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PS Review of FM & Luca Ferruzzi - All Rights Reserved - 2006

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Date (Dates)
Vedi Calendario Massonico
Dedica (Dedication)
Dopo ledificazione di una sala massonica questa dedicata, per mezzo di cerimonie ben note ed
impressionanti, alla Massoneria, alla Virt, ed alla Benevolenza Universale.
Le logge, invece, sono dedicate in modi diversi. Anticamente esse erano dedicate a Re Salomone
in quanto fondatore della massoneria dell'arte antica, e primo Eccellentissimo Gran Maestro. Le
logge cristiane sono dedicate generalmente a San Giovanni Battista e a San Giovanni Evangelista;
cosi che in ogni loggia ben regolata pu notarsi un certo punto allinterno di un cerchio dove si
trovano due linee perpendicolari dette le "linee parallele, " che rappresentano, appunto, questi due
santi.
In quelle logge inglesi che hanno adottato il sistema di lavorare dell'unione, la dedica a "Dio ed al
suo servizio, " mentre le due linee parallele rappresentano allora Mos e Salomone. Tale
cambiamento fu adottato dalla Gran Loggia dInghilterra nel 1813 per controbattere alle accuse di
settarismo che le erano mosse.
In un altro lavoro personale, ho comunque cercato di dimostrare che tale dedica non viene da noi
usata per ottenere lintercessione dei santi stessi, ma piuttosto per onorare ci che essi hanno
compiuto non in quanto Cristiani, ma come eminenti massoni; non perch santi, ma come uomini
buoni e pii; non come insegnanti appartenenti ad una setta religiosa, ma come luminosi esempi di
tutte quelle virt che i massoni riveriscono e praticano (1).
Riguardo alla causa originale di questa dedica, le logge inglesi hanno conservato una tradizione
che, come fatto curioso, pu essere qui menzionata, e per la quale sono grato allottimo Periodico
del Fratello Moore, vol. ii., p. 263.
"Dalla costruzione del primo tempio a Gerusalemme fino al periodo della prigionia babilonese, le
logge massoniche erano dedicate a Re Salomone; da allora, fino all'arrivo del Messia, esse furono
dedicate a Zerubabele, il costruttore del secondo tempio; e da quel periodo fino poi alla distruzione
finale del tempio da parte di Tito, nel regno di Vespasiano, esse furono dedicate a San Giovanni
Battista; ma a causa dei molti massacri e disordini legati a quellevento memorabile, la Massoneria
inizi un lungo periodo di decadenza; molte logge furono completamente distrutte, e solo poche
potettero incontrarsi con un sufficiente numero di persone tale da poterne garantire la legalit.
Nel corso di una riunione generale dell'arte, tenutosi nella citt di Beniamino, fu osservato che la
ragione principale per il declino della massoneria era da ricercarsi nella mancanza di un Gran
Maestro appropriato; essi quindi delegarono sette dei loro membri pi eminenti ad incontrare San
Giovanni l'Evangelista, che era a quei tempi Vescovo di Efeso, per offrirgli l'ufficio di Gran Maestro.
Egli rispose che, sebbene si trovasse in et avanzata (allepoca oltre i novanta), essendo stato
iniziato alla massoneria ai tempi della sua giovinezza, volentieri avrebbe atteso a quellufficio; con
la sua saggezza, egli quindi complet ci che l'altro San Giovanni aveva iniziato per mezzo del suo
zelo, tracciando cos quello che i massoni chiamano una parallela; da allora ogni loggia massonica
di paesi cristiani dedicata sia a San Giovanni il Battista che a San Giovanni l'Evangelista."
Ma non difficile, io credo, tracciare pi correttamente e filosoficamente la vera origine di
questusanza. Nella massoneria spuria, ben nota come i misteri delle nazioni Pagane, possiamo
trovare le ragioni pi plausibili per la celebrazione delle nostre feste nei mesi di giugno e di
dicembre, e per la dedica delle nostre logge a San Giovanni il battista ed a San Giovanni
l'Evangelista.
Secondo la testimonianza dello scrittore ebreo Maimonides, i post diluviani, o Maghi di Persia,
almeno fino al periodo in cui il loro rituale fu migliorato e purificato da Zoroastro, cos come, molto
probabilmente gli antichi Druidi, ebbero nei loro riti gran rispetto e persino adorazione per il Sole,
Albert G. Mackey - Lessico Della Libera Muratoria

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considerato essere la fonte di luce, vita ed abbondanza, ed il rappresentante visibile del principio
naturale invisibile creativo e conservativo.
Per tali sette, il periodo nel quale il sole raggiungeva la sua massima declinazione settentrionale e
meridionale per entrare nei segni zodiacali del Cancro e del Capricorno, preannunciato comera
dai pi evidenti effetti sulle stagioni e sulla lunghezza dei giorni e delle notti, non avrebbe potuto
passare inosservato; ma, al contrario, dovrebbe aver occupato una parte preminente nei loro
rituali.
Ora questi giorni importanti cadono rispettivamente il 21 giugno ed il 22 dicembre.
Nella massoneria spuria degli antichi questi giorni erano, indubbiamente, celebrati come cicli
continui nell'esistenza della gran fonte di luce, oggetto della loro adorazione. I nostri antichi fratelli
adottarono quindi tale pratica, abbandonando per, in obbedienza alle loro dottrine pi pure, i
principi idolatri connessi a tali date, e confinando la celebrazione esclusivamente alla loro
importanza astronomica.
Ma quei tempi sono passati. Venne il Cristianesimo a mescolare i propri raggi con la luce della
massoneria, ed i nostri antenati cristiani, scoprendo che la chiesa si era appropriata di due giorni
prossimi a questi periodi solstiziali dedicandoli alla memoria di due eminenti santi, incorporarono
queste festivit nel calendario massonico, e li adottarono come patroni del nostro ordine.
A tale cambiamento i primi Massoni cristiani si adattarono prontamente, anche a cagione delle
particolari caratteristiche di questi santi. San Giovanni il Battista a causa dellannunciazione
dellavvento di Cristo e dall'abluzione mistica alla quale sottoponeva i propri proseliti, quella stessa
abluzione che fu adottata in seguito nella cerimonia di iniziazione al Cristianesimo, potrebbe
essere ben considerato come il Gran Gerofante della chiesa, mentre la natura misteriosa ed
emblematica dell'Apocalisse estendeva alla fratellanza gli stessi modi di insegnamento adottati da
San Giovanni l'Evangelista.
E in questo modo che io faccio risalire lattuale sistema di dediche, attraverso questi santi,
all'adorazione di tipo Eliacale degli antichi.
I Capitoli dell'Arco reale sono dedicati a Zerubabele, Principe o Governatore di Giuda, mentre gli
Accampamenti di Cavalieri Templari a San Giovanni Elemosiniere. Le logge del Marchio
dovrebbero essere dedicate a Hiram il Costruttore; Quelle di Ex-Venerabili ai due San Giovanni, e
quelle di Eccellentissimi Maestri a Re Salomone.
1. Vedi, a tale riguardo, un articolo dellautore pubblicato in Moores Freemasons Mag., v. iii. P. 6.

Dedica del Tempio (Dedication of the Temple)


Dopo aver completato il tempio, Salomone lo dedic a Geova nel mese Tizri, 2999 anni dopo la
creazione, e 1005 anni prima dell'avvento di Cristo.
La tradizione massonica ci dice che egli riun i nove Assistenti Gran Maestri nel santo luogo dal
quale ogni luce naturale era stata accuratamente esclusa, e che solo riceveva la luce artificiale
emanata dall'est, dallovest e dal sud, luogo nel quale egli fece le necessarie sistemazioni,
dopodich rimase in piedi davanti l'altare del Dio, profferendo quella bellissima invocazione e
preghiera che ritroviamo nellottavo capitolo del 1 Libro dei Re (1).
1. Oliver. Landmarks, i. 580

Delegato (Proxy)
Il rappresentante di una loggia alla Gran Loggia. Ogni loggia ha il diritto di essere rappresentata
dal suo Maestro e dai Sorveglianti. Ma quando una loggia si trova distante dalla sede della Gran
Loggia, tanto da rendere difficile per quegli ufficiali il frequentare, la loggia pu delegare uno o pi
Ex-Venerabili, sotto il sigillo della loggia e le firme del Maestro Venerabile e del Segretario, a
rappresentarla alla Gran Loggia.
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Il mandatario ha tutto il potere che il Venerabile ed i Sorveglianti avrebbero avuto qualora presenti.
Egli pu votare secondo coscienza per l'interesse della loggia e lonore dell'arte, a meno che non
sia diversamente istruito dalla loggia, nel qual caso egli tenuto a rispettare il volere espresso
dalla loggia che rappresenta. Non necessario che un delegato debba essere membro della
loggia che l'ha nominato; al contrario, generalmente non lo .
Delta (Delta)
Un triangolo. Il nome di un arredo in un Accampamento di Cavalieri Templari che, essendo di
forma triangolare, deriva il proprio nome dalla lettera greca , o delta. E anche il titolo che si d,
nei riti Francese e Scozzese, al triangolo luminoso che racchiude il nome ineffabile.
Dermott, Laurence
Dapprima Gran Segretario ed in seguito Deputato Gran Maestro di quel corpo di massoni che, nel
1739, dettero origine ad una secessione dalla Gran Loggia di Inghilterra e si definirono gli "Antichi
Massoni di York", stigmatizzando i massoni regolari come " moderni."
Nel 1764 Dermott pubblic il Libro delle Costituzioni della sua Gran Loggia con il titolo di "Ahiman
Rezon, un compendio per tutti coloro che fossero o avrebbero voluto esser Liberi ed Accettati
Massoni, contenente la quintessenza di tutto ci che stato pubblicato sulla Frammassoneria."
Quellopera vide molte edizioni, lultima delle quali fu compilata, nel 1813 da Tommaso Harper,
Deputato Gran Maestro dei Massoni Antichi, sotto il titolo di "Le Costituzioni della
Frammassoneria, o Ahiman Rezon." Tale testo non comunque considerato ufficiale per quanto
attiene la legge massonica.
Desaguliers
Giovanni Theophilus Desaguliers, LL.D., F.R.S., scrittore erudito e conferenziere di filosofia
sperimentale, fu il secondo Gran Maestro dopo la riorganizzazione della Frammassoneria nel
1717. Nel 1720 egli compil, assieme con il Dott. Anderson, la prima versione di letture
massoniche oggi esistente, il cui uso stato da lungo tempo dismesso per altri pi moderni e
completi. Nacque a La Rochelle, in Francia, il 12 marzo 1683 e mor a Londra nel 1749.
Deus Meumque Jus
Dio il mio diritto. Motto del 33 grado, rito Antico ed Accettato.
Diacono (Beadle)
Ufficiale di un consiglio di Cavalieri del Santo Sepolcro, corrispondente al Secondo Diacono di una
loggia simbolica.
Diacono (Deacon)
In ogni loggia simbolica ben regolata, i due ufficiali interni di rango pi basso sono il Primo ed il
Secondo Diacono. Il Primo nominato dal Maestro ed il Secondo dal Primo Sorvegliante. E a
questi ufficiali che viene affidata l'introduzione dei visitatori in loggia. I loro doveri comprendono
inoltre la sorveglianza generale della sicurezza della loggia, mentre essi sono i mandatari degli
ufficiali che li hanno nominati.
Per questi motivi il loro gioiello, alludendo alla necessit di circospezione e di giustizia, composto
da squadra e compasso. Al centro, il Primo Diacono ha un sole, ed il Secondo Diacono una luna,
che distinguono le loro rispettive qualifiche.
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Nel rito di Misraim, i diaconi sono detti accoliti. L'ufficio di Diacono in Massoneria sembra esser
derivato da quello della chiesa primitiva. Nella chiesa greca i diaconi erano i , pylori o
portieri, e nelle Costituzioni Apostoliche al diacono veniva ordinato di stare in piedi di fronte alla
porta degli uomini, mentre il sotto-diacono era posto a quella delle donne, per assicurarsi che
nessuno entrasse o uscisse durante loblazione (1).
1. Const. Apost., lib. Viii., Cap. ii.

Dichiarazione dei Candidati (Declaration of Candidates)


Vedi Domande ai Candidati.
Dimissioni (Resignation)
A nessun fratello dovrebbe essere permesso dimettersi, a meno che egli non sia in regola col
pagamento delle capitazioni. Alcune logge comunque, a causa dun erroneo senso di gentilezza,
hanno permesso ai loro membri di dimissionarsi piuttosto che ricorrere alle sanzioni penali della
sospensione o dellespulsione; tutto ci manifestamente sbagliato.
Se un Massone non degno di appartenere ad una loggia in particolare, allora non vi sono ragioni
perch egli possa appartenere all'ordine in genere.
Inoltre, laccettare una lettera di dimissioni una specie di tacito riconoscimento del fatto che il
membro dimissionario non sia passibile di alcun rimprovero. Cos facendo, altre logge potrebbero
essere ingannate, permettendo l'ammissione di coloro che sarebbero dovuti essere originalmente
curati o espulsi (1) dalla loggia dalla quale si erano dimessi.
La dimissione di un membro cessa ogni collegamento tra quella persona e la loggia originaria, ma
non influenza le sue relazioni di tipo generale con l'ordine, n tantomeno i suoi doveri obbligatori di
Massone.
1. Qu sanari poterunt, quacunque ratione sanabo; qu resecanda erunt, non patiar ad perniciem civitatis manare.
Cicero in Catalin.

Dio (God)
I Frammassoni sono sempre stati adoratori dellunico vero Dio. "Questa," dice lHutchinson (1), "fu
la pietra angolare sulla quale i nostri fondatori credettero opportuno porre le fondamenta della
massoneria."
Mentre il mondo attorno a loro era infetto dalladorazione del sole e delle bestie e da tutte le
assurdit del politeismo la massoneria, seppur nelle sue forme spurie degli antichi misteri, era
lunica che si occupasse di innalzare altari a Colui che , dichiarando ed insegnando l'unit della
Divinit.
Josephus, nella sua difesa degli ebrei contro Apione, riassume in poche parole questa dottrina dei
misteri ed il suo conformarsi con la credenza ebraica che era, naturalmente, identica con quella dei
Frammassoni. "Dio, perfetto e benedetto, contiene ogni cosa, esiste in se stesso ed la causa di
ogni esistenza, l'inizio, il mezzo, e la fine di ogni cosa." (2)
Spirit of Masonry, p. 6.
2. Joseph. Contra Ap., lib. Ii., cap.2.

Dispensa (Dispensation)
Un permesso di poter fare ci che altrimenti sarebbe impedito dalle costituzioni e dagli usi
dell'ordine. Il potere di accordare Dispense viene detenuto dal Gran Maestro o dal suo
rappresentante, ma non dovrebbe essere esercitato che in occasioni straordinarie o per ragioni
particolari. La dispensa pu essere utilizzata in solamente quattro circostanze.

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1. Una loggia non pu esser aperta e lavorare a meno che non venga prima concessa una Bolla di
Costituzione da parte della Gran Loggia; ma il Gran Maestro, usando il suo potere di dispensa pu
autorizzare un sufficiente numero di fratelli ad aprire e tenere i lavori di loggia fino alla successiva
riunione di Gran Loggia. Nel corso poi di questa riunione la Dispensa del Gran Maestro deve
essere revocata o confermata. Una loggia costituitasi sotto Dispensa non pu esser rappresentata
o votare in Gran Loggia.
2. Nel corso degli stessi lavori di loggia non possono essere iniziati pi di cinque candidati ma il
Gran Maestro pu, in caso di necessit, autorizzare una loggia a crearne quanti egli ne ritenga
necessario.
3. Nessuno fratello pu allo stesso tempo appartiene a due logge situate a meno di tre miglia l'una
dell'altra, ma il Gran Maestro pu dispensare anche da questa regola.
4. Ogni loggia deve eleggere ed installare il suo ufficiale nel corso della notte a ci propizia questa
essendo, nella maggior parte delle giurisdizioni massoniche, quella che precede la ricorrenza di
San Giovanni Evangelista. Se per tale regola fosse disobbedita o in caso di morte, espulsione, o
rimozione permanente di un qualsiasi ufficiale, nessuna elezione o installazione pu
successivamente aver luogo, se non sotto dispensa del Gran Maestro.
Distintivo di un Massone (Badge of a Mason)
Si tratta del grembiule in bianca pelle dagnello, che deve essere indossato in ogni loggia durante
le ore di lavoro. Vedi Grembiule.
Dodici Cavalieri Illustri (Twelve Illustrious Knights)
Vedi Cavaliere Eletto e Sublime.
Dodici Gran Punti della Massoneria (Twelve Grand Points of Masonry)
Le vecchie letture inglesi contengono il seguente passo: "Vi sono, nella Frammassoneria, dodici
punti originali che formano le basi del sistema e che comprendono lintera cerimonia
delliniziazione. Senza l'esistenza di questi punti, nessun uomo mai pot o pu essere
giuridicamente ed essenzialmente ricevuto nell'ordine. Ogni persona che diviene massone deve
passare attraverso tutti queste dodici forme e cerimonie, non solo nel primo grado, ma anche in
tutti i successivi."
Sebbene i nostri antichi fratelli dessero molta importanza alla spiegazione di questi punti, la Gran
Loggia dInghilterra, nel 1813, li elimin dal proprio rituale, e, non essendo essi stati mai introdotti
in questo paese, si crede che una loro sinossi possa esser considerata argomento dinteresse.
I dodici punti fanno riferimento alle dodici parti della cerimonia di iniziazione alle dodici trib di
Israele nel modo seguente:
1. A Ruben si faceva riferimento allapertura della loggia, perch egli era il primogenito del padre
suo.
2. A Simeone si dedicava la preparazione del candidato, perch egli prepar gli strumenti di
distruzione per la vittoria sui Sichemiti.
3. A Levi veniva dedicato il rapporto, perch egli avvert o inform i suoi fratelli quando essi
attaccarono gli uomini di Sichem.
4. A Giuda venne assegnato l'ingresso del candidato, perch questa trib per prima fece il suo
ingresso nella terra promessa.
5. A Zabulon si assegnava la preghiera, perch preghiera e benedizione del padre vennero
accordate a lui piuttosto che a suo fratello Issacar.
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6. A Issacar si riferiva la circumambulazione perch, essendo questa una trib indolente e
scialacquatrice, essi abbisognavano di un capo in grado di condurli al livello delle altre trib.
7. A Dan si riferiva la cerimonia dellavanzamento in direzione laltare, in contrasto col rapido
avanzarsi di quella trib verso lidolatria.
8. A Gad veniva assegnata l'obbligazione, a causa del voto di Gefta, un membro di quella trib.
9. Ad Aser si dedicava il momento nel quale il candidato veniva sottoposto alla cerimonia
dellaffidamento perch Aser, a causa della fertilit delle sue terre, veniva rappresentata
dallabbondanza e da delicatezze sublimi, che erano comparate alla ricchezza della saggezza
massonica che il candidato riceveva.
10. A Neftali si dedicava l'investitura, quando il candidato, avendo ricevuto il proprio grembiule,
veniva dichiarato libero, perch la trib di Neftali godeva una libert particolare ad loro attribuita in
seguito alla benedizione pronunciata da Mos.
11. A Giuseppe si dedicava l'angolo di nord-est, perch, come questo ci ricorda della parte pi
superficiale della massoneria, cos le due mezze trib di Efraim e di Manasse, dalle quale era
composta la trib di Giuseppe, erano considerate essere le pi superficiali di tutte, essendo essi
soltanto nipoti del patriarca Giacobbe.
12. A Beniamino si affidava la chiusura della loggia, in quanto ultimo figlio di Giacobbe.
Questi punti, come gi osservato, sono ora desueti ma ci permettono di istruirci, e saranno
sicuramente trovati degni di attenzione.
Donna (Woman)
Alla critica cos spesso fatta da rappresentanti del gentil sesso, che ad loro venga poco
gentilmente rifiutato lingresso nel nostro ordine e la conoscenza dei nostri segreti, si risponde nel
modo migliore facendo riferimento al carattere originariamente operativo della nostra istituzione.
E certamente vero che le donne non vengano ammesse a partecipare ai nostri riti e cerimonie, ma
ci non perch noi le riteniamo indegne di fede, o neghiamo loro la capacit di comprendere o il
cuore necessario ad apprezzare i nostri principi; ma semplicemente perch, nell'organizzazione
propria della massoneria, solo luomo pu portar a termine i doveri che questa insegna, o compiere
le opere che essa comanda.
La Massoneria libera e speculativa altro non che unapplicazione dell'arte della massoneria
operativa a scopi morali ed intellettuali. I nostri antenati lavorarono alla costruzione del Tempio di
Gerusalemme mentre noi siamo invece impegnati nell'erezione di un edificio pi immortale- il
tempio della mente. Essi utilizzarono i loro attrezzi soltanto a scopi meccanici; noi li usiamo
simbolicamente, per fini pi elevati.
In tutti nostri simboli, nel linguaggio e nei riti, si ritrova un bellesempio ed unapplicazione delle
regole di massoneria operativa, cos come questa veniva esercitata nella costruzione del tempio.
E come Re Salomone assunse solo uomini robusti e di buon cuore, lavoratori intelligenti, nella
costruzione di quelledificio, cos le nostre logge, imitando quel grande esempio, richiedono come
requisito indispensabile per lammissione che il candidato sia nato libero, di et legale, e nel
possesso di ogni suo lembo e membro; in modo che possa essere capace di eseguire ogni lavoro
che il Maestro gli vorr assegnare.
Diviene quindi apparente che l'ammissione di donne nel nostro ordine sarebbe considerata essere
una singolare anomalia. Cos come loro non presero parte alla costruzione del tempio, allo stesso
modo esse non possono lavorare con noi. Ma non per questo le amiamo e le curiamo meno
teneramente.
Uno dei pi santi dei nostri riti mistici insegna la reverenza per la vedova e la piet per il suo
figliolo. La moglie, la madre, la sorella, e la figlia del Massone, esercitano una particolare affezione
sul cuore di ciascun Muratore.
E mentre sappiamo che un sorriso femminile, come mite raggio di sole primaverile, riflette un pi
fulgido splendore sulla luce della prosperit e riscalda con grato ardore il freddo di ogni avversit,
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siamo dispiaciuti non meno profondamente del fatto che nessuno di quei raggi possa illuminare i
recessi della nostra loggia, e chiamare i nostri stanchi operai dal loro lavoro al riposo.
Doveri (Charges)
La fratellanza da lungo tempo era in possesso di molti archivi contenenti le antiche regole
dell'ordine. Quando nel 1722, mentre il Duca di Montague rivestiva la carica Gran Maestro di
Inghilterra, la Gran Loggia essendo insoddisfatta della loro organizzazione antiquata, istru che
questi avrebbero dovuto esser nuovamente raccolti, e dopo esser stati propriamente elaborati, si
sarebbero dovuti annettere al Libro delle Costituzioni, allora in corso di pubblicazione sotto la
soprintendenza del Fratello James Anderson.
Ci venne conseguentemente eseguito, ed il documento che ora troviamo in tutti gli Ahiman
Rezons, sotto il titolo di "Gli Antichi Doveri dei Massoni Liberi ed Accettati," costituisce, per
beneplacito universale, una parte della legge fondamentale del nostro ordine. I Doveri sono divisi
in sei capitoli generali come segue: 1. Riguardo a Dio ed alla religione. 2. Del magistrato civile,
supremo e subalterno. 3. Delle Logge. 4. Dei Maestri, Sorveglianti, Compagni ed Apprendisti. 5.
Della gestione dell'Arte durante i lavori. 6. Del comportamento in circostanze diverse, ed in
condizioni varie.
Questi Doveri contengono istruzioni condensate per un corretto svolgersi dei lavori di un Massone,
in qualunque posizione egli possa venir a trovarsi; e da questi sono state in seguito compendiate o
suggerite tutte quelle istruzioni che si ritrovano nei nostri Manuali che i Maestri usualmente
leggono ai candidati al momento del loro ricevimento nei diversi gradi, e che anche, perci, hanno
assunto il nome di doveri. Questo termine comunque, alfine di evitare ogni confusione, dovrebbe
riferirsi esclusivamente agli Antichi Doveri dei quali abbiamo fatto cenno (1).
1. Ho omesso, nella presente edizione, la ripubblicazione di tali doveri, essendo questi oggi divenuti accessibili ad ogni
Massone per mezzo di diversi studi moderni sulla Frammassoneria.

Druidi (Druids)
I riti druidici furono praticati in Britannia e nel Galles, sebbene siano stati pi elaborati nel primo
paese, dove l'isola di Anglesea era considerata come la loro sede principale. Si suppone che la
parola derivi dal greco , o forse pi propriamente dal celtico Derw o quercia, albero
considerato sacro tra quelle popolazioni, sebbene personalmente sia pi propenso nel cercare
letimologia di tale nome nella parola gaelica Druidh, dal significato di uomo saggio o mago.
Le cerimonie druidiche di iniziazione, secondo Oliver, "presentano riferimenti certi alla salvezza di
No e di sette suoi compagni nell'arca." In realt, tutti gli antichi misteri, presi nelle loro
caratteristiche generali, sembrano essere simili.
I luoghi deputati alliniziazione erano di varia forma; talvolta circolare, perch un cerchio era
emblema dell'universo; o ovale, in allusione all'uovo del mondo dal quale, secondo gli egizi, si
originarono i nostri antenati; o a forma serpentina, perch il serpente era simbolo di Hu, il No dei
druidi; oppure a forma alata, rappresentante il moto dello Spirito Divino; o cruciforme, perch una
croce era l'emblema della rigenerazione (1).
La loro unica copertura era il cielo coperto di nubi, perch essi consideravano essere cosa assurda
il confinare l'Onnipotente sotto un tetto (2), e venivano costruiti con argini in terra e pietre grezze,
non contaminate da alcun attrezzo metallico. A nessuno veniva permesso di entrare nei loro luoghi
sacri a meno che non indossasse una catena.
Il Gran Sacerdote, o Gerofante, era detto l'Arcidruide. I loro grandi periodi di iniziazione si
svolgevano con cadenza trimestrale, nei giorni in cui il sole raggiungeva i propri punti equinoziali e
solstiziali che, in quel remoto periodo, erano il 13 di febbraio, il primo di maggio, il 19 di agosto, ed
il primo di novembre.

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La principale di queste ricorrenze era celebrata il primo di maggio, (che, secondo il Sig. Higgins
(3), era la festa del Sole entrante nella costellazione del Toro), mentre la celebrazione del giorno di
maggio, che ancora esiste fra noi, una rimanenza dai vecchi riti druidici.
Non era considerato esser legale fissar le loro cerimonie o dottrine in testi scritti, come ci dice
Cesare (4); e di conseguenza gli antichi scrittori greci e Romani hanno potuto tramandarci, a
riguardo, ben poche informazioni.
L'istituzione era divisa in tre gradi o classi, la pi bassa delle quali era quella dei bardi; la seconda
quella dei Faids o Vates, e la pi alta quella dei Druidi (5).
Per lammissione nel primo grado era necessaria unalta preparazione psichica e una purificazione
fisica. L'aspirante era vestito coi tre colori sacri, bianco, blu, e verde; bianco come simbolo di Luce,
blu di Verit, e verde di Speranza.
Quando i riti di iniziazione fossero stati superati, le vesti di tre colori venivano cambiate con una
verde; nel secondo grado il candidato era vestito in blu, ed avendo superato tutte le prove del terzo
grado, arrivando cos alla sommit della perfezione, egli riceveva la tiara di color rosso ed un
fluente manto del bianco pi puro.
Le cerimonie erano numerose, le prove fisiche dolorose, e le prove mentali terrificanti. Esse
iniziavano nel primo grado col porre l'aspirante nel giaciglio, o bara ove si rappresentava la sua
morte simbolica, e terminavano nel terzo, con la sua rigenerazione o restaurazione alla vita
nellutero della gigantessa Ceridwin, e laffidamento del corpo del neonato alle onde in una piccola
barca, simbolica dell'arca.
Egli generalmente riusciva a raggiungere il porto sicuro rappresentato dal Monte Ararat, ma se il
suo braccio era debole, o il suo cuore incerto, la morte era la conseguenza quasi inevitabile.
Se egli, per timidezza, rifiutava la prova, era immediatamente rifiutato e dichiarato per sempre
inadatto alla partecipazione ai riti sacri. Ma se invece vi si sottometteva con successo egli era
gioiosamente investito con tutti i privilegi del druidismo.
Le dottrine dei druidi erano le stesse che venivano insegnate da Pitagora. Egli insegnava
lesistenza di un solo Essere Supremo; uno stato futuro di ricompense e pene; limmortalit
dellanima e la metempsicosi (6), mentre loggetto dei loro riti mistici era quello di comunicare
queste dottrine in linguaggio simbolico.
Per quanto attiene lorigine dei Druidi, la teoria pi plausibile appare essere quella del Sig. Higgins,
e che cio i Celti, che praticavano i riti druidici arrivarono allinizio da oriente del mar Caspio,
portando con s le loro 17 lettere, le festivit ed i loro dei.
Senza una simile teoria non potremmo spiegare le analogie esistenti tra i riti druidici e quelli di altri
misteri pagani, gli ultimi dei quali derivano indubbiamente le loro origini dai misteri dellantica India,
attraverso quelli dellEgitto.
1.

2.
3.
4.
5.
6.

La croce come emblema di rigenerazione venne allinizio adottata dagli egizi, per rappresentare le piene del
Nilo, le inondazioni provocate dal quale portavano fertilit e rigeneravano la terra. Tali piene venivano misurate
per mezzo di una colonna sulla quale erano incise diverse croci. Essi appendevano la croce a guisa di
talismano attorno al collo dei loro figli e degli ammalati. Era talvolta rappresentata in forma ridotta dalla lettera t.
Peluche, Histoire du Ciel.
Secondo la legge druidica, era considerato illegale lerigere templi agli dei, o ladorarli allinterno di pareti o sotto
un tetto. Dr. Henrys Hist. Eng.
Higgins, Celtic Druids, p. 149. Le relazioni astronomiche relative a tale giorno sono state alterate a causa
dellestendersi dellequinozio.
Neque fas esse existimant, ea literis mandare. Bell. Gall. Vi. 13.
Vedi Strabone, lib. Iv, e Ammian. Marcellinus, lib. Xv.
Cesare dice di loro: In primis hoc volunt persuadere, non interire animos, sed ab aliis post mortem ad alios
transire putant. Bell. Gall., 1. Vi.

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