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A. Gambelli M.

Mariotti



PRODUZIONE CENTRALIZZATA DI A
AAC
CCS
SS

In edifici costruiti in modo da presentare consumi energetici annuali sempre pi ridotti, la potenza
massima richiesta per il riscaldamento di una singola abitazione estremamente contenuta (pu risultare
inferiore a 3 kW per un appartamento di circa 100 m
2
). E assurdo, pertanto, continuare a ragionare in
termini di impianti autonomi con produzione istantanea di acqua sanitaria: tali impianti richiedono infatti
potenze singole comprese tra i 24 ed i 30 kW e, nelle normali condizioni di esercizio, il loro rendimento
decade fortemente.

Si osserva che, se le dispersioni termiche di un edificio possono essere ridotte a valori molto piccoli,
non possibile ridurre in maniera consistente i consumi per la produzione dellacqua calda sanitaria.

Le soluzioni proposte, pertanto, sono principalmente rivolte a sistemi di tipo centralizzato, anche se, nella
loro configurazione minima, rappresentano una valida soluzione per ville o case isolate in genere.

Partendo da una produzione termica centralizzata, possibile seguire due strade distinte per produrre
lacqua calda sanitaria (ACS):
produzione centralizzata con serbatoio di accumulo e rete di distribuzione acqua calda
sanitaria ai singoli alloggi e relativa rete di ricircolo.
produzione istantanea localizzata presso i singoli alloggi mediante scambiatore con primario
alimentato dal circuito principale di distribuzione calore;

Valutazioni di carattere energetico ed economico possono suggerire quale soluzione adottare.

Limitandosi ad analizzare la produzione mediante serbatoio di accumulo e rete di distribuzione, le note che
seguono forniscono una guida razionale alla scelta del sistema bollitore.

A. Gambelli M. Mariotti



SOMMARIO


1. La normativa di riferimento.
1.1 La produzione del calore
1.1.1 La situazione attuale della normativa

2. Procedure e criteri per il dimensionamento del bollitore.
2.1 Definizione della tipologia dellutenza.
2.2 Determinazione di numero e durata dei periodi di punta giornalieri e del
fabbisogno di ACS.
2.3 Calcolo del volume accumulato secondo UNI 9182.
2.4 Calcolo della potenza dello scambiatore secondo UNI 9182
3.5 I limiti del calcolo secondo UNI 9182

3. Il dimensionamento del bollitore reale.
3.1 Equazione di bilancio energetico in forma generale
3.2 Il dimensionamento del bollitore con scambiatore immerso a serpentino.
3.2.1 Comportamento dello scambiatore a serpentino durante il periodo di punta.
3.2.2 Fattori di riduzione per il calcolo del volume effettivo del bollitore.
3.3 Il dimensionamento del bollitore con scambiatore di calore esterno
3.3.1 Cessione della potenza erogata dallo scambiatore esterno durante il periodo di
punta
3.3.2 Fattori di riduzione per il calcolo del volume effettivo del bollitore.




A. Gambelli M. Mariotti



1. LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO

La produzione dellacqua calda sanitaria (ACS) richiede che siano rispettate norme inerenti
la produzione termica,
il dimensionamento del bollitore (accumulatore e scambiatore),
la qualit ed igienicit dellacqua trattata e distribuita.

1.1 LA PRODUZIONE DEL CALORE

La regola tecnica vigente quella indicata dalla Legge n10/91 e successivi decreti attuativi.
La legge impone quanto segue:

la produzione centralizzata di energia termica per la climatizzazione invernale e per la produzione
di acqua calda per usi igienici e sanitari deve essere effettuata con generatori di calore separati.

Pu essere utilizzato un unico generatore,
se si dimostra che ladozione di un unico generatore non determina maggiori consumi di energia,
se ladozione di un unico generatore motivata da impedimenti di natura tecnica ed economica .

Gli elementi tecnico-economici che giustificano la scelta di un unico generatore devono essere
riportati nella relazione tecnica di cui allart. 28 della Legge 9/1/1991 n10 oggi aggiornata in base ai
D.L 192 del 2005 e D-L-311 del 2007..


1.1.1. SITUAZIONE ATTUALE DELLA NORMATIVA

La legge n10/91 e lattuale D.Lgs. 192/2005 non pongono pi limiti di potenza termica previsti dalla
Legge 373 del 1976:
chi volesse utilizzare gli stessi generatori per il riscaldamento e la produzione dacqua calda potrebbe
incrementare adeguatamente la potenza termica installata, a patto che vengano verificati il rendimento
globale stagionale dellimpianto ed il fabbisogno di energia primaria;
occorre cio dimostrare che lenergia consumata inferiore a quella che sarebbe necessaria nel
caso di generatori separati, ottenendo un rendimento globale migliore e conseguentemente un
fabbisogno energetico inferiore.


2. PROCEDURE E CRITERI PER IL DIMENSIONAMENTO DEL BOLLITORE

2.1. DEFINIZIONE DELLA TIPOLOGIA DELLUTENZA
ad es.: stabile per civile abitazione, albergo, stabile ad uso uffici, ristorante,etc.

2.2. DETERMINAZIONE di NUMERO e DURATA dei PERIODI DI PUNTA GIORNALIERI e della ENTITA
del FABBISOGNO DI ACS ad essi associato

A seconda della tipologia dellutenza, va tracciato un diagramma della distribuzione degli spillamenti di
ACS nel corso delle 24 h; V. diagramma 1 associato ad uno stabile per civile abitazione.

Dal diagramma sono rilevabili, noto il fabbisogno giornaliero di ACS,
distribuzione temporale degli spillamenti,
entit degli spillamenti,
durata degli intervalli disponibili per la ricarica.

Cos , ad esempio, dal diagramma 1 si rileva che, nello stabile esaminato, fra le 6 e le 9 del mattino viene
consumato il 50% del fabbisogno giornaliero di ACS

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DIAGRAMMA 1


2.3. CALCOLO DEL VOLUME DACQUA ACCUMULATO NEL BOLLITORE secondo UNI 9182

La capacit accumulata nel bollitore viene determinata in base alla norma UNI 9182, che fissa i criteri
minimi di progettazione degli impianti sanitari.
Tale norma fornisce gli elementi per determinare il consumo di acqua calda sanitaria alla temperatura di
utilizzo, normalmente 40C, che si ha nel periodo di punta (durata in ore del periodo in cui si ha la massima
richiesta di acqua sanitaria; nellesempio del diagramma 1 la durata del periodo di punta di 3 ore).

Per il volume del bollitore, in particolare, vale la relazione:

V (litri) = C [(Tu - Ta)/(Tc - Ta)] tpr/(tpu + tpr)
ove :
C consumo di acqua calda in litri nel periodo di punta
tpu durata del periodo di punta (h) V. diagramma 2
Tu temperatura di utilizzo, C
tpr tempo di preriscaldamento del bollitore (h), ovvero tempo richiesto per portare il volume V in litri del
bollitore dalla temperatura di alimentazione dellacqua fredda Ta alla temperatura di accumulo Tc

in altri termini, esprimendo la capacit accumulata come una frazione del consumo di ACS durante il
periodo di punta, si ottiene ( V. diagramma 3):

V/C = [(Tu - Ta)/(Tc - Ta)] 1/(tpu/tpr +1)

2.4. CALCOLO DELLA POTENZA dello SCAMBIATORE secondo UNI 9182

La potenza termica da fornire al bollitore risulta :

P(W) =: V [1,163 (Tc - Ta) / tpr ]

da cui


P/V = 1,163 (Tc - Ta) / tpr in watt/litro ove i simboli hanno i significati gi noti (V. diagramma 4).
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DIAGRAMMA 2
DURATA del PERIODO DI PUNTA tpu (in minuti) funzione di NUI (numero unit immobiliari)




DIAGRAMMA 3

VOLUME BOLLITORE IN RAPPORTO AL CONSUMO DI ACQUA SANITARIA (V/C) durante il periodo di
punta in funzione del rapporto tpu/ tpr secondo UNI 9182 (Ta = 10C)








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DIAGRAMMA 4
POTENZA dello SCAMBIATORE IN RAPPORTO al VOLUME BOLLITORE ACS (P/V watt/litro) in
funzione del TEMPO DI PRERISCALDAMENTO (tpr min.) secondo UNI 9182 (Ta = 10C)





2.5. I LIMITI DEL CALCOLO SECONDO UNI 9182

Le relazioni ai 2.3 e 2.4 indicate dalla Norma UNI 9182 .sono il risultato di una equazione di bilancio
energetico, che , espressa in unit del sistema tecnico, fornisce:


Energia necessaria a
riscaldare lacqua utilizzata
durante il periodo di punta
dalla temperatura Ta alla
temperatura Tu

Energia termica
accumulata nel volume del
bollitore

Energia fornita dallo
scambiatore durante il periodo
di punta
C x 1x1x (Tu - Ta )
=
V x 1 x 1 x (Tc -Ta)
+
V x 1 x 1 x (Tc -Ta) x tpu/tpr

In altri termini, la determinazione del volume del bollitore, e della conseguente potenza dello
scambiatore, secondo UNI 9182, rigorosamente teorica, ovvero parte da condizioni puramente ideali e
non tiene conto dei fenomeni che accadono nelle reali condizioni di funzionamento.

Lapplicazione alla lettera della norma pu portare a realizzare impianti di produzione acqua sanitaria
insufficienti.

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3. IL DIMENSIONAMENTO DEL BOLLITORE REALE.

3.1 EQUAZIONE DI BILANCIO ENERGETICO IN FORMA GENERALE

Lequazione di bilancio energetico, espressa in unit del sistema tecnico, pu essere scritta nel modo che
segue:



Energia entrante
nel sistema
durante il periodo
di punta di durata
tpu (h)

Energia termica
accumulata nel
volume del
bollitore alla
temperatura
media Tc C,
allinizio del
periodo di
punta


Energia
fornita dallo
scambiatore
durante il
periodo di
punta

Energia residua
accumulata nel
sistema alla
temperatura
media Tf C al
termine del
periodo di punta

Energia uscente
dal sistema alla
temperatura Tu
C di utilizzo
durante il
periodo di punta
Ga x 1x Ta x tpu
+
V x 1 x 1 x Tc
+
Ppu x tpu
=
V x 1 x 1 x Tf
+
Ga x 1 x Tu x tpu

ove (unit di misura espresse nel sistema tecnico):
Ppu La potenza media ceduta allacqua sanitaria durante il periodo di punta (kcal/h)
Ga Portata media in peso (kg/h) erogata dallacquedotto
V Volume del bollitore (l)
ca = 1 Calore sp. in kcal/kg C del liquido
= 1 Peso sp. liquido (kg/l)
Tf Temperatura media acqua nel bollitore al termine del periodo di punta (C)
Ta Temperatura acqua di acquedotto (C)
tpu Durata del periodo di punta (h)

Possiamo assumere che allinizio del periodo di carica o preriscaldamento, il sistema si trovi alla stessa
temp. media (To) che caratterizza il termine del periodo di punta (Tf).

Se ammettiamo che la potenza media erogata dallo scambiatore durante il preriscaldamento sia ca.
uguale a quella media erogata durante il periodo di punta, possiamo scrivere:

Ppu Ppr = V ca (Tc - To)/ tpr = V x 1 x 1 x (Tc - To)/ tpr = V x (Tc - Tf)/ tpr

ne segue
:
V = [Cpu (Tu - Ta)/ (Tc -Tf )] x tpr / (tpu + tpr) ove Cpu (l) il fabbisogno di ACS in l durante il periodo di
punta.
La relazione risulta equivalente alla formula UNI 9182 se si ammette che Tf sia uguale a Ta

La relazione nello formulazione pi generale risulta invece:

Ga x 1 x (Tu - Ta) x tpu = Ppu x tpu + V x 1 x 1 x (Tc - Tf)
da cui :

V = Cpu (Tu - Ta)/(Tc -Tf) - Ppu tpu/(Tc -Tf)

ed inoltre :
P ( Ppu Ppr) = Cpu (Tu - Ta)/ (tpu+tpr)
ove P la potenza media erogata dallo scambiatore durante il periodo preriscaldamento + scarica.
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3.2 IL DIMENSIONAMENTO DEL BOLLITORE con SCAMBIATORE DI CALORE IMMERSO
A SERPENTINO (schema n1)

SCHEMA 1.



Il sistema di riscaldamento a serpentino, funzionalmente molto semplice, per poco efficiente nel
fronteggiare i fabbisogni di ACS : a parit di prestazione richiede volumi accumulati e potenze disponibili
significativamente pi grandi di sistemi con scambiatore esterno.


3.2.1 COMPORTAMENTO DELLO SCAMBIATORE DI CALORE A SERPENTINO DURANTE IL
PERIODO DI PUNTA

Durante il periodo di punta la portata media erogata ha valori significativi ; dello stesso ordine di
grandezza della portata media sono le variazioni che la portata istantanea subisce rispetto la media.

Esempio

Per n30 utenze di tipo civile (appartamenti di tipo medio, doppi servizi, n3,5 utenti/alloggio) il fabbisogno
nel periodo di punta pari a 11.100 l ca (370 l/appartamento).
La durata del periodo di punta pari a 132 min ca (diagramma 2)..

La portata di ACS a 40 C erogata in media durante il periodo di punta pari a
Gu =11100 l/(132/60)h = 5045 l/h (= 1,4 l/s).

Tuttavia, i valori massimi di portata erogati durante il periodo di punta (V. diagramma 5), calcolati in base
alla prevedibile contemporaneit di prelievo, sono notevolmente maggiori dei valori medi.

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DIAGRAMMA 5
PORTATA ACS EROGATA DURANTE IL PERIODO DI PUNTA (utenze civili) in funzione del numero di
unit immobiliari (NUI)


Landamento delle portate di ACS erogata, in definitiva, proprio per il susseguirsi casuale delle
contemporaneit di prelievo, estremamente irregolare .
In particolare, riferendosi allesempio precedente, una distribuzione possibile della portata ACS durante il
periodo di punta riportata nel diagramma 6 .
Seguitando ad analizzare lerogazione di ACS durante il periodo di punta possiamo distinguere 3 fasi.

FASE 1 : SCARICA INIZIALE DEL TAMPONE CALDO portato a temperatura Tc durante il
preriscaldamento (per chiarezza identifichiamo nellesempio Tc con Tco)

Con i dati dellesempio, il bollitore a temperatura Tco = 60 C , l acquedotto a temperatura Ta =10C, la
portata media fuoriuscente dal bollitore (Gb), che si miscela poi con lacqua di acquedotto (G mix) per
costituire la portata effettiva erogata, pari a:
Gb = 5045 x (40 -10)/(60 -10) = 3030 l/h
mentre la portata massima Gbmax risulta:
Gbmax = 3,3 x 3600 x (40 -10)/(60 -10) = 7130 l/h
Quanto alla portata min., Gbmin, pu ridursi a valori compresi fra 0 e 1000 l/h.

Assumiamo che lo scambiatore sia dimensionato per un tempo di preriscaldo teorico pari a 1h: risulta in
grado di erogare ca. 125 kW = {11100 x (40-10)/[(132/60)+1] } /860; durante il periodo di punta lo
scambiatore lambito da acqua alla temperatura dellacquedotto ed quindi in grado di erogare
integralmente i 125 kW disponibili;
per una portata ACS pari alla media, lincremento della temperatura acqua di acquedotto a contatto con il
serpentino pari a:
Ta = 125 x 860/3030 = 35,5 C
Quando la portata sale ai valori massimi lincremento di temperatura si riduce a :
Ta min 125 x 860/7130 = 15 C
Lopposto si ha quando la portata scende ai valori minimi.


In definitiva , allinterno del bollitore si crea una alternanza di strati caldi e strati freddi che,
progressivamente, si miscelano e si sistemano in strati a temperatura decrescente dallalto verso la
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base del bollitore, ma ragionevolmente prossima, nel corpo centrale, alla temperatura di acquedotto
incrementata del Ta alla portata media (V. schema 2).

DIAGRAMMA 6
DISTRIBUZIONE POSSIBILE DELLA PORTATA ACS DURANTE IL PERIODO DI PUNTA



FASE 2 : SCARICA DEL TAMPONE CALDO (a temperatura Tc1 = Tco + Ta)

Il volume dacqua di sostituzione del pistone caldo originale ha, in prima approssimazione, una temperatura
media Tc1 ca. pari alla sommatoria fra temperatura di acquedotto e incremento di temperatura nel
passaggio attraverso lo scambiatore, lambito dalla portata media.
Nel ns. caso:
Tc1= 10 + 35,5 = 45,5 C (V. schema n2)

Pertanto, dopo lesaurimento del contenuto dacqua iniziale a 60C, si stabilisce
nellaccumulatore una temperatura media maggiore della temperatura di utilizzo, ma ad essa
abbastanza prossima.
Ne segue che viene a mancare quasi totalmente leffetto volano realizzato dallaccumulo caldo e la
portata erogata dal bollitore prossima alla portata di utilizzo.

In termini numerici :
portata media Gb1 = 5045 x (40 -10)/(45,5 -10) = 4260 l/h
mentre la portata massima Gb1 max risulta:
Gb1 max = 3,3 x 3600 x (40 -10)/(45,5 -10) = 10040 l/h
Come nel periodo precedente la portata min., Gb1 min, pu ridursi a valori compresi fra 0 e 1000 l/h.

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Lo scambiatore ,in grado di erogare 125 kW, con una portata pari alla nuova media, realizza un incremento
della temperatura acqua pari a:
T1a = 125 x 860/4260 = 25,5 C

Quando la portata sale ai valori massimi lincremento di temperatura si riduce a :
T1a min 125 x 860/10040 = 10,7 C
Lopposto si ha quando la portata scende ai valori minimi.

SCHEMA 2



FASE 3 : TAMPONE CALDO RESIDUO (a temperatura Tc2 = Tf)

Dopo la fase 2, rimane disponibile nellaccumulatore a temperature superiori a quella di utilizzo solo una
frazione dellacqua fluita nel bollitore: quella riscaldata durante le frazioni di tempo a bassa portata e solo in
parte raffreddata per miscelazione.
La temperatura media Tc2, in effetti, risulta prossima a 10 + 25,5 = 35,5 < temperatura di utilizzo.

Pertanto, possiamo stimare utile unicamente lacqua erogata durante la prima e la seconda fase;
in altri termini:
una temperatura di fine scarica, Tf ,sensibilmente maggiore della temperatura di acquedotto, Ta,
determina uno sfruttamento del volume accumulato nettamente inferiore a quanto ipotizzato nella
formulazione UNI 9182 .
In definitiva, a parit di acqua utilizzata e potenza dello scambiatore, il volume del bollitore risulta
sensibilmente maggiore di quello calcolato secondo UNI 9182.

In termini numerici, applicando la formula generale :
V = Cpu (Tu - Ta)/(Tc -Tf) - Ppu tpu/(Tc -Tf) = 11100 x (40-10)/(60-35,5) - 125 x 860 x (132/60)/(60-35,5)=
= 3940 l , contro i 2100 l della valutazione UNI 9182 (+88%)
10 20 30 40 50 60
C
10 20 30 40 50 60
C
10 20 30 40 50 60
C
SCARICA INIZIALE
(fase 1)
SCARICA a
TEMPERATURA
intermedia (fase2)
TAMPONE CALDO
residuo (fase 3)
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E possibile ridurre la capacit accumulata agendo sulla potenza dello scambiatore e quindi sul
tempo di preriscaldamento del bollitore; un quadro dinsieme fornito dal diagramma 7 di significato
analogo al diagramma 3, relativo al calcolo UNI 9182.

DIAGRAMMA 7
VOLUME TEORICO BOLLITORE con scambiatore a SERPENTINO IN RAPPORTO AL CONSUMO DI
ACQUA SANITARIA (V/C) durante il periodo di punta, in funzione del rapporto tpu/ tpr
(Tc = 60C;Ta = 10C)


La curva del rapporto V/Cu relativa a bollitori con serpentino suddivisa in n3 tratti corrispondenti al
numero di scariche utili che la potenza dello scambiatore rende possibili nel campo di variazione
specificato di tpu/tpr.

Riferendosi allesempio di n30 appartamenti, se la potenza dello scambiatore si riducesse a 100 kW
avremmo un tempo di preriscaldamento tpr dedotto dalla relazione:

P x 860( Ppu Ppr) = Cpu (Tu - Ta)/ (tpu+tpr)
da cui :
tpr = Cpu (Tu - Ta)/P x860 - tpu = (11100 x 30/100x860) - 132/60 = 1,67 h
ed infine : tpu/tpr = 1,32

in questo caso, il diagramma indica un rapporto V/Cu =0,6 ( il volume teorico del bollitore dovrebbe pertanto
essere pari a 6660 l).

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In effetti. ragionando come nellesempio, la portata di 3030 l/h proveniente dallacquedotto, in sostituzione di
quella erogata dal bollitore durante la scarica a 60 C, viene riscaldata dallo scambiatore alla temperatura
media di 10 + 100 x 860/3030 = 38,4 C relativamente alta, ma inutile ai fini dellutilizzo.
Quanto al bollitore risulta:

V = Cpu(Tu - Ta)/(Tc -Tf) - Ppu tpu/(Tc -Tf) da cui :
V = 11100(40-10)/(60-38,4) - 100x 860 x (132/60)/(60-38,4) = 6658 l


3.2.2 FATTORI DI RIDUZIONE per il CALCOLO DEL VOLUME EFFETTIVO DEL BOLLITORE

Il diagramma 7 rappresenta la situazione teorica in cui la perdita di volume utile legata al solo meccanismo
di scambio: il serpentino inserito allinterno del bollitore, per cui la temperatura di riscaldamento
dellacqua di rinnovo funzione del rapporto potenza dello scambiatore/portata acqua, legata
quest ultima alla temperatura del pistone caldo.
Possono coesistere un deficit di potenza per unit di volume, con conseguente ridotto numero di
scariche utili, e temperatura media di fine scarica alta, ma insufficiente allutilizzo.
Ulteriori fattori tuttavia vanno messi in conto per un dimensionamento realistico della capacit accumulata.

Perdita di volume utile (Fattore di riduzione fv)
Il calcolo teorico suppone che lintero volume V si trovi inizialmente alla temperatura Tco (ipotesi di
completo mescolamento) mentre sappiamo che si ha un fenomeno di stratificazione. La temperatura del
bollitore dipende da dove posizionata la sonda di temperatura del termostato di regolazione. Nei
bollitori a serpentino difficile riscaldare la parte inferiore del bollitore sottostante al serpentino stesso,
pertanto una frazione del volume diviene non utile; tutto ci pu essere stimato con un fattore riduttivo
fv = 0,9 .

Perdita per differenziale del termostato (fattore di riduzione ft)
Generalmente il sistema di regolazione per il caricamento del bollitore di tipo on-off e prevede un
differenziale di 5 10C , pertanto pu accadere che allinizio del periodo di punta il bollitore possa
trovarsi nella condizione di minimo e quindi rendere disponibile una quantit di energia accumulata
nettamente inferiore; il fattore di riduzione ft ricavabile dalla relazione
ft = [ 1 - Dif/( Tco-Ta) ] dove Dif il differenziale del termostato (cos nel caso di Tco-Ta = 50 e Dif = 5,
f
t
= 0,9)

Perdita per miscelazione (fattore di riduzione fm)
Il calcolo suppone inoltre che lingresso dellacqua fredda nel bollitore avvenga con moto a pistone,
ovvero spingendo in uscita lacqua calda che cos non risente dellentrata dellacqua fredda (condizioni di
perfetta stratificazione); nella realt, lacqua fredda entrante determina moti indotti nel volume dacqua
accumulato causando una perdita per miscelazione, perdita che pu essere stimata con il fattore di
riduzione f
m
= 0,9.

I fattori di riduzione sopra riportati sono indicativi e dipendono ovviamente dalle differenti tipologie di prodotto
(ad esempio: bollitori di tipo orizzontale hanno fattori di riduzione molto pi penalizzanti) e di condizioni di
funzionamento.

I diagrammi che seguono offrono una valutazione realistica dei valori in gioco.


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DIAGRAMMA
VOLUME CORRETTO BOLLITORE con scambiatore a SERPENTINO IN RAPPORTO AL CONSUMO DI
ACQUA SANITARIA (V/C) durante il periodo di punta, in funzione del rapporto tpu/ tpr
(Tc = 60C;Ta = 10C)



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3.3 IL DIMENSIONAMENTO DEL BOLLITORE con SCAMBIATORE DI CALORE ESTERNO
(schema n)

SCHEMA.





3.3.1 CESSIONE DELLA POTENZA erogata dallo SCAMBIATORE durante il periodo di PUNTA

Risulta:
Gb = Ga (Tu -Ta)/(Tc -Ta)
G mix = Ga - Gb


Esempio

Utilizzando, come nel caso di bollitore corredato di scambiatore immerso a serpentino, il caso della
erogazione di ACS destinata a n30 utenze (appartamenti di tipo medio, doppi servizi, n3,5
utenti/alloggio), rileviamo un fabbisogno nel periodo di punta pari a 11.112 l (approssimato a 11.100 l)
mentre la durata del periodo di punta pari a 132 min.
Il calcolo UNI 9182 della capacit accumulata, per un tempo di preriscaldo pari a 60 min. ed una
temperatura Tc = 60C, porta al valore:

V = [11100 x (40 - 10)/(60-10)] x 60/(60+132)= 2081 l.

Quanto alla potenza dello scambiatore, risulta pari a

P= 2081x 50/(1x 860) = 121 kW

Stimiamo pertanto che il volume accumulato sia inizialmente alla temp. di 60C (= Tc) e che inizi il periodo di
scarica.

La portata di ACS a 40 C erogata in media durante il periodo di punta pari a
Gu =11100 l/(132/60)h = 5045 l/h.


Tu
Gb
Gs
c
G mix
Ga
Ga Ta
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IPOTESI 1: riscaldamento dellacqua nello scambiatore esterno a 60C (10/60C)

La portata media fuoriuscente dal bollitore a 60 C pari a :

Gb = 5045x (40 -10)/(60 -10) = 3030 l/h
Lesaurimento del pistone caldo nellaccumulatore rallentato dall azione dello scambiatore che riscalda e
rende disponibile a 60C, una portata pari a:
Gs = 121 x 860/ (60 -10) = 2081 l/h

In altri termini, le cose vanno come se la portata fuoriuscente dallaccumulatore (3030 l/h) sia
ottenuta da una portata originata dal pistone caldo accumulato (949 l/h) ed una proveniente dallo
scamb. est. (2081 l/h).
Naturalmente, mentre la portata di 2081 l/h, attivata dalla pompa esterna, costante, la portata
istantanea fuoriuscente dal bollitore fortemente variabile in funzione della domanda (V. diagramma
8) : tuttavia, al contrario di quanto avveniva con lo scambiatore immerso, questo fenomeno non
determina alternanze caldo/freddo nel corpo del bollitore, con le inevitabili perdite per miscelazione.

In questa situazione, i 2081 l accumulati si esaurirebbero in (2081/949) x 60 = 132 min. pari alla durata del
periodo di punta. In realt, non tutto il pistone caldo utilizzabile, in quanto nella zona di interfaccia
tra pistone freddo e caldo la distribuzione della temperatura al termine della scarica
indicativamente rappresentata nello schema .

SCHEMA








Analogamente, alla fine del preriscaldamento ragionevole pensare ad una distribuzione di temperatura
simile a quella dello schema..

10 20 30 40 50 60
C
10 20 30 40 50 60
C
TEMPERATURE A FINE
SCARICA
TEMPERATURE A FINE
PRERISCALDAMENTO
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In particolare, quando nello scambiatore inizia a fluire acqua a temperatura > 10C inizia uno scorrimento
verso lalto della temperatura di mandata: indicativamente da 60 C a 70C e poi ad 80C fino allintervento
del termostato di caldaia.
















In definitiva la carica non completa : nella parte bassa dellaccumulo si avr un campo di temperature
comprese inizialmente fra 10 e 60C con i 10C che progressivamente aumenteranno per conduzione per
poi ritornare ai 10C in occasione di nuovi spillamenti.
La non completezza della carica peraltro bilanciata almeno in parte dallincremento delle temperature di
colmo.
Trascurando, in favore della sicurezza, quest ultimo aspetto, le cose vanno come se solo un frazione del
liquido accumulato (nella pratica, ca. il 90%, con un fattore di riduzione del volume utile 0,9) partecipasse
alla variazione di temperatura che fornisce energia durante il periodo di punta.
Esprimendo lequazione energetica nella sua espressione pi generale (in unit del sistema tecnico):

Energia uscente durante il periodo di punta Ga Tu tpu (omettendo di esprimere il calore sp.) =
Energia entrante durante il periodo di punta Ga Ta tpu + P tpu +
Variazione della energia accumulata + 0,9 V (Tc -Ta)

ma P = 0,9 V(Tc -Ta)/( tpr)
per cui otteniamo:

V= (1/0,9) C (Tu-Ta)/(Tc-Ta) x tpr/(tpr+tpu)
analoga alla formulazione UNI 9182 con lapplicazione del coeff. di riduzione 0,9.

P viene calcolata senza applicare il coeff. di riduzione 0,9

3.3.2 Fattori di riduzione per il calcolo del volume effettivo del bollitore.

Relativamente agli altri fattori di riduzione abbiamo:
Perdita per differenziale del termostato (fattore di riduzione ft)
La carica attivata dal termostato bollitore posto nella parte bassa , pi fredda, ed arrestata dal termostato
di caldaia che impostato necessariamente su una temperatura maggiore della temperatura di carico: ne
segue che il pistone caldo, al termine della carica a temperatura Tc eff. Tc (ft =1)
Perdita per miscelazione (fattore di riduzione fm)
Il calcolo suppone inoltre che lingresso dellacqua fredda nel bollitore avvenga con moto a pistone, ovvero
spingendo in uscita lacqua calda che cos non risente dellentrata dellacqua fredda (condizioni di perfetta
stratificazione); nella realt, lacqua fredda entrante determina moti indotti nel volume dacqua accumulato
causando una perdita per miscelazione; detta perdita che nel caso di scambiatore esterno inclusa nella
riduzione di volume utile (f
m
=1).

70 C
45C
10C
60 C
100% S 0% S
A. Gambelli M. Mariotti


Se fosse necessario utilizzare un accumulatore di capacit inferiore a quella calcolata, occorre intervenire
sulla potenza dello scambiatore.

Si ha:
Ga Tu tpu = Ga Taq tpu + P860 tpu + fV (Tc-Taq)
da cui :
P = (C (Tu-Taq) - fV(Tc-Taq))/(860 tpu)

nel caso precedente, volendo utilizzare un accumulatore da 2000 l, avremmo:
P = (11100x30 - 0,9x2000x50)/ (860x2,2) = 128,5 kW contro 121 kW del calcolo UNI 9182

Un coeff. di sicurezza ca. pari a 0,9, da applicare al volume UNI 9182 , condurrebbe ad un accumulo di
2300 l arrotondato che nei 132 min. del periodo di punta verrebbe utilizzato appunto al 91%
((949 x 132/60)/2300)x 100