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La nevrosi ossessiva La parte del seminario Le formazioni dellinconscio su cui dobbiamo lavorare oggi ha come tema centrale la dialettica

tra la domanda e il desiderio. Questa dialettica prende avvio con la distinzione individuata da Lacan tra desiderio e bisogno, e ha il proprio asse nella nozione di fallo, la cui definizione in termini di significante occupa tutta la parte finale del seminario. Su queste basi, gli argomenti clinici principali che incontriamo nel seminario riguardano cos la definizione del desiderio insoddisfatto nellisteria, del desiderio annullato nella nevrosi ossessiva, e le diverse strategie nevrotiche nel rapporto con lAltro a partire delle quali Lacan fornisce lorientamento necessario per la conduzione della cura Pur partendo da un concetto che potrebbe sembrare piuttosto astratto come le formazioni dellinconscio, e della lettura di un testo di Freud a quellepoca senzaltro poco considerato, poco letto dai clinici, come Il motto di spirito, Lacan giunge nel corso del seminario a sviluppare una stringente analisi del quadro clinico della nevrosi, mettendo a confronto i fenomeni che nella nevrosi ossessiva possono apparire simili a quelli della psicosi, pur fondandosi su diverse strutture, sviluppando la critica di una conduzione della cura retta a suo parere dalla suggestione e distinguendola grazie ai grafi che va costruendo durante il seminario da una pratica che ha la propria bussola nella traslazione. La ripresa del concetto di pulsione Possiamo dunque considerare Le formazioni dellinconscio come uno dei seminari pi ricchi, pi istruttivi sul piano clinico e della pratica analitica. Credo dobbiamo per vedere come tutto questo importante sviluppo di temi clinici si muova sullo sfondo di un problema teorico che si fa luce nel corso del seminario, che lo percorre poi in tutta sua lunghezza, che trova qui una soluzione parziale, e che avr pieno sviluppo solo nella met degli anni Sessanta. Il concetto che viene qui problematizzato, e che viene ripreso nel discorso di Lacan dopo essere stato espulso agli inizi del suo insegnamento, quello della pulsione. Il testo inaugurale dellinsegnamento di Lacan, quello che ne segna linizio, Funzione e campo della parola e del linguaggio, contiene infatti una vera e propria squalifica del concetto freudiano di pulsione, che viene ripresa negli stessi termini nel primo seminario su Gli scritti tecnici di Freud. Lacan sostiene infatti qui che la pulsione non per niente un concetto di base nella psicoanalisi, piuttosto al vertice della costruzione psicoanalitica, ed eminentemente astratta. Riconduce poi la funzione libidica allimmaginario, sostituendo allidea freudiana di un conflitto tra pulsioni dellio e pulsioni sessuali, la problematica di una dialettica tra immaginario e simbolico, e per il seguito la nozione di pulsione viene equiparata a una tendenza, e quando ricorre nel suo discorso viene sempre usata in questa accezione. La libido, cos definita, ci che aderisce alle esche immaginarie, e fa da innesco ai comportamenti erotici. Sullo sfondo di questa definizione c evidentemente letologia di Lorenz e di Timbergen, dove sempre la configurazione di una specifica immagine a innescare i diversi comportamenti animali, predatori, di accoppiamento, di nutrizione. Lacan riprende questo aspetto delletologia per collegare la libido allimmaginario, e per mostrare come nellesperienza analitica limmaginario affiori nei momenti di frattura, dinciampo nel funzionamento della catena significante. Il simbolico, in questa fase, considerato autonomo, c unautonomia della catena significante. Normalmente il simbolo domina limmaginario, e nei momenti di mancanza, dinterruzione, di stasi del significante, limmaginario di nuovo prende il sopravvento. Limmaginario, da questo punto di vista, come recettore della libido, quindi soltanto un fattore di disturbo nel funzionamento del simbolico. Nel seminario quinto su Le formazioni dellinconscio inizia tuttavia una riconsiderazione del concetto di pulsione, e proprio a partire della dialettica tra domanda, desiderio e bisogno, a

partire cio dal momento in cui Lacan comincia a dare una trascrizione simbolica della pulsione. Si avvia quindi, con il seminario quinto, e in particolare nella quarta parte, quella conclusiva, una riqualificazione della pulsione a partire dalla sua trascrizione simbolica, ed una riconsiderazione avviata qui e che trova compimento nel seminario successivo, il sesto. Il ruolo dellintersoggettivit In questa fase Lacan considera lanalisi come una relazione intersoggettiva, caratterizzata dal fatto di trovarsi in relazione con un soggetto parlante. Lacan sottolinea questo aspetto per marcare una differenza rispetto alla psichiatria e alla nosografia classica, e quindi rispetto allepistemologia medica che informa il rapporto tra il medico e il malato, dove latto medico in rapporto con qualcosa di oggettivo, con loggetto malattia. Se questepistemologia trasferita tale e quale alla psicoanalisi, risulta inoperante, nello stesso modo in cui risulta inerte, dal punto di vista terapeutico, la psichiatria classica, che peraltro non nata con ambizioni terapeutiche ma classificatorie. La psicoanalisi non dunque in rapporto con un oggetto, ma con un soggetto parlante, e quindi non con un elemento passivo, ma con qualcuno implicato attivamente. Cosa significa questo? Significa innanzi tutto che abbiamo a che fare con un desiderio, e non con il sentimento di una spinta oscura e radicale a cui altrimenti sarebbe ridotta la pulsione (crf. Le desir et son interpretation p.795). Il desiderio quindi innanzi tutto la soggettivazione di questa spinta. La soggettivazione avviene attraverso il fatto che la pulsione esiste ed definita, secondo Lacan, solo allinterno di una sequenza temporale sono le sue parole ed questa sequenza che chiamiamo catena significante. Tutte le propriet e le incidenze con cui abbiamo a che fare in questa spinta la pulsione ridefinita attraverso la catena significante la disgiungono completamente da tutto ci che potrebbe situarla come vitale, la rendono essenzialmente separabile da tutto ci che la definisce nella sua consistenza vitale. Chiaramente questo apre la strada a un ripensamento, a una riconsiderazione della pulsione di morte. In questa prospettiva, sopratutto, si segna il distacco tra la struttura significante, presa nella sua autonomia, e la realt naturale dalla quale il significante si separa per definirsi come autonomo. Qual qui laspetto significativo? La posta in gioco liscrizione della psicoanalisi nel discorso scientifico, che per Lacan in quegli anni un obiettivo perseguito attraverso il paradigma strutturalista, che prende per lappunto appoggio sullautonomia dal simbolico. La vita altrove il motivo per cui Lacan critica (allinizio del cap. XXIII) la tendenza riduzionista che tende a interpretare Freud come il rappresentante di una sorta di naturalismo, il cui sforzo sarebbe di ridurre la realt umana alla natura. Andare in questa direzione sarebbe un modo di assoggettare la psicoanalisi a una epistemologia delle scienze naturali, al modello della fisica, ed la via che si tentato di seguire nel mondo anglosassone. Lacan considera piuttosto che lopera di Freud afferma un patto tra lessere delluomo e la natura. Cosa significa? interessante qui il termine di patto che Lacan utilizza, perch un patto passa necessariamente attraverso la parola, la parola data. Lacan vede infatti luomo di fronte alla natura in una postura diversa da quella di un portatore immanente di vita. Questo implica una critica alla definizione classica delluomo come animal rationale, come zoon logon echon. Non essere un portatore immanente di vita significa per il soggetto essere esterno alla vita, significa che la vita non gli appartiene in modo immediato, che qualcosa con cui deve trovare

il contatto. Si sente a volte nella clinica lespressione di questa esigenza, come il paziente che dopo avermi raccontato dettagliatamente dei sogni con un ampio sviluppo narrativo insorge e li rifiuta dicendo: Basta con i film, ora voglio entrare nella vita vera. Dov per la vita vera? La vita altrove un titolo di Kundera che esprime perfettamente questidea, ed un tema letterario che va da Rimbaud a Breton, a Kundera. Questo senso di distacco dal flusso profondo della vita uno dei grandi temi moderni, e sicuramente quando nei suoi ultimi testi Lacan sostiene che dalla vita non sappiamo niente, che solo possiamo provare un godimento della vita, la vita diventa uno dei nomi del reale. La vita irrelata rispetto al parlessere, che se ne sente traversato senza poterla cogliere. Nel momento per in cui Lacan persegue linscrizione della psicoanalisi nella scienza isolando il significante, definendo lautonomia del simbolico, si rende conto tuttavia di non poter ridurre luomo al puro meccanismo significante, sente che deve esserci almeno un punto in cui questo meccanismo si collega alla vita, un punto in cui il soggetto parlante non solo fatto di parole, e il senso del patto questo: attraverso la parola ricongiungere le parole con la vita. La funzione del fallo Il punto in cui il sistema significante si ricongiunge con la vita, ci che sigla questo patto, il significante fallico, che Lacan definisce qui come: Il punto centrale, il pi sensibile e il pi significativo di tutti gli incroci significanti che esploriamo nel corso dellanalisi del soggetto. Il fallo uno dei temi centrali del seminario di cui ci stiamo occupando. Lacan lo introduce plasmandone, trasformandone man mano il concetto, e questo stato uno degli aspetti su cui Miller ha particolarmente insistito nella sua lettura del Seminario V. Il libro che racchiude il Seminario V, ha detto, un libro dove linizio non contemporaneo della fine. Questo significa che non ha il carattere sistematico di unesposizione di concetti compiuti, ma piuttosto una ricerca in continuo movimento, da una lezione allaltra, e lo si nota in particolare per quanto riguarda la nozione di fallo. Miller vi ha particolarmente insistito, stato uno degli assi portanti sua lettura di questo seminario. Il fallo, che viene introdotto come fallo immaginario e come significato nelloperazione della metafora paterna, si trasforma poi in significante, perch essendo il significato in modo elettivo, rappresentando il fatto stesso del significato, deve essere indicato come un significante, il significante di tutti gli effetti di significato. Si tratta quindi di uno spostamento fondamentale, di una tensione interna a una delle nozioni nodali di questo seminario. Nella parte che ci interessa oggi questo spostamento daccento dal fallo come significante al fallo come significato si gi realizzato, e questa nozione prende il suo pieno sviluppo come significante del desiderio. Iil desiderio nellisteria Lo sviluppo che Lacan d, in questa parte, alla nozione di desiderio, illustrato nelle diverse strutture dellisteria e della nevrosi ossessiva, e possiamo dire che qui pi che in ogni altro passaggio del suo insegnamento che Lacan mette in luce una vera e propria clinica del desiderio. Attraverso lanalisi diventata classica del sogno della bella macellaia, Lacan ha caratterizzato il desiderio isterico come essenzialmente insoddisfatto. La bella macellaia domanda lamore, perch la domanda damore la domanda che si profila allorizzonte di ogni domanda, ma desidera caviale, e al tempo stesso per non vuole che le si dia caviale. Cosa ci mostra in realt Lacan in questo caso? Che lAltro che listerica deve mantenere insoddisfatto per avere nellAltro un posto come soggetto. Linsoddisfazione del desiderio nellisteria fortemente correlativa alla struttura per cui il desiderio il desiderio dellAltro. Ora, nella dialettica tra domanda e desiderio, Lacan parla di

un carattere incondizionato della domanda, e di una condizione assoluta del desiderio. Cosa significa? La domanda trascrive nel significante lespressione del bisogno e formula, mette in forma nei termini dellAltro la richiesta, lesigenza del soggetto. Il soggetto non pu ottenere soddisfacimento se non passando attraverso lAltro. Non c una presa diretta del soggetto sulloggetto di soddisfacimento, occorre la mediazione dellAltro, e quindi necessario passare per il circuito della domanda. Il fatto che sia indispensabile la presenza dellAltro significa che la domanda, al di l di tutti gli oggetti richiesti, si rivolge innanzi tutto alla presenza o allassenza dellAltro, ed in questo senso che diventa domanda damore. Il carattere incondizionato della domanda quello della domanda damore, ed incondizionato nel senso kantiano, cio indipendente da ogni condizione sensibile o fenomenica. Il desiderio invece, al di l della domanda, una condizione assoluta. Qui troviamo propriamente uno sviluppo dialettico in senso hegeliano: la tesi il bisogno, lantitesi che lo nega la domanda damore, il desiderio lAufhebung, ed condizione assoluta perch conserva il distacco dallelemento sensibile costituito dal bisogno, e lo innalza al carattere irriducibile della mancanza, della pura perdita siglata dal fallo. La nevrosi ossessiva Nella nevrosi ossessiva, che Lacan studia nellultima parte del seminario, questa dialettica va in cortocircuito, le cose si ribaltano, ed la domanda ad assumere il carattere di condizione assoluta. Cosa significa che la domanda assume il carattere di condizione assoluta? Vuol dire che il desiderio non si presenta come unapertura della domanda, ma insiste nella domanda stessa. Mentre nellisteria lapertura della domanda porta ad appoggiare il proprio desiderio allidentificazione con laltro immaginario, e a sviluppare lintersoggettivit dove il desiderio il desiderio dellaltro, il desiderio nella nevrosi ossessiva si avvita sulla domanda arroccandosi in modo intrasoggettivo. Nella nevrosi ossessiva lintersoggettivit infatti si chiude, la domanda si ripiega su se stessa, sintrappola nelle proprie antinomie. La domanda non allora ci che proietta verso un al di l, il desiderio, non proietta al proprio orizzonte la domanda damore come richiesta delle presenza dellAltro. La domanda include invece la condizione assoluta del desiderio, include il fallo, e in questo diventa ossessiva, diventa idea fissa, come illustra Lacan con lesempio del bambino che chiede una scatolina, e sarebbe una richiesta normale, ma che viene formulata in modo tale da risultare insopportabile per i genitori, e che viene reiterata incessantemente, come un assillo. Per listerico lAltro lintermediario che d accesso al suo desiderio, e da qui nascono le difficolt che lo fanno incontrare con quel che si pu chiamare lestraneit del desiderio giacch lAltro posseduto a sua volta da un suo desiderio e il fantasma attraverso lidentificazione isterica trova una sua via di realizzazione. Per lossessivo invece, dice Lacan, i fantasmi restano allo stato di fantasmi e si realizzano solo in situazioni eccezionali, che restano poi per il soggetto deludenti. La macchina per fare lamore Cosa significa? Per esempio ho visto per diversi anni un ossessivo la cui richiesta iniziale era di avere successo con le donne, e lidea che di questo si era fatto era avere successo consistesse nellimparare le tecniche per conquistare le donne. Non voleva quindi parlare con le donne, corteggiarle e conquistarle, ma acquisire delle potenzialit oggettive, che immaginava andassero da protocolli su cosa dire al primo incontro, a ricette su come condurre il discorso dopo i primi contatti, fino allipnosi, considerata come un potente strumento in grado di

aggirare la loro volont per farle cadere nella sua rete. Un giorno questo paziente fa una sogno dove va in auto con una ragazza fino a un luogo nella periferia di Milano, umido e nebbioso. Lasciano la macchina per passeggiare. Camminano a lungo, fino a perdere di vista lauto, e a un certo punto si rende conto che la ragazza disponibile. Deve approfittare delloccasione, ma non pu farlo l, in un campo umido e sterrato. Torna indietro allora a cercare la macchina per far lamore. Naturalmente intende dire che vuol tornare allauto per appartarsi con la ragazza, ma lequivoco della macchina per fare lamore in questo caso particolarmente significativo. La sua idea dellapproccio con una donna in effetti completamente meccanica, e nella macchina per fare lamore non possiamo non riconoscere la dimensione fallica, che si presenta qui non come espressione del desiderio, ma come automatismo che prende il posto della messa in gioco del desiderio. Cosa si vede qui chiaramente? Linclusione del fallo nella domanda, sin dalla sua prima formulazione, e lesclusione del desiderio dellAltro, giacch lidea non di risvegliare e attrarre a s il desiderio femminile, ma di far entrare la donna negli ingranaggi di un meccanismo che sostituisce il gioco desiderante con il controllo tecnico, realizzando la separazione del significante fallico dal desiderio. In questo soggetto vediamo in fondo verificarsi la riduzione del fallo da significante del desiderio a strumento, quello strumento sulla cui presenza Lacan insiste nella descrizione del fantasma sadico e che ha un posto di rilievo nelleconomia dellossessivo Che lo strumento sia rappresentato dalla frusta o dal priapo, che spesso compaiono nelle descrizioni dai libertini sadiani, ne comunque chiaro il funzionamento, cio essere il tramite di un imposizione di godimento, provocare nella vittima la vittima sadiana per eccellenza Justine, linnocente un orgasmo contro la sua volont, un orgasmo che deve essere comprovato e reso visibile da quel che Sade chiamava eiaculazione femminile, e che oggi si chiamerebbe squirting. Naturalmente se questo dispositivo funziona molto bene nelle inscenazioni sadiane, ha evidentemente importanti contraccolpi nel nevrotico, dove genera senso di colpa. Lossessivo deve infatti fare i conti con un superio particolarmente accentuato. Lexploit dellossessivo Leffetto del superio si manifesta in modo particolarmente evidente nella tipica condotta dellossessivo che Lacan descrive molto bene di chiedere il permesso. Se per listerico il desiderio preso nella logica della trasgressione, nella logica sans-foi, nellossessivo c invece una dipendenza dallAltro, c la necessit di subordinarsi alla logica del merito, e occorre aver fatto il proprio dovere per poter godere con il consenso dellAltro. Si ha cos il tema dellexploit. Lossessivo si assoggetta docilmente al proprio dovere, fa il proprio lavoro, esegue senza discutere i compiti pi duri e pi spossanti. Il lavoro potente nellossessivo dice Lacan perch svolto con diligenza per liberare il tempo dalla grande vela, che sar il tempo delle vacanze. Naturalmente poi le vacanze saranno deludenti, saranno passate in coda in macchina per raggiungere una splendida localit turistica sovraffollata e invivibile. Ma non importa, quel che conta ottenere il permesso dallAltro. Slittamenti progressivi di piacere Ho visto un paziente sposato con una donna che non amava, che ha corteggiato a distanza per dieci anni la donna dei suoi sogni, con piccoli avvicinamenti progressivi, senza mai forzare, senza mai passare la soglia dellatto. Sono quei glissements progressives du plaisir di cui parlava Alain Robbe-Grillet. Slittamenti progressivi di piacere mi sembra una descrizione perfetta delle modalit erotiche dellossessivo: si tratta di procedere con piccoli passi infinitesimali, senza mai rompere gli argini, come invece fa listerico, e di far avanzare il desiderio in clandestinit, o di mimetizzarlo, come dice Lacan.

La cosa interessante che lossessivo in questa dialettica non si mette mai a repentaglio, non entra in nessuna situazione che costituisca un rischio per la posta maggiore, quella fallica. In effetti, quel che conta non mai messo in gioco nellexploit, il suo desiderio non ha niente a che fare con ci su cui il soggetto dimostra le proprie capacit. Non incorre, in altri termini, nella castrazione, non concorre per conquistare il premio, il fallo, per accedere al desiderio dellAltro, perch dice Lacan lAltro con cui gioca in fin dei conti non mai se non un altro che lui stesso, che di partenza gli lascia la palma della vittoria. per proprio perch il fallo incluso nella domanda che il rapporto con laltro non si sviluppa in una dialettica dove il desiderio del soggetto il desiderio dellaltro, ma in un rapporto di distruzione. Il desiderio dellossessivo bloccato perch di fondo un desiderio di distruzione, e da parte del soggetto c il timore, manifestando il proprio desiderio, di poter subire una ritorsione equivalente da parte dellaltro, di essere distrutto nello stesso modo in cui vuole distruggere. Ritroviamo in questo seminario riformulata la strategia dellossessivo che Lacan aveva gi descritto in Funzione e campo presentandola come una variante alla lotta mortale tra schiavo e padrone. Lo schiavo si sottratto alla morte, ne ha evitato il rischio che avrebbe dovuto affrontare nella lotta di puro prestigio. Sapendo per di essere mortale, sa che anche il padrone lo , e che anche lui pu morire. Accetta quindi di lavorare per il padrone e di rinunciare nel frattempo al godimento. Resta cos in attesa e subisce cos una duplice alienazione: lespropriazione del prodotto del proprio lavoro e la mancata realizzazione della propria essenza nellopera di questo lavoro, perch nellattivit che fa per il padrone lui non c. Dov allora? nel momento, che anticipa, della morte del padrone, momento a partire dal quale potr vivere. Con la morte del padrone, idealmente, comincia la festa. La logica dellexploit dellossessivo nel Seminario V riprende la strategia hegeliana descritta in Funzione e campo. Lossessivo pu lavorare, pu fornire prestazioni eccezionali, si guadagna dei meriti presso uun padrone che non lo riconosce, e aspetta che questi muoia. La differenza tra lexploit e lacting out Se riprendiamo questo aspetto capiamo meglio la differenza che Lacan fa qui tra lexploit dellossessivo e lacting-out, dove sembra quasi descrivere lexploit come una forma particolare di acting-out. La differenza che mette in risalto per che lacting-out un messaggio. Cosa vuol dire? Lexploit non un messaggio? Non forse realizzato per comunicare allAltro la propria bravura e guadagnare punti ai suoi occhi? Il fatto determinante che tuttavia nellexploit il soggetto non c, mentre nellacting-out il soggetto c. Lacting-out si verifica in una logica intersoggettiva, il soggetto cerca laltro, mentre nellexploit lossessivo attende solo la sparizione dellaltro. Ora, con queste premesse, qual la posizione che lanalista deve tenere nella direzione della cura? Lacan affronta il problema da unangolatura classica, quella della differenza tra la traslazione e la suggestione. Si tratta di un punto di vista che riprende un tema tradizionale nella storia della psicoanalisi, e che rispecchia un dibattito importante degli anni Venti. Essendo nata nella stessa culla dellipnosi, la psicoanalisi ha inizialmente bisogno di definire i propri termini, scartando e lasciando sullo sfondo quelli che caratterizzano lipnosi. il problema di definire lidentit della psicoanalisi, che ne traversa la storia. La psicoanalisi si definisce differenziandosi. La questione si ripresenta con forza rinnovata negli anni Cinquanta con il dibattito sugli standard. Nel momento in cui cominciava a farsi strada una psicoterapia di ispirazione psicoanalitica penso in particolare ad Alexander, ma solo il pioniere di una tendenza poi sempre cresciuta gli psicoanalisti devono definire gli standard che caratterizzano la psicoanalisi, e il dibattito sugli standard con i quali Lacan, sappiamo, entra in polemica solo un capitolo in questo vasto tema sullidentit della psicoanalisi.

Traslazione/suggestione Nel Seminario V Lacan usa lopposizione traslazione/suggestione per definire la posizione dellanalista, che dunque definito avendo sullo sfondo il ricco filone del dibattito sullidentit della psicoanalisi. Nel grafo Lacan distingue bene la linea della traslazione e quella della suggestione, anche se si rende ben conto di come sia sottile il confine che le separa e per concettualizzarne la distinzione fa leva sulla definizione della domanda. Che cos dunque la domanda? Nel modo pi semplice possiamo dire che la domanda unarticolazione significante con la quale il soggetto chiede soddisfacimento. Sappiamo per che allorizzonte della domanda relativa alloggetto di un bisogno c la domanda damore, la richiesta della presenza dellAltro. Questa richiesta si apre su una diversa articolazione significante che, dice Lacan, quella della traslazione. A partire da questo problema si pone una questione fondamentale nella conduzione della cura, che spiega perch lo psicoanalista non debba rispondere alla domanda. Abbiamo appena visto infatti che la domanda domanda di soddisfacimento. Qualunque risposta risulterebbe tuttavia insoddisfacente, perch dietro da domanda di soddisfacimento c la domanda damore. Sospendere la risposta porta quindi la domanda ad articolarsi in modo diverso, a svilupparsi come domanda damore e a instaurare la dimensione della traslazione. Diversamente, ogni risposta alla domanda nella sua forma iniziale risulta suggestiva, perch la blocca sul circuito del bisogno. Ci si pu per altro verso rendere ben conto delle antinomie presenti in questa posizione. Loperazione che permette di tenere distinti il piano della suggestione da quello della traslazione lastensione, il fatto di non ratificare la domanda. Lacan nota tuttavia che con il fatto stesso di essere l, presenti ad ascoltare, ad accogliere la domanda, consentiamo che surrettiziamente sinsinui unaltra forma di soddisfazione, che non reale, che avviene solo sul piano verbale, ma sufficiente. quel che un po di anni dopo, nel Seminario XX, Lacan avrebbe chiamato la soddisfazione del bla-bla-bla, ed quel che facilmente pu portare lanalisi verso la china dellinterminabile. Con la nostra presenza siamo nocivi, dice Lacan, perch la presenza stessa una risposta, e di per s confonde nuovamente il piano della suggestione con quello della traslazione. il versante per cui la traslazione realizza una chiusura dellinconscio o, per altro verso, quel che Freud identificava come resistenza nella traslazione. Il soggetto si incanta a parlare con qualcuno che lo gratifica del proprio ascolto, che lo riconosce, e questo lo fa entrare in un circuito infinito. il motivo per cui occorre un taglio. C qualcosa infatti tra le due linee della traslazione e della suggestive, qualcosa che resiste alla suggestione, che fa si che anche nellipnosi il soggetto non ne sia mai completamente preda, ed il desiderio. Ora il seminario in cui sviluppa pi ampiamente il tema del desiderio quello dellanno successivo, che ha come titolo Il desiderio e la sua interpretazione, dove il punto di interessante novit sar larticolazione del desiderio con il fantasma. Il Nome del Padre e il metalinguaggio Nel seminario V, abbiamo visto, pienamente sviluppata una clinica del desiderio, insoddisfatto, vietato, bloccato, e anche qui il desiderio presentato gi in rapporto con linterpretazione, ma c una differenza, e credo che il modo in cui viene presentato il desiderio in questo seminario dipenda dal fatto che viene qui subordinato a una norma, chiaramente espressa nella metafora paterna. Il fatto che il desiderio sia sottoposto a una norma deriva dalla concezione che Lacan si fa della struttura dellAltro. In questo seminario lAltro il luogo della parola, ma un luogo che in quanto tale deve essere a sua volta simbolizzato, il che significa che c un Altro dellAltro.

C lAltro come simbolico, e c unulteriore livello del simbolico che deve simbolizzare questo luogo. La definizione dellAltro che Lacan introduce qui non ha nulla di arbitrario, ed perfettamente congruente con i risultati della logica contemporanea. Possiamo rapidamente vedere di cosa si tratta. La logica contemporanea nasce infatti dal tentativo da parte di Frege di fondare la matematica su basi logiche. Frege dedica a questo progetto uno straordinario sforzo i cui risultati raccoglie nel suo grande lavoro I fondamenti dellaritmetica. Si sa per come va la storia: appena pubblicati I fondamenti Frege riceve da Russell una lettera dove gli segnala un vizio formale che fa crollare tutta la costruzione. Russell per non vuole affatto demolire il lavoro di Frege, vuole anzi proseguirne il progetto, e si preoccupa di porre rimedio alla difficolt incontrata da Frege. La difficolt consiste nellaver dato per scontato che data una definizione esista anche loggetto definito. Linsieme di tutti gli insiemi che non appartengono a se stessi infatti, anche se definito con una propriet del tutto ragionevole, d luogo a unantinomia insolubile. Russell cerca di risolvere il problema attraverso il metodo della stratificazione. Le contraddizioni emerse nel tentativo di fondazione logica della matematica nascono, nellanalisi di Russell, dalla presenza di riflessivit o autoriferimenti. Questo aspetto caratterizza la totalit illegittima, la cui esistenza nasce solo da un presupposto linguistico, ovvero la cui esistenza, da un certo punto di vista, semplicemente illusoria. La totalit illegittima nascondono infatti quelle che vengono chiamate definizioni impredicative, espressioni che definiscono un ente facendo riferimento allinsieme a cui lente appartiene, creando cos un circolo vizioso. La stratificazione fatta proprio per impedire questo circolo vizioso. Per parlare del livello uno occorre porsi al livello due, per parlare del livello due occorre porsi al livello tre, e cos via. Quando Lacan definisce la struttura dellAltro come qualcosa che richiede un Altro dellAltro, si pone su questo piano di pensiero predicazionista e stratificazionista. Cosa troviamo allora al livello due dellAltro, quello in cui si trova lAltro dellAltro che permette di simbolizzare il simbolico? Troviamo il Padre come significante di secondo grado che autorizza e fonda tutto il sistema dei significanti. LAltro dellAltro, il padre, lAltro della legge, lAltro del padre morto che Lacan ritiene indispensabile perch altrimenti luniverso del linguaggio non potrebbe articolarsi in modo tale da mostrarsi efficace nella strutturazione del desiderio. Efficace nella strutturazione lespressione utilizzata da Lacan, e credo che efficace in questo caso significhi coerente, consistente in senso logico. Il Padre necessario perch il desiderio sia consistente, cio normale. Il desiderio normale se regolato metalinguisticamente da un Altro dellAltro paterno, e larticolazione tra desiderio e fantasma che appare nel seminario dellanno successivo si impone a partire dallassunto che non c metalinguaggio, ovvero dalla messa in discussione della posizione paterna. LAltro un luogo organizzato, dice Lacan, e non si capisce chi avrebbe potuto organizzarle se si prescinde dal Padre come luogo simbolico della legge. Non abbiamo ancora realizzato unarticolazione perfetta. aggiunge Formuliamo solo unipotesi di partenza, che serve per illustrare il nostro pensiero, per rendere conto di questa marca nellAltro in quanto tale, che la marca della castrazione. LAltro dellAltro dunque necessario perch la castrazione sinscriva nellAltro. La mancanza non appartiene al simbolico in modo immanente, la sua marca deve essere impressa dal padre. Ci presuppone un Altro che esiste, un altro consistente, un Altro organizzato. Lacan cambier posizione esattamente lanno seguente, nel seminario Le dsir et son interpretation, dove afferma Il ny a pas dAutre de lAutre che lasserzione dellinconsistenza dellAltro, laffermazione della sua inesistenza. Questo significa inscrivervi che la mancanza o lantinomia come immanenti. Il fatto che lAltro abbia in s la marca della mancanza come desiderio, ci mostra che linsoddisfazione isterica o il blocco del desiderio nellossessivo hanno una radice comune nel carattere antinomico del desiderio, giacch desiderare significa desiderare ci che non si vuole, o volere ci che non si

desidera. La mancanza allora non imputabile al padre, e il padre diventa piuttosto uno strumento. Il desiderio di annullare il desiderio dellAltro Questantinomia che implica unoscillazione tra due corni opposti non dialettizzabili, particolarmente evidente nella logica del desiderio ossessivo o in quel che nella tradizione psicoanalitica passato con il nome di ambivalenza. La logica del desiderio ossessivo di annullare il desiderio dellAltro e Lacan ci tiene qui a differenziare bene la struttura ossessiva da quella psicotica. Annullare il desiderio dellAltro, dice diverso dallassoluta impossibilit di coglierlo, come nella psicosi, dove mancano per questo le basi strutturali. Se le basi mancano perch la preclusione del Nome del Padre induce una carenza metaforica che non permette di realizzare il significante fallico. Qui, nella psicosi c preclusione, Verwerfung. Diverso quel che accade per lossessivo, che si fondo sulla Verneinung sul diniego del desiderio dellAltro. Ovvero: il desiderio dellAltro articolato, esiste, ma ci si mette davanti il segno no. Se dunque lossessivo portato attraverso i suoi meccanismi di difesa allannullamento e allisolamento perch si tratta di isolare o annullare qualcosa che esiste. Le cose esistono, si formula allora una domanda, ma si formula come domanda di morte. La domanda di morte ha come risultato di distruggere lAltro, ma la distruzione dellAltro del quale il soggetto dipende porta con s la distruzione del soggetto stesso, e dunque isolare, il meccanismo dellisolamento, ha anche la funzione di salvare il soggetto dalla distruzione. questo per il motivo per cui la domanda di morte manda in impasse il desiderio ossessivo. La domanda di morte infatti non riguarda il nemico, colui che sarebbe normale pensare di distruggere, ma lessere amato come, nel caso delluomo dei topi, era la donna dei suoi pensieri, o come per il bambino pu essere la madre con la quale intreccia una relazione di odio-amore. Lacan qui gioca con le parole dicendo che la domanda di morte la morte della domanda, perch una domanda che, necessariamente, si auto-blocca, e lascia il desiderio in unoscillazione perpetua. Man mano infatti che il desiderio si avvicina alla propria realizzazione si attenua, perch vuole la distruzione di un altro che ama e che desidera quindi per altro verso a tutti i costi preservare. Anche qui Lacan articola il problema considerando una diagnosi differenziale con la psicosi, perch il soggetto psicotico invece nella distruzione va fino in fondo, coinvolgendo anche se stesso, come vediamo nelle stragi che avvengono ogni tanto nei college americani, culminanti quasi sempre con il suicidio del protagonista. Nella psicosi, dove si spezzato il legame con il sentimento della vita, sentimento dato dal significante fallico, la macchina della distruzione non si ferma, non incontra il punto di arresto e dinversione della morte della domanda come nella nevrosi ossessiva. Se le voci ordinano al soggetto psicotico di distruggere, il soggetto distrugge. La domanda di morte, nellossessivo il contraltare della domanda damore, intrecciata con la domanda damore, che ne laltro versante, e per questo allorizzonte di ogni domanda Lacan mette le tre passioni fondamentali, dellodio, dellamore, dellignoranza.