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GUIDA ANIT

ACUSTICA E RISTRUTTURAZIONI
GUIDA ANIT DI APPROFONDIMENTO TECNICO
Ottobre 2017

Tutti i diritti sono riservati.


Nessuna parte di questo documento può essere riprodotta o divulgata senza l’autorizzazione scritta di ANIT.

ANIT - Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico


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Guida per i SOCI ANIT GUIDA ANIT – Acustica e ristrutturazioni

Acustica e ristrutturazioni
Come migliorare i requisiti acustici passivi degli edifici esistenti

INDICE
1. Introduzione .......................................................................................................... 2

2. Legislazione ........................................................................................................... 3
2.1 DPCM 5-12-1997 ........................................................................................................................................................ 3
2.2 Ristrutturazioni e cambio di destinazione d’uso ........................................................................................................ 4
2.3 Incentivi fiscali............................................................................................................................................................ 7

3. Soluzioni tecnologiche ........................................................................................... 8


3.1 Considerazioni generali .............................................................................................................................................. 8
3.2 Contropareti a secco ................................................................................................................................................ 11
3.3 Controplaccaggi ....................................................................................................................................................... 13
3.4 Contropareti pesanti ................................................................................................................................................ 15
3.5 Insufflaggio di materiale in intercapedine ............................................................................................................... 17
3.6 Demolizione controtavolato e sostituzione con controparete a secco .................................................................... 18
3.7 Isolamento con sistemi ETICS ................................................................................................................................... 19
3.8 Isolamento con intonaco isolante ............................................................................................................................ 20
3.9 Altri sistemi: facciate ventilate e pannelli isolanti intonacati .................................................................................. 20
3.10 Controsoffitti continui .............................................................................................................................................. 21
3.11 Massetti galleggianti ............................................................................................................................................... 23
3.12 Massetti a secco....................................................................................................................................................... 25
3.13 Materiali resilienti sottopavimento ......................................................................................................................... 27
3.14 Sistemi di rivestimento a pavimento ........................................................................................................................ 29
3.15 Pavimenti sopraelevati ............................................................................................................................................ 31
3.16 Interventi su serramenti, cassonetti e bocchette di aerazione ................................................................................ 32
3.17 Sostituzione delle falde dei tetti ............................................................................................................................... 33
3.18 Controllo dell’acustica interna: pannelli, controsoffitti, intonaci ............................................................................. 34
3.19 Riqualificazione acustica di impianti ........................................................................................................................ 37

4. Considerazioni conclusive .................................................................................... 39

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Guida per i SOCI ANIT GUIDA ANIT – Acustica e ristrutturazioni

1. Introduzione
La riqualificazione di un edificio esistente è l’occasione per migliorarne le prestazioni di isolamento ai rumori, a
prescindere dalla presenza o meno di specifici limiti di legge.
Questa Guida, dedicata ai soci ANIT ed elaborata dal Gruppo di Acustica dell’associazione, approfondisce il tema
analizzando le prescrizioni in vigore e le soluzioni tecnologiche presenti sul mercato.

Buona lettura

La domande a cui la guida risponde


 In caso di ristrutturazione o cambio di destinazione d’uso di un edificio esistente, è possibile migliorarne
le “prestazioni acustiche”?
 Quali soluzioni tecnologiche è opportuno utilizzare?
 È obbligatorio rispettare qualche limite di legge?
 Esistono incentivi fiscali?

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2. Legislazione
2.1 DPCM 5-12-1997
Gli edifici di nuova costruzione devono rispettare i limiti di isolamento ai rumori indicati nel DPCM 5/12/1997
“Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”. Le prescrizioni riguardano:
 Isolamento dai rumori aerei tra differenti unità immobiliari
 Isolamento dai rumori provenienti dall’esterno (isolamento di facciata)
 Isolamento dai rumori da calpestio
 Isolamento dai rumori degli impianti a funzionamento continuo e discontinuo
 Tempo di riverberazione di aule scolastiche e palestre
Le tabelle che seguono definiscono i descrittori e i limiti da rispettare. Maggiori informazioni sono riportate in
altre GUIDE e nel Volume 3 della collana ANIT. Il testo completo del Decreto è scaricabile da www.anit.it

DESCRITTORI
Potere fonoisolante apparente Indica la capacità di una partizione di limitare il passaggio di rumori aerei
R’w (voci, TV, radio, ecc.). Il parametro definisce in sostanza “quanti dB è in
grado di eliminare la partizione”. Più il valore di R’w è alto, migliore è la
prestazione di isolamento.
Isolamento acustico di facciata Caratterizza la capacità di una facciata di abbattere i rumori aerei
D2m,nTw provenienti dall’esterno. Anche questo parametro indica in sostanza
“quanti dB” è in grado di eliminare la partizione.
Livello di rumore di calpestio Caratterizza la capacità di un solaio di abbattere i rumori impattivi. Si
di solai valuta azionando una macchina per il calpestio sul solaio e misurando il
L’nw livello di rumore percepito nell’ambiente disturbato. Più basso è il livello di
rumore rilevato migliori sono le prestazioni di isolamento del solaio.
Livello di rumore di impianti a Il parametro si valuta misurando il “picco massimo” di rumore emesso
funzionamento discontinuo dall’impianto. Il DPCM considera impianti a funzionamento discontinuo:
LASmax ascensori, scarichi idraulici, bagni, servizi igienici e rubinetteria.
Livello di rumore di impianti a Il descrittore si determina misurando il “livello costante” di rumore emesso
funzionamento continuo dall’impianto. Sono impianti a funzionamento continuo gli impianti di
LAeq riscaldamento, aerazione e condizionamento.
Tempo di riverberazione È il tempo necessario perché un suono decada di 60 dB all’interno di un
T locale. Il parametro indica la qualità acustica di un ambiente e varia con la
frequenza considerata.

LIMITI DA RISPETTARE
Categorie di ambienti abitativi
. R’w D2m,nT,w L’nw LASmax LAeq
[dB] [dB] [dB] [dBA] [dBA]
Ospedali, cliniche, case di cura e assimilabili ≥ 55 ≥ 45 ≤ 58 ≤ 35 ≤ 25
Residenze, alberghi, pensioni ed attività assimilabili ≥ 50 ≥ 40 ≤ 63 ≤ 35 ≤ 35
Attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili ≥ 50 ≥ 48 ≤ 58 ≤ 35 ≤ 25
Uffici, attività ricreative o di culto, attività commerciali o assimilabili ≥ 50 ≥ 42 ≤ 55 ≤ 35 ≤ 35

LIMITI DA RISPETTARE
Categorie di ambienti abitativi
.
T [s]
Aule scolastiche ≤ 1,2
Palestre scolastiche (qualora non debbano essere utilizzate come auditorio) ≤ 2,2

Nota: Regolamenti edilizi, leggi regionali o capitolati d’appalto possono imporre valori limite più restrittivi.

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2.2 Ristrutturazioni e cambio di destinazione d’uso


È obbligatorio rispettare i limiti del DPCM 5-12-1997 in caso di ristrutturazione o di cambio di destinazione d’uso
di un edificio esistente? Il Decreto non specifica niente in merito.
Di seguito sintetizziamo alcune indicazioni, relative alle sole ristrutturazioni, riportate in Circolari Ministeriali,
Leggi regionali e Decreti. Si raccomanda di verificare l’eventuale presenza di altre indicazioni nei Regolamenti
Edilizi comunali.

A prescindere da quanto indicato di seguito ANIT suggerisce comunque di prendere sempre in considerazione
nelle ristrutturazioni anche il tema dei requisiti acustici passivi.

Gli obiettivi devono essere quelli di:


 garantire un adeguato comfort acustico a coloro che abiteranno l’edificio riqualificato
 migliorare i requisiti acustici passivi, in particolare se già non soddisfano il DPCM 5.12.1997
 limitare il disturbo che gli abitanti dall’unità riqualificata potranno arrecare verso le unità vicine.

Sull’ultimo aspetto ricordiamo in aggiunta che alcuni interventi di ristrutturazione possono anche causare il
peggioramento delle prestazioni acustiche preesistenti e comportare la nascita di contenziosi con i vicini di casa.

Ad esempio:
 L’asportazione della pavimentazione e del relativo strato di supporto e la sostituzione con piastrelle
posate su un nuovo massetto, può comportare il peggioramento del livello di rumore da calpestio
nell’appartamento sottostante.
 Se si ristruttura un bagno in un condominio e si installano nuovi impianti (ad es. una nuova vasca
idromassaggio), è concretamente possibile che verrà aumentato il livello di rumore da impianto nelle
vicine unità immobiliari.
 Alcune tipologie di contropareti possono peggiorare la prestazione fonoisolante delle partizioni su cui
vengono applicate

Infine segnaliamo che, se si considera che gli interventi di ristrutturazione vengono effettuati raramente sugli
immobili, a maggior ragione è più che opportuno “cogliere l’occasione” per migliorare le prestazioni acustiche
dell’edificio, incrementandone il comfort abitativo e il valore commerciale.
Si pensi ad esempio alla riqualificazione energetica di un edificio scolastico. A prescindere dagli obblighi di legge
esistenti (si vedano i paragrafi che seguono), l’intervento è anche l’occasione per limitare il disturbo da rumori
esterni, impianti e aule adiacenti oltre che migliorare l’acustica delle aule con interventi di fonoassorbimento.

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2.2.1 CIRCOLARI MINISTERIALI


I documenti completi sono scaricabili da www.anit.it nella sezione “Leggi e norme – Acustica edilizia – DPCM 5-
12-1997”.

MINISTERO DELL’AMBIENTE – SETTEMBRE 1998


Il DPCM 5-12-1997 è da applicare per la ristrutturazione di edifici esistenti.
Per ristrutturazione si intende il rifacimento anche parziale di impianti tecnologici, delle partizioni orizzontali e
verticali degli edifici, ed il rifacimento delle facciate esterne, verniciatura esclusa.

MINISTERO DELL’AMBIENTE – MARZO 1999


Sono soggetti al rispetto dei limiti del DPCM 5-12-1997 tutti gli impianti tecnologici, sia installati ex-novo che in
sostituzione di altri già esistenti.
Non sono soggetti all’adeguamento delle caratteristiche passive delle pareti e dei solai gli edifici che non siano
oggetto di totale ristrutturazione.
L’accertato superamento dei limiti degli impianti tecnologici deve essere risolto con interventi sull’impianto ma
senza adeguare le caratteristiche passive della pareti già esistenti.

CONSIGLIO SUPERIORE LAVORI PUBBLICI – GIUGNO 2014


Le disposizioni del DPCM 5-12-1997 devono essere applicate anche in caso di ristrutturazioni di edifici esistenti
che prevedano il rifacimento anche parziale di impianti tecnologici e/o di partizioni orizzontali o verticali (solai,
coperture, pareti divisorie, ecc.) e/o delle chiusure esterne dell’edificio (esclusa la sola tinteggiatura delle
facciate), oppure la suddivisione di unità immobiliari interne all’edificio, cioè in definitiva tutti gli interventi di
ristrutturazione che interessino le parti dell’edificio soggette al rispetto dei requisiti acustici passivi regolamentati
dal D.P.C.M. 5 dicembre 1997.

I limiti previsti del D.P.C.M. 5-12-1997 devono essere rispettati nel caso di rifacimento anche parziale di impianti
tecnologici di particolare rumorosità, quali quelli previsti per gli impianti di riscaldamento/condizionamento, o
impianti per laboratori tipo: officine meccaniche, laboratori sale prove motori, gallerie del vento, o altri che
producano livelli analoghi di rumorosità.

Anche nel caso delle partizioni orizzontali e verticali, nel caso di rifacimento si applicano i limiti del Decreto,
mentre non vanno seguite le prescrizioni del D.P.C.M. 5-12-1997 nel caso di semplice tinteggiatura e restauro
parziale delle pareti e/o intonaci esistenti.

2.2.2 LEGGI REGIONALI


I testi completi possono essere scaricati da www.anit.it nella sezione “Leggi e norme – Acustica edilizia – Leggi
regionali”.

CALABRIA - L.R. 19/10/2009 n. 34 - Art. 24


Nella ristrutturazione e nei casi di recupero del patrimonio edilizio esistente […] si tiene conto dei requisiti
acustici passivi degli edifici […] con la redazione di un progetto acustico […] finalizzato al raggiungimento dei
requisiti acustici passivi in opera definiti con DPCM 5/12/1997.

LOMBARDIA - L.R. 10/08/2001, n.13 - Art. 7


I progetti relativi ad interventi sul patrimonio edilizio esistente che ne modifichino le caratteristiche acustiche
devono essere corredati da dichiarazione del progettista che attesti il rispetto dei requisiti acustici stabiliti dal
DPCM 5/12/1997 e dai regolamenti comunali.

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MARCHE – DGR 809 del 10/07/2006 – Nuovo par. 5.5 di “Criteri e linee guida L.R. 14/11/2001 n° 28”
Nei casi di ristrutturazione e recupero del patrimonio edilizio esistente, il Certificato Acustico di Progetto tiene
conto solo dei requisiti acustici degli elementi costruttivi e degli impianti che verranno modificati. Qualora alcune
o tutte le prestazioni normative non siano tecnicamente conseguibili, ovvero qualora, in base a valutazioni
tecniche, economiche o di necessità di restauro conservativo di edifici storici, non possa essere garantito, in fase
progettuale, il raggiungimento dei requisiti del DPCM 5/12/1997, la progettazione dovrà comunque tendere al
miglioramento delle prestazioni passive e nel Certificato Acustico di Progetto dovrà essere indicata la prestazioni
garantita.

SARDEGNA - Delib. n. 62/9 del 14/11/2008 – Parte VI, aggiornata con Delib. n. 18/19 del 5/4/2016
Le disposizioni contenute nel DPCM 5/12/1997 si applicano alla progettazione e realizzazione di ambienti
abitativi, per i quali debba essere rilasciato il permesso di costruire per gli interventi sotto riportati:
 nuova costruzione;
 ampliamento e ristrutturazione di costruzioni esistenti che già rispettano il D.P.C.M. 5 dicembre 1997;
 ristrutturazione edilizia limitatamente ai casi di demolizione e ricostruzione, e ristrutturazione globale;
 ristrutturazione e/o risanamento conservativo con contestuale cambio di destinazione d’uso
relativamente all’intero edificio e non ad una singola unità immobiliare.

UMBRIA – L.R. N° 1/2015 Art. 196


I progetti relativi a nuove costruzioni e quelli riguardanti gli interventi di ristrutturazione urbanistica […] devono
essere corredati del progetto acustico, sulla base dei criteri determinati all’articolo 128 delle norme
regolamentari, Titolo III . Il progetto acustico, predisposto nel rispetto dei requisiti stabiliti dal d.p.c.m. 5
dicembre 1997 e dai regolamenti comunali, è redatto da un tecnico competente in acustica ambientale o da un
tecnico abilitato alla progettazione edilizia del fabbricato oggetto dell’intervento.

2.2.3 Decreto 11 gennaio 2017 sui Criteri ambientali minimi (CAM)


Anche il DM 11 gennaio 2017 sui “Criteri ambientali minimi” ha introdotto
alcune importanti novità sul tema del comfort acustico.
In caso di nuova costruzione, ristrutturazione o manutenzione di edifici pubblici,
nelle gare di appalto occorre verificare il rispetto di quanto segue:
 I valori dei requisiti acustici passivi dell’edificio devono corrispondere
almeno a quelli della Classe II della norma UNI 11367
 I requisiti acustici passivi di ospedali, case di cura e scuole devono
soddisfare il livello di “prestazione superiore” riportato nell’Appendice A
della UNI 11367 .
 L’isolamento acustico tra ambienti di uso comune ed ambienti abitativi
deve rispettare almeno i valori caratterizzati come “prestazione buona”
nell’Appendice B della UNI 11367
 Gli ambienti interni devono essere idonei al raggiungimento dei valori di
tempo di riverbero (T) e intelligibilità del parlato (STI) indicati nella
norma UNI 11532.

Un approfondimento sul tema è riportano nel Manuale ANIT “CRITERI


AMBIENTALI MINIMI DI ACUSTICA NELLE GARE D’APPALTO” scaricabile dal sito
ANIT nella sezione Pubblicazioni - Manuali

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2.3 Incentivi fiscali


Chi sostiene spese per lavori su edifici residenziali esistenti può fruire di una detrazione d’imposta Irpef. Tale
detrazione riguarda anche gli interventi finalizzati al contenimento dell’inquinamento acustico.

Sul tema delle detrazioni l’Agenzia delle Entrate ha realizzato uno specifico sito web ed una GUIDA, ai quali si
rimanda per un approfondimento del tema. Di seguito riportiamo una sintesi delle informazioni reperibili online.

La detrazione, disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi), è pari al 36%
delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità
immobiliare.
Tuttavia, per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, il decreto legge n. 83/2012 ha elevato al
50% la misura della detrazione e a 96.000 euro l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio.
Questi maggiori benefici sono poi stati prorogati più volte da provvedimenti successivi. Da ultimo, la legge di
stabilità 2017 ha prorogato al 31 dicembre 2017 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%),
confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare per le spese sostenute fino a quella
data.
Salvo ulteriori proroghe dal 1° gennaio 2018 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di
48.000 euro per unità immobiliare.

La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Tra i lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale
sono compresi quelli finalizzati al contenimento dell’inquinamento acustico.
Nella Guida predisposta dall’Agenzia delle Entrate, è specificato che tali lavori sono detraibili “purché sia
certificato il raggiungimento degli standard di legge”.

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è possibile considerare anche:
 le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse
 le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento
 le spese per l’acquisto dei materiali
 il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti
 le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi
 […]

Segnaliamo infine che se l’intervento di riqualificazione acustica è in grado di rispettare anche specifici
parametri di isolamento termico, sarà anche possibile accedere agli incentivi fiscali del 65%-70%-75% validi per
l’efficienza energetica.
La sostituzione di serramenti e altri interventi su superficie limitate dell’involucro possono richiedere una
detrazione fiscale pari al 65%, mentre interventi condominiali sulla parte opaca (ed eventualmente anche sulle
finestre) possono richiedere una detrazione fiscale pari al 70%-75%

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3. Soluzioni tecnologiche
Questo capitolo elenca alcune soluzioni tecnologiche che possono contribuire a migliorare le prestazioni
acustiche degli immobili.
Per ognuna si riportano una breve descrizione e considerazioni sull’utilizzo e la corretta posa in opera.
Non vengono invece fornite indicazioni in merito alle prestazioni delle singole soluzioni in quanto dipendono
considerevolmente dalle caratteristiche dell’edificio in esame.

Si evidenzia quindi l’importanza di far realizzare, prima dell’inizio dei lavori, una “diagnosi acustica” da un
progettista qualificato. Sia per scegliere la soluzione più adeguata per il proprio intervento, sia per determinare
quale sarà l’eventuale miglioramento delle prestazioni acustiche dell’edificio.
Questa e altre considerazioni introduttive vengono approfondite nei paragrafi che seguono.

3.1 Considerazioni generali


3.1.1 Trasmissioni laterali e ponti acustici
I rumori si trasmettono dall’ambiente “emittente” all’ambiente “ricevente” attraverso vari percorsi. A volte
pertanto non basta incrementare l’isolamento acustico di un unico elemento costruttivo per eliminare il
disturbo.

In alcuni casi inoltre, se ad esempio vengono richieste elevate prestazioni di fonoisolamento, può anche
diventare necessario attutire tutti i percorsi di rumore, provenienti da pareti, soffitto e pavimento, realizzando
una “scatola nella scatola”.

Infine l’eventuale presenza di elementi acusticamente deboli (ponti acustici) può ridurre drasticamente l’efficacia
di alcuni interventi.
Si consideri ad esempio la necessità di dover incrementare l’isolamento acustico rispetto ai rumori esterni. Se si
interviene solo sulle pareti e si trascurano eventuali serramenti caratterizzati da prestazioni molto scadenti,
l’intervento può risultare poco efficace o nullo dal punto di vista acustico per l’intera facciata finestrata.
Allo stesso modo un intervento di fonoisolamento sulla sola parete verticale divisoria tra unità immobiliari, può
risultare poco significativo o nullo se le pignatte del solaio in laterocemento mettono in comunicazione ambiente
emittente e ricevente.
Al contempo si evidenzia però che se l’intervento di riqualificazione viene eseguito proprio sull’elemento debole,
si possono ottenere elevati incrementi della prestazione fonoisolante complessiva.

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3.1.2 Diagnosi acustica: calcoli previsionali e misure in opera


Quanto appena indicato evidenzia chiaramente che la scelta dell’intervento di “ristrutturazione acustica” da
mettere in pratica in uno specifico contesto può dipendere da vari fattori.

In generale si raccomanda di:


 definire in primo luogo quale “obiettivo di isolamento” si vuole raggiungere (ad es: Rispetto di limiti di
legge? Prescrizioni del committente?)
 valutare l’entità dei vari percorsi di rumore nell’edificio in esame e la presenza di eventuali “ponti
acustici”

Per evitare la realizzazione di interventi inefficaci è quindi opportuno far eseguire a un esperto del settore una
“diagnosi acustica” prima di iniziare i lavori.
Il professionista, analizzando l’edificio con calcoli previsionali e verifiche in opera, potrà valutare quali sono gli
elementi deboli che richiedono priorità di intervento e definire quali soluzioni proporre, anche sulla base degli
obiettivi che si vogliono raggiungere.
Tale diagnosi inoltre permette di valutare quale può essere l’effettiva incidenza degli eventuali ponti acustici.

La tabella che segue sintetizza le norme tecniche in vigore che definiscono come eseguire i calcoli e le misure
fonometriche.

DESCRITTORE CALCOLI PREVISIONALI (*) MISURE IN OPERA


Isolamenti ai rumori aerei UNI EN ISO 12354-1 UNI EN ISO 16283-1
R’w UNI TR 11175
Livello di rumori da calpestio UNI EN ISO 12354-2 UNI EN ISO 16283-2
L’nw UNI TR 11175
Isolamento acustico di facciata UNI EN ISO 12354-3 UNI EN ISO 16283-3
D2m,nTw UNI TR 11175
Livello di rumore degli impianti UNI EN 12354-5 UNI 8199
LASmax - LAeq UNI EN ISO 16032
Tempo di riverbero UNI EN 12354-6 UNI EN ISO 3382-1/2/3
T60

(*) Nota: i Soci ANIT possono utilizzare il software Echo per il


calcolo previsionale dei requisiti acustici passivi (R’w, D2mnTw, L’nw e
T60)

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3.1.3 Posa in opera


La prestazione acustica in opera di un sistema costruttivo dipende in modo considerevole dalla sua corretta posa.
Si raccomanda pertanto di curare sempre la posa dei materiali seguendo le prescrizioni fornite dal produttore,
dal progettista acustico e le indicazioni riportate in specifiche norme tecniche (ad es. per i massetti galleggianti il
riferimento è la norma UNI 11516).

3.1.4 Materiali isolanti in intercapedine


Nel caso si stiano considerando pareti dotate di intercapedine (pareti doppie, pareti a secco, contropareti, ecc.) è
consigliabile inserire nella camera d’aria del materiale isolante. Il materiale contribuirà a migliorare le prestazioni
di isolamento termico della parete e ne modificherà le caratteristiche acustiche.

Quali materiali utilizzare?


25
7,5 7,5
Come indicazione di carattere generale si evidenzia che, se si
considerano pareti di partenza con basse prestazioni fonoisolanti, i
materiali fibrosi o porosi (caratterizzati da prestazioni fonoassorbenti)
o specifici prodotti fonoisolanti (adeguati per la posa in intercapedine),
permettono di incrementare le prestazioni di isolamento acustico della
parete. La struttura fisica di tali materiali infatti contribuisce a dissipare
l’energia sonora ed a limitare possibili problemi di risonanza
dell’intercapedine.

In generale comunque si evidenzia che:


 la scelta del materiale (tipologia, spessore, densità, ecc.) può
basarsi sui risultati di prove di laboratorio relative alle intere
partizioni
 occorre seguire le indicazioni di corretta posa in opera fornite
dal produttore
 il materiale isolante dovrà coprire tutta la superficie della
partizione.
 uno spessore maggiore di materiale fonoassorbente determina
25
in genere prestazioni migliori
7,5 7,5

Si specifica però che per le strutture a secco è preferibile che il


materiale isolante non riempia completamente l’intercapedine per
limitare possibili ponti acustici dovuti a scatolette elettriche. Infatti,
nel caso l’intercapedine venisse completamente riempita,
l’inserimento di una scatoletta determinerebbe la compressione del
materiale sulla lastra retrostante e, di conseguenza, la creazione di un
possibile collegamento rigido. In genere si consiglia un riempimento
pari al 80% dello spessore dell’intercapedine.

Il tema viene approfondito nelle schede dei singoli sistemi

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3.2 Contropareti a secco

L’intervento consiste nel rivestire una partizione esistente con


una controparete a secco, costituita da lastre e materiale
fonoassorbente in intercapedine, su orditura.

A COSA SERVONO
Le contropareti realizzate con sistemi a secco possono essere utilizzate per:
 incrementare la prestazione fonoisolante delle pareti interne
 incrementare la prestazione fonoisolante delle pareti di facciata
 Ridurre le “trasmissioni strutturali” dei rumori (ad es. rumori da calpestio, rumori da impianti,
trasmissioni laterali di rumori aerei)

TIPOLOGIE
Le contropareti possono essere di tipo:

Su struttura autoportante Collegate alla parete esistente

Si evidenzia la possibilità di realizzare sulle facciate anche “contropareti a secco esterne”, utilizzando specifici
materiali.

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CONSIDERAZIONI
L’incremento di potere fonoisolante (ΔRw) della partizione rivestita può essere determinato con le indicazioni
delle norme ISO 12354-1 e UNI TR 11175 e dipende da:
 massa delle lastre (lastre pesanti in genere determinano prestazioni migliori)
 spessore del materiale fonoassorbente in intercapedine
 spessore dell’intercapedine (in genere aumentando lo spessore aumenta la prestazione fonoisolante)
 connessioni rigide con la parete esistente e le strutture laterali (generalmente contropareti su struttura
autoportante determinano prestazioni migliori rispetto a contropareti collegate alla parete esistente. Si
consiglia di desolidarizzare sempre le strutture dalle partizioni esistenti)
 presenza di scassi impiantistici nella controparete (è opportuno ridurli al minimo)
 prestazione fonoisolante della parete esistente (basse prestazioni comportano un maggiore incremento
della prestazione fonoisolante)
 massa della parete esistente (masse minori comportano un maggiore incremento della prestazione
fonoisolante)

Inoltre è possibile valutare la prestazione fonoisolante (Rw) di parete + controparete, analizzando certificati di
laboratorio eseguiti ai sensi delle norme ISO 10140 (o ISO 140 in vigore in precedenza) su stratigrafie simili a
quella in esame.
I produttori di sistemi costruttivi hanno realizzato varie prove di laboratorio su questo tipo di stratigrafie
variando la parete di partenza, il tipo di controparete e introducendo in alcuni casi anche scassi impiantistici. Per
poter utilizzare questi dati occorre però valutare con attenzione che la parete in cantiere sia del tutto simile alla
parete testata di laboratorio, in particolare per quanto riguarda la parete di base.

In merito invece alla prestazione in opera del sistema, a fine lavori, si evidenzia che il risultato finale dipende
dell’entità delle trasmissioni laterali di rumore presenti o di eventuali ponti acustici. Ad esempio:
o presenza di trasmissioni laterali molto elevate (ad es. pignatte solaio laterocemento passanti)
o presenza di serramenti non performanti

Per la posa delle contropareti a secco si raccomanda di seguire le indicazioni dei produttori. Si segnala che la
norma UNI 11424 fornisce alcune indicazioni in merito.

Nel caso le contropareti interne vengano posate su pareti esterne si raccomanda di verificare, oltre alle
prestazioni acustiche, anche il possibile rischio di condensa interstiziale.

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3.3 Controplaccaggi

L’intervento consiste nel controplaccare una partizione


esistente con un sistema a secco, costituito da lastre
preaccoppiate a materiale fonoassorbente o materiale
resiliente.

A COSA SERVONO
I controplaccaggi possono essere utilizzati per:
 incrementare la prestazione fonoisolante delle pareti interne
 incrementare la prestazione fonoisolante delle pareti di facciata
 Ridurre le “trasmissioni strutturali” dei rumori (ad es. rumori da calpestio, rumori da impianti,
trasmissioni laterali di rumori aerei)

TIPOLOGIE
I controplaccaggi possono essere di tipo:

Incollati alla parete esistente Incollati e tassellati alla parete esistente

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CONSIDERAZIONI
L’incremento di potere fonoisolante (ΔRw) può essere determinato con le indicazioni delle norme ISO 12354-1 e
UNI TR 11175 e dipende da:
 massa delle lastre (lastre pesanti in genere determinano prestazioni migliori)
 caratteristiche e spessore del materiale accoppiato alla lastra
 connessioni rigide con la parete esistente e le strutture laterali (a parità di materiale accoppiato alla
lastra, generalmente controplaccaggi incollati determinano prestazioni migliori rispetto a controplaccaggi
incollati e tassellati. Si consiglia di desolidarizzare sempre il perimetro delle lastre dalle partizioni
esistenti)
 presenza di scassi impiantistici nella controparete (si consiglia di posizionarli esternamente per evitare
scassi nel materiale e contatti rigidi con la parete esistente)
 prestazione fonoisolante della parete esistente (basse prestazioni comportano un maggiore incremento
della prestazione fonoisolante)
 massa della parete esistente (masse minori comportano un maggiore incremento della prestazione
fonoisolante)
 Entità delle trasmissioni laterali di rumore o di eventuali ponti acustici. Ad esempio:
o presenza di trasmissioni laterali molto elevate (ad es. pignatte solaio laterocemento passanti)
o presenza di serramenti non performanti

Se si vuole ottenere un miglioramento del potere fonoisolante della parete è necessario utilizzare materiali con
elevate caratteristiche elastiche e adeguata rigidità dinamica (EPS elasticizzato, fibre di poliestere, fibra di legno,
gomma, lane minerali, lana di legno, polietilene, ecc.). Materiali non elasticizzati generalmente non
forniscono alcun beneficio e anzi, se comportano l’innescarsi di fenomeni di risonanza a determinate frequenze,
determinano un decremento della prestazione fonoisolante della parete.
Come per le contropareti è possibile valutare la prestazione fonoisolante (Rw) di parete + controplaccaggio,
analizzando certificati di laboratorio eseguite ai sensi delle norme ISO 10140 o ISO 140 su stratigrafie simili a
quella in esame.
Si ricorda che la presenza di ponti acustici o di trasmissioni laterali elevate può rendere l’intervento poco efficace
o nullo dal punto di vista acustico. Sia in termini di incremento che di decremento della prestazione fonoisolante.
Per la posa dei controplaccaggi si raccomanda di seguire le indicazioni dei produttori. Si segnala che per i
controplaccaggi incollati la norma UNI 11424 fornisce alcune indicazioni in merito (Intonaci a secco).

Nel caso i controplaccaggi interni vengano posate su pareti esterne si raccomanda di verificare, oltre alle
prestazioni acustiche, anche il possibile rischio di condensa interstiziale.

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3.4 Contropareti pesanti

L’intervento consiste nel rivestire una partizione esistente


con una controparete costituita da elementi “pesanti”, quali
ad esempio blocchi in calcestruzzo cellulare o laterizi, e
materiale fonoassorbente o resiliente in intercapedine.

A COSA SERVONO
Come per le contropareti a secco le contropareti “pesanti” possono essere utilizzate per:
 incrementare la prestazione fonoisolante delle pareti interne
 incrementare la prestazione fonoisolante delle pareti di facciata
 Ridurre le “trasmissioni strutturali” dei rumori (ad es. rumori da calpestio, rumori da impianti,
trasmissioni laterali di rumori aerei)

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Per quanto riguarda la “riduzione delle trasmissioni strutturali” si evidenzia


però che un eventuale contatto rigido tra controparete e altre strutture può
determinare anche un peggioramento delle prestazioni acustiche.

L’entità delle trasmissioni dipende dalla massa delle contropareti e dalla


tipologia di contatto

CONSIDERAZIONI
L’incremento di potere fonoisolante (ΔRw) della parete esistente dipende da:
 tipologia di materiali utilizzati (laterizi, intonaco, materiale isolante, ecc.)
 potere fonoisolante e massa della parete rivestita

Si specifica che l’entità dell’incremento NON può essere calcolato con le relazioni matematiche delle norme UNI
EN 12354-1 e UNI TR 11175 (che riguardano invece le sole contropareti a secco). Eventuali valutazioni possono
essere eseguite effettuando confronti con stratigrafie simili testate in laboratorio.
In alternativa, è possibile calcolare il potere fonoisolante (Rw) della parete singola e della parete rivestita e fare la
differenza dei due valori.

Per il resto valgono in sostanza le medesime considerazioni espresse per le contropareti a secco.
Si evidenzia in aggiunta l’importanza di verificare che il peso della controparete non gravi in modo eccessivo sul
solaio esistente.

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3.5 Insufflaggio di materiale in intercapedine

L’intervento consiste nell’insufflare nell’intercapedine di una


partizione esistente del materiale fonoassorbente.

A COSA SERVE
L’insufflaggio di materiale fonoassorbente nell’intercapedine di una parete doppia (esterna o divisoria tra unità
immobiliari) può contribuire a incrementare la prestazione fonoisolante della partizione.

CONSIDERAZIONI
L’incremento di potere fonoisolante (ΔRw) della parete esistente dipende da:
 tipologia di materiale isolante insufflato
 potere fonoisolante e massa della parete (come negli altri casi, è più facile migliorare le prestazioni di
una parete caratterizzata da bassa prestazione fonoisolante)

L’entità dell’incremento non può essere con le indicazioni delle norme ISO 12354-1 e UNI TR 11175. Si suggerisce
di analizzare eventuali certificati di laboratorio o prove in opera proposte dai produttori.

Per le considerazioni relative a entità delle trasmissioni laterali ed eventuali ponti acustici si rimanda in sostanza
a quanto già specificato per le contropareti a secco.

Per la corretta posa in opera si raccomanda di consultare tutte le indicazioni fornite dai produttori.

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3.6 Demolizione controtavolato e sostituzione con controparete a secco


L’intervento consiste nel sostituire uno dei tavolati di una parete doppia in laterizi con una controparete a secco,
costituita da lastre e materiale fonoassorbente.

A COSA SERVE
L’intervento può contribuire a incrementare la prestazione fonoisolante della partizione e determinare altri
benefici già descritti nella scheda delle contropareti a secco, alla quale si rimanda per approfondimenti.

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3.7 Isolamento con sistemi ETICS

I sistemi ETICS (External Thermal Insulation Composite


Systems) permettono di isolare dall’esterno le pareti di
facciata.
L’intervento consiste, in estrema sintesi, nel realizzare
un controplaccagio con materiale isolante e intonaco
sulla partizione.

A COSA SERVE
Realizzare un isolamento con sistemi ETICS su una parete di
facciata può contribuire a incrementare la prestazione
fonoisolante della parete opaca.

CONSIDERAZIONI
L’incremento di potere fonoisolante può essere determinato con
le indicazioni delle norme ISO 12354-1 e UNI TR 11175 e dipende
da vari fattori, in molti casi del tutto simili a quelli delle
contropareti a secco.

La prestazione acustica ottenuta dipende dal tipo di ETICS utilizzato, dalle tecniche di posa, dalle caratteristiche
della parete esistente. Si raccomanda pertanto, se necessario, di verificare tali aspetti con calcoli ad hoc.
Anche la tipologia di materiale isolante incide sulla prestazione finale.
Se si vuole ottenere un miglioramento del potere fonoisolante della parete è necessario utilizzare materiali con
caratteristiche elastiche (EPS elasticizzato, fibra di legno, lana di legno, lane minerali, ecc.). Materiali non
elasticizzati generalmente non forniscono alcun beneficio e anzi, se comportano l’innescarsi di fenomeni di
risonanza a determinate frequenze, determinano un decremento della prestazione fonoisolante della parete.
Anche in questo caso, come per le contropareti a secco, prove di laboratorio eseguite per testare la prestazione
fonoisolante di parete + ETICS, possono aiutare nella stima dell’efficacia del sistema.

Si ricorda che la presenza di serramenti scadenti può rendere l’intervento poco efficace o nullo dal punto di vista
acustico. Sia in termini di incremento che di decremento della prestazione fonoisolante.

Per la corretta posa dei sistemi ETICS si rimanda alle indicazioni dei produttori.

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3.8 Isolamento con intonaco isolante


Anche gli intonaci isolanti, come i sistemi ETICS,
possono contribuire a incrementare la prestazione
fonoisolante della parete opaca.
L’intervento consiste, in sostanza, nell’applicare uno
strato di intonaco isolante sulla parete esistente e
l’eventuale incremento di potere fonoisolante è
determinato dall’aumento di massa della partizione.

Dipende quindi dalle caratteristiche della parete di


base e dalla tipologia e dallo spessore dell’intonaco
applicato.

CONSIDERAZIONI
In merito all’efficacia dell’intervento valgono in sostanza le
medesime considerazioni espresse per i sistemi ETICS.

L’eventuale incremento di prestazione della parete opaca può


essere valutato con calcoli ad hoc
L’incremento di isolamento acustico dell’intera facciata dipende
considerevolmente dalle prestazione dei serramenti.

Per la corretta posa dei sistemi si rimanda alle indicazioni dei produttori.

3.9 Altri sistemi: facciate ventilate e pannelli isolanti intonacati


Anche l’isolamento mediante facciata ventilata o l’isolamento dall’interno, realizzato con pannelli isolanti
intonacati, possono contribuire a incrementare la prestazione fonoisolante delle pareti opache esterne.

Anche per questi sistemi valgono in sostanza le considerazioni già espresse per ETICS e intonaci isolanti.
L’incremento di prestazione dipende dalle caratteristiche della parete rivestita, dai materiali utilizzati e dalla
presenza o meno di elementi deboli.

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3.10 Controsoffitti continui

L’intervento consiste nel realizzare un controsoffitto continuo a secco,


costituito da lastre e materiale fonoassorbente in intercapedine.

A COSA SERVONO
I controsoffitti realizzati con sistemi a secco possono essere utilizzati per:
1. Incrementare la prestazione fonoisolante dei solai
2. Ridurre i rumori da calpestio
3. Incrementare l’isolamento delle falde del tetto

1 2 3
Inoltre il controsoffitto, se accoppiato a contropareti, può contribuire a incrementare la prestazione fonoisolante
delle pareti riducendo un percorso laterale.

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TIPOLOGIE
I controsoffitti possono essere di tipo:

Ribassati In aderenza Autoportanti


(collegamento tramite pendini) (collegamento con distanziatore) (collegamento a parete)

CONSIDERAZIONI
L’incremento di potere fonoisolante (ΔRw) e di isolamento ai rumori da calpestio (ΔLd) può essere determinato
con le indicazioni delle norme ISO 12354-1 e UNI TR 11175 e dipende dagli stessi fattori già indicati per le
contropareti a secco.

Si evidenzia che per i controsoffitti ribassati, esistono in commercio pendini “antivibranti” che possono
contribuire a ridurre ulteriormente la trasmissione di vibrazioni tra controsoffitto e solaio.

Inoltre l’utilizzo di più strati lastre, o di lastre accoppiate a specifici materiali fonoisolanti, può migliorare
ulteriormente le prestazioni del sistema.

Per ulteriori considerazioni si rimanda alla scheda delle contropareti a secco.

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3.11Massetti galleggianti

Massetto e
pavimento

Materiale
elastico

L’intervento consiste nello svincolare completamente


massetto e pavimentazione da solaio e pareti laterali,
mediante la posa di un materiale elastico resiliente.

Strato di
livellamento

Solaio e
strutture
laterali

A COSA SERVONO
I massetti galleggianti possono contribuire a:
 Ridurre il livello di rumore da calpestio nell’ambiente sottostante e negli ambienti adiacenti
 Contribuire a incrementare la prestazione fonoisolante di solai e pareti

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Si evidenzia che anche un intervento realizzato nell’ambiente “ricevente” può contribuire a incrementare il
comfort acustico rispetto ai rumori provenienti dagli ambienti vicini.

TIPOLOGIE
I massetti galleggianti possono essere realizzati utilizzando come materiali resilienti “a pavimento”:
 Rotoli
 Pannelli
 Materiali spruzzati in opera

CONSIDERAZIONI
L’incremento di isolamento ai rumori da calpestio (ΔLw) e di potere fonoisolante (ΔRw) possono essere
determinati con le indicazioni delle norme ISO 12354-1, ISO 12354-2 e UNI TR 11175.

Il miglioramento delle prestazioni acustiche dipende da:


 Tipologia di materiale resiliente
 Caratteristiche del massetto
 Caratteristiche del solaio esistente
 Caratteristiche delle pareti verticali collegate al solaio e tipologia di connessioni

Si evidenzia che la corretta posa in opera del sistema è


cruciale per il raggiungimento delle prestazioni definite nei
calcoli previsionali.
Si raccomanda di seguire le indicazioni dei produttori, del
progettista acustico e quanto indicato nella norma UNI
11516.

Per approfondire come vengono determinate le prestazioni


dei materiali resilienti, e la loro influenza sul risultato finale, si
rimanda alla relativa GUIDA ANIT sull’argomento.

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3.12 Massetti a secco


L’intervento consiste nel realizzare, sopra al solaio esistente, un massetto a secco con materiale granulare (o
materiale isolante resiliente) e lastre.

Massetto a secco: Massetto a secco:


Solaio, materiale granulare, lastra, pavimento Solaio, materiale resiliente, lastra, pavimento

Massetto a secco:
Solaio, materiale granulare, lastra, materiale resiliente, lastra, pavimento

A COSA SERVONO
Come i massetti galleggianti, anche i massetti a secco possono contribuire a:
 Ridurre il livello di rumore da calpestio nell’ambiente sottostante e negli ambienti adiacenti
 Incrementare la prestazione fonoisolante di solai e pareti

TIPOLOGIE
I massetti a secco possono essere realizzati utilizzando come materiali “a pavimento”:
 Materiale granulare
 Materiali isolanti resilienti

CONSIDERAZIONI
L’incremento di isolamento ai rumori da calpestio (ΔLw) e di potere fonoisolante (ΔRw) possono essere
determinati con le indicazioni delle norme ISO 12354-1, ISO 12354-2 e UNI TR 11175.

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Il miglioramento delle prestazioni acustiche dipende dalla


tipologia di materiali utilizzati e dalle caratteristiche delle
partizioni esistenti.
Per ulteriori considerazioni si rimanda a quanto già indicato
nella scheda dei massetti galleggianti.

Per la posa del sistema si raccomanda di seguire le indicazioni


dei produttori e quanto indicato nel manuale ANIT
“Accorgimenti per la corretta posa in opera dei sottofondi a
secco”.

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3.13 Materiali resilienti sottopavimento


L’intervento consiste nel posare, al di sotto della pavimentazione, un materiale resiliente di desolidarizzazione

Pavimento

Materiale
desolidarizzante

Pavimento
esistente

Solaio e
strutture
laterali

A COSA SERVONO
I materiali resilienti sottopavimento possono contribuire a ridurre il livello di rumore da calpestio nell’ambiente
sottostante e negli ambienti adiacenti.

 Nel caso di posa flottante, alcuni prodotti possono contribuire anche a ridurre il livello di rumore
nell’ambiente in cui vengono installati.

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TIPOLOGIE
Si evidenzia che:
 esistono in commercio specifiche tipologie di prodotti studiati in base alle diverse pavimentazioni (sotto-
piastrella, sotto-parquet, ecc.) e alle diverse tecniche di posa (flottante, incollata, ecc.).
 I prodotti sottopavimento devono essere caratterizzati da adeguate prestazioni meccaniche al fine di
evitare danni al rivestimento superficiale.

CONSIDERAZIONI
L’incremento di isolamento ai rumori da calpestio (ΔLw) può essere determinato con le indicazioni delle norme
ISO 12354-2 e UNI TR 11175.
Il miglioramento delle prestazioni acustiche dipende dalle caratteristiche del rivestimento, dalla tipologia di
materiale resiliente utilizzato e dalle caratteristiche delle partizioni esistenti.
Per la posa si raccomanda di seguire le indicazioni dei produttori.

La scelta di un prodotto resiliente per la posa flottante di pavimenti laminati può essere eseguita facendo
riferimento alla norma UNI CEN/TS 16354, che elenca i criteri di valutazione ed i metodi di misura delle
caratteristiche dei prodotti.

Per la posa in opera è possibile fare riferimento ai quaderni tecnici pubblicati da associazioni di settore quali ad
esempio EPLF (Association of European Producers of Laminate Flooring) e MMFA (Multilayer Modular Flooring
Association).

Infine si evidenzia che la norma UNI 11368-2 indica i criteri e le metodologie da applicare per la valutazione della
posa in opera di pavimentazioni di legno e parquet per uso interno con posa flottante.

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3.14 Sistemi di rivestimento a pavimento


L’intervento consiste nel rivestire il solaio, o la pavimentazione esistente, con una pavimentazione resiliente.

A COSA SERVONO
I sistemi di rivestimento a pavimento possono contribuire a:
 ridurre il livello di rumore da calpestio nell’ambiente sottostante e negli ambienti adiacenti
 ridurre il livello di rumore nell’ambiente in cui vengono installati.

I sistemi possono essere posati sul pavimento esistente o direttamente sullo strato di supporto

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TIPOLOGIE
Tra le tipologie di rivestimenti in commercio vi sono:
 Rivestimenti in doghe modulari da posare a secco o a colla
 Teli in PVC da posare a secco o a colla
 Piastre da posare a secco o a colla
 Moquette
 Linoleum
 ecc.

Le prestazioni anticalpestio di alcuni sistemi di rivestimento possono essere migliorate posando, al di sotto degli
stessi, uno strato resiliente aggiuntivo. È opportuno però specificare che non tutti i materiali resilienti sono adatti
allo scopo.
La scelta di uno specifico prodotto dipende infatti:
 dalla tipologia di sistema di rivestimento a pavimento
 dalla tipologia di posa
 dalla destinazione d’uso dell’ambiente abitativo.

CONSIDERAZIONI
L’incremento di isolamento ai rumori da calpestio (ΔLw) può essere determinato con le indicazioni delle norme
ISO 12354-2 e UNI TR 11175.
Il miglioramento delle prestazioni acustiche dipende dalla tipologia di rivestimento utilizzato e dalle
caratteristiche delle partizioni esistenti.

Per la posa si raccomanda di seguire le indicazioni dei produttori.

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3.15 Pavimenti sopraelevati


L’intervento consiste nel rivestire il solaio o la pavimentazione esistente con un pavimento sopraelevato.

A COSA SERVONO
Anche i pavimenti sopraelevati possono ridurre il livello di rumore da calpestio nell’ambiente sottostante e negli
ambienti adiacenti.

CONSIDERAZIONI
L’incremento di isolamento ai rumori da calpestio (ΔLw) può essere determinato con le indicazioni delle norme
ISO 12354-2 e UNI TR 11175.
Il miglioramento delle prestazioni acustiche dipende:
 dalla tipologia di pavimento sopraelevato,
 dalle caratteristiche delle strutture esistenti
 dalla presenza o meno di materiale resiliente alla base dei piedini.
 dalla presenza o meno di materiale fonoassorbente nell’intercapedine.
 dalla desolidarizzazione tra pavimento e pareti verticali

Per la posa si raccomanda di seguire le indicazioni dei produttori.

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3.16 Interventi su serramenti, cassonetti e bocchette di aerazione

Generalmente gli elementi “acusticamente deboli” sulle facciate sono i serramenti, i cassonetti e le bocchette di
aerazione.
Questi, se caratterizzati da bassa prestazione fonoisolante rispetto alle pareti opache, sono i principali
responsabili dell’isolamento di facciata. Come già indicato in precedenza un corretto intervento su questi
elementi può quindi determinare un sensibile miglioramento dell’isolamento ai rumori esterni.

Per individuare quali sono gli elementi acusticamente deboli della facciata può risultare particolarmente utile
eseguire una misurazione fonometrica ante-operam.

La sostituzione degli elementi esistenti con altri più performanti è in genere la soluzione più efficace e i calcoli
previsionali, per determinare quali prodotti utilizzare, possono essere eseguiti seguendo le norme ISO 12354-3 e
UNI TR 11175.

Le prestazioni fonoisolanti degli elementi (Rw serramenti; Dnew cassonetti e bocchette di aerazione) possono
essere certificate con misure di laboratorio eseguite ai sensi delle norme serie ISO 10140.

In alcuni casi per i serramenti possono risultare efficaci anche interventi quali:
 Sostituzione dei vetri
 Sostituzione di guarnizioni,
 Ripristino delle sigillature lungo il perimetro
 Controllo della corretta regolazione delle meccaniche di chiusura

Per i cassonetti invece si segnala che esistono in commercio sistemi fonoisolanti e fonoassorbenti da inserire
all’interno dell’elemento, se vi è lo spazio necessario, per incrementare le prestazioni termiche e acustiche.

Per le bocchette di aerazione infine sono presenti sul mercato ingressi aria di tipo silenziato che, grazie a una
struttura interna a labirinto, riducono sensibilmente l’ingresso dei rumori esterni.

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In tutti i casi è di fondamentale importanza la corretta posa in opera degli elementi. La norma UNI 11296 fornisce
alcune indicazioni in merito.

Immagini tratte da UNI 11296

Un ulteriore intervento, che può determinare un sensibile


incremento della prestazione fonoisolante della facciata, è la posa
di un secondo serramento esterno.

Questo, oltre a schermare il serramento esistente, può contribuire


a eliminare il ponte acustico determinato dalla presenza del
cassonetto.

3.17 Sostituzione delle falde dei tetti


Nel caso l’intervento di ristrutturazione comporti la completa ricostruzione del tetto, e nel sottotetto siano
presenti ambienti abitativi, occorre prevedere una stratigrafia in grado di garantire adeguato comfort termico e
acustico.

In particolare, se si considerano tetti leggeri in legno, si deve verificare con attenzione la prestazione
fonoisolante della stratigrafia, che diventa preponderante per l’isolamento dell’intera facciata, senza però
sottovalutare eventuali elementi deboli (finestre da tetto, camini, ecc.).
Tale parametro può essere stimato mediante l’analisi di certificati di laboratorio eseguiti su stratigrafie simili a
quella in esame.

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3.18 Controllo dell’acustica interna: pannelli, controsoffitti, intonaci


La correzione acustica di un ambiente deve essere progettata in funzione della destinazione d’uso dell’ambiente
stesso e dipende dalle sue caratteristiche geometriche. Un riferimento normativo che fornisce indicazioni in
merito è la norma UNI 11532 “Caratteristiche acustiche interne di ambienti confinati”.

La correzione può essere eseguita posizionando a parete o a soffitto specifici materiali o sistemi fonoassorbenti,
in grado di ridurre le riflessioni delle onde sonore.

Tra le soluzioni vi sono:

Realizzazione di controsoffitti o contropareti


Posa di pannelli fonoassorbenti
fonoassorbenti

Applicazione di intonaci fonoassorbenti

Ogni soluzione è caratterizzata da specifiche prestazioni fonoassorbenti che variano in base alla tipologia di
materiale utilizzato e al suo posizionamento nell’ambiente.

Generalmente:
 I materiali fibrosi o porosi determinano un buon fonoassorbimento alle frequenze medio alte
 Le lastre forate (risuonatori acustici) funzionano a specifiche frequenze che dipendono dalle dimensioni
dei fori
 I pannelli vibranti, ad esempio lastre in gesso rivestito continue o compensato, vengono invece utilizzati
per assorbire le frequenze medio basse

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Coeff.
Assorbimento

1
125 4000 F

Materiali fonoassorbenti
Risuonatori acustici
Pannelli vibranti

125 4000 Freq. [Hz]


Coefficienti di assorbimento qualitativi di materiali e sistemi
Materiali fonoassorbenti
Risuonatori acustici
Le prestazioni fonoassorbenti di una soluzione
Pannelli vibranti variano in base al suo posizionamento rispetto alla superficie
trattata. Ad es. uno specifico pannello fonoassorbente determina prestazioni diverse se posato a contatto con la
parete oppure a una certa distanza dalla partizione.

Tra le possibili tecniche di posa dei pannelli fonoassorbenti vi sono:

In aderenza alla partizione (parete o soffitto) Sospesi a isola (in orizzontale)

Sospesi a baffles (in verticale) In sostituzione a elementi di controsoffitti modulari

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La posizione degli elementi fonoassorbenti dipende da aspetti tecnici e pratici. Ad esempio in una sala corsi è
sconsigliato porre i pannelli alle spalle del relatore. Ridurrebbero il livello del parlato verso gli ascoltatori.

Inoltre, per limitare fenomeni di riflessioni sonore, si suggerisce evitare che vi siano due superfici contrapposte
entrambe non rivestite con elementi fonoassorbenti.

I calcoli analitici per determinare quali sistemi utilizzare possono essere eseguiti con la norma UNI EN 12354-6.
Per la misura in laboratorio dei coefficienti di assorbimento acustico il riferimento è invece la ISO 354.

Si segnala che altri elementi che possono contribuire a correggere l’acustica interna sono:
 Elementi di arredo con caratteristiche fonoassorbenti (ad es. tendaggi, sedie, ecc.)
 Rivestimenti a pavimento fonoassorbenti (ad es. moquette, tappeti, ecc.)

Si specifica infine che la posa di elementi fonoassorbenti leggeri su una partizione divisoria tra ambienti,
contribuisce a correggere l’acustica interna della stanza, ma generalmente non determina un incremento della
prestazione fonoisolante della partizione stessa (cfr. immagine seguente).

Parete senza elemento fonoassorbente Parete con elemento fonoassorbente

Nota: La freccia rossa rappresenta l’onda sonora incidente sulla parete. L’immagine evidenzia che il pannello fonoassorbente incide
sull’onda sonora riflessa (freccia arancione) e non sull’energia trasmessa nell’ambiente ricevente (frecce blu e verde).

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3.19 Riqualificazione acustica di impianti


Ridurre il rumore degli impianti è una operazione che richiede varie attenzioni.

Gli interventi possono riguardare:


 Il controllo del rumore di impianti esistenti (ad es. voglio limitare il disturbo generato da un impianto
condominiale nella mia unità immobiliare)
 La riduzione del rumore di impianti che il committente deve installare (ad es. installazione di un nuovo
bagno nel caso di riqualificazione di un appartamento)

Generalmente si ottengono buoni risultati se è possibile agire direttamente sull’impianto.


Tra gli interventi possibili vi sono:
 Sostituzione dell’impianto con uno meno rumoroso
 Spostamento dell’impianto in un ambiente lontano da recettori sensibili
 Realizzazione di interventi volti a ridurre la rumorosità dell’impianto

Tra questi ultimi vi sono:


 Fonoisolamento della macchina (ad es. cabinatura)
 Riduzione della trasmissione di vibrazioni tra impianto e strutture edili:
o utilizzo di supporti antivibranti
o posa dell’impianto su basamento inerziale svincolato dalle strutture edili
o desolidarizzazione della macchina dai canali
o desolidarizzazione di sanitari e canali di scarico da solai e pareti, ecc.

Macchina

Supporti antivibranti
Basamento inerziale
Materiale resiliente

Solaio portante

Indicazioni generali per ridurre a trasmissione di vibrazioni tra macchina e strutture edili

Ad esempio per ridurre i rumori generati dai canali di scarico dei WC, occorre limitare i rumori aerei generati nei
canali e le vibrazioni trasmesse dai canali alle strutture.
È quindi possibile intervenire con i seguenti accorgimenti:
 utilizzare tubazioni di tipo silenziato (ad es. prodotti stratificati o di massa elevata)
 rivestire i tubi non silenziati con materiali fonoisolanti
 inserire le tubazioni in cavedi impiantistici
 inserire nei cavedi del materiale fonoassorbente
 fasciare i canali con materiale elastico (ad es. “calze” in polietilene) nei punti in cui il tubo entra in
contatto con le strutture edilizie (attraversamenti a parete o solaio)
 utiizzare collari di tipo silenziato

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Guida per i SOCI ANIT GUIDA ANIT – Acustica e ristrutturazioni

Parete cavedio Tubi di scarico


di tipo silenziato

Collari di tipo
silenziato

Materiale
fonoassorbente

Solaio

Materiale elastico

Indicazioni generali per l’isolamento dei canali di scarico

Interventi eseguiti sull’ambiente disturbato, come ad esempio contropareti e controsoffitti a secco, devono
essere valutati con attenzione. Occorre infatti intercettare tutti i percorsi di trasmissione del rumore
potenzialmente disturbanti.

Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico


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Guida per i SOCI ANIT GUIDA ANIT – Acustica e ristrutturazioni

4. Considerazioni conclusive
In questa guida si è cercato di evidenziare in modo semplice e schematico quale è la legislazione in vigore sul
tema di acustica e ristrutturazioni, e quali sono le possibili soluzioni tecnologiche per il miglioramento delle
prestazioni degli edifici esistenti.

Come già indicato in precedenza si ribadisce che, a prescindere dalla presenza o meno di specifici limiti di legge,
un intervento di riqualificazione può diventare l’occasione per migliorare le prestazioni acustiche dell’immobile.
Vi sono casi in cui si possono presentare della criticità per risolvere alcune problematiche, ma una diagnosi
acustica preventiva può aiutare a individuare quali interventi è opportuno realizzare.

Auspichiamo che questa Guida ANIT possa essere di aiuto per tutti coloro che vogliono salvaguardare il
benessere delle persone grazie a un corretto isolamento acustico degli edifici esistenti.

STRUMENTI ANIT PER LA PROFESSIONE

“Manuale di acustica edilizia”


Il volume 3 della collana editoriale ANIT “L’isolamento termico e acustico” è stato
sviluppato con l’intento di fornire informazioni specifiche, in maniera semplice e
chiara, ai tecnici che decidono di approfondire il tema dell’acustica edilizia.
È uno strumento utile sia per i progettisti edili, che intendono esaminare i
problemi di controllo dei rumori, sia per gli “acustici” che si avvicinano per la prima
volta al mondo dell’edilizia.

“La classificazione acustica delle unità immobiliari”


Il volume 6 della collana editoriale ANIT “L’isolamento termico e acustico”
racconta, in modo semplice e pratico, i contenuti della norma tecnica fornendo
indicazioni in merito a procedura di classificazione, tecniche di campionamento,
classificazione a favore di sicurezza con la Norma UNI 11444 ed esempi di
applicazione pratica.

Software ECHO
Il software ANIT per calcolare i requisiti acustici passivi degli edifici e determinare
la classificazione acustica delle unità immobiliari.

Gratuito per i soci ANIT!

Maggiori informazioni su: www.anit.it

Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico


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ANIT, Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico, ha tra gli obiettivi generali la diffusione, la
promozione e lo sviluppo dell'isolamento termico ed acustico nell'edilizia e nell'industria come mezzo per
salvaguardare l'ambiente e il benessere delle persone.

ANIT
 diffonde la corretta informazione sull'isolamento termico e acustico degli edifici
 promuove la normativa legislativa e tecnica
 raccoglie, verifica e diffonde le informazioni scientifiche relative all'isolamento termico ed acustico
 promuove ricerche e studi di carattere tecnico, normativo, economico e di mercato.

I soci ANIT si dividono nelle categorie


 SOCI INDIVIDUALI: Professionisti e studi di progettazione
 SOCI AZIENDA: Produttori di materiali e sistemi per l’isolamento termico e acustico
 SOCI ONORARI: Enti pubblici e privati, Università e Scuole Edili, Ordini e Collegi professionali

STRUMENTI PER I SOCI


I soci individuali ricevono

I software ANIT, per


Costante aggiornamento
calcolare tutti gli aspetti
sulle norme in vigore con
dell’efficienza energetica e
le GUIDE ANIT
dell’acustica degli edifici

Servizio di chiarimento
Abbonamento alla rivista
tecnico da parte dello
specializzata Neo-Eubios
Staff ANIT

La quota associativa ha un costo di € 95 + IVA e validità di 12 mesi


Per informazioni
www.anit.it info@anit.it Tel. 0289415126
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