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CRITICA DEL GIUDIZIO terza critica.

Lo scopo trovare un accordo tra il mondo fenomenico e la libert, quindi la ricerca di una dimensione intermedia tra esse. Questa dimensione la dimensione del sentimento il giudizio evita la scissione tra la necessit della natura e la libert del soggetto morale che finiva per compromettere la visione unitaria delluomo. Cosa significa? Che la conciliazione tra la necessit della natura e la libert del soggetto morale dipende dalla possibilit di esprimere dei nuovi giudizi sintetici a priori, che non sono mirati a conoscere la natura dal punto di vista scientifico o a determinare lazione morale, ma a ridefinire un rapporto uomo-natura pi empatico sentimento = giudizio. Si mette di mezzo tra libert e mondo fenomenico Critica della ragion pura: intelletto = facolt di conoscere Critica della ragion pratica: volont = facolt di desiderare Critica del giudizio: giudizio = sentimento di piacere e di dispiacere I giudizi sintetici a priori di cui si parla nella Critica della ragion pura sono ora chiamati giudizi determinanti: determinano gli oggetti fenomenici applicando le forme a priori, le categorie, alle rappresentazioni dellesperienza. Si parte dalluniversale per arrivare al particolare Giudizi riflettenti: dal particolare alluniversale. In essi si riflette ci che lintelletto ha gi determinato, ma attribuito di significati che non hanno un valore conoscitivo. Sono quindi giudizi di gusto, che vedono ci che lintelletto non vede, e sono disinteressati. Questi nuovi significati derivano dal principio a priori della finalit della natura, secondo il quale ci rappresentiamo la natura come se fosse ordinata in vista di un fine La nozione di giudizio riflettente serve a Kant per risolvere 1) il problema di cosa sia il bello 2) Il problema di uninterpretazione organica della natura. 2 categorie di giudizio riflettente: estetico e teleologico

IL GIUDIZIO ESTETICO: IL BELLO E IL SUBLIME un giudizio di gusto. Con esso si esprime il sentimento di piacere o dispiacere che si prova nel contemplare un oggetto la sua finalit scaturisce dallaccordo spontaneo tra immaginazione e intelletto: in pratica, vediamo loggetto come voluto dallintelletto (se fosse lui a determinarlo) il piacere estetico s singolare, ma vale per tutti! 3 caratteristiche del giudizio estetico 1) Il bello ci che piace in modo disinteressato, e ha quindi un carattere contemplativo, non pratico 2) Il bello ci che piace universalmente e necessariamente senza concetto. Come possibile questa universalit soggettiva? Kant risolve questo problema dicendo che il giudizio estetico vale per tutti i soggetti: se loggetto bello si presenta nel modo in cui lintelletto lo vorrebbe se fosse lui a determinarlo, corrisponde alle esigenze della facolt intellettiva; poich queste esigenze sono a priori, presupposte e uguali in tutti i soggetti, allora si deve concludere che il giudizio estetico, fondato su queste esigenze universali del soggetto, s soggettivo ma ha anche una validit universale 3) il bello ci che piace perch dotato di una finalit interna che esclude qualsiasi scopo

il sublime matematico = qualcosa che ci supera in quantit (es. oceano/Himalaya) e che per questo ci fa sentire impotenti davanti a lui il sublime dinamico = risiede nello scatenarsi delle forze della natura o negli atti di eroismi di alcuni uomini, che fanno sentire luomo debole di fronte a loro

GIUDIZIO TELEOLOGICO la riflessione sulla natura grazie alla quale percepiamo la grandezza (e quindi la finalit) della natura stessa. un nuovo modo di vedere la natura, che si distacca dalla visione newtoniana e anticipa la visione romantica della natura nei paragrafi conclusivi della Critica del giudizio il giudizio teleologico viene messo in relazione con la fede razionale di cui Kant ha parlato ne La religione nei limiti della sola ragione (censurato): sostanzialmente il filosofo dice che non possiamo farci un concetto di questo mondo se non concepiamo una suprema causa che agisca secondo fini (cfr. la Quinta Via, quella ex finibus, di San Tommaso)