Sei sulla pagina 1di 140

Universit degli studi della Basilicata

Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo: Architettura, Ambiente, Patrimoni culturali
Laboratorio di Progettazione 2: Rappresentazione dellArchitettura
A.A. 2013/2014
Prof.ssa Loredana Ficarelli
Tutor: Arch. Mariangela Turchiarulo

I TIPI EDILIZI:
LA CASA IN LINEA

Matera, 10 dicembre 2013


Arch. Mariangela Turchiarulo

DEFINIZIONE
CASA IN LINEA
La casa in linea, nellassetto pi diffuso, presenta un impianto a corpo doppio strutturale (dal fronte di

20-24 m, per una profondit di 10-12 m), con scala a doppia rampa in vano proprio a disimpegnare
due appartamenti per piano, dai caratteri tipici nella superficie (dai 90 ai 120 mq) e nella distribuzione,
con gli ambienti pi importanti affacciati sul percorso e quelli di servizio sul retro, sullarea di
pertinenza.

La casa in linea, progettata per i quartieri di espansione, rappresenta la codificazione del tipo
plurifamiliare, nato e maturato nella citt antica dal processo di riuso di edilizia residenziale
monofamiliare, mediante fenomeni di sopraelevazione, accorpamento e rifusione. (Corsini 1996, p. 9)

NOTA
Corpo di fabbrica la porzione di spazio compresa tra due assi longitudinali individuanti la struttura statica a pilastri o murature (corpo di
fabbrica strutturale) o le pareti principali che determinano la distribuzione, spesso includenti (ed a volte coincidenti con ) gli elementi
statici (corpo di fabbrica distributivo).

FASI DI TRASFORMAZIONE DELLA CASA A SCHIERA

CASA A SCHIERA UNIFAMILIARE


Deriva dallevoluzione del tipo elementare mono-vano.

CASA A SCHIERA PLURIFAMILIARE


Suddivisione dellunit di schiera unifamiliare in diversi vani non pi appartenenti ad un singolo proprietario.

CASA IN LINEA DI RIFUSIONE


Rifusione di una o pi unit di schiera adiacenti.

CASA IN LINEA DI NUOVO IMPIANTO


Reinterpretazione e rielaborazione critica dellesperienza spontanea acquisita mediante le operazioni di
rifusione delle unit di schiera.

IL PROCESSO FORMATIVO DELLA CASA A SCHIERA: DAL TIPO BASE AL TIPO IN LINEA

IL PROCESSO FORMATIVO DELLA CASA A SCHIERA:


DAL TIPO BASE AL TIPO IN LINEA.
FIRENZE, ROMA, GENOVA.

IL PROCESSO DI PLURIFAMILIARIZZAZIONE DELLA CASA A SCHIERA: DAL TIPO A SCHIERA AL TIPO IN LINEA

Dalla casa a schiera plurifamiliare con scala autonoma alla casa in


linea. (Maffei 1990, p. 274-275)

IL PROCESSO DI PLURIFAMILIARIZZAZIONE DELLA CASA A SCHIERA

Casa a schiera monofamiliare con


atrio

Casa a schiera plurifamiliare con atrio

Casa a schiera monofamiliare con bottega

Casa a schiera plurifamiliare con bottega

ESEMPI DI CASE A SCHIERA (GENOVA, ROMA, FIRENZE):


1. MONOFAMILARE;
2. PLURIFAMILIARIZZATA;
3. RIFUSA.

CASA A SCHIERA MONOFAMILIARE: TIPO AD ATRIO

Firenze: piante e prospetto di una casa in via de Macci nello stato di fatto del 1711. (Maffei 1990, p. 231)

CASA A SCHIERA MONOFAMILIARE: TIPO AD ATRIO

Piante e prospetto di una casa in via de Macci nello stato di fatto del 1711. (Maffei 1990, p. 231)

CASA A SCHIERA MONOFAMILIARE: TIPO AD ATRIO

Piante e prospetto di una casa vecchia del Prato nello stato di fatto del 1780. (Maffei 1990, p. 233)

TESSUTI URBANI:
AGGREGAZIONI DI CASE A SCHIERA,
AGGREGAZIONI DI DOMUS,
AGGREGAZIONI DI PSEUDOSCHIERE

Formazione dellisolato (Caniggia 1979, p. 138)

A Padova: tipi a schiera a lotti allungati a Borgo


Sant Croce e Via Savonarola;
B Napoli: case a corte derivate dalla
permanenza della domus;
C Palermo: case a pseudoschiera da una
precedente lottizzazione del tipo domus e
attuate per insulizzazione.
(Caniggia 1979, p. 112)

AGGREGAZIONI DI CASE A SCHIERA: TESSUTO URBANO

Roma: Tor di Nona: modello teorico delle fasi formative del


tessuto. (Caniggia 1979, p. 187)

Firenze: planimetria con il rilievo dei piani terreni degli isolati


di S. Croce soggetti alle demolizioni per il risanamento del
quartiere. (Maffei 1990, p. 186)

TESSUTO URBANO: AGGREGAZIONI DI CASE A SCHIERA E INTASAMENTO DANGOLO

Firenze: pianta e prospetto di sedici case vecchia sul Prato allangolo con via Polverosa. (Maffei 1990, p. 235)

TESSUTO URBANO: AGGREGAZIONI DI CASE A SCHIERA E INTASAMENTO DANGOLO

Firenze: pianta ricostruttiva e prospetto dello stato attuale delle case degli Agostiniani in piazza S. Spirito. (Maffei 1990, p. 246)

TRASFORMAZIONI E RIUTILIZZAZIONI EDILIZIE:


CRESCITE DELLEDIFICIO A SCHIERA NELLA PROFONDITA DEL LOTTO EDILIZIO

Piante di un a casa in via S. Zanobi. Nello stato di fatto alla fine del XVIII secolo. (Maffei 1990, p. 262)
Piante di un edificio in via Alfani di propriet dellOspedale degli Innocenti. (Maffei 1990, p. 229)

TRASFORMAZIONI E RIUTILIZZAZIONI EDILIZIE:


CRESCITE DELLEDIFICIO A SCHIERA NELLA PROFONDITA DEL LOTTO EDILIZIO

Pianta del piano terreno e prospetto di una casa di propriet del Capitolo fiorentino posta in via S. Reparata, allo stato di fatto del XVIII secolo.
Pianta del piano terreno e prospetto di una casa di propriet del Capitolo fiorentino posta in via S. Zanobi, allo stato di fatto del 1792.
(Maffei 1990, p. 261)

TRASFORMAZIONI E RIUTILIZZAZIONI EDILIZIE:


DALLA CASA A SCHIERA MONOFAMILIARE ALLA CASA A SCHIERA PLURIFAMILIARE

Piante e prospetti di una casa di propriet del Capitolo fiorentino posta in via S. Gallo presentata in due versioni di cui la prima precedente ai
lavori evidenziati nella seconda: si trasforma la scala delledificio e lo si faceva diventare plurifamiliare. (Maffei 1990, p. 260)

TRASFORMAZIONI E RIUTILIZZAZIONI EDILIZIE:


DALLA CASA A SCHIERA MONOFAMILIARE ALLA CASA A SCHIERA PLURIFAMILIARE

Piante e prospetto della casa di via de Pepi nello stato di fatto del 1778. (Maffei 1990, p. 256)

TRASFORMAZIONI E RIUTILIZZAZIONI EDILIZIE: IL PROCESSO DI RIFUSIONE (DALLA SCHIERA ALLA LINEA).


ACCORPAMENTO DI EDIFICI A SCHIERA POSTI IN LOTTI CONTIGUI.

Piante e prospetto di due case di propriet del Capitolo fiorentino poste in via del Porcellana con la sistemazione prima e dopo la
trasformazione che accorpa i due edifici precedenti. (Maffei 1990, p. 270)

TRASFORMAZIONI E RIUTILIZZAZIONI EDILIZIE: IL PROCESSO DI RIFUSIONE (DALLA SCHIERA ALLA LINEA).


ACCORPAMENTO DI EDIFICI A SCHIERA POSTI IN LOTTI CONTIGUI.

Casa in linea odierna

Roma: rifusione di due unit di schiera

Firenze: A casa a schiera fiorentina; B Casa in linea ad un alloggio


per piano ottenuto per rifusione di due case a schiera

TRASFORMAZIONI E RIUTILIZZAZIONI EDILIZIE: IL PROCESSO DI RIFUSIONE (DALLA SCHIERA ALLA LINEA).


ACCORPAMENTO DI EDIFICI A SCHIERA POSTI IN LOTTI CONTIGUI.

Firenze: piante e prospetto di due case esistenti: in via di Ripoli (in alto) e piazza del Mercato Centrale. (Maffei 1990, p. 264)

TRASFORMAZIONI E RIUTILIZZAZIONI EDILIZIE: IL PROCESSO DI RIFUSIONE (DALLA SCHIERA ALLA LINEA).


ACCORPAMENTO DI EDIFICI A SCHIERA POSTI IN LOTTI CONTIGUI.

Coronamento
Unificazione

Elevazione

Basamento

Firenze: piante e prospetto di una casa in via Pietrapiana n. 9. (Maffei 1990, p. 265)

IL PALAZZO DA RIFUSIONE EDILIZIA

Genova: Piazza San Matteo: palazzi da rifusione edilizia in testata di isolato.


(Corsini 1996, p. 50)

IL PALAZZO DI NUOVO IMPIANTO

Genova: i palazzi di via Garibaldi. (Corsini 1996, p. 51)

IL PALAZZO DA RIFUSIONE EDILIZIA: LA CASA MERCANTILE FIORENTINA

IL PALAZZO DA RIFUSIONE EDILIZIA

Esempi di palazzetti toscani derivati dalla casa a corte mercantile

Esempi di palazzi originati da ristrutturazioni e rifusioni: Cortona


(Riunificazione del fronte su strada con parete ritmica non completamente risolta: piani poco gerarchizzati; asse fruitivo-compositivo )

DALLA CASA AL PALAZZO


- Formazione iniziale per incremento della cellula elementare (vani elementari delle
schiere);
- Formazione della parete ritmica a bucature ed interassi uguali;
- Perdita del rapporto tra leggibilit esterna ed organismo.
Intenzionalit: asse di simmetria, assunzione di un numero dispari di interassi formativi, di
cui quello centrale coincidente con il percorso passante di accesso alledificio.

Palazzo Davanzati, XIV sec., Firenze

EDILIZIA SPECIALISTICA SERIALE ANTINODALE: IL PALAZZO

Individua in modo esemplare il tipo base


(nella versione antecedente il XVII secolo):
- impianto basato su due dimensioni fondamentali:
quella del vano elementare e del quarto di vano;
- il vano di accesso nel fronte indica lasse di percorribilit delledificio;
- la loggia e la sala al piano superiore sono elementi di distribuzione in continuit con il portico.

Palazzo Medici Riccardi, iniziato da Michelozzo di Bartolo, 1444-1462, Firenze

EDILIZIA SPECIALISTICA SERIALE ANTINODALE: IL PALAZZO

Individua una variante diacronica


caratterizzata da:
- forte incremento direzionale;
- accentuata gerarchia dei vani in
riferimento agli assi di percorrenza,
quasi equivalenti;
- ingressi affiancati da due vani con
apertura doppia;
- raddoppio dimensioni vani angolari o
aggiunta scale;

- equivalenza delle logge per


situazione urbana bifronte e per
ridurre dimensioni cortile;
Palazzo Strozzi, 1489-1507,

- pianoterra e primo piano poco

Maiano e Simone del Pollaiolo, Firenze

gerarchizzati per la presenza delle


volte.

LA LEGGIBILITA DELLA FACCIATA: ASSIALITA, PARETE RITMICA, LA GERARCHIA DEI PIANI SOVRAPPOSTI

IL PROCESSO DI INSULIZZAZIONE ED IL TESSUTO MEDIEVALE DI


GENOVA
(FONDATO SULLA DOMUS E NON SULLA CASA A SCHIERA)

Lotto recinto della domus 17,70 x 35,40 m

Modelli ricostruttivi: a) La domus elementare; b) Insulizzazione di due domus


contigue; c)Isolato medievale genovese; d) Isolato di Pr. e) Isolati della
Maddalena. (Corsini 1996, p. 21)

IL PROCESSO EDILIZIO NELLA CITTA ANTICA DI GENOVA

(Corsini 1996, pp. 43, 46)

IL PROCESSO EDILIZIO NELLA CITTA ANTICA DI GENOVA

(Corsini 1996, pp. 173-180)

IL PROCESSO EDILIZIO NELLA CITTA ANTICA DI GENOVA

(Corsini 1996, pp. 66, 67)

IL PROCESSO EDILIZIO NELLA CITTA ANTICA DI GENOVA

(Corsini 1996, pp. 173-180)

IL PROCESSO EDILIZIO NELLA CITTA ANTICA DI GENOVA

(Corsini 1996, pp. 173-180)

IL PROCESSO EDILIZIO NELLA CITTA ANTICA DI GENOVA

(Corsini 1996, pp. 173-180)

IL PROCESSO EDILIZIO NELLA CITTA ANTICA DI GENOVA: LA CASA IN LINEA PROGETTATA

LA CASA IN LINEA A GENOVA


1. LA CASA IN LINEA A BLOCCO:
edificio plurifamiliare unitario, isolato nel lotto, con un solo accesso ed un unico corpo scala che distribuisce da
due a quattro alloggi dangolo per piano.

2. IL BLOCCO DI ELEMENTI DI LINEA:


edificio con due o pi accessi e corpi scala risultato dallaggregazione a blocco isolato di pi elementi in linea,
soprattutto dangolo e di testata.

Alla fine dellOttocento il progetto uno strumento limitato ai palazzi nobiliari e


lesperienza del progetto di tessuto si limita alle strade residenziali specialistiche:
Strada Nuova e Strada Balbi, pianificate con palazzi nobiliari.

La casa in linea di nuovo impianto a Genova si struttura a corpo triplo o quadruplo, a


blocco isolato nel lotto da distacchi, con possibilit di affaccio su tutti i lati, e si
aggrega ancora a blocco per formare isolati di piccola dimensione da dover ammettere
perimetralmente non strade ma distacchi e come affaccio interno non aree di
pertinenza, ma chiostre. (Corsini 1996, pp. 98-99)

IL PROCESSO EDILIZIO NELLA CITTA ANTICA DI GENOVA: TESSUTO URBANO PIANIFICATO

Genova: Strada Nuova, 1561 (via Garibaldi). Esempio di tessuto specialistico


pianificato ai margini dellaggregato preesistente.

Firenze: planimetria con il rilievo dei piani terreni degli edifici


prospicienti la Piazza indipendenza e le vie limitrofe (Maffei
1990, p. 287)

IL PROCESSO EDILIZIO NELLA CITTA ANTICA DI GENOVA: LA CASA PROGETTATA. LA CASA IN LINEA A BLOCCO

(Corsini 1996, pp. 100, 101)

IL PROCESSO EDILIZIO NELLA CITTA ANTICA DI GENOVA: LA CASAPROGETTATA. BLOCCO DI ELEMENTI DI LINEA

(Corsini 1996, pp. 102, 143)

IL PROCESSO EDILIZIO NELLA CITTA ANTICA DI GENOVA: LA CASA PROGETTATA.


DALLA CASA IN LINEA AL BLOCCO. CORPO TRIPLO E CORPO QUADRUPLO. (BLOCCO DI ELEMENTI DI LINEA)

(Corsini 1996, pp. 144, 146)

IL PROCESSO EDILIZIO NELLA CITTA ANTICA DI GENOVA: LA CASA PROGETTATA.


DALLA CASA IN LINEA AL BLOCCO. CORPO DOPPIO GIRANTE (BLOCCO DI ELEMENTI DI LINEA)
CORPO DOPPIO. (BLOCCO DI ELEMENTI DI LINEA)

(Corsini 1996, pp. 148, 161 )

IL PROCESSO EDILIZIO NELLA CITTA ANTICA DI GENOVA:


RIFUSIONI E PROGETTO A CONFRONTO

Genova: Corso Magenta


11, 13, 15 (1882)

Genova: rifusione di tre


testate di isolato a Pr

Genova: via del Molo 23,


25. Edifici da rifusione a
corpo doppio
incrementato in
profondit

LA CASA IN LINEA A ROMA, MILANO E GENOVA


A Roma, il tipo in linea deriva dalla presenza massiva, nel tessuto consolidato, di case a schiera:
nel rilevo murario del Tridente di Piazza del Popolo gi si osservano case in linea ottenute da
rifusione di schiere. Il tipo romano dunque pi maturo grazie allesperienza autoctona che lo
supporta.
Milano media la casa in linea con il tipo a corte di cui si costituisce il suo tessuto storico: cos la
casa milanese degli anni 20 costituita da un corpo frontale doppio e da un corpo semplice
rigirante intorno alla corte: non ha accesso diretto dalla strada alla scala, ma alla corte. Le scale
sono poste lateralmente allandrone carrabile che conduce alla corte.
Il tessuto di Genova non , come abbiamo visto, fondato sul tipo a schiera come quello di Roma o
Firenze o dei borghi bolognesi. E tessuto di pseudoschiere derivate dal tipo insula antico. Per
questo, non si realizza facilmente il corpo doppio, il doppio affaccio allinterno e allesterno. La
versione della casa in linea mediata con il tipo originario, basata su complessi corpi tripli o
quadrupli, necessitanti di isolamento e distacchi, incapaci di realizzare un fronte continuo ed
omogeneo.

LA CASA IN LINEA ISOLATA A ROMA E A GENOVA

LA CASA IN LINEA ISOLATA A FIRENZE E MILANO

SVILUPPI DELLA CASA IN LINEA: IL RADDOPPIO DEI CORPI STRUTTURALI

La casa in linea tende a svilupparsi secondo un raddoppio dei corpi di


fabbrica strutturali.
Tale assetto si mantiene anche nella sua evoluzione con struttura in c.a.

SVILUPPI DELLA CASA IN LINEA: IL RADDOPPIO DEI CORPI STRUTTURALI

Politecnico di bari Facolt di Architettura CdLS in Architettura


LABORATORIO
DI PROGETTAZIONE
ARCHITETTONICA II/B
SVILUPPI DELLA CASA IN LINEA:
IL RADDOPPIO
DEI CORPI STRUTTURALI
A.A. 2003/04
Proff. Loredana Ficarelli, Daniela Catalano

Politecnico di bari Facolt di Architettura CdLS in Architettura


LABORATORIO
DI PROGETTAZIONE
ARCHITETTONICA II/B
SVILUPPI DELLA CASA IN LINEA:
IL RADDOPPIO
DEI CORPI STRUTTURALI
A.A. 2003/04
Proff. Loredana Ficarelli, Daniela Catalano

I QUARTIERI RESIDENZIALI DEGLI ANNI 20-30

LA CASA IN LINEA NEL MOVIMENTO MODERNO


Lorganismo architettonico, costituito dallaggregazione di case in linea, diventa parte dell impianto urbano razionalista.
L edificio, in molti casi, non pi elemento della struttura di un insieme organico, ma elemento di una serie
tendenzialmente infinita.

Abitazioni in linea al quartiere


operaio di Blijdorp, 1931.J.J. Peter
Oud

La canonizzazione della casa in linea nel Movimento Moderno


Nelle case in linea canonizzate dal Movimento Moderno viene mantenuto il meccanismo dellaccostamento di due
elementi strutturali nei quali si sperimentano fasi di una minore specializzazione degli ambienti (ad. es. il soggiorno pranzo)

Alloggio in linea:
quartiere Dammerstock di W. Gropius 1928

Alloggio in linea:
quartiere Siemensstadt di H. Scharoun 1930

Plan Zuid di H. Berlage, 1902-1917

Jacobus Johannes Pieter Oud:


Woningblok, Tussendijken, Rotterdam, 1921

Karl Ehn
Karl Marx-Hof, Vienna, 1926-1930

Walter Gropius, Karlsruhe, Siedlung Dammerstock, 1928-1929

Case ICP San Saba


Quadrio Pirani e Giovanni Bellucci
Roma, 1903-1923

Case ICP a Testaccio


Quadrio Pirani, Giovanni Bellucci
piazza S.Maria Liberatrice, Lungotevere Testaccio, via Romolo Gessi, via Rubattino, Roma, Italia, 1911-1917

Case ICP a Testaccio


Quadrio Pirani, Giovanni Bellucci
piazza S.Maria Liberatrice, Lungotevere Testaccio, via Romolo Gessi, via Rubattino, Roma, Italia, 1911-1917

Quartiere Testaccio, prospetto via Rubattino

Quartiere Testaccio, pianta piano terra

Quartiere Testaccio, pianta piano primo

Case ICP a Testaccio


Quadrio Pirani, Giovanni Bellucci
piazza S.Maria Liberatrice, Lungotevere Testaccio, via Romolo Gessi, via Rubattino, Roma, Italia, 1911-1917

Pianta edificio in Via Gessi

Pianta edificio in Lungotevere Testaccio

Case a pettine al Tufello


Pietro Sforza
Via Tonale, Via delle Isole Curzolane, 00139, Roma, Italia, 1940-1947

Case in linea al quartiere Trullo


Roberto Nicolini, Giuseppe Nicolosi
Roma, 1939-1955

Terragni e Lingeri
Milano, Casa Rustici, Corso Sempione 36, 1933-1936

Terragni e Lingeri
Milano, Casa Rustici, Corso Sempione 36, 1933-1936

Giuseppe Terragni,
Edificio per appartamenti Novocomum, Como, 1927-28

Giuseppe Terragni,
Edificio per appartamenti Novocomum, Como, 1927-28

Wilhelm Riphahn
Quartiere abitativo Kalkerfed, Colonia, 1927

Le case in linea progettate da Mies


van der Rohe al Weissenhof di
Stoccarda (1926), interpretano
secondo gli elementi essenziali
la casa in linea consolidata.

Haus Mies van der Rohe


Am Weienhof, 1927

Haus Mies van der Rohe


Am Weienhof, 1927

Haus Mies van der Rohe


Am Weienhof, 1927

Haus Mies van der Rohe


Am Weienhof, 1927

Haus Mies van der Rohe


Am Weienhof 14-20

Haus Mies van der Rohe


Am Weienhof 14-20

LA CASA IN LINEA DAGLI ANN 50 IN POI

Luigi Figini, Gino Pollini


Milano, Quartiere Harar, (1951-1955)

Luigi Figini, Gino Pollini


Milano Quartiere Harar, (1951-1955)

Walter Gropius
Handelallee, Berlino, 1957

Enzo Zecchiroli
Via Arno, Bologna, 1954

Giuseppe Vaccaro
Barca Sud, Bologna, 1957

Mario Fiorentino
Via di Pietralata, Roma, 1968

Adaliberto Libera
Villaggio Olimpico, Roma, 1959

Mario Ridolfi, Wolfgang Frankl


Case a Torre in Viale Etiopia
Viale Etiopia, Roma, 1949-1955

LE SPERIMENTAZIONI DEL MOVIMENTO MODERNO

Alvar Aalto
Hansaviertel: blocco di appartamenti, Berlino, 1957

Arne Jacobsen
Ved Bellevue Bugt: giustapposizione di due modelli abitativi: in linea e a schiera
con patio. Klampenborg, Danimarca , 1961

Aldo Rossi (1): Casa a ballatoio

Unit dabitazione al Gallaratese, Carlo Aymonino (2) e Aldo Rossi (1), Milano, 1974

Aldo Rossi, case a Viadana, Mantova, 1983

A.Rossi, Valdana, residenze, piante e prospetti

Politecnico di bari Facolt di Architettura CdLS in Architettura


LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II/B
A.A. 2004/2005
Proff. Loredana Ficarelli, Daniela Catalano

Aldo Rossi, case a Viadana, Mantova, 1983

Aldo Rossi, isolato sulla Schtzenstrae, Berlino. Progetto 1992-94; realizzazione 1995-97

Aldo Rossi, isolato sulla Schtzenstrae, Berlino. Progetto 1992-94; realizzazione 1995-97

Aldo Rossi, isolato sulla Schtzenstrae, Berlino. Progetto 1992-94; realizzazione 1995-97

IL FRONTE COME QUINTA URBANA CONTINUA


Luniformit dello spazio urbano attraverso limpiego di facciate continue

Aldo Rossi, isolato sulla Schtzenstrae, Berlino. Progetto 1992-94; realizzazione 1995-97

Politecnico di bari Facolt di Architettura CdLS in Architettura


LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II/B
A.A. 2003/04
Proff. Loredana Ficarelli, Daniela Catalano

Aldo Rossi, isolato sulla Schtzenstrae, Berlino. Progetto 1992-94; realizzazione 1995-97

Politecnico di bari Facolt di Architettura CdLS in Architettura


LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II/B
A.A. 2003/04
Proff. Loredana Ficarelli, Daniela Catalano

Aldo Rossi, isolato sulla Schtzenstrae, Berlino. Progetto 1992-94; realizzazione 1995-97

Politecnico di bari Facolt di Architettura CdLS in Architettura


LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II/B
A.A. 2003/04
Proff. Loredana Ficarelli, Daniela Catalano

Aldo Rossi, isolato sulla Schtzenstrae, Berlino. Progetto 1992-94; realizzazione 1995-97

Politecnico di bari Facolt di Architettura CdLS in Architettura


LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II/B
A.A. 2003/04
Proff. Loredana Ficarelli, Daniela Catalano

Aldo Rossi, isolato sulla Schtzenstrae, Berlino. Progetto 1992-94; realizzazione 1995-97

Aldo Rossi, isolato sulla Schtzenstrae, Berlino. Progetto 1992-94; realizzazione 1995-97

Aldo Rossi, isolato sulla Schtzenstrae, Berlino. Progetto 1992-94; realizzazione 1995-97

- Hans Kollhoff, Leibniz Arcade, Leibnizstrasse, Berlino, 1998

- Hans Kollhoff, Leibniz Arcade, Leibnizstrasse, Berlino, 1998

- Hans Kollhoff, Leibniz Arcade, Leibnizstrasse, Berlino, 1998

Politecnico di bari Facolt di Architettura CdLS in Architettura


LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II/B
A.A. 2003/04
Proff. Loredana Ficarelli, Daniela Catalano

Politecnico di bari Facolt di Architettura CdLS in Architettura


LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II/B
A.A. 2003/04
Proff. Loredana Ficarelli, Daniela Catalano

- Hans Kollhoff, Leibniz Arcade, Leibnizstrasse, Berlino, 1998

- Hans Kollhoff, Leibniz Arcade, Leibnizstrasse, Berlino, 1998

ECO-QUARTIERI E SOCIAL HOUSING NELLE ESPERIENZE NORD EUROPEE


Una importante stagione dellhousing europeo ha evidenziato, nel primo decennio degli anni 2000, contributi di
interessante innovazione nella progettazione e nella realizzazione di interventi di nuova edificazione che hanno
coniugato i temi della
crescita urbana e le politiche per la residenza con gli obiettivi della sostenibilit.
I nuovi quartieri e le eco-cities realizzate fra gli anni 90 e 2000 nei paesi scandinavi e nel Regno Unito, oltre
che in Germania, Francia, Olanda ed altre nazioni europee rappresentano terreno fertile per la una ricerca cos
orientata. Il ruolo delle scelte tecnologiche e delle caratteristiche del processo edilizio stato determinante per
la qualit degli interventi, per la riduzione degli impatti ambientali e per il sostegno a nuovi stili di vita
ecologicamente orientati e di pi ampia inclusione sociale.

Fra gli esempi pi importanti vi sono i quartieri Bo01 a Malm e Hammarby Sjstad a Stoccolma, oltre al
Greenwich Millennium Village (GMV) a Londra e restad a Copenhagen.

ECO-QUARTIERI E SOCIAL HOUSING NELLE ESPERIENZE NORD EUROPEE: HAMMARBY SJSTAD A STOCCOLMA

Hammarby Sjstad a Stoccolma

ECO-QUARTIERI E SOCIAL HOUSING NELLE ESPERIENZE NORD EUROPEE: HAMMARBY SJSTAD A STOCCOLMA

Hammarby Sjstad a Stoccolma

ECO-QUARTIERI E SOCIAL HOUSING NELLE ESPERIENZE NORD EUROPEE: HAMMARBY SJSTAD A STOCCOLMA

Hammarby Sjstad a Stoccolma

ECO-QUARTIERI E SOCIAL HOUSING NELLE ESPERIENZE NORD EUROPEE: HAMMARBY SJSTAD A STOCCOLMA

Hammarby Sjstad a Stoccolma

ECO-QUARTIERI E SOCIAL HOUSING NELLE ESPERIENZE NORD EUROPEE: HAMMARBY SJSTAD A STOCCOLMA

Hammarby Sjstad a Stoccolma

ECO-QUARTIERI E SOCIAL HOUSING NELLE ESPERIENZE NORD EUROPEE: HAMMARBY SJSTAD A STOCCOLMA

Hammarby Sjstad a Stoccolma

ECO-QUARTIERI E SOCIAL HOUSING NELLE ESPERIENZE NORD EUROPEE: RESTAD, COPENHAGEN

restad, Copenhagen

ECO-QUARTIERI E SOCIAL HOUSING NELLE ESPERIENZE NORD EUROPEE: BO01, MALM

Bo01 a Malm

LA MANUALISTICA

Politecnico di bari Facolt di Architettura CdLS in Architettura


LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II/B
A.A. 2003/04
Proff. Loredana Ficarelli, Daniela Catalano

Politecnico di bari Facolt di Architettura CdLS in Architettura


LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II/B
A.A. 2003/04
Proff. Loredana Ficarelli, Daniela Catalano

Politecnico di bari Facolt di Architettura CdLS in Architettura


LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II/B
A.A. 2003/04
Proff. Loredana Ficarelli, Daniela Catalano

Politecnico di bari Facolt di Architettura CdLS in Architettura


LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II/B
A.A. 2003/04
Proff. Loredana Ficarelli, Daniela Catalano

Politecnico di bari Facolt di Architettura CdLS in Architettura


LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II/B
A.A. 2003/04
Proff. Loredana Ficarelli, Daniela Catalano

Politecnico di bari Facolt di Architettura CdLS in Architettura


LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II/B
A.A. 2003/04
Proff. Loredana Ficarelli, Daniela Catalano

Politecnico di bari Facolt di Architettura CdLS in Architettura


LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II/B
A.A. 2003/04
Proff. Loredana Ficarelli, Daniela Catalano

BIBLIOGRAFIA
-

Maffei G. L., La casa fiorentina nella storia della citt. Dalle origini allOttocento, Venezia, 1990, Marsilio
Editori.
Corsini M. G., La casa in linea a Genova. Tipo e progetto nelledilizia residenziale, Roma, Edizioni Kappa, 1996.
Caniggia G., Maffei G. L., Lettura delledilizia di base, Venezia, Saggi Marsilio, 1979.
L., Carlotti P., Maffei G.L., La casa romana, Firenze 2000, pag. 201 e segg.
Ranaldi I., Testaccio. Da quartiere operaio a Village della capitale, Milano, Franco Angeli Edizioni, 2012.
Duranti G., Puccini E., Testaccio Il quartiere operaio di Roma Capitale 1870-1930, Roma, Palombi.
Cavallotti C., Daniela. Guide Rionali di Roma Rione XX Testaccio, Roma, Palombi Editori, 2007.
Magaldi V., Il nuovo gruppo di case al Testaccio dell'Istituto per le Case Popolari in Roma, Roma, Istituto Case
Popolari, 1917.
Berlage H. P. , van Bergeijk H. (a cura di), Architettura, urbanistica, estetica: scritti scelti, Bologna, Zanichelli,
1985.
Mart Ars C., Le variazioni dell'identit. Il tipo di architettura, Citt Studi, 1993.
French H., Planimetrie, sezioni, prospetti. Celebri complessi residenziali, Logos, Modena, 2009.
Marescotti F., Diotallevi I., Ciucci G., Casciato M. (a cura di), Il Problema sociale costruttivo ed economico
dellabitazione, Roma, Officina ed., 1984.

ESERCITAZIONE I: LA CASA IN LINEA DA RIFUSIONE


Si progetti un edificio in linea attraverso la rifusione delle tre case a schiera evidenziate, collocate nel tessuto di
Firenze, allintersezione tra Via Case Vecchie e Via Polverosa.
Le demolizioni necessarie per laccorpamento delle unit, dovranno essere progettate nel rispetto delle murature
portanti.
Il progetto delle facciate dovr essere coerente con il carattere statico e distributivo del nuovo edificio dangolo.

ELABORATI DA PRODURRE:
Una tavola orizzontale (formato 100x70 cm)
Schema strutturale: scala 1:100
Pianta piano tipo: scala 1:100
Firenze: pianta e prospetto di sedici case vecchia sul Prato allangolo con via Polverosa. (Maffei 1990, p. 235)
Pianta pianoterra: scala 1:100
n. 2 prospetti: scala 1:100
n. 1 sezione in corrispondenza del vano scala: scala 1:100
n. 1 sezione significativa a scelta.

ESERCITAZIONE I: LA CASA IN LINEA DA RIFUSIONE

Firenze: pianta e prospetto di sedici case vecchia sul Prato allangolo con via Polverosa. (Maffei 1990, p. 235)

ESERCITAZIONE II : LA CASA IN LINEA A BLOCCO


Si progetti un edificio in linea dangolo con struttura a telaio in c.a.
Ogni vano scala serva due o pi alloggi di differente superficie utile.
DATI DI PROGETTO
Superficie lotto: 5170 mq (55 x 94 m)
Superficie coperta massima: 1200 mq
Volumetria massima: 10000 mc
Altezza massima: 13 m
Distanza minima dai confini: 5 m
Arretramento minimo da filo strada: 5 m

ELABORATI DA PRODURRE:
Una tavola orizzontale (formato 50x70 cm)
-

Planivolumetrico: scala 1:500


Schema strutturale: scala 1:200
Pianta piano tipo: scala 1:200
Pianta pianoterra: scala 1:200
n. 1 prospetto: scala 1:200
n. 1 sezione: scala 1:200
Viste assonometriche/esplosi

ESERCITAZIONE: LA CASA IN LINEA A BLOCCO


TERMINOLOGIA URBANISTICA (solo alcune definizioni)
N.B. Le definizioni possono variare da Comune a Comune
Ds (ml ) Distanza minima dei fabbricati dalla strada
Si determina misurando la distanza delledificio dal ciglio della strada, al netto dei corpi aggettanti aperti. Si intende per ciglio della
strada la linea di limite della sede centrale comprendente tutte le sedi viabili, sia veicolari che pedonali e le aree di pertinenza stradale.
H (ml ) Altezza massima degli edifici
Definisce laltezza massima reale consentita. Si misura dalla quota media del marciapiede lungo il fronte principale delledificio, alla quota
massima dellintradosso del solaio di copertura dellultimo piano abitabile. Altezza di un edificio: laltezza massima fra quelle dei vari fronti
delledificio stesso.
Sc (mq) Superficie coperta
Per superficie coperta si intende la proiezione orizzontale delle parti edificate fuori terra.
Su (mq) Superficie utile dellalloggio
Per superficie utile dellalloggio si intende quella delimitata dal perimetro esterno dellalloggio, diminuita delle superfici occupate dalle pareti
perimetrali, dalle pareti esterne, dai pilastri, dai vani delle porte e delle portefinestre, dalle canne di aerazione o fumarie, dagli eventuali camini, dai
cavedi, dalle scale interne non comuni e dalle logge.
Slp (mq) Superficie lorda di pavimento
Per superficie lorda di pavimento si intende la somma della superficie lorda di ogni piano delledificio misurata entro il profilo esterno delle pareti
perimetrali ai vari piani e soppalchi di interpiano, sia fuori terra che in sottosuolo. Sono escluse dal computo le superfici adibite al ricovero delle
autovetture, con i relativi spazi di manovra ed accesso, le cantine, gli aggetti aperti, i portici, i sottotetti non abitabili ed i volumi tecnici delledificio.
Ve (mc) Volume edificabile
Si intende come prodotto tra la SLP dei singoli piani della costruzione per laltezza virtuale, convenzionalmente pari a 3 m, indipendentemente dalla
sua altezza effettiva. Il volume massimo che pu essere costruito in un comparto edificatorio viene dedotto altres in base agli indici di densit
edilizia ammessi dal PRG per quellarea, moltiplicando cio la St o la Sf rispettivamente per It o per If.
Vmax = St x It oppure Vmax = Sf x If
Il volume costruibile comprende:
- la parte fuori terra delle costruzioni esistenti e/o da realizzare sul lotto;
- la parte interrata delle stesse costruzioni, se destinata a residenza, uffici o attivit produttive
- i fabbricati accessori, per la loro parte fuori terra

ESERCITAZIONE: LA CASA IN LINEA A BLOCCO


STANDARD URBANISTICI E RESIDENZIALI NAZIONALI
D.M. 1444/1968 Zone territoriali omogenee Standard nazionali
ZONE OMOGENEE
ZONA A: comprende le parti del territorio interessate da agglomerati urbani dinteresse storico, artistico e di particolare pregio ambientale.
ZONA B: comprende le parti del territorio, totalmente o parzialmente edificate, che non presentino interesse storico, artistico e di particolare
pregio ambientale. Vi rientrano le aree in cui la superficie coperta degli edifici esistenti supera il 12.5% della superficie fondiaria e la densit edilizia
supera 1.5% mc/mq.
ZONA C: comprende le parti del territorio inedificate ma destinate allo sviluppo dellabitato, oppure edificate al di sotto dei limiti di superficie
coperta e di densit edilizia relativi alla zona B.
ZONA D: comprende le parti del territorio destinate a nuovi insediamenti produttivi, industriali, commerciali.
ZONA E: comprende le parti del territorio destinate ad usi agricoli.
ZONA F: comprende le parti del territorio destinate ad attrezzature di interesse generale.
Standard urbanistici per gli insediamenti residenziali in zona A-B-C:

DISTACCHI
Classificazione de lle strade (D. Lgs. 285/1992, Nuovo Codice della strada)

ESERCITAZIONE: LA CASA IN LINEA A BLOCCO


STANDARD URBANISTICI E RESIDENZIALI NAZIONALI
D.M. 1444/1968 Zone territoriali omogenee Standard nazionali
ZONE OMOGENEE
ZONA A: comprende le parti del territorio interessate da agglomerati urbani dinteresse storico, artistico e di particolare pregio ambientale.
ZONA B: comprende le parti del territorio, totalmente o parzialmente edificate, che non presentino interesse storico, artistico e di particolare
pregio ambientale. Vi rientrano le aree in cui la superficie coperta degli edifici esistenti supera il 12.5% della superficie fondiaria e la densit edilizia
supera 1.5% mc/mq.
ZONA C: comprende le parti del territorio inedificate ma destinate allo sviluppo dellabitato, oppure edificate al di sotto dei limiti di superficie
coperta e di densit edilizia relativi alla zona B.
ZONA D: comprende le parti del territorio destinate a nuovi insediamenti produttivi, industriali, commerciali.
ZONA E: comprende le parti del territorio destinate ad usi agricoli.
ZONA F: comprende le parti del territorio destinate ad attrezzature di interesse generale.
Standard urbanistici per gli insediamenti residenziali in zona A-B-C:

DISTACCHI
Classificazione de lle strade (D. Lgs. 285/1992, Nuovo Codice della strada)

ESERCITAZIONE: LA CASA IN LINEA A BLOCCO


RESIDENZA
Altezze minime degli ambienti residenziali ( D.M. 5 luglio 1975)
( D.M. 5 luglio 1975 + L. 513/1977 + L. 457/1978 + Leggi regionali + N.T.A., R.E., R.I.)

Superfici aeroilluminanti minime (D.M. 5 luglio 1975 + R.E.)


Se consideriamo lilluminazione proveniente da pareti perimetrali, le parti trasparenti, misurate al lordo del telaio dellinfisso, non devono
avere unarea inferiore a 1/8 della superficie del pavimento locale.
Il rapporto aeroilluminante (RAI) si ottiene dividendo la superficie finestrata Sf per la superficie del pavimento del locale Sp.
Parcheggi residenziali privati ( L. 122/1989 cd. Tognoli)
La legge Tognoli indica la misura minima: 1 mq ogni 10 mc di edificio residenziale (suddivisi in parcheggi a raso e posti aut o in garage
interrato). Il dato numerico corrisponde alla sommatoria dei posti auto pi tutti gli spazi di manovra.
I box interrati/seminterrati hanno unaltezza utile di 2,40 m e non sono abitabili.
La rampa di accesso deve avere una pendenza max del 20% (D.M. 1febbraio 1986) fatto
s alvo quanto riportato dai regolamenti edilizi.

ESERCITAZIONE: LA CASA IN LINEA A BLOCCO


BARRIERE ARCHITETTONICHE
> Legge 9 gennaio 1989, n.13 Disposizioni
per favorire il superamento e leliminazione
delle
barriere architettoniche negli edifici pri vati
> D.M. 14 giugno 1989, n.236
Prescrizioni tecniche necessarie a garantire
laccessibilit, ladattabilit e la visibilit negli
edifici privati e di edilizia residenziale pubblica
sovvenzionata e agevolata, ai fini del
superamento delle barriere architettoniche
> D.P.R. 503/1996 Legge Quadro per
lhandicap
Edilizia residenziale e non, privata e pubblica
di nuova costruzione e ristrutturata (D.M.
236/1989)