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Lettera sull'Umanismo: Note e citazioni - M.

Heidegger
Lumanismo nasce grazie alla metafisica di Platone -> Nietzsche (p.15)
Il reale viene interpretato in base a idee
Il mondo viene valutato in base a valori

Per luomo dellumanismo lessenza della Verit nella correttezza del rappresentare
(scientificit)
-> non una cosa, bens la sua corretta rappresentazione che la fa essere (Essere come Rappresentazione)
Luomo valuta la realt in base ai valori che si dato - essi mutano nel tempo come le idee, e quindi non contano;
-> il metodo metafisico (=umanismo) ci che vale per tutti e sempre, in modo livellante ed omologante.

Distruggere i valori il primo passo per la distruzione delluomo contemporaneo: portare a


conseguenze estreme la filosofia di Nietzsche.
Il linguaggio dellEssere rimane in sottofondo nella Lettera, che si esprime con il linguaggio metafisico per mancanza di un
linguaggio migliore.

Domanda (Beaufret):

- Come ridare un senso alla parola umanismo?


Umanismo sinonimo di metafisica = centralit delluomo nel cosmo
-ISMI necessit del mercato dellopinione pubblica
Appartenenza di fisica, logica ed etica alla metafisica (v. p.89-90)

Il pensiero forza ESSERE-CAPACIT-DI, dunque ciascun uomo ha una diversa dynamis


Originariamente: lEssere permette il pensare
Parmenide: Lo stesso essere e pensare"
Cartesio (ribaltamento): (Penso, quindi sono)
La metafisica che vuole dire da sempre lumanit delluomo si rivolge in realt da sempre alla sua animalit -> zo -> essere
biologico -> vita e pensa

che la vita sia essenza delluomo.

Bisogna pensare lesistere delluomo in maniera estatica (v. p.50)

Lessenza delluomo lesistenza (non biologica): p.50


Ex-istere -> stare fuori nella verit dell'essere
Existentia -> essere in atto, realt in contrapposizione alla mera possibilit
Lex-istentia quindi non si rivolge alla presenza come existentia latina -> luomo a prescindere dalla presenza
Per distruggere la metafisica H. deve distruggere lidea di uomo (e non di Dio)
Radura (Lichtung) lessenza della Patria - Nietzsche ultimo uomo ad esperire la spietatezza (Heimatlos) (v. pp.68-69)

Lessenza dellagire il portare al compimento


Portare a compimento significa: dispiegare qualcosa nella pienezza della sua essenza.

Dunque pu essere portato a compimento in senso proprio solo ci che gi . Ma ci che prima
di tutto ' lessere. p.31

Il linguaggio la casa dellessere.


Nella sua dimora abita luomo. p.31

Il pensiero non si fa azione solo per il fatto che da esso scaturisce un eetto o unapplicazione. Il

pensiero agisce in

quanto pensa. p.31


La caratterizzazione del pensiero come teoria e la determinazione del conoscere come comportamento 'teoretico avvengono
gi allinterno dellinterpretazione tecnica del pensiero. Essa un tentativo di reazione per salvare ancora unautonomia del
pensiero nei confronti dellagire e del fare. Da allora la filosofia si trova nella costante necessit di giustificare la propria
esistenza di fronte alle scienze. Essa pensa che ci possa avvenire nel modo pi sicuro elevandosi a sua volta al rango di
una scienza. Ma questo sforzo l'abbandono dell'essenza del pensiero. p.33
Il pensiero volge alla fine quando si ritira dal suo elemento. L'elemento ci in base a cui il pensiero pu essere un pensiero.
L'elemento ci che propriamente pu: il potere. Esso si prende a cuore il pensiero e lo porta alla sua essenza. Il

pensiero,

detto semplicemente, il pensiero dellessere. Il genitivo vuol dire due cose. Il pensiero dell'essere in quanto,
fatto avvenire dall'essere, all'essere appartiene. Il pensiero e nello stesso tempo pensiero dell'essere in quanto, appartenendo
all'essere, all'ascolto dellessere. p.35
L'essere si ognora preso a cuore destinalmente la sua essenza. a partire da questo volere bene l'essere pu il pensiero.
Quello rende possibile questo. L'essere,

come ci che vuole bene e che pu, il 'possibile. p.35-36

Se l'uomo ancora una volta deve ritrovare la vicinanza dell'essere, deve prima imparare a esistere nell'assenza di nomi. p.39
Humanismus questo: meditare e curarsi che l'uomo sia umano e non nonumano', inumano', cio al di fuori della sua
essenza. Ma in

che cosa consiste l'umanit delluomo? Essa riposa nella sua essenza. p.40

Lhumanitas dellhomo humanus determinata in riferimento a uninterpretazione gi stabilita della natura, della storia, del
mondo, del fondamento del mondo, cio dellente nel suo insieme. p.42
Ogni umanesimo o si fonda su una metafisica o pone se stesso a fondamento di una metafisica.

metafisica ogni
determinazione dellessere delluomo che presuppone gi, sia consapevolmente sia
inconsapevolmente, linterpretazione dellente, senza porre la questione della verit dellessere.
Per questo, se consideriamo il modo in cui viene determinata lessenza delluomo, appare che il tratto specifico di ogni
metafisica il suo essere umanistica. Pertanto

ogni umanismo rimane metafisico. p.43

La metafisica non domanda della verit dellessere stesso. Perci, essa non domanda mai neppure in che modo lessenza
delluomo appartenga alla verit dellessere. p.44

Siamo in generale sulla via giusta per determinare l'essenza dell'uomo se e finch consideriamo l'uomo come un essere
vivente tra gli altri, che si distingue rispetto ai vegetali, agli animali e a Dio? Si pu procedere cos, si pu in tal modo situare
l'uomo in seno all'ente e considerarlo come un ente tra gli altri. Cos facendo si potranno sempre fare asserzioni corrette
sulluomo. Ma si deve anche avere ben chiaro che cos l'uomo definitivamente cacciato nell'ambito essenziale
dellanimalitas, anche quando non lo sia assimilato all'animale, ma gli si attribuisce una dierenza specifica. p.45
Ma cos l'essenza dell'uomo stimata in misura troppo modesta, e non pensata nella sua provenienza, una provenienza
essenziale che per l'umanit storica resta sempre il futuro essenziale. La

metafisica pensa l'uomo a partire


dall'animalitas, e non pensa in direzione della sua humanitas. p.46
Luomo essenzialmente nella sua essenza solo in quanto chiamato dallessere.
Chiamo lo stare nella radura dellessere le-sistenza delluomo. Solo dell'uomo proprio un tal modo
dessere. Le-sistenza cos intesa non solo il fondamento della possibilit della ragione, razio, ma ci in cui l'essenza
dell'uomo conserva la provenienza della sua determinazione.
Perci le-sistenza non pu mai essere pensata come una specie particolare tra le altre specie di esseri viventi, dato che
l'uomo destinato a pensare l'essenza del suo essere, e non solo raccontare storie naturali e storiche sulla sua costituzione e
la sua attivit. p.46
Ci che l'uomo , ovvero, nel linguaggio tradizionale della metafisica, l'essenza dell'uomo, riposa nella sua e-sistenza. Ma,
cos pensata, esistenza non s'identifica con il concetto tradizionale di existentia, che significa realt a dierenza di essentia
intesa come possibilit.
Lessenza dellesserci (Dasein) sta nella sua esistenza (Essere e Tempo)
La frase dice che l'uomo essenzialmente in modo da essere il ci (Da) cio la radura dellessere. Questo 'essere' del 'ci', e
solo questo, ha il carattere fondamentale dell'esistenza, cio delle-statico stare-dentro della verit dellessere. p.48

Pensata estaticamente, le-sistenza non coincide con l'existentia n per il contenuto non n per la
forma. In ordine al contenuto, e-sistenza significa stare-fuori nella verit dellessere. Existentia
(existence) significa invece actualitas, realt in contrapposizione alla mera possibilit come idea.
p.50
Le-sistenza non n la realizzazione di un'essenza, n produce e pone essa stessa ci che essenziale. p.51

Sartre, invece, esprime cos il principio fondamentale dellesistenzialismo: l'esistenza precede lessenza. Qui assume
existentia ed essentia nel significato della metafisica, la quale, da Platone in poi, dice: l'essenza precede l'esistenza. Sartre
rovescia questa tesi, ma il rovesciamento di una tesi metafisica rimane una tesi metafisica.
resta sempre da chiedersi prima di tutto a partire da quale destino dell'essere questa dierenziazione nell'essere tra esse
essentiae ed esse existentiae arrivi al pensiero. forse

il fatto che le cose vadano cos a proposito della


dierenza tra essentia ed existentia non un segno dell'oblio dellessere? p.53
Le-sistenza delluomo la sua sostanza. p.54
[La frase] non dice altro che questo: il modo in cui l'uomo, nella sua essenza propria, presente per l'essere l'estatico staredentro nella verit dellessere. p.55

Si pensa contro l'umanismo perch esso non pone l'humanitas dell'uomo a un livello abbastanza elevato.

L'uomo piuttosto gettato' dall'essere stesso nella verit dell'essere, in modo che, cos esistendo, costituisca la verit dell'essere, anch nella luce dell'essere l'ente appaia come
quell'ente che . Se e come esso appaia, se e come Dio e gli di, la storia e la natura entrino nella radura dell'essere, si
presentino e si assentino, non l'uomo a deciderlo. L'avvento dell'ente riposa nel destino dellessere.

L'uomo il pastore dellessere. p.56


Ma lessere - che cos' lessere? Esso '' lui stesso. Questo quanto il pensiero futuro deve imparare a
esperire e a dire. p.56
L'essere essenzialmente pi lontano di ogni ente e nondimeno pi vicino all'uomo di qualunque ente. p.57
Ma come si rapporta, semmai ci consentito porre il problema in questo modo, l'essere alle-sistenza? L'essere

stesso
il rapporto in quanto lui che tiene a s l'esistenza nella sua essenza esistenziale cio estatica, e la
raccoglie in s come la localit della verit dell'essere in mezzo allente. p.58
Il y a lEtre: si da lessere. Lespressione il y a non traduce esattamente il si d perch ci' che qui d' l'essere stesso. Il
d indica l'essenza dell'essere che d, concedendo la sua verit. Il

darsi all'aperto, unitamente all'aperto

medesimo, l'essere stesso.


Nel contempo il si d' usato per evitare provvisoriamente la locuzione 'l'essere ' perch abitualmente l'' viene detto di
qualcosa che . Questo qualcosa noi lo chiamiamo ente. Ma l'essere' appunto non l'ente'. p.62

Se pensiamo in modo pi iniziale, c' la storia dell'essere a cui appartiene il pensiero come memoria di questa storia, da essa
fatto venire. p.63
La storia non accade anzitutto come accadere, e l'accadere non un trascorrere. L'accadere della storia essenzialmente
come il destino della verit dell'essere a partire da questultimo. L'essere viene al destino di quanto esso, l'essere, si d. p.6364
Ma in Zeit und Sein, l dove si parla del 'si d', non si dice forse: "solo finch l'esserci , s da essere? Certo. E ci significa:

solo finch la radura dell'essere avviene l'essere si trasmette in propriet alluomo. Ma che il ci', la
radura della verit dell'essere stesso, avvenga, la destinazione dell'essere stesso. L'essere il destino della radura. La
tragedia significa quindi che l'esserci delluomo sia quell'ente mediante il quale soltanto l'essere sarebbe creato. La frase
non dice che l'essere un prodotto delluomo. p.65
La definizione introduttiva L'essere il trascendens puro e semplice riassume in una semplice tesi il modo in cui l'essenza
dell'essere s' finora aperta all'uomo nella radura.
Tuttavia, se la determinazione dell'essere come puro trascendenza nomini gi la semplice essenza della verit dellessere,
questa e solo questa prima di tutto la questione per un pensiero che tenta di pensare la verit dellessere.
L'essere si apre come radura all'uomo nel progetto estatico. Ma questo progetto non crea l'essere. p.66

-> essenza della patria


Nominata con l'intenzione di pensare la spaesatezza dell'uomo moderno. p.67

La patria di questo abitare storico la vicinanza allessere. p.68


La spaesattezza diviene un destino mondiale. Per questo necessario pensare questo destino in relazione alla storia
dellessere. p.69

L'essenza del materialismo non sta nell'aermazione che tutto solo materia, ma piuttosto in una determinazione metafisica
per la quale tutto l'ente appare come materiale da lavoro.
L'essenza del materialismo si cela nell'essenza della tecnica. p.70
In quanto forma della verit, la tecnica ha il suo fondamento nella storia della metafisica. p.71
Nessuna metafisica, sia essa idealistica, materialistica o cristiana, pu per la sua essenza, e tantomeno solo con gli sforzi che
mette in atto nel tentativo di svilupparsi, ri-prendere ancora il destino; ci significa che non pu, col suo pensiero, raggiungere
e raccogliere ci che, nel senso pieno dell'essere, ora . p.72
L'uomo, come e-sistente, controgetto dell'essere, pi che animal rationale proprio in quanto meno rispetto all'uomo che si
concepisce a partire dalla soggettivit. L'uomo non il padrone dellente. L'uomo il pastore dellessere. In questo meno'
l'uomo non perde nulla, anzi ci guadagna, in quanto perviene alla verit dellessere. p.73

L'uomo, nella sua essenza secondo la storia dell'essere, quell'ente il cui essere, in quanto esistenza, consiste nell'abitare nella vicinanza dellessere. L'uomo il vicino dellessere. p.73-74
l'umanismo che pensa l'umanit dell'uomo a partire dalla vicinanza all'essere, ma nello stesso tempo all'umanismo in cui in
gioco non l'uomo, ma l'essenza storica dell'uomo nella sua provenienza della verit dellessere. p.74

'E-sistenza , in una fondamentale dierenza da ogni existentia ed existence, l'abitare e-statico nella vicinanza
dell'essere. Essa la guardia, cio la cura dellessere. p.74
Il dicile non consiste nel fatto che si debba attingere a qualche particolare senso profondo o che si debbano costruire
concetti complicati, ma si

nasconde nel passo-indietro che introduce il pensiero in un domandare

capace di esperire, e che lascia cadere l'opinare abituale della filosofia. p.74-75
Proprio il pensiero che conduce a capire l'essenza problematica dell'umanismo ci ha portato ad un tempo a pensare pi
inizialmente l'essenza delluomo. In vista di questa pi essenziale humanitas dell'homo humanus si d la possibilit di
restituire alla parola umanismo un senso storico che pi antico del suo senso pi antico calcolato dal punto di vista
storiografico. p.77

Nel caso decidessimo di mantenere la parola, umanismo' significa che l'essenza dell'uomo
essenziale per la verit dell'essere, cos che, di conseguenza, ci che importa non pi appunto
l'uomo, semplicemente come tale. p.78
L'opposizione che un pensiero solleva contro ci che abitualmente si crede porta necessariamente alla mera negazione e al
negativo? Ci avviene soltanto, e in questo caso inevitabilmente e definitivamente, cio senza una prospettiva libera su
qualcos'altro, se prima si pone quello che si crede come 'il positivo' e poi, partire da esso, si decide in modo assoluto e nel
contempo negativo in merito all'ambito delle possibili opposizioni a esso. In una tale procedura si nasconde il rifiuto di
esporre a una meditazione ci che si presuppone positivo, unitamente alla posizione e all'opposizione in cui esso si crede
salvato. Con il continuo richiamo al logico si d l'impressione di impegnarsi appunto nel pensiero, mentre di fatto lo si
rinnegato.

Che l'opposizione all'umanismo' non implichi aatto la difesa dell'inumano, ma apra altre
prospettive, dovrebbe essere ora un po' pi chiaro. p.81
Pensare contro la logica non significa spezzare una lancia a favore dell'illogico, ma solo ripensare il logos e la sua essenza
apparsa all'alba del pensiero.
A che ci servono tutti sistemi di logica, per comprensivi che siano, se, senza addirittura sapere ci che fanno, per prima cosa
si sottraggono al compito anche solo di interrogarsi sull'essenza del logos? p.82
Ci che qualcosa nel suo essere non si esaurisce nella sua oggettivit . p.82
Ogni valutazione, anche quando una valutazione positiva, una soggettivazione. Essa non lascia essere l'ente, ma lo fa
valere solo come oggetto del proprio fare. p.82-83

Pensare contro i valori non vuol dire perci sbandierare l'assenza di valori e la nientit dellente,
ma portare la radura della verit dell'essere davanti al pensiero, contro la soggettivazione dell'ente
ridotto a mero oggetto. p.83
Nell'espressione essere-nel-mondo', mondo' non significa aatto l'ente terreno in contrapposizione a quello celeste, n il
mondano' in opposizione allo spirituale. In quella determinazione, mondo non significa aatto un ente e neppure un ambito
dell'ente, ma l'apertura dellessere. p.83
Con l'interpretazione ontologica dell'esserci come essere-nel-mondo non si ancora deciso nulla, n in senso positivo n in
senso negativo, circa la possibilit di un essere in rapporto con Dio. p.85
Solo partendo dalla verit dell'essere si pu pensare l'essenza del sacro. Sono partendo dall'essenza del sacro si pu
pensare l'essenza della divinit. Sono alla luce dell'essenza della divinit si pu pensare e dire che cosa mai debba nominare
la parola 'Dio. p.85-86
Questo non sul fondamento di un atteggiamento di indierenza, ma per il rispetto dei limiti che sono posti al pensiero come
tale, e precisamente da parte di ci che gli si d come ci che da-pensare, ossia da parte della verit dellessere. p.86-87
Nella misura in cui si attiene al suo compito il pensiero, in questo momento dell'attuale destino del mondo, rimanda l'uomo
alla dimensione iniziale del suo soggiorno storico. p.87

Prima di tentare di determinare pi precisamente la relazione tra lontologia e letica', dobbiamo chiederci cosa sono in s
lontologia e letica'. Diventa necessario riflettere se ci che pu essere designato nelle sue denominazioni sia ancora
conforme e vicino a ci che assegnato al pensiero, che, come pensiero, ha da pensare prima di tutto la verit dellessere.
p.89

Attraverso la filosofia [episteme platonica] nasce la scienza e perisce il pensiero. Prima di questo
tempo i pensatori non conoscevano n una logica, n un'etica, n una fisica. Eppure il loro pensiero non n il logico n

pensavano invece la physis con una profondit e un'ampiezza mai pi raggiunte da


nessuna fisica posteriore. p.89-90
immorale. Essi

Ethos significa soggiorno, luogo dellabitare. La parola nomina la regione aperta dove abita
luomo. p.90
(Eraclito): Il soggiorno (solito) per luomo lambito aperto per il presentarsi del dio (dellin-solito).
p.93
Ora, se in conformit al significato fondamentale della parola ethos, il termine etica' vuol dire che con questo nome si pensa il
soggiorno delluomo, allora il

pensiero che pensa la verit dell'essere come l'elemento iniziale dell'uomo


in quanto e-sistente gi in s l'etica originaria. Ma questo pensiero non nemmeno etica per il
fatto che prima ontologia. L'ontologia, infatti, pensa sempre e solo l'ente nel suo essere. Ma finch non pensata la
verit dell'essere, ogni ontologia resta senza il suo fondamento. Per questo il pensiero che con Sein und Zeit tentava di
pensare in direzione della verit dell'essere si qualificava come ontologia fondamentale. p.93

Il pensiero che domanda della verit dellessere, E che cos determina il soggiorno essenziale dell'uomo a partire dall'essere e
in direzione dellessere, non n etica n ontologia. Perci in tale ambito la questione della relazione tra queste due discipline
non ha pi alcun fondamento. p.94
Se il pensiero, pensando la verit dell'essere, determina l'essenza dell'humanitas come esistenza in base alla sua
appartenenza all'essere, resta, esso, solo una rappresentazione teoretica dell'essere e delluomo? o si possono invece trarre
contemporaneamente da tale conoscenza indicazioni della vita attiva da dare a questultima? p.94-95
La risposta che questo

pensiero non n teoretico n pratico. Esso avviene prima di questa

distinzione.
Questo pensiero non approda ad alcun risultato e non ha alcun eetto. Esso soddisfa la sua
essenza in quanto . Ma in quanto dice la sua cosa. p.95
Pensare della casa dell'essere non significa trasporre l'immagine della casa' allessere, ma partendo dall'essenza dellessere,
adeguatamente pensata, un giorno noi potremmo pensare che cos' 'casa' e che cos' 'abitare.
Tuttavia non

mai il pensiero che crea la casa dellessere. Il pensiero guida l'esistenza storica, cio
l'humanitas dell'homo humanus, nell'ambito dello schiudersi di ci che integro. p.96
L'esserci non nientifica aatto in quanto luomo, inteso come soggetto, attua la nientificazione nel senso del rifiuto, ma
lesser-ci nientifica in quanto, come essenza sin cui luomo e-siste, appartiene esso stesso allessenza dellessere. Lessere
nientifica - in quanto essere. p.98
Solo in quanto l'uomo, e-sistendo nella verit dellessere, all'essere appartiene, pu giungere dall'essere stesso
l'assegnazione di quelle consegne che devono divenire legge e regola per l'uomo. p.99

Cos il pensare un fare. Ma un fare che supera ogni prassi. Il pensare, infatti, superiore all'agire e al
produrre non per la grandezza delle sue prestazioni e neppure per gli eetti che causa, ma per quel poco che proprio del
suo portare a compimento, privo di successi.

Nel suo dire, infatti, il pensiero si limita a portare al linguaggio la parola inespressa dellessere.
p.100

Il pensiero non une aventure solo perch un cercare e domandare che si inoltra nellimpensato. In

quanto pensiero

dell'essere, il pensiero reclamato nella sua essenza dellessere.


L'essere si gi destinato al pensiero. L'essere come destino del pensiero. Ma il destino in se
storico. La sua storia gi venuta al linguaggio nel dire dei pensatori.
Portare di volta in volta al linguaggio questo avvento dellessere, avvento che rimane e che nel suo rimanere attende luomo,
l'unica cosa del pensiero. Per questi pensatori essenziali dicono sempre la stessa cosa. Questo non pu dire che dicano cose
uguali.
Rifugiarsi nell'uguale non pericoloso. Il pericolo nell'arrischiarsi nella discordia per dire la stessa cosa. p.102

La prima legge del il pensiero la con-venienza del dire dell'essere come destino della verit, e non
le regole della logica che possono diventare regole solo in base alla legge dellessere. Prestare attenzione a ci che con-viene
al dire pensante non implica solo che noi ogni volta meditiamo su che cosa dire dell'essere e su come dirlo. Resta altrettanto
essenziale riflettere se si possa dire ci che da pensare, fino a che punto lo si possa dire, in quell'attimo della storia
dell'essere, in quale dialogo con questa storia, e in base a quale pretesa. p.102-103
tempo di disabituarsi a sopravvalutare la filosofia e quindi a chiederle troppo. Nell'attuale situazione di necessit del mondo
e necessaria meno filosofia ma pi attenzione al pensiero, meno letteratura ma pi cura della lettera delle parole. p.103