe venuta
dalle mie lettere. Veramente la stessa gentilezza e bont
ch'ella

mi aveva dimostrato, dovevano indurmi a

cre-

dere ch'ella fosse, non dir per gradire, ma certo per


comportare, ch'io l'esponessi i miei sentimenti verso di
nel miglior modo che avessi saputo. Ma come io sono
continuamente nojoso a me stesso, cos temo di essere
grave altrui e ci mi rende fastidioso e molesto in effetto, come ella medesima, non ostante la sua somma
bont ed amorevolezza, avr dovuto avvedersi ogni volta
eh' io ho avuto l' onore di esserle vicino. Finahnente
non ho voluto che la timidit o la modestia prevalesse

lei

-,

massimamente che il mio silenzio sarebbe potuto parer segno che io tenessi poca memoria
alla gratitudine,

delle tante obbligazioni eh' io le porto.

Laddove

io

ne

tengo tanta quanta si pu maggiore, e la prego istantemente a credere eh' io non sar mai Yi per deporla
n per diminuirla. Veggo bene che di queste non posso
farle testimonianza se non colle parole, perch mi conosco insufficientissimo ad ogni altra cosa, ed ho molto
maggior desiderio che speranza de' suoi comandi. Ma poich l' piaciuto di darmi tanti segni di cortesia, ed an-

Lettere di ringraziamento

357

non posso contenermi


mi giudicasse mai buono a' suoi
servigi in qualche menoma cosa, non voglio lasciare di
adoperarmi come suo totalmente proprio e devoto. Mi
far anche lecito di chiedere alla sua generosit un altro

che, ardisco dire, di benevolenza,


di supplicarla che, s'ella

favore, ed ch'ella voglia compiacersi di presentare

miei rispettosi ossequi a madama


sua consorte, a madamigella sua sorella ed all'amabilissima figlia, ricordando loro la mia servit, la quale
miei complimenti ed

sebbene sar poco gradita per se medesima, spero che


debba esser meno dispregevole quando venga offerta per
mezzo di lei. Ed ella ancora si compiaccia di accettare
le cordiali riverenze di mia famiglia, con quelle particolarissime di mio padre. Pregandola a conservarmi nella
sua ambita e preziosa grazia, ho 1' onore di segnarmi
con profonda stima ed intera devozione devotissimo obbligatissimo servitore.

(Ringrazia per un libro ricevuto in dono).

(G. Leopardi alVah. Giuseppe Manuzzi, a Firenze).


Kecanati, l luglio 1829.

Pregiatissimo signore. Ella ha fatto un bel dono alpubblicando l'opuscolo del padre Cesari (^) e a

l'Italia

me

che ho ricevuto l' esemplare colla lettera di V. S.


ha fatto un dono e un favore, di cui le sono tenuto
cordialmente, e la ringrazio con ogni efficacia. Vorrei

la novit in
(*) Si riferisce allo Antidoto pe' giovani studiosi contro
opera di lingua italiana, di Antonio Cesari dell' Oratorio, Il padre Antonio Cesari (1760-1828) di Verona, fa teologo e insigne letterato, che
allo studio della lingua italiana tntta la sua vit^i dedic. M. a San Mi-

chele

(li

Eavenna.

Come devo

358

scrivere

le

mie lettere?

dirle molte cose in proposito della lettera che ella ha


premessa all'opuscolo, ma non potendo appena scrivere,
sar contento di dir questo, che ella si mostra qui, come
negli altri scritti suoi, cultore veramente felice della lingua nativa e del buono stile, amator caldo e tenero della
patria, uomo virtuoso ed amico buono e fedele. Della

mi scusi lo stato infelice della


mi abbia in memoria, e mi conservi la

brevit della presente

mia

salute. Ella

sua benevolenza.
verisco.

E con

vera stima e gratitudine la

ri-

Saluti, la prego,

il

mio

Griordani, se lo vede.

(Ringrazia per giornali avuti in dono).

(G. Carcano all'avvocato Giuseppe Bellini a Milano).


Locamo, 30 settembre

1855,

Egregio Signore.

Mi fu qui mandato il gentile suo foglio col quale mi


accompagnava alcuni numeri del Cosmorama .

Non voglio tardare a renderle grazie della bont del


suo animo e del troppo indulgente pensiero che Ella
ebbe di dar qualche valore a' miei scritti. Gi fin da giovine, distratto da parecchie cure avverse agli studi cari
e necessari, ben poco io potei fare per meritarmi qual-

che nome.
Ma la simpatia de' giovani, amici sempre schietti e
generosi di ci eh ' buono e vero, mi fa sentire di pi
che, in questo arduo sentiero delle lettere, e' per tutti

un po'

di

bene a

fare, e

qualche compenso da aspettare.

Io spero di poterla meglio apprezzare e conoscere, e ne

desidero l'occasione.

Intanto Ella mi creda con animo grato e con sincera


stima, quale

mi

caro di essere fin d'ora suo aff.mo.

359

Lettere di ringraziamento

(Ringrazia la figlia).

(G. Garcano a Maria Garcano a Strega).


Milano, 20 loglio 1857.

Cara Maria.
Il tuo pap, anche da lontano, ti d un bacio e ti
vuole tanto bene. Grazie di quella tua letterina; non
mi basta una tua riga
istancarti per collo scrivere
sotto a quelle della cara tua mamma. Quando verr, e
:

spero che sar presto, come vuoi anche tu, io voglio


vederti col tuo faccino da rosetta e non da convolvolino.

Fa' tutto quello che la mamma ti dice, e falle compagnia anche per me, e per me dalle un bacio.
Fausta ti scrive, il nonno, la nonnetta, il pap grande
e le zie tutte quante

ti

salutano. I tuoi fiorellini vivono

mi ricordo dMnaffiarli per te.


buona e graziosa col signor Bonghi e con tutti. Addio.
Pensa e prega per il tuo pap.

nei loro rotti vasi, e io


Sii

(Ringrazia per nomina ad accademico corrispondente).

{G. Leopardi agli Accademici di Scienze ed Arti


di

Viterbo)

(').

Recanati, 25 luglio 1827.

Signori.

Bench non possa approvare

avete fatta di

me

la scelta

che

a vostro Socio corrispondente, nondi-

Qai cade in acconcio ricordare che sul finire del 1600 e sino al 1800
non potendosi occupare di politica (pena la forca) fecero
sorgere Accademie d' ogni specie, ovunque in Italia, talch si giunse a
(')

nostri vecchi

Come devo

360

scrivere

le

mie lettere?

meno bisogna che ve ne ringrazi e tanto pi quanto


meno posso approvarla perch, vedendo che n virt
;

n alcun merito mio n anche istanza che io ve n'abbia


fatta, le ha dato motivo, resta che l'attribuisco alla

contarne pi di una in taluni paesi modesti per coltura e per numero di


abitanti. Codeste Accademie avevano a gloria contare tra i propri consoci nomi gi noti nel campo delle lettere od in quello delle scienze, e
perci le nomine ad accademico piovevano in numero a chiunque col
proprio ingegno si acquistasse una certa rinomanza. Tra le numerose Accademie italiane furono maggiormente reputate e note quelle ricordate
in questa nota
a Roma: Accademia degli Umoristi - Ordinati - Lincei - Intrecciati Infecondi - Arcadia;
a Bologna: Gelati - Difettuosi - Torridi;
a Ravenna Informi - Ombrosi - Selvaggi
a Forl: Filergiti;
a Cesena OflFuscati
a Faenxa: Smarriti - Filiponi;
a Meldola: Imperfetti;
a Macerata; Catenati;
a Recanati: Disuguali - Animosi;
a Fabriano: Disuniti;
ad Ancona Fantastici - Caliginosi - Argonauti - Anelanti
a Foligno; Kinvigoriti;
a Perugia: Insensati - Scossi - Unisoni;
a Bassa.no: Naviganti - Spensierati - Incuriosi;
a Viterbo Ardenti
a Salerno Accordati - Rozzi
a Palermo Solitari - Solleciti - Eisoluti - Sgretolati
a Firenze Crusca - Apatisti - Societ Colombaria - Georgofli
a Cortona: Etrusca;
a Bibbiena Assidui
a Cosenza: Costanti;
a Pistoia Insensati
a Pisa: Ardenti - Eozzi;
a Siena Intronati - Rozzi - Fisiocritica
a Lucca: Oscuri - Freddi - Accesi - Principianti - Raffreddati;
a Spoleto: Oltresi;
a Urbino: Assordati - Stravaganti;
a Benevento: Ravvivati;
a Fano Scomposti
a Roccastrada: Misena;
a Ferrara: Elevati;
a Milano: Trasformati - Inquieti - Arisofi;
a Reggio Emilia: Accesi - Politici - Elevati (vari i nomi ma sempre la
:

stessa Accademia)

a Nardo: Lauro;

361

Lettere di nngraziamento

bont vostra, e al desiderio nobilissimo cbe avete d'incoraggiare anche quelli clie poca o ninna speranza danno
di s. Per sincerissimamente ve ne ringrazio, e delle
cure vostre mi rallegro colla mia nazione, alla quale resta,

tanto poco del vero amore, non

particolari,

ma

della nostra

dir

delle

patrie

comune gloriosissima e soCon infinito piacere bo ve-

vrana patria, cbe l'Italia.


duto nel libro delle vostre leggi cbe il primo officio di
una delle classi, alla quale v' piaciuto di scrivermi,

aver cura di mantenere bella e incorrotta la nostra


lingua. Degnissimo scopo delle fatiche vostre conservare

questo tesoro a malgrado degli stranieri, e sopratutto della scioperaggine e noncuranza degl'Italiani,
all'Italia

dopo averci tolto quanto ha i)otuto, vorrebbe


anche insozzarci e guastarci e quasi toglierci affatto questo prezioso avere della lingua regina di tutte le lingue
la quale,

a Napoli: Sereni - Ardenti;


a Pavia: Affidati;
a Parma Desiosi
a Crema Sospinti
:

a Cremona

Desiosi

a Como Laria
a Lecce: Trasformati;
a Mantova Invaghiti
a Parma: Innominati - Scelti:
Ortolani
a Piacenza
a Genova Galeotti
a Cagale Monferrato Argonauti - mostrati
ad Alba: Inquieti;
ad Aletsandria Immobili;
ad Aquila: Fortunati;
a Yenexia: Argonauti- De circnlatione sanguinis - Platonici - Pellegrini
- Uniti - Industriosi - Veneziana - Fama
a Brescia: Erranti - Occulti -Assidui;
a Udine: Sventati;
a Padova Infiammati - Eterei - Ginnofisti - Animosi - Ricoverati - Delia
a Vicenxa: Costanti;
a Verona Filarmoni - Incatenati
a Sal Unanimi - Ristorati
a Napoli: Sereni - Ardenti - Incogniti - Segreti - Svegliati.
Talune di queste Accademie hanno sopravvissuto ed oggi contano
grande benemerenza vrso la Patria.
:

Come devo

362

scrivere

le

mie lettere?

non suddita.
Per cooperare a questa gloriosa impresa io far quanto
potr, che pure sar pochissimo; e spero che l'amore

viventi, e della morte se non regina certo

che porto ardentissimo alla nostra patria, e la gratitudine e la corrispondenza che debbo all' onore che Voi
mi avete fatto, aiuteranno la debolezza e piccolezza mia
a far quello che da s non potrebbe. Sono, o Signori,
con somma stima e gratissimo animo, vostro umilissimo
e obbligati ssimo servo.

( Bingraziameuio

per

la

nomina a

Roma).

cittadino di

{A. Manzoni al Sindaco di

Roma)

(').

Brusuglio, 28 luglio 1872.

Se nell'alto e inaspettato onore d' essere, con tanta


degnazione, ascritto alla cittadinanza romana, io non
avessi a considerare altro che la mancanza in me di
ogni merito corrispondente, la confusione che ne risentirei prevarrebbe a qualunque altro sentimento. Ma
questa, non solo non pu estinguere, ma rende pi
vivo quello della mia riconoscenza per cotesto onore-

vole Consiglio

d'una
fatti,

citt

delle

comunale,

generosa, ha

buone intenzioni,

rito alle aspirazioni costanti

dipendenza e unit d'


Si

compiaccia,

degno rappresentante

che,

voluto

ricompensare, come
valore di meil

e dare

d'una lunga vita

alla in-

Italia.

rispettabile

signore, di farsi inter-

0) Il 28 giugno 1872, il Consiglio del Comune di Roma, quasi in novella ricompensa nazionale, acclamava cittadino della riconquistata Capitale d'Italia

zoni,

tre pi illustri scrittori ancora viventi

Gino Capponi e Terenzio Mamiani.

tera qui riprodotta.

Il

Alessandro Man-

Manzoni rispose con

la let-

363

Lettere di ringraziamento

prete, presso cotesto onorevole Consiglio, di questa


rispettosa, e, oso aggiungere,

e di

mia

affettuosa riconoscenza

gradire per s l'attestato

del

mio profondo

os-

sequio.

{Ringrazia pel dono di un ritrailo).

{Zendrini alla signora B. P.).


Padova, 30 gennaio 1874.

Gentile amica!

Col suo caro ritrattino Ella non ha distrutto nessuna


trovo, anche nelle sue sembianze,

illusione perch le

quell'aria di soavit e d'intelligenza che

contro da suoi versi e dalle


dire che, anche questa volta,

mi

spira in-

sue lettere, ond' io devo


il

corpo

come

lo vuol

Hegel, die Signatur der Seele . Nel mio periodo greco,


voglio dire nella mia prima e festosa giovent, collocavo e pregiavo la bellezza e la freschezza sopra ogni
cosa; ora, nel
nella quale chi
il

mio periodo nazareno (ho 33 anni, et


non mette giudizio, dice Gthe, merita

supplizio della croce), trovo e sento che

donna una intima imperitura


flieget ,

c' nella

bellezza, die ihr nie ver-

e che vale molto pi delle rose d' aprile che

guancia e che certo non hanno mai prodi serbarsi eterne. Vasari, nella sua
Giotto, dice che questo pittore fu il primo che

le infiorano la

messo a nessuna
vita di

abbia posto la bont^i nella faccia umana. E Giotto se


avesse incontrata per istrada una fisonomia come quella
che Lei m'ha mandata si sarebbe fermato a contemplarla.

Del resto, a dissipare anch'io,


sione e mistificazioni, le

settimane
si

fa.

E mi

mando

il

alla

mio

mia

volta, illu-

ritratto di

poche

baster che, vedendolo. Ella dica:

vede che un diavolo e un galantuomo.

Come devo

364

Ma

scrivere

mie lettere?

le

per venire all'essenziale, cio al prezioso manotrovo ch'Ella lia felicemente corretto e miglio-

scritto,

rato molti luoghi, e le varianti introdotte mi


rentigia, anzi certezza, ch'Ella pu, con

un po'

danno guadi pazienza

e con pochi altri tocchi, portarlo alla perfezione.... Ri-

vedere e annotare
anzi

una volutt

in

le

m'
Bench

cose sue

di spirito.

tutt'altro che noia,


io sia

occupatissimo

tutt'altre faccende affaccendato

pure sono artista soprattutto, e amo perdermi e profondarmi nell'etere della poesia
F,

naufragar m' dolce

in

questo mare

Corregga a tutto suo agio e mandi poi tutto

al

suo

affezionati ssimo

(Ringraziamento per

libri).

[Zendrini a Vittorio Imhriani)

(').

Padova, 30 gennaio

1873.

Egregio Imbriani.

Vi ringrazio d'esservi ricordato di

me

col destinarmi

uno dei tredici esemplari. Se fossi superstizioso, quel tredici, numero malauguroso, mi farebbe venir la pelle
d'oca.
Il concetto de' vostri versi, desolante com', trova eco
nell'anima mia, ma quel su e gi di quinarii doppi e

di decasillabi

(')

mi

uno

strazio

parmi impossibile che

Vittoiio Imbriani (1840-1866) di Napoli, patriotta e letterato, crima violento, dal 1883 professore di est-etica noli' Universit di

tico dotto,
N3,poli.

M. a Pomigliano d'Arco.

Lettere di

ringraziamento

365

voi che avete orecchio cos delicato per ogni altrui sto-

natura, siate cos sordo a

codeste dissonanze

vostre.

Quando fui a Napoli, lo scorso autunno, v'ho mandato


un biglietto per mezzo d'uno studente che inciampai a
caso, e, siccome non vi siete mai fatto vivo, dubito che
non l'abbiate ricevuto. Se potete donarmi il vostro studio sul Faust ve ne sar tenutissimo. Intanto, nuove

memore

grazie della vostra

attenzione.

Salutatemi la gentilissima signora Donati, che m'ha

palato tanto bene

(Ringrazia chi

di voi, e abbiatemi

manda

dei versi).

{G. Leopardi al conte G.


sena)

per tutto vostro.

Antonio Roverella, a Ce-

(^).

Eecanat, 20 novembre 1880.

V. S. mi scrive della mia canzone molto amorosamente, e nello stesso tempo mi regala una sua traduzione, in maniera che io non so di qual cosa io la ringrazi di vantaggio. Ma il diletto che m'hanno recato i
suoi versi puri, facili, delicati, supera ogni altro riguardo,
e io la ringrazio sopra tutto di questo dono carissimo e
graziosissimo. Non ho mai veduto la tragedia che V. S.

mi

significa, relegato

come sono,

e letterario, in questa citt

fuori del

senza lettere,

mondo

civile

senza com-

mercio scambievole, senza operosit, senza vita di sorta

non come si farebbe in


mi voglia bene, m' adopri, e mi

alcuna, dov'io non albergo se

un

romitaggio... Ella

creda suo devotissimo obbligatissimo servitore.

(')

Il

conte G. Ant. Roverella (1778-1843) di (Jesena, tradusse dal greco


Mosco e di Rione.

gli idilli di Teocrito, di

366

Come devo

scrivere

le

mie lettere?

(Ringraziamento per nomina ad AecademicoJ.

{G. Leopardi al cav. Giambattista Zannoni,

Se-

(^)

gretario delV Accademia della Crusca).


Firenze, 27 marzo 1832.

Chiarissimo e veneratissimo siguoi^ cavaliere. Tornato


a questi giorni in Firenze, ricevo dalle mani del signor Vieusseux la patente di codesta I. e E. Accademia,

insieme colla umanissima lettera di V. S. illustrissima.


Vorrei che fossero in me veramente quelle facolt che
la sua gentilezza mi attribuisce, per poterle bastantemente esprimere la vivissima e profondissima gratitudine che io porto a tutta l'accademia, ed a ciascuno
accademico in particolare, ed a V. S. nominatamente,
di tanto onore che hanno voluto farmi. La qua! gratitudine tanto maggiore, quanto io conosco in me, che
potesse in veruna parte farmi degno di questo premio,
se non si volesse chiamar merito l'amre immenso e
indicibile ch'io porto a questa cara e beata e benedetta
Toscana, patria d'ogni eleganza e d'ogni bel costume,
e sede eterna di civilt: la quale ardentemente desidero
che mi sia conceduto di chiamare mia seconda patria,
e dove piaccia al cielo che mi sia lecito di consumare
il resto della mia vita, e di render l'ultimo respiro. E
veramente mi gode l'animo che la degnazione usatami
dall'accademia accresca, per cos dire, i miei vincoli con
questa fortunata terra, e sempre pi mi leghi, per ob-

(')

Griarabattista

Zannoni (1774-1832) di Firenze,

fu

archeologo (etru-

schista) e letterato (commediografo). Segretario della Crusca. Alla

morte

fu provvisoriamente sostituito dal famoso filologo Tommaso Gelli, accademico, il quale alla morte di Vincenzo FoUini venne eletto a succedergli
neir ufficio di bibliotecario della Magliabecchiana.

Lettere di risentimento, rimprovero, biasimo

di gratitudine,

bligo

a questo popolo

367

privilegiato da

Dio, maestro unico e specchio di quel divino parlare,


di cui l'accademia conservatrice.

Prego istantemente

V. illustrissima ad accettare
porgo a lei,
ed a volermi ancora di tanto favorire, che le piaccia
prender l'assunto di significare e rappresentare in ogni
miglior maniera la mia riconoscenza ai signori accademici. E con grande stima e venerazione mi dichiaro suo
umilissimo obbliga tissimo servitore.

la S.

cordiali ed efficaci ringraziamenti ch'io

Risentimento,

di

Rimprovero e

di

Biasimo (Lettere

Lettere di risentimeuto, di rimprovero e di biasimo.


Esempi.
possano essere scritte.

Come

di).

e da chi

Gli effetti dell'ira, ha lasciato scritto Charron, sono

grandi e bene spesso miserevoli e dolorosi. Primieramente l'ira ci spinge all'ingiustizia 5 imperocch ci irrici inquietiamo per una giusta opposizione, i)er
conoscenza che abbiamo di esserci corrucciati male a
proposito; ci inquietiamo pure per il silenzio e per la

tiamo,

la

freddezza, perch pensiamo di essere disprezzati colla

nostra

ira...

Cos, l'ira mostrasi molto simile a

gia

una bestia selvagmancanza

poich, n per difesa o per iscusa, n per

per silenzio, lasciasi guadagnare n adingiustizia anche riposta in questo,


che vuol essere giudice e parte e se la prende con tutti
quelli che non vogliono tener da lei. In secondo luogo,
perch l'ira inconsiderata e stordita, ci getta e ci precipita in gravi mali e spesso in quelli stessi che fuggiamo o procuriamo altrui; dat poenas dum exigit.
di opposizione e

dolcire.

La sua

Come devo

368

come

risentimento,

Il

uno

scrivere

l'ira,

le

mie lettere?

sdegno

la collera e lo

dei vari stadi dell'odio, nei quali la ragione so-

praffatta dalla violenza per la reazione suscitata nell'a-

nimo

dall'orgoglio offeso. E, bench rappresenti una


forma estrinseca e misurata dell'odio, il risentimento non
meno nocivo del rancore ohe perdona, ma non dimentica.
Chi non reprime continuamente gli sdegni, si far
aspro ed orgoglioso brutte qualit che hanno in odio
la mansuetudine e l'umilt, due virt le quali aprono
la via del perdono
j

Quando l'animo nostro

sopraffatto dal risentimento,

difficilmente ragiona, raramente opera saggiamente; ed


per questo che, sotto l'impulso dell'orgoglio in ribel-

non

lione,

altrimenti

si
:

non

scrivono,
si

si

devono scrivere

dicono delle sciocchezze, o

si

lettere;

scrivono

maggiormente si offende.
gravemente da una parola atroce, da un atto abo da una semplice sgarberia, lasciate che la bu-

delle ingiustizie: o a torto


Offesi
bietto,
fera,

suscitata nell'animo dell'affronto,

si

calmi

allora

potrete valutare con precisione la portata dell'ingiuria


e, di conseguenza, manifestarne per iscritto un risentimento adeguato.
L'educazione, la coltura della mente e del cuore, rappresentano il freno dell'istinto e perci, allo scopo di
sembrare almeno educati e colti, nello scrivere le let-

tere di risentimento

si

chiamino in soccorso

la

prudenza

e la moderazione.

Non

vi lasciate

mai trasportare

dalla vivacitti del ca-

rattere, che spesso contraria, alla ragione.

Perch

gli

scritti

restano, prima di scrivere indi-

e la collera non andata mai


d'accordo con la riflessione.
Eicordatevi, che i diritti sono eguali in tutti; e che se

spensabile di ponderare

voi tutto scrivete, tutto vi


botta esige la sua risposta.

mer

l'aspetto di

si

un duello

pu rispondere, perch ogni


cos, la

corrispondenza assu-

epistolare, che

non pu non

biamno

Lettere di risentimento, rimprovero j

369

condurre a eccessi deplorevoli, i quali troveranno


cilmente un giusto riepilogo solo nei Tribunali.

Dove semina
dice

l'ira,

il

pentimento miete

Manzoni nel Carmagnola.

Infatti,

il

pentimento

tardo causa di mortificazione, o di vergogna;

pu evitare

fa-

ma

si

esponendo con
motivo della lagnanza, dopo di

nelle lettere di risentimento,

urbanit di parole

il

aver ponderato se giusto.


Occorrendo rimproverare, la moderazione e l'urbanit
guidino la mente per non offendere ed oltraggiare a sproposito. Esigendo una soddisfazione, questa sia pari al movente del risentimento. Se si richiede pi di quanto giustamente ci spetta, ci si pu negare anche il dovuto.

Le

lettere che si scrivono agli amici o ai parenti, per-

ch non

si

fanno vivi con noi, o perch sono alquanto

pigri nel rispondere, appartengono alle lettere di risensi dicono di rimprovero.


In queste ci si lagna dolcemente della trascuratezza
loro e il rimprovero si tempera, talvolta con uno stile
giocoso, tal'altra con l'affetto; affinch, una cortesia
non abbia ad assumere la parvenza di una offesa leg-

timento affettuoso e

gera,

Le

ma

pur sempre

offesa.

appartengono alla categoria del


rimprovero ; ma possono essere scritte solo da chi n'ha
autorit per ragion di sangue, o di posizione sociale,
lettere di biasimo

o di canuto pelo.
Alle lettere di biasimo,

mento,

si

di rimprovero

e di risenti-

risponde generalmente con lettere di giusti-

ficazione o di seusa.

24

Come devo

370

scrivere le mie lettere?

Esempi

di lettere

di risentimento, di rimprovero, e di biasimo.

(Risentimento).

{A. Caro a

Mi dolgo,
lezzato nella

M. Bemigio Aferonimo).

e mi pento fino all'anima d'avervi scandadomanda della vostra stanza ma me lo do:

vete fiicilmente perdonare, poich l'intenzione mia non


stata di farvene incomodit, n dispiacere. Anzi mi crederei che vi fosse grato che io pigliassi sicurt d'una cosa
vostra, della quale non vi serviste voi, e non foste perservirvene per motto tempo; e mi pareva che ne poteste accomodare ognuno, e specialmente me; misurando questo
mio parere non con la misura de' cortigiani, come volete

M. Curzio, ma con quella degli


civili: e di pi da quel che
questa, ed in maggior cosa per ogni

inferire nella lettera a

buoni amici, e degli uomini

medesimo in
non che per voi. -E tanto pii, che tentandone il
Mastro di Casa, mi mostr che voi non ve ne curereste.

farei io

strano,

E quanto alle robe che v'erano dentro, s'era provvisto


che fussero sicure, e ben condizionato, ed in potere dei
vostri medesimi. In somma mi persuadeva che me ne
poteste fare un grandissimo comodo, senza punto d'incomodit vostra; volendomene servire per mettervi un
mio nipote a studiare, come in luogo che fusse appartato dal travaglio delle mie stanze, e nondimeno vicino
a me. E senza dubbio, se ve ne fuste -contentato, me
ne veniva un grande acconcio. Ma poich ne fo sconcio,
e dispiacere a voi, non voglio gravarmene pi che tanto.
E ho detto a M. Curzio che far ridur le cose a' suoi

Lettere di risentimento, rimprovero , biasimo

371

veDghino a rine tengo servito.


E desidero aver occasione di far servigio a voi acciocch conosciate che cosi cortigiano come mi tenete, io
farei d'altro, che in questa bagatella, e con ogni incomodit che me ne venisse. State sano. Di Roma, alli

terraini. Cosi coramet|;ete ai vostri, che

pigliarsela; che in ogni

modo

io

me

Febbraio. M.D.LI.

xiii di

fSi lagna

{S.

perch

senza notizieJ.

Pellico a

Ugo

Foscolo),
8

maggio

1816.

Amico mio.

Non dirmi mai una

parola, u dei denari che

ho con-

segnati al Porta per te, n ora della spedizione che t'ho


fatta

da venti giorni, dei manoscritti

Ti sgriderei, se

non sapessi che n anche a Firenze non giunsero per


molti corrieri lettere tue. La signora Quirina mi scrive
alfine che ne ha ricevute due in una volta: incolpo dunque la posta, e non a te.
Prima di partire non vorrai tu dire addio all'amico
segue coll'animo e col desiderio, e che ti
pi caro de' suoi fratelli? So che il giovane greco che avevi in Firenze ti raggiunger: beato
Lo
lui, beato assai, s'egli ha un cuore simile al mio
vedr, lo abbraccer e lo amer, bench invidiandolo.
Breme non ha ancora ricevute le carte che tu le hai
dirette. Appena le avremo, le spedir subito alla signora
Quirina, unendovi, com'ella dice, una copia del Discorso

tuo, che

ti

ama come

il

pavese.

Nella cassetta

ti mandai ve ne posi due


Dova. Dopo d'allora, non ho

che

copie, datemi dal signor

ancora potuto cavargli di mano le altre; mi assicura


per che sono dal legatore. Addio. Scrivimi, te ne prego,
ed amami.

Come devo

372

scrivere

le

mie lettere?

(Lamentasi con un amico perch non scrive,

teme

d' averlo

involontariamente offeso).

{G. Leopardi a Pietro Giordani, a Milano).


Recanati, 13 febbraio 1818.

V'ha
mia? Se cos
, gi sapete di ceito ch'ella dispiace molto meno a
voi che a me ma io non so che cosa possa essere stato.
Questo so che n voi senza ragione adirarvi, n io se
non contro il volere e l'opinione mia, v'ho potuto offendere. Ma non perdonerete voi un primo fallo o anche
un terzo e un quarto ad un amico? ed a un amico come
sono io? e un fallo poi senza dubbio involontario, poich n pure congetturando posso conoscere n come n
se io abbia fallato. Ma se anche voleste punirmi, punitemi altrimenti che col silenzio, e non vogliate usare
con me l'estremo del rigore M'abbandonerete anche
voi cos solo e abbandonato come sono? E quando ho
bisogno di conforto per sostenere questa infelice vita,
Perch avete lasciato

di scrivermi, o carissimo?

forse dispiaciuto qualche cosa nell'ultima

voi, seguitando a tacere, seguiterete a sconfortarmi in-

finitamente come fate?

Ovi sono improvvisamente uscito

dalla memoria, ed possibile che vi siate scordato affatto di uno,

cordarsi,

il

quale sapete che se morendo potr

morendo

si

ricorder di voi?

ri-

c' forse qual-

che altra ragione del vostro silenzio? Per amor di Dio


scrivetemelo, e' sbito: a qualunque cosa e comunque
sia,

scrivetemi, e fatelo

scriviate, sar contento.

come

vi piace, che,

purch mi

Lettere di risentimento^ rimprovero, biasimo

(Risponde ad un amico che

si

373

lagna di non ricevere sue notizieJ.

(G. Leopardi a Pietro Giordani, a Firenze).


Pisa, 5

maggio

1828.

Mio carissimo. Intendo che, pochi giorni sono, tu dimandasti di me aVieussenx, mostrando meravigliarti del
mio lungo silenzio. Io ho taciuto perch delle cose altrui
non so nulla, e nulla potrei sapere in Pisa, che fosse
d'importanza e che tu non sapessi: delle cose mie, avrei
voluto dirti qualche novit, ma sarebbe che la vita mi
riuscisse tollerabile
ma non ho mai avuto da raccontarti se non le cose vecchie, colle quali non ho voluto
spezzarti gli orecchi. La mia vita noia e pena: pochissimo posso studiare, e quel pochissimo noia medesimamente
se negli studi potessi seguire ancora il
mio genio, veduta la qualit dei giudizi di questo secolo,
non mi darebbe pi il cuore di logorarmi in far cose
che mi contentassero. La mia salute sempre tale da
farmi impossibile ogni godimento ogni menomo piacere
m'ammazzerebbe se non voglio morire, bisogna ch'io
non viva.
Ma lasciando queste maledizioni, e venendo a cose
:

che importano di pi, io farei torto grande a te ed a


me medesimo, se ti ripetessi che ti amo sempre come
amico unico, che ti adoro come uomo degno di qual si
sia stato il miglior secolo della gente umana. Ma non
credo di far torto a nessuno a pregarti di conservarmi
l'amor tuo. Quest'anno passato tu mi hai potuto conoscere meglio che per l'addietroj hai potuto vedere che
io sono nulla
questo io ti aveva gi predicato pi
volte questo quello che io predico a tutti quelli che
desiderano aver notizie dell'esser mio. Ma tu non devi
:

Come devo

374

scrivere le mie lettere f

perci scemarmi la tua benevolenza, la quale fondata


sulle qualit del

mio cuore,

tenero che io

giurai nel primo flore de' miei poveri

anni, e che

ti

ti

e su quell'amore antico e

ho serbato poi sempre e

serber flno

ti

alla morte.

sappi (o ricordati) che

tu sei

il

solo

uomo

il

cui

fuori

mia famiglia,
mai parato
rifugio, una co-

della

amore mi

sia

da servirmene come di un'ara di


lonna dove la stanca vita s^ appoggia.
Io torner
presto a Firenze, ma non so ancora il giorno. Salutami Montani, Vieusseux, Colletta, Capponi (^). Addio,
tale

addio.

("Rimprovera

il

fratello

perch non scrive).

{A suo fratello Carlo, a Becanati).


Firenze, 28 agosto 1828.

Carluccio mio.

Tu mi

scandalizzi proprio a

non

scri-

vermi niente della tua situazione attuale. Come pu


essere che tu non pensi pi a chi t'ama con amor di
sogno e spesso piange per tenerezza pensando a te?
Se tu credi ch'io possa darmi pace della tua dimenticanza, e viver tranquillo, t'inganni di molto; e se non

Vieusseux Gian
(') Montani Giuseppe collaboratore dell' Antologia
Pietro (1774-1863) di Oneglia, dal 1819 a Firenze, fond ivi un Gabinetto di lettura , che divenne famoso. Pubblic V Antologia e promosse
la pubblicazione kelV Archivio stor. Colletta Pietro (1775-1831) di Napoli,
fu generale all'epoca muratiana e costituzionale (1820), e storico. Mor
profugo a Firenze. Capponi Gino (marchese) (1792-1876) di Firenze, della
linea di Gerolamo Capponi (m. 1856) fratello del celebre Piero, fu patriotta illustre e storico, per mezzo secolo mecenate del liberalismo italiano; dal 1826 accad. residente della Crusca; nel 1848 presid. del Mi:

nistero toscano; dal 1860 senatore; dal 1844 cieco.

M. a

Firenze.

Lettere di risentimento , rimprovero, biasimo

375

mi

scrivi, io star male davvero, come gi mi sento


male per l'agitazione che mi produce ilHuo silenzio in
questa circostanza. Io ho bisogno che tu ti sfoghi con
me, e che mi usi quella confidenza che io userei teco
in ogni mia passione, che certo tu saresti il primo, e
forse il solo, ch'io m'informerei, Dio sa quanto ti compatisco, e tu sai ch'io t'amo pi che la vita; certamente lo sai meglio che qualunque altra cosa del mondo.
Vorrei scriverti molte pi cose, ma gli occhi me
l'impediscono. Verr subito che potr: ma intanto non
posso stare senza relazione con te quando anche fosse
:

mi dimenticassi, tu saresti in eterno


la cima d'ogni amor mio.
Pi ci penso, e pi mi par impossibile che tu non
mi abbia scritto.

possibile che tu

(Per dare

{G.

le diiissioni

da una carica pubblica).

Giusti al signor Presidente

deW Assemblea

Le-

gislativa Toscana).

Signor Presidente.

Avevo

stabilito di lasciare passare

gnati dalla legge,

tre giorni asse-

e di decadere in silenzio dal grado

di Deputato; ma i riguardi che debbo a molti amici


che ho in codesto seggio, e le cordiali sollecitazioni,
che mi vengono da pi d'uno di loro, acci io non mi
ritragga dall'Assemblea, mi pongono in dovere di rispondere, e di dire schiettamente la cagione che mi
forza a rinunziare.
Ho veduto tante volte e per tante guise insultare

alla

maest

non voglio pormi


nuovamente a uno spettacolo tanto

di codesto recinto, che io

nel caso di trovarmi

Come devo

376

scrivere

le

mie lettere?

amaro e tanto deplorevole. Mi abbia dunque per non


eletto, e mi tengano per iscusato gli amici non timidi
della vera libert, i quali, se non fosse un farsi troppo
avanti, vorrei esortare e per l'onor loro e

del paese, a non permettere

impediti nell'esercizio

mai d'esser
del loro mandato.

per quello

ingiuriati

*
Telegrammi.

Qualunque scrittura comunicata per telegrafo si addimanda telegramma. Sicch il telegramma altro non
che una lettera succinta, breve, spedita con un mezzo
diverso di quello pi abituale, la posta.

Dunque,
epistolari,
siti,

se

il

telegramma una

delle

varie

della lettera deve conservare tutti

oltre a quelli particolari imposti dalla

speciale di intensit

di pensiero

forme
requi-

sua forma

scarsezza delle

nella

parole.

Nello scrivere telegrammi abilissimi per lunga prasono i giornalisti e i commercianti ma perch noi

tica

occupiamo delle scritture epistolari, le quali non


hanno alcun rapporto con il commercio, sceglieremo
qualche esempio di come si scrivono i telegrammi tra
qui

ci

quelli che portano

grammi

il

spediti dalla

nome

del nostro Sovrano. I teleCorte sono ben ponderati tanto

nel valore di ciascuna parola, quanto nella /orma, e perci sono

almeno

pi adatti ad essere indicati come esempio

di....

prudenza epistolare.

grammi sono quasi sempre

Inoltre, codesti tele-

ad un avvenimento
che tocca da vicino la Nazione, e quindi, portati ad
esempio, contribuiranno a rafforzare lo spirito di italianit, indebolito^ pur troppo in molti, nei tempi che
corrono, tempi di trionfo dei mezzi caratteri e delle

mezze coscienze.

collegati

377

Telegrafo e telegrammi

Esempi
{Ad una signora

di

Telegrammi.

che ha perduto

il

padre)

(').

Signora Turr Pisoni, Budapest.


Nell'ora in cui codesta nobile e generosa cittadinanza
rende estreme onoranze alla salma del compianto generale Turr, desidero associarmi al solenne tributo di
affetto e di stima e confermare a Lei, la vivissima
parte da me presa al suo dolore per la perdita irreparabile.

Telegrafo e Telegrammi
Copie dei telegrammi.

Eutro

il

(^).

Reclami.

termine di

sei

Rimborsi.

mesi dalla data della pre-

sentazione, se trattasi d'un telegramma del regime europeo, ed entro

il termine di
dodici mesi, se trattasi
d'un telegramma del regime extra-europeo, il mittente
ed il destinatario, o la persona da essi debitamente autorizzata, hanno diritto di ottenere copia dei telegrammi
spediti, dopo constatazione della loro identit, e mediante il pagamento di cinquanta centesimi, se il telegramma non contiene piti di cento parole. Questa tassa

{^) Nel giorno dei funerali del generale Stefano Turr di Baja (1825-1908)
patriotta ungherese e generale garibaldino, autore del canale di Corinto,
con delicato pensiero S. M. Vitt. Em. Ili, inviava alla figlia del defunto
e compianto generale il telegramma qui riprodotto.
(^)

Queste note furono

tolte tali e quali dal

regolamento

ufficiale.

Come devo

378

scrivere

le

mie

lettere f

aumenta di cinquanta centesimi per ogni


zione di serie di cento parole.

serie o fra-

Le domande di copie, per parte dei mittenti o dei


destinatari possono essere fatte verbalmente se le copie
si possono desumere dai documenti esistenti in ufficio
5
e per lettera o per telegrafo negli altri casij se per telegrafo, con telegramma di servizio tassato, diretto alla

Direzione compartimentale o
sia

il

Per

facilitare

le

mittente, in uno
stinatario,
5

la

vuole copia.

si

La constatazione

moni

deve essere indicata con


data dei telegrammi dei

ricerche,

domande

precisione nelle
quali

secondo che ne

all'ufficio,

caso.

della propria

dei

modi

sconosciuto

se

identit,

indicati nel
all'uffizio,

si

285

fa,

dal

dal de-

mediante

testi-

dal mandatario, mediante esibizione di regolare

procura.

Eeclami.
I reclami per la restituzione di tasse,
secondoch i telegrammi ebbero corso sulle linee del
regime europeo o del regime extra-europeo, debbono essere presentati per iscritto, entro due mesi nel primo
caso ed entro sei mesi nel secondo, dalla data della
presentazione del telegramma.
Chi abbia a far reclami sul servizio telegrafico deve

norme seguenti

attenersi alle
a)

da

lire 1,

diretti

reclami devono essere

alla

se

diretti

Direzione

al

scritti

Ministero,

su carta bollata
di lire 0.50,

compartimentale

dei

se

telegrafi.

L'importo della carta bollata restituito quando, comsi riconosca che il reclamante ha diritto ad essere rimborsato della tassa del telegramma (')
6) ogni reclamo deve essere presentato, entro due

piuta l'inchiesta,

disposizione, come si vede, non fatta per i... disperati,


(^) Questa
per coloro che, dopo avere speso una somma miserabile per un tele-

379

Telegrafo e telegrammi

mesi per i telegrammi del regime europeo ed entro sei


mesi per quelli del regime extra-europeo. Trascorsi questi
termini i reclami non possono essere accettati. E preferibile, anche nell'interesse dei reclamanti, che i rej

clami

siano indirizzati alle Direzioni

scritti

mentali, o a quelle di ferrovia, secondo che

riguardino

servizio degli uffizi dipendenti

il

compartii

reclami

da quelle

o da queste;
si tratti di telegrammi non giunti a dereclamante deve dare le indicazioni necessarie pel loro rinvenimento e deve unire una dichia-

e)

quando

stinazione,

razione

il

dell'uffizio

di

dalla quale risulti che

destinazione o del destinatario,


il

telegramma non giunto;

per i telegrammi ritardati ed alterati, il reclamante deve unire la copia del telegramma che fu consegnato al destinatario, dalla quale risulti il ritardo o
d)

l'alterazione.

L'amministrazione rimborsa al mittente


Rimborsi.
che ne faccia domanda
a) la tassa integrale di qualsiasi telegramma che
abbia subito un notevole ritardo, o che non sia giunto
:

a destinazione per dato e fatto del servizio telegrafico


6) la tassa integrale di qualsiasi telegramma col
collazionamento, il quale, in seguito ad errori, non abbia
;

potuto manifestamente raggiungere il suo scopo;


e) nella corrispondenza del regime extra-europeo, la
tassa delle parole omesse in

un telegramma

qualsiasi,

per dato e fatto del servizio telegrafico.


Non per dovuto il rimborso quando tali inconvenienti dipendono dal servizio di posta, o di espresso,
o da quello di Amministrazioni le quali, non facendo
parte dell'Unione telegrafica,

si

ricusano di

gramraa, non dispongono di miserabili altre L.


foglio di carta

da

bollo.

1,20

dar corso

per acquistare

il

Come devo

380

ai reclami e di

scrivere

rimborsare

le

mie lettere?

le tasse

in

qualsiasi circo-

stanza.

Sono del pari rimborsate

pi per
15 e 28, nella misura ivi
indicata, e quella dei telegrammi menzionati al ^ 29
(del Regolamento).
errore,

quelle di

cui ai

le tasse riscosse in

Testamenti.
Generalit.

Il

Esempi

di testamenti olografi.

testamento olografo

pugno dal

il

Formule diverse.

testamento scritto di pro-

questa forma di testamento


ricorre ogni qual volta non si vuole ammettere,
si
nemmeno il notaio, a cognizione dei fatti propri; o
meglio, a cognizione delle proprie ultime volont. Il

prio

testatore.

testamento olografo pu esser fatto da chiunque possegga la capacit di testare Q), e non necessario che
sia scritto su carta bollata. Ma perch esso abbia valore, deve rappresentare l'espressione della volont illuminata e libera del testatore e dev'essere scritto per
intiero,

datato e sottoscritto di

vi fu errore, violenza o dolo


lido

il

mano

del medesimo. Se
testamento non va-

(-).

La data deve indicare il giorno,


La sottoscrizione deve essere fatta

il

mese

alla

l'anno.

fine delle di-

sposizioni testamentarie conforme all'art. 755

del

Co-

dice civile.

Nella data non obbligatorio indicare

il

luogo in cui

(') Sono incapaci di tostare: il minoro di anni diciotto compiuti; l'interdetto per deformit di mente; l'infermo di mento, anche se non interdetto; i condannati alla pena dell'ergastolo,
")
Sar utile cousultare il Mannaie dei testamenti, del dott. Gr. Sc(

rina

Hoepli, Milano, L. 2,50.

Testamenti

il

381

testamento olografo fatto, come stabil la Cassail 4 marzo 1881.

zione di Torino

Perch le disposizioni scritte dopo la sottoscrizione


abbiano valore, necessario che esse sieno seguite dalla
data e dalla firma del testatore. Se evvi questa, ma
quella manca, sono considerate nulle (Corte d'Appello
di Milano,

4 febbraio 1890).

testamento olografo valevole anche quando la


data non figuri apposta prima della sottoscrizione (Cassazione di Torino, 30 gennaio 1879, e Corte d'Appello
di Genova, 20 giugno 1892).
Il testamento olografo valido anche quando la data
apposta in margine al testamento, purch si riferisca
indubbiamente ad esso e ne formi parte integrante.
(Corte d'Appello di Genova, 10 giugno 1882). La data
pu essere apposta anche in principio del testamento
nel qual caso regge tutte le disposizioni che le succedono (Cassazione di Firenze, 10 febbraio 1890).
La data erronea, quando pu stabilirsi con fatti od
elementi intrinseci e connessi al testamento, non porta
la nullit del testamento; ma questo nullo se la data
falsa. (Corte d'Appello di Firenze, 26 luglio 1869
Cassazione di Palermo, 26 marzo 1888).
Il

Esempi

di

Testamenti olografi.

Io sottoscritto desiderando disporre delle mie sostanze


per testamento olografo, dichiaro nel modo seguente la
mia ultima volont:
Revoco ogni disposizione d'ultima volont an-

teriore alla presente.


2* Ordino che non si mandino partecipazioni, n
tampoco si annunzi il mio decesso sui giornali.

Come devo

382

3"

Voglio che

scrivere

le

mie lettere?

miei funerali sieno religiosi e moi parenti e gli amici


di dare

destissimi; prego quindi

somme

che spenderebbero nell'adornare


Per i suffragi dell'anima mi
rimetto alla piet e all'arbitrio dell'amata mia moglie
ai

poveri quelle

la

mia bara o

il

carro.

Angelica.
4" Proibisco l'apposizione dei sigilli,

ed ordino che

mia eredit per mezzo del


notaro cui consegner questo mio testamento.
5" Lego al signor X. Y. la somma di L. 10.000
pagabile entro un anno dal mio decesso, senza interessi di mora: e ci in ricompensa dei servigi da lui
si

faccia l'inventario

della

resimi.

Lego a mia moglie Angelica una pensione

6**

vi-

L. 18.000, pendente il solo stato vedovile,


e sotto l'espressa condizione ch'essa rinunzi all'usufrutto
talizia di

le assegna sulla porzione disponibile della


pendente l'et minore dei figli e ci, con
atto autentico da passarsi entro trenta giorni dall'apertura di questo testamento. Nel quale atto dovr dichia-

che la legge

mia

eredit,

rare di accettare tutte le disposizioni contenute nel pre-

sente e che la riguardano.

In mancanza di questa dichiarazione entro il termine


mia moglie ridotti
i diritti di

indicato, s'intenderanno

a ci, soltanto, che le assegna la legge e l'usufrutto


che la legge le assegna sulle sostanze dei figli rimarr
limitato soltanto alla parte che costituisce la legittima

a ciascun di loro
l'art.

dovuta, gravata dai pesi di cui

230 del Codice

7"

Lego

alla

suoi diritti sulla

al-

civile.

mia figlia Luigia, a tacitazione dei


mia eredit la somma di L. 150.000

da pagarsele sotto le condizioni di cui appresso, in


beni immobili a giusto estimo, o in danaro, a scelta
della medesima, in occasione del di lei matrimonio,
se questo avr luogo prima che la medesima abbia
raggiunta la maggior et. In caso diverso entro un

383

Testamenti

anno dal compimento della maggior et

di detta

mia

figlia.

8" Istituisco eredi universali

como

miei due

Gia-

figli

e Francesco.

Finch non

9^

essere jiagato

il

si

uno dei casi in cui dovr


mia figlia,
redditi del le-

verifichi

legato alla

gato stesso calcolati in ragione del cinque per cento


saranno prelevati dal mio patrimonio, e per la concorrente di L. 3500 serviranno per le spese della sua educazione e mantenimento, e

il

di pi sar impiegato in

ben inteso, dopo soddisfatti i


debiti che gravano sul mio patrimonio.
10" Durante la minore et dei due figli Giacomo
e Francesco non dovranno le spese occorrenti per la
loro educazione e mantenimento eccedere le L. 7000;
ogni sopravanzo del reddito, dopo estinti i debiti come
sopra, e ai medesimi spettante, sar destinato in aumento del capitale.
^e poi i redditi anzidetti di sopravanzo non fossero

aumento

di capitale

sufficienti

loro
in

ci

per soddisfare la passivit, dispongo che pel


si alieni di preferenza lo stabile posto

pagamento

Comune
Questo

scritto di

di....
il

al n.

civico 69 di via delle Stelle.

mio testamento che ho

scritto

sotto-

mia mano oggi a

Milano, 17 giugno 1896.

(Ferdinando Ferdinandi).

Lego

al

mio carissimo amico Francesco Eossi

orologio d'oro con catena,

pure d'oro,

il

mio

che egli vorr

gradire a titolo di ricordo della nostra buona amicizia.


Milano, 28 giugno 1896.

(Ferdinando Ferdinandi)

Come devo

384

scrivere

le

mie lettere?

Lego alla mia carissima Consorte, a titolo di ricordo,


quadro ad olio del Beato Angelico, rappresentante
La Beatissima Vergine col Bambino Gesii, quadro che
ora si trova sulla parete destra (di chi entra) nel mio
il

studio.
Milano, 22 novembre 1896.

(Ferdinando Ferdinandi)

Revoco

il

precedente legato

al

mio amico Francesco

Rossi ed invece lego al medesimo uno de' miei cavalli,


a scelta del mio erede, ritenuto che, qualora nessun
cavallo si trovi nel mio patrimonio al momento della

mia morte,

il

mio erede ne dovr acquistare uno

valore non inferiore

di

per rimetterlo al
detto mio legatario signor Francesco Rossi, che -spero
vorr gradirlo come ricordo della nostra buona amialle

L. 2500,

cizia.
Milano, 19 maggio 1897.

(Ferdinando Ferdinandi).

Milano, in questo giorno dello Statuto domenica, 6


giugno 1897. Volendo io sottoscritto disporre de' miei
beni per il tempo in cui avr cessato di vivere, faccio
il presente
testamento di mia illuminata e libera volont

(').

Revoco qualunque mia precedente disposizione

di ul-

tima volont, intendendo che questa sola abbia il suo


pieno effetto.
Istituisco erede universale della mia sostanza il mio
unico figlio Giovanni, coU'onere dei seguenti legati
:

(')

Le parole

in corsivo

possono anche essere tralasciate.

385

Testamenti

Legati di danaro.

Lego a X. Y.

la

somma

di

L. 10.000

una volta

tanto.

Lego a Z. R. la somma di L. 5000 con decorrenza


a suo favore dell'interesse del 5 ", dal giorno della
mia morte a quello dell'effettivo pagamento, che dovr
aver luogo non oltre un anno dalla mia morte

(^).

oppure :

Lego a X. Y.

la

somma

di L. 10.000, la quale

dovr

essere pagata dal mio erede entro

un anno dal giorno

morte dello stesso legatario,

con facolt per in

della

questo di disporne, fino al


come di cosa sua propria.

momento

della

mia morte

oppure :

Legati di mobili.
il

mio

olio del.... rappresentante....

che

Lascio al mio amico X. X. a titolo di ricordo


orologio d'oro colla sua catena pure d'oro.

oppure :

Grande quadro ad

trovasi attualmente nella

mia camera da

letto (^).

In mancanza di espressa disposizione, il legatario non ha diritto


non dal giorno della domanda giadiziale, e da quello in
cai la prestazione del legato fosse stata promessa.
(-) Il legato vai nulla se l' orologio e quadro legati non si trovano nel
patrimonio del testatore al momento della sua morte.
(1)

agli interessi se

25

Come devo

386

scrivere

le

mie lettere?

oppure :

Lego a X. Y. J Promessi Sposi del Manzoni,


con illustrazioni apposite, dall' Hoepli di Milano.
oppure :

Un

anello con smeraldo o brillante,

inferiore alle L. 500

Ma

se scrivesse nel testamento olografo

Lego
Il

valore non

di

(').

mio amico X. Y. uno dei miei cavalli....


legato non avrebbe alcun effetto; e perci, se prima
al

di rendere l'anima al Creatore, chi testa volesse vera-

mente regalare un cavallo ad un amico, deve formulare


il legato come segue
Lego al mio amico X. Y. uno dei miei cavalli a scelta
del mio erede, ritenuto che, qualora nessun cavallo si
trovi nel mio patrimonio al momento della mia morte,
il mio erede ne dovr acquistare uno di valore non in:

feriore

alle

L. 2000 [per esempio),

detto mio legatario,

per rimetterlo al
che spero vorr aggradirlo quale

ricordo della nostra amicizia.

oppure :

Legato di immobili.
Lego a X. Y.

la

mia casa

in....

oppure :

Lego ad X. Y. una

delle

mie case

in....

(') Il legato ha effetto anche se l' opera citata e V anello legato non
trovano nel patrimonio del testatore.

si

Testamenti

387

In questo caso il legato senza effetto, se la casa,


o nessuna delle case legate, si trovi nel patrimonio del
testatore al momento della sua morte. E, parimente,
legato sarebbe

il
testatore avesse scritto
determinazione e se nessuna
casa si trovasse nel suo patrimonio al momento della
sua morte.

il

lego

una casa

Se

il

nullo

se

senz'altra

testatore volesse con la casa legare a chicchessia

mobili che nella casa sono conad eccezione del danaro e suoi rappresentativi
dei crediti ed altri diritti, i cui titoli si trovano nella
casa legata, dovr scrivere

anche

tutti gli oggetti

tenuti,

Lego a X. Y.
che vi

si

la

trover al

mia casa

momento

cezione del danaro e dei


bretti

di

risparmio

di

con tutto quello

in via

della

mia morte, ad

suoi rappresentativi,

deposito;

della rendita

Debito Pubblico, azioni e obbligazioni;


crediti di qualsiasi specie,

mia

cui titoli

si

dei

ec-

dei

li-

del

diritti

trovassero nella

casa.

Se oltre a tutto questo ben di Dio, il testatore voad un parente, o ad un amico, beni immobili acijuistati o da acquistarsi, scriver
lesse legare

Lego 'a X. Y. i miei stabili in.... costituenti il podere denominato.... colla unita casa di villeggiatura. Gli
stabili che potessi acquistare in seguito nel detto Comune e in quelli limitrofi per aggrandire la detta mia
propriet,

si

intenderanno pure compresi nel presente

388

Come devo

scrivere

le

mie lettere?

legato, e saranno del pari in esso compresi

gli

abbel-

limenti e le nuove fabbriche che io fossi per costruire


sui detti stabili.

Chi testa pu legare ad altri cosa altrui, o posseduta


comune con altri:
di propriet del mio
Lego a X. Y. la casa in
erede ... e intendo che tale legato stia ad esclusivo
suo carico, senza diritto ad alcun compenso da parte
degli altri miei eredi.
in

oppure:

Siccome, per, intendo che il legato abbia a essere di


comune di tutti i miei eredi, cos ordino che gli al-

carico

miei eredi (qui il nome degli eredi) compensino al detto


{nome deWerede proprietario della casa legata) il valore
della casa legata, in ragione della rispettiva quota di

tri

eredit.

oppure:

Lego a X. Y. la casa in... ora di propriet del signor


G. Z. che io non intendo di acquistare ma che dovr essere acquistata dal mio erede; ritenuto che, ove per qualsiasi ragione non potesse effettuarsi tale acquisto, il detto
mio legatario avr diritto al giusto prezzo di detta casa,
che fin d'ora determino nella somma di L. 75.000.
j

Per legare immobili posseduti

in

comune con

altri si

user la formula:

Lego a X. Y.
trimonio da

me

la

casa

in....

la quale fa parte del pa-

tuttora posseduto in

comune

coi miei fra-

389

Testamenti

(nome dei fratelli) per eredit paterna. Qualora nella

telli

divisione del detto patrimonio, tale casa, anzich a

me

o ai miei eredi, fosse assegnata airuno o all'altro de'

miei
bia

fratelli,
il

voglio tuttavia che

suo pieno effetto,

il

presente legato ab-

intendendo che

miei eredi

ne paghino al detto mio legatario il giusto prezzo.


Col testamento olografo si possono legare anche i crediti, o si pu liberare il debitore dal debito verso il suo
creditore che testa.
Si useranno le formule
:

Lego a X. Y. il mio credito di L. 5000 verso il signor N. R. cogli interessi che mi saranno dovuti al
momento della mia morte. Qualora al momento della
mia morte il detto credito fosse stato per intero pagato, lego allo stesso N. R. la corrispondente somma
in danaro, somma che dovr essergli pagata dal mio
erede nel termine non maggiore di un anno dalla mia
morte. E se fosse stato pagato in parte, gli lego, oltre
il mio credito residuo, una somma di danaro corrispondente a quella che sar stata da me esatta, la quale
somma dovr pure essergli pagata entro un anno dalla
mia mort.

Lego a X. Y. il capitale di L. 5000, che mi dovuto da lui. Gli lego pure gli interessi che mi saranno
dovuti al momento della mia morte. Il mio erede non
potr quindi nulla reclamare da lui n capitale, n interessi in dipendenza di detto mio credito, e dovr, se
richiesto, rilasciargliene formale quietanza e assentire
alla cancellazione della relativa ipoteca. Qualora il detto
mio credito venga pagato in parte prima della mia
morte, intendo limitato il legato alla somma residua.
E se mi sar stato pagato per intiero, il legato non
avr effetto.

Come devo

390

Lego a ciascuno

scrivere le mie lettere?

de' miei coloni la rata di fitto, che

momento

della mia morte, dispensancompletamente dal pagamento di detta rata.


Qualora alcuno di essi la avesse pagata in anticipo,

sar in corso al
doli cos

avr diritto di esserne rimborsato da' miei eredi.

Nel testamento olografo pure


jjropri debiti, ci vien

lecito riconoscere

ricognizione e

detto:

legato

di

debito.

Eccone la formula
Essendo debitore verso il signor 0. S. della somma
di L. 5000, in dipendenza di affari avuti in comune
:

con

lui,

cos lego allo stesso

tale

detto suo credito, e voglio che la

somma

a saldo del

medesima

gli sia pagata immediatamente dopo la mia morte, senza bisogno che egli giustifichi altrimenti il suo credito verso

di

me.

Il legato di rendita vitalizia


di accrescimento

tra

di

esse,

a piii persone con diritto


ha pure la sua formula

determinata nel testamento olografo.

Lego a ciascuno dei miei domestici A, B, C, una pensione vitalizia di L. 30 al mese, da essere loro pagata
posticipata) al netto da
dal mio erede, anticipata (o
:

ogni tassa. Morendo uno di essi, sia prima, sia dopo


la mia morte, la pensione a cui esso avrebbe avuto
diritto, andr divisa egualmente tra gli altri due, e

quando uno
all'intiera

solo ne sopravviva, avr esso solo diritto


pensione di L. 90 al mese vita sua durante.

391

Testamenti

Cos uua pensione vitalizia pu essere legata a favore


di pi persone successivamente

vitalizia di L. 1200,
che dovr essergli pagata dai miei eredi vita sua durante, in quattro eguali rate trimestrali anticipate.
Morto il detto mio legatario X. Y. i miei eredi dovranno corrispondere, sempre a titolo di legato, a ciascuno dei suoi due figli G. Y. e R. Y., vita loro durante, la somma di L. 600 all'anno con diritto (o senza

Lego a X. Y. l'annua pensione

diritto) di

accrescimento tra di

essi

in caso di

morte

dell'uno o dell'altro.

Queste annualit non possono essere colpite dal

di-

vieto sancito dall'art. 901 del Codice civile. Questo articolo vieta

l'annualit

solamente quando

successiva,

vincola una determinata quantit di beni, un


o

un fondo, a favore

di

piti

capitale

persone successivamente

chiamate e che la legge parifica a una costituzione fidecommissaria. Di conseguenza, l'art. 901 vieta una
disposizione testamentaria cos concepita
Lego a.... di L. 10.000 da essere investite in un cer:

tificato di rendita italiana 5 "/^

cui interessi

dovranno

essere semestralmente pagati a R. N. vita sua durante,


e

dopo

la

Lkgato

sua morte a M. 0.

di alimenti e di pensione alimentare.

Lego a X. Y.
erede

gli

alimenti vita sua durante.

dovr quindi provvedergli

il

vitto,

il

Il

mio

vestito,

Come devo

392

scrivere

le

mie lettere?

l'abitazione e tutte le altre cose necessarie, avuto speciale riguardo alla sua condizione; su di che io mi rimetto interamente e con piena fiducia al retto criterio

e alla delicatezza di

animo

dello stesso

mio erede.

Legato d'usufrutto.
Lego a X. Y. l'usufrutto
il mio podere di....

stituenti

vitalizio

degli

stabili

co-

colle relative scorte vive

e morte, e con quant'altro destinato alla coltivazione


dei detti stabili.

legatario di dare

Dispenso espressamente il detto mio


una cauzione e d fare l'inventario

dei mobili e la descrizione dello stato degli immobili,

come

la

legge prescrive, salvo al mio erede

ritto di far compilare,

ove

lo creda,

il

il

suo di-

detto inventario

e la detta descrizione a sue spese. Alla morte del detto

mio

legatario,

cesser

il

diritto

d'usufrutto,

consoli-

dandosi esso colla nuda propriet nelle mani del mio


erede.

Mancando
ha l'obbligo

simile espressa disposizione, l'usufruttuario


di prestare cauzione, di fare l'inventario dei

mobili e la descrizione dello stato degli immobili in conformit degli art. 467 e 497, Codice civile.

Se la formula espressa suonasse


Lego a mia sorella G. G. e a mia moglie E. N. in
:

mio podere.... ecc.,


morendo una delle due usufruttuadopo l'accettazione del legato, si fji

parti uguali l'usufrutto vitalizio del

resta sottinteso che

sia prima, sia


luogo al diritto d'accrescimento a favore della superstite

rie,

usufruttuaria.

393

Testamenti

LEGATO DI DIRITTO d'ABITAZIONE.


il diritto di abitare la mia casa in....
godimento dei mobili, che in essa si trovano, i quali dovranno essere ritirati dal mio erede entro
un mese dal giorno della mia morte senz'obbligo nel
detto mio legatario di fare la descrizione della casa e
di prestare cauzione. Il detto diritto di abitazione non
cesser che colla sua morte. Esso non pgtr per affittare la casa di cui lascio a lui personalmente il godimento, e ci sotto pena di decadenza.

Lego a X. Y.

escluso per

il

NB. Anche
ticolo

mancanza di espressa disposizione, il diritto


si pu cedere, n affittare conforme l'arCodice civile. Mentre, invece, necessario una

in

non

di abitazione

258 del

espressa disposizione, perch la persona a cui viene lasciato


il

diritto di abitazione, sia dispensato dall'obbligo di fare la

descrizione della casa e di prestare cauzione


l'art.

525 del Codice

come prescrive

civile.

Legato

di dote.

Lego a X. Y. L. 500

di rendita italiana consolidato


^ titolo di dote. La detta rendita dovr esserle consegnata dal mio erede in occasione del suo matrimonio,
5

"/o)

e dal giorno di questo cominceranno pure a decorrere a

suo favore
legataria

si

relativi interessi.

fosse gi

Qualora poi la detta mia

maritata al

momento

della

mia

morte, voglio che la detta rendita le venga consegaata


entro un mese dal giorno del mio decesso coi relativi
interessi da quel giorno in avanti. La detta rendita

dovr essere tramutata in un

certificato

nominativo

in-

Come devo

394

scrivere le mie lettere f

testato alla detta

mia

favore del di

marito.

NB. La

lei

legataria,

disposizione testamentaria

imprimere

ai

beni legati

il

vincolo

col

dotale

non basta sempre per

carattere di ente totale, essendo

per questa necessaria l'accettazione da parte degli sposi.


necessario quindi nn atto tra vivi, mediante il quale l'erede,

volont del testatore, faccia la consegna

in esecuzione della

esatta alla sposa dei beni ad essa legati, dichiarando di costituirglieli

in

dote.

Legato
a)

Lego

di beneficp:nza

Comune

poveri del mio

ai

mio erede di distribuire


entro un mese dalla mia morte nel modo
,

e prego

il

la

somma di
somma

la detta

e nelle propor-

zioni che giudicher pi opportuno, rimettendomi su di


ci

completamente

NB.

Se

il

al

suo retto criterio.

testatore avesse detto semplicemente: Ltgo L.

ai poveri del niio

Comune

il

legato sarebbe valido;

ma

la

1000

somma

legata sarebbe devoluta alla Congregazione di Carila, ci che

non sarebbe proprio conforme

bj

Lego a scopo

e voglio che

tale

alle

intenzioni

di beneficenza la

somma

sia

somma

del

testatore.

di L. 10.000

devoluta all'Istituto dei

Ciechi o a quello dei Sordomuti di.... a scelta del mio


erede, con facolt anche nello stesso
partire la detta

somma

tra

due

mio erede

Istituti in

di

ri-

ragione di

L. 5000 per ciascuno.

NB.
lare e

Tale disposizione valida, perch a titolo partico-

non universale.

e)

Lascio

al

Testamenti

395

L. 500 di rendita ita-

Municipio di

liana consolidato 5

"/^

cui interessi

dovranno servire

ogni anno per costituire una dote, da conferirsi a una

nubenda povera

La

e virtuosa dello stesso

Comune

di....

Giunta Municipale con le


norme che essa creder opportuno di stabilire. Qualora
poi, per la nuova legge sulle Opere pie, venisse ordisar fatta

scelta

dalla

nata la trasformazione del presente legato, voglio che


500 lire di rendita siano devolute all'Opera
pia.... per essere erogate a benefcio di giovani oneste e lal3oriose, conforme allo scopo dell'Opera pia me-

le dette

desima.

Legato d'incoraggiamento a studi


e scoperte scientifichk.

Lego all'Accademia

somma
somma

di

Scienze

Lettere di

la

25.000, perch cogli interessi di detta


istituisca un premio, da conferirsi ogni due anni
di

L.

a quello tra

giovani laureati di detta Accademia, che,

nel biennio successivo alla

migliore

laurea, avr

presentato la

memoria sopra un punto qualunque

d'Italia, a

della storia

sua scelta.

Legato

di messe.

a) Lego al Parroco pr tempore della Chiesa di


L. 200, affinch faccia celebrare nella stessa Chiesa, en-

tro

un anno dalla mia morte cento messe a suffragio


mia aiiima.

della

Come devo

396

Lego

b)

di

...

la

scrivere

le

mie lettere?

alla Fabbriceria della

somma

di L.

Chiesa Parrocchiale
2000 colPobbligo di far cele-

brare annualmente in perpetuo, nel giorno anniversario


della mia morte, una messa a sufifragio della mia anima.

NB. II legato non ha valore se si riferisce ad una di quelle


fondazioni di culto vietate dalla legge 15 agosto 1867.

Formule per

la

nomina

di

esecutore testamentario.

a) Nomino mio esecutore testamentario il signor


X. Y. e nel caso che esso non possa, o non voglia,
accettare, g'ii sostituisco il signor Y. Y.
b) Nomino mio esecutore testamentario il signor
X. Y. pregandolo di assistere e di coadiuvare il mio
erede nella esecuzione delle suddette mie disposizioni

d'ultima volont.

Quale attestato della mia riconoscenza ed amicizia,


il mio orologio d'oro colla
catena pure d'oro. Intendo poi che esso sia ricompensato come si conviene di tutte le sue prestazioni, di che

lego allo stesso signor X. Y.

faccio espresso obbligo al


e)

Per

la

mio erede.

esecuzione delle anzidette mie disposizioni

testamentarie, delego il signor I. R. immettendolo nel


pieno possesso di tutti i miei beni mobili.

mio esecutore testamentario provvedere a


legati siano pagati e tutte le mie disposizioni scrupolosamente eseguite nel minor tempo possibile, al quale scopo gli conferisco i pi ampi poteri a
termine di legge. Quale compenso poi per le sue prestazioni lego allo stesso mio esecutore testamentario,
Il

detto

che tutti

la

somma

di L.

5000.

Qui opportuno ricordare che l'esecutore testamen-

immesso nel possesso dei beni mobili non


spensato dall'obbligo di render conto.

tario

di-

397

Testamenti

Formula per

la

nomina

Curatore testamentario.

Nomino mio erede

il mio nipote X. Y. figlio del mio


.... e qualora il detto mio erede, al momento
della mia morte, sia tuttora minorenne, dispongo quanto
segue
I genitori del mio erede non avranno l'usufrutto legale della mia sostanza, essendo mia assoluta volont
che le rendite annue si accumulino ad aumento della
stessa mia sostanza, fino a che il mio nipote non abbia
raggiunta la maggiore et.
Quanto all'amministrazione de' miei beni, ordino che
sia affidata, durante la minorit del mio erede, al signor S. R. che nomino suo curatore, investendolo della
piena rappresentanza dello stesso, per quanto riguarda
i detti miei beni, con tutti gli inerenti poteri, secondo
le vigenti disposizioni di legge. Quale compenso per le
dette prestazioni assegno al detto signor S. R. uno stipendio annuo di L. 3000, che esso prelever sui frutti
della mia sostanza, e lo autorizzo, ove lo creda necessario, a farsi coadiuvare da persona di sua fiducia, ponendone la retribuzione tra le spese di amministrazione.
Esso conserver l'amministrazione della mia sostanza
fino a che il mio erede non abbia raggiunta la maggiore
et, e, divenuto che sia maggiorenne, far allo stesso
mio erede, regolare consegna della sostanza ereditata e
render il conto della sua gestione.
Io non dubito che il detto signor S. R. non vorr ac-

fratello

cettare l'incarico di piena fiducia che gli conferisco con

queste mie disposizioni. Che

se

per qualsiasi ragione

non potesse o non volesse assumerlo, o dopo averlo


assunto cessasse dall' esercitarlo, sar domandato alla
competente Autorit giudiziaria di nominare altra peresso

Come devo

398

scrivere

le

mie

lettere ?

soua proba ed idonea ad assumere e continuare l'ufficio


di curatore ed amministratore della mia sostanza, in
luogo e vece del predetto signor S. K., esclusa in ogni
caso qualsiasi ingerenza da parte dei genitori del mio
erede.

Formula per

la

nomina

del

tutore

del

protutore

del

notaio per la compilazione dell'inventario.

Istituisco miei eredi

miei

Francesco, Giovanni
i detti miei figli,
o alcuno di essi, non avessero ancora al momento della
mia morte raggiunta la maggior et, nomino a loro tui

figli,

e Ferdinando, in parti eguali. Qualora

tore

il

signor S. R. e a loro protutore

il

signor F. G.

non vogliano, o non possano, accettare


tale incarico, sostituisco loro nell'^ufficio il signor N. M.
Delego per la comi)ilazione dell'inventario della mia

e qualora questi

sostanza

il

notaio P. Q.

Formula per
a)

mio

riabilitare

Nomino erede

di

succedere.

universale della mia sostanza

il

perdonandogli la grave offesa


quale sarebbe incorso nella incapacit

fratello Francesco,

fattami, e per la
di

persona indegna

succedermi
6)

di cui

Perdono a mio
si

figlio

Giovanni la grave offesa,


me, e che lo avrebbe
di succedermi, e dispongo

reso colpevole verso di

per legge privato del diritto


che abbia il suo pieno effetto a favore dello stesso mio
figlio il mio precedente testamento .... che confermo in
ogni sua parte.

399

Testamenti

Formula
a)

di

revocazione totale o parziale

Revoco

il

di

testamento.

mio testamento consegnato in forma

segreta al notaio R. 0.

il

giorno 15 febbraio 1892, in-

tendendo che la mia eredit abbia a devolversi interamente secondo le norme della successione legittima.
b) Annullo le disposizioni fatte a favore di mia moglie col mio testamento del 15 febbraio 1892. La detta
mia moglie non avr, cos, altro diritto sulla mia eredit, all'infuori di quanto gli dovuto per legge. Confermo in tutto il resto il detto mio testamento.
e) Revoco il legato di L. 25.000 fatto a favore del
signor Y. X. col mio testamento 15 febbraio 1892, e
gli lego invece la mia casa in Milano posta in Via Garibaldi al n.' civico 3312.

Formula per riconoscimento


Riconosco quale mio

figlio

di

figlio

naturale

il

naturale.

bambino nato

il

giorno .... e inscritto nei registri delle nascite del Comune di ... col nome di ... quale figlio di genitori
ignoti. Il detto mio figlio avr quindi il diritto di por.

tare
della

mio nome,
mia eredit.

il

e dispongo a suo favore di

due

terzi

Dell'altro terzo della mia sostanza nomino eredi i


miei genitori, ritenuto che, se questi mi premorissero,
tutta la mia sostanza sar devoluta al detto mio figlio.

REPERTORIO
.^L.

Pag.
50
52
233
56
57
393

Abati (Titoli spettanti agli)


Abadesse (Titoli spettanti alle).
Abbonarsi a un giornale (Per)
Abbreviature pi comuni nelle lettere

per le monete
Abitazioni (Legato di)
Abuso nel toscaneggiare; conseguenze
.

Accettazione di sfida (Lettere di)


Affetto {Lettere di): veggasi a Lettere famigliari.

Affrancatura delle lettere

destinate ad equipaggi
da guerra stanziate alP estero
Agenzie postali e telegrafiche (Domande per)

di

navi

Alimenti (Legato di)


Ambasciatori (Titoli spettanti agli)
.

Amicizia {Lettere di)


Amministrazione di un giornale (Lettere
Ammissione alle udienze pontificie

all')

funzioni celebrate dal

Amore {Lettere di)


Quando si scrivono
.

Stile delle lettere

d'amore

Pontefice

Dichiarazione amorosa di un

Sommo

cinquecentista
seicentista

settecentista

cicisbeo

Arte e stile de' nostri vecchi


Lettera d' amore moderna
Risposta alla lettera d' amore

198
219
52

...

....
....

35
329
391
46
58
231
210
211
65
66
66
67
68
68
69
69
72
73
26

402

Repertorio

Pag.
Lettera di ripulsa

Annunzio

73
73
95
96
95
96
97

{Lettere di)

Anonime [Lettere)
Che cosa souo
Chi

le scrive

Tristi effetti di tali lettere


,

Riflessioni sulle lettere

anonime

99
204

Caratteri particolari

Arbitro (Lettera di nomina ad)


Arcipreti (Titoli spettanti agli)

Arcivescovi (Titoli spettanti agli)

(Domanda

Aspettativa

di)

Aspetto della lettera anonima


Attestati
veggasi a Certifioati
:

Augurio (Lettere

di)

augurio
Per fine d'anno ai parenti ed agli amici
Per capo d' anno figlio ai genitori

figlio al padre

a parenti e ad amici
>

ad un amico (Varie)
Per onomastico ad un amico

ad una signora
Per natalizio figlio al padre

padre alla figlia

ad una amica artista


Per viaggio: ad un amico
Risposta ad una lettera d'augurio per viaggio
Per la Pasqua: ai genitori
Autore ed Editore
Effetti e scopi delle lettere di

....

....

giornali
Avvisi per
Avviso (Lettere di)
i

Avvocato (Reclamo contro un)

(Titoli

spettanti a un)

176

Balli di Corte

Beneficenza (Legato

'

50
50
282
99
125
101
102
104
105
105
106
107
Ili
112
112
113
113
115
115
116
211
100
73
195
47

di)

394

403

Bepertorio

Benservito

veggasi a

Pag.
125
367
119
116
29

Certificati

Biasimo {Lettere di)


Biglietti da visita
Burlevoli (Lettere)

Busta: forma ed uso

Cambiamento

d'indirizzo (Lettera a

un giornale

Cameriere (Certificato o benservito per un)


Canonici (Titoli spettanti ai)
Capoversi
Caratteri nello scrivere

una

per)
.

lettera

principali della lettera

anonima

Cardinali principi (Titoli spettanti

ai)

in genere (Titoli spettanti ai)

Carta da usarsi nella corrispondenza

usata dalla gente a modo


-

da

>

lutto

Vari formati
Cartoline postali
Cartoline postali illustrate

Cena

(Invito a)

Ceralacca

Suo colore
Cerimoniale epistolare tedesco per sigillare

le lettere

Certificati

Che cosa sono


Loro importanza
Benservito

per un operaio

Certificato di studi compiuti

Benservito per un commesso


*
per un cocchiere

per una donna di servizio

per un cameriere
Chi scrive le lettere anonime
Chiudere (Prima di) una lettera, cosa e

da operare

quanto

s'

234
128
50
17
10
99
49
49
18
19
20
19
124
124
251
30
30
30
125
125
125
126
127
127
127
128
128
128
95

ha
21

404

Bepertorio

Pag.

Chiusa di una lettera


Chiusura di una lettera (finimento)
Circolari

Cocchiere (Certificato per un)

testamento olografo

Codicilli varii al

Collettorie postali

(Domanda

di)

Colore della ceralacca

Come si piegano le lettere


Come si sigilla una lettera
Come si scrivono le lettere e come si dovrebbero scrivere
Come si dispongono le varie parti della lettera
Come deve presentarsi una lettera
Come si risponde ad una lettera ed obbligo di farlo
Come s' incomincia e si finisce una lettera
Come si scrive al Papa

...
.

Cominciamento

di

una

a eguali o conoscenti

di confidenza

ai superiori

al fornitore

del servo al padrone

Commesso

lettera.

a inferiori

......

donna a uomo
di uomo a donna
a un amico ammogliato
di

o al servo
.

(Certificato per un)

postale

Commiato o congedo {Lettere di)


Comunicato a un giornale
Concorsi per posti di commesso di uffizi

....
....

per posto

di

procaccia
Conforto e Condoglianza {Lettere

Congedo o Commiato

postali di 2 classe

portalettere rurale

di)

{Lettere di)

Consiglio (Lettere di)

Conte (Titoli spettanti a un)


Conto (Lettere di)
Contratto di locazione di fondo urbano (formula)
Quante copie se ne fanno

8
21
129
128
38
329
30
29
30
1

10
10
58
21
207
21
22

22
23
24
24
26
27
27
28
127
326
153
236
326
327
327
133
153
314
47
314
163
164

Repertorio

405
Pag.

Lettera di disdetta al contratto di locazione


Ricevuta per pagamento di fitto

Convenienze epistolari {Delle)


Copie di telegrammi
Corone (Uso delle)

Corpo di una lettera


Corrispondenza segreta o crittografica

ai

(Frasi fatte per la)

Corrispondenze

giornali

Corte {Lettere riferentisi alla)


Crediti (Legato di)

165
166
10
378
18

...

Critica (Lettera di)

Curatore testamentario (Nomina del)

167
168
236
174
389
321
397

ID
Data
Danaro (Legato

6
di)

Debito pubblico

Decani (Titoli spettanti


Deputato (Titoli di un)

ai)

Dichiarazione per la riserva dei


Dichiarazioni d' amore

diritti d'

Dimensioni dei margini


Dimissione degli ufficiali (Domanda
Disdire

autore

11
di)

P abbonamento a un giornale

(Per)

d'autore
Disdetta o contratto di fittanza
Dispense per matrimonio religioso

....

Diritti

Disposizione delle varie parti di una lettera

....

Documenti per contrarre matrimonio

Domanda {Lettere di)


Come si scrivono

Domanda

per udienza privata da S.

di grazia

>

per visitare un detenuto

per reclamo, ecc


per dispensa di digiuno
per udienze pontificie, arcivescovili, ecc.

385
178
50
47
213
67

283
233
211
165
265
6

263
179
179
175
191
191
194
209
209

406

Repertorio

Domande

di

matrimonio.

di

dispensa per matrimonio civile

Domande,

Istanze, Suppliche, Reclami

Domande

di doni per gare, eco

varie degli ufficiali

Donna (Come

la

donna firma

le

....

religioso

sue lettere)

....

di servizio (Certificato

maritata (Titoli spettanti a una)


nubile o zitella (Titoli spettanti a una)

Dono {Lettere
Dote (Legato

per una)

...

lutto

207
207

Ecclesiastiche {Lettere)
scrive al

si

Papa

Ecclesiastici (Titoli degli)

Sommo

Pontefice

Cardinali
Patriarchi
Arcivescovi

Vescovi
Abati mitrati
Arcipreti

Canonici

Decani
Preposti
Vicari

Sacerdoti secolari

regolari

Monache
Pastori e preti protestanti

47
47

46
46
198
286

Duello (Lettere e verbali relativi a)

Come

264
265
190
176
279
25
128

304
393
47

di)

di)

Dottore in legge (Titoli per un)


Dove incomincia il corpo di una lettera
Duca (Titoli di un)
Duchessa (Titoli di una)

Durata del

Pag.
262

48
48
49
50
50
50
50
50
50
50
50
50
51
51
52
52

eperiorio

Editore e Autore (Contratti fra)


Equipaggi di navi da guerra stanziate

40?

Pag.
218
all'

estero (Indi-

35
396
6

rizzo agli)

Esecutore testamentario (Nomina


Esordio o introduzione

Famigliari

218
270

{Lettere)

Fidanzamento (Partecipazioni
Finimento di una lettera
Di confidenza

Ad

a)

di)

8
22
22
23
24
25
26

eguali e conoscenti

A
A

un superiore
un inferiore
Di donna a uomo
Di uomo a donna
Di un amico ammogliato

27
27
28

Al fornitore o al servo
Del servo al padrone
Finimento o chiusa di una lettera

Firma

una

di

la lettera

Forma

8
9

lettera

una donna (Come)

25
29

e uso della busta

Formati della carta da lettera e loro uso

per domande, istanze, suppliche


Formula di testamento olografo

per nomina a esecutore testamentario


di curatore testamentario
*

del tutore, del protutore


notaio per l' inventario

Francatura delle
Francobollo ove
:

si

ai)

lettere

si applica
acclude nelle lettere

Fregi, stemmi, corone ecc. (Uso dei)

Funzioni celebrate dal Sommo Pontefice (Ammissione

20
381
396
397

del

persona indegna a succedere


revoca totale o parziale di testamento.
riconoscimento di figlio naturale.

Fornitori (Lettere

Quando

riabilitare

19

alle)

398
398
399
399
27
52
54
53
18
211

408

Repertorio

Pag.
176
228

Gare, ecc. (Doni per).

Gergo

{Lettere in)

Giornali e Giornalisti. Corrispondenze, ecc


Giudizio (Lettere di)
Giustificazione e di scusa (Lettere
Governatori (Titoli spettanti ai)
Granduca (Titoli di un)

Granduchessa

(Titoli di

231
314
241
46
46
46

di)

una)

I
Immobili (Legato di)
Imperatori (Titoli spettanti agli)
Imperatrici (Titoli spettanti alle)

386
42
42
181

Impiego (Lettera per ottenere un)


Incarico (Lettera d')

veggasi a Lettere di annuncio


Incoraggiamento a studi e scoperte scientifiche (Legato d')
:

Indirizzo

Come deve

essere

Cosa deve contenere


Ai militari dell' esercito e armata
Sulle lettere destinate agli equipaggi di navi da guerra
stanziate

all'

estero

Indirizzo (Lettera a

Informazione

veggasi a Lettere di annuncio

una

lettera

Intime o famigliari (Lettere)


Introduzione o esordio
Inviti ai balli e ai ricevimenti di Corte
Invito (Lettere di)

Come

si

risponde ad un invito

A un ballo
A una cena
A un pranzo
A matrimonio

religioso

Al rinfresco di nozze

un the

31
31
32
34

35

un giornale per cambiamento

Intestazione o titolo di

73
395

di)
.

234

.73
6
218
6

176
247
247
249
251
251
253
254
255

409

Repertorio

Pag.
6
193

Inscrizione o intestazione

Istanza per visitare un detenuto

ottenere

il

pagamento

di

una pensione.

Istanze

La

lettera

un

fatto

Legati di danaro

di mobili

immobili

di

di crediti

di rendita vitalizia

di alimenti

di usufrutto

di diritto di abitazione

di dote

di

d'

di

beneficenza

incoraggiamento
messe

Lettere di amicizia

Per dare notizie della propria salute ad un amico


Per chiederle ad un amico
Per darle ad un amico
Per salutare un amico
Di confidenza con un amico

Lettere di amore

Quando
Lo stile

si

scrivono

le lettere

d'amore

amore
Varie dichiarazioni d' amore
Lettera d' amore moderna
Ki sposta alla lettera d' amore
delle lettere d'

Lettera di ripulsa
Lettere di annunzio
Lettere di augurio

Lettere burlevoli

Come

si

scrivono ed esempi

Lettere di condoglianza e di conforto

Come

si

scrivono

194
190

10
385
385
386
389
390
391
392
393
393
394
395
395
58
59
60
61
63
64
65
65
66
67
72
73
73
73
101
116
117
133
134

41

epertorio

Pag.
Della delicatezza da usare nello
condoglianza

Quando

si

Come

risponde

si

scrivere

lettere

di

scrivono

Alla propria moglie che ha perduto un parente

che ha la madre ammalata


Ad un amico che ha perso la madre
Alla propria moglie che ha perduto la madre
Ad un amico per la morte di persona amata
.
Ad una signora amica che ha perso un parente

che ha perduto il marito


Ad un amico che ha perso la madre
*

che ha perso il padre


Di un carcerato che conforta il padre
Ad un amico che ha perduto dei parenti
Ad una signora amica che ha perduto, per suicidio,

il

*.

fratello

Al padre che ha perduto un tglio


Di conforto ad una signora ammalata
Lettere di congedo o commiato

Lettere di congratulazione

Per avanzamento
Di congratulazione e lode ad un amico
Di rallegramento ad un amico nominato professore
Di lode ad uno scrittore
Per l'ottima accoglienza fatta ad un'opera musicale
Di congratulazione per matrimonio
Lettera di disdetta a contratto di fittanza
.

di domanda, pregliiera e richiesta


Per ottenere un impiego
Perch un amico appoggi una domanda d'impiego
Di raccomandazione per il paese nativo
Preghiera per commissione
Ad un amico perch riscota un credito
Ad un conoscente perch interponga suoi buoni uffici
presso un amico comune

Lettera

134
135
136
136
137
140
140
141
142
143
145
146
147
148
149
150
151
153
155
156
157
158
160
161
161
165
179
180
181
184
185
186

Lettera di sfida e di nomina a rappresentanti

di accettazione di sfida

ai

rappresentanti avversari per rifiuto di

'.

sfida

186
198
198
204

epertorio

4l 1

Lettera di nomina ad arbitro

di ringraziamento ai rappresentanti

d'incarico per constatare un'offesa

....
....

Lettere famigliari o intime


Lettere in gergo

Lettere di giustificazione e di scusa


Lettere d'invito, di accettazione e di rifiuto.

Lettere per morte

Lettere di offerta o di dono


Lettere di parere

Di lode e consiglio.
Richiesta di consiglio

'.

Di critica
Di incoraggiamento e lode
Lettere di presentazione e di raccomandazione

...

Lettere di rifiuto

Lettere di ringraziamento

Lettere di risentimento, di rimprovero e di biasimo


Licenza straordinaria (Domanda di un militare per)

Lode (Lettere

di)

Lutto (Carta da)


Lutto

(Durata del)

Magistrati superiori

(^Titoli

le

241
247
285
304
314
314
317
321
323
333
345
345
367
284
314
286
286
286

11
.

religioso (Invito a)

Matrimonio {Lettere di)


Di consiglio a una sorella
Di vedova che respinge nuove nozze
Di madre a figlia per annunziarle che
marito
Matrimonio (Domanda di)

207
218
228

46
256
47
11

spettanti ai)

{Manifesti

Marchese (Titoli spettanti a un)


Margini e loro uso
Loro proporzioni
Matrimonio (Lettere di congratulazione per)

Pag.
205
206

277
253
259
259
261

ha trovato
261
262

412

Eeper torio

Matrimonio (Lettera

di partecipazione di)

(Partecipazione di)

(Richiesta dei militari per contrarre)

degli ufficiali (Formule, pratiche, documenti

per

il)

Medico (Titoli spettanti a un)


Messe (Legato di)

...

Militari

Militari dell' esercito e delP

armata (Indirizzo

pei)

Ministri di Stato (Titoli spettanti ai)

Misure dei margini


Mobili (Legati di)

Modificazione d'indirizzo (Lettera ad un giornale per)

Monache (Titoli
Monogrammi
Morte {Lettere

spettanti ^lle)

280
47
395
279
34
46
11
385
234
52
18

285
287
293

di)

Morte (Lettere varie

Pag.
271
272
279

di).

(Partecipazione di)

Notaio (Reclamo contro un)

per inventario (Nomina del)

(Titoli spettanti a un)

6
299
35
73
198
238
196
398
47

Nozze (invito

254

Narrazione
Nascita {Patedpa'jone di)
Navi da guerra all'estero (Affrancatura e indirizzi)
Negozio (Lettere di) veggasi a Lettere di annun'xio
Nomina a rappresentanti (Lettere di)
Norme per le corrispondenze ai giornali
:

al

rinfresco di)

O
Obbligo di affrancare

di rispondere
Occhio

le lettere

Offerta o di Dono {Lettere di)

Olografo (Testamento)

Omonimia

(Lettere per)

Operaio (Certificato per un)

52
54
9
304
381
235
127

413

Beper torio

Pag.
Pacificazioue di una vertenza (Verbale)

Padrone al servo (Come scrive un)


Papa (Titoli spettanti al)

(Come si scrive al)


.

Parere {Lettere

di)

Participazione di fidanzamento

matrimonio
morte

>

di

di

di nascita

Come hanno da

essere

Quelle degli americani


Partecipazioni (Risposte alle)

per Comunione

Pastori protestanti (Titoli spettanti

aij

Patriarchi (Titoli spettanti ai)

Perch non si deve leggere la lettera anonima


Piegatura delle lettere
Pontefice (Titoli spettanti al

Sommo)

Portalettere (Concorsi per posti di)


Poscritto (Uso del)

Posta
Concorsi per posto di commesso

Formula

di

Domanda

di portalettere

di procacci

.......

domanda

di

agenzie postali e telegrafiche

....

di collettorie

199
27
48
207
314
270
272
293
299
300
300
303
325
52
50
97
29
48
327
28
326
326
327
327
328
329
329

Rispedizioni, modificazioni di indirizzi e rinvi di let-

333
251
179
236
333
43
21
44

44

tere ai mittenti

Pranzo (Invito

a)

Preghiera {Lettere di)


Preghiera di comunicato a un giornale
Presentazione {Lettere di)
Presidente di una Repubblica (Titoli spettanti al)
Prima di chiudere una lettera
Principi di sangue imperiale (Titoli spettanti ai)

di sangue reale (Titoli spettanti ai)

...

414

Repertorio

Pag.
45
45
44
44
327
196
47
17
50
42
398
52

Principi sovrani (Titoli dei)

non sovrani

(Titoli dei)

Principesse imperiali (Titoli spettanti alle)


reali (Titoli spettanti alle)

Procaccia postale (Concorsi di)


Procnratore (Reclamo contro un)
Professore di scienze (Titoli di un)
Proporzioni dei margini
Proposti (Titoli spettanti
Prospetto dei

titoli

ai)

da usarsi nello scrivere

le lettere

Protutore (Nomina del)


Protestanti (Titoli spettanti

ai

preti)

Q
Quando

si

scrivono le lettere d'amore

di

66

condoglianza e di con-

,135

forto

197

Questioni d' onore

Raccomandazione (Lettere di)


Ragguaglio (Lettere di) veggasi a Lettere
Rappresentanti in vertenze d' onore
:

Re

di annun'xio

(Titoli spettanti ai)

Reclami
Contro un avvocato

un notaio
un procuratore
Reclami per telegrammi non

giunti, errati, ritardati, eco.

Reclami ai giornali
Regine (Titoli spettanti alle)
Rendita vitalizia (Legato di)
Rettifica (Lettera a

un giornale

per)

Rettificazione di indirizzi

Revoca

totale e parziale di testamento

Riabilitazione di persona indegna di succedere

Ricevuta

333
73
198
43
190
195
196
196
378
231
43
390
235
234
399
298
^^^

Bepertorio

Formule

415

di ricevuta

Ricevimento di Corte
Riconoscimento di figlio naturale nel testamento
Richiesta [Lettere

di)

Rifiuto {Lettere di)

Rifiuto di riparazione {Lettera di)

matrimonio
prima di scrivere

di

Riflettere

Rimborsi per telegrammi.

Rimprovero {Lettere di)


Ringraziamento {Lettere

di)

Rinfresco di nozze (Invito

al)

Ringraziamento ai rappresentanti {Lettere


Rinvio di lettere

di)

...

Risentimento (Lettere di)


Riserva dei diritti d' autore
Rispedizione di lettere
Rispettare

Risposta

il

dolore

(Della)

un obbligo (La)
risponde

Come

si

Rurali (Concorsi per posti di portalettere)

Pag.
343
176
399
179
345
203
263
4
379
367
345
254
206
333
267
213
333
135
54
54
55
327

S
Sacerdoti secolari (Titoli spettanti ai)

51
51
48
17

regolari (Titoli spettanti ai)

Santo Padre

(Titoli spettanti al)

Scrittura nella lettera (La)

Scopo di una lettera. Come


Scontro (Verbale di)

si

raggiunge

Senatori (Titoli spettanti ai)

Serate (Inviti a)

Servo

al

padrone.

Come comincia

Sfida (Lettera di)

(Lettera di accettazione di)

Sigillo

Sigillatura delle lettere

alla tedesca

e finisce

una

lettera

202
47
249
28
198
198
30
30
30

Beper torio

416

Pag.
31
207
48

Sigillatura delle lettere contenenti valori

Sommo

Pontefice

(Titoli spettanti al)

Soscrizione o firma della lettera

Stemmi (Uso

9
18

degli)

Stile epistolare

Deve

adattarsi al soggetto e alle persone

....

Studi compiuti (Certificati di)

Tariffa postale

53
377
378
378
379
380
381
383
383

Telegrafo
di)

(Reclami per)

(Rimborsi per)
Testamenti. Generalit
Testamento olografo
Suoi vari codicilli e aggiunte

Formule
Legati e sue varie forme e cio:
Legato di denaro
Di mobili
Di immobili

Di
Di
Di
Di
Di
Di
Di
Di
Di
Di

385
385
386
389
390
390
391
392
393
393
394

crediti

debiti

rendita vitalizia
alimenti

usufrutto
diritto di abitazione

dote
beneficenza

incoraggiamento a studi e scoperte


messe
Formule per la nomina a esecutore testamentario

di curatore testamentario

del

e del notaio, ecc

127
190
209

Suppliche
Suppliche al Santo Padre

Telegrammi [Copie

tutore,

^lel

395
395
396
397

procuratore

398

Beper torio

417
Pag.

Formula per

persona indegna di succedere


di revoca totale o parziale di testamento
per riconoscimento di figlio naturale

riabilitare

Titoli

Titolo da usarsi per gli imperatori

le

imperatrici

re

regine

le

>

presidnti di repubblica

>

principi

le
i

di

>

principesse
principi sovrani

non sovrani

granduchi
duchi

principi

le consorti loro

...

ministri di Stato

>

gli

governatori

magistrati superiori

>

marchesi
conti

ambasciatori

>

baroni

senatori

....

3>

cavalieri, ecc

deputati al parlamento.

gli

>

notai

medici

avvocati

dottori in legge

>

professori

le

le

gli ecclesiastici

il

>

cardinali principi

cardinali in genere

donne maritate
donne nubili

Sommo

42
42
42
43
43
43

sangue imperiale

o reale

398
399
399

Pontefice

....
....

44
44
45
45
46
46
46
45
46
46
46
46
47
47
47
47
47
47
47
47
47
47
47
47
47
48
48
49
49

27

418

Bepertorio

Titolo da usarsi per

arcivescovi

gli

gli

gli arcipreti

canonici

decani

proposti,

vicari

sacerdoti secolari.

sacerdoti regolari

vescovi

5(3

50
50
50
50
50

........
....!"..

le

monache

le

abadesse

(Uso dei)
Quando si scrivono

.....

abati mitrati

Pag.
50
50
50

patriarchi

51

....

51

52
52

pastori o preti protestanti

52

42
36

Titoli

-.

Toscaneggiare: abuso e conseguenze

per)

Titolo.

Tramutamento di cartelle (Domanda


Tutore (Nomina del)
.

Udienze

reali

cardinalizie

arcivescovili e vescovili

Uso

...

'

pontificie

Uso
Uso
Uso
Uso
Uso
Uso

del margini
dei fregi, stemmi, corone,

della carta

da

ecc.

lettere

dei vari formati di carta


e

monogramnii,

da

delle cartoline postali

dei titoli

Usufrutto.

illustrate.

..............
.

178
398

174
210
209
209
11
18
19

19
29

lettere

forma della busta


>

6
2

124
124
36

.392

Beper torio

419

Pag.
Valori (Lettere con),

Vari generi

di

come

si

sigillano.

... .31
58

lettera

Varie parti di una lettera


Verbale di soluzione pacifica in vertenza cavelleresoa

di scontro

di seguito scontro

Vertenze cavalleresche
Vescovi (Titoli spettanti

ai)

Vicari (Titoli spettanti ai)


Vitalizio (Legato di)

Zitella (Titoli spettanti a una)

6
.

199
200
202
197
50
50
390

47

INDICE
Della lettera e delle sue parti.
La

lettera.

Pag.

Che cos'

Come

si

la lettera

dovrebbero scrivere e come

scrivono

si

le lettere

Conseguenze

...

abuso nel toscaneggiare


una lettera e come si raggiunge
dell'

Lo scopo di
Lo stile epistolare
prima

Riflettere

Adattare

di scrivere

lo stile epistolare al

Delle varie parti di

una

2
2
4

soggetto e alle persone

lettera.

Data

Titolo, inscrizione, intestazione

Corpo della

lettera, esordio,

introduzione

...

Narrazione
Chiusa o finimento

6
6
8

Soscrizione e firma

Occhio

Indirizzo

Delle convenienze epistolari.


1.

COMK

SI

DISPONGONO LK VARIE PAUTI DELLA

LETTERA

La lettera un fatto
Come deve presentarsi una

10
10

10

lettera

Caratteri da usarsi nello scrivere

una

lettera

.10

422

Indice

Pag.

Margini

Uso
2.

dei inargini

............

Dove incomincia

il

corpo della lettera

Capoversi
Se la scrittura occupa pi pagine
Firma o soscrizione.

sovrappone

si

17
17
18
18

".

la scrittura

L' inchiostro
3.

Carta da usarsi nella corrispondenza


Uso dei fregi, degli stemmi,
nogrammi, ecc
Carta usata dalla gente a

delle corone, dei

e suppliche

Carta da lutto
4.

di chiudere una lettera cosa e quanto


HA DA operare

18
19
19
19
19
20

Prima
S'

5.

18

mo-

modo

Quando e come
Uso dei vari formati di carta
Formato per domande, per istanze

17

17

Non

11
11

Come

si

comincia e comb

Molti non lo sanno

si

finisce una lettera

Nelle lettere di confidenza

dirette ad eguali o a conoscenti


Scrivendo a un superiore

a un inferiore
La donna che scrive ad un uomo
Come la donna dovrebbe firmare le sue lettere
L' uomo che scrive ad una donna
Scrivendo ad un amico ammogliato

a un fornitore o al servo
.

il

servo scrive al padrone

21

21
22
22

.23
.

.....

Quando

21

23
24
25
26
27
27
28

6.

Poscritto e Nota bene

7.

Come

8.

Busta: forma ed uso

29

9.

Come

30

si

si

piegano le lettere

sigilla

una lettera

28

29

423

Indice

Pag.
30
30
30
30
31

Ceralacca
Colore della ceralacca
.

Sigillo

Cerimoniale epistolare tedesco


Lettere con valori
10.

Indirizzo

Come deve

31

31

essere l'indirizzo

Che cosa deve contenere


Uso dei titoli
,
Quando si scrive
.

Indirizzo ai militari dell' esercito e dell'armata

Indirizzo sulle lettere destinate agli

equipaggi

navi da guerra tro vantisi all' estero


si affrancano queste lettere

di

....

Come

11. I TITOLI
12.

32
33
33
34

negl'indirizzi

35
36
36

Prospetto dei titoli da usarsi nello scrivere LE lettere

42

Titoli.

Per
Per
Per
Per
Per
Per

imperatori

gli

le imperatrici

re

le
il
i

regine
presidente di una repubblica
principi del

sangue imperiale o reale.

42
42
43
43
43
44

Alle principesse imperiali o reali

44

Per
Per

45

principi sovrani
principi

non sovrani: granduchi, duchi, prin45

cipi e loro consorti

Per

ministri di Stato, ambasciatori, governatori,

magistrati superiori

Ai marchesi, conti, baroni, senatori, cavalieri ecc.


A deputati al Parlamento
Agli avvocati j notari, medici

professori

Alle

donne maritate

Alle nubili

46
47
47
47
47
47
47

424

Indice

Ecclesiastici.

Al

Sommo

Pontefice

Ai cardinali principi
in

genere

Ai patriarchi, arcivescovi, vescovi, abati, mitrati ecc.


Agli arcipreti, ai canonici, ai decani, ai proposti

50
51
51
52
52
52

e ai vicari

Ai sacerdoti secolari
regolari

Alle

monache

Alle abadesse
Ai pastori o preti protestanti
13.

Affrancatura, delle lettere

Le

lettere

Tariffa

52

devono essere aifrancate

postale

Quando si accludono francobolli nelle lettere


Ove si applica il francobollo sulla lettera

...

14.

Pag.
48
49
49
50

Risposta

53
53
53
54
54

54

Obbligo di rispondere
si risponde

Come

55

15.

Abbreviature pi comuni nelle lettere.

16.

Abbreviature per lk monete

56
57

Dei vari generi di lettera.


Amicizia (Lettere

di).

Amicizia
.

58
58

Per dare notizie della propria salute ad un amico


Per chiedere notizie sulla salute di un amico

ad un amico

e dare notizie di s ad una amica

salutare e dare notizie di s ad un amico.

confidarsi con un amico di ingiuste persecuzioni

59
60
61
61
63
64

Delle lettere di amicizia

Esempi di lettere di amicizia:

425

Indice

Amore

{Lettere d').

Pag.
65
66
66

L' amore

Quando
Lo stile

come

uomo

l'

scrive lettere d'

amore

amorose

delle lettere

Esempi di lkttkre d'amore.


Dichiarazione d' amore di un cinquecentista.

seicentista

settecentista

>

cicisbeo

garbo dei nostri vecchi nelP

Il

offrire

....

...

68
68
69

doni alle loro

69

belle

La
La

67

amore moderna
risposta alla lettera d' amore

72
72

lettera d'

73

Lettera di ripulsa

Annunzio {Lettere

(li).

Lettere di annunzio, di avviso, di conto, d' incarico,

negozio e di ragguaglio

d' informazione, di

73

Esempi di lettere di annunzio:


Lettera di avviso e di conto
Lettera di ragguaglio

Per annunziare

Ad un amico

al

padre

il

prossimo arrivo proprio

e parente che promette di passare in-

sieme qualche tempo


Per annunciare ad un amico

77
la

sua nomina a pro78

fessore

Per render conto al padre di alcune faccende domestiche


Altra lettera di conto
Lettera di ragguaglio

di ragguaglio alla moglie

di informazione
D informazione intorno una ragazza da marito
Lettera informativa ad un amico
^
Lettera di ragguaglio
.

Anonime

Che

74
75
76

79

80
81
82
84
88
89
92

{Lettere).

cos' la lettera

Chi scrive

le lettele

anonima
anonime

.......

95
95

426

Indice

Le

anonime appartengono all'universale


La lettera anonima nulla rispetta
Perch la lettera anonima non si legge
I caratteri principali della lettera anonima
lettere

Pag.
96
96
98
99

......

....
...

Avvisi per

giornali.

Esempi di avvisi per


Augurio {Lettere

Le
II

giornali

100

di)

lettere di augurio
tormento dei grandi e quello dei piccini

Esempi di lettere

di

101
102

augurio:

{Lettera per fine d^ anno).

{Lettere

Un

per

figlio ai

104

parenti e ad amici

al

il

Capo d'anno).
105
105
106

genitori

genitore

parenti e ad amici
{Lettere di augurio per onomastico).

Ad un amico
Ad una signora

Ili
112

{Lettera di augurio per natalizio)^

Un fanciullo al padre
Un padre alla figlia
Ad un'amica artista

..........

112
113
113

{Lettere di augurio per viaggio).

Ad un amico

H
115

Risposta.
{Lettera per Pasqua).

.116

Ai genitori

Benservito

116

Burlevoli {Lettere).

scrivono

116

lettere BURLEVOLI

117

Cosa sono e come

ESKMPI

DI

si

427

Indice

da

Biglietti

visita.

I biglietti

da

Pag.
119
119

visita

Uso
Cartoline postali.

La

124
124
124

cartolina postale

Uso
Cartoline postali illustrate
Certificati.
Certitcati.

Che cosa sono

125
126

Benservito

Esempi di certificati
Certificato per

un operaio

di studi compiuti

per un commesso
per un cocchiere
Benservito per una fantesca

...'....

per un cameriere

Circolari (Lettere)

Esempi

II

si

di).

scrivono

dolore vuole essere rispettato

Quando

si

scrivono

Alle lettere di condoglianza non

Esempi

129

130

Condoglianza e conforto (Lettere

Come

127
127
127
128
128
128

di

si

risponde

133
135
135
136

lettere di conforto e di condoglianza:

Di conforto alla moglie in morte di una parente

che ha la madre grave-

136

mente malata
Di conforto e di consiglio alla moglie per la grave
malattia della madre
Di condoglianza e di conforto ad un amico che ha
perso la madre
Di conforto alla moglie che ha perduto la madre.
Di condoglianza ad un amico per la morte di per-

137

sona cara

138
140
140
141

428

Indice

Pag.

Di conforto ad una signora amica che ha perso un


parente
Di conforto ad una signora che ha perduto
Di condoglianza ad un amico che ha perso

Di un carcerato che conforta

marito

il

madre

la

il

il

padre.

padre sulla propria

sorte

147

Di condoglianza e di conforto ad un amico che ha


perduto la suocera ed il cognato
Di condoglianza ad una signora che ha perduto,
per suicidio, un fratello

Di conforto

al

padre che ha perduto un

ad una signora ammalata

Congedo o

commiato

di

figlio.

....

154

di).

Lettere di congratulazione. Che cosa sono?

Esempi

149
150
151

153

ESKMPIO DI LETTERE DI COMMIATO


Congratulazione {Lettere

148

{Lettere di).

Lettere di congedo o di commiato

Come
Come

142
143
145
146

si

scrivono

si

risponde alle lettere di congratulazione

di

lettere di congratulazione:

Lettere di congratulazione per avanzamento


Risposta ad una lettera di congratulazione
.

Lettera di congratulazione e di lode ad un amico poeta


Lettera di rallegramento ad un amico nominato
professore

155
155
155

156
157
157
158

Risposta ad una lettera di congratulazione per onorificenza

congratulazione e di lode ad uno scrittore


Lettera di congratulazione per F ottima accoglienza
fatta ad uua composizione musicale
Lettera di congratulazione per matrimonio
Risposta
Lettera

di

159
160
161
161
162

Contratti {Scritture prii)ate).

Esempi

di

contratti

Contratto di locazioue di fondo rurale

....

162

429

Indice

Pag.
164

Copia e registrazione
Lettera di disdetta del contratto di locazione di un

fondo urbano
Ricevuta del prezzo

165
166

di locazione

Corrispondenza segreta o crittografica.


Corrispondenza segreta o crittografica

167

Dizionarietto di frasi fatte, cifrate per la


corrispndknza economica e segreta.
.

Frasi fatte

168
169

Corte {Lettere riferentisi alla).

Udienze

chi

si

174
174
174

reali

dirigono

le

domande

Abito

Esempio di domanda per udienza privata.

Regia beneficenza

175

....

175
176
176

Esempio di domanda per essere presentati al


Circolo di Corte

177

Sussidi educativi
Inviti ai balli

od a ricevimenti

di

Corte

Debito pubblico.

Tramutamento

di cartelle al portatore in certificati

nominativi

178

Domanda, preghiera

o riciiiesta {Lettere di).

Lettera di domanda, di preghiera e di richiesta


Come si scrivono

Come

si

risponde

EsKMPi di lettere
DI richiesta

di

domanda, di preghiera e

Chiedesi per necessit un impiego

Pregasi un amico di appoggiare una

impiego
Si richiede

nativo

180

domanda

di
.

il

179
179
179

181

favore di buon trattamento pel paese

184

430

Indice

Preghiera per commissione


Pregasi un amico di riscuotere un credito
Ad un conoscente perch interponga
suoi buoni
.

Pag.
185
186

uffici

presso un amico

186
187

Risposta

Chiedonsi alcuni aiuti letterari per completare un


lavoro
Kifiutasi di assecondare la preghiera di giudicare
un lavoro

Domande,

189

istanze, suppliche e reclami.

Delle domande, istanze e suppliche

190
190
191
191

Come si scrivono
Domanda di grazia
Istanza per visitare un detenuto

Esempi

187

Domanda

di visitare un detenuto
per una pensione non pagata

di udienza ad un ministro
Reclamo contro un avvocato

notaio
*

procuratore

193
194
195
195
196
196

Duello e vertenze d'onore.

Vertenze

Esempi

d'

onore

197

Lettera di sfida e di nomina di rappresentanti.

accettazione di sfida

Verbale di soluzione pacifica della vertenza.

scontro

seguito scontro
Lettera di rifiuto di riparazione

.......

nomina ad arbitro
ringraziamento ai rappresentanti.
incarico per constatare un'offesa.

198
198
199
200
202
203
205
206
207

Ecclesiastiche {Lettere).

Per scrivere

al

Papa

207

Ammissione

alle

Indice

431

udienze pontificie

Pag.
210

funzioni celebrate dal

Sommo Pon211

tefice

Editore e autore.

Fra editore

211
212

e autore

Propriet letteraria

Esempio di dichiarazione per la riserva dei


DIRITTI d'autore

Come

quando

presenta; a chi
Contratti fra editore e autore
si

fa;

si

si

213

presenta

Esempi di contbatcti
Famigliari o

216

intime {Lettere).

218
218

Lettere famigliari o intime

Come

si

214
215

scrivono

Esempi di lettere famigliari.


Alia moglie per renderle

monastero
Alla moglie

di

conto

sua gita

della

al

Subiaco
.

Descrive alla sorella


Il padre alla figlia

le

impressioni di viaggio

Ad un amico
Gergo

219
221
222
225
227

(Lettere in).

In che differiscono dalle altre

228

Esempio di lettera in gergo

229

Giornali, giornalisti.

un

direttore che gli

ha cestinato

suoi articoli

Lettera per abbonarsi

Per disdire l'abbonamento


Per reclamare giornali smarriti
Per cambiamento d'indirizzo.
Per omonimia
Per rettifica di un articolo o notizia
Preghiera di comunicato

.......

231
233
233
234
234
235
235
236

432

Indice

Pag.

Lk corrispondenze
Norme per

le

ai giornali

236

corrispondenze

238
239
239

I conti

Come

quando

si

scrivono

Giustificazione e di scusa {Lettere di).

Quando

Come

come si scrivono
risponde a queste lettere

si

241
242

Esempi di lettere di giustificazione e di scusa


Lettera di giustificazione

scusa per prolungato silenzio

Scusa per ritardo a dare notizie vere


Lettera di giustificazione

....

Risposta

243
244
245
246
247

Indirizzo.

Come deve

essere V indirizzo
Che cosa deve contenere
Uso dei titoli
Quando si scrive

31
31

32
33

Indirizzi ai militari dell'esercito e dell'armata.

Modelli

di indirizzi

34
33

Indirizzi sulle lettere destinate

agli

equipaggi

di

navi da guerra stanziate all'estero


si affrancano queste lettere

35
36

Come

Invito di accettazione e di rifiuto.

Lettera d'invito
Risposta di accettazione o di rifiuto
Ringraziamento ed accettazione d'invito.

Esempi di lettere d'invito e

di

accettazione

247
248
248

Lettera di ringraziamento e di accettazione di un


invito

Invito a

un

ballo, a serate, ecc.

Inviti a pranzo o a cena

Invito al matrimonio religioso

248
249
251
253

433

Indice

Pag.

254
255
256

Invito al rinfresco, delle nozze

per nn the
Risposta

256

Manifesti

Esempio

258

Matrimonio {Lettere

di).

Lettera di consiglio ad una sorella da marito

di vedova che respinge V offerta di seconde


.

nozze

259
261

Lettera di una madre che annunzia alla

figlia

di

averle trovato uno sposo

Domanda

di

matrimonio
Rifnto a domanda di matrimonio
Documenti da presentarsi per contrarre matrimonio
Domanda di dispensa per matrimonio civile
.
.

religioso

Partecipazione di fidanzamento

Lettera di partecipazione di matrimonio ad un'amica


Partecipazione di matrimonio

261
262
263
263
264
265
270
271
272

Risposta alla partecipazione di fidanzamento e di

matrimonio

277

Esempi

277

Militari.

Richiesta di autorizzazione per contrarre matrimonio

Formula

Domanda
Domanda

pratiche
di

documenti necessari

collocamento

in

....

aspettativa.

di dimissioni

di licenza straordinaria

di

di trasferimento

cambiamento

di

corpo o di residenza

nelle

scuole

collegi

militari

Domanda
Morte {Lettere
Lfi lettere

Lutto

di
e

nomina ad applicato
partecipaxioni

di Stato

279
280
282
283
284
284

Maggiore

284
284

di).

285
286

434

Indice

Pag
Durata del

286

lutto

Esempi di lettere:
Per annunziare ad un amico la morte di persone care

la morte di un comune amico


Ad un amico per incaricarlo di partecipare ai genitori del defunto la morte di un comune amico
Per annunziare al fratello e alla sorella la morte
.

madre

della

morte della mamma

*
alla moglie la morte di un parente
Per partecipare ad un amico la morte del fratello
Partecipazione di morte

Per annunziare

Come
di

si

al fratello la

Come hanno da
fanno

gli

299
300
300
303

essere

americani

risposte

OfTerta O di dono (Lettere

Come

si

scrivono

si

risponde

di).

offrire

304
305

Esempi di lettere di offerta

un dono.

opere proprie
Libro donato in nome proprio

Per

Parere

libri e

offrire libri

297

di).

Partecipazioni di nascita

Per

289
290
291
292
293

.297

Esempi di partecipazione di morte

288

risponde alle lettere e alle partecipazioni

morte

Nascita (Partecipaxwne

Le

287
287

due canzoni dedicate a chi si inviano


formaggio ad un amico
un proprio lavoro letterario ad un'amica
in dono un ritratto di celebre letterato

305
306
307
308
310
310
311
313

{Lettere di).

Lettere di parere, consiglio, giudizio, critica e di lode

314

Indice

Come
Esempi

da chi debbono essere

435
Pag.
314

scritte

Lettere di consiglio di un padre alla figlia


Consiglio di un padre ad una figlia

Chiede consiglio per presentare una commedia

ad un amico per concorrere ad un

posto

Chiede consiglio

al

padre

Ad un autore su di un suo lavoro


autore che vien criticato da un giornale
Incoraggiamento e lode

Critica.

Ad un

Lettera di incoraggiamento

Partecipazione {Letttre

318
320
321
322
323
324

di).

Lettera di partecipazione per comunione

....

per fidanzamento

per matrimonio
di divorzio

per morte

per nascita

>

315
315
317

325
270
272
279
293
299

Posta.

Concorsi per posto di commesso di

uffizi di

seconda

classe

Concorsi per posti di portalettere rurali e di procacci

Formula dell' istanza


Domanda

328

per agenzie postali e telegrafiche


per istituire uffizi postali e telegrafici e
.

l'esito di lettere

raccomandate,

assicurate, pacchi postali, vaglia e cartoline vaglia

329
329

collettorie

Reclami per conoscere

Reclami per

327
327

effetti

spediti per la riscossione.

330
331

per ritardi o smarrimenti di lettere ordi-

narie, cartoline,

stampe e campioni

Esempio

331

332

Rispedizioni, rettificazioni, modificazioni di indirizzi


e rinvii di lettere ai mittenti

333

436

Indice

Presentazione e

raccomandazione

{Lettere di).

Pag.
Lettere di presentazione e di raccomandazione.

Come
Esempi

si

scrivono

333
333

Lettere di raccomandazione e di negoziazione

Per presentare un amico ad un amico


Per raccomandare un amico alla moglie

ad un amico
Lettera di raccomandazione a magistrato

di risposta a raccomandazione
Per presentare e raccomandare un sacerdote ad un
amico.
Per raccomandare un giovine
^

il fratello ad un amico

....
.

....
.

334
336
337
338
338
339

340
341
342

Ricevuta.

343
343

Scopi della ricevuta

Carta da adoperarsi.

Esempi di ricevute:
Carta da bollo da

lire

una

344
344

(1,20)

cent. 10

Rifiuto [Lettere di).

345

Lettere di rifiuto

Ringraziamento (Lettere

Come

si

di).

345

scrivono

ESKMPI DI lettere DI RINGRAZIAMENTO


Bingrazia per servizi resi al fratello

un ritratto
una lettera

lettera di affetto e di condoglianza

le

fattogli

cortese

condoglianze

in

occasione

morte del fratello


Ringraziamento e riconoscenza
Ad un amico che gli ha fatto ottenere
sione mauriziana

346
347
347
348

della

349
350
la

pen-

352

Indice

437
Pag.

Ringraziamento per libro


Per ringraziare di versi e

di libri donatigli.

Ringrazia per la nomina a R. Provveditore.

un signore che vi stato amabile e cor.

tesissimo

Ringrazia per un libro ricevuto in dono.

per giornali avuti in dono

la

figlia

per nomina ad accademico corrispondente


Ringraziamento per nomina a cittadino di Roma
Ringrazia pel dono di un ritratto

Ringraziamento per libri


Ringrazia chi manda dei versi
Ringraziamento per nomina ad Accademico.
Risentimento,

Come

di

rimprovero e

di

da chi possono essere

biasimo {Lettere

367
di

rimpro-

Risentimento
Si lagna perch senza notizie
Lamentasi con un amico perch non scrive, e teme
d'averlo involontariamente offeso
Risponde ad un amico che si lagna di non ricevere
sue notizie

356
357
358
359
359
362
363
364
365
366

di).

scritte

Esempi di lettere di risentimento,


vero E DI biasimo:

353
354
355

....

Rimprovera il fratello perch non scrive


Per dare le dimissioni da una carica pubblica

370
371
372

373
374
375

Telegrammi.

Esempio di telegramma

377

Telegrafo e telegrammi.

Copie dei telegrammi


Reclami
Rimborsi

378
378
379

Testamenti.
Generalit

380

438

Indice

ESElVfPI DI

TESTAMENTI OLOGRAFI:

Legati di danaro

di mobili
Legato di immobili

di alimenti e di pensione alimentare

d'usufrutto

di diritto d' abitazione


.

di dote

di beneficenza
Legati d' incoraggiamento a studi e scoperte scien-

tifiche

Legato di messe
Formule per la nomina di esecutore testamentario

per la nomina di curatore testamentario


la nomina del tutore, del protutore
.

Pay.
385
385
386
391
392

393
393
394

395
395
396
397

Formula per

e del notaio per la compilazione dell'inventario

Formula per

di

riabilitare persona

revocazione

totale

indegna di succedere
o

parziale

di

te-

stamento

Formula per riconoscimento


Repertorio

di

figlio

naturale

398
398

399
399
401

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