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Dipartimento di architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito

Manuale utente
BESTenergy

Responsabile scientifico
Prof. Federico M. Butera

Coordinamento
Prof. Niccol Aste

Gruppo di Lavoro
Rajendra Adhikari, Michela Buzzetti, Junia Compostella, Claudio Del Pero, Fabrizio
Leonforte, Massimiliano Manfren, Manlio Mazzon, Lavinia Chiara Tagliabue,
Luciano Zanotto.

Settembre 2013
Politecnico di Milano
Dipartimento di architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito
Via Bonardi, 3
20133 Milano
Tel. 02 2399 5161
Fax 02 2399 5130
www. polimi.it/best
Partita Iva: 04376620151
Codice fiscale: 80057930150

Sommario
1)

INTRODUZIONE AL SOFTWARE ............................................................................... 4

1.1)
1.2)
1.3)
1.4)
2)

LA MODELLIZZAZIONE GEOMETRICA DELLEDIFICIO ............................... 12

2.1)
2.2)
2.3)
2.4)
2.5)
2.6)
3)

INSTALLAZIONE DEL SOFTWARE ............................................................................. 4


CONFIGURAZIONE DEL COMPUTER E CARATTERI NON AMMESSI .............................. 5
AVVIO DELLAPPLICATIVO ...................................................................................... 6
MENU DEI COMANDI ............................................................................................... 7
SISTEMI DI RIFERIMENTO E CONTESTUALIZZAZIONE DEL MODELLO ...................... 12
LE ZONE TERMICHE ............................................................................................... 16
LE SUPERFICI TERMICHE........................................................................................ 19
MODELLIZZAZIONE DELLE SOTTOSUPERFICI (FINESTRE E PORTE) ......................... 25
LE SUPERFICI OMBREGGIANTI (SUPERFICI NON TERMICHE) ................................... 28
STRUMENTO DI RICERCA DELLE SUPERFICI............................................................ 31

DEFINIZIONE DEI COMPONENTI DINVOLUCRO ............................................. 32

3.1) LIBRERIE MATERIALI............................................................................................. 32


3.2) COMPONENTI DINVOLUCRO OPACHI..................................................................... 36
3.3) COMPONENTI TRASPARENTI DA W5/W6 ............................................................... 38
3.4) COMPONENTI TRASPARENTI SEMPLIFICATI ............................................................ 39
3.5) IMPOSTAZIONE DI COMPONENTI DINVOLUCRO PREDEFINITI ................................. 41
3.6) DETERMINAZIONE AUTOMATICA ADIACENZE ........................................................ 42
3.7) SCHERMATURE SOLARI ......................................................................................... 43
3.7.1)
Librerie sistemi di schermatura ................................................................... 44
3.7.2)
Schermature solari ....................................................................................... 50
4)

SCHEDULE ..................................................................................................................... 54

4.1)
4.2)
5)

GESTIONE ZONE TERMICHE ................................................................................... 59

5.1)
5.2)
5.3)
5.4)
5.5)
5.6)
5.7)
5.8)
6)

INSERISCI SENSORI DI LUCE NATURALE ................................................................. 83

LA SIMULAZIONE DI PROGETTO........................................................................... 88

7.1)
8)

GESTIONE DETTAGLIATA ZONA TERMICHE ............................................................ 60


VENTILAZIONE ...................................................................................................... 60
INFILTRAZIONI ...................................................................................................... 64
PERSONE ............................................................................................................... 66
APPARECCHIATURE ELETTRICHE ........................................................................... 70
ILLUMINAZIONE .................................................................................................... 73
CONDIZIONI INTERNE ............................................................................................ 77
GESTIONE SEMPLIFICATA ZONA TERMICHE ........................................................... 78

ILLUMINAMENTO NATURALE ................................................................................ 83

6.1)
7)

CHE COSA SONO LE SCHEDULE .............................................................................. 54


DEFINIRE UNA SCHEDULE...................................................................................... 54

PROFILI GIORNALIERI DI PROGETTO ...................................................................... 88

VARIABILI IN USCITA ................................................................................................ 93

8.1)
8.2)

ORGANIZZAZIONE DELLE VARIABILI IN CATEGORIE E SOTTOCATEGORIE ............... 94


SIGNIFICATO DELLE VARIABILI ........................................................................... 102

9)

LANCIO DELLA SIMULAZIONE E VISUALIZZAZIONE DEI RISULTATI ... 125

1) Introduzione al software
Il software BESTenergy un plugin per SketchUp che utilizza il motore di calcolo
EnergyPlus 7.1 al fine di effettuare simulazioni energetiche in regime dinamico su modelli
di edifici.
Esso coniuga, pertanto, la facilit ed intuitivit della modellazione di SketchUp, con la
potenza di calcolo e la sofisticazione di EnergyPlus. Questultimo, infatti, pur essendo uno
strumento molto allavanguardia sulla simulazione energetica in regime dinamico, presenta
il limite di essere caratterizzato da una notevole complessit nel suo utilizzo, essendo
sostanzialmente sprovvisto di uninterfaccia grafica, se si esclude un semplice editor per la
scrittura del file di input.
Lunione di questi due strumenti permette laccesso da parte della maggior parte dei
progettisti alla sofisticata simulazione dinamica, rendendo maggiormente intuitiva la
creazione dei modelli di calcolo da processare, per stimare i fabbisogni di energia ed i
consumi degli edifici. Lulteriore pregio della combinazione di questi strumenti la totale
gratuit dellintero pacchetto, in quanto sia il motore di calcolo, che il modellatore
geometrico SketchUp sono liberamente scaricabili dai rispettivi siti internet, previa
registrazione dellutente.
Per quanto sopra esposto, il software sostanzialmente permette la creazione facilitata dei
principali oggetti necessari al motore di calcolo per effettuare la simulazione delledificio,
utilizzando i semplici comandi di modellazione geometrica di SketchUp, oltre alle
interfacce appositamente create. Gli oggetti di cui sopra vengono salvati in un file di
formato .idf, che rappresenta linput dei dati di cui necessita EnergyPlus. Successivamente,
viene lanciata la simulazione fornendo tale file al motore di calcolo, senza dover uscire dal
programma SketchUp.
Tutti gli oggetti che vengono creati nel file di input, pertanto, si riconducono alle sintassi
ed alle specifiche contenute nella documentazione del motore di calcolo, alla quale si
rimanda sempre per ulteriori approfondimenti1, o per analisi molto pi particolareggiate di
quelle per le quali stato studiato lapplicativo BESTenergy.

1.1) Installazione del software


Il software di installazione dapprima esegue un controllo sulla presenza allinterno del pc
delle applicazioni necessarie al suo corretto funzionamento. In particolare, verifica che vi
siano installati:
Google SketchUp, versione 8 o 2013 (indifferentemente con licenza gratuita o Pro) ;
una versione di Acrobat Reader, necessario alla visualizzazione della guida.
Se tale controllo ha esito negativo, ricorda allutente di eseguire linstallazione di queste
applicazioni prima di procedere. Il motore di calcolo EnergyPlus 7.1 viene installato
assieme allapplicativo.
ammessa indifferentemente sia la versione di SketchUp Pro, che quella gratuita,
purch sia quella rilasciata col numero 8 o 2013.
1

Una volta installato il motore di calcolo EnergyPlus 7.1, con esso viene resa disponibile la corrispondente
documentazione in formato .pdf. Tra questa, di particolare importanza l EnergyPlus Input Output
Reference, ovvero un manuale che espone per ciascun oggetto previsto dal motore di calcolo la relativa
sintassi ed il significato di ciascun parametro.

Su sistemi operativi Windows Vista e Windows 7, si raccomanda di eseguire sia il file


eseguibile di installazione, sia, successivamente, il software SketchUp in modalit
Amministratore. Questo in quanto in tali sistemi operativi non verrebbero, altrimenti,
concesse allutente le autorizzazioni di scrittura necessarie al corretto funzionamento
dellapplicativo. Tale operazione possibile cliccando col tasto destro del mouse sullicona
di SketchUp e selezionando dal menu il comando Esegui come Amministratore.

1.2) Configurazione del computer e caratteri non ammessi


Affinch il motore di calcolo esegua correttamente le proprie elaborazioni, necessario
impostare, tra le opzioni internazionali del proprio sistema operativo, il carattere . come
separatore decimale. I valori numerici che verranno inseriti nelle finestre di dialogo, infatti,
dovranno utilizzare tale convenzione.
E importante, inoltre, non inserire mai un carattere virgola, n nei campi di testo, n
in quelli numerici delle finestre di dialogo. Il file di input generato dal software,
necessario alle elaborazioni del motore di calcolo, utilizza, infatti, tale carattere per
separare ciascun dato nella sintassi degli oggetti. Di conseguenza, la presenza di un
carattere virgola allinterno di un dato di input, comporterebbe un errore nel
riconoscimento della corretta sintassi delloggetto definito, causando un errore fatale nella
simulazione.
, inoltre, da evitare lutilizzo dei seguenti caratteri in quanto possono anchessi causare
errori nella lettura della sintassi degli oggetti:
!
;
Unulteriore raccomandazione riguarda la gestione dei permessi da parte degli utenti per la
lettura e scrittura delle directory nei sistemi operativi Windows Vista e Windows 7. In
particolare, necessario assicurarsi che tutti gli utenti abbiano il controllo completo della
directory in cui risiede il file di lavoro; in caso contrario potrebbe non essere possibile il
salvataggio del file stesso o la scrittura dei risultati delle simulazioni. La modifica delle
autorizzazioni di una directory possibile selezionando la stessa ed avviando il comando
Propriet da menu da tasto destro. Nella tasca Sicurezza si trovano visualizzati i
permessi di ciascun utente, editabili mediante il tasto Modifica, come mostrato in figura
seguente.

Figura 1.1 Finestra di impostazione delle autorizzazioni in Windows 7.

1.3) Avvio dellapplicativo


Essendo un plugin per SketchUp, lapplicativo BESTenergy viene caricato
automaticamente allavvio di tale software. Affinch tale operazione avvenga
correttamente, si raccomanda, nuovamente, di eseguire il programma SketchUp 8 come
Amministratore.
A caricamento avvenuto, alla voce plugin della barra dei menu di SketchUp, verranno
mostrati tutti i comandi dellapplicativo BESTenergy, brevemente descritti al paragrafo
successivo.

1.4) Menu dei comandi


Il menu principale costituito dai comandi di seguito elencati, dei quali se ne riporta una
prima rapida descrizione, rimandandone i relativi approfondimenti ai capitoli successivi ad
essi dedicati.
La prima peculiarit da notare che esso dotato di strumenti di salvataggio ed apertura
file autonomi rispetto a SketchUp. Questo si rende necessario in quanto il file su cui viene
scritto il progetto non ha nulla a che vedere col modello grafico di SketchUp, ma si tratta
del file di input dati necessario al motore di calcolo EnergyPlus. Pertanto, sempre
necessario effettuare le operazioni di apertura e di salvataggio dal menu del plugin,
mentre non deve essere mai aperto, n salvato il corrispondente file di formato .skp
dai menu di SketchUp, i quali creerebbero un file corrotto a met strada tra le entit
geometriche di ScketchUp e gli oggetti del motore di calcolo EnergyPlus.

Comando Nuovo
Consente di iniziare un nuovo modello, partendo solamente dalle impostazioni iniziali.

Comando Apri
Consente di aprire un file di formato .idf, relativo ad un modello termico.

Comando Chiudi
Consente la chiusura del file relativo al modello su cui si sta lavorando.

Comandi Salva e Salva con nome


Consentono di salvare il modello come file di input del motore di calcolo, con
estensione .idf. In base alle impostazioni del proprio pc, pu essere necessario scrivere
il nome completo del file, comprensivo dellestensione .idf. Nei sistemi Windows
Vista e Windows 7, assicurarsi che tutti gli utenti abbiano il controllo completo
della directory in cui si sta salvando il file; in caso contrario potrebbe non essere
possibile il salvataggio del file stesso o la scrittura dei risultati delle simulazioni. La
modifica delle autorizzazioni di una directory possibile selezionando la stessa ed
avviando il comando Propriet da menu da tasto destro. Nella tasca Sicurezza si
trovano visualizzati i permessi di ciascun utente, editabili mediante il tasto Modifica,
come gi mostrato nella paragrafo 1.2.
Per default, SketchUp esegue un salvataggio automatico. In tale operazione, esegue
anche il salvataggio del file .idf su cui si sta lavorano. Pertanto, per disattivare il
salvataggio automatico del file .idf bisogna inibire loperazione dai comandi di
SketchUp, dal menu Finestra, selezionando il comando Preferenze. Nella tasca
Generale collocata lopzione di salvataggio automatico.

Comando Impostazioni - Preferenze


Consente di specificare il percorso del motore di calcolo EnergyPlus e delleditor di
testo, oltre ad alcune opzioni relative al comportamento generale del plugin. In
particolare, il software ricerca automaticamente nelle chiavi di registro la posizione del
motore di calcolo. Si ricorda che, essendo il plugin sviluppato per la versione 7.1 di
EnergyPlus, sar necessario immettere il percorso relativo a tale versione. Inoltre, tra
le impostazioni vi anche lopzione Cancella sempre le entit di SketchUp
chiudendo un file di input. Essa si riferisce a tutti gli oggetti non riconosciuti come
facenti parte del modello di calcolo, ma come semplici entit geometriche costruite

con gli strumenti di SketchUp. Esse possono banalmente essere linee di costruzione,
oppure oggetti erroneamente creati al di fuori di zone termiche o di gruppi di superfici
ombreggianti. Selezionando tale opzione, alla chiusura del file .idf verranno eliminate.
Si faccia presente che, avviando una nuova istanza di SketchUp ed aprendo un file .idf,
le entit di SketchUp non facenti parte del modello non vengono mai caricate, in
quanto non vengono scritte nel file .idf. Lopzione appena esposta si riferisce
solamente alla stessa istanza di SketchUp, nella quale si avvii il comando Chiudi per
chiudere un file .idf.
Infine, limpostazione del percorso delleditor di testo necessaria al fine di
visualizzare i messaggi di errore al termine della simulazione. Anche tale parametro
viene ricercato automaticamente allinterno del file di registro durante linstallazione.

Figura 1.2 Finestra di dialogo Preferenze.

Comando Impostazioni Localit e convenzioni geometriche


Consente di impostare le regole delle convenzioni di modellazione geometrica ed i dati
geografici relativi alla localit in cui contestualizzato il modello.

Comando Impostazioni Componenti predefiniti


Consente di assegnare automaticamente i componenti dinvolucro impostati alle
superfici termiche che vengono modellizzate.

Comando Impostazioni - Profili giornalieri di progetto


Consente di creare e modificare delle condizioni climatiche personalizzate relative ad
un particolare giorno, nel quale si intende effettuare la simulazione di progetto. Tale
oggetto viene generalmente impostato al fine di ricreare le condizioni esterne
maggiormente sfavorevoli per effettuare un dimensionamento dei componenti
impiantistici.

Comando Strumenti - Informazioni file


Visualizza le informazioni di riepilogo relative al nome del file di lavoro ed al numero
di macro tipologie di oggetti presenti allinterno del modello.

Comando Strumenti - Informazioni oggetto


Consente di impostare le propriet relative alloggetto selezionato. Linterfaccia
associata a tale comando, pertanto, varia in funzione allelemento selezionato
appartenente al modello. Tale comando particolarmente importante nella
modellizzazione delle caratteristiche degli oggetti, ed avviabile anche mediante
menu da tasto destro, una volta selezionato loggetto di interesse.

Comando Strumenti - Mostra finestra struttura


Mostra la finestra contenente la struttura ad albero del modello, dove sono evidenziate
le zone termiche ed i gruppi di superfici ombreggianti. Mediante tale finestra
possibile effettuare velocemente alcune operazioni su tali oggetti, cliccando su di essi
mediante il tasto destro del mouse a lanciando il corrispondente comando dal menu
contestuale. In particolare, possibile eliminare, selezionare o nascondere gli elementi
selezionati.

Comando Strumenti - Interroga


Fornisce informazioni in tempo reale sugli oggetti del modello, semplicemente
posizionando il cursore nello spazio di lavoro.

Comando Strumenti Assegnazione adiacenze


Tale comando lancia la routine che in modalit automatica corregge lesposizione
delle superfici che separano zone termiche differenti, assegnando loro il riferimento
alloggetto con cui si trovano a contatto. Inoltre, ne corregge il componente
dinvolucro, in funzione di quanto specificato nel comando Componenti predefiniti

Comando Strumenti - Cerca superficie


Consente di cercare allinterno del modello superfici o sottosuperfici in funzione del
proprio nome o di altri attributi.

Comando Strumenti - Mostra errori ed avvertimenti


Consente di visualizzare i messaggi di errore o di avvertimento relativi allultima
simulazione effettuata.

Comando Materiali e componenti - Librerie materiali opachi


Consente di creare e modificare le propriet termofisiche dei materiali della libreria
personalizzata necessari per la creazione dei componenti opachi dinvolucro, da
assegnare alle superfici del modello.

Comando Materiali e componenti - Componenti opachi


Consente di creare e modificare la composizione stratigrafica dei componenti opachi
dinvolucro da assegnare alle superfici del modello.

Comando Materiali e componenti - Componenti trasparenti semplificati


Consente di creare e modificare le propriet termofisiche dei componenti trasparenti
dinvolucro da assegnare alle sottosuperfici (quali finestre e porte finestre)
appartenenti al modello, in maniera semplificata, in quanto sono richiesti solo pochi
parametri termofisici di facile reperibilit.

Comando Materiali e componenti - Componenti trasparenti da W5-W6


Consente di creare e modificare le propriet termofisiche dei componenti trasparenti
dinvolucro da assegnare alle sottosuperfici (quali finestre e porte finestre)
appartenenti al modello, mediante limportazione di un file di estensione .dat. Esso
viene generato a seguito di una definizione accurata del componente utilizzando il
software Window5 o Window6.

Comando Materiali e componenti - Librerie sistemi di schermatura solare


Consente di creare e modificare le propriet geometriche e termofisiche dei sistemi di
schermatura raccolti in una libreria personalizzata.

Comando Materiali e componenti Controlli schermature solari


Consente di definire i parametri relativi alloperabilit ed ai criteri con i quali vengono
attivati i sistemi di schermatura solare, da assegnare alle superfici trasparenti.

Comando Crea nuova zona termica


Consente di creare e di collocare una nuova zona termica nello spazio di lavoro.
Successivamente, deve esserne definita la geometria, mediante la creazione delle
relative superfici che la racchiudono. Si fa notare che, affinch tali superfici vengano
correttamente riconosciute come facenti parte della zona termica in oggetto,
necessario attivarla mediante un doppio clic col tasto sinistro del mouse sulla croce
collocata su uno dei vertici del parallelepipedo blu che la identifica. Cos facendo, i
contorni del parallelepipedo vengono visualizzati con un sottile tratteggio e da quel
momento possibile creare superfici che appartengano a quella zona. Per uscirvi
sufficiente cliccare un punto esterno al parallelepipedo. Non si dia particolare
importanza alle dimensioni del parallelepipedo che racchiude la zona termica, in
quanto queste vengono adattate dinamicamente man mano che vengono inserite nuove
superfici appartenenti alla zona.

Comando Crea superfici ombreggianti


Consente di creare e di collocare un nuovo gruppo di superfici ombreggianti. Tali
superfici sono riconosciute dal motore di calcolo come elementi attraverso i quali non
avviene trasmissione del calore, pertanto possono intervenire nella simulazione solo
per gli effetti che producono in termini di ombreggiamento.
Affinch le superfici disegnate vengano riconosciute come facenti parte di uno
specifico gruppo, valgono le medesime considerazioni sopra esposte in merito alle
zone termiche.

Comando Schedule Tipologie schedule


Consente di creare e modificare le tipologie di schedule, le quali definiscono quali
sono i valori numerici ammessi allinterno di una specifica schedule.

Comando Schedule Gestione schedule


Consente di creare e modificare le schedule, le quali sono strumenti che permettono di
impostare la variazione del valore di un determinato parametro nel tempo in cui viene
svolta la simulazione.

Comando Gestione zone termiche - semplificata


Consente di impostare in maniera semplificata i dati relativi alloccupazione, ai carichi
interni, alla ventilazione e alle condizioni interne relative a ciascuna zona. Rispetto al
comando seguente, tutte le impostazioni avanzate (necessarie solo per analisi
particolarmente approfondite) vengono impostate con valori di default. Inoltre,
possibile caricare o creare dei profili preimpostati ed assegnarli rapidamente a tutte le
zone termiche o a quelle selezionate.

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Comando Gestione zone termiche - dettagliata


Consente di impostare in maniera dettagliata i dati relativi alloccupazione, ai carichi
interni, alla ventilazione e alle condizioni interne relative a ciascuna zona.

Comando Illuminazione naturale - Inserisci sensori di luce naturale


Consente di collocare, per ciascuna zona, fino a due sensori che misurino
lilluminamento naturale. Mediante il comando Informazioni oggetto, sar poi
possibile modificarne le propriet e definire in che modo i dati da essi registrati
condizionino il funzionamento dellimpianto di illuminazione artificiale ed il
posizionamento delle schermature solari.

Comando Illuminazione naturale - Inserisci mappa di illuminamento naturale


Consente di collocare, per ciascuna zona, una griglia i cui nodi riportino i valori di
illuminamento naturale calcolati durante la simulazione.

Comando Definizione dati in uscita - variabili in uscita


Consente di impostare quali grandezze devono essere determinate dal motore di
calcolo ed essere, di conseguenza, visualizzate come risultati in uscita dalla
simulazione.

Comando Simulazione
Tale comando apre la finestra di lancio della simulazione, nella quale possibile
caricare il file climatico relativo alla localit in cui contestualizzato il modello, oltre
a definire il periodo e la tipologia di simulazione che si intende effettuare.

Comando Manuale utente


Apre il collegamento al manuale utente in formato pdf. A tale scopo, necessario
assicurarsi di avere installato sul proprio pc un visualizzatore di file .pdf.

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2) La modellizzazione geometrica delledificio


Il vantaggio dellapplicativo sviluppato su tale piattaforma consiste anche nella possibilit
di usufruire, per la modellizzazione geometrica del modello virtuale, di tutti gli strumenti
di disegno che normalmente si utilizzerebbero per la costruzione di un modello in
SketchUp. Pertanto, le superfici possono essere facilmente disegnate con lo strumento
Rettangolo o tracciando un contorno mediante il comando Linea; inoltre, possono
essere create tutte le altre superfici che racchiudono un ambiente semplicemente
estrudendo una superficie creata per il pavimento dello stesso. Oppure, una superficie pu
essere divisa in due parti banalmente tracciando una linea di separazione su di essa.

2.1) Sistemi di riferimento e contestualizzazione del modello


Come in tutti i modelli geometrici, limmissione delle coordinate dei vertici segue una
particolare convenzione. Il motore di calcolo, infatti, prevede che nel proprio file di input
tutte le superfici siano definite da un insieme di coordinate spaziali, che ne definiscano la
posizione dei vertici.
In questo plugin, tale problema non si pone particolarmente, in quanto lutente disegna
lentit che poi verr riconosciuta come superficie da SketchUp, al quale assocer le
corrispondenti coordinate dei vertici automaticamente. Pertanto, lutente non si dovr
curare particolarmente di definire tale convenzione, in quanto questa sar seguita solo dal
plugin e non dallutente, a meno che questi non voglia successivamente inserire
manualmente nel file .idf alcune superfici editandone il contenuto mediante un blocco note
od un idf editor, senza utilizzare il plugin. Pertanto, si consiglia di mantenere inalterati i
parametri impostati nel riquadro Convenzioni geometriche della finestra di dialogo
Localit e convenzioni geometriche avviabile dal sottomenu Impostazioni e di seguito
mostrata.

Figura 2.1 Finestra di dialogo di impostazione delle convenzioni geometriche e della localit.

Possono essere, invece, impostate le caratteristiche relative alla localit, immettendo una
descrizione del sito, ed i relativi dati geografici di latitudine, longitudine, altitudine e fuso
orario. Tuttavia, se questi dovessero discostarsi da quelli riportati nel file climatico, essi
verrebbero ignorati e presi in considerazione solo quelli del file climatico. In questo caso,

12

al termine della simulazione verrebbe visualizzato il seguente avvertimento, che riferisce in


merito a tale incongruenza, ma che non impedisce al motore di calcolo di effettuare
correttamente la simulazione.
** Warning ** Weather file location will be used rather than entered Location object.
** ~~~ ** ..Location object=MILANO ITALY
** ~~~ ** ..Weather File Location=Cagliari-Elmas - ITA IGDG WMO#=165600
** ~~~ ** ..due to location differences, Latitude difference=[6.15] degrees, Longitude difference=[0.25]
degrees.
** ~~~ ** ..Time Zone difference=[0.0] hour(s), Elevation difference=[1800.00] percent, [18.00] meters.

Come anticipato nel capitolo precedente, lo strumento Informazioni oggetto consente di


impostare i parametri di diversi oggetti allinterno del modello. In particolare, se non vi
alcuna selezione in atto, esso mostrer la finestra seguente, riferita alle impostazioni
dellintero edificio.

Figura 2.2 Finestra di dialogo del comando Informazioni oggetto riferita allintero edificio.

Mediante tale finestra di dialogo possibile impostare le seguenti caratteristiche:

Nome
Etichetta descrittiva con la quale identificare ledificio.

Rotazione
Rotazione relativa del modello, rispetto al semiasse Nord reale. Tale opzione
particolarmente utile, in quanto il semiasse Nord nello spazio di lavoro identificato
mediante lasse cartesiano delle Y (rappresentato nellambiente di SketchUp con lasse
di colore verde). Tuttavia, spesso comodo disegnare il modello secondo gli assi
cartesiani principali, e, solo successivamente, assegnare un orientamento allintero
edificio. Tale opzione consente anche di valutare velocemente gli effetti derivanti da
una migliore o peggiore esposizione delle superfici dinvolucro, applicando una
rotazione allintero modello, senza doverne editare la geometria. Un valore di angolo

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positivo corrisponde ad una rotazione in senso orario originata dal semiasse Nord
reale, verso il semiasse Nord delledificio, come mostrato in figura seguente.

Figura 2.3 Rappresentazione della convenzione utilizzata per il parametro di rotazione


delledificio.

Si faccia presente che un angolo di rotazione diverso da 0 ammesso solo se nelle


convenzioni geometriche della finestra di dialogo di cui alla fig. 2.1 impostato un
sistema di coordinate relative. Viceversa, se impostato un sistema di coordinate
assolute, pur essendo corretta la visualizzazione grafica del modello, tale angolo di
rotazione verr ignorato durante la simulazione, ed al termine di essa verr
visualizzato il seguente avvertimento:
** Warning ** GetSurfaceData: World Coordinate System selected. Any non-zero Building/Zone North
Axes or non-zero Zone Origins are ignored.
** ~~~ ** These may be used in daylighting reference point coordinate calculations but not in normal
geometry inputs.

Contesto
La scelta del contesto influenza, assieme allaltezza delledificio, come le superfici
dinvolucro vengono colpite dal vento.

Tolleranza convergenza carichi e tolleranza convergenza temperature


Rappresentano la tolleranza rispetto alla quale la convergenza dei valori risultanti dalle
iterazioni si intende raggiunta. Si consiglia di mantenere i valori di default inalterati.
Per ulteriori approfondimenti, si rimanda al capitolo Building di EnergyPlus Input
Output Reference, edizione del 24-05-2012.

Modello distribuzione solare


Tale impostazione determina come viene computata la radiazione solare incidente
sulledificio e, conseguentemente, come entra nella zona termica. possibile optare
per uno dei seguenti 5 modelli di calcolo:
ombreggiamento semplificato: in questo caso non vengono considerate le ombre
portate, eccezion fatta per i soli sguanci di porte e finestre (se modellizzati). Tutta
la radiazione solare diretta entrante nella zona viene considerata come incidente

14

solamente sul pavimento, il quale la assorbe in modo uniforme, in funzione del


corrispondente coefficiente di assorbimento. La componente riflessa dal pavimento
viene aggiunta a quella diffusa, la quale si suppone sia uniformemente distribuita
su tutte le superfici interne;
dettagliato esterno e dettagliato esterno con riflessioni: mediante queste due
opzioni, le ombre portate vengono correttamente proiettate sulle superfici esterne
di involucro, valutandone gli effetti. Come nellopzione ombreggiamento
semplificato, vengono considerati eventuali ombreggiamenti dovuti agli sguanci
di porte e finestre (se modellizzati) e tutta la componente diretta della radiazione
solare entrante nella zona viene ipotizzata incidente sul solo pavimento della
stessa, venendo da esso assorbita in funzione del relativo coefficiente di
assorbimento. La componente di radiazione diretta che viene riflessa dal
pavimento viene sommata a quella diffusa entrante nella zona, la quale viene
ipotizzata come uniformemente distribuita su tutte le superfici che racchiudono l
ambiente. Lunica differenza tra le due opzioni consiste nel considerare o meno le
riflessioni causate degli elementi posti allesterno della zona;
dettagliato interno ed esterno e dettagliato interno ed esterno con riflessioni: tale
modello di calcolo prevede le stesse ipotesi esposte per lopzione dettagliato
esterno, con la differenza che viene determinata esattamente la quantit della
componente diretta della radiazione solare che incide su ciascuna superficie
racchiudente la zona, proiettando esattamente la direzione dei raggi solari e
tenendo conto anche delleffetto che hanno le superfici esterne ombreggianti e le
schermature solari sulle ombre portate allinterno della zona termica. Se viene
utilizzata questa opzione, necessario avere la certezza che le zone termiche siano
completamente racchiuse e di forma convessa. Di seguito sono riportati esempi di
zone convesse e non. Nel caso in cui non sia verificata tale condizione, sarebbe
necessario utilizzare lopzione dettagliato esterno, oppure suddividere le zone
termiche in modo che queste siano tutte convesse.

Figura 2.4 Esempi di zone termiche convesse e non convesse.

Giorni massimi per convergenza


Questo campo determina quale sia il numero massimo di giorni di pre-simulazione da
elaborare, entro i quali debba essere raggiunta la convergenza dei valori, secondo la
tolleranza impostata nei campi precedenti. Solitamente, il numero di default pari a 25
giorni largamente sufficiente per la maggior parte dei casi. Qualora non lo fosse, al
termine della simulazione verrebbe visualizzato un messaggio di errore analogo a
quello di seguito riportato.

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Tale condizione potrebbe verificarsi in edifici di particolare complessit, nel qual caso
sarebbe necessario aumentare il valore di tale parametro (oppure, in seconda battuta,
aumentare le tolleranze di convergenza sopra descritte).

2.2) Le zone termiche


Il modello geometrico costituito da una o pi zone termiche, ciascuna delle quali
racchiude uno spazio caratterizzato dalle medesime condizioni interne e di occupazione. In
particolare, una stessa zona termica deve presentare medesime condizioni rispetto a:

affollamento e attivit svolta;


carichi interni;
modalit di ventilazione e relativi tassi di ricambio dellaria interna;
temperatura ed umidit interna.

Ai fini di una migliore elaborazione dei calcoli, bene che, in un edificio, sia comunque
modellizzata almeno una zona per ciascun piano, anche se i diversi livelli presentano le
stesse caratteristiche in merito ai parametri sopra specificati.
Si faccia presente che gli ambienti a temperatura non controllata sono comunque da
considerare come zone termiche, in quanto, se confinanti con altre zone a temperatura
controllata, avvengono comunque scambi termici attraverso di esse.
La zona deve essere interamente racchiusa da superfici e non pu presentare vuoti.
Il primo passo per la creazione del modello di calcolo proprio linserimento della prima
zona termica. Tale operazione possibile mediante il comando Crea nuova
zona
termica collocato nel menu dei comandi del plugin, o mediante il pulsante
posto
nella barra degli strumenti. Attivato il comando, il cursore assume una forma cruciforme,
simboleggiante il punto di origine della zona termica. necessario collocare tale punto di
riferimento nello spazio di lavoro. Conseguentemente, viene visualizzato un
parallelepipedo con spigoli di colore blu. Esso rappresenta virtualmente il contenitore degli
oggetti appartenenti alla zona termica.

16

Figura 2.5 Spazio di lavoro nel quale stata collocata una nuova zona termica.

Al fine di modellare degli oggetti riconosciuti come facenti parte del modello, necessario
attivare la zona termica su cui si intende lavorare. Per fare ci, possibile o effettuare un
doppio clic sulla croce che identifica il punto di riferimento della zona stessa, o, dal
collocato nella barra degli strumenti, fare doppio
pulsante Mostra finestra struttura
clic sul nome della zona di interesse. In tale modo, il contorno blu della zona viene
visualizzato con un sottile tratteggio e da quel momento lutente pu lavorare allinterno
dellambiente del plugin.

Figura 2.6 Visualizzazione dello spazio di lavoro successivamente allattivazione di una zona
termica.

17

Per uscire dalla zona corrente, semplicemente necessario cliccare un punto esterno alla
stessa. Non si dia particolare importanza alle dimensioni del parallelepipedo che racchiude
la zona termica, in quanto queste vengono adattate dinamicamente man mano che vengono
inserite nuove superfici appartenenti alla zona.
Si faccia presente che, se non viene attivata alcuna zona, gli oggetti creati non fanno parte
del modello termico da simulare, ma rimangono semplicemente delle entit geometriche in
ambiente SketchUp, che in nessun modo interagiscono col modello che si sta creando.
Per visualizzare ed editare le propriet generali della zona termica, occorre selezionarla (o
cliccando sul punto di riferimento o mediante la finestra struttura) ed utilizzare il
comando Informazioni oggetto.

Figura 2.7 Finestra di dialogo di informazioni oggetto relativamente ad una zona termica
selezionata.

Da questa finestra di dialogo possibile impostare le propriet di seguito elencate.

Nome
Nome mediante il quale identificare la zona termica, che deve essere univoco in tutto il
modello.

Rotazione
Angolo di rotazione dellasse Nord della zona rispetto a quello delledificio.
espresso in gradi sessadecimali. Un valore positivo rappresenta una rotazione in senso
orario. Per ulteriori approfondimenti, si rimanda alla figura sottostante e al capitolo
Sistemi di riferimento e contestualizzazione del modello. Anche in questo caso,
possibile immettere un valore di rotazione diverso da zero solo se nella finestra
Localit e convenzioni geometriche impostato un sistema di coordinate relative
(Figura 2.1).

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Figura 2.8 Rappresentazione della convenzione utilizzata per la definizione dellangolo di


rotazione dellasse Nord della zona.

Moltiplicatore
Coefficiente moltiplicatore applicato ai carichi calcolati per la zona durante la
simulazione. Pertanto, nella variabili duscita dei fabbisogni e dei flussi termici per
riscaldamento e raffrescamento, i risultati relativi alla specifica zona vengono
moltiplicati per il coefficiente specificato in tale campo. Pu essere utile nel caso in
cui ledificio presenti molte zone termiche uguali, per cui si possa pensare di
modellizzare solo alcune zone-tipo ed applicarvi un moltiplicatore in funzione del
numero di zone che rappresenta. Oppure, pu essere utilizzato per incrementare
velocemente i carichi, ad esempio, per tenere conto di effetti di bordo o di ponti
termici non schematizzabili. Per default, il valore impostato pari a 1.

Includi nella superficie di pavimento totale delledificio


Tale opzione permette di includere larea della zona nel calcolo complessivo della
superficie di pavimento dellintero edificio. Larea complessiva un dato molto
comodo per la valutazione degli indici relativi ai fabbisogni energetici, spesso
parametrizzati per metro quadro di superficie riscaldata. Pu essere utile deselezionare
tale opzione nelle zone termiche non riscaldate, in maniera da avere nel dato di
superficie complessiva di pavimento quello relativo solamente alle zone riscaldate.

2.3) Le superfici termiche


Le zone termiche sono spazi racchiusi da superfici termiche, ciascuna delle quali deve:

essere orientata in modo tale che la loro normale sia in direzione uscente rispetto
alla zona termica che racchiudono
Tale condizione nella maggior parte dei casi, viene automaticamente rispettata dal
software. Tuttavia, copiando e spostando altre superfici gi precedentemente create,
potrebbe essere necessario agire manualmente sulla direzione della normale della
superficie. In questi casi bisogna controllare, innanzitutto, la colorazione della
superficie: il software, infatti, assegna una gradazione pi scura al lato della superficie
che dovrebbe essere collocato allesterno rispetto alla zona termica. Se, invece, viene

19

visualizzata la gradazione pi chiara sul lato esterno della superficie, significa che la
direzione della normale punta verso linterno della zona termica. Pertanto, si rende
necessario invertirne la direzione. Tale operazione pu essere facilmente effettuata
cliccando col tasto destro del mouse sulla superficie stessa e selezionando la funzione
Inverti facce.

presentare omogeneit nelle sue caratteristiche termo-fisiche


A ciascuna superficie pu essere assegnato solamente un pacchetto tecnologico. Ci
significa, ad esempio, che se una porzione di parete o di solaio presenta una
stratigrafia differente, necessario distinguere pi superfici, assegnando a ciascuna di
essa il corrispondente pacchetto tecnologico. Tale separazione pu essere facilmente
effettuata, tracciando un segmento, mediante lo strumento Linea di sketchUp, sulla
superficie che si intende dividere.

presentare omogeneit di condizioni di adiacenza


Ci, pragmaticamente, significa che una superficie termica deve confinare con un solo
ambiente. Ad esempio, se una parete confina in parte con lambiente esterno ed in
parte con unaltra zona termica, questa deve essere divisa in due parti. Analogamente,
se questa confinasse con due zone termiche differenti, andrebbe comunque suddivisa,
in quanto lambiente confinante non sarebbe il medesimo su tutta lestensione della
superficie.

Assimilate tali regole da rispettare nella modellizzazione delle superfici, lutente,


nonappena inizier a tracciare il primo contorno, sar sicuramente colto da un quesito di
ordine molto pragmatico. Ovvero, il modello virtuale costituito da superfici, che per loro
natura sono oggetti bidimensionali (e, quindi, senza spessore), Ledificio reale, invece,
contempla solai e murature, con relativi spessori. Pertanto, il quesito a cui si fa riferimento
come considerare tali spessori, non schematizzabili, ovvero, se le dimensioni delle
superfici debbano essere misurate sul lato esterno della zona o su quello interno,
comprendendo o meno, di conseguenza, gli spessori dei componenti che intersecano.
Ebbene, per quanto riguarda le dimensioni planimetriche, si usa posizionare le superfici
che modellizzano le pareti in corrispondenza del lato interno delle murature che
racchiudono la zona dallambiente esterno, in quanto il componente tecnologico che verr
successivamente assegnato pensato come una successione di materiali, il cui primo strato
si trova a contatto con laria dellambiente interno, mentre quelli successivi sono aggiunti
aumentandone lo spessore verso lesterno della zona. Se una muratura delledificio reale,
invece, separa due zone termiche, si soliti a posizionare la superficie del modello virtuale
in corrispondenza della mezzeria del componente. Questo perch, se si applicasse la
convenzione precedentemente esposta in un modello costituito da una serie di zone
planimetricamente in successione, verrebbe perso, dopo ogni zona, lo spessore della
muratura e, al termine, si avrebbe un edificio complessivamente pi corto (o pi stretto). In
tale maniera, invece, viene leggermente aumentato il volume daria contenuto nella zona,
ma lapprossimazione viene equamente ripartita tra le due zone confinanti. Il medesimo
ragionamento viene applicato anche alle altezze delle zone termiche. Ovvero, se una zona
confina inferiormente e/o superiormente con lesterno, laltezza non comprender lo
spessore del solaio sottostante e/o soprastante; viceversa, se confiner con altre zone
termiche, la superficie del modello verr posizionata alla quota della mezzeria del solaio di
separazione.

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Al termine della definizione geometrica delle superfici termiche, necessario immettervi le


caratteristiche costruttive e le relative condizioni a contorno. Per effettuare tale operazione,
necessario utilizzare il comando Informazioni oggetto, selezionando la superficie che si
vuole caratterizzare. Tale comando avviabile o dal menu principale, o selezionando una
superficie, mediante menu da tasto destro, alla voce BESTenergy - Informazioni oggetto.

Figura 2.9 Finestra di dialogo di informazioni oggetto relativamente ad una superficie opaca
selezionata.

Mediante la finestra di dialogo riportata nella sovrastante figura, possibile impostare le


seguenti caratteristiche, relative alle superfici termiche opache:

Nome
Nome della superficie opaca, il quale deve essere univoco per lintero modello. Viene
generato automaticamente dal plugin seguendo tale regola, ma pu essere editato.

Tipologia superficie
Le superfici opache, una volta modellizzate, vengono automaticamente riconosciute
dal software entro 4 macro-tipologie. Tale distinzione avviene soprattutto al fine di
avere un maggior controllo sulla coerenza delle superfici modellizzate e sulla direzioni
delle loro normali. Una seconda utilit nella classificazione delle tipologie di
superficie risiede nella possibilit, per ciascuna di essa, di assegnare automaticamente
durante la modellazione un componente dinvolucro di default senza doverlo
specificare di volta in volta per ciascuna superficie (si veda il paragrafo relativo al
comando Componenti predefiniti). Le macro-tipologie da assegnare alle superfici
opache sono le seguenti:

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Copertura, generalmente caratterizzata da una giacitura orizzontale o


moderatamente inclinata, avente normale rivolta verso lalto, con esposizione
verso lambiente esterno;
Pavimento, generalmente caratterizzata da una giacitura orizzontale e normale
rivolta verso il basso, con qualsiasi tipo di esposizione;
Soffitto, generalmente caratterizzata da una giacitura orizzontale e normale rivolta
verso lalto, esposta verso unaltra zona termica;
Parete, generalmente caratterizzata da una giacitura verticale o inclinata, con
qualsiasi tipo di esposizione.
Se le superfici presentano una tipologia non coerente con quanto sopra esposto, il
motore di calcolo, al termine della simulazione, mostra dei messaggi di avvertimento.
Tali messaggi possono essere ignorati se si sicuri di aver modellizzato correttamente
la geometria delledificio. Tuttavia, opportuno effettuare un controllo. Infatti,
potrebbero simboleggiare un errore sulla direzione della normale di alcune superfici
(ad esempio in seguito a copie da una zona allaltra). Per citare un esempio, si
potrebbe aver copiato una superficie di tipo Pavimento (quindi con una normale
rivolta verso il basso) per utilizzarla come soffitto di una zona (che presupporrebbe
una normale rivolta verso lalto). In tal caso, la presenza di una superficie di tipo
Soffitto con una normale rivolta verso il basso genererebbe un messaggio di
avvertimento che permetterebbe allutente di accorgersi dellerrore e correggere la
direzione della normale, che, viceversa, causerebbe dei calcoli parzialmente errati.

Componente dinvolucro
Componente dinvolucro associato alla superficie opaca. Nella tendina vengono
caricati tutti i componenti tecnologici (sia opachi che trasparenti) definiti allinterno
del modello. Al fine di poter effettuare la simulazione, necessario associare a
ciascuna superficie le corrispondenti caratteristiche termiche e, pertanto, il relativo
componente dinvolucro. Se non sono specificati dei componenti predefiniti da
assegnare automaticamente alle diverse tipologie di superficie, tale associazione deve
essere effettuata manualmente per ciascuna superficie. Tuttavia, nel caso in cui si
effettui una copia di intere zone termiche o di alcune superfici, queste riporteranno gi
il componente dinvolucro specificato per loggetto sorgente.

Zona
Zona termica di appartenenza della superficie opaca selezionata. Tale caratteristica
viene immessa automaticamente dal software durante la creazione delle superfici.
Inoltre, il campo viene aggiornato nel caso in cui si rinomini la zona termica.

Esposizione
Tale parametro definisce le condizioni a contorno per la trasmissione del calore
attraverso la superficie, in funzione dellambiente con cui si trova a contatto sul lato
esterno. Quando viene creata una superficie, questo campo viene automaticamente
impostato come se questa fosse a contatto con il terreno, (se si tratta di una superficie
orizzontale posta a quota 0,00 del modello), o come esposta verso lambiente esterno.
Se tale assunzione di default non corrisponde alla condizione reale, necessario
modificare questo parametro manualmente, scegliendo tra le seguenti opzioni:
ambiente esterno: se la superficie separa la zona termica dallambiente esterno,
deve essere selezionata tale opzione;

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terreno: nel caso in cui la superficie sia a contatto col terreno, lutente deve
scegliere tale opzione. In questo modo, vengono impostate come condizioni
esterne della superficie, le temperature medie mensili specificate nelloggetto
Site:GroundTemperature:BuildingSurface contenuto nel file .idf. Si consiglia,
per calcoli maggiormente accurati, di editare i valori di tale oggetto mediante lidf
editor installato assieme al motore di calcolo EnergyPlus;
altra superficie: corrisponde al caso in cui loggetto sia una superficie interna a
contatto con unaltra appartenente alla stessa zona o alla zona confinante. In
particolare, dovr essere immesso nel campo Oggetto adiacente il nome della
superficie con cui essa si trova a contatto. Nel caso in cui vi siano molte adiacenze
tra superfici da impostare, si consiglia di utilizzare il comando Determinazione
automatica adiacenze (si veda il capitolo corrispondente).
zona: molto simile allopzione superficie, con la differenza che il motore di
calcolo genera automaticamente la corrispondente superficie adiacente necessaria
per la zona confinante. Inoltre, se vi sono finestre o porte, vengono anchesse
create appropriatamente sulla superficie appartenente allaltra zona;
superficie adiabatica: tale opzione serve ad indicare che attraverso tale superficie
non vi trasmissione del calore. Pu tornare utile nel caso in cui si voglia studiare
il comportamento di una sola porzione di edificio, senza doverlo modellizzare
interamente, per quelle superfici che sarebbero a contatto con altre zone che si
troverebbero alle stesse condizioni interne. Sarebbe, in questo caso, ragionevole
supporre che non vi sia significativo passaggio di calore attraverso di esse. Lo
stesso risultato pu essere ottenuto specificando come esposizione lopzione Altra
superficie ed immettendo, come nome delloggetto adiacente, quello della
superficie stessa;
coefficienti di esposizione definiti dallutente: mediante tale scelta possibile
definire delle condizioni di esposizione personalizzate dallutente, il quale dovr
inserire il valore di specifici parametri (come, ad esempio, la temperatura media
mensile che si verifica sul lato esterno della superficie) allinterno di un oggetto
SurfaceProperty:OtherSideCoefficients, che attualmente pu essere definito solo
manualmente, editando il file di progetto mediante lidf editor installato assieme al
motore di calcolo EnergyPlus;
modello di esposizione definito dallutente: mediante tale scelta possibile definire
un modello di condizioni esterne creato dallutente, mediante loggetto
SurfaceProperty:OtherSideConditionsModelspecification, che attualmente pu
essere definito solo manualmente, editando il file di progetto mediante lidf editor
installato assieme al motore di calcolo EnergyPlus.

Esposizione alla radiazione solare


Tale opzione indica se la superficie esposta alla radiazione solare e, pertanto, se
possa portare apporti solari alla zona termica. Tale opzione attiva solamente se
lesposizione impostata per la superficie Ambiente esterno. In caso contrario, si
assume automaticamente che tale superficie non sia esposta alla radiazione solare.
Tale opzione pu essere utile per superfici termiche inserite allinterno di cavedi molto
stretti, nei quali si sia certi che la radiazione solare non raggiunga la superficie in
oggetto. In tal caso, per semplificare la geometria del modello, sarebbe possibile
deselezionare tale opzione ed evitare di modellizzare gli elementi del cavedio che
determinerebbero lombreggiamento della superficie.

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Esposizione al vento
Tale opzione indica se la superficie esposta al vento o meno. Quando si esclude
lopzione di esposizione al vento, si hanno diverse implicazioni a livello di calcolo.
Infatti, il motore, in questo caso, assegna per default alla superficie il coefficiente
convettivo semplificato correlato ad una velocit del vento pari a 0, secondo il metodo
ASHRAE. Inoltre, siccome questo metodo semplificato non prevede un valore
separato per gli scambi radiativi verso la volta celeste e verso il terreno, tali scambi
non vengono considerati. Pertanto, sul lato esterno delle superfici non esposte al vento
avvengono solamente gli scambi per convezione secondo il metodo semplificato.

Fattore di vista del terreno


Frazione del terreno piano (assunto essere orizzontale) visto dalla superficie termica.
Se non viene immesso alcun valore, viene automaticamente determinato dal motore di
calcolo.

Oggetto adiacente
Nome delloggetto con cui la superficie si trova a contatto. In particolare:
se nel campo Esposizione scelta lopzione Altra superficie, qui lutente
dovr immettere il nome della superficie confinante;
se nel campo Esposizione scelta lopzione Zona, qui lutente dovr
immettere il nome della zona confinante;
se nel campo Esposizione scelta lopzione coefficienti di esposizione definiti
dallutente, qui lutente dovr immettere il nome delloggetto
SurfaceProperty:OtherSideCoefficients, definito manualmente mediante lidf
editor;
se nel campo Esposizione scelta lopzione modello di esposizione definito
dallutente, qui lutente dovr immettere il nome delloggetto
SurfaceProperty:OtherSideConditionsModelspecification, definito manualmente
mediante lidf editor;
se nessuna delle precedenti scelte nel campo Esposizione stata effettuata, allora
tale parametro sar inattivo.

Nella parte centrale della finestra di dialogo vengono visualizzate alcune propriet
geometriche relative alla superficie opaca selezionata, aventi rispettivamente il seguente
significato:

Vertici
Numero di vertici di cui la superficie opaca composta.

Sottosuperfici
Numero di sottosuperfici contenute nella superficie opaca; le sottosuperfici possono
essere, ad esempio, porte o finestre collocate sulla superficie opaca selezionata (si
veda capitolo successivo Modellizzazione delle sottosuperfici (porte e finestre)).

Area lorda (comprensiva delle sottosuperfici)


Area racchiusa allinterno del perimetro della superficie opaca, nella quale viene
conteggiata, pertanto, anche quella di eventuali sottosuperfici ivi contenute.

Area netta

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Area racchiusa allinterno del perimetro della superficie opaca, alla quale viene
detratta quella di eventuali sottosuperfici ivi contenute.

Percentuale trasparente
Percentuale di superficie trasparente rispetto a quella totale; tale valore viene calcolato
dividendo larea delle sottosuperfici trasparenti (ovvero quelle riportanti la tipologia
finestra o porta finestra) per larea complessiva (sopra definita come lorda) della
superficie opaca selezionata.

Figura 2.10 Schematizzazione del significato dei parametri riportati nel riepilogo della
geometria dell oggetto Superficie opaca.

Infine, nella parte inferiore della finestra di dialogo, viene visualizzata la sintassi della
superficie opaca selezionata, mostrando il testo delle righe che vengono scritte nel file .idf
relativamente a tale oggetto.

2.4) Modellizzazione delle sottosuperfici (finestre e porte)


Le finestre e le porte (siano questultime opache o trasparenti) sono considerati sottooggetti delle superfici opache che le contengono. Nella modellizzazione geometrica
prendono, infatti, il nome di sottosuperfici. Esse devono essere contenute interamente in
ununica superficie opaca di base. Pertanto, questultima non pu avere le stesse
dimensioni, o dimensioni inferiori alla sottosuperficie che dovrebbe contenere; nel caso
limite pu essere eccedente anche di solo qualche millimetro rispetto alle dimensioni della
sottosuperficie contenuta.
Ogni sottosuperficie deve riportare correttamente il riferimento alla superficie opaca di
base nel campo Superficie opaca di base della finestra Informazioni oggetto.
Al fine della creazione di una porta od una finestra, sufficiente disegnare una superficie
od un contorno chiuso sulla superficie opaca di base. La forma pu essere solamente
triangolare o rettangolare, pertanto, in caso di geometrie pi complesse, dovr essere
suddivisa in queste due forme elementari (ad esempio, una finestra romboidale dovr
essere divisa almeno in due triangoli).
Il software riconosce automaticamente loggetto disegnato come una sottosuperficie ed
assegna il riferimento alla superficie di base tra le sue propriet. Tuttavia, se il nome della

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superficie di base, nel corso della modellizzazione, dovesse cambiare, il riferimento non
verrebbe aggiornato automaticamente, ma sarebbe necessario correggerlo manualmente
mediante la finestra Informazioni oggetto. Tale situazione si presenta, ad esempio, nel
caso in cui, una volta gi disegnata la finestra, si decida di dividere in due o pi porzioni la
superficie opaca di base. In tal modo, verranno originate due o pi superfici opache, delle
quali solo una manterr il nome originale, mentre le altre porzioni ne assumeranno uno
nuovo.
In tal caso, se non venisse corretto il riferimento, alla riapertura del file di progetto
comparirebbe un errore simile a quello riportato in figura seguente.

Figura 2.11 Finestra contenente il messaggio di errore generato allapertura del file.

Inoltre, se il nome della superficie di base inesistente, viene perso anche il riferimento
alla zona termica di appartenenza, ed il software ne crea automaticamente una
esclusivamente dedicata alla sottosuperficie (ovviamente in modo errato rispetto ai
propositi dellutente), come mostrato nella figura seguente

Figura 2.12 Visualizzazione del modello conseguente alla perdita del riferimento delle superfici
di base.

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Si fa notare che una sottosuperficie pu fare riferimento ad una sola superficie opaca di
base; viceversa, una superficie opaca pu contenere pi sottosuperfici che facciano
riferimento ad essa.
Cos come le superfici, anche le sottosuperfici necessitano della definizione delle
caratteristiche termiche. Ci possibile, nuovamente, mediante il comando Informazioni
oggetto previa selezione della sottosuperficie da editare.

Figura 2.13 Finestra di informazioni oggetto relativa ad una sottosuperficie selezionata.

Mediante la finestra di dialogo riportata nella sovrastante figura, possibile impostare le


seguenti caratteristiche, relative alle sottosuperfici:

Nome
Nome della sottosuperficie, il quale deve essere univoco per lintero modello. Viene
generato automaticamente dal plugin seguendo tale regola, ma pu essere editato.

Tipologia sottosuperficie:
Tipologia di sottosuperficie, da scegliere tra le seguenti opzioni: Finestra, Porta
finestra e Porta (unica sottosuperficie di tipo opaco).

Componente dinvolucro (campo obbligatorio)


Nome del componente dinvolucro da assegnare alla sottosuperficie. Si fa notare che
nel menu a tendina vengono riportati tutti i componenti, sia opachi che trasparenti,
definiti allinterno del modello. In particolare, i componenti trasparenti semplificati
vengono contraddistinti con la sigla SG anteposta automaticamente al nome, allo
scopo di distinguerli agevolmente da quelli creati mediante limportazione di un file
dal software Window5 o Window6.

Superficie opaca di base


Nome della superficie opaca di base, su cui si trova posizionata la sottosuperficie.

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Oggetto adiacente
Nome delloggetto con cui la sottosuperficie si trova a contatto, nel caso in cui confini
con unaltra zona termica.

Fattore di vista del terreno (campo non obbligatorio)


Frazione del terreno piano (assunto essere orizzontale) visto dalla superficie termica.
Se non viene immesso alcun valore, viene automaticamente determinato dal motore di
calcolo.

Schermatura solare (campo non obbligatorio)


Nome del componente di schermatura solare che eventualmente si intende assegnare
alla sottosuperficie trasparente selezionata.

Telaio (campo non obbligatorio)


Nome del componente costruttivo definito per il telaio ed eventuali elementi divisori.
Tale campo non necessario se si utilizzano i componenti tecnologici definiti
mediante importazione di un file da Window5 o mediante linterfaccia semplificata.
Pertanto, tale campo pu essere utile solamente se viene definito il componente
trasparente mediante oggetti maggiormente dettagliati creati direttamente nel file .idf.

Moltiplicatore
Coefficiente mediante il quale viene moltiplicata larea della sottosuperficie. Pu
essere utilizzato per indicare la presenza di pi sottosuperfici identiche sulla medesima
superficie di base, evitando di modellizzarne la geometria. Tuttavia, si consiglia di
usare tale funzione con cautela, soprattutto quando importante definire lesatta
posizione della finestra rispetto alla zona, in quanto lombreggiamento viene
determinato in funzione delle forometrie geometricamente modellizzate.

Nella parte centrale della finestra di dialogo vengono visualizzate alcune propriet
geometriche relative alla sottosuperficie selezionata che hanno rispettivamente il seguente
significato:

Vertici
Numero di vertici di cui la sottosuperficie composta.

Area di un elemento
Area dellelemento selezionato.

Area totale
Area dellelemento selezionato moltiplicata per il valore del fattore moltiplicatore.

2.5) Le superfici ombreggianti (superfici non termiche)


Le superfici ombreggianti sono particolari oggetti geometrici, attraverso i quali il motore di
calcolo non considera alcuna trasmissione del calore. Vengono, infatti, definite anche
superfici non termiche, in quanto non rientrano nelle equazioni di bilancio termico delle
zone. Esse, tuttavia, possono produrre effetti in merito allombreggiamento portato sulle
superfici termiche. Infatti, vengono utilizzate di sovente per schematizzare il contesto,

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oppure generici aggetti delledificio stesso, quali balconi o gronde. La loro definizione
geometrica molto simile a quella delle superfici termiche, in quanto necessario
dapprima definire un gruppo di superfici, mediante il comando Nuova superficie
ombreggiante Lutente dovr posizionare allinterno dello spazio di lavoro un punto di
riferimento per tale gruppo, mediante il quale poterlo selezionare ed editare
successivamente.

Figura 2.14 Visualizzazione dello spazio di lavoro con linserimento di un gruppo di superfici
ombreggianti.

Analogamente a quanto accade per le zone termiche, al fine di poter inserire delle superfici
in tale gruppo necessario attivarlo mediante un doppio clic col tasto sinistro del mouse
sul punto di riferimento.

Figura 2.15 Visualizzazione dello spazio di lavoro con la modellizzazione di una superficie
ombreggiante allinterno di un gruppo attivato.

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Inoltre, ancora una volta non si dia particolare importanza n al posizionamento del punto
di riferimento (la cui utilit semplicemente quella di poter attivare il gruppo), n alle
dimensioni del parallelepipedo di contorno. Si faccia sempre attenzione a disegnare le
superfici mantenendo il gruppo attivato, viceversa esse non verranno riconosciute dal
plugin come oggetti da inserire nella simulazione, ma semplici entit geometriche di
SketchUp, che verranno ignorate. Si fa notare, inoltre, che le superfici ombreggianti sono
contraddistinte per default da un colore viola.
A differenza delle zone termiche, non ha particolare importanza quanti gruppi di superfici
ombreggianti vengano creati, se non per una mera comodit di selezione.
Per quanto riguarda le superfici ombreggianti, lunico parametro impostabile, oltre al
nome, la corrispondente trasparenza. Avviando, infatti, il comando Informazioni
oggetto successivamente alla selezione di una superficie ombreggiante, viene mostrata la
seguente finestra di dialogo.

Figura 2.16 Finestra di dialogo del comando Informazioni oggetto relativo ad una superficie
ombreggiante.

Nel campo Schedule di trasparenza possibile immettere una schedule contenente i


coefficienti di trasmissione della radiazione solare sullintero anno-tipo, compresi tra 0
(corrispondente ad una superficie completamente opaca) e 1 (significante un elemento
totalmente trasparente). Si anticipa che una schedule un particolare oggetto che consente
di definire un parametro con valore variabile nel tempo. Pertanto anche possibile
utilizzare questo oggetto per simulare il comportamento di una tenda mobile, che possa
essere rettratta durante linverno e completamente aperta durante lestate, cos come per
una vegetazione a foglia caduca, ecc.
Se il campo viene lasciato vuoto, si assume che la superficie sia sempre completamente
opaca (ovvero il valore del parametro sar pari a 0 per tutto lanno). Il calcolo della
radiazione solare trasmessa attraverso le superfici ombreggianti, viene effettuato, tenendo
conto delle seguenti approssimazioni:
entrambe le facce della superficie sono caratterizzati dal medesimo valore di
trasparenza alla radiazione solare;

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il valore di trasparenza uguale sia per la componente diretta che per quella diffusa
della radiazione solare;
la trasmissione della radiazione non tiene conto dellangolo dincidenza sulla
superficie ombreggiante;
la componente diretta della radiazione solare viene trasmessa completamente in forma
diretta, senza subire n rifrazioni, n conversioni in componente diffusa;
se due superfici ombreggianti sono sovrapposte, la trasparenza complessiva del
sistema data dal prodotto dei rispettivi coefficienti;
le riflessioni reciproche tra due superfici ombreggianti o tra una superficie
ombreggiante e ledificio vengono ignorate;
per eventuali calcoli di illuminamento, la trasmissione della radiazione visibile della
superficie ombreggiante pari al valore di trasparenza;
si assume che le superfici ombreggianti siano sempre opache alla radiazione
infrarossa, indipendentemente dal valore di trasparenza.

2.6) Strumento di ricerca delle superfici


Lo strumento di ricerca delle superfici consente di selezionare una o pi superfici o
sottosuperfici sulla base di uno o pi criteri di ricerca, da specificare nellapposita
interfaccia come mostrato in figura seguente. Il comando avviabile dal sottomenu
Strumenti del menu principale del plugin.

Figura 2.17 Finestra di dialogo del comando Ricerca superfici.

Tale strumento risulta particolarmente utile soprattutto quando, al termine della


simulazione, si verificano degli errori riferiti a particolari superfici o sottosuperfici. Inoltre,
pu essere utile nei controlli di coerenza del modello, verificando, ad esempio, la corretta
assegnazione dei componenti dinvolucro. La ricerca pu essere effettuata su tutto il
modello, oppure solamente su alcune parti selezionate, mediante i corrispondenti pulsanti
nella parte inferiore della finestra di dialogo.

31

3) DEFINIZIONE DEI COMPONENTI DINVOLUCRO


Il passo successivo alla definizione della geometria del modello lassegnazione allo
stesso delle propriet termiche. Ci implica, necessariamente, la definizione delle
caratteristiche costruttive dellinvolucro edilizio ed, in particolare, lassegnazione a
ciascuna superficie del modello del rispettivo componente tecnologico.
La creazione dei componenti avverr in maniera differente a seconda che si tratti di
pacchetti costruttivi opachi (quali pareti, solai, ecc.) o trasparenti (quali le finestre).
La prima tipologia verr, sostanzialmente, caratterizzata mediante una successione
stratigrafica di materiali, dei quali sar necessario definirne le propriet termo-fisiche.
Per quanto riguarda, invece, la creazione dei componenti trasparenti, data la maggiore
complessit dei parametri da definire, sono stati previsti due approcci: uno maggiormente
dettagliato, che richiede una vera e propria modellizzazione delloggetto finestra, mediante
lausilio del software Window5 o Window6, ed uno pi semplificato che necessita della
definizione di pochi parametri.

3.1) Librerie materiali opachi


Il comando Librerie materiali opachi, collocato nel menu dei comandi del plugin,
consente di gestire, modificare e creare materiali edili allinterno di librerie personalizzate,
da utilizzare per la creazione di componenti dinvolucro opachi.
Tali librerie prescindono dal modello. Infatti, rimangono memorizzate in appositi archivi
costituiti da file in formato .xml, collocati in una sottodirectory del percorso di
installazione del software SketchUp, nella posizione plugins\Openstudio\polimi\materiali.
Tale peculiarit consente di utilizzare gli stessi materiali per pi progetti, senza doverli
creare nuovamente ogni volta.
Come si pu notare dalla finestra di dialogo mostrata a seguito del lancio del comando, i
materiali sono organizzati in macro-categorie in modo da poterli ricercare con maggiore
facilit.

Figura 3.1 Finestra di dialogo delle librerie dei materiali organizzato per macro-categorie

Mediante il pulsante Propriet, possibile consultare i dati relativi al materiale


selezionato, senza dover aprire linteraccia di modifica.

32

Figura 3.2 Finestra di visualizzazione delle propriet del materiale selezionato

Per creare un nuovo materiale o modificarne uno esistente sufficiente cliccare sul
corrispondente comando e, conseguentemente, viene caricata linterfaccia di seguito
riportata, per limpostazione dei relativi dati. Si fa notare che, modificando le propriet di
un materiale gi inserito in un componente definito nel modello, i corrispondenti parametri
verranno automaticamente aggiornati, senza che questo debba essere riassegnato.

Figura 3.3 Finestra di impostazione delle propriet del materiale.

Mediante la finestra di dialogo mostrata nella sovrastante figura, possibile impostare le


seguenti caratteristiche, relative ai materiali da utilizzare per i componenti dinvolucro
opachi:

Nome materiale
Nome con cui identificare il materiale allinterno della libreria. Tale nome, allinterno
del modello deve essere univoco. Inoltre, in quanto ciascun materiale necessita della
definizione del relativo spessore, si consiglia di inserire nel nome del materiale il
riferimento a tale grandezza, in modo da poterlo facilmente riconoscere allinterno
della libreria. Una volta definito il nome di uno specifico materiale, questo non sar
pi modificabile successivamente, a meno che non si editi il file .xml della libreria,

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come spiegato successivamente. Si rammenta di evitare i seguenti caratteri non


ammessi: , ! ;.

Ruvidezza
Tale parametro definisce la ruvidezza della finitura superficiale dello strato di
materiale e influenza solamente i coefficienti di scambio convettivo (pi precisamente,
il coefficiente convettivo esterno). Le opzioni contenute nel menu a tendina variano da
Molto ruvido a Molto liscio.

Spessore
Spessore del materiale, espresso in m. Si fa notare che, essendo richiesta
esplicitamente tale grandezza per ciascun materiale, necessario definire un oggetto
per ciascuno degli spessori previsti nel modello, anche se tutte le altre propriet termofisiche rimangono inalterate.

Conduttivit
Valore di conduttivit termica del materiale, espresso in W/m2K (deve essere
maggiore di 0).

Densit
Valore della densit del materiale, espressa in kg/m3.

Calore specifico
Valore del calore specifico del materiale, espresso in J/(kgK).

Assorbimento termico
Frazione della radiazione infrarossa incidente assorbita dal materiale. Tale parametro
utilizzato nel calcolo degli scambi termici per irraggiamento tra diverse superfici ed
influenza il bilancio termico delle stesse. Il valore di tale parametro deve essere
compreso tra 0 e 1 (dove 1 rappresenta il caso di un corpo nero).

Assorbimento solare
Frazione della radiazione solare incidente sulla superficie che viene assorbita dal
materiale. Essa riferita allintero spettro della radiazione solare, pertanto include sia
la componente visibile, che quelle ultravioletta e infrarossa. Tale parametro utilizzato
nel calcolo della quantit di radiazione solare assorbita dalle diverse superfici ed
influenza il bilancio termico delle stesse. Il valore immesso deve essere compreso tra 0
e 1.

Assorbimento radiazione visibile


Frazione della radiazione visibile che viene assorbita dal materiale. Tale parametro
viene utilizzato nel calcolo della quantit di radiazione visibile assorbita dalle diverse
superfici ed influenza i bilanci termici delle stesse, cos come i calcoli sull
illuminamento degli ambienti. Il valore immesso deve essere compreso tra 0 e 1.

I materiali inseriti nella categoria Intercapedini, pur mantenendo la stessa finestra di


dialogo degli altri oggetti, hanno un comportamento differente. Infatti, viene creato un
particolare oggetto nel file .idf con una sintassi semplificata, consistente semplicemente nel
nome del materiale e nel valore di resistenza termica. Questultimo viene ricavato

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automaticamente dallinterfaccia come rapporto tra lo spessore e la conduttivit termica


immessi nella finestra di dialogo. Pertanto, tutti gli altri parametri possono essere omessi.
La suddivisione delle categorie dei materiali ed il loro raggruppamento possono essere
modificati mediante un editor di testo. La struttura dei file di archivio dei materiali prevede
un primo file denominato mat-cat.xml (collocato nella sottodirectory del plugin
OpenStudio\polimi\materiali) contenente i nomi delle macro-categorie in cui sono
organizzati i materiali ed il riferimento ai relativi file riportanti i materiali ad esse afferenti.
Infatti, visualizzandone il contenuto mediante un editor di testo, possibile notare una
serie di tre righe ripetute per ciascuna macro-categoria caratterizzata dalla seguente sintassi
generale:
<category name="nome categoria">
<filename value="file categoria.xml" />
</category>

Per aggiungere una categoria di materiali, , pertanto, sufficiente copiare queste tre righe e
sostituire a nome categoria letichetta che si vuole mostrare nellinterfaccia grafica in
figura 3.1, mentre ed al posto di file categoria.xml si dovr immettere il nome del file
.xml contenente i parametri dei materiali appartenenti a tale categoria.
I file contenenti i materiali di ciascuna categoria devono essere collocati nella medesima
directory del file mat-cat.xml. Anche in questi, riconoscibile una serie di righe ripetuta
per ciascun materiale, caratterizzata dalla seguente sintassi:
<material name='Nome materiale'>
<property name='roughness' value='Valore ruvidezza' />
<property name='thickness' value='Valore spessore' />
<property name='conductivity' value='Valore conduttivit termica' />
<property name='density' value='Valore densit' />
<property name='spheat' value='Valore calore specifico' />
<property name='theabsorptance' value='Valore assorbimento termico' />
<property name='solabsorptance' value='Valore assorbimento solare ' />
<property name='visabsorptance' value='Valore assorbimento rad. visibile' />
</material>

Questi file possono essere copiati da un pc allaltro, in modo da poter utilizzare le


medesime librerie su computer diversi. Inoltre, possibile, da parte dellutente,
personalizzare sia il file delle categorie che quelli dei materiali da parte dellutente
mediante un semplice editor di testo, rispettando la sintassi sopra esposta. Lunico vincolo
dato dallobbligatoriet di mantenere il nome della categoria Intercapedini, unitamente
alla tipologia di materiali immessi in questa categoria, i quali devono realmente
corrispondere a intercapedini daria. Questo, a causa del diverso comportamento
dellinterfaccia rispetto a questi materiali, come esposto precedentemente nel presente
capitolo.

35

3.2) Componenti dinvolucro opachi


Una volta che si hanno a disposizione nelle librerie i materiali necessari, possibile creare
i pacchetti tecnologici da assegnare alle superfici, mediante il comando Componenti
opachi, collocato alla voce Materiali e componenti del menu dei comandi.
Per creare un nuovo componente, necessario cliccare sul pulsante Nuovo collocato
nella parte inferiore della finestra di dialogo.
Dalla tendina collocata in alto a sinistra dellinterfaccia possibile scegliere se caricare i
materiali collocati nel proprio archivio personalizzato (usa i materiali nellarchivio) o
quelli contenuti nel file del modello (usa i materiali nel file .idf). Questultima opzione
particolarmente utile quando si sta lavorando su un file creato su un altro pc o da un altro
utente, del quale non si hanno a disposizione le librerie personalizzate. In questo caso, si
possono comunque utilizzare i materiali gi definiti per i pacchetti tecnologici esistenti nel
modello, ed possibile visualizzarne le propriet mediante il corrispondente pulsante
collocato al di sotto della lista dei materiali.
Se si sceglie, invece, di caricare i materiali dallarchivio personalizzato, viene
conseguentemente attivato il secondo menu a tendina, che permette di navigare tra le
categorie di materiali definite nelle librerie.
Per definire la stratigrafia del componente, necessario selezionare, uno alla volta, i
materiali da inserire e cliccare sul pulsante col simbolo >>, che permette di inserire il
materiale nel riquadro collocato nella parte destra. Tale sezione riporter la stratigrafia
oggetto di definizione. Per rimuovere un materiale da questo riquadro, invece, baster
selezionarlo e cliccare sul pulsante <<. Si faccia attenzione allordine con cui si
inseriscono i materiali, in quanto la successione dei singoli strati deve essere costruita
partendo dal lato pi esterno del componente. Tuttavia, nel caso in cui si voglia muovere
un materiale per modificarne la posizione, sufficiente selezionare il materiale stesso e
cliccare sul pulsante Su o Gi.
In considerazione di quanto appena esposto, si faccia presente quanto segue. Nel caso di
due superfici adiacenti, ciascuna delle quali appartenga ad una delle due zone confinanti,
nelledificio reale saranno necessariamente caratterizzate dal medesimo pacchetto
tecnologico. Tuttavia, nel modello virtuale, quello che per una superficie il materiale
collocato pi esternamente, per laltra sar quello posto pi internamente, e viceversa.
Pertanto, nel modello occorrer definire per le due superfici due componenti tecnologici
caratterizzati dai medesimi materiali, ma definiti in ordine inverso. La stessa cosa, in
maniera pi frequente, avverr tra un soffitto ed un pavimento confinanti ed appartenenti
il primo, alla zona collocata pi in basso, ed il secondo alla zona soprastante: sar
necessario definire un pacchetto soffitto (che avr presumibilmente come primo
materiale una pavimentazione) ed un pacchetto pavimento (che avr probabilmente
come primo materiale lintonaco collocato sul lato inferiore), caratterizzati dai medesimi
materiali definiti in ordine inverso.
Una volta terminata la definizione della stratigrafia del componente, sar necessario
definirne il nome, avendo cura che questo sia univoco per tutto il modello, e cliccare sul
pulsante Crea. In tal modo, il componente viene inserito nella lista di quelli presenti nel
file di lavoro, allinterno del riquadro collocato nella parte inferiore della finestra.
Mediante il tasto Visualizza propriet del componente possibile consultare loggetto
scritto nel file .idf e verificare lesatta successione degli strati.
inoltre possibile, mediante i relativi tasti, eliminare, modificare o duplicare un
componente inserito in tale lista. La funzione Salva IDF consente di effettuare un

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salvataggio immediato delle modifiche apportate ai componenti, senza dover uscire dalla
finestra di dialogo e attivare il comando Salva dal menu principale.

Figura 3.4 Finestra di dialogo per la gestione dei componenti dinvolucro opachi.

Figura 3.5 Finestra di visualizzazione delle propriet del componente.

Per assegnare i pacchetti tecnologici alle rispettive superfici del modello sar necessario
selezionare ciascuna superficie e, mediante lo strumento Informazioni oggetto,
modificare il campo Componente dinvolucro, nel quale vi un menu a tendina
riportante i pacchetti definiti nel modello. Unulteriore procedura per lassegnazione dei
componenti dinvolucro esposta successivamente al paragrafo Impostazione di
componenti predefiniti dinvolucro

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3.3) Componenti trasparenti da W5/W6


Come anticipato nel paragrafo introduttivo, possibile definire un componente trasparente
mediante due modalit differenti. La prima di queste, maggiormente dettagliata, richiede la
modellizzazione del serramento mediante il software Window 5 o Window 6.
Esso, come il motore di calcolo EnergyPlus, sviluppato dai Lawrence Berkeley National
Laboratory ed un software liberamente disponibile sul sito http://windows.lbl.gov
studiato per il calcolo delle prestazioni termiche dei componenti trasparenti. Inoltre,
prevede la modellizzazione dellintero serramento fornendo una libreria di vetri molto
vasta, derivata dai prodotti disponibili in commercio dalle diverse aziende produttrici, dei
quali sono disponibili tutti i dati ottici e termici necessari per unanalisi dettagliata della
trasmissione della radiazione solare attraverso di essi.
Al termine della modellizzazione, possibile esportare un file .dat contenente tutti i dati
relativi al serramento, mediante il quale creare automaticamente il componente allinterno
del plugin BESTenergy, semplicemente inserendo il riferimento al file stesso. A tal scopo,
necessario avviare il comando Componenti trasparenti da W5/W6 collocato nel menu
dei comandi, alla voce Materiali e componenti.

Figura 3.6 Finestra di dialogo per la definizione dei componenti trasparenti da Window5 o
Window6.

La corrispondente finestra di dialogo presenta nella parte sinistra lelenco dei componenti
trasparenti definiti mediante tale comando allinterno del modello. Tramite i pulsanti
collocati nella porzione inferiore, possibile modificare ed eliminare gli oggetti presenti
nella lista, o crearne di nuovi.
Il pulsante Visualizza consente di mostrare le righe scritte nel file .idf per loggetto
selezionato, in modo da poterne consultare le propriet senza doverlo caricare nella parte
destra della finestra.
Per creare un nuovo componente, necessario cliccare su Nuovo ed impostare i
parametri di seguito elencati nella parte destra della finestra di dialogo

Nome componente
Nome con cui identificare il componente allinterno del modello. Tale nome,
allinterno del file di lavoro deve essere univoco. Inoltre, deve essere uguale a quello
definito nel file .dat importato. A tal proposito, risulta particolarmente utile la funzione
Visualizza DAT attivabile col pulsante in basso a destra della finestra. Essa consente
di visualizzare il file .dat costruito mediante il software Window5 o Window6,
contenente tutti i dati termici e geometrici del componente. Di particolare utilit la

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riga identificata con letichetta Window name. Essa riporta, infatti il nome assunto
dal componente nel file .dat (nellesempio riportato in figura: 1Picture).

Figura 3.7 Finestra di visualizzazione del contenuto del file .dat creato mediante il software
Window5 o Window6.

Percorso del file .DAT


Mediante lausilio del pulsante Sfoglia necessario immettere la posizione sul disco
fisso del file .dat contenente il componente definito mediante il software Window5 da
caricare. Si fa notare che la lunghezza del percorso del file non pu superare i 60
caratteri. Pertanto, si consiglia di salvarlo in posizioni relativamente comode. In via
alternativa, possibile avvalersi dellopzione Percorso relativo alla cartella di
EnergyPlus. In tal caso i 60 caratteri possono essere superati, tuttavia, il file .dat deve
trovarsi in una sottocartella di quella in cui collocato il file eseguibile del motore di
calcolo EnergyPlus. In tale maniera, infatti, sottintende la prima parte del percorso,
essendo a lui gi nota, diminuendone, di conseguenza, la lunghezza.

3.4) Componenti trasparenti semplificati


Nel caso in cui non si abbiano a disposizione i molteplici dati richiesti per la
modellizzazione di un componente trasparente con il software Window5 (condizione che si
verifica sicuramente nelle fasi iniziali della progettazione), possibile impostarne le
propriet in maniera maggiormente semplificata ed approssimata mediante il comando
Componenti trasparenti semplificati, collocato alla voce Materiali e componenti del
menu dei comandi. I pochi parametri richiesti possono essere, in prima approssimazione ed
in mancanza dei dati certi forniti dal produttore, desunti dalla norma UNI/TS 11300-1 e
dalle corrispondenti tabelle.

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Figura 3.8 Finestra di dialogo per la definizione dei componenti trasparenti semplificati.

Nella parte sinistra della finestra di dialogo vengono elencati tutti i componenti trasparenti
definiti nel modello. Mediante i pulsanti in basso, possibile eliminare, modificare gli
oggetti elencati, nonch crearne nuovi.
Il pulsante Visualizza consente di mostrare le righe scritte nel file .idf per loggetto
selezionato, in modo da poter consultarne le propriet senza doverlo caricare nella parte
destra della finestra.
Per creare un nuovo componente o modificarne uno esistente, sufficiente cliccare sul
corrispondente comando ed immettere, nella parte sinistra della finestra di dialogo, i
seguenti parametri.

Nome componente (dato obbligatorio):


Nome del componente trasparente oggetto di creazione. Tale nome deve essere
univoco nel modello. Nelle finestre di informazioni oggetto il nome del componente
immesso in questo campo viene preceduto dalla sigla SG allo scopo di distinguerlo
facilmente da quelli creati in maniera dettagliata mediante il comando Componenti
trasparenti da W5/W6;

Trasmittanza termica (dato obbligatorio)


Valore di trasmittanza termica, espressa in W/(m2K), complessiva per lintero
serramento. Deve tenere conto, pertanto, delleffetto del telaio e del ponte termico di
giunzione tra vetro e telaio.

Fattore solare (dato obbligatorio)


Esprime il rapporto tra la radiazione solare trasmessa verso lambiente dal componente
trasparente, rispetto alla radiazione solare totale incidente su di esso.

Coefficiente di trasmissione della radiazione visibile (dato facoltativo)


Coefficiente di trasmissione della componente visibile della radiazione solare. Tale
dato obbligatorio se vengono effettuate valutazioni sullilluminamento naturale.

Al termine dellimmissione dei dati, necessario cliccare sul pulsante Salva, al fine di
aggiungere alla lista il componente od aggiornarne le propriet.

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3.5) Impostazione di componenti dinvolucro predefiniti


Allinterno del sottomenu Impostazioni vi il comando Componenti predefiniti.
Mediante la corrispondente finestra di dialogo, possibile preassegnare i componenti
dinvolucro delle superfici termiche, distinte per tipologia, che si andranno a modellizzare
da quel momento in poi. Questo consente di evitare di dover assegnare il componente
dinvolucro superficie per superficie attraverso il comando Informazioni oggetto.
Tuttavia, con questo approccio, esso rappresenta unarma a doppio taglio, in quanto, nel
caso di un modello con molteplici tecnologie dinvolucro adottate, pu indurre lutente
allerrore, se non ricorda di assegnare correttamente di volta in volta i componenti corretti
in tale schermata.
Invece, un approccio maggiormente cautelativo potrebbe essere quello di utilizzare tale
schermata per assegnare i componenti qui definiti a gruppi di superfici e/o sottosuperfici
selezionate (o allintero modello), mediante i corrispondenti pulsanti Applica alla
selezione e Applica allintero modello.
anche possibile non impostare alcun componente predefinito, in modo tale da mantenere
vuoto il campo Componente dinvolucro tra le propriet della superficie e poi assegnarli
successivamente mediante lo strumento Informazioni oggetto o mediante il metodo sopra
esposto.

Figura 3.9 Finestra di dialogo per la lassegnazione dei componenti predefiniti.

Si fa presente che laggettivo interzona si riferisce a componenti da assegnare a superfici


riconosciute dallapposita routine come adiacenti. Rappresenta, pertanto, il componente
che viene sostituito a quello precedentemente specificato per la superficie, durante il lancio
del comando Determinazione automatica adiacenze (si veda corrispondente paragrafo).
Laggettivo esterni invece, si riferisce a tutti i componenti creati ex-novo. Si ricorda,
infatti, che, allatto della creazione di nuove superfici, queste vengono per default
impostate come confinanti con lambiente esterno (eccezion fatta per quelle orizzontali
collocate a quota zero). Inoltre, quando viene lanciata la routine Rimuovi adiacenze

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(sempre dalla finestra di dialogo di determinazione adiacenze), tali componenti


rappresentano quelli che vengono nuovamente assegnati alla superficie, in luogo di quelli
precedentemente immessi.
Mediante la parte superiore della finestra di dialogo, possibile salvare od importare le
assegnazioni dei componenti predefiniti dinvolucro.

3.6) Assegnazione automatica adiacenze


Mediante il comando Assegnazione adiacenze, avviabile dal sottomenu Strumenti del
plugin, possibile correggere agevolmente lesposizione delle superfici adiacenti tra di
loro. Infatti, anzich doverle impostare manualmente una per una, mediante lo strumento
Informazioni oggetto, questo comando effettua un confronto tra le coordinate dei vertici
di tutte le superfici presenti nel modello. Ogni qualvolta trovi tale corrispondenza tra due
superfici termiche, ne corregge sia il parametro Esposizione, attribuendo lopzione
Altra superficie, sia il campo Oggetto adiacente, scrivendo il nome delloggetto
adiacente. Inoltre, deseleziona le opzioni Esposizione alla radiazione solare e
Esposizione al vento. Si faccia attenzione che, essendo effettuato tale controllo su tutte le
superfici del modello, il comando causa la correzione dei parametri appena citati anche per
quelle superfici adiacenti per le quali si sia impostata manualmente, per un motivo o per
laltro, unesposizione diversa dallopzione Altra superficie.
Inoltre, per ogni adiacenza trovata, sostituisce, nelle propriet delle superfici, il
componente dinvolucro con quello definito nella corrispondente tipologia di superficie
nella finestra Componenti predefiniti. In particolare, se vengono riconosciute due pareti
adiacenti, il componente assegnato ad entrambe sar quello specificato alla voce Pareti
interne. Se, invece, verr trovata unadiacenza tra un soffitto ed un pavimento, al primo
verr assegnato il componente specificato come Solai di soffitto interzona ed al secondo
quello riscontrato alla voce Solai di pavimento interzona.
NOTE
Questultima procedura ha un limite. Infatti, si ricorda che, secondo quanto esposto
nel capitolo 3.2, un componente dinvolucro deve sempre essere descritto partendo
dallo strato pi esterno, verso quello pi interno. Di conseguenza, per due superfici
adiacenti, dovranno essere creati due differenti componenti caratterizzati dai
medesimi materiali, ma definiti in ordine inverso (a meno che tale successione non sia
simmetrica). Nella schermata dei componenti predefiniti, mentre per i solai interpiano
effettivamente distinto il pacchetto costruttivo, a seconda che si tratti della superficie
che schematizza il soffitto o di quella rappresentante il pavimento, per quanto
riguarda due pareti adiacenti, tale distinzione rispetto ai due lati del componente non
prevista. Pertanto, nel secondo caso, si dovr comunque fare attenzione ed
eventualmente correggere i componenti dinvolucro assegnati con lordine di
successione degli strati sbagliato.
Per quanto appena esposto, si fa notare che, se nella finestra di dialogo Componenti
predefiniti alcune tipologie vengono lasciate in bianco, qualora in corrispondenza di
queste fossero determinate delle adiacenze dalla routine, leventuale componente
assegnato alla superficie verrebbe sostituito con una riga bianca, ovvero, di fatto,
rimosso.

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La finestra di dialogo, avviabile dal sottomenu Strumenti, permette di eseguire quattro


diverse funzionalit, comunque connesse al riconoscimento delle adiacenze, come
mostrato nella figura seguente.

Figura 3.10 Finestra di dialogo della procedura di riconoscimento automatico delle adiacenze

Assegna adiacenze allintero modello


Esegue le operazioni descritte precedentemente nel paragrafo su tutte le superfici
dellintero modello.
Assegna adiacenze alla selezione
Esegue le operazioni descritte precedentemente nel paragrafo limitatamente alle
superfici selezionate.
Rimuovi adiacenze allintero modello
Confronta tutte le superfici adiacenti tra loro e riassegna lesposizione Ambiente
esterno, oltre a riattivare lesposizione al vento e alla radiazione solare. Inoltre,
reimposta il componente dinvolucro definito per le corrispondenti tipologie di
superfici esterne nella finestra di dialogo dei componenti. Ad esempio, per due pareti
interzona, assegna loro il componente predefinito impostato alla voce Pareti esterne.
Rimuovi adiacenze alla selezione
Esegue le operazioni descritte al punto precedente, limitatamente alle superfici
selezionate.

3.7) Schermature solari


A ciascuna superficie trasparente possibile assegnare, oltre al componente, anche una
schermatura solare, in modo da poter controllare in modo efficiente la radiazione solare
entrante nella zona. Tale assegnazione avviene, come gi specificato nella corrispondente
sezione, mediante lo strumento Informazioni oggetto, immettendo nel campo
Schermatura solare il nome delloggetto appositamente creato.
Le schermature solari possono essere definite nel modello mediante i corrispondenti
comandi collocati nel menu del plugin, alla voce Materiali e componenti. Esso si
compone di due parti, di cui quella denominata Librerie sistemi di schermatura consente
di definire le caratteristiche costruttive e geometriche delle schermature, mentre quella
denominata Schermature solari permette di definirne il comportamento ed i relativi
controlli in funzione di alcuni parametri ambientali, oltre alloggetto di schermatura vero e
proprio, da specificare nel corrispondente campo della superficie trasparente.

43

3.7.1) Librerie sistemi di schermatura

Il primo sottocomando permette, come anticipato al paragrafo precedente, di definire le


propriet geometriche e costruttive delle schermature solari. Ci avviene, di fatto creando
una sorta di materiale, al quale verr fatto riferimento nella creazione della schermatura
vera e propria, che avverr mediante il sottocomando descritto al paragrafo successivo.
Come si pu notare, linterfaccia si compone di due finestre di dialogo, la prima delle
quali, riportata nella figura seguente, elenca i materiali delle schermature solari gi definiti
allinterno del modello. Mediante i rispettivi pulsanti collocati nella parte inferiore della
finestra, possibile editarli, eliminarli o crearne nuovi.

Figura 3.11 - Finestra di dialogo riportante lelenco dei materiali definiti per la costruzione delle
schermature solari.

Editando o creando un nuovo materiale, viene visualizzata la seconda finestra di dialogo,


che consente di immettere le caratteristiche geometriche e costruttive delloggetto. Questa
costituita da tre tasche differenti, a seconda della tipologia di schermatura che si intende
definire. Infatti, vengono richiesti parametri e caratteristiche costruttive differenti, a
seconda che si tratti di una tenda, un frangisole od una griglia. Nel seguito di questo
paragrafo, viene analizzata ciascuna delle tre tipologie appena esposte.
La prima tasca riporta i parametri per la definizione di un materiale da assegnare ad una
schermatura solare consistente in una tenda. Di seguito si riportano la visualizzazione della
finestra di dialogo ed il significato dei corrispondenti campi.

Figura 3.12 - Finestra di dialogo riportante lelenco dei parametri da definire per un materiale
utilizzato per una tenda schermante.

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Nome
Nome mediante il quale identificare il materiale oggetto di definizione, da assegnare
ad una tenda schermante. Esso deve essere univoco tra gli oggetti di analoga tipologia
definiti nel modello.

Spessore
Spessore del materiale di cui costituita la tenda, espresso in metri.

Conducibilit termica
Conducibilit termica del materiale di cui costituita la tenda, espressa in W/mK.

Comportamento del materiale della tenda rispetto alle diverse lunghezze donda
Nei campi riportati in questo riquadro necessario inserire i corrispondenti coefficienti
di trasmissione, riflessione ed emissivit rispetto alle diverse componenti dello spettro
solare.

Nel riquadro collocato nella parte destra della finestra, necessario immettere i dati relativi
alla geometria della tenda, riferendosi alla seguente immagine esemplificativa
(richiamabile dallutente cliccando sul tasto Immagini)

Figura 3.13 Schema grafico riportante i parametri necessari alla definizione delle caratteristiche
geometriche della tenda.

Distanza dal vetro


Distanza contrassegnata dal simbolo s nella figura precedentemente riportata,
corrispondente alla distanza netta misurata tra il piano della tenda e quello del vetro.

Coefficiente di apertura superiore


Rapporto tra la distanza misurata tra il lembo superiore della tenda e la muratura (t) e
la distanza dal vetro (s).

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Coefficiente di apertura inferiore


Rapporto tra la distanza misurata tra il lembo inferiore della tenda e la muratura (b) e
la distanza dal vetro (s).

Coefficiente di apertura laterale sinistro


Rapporto tra la distanza misurata tra il lembo sinistro della tenda e la muratura (l) e la
distanza dal vetro (s).

Coefficiente di apertura laterale destro


Rapporto tra la distanza misurata tra il lembo destro della tenda e la muratura (r) e la
distanza dal vetro (s).

Permeabilit allaria
Rapporto tra il flusso daria che attraversa la tenda e quello complessivamente
incidente su di essa. Pu anche essere inteso come rapporto tra larea dei fori presenti
nella tenda e larea totale della stessa.

Nella seconda tasca, invece, sono mostrati i parametri necessari alla definizione di un
materiale da assegnare ad una schermatura solare consistente in un frangisole. Di seguito,
si riportano la visualizzazione della finestra di dialogo ed il significato dei corrispondenti
campi.

Figura 3.14 - Finestra di dialogo riportante lelenco dei parametri da definire per un materiale
utilizzato per un frangisole.

Nome
Nome mediante il quale identificare il materiale oggetto di definizione, da assegnare
ad un frangisole. Esso deve essere univoco tra gli oggetti di tale tipologia definiti nel
modello.

Conducibilit termica
Conducibilit termica del materiale di cui sono costituite le lamelle del frangisole,
espressa in W/mK.

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Comportamento del materiale delle lamelle rispetto alle diverse componenti della
radiazione solare
Nei campi riportati in questo riquadro necessario inserire i corrispondenti coefficienti
di trasmissione, riflessione ed emissivit, rispetto alle diverse componenti della
radiazione solare.

Nel riquadro collocato nella parte destra della finestra, necessario immettere i dati relativi
alla geometria del frangisole, riferendosi alla seguente immagine esemplificativa. Essa
visualizzabile da parte dellutente, cliccando sul tasto Immagini.

Figura 3.15 Schema grafico riportante i parametri necessari alla definizione delle caratteristiche
geometriche di un frangisole.

Orientamento
Direzione dellasse di rotazione delle lamelle.

Larghezza delle lamelle


Dimensione del lato della lamella perpendicolare al vetro, espressa in metri.

Distanza tra le lamelle


Distanza misurata perpendicolarmente allasse di rotazione di due lamelle, al netto
dello spessore delle stesse, espressa in metri.

47

Spessore della lamella


Dimensione del lato perpendicolare al piano della lamella, espressa in metri.

Angolo inclinazione lamella


Angolo formato tra la normale della lamella e la normale del vetro, espresso in gradi
sessadecimali. Il valore contraddistinto come iniziale si riferisce a lamelle di tipo fisso.
Viceversa, se queste sono previste essere orientabili, tale campo deve essere lasciato
vuoto ed essere immesso il valore minimo e massimo dellangolo di inclinazione.

Distanza dal vetro


Distanza misurata dallasse di rotazione delle lamelle fino al lato del vetro rivolto
verso il frangisole, espressa in metri.

Coefficiente di apertura superiore, inferiore, laterale sinistro e laterale destro


Per tali parametri si rimanda a quanto gi esposto per le tende schermanti.

Nella terza tasca, infine, sono mostrati i parametri richiesti per la definizione di un
materiale da assegnare ad una schermatura solare consistente in una griglia fissa. Di
seguito, si riportano la visualizzazione della finestra di dialogo ed il significato dei
corrispondenti campi.

Figura 3.16 - Finestra di dialogo riportante lelenco dei parametri da definire per un materiale
utilizzato per una griglia.

Nome
Nome mediante il quale identificare il materiale oggetto di definizione, da assegnare
ad una griglia. Esso deve essere univoco tra gli oggetti di tale tipologia definiti nel
modello.

Conducibilit termica
Conducibilit termica del materiale di cui costituita la griglia, espressa in W/mK.

48

Comportamento del materiale delle lamelle rispetto alle diverse componenti della
radiazione solare
Nei campi riportati in questo riquadro, necessario inserire i corrispondenti
coefficienti di riflessione e di emissivit, rispetto alle diverse componenti della
radiazione solare.

Metodo di calcolo della riflessione della radiazione solare diretta


Mediante tale campo, possibile impostare come considerare il comportamento della
griglia nella riflessione della componente diretta della radiazione solare. In particolare,
possibile ignorare le eventuali riflessioni (mediante lopzione nessuno), oppure
impostare un comportamento a specchio, secondo il quale la radiazione diretta
venga riflessa nuovamente come diretta (opzione Radiazione diretta). Infine, si pu
optare per lattribuzione di un comportamento Lambertiano, supponendo che la
componente diretta di radiazione solare che incide sulla griglia venga riflessa come
diffusa.

Nel riquadro collocato nella parte destra della finestra, necessario immettere i dati relativi
alla geometria della griglia, riferendosi alla seguente immagine esemplificativa. Essa
anche visualizzabile da parte dellutente, cliccando sul tasto Immagini

Figura 3.17 Schema grafico riportante i parametri necessari alla definizione delle caratteristiche
geometriche di una griglia ed esemplificazione delle opzioni relative al metodo di calcolo della
riflessione della radiazione solare diretta incidente.

Interasse delle barre


Distanza (S) misurata da un filo della barra che identifica i riquadri della griglia, al
corrispondente filo della barra successiva, espressa in metri.

Spessore delle barre


Spessore delle barre (D) che identificano i riquadri della griglia, espresso in metri.

Distanza dal vetro


Distanza netta misurata dal lato interno della griglia al lato del vetro rivolto verso
lambiente esterno, espressa in metri.

Coefficiente di apertura superiore, inferiore, laterale sinistro e laterale destro


Per tali parametri si rimanda a quanto gi esposto per le tende schermanti.

49

3.7.2) Schermature solari

Mediante tale sottocomando, viene creata la schermatura solare vera e propria,


definendone il comportamento e lattivit in funzione di specifici parametri e
caratterizzandola con i dati costruttivi e geometrici impostati mediante il comando
precedentemente esposto. Gli oggetti creati in questa interfaccia, pertanto, sono quelli che
devono essere assegnati alle superfici trasparenti nel campo Schermatura solare.
Anche tale sottocomando si compone di due finestre di dialogo, la prima delle quali,
riportata nella figura seguente, elenca le schermature solari gi definite allinterno del
modello. Mediante i corrispondenti pulsanti collocati nella parte inferiore, possibile
editarli, eliminarli o crearne nuovi.

Figura 3.18 - Finestra di dialogo riportante lelenco degli oggetti Schermature solari

Editando o creando una nuova schermatura solare, viene visualizzata la seconda finestra di
dialogo, che consente di immettere i corrispondenti parametri, come di seguito mostrato.

Figura 3.19 - Finestra di dialogo per limpostazione dei parametri di controllo delloperativit
della schermatura solare

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Nome
Nome mediante il quale identificare la schermatura solare oggetto di definizione.
Corrisponde al nome che verr visualizzato nel menu a tendina del campo
Schermatura solare nellinterfaccia Informazioni
oggetto relativa ad una
sottosuperficie trasparente. Esso deve essere univoco tra gli oggetti di tale tipologia
definiti nel modello.

Tipologia di schermatura
Permette di indicare la tipologia di schermatura, coerentemente con il sistema di
schermatura che si intende assegnare. In funzione della scelta effettuata, vengono
caricati i corrispondenti parametri per il controllo delloperativit della schermatura.

Materiale schermatura
Nome del sistema di schermatura contenente le caratteristiche costruttive della
schermatura, da scegliere coerentemente con la tipologia selezionata al campo
precedente. Se non stato creato loggetto necessario, possibile richiamare
linterfaccia dei materiali di schermatura per crearne uno alluopo o per modificarne
uno esistente, tra quelli caricati nella tendina.

Parametro per il controllo della schermatura


Definisce secondo quali parametri definire loperativit della schermatura, scegliendo
tra le seguenti opzioni:
sempre presente: mediante tale opzione, la schermatura si suppone sempre
posizionata;
sempre assente: mediante tale opzione, la schermatura si suppone che non sia mai
posizionata, quindi, come se questa non esistesse;
schedule: consente di gestire la presenza della schermatura solo mediante una
schedule, da specificare nel campo Nome schedule. Essa dovr prevedere un
valore pari a 0 nei periodi in cui la schermatura non posizionata ed un valore pari
ad 1 in quelli rimanenti;
irradianza incidente sul vetro: mediante tale opzione, il posizionamento della
schermatura subordinato al superamento del valore di irradianza solare
complessiva incidente sul vetro specificato dallutente nel campo successivo ed
espresso in W/m2;
irradianza incidente sul piano orizzontale: mediante tale opzione, il
posizionamento della schermatura subordinato al superamento del valore di
irradianza solare complessiva incidente sul piano orizzontale specificato
dallutente nel campo successivo ed espresso in W/m2;
temperatura dellaria esterna: mediante tale opzione, il posizionamento della
schermatura subordinato al superamento del valore di temperatura a bulbo secco
dellaria esterna specificato dallutente nel campo successivo ed espresso in C;
temperatura dellaria interna: mediante tale opzione, il posizionamento della
schermatura subordinato al superamento del valore di temperatura media
dellaria interna specificato dallutente nel campo successivo ed espresso in C;
Flusso termico per raffrescamento: mediante tale opzione, il posizionamento della
schermatura subordinato al superamento del valore di flusso termico per
raffrescamento specificato dallutente nel campo successivo ed espresso in W;

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indice di abbagliamento: mediante tale opzione, il posizionamento della


schermatura subordinato al superamento del valore dellindice complessivo di
abbagliamento specificato dallutente nel campo successivo, riferito al primo punto
di controllo posizionato nella zona2;
Temperatura esterna ottimizzazione invernale: mediante tale opzione, il
posizionamento notturno della schermatura subordinato al non superamento del
valore di temperatura a bulbo secco dellaria esterna specificato dallutente nel
campo successivo ed espresso in C. Durante il giorno, invece, la schermatura non
si considera mai posizionata, per favorire lentrata degli apporti solari;
Temperatura interna ottimizzazione invernale: mediante tale opzione, il
posizionamento notturno della schermatura subordinato al non superamento del
valore di temperatura a bulbo secco dellaria interna specificato dallutente nel
campo successivo ed espresso in C. Durante il giorno, invece, la schermatura non
si considera mai posizionata, per favorire lentrata degli apporti solari;
flusso termico per riscaldamento: mediante tale opzione, il posizionamento
notturno della schermatura subordinato al superamento del valore di flusso
termico per riscaldamento della zona specificato dallutente nel campo successivo
ed espresso in W. Durante il giorno, invece, la schermatura non si considera mai
posizionata, per favorire lentrata degli apporti solari;
temperatura esterna e raffrescamento diurno: mediante tale opzione, il
posizionamento notturno della schermatura subordinato al non superamento del
valore di temperatura a bulbo secco dellaria esterna specificato dallutente nel
campo successivo ed espresso in C. Durante il giorno, invece, la schermatura si
considera posizionata solo in presenza di un flusso termico per raffrescamento;
riscaldamento notturno e raffrescamento diurno: mediante tale opzione, il
posizionamento notturno della schermatura subordinato al superamento del
valore di flusso termico per riscaldamento specificato dallutente nel campo
successivo ed espresso in W. Durante il giorno, invece, la schermatura si considera
posizionata solo in presenza di un flusso termico per raffrescamento;
raffrescamento e irradianza solare incidente-1: mediante tale opzione, il
posizionamento diurno della schermatura subordinato al superamento del valore
di irradianza solare incidente sul vetro specificato dallutente nel campo successivo
ed espresso in W/m2 e alla contemporanea presenza di un flusso termico per
raffrescamento. Se una delle due condizioni nelle ore diurne non verificata, la
schermatura non viene posizionata. Durante la notte, invece, la schermatura non si
considera mai posizionata;
raffrescamento e irradianza solare incidente-2: mediante tale opzione, il
posizionamento diurno della schermatura subordinato al superamento del valore
di irradianza solare incidente sul vetro specificato dallutente nel campo successivo
ed espresso in W/m2 e alla contemporanea presenza di un flusso termico per
raffrescamento. Se una delle due condizioni non verificata nelle ore diurne, la
schermatura non viene posizionata. Durante la notte, invece, la schermatura si
considera sempre posizionata;

Tale opzione possibile solo se si sono impostati per la zona gli oggetti necessari al calcolo
dellilluminamento naturale. In questa versione dellapplicativo, tali funzionalit non sono ancora presenti,
pertanto, per la definizione di tali oggetti si rimanda all EnergyPlus Input Output Reference, edizione del
13-10-2011

52

temperatura esterna e irradianza incidente sul vetro: mediante tale opzione, il


posizionamento della schermatura subordinato al superamento del valore di
temperatura dellaria esterna specificato dallutente nel campo successivo ed
espresso in C, ed al contemporaneo superamento del valore di irradianza solare
incidente sul vetro specificato nel campo Valore di set-point del secondo
parametro di controllo, espresso in W/m2. Se una delle due condizioni non
verificata, la schermatura non viene posizionata;
temperatura esterna e irradianza incidente sullorizzontale: mediante tale opzione,
il posizionamento della schermatura subordinato al superamento del valore di
temperatura dellaria esterna specificato dallutente nel campo successivo ed
espresso in C, ed al contemporaneo superamento del valore di irradianza solare
incidente sul piano orizzontale nel campo Valore di set-point del secondo
parametro di controllo, espresso in W/m2. Se una delle due condizioni non
verificata, la schermatura non viene posizionata.

Gestione con schedule


Mediante tale campo, possibile definire una schedule da utilizzare unitamente ai
controlli di posizionamento definiti nel campo Parametro per il controllo della
schermatura. Tale schedule conterr valori pari a 0 (nel caso in cui la schermatura
non sia posizionata) o pari a 1 (se la schermatura operativa), per tutti gli intervalli
dellanno tipo. Pertanto, una schermatura verr posizionata, in un certo istante della
simulazione, solamente se saranno soddisfatte le condizioni relative al parametro di
controllo e il valore contenuto nella schedule sia pari a 1.

Modalit di controllo dellinclinazione delle lamelle


Definisce come controllare la variabilit dellangolo di inclinazione delle lamelle di un
frangisole. Se viene selezionata lopzione angolo fisso, si assume che le lamelle
siano sempre inclinate del valore di angolo specificato come Iniziale nel
corrispondente campo del materiale. Lopzione schedule, invece, consente di
immettere nel campo successivo il nome di una schedule contenente i valori
dellangolo di inclinazione in tutto lanno-tipo, espressi in gradi sessadecimali. Infine,
lopzione Blocco della radiazione solare diretta consente di orientare continuamente
le lamelle, in modo da intercettare la componente diretta della radiazione solare
incidente sul componente trasparente.

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4) SCHEDULE
4.1) Che cosa sono le schedule
Le schedule sono strumenti che permettono di gestire la variabilit temporale del valore di
un generico parametro. Ad esempio, si supponga di dover impostare il valore di
affollamento di un ambiente. Questo, tendenzialmente variabile nel tempo, in funzione
delloccupazione da parte dellutenza. Mediante una schedule possibile definire o far
variare, nei diversi momenti del periodo di simulazione, il valore di questa grandezza.

4.2) Definire una schedule


La creazione o la modifica di una schedule possibile mediante il comando Gestione
schedule, avviabile dal menu del plugin, alla voce Schedule. Esso si compone di due
finestre di dialogo, la prima delle quali contiene il riepilogo degli oggetti schedule definiti
allinterno del modello e consente di creare nuovi oggetti schedule o di accedere alla
modifica di quelli esistenti.

Figura 4.1 - Finestra riportante lelenco delle schedule definite nel modello

Cliccando su Nuovo, si apre una finestra di dialogo che chiede di immettere il nome
della schedule che si vuole creare (avendo cura che questo nome non sia gi stato definito
allinterno del modello) e di specificare la tipologia di schedule, selezionandola dal menu a
tendina. Le tipologie di schedule previste sono Frazionaria e Reale. La prima
costringer lutente ad immettere nella schedule solo i numeri reali compresi tra 0 e 1,
mentre la seconda consentir limmissione di tutti i numeri reali, compresi tra e +.

Figura 4.2 - Finestra di creazione di una nuova schedule

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Una volta confermati i dati, nella prima finestra di dialogo viene inserita una schedule
caratterizzata dal nome appena immesso. La schedule creata costituita da una struttura di
partenza vuota, da personalizzare secondo le esigenze. Per definirne il contenuto,
necessario selezionarla e cliccare su Modifica. In questo modo, si apre la seconda
finestra di dialogo che consente di impostare i valori del parametro nel tempo, come
mostrato nella figura seguente.

Figura 4.3 - Finestra di dialogo per la modifica delloggetto schedule

Una schedule pu essere pensata come un calendario della durata di un anno, avente una
struttura nidificata ad albero, costituita da nodi sovraordinati e nodi subordinati. Nella parte
sinistra della finestra di dialogo viene mostrata la struttura ad albero, coi relativi nodi,
mentre nella parte destra possibile inserire i dati richiesti per ciascun nodo.
Premesso che il valore di un parametro pu variare istante per istante, nella forma pi
generica possibile, necessario definire n periodi raggruppanti i giorni compresi tra una
data iniziale ed una data finale. Allinterno di ciascun periodo, necessario definire per
quali tipologie di giorno valido il valore del parametro che si sta definendo. possibile
anche raggruppare alcune di queste tipologie, scegliendo le corrispondenti macro-tipologie,
secondo lo schema di seguito riportato.
Tutti i giorni
Fine settimana

Giorni infrasettimanali
Luned

Marted

Mercoled

Gioved

Venerd

Sabato

Domenica

Festivit

Giorno
di
progetto
invernale

Giorno
di
progetto
estivo

Giorno
personalizzato
1

Giorno
personalizzato
2

Tabella 4.1 - Schema delle tipologie di giorno raggruppate nelle rispettive macro-tipologie

Allinterno di ciascun periodo, deve essere definito il valore del parametro per tutte le
tipologie di giorno presenti in elenco. Per tale motivo, in alcuni casi pu tornare molto utile
la macro-tipologia tutti gli altri giorni, che serve ad impostare lo stesso valore del
parametro per le tipologie di giorni che non sono state ancora definite nel periodo
afferente.
Successivamente, necessario, per ciascuna tipologia o macrotipologia di giorno, definire
uno o pi intervalli orari durante i quali il valore del parametro rimane costante. Infine,
deve essere immesso il valore del parametro per ciascun intervallo orario definito.
Nella tabella successiva riportato uno schema riassuntivo della struttura sopradescritta,
con indicato un esempio numerico in corsivo.
Coerentemente con quanto appena esposto, necessario aggiungere o togliere
ramificazioni alla struttura della schedule iniziale, al fine di costruire la variabilit
temporale del parametro desiderata. In particolare, per aggiungere un nodo necessario

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selezionare il nodo sovraordinato e cliccare sullicona contrassegnata con un +, al fine di


generare un nodo subordinato (ad esempio, se si vuole inserire un intervallo orario,
necessario selezionare il nodo della tipologia giorno nella quale si vuole aggiungere
lintervallo orario). Per rimuovere un nodo, invece, necessario selezionare quello che si
intende cancellare e cliccare sullicona contrassegnata con un -.
Periodo 1
(Es. dal 01/01 al 21/08)

Tipologia giorno 1

Intervallo orario 1

Valore parametro

(Es. giorni infrasettimanali)

(Es. dalle 0:00 alle 8:00)

(Es. 0.2)

Intervallo orario 2

Valore parametro

(Es. dalle 8:00 alle 21:00)

(Es. 1)

Intervallo orario 3

Valore parametro

(Es. dalle 21:00 alle 24:00)

(Es. 0.2)

Tipologia giorno 2

Intervallo orario 1

Valore parametro

(Es. fine settimana, festivit


e giorno di progetto estivo)

(Es. dalle 0:00 alle 8:00)

(Es. 0.2)

Intervallo orario 2

Valore parametro

(Es. dalle 8:00 alle 21:00)

(Es. 0.5)

Intervallo orario 3

Valore parametro

(Es. dalle 21:00 alle 24:00)

(Es. 0.2)

Intervallo orario 1

Valore parametro

(Es. dalle 0:00 alle 24:00)

(Es. 0.0)

Tipologia giorno 3
(Es. giorno di progetto
invernale,
giorno
personalizzato 1, giorno
personalizzato 2)

Periodo 2

Tipologia giorno 1

Intervallo orario 1

Valore parametro

(Es. dal 22/08 al 31/12)

(Es. giorni infrasettimanali)

(Es. dalle 0:00 alle 8:00)

(Es. 0)

Intervallo orario 2

Valore parametro

(Es. dalle 8:00 alle 21:00)

(Es. 1)

Intervallo orario 3

Valore parametro

(Es. dalle 21:00 alle 24:00)

(Es. 0)

Tipologia giorno 2

Intervallo orario 1

Valore parametro

(Es. Tutti gli altri giorni)

(Es. dalle 0:00 alle 8:00)

(Es. 0)

Intervallo orario 2

Valore parametro

(Es. dalle 8:00 alle 21:00)

(Es. 0.5)

Intervallo orario 3

Valore parametro

(Es. dalle 21:00 alle 24:00)

(Es. 0)

Tabella 4.2 - Schema riassuntivo della struttura di una schedule

Premesso questo, la struttura della schedule presenta dei vincoli e delle sintassi da seguire
nella definizione di ciascuna tipologia di nodo, che vengono di seguito analizzati.
Viceversa, si verificherebbero degli errori nella simulazione, che non consentirebbero di
proseguire con essa e fornire i risultati in uscita.

56

Nodi relativi ai periodi:

Figura 4.4 - Finestra di dialogo per la definizione delle schedule, nella quale evidenziato un
nodo relativo al periodo, con il dato da immettere nella parte destra.

il primo nodo relativo ai periodi utilizza come data di partenza il giorno primo
gennaio, (che viene sottointeso) e richiede allutente la data di termine del periodo;
i nodi successivi utilizzano come data iniziale il giorno successivo a quella di termine
del periodo precedente. Tale data viene sottointesa e allutente richiesto solamente di
specificarne il termine;
nellultimo nodo, in particolare, lutente dovr specificare come data di termine il 31
dicembre; se cos non fosse, la schedule non sarebbe completa su tutto lanno e
genererebbe, di conseguenza, un errore nella simulazione. La schedule deve, infatti,
essere definita per tutti i giorni dellanno tipo, dal 01/01 al 31/12;
la data inserita in ciascun periodo deve essere immessa nel formato americano
mm/gg, ovvero immettendo il numero del mese ed il numero del giorno, separati
dal carattere /.

Nodi relativi alle tipologie di giorno:

Figura 4.5 - Finestra di dialogo per la definizione delle schedule, nella quale evidenziato un
nodo relativo alle tipologie di giorno, con i dati da immettere nella parte destra.

in ciascun periodo devono essere definite tutte le tipologie giorno;


se si utilizzano alcune macro tipologie di giorno, si deve fare attenzione a non definire
due volte una tipologia di giorno in esse gi contenute; a tal proposito, se viene

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selezionata la macro-tipologia tutti i giorni, viene disabilitata la selezione di ulteriori


tipologie di giorno. Per riabilitarla, necessario deselezionare tale macro-tipologia;
la selezione o la deselezione di una tipologia di giorno avviene mediante doppio clic
sulla casella di spunta.

Nodi relativi agli intervalli orari:

Figura 4.6 - Finestra di dialogo per la definizione delle schedule, nella quale evidenziato un
nodo relativo ad un intervallo orario, con il dato da immettere nella parte destra.

il primo nodo relativo agli intervalli utilizza come orario di partenza lora della
mezzanotte 0:00 (che viene sottointesa) e richiede allutente lorario di termine
dellintervallo;
i nodi successivi utilizzano come orario iniziale il minuto successivo a quello di
termine dellintervallo precedente. Tale orario viene sottointeso e allutente richiesto
solamente di specificare il termine dellintervallo in corso di definizione;
nellultimo nodo, in particolare, lutente dovr specificare come termine le ore 24:00;
se cos non fosse, la schedule non sarebbe completa nella definizione del parametro
allinterno dei singoli giorni. La schedule deve, infatti, essere definita per tutte le ore
dei giorni dellanno tipo, dalle ore 0:00 alle ore 24:00;
lorario inserito in ciascun intervallo deve essere immesso nel formato hh:mm, ovvero
immettendo lora ed i minuti, separati dal carattere : .

Infine, il nodo subordinato allintervallo orario quello che richiede limmissione del
valore del parametro, che sar valido per il periodo dellanno, allinterno delle tipologie di
giorno e nellintervallo orario indicati nei nodi ad esso sovraordinati.
Cliccando sul pulsante OK, la schedule viene modificata e lutente viene ricondotto alla
schermata di Gestione schedule.

58

5) Gestione zone termiche


La gestione delle zone termiche consente di impostare le caratteristiche relative soprattutto
a come queste zone vengono utilizzate da parte dellutenza e come vengono garantite le
condizioni di comfort. Da questo derivano, implicitamente, altri parametri quali carichi
interni, dispersioni per ventilazione, ecc. In particolare, possibile impostare per ciascuna
zona termica definita nel modello i parametri relativamente:

alla ventilazione degli ambienti;


alle infiltrazioni di aria esterna attraverso linvolucro edilizio;
alla presenza di persone e attivit degli occupanti;
al funzionamento di apparecchiature elettriche;
al sistema di illuminazione artificiale;
alle condizioni ambientali interne che si intendono garantire.

La definizione dei parametri di cui sopra avviene per ciascuna singola zona, mediante la
definizione di una serie oggetti, ciascuno dei quali corrispondente alle voci sopraelencate.
Gli oggetti rispettivamente associati sono contrassegnati nel plugin come Ventilazione,
Infiltrazioni, Persone, Apparecchiature elettriche, Illuminazione e Condizioni
interne.
Alcuni di questi, per la maggior parte delle simulazioni, possono essere raggruppati tra
loro, in quanto leffetto che essi producono, pu essere considerato come il medesimo.
Per esempio, se non si necessita di distinguere lapporto termico derivante dalle persone,
da quelli dalle apparecchiature elettriche e dai corpi illuminanti, possibile definire un solo
oggetto tra questi tre, immettendo il valore complessivo degli apporti di calore prodotti.
Cos pure, pu essere effettuato con la ventilazione e le infiltrazioni, definendo un solo
oggetto tra questi due, immettendo la portata di rinnovo daria complessivamente derivante
dalle due diverse cause.
La definizione degli oggetti sopraesposti possibile mediante due modalit: una dettagliata
ed una semplificata. La prima permette la definizione di molti parametri di livello
avanzato, utili soprattutto a valutazioni molto puntuali su alcuni aspetti specifici della zona
termica. Essa richiede maggior tempo ed attenzione nella definizione dei dati. La seconda,
invece, richiede solamente limmissione dei dati fondamentali, inserendo dei valori di
default su quelli non richiesti, senza compromettere la precisione dei risultati. Inoltre, ci
avviene mediante ununica interfaccia molto agevole, che permette anche di caricare ed
esportare dei profili gi impostati. Le due modalit possono essere comunque utilizzate in
modo misto, ovvero possono essere definiti i parametri della zona in modalit
semplificata, e poi essere editati puntualmente per ciascuna zona mediante linterfaccia
della modalit dettagliata. Tuttavia, ogni qualvolta che si attribuiscono i parametri in
modalit semplificata, vengono eliminati tutti gli oggetti precedentemente definiti (o per la
zona selezionata o per tutte le zone), allo scopo di evitare dei duplicati indesiderati. Infatti,
definire, ad esempio, due oggetti Ventilazione per la stessa zona, significherebbe avere
una portata complessiva di ricambio dellaria pari alla somma di quella definita nei due
oggetti. Inoltre, per ciascuna zona possono essere presenti solamente un oggetto per
ciascuna delle tipologie Persone e Condizioni interne.
Infine, si faccia attenzione che, proprio perch necessario definire i parametri riportati nel
soprastante elenco per ciascuna zona, nel momento in cui viene duplicata una zona termica
nel modello, la relativa geometria viene effettivamente copiata, ma ci non avviene per gli

59

oggetti della gestione zone termiche, i quali dovranno essere attribuiti ed impostati
manualmente anche nelle zone copiate.

5.1) Gestione dettagliata zona termiche


La definizione dettagliata delle caratteristiche interne della zona possibile mediante il
comando Gestione zone termiche - dettagliata, eseguibile dal menu dei comandi del
plugin, oppure selezionando una zona, dal menu da tasto destro, alla voce BESTenergy
Zone termiche. Linterfaccia costituita da una finestra di dialogo principale, nella quale
vengono mostrate nella parte sinistra le zone presenti nel modello e nella parte destra i
pulsanti relativi alle tipologie di oggetti che possono essere definite. Selezionando una
zona termica e, successivamente, cliccando su uno dei pulsanti nella parte destra, viene
mostrato lelenco di eventuali oggetti della rispettiva tipologia definiti per quella zona in
un pannello aggiuntivo nella parte inferiore della finestra. Il pulsante selezionato muter di
aspetto cambiando la direzione della freccia, a significare che il pannello relativo a quella
tipologia di oggetto aperto. Per visualizzare eventuali oggetti di altra tipologia,
necessario prima chiudere il pannello inferiore selezionando nuovamente il pulsante della
categoria di oggetti mostrata.

Figura 5.1 - Finestra di gestione dettagliata delle zone termiche

Se vi un pannello aperto, cliccando sul pulsante Nuovo (oppure selezionando un


oggetto esistente e cliccando su Modifica) viene aperta la corrispondente finestra di
dialogo per la definizione dei parametri relativi alla tipologia di oggetto presente nel
pannello. Per gli oggetti Persone e Condizioni interne, essendo questi unici in ciascuna
zona, viene direttamente aperta la finestra di dialogo, senza mostrare prima il pannello
aggiuntivo nella parte inferiore.
Nei paragrafi successivi vengono esposte le caratteristiche di ciascuna tipologia di oggetto
ed i relativi parametri richiesti.

5.2) Ventilazione
La ventilazione unazione necessaria a garantire la vivibilit degli ambienti, che permette
lallontanamento degli agenti inquinanti nellaria interna (come lanidride carbonica)
prodotti dallutenza. Ci comporta lespulsione di una massa daria interna viziata, che si
trova alle condizioni termiche della zona, e limmissione di unequivalente massa daria di

60

rinnovo avente le caratteristiche termiche dellambiente esterno. Essa, pertanto, deve


essere trattata al fine di riportarsi alle condizioni di comfort richieste. Per effettuare tale
operazione, necessaria dellenergia, della quale deve essere tenuto conto nel bilancio
termico della zona.
Loggetto Ventilazione non serve, pertanto, a definire nel dettaglio un sistema
impiantistico, ma solamente a determinare le condizioni interne alla zona ed il fabbisogno
di energia termica necessario a garantirle, tenendo conto delle dispersioni di calore per
effetto della ventilazione degli ambienti.
Dallinterfaccia di gestione delle zone termiche, selezionando la zona sulla quale si voglia
lavorare e cliccando sul pulsante Ventilazione, vengono visualizzati nel riquadro in
basso a sinistra eventuali oggetti di tale tipologia definiti per la zona. Per ciascuna zona ,
infatti, possibile definire pi oggetti di questo tipo. La portata daria di rinnovo viene
comunque considerata come sommatoria delle singole portate immesse in tutti gli oggetti
definiti nella zona, per ciascun istante della simulazione. Tale peculiarit pu essere utile
nel caso si voglia definire pi modalit di ventilazione, attribuendo a ciascuna di esse un
profilo temporale differente.
Cliccando sul pulsante Nuovo, viene caricata la finestra di dialogo riportata nella figura
seguente, mediante la quale definire i parametri relativi alla ventilazione degli ambienti.

Figura 5.2 Finestra di dialogo delle impostazioni per la ventilazione della zona termica

In ciascun istante della simulazione, il motore di calcolo determina la quantit daria


esterna entrante per la ventilazione della zona secondo lequazione:
3

Ovvero, definita Vdesign la portata massima per ventilazione che si verificher durante il
periodo di simulazione, questa verr moltiplicata per il valore del fattore riduttivo F
contenuto in uneventuale schedule associata allo scopo di variarne il valore nei diversi
momenti. Inoltre, la portata pu essere corretta mediante dei coefficienti in funzione della
3

Fonte: EnergyPlus Input Output Reference, edizione del 13 ottobre 2011, pagina 372

61

differenza di temperatura tra lambiente interno e quello esterno (coefficiente B) ed in


funzione della velocit del vento (coefficienti C e D). Per default, i coefficienti A, B, C, e
D assumono i valori rispettivamente di 1, 0, 0, 0; tale condizione ignora gli effetti correttivi
influenzati dalle condizioni climatiche e, per la maggior parte delle simulazioni, si
consiglia di mantenerli tali, a meno di analisi particolarmente approfondite necessarie
allutente, per le quali si rimanda alla documentazione relativa al motore di calcolo
EnergyPlus.
Tenuto conto di ci, la finestra di dialogo per la definizione dei parametri sulla
ventilazione della zona termica prevede una sezione sinistra, in cui sono riportati i dati
obbligatori ed il riferimento alla zona termica su cui si sta lavorando, ed una destra, in cui
possibile definire una serie di parametri di controllo per attivare o meno la ventilazione, ed
altre opzioni avanzate. Di seguito viene descritto singolarmente ciascuno di questi
parametri.

Nome
Nome con cui identificare loggetto Ventilazione. Esso deve essere univoco tra tutti
gli oggetti analoghi definiti allinterno del modello. A tale scopo, si consiglia di
immettere il nome della zona, preceduto dal prefisso Ventilazione (ad esempio:
Ventilazione Zona 1);

Flusso massimo di aria esterna


Quantit massima di aria esterna entrante nella zona per effetto della ventilazione. Tale
quantit, immessa nella casella sinistra, pu essere definita, a seconda di quella che
risulta maggiormente agevole, secondo una delle diverse grandezze elencate nella
tendina destra, ovvero:
ricambi/ora (rapporto tra il volume daria esterna immessa in unora ed il volume
daria complessivo racchiuso dalla zona, espresso in volumi/ora).
portata totale (portata daria complessiva per lintera zona, espressa in m3/s);
portata a persona (rapporto tra la portata daria complessiva per lintera zona e il
numero di persone in essa presenti, espresso in m3/(s persona). Si faccia presente
che, in questo caso, il numero di persone necessario alla determinazione della
quantit daria complessiva viene letto dal dato definito per il medesimo istante
nelloggetto Persone della corrispondente zona);
portata/sup. pavimento (rapporto tra la portata totale e la superficie della zona
termica, espresso in m3/(s m2) ).

Valore del flusso


Mediante le due opzioni specificate in questo riquadro, possibile scegliere,
rispettivamente, se mantenere costante durante lintero periodo di simulazione il valore
della portata daria, oppure farlo variare nel tempo. Nel primo caso, verr
automaticamente caricata una schedule di sistema (di nome SempreAttivo)
caratterizzata da un fattore moltiplicativo pari a 1 su tutto lanno. In tale maniera, il
fattore F nella formula riportata allinizio del paragrafo sar sempre pari ad 1, per
tutti gli istanti in cui viene effettuata la simulazione. Nel secondo caso, invece, sar
possibile inserire una schedule contenente i valori del parametro F nei diversi
momenti dellanno-tipo. Si ricorda che tale parametro dovr assumere valori compresi
tra 0 ed 1, in quanto nella formula sopraccitata viene utilizzato come fattore
moltiplicativo del flusso massimo di aria esterna. Selezionando questa opzione, verr
attivata la casella sottostante, richiedendo limmissione del nome della schedule

62

relativa al valore del parametro F. Se non si certi del nome corretto, possibile
cliccare sul pulsante Gestione schedule, il quale aprir lelenco di tutte le schedule
definite nel modello e sar possibile visualizzarne il contenuto nella parte inferiore o
caricare direttamente il nome della schedule corretta.

Figura 5.3 Finestra di visualizzazione e selezione delle schedule definite nel modello

Sistema di ventilazione
Le opzioni indicate in questa sezione servono a definire la tipologia di sistema di
ventilazione tra quelle elencate:
naturale: ventilazione ottenuta solamente mediante il movimento daria naturale,
senza ausilio di ventilatori, conseguentemente allapertura dei serramenti esterni.
Di conseguenza, i valori dellefficienza dei ventilatori e dellaumento della
pressione dellaria non devono essere immessi e non vi sar consumo elettrico
dovuto al funzionamento dei ventilatori;
estrazione: ventilazione meccanica ottenuta mediante un sistema di ventilatori che
agiscono come estrattori, mentre laria di rinnovo viene aspirata attraverso le
fessure dellinvolucro edilizio. Secondo tale modalit, laria viene immessa in
ambiente alle stesse condizioni dellaria esterna, senza che vi sia aggiunto
lapporto di calore dovuto al funzionamento dei ventilatori;
immissione: ventilazione meccanica ottenuta mediante un sistema di ventilatori
prementi che immettono aria nella zona termica, mentre laria esausta fuoriesce
attraverso le fessure dellinvolucro edilizio. Secondo tale modalit, allaria che
viene immessa in ambiente viene aggiunto lapporto di calore dovuto al
funzionamento dei ventilatori;
a doppio flusso: ventilazione meccanica ottenuta mediante limmissione di aria di
rinnovo, contemporaneamente allestrazione di quella viziata. Pertanto, viene
ipotizzato un sistema di ventilatori per lestrazione ed uno per limmissione, aventi
le medesime caratteristiche.

63

5.3) Infiltrazioni
A differenza della ventilazione, le infiltrazioni rappresentano delle immissioni di aria
esterna allinterno della zona termica, indipendenti dalla volont dellutente; esse, infatti,
sono principalmente dovute a micro-fessure ed alla non perfetta impermeabilit allaria
dellinvolucro edilizio. La definizione delloggetto infiltrazioni, pertanto, assai pi
semplice, in quanto consiste sostanzialmente in una portata daria, che pu essere solo
stimata in funzione delle caratteristiche dellinvolucro. Per semplicit, tuttavia, tale oggetto
pu essere utilizzato per definire una portata complessiva, che tenga conto sia della
componente di ventilazione, che di quella imputabile alle infiltrazioni vere e proprie.
Questo pu essere fatto, sostanzialmente, quando non si necessita definire alcuni dei
particolari controlli sulla portata, impostabili tra le opzioni avanzate delloggetto
ventilazione e non sia di interesse n distinguere gli effetti provocati dalluna e dallaltra
componente, al fine di effettuare valutazioni puntuali, n valutare lapporto di calore
conferito alla zona per il funzionamento dei ventilatori, nel caso di sistema di ventilazione
meccanica.
Dallinterfaccia di gestione delle zone termiche, selezionando la zona nella quale si voglia
definire loggetto e cliccando sul pulsante Infiltrazioni, vengono visualizzati nel riquadro
in basso a sinistra eventuali oggetti di tale tipologia definiti per la zona. Per ciascuna zona
, infatti, possibile definire pi oggetti di questo tipo. La portata daria entrante per
infiltrazioni viene comunque considerata come sommatoria delle singole portate immesse
in tutti gli oggetti definiti nella zona, per ciascun istante della simulazione.
Cliccando sul pulsante Nuovo, viene mostrata la finestra di dialogo riportata nella figura
seguente, mediante la quale definire i parametri relativi alle infiltrazioni daria nella zona
selezionata.

Figura 5.4 Finestra di dialogo delle impostazioni per le infiltrazioni daria nella zona termica

In maniera del tutto analoga a quanto avviene per la ventilazione, in ciascun istante della
simulazione, il motore di calcolo determina la quantit daria esterna entrante per
infiltrazioni nella zona secondo lequazione:
4

Fonte: EnergyPlus Input Output Reference, edizione del 13 ottobre 2011, pagina 364

64

Ovvero, definita Idesign la quantit daria massima entrante per infiltrazione che si
verificher durante il periodo di simulazione, questa verr moltiplicata per il valore del
fattore riduttivo F contenuto in uneventuale schedule associata allo scopo di variarne il
valore nei diversi momenti. Inoltre, la portata pu essere corretta mediante dei coefficienti
in funzione della differenza di temperatura tra lambiente interno e quello esterno
(coefficiente B) ed in funzione della velocit del vento (coefficienti C e D). Per default, i
coefficienti A, B, C, e D assumono i valori rispettivamente di 1, 0, 0, 0; tale condizione
ignora gli effetti correttivi influenzati dalle condizioni climatiche e per la maggior parte
delle simulazioni si consiglia di mantenerli tali, a meno di analisi particolarmente
approfondite necessarie allutente, per le quali si rimanda alla documentazione relativa al
motore di calcolo EnergyPlus.
Di conseguenza, mediante la finestra di dialogo riportata nella sovrastante figura,
possibile impostare le seguenti caratteristiche, relative alle infiltrazioni di aria esterna nella
zona termica:

Nome
Nome con cui identificare loggetto Infiltrazioni. Esso deve essere univoco tra tutti
gli oggetti analoghi definiti allinterno del modello. A tale scopo, si consiglia di
immettere il nome della zona, preceduto dal prefisso Infiltrazioni (ad esempio:
Infiltrazioni Zona 1);

Flusso massimo di aria esterna


Quantit massima di aria esterna entrante nella zona per effetto delle infiltrazioni. Tale
quantit, immessa nella casella sinistra, pu essere definita, a seconda di quella che
risulta maggiormente agevole, secondo una delle diverse grandezze elencate nella
tendina destra, ovvero:
portata totale (portata daria complessiva per lintera zona, espressa in m3/s);
portata/sup. pavimento (rapporto tra la precedente grandezza e la superficie della
zona termica, espresso, pertanto in m3/(s m2) );
portata/superficie componenti esterni (rapporto tra la portata daria complessiva
per lintera zona e la superficie di tutti i componenti della zona che confinano con
lambiente esterno, espresso in m3/(s m2) );
portata/superficie pareti esterne (rapporto tra la portata daria complessiva per
lintera zona e la superficie dei soli componenti di tipo parete della zona che
confinano con lambiente esterno, espresso in m3/(s m2) );
ricambi/ora (rapporto tra il volume daria esterna entrante nella zona in unora ed
il volume daria complessivo racchiuso dalla stessa, espresso in volumi/ora).

Valore del flusso


Mediante le due opzioni specificate in questo riquadro, possibile scegliere,
rispettivamente, se mantenere costante durante lintero periodo di simulazione il valore
della portata daria, oppure farlo variare nel tempo. Nel primo caso, verr
automaticamente caricata una schedule di sistema (di nome SempreAttivo)
caratterizzata da un fattore moltiplicativo pari a 1 su tutto lanno. In tale maniera, il
fattore F nella formula riportata allinizio del paragrafo sar sempre pari ad 1, per
tutti gli istanti in cui viene effettuata la simulazione. Nel secondo caso, invece, sar
possibile inserire una schedule contenente i valori del parametro F nei diversi
momenti dellanno-tipo. Si ricorda che tale parametro dovr assumere valori compresi

65

tra 0 ed 1, in quanto nella formula sopraccitata viene utilizzato come fattore


moltiplicativo del flusso massimo di aria esterna. Selezionando questa opzione, verr
attivata la casella sottostante, richiedendo limmissione del nome della schedule
relativa al valore del parametro F. Se non si certi del nome corretto, possibile
cliccare sul pulsante Gestione schedule, il quale aprir lelenco di tutte le schedule
definite nel modello e sar possibile visualizzarne il contenuto nella parte inferiore o
caricare direttamente il nome della schedule corretta, come gi esposto nel paragrafo
sulla ventilazione.

Opzioni avanzate
Nelle opzioni avanzate possibile personalizzare il valore dei coefficienti correttivi A,
B, C e D dellequazione utilizzata dal motore di calcolo, riportata allinizio del
paragrafo, rispettivamente identificati come:
coefficiente del termine costante;
coefficiente del termine della temperatura;
coefficiente del termine della velocit;
coefficiente del termine del quadrato della velocit.
Tuttavia, come gi detto, si consiglia di mantenere inalterati i valori di default, salvo
riferirsi a documentazione pi specifica sul motore di calcolo EnergyPlus.

5.4) Persone
La presenza di persone determina anchessa un apporto di calore che viene trasmesso
allaria dellambiente interno. Esso dipende, sostanzialmente dalla quantit di persone
presenti e dallattivit da esse svolta.
Per ciascuna zona possibile specificare solamente un oggetto Persone. Dallinterfaccia
di gestione delle zone termiche, selezionando la zona su cui si intende lavorare e cliccando
sul pulsante Nuovo, viene mostrata la finestra di dialogo riportata nella figura seguente,
nella cui parte sinistra sono riportati i parametri da definire obbligatoriamente. Inoltre,
nella parte superiore viene riportato il riferimento alla zona su cui si sta lavorando ed il
nome delloggetto generato automaticamente, mediante lapposizione del suffisso
PERSONE, preceduto da un codice univoco.

Figura 5.5 Finestra di dialogo delle impostazioni per la presenza di persone nella zona termica

66

Mediante la finestra di dialogo riportata nella sovrastante figura, possibile impostare le


seguenti caratteristiche, relative alla presenza di persone nella zona termica.

Valore massimo di affollamento della zona


Affollamento massimo di persone nella zona durante il periodo di simulazione. Tale
valore, immesso nella casella sinistra, pu essere definito secondo una delle diverse
grandezze elencate nella tendina destra, in funzione di quella che risulta maggiormente
agevole, ovvero:
numero totale di occupanti;
occupanti per m2 (rapporto tra il numero di persone che occupano la zona e la
superficie della stessa, espresso in persone/m2);
superficie per occupante (grandezza inversa rispetto alla precedente, consistente
nel rapporto tra la superficie della zona ed il numero di persone in essa presente,
espresso in m2/persona).

Valore di affollamento
Mediante le due opzioni specificate in questo riquadro, possibile scegliere,
rispettivamente, se mantenere costante durante lintero periodo di simulazione il valore
dellaffollamento, oppure farlo variare nel tempo. In questultimo caso, sar necessario
specificare una schedule che contenga, su tutto lanno-tipo dei fattori (di valore
compreso tra 0 e 1) che moltiplicheranno il valore di affollamento. Pertanto,
laffollamento in un generico momento della simulazione varr il prodotto tra il valore
inserito nella casella precedente ed il fattore che si riscontrer nella schedule per quel
momento dellanno. Se non si certi della correttezza della schedule, possibile
cliccare sul pulsante Gestione schedule, il quale aprir lelenco di tutte le schedule
definite nel modello e sar possibile visualizzarne il contenuto nella parte inferiore o
caricare direttamente il nome della schedule, come gi esposto nel paragrafo sulla
ventilazione.
Nel primo caso, invece, verr automaticamente caricata una schedule di sistema (di
nome SempreAttivo) caratterizzata da un fattore moltiplicativo pari a 1 su tutto
lanno. In tale maniera, il valore di affollamento inserito nel precedente campo verr
moltiplicato per il fattore 1 in tutti gli intervalli di simulazione, mantenendolo, di fatto,
sempre inalterato.

Schedule contenente il livello di attivit degli occupanti


Nome della schedule contenente lapporto di calore dato dalla presenza di persone
nella zona. In essa deve essere riportato l apporto per ciascuna persona, durante
lanno-tipo, comprensivo di tutte le componenti di scambio termico (convettiva,
latente e radiante). I valori di questo parametro devono essere, pertanto, valori positivi
espressi in W/persona. Questi dipendono, sostanzialmente, dallattivit svolta
dallutenza e possono essere desunti da opportuna bibliografia tecnica o, come primo
ausilio, dalla tabella di seguito riportata.
Successivamente, vengono corretti da un algoritmo interno al fine di tenere conto delle
variazioni della temperatura interna.

67

Attivit

In riposo
Durante il sonno
Sdraiato
Seduto, rilassato
In piedi, rilassato
Camminata (in piano)
Alla velocit di 3.2 km/h (0.89 m/s)
Alla velocit di 4.3 km/h (1.19 m/s)
Alla velocit di 6.4 km/h (1.78 m/s)
Attivit da ufficio
Lettura in posizione seduta
Scrittura
Dattiloscrittura
Lavoro darchivio, seduto
Lavoro darchivio, in piedi
Muoversi da un posto allaltro
Sollevare, imballare
Attivit lavorative varie
Cucinare
Pulizia della casa
Maneggiare sacchi da 50kg
Lavoro con piccone e badile
Lavori con macchinari
Attivit di segatura di tavole
Lavoro leggero (industria elettrica)
Lavoro pesante
Attivit di svago varie
Danza
Ginnastica
Tennis
Pallacanestro
Lotta libera

Livello di attivit
[W/persona] (valore da
met
inserire nella schedule)
(1 met = 58.1 W/m2)
72
81
108
126

0.7
0.8
1
1.2

207
270
396

2.0
2.6
3.8

99
108
117
126
144
180
216

1.0
1.0
1.1
1.2
1.4
1.7
2.1

da 171 a 207
da 207 a 360
423
da 423 a 504

da 1.6 a 2.0
da 2.0 a 3.4
4.0
da 4.0 a 4.8

189
da 207 a 252
423

1.8
da 2.0 a 2.4
4.0

da 252 a 459
da 315 a 423
da 378 a 486
da 522 a 792
da 738 a 909

da 2.4 a 4.4
da 3.0 a 4.0
da 3.6 a 4.0
da 5.0 a 7.6
da 7.0 a 8.7

Tabella 5.1 Carichi interni espressi per singola persona, in funzione dellattivit svolta dagli
occupanti.(Dati derivati da EnergyPlus Input Output Reference, edizione del 13-10-2011).

Frazione sensibile del calore prodotto


Lutente pu utilizzare tale campo per specificare la frazione sensibile dellapporto di
calore derivante dalla presenza di persone. Se il campo viene lasciato vuoto, il
software determina automaticamente la quota sensibile e quella latente.

Frazione radiante del calore sensibile prodotto


Mediante tale campo, lutente pu specificare quale frazione del calore sensibile
prodotto dagli occupanti viene trasmesso allaria della zona sotto forma radiante. Il
valore immesso, pertanto deve essere compreso tra 0 e 1. Per quanto riguarda la quota
di calore sensibile rimanente, si assume che questa venga trasmessa allaria per
convezione.

68

Nella parte destra della finestra di dialogo, inoltre, possibile impostare i parametri
necessari alle valutazioni sul livello di comfort degli occupanti. Se tale valutazione non
richiesta dallutente, non necessario compilare detta sezione.

Verifica delle condizioni di comfort secondo ASHRAE 55-2004


Questo campo, se selezionato, genera dei messaggi di avvertimento al termine della
simulazione, quando le condizioni interne alla zona sono al di fuori di quelle di
comfort definite secondo lASHRAE 55-2004.

Metodo di calcolo della temperatura media radiante


Permette di scegliere, tra le opzioni presenti nel menu a tendina, come calcolare la
temperatura media radiante ai fini della valutazione del comfort degli occupanti.
Attualmente, sono previste le seguenti modalit:
punto medio della zona: la temperatura media radiante viene calcolata in un punto
medio della zona ed determinata sulla base di unemissivit media pesata di tutte
le superfici della zona. Nei casi in cui le emissivit di tutte le superfici siano
piuttosto basse (molto vicine a 0), la temperatura media radiante sar impostata
pari alla temperatura media dellaria interna, allo scopo di evitare errori derivanti
da divisioni per 0;
in prossimit di una superficie: lobiettivo di questo metodo di stimare le
condizioni percepite da una persona che si trova abbastanza vicina ad una specifica
superficie, senza dover definire esattamente la posizione dellutente e tutti i fattori
di vista delle superfici che racchiudono la zona. La temperatura media radiante
utilizzata per questo tipo di valutazione sostanzialmente data dalla media tra
quella calcolata per il punto medio della zona e la temperatura della superficie
vicino alla quale si trova la persona. Selezionata questa opzione, viene attivato il
campo Nome della superficie pi vicina alla persona, nella quale necessario
specificare il nome di tale superficie. Mediante il pulsante Superfici, viene
mostrato lelenco di tutte le superfici termiche definite nel modello, tra le quali
possibile selezionare il nome da inserire in tale campo. Si consiglia, tuttavia, di
rinominare la superficie di interesse mediante lo strumento Informazioni oggetto,
in modo da trovarla agevolmente, avendo cura di non scegliere un nome gi
assegnato ad unaltra superficie presente nel modello
lista di fattori di vista: mediante tale procedura, la temperatura media radiante
viene calcolata in maniera molto precisa e si richiede allutente di definire una lista
contenente i nomi di tutte le superfici che racchiudono la zona viste
dallosservatore ed i corrispondenti fattori di vista verso tali superfici, in funzione
della propria posizione allinterno della zona termica. Tuttavia, per la definizione
di tale particolare oggetto si rimanda alla documentazione specifica del motore di
calcolo EnergyPlus, alla sezione AngleFactorList.

Frazione di lavoro umano che non costituisce apporto di calore


In tale campo necessario immettere il nome della schedule che determini il valore nei
diversi istanti della simulazione dellefficienza nelluso dellenergia da parte del corpo
umano, necessario ai soli fini delle valutazioni sul comfort termico. Si faccia presente
che, ai fini del calcolo del bilancio termico della zona, si assume comunque che tutto il
calore umano venga trasferito allaria dellambiente. Un valore pari a zero significa
che tutta lenergia prodotta dal corpo viene convertita in calore. Viceversa, un valore

69

pari ad 1 corrisponde alla situazione in cui tutta lenergia prodotta dalle persone si
trasformi in lavoro. Pertanto, tale parametro nella schedule potr assumere valori
compresi tra 0 ed 1 ed ogni valore maggiore di 0 comporter una riduzione del calore
che influenzer solamente il bilancio termico di comfort della persona allinterno
dellambiente.

Vestiario degli occupanti


Nome della schedule contenente il livello di isolamento del vestiario indossato dagli
occupanti della zona durante lanno tipo. Questo un parametro necessario
solamente ai fini della valutazione del livello di comfort degli occupanti ed
rappresentato da un valore sempre positivo, espresso in Clo.

Velocit dellaria interna


In questo campo possibile immettere il nome di una schedule contenente, per tutto
lanno tipo, i valori della velocit dellaria interna alla zona, espressi in m/s. Tale
parametro viene utilizzato essenzialmente per la valutazione delle condizioni di
comfort.

Modelli di comfort termico per la verifica


Lutente, mediante tale sezione, pu scegliere quale modello di calcolo utilizzare per
la valutazione del comfort degli occupanti. Pu, anche decidere di effettuare tale
valutazione secondo tutti e tre i modelli contemporaneamente. Si fa presente che il
metodo Kansas State University (KSU) richiede un notevole numero di elaborazioni
e pu aumentare sensibilmente il tempo della simulazione. Per la descrizione degli
algoritmi di calcolo dei diversi modelli, si rimanda al documento EnergyPlus
Engineering Reference fornito assieme al motore di calcolo.

5.5) Apparecchiature elettriche


Lassorbimento di energia elettrica da parte di apparecchiature presenti nella zona si
manifesta anche sottoforma di apporto di calore, che viene trasmesso allaria interna
durante il funzionamento. Pertanto, nel bilancio termico della zona, necessario tenere
conto di questa quantit. Il motore di calcolo suddivide tale apporto in quattro frazioni, tre
delle quali possono essere specificate dallutente (latente, radiante e persa), mentre la
quarta (quella trasmessa allaria per convezione) viene ricavata per differenza dallapporto
globale. Ovviamente, la somma della quattro frazioni dovr essere pari allunit, viceversa
verr generato un errore dal motore di calcolo.
Loggetto apparecchiature elettriche pu essere abbastanza agevole per definire, nelle
simulazioni pi semplificate, un valore complessivo di apporti interni per la zona, se non si
ha la necessit distinguere tra le diverse fonti. Infatti, i dati che si hanno a disposizione
nelle fasi iniziali di progetto spesso non consentono di definire quale quota di apporti
derivino dalla presenza di persone e quali dal funzionamento delle diverse apparecchiature,
mentre si soliti a definire un valore medio complessivo.
Dallinterfaccia di gestione delle zone termiche, selezionando la zona nella quale si voglia
definire loggetto e cliccando sul pulsante Apparecchiature elettriche, vengono
visualizzati nel riquadro in basso a sinistra eventuali oggetti di tale tipologia definiti per la
zona. Per ciascuna zona , infatti, possibile definire pi oggetti di questo tipo. Detta
peculiarit pu essere utile nel caso in cui si voglia distinguere il contributo dato da diversi

70

gruppi di apparecchiature elettriche, oppure si voglia assegnare ad essi diversi profili di


funzionamento in maniera pi agevole (ad esempio distinguendo il funzionamento dei
corpi illuminanti da quello di altri elettrodomestici).
Cliccando sul pulsante Nuovo, viene mostrata la finestra di dialogo riportata nella figura
seguente, mediante la quale definire i parametri relativi funzionamento di apparecchiature
elettriche nella zona selezionata.

Figura. 5.6 Finestra di dialogo delle impostazioni per il funzionamento delle apparecchiature
elettriche nella zona termica.

Mediante la finestra di dialogo riportata nella sovrastante figura, possibile impostare le


caratteristiche riportate di seguito.

Nome
Nome con cui identificare loggetto Apparecchiature elettriche. Esso deve essere
univoco tra tutti gli oggetti analoghi definiti allinterno del modello. A tale scopo, si
consiglia di immettere il nome della zona, preceduto da un prefisso che richiami tale
oggetto (ad esempio: AppElettriche Zona 1).

Valore massimo di potenza assorbita


Valore massimo di potenza elettrica assorbita dal gruppo di apparecchiature elettriche
in corso di definizione. Tale quantit, immessa nella casella sinistra, pu essere
definita secondo una delle diverse grandezze elencate nella tendina destra, in funzione
di quella che risulta maggiormente agevole, ovvero:
potenza complessiva (sommatoria delle potenze elettriche di tutte le
apparecchiature presenti nella zona termica, espressa in W);
potenza/superficie di pavimento (rapporto tra la potenza complessiva delle
apparecchiature e la superficie della zona, espresso in W/m2);
potenza a persona (rapporto tra la potenza complessiva delle apparecchiature ed il
numero di persone presenti nella zona, espresso in W/persona). Si faccia presente
che, in questo caso, il numero di persone necessario alla determinazione della
potenza complessiva viene letto dal dato definito per il medesimo istante

71

nelloggetto Persone della corrispondente zona. Pertanto, in questo caso,


necessario definire anche tale oggetto. Viceversa, la simulazione dar luogo ad un
avvertimento simile al seguente:
** Warning ** GetInternalHeatGains: ElectricEquipment="ELECTRIC_E528A9",
specifies Watts per Person, but that field is blank. 0 Electric Equipment will result.

Valore di potenza assorbita


Mediante le due opzioni specificate in questo riquadro, possibile scegliere,
rispettivamente, se mantenere costante durante lintero periodo di simulazione il valore
della potenza elettrica assorbita, oppure farlo variare nel tempo. In questultimo caso,
sar necessario specificare una schedule che contenga, su tutto lanno-tipo dei fattori
che moltiplicheranno il valore di potenza inserito nel campo precedente. Pertanto, la
potenza elettrica assorbita dalle apparecchiature in un generico momento della
simulazione varr il prodotto tra il valore inserito nella casella precedente ed il fattore
che si riscontrer nella schedule per quel momento dellanno. Se non si certi della
correttezza della schedule, possibile cliccare sul pulsante Gestione schedule, il
quale aprir lelenco di tutte le schedule definite nel modello e sar possibile
visualizzarne il contenuto nella parte inferiore o caricare direttamente il nome della
schedule, come gi esposto nel paragrafo sulla ventilazione.
Nel primo caso, invece, verr automaticamente caricata una schedule di sistema (di
nome SempreAttivo) caratterizzata da un fattore moltiplicativo pari a 1 su tutto
lanno. In tale maniera, il valore di potenza inserito nel corrispondente campo verr
moltiplicato per il fattore 1 in tutti gli intervalli di simulazione, mantenendolo, di fatto,
sempre inalterato.

Nella parte destra, inoltre possibile personalizzare le quote delle diverse componenti di
apporto di calore ceduto allambiente da parte delle apparecchiature, tuttavia si consiglia di
mantenere i valori di default.

Frazione latente
Quota latente del calore emesso dal gruppo di apparecchiature durante il
funzionamento. caratterizzata da un numero compreso tra 0 e 1 e viene moltiplicato
per il valore inserito nel campo Valore massimo di potenza assorbita, allo scopo di
determinare la componente di calore latente che influir anche sul bilancio di umidit
della zona termica.

Frazione radiante
Quota trasmessa per effetto radiativo del calore emesso dal gruppo di apparecchiature
elettriche durante il funzionamento. caratterizzata da un numero compreso tra 0 e 1 e
viene moltiplicato per il valore inserito nel campo Valore massimo di potenza
assorbita per determinare la componente radiativa dellapporto di calore derivante
dalle apparecchiature elettriche.

Frazione persa
Quota del calore emesso dal gruppo di apparecchiature elettriche durante il loro
funzionamento che non costituisce apporto termico per la zona. caratterizzata da un
numero compreso tra 0 e 1 che viene moltiplicato per il valore inserito nel campo

72

Valore massimo di potenza assorbita per determinare lentit della componente


descritta. Essa pu corrispondere alla parte che si trasforma in lavoro meccanico,
oppure, al calore emesso direttamente nellambiente esterno.

Categoria duso finale


Descrizione opzionale che pu essere fornita dallutente in merito alluso a cui
destinato lassorbimento elettrico delle apparecchiature. Ci pu permettere di
raggruppare pi agevolmente gli effetti prodotti per sottocategorie (ad esempio
computer, illuminazione, ecc).

5.6) Illuminazione
Loggetto Illuminazione permette di distinguere gli apporti termici nella zona derivanti
dallaccensione dei corpi illuminanti, rispetto a quelli derivanti dalle altre generiche
apparecchiature elettriche. Inoltre, risulta di particolare importanza definire tale oggetto
nelle analisi di illuminamento naturale ed artificiale. In particolare, se tale oggetto nella
zona definito congiuntamente con dei sensori di luce naturale (si veda corrispondente
paragrafo), possibile determinare lesatto consumo elettrico del sistema di illuminazione,
derivante dal suo reale periodo di accensione, in funzione dei livelli di illuminamento
naturale rilevati da tali sensori. Lassorbimento elettrico dei corpi illuminanti, nei periodi
di funzionamento definiti nella corrispondente schedule riportata nella finestra di dialogo
in fig. 5.7, verr parzializzato in modo da coprire esattamente, in ciascun istante, la quota
di illuminamento non garantita dalla luce naturale entrante dalle finestre, secondo le
impostazioni definite nei corrispondenti sensori di luce naturale.
Per ciascuna zona possibile creare pi oggetti Illuminazione, per simulare, ad esempio,
periodi di accensione diversi per gruppi di corpi illuminanti.
Di seguito, si riporta la finestra di dialogo delloggetto Illuminazione.

Figura 5.7 Finestra di dialogo delle impostazioni per il funzionamento delle apparecchiature
elettriche nella zona termica.

73

Zona di appartenenza
Tale campo non editabile mostra per quale zona si sta definendo loggetto
Illuminazione.

Nome
Nome con cui identificare loggetto Illuminazione. Esso deve essere univoco tra tutti
gli oggetti analoghi definiti allinterno del modello. A tale scopo, si consiglia di
immettere il nome della zona, preceduto da un prefisso che richiami tale oggetto (ad
esempio: Illuminazione Zona 1).

Valore massimo di potenza elettrica assorbita


Valore massimo di potenza elettrica assorbita dal gruppo di apparecchi illuminanti in
corso di definizione. Esso si riferisce, pertanto, allassorbimento elettrico al fine di
garantire lilluminamento di progetto, in caso di assenza di luce naturale. Come
anticipato nel presente capitolo, tale valore pu essere ridotto dal motore di calcolo
durante la simulazione per tenere conto delleffettivo illuminamento naturale istante
per istante, se nella stessa zona vengono inseriti dei sensori di luce naturale.
La massima potenza elettrica assorbita, immessa nella casella sinistra, pu essere
definita secondo una delle diverse grandezze elencate nella tendina destra, in funzione
di quella che risulta maggiormente agevole, ovvero:
potenza complessiva (sommatoria delle potenze elettriche assorbite da tutti i corpi
illuminanti facenti parte del gruppo che si sta definendo, espressa in W);
potenza/superficie di pavimento (rapporto tra la potenza complessiva assorbita dai
corpi illuminanti e la superficie della zona, espresso in W/m2);
potenza a persona (rapporto tra la potenza complessiva assorbita dai corpi
illuminanti ed il numero di persone presenti nella zona, espresso in W/persona) Si
faccia presente che, in questo caso, il numero di persone necessario alla
determinazione della potenza complessiva viene letto dal dato definito per il
medesimo istante nelloggetto Persone della corrispondente zona. Pertanto, in
questo caso, necessario definire anche tale oggetto. Viceversa, la simulazione
dar luogo al seguente avvertimento:
** Warning ** GetInternalHeatGains: Lights="Illuminazione_E528A9", specifies
Watts per Person, but that field is blank. 0 Electric Equipment will result.

Valore di potenza assorbita


Mediante le due opzioni specificate in questo riquadro, possibile scegliere,
rispettivamente, se mantenere costante durante lintero periodo di simulazione il valore
della potenza elettrica assorbita, oppure farlo variare nel tempo. In questultimo caso,
sar necessario specificare una schedule che contenga, su tutto lanno-tipo dei fattori
che moltiplicheranno il valore di potenza inserito nel campo precedente. Pertanto, la
potenza elettrica assorbita dai corpi illuminanti in un generico momento della
simulazione varr il prodotto tra il valore inserito nella casella precedente ed il fattore
che si riscontrer nella schedule per quel momento dellanno. Se non si certi della
correttezza della schedule, possibile cliccare sul pulsante Gestione schedule, il
quale aprir lelenco di tutte le schedule definite nel modello e sar possibile
visualizzarne il contenuto nella parte inferiore o caricare direttamente il nome della
schedule, come gi esposto nel paragrafo sulla ventilazione.

74

Nel primo caso, invece, verr automaticamente caricata una schedule di sistema (di
nome SempreAttivo) caratterizzata da un fattore moltiplicativo pari a 1 su tutto
lanno. In tale maniera, il valore di potenza inserito nel corrispondente campo verr
moltiplicato per il fattore 1 in tutti gli intervalli di simulazione, mantenendolo, di fatto,
sempre inalterato.
Nella parte destra possibile impostare dei parametri di livello avanzato.
Lassorbimento elettrico si manifesta nella zona sottoforma di apporto di calore. Nel
motore di calcolo, tale calore suddiviso in quattro componenti, tre delle quali devono
essere specificate nei campi di input Frazione radiante, Frazione visibile e Frazione
allontanata dalla zona. La quarta, consistente nella frazione di calore trasmessa alla zona
per convezione, viene determinata dal motore di calcolo per differenza. Se la somma delle
tre quote immesse superiore a 1, al termine della simulazione verr mostrato un
messaggio di errore. I valori delle diverse componenti dipendono sostanzialmente dalla
tipologia di lampade e della configurazione dei corpi illuminanti. Nella tabella seguente,
vengono riportati alcuni valori indicativi per lampade fluorescenti, in funzione delle
diverse configurazioni di corpi illuminanti.
Tipologia corpo
illuminante
Sospeso
Addossato
Ad incasso
Soffitto luminoso
Con canalizzazione

Frazione
allontanata
0.0
0.0
0.0
0.0
0.54

Frazione
radiante
0.42
0.72
0.37
0.37
0.18

Frazione
visibile
0.18
0.18
0.18
0.18
0.18

Frazione per
convezione
0.40
0.10
0.45
0.45
0.10

Tabella 5.2 Valori indicativi delle quattro componenti di apporto di calore da corpi illuminanti,
adottando lampade fluorescenti.(Dati derivati da EnergyPlus Input Output Reference, edizione
del 24-05-2012).

Figura 5.8 Rappresentazione schematica delle tipologie di corpi illuminanti riportati nella
tabella precedente.

Frazione radiante
Quota del calore emesso dal gruppo di corpi illuminanti per effetto di onde lunghe
(radiazione infrarossa) durante il funzionamento.

75

Frazione visibile
Quota del calore emesso dal gruppo di corpi illuminanti per effetto delle onde di
lunghezza compresa nel campo del visibile.

Frazione allontanata dalla zona


Quota del calore emesso dal gruppo di corpi illuminanti che non costituisce apporto di
calore per la zona in oggetto, in quanto viene ceduta, ad esempio, ad una
canalizzazione od un controsoffitto che conduce verso unaltra zona od un ambiente
esterno. Tale frazione dovrebbe essere diversa da zero solo per i corpi illuminanti del
tipo con canalizzazione.

Calcolo della frazione allontanata dalla zona in funzione della temperatura


Tale menu a tendina presenta solo le due opzioni s e no e permette di determinare
in maniera maggiormente rigorosa la frazione allontanata dalla zona. Pertanto, se si
specifica lopzione s, il dato immesso al punto precedente viene ignorato e sar
necessario immettere i corrispondenti valori nei due successivi campi, che
corrispondono a due coefficienti che vengono applicati nella seguente equazione, ai
fini di una correzione empirica in funzione della temperatura della canalizzazione o
del controsoffitto che allontana parte del calore prodotto dai corpi illuminanti.

Tuttavia, tale approccio consigliato solamente per studi molto approfonditi.

Frazione di assorbimento elettrico soggetta a parzializzazione in funzione


dellilluminamento naturale
Tale campo rappresenta di fatto il collegamento tra i sensori di luce naturale ed il
sistema di illuminazione artificiale. In particolare, se nella zona vengono collocati tali
sensori, possibile definire in tale campo se laccensione e lo spegnimento dei corpi
illuminanti (cos come la parzializzazione del loro assorbimento elettrico) sono in
funzione dei livelli di illuminamento naturale misurati dai sensori. Pertanto, se questo
campo viene impostato pari a 0, i corpi illuminanti vengono accesi indipendentemente
dallilluminamento naturale, secondo quanto previsto nella schedule specificata nella
presente finestra di dialogo. Invece, se viene immesso un valore pari a 1, la potenza
assorbita viene parzializzata in funzione dei parametri impostati nelloggetto Sensori
di luce naturale. In questo caso, necessario definire tale oggetto per la zona.

Categoria duso finale


Descrizione opzionale che pu essere fornita dallutente in merito alluso a cui
destinato il gruppo di corpi illuminanti. Ci pu permettere di raggruppare pi
agevolmente i risultati di pi gruppi di corpi illuminanti, utilizzando come filtro tale
descrizione.

76

5.7) Condizioni interne


Mediante tale oggetto, possibile impostare per ciascuna zona termica le temperature di
set-point in riscaldamento ed in raffrescamento. Il controllo sulla temperatura viene
effettuato sulla temperatura media dellaria interna alla zona. Nel caso in cui la zona non
sia riscaldata e/o non sia raffrescata, necessario deselezionare la corrispondente opzione.
Viceversa, sar necessario definire o una temperatura di set-point costante per tutto il
periodo di simulazione, o una schedule che contenga i valori di tale parametro su tutto
lanno-tipo.
Per ciascuna zona possibile impostare solamente un oggetto di questa tipologia.

Figura 5.9 Finestra di dialogo delle impostazioni per le condizioni interne alla zona termica

77

5.8) Gestione semplificata zona termiche


Mediante la gestione semplificata delle zone termiche possibile, con ununica finestra di
dialogo, impostare tutti gli oggetti precedentemente esposti per la gestione dettagliata. Di
questi vengono richiesti solo i parametri fondamentali per la simulazione dei fabbisogni e
delle potenze termiche delledificio, assumendo valori di default per tutte le altre
impostazioni avanzate, che non inficiano particolarmente la precisione del risultato finale.
Tali impostazioni, tuttavia, possono essere comunque successivamente consultate ed
editate mediante la finestra di dialogo della gestione dettagliata. Essa, infatti, riconosce gli
oggetti creati tramite la modalit semplificata e ne consente la personalizzazione.
Mediante il comando Gestione semplificata zone termiche, avviabile dal menu dei
comandi del plugin, viene mostrata la finestra di dialogo di seguito riportata.

Figura 5.10 - Finestra di dialogo della gestione semplificata zone termiche

Nella parte superiore, nel riquadro Profili standard possibile effettuare operazioni di
salvataggio, esportazione ed importazione dei set di dati definiti dallutente per questa
interfaccia. Infatti, questi possono essere memorizzati in un file .xml al fine di avere
sempre disponibile una libreria di profili contenenti i dati dei parametri da impostare per la
zona termica.
Per default, vengono caricati nel menu a tendina i profili contenuti nel file predefinito
profile.xml, collocato nella directory del plugin OpenStudio\polimi\profili. In questo file

78

possibile salvare altri profili creati dallutente contenenti tutti i dati immessi nella finestra
di dialogo, in modo da poterli richiamare successivamente in maniera agevole, mediante il
pulsante Salva. Oppure, se si vuole creare un file differente che contenga una serie di
profili personalizzati, possibile caricare nel menu a tendina il profilo di interesse e,
successivamente, cliccare sulla funzione Esporta, la quale scriver nel nuovo file .xml il
profilo presente nel menu a tendina. Si fa notare che, se si seleziona un file esistente per
lesportazione, questo non verr sovrascritto, bens verr aggiunto il profilo oggetto di
esportazione a quelli gi presenti.
Per inserire i profili contenuti in un file .xml diverso da quello di default, sar necessario
utilizzare la funzione Importa, mediante la quale verranno caricati nel menu a tendina i
profili in esso salvati. Per immettere in maniera automatica nella finestra i dati contenuti
nel profilo, sar necessario selezionare dal menu a tendina quello di interesse e cliccare
sulla funzione Carica.
I file .xml presentano sostanzialmente dei blocchi di stringhe che si ripetono per ciascun
profilo salvato. Essi sono analoghi a quello di seguito riportato.
<profile name='Residenziale'>
<property name='szPeople' value='0.0' />
<property name='szPeopleSched' value='SempreAttivo' />
<property name='szActSched' value='AttivitaOccupantiResidenziale' />
<property name='szElectric' value='4.0' />
<property name='szElectSched' value='SempreAttivo' />
<property name='szInfiltration' value='0.3' />
<property name='szInfilqty' value='4' />
<property name='szInfilSched' value='SempreAttivo' />
<property name='szHeatSched' value='Setpoint_Riscaldamento_Residenziale' />
<property name='szHvacSched' value='Setpoint_Raffrescamento_Residenziale' />
</profile>

Ci che segue la stringa value= rappresenta il dato immesso nella corrispondente casella,
eccezion fatta per il parametro szInfilqty, che rappresenta un codice identificativo
corrispondente allunit di misura immessa.
Se un file contiene troppi profili e lutente vuole effettuare leliminazione di quelli superati
od errati, dovr cancellare i corrispondenti blocchi di stringhe manualmente, aprendo il file
.xml con un editor di testo (ad esempio mediante il blocco note di Windows). Oppure
dovr creare un nuovo file di libreria ottenuto mediante lesportazione di quelli solamente
di interesse ed eliminare il file precedente.
Nel riquadro Carichi per zona necessario immettere i parametri di seguito trattati. Si
faccia attenzione che nei campi che prevedono degli input numerici, se non si desidera
immettere alcun valore, non deve comunque essere lasciato vuoto, ma deve essere
immesso un valore pari a 0 ed associare la schedule di sistema SempreAttivo

Affollamento della zona (persone/m2)


Affollamento massimo di persone nella zona durante il periodo di simulazione. Esso
corrisponde al parametro Valore massimo di affollamento della zona nelloggetto
Persone della gestione dettagliata delle zone termiche. Tale valore, in questa
interfaccia, previsto che venga immesso come rapporto tra il numero di persone che
occupano la zona e la superficie della stessa, espresso in persone/m2.

79

Schedule di affollamento della zona


Schedule contenente, per tutto lanno-tipo dei fattori (di valore compreso tra 0 e 1) che
moltiplicheranno il valore di affollamento espresso nel campo precedente, allo scopo
di farlo variare durante il tempo della simulazione. Pertanto, laffollamento in un
generico momento della simulazione varr il prodotto tra il valore inserito nella casella
precedente ed il fattore che si riscontrer nella schedule per quel momento dellanno.
Se si vuole mantenere costante i valore di affollamento su tutto il periodo di
simulazione, sar necessario immettere la schedule di sistema SempreAttivo. Nel
menu a tendina vengono caricate tutte le schedule definite nel modello.

Schedule del livello di attivit degli occupanti


Nome della schedule contenente lapporto di calore dato dalla presenza di persone
nella zona. In essa deve essere riportato l apporto per ciascuna persona, durante
lanno-tipo, comprensivo di tutte le componenti di scambio termico (convettiva,
latente e radiante). I valori di questo parametro devono essere, pertanto, valori positivi
espressi in W/persona. Questi dipendono, sostanzialmente, dallattivit svolta
dallutenza e possono essere desunti da opportuna bibliografia tecnica o, come primo
ausilio, dalla tabella 5.1.

Densit di potenza delle apparecchiature elettriche


Valore massimo di potenza elettrica assorbita dalle apparecchiature elettriche presenti
nella zona. Esso corrisponde al parametro Valore massimo di potenza assorbita
presente nelloggetto Apparecchiature elettriche della gestione dettagliata delle zona
termiche. Tale quantit, in questa interfaccia, pu essere definita solamente come
rapporto tra la potenza complessiva delle apparecchiature e la superficie della zona,
espresso in W/m2.

Schedule per le apparecchiature elettriche


Schedule contenente, per tutto lanno tipo, i fattori che moltiplicheranno il valore di
densit di potenza inserito nel campo precedente, allo scopo di farlo variare durante il
tempo della simulazione. Pertanto, la potenza elettrica assorbita dalle apparecchiature
in un generico momento della simulazione varr il prodotto tra il valore inserito nella
casella precedente ed il fattore che si riscontrer nella schedule per quel momento
dellanno. Se si vuole mantenere costante il valore di densit di potenza su tutto il
periodo di simulazione, sar necessario immettere la schedule di sistema
SempreAttivo. Nel menu a tendina vengono caricate tutte le schedule definite nel
modello.

Portata daria esterna


Quantit massima di aria esterna immessa per effetto della ventilazione. Tale quantit,
inserita nella casella destra, pu essere definita, a seconda di quella che risulta
maggiormente agevole, secondo una delle diverse grandezze elencate nella tendina a
sinistra, ovvero:
ricambi/ora (rapporto tra il volume daria esterna entrante nella zona in unora ed
il volume daria complessivo racchiuso dalla zona, espresso in volumi/ora).
portata totale (portata daria complessiva per lintera zona, espressa in m3/s);
portata a persona (rapporto tra la portata daria complessiva per lintera zona e il
numero di persone in essa presenti, espresso in m3/(s persona). Si faccia presente

80

che, in questo caso, il numero di persone necessario alla determinazione della


quantit daria complessiva viene letto dal dato definito per il medesimo istante
nelloggetto Persone della corrispondente zona);
portata/sup. pavimento (rapporto tra la precedente grandezza e la superficie della
zona termica, espresso, pertanto in m3/(s m2) )
Questo parametro deve comprendere sia la portata daria entrante per ventilazione
degli ambienti, che per effetto delle infiltrazioni daria attraverso linvolucro. Per
semplificare limmissione dei dati, infatti, viene creato solamente un oggetto
Infiltrazioni, nel quale viene riportato tale valore di portata, mentre non viene creato
alcun oggetto Ventilazione.

Schedule portata daria esterna


Schedule contenente, per tutto lanno tipo, i fattori che moltiplicheranno il valore di
portata daria esterna, allo scopo di farlo variare durante il periodo di simulazione (si
veda il paragrafo Infiltrazioni). Se si desidera mantenere costante il valore di portata
daria su tutto il periodo di simulazione, sar necessario immettere la schedule di
sistema SempreAttivo. Nel menu a tendina vengono caricate tutte le schedule
definite nel modello.

Temperatura di set-point in riscaldamento


Se la zona asservita da un sistema di riscaldamento, necessario inserire la
temperatura di set-point in questo campo. Tuttavia, se tale temperatura non costante
per tutto il periodo di simulazione, sar necessario inserire una schedule contenente i
valori della temperatura di set-point nel campo successivo, mentre il valore qui
immesso verr ignorato.

Schedule set-point in riscaldamento


Nome della schedule contenente per tutto lanno-tipo i valori della temperatura di setpoint in riscaldamento. Se questo campo viene lasciato bianco, allora si assume che la
temperatura di set-point in riscaldamento sia costante ed assuma il valore espresso nel
campo precedente. Viceversa, verranno utilizzati quelli specificati nella schedule
immessa in questo campo, ignorando ci che stato immesso nella casella soprastante.

Temperatura di set-point in raffrescamento


Se la zona asservita da un sistema di raffrescamento, necessario inserire la
temperatura di set-point in questo campo. Tuttavia, se tale temperatura non costante
per tutto il periodo di simulazione, sar necessario inserire una schedule contenente i
valori della temperatura di set-point nel campo successivo, mentre il valore qui
immesso verr ignorato.

Schedule set-point in raffrescamento


Nome della schedule contenente per tutto lanno-tipo i valori della temperatura di setpoint in raffrescamento. Se questo campo viene lasciato bianco, allora si assume che la
temperatura di set-point in raffrescamento sia costante ed assuma il valore espresso nel
campo precedente. Viceversa, verranno utilizzati quelli specificati nella schedule
immessa in questo campo, ignorando ci che stato immesso nella casella soprastante.

Nella parte inferiore della finestra vi sono tre tasti corrispondenti ad altrettante funzioni, di
seguito esplicate.

81

Gestione schedule
Rimanda allinterfaccia di gestione schedule, in modo da poter eventualmente creare
schedule necessarie alla definizione del profilo, o modificare quelle presenti nel
modello, senza dover abbandonare la finestra di dialogo.

Applica a tutte le zone


Consente di creare gli oggetti ed impostare i relativi dati immessi per tutte le zone
presenti nel modello. Si fa notare che, a seguito di questa operazione, verranno
cancellati tutti gli oggetti Ventilazione, Infiltrazioni,Persone, Apparecchiature
elettriche, e Condizioni interne esistenti per tutte le zone. Questo al fine di evitare
duplicati indesiderati che causerebbero il raddoppio dei valori dei parametri inseriti.

Applica alla selezione


Consente di creare gli oggetti ed impostare i relativi dati immessi per la zona
correntemente selezionata nel modello, il cui nome viene riportato nella parte alta della
finestra di dialogo. Nel caso in cui si voglia assegnare il profilo a pi zone, possibile
variare la selezione anche mentre aperta la finestra di dialogo cliccando sulle
differenti zone nello spazio di lavoro ed eseguire pi volte il comando. Si fa notare
che, a seguito di questa operazione, verranno cancellati tutti gli oggetti Ventilazione,
Infiltrazioni,Persone, Apparecchiature elettriche, e Condizioni interne
esistenti per la zona selezionata. Questo al fine di evitare duplicati indesiderati che
causerebbero il raddoppio dei valori dei parametri inseriti.

82

6) Illuminazione naturale
La valutazione dellilluminamento naturale nelle diverse zone possibile mediante due
strumenti, avviabili dal sottomenu del plugin Illuminazione naturale.
Il primo, Inserisci sensori di luce naturale, consente di inserire fino a due punti
allinterno di ciascuna zona termica i quali, oltre a fornire dei dati relativi allilluminazione
naturale rilevata istante per istante, consente anche di gestire, in funzione di tali dati, il
funzionamento dellimpianto dilluminazione e loperabilit dei sistemi di schermatura.
Il secondo, Inserisci mappa di illuminamento naturale, restituisce, invece, i valori di
illuminamento misurati nei nodi di una griglia di calcolo in un file di formato csv.
bene premettere che la distinzione in zone effettuata secondo i criteri esposti al capitolo
2.2, potrebbe non essere sufficientemente accurata per valutazioni particolarmente
dettagliate sullilluminamento naturale e sul corrispondente consumo elettrico dei corpi
illuminanti.
Questo, sostanzialmente in quanto laccorpamento di pi ambienti comporta che la luce
entrante dalle finestre di una stanza possa illuminare anche quelle confinanti. Nella realt,
invece, la presenza di partizioni opache impedisce la trasmissione di luce da una stanza e
laltra. Inoltre, il sistema di illuminazione sarebbe unico per tutti gli ambienti accorpati e
sarebbe caratterizzato da un unico profilo di funzionamento, ignorando che in realt degli
ambienti in alcuni periodi della giornata potrebbero essere in ombra, mentre altri no.
Distinguendo, invece, una zona termica per ciascuna ambiente ed inserendo per ciascuno di
questi un oggetto Illuminazione ed un oggetto Sensori di luce naturale, si terrebbe
conto del reale apporto luminoso stanza per stanza e del funzionamento dei corrispondenti
corpi illuminanti. Inoltre, si terrebbe conto delle ostruzioni e delle riflessioni causate dalle
partizioni interne.
Nella sezione seguente vengono analizzati pi approfonditamente i due comandi avviabili
dal sottomenu Illuminamento naturale.

6.1) Inserisci sensori di luce naturale


Come esposto nel paragrafo introduttivo, mediante tale comando, possibile inserire fino a
due sensori per ciascuna zona termica, in grado di leggere alcuni parametri relativi
allilluminamento naturale in specifiche posizioni durante la simulazione.
Al fine di inserire tali sensori, necessario, in primo luogo, attivare la zona termica in cui
si intende posizionarli, mediante doppio clic sulla croce di selezione. Poi, dal menu dei
comandi del plugin, alla voce Illuminamento naturale deve essere lanciato il comando
Inserisci sensori di luce naturale. Mediante il cursore, necessario posizionare loggetto
nella posizione voluta. Mediante lo strumento Informazioni oggetto, che mostrer la
finestra di dialogo riportata in figura seguente, tale posizione sar successivamente
modificabile, cos come tutti gli altri parametri di seguito descritti.

83

Figura 6.1 - Finestra di dialogo delle propriet dei sensori di luce naturale.

Numero sensori di luce naturale nella zona


In tale campo necessario specificare se inserire 1 o 2 sensori di luce naturale nella
zona.

Tipologia regolazione di luce artificiale


Tipologia di regolazione a cui soggetto il sistema di illuminazione nella zona. Tale
impostazione definita per i sistemi di illuminazione gestiti da entrambi i sensori. In
particolare, possibile scegliere tra le seguenti opzioni:
continua: lassorbimento elettrico (e, di conseguenza il corrispondente flusso
luminoso) viene parzializzato continuamente in maniera lineare in funzione del
livello di illuminamento non coperto dalla luce naturale, come rappresentato in
figura 6.2. Quando il set-point di illuminamento raggiunto mediante la sola luce
entrante dallambiente esterno, il sistema di illuminazione si mantiene acceso,
assorbendo la quota di potenza elettrica specificata nel campo Frazione minima di
assorbimento elettrico con regolazione continua ed emettendo la frazione del
flusso luminoso immessa nel campo Frazione di flusso luminoso emesso in
corrispondenza del minimo assorbimento elettrico con regolazione continua ;

84

a gradini: la parzializzazione della potenza elettrica assorbita dai corpi illuminanti


avviene in maniera discreta, secondo dei gradini di pari ampiezza, il cui numero
definito nel campo Numero di gradini. Tale numero non deve comprende il
gradino spento.
continua/spento: la parzializzazione della potenza assorbita dai corpi illuminanti
avviene nella medesima maniera della regolazione continua, tuttavia, una volta
raggiunta la frazione minima di assorbimento elettrico specificata nel
corrispondente campo, il sistema di illuminazione viene spento.

Figura 6.2 Schema funzionamento regolazione continua.

Figura 6.3 Schema funzionamento regolazione a gradini.

Angolo di vista dellutente, misurato in senso orario rispetto allasse Y della zona
Labbagliamento da luce naturale dipende dalla direzione in cui gli occupanti
guardano. Esso, infatti, sar maggiore se questi guardano perpendicolarmente una
finestra, e diminuir mano a mano che si distoglie lo sguardo dalla finestra. Tale
campo necessario a specificare la direzione di vista in cui calcolare lindice di
abbagliamento. Rappresenta langolo orizzontale misurato in senso orario tra la
direzione dellasse Y della zona e la direzione di vista degli occupanti.

85

Massimo indice di abbagliamento ammesso


Valore massimo ammesso dellindice di abbagliamento misurato in corrispondenza del
sensore 1. Se il valore immesso viene superato nel corso della simulazione e, nelle
finestre della zona sono previste delle schermature solari che vengano attivate in caso
di eccessivo abbagliamento, queste vengono posizionate, compatibilmente con le
impostazioni assegnate al corrispondente oggetto Schermatura solare.

Frazione minima di assorbimento elettrico con regolazione continua


In presenza di regolazione di tipo continua o continua/spento, la frazione
minima del massimo assorbimento elettrico specificato per gli oggetti illuminazione
nella zona. Pu rappresentare la soglia minima di accensione (nel caso di regolazione
di tipo continua/spento) o il livello minimo al quale rimangono accesi i corpi
illuminanti (nel caso di regolazione continua), anche in presenza di illuminamento
naturale superiore al set-point specificato nel corrispondente campo.

Frazione di flusso luminoso emesso in corrispondenza del minimo assorbimento


elettrico con regolazione continua
In presenza di regolazione di tipo continua o continua/spento, la frazione del
flusso luminoso massimo (che sarebbe necessario a garantire lilluminamento di setpoint specificato nella finestra di dialogo) emessa in corrispondenza allassorbimento
elettrico minimo specificato al punto precedente.

Numero di gradini
Numero di gradini di parzializzazione dellassorbimento elettrico del sistema di
illuminazione. Campo necessario solo per la tipologia di regolazione A gradini.

Probabilit con cui lutente imposta il gradino corretto


la frazione di tempo nella quale lutente imposta il gradino corretto per la
parzializzazione dellassorbimento elettrico del sistema di illuminazione. Nella
rimanente frazione di tempo, si ipotizza che sia impostato il livello subito successivo,
avente un assorbimento elettrico superiore a quello che risulterebbe necessario.

Coordinata X del sensore - Coordinata Y del sensore - Coordinata Z del sensore


Coordinate che identificano la posizione plano-altimetrica dei due sensori. Si fa notare
che, il criterio di immissione di tali coordinate deve seguire la convenzione specificata
nella finestra Localit e convenzioni geometriche, nel campo Sistema di
riferimento sensori di luce naturale. Di conseguenza, se in tale campo specificata
lopzione Coordinate assolute, le coordinate dovranno essere immesse utilizzando
come origine quella del sistema di riferimento rappresentato in SketchUp (intersezione
degli assi, verde, rosso e blu, con valori positivi in direzione delle semirette con linea
continua); viceversa, dovr essere utilizzato il sistema di riferimento locale della zona
termica, avente come origine il cursore a croce di colore blu.

Frazione di zona controllata


Frazione della superficie di pavimento della zona, il cui funzionamento dei
corrispondenti corpi illuminanti controllato dal sensore di luce naturale. La somma
dei due valori immessi non deve superare 1.

86

Nel caso in cui sia presente un solo sensore e venga per questo immesso un valore
inferiore a 1, la quota rimanente verrebbe intesa come non soggetta al controllo da
parte del sensore di luce naturale naturale e avr il profilo di funzionamento definito
nella schedule del corrispondente oggetto Illuminazione.

Set-point livello di illuminamento


Valore del livello di illuminamento di progetto richiesto nel punto dove collocato il
sensore (ovvero sul piano di lavoro rappresentato dal sensore), espresso in lux.
Rappresenta lilluminamento prodotto dal sistema di illuminazione sul corrispondente
sensore, quando questo funziona alla massima potenza immessa nelloggetto
Illuminazione.
Inoltre, se il sensore gestisce il funzionamento dei corpi illuminanti, questi verranno
accesi solamente se lilluminamento da luce naturale in quel punto non garantisce tale
valore. In tal caso, il sistema di illuminazione verr azionato alla potenza necessaria a
coprire la quota di illuminamento mancante, compatibilmente con la tipologia di
regolazione impostata nella presente finestra di dialogo.
Nel modello termico, i sensori di luce naturale vengono rappresentati come in figura
seguente. In particolare, si fa notare che sono identificati con il corrispondente numero
di riferimento, in modo da capire quale il sensore numero 1 e quale il sensore
numero 2. Inoltre, la freccia indica la direzione di vista degli occupanti. Infine, le
coordinate che identificano la posizione dei sensori sono quelle relative al punto
centrale di intersezione tra i quattro spicchi bianchi e rossi

Figura 6.4 Rappresentazione sensori di luce naturale nel modello.

87

7) La simulazione di progetto
La simulazione delle prestazioni energetiche di un edificio pu essere effettuata non solo
per conoscerne i consumi nelle condizioni medie operative di un anno tipo, ma anche per
determinarne il comportamento nelle condizioni pi critiche. In particolare pu essere utile
ai fini del dimensionamento di componenti impiantistiche, le quali devono essere in grado
di garantire sempre le condizioni di comfort. Tale tipologia di simulazione, dovendo
riprodurre le condizioni pi avverse, non pu basarsi sulle condizioni climatiche statistiche
contenute nel file climatico relativo alla localit, ma necessita di condizioni definite
puntualmente, allo scopo di ricreare la situazione peggiore, raramente verificabile, ma che
mette al riparo da sottodimensionamenti delle componenti impiantistiche. Per fare ci,
necessario definire uno o pi profili giornalieri di progetto, consistenti in uno o pi giorni,
le cui condizioni ambientali sono definite dallutente nellottica appena esposta. I dati delle
condizioni ambientali sono per la maggior parte fornite dalle principali norme in materia,
per ciascuna delle principali localit dotate di stazione meteorologica.
Si fa notare che la struttura delle schedule prevede, al suo interno, la definizione di due
particolari tipologie di giorno, denominate Giorno di progetto invernale e Giorno di
progetto estivo. Si soliti, infatti, definire puntualmente i valori dei parametri nelle
schedule per queste due tipologie di giorno proprio per differenziare e puntualizzare le
condizioni specifiche per la simulazione di progetto, rispettivamente in ambito invernale ed
in ambito estivo. Tali tipologie di giorno, infatti, potranno essere richiamate dalla finestra
di dialogo dei profili giornalieri di progetto, in modo da caricare i valori dei parametri del
modello in esse definiti (si veda il paragrafo Profili giornalieri di progetto, nella sezione
di spiegazione dei dati di calendario).
Nel comando di lancio della simulazione dovr, poi, essere specificata lopzione di
effettuare la simulazione anche in modalit di progetto, ovvero assumendo come
condizioni a contorno quelle relative ai profili giornalieri di progetto definiti nel modello.

7.1) Profili giornalieri di progetto


Come esposto nel paragrafo introduttivo, la simulazione di progetto richiede la definizione
di uno o pi profili giornalieri di progetto. Tale operazione possibile mediante il
comando Profili giornalieri di progetto collocato nel menu dei comandi del plugin. Esso
consiste in due finestre di dialogo, la prima delle quali (riportata nella figura seguente)
mostra il riepilogo dei profili definiti allinterno del modello e consente di crearne uno
nuovo o di eliminare o modificare i profili esistenti.

Figura 7.1 Finestra di dialogo di gestione dei profili giornalieri di progetto

88

Se si seleziona il pulsante Nuovo o Modifica, viene aperta la seconda finestra di


dialogo (come mostrato nella figura seguente), che consente di inserire o modificare tutti i
parametri necessari alla definizione del profilo giornaliero di progetto.

Figura 7.2 Finestra di dialogo per limpostazione dei parametri dei profili giornalieri di progetto

La finestra sopra riportata mostra nella sua parte sinistra i dati che devono essere
obbligatoriamente inseriti, mentre nella parte destra elenca i parametri relativi alle opzioni
avanzate sulle condizioni a contorno dei giorni di progetto. Questi ultimi non sono dati
obbligatori, tuttavia consentono di definire in maniera maggiormente personalizzata le
condizioni ambientali secondo cui effettuare la simulazione. Nella parte in basso a destra,
inoltre, viene mostrata una casella di testo riportante una descrizione di aiuto
allimmissione dei dati, riferita al campo in cui si posiziona il cursore.
Di seguito si elenca la descrizione di ciascun parametro riportato nella soprastante finestra
di dialogo.

Nome
Nome identificativo del profilo giornaliero di progetto in corso di definizione, il quale
deve essere univoco nellintero modello.

Dati di calendario
il profilo giornaliero deve essere collocato temporalmente allinterno dellanno,
principalmente al fine di poter conoscere la posizione relativa del sole, la radazione
solare incidente (se non viene imposta manualmente), nonch i valori di tutti i
parametri impostati nel modello mediante delle schedule annuali (ad esempio gli
apporti interni, le portate di ventilazione, le temperature di set-point degli ambienti,
ecc.). Ci premesso, necessario immettere i dati relativi al giorno ed al mese in cui
collocato temporalmente il profilo in oggetto. Inoltre, si ponga attenzione ad inserire la
corretta tipologia di giorno, in quanto i parametri gestiti dalle schedule nel modello
assumeranno, nel profilo giornaliero in corso di definizione, i valori da esse previste
per la tipologia di giorno scelta. Proprio per questo, nella definizione delle schedule si

89

usa immettere i valori dei parametri specificamente per le tipologie giorno di progetto
invernale e giorno di progetto estivo, in modo da poter richiamare tali tipologie nel
profilo giornaliero di progetto, evitando cos di confondere i valori dei parametri
impostati per le tipologie di giorno ordinarie.

Temperatura massima a bulbo secco


Temperatura a bulbo secco massima giornaliera dellaria esterna, espressa in gradi
centigradi.

Escursione termica giornaliera


Escursione giornaliera della temperatura a bulbo secco. Un profilo giornaliero pu
avere un valore massimo e minimo di temperatura a bulbo secco dellaria esterna,
oppure pu prevedere una temperatura costante su tutto il giorno. Nel primo caso, in
questo campo deve essere inserita la differenza tra la temperatura massima e quella
minima. Il software, per default, distribuisce tale escursione nell'arco della giornata,
ponendo il valore massimo alle ore 15:00 ed il valore minimo alle ore 5:00. Nelle
rimanenti ore della giornata, il valore della temperatura dell'aria esterna assume valori
intermedi, secondo la seguente equazione:
T0 = Tmax - T k
dove:
T0 la temperatura a bulbo secco dell'aria esterna nellistante del calcolo;
Tmax la temperatura massima giornaliera a bulbo secco;
T l'escursione termica giornaliera dell'aria esterna;
k un coefficiente riduttivo variabile da 0 a 1, differente per ciascuna ora della
giornata. Per default, i valori di k in ciascuna ora della giornata assumono
rispettivamente i seguenti valori:
ore
1:00
2:00
3:00
4:00
5:00
6:00
7:00
8:00
9:00
10:00
11:00
12:00
13:00
14:00
15:00
16:00
17:00
18:00
19:00
20:00
21:00
22:00
23:00
24:00

k
0.86
0.91
0.94
0.97
1.00
0.99
0.94
0.80
0.62
0.44
0.29
0.17
0.08
0.02
0.00
0.04
0.11
0.20
0.33
0.46
0.56
0.65
0.72
0.79

90

Tali valori sono modificabili nel campo ''Modificatore del valore di temperatura a
bulbo secco della presente finestra di dialogo5.

Metodo di definizione dellumidit esterna


Metodo di definizione dellumidit dellaria esterna. necessario scegliere, tra le
seguenti opzioni riportate nel menu a tendina, quale parametro si vuole impostare al
fine di definire l umidit dellaria esterna:
temperatura a bulbo umido dellaria esterna, espressa in gradi centigradi;
temperatura di rugiada dell aria esterna, espressa in gradi centigradi;
umidit assoluta dellaria esterna, espressa come rapporto tra la massa di vapore
acqueo e la massa di aria secca;
entalpia dell'aria esterna, espressa in kJ/kg;
schedule, la quale necessita linserimento di una schedule giornaliera contenente i
valori, ora per ora, di umidit relativa dellaria esterna5.
In funzione della scelta effettuata, viene attivato il corrispondente campo.

Pressione atmosferica
Pressione atmosferica dellambiente esterno, espressa in Pascal.

Direzione del vento


Direzione di provenienza del vento, espressa in gradi sessadecimali. La convenzione
utilizzata prevede un valore pari a 0, se il vento proviene da Nord, assumendo valori
crescenti verso Est, secondo lesempio di seguito riportato per i principali punti
cardinali:
direzione Nord: 0;
direzione Est: 90;
direzione Sud: 180;
direzione Ovest: 270.

Velocit del vento


Velocit del vento, espressa in m/s.

Limpidezza del cielo


Valore compreso tra 0 e 1.2 che rappresenta la limpidezza del cielo. Tale parametro
influenza la definizione dei valori di radiazione solare che raggiunge il sito durante le
diverse ore della giornata. Tipicamente, per i profili giornalieri di progetto invernale, si
usa assumere un valore pari a 0 (assimilabile ad una condizione di cielo molto
nuvoloso).

Nella parte destra, inoltre, possibile impostare le opzioni avanzate Di seguito si analizza
nello specifico il significato di ciascuno di questi parametri.

Presenza di pioggia
Indica se le superfici delledificio sono bagnate o meno a causa della pioggia. Si fa
notare che la condizione di piovosit o meno pu influire, nei calcoli eseguiti dal
software, sulla conduzione del calore attraverso le superfici esterne, in quanto queste

Attualmente tale funzione nel software inattiva. Pertanto, in caso si necessiti adoperare tale funzione,
lutente dovrebbe modificare manualmente il file .idf mediante lidf editor del motore di calcolo EnergyPlus.

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possono presentare peggioramenti nelle caratteristiche di coibentazione termica, se


bagnate.

Presenza di neve
Indica se vi presenza o meno di neve al suolo. Si fa notare che tale condizione
influenza, nei calcoli eseguiti dal software, le propriet di riflessione del terreno
circostante.

Ora legale
Tale opzione deve essere selezionata nel caso in cui si voglia considerare il giorno in
corso di definizione in regime di ora legale. Sostanzialmente, comporta laggiunta di
unora agli orari definiti nelle schedule per la gestione dei parametri.

Modificatore del valore di temperatura a bulbo secco


Tale campo necessario al fine di definire la variazione delle temperature dell aria
esterna durante le ore della giornata. Nel caso in cui si voglia mantenere la
distribuzione predefinita delle temperature (ovvero quella gi descritta per il parametro
escursione termica giornaliera), sar necessario selezionare nel menu a tendina
lopzione Default. Se, invece, si vuole personalizzare tale distribuzione, possibile
farlo definendo una schedule giornaliera nella quale siano presenti per ciascuna ora o i
coefficienti correttivi da applicare allescursione termica (scegliendo lopzione
Schedule moltiplicatori) o i valori di temperatura da sottrarre alla temperatura
massima (scegliendo lopzione Schedule variazioni). In funzione dellopzione
scelta, viene poi attivato il corrispondente campo.

Nome della schedule di modifica del valore di temperatura a bulbo secco


nel caso in cui nel parametro precedente non si sia scelta lopzione default, tale
campo viene attivato richiedendo linserimento della relativa schedule contenente o i
coefficienti correttivi da applicare allescursione termica, o i valori di temperatura da
sottrarre alla temperatura massima, in funzione dellopzione selezionata.

Modello solare di calcolo


Tale campo permette allutente di scegliere quale modello di calcolo utilizzare nella
determinazione della radiazione solare per il profilo giornaliero in corso di definizione.
Le opzioni ''ASHRAEClearSky'' e ''ZhangHuang'' utilizzano entrambe, in parte dei
loro algoritmi, il valore di limpidezza del cielo impostato in questa finestra di
dialogo. Lopzione Schedule, invece, prevede linserimento manuale, per ciascuna
ora della giornata, dei valori di irradiazione (sia per la componente diretta, che per
quella diffusa) attraverso la definizione di due schedule nei campi successivi.

Schedule giornaliera della radiazione solare diretta e Schedule giornaliera della


radiazione solare diffusa
Se nel parametro precedente viene scelta lopzione schedule, in questi due campi
deve essere inserito il nome della schedule giornaliera contenente, ora per ora, il
valore, rispettivamente, della componente diretta e diffusa dellirradiazione solare
incidente sulla superficie orizzontale, espressa in Wh/m2. 6

Attualmente tale funzione nel software inattiva, pertanto in caso si necessiti adoperare tale funzione,
lutente dovrebbe modificare manualmente il file .idf mediante lidf editor del motore di calcolo EnergyPlus

92

8) Variabili in uscita
Le variabili in uscita sono le grandezze ed i parametri che si richiede di determinare al
motore di calcolo. Pertanto, tra le molteplici che possono essere calcolate dal software,
devono essere selezionate quelle di interesse da parte dellutente. Il relativo comando
collocato nella voce Definizione dati in uscita del menu dei comandi del plugin.
Nellimmagine seguente viene mostrata la finestra di dialogo corrispondente.

Figura 8.1 Finestra di dialogo per la definizione delle variabili in uscita.

Essendo il motore di calcolo in lingua inglese (Stati Uniti), le variabili visualizzate nei
menu a tendina sono state tradotte. Tuttavia, riportano anche il riferimento al loro nome
originale. Questo perch il file di output viene direttamente creato dal motore di calcolo e,
di conseguenza, riporter solo i nomi originali delle variabili impostate.
Al fine di facilitare la ricerca delle variabili di calcolo, queste sono state organizzate in
categorie e sottocategorie, come trattato nel paragrafo seguente. Per impostare una
grandezza da far determinare al motore di calcolo, necessario cliccare su Nuovo e
sfogliare tra le diverse categorie e sottocategorie, cercando quella di interesse. Nel riquadro
centrale viene visualizzata una descrizione della variabile selezionata, oltre al riferimento
al nome originale ed allunit di misura in cui espressa.
Nel campo Frequenza sar necessario definire con che risoluzione temporale mostrare il
valore della variabile selezionata. Tuttavia, il calcolo viene comunque effettuato ogni 10
minuti del periodo di simulazione, ed il risultato viene aggregato (o ne viene calcolato il
valore medio) solo nella visualizzazione finale. Si faccia presente che, se si imposta il
calcolo di una potenza, o di un flusso, questo verr visualizzato come medio per il periodo
selezionato, mentre se si tratta di unenergia il corrispondente valore mostrato sar
cumulativo per lintervallo di frequenza scelto.
Mediante il campo Filtro, invece possibile restringere il calcolo della grandezza solo ad
alcuni oggetti del modello. Ad esempio, le variabili contenute nella categoria
Caratteristiche zona termica vengono determinate per ciascuna zona presente nel
modello. Immettendo il nome di una particolare zona nel campo Filtro, questa verr
determinata solo per quelloggetto. Se si vogliono specificare pi zone sulle quali
effettuare il calcolo, sar necessario definire pi variabili uguali, riportanti ciascuna il
nome della zona nel campo Filtro. Lasciando tale campo vuoto, il calcolo verr eseguito
per tutti gli oggetti del modello.

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Nel campo Schedule, invece, possibile definire il calcolo della variabile per un periodo
pi ristretto rispetto a quello dellintera simulazione. In particolare, in questo caso sar
necessario specificare il nome di una schedule definita nel modello, contenente un valore
pari a 0, per tutti i periodi che si vogliono escludere dal calcolo della variabile

8.1) Organizzazione delle variabili in categorie e sottocategorie


Come gi anticipato al paragrafo precedente, data la moltitudine di variabili del motore di
calcolo, queste sono state organizzate in categorie e sottocategorie, al fine di rendere
maggiormente intuitiva la ricerca. Di seguito viene riportata tale classificazione, indicando
quali variabili sono state raggruppate nelle diverse categorie. Si fa notare che, per ciascuna
di esse, stata riportata lunit di misura in cui sono espresse ed il nome originale
(racchiuso in carattere corsivo tra parentesi tonde). Nel paragrafo successivo, invece, esse
verranno analizzate una per una, dandone spiegazione del significato.
CATEGORIA CONDIZIONI AMBIENTALI ESTERNE
In tale categoria sono riportate tutte le variabili attinenti alle condizioni ambientali relative
al sito.
Sottocategoria Caratteristiche aria esterna

Temperatura a bulbo secco dellaria esterna [C] (Outdoor Dry Bulb);


Temperatura di rugiada dellaria esterna [C] (Outdoor Dew Point);
Temperatura a bulbo umido dellaria esterna [C] (Outdoor Wet Bulb);
Umidit assoluta dellaria esterna [kgAcqua/kgAria] (Outdoor Humidity Ratio);
Umidit relativa dellaria esterna [%] (Outdoor Relative Humidity);
Entalpia dellaria esterna [J/kg] (Outdoor Enthalpy);
Densit dellaria esterna (Outdoor Air Density);
Temperatura del cielo [C] (Sky Temperature).

Sottocategoria Geometria e radiazione solare


In tale sottocategoria vengono raggruppate le condizioni ambientali attinenti alla
radiazione solare incidente sul piano orizzontale e alla posizione relativa del sole rispetto al
sito.

Irradianza solare diretta [W/m2] (Direct Solar);


Irradianza solare diffusa [W/m2] (Diffuse Solar);
Irradianza solare riflessa dal terreno [W/m2] (Ground Reflected Solar);
Azimuth solare [deg] (Solar Azimuth Angle);
Angolo di altezza solare [deg] (Solar Altitude Angle);
Angolo orario [deg] (Solar Hour Angle);

Sottocategoria Altre condizioni meteorologiche

Pressione atmosferica esterna [Pa] (Outdoor Barometric Pressure);


Velocit del vento [m/s] (Wind Speed);
Direzione del vento [deg] (Wind Direction);

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Precipitazioni di pioggia [mm] (Liquid Precipitation);


Presenza di pioggia (Fraction of Time Raining);
Presenza di neve al suolo (Fraction of Time Snow On Ground).

Sottocategoria Caratteristiche del terreno

Temperatura del terreno [C] (Ground Temperature);


Temperatura del terreno in profondit [C] (Deep Ground Temperature).

CATEGORIA: CARATTERISTICHE TERMICHE DELLINVOLUCRO


La presente categoria comprende variabili i cui valori sono espressi singolarmente per
ciascuna superficie del modello ed attengono a grandezze di tipo termico. Pertanto, se non
vengono specificati dei filtri mediante il corrispondente campo della finestra di dialogo,
per ciascuna delle variabili allinterno di questa categoria che verranno scelte da parte
dellutente, verranno generate tante serie di valori, quante sono le superfici termiche nel
modello (a cui sia applicabile la variabile selezionata).
Le sottocategorie sono definite in funzione delle tipologie di superfici rispetto a cui le
variabili possono fare riferimento.
Sottocategoria Superfici disperdenti (tutte)
Tale sottocategoria comprende le variabili applicabili a tutte le superfici termiche, ovvero
quelle attraverso le quali possono avvenire scambi termici.

Temperatura superficiale interna [C] (Surface Inside Temperature);


Temperatura superficiale esterna [C] (Surface Outside Temperature);
Temperatura dellaria interna adiacente alla superficie [C] (Surface Int Adjacent Air
Temperature);
Coefficiente convettivo superficiale interno [W/(m2K)] (Surface Int Convection Coeff);
Flusso convettivo superficiale interno [W] (Surface Int Convection Heat Rate);
Flusso convettivo specifico superficiale interno [W/m2] (Surface Int Convection Heat
Rate per Area);
Calore trasmesso allaria per convezione dalla superficie [J] (Surface Int Convection
Heat Gain to Air);
Coefficiente convettivo superficiale esterno [W/(m2K)] (Surface Ext Convection
Coeff);
Coefficiente radiativo superficiale esterno [W/(m2K)] (Surface Ext Rad To Air Coeff);
Coefficiente radiativo superficiale verso la volta celeste [W/(m2K)] (Surface Ext Rad
To Sky Coeff);
Coefficiente radiativo superficiale verso il terreno [W/(m2K)] (Surface Ext Rad To
Ground Coeff);
Radiazione solare diretta incidente sulla superficie interna [W] (Beam Sol Amount
from Ext Windows on Inside of Surface);
Irradianza solare diretta incidente sulla superficie interna [W/m2] (Beam Sol Intensity
from Ext Windows on Inside of Surface);
Radiazione solare diffusa incidente sulla superficie interna [W] (Diff Sol Amount from
Ext Windows on Inside of Surface);
Irradianza solare diffusa incidente sulla superficie interna [W/m2] (Diff Sol Intensity
from Ext Windows on Inside of Surface);

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Radiazione solare diretta incidente, da finestre interne [W] (Beam Sol Amount from Int
Windows on Inside of Surface);
Irradianza solare diretta incidente, da finestre interne [W/m2] (Beam Sol Intensity from
Int Windows on Inside of Surface);
Radiazione solare inizialmente assorbita dalla superficie [W] (Initial Transmitted
Diffuse Solar Absorbed on Inside of Surface);
Radiazione ad onde corte totale assorbita dalla superficie [W] (Total Shortwave
Radiation Absorbed on Inside of Surface);

Sottocategoria Superfici disperdenti verso lambiente esterno


Tale sottocategoria comprende le variabili applicabili a tutte le superfici termiche a
contatto con lambiente esterno.

Temperatura a bulbo secco dellaria allesterno della superficie [C] (Surface Ext
Outdoor Dry Bulb);
Temperatura a bulbo umido dellaria allesterno della superficie [C] (Surface Ext
Outdoor Wet Bulb);
Velocit del vento allesterno della superficie [m/s] (Surface Ext Wind Speed);
Porzione soleggiata della superficie [m2] (Surface Ext Sunlit Area);
Percentuale soleggiata della superficie [-] (Surface Ext Sunlit Fraction);
Irradianza solare complessiva incidente sul lato esterno [W/m2] (Surface Ext Solar
Incident);
Irradianza solare diretta incidente sul lato esterno [W/m2] (Surface Ext Solar Beam
Incident);
Irradianza solare diffusa dal cielo incidente sul lato esterno [W/m2] (Surface Ext Solar
Sky Diffuse Incident);
Irradianza solare diffusa dal terreno incidente sul lato esterno [W/m2] (Surface Ext
Solar Ground Diffuse Incident);
Irradianza solare diretta riflessa dal terreno come diffusa sulla superficie [W/m2]
(Surface Ext Solar From Bm-To-Diff Refl From Ground);
Irradianza solare diffusa riflessa dal terreno come diffusa sulla superficie [W/m2]
(Surface Ext Solar From Sky Diffuse Refl From Ground);
Coseno dellangolo di incidenza della radiazione solare diretta [-] (Surface Ext Solar
Beam Cosine Of Incidence Angle).

Sottocategoria Superfici opache


Tale sottocategoria comprende le variabili applicabili a tutte le superfici termiche opache.

Flusso termico per conduzione attraverso la superficie [W] (Opaque Surface Inside
Face Conduction);
Flusso termico entrante per conduzione attraverso la superficie [W] (Opaque Surface
Inside Face Conduction Gain);
Flusso termico disperso per conduzione attraverso la superficie [W] (Opaque Surface
Inside Face Conduction Loss);
Radiazione solare diretta assorbita dal lato interno della superficie [W] (Opaque
Surface Inside Face Beam Solar Absorbed).

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Sottocategoria Superfici trasparenti


Sottocategoria comprendente variabili calcolabili solamente per le sottosuperfici di
tipologia Finestra o Porta finestra, caratterizzati pertanto da un componente
trasparente.

Flusso termico entrante dal componente trasparente [W] (Window Heat Gain);
Apporto di calore entrante dal componente trasparente [J] (Window Heat Gain
Energy);
Flusso termico disperso dal componente trasparente [W] (Window Heat Loss);
Calore disperso dal componente trasparente [J] (Window Heat Loss Energy);
Irradiazione solare totale trasmessa dal componente trasparente [W] (Window
Transmitted Solar);
Radiazione solare totale trasmessa dal componente trasparente [J] (Window
Transmitted Solar Energy);
Irradiazione solare diretta trasmessa dal componente trasparente [W] (Window
Transmitted Beam Solar);
Radiazione solare diretta trasmessa dal componente trasparente [J] (Window
Transmitted Beam Solar Energy);
Irradiazione solare diffusa trasmessa dal componente trasparente [W] (Window
Transmitted Diffuse Solar);
Radiazione solare diffusa trasmessa dal componente trasparente [W] (Window
Transmitted Diffuse Solar Energy);
Irradiazione solare diretta trasmessa come diretta dal componente trasparente [W]
(Window Transmitted Beam-to-Beam Solar);
Radiazione solare diretta trasmessa come diretta dal componente trasparente [J]
(Window Transmitted Beam-to-Beam Solar Energy);
Irradiazione solare diretta trasmessa come diffusa dal componente trasparente [W]
(Window Transmitted Beam-to-Diffuse Solar);
Radiazione solare diretta trasmessa come diffusa dal componente trasparente [J]
(Window Transmitted Beam-to-Diffuse Solar Energy);
Irradiazione solare assorbita dal vetro [W] (Window Solar Absorbed: All Glass
Layers);
Radiazione solare assorbita dal vetro [J] (Window Solar Absorbed: All Glass Layers
Energy);
Coefficiente di trasmissione solare del componente trasparente [-] (Window System
Solar Transmittance);
Coefficiente di assorbimento solare del componente trasparente [-] (Window System
Solar Absorptance);
Coefficiente di riflessione del componente trasparente [-] (Window System Solar
Reflectance);
Trasmissione radiazione solare diretta del componente trasparente [-] (Glass BeamBeam Solar Transmittance);
Trasmissione radiazione solare diffusa del componente trasparente [-] (Glass DiffuseDiffuse Solar Transmittance);

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Numero iterazioni di calcolo per il componente trasparente [-] (Window Calculation


Iterations);
Proiezione verticale dellangolo dincidenza solare [deg] (Solar Horizontal Profile
Angle);
Proiezione orizzontale dellangolo dincidenza solare [deg] (Solar Vertical Profile
Angle);
Radiazione solare diretta riflessa dagli sguanci esterni [W] (Beam Solar Reflected by
Outside Reveal Surfaces);
Radiazione solare diretta riflessa dagli sguanci interni [W] (Beam Solar Reflected by
Inside Reveal Surfaces);
Presenza di condensa sul lato del vetro verso la zona [-] (Inside Glass Condensation
Flag);
Presenza di condensa sul lato del telaio verso la zona [-] (Inside Frame Condensation
Flag);
Presenza di condensa sul separatore [-] (Inside Divider Condensation Flag);

Sottocategoria Schermature solari

Frazione di tempo in cui la schermatura posizionata [-] (Fraction of Time Shading


Device Is On);
FRANGISOLE - Angolo dinclinazione delle lamelle [deg] (Window Blind Slat
Angle);
FRANGISOLE - Trasmissione radiazione solare diretta [-] (Blind Beam-Beam Solar
Transmittance);
FRANGISOLE - Trasmissione radiazione solare diretta in forma diffusa [-] (Blind
Beam-Diffuse Solar Transmittance);
FRANGISOLE - Trasmissione radiazione solare diffusa [-] (Blind Diffuse-Diffuse
Solar Transmittance);
SISTEMA FRANGISOLE/VETRO - Trasmissione radiazione solare diretta [-]
(Blind/Glass System Beam-Beam Solar Transmittance);
SISTEMA FRANGISOLE/VETRO - Trasmissione radiazione solare diffusa [-]
(Blind/Glass System Diffuse-Diffuse Solar Transmittance);
GRIGLIE - Trasmissione radiazione solare diretta [-] (Screen Beam-Beam Solar
Transmittance);
GRIGLIE - Trasmissione radiazione solare diretta in forma diffusa [-] (Screen BeamDiffuse Solar Transmittance);
GRIGLIE - Trasmissione radiazione solare diffusa [-] (Screen Diffuse-Diffuse Solar
Transmittance);
SISTEMA GRIGLIE/VETRO - Trasmissione radiazione solare diretta [-]
(Screen/Glass System Beam-Beam Solar Transmittance);
SISTEMA GRIGLIE/VETRO Trasmissione radiazione solare diffusa (Screen/Glass
System Diffuse-Diffuse Solar Transmittance).

98

CATEGORIA: CARATTERISTICHE TERMICHE DELLA ZONA


Rispetto alla categoria precedente, tali grandezze riportano il valore complessivo della
variabile per ciascuna zona termica.
Sottocategoria Dispersioni termiche

Flusso termico disperso dai componenti opachi della zona [W] (Zone Opaque Surface
Inside Face Conduction Loss);
Calore disperso dai componenti opachi della zona [J] (Zone Opaque Surface Inside
Face Conduction Loss Energy);
Flusso termico disperso dai componenti trasparenti della zona [W] (Zone Window Heat
Loss);
Calore disperso dai componenti trasparenti della zona [J] (Zone Window Heat Loss
Energy);
Calore totale disperso per infiltrazioni [J] (Zone Infiltration Total Heat Loss);
Calore sensibile disperso per infiltrazioni [J] (Zone Infiltration Sensible Heat Loss);
Calore latente disperso per infiltrazioni [J] (Zone Infiltration Latent Heat Loss);
Calore totale disperso per ventilazione [J] (Zone Ventilation Total Heat Loss);
Calore sensibile disperso per ventilazione [J] (Zone Ventilation Sensible Heat Loss);
Calore latente disperso per ventilazione [J] (Zone Ventilation Latent Heat Loss);

Sottocategoria Apporti di calore

Flusso termico entrante dai componenti opachi della zona [W] (Zone Opaque Surface
Inside Face Conduction Gain);
Apporto di calore dai componenti opachi della zona [J] (Zone Opaque Surface Inside
Face Conduction Gain Energy);
Flusso termico entrante dai componenti trasparenti della zona [W] (Zone Window Heat
Gain);
Apporto di calore dai componenti trasparenti della zona [J] (Zone Window Heat Gain
Energy);

Apporto di calore totale per infiltrazioni [J] (Zone Infiltration Total Heat Gain);
Apporto di calore sensibile per infiltrazioni [J] (Zone Infiltration Sensible Heat Gain);
Apporto di calore latente per infiltrazioni [J] (Zone Infiltration Latent Heat Gain);

Apporto di calore totale per ventilazione [J] (Zone Ventilation Total Heat Gain);
Apporto di calore sensibile per ventilazione [J] (Zone Ventilation Sensible Heat Gain);
Apporto di calore latente per ventilazione [J] (Zone Ventilation Latent Heat Gain);

Calore complessivo da apporti interni [J] (Zone Total Internal Total Heat Gain);
Calore da apporti interni componente radiante [J] (Zone Total Internal Radiant Heat
Gain);
Calore da apporti interni componente visibile [J] (Zone-Total Internal Visible Heat
Gain);
Calore da apporti interni componente convettiva [J] (Zone Total Internal Convective
Heat Gain);

99

Calore da apporti interni componente latente [J] (Zone Total Internal Latent Gain);

Irradiazione solare totale nella zona da componenti trasparenti [W] (Zone Transmitted
Solar);
Radiazione solare totale nella zona da componenti trasparenti [J] (Zone Transmitted
Solar Energy);
Irradiazione solare diretta nella zona da finestre esterne [W] (Zone Beam Solar from
Exterior Windows);
Radiazione solare diretta nella zona da finestre esterne [J] (Zone Beam Solar from
Exterior Windows Energy);
Irradiazione solare diffusa nella zona da finestre esterne [W] (Zone Diff Solar from
Exterior Windows);
Radiazione solare diffusa nella zona da finestre esterne [J] (Zone Diff Solar from
Exterior Windows Energy);
Irradiazione solare diretta nella zona da finestre interne [W] (Zone Beam Solar from
Interior Windows);
Radiazione solare diretta nella zona da finestre interne [J] (Zone Beam Solar from
Interior Windows Energy);
Irradiazione solare diffusa nella zona da finestre interne [W] (Zone Diff Solar from
Interior Windows);
Radiazione solare diffusa nella zona da finestre interne [J] (Zone Diff Solar from
Interior Windows Energy).

Sottocategoria Bilanci termici

Flusso termico per riscaldamento sensibile [W] (Zone/Sys Sensible Heating Rate);
Flusso termico per raffrescamento sensibile [W] (Zone/Sys Sensible Cooling Rate);
Fabbisogno termico per riscaldamento sensibile [J] (Zone/Sys Sensible Heating
Energy);
Fabbisogno termico per raffrescamento sensibile [J] (Zone/Sys Sensible Cooling
Energy).

Sottocategoria Condizioni interne

Temperatura media dellaria [C] (Zone Mean Air Temperature);


Temperatura media radiante [C] (Zone Mean Radiant Temperature);
Temperatura operante [C] (Zone Operative Temperature);
Umidit assoluta dellaria interna [kg vapore/kg aria] (Zone Air Humidity Ratio);
Umidit relativa dellaria interna [%] (Zone Air Relative Humidity)

Sottocategoria Valutazioni di comfort

Temperatura media radiante [C] (ThermalComfortMRT);


Temperatura operante [C] (ThermalComfort Operative Temperature);
FANGER-PMV [-] (FangerPMV);
FANGER-PPD [-] (FangerPPD);
FANGER-Temperatura superficiale vestiario [-] (Clothing Surface Temperature)
PIERCE-PMV mediante temperatura effettiva [-] (PiercePMVET)

100

PIERCE-PMV mediante temperatura effettiva standard [-] (PiercePMVSET)


PIERCE-Indice di discomfort [-] (PierceDISC)
PIERCE-Indice di sensazione termica [-] (PierceTSENS)
KSU-Voto di sensazione termica [-] (KsuTSV)

CATEGORIA: ILLUMINAZIONE NATURALE ED ARTIFICIALE


Sottocategoria Illuminazione naturale

Illuminamento diretto normale esterno [lux] (Exterior Beam Normal Illuminance);


Illuminamento diretto orizzontale esterno [lux] (Exterior Horizontal Beam
Illuminance);
Illuminamento esterno orizzontale dal cielo [lux] (Exterior Horizontal Illuminance
From Sky);
Efficienza luminosa della radiazione solare diretta [lum/W] (Luminous Efficacy of
Beam Solar Radiation );
Efficienza luminosa della radiazione solare diffusa [lum/W] (Luminous Efficacy of Sky
Diffuse Solar Radiation);
Limpidezza del cielo nel calcolo dellilluminamento naturale [-] (Sky Clearness for
Daylighting Calculation);
Luminosit del cielo nel calcolo dellilluminamento naturale [-] (Sky Brightness for
Daylighting Calculation);
Illuminamento naturale misurato dal sensore 1 [lux] (Daylight Illum at Ref Point 1);
Illuminamento naturale misurato dal sensore 2 [lux] (Daylight Illum at Ref Point 2);
Tempo di superamento del set-point dilluminamento in sens1 [h] (Time Exceeding
Daylight Illuminance Setpoint at Ref Point 1);
Tempo di superamento del set-point dilluminamento in sens2 [h] (Time Exceeding
Daylight Illuminance Setpoint at Ref Point 2);
Indice di abbagliamento misurato dal sensore 1 [-] (Glare Index at Ref Point 1);
Indice di abbagliamento misurato dal sensore 2 [-] (Glare Index at Ref Point 2);
Tempo di superamento del max indice di abbagliamento in sens1 [h] (Time Exceeding
Glare Index Setpoint at Ref Point 1);
Tempo di superamento del max indice di abbagliamento in sens2 [h] (Time Exceeding
Glare Index Setpoint at Ref Point 2);
Illuminamento dalla finestra misurato dal sensore 1 [lux] (Daylight Illum at Ref Point
1 from Window);
Illuminamento dalla finestra misurato dal sensore 2 [lux] (Daylight Illum at Ref Point
2 from Window);
Luminanza esterna dalla finestra, vista dal sensore 1 [cd/m2] (Daylight Luminance of
Window As Viewed From Ref Point 1);
Luminanza esterna dalla finestra, vista dal sensore 2 [cd/m2] (Daylight Luminance of
Window As Viewed From Ref Point 2);

101

Sottocategoria Illuminazione artificiale

Potenza elettrica assorbita da apparecchi illuminanti [W] (Lights Electric Power);


Consumo elettrico apparecchi illuminanti [J] (Lights Electric Consumption);
Potenza elettrica assorbita nella zona per illuminazione [W] (Zone Lights Electric
Power);
Consumo elettrico nella zona per illuminazione [J] (Zone Lights Electric
Consumption);
Moltiplicatore assorbimento elettrico massimo per illuminazione [-] (Ltg Power
Multiplier from Daylighting)

8.2) Significato delle variabili


Di seguito viene analizzato, per ciascuna variabile, il relativo significato, seguendo la
classificazione riportata al paragrafo precedente.
CATEGORIA: CONDIZIONI AMBIENTALI ESTERNE
Sottocategoria Caratteristiche aria esterna

Temperatura a bulbo secco dellaria esterna [C]


(Outdoor Dry Bulb)
Temperatura a bulbo secco dellaria esterna, espressa in gradi Celsius.

Temperatura di rugiada dellaria esterna [C]


(Outdoor Dew Point)
Temperatura di rugiada dellaria esterna, espressa in gradi Celsius.

Temperatura a bulbo umido dellaria esterna [C]


(Outdoor Wet Bulb)
Temperatura a bulbo umido dellaria esterna, espressa in gradi Celsius.

Umidit assoluta dellaria esterna [kgAcqua/kgAria]


(Outdoor Humidity Ratio)
Umidit assoluta dellaria esterna, espressa in kgacqua/kgaria.

Umidit relativa dellaria esterna [%]


(Outdoor Relative Humidity)
Umidit relativa dellaria esterna.

Entalpia dellaria esterna [J/kg]


(Outdoor Enthalpy)
Entalpia dellaria esterna, espressa in J/kg, ricavata per ciascun intervallo di calcolo in
funzione della temperatura a bulbo secco e dellumidit assoluta dellaria esterna.

Densit dellaria esterna [kg/m3]


(Outdoor Air Density)

102

Densit dellaria esterna, determinata per ciascun intervallo di calcolo in funzione


della pressione atmosferica, della temperatura a bulbo secco e dellumidit assoluta
dellambiente esterno. espressa in kg/m3.

Temperatura del cielo [C]


(Sky Temperature)
La temperatura del cielo viene ricavata in funzione della componente infrarossa dell
irradianza incidente sulla superficie orizzontale. Viene espressa in gradi Celsius. Il
calcolo di default effettuato secondo la seguente equazione, tuttavia tale valore pu
essere modificato nel file .idf mediante l'oggetto WeatherProperty:SkyTemperature

dove:
ST la temperatura del cielo;
Horizontal IR la componente infrarossa dellirradianza solare incidente sulla
superficie orizzontale;
Sigma la costante di Stefan-Boltzmann.
Sottocategoria Geometria e radiazione solare

Irradianza solare diretta [W/m2]


(Direct Solar)
Componente diretta dellirradianza solare incidente sulla superficie orizzontale,
espressa in W/m2.

Irradianza solare diffusa [W/m2]


(Diffuse Solar)
Componente diffusa dellirradianza solare incidente sulla superficie orizzontale,
espressa in W/m2.

Irradianza solare riflessa dal terreno [W/m2]


(Ground Reflected Solar)
Componente riflessa dal terreno dellirradianza solare, espressa in W/m2. Essa
funzione delle componenti diretta e diffusa dellirradianza solare e del coefficiente di
riflessione del terreno, secondo la seguente equazione:
Ir = (Ib x cos() + Id) x r
dove:
Ir la componente riflessa dellirradianza solare;
Ib la componente diretta dellirradianza solare;
Id la componente diffusa dellirradianza solare;
langolo di elevazione solare;
r il coefficiente di riflessione del terreno.

Azimuth solare [deg]


(Solar Azimuth Angle)
Rappresenta langolo formato dalla proiezione sul piano orizzontale della
congiungente Sole-osservatore con il semiasse Nord, misurato in senso orario ed
espresso in gradi sessadecimali.

103

Pertanto, secondo tale convenzione, lazimuth solare assume valore pari a:


90 quando il Sole si trova in direzione Est;
180 quando il Sole si trova in direzione Sud;
270 quando il Sole si trova in direzione Ovest.

Angolo di altezza solare [deg]


(Solar Altitude Angle)
Rappresenta langolo formato dalla proiezione sul piano verticale della congiungente
Sole-Osservatore con il piano orizzontale, espresso in gradi sessadecimali.

Angolo orario [deg]


(Solar Hour Angle)
Rappresenta langolo formato dal piano meridiano passante per il Sole con il piano
meridiano passante per losservatore posto nel sito relativamente al quale si eseguono i
calcoli, nel giorno e nellora considerati. Vale 0 gradi sessadecimali a mezzogiorno e
varia di 15 gradi ogni ora, assumendo valori positivi al mattino e negativi al
pomeriggio.

Sottocategoria: Altre condizioni meteorologiche

Pressione atmosferica esterna [Pa]


(Outdoor Barometric Pressure)
Pressione atmosferica dell aria esterna, espressa in Pascal.

Velocit del vento [m/s]


(Wind Speed)
Velocit del vento, espressa in m/s.

Direzione del vento [deg]


(Wind Direction)
Direzione di provenienza del vento. La convenzione utilizzata prevede i seguenti
angoli di direzione rispetto ai principali punti cardinali:
direzione Nord = 0;
direzione Est = 90;
direzione Sud = 180;
direzione Ovest = 270.

Precipitazioni di pioggia [mm]


(Liquid Precipitation)
Quantit di precipitazioni di pioggia, espressa in mm.

Presenza di pioggia
(Fraction of Time Raining)
Questa variabile mostra se le condizioni atmosferiche durante ciascun intervallo di
simulazione prevedono la presenza di pioggia (1 = s 0 = no).

104

Se nellarco temporale definito nel campo frequenza prevista pioggia solo per una
parte di esso (ad esempio se la frequenza impostata come giornaliera, ma durante un
giorno ha piovuto solo qualche ora), lindicatore assumer un valore intermedio tra 0 e
1. Pertanto sar pari ad 1 solo se, dato un arco temporale, avr piovuto durante tutti gli
intervalli di simulazione di quel periodo.

Presenza di neve al suolo


(Fraction of Time Snow On Ground)
Questa variabile mostra se le condizioni atmosferiche durante ciascun intervallo di
simulazione prevedono la presenza di neve al suolo (1 = s 0 = no).
Se nellarco temporale definito nel campo frequenza prevista la presenza di neve
solo per una parte di esso (ad esempio se la frequenza impostata come giornaliera,
ma durante un giorno stata presente solo qualche ora), lindicatore assumer un
valore intermedio tra 0 e 1. Pertanto sar pari ad 1 solo se, dato un arco temporale, la
neve sar stata presente durante tutti gli intervalli di simulazione di quel periodo.

Sottocategoria: Caratteristiche del terreno

Temperatura del terreno [C]


(Ground Temperature)
Temperatura del terreno, espressa in gradi Celsius, impostata dallutente per ciascun
mese.

Temperatura del terreno in profondit [C]


(Deep Ground Temperature)
Temperatura in profondit del terreno, espressa in gradi Celsius, impostata
manualmente
dallutente
per
ciascun
mese,
mediante
loggetto
Site:GroundTemperature:Deep nellIdfEditor.

CATEGORIA: CARATTERISTICHE TERMICHE DELLINVOLUCRO


Sottocategoria Superfici disperdenti (tutte)

Temperatura superficiale interna [C]


(Surface Inside Temperature)
Temperatura superficiale del componente edilizio rilevata sul lato rivolto verso
lambiente interno, espressa in gradi Celsius.

Temperatura superficiale esterna [C]


(Surface Outside Temperature)
Temperatura superficiale del componente edilizio rilevata sul lato rivolto verso
lambiente esterno, espressa in gradi Celsius.

Temperatura dellaria interna adiacente alla superficie [C]


(Surface Int Adjacent Air Temperature)

105

Rappresenta leffettiva temperatura, espressa in gradi Celsius, utilizzata per


modellizzare il coefficiente convettivo di scambio termico sulla superficie del
componente edilizio a contatto con lambiente interno.

Coefficiente convettivo superficiale interno [W/(m2K)]


(Surface Int Convection Coeff)
Coefficiente di scambio termico per convezione dello strato daria in prossimit del
lato del componente rivolto verso lambiente interno, espresso in W/(m2K).

Flusso convettivo superficiale interno [W]


(Surface Int Convection Heat Rate)
Flusso termico scambiato per convezione tra la superficie e laria dellambiente
interno, espresso in W.

Flusso convettivo specifico superficiale interno [W/m2]


(Surface Int Convection Heat Rate per Area)
Flusso termico specifico per unit di area del componente edilizio scambiato per
convezione tra la superficie di questultimo e laria dellambiente interno, espresso in
W/m2.

Calore trasmesso allaria per convezione dalla superficie [J]


(Surface Int Convection Heat Gain to Air)
Quantit di calore trasmesso per convezione del lato interno del componente edilizio
allaria dellambiente interno, espressa in J.

Coefficiente convettivo superficiale esterno [W/(m2K)]


(Surface Ext Convection Coeff)
Coefficiente di scambio termico per convezione dello strato daria in prossimit della
lato del componente edilizio rivolto verso lambiente esterno.

Coefficiente radiativo superficiale esterno [W/(m2K)]


(Surface Ext Rad To Air Coeff)
Coefficiente di scambio termico per irraggiamento tra la superficie del componente
edilizio e la massa daria dellambiente esterno, espresso in W/m2K

Coefficiente radiativo superficiale verso la volta celeste [W/(m2K)]


(Surface Ext Rad To Sky Coeff)
Coefficiente di scambio termico per irraggiamento tra la superficie del componente
edilizio e la volta celeste, espresso in W/(m2K).

Coefficiente radiativo superficiale verso il terreno [W/(m2K)]


(Surface Ext Rad To Ground Coeff)
Coefficiente di scambio termico per irraggiamento tra la superficie del componente
edilizio ed il terreno circostante, espresso in W/m2K.

Radiazione solare diretta incidente sulla superficie interna [W]


(Beam Sol Amount from Ext Windows on Inside of Surface)
Componente diretta della radiazione solare (espressa in W) passante dai componenti
trasparenti esterni della zona che raggiunge il lato del componente edilizio rivolta

106

verso lambiente interno. Se la modalit di calcolo per la distribuzione della radiazione


solare allinterno delledificio impostata come Ombreggiamento semplificato o
Dettagliato esterno (parametro specificato nello strumento informazioni oggetto,
in modalit Edificio), si assume che tutta la componente diretta della radiazione
solare proveniente dai componenti trasparenti esterni incida sul pavimento. Pertanto,
in questo caso, il valore di tale parametro pu essere maggiore di zero solo per le
superfici dei pavimenti. Invece, se la modalit di calcolo della distribuzione solare
impostata come Dettagliato interno ed esterno, il programma traccia lesatta
proiezione dei raggi solari entranti dai componenti trasparenti, determinando su quali
superfici della zona la radiazione solare incide. Pertanto, in questo caso, il valore di
questo parametro pu assumere valori maggiori di zero in tutte le diverse superfici che
compongono la zona.

Irradianza solare diretta incidente sulla superficie interna [W/m2]


(Beam Sol Intensity from Ext Windows on Inside of Surface)
Componente diretta della radiazione solare passante dai componenti trasparenti esterni
della zona che raggiunge il lato del componente edilizio rivolto verso lambiente
interno, espressa per unit di superficie del componente stesso.

Radiazione solare diffusa incidente sulla superficie interna [W]


(Diff Sol Amount from Ext Windows on Inside of Surface)
Componente diffusa della radiazione solare passante dai componenti trasparenti esterni
della zona che raggiunge il lato del componente edilizio rivolto verso lambiente
interno, espressa in W. Si assume che la radiazione solare diffusa si distribuisca
uniformemente su tutte le superfici termiche che racchiudono la zona.

Irradianza solare diffusa incidente sulla superficie interna [W/m2]


(Diff Sol Intensity from Ext Windows on Inside of Surface)
Componente diffusa della radiazione solare passante dai componenti trasparenti esterni
della zona che raggiunge il lato del componente edilizio rivolto verso lambiente
interno espressa per unit di superficie del componente stesso. In ragione del fatto che
la radiazione solare diffusa ipotizzata come uniformemente distribuita su tutte le
superfici termiche che racchiudono la zona, ciascuna di queste presenter il medesimo
valore di irradianza solare diffusa incidente.

Radiazione solare diretta incidente, da finestre interne [W]


(Beam Sol Amount from Int Windows on Inside of Surface)
Radiazione solare proveniente dai componenti trasparenti interni (ad esempio una
vetrata di separazione tra due zone termiche), incidente su una data superficie. Tale
valore viene calcolato solo se la modalit di calcolo per la distribuzione della
radiazione solare allinterno delledificio (parametro Modello distribuzione solare
nello strumento informazioni oggetto in modalit Edificio) impostata come
Dettagliato interno ed esterno. Tuttavia, il software non proietta tale componente
della radiazione solare nei punti dove esattamente dovrebbe incidere, ma la considera,
come avviene con la componente diffusa, uniformemente distribuita su tutte le
superfici delimitanti la zona.

107

Irradianza solare diretta incidente, da finestre interne [W/m2]


(Beam Sol Intensity from Int Windows on Inside of Surface)
Rappresenta la variabile della radiazione solare diretta proveniente dalle finestre
interne, incidente sulla superficie, espressa per unit di area. Essendo considerata dal
software come uniformemente distribuita, il valore di questa variabile sar identico per
tutte le superfici termiche della zona.

Radiazione solare inizialmente assorbita dalla superficie [W]


(Initial Transmitted Diffuse Solar Absorbed on Inside of Surface)
Premesso che la componente diffusa della radiazione solare trasmessa attraverso una
finestra viene distribuita tra le superfici della zona secondo i fattori di vista
approssimati, tale variabile rappresenta la quantit di radiazione solare diffusa
trasmessa dai componenti trasparenti che viene inizialmente assorbita dal lato interno
di ciascuna superficie termica appartenente alla zona. La quota di questa radiazione
solare diffusa che viene in seguito riflessa dalle superfici della zona viene
conseguentemente ridistribuita uniformemente su tutte le superfici termiche della
zona.

Radiazione ad onde corte totale assorbita dalla superficie [W]


(Total Shortwave Radiation Absorbed on Inside of Surface )
Comprende il valore della radiazione solare inizialmente assorbita dalla superficie
(esposto al punto precedente), sommato alla componente di radiazione ad onde corte
uniformemente diffusa inizialmente riflessa, alla componente riflessa della radiazione
diretta incidente sulle superfici della zona e alla radiazione ad onde corte emessa dai
corpi illuminanti.

Sottocategoria Superfici disperdenti verso lambiente esterno

Temperatura a bulbo secco dellaria allesterno della superficie [C]


(Surface Ext Outdoor Dry Bulb)
Temperatura a bulbo secco dellaria esterna calcolata alla quota del baricentro della
superficie.

Temperatura a bulbo umido dellaria allesterno della superficie [C]


(Surface Ext Outdoor Wet Bulb)
Temperatura a bulbo umido dellaria esterna calcolata alla quota del baricentro della
superficie.

Velocit del vento allesterno della superficie [m/s]


(Surface Ext Wind Speed)
Velocit del vento calcolata alla quota del baricentro della superficie.

Porzione soleggiata della superficie [m2]


(Surface Ext Sunlit Area)
Area colpita dalla radiazione solare diretta di una superficie esposta verso lesterno.

Percentuale soleggiata della superficie [ - ]


(Surface Ext Sunlit Fraction)

108

Rapporto tra larea colpita dalla radiazione solare diretta e larea totale di una
superficie esposta verso lesterno.

Irradianza solare complessiva incidente sul lato esterno [W/m2]


(Surface Ext Solar Incident)
Irradianza solare complessiva incidente sul lato esterno di una superficie termica. Essa
comprende tutte le componenti della radiazione solare.

Irradianza solare diretta incidente sul lato esterno [W/m2]


(Surface Ext Solar Beam Incident)
Componente diretta dellirradianza solare incidente sul lato esterno di una superficie
esposta alla radiazione solare, considerando anche eventuali effetti dovuti
allombreggiamento. Tale componente prende in esame solamente la radiazione
proveniente in linea retta dal Sole, escludendo quella che raggiunge in modo diretto la
superficie provenendo da ostruzioni con comportamento a specchio.

Irradianza solare diffusa dal cielo incidente sul lato esterno [W/m2]
(Surface Ext Solar Sky Diffuse Incident)
Componente diffusa dellirradianza solare proveniente dalla volta celeste, incidente sul
lato esterno di una superficie esposta alla radiazione solare, considerando anche
eventuali effetti dovuti allombreggiamento.

Irradianza solare diffusa dal terreno incidente sul lato esterno [W/m2]
(Surface Ext Solar Ground Diffuse Incident)
Irradianza solare che raggiunge in modo diffuso il lato esterno di una superficie
termica, in seguito alla riflessione da parte del terreno circostante delle componenti
diretta e diffusa della radiazione solare proveniente dal cielo.
Essa rappresenta, pertanto, la somma delle seguenti due variabili: Irradianza solare
diretta riflessa dal terreno come diffusa sulla superficie e Irradianza solare diffusa
riflessa dal terreno come diffusa sulla superficie.

Irradianza solare diretta riflessa dal terreno come diffusa sulla superficie [W/m2]
(Surface Ext Diff Sol From Bm-To-Diff Refl From Ground)
Irradianza solare diffusa incidente sul lato esterno della superficie proveniente dalla
riflessione da parte del terreno della componente diretta della radiazione solare. Si
suppone che non vi sia comportamento a specchio da parte del terreno, pertanto, la
componente diretta della radiazione solare riflessa dal terreno si assume che diventi
tutta quanta diffusa. espressa per unit di superficie (ovvero in W/m2).

Irradianza solare diffusa riflessa dal terreno come diffusa sulla superficie [W/m2]
(Surface Ext Solar From Sky Diffuse Refl From Ground)
Irradianza solare diffusa incidente sul lato esterno della superficie proveniente dalla
riflessione da parte del terreno della componente diffusa della radiazione solare.
espressa per unit di superficie (ovvero in W/m2).

Coseno dellangolo di incidenza [ - ]


(Surface Ext Solar Beam Cosine Of Incidence Angle)
Valore della funzione coseno dellangolo dincidenza della radiazione solare diretta
sulla superficie. Tale angolo pu essere definito come langolo formato tra la normale

109

della superficie e la congiungente tra il piede della normale ed il centro del Sole.
Pertanto, tale valore varia da 0, nel caso di radiazione parallela al piano della
superficie (corrispondente ad un angolo di incidenza pari a 90), a 1, nel caso di
radiazione solare incidente perpendicolarmente alla superficie (corrispondente ad un
angolo di incidenza pari a 0). Valori negativi indicano che il Sole si trova dietro al
lato esterno della superficie e, di conseguenza, questa non lo vede.
Sottocategoria Superfici opache

Flusso termico per conduzione attraverso la superficie [W]


(Opaque Surface Inside Face Conduction)
Flusso termico per conduzione trasmesso dal lato interno di una superficie termica
opaca. Un valore positivo significa che il flusso viene trasmesso dallinterno del
componente, verso la zona termica (e quindi si configurer come un apporto termico
per la zona); viceversa, significa che avviene in direzione opposta, dalla zona verso
lesterno della superficie (ovvero rappresenter, per la zona termica, una dispersione).

Flusso termico entrante per conduzione attraverso la superficie [W]


(Opaque Surface Inside Face Conduction Gain)
Flusso termico entrante nella zona attraverso la superficie opaca per effetto della
conduzione del calore, espresso in W.

Flusso termico disperso per conduzione attraverso la superficie [W]


(Opaque Surface Inside Face Conduction Loss)
Flusso termico disperso per conduzione del calore attraverso la superficie opaca,
espresso in W.

Radiazione solare diretta assorbita dal lato interno della superficie [W]
(Opaque Surface Inside Face Beam Solar Absorbed)
Componente diretta della radiazione solare, proveniente dalle superfici esterne
trasparenti, assorbita dal lato interno della superficie opaca. Se la modalit di calcolo
per la distribuzione della radiazione solare allinterno delledificio impostata come
Ombreggiamento semplificato o Dettagliato esterno (parametro specificato nello
strumento Informazioni oggetto, in modalit Edificio), tale grandezza sar
maggiore di 0 solo per le superfici di tipo Pavimento, in quanto secondo tali
modalit di calcolo si assume che tutta la radiazione solare entrante in una zona incida
sul pavimento.

Sottocategoria Superfici trasparenti

Flusso termico entrante dal componente trasparente [W]


(Window Heat Gain)
Flusso termico entrante nella zona attraverso la superficie trasparente, sia per effetto
della differenza di temperatura tra i due ambienti, sia per effetto della radiazione
solare. Pertanto, in funzione della direzione del flusso termico che si verifica per
effetto della differenza di temperatura, questo viene sommato o sottratto dagli apporti
solari. Conseguentemente, nel caso in cui il flusso termico per effetto della differenza
di temperatura sia in direzione uscente rispetto alla zona e sia uguale o maggiore degli
apporti solari, tale variabile assumerebbe valore nullo. La variabile espressa in W.

110

Apporto di calore entrante dal componente trasparente [J]


(Window Heat Gain Energy)
Quantit di calore entrante nella zona attraverso la superficie trasparente, sia per
effetto della differenza di temperatura tra i due ambienti, sia per effetto della
radiazione solare. Pertanto, in funzione della direzione del flusso termico che si
verifica per effetto della differenza di temperatura, questo viene sommato o sottratto
dagli apporti solari. Conseguentemente, nel caso in cui il flusso termico per effetto
della differenza di temperatura sia in direzione uscente rispetto alla zona e sia uguale o
maggiore degli apporti solari, tale variabile assumerebbe valore nullo. La variabile
espressa in J.

Flusso termico disperso dal componente trasparente [W]


(Window Heat Loss)
Flusso termico disperso dalla superficie trasparente, al netto degli apporti solari. Esso
viene, pertanto, determinato come differenza tra il flusso disperso per effetto della
differenza di temperatura e quello entrante nella zona per effetto della radiazione
solare. Nel caso in cui il valore complessivo degli apporti solari sia maggiore od
uguale a quello delle dispersioni, tale variabile ha valore nullo.

Calore disperso dal componente trasparente [J]


(Window Heat Loss Energy)
Calore disperso dalla superficie trasparente, al netto degli apporti solari. Esso viene,
pertanto, determinato come differenza tra il calore disperso per effetto della differenza
di temperatura e quello entrante nella zona per effetto della radiazione solare. Nel caso
in cui il valore complessivo degli apporti solari sia maggiore od uguale a quello delle
dispersioni, tale variabile ha valore nullo.

Irradiazione solare totale trasmessa dal componente trasparente [W]


(Window Transmitted Solar)
Irradiazione solare complessiva entrante nella zona attraverso la superficie trasparente.
Tale variabile include sia la componente diretta che quella diffusa, ed espressa in
Watt.

Radiazione solare totale trasmessa dal componente trasparente [J]


(Window Transmitted Solar Energy)
Calore complessivo entrante nella zona sottoforma di radiazione solare, attraverso la
superficie trasparente. Tale variabile include sia la componente diretta che quella
diffusa ed espressa in Joule.

Irradiazione solare diretta trasmessa dal componente trasparente [W]


(Window Transmitted Beam Solar)
Componente diretta dellirradiazione solare entrante nella zona attraverso la superficie
esterna. Essa espressa in Watt.

Radiazione solare diretta trasmessa dal componente trasparente [J]


(Window Transmitted Beam Solar Energy)

111

Calore complessivo entrante nella zona sottoforma di radiazione solare diretta,


attraverso la superficie trasparente. Esso espresso in Joule.

Irradiazione solare diffusa trasmessa dal componente trasparente [W]


(Window Transmitted Diffuse Solar)
Componente diffusa dellirradiazione solare entrante nella zona attraverso la superficie
trasparente. Essa espressa in Watt.

Radiazione solare diffusa trasmessa dal componente trasparente [J]


(Window Transmitted Diffuse Solar Energy)
Calore complessivo entrante nella zona sottoforma di radiazione solare diffusa,
attraverso la superficie trasparente. Esso espresso in Joule.

Irradiazione solare diretta trasmessa come diretta dal componente trasparente


[W]
(Window Transmitted Beam-to-Beam Solar)
Per una superficie trasparente avente una schermatura di tipo frangisole, consiste nella
componente diretta di radiazione solare che attraversa le lamelle. Per una finestra
dotata, invece, di una schermatura a griglia, la componente diretta di radiazione
solare che attraversa i fori della griglia. Tale variabile espressa in Watt.

Radiazione solare diretta trasmessa come diretta dal componente trasparente [J]
(Window Transmitted Beam-to-Beam Solar Energy)
Per una superficie trasparente avente una schermatura di tipo frangisole, consiste nella
componente diretta di radiazione solare che attraversa le lamelle. Per una finestra
dotata, invece, di una schermatura a griglia, la componente diretta di radiazione
solare che attraversa i fori della griglia. Tale variabile espressa in J.

Irradiazione solare diretta trasmessa come diffusa dal componente trasparente


[W]
(Window Transmitted Beam-to-Diffuse Solar)
Per una superficie trasparente avente una schermatura di tipo frangisole, consiste nella
componente diretta di radiazione solare che viene riflessa in modo diffuso dalle
lamelle. Per una finestra dotata, invece, di una schermatura a griglia, la componente
diretta di radiazione solare che, colpendo gli elementi della griglia, viene da questi
riflessa in maniera diffusa verso la superficie. Tale variabile espressa in Watt.

Radiazione solare diretta trasmessa come diffusa dal componente trasparente [J]
(Window Transmitted Beam-to-Diffuse Solar Energy)
Per una superficie trasparente avente una schermatura di tipo frangisole, consiste nella
componente diretta di radiazione solare che viene riflessa in modo diffuso dalle
lamelle. Per una finestra dotata, invece, di una schermatura a griglia, la componente
diretta di radiazione solare che, colpendo gli elementi della griglia, viene da questi
riflessa in maniera diffusa verso la superficie. Tale variabile espressa in J.

112

Irradiazione solare assorbita dal vetro [W]


(Window Solar Absorbed: All Glass Layers)
Irradiazione solare complessiva assorbita da tutti gli strati di vetro di cui una superficie
trasparente composta. Essa comprende sia la componente diretta che quella diffusa,
ed espressa in W.

Radiazione solare assorbita dal vetro [J]


(Window Solar Absorbed: All Glass Layers Energy)
Calore sottoforma di radiazione solare complessivamente assorbito da tutti gli strati di
vetro di cui una superficie trasparente composta. Esso comprende sia la componente
diretta che quella diffusa, ed espresso in J.

Coefficiente di trasmissione solare del componente trasparente [-]


(Window System Solar Transmittance)
Coefficiente di trasmissione effettivo della radiazione solare del componente
trasparente, includendo leffetto delle schermature solari, se presenti. equivalente
alla variabile Irradiazione solare totale trasmessa dal componente trasparente divisa
per lirradiazione solare complessiva incidente sul vetro (escludendo, pertanto, il
telaio).

Coefficiente di assorbimento solare del componente trasparente [-]


(Window System Solar Absorptance)
Coefficiente di assorbimento complessivo della radiazione solare del componente
trasparente, incluso leffetto di eventuali schermature solari.

Coefficiente di riflessione del componente trasparente [-]


(Window System Solar Reflectance)
Coefficiente effettivo di riflessione della radiazione solare del componente trasparente,
incluso leffetto di eventuali schermature solari. Viene ricavato per differenza rispetto
ai coefficienti di trasmissione ed assorbimento.

Trasmissione radiazione solare diretta del componente trasparente [-]


(Glass Beam-Beam Solar Transmittance)
Percentuale della radiazione solare diretta incidente sul vetro del componente
trasparente che viene trasmessa allinterno della zona, escludendo leventuale effetto
delle schermature solari. Tiene conto del comportamento del vetro in funzione
dellangolo di incidenza della radiazione solare. Inoltre, tutti gli strati di vetro sono
considerati completamente trasparenti e, quindi, la radiazione diretta viene considerata
come trasmessa senza essere divisa in una componente diffusa.

Trasmissione radiazione solare diffusa del componente trasparente [-]


(Glass Diffuse-Diffuse Solar Transmittance)
Percentuale della radiazione solare diffusa incidente sul vetro del componente
trasparente che viene trasmessa allinterno della zona, escludendo leventuale effetto
delle schermature solari.

Numero iterazioni di calcolo per il componente trasparente [-]


(Window Calculation Iterations)

113

Numero di iterazioni necessarie alla soluzione del bilancio termico degli strati di vetro
al fine di raggiungere la convergenza dei valori.

Proiezione verticale dellangolo dincidenza solare [deg]


(Solar Horizontal Profile Angle)
Angolo formato tra la normale della superficie trasparente e la proiezione della
congiungente col Sole sul piano perpendicolare al terreno (ovvero verticale)
contenente la normale.

Proiezione orizzontale dellangolo dincidenza solare [deg]


(Solar Vertical Profile Angle)
Angolo formato tra la normale della superficie trasparente e la proiezione della
congiungente col Sole sul piano orizzontale contenente la normale.

Figura 8.2 Rappresentazione delle proiezioni orizzontale e verticale dellangolo di incidenza.

Radiazione solare diretta riflessa dagli sguanci esterni [W]


(Beam Solar Reflected by Outside Reveal Surfaces)
Componente diretta della radiazione solare che viene riflessa dagli sguanci esterni di
una finestra od una porta finestra, espressa in Watt.

Radiazione solare diretta riflessa dagli sguanci interni [W]


(Beam Solar Reflected by Inside Reveal Surfaces)
Componente diretta della radiazione solare che viene riflessa dagli sguanci interni di
una finestra od una porta finestra, espressa in Watt.

Presenza di condensa sul lato del vetro verso la zona [-]


(Inside Glass Condensation Flag)
Se per una superficie esterna il valore di tale parametro uguale ad 1, significa che in
quellintervallo di simulazione si verifica la formazione di condensa sul lato del vetro
rivolto verso la zona termica. Ci si verifica quando la temperatura del lato interno del
vetro inferiore alla temperatura di rugiada dellaria interna.

Presenza di condensa sul lato del telaio verso la zona [-]


(Inside Frame Condensation Flag)
Se una superficie esterna ha un telaio modellizzato ed il valore di tale parametro
uguale ad 1, significa che in quellintervallo di simulazione si verifica la formazione di

114

condensa sul lato del telaio rivolto verso la zona termica. Ci si verifica quando la
temperatura del lato interno del telaio inferiore alla temperatura di rugiada dellaria
interna.

Presenza di condensa sul separatore [-]


(Inside Divider Condensation Flag)
Se una superficie esterna ha un separatore modellizzato ed il valore di tale parametro
uguale ad 1, significa che in quellintervallo di simulazione si verifica la formazione di
condensa sul lato del separatore rivolto verso la zona termica. Ci si verifica quando la
temperatura del lato interno del separatore inferiore alla temperatura di rugiada
dellaria interna.

Sottocategoria Scermature solari

Frazione di tempo in cui la schermatura posizionata [-]


(Fraction of Time Shading Device Is On)
Frazione di tempo durante la quale la schermatura solare della superficie trasparente
attiva. Per ciascun intervallo di simulazione, tale parametro assume valore pari a 0, se
inattiva (o se non presente), o ad 1, se attiva. Se lintervallo di risoluzione della
variabile maggiore di quello della simulazione (ad esempio viene fornito il dato ogni
ora), e solo in una parte di tale tempo la schermatura posizionata, allora questo
parametro assumer un valore intermedio tra 0 ed 1, in funzione frazione
dellintervallo in cui attiva.

FRANGISOLE - Angolo dinclinazione delle lamelle [deg]


(Window Blind Slat Angle)
Per una superficie trasparente avente una schermatura solare di tipo frangisole, tale
angolo, espresso in gradi sessadecimali, formato tra la normale della superficie
trasparente e la normale della lamella. Tale angolo varia da 0 a 180. Per i due valori
limite, le lamelle saranno parallele al vetro(ovvero il frangisole sar chiuso), mentre
per un angolo pari a 90, queste saranno perpendicolari alla superficie trasparente
(ovvero il frangisole sar completamente aperto).

FRANGISOLE - Trasmissione radiazione solare diretta [-]


(Blind Beam-Beam Solar Transmittance)
Frazione della componente diretta della radiazione solare che attraversa il frangisole.
Tale calcolo viene effettuato come se non vi fosse alcun componente trasparente,
pertanto caratteristico del solo elemento di schermatura. Tale quantit sar diversa da
0 solo se una parte della radiazione solare diretta non colpir le lamelle del frangisole.

FRANGISOLE - Trasmissione radiazione solare diretta in forma diffusa [-]


(Blind Beam-Diffuse Solar Transmittance)
Frazione della componente diretta della radiazione solare che colpisce le lamelle del
frangisole, ma viene trasmessa attraverso la schermatura come componente diffusa.
Tale calcolo viene effettuato come se non vi fosse alcun componente trasparente,
pertanto caratteristico del solo elemento di schermatura.

FRANGISOLE - Trasmissione radiazione solare diffusa [-]


(Blind Diffuse-Diffuse Solar Transmittance)

115

Frazione della componente diffusa della radiazione solare che attraversa il frangisole.
Tale calcolo viene effettuato come se non vi fosse alcun componente trasparente,
pertanto caratteristico del solo elemento di schermatura.

SISTEMA FRANGISOLE/VETRO - Trasmissione radiazione solare diretta [-]


(Blind/Glass System Beam-Beam Solar Transmittance)
Frazione della componente diretta della radiazione solare che, colpendo il lato esterno
di un componente trasparente attraversa il sistema costituito dal vetro e dal frangisole.
In tale calcolo non viene considerata la radiazione solare che colpisce il telaio (se
modellizzato).

SISTEMA FRANGISOLE/VETRO - Trasmissione radiazione solare diffusa [-]


(Blind/Glass System Diffuse-Diffuse Solar Transmittance)
Frazione della componente diffusa della radiazione solare che, colpendo il lato esterno
di un componente trasparente attraversa il sistema costituito dal vetro e dal frangisole.
In tale calcolo non viene considerata la radiazione solare che colpisce il telaio (se
modellizzato).

GRIGLIE - Trasmissione radiazione solare diretta [-]


(Screen Beam-Beam Solar Transmittance)
Frazione della componente diretta della radiazione solare che attraversa la griglia. Tale
calcolo viene effettuato come se non vi fosse alcun componente trasparente, pertanto
caratteristico del solo elemento di schermatura. Tale quantit sar diversa da 0 solo se
una parte della radiazione solare diretta non colpir gli elementi della griglia.

GRIGLIE - Trasmissione radiazione solare diretta in forma diffusa [-]


(Screen Beam-Diffuse Solar Transmittance)
Frazione della componente diretta della radiazione solare che colpisce gli elementi
della griglia, ma viene trasmessa attraverso la schermatura come componente diffusa.
Tale calcolo viene effettuato come se non vi fosse alcun componente trasparente,
pertanto caratteristico del solo elemento di schermatura.

GRIGLIE - Trasmissione radiazione solare diffusa [-]


(Screen Diffuse-Diffuse Solar Transmittance)
Frazione della componente diffusa della radiazione solare che attraversa la griglia.
Tale calcolo viene effettuato come se non vi fosse alcun componente trasparente,
pertanto caratteristico del solo elemento di schermatura.

SISTEMA GRIGLIE/VETRO - Trasmissione radiazione solare diretta [-]


(Screen/Glass System Beam-Beam Solar Transmittance)
Frazione della componente diretta della radiazione solare che, colpendo il lato esterno
di un componente trasparente attraversa il sistema costituito dal vetro e dalla griglia. In
tale calcolo non viene considerata la radiazione solare che colpisce il telaio (se
modellizzato).

SISTEMA GRIGLIE/VETRO Trasmissione radiazione solare diffusa


(Screen/Glass System Diffuse-Diffuse Solar Transmittance)
Frazione della componente diffusa della radiazione solare che, colpendo il lato esterno
di un componente trasparente attraversa il sistema costituito dal vetro e dalla griglia. In

116

tale calcolo non viene considerata la radiazione solare che colpisce il telaio (se
modellizzato).
CATEGORIA CARATTERISTICHE TERMICHE DELLA ZONA
Sottocategoria Dispersioni termiche

Flusso termico disperso dai componenti opachi della zona [W]


(Zone Opaque Surface Inside Face Conduction Loss).
Flusso termico disperso per conduzione complessivamente da tutti i componenti
opachi della zona, espresso in W.

Calore disperso dai componenti opachi della zona [J]


(Zone Opaque Surface Inside Face Conduction Loss Energy)
Calore disperso per conduzione complessivamente da tutti i componenti opachi della
zona, espresso in J.

Flusso termico disperso dai componenti trasparenti della zona [W]


(Zone Window Heat Loss)
Flusso termico disperso complessivamente da tutti i componenti trasparenti della zona
termica, al netto degli apporti solari. Esso viene, pertanto, determinato come differenza
tra il flusso disperso da tali componenti per effetto della differenza di temperatura e
quello entrante nella zona per effetto della radiazione solare. Nel caso in cui il valore
complessivo degli apporti solari da componenti trasparenti sia maggiore od uguale a
quello delle dispersioni, tale variabile ha valore nullo.

Calore disperso dai componenti trasparenti della zona [J]


(Zone Window Heat Loss Energy)
Calore disperso complessivamente da tutti i componenti trasparenti della zona termica,
al netto degli apporti solari. Esso viene, pertanto, determinato come differenza tra il
calore disperso da tali componenti per effetto della differenza di temperatura e quello
entrante nella zona per effetto della radiazione solare. Nel caso in cui il valore
complessivo degli apporti solari da componenti trasparenti sia maggiore od uguale a
quello delle dispersioni, tale variabile ha valore nullo.

Calore totale disperso per infiltrazioni [J]


(Zone Infiltration Total Heat Loss)
Calore complessivo disperso dalla zona termica a causa delle infiltrazioni di aria
esterna. Esso determinato dalla somma delle componenti sensibile e latente, al netto
di eventuali apporti di calore per infiltrazioni, effettuando loperazione tra variabili di
seguito riportata:
Calore sensibile disperso per infiltrazioni
Calore latente disperso per infiltrazioni
Apporto di calore sensibile per infiltrazioni
Apporto di calore latente per infiltrazioni
CALORE TOTALE DISPERSO PER INFILTRAZIONI

+
=

Calore sensibile disperso per infiltrazioni [J]


(Zone Infiltration Sensible Heat Loss)

117

Calore sensibile (ovvero per effetto della sola differenza di temperatura a bulbo secco
tra i due ambienti) disperso dalla zona a causa delle infiltrazioni di aria esterna. Tale
dispersione, pertanto, si verifica quando la temperatura dellaria che si infiltra
dallambiente esterno inferiore a quella dellaria interna alla zona.

Calore latente disperso per infiltrazioni [J]


(Zone Infiltration Latent Heat Loss)
Calore latente disperso dalla zona termica a causa delle infiltrazioni di aria esterna.
Tale dispersione avviene, pertanto, quando lumidit specifica dellaria che si infiltra
dallesterno inferiore a quella dellaria interna alla zona.

Calore totale disperso per ventilazione [J]


(Zone Ventilation Total Heat Loss)
Calore complessivo disperso dalla zona termica a causa della ventilazione degli
ambienti. Esso e'determinato dalla somma delle componenti sensibile e latente, al netto
di eventuali apporti di calore per ventilazione, effettuando l'operazione tra variabili di
seguito riportata:
Calore sensibile disperso per infiltrazioni
Calore latente disperso per infiltrazioni
Apporto di calore sensibile per infiltrazioni
Apporto di calore latente per infiltrazioni
CALORE TOTALE DISPERSO PER INFILTRAZIONI

+
=

Calore sensibile disperso per ventilazione [J]


(Zone Ventilation Sensible Heat Loss)
Calore sensibile (ovvero per effetto della sola differenza di temperatura a bulbo secco
tra i due ambienti) disperso dalla zona a causa della ventilazione. Tale dispersione,
pertanto, si verifica quando la temperatura dellaria proveniente dallambiente esterno
inferiore a quella dellaria interna alla zona. Se vengono specificati pi oggetti
Ventilazione nella stessa zona termica, la dispersione viene calcolata considerando
la temperatura dellaria immessa in ambiente per ciascun oggetto definito.

Calore latente disperso per ventilazione [J]


(Zone Ventilation Latent Heat Loss)
Calore latente disperso dalla zona termica per effetto della ventilazione degli ambienti.
Tale dispersione avviene, pertanto, quando lumidit specifica dellaria immessa
dallesterno inferiore a quella dellaria interna alla zona.

Sottocategoria Apporti di calore

Flusso termico entrante dai componenti opachi della zona [W]


(Zone Opaque Surface Inside Face Conduction Gain)
Flusso termico entrante nella zona per conduzione attraverso tutti i componenti opachi
che la delimitano, espresso in W.

Apporto di calore dai componenti opachi della zona [J]


(Zone Opaque Surface Inside Face Conduction Gain Energy)
Quantit di calore entrante nella zona termica per conduzione attraverso tutti i
componenti opachi che la delimitano, espressa in J.

118

Flusso termico entrante dai componenti trasparenti della zona [W]


(Zone Window Heat Gain)
Flusso termico entrante nella zona attraverso tutti i componenti trasparenti che la
delimitano, sia per effetto della differenza di temperatura tra i due ambienti, sia per
effetto della radiazione solare. Pertanto, in funzione della direzione del flusso termico
che si verifica per effetto della differenza di temperatura, questo viene sommato o
sottratto dagli apporti solari della zona. Conseguentemente, nel caso in cui il flusso
termico per effetto della differenza di temperatura sia in direzione uscente rispetto alla
zona e sia uguale o maggiore degli apporti solari, tale variabile assumerebbe valore
nullo. La variabile espressa in W.

Apporto di calore dai componenti trasparenti della zona [J]


(Zone Window Heat Gain Energy)
Quantit di calore entrante nella zona attraverso tutti i componenti trasparenti che la
delimitano, sia per effetto della differenza di temperatura tra i due ambienti, sia per
effetto della radiazione solare. Pertanto, in funzione della direzione del flusso termico
che si verifica per effetto della differenza di temperatura, questo viene sommato o
sottratto dagli apporti solari della zona. Conseguentemente, nel caso in cui il flusso
termico per effetto della differenza di temperatura sia in direzione uscente rispetto alla
zona e sia uguale o maggiore degli apporti solari, tale variabile assumerebbe valore
nullo. La variabile espressa in J.

Apporto di calore totale per infiltrazioni [J]


(Zone Infiltration Total Heat Gain)
Apporto di calore alla zona che si verifica per effetto delle infiltrazioni daria, quando
la somma delle componenti sensibile e latente del calore contenuto nellaria esterna
maggiore di quella determinata per laria della zona. Tale variabile espressa in Joule.

Apporto di calore sensibile per infiltrazioni [J]


(Zone Infiltration Sensible Heat Gain)
Apporto di calore alla zona che si verifica per effetto delle infiltrazioni, quando la
temperatura a bulbo secco dellaria esterna maggiore di quella dellaria interna. Nel
caso in cui si verificasse la situazione opposta, la variabile assumerebbe valore nullo.

Apporto di calore latente per infiltrazioni [J]


(Zone Infiltration Latent Heat Gain)
Apporto di calore alla zona che si verifica per effetto delle infiltrazioni, quando
lumidit relativa dellaria esterna maggiore di quella dellaria interna. Nel caso in
cui si verificasse la situazione opposta, la variabile assumerebbe valore nullo.

Apporto di calore totale per ventilazione [J]


(Zone Ventilation Total Heat Gain)
Apporto di calore alla zona che si verifica per effetto della ventilazione, quando la
somma delle componenti sensibile e latente del calore contenuto nellaria esterna
maggiore di quella determinata per laria della zona. Tale variabile espressa in Joule.

Apporto di calore sensibile per ventilazione [J]


(Zone Ventilation Sensible Heat Gain)

119

Apporto di calore alla zona che si verifica per effetto della ventilazione, quando
temperatura a bulbo secco dellaria esterna maggiore di quella dellaria interna. Nel
caso in cui si verificasse la situazione opposta, la variabile assumerebbe valore nullo.

Apporto di calore latente per ventilazione [J]


(Zone Ventilation Latent Heat Gain)
Apporto di calore alla zona che si verifica per effetto della ventilazione, quando
lumidit relativa dellaria esterna maggiore di quella dellaria interna. Nel caso in
cui si verificasse la situazione opposta, la variabile assumerebbe valore nullo.

Irradiazione solare totale nella zona da componenti trasparenti [W]


(Zone Transmitted Solar)
Irradiazione solare complessiva entrante nella zona attraverso tutti i componenti
trasparenti esposti verso lambiente esterno. Tale variabile include sia la componente
diretta che quella diffusa, ed espressa in Watt.

Radiazione solare totale nella zona da componenti trasparenti [J]


(Zone Transmitted Solar Energy)
Calore complessivo entrante nella zona sottoforma di radiazione solare, attraverso tutti
i componente trasparenti rivolti verso lambiente esterno. Tale variabile include sia la
componente diretta che quella diffusa ed espressa in Joule.

Irradiazione solare diretta nella zona da finestre esterne [W]


(Zone Beam Solar from Exterior Windows)
Componente diretta dellirradiazione solare entrante nella zona attraverso tutti i
componenti trasparenti esposti verso lambiente esterno. Essa espressa in Watt.

Radiazione solare diretta nella zona da finestre esterne [J]


(Zone Beam Solar from Exterior Windows Energy)
Calore complessivo entrante nella zona sottoforma di radiazione solare diretta,
attraverso tutti i componente trasparenti rivolti verso lambiente esterno. Essa
espressa in Joule.

Irradiazione solare diffusa nella zona da finestre esterne [W]


(Zone Diff Solar from Exterior Windows)
Componente diffusa dellirradiazione solare entrante nella zona attraverso tutti i
componenti trasparenti esposti verso lambiente esterno. Essa espressa in Watt.

Radiazione solare diffusa nella zona da finestre esterne [J]


(Zone Diff Solar from Exterior Windows Energy)
Calore complessivo entrante nella zona sottoforma di radiazione solare diffusa,
attraverso tutti i componenti trasparenti rivolti verso lambiente esterno. Essa
espressa in Joule.

Irradiazione solare diretta nella zona da finestre interne [W]


(Zone Beam Solar from Interior Windows)
Componente diretta dellirradiazione solare entrante nella zona attraverso tutti i
componenti trasparenti posti negli ambienti interni. Essa espressa in Watt.

120

Radiazione solare diretta nella zona da finestre interne [J]


(Zone Beam Solar from Interior Windows Energy)
Calore complessivo entrante nella zona sottoforma di radiazione solare diretta,
attraverso tutti i componenti trasparenti posti negli ambienti interni. Essa espressa in
Joule.

Irradiazione solare diffusa nella zona da finestre interne [W]


(Zone Diff Solar from Interior Windows)
Componente diffusa dellirradiazione solare entrante nella zona attraverso tutti i
componenti trasparenti posti negli ambienti interni. Essa espressa in Watt.

Radiazione solare diffusa nella zona da finestre interne [J]


(Zone Diff Solar from Interior Windows Energy)
Calore complessivo entrante nella zona sottoforma di radiazione solare diffusa,
attraverso tutti i componente trasparenti posti negli ambienti interni. Essa espressa in
Joule.

Calore complessivo da apporti interni [J]


(Zone Total Internal Total Heat Gain)
Questa variabile rappresenta la somma di tutti gli apporti gratuiti di calore provenienti
da fonti interne alla zona, espressa in Joule. Comprende, pertanto, il calore prodotto
dalla presenza di persone, dal funzionamento degli apparecchi illuminanti e
dallutilizzo di apparecchiature elettriche.

Calore da apporti interni componente radiante [J]


(Zone Total Internal Radiant Heat Gain)
Rappresenta la componente radiante di tutti gli apporti gratuiti di calore provenienti da
fonti interne alla zona, espressa in Joule. Comprende, pertanto, le componenti radianti
del calore prodotto dalla presenza di persone, dal funzionamento degli apparecchi
illuminanti e dallutilizzo di apparecchiature elettriche .

Calore da apporti interni componente visibile [J]


(Zone-Total Internal Visible Heat Gain)
Rappresenta la somma degli apporti di calore, espressa in Joule derivante dalla
radiazione ad onde corte degli apparecchi illuminanti della zona.

Calore da apporti interni componente convettiva [J]


(Zone Total Internal Convective Heat Gain)
Rappresenta la componente convettiva di tutti gli apporti gratuiti di calore provenienti
da fonti interne alla zona, espressa in Joule. Comprende, pertanto, le componenti
convettive del calore prodotto dalla presenza di persone, dal funzionamento degli
apparecchi illuminanti e dallutilizzo di apparecchiature elettriche.

Calore da apporti interni componente latente [J]


(Zone Total Internal Latent Gain)
Rappresenta la componente latente di tutti gli apporti gratuiti di calore provenienti da
fonti interne alla zona, espressa in Joule. Comprende, pertanto, le componenti latenti
del calore prodotto dalla presenza di persone, dal funzionamento degli apparecchi
illuminanti e dallutilizzo di apparecchiature elettriche.

121

Sottocategoria Bilanci termici


Si fa notare che le seguenti quattro variabili riferite al Fabbisogno o Flusso termico per
riscaldamento o raffrescamento sensibile riportano tutte quante lenergia o la potenza per
riscaldamento o raffrescamento fornita alla zona, in uscita dallimpianto termico. Tali
valori vengono determinati in funzione della portata daria fornita e della differenza di
temperatura tra la massa daria fornita dallimpianto e quella presente nella zona termica.
Pertanto, tali variabili non indicano necessariamente il funzionamento dei terminali di
riscaldamento o di raffrescamento. Per esempio, in caso di raffrescamento estivo, viene
riportato un valore per tale variabile anche se laria interna viene raffrescata per effetto
dellimmissione di aria esterna mantenendo le batterie di raffrescamento spente.
Si noti, inoltre, che queste variabili vengono calcolate con la frequenza derivante dagli
intervalli di simulazione del sistema impiantistico. Di conseguenza, quando nel campo
frequenza viene scelta lopzione dettagliata queste variabili non mostreranno mai
valori di riscaldamento e raffrescamento contemporaneamente nello stesso intervallo
temporale. Questo avverr, invece, nel caso in cui venga definita una frequenza inferiore a
quella dettagliata (ad esempio giornaliera) ed il sistema impiantistico debba in una parte
del periodo raffrescare, e nella parte rimanente riscaldare.

Flusso termico per riscaldamento sensibile [W]


(Zone/Sys Sensible Heating Rate)
Rappresenta il flusso termico per riscaldamento sensibile, espresso in Watt, che deve
essere effettivamente fornito dal sistema impiantistico alla zona termica. Rappresenta
un valore medio per lintervallo temporale impostato nel campo Frequenza.

Flusso termico per raffrescamento sensibile [W]


(Zone/Sys Sensible Cooling Rate)
Rappresenta il flusso termico per raffrescamentio sensibile, espresso in Watt, che deve
essere effettivamente fornito dal sistema impiantistico alla zona termica. Rappresenta
un valore medio per lintervallo temporale impostato nel campo Frequenza.

Fabbisogno termico per riscaldamento sensibile [J]


(Zone/Sys Sensible Heating Energy)
Rappresenta lenergia per riscaldamento sensibile, espressa in Joule, che deve essere
effettivamente fornita dal sistema impiantistico alla zona termica, nellintervallo
temporale definito nel campo Frequenza. E determinata moltiplicando il flusso
termico per riscaldamento sensibile della zona per lintervallo temporale definito nel
campo Frequenza.

Fabbisogno termico per raffrescamento sensibile [J]


(Zone/Sys Sensible Cooling Energy)
Rappresenta lenergia per raffrescamento sensibile, espressa in Joule, che deve essere
effettivamente fornita dal sistema impiantistico alla zona termica, nellintervallo
temporale definito nel campo Frequenza. E determinata moltiplicando il flusso
termico per raffrescamento sensibile della zona per lintervallo temporale definito nel
campo Frequenza.

122

Sottocategoria Condizioni interne

Temperatura media dellaria [C]


(Zone Mean Air Temperature)
Valore medio della temperatura dellaria della zona, durante lintervallo di
simulazione, espresso in gradi Celsius.

Temperatura media radiante [C]


(Zone Mean Radiant Temperature)
Rappresenta leffetto combinato delle temperature delle superfici che racchiudono la
zona.

Temperatura operante [C]


(Zone Operative Temperature)
La temperatura operante (OT) di una zona rappresenta la media tra la temperatura
dellaria (TAM) e la temperatura media radiante:
OT = 0,5*MAT + 0,5*MRT
Essa non influenzata dalle impostazioni dei termostati della zona e non considera
leffetto diretto dei sistemi radianti ad alta temperatura.

Umidit assoluta dellaria interna [kg vapore/kg aria]


(Zone Air Humidity Ratio)
Rapporto tra la massa di vapore acqueo e la massa di aria secca contenute nella zona
termica

Umidit relativa dellaria interna [%]


(Zone Air Relative Humidity)
Rapporto tra la massa di vapore acqueo presente nella zona e quella che si
verificherebbe in condizioni di saturazione. Per determinare questultima, il motore di
calcolo utilizza la temperatura media e lumidit specifica dellaria interna, oltre alla
pressione atmosferica dellaria esterna.

Sottocategoria Valutazioni di comfort

Temperatura media radiante [C]


(ThermalComfortMRT)
Temperatura media radiante utilizzata nelle valutazioni di comfort. Viene determinata
coerentemente con quanto specificato nel campo ''Metodo di calcolo della temperatura
media radiante'' della finestra di dialogo ''Persone'' della gestione dettagliata delle zone
termiche.

Temperatura operante [C]


(ThermalComfort Operative Temperature)
Temperatura operante, come definita nelle operazioni di valutazine del comfort
termico. Precisamente, viene definita come la media tra la temperatura media radiante
e la temperatura dell'aria interna alla zona.

123

FANGER-PMV [-]
(FangerPMV)
Voto medio previsto (P.M.V. - Predicted Mean Vote) determinato secondo il modello
di comfort termico di Fanger.

FANGER-PPD [-]
(FangerPPD)
Percentuale di utenti insoddisfatti (P.P.D. - Predicted Percentage of Dissatisfied)
determinata secondo il modello di comfort termico di Fanger.

FANGER-Temperatura superficiale vestiario [-]


(Clothing Surface Temperature)
Temperatura superficiale del vestiario determinata secondo il modello di comfort
termico di Fanger.

PIERCE-PMV mediante temperatura effettiva [-]


(PiercePMVET)
Voto medio previsto determinato utilizzando la temperatura ''effettiva'' ed il modello di
comfort termico a due nodi di Pierce.

PIERCE-PMV mediante temperatura effettiva standard [-]


(PiercePMVSET)
Voto medio previsto determinato utilizzando la temperatura ''effettiva standard'' ed il
modello di comfort termico a due nodi di Pierce.

PIERCE-Indice di discomfort [-]


(PierceDISC)
Indice di discomfort determinato secondo il modello di comfort termico a due nodi di
Pierce.

PIERCE-Indice di sensazione termica [-]


(PierceTSENS)
Indice di sensazione termica (thermal sensation index) determinato secondo il modello
di comfort termico a due nodi di Pierce.

KSU-Voto di sensazione termica [-]


(KsuTSV)
Voto di sensazione termica (T.S.V. - Thermal Sensation Vote) determinato mediante il
modello di comfort termico a due nodi della Kansas State University (K.S.U.).

124

9) Lancio della simulazione e visualizzazione dei risultati


Una volta terminata la definizione del modello di calcolo, mediante il comando
Simulazione collocato nel menu dei comandi del plugin, possibile lanciare il calcolo
da parte del motore EnergyPlus. Viene salvato il file. idf, il quale viene assegnato al
motore, che lo utilizzer come file di input dati. Prima di ci, necessario impostare i
parametri generali della simulazione, mediante la schermata di seguito riportata.

Figura 9.1 Finestra di dialogo per il lancio della simulazione.

Nel primo riquadro, denominato Controllo della simulazione necessario scegliere se


effettuare la simulazione di progetto (ovvero nei giorni definiti mediante il comando
Profili giornalieri di progetto utilizzando le corrispondenti condizioni ambientali ivi
definite), oppure effettuare la simulazione utilizzando le condizioni esterne definite
mediante un apposito file climatico. Questo disponibile, per le principali localit del
Mondo, suddivise per macro aree, sul sito del motore di calcolo EnergyPlus, dal quale
liberamente scaricabile.
possibile effettuare anche contemporaneamente entrambe le tipologie di simulazione.
Nel secondo riquadro, denominato File climatico, necessario immettere il percorso nel
quale collocato il file climatico di estensione .epw, per la localit nella qule
contestualizzato ledificio. Una volta caricato, nella zona centrale di tale riquadro, vengono
riportati i dati geografici del sito. Nella parte inferiore, invece, necessarioimpostare il
periodo annuo in cui si intende effettuare la simulazione. Il campo Giorno iniziale serve
a definire i parametri da utilizzare nelle diverse schedule, in funzione della tipologia di
giorno che si intende assegnare alla data iniziale di simulazione.
Nel riquadro Risultati possibile scegliere quali risultati mostrare. Si faccia attenzione
che, se si sono gi impostate le variabili in uscita relative alla temperatura media dellaria

125

interna e alla temperatura media radiante mediante il comando Variabili in uscita, la


corrispondente opzione in questa finestra di dialogo non deve essere selezionata.
Infine, nellultimo riquadro, possibile impostare le azioni svolte al termine della
simulazione.
Cliccando avvia, la simulazione del modello di calcolo avr inizio. Se non stato eseguito
il salvataggio delle ultime modifiche, verr visualizzato un messaggio che chieder
conferma di effettuarlo in quel momento.
Al termine della simulazione, nello stesso percorso in cui si trova il file .idf di progetto,
verranno creati una serie di file, aventi lo stesso nome del file salvato, ma con estensioni
differenti. In particolare, il file .err un file di testo contenente gli errori riscontrati durante
l simulazione. Il file .csv, invece, contiene i risultati delle variabili di uscita ottenuti a
seguito della simulazione. Esso presenta una struttura con campi separati da virgole, per
cui, al fine di visualizzarlo correttamente, sufficiente importarlo in un foglio elettronico,
indicando come campo separatore il carattere virgola. Per mostrare un esempio, utilizzando
Microsoft Excel, sar sufficiente aprire un nuovo foglio di calcolo e, dal menu Dati, alla
voce Importa dati esterni, avviare il comando di importazione dati.

Figura 9.2 Comando di importazione di dati esterni nel software Microsoft Excel

Una volta scelto il file .csv da importare, selezionare lopzione relativa ai campi delimitati
da un carattere.

Figura 9.3 Primo passaggio dellimportazione guidata dei dati contenuti nel file .csv, mediante
Microsoft Excel.

126

Successivamente, cliccare su Avanti e impostare come carattere delimitatore la virgola.

Figura 9.4 Secondo passaggio dellimportazione guidata dei dati contenuti nel file .csv, mediante
Microsoft Excel.

Infine, verr richiesto di scegliere la cella di origine ove importare i dati e, data conferma
della posizione, si avr una visualizzazione dei risultati delle variabili simile alla seguente.

Figura 9.5 Visualizzazione del contenuto di un file .csv importato in Microsoft Excel.

127

Nella prima colonna sono riportati gli intervalli di frequenza impostati per le variabili in
uscita, mentre nelle colonne successive sono riportati i valori delle corrispondenti variabili,
per ciascun intervallo temporale, identificate mediante letichetta collocata nella prima
riga. Si noti che, come gi anticipato, viene riportato il nome in lingua originale della
variabile calcolata, alla quale viene anteposto il nome delloggetto a cui si riferisce (ad
esempio una zona od una superficie).

128