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Lo studio dei sogni

in C. G. Jung
Una disamina storica
Edmondo R. D'Alfonso, Milano

PREMESSA
Intendiamo con questa disamina, rivolta ad appurare la genesi e lo sviluppo del
pensiero junghiano intorno al sogno, fare opera semplicemente didascalica, non
critica. L'intento nasce dalla convinzione che seguire un pensiero nel suo farsi aiuti
a coglierne il rette Significato piche l'analisi di sistemazioni postume, in cui pu
darsi che la disposizione ed il diverso rilievo delle parti, e quindi il senso
dell'insieme, riflettano piuttosto l'intendimento dei sistematori che quello originario
dell'autore.
Restituire Jung a se medesimo, per quanto possibile, ci sembrato opportuno
anche da un punto di vista pratico: per offrire, ad esempio, ai colleghi che
esercitano l'attivit terapeutica riferendosi alla sua dottrina l'opportunit di verificare
quanto nella loro pratica appartiene a Jung e quanto invece a successive
elaborazioni, personali o di scuola; in che misura aderiscono al suo pensiero e in
che misura, invece, deliberatamente ne divergono.

LA FASE PSICOANALITICA (1909-1911)


La prima trattazione di Jung dedicata ai sogni, L'analisi
dei Sogni (1), risale al 1909, al periodo della stretta ed
entusiastica collaborazione con Freud. L'adesione alla
impostazione freudiana de L'interpretazione dei Sogni
(2) sembra incondizionata; Jung dichiara di non voler esser
altro che semplice illustratore del pensiero dell'illustre
collega. II sogno spiega Jung lungi dall'essere una
accoglienza casuale e insensata di immagini, come
credono alcuni, o la reazione a stimoli somatici durante il
sogno, come sostengono altri, un prodotto autonomo
dell'attivit psichica, dotato di significato e perci
suscettibile di analisi sistematica, al pari di ogni altra
funzione psichica (3). Quella sequenza di immagini
confuse con cui il sogno si presenta il suo contenuto
manifesto, la facciata dietro cui si cela il pensiero del
sogno, il suo contenuto latente.
Ma gi nello spiegare in che consista il pensiero nascosto
del sogno, Jung fa ricorso alla propria concezione dei
complessi ideo-affettivi, quei contenuti psichici a frte
tonalit affettiva, distinti dal nucleo dell'io, ch'egli riteneva
capaci, sulle orme di Pierre Janet, di produrre azioni
automatiche, ossia estranee alla coscienza e interferenti
con la sua attivit. Sono essi, gli ardenti desideri dell'anima, cui resistiamo, il contenuto nascosto del sogno,
ci che sta dietro la sua facciata. Poi Jung prosegue:
Freud dice che tali desideri sono nascosti, rimossi, perch
troppo penoso ammettere di possederli. Il sogno
rappresenta la realizzazione di questi desideri. Freud dice
che ogni sogno rappresenta la realizzazione di un
desiderio rimosso (4).
L'insistente attribuzione a Freud della paternit di queste
affermazioni sembra soddisfare a un tempo il desiderdio di
nulla sottrarre al suo merito ed il bisogno di garantirsi la
possibilit del dissenso. Il saggio continua con una
sommaria descrizione della tecnica di analisi dei sogni.

(1) C. G. Jung, The Analysis of Dreams (1909), in:


Coli. Works, vol. 4, pp. 25-34. Originariamente comparso in:
Anne psychologique (Paris), XV, 1909.
(2) S. Freud, Die Traumdeutung, Lipsia e Vienna, 1900 (trad.
it.: L'interpretazione dei sogni, in; Opere di Sigmund Freud,
voi. 3, Torino, Boringhieri, 1966).
(3) Th Analysis of Dreams, cit, C. W. 4, p. 25.

(4) Ibid. pp. 27-28.

Quando si tratta di un sogno non complicato, il rivolgere al


(5) ibid. p.
sognatore alcune semplici domande pu esser sufficiente
31.
spiega Jung a condurre al disvelamento del
complesso che lo ha provocato e a render quindi
possibile l'interpretazione del sogno. Un esempio. Un
paziente, vissuto a lungo in colonia, sogna di essere in un
deserto e di scorgere, in cima a un picco, un uomo in nero
che si copre il volto con le mani. A un tratto l'uomo in nero
avanza verso il precipizio: una donna, pure in nero, appare
e tenta di trattenerlo. Ma l'uomo precipita, trascinando con
s la donna. Il sognatore si desta con un grido d'angoscia.
La domanda, Chi quell'uomo che si posto in una
situazione difficile e ha trascinato una donna alla rovina?,
bastata dice Jung a far scendere in profondit il
paziente, poich in quell'uomo egli riconobbe se stesso.
Ma nei casi in cui il paziente opponga delle resistenze, si rifiuti di
riconoscere alcun senso al sogno o di riconoscersi nel protagonista,
necessario far ricorso al metodo psicoanalitico, un valido strumento
elaborato da Freud per superare le pi tenaci resistenze (5). Jung lo
espone brevemente. Si sceglie una parte significativa del sogno e poi si
(6) ibid. p.
invita il paziente ad associare liberamente: gli si chiede cio di dire con
31.
franchezza qualunque cosa gli venga in mente in connessione a quella
parte del sogno, evitando ogni selezione critica. La critica non altro che
la censura all'opera; la resistenza contro il complesso e tende a
sopprimere ci che pu aiutare a disvelarlo (6). Jung illustra
(7) ibid, pp. 31l'applicazione del metodo riportando per esteso un frammento di
33
protocollo di seduta (7) e conclude che l'illuminazione che il metodo
psicoanalitico ci arreca molto grande, non soltanto per la comprensione
dei sogni, ma per la comprensione dell'isteria e delle pi importanti
malattie mentali... Penso che lo studio di questo metodo sia estrema(8) ibid. pp. 33-34.
mente importante non solo per psichiatri e neurologi, ma anche per
psicologi (8).
Nel saggio dell'anno successivo (1910), Sul signi

ficato dei sogni di numeri (9), Jung ribadisce che non


essendoci nulla di fondamentalmente nuovo da offrire in
questo campo dopo le ricerche di Freud, Adler e Stekel, ci
dobbiamo contentare di corroborare la loro esperienza con
l'esposizione di casi paralleli (10). Il metodo usato
quello delle libere associazioni (11); ribadito il concetto di
censura, di desideri rimossi, di realizzazione di desiderio.
La immagine del fico sterile che compare nel sogno di una
donna sposata interpretata da Jung come ovvia
allusione al genitale sterile del marito (12).
Il saggio, Recensione critica a Morton Prince: II
meccanismo e l'interpretazione dei sogni (13), che del
1911, segna il momento del massimo impegno combattivo
di Jung in difesa della psicoanalisi. L'anno precedente
(1910) Freud lo aveva designato Presidente della Societ
Psicoanalitica Internazionale; in una lettera del febbraio
1908 lo aveva chiamato figlio ed erede (14). Era
redattore dello Jahrbuch fur psychoanalytische und
psychopathologische Forschungen (Annali di Studi
psicoanalitici), la prima rivista di psicoanalisi fondata da
Freud (1909), su cui questa stessa recensione a Morton
Prince apparve. Nessuna perplessit o riserva sembra turbare l'adesione di Jung alla dottrina del maestro di Vienna.
Dopo aver lamentato che L'interpretazione dei Sogni di
Freud era trattata con irresponsabile leggerezza dai critici
tedeschi (15) e aver dato atto all'americano Morton Prince
di maggiore seriet, perch concordava con Freud sul
fatto che i sogni hanno un significato, che tale significato
nascosto nei simboli, e che per scoprirlo occorre del materiale offerto dalle reminiscenze (16), Jung passa a
puntualizzare deviazioni e obbiezioni di Prince. In che
cosa l'americano dissente da Freud? Sul punto che il
sogno sia sempre realizzazione di un desiderio. A lui
talvolta il sogno sembra essere piuttosto la mancata
realizzazione di un desiderio; talaltra la realizzazione di
paure e di angosce (17). Ebbene, Jung intende invece
riaffermare la incontrovertibilit del principio freudiano che
il sogno sempre la realizzazione di un desiderio. Per
riuscire

(9) C. G. Jung, On the


Significance of Number
Dreams (1910), in: Coli.
Works, vol. 4, pp. 48-55. Il
saggio comparve originarimaente sul "Zentralblatt fur Psychoanalyse", la
rivista mensile diretti da
Freud e redatta collegialmente da Adier e da
Stekel.
(10) On the Significance of
Number Dreams, cit., C. W.
4, p. 48.
(11) Ibid. p. 48.
(12) Ibid. p. 54.

(13) C. G. Jung, Morton


Prince "The Mechanism
and Interpretation of
Dreams" - a critical review, (1911), in: Coli.
Works, vol. 4, pp. 56-73.
Originariamente
pubblicato in: Jahrbuch
fur psychoanalyse und
psychopathologische
Forschungen
(Leipzig
und Wien), vol. IlI
(1911), la prima rivista di
psicoanalisi fondata da
Freud, di cui Freud e
Bleuler
erano
condirettori, e Jung
redattore.

(15) C. G. Jung,
Morton Prince ... a
criticai review, cit.,
C. W. 4, p. 58.
(14) Vedi: E.
Jones, Viti e
opere di Freud,
3 voli., Milano,
II
Saggiatore,
1962, voi. Il, p.
54.

(16) Ibid. p. 60.

(17) Ibid. p. 60.

allo scopo, riesamina i sei sogni presentati nel saggio dall'americano, dimostra
le lacune delle analisi condotte dall'Autore e mostra come, con una analisi
appropriata, tutti i sei sogni possano essere interpretati come realizzazione di
desideri (18). Di pi, Jung sottolinea che tutti i sei sogni sono sogni di transfert,
un transfert da cui l'analista si difende, onde incapace di capirlo e di
analizzarlo (19). Una accusa che la scuola psicoanalitica muover in seguito
a Jung e alla sua scuola. Ma al momento Jung sembra ancorato al punto di
vista di Freud. Se talvolta difficile scorgere la realizzazione di desiderio
prosegue perch essa si cela proprio l dove la coscienza meno
disposta a vederla (20)... l dove la coscienza vede piuttosto una gran
delusione (21). Coloro che non hanno esperienza di psicoanalisi non
possono avere idea di quanto altamente probabile sia la presenza (in un
sogno) di un desiderio erotico e di quanto estremamente improbabile sia la
sua assenza (22). Ogni sogno d'angoscia deve essere riguardato dal punto
di vista della teoria sessuale (23)... Ernest Jones ha dimostrato a sufficienza,
nel suo eccellente lavoro On the Nightmare, il carattere bramoso di queste
angosce (24).
L'adesione di Jung alle dottrine di Freud sembra essere
dunque totale e priva di riserva. Eppure, nello stesso volume
(III, 1911) dello Jahrbuch in cui compare questo saggio,
appare anche la parte prima di Wandiungen und Symbole
der Libido, il lavoro di Jung che segna il suo distacco
dottrinale da Freud.

LA PRIMA FORMULAZIONE ORIGINALE (1916)

Nel 1912 ha inizio il raffreddamento dei rapporti con , Freud.


L'anno successivo, al Congresso di Monaco (Sett. 1913),
avviene la rottura con lui. Il dissidio con Freud si conclude
nel 1914 con le dimissioni di Jung da redattore dello
Jahrbuch , da Presi-

(18) lbid. pp. 61-73.


(19) lbid. p. 61.

(20) Ibid. p. 64.


(21) Ibid. p. 66.

(22) Ibid. p. 66.


(23) Ibid. p. 70.
(24) lbid. p. 64.

dente della Societ Psicoanalitica Internazionale ed infine da


membro di quest'ultima (25).
Nel 1916 esce a Londra Collected Papers on Analytical
Psychology, il volume che raccoglie i pi importanti scritti
junghiani apparsi fino allora su riviste, pi alcuni saggi originali.
Nella prefazione al volume (26), Jung parla di Scuola zurighese
di psicoanalisi, il cui metodo si distingue da quello della Scuola di
Vienna per essere non soltanto analitico e causale come quello,
ma altres sintetico e prospettico, in riconoscimento del fatto che la
mente umana caratterizzata da fini oltre che da cause (27).
Uno dei saggi originali, che compaiono in Collected Papers per
la prima volta, dedicato a La Psicologia dei Sogni (28), e
questo nuovo orientamento vi riflesso chiaramente. Scopo del
saggio avverte Jung non di sottoporre a discussione critica
la psicologia dei sogni di Freud, ma di dare piuttosto un breve
sommario di ci che si considera ormai acquisito in tema di
psicologia dei sogni (29). E' acquisito che il significato del sogno
non identico ai significati frammentar! suggeriti dal contenuto
manifesto del sogno (30). E ci che ci autorizza ad attribuire un
significato nascosto ai sogni il fatto che Freud ha scoperto
tale significato in modo empirico, non deduttivamente; il fatto che
i sogni sono fantasie paragonabili alle fantasie dello stato di
veglia, ed facile vedere che tutte le fantasie hanno un significato
psicologico pi profondo di quello superficiale e concretistico (vedi
le favole di Esopo); e infine il fatto che il metodo analitico ci
svela questo significato nascosto quando lo applichiamo
coscienziosamente a scomporre il contenuto manifesto del sogno
(31).
Ed ecco schematicamente come Jung concepisce il metodo
analitico, in questa fase del suo pensiero:
a) Ridurre l'episodio del sogno ai suoi antecedenti (dal momento
che ogni struttura psichica, considerata dal punto di vista causale,
il risultato di contenuti psichici antecedenti);
mediante l'ausilio delle reminiscenze del sogna-

(25) Cfr. E. Jones, Vita e Opere di


Freud, cit. Vol. II, pp. 27-34.
(26) Cfr. C.G.Jung, Prefaces to
Collected Papers on Analytical
Psychology, in: Coll. Works, vol.4,
pp.290-293.
(27) C.G.Jung, Prefaces, cit. C.W.
4, p.291.

(28) C. G. Jung, The Psychology


of Dreams (1916), in :Coll. Papers
on Anal. Psych., e incluso in: General
Aspects
of
Dream
Psychology, Coli. Works, voi. 8,
alle pp. 237-248. Le
pagine
successive (248-280) contengono
ampie aggiunte al saggio, databili
fra il 1928 e il 1948. Saranno
perci da noi esaminate pi
avanti.
(29) C. W. 8, p. 239.
(30) Ibid. p. 238.

(31)
239.

Ibid.

p.

tore (secondo il metodo delle libere associazioni) (32);

ma badando bene di spingere innanzi le libere associazioni quel tanto


che basti per estrarre dal sogno un valido significato (33);
b) Esaminare il materiale cos raccolto, da un duplice punto di vista: il
punto di vista della causalit, e il punto di vista della finalit (per
finalit intendendo lo scopo immanente in ogni fenomeno psichico: cos
l'ira che segue un insulto ha per scopo la vendetta; l'ostentazione del lutto
ha per scopo di accattivarsi il compianto degli altri, e cos via) (34).
Vediamo in concreto l'applicazione del metodo, nell'esemplificazione
offerta da Jung. Un giovane sogna: Mi trovavo in uno strano giardino e
staccavo una mela da un albero. Mi guardavo attorno circospetto, per
sincerarmi che nessuno mi avesse scorto.
Il materiale fornito dalle associazioni del sognatore il
seguente:
da bambino ho rubato due pere dall'orto del vicino;
ieri ho incontrato per strada una ragazza: mentre scambiavo qualche
parola con lei, passato un conoscente e mi son sentito in imbarazzo,
quasi stessi facendo qualcosa di male;
la mela mi ricorda la scena del giardino di Eden;
mi ha sempre irritato il fatto che Dio abbia punito cos duramente i nostri
progenitori;
mi ricordo che mio padre mi pun duramente una volta che mi scopr
che stavo spiando delle ragazze al bagno;
e finalmente il paziente confessa che ha iniziato un flirt con una giovane
domestica, con la quale si incontrato la sera precedente il sogno, senza
peraltro riuscire a concludere l'incontro nel senso desiderato (35).
Si consideri dapprima questo materiale dal punto di vista causale
suggerisce Jung cio si interpreti il sogno (per usare l'espressione di
Freud):il desiderio rimasto inappagato la sera precedente,

(32) Ibid. p. 240


(33) ibid. p. 241
(34) ibid. p. 241

(35) Ibid. p.242

(36) Ibid. p. 242-43


(37) ibid. p. 243.
(38) ibid. p. 244.
(39) ibid. p. 245.

si realizza simbolicamente nel sogno (episodio della


mela). Una autorit psichica, chiamata censura
impedisce che il desiderio cui sono connessi chiari
sensi di colpa si realizzi in maniera esplicita (36).
Si consideri poi il materiale dal punto di vista della finalit.
II materiale il medesimo, solo il criterio di valutazione
diverso. Equivale a chiedersi: che scopo persegue questo
sogno? che effetto intende avere? (37). E' chiaro che il
materiale associativo sottolinea il sentimento di
colpevolezza che nel sognatore connesso all'atto erotico,
il che contrasta significativamente col suo punto di vista
conscio, che quello di non annettere alcuna rilevanza
morale alle questioni sessuali. Si pu dire dunque che lo
scopo del sogno di indicare al giovane che la moralit
sessuale, diversamente da quanto egli crede, per lui un
elemento tutt'altro che trascurabile.
Da questo punto di vista dato dunque di cogliere nel
sogno una funzione compensatrice svolta dall'inconscio
nei confronti dell'atteggiamento conscio, nel senso che
quei pensieri, quelle inclinazioni, quelle tendenze
sottovalutate nella vita cosciente entrano spontaneamente
in azione, a far valere i propri diritti, durante il sogno,
quando l'attivit della coscienza in larga misura eliminata
(38).
Il saggio affronta poi il tema del simbolismo dei sogni (39),
in aperta contrapposizione alla scuola di Vienna.
La valutazione del tanto discusso simbolismo dei sogni
varia sostiene Jung a seconda che lo si consideri dal
punto di vista della causalit o dal punto di vista della
finalit.
Il punto di vista causale tende, per sua natura, all'uniformit dei significati, cio ad attribuire ai simboli un
significato fisso. Al limite, tende a riguardare tutti gli oggetti
oblunghi che compaiono nei sogni come simboli fallici, e
tutti gli oggetti rotondi o cavi come simboli femminili.
Il punto di vista finalistico non riconosce alcun significato
costante ai simboli. La significatvit dei

sogni sta appunto nella diversit delle espressioni simboliche, ciascuna delle quali
ha un suo significato distinto, a motivo del quale stato inclusa nel sogno (40). Per
stare al nostro esempio, secondo il punto di vista della causalit il giovane avrebbe
potuto indifferentemente sognare di dover aprire una porta con la chiave, di volare
in aeroplano, di baciare sua madre, e cos via. Secondo il punto di vista della
finalit il simbolo nel sogno ha piuttosto il valore di una parabola: pi che celare,
insegna. La scena della mela, insomma, richiama vivacemente il senso del
peccato, nell'alludere al peccato dei nostri progenitori (41).
E' chiaro a questo punto osserva Jung che a seconda del punto di vista
adottato cambia sostanzialmente il significato dei sogni. Sorge dunque il quesito:
qual l'interpretazione migliore, la pi vera? (42) Jung rifiuta di considerare un
punto di vista alternativo all'altro; preferisce considerarli complementari: soltanto
una combinazione dei punti di vista pu darci una pi completa concezione della
natura dei sogni (43).
Conclude il saggio del 1916 un accenno ai motivi tipici dei sogni. Freud parla di
sogni tipici: Jung ammette che esistano, ma aggiunge che dal punto d vista della
finalit perdono molto dell'importanza che invece vi annette il punto di vista
causale, in virt del significato fisso dei simboli. Per Jung pi importante
sottolineare invece l'esistenza di motivi tipici nei sogni, perch ci consente un
confronto con i motivi della mitologia. Il furto della mela un tipico motivo
onirico, che ricorre con alcune varianti in moltissimi sogni, ed altres un noto
motivo mitologico, che ricorre non solo nella storia del giardino di Eden, ma in
innumerevoli miti e fiabe di tutte le et e di tutti i paesi (44).
Qui termina il saggio del 1916, La Psicologia dei Sogni. Il materiale che vi
stato aggiunto, a formare un pi ampio saggio dal titolo Considerazioni generali
sulla psicologia dei sogni, opera del 1928 e del 1948. Sar perci preso in
considerazione pi avanti.
(40) ibid. p. 246.
(41) ibid. p. 246.
(42) ibid. p. 246.
(43) ibid. p. 247.
(44) lbid. p. 248.

LA FASE DI ELABORAZIONE (1924-1928)

E' un periodo di importante maturazione del pensiero di Jung,


anche riguardo al tema che pi da vicino ci interessa, i sogni. Ne
sono testimonianza: una conferenza tenuta a Londra nel 1924, al
Congresso Internazionale dell'Educazione (45), e la prima
stesura del saggio Considerazioni generali sulla psicologia del
sogno che del 1928, e di cui ci occuperemo pi avanti nella
stesura ampliata che del 1948. Ci basti qui fissare i punti che
gi appaiono acquisiti nella comunicazione del 1924, e che
esamineremo pi in dettaglio nella formulazione offerta dai saggi
del 1931 e oltre.
1. Significato e funzione del sogno. I sogni non sono invenzioni
intenzionali e volontarie, ma fenomeni naturali che sono proprio
ci che rappresentano. Essi non ingannano, non mentono, non
falsificano, non nascondono nulla, ma enunciano ingenuamente
ci che essi sono e ci che essi intendono... Non ricorrono ad
artifizi per celarci qualcosa, ma dicono ci che forma il loro
contenuto, nel modo pi chiaro possibile... La loro incapacit di
essere ancora pi chiari corrisponde all'incapacit della
coscienza di comprendere il problema di cui essi trattano (46).
Contrariamente all'opinione di Freud che vede nei sogni
soddisfazione di desideri, la mia esperienza dei sogni mi fa
pensare che si tratti pi probabilmente di una funzione di
compensazione (47)... Se chiamo compensatori i sogni, perch
essi contengono quelle immagini, quei sentimenti e quei pensieri, l'assenza dei quali crea nella coscienza una lacuna
riempita di paura anzich di comprensione (48).
2. Criteri metodologici per l'interpretazione.
Va da s che il medico deve conoscere molto bene il punto di
vista cosciente del paziente, per avere una base sufficiente per
la comprensione dell'intenzione compensatrice del sogno (49).
E' meglio, quando ci troviamo davanti al caso con-

(45) C.G.Jung, Analytical


Psychology
and
Education, 1924, Lecture
Two, in: Coll. Works, vol.
17, pp. 81-107 (trad. It.,
Psicologia analitica ed
Educazione,
II
conferenza, in: Psicologia
ed Educazione, Roma,
Astrolabio, 1947, pp. 3162).

(46) Analytical Psychology and


Education, Lecture Two, cit. p.
103 (tr,it. Cit. p. 58).
(47) ibid. p. 100 (ibid. p. 54)

(48) Ibid. p. 101 (ibid. p. 55).


(49) Ibid. p. 103 (ibid. p. 56).

creto, non presupporre assolutamente niente, nemmeno che i sogni debbano


necessariamente essere compensatori. Pi si lascia che il sogno, e ci che il
sognatore ha da dire in merito al sogno, agisca su di noi, senza pregiudizi di sorta,
pi ci sar facile capire il significato del sogno (50).
Due sono le possibilit sostanziali di interpretazione, che vengono usate a
seconda della natura del caso sottoposto al trattamento: la prima consiste nel
cosiddetto metodo riduttivo... In tutti quei casi in cui si tratta di illusioni, finzioni
ed esagerazioni, noi applichiamo un punto di vista in preponderanza riduttivo... Il
punto di vista costruttivo va preso in considerazione in tutti quei casi nei quali
l'atteggiamento cosciente pi o meno normale, ma passibile di essere
completato o raffinato, o nei quali tendenze dell'inconscio con possibilit di
sviluppo erano state malcomprese o soppresse da parte della coscienza.
L'interpretazione di Freud si distingue proprio per il suo punto di vista riduttivo
(51). Il decidersi per l'uno o per l'altro di questi due punti di vista riservato di
volta in volta alla comprensione ed all'esperienza dell'analista. In base alla
conoscenza del carattere e dei diversi stati di coscienza che il paziente ha di volta
in volta, egli si servir talvolta dell'uno, talvolta dell'altro di questi due punti di vista
(52).
3. Simbolismo dei sogni. Oggigiorno il simbolismo assurto a dignit di scienza,
e non pi lecito cavarsela con interpretazioni sessuali pi o meno ricche di
immaginazione. Ho tentato di portare il simbolismo sull'unico terreno scientifico
possibile, su quello dell'indagine comparata. I risultati di questo metodo mi
sembrano significativi (53).
II simbolismo del sogno ha, innanzi tutto, carattere personale, e pu essere
elucidato mediante le associazioni del paziente. Una interpretazione che non
faccia i conti col paziente non raccomandabile, bench, almeno per quanto
riguarda determinati simbolismi, essa non sia impossibile. Per stabilire per il

(50) ibid. p. 103 (ibid. p. 57-58).

(52) ibid. p. 106 (ibid. p. 61)

(51) ibid. p. 105 (ibid. p. 60-61).

(53) Ibid. p. 106 (ibid. p. 61).

significato esatto e l'accentuazione personale di un sogno


indispensabile la collaborazione del sognatore. Le
immagini oniriche hanno molte possibilit d'interpretazioni
diverse e non ci si pu fidare che in un altro sogno o in
un'altra persona abbiano lo stesso significato (54).
Una certa costanza di significato riscontrabile
unicamente nelle cosiddette immagini archetipe (55).

LA FORMULAZIONE PI' MATURA (1931-1948)


Del 1931 l'importante saggio L'applicabilit pratica
dell'analisi dei sogni (56).
Il pensiero junghiano ha raggiunto la maturit. Il saggio
Le relazioni fra l'Io e l'inconscio (57), che del '28, ne
ha dato anche una compiuta formulazione. E' legittimo
quindi ritenere gli elementi essenziali di questo saggio sui
sogni, che cercheremo di fissare per punti, una
acquisizione definitiva del pensiero di Jung.
1. Se i sogni possano spiegare l'etiologia di una nevrosi.
Dando per nota la risposta che ad un tale quesito da la
dottrina freudiana, Jung afferma di associarsi a quella
risposta, nel senso che i sogni, e in particolare i sogni
iniziali (quelli cio che coincidono con l'inizio del
trattamento), rivelano spesso in forma indubbia il fattore
etiologico essenziale (58). Ma altres vero aggiunge
subito che vi sono innumerevoli sogni iniziali ove non si
pu rintracciare neppure l'ombra di un fattore etiologico;
cos come vi sono nevrosi la cui vera etiologia pu essere
compresa solo a gran distanza di tempo (59). E vi sono
sogni iniziali che contengono bens una indicazione
etiologica, ma altres altre e pi preziose indicazioni:
una prognosi, ad esempio, un'anticipazione, o una
indicazione terapeutica (60). A questo punto da
chiedersi:

2. E' indispensabile per la terapia sollevare a coscienza il


fattore etiologico? Com' noto osserva

(54) Ibid. p. 106 (ibid. p. 62).


(55) Ibid. p. 106 (Ibid. p. 62).
(56) C.G.Jung, The practical
Use
of
Dream-Analysis,
(1931), in: Coll. Works, vol.
16, pp. 139-62 (trad. ital.,
L'applicabilit
pratica
dell'analisi dei sogni, in:
C.G.Jung, Realt dell'anima,
Torino, Boringhieri, 1963, pp.
64-92). Si tratta di una
relazione
svolta
al
6
Congresso della International
Medical
Society
for
Psychotherapy
(Dresda,
1931).

(57) C.G.Jung, The Relations between the Ego


and the Unconscious,
Coll. Works, vol. 7, pp.
121-239 (trad. ital. L'Io e
l'inconscio, Torino, Boringhieri, 1948).

(58) The Pratical Use of


Dream Analysis, cit. C.W.
16, p. 140 (tr. It. Cit. p.
66).

(59) Ibid. p. 143 (tr. It.


Cit. p. 69).
(60) Ibid. p. 144 (ibid. p.
70)

Jung la scuola di Freud ha ampiamente sviluppato la dottrina per la quale il


chiarimento e l'in-terpretazione, ossia la completa attrazione nella coscienza, dei
fattori etiologici inconsci, avrebbe il massima valore terapeutico (61). Ma questa
dottrina racchiude ancora in s gran parte della vecchia teoria traumatica. Ora io
non nego prosegue Jung che molte nevrosi siano d'origine traumatica, ma
contesto che alla base di tutte le nevrosi vi sia un fatto traumatico, nel senso di
un'esperienza infantile decisiva. Il medico, se adotta tale concezione, assume di
fronte alla malattia una impostazione causalistica;
volge cio la sua attenzione soprattutto al passato, si occupa solo del perch e
non dello scopo; e ci costituisce spesso un grave danno per il paziente, che
viene cos costretto, talvolta per anni, a ricercare una qualsiasi esperienza infantile,
mentre vengono trascurate cose che potrebbero avere per lui importanza
immediata. L'impostazione esclusivamente causalistica troppo ristretta e non
corrisponde ne all'essenza del sogno, ne a quella della nevrosi (62). Si pensi ai
sogni che contengono delle prognosi, delle anticipazioni, delle indicazioni, ad
esempio sulla situazione analitica, la cui conoscenza d'importanza
fondamentale per la terapia: se considerati dal punto di vista meramente
causale, essi perdono completamente il loro vero significato (63).
3. Oscurit dei sogni. Loro comprensione. Dopo una certa
chiarezza iniziale osserva Jung a misura che il
trattamento procede e giunge a toccare punti essenziali
della personalit, i sogni si fanno meno trasparenti. In realt
i sogni continuano ad essere chiari: il medico che
comincia ad essere confuso riguardo ai sogni, a capire di
meno. A questo proposito Jung ha preziosi suggerimenti da
offrire. E' assai importante, da un punto di vista terapeutico, che il medico riconosca tempestivamente la propria
incomprensione, perch l'impressione di esser sempre
compreso riesce sommamente dannosa al paziente. Pone
infatti il paziente in una posizione di passivit e di
dipendenza nei confronti dei poteri

(61) ibid .p. 140 (ibid.


p. 65.)

(62) ibid. p. 143


(ibid. p. 69)

(63) ibid. p. 144


(ibid. p. 71).

magici del medico, che struttura un transfert tenace e ritarda l'esito


terapeutico (64).
Che il medico, dunque, capisca sempre non importa, anzi dannoso.
Che solo il medico capisca e poi istruisca il paziente, altrettanto dannoso,
perch in sostanza un'azione suggestiva sul paziente, che ne anticipa lo
sviluppo e in effetti lo blocca (65). E' buona norma considerare errata
l'interpretazione di un sogno che non ottenga il consenso del paziente (66).
E' buona norma considerare errata l'interpretazione mente, in base a una
data dottrina, il significato di un sogno. C' il rischio di indurre il paziente a
far sogni compiacenti verso la dottrina dell'analista, nel qual caso facile
immaginare fino a che punto si possa esser tratti in inganno (67).
Per concludere, un ammonimento: Guardatevi dal voler troppo capire
(68).
4. Non tentare di capire subito, ma fissare con cura il contesto. Con il
termine contesto, che appare qui per la prima volta, Jung precisa la sua
posizione rispetto al metodo delle libere associazioni, in un modo che
abbiamo visto accennato gi nel saggio del 1916. (Quando dico stabilire
con cura il contesto), non intendo con questo una serie indefinita di libere
associazioni partenti dalle immagini del sogno, ma una accurata e
consapevole messa in luce delle associazioni connesse e obiettivamente
raggruppate intorno alle immagini del sogno (69). Jolan Jacobi spiega che
si tratta di un lavoro associativo limitato e diretto, che ritorna sempre al
nucleo significativo del sogno e girandogli attorno lo vuole scoprire (70).
Gerhard Adier, analogamente, spiega che mentre la psicanalisi ricorre alla
associazione libera, la psicologia analitica si serve di un tipo di associazione
che potremmo chiamare "sorvegliata" o "circolare", nel senso che invece
di una catena di associazioni in linea retta, prolungantesi inde finitamente,
l'associazione sorvegliata effettua, per cos dire, un movimento circolare
attorno ai diversi elementi del sogno (71).

(64) Ibid. p. 145-46


(ibid. p. 72).

(67) Ibid. p. 48 ( ibid.


p. 75)

(65) Ibid. p. 146 (ibid.


p. 73).

(68) Ibid. o. 148 (ibid.


p. 6).

(66) Ibid. p. 147 (ibid.


p. 74).

(69) Ibid. p. 148 (ibid.


p. 76)

(70) J. Jacobi, Die Psychologie von C. G. Jung,


1939, (rad. ital. La psicologia
di C. G. Jung, Torino,
Boringhieri, 1949, p. 105.

(71) G. Adier, Studies

Nel caso che non si presenti alcuna associazione intorno a


una data immagine del sogno, poniamo un tavolo
d'abete, Jung suggerisce anche di dire al paziente:
Supponga che io ignori il significato delle parole "tavolo di
abete". Mi dia lei una descrizione dell'oggetto e della sua
storia, tale che io non possa fare a meno di capire di che si
tratta (72). In tal modo, conclude Jung, si riesce a stabilire
con una certa approssimazione il contesto complessivo
dell'immagine onirica. E quando ci fatto per tutte le
immagini del sogno, si pu affrontare il rischio
dell'interpretazione (73).

in Analytical Psycholog
1948, trad. frane. Etud< de
psychologie jungie ne,
Genve, 1957, pp. 4 48.

(72) Th Practical Use


Dream-Analysis, cit. p 14950 (tr. it. cit. p. T,

(73) Ibid. p. 150 (ibid. 77).

5. Interpretare non significa arrivare dietro al sogno.


Jung ha ormai abbandonato la bipartizione freudiana di
contenuto manifesto (facciata) e contenuto latente del
sogno. Nella maggior parte delle case egli afferma
la cosiddetta facciata non rappresenta affatto un inganno o
una deformazione illusoria, ma corrisponde all'interno e
spesso senz'altro lo rivela. Cos del sogno: il quadro
onirico manifesto coincide senz'altro con il sogno e ne
contiene l'intero significato. Quando io trovo zucchero
nell'urina, esso ben zucchero, non una facciata dell'albumina. Quella che Freud chiama facciata del sogno
, ne pi ne meno, che l'oscurit del sogno, quell'oscurit
che effettivamente soltanto una proiezione della nostra
incomprensione. In altri termini, si parla di facciata perch
non si comprende il sogno. Faremmo meglio a dire che
abbiamo a che fare con qualcosa di simile a un testo che
inintelliggibile non perch abbia una facciata un testo
non ha facciata ma semplicemente perch noi non
riusciamo a decifrarlo. Non si tratta quindi di arrivare
dietro a quel testo, ma di imparare innanzi tutto a leggerlo (74).
6. La serie dei sogni.
Ogni interprettazione una ipotesi, un tentativo di lettura di
un testo ignoto. E' quindi difficile che un oscuro sogno,
preso a s stante, possa venire inter-

(74) Ibid.
76).

p. 149 (ibid.

pretato con una qualche attendibilit; per questo Jung propende a dare poca
importanza all'interpretazione di singoli sogni. Un relativo grado di certezza si pu
raggiungere solo nell'interpretazione di una serie di sogni, giacch allora i sogni
successivi permettono di correggere gli errori che abbiamo commesso
nell'interpretare i precedenti, e nella serie le idee e i temi fondamentali si possono
meglio individuare (75).
7. Il principio della compensazione psichica come
principio euristico per l'interpretazione dei sogni.
Jung concepisce la vita psichica come un sistema
autoregolantesi, che si mantiene in equilibrio come il
corpo. Per ogni processo che si spinga troppo innanzi, si
producono
subito
e
necessariamente
delle
compensazioni. In questo senso il principio della
compensazione pu essere assunto a regola fondamentale del comportamento psichico: quando una parte
in difetto, si produce un eccesso nell'altro. Anche la
relazione fra coscienza e inconscio ha carattere
compensatorio; da ci deriva, per l'interpretazione dei
sogni, un fondamentale principio euri stico, che equivale a
chiedersi: Qual l'atteggiamento cosciente che viene ad
essere compensato dal sogno? (76). Con ci il sogno
viene posto in stretta relazione con la situazione
cosciente. Ne deriva che un sogno non pu mai essere
interpretato con sicurezza senza che si abbia una
conoscenza generale della situazione conscia del
paziente; solo in base a tale conoscenza possibile
fissare il significato da attribuire ai contenuti inconsci
(77).
8. L'interpretazione dei simboli.
Come per l'interpretazione del sogno indispensabile
una esatta conoscenza della situazione attuale della
coscienza, cos importante, per quanto attiene alla
simbologia del sogno, tenere conto delle convinzioni
filosofiche, religiose e morali della coscienza. Conviene
cio
considerare
i
simboli
del
sogno
non
semeioticamente, cio come segni o sintomi a ca rattere
fisso, ma come veri simboli, ossia espressioni

(75) ibid. p. 150 (ibid.


p. 77-78).
(76) ibid. p. 153-54
(ibid. p. 81-82)
(77) ibid. p. 154 (ibid.
p. 82-83).

di contenuti che non hanno ancora trovato un pieno


riconoscimentto e una precisa formulazione concettuale
nella coscienza (78).
Teoricamente si debbono ammettere simboli relativamente
fissi, non nel senso della scuola freudiana che postula
simboli, anzi segni sessuali fissi, ma nel senso che il fallo,
ad esempio, significa, come per gli antichi o i primitivi, il
mana creatore, l'elemento straordinariamente efficace,
la forza medica e generatrice. Se non ci fossero tali simboli
relativamente fissi, non vi sarebbe la possibilit di trarre alcuna conclusione sulla struttura dell'inconscio, giacch non
disporremmo di alcun dato che si lasci fissare o precisare.
Ma nella pratica conviene considerare il significato del
simbolo soprattutto in relazione alla situazione cosciente
del paziente, e trattare perci il simbolo come se esso non
fosse fisso. In altri termini, conviene rinunciare a un sapere
preliminare e pi profondo, per cercare di scoprire ci che
le cose significano per il paziente... Se il medico fa troppo
uso di simboli fissi, rischia di cadere nella routine e in un
pericoloso dogmatismo, finendo col perdere di vista il
paziente... Talvolta proprio per questo motivo non
possibile spiegare al paziente il significato pi profondo di
un sogno (79). Jung insiste su questo punto: Certo, se
noi dovessimo interpretare un sogno con intendimenti
teoretici, e cio in modo scientificamente esauriente,
dovremmo ricondurre tali simboli ad archetipi. Ma in pratica
ci pu essere un errore, giacch la situazione psicologica
del paziente pone forse compiti radicalmente diversi da
quelli di una digressione teoretica sui sogni (80).

(78) Ibid.
85).

(79) Ibid. p.
P. 87).

p. 156 (ibid. F

157-58 (ibid.

(80) Ibid. p. 157 (ibid. p. 87).

Il saggio del 1936, Simboli onirici del processo di


individuazione (81) offre un contributo metodologico
all'analisi del sogno, mostrando come si possa condurre
l'analisi di una serie di sogni, in assenza del contesto
fornito dalle associazioni del sogna-

(81)
C.G.Jung,
Traumsymbole
des
Individuationsprozesses, 1936, in:
Psychology and Alchemy,
Coli. Works, voi. 12, Part

tore. In questo caso, trattandosi non di sogni isolati, ma di


una serie coerente di sogni, nello svolgersi della quale il
significato si sviluppa lentamente, per cos dire, da se
stesso, la serie stessa costituisce il contesto fornito dal
sognatore (82). Questa acquisizione metodologica pu
presentare un certo interesse anche al di fuori della
ricerca teorica, nel campo, cio, della pratica terapeutica.

Nel saggio successivo (1937), Le rappresentazioni di


liberazione nell'Alchimia (83), ricorre per la prima volta il
termine amplificazione a proposito di analisi dei sogni.
L'amplificazione spiega Jung sempre indicata l
dove si tratta di un'oscura esperienza vissuta, i cui scarsi
accenni, per divenire comprensibili, debbono essere
aumentati e ampliati dal contesto psicologico. Ecco perch
in psicologia analitica ci serviamo dell'amplificazione
nell'interpre-tazione dei sogni: perch il sogno un cenno
troppo scarso agli effetti della comprensione, e deve
essere arricchito col materiale fornito dall'associazione e
dall'analogia e cos amplificato fino a renderlo intelligibile (84).
Ci sembra di capire che amplificazione sia il metodo per
illuminare di senso i sogni, inserendone i singoli elementi
nel loro contesto psichico, che viene fornito dal duplice
strumento dell'associazione e della analogia.
In che consista l'amplificazione mediante associazione (in
senso junghiano), gi lo sappiamo. Per quanto concerne
l'amplificazione per analogia, la Jacobi ci spiega che nel
metodo amplificativo (per analogia) i singoli motivi onirici
vengono arricchiti con materiale analogo di immagini,
simboli, leggende e miti affini, in modo da coglierne tutte le
sfumature di senso, tutti i differenti aspetti, fino a che il loro
significato non riluca in perfetta chiarezza. Ogni singolo
elemento cos illuminato di senso viene poi col-

Il, pp. 39-213 (trad. ital.


Psicologia e Alchimia, Parte
II, Roma, Astrolabio, 1950).
(82) Psychology and Alchemy, cit. C. W. 12, p. 45 (tr.
it. cit. p. 59).

(83) C. G. Jung, Die Eriosungsvorstellungen in der


Alchemie, 1937, in: Psychology and Alchemy, Coli.
Works, voi. 12, Pari. Ili, pp.
215-463 (trad. ital., Psicologia
e Alchimia, Parte III, Roma
Astrolabio, 1950).

(84) Psychology and Alchemy, cit., C. W. 12, p. 277


(tr. it. cit. pp. 317-18).

legato col successivo, fino a quando l'intera catena dei


motivi onirici sia messa in chiaro e possa finalmente
subire, nella sua unit, un'ultima verifica (85). A quanto
ci dato di capire, l'amplificazione mediante associazione
si applica, dunque, a immagini oniriche riconducibili a
tematiche personali (inconscio personale) e ne fornisce il
contesto psichico personale; l'amplificazione mediante
analogia si applica a immagini, simboli e motivi onirici
riconducibili allo inconscio transpersonale (inconscio
collettivo), e ne fornisce, per cos dire, il contesto
psicologico collettivo (nel quale caso, le mie associazioni
valgono quelle del pazente: purch siano quelle
storicizzate, obbiettive), che attingo dai miti e dalle fiabe).
Jung peraltro preferir, in seguito, parlare pi semplicemente di definizione del contesto, nel primo caso,
riserbando il termine amplicazione solo al secondo
caso (86): onde nel linguaggio corrente della scuola
junghiana,
ai
termini
contesto,
amplificazione,
associazione, raramente verranno attribuiti significati
univoci (87).

Il pensiero di Jung intorno ai sogni ha forse la sua pi


ampia esposizione nel saggio Considerazioni generali
sulla psicologia del sogno (88), che comprende come
sua parte iniziale il saggio del '16 La psicologia dei
sogni, pi sopra esaminato, e lo completa con ampie
considerazioni, da attribuire in parte al 1928 (quando
comparve in Ueber die Energetik der Seele) e in parte
al 1948 (quando comparve ampliato in Uber psychiche
Energetik und das Wesen der Trume). Per quanto,
dunque, il saggio appartenga a due livelli storici cosi
diversi, lo abbiamo collocato in questo punto della
disamina storica, in considerazione di quanto in esso
attiene alla stesura del 1948, riservandoci di segnalare i
punti riferibili alla stesura del 1928, e gi superati nel
saggio del 1931, pi sopra esaminato.
Dato l'intento didascalico di questo lavoro, fisseremo

(85) J.Jacobi, La psicologia di C.G. Jung,


cit., p. 107.

(86) Vedi, ad esempio, On the nature of


Dreams (1945), C.W. 8, alla pag. 292, dove
si afferma che nei grandi sogni, in cui
compaiono
motivi
mitologici,
la
determinazione del contesto non basta pi,
e occorre riandare allindietro nella
mitologia. E vedi invece: Flying Saucers
(1958), C.W. 10, alla pag. 340, ove si parla
di symbological or amplificatory approach,
da cui risulta che approccio amplificatorio
sinonimo di approccio simbologico.
(87) Neppure Jolan Jacobi si sottrae a
questo uso non univoco dei termini. Si veda:
La psicologia di C.G.Jung, cit., alle pp. 97 e
104-5.
(88) C.G.Jung, General Aspect of Dream
Psychologiy 1928, revised 1948, in: Coll.
Works, vol. 8, pp. 237-280. Le prime undici
pagine (237-248) appartengono peraltroal
saggio: La psicologia dei sogni (1916), gi
da noi esaminato.

ancora per punti i contributi che questo saggio apporta alla


1. Teoria generale del sogno. II
sognodei
afferma
dottrina
sogni. Jung
uno spontaneo autoritratto, in forma simbolica, della
effettiva situazione attuale (del sognatore), fornita
dall'inconscio (89). In altri termini, il sogno fornisce il
materiale inconscio costellato (attivato) dalla situazione
conscia del momento e lo propone alla coscienza in forma
simbolica (90).
La concezione junghiana del sogno ora definita in chiara
distinzione da quella freudiana. Freud era giunto nel 1932,
nelle Lezioni Introduttive Nuova Serie, a definire il
sogno un prodotto patologico, il primo elemento di una
serie che include il sintomo isterico, l'ossessione, il delirio
(91). Jung si riconosce invece in consonanza col pensiero
di Maeder e di Silberer, quelli stessi che Freud indicava
come persone che per lungo tempo si erano occupate
della interpretazione onirica in qualit di psicoanalisti, ma
che avevano sollevato inaccettabili obbiezioni alla sua
concezione del sogno (92).
2. Funzione compensatrice dei sogni. La stretta relazione
fra il sogno e la situazione conscia del momento viene qui
ribadita e precisata nel senso che i sogni sono
compensatori della situazione conscia del momento (93)
e in tal modo contribuiscono all'autoregolazione della
psiche (94). L'azione compensatrice tanto pi intensa
quanto pi unilateralmente sbilanciato l'atteggiamento
conscio (95).
Interpretare il processo onirico in senso compen-satorio
commenta Jung del tutto coerente con l'essenza
dei processi biologici in generale (96). Come il corpo
reagisce alle ferite o alle infezioni o a qualsiasi situazione
anormale, per uno scopo preciso, cosi le funzioni
psichiche reagiscono a situazioni innaturali o dannose con
meccanismi difensivi dotati di uno scopo (purposive) (97).
E ancora Jung non si stanca di ripetere che, dato

(89) General Aspects of Dream Psychology, cit.,


p. 263.
(90) Ibid. p. 253.
(91) S. Freud, Neue Folge der Vorlesungen zur
Ein-fuhrung in die Psychoa-naiyse, 1932, trad.
ital., Nuova serie delle lezioni introduttive alla
Psicoanalisi, in: S. Freud, Introduzione allo
studio della Psicoanalisi, Roma, Astrolabio,
1948, p. 376.

(93) C.G:Jung, General


aspect
of
Dream
Psychology, cit., C.W. 8,
p. 252.
(94) Ibid. p. 250.
(95) Ibid. p. 253.

(92) Vedi: S. Freud, Introduzione allo studio della


Psicoanalisi, cit., pp. 185-86.

(96) Ibid. p. 251.


(97) Ibid. p. 253

che il sogno contiene il materiale che la situazione


conscia ha costellato (attivato) nell'inconscio, senza
questa conoscenza impossibile interpretare un sogno
correttamente, salvo che per un colpo di fortuna (98).
L'opinione di Jung che tutti i sogni sono compensatori
al contenuto della coscienza, anche se non in tutti i
sogni la funzione compensatrice appare chiaramente
(99). Le eccezioni sono rare. Non nego la possibilit di
sogni paralleli ha detto altrove (100) cio sogni il
cui significato coincide con l'atteggiamento conscio e lo
convalida, ma almeno stando alla mia esperienza sogni
del genere sono piuttosto rari. Provare, peraltro, il carattere compensatore di certi sogni difficili (101):
primo, perch la finalit (purposiveness) dei meccanismi
di difesa non sempre evidente (cosi come non lo la
finalit dei processi supporativi e febbrili): necessario di
solito una analisi del contenuto manifesto del sogno,
prima che si possa accedere ai fattori realmente
compensatori inclusi nel contenuto latente del sogno
(102). Poi, perch il simile si cura col simile e pu
quindi accadere che un pessimista abbia sogni pi neri
del suo atteggiamento conscio, mentre ci si attenderebbe
che ne avesse degli allegri e ottimistici (103). E, infine,
perch non intendo asserire che questa sia l'unica
possibile teoria dei sogni o che sia da sola in grado di
spiegare tutti i fenomeni della vita onirica (104).
3. Funzione prospettica.
E' l'aspetto dei sogni messo particolarmente in luce da
Maeder. Talvolta il sogno pu, anzich compensare,
guidare la coscienza (105). Non si tratta di profezie, ma
semmai di prognosi, nel senso che il contenuto simbolico
del sogno talvolta delinea la soluzione di un conflitto. Che
talvolta si diano anche sogni prospettici non si pu
negarlo, afferma Jung;
per non bisogna abusare delle interpretazioni prospettiche (106). E' opportuno seguire questo criterio:
quando l'atteggiamento conscio pi o meno

(98) Ibid. p. 248-49.

(99) Ibid. p. 250.


(100) Vedi: C. G. Jung,
dividual Dream Symbolism, cit., C. W. 12, p. tr.
it. Psicologia e Achimia,
cit., p. 58.
(101) Generai Aspe cit.,
p. 253.

(102) Ibid. p. 253. La di


stinzione, che qui ancora
si
mantiene,
fra
contenuto manifesto e
contenuto latente del
sogno, attribuirsi alla
stesura 1928. Nel saggio
del L'applicabilit pratica
l'analisi dei sogni, qu
concezione, abbiamo sto,
polemicamente ficaia.
Ma gi nel saggio del '24,
Psicologia Analitica ed
Educazione,
era
implicitamente superata
(103) Ibid. p. 253-54.
(104) Ibid. p. 254.
(105) Ibid. p. 254-55.

(106) Ibid. p. 255-56.

(107) ibid. p. 27.


(108) ibid. p. 25758.
(109) ibid. p. 259.

adeguato, il significato del sogno verr limitato alla


funzione compensatrice;
quando invece l'individuo devia dalla norma nel senso
che il suo atteggiamento conscio disadattato sia
soggettivamente che oggettivamente, allora si pu con Maeder
supporre che l'inconscio assuma una funzione prospettica e
intenda col sogno guidare la coscienza in tutt'altra direziono da
quella che le propria, in una direziono di gran lunga pi
salutare per l'individuo (107).

(110) Ibid. p. 260.


(111) ibid. p. 261.

4. Funzione riduttiva.
Rientra nella funzione compensatrice, anche se si tratta di una
compensazione negativa. E' il caso, ad esempio, del sogno biblico
dell'albero di Nabucodonosor (Daniele, IV, 1-14) (108). Il
sogno mira a ridimensionare, a ridurre, un atteggiamento
conscio esageratamente esaltato, inflazionato.
I pazienti riescono a percepire se il sogno prospettico,
riduttivo ovvero compensatore. Ma solo in una fase
avanzata dell'analisi. All'inizio tenderanno a interpretare i
risultati dell'analisi del sogno ostinatamente nei termini del
loro atteggiamento patologico. Nel qual caso toccher
all'analista proporre la soluzione corretta: e ci
presuppone
ch'egli
per
primo
sia stato analizzato (109).
5. Sogni riproduttivi.
Si tratta della riproduzione di una esperienza intensamente affettiva.
C' da chiedersi perch esperienze del genere si
riproducano cosi fedelmente. Veniamo allora a scoprire
che queste esperienze hanno anche un aspetto simbolico
che sfuggito all'interessato, e soltanto a motivo di questo
aspetto l'esperienza torna a riprodursi nel sogno (110).
Ebbene, basta che una corretta interpretazione ponga in
luce questo aspetto simbolico, perch il sogno non abbia
pi a ripetersi (111).
6. Sogni reattivi.
Sembrano simili ai precedenti, perch come quelli

Non sorprenda
riproducono
una situazione
infine, dice
traumatica.
Jung, che
Ma talvolta
in questoi caso:
sogni
9.
del di
sogno.
L'interpretazione
abbiano
il traumacome
non fattore
solo
natura
determinante
psichica, ma
quelanche
fenomeno
fisica
La
nostra
concezione
in proposito
afferma

(lesioni
chiamato
del criptomnesia,
sistema
nervoso,
traumi
particolarmente
di
guerra);
studiato
ilJung
trauma
da
contraddice
quella di Freud
nella L'interpretazione
misura
in tornano
cui lascia
il fattore Criptomnesia
Flournoy.
determinante
di
tali
il fenomeno
sogni.
per cui
inalla
aperta
la questione
selai scena
sogni
siano senza
sempre
realizzazioni
questi casi
coscienza
non
reminiscenze
serve:
remote,
traumatica
continuer
che
essa
a le
di
desideri
Altrove
puntualizza:
Per
quanto
sogni
riproporsi
riconosca
nei
per(116).
sogni
tali. Jung
finoviaha
quando
dedicato
lo stimolo
un
saggio
traumatico
giovanile,
del
sividiano,
lungi fin dai tempi della sua tesi
nongenere
del
1905,
si sia e
esaurito
si era
ci
(112).
interessato
di laurea (1900). Sulla psicologia e patologia dei
7.
Sogni telepatici.
cosiddetti
fenomeni occulti (114). Ma ipotesi che ha
Sono
sogni inlasciato
cui il fattore
lal'introduzione
telepatia. Il
praticamente
caderedeterminante
dopo che, con
contenuto
telepatico
compare,
peraltro,
solo
e
sempre
della ipotesi dell'inconscio collettivo, ha trovato che nel
fe- (112) Ibid. p. 261.
contenuto
manifesto
del sogno,
mai in quello
latente,
cio
nomeni,
che
generalmente
ci si ostinava
a spiegare
con
la
nel
materiale trovavano
associativo
tirato fuori
dall'analisi.
criptomnesia,
in questa
nuova
prospettivaLala loro
loro
analisi
noncollocazione
si distinguee spiegazione
dunque da quella
pi giusta
(115). di tutti gli altri
sogni (113).
8. Sogni criptomnestici.
(113) Ibid. p. 261-62. Per la
distinzione
di
contenuto
manifesto e contenuto latente
del
sogno,
valgono
le
considerazioni fatte alla nota
(102).

(114) Vedi: C.G.Jung, On the


Psychology and Pathology of
so-called Occult Phenomena,
1902, Coll. Works, vol. I, pp. 3
e segg., e: Criptomnesia,
1905, Ibid. pp. 95 e segg.
(115) Vedi, ad es.: C.G. Jung,
The Relations between the
Ego and the Unconscious,
1928, in: C.W. 7, pp. 134-35
(tr. it., L'io e l'inconscio,
Torino, Boringhieri, 1948, pp.
29-30).
(116) General Aspects of
Dream Psychology, cit., C. W.
8, p. 263.

dal provare che tutti i sogni siano realizzazioni di desideri


(117).
Le immagini dei sogni: per Freud sono per lo pi simboli
sessuali, cio immagini sessuali dissimulate dal simbolo.
E le immagini sessuali esplicite, che pur ricorrono nei
sogni, perch solo esse accettarle concretisticamente nel
loro significato obbiettivo, e non prenderle anch'esse come
simbolo di qualcos'altro? Come immagini, poniamo, di
cui si serve il linguaggio arcaico dei sogni per esprimere
altri sentimenti. E le figure umane? Perch considerarle
sempre delle figure obbiettive, personaggi reali. Non
potrebbero essere talvolta semplicemente immagini,
portatrici di contenuti soggettivi del sognatore? Questa
ipotesi apre la via ad una possibilit interpretativa
estremamente feconda: l'interpretazione a livello del
soggetto (118). Questa interpretazione concepisce le
figure del sogno come personificazioni di certi aspetti della
personalit del sognatore (119).
Per decidere se attribuire a una figura umana del sogno
un significato obbiettivo o piuttosto un significato
soggettivo, occorre valutare il peso che quella persona ha
per il sognatore. Se la persona che io sogno ha un peso
vitale nella mia vita, molto probabile che interpretarla a
livello obbiettivo sia pi prossimo alla verit; se la persona
non ha alcun peso nella mia vita, probabile che io l'abbia
prodotta per farla portatrice di contenuti miei, e perci una
interpretazione a livello soggettivo coglier pi nel vero
(120).
Il criterio di scelta sempre fornito dalla situazione
conscia del paziente, in relazione al personaggio in
questione (121).
Un caso a s stante il rapporto di transfert. In tal caso
sta all'analista valutare che peso egli abbia per il paziente
a quel punto dell'analisi. Ma non appena il livello obbiettivo
delle interpretazioni incominci a farsi monotono e sterile,
tempo di considerare anche la figura dell'analista come
simbolo di contenuti proiettivi che appartengono al
paziente e che a lui vanno restituiti, con tutto il loro
originale valore (122). In altro punto delle sue opere (123)
Jung precisa:
L'interpretazione a livello dell'oggetto analitica,

(117) Vedi: C.G. Jung, On the


Nature of Dreams, 1945-48,
C. W. 8, p. 285.

(120) Ibid. p. 267.

(121) Ibid. p. 269.

(118) General Aspects of


Dream Psychology, cit., C. w.
8, p. 266.
(119) Ibid. p. 266.

(122) Ibid. p. 269.


(123) Vedi: C.G. Jung, The
Psychology
of
the
Unconscious, orig. 1916,

causale-riduttiva (corrisponde, cio, al punto di vista della causalit), perch scompone il contenuto onirico in complessi mnestici e li
riferisce a situazioni esterne. L'interpretazione a livello del soggetto invece
sintetico costruttiva (corrisponde cio al punto di vista della finalit), perch libera i
complessi mnestici basilari dalle circostanze esterne e li concepisce come
tendenze o parti del soggetto, tornando a restituirli ad esso .
Sembra dunque che interpretazione sul piano del soggetto e interpretazione
sintetica siano sinonime. In realt ci pare che l'interpretazione sintetica abbia un
significato
pi
ampio
dell'altra.
Infatti
Jung
prosegue
(124):
L'analisi, nella misura in cui pura scomposizione, dev'essere seguita
necessariamente da una sintesi. Di pi, vi sono materiali psichici che non
significano praticamente niente quando ci si limita a dissolverli, mentre dispiegano
una ricchezza enorme di significato se invece li si conferma nel senso loro proprio,
e anzi li si amplia con tutti i mezzi conosciuti a nostra disposizione mediante il
cosiddetto metodo dell'amplificazione. Addirittura, le immagini o simboli
dell'inconscio collettivo rivelano i loro valori soltanto se son sottoposti a un
trattamento sintetico (125).
A questo punto ci sembra di intendere che il trattamento sintetico dei simboli
dell'inconscio collettivo pu ancora concepirsi interpretazione a livello del soggetto,
che concepisce le figure del sogno come personificazioni di certi aspetti della
personalit del sognatore , solo a patto di considerare come aspetti della
personalit del sognatore le figure archetipiche (quali l'archetipo di padre, di madre,
di anima, e cosi via). Quando poi i simboli dell'inconscio collettivo che si presentano
nel sogno siano simboli oppure temi mitologici, riesce arduo concepirli come aspetti
della personalit del sognatore, appartenendo essi secondo Jung ad un
inconscio collettivo, che non pu dirsi ne mio ne tuo, ma transpersonale,
oggettivo (126).
Ci sembra dunque opportuno distinguere, all'interno

Revised 1926 and 1943,


in: C.W. vol. 7, p. 83 (tr.
It.:
La
Psicologia
dellinconscio,
Torino,
Boringhieri, 1968, p. 140).
(124) Ibid. p. 80 (ibid. p.
135).

(125) Ibid. p. 80 (ibid. p.


135)
(126) Vedi, fra laltro,
ibid. p. 65 (ibid. p. 116)

del metodo sintetico, l'interpretazione a livello del soggetto


in senso proprio (riferibile cio all'inconscio personale), e
una interpretazione a livello del soggetto in senso ampio
(riferibile cio all'inconscio collettivo).
Resta poi da chiarire ulteriormente cosa Jung intenda
quando afferma, come si detto: L'analisi, nella misura
in cui pura scomposizione, dev'essere seguita
necessariamente da una sintesi. Ci soccorre Gerhard
Adier, l dove afferma (127):
I due tipi di interpretazione non si escludono e non sono
contradditori: sono piuttosto complementari. Vi un punto
di convergenza in cui s'incontrano: fin-tanto che il malato
resta fissato al padre e alla madre in carne ed ossa, la
presa di coscienza e l'integrazione delle immagini
archetipiche di padre e di madre non pu avvenire. Ogni
problema che si situa dal lato dell'inconscio personale
blocca la espe rienza delle immagini corrispondenti a livello
di inconscio collettivo. L'analisi riduttiva e il metodo sintetico o costruttivo rappresentano dunque due stadi
differenti d'interpretazione, corrispondenti a due stadi
differenti di sviluppo. Il primo... necessario finch dei
problemi personali s'interpongono fra il sognatore e i
fondamenti sovrapersonali e collettivi del la vita. Si far
ricorso viceversa a l'interpretazione sintetica (e qui Adier
riporta Jung) in tutti i casi in cui l'atteggiamento cosciente
pi o meno normale, ma suscettibile di un pi grande
sviluppo e di una pi fine differenziazione, ed altres nei
casi in cui delle tendenze inconsce, suscettibili di sviluppo,
siano state mal comprese o soppresse dalla coscienza
(128).
Adier incline dunque a che i due metodi vengano
applicati in successione temporale: prima il riduttivo, poi il
costruttivo. Ma omette di ricordare che, al termine del
paragrafo test citato, Jung concludeva:
In base alla conoscenza del carattere e dei diversi stati di
coscienza che il paziente ha di volta in volta, egli
(l'analista) si servir talvolta dell'uno, talvolta dell'altro di
questi due punti di vista (cfr. nota 52).

(127) G. Adler, Studies in


Analytical Psychology, 1948,
trad. franc.: Etudes de
psychologie
jungienne,
Genve, 1957, pp. 46-47.

(128) C. G. Jung, Analytical


Psychology and Education,
1924, C. W. 17, p. 105, tr. it.
Psicologia e Educazione
.Roma, Astrolabio, 1947, p.
60.

Per concludere l'analisi del pensiero di Jung intorno ai


sogni, resta da esaminare il saggio del 1945, ampliato nel
1948, L'essenza dei Sogni (129).
Il saggio interessa per la distinzione che introduce fra
compensazione e complemento; fra piccoli e grandi
sogni, e per lo schema strutturale del sogno che
suggerisce. Ed anche per la distinzione che pone fra
prendere il contesto... mediante le associazioni del
sognatore, e rifarsi alla mitologia: due modi di
amplificazione degli elementi onirici, che si applicano a
due distinte classi di sogni, rispettivamente i piccoli e i
grandi sogni.
La procedura della determinazione del contesto (taking
up the contest) cosi definita: Consiste nell'accertarsi
che ogni sfumatura di significato, che per il sognatore ha
ogni tratto saliente del sogno, venga determinata
mediante le associazioni del sognatore stesso (130)...
L'esame del contesto ha una funzione preparatoria
rispetto all'effettiva interpretazione del sogno (131).
Nel ribadire la funzione compensatrice del sogno (e
dell'inconscio in genere) nei confronti dell'atteggiamento
conscio, Jung ha qui l'occasione di precisare meglio il
significato di compensazione, rispetto al concetto, pur
prossimo, di complemento. II concetto di complemento
troppo angusto ed insufficiente a spiegare le funzioni
dei sogni, perch designa un rapporto in cui due cose si
completano a vicenda in modo pi o meno meccanico.
Compensare, viceversa, significa bilanciare e comparare
differenti dati o punti di vista, in modo da produrre un
aggiustamento o una rettifica (132).
Cosi come parliamo di un inconscio personale e di un
pi profondo strato dell'inconscio che chiamiano
inconscio collettivo, distinguiamo grandi sogni e
piccoli sogni. I primi risaltano e colpiscono per la loro
forma, spesso dotata di una forza poetica, di una bellezza
plastica: si producono durante le fasi critiche della vita,
l'infanzia, la pubert, l'et di mezzo, e in prossimit della
morte. Non si dimen52

(129) C. G. Jung, i
Nature of Dreams
1945, revised 1948,
8, pp. 281-297.

(130) Ibid. 285-86.


(131) Ibid. p. 286.

(132) Ibid. p. 288.

(133) ibid. p. 292.


(134) ibid. p. 29495.
(135) ibid. p. 295.

ticano. I secondi tengono invece della quotidianit e delle


vicende personali e si dimenticano facilmente. I primi
provengono
dall'inconscio
collettivo,
i
secondi
dall'inconscio personale. Per l'interpretazione dei piccoli
sogni basta determinare il contesto; per l'interpretazione
dei grandi, bisogna ricorrere ai paralleli mitologici (133).
Quanto alla forma dei sogni, Jung suggerisce in questo
saggio che i sogni presentano generalmente la struttura di
un dramma, in quattro fasi (134).
Fase I. Presentazione del luogo, dei protagonisti, qualche
volta del tempo dell'azione: camminavo per strada, con il
mio amico X; era notte.
Fase II. Sviluppo della trama: In lontananza apparve
un'auto, che si awicina rapidamente. Ondeggiava
paurosamente e dava l'impressione che il guidatore fosse
ubriaco.
Fase III. Culmine (o peripeteia): A un tratto mi trovai
dentro quell'auto ed ero io quel guidatore ubriaco. Solo
che non ero ubriaco, ma stranamente insicuro, perch era
come se dovessi guidare senza volante. Non potevo pi
controllare la macchina, che procedeva veloce, e andai a
sbattere contro un muro.
Fase IV. Soluzione (o lisi): Mi accorsi che il muso
della macchina si era fracassato. Era una strana
macchina, che non conoscevo, non era la mia. lo ero
illeso. Pensai con disagio alla mia responsabilit (Vi
sono certi soqni in cui questa fase manca, e ci pu avere
un preciso significato, che non qui il caso di discutere).
L'ultima fase mostra la soluzione che il sognatore
(inconsciamente) cerca. In questo caso si trattava di un
uomo che aveva perso la testa in difficili situazioni familiari
e non voleva che le cose si spingessero ancora oltre.
Questa divisione in quattro fasi si pu applicare senza
troppa difficolt alla maggior parte dei sogni che si
incontrano in pratica il che sta ad indicare che in genere
i sogni hanno una struttura drammatica (135), cio sono
dei dramata .

CONCLUSIONE
Con l'esame di questo saggio (1945-48) ci sembra
completa l'analisi storica della dottrina junghiana dei
sogni. Riferimenti ai sogni sono disseminati lungo lo arco
di tutti i volumi dei Collected Works finora pubblicati e
che abbiamo avuto modo di consultare. Ma quelli da noi
esaminati ci sembrano i saggi e i punti essenziali. Se di
questi ultimi qualcuno ci fosse sfuggito, ci giunger
gradita qualunque segnalazione da parte dei colleghi. Di
proposito abbiamo tenuto fuori della nostra analisi gli
interventi colloquiali di Jung a proposito dei sogni, quali
seminar! e conferenze, che peraltro ci sembra abbiano
sempre, nelle trattazioni da noi esaminate, il loro
ancoraggio dottrinale. E' il caso, ad esempio, dei due
volumi dei Dreams (1929-30), delle Tavistock
Lectures (1935), e dei Kindertraumseminar (1938-39).

BIBLIOGRAFIA
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vol. 4, pp. 25-34.
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Jung C. G. - Morton Prince, The Mechanism and Interpretation of
Dreams; a critical Review (1911) in: Coll. Works, voi. 4, pp. 5673.
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Two, in: Coll. Works, vol. 17, pp. 81-107 (trad. ital.:
Psicologia Analitica ed Educazione, II conferenza, in: Psicologia ed
Educazione, Roma, Astrolabio, 1947, pp. 31-66).
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Works, vol. 16, pp. 139-62 (trad. it.: L'applicabilit pratica
dell'analisi dei sogni, in: C. G. Jung, Realt dell'anima, Torino,
Boringhieri, 1963, pp. 64-92).
Jung C. G. - Individual Dream Symboilsm in relation to Alchemy
(1936) in: Coll. Works, vol. 12, pp. 39-213 (trad. it.:
Psicologia e Alchimia, Parte II, Roma Astrolabio, 1950).

Jung C. G. - Religious Ideas in Alchemy, (1937) in: Coll.


Works, vol. 12, pp. 215-463 (trad. it. Psicologia e Alchimia,
Parte III, Roma, Astrolabio, 1950). Jung C. G. - General Aspects
of Dream Psychology" (1928)
revised 1948, in: Col. Works, vol. 8, pp. 237-80. Jung. C. Q. - On
the Nature of Dreams (1945) revised 1948,
in: Coll. Works, vol. 8, pp. 281-97.