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1) ARCHITETTURA TECNICA: Forma di attivit umana volta, sfruttando le conoscenze e le acquisizioni della scienza, alla creazione di nuovi strumenti,

congegni, apparati che migliorano le condizioni di vita delluomo. Arte e tecnica dellideare, progettare e realizzare edifici ed opere simili di destinazione pratica, estetica e simbolica. ATTIVITA: Momento esecutivo, comportamentale, consentito ad un soggetto. FUNZIONE: Comportamento rispetto ad uno o pi requisiti (rispetto ad un'esigenza). BISOGNO: E lo stato di un soggetto in relazione a ci che gli necessario in vista di un qualsiasi fine (interno od esterno) ignorato o conosciuto. ESIGENZA: Ci che di necessit si richiede per il normale svolgimento di un'attivit, sono le esplicitazioni dei bisogni dellutenza. REQUISITO: Trasposizione di un'esigenza in un insieme di caratteri che la connotano (qualora i caratteri siano pi di uno, le condizioni di relazione esistenti fra di essi li collegano in sistema). I requisiti sono considerati come trasposizione a livello tecnico delle esigenze, che vengono confrontate con i sistemi di agenti. Questi sono un insieme di fattori ambientali ed economici che interessano gli O.E.; i requisiti si modificano nel tempo e nello spazio in relazione a fattori sociali, ambientali ed economici. PRESTAZIONE: Comportamento nell'uso di un elemento riferito ai caratteri che connotano un requisito; la risposta dell'elemento (del suo comportamento) rispetto alle richieste. SISTEMA DI REQUISITI: Insieme di requisiti legati da una condizione di relazione. SISTEMA DI PRESTAZIONE: Insieme di prestazioni legate da una condizione di relazione. UNITA: Punto di un sistema di cui si considera landamento in tutte le fasi della sua esistenza. UNIT AMBIENTALE: Raggruppamento di attivit compatibili spazialmente e temporalmente definite in relazione a determinati modelli di comportamento dell'utenza. UNIT TECNOLOGICA: Raggruppamento di funzioni, compatibili tecnologicamente, necessarie per l'ottenimento di prestazioni ambientali. ELEMENTO: Parte di una o pi unit che svolge una funzione definita e distinta. ELEMENTO SPAZIALE: Elemento che si identifica con una porzione di spazio fruibile destinata ad accogliere interamente o parzialmente una o pi unit ambientali. ELEMENTO TECNICO: Elemento che si identifica con un prodotto edilizio, pi o meno complesso, capace di svolgere completamente o parzialmente funzioni proprie di una o pi unit tecnologiche. SISTEMA: Insieme di enti legati da condizioni di relazione.

SUBSISTEMA: Parte del sistema che svolge una funzione definita e distinta. SISTEMA EDILIZIO: Sovrasistema dei sistemi ambientale e tecnologico, cio linsieme strutturato di unit ambientali (o di elementi spaziali) e unit tecnologiche (o di elementi tecnici) corrispondenti. SISTEMA AMBIENTALE: Insieme strutturato di unit ambientali e/o elementi spaziali secondo una fase operativa metaprogettuale o progettuale del processo edilizio alla quale si riferisce. SISTEMA TECNOLOGICO: Insieme strutturato di unit tecnologiche e/o elementi tecnici secondo la fase operativa metaprogettuale o progettuale del processo edilizio alla quale appartiene. 2) ORGANISMO EDILIZIO: Insieme organizzato di (unit ambientali) elementi spaziali ed (unit tecnologiche) elementi tecnici concepiti e progettati unitariamente, avente caratteristiche di continuit fisica ed autonomia funzionale; insieme di spazi coordinati funzionalmente racchiusi da elementi fisici che rispondono a precise funzioni. Pu essere definito pi semplicemente come una costruzione che corrisponde a funzioni specifiche, utilizzata (internamente ed esternamente in un congruo intorno di esso) dall'uomo per svolgere specifiche attivit. Tale O.E. quindi costituito da uno spazio (articolato in sub spazi) delimitati al perimetro da elementi fisici. Lo spazio cos definito (volume e parte di perimetro che lo definisce) deve corrispondere a specifici requisiti, che sono precisamente relazionati alle necessit dettate dalle attivit che si svolgono all'interno dello spazio e dalle necessit generali derivanti dalla presenza umana, indipendentemente dalla specifica attivit svolta. Esso visibile, leggibile, percettibile etc. dall'esterno (scale ambientale e urbanistica) ed utilizzabile, fruibile etc. all'interno dagli utenti specifici (scala architettonica interna). Vi infine una serie di relazioni tra O.E. e area (terreno, lotto di pertinenza) sul quale si colloca: fisiche (carichi, fondazioni, impianti) e funzionali (spazi). ORGANISMO EDILIZIO RESIDENZIALE: Insieme di spazi progettati unitariamente con caratteristiche di continuit fisica ed autonomia funzionale e destinati prevalentemente ad uso abitativo dotati di infrastrutture e/o attrezzature di propria pertinenza. ORGANISMO EDILIZIO RESIDENZIALE COMPLESSO: Organismo edilizio in cui possibile riconoscere un O.E.R. di base (el. modulare) dalla cui aggregazione deriva l'O.E.R. complesso. L'O.E.R. base pu essere separato e mantiene una precisa autonomia funzionale e fisica. IN TERMINI FUNZIONALI / SPAZIALI GLI O.E.R. SI CONSIDERANO DIVISI IN: ALLOGGI: Insieme degli spazi privati appartenenti ad un O.E.R. strumentalmente correlati ed utilizzati per la residenza da un nucleo di utenza (ad esempio la famiglia). PERTINENZE DEGLI ALLOGGI: Insieme degli spazi di un O.E.R. ad uso esclusivo degli utenti di un alloggio, non necessariamente connessi con l'alloggio stesso. SPAZI DI SERVIZIO DELL'O.E.R.: Insieme degli spazi di un O.E.R. non riconoscibili n agli alloggi n alle pertinenze degli alloggi n agli spazi di circolazione. SPAZI DI CIRCOLAZIONE DELL'O.E.R.: Insieme degli spazi di un O.E.R. che consentono l'accesso agli alloggi ed il collegamento

con le altre parti funzionali dell'O.E.R. 3) CLASSIFICAZIONE DEGLI ORGANISMI RESIDENZIALI: Linsieme degli O.E.R pu essere suddiviso in categorie omogenee, ossia in gruppi che presentano caratteristiche simili. ELEMENTI DI CLASSIFICAZIONE DELLE CATEGORIE OMOGENEE: -Forma e caratteri del piano tipo della planimetria. -Aperture sui fronti. -Rapporto con il lotto di pertinenza. -N di piani e altezza. -Sistema accessi e posizione degli spazi di circolazione verticali. -Aggregazione (modulo base) possibile. -Organizzazione funzionale interna. -Organizzazione del sistema strutturale. -N complessivo degli alloggi (monoalloggio - plurialloggio). -Uso dei singoli piani (n alloggi per piano, uso del piano terra). LA CLASSIFACAZIONE PROPOSTA DEFINISCE I SEGUENTI TIPI: -In linea. -A blocco. -A Torre. -A ballatoio. -Mono alloggio isolato. -A schiera. -Binata. -Quadrinata. -Misti o complessi. TIPO IN LINEA: -FORMA PIANO TIPO: La pianta del piano tipo presenta forma rettangolare, con un rapporto tra lunghezza e larghezza di circa 1:2. -APERTURE SUI FRONTI: Le aperture sono poste sul lato maggiore, mentre quello minore non ne possiede (questo consente laggregazione). -RAPPORTO CON IL LOTTO DI PERTINEZA: Il lotto (se presente) di pertinenza degli alloggi (uso collettivo). -NUMERO PIANI E ALLOGGI: I piani sono normalmente 3 o 4: 3 destinati alla residenza e uno (il piano terra), per vicinanza alla strada e quindi mancanza di privacy, destinato a servizi. Gli alloggi sono di solito 2 per piano. -POSIZIONE COMUNICAZIONI VERTICALI E SPAZI DI CIRCOLAZIONE: Le comunicazioni verticali (scale comuni) e gli spazi di circolazione esterni agli alloggi sono in posizione centrale, in grado di servire 2 o pi alloggi. -AGGREGABILITA: Una delle caratteristiche fondamentali l'aggregabilit sulla base di un "modulo base" a comporre la linea o curve diverse o spezzate. Si sviluppa su fronti strade o internamente a lotti. -ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE: Abbiamo tre fasce funzionali: 2 principali (funzioni abitative con presenza prolungata delluomo) e 1 secondaria (destinata a funzioni di servizio), tutte parallele al lato principale. Nel fronte principale, "baciato dal sole", si pone la zona giorno (spazi collettivi o comuni: soggiorno, cucina..), in quello secondario (poco illuminato) la zona notte (spazi individuali: camere da letto).

TIPO A BLOCCO: -FORMA PIANO TIPO: La planimetria presenta forma quadrata nella configurazione classica o derivata dall'assemblaggio di alloggi. -APERTURE SUI FRONTI: Le aperture si aprono su tutti i fronti, quindi un tipo isolato e difficilmente aggregabile. -RAPPORTO CON IL LOTTO DI PERTINEZA: L'area esterna del lotto non di pertinenza dei singoli alloggi, ma dell'O.E.R. nel complesso e di uso collettivo. -NUMERO PIANI E ALLOGGI: Il numero di piani normalmente 3 o 4, il piano terra destinato ad un uso collettivo: spazi commerciali verticali ed orizzontali, spazi di servizio, pertinenze degli alloggi. Gli alloggi sono di solito 4 per piano. -POSIZIONE COMUNICAZIONI VERTICALI E SPAZI DI CIRCOLAZIONE: Le comunicazioni verticali sono poste in posizione centrale, per consentire la migliore accessibilit agli alloggi di piano. -AGGREGABILITA: A partire dall'elemento di caratterizzazione "blocco comunicazioni verticali" che assume posizione centrale, la disposizione degli alloggi pu essere diversa (vedi dispense: perdita di un alloggio, slittamento, distacco). La dilatazione dei 4 alloggi attorno alle comunicazioni verticali viene effettuata al fine di migliorarne l'illuminazione, soprattutto in area centrale. Staccando gli alloggi, infatti, si guadagnano dei fronti di luce (si abbattono i costi, ma si diminuisce la privacy). -ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE: Le fasce funzionali principali si distribuiscono sui lati illuminabili, mentre gli spazi di circolazione e servizi all'interno. 4) TIPO A SCHIERA: -FORMA PIANO TIPO: un O.E.R. monofamiliare, si pu riconoscere un modulo base solitamente di forma rettangolare. -APERTURE SUI FRONTI: . Presenta due fronti "aperti" e due fronti chiusi. -RAPPORTO CON IL LOTTO DI PERTINEZA: Ad un O.E.R. corrisponde un lotto la cui area di esclusivo uso dello stesso O.E.R, che corrisponde a sua volta ad un alloggio. -NUMERO PIANI E ALLOGGI: Il numero di piani variabile e quindi non rappresenta in questo caso un elemento di caratterizzazione. -POSIZIONE COMUNICAZIONI VERTICALI E SPAZI DI CIRCOLAZIONE: Gli spazi di servizio esterni sono di pertinenza dell'O.E.R. e quindi dell'alloggio. -AGGREGABILITA: L'aggregabilit si effettua lungo i lati ciechi, vengono ffiancati pi moduli base. -ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE: I piani corrispondono alle diverse zone: giorno e notte. Le soluzioni possibili sono: 3 piani-seminterrato, 3 piani-triplex, 2 piani-duplex, monopiano. TIPO A TORRE: ha le stesse caratteristiche (elementi di caratterizzazione) degli organismi a blocco, ma il n dei piani notevolmente superiore a 3 ("grattacielo"), per tale motivo deve essere dotato di ascensori. Laltezza supera il lato base. TIPO A BALLATOIO: Gli spazi di comunicazione verticali ed orizzontali sono a servizio di una serie di alloggi (in linea) esterni (estremi). Il lotto corrisponde all'O.E.R. e non agli alloggi. Il numero degli alloggi variabile, ma solitamente superiore a 12, come il numero dei piani (pi di 3). Gli alloggi possono essere su un piano (simplex) o su 2 piani (duplex). Il ballatoio la via di

comunicazione orizzontale comune, affiancata da 2 verticali: l'inconveniente rappresentato dal fatto che vi un gran numero di persone che percorre il ballatoio in stretta vicinanza all'alloggio; l'ingresso dei singoli alloggi posto su una rientranza. TIPO MONOFAMILIARE ISOLATA: E caratterizzato da un unico alloggio a cui corrisponde il lotto di pertinenza, le aperture possono essere sviluppate lungo ogni fronte (casa isolata). TIPO BIFAMILIARE BINATA: E un O.E.R. con 2 alloggi affiancati. Il lotto di pertinenza diviso in 2 parti (1 per alloggio), il numero dei piani variabile. TIPO QUADRIFAMILIARE: E un O.E.R. con 4 alloggi, con lotto diviso in 4 parti. Il numero dei piani variabile. Un limite costituito dal fatto che vi sono solamente 2 lati aperti. 5) APPROCIO A SISTEMA: Per realizzare un programma edilizio (anche costruire un solo edificio) si pu utilizzare un approccio a sistema quando tutti gli aspetti: sociali, spaziali, funzionali, economici, procedurali, costruttivi, estetici e fruitivi vengono presi in considerazione e relazionati tra loro. Il sistema un aggregato di parti da individuare e studiarne le relazioni. IL CONCETTO DI NORMATIVA TECNICA: Disciplina le attivit che si svolgono all'interno del sistema edilizio (sub sistema ambientale/spaziale, sub sistema tecnologico) e le attivit del costruire; verifica la qualit dei componenti e dei manufatti (quindi delle unit ambientali, degli elementi spaziali, delle unit tecnologiche, degli elementi tecnici). Affronta quindi il tema generale dell'organizzazione degli spazi costruiti, definisce le caratteristiche fisiche di un organismo edilizio (quantit e qualit degli spazi), definisce il comportamento fisico tecnico di un O.E.(R.) ed il rapporto con gli altri O.E.(R.). In sintesi si pone l'obbiettivo di contribuire a controllare le fasi del processo edilizio e la fase del progetto. Si possono individuare 2 categorie di N.T, quella AMBIENTALE SPAZIALE e quella TECNOLOGICA. NORMATIVA TECNICA AMBIENTALE: Affronta il problema della definizione di un insieme di requisiti tecnici ambientali che costituiscano l'insieme di riferimento a cui devono corrispondere le prestazioni dell'O.E.R. Contiene le caratteristiche del territorio, degli spazi e degli spazi degli O.E.R.. NORMATIVA TECNOLOGICA: Caratteristiche degli elementi fisici (unit tecnologiche, elementi tecnici) che sono inseriti nell'ambiente. NORMATIVA TECNICA DESCRITTIVA O OGETTUALE: Indica come deve essere fatto l'oggetto, descrive la fisicit dello stesso. NORMATIVA TECNICA PRESTAZIONALE: Si prefigge di controllare e definire la qualit edilizia. Dice come deve comportarsi loggetto. QUALIT EDILIZIA: Definita e controllata dalla normativa prestazionale, definisce la corrispondenza tra prestazioni di un bene edilizio, esigenze dell'utenza (definite dalla committenza) e gli obbiettivi inizialmente dichiarati. Misura lo scarto tra le esigenze della committenza (definite con specifici requisiti) e le prestazioni dell O.E.R. 6) CLASSIFICAZIONE DEI VARI TIPI DI ESIGENZE (UNI 8289): SICUREZZA: Insieme delle condizioni relative all'incolumit degli utenti, nonch alla difesa e alla prevenzione di danni dipendenti da fattori accidentali, dell'esercizio del sistema edilizio. Si divide nelle sottoclassi: statica (tema trattato dalle scienze e dalle tecniche delle costruzioni), agli urti (capacit degli elementi di assorbire l'energia dovuta agli urti), elettrica, alle

folgorazioni (rapporto tra O.E. e ambiente circostante), al fuoco (per gli edifici adibiti ai servizi pubblici definita da una serie di norme riguardanti luoghi, materiali e loro assemblaggio vie di fuga), alle manovre, innocuit di forma (es: spigolo vivo all'altezza di un bambino), di gestione dei flussi energetici. BENESSERE: Insieme delle condizioni relative a stati del sistema edilizio adeguati alla vita, alla salute e allo svolgimento delle attivit degli utenti. Si divide nelle sottoclassi: termico (vengono considerate temperatura, velocit ed umidit dell'aria), acustico (assenza di suoni o livello sonoro adeguato all'attivit dello spazio), luminoso (necessit e possibilit che all'interno dello spazio vi sia una sufficiente illuminazione per lo svolgimento dell'attivit), tattile, respiratorio-olfattivo, antropodinamico (possibilit di movimento, dinamismo dell'uomo), psicologico (gli spazi devono trasmettere serenit, armonia; negli ospedali, ad esempio, vi devono essere colori che siano in sintonia con la condizione umana degli utenti il rosso eccita, il verde e l'azzurro rilassano). ASPETTO: Insieme delle condizioni relative alla fruizione percettiva del sistema edilizio (si utilizza il termine "bello" per sottolineare una coerenza, un'armonia con l'ambiente, con le tecniche costruttive; la percezione soggettiva, risulta strano che possa essere regolata da norme precise). Si divide nelle sottoclassi: regolarit geometrica, attitudine a ricevere finalit diverse. FRUIBILIT: Insieme delle condizioni relative all'attitudine del sistema edilizio ad essere adeguatamente usato dagli utenti nello svolgimento delle attivit. Si divide nelle sottoclassi: attrezzabilit/arredabilit, comodit d'uso e manovra, transitabilit e agibilit, flessibilit. INTEGRABILIT: Insieme delle condizioni relative all'attitudine delle unit e degli elementi del sistema edilizio a connettersi funzionalmente tra loro. Si divide nelle sottoclassi: impiantistica, dimensionale, funzionale (necessit che qualsiasi elemento tecnico sia relazionato in base alle sue dimensioni con altri, al fine di costruire l'O.E.). GESTIONE: Insieme delle condizioni relative all'economia di esercizio del sistema edilizio (mantenimento nel tempo delle prestazioni iniziali dei singoli elementi costruttivi: prefigurare gli interventi da effettuare; un assemblaggio di involucro e parti interne che rendano minima la dispersione di energia e utilizzino quella ricavabile dall'esterno). Si divide nelle sottoclassi: mantenimento dell'integrit, manutenzione. SALVAGUARDIA DELL'AMBIENTE: Insieme delle condizioni relative al mantenimento ed al miglioramento degli stati dei sovrasistemi di cui il sistema edilizio fa parte (utilizzo, ad esempio, delle risorse rinnovabili). Si divide nelle sottoclassi: controllo dell'impatto ambientale e dell'uso delle risorse. 7) NORMATIVA TECNICA AMBIENTALE: Si affronta il problema della definizione di un insieme di requisiti tecnici ambientali che costituiscano l'insieme di riferimento a cui devono corrispondere le prestazioni dell'O.E.R.. La normativa tecnica dovrebbe quindi definire una serie di norme alle quali riferire la progettazione. La normativa tecnica ambientale si esprime a tante scale di intervento per diverse arre problematiche (settori), per durata, grado di cogenza ed operatori e soggetti coinvolti. I livelli di pianificazione sono: Regionale, provinciale e comunale (P.R.G, Piani attuativi e Regolamento Eilizio) Noi consideriamo in particolare il Piano Regolatore Generale Comunale. PIANO REGOLATORE COMUNALE: Regola l'attivit edilizia sul territorio comunale (suddividendolo in zone omogenee), individua una capacit insediativa teorica (n abitanti), fa corrispondere un adeguato n di servizi

(quantit e qualit) al n degli abitanti, definisce una serie di regole per ottenere tali risultati. Le norme sono solitamente di tipo oggettuale (definiscono la quantit esatta). ALLINTERNO DEL P.R.G. POSSIAMO TROVARE LE SEGUENTI ESIGENZE CON RELATIVI REQUISITI TECNICI AMBIENTALI: BENESSERE: Corrispondenza abitanti servizi Zone omogenee (zone destinate a specifici usi) Distanze, altezze, Verde. Capacit insediativa teorica ( circa 3 utenti ogni 100 metri quadrati) FRUIBILITA: Zone omogenee Infrastrutture Indice di edificabilit (metro cubo/metro quadrato) H max Rapporto di copertura (metro quadrati/metro quadrato) ASPETTO: Individuazione delle tipologie (si cerca di seguire la caratterizzazione preesistente dell'area) Caratteristiche formali (N.T.A. si occupa di un area) Altezza massima Distanza degli edifici e dalle strade SICUREZZA: Distanze strade GESTIONE: Rapporto abitanti/servizi INTEGRABILITA:Infrastrutture varie, reti infrastrutturali Inserimento nellambiente SALVAGUARDIA AMBIENTALE: Zone omogenee (tutela) 8) LA NORMATIVA TECNICA SPAZIALE: Le esigenze come abbiamo detto si tramutano in requisiti tecnologici cui lO.E.R. deve aderire. REQUISITI PER ESIGENZA: Sicurezza: Sicurezza, riservatezza Benessere: Temperatura, umidit, aerazione, illuminazione naturale, rumore, nocivit dei materiali, antropodinamismo. Aspetto: Forma, colore. Fruibilit: Accessibilit, distribuzione, dimensioni, arredabilit. Gestione: Economia di esercizio, manutenzione. Integrabilit: Distribuzione. Salvaguardia ambientale: Riciclabilit, basso consumo energetico. ALLOGGIO: REQUISITI SPAZIALI: ACCESSIBILITA: Vani d'accesso e disimpegni (spazi di circolazione) devono essere dimensionati in modo da consentire un agevole uso da parte degli utenti: - Vani d'accesso > 0.90 x 2.10m - Vani d'accesso singoli spazi 0.80 - Vani d'accesso singoli servizi 0.70 - Altezza > 2.10 Deve essere consentito un agevole movimento ad una sedia a rotelle negli alloggi utilizzati da persone portatrici di handicap. In particolare: - Larghezza vani di accesso a tutti gli spazi dell'alloggio > 0.85m

- Tra due accessi successivi deve essere assicurato uno spazio minimo di 1.50m - Eventuali rampe devono avere pendenza < 8% RISERVATEZZA: Deve essere salvaguardata per quanto riguarda gli affacci su spazi pubblici e privati; deve essere impossibile ogni introspezione interna (tale requisito rispettato quando i parapetti delle finestre prospicienti su spazi collettivi esterni risultano > 1.80mt). SICUREZZA: Esistono adeguati dispositivi per la protezione da cadute accidentali. rispettato se: -I parapetti su spazi esterni sono > 1.10m -Davanzali delle finestre > 0.85m -Le finestre a tutta altezza hanno una protezione > 1.10m -Scale interne parapetto > 1.00m -Scale interne corrimano (continuo) > 0.85m -Assenza sporgenze interne. DISTRIBUZIONE DEGLI SPAZI: Tale requisito rispettato quando sono previsti all'interno degli spazi che siano rispondenti alle esigenze dei nuclei familiari ai quali sono destinati. Tali spazi sono riconducibili a tre categorie: SPAZI COLLETTIVI: Insieme degli spazi non specializzati dell'alloggio previsti per essere fruiti da tutti gli utenti dell'alloggio (pranzo, soggiorno) SPAZI INDIVIDUALI: Insieme degli spazi non specializzati dell'alloggio previsti per essere fruiti da determinati componenti dell'alloggio (spazi singoli, matrimoniali, doppi) SPAZI DI SERVIZIO: Insieme degli spazi dell'alloggio destinati ad essere fruiti da tutti gli utenti dell'alloggio (cucina, bagno, ripostiglio) DIMENSIONAMENTO: Viene rispettato quando ogni singolo alloggio ha una dimensione corrispondente alle esigenze dei nuclei familiari, determinata in relazione alla funzione che all'interno dello spazio si svolge. Vi sono, in linea di massima, 4 categorie dimensionali di alloggi: -Piccolissimi o mini (< 50 mq) -Piccoli (50-65 mq) -Medi (65-90 mq) -Grandi (> 90 mq) ARREDABILITA: In tutti gli alloggi deve essere garantito un sufficiente grado di arredabilit. realizzato se nel progetto degli spazi sono previste almeno 2 soluzioni di arredo e se ogni soluzione tale da non creare ostacoli all'illuminazione naturale ed interferenze con gli impianti (terminali). La forma, la distribuzione e la posizione prevista degli arredi e le attrezzature negli spazi non di servizio dovr consentire un'ampia gamma di opzioni d'uso. realizzato se: -Nello spazio collettivo possono essere collocati (almeno) un tavolo n di fruitori (n utenti+2), poltrone corrispondenti al n degli utenti, dei contenitori (3.60-7.20, 6 moduli minimo per 4 utenti, 2 ogni utente oltre i 4) - Lo spazio individuale singolo (9.00mq) deve contenere un letto singolo (1.00 x 2.00m), un tavolo/sedia, un contenitore (1.20/1.80/2.40) - Lo spazio individuale doppio-matrimoniale (12mq) deve contenere un letto matrimoniale (2.00 x 2.00m), un contenitore (2.40/3.00), un tavolo - Lo spazio individuale (12-14mq) doppio deve contenere 2 letti singoli (1.00 x 2.00m per 2), un tavolo/sedie (1.20 x 0.80m), dei contenitori (3.00/3.60/4.20m) - In tutti gli alloggi deve essere previsto uno spazio di servizio destinato alligiene personale, alla cura della persona ed al lavaggio e asciugatura di indumenti e biancheria,

rispettato se esistono uno o due spazi di servizio contenenti: - WC, bidet, lavandino, piatto doccia/vasca, (lavatrice) - Lo spazio di servizio destinato alla produzione di cibo e al suo consumo deve contenere almeno 10 moduli (0.60X0.60m lavello, cottura, piano (4 moduli), frigo, lavastoviglie, tavolo e sedie) Lo spazio di cottura deve essere illuminato, areato, infrastrutturato (dotato di acqua calda e fredda), scarichi per le acque reflue, sistemi di evacuazione del vapore, dell'aria e dei fumi di combustione. BEBESSERE AMBIENTALE: Devono essere create condizioni ottimali per lo svolgimento delle specifiche attivit che possono essere di pertinenza del nucleo di utenza. Tali condizioni corrispondono a precisi valori dei parametri temperatura, umidit, areazione, ventilazione, purezza dell'aria, illuminazione naturale, rumore interno. In particolare il microclima interno allalloggio direttamente collegato ai parametri Temperatura, Umidit relativa e Purezza aria, la zona di benessere pu essere individuata allinterno dei limiti 30/70 % di umidit e 18/27 C. SPAZI DI CIRCOLAZIONE: REQUISITI SPAZIALI: SICUREZZA: Devono essere tali da garantire un evacuazione non pericolosa in caso di emergenza. Tale requisito rispettato se: -Gli O.E. sono dotati di un insieme di vie d'uscita per il deflusso degli abitanti (le dimensioni risulteranno in funzione del max affollamento) -La lunghezza del percorso di deflusso (scale interne) < 40.00m -I percorsi hanno un andamento quanto pi possibile continuo, bisogna evitare aperture di serramenti sui percorsi -La pendenza delle scale costante -Il corrimano ha presa efficace con continuit nel passaggio tra rampa e rampa (0.875-1.00m) -Se le scale presentano una larghezza > 1.80m 2 corrimano. DIMENSIONAMENTO: Le dimensioni devono essere tali da consentire un agevole utilizzo di tali spazi anche da persone portatrici di handicap. Tale requisito rispettato se la larghezza dei collegamenti veicolari e pedonali sono definite in relazione alla tipologia degli utilizzatori, in particolare: -Percorsi pedonali 8% pendenza, larghezze > 1.20m, soglie < 2.5cm -Collegamenti veicolari larghezza >2.40m -Stalli posti macchina 2.50x 5.00m -Larghezza degli spazi di circolazione verticali > 1.20m (passaggio di 2 persone) -Alzata 16.5-17.5cm, pedata 29.00-31.00cm secondo la regola 2a + p = 63 -Va inserito un collegamento meccanico (ascensore) oltre i 3 piani fuori terra (9.00mt) -Verificare il passaggio di una lettiga -Larghezza dei pianerottoli (ogni 13 gradini almeno) corrispondente alla larghezza delle scale RAMPA: piano inclinato che collega 2 dislivelli. SCALA: struttura composta da una serie di gradini (piani) paralleli tra loro posti ad altezze diverse (alzate). 9) REQUISITI TECNOLOGICI: La norma 8290 II parte indica i principali requisiti attribuibili a un sistema tecnologico per l'edilizia

residenziale. L'elenco suscettibile di espansione o variazione nel tempo. I requisiti tecnologici non sono associati ad una unit di misura in quanto esse saranno conseguenza dei parametri utilizzati per quantificare il requisito stesso. Ai parametri saranno attribuiti i relativi livelli ammessi nelle singole specificazioni (SPECIFICHE TECNICHE A definire il requisito tecnico e quantificare il livello) e nel contempo dovr essere indicato il metodo di verifica. I requisiti sono definiti in forma linguistica, descrittiva. La forma normalizzata segue questo schema: un determinato oggetto edilizio (parti del sistema tecnologico, elementi, unit) sotto l'azione degli agenti (agenti naturali e artificiali, utilizzazione e concezione dell'edificio) nelle condizioni d'uso (determinate) deve soddisfare il requisito (definire il requisito specifico) al fine di rispondere alle esigenze (specifica). REQUISITI TECNOLOGICI ANALIZZATI: AFFIDABILIT(sicurezza, benessere, fruibilit): Capacit di mantenere (sensibilmente) invariata nel tempo la propria qualit in condizioni di uso determinate. ATTITUDINE ALL'INTEGRAZIONE IMPIANTISTICA (integrabilit): Possibilit di completare funzionalmente oggetti edilizi non impiantistici con oggetti edilizi impiantistici accostati, fissati, incorporati. CONTROLLO DELLA CONDENSAZIONE INTERSTIZIALE (benessere): Attitudine ad evitare la formazione di acqua di condensa all'interno degli elementi. CONTROLLO DELLA CONDENSAZIONE SUPERFICIALE (benessere, gestione): Attitudine ad evitare la formazione di condensa sulla superficie degli elementi. CONTROLLO DELL'INERZIA TERMICA (benessere, gestione): Attitudine ad attenuare, entro opportuni valori, l'ampiezza di oscillazione della temperatura ad a ritardarne, di un'opportuna entit, l'effetto. EFFICIENZA (gestione): Capacit costante di rendimento nel funzionamento. FACILIT DI INTERVENTO (gestione, sicurezza): Possibilit di operare ispezioni, manutenzione e ripristini in modo agevole. IMPERMEABILITA AI LIQUIDI: Attitudine a non essere permeato dai liquidi. ISOLAMENTO ACUSTICO (benessere): Attitudine a fornire un'adeguata resistenza al passaggio dei rumori. ISOLAMENTO TERMICO (benessere): Attitudine ad assicurare un'opportuna resistenza al passaggio di calore in funzione delle condizioni climatiche. MANUTENIBILIT (gestione, fruibilit): Possibilit di conformit a condizioni prestabilite entro un dato periodo di tempo in cui compiuta l'azione di manutenzione. RESISTENZA AL FUOCO (benessere, sicurezza): Attitudine a conservare, entro limiti determinati, per un intervallo di tempo determinato, le prestazioni fornite. RESISTENZA MECCANICA (sicurezza): Idoneit a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni gravi sotto l'azione di determinate sollecitazioni. RIPARABILIT (fruibilit): Attitudine a ripristinare l'integrit, la funzionalit e l'efficienza di parti od oggetti guasti. TENUTA ALL'ACQUA (benessere): Attitudine ad impedire l'ingresso di acqua. 10) PROCESSO EDILIZIO: Sequenza organizzata di fasi operative che portano al rilevamento di esigenze ed al loro soddisfacimento in termini di produzione edilizia. FASI DEL PROCESSO EDILIZIO: - Committenza: fase che esplicita le esigenze ambientali, spaziali, tecnologiche, ma anche economiche, temporali, etc. Alla committenza attengono le indicazioni operative da trasferire alla fase di progetto. La definizione dell'insieme dei requisiti fa riferimento ad una fase

preliminare al progetto che pu riferirsi ad una generica e generale committenza sociale, che esplicita, in un quadro di normativa tecnica, l'insieme delle esigenze e quindi dei requisiti. - Progetto: Decisioni qualitative e quantitative nel merito delle esigenze ambientali, spaziali e tecnologiche, anche economiche e temporali. Decidere nel merito delle esigenze significa decidere i requisiti e quindi quelle che possono essere definite le specifiche di progetto (quantificazione del valore dei requisiti). Individua virtualmente l'O.E.; prevede l'organizzazione spaziale e tecnologica dell'O.E. In questa fase necessario mantenere una visione generale su tutte le fasi del processo edilizio. Sintesi, controllo, visione unitaria delle fasi del processo edilizio. Centralit della fase progettuale. - Produzione: Insieme delle realt produttive finalizzate a produrre componenti per la realizzazione dell'O.E.; l'impresa una struttura organizzata per corrispondere alla complessit dei problemi che si aprono in fase realizzativa. - Costruzione, cantiere: Fase costruttiva ideata preventivamente in fase progettuale. Momento di convergenza, sulla base delle indicazioni progettuali, della fase produzione che vede la realizzazione, secondo procedure precisamente individuate dalla normativa tecnica, dell'O.E.; direzione dei lavori, collaudo ammin./statico. - Gestione: Fase finalizzata alla manutenzione nel tempo dell'O.E. realizzato precedentemente; libretto di manutenzione. CENTRALITA DEL PROGETTO: Fase di definizione virtuale di un O.E. sulla base di specifiche esigenze della committenza (pubblica e privata) finalizzata alla realizzazione dello stesso O.E. ed alla successiva gestione dello stesso, utilizzando a tale fine opportuni componenti (materiali) disponibili sul mercato. La definizione dei requisiti fatta su tre piani: ambientale, spaziale, tecnologico costruttivo. SUDDIVISIONE DELLA FASE PROGETTUALE: PER LA NORMATIVA TECNICA IL PROGETTO PUO ESSERE IDENTIFICATO IN TRE MOMENTI DI APPROFONDIMENTO: -Progetto preliminare: Definisce il quadro delle esigenze da soddisfare (obbiettivi) e delle specifiche prestazioni. Relazione illustrativa dei lavori da realizzare, localizzazione dell'insieme su cartografia, schemi grafici con le caratteristiche delle opere e dei lavori da farsi; valutazione indicativa di spesa sulla base di costi medi unitari. -Progetto definitivo: E composto da relazione descrittiva delle scelte progettuali (materiali), disegni generali in scale opportune, relazioni tecniche (geologica, geotecnica...), calcolo preliminari di strutture ed impianti, disciplinare descrittivo (capitolato), elenco dei prezzi unitari, computo metrico estimativo. -Progetto esecutivo: E redatto in conformit al progetto definitivo e consiste in una descrizione completa delle caratteristiche del territorio e dei lavori, nonch in tutti i documenti e le informazioni necessarie per costruire (cantierare) l'opera in modo adeguato. composto da relazione tecnica (forma e tipologia dell'opera, materiali e prezzi di ogni elemento, tecnologie adottate, interventi di minimizzazione dell'impatto ambientale), capitolato speciale d'appalto (prestazionale e descrittivo) indagini tecniche (geologia, geotecnica, idrologia, sismica), rilievi e misurazioni (planimetrici ed asimmetrici, reti di servizio), disegni generali e di dettaglio (architettonico, strutturale, impiantistico) relazioni di calcolo (strutturale ed impiantistica). Computo metrico dettagliato, analisi ed elenco dei prezzi unitari, piano di manutenzione dell'opera e delle sue parti. LA FASE DI SVILUPPO PROGETTUALE PUO ESSERE DIVISA IN: - fase preliminare, metaprogettuale, fattibilit, verifica della compatibilit: Attengono a verifiche che possiamo riferire alla committenza, alla evidenziazione delle esigenze sia spaziali,

che ambientali e tecnologiche. - Progettazione spaziale ambientale: Individuazione del tipo edilizio, collocazione ambientale, individuazione degli spazi. - Progettazione involucro edilizio: Individuazione degli elementi tecnici che definiscono gli spazi precedentemente definiti. - Progettazione sistema tecnologico: Individuazione degli elementi tecnici (delle unit tecnologiche), individuazione del sistema costruttivo. Il progetto ha come obbiettivo il raggiungimento del grado maggiore possibile di qualit. Tale qualit edilizia si misura verificando il grado di soddisfacimento delle esigenze preventivamente esplicitate e dichiarate. Tale corrispondenza raggiungibile attraverso i comportamenti (prestazioni) definiti in sede progettuale dell'O.E.R. in particolare delle prestazioni dell'O.E. rispetto ai sub sistemi ambientale, spaziale e tecnologico. Per quanto riguarda un processo progettuale per il sistema tecnologico (involucro/sistema costruttivo) si possono prevedere tre momenti decisionali elaborativi: SCHEMA FUNZIONALE: la schematizzazione di un modello (comportamentale) attraverso la descrizione di un meccanismo di funzionamento, rispetto a fenomeni dominanti o requisiti connotanti. Nell'ambito di ogni sistema si devono individuare diversi schemi funzionali. Il meccanismo di funzionamento fa riferimento all'individuazione di un comportamento, di un ruolo, di una missione; si definisce quindi una generale idea di comportamento, una identit fisica che pu corrispondere ad una o pi funzioni. Una specifica funzione, nel suo svolgimento (dividere, sopportare carichi, essere trasparente..), ha bisogno, per essere esplicitata, di una serie di specifici requisiti (connotanti) e quindi di corrispondere a specifici requisiti tecnologici. Tale momento fa riferimento alla specifica capacit di prendere decisioni (di arrivare a sintesi), di produrre momenti comportamentali (modelli). Definire un possibile comportamento (svolgere una funzione) assumendo una specifica configurazione, rispetto a specifici requisiti (connotanti). SOLUZIONE CONFORME: si definisce cos (all'interno di un definito schema funzionale) ogni sequenza di starti funzionali (e quindi di materiali, componenti), tali da assicurare il corretto funzionamento dell'unit tecnologica o del singolo elemento tecnico. SOLUZIONE TECNOLOGICA: data una determinata soluzione conforme, essa risulta la sua traduzione in prescrizioni capitolari sui singoli materiali, nella precisa identificazione in termini grafici (disegno) riferita alle condizioni progettuali determinate dai requisiti ambientali, spaziali e tecnologici nel caso specifico. Per ogni soluzione conforme si possono individuare pi soluzioni tecnologiche. Per ogni schema funzionale si possono individuare pi soluzioni conformi. Per pi esigenze si possono definire vari e possibili schemi funzionali. LETTURA FUNZIONALE DEGLI ELEMENTI E DELLE UNITA TECLOGICHE: l'O.E.(R.) pu essere considerato un sistema, scomponibile in sub sistemi (classi di unit tecnologiche ed elementi tecnici). Ogni parte destinata a svolgere una funzione, cio un ruolo, un compito, una missione, un comportamento. La specificazione delle funzioni avviene attraverso i requisiti che a loro volta risultano legate (trasposizione in termini tecnici) alle esigenze (benessere, sicurezza...) La funzione legata al progetto che risulta; le esigenze sono il quadro di riferimento generale. IL SISTEMA TECNOLOGICO VIENE DIVISO IN SUBSISTEMI:

- classi di unit tecnologiche: - unit tecnologiche: - classi di elementi tecnici: - elementi tecnici. 11) SISTEMA TECNOLOGICO: O.E.R. -CLASSI DI UNITA TECNOLOGICHE: -STRUTTURE PORTANTI: insieme delle unit tecnologiche e degli elementi tecnici appartenenti al sistema edilizio aventi funzione di sostenere i carichi del sistema edilizio e di collegare staticamente le sue parti. Si divide nelle seguenti UNITA TECNOLOGICHE: Strutture di fondazione: insieme degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di trasmettere i carichi del sistema edilizio stesso al terreno. Strutture di elevazione: insieme di elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di sostenere i carichi verticali ed orizzontali trasmettendoli alle strutture di fondazione. Strutture di contenimento: insieme di elementi tecnici funzionalmente connessi con il sistema edilizio aventi funzione di sostenere i carichi derivanti dal terreno. -CHIUSURA: insieme delle unit tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di separare e di conformare gli spazi interni del sistema edilizio stesso rispetto l'esterno. Si divide nelle seguenti UNITA TECNOLOGICHE: Chiusura verticale: insieme degli elementi tecnici verticali del sistema edilizio aventi funzione di separare gli spazi interni del sistema edilizio stesso rispetto l'esterno. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Pareti perimetrali verticali -Infissi verticali Chiusura orizzontale inferiore: insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio aventi funzione di separare gli spazi interni del sistema edilizio stesso dal terreno sottostante o dalle strutture di fondazione. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Solai a terra -Infissi orizzontali Chiusura orizzontale su spazi esterni: insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio aventi funzione di separare gli spazi interni del sistema edilizio stesso da spazi esterni sottostanti. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Solai su spazi aperti Chiusura superiore: insieme degli elementi tecnici orizzontali o sub orizzontali del sistema edilizio aventi funzione di separare gli spazi interni del sistema edilizio stesso dallo spazio esterno sovrastante. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Coperture -Infissi esterni orizzontali PARTIZIONE INTERNA: insieme delle unit tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di dividere e conformare gli spazi interni del sistema edilizio stesso. Si divide nelle seguenti UNITA TECNOLOGICHE: -Partizione interna verticale: insieme degli elementi tecnici verticali del sistema edilizio aventi funzione di dividere ed articolare gli spazi interni del sistema edilizio stesso. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI:

-Pareti interne verticali -Infissi interni verticali -Elementi di protezione -Partizione interna orizzontale: insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio aventi funzione di dividere ed articolare gli spazi interni del sistema edilizio stesso. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Solai -Soppalchi -Infissi interni orizzontali -Partizione interna inclinata: insieme degli elementi tecnici con giacitura prossima all'orizzontale aventi funzione di articolare gli spazi interni connessi del sistema edilizio stesso collegando spazi posti a quote diverse. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Scale interne -Rampe interne PARTIZIONE ESTERNA: insieme delle unit tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di dividere e conformare gli spazi esterni connessi con il sistema edilizio stesso. Si divide nelle seguenti UNITA TECNOLOGICHE: -Partizione esterna verticale: insieme degli elementi tecnici verticali del sistema edilizio aventi funzione di dividere ed articolare gli spazi esterni connessi con il sistema edilizio stesso. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Elementi di protezione -Elementi di separazione -Partizione esterna orizzontale: insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio aventi funzione di dividere ed articolare gli spazi esterni del sistema edilizio stesso. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Balconi e logge -Passerelle -Partizione esterna inclinata: insieme degli elementi tecnici con giacitura prossima all'orizzontale aventi funzione di articolare gli spazi esterni connessi con il sistema edilizio stesso collegando spazi posti a quote diverse. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Scale esterne -Rampe esterne IMPIANTO DI FORNITURA SERVIZI: insieme delle unit tecnologiche, aventi funzione di consentire lutilizzazione di flussi energetici, informativi e materiali richiesti dagli utenti e di consentire il conseguente allontanamento dei prodotti di scarico. Si divide nelle seguenti UNITA TECNOLOGICHE: -Impianto di climatizzazione: insieme degli e.t. del s.e.aventi funzione di creare e mantenere allinterno del s.e determinate condizioni termiche, di umidit e ventilazione. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Alimentazione -Gruppi termici -Centrali trattamento fluidi -Reti di distribuzione e terminali -Reti di scarico condensa -Canne di esalazione -Impianto idrosanitario: insieme degli e.t. del s.e.aventi funzione di addurre, distribuire e

consentire lutilizzazione di acqua negli spazi interni o esterni connessi con il s.e. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Allacciamenti -Macchine idrauliche -Accumuli -Riscaldatori -Reti di distribuzione acqua fredda, calda e terminali -Apparecchi sanitari -Impianto di smaltimento liquidi: insieme degli e.t. del s.e.aventi funzione di allontanare le acque usate e meteoriche fino alle reti esterne di allontanamento. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Reti di scarico acque fecali, domestiche,meteoriche -Reti di ventilazione secondaria -Impianto di smaltimento aeriformi: insieme degli e.t. del s.e.aventi funzione di allontanare flussi aeriformi raccolti negli spazi interni al s.e. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Alimentazione, macchine, reti di canalizzazione -Impianto di smaltimento solidi: insieme degli e.t. del s.e.aventi funzione di allontanare rifiuti solidi, accumulandoli per la rimozione Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Canne di caduta e esalazione -Impianto di distribuzione gas: insieme degli e.t. del s.e.aventi funzione di addurre, distribuire ed erogare combustibili gassosi per usi domestici. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Allacciamenti, reti di distribuzione e terminali -Impianto elettrico: insieme degli e.t. del s.e.aventi funzione di addurre, distribuire ed erogare energia elettrica per usi domestici. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Alimentazione -Allacciamenti -Apparecchiature elettriche -Reti di distribuzione e terminali -Impianto di telecomunicazioni: insieme degli e.t. del s.e.aventi funzione di distribuire e regolare flussi informativi telefonici, citofonici e televisivi, nonch di comandare a distanza apparecchi. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: - Alimentazione -Allacciamenti -Reti di distribuzione e terminali -Impianto fisso di trasporto: insieme degli e.t. del s.e.aventi funzione di trasportare persone o cose. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: - Alimentazione, macchine, parti mobili IMPIANTO DI SICUREZZA: Insieme delle unit tecnologiche e degli elementi tecnici del s.e. aventi funzione di tutelare gli utenti e/o il s.e. stesso da situazioni di pericolo. Si divide nelle seguenti UNITA TECNOLOGICHE: -Impianto antincendio: : insieme degli e.t. del s.e. aventi funzione di prevenire, eliminare,

limitare o segnalare incendi. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Allacciamenti -Rilevatori e trasduttori -Reti di distribuzione e terminali -Allarmi -Impianto di messa a terra: : insieme degli e.t. del s.e. aventi funzione di collegare ad un conduttore a potenziale nullo determinati punti elettricamente definiti. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Reti di raccolta, dispersori -Impianto parafulmine: : insieme degli e.t. del s.e. aventi funzione di proteggere gli utenti ed il s.e. da scariche elettriche atmosferiche. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Elementi di captazione -Rete, dispersori -Impianto antifurto e anti - intrusione: : insieme degli e.t. del s.e. aventi funzione di prevenire, eliminare o segnalare intrusioni umane o di animali indesiderate. Si divide nelle seguenti CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Alimentazione -Rilevatori e trasduttori -Rete -Allarmi ATTREZZATURA INTERNA: Insieme delle unit tecnologiche e di elementi tecnici connessi con il s.e. aventi funzione di consentire o facilitare lesercizio di attivit degli utenti negli spazi interni del sistema edilizio stesso. Si divide nelle seguenti UNITA TECNOLOGICHE: -Arredo domestico: insieme degli e.t. connessi con il s.e. quali mobilio e suppletivi, destinati ad attrezzature gli spazi interni -Blocco servizi: insieme degli e.t. connessi con il s.e. specializzati per fornire in forma aggregata servizi richiesti da particolari attivit degli utenti ATTREZZATURA ESTERNA: Insieme delle unit tecnologiche e di elementi tecnici connessi con il s.e. aventi funzione di consentire o facilitare lesercizio di attivit degli utenti negli spazi esterni connessi con il s.e. Si divide nelle seguenti UNITA TECNOLOGICHE: -Arredi esterni collettivi: insieme degli e.t. destinati ad attrezzare gli spazi aperti dei complessi insediativi residenziali -Allestimenti esterni: insieme degli e.t. destinati ad attrezzare e delimitare gli spazi aperti connessi con il sistema edilizio(recinzioni, pavimentazioni esterne) 12) LETTURA SEMPLIFICATA SISTEMA TECNOLOGICO: Organismo edilizio SUBSISTEMA: Classi di unit tecnologiche UNITA TECNOLOGICHE CLASSI DI ELEMENTI TECNICI SCHEMI FUNZIONALI ELEMENTI TECNICI

SUBSISTEMA: Classi di unit tecnologiche

-STRUTTURE PORTANTI: sorreggono i vari piani e le parti dell'edificio, scaricando pesi corrispondenti in sicurezza e i carichi di esercizio al terreno. -CHIUSURE: dividono l'interno dall'esterno, proteggendo l'ambiente interno dalle condizioni climatiche esterne. -PARTIZIONI: suddividono lo spazio interni in spazi con specifiche funzioni. -FINITURE: consentono di conferire alle superfici degli spazi le caratteristiche, le prestazioni corrispondenti ai requisiti corrispondenti alle specifiche funzioni. -IMPIANTI: definiscono le caratteristiche ambientali corrispondendo ai requisiti ambientali, migliorano la funzionalit degli spazi. SUBSISTEMA STRUTTURE PORTANTI: UNITA TECNOLOGICHE: Strutture di fondazione CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Fondazioni dirette SCHEMI FUNZIONALI: Puntuali Plinto Lineari Trave rovescia Piane Platea -Fondazioni indirette SCHEMI FUNZIONALI: Puntuali Plinto palo Lineari Trave rovescia pali Piane Platea pali Strutture in elevazione: CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Strutture verticali SCHEMI FUNZIONALI: Lineari Pilastri Scatolari Muro -Strutture orizzontali: SCHEMI FUNZIONALI: Lineari Trave Piane compatte Impalcato - solaio -Strutture inclinate SCHEMI FUNZIONALI: Lineari Trave Piene compatte Soletta SUBSISTEMA CHIUSURE: UNITA TECNOLOGICHE: Chiusure verticali CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Pareti perimetrali SCHEMI FUNZIONALI: Pareti per strutture mono e pluri strato Strati funzionali specifici Pareti per tamponamento mono e pluri strato Strati funzionali specifici -Infissi esterni verticali

SCHEMI FUNZIONALI: Serramento trasparente movibile Telaio fisso o ante movibili Schermi fissi Elementi in vetro cemento Chiusure orizzontali CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Chiusure superiori SCHEMI FUNZIONALI: Piane Strati funzionali specifici Inclinate Strati funzionali specifici Curve Strati funzionali specifici -Chiusure inferiori SCHEMI FUNZIONALI: A contatto col terreno A contatto lineare Separazione chiusura terreno SUBSISTEMA PARTIZIONI: UNITA TECNOLOGICHE: Partizioni verticali CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Partizioni interne fisse SCHEMI FUNZIONALI: Interne fisse strutt. Blocco laterizio ecc.. Interne fisse portate -Partizioni interne mobili SCHEMI FUNZIONALI: Incernierate telaio anta ecc.. Scorrevoli Partizioni orizzontali VEDI STRUTTURE SUBSISTEMA FINITURE: UNITA TECNOLOGICHE: Finiture interne CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: -Verticali -Orizzontali -Inclinate Finiture esterne CLASSI DI ELEMENTI TECNICI: Verticali -Orizzontali -Inclinate SUBSISTEMA INPIANTI UNITA TECNOLOGICHE: Idrosanitario Termico Condizionamento

Elettrico Sollevamento Antincendio Antintrusione 13) SUBSISTEMA STRUTTURE PORTANTI: Le strutture portanti sono l'insieme delle unit tecnologiche e degli elementi tecnici di un sistema edilizio aventi funzione di sostenere i carichi del sistema edilizio e di collegare staticamente le sue parti. La scelta delle strutture portanti, delle caratteristiche prestazionali (tecnologici, economici, ecc.) deve essere valutata complessivamente nel quadro del momento progettuale (ideativo, fase spaziale, involucro, sistema tecnologico costruttivo) del sistema generale (organismo edilizio residenziale). La scelta delle strutture portanti quindi questione centrale del processo progettuale. Nel quadro valutativo generale (ambientale, spaziale, involucro, sistema costruttivo) il requisito connotante "resistenza meccanica" risulta fondamentale (ma ricordiamo anche la resistenza al fuoco, l'integrabilit, l'isolamento termico e acustico, ecc.). I materiali base che vengono utilizzati nella realizzazione delle strutture portanti sono: -LEGNO: : Ha avuto largo uso in epoche passate; utilizzato nell'attuale periodo per le strutture portanti (strutture orizzontali, capriate, lamellare). -MATERIALI LAPIDEI: Hanno avuto largo uso nelle costruzioni storiche; attualmente vengono utilizzati saltuariamente a causa dei costi alti, del montaggio, degli spessori, dell'integrabilit ecc. -ACCIAIO: Presenta un ottima resistenza meccanica, leggero in rapporto alle prestazioni strutturali, ha un'ottima lavorabilit, recuperabile, rapidit esecutiva; tuttavia ha un costo elevato rispetto al c.a. e alla muratura, ha una progettazione esecutiva di dettaglio, necessita di una manodopera specializzata, presenta il problema della corrosione in un ambiente aggressivo, vulnerabile durante gli incendi, ha un'alta conducibilit termica. -LAMINATI: Piastre, lamiere, lamierini, piatti (dimensioni variabili 100x200, 125x250), lamiere e lamierini in "coils". -PROFILATI: Tubolari tondi, quadri, angolari, a "T". -TRAVI: Ad "U", "c", a doppia "T", a doppia "T" ad ali larghe, NP (profilo normale), IPE (profilo europeo), HE (H europeo). Nella carpenteria metallica si utilizzano elementi laminati a caldo, divisibili nei seguenti tipi: Fe 360, Fe 430, Fe 510. Il n indica la tensione minima di rottura a trazione, espressa in N/mm2. Per il c.a. s'impiegano acciai sottoforma di barre tonde lisce (poco usati) o ad aderenza migliorata, fili di acciaio trafilati a freddo, reti elettrosaldate e tralicci tridimensionali. -CALCESTRUZZO: Il cls un conglomerato artificiale formato da cemento (legante), inerti (sabbia, ghiaia, pietrisco) e acqua, che si consolida per il processo di idratazione del legante. La resistenza del cls dipende dalla quantit e dal dosaggio del cemento, dalle caratteristiche degli inerti, dalla quantit di acqua dell'impasto e dalla costipazione del getto. -CALCESTRUZZO ARMATO: Si ottiene incorporando un'armatura metallica (tondini d'acciaio) razionalmente (parti sollecitate a trazione) distribuiti all'interno. L'armatura (i tondini d'acciaio) ha la funzione di resistere agli sforzi di trazione e taglio, mentre quelli di compressione sono assorbiti dalla massa di cls. -LATERIZI: Sono elementi tecnici ottenuti per cottura ad alta temperatura di argille TIPI DI LATERIZI: Elementi pieni e semipieni: Mattoni, pianelle.

Elementi forati: Mattoni forati, tavelle, tabelloni, interposti (pignatte) di tipo A (alleggerimento), tipo B (resistenza), blocchi per murature (anche termo). Elementi per coperture: Tegole piane (marsigliese, portoghese, olandese...), tegole romane (embrici), tegole curve (coppi). 14) SUBSISTEMA STRUTTURA PORTANTE, UNITA TECNOLOGICA STRUTTURE IN ELEVAZIONE CLASSE DI ELEMENTI TECNICI STRUTTURE VERTIVALI: Schema Funzionale -Scatolare: Detto anche a parete portante, sopporta prevalentemente sforzi di compressione -Lineare intelaiata: Fa riferimento ad uso di strutture monodimensionali (Pilastri travi) UNITA TECNOLOGICA STRUTTURE IN ELEVAZIONE CLASSE DI ELEMENTI TECNICI STRUTTURE ORIZZONTALI: Trasferisce i carichi alla struttura di elevazione verticale Schema funzionale -Lineare: TRAVE: Elemento strutturale monodimensionale sollecitata ortogonalmente allasse geometrico. Possono essere principali o secondarie, assorbono sforzi di flessione e taglio. -Impalcato: SOLAIO: Strutture monolitiche di spessore limitato assimilabile ad un insieme di travi solidali e contigue. Monodimensionali o bidimensionali. Pu essere a travetti o a lastra, composto da laterizi e cemento. 15) SUBSISTEMA STRUTTURA CHIUSURE, UNITA TECNOLOGICA CHIUSURE VERTICALI CLASSE DI ELEMENTI TECNICI PARETI PERIMETRALI: Dividono linterno dallesterno proteggendo lambiente interno dalle condizioni climatiche esterne. REQUISITI CONNOTANTI: DISPENSA