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INFORMAZIONE

FILOSOFICA FILOSOFICA
Rivista bimestrale a cura di: Istituto Italiano per gli Studi Filosoci
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Istituto Lombardo per gli Studi Filosoci e Giuridici


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PUBBLICIT

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EDITORIALE

Gentile lettore, dedichiamo questo numero a Ernst Cassirer, uno dei massimi protagonisti della tradizione losoca della prima met di questo secolo, il cui pensiero e la cui opera vivono oggi, a cinquantanni dalla morte, una nuova stagione di ricezione e interpretazione critica. Loccasione di questa ripresa offerta dalla recente pubblicazione, presso leditore Meiner di Amburgo, degli scritti inediti, conservati presso la Yale University (New Haven, Connecticut), e in particolare di una serie di scritti ora raccolti sotto il titolo: Zur Metaphysik der symbolischen Formen (Sulla metasica delle forme simboliche, Meiner, Amburgo 1995), che rappresentano lesito del tentativo di Cassirer di allargare e proseguire, in epoca pi tarda, il progetto di pensiero che egli aveva raccolto e sistematizzato nella Filosoa delle forme simboliche (1923-29). Al ne di consentire un miglior inquadramento di questo sforzo di Cassirer di pervenire, nella tarda maturit, a un completamento della sua opera maggiore, come egli stesso aveva indicato in epoche precedenti e di cui i contributi critici presenti in questo numero ci permettono di ricostruire la vicenda biograca e intellettuale, riportiamo qui di seguito alcuni passi signicativi, tratti rispettivamente dalle Prefazioni ai volumi I e III della Filosoa delle forme simboliche (trad. it. di E. Arnaud, La Nuova Italia, Firenze 1966). Nello sforzo di rendere fecondi per la trattazione dei problemi pertinenti alle scienze dello spirito i risultati di indagini, che riguardano essenzialmente la struttura del pensiero matematico e scientico, mi si era fatto sempre pi chiaro come la teoria generale della conoscenza non fosse sufciente, nella sua corrente accezione e limitazione, per una fondazione metodica di quelle scienze. Se si voleva arrivare a tale fondazione, il piano di questa teoria della conoscenza appariva abbisognevole di essere ampliato nei suoi princpi. Anzich indagare semplicemente i presupposti generali della conoscenza scientica del mondo, occorreva passare a stabilire e a delimitare, luna rispetto allaltra, le varie forme fondamentali dell intelligenza del mondo e cogliere ciascuna di esse pi nettamente possibile nel suo peculiare intento e nella sua peculiare forma spirituale. Solo quando una tale morfologia dello spirito fosse stata ben salda, almeno nellambito generale, si poteva sperare di trovare, anche per le singole scienze dello spirito, una chiara prospettiva metodologica e un sicuro principio della loro fondazione. Accanto alla dottrina della forma del concetto e del giudizio scientico, attraverso la quale viene determinato l obietto (Objekt) della natura nelle sue linee costitutive essenziali, e attraverso la quale viene colto, mediante la funzione conoscitiva, loggetto (Gegenstand) della conoscenza nella sua determinatezza, doveva porsi unanaloga individuazione per il campo della pura subiettivit. Questa subiettivit non si esaurisce nella considerazione conoscitiva della natura e della realt, ma si palesa attiva dove il complesso fenomenico posto sotto una determinata prospettiva spirituale ed da essa informato. Si doveva mostrare come ciascuna di queste forme adempia ad un suo compito specico nella costruzione dello spirito e sia sottoposta ad un legge particolare. Dallo studio di questo problema si svilupp il piano di una teoria generale delle forme di espressione dello spirito. La Filosoa delle forme simboliche ha allargato lo stesso concetto fondamentale di teoria, cercando di dimostrare che vi sono elementi e motivi formali di carattere puramente teoretico i quali dominano non solo nella elaborazione della visione scientica del mondo, ma gi nellelaborazione della visione naturale del mondo, cio della visione del mondo propria della percezione e dellintuizione. [...] Al di sotto dei piano della conoscenza concettuale, cio della conoscenza discorsiva, vengono ora collocati quegli altri piani spirituali che lanalisi del linguaggio e del mito ha scoperto: tenendo presente questa sottostruttura e riprendendola continuamente in esame, si cerca di determinare la natura, lordine e larchitettura della sovrastruttura della scienza. In tal modo la Filosoa delle forme simboliche fa nuovamente rientrare nellambito dei suoi problemi la visione delluniverso propria delle scienze esatte; ora per le si accosta per unaltra via e quindi la guarda da un diverso punto di vista. Invece di considerarla semplicemente nel suo contenuto, cerca di coglierla nelle sue necessarie mediazioni di pensiero. Partendo dal termine nale relativo che il pensiero ha qui raggiunto, essa torna a ricercare i termini intermedi e iniziali per intendere, mediante tale sguardo retrospettivo, questo stesso termine nale.

SOMMARIO

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RESOCONTO Ernst Cassirer a cinquantanni dalla morte 49 I pensieri di Pascal 50 Maine de Biran

17 AUTORI E IDEE 17 In difesa del realismo 19 Lantropologia di Todorov 20 Il passato come archivio 20 Ontologie del possibile 21 Filosoa della nitezza in Baumgartner 21 Ritorno ai presocratici 22 La teologia radicale di Bonhoeffer 22 Filosoe e scienze della natura 23 Lopera e lorigine 24 Ontologia della libert 25 Lestetica di Dino Formaggio 26 Destino e profezia nella storia 27 Libert e pregiudizi morali 28 Istituzioni sociali e libert 28 Filosoa analitica in Germania 29 Schleiermacher e lermeneutica 31 TENDENZE E DIBATTITI 31 Filosoa della mente 32 Giustizia e libert 33 Il corpo, lanima, le forme 34 Ermeneutica africana 35 Scienza e misurazione 36 Teorie mediche a confronto 36 Scienza e losoa: un incontro possibile 37 Interesse per Benjamin 38 Questioni di giustizia 39 Fondazione etica della societ 41 PROSPETTIVE DI RICERCA 41 La tragedia di Nietzsche 42 Gli epigrammi di More 42 Agostino: classicismo e cristianesimo 43 Biograa di Descartes 44 Sulla Dottrina della scienza 46 La teologia del segno 46 Smith: il governo delle passioni 47 Il pragmatismo di James 48 Larticolazione della fenomenologia husserliana 84 NOVIT IN LIBRERIA 79 RASSEGNA DELLE RIVISTE 77 STUDIO 77 Filosoa e politica 77 Analyse 78 Platone in dialogo 75 DIDATTICA 75 Interventi, prospettive, ricerche 76 Convegni 72 CALENDARIO 55 CONVEGNI E SEMINARI 55 Romanticismo e modernit 56 Anniversari vichiani 57 Il soggetto a partire da Kant 58 Storia del platonismo 59 Cristianesimo e losoa 59 Polifonia estetica 60 Psicologia delle visioni del mondo 61 Attualit di Dewey 62 Kant e la scolastica 62 Le universit prussiane nel secolo dei lumi 63 Il male nella storia 63 Che cosa non sappiamo? 64 Marx a partire da Hegel e Schelling 65 Thomas Mann e lEgitto 65 Luigi Scaravelli e il neokantismo italiano 66 Searle: costruzione della realt sociale 66 Tecnica e cultura 68 Hlderlin losofo 70 I conni della losoa 70 Agire per una vita buona 71 Poesia e losoa 51 NOTIZIARIO

RESOCONTO

Ernst Cassirer

RESOCONTO
Il 13 aprile del 1945 a New York moriva improvvisamente Ernst Cassirer. Come molti intellettuali tedi deschi di oriMassimo Ferrari gine ebraica, anche Cassirer aveva conosciuto, dopo lavvento del nazismo al potere nel 1933, la dura esperienza dellesilio e linizio di quella che egli stesso ebbe a denire una volta una odissea: fuggito da Amburgo, dove dal 1919 era professore ordinario e dove aveva vissuto la fase pi intensa e produttiva della sua avventura intellettuale, Cassirer si era rifugiato dapprima in Inghilterra e poi nellospitale Svezia, dalla quale dovette per scappare nel 1941 sotto la minaccia incombente dellinvasione delle truppe hitleriane. Approd cos negli Stati Uniti, accettando un provvidenziale invito della Yale University e trasferendosi poi a New York nel 1944 (dove insegn presso la Columbia University); e fu negli Stati Uniti che egli concluse per sempre la sua opera straordinariamente ricca, a poche settimane dalla ne della seconda guerra mondiale e (per una curiosa fatalit) il giorno dopo la scomparsa del Presidente Roosvelt, che aveva rappresentato per Cassirer un punto di riferimento importante nellimmane tragedia del conflitto in cui si era inabissato il mondo intero. Quanto la frattura storica del 1933 e lesilio americano abbiano inciso sulla fortuna e sulla ricezione di Cassirer nella losoa della seconda met del Novecento questione variamente (e anche recentemente) dibattuta tra gli studiosi. Certo , in ogni caso, che solo negli ultimi anni - allincirca dalla ne degli anni Ottanta - Cassirer sembra aver nalmente ricevuto la meritata attenzione che spetta non solo ad un losofo di levatura indiscutibile, ma anche ad una gura intellettuale in cui sembrano intrecciarsi, in maniera esemplare, alcuni dei percorsi pi signicativi del pensiero del Novecento: dalleredit del neokantismo di Marburgo alla losoa della cultura, dalla discussione dei fondamenti epistemologici della sica moderna al serrato confronto con i grandi temi della losoa tedesca degli anni Venti (la losoa della vita e lantropologia losoca, la fenomenologia di Husserl e lontologia del Dasein di Martin Heidegger). Si trattato, soprattutto in Francia e in Germania, di una sorta di Cassirer-Renaissance (diverso il caso italiano, dove la presenza di Cassirer ha una lunga storia che documenta la sua incidenza come storico della losoa e poi, in un secondo tempo, anche come losofo); e di questa rinascita dellinteresse per Cassirer costituiscono prova eloquente - oltre alla fondazione della Internationale Ernst Cassirer-Gesellschaft - sia le molte pubblicazioni uscite ultimamente, sia alcune iniziative editoriali: da un lato la ristampa di numerosi testi cassireriani, dallaltro - soprattutto - lavvio delledizione degli scritti inediti, Nachegelassene Manuskripte und Texte (Manoscritti e testi postumi), prevista in venti volumi presso leditore Meiner di Amburgo, e di cui, con comprensibile intento celebrativo, uscito to alla centralit dellantropologia losoca, dalla losoa della cultura alleredit del neokantismo e della sua impostazione trascendentale. Beninteso, non siamo in presenza n di unopera compiuta (e si pu discutere sino a qual punto Cassirer veramente volesse scriverla), n tantomeno di un testo rivoluzionario, che ci presenti un Cassirer segreto. Ci nonostante occorre riconoscere che le pagine pi compiute di Zur Metaphysik der symbolischen Formen offrono un avvincente sguardo dinsieme sul laboratorio losoco di Cassirer e ce lo fanno conoscere nel vivo di un confronto approfondito con problematiche che solitamente vengono ascritte alla sua ultima fase americana e, in particolare, alla sintesi contenuta nel Saggio sulluomo del 1944. In realt, soprattutto per quanto riguarda lantropologia losoca e la possibile lettura in chiave di losoa della cultura (o di losoa delle forme simboliche) della domanda di Kant: Che cos luomo?, Cassirer veniva elaborando sin dalla primavera del 1928 la sua personale interpretazione di una losoa orientata antropologicamente, in un intreccio peraltro strettissimo con le analisi dedicate alla Lebensphilosophie (Scheler, Simmel, Bergson, Klages, ma per certi versi anche Heidegger), che a loro volta anticipano di oltre un decennio il dialogo critico con il Simmel della tragedia della cultura, condotto in Sulla logica delle scienze della cultura. I problemi di unantropologia losoca - aveva scritto Max Scheler nel 1928 - sono oggi al centro di tutta la problematica losoca in Germania (M. Scheler, La posizione delluomo nel cosmo, trad. it. di R. Padellaro, Milano 1970, p. 156). Com noto, Scheler doveva contribuire in maniera determinante alla costituzione della philosophische Anthropologie (antropologia losoca) non solo come disciplina, ma anche come nuovo centro e motivo ispiratore del dibattito losoco tedesco. In una fase di profonda trasformazione delle tradizioni egemoni nei primi due decenni del Novecento, il richiamo alluomo e al rapporto tra uomo e natura doveva esercitare uninfluenza straordinariamente profonda; non per nulla Helmuth Plessner, presentando, sempre nel 28, Die Stufen des Organischen und der Mensch (I gradi del mondo organico e luomo), riconosceva a Scheler il merito incontestabile di aver aperto nuovi orizzonti, che si fondevano con Dilthey (non senza la mediazione di Misch) e con la recentissima opera di Heidegger:

Ernst Cassirer: la filosofia della cultura come filosoa delluomo

Ernst Cassirer a cinquantanni dalla morte


intervengono Massimo Ferrari, Gianna Gigliotti, Renato Pettoello, Andrea Poma

a cura di Riccardo Ruschi

nellaprile del 1995 il primo volume, Zur Metaphysik der symbolischen Formen (Sulla metasica delle forme simboliche, a cura di J. M. Krois con la collaborazione di A. Appelbaum, R. A. Bast, K. Ch. Khnke, O. Schwemmer, Meiner, Amburgo 1995). Si tratta di un testo di indiscutibile interesse, che ci presenta il Cassirer maturo della Filosoa delle forme simboliche impegnato in un tormentato sforzo di allargamento e proseguimento della sua opera maggiore. Lungamente atteso dagli studiosi e gi noto nelle sue linee essenziali, esso consente nalmente di vericare sul campo in che cosa veramente consistesse il progetto cassireriano di dare un ulteriore svolgimento alla Filosoa delle forme simboliche (il terzo volume era uscito nellestate del 1929) e lungo quali direzioni il suo lavoro dovesse muoversi per dare conto di problemi cruciali della losoa tedesca dellepoca: dal rapporto tra vita e spiri5

RESOCONTO
si poneva cos alla losoa il compito di costituire lermeneutica come unantropologia losoca, ci che per Plessner poteva per avvenire solo sulla base di una losoa della natura. Ora a riconoscere questa centralit dellantropologia losoca Cassirer non ebbe esitazione: non solo perch a Scheler dedic il saggio su Geist und Leben, uscito nel 1930 sulla Neue Rundschau , ma anche perch gi nei lavori preparatori di Zur Metaphysik der symbolischen Formen egli delineava un tentativo di mediazione tra la fondazione trascendentale della losoa della cultura e la conoscenza di s delluomo che Scheler e Plessner venivano circoscrivendo come il grande nodo con cui doveva misurarsi la coscienza losoca contemporanea. In questo senso linteresse di Cassirer per lantropologia losoca indubbiamente imposto dallevoluzione della situazione losoca tedesca degli anni Venti; ma in ogni caso non si trattava per Cassirer di un semplice adeguamento ad una moda losoca, bens di un problema che occorreva affrontare mobilitando e correggendo la strumentazione concettuale del neokantismo. Sotto questo prolo occorre sottolineare che Cassirer prende innanzitutto le mosse da Kant e, andando al di l di quanto aveva sostenuto nel 1918 in Kants Leben und Lehre (Vita e dottrina di Kant), afferma ora che il problema di un antropologia losoca non si colloca affatto al di fuori della visuale della losoa critica (Zur Metaphysik der symbolischen Formen , cit., p. 32). Ci che tuttavia caratteristico del tentativo di Cassirer di rispondere alle esigenze di unantropologia losoca senza cadere al di fuori dellimpianto della losoa delle forme simboliche lintento di evitare ogni forma di antropologismo, di non smarrire cio quella tensione tra condizione e condizionato (e qui il fatto luomo stesso), senza la quale si aprirebbe - per dirla con Husserl - il campo del puro obiettivismo e non avrebbe pi alcun senso anche solo accennare al trascendentale. Non a caso, gi nello scritto del 1921 sulla teoria della relativit Cassirer aveva parlato (rifacendosi a Goethe) di un antropomorsmo in senso critico-trascendentale, vale a dire di una concezione della realt sica che - pur riconoscendone la condizionatezza a partire dalle forme entro le quali noi la cogliamo - non per questo perde il suo carattere di pura oggettivit (E. Cassirer, Sostanza e funzione - Sulla teoria della relativit di Einstein, trad. it. di G. A. De Toni, Firenze 1973, p. 597). Ora il punto su cui ruoter tutta la losoa antropologica di Cassirer proprio questo: non si tratta di risalire dalluomo come entit naturale alle forme della cultura, ma al contrario di comprendere che luomo questa stessa capacit di vivere entro le forme della cultura (e, in sostanza, solo entro di esse). In Zur Metaphysik der symbolischen Formen questo aspetto emerge con chiarezza e costituisce il centro ispiratore del confronto che Cassirer conduce con Scheler e con Plessner. Lelemento di novit che Cassirer coglie in Scheler e Plessner proprio il tentativo di reimpostare i problemi di unantropologia losoca, uscendo da schemi di stampo evoluzionistico o naturalistico, e quindi di porre il rapporto tra natura e spirito in una prospettiva che dalla natura si sposta anche sul piano della cultura. Tuttavia, mentre Cassirer non pu seguire Scheler nel concepire lo spirito come l asceta della vita, n tantomeno pu concedergli che lo spirito sia privo di energia, pi tangibile sembra una certa vicinanza a Plessner (e a Uexkll), soprattutto per quanto riguarda la tesi di una posizionalit eccentrica delluomo rispetto allambiente in cui vive: questa eccentricit, contrapposta al sistema centrato proprio degli animali, fa delluomo lunico essere che pu liberarsi del qui e ora per esperire se stesso. Cassirer accoglie per un simile punto di vista non sotto il prolo biologico, ma per il margine di traduzione che esso consente (e un discorso analogo vale anche per la biologia teoretica di Uexkll) nel quadro di una losoa delle forme spirituali: del mondo umano come Wirkgunswelt, che si denisce solo in forza di un medium, di ci che Cassirer chiamer poi la nuova dimensione della realt. Nelle riflessioni del 28 Cassirer pi volte insiste su questo nodo cruciale: non lantropologia losoca a dover fondare il concetto dell essenza delluomo, ma al contrario la losoa delle forme simboliche che pu rispondere alla domanda antropologica. Su queste basi il problema si pone allora in una duplice accezione. Da un lato non bisogna abbandonare nemmeno qui la metodica trascendentale; e in questo caso ci signica che lantropologia losoca deve trovare il suo posto nella topica trascendentale, ovvero la sua collocazione nelledicio delle forme simboliche: per non cadere in una qualche forma di psicologismo e per non negare semplicemente il problema antropologico, lantropologia losoca necessita - ancora con Kant - di una propedeutica e di una disciplina. Ma per un altro lato ci che la losoa delle forme e dei simboli pu dare allantropologia losoca una risposta preliminare sullessenza delluomo: luomo lessere capace di forma (Formfhig). Nonostante le sollecitazioni che alla ne degli anni Venti venivano a Cassirer dal dibattito contemporaneo, un punto centra6

le di tutta la Philosophie der symbolischen Formen continuava cos a rimanere ben fermo: dal medium della forma non si pu mai uscire e non c via alcuna che possa condurci alla forma muovendo da ci che si colloca fuori di essa - n dalla soggettivit immediata, n dal semplice essere biologico-naturale delluomo. Ci che per i suoi maestri marburghesi era stato il problema dell origine e dellunit sintetica originaria si traduceva cos per Cassirer nel principio formatore che si realizza fenomenologicamente nella totalit delle forme della cultura, nel principio identico del fare spirituale in cui si radicano le forme simboliche. Daltra parte per Cassirer il mondo della cultura sempre il mondo delluomo (e viceversa): un campo di forze chiuso in s, nel quale per tutte le singole forze per quanto sembrino divergere - sono riferite ad un centro comune e in esso sono unite (Zur Metaphysik der symbolischen Formen, cit., p. 58). Questo centro comune, sul quale Cassirer insister ancora nel Saggio sulluomo, sar alla ne lanimal symbolicum che rileva il posto dellanimal rationale; ma occorre sottolineare che laspetto animale - come si ricava ad esempio dalle osservazioni critiche su Tito Vignoli - sostanzialmente riassorbito da quello simbolico, e di fatto il vero interesse di Cassirer si concentra sino allultimo (nel 1928 come nel 1944) sul secondo momento, nella convinzione che solo attraverso di esso (e senza tensioni drammatiche) luomo possa acquisire la conoscenza di s. Luomo, da questo punto di vista, altro non che la traduzione in termini antropologici di una energeia che non si esaurisce in alcun ergon ,e il programma della Filosoa delle forme simboliche appare in tal modo n superato, n abbandonato: l essenza delluomo denibile solo in termini funzionali, ma questa denizione non sarebbe possibile senza una sistematica delle forme spirituali, senza concepire la cultura come un concetto di relazione che sempre pone in rapporto il dato con un senso, con un compito da realizzare. E anche per questo Cassirer rimaneva anche qui fedele al suo Goethe: fedele cio alla convinzione che ogni nostro rapporto con la realt pu essere instaurato soltanto per via mediata o, come dice Goethe, attraverso il riflesso, lesempio e il simbolo (J. W. Goethe, Versuch einer Witterungslehre, in Werke, Hamburger Ausgabe, a cura di E. Trunz, Monaco di Baviera 1989, Bd. XIII, p. 305).

RESOCONTO Con questo primo volume dal titolo: Zur Metaphysik der symbolischen Formen (Sulla metasica delle forme simboliche, a cura di J. M. Krois, in collaborazione con A. Appelbaum, R. A. Bast, K. C. Khnke, O. Schwemmer, Meidi ner, Amburgo 1995; dora in poi Andrea Poma i rimandi di pagina che seguono senza altra indicazione fanno riferimento a questo volume), ledizione dei manoscritti e testi inediti (Nachgelassene Manuskripte und Texte) di Cassirer si apre nel modo pi promettente: il materiale pubblicato certamente degno di interesse e il metodo della pubblicazione , nellinsieme, rigoroso e accurato. Questo volume raccoglie gli inediti attinenti al progetto di un quarto volume della Filosoa delle forme simboliche, lopera maggiore di Cassirer. Ci che si pu concludere da un primo esame del materiale pubblicato innanzitutto un dato certo: il quarto volume della Filosoa delle forme simboliche non esiste; Cassirer non lha mai scritto. A questo dato certo si pu aggiungere unipotesi, anchessa per sicura: in un certo periodo Cassirer pens effettivamente di scrivere quel volume. In quale periodo Cassirer abbia formulato questo progetto e per quanto tempo esso sia rimasto attuale nei suoi piani, pu ovviamente essere solo oggetto di congettura. Il curatore di questo volume di inediti, John Michael Krois, propende per un periodo piuttosto lungo che, a partire almeno dal 1928, giunge sino al 1939-40 (cfr. p. 307). Io sono propenso ad unipotesi molto pi ristretta, che propongo qui alla discussione: il progetto del quarto volume fu gi abbandonato da Cassirer nel 1929, anno della pubblicazione del terzo volume. Infatti il fascicolo 184a contiene unindicazione certa dellintenzione di Cassirer: esso porta in copertina il titolo autografo di Cassirer: Symbolische Formen - Zu Band IV (Forme simboliche - per il volume IV; cfr. p. 287). Questo fascicolo (184a) che, come giustamente indica il curatore, deve essere datato intorno al 1928, a mio avviso senzaltro precedente, anche se di poco, al fascicolo 184b, che doveva costituire il capitolo conclusivo, non pubblicato, del terzo volume della Filosoa delle forme simboliche. Il motivo fondamentale ed evidente di questo ordine cronologico , a mio parere, il fatto che in 184a si trovano gli abbozzi e lo schema preciso di quanto viene sviluppato in 184b: non credibile che un autore possa aver steso lo stesso materiale dapprima in forma sviluppata e denitiva, successivamente in forma di abbozzo e di appunti; in realt avviene sempre e necessariamente il contrario. Se dunque 184a precedente, anche se di poco, rispetto a 184b (e a questo proposito: la pubblicazione dei fascicoli in questo ordine sarebbe stata forse pi utile), allora alcuni elementi e indizi assumono signicato. In primo luogo, dalla descrizione del manoscritto risulta che in 184b Cassirer non ha mai posto il riferimento al progetto di un quarto volume (cfr. pp. 290 s.). In secondo luogo, le indicazioni contenute nella Prefazione al terzo volume promettono s un ulteriore scritto di confronto critico con la losoa contemporanea, ma sembrano escludere esplicitamente che esso sia inteso come quarto volume: Cassirer Un quarto volume della Filosofia delle forme simboliche?
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scrive infatti di aver voluto dapprima comprendere tale confronto come capitolo conclusivo nel terzo volume, e inne, per motivi di merito e di opportunit, di proporsi di pubblicarlo a parte come testo a s, con il titolo: Vita e Spirito - Critica della losoa contemporanea (cfr. Filosoa delle forme simboliche, trad. it. di E. Arnaud, La Nuova Italia, Firenze 1966, III/1, p. XVI). Dunque, gi alla data di redazione della Prefazione al terzo volume (luglio 1929) Cassirer aveva abbandonato lidea di un quarto volume? Si direbbe di s. E ci sembrerebbe confermato dal materiale successivo. Il fascicolo 184c, che viene datato ca. 1940, porta infatti in copertina lindicazione: Symbolische Formen IV. Vorarbeiten (Forme simboliche IV. Lavori preparatori); ma tale indicazione non autografa, bens aggiunta dalla moglie Toni Cassirer. Cos pure, dalla descrizione sembra che unindicazione simile compaia anche su una copertina interna, ma non specicato dal curatore se essa sia autografa e inoltre il curatore stesso segnala che questa copertina potrebbe essere fuori posto (cfr. p. 293). Dunque, nel fascicolo 184c non vi sono riferimenti certi al progetto di un quarto volume. Gli altri elementi addotti per lipotesi del permanere del progetto no al 1940 mi sembrano inconsistenti: si tratta infatti di una frase della biograa di Cassirer scritta dalla moglie e di riferimenti nei manoscritti preparatori per le lezioni del semestre invernale 1939-40 e del semestre estivo 1940 a Gteborg. La frase di Toni Cassirer (... [Cassirer] mi ha raccontato di ci a cui stava lavorando e che questo nuovo lavoro rappresentava propriamente [eigentlich bedeutete] il quarto volume delle forme simboliche: cfr. pp. 300 s.) mi sembra non si possa interpretare come un annuncio da parte di Cassirer del quarto volume suddetto: al contrario sembra si debba leggervi la conferma che Cassirer sta lavorando a temi che in passato progettava di trattare in un quarto volume dellopera maggiore e ora non pi. Quanto ai riferimenti abbreviati: Phil. d. s. F. IV e simili, che ricorrono quattro volte negli appunti di lezioni suddetti, si deve dire che sono ben poco signicativi: si tratta probabilmente di un riferimento puramente convenzionale al materiale raccolto nel fascicolo 184, denotato con questo titolo. In conclusione, mi sembra che, oltre allindicazione del fascicolo 184a, databile appunto al 1928, non vi siano indizi del perdurare del progetto di un quarto volume e che, al contrario, vi siano validi indizi del suo tramontare. Ci non signica, naturalmente, che con quel progetto sia tramontata anche lintenzione di Cassirer di sviluppare e approfondire le problematiche che esso doveva affrontare. Al contrario, le opere successive di Cassirer dimostrano che egli si dedic a fondo a questo compito, e gli inediti presentati in questo volume lo confermano e vi aggiungono tratti interessanti. Le problematiche in oggetto sono essenzialmente due, ma si prestano a una considerazione unitaria da parte di Cassirer, nel senso che il tema teorico serve da schema al quadro della losoa contemporanea e questa a sua volta costituisce unesibizione di quello schema (o di quegli schemi): si tratta del gi citato confronto con la losoa contemporanea e dellapprofondimento del rapporto vita - spirito, che in una particolare prospettiva Cassirer

RESOCONTO indica anche come metasica delle forme simboliche. Quanto a questultimo tema, che costituisce il motivo principale di interesse degli inediti pubblicati in questo volume, in particolare del fascicolo 184c, Krois solleva la difcolt di accordarlo con laperta opposizione di Cassirer alla metasica (cfr. p. 299), che del resto Cassirer condivide con i suoi maestri di Marburgo. Mi sembra che la difcolt possa essere superata con una precisazione sullequivocit del termine. Lopposizione di Cassirer alla metasica, anche nel passo della Filosoa delle forme simboliche citato da Krois (cfr. trad. it. cit., III/1, p. 126), assume la metasica nel signicato di ontologia, cio di assolutizzazione dogmatica dellessere, e in questo signicato la riuta. Ma nellassumere a sua volta il compito di una metasica delle forme simboliche, Cassirer adotta evidentemente il termine nel signicato kantiano di dottrina dei principi a priori, cio nel signicato critico, opposto a quello dogmatico. Se si accetta la cronologia degli inediti qui pubblicati, pi sopra proposta, sembra congurarsi unevoluzione interessante di questa tematica. Nel materiale qui pubblicato, del fascicolo 107 (non conoscendo il materiale che il curatore ha escluso, ovviamente non possibile dare giudizi in merito a questa selezione, ma certo la curiosit di sapere che cosa stato escluso forte!), che cronologicamente il pi antico, la posizione di Cassirer costituita da unalternativa: alla metasica dellessere (che quindi, nel primo signicato indicato, fa coincidere la scienza dei principi con unontologia dogmatica), sostenuta in forme diverse dal realismo dogmatico e dal positivismo, egli oppone la propria losoa come una metasica (nel senso critico di dottrina dei principi a priori, distinta dallontologia e anzi opposta ad essa) della vita spirituale, delle funzioni spirituali, dell agire spirituale, in breve della funzione e delle forme simboliche (cfr. pp. 261 s.). In un altro passo, redatto di seguito a quello a cui ho fatto ora riferimento, tale opposizione viene descritta come alternativa tra il procedere dal fatto originario dellessere o da quello della vita e la losoa delle forme simboliche viene presentata come questa seconda strada, per la quale Cassirer fa riferimento al Urphaenomen (fenomeno originario) goethiano (cfr. p. 263). Nel frammento successivo (che per, stando alla descrizione del manoscritto, potrebbe anche essere stato annotato in un altro momento e non essere perci contemporaneo ai precedenti) il riferimento al Urphaenomen ritorna ancora proprio nel senso goethiano di ci che non pu essere ulteriormente spiegato, perch originario: questa per Cassirer la funzione simbolica nelle sue molteplici direzioni (cfr. p. 264). Osservando lordine cronologico dei documenti che ho ipotizzato, sembrerebbe che qui Cassirer abbia preso le mosse da uno schema semplice di opposizione tra losoa dellessere e losoa della vita (la prima come metasica sia nel senso di dottrina dei principi primi, sia nel senso di assolutizzazione dellessere, cio di ontologia; la seconda come metasica nel senso di dottrina dei principi a priori, ma non pi come ontologia, bens come fenomenologia, in riferimento al Urphaenomen goethiano, poich per essa lassoluto (das Absolute), lessere (das Sein) [...], si dissolve per noi nel
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fenomeno originario della vita (p. 264). Solo in seguito sarebbe apparsa chiara a Cassirer non gi le differenze tra la propria losoa e le varie losoe della vita, che gli era certamente evidente n dallinizio, ma piuttosto lesigenza di esplicitare e denire tali differenze, perch lapparentamento ingiusticato con le losoe della vita non era meno pericoloso per la sua losoa delle forme simboliche della confusione con lontologia. Qui si potrebbe forse ssare lorigine della lunga, approfondita e reiterata indagine compiuta da Cassirer negli anni successivi, sia negli altri inediti raccolti in questo volume, sia in diverse opere pubblicate, compreso il terzo volume della Filosoa delle forme simboliche. Tale indagine appunto quella che, approfondendo il rapporto vita-spirito, ossia la metasica delle forme simboliche (nel senso precisato), allo stesso tempo mette a confronto la losoa cassireriana con alcune delle principali correnti di pensiero del suo tempo. Quanto al riferimento al Urphaenomen goethiano, mi limito a notare che mentre nei luoghi sopra citati del fascicolo 107, come abbiamo visto, vi la fedele adesione al carattere di originariet, nel senso dellassolutezza, della nozione goethiana, nel pi tardo fascicolo 184c, che riprende ed elabora ampiamente il tema, vi n dallinizio una correzione decisiva, che rende meno fedele e importante il rapporto con Goethe su questo punto, ma daltra parte riporta limpostazione del discorso in un ambito pi rigorosamente critico: l, infatti, Cassirer precisa che mentre Goethe si pone di fronte al Urphaenomen nellatteggiamento artistico, che nulla domanda e nulla vuole sapere, ma semplicemente contempla, la losoa delle forme simboliche, come ogni vera losoa, in quanto critica, deve domandare, comprendere, dar ragione (e in questo senso metasica) (cfr. pp. 126 ss.). Proprio dallapparente contraddittoriet dellesigenza goethiana del Urphaenomen e di quella critica della riflessione Cassirer sviluppa, nelle pagine successive, lintera articolazione dello scritto 184c, che , a mio parere, il pi interessante della raccolta. Unultima considerazione su quanto ho sostenuto nel 81 e nel 88 a proposito della svolta di Cassirer, tra i primi due volumi della Filosoa delle forme simboliche e il terzo, dallimpostazione di una losoa della cultura, che considera mito, linguaggio e scienza come direzioni differenti e paritetiche dellunica funzione simbolica, allimpostazione di una fenomenologia della conoscenza, come analisi del processo evolutivo di perfezionamento della funzione simbolica, che a partire dalla funzione espressiva, caratteristica prevalentemente del mito, attraverso la funzione rappresentativa, caratteristica del linguaggio, giunge al punto pi alto nella funzione signicativa, realizzata pienamente nella scienza. Alla luce degli inediti pubblicati in questo volume, mi sembra di dover ribadire quellinterpretazione. Non credo, infatti, che cambi nulla, nella sostanza, la notizia che Cassirer avrebbe in un primo tempo pensato al titolo Fenomenologia della conoscenza per lintera opera, non solamente per il terzo volume di essa (cfr. pp. 300 s.). Senza dubbio, infatti, anche i volumi sul linguaggio e sul mito costituiscono parti di una fenomenologia della conoscenza. A questo proposito, piuttosto, si dovrebbe

RESOCONTO riconsiderare con maggiore attenzione, alla luce di questi logia della conoscenza di Cassirer (cfr., per esempio, pp. inediti, non solo i riferimenti hegeliani, natorpiani e 65 ss., 195, 213, 229 ss., 240), sino a giungere gi alla husserliani della concezione cassireriana della fenome- difcolt (per indicarne una soltanto), che sar del tutto nologia, gi abbondantemente indagati, ma anche il rife- esplicita nel Saggio sulluomo, della problematica omorimento goethiano, no ad ora meno evidenziato, poich logazione tra lespressivit animale e quella mitica (cfr. proprio lopporre a una metasica dellessere una meta- p. 235). Con il termine svolta, tuttavia, come ovvio, sica del fenomeno (del Urphaenomen goethiano), e non intendevo, n intendo, la drastica sostituzione di una quindi in questo senso una fenomenologia, costituisce prospettiva allaltra, ma piuttosto il prevalere di una o lidea base della losoa delle forme simboliche di dellaltra prospettiva, ambedue compresenti dallinizio Cassirer, come egli stesso annota nel passo del fascicolo alla ne del pensiero di Cassirer (come esempio del 107 sopra citato (p. 264). Ci che io intendevo e intendo persistere della losoa della cultura, intesa nel primo ancora evidenziare la differenza tra il prevalere della modo, anche in un testo pi tardo, cfr. p. 240). comparazione tra direzioni culturali paritetiche e Cassirer indipendenti (nei primi due e la filosofia volumi), che Cassirer stesdella vita so indicava come losoa nella Metafisica della cultura, e la subordidelle forme nazione gerarchica di esse simboliche in un processo evolutivo, di quale compare nel terzo Gianna Gigliotti volume della Filosoa delle forme simboliche, intitolato Fenomenologia della La posizione pi severa che conoscenza. Questa diffeil neocriticismo abbia asrenza, con tutti i problemi sunto nei confronti della che essa implica e che ho losoa della vita certo evidenziato a suo tempo, rappresentata da Die Phinon mi sembra confutata losophie des Lebens (La ma, al contrario, indirettalosoa della vita, Tubinga mente confermata dai nuo1920) di Rickert. Su questo vi materiali pubblicati. Inlibro polemico Cassirer fatti, nel fascicolo 107, croesprime in Zur Metaphysik nologicamente anteriore al der symbolischen Formen terzo volume della Filoso(Sulla metasica delle fora delle forme simboliche, me simboliche, a cura di J. vi sono numerosi indizi che M. Krois, in collaboraziorispecchiano la prima conne con A. Appelbaum, R. cezione: le diverse forme A. Bast, K. C. Khnke, O. della cultura come direSchwemmer, Meiner, Amzioni autonome (cfr. pp. burgo 1995, p. 238; dora 261, 262, 263, 264); lindiin poi i rinvii al numero di cazione della losoa delle pagina che seguono senza forme simboliche come amaltra indicazione fanno ripliamento della rivoluzioferimento a questo volume) Ernst Cassirer nella sua casa di Amburgo ne copernicana di Kant (cfr. una rapida nota severa: p. 263); la concezione di folle e miope parlare di una molteplici, distinte realizzazioni del processo della fun- mera corrente alla moda; e apertamente riconosce che zione simbolica allinterno di ogni forma (cfr. p. 264); la quale che sia il giudizio che in ultima analisi si pu dare concezione della dialettica vita-spirito allinterno delle del [...] contributo sistematico [di questa losoa], singole forme simboliche (cfr. p. 266); la concezione innegabile che i suoi motivi nascano alla radice pi della losoa non come forma simbolica superiore, ma profonda del moderno senso della vita, e del senso della come riflessione generale comparativa sulle forme sim- cultura tipicamente moderno (p. 8). boliche (cfr. p. 265). Tutti gli altri documenti, contempo- proprio con questi motivi che Cassirer sembra sentire ranei o successivi al terzo volume della Filosoa delle il bisogno quasi di mettere a confronto limpostazione forme simboliche, rispecchiano invece, in diversi luoghi, basilare della sua Filosoa delle forme simboliche. Rilavvenuta moltiplicazione delle funzioni simboliche, il spetto ai testi gi noti, non mi sembra vi siano mutamenti collegamento di ognuna di esse prevalentemente con una di rilievo; forse c solo una pi aperta disposizione ad specica forma simbolica e la loro collocazione gerarchi- accogliere quei motivi, nel senso di un riconoscimento ca in un unico processo dialettico - evolutivo, che sono pi ampio, e starei per dire confesso, dellinsostenibilit caratteri propri della concezione nale della fenomeno- del primato del conoscere. Il nocciolo problematico di
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RESOCONTO queste pagine inedite mi sembra costituito dal non risolto rapporto tra la forma come risultato di un fare dello spirito, come insuperabile mediazione simbolica, in questo senso sempre incompiuta, e la sua compiutezza, pur aperta alle innite mutazioni, derivante dalla concretezza individuata dalla forma stessa. E, strettamente legato a questo problema, quello della molteplicit delle forme in relazione allunit della vita. Su un punto Cassirer non in grado di smentire Rickert: sulla matrice romantica della Lebensphilosophie. Nel saggio del 1930, Geist und Leben in der Philosophie der Gegenwart (Die Neue Rundschau, I, 1930, pp. 244-246) scriver: vediamo ancora una volta quanto le radici della nostra losoa moderna e pi aggiornata affondino profondamente nel terreno del romanticismo, e come, consciamente o inconsciamente, dipendano sempre da modelli romantici Rickert aveva fatto i nomi di Hamann, Herder, Jacobi, Goethe, Fichte, Schelling, Schlegel, Novalis. Tutti autori frequentati da Cassirer, direi soprattutto - a parte Goethe che costituisce un cruciale capitolo a s - in relazione al tema del linguaggio, verso il quale Cassirer dimostra una sensibilit atipica nella cornice neocriticistica, proprio in quanto forma dellessere (p. 79). Forma immediatamente, indissolubilmente, legata al fenomeno dellespressione, altro tema cruciale per Cassirer, che qui ripreso tra laltro in relazione alla teoria dellevoluzione di Wundt, per puntualizzare come nellambito del divenire spirituale domini non tanto la legge dellevoluzione quanto piuttosto la legge della mutazione (p. 39; corsivo mio). Questultima formulazione mi porta a segnalare unaltra nota che mi parsa ricorrente in queste pagine, e che mi sembrerebbe di poter indicare come importante, ed il fatto che Cassirer, che tanto frequentemente insisteva sui rischi della metbasis eis llo gnos, fedele del resto in questo al Kant della seconda Prefazione (Kritik der reinen Vernunft, B, p. VIII), qui invece sembra porsi in un certo senso piuttosto il problema inverso. Non si tratta certo di confondere i saperi, n di sfumare le differenze in un indistinto immediato. Si tratta per di rilevare come dietro la pluralit delle forme si dia quasi lunit del dare forma; dietro le molte forme simboliche lunit della. Gestaltung. Dopo che lanalisi fenomenologica ha cercato di mettere in luce la forma originaria del pensare tramite il linguaggio, il mito, la scienza, la sintesi sembra reclamare di nuovo il suo diritto in modo tanto pi urgente e imperioso. Lanalisi doveva necessariamente rivolgersi soprattutto e in modo unilaterale alla conoscenza delle differenze - ma non dovevano ugualmente proprio queste differenze stesse rimandare ad un tutto onnicomprensivo che le ricomprende tutte, come suoi momenti, e le collega luna allaltra? (p. 5). Anche in queste pagine, a cui pure ha dato il titolo, cos poco fedele alle sue origini marburghesi, di Metasica delle forme simboliche, Cassirer tiene fermo il postulato del suo kantismo: la forma sempre funzione; per essere colta deve dunque aver gi informato della sua specica legalit un aspetto dellesperienza. In ogni congurazione (Gestalt), per quanto semplice essa sia, gi del tutto presente e operante la legge della formazione (Formung). [...] Possiamo mettere a confronto tra loro sempre solo
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forme (Formen) coniate, solo totalit-di-senso, per renderci pienamente conto, grazie a questo confronto, della specica norma spirituale che governa la loro costruzione. Ma non possiamo riportare il principio conguratore, dietro il quale sta questa costruzione, ad un quid non ancora congurato, farlo sviluppare da una materia ancora priva di congurazione (p. 37). E ancora: La Filosoa delle forme simboliche [...] non pu scambiare la mediatezza dellanalisi con limmediatezza dellintuizione. Tutto ci le infatti precluso dalla legge del metodo, alla quale si sottoposta sin dal principio. Questo metodo si mantiene nei limiti dellimmanenza dove con immanenza non va inteso il restar chiusi in una qualsiasi singola forma, per esempio nella forma puramente teoretico-scientica, bens nel complesso di tutto il possibile dare senso e forma (p. 47). Questo non impedisce tuttavia che si debba riconoscere che non ogni congurare (Gestaltung) oggettivo si possa intendere nel medesimo senso come ordinare secondo leggi (Gesetzgebung) (p. 55). Proprio questo appare il limite di Kant. Mi parrebbe che quei motivi ineludibili posti in primo piano dalla Lebensphilosophie si raccolgano per Cassirer nella ricerca di un luogo di unit oltre la pluralit delle forme simboliche. La vita non signica immediatezza. Piuttosto, sta ad indicare il fatto che per quanto diverse, distinte e inconfondibili tra loro siano le forme dello spirito (Geist), si tratta sempre di forme in quanto assunzioni di forma, che in questo assumere forma trovano un essenziale elemento comune. Laccento si sposta allora tutto sulla Gestaltung, secondo un confluire di spunti e di echi che non ci sorprendono, abituati da sempre da Cassirer a leggere nelle sue pagine contestualmente il losofo e lo storico della losoa e della cultura. La prima eco, anche se forse non del tutto diretta, ma certo presente se non altro - (ma non solo) - attraverso Klages, sembra avere la voce di Schlegel. La losoa della vita denita da Friedrich Schlegel una scienza dellesperienza interna, spirituale (F. Schlegel, Philosophie des Lebens, Vienna 1828; ora in Kritische Friedrich-Schlegel-Ausgabe, vol. X, Monaco di Baviera-PaderbornVienna 1969, p. 357), volendo mettere in luce con questa denizione il suo impegno a tornare sul terreno dei fatti dopo lastratta speculazione dei sistemi idealistici, lontani, appunto, dalla vita. Di questo impegno occorre qui rilevare il motivo della scienza della coscienza, a partire dalla Fenomenologia della spirito, alla quale del resto Cassirer si pi volte richiamato. Schlegel scrive che nella losoa della vita tutto si fonda sulla totalit della coscienza in tutti i suoi diversi aspetti e facolt, sicch indifferente da quale punto della circonferenza o della periferia ci si muove per giungere al centro e sviluppare ulteriormente questo come fondamento (ibid., p. 13). Limmagine del centro, rappresentato dalla coscienza, che Schlegel chiama con il termine psicologico Seele (anima), e della periferia, rappresentato dal mondo della totalit dellesperienza, anche unimmagine portante della Psicologia generale di Natorp, alla quale opera, in queste pagine sinora inedite, Cassirer si richiama in modo signicativo. La correzione che Schlegel vuole apportare allo sviamento idealistico (idealistische Verirrung)

RESOCONTO passa, come prima cosa, attraverso una compiuta soprattutto un principio che genera i fenomeni, determiconcezione della coscienza, in tutta la pienezza del suo nandoli secondo una legalit, ma piuttosto una crescita vivente disvolgersi, secondo tutte le facolt e le capacit verso una congurazione, dove la materia sempre che a questo cooperano (ibid., p. 18). Questa psicolo- formata, dove la vita e la forma sono distinguibili solo per gia universale fu denita da Herbart, nella sua recensio- il fatto dellincessante modicarsi dellunica realt: la ne dellopera di Schlegel, una psicologia poetica, e vita formata. Lo sforzo che si ha limpressione impegni seccamente egli respingeva luso disinvolto della simbo- soprattutto Cassirer in questo abbozzo progettato come lica e del mito. Il richiamo al simbolo e al mito sono parte conclusiva della sua opera maggiore, sta forse proprio tra gli elementi pi tipici di quella nuova losoa proprio in ci che egli stesso scrive: Ci che [la Filosoa della vita con la quale Cassirer si confronta . delle forme simboliche] cerca di comprendere e illuminaNon so se davvero - come ritiene Krois (cfr. p. XI) - re lenigma del divenire-forma come tale; non tanto Cassirer vada qui molto oltre quanto scriver nel suo una determinatezza gi data, quanto piuttosto il processo stesso della determinaziosaggio Geist und Lene (p. 4). ben in der Philosophie der Gegenwart del 1930, che A me non sembra che in gi abbiamo ricordato. In queste pagine si possano questo scritto Cassirer esaleggere delle novit rispetmina esclusivamente la poto al modo in cui Cassirer sizione di Scheler, e direi aveva gi presentato la sua che non sembra lasciarsene losoa: se mai, come semtroppo influenzare. Describra ovvio in un mettersi a vendo le losoe di Nietzconfronto coi contemporasche, Dilthey, Bergson nei, ha come chiarito mecome i principali tentativi glio a se medesimo leffetdi una losoa della vita, tiva natura di questa losoScheler suggeriva di cora. Scrive ad esempio: La reggere l indeterminatezlosoa delle forme simza di questa denominazioboliche ha da sempre cerne - causa non ultima del cato di attenersi a questa suo fascino sulle nuove gevia - la via che passa attranerazioni - precisando che verso le concrete formazioil genitivo della vita va ni dello spirito. Su questa interpretato come un genisua via, lo spirito le si pretivo soggettivo; la losoa senta sempre non tanto della vita va intesa come come volont di potenza una losoa che nasce quanto piuttosto come vodalla pienezza del vivente lont di congurazione esperire la vita. La loso(Gestaltung). Il linguaggio, a della vita veniva conil mito, larte, la conoscentrapposta cos nettamente za e la religione, combattoalla losoa che prende a no non per il puro dominio suoi oggetti la natura, la sul mondo, ma per dare forscienza, i fenomeni psichima (Formung) al mondo ci, la cultura. Tutto questo (p. 27). A questo dare for infatti nel migliore dei ma Cassirer cerca di confeErnst Cassirer con Martin Heidegger a Davos nel 1929 casi, solo vita vissuta , rire adesso un signicato mentre ora la losoa vuoche lo avvicini a un vedele cogliere quella vita del tutto diversa che si dischiu- re (Schauen), pur mantenendo a questo atteggiamento de immediatamente nello stesso vivente esperire come fenomenologico il valore di una funzione del conguraatto profondissimo e creatore (M. Scheler, Gesammelte re (Gestaltens) (p. 29). Mi sembra cio che la vera Werke, vol. III, Berna 1955, pp. 313-314). difcolt, destinata in ultima analisi a restare irrisolta, sia Credo sia estremamente signicativo che a Scheler Cas- quella di unicare in questa funzione del vedere la sirer risponda con Hegel: combattere lIdea in nome della diversit del costruire simbolico. Come se parlando di Vita pu essere in realt opera sempre e solo ancora visione (Schau), di vista (Sicht), e cos via, fosse possibile dellIdea. Questo non signica nire in una idolatria conferire alle funzioni uno statuto per cos dire ulteriore, della ragione, come laveva chiamata Schlegel. Alla uno statuto trascendentale, condizione necessaria e sufgiusta esigenza di evitarla, si pu dare vera soddisfazione ciente della tanto desiderata unit. Come se la soluzione valorizzando la dialettica interna alla stessa Gestaltung potesse essere data dal riportare le forme che costituisco(congurazione) descritta nella Filosoa delle forme no loggettivit ad una visibilit che ne garantirebbe simboliche. Dove per dialettica interna mi pare che lunit e larmonia. debba intendersi il divenire della forma, che non pi Scrive Cassirer: La Filosoa delle forme simboliche si
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RESOCONTO sviluppa dallimpostazione critico-trascendentale e su di essa si basa. Essa pura contemplazione[,] non di una forma singola, ma della totalit, del cosmo delle forme pure, e cerca di ricondurre questo cosmo alle sue condizioni di possibilit (pp. 194-195). Quanto in questa esigenza di un cosmo di forme confluisca il grande tema romantico, di Schiller e di Schlegel, dellarmonia del mondo antico di contro alla coscienza divisa del mondo moderno, non ha bisogno di dirsi. La vita diventa allora, starei per dire, il lato oggettivo di quella inscindibile correlazione soggetto-oggetto che ha dal lato soggettivo quella coscienza, quel centro mobile sempre contrapposto e correlato alla periferia che, come si detto, Cassirer esplicitamente riprende dalla Psicologia generale di Natorp. Cos Cassirer scrive che la pura visione (Schau) della realt, quale si compie in ciascuna forma simbolica e nella loro totalit, [...] un puro raggio ideale che lascia ci che tocca intatto nella sua esistenza e nel suo puro sussistere. In tal modo essa ci porta certo oltre il fondo originario della vita, ma senza distruggerla, senza farle violenza (p. 28). Rickert aveva ritenuto che, nonostante la sua rigorosa scienticit, anche la fenomenologia mostrasse una qualche afnit con la losoa della vita per la sua teoria della visione dessenza (Wesenschau), che lavvicinava non tanto alla fenomenologia di Hegel, quanto allUrphnomen (fenomeno originario) di Goethe (Cfr. H. Rickert, op. cit., pp. 28-29). Ebbene, Cassirer stesso, negli appunti che questo volume raccoglie col titolo di Basisphaenomene ( Urphaenomen), elenca la psicologia descrittiva di Dilthey, la fenomenologia di Husserl e la psicologia di Natorp come una nuova via daccesso ai Basisphaenomen alla quale egli vuole dora in poi dedicarsi (p. 138). Scheler aveva osservato come ogni metodologismo, ogni dottrina cio che consideri gli oggetti prodotti dal metodo della conoscenza - come insegnano Cohen e Natorp - rappresentava una delle pi pericolose inclinazioni del soggettivismo germanico, che non poteva essere corretta dallampliamento funzionalistico a tutto quel complesso di ambiti che possiamo chiamare cultura, nel senso di Cassirer e Simmel, ancora pi arduo della dottrina di Kant. La prima grave difcolt stava proprio nella giustapposizione senza gerarchia e senza gradi delle varie forme e subito dopo nella dipendenza dalle leggi del grado di autonomia degli oggetti nel loro esistere e nel loro esistere in un dato modo (Cfr. M. Scheler, Gesammelte Werke, cit., Band 11, 1979, pp. 20-21). A che cosa fa appello Cassirer per imboccare questa nuova via daccesso? E come pu questa nuova via risolvere il problema su cui aveva messo il dito Schleler, toccando il punto nevralgico del sistema, della relazione reciproca tra le forme? Le pagine che abbiamo davanti non offrono, se ho saputo leggerle, una soluzione. Mostrano solo la suggestione esercitata da alcuni autori. Cassirer sembra ad esempio ripensare ampiamente Lintuizione della vita. Quattro capitolo metasici (Monaco di Baviera-Lipsia 1918; trad. it. di F. Sternheim, nota introduttiva di A. Ban, Milano 1938) di Simmel. Simmel spiegava come la frammentariet della vita sia costitutiva del suo potersi esprimere, come le forme e le funzioni che la vita ha espresso da se stesse in forza della sua
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dinamicit, diventano autonome e denitive grazie ad un capovolgimento totale. Cassirer naturalmente non fa suo quel primato della vita che in fondo Simmel rivendica. Accoglie per il suggerimento per cui la funzione simbolica, che costituisce quella ineliminabile mediazione in cui la vita deve entrare, come anche Simmel riconosce, costituisce un disperdersi nel molteplice; e direi che per contestare che acquisti una valenza di violenza esercitata sulla vita, egli cerchi di attenuarne la valenza costruttiva per accentuarne invece un certo signicato di metamorfosi. La forma sembra ispirarsi vieppi alla biologia che alla matematica. Cassirer scrive che quella rotazione intorno allasse (Achsendrehung des Lebens), che secondo Simmel d luogo allemancipazione delle forme e quindi al regno delle idee, non altro che quel particolare rivolgimento, quella peripezia spirituale, che essa esperisce in s non appena si specchia nel medium di una forma simbolica. La svolta verso lidea richiede sempre come condizione preliminare e come passaggio necessario la svolta verso la forma simbolica (p. 13). Come si vede, la forma simbolica mantiene intatto il signicato che le conoscevamo. E mi pare che in ultima analisi il paradiso dellimmediatezza non solo non si apra a Cassirer, ma continui a non interessarlo. Se mai, come accennavo, le forme simboliche sono presentate forse pi esplicitamente - mi sembra trattarsi in fondo solo di questo - non tanto come condizioni di possibilit di aspetti della cultura, quanto come realt culturali direttamente esse stesse, che quindi rinviano a loro volta a qualcosa che le spieghi, che le generi, e che potrebbe congurarsi come la vita. signicativo che Cassirer, nella cui natura kantiana e neokantiana non pu naturalmente avere spazio una nozione di essere disgiunta da quella di un conoscere, pur inteso in senso lato quanto si voglia, non abbia la stessa esitazione ad accogliere invece la nozione di vita. Una sua annotazione recita cos: Noi [...] non partiamo dal fatto originario del cosiddetto essere, ma da quello della vita - a questo fatto per assolutamente essenziale il disperdersi in una molteplicit di direzioni diverse - e proprio questo il fenomeno originario della vita stessa, il fatto che in questo divergere essa afferma la sua profonda e imperturbabile unit (p. 263). In fondo, il concetto di vita elaborato dalla moderna Lebensphilosophie mi sembra servire a Cassirer solo come una sorta di dimostrazione alla rovescia che proprio il disperdersi nella molteplicit delle forme formate, proprio se se ne riconosce la natura di realt che sono passate attraverso un processo di assunzione di forma, postula una sorta di punto di partenza come origine di questo diversicarsi. La mutazione rimanda alla forma come metamorfosi. Al nascere e perire delle congurazioni (Gestalten) Cassirer guarda ancora una volta con gli occhi di Goethe, e di Leibniz: L assoluto, l essere, [...] si risolve per noi nel fenomeno originario della vita [...] il movimento rotatorio della monade intorno a se stessa. (p. 264). Alla forma come regno a s che limita il regno della vita, secondo il processo che Simmel costruisce in fondo trasferendo sul piano speculativo la sua analisi sociologica della modernit, Cassirer contrappone allora la sua versione di questo processo: piuttosto, la vita procede

RESOCONTO sempre, come innita possibilit-di-formazione, come zialmente per sottolinearne unindicazione valida. Che, potenza alla forma, oltre la formazione gi data (p. di nuovo, la denuncia dellillusione della Lebensphi216). Cos, quel carattere processuale della forma, che losophie di poter cogliere limmediato in modo immela losoa tedesca si sforza in tanti diversi modi di diato (cfr. p. 145). Non possiamo scambiare con una affermare dopo Kant, trova in Cassirer una delle affer- diversa la forma dessere dellintelligenza: non possiamazioni pi forti, resa possibile, mi pare, da una meta- mo sostituire con una veduta immediata il suo modo morfosi: dalla autotrasformazione (Selbstverwandlung) discorsivo di comprendere. Allinterno della sua fordella vita in spirito (p. 217). Per indicare il carat- ma concettuale, per, [...] possiamo invertire la direziotere non rigido e sso della forma, Cassirer la denisce ne della determinazione (p. 51). Ma in Natorp questa congurabile (gestaltbar) (p. 16), come a indicare inversione proceder alla ne verso il chiuso silenzio appunto che non si tratta di una condizione ultima, di del Logos. Pu mai esso conciliarsi con il dispiegarsi una struttura identicabile una volta per tutte. Insomma, solare dellespressione?. anche quella di Cassirer una losoa della vita, se Cassirer una nota distintiva essene zialissima di questultima Goethe in ultima analisi il riuto di qualsivoglia separatezza della forma stessa. Quasi percepisse il rischio di di concedere troppo allauRenato Pettoello tonomia delle forme, allontanandosi molto dalla sua origine criticistica, per Goethe riveste un ruolo del cui esse sono, in quanto tutto centrale nella riflessiocondizioni, sempre correne losoca di Cassirer; colate ad un condizionato che stituisce veramente un salin qualche modo le limido punto dunit, un centa, Cassirer si richiama , tro ideale nel quale concome gi aveva fatto del vergono diverse tensioni spiresto nel terzo volume delrituali ed esigenze speculala Filosoa delle forme tive, lungo una linea ideale simboliche, alla PsicoloLeibniz-Kant-Goethe. gia generale di Natorp, per Laveva gi colto con granfare sua la proposta di un de acume, ormai molti anni momento di ritorno alla or sono, Enzo Paci, quando soggettivit, che per sia scriveva che la caratteriappunto un ritorno, presupstica del particolare neoponga cio un precedente kantismo di Cassirer doandare verso l ad li l vuta soprattutto allinfluendella vita, per usare za di Goethe sulleredit lespressione di Simmel. marburghiana (E. Paci, La Latto dello sciogliersi presa di coscienza della biodalla semplice base natulogia in Cassirer, in Il Penrale e vitale, in cui si affersiero, XIII, 1968, p. 110). ma nel modo pi chiaro la Fortuna e Sapientia, da Car. Bovillus, Liber de Sapiente (1510-12) Fondamentale dunque il natura dello spirito umaconfronto Kant-Goethe, cano, diffondendosi nei raggi divergenti, si richiude ratteristico, del resto, di tutto il neocriticismo nella sua nel Focus, nel centro della soggettivit, dove questi accezione pi ampia. In una prospettiva diametralmente diversi raggi si possono riunire (p. 7). Il tentativo di opposta a quella di Simmel che aveva insistito sulla Natorp offre appunto questo vantaggio, quasi questa contrapposizione ed inconciliabilit tra le concezioni del garanzia: non si ha solo il perdersi centrifugo nella mondo di Kant e di Goethe, meccanicistica luna, vitaliperiferia della cultura; si ha anche il ritrovarsi centri- stica laltra, Cassirer guarda piuttosto a ci che unisce Kant peto nel centro della coscienza. Sia detto di nuovo: a Goethe, vale a dire il potere organizzatore della ragione tutto questo non va assolutamente confuso con un con- e l unit sintetica dello spirito. Se per Simmel la tatto con limmediatezza. E se gi nel testo edito, in caratteristica essenziale della losoa kantiana quella di brevi pagine che mi sembrano tuttavia molto interessan- stabilire i limiti, mentre quella di Goethe lunit, cos che ti per entrambi gli autori, Cassirer esprimeva le sue per Goethe lunit la chiarezza e la separazione loscudifcolt ad accogliere senza riserve la proposta di rit; per Kant il contrario (G. Simmel, Kant und Goethe. Natorp, difcolt cui del resto egli si richiama anche qui Zur Geschichte der modernen Weltanschauung, Lipsia (cfr. p. 55), ora quel progetto sembra richiamato sostan- 19163, p. 51); per Cassirer invece Kant e Goethe si muovo13

RESOCONTO no entrambi nellambito del medesimo orizzonte problematico: la conciliazione tra lesigenza della libert e laspirazione alla forma nellambito dellautonoma coscienza formatrice. Com noto una delle caratteristiche dellinterpretazione marburghese della losoa critica quella di aver eliminato la distanza che Kant sembrava aver istituito tra sensibilit ed intelletto. Ci non comportava per, agli occhi di Cohen e di Natorp, leliminazione dello schematismo trascendentale. Cassirer, forse convinto della problematicit di questa soluzione, radicalizza le posizioni marburghesi. Lo schematismo conserva ormai soltanto un valore storico, allinterno dello sviluppo del pensiero kantiano. Una volta svolto il suo compito, pu venire abbandonato. Questa impostazione consente a Cassirer di stabilire uno stretto legame di continuit tematica tra la prima e la terza critica kantiana, attraverso la mediazione della Critica della ragion pratica. La Critica del giudizio non va intesa n come la semplice sintesi estrinseca del mondo fenomenico e di quello della libert morale, n come laffacciarsi di una problematica tuttaffatto nuova: in origine era solo un risultato del perfezionamento dello schematismo trascendentale (E. Cassirer, Vita e dottrina di Kant, a cura di G. A. De Toni, presentazione di M. Dal Pra, Firenze 1977, p. 325). Essa piuttosto il punto pi alto del pensiero di Kant, la vera conclusione della rivoluzione inaugurata con la Critica della ragion pura. Il metodo critico non stato cos n mutato, n stravolto, ma semplicemente arricchito. Il vero problema di cui si occupa Kant, e Goethe laveva capito meglio di quanto avessero fatto i loso di professione, non tanto quello dellarte o della natura, quanto quello del giudizio; ma allora non pu pi stupire lassociazione tra bello artistico e nalit naturale. Il problema estetico e il problema teleologico nella loro connessione traggono la loro comune origine ideale nel problema della formazione individuale del reale: il giudizio si presenta subito come una mediazione di particolare ed universale. Ovunque ci si presenti una determinata congurazione dellessere necessario chiedersi se nellanalisi di questa congurazione si debba cominciare con lessere o non si debba invece rinviare al fare, alla libera spontaneit dello spirito: l essere qui non si pu mai cogliere altrimenti che nell operare e questo fare si caratterizza nelluomo con un fare simbolico. Laccento viene cos posto sul libero fare dello spirito in tutti gli ambiti della cultura. Kant si presenta allora come il losofo della libert dello spirito, piuttosto che come il teorico della conoscenza. Il problema della libert e quello dellapriori si presentano come due diverse espressioni di ununica esigenza di fondo, quella di risalire ad unoriginaria autodeterminazione della ragione. La ragione e la sua libert si manifestano nel giudizio, mostrando come la compenetrazione di particolare dato e di universale pensato non pu che essere un processo in costante sviluppo, non un dato, ma unesigenza. Kant non il teorico di uno scientismo staccato dalla vita, il criticismo non unilateralmente una giusticazione del fatto scientico, ma uno sforzo di conciliazione e di armonia tra natura e spirito, un tentativo di universale chiaricazione del reale. Ed proprio questa concezione del criticismo che consente a Cassirer di stabilire uno stretto parallelo tra Kant e Goethe.
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Anche per Cassirer il cuore della Critica del giudizio costituito dal 77. La differenza tra intellectus archetypus e intellectus ectypus non denisce la contrapposizione tra cose reali, ma soltanto la portata e il valore dei nostri specici mezzi conoscitivi. Non si tratta di contrapporre i due termini, ma di individuare il loro punto dunione. Come per Goethe, intelletto umano e intelletto divino non sembrano rappresentare pi due modi diversi di conoscere il mondo; ci che li distingue soltanto la diversa estensione della loro conoscenza. Per Cassirer noi non conosciamo gli oggetti come se fossero gi dati e determinati prima del processo conoscitivo; noi conosciamo oggettivamente gli oggetti in quanto stabiliamo determinate distinzioni e connessioni permanenti. Ci che la metasica tradizionale attribuiva alle cose in quanto tali si dimostra essere un elemento necessario nel processo di oggettivazione. Cassirer non rivolge il suo interesse alla pura fatticit delle cose esterne, ma al mondo di simboli che caratterizza lattivit dello spirito umano, ove si pone non tanto il problema delloggettivit dellesistente, quanto piuttosto delloggettivit del signicato. Si tratta di dare conto della forma, non della legge che consente di denire un ambito dellattivit spirituale rispetto agli altri. Si tratta cio di ampliare gli orizzonti della losoa critica a tutte le manifestazioni dello spirito, ricorrendo a questo scopo ai concetti di forma simbolica e di pregnanza simbolica; ed proprio qui che le suggestioni goethiane si fanno particolarmente evidenti. Cassirer trova nellidea goethiana di forma e di Urphnomen, fenomeno originario, dei concetti a lui particolarmente congeniali. La forma nella sua manifestazione sensibile loggetto primario dellinteresse di Goethe. Egli non interessato a ci che sta dietro il fenomeno. Non gli importa cercare le forze o le qualit che stanno oltre lesperienza. Ci che lo interessa veramente proprio ci che appare. La morfologia ha appunto il compito di individuare un ordine, una forma in ci che appare, in ci che oggetto della percezione sensibile. Pensiero e immaginazione sono infatti gi attivi negli organi di senso; il fatto empirico, il fenomeno gi teoria. La forma per non qualcosa di statico, ma, al contrario, in continuo movimento. Lartista, il naturalista deve essere allora in grado di scorgere ci che non varia nella mutevolezza del mondo, di seguire la metamorfosi di una forma sempre uguale e sempre diversa, di vedere la serie degli esemplari in cui una struttura esterna si ripresenta in modo caratteristico, bench in forme apparentemente diverse. possibile dunque per Goethe individuare delle costanti, degli elementi ssi che per hanno unesistenza puramente ideale, perch reali sono soltanto i singoli casi concreti, con le loro speciche sionomie. Una volta individuato lelemento invariante, poi possibile determinare il suo diverso modo di concretizzarsi, di riferirsi allambito empirico. LUrphnomen appunto una di queste costruzioni ideali; ci che appare come costante nella molteplicit, ma immerso in essa, vivente in essa. Solo in questo modo possibile fornire una visione tipica, ma non astratta, della variet della natura, nelle sue innite forme. possibile dunque organizzarla secondo una regola, denirla secondo criteri connessi alle leggi della percezione: lapriori vive gi nellaposteriori. Il tentativo di conciliare il fenomeno originario di Goethe

RESOCONTO con le problematiche kantiane della riflessione critica sta al centro anche delle pagine nora inedite, databili attorno al 1940, raccolte sotto il titolo: ber Basisphnomene (Sui fenomeni di base), nel primo volume dei Nachgelassene Manuskripte und Texte di Cassirer: Zur Metaphysik der symbolischen Formen (Sulla metasica delle forme simboliche, a cura di J. M. Krois, in collaborazione con A. Appelbaum, R. A. Bast, K. C. Khnke, O. Schwemmer, Meiner, Amburgo 1995, pp. 111 e ss.; dora innanzi nel testo che segue si far riferimento a questopera semplicemente col numero della pagina, senza altra indicazione). Com possibile conciliare lunit immediata dellUrphnomen con la frattura, la distinzione, immanente allunit stessa, introdotta dalla riflessione, si chiede Cassirer. Anche la funzione intellettuale del domandare, dalla quale trae origine la losoa stessa, appartiene alle funzioni originarie dello spirito. dunque possibile una sintesi tra due stili di pensiero cos diversi che non sia una mera mescolanza eclettica? Insomma, come aveva ben visto Paci, Cassirer accanto al problema kantiano e marburghese della legalit segue [...] il tema della forma, dellidea, non come legge, ma come visione. Egli cerca quasi un compromesso tra lelemento eidetico e lelemento legalistico (E. Paci, op. cit., p. 109), a condizione che per idea sintenda appunto lidea goethiana che si vede immediatamente nel fenomeno con l occhio dello spirito, e non tanto la problematica fenomenologica. Il problema fondamentale per Cassirer, come aveva gi detto altrove, quello di unanalisi delle forme fondamentali della comprensione del mondo e quindi di una molteplicit di modi della considerazione che consentano di coglierlo da differenti punti di vista, ugualmente legittimi. E il concetto goethiano di Urphnomen, nella sua dinamicit e duttilit, gli sembra lo strumento pi indicato. Sulla scorta di Goethe, dunque, ma con unevidente influenza leibniziana, Cassirer individua tre dimensioni diverse dellUrphnomen, o Basisphnomen (fenomeno di base), come preferisce denirlo ora. Si tratta di tre funzioni fondamentali che non possibile spiegare, ma che sono la chiave della realt medesima. Ogni tentativo di spiegazione nirebbe col sostanzializzarle e sarebbe quindi in contrasto con la tendenza rigorosamente funzionalistica di Cassirer. I Basisphnomene vengono dunque prima di ogni pensiero e di ogni riflessione ed anzi ne sono alla base, rendendoli possibili; non sono qualcosa che pu essere mediato, ma piuttosto i modi della mediazione stessa: sono lo sguardo che noi gettiamo sul mondo - per cos dire locchio che apriamo. In questa prima occhiata ci si palesa il fenomeno: realt (pp. 132-133). Questo sguardo sul mondo si manifesta innanzitutto nel fenomeno originario dellIo, la monade, la vita pura e semplice, intesa non come un essere statico, ma come processo, come movimento: il movimento rotatorio della monade intorno a se stessa, aveva detto Goethe. Si devono dunque prendere le mosse dalla vita, che per Cassirer non contrapposta tragicamente alla forma, allo spirito, come per Simmel, ma essenzialmente armonia, e questa armonia , ancora una volta, movimento: il divenire, per sua essenza, non n mera vita, n mera forma, ma il trasmutarsi in forma (p. 15). Solo la vita cos intesa pu dar conto dellunit fondamentale e insieme delle diverse,
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vive prospettive simboliche: noi non prendiamo dunque le mosse dal fatto originario del cosiddetto essere, ma da quello della vita - ma a questo fatto daltronde essenziale lo scomporsi in una molteplicit di differenti direzioni - ed appunto lo stesso fenomeno originario della vita che in questa divergenza si afferma nella sua imperturbabile unit. La losoa, come s visto, deve limitarsi a rappresentare questo fenomeno originario nella sua stabilit e nel suo pieno dispiegarsi, ma non pu spingersi no ad interrogarsi sul suo perch, riconoscendo qui il necessario ed inevitabile limite del comprendere (p. 263). A questo livello dunque io mi esperisco come presente, ma non in senso ontologico. La seconda dimensione quella dellagire. La monade isolata infatti unastrazione. Lagire dunque si presenta come un secondo, essenziale momento, costitutivo di ogni nostra coscienza della realt: non possibile alcuna coscienza della realt senza questa originaria, indeducibile coscienza dellagire. Ma lagire da solo, questo intervento della monade mobile e viva nel mondo esteriore che la circonda, come dice Goethe, non basta. E necessario un ulteriore passo. Cos si entra nella sfera del lavoro, del prodotto. Lopera il ne ed insieme la ne dellagire e in quanto tale comporta unestraneazione dellIo che per, avverte Cassirer, non estraneit, n impoverimento, ma, al contrario, un arricchimento. Solo a questo punto si raggiunta unautentica coscienza della realt. Il pensiero, la riflessione, la potenza del negativo, pu sorgere soltanto sulla base di questi fenomeni originari. I modelli psicologici, metasici o gnoseologici che privilegiano soltanto uno dei primi due tipi di Basisphnomene appaiono insufcienti ed unilaterali a Cassirer. Non per del tutto chiaro se per questo vadano considerati semplicemente come tentativi inadeguati e quindi da rigettare, o come dei momenti che possono e debbono essere inverati nella forma superiore. Cassirer infatti accetta esplicitamente la distinzione di grado dei fenomeni originari, proposta da Goethe, ma sembra presentarla proprio come una successione dialettica di tesi, antitesi e sintesi. E questo non contribuisce certamente a chiarire n i rapporti dei Basisphnomene tra di loro, n tra essi ed il piano della riflessione. Ma lo stesso concetto di Basisphnomen non del tutto limpido. Come gi in Sostanza e funzione, Cassirer si trova davanti al problema di conferire agli invarianti un valore atemporale e nello stesso tempo di negare loro unesistenza autonoma. Si rischia per, cos, di ontologizzare i fenomeni originari, a dispetto delle dichiarazioni esplicite in senso contrario, e di vederli sfuggire al controllo del libero fare dello spirito. Non si vede come si possa tener fermo in questo modo il trascendentalismo kantiano. La visione, attraverso la quale il dato sensibile diventa signicante, non sembra aver nulla a che fare con lattivit del giudizio kantiano: la visione, la prospettiva si potrebbe dire, con cui ci affacciamo sul mondo un dato originario ed ineludibile, per cui inutile pretendere di risalire al di l di essa per ritrovare la materia anteriore ad ogni processo di formazione simbolica. E appunto contemplazione. Non allora certamente casuale che Platone acquisti un ruolo centrale, quel Platone che si collega a Kant, attraverso i secoli, attraverso Cartesio e Leibniz (p. 193); quello

RESOCONTO stesso Platone che egli sentiva tanto afne a Goethe, il quale (ma non vale anche per Cassirer stesso?): non si sente spinto verso qualcosaltro di superiore, ma gioisce qui della speciale, profondissima quiete della contemplazione (E. Cassirer, Goethe e il mondo storico, a cura di R. Pettoello, Brescia 1995, p. 152). Pi in generale, c da chiedersi se Cassirer sia veramente riuscito a conciliare Kant con Goethe, se effettivamente, assumendo il fenomeno originario come fatto dellapparire, sia riuscito a superare il duplice limite del sapere, la vuota universalit da un lato e la particolarit accidentale dallaltro. Cassirer rischia di cadere in una sorta di losoa dellidentit, ove si perde la problematicit tipica del criticismo. Lunicazione della vita spirituale tentata da Cassirer attraverso il concetto di simbolo, non avviene tanto per virt propria del simbolo, quanto perch il
Ledizione dei Nachegelassene Manuskripte und Texte (Manoscritti e testi postumi) di Ernst Cassirer, intrapresa dalla Casa Editrice Meiner di Amburgo, si basa sul lascito cassireriano che dagli anni Sessanta in possesso della Beinecke Rare Book and Manuscript Library presso la Yale University, e inoltre su ulteriori manoscritti depositati in altre biblioteche e in collezioni private. Secondo il piano complessivo di questa edizione, curata da John Michael Krois e da Oswald Schwemmer, prevista la pubblicazione di tutti i testi scienticamente rilevanti del lascito cassireriano ed una scelta dellepistolario in complessivi venti volumi, che contribuiranno a ridenire le conoscenza della losoa di Cassirer sia per il versante relativo alla concezione delle forme simboliche, sia per quello relativo alla storia della losoa e della cultura. Va ricordato che da alcuni anni la casa editrice Meiner ha intrapreso la pubblicazione di importanti saggi di Cassirer solo per convenzione denibili come minori e no ad oggi di difcile reperimento, o perch apparsi originariamente su riviste o perch non pi riediti. Tra i pi recenti ricordiamo i seguenti volumi curati da Rainer A. Bast: Rousseau, Kant, Goethe (1991), Erkenntnis, Begriff, Kultur (Conoscenza, concetto, cultura, 1993), Goethe und die geschichtliche Welt (Goethe e il mondo storico, 1995), Descartes. Lehre Persnlichkeit - Wirkung (Descartes. Dottrina - personalit - influsso, 1995). Ad essi si afanca la raccolta di saggi cassireriani del periodo che va dal 1906 al 1945, curata da Ernst W. Orth, dal titolo Geist und Leben. Schriften zu den Lebensordnungen von Natur und Kunst, Geschichte und Sprache (Spirito e vita. Scritti sugli ordini vitali di natura e arte, storia e linguaggio, Reclam, Lipsia 1993). Va anche ricordato che la casa editrice Wissenschaftliche Buchgesellschaft di Darmstadt ha ripresentato nel 1994, in una nuova edizione speciale prevista per il cinquantenario, i quattro volumi dell Erkenntniss-problem in der Philosophie und Wissenschaft der neueren Zeit (Il problema della conoscenza nella losoa e nella scienza dellepoca moderna), e nello stesso anno ha ripubblicato,

rapporto tra universale e particolare, tra forma e materia un postulato ed essi sono i termini di una relazione intrascendibile, per cui non ha pi senso porsi il problema della loro relazione. Lunit di materia e forma, di particolare e universale, non viene raggiunta, non viene costruita, ma semplicemente mostrata e a poco vale affermare che lunit contiene dialetticamente la frattura, la differenza. Si potrebbero allora applicare allo stesso Cassirer le espressioni che egli usa per denire latteggiamento di Goethe: questo era e rimase latteggiamento tipico di Goethe. Egli non intendeva risolvere il mistero della vita; egli gioiva del quadro innitamente ricco della vita. Cos gli bastava descrivere la vita mediante simboli (E. Cassirer, Goethe und die Kantische Philosophie, 1944; in E. Cassirer, Rousseau, Kant, Goethe, a cura di R. A. Bast, Amburgo 1991, p. 79).
co la rivista Dialektik (n. 1, 1995), con contributi di L. Hajen, T. Janssen, O. Schwemmer, E. W. Orth, J. M. Krois, D. Kaegi, E. Rudolph, D. Ptzold, M. Ferrari, M. Plmacher, H. J. Sandkler, J. Seidengart, B. Centi. Il fascicolo si apre con il discorso di Cassirer, tenuto l11 Agosto del 1929 per il nono anniversario della Carta weimeriana, Die Idee der republikanischen Verfassung (Lidea della costituzione repubblicana). Come numero conclusivo dellannata del 1995 annunciata la pubblicazione di un fascicolo monograco della Rivista di storia della losoa, intitolato Ernst Cassirer 50 anni dopo, con contributi di E. W. Orth, J. Seidengart, G. Gigliotti, M. Ferrari, E. Rudolph, F. Capeillres, J. M. Krois, R. Lazzari. Scopo di questo fascicolo di documentare, al di l di ogni intento celebrativo, alcune linee di ricerca che lattuale Cassirer-Forschung internazionale venuta sviluppando, in Germania come in Francia, in Italia come negli Stati Uniti. Tra i convegni in occasione del cinquantenario cassireriano, si svolta a Napoli il 25 marzo 1996, presso il Dipartimento di losoa dellUniversit degli Studi e lIstituto Italiano degli Studi losoci, una giornata di studio sul pensiero e lopera di Ernst Cassirer, con la partecipazione di G. Cacciatore, O. Schwemmer, J. M. Krois, G. Raio, M. Ferrari. Sempre a napoli, il 5 dicembre 1995 si svolto un seminario di studi: Cassirer e lermeneutica, organizzato dallIstituto Universitario Orientale e dal Dipartimento di losoa politica dellUniversit con la partecipazione di G. Gigliotti, G. Cantillo, M. Ferrari, B. Henry, A. Poma, F. Donadio, G. Raio, C. Savi, M. Lancellotti. Segnaliamo inne che dal 13 Ottobre del 1993 operante una Internationale Ernst Cassirer-Gesellschaft (Societ Internazionale Ernst Cassirer) che ha la sua sede a Heidelberg ed coordinata in particolare da A. Bolaf, F. Capeillres, H. G. Dosch, M. Ferrari, J. M. Krois, G. W Most, E. Rudolph, O. Schwemmer, J. Seidengart (per informazioni: Prof. Dr. Enno Rudolph, FEST, Schmeilweg 5, D - 69118 Heidelberg; tel. 06221/ 9122-45/32; telefax 06221/167257). R.L.

in cinque volumi raccolti in cofanetto, la Philosophie der symbolischen Formen (losoa delle forme simboliche) insieme con il volume degli Indici e con la raccolta di saggi intitolata Wesen und Wirkung des Symbolbegriff (Essenza ed effetto del concetto di simbolo). In Italia, dove peraltro larga parte dei testi cassireriani stata tradotta in questo cinquantennio, non si tuttavia assistito negli ultimi anni ad un fenomeno signicativo, quale si attendeva, di traduzione dei saggi di Cassirer non ancora disponibili in lingua italiana; tra le eccezioni ricordiamo: Spirito e vita (Edizioni 10/17, Salerno 1992), curato da Roberto Racinaro, che raccoglie saggi e pagine parzialmente inedite degli anni tra il 1927 e il 1931; Mito e concetto (La nuova Italia, renze 1992), a cura di Riccardo Lazzari, in cui sono tradotti due saggi composti da Cassirer tra il 1921 e il 1922; Goethe e il mondo storico (Morcelliana, Brescia 1995), a cura di Renato Pettoello. Il 1995 ha visto lapparizione di una serie di studi e di fascicoli monograci di riviste dedicati a Cassirer, tra cui ricordiamo la biograa losoca di Heinz Paetzold, Ernst Cassirer - Von Marburg nach New York (Ernst Cassirer - Da Marburgo a New York, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, Darmstadt 1995), e lo studio di Massimo Ferrari, Ernst Cassirer. Dalla Scuola di Marburgo alla losoa della cultura (Olschki, renze 1996). Un importante strumento per chi intende studiare il pensiero di Cassirer, cogliendone i complessi intrecci interdisciplinari, costituito dallindice degli autori preparato da Rainer A. Bast e pubblicato col titolo: Personenregister zu den Wer-ken Ernst Cassirers (Indice degli autori nelle opere di Ernst Cassirer, Dinter, Kln 1995). Con il titolo: Kulturkritik nach Ernst Cassirer (Critica della cultura secondo Ernst Cassirer, Meiner, Amburgo 1995) apparso il primo volume della serie Cassirer-Forschungen, a cura di Enno Rudolph e di Bernd-Olaf Kppers, che raccoglie i diversi contributi di un convegno, tenutosi a Weimar dal 21 al 24 marzo 1994, sul tema: Ernst Cassirer: Kulturkritik im 20. Jahrhundert. Al tema Symbolische Formen, mgliche Welten. Ernst Cassirer ha dedicato un fascicolo monogra16

AUTORI E IDEE

AUTORI E IDEE

In difesa del realismo


In difesa del realismo e della ricerca scientica si pongono lo studio di James Robert Brown, SMOKE AND MIRRORS: HOW SCIENCE REFLECTS REALITY (Fumo e specchi: come la scienza riflette la realt, Routledge, Londra 1994), che attraverso una critica delle tendenze nominalistiche e naturalistiche giunge a sostenere una visione regolativa delle verit oggettive inerenti la realt astratta dei fenomeni, e lopera collettanea di Jerrold L. Aronson, Rom Harr ed Eileen Cornell Way, REALISM RESCUED: HOW SCIENTIFIC PROGRESS IS POSSIBLE (Realismo salvato: come possibile il progresso scientico, Duckworth, Londra 1994), che pone il problema della ricerca scientica nel determinare i limiti e lestendibilit di modelli di realt indipendenti dal linguaggio e dalla prassi umana.

Il fumo, cui fa riferimento James Brown in Smoke and mirrors: how science reflects reality, indica il tentativo fuorviante di molti loso contemporanei di affermare che le teorie scientiche non sono in grado di denire un mondo come realt indipendente dalla nostra; gli specchi indicano invece il riflettersi di qualcosa di separato dal soggetto conoscente, sebbene ci che gli specchi scientici riflettono non sia identicabile con i dati empirici in senso stretto. Secondo Brown, lantirealismo nei confronti della scienza, come anche il naturalismo di gran parte dellempirismo, non sono altro che una versione del nominalismo. I nostri concetti, o nomi, deniscono la natura in modi diversi, a seconda dei nostri interessi e delle nostre ricerche, ma non riescono a sezionare la natura nella sua unit, ad ottenere una prospettiva dalla quale poter parlare delle necessit della natura, confermando i dati che la natura stessa, attraverso i nostri concetti, ci fa pervenire. Le leggi della natura riflettono le necessit di ci che Brown chiama fenomeni: entit astratte, cui corrispondono generi naturali visualizzabili. Questi ultimi assomigliano inizialmente a versioni pi levigate delle cose che incontriamo ordinariamente, depurate dalle irregolarit che ostacolano la loro

pronta assimilazione in leggi senza eccezioni. I fenomeni, una volta astratti, possono essere visti come operanti anche in aree dove empiricamente vi sono lacune; Brown, di fatto, esorta a concepire i fenomeni, e le necessit loro relative, come conoscibili attraverso lintuizione di leggi pertinenti, anche quando la parte osservabile della natura non ci fornisce alcun esempio. Esperimenti mentali possono rivelare necessit che spiegano e stanno alla base di ci che osserviamo, anche quando non vi sono elementi osservabili. La scienza ci spinge attraverso il velo dellosservazione ordinaria in un mondo di pure essenze governato da necessit intelligibili. A questo riguardo, Brown si mostra particolarmente attratto dalla rafgurazione dei concetti matematici di Lakatos e, come questi, tende a creare un regno di conoscenze a priori (pur fallibile e correggibile); dissente da Lakatos soltanto quando questultimo sembra avvicinarsi al punto di vista di Popper sui numeri e sugli altri oggetti matematici, visti come nostre personali creazioni. Nella sua critica di posizioni antirealistiche, Brown obietta a Van Fraassen di non saper rendere conto del successo che le buone teorie scientiche hanno nel predire nuovi dati, n dellimportanza di considerazioni metasiche ed estetiche nella teorizzazione scientica. Rorty e Latour sono invece per Brown portavoci di una visione della scienza conservatrice e prosaica che non ha nulla da dire sulle variazioni qualitative e sostanziali che i concetti possono derivare dal contesto in cui sono inseriti, mentre lultimo Putnam si presenta come un vericazionista che si ripara dietro il fumo di un non ben analizzato parlare di condizioni ideali epistemiche. Al darwiniano Ruse, Brown obietta invece di fare implicito riferimento a canoni di ragionamento che esistono indipendentemente da noi e dai processi di natura. Di fatto Brown si oppone allidea di una qualche struttura cognitiva, in cui siamo inevitabilmente imprigionati e attraverso la quale afferriamo passivamente il mondo. Contro una tale concezione, e contro il restrittivo antirealismo che il naturalismo implica, egli insiste sulla normativit dellelemento mentale, per cui questo sempre aperto a riflettere e modicare qualunque
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credenza o concetto che si possa avere. Ci suggerisce lidea di una nozione regolativa di verit e di bene come oggettivi e non limitati dal tempo e dallo spazio. Il volume dal titolo Realism Rescued presenta una versione di realismo scientico che, nelle intenzioni degli autori, destinata a resistere allassalto dellantirealismo. In opposizione ad un realismo modesto, che si riduce allasserzione dellesistenza di una realt indipendente dal pensiero, il realismo scientico tratta con elementi della metasica, della semantica e dellepistemologia. In particolare, riguardo al linguaggio della scienza, Jerrold L. Aronson, Rom Harr ed Eileen Cornell Way adottano un elenco di gerarchie-tipo di discorso scientico, riguardanti il genere di termini interpolati in una struttura semantica che rappresenta la struttura gerarchica delle specie naturali. Si ottiene cos un resoconto naturalistico del ruolo dei modelli tipo-gerarchici della scienza, sulla base del fatto che i discorsi scientici non riguardano un mondo indipendente, ma modelli di aspetti certi di questo mondo. Questo implica di rimpiazzare la tradizionale questione della rappresentazione teoretica della realt con quella di denire a che cosa estendere i nostri modelli di rappresentazione di esistenze strutturate, indipendenti dal linguaggio, dalle pratiche e dai modi di percezione delluomo. Prendendo poi in considerazione quelle concezioni losoche che si oppongono al realismo scientico, Aronson, Harr e Cornell Way mostrano di riutare le tradizionali visioni della verit come corrispondenza, optando per una verit che appare come un caso limite di verosimiglianza, dove questultima rappresenta un grado di somiglianza tra un tipo di oggetto rappresentato da un modello e un tipo di oggetto reale. Completano la trattazione lanalisi di serie modali relative a leggi controfattuali e naturali, un resoconto realistico delle propriet come poteri e inne alcune considerazioni in favore del progresso scientico: i successi passati nella manipolazione di entit precedentemente inosservabili forniscono un forte supporto induttivo per la crescente verosimiglianza delle gerarchie-tipo dei modelli scientici presenti. M.B.

AUTORI E IDEE

Raoul Hausmann, Lesprit de notre temps (part. 1919)

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AUTORI E IDEE
Lantropologia di Todorov
Ne LES ABUS DE LA MMOIRE (Gli abusi della memoria, Arla, Parigi 1995) Tzvetan Todorov mette in discussione la memoria come valore assoluto, capace di garantire di per s gli effetti positivi che inerzialmente vengono assegnati al rimemorare: necessaria invece unanalisi della memoria e una sua critica dettagliata, ma profondamente coinvolta, per costruire il valore di giustizia che si accorda in maniera incondizionata al ricordo, in unepoca in cui esso appare variamente minacciato. Un capovolgimento della prospettiva convenzionale presente anche ne LA VIE COMMUNE . ESSAI DANTHROPOLOGIE GNRALE (La vita comune. Saggio di antropologia generale, Seuil, Parigi 1995) in cui Todorov affronta la questione dello spazio occupato nellessere umano dalla societ, o meglio dal rapporto con la collettivit. Lintento quello di delineare i contorni di una antropologia generale in grado di rendere conto di cosa comporti per lindividuo il non conoscere se non una vita in comune con gli altri.

Se i regimi totalitari del XX secolo hanno rivelato lesistenza di un rischio sinora poco considerato, la cancellazione della memoria attraverso leliminazione delle informazioni relative a certi eventi, Tzvetan Todorov intende mettere invece in evidenza una forma del tutto particolare di marcia verso loblio, determinata proprio dalla sovrabbondanza di informazioni. Questa circostanza pone in evidenza il fatto che la memoria non semplicemente lopposto dialettico delloblio, ma sempre necessariamente costituita da uninterazione tra la cancellazione (oblio) di qualcosa e la sua conservazione. La conservazione priva di scelta, osserva Todorov, non ancora un lavoro della memoria; daltra parte occorre anche distinguere tra il recupero del passato e la sua successiva utilizzazione. La selezione di elementi del passato si fa sulla base di determinati criteri che, verosimilmente, entrano in gioco anche nellutilizzo che poi se ne far: occorre, dunque, interrogarsi sulla loro legittimit. Il culto della memoria, a livello tanto individuale, quanto sociale, non sempre al servizio della buona causa. Secondo Todorov, si pu fondare la critica degli usi della memoria sulla distinzione tra due diverse forme di reminiscenza o recupero degli eventi passati: quella letterale e quella esemplare. La maniera letterale si appoggia alla singolarit, incomparabilit e qualit superlativa dellevento ricordato: in quanto fatto intransitivo, tale evento agisce per contiguit e, ammettendo qualunque svolgimento conseguente, pu generare rischi nelle interazioni collettive (tanto tra il singolo e la collettivit, quanto tra un gruppo e un insieme sociale pi vasto). La forma esemplare si ha quando

levento rimemorato diventa un modello e aiuta a comprendere situazioni nuove. In luogo di una ssazione sul passato, come avviene nel lavoro dellanalisi o del lutto, il dolore causato dal ricordo viene disattivato, addomesticandolo e marginalizzandolo da un lato, e dallaltro aprendolo allanalogia e alla generalizzazione come un exemplum da cui trarre una lezione; il passato, in tal modo, diventa un principio dazione per il presente. Se ora conserviamo alla memoria letterale il nome di memoria tout court, osserva Todorov, si pu chiamare la memoria esemplare con il nome di giustizia, poich la giustizia nasce in effetti dalla generalizzazione delloffesa particolare per incarnarsi poi in una istanza impersonale in grado di superare le parti. Come forse si pu intuire dal modo in cui si snoda, questo studio di Todorov, la cui versione originaria venne letta al congresso su Histoire et mmoire des crimes et gnocides nazis (Storia e memoria dei crimini e dei genocidi nazisti, organizzato nel novembre 1992 a Bruxelles dalla fondazione Auschwitz), ha come sfondo la riflessione sul signicato della Shoah e dei gulag; tuttavia, Todorov riesce qui a superare il dato epocale, facendo convergere la meditazione storica in unindicazione losoca ed etico-politica di sapore assoluto. Interrogarsi sul senso del male, suggerisce Todorov, pu essere un passo importante per mettersi in un cammino che ne eviti la ripetizione. In questo sta lutilit, tutta umana, di una ridenizione consapevole della memoria che si sciolga dallinclinazione inerziale insita in ogni trauma, collettivo o personale. Uninteressante estensione di queste riflessioni la si pu rintracciare ne La vie commune, dove Todorov, in linea con le riflessioni che hanno accompagnato il suo pi recente percorso speculativo cerca di mostrare i modi in cui luomo ha reagito alla sua condizione costitutiva di animale sociale, interrogando non solo la tradizione losoca, ma anche quella letteraria e le discipline umanistiche in genere. Fin dagli albori del pensiero moderno, fa notare Todorov, la vita in comune stata percepita come una servit. La reazione a quella che veniva sentita come una costrizione si espressa, a livello losoco, in teorie che riaffermavano la singolarit delluomo come essere essenzialmente interessato (Machiavelli e La Rochefoucauld), dotato di una socialit scontrosa (Kant), animato da un desiderio di sovranit assoluta e solitaria (Nietzsche). Per Hegel, lesistenza si riassumerebbe in una lotta perenne per il potere, nella quale ogni coscienza vuole la morte dellaltra. Con lavvento della psicoanalisi viene ribadito il fondamentale egoismo e solipsismo umano (le pulsioni profonde concernono esclusivamente gli interessi del soggetto che ne portatore); il riconoscimento degli altri in funzione di ci che permette al soggetto di soddisfare le proprie pulsioni e i propri desideri. Questa visione pessimista e riottosa dellin19

tersoggettivit rappresenta tuttavia, secondo Todorov, una verit parziale. Infatti, luomo non ha bisogno degli altri solo per soddisfare i propri impulsi narcisistici e imperialisti; gli altri uomini, la comunit, sono, al contrario, lorizzonte indispensabile alla costituzione di ogni singola soggettivit. Il soggetto prende forma proprio grazie alle vicissitudini diverse del suo desiderio di riconoscimento da parte degli altri appartenenti alla sfera umana. Muovendo da una lettura critica della distinzione freudiana tra pulsione di vita e pulsione di morte, Todorov avanza la proposta di una tripartizione tra una pulsione dessere, che appartiene a tutta la materia, una pulsione di vivere, propria a tutti gli esseri viventi, e una pulsione di esistere, specicamente umana e necessariamente relazionale. Rifacendosi alla psicologia dellintersoggettivit, agli studi sullamore primario (M. e A. Balint) e sulla relazione doggetto (M. Klein), Todorov denisce il bisogno di riconoscimento come un tratto costitutivo dellumanit. Questo indispensabile riconoscimento avviene in due tappe: la prima ha come oggetto la semplice esistenza, la seconda il valore dellindividuo. Esso ha, altres, due forme: la conformit, che favorisce il sentimento comunitario, e la distinzione, che favorisce la competizione. Vi , inne, un riconoscimento indiretto, ma non meno graticante, legato al fatto di essere colui che riconosce laltro. Il vario equilibrarsi di questi aspetti denisce il carattere e la storia del singolo. Lidentit del soggetto si costituisce nel rapporto tra il s, formato da un nucleo arcaico e da unimmagine forgiata a partire da quella che gli altri rinviano, la guida del riconoscimento, vale a dire le norme e i valori interiorizzati, e, inne, loggetto del desiderio. Quando queste istanze interiorizzate sono negative (vergogna di s, svalutazione sociale, incapacit di amare e di essere amati), fa notare Todorov, si ha unidentit negativa e il desiderio di riconoscimento frustrato pu avere effetti tragici, soprattutto se assoluto e unilaterale. Il non-riconoscimento subito come un trauma che innesca reazioni estreme: violenza nei confronti dellesterno umano in generale e tentativi di sostituzione simbolica della risposta mancata. La frustrazione subita pu anche volgersi in rinuncia tout court al riconoscimento altrui; si pu assistere allora a un ripiegamento patologico sul S come nellautismo, a percorsi di autodistruzione e straniamento legati alluso di droghe, oppure al diventare Altro dellIo come nelle estasi mistiche. Il fatto che il S si modelli sulle offerte e le richieste degli altri che lo circondano, garantisce tuttavia la pluralit interna dellessere umano, la sua complessit in un gioco libero e imprevedibile tra impulsi narcisisti e tensione verso la comunit. Da questo quadro emerge la mediet come virt essenziale alluomo nella costruzione di S, in un processo di equilibrio tra spinte contrapposte. D.F.

AUTORI E IDEE
Il passato come archivio
Attorno al tema del passato considerato come archivio si articolano, con prospettive diverse, lultimo lavoro di Jacques Derrida, MAL DARCHIVE, UNE IMPRESSION FREUDIENNE (Mal darchivio, unimpressione freudiana, Galile, Parigi 1995), e la raccolta di testi editi e inediti di Jean-Pierre Vernant, PASS ET PRSENT. CONTRIBUTIONS UNE PSYCHOLOGIE HISTORIQUE RUNIES PAR RICCARDO DI DONATO (Passato e presente. Contribu-

ti a una psicologia storica raccolti da Riccardo Di Donato, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1995).

Secondo Jacques Derrida, larchivio, inteso come raccolta di testi, documenti, testimonianze, ci permette di sfuggire la problematicit della ricostruzione storica, dandoci ancora limpressione di coincidenza tra i fatti storici e i discorsi che devono renderne ragione. Nel momento della crisi dellintelligibilit storica, larchivio, osserva Philippe Boutry in Passs recomposs (Passati ricomposti, Ed. Autrement, Parigi 1995), sinscrive nel fascino contemporaneo del testo come lultimo baluardo della certezza storica. Tuttavia, sia Derrida, sia Jean-Pierre Vernant nella raccolta di testi dal titolo Pass et prsent, fanno presente che anche larchivio soggetto alle stesse questioni che travolgono la riflessione storica, nelle sue categorie, nelle sue suddivisioni classiche, nei suoi modelli interpretativi (strutturalismo, marxismo, demograa). Infatti, anche larchivio testo, scrittura, racconto, modalit di ricostruzione con cui si d il passato. Derrida parla appunto di mal darchivio, per indicare come anche un atteggiamento narrativo che predilige il documento scritto quale fondamento del discorso storico, ancora una volta il segnale di uno scarto insanabile tra il passato e la sua rappresentazione. Larchivio per Derrida anche ci che non stato depositato, ci che stato rimosso dalla coscienza storica e archiviato nellinconscio storico, riuscendo a passare attraverso il virtuale e il possibile. Per questa archiviazione rimossa il se fosse accaduto come laccaduto stesso, ha valore cio di verit. Nellapplicazione delle categorie psicanalitiche alloggetto storico sta lintentio operis di questo studio di Derrida e della sua critica allultimo lavoro dellamericano Yosef Hayim Yerushalmi, Le Moise de Freud, judaisme terminable et interminable (Il Mos di Freud, ebraismo terminabile e interminabile, 1993). Secondo Derrida non si pu parlare di storia senza tener conto di Freud, senza che si consideri la validit di nozioni come inconscio, rimozione, tracce mnestiche per la denizione stessa delloggetto storico. Yerushalmi pretende invece di parlare di Freud senza Freud; gli addebita tesi, costruisce un monologo con il padre della psicanalisi

senza tener conto del suo insegnamento. Secondo Yerushalmi, il saggio di Freud su Mos (Luomo Mos e la religione monoteista) la prova, larchivio del fatto che la psicanalisi sia da ritenersi la scienza ebrea per eccellenza. Questopera rappresenterebbe il tentativo, da parte di Freud, di avvicinarsi a una nuova Bibbia, universalizzando in un discorso scientico la difcile trasmissione della cultura ebrea, cos come era avvenuta tra il padre, Jakob Freud, e il glio, Sigmund. Derrida non contesta limportanza della lettura di Yerushalmi, ma gli rimprovera di non aver tenuto conto di ci che Freud ha scritto in proposito. La critica decisiva diretta tuttavia a contestare la concezione di Freud circa lassassinio di Mos. Se ci fosse accaduto, osserva Yerushalmi, la Bibbia non si sarebbe preoccupata di registrare questo episodio, cos come ha fatto con altri peccati degli Ebrei. Secondo Derrida, invece, il fatto che gli Ebrei non abbiano riportato lassassinio di Mos non la prova che questo non sia accaduto. Piuttosto, ci troviamo di fronte a una rimozione, che non altro che unarchiviazione, solo che i testi di questarchiviazione non sono leggibili dalla storia ordinaria . Ancora di archivio si pu parlare nel caso della raccolta di testi, dal 1950 al 1994, di Jean-Pierre Vernant, pubblicata con il titolo Pass et prsent. Contributions une psychologie historique runies par Riccardo Di Donato, che permettono di ricostruire litinerario intellettuale di Vernant attorno a una disciplina nuova, la psicologia storica. Anche qui, accanto al termine storia troviamo quello di psiche ad indicare senzaltro la problematizzazione del concetto di storia laddove venga incrociato con altri concetti come tempo, discorso, memoria e quindi spirito, anima (psych). I testi storici, osserva Vernant, sono tra loro variegati, innanzitutto per temi, poi per stile di scrittura e inne perch appartengono ad anni tra loro distanti. Lunit di questa diversicazione si ottiene con lelaborazione di una disciplina nuova, la psicologia storica, come quellatteggiamento intellettuale che permette di guardare la storia attraverso gli uomini che essa ha formato e forma nel tempo. I primi sei scritti della raccolta sono dedicati a Ignace Meyerson, fondatore, negli anni 50, di questa disciplina, che ha permesso a Vernant di diventare uno tra i pi accreditati studiosi delle forme di pensiero e sociali della Grecia antica. La psicologia storica ha il suo luogo di nascita nella losoa della storia, in quanto tentativo pedagogico di costruzione di una societ socialista e insieme di un uomo nuovo, e soprattutto in quanto messa a fuoco dei mutamenti psicologici che gli eventi storici portano con s. Questa disciplina diventer poi antropologia storica, l dove lattenzione sincentra su categorie pi culturali e meno psicologiche ad indicare un cambiamento di prospettiva storica, da cui guarda20

re la storia. In questo contesto larchivio si rivela esso stesso storia della storia, raddoppio dellevento sullevento, nel senso che le stesse categorie con cui classichiamo, ordiniamo i cosiddetti fatti storici sono gi esse stesse storiche. Ci, tuttavia, non implica per Vernant il tramonto di una disciplina: Tra passato e presente, distanza certamente. Ma come pensare luno senza lAltro?. G.Di L.

Ontologie del possibile


Affrontato da due punti di vista diversi, il declino della metasica del fondamento costituisce il tema di due recenti saggi: I NUOVI PAGANI (Il Saggiatore, Milano 1995), di Salvatore Natoli, che propone unetica dellabitare come soluzione alla morte di Dio, e LA STORIA DEL NULLA (Laterza, Bari-Roma 1995), di Sergio Givone, che ricerca una metasica della libert e della contingenza a partire dai Greci sino ad oggi.

Contrapponendo le caratteristiche fondamentali del paganesimo a quelle del cristianesimo, Salvatore Natoli individua nel neopaganesimo quella che sembra essere lunica prospettiva etica dellet contemporanea. Il paganesimo dei tragici greci, ricorda Natoli, si affermava in una temporalit ciclica, nella quale luomo affrontava quotidianamente la sua nitezza. Lindividuo, infatti, nasceva nito e consapevole di esserlo: la morte era un fatto naturale e necessario, di fronte al quale luomo non si poneva in antitesi ma in una sorta di accettazione cosciente. Natoli descrive luomo greco come detentore di quel senso di misura che lo faceva bastare a se stesso e che lo salvava dalla sua tracotanza. Diverso il discorso per quanto riguarda il cristianesimo, dove la nitezza delluomo, osserva Natoli, non pi un fatto intrinseco alla natura, ma la conseguenza di una colpa delluomo stesso. Labisso del nulla, dal quale luomo viene creato, si manifesta come continuo dolore, come condizione strutturale allumanit. In una visione di questo tipo, in cui il tempo diventa escatologico e viene proiettato verso la salvezza denitiva, luomo non pu che afdarsi a Dio per superare il limite del nito e della colpa e arrivare alla redenzione. Un contesto del genere, rileva Natoli, non si ritrova pi nellet contemporanea, dove nessuno attende pi la redenzione o afda la propria esistenza a un Dio che non c pi, e dove la ricerca della salvezza viene secolarizzata e afdata dalluomo alluomo. In questa situazione, ribadisce Natoli, la ripresa del paganesimo non rappresenta tanto un ritorno acritico alletica del nito e del limite, quanto la ricerca di unetica dellabitare in cui la quotidianit diventa lideale. In altre parole, il neopaganesimo, anche attraverso

AUTORI E IDEE
luso della tecnica che migliora le condizioni materiali delluomo, concede allindividuo la capacit di eliminare parzialmente il dolore e di salvare, in qualche modo, la propria esistenza nita. Labbandono della prospettiva teologica o, per dirla con Sergio Givone, onto-teologica costituisce lo sfondo della Storia del nulla, che non vuole essere la storia del nichilismo, quanto, al contrario, la storia di una determinata posizione metasica. Con il termine nulla Givone intende la negazione dellAssoluto vero e necessario che si sempre posto come il fondamento della realt. Givone, infatti, contrappone allonto-teologia, ovvero alla metasica della necessit e del fondamento, lontologia della libert e della contingenza che, lungo la storia del pensiero, ha affermato la priorit del nulla. In altre parole, la categoria di possibilit, che sta alla base dellessere, ha posto le basi per una dimensione tragica, di cui il nulla costituisce la diretta espressione. La storia del nulla dunque, nella prospettiva di Givone, la storia di una metasica della possibilit, nella quale il nulla, occultato nei secoli dalla prepotenza della metasica del fondamento, costituisce il vero elemento prioritario. Di questa metasica della possibilit Givone ricerca le tracce passando in rassegna le tappe fondamentali della storia della losoa a partire dalla teologia sino ad arrivare a pensatori moderni e contemporanei. Se, infatti, anche Dio stesso non dice in modo perentorio la propria volont, ma necessita sempre di esegesi e di interpretazione, questo dimostra che anche la teologia si manifesta nellapertura di orizzonti di senso diversi e quindi possibili. Lo stesso vale per il pensiero greco, per il quale il nulla e il limite costituivano il senso dellesistenza sia prima del sorgere della losoa, come nei tragici, sia durante lepoca classica. Vale per tutti lesempio di Sofocle che, nellAntigone, mostra la contraddizione tra giustizia umana e divina come metafora dellantitesi non risolta intrinseca alluomo stesso, e di Plotino, nel quale lUno non denibile n affermabile e quindi, ancora una volta, tragico. Affrontando il pensiero moderno, Givone si sofferma anche su Leopardi che, accostato a Nietzsche e Heidegger, diventa un esponente determinante del pensiero del nulla. Lillusione leopardiana, infatti, viene contrapposta alla verit e si mostra nella poesia, dove il poeta sogna, sapendo di sognare, e nella losoa, dove lAssoluto non esiste pi e dove lessere si mostra solo nel nito e nellenigma. Givone conclude la sua ricostruzione richiamando Heidegger e Sartre, che fanno del nulla il principio costitutivo della realt, e Feyerabend e Nietzsche che, in ambiti diversi, hanno descritto, da una parte, la conclusione dellepoca delloggettivit e della verit e, dallaltra, laffermazione di quellorizzonte estetizzante che apre alla contingenza e al nulla. A.S.

Filosoa della nitezza in Baumgartner


Esperienza temporale della nitezza e limiti della ragione sono i temi centrali della pi recente riflessione di Hans Michael Baumgartner, di cui segnaliamo lo studio ZEITBEGRIFFE UND ZEITERFAHRUNG (Concetto del tempo ed esperienza del tempo, Alber-Verlag, Friburgo 1994) e la raccolta di saggi a lui dedicata, dal titolo: GRENZBESTIMMUNGEN DER VERNUNFT. ZUM 60. GEBURTSTAG VON H. M. BAUMGARTNER (Determinazioni limite della ragione. Per il 60 compleanno di H. M. Baumgartner, AlberVerlag, Friburgo 1994).

losoe non , ancora una volta, una pluralit qualsiasi; perci bisognerebbe, in losoa, guardarsi dalle parole ultime e dalle metafore ultime. Giacch anche queste mutano nel tempo. A.M.

Ritorno ai presocratici
Di un ritorno al pensiero presocratico e di un confronto con quel particolare modello di razionalit la losoa del 900 ha mostrato pi volte e in varie misure di non essere affatto estranea. Il ricorrere del mito della losoa presocratica nuovamente confermato dalla recente pubblicazione di due saggi, entrambi destinati alla riproposizione della losoa arcaica nei suoi rapporti con con il pensiero contemporaneo: si tratta dello studio di Thomas Buchheim, DIE VORSOKRATIKER: EIN PHILOSOPHISCHES PORTRT (I presocratici. Un ritratto losoco, C. H. Beck, Monaco di Baviera 1994), che affronta la questione soprattutto dal punto di vista storico, e del volume a cura di Giuseppe Nicolaci, RITORNO AI PRESOCRATICI ? (Jaca Book, Milano 1994), che legge la cultura contemporanea come ripresa della riflessione presocratica.

Lultimo studio di Hans Michael Baumgartner e la raccolta in onore del 60 compleanno dello studioso riguardano tematiche solo in apparenza distinte. La riflessione sulla temporalit e il discorso sui limiti della ragione rappresentano, infatti, due aspetti di un medesimo problema, quello, cio, della nitezza. La losoa, secondo Baumgartner, una ricerca che, al di l delle sue specializzazioni interne, richiede lesame critico dei propri presupposti, quale compito superiore e ineludibile. Di conseguenza, essa costretta a confrontarsi continuamente con i propri limiti, ad ammettere che la validit delle proprie asserzioni non eterna ma, al contrario, legata al tempo e alla storia. Lesperienza del tempo di per s rivelatrice di nitezza; in essa, sostiene Baumgartner, il presente viene pensato come ci che contiene in s lidea del superamento e che solo in quanto momento di passaggio rappresenta una certa durata, la quale, per, nuovamente si supera e trapassa nellistante successivo, che a sua volta supera se stesso. Il presente, insomma, teso tra lessere e il non essere, viene sempre oltrepassato, come autosuperamento, da una realt che si manifesta essa stessa strutturalmente temporale e transeunte. Tale riflessione losoca si fonda, a sua volta, su un concetto di soggettivit strettamente legata al tempo e sorta dal tempo, che Baumgartner, come gi Kant (e Schelling), riconosce quale istanza trascendentale, cio come momento costitutivo della conoscenza. In questo senso, la verit sempre glia del tempo (veritas lia temporis), ma non nel senso speculativo del relativismo, bens in quanto funzione critica nel mutamento del suo signicato. La losoa, insomma, assolve il proprio compito solo in quanto si riconosce temporanea e pluralistica, in quanto comprende il proprio tempo nel pensiero, di cui rappresenta listanza critica, e integra, senza appiattirle in una sintesi superiore, le differenti prospettive della ragione nita. La ragione - afferma Baumgartner - non un sistema chiuso e assoluto; al contrario, sempre legata al soggetto concreto, allesistenza nita... La sua autosignicazione accade nei paradigmi losoci ed di fatto plurale, ma la pluralit 5delle
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Linterpretazione heideggeriana della losoa presocratica costituisce lorizzonte teoretico dello studio di Thomas Buchheim, che pur riprendendo esplicitamente alcuni percorsi interpretativi di Heidegger, come la dicotomia tra pensiero e losoa e la caratterizzazione della tradizione metasica occidentale come dominio incontrastato dellente sullessere, non si schiera alle sue dipendenze. Il ricorso ad Heidegger serve a Buchheim per guidare il lettore alla corretta lettura dei presocratici, che non costituiscono n meri oggetti della lologia classica, n tantomeno losoa in senso corrente, dato che i primi pensatori non si preoccupavano di portare alla coscienza le strutture del mondo attraverso una teoria, ma di reagire al mondo attraverso una comprensione linguisticamente articolata. Al ne di offrire una comprensione dellepoca non contraffatta dalla storia della losoa, Buchheim si cimenta anche in una nuova traduzione dei frammenti presocratici, provvedendo anche alla ricostruzione lologica del signicato originale di alcuni concetti, successivamente misticati dalla tradizione losoca di matrice aristotelica. Utile risulta anche lAppendice al volume, che contiene una bibliograa esauriente e ben strutturata oltre ad un quadro sinottico dei pensatori presocratici. Il recupero del senso originario del pensiero presocratico costituisce una delle preoccupazioni fondamentali dei contributi raccolti da Giuseppe Nicolaci in Ritorno ai presocratici?, che riporta gli atti di un Seminario

AUTORI E IDEE
di studi svoltosi a Palermo nel corso dellanno accademico 1982-83 sul tema: Elementi presocratici nella razionalit contemporanea. Il difcile progetto che il Seminario intendeva realizzare consisteva nella ricerca di una duplice contemporaneit della losoa presocratica, quella derivante da una lettura nel suo tempo e da una lettura nel nostro tempo. La realizzazione di tale progetto era resa particolarmente ardua sia dalla difcolt lologica del reperimento dei testi originali, dei quali non possediamo che pochi frammenti e resoconti di epoche successive, sia dallimpossibilit di ricostruire lo spazio irreversibile che intercorre tra Platone e i suoi predecessori. Sebbene il pensiero contemporaneo, con la sua critica alla ragione dialettica, sia particolarmente vicino alla spiritualit presocratica, tale prossimit minacciata dal fatto che essa lavora proprio sul prolungamento del percorso iniziato e portato a compimento dalla ragione classica: il rischio quello di una arbitraria copertura della distanza tra mondo presocratico e mondo postsocratico attraverso limpiego di categorie concettuali di genesi aristotelica. Tra gli interventi presenti nel volume, Annamaria Treppiedi, autrice del saggio Martin Heidegger in cammino verso lorigine, sottolinea la necessit di una continua tensione verso lorigine dimenticata, nascosta da tutti i componenti cui essa stessa ha dato inizio. Con il saggio Esegesi dellinizio, Giuseppe Roccaro affronta invece in modo ulteriormente approfondito la questione dellinterpretazione, mentre Caramuta analizza i testi aristotelici sulla causa materiale, con riferimento ai sici. Elementi di contatto tra la crisi contemporanea dellidea di trascendentalit e la spiritualit presocratica vengono esaminati da Palumbo nel saggio Il richiamo ai presocratici in Nietzsche e Popper: elementi comuni per una razionalit neotragica. Di contro ad una moda losoca che si esaurisce nella critica del linguaggio o nella dispersiva e inconcludente osservazione positivistica del dato, il richiamo di Popper e Nietzsche ai presocratici indica, secondo Palumbo, un ritorno ad una losoa che possa realmente problematizzare le cose e che intenda lattivit conoscitiva innanzitutto come processo di creazione, invenzione e donazione di senso. In questo trova spazio un concetto di razionalit, contemporaneamente prodotto della passione del pensiero e portavoce del problema dei valori dellesistenza, che riuta il dualismo etico ed ontologico a favore di una visione monistica del mondo e della vita, che vede nel pensiero soprattutto una potenza nomade (per usare unespressione di Deleuze), priva di riferimento ad una Razionalit assoluta e perci pluralistica e tollerante. Il volume completato da tre contributi di impronta letteraria: In forma di mito, di Flora Di Legami; Il critico nel sistema della crisi. Anceschi interprete dei novissimi, di Michele Sacco; Etica aristocratica e tramonto dei valori, di Gianfranco Nuzzo. L.R.

La teologia radicale di Bonhoeffer


Nella monograa dal titolo: BONHOEFFER (con una postfazione di P. Grassi, Morcelliana, Brescia 1995), Italo Mancini ricostruisce, attraverso lanalisi biograca, il percorso teologico di Dietrich Bonhoeffer, incentrato sulla funzione della Chiesa, verso una teologia radicale che intende combattere Dio non solamente in nome del mondo, ma in nome di Dio stesso. Un aspetto centrale della teologia di Bonhoeffer, come rileva Eberhard Bethge nello studio: DIETRICH BONHOEFFER, AMICIZIA E RESISTENZA (con una Prefazione di K. Raiser, Claudiana, Torino 1995), quello dellopposizione alla dottrina razziale del nazismo e del riconoscimento del contributo della religione cristiana alla diffusione dellimmagine negativa degli ebrei. Completano questo studio unintervista, una conferenza ed alcuni scritti di Bonhoeffer, tra cui anche le lettere dal carcere, nelle quali traspare il suo messaggio spirituale.

Secondo Italo Mancini, laspetto centrale della riflessione teologica di Dietrich Bonhoeffer racchiuso nel suo modo di concepire la Chiesa. Se inizialmente la Chiesa viene considerata da Bonhoeffer come Chiesa di popolo, espressione di una comunit visibile, in un secondo momento egli sottolinea invece lesigenza di professare un Vangelo puro e quindi di combattere il nazismo, optando per una concezione della Chiesa come comunit contestativa. Inne, negli anni della prigionia, Bonhoeffer immette la Chiesa in un ampio processo di secolarizzazione, no a identicarla come realt che vive senza religione. Di fatto, rileva Mancini, la concezione teologica di Bonhoeffer acquisisce signicato nellambito del sapere e dellessere della Chiesa, che in questo viene identicata con la presenza tangibile di Cristo. Bonhoeffer si propone con questo di superare il dualismo presente in Barth tra Chiesa empirica e sociologica e realt pneumatica, che la caratterizza, dato che per lui Cristo si identica con entrambe queste realt. La religione non deve essere pertanto considerata come appartenente allesperienza del soggetto, poich il suo obiettivo quello di comunicare con il destino del mondo. Vivere da cristiano signica per Bonhoeffer vivere direttamente la dialettica di potenza ed impotenza tra Dio e il mondo. Quella di Bonhoeffer, osserva Mancini, una teologia radicale che si contrappone alla teologia dialettica. Se infatti la teologia dialettica propende per una ribellione al mondo in nome di Dio, la teologia radicale non solo contesta Dio in nome del mondo e della storia, ma lo fa in nome di Dio stesso, poich Dio, con lincarnazione di Cristo, si rivela strettamente legato al destino delluomo e alla sua storia.
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Un altro aspetto centrale della teologia di Bonhoeffer quello relativo a una concezione della teologia come teologia della resistenza, direttamente legata alla sua lotta contro il nazismo. Come ribadisce Eberhard Bethge, linsegnamento di Bonhoeffer indica che la teologia cristiana non pu assolutamente prescindere dal dialogo con la comunit ebraica; ai cristiani spetta innanzitutto di domandarsi se proprio la loro dottrina non abbia accresciuto lodio contro gli ebrei. Lannuncio cristiano, diffuso secondo la logica del vincitore, ha infatti contribuito a propagandare, secondo Bonhoeffer, unimmagine negativa dellebreo e in tal modo a diffondere indirettamente la discriminazione e la violenza contro di essi. Espropriando gli ebrei dellAlleanza e del Libro, i cristiani hanno potuto affermare i propri diritti civili. In questo, fa notare Bethge, la teologia di Bonhoeffer ci insegna che la questione ebraica divenuta una questione cristiana. A questo proposito, Mancini fa notare come Bonhoeffer si muova su due piani: uno mirante allaffermazione dei valori universali, laltro legato allazione immediata di carattere politico e religioso, intesa come manifestazione del cittadino e del pastore. Questo impegno, in realt, stato reso possibile dal fatto che la sua concezione religiosa si oppone sia a quella kierkegaardiana, fondata sul dualismo dellinnita differenza qualitativa, sia a quella di ispirazione schleiermacheriana, basata sulla confusione tra lumano e il divino. La concezione di Bonhoeffer pu invece essere fatta risalire al partecipazionismo cattolico, che mira a stabilire lunione tra lordine umano e quello divino. In questa prospettiva il Vangelo dimostra uno scopo umanistico, in quanto si propone di relizzare una societ giusta basata su una dignitosa e civile convivenza. M.Mi.

Filosoe e scienze della natura


Lo studio della natura oggetto delle scienze come della losoa. Se per le prime sono caratterizzate dallanalisi dei fenomeni e dallunit del metodo, la losoa coglie la natura nella sua totalit e globalit. Riguardo a queste tematiche segnaliamo la pubblicazione del volume di Peter Kosso, LEGGERE IL LIBRO DELLA NATURA (trad. it. di S. Bernini, Il Mulino, Bologna 1995), che individua nel metodo ipotetico deduttivo lelemento unicatore di tutte le scienze, e dello studio di Evandro Agazzi, FILOSOFIA DELLA NATURA (Piemme, Casale Monferrato 1995), che prende le difese di uno sguardo sintetico sulla natura, possibile solo allinterno di unottica losoca.

Lo scopo dello studio di Evandro Agazzi quello di mostrare limportanza di una losoa della natura che, sebbene scartata

AUTORI E IDEE
dallepistemologia corrente, presuppone concetti come spazio, tempo, determinismo o causalit, che costituiscono gli a priori dellepistemologia stessa. La losoa della natura proposta da Agazzi esula, comunque, dal naturalismo rinascimentale, che coglieva intuitivamente il principio della natura al suo interno, e dalle concezioni olistiche ottocentesche, come quella di Schelling o Hegel, che identicavano la natura con la sua spiritualit. Al contrario, quella di Agazzi una riflessione sulla natura nella sua totalit, nel suo essere un intero non analizzabile nei singoli fenomeni. Una concezione di questo tipo presuppone una continuit, o almeno una collaborazione, tra scienza e metasica come, in fondo, gi Kant e Popper avevano intuito. La metasica diventa infatti la visione del mondo, quella Gestalt di fondo, che fornisce i quadri concettuali necessari ad ogni disciplina e quindi anche ad ogni scienza. Qui la metasica sidentica con luso sintetico della ragione che, riflettendo sulla natura, ne offre gli sguardi di insieme. I temi di losoa della natura che Agazzi affronta sono tre: la cosmologia, il nalismo delle scienze e il principio antropico. Per quanto riguarda la cosmologia, Agazzi la denisce come quella disciplina che studia luniverso in quanto intero ontologico e che si sviluppata allinterno della scienza per poi distaccarsene. La cosmologia infatti ha una scarsa portata descrittiva ed poco controllabile; per questo va esclusa dalle scienze sperimentali che presuppongono luso di leggi necessarie e va annoverata tra le scienze empiriche. In questo modo Agazzi sottolinea, da un lato, limportanza della cosmologia nel fornire i presupposti concettuali utilizzati dalla scienza; dallaltro, la sua controllabilit che, pur sfuggendo alla sperimentazione, resa possibile da criteri ermeneutici di coerenza. Lo studio della natura nella sua totalit presuppone la scelta tra meccanicismo e nalismo che costituisce il secondo elemento trattato nel volume. Contro la tendenza epistemologica che esclude dalle proprie indagini il nalismo, considerato metasico e non scientico, Agazzi ne presenta una difesa accorata. Entrambe le visioni del mondo, infatti, presuppongono luso della categoria di causalit, vista nella sua accezione nale o efciente, che, in ogni caso, presuppone una metasica di fondo. In altre parole, la scelta per il meccanicismo non esclude luso di una Gestalt causale di fondo che, a questo punto, pu assumere anche la tipologia del nalismo. In questo modo, la visione teleologica delluniverso pu comprendere anche il principio antropico, terzo elemento trattato nel volume, secondo il quale luomo costituisce il ne delluniverso costituitosi per lui. Lo studio di Peter Kosso intende proporre uno sguardo di insieme non tanto sulla natura, quanto sulle scienze, cercando di rinvenire lelemento comune a tutte le scienze della natura. Escluso il successo, in quanto determinato dai risultati dellimpresa scientica pi che dalla sua struttura, Kosso volge la sua attenzione al metodo delle scienze sperimentali, caratterizzato dallipotesi e dalla deduzione. Traducendo in termini epistemologici linsegnamento di Galileo, Kosso individua le diverse fasi del metodo scientico nella formulazione dellipotesi teorica, nellosservazione dei fenomeni e nellesperimento. Lintento quello di sottolineare le profonde convergenze tra il metodo scientico e il senso comune, dato che coerenza e sensatezza valgono in entrambi i casi come criteri di conferma. Emerge qui, infatti, lo studio degli epistemologi contemporanei, come Kuhn e Feyerabend, che sottolineano il primato della teoria sui fenomeni. La verica dellipotesi, infatti, esige il confronto con altre teorie. Entra qui in gioco, la sottodeterminazione della teoria, che viene scelta in base a criteri come la mancanza di contradizione, la sensatezza, lorganizzazione interna e la coerenza. Il quadro che in tal modo viene proposto quello di un metodo sperimentale che accomuni tutte le scienze della natura non tanto nella sua matematizzazione (che pur essendo presupposta nel titolo non viene mai evidenziata), quanto nella necessit di coerenza e sensatezza tipici anche della conoscenza comune. A.S. Holzwege (Sentieri interrotti, 1950). Le otto frasi di Heidegger, che Ciaccio cita in forma aforismatica nella sua opera Annotazioni di luce in otto momenti per Holzwege di Martin Heidegger, scandiscono infatti le immagini quadrangolari delle otto incisioni allacquatinta - divise ciascuna in una zona chiara e una oscura, aforanti dalla luce del grigio del fondo - che nel loro succedersi segnano le tappe di un divenire, il divenire dellopera dalla sua origine. Il rapporto del testo con limmagine non stabilisce alcun legame didascalico o illustrativo, ma rinvia ad un possibile incontro tra una poesia pensante e un pensiero poetante. I richiami tra le immagini e le parole sono del tutto allusivi, nascosti: la presenza dellimmagine diviene apparizione, evento tra illuminazione e nascondimento. Il corpo nero dellimmagine rappresenta l origine del costituirsi delle possibilit della forma nello spazio aperto tra la luce e il nero. Tra i vari autori che intervengono nel volume di riflessioni sullopera di Ciaccio, Michael Engelhard denisce queste incisioni opere silenziose, che rinviano ad una meditazione sullorigine dellarte. Alla domanda: Che cos larte?, Heidegger rispondeva richiamando lopera darte reale e concreta (wirkliches Werk): solo lopera ci pu dire che cosa sia larte. Come sottolinea Mario Perniola, la riflessione di Heidegger sullarte si rivela nella pretesa di coglierne lessenza. Il carattere originario dellarte risiede nellessere lei stessa origine: Larte nella sua essenza origine e nullaltro - afferma Heidegger. Lopera dunque non ripete, ma inaugura. Per questo motivo Maurizio Ferraris, scrive che lopera di Ciaccio non illustra, ma pone in opera le tesi di Heidegger proprio perch si pone come forma aurorale nello spazio aperto tra la luce il nero. In questa contrapposizione o separazione originaria di bianco e nero risiede per Riccardo Ruschi lelementarit e povert dellorigine dellarte, che richiama il passaggio dal signicato di origine (arte) come provenienza a quello di separazione espresso da Adorno nella sua Teoria estetica . Nellanalisi del rapporto tra il testo e le immagini di Ciaccio, Peter Brger caratterizza leffetto dei frammenti heideggeriani come un mormorio lontano ed enigmatico, in un rapporto di tensione con la chiarezza delle tavole che poi si compenetrano no a spiegarsi a vicenda. I grigi velati e i neri intensi, la luce e loscurit delle acquetinte suscitano un insieme di risonanze tra ci che dato vedere e ci che resta da pensare, nella coessenzialit della luce con loscurit che raccoglie insieme lidentit e la differenza. Lopera di Ciaccio fa riflettere sul fare artistico come atto di pensiero - il pensiero della mano di Heidegger - nel dire laurorale venire alla luce della cosa, la sua origine attraverso ci che Arturo Schwarz denisce la topologia del nero e la geograa emblematica del bianco. M.C.

Lopera e lorigine
La tensione tra illuminazione e nascondimento, luce e oscurit, che domina la riflessione di Heidegger sullorigine dellopera darte, trova uninteressante consonanza poetica con le immagini delle otto incisioni allacquatinta che compongono lopera di Roberto Ciaccio: ANNOTAZIONI DI LUCE IN OTTO MOMENTI PER HOLZWEGE DI MARTIN HEIDEGGER (Giorgio Upiglio - Graca Uno, Milano 1992). Accompagna questa cartella di incisioni un volume di riflessioni teoriche, note biograche e contributi critici di vario genere dal titolo: ROBERTO CIACCIO. LOPERA E LORIGINE. ANNOTAZIONI DI LUCE IN OTTO MOMENTI PER HOLZWEGE DI MARTIN HEIDEGGER (Allemandi, Torino 1995), che raccoglie interventi di alcuni noti loso e studiosi dellopera di Heidegger e dellarte contemporanea, che hanno preso spunto da questo ciclo di incisioni per una riflessione sul rapporto tra arte e losoa.

Ci che mi sembra molto evidente e intuitivamente riuscito lanalogia che viene tracciata tra i testi di Heidegger, la situazione spirituale da essi evocata e il mondo come viene visivamente delineato dalle immagini. Cos si esprime Gottfried Boehm sul rapporto che lega lopera di Roberto Ciaccio con lo scritto di Heidegger, Lorigine dellopera darte, contenuto nella raccolta
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AUTORI E IDEE
Ontologia della libert
Il volume dal titolo: FILOSOFIA ED ESPERIENZA RELIGIOSA: A PARTIRE DA LUIGI PAREYSON. ATTI DEL SESTO COLLOQUIO SU

(a cura di G. Ferretti, Ed. Giardini, Macerata 1995) raccoglie gli atti del convegno su Filosoa ed esperienza religiosa, tenutosi dal 7 al 9 ottobre 1993 allUniversit di Macerata. Dai diversi contributi raccolti nel volume emergono i due nodi centrali della riflessione di Pareyson: la tematica della libert e la dialettica del bene e del male che caratterizza Dio, inteso non pi come essere necessario ma come pura libert. La tematica del male nella prospettiva di Pareyson viene ripresa e sviluppata da Francesco Tomatis in ONTOLOGIA DEL MALE. LERMENEUTICA DI PAREYSON (Citt Nuova, Roma 1995).
FILOSOFIA E RELIGIONE

Nel suo contributo al volume Filosoa ed esperienza religiosa: a partire da Luigi Pareyson, Giovanni Ferretti mette in evidenza levoluzione del pensiero di Pareyson da una iniziale posizione ermeneutica ad una successiva concezione, fondata sullontologia della libert. Ferretti sottolinea in particolare loriginalit della losoa religiosa di Pareyson, che si discosta tanto dal razionalismo quanto dalla teoria neoscolastica religiosa, liberando la losoa cristiana dalla necessit di aderire allalternativa tra dogmatismo e relativismo e mostrando invece come la questione principale sia quella di ricercare in forme nuove leterna verit cristiana. In questo, fa notare Ferretti, Pareyson estende la libert a tutta la realt e quindi anche a Dio che, pertanto, viene posto come inizio assoluto e scelta tra negativo e positivo. In tale prospettiva, il male inteso come possibilit sempre presente in Dio anche se vinta e superata.

Pieter Bruegel, Caduta degli angeli ribelli (part. 1562)

In questa concezione Pareyson coniuga il pensiero tragico con il cristianesimo, superando lalternativa tra cristianesimo ottimista e ateismo nichilistico e approdando a un cristianesimo tragico che mantiene intatta la tragicit dellesistenza e la tensione dovuta alla presenza del male. Gli altri contributi al volume mettono in rilievo come la losoa di Pareyson sia maturata essenzialmente attraverso la riflessione su quattro pensatori: Pascal, Schelling, Kierkegaard e Dostoevskij. Adriano Bausola mostra come la losoa religiosa di Pascal abbia influenzato lontologia della libert di Pareyson. Lasciando spazio alla scelta umana, Pascal , come Pareyson, ripongono la salvezza nella libert delluomo. Inoltre, osserva Bausola, vi un legame in Pareyson con il Dio Persona di Pascal, che viene colto solo attraverso il cuore al di l delle argomentazioni razionali. Altro losofo che ha avuto un peso decisivo nella formazione della losoa di Pareyson Schelling, come appunto viene messo in risalto da Xavier Tilliette; da Schelling Pareyson desume la tematica della libert e la dimensione tragica dellalternativa tra bene e male. Ma, come rileva Virgilio Melchiorre, si pu anche individuare un rapporto notevole della losoa di Pareyson con quella di Kierkegaard, soprattutto per quanto riguarda la tematica della persona intesa come relazione e la tematica dellinesauribilit dellinnito. Anche tra la religione del paradosso di Kierkegaard e il paradosso sofferente di Pareyson si pu, secondo Melchiorre, riscontrare un legame, anche se Pareyson ricerca allinterno dellessere la sintesi della tensione tra nito ed innito, mentre in Kierkegaard la religiosit del paradosso mantiene sempre desta quella tensione che non pu essere risolta attraverso la concettualizzazione propria delluniversale. La maggiore fonte di ispirazione della losoa di Pareyson tuttavia, come rileva Reinhard Lauth, lopera di Dostoevskij per quanto concerne il riconoscimento dellabisso del male e della negativit. La teoria della presenza del male in Dio gi presente in Dostoevskij, anche se non ancora nellottica teologica ma, semmai, in quella cristologica. Infatti, se in Dostoevskij luomoDio si prende carico della sofferenza umana redimendo il peccato di tutti, in Pareyson si pu riscontrare una vera e propria metasica fondata sulla dialettica del bene e del male. Pareyson porta in Dio la negativit in modo ancor pi radicale di Dostoevskij prospettando la possibilit di una religiosit che, non disconoscendo labissalit tragica del male, congiunga il cristianesimo con il nichilismo. Queste linee portanti della losoa di

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AUTORI E IDEE

Max Ernst, Capricorno (part.)

Pareyson vengono riprese da Francesco Tomatis in Ontologia del male, che pone laccento soprattutto sul problema del male. Secondo la prospettiva di Pareyson, il male reale non coincide con la negazione, con la mancanza di positivit, ma piuttosto pu essere identicato con la negazione positiva, reale, distruttiva. Il male quindi dotato della stessa energia propria del bene. Inoltre, come rileva Tomatis, il male caratterizzato da una funzione positiva, in quanto consente la scelta del bene. Nelluomo si verica per Pareyson la condizione propria della creazione originaria, basata sulla lotta tra il bene e il male per laffermazione di Dio. In tal senso, la scelta religiosa sempre una scommessa sullesistenza di Dio e implica la condizione di peccato delluomo, lattribuzione di un senso al mondo e la ducia nella ne del male secondo i parametri della fede, della speranza e della carit. M.Mi.

Lestetica di Dino Formaggio


Attraverso i contributi di vari autori, la raccolta dal titolo: IL CANTO DI SEIKILOS. SCRITTI PER DINO FORMAGGIO NELL OTTANTESIMO COMPLEANNO (Guerini e Associati, Milano 1995), intende delineare la concezione estetica di Dino Formaggio, la cui originalit consiste nel presentarsi non come sistema chiuso, ma come progetto aperto. Daltra parte, loccasione fornisce anche lo spunto per alcune interessanti riflessioni sullestetica contemporanea.

Ne Il canto di Seikilos sono raccolti vari interventi a carattere estetico, alcuni dei quali apertamente rivolti a ricostruire la riflessione estetica di Dino Formaggio come si venuta evolvendo no ad oggi. Come mette in luce Elio Franzini nel suo contributo, Dialoghi con Dino Formaggio, la teoria estetico-losoca di Formaggio non si pone come sistema
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chiuso, ma come progetto aperto che ha la sua essenza pi profonda nel dialogo. Al di l di ogni intento denitorio dellestetica scientica, Formaggio ritiene che attualmente la nozione di forma possa essere compresa solo secondo il parametro del divenire; in questottica, osserva Franzini, Formaggio insegna ad alimentare il dialogo scientico, rivelando limportanza dellautonomia di pensiero. Intervenendo su Forma e Trans-morfosi tra arte e scienza, Maddalena Mazzocut-Mis rileva come lestetica di Formaggio sia profondamente radicata nel corpo in quanto indirizzata allesperienza in senso estetico e sensibile, alla vita stessa e in particolar modo alle sue metamorfosi. Nella ricerca delle leggi della trans-morfosi, intesa come passaggio da forma a forma, Formaggio supera il paradigma della forma stabile e immutabile concedendo spazio ad una cultura esperienziale, legata ad una conoscenza

AUTORI E IDEE
del soggetto come corporeit agente. Dal canto suo, Guido Davide Neri sottolinea nel suo contributo, Dino Formaggio uomo darte, come Formaggio debba essere considerato uomo darte, in quanto partecipe attivo del processo creativo delle opere darte al ne di carpire il segreto dellartista. A questo proposito, un pittore di cui Formaggio si a pi riprese occupato appunto Van Gogh, come indica lintervento di Alfredo Civita, Karl Jaspers e Dino Formaggio interpreti di Van Gogh. Ma se per Jaspers larte di Van Gogh il risultato creativo di una psiche disgregata, in bala della follia, per Formaggio essa fondata sul dono creativo proprio dellamore; nella prospettiva estetica di Formaggio il dipingere di Van Gogh non altro che la manifestazione creativa del suo modo di amare. Per Jaspers, daltro canto, come si pu riscontrare nello scritto di Giorgio Penzo, La concezione estetica come sapere tragico, larte si abbassa ad un puro livello tecnico quando priva della sua apertura alla trascendenza. Altro autore importante nellambito della riflessione estetica di Formaggio Simmel, come sottolinea Lucio Perucchi nel suo contributo, Simmel e Michelangelo. Nellopera di Michelangelo Simmel cerca infatti di trovare il paradigma ideale di un destino che oltrepassa i limiti individuali per palesarsi come forma di vita caratterizzata dalla possibilit di elevarsi a categoria metasica. La riflessione sullestetica di Formaggio anche spunto per alcune indagini interessanti sullestetica. Cos, se da un lato Paolo Gambazzi, nel suo scritto Limmagine e la bella apparenza, si sofferma sul signicato dellimmagine estetica che intesa come imitazione non delle cose, ma del pensiero delle cose, dallaltro lato, Giovanni Piana, nel suo contributo Fenomenologia e campo delle decisioni. Riflessioni sullarte del comporre, rivela come per la musica, arte particolare, i suoni non siano come per le altre arti i suoi mezzi espressivi, ma siano il fondamento stesso della pratica artistica musicale. Di fatto, in quanto prevede la possibilit di una storia fenomenologica delle arti, la concezione estetica di Formaggio, come mostra Pierluigi Panza nel suo contributo Per una storia dellarte fenomenologica, tiene conto sia dellattivit di formazione, sia degli strumenti tecnici, sia della fruizione e interpretazione innita dei fenomeni. Tale concezione si fonda sulla relazione tra la coscienza soggettiva e gli oggetti nel senso di una interrogazione innita dei fenomeni. M.Mi.

Destino e profezia nella storia


In
CONSIDERAZIONI INTERMEDIE. IL DESTINO DELL OCCIDENTE

(a cura di A. Ferrara, Armando Editore, Roma 1995) Max Weber delinea una sociologia del razionalismo che considera levoluzione della civilt occidentale come una progressiva liberazione dalle componenti magiche della visione del mondo, mettendo in evidenza le tensioni culturali che caratterizzano la modernit. Restando ancora in un ambito storicolosoco di riflessione, ne IL SOGNO DEL RE DI BABILONIA. PROFEZIA E STORIA DA THO MAS MNTZER A ISAAC NEWTON (Feltrinelli, Milano 1995) Mario Miegge individua nella storia delle interpretazioni della profezia di Daniele levolversi del conflitto tra una posizione critico-storica e una cosmico-storica.

In Considerazioni intermedie, fa notare Alessandro Ferrara, curatore dellopera, Max Weber propone una sociologia del razionalismo nel tentativo di rintracciare allinterno dello sviluppo della razionalizzazione culturale occidentale unevoluzione dellidentit culturale religiosa, che viene congurandosi come progressiva eliminazione delle componenti magiche nella concezione del mondo; apice di una tale evoluzione rappresentato dalletica protestante. In queste considerazioni Weber evidenzia quei conflitti culturali che attraversano la modernit e che implicano una tensione tra letica della fratellanza, propria della religiosit cristiana premoderna, e letica sociale dellepoca moderna. In questa prospettiva, una tensione degna di considerazione quella tra due forme particolari di religione, quella ascetica e quella mistica. Se nel misticismo si realizza un distacco radicale dal mondo, distacco che viene elevato a regola di vita, nellascetismo, osserva Weber, predomina una vocazione mondana, dal momento che scopo principale della vita ascetica di modicare i caratteri negativi del mondo. Unaltra tensione che Weber evidenzia qui quella tra letica religiosa della fratellanza e lambito della vita economica. Per superare questa tensione bisogna, secondo Weber, compiere un salto qualitativo dalletica della fratellanza allamore acosmico del mistico, caratterizzato da una dedizione priva di oggetto. Daltra parte, osserva Weber, se letica della fratellanza, propria delle religioni di redenzione, viene esplicitata in modo coerente, destinata ad entrare in collisione con gli ordinamenti politici del mondo. In particolare, questa tensione raggiunge il suo culmine quando la politica, diversamente dalleconomia, propone la sua etica, che necessariamente si contrappone alletica religiosa. La tensione che si genera tra letica religiosa e la sfera artistica, nella misura in cui
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questultima esprime valori autonomi, considerata da Weber successiva rispetto ad una fase iniziale di armonia, dovuta al primitivo compito dellarte di rafgurare elementi magici e religiosi. Una medesima rottura di unarmonia iniziale si verica anche nel rapporto tra la religione e la sessualit, dove la tensione dovuta per Weber allassoluta dedizione allamato che si verica nel rapporto sessuale e che implica una fusione totale, in cui il tu si dilegua per lasciare spazio a un noi che viene rispettato con la stessa intensit di un sacramento. Inne, osserva Weber, nella tensione tra la sfera della conoscenza intellettuale e quella religiosa i progressi razionali conseguiti dalla scienza empirica rappresentano unautentica negazione di quella sfera irrazionale che caratterizza la religione, anche se pur vero, sottolinea Weber, che qualsiasi forma di religione, in un dato momento della sua evoluzione, deve aver contemplato la rinuncia allo strumento razionale dellintelletto. La prospettiva weberiana offre unimmagine complessa della modernit che, per la molteplicit e irriducibilit reciproca delle sue componenti, non pu essere inquadrata in una congurazione unitaria. Come rileva in tal senso Ferrara, il processo di razionalizzazione conduce lumanit alla consapevolezza dellimpossibilit di seguire un unico sistema di vita, volto al raggiungimento di un unico bene. Questa consapevolezza implica un cambiamento radicale dellindividuo, che da creatura diventa creatore, homo faber, capace di dare un senso alla propria vita, aprendo allinterno della dimensione razionale del mondo un giardino incantato. Nellambito di una considerazione storicolosoca del progresso dellumanit si iscrive lo studio di Mario Miegge, Il sogno del re di Babilonia, che descrive la storia della controversia circa le differenti interpretazioni del signicato della spiegazione di Daniele riguardo al sogno del re di Babilonia, Nebucadnezar, sulla distruzione di una statua gigantesca, rafgurante i grandi imperi mondiali, ad opera di una pietra staccatasi da un monte. La controversia caratterizzata dal contrasto tra la ragione critica, che colloca nella storia la profezia, e la visione predittiva, che ne rileva il costante valore profetico. In realt, osserva Miegge, le due diverse tradizioni interpretative rivelano tutta la loro distanza in base alla presenza o meno al loro interno della credenza, di tipo messianico ed escatologico, nella profetizzazione dellavvento di un regno divino. Emblematico, a questo proposito, il contrasto tra la posizione di Calvino e quella di Grozio, interpretabile come opposizione tra linterpretazione storica e quella cosmico-storica. Ultimo sostenitore del carattere predittivo della profezia Newton, secondo il quale il senso della profezia non deve essere rinvenuto solo nellannuncio dellavvento di Cristo, ma

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anche nella denuncia della gura antitetica dellAnticristo. Per Newton, linterprete deve sforzarsi di ritrovare le analogie tra la profezia e lordine epocale delle storia. La profezia di Daniele, fa notare Miegge, risulta essere quindi lo spartiacque dellanalisi storica che dispiega le diverse ragioni della storia, la sua razionalit critica o la sua investitura religiosa, grazie alla presenza in essa di un disegno superiore. M.Mi. possibilit stessa di comprendere la libert. Il punto di vista soggettivo in realt, secondo Midgley, lunico punto di vista valido; loggettivit semplicemente una tecnica di comprensione. Un concetto di oggettivit che ignori il punto di vista del soggetto come soggetto agente si dimostra del tutto inutile per comprendere lintero linguaggio dellazione. Questo il motivo per cui si aperto uno iato fra spiegazioni razionali e moralit. Le maggiori difcolt in tal senso, osserva Midgley, nascono dalla persistenza di alcuni miti, tra cui quello, proveniente principalmente dai greci e da Hobbes, che spiega letica semplicemente come dispositivo di prudenza egoistica, o quello che spiega invece la moralit come sforzo necessario per accordare la nostra natura imperfetta con la volont di Dio. Da Kant in poi si tentato invece di sottolineare lautonomia della morale, no a giungere, con Sartre, al nuovo mito del Soggetto che sceglie isolato e sovrano. Per Midgley, la capacit di libera scelta nelluomo non tanto una privata, individualistica ribellione contro la propria natura sociale, quanto un dono sociale, che trova la propria funzione in un contesto sociale. Letologia, daltra parte, mostra che ci che ha reso possibile a creature sociali di vivere insieme e di cooperare deve essere stata la loro naturale disposizione allamore e alla ducia reciproca. Facendo riferimento a una concezione di moralit come risposta a conflitti naturali prodotti da moventi diversi, quale stata delineata da Darwin, Midgley rileva che nessun movente pu dirsi un infallibile imperativo morale e ci che rende necessarie delle regole il fatto che le motivazioni collidono e lo fanno nel contesto di una vita mentale che ha bisogno di lavorare come un tutto. Avendo pi memoria, preveggenza e immaginazione di tutte le altre creature, luomo conscio, per quanto indistintamente, della sua vita come di una totalit e del fatto che gravi conflitti posson spezzare questa totalit. Il potere del pensiero, che rende visibili questi conflitti comuni a tutti gli animali, in tal senso ci che genera la moralit. La libert, osserva in conclusione Midgley, un concetto essenzialmente negativo in quanto libert da qualcosa. I moralisti, da Socrate a Spinoza e a Kant, hanno sempre sottolineato la tirannia delle passioni e la necessit di liberarsi da queste con luso della ragione, sicch la divisione radicale fra corpo e mente prospettata da Cartesio sembra permanere anche ai nostri giorni. La questione centrale della libert sta invece per Midgley nel fatto che luomo una creatura capace di agire come un tutto in relazione con i propri desideri contrastanti. Nel suo studio, centrato principalmente sulla ducia, Annette Baier muove da unanalisi del contributo delle donne alla comprensione del problema morale e al modo in cui questo possa essere stato anti27

Libert e pregiudizi morali


Con
THE ETHICAL PRIMATE. HUMANS, FREE-

(Il primate etico. Umani, libert e moralit, Routledge, Londra 1994) Mary Midgley delinea, attraverso la critica di diverse posizioni riduzionistiche, uninterpretazione dellessere umano come totalit ed individua, grazie a Darwin, lorigine della morale nella libert umana vista come capacit di rendersi conto della presenza di conflitti tra moventi diversi. In MORAL PREJUDICES. ESSAYS ON ETHICS (Pregiudizi morali. Saggi di etica, Harvard University Press, Cambridge 1994) Annette C. Baier circoscrive invece la sua riflessione sulletica alla questione della ducia. A partire dalle difcolt che nascono in una societ in cui lineguaglianza e la vulnerabilit degli individui sono elementi pervasivi, Baier cerca di delineare un modo corretto di manifestazione della ducia, giungendo ad una visione olistica e non personalistica della stessa.
DOM AND MORALITY

Secondo Mary Midgley il senso comune sconvolto dal carattere evolutivo della moralit e per molti risulta difcile cogliere una relazione fra la moralit e i modelli esistenziali che accompagnano lo sviluppo della vita umana. Questo dilemma porta per Midgley alla formazione di due schiere opposte: i riduzionisti, che trovano compiuta espressione nel darwinismo sociale, e gli oscurantisti, che vedono la moralit come incompatibile con la realt terrena. Ci che deve distinguere la libert umana, osserva Midgley, invece la capacit individuale di agire come una totalit, indipendentemente da ogni divisione interiore. Fra tutti gli animali sociali, ci che distingue gli esseri umani la consapevolezza superiore della propria individualit e dei fattori che la possono compromettere. Gli altri animali, seppur condividono con noi la lotta per armonizzare elementi conflittuali, non hanno il nostro potere di cogliere il punto di vista della totalit. Lideologia riduzionista, fa notare Midgley, riutando di riconoscere la complessit del punto di vista dellessere umano agente, ha limitato la capacit di spiegare la condotta umana e messo in pericolo la

cipato dallapprocio di Hume. Da qui si passa a considerazioni sulla natura, le premesse, i miti e i rischi inerenti a un concetto appropriato di ducia per arrivare poi ad analizzare la priorit del concetto di responsabilit su quello di diritto, la relazione fra moralismo e crudelt, i beneci di una pluralit di approcci alla comprensione etica e il debito personale che in queste riflessioni Baier mostra nei confronti di Hannah Arendt. Elemento unicante di questo studio un attacco a quello che Baier chiama la scuola dominante del liberalismo nordamericano ed al suo padre spirituale Kant. Una concezione appropriata di ducia secondo Baier il miglior referente in nome del quale la moralit femminile dellamore possa essere amalgamata con la moralit maschile dellobbligazione, epurando questultima delle sue millenarie tossine patriarcali e vaccinando la prima contro i rischi del sentimentalismo e della complicit nelloppressione. Una buona moralit, sottolinea Baier, non pu permettersi di dipendere, per la sua stabilit, da forze alle quali non possa conferire un riconoscimento morale; n pu, daltra parte, consistere semplicemente di regole e sanzioni ma deve saper riconoscere ci che rende una capacit morale di per s naturalmente e storicamente possibile. Con tali premesse Baier si propone di analizzare come possibile avere ducia. Trattare la ducia essenzialmente come una dimensione di azione, potrebbe alla ne non rivelarsi soddisfacente, poich una condizione di ducia affettiva, secondo Baier, sarebbe in se stessa abbastanza indipendente dal principio di una scelta adeguata. Per quanto riguarda in particolare il problema di una ducia malriposta o pericolosa, Baier ritiene che essa sia dovuta innanzitutto a una intensicazione della vulnerabilit e il suo carattere adeguato pu essere valutato solo alla ne, in base allestensione delle ferite che ne risultano. Baier non ritiene che una ducia appropriata possa essere analizzata adeguatamente attraverso un altamente elaborato insieme di principi morali. Si tratta piuttosto di concepire la ducia olisticamente, come una rete o una ragnatela, e non individualisticamente come un semplice accumulo di singoli li. Da ultimo Baier si addentra nella discussione sui diritti e sulla responsabilit degli individui, dove viene ribadita la necessit di rifondare schemi collettivi di cooperazione umana, di vedere la responsabilit come un qualcosa di condiviso piuttosto che come un elemento individualmente divisibile. Si tratta in tal senso di procedere alla costruzione, nel divenire storico, di relazioni che possano ancora permettere, psicologicamente e razionalmente, una ducia appropriata come lunica potenziale, sufciente risposta ad una sconcertante e distorta immagine attuale dellumanit. M.B.

AUTORI E IDEE
Istituzioni sociali e libert
In PROLEGOMENI A UNA TEORIA DELLE ISTITUZIONI (con una presentazione di J. C. Alexander, Armando Editore, Roma 1995) Talcott Parsons analizza, da un punto di vista sociologico e in rapporto alle azioni degli individui, quegli orientamenti ultimi di tipo valoriale di cui le istituzioni sociali sono oggi espressione. Come ulteriore approfondimento di questa tematica si pu richiamare lo studio di Pier Franco Taboni, LIBERT E CITTADINANZA. SAGGIO SU ERIC WEIL (Collana ll pensiero e la storia dellIstituto Italiano per gli Studi Filosoci, La citt del sole, Napoli 1994), in cui viene affrontato il tema della libert in Weil, che ha come presupposto per la sua realizzazione la costituzione di una societ razionale fondata sul lavoro, che educhi alla razionalit attraverso la preminenza conferita alla cultura umanistica.

In Libert e cittadinanza, Pier Franco Taboni espone la concezione losoca di Eric Weil riguardo al problema della salvaguardia sociale e morale della libert nella societ moderna. Per Weil, il mondo moderno caratterizzato dal declino dellimmagine religiosa e dalla prevalenza del modello scientico proprio del progresso tecnologico e industriale. La libert materiale che la modernit consente non implica tuttavia il conseguimento della libert morale e politica, che Weil concepisce come necessariamente razionale. Scopo dello studio di Taboni appunto quello di delineare le caratteristiche essenziali della libert razionale di Weil nellambito di una societ intesa come comunit di lavoro fondata razionalmente, il cui raggiungimento possibile per Weil solo attraverso uneducazione umanistica, lunica in grado di formare un individuo razionale e autenticamente libero, capace di dare un senso alla propria vita. In questa prospettiva il lavoro viene concepito come educazione alla razionalit, in quanto rende luomo indipendente e lo libera dalla sottomissione alla natura. La liberazione delluomo dovuta alla moderna tecnologia, osserva Weil, non coincide con lessenza dellautentica libert che implica la capacit delluomo di condurre una vita sensata. Ci che invece rende possibile unautentica liberazione leducazione propria della cultura umanistica, che favorisce il rapporto tra cultura e morale. Linefcacia educativa delle scienze dovuta al fatto che, non ponendosi per principio il problema morale del bene e del male, non possono fornire alluomo un sistema sensato di valori che giustichi le sue decisioni fondamentali riguardo alla propria vita. Le discipline scientiche hanno per Weil solo un carattere subalterno e ausiliario rispetto alla cultura umanistica, che la sola che possa fondare una losoa capace di chiarire la questione dei valori. Fondamento della cultura umanistica lidea di storia. Riguardo al modo di concepire la storia, Weil propone di superare lantinomia

tra metasica del divenire e visione scettica e relativistica, considerando la storia come storia dei discorsi tipici che formano quel terreno strutturale su cui si orientano le scelte dellindividuo. Per Weil, infatti, luomo compie le sue scelte in base a quei valori appartenenti alla sua tradizione e costituiti da strutture ideal-tipiche, che conferiscono senso alla sua vita. La categoria ideal-tipo di Weil, fa notare Taboni, non n laristotelica essenza della cosa, n la kantiana funzione-forma del pensiero, n lhegeliana determinazione dellidea, n la heideggeriana determinazione dellessere della cosa, ma solo la coerenza logica della cosa ed costituita da tipi-ideali dei modi di pensare che si sono formati nelle varie epoche con la loro coerenza formale. In tale prospettiva, caduto larmonioso cosmo sico dei greci, rimane per Weil, come unica alternativa valida, il cosmo storico-umano, caratterizzato da questi modelli ideal-tipici che sono lhumus della cultura umana. Per quanto concerne la dimensione politica della libert, osserva poi Taboni, la discussione rappresenta per Weil il fondamento ideale dello stato moderno in quanto il ne dello stato quello di formare un cittadino libero e razionale. Leducazione politica costituisce il punto di congiunzione di ogni tipo di educazione razionale. Solo allinterno di una societ razionale basata sul lavoro e solo nellambito di una comunit politica fondata sulleducazione umanistica alla razionalit possibile per Weil conseguire quella autentica libert che, orientando le scelte delluomo secondo un sistema di valori, rende sensata la sua vita. A questa concezione pu rappresentare un interessante riscontro la teoria delle istituzioni sociali di Talcott Parsons, il cui obiettivo quello di mettere in rapporto le componenti soggettive proprie dellagire umano con le norme oggettive che regolano la vita della societ. Per Parsons, infatti, una valida teoria sociologica deve essere in grado di integrare lapproccio soggettivo con quello oggettivo. Come rileva Jeffrey C. Alexander nella Prefazione a Prolegomeni a una teoria delle istituzioni, la posizione sociologica di Parsons basata su un approccio di tipo funzionalistico, che maggiormente gli consente di mettere in rilievo gli elementi razionali e non razionali che determinano lazione concreta. Luomo, di fatto, capace per Parsons di scegliere i mezzi pi adeguati per ottenere un certo ne; tra i vari tipi di ni che egli si pregge sono importanti i cosiddetti ni ultimi, che ineriscono alle azioni nella forma di norme regolative che stabiliscono i limiti entro i quali possibile operare le scelte sia dei ni immediati che dei mezzi adeguati alla loro realizzazione. In tale prospettiva, lanalisi soggettiva, secondo Parsons, ha il compito di indagare il legame esistente tra lindividuo e la societ, denendo quegli orientamenti di valori che guidano le azioni morali. Se i valori morali dellindividuo sono conformi a quelli incarnati dalla norma istituzionale, lindividuo obbedir ad essa, considerandola un bene in
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s, indipendentemente dai ni che pu consentirgli di realizzare. Se invece il valore espresso dalla norma incompatibile con i principi morali dellindividuo, questultimo pu comportarsi in due differenti modi a seconda che tenti di calcolare i vantaggi inerenti ad essa o che si opponga decisamente ad essa. Daltra parte, lapproccio oggettivo ha il compito di analizzare quel sistema di norme che stabilisce il dover essere del rapporto tra gli individui. Per Parsons, il sistema si denisce integrato quando le norme regolative si trovano in armonia tra di loro. Allopposto estremo si colloca invece un sistema le cui norme sono caratterizzate da relazioni casuali, come ad esempio nello stato di natura di Hobbes. M.Mi.

Filosoa analitica in Germania


Nonostante i tentativi di Ernst Tugendhat e Karl-Otto Apel, la tradizione losoco-analitica fatica ad affermarsi nella cultura losoca tedesca. Non mancano tuttavia continue sollecitazioni a uninversione di tendenza, come nel caso del saggio di Udo Tietz, SPRACHE UND VERSTEHEN IN ANALYTISCHER UND HERMENEUTISCHER SICHT (Linguaggio e comprensione nella prospettiva analitica ed ermeneutica, Akademie-Verlag, Berlino 1995), che tenta di mettere in evidenza le connessioni fra la tradizione analitica e quella ermeneutica nellanalisi del linguaggio. Lo studio di Tietz sviluppa per altri versi le tematiche presenti in ANALYTISCHE PHILOSOPHIE DER LITERATURWISSENSCHAFT. DEFINITION, KLASSICATION, INTERPRETATION, BEWERTUNG (Filosoa analitica della letteratura. Denizione, classicazione, interpretazione, valutazione, Schningh, PaderbornMonaco di Baviera-Vienna-Zurigo 1993), in cui Werner Strube propone unoriginale indagine della terminologia della critica e della storia della letteratura alla luce dei metodi della losoa analitica del linguaggio.

Come avviene in altri paesi europei, anche in Germania lestetica e la teoria della letteratura cercano i propri strumenti metodologici prevalentemente nei territori dellermeneutica e del post-strutturalismo, prestando scarsa attenzione agli stimoli che possono provenire dalla losoa analitica e dalla losoa del linguaggio di origine anglo-americana. Muovendosi controcorrente rispetto a questa tendenza Werner Strube ha tentato di applicare i metodi della losoa analitica del linguaggio allo studio dei problemi dellestetica e di quella disciplina che in Germania prende il nome di scienza della letteratura. In Analytische Philosophie der Literatur Strube presenta la prima ricerca comprensiva e dettagliata sulla terminologia della scienza della letteratura attraverso gli strumenti della lo-

AUTORI E IDEE
soa analitica e dellanalisi del linguaggio. Centrale in questo studio il concetto di attivit linguistica (Sprechttigkeit), con cui si intende una connessione di pi espressioni o atti linguistici, realizzati da uno stesso parlante in vista di uno stesso scopo. Strube limita il campo della propria indagine allanalisi del linguaggio della scienza tradizionale della letteratura. Su questa base egli sottopone a indagine i diversi tipi di quellattivit linguistica che deniamo come interpretazione di testi: la denizione di concetti utilizzati nellattivit storico-critica, la classicazione, linterpretazione e la valutazione estetica dei testi letterari. Riferendosi allultimo Wittgenstein, Strube sostiene un punto di vista differenzialistico, mettendo in luce la pluralit e il carattere differenziato delle attivit linguistiche dello studioso della letteratura e in particolare la dipendenza del signicato dei termini e dei concetti della scienza della letteratura dal contesto in cui essi vengono impiegati e dallo scopo per cui vengono coniati. Il metodo della losoa analitica del linguaggio assume in Strube una connotazione fondamentalmente descrittiva: lanalisi del linguaggio della scienza della letteratura deve orientarsi, attraverso la scelta di esempi rappresentativi, in base al procedimento e al linguaggio concreto degli studiosi e non in base a norme idealizzate che essi dovrebbero assumere come modello metodologico. Per questo aspetto Strube si riferisce alla losoa della scienza di Kuhn e Toulmin e sottolinea come la losoa analitica del linguaggio si accordi, su questo punto, con la caratterizzazione dellermeneutica formulata da Gadamer in una lettera a Emilio Betti: Fondamentalmente non propongo alcun metodo, ma descrivo ci che . In altre parole, considero scientico solo il riconoscere ci che e non il prendere le mosse da ci che dovrebbe o vorrebbe essere. Lobiettivo di Strube, dunque, non di riformare il linguaggio della scienza della letteratura, ma di chiarire la sua struttura e di mettere in luce la specicit delle sue forme argomentative. Come accade spesso nella losoa analitica, questo chiarimento assume per un signicato terapeutico e si propone di correggere le eventuali unilateralit del linguaggio che viene indagato. Con ci lanalisi pu svolgere un ruolo rilevante anche rispetto alla prassi e alla coscienza metodologica della scienza della letteratura, sottraendola a due opposte unilateralit: quella che mira a trasformarla in scienza esatta, secondo il modello di obiettivit delle scienze della natura, e quella che vede in essa un discorso soggettivo non controllabile criticamente. La connessione tra metodo analitico ed ermeneutico, a cui accenna Strube nel suo studio, viene tematizzata e analizzata, sia dal punto di vista storico, sia da quello sistematico, da Udo Tietz. Nella cultura losoca tedesca il tentativo di stabilire un legame tra queste due impostazioni, separate per molto tempo da reciproche incomprensioni, non nuovo: si pensi agli studi di Karl-Otto Apel, legati soprattutto a una ripresa del pragmatismo di Peirce, e a quelli di Ernst Tugendhat che, partendo dalla fenomenologia di Husserl e Heidegger, si avvicinano alla tradizione analitica. Nel suo studio, Tietz ripercorre storicamente le risposte che sono state date da parte ermeneutica e analitica alla discussione sul linguaggio, e in particolare al problema fondamentale del signicato delle proposizioni. Il punto di partenza lanalisi sviluppata da Heidegger in Sein und Zeit circa il fenomeno della precomprensione, che costituisce lo sfondo implicito di ogni dialogo e che condiziona il signicato di ogni proposizione. Tietz analizza poi le posizioni di Moritz Schlick e dei pensatori del circolo di Vienna a lui vicini, che bollavano come metasico lapproccio di Heidegger al problema del linguaggio. Lo sviluppo degli studi nel campo della losoa analitica, osserva Tietz, ha per gradualmente messo in luce delle analogie con limpostazione ermeneutica: il caso di Willard Van Orman Quine e di Donald Davidson, che in diversi modi hanno sottolineato limportanza dello studio del contesto in cui di volta si situa un discorso per la comprensione della sua verit. Su questa linea si situa anche Richard Rorty, che considera i contesti linguistici, per i quali non si danno criteri di razionalit validi in modo assoluto, come modalit pragmatiche di adattamento allambiente. Con lintento di limitare gli esiti relativistici di tale posizione Tietz cerca un sostegno nelle posizioni di Jrgen Habermas e di Apel e propone uno studio del linguaggio e della comunicazione fondato sullanalisi dei contesti nella loro variabilit storico-culturale. M.M. ermeneutiche ispiratrici della filosofia di Schleiermacher: lermeneutica biblica ed una tradizione di orientamento estetico-letterario, rappresentata da Hamann, Herder, F. Schlegel. Sono questi tre protagonisti della cultura tedesca del XVIII secolo a costituire i veri antesignani della moderna scienza dellinterpretazione; a questi Schnur attribuisce infatti la scoperta della comprensione mediale, che egli reputa lelemento concettualmente e metodologicamente centrale della filosofia di Schleiermacher. La comprensione mediale viene intesa come comprensione dei segni grafici e acustici della lingua; da essa si distingue una fase ulteriore della comprensione, che presuppone la comprensione mediale e si propone di pervenire alla comprensione delle intenzioni del parlante, nonch alla definizione di ogni possibile implicazione di significato del testo. Mentre per sia Hamann, sia Herder non tematizzano la scoperta della comprensione mediale, che pertanto rimane confusa con le principali problematiche del loro pensiero, Schleiermacher lavrebbe invece teorizzata in nome di una nuova esigenza: il bisogno di tradurre la certezza solo soggettiva della comprensione mediale in sapere intersoggettivamente comunicabile attraverso la definizione di una serie di regole. Bisogna tuttavia riconoscere che il concetto di comprensione mediale non compare mai, almeno nei termini adottati da Schnur, nei testi di Schleiermacher, bench lo stesso Schleiermacher abbia distinto tra due momenti successivi dellinterpretazione laddove si dice nellErmeneutica: Ogni discorso in rapporto sia con la totalit della lingua che con lintero pensiero del suo autore. E parimenti ogni comprensione consiste in due momenti: la comprensione del discorso in quanto rapportato alla lingua considerata e la sua comprensione in quanto processo reale nel pensiero di colui che pensa. Lo studio di Gunter Scholtz si compone di una dozzina di saggi tratti da riviste accademiche e compendi e intende mettere in evidenza la complementariet di etica ed ermeneutica, esigita dallintrinseca fragilit delle due scienze di fronte alle trasformazioni del mondo contemporaneo: letica funge da supporto allermeneutica contro larbitrariet scettica del sapere postmoderno; a sua volta, lermeneutica permette alletica di adattarsi alle nuove esigenze assiologiche della societ attuale. Scholtz affronta la questione dal punto di vista storico e individua nella filosofia di Schleiermacher un esempio paradigmatico dellimplicazione reciproca di etica ed ermeneutica. Lo scopo del pensiero etico di Schleiermacher consisterebbe infatti nello sviluppo di una teoria completa del mondo storico, che renda possibile la progettazione e lattuazione di una realt sociale ideale. In tal senso l etica dellindividuo troverebbe realizzazione nell etica della societ; lermeneutica svolgerebbe in tale contesto limportante funzione di mediatrice tra le due sfere del soggettivo e delloggettivo, del sentimento particolare e della ragione universale. L.R.

Schleiermacher e lermeneutica
Con
SCHLEIERMACHERS HERMENEUTIK UND IHRE VORGESCHICHTE IM ACHZEHNTEEN JAHRHUNDERT. STUDIEN ZUR BIBELAUSLE GUNG, ZU HAMANN , HERDER UND F. SCHLEGEL

(Lermeneutica di Schleiermacher e le sue origini nel XVIII secolo. Studi sullinterpretazione della Bibbia, su Hamann, Herder e F. Schlegel, Metzler, Stoccarda - Weimar 1994) Harald Schnur si propone di evidenziare la centralit della figura di Schleiermacher nella storia dellermeneutica. In ETHIK UND HERMENEUTIK . SCHLEIERMACHERS GRUNLEGUNG DER GEISTESWISSENSCHAF TEN (Etica ed ermeneutuca. La fondazione di Schleiermacher delle scienze dello spirito, Suhrkamp, Francoforte s/M 1995) Gunter Scholtz identifica in Schleiermacher liniziatore del connubio tra etica ed ermeneutica.

Nel suo studio Harald Schnur ripercorre la storia della teoria dellinterpretazione nella secoda met del XVIII secolo fino a Schleiermacher. Pur non dimenticando gli studi compiuti in proposito da Dilthey e Gadamer, Schnur individua due correnti
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TENDENZE E DIBATTITI

In alto: Daniel C. Dennet, John R. Searle. In basso: Jerry A. Fodor, Hubert L. Dreyfuss.

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TENDENZE E DIBATTITI

TENDENZE E DIBATTITI

Filosoa della mente


Sono stati pubblicati negli Stati Uniti due nuovi volumi sulla losoa della mente: SPEAKING MINDS. INTERVIEWS WITH
TWENTY EMINENT COGNITIVE SCIENTISTS

(Princeton University Press, Princeton 1995), a cura di Peter Baumgartner e Sabine Payr, che raccoglie le testimonianze dei venti maggiori loso e scienziati cognitivi sul problema dellintelligenza e della riproducibilit della mente umana, e MODERN PHILOSOPHY OF MIND (Everyman, Londra 1995), a cura di William Lyons, che costituisce unottima introduzione alla losoa della mente e agli sviluppi che essa ha avuto nel corso di questo secolo. In un medesimo contesto di riflessione si segnala, sul versante italiano, lo studio di Alberto Oliverio, BIOLOGIA E FILOSOFIA DELLA MENTE (Laterza, Roma-Bari 1995), che sinterroga sul fatto se le sensazioni, la memoria, lapprendimento, le emozioni siano il semplice esito di microattivit sico-chimiche del cervello o il risultato di una mente astratta, di un misterioso spirito immateriale, come quello ipotizzato dai loso.

Pochi eventi nel corso del progresso umano hanno provocato tante controversie quanto il progetto di ricreare lintelligenza umana per mezzo di strumenti articiali. Nato con la computer science, tale tentativo si poi esteso, coinvolgendo psicologi, neuroscienziati, loso e linguisti. Esistono come alcuni informatici avevano originariamente sperato principi generali capaci di descrivere sia lattivit degli animali, sia quella delle macchine mentali? Questa ed altre questioni fondamentali, che delineano il dibattito delle scienze cognitive, vengono affrontate da alcuni dei maggiori studiosi e ricercatori americani nel volume curato da Peter Baumgartner e Sabine Payr, Speaking Minds. Le interviste che compongono il volume costituiscono non soltanto unottima introduzione ai problemi generali della losoa della mente, ma si propongono come una riflessione teoretica specica sullattuale stato delle ricerche circa i problemi complessi che la losoa

della mente e le scienze cognitive si trovano ad affrontare: dalla comprensione dei meccanismi minimali che determinano lagire intenzionale degli esseri umani alla possibilit della riproduzione di tali meccanismi in modelli articiali, no alla comprensione dellintero agire intelligente delluomo, cio al suo agire cosciente ed emotivo. Nei vari contributi al volume le questioni scottanti che riguardano la losoa della mente e lintelligenza articiale vengono affrontate da prospettive teoriche speciche: loso come John Searle, Hilary Putnam, Jerry Fodor e Daniel C. Dennett, studiosi di computer science come Herbert A. Simon e Joseph Weizenbaum o Terry A. Winograd, linguisti come George Lakoff, si muovono entro territori teoretici molto diversi, ma le loro risposte alle questioni sollevate dai curatori forniscono nel complesso una fondamentale mappatura della scienza cognitiva, che proprio per le sue caratteristiche interdisciplinari non pu che essere affrontata per problemi e non per discipline. Infatti, le questioni che riguardano il problema della mente e dellagire intelligente sono le medesime; ci che cambia la prospettiva attraverso la quale il problema viene affrontato e questa, qualunque sia, non pu prescindere dal confronto diretto con altre prospettive. Questo perch si compreso che il tentativo puramente ingegneristico di fornire un modello articiale della mente e del cervello umano, il sogno dellintelligenza articiale, inevitabilmente si scontra con questioni che riguardano la losoa, la psicologia e le neuroscienze. A sua volta, latteggiamento esclusivamente losoco verso il problema del mentale non pu da solo risolvere aspetti che riguardano anche la struttura siologica e biologica della mente umana. Se la questione fondamentale della mente delluomo riguarda la coscienza e lagire intenzionale per fondamentale tenere conto che gli esseri umani non sono cervelli in una vasca, bens esseri dotati anche di un corpo, di sensazioni, di emozioni e di linguaggio. Quando nel 1980 John Searle pubblic nellarticolo Minds, Brains, and Programs (Menti e programmi) la parabola del Test di Turing, provoc un vivace dibattito
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critico ancora oggi oggetto di controversie e polemiche non risolte. La parabola, ormai nota, della stanza cinese la seguente: immaginate voi stessi seduti in una stanza, forniti di una lista di simboli cinesi e di alcune regole per organizzarli. Il vostro unico contatto con il mondo esterno una nestrella. Attraverso questa nestrella ricevete istruzioni, inputs, nella forma di alcuni simboli cinesi. Seguendo la vostra lista, sostituite i nuovi simboli che vi arrivano agli altri e li passate poi attraverso la nestrella come risposta, output. Per le persone che stanno fuori della stanza, linput era una domanda in cinese, e loutput una risposta ragionevole e sensata a tale domanda. Essi sarebbero giusticati nel supporre che nella stanza vi sia un parlante cinese. Ma Searle mette in evidenza questo: potreste dire di voi stessi di capire il cinese? Lovvia risposta no. Searle propose questo tipo di processo delle informazioni come unanalogia del funzionamento di un computer; per questo, secondo Searle, non possiamo dire, in nessuna circostanza, che il computer capisca qualcosa. Questa conclusione, come si pu facilmente immaginare, ha provocato un acceso dibattito tra i sostenitori dellintelligenza articiale. Il Gedankenexperiment (esperimento mentale) di Searle esprime un riuto netto dellintelligenza articiale forte (Strong AI); per la sua radicalit la sua argomentazione rimane ancora oggi un riferimento obbligato per qualsiasi tesi pro o contra lintelligenza articiale. Daniel C. Dennett stato uno dei maggiori critici di Searle e, nellintervista che appare in Speaking Minds, conferma le sue posizioni. Innanzitutto, afferma Dennet, quello della stanza cinese non un argomento, ma un esperimento mentale, una parabola, una storiella. Searle invece ne ha fatto emergere unargomentazione: il programma di un calcolatore solo sintassi e dalla semplice sintassi non pu derivare una semantica; quindi il sogno dellintelligenza articiale forte impossibile. Dennett tenta invece di affermare che il computer ha s una sintassi, ma non solo sintassi, bens un sistema intenzionale. Per sostenere che il computer un sistema intenzionale egli tuttavia introduce lidea di una attribuzione di intenzionalit. Sostenere che un computer

TENDENZE E DIBATTITI
agisce intenzionalmente perch manifesta comportamenti intenzionali e fornisce risposte con unintenzione precisa, non signica dire che il computer ha intenzionalit, ma soltanto che esso opera in termini intenzionali in quanto viene attivato dalluomo stesso secondo una determinata semantica. In ogni caso, il Gedankenexperiment di Searle ritorna sempre come un punto di riferimento obbligatorio, dal quale la comunit scientica non pu prescindere. E Searle ha rinforzato sempre pi la propria critica nei confronti dellintelligenza articiale forte: la mente possiede contenuti semantici e poich i programmi sono puramente sintattici essi non potranno mai essere menti. Sicuramente, aggiunge Searle, senza i computer non esisterebbero le scienze cognitive cos come noi le conosciamo. Tuttavia, uno dei maggiori risultati nello sviluppo delle scienze cognitive proprio il riuto del modello computazionale del calcolatore. Lavvento del connessionismo, dei processi di distribuzione parallela, dei modelli di reti neurali ha prodotto uno dei maggiori cambiamenti in seno alle scienze cognitive. E questo approccio, fa notare Searle, pi sensato di quello dellintelligenza articiale, perch cerca di rispondere alla questione di come un sistema che funzioni in modo analogo al cervello possa produrre un comportamento intenzionale e intelligente. Se qualichiamo tale approccio come una forma di intelligenza articiale debole cio come un tentativo di modellizzazione o simulazione e non veramente di duplicazione vediamo che alcune caratteristiche della cognizione umana sono effettivamente realizzabili. Essi ci forniscono modelli del funzionamento di sistemi costruiti non esattamente come, ma quasi come il cervello umano. In termini losoci, comunque, le questioni cruciali circa lintelligenza e lintenzionalit toccano una dimensione di principio che , come tale, di dominio delluomo e non della macchina: questo perch riguardano il soggetto e la sua costituzione ontologica. Il problema non solo la riproducibilit dei meccanismi di funzionamento della mente umana, ma la riproducibilit dei suoi effettivi contenuti, patrimonio ontologico del soggetto. I fatti sono accessibili soltanto dal punto di vista del soggetto in prima persona. E proprio per questo lagire delluomo, in quanto soggetto cosciente e intenzionale, determinato sempre da scelte euristiche e non ottimali. Le scelte di un soggetto sono influenzate da emozioni, affetti, sentimenti, che spesso determinano le sue azioni tanto quanto i contenuti razionali della mente. La difcolt di riprodurre lintelligenza umana sta dunque nella complessit del patrimonio ontologico dei soggetti: credenze, desideri, affettivit sono elementi costitutivi delluomo, tanto quanto lo sono gli atti intellettivi superiori. E.C.

Giustizia e libert
Nel dibattito, interno al liberalismo, su come sia possibile giusticare la tolleranza in rapporto a molteplici stili di vita e sistemi di valore e, da un punto di vista politico, riaffermare la propria imparzialit tra opzioni diverse in vista del raggiungimento del bene delluomo, interviene una raccolta di saggi, in parte gi editi, di Joseph Raz, ETHICS IN THE PUBLIC DOMAIN. ESSAYS IN THE MORALITY OF LAW AND POLITICS (Letica nella sfera pubblica. Saggi sulla moralit della legge e della politica, Clarendon Press, Oxford 1994). Con THICK AND THIN . MORAL ARGUMENT AT HOME AND ABROAD (Spesso e sottile. La discussione morale in patria e allestero, University of Notre Dame Press, Londra 1994) Michael Walzer prosegue lanalisi sulla relativit culturale della giustizia, estendendo questa posizione alle questioni del nazionalismo, dellautodeterminazione e dellautocritica, che possono trovare una soluzione a partire dalla distinzione centrale fra una moralit minima, di universale applicazione, e il problema della sua traduzione nella moralit massimalista e culturalmente condizionata di ogni societ.

Secondo Joseph Raz le istituzioni liberali sono giusticabili per il loro valore strumentale in rapporto a una visione della natura del bene delluomo, nella quale la funzione dellautonomia abbia una rilevanza centrale, e in base alla convinzione che la tolleranza incrementi la possibilit di raggiungere questo obiettivo. In opposizione a John Rawls, Raz sostiene che il sistema dei diritti individuali sia un mezzo per raggiungere il bene e che non possa essere spiegato come una parte indipendente delletica o della teoria politica. Sebbene Raz ritenga che i diritti siano valutabili in quanto promotori di benessere, non per questo deve essere annoverato tra gli utilitaristi; egli non ritiene infatti che tutto il bene umano possa essere ricondotto ad un singolo comun denominatore di esperienza come il piacere, la felicit o la soddisfazione dei desideri. La sua teoria, che Raz chiama pluralismo del valore, afferma che molti, differenti e incompatibili stili di vita posson essere considerati buoni in se stessi, nelle loro peculiari caratteristiche. Lobbligo morale di incoraggiare il benessere del prossimo richiede non di sostenere un particolare modo di vita, ma di rendere disponibili le condizioni di libero perseguimento di uno qualunque di quegli stili di vita che possono procurare benessere ai loro partecipanti. Il liberalismo, secondo Raz, non altro che lappagamento politico di questo dovere. I governi possono soltanto rendere disponibile, al maggior numero possibile di persone, una serie di scelte di valore che permetteranno loro di fare ci che vogliono della propria
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esistenza. Non ci sar per la stessa serie di opzioni per tutti, poich la grande pluralit di scelte di valore e lincompatibilit delle loro condizioni rende inevitabile il fatto che non potranno tutte coesistere, in quanto ogni costruzione sociale ne scarter diverse. Raz si pone in particolare il problema di quale debba essere latteggiamento nei confronti delle religioni fondamentaliste allinterno delle societ liberali e ritiene che una semplice tolleranza non sia sufciente, ma sia necessario adottare un multiculturalismo liberale positivo, un ideale di societ politica che abbracci diverse comunit e non appartenga a nessuna di esse. Raz spera con questo che il multiculturalismo liberale possa produrre cambiamenti nelle sue subculture e che possa ottenere da queste un appoggio. Se un tale tipo di societ non appartiene di fatto in modo esclusivo a nessuna delle culture che la compongono, sottolinea Raz, ci implica che la comune struttura politica qualcosa che tutti hanno ragione di accettare piuttosto che limposizione dei valori di una di queste culture su tutte le altre. Per quel che riguarda la losoa del diritto la posizione di Raz contrasta con quella di Ronald Dworkin. Raz ritiene che il contenuto di una legge attualmente in vigore possa essere identicato senza ricorrere ad argomentazioni di tipo morale. Le fonti legali possono indicare il modo di applicare come legge considerazioni di ordine morale, ma ci che rende queste considerazioni una legge il loro radicamento nelle fonti legali e non nel loro carattere morale: il processo di deliberazione giudiziaria pu includere il ragionamento morale; non il processo di riconoscimento di ci che legge. Il metodo interpretativo di Dworkin di decidere i casi giudiziari difcili alla luce della costruzione moralmente superiore che viene adottata col sistema legale esistente per Raz discutibile, in quanto raccomanda di agire su principi che possono non essere mai stati considerati approvati, sia implicitamente che esplicitamente, da alcuna autorit legale e che sono inferiori, per giustizia e imparzialit, ad altre alternative. Sulla questione della relativit culturale della giustizia si pronuncia anche Michael Walzer, sostenendo che tutte le ripartizioni sono giuste o ingiuste in relazione al signicato sociale di bene messo in gioco. Per quanto riguarda il problema del nazionalismo, del separatismo etnico o di altre simili rivendicazioni locali, Walzer suggerisce di considerare fenomeni di questo tipo come espressione di una moralit minima, sottile insieme di modelli che chiedono di essere applicati universalmente. Tentare di esprimere tutto ci nel linguaggio dei diritti e delle leggi, osserva Walzer, signica forzare considerazioni minime in un idioma che corrisponde alla nostra propria moralit massimalista e culturalmente condizionata. Se non possiamo evitare di presentare un contenuto minimo in termini massimalistici, non vi scopo tuttavia di giudicare le altre societ con criteri locali, spessi e social-

TENDENZE E DIBATTITI
mente strutturati. Daltra parte un requisito di moralit minima che le persone siano libere di determinare i propri particolari e complessi dispositivi di vita. Se un errore, per Walzer, applicare modelli massimalistici a realt esterne, altrettanto lo accostarsi alla propria societ, o a se stessi, a partire da una prospettiva sottile o minimalista. Il modo in cui in una societ i beni devono essere distribuiti mostra tratti di quel massimalismo morale che Walzer denisce idiomatico nel linguaggio, particolaristico nei riferimenti culturali e dipendente dal punto di vista storico. Gli sforzi losoci di catturare queste spesse concezioni della giustizia in termini di principi universali si rivelano subito astrazioni e semplicazioni di spesse moralit massimaliste. Walzer respinge in tal senso, a livello soggettivo, modelli di autocritica sia psicanalitici, sia losoci, poich i primi presentano listinto come universale e il super-io critico come una creazione sociale, mentre i secondi vedono lio come limitato e aspirante a valori universali; entrambe le soluzioni niscono infatti col perdere il senso in cui lio interiore densamente posto. In questa sua concezione, Walzer considera la distinzione spesso/sottile, con i suoi corollari: massimalismo/minimalismo, plurale/singolare, locale/universale, come una facilitazione alla comprensione di differenti problemi: allinterno di una qualsiasi societ data la giustizia distributiva deve essere spessa, complessa e massimalista, rispettando i differenti signicati sociali attribuiti a beni diversi; deve essere soggetta per solo alle costrizioni della sottile moralit minima. Pertanto, secondo Walzer, dobbiamo rispettare le differenze nel modo in cui le societ si riferiscono a questi diversi beni. La personalit individuale dovrebbe essere compresa densamente e pluralisticamente e ugualmente dovremmo adottare un approcio pluralistico nei confronti dei problemi di identit culturale e nazionale. M.B. Intorno alla ricerca di un fondamento laico e moderno della morale, in grado di superare il ristretto orizzonte del s individuale, si muove lo studio di Eugenio Scalfari, polemizzando con il principio di tolleranza di Voltaire e approdando alla riscoperta della pascaliana etica della carit, proprio in considerazione dellinfluenza che listinto della specie esercita nella nostra costituzione antropologica. Attraverso un immaginario dialogo con Voltaire e la metafora del pellegrinaggio del viandante lungo strade che camminano da sole (quelle dellutilit e del calcolo, del formalismo rigoristico kantiano e dellinconscio freudiano), Scalfari esclude che il sentimento morale possa trovare la sua sede nella ragione, o nella volont schopenhaueriana, o ancora in un presunto sentimento naturale di benevolenza o di simpatia verso il prossimo. Limpulso alla realizzazione della felicit, insieme con la consapevolezza dellineluttabilit della morte, comportano per Scalfari un alto rischio di anarchia biologica, in quanto listinto umano fondamentale allautoaffermazione e alla sopravvivenza tende fatalmente a tradursi in impulso di sopraffazione. Dunque, soltanto un altro istinto, egualmente forte e radicato, pu vincere il pericolo dellautoannientamento del genere umano. Questo istinto, afferma Scalfari, quello di sopravvivenza della specie e in esso si radica il sentimento morale, che permette alluomo di collocarsi deliberatamente e liberamente al di sopra e al di fuori di s. Maggiore vigore polemico presenta il diario senza data di Arnaldo Pini, Marginalia. Dalla mistica Pini trae il concetto delluomo come essere intuitivamente complesso, inseparabilmente fuso di corporeit e spiritualit, indicibile se non mediante gurazioni, simbologie e metafore. Dallinsegnamento di Kierkegaard e Dostoevskij Pini trae il vagheggiamento di una spiritualit fatta di trasparenza mai disincarnata, ovvero di materialit innalzata e placata, o di colori che tendono alla purezza della luce. Di qui il ripudio della scienza come inventario accademico, amministrativo o storicistico del mondo; di qui linteresse per eventi e processi di metanoia e di metamorfosi o per la sublimazione e la rimozione, ad esempio nelleros. Nazioni, razze, tipi antropologici, etnie, etc., sono per Michele Barbieri entit politiche tra le meno razionalmente sondabili, che non si tratta di denire tipologicamente, bens piuttosto di descrivere, guidati da un istintivo e sano preconcetto, unintuizione immediata di carattere estetico. Secondo Barbieri, nelle caratteristiche del corpo sico delluomo un generico essere razionale si incarna come individualit concreta; lo sforzo per vincere inerzie e deformit speciche appunto ci che riscatta lindividuo
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Il corpo, lanima, le forme


Alcune recenti pubblicazioni sembrano segnalare un rinnovato interesse per una considerazione in chiave antropologica dei problemi etico-politici delluomo e della societ contemporanea: ALLA RICERCA DELLA MORALE PERDUTA (Rizzoli, Milano 1995), di Eugenio Scalfari; MARGINALIA (Edizioni Polistampa, Firenze 1995), di Arnaldo Pini; PER UNESTETICA DELLA POLITICA. IL PRIMO GOETHE (Giuffr, Milano 1995), di Michele Barbieri. Pur nella diversa provenienza e orientamento disciplinare, questi testi mostrano tutti un comune intento umanistico nella considerazione delluomo comesso integralmente.

come persona e lo ricongiunge al consorzio dellumanit. Lirriducibile complessione degli esseri umani, fa notare Barbieri, pone alluomo la necessit di darsi una qualche forma di governo: di qui il carattere essenzialmente politico della costituzione individuale, che fa delluomo un soggetto nel senso di un essere libero da tutto fuorch da se stesso. Ne vien fuori una concezione della soggettivit dimpronta neostoica, in cui la pazienza, unita al ripudio delle caratteristiche gravit della specie, si pongono, lungo il cammino del soggetto per congiungersi allumanit, come un problema di forma, un compito estetico e politico. Nello studio di Barbieri lidea dellumanit e del soggetto, il problema del rapporto tra il genere e le specie, i drammi della violenza, della criminalit, della guerra e del suo degenerare in forme di barbarie, sono motivi ispiratori fondamentali: non il sonno della ragione che genera mostri, afferma Barbieri, bens quelloscuro sostrato emotivo di singoli, popoli, nazioni, che evoca questioni di indole, mentalit, coscienza, cultura. In tal senso Barbieri interpreta tutta la grande stagione della letteratura tedesca del 700 e dell800 come metafora di una personalit nazionale basata sul rinnegamento della corporeit. Elementi di questo genere sono gi rintracciabili, secondo Barbieri, nella drammaturgia goethiana, e niranno per ssarsi poi nel nazismo come distorta caratteristica risorgente della cultura tedesca. Tuttavia, analizzando la produzione giovanile di Goethe sullo sfondo della tradizione idillico-pastorale francese, italiana e inglese, nel suo innestarsi allinterno della cultura tedesca, Barbieri rileva in Goethe la presenza di una dimensione iniziale solare, fatta di corpi vivi e ben sani, che venne poi abbandonata dal poeta. Da questo punto di vista, il Gotz von Berlichingen si presta, in modo eminente, ad una lettura in chiave antropologica, dalla quale non pu che emergere, secondo Barbieri, la tragicit del personaggio di Gotz nel suo evolversi dalla libert naturale della maschera a quella morale del carattere, no a quella politica del soggetto. In questo, la parte pi istintiva della corporeit animale, tipica del personaggio, scompare progressivamente, mentre il soggetto non riesce ad esprimersi compiutamente sul piano drammatico, poich la sua esistenza implicherebbe la convivenza del carattere con la maschera. Cos, conclude Barbieri, la ricercata armonia antropologica non si realizza, e nella produzione goethiana successiva la problematica del soggetto andr sempre pi orientandosi in direzione di un estetismo ridondante, insincero, anticipatore del wagnerismo. Ma.Mi.

TENDENZE E DIBATTITI
Ermeneutica africana
Con
THE HERMENEUTICS OF AFRICAN PHILO-

(Lermeneutica della losoa africana, Routledge, Londra 1994) Tsenay Serequeberhan mostra, attraverso unanalisi critica delle principali teorizzazioni che hanno guidato la lotta di liberazione in Africa, come nella tradizione losoca di questo paese lermeneutica debba rivolgersi a riflessioni radicate nellattualit del presente post-coloniale, fondandosi sulla storicit propria del mondo africano. Particolare attenzione viene in tal senso rivolta al tema della contro-violenza, utilizzata dai popoli colonizzati come strumento di liberazione.
SOPHY

In apertura di The Hermeneutics of African philosophy Tsenay Serequeberhan individua il punto di partenza della losoa africana nella totalit concreta dellAfrica post-

coloniale. Se si riconoscono sia lAfrica che lEuropa come luoghi del divenire storico dellumanit, lesplorazione ontologica dellessere dellesistenza umana, che Heidegger intraprende allinterno dei conni ontici della modernit europea, pu essere situata anche entro i conni ontici di altre culture e storie. Nel caso della cultura africana, fa notare Serequeberhan, la questione dellessere connessa con la questione politica: la riflessione ermeneutica apre alla prassi il proprio spazio teoretico per esplorare e suggerire lallineamento normativo dei suoi progetti emancipatori e delle pratiche da intraprendere. In tale prospettiva, la lotta contro il neocolonialismo non che una continuazione ed un perfezionamento critico di questa prassi emancipatoria verso lautonomia e la libert nel pieno riconoscimento delle differenti totalit storico-culturali che compongono il mondo africano. Allontanandosi da Heidegger e seguendo piuttosto il pensiero di Amilcar Cabral e Frantz

Maschera in legno della Trib dei Dan (Costa dAvorio)

Fanon, la lotta africana si situa per Serequeberhan su di un livello ontico radicato nella specicit della storia africana. Due sono le posizioni, politicamente contrapposte, che secondo Serequeberhan hanno guidato la lotta di liberazione e che condividono equamente una metasica eurocentrica: il marxismo-leninismo di Kwame Nkrumah e Paulin Hountondji e la teoria dellAfricanit o Negritude di Leopold Sedar Senghor. La prima posizione, osserva Serequeberhan, privilegia la modernit europea, annullando la specicit africana in nome di uno scientismo universalistico e ponendo oggettivamente lAfrica sul pi basso gradino di una scala evolutivo-metasica. La questione africana non deve essere posta invece semplicemente come un problema socio-economico, ma piuttosto come una questione storica, ontica e ontologica, il cui scopo di aprire il terreno storico su cui il sociale e il politico possano essere stabiliti liberamente allinterno dellodierna esistenza storica africana. La seconda posizione, invece, rintracciando sul terreno della razionalit una differenza ontologica fra europei e africani - analitica, quella dei primi, nalizzata alluso; sintetica ed intuitiva, quella dei secondi, nalizzata alla partecipazione , capovolge semplicemente le descrizioni eurocentriche dellafricanit e le presenta come positive, non rendendosi conto che queste descrizioni sono sempre strutturate allinterno di parametri fondati su di un pregiudizio di valore, che fonda sullEuropa ogni misura e principio. Per quanto riguarda poi il rapporto tra violenza colonialista e contro-violenza emancipatrice degli oppressi, Serequeberhan rileva come il colonialismo interrompa la storicit della cultura indigena. E solamente quando i colonizzati si appropriano della violenza dei colonizzatori e pongono in gioco la propria concreta contro-violenza pu fare la sua ricomparsa il regno della soppressa storicit indigena e del divenire umano. Il conflitto e la violenza non sono una scelta, ma una necessit esistenziale che sorge dalla situazione coloniale e che serve da preludio alla riumanizzazione dei colonizzati. Se per Marx, sottolinea Serequeberhan, la violenza la levatrice della storia, nel contesto coloniale qualcosa di pi: la via attraverso cui viene reclamata lumanit. Afnch lessere (la libert) dellesistenza africana (la sua storicit) possa essere ristabilito di nuovo fondamentale il rapporto fra gli elementi urbani europeizzati e i nativi rurali e la dialettica fra gruppi armati e masse popolari, in cui leffettivo sviluppo della lotta stabilisce la possibilit dellesistenza quotidiana. La losoa africana, conclude Serequeberhan, deve impegnarsi in riflessioni volte allo scopo pratico di intensicare lattualit vivente dellAfrica post-coloniale; solo in questo modo essa, come riflessione ermeneutica sulla propria storicit, pu crescere e coltivare se stessa come un concreto discorso losoco contemporaneo. M.B.

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TENDENZE E DIBATTITI

Fronte e retro di una banconota da 10.000 franchi emessa nel 1929 dalla Banca Nazionale Belga

Scienza e misurazione
Ormai da quasi ventanni nella cultura anglosassone si assiste a una vera e propria rinascita della losoa delleconomia. Negli ultimi mesi la pubblicazione dellantologia FOUNDATIONS OF ECONOMETRIC ANALYSIS (a cura di D. Hendry e M. Morgan, Cambridge University Press, Cambridge 1995), che fa seguito ad un precedente volume collettivo dal titolo: IDEALIZATION IN ECONOMICS (a cura di B. Hamminga e N. de Marchi, Rodopi, Amsterdam 1994), conferma la validit di questarea di ricerca interdisciplinare. I problemi interpretativi al centro dei due volumi vengono affrontati con la speranza che nella riflessione losoca si trovino risposte pratiche alla crisi in cui versa da tempo la scienza economica.

Scienza misurazione era il motto di quel gruppo di economisti che negli anni

Trenta si raccoglievano intorno alla neonata rivista Econometrica e allinterno della Cowles Commission di Chicago. Marschak, Haavelmo, Frisch e gli altri protgs di Schumpeter si proponevano, appunto, di trasformare nalmente leconomia in una scienza. I loro lavori fondamentali sono ora raccolti in Foundations of Econometric Analysis, a cura di Mary Morgan e David Hendry, che hanno selezionato gli scritti pi signicativi di coloro che dallinizio del secolo si sono interrogati sui fondamenti losoci della ricerca empirica in economia, a partire da William Jevons e Wesley Mitchell, spesso erroneamente considerati semplici precursori della fase scientica delleconometria, no a Jan Tinbergen e John Maynard Keynes, protagonisti di una celebre controversia nei primi anni Quaranta. Il materiale raccolto nel volume, che presenta numerosi documenti inediti, copre una serie di temi di grande rilevanza nella losoa della scienza contemporanea, come la teoria della causalit
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e i fondamenti del calcolo probabilistico, il problema dei modelli empirici e la controllabilit delle teorie economiche. senzaltro signicativo che la crescita di interesse per la losoa della scienza coincida con la crisi che ormai da circa venti anni affligge leconomia sia teorica che applicata. Si pu dire che tutto sia cominciato quando i tradizionali modelli macroeconomici neokeynesiani cominciarono a rivelarsi inadeguati per la spiegazione e la previsione di fenomeni quali la crescente disoccupazione, unita allalto livello di inflazione dei primi anni Settanta. La crisi predittiva dei modelli keynesiani si trasform presto in vera e propria rivoluzione kuhniana, nel senso di crisi dei fondamenti metasici ed epistemologici del paradigma ortodosso. Da una parte i nuovi monetaristi cercarono una soluzione nei modelli costruiti sullipotesi delle aspettative razionali e quindi in sostanza in un ritorno alla microeconomia - una bella trattazione di questo approccio da un punto di vista

TENDENZE E DIBATTITI
losoco la si trova in The New Classical Macroeconomics: A Sceptical Enquiry (La nuova macroeconomia classica: unindagine scettica, Oxford 1988*), di Kevin Hoover. Altri, non convinti da Robert Lucas e colleghi, pensarono di tornare ai maestri (di qui per esempio la riscoperta del Trattato sulla probabilit di Keynes); altri ancora cercarono il vizio originale del paradigma neokeynesiano nel campo del metodo. Fra questi ultimi vale la pena di ricordare i saggi dello stesso David Hendry raccolti in Econometrics: Alchemy or Science? (Leconometria: scienza o alchimismo?, Cambridge 1993). Assunto implicito di tali ricerche di conne fra la scienza economica e la losoa della scienza che i metodologi (falsicazionisti, nel caso specico di Hendry) siano riusciti in qualche modo a catturare il segreto della crescita della conoscenza, e che da essi gli economisti abbiano molto, se non tutto, da imparare. Questo punto di vista, per molti anni decisamente maggioritario nella letteratura di losoa delleconomia, ripropone in vesti nuove lantico dualismo tra scienze dure e scienze morbide, gi affrontato (e non risolto) dai loso di formazione popperiana nel corso del dibattito che negli anni Settanta contrappose i sostenitori di una metodologia normativa agli storici descrittivisti. Allora si trattava di sciogliere il nodo della legittimit dellapplicare criteri metodologici estrapolati dalla grande scienza del passato (il paradigma newtoniano o la sica di Einstein) alle controversie scientiche contemporanee. In tal senso, il dibattito fra Imre Lakatos e Paul K. Feyerabend rappresenta senza dubbio lapice nellanalisi del problema, che continua per a riemergere in altri contesti: lecito assegnare alle metodologie sviluppate nel contesto delle scienze siche un carattere normativo nel campo delle scienze sociali? Il losofo della scienza dovrebbe limitarsi a descrivere ci che gli economisti fanno, o dovrebbe piuttosto indicare cosa essi dovrebbero fare? E nel secondo caso, secondo quali criteri? Piuttosto che impegnarsi nella disputa che divide razionalisti e sociologi della scienza, molti studiosi sembrano oggi aggirare il problema partendo dallo studio della pratica scientica, piuttosto che da pretesi criteri di valutazione universali, e questo spiega la proliferazione di studi sui fondamenti a scapito delle riflessioni sul metodo scientico in generale. Un possibile pericolo costituito dalla tentazione di rifugiarsi nellanalisi tecnica priva di una visione losoca dinsieme, la quale daltra parte si dimostra sterile quando perde di vista lorizzonte della reale pratica scientica. Combinare i due aspetti della ricerca senzaltro la sda che la losoa delleconomia dovr affrontare nei prossimi anni, se vorr mantenere lattuale status di disciplina di frontiera nellambito della losoa della scienza. Come esempi positivi di una fertile unione tra attenta analisi tecnica e sensibilit losoca si possono citare i saggi pubblicati in Idealization in Economics (Idealizzazione in Economia, Amsterdam 1994), ultimo volume a cura di Bert Hamminga e Neil de Marchi nella prolica collana dei Posznn Studies in the Philosophy of Science. I contributi affrontano il problema interpretativo forse pi interessante fra quelli sollevati negli ultimi anni, il problema dello status delle leggi economiche, spesso vere soltanto rispetto a modelli ideali, che non trovano preciso riscontro nella complessit del mondo reale. Riguardo al signicato delle leggi delleconomia rispetto ai fenomeni che governano la realt sociale, nel suo Natures Capacities and Their Measurement (Le capacit della natura e la loro misurazione, Oxford 1989) Nancy Cartwright fa notare che i modelli ideali ci aiutano a isolare singoli fattori causali; a tal ne riporta provocatoriamente linterpretazione dei primi econometristi come esempio di corretta analisi causale da estendere anche alle scienze siche sperimentali. Idea sostanzialmente ripresa in The Inexact and Separate Science of Economics (La scienza separata e inesatta delleconomia, Cambridge 1992), in cui Daniel Hausman ripropone una versione aggiornata della metodologia e losoa di John Stuart Mill, a suo parere ancora oggi il punto di vista migliore per comprendere che cosa fanno gli economisti. F.G. Giorgio Cosmancini esprime i suoi dubbi su una concezione della medicina che separi laspetto soggettivo da quello clinico, oggettivo. La logica di una prevenzione che rispetti il soggetto nella sua totalit e unicit appunto, secondo Cosmacini, il perno attorno al quale ruota la problematica del rapporto medico-paziente. La questione del recupero di unantropologia relazionale, attraverso la quale luomo ne e non mezzo per il progresso sociale, viene affrontata dettagliatamente in una prospettiva dialettica che chiama in causa laspetto tecnico della medicina e della cura. Uomo e macchina, mente e materia sono gli elementi necessari per affrontare la malattia e dar vita ad una scienza umana, che sappia cogliere la complessit e lunicit del caso, evitando generalizzazioni riduttive e sterili; una sorta di accordo pro soggetto. Questo tipo di implicazioni trovano un diverso riscontro in Medicina muta, dove Lido Valdr ricostruisce la diversit del linguaggio scientico-medico rispetto al linguaggio umano emotivo; due mondi lontani fra loro che spesso restano tali per mancanza di volont, o per semplice incompatibilit. Lerrore, secondo Valdr, consiste in un eccessivo grado di aspettative da ambo le parti; il paziente spesso proietta sul medico poteri di onnipotenza e a sua volta il medico chiede al paziente conoscenze tecniche che difcilmente pu possedere. Tutte e due le categorie umane avanzano richieste eccessive, non facendo altro che aumentare le barriere e ostacolare il ne ultimo, il benessere biopsichico. La complessit di una comprensione approfondita tra medico e paziente si va ad aggiungere alla sofferenza e al disagio umano, che nonostante lo sviluppo tecnologico della societ contemporanea si stanno dilagando in modo sorprendente, tanto da rendere anche la migliore delle medicine non solo impotente, ma addirittura inutile e invadente; da qui le fughe verso pratiche alternative quali la magia, la medicina occulta e altre forme di rimedi subdoli. D.M.

Teorie mediche a confronto


La crisi dellidea di soggetto nella societ contemporanea trova nel controverso campo della medicina umana, in cui viene affrontato il complesso tema della salute interiore ed esteriore delluomo, particolare accentuazione e articolazione, sollevando una tale crisi di ruoli e di aspettative da suscitare un intenso dibattito. Pubblicazioni al riguardo non mancano, come il saggio di Giorgio Cosmancini, LA QUALIT DEL TUO MEDICO (Laterza, Roma-Bari 1995), che traccia una panoramica sullapproccio tecnico-antropologico della medicina, individuandone i limiti e avanzando lipotesi della prevenzione come una delle poche soluzioni ancora disponibili circa la questione della salvaguardia personale. Il divario fra linguaggio medico e disagio umano, in tutte le sue sfumature, viene invece affrontato da Lido Valdr, gi noto per i suoi studi di epistemologia medica, nel suo ultimo lavoro dal titolo: MEDICINA MUTA (Rusconi, Milano 1995).

Scienza e losoa: un incontro possibile


Testimonianza di come anche in Italia si stia sviluppando un nuovo interesse da parte del mondo losoco nei confronti della scienza, e in particolar modo della sica, sono state pubblicate due interessanti raccolte di saggi e interventi, presentati in occasione di altrettanti convegni organizzati dallIstituto Gramsci Veneto e dallIstituto Italiano per gli Studi Filosoci di Napoli: ERWIN SCHRDINGER SCIENZIATO E FILOSOFO (a cura di B. Bertotti e U. Curi, Il Poligrafo, Padova 1994) e LEREDIT DI EINSTEIN (a cura di G. Pisent e J. Renn, Il Poligrafo, Padova 1994).

Medicina come platonica cura dellanima o come agglomerato di tecniche applicate a un problema? Ne La qualit del tuo medico
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TENDENZE E DIBATTITI
Albert Einstein e Erwin Schrdinger rappresentano due particolari gure di scienziati-loso del Novecento, caratterizzate dal fatto di aver fondato, a volte persino contrariamente alle loro profonde convinzioni deterministiche, le due teorie fondamentali per la spiegazione della sica delluniverso: la relativit generale e la meccanica quantistica, che ancora oggi costituiscono le necessarie basi di partenza della ricerca, attualissima, quanto ormai inflazionata, di una Teoria del Tutto (TOE, Theory of Everything ), capace di unicare le forze fondamentali della natura. Di Schrdinger si detto e scritto molto, anche per i suoi contributi sul piano concettuale e losoco, mai vissuto da questi come secondario e marginale rispetto alla sua attivit di scienziato. In particolare, di Schrdinger va ricordato il contrasto con linterpretazione di Copenhagen della meccanica quantistica, comunemente accettata, e il tentativo di inserire in modo coerente il concetto di realt. Giunge a proposito dunque la raccolta Erwin Schrdinger scienziato e losofo, dimostrando quanto sia importante fornire una corretta interpretazione dei risultati della ricerca teorica e sperimentale della scienza, che non sempre lascia libero il campo da equivoci e malintesi, se non addirittura da veri e propri errori concettuali. ormai noto infatti come la teoria quantistica non sia in grado di descrivere un sistema in quanto tale, ma possa fornirci solo i risultati delle osservazioni su di esso. Il volume arricchito anche da una corrispondenza tra Schrdinger e Bruno Bertotti, suo allievo a Dublino nella met degli anni Cinquanta, dove appare evidente il grande interesse, condiviso con Einstein, che Schrdinger aveva nellultima fase della sua vita nei confronti della ricerca di una Teoria del Campo Unicato. La raccolta dal titolo: Leredit di Einstein, affronta sia laspetto storico che quello losoco e di ricerca attuale degli studi su Einstein. Abbastanza comprensivo di tale impostazione lintervento di Jrgen Renn (Sullutilit della losoa per la sica: Einstein e la nascita della relativit generale ), che soddisfa sia la curiosit per uno sviluppo storico delle idee einsteiniane che quella per un approccio losoco e culturale di pi ampio respiro. Da questo emerge chiaramente limportanza della prospettiva losoca e non solo strettamente tecnica, matematica e scientica, legata soprattutto al pieno sviluppo delle idee di Mach , da cui Einstein elabor la teoria della relativit generale. Secondo Renn, se Einstein, e non altri (Poincar, Minkowski, Lorentz, Abraham, Mie o Nordstrom) riusc a superare la concezione della meccanica newtoniana, fu solo perch egli poteva avvalersi, oltre che delle sue grandi conoscenze speciche in ambito sico-matematico, anche del quadro losoco, frutto della sua prima formazione culturale (Kant, Hume, Mach, Poincar, ed altri), e di una profonda concezione razionale, internazionale, antiautoritaria della scienza, che Renn fa risalire alla conoscenza e alla lettura giovanile di unopera popolare di scienza naturale di Bernstein. Si tratta di suggestioni interessanti, supportate da un notevole sforzo di ricostruzione storica, che gettano nuova luce su come la losoa, unita a convinzioni individuali, possa aprire prospettive originali e rivoluzionarie nel campo della ricerca scientica, oppure viceversa bloccarle e mantenerle ancorate ai paradigmi comunemente accettati. A.C. gativa. Howard Caygill si sofferma invece sugli elementi comuni in Benjamin e Heidegger riguardo alla questione della tradizione, criticata da entrambi in quanto neutrale trasmissione del passato, dal momento che ogni atto di trasmissione distrugge in realt ci che tramanda. In risposta a un tale concetto di tradizione e alla luce delle modicate condizioni dellesperienza temporale allinterno della modernit, Benjamin, sottolinea Caygill, si concentra sul lutto per la rovina, mentre Heidegger vede in questa stessa il presupposto di un disvelamento. Il concetto di Erfahrung (esperienza), presente nel noto saggio di Benjamin sullopera darte (1936), gura al centro degli interventi di Garcia Duttman, Rodolphe Gasch e Gertrud Koch. Duttman analizza il tentativo di Benjamin di produrre un linguaggio estetico che resista ai convolgimenti del fascismo: un linguaggio non utilizzabile, che richiama lopposizione al linguaggio dellutilit dei primi scritti di Benjamin. Gasch delinea invece un parallelo fra lesperienza estetica kantiana e il famoso richiamo di Benjamin alla riproduzione artistica, come se la perdita dellaura fosse la condizione di possibilit dellesperienza estetica. Inne Koch sottolinea la riflessione di Benjamin sul lm e sulla capacit di questo di ricongurare una fenomenologia dello spazio attraverso leffetto di shock : la cinepresa diventa il soggetto che costruisce un nuovo mondo oltre le macerie. Da notare, nel contesto di ricezione dellopera di Benjamin in area anglosassone, la pubblicazione di The Correspondence of Walter Benjamin 1910-40, tradotta in inglese da Manfred Jacobson ed Evelyn Jacobson, che viene a colmare un vuoto nella bibliograa anglosassone su questo autore. Solo nel 1968 Hannah Arendt curava la prima collezione di saggi di Benjamin in lingua inglese (incentrati soprattutto su temi di critica letteraria); una seconda raccolta, sempre curata da Arendt, usciva nel 1978. Nel 1966 Th. W. Adorno e G. Scholem pubblicavano la raccolta di lettere che viene ora tradotta anche in inglese e che permette di far luce su diversi temi benjaminiani: la riflessione teologica, con la ricerca di una fondazione epistemologica di un pi alto concetto di esperienza in grado di rendere logicamente possibile lesperienza religiosa; il rapporto col sionismo; lassenza di commenti politici sulla prima guerra mondiale; il primo sviluppo di un interesse per le questioni politiche negli anni Venti e lavvicinamento al marxismo, la cui giusticazione continua nelle lettere di Benjamin no alla met degli anni Trenta. Nelle lettere si trovano anche interessanti riferimenti al rapporto di Benjamin con Adorno relativamente al Progetto Arcadia, uno studio dei sogni, degli archetipi e delle memorie collettive della modernit. M.B.

Interesse per Benjamin


Una raccolta di saggi dal titolo: WALTER BENJAMINS PHILOSOPHY: DESTRUCTION AND EXPERIENCE (La losoa di Walter Benjamin: distruzione ed esperienza, Routledge, Londra 1994), curata da Andrew Benjamin e Peter Osborne, affronta il pensiero di Benjamin avendo soprattutto come tema conduttore il rapporto che si viene ad instaurare fra il concetto di esperienza e quello di distruzione. A sottolineare il rinnovato interesse nei paesi anglosassoni per lopera di Benjamin giunge anche la traduzione inglese del carteggio:
THE CORRESPONDENCE OF WALTER BENJAMIN

1910-1940 (La corrispondenza di Walter Benjamin 1910-1940, University of Chicago Press, Chicago 1994), curata da Gerschom Scholem e Theodor W. Adorno.

Andrew Benjamin e Peter Osborne, curatori della raccolta di saggi Walter Benjamins Philosophy , mostrano come nella sua concezione della losoa Walter Benjamin intendesse innanzitutto includere la totalit dellesperienza, considerando la storia come un tutto che redime, che permette di superare la falsa esperienza attraverso la sua distruzione. Di fatto, molti degli interventi raccolti nel volume affrontano il rapporto, in Benjamin, tra teoria dellesperienza e losoa della storia attraverso unanalisi dei processi di distruzione della tradizione e dei suoi modi di falsa esperienza. Osborne analizza in particolare larticolazione della storicit dellesperienza nei saggi di Benjamin su Baudelaire, Kafka e il surrealismo, dove lunit temporale dellesperienza viene fatta esplodere da un radicale ripensamento del tempo, inteso, in senso monadologico, come Jetztzeit (tempo presente); una prospettiva, questa, destinata, secondo Osborne, a non avere soluzione, dato che il procedimento di Benjamin in ultima istanza caratterizzato dalladozione della cosiddetta via ne37

TENDENZE E DIBATTITI
Questioni di giustizia
Il problema dei fondamenti di legittimazione della societ, una volta rigettata la possibilit di assumere criteri autoritativi, di valenza metasica, continua a occupare il terreno privilegiato del dibattito in ambito di losoa politica. Ne una conferma lo studio di Rainer Forst, KONTEXTE DER GERECHTIGKEIT. POLITISCHE PHILOSOPHIE JENSEITS VON KOMMUNITARISMUS UND LIBERALISMUS (Contesti di giustizia. Filosoa politica al di l di comunitarismo e liberalismo, Suhrkamp Verlag, Francoforte s/M. 1994), e quello di Robert Alexy, RECHT, VERNUNFT, DISKURS. STUDIEN ZUR RECHTSPHILOSOPHIE (Diritto, ragione, discorso. Studi di losoa del diritto, Suhrkamp, Francoforte s/M. 1995), che tratta il problema da un punto di vista di losoa del diritto. Da segnalare in questo contesto di riflessione anche lo studio di Axel Honneth, DESINTEGRATION. BRUCHSTCKE EINER SOZIOLOGISCHEN ZEITDIAGNOSE (Disintegrazione. Frammenti di una diagnosi sociologica del nostro tempo, Fischer Taschenbuch, Francoforte s/M. 1994), che indaga quei caratteri della societ in rapporto ai quali la losoa pone problemi di giustizia.

Proveniente dalla cerchia di ricercatori riunitasi attorno a Jrgen Habermas, Rainer Forst pone al centro della sua attenzione la ricerca di un criterio di fondazione, o meglio ancora di denizione della giustizia, che non abbia soltanto validit universale, ma sia anche intrinsecamente connesso ai vari contesti in cui ci che giusto deve trovare attuazione. Si tratta, in sostanza, di unidea di giustizia posta in rapporto sia alle diverse sfere vitali in cui essa deve essere operante, sia allo specico universo sociale in cui essa deve valere normativamente, al ne di superare in modo procuo tanto lindifferenza con cui il liberalismo guarda alle implicazioni contestuali del problema della giustizia, quanto la discrepanza con cui il comunitarismo passa dallaffermazione di istanze universalistiche alla rivendicazione di norme concrete di giustizia sociale. Per questo, sottolinea Forst, necessario anzitutto precisare quali siano gli ambiti in cui porre la questione della validit di norme e valori, nel rispetto delle speciche sfere dazione, e cio individuare nettamente concreti contesti di legittimazione per le norme che devono avere validit universale. Facendo proprio il motivo tipicamente liberale della separazione delle sfere e nello stesso tempo cercando di superarne la limitatezza discorsiva e la veduta troppo riduttivamente individualistica di ogni sfera, Forst individua quattro contesti o sfere di giustizia: 1. la sfera delle norme morali, che quella in cui si danno pro-

priamente criteri e valori di estensione universale, e che ha come referente lumanit in quanto tale; 2. la sfera delle decisioni politiche, in cui il criterio di universalit dato dalla capacit di legittimazione offerta dai cittadini in quanto soggetti di razionalit discorsiva; 3. la sfera delle norme giuridiche, il cui indice di legittimit, misurato secondo il criterio di giustizia, dato dalle garanzie offerte nei confronti di coloro che non si riconoscono nelle posizioni di maggioranza e nello spazio di libert personale offerta ai singoli in rapporto alla collettivit (dove il sostegno alle istituzioni pu essere universalmente fondato indipendentemente da coloro che caso per caso sono chiamati ad esserne alla guida); 4. la sfera della libera realizzazione personale, ovvero, in termini aristotelici, quella in cui ad ognuno viene afdato di regolarsi singolarmente secondo le norme della vita buona, tenendo conto del contesto complessivo di vita sociale. In questo modo, osserva Forst, la separazione delle sfere consente di risolvere problemi di giustizia secondo la specica pertinenza di ciascuno di essi ad una di queste sfere. Il vantaggio maggiore di una tale distinzione tra ambiti non dovrebbe solo consistere, secondo Forst, nel guadagno di fondatezza razionale che per ognuno di essi separatamente possibile raggiungere, quanto nel fatto che ogni sfera nello stesso tempo coinvolta con tutte le altre, per cui non possono considerarsi veramente universali norme che in una sfera contraddicono al criterio di universalit proprio di unaltra sfera. Se dunque la distinzione in sfere diverse di razionalit discorsiva si rende da una parte necessaria per evitare che le norme traggano validit dal riferimento ad un ordine totalitario di discorso, dallaltra rende possibile lunica totalit concepibile, a cui si giunge come risultato di un contemperarsi tra diverse istanze di giustizia di per s non omologabili. Con una preoccupazione molto afne riguardo al carattere universalistico che le norme devono rivestire, Robert Alexy si sofferma invece sul problema della necessit obiettiva delle decisioni giuridiche. Nel suo studio, Recht, Vernunft, Diskurs , Alexy argomenta su logica e interpretazione, discorso e diritto, diritti e principi, con lintento di sostituire all etica del discorso di Habermas , una semplice teoria del discorso, la cui istanza di correttezza, una volta postulata, non avrebbe bisogno di essere sovradeterminata da istanze provenienti da altre sfere per qualicarsi come eticamente signicativa. Secondo Alexy, scopo del discorso non n quello di giungere a un consenso nale, n quello di ssare astrattamente un valore di giustizia. Il discorso contiene gi in s il suo valore nel momento in cui, per la determinazione del giusto, impone il ricorso a
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procedure discorsive. la scelta del metodo per la risoluzione dei conflitti, e non tanto leffettivo risultato che tale metodo consente di raggiungere, a soddisfare le esigenze di universalit delle decisioni: non a caso il procedimento discorsivo, osserva Alexy, costituisce il presupposto basilare dello stato costituzionale democratico. Di fatto, Alexy tende ad escludere qualsiasi altro criterio di universalit che sia differente da quello richiesto specicamente dallordine proprio del discorso da cui scaturiscono le norme giuridiche. Sul fatto per cui nella nostra societ una legittimazione di tipo universalistico pu operarsi soltanto allinterno di un reciproco riconoscimento tra identit e alterit, va insistendo ormai da alcuni anni Axel Honneth. Tuttavia, lattuazione di contesti di reciprocit dellazione sociale rischia sempre pi, secondo Honneth, di essere vanicata dalla perdita dei contesti di integrazione, per cui gli individui non percepiscono pi di appartenere allo stesso orizzonte sociale al cui interno essi debbono interagire. In tal modo lobiettivo dellintesa comunicativa verrebbe vanicato da condizioni che renderebbero impossibile la stessa comunicazione. Honneth aveva gi anticipato il tenore di queste sue riflessioni critiche in un testo del 1990, Die zerrissene Welt des Sozialen (La lacerazione del mondo sociale). Successivamente, con la pubblicazione di Kampf um Anerkennung. Zur moralischen Grammatik sozialer Konflikte (Lotta per il riconoscimento. Sulla grammatica sociale dei conflitti sociali, 1992 e 1994), Honneth proponeva di abbandonare il paradigma della lotta per lautoconservazione, denendo un modello di interazione sociale che fosse nello stesso tempo conflittuale e integrativo-solidaristico. Ci mostrava quanto Honneth fosse sempre pi preoccupato di fronte al presentarsi di un contesto sociale che non permetteva pi dinamiche di reciprocit e di autoidenticazione. Con questultimo studio, che raccoglie gli scritti no ad oggi pubblicati su questo argomento, Honneth denuncia ulteriormente la progressiva perdita dei momenti e delle strutture di integrazione sociale, proponendo un aggiornamento dei motivi della teoria critica in funzione delle modicazioni sociali che intanto sono intervenute: dalla denuncia del rischio dell integrazione totale a quello della disintegrazione come forma ancora pi insidiosa di svuotamento delle prospettive di emancipazione. G.B.

TENDENZE E DIBATTITI
Fondazione etica della societ
In PERSONA E POLITICA. RECENTI PROSPETTIVE DELLA FILOSOFIA FRANCESE (MI.E.R.MA. Editrice, Pieve Torina - Camerino 1995), Giuseppe Ricciardi e Giuseppe Fidelibus prendono in considerazione la moderna losoa francese riguardo alla tematica della persona come spiritualit non astratta, aperta agli altri, la cui realizzazione si esplica allinterno di una societ che abbia come fondamento la persona stessa e sia in grado di affermare la superiorit della moralit sulla politica. Un interessante riscontro a questa prospettiva, sempre allinterno della tradizione di pensiero francese, pu essere rintracciata nello studio di Annamaria Contini, JEANMARIE GUYAU. UNA FILOSOFIA DELLA VITA E LESTETICA (Cooperativa Libraria Universitaria, Bologna 1995), che nellopera di Guyau individua la possibilit di una concezione etica che ha come fondamento una teoria estetica e che alla ne confluisce in un progetto sociologico.

In Persona e politica Giuseppe Fidelibus e Giuseppe Ricciardi esaminano la losoa francese con lintento di isolare una visione particolare del rapporto tra persona e politica, in contrapposizione alla visione marxista che fa coincidere luomo, nella sua essenza, con la totalit dei suoi rapporti sociali. Il richiamo va a autori come Marcel, Mounier, Maritain, e Ricoeur, che pur nella diversit delle loro teorie ritengono tutti che la persona, con le sue caratteristiche essenziali di spiritualit corporea, autocoscienza, indipendenza, possesso di s, apertura allaltro e libert, conferisca il suo carattere umano alla societ a cui appartiene, giungendo alla ne ad affermare la superiorit della persona sulla societ e della morale sulla politica. Pur cercando di rintracciare linee comuni nella losoa francese, Ricciardi e Fidelibus non tralasciano di mettere in evidenza profonde diversit teoriche negli autori richiamati. Cos, la losoa di Maritain trova la sua peculiarit nellesperienza religiosa intesa come apice dellapertura della persona allaltro: la libert della persona, dovuta alla sua propensione per la comunicazione interpersonale, individua la sua caratteristica principale nella trascendenza. La persona, infatti, non si limita ad attenersi ai semplici dati naturali, ma li trascende, ponendosi come ne il Sommo Bene e partecipando cos alla libert della personalit divina. Da unaltro punto di vista, Mounier sottolinea invece la concretezza della persona, per evitare il pericolo insito nella affermazione di un concetto astratto di spiritualit. Mounier si preoccupa infatti di accentuare il carattere unitario della persona, concepita come

realt incarnata, con lintento di opporsi allalternativa tra spiritualismo e materialismo. A tal ne individua tre dimensioni peculiari della persona: lincarnazione, la vocazione e la comunione, dove la comunit non si forma in modo esterno alla persona, ma come manifestazione della sua vocazione. Anche tra esistenzialisti come Sartre, Marcel e Camus, fanno notare Ricciardi e Fidelibus, si possono rintracciare elementi comuni, laddove viene messa in evidenza la tematica dellesistenza come modo dessere proprio delluomo in quanto individuo nito, sottoposto a una continua lacerazione, a una perenne inquietudine e a una tragica crisi. In tale prospettiva, Ricciardi e Fidelibus si propongono di individuare un percorso ascensivo, che partendo dalla visione pessimistica di Sartre, e passando attraverso la concezione dellamore senza Dio di Camus, sfoci nella losoa di Marcel, animata da una positiva speranza nellaffermazione della possibilit di un autentico rapporto intersoggettivo. Cos, se da un lato la losoa di Sartre si congura come inciata da un inevitabile solipsismo, dovuto allaffermazione dellimpossibilit del rapporto con gli altri, dallaltro Camus , ricercando una giusticazione allassurdit dellesistenza umana, la trova nellaspirazione allamore della vita e al rispetto morale e sico delluomo, giungendo cos a teorizzare una morale laica del santo senza Dio. Lapice di questo processo rappresentato da Marcel che, distinguendo nella persona uninquietudine positiva da una negativa, denisce quella positiva come caratterizzata da una non soddisfazione di s, che conduce la persona ad aprirsi alla trascendenza. Lanalisi di Ricciardi e Fidelibus si conclude con Ricoeur, il cui personalismo si rivela in continuit-discontinuit con il personalismo di Mounier. Ripercorrendo litinerario losoco di Ricoeur da una prospettiva fenomenologica dellidea di persona al suo esito politico, Ricciardi e Fidelibus mostrano come in una prima formulazione Ricoeur individui nelle gure della sollecitudine e dell amicizia la manifestazione dellapertura della persona allaltro, denendo successivamente lalterit come pluralit e mettendo in evidenza laspirazione della persona a vivere in istituzioni giuste. In tale prospettiva lamore viene considerato come fattore essenziale per la convivenza sociale e come elemento indispensabile per realizzare quella giustizia distributiva che Ricoeur pone a fondamento della cultura della tolleranza. Una particolare prospettiva etica e sociale, costruita in stretta connessione con lambito estetico, quella che ci viene offerta dalla losoa di Jean-Marie Guyau. Nella sua monograa dedicata al losofo, Annamaria Contini mostra
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come la losoa di Guyau, ponendosi in una situazione di rapporto dialettico con il positivismo, si riveli una losoa della vita, che ha come obiettivo lintensicazione e lespansione della vita stessa e si congura come punto di incontro tra due ambiti del suo pensiero, quello etico e quello estetico. Nella sua concezione Guyau sottolinea in particolare il concetto di solidariet organica, inteso come legame funzionale tra le singole parti e il tutto, preposto a garantire larmonia di ogni organismo attraverso la regolazione dellequilibrio interno. Da questo punto di vista, osserva Contini, Guyau considera la biologia come scienza capace di coniugarsi da un lato coi principi di una etica prescrittiva e dallaltro con quelli di una estetica non formalistica. In tale ottica, sia letica che lestetica si fondano in una concezione metasica basata su ipotesi e non su affermazioni assolute e ispirata al modello delle opere artistiche, in quanto risultato della libera creazione dellindividuo. Cos Guyan giunge a sostenere un arte morale caratterizzata dallesigenza di un processo normativo aperto e flessibile, che sia in grado di unicare il carattere sistematico delle leggi con il carattere dinamico delle azioni. La successiva svolta losoca di Guyau, fa notare Contini, si esplica nel perseguimento di un progetto sociologico, che privilegia la sociologia rispetto alla biologia. In funzione di una tale svolta, la nozione di vita si amplia no ad includere il concetto di simpatia e di comunicazione universale. Compito dellarte diventa ora quello di generare una sinergia sociale, in opposizione ad una concezione estetica che considera larte come puro gioco, ne a se stessa, Guyau evidenzia il carattere morale dellarte, il cui ne la produzione di unazione sociale. M.Mi.

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Dioscuride di Samo, Musici viandanti (part. di mosaico)

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La tragedia di Nietzsche
Per iniziativa dellIstituto Italiano per gli Studi Filosoci stata pubblicata con il titolo SULLA STORIA DELLA TRAGEDIA GRECA (prima traduzione italiana di G. Ugolini, Cronopio, Napoli 1995), lintroduzione di Friedrich Nietzsche a un suo corso universitario su Sofocle, che raccoglie alcune considerazioni originali sulla natura della tragedia. A questo proposito, da segnalare una nuova edizione italiana della celebre NASCITA DELLA TRAGEDIA (trad. it. P. Chiarmi, Laterza, Bari-Roma 1995), opera in cui Nietzsche sviluppa il tema dellarte e della sua funzione per luomo. A queste pubblicazioni italiane fanno riscontro in Francia la raccolta a cura di Michle Cohen-Halimi, QURELLE AUTOUR DE LA NAISSANCE DE LA TRAGEDIE (Querelle attorno a La Nascita della tragedia, Vrin, Parigi 1995), che ricostruisce il clamore e il clima di incomprensione suscitato dallopera di Nietzsche allindomani della sua pubblicazione, e lo studio di Georges Libert, NIETZSCHE ET LA MUSIQUE (Nietzsche e la musica, PUF, Parigi 1995), che propone una spiegazione teorica della vicenda che accompagn la prima ricezione de La nascita della tragedia. Completa le uscite nietzscheane in area francese lo studio di Louis Pinto, LES NEVEUX DE ZARATHOUSTRA (I nipoti di Zaratustra, Seuil, Parigi 1995), che indaga sulle motivazioni sociologiche in Francia che no agli anni 60 impedirono a Nietzsche di essere riconosciuto come losofo.

Il motivo che spinse Friedrich Nietzsche a scrivere Sulla storia della tragedia greca da ricercarsi nella sua analisi dellEdipo Re di Sofocle. Nella Postfazione al volume, infatti, Gherardo Ugolini, curatore delledizione italiana, fornisce ampie indicazioni sul corso universitario dedicato alla tragedia greca, che Nietzsche tenne nel 1870 e che costituisce il punto di riferimento dello scritto in questione. Anticipando nei contenuti quello che sar loggetto della pi nota Nascita della tragedia, Nietzsche si rivolge in questo scritto ad un pub-

blico preminentemente di studenti universitari e adopera, per questo, un tono spiccatamente accademico e specialistico. Prendendo spunto dal capolavoro di Sofocle, Nietzsche analizza lorigine poetica e strutturale dellarte greca e, confrontandola con quella moderna, si accorge delle profonde differenze che separano le due tragedie, caratterizzate da strumenti e scopi totalmente diversi. Il destino tragico che si abbatte su Edipo, ad esempio, non ha alcuna giusticazione moralistica, come verr attribuita alla tragedia soltanto in et moderna, in quanto rappresenta esclusivamente la consacrazione del personaggio per lumanit e non la punizione per una colpa, peraltro non voluta. La difcolt di comprendere ci dipende per Nietzsche dalla differenza strutturale tra la tragedia antica, costruita intorno allimmagine simbolica, e quella moderna, che ruota attorno al concetto di rappresentazione scenica. A questo proposito Nietzsche introduce le celebri riflessioni sullo spirito dionisiaco che, cogliendo leccitazione e listinto che meglio si manifestano nella musica, prescinde dalla rappresentazione scenica e necessita di quella moderazione, tipica dello spirito apollineo e dellarte moderna. Ma le differenze tra le due epoche non terminano qui. Considerando lapporto del pubblico, Nietzsche nota, con rammarico, come la struttura della tragedia classica, aperta alla massa popolare di spettatori, abbia perso in epoca moderna questa sua connotazione democratica, per acquisirne una individualistica, aperta solo ad un pubblico scelto. Per quanto riguarda invece la struttura interna della tragedia, Nietzsche si sofferma a lungo sul coro allinterno dei drammi di Sofocle. La funzione del coro, ricorda Nietzsche, consisteva nel trasporre il dramma su un piano ideale che impedisse allo spettatore di identicare i propri elementi individualistici con la rappresentazione teatrale, prescindendo, in tal modo, dal pathos istintuale della tragedia. Per questo, lopera di Euripide, che ha trasformato il coro in intermezzo musicale e che ha, per questo, eliminato lelemento dionisiaco, risulta determinante per la decadenza della tragedia greca. Compaiono qui le prime anticipazioni di quel confronto tra Euripide e Socrate che tanto caratterizzer la Nascita
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della tragedia e la sua fortuna. Inserendo il prologo e la gura del Deus ex machina, infatti, Euripide ha connotato la tragedia di quegli elementi razionalistici che racchiudono il dramma allinterno dei conni dellapollineo e che lo separano denitivamente dal culto dionisiaco. Per quanto riguarda la Nascita della tragedia, che sviluppa dettagliatamente il confronto tra apollineo e dionisiaco e il ruolo di Socrate ed Euripide nella decadenza dellarte greca, segnaliamo una nuova edizione, che presenta, in particolare, unintroduzione critica al contenuto secondo quei temi specici e quella risonanza che lopera ha avuto nei contemporanei e nei posteri di Nietzsche. A.S. La disputa suscitata dalla pubblicazione de La Nascita della tragedia viene oggi nuovamente documentata dalla raccolta curata da Michle Cohen-Halimi, Querelle autour de La naissance de la tragedie. Il volume contiene anche La lettera aperta, pubblicata da Richard Wagner in favore dellamico. Gli altri testi sono costituiti dalle critiche dei lologi a lui contemporanei, che rimproveravano a Nietzsche il tono e la prospettiva del suo saggio. Il suo vecchio maestro, Ritschl, parla in tal senso di geniale delirio e di non rispetto dei criteri dello studio lologico. Il fatto che a Nietzsche, come fa notare Cohen-Halimi, interessava pi affermare che dimostrare, pi dire che spiegare; farsi comprendere pi come un musicista che come un matematico. Maggiormente lo interessava lespressione artistica, dato che quella losoca era per lui destinata al fallimento, non giungendo mai le parole a dire ci che si vuole. Al rapporto tra losoa e musica dedicato lo studio di Georges Libert, Nietzsche et la musique. Chi penserebbe mai di riutare un suono?, scrive Nietzsche; chi, in altre parole, potrebbe riutare un pensiero che si d immediatamente, singolare e carnale come una musica. Da La nascita della tragedia in poi, osserva Libert, Nietzsche avvisa i suoi lettori: io mi rivolger solo a chi ha una parentela immediata con la musica. Cos Libert analizza la riflessione losoca di Nietzsche in rapporto ai suoi gusti musicali, da Wagner a Bizet, in un

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esame minuzioso delle tensioni presenti nellopera nietzscheana, riferite alla storia della musica. Del perch Nietzsche fu cos mal compreso in Francia si occupa invece Louis Pinto, discepolo di Pierre Bourdieu, cercando di fornire del fenomeno una motivazione insieme storica e sociologica. Alla luce del fatto che le interpretazioni di unopera sono sottomesse a una sorta di spirito del tempo che ne predetermina la signicazione, Pinto propone di andare a vedere anche il campo sociale che fa da sostrato a queste interpretazioni. Da questo punto di vista, i contemporanei di Nietzsche, rileva innanzitutto Pinto, erano mossi da una vera e propria difdenza nei suoi confronti a causa della sua esistenza, dei suoi comportamenti, delle sue idionsincrasie. Inoltre, lo stile del suo pensiero era totalmente eterogeneo rispetto a quello accademico della ne del XIX secolo. Si dovr aspettare lintervento di un germanista, Charles Andler, per cominciare in Francia a pensare a Nietzsche con i toni della rispettabilit accademica, a cui fecero seguito le prime letture di Jules de Gaultier e di Henri Albert negli anni 30. Fu Georges Bataille, nel 1945 il primo a dedicargli una monograa, Sur Nietzsche, promuovendo i temi nietzscheani nellambiente parigino del dopoguerra, anche se questo non fu sufciente a fare di Nietzsche uno dei riferimenti dellesistenzialismo: il lavoro di Bataille fu stroncato da Sartre in quanto troppo scientista. Fu la generazione degli anni 60 a rendere attuale in Francia il losofo dellinattualit. La crisi della losoa, in quanto crisi della teoria della conoscenza, apr il discorso losoco ad altre aree come la letteratura, la psicanalisi, la poesia, inaugurando un pensiero della molteplicit e della differenza, della contraddizione e della contaminazione. Tutto questo conflu nellopera del 1962 di Gilles Deleuze, Nietzsche et la philosophie, che segn una vera e propria rinascita del losofo dellanti-intellettualismo. Michel Foucault, per esempio, attinse dallopera di Nietzsche il tema della follia, quello della morte delluomo e lidea di una genealogia prospettivista. G.Di L. La traduzione di 120 epigrammi ad opera di Luigi Firpo, gi pubblicati nel 1978, accompagnata da quella dei restanti 161 epigrammi a cura di Luciano Paglialunga, rendono questedizione la prima versione integrale italiana degli epigrammi latini di Thomas More, contenuti nel volume III, parte II (Latin Poems) della Yale Edition dellopera completa di More, pubblicata nel 1984. Linteresse che suscitano questi epigrammi dato innanzitutto dal fatto di presentare sottoforma di versi il pensiero di una personalit eccezionale quale appunto More: umanista del 500; cancelliere dInghilterra sotto Enrico VIII; martire della cattolicit, riconosciuto santo da Pio XI nel 1935. In secondo luogo linteresse per questi scritti, composti dal 1500 al 1520, dovuto al fatto che si tratta di unopera giovanile, che nella prestigiosa edizione di Basilea del 1518 accompagnava la pubblicazione dellUtopia, lopera che ha reso More padre di un genere di riflessione politica: in calce alledizione denitiva dellUtopia dellofcina di Johann Froben, dal frontespizio adornato da una cornice lignea di Hans Holbein, ecco infatti comparire gli Epigrammata, componimenti brevi e arguti, piacevoli e ironici, quasi a corredo del racconto di Itlodeo sullisola di Utopia. In tal senso da notare come in nuce i temi del buon governo e del carattere del re siano gi presenti in questi Epigrammi, sette anni prima della pubblicazione dellopera che fece conoscere More al mondo. Gli epigrammi sono in tutto 281; alcuni di questi sono traduzioni di epigrammi greci, presi dallAntologia Planudea, unantologia greca con cui Thomas More e il suo amico William Lyli si divertivano a gareggiare nella migliore traduzione possibile; altri sono originali dellautore. Per quanto riguarda questi ultimi, Erasmo da Rotterdam, grande amico di More, scriveva queste parole di presentazione delledizione di Basilea: con questa mirabile predisposizione naturale, cosa non ci avrebbe dato un tale ingegno, se avesse potuto formarsi in Italia?, alludendo in questo alla tradizione italiana a cui si ispira More. A questo proposito bisogna ricordare che More era un lettore di Geoffroy Chaucer, poeta che aveva diffuso Petrarca e Boccaccio in Inghilterra e che frequentava letterati che si erano formati in Italia come John Colet, William Grocin e Thomas Linacre. A ci si aggiunga che la prima opera di More una traduzione dal latino della vita di Giovanni Pico della Mirandola, scritta dal nipote Gianfrancesco. Come fa notare Firpo, questi epigrammi sono in s un interessante connubio tra umanesimo italiano e nordico, in quanto in essi non compaiono toni licenziosi di stampo ovidiano, n emergono devoti panegirici, che invece attraversano i verseggiatori nordici, come anche Erasmo. Nella produzione epigrammatica di More vi sono infatti temi in se stessi originali rispetto alla produ42

zione gi esistente, come il tema del re e del governo, trattato in modo a volte caustico e a volte satirico, come nellepigramma 201, in cui un contadino commenta cos larrivo del re in citt: Il re, quello? Mi vuoi prendere in giro! Quello mi sembra un uomo vestito in modo sgargiante. Il tema misogino sugli errori e le debolezze delle donne trattato talvolta in toni erotici, come nei Fabliaux, talvolta in toni delicati e poetici, come nel caso dellepigramma dedicato da More alle sue due mogli, con cui desidera essere sepolto nella medesima tomba. Il tema della morte associato da More, in tono profetico, allimmagine della vita come un carcere, da cui appunto veniamo tratti fuori, chi in un modo, chi in un altro, solo dalla morte. In modo canzonatorio invece trattato il tema dellastrologia, come nellepigramma 118 dedicato a un astrologo, che predisse una cosa gi accaduta; ugualmente avviene per il tema degli animali, come nel caso del compianto di un coniglio sfuggito ad una donnola e caduto nelle reti tese dai cacciatori, e per quello dei medici, dove si dice di un medico disonesto che vendette a caro prezzo una goccia di falso unguento. Sono, allora, dei quadri di vita, infarcite dello spirito vivace e arguto di More, che assumono il tono di brevi racconti su come va il mondo; osservazioni rapide di chi aveva a che fare con la vita in tutte le sue manifestazioni, dalle pi prosaiche alle pi poetiche, e vi sapeva immettere una moralit tanto spicciola quanto irreprensibile, avendo cura di non sottolineare mai questi episodi con tonalit giudicatorie: ci fa di More il migliore allievo di Chaucer. G.Di L.

Agostino: classicismo e cristianesimo


La conversione di Agostino al Cristianesimo sempre stata oggetto di particolare interesse. Nel suo studio dal titolo: AUGUSTINE. ANCIENT THOUGHT BAPTIZED (Agostino. Il pensiero antico battezzato, Cambridge University Press, New York 1994) John M. Rist ricostruisce il cammino di Agostino da una cultura classica laica al Cristianesimo, mettendo in rilievo come elementi della sua formazione classica, per quanto modicati dallincontro con il pensiero cristiano, ritornino continuamente nelle opere principali. In particolare, Rist intende sottolineare il ruolo determinante esercitato dalle losoe scettica e stoica nellindirizzare Agostino allanalisi del linguaggio e allindagine sulla natura e sulla possibilit stessa della verit, ridimensionando cos linflusso del neoplatonismo, generalmente considerato lunica losoa valida per comprendere il pensiero agostiniano.

Gli epigrammi di More


Gli epigrammi latini di Thomas More, ora interamente pubblicati in edizione italiana con il titolo: TUTTI GLI EPIGRAMMI (tr.it. di L. Firpo e L. Paglialunga, San Paolo, Milano 1994), sono stati deniti argutissimi scherzi, messi in poesia da un garbato spirito. Ledizione arricchita da una prefazione redatta da Germain Marchadour, considerato uno tra i maggiori studiosi dellopera di More.

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Lo studio di John M. Rist si propone di evidenziare la continuit esistente tra il periodo della vita di Agostino che precede la sua conversione e quello ad essa successivo, sottolineando il carattere graduale di questa conversione e il modo in cui Agostino riusc a conciliare le convinzioni derivate dagli studi losoci con quelle di origine religiosa. Com noto, Agostino non ebbe uneducazione religiosa, nonostante la madre fosse cristiana. Negli anni giovanili studi principalmente la letteratura e loratoria latina. Solo allet di diciotto anni inizi ad occuparsi di losoa; fu soprattutto la lettura dell Ortensio di Cicerone a generare in lui questo interesse. In questo dialogo, infatti, Cicerone sosteneva la necessit degli studi losoci per tutte le persone meditative. Il primo effetto della lettura di quel dialogo fu ladesione di Agostino al manicheismo. Oltre alla nota dicotomia tra Bene e Male, considerato il risultato della debolezza del Creatore, questa scuola di pensiero sosteneva la necessit di una condotta ascetica, dalla quale erano banditi lalcool, il consumo di carne e la procreazione. Con questa concezione strideva la condotta di vita di Agostino che, secondo unabitudine comune a quei tempi, viveva con una concubina in attesa di concludere un matrimonio dinteresse, che gli avrebbe permesso di comprare la carica di governatore in una delle province minori. Ma il sopraggiungere di una crisi religiosa poco dopo il suo arrivo a Milano segn la perdita del suo interesse per la carica e quindi per il matrimonio che aveva pattuito. Egli inizi infatti ad allontanarsi dal manicheismo e ad avvicinarsi allagnosticismo, riprendendo alcuni argomenti dello scetticismo. Il problema del raggiungimento di una conoscenza certa, infatti, interess molto Agostino secondo il quale sostenere, come fanno gli Scettici, che il massimo livello di certezza cui possiamo arrivare la verosimiglianza, vuol dire che esiste una verit che funge da termine di paragone. Si tratta dunque di ammettere lesistenza di quella verit assoluta che gli scettici intendevano negare. Ad ottenere la sua adesione fu allora la losoa neoplatonica, la pi diffusa in quel periodo. A Milano fu infatti introdotto alla losoa di Plotino e di Porrio, che lo spinse al desiderio di unesperienza mistica in una visione del regno del puro Essere. Rist tende tuttavia a ridimensionare limportanza del neoplatonismo in Agostino. Il suo interesse legato soprattutto al modo in cui la conversione di Agostino al cristianesimo stimol allo stesso tempo i suoi interessi losoci e lo spinse a modicare e criticare le posizioni classiche. Fu soprattutto lascolto dei sermoni di Ambrogio, allora vescovo di Milano, a spingere Agostino verso la religione cristiana; ascoltando quelle omelie dense di echi neoplatonici, si persuase che il neoplatonismo, che gi gli aveva insegnato tanto, non era completo. Esso indicava il ne della natura umana, mentre solo il cristianesimo era in grado di mostrare la strada per raggiungerlo. Inizi cos a leggere le lettere di Paolo e in esse trov la spinta per una completa conversione. Si fece battezzare e rinunci ad ogni ambizione secolare. Al ritorno in Numidia, fu forzato a diventare vescovo. Proprio in questo periodo scrisse le sue tre opere maggiori, le Confessioni, La citt di Dio e La Trinit, ricche di elementi platonici e stoici. Questi elementi sono rintracciati da Rist innanzitutto nella grande attenzione che Agostino dedic al problema del signicato e del referente delle parole. Riferendosi ovviamente alla propria esperienza religiosa, Agostino affermava che ci sono anche realt che non possiamo esprimere con la parola e che tuttavia conosciamo per intuizione. Altro problema affrontato da Agostino con particolare attenzione, rileva Rist, riguarda il modo in cui possiamo riconoscere la verit, la bellezza e la giustizia tramite lintuizione diretta che ci deriva dallilluminazione divina. comunque la comunicazione non verbale a darci le informazioni pi sicure: il tono della voce, i gesti, lespressione sono in grado secondo Agostino di dire esattamente cosa pensa linterlocutore molto pi delle parole. Lanalisi linguistica di Agostino, fa notare Rist, riguarda anche le difcolt incontrate dagli esseri umani nel tentativo dimparare una seconda lingua; in questo limite, per, Agostino vede un segno positivo, in quanto la molteplicit delle lingue ha impedito la concentrazione del potere nelle mani di una singola autorit. Rist sottolinea inoltre come Agostino abbia riflettuto a lungo sul problema dei rapporti tra fede e ragione, rifacendosi alla controversia tra Stoici e Scettici. Per Agostino, per quanto la fede sia legata allautorit, essa non mai opposta alla ragione. Inoltre Agostino si chiede se sia effettivamente possibile che luomo, cos soggetto ai vizi, possa raggiungere una pura bont di volont e intenzioni. Secondo Aristotele la debolezza di carattere una propriet comune agli uomini, ma non universale; da questo punto di vista, Agostino molto pi radicale e pessimista: di fatto il senso dimpotenza delluomo privo dellaiuto divino accompagna tutta la meditazione agostiniana delle Confessioni. Tuttavia, per quanto innitamente inferiore allaiuto divino, sottolinea Rist, un aiuto alluomo pu derivare secondo Agostino dalla vita con gli altri uomini; vita possibile solo in seguito allemissione di leggi, perch esse sono lunico modo per costruire una societ. A.R.
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Biograa di Descartes
In anticipo sulla celebrazione del quadricentenario della nascita di Descartes, avvenuta il 31 marzo 1596, la nota studiosa del pensiero cartesiano, Genevive Rodis-Lewis pubblica uno studio biograco, DESCARTES. BIOGRAPHIE (Descartes. Biograa, Calmann-Lvy, Parigi 1995), ricco di notizie, tratte per lo pi da fonti epistolari, che ridisegnano il prolo umano e la vicenda esistenziale di questo losofo. Contemporaneamente a questa biograa vede la luce anche un ponderoso studio di Denis Kambouchner, LHOMME DES PASSIONS. COMMENTAIRES SUR DESCARTES . I: ANALYTIQUE. II: CANONIQUE (Luomo delle passioni. Commentari su Descartes. I: Analitica. II Canonica, Albin Michel, Parigi 1995), che offre un approccio innovativo al tema del rapporto tra metasica e morale in Descartes, attraverso una riconsiderazione approfondita del modo in cui il losofo denisce il legame e le reciproche funzioni di anima e corpo.

La biograa di Genevive Rodis-Lewis viene a correggere la Vie de Monsieur Descartes, edita da Adrien Baillet nel 1692 e rimasta no ad oggi il riferimento canonico per lo studio delle vicende esistenziali di Descartes. Al taglio agiograco del biografo giansenista, che non prova imbarazzo nel colmare le lacune delle fonti con eventi di sua invenzione, RodisLewis oppone uno spoglio accurato dei documenti che evita ogni arbitaria trasformazione di eventi esistenziali in segni del destino. Veniamo cos a sapere che a causa di una malattia infantile Descartes ebbe un regime di vita abbastanza particolare: si svegliava tardi al mattino e rimaneva a letto no allora di pranzo; dunque leggeva poco e lavorava esclusivamente nelle ore pomeridiane. Descartes amava e ricercava la solitudine: questo lo port a cercarsi sempre dimore isolate e protette da intrusioni inopportune. La sua natura socievole, fa notare tuttavia Rodis-Lewis, lo spingeva a trasferire soprattutto nei rapporti epistolari gli slanci di amicizia e il necessario confronto intellettuale. La permanenza al collegio di La Flche e i viaggi rappresentarono una parziale eccezione alle sue placide abitudini. In questa vita ritirata, precisa Rodis-Lewis, non si deve tuttavia vedere esclusivamente una necessit siologica o una ossessione psicologica, ma anche, e soprattutto, una scelta morale: Descartes sceglie il proprio percorso e lapplicazione costante alla ricerca della verit non gli consente di disperdersi, di sprecare il proprio tempo in conversazioni vane. Dapprima lo studio delle matematiche, poi lo sforzo di conciliare le discipline esatte con la sica, che sfocier nella fondazione di un sapere generale, in cui tutto era sottomesso al-

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lordine e alla misura, assorbirono tutto il suo tempo e le sue energie. Se dai documenti analizzati da Rodis-Lewis emerge con chiarezza la tensione verso una vita quasi eremitica, non mancano per in Descartes testimonianze di interessi concreti e di una straordinaria capacit di intrattenersi con persone della pi diversa estrazione sociale. Studi la struttura dei occhi di neve, le valanghe; medit di costruire lenti sufcientemente potenti da consentirgli di vericare lesistenza di animali sulla Luna; si rec quotidianamente, per un intero inverno, nella bottega di un macellaio a scegliere le parti degli animali da dissezionare; coltiv un orto e si interess di botanica. La conoscenza a cui mirava doveva poter essere acquisita grazie ai lumi naturali ed essere utile allintero genere umano: di qui la scelta di scrivere in francese e di utilizzare uno stile espositivo chiaro per consentire anche a chi non conoscesse il latino e non avesse compiuto studi canonici di accostarsi alle questioni scientiche e losoche. Privo di pregiudizi sociali, insegn le matematiche al proprio servitore, Jean Gillot, che considerava il proprio discepolo migliore e lo spirito pi dotato per le discipline esatte che avesse mai incontrato. Consent a Dirck Rembrandtz, un ciabattino, di diventare uno stimato astronomo, facendone pubblicare le opere. Oltre a notizie personali, al limite dellaneddotica, la biograa di Rodis-Lewis ricchissima di dati che possono aiutare lo studioso a ricostruire il percorso speculativo di Descartes. Ne esce un ritratto personale pi complesso e sfaccettato di quello che si portati ad attribuire a un pensatore che entrato nella vulgata soprattutto come promotore della separazione tra lanima e il corpo. Su questa questione si inserisce in modo innovativo lo studio di Denis Kambouchner che, attraverso un commento dettagliato dellopera di Descartes sulle Passioni dellanima, giunge a formulare uninterpretazione nuova del rapporto tra piano sico e piano spirituale nella losoa cartesiana, collocandosi nel solco tracciato dai grandi studiosi del pensiero cartesiano di area francese: Gilson, Gouhier, Alqui, Gueroult. Com noto, Descartes non amava, anche a causa delle polemiche avute con i teologi olandesi, pronunciarsi su questioni attinenti alla morale. Il motivo che lo spinse a redigere unopera sulle passioni dunque da ricercarsi in un ambito quasi privato: lepistolario intercorso con la principessa Elisabetta del Palatinato. Le passioni sono i fenomeni in cui si avverte con maggiore pregnanza lintensit del legame tra lanima e il corpo e dalla loro analisi siologica dettagliata emerge come non solo lanima, senza il soccorso del corpo, conserverebbe una forma di debolezza; ma addirittura il pensiero, e in particolare la volont [...], siano funzioni del corpo prima di esserlo dellanima. questo, a parere di Kambouchner, il nucleo sottinteso, non dichiarato, ma ricavabile abbastanza agevolmente, dellintera trattazione. Di fatto, il soggetto della morale per Descartes il compositum humanum, che solo in via di principio pu essere separato in un lato spirituale e in uno corporeo, i quali tuttavia non godono di unautonomia tale da consentire loro di esistere separatamente. Le passioni sono buone; grazie ad esse abbiamo la possibilit di essere commossi dalle cose esteriori, ma anche di sperimentare la forza delle nostre risoluzioni interiori. Senza le passioni, la nostra vita perderebbe buona parte del suo senso e del suo fascino: sono talmente utili a questa vita che la nostra anima non avrebbe motivo di voler rimanere unita al corpo un solo momento, se non potesse provarle. Il valore dottrinale della metasica cartesiana non risulta tuttavia compromesso, ma integrato e reso pi complesso, dai risultati dellindagine siologico-morale sul tema delle passioni e dei sentimenti. D.F. Come rileva Gaetano Rametta, la versione del 1807 della Dottrina della scienza di Fichte rappresenta un notevole passo in avanti rispetto alla struttura che la dottrina della scienza ricever nel 1810, quando verr denita dal suo autore dottrina delle immagini e delle forme che lunica vita acquisisce nella molteplicit del fenomeno. Con ci, Fichte voleva sottolineare come la sua teoria fosse simultaneamente dottrina della verit e dottrina dellapparenza, implicando un nesso essenziale tra verit e fenomeno. Unaltra questione importante, che Rametta mette in luce in questa versione del 1807, concerne lo statuto da attribuire agli schemi che si evidenziano nellambito della dimostrazione. Qui, infatti, la deduzione del molteplice viene ottenuta da Fichte a partire dal carattere di fenomenicit del molteplice, che consente ad esso di emergere, di rivelarsi in quanto tale dallo sfondo dellunica vera vita. Nel suo studio su Le strutture speculative della dottrina della scienza, Rametta si propone di delineare le strutture speculative della dottrina della scienza chtiana, seguendo tutto il processo di riflessione con cui Fichte, negli anni dal 1801 al 1807, viene denendo la sua teoria in rapporto alla losoa di Kant e Schelling. Pur riconoscendo a Kant il merito di essersi distaccato dal dogmatismo, inaugurando il criticismo, Fichte ritiene tuttavia che la losoa kantiana sia rimasta oggettiva e dogmatica, dimenticando il suo punto di partenza, cio la ragione. Per Fichte, invece, essenziale che non si dimentichi che la coscienza autocoscienza e che lautoriflessione il motore della losoa della scienza. Del resto, neppure Schelling sembra uscire per Fichte dal dogmatismo, rimanendo ancorato a un materialismo privo di quella vita che non si lascia ingabbiare dai concetti e che costituisce per Fichte la radice essenziale dellessere. La dottrina della scienza chtiana, invece, osserva Rametta, intende innanzitutto contrapporsi al dogmatismo in quanto, laddove questultimo si basa sulle categorie della cecit, dellessere e della morte, la dottrina della scienza viene scandita dalle strutture della visione, del divenire e della vita. Per Fichte, la dottrina della scienza non un sistema logico-formale, ma creativit in quanto si origina dallatto dellautocoscienza, che rivelatrice della libert, rendendo manifesto il legame molteplice tra assoluto, sapere assoluto e scienza. Fichte, sottolinea Rametta, stabilisce un nesso intrinseco tra sapere assoluto e scienza, dal momento che lessere e il sapersi per la coscienza costituiscono un medesimo atto. Infatti, il concetto di sapere non pu essere separato dal sapere s, inteso come sapere originariamente diretto verso lAssoluto, che pertanto non si pone come trascendente rispetto al fenomeno, ma ad esso immanente, trovandosi tutto

Sulla Dottrina della scienza


Nella
DOTTRINA DELLA SCIENZA. ESPOSI-

(Guerini e Associati, Milano 1995), volume che inaugura la collana Fichtiana dellIstituto Italiano per gli studi filosoci, ora disponibile in traduzione italiana a cura di Gaetano Rametta, Fichte espone una versione della sua dottrina della scienza come dottrina della verit e dellapparenza, che rappresenta il necessario sviluppo delle precedenti elaborazioni. Unulteriore approfondimento di queste considerazioni la si pu rintracciare nello studio, dello stesso Rametta, LE STRUTTURE SPECULATIVE DELLA DOTTRINA DELLA SCIENZA . IL PENSIERO DI J . G . FICTHE NEGLI ANNI 1801 1807 (Edizioni Pantograf, Genova 1995), in cui vengono esaminate le categorie del pensiero chtiano alla luce del processo riflessivo che fonda la dottrina della scienza, intesa come unit di losoa e scienza, di sapere e assoluto, di teoria e pratica. Sul rapporto tra la dottrina della scienza di Fichte e il risorgente scetticismo dellepoca moderna sinterroga invece Giovanni Stelli nel suo studio LA RICERCA DEL FONDAMENTO. IL PROGRAMMA DELL IDEALISMO NELLO SCRITTO FICHTIANO SUL CONCETTO DELLA DOTTRINA DELLA SCIENZA (Guerini Associati, Milano 1995), sottolineando come la non compiutezza, la continua perfettibilit della concezione chtiana sia sinonimo di una fondamentale apertura allinnito della vita.
ZIONE DEL 1807

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nel sapere. Tuttavia, aggiunge Rametta, non si deve intendere lAssoluto chtiano come uno statico essere, ma come un qualcosa di dinamico, aperto verso linnito, a cui dato di mostrare linesauribilit dellapparire di ogni singolo prodotto della libert. LAssoluto chtiano non pu essere dunque identicato con lessere, poich lessere si d come morto quando viene denito concettualmente, mentre la vita, che la verit dellessere, oltrepassa per Fichte le determinazioni concettuali, per potersi cogliere solo nelle sue manifestazioni immediate. In questa prospettiva, solo linnito in grado per Fichte di esprimere propriamente lAssoluto, dato che la vita non pu essere limitata nelle sue realizzazioni. La chtiana dottrina della scienza, osserva Rametta, implica lunit di losoa e vita, di teoria e pratica; unit che per Fichte caratterizzata da una continua tensione tra i due poli. La dottrina della scienza, di fatto, sapere assoluto in quanto sapere dellassoluto iato esistente tra la vita e il suo apparire. La non coincidenza tra il sapere al quale lio giunge in rapporto a s e lessere dellio compreso nel sapere fa s che si determini uno scambio innito tra i due poli che mantiene la dottrina della scienza un sistema fondamentalmente aperto. Nel suo commento allo scritto di Fichte Sul concetto della dottrina della scienza Giovanni Stelli mostra come la teoria chtiana, fondando tutta la scienza su un principio assoluto autofondantesi, costituisca unefcace risposta al nuovo relativismo proprio della losoa contemporanea, nella versione, in particolare, del razionalismo critico di Popper . Secondo Stelli, il razionalismo critico moderno, opponendosi alla dogmatica credenza in una verit assoluta, difende i valori della tolleranza, della libert e del pluralismo delle ideologie contro i risvolti autoritari del dogmatismo. Tuttavia, questo tendenza fondamentale si rivela di fatto un fallimento, in quanto anche il razionalismo critico costretto a fare proprie asserzioni assiomatiche e a proporsi dunque come antirelativistico. In questo, sottolinea Stelli, esso non sfugge neppure alle accuse di autoritarismo, lasciando aperto uno spazio che pu essere colmato solo da teorie irrazionalistiche. In questa prospettiva, la dottrina della scienza di Fichte, stabilendo un legame essenziale tra scienza e losoa, risulta essere un valido antidoto contro lo scetticismo. Ponendo infatti come suo fondamento lIo Assoluto, assume un carattere che, contro ogni tipo di dogmatismo, le consente anche la possibilit dellerrore. La ragione chtiana, osserva Stelli, trovandosi da una parte in relazione con la ragione assoluta e dallaltra con la natura, si pone di fatto nella condizione di contemplare lerrore proprio del fallibilismo umano. M.Mi.

Johann Gottlieb Fichte, Manoscritto della Platner-Vorlesung (part. 1794)

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La teologia del segno
Ne LE CREATURE E LE PAROLE. DA AGOSTINO A BONAVENTURA (Anicia, Roma 1994) Orlando Todisco individua una linea di continuit, pur non nascondendo evidenti diversit, nella concezione del linguaggio presente in tre pensatori medievali: Agostino, Anselmo e Bonaventura, che attribuiscono al mondo delle cose create il signicato di espressione della parola di Dio. La teologia del segno e del simbolo costituisce in particolare un asse portante del pensiero di Bonaventura, come si pu rilevare in una delle sue opere maggiori, ora presente in edizione italiana: LITINERARIO DELLA MENTE IN DIO (Edizioni La Scuola, Brescia 1995), a cura di Giovanni Zuanazzi.

Secondo Orlando Todisco nelle concezioni linguistiche di Agostino, Anselmo e Bonaventura sono presenti intenzionalit comuni al di l delle differenze che le contraddistinguono. Per essi, infatti, le cose create costituiscono il linguaggio attraverso il quale Dio manifesta la sua essenza. Per potere comprendere lessenza della parola divina tuttavia necessario per luomo oltrepassare il regno della parola esteriore e accedere a quello della parola interiore. Si tratta di una parola che si rivela attraverso la vibrazione dellanima; una parola che, in quanto verbum mentis, precede i segni linguistici, essendo avvolta unicamente dal pensiero. Da qui la priorit del pensiero sulla realt, la supremazia della parola interiore su quella esteriore: le parole esteriori mostrano lineffabilit di quella parola interiore che risuona della voce divina e che in ultima analisi risulta inesprimibile. In tale prospettiva, la completa identit tra pensiero, linguaggio e realt prerogativa solo del Dio creatore. Todisco, tuttavia, non nasconde le diversit teoriche presenti nei tre loso medievali, che si possono compendiare nella presenza di un linguaggio polisemico e spirituale in Agostino, di un linguaggio razionale in Anselmo e di un linguaggio simbolico in Bonaventura. Agostino accentua il carattere segnico della parola, riutando il carattere rappresentativo e istituendo cos una catena innita di interpretazione che rimanda ogni segno ad una pluralit di segni. Anselmo, invece, difende il linguaggio razionale in quanto capace di manifestare la trama intellegibile del reale attraverso la ricerca di una parola concettuosa, propria della logica della ragione. Dal suo canto, Bonaventura mette in rilievo il carattere simbolico del linguaggio in base al quale le parole, in quanto caratterizzate da un nucleo metasico, presentano le cose come sono in se stesse. Appare evidente, come mostra Todisco, la diversa impostazione losoca di Agostino e di Anselmo, che sta alla base delle loro rispettive teorie linguistiche. Mentre Ago-

stino si lascia avvolgere dal denso mistero divino dellesistenza, trovando nella fede cristiana lunico spiraglio di luce di fronte ad un enigma che non pu essere esplicato razionalmente, Anselmo si propone di far emergere quella razionalit di cui intessuta la realt. Inoltre, se nella prospettiva teorica di Agostino si giunge alla svalutazione del segno linguistico in quanto inadeguato per il conseguimento di unautentica conoscenza, per Anselmo la parola, abbandonate le sue deduzioni logiche e posta davanti allineffabilit del mondo trascendente, non pu che tacere, immergendosi nell abisso della divina oscurit. Il fatto , osserva Todisco, che se da una parte Anselmo crede fermamente nella razionalit della fede, dallaltra mette in risalto i limiti della razionalit umana e quindi lincapacit umana di afferrare pienamente limponenza dellenigma divino. Bonaventura, invece, prospetta un itinerario che partendo dal linguaggio empirico giunge no a quello teologico, per poi consumarsi in quello mistico. In tale ottica, se la parola segno che indica il concetto della mente, bisogna allora privilegiare la profondit del mondo interiore, afnch la parola si apra alla luminosit del mondo divino. Altrimenti la parola resta prigioniera della logica chiusa delluomo. A differenza di Agostino e di Anselmo, Bonaventura mette in luce il valore simbolico del linguaggio, no ad affermare che gli uomini vivono non in un mondo di cose, ma in un mondo di parole. Esse non sono solo segni che rimandano a Dio, ma costituiscono sue parole. Dunque, laddove Agostino ritiene che la verit preceda la stessa formazione della parola, Anselmo ricerca la verit razionale di fede nel reale, ritenendo che la parola, con la sua precisione, debba esprimere quellordine al quale si conformano le cose del mondo, e Bonaventura sostiene che ogni creatura parola ed quindi portatrice di quella verit divina che palesa la sua luminosit in un mondo di sue parole. La losoa del segno e del simbolo di Bonaventura la si trova espressa in particolare in una delle sue opere pi importanti, Litinerario della mente in Dio, nella quale Bonaventura descrive i sei gradi che conducono luomo alla contemplazione mistica di Dio. Per Bonaventura, tutte le creature sono ombre, echi, pitture; sono tracce, simboli e manifestazioni... e segni offerti da Dio. Tuttavia, le creature non rivelano Dio nello stesso modo, ma in base a tre diverse modalit di manifestazione: la traccia, l immagine, e la similitudine, che costituiscono tre gradi diversi a seconda della somiglianza della copia al modello. Se la traccia propria delle creature prive di ragione, l immagine propria delle creature razionali e quindi in primo luogo delluomo, mentre la similitudine ci che istituisce un lo diretto tra lanima umana e la natura divina. Cos, litinerario proposto da Bonaventura
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per accedere allessenza divina si svolge come una meditazione attraverso simboli i quali, progredendo nella scala ascensiva, acquisiscono sempre maggiore chiarezza e luminosit pur nella consapevolezza che il loro velo non potr essere strappato in questa vita, neppure quando viene raggiunto il supremo culmine dellestasi. Infatti, lesperienza dellestasi, essendo inaccessibile alle parole umane, pu rivelarsi nelle immagini del riposo, del silenzio, della tenebra e della segretezza. Tuttavia, come rileva Zuanazzi , in Bonaventura lesperienza del simbolo manifesta sia la grandiosit, sia la limitatezza della conoscenza umana. Infatti, se da un lato la grandiosit della conoscenza dovuta al fatto che mediante le immagini luomo pu accedere alla realt invisibile, dallaltro, la limitatezza della conoscenza riscontrabile nel fatto che il signicato sempre situato oltre ogni immagine. M.Mi.

Smith: il governo delle passioni


La nuova pubblicazione della TEORIA DEI SENTIMENTI MORALI (trad. it. di S. Di Pietro, Rizzoli, Milano 1995) di Adam Smith riporta in primo piano il signicato fondamentale di questopera allinterno delle concezioni morali del suo tempo. Ne unulteriore riprova lo studio di Adelino Zanini, GENESI IMPERFETTA. IL GOVERNO DELLE PASSIONI IN ADAM SMITH (Giappichelli, Torino 1995), che approfondisce appunto la concezione morale smithiana confrontandola con quella di Shaftesbury, Hutcheson e Hume.

Nella sua Introduzione alla nuova edizione italiana dellopera di Adam Smith, Teoria dei sentimenti morali , Eugenio Lecaldano, dopo aver esposto le linee principali della teoria morale smithiana e la sua peculiarit rispetto alle teorie di Shaftesbury, Hutcheson e Hume, sottolinea le diverse interpretazioni che di questopera si sono succedute nel tempo. Nel costruire la sua teoria, osserva Lecaldano, Smith si sforza innanzitutto di superare gli autori che lo avevano preceduto. Egli riscontrando in Hume, rispetto a Hutcheson, unadesione maggiore nei riguardi di una ricerca sperimentale sulla natura umana che intendesse unicarne le diverse componenti, laddove la teoria di Hutcheson si limitava, piuttosto, ad una fenomenologia dei sensi. Con la sua teoria dello spettatore morale, Smith analizza aspetti quasi sconosciuti alle concezioni etiche di Hutcheson e Hume, trasformando il concetto di simpatia, di provenienza humiana, no a includervi i sentimenti di un immaginario spettatore imparziale, in grado di rendere conto di quella propensione alloggettivit che contraddistingue lapprovazione e la disapprovazione morale. Inoltre,

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fa notare Lecaldano, Smith stabilisce un legame manifesto tra il ruolo dello spettatore imparziale e quello di Dio in quanto artece della natura, attribuendo alla gura divina il carattere di persona ontologicamente determinata. Per quanto riguarda poi le differenti interpretazioni della teoria smithiana, che si sono succedute nel corso del tempo, Lecaldano rileva come nella prima parte del XX secolo Smith sia stato considerato liniziatore delleconomia classica, il sostenitore delleconomia di mercato e del liberismo moderato, in opposizione a qualsiasi forma di intervento politico che potesse in qualche modo limitare la libert economica. Nella seconda met del XX secolo, questa interpretazione della teoria smithiana subisce critiche di vario genere, in quanto si ritiene che la sfera economica non possa essere separata da quella politica. Dopo la seconda guerra mondiale sono invece prevalse due diverse ricezioni dellopera di Smith, luna basata sulla teoria dellosservatore ideale, laltra sulla difesa di una posizione originaria, di cui vengono, in particolare, messi in evidenza limparzialit ed equit dei principi e delle soluzioni. Nel suo studio sulla concezione morale di Adam Smith, Adelino Zanini rileva il ruolo fondamentale del concetto di appropriatezza, inteso come relazione tra lo stato affettivo del soggetto e loggetto che lo provoca. Lanalisi del comportamento umano viene infatti condotta da Smith facendo ricorso a unidea di spettatore imparziale, che attraverso limmaginazione simmedesima nella situazione di colui che agisce, al ne di poterne valutare lappropriatezza dellazione. Emerge qui, nella concezione smithiana, la gura del prudent man, una sorta di io medio sociale, che non costituisce n unindividualit psicologica, n empirica, n tanto meno ontologica, ma rappresenta piuttosto un costume etico. Anche Zanini ribadisce come la teoria morale di Smith presenti essenzialmente uno sviluppo delle concezioni di Shaftesbury, Hutcheson e Hume, distanziandosi per fondamentalmente dalle posizioni di Shaftesbury e Hutcheson per quanto riguarda la teoria innatista presente in essi, dato che per Smith non era tanto importante stabilire lessenza della natura umana, quanto, piuttosto, esaminare il comportamento delluomo. In questo, fa notare Zanini, Smith si avvicina alla teoria di Hume, laddove critica il razionalismo hobbesiano e cartesiano per approdare alla nuova visione epistemologica newtoniana. Da questo punto di vista Smith, come Hume, supera la mera opposizione tra un approccio antropologico ottimistico e uno pessimistico, per rivolgersi invece al principio che orienta le azioni umane. Tuttavia, aggiunge Zanini, se con Hume Smith abbandona ogni approccio naturale, di tipo sentimentale, a vantaggio di quello empirico, da Hume Smith si allontana nellanalisi della complessit e variet della situazione umana, con lintento di delineare i principi esplicativi comuni che riguardano la dimensione intellettuale e morale della vita. Zanini mette anche in risalto come la gura del prudent man di Smith sia caratterizzata da una mediet, in cui si esprime limmaginazione simpatetica, che implica necessariamente una mancanza di separazione tra la sfera etica e quella economica, fondandosi piuttosto su un rapporto equilibrato tra benevolenza e interesse di s, tra altruismo ed egoismo. In questo Smith, sottolinea Zanini, lultimo grande losofo che stabilisce una stretta connessione tra sfera etica, economica e politica, negando ogni separazione tra societ economica e stato politico. M. Mi. sono susseguite moltissime. Tra queste vale la pena di ricordare la prima edizione integrale voluta da Victor Cousin (1844) e quella di Lon Brunschvicg (1897-1904), divenuta un classico. A partire dagli anni immediatamente successivi alla prima guerra mondiale, grazie allo studio di due copie dei frammenti di Pascal eseguite subito dopo la sua morte, nelle quali possibile osservare una provvisoria divisione in capitoli, operata dallo stesso Pascal, gli studiosi si sono dedicati alla datazione dei singoli frammenti. La maggior parte di loro ha tentato di ricostruire il piano originario dellopera, vale a dire quel progetto di Apologia del Cristianesimo, cui Pascal allude pi volte. Altri, per, considerando i rischi e linafdabilit di un tentativo di questo tipo, hanno deciso di procedere diversamente; tra questi si colloca Nicholas Hammond , che sottolinea innanzitutto la difcolt di ricostruire un testo unitario, procedendo da annotazioni sparse, scritte in momenti differenti. Soprattutto egli sostiene che lintento di Pascal era proprio quello di costruire unopera frammentaria e per avvalorare questa sua tesi delinea un ritratto del losofo come di un vero e proprio nemico dellordine. Oggetto della meditazione pascaliana, osserva Hammond, la condizione delluomo, che viene da lui descritta continuamente come oscura e contraddittoria. Proprio per questo suo carattere, Pascal riteneva impossibile trattarne in modo ordinato: Attribuirei troppo onore al mio soggetto se lo trattassi in ordine, dato che, come voglio mostrare, ne incapace. Per sottolineare ulteriormente come lincoerenza, linstabilit e quindi il disordine siano centrali nella losoa di Pascal, Hammond analizza luso che il losofo fa del linguaggio, soffermandosi in particolare su parole ricorrenti, come inconstance, ennui, inquitude, bonheur, che Pascal utilizza, attribuendo loro signicati continuamente diversi proprio per evidenziare linstabilit del linguaggio umano e la sua incapacit di raggiungere la verit. Questinstabilit, questa continue oscillazioni che caratterizzano la natura umana sanciscono limpossibilit di una trattazione ordinata. Dunque, conclude Hammond, lidea di Pascal era proprio quella di una raccolta di frammenti. In realt, Hammond non fornisce prove sufcienti e oscilla tra questa tesi e quella pi moderata, secondo cui Pascal avrebbe voluto solo scrivere unopera piuttosto informale. Limportanza della riflessione di Hammond consiste piuttosto nel mettere in evidenza che il tentativo di ricostruire lordine in cui Pascal avrebbe voluto pubblicare le proprie riflessioni comporta un continuo ricorso alla congettura. Che non ci sia alcun ordine da ricostruire probabilmente il messaggio che Hammond vuole dare nel lettore. A.R.

I pensieri di Pascal
I Pensieri di Pascal sono forse lopera che ha subto pi trasformazioni nel susseguirsi delle pubblicazioni. La loro struttura frammentaria ha infatti costituito per molto tempo una sda per tutti coloro che cercavano di ricostruirne il piano originario. Nel suo studio PLAYING WITH TRUTH. LANGUAGE AND THE HUMAN CONDITION IN PASCALS PENSES (Giocando con la verit. Il linguaggio e la condizione umana nei Pensieri di Pascal, Clarendon Press, Oxford 1994), Nicolas Hammond sostiene invece che lintenzione di Pascal fosse proprio quella di realizzare unopera frammentaria ed dunque errato, o quantomeno arbitrario, pretendere di ottenere da quellinsieme disordinato di riflessioni un testo ordinato e coerente.

Dal 1662 ad oggi numerosissimi sono stati i tentativi di porre ordine in quellammasso di annotazioni e considerazioni che Blaise Pascal lasci alla propria morte: un insieme di riflessioni varie, scritte o dettate in momenti diversi, a volte in forma ellittica, relative agli argomenti pi disparati. Il primo tentativo in tal senso fu quello attuato dagli amici e familiari di Pascal nel 1669. Con lintenzione di pubblicare unopera coerente, ordinata, di facile comprensione e soprattutto che non destasse sospetti nellautorit ecclesiastica in un periodo cos difcile (ricordiamo che era stata conclusa da poco una tregua, per iniziativa di Papa Clemente IX, tra Chiesa e giansenisti), essi operarono una notevole selezione tra i frammenti, utilizzando solo quelli pi chiari e apportando modiche e tagli ogni volta che era necessario. Riunirono quindi i pensieri cos selezionati in capitoli, a seconda dellargomento trattato; ma lopera che ne risult non pot che falsare profondamente le intenzioni pascaliane. Da quella prima edizione ad oggi se ne
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Larticolazione della fenomenologia husserliana
Lo studio di Stefano Catucci, LA FILOSO(Guerini Scientica, Milano 1995), analizzando la compresenza di aspetti critici e aspetti sistematici nella fenomenologia di Husserl, intende mettere in evidenza la complessit di una tale prospettiva di pensiero e limpossibilit di una sua riduzione a sistema oggettivo. In HUSSERL E LO SCETTICISMO (Guerini Scientica, Milano 1995) Cristina Savi mostra invece come la fenomenologia di Husserl rappresenti lultimo tentativo di combattere lo scetticismo nella sua versione psicologistica.
FIA CRITICA DI HUSSERL

Muovendo dal riconoscimento della complessit della losoa di Husserl, che ne

impedisce ogni riduzione a sistema oggettivo, Stefano Catucci rileva nella fenomenologia husserliana un problema critico che, sebbene non esplicitato, ne caratterizza tuttavia gli strati profondi. Un dominante carattere dialettico attraversa infatti, secondo Catucci, tutta la losoa husserliana, anche se esso non coincide con una concezione tradizionale della dialettica come conciliazione delle opposizioni che lascia sussistere lo iato, la separazione. In tal senso, Husserl oscillerebbe tra unintenzione metasica, che implica la fondazione scientica e sistematica della fenomenologia, e il riconoscimento di un fondamentale carattere di inesauribilit di questa concezione. Cos, fa notare Catucci, se da un lato, la fenomenologia si propone di superare levidenza pratica, per trasferirsi sul piano pubblico, oltre il soggetto che la esercita, dallaltro non indietreggia di

Edmund Husserl

fronte alla possibilit sempre presente del fallimento del sistema, dovuto ad un inevitabile radicamento soggettivo della sua visione del mondo. La problematicit della losoa di Husserl legata proprio alla difcolt di attuazione del progetto fenomenologico che implica la messa tra parentesi di quelle dimensioni fattuali che caratterizzano lesperienza quotidiana. Rimane tuttavia aperto in Husserl il problema di come sia possibile far coincidere lio puro costituente con lio reale costituito, dato che lio trascendentale non autonomo rispetto alloggetto naturale. In questo contesto problematico emergono di fatto, osserva Catucci, tutte le questioni inerenti allepoch fenomenologica, determinando una continua interrogazione che non riesce a trovare una pacicazione ultimativa. Laspetto critico dellopera husserliana si identicherebbe, pertanto, con il carattere dinamico e dialettico della sua losoa, che non pu arrestarsi in un monumento stabile, esente da movimenti, in grado di spiegare ogni cosa. Solo che questo aspetto critico, aggiunge Catucci, non riesce a prevalere sullaspetto costruttivo della losoa husserliana, che si presenta come costruzione positiva della visione trascendentale del mondo. Catucci rileva come caratteristiche peculiari della fenomenologia di Husserl sianolapoditticit, lintuizione e levidenza; questultima, in particolare, indicherebbe una modalit estetica di riconoscimento del senso che mette in luce laspetto eccedente del senso, estraneo ad ogni denizione esaustiva. Per questo, secondo Catucci, levidenza per Husserl un principio costituito da elementi di universalit e di singolarit, suscettibile in ogni momento di cadere nel non senso. In tal senso, la fenomenologia di Husserl pu essere denita come attivit, come esercizio riflessivo in movimento, incapace di eliminare tutte le componenti critiche inerenti alla riflessione. Come uno degli ultimi tentativi di superare lo scetticismo invece considerata da Cristina Savi la fenomenologia husserliana. Per Husserl lo scetticismo, in quanto antilosoa, si contrappone alla losoa come scienza; manifestazione prevalente dello scetticismo lo psicologismo, che pu avere due risvolti: uno consiste nella soggettivazione scetticheggiante dellobiettivit, laltro nella riduzione della soggettivit pura soggettivit empirica. Per combattere lo scetticismo Husserl si limita ad accentuare le contraddizioni in esso implicite, procedendo al suo inveramento attraverso la separazione del suo aspetto positivo dalle componenti negative, derivanti dalla identicazione della soggettivit con la soggettivit empirica-psicologica. In questo, osserva Savi, lo scetticismo consente a Husserl di eliminare dalla soggettivit ogni forma di obiettivazione, con lo scopo di mettere in evidenza

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le differenze tra la soggettivit pura e loggettivit pura. Questo scopo viene raggiunto mediante un percorso opposto a quello seguito da Cartesio, in quanto il dubbio rappresenta per Husserl linizio di quel processo che conduce a denire il rapporto tra soggettivit e oggettivit. Lo psicologismo, sottolinea Savi, non in grado per Husserl di cogliere la differenza tra la teoria ideale e la teoria reale dellevidenza, in quanto non comprende il vero signicato dellevidenza, ritenendola un sentimento casuale e scivolando cos facilmente nello scetticismo. Invece, nella losoa fenomenologica, in quanto scienza eidetica, levidenza costituisce la coscienza del legame tra latto intenzionale e loggetto inteso. Il movimento determinato dallo scetticismo lopposto, secondo Husserl, di quello che si realizza attraverso la riduzione fenomenologica. Infatti, se nel processo dello scetticismo lanalisi del legame tra loggettivit e la soggettivit rappresenta il mezzo per ottenere lo scopo della sospensione del giudizio, nel processo della fenomenologia la sospensione del giudizio costituisce il mezzo per conseguire il ne di individuare il legame tra la soggettivit e loggettivit. M.Mi.

Il pragmatismo di James
Individuo e prassi sono i presupposti essenziali della losoa di William James, che propone le linee fondamentali della sua visione del mondo anti-metasica e anti-deterministica in una raccolta di lezioni in due volumi, ora pubblicata in edizione italiana con il titolo: PRAGMATISMO (trad. it. di S. Franzese, Il Saggiatore, Milano 1994). A questa pubblicazione se ne aggiunge unaltra dello stesso autore, I GRANDI UOMINI ED IL LORO AMBIENTE (trad. it. di S. Franzese, Edistudio, Pisa 1995), in cui James si schiera in difesa dellindividualismo e in opposizione allomologazione sociale.

William James

Pragmatismo raccoglie una serie di lezioni divulgative, in cui William James illustra il senso e la struttura della corrente di pensiero fondata da Peirce . Presupposto di queste lezioni la considerazione della losoa come quella visione del mondo, dettata dal temperamento e dal carattere, che orienta i comportamenti e le interpretazioni dellindividuo. James si addentra, cos, in una losoa soggettivistica e particolaristica, posta necessariamente in relazione con i fatti concreti e i caratteri empirici degli individui, arrivando a denire due tipologie ben distinte. Si tratta dello stereotipo del losofo, che James identica nelle gure del tenderminded e del tough-minded. Se il primo incarna il razionalista, che procede per

principi, intellettualista, ottimista, monista e fondamentalmente dogmatico, il secondo richiama il carattere dellempirista, che procede per fatti, materialista, pessimista, pluralista e scettico. James descrive le due visioni del mondo, dimostrando come queste, in primo luogo, si riferiscano a situazioni antinomiche, ugualmente vericabili e perci indecidibili e, in secondo luogo, come queste tendano alla descrizione di due mondi che non tengono conto della complessit delle cose. Se, infatti, il razionalismo conduce ad un mondo teistico, che prescinde dai fatti, lempirismo porta alla prevaricazione della natura sulluomo, che si dimostra incapace di prescinderne. Mondi di questo tipo, secondo James, oltre a presentare un contesto inopportuno per luomo, risultano inadeguati e riduttivi rispetto alla realt. In altre parole, James avverte lesigenza di una visione del mondo rigorosamente personale che tenga conto, contemporaneamente, dei fatti empirici e di unaspettativa
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escatologica che possa abbracciare la totalit degli eventi. Emerge qui una terza soluzione, quella pragmatista, appunto, che permette di valutare la realt in funzione di aspetti concreti. In altre parole, la losoa assume per James la connotazione di un preciso orientamento di pensiero, che permette, in primo luogo, di risolvere tutte quelle dispute accademiche tipiche della losoa precedente e, in secondo luogo, di mostrare il signicato delle idee attraverso le loro conseguenze pratiche. Il pragmatismo diventa cos uno stile di vita anti-intellettualistico, che ci guida nella prassi a seconda di speciche utilit e che, senza pretese universalistiche, fornisce un aiuto concreto alla comprensione di fenomeni. Come ricorda Carlo Sini in chiusura del volume, losoe contemporanee di rilievo, come lermeneutica e la fenomenologia, sono debitrici nei confronti del pragmatismo, la cui matrice resta essenzialmente etica e non gnoseologica. Criterio di

PROSPETTIVE DI RICERCA
scelta tra le idee, cos come tra le losoe, dato infatti nel pragmatismo dalla maggiore utilit, che diventa in tal modo uno specico orientamento speculativo. Si pensi, ad esempio, al criterio di verit, inteso classicamente come accordo tra idea e realt, che nel pragmatismo diviene non solo accordo di una teoria con i fatti, ma anche principio di utilit per il soggetto. La novit sta qui nel considerare la verit non pi come accordo gi compiuto e concluso, e in fondo irrilevante per il soggetto, tra le parole e le cose, bens come criterio dellutilit progettuale che questa stessa idea pu avere. In questo modo, la verit diventa un processo guida che mostra allindividuo le nozioni rilevanti e le distingue da quelle irrilevanti. Decisamente pragmatica in James anche la scelta della religione, che appare desiderabile solo nel momento in cui gure come Dio o al di l offrono conseguenze concrete soddisfacenti. Lo stesso accade per la nozione di realt: abbandonati i criteri del determinismo o del casualismo assoluto, James caratterizza il mondo in rapporto alla possibilit di migliorare o peggiorare a seconda dellazione umana che, in questo modo, viene investita di una grande responsabilit. Anche in questo caso la denizione segue quello che pi utile per luomo e per il suo contesto reale, colto esclusivamente dagli sguardi, o per dirla con Sini, dai gesti concreti. Scritto nel 1880, I grandi uomini ed il loro ambiente una delle prime opere di James che illustra la sua posizione individualistica e anti spenceriana. Perfettamente inserito nel contesto dellepoca, che vede scrittori come Whitmann esaltare laudacia individuale ed il mito del progresso, James prende lo spunto dalla biologia e dalla disputa tra le teorie spenceriane e quelle darwiniane per esporre il proprio pensiero. La polemica con Spencer, che vede la mente umana come prodotto dellambiente al quale progressivamente si adatta, trova, infatti, appoggio nelle teorie evoluzionistiche di Darwin, secondo il quale luomo il prodotto di unevoluzione naturale data da fattori assolutamente liberi e casuali. Lopzione per Darwin permette infatti a James di interpretare il progresso delluomo come frutto di eventi casuali e di scelte arbitrarie dellindividuo, al di fuori di qualsiasi determinismo biologico o, addirittura, teologico. In questo modo, la biologia diventa strumento di indagine storico-sociologica, nella quale liniziativa individuale delluomo la chiave di volta per spiegare i meccanismi dellagire sociale e politico. Limportanza dei grandi uomini allinterno di una societ sta alla base, di fatto, della critica di James alla societ standarizzata e massicata, oggetto di condanna anche da parte di Nietzsche che, curiosamente, pu essere accostato a James nella difesa accorata di unetica e di una speranza dellindividuo per lindividuo. A.S.

Maine de Biran
Filosofo poco conosciuto, nonostante lapprezzamento di pensatori come Deleuze, Bergson e Merleu-Ponty, Franois-Pierre Maine de Biran riceve nalmente lattenzione che merita. Con il titolo: DE LAPERCEPTION IMMDIATE. MMOIRE DE BERLIN 1807 (Lappercezione immediata. Memoria di Berlino 1807, Vrin, Parigi 1995) viene pubblicata in edizione critica, a cura di Yves Radrizzani e sotto la direzione di Franois Azouvi, la sua opera forse pi compiuta, che va a costituire il quarto tomo della pubblicazione completa delle opere, la cui conclusione prevista per la ne del secolo. Intanto, alledizione delle opere si afanca la pubblicazione di unantologia di brani scelti e commentati, a cura di Bruce Bgout, MAINE DE BIRAN, LA VIE INTRIEURE (Maine de Biran, la vita interiore, Payot, Parigi 1995), che introduce alle tematiche principali del pensiero di questo autore.

Franois-Pierre Maine de Biran, conosciuto per le sue idee conservatrici, fu un uomo dalla carriera politica segnata da repentini cambi di fronte: militare nella guardia del corpo di Luigi XVI, difese il palazzo di Versailles dallassedio popolare dellottobre 1789; ritiratosi poi nella nativa Dordogna per sottrarsi alle tempeste della Rivoluzione, riusc tuttavia a diventare sottoprefetto di Bergerac. Allascesa di Napoleone venne nominato consigliere di stato; cosa che non gli imped di ottenere un titolo nobiliare e un seggio di deputato al ritorno dei Borbone. Nonostante una vita molto attiva e movimentata sul versante politico, Maine de Biran riesce ad assecondare la sua straordinaria passione speculativa, scrivendo senza posa e inviando saggi a quasi tutte le istituzioni accademiche europee che bandivano concorsi losoci. Nel 1805, riceve il primo premio dellInstitut de France per la sua risposta a una questione relativa allinfluenza dellabitudine sul pensiero. Del 1807 il saggio sullappercezione immediata, che gli vale la vittoria a un concorso dellAccademia di Berlino. Nel 1811, lAccademia di Copenhagen lo premia per un lavoro sui rapporti tra il sico e il morale. Dal 1811 in poi, Maine de Biran si sforzer, senza successo, di riunire i tre scritti in unopera unitaria dal titolo: Essai sur les fondements de la psychologie (Saggio sui fondamenti della psicologia). A partire dal 1812, inizier a tenere un diario, il cui stile introspettivo, ripetitivo e fratto ne rispecchia perfettamente il pensiero. Di fatto, come osserva Bruce Bgout, curatore di unantologia di suoi scritti, nel percorso biraniano tutto riscrittura, i testi nascono per amplicazione e variazione innita di un unico tema; si tratta di eterni ricomin50

ciamenti, in cui la scrittura sincopata e grezza, torna instancabilmente sulle stesse verit. Una prima edizione degli scritti di Maine de Biran era stata approntata da Victor Cousin, suo discepolo ed esecutore testamentario, e aveva visto la luce a dieci anni dalla sua morte, avvenuta nel 1824; si trattava tuttavia di unoperazione poco accurata, in cui le opere erano presentate in uno stato di disordine superiore a quello in cui erano state trovate. La questione intorno a cui ruota lintera riflessione del losofo la seguente: perch io sono io e non un altro?. Insoddisfatto della denizione e della fondazione del soggetto fornita da Descartes , Maine de Biran rovescia i termini della dottrina cartesiana secondo la quale lanima e il pensiero sono indipendenti dal corpo, facendo di questultimo il luogo essenziale in cui ci si sente esistere. Il sentimento dellesistenza, tuttavia, non ancora un io compiuto: una sensazione irriflessa che nasce in me, senza di me; circostanza che sembra alludere a uninconscio ante litteram: Lautoma senziente turbato nel sonno da mille fantasmi, che si succedono sotto forme diverse. Si muove, si agita, parla, grida, senza che lio lo sappia o lo voglia. Maine de Biran non si accontenta tuttavia dellimpersonalit fluida e passeggera della sensazione di esistenza legata al corpo. Accanto a questa, che costituisce il dato primario, pone una sorta di forza iperorganica, eterogenea e irriducibile alla semplice passivit del corpo. Lio, infatti, non qualcosa di dato, ma il risultato dello sforzo, ovvero dellintegrazione tra due sentimenti desistenza, uno passivo, quello del corpo, e uno attivo, quello della volont. Ma lequilibrio instabile. Come conciliare infatti limmanenza irriducibile del corpo con la trascendenza dellio? Maine de Biran si rivolge al discorso teologico e allesperienza religiosa, pur giusticandola con la debolezza del corpo. Affascinato dalla mistica egli non smetter, tuttavia, di interrogarsi su quale sia il ruolo dellanima e quale quello del corpo, in particolare nel fenomeno dellestasi. Lattualit delle riflessioni di Maine de Biran emerge tanto dalla sua critica al cogito cartesiano - lio che pensa non coincide con lio che , perch il rapporto tra esistenza e pensiero, tra corpo e spirito resta da dimostrare - quanto dal fascino che ha saputo esercitare sul pensiero novecentesco. Gilles Deleuze, nellultimo suo scritto pubblicato su Philosophie , avvicina il proprio percorso di pensiero alla scoperta biraniana di una vita immanente assoluta al di sotto della trascendenza dello sforzo; Bergson e Merleau-Ponty subiscono linfluenza della sua teoria fenomenologica dellio, che anticipa di un secolo le riflessioni husserliane. D.F.

NOTIZIARIO
Con il titolo PHILOSOPHIE JETZT! (Filosoa adesso!) viene proposta una collana di testi monograci sui pi grandi loso dellOccidente, corredata da unampia scelta antologica e da chiare note introduttive, redatte da specialisti della materia. Liniziativa, a cura di Peter Sloterdijk per la casa editrice Diederich di Monaco di Baviera, prende avvio con la pubblicazione dei primi tre volumi in programma, dedicati a Platone, Schopenhauer e Sartre e avvalendosi della collaborazione di studiosi di rilievo come Rafael Farber per Platone, Rdiger Safranski per Schopenhauer e Thomas H. Macho per Sartre, in grado di offrirci, relativamente ai loso di cui si occupano, unimmagine la pi articolata e completa. La selezione dei brani antologici rispecchia questo orientamento: accanto a quelli pi noti, indispensabili per comprendere i motivi teorici fondamentali degli autori presi in esame, compaiono estratti di scritti collaterali, quali lettere, aforismi e poesie - come nel caso di Schopenhauer - , oppure - per Sartre - saggi di argomento politico e frammenti di drammi e romanzi. La scelta dei curatori non ha tuttavia trascurato brani o passaggi particolarmente complessi, sicch il lavoro, se non risulta troppo specialistico, non scivola nemmeno nelle banalizzazioni tipiche delle cosiddette letture da un minuto. Lunico limite di questa collana risiede semmai in una certa disorganicit del progetto editoriale, che nasce dalla collaborazione di pi persone, alle quali, per, sembra mancare una visione dellinsieme. A questo tenta di ovviare Sloterdijk, curatore generale della collana, con un contributo di grande richiamo, una prefazione di una pagina e mezza per ogni volume. Ai curatori dei singoli volumi sono afdati invece il saggio introduttivo e la selezione dei testi, mentre commenti e note esplicative degli stessi (la parte pi cospicua delloperazione) sono afdati ad altri singoli collaboratori. Le conseguenze pi evidenti di una tale scelta sono, da un lato, la genericit nella compilazione degli indici e, dallaltro, la mancanza di corrispondenza tra le citazioni delle opere dei loso, presenti nelle parti introduttive, e i brani antologici che appaiono nel testo, sicch il lettore deve comunque riferirsi alledizione completa dei loro scritti. A.M.

NOTIZIARIO

Con il numero 584 la rivista LES TEMPS MODERNES (Gallimard, Parigi, settembre-ottobre 1995) festeggia il suo cinquantesimo anniversario. Il primo numero, uscito il 1 ottobre 1945, portava, nelleditoriale di Jean-Paul Sartre, il primo accenno alla nozione di impegno, suscitando immediate polemiche nellambiente intellettuale francese del primissimo dopoguerra. Ogni autore, affermava Sartre, impegnato nel proprio tempo, anche quando si astiene dal parlare della realt umana e dei suoi conflitti; occorre allora assumere scientemente questo impegno, scrivendo per la propria epoca, come lo stesso

Sartre chiarir pi ampiamente in Quest-ce que la litterature? in risposta alle critiche ricevute Lidea di una rivista che, a ne conflitto, prendesse il posto della Nouvelle Revue Franaise, compromessa dalla collaborazione con loccupante tedesco, nacque gi nellestate del 1943 nella ristretta cerchia di amici che gravitavano intorno alla coppia Sartre-de Beauvoir: Camus, Leiris, Queneau, Merlau-Ponty. Oltre alle afnit intellettuali, era la solidariet pratica a legare questi intellettuali tra loro; lo scopo era mobilitare lintelligenza francese per unetica della responsabilit, come ribadiva Raymond Aron, aggregatosi subito dopo la Liberazione e portavoce del pensiero di Max Weber, con cui era entrato in contatto nel suo periodo di permanenza allIstituto Francese di Berlino. Oltre alla componente etica e speculativa, il comitato fondatore era erede, nelle persone di Leiris e Queneau, dello spirito provocatore e trasversale del surrealismo; cos il titolo della rivista venne mutuato da quello del celebre lm di Charlot, la cui apparenza era tuttavia sufcientemente seriosa da indicare la grande ambizione dellimpresa, vale a dire riflettere su tutti gli aspetti del mondo, divenuti interdipendenti a causa della guerra e del progresso tecnologico. Il nuovo obiettivo del pensiero era dunque trasformare la losoa in antropologia sintetica, ovvero in un sapere totalizzante che vertesse sulla situazione delluomo nel mondo. Gi i contributi al primo numero rivelano in modo emblematico gli intenti della rivista: alleditoriale sartriano sullimpegno in letteratura, fa seguito la traduzione di Duhamel di uno dei racconti di Richard Wright; poi la volta di una riflessione sulla storia di Merleau-Ponty (La guerre a eu lieu); seguono brevi frammenti losoco-letterari del poeta Francis Ponge (Notes premires de lhomme), che si concludono con una frase che diventer la formula dellesistenzialismo sartriano: Luomo il futuro delluomo. Aron contribuisce con uno scritto di attualit politica indirizzato al generale de Gaulle (Les dsillusions de la libert); Jacques Laurent Bost (Le dernier des mtiers) presenta invece un resoconto della sua esperienza in guerra come soldato semplice. La rubrica che segue,

intitolata: Vite, sar destinata a inaugurare un genere di notevole impatto: alla Vita di una vittima faranno seguito quella di un ebreo, di un tedesco, di un magistrato israelita, di un legionario e anche di una prostituta. Il medico Francis Pasche si addentra in unanalisi del rapporto tra guerra e follia individuale. Lobiettivo di esibire i diversi volti della contemporaneit appare raggiunto n dal primo numero e Les Temps modernes simpone subito come contraltare di Esprit, altra rivista losoco-letteraria, fondata nel 1932 da Emmanuel Mounier, intellettuale di indirizzo personalista. Il carisma di Sartre e la sua popolarit come scrittore, oltre che come losofo, garantiranno nel tempo a Les Temps modernes quellimpatto sulla modernit che si proponeva n dagli inizi. D.F.

recente Historisches und Kritisches Wrterbuch des Marxismus. I due testi si allacciano alla tradizione illuministica in modo completamente diverso: il primo con un occhio di riguardo per il paradigma astorico diderotiano; il secondo con unattenzione scettica e demisticatrice riconducibile a Bayle. Il dizionario curato da Haug opera con accuratezza losoca e lologica una ricostruzione del marxismo dalle sue origini ad oggi, attraverso le principali espressioni della tradizione critica marxista nelle sue concrete implicazioni storiche. Lopera risente tuttavia di unesplicita parzialit nella trattazione di alcune correnti di pensiero, contraddicendo in questo lintenzione critica del dizionario. Oggetto di forte pregiudizio per esempio la teoria critica della scuola francofortese, che viene trattata con una deprecabile supercialit e liquidata con laccusa di rappresentare una comoda negazione della prassi. L.R.

A cura di Wolfgang Fritz Haug viene pubblicato il primo volume dello


HISTORISCHES UND KRITISCHES WRTERBUCH DES MARXISMUS

(Dizionario storico-critico del marxismo, Argument, Amburgo - Berlino 1994). Tale edizione rappresenta la concretizzazione di un progetto concepito da Haug e dai suoi collaboratori per la rivista Das Argument, ben tredici anni fa, quando in ambito francese comparve il Dictionaire critique du marxisme. Haug si fece allora carico della traduzione tedesca dellopera e pot pertanto individuarne i limiti lessicali e teoretici, attribuibili soprattutto allattenzione esclusiva per il dibattito marxista francese; in seguito a tale costatazione, Haug ne progett unedizione ampliata in lingua tedesca, nella quale avrebbero dovuto confluire le pi svariate posizioni teoretiche di area marxista. La proposta di Haug suscit allepoca un vero e proprio antagonismo tra i discepoli di Marx; antagonismo che trov espressione nel progetto di un gruppo di ricercatori, raccolti attorno a Hans-Jrg Sandkhler, di realizzare una nuova enciclopedia losoca. Nel corso degli ultimi anni le intenzioni annunciate dai due opposti schieramenti hanno trovato realizzazione nella Enzyklopdie zu Philosophie und Wissenschaften (Enciclopedia di losoa e scienze, 1990), curata da Sandkhler, e appunto nel

Quasi in concomitanza con la pubblicazione della traduzione tedesca dellautobiograa di Paul Feyerabend, Ammazzando il tempo, pubblicata in originale dalla casa editrice Laterza, viene pubblicato lepistolario intercorsi tra lepistemologo austriaco e letnologo Hans Peter Duerr. La raccolta, curata dallo stesso Duerr, porta il titolo PAUL FEYERABEND. BRIEFE AN EINEN FREUND, ed costituita quasi esclusivamente dalle lettere inviate da Feyerabend a Duerr, poich le risposte di questultimo sono andate in gran parte perdute. Nel carteggio i due scienziati mettono in comune pensieri ed esperienze, descrivendo con tono ironico, scherzoso, talvolta disperato, le situazioni affrontate; ci che pi incuriosisce in tale amicizia la sporadica frequentazione dei due interlocutori, che non si incontrarono quasi mai di persona. Colui che svolse il ruolo di intermediario tra Duerr e Feyerabend fu proprio leditore Unseld, spesso oggetto di vivace discussione nei testi delle lettere non solo per loriginalit del suo carattere, ma anche per lappoggio economico da lui offerto. Il rispetto reciproco e lumilt intellettuale che traspaiono dal carteggio ne fanno un testo umanamente toccante, profondamente educativo al di l del suo pur valido aspetto informativo. L.R.

Nellambito del progetto editoriale ARISTOTELES SEMITICO-LATINUS, che si ripropone di pubblicare le versioni siriache, arabe ed ebraiche di Aristotele con il patrocinio dellAccademia delle Scienze olandese e della Union Acadmique Internationale, interessante segnalare luscita di tre testi relativi alla ricezione, nel mondo arabo, delle teorie siche elaborate dagli antichi loso greci, in particolare da Aristotele. Si tratta innanzitutto dello studio di Alnoor Dhanani, The Phisical Theory of Kalm. Atoms, Space and Void in Basrian Mtazili Cosmology (La teoria sica di Ka-

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lm. Atomi, spazio e vuoto nella cosmologia di Basrian Mtazili, in Islamic Philosophy, Theology and Science, vol. XIV, E. J. Brill, Leida 1994), che si sofferma sul problema della presenza di teorie atomistiche nel pensiero dei teologi arabi. Dhanani parla a questo proposito dellesistenza di due tipi di trasmissione: una trasmissione di testi ed una trasmissione didee. Proprio questultima, realizzatasi oralmente tra i primi pensatori dellIslam e i loro contemporanei ellenizzati, potrebbe spiegare lo sfondo atomistico delle teorie sullo spazio e sulla materia elaborate dai teologi arabi nei secoli X-XI. Di grande interesse si rivela anche lo studio di Paul Lettinck, Aristotls Physics & Its Reception in the Arabic World. With an Edition of the Unpublished Parts of the Ibn Bajjs (La Fisica di Aristotele e la sua ricezione nel mondo arabo. Con unedizione delle parti inedite di Ibn Bajjs, vol. VII, E. J. Brill, Leida 1994). La Fisica aristotelica fu pi volte tradotta in arabo e tutti i grandi pensatori dellIslam si dedicarono alla sua analisi. I primi arabi ad analizzarla furono al-Farabi ed Avicenna; ma solo con Ibn Bajjs (pi noto col nome di Avempace) e Averro si ebbero i primi grandi commenti che influenzarono anche il mondo cristiano. Averro riprese molte intuizioni da Avempace, il quale a sua volta le aveva trovate nei testi dei commentatori alessandrini. Lo studio di Lettinck contiene, inoltre, la parafrasi araba del commento alla Fisica di Filopono e le parti inedite del commento di Avempace, che si pensava fossero andate perdute durante la Seconda guerra mondiale, e che invece sono state ritrovate recentemente a Cracovia. Da segnalare inne, con il titolo Aristotls De Anima Translated into Hebrew by Zerahiah ben Isaac ben Shealtiel Hen, (Il De anima di Aristotele tradotto da Zerachih ben Shaltil Chn, vol. VII, E. J. Brill, Leida 1994) ledizione critica, curata da Gerrit Bos , della versione ebraica del De anima aristotelico, eseguita alla ne del 200 a Roma da Zerachih ben Shaltil Chn, con la quale vengono continuamente raffrontati loriginale greco e le versioni araba e latina. A.R. bibliograci e i principali studi di letteratura critica su Kierkegaard a partire dal 1972. D.M. opera principale, rispettivamente Die Stufen des Organischen und der Mensch (Gli stadi dellorganico e luomo) e Sein und Denken (Essere e pensiero), contemporaneamente alluscita di Sein und Zeit (Essere e Tempo) di Martin Heidegger. La corrispondenza tra Knig e Plessner riflette lesperienza di due liberi docenti allUniversit di Gottinga nello sforzo per aprirsi un varco nellintricato ambiente accademico e, nello stesso tempo, costituisce unimportante testimonianza di un dibattito teorico impegnato in un costante confronto con il pensiero dellepoca, il pensiero di Heidegger. A.M. Porta il titolo FILOSOFIA E QUESTIONI PUBBLICHE la nuova rivista di losoa analitica della politica diretta da Sebastiano Maffettone e pubblicata dalleditore Armando di Roma. Come si evince dalleditoriale, la rivista aspira allattenzione di un pubblico di studiosi, ma pu sperare di essere letta anche da molti di quei cittadini e cittadine che credono che una vita pubblica migliore in Italia dipenda in parte dal progresso dellargomentazione razionale in etica e in politica. Il primo numero, dedicato a John Rawls, apre con un contributo di Salvatore Veca sul tema della tolleranza e ospita contributi di A. Besussi, L. Ferrero, A. E. Galeotti, V. Marzocchi. Da segnalare il nutrito e autorevole comitato scientico tra i cui nomi spiccano quelli di D. Antiseri, R. Dworkin, A. Honneth, E. Lecaldano, T. Nagel, R. Nozick, J. Rawls, S. Rodot, A. Sen, S. Veca. L.S.

La pubblicazione della corrispondenza fra Gustav Landauer e Fritz Mauthner, GUSTAV LANDAUER - FRITZ
MAUTHNER: BRIEFWECHSEL 19801919 (a cura di Hanna Delf, C. H.Beck,

Monaco di Baviera 1994) ci rende non solo lo specchio di unepoca, ma una precisa denizione della sionomia dei due interlocutori, entrambi provenienti dalla borghesia ebraica assimilata. Fritz Mauthner (18491923) era un deciso estimatore di Bismark e, con i suoi Beitrgen zu einer Kritik der Sprache (Contributi per una critica del linguaggio), fu uno dei fondatori della losoa pragmatica e analitico-linguistica. Gustav Landauer (1870-1919), invece, era uno psicologo orientato al misticismo, studioso di Spinoza, oltre che gura centrale dellanarchismo teorico tedesco. Fu proprio lidea di una critica del linguaggio a creare tra i due uno scambio di opinioni che dur per circa trentanni. La scintilla che diede origine alla profonda intesa fra i due fu laffermazione di Goethe che Mauthner pose a fondamento della sua teoria dellatto linguistico, secondo la quale il linguaggio deve servire per designare la vera natura dellagire umano: In principio non era la parola, in principio era lazione. In un primo tempo Landauer si form alla scuola di Mauthner e, durante un periodo di detenzione in carcere, ebbe modo di studiarne accuratamente la losoa del linguaggio, di cui, gi dal 1906, avvert lorientamento mistico. La guerra mondiale e il patriottismo di Mauthner accentuarono in seguito le divergenze fra i due, per giungere, nel 1919 (anno della repressione della cosiddetta repubblica dei consigli formatasi a Monaco), alla rottura. Furono poi le circostanze esterne a decretare la ne del loro rapporto: Landauer si dedic, infatti, allazione politica diretta, confermando tragicamente con la propria vicenda personale la verit di un detto di Bismark assai apprezzato da Mauthner: non i discorsi o le deliberazioni della maggioranza decidono, nel nostro tempo, le grandi questioni, ma il ferro e il sangue. A.M.

Disponibile in tre volumi, stata pubblicata, a cura di Comelio Fabro, una raccolta delle OPERE DI KIERKEGAARD (Piemme, Casale monferrato 1995). Risalente nel suo progetto editoriale al 1972, la presente raccolta strutturata con accorgimenti che ne facilitano e ne arricchiscono la lettura: note a pi di pagina, un ampio spazio nel quale far confluire annotazioni varie e laggiunta di due scritti kierkegaardiani, Sulla mia attivit e Il punto di vista sulla mia attivit di scrittore, dove emerge lo stretto rapporto fra attivit letteraria e religione presente nellopera di Kierkegaard. Completa questa edizione una aggiornatissima nota bibliograa, comprendente le traduzioni italiane, i repertori

Uno scambio epistolare pu rivelarsi utile per riportare alla luce un dibattito teorico rimasto in secondo piano rispetto a costruzioni speculative di maggiore rilievo. questo il caso della corrispondenza fra Josef Knig e Helmuth Plessner, JOSEF KNIG HELMUTH PLESSNER: BRIEFWECHSEL 1923-1933 (a cura di H. U. Les-

sing e A. Mutzenbecher, prefazione di F. Rodi, Alber, Friburgo - Monaco di Baviera 1994). Entrambi gli studiosi - Plessner si occupava di antropologia losoca; Knig, meno noto, oscillava tra pensiero analitico e pensiero della differenza - ebbero infatti la ventura di pubblicare la loro

Inaugurato da Tullio De Mauro, dal 22 al 27 maggio 1995 si svolto un convegno dal titolo: PASSIONI, CARATTERI E GESTUALIT IN UTOPIA, organizzato dallAssociazione Internazionale per gli Studi sulle Utopie (AISU) in collaborazione con la Fondazione Eugenio Battisti di Roma, la Society for Utopian Studies (SUS), lIstituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli e le Universit di Roma, Cassino e Macerata. Nelle due giornate allUniversit La Sapienza di Roma (22-23 maggio) sono stati affrontati vari temi: Lequilibrio delle passioni nelle utopie razionalistiche; Passioni conflittuali e critica socio-politica; Le passioni nella storia delle utopie ed altri. Le passioni al femminile e i Rapporti mente-corpo sono stati argomento specico dei lavori svoltisi presso lUniversit di Cassino (24 maggio). Sulle Passioni borghesi e proletarie nella produzione letteraria dellOtto e del Novecento si discusso nella sede dellIstituto Universitario napoletano (25 maggio); e inne, nella sede dellAteneo maceratese (26-27 maggio), sono state dibattute, tra le altre, problematiche di particolare attualit, quali Il dibattito tra media e politica; Complessit: caos e utopia; Gesto, musica e teatro in utopia. La settimana di studi si conclusa con una Tavola rotonda sul tema: Proposte per una diversa progettualit del reale: frenare o potenziare le passioni?. Il Convegno ha inteso recuperare gli aspetti a-razionali delluomo, facendosi interprete di alcune istanze della cultura antirazionalistica e antifondazionalistica sempre pi prevalenti, negli ultimi decenni, in alcuni settori di ricerca del nuovo continente, ma anche del nostro. Il carattere pluriprospettico dellutopia ha, inoltre, permesso agli studiosi impegnati nelle diverse discipline - dalla losoa allantropologia, alla politica, al diritto no alleconomia e alla statistica - di soffermarsi sulla variegata gamma dei sentimenti umani, sulla loro denizione, e sulle loro associazioni e combinazioni in tempi e circostanze diverse, nonch sulla congurazione, sul piano interpersonale, sociale e politico, di comportamenti mediati dai segni consci e inconsci della gestualit e dellespressione siognomica. F.R.

Lo studio di Dario Antiseri , Liberi perch fallibili (Rubbettino Editore, Soveria Manelli CZ - Messina 1995) inaugura la nuova collana LA POLITICA: METODI, STORIE TEORIE, della casa editrice calabro-sicula Rubbettino, che si propone di analizzare i fenomeni socio-politici da una prospettiva di individualismo metodologico, dove istituzioni ed eventi sociali (partiti, classi, sistemi economici, sistemi elettorali) vengono esaminati in termini di individui e azioni individuali. La collana, diretta dallo stesso Antiseri, prevede anche testi teorici dedicati alla scuola marginalista austriaca (Menger, Boehm, Mises, Hayer), agli sviluppi americani di questa scuola (Rothbart, Kirtzner) e al razionalismo critico (Popper, Albert, Barthley). Gli ultimi volumi pubblicati, La societ aperta e suoi amici, di Rocco Pezzimenti (con lettere di Isaiah Berlin e Karl Popper), e Contro lo statalismo, di Luigi Sturzo (a cura di L. Dalu), sono una prova di come il nuovo possa trarre spunti nel passato. L.S.

Nella convinzione che i grandi temi losoci possano essere affrontati al di fuori degli schemi accademici, in modo tale da poter risultare appassionanti e concreti anche per i non addetti ai lavori, pur mantenendo il rigore che deve accompagnare lindagine losoca, con il titolo ALMANACCO DI FILOSOFIA 96 la rivista MicroMega dedica un numero speciale al dibattito losoco etico e politico contemporaneo. Aprono il fascicolo le interviste di Norberto Bobbio a Nicola Abbagnano e Antonio Ban, I compiti della losoa ; i problemi pubblici della losoa sono invece oggetto di un carteggio - vero e proprio volume nel volume con una presentazione di Alessandro Ferrara tra Jrgen Habermas e John Rawls. Il numero speciale ospita inoltre una lunga intervista tra politica e losoa di Adam Michnik a Isaiah Berlin; un saggio di Gianni Vattimo sul concetto di Dio in chiave post-moderna;

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NOTIZIARIO
due testi inediti in italiano di Char e Heidegger, accompagnati dal testo originale a fronte; quattro saggi di George Bataille, Fernando Savater, Alain Fienkelkraut e Paolo Flores dArcais dedicati rispettivamente a Simone Weil, George Santayana, Hannah Arendt, Albert Camus. Completano il fascicolo contributi di Adriana Cavarero, Massimo Cacciari, Sergio Givone, Roberto Esposito, Lucio Colletti. L.S. Leditore Vallecchi di Firenze propone una nuova collana, RELIGIONI, STUDI, TESTI, STRUMENTI, diretta da Giampiero Bof (Istituto di Scienze Religiose di Trento e Urbino), i cui primi titoli saranno: G. Bof, P. Cannata, P. Golinelli, R. Stopani, Il Giubileo. Storia e pratiche dellanno santo; F. Molteni, Memoria Christi; G. Ferro, Il Conclave. Inoltre entra a far parte del catalogo delleditore orentino il periodico semestrale DISCIPLINE FILOSOFICHE, a cura del Dipartimento di Filosoa dellUniversit degli Studi di Bologna. Con una nuova veste graca, la rivista privileger una struttura a carattere monograco: a quattro sezioni principali corrisponderanno quattro tematiche disciplinari, ermeneutica, etica, analitica, fenomenologia. Il numero 1 (1995) della nuova serie dedicato a Hegel: fenomenologia, logica, sistema. L.S. nute antagoniste: luna di area continentale, che predilige la narrazione e ricostruzione dei testi, laltra tipicamente anglosassone, analitica, centrata sui problemi e sui ricorrenti tentativi di soluzione. Allinterno dei volumi Storia da segnalare la peculiare trattazione del Novecento: tre capitoli dedicati a grandi aree tematiche: Linguaggio, scienza, losoa, Storia, societ, civilt, Tempo, esistenza, verit. L.S. intervenuti A. Iacono, R. Davini, L. Sciolla e P. Solinas. In collaborazione con la Scuola Internazionale di Alti Studi Scienze della Cultura , sabato 4 maggio prevista una giornata di studio conclusiva con Luois Dumont su: I Modelli del comprendere a cui parteciperanno R. Bodei, S. Lukes, N. Addario, A. Biondi, F. Cassano, R. Davini, U. Fabietti, A. Iacono, M. Revelli, L. Sciolla, P. Solinas. Informazioni ai centri della Fondazione Collegio San Carlo, via San Carlo 5, Modena (tel. 059 222315). L.S.

La rivista LE SCIENZE, edizione italiana di Scientic American, dedica interamente i suoi Quaderni (febbraio 1996) alla bioetica. Quasi un volume collettaneo sul tema del rapporto tra scienza e etica nella convinzione che ogni ricerca scientica, riguardante il campo della medicina o della biologia, debba oggi inevitabilmente fare i conti con largomentazione morale. Informati a una visione positiva della bioetica, non barriera etica allavanzamento tecnico-scientico, ma fondamentale supporto di riflessione al sapere medico-scientico, i diciassette contributi di questo numero speciale forniscono una visione dinsieme dellattuale dibattito italiano. Dai principi della bioetica (U. Scarpelli: Bioetica: alla ricerca dei principi), alle origini della disciplina (M. Mori: La novit bioetica), al rapporto tra medicina e societ (C.A. Viano: La bioetica difensiva e i fatti della bioetica), alla questione centrale di persona (P. Cavalieri: Il concetto di persona e gli animali non-umani), al problema dei trapianti (E. Lecaldano: Espianto da cadaveri: il problema etico). Interventi inoltre di: A. Santosuosso, R. Morison, C. A. Defanti, D. Neri, A. Spagnolo, H. T. Engelhardt, C. Flamigni, J. Harris, G. Berlinguer, S. Rodot, G. Ferrando. L.S.

Raffaello Cortina propone una nuova collana, in cui verranno pubblicate alcune delle opere pi importanti di JACQUES DERRIDA. La collana, diretta da Maurizio Ferraris e Pier Aldo Rovatti, stata inaugurata nel mese di ottobre 1995 con la pubblicazione di Politiche dellamicizia, il lavoro pi recente di Derrida, dedicato a uno dei grandi temi della losoa morale: lamicizia. Per il 1996 la collana prevede due altri titoli: Donare il tempo e Limited Inc. L.S.

Il numero 12 (marzo 1996) di PAROL, quaderni annuali di estetica, fondati a Bologna nel 1985 dal Luciano Nanni, apre con due saggi inediti in Italia di Paul K. Feyerabend e Wladimir Krysinsky, a cui fa seguito il testo di una conferenza tenuta da Luciano Nanni allUniversit canadese di Toronto sul problema delle condizioni intersoggettive e infrasoggettive della creativit in generale e dellartisticit in particolare. Chiudono il volume due lettere inedite del losofo ed estetologo recentemente scomparso Rosario Assunto. L.S.

Suddiviso in tre sezioni principali: Prolo, Autore, Tema, il manuale LA FILOSOFIA ATTRAVERSO I TESTI, edito dalla casa editrice Loescher di Torino, il risultato del lavoro comune di tre autori, Lydia Tornatore, a cui si deve il progetto dellopera, Gaspare Polizzi e Enzo Ruffaldi. Lopera sottolinea limportanza della dimensione testuale, offrendo un approccio alla losoa legato alla lettura necessariamente parziale, ma signicativa, di pagine rilevanti nella produzione losoca. Due i livelli di indagine consentiti dal manuale, fedele alla impostazione metodologica proposta dalla Commissione Brocca per linsegnamento della losoa nei Licei tradizionali e in quelli sperimentali: una trattazione generale delle linee della riflessione losoca (sezione Prolo), a cui pu seguire una pi approfondita attraverso i testi (sezioni Autore e Tema). La Filosoa attraverso i testi ha un ampio corredo di sussidi didattici: schede informative sui pensatori minori, schede lessicali sui termini-chiave del vocabolario losoco, esercizi, tavole sinottiche. Lopera conferma la produttivit del connubio losoa-informatica: un ipertesto (quattro dischetti utilizzabili su ogni pc) permette interventi e collegamenti concettuali guidati o liberi. E un le di testo, Filosoa in Internet, fornisce un elenco commentato dei principali siti losoci presenti in Internet. La proposta delleditore Bompiani di Milano (Rcs Libri & Grandi Opere) invece un corso di storia della losoa per le scuole superiori, FILOSOFIA, diretto da Salvatore Veca e a cura di Giorgio Mancini, Stefano Marzocchi, Gianbattista Picinali, articolato in tre volumi, Storia, dedicati alla presentazione della storia delle idee e della ricerca losoca, e in altri tre, Testi, costituiti da materiali selezionati tematicamente: Verit, Etica, Politica/Mondo, Bellezza, Storia/Tempo, Vita/Morte, Linguaggio, Dio. Il corso combina in tal modo due prospettive di ricerca differenti e da sempre rite-

Una vera e propria biblioteca delle idee per la civilt planetaria: la nuova rivista PLURIVERSO (Etas Libri, Rcs, Milano) si dichiara pronta ad accogliere le molteplici sde della civilt planetaria, con un tipi di informazione interessata ai diversi linguaggi, culture, competenze ed esperienze. Il primo numero (dicembre 1995) apre con un saggio di E. Morin : Una politica per let planetaria e ospita contributi di: P. Matvejevic, M. Capasso, M. Callari Galli, W. Lepenies, R. Eisler, M. Gimbutas, A. Montuori, U. Morelli, G. Varchetta, A. Gargani, I. Stengers, E. Manzini, S. Pizzocaro, G. De Michelis, D. Von Engelhardt, J. Le Moigne, G. O. Longo. L.S.

Presentata dal Goethe Institut di Milano, in collaborazione con il Settore Trasparenza e Cultura della Regione Lombardia, dal 4 al 30 aprile 1996, si tenuta a Palazzo Bagatti-Valsecchi di Milano la mostra documentaria
SGUARDI SU NIETZSCHE: IMMAGINI, DOCUMENTI, TESTIMONIANZE,

Il rapporto tra arte e religione e lantropologia di Louis Dumont sono i temi di indagine dei due seminari promossi dal Centro Studi Religiosi e dal Centro Culturale della Fondazione Collegio San Carlo di Modena, nei mesi di marzo, aprile e maggio 1996. Sul RAPPORTO TRA L ESPERIENZA RELIGIOSA E LE FORME DELLARTE FIGURATIVA nella storia

dellOccidente, con una particolare attenzione alle prescrizioni dottrinali e agli atteggiamenti storici, si sono svolti gli incontri a carattere seminariale su La questione delle immagini nelle religioni del libro, organizzati dal Centro Studi Religiosi della Fondazione Collegio San Carlo di Modena, con una particolare attenzione al tema della negazione delle immagini (il prossimo anno - nella seconda parte de seminario - verr invece affrontata la questione della loro legittimazione). Questo il calendario delle sedute: gioved 28 marzo, G. Carchia: La dialetticadellimmagine fra Oriente e Occidente; gioved 11 aprile, F. Calabi: La tradizione dellaniconismo ebraico; gioved 28 aprile, F. Calabi: Simbolo e assenza: le immagini nel giudaismo; gioved 2 maggio, G. Scarcia: Parola e immagine nellIslam; gioved 9 maggio, G. Scarcia: Islam: laltro Occidente. Gli studi e le opere di LOUIS DUMONT, uno dei pi influenti antropologi del nostro secolo, hanno invece ispirato il seminario Modelli per la teoria e la storia delle culture: Louis Dumont che si tenuto al Centro Culturale della Fondazione Collegio San Carlo di Modena da marzo a maggio 1996. Lobiettivo era quello di fare il punto sulla ricezione di Dumont in Italia, il cui lavoro si colloca, in parte, nel solco della tradizione di studi sviluppata da Durkheim e Mauss. Sono

curata da Pier Carizzoni. Associato ad essa, il 19 e 20 aprile, al teatro Franco Parenti di Milano, si svolto un convegno su Nietzsche. A partire dall11 maggio la mostra sar trasferita nelle sale di Palazzo Albrizzi a Venezia. Accanto a fotografie e documenti, il materiale espositivo vanter una piccola biblioteca nietzescheana. Le 110 immagini, di cui un terzo ritraenti Nietzsche dallet di 16 anni sino alle soglie della sua morte, costituiscono uno straordinario campionario di volti e personalit dellintellighentia svizzera e tedesca del Sette-Ottocento. Tra i compagni di studi e amici vengono rievocati Beethoven, Hlderlin, Schoepenhauer, Wagner, Lou Andreas-Salom: figure determinanti per il Nietzsche uomo e filosofo. Il rapporto tra Nietzsche, gli uomini e le idee del suo tempo documentato dai testi collocati accanto alle immagini, selezionati in gran parte dallepistolario del filosofo. Informazioni al Goethe Institut di Milano, via San Paolo 10 (tel. 02 76005571). L.S.

Quali sono gli esiti economici, politici, comportamentali e culturali dellintroduzione delle nuove tecnologie nella nostra vita e come mutato il panorama complessivo della societ alle soglie del nuovo millennio? Intende rispondere a queste domande la nuova collana della casa editrice Feltrinelli, INTERZONE, una collana di editoria cyber - cyberpunk, realt virtuali, videogiochi, reti informatiche, Internet, filosofie della comunicazione, cyberart, techno femminismo, nuovi soggetti sociali e nuovi diritti - definita di frontiera, perch in grado di fornire, grazie alla sua capacit trasversale, strumenti di lettura di un reale sempre pi multiforme e mutevole, attraverso i testi e la consulenza dei maggiori esperti del settore. La letteratura cyber saggistica della feltrinelli comprende i testi di D. de Kerckhove, La civilisation vidochrtienne ; D. J. Haraway, Un manifesto cyborg e altri scritti.; P. Lvy, Lintelligenza colletiva (gennaio 1996); di prossima pubblicazione: M. Kaku, Hyperspace e P. Queau, Le virtuel. Veritus et vertiges. L.S.

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Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Immanuel Kant, Friedrich Daniel Ernst Schleiermacher, Novalis (Friedrich von Hardenberg), Friedrich Schlegel, Friedrich Wilhelm Joseph Schelling

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Romanticismo e modernit
Si svolto a Torino, dal 25 al 27 maggio 1995, presso la Galleria darte moderna, un Convengo di studi su ROMANTICISMO E MODERNIT, organizzato dal Goethe Institut di Torino in collaborazione con le Universit degli Studi di Torino, Milano e Udine. Articolati in tre principali ambiti tematici: teoria e storia del romanticismo, losoa della religione, losoa dellarte e della natura, i vari interventi al convegno hanno cercato di cogliere quali eredit di pensiero provengano alla coscienza moderna dallesperienza intellettuale e losoca dei romantici.

Ha esordito Ernst Behler, che ha rilevato nella riflessione sulla storia di Friedrich Schlegel, presente nei primi saggi e nei frammenti tra il 1794 e il 1795, una chiara impronta umanistica, laddove viene accentuata lindipendenza della storia da uno stato assoluto, passato o futuro-utopico. Sotto linflusso di Condorcet, che mette in crisi le idee di totalit e unit della storia, la querelle des anciennes et des modernes , ha fatto notare Behler, si rivela processo di riduzione della classicit, e in genere dei modelli artistici anche moderni, a valori relativi. Negli interventi schlegeliani sullAthenum del 1797, ha continuato Behler, questo movimento decentrato del moderno diviene espressione del divenire continuo dellesistenza umana, che apre a una concezione della modernit cosciente di s, alla relazione positiva di immaginazione e ragione, losoa e poesia universale progressiva. Distanziandosi dallidealismo di Fichte e Schelling, e forte dellesempio di Winckelmann, Schlegel arriver ad affermare che la miglior teoria dellarte la sua storia; anche se il sistema storico resta un progetto in eri . Otto Pggeler ha ripercorso lesperienza intellettuale di Novalis no alle conferenze di Jena del 1799, in cui viene affermato il punto di vista della storia dellumanit. Qui, lesaltazione dellarmonia medioevale non si rifanno alla mera forza della tradizione, ma vi cercano il contenuto losoco in funzione di un futuro ri-

scatto, le tracce di un nuovo mondo. Secondo Pggeler, il percorso di Friedrich Schlegel, dal 1806 no alle lezioni viennesi del 1828, segnato dal problema di una deduzione a priori delle epoche dei popoli dalle possibilit delluomo, che non violenti la storia reale; al principio di perfettibilit viene dunque ad aggiungersi quello di corruttibilit, per cui, rispetto al ciclo dellantico, il moderno si pone come inconcludibile, aperto. Questo punto di vista romantico, ha concluso Pggeler, richiamando Koselleck, restituisce limmagine pregnante di una storia dallinterno, dove futuro e passato plasmano insieme il presente e ogni cosa ha il suo tempo. Tale approccio elude ogni immagine totalizzante della storia; piuttosto, cerca un dialogo delle tradizioni. Il fondamento scettico della Frhromantik viene posto da Manfred Frank in un contesto preciso, quello di Jena del 1796, dove risuona il motto di Schlegel: Ogni verit relativa, ogni sapere simbolico. In rapporto al dibattito sulla possibilit di un sistema di conoscenze da una proposizione prima, maturatosi intorno a Reinhold (von Herbert, Erhard, Niethammer) tra il 1791 e il 1794, Novalis afferma che lassoluto, come principio, inconsistente (Unding ); piuttosto, lincondizionato oggetto di sentimento ( Gefhl) e fede ( Glaube). Schlegel, dal canto suo, ha precisato Frank, sostiene una teoria coerentistica della verit, come connessione con lintero, che tuttavia sfugge, in assenza di un principio. Le osservazioni di Jacobi, daltra parte, non non influiscono sul fatto che la verit nasce solo dalla distruzione di errori e relativit contrapposti. Lo scetticismo protoromantico, ha concluso Frank, se da un lato non relativista, dallaltro per critico della riduzione idealistica dellessere a stato della coscienza o allevidenza cartesiana. Si apre cos, per Frank, la via verso un ermeneutica della nitezza. Lintervento di Hermann Timm ha innanzitutto rilevato come nel primo romanticismo non ci sia traccia n di una teologia rationalis di stampo ciceroniano, n di una Weltanschauung (visione del mondo) morale. In Schleiermacher , il romanticismo prova disgusto per una fede
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come mera appendice del sapere. A ci si aggiunge, ha osservato Timm, linfluenza pietistica, da una parte, che coagula intorno alla gura femminile dell anima bella la devozione e la sensibilit notturna; dallaltra linsistenza sul ruolo prometeico dello spirito creato. Secondo Timm, la comprensione del principio di predestinazione delluomo spinge il primo romanticismo a recuperare, come precursore, non lo Spinoza del deus causa sui , bens quello dell amor dei. Cos, la religione romantica si presenta come un fenomeno letterario; lumanesimo moderno dei protoromantici, in opposizione allo scientismo, risiede per Timm nel realismo di un pensiero debole, discreto verso ci che celato e affascinato dalluomo nella sua compiutezza. Dieter Henrich ha fatto notare come in Kant non sia la prospettiva teoretica, bens quella etica della Gesinnung e della speranza ad alludere allEssere originario e ai caratteri della sua personalit. Una seconda via, ha osservato Henrich, muovendosi sulle orme di Fichte, scava dallinterno dellio e concepisce lassoluto come un processo, non pi come persona. Lambito problematico del romanticismo, ha cos riepilogato Henrich, poggia innanzitutto sul rapporto tra assoluto e nito; poi sul problema di un discorso su un tale assoluto; inne, sulla formazione della vita nita: Dio si rivela, uscendo dal mero essere per s come assoluto. Nel romanticismo, dunque, lassoluto resta il punto di partenza; ci separa i romantici dai moderni. La sua attrattiva moderna sta invece nella non-cosalit dellassoluto, che ritorna su una base di cui non dispone pi. Per Sergio Givone linfluenza moderna del romanticismo pu emergere sul versante losoco-religioso: se in Hlderlin trovano espressione i nessi tra Dioniso e Cristo, Schelling insiste sulla libert di Dio nel decidere di s, che anche un de-cidersi in altro da s, per cui solo il farsi carico dei peccati umani riconcilia Dio alla coscienza. Con Nietzsche, invece, ha sottolineato Givone, il dionisiaco ormai un valore estetico e linsistenza metasica cade sullapparenza, in opposizione al principio cristiano del realismo. In alternativa alla via secolarizzata,

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resta tuttavia aperta la prospettiva di Heidegger , che vuole prendere sul serio il mitico. Qui, le gure della divinit, ha fatto notare Givone, non si lasciano iscrivere in un orizzonte a priori che le giustichi, ma sono loro stesse a delineare il proprio ambito di senso. Prendendo spunto dalle riflessioni di Bergson in La pense et la mouvant, Gianni Carchia ha rilevato come il romanticismo, conformemente allo schema della dure, abbia creato retroattivamente la sua esistenza passata. Lintreccio di forma e storia che agisce nel romanticismo viene sondato anzitutto da Hegel; poi trova riscontro nello storicismo, dove il romantico diviene tipo; inne, nellermeneutica, la categorialit romantica si identica con la storia, aprendo a unestetica diffusa. Ma tutte e tre queste posizioni, ha osservato Carchia, partono dallidenticazione di Zeitgeist (spirito del tempo) e canone, laddove Leopardi e Baudelaire indicano che il tempo della forma non quello della societ e della civilizzazione borghese-cristiana: il classico eterno, in quanto moderno; il romantico trova legittimazione nella sua naturale caducit ed empiricit. Dal punto di vista della teoria della letteratura, Karl-Heinz Bohrer ha approfondito i concetti di caso e di momento nel protoromanticismo: il caso signicante in s e non rigetta listanza del senso; ma la puntualit del tempo conduce alla negazione del presente, e non in vista di una verit superiore. Va pertanto rivista, secondo Bohrer, la denizione del fantastico romantico come occasionalismo soggettivistico, fornita da Carl Schmitt. In autori come Brentano, Kleist, von Arnim, lo stile dellinsicurezza si sposa al terricante, in una dinamica legata al caso e allimprevedibilit; in E. T. A. Hoffmann, invece, si d una causa dellinquietudine, e alla subitaneit si sostituisce un lento progredire drammatico. Facendo riferimento al dibattito sullinnito in ambito newtoniano, che porter Le Sage, alla met del XVIII secolo, a proporre una teoria del movimento basata su atomi materiali, Francesco Moiso ha mostrato come Kant, prima, e Schelling poi colgano tutta larbitrariet di un procedimento che sancisce, sulla sola base dellassunto della divisibilit nita della materia, un limite dato alla divisione; col che lempirismo di partenza si trasformava in dogmatismo razionale. In realt, ha precisato Moiso, gi nel 1794, in un commentario al Timeo platonico, il giovane Schelling si era accostato al tema della materia come cattiva innit, che veniva riscattata da un limite o principio razionale: linnito nel nito come suo riferimento interno necessario. Viene cos rivalutato il lato del soggettivo e della libert in alternativa al modello atomistico: si comprende qui la ragione profonda dellorganicismo romantico, per cui nel vivente ogni parte cifra del tutto. C.Al.

Anniversari vichiani
LAccademia di Studi Italo-Tedeschi di Merano ha inteso celebrare i due anniversari vichiani del 1994 (il 250 anniversario della morte del losofo e della pubblicazione dellultima Scienza nuova), promuovendo nei giorni 8 e 9 maggio 1995 a Merano il XVII Simposio di studi italo-tedeschi, cui hanno partecipato studiosi di area culturale italiana e tedesca.

In apertura Girolamo Cotroneo ha trattato del pensiero politico di Vico, aspetto trascurato dalla scuola neoidealista e no ad anni recenti misconosciuto dalla critica, prendendo spunto dal confronto critico con Jean Bodin, che lo stesso Vico solleva nella Scienza Nuova. Sempre nellambito della riflessione politica Dario Barbieri si soffermato sul concetto di senso comune in Vico e nella Critica del giudizio di Kant, mostrando come questo concetto sia alla base in Vico di una losoa politica che intende porsi come antitetica ad una posizione razionalista di stampo cartesiano e, in quanto raccordo tra la totalit dellesperienza sensibile delluomo e la realt sovrasensibile, si riveli al contempo strumento per riconfermare in modo pieno il valore della Rivelazione. Josef Seifert ha messo in questione la presunta maggiore conoscibilit della storia rispetto ai primi principi della metasica e alle leggi logiche e matematiche, arrivando ad interrogare i fondamenti stessi dellintellegibilit delle cose, la costituzione dellessere di storia e leggi evidenti, e inne lo stesso principio della maggiore comprensibilit delle cose fatte dalluomo. In unottica prettamente storica, Kurt Flasch ha invece delineato il rapporto della losoa vichiana con la metasica ed in particolare con la metasica di Aristotele, concentrandosi soprattutto sul periodo antecedente allelaborazione della Scienza Nuova. Partendo dallesame della soluzione vichiana al problema della conoscenza posto da Cartesio, Horst Seidl ha sottolineato come la losoa della storia che ne scaturisce nisca per sostituirsi alle tradizionali discipline teoretiche della losoa. La ragione di ci sarebbe da ricercarsi non tanto nella natura della critica a Cartesio, quanto nella stessa impostazione del problema della conoscenza, che Vico riprende dal losofo francese. Giuseppe Patella ha analizzato il rapporto tra losoa e poesia nel pensiero vichiano della maturit, mostrando come Vico prevalga un intento unitario, teso a coniugare percezione sensibile e concetto, ordine razionale, in una nuova superiore logica poetica. Aprendo una prospettiva sul campo della storia e della critica darte Franco Barbieri ha invece riferito degli impulsi forniti dal pensiero vichiano alla riflessione estetica, risalendo no a Croce e Read e passando per lestetica marxista.
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Inne, la rilevanza del concetto vichiano di senso comune per il pensiero pedagogico contemporaneo stata messa in luce da Lutz Koch; mentre Franco Ratto ha ricordato il contributo divulgativo e teoretico apportato agli studi vichiani da Giorgio Tagliacozzo. Tra le iniziative celebrative dellanniversario vichiano vale la pena segnalare anche il Convegno internazionale sul tema: Giovambattista Vico nel suo tempo e nel nostro, promosso dallIstituto Suor Orsola Benincasa e svoltosi a Napoli nei giorni 13 dicembre 1994. Varie le sollecitazioni provenienti dai relatori: Alain Pons ha cercato di cogliere analogie e differenze tra Vico e Montesquieu nel rispetto della loro specica originalit; Mario Agrimi ha ricondotto il problema della presenza e dellincidenza del pensiero di Malebranche a Napoli entro il quadro pi generale del cartesianesimo napoletano; per Mario Papini la nozione di conatus, elaborata da Vico gi nel De antiquissima, va collocata al centro anche del capolavoro vichiano della maturit; Maurizio Torrini ha invece ricostruito la situazione scientica napoletana del primo Settecento, mentre Mark Lilla si detto convinto della radicale opposizione di Vico alle correnti intellettuali del suo tempo; Jos M. Sevilla ha invece richiamato limmagine moderna di Vico nella ricezione spagnola ottocentesca. Per Antonio Borrelli il problema di Vico fu di dinamicizzare le ormai statiche proposte dellatomismo, osservando le indicazioni ideologiche emerse dal celebre processo agli ateisti; in tale contesto Paolo Fabiani ha ripreso il rapporto tra Vico e Malebranche. Sul signicato del termine moltitudine si soffermato invece Riccardo Caporali; mentre sulle molteplici ragioni che hanno dato un impulso crescente alle ricerche di area anglosassone su Vico nel secondo dopoguerra si intrattenuto Leon Pompa. Secondo Francesco Botturi la valenza pratica del pensiero e la poeticit originaria dellesperienza etico giuridica costituiscono le chiavi per una rilettura della losoa pratica di Vico; sui temi della retorica giudiziaria e del suo rapporto con la losoa pratica si soffermato anche Alessandro Giuliani; mentre un confronto tra gli Exercitia Spiritualia di Ignazio di Loyola e le Orazioni inaugurali vichiani stato proposto da Giorgio A. Pinton. Gianfranco Cantelli ha riflettuto sul problema centrale della lingua nellopera vichiana; Andrea Battistini ha invece esaminato linfluenza di Vico su unoscuro personaggio modenese del Settecento: Ildefonso Valdastri. Sullimportanza della poesia come attivit autonoma della conoscenza ha richiamato lattenzione Vincenzo Placella; mentre Nicola Badaloni ha richiamato lattenzione degli studiosi su un aspetto ancora trascurato, la teoria dellinvarianza. Arturo Martone si sofferma-

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to sui problemi della narrazione autobiograca di Vico in relazione alle questioni del tempo storico e dello stile; mentre Giuseppe Patella ha messo in evidenza limportanza del tema della corporeit in Vico per la nascita dellestetica moderna. Sulle origini vichiane del proprio Albero della conoscenza, elaborato nel 1959 e ora aggiornato, ha parlato il decano degli studiosi vichiani, Giorgio Tagliacozzo. Un bilancio dellattivit svolta dal Centro di Studi Vichiani di Napoli stato tracciato da Giuseppe Cacciatore; degli studi su Vico condotti dal Lessico Intellettuale Europeo ha riferito invece Marco Veneziani. Vittorio Mathieu ha mostrato come nella concezione vichiana della provvidenza confluiscano due tradizioni opposte ma necessarie: quella biblica e quella plotiniana; Giuliano Crif ha inteso mostrare come nella riflessione vichiana sul diritto emerga il tentativo di unicare la politica e il diritto. Sul signicato storico-culturale e sugli interessi del mito e della metafora nella riflessione contemporanea si soffermato Antonio Pieretti. Ha concluso il convegno Franco Ratto che ha ricordato la lunga e meritoria opera, teorica e organizzativa di Giorgio Tagliacozzo. F.R. della soggettivit costituisce, dunque, un presupposto irrinunciabile delletica. Lautocoscienza, ha fatto notare Frank, ci familiare in modo pi originario di tutto ci che possiamo scorgere negli altri, in base a osservazioni sul loro comportamento; essa pi originaria di una qualunque denotazione, ottenuta attraverso indicatori spazio temporali, che trovano la loro radice solo nella presenza spirituale dellautocoscienza. Lautocoscienza non pu neppure, secondo Frank, essere descritta come loggetto di un sapere, poich ogni sapere relativo a una teoria che pu essere falsa. In ogni caso, il soggetto dellautocoscienza non si identica con il soggetto logico del pensare, bens con il fatto stesso del pensare. Da qui il legame esistente tra il riconoscimento dellindipendenza dellautocoscienza e la conferma del suo carattere prelinguistico, se con linguaggio intendiamo la totalit di ci che pu essere comunicato e reso comprensibile attraverso proposizioni. Intervenendo su Il tema della natura in Kant, Silvestro Marcucci si soffermato sulla questione della natura dal punto di vista scientico, epistemologico e gnoseologico, allinterno della riflessione di Kant, anche in rapporto agli scienziati a lui contemporanei. Marcucci ha anzitutto distinto fra due nozioni di natura, quella in generale, esaminata da Kant nella prima edizione della Critica della ragion pura e nei Prolegomeni , nonch nei Primi principi metasici della natura, e quella particolare, in quanto colta attraverso la molteplicit dalle sue leggi empiriche, affrontata nella Critica del giudizio e nellOpus postumum . La natura in generale, secondo Kant, rappresenta lesistenza delle cose, in quanto essa determinata da leggi universali; la questione dellessenza della natura in generale dunque tuttuno con quella della sua conoscibilit. A partire dalle caratteristiche di ciascuno dei quattro gruppi di categorie (quantit, qualit, relazione e modalit) Kant pregura quattro scienze particolari: la foronomia, ovvero la cinematica, la dinamica, la meccanica, la fenomenologia. A partire dal 1790, tuttavia, la conoscenza della natura in generale si rivela per Kant insufciente. NellIntroduzione alla terza Critica, ha osservato Marcucci, Kant insiste sullespressione: leggi empiriche, facendo riferimento a una natura non pi in generale, ovvero caratterizzata da una necessit assoluta, bens a una molteplicit contingente, che il nostro intelletto non riesce a cogliere: la facolt del giudizio viene messa in campo da Kant proprio a questo scopo. Il suo lo conduttore costituito ora dalla nalit della natura; un concetto a priori di carattere dunque trascendentale, e non psicologico, che storicamente, ha ricordato Marcucci, trova le sue radici nel concetto di organizzazione della natura, di particolare importanza per gli scienziati e i loso del Settecento.
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Il soggetto a partire da Kant


Organizzato dalla cattedra di Ermeneutica losoca dellUniversit di Venezia, si svolto da gennaio a maggio 1995, sotto la direzione di Mario Ruggenini, un ciclo di incontri seminariali dal titolo: SERMO, dedicati alla questione del soggetto e della sua conoscenza del mondo. Attraverso i campi della fenomenologia, dellermeneutica e dellontologia, e con particolare riferimento alla riflessione di Kant, si sono succeduti interventi di Manfred Frank, Silvestro Marcucci, Gian Luigi Paltrinieri, Marc Richir, Vittorio Sainati, Giulio Severino.

Nel suo seminario dal titolo: E la soggettivit una non cosa? Su alcune difcolt della riduzione naturalistica dellautocoscienza, Manfred Frank ha affrontato la questione dellirriducibilit dellautocoscienza, come interesse fondamentale della losoa moderna e di quella contemporanea. Leliminazione della coscienza implica necessariamente, secondo Frank, limpossibilit di una riflessione specicamente losoca, la cui peculiarit risiede nellargomentazione, che la distingue tanto dai discorsi scientici, quanto dal linguaggio quotidiano. Nellargomentazione losoca viene infatti alla luce il carattere di libert del parlante, che presuppone una soggettivit irriducibile. Il soggetto dellargomentazione un soggetto libero, consapevole di s medesimo; il riconoscimento

Rispetto alla prima Critica, ha fatto notare Marcucci, risulta ora ridenita la nozione di oggettivit scientica, a cui secondo Kant si perviene, pur in una prospettiva ancora newtoniana, attraverso congetture che non hanno nulla di arbitrario e di fantasioso, ma sono invece imposte dalla natura e richieste dalla ragione. In questo senso, ha concluso Marcucci, il concetto kantiano di natura e la sua conoscibilit, scevri dal dogmatico mito della certezza, si mostrano vicini a quelli degli scienziati contemporanei. Gian Luigi Paltrinieri ha esordito nel suo intervento su I fatti della ragione: Kant tra dogmatismo ed esperienza del limite, ricordando laccusa di dogmatismo che Husserl rivolgeva a Kant, imputando alla sua analisi di non essere autenticamente critica, in quanto non mette in opera la rinuncia denitiva a ogni presupposto. Cartesio , per contro, ha continuato Paltrinieri, sarebbe, secondo Husserl, lautentico padre della losoa critica, nel suo riferirsi alla coscienza come cominciamento assoluto. Dato per che per Kant dogmatico colui che resta imbrigliato nellapparente immediatezza ed evidenza del dato, si spiega allora linsistenza kantiana sullimprescindibilit per la ragione umana, in quanto ragione nita, di giudicare. Tuttavia, ha sottolineato Paltrinieri, alla risolutezza con la quale Kant si sottrae allimperio della necessit fattuale, che inerisce ai fatti empirico-naturali, pare non corrispondere un atteggiamento analogo nei confronti della necessit, altrettanto fattuale, che compete ai fatti della ragione. Di fatto, il binomio ragione-libert non sempre si contrappone, in Kant, alla natura, che appare invece talvolta come lelemento di sostegno e la giusticazione delle strutture della ragione; in breve, come il suo fondamento. Allindagine critica kantiana, ha concluso Paltrinieri, risulterebbe pertanto estranea la pretesa di guadagnare il cominciamento assoluto; la soggettivit trascendentale kantiana non intende n porsi fuori dalla natura e dal mondo, n farsi carico ( a differenza di Cartesio e Husserl) del compito del cominciamento assoluto. La prospettiva kantiana sembra segnalare, piuttosto, una peculiare coincidenza del senso del limite con una congurazione teoretica che, iuxta le stesse indicazioni di Kant, pu essere denita come una forma di dogmatismo. Il problema di una fondazione del sapere delluomo stato affrontato anche da Marc Richir nella sua relazione Istituzione simbolica, linguaggio, storicit. Il problema della genealogia della logica, ha esordito Richir, rinvia in Husserl alla questione della genealogia delle idealizzazioni. Lidealizzazione coestensiva a un sistema denibile come istituzione simbolica e, in rapporto alla Lebenswelt (mondo della vita), come istituzione simbolica del mondo. Essa si caratterizza per una doppia dimensione:

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sincronica, statica e strutturale da un lato, diacronica, genetica e storica dallaltro. La dimensione storica, ha precisato Richir, viene messa in luce dal fatto che la maggior parte delle idealizzazioni rimane, in effetti, implicita; esse si sono infatti cristallizzate lungo il percorso di una storicit trascendentale che ha lasciato tracce sedimentate nella soggettivit trascendentale. Di questa rete di idealizzazioni esistono differenti strati, che costituiscono, nel loro insieme, la storicit della rete medesima, come viene tematizzata dallanalisi fenomenologica. In questa prospettiva, ha sottolineato Richir, non c tuttavia alcuna effettualizzazione di senso che possa costituire una fondazione originaria per listituzione simbolica; questultima appare perci senza origine e senza agente dal punto di vista fenomenologico, in quanto nessuna effettualizzazione di senso pu essere posta, a causa del carattere peculiare della sua storicit, come originaria. Per questo occorre, secondo Richir, rinunciare alla nozione husserliana di soggettivit trascendentale. Riconoscendo il carattere radicalmente fenomenico del senso, in quanto fenomeno linguistico, si delinea piuttosto una interfatticit trascendentale del senso, che si esplica nel linguaggio in quanto riflessione estetica, in senso kantiano, ovvero fenomenologica: una riflessione senza concetto, e senza soggetto. La questione della soggettivit e del fondamento stata oggetto della relazione di Vittorio Sainati, che ha messo a fuoco, allinterno del pensiero gentiliano, la crisi documentata dalla pubblicazione in due volumi (1917-1923) del Sistema di logica come quella di una vera e propria svolta. Negli scritti precedenti al Sistema, ha osservato Sainati, Gentile celebra latto del pensare, in quanto principio gnoseologico che si pone come fondamento ontologico. In questa prospettiva, il pensiero si determina, nel suo attuarsi, come pensiero pensante, sfuggendo ad ogni oggettivazione, che inibisce la possibilit di teorizzare latto stesso del pensiero, e ponendosi come principio di ogni oggettivabilit. Il fatto, per, che tutto ci si conguri come una teoria, ha sottolineato Sainati, determina una contraddizione, dal momento che, con loggetto, stato eroso lo stesso fondamento oggettivo del soggetto. La svolta attuata dal Sistema di logica consiste appunto, secondo Sainati, nel recupero delloggettivit del pensiero: in questopera, infatti, viene delineata una logica dellastratto. Loggettivit del concetto, cos recuperata, congura il sistema in quanto sillogismo, che rinvia al carattere circolare del concetto medesimo. Dietro lastratto, ha precisato Sainati, appare ancora il concreto, in una prospettiva che si delinea come ermeneutica: la relazione che lega il soggetto alloggetto non si caratterizza come gnoseologica, bens come cifrale. Negli oggetti, nelle proprie attivit, nelle proprie esplicazioni, lio si conosce in quanto si esibisce, secondo una necessit che quella del sistema. Lio non pu conoscersi se non parlando di s in terza persona, cio mediatamente. La svolta del 1917 nel pensiero di Gentile, ha tuttavia precisato Sainati, non mette affatto in archivio la forma primitiva dellattualismo: nella contrapposizione fra logos astratto e logos concreto il secondo viene a farsi carico delle esigenze del primo, che veste ancora, nel secondo volume del Sistema, le caratteristiche del fondamento: dietro alla svolta ermeneutica continua ad agire il paradigma metasico della fondazione. Con una relazione su La psicologia razionale in Kant, Giulio Severino ha affrontato il problema della soggettivit in riferimento della questione dellanima come viene esposta da Kant nella Dialettica trascendentale, dove, ha precisato Severino, il termine Seele (anima) indica talvolta anche la nozione di io pensante. La questione dellanima viene peraltro sollevata anche nellimmaginazione trascendentale: il carattere cieco della facolt immaginativa appare infatti come una proiezione del falso raziocinio cartesiano, che conclude allesistenza della sostanzialit dellanima. Daltra parte, ha rilevato Severino, nella riflessione kantiana la determinazione dellego si congura come tentativo di oltrepassare le determinazioni trascendentali, senza andare al di l delle condizioni dellesperienza: lio in s si differenzia dallio in quanto fenomeno, sebbene di esso non si possa dare alcuna descrizione, bens solo affermare il fatto dellesistenza. Lio penso, in quanto senso interno, ha aggiunto Severino, tuttavia distinto in Kant da quel senso interno che ha come suo forma il tempo; in questo senso, lio penso dietro al tempo. In quanto unit sintetica della percezione, esso emerge nellanalitica trascendentale, che costituisce perci, dal punto di vista della specicazione della soggettivit umana, lautentico inizio teoretico della Critica della ragion pura. Lio penso esiste nella realt pur non rappresentando n un fenomeno, n un noumeno. Esso si colloca nello spazio del trascendentale, che costituisce la dimensione autenticamente umana. A partire da questa considerazione, ha concluso Severino, si pu ora comprendere il senso dellanalogia espressa dalla rivoluzione copernicana. A prima vista, infatti, sembrerebbe che, laddove Copernico mette in movimento il punto di vista dellosservatore, la gnoseologia kantiana faccia invece ruotare il costituirsi degli oggetti a partire dal punto di vista del soggetto. Sul piano della metasica, tuttavia, in quanto luomo al centro degli oggetti di ogni possibile esperienza, egli risulta eccentrico in rapporto a questi stessi oggetti, concepiti al di fuori dellesperienza possibile. La distinzione fra trascendentale e ontologico segnala dunque la separatezza dellio dal proprio essere. F.C.
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Storia del platonismo


Lanalisi delle diverse immagini di Platone in quattro autori dellantichit: Seneca, Diogene Laerzio, Plutarco e Alcino, ha costituito lasse portante del seminario dal titolo: MOMENTI DELLA STORIA DEL PLATONISMO, tenuto da Margherita Isnardi Parente a Napoli dal 2 al 6 maggio 1995 nella sede dellIstituto Italiano per gli Studi Filosoci.

Margherita Isnardi Parente ha iniziato con lanalisi di alcuni brani tratti da due epistole di Seneca, in cui questi divide la losoa di Platone in sei stadi. Il livello pi alto rappresentato dal genere generalissimo, il quod est, il livello pi astratto ed il pi largamente cogitabile. Subito dopo Seneca pone il deus, lessere per eccellenza della metasica e della teologia. Questo modo piuttosto singolare dintrodurre Platone, ha osservato Isnardi Parente, risente di forti influenze stoiche; manca inoltre qualsiasi riferimento al principio del Bene, vero cardine della speculazione platonica. Come stadi seguenti Seneca pone la coppia idea-eidos; leidos inteso da Seneca come forma immanente delle cose, mentre le idee sono contenute nellintelletto divino; ci troviamo cos di fronte, ha rilevato Isnardi Parente, alla fusione dellidea trascendente con il motivo aristotelico della forma immanente. Seguono inne le cose proprie essenti e quelle che invece quasi sunt. Il Platone di Seneca, ha sottolineato Isnardi Parente, risente moltissimo dunque dinfluenze medio-platoniche. Di Diogene Laerzio Isnardi Parente ha richiamato un brano che riporta una polemica tra un accademico ed un non meglio identicato Alkinos, il quale asserisce la totale mancanza di originalit del pensiero di Platone che avrebbe mutuato il proprio pensiero dallantico poeta Epicarmo. Altrove Diogene Laerzio procede ad unesposizione del platonismo secondo criteri semplicanti della dossograa, dividendo i dialoghi platonici in dialoghi che riflettono le dottrine platoniche sicure e dialoghi aporetici. In questo, ha fatto notare Isnardi Parente, Diogene Laerzio tratteggia un Platone talvolta aporetico, che in certi casi vuol essere schiettamente didascalico e in altri solo stimolare. La suddivisione classica dei dialoghi in tetralogie, Diogene la fa risalire allo stesso Platone. Il linguaggio platonico considerato da Diogene scarso e ambivalente, a proposito del sensibile e delle idee; testimonianza questa, per Diogene Laerzio, della non centralit della dottrina delle idee nel pensiero platonico. In questa critica lessicale, Isnardi Parente ha ravvisato linfluenza dello stoicismo. Uno degli aspetti pi curiosi e singolari della produzione di Plutarco, ha osservato Isnardi Parente, sta nellinterpretare Platone combinando i dialoghi tra loro, quasi per conciliare Platone con se stesso. Plutarco, in quanto sacerdote di Del, intende affer-

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mare il delcismo platonico, una sorta di internazionalismo con accenti panellenici, operando frequenti forzature nella lettura dei dialoghi. Inoltre Plutarco tra quei medio-platonici che sostengono lesistenza di unanima cattiva, di un principio del Male, che si contrappone al Bene. Lesposizione sistematica di Platone presente in Alcino, esponente del medio-platonismo, ricorda, secondo Isnardi Parente, quella di Diogene Laerzio; ma a differenza di questi Alcino d di Platone uninterpretazione fortemente aristotelizzante; vengono infatti attribuiti a Platone il ragionamento induttivo, il sillogismo, il metodo dellanalisi. Secondo Alcino, in Platone vi sarebbe addirittura la distinzione tra sillogismi categorici e ipotetici di marca teofrastea. Inoltre Alcino divide gli intelleggibili in due gruppi: quelli che sono trascendenti, e sarebbero le idee nellintelletto divino, e quelli che costituiscono le forme delle cose, alla maniera aristotelica. Tali forme sarebbero state infuse nella realt sensibile dal nous divino tramite una realt intermedia: lanima. Secondo Alcino, quindi, in Platone la materia accoglie le forme; in realt, obietta Isnardi Parente, la materia accoglie i riflessi delle cose. Anche per Alcino il Timeo riveste grande importanza ed egli, ha concluso Isnardi Parente, opera una lettura di questo dialogo attraverso il III libro del De anima di Aristotele. D.T. conclusioni diverse sia sul piano etico, sia su quello teoretico: alla scelta volontaristica, eroica di Vitiello si contrappone la via della Grazia di Givone. Nel Cristianesimo, ha invece sottolineato Forte, si tratta di assumersi il peso della storia e vivere la vita per gli altri: nella vita, questa la via della santit; nel pensiero, quella della losoa e della teologia. Di diverso segno lintervento di Massimo Cacciari, che ha mostrato come nello studio di Vitiello si assista a un esercizio storiograco di grande ardimento, secondo cui la seconda parte della prova anselmiana circa lesistenza di Dio (Dio pi grande di qualsiasi pensiero) non sarebbe contraddetta da Kant, da sempre considerato un oppositore della prova ontologica: in Kant la nitezza del pensiero, su cui tutti gli esegeti hanno insistito, mostra ineludibilmente - ha ribadito Cacciari - la presenza nel pensiero dellaltro del pensiero che abbraccia tutte le denizioni del nulla. Considerando poi il problema della Rivelazione, Ciacciari ha sottolineato come la ragione giudichi ci che gi c, anche quando giudica se stessa: questo il carattere autorivelativo del logos, dove lorizzonte della rivelazione pu essere inteso come il momento in cui tutte le gure si compongono e si conciliano. Intervenendo nel dibattito, Givone ha spiegato la coincidenza di due studi sulla stessa materia come indice della necessit della losoa di interrogarsi sul Cristianesimo, che non concetto ma evento: il suo studio intende infatti proporre una losoa dellevento, non una losoa dellessere divenuto quello che doveva essere (Hegel), n dellessere gi da sempre salvaguardato (Aristotele). Riconoscendo la vicinanza di Givone a Pareyson, Vitiello ha invece richiamato lattenzione, nel suo intervento, sulla terza gura della Trinit, in quanto possibilit della Redenzione, ma anche revoca della Trinit, per cui tutto ci che viene detto in lode di Dio sarebbe lontanissimo da Dio e lunica preghiera possibile sarebbe la blasfemia. M.A. scomparso, Rubina Giorgi e Marco Macciantelli ne hanno disegnato il ritratto, come amico e come allievo. Gianni Carchia ha presentato una comunicazione sullimmagine in Platone, affrontando il problema dal punto di vista del Sosta, secondo una prospettiva estetica che prende in conto la tradizione neoplatonica da Plotino a Schelling. Sulla dottrina neoplatonica del bello si invece soffermata Chiara Guidelli, sottolineando come Plotino (in particolare in Enneadi, VI, 7) superi la concezione platonica, facendo dipendere il bello da un principio posto al di l della forma intelligibile: il modello del vivente sembra qui assumere una grande rilevanza, come si pu constatare dalla comparazione plotiniana fra luomo e la statua. Fosca Mariani Zini ha esaminato invece il problema dellekphrasis nellambiente neoplatonico della Firenze di ne Quattrocento. Molti degli interventi al convegno erano dedicati al XVIII secolo. Elio Matassi si soffermato sul mito dellet delloro in Hemsterhuis come momento di una teoria della perfettibilit; Gianni Venturi ha proposto un percorso interpretativo della nozione di grazia nel 700 italiano; Giuseppe Panella ha analizzato invece il rapporto tra musica e poesia in Burke, specicandone i nessi con la teoria del sublime; Eugenio De Caro ha ricostruito un itinerario nellestetica settecentesca attraverso la metafora della difrazione. Sul rapporto fra estetica e scienza Annamaria Contini ha messo in rilievo le problematiche centrali della riflessione estetica di Guyau in rapporto con lopera di Proust, per quanto riguarda soprattutto lidea di temporalit e la relazione fra creazione artistica e sfondo sociale e storico. Una riflessione sulle frontiere fra la scienza e lestetica, centrata sulla nozione di narrativit, stata presentata da Giuseppe O. Longo; mentre Diana Danelli si soffermata sul rapporto tra estetica e software e Mario Costa ha sollevato la necessit di rimettere in questione alcune categoria portanti dellestetica (opera, autore, stile) a partire dalle nuove tecnologie artistiche. Per quanto riguarda il rapporto tra estetica, musica e pittura, Monica Ferrando ha proposto una lettura di Poussin, a partire dalla teoria dei modi del pittore e dalla sua professione di cose mute. Su pittura e riflessione estetica si espressa anche Giovanna Pinna, mettendo in risalto le differenti spinte teoriche presenti nellidealismo tedesco dal punto di vista dei rapporti tra paesaggio e rappresentazione della soggettivit. Su tecniche narrative e teoria estetica si pronunciato Stefano Benassi, soffermandosi su Joyce. Numerosi anche gli interventi sullestetica orientale; Francesco Solitario ha presentato lo stato della ricerca sugli inediti di Giuseppe Rigaggi, studioso e traduttore di letteratura giapponese; Roberto Salizzoni si invece espresso sulla polifonia in

Cristianesimo e losoa
In occasione della pubblicazione dei volumi Storia del Nulla (Laterza, RomaBari 1995), di Sergio Givone, e Cristianesimo senza redenzione(Laterza, Roma-Bari 1995), di Vincenzo Vitiello, il 13 maggio 1995 lAssociazione Alfredo Guida Amici del Libro e lIstituto Italiano per gli Studi Filosoci hanno organizzato a Napoli un incontro sul tema: CRISTIANESIMO E FILOSOFIA, con la partecipazione di Massimo Cacciari e Bruno Forte.

Bruno Forte ha preso avvio dallanalisi dello studio di Sergio Givone, Storia del Nulla, che non coincide con la storia del nichilismo, poich il Nulla eccesso, ulteriorit; un controcanto che accompagna nella storia occidentale il canto dellessere. Questo nulla stato per quasi sempre rimosso dalla nostra civilt. Ci che colpisce nello studio di Givone, ha osservato Forte, la capacit dellautore di far emergere la testimonianza del Nulla anche laddove sembrerebbe impensabile, come per esempio nei grandi mistici: la preghiera di Meister Eckhart a Dio sarebbe in tal senso di liberarci da Dio stesso. Il testo di Givone, come anche quello di Vincenzo Vitiello, ha concluso Forte, partono dalla stessa domanda, ma arrivano a

Polifonia estetica
Grazie allorganizzazione di Massimo Venturi Ferriolo, ha avuto luogo a Salerno, dal 1 al 3 giugno 1995, lannuale convegno di estetica dellAISE, dedicato al tema: LA POLIFONIA ESTETICA. SPECIFICIT E RACCORDI.

La prolusione stata tenuta da Richard Woodeld, che rappresentava al convegno la British Society of Aesthetics, con un intervento dedicato in particolare alla teoria estetica di Gombrich, centrata sulla psicologia della percezione. Per ricordare invece Luciano Anceschi, gura centrale dellestetica italiana del 900, da poco
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novecentesca, allinterno della quale Jaspers ha svolto un ruolo primario al pari di Scheler, Cassirer e Heidegger. Nella Psicologia delle visioni del mondo Jaspers ricorre a tre diversi modi per avvicinarsi alluomo: il metodo metasico, basato sulla scissione fra soggetto e oggetto; il metodo trascendentale kantiano, che da un lato afferma la conoscenza delluomo come conoscenza del mondo e, dallaltro, mette al centro dellantropologia il tema della libert; e il metodo empirico, che pone a fondamento dellantropologia losservazione delluomo. Lobiettivo di Jaspers non dunque, secondo Wiehl, quello di proporre una losoa irrazionalista della vita, ma piuttosto di realizzare una losoa empirica, capace di muovere dalla rigorosa osservazione antropologica e di riflettere sui suoi principi metodologici. Tuttavia, ha rilevato Wiehl, pur riconoscendo il valore delle indagini sistematiche, Jaspers promuove una sorta di autocritica, secondo la quale la relazione soggetto-oggetto non concepibile come una struttura stabile (in quanto ha il carattere di relazione dinamica) e in campo antropologico non pensabile alcuna descrizione o sistematizzazione perfetta. Nei confronti di Hegel, infatti, pur riprendendo il concetto di esperienza elaborato nella Fenomenologia dello spirito, Jaspers non condivide affatto lidea che identica lanalisi psicologica con un movimento logico e si oppone a chi concepisce coscienza ed autocoscienza come gradi di un processo e non come possibilit diverse, prospettive alternative. In verit Jaspers, ha osservato Wiehl, non interessato tanto ad una riflessione logicosistematica sulluomo, quanto a comprenderne la realt in modo pi profondo, muovendo, ad esempio, dalla distinzione fra autenticit ed inautenticit e riprendendo, da Kierkegaard, il concetto di attimo (Augenblick). Per questi stessi motivi, pur apprezzando il metodo biograco di Dilthey per la sua efcacia nel fornire descrizioni degli atteggiamenti e delle visioni del mondo, Jaspers considera troppo astratta e sistematica anche questa antropologia e, in accordo con Nietzsche, non identica affatto psicologia ed epistemologia, riutando di attribuire alla psicologia compiti fondativi. Per quanto riguarda il rapporto tra Jaspers e Heidegger, Wiehl ha mostrato come, al di l delle apparenze, questi due grandi loso del nostro secolo rivelino una sostanziale unit di intenti, confermata dal fatto che essi si rivolgono vicendevolmente accuse simili. Per Heidegger la losoa di Jaspers ha il vizio di oggettivare luomo e di sviluppare troppo tardi unacuta riflessione sulle situazioni-limite, non riconoscendo adeguatamente il ruolo essenziale di questultima. Per Jaspers invece Heidegger a tentare un sapere oggettivo dellesistenziale e a ricercare erroneamente un atteggiamento scientico, che non si interessa realmente della persona. Il rimaner fedele al concetto di totalit, ha ricordato Wiehl, implica in Jaspers non una visione reicante delluomo,

Karl Jaspers

Bachtin, restituendone il contesto culturale, mentre Giancarlo Baffo ha presentato la gura di Fedorov, sottolineandone la grande influenza, pur disconosciuta, su diversi autori fondamentali del pensiero russo. Luciana Galliano ha analizzato il concetto di Ma nella cultura giapponese; nel medesimo orizzonte culturale Vittorio Ugo si invece soffermato sulla concezione dellombra. Sullestetica contemporanea si sono espressi Elena Tavani, che intervenuta sulla temporalit estetica elaborata da Benjamin in Passagen-Werk ; Leonardo Distaso ha messo in rapporto il tema della comprensione nellultimo Wittgenstein con alcuni scritti teorici della Scuola di Vienna; Giuliano Compagno ha presentato alcuni motivi della riflessione estetica di Grazia Marchian. Su nozioni speciche si sono pronunciati invece Renato Troncon, che ha affrontato il tema dellidentit; Francesco Piselli, quello della creazione; Rubina Giorgi, quello della velocit delle estetiche a venire; Adelino Cattani, quello della fallacia come modo dargomentazione. Paolo DAngelo ha invece analizzato i pregiudizi e le concezioni di fondo reperibili nella legislazione italiana sulla protezione del paesaggio; mentre Francesco Maddaluno si pronunciato sulla necessit di un progetto estetico relativo alla concezione e realizzazione del paesaggio urbano. F.M.Z.

Psicologia delle visioni del mondo


Nel marzo del 1995, Reiner Wiehl, dellUniversit di Heidelberg, ha tenuto a Roma un ciclo di quattro incontri, organizzati dal Dipartimento di Filosoa della III Universit degli Studi di Roma, sul tema: LA PSICOLOGIA DELLE VISIONI DEL MONDO DI KARL JASPERS. Introdotti da Franco Bianco, Gianni Carchia e Leonardo Casini, sono stati affrontati i seguenti argomenti: la psicologia delle visioni del mondo tra psicologia comprendente e losoa profetica; il confronto di Jaspers con Nietzsche e la critica neokantiana alla losoa della vita; gli atteggiamenti del soggetto e le esperienze dellautocoscienza; Jaspers e la Fenomenologia dello spirito di Hegel; l esistenza umana nelle situazioni-limite; ragione ed esistenza; il kantismo di Jaspers; il confronto di Heidegger con la Psicologia delle visioni del mondo; il confronto implicito tra Jaspers e Heidegger.

In apertura del ciclo Reiner Wiehl ha ricordato come Karl Jaspers giudicasse immatura e incompleta la sua Psychologie der Weltanschauungen (Psicologia delle visioni del mondo). Tale incompletezza renderebbe tuttavia particolarmente interessante, secondo Wiehl, il testo di Jaspers, che va inquadrato nel contesto dellantropologia
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ma una concezione per la quale luomo autoformazione (Selbstgestaltung) e atteggiamento verso linnito. Daltronde, ha precisato Wiehl, proprio accusando Heidegger di prescindere dalla persona, Jaspers sembrerebbe avvicinarsi di fatto a una delle idee cardine su cui si fonda Essere e tempo, quella secondo cui il compito del fenomenologo consiste nel far parlare lente, confrontandolo con le anticipazioni. C.T. sto scritto, oltre a porre il problema centrale dellidentit della pedagogia, Dewey mette in rilievo, secondo Spadafora, come leducazione sia un oggetto specico, che ha un senso solo allinterno della scienza stessa, laddove le interpretazioni italiane delle tesi daweyane insistevano invece sulla necessit della pedagogia di trovare una sua specica applicazione pratica come condizione di scienticit. Mario Quaranta ha richiamato lattenzione sulla presenza del pragmatismo e della losoa di Dewey nella pi recente cultura losoca del nostro Paese. Due sono stati in particolare i pensatori italiani che, secondo Quaranta, hanno tenuto costantemente presenti aspetti non secondari della speculazione deweyana: Nicola Abbagnano e Ludovico Geymonat. Per Abbagnano il pensiero di Dewey diventa determinante quando, volendo differenziare il suo esistenzialismo positivo dalle losoe di Heidegger e Sartre, libera la losoa deweyana dai suoi presupposti evoluzionistici e radicalizza il tema della possibilit come carattere costitutivo dellesperienza. Geymonat, invece, si avvicina di pi alle posizioni epistemologiche di Dewey, con lintento di superare il neopositivismo e costruire un rigoroso razionalismo antimetasico. Romeo Bufalo ha parlato del funzionalismo presente nella Logica di Dewey, sottolineandone le afnit con la logica deweyana e la logica materialistica di Galvano della Volpe. In Cultura e rivoluzione. Funzionalismo storico e umanismo operativo, Mario Rossi, ha osservato Bufalo, estende il concetto di funzione dalla matematica alla losoa, con lintento di dimostrare la funzionalit storica delle categorie logicolosoche. Una tale prospettiva funzionalistica si pu cogliere, secondo Bufalo, anche nella Logica deweyana, dove il funzionalismo riguarda sia il piano metodologico generale, sia la parte pi tecnica dellopera (analisi delle proposizioni, teoria del sillogismo, ecc. ). In questa prospettiva, il signicato delle categorie logiche determinato da un rapporto di reciprocit funzionale (o coniugata, come dice Dewey) tra ipotesi e dato empirico, ragione e materia. Il problema del metodo empirico nella losoa di Dewey, e in particolare in Esperienza e natura del 1925, stato affrontato da Giuseppe Semerari, che ha mostrato come in Dewey vi sia lesigenza di dare alla losoa un suo ruolo specico: essa non deve pi rimanere fuori o al di sopra delle attivit umane, ma deve essere al servizio delluomo per aiutarlo nella soluzione dei suoi problemi. Dewey, ha osservato Semerari, si propone essenzialmente di elaborare una scienza delluomo che trovi il suo fondamento nel metodo dellesperienza e dellosservazione. In particolare, Semerari si soffermato sulla centralit del concetto deweyano di esperienza, intesa come gioco continuo di relazione, di rimando tra una

Attualit di Dewey
Organizzato dal Dipartimento di Filosoa su iniziativa di Mario Alcaro e Romeo Bufalo, si svolto il 30 e 31 maggio 1995, presso lUniversit della Calabria, un convegno dal titolo: JOHN DEWEY OGGI, il cui scopo era quello di vericare la presenza del pensiero di Dewey nel dibattito losoco contemporaneo, mettendone in evidenza la molteplicit delle linee e degli ambiti di riflessione, dalla pedagogia alla politica, dalla concezione di una nuova logica alla proposta di una losoa antimetasica e antidogmatica.

I lavori del convegno hanno preso avvio con la relazione di Aldo Visalberghi, che ha messo in evidenza la centralit del concetto di transazione nei lavori pi maturi di John Dewey. Un tale concetto, che si lega a quello di complessit e a quello di ipercomplessit, frutto dellincontro dialettico tra la complessit delle nostre valutazioni e la complessit del mondo della natura. Il concetto di transazione, ha fatto inoltre notare Visalberghi, presente in diversi momenti del discorso losoco deweyano e costituisce un decisivo superamento di ogni forma di dualismo. Oltre ad anticipare, sul piano epistemologico, il falsicazionismo di Popper, Dewey respinge ogni scientismo in quanto le scelte di valore sono transazioni tra possibilit tecnico-scientiche e scelte morali. Alla presenza di Dewey nella cultura losoca americana odierna stata dedicata la relazione di Sebastiano Maffettone, che ha discusso la particolare riproposizione, in chiave antipositivistica, del pragmatismo operata da Richard Rorty, il cui successo in America frutto del suo tentativo di mettere insieme il pragmatismo col pensiero postmoderno di Derrida e Foucault (oltre che con quello di Nietzsche e Heidegger), con il rischio di una sorta di contaminazione estetica. Ad unopera deweyana del 29, Le fonti di una scienza delleducazione, ed alle sue interpretazioni in Italia, ha dedicato il suo intervento Giuseppe Spadafora, che ha fatto notare come su questo testo di Dewey si sia formata gran parte della pedagogia italiana del dopoguerra in opposizione al predominio idealistico gentiliano. Con que-

John Dewey

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soggettivit ed unoggettivit, richiamandone lafnit con il concetto fenomenologico di appartenenza reciproca fra io e mondo. Al Dewey teorico della democrazia si rivolto Mario Alcaro, che ha messo in rilievo come Dewey sollevi la necessit, contro una concezione di democrazia come forma generale di governo, di concepire la democrazia come democrazia sociale e partecipativa, fondata su basi etiche e sociali. In Natura e condotta delluomo, ha ricordato Alcaro, Dewey teorizza lindividuo sociale come una specie di variabile dipendente rispetto alla societ, mentre in Comunit e potere del 1927 Dewey critica il parlamentarismo e ne evidenzia i limiti: la partecipazione pubblica lelemento fondamentale per la realizzazione della democrazia. Questa idea di democrazia sociale si fonda sul concetto di pubblico inteso come ripresa e rivalutazione di quella comunit dei vicini che lunica forma che potrebbe veramente garantire lesercizio del potere da parte del pubblico. Mo.C. Kant a proposito della natura e della divisione della logica alla tradizione rinascimentale dell aristotelismo puro, inaugurata da Zabarella, intervenuto invece Riccardo Pozzo (Tracce zabarelliane nella logica kantiana); mentre delloggetto della metasica si occupato Mario Lombardo (Trittico trascendentale, enti di ragione in Surez, Leibniz e Kant). La questione dell interpretazione metasica della losoa critica stata riproposta da Pietro Faggiotto (Kant e le metasiche scolastiche), che ha insistito sulla necessit di considerare le valenze ontologiche dei concetti kantiani di essere, esistenza, analogia ed esperienza. Sempre di metasica si occupato Ubaldo Pellegrino (Lultimo Kant), che ha ricordato la forza speculativa degli spunti metasici presenti nellOpus postumum. Lintervento di Claudio La Rocca si invece rivolto ai criteri ermeneutici che hanno guidato Kant nella disputa che lo oppose al dogmatico Eberhard, allievo di Meier e uno degli ultimi seguaci della philosophia leibnitio-wolana. Le fonti aristoteliche della dottrina kantiana del metodo analitico e sintentico, pi precisamente legate alla ricezione del De methodis di Zabarella, sono state riviste da Franco Biasutti (Tradizione e metodo nel sistema kantiano della ragione), che ha sottolineato in particolare la necessit di giusticare il fatto che limpianto della Critica della ragion pura sia di tipo sintetico, quando quello della Critica della ragion pratica analitico, e parimenti analitico limpianto dei Prolegomeni. Del confronto tra le posizioni kantiane e lermeneutica sacra degli scolastici si occupato Axel Bhler (La nozione di senso nel Settecento tedesco); mentre Antonio Moretto (Grandezza estensiva, intensiva, continua) ha messo in rilievo gli elementi di continuit e rottura tra la trattatistica settecentesca e la rivoluzionaria proposta kantiana di un approccio sintetico alla matematica. Il problema delloggetto della metasica stato inne affrontato da Irene Angela Bianchi (Brentano interprete di Kant), che ha scelto la prospettiva brentaniana per mettere in luce temi e motivi scolastici in Kant. R.P. Una storia delle universit in Prussia sembra che valga di pi che per ogni altra situazione storica: in primo luogo per la peculiarit delle sue istituzioni - Knigsberg, Halle, ma anche Francoforte sullOder e, in Renania, Duisburg; in secondo luogo per le menti pensanti che vi si produssero - Wolff, i due Baumgarten, G. F. Meier, Semler, Kant, Hamann, Herder. Fondata nel 1544, lAccademia Regiomontana (Alma Albertina), stata un centro di studi e di scambi culturali di primaria importanza; cos come la citt di Knigsberg ha fatto da ponte tra lEuropa centrale - ivi compresa la Gran Bretagna - e la regione del Baltico. Tuttavia, ha osservato Reinhard Brandt, mentre in centri dellilluminismo quali Edinburgo, Glasgow, Parigi e Gottinga venivano gi coltivate con successo leconomia, la sociologia e la storiograa, a Knigsberg queste discipline rimasero al di fuori dellinteresse degli studiosi. Di fatto, nelle condizioni strutturali della citt e delluniversit di Knigsberg, nonch in una formidabile circolazione libraria, vanno cercate piuttosto le fondamenta di quella particolare forma della losoa che fu la losoa kantiana. Manfred Heinemann ha sollevato il concetto di unit delle professioni come presupposto per capire le relazioni tra ginnasi e universit in Prussia prima e dopo la riforma di Wilhelm von Humboldt, quando le antiche strutture collegiali furono messe in questione dalle pretese del pensiero sistematico e positivista della prima met dellOttocento. Werner Stark ha invece fornito nuovi e interessanti cenni su quel gruppo di colleghi che si trovavano, prima del 1770 nella stessa situazione di Kant: liberi docenti in attesa di chiamata. In questa prospettiva risulta esser stato di primaria importanza, per lo sviluppo del pensiero kantiano, lo scontro, a proposito delleredit spirituale di Knutzen e Crusius, tra Kant, da una parte, e Friedrich Johann Buck (1722-1786), suo predecessore sulla cattedra di logica e metasica, e Daniel Weymann (1732-1795) dallaltra. Del Provveditorato alle universit prussiane ha parlato Heinz Kathe, muovendo dalla prospettiva dellAlma Fridericiana di Halle (luniversit prussiana allora pi moderna, perch fondata nel 1694). Il Provveditorato fu unistituzione fondata nel 1747 e attiva no al 1817, quando listruzione universitaria fu tolta dalle competenze del Ministero degli Interni (Etats-Ministerium) e passata in quelle del Ministero del culto, dellistruzione e della sanit (Ministerium fr Kultus, Unterricht und Medizinalwesen). Lintervento di Gideon Stiening su Kant e la censura universitaria, ha invece messo in rilievo come nella Prussia della seconda met del XVIII secolo la censura non solo si rivolgeva pressoch allintera produzione a stampa, ma era anche una prerogativa gelosamente custodita dalle facolt per via del guadagno che ne derivava per i professori. Sui Catalogi praelec-

Kant e la scolastica
Organizzato dal Dipartimento di Filosoa dellUniversit di Verona, che questanno ha iniziato le sue attivit nella rinnovata Facolt di Magistero, si tenuto a Verona, dal 4 al 5 maggio 1995, un convegno su KANT E LE TRADIZIONI SCOLASTICHE, che ha inteso fare il punto sul rapporto tra Kant e la losoa scolastica.

Che fosse urgente tornare a parlare di Kant e la scolastica risulta in modo inequivocabile non solo dalla distanza temporale di ben trentanni che separa questo convegno dallultima ricerca dedicata allargomento, Kant und die Scholastik (Kant e la scolastica, Pullach 1955), a cura di Walter Brugger, ma anche dalla tendenza, sempre pi marcata anche nellambito degli studi kantiani, a considerare il contesto scolastico, le tradizioni di scuola e in particolare laristotelismo, che ha accompagnato lo sviluppo della losoa kantiana. Aprendo i lavori, Franco Bosio ha tenuto a precisare che di scolastiche si deve parlare necessariamente al plurale, perch nonostante legemonia esercitata dalla Scolastica tomistica, le altre scolastiche - si pensi soprattutto alle tradizioni dellaristotelismo zabarelliano, della metasica sureziana, del cartesianismo, della philosophia leibnitio-wolana - rappresentano momenti di pensiero, la cui importanza in rapporto a Kant tuttaltro che trascurabile. In particolare, della letteratura sulla prova ontologica si occupato Ferdinando Marcolungo (Possibilit logica e possibilit reale in margine a Der einzig mgliche Beweisgrund zu einer Demonstration des Daseins Gottes). Sul rapporto che lega le posizioni di

Le universit prussiane nel secolo dei lumi


Organizzato da Reinhard Brandt e Werner Euler, presso la Herzog August Bibliothek Wolfenbttel si tenuto, dal 6 al 7 aprile 1995, un convegno dal titolo: LO SVILUPPO DELLE UNIVERSIT PRUSSIANE DAL 1750 AL 1800, il cui intento stato quello di ricostruire i principali orientamenti delle ricerche relative alla storia delle universit nella Prussia del secolo dei lumi. 62

CONVEGNI E SEMINARI
tionum di Knigsberg e di Halle si soffermato Riccardo Pozzo, mettendo in evidenza la primaria importanza di queste fonti storiche, nora largamente trascurate, per la storia del pensiero. Werner Euler ha presentato un inedito autografo di Kant, datato 9 gennaio 1788, Proposte avanzate da Kant per la riforma della scuola e delluniversit, contenente una risposta di Kant, in qualit di Decano della facolt losoca, a un Rescript ministeriale, proveniente da Berlino, che costatava come molti giovani impreparati si recassero alluniversit. I protocolli delle sedute del senato accademico sono stati analizzati invece da Beata Waclawik, archivista nel castello di Allenstein, dove oggi conservata una parte notevole dei documenti relativi allUniversit di Knigsberg; mentre Danuta Bogdan, anchessa archivista a Allenstein, ha ricostruito il corso di studi degli studenti della facolt teologica a Knigsberg negli anni Settanta e Ottanta del XVIII secolo. Un contributo di carattere pi generale stato inne proposto da Rudolf Stichweg, che ha rilevato come muovendo da una prospettiva di sociologia del sapere sia possibile mettere in evidenza lenuclearsi di atteggiamenti quali, ad esempio, lobbedienza del militare e la libert del dotto. Gli atti verranno pubblicati a cura di Reinhard Brandt e Werner Euler come numero monograco della rivista Kant-Forschungen. R.P. na pi serrato e attraversato da scoperte e dominanti preoccupazioni apologetiche. Rispetto alla virtus dei viri optimi romani, che affrontano la morte ricercando nella gloria umana una forma di immortalit surrogata, la virtus dei martiri cristiani, secondo Agostino, afda la prova terribile del certamen dei alla fede nella grazia del Risorto: alla cultura romana della laudatio, che, nel tentativo di reprimere il timor mortis, nisce con il negare la morte stessa, subentra la gura nuova dellumilt, che guarda alla morte come prova suprema attraverso la quale si perfeziona la giustizia del cristiano. Lintervento di Italo Sciuto ha evidenziato la paradossalit del male nella riflessione agostiniana attraverso una tipologia dei rimedi, rintracciabili nella storia, nelletica e nella politica. Secondo Sciuto, il male per Agostino pu avere risposte, ma non soluzioni; in tal senso il vero rimedio consiste nella capacit di trarre il male dal bene, attraverso un misurato e sobrio esercizio della razionalit, che si realizza storicamente nellopus iustitiae. Argimiro Turrado ha invece affrontato il tema del male da unangolatura teologica, evidenziando limpianto dinamico-funzionale del pensiero agostiniano e, di conseguenza, la necessit di un approccio attento ai condizionamenti storici. Turrado ha denunciato il pericolo di interpretazioni improprie, come quelle avanzate dal cosiddetto agostinismo politico medievale: difendendo il valore metasico della giustizia, Agostino, pi che legittimare una teologia costantiniana o una sorta di soffocante dittatura delle coscienze, afda la dialettica tra bene e male della civitas Dei alla conversione personale allordine dellamore, che ha la sua forza motrice in una speranza escatologica. Alessandro Ghisalberti si soffermato sul libro XIX del De Civitate Dei. Interrogandosi sui ni della citt terrena a confronto con quelli della citt celeste, Agostino compie una penetrante ricognizione fenomenologica delle insidie, generatrici di dolore e di infelicit, nascoste nei tre ambiti fondamentali della famiglia, della citt e del mondo. Correggendo la curvatura intellettualistica ed eudemonistica del pensiero antico, il De Civitate Dei, secondo Ghisalberti, ridimensiona ogni illusione di felicit terrena, valorizzando nello stesso tempo una virt che si nutre di ideali forti, da vivere nelle piazze delle citt degli uomini, e afdando alla losoa il compito di decifrare il senso dellordine provvisorio in cui si esprime la storia terrena delluomo. Tra le altre comunicazioni presentate al convegno, Luca Tuninetti ha preso in esame il rapporto tra ideale della felicit e politeismo, cercando di rintracciare le motivazioni pi profonde dellimpegno apologetico di Agostino; mentre Donatella Pagliacci ha affrontato le implicazioni antropologiche connesse al rapporto tra male e peccato. Al tema della libert hanno pre63

stato attenzione Angelo Campodonico, il quale ha messo in luce lo stretto rapporto tra libert come assenso allessere e fondazione ontologica della morale, e Maria Bettetini, che ha interpretato il compimento escatologico come una sintesi inedita di libert e visione. Inne, Gianni Dotto ha illustrato il sovrapporsi del tema della dignitas hominis con quello della meditatio mortis, rintracciandone uno sviluppo originale nella losoa di Abelardo. Gli Atti del Seminario sono in corso avanzato di stampa presso la Collana Studia Ephemeridis Augustinianum, mentre gi programmato un Convegno internazionale, che avr luogo a Perugia nei giorni dal 27 al 29 marzo 1996, nel quale si potr tentare un bilancio critico complessivo di questo ciclo tematico sul male. L.A.

Che cosa non sappiamo?


Presso la sede dellUNESCO a Parigi, dal 14 al 17 marzo 1995, ha avuto luogo, in occasione del cinquantenario della fondazione, la prima de Les Rencontres Philosophiques de lUNESCO sul tema: QUEST-CE QUON NE SAIT PAS ?. L evento si segnala per il ritorno dellOrganizzazione parigina sul terreno dellattivit losoca. Concepite come una manifestazione a cadenza annuale, le Rencontres intendono infatti costituire la principale forma di partecipazione dellUNESCO allopera di diffusione e di sostegno della losoa nel mondo.

Il male nella storia


Nella sua opera Agostino ha sperimentato personalmente e pensato in profondit il mistero del male, aprendo una via che resta paradigmatica per lintera cultura occidentale. Il Centro di Studi Agostiniani di Perugia, in collaborazione con la Direzione scientica della Nuova Biblioteca Agostiniana, ha affrontato questa tematica nel tradizionale Seminario annuale, giunto alla sua VII edizione, svoltosi a Perugia nei giorni 5-6 aprile 1995. Il Seminario ha impegnato specialisti e studiosi in una rilettura del De civitate Dei, lopera forse pi complessa e impegnativa di Agostino, dove la domanda intorno allenigma del male ed al suo rapporto con la libert umana si spinge no a considerare la ricaduta storica e politica del problema, allargandosi dal piano privato dellinteriorit a quello pubblico della responsabilit.

Un primo approccio al tema stato suggerito dallo studioso statunitense Robert Dodaro, che ha esplorato il tema del Timor mortis nella prima parte del De Civitate Dei, dove il confronto con la cultura paga-

Il tema di questo primo incontro, Che cosa non sappiamo, volutamente e provocatoriamente generale costituisce il luogo teorico verso cui convergono sub specie philosophiae le peculiari problematiche delle diverse scienze chiamate in causa dal convegno. Astrosici, neurobiologi, storici, etnologi, sismologi, paleontologi, economisti, sono cos stati chiamati a rispondere, ognuno dal proprio punto di vista, a questioni di carattere genuinamente losoco con lobiettivo di vericare come tali differenti regioni del sapere siano percorse dalle stesse, strutturali questioni poste dalla riflessione losoca, e come per ognuna di esse tali questioni di fondo diano origine a particolari problematiche teoriche. Larticolazione dellincontro, dovuta principalmente allintensa opera organizzativa di Ayyam Sureau, stato il frutto dei lavori di un apposito collegio scientico, cui hanno partecipato J. Schlanger, E. Naraghi, J. DOrmesson, N. Darnell, che si sono ispirati a un documento, preparato a tale scopo da Bernard Williams, dellUniversit di Oxford, sul problema losoco dei limiti della conoscenza. A partire da questo documento ha preso corpo la specicit losoca che la Rencontre ha voluto

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proporre: fare della losoa il luogo di una riflessione generale sulle forme culturali del nostro tempo. La questione dei limiti della conoscenza stata affrontata in maniera pi tradizionalmente losoca nella sezione Knowing what we do not know da B. Williams, H. Ishiguro, P. Ricoeur e M. Safouan. Nella sessione dedicata alle Frontires des sciences N. P. Bechtereva, F. Varela, T. Xuan Thuan, S. J. Gould e J. Maddox hanno affrontato problemi specici delle differenti discipline scientiche, mentre la portata sociale dellignoranza scientica stata discussa, allinterno della sezione Limites savantes et enjeux sociaux, dal sismologo S. Uyeda, dalla responsabile del programma contro lAIDS dellOMS, D. Blake e dalleconomista J. -P. Fitoussi. In particolare, sono state sottolineate le componenti culturali che nei differenti campi scientici, dalla sica dei terremoti alla medicina preventiva, condizionano lo sviluppo delle ricerche e laccettazione dei nuovi metodi di soluzione dei problemi e di previsione dei fenomeni. La generalit dellapproccio losoco che ha caratterizzato queste riflessioni, come ha osservato Seya Uyeda, costituisce un importante strumento di analisi intellettuale contro la tendenza alla settorializzazione dei metodi di ricerca, oggi uno dei pi gravi ostacoli al progredire della conoscenza scientica. La particolare vocazione losoca che Ayyam Sureau ha inteso conferire a queste Rencontres Philosophiques dellUNESCO quella di una losoa allopera, una riflessione in eri, che sia in primo luogo analisi del mondo nelle sue componenti culturali, destinando la losoa a percorrere trasversalmente le molteplici regioni del sapere, per individuare quelle problematiche che investono le fondamenta stesse del nostro agire culturale e farne, in n dei conti, unautentica scienza della cultura. Assai signicativa stata in tal senso lattenzione dedicata allimportanza delle scienze umane nel cammino verso una pacica coesistenza democratica in una tavola rotonda cui hanno partecipato I. Kuuradi, G. Perona, J. Popkin, Ch. ElShoubashy e A. Kvachonkine. Su tale questione intervenuto in particolare, con una relazione a forte carattere teoretico, Cha-In-Suk, dellUniversit Nazionale di Seul, che, sottolineando loriginaria dimensione sociale della vita umana, ha messo in evidenza il carattere costitutivo, per la vita delluomo, della relazione di coesistenza con gli altri uomini. Signicativa stata la presenza italiana allincontro, che con la RAI, rappresentata da Renato Parascandolo, ha presentato lEnciclopedia Multimediale delle Scienze Filosoche. Parascandolo ha del resto sottolineato, nel suo intervento, lobiettivo ambizioso di diffondere il pi possibile, per mezzo delle nuove forme espressive, la conoscenza della losoa e, riferendosi ad una cospirazione delle tecnologie con la cultura, ha prospettato le straordinarie possibilit che si aprono per la diffusione del pensiero losoco, sino alla possibilit di giungere a costituire il nucleo di un futuro archivio multimediale della conoscenza losoca, nella prospettiva di conservazione, difesa e propagazione della memoria losoca. In rapporto alle nuove tecnologie per la diffusione ed elaborazione della losoa e ai mutamenti che lintroduzione di tali nuovi strumenti comunicativi potr comportare nella struttura stessa del futuro lavoro losoco, sono intervenuti, nella sezione La technologie au service du savoir, L. Floridi, R. Schank e M. Serres. La relazione tra conoscenza e sapere tradizionale nella cultura indiana, nella Cabala e presso i Maya Quiche stata affrontata da N. Singh, H. Zafrani, e J. G. Ruiz. Inne, J. Schlanger, H. Atlan e J. DOrmesson hanno siglato, con suggestivi interventi ricapitolativi, la chiusura dellincontro. Il Forum di losoa dellUNESCO, si propone di fare dellAgenzia delle Nazioni Unite uno dei punti di riferimento istituzionali per dare impulso ad una concezione dellattivit losoca intesa come strumento di analisi delle questioni di fondo della cultura contemporanea, offrendo alle diverse forme del sapere basi comuni di riflessione e incontro. Sulla scorta di una tale prospettiva pubblica della comunicazione losoca, attorno allincontro sono state sviluppate tutta una serie di iniziative collaterali. Cos, gli interventi dei membri del comitato scientico hanno costituito la base per un numero speciale della rivista Diogne, mentre i lavori del Forum sono stati raccolti e sintetizzati in un volume dal titolo: Quest-ce quon ne sait pas? (Gallimard, Parigi 1995), curato da Ayyam Sureau. L.Sc. pazione dai modelli intellettuali europei e americani, per giungere all identicazione del pauper che abita, dilagante, i Paesi del Terzo Mondo, del tutto estromesso da quelle condizioni di libert, benessere, che deniscono la modernit nei Paesi evoluti. Una visione questa fortemente impregnata di etica materiale, che tuttavia non riesce a trovare referenti nei cosiddetti formalisti (Apel, Habermas, Rawls, ma anche Ricoeur), dediti a indagare la validit intersoggettiva delle norme e dellazione politica, ma si riconosce piuttosto nei comunitaristi (Charles Taylor e McIntyre), e soprattutto nel Marx del Capitale, o anche dei Grundrisse (Lineamenti), in cui trova il primo vero fautore di una losoa della liberazione. In effetti, secondo Dussel, proprio sul piano delletica materiale che avviene la critica delle contraddizioni del sistema capitalistico, che pur determinando un valore umanamente perseguibile, la ricchezza, manca tuttavia di bont, dato che i valori etici del capitalismo niscono per diventare dominanti con lestromissione di larghe categorie sociali. Emergono cos altri valori, come la giustizia, che tendono a proporsi come neo-dominanti. La lotta di classe, in tal senso, si presenta come il frutto della critica della validit delletica capitalistica. Il recupero della moralit nelleconomia politica, ha osservato Dussel, approda cos ad uno dei principi fondamentali della losoa della liberazione: lunione di etica formale e materiale. Tale progetto risulta, tuttavia impossibile laddove sussiste ancora quel feticismo del lavoro, noto come alienazione, che ha trasformato il lavoro vivo in lavoro oggettivato. Nel processo di produzione capitalistico, ha precisato Dussel, appunto questultimo che crea il capitale, che si identica cos come oggettivazione umana, ed in quanto fenomeno comportamentale umano esso tanto un fondamento antropologico, quanto un momento etico. Il concetto marxiano di capitale, secondo Dussel, dunque essenzialmente quello di un rapporto sociale, in cui intervengono un dominatore e un oppresso. Per il Marx sociologo della produzione, la matrice creativa del valore resta pur sempre il lavoro vivo; se non che linvisibilit di questo processo determina ci che Dussel chiama il feticismo delleconomia politica capitalistica. Lattualit di Marx, secondo Dussel, sta proprio nellaver svelato la condizione di oppressione dal lavoro che ancora caratterizza la maggior parte della popolazione mondiale, comprendendo in questo anche i Paesi del Terzo Mondo, impegnati nel recupero dell altro, il pauper, ancora costretto a sollevarsi da uno stato di dominazione; un impegno che trova riscontro anche nella Chiesa, tra i teologi della liberazione. Dedicando una giornata del seminario alle tante metafore teologiche presenti in Marx, Dussel si soffermato specicamen-

Marx a partire da Hegel e Schelling


Nella sede dellIstituto Italiano per gli Studi Filosoci di Napoli, dal 10 al 14 aprile 1995, Enrique Dussel ha proposto una RILETTURA DI MARX (A PARTIRE DA HEGEL E SCHELLING), tentando di recuperare, da una prospettiva non marxista, quella tradizione che considera lopera maggiore di Marx, Il Capitale in correlazione con lattuale esegesi della realt condotta in America Latina dalla losoa della liberazione.

La rilettura del pensiero di Karl Marx, proposta da Enrique Dussel, ha inteso rivalutare le analisi marxiane circa il funzionamento della societ capitalistica in rapporto a quella losoa della liberazione, di cui Dussel uno dei massimi esponenti, sorta in America Latina allinizio degli anni 70, con lo scopo di unemanci64

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te sullanalogia del capitale con la Bestia del libro dellApocalisse. Contrariamente allalienarsi del Dio che diviene uomo attraverso Cristo, il denaro si innalza da bestia a idolo; il feticcio denaro, nel suo contrapporsi allazione di Dio, per Marx lAnti-Cristo. Da un tale punto di vista, ha osservato Dussel, il sentimento religioso popolare pu essere il presupposto di una losoa della liberazione. A.A. invece linterpretazione di Creuzer, a cui si contrappone quella di Hegel, il quale riconosce s la religione egizia come fondata sul simbolo, ma intende questultimo come luogo di una tensione irrisolta tra spirito e natura che ha il suo centro nella gura di Osiride, a partire dal quale il negativo entra a far parte della divinit. Schelling inserisce invece la religione egizia nella sua teoria delle potenze, instaurando un rapporto di continuit tra Dio e uomo e riconoscendo gi allinterno del politeismo egizio, in linea con linterpretazione pi recente di Assmann, lemergere di una tendenza al monoteismo. Tra le interpretazioni pi recenti della religione egizia in rapporto alla losoa, Pagano ha richiamato la lettura di Hornung, che sottolinea come nel pensiero egizio emergano un procedimento logico e una concezione dellessere, fondati sulla molteplicit delle possibilit, che risultano alternativi rispetto al modello unitario proprio della logica greca. Allidea monistica dei greci, lontologia egizia oppone, secondo Hornung, una concezione relazionale dellessere, per cui tutto ci che avviene nel mondo il prodotto della relazione tra nito e innito. Daltra parte, ha fatto notare Pagano, la tesi di Assmann sulla compresenza di politeismo e monoteismo offre una prospettiva per cui il trascendente stesso non sarebbe pi il totalmente altro, ma piuttosto ci che interseca come alterit quella relazione di pluralit di signicati che la nostra esperienza. C.A. le accorte strategie che garantirebbero alluomo di vedere (e di vivere) il nuovo, oltre la somiglianza del gi visto e la constatazione del gi noto, e di approdare al progetto costruttivo di una vita propria. Nella costante possibilit dellinterrogazione Scaravelli ripone di fatto lorigine della libert. Il compito di formulare una metodologia per questa interrogazione afdato da Scaravelli alla critica: la necessit di fondare la realt e la consapevolezza che il mondo non si esaurisce in questa fondazione sono la misura dellindagine losoca. Cos, pensare da un punto di vista ermeneutico signica, per Scaravelli, non avere pi ununit sistematica. Questa irrequietezza intellettuale stata lo spunto dellintervento di Silvestro Marcucci, che ha ripercorso lo sviluppo storico dellinteresse scaravelliano per Kant; un Kant non della certezza, ma della speranza. Su questo motivo, ha osservato Dario Drivet, Scaravelli costruisce il mondo della losoa, dove lirriducibilit del nuovo pu essere compresa (e partecipata) da un capire trascendentale, che consenta a una nuova parola di avere un nuovo signicato. Questo amore per le novit alimenta in Scaravelli il (pre)sentimento della libert nel mondo, di una libert che segno di una presenza spirituale nel mondo. Su questa presenza, che dice della possibilit di Dio, e la cui dimostrazione afdata a unemozione rigorosamente privata, si soffermata Sara Nosari, che ha mostrato come ogni vita, in qualsiasi momento del suo percorso, pu divenire, secondo Scaravelli, nascondiglio per la rivelazione del divino. Una tematica, questa, che Antonio Brancaforte ha sviluppato nel suo intervento, parlando di un Dio nascosto, un luogo che luogo del desiderio, a cui appunto condurrebbe Scaravelli. Scaravelli riuta qualsiasi sapere formale che porta luomo ad incontrare solo se stesso; ma non rinuncia al regno della qualit, al regno della forma signicativa, dellimmaginazione e delle forme viventi. Vivendo personalmente e sinceramente questo disagio teoretico, Scaravelli testimonia quella crisi dei fondamenti che avrebbe caratterizzato il pensiero della seconda met del 900. In questo precorrimento dei tempi, e nella sua particolare collocazione allinterno della tradizione pisana della metasica della mente, Francesco Barone ha riconosciuto la non ultima ragione della scarsa fortuna che ebbe la sua losoa. Limpossibilit di realizzare la sua metasica e lincapacit di trovare una soluzione, o forse (pi semplicemente) laver perduto il desiderio di sperare, portano Scaravelli al suicidio. Marzio Pinottini ha letto questa decisione attraverso lamicizia che leg Scaravelli a Carlo Antoni: su entrambi, infatti, pes il nascente orizzonte nichilista. A questo, che lavrebbe privato delle domande necessarie per scoprire il nuovo, Scaravelli decise di ribellarsi. S.N.

Thomas Mann e lEgitto


In concomitanza con una mostra dedicata allEgitto di Thomas Mann, il Goethe Institut di Torino, in collaborazione con il Museo Egizio di Torino e la Staatliche Sammlung gyptischer Kunst di Monaco ha organizzato il 16 e 17 maggio il convegno GIUSEPPE E AKHENATEN. THOMAS MANN E LEGITTO . Sono intervenuti Anna Maria Donadoni Roveri, Alfred Grimm, Sylvia Schoske, Giulio Schiavoni, Alessandro Bongioanni e Maurizio Pagano. Dai lavori del convegno emerso come leredit che ci proviene dal mondo egizio interessi in diversi modi varie discipline, come larte, la letteratura, la losoa, oltrepassando i limiti di una pura considerazione disciplinare.

Giulio Schiavoni si soffermato in particolare ad analizzare i modi dellincontro tra Egitto e letteratura nellopera di Thomas Mann Giuseppe e i suoi fratelli. Interrogandosi sulla possibilit di interpretare il romanzo di Mann in chiave postmoderna, Schiavoni ne ha individuato le caratteristiche salienti nellironizzazione, nella tonalit malinconica e smaliziata e nel pastiche di elementi egittologici, religiosi e letterari che in esso trovano posto e che sottendono a una concezione della mitologia come maceria, agglomerato di racconti e leggende, secondo un processo di umanizzazione del mito, in esplicita polemica con latteggiamento mitizzante del nazismo. La storia di Giuseppe diventa in tal senso paradigma dellesperienza delluomo contemporaneo e lumorismo strumento indispensabile per lartista. Alessandro Bongioanni ha richiamato linterpretazione globale della religione egizia proposta da Assmann nel 1983, secondo il quale a partire da una base politeistica si sviluppa in essa una tendenza monoteistica, che culmina con Akhenaten. Maurizio Pagano ha invece posto laccento sui luoghi di incontro del mondo egizio con la losoa, soffermandosi innanzitutto sullet romantica. La nozione di enigma al centro della lettura di Heeren, il quale ritiene che per gli egizi tutto si risolva in immagini e allegorie di animali, pensati come simboli enigmatici. Sul valore simbolico della religione egizia si incentra

Luigi Scaravelli e il neokantismo italiano


Organizzato dal Dipartimento di Ermeneutica dellUniversit degli Studi di Torino e di Catania, il 2 e 3 maggio 1995, in occasione del centenario della nascita del losofo orentino Luigi Scaravelli, si svolto, presso la Fondazione Grasso di Torino, un convegno dal titolo: LAUTONOMIA DELLA SCIENZA E DELLA FILOSOFIA NELLA VIA ITALIANA DEL NEOKANTISMO, che ha visto la partecipazione di Vittorio Mathieu, Guglielmo Gallino, Silvestro Marcucci, Dario Drivet, Sara Nosari, Antonio Brancaforte, Francesco Barone, Marzio Pinottini.

Introdotta da Vittorio Mathieu come una pre-ermeneutica che, attraverso la critica della comprensione intellettuale e razionale, fa emergere la necessit di un diverso tipo di penetrazione dei fatti signicativi, la riflessione di Luigi Scaravelli stata interpretata a partire dalla sua capacit di comprendere la storia della losoa attraverso linteriorizzazione dei suoi fallimenti. In questa prospettiva si rivela centrale il tema della libert, su cui intervenuto Guglielmo Gallino, mettendone in rilievo
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Searle: costruzione della realt sociale
Nei mesi di aprile e maggio 1995 John Searle, uno tra i pi noti studiosi statunitensi di losoa del linguaggio e della mente, ospite presso il Dipartimento di Filosoa della Terza Universit degli Studi di Roma, ha tenuto un ciclo di quattro lezioni dal titolo: LINGUAGGIO E COSTRUZIONE DELLA REALT SOCIALE, in cui ha esposto le principali tesi contenute nel suo ultimo studio, The Construction of Social Reality (La costruzione della realt sociale, The Free Press, Ney York-Londra 1995). Ogni lezione stata animata dalla partecipazione e dagli interventi di vari discussant: Rosaria Egidi, Enrico Arcaini, Roberto Pujia, Gemma Corradi Fiumara, Franco Restaino, Roberto Cordeschi, Guido Frongia, Cesare Cozzo, Massimo dellUtri, Simone Gozzano, Francesco Ferretti e altri.

Con questo suo ultimo lavoro, The Construction of Social Reality, John Searle conclude un itinerario di pensiero iniziato molti anni or sono con la ripresa della teoria degli speech acts (atti linguistici) di Austin, in funzione della quale Searle chiariva che la peculiare capacit di conferire signicato e forza pragmatica agli enunciati consisteva nella capacit della mente di riferirsi in modo ricettivo a eventi o stati di cose nel mondo (Dellintenzionalit, 1983). Tuttavia le capacit pragmatiche di uso del linguaggio per il compimento di certe azioni in un dato contesto sociale risultavano non armonizzate con le peculiarit di una mente individuale e con la sua capacit di riferimento, concettualizzazione ed espressione verbale. Con questultima opera Searle intende colmare tale dicrepanza, mettendo in evidenza come le capacit intenzionali allinterno del linguaggio siano in grado di fungere da elemento unicante tra le singole menti e linsieme degli atti linguistici per listituzionalizzarsi delle pratiche sociali e complessivamente della realt sociale. Nelle sue lezioni, Searle ha inizialmente affrontato la distinzione generale fra brute facts (fatti bruti), indipendenti dalle descrizioni che ne possiamo dare, e institutional facts (fatti istituzionali), che dipendono da noi come organismi sociali. Al di sopra di questa generalissima distinzione si ergono, secondo Searle, i tre pilastri costitutivi della realt sociale: lintenzionalit collettiva, lassegnazione di funzioni e lo stabilirsi di regole costitutive. Il primo pilastro (building block) esprime lintento di Searle di preservare lindividualismo metodologico, malgrado ladesione ad un principio di collettivit. Nello svolgimento di compiti coordinati, ha fatto notare Searle, non si hanno credenze relative a cosa si presume che laltro individuo far, pena un regresso, ma si crede in termini collettivi, ossia ognuno crede noi-intendiamo (we-intend). Il se-

condo pilastro costituito dalla nostra capacit, estesa a talune specie animali superiori, di assegnare funzioni ad oggetti di vario tipo, che intrinsecamente ne sono sprovvisti, come ad esempio un bastone usato in qualit di utensile. Esistono tuttavia, ha precisato Searle, funzioni che non vengono assegnate, come ad esempio la funzione del cuore come pompa per il sangue. Le funzioni possono dunque essere non agentive (come quella del cuore) o agentive, a loro volta suddivisibili in causali, come il bastone, e simboliche, come le parole. Searle ha completato lelenco dei pilastri della realt sociale, prendendo in considerazione le regole costitutive del comportamento, che alla base di varie (forse di tutte) attivit sociali: la loro forma logica di fondo invariabilmente la seguente: x conta come y in C. Il matrimonio, ad esempio, ha fatto notare Searle, si basa sul fare in modo che un certo enunciato x vi dichiaro marito e moglie, o un certo gesto equivalente valga come dichiarazione y, date certe condizioni appropriate C. La relazione fra questi tre aspetti risulta allora cos articolata: tramite lintenzionalit collettiva la nostra specie, pi di ogni altra, assegna diverse funzioni, che creano regole costitutive; su queste regole si fondano e si caratterizzano le diverse societ umane e, in misura minore, alcune societ animali. S.G.

Tecnica e cultura
Il Centro Culturale della Fondazione San Carlo di Modena ha organizzato dallottobre 1994 al maggio 1995 un ciclo di nove conferenze dal titolo: TECNICA E CULTURA. COME LE TECNOLOGIE FANNO MONDO , dedicato ad unanalisi della nozione di tecnica nella cultura contemporanea. Liniziativa ha visto la partecipazione di Michela Nacci, Serge Latouche, Remo Ceserani, Franco Bianco, Paolo Bozzi, Piergiorgio Odifreddi, Mario Perniola, Joel Mokyr e Marc Aug.

Il rapporto tra tecnica e visione del mondo complesso e ambivalente. Da una parte permane una visione tradizionale, ma sempre pi improbabile, che associa ottimisticamente la diffusione delle scoperte tecnologiche al progresso dellumanit; dallaltra emerge una sempre crescente preoccupazione di fronte al rischio che gli effetti della tecnica possano mettere a repentaglio la salute dei singoli, se non la sopravvivenza stessa del genere umano. Il ciclo di lezioni organizzato dalla Fondazione San Carlo ha cercato di individuare una terza tendenza, che anzich esaltare o demonizzare la tecnica, possa comprenderne la storia e le cause, considerandola un tratto caratterizzante della cultura occidentale contemporanea. Michela Nacci (Immagini della tecnica nella cultura contemporanea) ha sottoline66

ato come la posizione ottimistica che lega la tecnica al benessere, propria di autori come John Nef e Nathan Rosenberg, quella che ancora ritorna con pi insistenza nel senso comune e che viene data per implicita in discipline come la storia economica o la storia della scienza. La posizione pessimistica invece pi legata a settori di discussione particolari, come la riflessione verde, il femminismo, il movimento cyberpunk, la letteratura e la losoa, e fa riferimento in particolare a Serge Latouche ed Edgard Morin, che identicano la tecnica rispettivamente con loccidentalizzazione e la planetarizzazione del mondo. Lo stesso Latouche ha ammonito, nel suo intervento (La Megamacchina. La ragione tecnicoscientica e la crisi del legame sociale), che il mondo potrebbe essere rappresentato come una Megamacchina tecno-socio-economica, alla cui guida non c nessuno. Al legame tra capitalismo e nazione del secolo scorso, ha infatti osservato Latouche, si andato sostituendo, dopo la terza rivoluzione industriale, un sistema di mercato globale, caratterizzato dalla transnazionalit e dallassenza di vincoli etici e sempre pi difcilmente controllabile. Lewis Mumford e Cornlius Castoriadis sono i primi, secondo Latouche, che hanno studiato lorganizzazione sociale come una macchina; Jacques Ellul ha invece posto laccento sullimpotenza del legislatore di una nazione di fronte alla transnazionalit delle dinamiche economiche e tecniche, mentre a Paul Virillio si deve lanalisi degli effetti politici dellabolizione delle distanze nella telecitt mondiale. Remo Ceserani (Larte di ssare con le ombre e di scrivere con la luce) si occupato dei rapporti tra un prodotto della tecnica, la fotograa, e la cultura. Le tecniche e i procedimenti della fotograa hanno profondamente influenzato la percezione e la rappresentazione della realt, le concezioni artistiche, limmaginario interiore delluomo, le tecniche linguistiche. Particolarmente signicativi sono stati gli effetti sulla letteratura, che si infatti arricchita di nuove metafore, di un nuovo modo di guardare alla realt come fotogracamente riproducibile, di nuovi temi, che rielaborano antiche strutture antropologiche alla luce dellintroduzione della fotograa. A un confronto pi diretto con il tema della tecnica, delle sue origini, dei suoi caratteri essenziali e del suo ruolo nella civilt contemporanea, si dedicato invece Franco Bianco (La tecnica tra disincanto del mondo e ritorno del mito), osservando come la tecnica acquisisca un ruolo determinante nello sviluppo della civilt solo con let moderna, influendo pesantemente sulle condizioni di vita e sullattivit spirituale dellindividuo. Da una parte luomo sempre pi libero dai legami di dipendenza nei confronti del mondo; dallaltra vede dischiudersi un nuovo possibile orizzonte di vita dagli esiti imprevedibili. I due concetti fondamentali a cui Bianco si richiamato sono stati quello weberiano di

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Robot radiocontrollato Eric, ideato nel 1929 da W. H. Richards, con il suo costruttore

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disincanto del mondo e quello, pi recente, di ritorno del mito. Sulla modicazione della percezione ad opera della tecnica intervenuto Paolo Bozzi (La tecnica modica la percezione? Sullarte di inventare esperimenti). Secondo una concezione romantica dellepistemologia e della psicologia, la produzione di nuove tecniche avrebbe portato ad un afnamento dei sensi delluomo, il quale imprimerebbe cos il marchio della sua originalit nellatto della percezione. In realt, ha precisato Bozzi, questa visione andrebbe molto ridimensionata. Galileo, ad esempio, correggendo gli errori della meccanica aristotelica basata sui sensi, si serve a sua volta di esperimenti, cio della percezione diretta di situazioni costruite. Allo stesso modo anche luomo di oggi, se messo alla prova con appositi test, dimostra di pensare ancora in modo aristotelico; questa invarianza della percezione costituirebbe allora il presupposto del progresso scientico e tecnologico. Del ruolo che linformatica svolge nel trasformare in senso tecnologico il mondo in un villaggio si occupato invece Piergiorgio Odifreddi (Visioni letterarie e miraggi informatici. Considerazioni su intelligenza articiale, realt virtuale e altri), che ha mostrato come linformatica abbia introdotto nel modo di pensare degli uomini tre decisive metafore: la cibernetica, lintelligenza articiale e la realt virtuale. Dietro queste tre formule si cela un progetto di digitalizzazione del cervello, del pensiero e dellintero mondo. Questo fenomeno di riduzionismo digitale, ha affermato Odifreddi, senzaltro un progetto insensato, ma esso attrae lattenzione di molti e viene considerato come una possibile soluzione del problema tecnologico, in quanto costituisce la realizzazione di un sogno che ha sempre alimentato la storia del pensiero occidentale. Mario Perniola (Sentire naturale e sentire articiale. Verso una teoria del corpo tecnologico) ha messo laccento sul fatto che tra il sentire interiore e il non sentire affatto si sviluppato con la tecnica un sentire dal di fuori, neutro, impersonale e articiale. Un approfondimento di questo tema lo si pu ritrovare in alcune opere di Heidegger e Wittgenstein, che analizzano il pensiero e la losoa della psicologia. Altrettanto interessanti in tal senso, ha sottolineato Perniola, sono alcune teorie estetiche, che considerano lesperienza come un sentire con distanza, un sentire, cio, che sta a met strada tra un eccessivo coinvolgimento, come quello che avviene nel vivere quotidiano, e il distacco che caratterizza lesperienza artistica, religiosa e losoca; allo stesso modo si potrebbe anche pensare a una teoria del corpo tecnologico. Da una prospettiva storico-economica Joel Mokyr (La tecnica e la citt. Urbanizzazione, progresso tecnologico e storia economica) ha invece esaminato il ruolo della citt nel mutamento tecnologico e nella crescita delle economie europee. Tradizionalmente la citt stata considerata come promotrice di crescita economica e sviluppo tecnologico; ma si pu veramente considerare la citt, si chiesto Mokyr, come il motore dello sviluppo tecnologico? Sono in particolare le citt-stato che sembrano avere un legame privilegiato con linnovazione tecnica, anche se ci avviene solo per un breve periodo; poi le istituzioni tendono a chiudersi e diventano ostili a ogni cambiamento, creando corporazioni che proteggono i membri dalla competizione. Le citt non sembrano dunque la causa dello sviluppo, ma piuttosto una conseguenza. A chiusura del ciclo, Marc Aug (Per unantropologia dei mondi contemporanei), ha mostrato come la planetarizzazione della cultura e delle tecniche di comunicazione abbia portato allimpossibilit di concepire il presente secondo le tradizionali categorie di tempo e di luogo: lepoca della postmodernit ha piuttosto come principio di identit lo spazio, lo spazio della prossimit e dellomogeneit, che ci rende vicine anche realt apparentemente distanti. In questa situazione, ha fatto notare Aug, anche il lavoro dellantropologo deve assumere unaltra funzione. Il diritto di osservare laltro diventato reversibile e il principio di estraneit, come fondamento dello studio dellaltro, non pi accettabile; lantropologia diventa cos lo studio dei mondi contemporanei e permette di individuare quello che la nostra cultura ha in comune con le altre. Il principio di identit entra cos in crisi: luomo non pi misura degli altri uomini e soggetto della storia; lindividuo viene sostituito da una umanit al plurale dominata dalla relativit e dalla solitudine che lantropologo deve osservare con sguardo demisticante. F.F. lin allo Stift (Seminario protestante) di Tubinga. Illustrando lintrecciarsi dei motivi del tardo Illuminismo con quelli della rivalutazione etica della vita interiore delluomo ad opera della praxis pietatis, Riccardo Ruschi ha delineato il confronto di Hlderlin con gli interrogativi losoci al centro del dibattito teologico tra il naturalismo e il sopranaturalismo biblico di G. Ch. Storr e J. F. Flatt. Individuando nel cuore delluomo limmediato possesso di verit dellelemento insolubile, immediato, semplice che si fonda sullevidenza del desiderio interiore di Dio, Hlderlin fa convergere la tesi di Kant dellindimostrabilit dellesistenza di Dio con la critica della religione e della morale positiva di Jacobi. Alla luce dei principi della losoa pratica kantiana, Hlderlin esprime in questo modo la ricezione del rapporto tra moralit e felicit nella concezione dellamore di Dio come libert morale. Nellesame storico-losoco della reinassance platonica dellultimo decennio del XVIII secolo allUniversit di Tubinga, Michael Franz ha analizzato le diverse prospettive di lettura dei Dialoghi platonici e le dispute teologiche che la dottrina di Platone sollevava in quellepoca. Con grande ricchezza di analisi, Franz ha individuato varie fonti della ricezione platonica di Hlderlin. Innanzitutto il Commentario agli Elementi di Euclide di Proclo, da cui vengono ripresi, quali metafore dei principi platonici mon e aoristos dyas, le espressioni di linea determinata e linea indeterminata, che nella loro approssimazione innita deniscono la traiettoria eccentrica della vita degli uomini. In secondo luogo lopera di Jacob Brucker, Historia critica philosophae a mundi incunabulis ad nostram usque aetatem deducta (Lipsia 1742), la cui impronta medioplatonica rintracciabile nei riferimenti che Hlderlin fa al platonismo di Cicerone, Plutarco e Apuleio. Inne la traduzione tedesca di F. Ch. Lffler (1782) dellopera di N. Souverain, Le Platonisme dvoil, ou essai touchant le verbe Platonicien (Colonia 1700), che offre a Hlderlin la possibilit di approfondire il pensiero neoplatonico rintracciabile nellinterpretazione della creazione del mondo come dottrina dellemanazione, descritta nel Timeo platonico. Il problema poetico-retorico della rappresentazione (Versinnlichung) dei concetti fondamentali della losoa (Grund, Ursache, Substanz), pu spiegare, secondo Francesco Moiso, le prime incursioni di Hlderlin nella losoa, dal momento che il problema poetico della rappresentazione caratterizza quello losoco della visio Dei intellectualis. Andando oltre i vincoli che Kant aveva posto allintelletto nito, Hlderlin richiama allinterno della conoscenza - fortemente caratterizzata dallelemento estetico - l intuizione intellettuale, che permette di cogliere direttamente lintelligibile. Moiso ha rilevato che alla base dellidenticazione in Hlderlin tra

Hlderlin losofo
Nel tentativo di ricostruire uninterpretazione del legame profondo quanto enigmatico dellopera poetica di Hlderlin con la losoa, nei giorni 14 e 15 febbraio 1995, presso lUniversit degli Studi di Milano, si tenuto il Colloquio internazionale: FRIEDRICH HLDERLIN FILOSOFO. INCURSIONI DI UN POETA NELLA TERRA INCOGNITA DELLA FILOSOFIA, con la partecipazione di Remo Bodei, Michael Franz, Daniele Goldoni, Dieter Henrich, Francesco Moiso, Mario Pezzella, Mario Ruggenini, Riccardo Ruschi, Andreas Thomasberger. In apertura del Colloquio Dieter Henrich ha presentato la mostra Hlderlin a Jena, allestita dal 12 al 18 febbraio 1995 presso lUniversit degli Studi di Milano con il patrocinio dellIstituto Italiano per gli Studi Filosoci di Napoli.

La prima parte del Colloquio, sul tema Tra umanesimo e teologia, stata dedicata agli anni della formazione di Hlder68

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intuizione superiore e intuizione sensibile rintracciabile il recupero del pensiero precritico di Kant, che in relazione al concetto di Dio aveva ridotto le categorie modali allunica categoria della realt. Mario Pezzella ha introdotto la seconda parte del Colloquio, dedicata al tema: Traiettorie eccentriche dellautocoscienza, delineando il sistema di opposizioni che secondo Hlderlin caratterizzano il percorso della vita degli uomini, nella scissione distruttiva tra lo spirito e il sentimento, tra lideale di uno stato di naturalit e lideale dello spirito, che vuole costruire in s lunione con la natura. Il pathos dellideale, presente nelle liriche giovanili di Hlderlin, assume nel romanzo Iperione un valore negativo: la volont dello spirito di assimilare lopacit della vita lo rende sordo alle voci della natura. Hlderlin sente qui il bisogno della terra dombra dellamore, che costringe lo spirito a percorre una dinamica discendente verso la terra, verso il luogo germinale delle immagini della poesia. Questa dinamica discendente dello spirito, ha rilevato Pezzella, non rappresenta la dissoluzione delluomo nellorigine, ma il rapporto delluomo con lorigine. Nel recupero rammemorante di ci che si perduto, lo spirito entra in rapporto con l ombra, da cui proviene, e nel linguaggio della poesia pu dare voce al suo altro. Il motivo losoco del decentramento della coscienza, delluscita da s verso lorigine (Uno-Tutto), considerato da Remo Bodei il gesto audace di Hlderlin, che gli ha permesso di compiere quel passo oltre il sublime, che lintera tradizione losoca non aveva compiuto e che rappresenta per Bodei la risposta di Hlderlin alla messa in discussione dellidea dellanima come sostanza semplice e immortale, sollevata da Locke . Il cammino (traiettoria eccentrica) che la coscienza deve compiere per poter riconquistare lUno-Tutto segnato da tre tappe - i principi procliani mon, prodos, epistroph - che nella loro successione implicano lelemento drammatico della scissione. Bodei ha rilevato che se il ritorno in s dellio non ha come risultato lassoluta identit dellIo di Fichte, tuttavia la traiettoria eccentrica dello spirito rende possibile un continuo potenziamento (mai compiuto) della coscienza. La critica di Hlderlin al principio dell Io assoluto chtiano, contenuta nel frammento Giudizio ed essere, interpretata da Dieter Henrich come il tentativo di Hlderlin di oltrepassare la metodologia losoca di Fichte. Secondo Hlderlin, il primo principio chtiano dellidentit assoluta dellIo (Ich bin schlechthin) mostra un cattivo uso da parte di Fichte della prima persona singolare. Lespressione Io, non ha alcun signicato se non racchiude una distinzione tra un Io soggetto e un Io oggetto. Inoltre l Io, che sempre il risultato di una scissione, costitutivamente limitato. In quanto limitati, noi allora non siamo in grado di pensare il fondamento, lessere in senso assoluto (Seyn schlechthin), n di averne una certezza immediata (Jacobi), ma possiamo solo alludervi nella forma dellideale. In questo modo, secondo Henrich, al posto di un unico principio metasico fondante, si fa spazio nella metalosoa di Hlderlin un processo metasico legato alla struttura della nostra coscienza che ci costringe a vivere in un conflitto che non possiamo risolvere: ci spinge verso linnito (che non possiamo raggiungere) tenendoci legati alla nitezza. Il tema de Il concetto del tragico, elaborato da Hlderlin nelle riflessioni poetologiche degli anni di Homburg vor der Hhe (1798-1800), ha fatto da cornice agli interventi dellultima parte del Colloquio. Introducendo al tema, Daniele Goldoni ha affrontato la questione del nichilismo, che afora in Hlderlin nella ricerca della destinazione (Bestimmung) delluomo. Secondo Goldoni, Hlderlin riprende da Fichte il carattere temporale della negativit, ma loriginalit della sua posizione consiste nel fatto che l immaginazione produttiva e il tempo non appartengono pi allIo assoluto, ma al mondo di tutti i mondi (natura) che si manifesta nella dimensione temporale. Dunque, il problema del nichilismo, ha osservato Goldoni, coinvolge in Hlderlin non solo il problema dellidentit delluomo, ma anche quello dellessere del mondo. Allinterno di questo processo distruttivo, luomo chiamato dal mondo a trovare la propria Bestimmung; in questo, Hlderlin dissolve una concezione ontologica del nichilismo attraverso unarticolazione del tempo che sostituisce all essere e al non-essere il non ancora e il non pi. Questa riformulazione del nichilismo spiega, secondo Goldoni, il ritorno di Hlderlin dalla losoa alla poesia: le parole della losoa non sono pi in grado di dire la Bestimmung delluomo e del mondo. Linterrogativo: perch i poeti in tempi di privazione, che gura nellelegia Brod und Wein (Pane e vino), rappresenta per Mario Ruggenini linvito di Hlderlin a una riconsiderazione radicale dellimpossibilit di esclusione della poesia dalla losoa. Alla luce di questa domanda pu essere colto, secondo Ruggenini, il pensiero di Heidegger sul destino dellesperienza poetica e il tema nichilismo di Hlderlin. La domanda perch i poeti accompagna la ricerca della Bestimmung delluomo nel rapporto col divino costitutivamente assente. Per Ruggenini, la via di scampo dal nichilismo indicata da Hlderlin nella capacit delluomo di sostenere l assenza di Dio. Nella poesia Vocazione del poeta, Hlderlin rivela che luomo esiste in virt del bisogno dell altro. La losoa deve allora ritrovare il suo rapporto costitutivo con lesperienza poetica, che sa di trovare nell altro dalluomo la misura delluomo come essere nito.
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Alla luce dellanalisi del concetto di ricordo (Erinnerung), Andreas Thomasberger ha affrontato il tema hlderliniano della ricerca di un fondamento dellarte poetica in grado di non eludere le aporie della riflessione losoca indicate nel frammento Giudizio ed essere. Thomasberger ha messo in evidenza la necessit in Hlderlin del passaggio della losoa nella poesia, la sola in grado di rappresentare la connessione superiore tra gli uomini e il loro mondo. Questo legame superiore insito nel ricordo e la possibilit di rappresentare il ricordo della totalit innita diviene loggetto dindagine delle riflessioni poetologiche di Hlderlin. Come ha rilevato Thomasberger, al movimento del ricordo appartiene in Hlderlin il contromovimento del linguaggio: nel linguaggio noi diveniamo coscienti di ci che passato e percepiamo il sentimento della totalit della vita. Contemporaneamente, lesperienza poetica diviene esperienza paradigmatica dellautocoscienza: lIo pu conoscersi solamente come Io poetico (creatore). Thomasberger ha cos analizzato i tre momenti in cui si costituisce la coscienza poetica-rammemorante: il sentimento del vivente indeterminato, la sua determinazione attraverso la percezione di qualcosa di determinato e il ricordo di entrambi, che porta con s la totalit della vita. Alle riflessioni svoltesi durante il Colloquio hanno offerto un riscontro visivo le immagini e i documenti presentati nella mostra: Hlderlin a Jena, allestita, in occasione del Colloquio, da Riccardo Ruschi e Mirella Carignani, sulla base di materiali raccolti a cura della Hlderlin-Gesellschaft di Tubinga presso gli archivi dellUniversit di Jena (ex DDR); di questi materiali stato di recente pubblicato in Germania il catalogo completo con il titolo: Das Jenaische Project. Wintersemester 1794/95 (Il progetto jenese. Semestre invernale 1794/95, Hlderlin-Gesellschaft, Tubinga 1995). La rassegna di documenti, alcuni inediti, inerenti ad un breve e allo stesso tempo intenso e decisivo periodo della vita di Hlderlin (novembre 1794 - maggio 1795), ha permesso di caratterizzare attraverso immagini pittoriche, lettere e pubblicazioni del tempo, il clima culturale di una citt che nellultimo decennio del XVIII secolo veniva a buon diritto considerata la capitale della losoa europea. Accanto ad alcuni volumi originali contenenti le pubblicazioni di Hlderlin, sono state presentate lettere, appunti, silhouettes e ritratti di studenti e professori dellUniversit di Jena; riproduzioni degli avvisi autogra delle lezioni di Fichte, i due volumi del XV secolo della Platonis Opera di Marsilio Ficino, alcuni volumi originali delle prime edizioni delle opere di Kant, Schiller e Fichte e Herder oltre a diverse edizioni dellAllgemeine Literatur-Zeitung, lorgano di recensione pi autorevole della letteratura losoca dellultimo decennio del XVIII secolo, testimonianza della progressiva diffusione del pensiero di Kant e Fichte. M.C.

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I conni della losoa
In occasione della presentazione del volume collettivo Conni della losoa. Verit e conoscenza nella losoa contemporanea (Ibis, Como-Pavia 1994), che raccoglie, a cura di Silvana Borutti e Fulvio Papi, gli atti dellomonimo convegno internazionale, tenutosi a Pavia nel 1992, il 9 marzo 1995 si svolto alla Casa della Cultura di Milano un dibattito, al quale hanno partecipato Silvana Borutti, Salvatore Natoli, Fulvio Papi, Pier Aldo Rovatti.

Silvana Borutti ha ricordato le questioni di fondo relative alla possibilit di un discorso losoco che affermi la propria specicit nei confronti del dibattito culturale. Rispetto al dibattito culturale, la specicit della losoa deriva dal suo porsi come corpo linguistico, come un campo di discorso che reinventa un linguaggio. Loggetto della losoa, ha fatto notare Borutti, si d in quella particolare forma di esibizione che Kant denisce presentazione (Darstellung). La verit viene in questo modo pluralizzata e la losoa emerge come una pratica nzionale, cio congurativa. Da questo punto di vista, la losoa entra in tensione con i discorsi artistici, in quanto viene prodotta una referenzialit immanente, che Fulvio Papi, da parte sua, denisce passione di realt. Da un altro punto di vista, tuttavia, la losoa appare come una pratica che in un contesto di materialit produce realt ideali trascendenti. Per questo aspetto, essa si avvicina al discorso scientico, in quanto tende a porsi in una dimensione di intersoggetivit, che presuppone un corpo linguistico stabile, non atemporale, seppur legato a una prospettiva di lunga durata. Altro tema emerso nel dibattito stato quello della cosiddetta ne della losoa, che non comporta tuttavia il suo dissolversi nelle cosiddette scienze umane. Una crescente domanda di specico losoco, ha rilevato Pier Aldo Rovatti, emerge invece nel dibattito culturale contemporaneo. Richiamando il contributo di Alain Badiou al volume in questione, Rovatti ha ricordato il tentativo di questultimo di contrapporre il gesto losoco di Platone, cio il discorso veritativo, al disastro della contemporaneit. In questa prospettiva, la losoa contemporanea appare come una sostica generalizzata, il cui maestro sarebbe Ludwig Wittgenstein. Rovatti ha richiamato il paradigma della funzione congurativa, che presenta la losoa come una cornice (frame), allinterno della quale si collocano le verit plurali. Per altro verso, il discorso losoco viene talvolta delineato come un tentativo di comprensione concettuale che, attraverso largomentazione, afferra qualcosa, o come una pratica linguistica metaforizzante. Occorre tuttavia sottolineare, ha aggiunto Rovatti, che entrambi questi

aspetti costituiscono nzioni, la cui necessit va cercata nella soggettivit; e daltronde, questa duplicit sembra ineliminabile. Per questo la losoa si colloca, nella sua dimensione essenziale, in uno spazio di ambiguit, la cui cifra appare dunque il paradosso, che costituisce tanto la sua ragion dessere, quanto il suo disastro. Non si tratta dunque di eliminare un polo dellalternativa tra discorso argomentativo e pratica metaforica; piuttosto, ha ribadito Rovatti, si salva la losoa collocandosi nello spazio di ambiguit che la denisce. Salvatore Natoli ha individuato come lo conduttore del dibattito sullessenza della losoa la questione della verit come quella che denisce il sapere losoco nella sua specicit. Se i saperi empirici sinterrogano sullefcacia della propria prassi, la losoa sinterroga invece sulla sua propria verit e su quella dei saperi dei quali essa si occupa. Si verica qui, secondo Natoli, unambiguit che fa segno a un circolo vizioso: lessenza della losoa decisa dal suo tema, la verit; ma esso , a sua volta, determinato dalla losoa. Per uscire dal circolo, occorre allora sottrarsi alla prospettiva fondativa, sostituendo alla ricerca sulla causa della verit quella sul suo modo di rappresentazione. Da un lato la verit viene concepita come una, oggettiva e incontrovertibile esposizione, dallaltro come manifestazione, cio come dimensione di disvelamento, allinterno della quale lenunciato di verit accade. In questo senso, ha sottolineato Natoli, la losoa a un tempo localizzata, in quanto ssata nella tradizione della propria scrittura, intesa a tematizzare la verit; essa rappresenta altres un non luogo, in quanto indagine sul momento originario, iniziale, della verit, e perci al di fuori del processo della ricerca. Occorre dunque, secondo Natoli, ridimensionare lodierna patologia del disastro, cio lenfasi posta sulla questione della ne della losoa: in quanto intende dire lorigine, ed perci senza luogo, la losoa da sempre alla propria ne; nondimeno, in quanto pretesa di verit, essa consiste in unesecuzione, in unincessante pratica produttiva di un articio, attraverso il quale essa fa fronte a un enigma. Lenigma lindicibile, larticio il linguaggio: lirresolubilit de jure del suo compito (dire lindicibile), cio lirriducibilit dellenigma, conferisce al pretendere della losoa il suo carattere innito. Secondo Fulvio Papi, la possibilit della losoa di aprirsi a un discorso positivo sul mondo appare in contrasto con la prospettiva che la concepisce come un lavoro orientato esclusivamente a mettere in questione il proprio destino. Il tentativo di affrontare un discorso intorno ai conni della losoa, ha osservato Papi, non pu svolgersi che in una loro frequentazione; uno Spaziergang, un vagare in tali luoghi. Che in tal senso la questione della verit si riformuli in quella dellinterrogazione rei70

terata, dipende dal carattere nito dellente che pone la questione. Storicamente, la pratica losoca, ha precisato Papi, ha circoscritto il proprio terreno alla domanda sullessere; domanda lecita e possibile soltanto per quellente che nito dal punto di vista ontologico, e non solo da quello ontico. Per questo, il domandare losoco si denisce come essenzialmente temporale; per questo, inoltre, esso si colloca nello iato che si apre nellessere fra il dire del proprio linguaggio e levento. Cos, laddove le altre pratiche di pensiero pongono capo a problemi, il domandare losoco si congura come uninterrogazione irredimibile. Esso contiene in s la necessit del proprio scacco, a causa della coincidenza - nella nitezza - di essere e morire: il secondo la possibilit originaria del primo. F.C.

Agire per una vita buona


Dal 29 maggio al 1 giugno 1995, presso la sede dellIstituto Italiano per gli Studi Filosoci di Napoli, Francesco Chiereghin ha tenuto un ciclo di incontri seminariali sul tema: LE APORIE DELLAGIRE E LE CONDIZIONI PER UNA VITA BUONA, proponendo come oggetto di riflessione la scoperta delluomo di essere chiamato ad una vita libera e proprio per questo di essere coinvolto in un destino tragico e conflittuale, la cui meta, tuttavia, la costruzione di un mondo comune.

I concetti di libert e di azione, ha n dallinizio osservato Francesco Chiereghin, coinvolgono la losoa nel suo essere (insieme allarte e alla religione) movimento di autointerpretazione della vita: la losoa sorge dalla vita, per contrapporsi alla vita quando essa si riduce a mera datit. Nel Fedone, ha spiegato Chiereghin, la losoa si congura come un prepararsi alla morte, un processo di liberazione graduale dalla corporeit e dallasservimento alla paura, ai desideri, alla passione. Con Platone la losoa diventa musica suprema, ovvero segno non manipolabile e assolutamente libero. In Schelling, invece, il no radicale della losoa si trasforma in una triplice negazione che implica, in primo luogo, labbandono dellessente, inteso come tutto ci che destinato a nire; in secondo luogo, labbandono dellindividualit, che si annienta in questa esperienza dellinaudito; inne il raggiungimento della totalit indicibile, la quale per fonda la propria libert in questa indicibilit. Heidegger, ha inne fatto notare Chiereghin, connota la losoa attraverso la tonalit emotiva della nostalgia, concetto che egli prende in prestito da Novalis come sentimento della lontananza sia spaziale, sia temporale, che implica limpulso eter-

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namente insoddisfatto a trovarsi a casa propria dovunque, ad essere sempre e nello stesso tempo nella totalit. Il contrapporre alla vita un estraneo che essa non in grado di sopportare, ha sottolineato Chiereghin, latto stesso con cui la losoa si svincola dai limiti della vita per consegnarla alla sua pienezza, alla vera libert; quello che si manifesta come totale alienazione si risolve in una nuova e pi radicale attestazione di libert. ci appare ancor pi evidente quando si afferma che luomo una persona, ovvero un ente razionale e responsabile. Confrontando il termine persona con il concetto opposto di impersonale, analizzato da Kant, Chiereghin ha voluto delineare il movimento con cui la vita si affranca dallessere una mera datit e attesta pienamente la sua libert. Kant distingue tre tipi di impersonale. Il primo limpersonale dentro di noi, in cui si congura quellenergia impulsiva che trasforma il motivo suggerito dalla ragione calcolante in movente che spinge luomo ad agire. Il secondo tipo limpersonale fuori di noi che la natura, con la quale luomo si rapporta o rispettandone le forme di organizzazione e limitandosi a dispiegarne le virtualit o calcolandone il segreto della costituzione e esercitando un controllo su di essa. Il terzo tipo dellimpersonale, quello sopra o dopo di noi, si colloca nel punto di sutura tra il puro impulso ad agire e la capacit di accogliere laltro in quanto altro da s: il punto in cui propriamente luomo persona, in quanto estinguendosi nellincontro con lalterit fonda se stesso in una pi radicale libert. Chiereghin ha poi continuato, facendo riferimento a due opere aristoteliche, gli Elenchi Sostici e la Poetica. Negli Elenchi Sostici Aristotele, attraverso lanalisi del linguaggio, differenzia gli atti poietici, in cui si verica un processo da un contrario allaltro, dagli atti pratici, che sono gi perfetti e compiuti in ogni elemento nel momento in cui si presentano e che sono veri atti liberi, perch non hanno altro ne che se stessi. Nella Poetica Aristotele individua il tragico come elemento della praxis propriamente umana. Nelle antiche rappresentazioni sceniche leffetto tragico dato infatti, secondo Aristotele, da quellinaspettato e radicale capovolgimento della situazione iniziale, in conseguenza del quale luomo, nora in equilibrio tra la tradizione e il pensiero, viene espulso da questo secondo accordo fondamentale e gettato nel conflitto. La praxis tragica porta dunque in supercie, ha sottolineato Chiereghin, il modo con cui il destino si rivela alluomo; pertanto lazione veramente libera quella che conduce luomo dallalienazione di s alla libert radicale, alla responsabilit. Nella disposizione alla personalit, Kant individua la strada con cui luomo si apre al suo destino, si apre allimperativo di una volont libera, in quanto suscettibile di imputazione per le scelte che compie, quindi moralmente responsabile delle azioni che muovono da essa. La libert di scelta, conquistata ascendendo alla disposizione alla personalit, si radica tuttavia, ha mostrato Chiereghin, in un originario atto di obbedienza alla necessit di operare allinterno dellalternativa tra accogliere la vita o riutarla. Lapertura originaria con cui luomo scopre di essere dato a se stesso presuppone e implica, secondo Chiereghin, una interiore disposizione ancora pi originaria ad accogliere laltro da s, ad affrontare il conflitto e ad accettare il limite. Solo quando luomo decide di accogliere lesistenza dopo averla messa in questione, egli pu nascere una seconda volta, conquistare una dimensione di s unica e irripetibile. Luomo, ha concluso Chiereghin, si apre al suo destino trovandosi in bilico tra la realizzazione e la dissoluzione della sua libert, tra laccettazione e la negazione della propria esistenza. Ma questa si rivela lautentica strada per laccesso e la costruzione di un mondo comune. P.V. sia; Antigone-Creonte) o ai dialoghi - rispetto ai quali, il coro, che identit originaria del racconto, ristabilisce lunit tra essere e identit. Per quanto riguarda la tematica della lingua della rivelazione, Vitiello ha richiamato la concezione di Benjamin, secondo il quale la lingua la lingua della rivelazione; in Dio il nome creazione poich parola. La coincidenza del nome con la parola spiega la centralit delluomo nelluniverso; la creazione divina si compie quando le cose ricevono il loro nome dalluomo, che in tal modo diviene completamente comunicabile, trasparente nel nome che d alle cose. Qui, secondo Vitiello, si compone la contraddizione, apparente e scolastica, tra Heidegger e Benjamin, cio tra concezione greca del linguaggio, afdato al vedere, e quella ebraico-cristiana, basata sullelemento acustico. Nella conmcezione della Namensprache, che comunica lousia della cosa nella sua determinazione essenziale, tradizione heideggeriana e benjaminiana convergono, poich respingono entrambi il carattere strumentale del linguaggio e il concetto per cui il nome indica qualcosa a se stante. La Namensprache, lingua pura, ideale, paradisiaca lingua delluomo, precedente il peccato originale, che si congura come abbandono della conoscenza della cosa che non f pi tuttuno con essa. Vitiello ha poi preso in esame la parabola poetica di Rilke. Lesperienza del 1913, confluito nello scritto in prosa Erlebnis, in cui lautore narra di essere caduto dallaltro lato della natura e di essere venuto meno come singolo per immergersi nelluno tutto, sarebbe per Vitiello levento che determina in Rilke linterpretazione soggettiva del mito di Orfeo ed Euridice. Il cantore che scende nel mondo catactonico per riportare lamata in terra non trova corrispondenza in Euridice, che chiusa in s trova nella morte la sua pienezza; Orfeo, dimenticata la lira, non suoner n canter pi. Di fronte a questa esperienza ineffabile Rilke, ha osservato Vitiello, tace no allincontro con Valery, di cui traduce Il cimitero marino e Lanima e la danza, che gli permetteranno di superare la sua esperienza dellindicibile. Nel convincimento che il destino delluomo nel Gegenbersein, Rilke recupera il linguaggio. Vitiello ha concluso in modo problematico la sua indagine sul linguaggio attraverso lanalisi del Gegenwort, la controparola o parola incontro di Celan quale eco della riflessione ponente di Hegel nella Logica della riflessione. Il linguaggio per Celan originario; nulla vi prima, prima che esso venga recuperato attraverso il processo di astrazione. Applicando costantemente la forma della contraddizione, in cui ogni termine contiene in s la negazione a sua volta negata, Celan ribadisce che la poesia, in quanto controparola, non pu essere avvolta dal silenzio e dalla morte. G.M.G.-F.D.

Poesia e losoa
Nella sede dellIstituto Italiano per gli Studi Filosoci di Napoli, dal 12 al 16 giugno 1995, Vincenzo Vitiello ha tenuto un seminario sul tema LINGUAGGIO POETICO E CONTRADDIZIONE, riproponendo il quesito se e in che modo sia ancora possibile distinguere tra losoa e poesia e denendo in via preliminare il linguaggio come loro ambito comune.

Vincenzo Vitiello ha avviato la sua analisi prendendo spunto da un passo della prefazione alla seconda edizione della Scienza della logica (1831) di Hegel , in cui viene sottolineata la peculiare funzione costitutiva e il carattere soprannaturale del linguaggio umano. Hegel presenta il linguaggio della losoa come riflesso; ne consegue, ha osservato Vitiello, che la losoa interroga se stessa e come tale non originaria, ma derivata. In tal senso la losoa non pu che parlare in forma dialogica, cio in forma circolare. La tematica del linguaggio affrontata da Hegel nella Enciclopedia in rapporto allintelligenza, che unisce insieme coscienza e natura e come anima aristotelica, si estende in qualche modo a tutte le cose (De anima, III 4, 429 a). Nel contesto della riflessione hegeliana sul linguaggio Vitiello ha richiamato il legame che emerge tra Hegel e Holderlin sulla base del comune riuto della tragedia, che tuttavia deriva nel primo da una concezione tutta razionale della natura, nel secondo dalla conciliazione della morte, per cui nella tragedia agiscono costantemente due logoi: - si pensi ai personaggi (Edipo-Tire71

CALENDARIO
Il quarto incontro del ciclo Orizzonte losoa, Etica pratica, teoria della conoscenza e losoa della politica, conclusivo della prima serie sulle Correnti di Pensiero, si terr a Roma il 18 aprile 1996 presso lIstituto dellEnciclopedia Italiana. Interverranno: E. Lecaldano, A. Pagnini, S. Veca. Informazioni: Informazione losofica, viale Monte Nero 68, Milano, tel. 02 55190714 , fax 55015245. A Macerata, il 18, 19 e 20 aprile 1996, si tenuto il primo congresso internazionale di Filosoa, fenomenologia e scienze della vita, organizzato da The World Institute for Advanced Phenomenological Research and Learning, in collaborazione con il Dipartimento di Filosoa e Scienze Umane dellUniversit di Macerata. Sono intervenuti: A. T. Tymieniecka, A. Ales Bello, L. Alici, A. Galli, A. ballaini, E. Berti, R. Canullo, M. Casula, D. Carloni, R. Colombo, G. Ferretti, G. Fioravanti, G. Galli, G. Giglioni, R. Martorelli, F. Mignini, F. Moiso, M. L. Perri, A. Pieretti, A. Rizzacasa, C. Storti, F. Totaro, D. Verducci, C. Vinti, F. Voltaggio, A. Zuckowski, W. Blankenburg, H. ten Have, M. Kule, A. Dominiguez Rey, M. Kronegger, S. Magala. J. Garcia Gomez, H. Gabrys, T. Walczak, I. Fiut, C. Minguez, S. Spassov, F. Soonntiens, T. Sprey, K. Rokstad. Informazioni: Dipartimento di losoa dellUniversit degli Studi di Macerata, via Garibaldi 20, 62100 Macerata, tel. 0733 258305, fax 258329.

CALENDARIO

mi, M. Sato, P. Pelen, M. Weber. Informazioni: Les Rencontres Philosophiques de lUnesco, Place de Fontenoy 7, 75700 Parigi, tel. (00 33 1) 45681175, fax 43060108.

a cura di Luisa Santonocito

Il calendario aggiornato on-line allindirizzo:


http://www.handson.it/infophil/

Nei giorni 29 e 30 marzo 1996, a Santa Margherita Ligure, si tiene un convegno sul Pensiero losoco di Nicola Abbagnano, con particolare attenzione al tema della nitudine delluomo. Aprono i lavori G. Fornero, U. Eco, G. Vattimo. Intervengono: G. Giorello, Abbagnano e la scienza; B. Maiorca, La presenza di Dewey in Abbagnano; A. Negri, Lesistenza come possibilit storica dellessere; G. Cacciatore, Esistenza, valore e morale in Abbagnano; G. De Crescenzo, Dio e la religione in Nicola Abbagnano. Informazioni: Tigullio-Bacherontius, Via Belvedere 5, Santa Margherita Ligure (Ge), tel. 0185 41274.

saggio, la percezione della bellezza naturale, il rapporto tra arte e natura). Informazioni: AISE, via San Fabiano, 9 - 52100 Arezzo. Fax 0575/ 21941, e mail: AISE @ unisit. it.

Informazioni: Centro Culturale Polivalente, Piazza della Repubblica 31, 47033 Cattolica (Forl). Tel. 0541 967802, fax 967803. La Facolt Teologica dellItalia Settentrionale e il Goethe Institut di Milano, organizzano due incontro su: La teologia in Germania oggi. Venerd 29 marzo 1996, P. M. Zulehner e P. Hunermann: La teologia fra confessione della fede e ricerca scientica; luned 13 maggio, I. U. Dalferth e H. Verweyen: Teologia-losoa: auspicabile dialogo o insanabile conflitto? Informazioni: Goethe Institut, via San Paolo 11, Milano, tel. 02 76005571. Facolt Teologica dellItalia Settentrionale, tel. 02 86460603

Forma e caos, losoa come genere letterario, ecologia e estetica: queste le tre sessioni di lavoro del III Convegno nazionale dellAssociazione Italiana Studi di Estetica (AISE), che si terr il 4 e 5 maggio 1996 allUniversit di Siena, nella sede convegni della Certosa di Pontignano, sul tema: Il passaggio dellestetica. Ricognizioni. Tra i relatori: L. Bottani, A. Cattani, F. Cuniberto, D. Danelli, E. De Caro, A. De Sensi, R. Diodato, M. Garda, G. Garelli, G. Guanti, E. Gusella, R. Klein, M. Mazzocut-Mis, G. Mirabella, G. Panella, M. Pezzella, A. Pinotti, G. Siano, F. Vercellone (prima sessione, coordinata da G. Carchia: Ripensare lesperienza del bello come sottesa, nella sua perfezione e nella sua armonia, proprio dal disordine); G. Baffo, S. Benassi, M. Carbone, A. Contini, P. De Luca, F. Fimiani, A. Giordano, R. Giorgi, M. Guarino, C. Guidelli, M. Macciantelli, A. Minichino, G. Marrone, E. Rocca, F. Solitario (seconda sessione, coordianata da C. Gentili: Denire un nuovo ruolo e un nuovo orizzonte della riflessione e della comprensione, oltre le distinzioni tra le categorie della losoa, dellestetica e della letteratura); L. Bonesio, V. Cocco, G. Compagno, L. Distaso, M. Ferrando, E. Giannetto, G. Maragliano, A. Marcenaro, A. Marmo, G. Pinna, C. Resta, M. Schmidt, F. Testa, E. Tavani, R. Troncon, M. Ferriolo Venturi, S. Zuliani (terza sessione, coordinata da P. DAngelo: Una riflessione sulla nozione di pae-

LIstituto Italiano per gli Studi Filosoci, in collaborazione con lIstituto Italiano di Cultura a Parigi e la Maison des Sciences de lHomme, organizza l11 maggio 1996, presso la M.S.H. a Parigi, una giornata di studi su: Razionalismo e losoa scientica in Italia e Francia tra le due guerre.

Interventi di: O. Pompeo Faracovi, R. Maiocchi, F. Minazzi, P. Parrini, J. Petitot, L. M. Scarantino, H. Sinaceur, A. Soulez, S. Tagliagambe. Informazioni: Luca Scarantino, Equipe dpistmologie des modles smiotiques et cognitives, E.H.E.S.S., Parigi. Tel. 00 33 1 45354054

In occasione della pubblicazione dei Nachgelassene Manuskripte und Texte, Bd.1: Zur Metaphysik der symbolischen Formen (Meiner, Hamburg 1995), il 25 marzo 1996 si tenuta a Napoli una Giornata di studio su Ernst Cassirer, promossa dallIstituto Italiano per gli Studi Filosofici in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia dellUniversit di Napoli Federico II. Vi hanno partecipato: G. Cacciatore, O. Schwemmer, M. Ferrari, G. Lissa, J. M. Krois, R. Oliva, G. Cantillo, A. Carrano, A. Carrino, G. DAlessandro, G. Di Costanzo, G.A. Di Marco, F. Donadio, S. Giammusso, A. Giugliano, M. Martirano, E. Massimilla, F. Mazzarella, L. Pica Ciamarra. Informazioni: Universit Federico II di Napoli, Dipartimento di Filosofia, via Porta di Massa 1, Napoli, tel 081 5527670

Qui sommes-nous? Si articola su

Giustizia e diritto sono il tema conduttore della sedicesima edizione del ciclo Cosa fanno oggi i loso? organizzato dal Centro Culturale Polivalente di Cattolica in collaborazione con lIstituto Italiano per gli Studi Filosoci su: Lo spirito delle leggi. Riflessioni sulla giustizia. Questo il programma di questa edizione 1996: mercoled 13 marzo, U. Cerroni: Giustizia e/o legalit; 22 marzo, M. Centanni: Democrazia e tirannide. La legittimit del potere nella citt greca; 29 marzo, G. Amato: Il diritto e il mercato; 5 aprile, G. Colombo: Che cos una magistratura?; 12 aprile, A. Cavarero: La norma e la differenza; 19 aprile, G. Marramao: La rivolta antiformalistica; 26 aprile, P. Bellini: Dio e luomo nellopera di edicazione della citt terrena; 3 maggio, D. Losurdo: Oggettivit della norma e buoni sentimenti; 10 maggio, M. Bretone: I Romani: un diritto senza codice.

questo interrogativo il forum-dibattito organizzato dallUnesco (United nations educational, scientic and cultural organization) a Parigi, dal 27 al 30 marzo 1996, per la serie Les Rencontres Philosophiques de lUnesco. Mercoled 27, LUniversel nest-il donc quune idee?/Is Universality just Another Idea?: D. Dennet, R. Rorty; LUniversel a lepreuve/ Univesalism in Trouble: Z. Laidi, R. Posner, V. Tselishchev. Gioved 28, Differences et identit/Differences and Identity: J. Guerrero, G. Vatimo, G. Fraisse; tre et avoir t/To Be and to have Been: B. Genzelis, M. Arkoun, P. Matvejevitch, J. Le Goff. Venerd 29, Incertitudes et volutions/Uncertainties and Evolutions: C. Thanh Lang, Y. Schwartz, O. Koutane; Origines et destins/ Origins and Destinies: Y. Yovel, M. Gauchet, B. Senut, A. Jacquard. Sabato 30: Nous r-inventer/Re-Inventing Ourselves: G. Kabor, F. Mayor, G. Demuth, A. Maurice; Jeux de distance/From Distant Eyes: H. Sal-

Il Dipartimento di Ermeneutica e Tecniche dellInterpretazione dellUniversit di Torino, in collaborazione con lUniversit degli Studi di Catania, organizza a Torino, il 12 e il 13 aprile 1996, un convegno su: Storicismo e giusnaturalismo in Carlo Antoni. Contributi di V. Mathieu (presentazione); M. Biscione: Linterpretazione di Hegel di Carlo Antoni; G. Gallino: Carlo Antoni e la tradizione dellIdealismo; V. Stella: Carlo Antoni e il liberalesimo; M. Pinottini: Carlo Antoni, losofo dellindividualit universale, interprete del nazional-socialismo; D. Drivet: Carlo Antoni e la cosmologia; S. Nosari: Il concetto di persona e lestetica; A. Brancaforte: Carlo Antoni interprete di Luigi Scaravelli. Informazioni: Sara Nosari, Dipartimento di Ermeneutica e Tecniche dellInterpretazione, Universit di Torino, tel. 011 3293369.

LAssessorato alla Cultura di Castelvetrano (Selinunte), lIstituto Italiano per gli Studi Filosoci, la Societ losoca italiana e il Centro internazionale di cultura losoca G. Gentile

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CALENDARIO
sono i promotori del convegno Dalla
physis di Empedocle al logos di Gorgia: percorso losoco antico e prospettive contemporanee, che

Informazioni: Assessorato alla Cultura di Castelvertrano, tel. 0924 905285, fax 904452.

si tiene a Castelvetrano dal 25 al 28 aprile 1996 al liceo classico G. Pantaleo. Interventi di: G. Giannantoni, G. Casertano, A. M. Battegazzore, M. Migliori, E. Moutsopoulos, C. Natali, Bonanno, G. Nicolaci, A. Masullo. Il convegno preceduto da una tavola rotonda che vedr giornalisti e loso confrontarsi sul tema Crisi e informazione. La parte dei mass-media nel tramonto della prima Repubblica.

A Castiglioncello, dal 20 al 24 maggio 1996, si tiene la Third Quadrennal


International Fellows Conference

organizzata dal Center for Philosophy of Science dellUniversit di Pittsburg e il Centro orentino di storia e losoa della scienza. Sono previste, tra le altre, sessioni su: positivismo logico (J. Conant, U. Majer, Th. Uebel), su Khun (N. Nersessian, P. Hoyningen-Huene, P.

Barker), losoa delle scienze sociali (N. Rescher, R. Almeder), losoa del linguaggio (M. Tokarz, R. Vergauwen, D. Marconi), psicoanalisi (J. Erpenbeck, A. Gruenbaum), retorica della scienza (J. Lyne, M. Pera), epistemologia naturalizzata (D. Ginev, J. Worrall), meccanica quantistica, libert del volere e losoa della mente (G. Fleming, L. Szabo, J. Forge), storia del pensiero scientico e losoco (J. Lennox, B. Massey, R. Gale, H. Pape), losoa della matematica e della logica (J. Wolenski, R. Brandom, N. Tennant, A. Cantini), biologia e medicina (W. Diei-

derich, S. Uchii, R. Butts). Il Centro orentino di storia e losoa della scienza festegger i 70 anni di W. Salmon con un workshop su Experience, Reality and Scientic Explanation, a Firenze il 17 e 18 maggio 1996. Relatori: C. Bicchieri, R. Butts, M. Carrier, N. Cartwright, M. C. Galavotti, P. Parrini, A. Pagnini, M. Pera. Informazioni: Alessandro Pagnini, Centro orentino di storia e losoa della scienza, Villa Arrivabene, piazza Alberti 1/a, 50136 Firenze, tel. 055 677109.

RETROSPETTIVA

A Roma, il 20, 21 e 22 dicembre 1995, si svolto un convegno sulle


Forme di argomentazione razionale. Organizzato dal Dipartimento

di Filosoa della III Universit degli Studi di Roma e la Societ Italiana di Filosoa Analitica, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e la Societ Italiana di Logica e Filosoa delle Scienze, il convegno ha visto la partecipazione di B. McGuinness: La logica deontica basata su un errore?; P. G. Donatelli: Ragioni morali interne ed esterne; M. DellUtri: Argomenti minimalistici e sostanzialistici nelle teorie della verit; S. Gozzano: Razionalit e irrazionalit; G. Frongia: Perch essere coerenti?; C. Bagnoli: Il dilemma morale nelle teorie neo-intuizionistiche; S. Maffettone: Giusticazione morale e politica in Rawls. Sono inoltre intervenuti: O. Leonardi, V. Villa, L. Floridi, C. Luzzati, L: Gianformaggio, M. Sbis, F. Curtale, L. Ferrero, V. Velluzzi, M. Vacatello, C. Cozzo, G. Frongia, G. Corsi, I. Salvatore, R. Lanfredini, D. Marconi, E. Picardi, M. Dorato, L. Andreozzi, M. Mangini. Informazioni: Massimo DellUtri, via Pieve di Cadore 3, 00135 Roma, tel. 06 3016520, fax 4462428.

cento; marted 23 gennaio, P. Parrini: Relativismo, empirismo e verit; marted 30 gennaio, F. Denozza: Il carro armato nel parco; marted 6 febbraio, F. Moiso: E. Mach: unepistemologia empiristica; luned 12 febbraio, E. Bellone: Verit ed ambiguit. Ambiguit linguistiche. Informazioni: La Casa Zoiosa, corso di Porta Nuova 34, 20121 Milano, tel. 02 6551813, fax 6551448.

F. Bianco, A. Wellmer, M. Ruggenini, B. Waldenfels, V. Vitiello, G. Abel, P. DAlessandro, A. Marini, F. Moiso, L. Perissinotto. Informazioni: I. S. U. Ufcio Cultura, corso di Porta Romana 19, Milano, tel. 02 809431. .

Pareyson) e S. Natoli (Il postmoderno tra mistici, fanatici e neopagani). Informazioni: Casa della Cultura, via Borgogna 3, tel. 02 795567.

LIstituto Gramsci Veneto sede dei


Corsi di aggiornamento didattico di losoa, organizzati da gennaio a

LIstituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli e la Fondazione Luigi Einaudi di Roma hanno promosso, il 19 e 20 gennaio 1996, un convegno su: Comunicazione senza regole. Il problema etico nei media vecchi e nuovi. Relazioni di

S. Maffettone, che ha discusso gli aspetti losoci, L. Pellicani quelli sociali, S. Rodot quelli giuridici e F. Romani quelli economici. Il convegno si concluso con una tavola rotonda tra i direttori delle riviste Biblioteca della Libert, Civilt Cattolica, Crocevia, Ideazione, Il Mulino, Liberal, Micromega, Politeia, Reset. Informazioni: Fondazione Luigi Einaudi, piazza San Lorenzo in Lucina 4, 00186 Roma, tel. 06 6871005 fax 6871446.

Il 3, 4 e 5 gennaio 1995, la Societ Italiana di Logica e Filosoa delle Scienze, ha tenuto a Roma un convegno su Prospettive della Logica e della Filosoa della Scienza, suddiviso in varie sezioni: Storia e losoa della logica, Logica e computer science, Epistemologia, Filosoa della sica, Scienza cognitiva e intelligenza articiale, Filosoa della matematica, Filosoa della chimica. Sono intervenuti, tra gli altri, C. Cozzo, P. Cattabriga, F. Stjernberg, M. Piazza, C. Penco, L. Accardi A. Rossi, S. Gozzano, T. Zalla. Informazioni: Carlo Cellucci, Dipartimento di Filosoa, Universit La Sapienza, tel 06 49917222 fax 85350763, e-mail: mc1583@mclink.it.

Il Dipartimento della III Universit degli Studi di Roma ha promosso, dal 8 gennaio al 29 gennaio 1996, un ciclo di seminari con Flix Duque su
Il sublime kantiano e il tramonto della bellezza. Queste le date dei

seminari: 8 gennaio: Kant. Alla radice del pensiero; 15 gennaio: Kant. La natura del sublime: fulcro della moralit o feticcio?; 22 gennaio: Schiller. La nostalgia del bello e la trincea della Grakomanie; 29 gennaio: ... pi bello non pu mai essere n sar.... Il tramonto della Klassik in Hlderlin e Hegel. Informazioni: Dipartimento di losoa, Terza Universit degli Studi di Roma, via Magenta 5, tel. 06 491629.

marzo 1996 in collaborazione con lIstituto Italiano per gli Studi Filosoci di Napoli. G. Vattimo ha tenuto il corso: Dopo la cristianit, con le seguenti lezioni: Il Dio che morto (29 gennaio); Lo spirito e la lettera (30 gennaio); Dio lornamento (31 gennaio). S. Natoli ha presentato un corso su Etica del nito. La condizione contemporanea tra post-cristianit e neo-paganesimo, tenendo le seguenti lezioni: Il moderno e la secolarizzazione della salvezza (5 febbraio); Modernit e soggettivit (6 febbraio); Let della tecnica e la complessicazione del mondo (7 febbraio); Oltre il soggetto: essere, evento, alterit (8 febbraio); Il grande stile. E possibile essere neo-pagani? (9 febbraio). Il corso di E. Severino: Il luogo del nostro tempo, si articoler nelle seguenti lezioni: Interpretazione e destinazione (4 marzo); Lepisteme come enticazione del niente (5 marzo); Il pensiero contemporaneo e la tecnica (6 marzo). Informazioni: Istituto Gramsci Veneto, Cannaregio 2593, Venezia, tel. 041 717940-720510.

Storici, loso, medici, psicanalisti, biologi, epistemologi si confronteranno su Etica e medicina, venerd 10 febbraio 1996 al Salone Estense del Palazzo Comunale di Varese. Intervengono: F. Minazzi: Tra etica, medicina e losoa; E. Agazzi: Perch letica si occupa della medicina?; G. Giorello: Impresa scientica e codici morali; F. Mondella: Mutamenti nel rapporto medico-paziente; G. Cosmacini: Il ruolo sociale del medico: dai privilegi sacrali ai doveri professionali; P. Cattorini: Il ruolo delletica nella formazione del medico e del ricercatore; F. Papi: La losoa e la tirannide del dolore; A. Malliani: Il mestiere del medico; F. Baldini: Filosoa e psicopatologia; L. Magnani: Paradigmi del ragionamento diagnostico; G. Lanzavecchia: Comportamenti naturali e bioetica; R. Bellini: Arte e scienza: lanatomia artistica. Informazioni: Comune di Varese, Assessorato Servizi Educativi, via Sacco 5, Varese, tel. 0332 255300 281545.

Dove va la losoa italiana? Que-

Sulla scienza contemporanea e la sua valenza conoscitiva si tenuto dal 16 gennaio al 6 febbraio 1996, presso il Centro culturale La Casa Zoiosa di Milano, il ciclo dincontri Verit, teorie e fatti. Marted 16 gennaio, F. Moiso: Verit, teoria, fatti: unintroduzione al problema. Il dibattito epistemologico tra Ottocento e Nove-

Il Dipartimento di losoa, lIstituto per il diritto allo studio universitario (ISU) dellUniversit degli Studi di Milano e il Goethe-Institut di Milano, hanno organizzato a Milano il 25 e 26 gennaio 1996, un convegno su: Ermeneutica. Un bilancio tra Italia e Germania. Sono intervenuti: C. Sini,

Lobiettivo del seminario sulla Conoscenza della religione, che si tenuto nel mese di febbraio e marzo 1996, alla Casa della Cultura di Milano, quello di illustrare alcuni elementi della conoscenza, non solo come condizione di tolleranza e di libert, ma come esigenza di cultura. Sono intervenuti: mercoled 21 febbraio, C. Orecchia (La religione di Israele) e C. Gianotto (Il nuovo testamento); mercoled 28 febbraio, M. Campanini (La religione del Corano) e G. Bonola (La teologia protestante del XX secolo); mercoled 6 marzo, C. D. Casa (Induismo: tradizione e rinnovamento) e F. Poli (Lassunto etico e metasico del buddismo); mercoled 13 marzo, F. Moiso (Cristianesimo e cultura contemporanea nella losoa di Luigi

sta la domanda-tema della giornata di studi in onore di Paolo Rossi organizzata dallIstituto Ban a Reggio Emilia il 24 febbraio 1996, presso la Sala Convegni dellHotel Posta. Alla tavola rotonda, coordinata da Armando Massarenti (Il Sole 24 Ore) hanno partecipato E. Lecaldano, M. Mugnai, A. Santucci, G. Vattimo e V. Verra, A. Pagnini Informazioni: Luigi Rustichelli, Istituto Ban, via Pasteur 11, 42100 Reggio Emilia, tel/fax 0522 554360.

Ugo Spirito e la cultura italiana del Novecento il tema del ciclo di

seminari della Fondazione Ugo Spirito, che dal dicembre 1993 a oggi hanno luogo a Genova. Questo il programma delle relazioni delledizione 1996: G. Longo: Ugo Spirito e Camillo Pellizzi (mercoled 31 gennaio 1996); H. A. Cavallera: Ugo Spirito e Giuseppe Saitta (gioved 29 febbraio 1996); A. Rigobello: Ugo Spirito e lo spiritualismo italiano (mercoled 13 marzo 1996).

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CALENDARIO
Informazioni: Fondazione Ugo Spirito, via Genova 24, 00184 Roma, tel. 06 4743779; fax 4820200. Dal 16 al 18 febbraio 1996 si tiene alla Certosa di Pontignano (Siena) un convegno su La modularit della
mente: prospettive empiriche e losoche . Vi partecipano D. Sper-

ber Modularity and metarepresentations; P. Casalegno, Concetti innati e teorie causali del riferimento; M. Davies, S. Andrews, C. Davis, Connectionist models of reading aloud: spelling-sound rules in pdp networks; C. Cecchetto, Riferimento e modularit nei lavori dellultimo Chomsky; G. Origgi, Evoluzione e modularit. Sono previsti anche contributi di: P. Horwich, S. Nannini, L. Bonatti, L. Rizzi, M. Manzini, M. De Vincenzi, S. Deheane, E. Dupoux, M. T. Guasti, C. Castelfranchi, S. Bagnara, G. Marotta, P. Jacob, N. Block, L. Savoia. Informazioni: Istituto di storia della losoa, piazza Capitaniato 3, 35139 Padova, tel 049 662550 fax 8274689.

Studio promosso dalla Facolt di losoa del Ponticio Ateneo della Santa Croce e svoltosi a Roma il 29 febbraio e il 1 marzo 1996 con il seguente calendario: gioved 29 febbraio, J. Ballesteros: La costituzione dellimmagine attuale delluomo; D. Gamarra: Limmagine illuministica e romantica; A. Lambertino: Aspetti della teoria freudiana deluomo. Venerd 1 marzo, F. Botturi: Limmagine ermeneutica; M. Rhonheimer: Limmagine delluomo nel liberalismo; A. Llano: Limmagine umanistica. Rilettura di una tradizione. Informazioni: Rev. prof. Ignacio Yarza, piazza di SantApollinare 49, 00186 Roma, tel. 06 68803752; fax 6897021, e-mail: yarza@mvasc.enet. urbe.it.

Milano, tel. 02 55190714, fax 55015245. A Perugia, il 18, 19 e 20 marzo 1996, si sono tenute tre giornate di studio su
Lapporto dellinformatica nellinsegnamento delle discipline losoche , promosso dallIstituto Ita-

Immagini delluomo. Percorsi antropologici nella losoa moderna: questo il titolo del V Convegno di

A Firenze, il 18 marzo 1996, presso il gabinetto scientico-letterario G. P. Vieusseux, si tenuto il terzo incontro del ciclo Orizzonte losoa, promosso dallIstituto Italiano per gli Studi Filosoci, lIstituto Lombardo per gli Studi Filosoci e Giuridici e la casa editrice Utet, dedicato a Filosoa della storia, estetica e nichilismo. Sono intervenuti R. Bodei, S. Givone, F. Volpi. Informazioni: Informazione Filosoca, viale Monte Nero 68, 20135

liano per gli Studi Filosoci di Napoli, in collaborazione con lIstituto di Filosoa della facolt di Magistero di Perugia e lIRRSAE dellUmbria. Sono intervenuti: luned 18 marzo, A. Pieretti: Dopo venti anni di dibattito sulla riforma dellinsegnamento della losoa; A. Lignani: I programmi Brocca di losoa e il ricorso al mezzo informatico; L. Rossetti: Lo specico dei supporti informatici per linsegnamento della losoa. Marted 19 marzo, E. Lunani: Ipertestualit, multimedialit e interattivit; P. Carelli: Informatica e losoa: le abilit che il computer in grado di attivare; D. Lanari: Sistemi esperti e programmazione a oggetti ; S. Guarente: Da Dialogo con Socrate a Dialogo con Cartesio ; D. Cugini: Implicazioni metodologiche-didattiche del programma Dialogo con Cartesio ; G. Stelli: Dimensione teoretica e dimensione storica nellinsegnamento della losoa: lapporto dellinformatica. Mer-

coled 20 marzo, R. Ruschi: Lattualit losoca come strumento didattico: ledizione elettronica di Informazione losoca; L. Floridi: Linsegnamento della logica: approccio algebrico o visivo?; M. Capponi: Risorse e strumenti Internet per la losoa; J. DYvoire: Filosoa e informatica nellesperienza francese. Informazioni: Prof. Livio Rossetti, Istituto di losoa, Facolt di Magistero di Perugia, piazza Ermini 75, 06100 Perugia, tel. 075 5854918.

Luned 25 marzo 1996 si svolto a Napoli, presso il Dipartimento di losoa A. Aliotta dellUniversit degli Studi e la sede dellIstituto Italiano per gli Studi Filosoci, Una giornata
di studio sul pensiero e lopera di Ernst Cassirer. Vi hanno preso parte:

G. Cacciatore, O. Schwemmer, J. M. Krois, G. Raio, M. Ferrari. Il seminario si articolato in due sedute: quella mattutina di Napoli Federico II, via Porta di Massa 1) e quella pomeridiana presso , Palazzo Serra di Cassano, via Monte di Dio, 14). Informazioni: Dipartimento di Filosoa A. Aliotta, Universit degli Studi di Napoli Federico II, via Porta di Massa 1, Napoli, tel. 081 5527670.

Istituto Italiano per gli Studi Filosoci Palazzo Serra di Cassano via Monte di Dio 14, Napoli 25-29 marzo 1996 Emilio Hidalgo-Serna
Estetica e morale di B. Gracin

L Agudeza y Arte de Ingenio (1648). - El Hroe (1637) ed El Poltico Don Fernando el Catlico (1640). - El Discreto (1646) ed El Comulgatorio (1655). - Orculo Manual y Arte de Prudencia (1647). - El Criticn (1651-1657). 25-29 marzo 1996 Miguel A. Granada
Il dibattito cosmologico nel 1588: Bruno, Brahe, Rothmann, Ursus, Roslin

peruomo, ascesi ed eterno ritorno. - F. Engels critico di Duhring e di Feuerbach. Il distacco dallontologia fondativa dellindividuo reale. 9-12 aprile 1996
La musica e le scienze dal XVI al XIX secolo

tasia produttrice di segni: dalla Propedeutica losoca allEnciclopedia. - Designazione, segno e simbolo: il linguaggio nelle losoe del diritto e nellestetica. 22-25 aprile 1996
Europa und die geistige situation der zeit

Plotino - Dionigi Areopagita - Agostino - Bonaventura - Conclusioni. 13-16 maggio 1996 Paolo Galluzzi
Questioni galileiane

Giordano Bruno: Camoeracensis Acrotismus, Wittenberg 1588. - Tycho Brahe: De mundi aetherei recentioribus phaenomenis, Uraniborg 1588. Lepistolario Brahe-Rothmann sulla cosmologia copernicana (1588-1590). - Nicolaus Raymarus Ursus: Fundamentum astronomicum, Strasbourg 1588. - Helisaeus Roslin: De opere Dei creationis seu De mundo hyoteses, Frankfurt 1597. 1-5 aprile 1996 Nicola Badaloni
Ideali ed errori del materialismo tedesco da Feuerbach a Nietzsche

Paolo Gozza (Universit di Bologna): Il numero sonoro: musica e matematiche nel Rinascimento (Gaffurio, Cartesio). Paolo Gozza (Universit di Bologna): Il corpo sonoro: la musica nella scienza moderna (Mersenne, Rameau). - Antonio Serravezza (Universit della Tuscia): La sensazione sonora: musica e siologia nel secondo Ottocento (Helmholtz). Paolo Gozza, Antonio Serravezza: Problemi relativi alla ricerca delle fonti e alle edizioni critiche moderne. . 15-19 aprile 1996 Paul Ricoeur
Mmoire, oubli, historie

In collaborazione con Konvent fr europische Philosophie und Ideengeschichte Relazioni di: M. Buhr, C. Cesa, E. Chitas, C. De Pascale, J. DHondt, M. Fischer, M. Ivaldo, P. Karkama, J. Manninen, A. Mazzone, J. M. Navarro, R. Lauth, D. Losurdo, M. J. Petry, Q. Racionero, M. Siemek, X. Tilliette. 29 aprile- 3 maggio 1996 Geminello Preterossi
Lo Stato politico hegeliano

La meccanica e gli studi sul movimento. - Copernicanesimo e scienza de motu. - Il processo e la diffusione europea delle teorie galileiane. - Il mito di Galilei. 13-17 maggio 1996 Bianca Maria dIppolito
La cattedrale sommersa. Esistenza, sogno e follia nellanalisi esistenziale di L. Binswanger

Rpetition et remmoration. - Mmoire traumatique et mmoire thrapetique. - Fonctions negatives et positives de loubli. - La dialectique de la mmoire et de lhistoire. - De la mmoire individuelle la mmoire collective. 22-24 aprile 1996 Fiorinda Li Vigni
Il linguaggio nel pensiero di Hegel

Le istituzioni della mediazione. - Il problema della sovranit. - Il dibattito costituzionale in Prussia. - Il diritto pubblico di Hegel nel quadro delle trasformazioni geopolitiche moderne. 6-9-maggio 1996 Thodore F. Geraets
Hegel e la storia dello spirito assoluto

Leidos, la possibilit e il terribile. L. Binswanger tra Kierkegaard e Husserl. - La metafora come patriaesistenziale: linee per una teoria dellimmaginazione costitutiva. - La temporalit interrotta: attimo e flusso intenzionale. - Il demoniaco e la vertigine dellEsserci. Delirio e poesia. - Lo spirito come passione: Binswanger legge Hofmannsthal. 20-24 maggio Massimo Don
Da unaporetica hegeliana

Le istanze realistiche nellatesimo di Feuerbach e la sua critica dellidealismo oggettivo di Hegel. - Schopenhauer neokantiano e il suo ripensamento della losoa della natura. - Il realismo fondativo dellindividuo in K. Marx e la sua losoa della prassi reale. - lindividuo nietzscheano: su-

Un leggero corpo etereo: il linguaggio negli scritti jenesi prefenomenologici. - La divina natura del linguaggio: le riflessioni hegeliane nella Fenomenologia dello Spirito. - La fan-

La ne della storia delle religioni. - Storia divina e sillogismo dei sillogismi. - La realizzazione del concetto di losoa. La natura logica che anima lo spirito. 6-10 maggio 1996 Adriaan Peperzak
Interpretazioni di Platone

Hegel e la questione del cominciamento: il cominciamento secondo la forma. - Hegel e la questione del cominciamento: il cominciamento secondo il contenuto. - Hegel: spazio e tempo dellAssoluto (I). - Hegel: spazio e tempo dellAssoluto (II). Laporia del fondamento: per una riscrittura della spazio-temporalit.

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DIDATTICA

DIDATTICA

a cura di Riccardo Lazzari

Interventi, prospettive, ricerche


Unoccasione per riflettere nuovamente sul problema di rivitalizzare linsegnamento losoco e sui diversi modelli che sono sottesi ad esso offerta da due recenti raccolte di saggi: PENSIERI E NARRAZIONI. MODELLI DI STORIOGRAFIA FILOSOFICA (Dedalo, Bari 1995), curata da Giuseppe Semerari, che fa seguito a una precedente, curata da Maria Calcaterra, LINSEGNAMENTO DELLA FILOSOFIA OGGI. PROSPETTIVE TEORICHE E QUESTIONI DIDATTICHE (Schena, Bari 1994), che raccoglie parte degli interventi apparsi sulla rivista Paradigmi a partire dal 1990.

I testi raccolti in Pensiero e narrazioni traggono origine dai contributi di un gruppo di lavoro su Filosoa e modelli di storiograa losoca, avviato nel 1989 da studiosi delle Universit di Bari, Messina, Pavia e Salerno e da docenti liceali di losoa. Nella Presentazione del volume, Giuseppe Semerari sottolinea come questa raccolta si ricolleghi al volume collettivo, da lui stesso curato con il titolo: Dentro la storiograa losoca (Dedalo, Bari 1984), nel quale veniva messo a fuoco il problema dei modelli in losoa e delle loro differenze sia materiali che formali, relative le prime alle diverse prese di posizione circa le contraddizioni pratiche dellesistenza reale, le seconde ai diversi apparati logico-linguistici. In Pensiero e narrazioni, precisa Semerari, due sono le tesi fondamentali che orientano le ricerche: la prima tesi che sono impossibili tanto una storia della losoa che non sia sorretta da una certa idea della losoa, quanto una losoa che, di principio, escluda da s la storia della losoa... La seconda tesi che la losoa irriducibile alla sua propria storia. Filosoa non storiograa, losofare non semplicemente narrare una storia e non nemmeno solo interpretare la storia passata della losoa. Nella nuova raccolta il discorso sui modelli tende pertanto a spostarsi nel campo della storiograa per reperire tre tipi: criticokantiano, materialistico, neoscolastico. Il primo viene ricostruito da Alberto Altamura nel contributo intitolato: Paradigmi per una storia critica delle idee nel modello kantiano di storiograa losoca: W.G. Tennemann e J. G. Buhle, che prende le mosse dalla consta-

tazione per cui nella losoa italiana la problematizzazione dei rapporti esistenti tra lavoro teoretico e storiograco resta coinvolta nel dilemma del circolo di losoa e storia della losoa. Sul tema: Il modello materialistico. Marx e la storia della losoa, svolge ampie considerazioni Giuseppe Semerari, soffermandosi sulle analisi - ovvero intuizioni, giudizi e valutazioni - presenti negli scritti di Marx, che permettono di delineare il modello materialistico di storiograa losoca, ed enucleandone le categorie fondamentali, alternative ad ogni altro modello, in particolare di tipo idealistico e formalistico. Dal canto suo, Martino Sgobba, con un intervento su La neoscolastica e il problema della storia della losoa in Francesco Olgiati, si propone di evidenziare le linee sistematiche del modello neo-scolastico nel suo disporsi alternativo rispetto al circolo idealistico-attualistico di losoa, storia della losoa e storia. Intervenendo su Storia storica e storia losoca della losoa, Ferruccio De Natale si concentra su alcuni aspetti del dibattito italiano sulla storia della losoa negli anni Sessanta, partendo dalle Osservazioni preliminari ad una storia della losoa, che Eugenio Garin pubblic nel 1959 nel Giornale critico della losoa italiana (ripubblicate da Garin in La losoa come sapere storico, Bari 1959), e soffermandosi in particolare sui contributi di Marino Gentile (Se e come possibile la storia della losoa, Padova 1962), Gennaro Sasso (Passato e presente nella storia della losoa, Bari 1967), Pietro Piovani (Filosoa e storia delle idee, Bari 1965). Antonio Brusa inne, con Note sulla tradizione didattica losoca italiana, propone una riflessione su alcuni dei modelli di didattica della losoa oggi in discussione. Il volume si apre con un saggio di Giuseppe Barletta, Il pensiero narrato. Osservazioni sul possibile senso della losoa, oggi, che spazia su una ampia gamma di nuclei problematici del pensiero occidentale. Questa serie di ricerche e approfondimenti si pone in linea con una precedente raccolta di saggi a cura di Maria Calcaterra, Linsegnamento della losoa oggi, che presenta la parte pi signicativa dei contributi al dibattito sullinsegnamento della losoa, apparsi, a partire dal 1990, sulle pagine della rivista Paradigmi (cfr. i numeri degli anni prece75

denti di Informazione Filosoca). Tra gli autori di tale dibattito, accomunati peraltro dallintenzione di dare nuova vitalit allinsegnamento losoco soprattutto attraverso un forte richiamo alla lettura dei testi e alla funzione critica della losoa, si possono individuare alcuni punti di convergenza fondamentali. Un primo gruppo di autori (F. Bianco, B. Coppola, F. Papi, G. Semerari) individua lesigenza di non limitare linsegnamento della losoa nelle scuole secondarie nel perimetro del metodo storico, ma di ricorrere positivamente al metodo zetetico, indagatorio, capace di suscitare domande e di porre problemi. Solo cos si pu rendere conto anche dei momenti di svolta e di radicale cambiamento nella stessa storia della losoa, senza ridurla ad una lastrocca di opinioni, ma soprattutto corrispondere allo scopo fondamentale di ogni insegnamento losoco, che quello di abituare i discenti a pensare autonomamente. Altri autori (J. Rohbeck, R. Calcaterra, L. Podini Alano) mettono specicamente in risalto il problema della relazione studente-docente e dunque la dimensione dialogico-interpersonale che deve fare da base dellinsegnamento della losoa. Altri autori ancora (V. Telmon, R. Haller, M. L. Gavuzzo) si concentrano invece sul tema della crisi della losoa oggi e sulla conseguente difcolt di insegnare una materia che sembra assumere contorni incerti e sfumati. La prospettiva praticabile, come sembra ermergere soprattutto dallintervento di Haller, quella di mettere in luce il relativismo delle opinioni losoche, per favorire nello studente la capacit sua di confrontarsi con punti di vista diversi, sia di formarsene uno proprio. I saggi che chiudono il volume si soffermano sugli aspetti pi concretamente didattici, mettendo a fuoco i punti di novit dei programmi elaborati dalla Commissione Brocca (D. Massaro), sollecitando riflessioni sulla diretta esperienza in classe e sulle concrete scelte metodologiche (L. Marchetti, S. Cicatelli, M. De Pasquale, M. Matta), soffermandosi sugli obiettivi specici dellinsegnamento (M. Sgobba), sulla mediazione fra struttura della disciplina e struttura cognitiva dellalunno (G. Magistrale). Da segnalare, inne, sulla rivista Paradigmi (n. 38, 1995) la pubblicazione di un lontano intervento di Pantaleo Caraballese, Linsegnamento della losoa, apparso nel

DIDATTICA
1921 nel Giornale critico della losoa italiana, in ragione del fatto che a pi di settanta anni dalla sua prima apparizione, il testo carabellesiano sembra contenere ancora forti motivi di validit soprattutto se riferito alle discussioni attualmente in corso intorno alla losoa e al suo insegnamento. R.L.
Un gruppo di insegnanti di losoa e di operatori nel settore della scuola secondaria superiore ha dato vita ad una rivista interamente dedicata alla didattica della losoa: INSEGNARE FILOSOFIA (Pagus-Colonna Edizioni, Milano 1995), di cui apparso il numero zero e che sar pubblicata con una periodicit quadrimestrale.

Nelleditoriale di presentazione, Leditoria di fronte a una scuola che cambia, sono ssati alcuni degli scopi e degli orientamenti culturali della rivista, che intende innanzitutto inserirsi pienamente allinterno del profondo mutamento istituzionale, culturale e didattico che investe la scuola italiana. In particolare, si tratta di non perdere mai di vista la ricchezza, intesa come diversicazione propositiva, delle esperienze didattiche quotidiane [...], di impostare, sviluppare e dare concretezza a sperimentazioni, progetti che diano anche la possibilit di dibattere e confrontare le pi disparate esperienze didattiche. Mario Quaranta, direttore responsabile della rivista, si sofferma nel secondo editoriale, Oltre la scuola di Giovanni Gentile, su quelli che egli ritiene siano i caratteri negativi della scuola secondaria ancora fondata sul modello idealistico, alla quale oppone una alternativa ricostruttiva, capace di superare la separazione tradizionale fra cultura scolastica e cultura professionale e di progettare la cultura non come un fatto gratuito (nel senso aristocraticistico), ma come uno strumento di conoscenza della realt moderna, quindi oggettivamente utile. Donde lintento di fondo della rivista, che quello di contribuire a rendere questa scuola sempre pi moderna, al passo con la societ. Nellarticolo La formazione professionale degli insegnanti di losoa. Alcune considerazioni e una proposta (che apre la rubrica Problemi e proposte), Anna Sgherri Costantini si riferisce a un precedente seminario svoltosi a Ferrara e organizzato dal liceo scientico Ariosto, in cui stato presentato un progetto formativo per gli insegnanti di losoa. Tale progetto, in sintonia del resto con le recenti indicazioni programmatiche elaborate dalla Commissione Brocca, intende offrire una guida per la lettura e la comprensione dei nuclei concettuali pi signicativi dei programmi di losoa, per la costruzione di percorsi didattici, per la lettura del testo losoco. Ampia ed articolata si presenta la riflessione di Armando Girotti, Per una didattica della losoa, che imposta il problema di unapprofondita analisi metodologica relativa al come e al che cosa insegnare, al di l

della tendenza a rinchiudersi nellalternativa tra una considerazione incentrata sui principi primi della disciplina e una considerazione limitata ai principi astratti della didattica. Dal canto suo Giuseppe Deiana, che propone un intervento dal titolo: Che il piccolo losofo sia! Leducazione alla ricerca losoca a scuola (nella rubrica Programmi Brocca), affronta il tema delleducazione alla ricerca nel terreno specico della losoa insegnata, come educazione alla maturazione autonoma delle idee, alla libert creativa, alla comprensione del passato e del nostro tempo. Esempi di ricerca su cui impegnarsi sono i problemi della bioetica, della pace e della guerra, dunque soprattutto temi etici, sia in senso etico-culturale che etico-politico. Lautore ritiene peraltro che, ai ni di una valida impostazione didattica della ricerca - ricerca intesa sia come metodo nuovo con cui studiare la storia della losoa, sia come esperienza circoscritta di scavo in profondit su un tema -, non tutte le losoe sono adatte: non lo sono, in particolare, le posizioni pi estreme, che si orientino da una parte sulla conoscenza metasica della totalit del reale, ovvero, dallaltra, sulla proclamazione della ne della losoa come risultato della crescita dei saperi scientici specialistici. Nella sezione Libri si alternano rcensioni di Marco Macciantelli (Sulla qualit dellinsegnamento losoco), Roberto Ballarin (Esperienze e proposte di didattica della losoa), Franco Paris (Individuo e collettivit: un rapporto ambiguo). Nella rubrica Laboratorio didattico Guerrina Dalla Valle traccia il Bilancio di un esperimento in losoa, relativo allattivit didattica in una classe terza a indirizzo linguistico del Liceo scientico G. Ricci Curbastro di Lugo. (Per informazioni: Colonna Edizioni s.r.l., via Giorgio Vasari 15, 20135 Milano).

Convegni
Si concluso il 10 maggio 1995, dopo otto incontri a carattere seminariale, con una Tavola rotonda presso lUniversit degli Studi di Milano, il Corso su LE FONTI DELLA LIBERALDEMOCRAZIA, organizzato da Susanna Creperio Verratti per studenti della media superiore e realizzato con il patrocinio della Sezione lombarda della S.F.I., presso lIstituto Pascoli di Milano. Coordinata da Alessandro Ghisalberti, la Tavola rotonda ha sviluppato il tema: LE PROSPETTIVE DI UNA TEORIA E DI UNA PRATICA DEMOCRATICO-LIBERALE,

con interventi di Davide Bigalli, Susanna Creperio Verratti, Vanna Lora e Lino Rizzi.

In apertura dellincontro, Susanna Creperio Verratti ha presentato dapprima il bilancio delliniziativa del Corso, nato come
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esperimento di insegnamento di losoa pratica con nalit didattiche e culturali, non ideologiche. Si trattava di offrire una risposta al vuoto culturale e concettuale nei giovani intorno ai temi della politica e delletica contemporanei. La Politica e lEtica, ha osservato Creperio Verratti, vengono insegnate nel migliore dei casi nel contesto e in relazione alla storia del pensiero dei singoli autori, mentre lo spazio per la riflessione specica intorno ai problemi della politica delletica e del rapporto eticapolitica viene lasciato allinteresse dei singoli e tuttal pi ridotto a qualche ora di Educazione civica. La scelta del tema della liberaldemocrazia rispondeva dunque a nalit di ordine didattico per cui, una volta individuato il lo conduttore, sono stati sviluppati i nuclei problematici pi signicativi, ruotando intorno agli autori fondamentali e ai loro testi pi signicativi. Per il secolo scorso sono stati proposti Alexis de Tocqueville e John Stuart Mill, mentre per il Novecento si approfondito il pensiero politico di Hans Kelsen e di John Rawls: nucleo problematico fondamentale il rapporto libert-eguaglianza. Ma il Corso ha voluto portare lattenzione anche sulla tradizione italiana, con particolare riferimento alla losoa civile di Giandomenico Romagnosi, alla centralit dei temi dellequit, della libert e della pace sociale nella scuola losoca lombarda e nel pensiero di Carlo Cattaneo. Lintervento di Davide Bigalli ha costituito uno stimolante contraddittorio: Uno spettro si aggira per lEuropa - ha esordito Bigalli - quello della democrazia liberale. In realt, ha osservato Bigalli, non possibile denire una teoria della democrazia liberale in quanto o si fa riferimento al liberalismo ed alla sua tradizione, o alla democrazia. Del resto, Romagnosi e Cattaneo rappresentano un pensiero che risultato perdente, rivelando nella tradizione liberale italiana un carattere conservatore; ci non toglie, ha concluso Bigalli, che autori come Croce e Gentile andrebbero reinterpretati. Vanna Lora ha posto laccento sullattualit del problema relativo alla formazione della classe politica e pi in generale della teoria delle lites. A questo proposito, Lora ha ricordato la seconda edizione degli Elementi di scienza politica del 1923, dove Gaetano Mosca contrappone le lites aperte dei regimi democratici alle caste chiuse delle autocrazie incapaci di ricambio. Laicismo, laicit e cultura democratica stato invece largomento sviluppato da Lino Rizzi: laicit sinonimo di libert nel campo delle attivit spirituali e quindi di autonomia dellindividuo e di pluralit di voci della societ; il principio laico limite allo Stato circa la sua competenza di decidere in materia di religione. In Italia, ha osservato Rizzi, esiste un laicismo che rivendica non tanto lindipendenza dello Stato dalla Chiesa, quanto lemancipazione della politica dalla morale, dal vincolo di dover rispondere ad unopinione pubblica. S.C.V.

STUDIO

STUDIO

Filosoa e politica
Una nuova collana di testi analizza il pensiero politico di loso e pensatori di tutti i tempi. I volumi, accanto ad ampie introduzioni concettuali, raccolgono alcuni scritti particolarmente signicativi degli autori trattatati. A questo proposito segnaliamo, a titolo di esempio, la pubblicazione di due volumi: WEBER (a cura di F. Tuccari, Laterza, Bari-Roma 1995) e MONTESQUIEU (a cura di S. Cotta, Laterza, Bari-Roma 1995).

Il volume curato da Sergio Cotta raccoglie unantologia di scritti di Montesquieu, preceduti da una bio-bibliograa e da unintroduzione al pensiero politico e losoco dellautore. Lintento di Cotta quello di mostrare, con i testi alla mano, le quattro direttrici principali del pensiero di Montesquieu, volto a comprendere il mondo sociale e delle istituzioni. Gli elementi guida del volume sono, allora, lo spirito, inteso come unit di senso dei fenomeni; i princpi, come regole di interpretazione; le regole e la nozione di Stato che, attraverso unattenta osservazione dei fatti, scevra da qualsiasi elemento ideologico, conducono Montesquieu a cogliere il senso della politica. Le pagine scelte sono tratte dalle opere pi celebri di Montesquieu, tra cui le Lettere Persiane, lo studio Sui Romani e l Esprit des lois (Spirito delle leggi). Nelle Lettere persiane Montesquieu immagina un dialogo ironico sui costumi della Francia di ne secolo. Cogliamo in questopera lelemento metasico e la nozione di divinit che assume in Montesquieu la connotazione della garanzia di giustizia e ordine naturali. Le leggi positive, in questo modo, non sono altro che la manifestazione concreta di un ordine ontologico e divino. La dimensione morale caratterizza anche lo scritto Sui Romani, in cui la virt patriottica e lo spirito di appartenenza del popolo romano assumono unimportanza fondamentale per una struttura politica corretta. Teorie politiche vere e proprie si trovano invece esposte nell Esprit des lois, opera nella quale Montesquieu analizza la nozione di Stato attraverso le sue componen-

ti fondamentali: le leggi, le forme di governo e le loro corruzioni. Emerge in questopera lanalisi accurata della nozione di libert che, distinta nella sua caratterizzazione metasica e politica, diventa il presupposto per ogni forma di governo. Da qui Montesquieu ricava la sua celebre concezione dello Stato liberale e rappresentativo, in cui la tripartizione dei poteri costituisce, da un lato, la garanzia per la libert dellindividuo e, dallaltro, la difesa pi sicura al dispotismo. Il volume a cura di Francesco Tuccari , anchesso diviso in una introduzione, una bio-bibliograa e unantologia di testi, offre una panoramica dettagliata sul pensiero di Max Weber in funzione della politica. Tuccari mostra come gli studi di storia antica, diritto, sociologia e losoa conducano Weber alla formulazione di una teoria politica complessa e fondamentale nello sviluppo della losoa politica successiva. La raccolta di testi presente in questo volume vuole mettere in evidenza il senso della riflessione di Weber allinterno della politica tedesca, in funzione della legittimazione del potere politico e, alla ne, nella costituzione di una teoria politica vera e propria. In Economia e societ compare la celebre tripartizione weberiana dei poteri legittimi, e cio il potere legale, quello tradizionale e quello carismatico, analizzato poi, nei fatti, anche negli Scritti politici. Qui Weber analizza la struttura politica della Germania e le sue anomalie, che rischiano di portare allistituzione di una democrazia plebiscitaria, in cui da una parte i mezzi demagogici mostrano una pericolosa svolta cesaristica e, dallaltra, il controllo del parlamento, roccaforte della democrazia, diventa esclusivamente formale. Chiude lantologia di scritti un brano scelto da Lavoro intellettuale come professione, dove Weber analizza la gura del politico caratterizzato, da un lato, da una professionalit distinta, dallaltro da una vocazione per unideale assiologico ben denito. In questo modo, per il politico diventa essenziale sapersi muovere tra unetica della responsabilit, che tiene conto delle conseguenze delle azioni e delle scelte, e unetica delle intenzioni che persegue lideale morale a qualsiasi costo. A.S.
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Analyse
La nuova collana diretta da Giorgio Brianese e Stefano Maso per la casa editrice Zanichelli di Bologna, Analyse, propone due strumenti per lo studio della losoa, presentati con un ampio apparato analitico e di commento: SOFISTI: PROTAGORA, GORGIA, DISSO LGOI. UNA REINTERPRETAZIONE DEI TESTI (Zanichelli, Bologna 1995), a cura di Stefano Maso e Carlo Franco, e TRATTATO TEOLOGICO-POLITICO. NATURA E SALVEZZA (Zanichelli, Bologna 1995), a cura di Arnaldo Petterlini, che comprende una selezione di capitoli dallopera di Spinoza.

Nella presentazione editoriale della collana Giorgio Brianese e Stefano Maso affermano che possibile indagare lordito di unopera losoca solo ponendo al centro e contestualizzando storicamente il rapporto tra linguaggio e razionalit. Cos a anco della traduzione di Salvatore Rizzo e Franco Fergnani del Trattato di Spinoza (Torino 1972), troviamo infatti il testo latino dellopera, cos come il testo in lingua originale dei frammenti e delle testimonianze dei Sosti afanca la traduzione di Stefano Maso e Carlo Franco nel volume che raccoglie scritti di Protagora, Gorgia e le relative argomentazioni in contrasto tramandateci. La formula editoriale della collana, del resto, si fonda sulla convinzione che la connessione tra lologia e losoa uno strumento potente per costruire linterpretazione losoca. Ogni volume preceduto da unampia Introduzione critica. In quella che apre il volume dedicato ai Sosti, Stefano Maso e Carlo Franco suggeriscono come ai sosti, nonostante Platone e la sua tendenziosa svalutazione della loro arte, vada ascritto il merito di essersi per primi interrogati sull interrogare medesimo, mantenendo al fondo l essere nella sua ineffabilit. Dal canto suo Arnaldo Petterlini, curatore dellantologia di brani dal Trattato di Spinoza, mette in luce come la libert del losofare - e poi del vivere umano in tutta la sua drammatica storicit - stretta tra la rivelazione del vero che salva e l immaginazione-intuito che consente, alla ragione, di interro-

STUDIO
garsi sulla salvezza. Ogni volume inoltre accompagnato da un ampio commentario in cui sono offerti gli strumenti e la documentazione per scomporre il testo losoco. R.L.

Platone in dialogo
attualmente disponibile tutta una serie di nuove edizioni, pensate e realizzate come strumenti di studio, di alcuni dialoghi platonici, che permettono di rileggere i testi di Platone con lausilio di ampi commenti e spiegazioni. Segnaliamo, a questo proposito, il CRATILO (trad. it. di C. Peretti, Egea, Milano 1995), il FEDRO (trad. it. di L. Untersteiner Candia, a cura di F. Trabattoni, Bruno Mondadori, Milano 1995) e due dialoghi giovanili, lEUTIFRONE, del quale uscita da poco anche unedizione interattiva a cura di L. Rossetti (Armando, Roma 1995), e il CRITONE (trad. it. di G. Reale, La Scuola, Brescia 1995).

Il Cratilo viene proposto in unedizione che afanca alla traduzione il testo originale a fronte. In questo dialogo Platone, trovando un compromesso tra la tesi che considera il linguaggio come naturale e quella che lo vede come una convenzione umana, denisce il linguaggio come una scelta intelligente delluomo che, attraverso le parole, in grado di avvicinarsi alla conoscenza delle essenze originarie. Il linguaggio, quindi, pur non essendo una convenzione arbitraria, risulta essere una produzione delluomo che, riferendosi alle idee, ha la possibilit di dire il vero come il falso. Il problema del linguaggio implica cos il problema ontologico, che verr risolto da Platone con la teoria della dicotomia esposta nel Sosta. Le considerazioni che Platone opera sul linguaggio costituiscono un argomento di grande attualit ed per questo che Mario Vegetti, Salvatore Natoli e Carlo Sini, in appendice al dialogo platonico, propongono una serie di osservazioni che, partendo da Platone, confluiscono nella losoa contemporanea. Vegetti sottolinea il carattere articiale del linguaggio che, per questo, pu collocarsi nel mondo della tecnica, inaugurato dal Demiurgo del Timeo. Sini nota come Platone, pur avendo colto la potenza denotativa del segno, non abbia inteso il senso fenomenologico delle cose stesse alle quali le parole dovrebbero riferirsi. In altri termini, se qui presente il concetto di denotazione, non lo altrettanto quello del riferimento ontologico del linguaggio. Conclude queste osservazioni Natoli, che considera la nostalgia delloriginario che pervade lintera losoa platonica. La ricerca delloriginaria potenza ontologia del linguaggio sottrae a Platone la possibilit di costituire un elemento di riflessione nella

Platone (copia romana da un originale del IV sec. a.c.)

contemporaneit, dove la fedelt alla terra costituisce il presupposto essenziale. Ledizione del Fedro costituisce un valido strumento didattico ed esplicativo. Il volume si apre con unintroduzione particolareggiata sul contenuto del dialogo, una biograa ragionata di Platone ed una scheda sulla letteratura critica su questo dialogo. Il testo afancato pi volte da schede che commentano i temi pi caratterizzanti. Troviamo, cos, considerazioni sul mito del cocchio alato, sul concetto di reminiscenza o sul concetto di amore, che viene confrontato e diversicato da quello proposto nel Simposio. Se, infatti, qui lamore costituisce lo strumento di elevazione per accedere alla massima conoscenza, nel Fedro si mostra nella sua forza istintiva e passionale. Il curatore delledizione, Franco Trabattoni, si sofferma in particolare sul concetto di dialettica, e cio di losoa, da contrapporre a quello di retorica che non riesce a cogliere la verit, come testimonia lo stesso Platone con lelogio ironico di Pericle, e sul problema della scrittura con il mito di Theut. In questo, fedele alla tradizione orale difesa da Socrate, Platone elenca i limiti della cultura scritta, che in ogni caso rimane unesigenza del losofo. In appendice al dialogo, troviamo un prolo critico sulla psicagogia, o educazione dellanima, che costituisce il nucleo centrale del Fedro e che Trabattoni affronta da diversi punti di vista. Chiude il volume un glossario che contiene la spiegazione dei termini pi complessi del dialogo.
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I dialoghi platonici giovanili proposti da Giovanni Reale costituiscono il proseguimento ideale dellApologia di Socrate. In particolare il Critone, che si svolge il giorno precedente alla morte del maestro, affronta il problema del dovere e del perch Socrate si sia riutato di fuggire, disobbedendo alle leggi di Atene. Reale fa precedere il dialogo da una scheda che analizza il contenuto dellopera e da unintroduzione in cui vengono esposti i principi losoci e il ne del dialogo, volto a denire il senso della giustizia e del dovere che preludono alla pi matura Repubblica. LEutifrone affronta il problema della denizione della santit accompagnata da diverse istanze apologetiche che inseriscono di fatto questo dialogo negli scritti socratici. Anche questo dialogo accompagnato da unintroduzione dettagliata nella quale Reale, oltre a riassumere il contenuto, ricerca la presenza di quegli elementi che criticano la teologia razionale e anticipano la teoria delle idee. Entrambi i volumi si concludono con un sommario concettuale del dialogo, che aiuta il lettore a ritrovare nel testo le argomentazioni ricercate. DellEutifrone, disponibile anche unedizione interattiva, ad opera di Livio Rossetti, che oltre ad un commento molto ampio al dialogo corredata di un software, che permette allutente, anche a digiuno di losoa, di rispondere alle domande poste da Socrate, scegliendo tra diverse opzioni e avviando un dialogo sulla santit. A.S.

RASSEGNA DELLE RIVISTE

RASSEGNA DELLE RIVISTE

a cura di Silvia Cecchi


RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Anno L, n. 2, 1995 Franco Angeli, Milano La rivista si presenta con alcune novit: unampia sezione, Kant e lAufklrung, che raccoglie contributi caratterizzati da una certa omogeneit tematica; una serie di note su un medesimo argomento di losoa contemporanea, la gura e lopera di Giulio Preti. L appropriatezza epistemologica dellidea di nalit in Kant, di S. Marcucci: prendendo spunto dal paragrafo 66 dell Analitica del Giudizio teleologico, Marcucci nota come il discorso kantiano non sia astrattamente teoretico, ma anche teoretico-scientico ed epistemologico. Infatti le idee risultano appropriate, secondo la denizione di un kantiano inglese dellOttocento, W. Whewell (il termine non stato teorizzato da Kant), quando mediante esse i fatti possono essere inclusi in verit scientiche. Servendosi intuitivamente di questo principio Kant, pur non confondendo la causalit meccanica con quella teleologica, sembra alludere ad una complementariet tra meccanicismo e nalit e difendere anche la biologia dal predominio della sica e della chimica. Vermgen e Kraft. Una rilettura del concetto di sintesi nella Critica della ragion pura di Kant, di G. Gigliotti. Il posto cruciale della losoa della religione nel pensiero di Kant, di C. Esposito: la religione non pu essere considerata in Kant soltanto una tematica pratica; in quanto cerniera tra ragione teoretica e ragione pratica, essa rappresenta un luogo sistematico e problematico centrale dellintero progetto critico kantiano. La religione si rivela pertanto un punto privilegiato di analisi del kantismo. Aufklrung e traduzione. Prolegomeni allo studio del problema, di P. Bernardini: il problema della nozione e delle modalit della traduzione nellIlluminismo tedesco. Nuovi documenti sulla genesi dellestetica kantiana: il XXV volume della AkademieAusgabe, di P. Giordanetti. Possibilit e respectus. Note per una ricostruzione della dottrina kantiana precritica della modalit, di M. Stampa: larticolo propone unimmagine poliedrica della -

losoa di Kant, dove con i termini di metasica, scienze esatte e problematiche epistemologiche connesse, sintrecciano suggestioni scettiche e critiche nei confronti della metasica. La fortuna delle opere di Christian Wolff in Italia nella prima met del Settecento: la prima edizione veronese degli Opera Latina, di D. von Wille. Il primo Sartre e la losoa francese, di O. Pompeo Faracovi: Sartre, infedele heideggeriano e anomalo husserliano, si forma in rapporto alla tradizione losoca nazionale, in particolare cartesiana, bergsoniana e biraniana. Verit pragmatica e verit analitica nel pensiero di Giulio Preti, di L. M. Scarantino. E ora te lo scrivo! Interrogativi su Preti, di A. Peruzzi.

Piccole cronache platoniche. Discutendo tra i giardini di Adone con M. Vegetti, L. M. Napolitano Valditara, G. Figal, C. Sini, C. Fontana, W. Wieland, F. Trabattoni.

IRIDE

Anno VII, n. 15, maggio-agosto 1995 Il Mulino, Bologna Libert e verit oggettiva, di S. Givone: sottolinea la centralit della sacralit e dellinviolabilit della vita, i cui presupposti losoci si trovano nella Veritatis splendor di Giovanni Paolo II; la prospettiva losoca presente in questo scritto e nellaltro sullEvangelium vitae viene messa a confronto con le pi importanti correnti delletica contemporanea. Letica laica e lenciclica Evangelium vitae, di E. Lecaldano: mette in luce, sul piano delletica, la chiusura di questa enciclica di Giovanni Paolo II rispetto ad una prospettiva laica. Per la costruzione di unautorit femminile, di S. Vegetti Finzi: analizza lenciclica Evangelium vitae da un punto di vista femminista e psicoanalitico, con particolare attenzione al problema dellaborto. David Davidson. Lincontro con la losoa e la denizione del progetto teorico, di E. Lepore: unintervista biograco-teorica con D. Davidson, losofo analitico della tradizione wittgensteiniana e quiniana, in cui viene tracciata una sorta di autobiograa intellettuale. Filosoa e politica, di A. Badiou: sul problema della giustizia in losoa. Arte come rappresentazione del mondo, di G. Figal: nellopera darte viene individuato uno spazio di esperienza ulteriore. Verit e prescrizione in etica, di M. Vacatello: sul rapporto tra i non cognitivisti e Moore. Conclude il fascicolo una serie di articoli di M. Serres, R. Berardi e G. Polizzi sulla nozione di tempo frammentato e contingente, che interessa la losoa, la scienza e il tempo-spazio della composizione umana. Seguono interventi di A. Loretoni, D. Zolo e L. Baccelli sulla gura e il pensiero di Michael Walzer.

RIVISTA DI FILOSOFIA NEOSCOLASTICA

Anno LXXXVII, n. 2, aprile-giugno 1995 Vita e Pensiero, Milano Il problema delloggetto della matematica come sostanza intellegibile nella Metasica di Aristotele, di E. Cattanei: a differenza di Platone, Aristotele non ha mostrato particolare interesse per la matematica; in particolare, nella sua opera di losoa prima egli contesta che gli oggetti matematici possano essere sostanza intellegibile, basandosi su tre questioni preliminari: che cosa sintende nella Metasica per oggetti matematici; che cosa signica concepirli come sostanza intellegibile; chi ha formulato tale assurda ipotesi. Uomo ed economia in Rosmini, di P. De Lucia: dopo aver esposto la losoa rosminiana della persona, viene analizzato litinerario di fondazione losoca del discorso economico rosminiano attraverso lindividuazione di un collegamento tra etica, antropologia e losoa delleconomia. Diritti umani e natura umana, di V. Possenti: il problema dei diritti umani, anche alla luce della loro crescente positivizzazione, estensione ed internazionalizzazione; la questione di una loro giusticazione; il rapporto con il Cristianesimo.
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FILOSOFIA OGGI

Anno XVIII, n. 71, luglio-settembre 1995 Larcipelago, Genova Quest-ce que la verit (I), di P. Rostenne Arte non arte antiarte, di P. P. Ottonello: sulla base delle principali riflessioni estetiche della storia della losoa, si afferma che larte comincia a morire quando comincia a nascere lestetica; rivalutazione della riflessione sullarte di Rosmini. Sullarte di Francesco Guadagnolo, di R. Assunto. Ernst Jnger e lumanesimo del lavoro, di G. Uscatescu: la riflessione di Jnger sul lavoro, alla luce delle radici culturali rappresentate dal nichilismo di Nietzsche e dalla losoa heideggeriana. Vocation e destine selon Louis Lavelle, di A. A. Devaux. El orden temporal en el pensamiento de Alberto Caturelli, di C. D. Lasa.

La teoria dellarte nellesistenzialismo di J. P. Sartre: prospettive danalisi, di E. Caldieri. La teoria del valore di Nozick e la concezione dellanima platonica, di F. Bonucci: la teoria del valore come unit organica in Nozick viene esaminata alla luce della concezione platonica dellanima, considerata una forma di unit organica. Bi-logica e metafora: paradossi dellinconscio, di G. B. Rimentano: la bi-logica si congura come una logica altra, che tenta di pensare linconscio, oscillando tra una descrizione metodica e una scrittura spontanea dellinintenzionale; la posizione di Matte Blanco; lesperienza della metafora; il salto dal pensiero allessere. Unarte della trasparenza, di G. Pulli: lopera darte come trasparire, come immagine apparente che richiama unimmagine inapparente, un apparire-attraverso.

La coscienza postuma. Immediatezza e autoriflessivit dellautocoscienza nel pensiero del primo Schelling, di T. Griffero. La scena del senso. Wittgenstein, Derrida e la pratica della losoa, di N. Perullo: nonostante lapparente scarsa plausibilit di un accostamento tra i due pensatori, larticolo intende costruire unalleanza tra Derrida e Wittgenstein, in particolare lultimo Wittgenstein, sulla base di una concezione della losoa come pratica teorica irriducibile.

RIVISTA INTERNAZIONALE DI FILOSOFIA DEL DIRITTO

Vol. LXXII, n. 2, aprile-giugno 1995 Giuffr editore, Milano Viene pubblicato in traduzione italiana, a cura di L. Ciaurro, uno scritto del 1932 di H. Kelsen: La tecnica del diritto e lorganizzazione della pace. La teoria del diritto davanti al problema del disarmo. Kelsen ed il problema della pace e del disarmo, di L. Ciaurro: analisi dello scritto del 1932 di Kelsen, dove vengono anticipate, seppur in forma sintetica, tematiche che saranno proprie della seconda fase della speculazione kelseniana, quella dedicata agli studi di teoria generale e di diritto internazionale. Kelsen e il giuspositivismo. Unafnit ipotetica, di F. De Aloysio: sulla la questione se Kelsen sia stato un giuspositivista, indipendentemente dalle sue trattazioni sul tema del diritto internazionale. Volont di Stato nella fenomenologia giuridico-politica di Giovanni Gentile, di F. Petrillo: la teoria gentiliana dello Stato e del diritto, pur fondandosi allinterno della proposta teoretica dellattualismo, non si esaurisce in questa ed anzi se ne distacca, diventandone quasi il ne ultimo. Lintervento risulta incentrato sul concetto di Stato e di volont di Stato, in rapporto allessenza fenomenologica del pensiero attualista, allidea di nazione. Dimensioni dellermeneutica e interpretazione giuridica, di G. Zaccaria: vengono qui analizzati alcuni aspetti della losoa ermeneutica, come la tradizione, il poter essere, il contestualismo, che non solo presentano una rilevanza per il diritto e per la losoa giuridica, ma che soprattutto non sono stati nora oggetto di una particolare attenzione da parte degli studiosi.

AUT AUT IL CANNOCCHIALE

n. 2, maggio-agosto 1995 Edizioni Scientiche Italiane, Napoli Una sezione della rivista dedicata al rapporto tra tchne e poesis , concetti che rappresentano un momento di riflessione allinterno del complesso rapporto tra natura e cultura nella prospettive tematica del fare. Schemi e mmemonici in Kant, di M. Ferraris: tempo, immaginazione e schematismo in Kant. Tre appunti sul nichilismo di C. Sini: prendendo le mosse dalla delineazione nietzscheana della storia del nichilismo e del riconoscimento della sua ambiguit, dopo una breve esposizione delle radici storiche del nichilismo, vengono poste alcune questioni: pensare il nichilismo, superare il nichilismo, volere il nichilismo. Forme del nichilismo. Sul dialogo JngerHeidegger, di L. A. Manfreda. Considerazioni comunitarie: sulla produzione delletica, di F. Garritano: la dialettica uno-molti come problema della comunit in rapporto alla questione morale e alla libert in Freud e Klossowski. Senso e non senso nel Tractatus di Wittgenstein, di M. Vannini: il problema della sensatezza e dellinsensatezza nel Tractatus di Wittgenstein si collega ad una questione di ordine etico, in quanto i limiti di indicibilit, come vengono esposti in questopera, sono anche limiti di ordine etico: avere un senso signica anche avere un valore; per questo il Tractatus si conclude con il riconoscimento della insensatezza delle sue proposizioni. La separazione di beni e di corpo nella Francia dancient rgime. Cronaca di una scoperta annunciata, di G. Francini: il problema storico delle separazioni nella Francia dellantico regime.

n. 267-268, maggio-agosto 1995 La Nuova Italia, Firenze Viene pubblicato un breve racconto di M. Blanchot dal titolo: Listante della mia morte, oggetto di grosse discussioni in Francia; tra gli altri, particolarmente importante risulta lintervento di Derrida, che ha dedicato a questo scritto un commento, pronunciato a Torino nel gennaio 1995 e qui riportato. Nella sezione Materiali troviamo anche lintervento di Klossowski al convegno su Nietzsche del 1972, Circulus vitiosus, unitamente alla discussione che ne seguita. Spiriti del nostro tempo, di P. A. Rovatti: Musil, Foucault e il nostro crescente bisogno di realismo. Leccedenza del segreto, di G. Berto: la democrazia e la difesa dellambito della segretezza pubblica. Senzanima, di L. Boella. Il discorso autorevole, di F. Polidori: a partire dalle osservazioni di Nietzsche sulla verit, vengono considerati gli effetti di verit prodotti allinterno del discorso autorevole nellambito della comunicazione. Religione per adulti, di G. Leghissa: il nuovo rapporto tra religione e losoa che si pone con lavvento del nichilismo. La lampada di Severino, di V. Vitiello: il confronto tra Severino e Vitiello sullidea di contraddizione. Abitare la biblioteca, di G. Vattimo: abitare una biblioteca alla luce della personale esperienza. Pittura e losoa, di M. Carboni: il rapporto tra il dibattito losoco e lesperienza delle arti visive contemporanee. Il testo losoco tra ermeneutica e decostruzione, di G. Leghissa: recensione di AA. VV., Il testo losoco (LEpos, Palermo 1994).
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PER LA FILOSOFIA

Anno XII, n. 34, maggio-agosto 1995 Massimo, Milano Tema della rivista: Il realismo. Strada maestra della losoa. Wittgenstein e Maritain: verit, esistenza, logica, di J. C. Cahalan: in merito alle questioni circa la verit, lesistenza, il ruo-

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lo della logica, la posizione dei due pensatori appare diametralmente opposta; ma un confronto tra i due risulta utile per correggere eventuali fraintendimenti su alcune problematiche wittgensteiniane. Nichilismo e realismo, di M. Ivaldo: lesperienza nichilista di Jacobi. Le due strade dellermeneutica, di V. Possenti: le due linee fondamentali dellermeneutica, quella moderata e quella radicale, decostruttivistica e, come essa stessa si denisce, nichilistica. Senso comune e realismo metasico, di A. Livi: il rapporto tra il tema del senso comune, inteso in termini gnoseologici, ed il realismo, rapporto che storicamente nasce solo in et moderna. Il realismo moderato di Tommaso dAquino, di B. Mondin: proponendo una dottrina dellastrazione, dellintenzionalit e del valore della conoscenza, Tommaso si presenta come uno dei pi importanti esponenti del realismo moderato; in questo senso, pur non occupandosi propriamente e sistematicamente di problemi gnoseologici ed epistemologici, ci ha lasciato fondamentali contributi in questo campo, soprattutto perch ha avuto il coraggio di abbandonare la dottrina dellilluminazione agostiniana a favore di quella aristotelica dellastrazione e di non fondare pi il valore della conoscenza sulla disposizione soggettiva della certezza, ma sulla condizione oggettiva dellevidenza dellessere. Ragioni e forme del realismo scientico, di E. Agazzi: il dibattito teorico attuale sul realismo scientico. Il realismo critico di Popper tra neopositivismo e ermeneutica, di G. Penati: larticolo delinea le tesi fondamentali del realismo critico di Popper, concludendo con il dibattito che le sue teorie hanno determinato nellambito della sociologia, della linguistica, dellermeneutica e della metasica. La questione del realismo in losoa, di A. Poppi. Il realismo e la teologia della creazione, di P. OCallaghan. Come presentare agli studenti Aristotele, Galilei, Hegel, di P. Viotto. lo non intende ricostruire lologicamente i luoghi di questa dialettica, ma cogliere il senso di questa rappresentazione. Tra Spirito Santo e ontologia. Lejeune, Gusdorf e lautobiograa del Settecento, di B. Anglani: unanalisi dellautobiograa settecentesca attraverso le proposte critiche contemporanee di Lejeune e Gusdorf. La visione come linguaggio della fenomenologia, di R. Cristin: proposta di una sorta di allegoria della visione, in cui confluiscono sguardo e parola, a partire sul fatto che il progetto gnoseologico della fenomenologia, fondato sul concetto di essenza, non si sviluppa mediante la sola indagine razionalistica, ma mette in campo una visione concreta del fenomeno, volta a coglierlo nella sua reale datit; il problema della visione (Schau) dellessenza (Wesen). Sulla metasica esistenziale di Abbagnano. Il fondamento strutturale dellessere possibile, di S. Paolini Merlo. La povert volontaria nellopera di Bonaventura da Bagnoregio: la centralit della imitatio crucis, di F. P. Salcuni: analisi dello scritto di Bonaventura Apologia pauperum contra calumniatoren, opera composta da dodici capitoli e passibile di una molteplicit di chiavi di lettura; qui viene focalizzato lo scenario teorico entro cui sinscrive lo scritto, rilevando anche le differenze, in tema di povert, tra la prospettiva di Bonaventura e quella di S. Francesco. Per uno Hume diverso ma sempre uguale a se stesso: il caso di Margaret, di P. Saitto Bernucci: il Caso di Margaret rappresenta il lato satirico di Hume, importante per integrare le sue teorie economiche e politiche. Nietzsche, la teologia cristiana, lethos pagano, la nostra epoca, di A. Caputo: il titolo richiama due incontri, tenutisi a Napoli (ottobre 1994) e a Bari (dicembre 1994), in occasione dellanniversario della sua nascita. Un convegno su Meinong e la sua scuola, di V. Raspa: resoconto dellomonimo convegno, tenutosi a Trento nel dicembre 1994. Leredit di Rossi-Landi come compito, di A. Altamura: recensionw di AA. VV., Reading su Francesco Rossi-Landi. Semiosi come pratica sociale (ESI, Napoli 1994). Pierre Bayle e la religione in un recente scritto di Hubert Bost, di C. Senofonte: recensione di H. Bost, Pierre Bayle et la religion (PUF, Parigi 1994). Lermeneutica tra virt e virtuosismi. Note su Oltre linterpretazione di Gianni Vattimo, di F. Sarcinelli. Linsegnamento della losoa, di P. Carabellese. scritto, risalente al 1970, Weil, dopo aver criticato il millenarismo che in passato stato proprio della riflessione sulla ne della storia, scopre un signicato morale allinterno di questo concetto. La teologia della storia e la ricerca del senso perduto, di B. Forte: allinterno di un confronto con il nichilismo contemporaneo e contro la visione totalizzante della losoa hegeliana della storia viene qui ribadita lattualit della teologia della storia ispirata da Agostino e Giocchino da Fiore. Apocalypsis, di V. Vitiello: il tema della ne della storia viene rivisitato alla luce di tre versetti dellApocalisse di Giovanni e in base a tre diverse prospettive ermeneutiche: Hegel, Kierkegaard-Pascal, Paolo. Nel solco del tempo. Fine della storia e storia della ne, di A. Fabris: a partire dalla losoa della storia di Kant viene analizzato il dibattito relativo allessenza del Cristianesimo in Harnack, Troeltsch e Loisy ed il rapporto tra ebraismo e messaggio cristiano. La ne della storia secondo Francis Fukuyama, di F. Duque. Topologia, teologia, ermeneutica: in margine a studi vichiani recenti, di G. Carillo. Schopenhauer e la storia, di P. Vincieri: la concezione della storia in Schopenhauer in rapporto a Hegel e Marx. Emil M. Cioran in memoriam, di V. Vitiello. (Il prossimo numero sar dedicato al tema del tragico, con interventi di M. Gigante, S. Givone e S. Natoli).

REVUE DE MTAPHYSIQUE ET DE MORALE

Vol. 100, n. 2/1995 A. Colin, Parigi Tema della rivista: La secolarizzazione. Secularism in the Middle East, di B. Lewis. La scularisation ou laffaiblissement social des institutions religieuses, di H. Lbbe: lanalisi del concetto di secolarizzazione e losservazione dei fatti sociali e culturali mostrano che il controllo sociale, esercitato dalle istituzioni religiose nelle societ moderne, si indebolito. Ma i reali cambiamenti della vita sociale non signicano la scomparsa della religione; la cultura secolarizzata tale per cui in essa la religione, come fatto antropologico, adattata alle differenziazioni ed alla dinamica istituzionale e culturale delle societ moderne. En marge du monde et de la terre: laise, di J. Y. Lacoste: abbozzo una logica dellal di l del mondo. Lenjeu dune thologie politique: Carl Schmitt, di J. F. Kervgan: a distanza di cinquantanni (1922-1970) vengono pubblicati da Carl Schmitt due opere dal titolo: Teologia politica. Apparentemente trattano di oggetti differenti: il primo della so-

PARADIGMI

Anno XIII, n. 38, maggio-agosto 1995 Schena, Brindisi Giocare sul serio, di E. De Olaso: un avvio alla lettura di Borges. Il viaggio e la dimora. Momenti della dialettica dellesistenza in Nietzsche, di F. Semerari: viaggio e dimora sono due metafore attraverso cui Nietzsche delinea la propria concezione dellesistenza; il viaggio rappresenta il movimento del soggetto dallidentit allalterit, la dimora lo stare del soggetto in una medesima posizione sul piano affettivo, conoscitivo etc... Lartico-

IL PENSIERO

Vol. XXXV, n. 2, 1995 Edizioni Scientiche Italiane, Napoli La ne della storia, di E. Weil: in questo
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vranit, il secondo della possibilit di dedurre una politica del monoteismo cristiano; in realt entrambi ci consentono di accedere al ne ultimo dellopera del losofo, ne che non n religioso, n teologico, ma politico. Naissance de la littrature, di F. Trmolires: il concetto antico di sublime, riscoperto da Boileau, apparso come una pregurazione del nostro moderno concetto di letteratura. Tentativo di far emergere, in un contesto religioso, lautonomia della cosa letteraria. Lexpansion de l Ideologie en Anjou: Merlet de la Boulaye et la grammaire gnrale, di A. Robinet. Esthtique du laid, di K. Rosenkranz (1853). morma. Secondo Cudworth in Hobbes si verica la negazione dellazione morale, una decomposizione del soggetto morale in una psicologia utilitaristica ed una dissoluzione di tutte le norme morali in un relativismo gnoseologico, teologico e politico. Un grand espace pou la libert?. Le dilemme du libre arbitre dans la pense de Ralph Cudworth, di J. L. Breteau: uno degli obiettivi dei platonici di Cambridge, specialmente nella lotta contro il determinismo ed il materialismo hobbessiano, stato quello di guidare un grande spazio per la libert. Cudworth, in particolare, in un trattato pubblicato solo nel 1838, Treatise of freewill, ha cercato di elaborare un concetto di libero arbitrio fondato su una teoria psicologica originale. truth: a metacommentary on Calvin O. Schrag, di N. Y. Jung. Lequivoque de lhistoire: ontologie ou philosophie des formes symboliques? Bloch et Merleau-Ponty, di G. Raulet: la riflessione di Merleau-Ponty sulla storia e sul marxismo e il confronto con Bloch. Loneliness, its nature and forms: an existential perspective, di J. G. McGraw: la natura e le forma metasica, epistemologica, comunicativa, ontologica, etica, esistenziale, culturale, emozionale, cosmica, della solitudine. Sartre and hermeneutics, di I. M. Fehr: nellopera di Sartre si pu individuare luso dei termini ermeneutica ed ermeneutico, di cui viene rilevata limportanza in rapporto alla maturazione del pragmatismo americano contemporaneo. No longer, not yet: reading history grammatically, di S. A. Erickson.

ARCHIVES DE PHILOSOPHIE

LES TUDES PHILOSOPHIQUES

Tomo 58, n. 3, luglio-settembre 1995 Beauchesne, Parigi Tema della rivista: Una metasica per la morale. I platonici di Cambridge: Henry More e Ralph Cudworth. Henry More lecteur de Descartes: philosophie naturelle et apologtique, di A. Gabbey: grazie a More, lettore di Cartesio, si accrebbe in Inghilterra tra il 1650 ed il 1660 linteresse per il fondatore del razionalismo. Tuttavia More, apologista anglicano e protettore della vera religione contro tutte le empiet, muta il proprio approccio verso Cartesio a seconda delle circostanze politiche e teologiche del tempo. Anne Conway critique dHenry More: Lesprit et la matire, di J. Hutton: avanzando una teoria monista della metasica, nei suoi Principia Philosophiae Anna Conway si discosta fortemente dal dualismo tra spirito e corpo, proposto dal suo maestro More. Bench il suo nome non sia citato, gli argomenti antidualistici che si trovano in questopera sono rivolti contro di lui. La morale au risque de linterprtation: lEnchiridion Ethicum dHenry More, di J. M. Vienne: come molte concezioni morali di tradizione classica, anche quella di More paradossale: se lilluminazione del Bene necessaria per la virt, difcile concepire una guida per gli esseri immorali. Certamente nellordine della conoscenza i corpi, le passioni, i principi morali e la ragione possono essere segni della virt; ma lessere immorale, che lignora, non chiarito nel suo agire da questa logica dei segni. Il modo di cui More si serve di Aristotele, Cicerone e Cartesio (non Platone) rende ragione di questa strana posizione. Ralph Cudworth et le fondement de la morale: laction, le sujet et la norme, di Y. C. Zarka: Cudworth giudica la morale di Hobbes una vera e propria sovversione della morale, perch percepisce in essa una messa in causa dei fondamenti stessi della morale. Quali sono questi fondamenti che Hobbes distrugge? I tre principi essenziali di tutte le dottrine morali: lazione, il soggetto, la

gennaio-marzo 1995 PUF, Parigi Tema della rivista: Signicato, fenomenologia e losoa analitica. La notion husserlienne de nome, di D. Follesdal: considerazioni a proposito della nozione husserliana di noema, al ne di fornirne unimmagine precisa e completa. Husserl avec et contre Frege , di F. Rivenc: il rapporto tra Husserl e Frege evidente soprattutto in merito al problema del signicato. Larticolo si propone di analizzare in termini critici il legame tra questi due pensatori in relazione al concetto di intenzionalit. Un Husserl ben interpretato in questa prospettiva consente di eliminare una difcolt della logica fregeana in merito alla posizione intermedia del senso. Husserl: la dimension phnomnologique, di J. Hintikka: il problema del senso in Husserl. Comment peut-on parler du sens? Russell critique de Husserl, di J. M. Roy: la posizione di Husserl e Russell in merito alla questione del signicato di simbolo linguistico molto distante, come dimostra un articolo del losofo inglese del 1905 (Sulla denotazione), che viene qui confrontato con la prima delle Ricerche logiche. De lidealit de la signication , di E. Rigal. Introduction aux problmes fondamentaux dune logique du sens, di P. de Rouilhan: la questione del senso in Frege, Russell ed Husserl.

INTERNATIONAL PHILOSOPHICAL QUARTERLY

Vol. XXXV, n. 2, giugno 1995 Fordham University, New York The hermeneutics of formal analytics: the case of tibetan philosophical criticism, di K. Liberman. Skepticism and subjectivity: two critiques of traditional epistemology reconsidered, di J. L. Bermdez: sulla comune posizione critica di Heidegger e Wittgenstein in merito alla concezione cartesiana della soggettivit allinterno della relazione coscienza e realt, propria dellepistemologia tradizionale; il nesso tra scetticismo e soggettivit. Post-modernism: a lonerganian retrieval and critique, di J. L. Marsh: dopo aver delineato la critica postmoderna alla razionalit, viene analizzata la posizione critica di Lonergan nei confronti del post-moderno attraverso i concetti di autoreferenzialit, adeguatezza descrittiva ed ermeneutica, potenza normativa etico-politica. Deflating the real: project for a metaphysical reconstruction of time, di G. Calore: a partire dalla metasica pragmatista di Dewey larticolo intende sviluppare lanalisi del problema del tempo. Sexual needs ans sexual pleasures, di G. Moore.

MAN AND WORLD

JOURNAL OF THE HISTORY OF PHILOSOPHY

Vol. 28, n. 1, gennaio 1995 Kluwer Academic Publishers Dordrecht, Boston, Londra Schopenhauer and the problem of metaphysics. Critical reflections on Rudolf Malters interpretation, di G. Zller. The Tao of transversality as a global to
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Vol. XXXIII, n. 2, aprile 1995 University of St. Louis, St. Louis Prime matter and actuality, di C. Byrne: alcune questioni di metasica aristotelica: materia prima e potenza pura, la generazione, la composizione, la denizione delle sostanze sensibili, lindipendenza della causa materiale.

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The end of practical wisdom: ethics as science in the thirteenth century, di A. J. Calano: sui commentari del XIII secolo allEtica nicomachea, con particolare attenzione alla relazione tra virt morali e intellettuali e al signicato del concetto di phronesis. On the relationship between mode and substance in Spinozas metaphysics, di J. Carriero: Spinoza, la tradizionale concezione aristotelica di accidente e le obiezioni di Edwin Curley. Final causes in Adam Smiths theory of moral sentiments, di R. A. Kleer. The beautiful is the symbol of the morally Good: Kants philosophical basis of proof for the idea of the morally Good, di G. Felicitas Munzel: una riflessione sullanalogia kantiana tra bellezza e moralit. Zum Problem der Willensfreiheit, di V. Steinvorth: dalla denizione di volont libera allanalisi di argomentazioni pro e contro di essa. Oder hat Vernunft den Menschen. zur Vernunft des Gefhls bei Jacobi, di B. Sandkaulen. la svolta linguistica in losoa; la questione della molteplicit dei soggetti della comunicazione e delle procedure argomentative.
NUOVA CIVILTA DELLE MACCHINE

TEOLOGIA (Anno XX, n. 2, giugno 1995,

Glossa, Milano) presenta un intervento di P. Colombo, La svolta nel pensiero di Heidegger. Per una ripresa della questione ontologica.
RIVISTA ROSMINIANA (Anno LXXXIX,

n. 3, luglio-settembre 1995, Soliditas, Stresa) presenta un saggio di P. P. Ottonello dal titolo: Il mito di Rosmini Kant italiano.
QUADERNI DI SCIENZA POLITICA (Anno

(Anno XII, n. 1-2, Nuova Eri, Roma) presenta un fasciciolo monograco sul tema: Filosoa e sica. In particolare, vengono qui pubblicate le discussioni che allinizio degli anni Novanta alcuni sici e loso svolsero a Pisa ed a Forl intorno a due tematiche: motivi e ragioni che hanno portato lepistemologia della prima met del secolo a contrapporre sica e losoa; il problema dei fenomeni complessi e del caos deterministico che, rimettendo in questione alcuni modelli della sica moderna e contemporanea, pone la connessione tra sica e losoa come analisi chiaricatrice di strumenti concettuali.
ARCHIVIO DI STORIA DELLA CULTURA

J.B.S.P.

Vol. 26, n. 2, maggio 1995 University of Manchester, Manchester A conversation with H. G. Gadamer. Externalism and mechanism, di R. M. Mc Donough: analisi del concetto heideggeriano di temporalit del Dasein. The presuppositions of Husserls presuppositionless philosophy, di A. Mirvish: il problema dellesperienza della psiche dellaltro in Husserl e il confronto tra la posizione della fenomenologia e quella di Wundt e Titchener. The problematic unity of culture in Ingarden, di E. M. Swiderski: la dimora delluomo, per Ingarden, sta nel binomio naturacultura; vengono poi esaminati le opere darte e le azioni, entrambe oggetto di interpretazione. The intentional texture of communicative praxis and the communion of language as care, di D. H. Davis: analisi della nozione di intenzionalit esistenziale che Calvin Schrag trae da Kierkegaard e Heidegger. In particolare, nellultima fase del suo pensiero Schrag si rivolge allintreccio intenzionale della prassi comunicativa, nella quale noi ci correliamo agli altri.

II, n. 2, agosto 1995, Giuffr, Milano) presenta un articolo di B. de Jouvenel: Saggezza e azione: lo pseudo-Alcibiade , in cui lautore si propone di dare un seguito del celebre dialogo platonico come risposta delluomo politico al monito di Platone di usare la saggezza contro lambizione.
FILOSOFIA (Anno XLVI, n. 1-2, maggio-

(Anno VIII, 1995, Morano Editore, Napoli) presenta un intervento di F. Donadio, Etica e salvezza: il paradosso del servo arbitrio, che affronta la questione del libero arbitrio tra Erasmo e Lutero.
BOLLETTINO DELLA SOCIETA FILOSOFICA - SEZ. DI CAGLIARI (Anno I, n.

agosto 1995, Mursia, Milano) presenta un fascicolo monograco dedicato a Luigi Scaravelli: la via italiana al neokantismo.
FILOSOFIA E TEOLOGIA (Anno IX, n. 2,

maggio-agosto 1995, Edizioni Scientiche Italiane, Napoli) presenta un fascicolo monograco dal titolo: Forme e gure del male. Dopo la Teodicea. Troviamo inoltre uno scritto di S. Tommaso, tratto dal Commento ad litteram del libro di Giobbe.
AXIOMATHES (Vol. VI, n. 2, settembre

1-2, 1994, Cuec, Cagliari) presenta i seguenti articoli: Genere e differenza nel contesto dialettico dei Topici di Aristotele, di G. Chessa, sul rapporto tra genere e differeza nei Topici e sulle argomentazioni relative allessere ed alluno; Recenti critiche al modello cognitivista: Putnam, Varela, Edelman, di G. P. Storari; Il pensiero losoco di R. Rorty, di L. Fass, che presenta gli Scritti losoci. Vol. II di Rorty; Problemi ed equivoci del ritorno al testo nellinsegnamemto della losoa nelle scuole medie , di M. T. Marcialis; Hegel interprete di Aristotele, di N. Molinu.
NUOVA CORRENTE (Anno XLII , n 115,

1995, Estrella de Oriente, Trento) presenta un fascicolo monograco dedicato al tema: Fenomenologia della musica negli Stati Uniti.
GIORNALE DI METAFISICA (Anno XVI,

gennaio-giugno 1995, Tilgher, Genova) presenta un fascicolo monograco sul tema Narrativa italiana contemporanea.
LA CULTURA (Anno XXXIII, n. 2, agosto

n. 1-2, gennaio-agosto 1994, Tilgher, Genova) contiene, tra altri, saggi di G. Penati, Modernit e postmodernit dellagostinismo, e di G. Augello, Forme e metafore dellintuizione in F. Hlderlin.
IDEE (Anno IX, n. 26-27, 1994, Milella,

ZEITSCHRIFT FR PHILOSOPHISCHE FORSCHUNG

Vol. 49, n. 3, luglio-settembre 1995 Vittorio Klostermann, Francoforte s/M. In welcher Weise hngen Modalbegriffe und Zeitbegriffe bei Aristoteles zusammen?, di M. T. Liske: analisi dei concetti modali ed ontologici di Aristotele e delle influenze da essi esercitate. Eikasia und Pistis in Platons Hhlengleichnis, di M. A. Lizano Ordovs: dopo aver delineato il signicato di questi concetti platonici, rilevandone le difcolt sul piano interpretativo, larticolo analizza leikasia come reale condizione conoscitiva umana.

Lecce) presenta due articoli dedicati a Jonas: Unanalisi critica del neo-nalismo nella losoa di H. Jonas, di G. Hottois, e Il principio di responsabilit di Hans Jonas nel conflitto delle interpretazioni, di P. Pellegrino.
ELENCHOS (Anno XVI, n. 1, 1995, Bi-

1995, Il Mulino, Bologna) presenta i seguenti interventi intorno alla gura di Croce: Perrotta e Croce, di M. Gigante; LEnciclopedia Italiana e Croce: una fallita richiesta di adesione, di C. Farnetti; Benedetto Croce e ledizione del proprio carteggio con Karl Vossler, di E. Cutinelli Rendina.
ANUARIO FILOSOFICO (Vol. XXVIII, n.

2, 1995, Universidad de Navarra) presenta un fascicolo monograco dal titolo: La losofa de lo mental de Wittgenstein.
REVUE DE PHILOSOPHIE DE LOUVAIN

bliopolis, Napoli) pubblica gli atti del convegno: Il concetto di pathos nella cultura antica (Taormina, 1-4 giugno 1994).
STUDIA PATAVINA (Anno XLII, maggio-

agosto 1995, Padova) contiene gli atti del simposio: Comunicazione e verit (20 ottobre 1994), che ha affrontato in particolare tre tematiche: la tesi kantiana dellimpossibilit dellerrore totale; la complessit del83

(tomo 93, n. 1-2, febbraio-marzo 1995, ditions de lInsitut Suprieur de Philosophie, Louvain La Neuve) presenta un fascicolo monograco sul tema: Il riduzionismo nelle scienze della vita.
REVUE INTERNATIONALE DE PHILOSOPHIE (n. 3, settembre 1995, Universa,

Wetteren) presenta un fascicolo monograco sul tema: La bioetica.

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AA.VV. Kerygma e prassi: filosofia e teologia in Italo Mancini Morcelliana, ottobre 1995 pp.270, .30.000. In questo libro sono raccolti alcuni saggi di diversi pensatori che si occupano di varie tematiche come il rapporto tra ontologia e metafisica, tra ontologia e linguaggio, tra pensiero negativo e prassi politica, e la concezione filosofica della religione come ermeneutica della rivelazione. AA.VV. Filosofia, scienza, storia: studi in onore di Alberto Pala a cura di Antonio Cadeddu F.Angeli, ottobre 1995 pp.320, .42.000. I vari saggi raccolti in questo libro offrono delle riflessioni filosofiche partendo dallanalisi dellopera di Alberto Pala che ha contribuito ad arricchire il patrimonio storico-filosofico internazionale. Di particolare rilievo la sua interpretazione di Cartesio che ribalta limmagine tradizionale del filosofo come paladino del razionalismo recuperando quindi il valore da lui conferito allesperienza. AA.VV. Quale etica sociale per il Sud dItalia a cura di D. Graziani, I. Schinella, S. Mannelli Rubbettino, ottobre 1995 pp.321, .30.000. Il libro raccoglie diversi saggi che analizzano la possibilit di unetica sociale per il sud italiano attraverso la considerazione di vari aspetti come la soggettivit etica, la cultura evangelica, la componente ecclesiologica. AA.VV. Gilles Deleuze Minuit, settembre 1995 pp. 95, F 64 Il volume comprende un testo inedito di Deleuze, in qui vengono avvicinate - in uno stile filosofico molto denso - alcune delle questioni centrali della sua opera (il senso trascendentale ed il concetto di immanenza) ed una serie di articoli che hanno come punto in comune laccompagnamento del movimento creativo di questo pensiero, prolungando alcune delle sue linee di forza. Per tutti gli interessati. AA.VV. Lectures on Divine Humanity: Solovyov, Vladimir Floris Books, settembre 1995 UK 12.99 Si tratta di una raccolta di conferenze di Solovyov sul viaggio epico dellumanit che furono per la prima volta tenute a S. Pietroburgo nel 1878, alla presenza anche di Tolstoy e Dostoevsky. Queste lezioni continuarono fino al 1881 e segnarono una delle pietre migliari della vita e della storia della Russia e del mondo. AA.VV. Jahrbuch der sterreichischen Karl-Jaspers-Gesellschaft Yearbook of the Austrian Karl-Jaspers-Society Jg.7/8: 1994/95 sterr. Studien, settembre 1995 S 288 Abadi, Mauricio - Rogers, Susan Reality and/or Realities Jason Aronson, settembre 1995 UK 26.95 Si tratta di un esame della visione psicoanalitica della realt. Ci si domanda se esistano realt egualmente valide e si guarda al rapporto tra storia e mito, tra interpretazione e costruzione ed alla natura della memoria e del tempo. Acham, Karl Geschichte und Sozialtheorie. Zur Komplementaritt kulturwissenschaftlicher Erkenntnisorientierungen Alber, settembre 1995 pp. 420, DM 96 Agazzi, Evandro Filosofia della natura: scienza e cosmologia prefazione di Fabio Minazzi

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Questo testo, pubblicato nel 1627, traduce e fissa sulla carta il sogno di una societ, creata dalla scienza ed a favore di essa, che lautore cercava di difendere. Egli descrive nei dettagli ci che una societ deve fare affinch i saperi si sviluppino e ci che la societ pu aspettarsi dal un tale sviluppo. Per tutti gli interessati alla materia. Baertschi, Bernard La valeur de la vie humaine et lintgrit de la personne PUF, settembre 1995 pp. 320, F 158 Lautore contrappone alle nozioni di obbligo morale (in una prospettiva deontologica o kantiana) e di benessere (nella tradizione utilitarista) una concezione della vita felice, di ispirazione aristotelica. Questa concezione permetterebbe, secondo lautore, di affrontare meglio le questioni di bioetica ed eventualmente di risolverle. Di livello universitario.

Piemme, ottobre 1995 pp.149, .26.000. Agazzi rivendica una funzione pienamente conoscitiva alla filosofia in seno alla stessa impresa scientifica rivalutando la filosofia della natura contro i luoghi comuni in base ai quali la filosofia senza la scienza viene considerata una forma vuota. Mentre le singole teorie scientifiche vertono su aspetti determinati e parziali, la filosofia della natura affronta invece problemi globali. Albert, Karl Vom philosophischen Leben Knigshausen & Neumann settembre 1995 pp. 80, DM 24 Ci si aspetta dalla filosofia che ci conduca in un altro mondo, diverso da quello della scienza e della politica, che questa disciplina sia importante per la vita dei singoli esseri umani, che essa possa essere vissuta. Si desidera per che la teoria filosofica educhi anche ad una vita filosofica. Alcinous The Handbook of Platonism Clarendon Press, settembre 1995 UK 13.99 Si tratta della traduzione inglese e di un commento filosofico di questopera di Alcino, che la colloca nel suo contesto intellettuale e storico. Lopera, che risulta essere anche unintroduzione alle dottrine di Platone, fornisce un resoconto delle influenze del Platonismo sul pensiero del II secolo a.C. Althusser, Louis Sur la reproduction PUF, ottobre 1995 pp. 320, F 198 Il testo La riproduzione dei rapporti di produzione, qui presentato insieme ad altri scritti che completano il volume, il manoscritto - rimasto inedito - da cui Althusser ha tratto la sua celebre opera, apparsa nel 1971, Il pensiero - Ideologia ed apparecchi ideologici di Stato. Di livello universitario e per la ricerca specialistica. Althusser, Louis Ecrits philosophiques et politiques. 2 Stock, ottobre 1995 F 198 Si tratta di testi inediti che presentano delle ricerche dellautore sulla storia della filosofia, unopera su Machiavelli, un saggio sulla polemica sullumanesimo ed una serie di scritti sullarte. Per tutti gli interessati. Andrew, Edward G. The Genealogy of Values: The Aesthetic Economy of Nietzsche and Proust Rowman & Littlefield, agosto 1995 UK 19.95 Attraverso un esame del discorso sui valori nel pensiero di F. Nietzsche e le opere di M. Proust, questo studio cerca di scoprire la genealogia del discorso sui valori. Questo libro fornisce unanalisi che destruttura non solo il contenuto, ma anche la forma del discorso sui valori. Anglet, Kurt Messianitt und Geschichte. Walter Benjamins Konstruktion der historischen Dialektik und deren Aufhebung ins Eschatologische durch

Erik Peterson Akademie-Vlg., settembre 1995 pp. 322, DM 98 Annas, Julia The Morality of Happiness Oxford UP Inc, agosto 1995 UK 13.99 Per capirte letica antica bisogna esaminare le strutture di base dellantica teoria etica. Qui Julia Annas fa convergere i risultati di un ampio studio della filosofia etica antica e lo rende accessibile a chiunque abbia un interesse per largomento. Arcuri, Luigi Nietzsche, larte tragica e il cristianesimo: [unappassionante prospettiva estetico-filosofica, unoriginale teoria del genio tragico] Firenze Atheneum, ottobre 1995 pp.109, .19.000. Percorrendo il complesso dellopera di Nietzsche al di sopra dei limiti di rigide periodizzazioni, Arcuri mira a spiegare Nietzsche secondo Nietzsche stesso in quanto riconduce il suo pensiero alla sua esistenza. Secondo loriginale prospettiva estetica di Arcuri, il genio tragico, lartista tragico, di cui si persa traccia in epoca contemporanea, il prodotto esistenziale/estetico a/ normale, lepilogo incontenibile di una spietata e protratta frustrazione-disciplinante di potentissime pulsioni erotiche fortemente estetizzanti. Aristotele Les parties des animaux a cura e tr. dal greco antico di J.-M. Leblond pr. e note di P. Pellegrin Flammarion, settembre 1995 pp. 128, F 29 Questo testo studia i principali organi degli animali e ne propone una spiegazione finalista, rapportandoli alla loro funzione. Si tratta di unintroduzione allopera di Aristotele. Asiin, Martin Dialektik des Aporetischen. Untersuchungen zur Rolle der Kunst in der Philosophie Theodor Adornos Karl Alber, ottobre 1995 pp. 320, DM 89 Attfield, Robin Value, Obligation, and Metaphysics Editions Rodopi, ottobre 1995 pp. 319, FOL 140 Questo lavoro difende una serie di tesi interrelate della teoria dei valori, delletica normativa e della meta-etica. Audi, Robert The Cambridge Dictionary of Philosophy Cambridge UP, settembre 1995 UK 55 Si tratta di un dizionario filosofico che contiene oltre 4000 voci, che vanno dalle 100 alle 400 parole. E stato scritto da un team internazionale di 350 esperti. Bacon, Francis La nouvelle Atlantide tr. dallinglese M. Le Deuff M. Llasera Flammarion, settembre 1995 pp. 174, F 37

Balibar, Etienne The Philosophy of Marx Verso, settembre 1995 UK 10.95 Questo lavoro applica le tecniche di una lettura strettamente critica per rivelare un Marx dai diversi livelli che simultaneamente pre- e transfilosofico, le cui opere sono a volte interventi di filosofia tattici ed altre volte sono contributi significativi ai problemi teoretici. Bar-On, A. Zvie Ontological Analysis: The Classical Model Univ Press America, agosto 1995 UK 38.50 Questo testo insegna lontologia attraverso lanalisi e linterpretazione dei principali problemi ontologici che si sono presentati nel corso della storia. Il libro conduce il lettore per mano attraverso parecchi studi, comprendenti la totalit dellEssere di Parmenide ed il principio dellunicit dellessere, del pensiero e del linguaggio. Barbour, J. - Pfister, H. Machs Principle: From Newtons Bucket to Quantum Gravity Birkhuser, settembre 1995 pp. 544, SFR 82 Il volume presenta una rassegna su questo importante argomento e ne documenta la presenza presso quasi tutti gli specialisti prominenti di questo settore. Vengono coperti tutti gli aspetti teorici, sperimentali, storici e filosofici, insieme allargomento del tempo, che il problema centrale allinterno degli studi moderni sulla gravit dei quanti. Baron, Christine Dorroszczuk, Catherine (a cura di) La sincrit: linsolonce du coeur Autrement, settembre 1995 pp. 256, F 120 Per essere sinceri bisogna smettere di esserlo, dice Janklvitch, un paradosso apparente, al quale non si pu far altro che aggiungere che chi esige la sincerit dallaltro non gli estorcer mai nientaltro che delle confessioni. La sincerit attira, pur ispirando la diffidenza. Stretta tra la menzogna e la preoccupazione di dire ed essere veri, la sincerit si colloca a fatica. Questa la conclusione a cui arriva questa riflessione. Per tutti gli interessati. Bauserman, Joseph H. Rule, Warren R. A Brief History of Systems Approaches in Counseling and Psychotherapy Univ Press America, agosto 1995 UK 15.95 In questo testo sullepistemologia critica, gli autori sostengono che gli esperti clinici erano pronti ad abbracciare i sistemi ai quali li aveva portati lorientamento di interazione teoretico dei non-freudiani. Il libro mostra il versante evolutivo di questargomento, eliminando la discontinuit tra tali prospettive. Bayertz, K. (a cura di) Verantwortung. Prinzip oder Problem? Wiss. Buchges., ottobre 1995 pp. 312, DM 78 Quali costellazioni di problemi stanno veramente alla base del discorso sulla respon-

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sabilit? Quale capacit di risoluzione dei problemi abita allinterno del concetto di responsabilit? I contributi a questa raccolta si occupano di queste domande. Lo scopo comune agli articoli qui riuniti non quello di mostrare la responsabilit ancora una volta come problema, collocando questa tematica allinterno di una retorica nebbiosa. Beck, Philippe - Thouard, Denis (a cura di) Popularit de la philosophie ENS Fontenay-Saint-Cloud, settembre 1995 pp. 461, F 160 Fare uscire la filosofia dalla sua riserva stato il compito dellIlluminismo, specialmente Rousseau, Hume e Kant affrontarono limperativo di rendere la filosofia popolare. Gli studi qui raccolti cercano di avvicinare lenigma di questa popolarit della filosofia. Un fascicolo fornisce dei testi depoca, riferendo il tono singolare di questa prospettiva complessa. Per gli specialisti della materia. Belaval, Yvon Leibniz, de lge classique aux Lumires: crits leibniziennes pres. M. Fichant Beauchesne, ottobre 1995 pp. 302, F 150 Questo libro, aprendo il campo di investigazione degli studi leibniziani verso direzioni non abituali, costituisce un elemento di lavoro prezioso per tutti i filosofi ed un omaggio al suo autore, Yvon Belaval, specialista di Leibniz. Di livello universitario. Benassi, Stefano Gli antichi e le origini del moderno: modelli estetici tra letteratura e arti figurative Clueb, settembre 1995 pp.220, .25.000. Questo libro presenta un panorama di possibili relazioni tra le fonti antiche del problema estetico, in particolare quelle platoniche e quelle neoplatoniche e la moderna rivisitazione in et umanistico-rinascimentale. Esso caratterizzato sia da un approccio tematico che da uno monografico con lo scopo di mettere in rilievo gli elementi comuni della formazione di una riflessione estetica moderna che muove da antichi presupposti. Bensad, Daniel Marx lintempestif: grandeurs et misres dune aventure critique (XIXe-XXe sicle) Fayard, ottobre 1995 pp. 415, F 180 Questopera fa il bilancio, dopo averne fatto linventario, del pensiero filosofico di Marx. Lautore mostra, specialmente, in che modo i grandi testi di Marx, soprattutto il Capitale, rispondano agli interrogativi attuali sul senso della storia e sulla rappresentazione del tempo o sul rapporto tra le contraddizioni sociali e gli altri modi della conflittualit, come let, il sesso, la religione, la nazionalit. Bensad, Daniel La discordance des temps: essais sur les crises, les classes, lhistoire Ed. de la Passion, ottobre 1995 pp. 304, F 180 Si tratta di un contributo alla critica della modernit mercantile e dei suoi modi di pensare. Per tutti gli interessati. Benthem, Johan van Language in Action: Categories, Lambdas, and Dynamic Logic The MIT Press, agosto 1995 UK 25.50 Questo volume discute lapplicabilit della ricerca matematica, in relazione ai fondamenti della grammatica delle categorie, degli argomenti che si situano tra la logica e la linguistica. La nuova introduzione a questa edizione economica del volume, offre un aggiornamento sui problemi ancora aperti, di cui si occupa la ricerca, dando il resoconto di importanti risultati attraverso dei riferimenti alla letteratura. Bierman, Arthur K. Assali, Robin N. The Critical Thinking Handbook Prentice Hall US, settembre 1995 UK 29.95 Questo libro tascabile, dalla struttura completa e flessibile, offre unesplorazione aggiornata del ragionamento deduttivo, del ragionamento induttivo, del ragionamento sui concetti e di quello sui valori - tutti presentati in una sezione dedicata esclusivamente ad uno di essi. Bindman, Rabbi Yirmeyahu The seven Colours of the Rainbow: Torah Ethics for Non-Jews Resource Publ/Columb, agosto 1995 UK 11.99 Questo lavoro afferma che nella tradizione ebraica i Dieci Comandamenti di Mos si riferiscono soltanto agli Ebrei. I non Ebrei sono tenuti ad osservare solamente le Sette Leggi di No. Tali principi hanno origine dalla Torah esattamente come i Dieci Comandamenti. Bizzotto, Mario Il grido di Giobbe: luomo, la malattia, il dolore nella cultura contemporanea San Paolo, settembre 1995 pp.245, .24.000. Questo libro un\ saggio sul dolore delluomo contemporaneo che vive in un mondo dominato dalla tecnica che ha determinato la morte delluomo sostituendolo con il prodotto. Contro legemonia della tecnica lautore rivendica il diritto di ogni individuo di essere riconosciuto e trattato come persona. Blask, Falko Baudrillard Junius, settembre 1995 pp. 128, DM 19,80 Bobbio, Norberto Elogio della mitezza e altri scritti morali Linea dombra, settembre 1995 pp.209, .15.000. Questo libro raccoglie per la prima volta degli scritti di Norberto Bobbio dal 1960 ad oggi, che si collocano nellambito della filosofia morale e che affrontano attualissimi interrogativi riguardanti tematiche situate al confine tra etica, diritto e politica. Bodei, Remo Le forme del bello Il mulino, settembre 1995 pp.143, .15.000. Questo libro rintraccia i modelli di bellezza, che da differenti tradizioni convergono nel nostro tempo. Dal paradigma armonico di un perfetto ordine cosmico che collega il bello al vero e al bene, si giunge in et moderna allesperienza del molteplice, dellindividuale e dellinclassificabile e quindi, a partire dalla fine del Settecento ad una netta rivincita del brutto. Boethius, Anicius Manlius Torquatus Severinus Consolatio philosophiae: una versione veneta a cura di Anna Maria Babbi F.Angeli, ottobre 1995 pp.270, .36.000. In questo libro viene presentato uno dei rifacimenti pi singolari del Consolatio Philosophiae di Severino Boezio, in franco-italiano attribuito a Bonaventura Demena, il quale sostiene di avere precedentemente tradotto il testo boeziano in vulgar latin, ossia in italiano, caso raro nel panorama culturale dellepoca. Bhme, G. - Potyka, K. Erfahrung in Wissenschaft und Alltag. Eine analytische Studie ber Begriff, Gehalt und Bedeutung eines lebensbegleitenden Phnomens Schulz-Kirchner, settembre 1995 PP. 156, DM 28 Boia, Lucien Entre lange et la bte: le mythe de lhomme diffrent de lAntiquit nos jours Plon, settembre 1995 F 150 Questo volume, tradotto dal rumeno, analizza come luomo, dal ciclope al marziano, abbia ripetutamente cercato di immaginare unumanit diversa, stravagante ed a volte inquietante, allo scopo di scongiurare le sue inquietudini relative alla propria identit. Burke, relativamente alla discussione sulla natura del linguaggio e sul suo ruolo centrale nella societ. Brunner, Fernand Introduction la philosophie Grand-Midi, settembre 1995 pp. 512, FS 48 Dopo una definizione della filosofia, questo testo ci introduce alla disciplina: attraverso un percorso della sua storia, soffermandosi su una serie di tappe, rappresentate da testi scelti allinterno delle grandi opere filosofiche, in modo da avvicinare alcuni dei pensieri pi importanti, ma da permettere anche laccesso ai principali temi della riflessione filosofica. Di livello universitario. Bruno, Giordano De linfini, de lunivers et des mondes Belles Lettres, settembre 1995 pp. 450, F 260 In questo testo, essenziale per gli storici delle scienze e della filosofia, pubblicato a Londra nel 1584, Giordano Bruno espone le sue tesi sullinfinit delluniverso, attaccando le posizioni sostenute da Aristotetele nel Trattato del sole. Questedizione propone il testo a fronte italiano-francese. Per gli specialisti della materia. Brunschwig, Jacques Etudes sur les philosophies hellnistiques: picurisme, stocisme, scepticisme PUF, ottobre 1995 pp. 368, F 248 Malgrado alcune celebri eccezioni (Brochard, Brhier, Robin, Glodschmidt), la ricerca francese non si mai molto interessata alle scuole filosofiche del periodo ellenista, spesso considerate come indigenti dal punto di vista speculativo, se paragonate ai presocratici ed allepoca classica. I lavori qui raccolti sono apparsi in pubblicazioni poco accessibili, a volte in lingua inglese. Di livello universitario. Burbidge, John W. On Hegels Logic: Fragments of a Commentary Humanities Press, agosto 1995 UK 11.95 Il professore Burbidge cerca qui di rendere giustizia a tutti gli aspetti della densa prosa di Hegel. Vengono analizzati otto capitoli, dalla Scienza della logica, allo scopo di dimostrare lo sviluppo sistematico del suo pensiero. Lo studio mette anche in relazione la Logica ai principali testi di Hegel. Burr, John R. - Goldinger, Milton Philosophy and Contemporary Issues Prentice Hall US, settembre 1995 UK 24.95 Il libro contiene contributi contemporanei al significato filosofico, che destinato ad introdurre la filosofia agli studenti universitari. Lo scopo del testo di dimostrare come la filosofia illumini ed aiuti a risolvere molti degli importanti problemi di fronte ai quali si trova luomo moderno. Button, Graham - Coulter, Jeff Lee, John - Sharrock, Wes Computers, Minds and Conduct Polity Press, agosto 1995 UK 12.95 Si tratta di una critica di ampio respiro alle concezioni della scienza cognitiva moderna e della filosofia della mente, partendo dal famoso test di intelligenza delle macchine di Turing ed arrivando al lavoro recente nella teoria linguistica ed informatica. Gli autori si distinguono per un apprroccio chiaramente teoretico. Cahoone, Lawrence E. The Ends of Philosophy State Univ. of NY Press settembre 1995 pp. 352, $ 20 Il libro una critica a Peirce, Nietzsche, Wittgenstein, Buchler, Derrida e Rorty, in quanto anti-realisti. Il volume dimostra che ognuno di questi filosofi afferma qualche forma di relativismo che costituisce una minaccia per il relativismo stesso e che non trova giustificazioni in se stessa. Cantillo, Giuseppe Viti, Cavaliere Renata (a cura di) La tradizione critica della filosofia: studi

Boillot, Herv 25 mots-cls de la philosophie Marabout, settembre 1995 F 37 Si tratta di un glossario che permette di capire meglio i termini utilizzati in questa disciplina. Per tutti gli interessati alla materia. Bookchin, Murray Re-enchanting Humanity: A Defense of the Human Spirit against Antihumanism, Misanthropy, Mysticism and Primitivism Cassell, settembre 1995 UK 14.99 In questa risposta allantiumanismo, al misticismo ed allantirazionalismo che influenza gli atteggiamenti rispetto ai problemi ambientali, Bookchin presenta una critica ai darwinisti sociali, a Foucault e ad altri autori. Egli offre un approccio alternativo e positivo alla politica, basato sulla fede nel potenziale umano. Bordo, Susan Unbearable Weight: Feminism, Western Culture and the Body Univ California Pres, agosto 1995 UK 11.95 Questo testo svela i miti, le ideologie e le patologie del corpo femminile moderno. Indaga sul fascino che proviamo per il cibo, la fame, il desiderio ed il controllo di questi impulsi ed i loro effetti sulla vita delle donne. Bori, Pier Cesare Laltro Tolstoj Il Mulino, settembre 1995 pp.166, .20.000. Questo libro dedicato allaltro Tolstoj, quello meno noto, filosofo ed interprete delle grandi tradizioni etico- religiose dellOriente e dellOccidente, dalle quali attinge, in un originale sforzo di sintesi, la sua visione religiosa del mondo. Lautore ricostruisce il percorso che conduce Tolstoj alla scoperta di un nucleo di certezza-verit comune alle diverse credenze mostrando il legame che esiste tra il dato biografico e lesame dei testi. Bourriot, Flix Kalos kagathos - kalogathia. Dun terme de propagande des sophistes une notion sociale et philosophique. Etude dhistoire athnienne vol. I: Texte vol. II: Notes Olms Vlg., settembre 1995 pp. 654 - pp. 629, DM 128 Bouveresse-Quillot, Rene (a cura di) Visages de Wittgenstein Beauchesne, ottobre 1995 pp. 392, F 156 Il saggio si muove intorno allopera del filosofo e logico inglese di origine austriaca. Di livello universitario. Bouvier, Alban Largumentation philosophique PUF, settembre 1995 pp. 266, F 198 Lautore possiede sia una formazione sociologica sia filosofica. Egli rilegge qui criticamente i grandi nomi della teoria dellargomentazione (Perelman, Toulmin, Grize, ecc.) evitando, per quanto possibile, il relativismo sociologico. Di livello universitario e per la ricerca specialistica. Brennan, Andrew The Ethics of the Environment Dartmouth, agosto 1995 UK 95 Questopera offre ai ricercatori in ambito accademico una raccolta di interessanti lavori recenti riguardo alletica ambientale. Il volume incentrato sulletica. Brock, Bernard L. Kenneth Burke and Contemporary European Thought: Rhetoric in Transition Univ Alabama Press, agosto 1995 UK 35.95 Questo volume analizza la teoria retorica e gli approcci critici a quattro dei maggiori filosofi europei - Jurgen Habermas, Ernesto Grassi, Michael Foucault e Jacques Derrida - da parte del critico americano Kenneth

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in memoria di Raffaello Franchini Loffredo, ottobre 1995 pp.608, .48.000. Viene compiuto in questo libro un itinerario filosofico attraverso il contributo di diversi autori, che recupera la dimensione critica del sapere. Tra i filosofi esaminati degni di rilievo sono Lwith, Croce, Popper. Caron, Judith A. Christian Ethics: Shaping Values, Vision, Decisions 23rd Publ/Columb, agosto 1995 Questo studio mostra in dettaglio come letica cristiana contemporanea e la capacit personale e morale di prendere decisioni vengano influenzate e formate da forze socialmente complesse, ambientali, personali, fisiche, mentali, emotive ed intellettuali, come pure da fedi e pratiche spirituali e religiose. Carosso, Domenico Il comunismo degli spiriti: forma e storia in un frammento di Hlderlin Donzelli, settembre 1995 pp.75, .22.000. Comunismo degli Spiriti il titolo di uno straordinario frammento breve di Hlderlin scritto nel 1790 per la prima volta tradotto in italiano. Presentando questo frammento Carosso vuole mostrare come n caos, n caso, n ordine o teoria di prefigurati eventi ma lEssere, lo Spirito sia lultima parola di Hlderlin singolarmente in anticipo sul movimento di alcune figure del pensiero hegeliano della fenomenologia. Cassirer, Ernst Das Erkenntnisproblem in der Philosophie und Wissenschaft der neueren Zeit 4 volumi Wiss. Buchgesellschaft ottobre 1995 pp. 619, 847, 497, 331, DM 306 Questopera in quattro volumi di Cassirer il cui primo volume fu pubblicato solo nel 1906 ed il quarto nel 1950, nella traduzione inglese - un classico, unopera a tuttoggi insuperabile, dedicata alla scrittura della storia della filosofia orientata alla presentazione dei problemi. Cattani, Adelino Discorsi ingannevoli: argomenti per difendersi, attaccare, divertirsi GB, ottobre 1995 pp.208, .27.000. Questo libro individua tutti quei fattori da cui dipende la validit e la verit dei discorsi. Gli inganni discorsivi rispondono almeno a tre finalit: quella difensiva, per scoprirli, evitarli e replicarvi, quella offensiva, per servirsene quando sono fallaci e quella ludica per divertirsi quando sono giocosi. Cauly, Olivier Comenius Flin, settembre 1995 pp. 346, F 145 Comenius, di origine ceca e nato nel 1592, pu essere considerato come il fondatore della pedagogia moderna. Filosofo, teologo, difende lidea dellistruzione pubblica obbligatoria, di una scuola aperta a tutti. Il volume un saggio storico e filosofico su questo spirito universale, difensore della Boemia e precursore dellunione europea. Cavarero, Adriana In spite of Plato: A Feminist Rewriting of Ancient Philosophy Polity Press, settembre 1995 UK 11.95 Questopera destrutturizza i testi dei filosofi antichi - soprattutto di Platone - in modo da liberare dal discorso partiarcale quattro figure di donne greche. Lautrice cerca anche di costruire un ordine simbolico femminile, rinterpretando queste figure da prospettive nuove. Chiusano, Lido Filosofia e societ in Italia: momenti e problemi Bibliotheca, settembre 1995 pp.302, .30.000. In questo libro vengono prese in considerazione alcune problematiche filosofiche della cultura italiana come linterpretazione gentiliana di Mazzini, la prospettiva axiologica di Ugo Spirito, il neopositivismo nella prospettiva teorica di Giorgio Fano, la posizione di Franco Lombardi tra storicismo e sociologia, lincidenza di Hegel nella cultura italiana e le scienze filosofiche morali e sociali agli inizi degli anni Settanta. Chun-chieh Huang Time and Space in Chinese Culture E J Brill, agosto 1995 Tutte le culture hanno una propria nozione di tempo e spazio che influenza molti aspetti diversi della societ. Questo libro spiega la nozione cinese di tempo e spazio e ne esamina il significato culturale. Churchland, Paul M. The Engine of Reason, the Seat of the Soul: A Philosophical Journey into the Brain A Bradford Book, settembre 1995 UK 19.95 Questo lavoro riassume i risultati della neuroscienza e di ricerche recenti sulle reti di trasmissione neuronale artificiali che suggeriscono una serie di risposte alle domende su come la mente lavora effettivamente: come essa sopporta un pensiero, un sentimento, come il s sogna e come essa sostiene una persona cosciente di se stessa. Clifford, Craig The Tenure of Phil Wilson: Dialogues Univ Press America, settembre 1995 UK 29.95 Si tratta di otto dialoghi basati sul modello platonico, collocato nellAmerica contemporanea. Il testo si prefigge di completare la ricerca su Platone e di fornire un commento culturale sullo stato delleducazione superiore. Cohen, L. Jonathan An Essay on Belief and Acceptance Clarendon Press, settembre 1995 UK 11.99 Questo trattato critica chi, analizzando il concetto di conoscenza, non distingue in modo adeguato tra fede volontaria ed accettazione volontaria. Questa distinzione, chiarita dallautore, vitale per la comprensione di argomenti dellepistemologia, la filosofia della mente e la scienza cognitiva. Colombo, Paolo Ermeneutica e teologia: verit e storia in H.G.Gadamer Glossa, ottobre 1995 pp.383, .45.000. In questo libro viene compiuto un confronto tra la teologia e lermeneutica filosofica con riferimento particolare a Gadamer, confronto che risulta fecondo, capace di far evolvere la precomprensione che struttura limpianto teorico del religioso. Una assunzione acritica della prospettiva ermeneutica finisce infatti per determinare la restituzione al dato teologico della molteplicit, in ultimo luogo non riconducibile ad unit, delle indefinite interpretazioni dellatto credente, riducendo la fede a semplice opzione. Conti, Charles Metaphysical Personalism: An Examination of Austin Farrers Philosophical Theism Clarendon Press, settembre 1995 UK 40 Come possiamo o come dobbiamo parlare di Dio? Quali sono i concetti inclusi nel concetto dellEssere Supremo? Questo studio riguarda la ricerca di riconciliare la metafisica moderna con il teismo tradizionale, focalizzandosi sullopera di Austin Farrer, che era Preside del Keble College di Oxford. Cooper, David World Philosophies. An Historical Introduction Blackwell, ottobre 1995 pp. 500, 15 Questo volume fornisce unintroduzione autorevole ed aggiornata alla storia della filosofia orientale ed occidentale. Un ampio spettro di sistemi filosofici viene coperto dal libro, in maniera esauriente. Crescini, Angelo Il ritorno dellessere Tilgher, ottobre 1995 pp.317, .48.000. In questo libro vengono esaminate le dimensioni della coscienza consapevole tipica delluomo che si articolano in coscienza religiosa, estetica, morale, storicae le dimensioni della coscienza inconsapevole che luomo ha in comune con quella di altri esseri viventi e infine la struttura del mondo fisico in cui si manifesta lEssere. Cristin, Renato Phnomenologie in Italien Knigshausen & Neumann settembre 1995 pp. 240, DM 58 Il libro presenta la ricezione della filosofia fenomenologica, fondata da Edmund Husserl, in Italia. Crocco, G. - Farinas del Cerro, L. Herzig, A. Conditionals: from Philosophy to Computer Science Clarendon Press, settembre 1995 UK 49.50 Dales, Richard C. The Intellectual Life of Western Europe in the Middle Ages E J Brill, agosto 1995 Questo volume presenta un resoconto del pensiero occidentale europeo, dallet della Patristica fino alla met del XIV secolo. Il testo preesnta argomenti che sono generalmente omessi dai trattati pi importanti, come quelli sulla tradizione esamerale (antica e mediovale), la tradizione scientifica ed i trattati del XII secolo sulla natura e la cosmologia. Dales, Richard C. The Problem of the Rational Soul in the Thirteenth Century Brill, settembre 1995 pp. 200, FOL 95 Darwall, Stephen The British Moralists and the Internal Ought: 1640-1740 Cambridge UP, agosto 1995 UK 12.95 Questo studio sulla storia delletica fornisce una trattazione della filosofia inglese moderna. Vengono distinte due tradizioni, allinterno della filosofia morale del XVII e del XVIII secolo: la tradizione empirica naturalista e quella che comprende la teoria della volont come autodeterminantesi. Davies, Martin Folk Psychology: The Theory of Mind Debate Blackwell Publishers, agosto 1995 UK 15.99 Questo terzo volume della serie Readings in Mind and Language, offre unampia rassegna del dibattito sulla simulazione mentale dal 1986 ad oggi. I tredici saggi sono accompagnati da saggi introduttivi esaustivi. De Franco, Luigi Introduzione a Bernardino Telesio Rubbettino, ottobre 1995 pp.458, .38.000. Il presente volume si propone di offrire agli studiosi un tentativo di ricostruzione della vita di B.Telesio, mirante soprattutto a sfatare le numerose favole che si sono tramandate su di lui in seguito ad una tradizione secolare. Inoltre, il libro consente di cogliere il processo pluridecennale della formazione di Telesio attraverso la presentazione delle diverse successive formulazioni e i ripetuti aggiustamenti delle diverse sue esposizioni. De Monticelli, Roberta Lascesi filosofica: studi sul temperamento platonico Feltrinelli, ottobre 1995 pp.234, .30.000. Questo libro propone la filosofia come un esercizio di conoscenza di s che non cerca di spiegare, secondo le tendenze naturalistiche del pensiero contemporaneo, i meccanismi di funzionamento cerebrale, n si arrovella, secondo le tendenze ermeneutiche, a interpretare le infinite storie attraverso cui ci raccontiamo il nostro essere. Emerge invece una terza possibilit nella scia aperta dalla fenomenologia di radice husserliana. Degrmont, Roselyne Berkley, lide de la nature PUF, ottobre 1995 pp. 128, F 45 Se Berkley, nella primavera della sua vita, aveva visto che esistere essere percepiti o percepire, ha dovuto - per averne una comprensione totale - dedicare a questa idea anche i frutti del suo autunno. Di livello universitario. Delacampagne, Christian Histoire de la philosophie au XXe sicle Seuil, settembre 1995 pp. 384, F 140 Questopera pi di un semplice repertorio, una raccolta di dati, autori e dottrine: lautore in essa precisa i temi e riprende in mano i meccanismi e gli argomenti dei grandi dibattiti che hanno attraversato il secolo. Deledalle, Grard La philosophie peut-elle tre amricaine? nationalit et universalit Grancher, settembre 1995 pp. 240, F 89 Una filosofia originale, il pragmatismo, certamente nata negli Stati Uniti tra la fine del secolo scorso ed il nostro secolo. Ma non si tratta piuttosto di una filosofia universale? Demmerling, C. - Rentsch T. (a cura di) Die Gegenwart der Gerechtigkeit. Diskurse zwischen Recht, praktischer Philosophie und Politik Akademie-Vlg., settembre 1995 pp. 300, DM 68 I contributi a questo volume analizzano, da prospettive diverse e con accentuazioni differenti, la questione riguardo ai limiti ed alla portata dei diversi modelli di giustizia. Derrida, Jacques Politiche dellamicizia Cortina, ottobre 1995 pp. 400, L. 55.000 Basato su una frase che Montagne riprende da Aristotele: Oh miei amici, non c nessun amico. Questa apparente contraddizione si rivela, secondo lautore, come il motore delle nostre idee principali riguardo al conflitto, alla politica, al dialogo. Diderot, Denis Supplment au Voyage de Bougainville LGF, settembre 1995 pp. 128, F 10 Si tratta della risposta, sotto forma di dialogo, al Viaggio intorno al mondo del barone de Bougainville. Diderot afferma qui i diritti della ragione, la passione della conoscenza e delle scoperte. Dietzsch, S. (a cura di) Philosophen beschimpfen Philosophen. Die kategorische Impertinenz seit Kant Reclam, ottobre 1995 pp. 160, DM 18 Dilcher, Roman Studies in Heraclitus Olms, settembre 1995 pp. 208, DM 44,80 Ditfurth, Holmar von Die Wirklichkeit des Homo sapiens. Naturwissenschaft und menschliches Bewutsein Hoffmann & Campe, ottobre 1995 pp. 352, DM 42 Dixon, Robert The Baumgarten Corruption: from Sense to Nonsense in Art and Philosophy Pluto Press, agosto 1995 UK 12.95 Nel 1750 Alexander Baumgarten contamin il termine greco sensibile, utilizzando la parola estetico nel discorso del filosofo sulla bellezza ed il gusto. Questo libro considera questa contaminazione di Baumgarten come linizio di una grande confusione filosofica, una caduta della ragione nel nonsense. Drrie, H. - Baltes, M. Die philosophische Lehre des Platonismus. Eine grundlegende Axiome. Platonische Physik (im antiken Verstndnis) Erste Bausteine 101-124: Text, bersetzung, Kommentar Frommann-Holzboog, settembre 1995 pp. 600, DM 660

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Dowling, Paul M. Polite Wisdom: Heathen Rhetoric in Miltons Areopagitica Rowman & Littlefield, agosto 1995 UK 19.95 Attraverso unanalisi della censura nellAreopagitica, Paul M. Dowling confuta le sue idee principali di Milton puritano, confrontandosi anche con argomenti politici, che risultano ancora attuali. Egli sostiene che la messa in discussione della censura da parte del poeta avviene su due livelli. Drozdek, Adam Moral Dimension of Man in the Age of Computers Univ Press America, agosto 1995 UK 25.95 Questo lavoro sostiene che luomo primariamente un essere morale e che la dimensione razionale - alla luce dei progressi dellinformatica - solamente strumentale allo sviluppo e allesercizio di ci che pi importante nellessere umano: la dimensione morale. Eco, Umberto The Search for the Perfect Language Blackwell Publis., settembre 1995 UK 20 Fin dagli anni bui e fino al Rinascimento era credenza diffusa che il linguaggio parlato nel Giardini dellEden fosse un linguaggio perfetto, che esprimeva tutte le cose possibili e che tutte le lingue parlate fossero le sue discendenti cadute. Questanalisi unindagine della storia di questa idea. Emery, Eric Pour une philosophie du dialogue: les combat singuliers de Ferdinand Gonseth pr. Dominique Lecourt Age dhomme, ottobre 1995 pp. 180, F 120 La filosofia di Ferdinand Gonseth abbraccia un vasto orizzonte, comprendendo sia le diverse scienze che il problema della morale e della fede. Per arrivare a reder conto dellitinerario gonsethiano, lautore ha organizzato la materia da esplorare in venticinque capitoli corti, ognuno dei quali comincia con una breve relazione, rappresentata da un riassunto sommario. Per tutti gli interessati alla materia. Emter, Elisabeth Literatur und Quantentheorie. Die Rezeption der modernen Physik in Schriften und Philosophie deutschsprachiger Autoren (1925-1970) de Gruyter, settembre 1995 pp. 358, DM 168 Il volume presenta una rassegna delle reazioni dei filosofi ed uno spaccato della storia della ricezione della fisica da parte della filosofia, che copre il periodo dal 1925 al 70. Endress, M. (a cura di) Zur Grundlegung einer integrativen Ethik. Fr Hans Krmer Suhrkamp, ottobre 1995 pp. 272, DM 22,80 Ennis, Robert H. Critical Thinking Prentice Hall US, settembre 1995 UK 24.95 Il libro fornisce un approccio critico alle abilit di pensiero che possono essere applicate a tutte le discipline. Enfatizzando la scrittura, ma anche la decisione rispetto a che cosa credere o a che cosa fare, lautore offre discussioni e messa in pratica di queste abilit, come losservazione, la formulazione di giudizi e lo sviluppo di idee e di alternative. Ettinger, Elzbieta Hannah Arendt/Martin Heidegger Yale UP, settembre 1995 UK 10.95 Questopera racconta la storia del segreto amore tra due importanti filosofi del XX secolo: Hannah Arendt e Martin Heidegger. Si prefigge di gettar luce su questi due individui, confutando limmagine di Heidegger come pensatore austero e della Arendt come personalit indipendente. Fadlou Shehadi Philosophies of Music in Medieval Islam E J Brill, settembre 1995 Si tratta di un resoconto di diverse flosofie della musica nellIslam tra il IX ed il XV secolo. Il libro rintraccia linfluenza del pensiero greco e tende a chiarire gli argomenti centrali degli scrittori islamici considerati; il volume include anche una valutazione critica della loro linea di pensiero. Farrell, Thomas B. Norms of Rhetorical Culture Yale UP, settembre 1995 UK 10.95 La retorica viene generalmente considerata come antitetica alla ragione. Farrell restituisce qui il ruolo di arte della ragione pratica e di partecipazione civica illuminata alla retorica, basandosi sulla sua tradizione classica, ed in particolare sulla retorica di Aristotele. Faye, Jean-Pierre La frontire: Sarajevo dans larchipel Actes sud, settembre 1995 pp. 200, F 118 Il saggio tratta della frontiera come categoria necessaria allesercizio del pensiero filosofico (da Nietzsche a Heidegger) e come causa delle tragedie politiche di ieri e di oggi in Europa. Nato nel 1925, Jean-Pierre Faye stato uno dei fondatori del movimento Tel quel e poi liniziatore del movimento Change. Per tutti gli interessati alla materia. Featherstone, Mike Undoing Culture: Globalization, Postmodernism and Identity Sage London, settembre 1995 UK 12.95 Questo studio esplora la formazione e la deformazione della sfera culturale e gli effetti della cultura sulla globalizzazione. Esso esamina alcuni dei processi che hanno dissociato la cultura dal sociale e lerosione dellideale della vita eroica di fronte al consumismo. Fechner, Gustav Theodor ber die physikalische und philosophische Atomlehre a cura di E. Bonk Springer, ottobre 1995 pp. 282, S 686 Lopera di Fechner indica, allinterno della storia della scienza, il primo ed ultimo tentativo di raggiungere una sintesi fruttifera tra i metodi di conoscenza quantitativi e qualitativi, senza mischiare i due approcci. Solo alla fine del XX secolo, le riflessioni unitarie di Fechner - decisamente premature - ridiventano attuali. Ferry, Luc The New Ecological Order Univ Chicago Press, agosto 1995 UK 11.95 Questo testo offre una critica alle radici ideologiche del movimento della Deep Ecology, che si sviluppato in Germania, Francia e negli Stati Uniti. Lautore esamina i casi legali europei relativi allo stato ed ai diritti degli animali e le idee-chiave propagandate dal Romanticismo tedesco. Fichte, Johann Gottlieb La destination de lhomme a cura e tr. dal tedesco di Jean-Christophe Goddard Flammarion, settembre 1995 F 49 Questo testo di uno dei principali rappresentanti dellidealismo tedesco accessibile al grande pubblico. In seguito alla prova del dubbio, luomo si orienta verso il sapere e deve poi eleversi alla fede. Si comporrebbero cos lindeterminazione e la determinazione delluomo. Per tutti gli interessati alla materia. Fine, Gail On Ideas: Aristotles Criticism of Platos Theory of Forms Clarendon Press, agosto 1995 UK 14.99 Questo studio di questo importante ma trascurato saggio di Aristotele evidenzia i meriti filosofici della critica aristotelica di Platone. Il volume mette in relazione questi punti di vista con le tendenze del dibattito moderno sugli universali, le propriet, il significato e la conoscenza. Il testo completo ed annotato del saggio compare nel volume, accanto alla traduzione. Fischer, John Martin The Metaphysics of Free Will Blackwell Publishers settembre 1995 UK 14.99 Il volume spiega il tipo di controllo che associato alla personalit ed allaffidabilit e dimostra come esso legato al determinismo causale (o allesistenza di Dio). In questo modo, le nostre idee di noi stessi come agenti moralmente responsabili possono essere protette contro le sfide e le tentazioni che ci vengono dalla religione e dalla scienza. Floridi, Luciano Iter Italicum on CD-ROM: A Database of Uncatalogued or Incompletely Catalogued Humanistic Manuscripts of the Renaissance in Italian and Other Libraries E J Brill, agosto 1995 Si tratta di una versione su Cd-Rom dellIter Italicum, una lista di manoscritti umanisti del Rinascimento non catologati o catalogati in modo incompleto. Il testo si propone di fornire accesso semplice e completo allopera, rendendo possibile il ritrovamento e la combinazione di ogni dato presente nella versione stampata e di esaminarli comodamente. Foltz, Bruce V. Inhabiting the Earth: Heidegger, Environmental Ethics, and the Metaphysics of Nature Humanities Press, agosto 1995 UK 9.95 Questo libro analizza come il pensiero di Heidegger possa contribuire alletica ambientale e ad una concezione pi ampia del campo della filosofia ambientale. Il volume si occupa dello stato della natura e dei concetti ad esso legati, come la terra ed il suo pensiero. Forschner, Maximilian Die stoische Ethik. ber den Zusammanhang von Natur-, Sprachund Moralphilosophie im altstoischen System Wiss. Buchgesellschaft ottobre 1995 pp. 265, DM 64 Il libro fornisce una presentazione generale ed unanalisi delletica stoica nel contesto del suo sistema filosofico complessivo. Lanalisi dei diversi brani legata da una domanda: perch ed in che senso la natura diventa, per la Stoa, sostegno ed ultima unit di misura dellagire umano? Fox, Matthew Der Weg der Verwandlung Geist und Kosmos pref. di R. Sheldrake postf. di B. Griffiths Herder, ottobre 1995 DM 29,80 Frank, Semen L. Das unergrndliche. Ontologische Einfhrung in die Philosophie der Religion a cura di A. Haardt Karl Alber, ottobre 1995 pp. 484, DM 118 Franzini, Elio Lestetica del Settecento Il Mulino, settembre 1995 pp.200, .18.000. In questo libro viene esaminata lestetica del Settecento che si configura come un grande dialogo tra ragione e passione, tra elemento animale ed elemento spirituale, tra fiducia nella storia e pessimistica inquietudine, e che analizza molti nodi concettuali come la bellezza, il sublime, limmaginazione, il gusto, il sentimento, il genio. Freudental, Gad Aristotles Theory of Material Substance. Heat and Pneuma, Form and Soul Clarendon Pr., settembre 1995 pp. 256, 27,50 Freudental offre un nuovo ed originale contributo ad una delle dottrine centrali di Aristotele: la teoria della sostanza materiale. Prendendo spunto da un riesame, da parte degli studiosi, degli scritti di Aristotele, lautore sostiene che il calore vitale una parte centrale, finora ignorata, della sua teoria. Fuery, Patrick The Theory of Absence: Subjectivity, Signification and Desire Greenwood Press, agosto 1995 UK 47.50 Questo trattato filosofico esplora il rapporto tra strutturalismo ed assenza. Il libro diviso in sezioni sulla soggettivit, il desiderio ed il significato e si conclude aprendosi ad unermeneutica ed a una semiotica dellassenza. Furrow, Dwight Against Theory. Continental and Analytic Challenges in Moral Philosophy Routledge, settembre 1995 pp. 256, 13 Lidea centrale di questo saggio che i filosofi analitici come Alasdair MacIntyre, Richard Rorty e Martha Nussbaum condividono, con i post-modernisti come Levinas e Lyotard, una posizione fondamentalmente anti-teorica. Ganoczy, Alexandre Chaos - Zufall - Schpfungsgabe. Die Chaostheorie als Herausforderung der Theologie Matthias-Grnewald, ottobre 1995 pp. 208, DM 42 Gaudermar, M. de (a cura di) La Notion de la nature chez Leibniz. Colloque, Aix-en-Provence, Octobre 1993. Organis par le Departement de Philosophie de lUniversit de Provence (Aix-en-Provence Steiner, settembre 1995 pp. 224, DM 76 Geis, Robert Personal Existence after Death: Reductionist Circularities and the Evidence Open Court, settembre 1995 UK 8.95 Il volume si rivolge alla questione del destino individuale e della morte, fornendo una critica del caso riduzionista rispetto alla personalit dopo la morte. Rivendica la presa in considerazione delle esperienze di quasi-morte e di uscita dal corpo, perch esse sono proposte che permettono di guardare allintelligenza artificiale come ad un modello di coscienza umana. Geivett, R. Douglas Evil and the Evidence for God: The Challenge of John Hicks Theodicy Temple State Press, agosto 1995 UK 22.50 Il testo una risposta allopera di John Hick, che tenta di riconciliare lesistenza del male con la fede in un Dio benevolo. Il volume prende le mosse dalla teoria di Hick, abbracciando la tradizione agostiniana del libero arbitrio e rimandando la responsabilit del male agli esseri umani stessi. Genova, Judith Wittgenstein: a Way of Seeing Routledge, settembre 1995 UK 11.99 Questo testo presenta un approccio alternativo a Wittgenstein, rendendo centrale la questione del suo stile filosofico: egli scriveva in un modo estremamente distintivo (caratterizzato dal paradosso, dalla parabola e da altre forme di ambiguit). Questo stile viene esaminato alla scopo di gettar luce sulla sua filosofia. Grard, Raulet (a cura di) Aufklrung, Les Lumires allemandes Flammarion, settembre 1995 pp. 500, F 60 Si tratta di unantologia che raccoglie e commenta testi sul pensiero dei Lumi in Germania (presso Kant, Herder, Fichte, Lessing...). Alcuni estratti sono di pi difficile accesso per il lettore francese (Baumgarten, Wolff, Mendelssohn). Per tutti gli interessati alla materia. Gerhardt, Volker Immanuel Kants Entwurf Zum ewigen Frieden. Eine Theorie der Politik Wiss. Buchges., ottobre 1995 pp. 248, DM 49,80 Questo commento spiega in modo chiaro le

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affermazioni basilari ed elementari di questopera di Kant. Le teorie di Kant vengono inserite sia nel contesto della teorizzazione politica europea di quel periodo sia in quello della filosfia critica. Lautore schizza anche, per la prima volta, la teoria della politica di Kant, da lui abbozzata. Gethmann-Siefert, Annemarie Einfhrung in sthetik UTB, settembre 1995 pp. 298, DM 29,80 Geyer, Carl-Friedrich Die Vorsokratiker Junius, settembre 1995 pp. 184, DM 24,80 Giddens, Anthony Politics, Sociology and Social Theory: Encounters with Classical and Contemporary Social Thought Polity Press, agosto 1995 UK 13.95 Questo volume, costruito sugli incontri critici con le maggiori figure del pensiero politico e sociale classico e contemporaneo, offre unidea non solo critica delle maggiori tradizioni dellanalisi sociale e politica, ma anche uno scorcio sulle idee sviluppate dallautore. Gilman, Sander L. Picturing Health and Illness: Images of Identity and Difference Johns Hopkins UP, settembre 1995 UK 29.95 In questo studio, lautore dimostra come le immagini sulla bellezza e la bruttezza abbiano formato una storia visuale che rivela i propri limiti artificiali e che continua a dividere i corpi sani da quelli che sono malati. Lautore mostra come lessere sani sia attualmente visto come essere belli e che lessere malati sia considerato come equivalente dellessere brutti. Goldworth, A. et al. (a cura di) Ethics and Perinatology. Issues and Perspectives Oxford UP, settembre 1995 pp. 512, 50 Questo libro esamina i quattordici argomenti principali che si presentano al momento dellintersezione tra perinatologia ed etica. Un eminente esperto clinico rivolge la sua attenzione ad ognuno degli argomenti e, successivamente, i contributi clinici vengono esaminati da un esperto in etica medica, da un teorico legale o da un economista. Goodman, Russell Pragmatism: A Contemporary Reader Routledge, settembre 1995 UK 12.99 Gli autori dei contributi a questa raccolta prendono in considerazione i temi filosofici come la distinzione tra verit e sapere, il significato della letteratura e la pratica della lettura. Gli argomenti filosofici tradizionali e gli aspetti della teoria letteraria sono inclusi in questa trattazione. Goodrich, Peter Oedipus lex: Psychoanalysis, History, Law Univ California Pres, agosto 1995 UK 28 Questo testo offre una lettura della storia legale e della pratica istituzionale alla luce della psicoanalisi e dellestetica. Esplora la legge inconscia tramite esempi storici e contemporanei. Gssmann, Elisabeth Hildegard von Bingen. Versuche einer Annhrung Iudicium-Vlg., ottobre 1995 pp. 259, DM 39 Gotschl, Johann Revolutionary Changes in Understanding Man and Society: Scopes and Limits Kluwer, settembre 1995 UK 99 Questo testo indaga sulla potenza dellunificazione delle teorie fisiche allinterno delle grandi teorie unificate. Le teorie dellevoluzione cominciarono ad unificare tra loro non solo tutte le scienze sociali, ma anche quelle naturali con quelle sociali. Dei sedici articoli qui presentati, due sono scritti da premi Nobel. Grb, W. (a cura di) Urknall oder Schpfung? Zum Dialog von Naturwissenschaft und Theologie Gtersloher Verlagshaus ottobre 1995 pp. 192, DM 48 Granel, Grard Etudes Galile, ottobre 1995 pp. 166, F 170 Si tratta di studi che si aprono con una lettura di J.T. Desanti e si chiudono con una riflessione sul Fedone. I primi studi sono raggruppati sotto il tiolo I maestri e riguardano, nellordine: Desanti, Heidegger, e Lacan. Sotto il titolo Archipolitique segue poi uno studio, intitolato: Gli anni 30 sono davanti a noi. Seguono poi due altri testi sul tema Vedere e dipingere. Di livello universitario. Grossheim, Michael kologie oder Technokratie? Der Konservatismus in der Moderne Duncker & Humblot, settembre 1995 pp. 159, DM 98 Gurin, Michel Philosophie du geste Actes sud, settembre 1995 pp. 80, F 78 Fare, regalare, scrivere e danzare: quattro gesti nei quali si manifesta che il gesto raffigura il primo movimento del pensiero, ma anche lazione. Michel Gurin ha sostenuto, nel 1989, una tesi sulla figurologia dellaffettivit.. Gury, Franois Heidegger rediscut: nature, technique et philosophie Descartes & Cie, ottobre 1995 pp. 130, F 90 Per coloro i quali accettano la vecchiaia dellEuropa e la sua pluralit democratica, il pensiero tedesco uno choc che bisogna essere capaci di superare: questo il motivo per cui la discussione con Heidegger non pu essere evitata. In effetti, Heidegger il pensatore di questo secolo che lautore integra nella modernit - considerata come era della tecnologia - riservandogli un posto decisivo. Di livello universitario. Guilelmus de Shyreswood Willliam of Sherwood Introductiones in logicam Einfhrung in die Logik testo a fronte latino-tedesco a cura di H. Brands e C. Kann Meiner, settembre 1995 pp. 331, DM 86 Guy, Alain La philosophie espagnole PUF, settembre 1995 pp. 128, F 40 Lautore si limita qui ad un succinto richiamo alla filosofia cristiano-romano, araba o ebrea (soprattutto andalusa ed aragonese), per poi trattare pi a fondo la filosofia degli ultimi otto secoli, pi spiccatamente cattolica, con molte tendenze pi o meno laiche, che convivono accanto agli autori che si riallacciano sempre alla Chiesa. Di livello universitario. Guzzoni, Ute ber Natur. Aufzeichnungen unterwegs: Zu einem anderen Naturverhltnis Karl Alber, ottobre 1995 pp. 352, DM 89 Gyatso, Venerable Geshe Kelsang Ocean of Nectar: Wisdom and Compassion in Mahayan Buddhism Tharpa, settembre 1995 UK 16.95 Si tratta del primo commento inglese completo alla Guide to the Middle Way di Chandrakirti. Geshe Kelsang Gyatso fornisce una spiegazione ad ogni verso, enfatizzando i punti essenziali e portando alla luce la loro applicazione pratica. Il volume include anche una traduzione in inglese del testo originario. Gyekye, Kwame An Essay on African Philosophical Thought: The Akan Conceptual Scheme Temple State Press, settembre 1995 UK 17.95 Questo testo, offrendo una spiegazione filosofica chiarificatrice ed uninterpretazione dei concetti dellontologia, della psicologia filosofica, della teologia e delletica di Akan di Ghana, sostiene che le analisi critiche delle modalit di pensiero africane sono necessarie allo sviluppo di una filosofia distintamente africana. Hardt, Michael Negri, Antonio Il lavoro di Dioniso: per la critica dello Stato postmoderno Manifestolibri, ottobre 1995 pp.141, .28.000. In questo libro due filosofi, uno americano, laltro italiano cercano di portare avanti una critica della forma-Stato contemporanea, adottando come falsariga la critica marxiana delleconomia politica. Essi prendendo in considerazione le opere di Rawls, Rorty, Luhmann si propongono di afferrare le cose stesse, i rapporti reali attraverso la critica minuziosa della loro rappresentazione da parte dei migliori teorici borghesi. Harrison, Ross Democracy Routledge, settembre 1995 UK 12.99 Questopera dimostra i meriti della democrazia, tracciandone la storia attraverso le opere di Platone, Aristotele, Hobbes e Rousseau. Questa prospettiva mostra come la democrazia converga con i valori di libert, egualianza, conoscenza e benessere, sostenendo i benefici ed i risvolti positivi della democrazia. Harrys, Henry S. Hegel e la fenomenologia dellautocoscienza Guerini, ottobre 1995 pp. 224, L. 30.000 Harvey, Peter The Selfless Mind: Personality, Consciousness and Nirvana in Early Buddhism Curzon Press, settembre 1995 UK 14.99 Si tratta di unanalisi del primo pensiero buddhista, con una discussione della prospettiva di non accettazione dellidea permanente del S. Viene invece sviluppata lidea dei processi del cambiamento e del potere della mente. Il testo esplora gli argomenti legati allinsegnamento del Non-S. Hegel, Georg Wilhelm Cours desthtique tr. dal tedesco J.-P. Lefebvre V. von Schenck Aubier, ottobre 1995 pp. 576, F 180 Non si tratta di unopera nel senso classico della parola. Dopo la morte del filosofo, i suoi allievi intrapresero la pubblicazione completa dei suoi scritti, ma anche degli appunti, sulla base dei quali aveva preparato i suoi corsi. Hegel, Georg Wilhelm Friedrich Grundlinien der Philosophie des Rechts. Mit Hegels eigenhndigen Randbemerkungen in seinem Handexemplar der Rechtsphilosophie a cura di Johannes Hoffmeister Meiner, settembre 1995 pp. 432, DM 68 I Fondamenti della filosofia del diritto vengono qui presentati insieme alle note, scritte da Hegel stesso a margine del suo esemplare della Filosofia del diritto. Heidegger, Martin Ecrits politique: 1933-1966 a cura e tr. di F. Fdier Gallimard, settembre 1995 pp. 336, F 155 Il volume raccoglie i testi che hanno un rapporto diretto con limpegno di Heidegger, nel 1933-34, per la rivoluzione nazionale a cui Hitler, prendendo il potere, aveva chiamato i tedeschi. Lo studio di questi testi permetter di farsi unidea esatta dellerrore che ha commesso Heidegger nel 1933 e che egli ha riconosciuto a partire dal 1937. Heidegger, Martin Larte e lo spazio Introduzione di Gianni Vattimo Il Melangolo, ottobre 1995 pp.42, .8.000. Il brevissimo testo qui presentato il rifacimento di una conferenza che Heidegger tenne il 3 ottobre 1964 alla galleria im Erker di St.Gallen, in occasione di una mostra di sculture di Bernard Heiliger, conferenza intitolata Raun, Mensch und Sprache. Heidegger, Martin La svolta/ Cronistoria di una svolta Il Melangolo, ottobre 1995 pp.122, .15.000. La svolta la conferenza che Martin Heidegger tenne in pi di una occasione negli anni 1949/50 a conclusione di un ciclo di quattro intitolato: Sguardo dentro ci che , con cui intendeva inaugurare una nuova stagione del suo pensiero. La svolta implica la reinterpretazione del problema dellessere come passaggio dalla chiarificazione del tempo come orizzonte trascendentale dellessere, dimenticato alla chiarificazione dellessere come soluzione dellenigma del tempo. Heller, Agnes An Ethics of Personality Blackwell, ottobre 1995 pp. 400, 16 Questo libro si rivolge alla domanda finale delletica moderna: com possibile la morale dopo la morte di Dio? Questo volume chiude la trilogia di Agners Heller, A Theory of Morals, iniziata con General Ethics e Philosphy of Morals. Helmholtz, Hermann von Science and Culture: Popular and Philosophical Essays a cura di David Cahan Univ Chicago Press, settembre 1995 UK 14.25 Questo testo presenta quindici conferenze di Hermann von Helmholtz, uno scienziato rilevante del XIX secolo, che si occupava delle implicazioni, per la filosofia e la cultura, della scienza. Il libro si occupa di argomenti come le origini del sistema planetario, i problemi della percezione ed il rapporto tra lottica e la pittura. Henderson, John - Beard, Mary Classics:a Very Short Introduction Oxford Paperbacks, settembre 1995 UK 4.99 Quali sono le vere radici delle influenze classiche ed in cosa sono diverse le nostre interpretazioni di questi aspetti dei classici dalla realt originaria? Questa introduzione alla civilt antica ne considera il valore in termini di letteratura, filosofia e cultura e le fonti della sua immaginazione. Hermann, Rudolf Gesammelte und nachgelassene Werke vol. V Religionsphilosophie a cura di H. Assel Vandenhoeck & Ruprecht ottobre 1995 pp. 336, DM 98 Attraverso una vivace conversazione con i grandi neo-kantiani tedesco-ebrei, Ernst Cassirer e Richard Hnigswald, Hermann riesce a rendere fruttifere le loro opinioni filosofico-simboliche e di filosofia del linguaggio per la propria - e completamente indipendente - filosofia della religione. Herrmann, Martina Identitt und Moral. Zur Verstndigkeit von Personen fr ihre Vergangenheit Akademie-Vlg., settembre 1995 pp. 199, DM 120 Vengono trattati due ambiti tematici della filosofia: la filosofia dello spirito e la filosofia morale. Lanalisi viene condotta nel modo della filosofia analitica, sul se e sul come i giudizi morali, che vengono formulati sulle persone, siano indipendenti dalle supposizioni sulla loro identit. Hoenen, Maarten J.F.M. Libera, Alain de Albert Magnus und der Albertismus: Deutsche philosophische Kultur des Mittelalters E J Brill, settembre 1995 Questo libro raccoglie quattordici contributi che esplorano linfluenza del pensiero di SantAlberto Magno sulla cultura filosofica tedesca del Medio Evo. Lanalisi viene condotta partendo dalle prospettive del misticismo, della letteratura, della filosofia, della teologia e della storia delle universit.

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Hogan, Padraig The Custody and Courtship of Experience: Western Education in Philosophical Perspective Columbia Press, settembre 1995 UK 11.99 Il libro si muove attraverso la storia della civilt occidentale, della cristianit e degli ideali classici che sono stati cos determinanti per leducazione. Ma in Occidente non sono pi questi i valori dominanti. Il libro dimostra che la concezione dominante dellistruzione come uno strumento subordinato non pi nuova. Holland, Michael The Blanchot Reader Blackwell Publishers, agosto 1995 UK 14.99 Questa antologia fornisce una prospettiva della carriera intellettuale e personale di Blanchot. Mostra come la svolta del 1950 si concretizz per lui in un clima politico e traccia lemergere dellentretien, un formato dialogico utilizzato da Blanchot per interrogare gli scritti dei suoi contemporanei. Holub, Robert C. Friedrich Nietzsche Twayne, settembre 1995 UK 15.95 Holub presenta i suoi punti di vista su Nietzsche, come personalit condizionata storicamente, con limportanza che ha nellepoca moderna, visto che era un filosofo dallimportanza non vincolata dal tempo. Holub non ignora nessuna delle opere di Nietzsche e prende in considerazione anche dettagli biografici, lettere e resoconti scritti da suoi contemporanei. Honderich, T. (a cura di) The Oxford Companion to Philosophy Oxfrod Up, ottobre 1995 pp. 1000, 25 Si tratta di un testo di consultazione, lopera filosofica in lingua inglese pi autorevole ed impegnata. Il volume fornisce una guida chiara ed affidabile a tutte le aree della filosofia ed a tutti i filosofi importanti, partendo dallAntichit ed arrivando fino ai giorni nostri. Hooker, Brad Truth in Ethics Blackwell Publishers settembre 1995 Questo volume di saggi esplora lobiettivit morale, la distinzione tra i concetti di magro e grasso, i problemi del proiettivismo, la natura del realismo morale e la questione delle caratteristiche delle propriet morali nella migliore spiegazione degli avvenimenti. Hord, Frederick L. I am because we are: Readings in Black Philosophy Univ Massachusetts, agosto 1995 UK 16.50 Il volume unantologia di preminenti filosofi neri, che documenta la tradizione centrale della filosofia nera, le cui radici sono in Africa e che si distingue dalleredit intellettuale occidentale. Il lavoro si divide in tre parti, ordinate geograficamente: Africa, Caraibi, Nord America. Huber, Gerhard Eidos und Existenz. Umrisse einer Philosophie der Gegenwrtigkeit Schwabe & Co., settembre 1995 pp. 408, SFR 68 Hbsch, Stefan Philosophie und Gewissen. Beitrge zur Rehabilitierung des philosophischen Gewissensbegriffs Vandehoeck & Ruprecht settembre 1995 pp. 288, DM 80 Hbsch riconduce linsicurezza riguardo al concetto di coscienza al fatto che esso fu liberato dal contesto della riflessione filosofica ed inserito allinterno dellorizzonte della costruzione della teoria della scienza. Hughes, G.E. - Cresswell, M.J. A New Introduction to Modal Logic Routledge, settembre 1995 UK 13.99 La logica modale la logica della necessit e della possibilit. Diversamente rispetto alla logica non-modale, essa codifica le strutture che rappresentano come le cose possono essere o come le cose sono. Il testo guida il lettore attraverso la maggior parte dei sistemi del predicato modale, logicamente legato allidentit. Ihde, Don Postphenomenology: Essays in the Postmodern Context N Western UP (UCL), settembre 1995 UK 12.95 Questo lavoro si rivolge allimpatto della tecnologia sul mondo contemporaneo. Riguarda diversi argomenti, includendo la storia della mappazione e della navigazione del mondo, le informazioni statistiche della NASA, i dati sul trasferimento tecnologico e le moderne tendenze della filosofia della scienza. Innella, Francesco Michelstaedter: frammenti da una filosofia oscura Introduzione di Vittorio Orlando Ripostes, settembre 1995 pp.78, .10.000. Innella in questo saggio presenta varie fasi della vita del filosofo Michelstaedter come il distacco dalla famiglia, la persecuzione antisemita, il naufragio di fronte alla realt e la ricerca di stabilit interiore, la tesi di laurea e infine il suicidio. Institut Catholique de Paris (a cura di) Paul Ricoeur: lhermneutique lcole de la phnomlogie Beauchesne, ottobre 1995 pp. 360, F 198 La nuova allenza tra la tradizione analitica, fenomenologica ed ermeneutica , pi che un matrimonio della ragione, unapertura del pensiero a dei nuovi orizzonti. Di livello universitario. Israel, Joachim Martin Buber. Dialogphilosophie in Theorie und Praxis Duncker und Humblot, ottobre 1995 pp. 179, DM 72 Jaeschke, W. (a cura di) Philosophie und Literatur im Vormrz. Der Streit um die Romantik (1820-1854). Quellenband Meiner, settembre 1995 pp. 454, DM 168 Jaescke, W. (a cura di) Frher Idealismus und Frhromantik. Der Streit um die Grundlagen der sthetik (1795-1805) Meiner, settembre 1995 pp. 454, DM 164 Janklvitch, Vladimir Une vie en toutes lettres Liana Levi, settembre 1995 pp. 352, F 160 Dal 1923 al 1980, Vladimir Janklvitch ha tenuto una fedele corrispondenza con un vecchio compagno di studi. Queste lettere testimoniano litinerario filosofico e personale di questo grande filosofo. Jean Scot Erigne De la division de la nature: Priphyseon vol. 2 libro III tr. dal latino di Francis Bertin PUF, ottobre 1995 pp. 320, F 175 Il nocciolo duro di questo terzo libro costituito da un lungo Trattato del nulla, nel quale Erigenio tratta metodicamente della creazione del mondo, a partire dal nulla. Egli si riallaccia fondamentalmente allantinomia teologica che consiste nel parlare di una creazione eterna e di uneternit creata da tutte le creature esistenti nel Verbo. Di livello universitario e per la ricerca specialistica. Jean Scot Erigne De la division de la nature: Priphyseon vol.1 libri I-II tr. dal latino di Francis Bertin PUF, ottobre 1995 pp. 464, F 229 Tra l864 e l866 questo Irlandese di Parigi (810-870), primo traduttore latino di Gregorio da Nyssa, Danisio lAeropagita e Massimo Confessore, compose questa epopea metafisica, di cui viene qui proposto il primo volume, che fa parte della prima traduzione integrale in lingua francese. La critica contemporanea ha sottolineato le affinit dellautore con il neoplatonismo di Proclo. Di livello universitario e per la ricerca specialistica. Jung Min Choi The Politics of Culture: Race, Violence, and Democracy Praeger Publishers, agosto 1995 UK 44.95 Gli autori di questo studio utilizzano la filosofia post-moderna per illustrare come la societ americana sia controllata dalla manipolazione del simbolismo e da altri fattori. Essi sostengono che nuovi tipi di simbolismo sono necessari perch venga ristabilita una societ democratica e pluralista. Kalfa, Ariane La force du refus: philosopher aprs Auschwitz LHarmattan, settembre 1995 pp. 335, F 170 Partendo dagli autori della Scuola di Francoforte e da Janklvitch, Ariane Kalfa tenta di rispondere alla domanda posta da Adorno. Per tutti gli interessati alla materia. Kennedy, Rick Aristotelian and Cartesian Logic at Havard: Charles Mortons Logick System and William Brattles Compendium of Logick Univ Virginia Press, agosto 1995 UK 53.95 Questo volume discute i testi di Morton e Brattle, al fine di esaminare la disputa tra la logica aristotelica e quella cartesiana nel tardo XVII secolo. Kierkegaard, Sren Aabye Opere a cura di Cornelio Fabro Piemme, ottobre 1995 pp.491, .270.000. Si tratta di tre volumi che raccolgono gli scritti di Kierkegaard: Sulla mia attivit di scrittore, il punto di vista della mia attivit di scrittore, Aut aut, Timore e tremore, il concetto dellangoscia, Briciole di filosofia, Postilla conclusiva non scientifica alle Briciole di filosofia, la malattia mortale, Esercizio del cristianesimo, Vangelo delle sofferenze, Per lesame di se stessi raccomandato ai contemporanei, Limmutabilit di Dio. Kind, Adolfo Mediterraneo tra uomo e Dio Campanotto, ottobre 1995 pp.116, .20.000. In questo libro viene esposta la travagliata storia delluomo mediterraneo, dai tempi pi antichi allinizio del Medio Evo, tra laspirazione a superare la propria limitata individualit per mirare allAssoluto e la sua innata tendenza ad affermare invece in modo sempre pi incisivo questa sua stessa individualit. Kingsley, Peter Ancient Philosophy, Mystery and Magic: Empedocles and Pythagorean Tradition Clarendon Press, settembre 1995 UK 40 Questo studio porta alla luce nuove prove sullantico pitagoreanismo e sui suoi influssi su Patone, ricostruendo la trasmissione delle idee esoteriche del pitagorenismo dallantica Grecia agli alchemisti ed ai maghi dellEgitto fino al mondo islamico. Kingsley, Peter Early Greek Political Thought from Homer to the Sophists Cambridge UP, settembre 1995 UK 14.95 Questedizione dei primi scritti greci su argomenti sociali e politici include le opere di oltre trenta autori. Vengono enfatizzate quelle dei sofisti, includendo i riscontri di questa tradizione in testi importanti e le opere di Alcidamas, Antisthenes e del vecchio Oligarca. Kingsley, Peter Ancient Philosophy, Mistery, and Magic. Empedocles and Pythagorean Tradition Clarendon Pr., ottobre 1995 pp. 448, 40 Si tratta della prima analisi sistematica degli aspetti della filosofia greca antica, inseriti nel loro contesto di mistero, religione e magia. Klassen, Norman Chaucer on Love, Knowledge and Sight D S Brewer, agosto 1995 UK 29.50 Klassen trae ispirazione dalla filosofia medioevale naturale e dalla metafisica per analizzare luso del motivo della vista da parte di Chaucer nella sua poesia damore, al fine di esplorare il rapporto tra amore e conoscenza. Klcker - Tworuschka - Tworuschka Wrterbuch Ethik der Weltreligionen. Die wichtigsten Unterschiede und Gemeinsamkeiten Gterloher Verlagshaus ottobre 1995 pp. 240, DM 24,80 Krmer, Hans Integrative Ethik Suhrkamp, ottobre 1995 pp. 427, DM 27,80 Krell, David Farrell Lunar Voices: Of Tragedy, Poetry, Fiction, and Thought Univ Chicago Press, agosto 1995 UK 31.95 Questo testo riflette su nove scrittori e filosofi, icludendo Heidegger, Derrida, Blanchot e Hlderlin, in unesplorazione personale del significato dellamore sensuale, del linguaggio, della tragedia e della morte. La luna costituisce unimmagine unificante che guida una scena in cui letteratura e filosofia si fondono. Kroker, Arthur - Levin, Charles Jean Baudrillard: From Symbolic Exchange to Virtual Reality Harvester Wheatsheaf settembre 1995 UK 11.95 Si tratta di un resoconto del contributo alla teoria critica da parte di Baudrillaud. Questo testo identifica le sue radici nel marxismo occidentale e nellevoluzione della teoria della critica sociale da Hegel e Marx a Lukc ed alla Scuola di Francoforte. Kuhlmann, H. (a cura di) Und drinnen waltet die zchtige Hausfrau. Zur Ethik der Geschlechterdifferenz Gtersloher Verlagshaus ottobre 1995 pp. 250, DM 84 Kuhne, Frank Begriff und Zitat. Die idealistische Struktur des Kapitals und ihre nichtidealistische Darstellung bei Karl Marx s.ed., settembre 1995 pp. 176, DM 46 Kunert, Friedrich Logik und Logos. Implikationen und Spekulationen zum Thema R.G. Fischer, settembre 1995 pp. 204, DM 78 Kng, H. (a cura di) Ja zum Weltethos. Perspektiven fr die Suche nach Orientierung Piper, settembre 1995 pp. 240, DM 34 Hans Kng ha invitato personalit importanti, provenienti da tutte le parti del mondo e dalle diverse e pi grandi culture e religioni, a riflettere sulla etica del mondo (Weltethos): possibile che tutti gli esseri umani che vivono su questa terra si mettano daccordo, raggiungano un consenso su valori, comportamenti e norme per amore della convivenza pacifica tra gli uomini? Kupperman, Joel J. Character Oxford UP Inc, agosto 1995 UK 10.99 I politici e gli uomini di chiesa parlano spesso di carattere, gli psicologi studiano la personalit. Questo trattato filosofico cerca di fornire una comprensione del carattere e di rifocalizzare lattenzione sulla filo-

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sofia etica, in modo che lo studio del carattere ridiventi un argomento centrale. Kusch, Martin Psychologism: The Sociology of Philosophical Knowledge Routledge, agosto 1995 UK 14.99 Questo testo esplora le origini della psicologia, attraverso il lavoro di due delle pi importanti figure della filosofia del XX secolo: Gottlob Frege e Edmund Husserl. Lampert, Laurence Nietzsche and Modern Times: A Study of Bacon, Descartes, and Nietzsche Yale UP, settembre 1995 UK 11.50 Il libro fornisce uninterpretazione della filosofia moderna, sviluppando il punto di vista di Nietzsche, secondo il quale i veri filosofi rivelano la loro influenza nel determinare lo sviluppo della direzione della cultura attraverso le loro idee. Essi inoltre celano la natura radicale del loro pensiero attraverso uno stile esoterico. Lanteigne, Lopold A la recherche dun sens dans un monde confus Mortagne, settembre 1995 pp. 304, F 139 Si tratta di unintroduzione ai diversi saperi e filosofie che sono serviti a costruire il mondo in trasformazione nel quale viviamo. Lo scopo di offrire unopera di riflessione, alle soglie del III millennio. Lao Tzu Lao Tzus Tao Te Ching a cura di Timothy Freke Piatkus Books, settembre 1995 UK 7.99 Questa serie raccoglie i misteri del mondo poco noto della tradizione cinese. I libri vengono portati in vita da storie, poesie, citazioni e grafici e sono illustrati da rappresentazioni della tipica arte cinese. Questo titolo prende in considerazione il Tao Te Ching. Lao Tzu The Little Book of the Tao Te Ching Element Books Ltd, settembre 1995 UK 3.99 Si tratta di unantologia di brani tratti dallantico testo cinese che offre una saggezza spirituale e terrena. Laux, A. - Wansing, H. (a cura di) Knowledge and Belief in Philosophy and Artificial Intelligence Akademie-Vlg., ottobre 1995 pp. 300, DM 74 Il volume si occupa dei concetti di conoscenza e fede - due nodi centrali sia per la filosofia che per la ricerca sullintelligenza artificiale - e della loro formalizzazione nei sistemi della logica epistemica. Leibniz, Gottfried Wilhelm Discours de mtaphysique ; suivi de Monadologie pres. e note di Laurence Bouquiaux Gallimard, ottobre 1995 pp. 168, F 55 Il Discorso di metafisica (1686) la prima affermazione dinsieme della filosofia di Leibniz. Egli espone la sua famosa tesi, secondo la quale Dio ha creato il migliore dei mondi possibili. La Monadologia (1714), composta in francese, un riassunto di tutta la sua filosofia e serve da guida alla comprensione della sua opera. Leppin, Volker Geglaubte Wahrheit. Das Theologieverstndnis Wilhelm von Ockhams Vandenhoeck & Ruprecht settembre 1995 pp. 365, DM 98 La concezione generale della scienza e la comprensione della teologia da parte di Wilhelm von Ockham vengono ricostruite in questo volume, prendendo in considerazione sia laffinit sistematica dei loro elementi sia gli sviluppi, a livello di pensiero, del venerabilis inceptor che influenzano e riguardano queste concezioni. Levi, Albert W. The High Road of Humanity. The Seven Ethical Ages of Western Man a cura di D. Ph. Verene Editions Rodopi, settembre 1995 pp. 164, FOL 55 Per Levi la vita ed il discorso morali richiedono, in primo luogo, un ideale rappresentato nellimmaginazione, cio unimmagine dellumano. Le sette epoche etiche che lautore descrive vengono presentate attraverso laristocratico greco, il saggio stoico, il santo cristiano, il principe rinascimentale, il borghese illuminato, il principe-mercante del XIX secolo ed i professionisti, uomini e donne dei nostri giorni. Lip, Evelyn The Architecture of Feng Shui Academy Editions, settembre 1995 UK 24.95 Feng Shui la filosofia cinese di sistemare e disegnare un edificio in modo che risulti essere armonico con tutto ci che lo circonda. Questa filosofia caratterizza la Cina dal III secolo. Il testo fornisce unanalisi del Feng Shui e delle sue diverse applicazioni allarchitettura. Locke, John Lettre sur la tolrance Slatkin, settembre 1995 pp. 120, F 36 Nel 1682, John Locke, precettore del figlio di Lord Ashley, segu il Lord nel suo esilio in Olanda. Lidea della tolleranza, il tema principale della sua riflessione politica e religiosa, acquista - durante questo soggiorno involontario - unindubitabile attualit. Pubblicata senza il nome dellautore nel 1689, questa Lettera segna una tappa importante allinterno della conquista del principio della tolleranza da parte del pensiero moderno. Per tutti gli interessati. Luibl, Hans-Jrgen Postmoderne Theorien und protestantische Theologie Passagen-Vlg., ottobre 1995 pp. 200, S 280 Ltkehaus, Ludger (a cura di) Tiefenphilosophie. Texte zur Entdeckung des Unbewuten vor Freud Europ. Vlgs-Anstalt, ottobre 1995 pp. 260, DM 30 Questa raccolta contiene anche un saggio del curatore. Lutz, B. (a cura di) Metzler Philosophen-Lexikon Metzler, ottobre 1995 pp. 900, DM 78 Viene pubblicata la nuova edizione di questo repertorio, la cui novit costituita dallinclusione dei filosofi contemporanei: Blumenberg, Davidson, Kuhn, Lvinas, Rawls, Rorty, Putnam ed altri. Lutz-Bachmann, M. (a cura di) Metaphysikkritik, Ethik, Religion Echter, ottobre 1995 pp. 153, DM 34 MacIntyre, Alasdair Giustizia e razionalit traduzione di Clotilde Calabi Anabasi, ottobre 1995 pp.239, .90.000. MacIntyre analizza la tematica della giustizia attraverso una drammatica narrazione della storia della filosofia che esamina la tradizione aristotelica-tomistica, quella di SantAgostino, dellilluminismo scozzese fino al sovvertimento a opera di Hume e del liberalismo. Macmurray, John Persons in Relation Faber Paperbacks, agosto 1995 UK 9.99 Nel suo secondo volume di conferenze di Gifford, il filosofo scozzese John Macmurray cerca di mostrare che la forma di vita personale viene determinanta dalla mutualit dei rapporti umani, in modo che lunit della vita umana non sia lio, ma lio e tu. Macmurray, John Reason and Emotion Faber Paperbacks, agosto 1995 UK 9.99 Il filosofo scozzese John Macmurray (18911976) sviluppa le sue opinioni sulla ragione e lemozione, che sono per lui aspetti della personalit umana interdipendenti pi che opposti. Egli prosegue applicando e suoi principi generali a questioni delleducazione, delletica sessuale, dellarte, della scienza e della religione. Magee, Bryan - Milligan, Martin On Blindness Oxford UP, settembre 1995 UK 16.99 Questo testo cerca di aprire gli occhi a chi dotato della vista sul mondo come esperienza per i ciechi. Gli autori discutono le implicazioni della ciecit in modo vivace e spesso concitato, enfatizzando anche gli aspetti filosofici della ciecit. Magill, Gerard Values and Public Life: An Interdisciplinary Study Univ Press America, settembre 1995 UK 35.95 Questa raccolta di saggi che mette in relazione la fede personale e la moralit pubblica presenta uno studio dei valori come stimolo per il dibattito pubblico in cui la religione e la societ possono interagire in modo costruttivo. Questo testo esamina sia il processo sia le questioni politiche che vengono alla ribalta quando i valori vengono rispettati nella vita pubblica. Maine de Biran Maine de Biran, la vie intrieure Payot, settembre 1995 pp. 320, F 72 Maine de Biran (1766-1824) un filosofo che incarna bene una tradizione francese, un po offuscata dalla presenza della filosofia tedesca. Questa antologia, centrata sul tema della vita interiore, permette quindi di rendersi conto nel migliore dei modi della complessit del suo pensiero. In sei capitoli, vengono raccolti testi di qualche pagina, ognuno dei quali presenta un tema. Per tutti gli interessati. Maler, Henri Convoiter limpossible: lutopie avec Marx, malgr Marx Albin Michel, settembre 1995 pp. 448, F 160 Marx, in nome della sua lotta contro lidealismo, si dato ad una critica severa dellutopia. Oggigiorno, il crollo del comunismo permette una rilettura del suo pensiero, specialmente a partire dalle nozioni di possibile e di impossibile. Maly, K. (a cura di) The Path of Archaic Thinking. Unfolding the Work of John Sallis State Univ. of New York Pr. ottobre 1995 pp. 352, $ 22 Si tratta della prima antologia di commenti su Sallis, che mostra laspetto veramente unico del suo pensiero: il rapporto trasformativo tra la ragione e limmaginazione nel pensiero dopo Heidegger. Mamiani, Maurizio Isaac Newton Giunti, settembre 1995 pp. 122, .10.000. Mamiani ripercorre in modo sistematico e sintetico il pensiero di Newton mostrando come il suo compito sia stato quello di integrare la tradizione matematica e quella sperimentale offrendo una soluzione generale che potesse evidenziare la fecondit della conoscenza della natura oltre i risultati parziali ottenuti da Galileo. Mann, Heinrich Friedrich Nietzsche tr. dal tedesco di Olivier Schefer Promeneur, ottobre 1995 pp. 96, F 75 Lopera di Nietzsche esercit uninfluenza non trascurabile sulla formazione intellettuale ed artistica di Heinrich Mann, il quale intendeva mettere in evidenza un Nietzsche attirato e respinto, in contraddizione tra la scienza ed il cristianesimo, lo scetticismo, la rinuncia e laffermazione. Mann si gettava anche in una polemica contro le semplificazioni del III Reich. Marcus, Ruth Barcan Modalities: Philosophical Essays Oxford UP Inc, agosto 1995 UK 13.99 Si tratta di una raccolta di saggi della Marcus, che comprende anche le sue prime assiomatizzazioni della logica modale quantificata ed esplora argomenti come la necessit dellidentit, il ruolo riferenziale diretto dei nomi propri come etichette ed il gioco di interrelazione tra la possibilit e lesistenza. Marchal, Joseph Il punto di partenza della metafisica: il tomismo di fronte alla filosofia critica Presentazione di V. Melchiorre Vita e pensiero, ottobre 1995 pp.529, .72.000. Si tratta di unopera di meditazione tra tradizione scolastica e tradizione moderna che attraverso lincontro con la filosofia kantiana giunge a dare uninterpretazione realistica della priori. Lintelligenza medievale trova cos nella riflessione gnoseologica la sua costituzione pi rigorosa. Margel, Serge Le tombeau du dieu artisan: sur Platon /Serge Margel. Avances/Jacques Derrida Minuit, ottobre 1995 pp. 204, F 99 Si tratta di uninterpretazione del Timeo di Platone, unopera che si articola intorno alla potenza del demiurgo: la genesi del mondo come rappresentazione, la genesi del tempo e le funzioni mimetiche dellanima, limmortalit dellanima ed il suo destino. Margolis, Joseph Historied Thought, Constructed World: A Conceptual Primer for the Turn of the Millennium Univ California Pres, settembre 1995 UK 38 Questo testo offre una visione di una filosofia che si occupi delle filosofie che predominano in Occidente, riveli le possibilit radicali della storicit e del flusso e riconcili i migliori temi della filosofia anglo-americana ed europea. Marietta Jr, Don - Embree, Lester Environmental Philosophy and Environmental Activism Rowman & Littlefield, agosto 1995 UK 19.95 Si tratta di unesplorazione dei rapporti tra la filosofia dellambiente e lattivismo ambientale. Vengono affrontate due questioni fondamentali: se la filosofia e letica dellambiente debbano essere considerate come una forma di filosofia applicata e come la filosofia dellambiente sia messa in pratica nella vita degli esseri umani. Marquard, Odo Glck und Unglck. Philosophische berlegungen W. Fink, settembre 1995 pp. 160, DM 38 Ogni uomo , a causa della sua mancanza di assolutezza, primariamente un fannullone che diventa secondariamente un homo compensator. I nove capitoli di questo libro affermano e comprovano questa teoria, basandosi su ambiti problematici esemplari come la teodicea, la filosofia della storia, la ragione e la consuetudine, la scienza e linfallibilit, lanti-modernismo ed il postmodernismo, lutopia e lantropologia. Mates, Benson The Skeptic Way. Sextus Empiricuss Outlines of Pyrrhonism Oxford UP, settembre 1995 pp. 352, 16 Si tratta di una nuova traduzione delle Ipotiposi pirroniane di Sesto Empirico, accompagnata da unintroduzione analitica e da un commento approfondito, sezione per sezione: unedizione di questo tipo di questopera non era ancora disponibile sul mercato. Matteini, Maria MacIntyre e la rifondazione delletica: la crisi delle ideologie e della morale e il recupero del finalismo etico come bene comune Citt nuova, ottobre 1995 pp.154, .20.000. In questo libro lautrice intraprende una riflessione critica sul pensiero di MacIntyre mostrando il tentativo compiuto dal pensa-

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tore di rifondare letica quale momento di recupero della crisi dellepoca moderna: crisi fra scienza e tecnica, crisi delle ideologie e dei valori. La componente sociologica prevalente nel pensiero di MacIntyre in realt si ispira ad una visione teleologica che recupera un orientamento morale e una identit politica, sulla base di una comune visione del bene. Matteucci, Giovanni Immagini della vita reale: logica ed estetica a partire da Dilthey Clueb, settembre 1995 pp.264, .30.000. Questo volume recupera la tradizione di pensiero inaugurata da Wilhelm Dilthey assumendo come filo conduttore il tema delle immagini della vita cio di quei costrutti vissuti, espressi e compresi in cui la significativit dellesperienza si mostra senza ridursi a mero dato intellettualistico. Esso delinea in particolare lo statuto critico dellesperienza estetica e della comprensione alla luce anche di un confronto con altre correnti di pensiero. Maund, Barry Colours: Their Nature and Representation Cambridge UP, settembre 1995 UK 32.50 Questo testo difende la tesi secondo la quale nessun oggetto fisico ha nessuno dei colori che noi sperimentiamo come propri di questo oggetto. Lautore fornisce un resoconto del colore e mostra perch si ha lesperienza dellillusione e perch lillusione non viene rigettata, ma accettata volentieri. Egli sviluppa una cornice pluralista dei concetti del colore. Mazlish, Bruce The Fourth Discontinuity: The Co-evolution of Humans and Machines Yale UP, settembre 1995 UK 9.50 Il ibro discute il rapporto tra gli esseri umani e le macchine, riflettendo sulle implicazioni della trasformazione degli esseri umani in esseri pi meccanici, in robot computerizzati che hanno un pensiero programmato. Lautore descrive gli automi dellinizio della societ greca e cinese e discute le idee dei secoli precedenti e degli individui su questo argomento. McCulloch, Gregory The Mind and its World Routledge, settembre 1995 pp. 264, 13 McCulloch esplora questo argomento partendo da Cartesio, passando per Locke, Frege e Wittgenstein ed arrivando fino ai nostri giorni. Egli offre poi una difesa originale della sua versione dellesternalismo: la mente costituita da degli oggetti che sono i suoi fenomeni. McGrew, Timothy The Foundations of Knowledge Rowman & Littlefield, settemb.1995 UK 19.95 Si tratta di un riesame del fondazionalismo classico che offre una ricostruzione ed una difesa del sapere empirico fondato sulla certezza percettiva. Questopera articola e difende una nuova versione di fondazionalismo e dimostra come esso si incontri con tutte le critiche agli standard. McHoul, Alec - Grace, Wendy A Foucault Primer: Discourse, Power and the Subject UCL Press, settembre 1995 UK 9.95 Si tratta di una guida introduttiva ai pensatori seminali della teoria sociale e culturale. Il testo fornisce una spiegazione ed una critica delle idee di Foucault, in relazione alla teoria di Marx, alla linguistica strutturale ed al pensiero sociale, che vengono costruite intorno a concetti centrali. McKenna, William R. Derrida and Phenomenology Kluwer, settembre 1995 UK 64 Si tratta di una raccolta di saggi dedicati alle opera di Jacques Derrida sulla fenomenologia di Edmund Husserl. Viene fornito un resoconto delle reazioni a queste opere, resoconti critici, ma anche di solidariet. Il volume contiene anche degli studi molto approfonditi. Meer, Jitse M. van der Facets of Faith and Science: Historiography and Modes of Interaction vol. I Univ Press America, agosto 1995 UK 22.50 Questo primo volume indaga i ruoli specifici delle convinzioni metafisiche e religiose nella spiegazione e nella costruzione teorica delle scienze naturali. Il libro passa in rassegna le modalit di interazione tra religione e scienza, soffermandosi sulle sensibilit necessarie alla loro storiografia. Meer, Jitse M. van der Facets of Faith and Science: The Role of Beliefs in Mathematics and the Natural Sciences vol. II Univ Press America, agosto 1995 UK 23.95 Questo secondo volume indaga i ruoli specifici delle convinzioni metafisiche e religiose nella spiegazione e nella costruzione teorica delle scienze naturali. Lautore focalizza la propria attenzione sugli effetti delle credenze religiose e metafisiche per la spiegazione e la costruzione della teoria della biologia, della matematica e della fisica. Meer, Jitse M. van der Facets of Faith and Science: The Role of Beliefs in the Natural Sciences vol. III Univ Press America, settembre 1995 UK 23.95 Questo terzo volume indaga i ruoli specifici delle convinzioni metafisiche e religiose nella spiegazione e nella costruzione teorica delle scienze naturali. Il libro presenta degli studi di casi riguardanti le scienze naturali. Meer, Jitse M. van der Facets of Faith and Science: Interpreting Gods Action in the World vol. IV Univ Press America, settembre 1995 UK 49.50 Questo quarto volume si occupa di come deve essere interpretata lazione di Dio nella natura, fornisce un resoconto della riflessione sullazione divina, propone una nuova comprensione della doppia azione e si rivolge alla relazione tra lazione divina e lonniscienza della causa naturale, della teoria evoluzionaria e della causalit. Menninghaus, Winfried Walter Benjamins Theorie der Sprachmagie Suhrkamp, settembre 1995 DM 24,80 Meyer, Michel Of Problematology: Philosophy, Science, and Language Univ Chicago Press, agosto 1995 UK 15.25 Questo testo offre un diverso punto di partenza per quella filosofia radicata nella messa in discussione di ci che lautore chiama probematologia. Egli sostiene che necessario un nuovo inizio per ridare il giusto risalto allanalisi filosofica, scientifica e linguistica. Mignini, Filippo Letica di Spinoza: introduzione alla lettura Nis, ottobre 1995 pp.234, .25.000. Questo libro ripercorre litinerario concettuale dellopera spinoziana, pur non configurando unesegesi n un commentario. Partendo da una essenziale considerazione della genesi del testo e della fisionomia generale del metodo geometrico vengono presi in esame i singoli argomenti dellEtica dallidea di Dio come sostanza infinita alla concezione dellintelletto quale potenza fondante la libert umana attraverso la dottrina degli affetti. Miller, D. (a cura di) Karl R. Popper Lesebuch. Ausgewhlte Texte zu Erkenntnistheorie, Philosophie der Wissenschaften, Metaphysik, Sozialphilosophie UTB, settembre 1995 pp. 500, DM 19,80 Il Popper Lesebuch la rassegna dellopera, il taglio verticale autorizzato che aiuta a fare una sezione della produzione scientifica di Popper. Questo libro mostra la copiosit dei problemi da lui trattati e limpressionante unit del pensiero di Popper. Miller, James La passion Foucault Plon, settembre 1995 F 150 Chi era veramente Michel Foucault? La sua vita movimentata spiega le sue ricerche e la sua opera? Attraverso un ritratto psicologico ed intellettuale del filosofo, James Miller svela uno sconosciuto, ossessionato dalla morte e che analizza ci che porta alla morte: i poteri di ogni tipo. Misrahi, Robert Existence et dmocratie PUF, settembre 1995 pp. 256, F 145 Lautore, filosofo, propone un approccio esistenziale per nascondere il vuoto dottrinale che caratterizza la vita politica in Francia. Una politica vera deve in primo luogo mostrare il carattere assolutamente preferibile della democrazia e quindi fondarsi sullindividuo, concepito come oggetto. Su queste basi, lautore propone delle soluzioni ai problemi delleducazione, della cultura, dellimmigrazione. Di livello universitario. Mones, Andreas Jenseits von Wissenschaft. Die Diakrise des hermeneutischen Zirkels Bouvier, ottobre 1995 pp. 341, DM 64 Lautore punta a due mete che sono strettamente legate: in primo luogo a togliere la comprensione dellespressioni linguistiche dal circolo strettamente epistemologico e, in secondo luogo, ad infrangere il concetto di comprensione tradizionalmente unitario riferito alla lingua - ed a mettere al suo posto una topologia funzionale delle pi disparate strategie dellinsorgere del significato. Montgomery, Martin An Introduction to Language and Society Routledge, settembre 1995 UK 10.99 Questo studio esplora come i nostri modi di vedere e di interagire con il mondo possano essere formati dalle categorie, dai sistemi e dagli schemi del lingaggio. Il testo analizza anche quali sono i modi in cui noi comunichiamo tra di noi, includendo i sistemi di comunicazione via satellite e cavo e la realt virtuale. Moreno, Jonathan D. Bioethics and Moral Consensus Oxford UP, settembre 1995 pp. 192, 25 Anche se si tratta di un campo ancora giovane, la bioetica ha assunto un ruolo influente nel dibattito sulla tutela della salute nelle nostre societ. Questo studio affronta i complessi argomenti dei valori morali e li analizza dal punto di vista filosofico, storico e sociale. Morgenstern, M. - Zimmer, R. (a cura di) HinterGrnde. Die Philosophie und ihre Fragen Patmos, settembre 1995 pp. 180, DM 26,80 Morillo, Carolyn R. Contingent Creatures: A Reward Event Theory of Motivation Littlefield Adams, settembre 1995 UK 19.95 Questopera si domanda:che cosa motiva il comportamento?; che cosa sono le qualit dellesperienza che rendono la vita degna di essere vissuta? Il volume prosegue offrendo una versione revisionista sia delledonismo psicologico che di quello dei valori. Morin, Edgar Diario di un libro: durante la stesura di Per uscire dal ventesimo secolo Traduzione di Giampietro Cogi Moretti & Vitali, ottobre 1995 pp.239, .16.000. Mentre scrive il suo Per uscire dal ventesimo secolo, lautore tiene, in parallelo, il diario del work in progress colto sul vivo: temi epistemologici ed eventi politici, incontri e separazioni, accidenti quotidiani e problemi epocali formano una trama inestricabile. Moser, Friedhelm Der philosophische Flohmarkt. Kleines Lexikon der Philosophie Eichborn, ottobre 1995 pp. 128, DM 22,80 Con arguzia, conoscenza esatta e stretta vicinanza alla realt quotidiana, Friedhelm Moser, umorista, autore di gialli ed exprofessore di filosofia, fornisce una spiegazione esaustiva dei concetti e delle personalit della filosofia. Mullen, John Douglas Kierkegaards Philosophy: Self-deception and Cowardice in the Present Age Univ Press America, settembre 1995 UK 17.95 Questo studio fornisce unanalisi del pensiero di Kierkegaard e delle sue applicazioni pratiche. Le sue idee riguardano la scoperta della natura in noi stessi e presentano i pericoli ed il potenziale dellesistenza individuali. Mller, Thomas Die Poetik der Philosophie. Das Prinzip der Perspektivismus bei Nietzsche Campus, ottobre 1995 pp. 200, DM 52 I testi di Nietzsche sembrano spesso concepiti in modo da portare il lettore ad un consenso cieco con lautore. Il filosofo per si esprime in maniera completamente diversa: egli esige attenzione e persino resistenza. Murakami - Sasaki - Nishimura (a cura di) Concordance to Descartes Meditationes de prima philosophia Olms-Weidmann, settembre 1995 pp. 368, DM 198 Musgrave, Alan Senso comune, scienza e scetticismo Cortina, ottobre 1995 pp. 350, L. 45.000 Introduzione storico-critica ai temi e ai problemi della filosofia della conoscenza. Descrive come varie conquiste scientifiche, dalle geometrie non euclidee alla neurofisiologia, abbiano profondamente modificato limmagine che luomo ha di se stesso come essere capace di conoscere lambiente che lo circonda e il proprio destino. Nagel, Thomas Equality and Partiality Oxford UP Inc, agosto 1995 UK 9.99 Questa raccolta di saggi, basata sulle conferenze su Locke tenute dallautore allUniversit di Oxford nel 1990, affronta il conflitto tra i diritti del gruppo e quelli dellindividuo. Nagel tenta di mettere in chiaro la natura di un problema fondamentale di teoria politica e morale. Natoli, Salvatore Lesperienza del dolore: le forme del patire nella cultura occidentale Feltrinelli, ottobre 1995 pp.275, .40.000. In questo libro viene esaminata lesperienza del dolore delluomo occidentale nella societ contemporanea inserendola allinterno di due scenari di senso gi predisposti in cui il dolore viene giustificato cio la tragedia e la redenzione. Queste due visioni del mondo, nel progressivo svolgersi della cultura occidentale, si sono mescolate ma anche reciprocamente neutralizzate. Naur, Peter Knowing and the Mystique of Logic and Rules: Including True Statements in Knowing and Action, Computer Modelling of Human Knowing Activity, Coherent Description as the Core of Scholarship and Science Kluwer, agosto 1995 UK 95

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In questopera, la conoscenza umana viene esaminata cos come emerge dalla psicologia empirica classica con le sue ramificazioni nel linguaggio, la scienza informatica e la dottrina. Mentre la discussione si basa su diversi argomenti, vengono soppesate costantemente le pretese di significato da parte della logica e delle regole. Negri, Antimo Interminati spazi ed eterno ritorno: Nietzsche e Leopardi Le lettere, ottobre 1995 pp.234, .40.000. Lautore in questo libro si propone di sottolineare le affinit delle riflessioni che intercorrono tra Nietzsche e Leopardi tra le quali sono da rilevare il tema delle illusioni, la critica della modernit, le considerazioni negative sulla massa, il sentimento dellinfinito. Una convergenza fondamentale tra di essi riguarda la comune opposizione alla concezione meccanicistico-newtoniana del mondo della quale Leopardi preavverte la crisi e Nietzsche ripudia limpianto. Nietzsche, Friedrich La volont de puissance. 1 tr. dal tedesco di G. Bianquis Gallimard, settembre 1995 pp. 462, F 80 Questo libro quasi mitico, che da alcuni considerato come il coronamento dellopera di Nietzsche, ha conosciuto diverse versioni in tedesco, perch lautore non aveva fatto altro che schizzarne diversi piani, dal 1885 al 1888. Nietzsche, Friedrich La volont de puissance. 2 tr. dal tedesco di G. Bianquis Gallimard, settembre 1995 pp. 504, F 90 La prima traduzione francese, ad opera di Henry Albert e basata sulla versione tedesca del 1901, apparsa sul Mercure de France. Essa include solo circa cinquecento aforismi. La versione qui presentata, elaborata da Friedrich Wrzbach, molto pi estesa ed quella a cui si fa riferimento in Francia dal 1935. Niewhner, Fr. (a cura di) Klassiker der Religionsphilosophie. Von Platon bis Kierkegaard C.H. Beck, ottobre 1995 pp. 440, DM 68 Questo volume, riguardante diciotto filosofie della religione da Platone a Kierkegaard, non tratta solo di pensatori cristiani, ma anche dellAntichit, dellIslam e dellebraismo, che vengono presentati da un gruppo di autori dalla struttura interculturale. Nussbaum, Martha C. Essays on Aristotles De Anima Clarendon Press, settembre 1995 UK 14.99 Questo volume offre delle discussioni, da parte di importanti filosofi, di tutti gli aspetti delle opere - molto studiate - di Aristotele. I contributi a questo volume includono argomenti come il rapporto tra anima e corpo, la percezione sensoriale, limmaginazione, la memoria, il desiderio ed il pensiero. Ohrstrom, Peter - Hasle, Per F.V. Temporal Logic: From Ancient Ideas to Artificial Intelligence Kluwer, agosto 1995 UK 63 Questo testo si occupa della storia della logica temporale e dei problemi cruciali sistematici di questo campo. Il libro studia i contributi della filosofia antica e medioevale fino al rovesciamento della logica temporale nel Rinascimento. Okochi Ryogi Wie man wird, was man ist. Gedanken zu Nietzsche aus stlicher Sicht Wiss. Buchges., ottobre 1995 pp. 148, DM 36 Okochi interpreta Nietzsche tenendo come sfondo la tradizione di pensiero buddista e scopre un pensatore che infrange la ristrettezza di pensiero occidentale e che, in profondit, estremamente religioso. Orlandi, Alfredo Una bioetica per luomo: aborto, manipolazioni genetiche, eutanasia, donazione di organi Elle Di Ci, ottobre 1995 pp.102, .10.000. Lautore mostra in questo libro come tra le varie culture biotiche ne esista una a misura duomo, cio al servizio della persona umana. Questo tipo di bioetica si confronta costantemente con il rispetto della vita e della persona e regola il comportamento morale di fronte ai problemi medici che riguardano luomo dalla nascita alla morte. Osborne, Peter The Politics of Time: Modernity and Avant-garde Verso, agosto 1995 UK 14.95 Si tratta di un intervento filosofico su come la teoria culturale contemporanea sfidi i termini della sua comprensione del tempo e della storia. Il libro conclude con una storia dellintervento dellavanguardia sulla temporalit della vita di tutti i giorni nel surrealismo, dei situazionisti e dellopera di Henri Lefebvre. Outram, Dorinda The Enlightenment Cambridge UP, settembre 1995 UK 9.95 Questo libro di testo prende in considerazione le questioni legate allIlluminismo. Vengono analizzati i dibattiti di quel periodo sui cambiamenti sociali radicali, ma anche il sorgere dellindustralizzazione nellEuropa occidentale, linsediamento degli imperi coloniali e lesplorazione di superfici della terra, di cui non esisteva ancora la mappatura. Owen, David Nietzsche, Politics and Modernity: A Critique of Liberal Reason Sage London, settembre 1995 UK 11.95 Questintroduzione al pensiero di Nietzsche cerca di dimostrare il suo significato sia come filosofo sia come teorico politico, sottolineando la sua critica al liberalismo sia sotto forma filosofica che sotto forma politica. Palante, Georges Lindividualisme aristocratique a cura di Michel Onfray Belles lettres, settembre 1995 pp. 200, F 59 Si tratta di una scelta dei testi pi significativi e pi forti di questo filosofo al di fuori della norma. Georges Palante (1862-1925) il filosofo immortalato, con il nome di di Cripure, da Louis Guilloux nel suo romanzo Le sang noir. Palmer, Michael Political Philosophy and the Human Soul: Essays in Memory of Allan Bloom Rowman & Littlefield, settembre 1995 UK 31.50 Si tratta di una raccolta di saggi in memoria di Allan Bloom, curata dai suoi studenti. Il testo include saggi su Omero, la Bibbia, Platone, Machiavelli, Cervantes, Lessing, Tocqueville, Flaubert e Leo Strauss. Pape, Helmut Die Unsichtbarkeit der Welt. Eine visuelle Kritik neuzeitlicher Ontologie Suhrkamp, ottobre 1995 pp. 520, DM 78 Il tema di questo libro la domanda intorno alla portata della nostra esperienza della realt virtuale. La risposta del libro a questa domanda una decisa arringa, nella quale si sostiene che attraverso lesperienza visuale si ha unapertura nei confronti del mondo; questesperienza rende accessibile un aspetto insostituibile della realt: la sua forma visuale o, meglio, la sua proporzionalit proiettiva. Patterson, Richard Aristotles Modal Logic: Essence and Entailment in the Organon Cambridge UP, agosto 1995 UK 35 Questopera presenta una nuova interpretazione della logica di Aristotele, sostenendo che una giusta comprensione del sistema dipende da una valutazione del suo rapporto con la metafisica. Richard Patterson sviluppa tre interessanti tesi. Paul, Fred Ellen The Just Society Cambridge UP, settembre 1995 UK 13.95 I dodici saggi contenuti in questa raccolta si rivolgono alle questioni della giustizia e delle istituzioni sociali che dovrebbero assicurarla. Essi esplorano il rapporto tra giustizia ed eguaglianza e considerano se le societ siano obbligate ad offrire il benessere ai meno fortunati. Paychre, F. (a cura di) Herausforderung an das Recht am Ende des 20. Jahrhunderts. Vortrge der Tagung der Schweizerischen Sektion der Internationalen Vereinigung fr Rechts- und Sozialphilosophie vom 24. und 25. November 1994 in Genf Steiner, settembre 1995 pp. 170, DM 64 Il volume raccoglie i contributi al convegno della sezione svizzera dellInternationale Vereinigung fr Rechts- und Sozialphilosophie , tenutosi a Ginevra il 24 e 25 novembre 1994. Penner, Paul S. Altruistic Behavior. An Inquiry into Motivation Editions Rodopi, ottobre 1995 pp. 150, FOL 50 Il libro include una critica di molti dei principali approcci alla spiegazione della motivazione del comportamento altruistico, approcci di tipo biologico, psicologico e filosofico. Il percorso dellindagine principale produce diverse proposte innovative per la filosofia della mente, oltre alla conclusione principale. Peperzak, Adriaan Ethics as First Philosophy: The Significance of Emmanuel Levinas for Philosophy, Literature and Religion Routledge, settembre 1995 UK 12.99 Questopera, redatta sulla base delle relazioni tenute ad una conferenza internazionale seguita da eminenti discepoli di Levinas, rappresenta una raccolta sulle diverse sfaccettature degli studi di Levinas. Viene esplorato il significato dei testi di Levinas per lo studio della filosofia, della psicologia e della religione. Pepperell, Robert Beyond Chaos: The Post-human Condition Intellect Books, settembre 1995 UK 14.95 Questopera confuta molte prese di posizione umanistiche sulla filosofia, la scienza e larte occidentali. Lautore propone un punto di vista sulla condizione umana, basandosi su scoperte della teoria dei quanti, della teoria del caos, del cyberpunk e prendendo in considerazione gli sviluppi scientifici e tecnologici attuali. Peters, Selton l. Emergent Materialism: A Proposed Solution to the Mind/Body Problem Univ Press America, settembre 1995 UK 25.50 Si tratta di unintroduzione ad alcune delle maggiori obiezioni al materialismo tradizionale. Vengono inclusi i seguenti argomenti: lidentit degli avvenimenti mentali e fisici; la questione dellesistenza dellirriducibilit delle propriet psichica; la funzione della coscienza ed il problema dellidentit personale. Petrinovich, Lewis Human Evolution, Reproduction and Morality Plenum, settembre 1995 pp. 330, $ 60 Lautore porta alla luce le convinzioni che sottengono allopinione degli scienziati riguardo alle questioni morali e biologiche che coinvolgono la vita umana. Egli poi sviluppa unetica basata sul liberalismo razionale. I suoi argomenti derivano dal pensiero dei biologi, dei filosofi morali, degli psicologi cognitivi e sociali. Phillips, Calbert I. Logic in Medicine BMJ Books, agosto 1995 UK 14.95 Questo libro, spiegando difficili concetti come la logica induttiva e deduttiva ed il teorema di Bayes sulla ricognizione del modello, rappresenta una guida che utilizza esempi pratici, allo scopo di permettere una migliore comprensione della logica medica. Pierrat, Bernard Le sens cach des choses pr. di Albert Jaquard Nue bleue, settembre 1995 pp. 160, F 88 Lautore, industriale e filosofo di influenza teilhardiana, fornisce la sua spiegazione della vita. Secondo lui, non si tratta di credere, si tratta di vivere attribuendo un senso ad ogni avvenimento.. Pietschmann, H. Phnomenologie der Naturwissenschaft. Wissenschaftstheoretische und philosophische Probleme der Physik Springer, ottobre 1995 pp. 200, DM 38 Lautore cerca di occuparsi - dal suo punto di vista di fisico - delle questioni teoreticoconoscitive della sua materia e delle scienze naturali in senso lato. Il volume, nato dalle lezioni tenute allUniversit di Vienna, si rivolge agli studenti, al pubblico interessato e soprattutto a chi si interessa di filosofia. Pile, Steve - Thrift, Nigel Mapping the Subject: Geographies of Cultural Transformation Routledge, agosto 1995 UK 15.99 Il libro contiene unampia rassegna della letteratura della soggetivit attraverso le scienze umane e sociali. I saggi sono suddivisi in quattro titoli principali: la costruzione del soggetto; la sessualit e la soggettivit; i limiti dellidentit e la politica del soggetto. Pitt, Joseph P. New Directions in the Philosophy of Technology Kluwer, agosto 1995 UK 64 In questa raccolta, il lettore viene introdotto alla filosofia della tecnologia. Gli articoli si propongono di portare il lettore nel mondo reale di complicate interazioni sociali e tecnologiche nelle quali la scienza e larte si integrano, se si tende alla comprensione del mutamento tecnologico. Pizzuti, Giuseppe Mario Invito al pensiero di Sren Kierkegaard Mursia, ottobre 1995 pp.253, .16.000. Questo libro fornisce gli strumenti necessari per penetrare nel mondo filosofico di Kierkegaard esponendo la sua biografia, delineando il suo itinerario speculativo come scrittore religioso ed analizzando le sue principali opere. Inoltre, il libro corredato di una essenziale bibliografia. Platone Le banquet a cura e tr. dal greco di P. Vicaire - J. Laborderie a cura e pr. di Monique Trd Librio, settembre 1995 pp. 94, F 10 Una riunione intorno al poeta Agathon per un elogio dellAmore. Platone La Rpublique a cura e tr. dal greco di Jacques Cazeaux LGF, ottobre 1995 pp. 500, F 50 Si tratta di una critica radicale allordine politico e di una riflessione ineguagliata sulluomo e sulla conoscenza di se stesso. Platone Platonis opera: Euthyphro / Apologia Socratis / Crito / Phaedo / Cratylus /Sophista /Politicus vol. I a cura di E. A. Duke Clarendon Press, settembre 1995 UK 17.50 Questedizione contiene sette dei dialoghi di Platone ed al prima edizione completa

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in cinque volume dellopera di Platone, che viene pubblicata nella serie Oxford Classical Texts . Il volume presenta le posizioni pi recenti della ricerca su Platone. Tutti i manoscritti primari sono stati verificati e confrontati di recente. Platone Filebo a cura di Maurizio Migliori Rusconi, ottobre 1995 pp.260, .18.000. Attraverso una lunga e dettagliata analisi dei vari tipi di piaceri, a partire dalla prima e fondamentale distinzione tra piaceri corporei e spirituali, Platone giunge a condannare la concezione edonista della vita. Plessner, Helmuth Le rire et le pleurer: une tude des limites du comportement humain pref. di Harald Weinrich tr. dal tedesco di Olivier Mannoni Maison des sciences de lhomme ottobre 1995 pp. 218, F 150 Helmuth Plessner (1892-1985) pu essere considerato, insieme a Max Scheler, il fondatore dellantropologia filosofica, che si distingue dalle altre correnti della filosofia moderna perch prende in considerazione sistematicamente la condizione corporale delluomo. E nel riso e nel pianto che si manifesta il fatto che luomo non ha solamente un corpo, ma un corpo. Per gli specialisti della materia. Poellner, Peter Nietzsche and Metaphysics Clarendon Press, settembre 1995 UK 35 Il testo offre uninterpretazione ed unaffermazione critica dellinfluenza dellopera di Friederich Nietzsche sulle questioni tradizionalmente centrali della filosofia, riguardo alla possibilit della conoscenza e della natura della realt. Pggeler, Otto ber die moderne Kunst. Heidegger und Klees Rede von 1924 Palm & Enke, ottobre 1995 pp. 38, DM 18 Poma, Andrea Impossibilit e necessit della teodicea: gli Essais di Leibniz Mursia, ottobre 1995 pp.263, .36.000. In questo libro lautore mostra come la filosofia di Leibniz sia capace di restare entro i limiti del pensiero razionale senza per questo annullare la realt del mistero , anzi fondandosi essenzialmente su una difesa razionale del mistero stesso. Cos Leibniz si rivela come lesponente classico di un razionalismo moderno non immanentista in grado di procedere in dialogo stretto con la religione e con la fede. Popper-Lynkeus, Josef The Individual and the Value of Human Life a cura di Andrew Kelley Rowman & Littlefield, settemb.1995 UK 19.95 Il volume presenta le idee di Josef PopperLynkeus, un filosofo austriaco, scienziato e riformatore sociale, che ebbe fama allinizio del XX secolo. Il libro contiene una decisa difesa della ilosofia sociale in cui lindividuo viene considerato come essere dal valore inestimabile. Port, Kurt Philosophische Schriften vol. III: Kulturphilosophie, Gesellschafts- und Staatslehre Port Verlag, settembre 1995 pp. 428, DM 78 Si tratta del terzo volume delle opere complete, in sei volumi, di Port. Pozzato, Maria Pia (a cura di) Estetica e vita quotidiana Lupetti, settembre 1995 pp.158, $.28.000. Questo libro raccoglie dodici interventi di studiosi di varie discipline che affrontano, sotto diversi punti di vista, i gusti che dominano la vita in Europa nella quotidianit. Per illustrare queste nuove tendenze del gusto, gli autori affrontano temi diversi tra cui; il modo di nutrirsi, il modo di progettare i cimiteri, la ristrutturazione del paesaggio urbano, i programmi televisivi, i codici dellabbigliamento giovanile, la rappresentazione politica e il concetto di popolarit veicolato dai mass media etc. Prado, C.G. Starting with Foucault: An Introduction to Genealogy Westview Press, agosto 1995 UK 10.95 Si tratta di unintroduzione la pensiero di Foucault, che si incentra principalmente sul suo pensiero raccolto nelle epoche dellet media, Disciplina e punizione e La storia della sessualit, in cui egli si concentra sulla storicizzazione della verit e del sapere e sulla formalizzazione della soggettivit. Price, H.H. Philosophical Interactions with Parapsychology: The Major Writings of H.H. Price on Parapsychology and Survival a cura di Frank B. Dilley Macmillan Press, agosto 1995 UK 45 Si tratta di una raccolta degli scritti del filosofo di Oxford H.H. Price, riguardo alla ricerca psichica ed alla vita dopo la morte. Il libro include la discussioni di temi come la telepatia, la chiarovveggenza, la telecinesi, la vita oltre la morte, la precognizione, le ossessioni e le apparizioni e limpatto della ricerca psicologica sulla filosofia e la scienza occidentali. Pritchard, Paul Platos Philosophy of Mathematics Academia-Vlg., settembre 1995 pp. 200, DM 58 Putman, Hilary Realismo del volto umano Il Mulino, settembre 1995 pp.519, .60.000. In questo volume Putman respingendo la metafisica contemporanea che continua a descrivere il mondo secondo una prospettiva teologica, privilegia un atteggiamento pluralista secondo il quale la filosofia non un metodo sistematico chiuso, ma una pratica intimamente legata alla vita reale. Importanti sono anche il contesto in cui la filosofia e la scienza operano e la dimensione storica. Pyle, Andrew The Subjection of Women: Contemporary Responses to John Stuart Mill Thoemmes Press, settembre 1995 UK 14.95 La serie Key Issues si occupa di inserire le opere nel loro contesto storico. Mill, in Subjection of Women fornisce unarringa in favore delle riforme politiche, legali ed educative che diano dei benefici alle donne alle quali sono stati negati gli elementari diritti legali e politici. Il libro una raccolta delle risposte ai suoi lavori. Quiniou, Yvon Figures de la draison politique Kim, ottobre 1995 pp. 160, F 130 Nel ventesimo secolo gli attacchi contro la ragione si sono moltiplicati: Hayek, Heidegger, Debray ne offrono buoni esempi. Questo libro intende fornire una risposta a questi attacchi, denunciando in essi anche tante figure teoriche della derisione politica, che ne alimentano lesistenza storica. Di livello universitario. Rapp, Christof Identitt, Persistenz und Substantialitt. Untersuchung zum Verhltnis von sortalen Termen und Aristotelischer Substanz Karl Alber, ottobre 1995 pp. 560, DM 128 Rau, Zbigniew Contractarianism versus Holism: Reinterpreting Lockes Two Treatises of Government Univ Press America, settembre 1995 UK 23.95 Questo testo esamina la dimensione concettuale della dottrina politica di Locke, in rapporto alla dottrina alternativa dellautore che gli si oppone, Robert Filmer. Viene esaminato ogni sistema, includendo aspetti della teoria politica e sociale, relativa anche alla propriet, alla societ civile, al consenso, alla legittimazione ed alla resistenza. Raz, Joseph Ethics in the Public Domain: Essays in the Morality of Law and Politics Clarendon Press, agosto 1995 UK 14.95 Lautore, un esperto di teoria morale e politica analitica, presenta una raccolta di recenti saggi che prendono in esame aspetti del tema comune (o antico) del rapporto tra la legge e la moralit. Rescher, Nicholas Essays in the History of Philosophy Avebury, agosto 1995 UK 42.50 Si tratta di una raccolta di storia della filosofia, che vanno dallevoluzione cosmica in Anassimandro, fino a Leibniz sulla creazione, per arrivare alla situazione della filosofia americana contemporanea. Rescher, Nicholas Pluralism: Against the Demand for Consensus Clarendon Press, settembre 1995 UK 12.99 Questo trattato critica la tendenza utopica a dare un grande valore al consenso. Difende invece lapproccio del pluralismo secondo il quale la societ dovrebbe accettare e sistemare le sue differenze interne, invece di cercare di costringere al consenso in materia di opinione, valutazione e scelte. Revault DAllonnes, Myriam Ce que lhomme fait lhomme: essai sur le mal politique Seuil, settembre 1995 pp. 166, F 99 Si tratta di uno studio sulla virtualit sempre presente del male politico. Per capire il presente di questo male, bisogna riaprire il passato, risalire specialmente al male radicale secondo Kant o ai legami tra il tragico e la capacit di istituzione politica in Aristotele. Si sviluppa allora una lunga tradizione, quella di unumanit denudata di tutte le pretese di innocenza, restituita al male della sua libert. Richard A. Watson Representational Ideas: From Plato to Patricia Churchland Kluwer, settembre 1995 UK 64 Rill, Ingo Symbolische Identitt. Dynamik un Stabilitt bei Ernst Cassirer und Niklas Luhmann Knigshausen & Neumann settembre 1995 pp. 256, DM 48 Il tema del libro la genesi delle identit, malgrado una temporalit di base che caratterizza il mondo delle esperienze. Seguendo il filo della metafora del flusso di coscienza, viene tracciato un arco che congiunge le diverse ed influenti teorie del tempo (James, Bergson, Husserl, Heidegger) e le concezioni di Ernst Cassirer e Niklas Luhmann. Ringleben, Joachim Die Krankheit zum Tode von Sren Kierkegaard. Erklrung und Kommentar Vandenhoeck & Ruprecht settembre 1995 pp. 336, DM 98 Si tratta di uno dei pi importanti libri del XIX secolo, che ancora oggi appassiona filosofi, teologi e psicologi, commentato qui in modo accurato ed approfondito. Rist, J.M. Plotino: la via verso la realt Il Melangolo, settembre 1995 pp.337, .28.000. In questo libro viene espressa la filosofia come itinerarium mentis in Deum come via di redenzione e di salvezza in un mondo segnato da un senso profondo di angoscia, precariet e incertezza, in unepoca di grandi mutamenti in cui nuove forme di vita religiosa provenienti dal vicino oriente e in primis il Cristianesimo si erano ormai insediate nellambito della civilt e della cultura pagana. Rodis-Lewis, Genevive Descartes Calmann-Lvy, ottobre 1995 pp. 300, F 150 Rintracciare la vita di Cartesio significa seguirlo nei suoi numerosi viaggi, entrare nellintimit della sua vita e delle sue amicizie - tra le quali figurano innumerevoli persone con le quali Cartesio ebbe uno scambio di lettere -, significa anche tuffarsi in unepoca che vide la nascita della scienza, la condanna di Galileo, la scoperta della circolazione del sangue, lesistenza del vuoto... Per tutti gli interessati. Rohls, Jan Storia delletica Il Mulino, settembre 1995 pp.575, .56.000. Questo libro esamina letica sia nel suo legame con la filosofia politica sia con la dimensione religiosa mettendo in evidenza il nesso tra bene individuale e bene sociale. Ne risulta una storia delletica giocata sulle coppie fede/ libert, individuo/societ e particolarmente attenta alle grandi scansioni storiche. Rosen, Stanley Platos Statesman: The Web of Politics Yale UP, settembre 1995 UK 16.50 Questo testo presenta unanalisi delle Statista, forse una delle opere pi complesse di Platone. Lautore sostiene che largomento principale di questo dialogo rappresentato dalla definizione dellarte della politica e del grado in cui lesperienza politica soggetta alle regole del giudizio dellanima ed alla costruzione tecnica. Rosmini Serbati, Antonio Aristotele esposto ed esaminato a cura di Gaetano Messina Citt nuova, ottobre 1995 pp.760, .100.000. Si tratta di unedizione critica secondo i criteri della Collezione ideata e promossa dallo stesso Rosmini, a cura dellIstituto di Studi Filosofici di Roma e del Centro Internazionale di Studi Rosminiani di Stresa. Rothhaupt, Josef, G.F. Farbthemen in Wittgensteins Gesamtnachla Beltz Athenum, ottobre 1995 pp. 624, DM 148 Ruminelli, Paola Esistenza e trascendenza: una lettura del pensiero di Alberto Caracciolo Abelardo, settembre 1995 pp.180, .30.000. Il libro propone una lettura del pensiero di Alberto Caracciolo considerando alcune tematiche fondamentali come lo spazio religioso, la destinazione etica, il carattere trascendentale della filosofia, la catarsi artistica, la risposta della fede, il coesistere nel mondo e lesistenza come valore. Rusher, William A. The Ambigious Legacy of the Enlightenment Univ Press America, settembre 1995 UK 25.95 Si tratta di una raccolta di saggi di esperti in politica e nelle scienze sociali che esaminano sia gli aspetti positivi che quelli negativi dellIlluminismo. I diversi modi di considerare il mondo nel XVIII secolo vengono giustapposti a quelli del XX secolo. Sagi, A. - Statman, D. Religion and Morality Editions Rodopi, settembre 1995 pp. 188, FOL 60 Il libro cerca di rispondere a due domande fondamentali, riguardanti il rapporto tra religione e morale. La prima lenigma posto da Socrate, il cosiddetto dilemma di Eutifrone . La seconda domanda viene sollevata da Kierkegaard, il quale chiede: E possibile un conflitto tra religione e moralit? Dio ha mai domandato che noi trascurassimo i nostri impegni morali? Saint-Martin, Louis-Claude de Maximes et penses A. Silvaire, settembre 1995 pp. 159, F 42 Questa raccolta in formato tascabile riunisce i grandi pensatori ed i grandi moralisti di

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tutti i tempi e di tutti i paesi. Per tutti gli interessati alla materia. Sander, Angelika Max Scheler. Mensch, Subjekt, Person Bouvier, ottobre 1995 pp. 360, DM 98 Il libro contiene una ricostruzione sistematica ed una riabilitazione della filosofia di Scheler ed anche una messa in discussione della sua nuova proposta teorica della soggettivit umana, che scaturisce dalla domanda relativa alla posizione privilegiata delluomo. Saner, Hans Geburt und Phantasie. Von der natrlichen Dissidenz des Kindes Lenos, ottobre 1995 pp. 137, SFR 16 Hans Saner ha messo al mondo la categoria natalit ed ha cos aperto un nuovo capitolo del filosofare. Santucci, Pietro Empirismo, pragmatismo, filosofia italiana Clueb, settembre 1995 pp.249, .32.000. Il volume raccoglie alcuni saggi dal 1960 al 1994 che valutano secondo diverse prospettive come lempirismo vecchio e nuovo, come il pragmatismo statunitense siano stati interpretati dalla filosofia italiana del dopoguerra e quanto leredit di Croce e Gentile abbia influito sulla democrazia italiana. Scalfari, Eugenio Alla ricerca della morale perduta Rizzoli, ottobre 1995 pp.175, .24.000. Scalfari in questo libro mostra come il suo ateismo sia pi affine alla morale di Pascal che non a quella di Voltaire. Per lautore chi raccoglie leredit pascaliana la figura di Zarathustra il sapiente che sar lultimo dei moralisti e che traccier tra il superamento dellio e lEterno ritorno un segno circolare che richiama la circolarit pascaliana tra il granello di polvere uomo e il ricongiungimento, attraverso la carit, con il Dio incarnato. Schmidt, Lawrence The Specter of Relativism: Truth, Dialogue, and Phronesis in Philosophical Hermeneutics N Western UP (UCL), settembre 1995 UK 13.95 Questo testo si rivolge al relativismo, partendo dalla prospettiva dellermeneutica di Gadamer. Questa raccolta di saggi esplora diversi concetti-chiave della filosofia contemporanea: la natura della verit, il modello della conversazione e la possibilit di unetica nelle condizioni post-moderne. Schmitt, Richard Beyond Separateness: The Social Nature of Human Beings - their Autonomy, Knowledge, and Power Westview Press, agosto 1995 UK 9.95 Lautore critica lassunto secondo il quale gli esseri sono separati uno dallaltro. Egli propone invece di considerarci come esseri in relazione. Lautore esamina diverse concezioni dellautonomia, dellempatia, dellamore, della conoscenza e del potere. Schmitz, Hermann Husserl und Heidegger Bouvier, settembre 1995 pp. 624, DM 185 In questo volume, gli sviluppi di pensiero, i successi e gli insuccessi teoretici di Husserl e Heidegger vengono analizzati minuziosamente ed apprezzati, mantenendo un approccio critico. Schneiders, W. (a cura di) Lexikon der Aufklrung. Deutschland und Europa C.H. Beck, ottobre 1995 pp. 440, DM 58 Questo repertorio elenca circa 250 voci e costituisce quindi unintroduzione lessicale allepoca dellIlluminismo. Pi di cento esperti tedeschi e stranieri forniscono una spiegazione a tutti i concetti filosofici e storici del XVIII secolo. Schopenhauer, Arthur Lettres choisies tr. dal tedesco di G. Fillion Ed. de lAnabase, ottobre 1995 pp. 220, F 100 Si tratta della prima traduzione in francese di una scelta di lettere, rappresentative dei grandi momenti della vita del filosofo di Francoforte. Schopenhauer, Arthur Magnetismo animale e magia a cura di Elena Tavani Studio Tesi, ottobre 1995 pp. 50, L. 4.000 Opera tratta dal IV volume delle Opere completeSchulte, Gnter Friedrich Nietzsche Campus, ottobre 1995 pp. 150, DM 24, 80 Questa introduzione fornisce sia una presentazione complessiva della filosofia di Nietzsche sia delle sue opere filosofiche, ordinate cronologicamente. Schler, Werner Karl Jaspers Junius, settembre 1995 pp. 136, DM 19, 80 Schweiker, William A passion for Justice: Responsibility and Christian Ethics Cambridge UP, settembre 1995 UK 35 Lo scopo di questo libro di formulare un modo di pensare su argomenti relativi al potere, allidentit morale ed alle norme etiche, sviluppando una teoria della responsabilit, partendo da un punto di vista specificatamente teologico. Schweppenhuser, G. - Wischke, M. (a cura di) Impuls und Negativitt. Ethik und sthetik bei Adorno Argument-Vlg., settembre 1995 pp. 220, DM 29 Sciabarra, Chris Matthew Ayn Rand: The Russian Radical Penn State Press, settembre 1995 UK 16.95 Questopera, basata su materiale dagli archivi di Leningrado, intervista i contemporanei russi di Rand. Le diverse fonti che sono alla base della tradizione scritta ed orale dellobiettivismo forniscono unanalisi delle radici intellettuali e delle filosofia di Ayn Rand. Scott, Dominic Recollection and Experience: Platos Theory of Learning and its Successors Cambridge UP, agosto 1995 UK 35 La mente trasferisce le sue risorse innate al processo di apprendimento oppure si basa interamente sullesperienza? Platone fornisce una risposta innatista a questa domanda. Il libro esamina questa teoria dellapprendimento e quella di altri filosofi greci, mettendole in relazione. Seel, Martin Versuch ber die Form des Glcks. Studien zur Ethik Suhrkamp, ottobre 1995 pp. 300, DM 44 I quattro studi trattano tutti del problema del rapporto tra una buona vita ed una buona vita in senso morale. Nel loro insieme, gli articoli formano una proposta di una filosofia pratica, che concepisce i concetti di bene individuale e di moralmente giusto come interdipendenti. Seidl, Horst Beitrge zu Aristoteles Naturphilosophie Edition Rodopi, ottobre 1995 pp. 151, FOL 40 Le ricerche qui presentate portano ad alcune importanti scoperte e cognizioni, sulla natura, la materia, il tempo, la causa e lorigine del movimento e dello scopo (ed altri argomenti ancora) e mettono in risalto il loro significato attuale per le discussioni interdisciplinari contemporanee, che coinvolgono la Naturphilosophie, la fisica, la biologia, la psicologia e lantropologia. Seidl, Horst Philosophiegeschichte und bleibende Wahrheit. Errterungen am Paradigma der antiken Philosophie Gustav-Siewerth-Akad., ottobre 1995 pp. 272, DM 29,50 Settanni, Harry Essays in Psychology and Epistemology Univ Press America, agosto 1995 UK 15.95 I sette saggi di questo volume affrontano unampia gamma di argomenti che includono lestetica, la logica, la psicologia filosofica, la filosofia della scienza, la filosofia della legge, la metafisica e lepistemologia. Il tema centrale luomo, la sua psicologia ed epistemologia. Sextus Empiricus Contro gli etici a cura di Emidio Spinelli Cnr, ottobre 1995 pp.450, 3.60.000. In questo libro viene offerta una traduzione accurata e tecnica dellAdvresus ethicos oltre al primo commento analitico, articolato, paragrafo per paragrafo nei due piani necessariamente e reciprocamente correlati, dellesegesi complessiva di carattere storico-filosofico e della dettagliata indagine filologica sullo stile e sullusus scrivendi di Sesto Empirico. Sgalambro, Manlio De la pense brve tr. dallitaliano di C. Walter Circ, settembre 1995 pp. 128, F 48 Manlio Sgalambro un filosofo inclassificabile, il cui pensiero ipocondriaco deve tanto ai moralisti antichi quanto a Thomas Bernhard. Questo libro si presenta come un cervello messo a nudo, un intreccio di nervi speculativi, fatto di rapide ascensioni del pensiero, prima di ripiombare nelle tenebre naturali. Sheehy, Noel Cognitive Science vol. I-II-III Edward Elgar, settembre 1995 UK 350 La scienza cognitiva lo studio dellintelligenza e dei sistemi intelligenti. Diverse discipline sono interessate a questi argomenti: la psicologia, la filosofia, la linguistica e le neuroscienze. Questopera in tre volumi organizza e riunisce i punti di vista e di pensiero sviluppatisi in queste discipline. Shibles, Warren Emotion in Aesthetics Kluwer, settembre 1995 UK 80 Le opere sullemozione generalmente non sono state applicate allestetica. Il risultato stato che esiste ancora molta confusione in estetica sullemozione estetica e sui concetti ad essa legati, come la teoria dellespressione delle emozioni. Lo scopo di questo libro di mostrare come la teoria possa essere usata per chiarire questi argomenti. Shipley, Thorne Intersensory Origin of Mind: A Revisit to Emergent Evolution Routledge, agosto 1995 UK 45 I limiti dei resoconti lineari meccanicistici e riduzionistici della mente vengono documentati da questo volume, proponendo invece una posizione razionalistico-sensoria, basata sui prinicipi dellevoluzione emergente. Vengono prese in considerazione anche la psicologia filosofica, la coscienza umana e lorigine della mente. Simmons, John A. On the Edge of Anarchy: Locke, Consent, and the Limits of Society Princeton UP, agosto 1995 UK 15 Questo volume completa lesplorazione da parte di Simmon dello sviluppo della filosofia morale e politica di Locke, un progetto iniziato con The Lockean Theory of Rights. Qui Simmon discute il punto di vista di Locke sulla natura dei rapporti politici tra esseri umani, sui motivi del loro insorgere e sui loro limiti. Simplicius Simplicius: on Aristotle On the Soul vol. 1 vol. 2.1-4 Duckworth, agosto 1995 UK 35 In questo volume, il commentatore Simplicio esamina la prima met del trattato Sullanima di Aristotele, includendo lesame, da parte di Aristotele, della natura dellanima presso i suoi predecessori e presso il suo rivale. Il volume una fonte per le teorie del pensiero e della percezione dei sensi per le tarde teorizzazioni neo-platoniche. Singer, Peter Rethinking Life and Death: The Collapse of our Traditional Ethics Oxford Paperbacks, settembre 1995 UK 7.99 I nostri modi tradizionali di guardare alla vita ed alla morte stanno crollando. Questo studio controverso sostiene che non possiamo avere a che fare con argomenti cruciali come la morte, laborto, leutanasia ed i diritti degli animali se non eliminiamo la santit della vita umana, quella che finora stata una pietra migliare delletica della nostra societ. Sirinelli, Jean-Franois Deux intellectuels dans le sicle: Sartre et Aron Fayard, ottobre 1995 pp. 395, F 140 Il volume ricostruisce litinerario dei due filosofi, nati entrambi nel 1905, prima amici alla Ecole normale suprieure tra il 1924 ed il 1928, il cui impegno ideologico diverger, due figure che segneranno - ognuna a suo modo - il XX secolo. Sixel, Friedrich W. Understanding Marx Univ Press America, agosto 1995 UK 19.95 Questo testo rappresenta un trattamento filosofico contestualizzato dellepistemologia e del metodo di Karl Marx. Un tratto caratteristico del libro un commento sulla sua introduzione ai Grundrisse. Slote, Michael From Morality to Virtue Oxford UP Inc, agosto 1995 UK 12.99 Questo trattato difende una particolare forma delletica della virt per i suoi vantaggi intuitivi e strutturali sul kantianismo, lutilitarismo e la moralit del buonsenso. Sloterdijk, P. (a cura di) Aristotele E. Diederichs, ottobre 1995 pp. 480, DM 48 Nel volume compaiono brani di Aristotele, scelti e commentati da Annemarie Pieper. Sloterdijk, P. (a cura di) Giordano Bruno E. Diederichs, ottobre 1995 pp. 480, DM 48 Nel volume compaiono brani di Giordano Bruno, scelti e commentati da Elisabeth von Samsonow. Sloterdijk, P. (a cura di) Schelling E. Diedrichs, ottobre 1995 pp. 480, DM 48 Il volume raccoglie una scelta di testi di Schelling, curata e presentata da Markus Brach. Smeyers, Paul - Marshall, James D. Philosophy and Education: Accepting Wittgensteins Challenge Kluwer, agosto 1995 UK 49.50 Si tratta di una raccolta di scritti su Wittgenstein e leducazione. Ogni capitolo rappresenta uno studio originale su Wittgenstein, che discute le sue idee su argomenti come lirragionevolezza e lingiustificabilit delleducazione. Smith, Barry The Cambridge Companion to Husserl Cambridge UP, settembre 1995 UK 12.95 Questo volume si occupa dellopera di Husserl, esaminandone i contributi alla fenomenologia, allintenzionalit, alla filosofia

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della mente, allepistemologia, alla filosofia del linguaggio, allontologia ed alla matematica. Il volume si contrappone allidea di una rottura radicale tra la filosofia moderna e quella post-moderna. Smith, Barry Austrian Philosophy: The Legacy of Franz Brentano Open Court, settembre 1995 UK 16.95 Questo libro presenta un resoconto delle idee e degli argomanti di Franz Brentano e dei filosofi da lui influenzati. Mira a sfatare le leggende e le incomprensioni, fornendo unimmagine del pensiero austriaco caratteristicamente lucido, privo di pretese, scientifico ed obiettivo. Smith, Michael Meta-ethics Dartmouth, settembre 1995 UK 95 Questopera sulla meta-etica va al di l degli argomenti delletica normativa per porre domande sullesigenze che essi ci si pongono quando ci si impegna nelletica normativa. Per esempio lesigenza che dovremmo essere onesti normativa. La meta-etica domanda che cosa significa, in realt, il dovremmo tutti essere onesti, in questa domanda di ordine etico? Solger, Karl Wilhelm Ferdinand Lezioni di estetica a cura di Giovanna Pinna Aesthetica, ottobre 1995 pp.270, .40.000. Questopera, apparsa postuma nel 1829, offre un quadro completo dellestetica solgeriana che considera lattivit artistica come il risultato di una creazione fondata sullironia e quindi legata allespressione di una finitezza che necessaria tuttavia alla manifestazione dellAssoluto. I temi principali analizzati sono il rapporto tra antico e moderno, la concezione del simbolo e dellallegoria, la dottrina del tragico e la teoria del brutto. Solomon, Robert C. A Passion for Justice: Emotions and the Origins of the Social Contract Rowman & Littlefield, agosto 1995 UK 17.95 Questo testo sostiene che la giustizia una virt comune a tutti, una funzione del carattere personale e non solo del governo o della pianificazione economica. Utilizza esempi che vanno da Platone a Ivan Boesky per documentare come viviamo e come sentiamo. Sowerby, Robin The Greeks Routledge, settembre 1995 UK 8.99 Questo lavoro unintroduzione alla letteratura, alla storia, alla filosofia ed allarte della Grecia antica dallepoca di Omero alla fine del periodo classico. Si tratta di uno studio conciso che fa s che il lettore prenda confidenza con gli elementi cruciali della civilt antica greca. Speer, Andreas Die entdeckte Natur: Untersuchungen zu Begrndungsversuchen einer scientia naturalis im 12.Jahrhundert E J Brill, agosto 1995 Questo libro tratta della scoperta della natura nel XII secolo e sottolinea le conseguenze epistemologiche di una comprensione speculativa della natura. Una comprensione simbolica viene gradualmente sostituita da un interesse razionale per la struttura, la costituzione ed il processo del mondo fisico. Spinoza, Baruch Trattato teologico politico Natura e salvezza a cura di A. Petterlini Zanichelli, ottobre 1995 pp. 286, L. 25.000 Nel dissidio tra vero e falso, la libert di filosofare e poi del vivere umano in tutta la sua drammatica storicit, stretta fra la rivelazione del vero che salva, e limmaginazione/intuito che consente alla ragione di interrogarsi sulla salvezza. Splett, Jrg Gotteserfahrung im Denken. Zur philosophischen Rechtfertigung des Redens von Gott Karl Alber, ottobre 1995 pp. 302, DM 58 Statman, Daniel Moral Dilemmas Editions Rodopi, ottobre 1995 pp. 174, FOL 60 I dilemmi morali costituiscono una sfida per la teoria etica. Essi sono situazioni in cui gli agenti sembrano essere in obbligo sia di agire che di trattenersi dal compierere unazione specifica. Sono possibili queste situazioni? Qual, esattamente, la loro natura. Moral Dilemmas cerca di rispondere a queste domande. Steele, Michel R. Christianity, Tragedy and Holocaust Literature Greenwood Press, settembre 1995 UK 44.95 Identificando gli elementi della visione del mondo cristiana che hanno influenzato le nostre teorie della tragedia, questo libro dimostra come queste teorie falliscano se vengono applicate alla letteratura dellOlocausto. Lautore auspica una nuova teoria della tragedia che aiuti a capire lOlocausto, non facendo ricorso alle teorie che stanno alla base dellinterpretazione cristiana. Stolzenberg, Jrgen Ursprung und System. Probleme der Begrndung systematischer Philosophie im Werk Hermann Cohens, Paul Natorps und beim frhen Martin Heidegger Vandenhoeck & Ruprecht settembre 1995 pp. 384, DM 98 Stolzenberg, sulla base di testi appartenenti al lascito di Paul Natorp, rid il corso del dibattito svoltosi - escludendo il pubblico tra Cohen e Natorp e riguardante i problemi dei fondamenti della filosofia. Sulla base di unanalisi minuziosa delle argomentazioni, lautore cerca di arrivare ad un giudizio risolutivo. Strathern, Marilyn Shifting Contexts Routledge, agosto 1995 UK 13.99 Si tratta di un esame dei contesti in cui la gente individua diversi ordini di conoscenza, come preludio alla messa in discussione sui valori di riferimento sulla grandezza del sapere, implicati dal contrasto tra prospettive globali e locali. Strohmeyer, Ingeborg Quantentheorie und Transzendentalphilosophie Spekrtrum, ottobre 1995 pp. 200, DM 48 Lautrice dimostra, in questo libro, come il concetto di realt di Kant abbia dato buoni frutti nella sua applicazione alla teoria dei quanti. Lo sviluppo ulteriore del concetto di realt kantiano (e della categoria di causalit) permetterebbe uninterpretazione realistica della teoria dei quanti, sulla base delle categorie vere a priori. Strube, Claudius Wilhelm Dilthey J.B. Metzler, ottobre 1995 pp. 160, DM 22,80 Svensson, Tommy On the Notion of Mental Illness: Problematizing the Medical Model Conception of Certain Abnormal Behaviour and Mental Afflictions Avebury, settembre 1995 UK 30 Il volume analizza le controversie riguardanti il concetto di malattia mentale. Lautore riferisce anche le polemiche che circondano la critica al concetto di psichiatria e di malattia mentale da parte di Szasz. Il libro conclude che la concezione del modello medico dei fenomeni della malattia mentale continua ad essere problematica. Taminiaux, Jacques Le thtre des philosophes: la tragdie, ltre, laction J. Millon, ottobre 1995 pp. 304, F 155 Da Schelling a Heidegger, le letture tedesche della Grecia hanno attribuito unestrema importanza alla tragedia. Lautore tenta qui di spiegarne il perch. Di livello universitario e per la ricerca specialistica. Taminiaux, Jacques Lecture de lontologie fondamentale: essais sur Heidegger J. Millon, ottobre 1995 pp. 304, F 150 Questa raccolta di saggi - che segue all affare Heidegger, il cui fulcro era rappresentato, al di l degli spettacoli mediatici, dalla discussione intorno alla portata dellimpegno del filosofo a fianco dei nazisti, ma che ha origine prima di questa polemica - mostra sia lambiguit che la coerenza del filosofo e sottomette lopera del giovane Heidegger ad una critica interna rigorosa e salutare. Di livello universitario e per la ricerca specialistica. Tarter, Sandro La riva di un altro mare: alterit, soggettivit, giustizia: a partire da Levinas ETS, ottobre 1995 pp.156, .20.000. In questo libro vengono considerate alcune tematiche della filosofia di Levinas come il rapporto tra identit e giustizia, il significato della soggettivit, il valore delloblio e della consapevolezza per giungere a delineare attraverso lanalisi della figura mitica di Odisseo il miraggio del sapere, il segreto dello straniero e lidentit senza nome. Taubes, Jacob Vom Kult zur Kultur. Bausteine zu einer Kritik der historischen Vernunft. Gesammelte Aufstze zur Religionsund Geistesgeschichte a cura di A. e J. Assman W.-D. Hartwich, W. Menninghaus W. Fink, ottobre 1995 pp. 250, DM 48 Il volume cos composto: legge, storia, messianesimo; inesperienza delle cose del mondo: la gnosi e le sue conseguenze, la teologia dopo la svolta copernicana; religione e cultura. Tavani, Elena Lapparenza da salvare: saggio su Theodor W.Adorno Guerini, ottobre 1995 pp.188, .28.000. A differenza di interpretazioni che vedono Adorno come un filosofo negativo, legato ad unimmagine che accentua a seconda dei casi, il lato pi sociologizzante, apocalittico o modernista della sua vita, questo lavoro si propone di individuare quelle componenti della teoria critica adorniana che si indirizzano verso un pensiero ancora aperto. In tale ottica lattivit di pensiero diventa rischiosa, mai certa della propria legittimit, rivolta verso la ricerca. Teichmann, Roger The Concept of Time Macmillan Press, settembre 1995 UK 40 Il volume si rivolge ad argomenti e ad aree come quelle del tempo e dellassenza di tempo, dei periodi e degli istanti, della misurazione del tempo, del tempo, del cambiamento e della causazione. Lautore tenta di dimostrare come le considerazioni sulla filosofia della logica e del linguaggio siano indispensabili per collocare in questo ambito molti argomenti. Theis, R. - Weber, C. (a cura di) Von Christian Wolff bis Louis Lavelle. Geschichte der Philosophie und Metaphysik. Festschrift fr Jean Ecole zum 75. Geburtstag Olms, settembre 1995 pp. 324, DM 138 Thiele, Leslie Paul Timely Meditations. Martin Heidegger and Postmodern Politics Princenton UP, ottobre 1995 pp. 290, $ 20 Thiele, focalizzandosi sul concetto di libert, lascia che lopera filosofica di Heidegger parli direttamente alla politica di un mondo post-moderno. Thomas, D.A. Lloyd Routledge Philosophy Guidebook to Locke on Government Routledge, settembre 1995 UK 6.99 Il Secondo Trattato sul governo di John Locke fu una delle affermazioni pi significative del suo tempo e fornisce i fondamenti del pensiero politico liberale. In questo testo vengono documentate le sue idee sul contratto sociale, lobbligazione politica, la ribellione, la rivoluzione e la propriet. Tibbon, Samuel Ibn Otot ha-Shamayim: Samuel Ibn Tibbons Hebrew Version of Aristotles Meteorology a cura di Resianne Fontaine E J Brill, agosto 1995 Viene qui presentata unedizione critica, con traduzione ed introduzione al Otot haShamayim, la versione ebraica della Meteorologia di Aristotele, scritta nel 1210 da Samuel Ibn Tibbon. Il lavoro dovrebbe essere rilevante per lo studio della storia della Meteorologia e per la filosofia medioevale ebraica. Todorov, Tzvetan Le morali della storia Einaudi, settembre 1995 pp.314, .34.000. Il libro prende le mosse da alcuni eventi della storia, quali la colonizzazione o la conquista dellAmerica vista dagli Aztechi, e dalla loro interpretazione ripercorrendo una serie di grandi dibattiti come tra Socrate e i sofisti, Montaigne e Montesquieu, Spinoza e i sofisti per stabilire quale possa essere il rapporto tra le morali e la storia. Tugendhat, Ernst Conscience de soi et autodtermination Armand Colin, ottobre 1995 pp. 304, F 250 Il testo applica il metodo filosofico di analisi del linguaggio ai problemi ed ai testi della filosofia tradizionale. Attraverso un certo numero di letture (di Wittgenstein e di Heidegger, di George Herbert Mead e di Hegel), lautore illustra la concezione analitica della filosofia come elucidazione di concetti. Di livello universitario e per la ricerca specialistica. Turchetti, Pietro Il filosofo incognito: Louis Claude De Saint- Martin: storia del martinismo e degli ordini martinisti Arktos, ottobre 1995 pp.128, .25.000 Lautore si proposto in questo libro di fornire una sintesi storica ed attendibile del Martinismo come Ordine Iniziatico che conserva in s gli insegnamenti pi significativi della plurisecolare Tradizione Ermetico-Kabbalistica. Turi, Gabriele Giovanni Gentile: una biografia Giunti, ottobre 1995 pp.543, .48.000. In questo libro lautore mostra come Gentile abbia legato sempre di pi la sua opera al regime fascista che gli sembra lunica possibilit di difesa di una concezione della vita fondata sulla civilt occidentale e centrata sullItalia e in particolar modo su Roma. In tale prospettiva la marcia su Roma viene considerata da Gentile come centro propulsore di molte attivit che estendono lambito di influenza che la riforma della scuola aveva gi assicurato alla sua teoria educativa. Turner, Denys The Darkness of God: Negativity in Western Christian Mysticism Cambridge UP, settembre 1995 UK 35 Il libro analizza lo sviluppo flosofico di alcune metafore teologiche centrali per le tradizioni mistiche dellOccidente cristiano medioevale. Queste metafore hanno avuto un ruolo cruciale nella definizione di un certo stile di misticismo negativo ed apofatico. Turoldo, David Maria Levi Abramo, Bartolomei M.Cristina Dialogo sulla tenerezza Cens, ottobre 1995 pp.126, .15.000. In questo libro la tenerezza intesa come

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reciprocit, paritariet, assenza di sottomissione. Essa implica leliminazione della figura del dominio e la creazione di rapporti che abbandonano la contrapposizione tra centro e periferia dove il centro lio e la periferia gli altri. Tymieniecka, Anna-Teresa Heaven, Earth, and in-between in the Harmony of Life: Phenomenology in the Continuing Oriental/Occidental Dialogue Kluwer, agosto 1995 UK 90 Questo volume segna una fase nel lavoro dell World Phenomenology Institute , in quanto sviluppa un dialogo tra la fenomenologia occidentale e la filosofia classica orientale cinese. Lautrice tende a far rivivere il pensiero occidentale risalendo alle sue origini intuitive. Ucciani, Louis Sans nom ni rang: Epicure, le multiple et ses reprsentations Kim, ottobre 1995 pp. 190, F 130 Il multiplo (del pensiero, del desiderio) minaccia come una parte maledetta la linea maestosa e dritta dellunit razionale. Il multiplo, una via perduta, abbandonata della ragione, ricompare come puntualit ricorrente. Se ben vero che esso prende forma ed alimenta laltra faccia della filosofia - forse da Spinoza e sicuramente fino a Nietzsche, e certamente fino a Fourrier - la traccia della sua origine per teorizzata in Epicuro. Di livello universitario e per la ricerca specialistica. Vergely, Bertrand Platon Milan, settembre 1995 pp. 64, F 15 Chi era Platone, la cui opera si trova cos vicina alle nostre preoccupazioni moderne? Si parte per lincontro con luomo e le sue idee. Il libro fa parte di una raccolta per il grande pubblico, destinata a presentare in modo sintetico un tema o un personaggio. Il volume rivolto agli adolescenti (a pratire dai tredici anni) ed a tutti gli interessati. Vieira, Leonardo Alves Freiheit als Kultus. Aporien und Grenzen der Auffassung der menschlichen Freiheit bei Hegel Knigshausen & Neumann ottobre 1995 pp. 280, DM 68 Viertel, Wolfgang Kant und das Problem der prstabilierten Harmonie. Eine Interpretation der transzendentalen Deduktion, des Schematismuskapitels und des Grundsatzkapitels der Kritik der reinen Vernunft Fischer, ottobre 1995 pp. 40, DM 24,80 Vietta, Silvio Die vollendete Spekulation fhrt zur Natur zurck. Natur und sthetik Reclam, settembre 1995 pp. 220, DM 24 Wagenknecht, Achim Einfhrung in die politische Philosophie Hannah Arendts Tectum-Vlg., settembre 1995 pp. 128, DM 34,80 Waldenfels, Bernhard Deutsch-franzsische Gedankengnge Suhrkamp, ottobre 1995 pp. 460, DM 68 Qui non si parla semplicemente di precise figure e correnti della filosofia francese contemporanea e del loro rapporto con la Germania, a Waldenfels preme ripensare insieme a questi autori e a questi testi francesi che, da parte loro, sono debitori di molte sollecitazioni alla filosofia di lingua tedesca. Wallner, F.G. - Schimmer, J. Wissenschaft im Alltag. Symposium Beitrge zum konstruktiven Realismus W. Braumller, settembre 1995 pp. 228, S 400 Walters, Donald J. Crisi nel pensiero moderno. La filosofia della saggezza Mediterranee, ottobre 1995 pp. 208, L. 25.000 Analisi della storia della filosofia occidentale vista da un discepolo del maestro Paramahansa Yogananda. Walton, Douglas A Pragmatic Theory of Fallacy Univ Alabama Press, settembre 1995 UK 53.95 Questo testo guarda analiticamente il concetto filosofico del ragionamento errato e presenta una critica aggiornata dellutilit degli studi argomentativi. Wandschneider, Dieter Grundzge einer Theorie der Dialektik. Rekonstruktion und Revision dialektischer Kategorienentwicklung in Hegels Wissenschaft der Logik Klett, ottobre 1995 pp. 240, DM 88 Lo scopo di questo libro di portare avanti il progetto di una logica filosofica nella cornice programmatica di un idealismo obiettivo. Warburton, Nigel Philosophy: The Basics Routledge, settembre 1995 UK 7.99 Si tratta di unintroduzione alla filosofia per chiunque si accosti a questo ambito per la prima volta, ed in particolar modo per gli studenti e gli universitari. Lapproccio quello di partire dagli argomenti; ogni capitolo prende in considerazione unarea della filosofia e fornisce informazioni su molti aspetti-chiave collegati a questarea filosofica. Wasser, Harald Sinn - Erfahrung Subjektivitt. Eine Untersuchung zur Evolution von Semantiken in der Systemtheorie, der Psychoanalyse und dem Szientismus Knigshausen & Neumann settembre 1995 pp. 270, DM 68 Watt, William Montgomery Islamic Philosophy and Theology Edinburgh UP, settembre 1995 UK 12.95 Questopera fornisce unintroduzione allo sviluppo del pensiero islamico. Lautore accompagna il lettore attraverso lo sviluppo della filosofia e della teologie islamiche dal periodo Umayyad fino alla filosofia islamica. Weier, Winfried Das Phnomen Geist. Auseinandersetzung mit Psychoanalyse, Logistik, Verhaltensforschung Wiss. Buchges., ottobre 1995 pp. 228, DM 49,80 Cos come la psicoanalisi mette sullo stesso piano la mente e la psiche e la logistica la riduce alla razionalit, cos allo stesso modo la ricerca sul comportamento non riconosce nessuna differenza fondamentale tra intelligenza animale ed umana. E quindi necessario porre in modo nuovo, portando avanti quanto formulato dalla fenomenologia, la domanda sulla realt dello spirito. Weinert, F. (a cura di) Laws of Nature. Essays on the Philosophical, Scientific and Historical Dimensions de Gruyter, ottobre 1995 pp. 422, DM 58 Questa raccolta include saggi che si occupano delle leggi della natura, analizzate dalla prospettiva filosofica, delle scienze naturali e storica. Weinfeld, Jean Ltre et lharmonique: abrg P. Lang, settembre 1995 pp. 211, F 208 Lautore, basandosi su di una critica agli approcci formali e dialettici dell essere, intende sottoporre alla riflessione un nuovo modo di articolare le istanze dell essere che sfocia in una filosofica sistematica. Presentandola a grandi tratti, lautore vuole opporsi allesplosione del sapere che imperversa oggigiorno. Di livello universitario. Weinstein, Michael A. Culture/Flesh: Explorations of Post-civilized Modernity Rowman & Littlefield settembre 1995 UK 17.95 Questo testo ridefinisce il dibattito sul modernismo ed il post-modernismo che ha dominato gli studi culturali contemporanei. Lautore sostiene che la fine del XX secolo non n la continuazione della modernit n una rottura post-moderna, ma un periodo di modernit post-civilizzata, con una tirannia della cultura sulla carne. Welsen, Peter Schopenhauers Theorie des Subjekts Knigshausen & Neumann settembre 1995 pp. 316, DM 68 Il libro - la cui base rappresentata dalla tesi di abilitazione tenuta da Welsen presso lUniversit di Regensburg nel 94 analizza le riflessioni filosofico-trascendentali, antropologiche e metafisico-naturali di Schopenhauer riguardo alla teoria del soggetto. Wettstein, Howard Has Semantics Rested on a Mistake? Stanford UP, settembre 1995 10.95 La natura del riferimento o il rapporto di una parola rispetto alloggetto al quale si riferisce sono forse stati linteresse principale, la preoccupazione dominante della filosofia analitica del XX secolo. Questo testo contiene uno studio ed una rifutazione della distinzione-chiave di Frege tra senso e riferimento. Williams, Michael Unnatural Doubts: Epistemological Realism and the Basis of Scepticism Blackwell Publishers settembre 1995 Molti filosofi sono oggigiorno pessimisti rispetto alle nostre possibilit di trovare una risposta soddisfacente allo scetticismo filosofico. Questo libro sostiene che lo scetticicsmo dipende essenzialmente dallimpegno precedente nei confronti del realismo epistemologico. Wills, David Prosthesis Stanford UP (CUP), settembre 1995 UK 12.95 Questo libro un esperimento di scrittura critica che analizza e percorre le questioni sul corpo come costruzione artificiale. Il volume tratta anche della parte meccanica (per esempio le protesi artificiali come una gamba artificiale) nel discorso umanistico per eccellenza, quello artistico. Wilson, Robert A. Cartesian Psychology and Physical Minds: Individualism and the Science of the Mind Cambridge UP, agosto 1995 UK 35 Questo testo offre una critica circostanziata allindividualismo in psicologia. Viene affrontato lindividualismo come argomento della filosofia della scienza e, dibattendo problemi quali la scienza informatica e la modularit della mente, il problema viene reso accessibile ai non-filosofi della psicologia e della scienza informatica. Wunenburger, Jean-Jacques Vax, Louis Raymond Ruyer: de la science la philosophie Kim, settembre 1995 pp. 352, F 190 Si tratta di uno studio dellopera di Raymond Ruyer (1902-1987), lautore le cui tesi hanno segnato numerosi filosofi contemporanei. Di livello universitario. Zehetmair, H. (a cura di) Wissens-Werte. Ethik und Wissenschaft eine Wahlverwandtschaft im Widerspruch Schulz, ottobre 1995 pp. 188, DM 29,80 Zelle, Carsten Die doppelte sthetik der Moderne. Revisionen des Schnen von Bolleau bis Nietzsche J.B. Metzler, ottobre 1995 pp. 360, DM 78 LIlluminismo visto come critica del bello attraverso il sublime. Zimmermann, R.E. (a cura di) Naturdialektik heute. Aus Anla des 100. Todestages von Friedrich Engels Junghans, settembre 1995 pp. 225, DM 42 Zittel, Claus Selbstaufhebungsfiguren im Werk Nietzsches Knigshausen & Neumann ottobre 1995 pp. 120, DM 28 Il lavoro tratta della comparsa e del senso delle figure di auto-annullamento nel pensiero di Nietzsche.
(Biblio. it. di M.Mi.; trad. it. di L.T.)

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