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Lemergere del negativo nella filosofia giovanile di Hegel Francesca Brencio

Per Ilir A chi mi domanda che cosa abbia fatto Hegel, io rispondo che ha redento il mondo dal male perch ha giustificato questo nel suo ufficio di elemento vitale Benedetto Croce Il fatto che laccidentale in quanto tale, separato dalla propria sfera, il fatto che ci che legato ad altro ed reale solo in connessione ad altro ottenga unesistenza propria e una libert separata, tutto ci costituisce limmane potenza del negativo tutto ci lenergia del pensiero, dellio puro! "a morte, se cos# vogliamo chiamare quella irrealt, la cosa pi$ terribile, e per tener fermo ci che morto necessaria la massima forza! %e infatti la bellezza impotente odia lintelletto, ci avviene perch& si vede richiamata da questo a compiti che essa non in grado di assolvere! "a vita dello %pirito, invece, non quella che si riempie dorrore dinanzi alla morte e si preserva integra dal disfacimento e dalla devastazione, ma quella vita che sopporta la morte e si mantiene in essa! "o %pirito conquista la propria verit solo a condizione di ritrovare se stesso nella disgregazione assoluta! "o %pirito questa potenza, ma non nel senso del positivo che distoglie lo sguardo dal negativo come quando ci sbarazziamo in fretta di qualcosa dicendo che non o che falso, per passare subito a qualcosaltro! "o %pirito invece questa potenza solo quando guarda in faccia il negativo e soggiorna presso di esso! 'ale soggiorno il potere magico che converte il negativo nellessere( )! *uesta pagina della enomenologia dello spirito rappresenta il massimo vertice del pensiero hegeliano sul negativo, meditazione questa che ha impegnato il filosofo di %toccarda in modo costante in tutto il corso della sua riflessione! +roprio questa pagina dellopera del ),-. narra la /potenza del negativo0 in modo insuperabile rispetto agli altri scritti del filosofo! "interesse riservato da 1egel al tema del negativo non semplicemente un interesse intellettuale, iscritto allinterno delle esigenze che la costruzione del sistema
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impone3 piuttosto, lo spessore che questa problematica investe nel corso della sua speculazione riconducibile ad esigenze di pi$ ampio respiro, radicate non solo nellimpostazione filosofica di 1egel ma anche nellanima delluomo, corroborate nel momento della sua formazione, degli ideali degli anni giovanili che hanno segnato profondamente levoluzione del suo pensiero! 4l fondo della filosofia hegeliana, della stessa filosofia dellet pi$ matura, emerge in modo costante e a pi$ riprese declinato un elemento permanente che disegna litinerario filosofico di 1egel lelemento tragico, romantico e religioso coltivato negli anni dello !tift, un elemento che prende le mosse dallinteresse verso i problemi morali e religiosi degli scritti giovanili e che perdura nel corso della sua speculazione successiva! *ueste prime istanze teoretiche si fondono con quelle di altri pensatori, che nel periodo di 'ubinga sono amici e compagni! 5el periodo del Bund6, egli vicino ad 17lderlin8 ed a %chelling per il comune sentimento del dolore dellopposizione che sorregge il reale, per lagognata tensione al modello metafisico dell en "ai pan per lavvento del /9egno di :io0, per la figura di ;risto come declinazione dell<no='utto >, per lideale della realizzazione di unumanit libera ? @ cos# come la rivoluzione francese stava insegnandoA! Il giovane 1egel in questo periodo avverte come linfelicit sia separazione, non solo dal resto del mondo ma anche da se stessi, avverte il /5o0 eterno dellIperione h7lderliniano e, pi$ schilleriano di %chiller, 1egel non sopporta l infelicit# che nella scissione, nella rottura dellarmonia, quellarmonia che la Brecia esemplarmente seppe possedere e che il mondo moderno ha irrimediabilmente perduto, come lambizione e linquietudine dellilluminismo dimostrano( .! ;ome leroe h7lderliniano, anche 1egel diventa la coscienza che il mondo ha della propria infelicit e del proprio movimento dialettico! C /coscienza infelice0, scissa, lacerata 5ella coscienza infelice DEF viene gi rappresentato lo struggimento romantico e la lacerazione, che, nellestraniazione dello spirito, ancora una volta ritorna come fede, pi$ avanti come anima bella e alla fine come trapasso dalla religione disvelata al sapere assoluto(,!
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"interesse verso il negativo quindi, si potrebbe dire, un interesse esistenziale, il quale tuttavia assume la veste della necessit logico=dialettica propria del sistema3 ma non solo il negativo il vero tema che percorre tutta la filosofia di 1egel G! Hsso inizialmente rimanda ad uno squilibrio profondo che caratterizza tutta lumanit e di cui il filosofo prende coscienza, ad una lacerazione autentica dellanima, per diventare poi termine di mediazione attraverso cui sanare questa stessa lacerazione! ;ertamente esso viene ricompreso in un momento superiore e successivo, ricondotto ad una sintesi allinterno della quale trova collocazione! Ia questo soggiornare del negativo nella sintesi si trasforma di fatto in un costante riproporsi del medesimo, in un costante incedere del negativo stesso in nuovi momenti dialettici! "o spirito soggiorna presso il negativo, non distoglie lo sguardo da esso per additare soluzioni eudaimonistiche tali da sbarazzarsi del negativo, di ogni sua singola manifestazione in vista di altro )-3 lo spirito ha in s& la potenza di essere nel negativo e permanere nel suo stato! Il negativo la porta daccesso che conduce alla sintesi, alla felicit, passando attraverso la lacerazione! ;ome afferma Jean Kahl, la filosofia di 1egel non pu essere ridotta ad alcune forme logiche! L piuttosto tali formule dissimulano qualcosa che non dorigine puramente logica! "a dialettica, prima di essere un metodo, unesperienza attraverso cui 1egel passa da unidea allaltra! "a negativit il movimento stesso attraverso cui uno spirito procede continuamente al di l di ci che ( ))! Il negativo e la negazione diventano gli strumenti del movimento dialettico, sono il movimento stesso( )6 ! "affermarsi della radicalit del negativo, quale elemento fondamentale della riflessione di 1egel, avviene negli anni successivi al ).G., agli anni cio solitamente considerati anni della /crisi0 dellitinerario speculativo ed esistenziale di 1egel! C questo il periodo di Francoforte! Hgli giunge nell /infelice0 Francoforte da Berna, dove gi nellautunno del ).G. era apparso alla sorella in uno stato di visibile chiusura verso il mondo e verso se stesso)8! %u incoraggiamento dellamico 17lderlin, anchegli preoccupato per limprovviso cambiamento dellanimo di 1egel )>, avviene il trasferimento3 proprio 17lderlin riesce a procurargli un posto come precettore in una famiglia da lui conosciuta e stimata! Il trasferimento non lenisce la malinconia che 1egel ha in s&! 5ella lettera a
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5anette Hndel del G febbraio )GG. egli scrive Ii sono deciso, dopo matura riflessione, DEF a ululare con i lupi()? ed un mese dopo confessa alla sua interlocutrice di sforzarsi per diventare simile al mondo in cui ospite)A! "a malinconia del giovane 1egel quasi una malinconia metafisica non c alcun luogo o alcun oggetto che possano lenirla, che possano contribuire a rasserenare e conciliare lanimo turbato del filosofo! "a frattura con il mondo, che ora rappresentato da Francoforte, sempre pi$ evidente3 ancora in una lettera a 5anette del 6 luglio ).G. egli scrive Il ricordo di questi giorni vissuti in campagna ora mi spinge di continuo a uscire da FranMfurt3 e come l mi conciliavo sempre con me stesso e con gli uomini in braccio alla natura, qui spesso mi rifugio presso questa madre fedele, per riaprire i dissidi con gli uomini con i quali vivo in pace, per premunirmi sotto la sua egida dal loro influsso e impedirmi di dover accettare un patto con loro().! "a lacerazione palpabile nellanima di 1egel ed egli ne ha consapevolezza3 come sottolinea Franz 9osenzNeig, i rapporti umani di Berna per 1egel sono ormai cosa passata! "i ha lasciati alle sue spalle! +ermane per la frattura fra lui e lambiente, che solo ora divenuta realmente profonda, insanabile DEF! Hgli sdegna tuttavia la riconciliazione DEF e si rifugia sotto legida della solitudine, fuggendo il mondo amico @ /vuole la sofferenza0 ecco le parole che in seguito esprimeranno il suo stato danimo DEF, una sofferenza per contro la quale non esiste e non deve esistere nessun rimedio e neppure lotta, proprio perch& luomo vuole la sofferenza3 tenta di salvaguardarsi dal mondo, di conservare la sua estraneit ad esso(),! "a solitudine, la sofferenza, la scissione con il mondo che lo circonda sono i segni dellinsanabile lacerazione che luomo 1egel @ prima che il filosofo @ avverte! C in questa fase della sua riflessione che egli esperisce un negativo inerziale, passivo, autodistruttivo3 eppur in questa esperienza egli fissa gli occhi della mente sulliperuranio indisponibile, com noto, a ospitare l eid$s del negativo! 5elle pagine dello !pirito del cristianesimo e il suo destino 1egel ha realmente portato alla luce, alla piena visibilit, il negativo ipertrofico cresciuto allombra di quella coscienza occidentale che ha destituito di consistenza il male, opponendogli laltrove( )G! Il passaggio da Berna a Francoforte denso di significative svolte nel percorso intellettuale del giovane 1egel3 egli si scioglie progressivamente dalla dipendenza della filosofia di Oant, approfondendola6-, per avvicinarsi allidealismo che il pensiero tedesco
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stava inaugurando In questo periodo francofortese si compiva la completa trasformazione del suo spirito che, iniziatasi a Berna, si era sviluppata con lapprofondimento degli studi storici e sotto linflusso ancora dominate del pi$ precoce %chelling( 6)! In una prima fase della sua attivit speculativa, 1egel si confronta con lo studio della politica e della storia contemporanea in generale66! 'uttavia, tra il ).GG e il ),-- gli studi politici cedono il passo a quelli dedicati alla religione, riprendendo un tema a cui egli si era interessato sin da 'ubinga, cio la critica alla religione positiva! *uesta si muove di pari passo con lapprofondirsi dellinteresse verso la religione intesa come ultima manifestazione dello spirito! +roprio nel frammento di sistema programmatico 1egel trascrive "a filosofia deve terminare con la religione appunto perch& la filosofia un pensare, e dunque ha lopposizione da una parte del non=pensare e dallaltra parte del pensante e del pensato essa ha il compito di mostrare in ogni finito la finit, e di promuoverne per mezzo della ragione il compimento, Dspecialmente riconoscendo, attraverso linfinito di sua competenza, le illusioni e ponendo cos# il vero infinito fuori dalla sua sferaF! "innalzamento del finito ad infinito si caratterizza appunto per ci come innalzamento della vita finita a infinita, a religione( 68! "a religione la forma pi$ universale della rappresentazione che lo spirito, storicamente, ha della propria essenza! C questo il momento di confrontarsi con la lacerazione che egli stava esperendo e di verificare una possibilit di conciliazione! 5ello !pirito del cristianesimo e il suo destino 1egel compie un primo tentativo di conciliazione attraverso la figura di Bes$, secondo un ritmo dialettico, di derivazione schellinghiana, di unit=scissione=riconciliazione! *ui, Bes$ lontano dallimmagine che egli aveva pennellato nella %ita di &es', durante il soggiorno a Berna del ).G?3 non pi$ il profeta della morale Mantiana, ma simbolo dellamore e della vita, unico termine in grado di risolvere il dualismo tra soggetto ed oggetto, tra inclinazione personale e legge morale3 come scrive Jean Kahl, il Bes$ di 1egel il fratello di 4ntigone proclamante idee non scritte al di sopra di leggi scritte! ;ome 4ntigone sar preso nei ceppi del destino, ma come lei li domina( 6>! ;risto lunificazione degli opposti, toglimento della differenza, di tutte le differenze idea e realt, umano e divino, singolo e molteplice, soggettivo ed oggettivo! ;risto diventa cos# lunione dellunione e della non unione, esso la riconciliazione, laccordo tra lo spirito e la natura! 'uttavia, linterpretazione hegeliana di ;risto intesa nei termini di amore e di vita si pone di contro alla tradizione veterotestamentaria e neotestamentaria! In questa prospettiva, ;risto sta solo sia contro la credenza del suo popolo sia contro il
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fraintendimento dei suoi discepoli! Bes$ non porta a compimento la fede dIsraele ma la supera, oltrepassa lalienazione espressa dal :io trascendente, da quel :io che idea separata dalla realt! "a religione mosaica, nellintendimento del giovane 1egel, viene cos# concepita come una religione della scissione essa vive nellinfelicit ed il :io degli ebrei la rappresentazione massima di questa scissione! :avanti a questo :io, persino lebreo separato da esso e non solo dagli altri popoli! Il rapporto che lega lebreo al suo :io simile alla dialettica di signore e servo lebreo non poteva unirsi agli oggetti3 doveva essere il loro schiavo o il loro padrone! Il :io degli ebrei, conclude 1egel, la massima separazione3 esso esclude ogni unione! Il loro motto servire @ ma nel servizio lanima loro non fa dono di s&! Il loro motto dovere @ ma il dovere non pu essere pienamente realizzato e resta dovere(6?! "a religione ebraica conosce un :io che il :io del bisogno3 essa, pur attendendo il Iessia che liberi il popolo dIsraele dalla schiavit$ e che lo guidi nella storia e nel regno di :io, tuttavia non riconosce a questo Iessia il significato dellamore, relegando la venuta di ;risto alla stessa estraneit con cui Israele conosce :io ed adora :io! In questo servaggio infelice riposa la grande tragedia del popolo ebraico(, la quale non una tragedia greca3 non pu suscitare n& terrore n& compassione( 6A, ma destare orrore! Il destino del popolo ebraico il destino di Iacbeth, che si stacc dalla natura stessa, si leg ad essenze estranee, e per servirle dovette uccidere e disperdere ogni cosa sacra della natura umana, dovette alla fine essere abbandonato dai suoi propri dei Pgiacch& questi erano oggetti, ed egli il loro servoQ ed essere nella sua fede stritolato(6.! C sullo sfondo del suo radicale antigiudaismo, non di origine cristiana n& razziale ma di derivazione illuminista, che 1egel pone la figura di ;risto, la quale si staglia in questo sfondo come unico ed autentico messaggero dellamore! Bes$ si contrappone alla dialettica ebraica di idea e realt, di soggettivit ed oggettivit, di signoria e servit$, di :io e luomo! Il toglimento delle opposizioni avviene solo in nome dellamore "a potenza delloggettivo infranta solo dallamore( 6,3 la riconciliazione nellamore, in luogo del ritorno ebraico allobbedienza, liberazione, in luogo del riconoscimento di una signoria il toglimento di questa nella ricostruzione di un vivo legame( 6G! "a ricostruzione di questo /vivo legame0 come lo chiama 1egel, di ci che altrimenti sarebbe scisso, possibile solo nel superamento del dissidio! +er rendere effettivo tale superamento, 1egel opera uninversione di rotta rispetto alla predicazione di ;risto della (eben )esu non pi$ moralit contrapposta alla legalit, ma virt$ senza dominio e senza sottomissione, modificazioni
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dellamore(8-3 ;risto chiede che si abbandoni il diritto ed il dovere per accedere allamore, in cui il particolare e luniversale sono ricongiunti! ;ome lHmpedocle di 17lderlin, Bes$ predica il ritorno allintero, alla totalit delluomo, allunione con la natura! "uomo non deve pi$ porsi al di fuori e al di sopra delle sue azioni per averne coscienza, per compiacersi o biasimarsi! :eve agire in una sorta di spontaneit incosciente! 5on presta pi$ attenzione allapprovazione propria o degli altri, luna e laltra restanti nella sfera delle false generalit del fariseismo e della divisione! 5on c pi$ nulla cui si desideri comandare! %e lamore si presenta sotto forma di un precetto, a causa delle necessit del linguaggio3 in se stesso al di sopra di ogni precetto! ; ormai solo una vita uguale, identica in noi e nel nostro prossimo( 8)! Il messaggio di ;risto fa del cristianesimo una religione della speranza che si contrappone alla religione della disperazione degli ebrei! In questa nuova visione di ;risto e, pi$ in generale, visione del mondo, la stessa natura recupera la sua ingenuit, non si presenta pi$ come diluvio, come deserto, o devastazione delle alture(863 essa viene restaurata nella sua integrit! 5ellamore la vita ha ritrovato la vita! Fra i peccati e la loro remissione non sintromette un elemento estraneo come fra peccato e punizione! "a vita si inimicata con se stessa e si riunificata( 88! "a vita pu sanare questa inimicizia, questa lacerazione e ;risto il simbolo di questa vita che sana, che unifica! +roprio perch& ;risto riconciliazione, amore e vita che riconcilia, ci doveva scontrarsi con la coscienza del popolo ebreo 5ello spirito degli ebrei per cera un incolmabile abisso, un tribunale estraneo, tra impulso e azione, tra desiderio e fatto, tra vita e colpa, tra colpa e perdono3 cos# quando essi furono indirizzati al legame che lamore stabilisce nelluomo tra peccato e riconciliazione, la loro natura priva di amore dovette ribellarsi, e quando il loro odio prese la forma di un giudizio, il pensiero di un simile legame dovette apparire loro come pensiero di un pazzo! Infatti, essi avevano affidato ogni armonia fra gli esseri, ogni amore, spirito e vita, ad un oggetto estraneo( 8>! ;i che attendevano gli ebrei era che la riconciliazione passasse attraverso la Brazia, non attraverso luomo! :inanzi al :io oggettivo degli ebrei, ;risto si richiama alla sua natura divina 5ella sua opposizione egli si present ai loro occhi solo come un individuo! +er rimuovere il pensiero di questa individualit Bes$ si richiam sempre, specialmente nel vangelo di Biovanni, alla sua unit con :io( 8?! ;risto lunione delluomo e del :io, egli stesso :io e uomo, figlio di :io e figlio delluomo Il figlio di
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:io anche figlio delluomo il divino appare in una figura particolare, come uomo3 la connessione del finito con linfinito certamente un sacro mistero, poich& questa connessione la vita stessa(8A! *uesta potenza dellamore che riconcilia ed unifica, lunit con :io mediante il toglimento della differenza con esso non vennero riconosciute dagli ebrei ;ome avrebbero potuto riconoscere in un uomo qualcosa di divino, essi, i poveri, che portavano con s& soltanto la coscienza della loro miseria, della loro profonda servit$, della loro opposizione al divino, la coscienza di un incolmabile abisso tra umano e divinoR DEF Hssi vedevano in Bes$ soltanto luomo, il nazareno, il figlio del falegname DEF! 5ella turba degli ebrei doveva naufragare il suo tentativo di dare loro la coscienza di qualcosa di divino, perch& la fede in qualcosa di divino, di grande, non pu albergare nel fango(8.! 'uttavia, pur essendo ;risto la riconciliazione, egli stesso si rassegna a portare in s& la sofferenza di una conciliazione che sarebbe altrimenti impossibile! 5el suo amore, essendo egli stesso amore, c il segno di un destino infelice! "a separazione, la lacerazione che caratterizza il popolo ebraico da ;risto stessa esperita, subita tragicamente 4nnunziatore dellunione, Bes$ doveva preparare proprio per questo una separazione profonda quantaltra mai DEF! Bes$ la coscienza infelice, la pi$ essenziale DEF egli porta una croce pi$ pesante di quanto non fosse il suo simbolo temporale( 8,! In tal senso, nella figura di ;risto emerge il negativo, si fa strada cio il senso della morte e del sacrificio, negativo ultimo a cui tutta la sua esistenza chiamata a rispondere! +ur essendo unione che unifica e toglie le differenze, nel ;risto presente lHbreo, in lui presente la lacerazione che caratterizza il giudaismo3 come nel /processo0 trinitario ;risto deve /togliersi0 in quanto individuo, poich& la pienezza della riconciliazione di ha solo mediante lo %pirito, cos#, nella sua avventura storica, la figura di Bes$ con la sua dottrina dellamore destinata al fallimento(8G! Il suo destino infelice al pari di quello di Hmpedocle ma mentre questultimo accetta il vuoto in cui sprofonda per insoddisfazione del mancato raggiungimento con l<no='utto a cui 17lderlin consegna la propria poetica, ;risto accetta il vuoto ed il dolore del mondo a lui contemporaneo ed ostile attraverso lassoluta certezza della conciliazione nella consapevolezza di essere una sola cosa con :io! 4ttraverso la morte, e proprio questa morte doveva giustificare il disprezzo del mondo e fare di ogni essa un punto fisso(>-! 4ffinch& la conciliazione tra umano e divino possa davvero essere compiuta, ;risto deve togliersi "avvento dello /spirito0 richiede il sacrificio dell*essere
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individuale, il venir meno di ogni mediatore singolo tra uomo e :io, di ogni figura che si affermi come via, verit, vita DEF! ;risto deve morire! ;i significa, per 1egel, che la mediazione singolare, individuale, tra finito e infinito non pu che essere transitoria(>)! Il principio che soggiace alla figura di ;risto il dolore infinito, la lacerazione assoluta della natura %enza questo dolore la conciliazione non ha alcun significato ed alcuna verit! +oich& questa la potenza della religione, essa deve eternamente produrre questo dolore per poterlo eternamente conciliare! DEF Il pensiero che :io stesso era morto sulla terra esprime da solo il sentimento di questo dolore infinito, cos# come la sua conciliazione viene espressa dal fatto che egli resuscitato dalla tomba! 4ttraverso la sua vita e la sua morte la divinit umiliata, attraverso la sua resurrezione luomo diventato divino(>6! ;os#, se lHbreo la prima personificazione della coscienza infelice, Bes$, nel momento stesso in cui impersona la coscienza felice, ancora la coscienza infelice! 5iente del resto di pi$ conforme allhegelismo di questidea! +er operare ununione infinita la religione presuppone una separazione infinita3 la riconciliazione presuppone un dolore anteriore3 la restaurazione dellarmonia, una differenza profonda( >8! ;on la morte di ;risto muore lidea del :io astratto, poich& la morte restaura luniversalit dello %pirito! "a morte di ;risto si collega strettamente al tema della morte di :io e anche a quello della morte delluomo, del singolo, del finito! *uesta triade Pla morte delluomo, la morte di ;risto e la morte di :ioQ rappresenta un argomento di indagine caro non solo ad 1egel ma anche a buona parte dei romantici! Il vero perno teoretico attorno il quale il filosofo indaga il problema della morte la contraddizione! "a morte contraddizione sia essa intesa come morte di :io, sia come morte delluomo! +er comprendere quindi il senso della riflessione hegeliana attorno al problema della morte occorre rifarsi allindagine che lautore attua partendo dalla contraddizione! %in nel Primo sistema 1egel sottolinea la necessit di indagare le contraddizioni che animano il finito, contraddizioni che fanno del finito stesso un infinito! "a mobilit del finito, il suo proprio poter trapassare dalloggettivo al soggettivo e viceversa, mostra come la verit del finito sia linfinito! "a morte del finito il paradigma per il quale il finito trapassa nellinfinito3 essa rappresenta questo scivolare delluno verso laltro! 5el percepire la morte, luomo avverte il negativo portato alla sua estrema manifestazione ed in ci avverte altres# la propria soggettivit nei termini di negazione della ragione! 5ella morte si nega il finito, la vita, ma in questo negarsi la morte si comporta negativamente solo riguardo a ci che nega, alla vita, al cui fondo essa mostra di essere nulla, puro e semplice perire del finito! 5egando il negativo, cio negando il finito, la morte afferma lassoluto! *uesto assoluto negativo, cio la morte, appare nella forma della pura libert! "a libert manifestazione e realizzazione della negativit, della negazione del reale, cio della morte!
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*uesta libert la negativit che caratterizza in modo fondamentale luomo! %e dunque, la morte negativit, cio espressione della negazione ultima del finito, e se la negativit essenzialmente la manifestazione della libert, allora pu essere libero solo ci che destinato a perire, che votato alla morte! "a morte diviene la manifestazione pi$ autentica della libert! ;ome commenta 4leSandre OoTve, la morte @ ben sintenda, la morte volontaria e accettata con piena consapevolezza @ dunque la suprema manifestazione della libert, per lo meno della libert /astratta0 dellindividuo isolato! %e non fosse essenzialmente e volontariamente mortale, l<omo non potrebbe essere libero! "a libert lautonomia nei confronti del dato, ossia la possibilit di negarlo come tale3 e solo per mezzo della morte volontaria un uomo si pu sottrarre allimperio di qualsivoglia condizione data PU impostaQ dallesistenza! %e non fosse mortale e non potesse darsi la morte senza /necessit0, l<omo non sfuggirebbe alla determinazione rigorosa da parte della totalit dellHssere, la quale in questo caso meriterebbe di essere chiamata /:io0(>>! Hssendo la morte la realizzazione suprema delluniversale nellesistenza empirica, la facolt di scegliere la morte condizione necessaria e sufficiente non solo della libert e della storicit delluomo, ma della sua stessa individualit! <sando le parole di OoTve, la realt umana la realt della morte>?, la realt del negativo, della negativit che apre e fonda la possibilit della libert! 4rrischiato nel proprio essere mortale e nel proprio avere vita, rilMianamente teso verso l4perto, luomo sperimenta la portata del negativo, la possibilit di fondazione ultima che il negativo ha nei confronti della propria trascendenza! "a libert come ultima figura autentica del finito si pu realizzare solo nella misura in cui essa incontri il negativo che la rivela, la morte>A! H con lopera del ),-6, ede e sapere, momento centrale della maturazione hegeliana, e con la dura critica che egli muove allilluminismo, che 1egel affronta il problema della morte di :io a partire dalla finitezza e dalla nullificazione della finitezza! 1egel dichiara esplicitamente che il primo compito della filosofia conoscere il nulla assoluto(>., e cio il nulla della finitezza, nella misura in cui essa si chiude in se stessa senza tuttavia negarsi nelleterno! %olo dalla coscienza del nulla del finito in generale, del mondo e delle cose la verit si innalza come da un abisso misterioso, che il suo luogo di nascita(>,! %ebbene egli, alla fine del suo scritto, tragga una sorta di bilancio delle filosofie dellilluminismo e individui due possibili modi di fare filosofia, cio da un lato al filosofia
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del finito e dallaltro la filosofia dellinfinitezza, tuttavia proprio questultima ancora lontana dal configurarsi come una filosofia dell4ssoluto, poich& essa deve ancora sfociare, prima di giungere presso l4ssoluto, nel nulla e nel suo abisso Il soggetto, posto come infinito, deve cogliere la sua impossibilit di essere il fondamento , deve riconoscersi come non in grado di decidere del vero! :eve alla fine ritrovarsi molto pi$ vicino al nulla! :a qui il suo dolore infinito(>G! ;itando +ascal, 1egel adopera la famosa espressione / &ott ist tot0, anticipando la celebre sentenza di 5ietzsche Il puro concetto, ossia linfinitezza come abisso del nulla, in cui ogni essere sprofonda, deve designare il dolore infinito @ dolore che esisteva in precedenza nella cultura solo storicamente e come quel sentimento cu sui riposa la religione dei tempi moderni, il sentimento +io stesso , morto, quello stesso sentimento che era stato, per cos# dire, espresso solo empiricamente nella frase di +ascal la nature est tell, qu*elle marque partout un +ieu perdu, et dans l*homme, et hors de l*homme (?-! Hssa definisce il dolore infinito della soggettivit moderna che di fronte al mondo ed alla storia coglie solo labisso del nulla, ricevendo dalla filosofia di Oant e di Fichte solo una piatta risposta ai suoi interrogativi! "a morte di :io in realt la morte delluomo, del soggetto inteso quale copula mundi ;i che muore la posizione del soggetto che dallangolo limitato del suo cuore pretende di giudicare e definire il tutto, o in termini di perfetta razionalit del cosmo e della storia o in quelli di devastazione! *uesta posizione, cos# come porta alla morte della filosofia, porta al sentimento della morte di :io(?)! %e la filosofia dellinfinitezza deve pensare la morte di :io e la conseguente morte delluomo, con lavvicinarsi del soggetto al nulla, la filosofia dell4ssoluto deve invece proclamare la vita di :io, pensare la vita dellassoluto, cogliendo la forza del dolore infinito solo come un momento della storia dell4ssoluto, perch& solo nella successione dei singoli momenti lIntero trova la propria vita! %olo quando il dolore infinito avr acquistato unesistenza filosofica senza essere pi$ valutato solo come arbitrio o irrazionalit allora la filosofia avr raggiunto lidea della libert assoluta identificata con la stessa necessit assoluta?6! Hcco che lo sforzo della filosofia deve concentrarsi su questo dolore infinito, sul mistero del male, nella sua portata etica e, ben pi$ in profondit, ontologica DEF! C qui che si impone la considerazione del negativo in :io stesso, e quel &ott selbst ist tot, che in prima battuta era solo una proclamazione polemica, acquista una straordinaria densit teologica! Lra 1egel ricorre direttamente al cristianesimo, al venerd# santo! :i esso afferma che /fu gi storico0 non si tratta di un mito, ma di un evento reale! *uesto dato storico per va pensato nella sua portata, nella sua pretesa assoluta deve diventare / spe"ulativen -arfreitag venerd# santo speculativo0! "a passione deve diventare /assoluta0! Il particolare
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storico DEF deve trasformarsi in chiave di interpretazione di tutto il dolore infinito, di quellabisso del nulla di cui la soggettivit soffre( ?8! Il dolore infinito del soggetto non si configura sic et simpliciter come il tappeto su cui si compie la marcia dellIdea assoluta3 piuttosto esso deve attestare la durezza dellevento della morte di :io, deve essere, insieme alla pazienza, alla seriet ed al travaglio del negativo uno degli elementi su cui si fonda la realizzazione dell4ssoluto?> H solo da questa durezza @ poich& il carattere pi$ sereno, pi$ superficiale e pi$ singolare delle filosofie dommatiche sia della religione naturale deve scomparire @ che la suprema totalit in tutta la sua seriet e dal suo pi$ alto riposto fondamento, abbracciando tutto contemporaneamente, e nella pi$ serena libert della sua figura, pu e deve risuscitare(??! %eguendo 9osenMranz, si pu convenire con lui quando afferma che luomo viene portato al dolore della morte di :io e del morire di ogni vita e di qui nuovamente al suo divenir uno con luomo=:io in cui la specie conciliata( ?A! ;ome scriver pi$ tardi 1egel nella enomenologia, la coscienza di vivere, la coscienza della propria esistenza ed attivit, soltanto dolore, perch& in questa vita essa consapevole di avere per essenza il suo contrario, e, di conseguenza, consapevole della propria nullit( ?.! %olo nella misura in cui si celebri il venerd# santo speculativo in tutto il suo strazio, in tutto il suo abbandono, nella durezza di questa morte di :io, non lo si vedr pi$ @ al pari dei discepoli di Oant e Fichte @ come il sacrificio dellesistenza sensibile, ma si vedr allora sorgere da questa durezza la pi$ profonda dolcezza, la suprema totalit, la pi$ alta idea in tutta la sua seriet e nella sua pi$ serena libert(?,! 4ncora una volta emerge come 1egel abbia dinanzi a s& il negativo e lo intenda pensare con un alto sforzo speculativo, al fine di cogliere al di l del suo valore di dolore e morte, il messaggio di speranza e di necessit insieme per la realizzazione dell4ssoluto! +ensare filosoficamente la morte di :io significa porsi al di l della /coscienza infelice0 di questa stessa morte! "esperienza del nulla e dellabisso sono necessarie al pari della ineludibilit della tragica esperienza della scissione, in cui la coscienza stessa di d come capacit di differenziazione e di autodistinzione delluomo, che non resta testimonianza di una frattura, quanto segno di una rinnovata relazione attraversata dalla consapevolezza, e non solo impregnata dal sentimento della libert del soggettivo(?G!
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'uttavia, precisa 1egel, con il cristianesimo la morte ha assunto un nuovo significato essa diventa il termine necessario attraverso il quale approfondire lidea di dolore religioso che trova nella morte di :io la sua manifestazione assoluta! "a morte delluomo quindi non solo morte del finito, ma anche morte di :io3 ma la morte del finito altres# la vita del finito e quindi anche la vita di :io! *uesto tema, caro a molti romantici, per il quale lelemento soggettivo viene esacerbato, permette il salto dalla soggettivit assoluta al sacrificio della stessa soggettivit assoluta, quindi alla negativit assoluta! +er questo la dura parola che narra della morte di :io al medesimo tempo anche la parola pi$ dolce, poich& si assiste ad una reciproca conversione dei termini la morte di :io diventa la vita di :io! ;on la morte di :io, il sensibile cessa di essere tale per divenire universale, permettendo la restaurazione dello %pirito! 4llinterno del percorso del giovane 1egel, il vero termine di unione che permette la ricomprensione del dualismo morte di :io e vita di :io la resurrezione di ;risto A-3 lopposizione si unifica sotto lidea di un :io che amore "a realt sensibile non pi$ qualcosa di transeunte3 il velo sensibile risorto nella tomba e rimane congiunto a :io( A)! 9esurrezione che tuttavia, pur configurandosi come il termine necessario per labbattimento dei residui soggettivistici e per lapparizione dello spirito, secondo linterpretazione di 1egel viene dai discepoli di ;risto non compresa nella sua effettiva portata! *uesti, dopo la sua morte, si trovarono smarriti tra ci che era visibile e ci che era invisibile, tra lo spirito e la materia! Hssi restarono prigionieri della materia e di ci che essa custodiva3 non furono in grado di ergersi al di sopra di questa per abbracciare lavvento imminente dello spirito Indubbiamente il loro stato era superiore a quello in cui versavano prima dellavvento di Bes$, poich& avevano visto che lassoluto pu incarnarsi e :io morire! Il loro torto quello di prestare troppa attenzione allora, al luogo della sua morte, di confondere lapparizione storica originale con la nozione, di rivolgere il loro pensiero ad un essere affatto particolare ed esteriore DEF! Vedere nella storia solo la storia stessa e nella positivit solo la positivit restare prigionieri del male(A6! %e lemergere del negativo negli scritti giovanili trova la sua flessione nella parabola che va dal finito alla resurrezione, passando attraverso la morte di :io e la morte delluomo, del soggetto, tuttavia nella enomenologia dello spirito, /opera=sorella0 del aust di Boethe come suggerisce Hrnst BlochA8, che esso riceve una dimensione interna allassoluto, una dimensione cio che si caratterizza come la via che conduce allassoluto la dialettica!
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"a negativit il nerbo stesso della dialettica, la dialettica medesima! "a negativit assume ora la veste della negazione determinata, della negazione di ogni figura e di ogni forma che sa consapevolemente di non essere presso la verit! Infatti, per la coscienza impegnata nellesperienza, ci che la colpisce sopra tutto il carattere negativo del suo risultato! 4llinizio essa poneva una certa verit che aveva per lei un valore assoluto, e durante il viaggio la perde DEF! Il duplice significato del verbo aufheben costantemente impiegato da 1egel ci rivela tuttavia che tale appercezione puramente negativa del risultato costituisce solo la meta della verit! +roprio questo significato della negativit permette a 1egel di affermare che /il ciclo completo delle forme P ormenQ della coscienza non reale risulter dalla necessit stessa del processo e della connessione0( A>! %embrano corrette, a tal proposito le riflessioni formulate da 4dorno, quando scrive che il nerbo della :ialettica, come metodo, la negazione determinata! Hssa si fonda sullesperienza dellimpotenza della critica3 sino a che questa si tiene nel generale, si sbriga delloggetto criticato sussumendolo dallalto sotto un concetto quale suo mero rappresentante! Fecondo solo il pensiero critico che libera lenergia accumulata nel suo proprio oggetto, promuovendolo, in quanto lo porta ad essere per se stesso3 ma nello stesso tempo contrastandolo in quanto lammonisce che ancora non se stesso! "a sterilit di ogni cosiddetto lavoro spirituale, che si assesta nella sfera del generale senza sprecarsi con ci che specifico, avvertita da 1egel, non per recriminarla, quanto piuttosto per una finalit critico=produttiva! "a :ialettica significa che la conoscenza filosofica non dimora l dove la sua provenienza lha fatta approdare, dove essa prospera troppo facilmente, alleggerita dal peso e dalla resistenza dellessente3 ma che essa comincia autenticamente nel punto in cui rompe ci che al pensiero abituale sembra opaco, impenetrabile, mera individuazione( A?! ;ome evidenzia 9osenMranz, per 1egel il carattere arido delle comuni trattazioni della logica consiste principalmente in ci che le determinazioni valgon fissate nella loro immobilit e vengon messe fra loro solo in una relazione estrinseca DEF! Hgli mostra DEF che solo la coscienza della forma dellintimo automovimento del contenuto DEF pu superare la mancanza di vita della logica formale! "unico punto per raggiungere il procedimento scientifico DEF la conoscenza di questa proposizione logica, che il negativo insieme anche positivo, ossia che quello che si contraddice non si risolve nello zero, nel nulla astratto, ma essenzialmente solo nella negazione del suo contenuto particolare, vale a dire che una tale negazione non una negazione qualunque, ma la negazione di quella cosa determinata3 nel risultato quindi essenzialmente contenuto quello da cui risulta DEF! *uel che risulta, la negazione, in quanto negazione determinata, ha un contenuto! ;otesta negazione un nuovo concetto, ma un concetto che superiore e pi$ ricco che non il precedente! Hssa infatti divenuta pi$ ricca di quel tanto che costituito dalla negazione, o dallopposto di quel concetto! ;ontiene dunque il concetto precedente, ma contiene anche di pi$, ed lunit di quel concetto e del suo opposto(AA!
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"a negazione sempre una negazione determinata, essa non n& questo n& quello ma un non.questo(A.! "oggetto della coscienza sensibile, attraverso la negazione, posto come non questo, come rimosso! ;i significa che non un mero nulla, ma un nulla determinato, il nulla del contenuto, cio, appunto, il nulla del /uesto! DEF "a rimo0ione presenta qui il suo vero, duplice significato che abbiamo visto nel negativo essa , a un tempo, un negare e un conservare(A,! +roprio perch essa, cio la negazione, permette a seguito del suo atto negatore, la negazione e la conservazione del contenuto negato, essa muove il divenire, la mediazione, la dialettica! In quanto soggetto, la sostanza la negativit# pura e semplice, e proprio per questo lo sdoppiamento del semplice, la duplicazione opponente che a sua volta costituisce la negazione di questa diversit indifferente e della sua opposizione solo questa uguaglianza restauratesi DEF il vero( AG! H poco oltre continua 1egel "a mediazione, infatti, non altro che lautouguaglianza che si muove da se stessa, la riflessione entro s&, il momento dellIo essente=per=s&, la negativit pura abbassata alla sua astrazione pura, la mediazione il puro e semplice divenire(.-! "a negativit ci che muove il divenire, ci che permette lo scarto della disuguaglianza "a disuguaglianza, che ha luogo nella coscienza, tra lIo e la sostanza che ne loggetto, propriamente la loro differenza, il negativo in generale! Il negativo pu essere considerato come linsufficien0a i tutti e due, ma comunque la loro anima, ci che li muove entrambi! +er questa ragione gli antichi concepirono il vuoto come motore, intendendo con ci appunto il negativo, anche se non giunsero a determinare il negativo stesso come %(.)! Hssendo la negazione mediazione, essa momento essenziale delluniversale, e nelluniversale essa dunque differen0a universale(.6! 5el duplice movimento dellessente, cio sia in quello del divenire altro da s& divenendo tuttavia suo proprio contenuto, sua propria sostanza, sia in quello del tornare entro s& riprendendo la manifestazione del proprio contenuto immanente, la negativit conosce la sua manifestazione come negativit determinata e il suo superamento nella determinatezza 5el primo movimento, la negativit# lattivit di differenziare e di porre
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lesisten0a3 nel ritorno entro s&, invece, la negativit il divenire della semplicit# determinata(.8! 4ttraverso questo procedere la determinatezza del contenuto non viene da fuori o da qualcosa di estraneo a s&, quanto lo stesso contenuto a rendersi determinato, a configurarsi come un momento allinterno della manifestazione del 'utto! Il negativo, dunque, assume la prima veste della disuguaglianza dellIo con la sua propria sostanza3 ma non solo esso anche la disuguaglianza della sostanza con se stessa, poich& essa stessa essenzialmente il negativo, sia come differenziazione e determinazione del contenuto, sia come semplice atto del differenziare, cio come %& e sapere in generale(.>! %olo in questo senso il procedere dello spirito che giunge alla verit pu contenere in s& il negativo, inteso come la determinazione pi$ propria del movimento dialettico e della successione dei momenti che in esso trovano la loro verit "a verit include dunque al proprio interno anche il negativo DEF! Il vero il delirio bacchico in cui non c membro che non sia ebbro3 e poich& ciascun momento, mentre tende a separarsi dal 'utto, altrettanto immediatamente si dissolve, questo delirio anche la quiete trasparente e semplice! 5el tribunale di quel movimento, n& le singole figure dello %pirito n& i pensieri determinati hanno sussistenza propria3 ma, nella misura in cui sono momenti negativi e dileguanti, essi costituiscono altrettanti momenti positivi e necessari! 5ella totalit# del movimento, intesa come quiete, ci che si differenzia e si d unesistenza particolare conservato come qualcosa che ha memoria di s&, come qualcosa la cui esistenza il sapere di se stesso, e a sua volta questo autosapere , non meno immediatamente, unesistenza( .?! 5elleconomia del 'utto, il porsi dellesistenza particolare comporta la stessa posizione del negativo, il quale emerge come dissoluzione, come momento necessario in cui questa medesima esistenza trapassa! "esistenza concreta della figura deve assumere la forma dellesistenza logica, dello speculativo! %olo nella veste del concetto il pensiero riesce a formulare unadeguata comprensione del negativo! 4 differenza del pensiero raziocinante, che si comporta negativamente verso il suo contenuto appreso, sa cio di confutarlo e ridurlo a nullit( .A, ponendo in essere una riflessione nellIo tale da renderlo vuoto e vano, senza rendere ragione del negativo che investe il contenuto del pensiero, comprendendolo come qualcosa di altro rispetto alla specificit del suo proprio oggetto, nel pensiero concettuale invece il negativo appartiene al contenuto stesso, ed a un tempo il positivo, sia come movimento e determinazione immanente del contenuto, sia come totalit# di entrambi! ;i che sorge da questo movimento, preso come risultato, il negativo determinato, e pertanto , al tempo stesso, un contenuto positivo( ..! "a negativit del
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negativo, cio la non conoscenza della sua positivit allinterno delleconomia del procedere dello spirito, appare tale solo dal punto dellunilateralit della coscienza naturale e non dal punto di vista del concetto, il quale per la coscienza stessa, il proprio contenuto! %crive 1egel Il positivo, infatti, solo rapporto a un negativo, cio il positivo, come negativo, in se stesso la differenza da se stesso( .,! H nella !cien0a della (ogica scrive +ositivo e negativo son lo stesso! *uesta espressione appartiene alla riflessione esterna, in quanto con queste due determinazioni essa stabilisce un confronto! 5on per un confronto esterno, quello che bisogna stabilire tra coteste determinazioni, come nemmeno fra le altre categorie, ma esse devono esser considerate in loro stesse, vale a dire, bisogna considerare che cos la lor propria riflessione! Lra in questa si mostrato che ciascuno essenzialmente il suo parere nellaltro ed addirittura il suo proprio porsi come laltro DEF! 4nche per la riflessione esterna per facile il considerare che, in primo luogo, il positivo non un immediato identico, ma da un lato un contrapposto del negativo, mentre solo in questa relazione ha un significato, cosicch& il negativo sta appunto nel suo concetto, e che dallaltro lato poi il positivo ha in lui stesso la negazione riferentesi a s& del semplice esser posto ossia del negativo, per esso stesso lassoluta negazione in s&! @ In egual maniera il negativo, che sta di contro al positivo, ha un significato solamente in questa relazione a questo suo altro3 lo contiene dunque nel suo concetto! Ia il negativo ha anche senza riferimento al positivo una sua propria sussistenza3 identico on s&! Ia cos# appunto quello che doveva essere il positivo(.G! "idea della negativit rimanda ad una pienezza del movimento dialettico essa non solo la molla della passione del finito, ma anche la molla del procedere logico! %olo in virt$ del negativo si pu compiere la liberazione del finito e solo attraverso il ritorno del negativo in se stesso lo spirito, lidea giungono alla propria pienezza, alla propria autoconsapevolezza! %e la speculazione di 1egel conosce fino alla enomenologia un uso della negazione che renda ragione del procedere dialettico del vero, dello spirito, soprattutto nelle opere successive, in particolar modo nella !cien0a della (ogica e nell1nciclopedia, che la negazione ed il negativo mostrano la loro potenza dinamica allinterno delleconomia del sistema, rivelando come la negazione sia davvero il termine ultimo per mezzo del quale il reale diviene, e divenendo si pone, esiste, manifestazione dellassoluto, includendo in s& la differenza! +roprio sulla scia della funzione fondativa che 1egel ha assegnato al negativo ed alla negativit che, come riconosce 5ietzsche, stata la prima a portare la contraddizione nel cuore stesso della filosofia e della storia, il pensiero contemporaneo non ha potuto non subire in modo evidente la seduzione del negativo seduzione che, per certi aspetti, ha assunto le sembianze di una valorizzazione! In tal senso, 1egel stato il primo a portare la filosofia verso un confronto radicale e necessario con il negativo, senza

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prospettare alcuna possibilit di fuga di fronte ad esso!

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B! ;9L;H, Indagini su Hegel e schiarimenti filosofici, "aterza, Bari )G?6, p! 8A! B! K! F! 1HBH", Ph2nomenologie des &eistes, in &esammelte 3er"e, Bd! G, hrsg! von K! Bonsiepen und 9! 1eede, F! Ieiner3 1amburg )G,-3 enomenologia dello spirito, trad! it! a cura di V! ;icero, 9usconi, Iilano )GG?, p! ,? s! 6 %ul periodo di 'ubinga di 1egel si rimanda a O! 9L%H5O945W, Hegels (eben, Berlin ),>>3 %ita di Hegel, trad! it! a cura di 9! Bodei, Vallecchi, Firenze )GAA, pp! >A ss! +er il contenuto del patto di 'ubinga si ricordi il frammento di sistema redatto probabilmente nei primi mesi del ).G. da 1egel a Francoforte! ;fr! F! 1X":H9"I5, Il pi' antico programma sistematico dell*idealismo tedesco, in !critti di estetica, trad! it! a cura di 9! 9uschi, Iondatori, Iilano )G,., pp! )A) ss! 8 "amicizia che leg 17lderlin @ definito da Iittner come il pi$ grande lirico tedesco dopo Boethe, un romantico che visse fuori dei confini del romanticismo vero e proprio( P"! II''5H9, !toria della letteratura tedesca, Hinaudi, 'orino )G.), vol! II, tomo III, p! .-. s!Q @ %chelling ed 1egel trov forma nel famoso patto di 'ubinga! "a comunanza di studi, di idee, di aspirazioni politiche, il motto spinoziano dell en "ai pan avrebbero dovuto unire i tre fino alla fine della loro vita! Ia ci non accadde! %chelling ed 17lderlin rimasero quasi sempre in contatto, ma non cos# 17lderlin ed 1egel! 5ella lettera dell)) luglio ),-G %chelling scriveva ad 1egel dicendo "a vista pi$ triste che mi toccata di vedere durante il mio soggiorno qui, stata quella di 17lderlin! :opo un viaggio in Francia, dove era andato dietro raccomandazione del +rof! %tr7hlin, con delle immagini completamente false su ci che avrebbe dovuto fare nel suo nuovo incarico, e da dove egli ritorn subito, perch& sembra che si siano pretese da lui cose che in parte non era in grado di compiere, e in parte non potevano conciliarsi con la sua sensibilit = dopo questo fatale viaggio, dicevo, egli stato completamente stravolto nello spirito, e sebbene fino a un certo punto sia ancora in grado di fare certi lavori, ad esempio tradurre dal greco, per il resto per in una completa assenza di spirito! "a sua vista stata per me sconvolgente egli trascura il suo sembiante esteriore al punto da essere ripugnante, e mentre i suoi discorsi rivelano solo in parte lalienazione mentale D %err4c"ungF, egli ha assunto ormai nelle maniere esteriori il comportamento di coloro che si trovano in tale situazione! *ui non vi alcuna speranza di farlo ristabilire! +ensavo di chiederti se tu avessi voluto prenderti cura di lui, nel caso in cui egli venisse a Jena, cosa di cui aveva piacere! Hgli ha bisogno di un ambiente tranquillo, e possibilmente potrebbe essere ricondotto alla ragione con un trattamento appropriato! ;hi volesse incaricarsi di lui, dovrebbe senzaltro fargli da precettore, e ricostituirlo dalla testa ai piedi! %e soltanto si potesse sopportare il suo aspetto esteriore, egli non rappresenterebbe affatto alcun peso, perch& egli silenzioso e raccolto in se stesso( PB! K! F! 1HBH", 1pistolario, a cura di +! Ianganaro, Buida, 5apoli )G,8, vol! I, p! ).,Q! 1egel non accetter la proposta di %chelling e non vedr mai pi$ lamico folle! > 4 tal proposito si ricorda brevemente la posizione di fondo della teologia h7lderliniana! "a figura centrale di tutta la produzione lirica di 17lderlin quella di ;risto, a cui egli rimase sempre disperatamente attaccato! ;risto lultimo dio, il dio a venire, colui che visse presentemente in mezzo agli uomini, lasci a coloro che sono abbandonati nella notte la consolazione e la promessa del ritorno( P1! B! B4:4IH9, 5leine !chriften 67 8Interpretationen, 'Ybingen, Iohr )G.G3 Interpreta0ioni di poeti, trad! it! dei cap! I e II a cura di I! Bonola, dei cap! III e IV a cura di B! Bonola, Iarietti, ;asale Ionferrato )G,-, p! ).Q! ;ome :ioniso, anche ;risto lultimo dio, il signore dellepoca futura, la seconda potenza schellinghiana che permette il ritorno alla pienezza dellunione tra il +adre e lo %pirito! 5ella terza stesura de (*9nico, 17lderlin scrive ;risto per si destina da solo! Z Hrcole come i pr#ncipi, Bacco spirito di comunione! ;risto per Z la fine( PF! 1X":H9"I5, (*9nico, in (e liriche, trad! it! a cura di H! Iandruzzato, 4delphi, Iilano )GG8, p! GA?Q! ;risto il momento di passaggio, presenza nel destino storico dellLccidente! ;risto entra nella poesia di 17lderlin sotto le sembianze di :ioniso e, come lui, lascia agli uomini la promessa del ritorno attraverso il pane ed il vino, i simboli delleucarestia cristiana e della tradizione bacchica! :ioniso, dio dellebbrezza, colui che muore e risorge e risorgendo promette agli uomini, come ;risto, la sua venuta! Ia ;risto, come dio a venire, presente nellepoca della povert nella sua assenza3 in tale assenza del :io, nasce il ricordo della promessa del ritorno a venire! %u questo tema si rimanda a

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4! BI4554'IHI+L *<I5WIL, Influssi pietistici e istan0e escatologiche nella poesia di riedrich H:lderlin, in /Baillame0, n[! )>, )GG8, pp! )>8 ss! %ulla centralit della figura di ;risto nel pensiero del giovane 1egel, tema studiato sotto pi$ riguardi dalla critica filosofica, si rimanda a ;! F4B9L, Hegel e il cristianesimo, in /Hthica0, III, )G.-, pp! )A) ss!3 4! ;494;;IL"L, (a religione e il cristianesimo nell*interpreta0ione di Hegel, in 44! VV!, (*opera e l*eredit# di Hegel, "aterza, Bari )G.6, pp! >G ss!3 ;! 45BH"I5L, ;eligione e filosofia< =emi e problemi della filosofia della religione, Il Ielangolo, Benova )G,8, pp! >. ss!3 I! BL9B1H%I, (a figura di Cristo in Hegel, %tudium, 9oma )G,83 I! BL9B1H%I, (*et# dello spirito< +al %angelo >storico? al %angelo >eterno?, %tudium, 9oma )GG?, pp! )>? ss!3 %! %HI+"I;I, !ocrate e &es'< Hegel della grecit# al problema dell*9omo.+io, ;H:4I, +adova )G,.3 +! ;L:4, Il negativo e la =rinit#< Ipotesi su Hegel< Indagine storico.sistematica sulla >+en"eform? hegeliana alla luce dell*ermeneutica del cristianesimo< 9n contributo al dibattito contemporaneo sul Cristo crocifisso come rivela0ione del +io trinitario nella storia, ;itt 5uova, 9oma )G,.! ? 5ellagosto del ).GA 1egel invia ad 17lderlin una poesia dal titolo 1leusi, in cui egli esprime la gioia della certezza di trovar ancora pi$ salda e matura la fedelt dellantico patto, al patto che nessun giuramento sigill, di vivere unicamente per la verit e mai, proprio mai, tener pace col dogma che governa opinione e sentimento( PB! K! F! 1HBH", 1pistolario, cit!, vol! I, p! )8>Q! Il patto di 'ubinga afferma la lotta contro il dogma e ruota attorno alla critica al cristianesimo ortodosso ed istituzionale! "ideale unificante era dato dalle nozioni di /9egno di :io0 e di /;hiesa invisibile0, lultima intesa come attuazione della prima, esito della diffusione della libert! Il /9egno di :io0, afferma 1egel in una predica del ).G8 al seminario teologico, non uno stato mondano, come i suoi discepoli e i suoi contemporanei hanno a lungo sperato DEF! 5on nemmeno la chiesa visibile DEF! 5on si mostra in cerimonie esteriori( ma qualcosa di interiore PB! K! F! 1HBH", !critti giovanili, trad! it! a cura di H! Iirri, Buida, 5apoli )GG8, vol! I, p! )86 s!Q! 5ella %ita di &es' scrive Il regno di :io non si mostra con sfarzo o con avvenimenti esteriori non si pu mai dire /eccolo, qua o l0, poich& il regno di :io deve essere edificato dentro di voi DEF! 5on sperate di vedere il regno di :io in unesteriore e splendente unificazione di uomini, nella forma esteriore di uno stato, di una societ, di una chiesa retta da leggi pubbliche( PB! K! F! 1HBH", !critti giovanili, cit!, vol! I, p! 8.AQ! ;olui che sa attendere e riconoscere il regno di :io un membro della ;hiesa invisibile, cittadino del regno della moralit ed i suoi doveri sono quelli che egli impone a se stesso! ;ome afferma 9osenMranz, poich& dunque 1egel racchiudeva la religione nellinteriorit e voleva saperla sottratta allispezione poliziesca di unautorit ecclesiastica, dovette porsi per lui il problema di confrontare gli ordinamenti di una religione positiva nella dottrina, nella morale e nel cerimoniale, con il concetto di una ;hiesa invisibile( PO! 9L%H5O945W, %ita di Hegel, cit!, p! AA s!Q! %ulla ricezione e derivazione del concetto di ;hiesa invisibile di 1egel da parte del pensiero filosofico a lui precedente si rimanda a I! BL9B1H%I, (*et# dello spirito< +al %angelo >storico? al %angelo >eterno?, cit! , pp! 6> ss! A %ullinfluenza della rivoluzione francese nel clima culturale tedesco si rimanda a V! VH994, (a rivolu0ione francese nel pensiero tedesco dell*epoca, in /Filosofia0, )GAG, pp! >)) ss!3 B! B4IL5I, Classicismo e rivolu0ione< &oethe e la rivolu0ione francese, Buida, 5apoli )GAG3 9! BL:HI, (e dissonan0e del mondo< ;ivolu0ione francese e filosofia tedesca tra -ant e Hegel, in 44! VV!, (*eredit# della rivolu0ione francese, a cura di F! Furet, "aterza, Bari )G,G, pp! )-8 ss! +er linteresse di 1egel nei confronti della rivoluzione francese si rimanda a J! 9I''H9, Hegel und die ran0:sische ;evolution, O7ln und Lpladen )G?.3 Hegel e la rivolu0ione francese, trad! it! a cura di 4! ;alcagni, Buida, 5apoli )G.-3 L! +XBBH"H9, Hegels Idee einer >Ph2nomenologie des &eistes?, Freiburg @ IYnchen )G.83 Hegel< (*idea di una fenomenologia dello spirito, trad! it! a cura di 4! :e ;ieri, Buida, 5apoli )G,A, pp! ?G ss! . +! +ILV45I, Inciden0a di Hegel, in 44! VV!, Inciden0a di Hegel< !tudi raccolti nel secondo centenario della nascita del filosofo, a cura di F! 'essitore, Iorano, 5apoli )G.-, p! )8! , O! 9L%H5O945W, %ita di Hegel, cit!, p! 66)! %crive Jean Kahl 4lla piatta teoria della felicit dell Auf"l2rung verr contrapposta una concezione pi$ profonda in cui la felicit sar sentita nel suo carattere intenso e delicato, in cui ci sar, come dice leroe di 17lderlin, una serenit nella sofferenza! Lra, la storia della coscienza infelice, perch& la si possa veramente ripercorrere e vivere, dovr risolversi nel ricordo, nellinteriorizzazione P 1rinnerungQ della coscienza infelice stessa3 si tratter di viverla per descriverla! ;i tanto pi$ necessario in quanto il %iegfried filosofico, non=siegfriediano, non potr raggiungere la coscienza veramente felice che dopo aver conosciuto il dolore! /4ttraverso lafflizione dellamore, lintima sofferenza mi apr# gli occhi0! +arsifal conosce la gioia perfetta solo dopo aver udito il pianto di 4mfortas e il gemito universale! "a dialettica stessa, presa nel suo insieme e soprattutto considerata fenomenologicamente,

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che altro non se non il racconto delle afflizioni della coscienza, mai appagata, poich& mai completaR %olo quando avr preso coscienza del suo capovolgimento, di questo lungo vagabondaggio, quando <lisse potr, reincarnandosi in Lmero, cantare la propria Ldissea, essa conseguir la felicit( PJ! K41", (e malheur de la coscience dans le philosophie de Hegel, +resses <niversitaires de France, +aris )G?)3 (a coscien0a infelice nella filosofia di Hegel, trad! it! a cura di F! Lcchetto, "aterza, 9oma=Bari )GG>, p! 6A s!Q! G %i ricordino le parole di 1eidegger a proposito del tema del dolore che percorre tutta la speculazione hegeliana Il tratto fondamentale della metafisica di 1egel, ossia quellunit che unisce la enomenologia dello !pirito e la !cien0a della logica DEF l /assoluta negativit0 intesa come /forza infinita0 della realt, cio del /concetto esistente0! 5ella stessa Pe non identicaQ appartenenza alla negazione della negazione, lavoro e dolore rivelano la pi$ intima parentela metafisica( PI! 1HI:HBBH9, (a questione dell*essere, in !egnavia, trad! it! a cura di F! Volpi, 4delphi, Iilano )G,., p! 6?8 s!Q! )Hmblematiche suonano le parole dapertura della !tella della reden0ione di Franz 9osenzNeig, con cui egli formula una dura critica alla filosofia, dalla Jonia a Jena, ed in particolar modo allidealismo, partendo dal presupposto che la filosofia non sappia soggiornare presso il negativo, non sappia cio rendere ragione delleffettiva esistenza del negativo allinterno dellordine reale del tutto! In questa dura critica 1egel assurge a paradigma di sommo rappresentante della consolatio philosophiae ad animam, cfr F! 9L%H5WKHIB, +er !tern des 1rl:sung, 5iThoff, 'he 1ague )G,)3 (a stella della reden0ione, trad! it! a cura di I! Bonola, Iarietti, ;asale Ionferrato )G,?, pp! 8 ss! )) J! K41", (a coscien0a infelice nella filosofia di Hegel, cit!, p! 8! %crive sempre Kahl %e vero che il problema di 5ietzsche stato quello di rendere, con la disperazione pi$ profonda, sommamente invincibile la speranza, si pu dire che il problema di 5ietzsche e quello di 1egel sono un solo medesimo problema! Ia anzich& vedere nel metodo della contraddizione un antirazionalismo, come +ascal e 5ietzsche, egli ha tentato di enunciare con laiuto di questo stesso metodo una teoria della ragione3 non si serve dei processi del suo pensiero come dunapologia, n& li assume come momenti attraverso cui passa la vita soggettiva del suo spirito, tenta bens# di farne dei momenti della vita dello spirito in generale( PJ! K41", (a coscien0a infelice nella filosofia di Hegel, cit!, p! )AQ! )6 4! I4%%L"L, ;icerche sulla logica hegeliana, Iarzocco, Firenze )G?-, p! 6A! )8 ;fr! O! 9L%H5O945W, %ita di Hegel, cit!, p! )--! )> ;fr! B! K! F! 1HBH", 1pistolario, cit!, vol! I, pp! )>) ss!3 p! )8,3 p! )>-! )? B! K! F! 1HBH", 1pistolario, cit!, vol! I, p! )>?! )A ;fr! B! K! F! 1HBH", 1pistolario, cit!, vol! I, p! )>,! ). B! K! F! 1HBH", 1pistolario, cit!, vol! I, p! )>G! ), F! 9L%H5WKHIB, Hegel und der !taat, IYnchen=Berlin )G6-3 Hegel e lo stato, trad! it! a cura di 4! "! OYnMler Biavotto e 9! ;urino ;errato, Il Iulino, Bologna )G.A, pp! ,, ss! )G H! :45'<L5L, (*eid$s del negativo< Hegel e l* >oscuro enigma? ebraico, in 9! BL5I'L L"IV4, B! ;45'I""L Pa cura diQ, ede e sapere< (a genesi del pensiero del giovane Hegel, Buerini, Iilano )GG,, p! 8.. s! 6;fr! K! :I"'1H\, +ie )ugendgeschichte Hegels, in &esammelte !chriften, Bd! IV, 'eubner, %tuttgart und VandenhoecM u! 9uprecht, B7ttingen, >! unver]nderte 4uflage )GA,3 !toria della giovine00a di Hegel, trad! it! a cura di B! ;avallo Buzzo, Buida, 5apoli )G,A, p! A8! 6) K! :I"'1H\, !toria della giovine00a di Hegel, cit!, p! .>! 66 ;fr! O! 9L%H5O945W, %ita di Hegel, cit!, pp! )-? ss! 68 B! K! F! 1HBH", !@stemfragment von ABCC, in O! 9L%H5O945W, %ita di Hegel, cit!, p! ))A! 6> J! K41", (a coscien0a infelice nella filosofia di Hegel, cit!, p! >8! 6? J! K41", (a coscien0a infelice nella filosofia di Hegel, cit!, p! >-! 6A B! K! F! 1HBH", (o spirito del cristianesimo e il suo destino, in !critti teologici giovanili, trad! it! a cura di 5! Vaccaro e H! Iirri, Buida, 5apoli )G.6, p! 8.6! 6. B! K! F! 1HBH", (o spirito del cristianesimo e il suo destino, in !critti teologici giovanili, cit!, p! 8.6! 6, B! K! F! 1HBH", (o spirito del cristianesimo e il suo destino, in !critti teologici giovanili, cit!, p! >-G! 6G B! K! F! 1HBH", (o spirito del cristianesimo e il suo destino, in !critti teologici giovanili, cit!, p! >->! 8B! K! F! 1HBH", (o spirito del cristianesimo e il suo destino, in !critti teologici giovanili, cit!, p! >-A! 8) J! K41", (a coscien0a infelice nella filosofia di Hegel, cit!, p! >>! 86 J! K41", (a coscien0a infelice nella filosofia di Hegel, cit!, p! 8G! 88 B! K! F! 1HBH", (o spirito del cristianesimo e il suo destino, in !critti teologici giovanili, cit!, p! >-)! 8> B! K! F! 1HBH", (o spirito del cristianesimo e il suo destino, in !critti teologici giovanili, cit!, p! >-8! 8? B! K! F! 1HBH", (o spirito del cristianesimo e il suo destino, in !critti teologici giovanili, cit!, p! >6)!

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8A 8. 8,

B! K! F! 1HBH", (o spirito del cristianesimo e il suo destino, in !critti teologici giovanili, cit!, p! >66! B! K! F! 1HBH", (o spirito del cristianesimo e il suo destino, in !critti teologici giovanili, cit!, p! >6>! J! K41", (a coscien0a infelice nella filosofia di Hegel, cit!, p! >. s! 8G I! BL9B1H%I, (a figura di Cristo in Hegel, cit!, p! 6G! >O! 9L%H5O945W, %ita di Hegel, cit!, p! )??! >) I! BL9B1H%I, (*et# dello spirito< +al %angelo >storico? al %angelo >eterno?, cit!, p! ),6 s! >6 O! 9L%H5O945W, %ita di Hegel, cit!, p! )?A! >8 J! K41", (a coscien0a infelice nella filosofia di Hegel, cit!, p! ?-! ;ome sottolinea Vito Iancuso, il procedere hegeliano, volto alla sintesi ed allarmonia che provengono dallunificazione, opera nella religione cristiana in senso opposto, ossia dissociando, dividendo, distinguendo! Il dato storico, il significante, viene dissociato dal suo concetto, il significato! Il destino del cristianesimo viene individuato nel morire, per far nascere da s& la pienezza della vita e dellamore( PV! I45;<%L, Hegel teologo e l*imperdonabile assen0a del >Principe di questo mondo?, +iemme, ;asale Ionferrato )GGA, p! .8Q! >> 4! OLJCVH, (a dialettica e l*idea della morte in Hegel, trad! it! a cura di +! %erini, Hinaudi, 'orino )GG), p! ),) s! >? ;fr! 4! OLJCVH, (a dialettica e l*idea della morte in Hegel, cit!, p! )GA! >A +er uninteressante lettura della morte e del negativo in 1egel cfr! B! B4'4I""H, Hegel, la morte e il sacrificio, in 44! VV!, !ulla fine della storia, a cura di I! ;iampa e F! :i %tefano, "iguori, 5apoli )G,?, pp! .) ss! >. B! K! F! 1HBH", ede e sapere, in Primi scritti critici, trad! it! a cura di 9! Bodei, Iursia, Iilano )G.), p! 6?)! >, B! K! F! 1HBH", ede e sapere, in Primi scritti critici, cit!, p! 6?6! >G V! I45;<%L, Hegel teologo e l*imperdonabile assen0a del >Principe di questo mondo?, cit!, p! )6-! ?B! K! F! 1HBH", ede e sapere, in Primi scritti critici, cit!, p! 6?6! ?) V! I45;<%L, Hegel teologo e l*imperdonabile assen0a del >Principe di questo mondo?, cit!, p! )6)! ?6 ;fr! B! K! F! 1HBH", ede e sapere, in Primi scritti critici, cit!, p! 6?8! ?8 V! I45;<%L, Hegel teologo e l*imperdonabile assen0a del >Principe di questo mondo?, cit!, p! )6) s! ?> ;fr! B! K! F! 1HBH", enomenologia dello spirito, cit!, p! AG! ?? B! K! F! 1HBH", ede e sapere, in Primi scritti critici, cit!, p! 6?8! ?A O! 9L%H5O945W, %ita di Hegel, cit!, p! )?.! ?. B! K! F! 1HBH", enomenologia dello spirito, cit!, p! 8-G! ?, J! K41", (a coscien0a infelice nella filosofia di Hegel, cit!, p! )6,! ?G 9! BL5I'L L"IV4, (a questione del nichilismo e la questione del soggettivo, in 9! BL5I'L L"IV4, B! ;45'I""L Pa cura diQ, ede e sapere< (a genesi del pensiero del giovane Hegel, cit!, p! 6.A! AIl pensare e ripensare di 1egel, in ogni periodo, con frequenza diversa ma costante interesse, al valore della /figura tragica0 del ;risto attrazione verso la tragicit irrisolubile( P+! +ILV45I, Inciden0a di Hegel, in 44! VV!, Inciden0a di Hegel< !tudi raccolti nel secondo centenario della nascita del filosofo, cit!, p! )8Q! A) J! K41", (a coscien0a infelice nella filosofia di Hegel, cit!, p! GG! A6 J! K41", (a coscien0a infelice nella filosofia di Hegel, cit!, p! )-6 s! A8 +er quanto remota sia la strada tracciata dalla enomenologia, esiste unopera=sorella relativamente pi$ accessibile, mediante la quale si pu chiarire continuamente il suo movimento e la meta del suo viaggio! *uestopera, come orami chiaro, il Faust di Boethe, unopera poetica sorta, sotto molti aspetti, dalla stessa situazione spirituale da cui nata la enomenologia DEF! "introduzione alla enomenologia chiarisce la struttura del aust quasi come quella della enomenologia3 entrambe sono unite nel motivo del viaggio, nella compenetrazione, dialetticamente autoplasmantesi, di soggetto=oggetto e di oggetto=soggetto( PH! B"L;1, !ubDe"t.5bDect< 1rl2uterungen 0u Hegel, %uhrMamp, FranMfurt a! I! )GA63 !oggetto.5ggetto< Commento a Hegel, trad! it! a cura di 9! Bodei, Il Iulino, Bologna )G.?, p! .> s!Q! 4lle parole di Bloch fanno eco quelle di Jean Kahl "intera enomenologia , si pu dire, un movimento di disincarnazione del particolare, che si spiega con il movimento inverso per cui luniversale s incarnato, ed divenuto veramente universale solo divenendo particolare, incarnandosi! Hssa riflessione sopra una transustanziazione3 lo studio del travaglio dello spirito che nasce a se stesso, che si rivela a se stesso! Il dolore del parto, il fumo nero dellincendio donde rinascer la Fenice, il dolore e laspirazione che penetrano tutte queste figure( PJ! K41", (a coscien0a infelice nella filosofia di Hegel, cit!, p! ))- s!Q! A> J! 1\++L"I'H, &en,se et structure de la >Phnomenologie de l*1sprit? de Hegel, Iontagne, +aris )G>A3 &enesi e struttura della > enomenologia dello !pirito? di Hegel, trad! it! a cura di B! 4! :e 'oni, "a 5uova Italia, Firenze )G.6, p! )G!

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A?

'1! K! 4:L95L, +rei !tudien 0u Hegel, FranMfurt a! I! )GA83 =re studi su Hegel, trad! it! a cura di F! %erra, Il Iulino, Bologna )G.), p! )-8 s! AA O! 9L%H5O945W, %ita di Hegel, cit!, p! 8-? s! A. B! K! F! 1HBH", enomenologia dello spirito, cit!, p!).8! A, B! K! F! 1HBH", enomenologia dello spirito, cit!, p! ),G! AG B! K! F! 1HBH", enomenologia dello spirito, cit!, p! AG! .B! K! F! 1HBH", enomenologia dello spirito, cit!, p! .)! .) B! K! F! 1HBH", enomenologia dello spirito, cit!, p! G)! .6 B! K! F! 1HBH", enomenologia dello spirito, cit!, p! 688! .8 B! K! F! 1HBH", enomenologia dello spirito, cit!, p! ))8! .> B! K! F! 1HBH", enomenologia dello spirito, cit!, p! G?! .? B! K! F! 1HBH", enomenologia dello spirito, cit!, p! )-?! .A B! K! F! 1HBH", enomenologia dello spirito, cit!, p! )68! .. B! K! F! 1HBH", enomenologia dello spirito, cit!, p! )68! ., B! K! F! 1HBH", enomenologia dello spirito, cit!, p! 68. s! .G B! K! F! 1HBH", 3issenschaft der (ogi", :uncMer und 1umblot, Berlin ),>)3 !cien0a della logica, trad! it! a cura di 4! Ioni, "aterza, Bari )G,), vol! II, p! >,A s!

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