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INFORMAZIONE

FILOSOFICA FILOSOFICA
Rivista bimestrale a cura di: Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
Via Monte di Dio 14, 80132 Napoli

Istituto Lombardo per gli Studi Filosofici e Giuridici


Viale Monte Nero 68, 20135 Milano

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REDAZIONE SCIENTIFICA

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SEGRETERIA DI REDAZIONE

Per linvio di articoli e materiale informativo indirizzare a: Informazione Filosofica Viale Monte Nero, 68 20135 Milano Per esigenze editoriali la redazione si riserva di apportare senza preavviso modifiche alla struttura degli articoli inviati, mantenendone inalterato il contenuto. In copertina: Albert Einstein, sfera armillare riproducente il sistema copernicano (sullo sfondo).

DIRETTORE RESPONSABILE

Sergio De Mari
DIRETTORE EDITORIALE

Riccardo Ruschi
COMITATO SCIENTIFICO

Mario Agrimi Remo Bodei Giuseppe Cantillo Franco Chiereghin Girolamo Cotroneo Jacques D'Hondt Hans Dieter Klein Antonio Gargano Domenico Losurdo Giovanni Mastroianni Aldo Masullo Vittorio Mathieu Adriaan Peperzak Roberto Racinaro Enrico Rambaldi Paul Ricoeur Paolo Rossi Pasquale Salvucci Hans-Jrg Sandkhler Livio Sichirollo Franco Volpi

Giuseppe Balistreri Maurizio Brignoli Eddy Carli Flavio Cassinari Silvia Cecchi Giuseppina Di Lauro Donata Feroldi Josef Frchtl Matteo Gentili Riccardo Lazzari Fosca Mariani Zini Massimo Mezzanzanica Monica Mioccio Daniela Milano Angela Molinari Elio Nasuelli Lucia Recalcati Alessandra Redenti Adriana Santacroce

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Mariangela Giacomini Anna Malafarina Diana Soregaroli


RELAZIONI ESTERNE

Luisa Santonocito
CONSULENZA GRAFICA E IMPAGINAZIONE

Gianluca Poletti
PUBBLICIT

COLLABORATORI

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Vittorio Duregon C.so Galileo Ferraris 10129 Torino Tel. (011) 3188854 Fax (011) 3188855
STAMPA

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DISTRIBUZIONE

Joo Distribuzione Via Argelati 35, 20143 Milano

* Nel numero 25 di Informazione Filosofica sono stati inavvertitamente omessi, tra i collaboratori, i nomi di Luca Scarantino, Alessandro Di Chiara, Giuseppina Di Lauro, e tra i redattori, il nome di Angela Molinari.

EDITORIALE
Gentili lettori, dedichiamo questo numero alla memoria di Karl R. Popper, scomparso il 17 settembre 1994. Linsegnamento che il suo esempio di vita e lavoro intellettuale ci lascia quello di uninesauribile fede nella ricerca scientifica, di una convinzione profonda, esclusiva, nel significato della libert e della tolleranza. Nel 1978, Paul Feyerabend, uno degli allievi pi brillanti e pi critici di Popper, scriveva: Avevo conosciuto Popper nel 1948 ad Alpbach. Ammiravo la sua libert di modi, la sua impudenza, il suo atteggiamento privo di rispetto nei confronti dei filosofi tedeschi, che davano peso alle discussioni in pi di un senso, il suo umorismo, e ammiravo molto anche la sua capacit di formulare problemi profondi in un linguaggio semplice e giornalistico (La scienza in una societ libera, trad. it. di L. Sosio, Feltrinelli, Milano 1981, p.175). vero! Il Karl Popper, relativamente sconosciuto, del 1948 era sostanzialmente diverso dal posteriore filosofo dellestablishment. Vorremmo tuttavia richiamare qui un testo, successivo al periodo descritto da Feyerabend, nel quale Popper, non ancora divenuto Sir Karl, mostra ancora la sua libert di modi e il suo umorismo. [] Sono un razionalista. Con il termine razionalista intendo dire un uomo che desidera comprendere il mondo e imparare discutendo con gli altri. (Si noti che non dico che un razionalista sia un sostenitore dellerrata teoria secondo cui gli uomini sono completamente o prevalentemente razionali). Con discutendo con gli altri intendo, pi specificamente, criticandoli, provocando la loro critica e cercando di trarne insegnamento. Larte di discutere una forma particolare di quella di combattere con parole anzich con spade, ed ispirata dallinteresse di avvicinarsi alla verit sul mondo. Non credo alla teoria corrente secondo la quale, allo scopo di rendere feconda una discussione, chi vi partecipa debba avere molto in comune. Al contrario, credo che pi diverso il loro retroterra, pi feconda sar la discussione. Non c neppure bisogno di un linguaggio comune per iniziare: se non ci fosse stata la torre di Babele avremmo dovuto costruirne una. La differenza rende feconda una discussione critica. Le sole cose che devono avere in comune i partecipanti ad una discussione sono il desiderio di sapere e la buona volont di imparare dallaltro, criticando severamente le sue idee - nella versione pi forte che se ne pu dare - e ascoltando ci che ha da dire in risposta. Credo che il cosiddetto metodo della scienza consista in questo genere di critica. Le teorie scientifiche si distinguono dai miti solo in quanto criticabili e suscettibili di modifiche alla luce della critica. Non possono venire n verificate, n rese pi probabili. Il mio atteggiamento critico - o, se si preferisce, eretico influenza, naturalmente, anche quello che ho nei confronti dei miei colleghi filosofi. Voi tutti conoscerete la storia del soldato che scopr che tutto il suo battaglione (a parte lui, naturalmente) non marciava al passo. Io mi trovo costantemente in questa piacevole posizione. E sono molto fortunato perch, di regola, alcuni altri membri del battaglione sono piuttosto disponibili a rimettersi al passo. Questo aumenta la confusione; e siccome non sono un ammiratore della disciplina in filosofia, sono contento finch ci sono abbastanza membri del battaglione che sono sufficientemente fuori passo luno rispetto allaltro. Alcune fra le cose che mi irritano e che mi piace criticare sono: (1) Le mode: non credo in mode, orientamenti, tendenze, o scuole, n nella scienza, n nella filosofia. In effetti, penso che si potrebbe benissimo descrivere la storia dellumanit come la storia delle malattie filosofiche e religiose alla moda. Queste mode possono avere ununica funzione seria: quella di attirare la critica. Tuttavia, credo senzaltro nella tradizione razionalista di una comunit del sapere e nellurgente bisogno di preservare questa tradizione. (2) Lo scimmiottamento della scienza fisica: disprezzo il tentativo, fatto in campi esterni alle scienze fisiche, di scimmiottarle praticando i loro presunti metodi - misurazione e induzione dallosservazione. La dottrina che ci sia tanta scienza in una disciplina quanta la matematica, o la misurazione, o la precisione, che vi si trova si basa su un totale fraintendimento. Al contrario, la seguente massima vale per tutte le scienze: non puntare mai a una precisione maggiore di quanta non ne richieda il problema in esame. Per questo non ho fiducia nella precisione: credo che la semplicit e la chiarezza siano valori in se stesse, ma non che lo siano la precisione o lesattezza. La chiarezza e la precisione sono obiettivi diversi e, a volte, persino incompatibili. Non credo in quella che viene spesso chiamata una terminologia esatta: non credo nelle definizioni, e nemmeno nel fatto che esse possano aumentare lesattezza; e disprezzo in particolar modo la terminologia pretenziosa e la pseudo-esattezza che vi connessa. Ci che si pu dire lo si pu, e lo si dovrebbe di regola dire, con sempre maggiore semplicit e chiarezza. (3) Lautorit dello specialista: non credo nella specializzazione e negli specialisti. Tributando un eccessivo rispetto allo specialista, noi stiamo distruggendo la comunit del sapere, la tradizione razionalista e la scienza stessa. Per concludere, penso, in quanto a ci, che vi sia solo una via daccesso alla scienza - o alla filosofia: incontrare un problema, vederne la bellezza e innamorarsene; sposarlo, e convivere felicemente con esso, finch morte non vi separi - a meno che non incontriate un altro e ancor pi affascinante problema, o a meno che, in verit, non ne otteniate la soluzione. Ma anche se riuscite a trovare una soluzione, potreste poi scoprire, con vostra delizia, lesistenza di unintera famiglia di incantevoli, anche se forse difficili, figli del problema, per il cui benessere potreste lavorare, con uno scopo, fino alla fine dei vostri giorni. (Brano tratto da La non esistenza del metodo scientifico, pubblicata come Postfazione, 1956 al Poscritto alla Logica della scoperta scientifica, vol. I, Il realismo e lo scopo della scienza (trad. it. di M. Benzi e S. Mancini, il Saggiatore, Milano 1984). La scelta e la traduzione italiana del brano, lievemente modificata per ragioni di uniformit, a cura di Stefano Gattei.)

SOMMARIO

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PROFILO Ricordo di Karl Popper 50 Limmediatezza intuitiva 51 La disputa sul panteismo secondo Vaysse

19 INDAGINE

53 Ritorno di Schelling

19 Filosofia tedesca oggi. 54 Il sigillo di Bruno Il problema delluso linguistico apertamente strategico 55 Pragmatismo: promesse e delusioni nella prospettiva pragmatico-trascendentale

29 AUTORI E IDEE 29 Modelli di universo 30 I limiti della conoscenza matematica 31 Natura, storia e arte in Merleau-Ponty e Lvi-Strauss 32 Per il centenario della nascita di Horkheimer 33 Ricordo di Cioran 34 Psicoanalisi e filosofia 35 Politica e genealogia in Foucault 36 La biblioteca del potere 37 Nuove prospettive sul linguaggio

56 NOTIZIARIO

59 CONVEGNI E SEMINARI 59 La natura in filosofia 61 Filosofia e vita civile a Napoli 61 Dio oggi 61 Storia e filosofia in Hegel 62 Alle origini delletica 63 La traduzione dei testi a Port-Royal 65 Pareyson, filosofo della libert 66 Dipendenza e intenzionalit nella fenomenologia

39 TENDENZE E DIBATTITI 39 Concezioni estetiche 40 La ragione di Geymonat 40 Luomo e la cura 42 Sul crollo del comunismo 42 Incontro tra culture diverse 43 Per una nuova Europa

67 Valori e cultura universitaria 68 Metafisica tra ontologia e antropologia 70 Problemi di filosofia della scienza 71 Elias e Foucault: civilizzazione e cultura

73 CALENDARIO

76 DIDATTICA 45 PROSPETTIVE DI RICERCA 45 Spinoza in Francia 47 Joseph Joubert 47 Diari di guerra di Sartre 48 Wittgenstein: vita e opere 49 Nuovi studi su Max Weber 82 NOVIT IN LIBRERIA 78 RASSEGNA DELLE RIVISTE 76 Un Socrate...redivivo, in versione elettronica 77 Interventi, proposte, ricerche

PROFILO

Karl R. Popper

PROFILO
I brani che seguono sono tratte da alcune interviste appartenenti allEnciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche, curata dallIstituto Italiano per gli Studi Filosofici in collaborazione con RAI-Videosapere. I colloqui hanno avuto luogo tra il luglio a cura di e il novembre 1989 nella casa di Stefano Gattei Popper a Kenley, nel Surrey; le domande sono state poste da David Miller e da Maria Teresa de Vito. Per evitare parziali sovrapposizioni e ripetizioni, il testo non ha pi la forma dialogica originale; sono stati inoltre operati diversi tagli e introdotte alcune modifiche necessarie al passaggio dal linguaggio parlato a quello scritto. La suddivisione interna in paragrafi, cos come i titoli rispettivi e i corsivi, sono del curatore. La traduzione dalloriginale inglese, a cura di Dario Antiseri e di Florinda Li Vigni, stata a volte modificata per motivi di uniformit.

Karl Popper: il futuro aperto

qualsiasi altra cosa del genere, radicalmente sbagliata nonostante sia cos diffusa e sia in effetti alla base di tutte le teorie della conoscenza. Con una eccezione: la teoria secondo la quale noi, nella scienza, lavoriamo formulando ipotesi e tentando poi di eliminarle, con congetture, ovvero con il metodo che consiste nellavanzare ipotesi e nel cercare di confutarle.

La scienza su palafitte. Penso quindi che linduzione sia un mito. Esiste solo un metodo, e cio quello di procedere per tentativi ed errori, che consiste, ripeto, nel proporre delle ipotesi e nel controllarle criticamente. E questo il modo in cui noi dobbiamo procedere. Non abbiamo nessun altro mezzo, e sebbene per questa via possiamo raggiungere, se siamo fortunati, delle teorie vere, non possiamo per mai conseguire la certezza. La maggior parte delle nostre affermazioni ha carattere ipotetico. Noi proponiamo le nostre ipotesi o congetture e le mettiamo alla prova Il problema dellinduzione. per scartare quelle sbagliaLa ragione principale che te, ma in nessun modo posporta a credere allinduziosiamo dimostrarne la verine che la conoscenza, e t. specialmente la conoscenQuel che valido, detto alza scientifica, inizi con lostrimenti, il conflitto di servazione. Si tratta di una ipotesi differenti, di assuncredenza che ritengo sia zioni diverse, e lindividuadiffusa ancora oggi come zione del contrasto e il tenlo sempre stata in passato tativo di trovare la migliore - solo poche persone, in refra le due ipotesi; ancora, lo alt, si rendono conto che stabilire dei chiari criteri in intervengono le cose non stanno cos, e base ai quali giudicare delDario Antiseri che non possono essere la superiorit delluna o dele cos. Qualsiasi osservaziolaltra ipotesi, proponendo Giulio Giorello ne presuppone una grande per esempio che tra due ipoquantit di conoscenze. tesi migliore quella che E necessaria una grande spiega pi fatti sperimentaquantit di conoscenze afli dellaltra. Se una ipotesi finch le sensazioni mospiega di pi, allora signifimentanee abbiano per noi ca che pi interessante; a cura di Riccardo Ruschi un qualche significato. La non vuol dire che sia pi gente dimentica facilmente tutto questo perch ci che ci vera, ma che pi interessante, e che pertanto conviene colpisce maggiormente linformazione momentanea. discuterla per prima, lasciando la discussione dellipotesi Ha cos origine lidea che si conosca aprendo gli occhi e pi debole solo nel caso che la prima fallisca. le orecchie, osservando ed ascoltando. Si tratta per di un Einstein afferm di avere nuovi controlli per la sua teoria, grande errore, un errore compiuto anche da tanti filosofi. controlli che non potevano essere applicati alla teoria di La percezioni sono molto importanti, ma una percezione Newton. E pi volte afferm che se tali controlli, che egli sempre unipotesi. Anche ci che chiamato percezio- si augurava venissero realizzati, avessero confutato la ne di una Gestalt unipotesi. Tutte le nostre percezioni sua teoria, egli avrebbe accettato la confutazione. Questo implicano aspettative, ed laspettativa che accompagna il punto veramente molto importante. Chiunque propole percezioni a dare significato, in senso biologico, ad ne una nuova teoria dovrebbe specificare in quali circoesse. La funzione delle percezioni quella di formarsi, in stanze egli ammetterebbe di venire sconfitto; o, meglio, base ad esse, unaspettativa, ovvero di ipotizzare quello dovrebbe specificare in quali circostanze la propria teoria che accadr negli istanti successivi, cosa che biologica- crollerebbe. mente molto importante. Possiamo pertanto affermare che ipotesi ed aspettative sono pi o meno equivalenti: il Il criterio di falsificabilit. Nelle mie prime pubblicatermine aspettativa , per cos dire, lequivalente biolo- zioni proposi come criterio del carattere empirico di una gico del pi sofisticato termine epistemologico ipotesi teoria - o del suo carattere scientifico - la falsificabilit, o congettura. Losservazione libera da ipotesi non pu o controllabilit. Falsificabilit vuol dire che la teoria esistere. Per questa ragione lidea che la scienza parta pu essere sottoposta a controllo, e nel caso fallisca pu dalle osservazioni per arrivare ad ipotesi o a leggi, o a essere gettata nel cestino, oppure essere corretta. E

Ricordo di Karl Popper

PROFILO talvolta le correzioni, pur essendo limitate, possono fare una tremenda differenza: pu accadere che una piccola correzione rafforzi la teoria in modo tale che essa finisca con lo spiegare molto pi di quanto originariamente non ci si aspettasse. Il falsificazionismo pu condurre, in casi estremi, al rigetto totale della teoria, cosa che pu essere sbagliata o corretta; oppure, in altri casi, pu portare ad un meraviglioso miglioramento della teoria stessa. Tutti i controlli scientifici, gli esperimenti, sono tentativi di confutazione, e rivestono perci un grande valore, in quanto non si pu avere una confutazione senza imparare qualcosa di nuovo ed importante. La risposta alla domanda se la mia teoria sia falsificabile oppure no : no, non falsificabile. Mai ha inteso infatti essere una teoria empirica; vuole essere soltanto un consiglio agli scienziati, cosa sicuramente differente. Se guardiamo alla storia della scienza dal punto di vista del mio suggerimento (cio come una storia di ipotesi e di confutazioni di queste ipotesi), essa apparir maggiormente interessante e pi chiara nel suo sviluppo. Se quanto dico dovesse rivelarsi in disaccordo con la storia della scienza, credo allora che dovrei seriamente dichiarare il fallimento della mia teoria, e concludere che il mio suggerimento non era abbastanza buono, e avrei da riflettere ancora sullopportunit di dare consigli agli scienziati. Il valore della critica. Laltro elemento che, a mio avviso, realmente decisivo nella scienza, ma molto spesso anche in ambito prescientifico, latteggiamento mentale di critica consapevole. Il metodo consapevolmente critico consiste nel tentare di stabilire se unipotesi non sia errata. Abbiamo un problema; formuliamo unipotesi e cerchiamo di scoprirne, di nuovo per tentativi ed errori, i punti deboli. Vi riflettiamo e supponiamo che forse in certe situazioni la nostra ipotesi non funzioner; tentiamo allora di realizzare tali circostanze attraverso esperimenti nei quali, appunto, realizziamo proprio queste condizioni. Con un severo e consapevole controllo andiamo alla ricerca dei nostri errori, e in questo consiste il metodo critico che esiste, credo, solo a livello umano. La critica che raccomando deve essere ragionevolmente priva di attacchi e di insinuazione personali, e di altre cose del genere. Deve essere, cio, una critica della teoria oggettiva, che mostri che possono esserci errori nella teoria oggettiva e che possa quindi venire usata per migliorare la teoria, correggerla e renderla pi vicina alla verit. Il tipo di critica che desideriamo avere nella scienza in relazione al metodo ipotetico la critica razionale, che critica delle ipotesi. Latteggiamento critico costituisce lelemento umano del nostro adattarsi allambiente, adattamento che il compito principale, biologico, della scienza. E importante notare una cosa: deve trattarsi di una critica praticata rigorosamente nellinteresse della ricerca della verit, una critica tesa alla scoperta delle teorie false, degli errori, al fine di eliminarli, e quindi apprendere da essi e avvicinarsi alla verit. Questo atteggiamento critico un atteggiamento umano, ed possibile solo perch noi abbiamo il linguaggio, che appunto tipico delluomo. Il linguaggio ci permette di formulare le nostre teorie come
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qualcosa al di fuori di noi, al di fuori della nostra testa, come, cio, qualcosa di oggettivo. Le teorie formulate con parole scritte vengono sottoposte ad un ampio numero di persone, ciascuna delle quali, in linea di principio, pu criticarle. E grazie alla loro oggettivit che le nostre teorie possono venire criticate. Il metodo con cui noi ci adattiamo allambiente quello con cui risolviamo i nostri problemi. Esso esige il linguaggio ed cos che ci possibile sottoporre le nostre teorie a critica oggettiva. Ma in tal modo esso ci offre limportantissima possibilit di lasciar morire le nostre teorie al posto nostro. E questo di grande importanza, perch gli animali, per esempio, muoiono se sono portatori di teorie false circa il loro ambiente, e con la loro morte la teoria falsa viene eliminata. Noi, invece, possiamo eliminare la teoria senza morire, anche se ci sono persone che muoiono con le loro teorie, non tanto per le loro teorie. Ragione ed etica. Applicare la ragione alletica possibile e necessario. Non possiamo avere etica senza ragione, questo chiaro. Naturalmente letica va oltre la ragione. C una bellissima frase di Schopenhauer sulletica, in cui egli dice che ci di cui dovremmo vivere : non offendere nessuno, non commettere ingiustizia alcuna verso nessuno, ma aiuta tutti meglio che puoi. Questa breve frase di Schopenhauer contiene davvero gran parte, o forse tutti, i principi delletica. Ci sono per dei grandi problemi nellapplicarli, e a questi problemi dovremmo applicare la ragione. Intendo gravi problemi etici come, ad esempio, laborto, in quanto problemi di questo tipo non possono davvero essere risolti senza ragionare realmente su di essi. E credo che una delle pi importanti ragioni in questo problema sia ( solo un esempio) che non si pu condannare un bambino non ancora nato ad avere una madre che lo ama talmente poco da essere pronta ad ucciderlo. E una tremenda condanna, per un bambino non nato, quella di essere affidato ad una madre che vuole ucciderlo. Questo aspetto assai differente da quanto usualmente si dice, ovvero il diritto della donna su di s, eccetera. Ritengo che tutto questo sia secondario. E il diritto del bambino di nascere in una famiglia nella quale amato, ad essere supremo. Possiamo perci applicare la ragione alletica, ricavando da ci molti altri suggerimenti, come, per esempio, che il colore della pelle non debba incidere sulla condizione sociale di un uomo, perch non ne altera lanima, non ne cambia le intenzioni, non ne decide la bont o la cattiveria. Ottimismo. Sono persuaso che il mondo occidentale abbia imparato ad usare la ragione, e che ne faccia un buon uso. Ci sono ovviamente dei problemi, ma in questa parte del mondo sembra che tutti i problemi possano essere risolti per mezzo della discussione, attraverso il confronto verbale, attraverso la ricerca di un comune giudizio, o attraverso giudici demandati a risolvere casi di dispute fra le parti o fra individui, fra singoli individui o fra organizzazioni. Certamente molte cose in questo mondo potrebbero andar meglio, ma c molta gente che lavora per migliorarlo: abbiamo medici eccellenti, abbiamo progressi im-

PROFILO pressionanti nel settore dellassistenza negli ospedali, in quello delle cure mediche, e cos via. Abbiamo il modo di prevenire i governi dannosi: possiamo far s che vengano sostituiti. Questi sono progressi enormi, e noi dovremmo essere consapevoli di averli conseguiti. Invece ci viene costantemente detto che viviamo in un mondo totalmente insoddisfacente. Ci raccontano continuamente di pericoli che possono esistere, ma che non sono nulla in confronto alle grandi conquiste che abbiamo realizzato. Ed pericoloso non sottolineare, costantemente e con forza, che abbiamo raggiunto tali conquiste, perch questo fa s che la gente abbia la sensazione che non si possa fare di meglio, che non sia possibile migliorare. Possiamo migliorare, abbiamo dimostrato che possiamo costantemente cambiare le cose in meglio. Credo sia importante imparare che viviamo in un mondo che non solo molto bello, ma anche profondamente giusto: un mondo fondato sulla giustizia, che non sempre esistito, e dove certamente molto si pu migliorare. Ma un buon mondo, un mondo in cui tanta gente, molta pi di quanto avremmo mai potuto immaginare, pu viaggiare, pu divertirsi, pu studiare. Ci sono pi universit, si pu studiare di pi, quasi tutti hanno la possibilit di influenzare il proprio mondo per il meglio. Non possiamo davvero dire che questo sia un mondo brutto o irragionevole. Ovviamente esistono dei pericoli, come laumento troppo rapido della popolazione e, probabilmente, labuso delle droghe, inclusi lalcool e il fumo. Penso che questi pericoli possano essere, e che di fatto siano, combattuti. Se avremo successo in questa lotta, non so: non sono un profeta; sono per convinto di poter valutare la situazione attuale con le sue conquiste meglio di quanto tanta gente possa fare, in quanto gli uomini sono influenzati dalle ideologie, e lideologia estremamente pericolosa. Lideologia sostiene che viviamo in un mondo orribile, il che semplicemente una menzogna. Ed una menzogna cattiva e pericolosa, perch scoraggia la gente e la rende infelice, contribuisce ad aumentare il tasso dei suicidi, alimenta il terrorismo. A forza di sentirsi ripetere che il mondo cos brutto, la gente finisce col credere che non ci sia nulla di male nel renderlo un poco pi brutto uccidendo qualche persona con atti terroristici. Questi sono dunque dei grandi pericoli, ma credo che uno dei mezzi per combatterli sia liberare la mente delle persone dalla menzogna, che viene loro continuamente ripetuta: che viviamo, cio, in un brutto mondo. Educazione e mezzi di comunicazione. Il pericolo maggiore sta nel minacciare la gente, nella ripetizione costante della tesi che viviamo in terribile pericolo, per esempio nel sostenere che siamo minacciati dalle bombe atomiche. Credo che la probabilit di un utilizzo delle bombe atomiche sia molto bassa. Ovviamente dipender in larga misura da noi stessi, ma dobbiamo sperare che sapremo evitare una guerra atomica. Esistono dei pericoli, fra i quali quello che le nazioni pi piccole possano impadronirsi di bombe atomiche [Popper si riferisce allenorme numero di testate atomiche immesse sul mercato nero dopo il dissolvimento dellU.R.S.S., ndr.] e questo pu rappresentare un pericolo molto grande. Penso per sia importante che non venga ossessivamente ripetuto che
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siamo costantemente assediati da tremendi pericoli; importante non alimentare nelle persone le immagini di uccisioni, le terribili immagini di violenza, che cos spesso ci vengono mostrate. Ho insegnato nella scuola elementare e in quella media, e so per esperienza che ai ragazzi non piace vedere film nei quali accadono cose terribili. Stringono le mani prima di serrare le palpebre: devono venire domati per diventare capaci di assistere alla violenza. E questo ci che facciamo ai nostri figli: li educhiamo a tollerare la violenza, a considerare la violenza come qualcosa che accade dappertutto, che non pu essere evitata e alla quale ci si deve abituare. Penso che tutto questo sia terribile e che, cos facendo, minacciamo la nostra stessa sopravvivenza. Laltra cosa terribile che i media ci fanno, oltre a diseducare sistematicamente i nostri figli, terrorizzare i giovani e gli adulti. Raccontano costantemente loro le storie pi pericolose circa il collasso del loro universo, la Terra. I media raccontano che la Terra il nostro unico pianeta, che non abbiamo nientaltro (verissimo), che dobbiamo tenerla in ordine ed evitare che le accadano cose irreparabili (verissimo). Ma poi si spingono oltre e raccontano che il collasso imminente, che c un buco sopra il Polo Sud. E con queste terribili e sciocche storie (sciocche secondo me e secondo lopinione della maggioranza degli scienziati ragionevoli) cercano di minacciarli. Perch? Perch avvertono che solo in questo modo la gente pu essere intrattenuta. Penso ci siano altre forme di intrattenimento, mentre questo tipo di intrattenimento minaccia la nostra sopravvivenza. Credo perci che i media, a meno che non intendano rappresentare la maggiore minaccia alla nostra sopravvivenza, debbano imparare ad usare il loro immenso potere con grande cautela. Non sono un sostenitore della censura, ma sono per lautodisciplina e per lautodidattica. Cos stanno oggi le cose: le persone che lavorano nei media sono esse stesse vittime della loro stessa propaganda: credono nella verit di ci che ci mostrano. Ma questo un errore, ed essi dovrebbero piuttosto considerare la possibilit di mostrarci anche gli aspetti belli e buoni della nostra vita, intrattenendoci in modo diverso. Il futuro aperto. Quando dico che il futuro aperto, in realt, ho in mente soprattutto il futuro delluomo e quello della societ. Questa tesi, che il futuro aperto, diretta in particolare contro quella concezione che io chiamo storicismo. Si tratta della concezione secondo la quale il futuro non aperto e che noi possiamo effettivamente prevedere quanto accadr. Lo storicismo asserisce che esistono leggi dello sviluppo storico, e che se solo conoscessimo queste leggi potremmo, almeno a grandi linee, prevedere il futuro. Nella nostra epoca gli storicisti pi importanti sono i marxisti; la loro teoria dice che possibile predire quello che accadr nella storia, che ci sar uno sviluppo verso una societ senza classi, che sarebbe meravigliosa. Questo sviluppo, secondo il marxismo, la via verso la dittatura del proletariato; prima della dittatura, naturalmente, ci sarebbe la rivoluzione sociale che, come tutti sanno, si verific nel 1917 in Russia, e che avrebbe dovuto poi attuarsi in tutto il mondo. La rivoluzione

PROFILO mondiale sarebbe seguita ovunque dallinstaurazione della dittatura del proletariato, conquistando cos il paradiso della societ senza classi. E una predizione storica fondata sullanalisi compiuta ne Il Capitale . In questopera Marx, dopo aver analizzato le tendenze generali dellevoluzione della societ, studia soprattutto quelle relative alla societ capitalista, e formula le sue predizioni. Il fondamento di questa sua concezione da rintracciare in un certo tipo di determinismo: lidea base sta nel sostenere che noi non siamo liberi. Neppure i capitalisti sono liberi: al pari di qualsiasi altro individuo essi sono catturati dal meccanismo della societ e del suo sviluppo storico, cos che sono costretti ad agire come agiscono. Pertanto, sebbene debbano venire combattuti e distrutti, i capitalisti in realt non possono essere biasimati, in quanto agiscono soltanto costretti dalle forze storiche e sociali. Contro una siffatta concezione, allora, io affermo che il futuro aperto, nel senso che in ogni momento infinite possibilit per quanto potr accadere nellimmediato futuro. Alcune di queste possibilit sono molto remote, e si pu dire che siano davvero trascurabili. Ma altre possibilit sono davvero reali, e sono numerosissime. Ci che accadr dipende in parte da fatti accidentali, in parte da quanto effettivamente ed attualmente esiste. La questione di fondo, a mio avviso, che dobbiamo essere consapevoli del fatto che esistono possibilit aperte. Ed questo che intendo quando dico che il futuro aperto. Fra tutte queste possibilit c quella, per noi, di influire su quello che avviene con le nostre speranze e le nostre valutazioni. Con apertura intendo, in senso ampio, che noi possiamo scegliere quei valori che sentiamo come valori portanti, per noi e per la nostra vita. La valutazione caratteristica della vita, sin dalle sue prime origini. I primi organismi hanno problemi di sopravvivenza. E i problemi significano, fra le altre cose, che noi andiamo alla ricerca di soluzioni, che, cio, ricerchiamo qualcosa di meglio della situazione in cui ci troviamo. Se un organismo unicellulare fugge, diciamo, da un luogo molto caldo e si dirige verso un luogo pi fresco, esso sta cercando di migliorare la sua situazione vitale. Ma lidea di miglioramento contiene, in realt, lidea di valore. Se parliamo di miglioramento, parliamo allora di qualcosa di meglio e di qualcosa di peggio, e queste sono valutazioni. E cos che la vita, fin dai suoi primissimi inizi ha creato i valori in questo mondo, che prima della comparsa della vita non ne aveva. Problemi e valori appaiono nel nostro universo soltanto attraverso la vita, e assumono unimportanza immensa per tutti gli esseri viventi. Noi tutti siamo solutori di problemi, e sempre, in ogni istante, ci troviamo in situazioni problematiche da risolvere. E soluzione di problemi significa valori, significa compiere delle valutazioni. Ebbene, sin dagli inizi, questi valori si sono evoluti insieme alla vita. E uno dei pi grandi valori, che tutti gli esseri viventi hanno caro, la libert: la libert di azione, la libert di migliorare la propria situazione, di risolvere i propri problemi. In tal modo diventa chiaro che dietro ai nostri valori c limmensa esperienza della vita, c levoluzione della vita. E tra questi valori, penso, la libert quello pi generale. Poi, una volta che lumanit
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ebbe sviluppato linguaggio e fu in grado di comunicare, si pu dire che laltro valore pi importante divenne la verit. I valori, dunque, hanno unimmensa rilevanza. Quando parlo di futuro aperto, allora, non intendo soltanto che noi non possiamo impedire quello che accadr, ma intendo anche che quanto accadr sar influenzato da noi e dai nostri valori. Questi ultimi sono nostre invenzioni, ma non arbitrarie: sono grandi invenzioni degli esseri umani, come, ad esempio, i valori raggiunti nella musica dai grandi compositori, o quelli dei grandi scienziati che si sforzano di risolvere i problemi in modo astratto e di migliorare la nostra conoscenza della verit. Ingegneria sociale gradualistica. Nel mio libro Miseria dello storicismo ho cercato di spiegare che la politica potrebbe essere qualcosa di simile allingegneria sociale, nel senso che essa cerca di raggiungere certi fini utilizzando determinati mezzi, ed appunto quanto avviene in ingegneria. La politica, per, non pu essere quel tipo di pianificazione per il futuro su scala globale che gli storicisti hanno in mente, ma deve essere quella che io descrivo come ingegneria sociale gradualistica [piecemeal social engineering]. Proposi questo termine come una sfida, per sottolineare provocatoriamente la necessit di una certa modestia nellambito dellingegneria sociale. Tale termine stato criticato e discusso moltissimo. Le parole, per, non contano. Ci che era, ed importante in questa idea che solo se noi facciamo certe cose, soltanto se cerchiamo di soddisfare un certo bisogno sociale per mezzo di determinati provvedimenti politici, si potr constatare se le nostre misure non portino effettivamente al risultato opposto a quello che ci proponevamo di ottenere. E questo perch molto spesso le nostre azioni producono il risultato contrario a quello che vogliamo raggiungere. Soltanto dei modesti tentativi possono venire sufficientemente controllati ed ispezionati nelle loro conseguenze, al fine di essere ragionevolmente sicuri del fatto che queste conseguenze corrispondano almeno approssimativamente a quello che si voleva che fossero. Modesti non significa necessariamente piccoli, ma certamente vuol dire che non dobbiamo essere prigionieri di unideologia totalizzante, servirla, ingoiarla, costringere la gente ad accettarla, e cos via. Con tutto ci non sono contrario alla passione che i riformatori hanno verso le riforme, quanto piuttosto al loro sogno di onnipotenza: al sogno stando al quale noi possiamo davvero cambiare la societ, cos che tutto sia meraviglioso. E questo tipo di passione che io considero molto pericolosa e seriamente irrealistica. Quei riformatori che hanno cercato di realizzare il paradiso in terra hanno in realt sempre costruito qualcosa di simile allinferno. Dobbiamo combattere i mali piuttosto che cercare di instaurare il bene perfetto. Questultima lidea di quanti hanno cercato di rendere felice lumanit nella sua totalit, e di solito lhanno invece resa, di fatto, infelice. Si dovrebbe, molto semplicemente, riparare la scarpa soltanto dove questa fa male; si dovrebbe guardare dove la scarpa troppo stretta e cercare l di allargarla. Non una buona cosa, ogniqualvolta sentiamo che qualcosa non va in una scarpa, comprarne subito una nuova, perch la nuova scarpa pu fare pi male della vecchia. Solo

PROFILO dopo averla provata e sentito dove essa pu venire riparata cercheremo di ripararla. Questa una buona cosa, perch cos che riusciamo ad avere un problema chiaro, definito in modo sufficiente perch noi siamo in grado di vedere se il nostro lavoro su di esso riuscito a far s che la scarpa non faccia pi male, se ne ha fatto una scarpa migliore. Questa lidea fondamentale, questa la modestia che ho in mente. Lutilitarismo, come si sa, consiste nellidea della pi grande felicit per il maggior numero di persone. Quello che effettivamente possibile in primo luogo eliminare le disgrazie pi grandi, poi, successivamente, quelle un po meno grandi, e cos via. E molto stato fatto in questo senso, solo che la gente non lo sa. Questa una delle difficolt del miglioramento sociale: che la gente prende questo miglioramento per garantito. Libert e pacifismo. In questa prospettiva ovvio che la pace, non solo la pace interna (che viene certamente per prima), ma anche quella esterna sia immensamente importante, perch solo quando avremo conquistato la pace potremo uscire dal problema militare, generato dalla crescita degli armamenti. Kant era ben consapevole che se la sua idea di libert fosse stata in qualche modo abbracciata e avesse vinto, ci avrebbe significato la pace sulla terra. Per questo scrisse Zum ewigen Frieden, (Per la pace perpetua), e lo cominci descrivendo una visita ad unosteria allesterno della quale era appesa uninsegna dove era raffigurata una pietra tombale di un cimitero accanto a una chiesa, e sulla tomba era scritto in pace perpetua. Riferito questo fatto, Kant si chiese se quella del cimitero fosse la sola pace perpetua che noi possiamo conoscere. Nel seguito, poi, descrive la via alla pace e descrive Libert e convivenza quella che egli chiama la Lega delle nazioni. Dobpacifica. tuttavia di estrebiamo infatti ricordare che ma importanza sapere che lespressione Lega delle si pu abusare anche della nazioni (quella in qualche libert. Il problema centrale della vita sociale quello, modo fallita Lega delle nazioni) presa da Kant. secondo me, di avere tanta Ebbene, Kant scrisse che libert per ognuno quanto questa Lega delle nazioni compatibile con quella dedeve essere lo scopo assogli altri. una formulazione kantiana del problema: Kant luto della politica dellumanit. Questo il fine cui sostiene che la vita sociale dovrebbe essere strutturata dobbiamo tendere se vogliamo instaurare lideale in base al fine per cui ognudella minima limitazione, no goda della massima lidella limitazione strettabert possibile, tenuto per mente necessaria, della noconto dellimportantissima e significativa restrizione stra libert nella societ. Credo che egli avesse rache la libert di un indivigione, e che vedesse pi duo non deve ostacolare o lontano di alcuni nostri coridurre la libert degli altri. siddetti anarchici radicali o O, per dirla diversamente, la libert deve venire limitafilosofi anarchici, che ritengono che gli Stati odierta in modo tale da divenire Annotazioni di Popper su Einstein pi o meno uguale libert ni non siano necessari. I nostri Stati sono invece neper tutti. Naturalmente un simile ideale non pu venire conseguito completamente, cessari, specialmente per la difesa: questa, oggi, la funzione principale di tutti gli Stati esistenti, ed una ma certo una finalit astratta cui mirare. Il problema sociale fondamentale il seguente: deve funzione molto restrittiva. Essa impone allo Stato una esserci una qualche restrizione della libert, a causa del funzione tipicamente paternalistica, secondo la quale fatto che della libert si pu fare cattivo uso. importan- esso deve intervenire cos come un padre interviene con te, secondo me, capire che questo un problema generale i propri figli. Solo lo Stato sa quali armi sono disponibili; fondamentale, altrimenti dovremmo ammettere che ci noi non lo sappiamo, e dobbiamo essere daccordo su siano individui che, in nome della propria libert, uccida- qualsiasi cosa senza uneffettiva e completa informazione. Si tratta di una situazione altamente insoddisfacente, che no altre persone. In breve, il vivere insieme pacificamente implica una pu essere sostituita solo da qualcosa di simile alla federacerta restrizione della libert di ciascuno, affinch ognu- zione di cui parlava Kant, da una Lega delle nazioni. no possa avere il massimo della libert che possibile Allo stato attuale il disarmo unilaterale ancora una conseguire nella convivenza sociale. Credo che sia que- follia: deve essere chiaro a tutti. sto il fine cui aspiriamo. Sono pacifista gi dai giorni precedenti alla prima guerra
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PROFILO mondiale. La mia famiglia era di tradizione pacifista, e cos i miei genitori. Tuttavia, gi allora era chiaro che il disarmo non debba venire unilateralmente. Penso che il disarmo unilaterale, e tutti gli atti in suo favore, abbiano favorito lo scoppio di tutte e due le guerre mondiali. Una politica pacifista pu essere estremamente pericolosa e diventare uno dei pericoli di guerra, contribuendo di fatto allo scoppio della guerra. Cos chi sinceramente per linstaurazione della pace perpetua, della pace sulla terra, non deve appoggiare il disarmo unilaterale. Il disarmo unilaterale un grande sbaglio politico. D. Professor Antiseri, la filosofia di Popper si snoda attraverso due tematiche, quella epistemologica e quella politica, che spesso e volentieri si intrecciano in una matrice comune. Comincerei aldi lora ad analizzare la tematica epiAdriana stemologica, per poi passare a Santacroce quella politica ed infine considerarne lorigine comune. Un primo livello di analisi pu essere quello di tentare una contestualizzazione storica del discorso epistemologico. Mi riferisco al rapporto di Popper con il Circolo di Vienna. E possibile riscontrare un legame tra la concezione popperiana e le tematiche affrontate dal neopositivismo logico? Intervista a Dario Antiseri R. Sicuramente esistono legami, anche se di problemi e non di soluzioni. Per esempio ci sono i problemi dellinduzione, dei protocolli o del realismo, che hanno affrontato sia i neopositivisti, sia Popper, dando risposte diverse. Il vero legame, per, tra Popper e la Vienna prima del neopositivismo logico. Basti ricordare pensatori come Kraft, che nel 12 e nel 25, ne Il Metodo della scienza, parla di uno scienziato che fa le sue presupposizioni e trae le conseguenze, o come Mach che, in Conoscenza ed errore, sottolinea il ruolo delle ipotesi. Pensiamo anche alla psicanalisi: la battaglia di Popper contro la psicanalisi, non falsificabile, era gi nota a Vienna: basti pensare a Karl Kraus, che attacca la psicanalisi perch non controllabile; o a Friedell che, in Storia della cultura contemporanea, dice che la psicanalisi non scienza. Del resto la stessa asimmetria logica tra conferma e smentita, cio limpossibilit di verificare un asserto universale, invece falsificabile, era unidea presente in quasi tutta lEuropa gi dalla fine dellOttocento. Nella mia introduzione al libro di Naville, La logica delle ipotesi, ho mostrato come in Francia Poincar e Duhem, in Inghilterra Weywell, e in Italia Enriquez, Vailati o Colozza (citato da Mach in Conoscenza ed errore quasi come un postpopperiano raffinato) avevano pensato alla scienza in modo popperiano. Anche il termine falsificazione era gi noto: ad esempio Lewis, nel 28, porta lesempio dei Cigni bianchi, che pu essere falsificato e non verificato; o Dickens che, in David Copperfield, dice nel primo capitolo: questa mia storia pu essere verificata o falsificata. Il merito di Popper sta nellaver fatto di questidea di falsificazione un sistema di pensiero e un
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programma filosofico. Questa idea non soltanto ha reso gli scienziati pi coscienti di quello che stavano facendo, ma ha anche dato uno scossone ad alcune ideologie che avevano pretese scientifiche, come il marxismo e la psicanalisi. In conclusione, direi, il contesto in cui Popper si muove pre-neopositivista, mentre le sue soluzioni sono decisamente anti-neopositiviste. D. Consideriamo, ora, la comunanza dei problemi tra Popper e il neopositivismo. Se il Circolo di Vienna considera linduzione e la verificazione, Popper si rif alla deduzione e alla falsificabilit. Lei non pensa che, data questa opposizione, Popper si limiti a rovesciare la struttura epistemologica gi esistente, senza sostituirla in modo radicale? R. No! Popper nega lesistenza dellinduzione e dimostra che la falsificazione il solo metodo che funzioni. In questo modo Popper nega un programma di ricerca e ne assume un altro. C un volumetto di Heinrich Gomperz, Die Wissenchaft und die Tat (La scienza e lazione) del 34, che dice che, nonostante sullinduzione si discuta da quindici anni, solo ultimamente, grazie a Kraft, si compreso che questa non esiste. D. Entriamo in ambito teoretico. La metodologia popperiana caratterizzata da due tendenze: una soggettivista - mi riferisco allimportanza delle intuizioni creative nella formulazione delle teorie - e una oggettivista, che si manifesta sia nellesigenza di un metodo rigoroso, quello falsificazionista, sia nella posizione di un ideale regolativo di verit che legittimi la crescita della conoscenza. Non possibile riscontrare qui un soggettivismo di fondo ed un oggettivismo soltanto preteso? R. No! Penso di no. La questione riguarda il programma di Kant che Popper rielabora. Per Kant noi poniamo sul mondo le categorie che sono universali e immutabili, mentre per Popper le categorie sono le teorie, linguistiche e variabili. Il problema, che Popper individua come il tema del realismo, allora capire perch la scienza e la tecnologia, che dipende direttamente dalle teorie scientifiche e che costituisce il mondo artificiale in cui viviamo, funzionano e hanno questo potere sulla realt. Loggettivit di Popper risiede in questo. Le categorie, le intuizioni popperiane, servono per catturare il mondo reale attraverso la creazione di mondi possibili, cio di ipotesi coerenti, e il loro controllo. Dobbiamo tener conto del fatto che noi abbiamo una definizione di verit, ma non un criterio di verit. Una teoria vera, infatti, se corrisponde ai fatti, ma non possibile verificare le conseguenze infinite della teoria stessa. Ecco perch abbiamo il compito di falsificare tutte le teorie scientifiche: prima falsifichiamo una teoria e prima la comunit scientifica sar messa in quella stringente necessit di inventare una teoria migliore. Loggettivit della teoria consiste proprio nella sua controllabilit, che le permetta di funzionare nella realt. D. A proposito del realismo, Lei sa che Feyerabend, ad esempio, ha rivolto diverse critiche a Popper. Mi riferisco

PROFILO a Contro il metodo, testo nel quale Feyerabend dimostra come Galileo non ha mai utilizzato il metodo falsificazionista, ma anzi ha utilizzato trucchi e propaganda. esiste, invece, un altro tipo di linguaggio, quello descrittivo, nato con le idee di verit, di falsificazione e di controllo che, grazie allo scontro dei miti a Mileto, ha portato alla genesi della filosofia. Mileto era una citt R. Penso che sia possibile dimostrare che le critiche di marinara, luogo di arrivo di merci e divinit nuove che, Feyerabend a Galileo sono meno contro il metodo di grazie al loro scontro, hanno portato alla nascita della quanto si possa immaginare. Facciamo degli esempi. filosofia. La matrice linguistica quindi senza dubbio Feyerabend imputa a Galileo luso delle ipotesi ad hoc. A determinante. questo proposito Popper afferma che le ipotesi ad hoc Quello che interessante, inoltre, che il metodo sciennon sono eterne, nel senso che oggi possono essere ad tifico popperiano addirittura usato dallevoluzione biohoc, e quindi il loro uso scorretto dal punto di vista del logica: nel momento in cui compare una mutazione metodo, ma non detto che domani le ipotesi non siano biologica, lambiente fisico la seleziona. Nella scienza pi valide. il caso di pasuccede la stessa cosa: emergono nuove congettudre Clavio che sosteneva che la luna era circondata re, cio altri dati, e avviene da una sfera di cristallo. la selezione. Ecco perch possiamo definire questa Al tempo di Galileo lipotesi era ad hoc; oggi non epistemologia evoluzionistica. lo pi. Inoltre, secondo Feyerabend, Popper sostieLa differenza tra lameba e ne che tra due teorie noi Einstein che allameba dobbiamo scegliere quella dispiace sbagliare, mentre con il maggior contenuto Einstein stuzzicato dalinformativo, senza precisalerrore, perch eliminer re che una teoria che oggi gli errori precedenti. Penmi dice meno, che meno siamo ad Oppenhaimer, che controllata, domani avr un diceva che la fisica va avanti contenuto maggiormente perch non sbaglia mai due controllabile e io la potr volte allo stesso modo. assumere come ipotesi di Augusto Murri, fisico bolavoro. Ebbene, credo che lognese, diceva che tra i tutti convengano nel dire manuali che si studiano alla che questa una buona reFacolt di medicina manca gola. Ancora Feyerabend il manuale pi importante, afferma: Popper dice che il manuale degli errori. Octra due teorie deve essere corre apprendere dai nostri scartata quella con la base errori e dagli errori altrui. empirica che la contraddiCio essere non dogmatici, ce. Ma io dico che talvolta ma aperti alla critica e albisogna assumere una teolalternativa perch la logiria che contraddetta. A ca della scienza non quelben guardare, quando Galila dellassenso collettivo, leo dimostra la rotazione ma quella della competidella terra con lesperimenzione. Questo davvero to della torre, notiamo che Paul K. Feyerabend, Thomas S. Kuhn molto importante: la scienFriedrich A. Von Hayek, Imre Lakatos egli non assume una teoria za uno scontro continuo contraddetta, bens distrugtra due teorie ed avanza ge la base empirica tolemaica, confermando quello che proprio per questo. Competizione deriva da cum petere, dice Popper. Secondo me Feyerabend radicalizza quello e cio ricerca fatta insieme, collaborazione in forma che in Popper c gi: il caso Galileo non fa che confer- agonistica. La competizione diventa, in questo modo, la mare la teoria popperiana. pi alta forma di collaborazione. D. In ogni caso, Feyerabend ha il merito di aver compreso limportanza del linguaggio come costitutivo dei fenomeni. Pensiamo, come riferimento, a B. L. Whorf, che Lei ha spesso citato. R. Certamente! Anche Popper, che si richiama a Bhler, lo fa. Questi colloca la nascita del linguaggio descrittivo al tempo del mito. Noi sappiamo che anche lanimale ha un linguaggio espressivo che lo fa urlare; nelluomo
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D. Questo vuol dire che le teorie scientifiche nascono sempre da un problema irrisolto. Feyerabend dice, invece, che la scienza spesso non nasce da problemi ma da questioni di gusto. R. S! Ma se non ci sono problemi, non ci possono essere questioni di gusto; il gusto pu esserci, ma non sufficiente. Deve esistere il problema, che poi potr anche essere propagandato, come dice anche Feyerabend, oppure no.

PROFILO D. Nel contesto della scoperta scientifica, secondo Popper, gioca un ruolo particolare la metafisica. Essa fornisce i quadri concettuali e caratterizza la nostra mente. Che valore ha la metafisica per Popper? R. Ecco unaltro contrasto con i neopositivisti. Mentre i neopositivisti sostenevano che la metafisica da eliminare, Popper ha fatto capire, in primo luogo, che non possibile eliminare la metafisica lanciandole improperi e, in secondo luogo, che la metafisica determinante allinterno dellimpresa scientifica. La scienza, infatti, impossibile senza idee metafisiche che le facciano da presupposto. Ad esempio, come diceva anche Einstein, il realismo, lidea di un mondo ordinato o la ricerca della verit, sono presupposti tipici della scienza. Per questo la metafisica sensata. Inoltre la metafisica socialmente rilevante, perch gli uomini si fanno anche ammazzare per idee metafisiche e questo gioca un ruolo anche nei riguardi della scienza. In terzo luogo, esistono teorie che sono programmi di ricerca metafisici: ad esempio il materialismo storico, che ha fatto nascere teorie scientifiche. Non solo questa metafisica sensata, socialmente rilevante, ma costituisce un fondamento per la scienza. Per di pi Popper non ha mai eliminato la metafisica e la filosofia; al contrario di Wittgenstein, che ha negato lesistenza della filosofia in opposizione alle scienza, Popper ha affermato lesistenza di autentici e genuini problemi filosofici. Per esempio: possiamo fondare in modo razionale i nostri valori ultimi? Dio esiste o no? Possiamo prevedere il nostro futuro? Oppure: cosa corrisponde nella realt effettiva ai concetti collettivi come la sociologia? Questo il problema degli universali: esiste solo lamore o esistono gli innamorati? Popper ha cercato di difendere alcune idee filosofiche e di combatterne altre - ha combattuto la dialettica e lo storicismo, ha scelto il realismo etc... Se, per, le teorie scientifiche sono scelte attraverso i fatti che possono falsificarle, le teorie filosofiche, necessitano di un altro criterio che le renda razionali: la loro criticabilit. Una teoria filosofica criticabile quando pu scontrarsi con qualche pezzo di Mondo 3, allepoca consolidato, al quale, allepoca, non siamo disposti a rinunciare. Per esempio quando Popper parla di storicismo, cio di tutte quelle filosofie che credono di aver trovato la legge di sviluppo della storia umana, lo definisce misero, perch non possibile costruire un autopredittore scientifico. Secondo Popper, ci rendiamo conto che la storia umana dipende in gran parte dalle conoscenze che hanno gli individui, ad esempio la tecnologia. Per questo, poich la scienza di oggi non prevede la scienza di domani, che dipende dalla tecnologia di domani, nessuno pu sapere come sar la societ di domani. Ad esempio, se si scoprir una fonte di energia non inquinante, questo cambier tutti i nostri rapporti futuri. Se vero questo pezzo di Mondo 3 (cio che non si pu costruire un autopredittore universale), tutto lo storicismo crolla. La critica filosofica, quindi, non avviene grazie ai fatti, come nelle teorie scientifiche, ma grazie allo scontro con pezzi di Mondo 3. In questo modo, la falsificabilit un caso della pi ampia criticabilit. Tuttavia non sempre una teoria filosofica criticabile e
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quindi razionale: esistono teorie filosofiche che allepoca sono teorie indecidibili. Pensiamo, ad esempio, alle antinomie kantiane, che sono libere scelte delle coscienze. Comunque, anche ridimensionando linterpretazione del Circolo di Vienna che, con una lettura affrettata, diceva che con Popper la metafisica se la passava bene, non possiamo non riconoscere a Popper il merito di aver riconosciuto limportanza del ruolo della metafisica nella scienza. D. Passiamo ad un altro argomento. Nellanalizzare la metodologia popperiana, Lei ha sottolineato un forte legame tra la falsificabilit e lermeneutica di Gadamer. R. Ultimamente, a Cesena, ho tenuto una conferenza in cui ho affrontato questo tema. Nell80 esposi quella Teoria unificata del metodo, in cui ho confrontato lepistemologia popperiana e il metodo gadameriano. In pi passi Popper sostiene che il metodo scientifico si risolve in tre parole: problemi, congetture e confutazioni. Inoltre dice che il metodo uno solo, ovvero che il metodo di interpretazione dei testi lo stesso metodo delle scienze naturali. Questa teoria, che ad esempio Albert ha tanto criticato, stata ripresa recentemente da Marco Vozza e da Gianni Vattimo che, in Oltre linterpretazione, ha riconosciuto i miei parallelismi. Secondo Popper gli ermeneuti, non sapendo cosa sono le scienze naturali, le attaccano, non sapendo bene, per, cosa dire. A proposito del circolo ermeneutico, Gadamer afferma che quando incontriamo un testo, siamo una precomprensione, cio un insieme di pregiudizi: facciamo incontrare, quindi, il testo con il contesto. Se un brano del testo urta con la nostra interpretazione, dobbiamo cambiarla. Linterpretazione non altro che una congettura circa quello che il testo dice e che dovr essere controllato. Per di pi lesperienza dellinterpretazione negativa: anche quando diciamo comunemente che abbiamo fatto unesperienza, vogliamo dire che finora non abbiamo visto le cose correttamente. La negativit dellesperienza ha dunque un valore produttivo. Il critico testuale non fa altro che ricostituire il testo come era allinizio e lo fa con ripetuti controlli. D. Se, per, in Gadamer il metodo, in senso classico, non esiste, in Popper, il metodo che cos? R. In fondo, Gadamer afferma che il circolo ermeneutico il metodo delle interpretazioni, in cui ogni revisione di un progetto iniziale comporta la possibilit di abbozzare un nuovo progetto di senso. Il rapporto con il testo mette alla prova lattendibilit dei nostri preconcetti. Quando si vuole risolvere un problema non si pu fare altro che fare congetture e metterle alla prova; questo vale in fisica, in biologia e in tutte le scienze. Secondo Popper questo metodo utilizzato sia nelle scienze, sia nelle discipline umanistiche. Daltra parte, lunicit del metodo stata difesa anche da altri prima di Popper. Ad esempio Von Liebing dice che intelletto e fantasia sono per il nostro sapere ugualmente necessari e ugualmente giustificabili. Tutti e due hanno la loro parte in tutti i problemi di fisica, medicina, economia politica, storia e linguistica.

PROFILO Naville sostiene che la presenza dellipotesi ci mostra che tradizione. Noi leggiamo il mondo attraverso il linguagle nostre idee, allorigine, non sono che supposizioni che gio che diventa, in Popper come in Gadamer, la casa hanno valore solo dalla conferma sperimentale. A questo dellessere. Su queste cose hanno parlato Marco Vozza e proposito interessante ricordare che il giorno di Natale Axel Bhler. del 1919 Einstein pubblicava a Berlino, nel Berliner Tageblatt, un articolo intitolato: Induktion und Deduk- D. Continuando nel parallelismo, sappiamo che Gadamer tion in der Physik, dove affermava: limmagine pi rifiuta le categorie metafisiche classiche (come quelle di semplice che ci si pu formare della scienza empirica si soggetto e oggetto). In questo modo, ancora possibile basa sul metodo induttivo: fatti singoli vengono scelti e parlare di soggetto in Popper? raggruppati in modo da lasciare emergere con chiarezza la relazione legiforme che li connette. Tramite il raggrup- R. Per Popper il soggetto molto importante ed il pamento di questa regolarit possibile conseguire ulte- soggetto cartesiano. Ricordiamo il triadismo popperiano: riormente regolarit pi gemondo 1, 2 e 3 nel quale nerali fino a configurare [...] lindividuo una persona un sistema pi o meno unilibera, creativa e responsatario tale che la mente che bile. Daltra pare anche guarda le cose a partire dalGadamer, essendo antistole generalizzazioni raggiunricista e antimarxista, rivate per ultimo pu usarle a luta il soggetto. ritroso per via puramente logica e pervenire di nuovo D. E il pregiudizio che fine a singoli fatti particolari. fa? Popper, considerando Ma i progressi realmente il pregiudizio come costigrandi nella conoscenza tutivo del processo scientidella natura si sono avuti fico, non si pone in antitesi seguendo una via quasi diacon Bacone e con lillumimetralmente opposta a nismo, considerati, in fonquella dellinduzione. Una do, i padri della scienza? concezione introduttiva dellessenziale complesso R. Il pregiudizio non viene di cose porta il ricercatore svalutato. Luso antillumialla proposta di un princinista e antiromantico della pio ipotetico o di pi printradizione, e cio il recupecipi del genere. Da un prinro, ma non lidolatria, della cipio o sistema di assiomi tradizione, conduce Gadamer lo scienziato deduce per via a far sopravvivere alcune puramente logico-deduttitradizioni e a eliminarne va le conseguenze in maaltre. Comunque, possiamo niera pi completa possibiprendere Gadamer e Popper le. Queste conseguenze, e trovare punto per punto in estraibili da principi, venentrambi lidentit del nugono poi messe a confronto cleo di fondo metodologico. con le esperienze e forniscono grossi limiti alle giuD. Passiamo ora alla politistificazioni del principio ca. Quali sono le compoPopper negli ultimi anni ammesso. I principi-assionenti, i caratteri reali delmi e le conseguenze formalOpen Society di Popper? no una Teoria. Ogni individuo colto sa che i pi grandi Tenendo conto del razionalismo critico come logica del progressi nella scienza della natura hanno avuto tutti dissenso e dellantidogmatismo, come deve essere effettiorigine per questa via: per via ipotetica. Una teoria vamente una societ aperta? sbagliata qualora c un errore logico nelle sue deduzioni; oppure quando un fatto non si accorda con uno dei suoi R. Innanzitutto la Societ aperta a pi valori, a pi principi. Mai pu venire dimostrata la verit di una teoria, partiti, a pi visioni del mondo filosofiche e religiose, a perch mai si sapr se anche nel futuro si scoprir pi proposte per la soluzione dei problemi e alla maggior unesperienza che contraddica le sue conseguenze [...]. quantit di critica. Popper descrive lAtene di Pericle notando come questa sia aperta allo straniero e quindi al D. E per quanto riguarda il linguaggio? ancora uno mondo. Atene aperta non solo alle merci che porta lo strumento in mano al soggetto o invece un evento? straniero, ma anche alle idee, ai valori, ai comportamenti. Gli ateniesi confrontano questi valori e mettono in diR. Anche per Popper il linguaggio evento, in quanto scussione i propri, per scegliere il meglio. Questo perch legato al Mondo 3 e alla conoscenza di sfondo che la Atene sa che non esistono posizioni ultime e definitive.
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PROFILO E il contrario dellutopia, situata sempre in unisola lontana proprio per stare lontana dai traffici, dal confronto e quindi dalla ragione; mentre la filosofia nasce a Mileto, dove cerano i traffici, gli altri, gli dei. Solo la fallibilit garantisce la nostra libert. La societ aperta, allora, una societ aperta al maggior numero possibile di visioni del mondo, ma non a tutte. Non aperta allintollerante, perch cos la societ si autodistruggerebbe e negherebbe la sua fallibilit. Inoltre, se lintolleranza ha sempre una radice gnoseologica, il fallibilismo ha sempre una matrice morale. Ad esempio, le guerre di religione sono nate perch c stata la presunzione di sapere chi sia il dio giusto e imporlo agli altri. Ci avviene anche in etica, dove il valore assoluto e lo si impone; o nel marxismo, dove il proletariato deve dominare il mondo. Al contrario il tollerante in etica colui che dice che non pu fondare in modo assoluto il suo valore e lo lascia come scelta della coscienza. Lutopia intollerante, violenta. Dietro la societ chiusa sta sempre la presunzione di sapere come stanno veramente le cose. La chiave che apre la societ aperta la fallibilit della conoscenza umana; dobbiamo tollerarci proprio perch siamo esseri fallibili. D. Esiste un legame tra la concezione di Popper e la Free Society di Feyerabend? In questa, per, il razionalismo costituisce una tradizione al pari delle altre che, proprio per questo, non devono essere prevaricate; mentre in Popper il razionalismo critico costituisce la garanzia dellapertura e della libert. R. LOccidente ha creato una scienza razionale che, ad esempio, ha eliminato le malattie infettive e ha diminuito la mortalit. E possibile rifiutare questi risultati e isolarsi. Ma le tradizioni non sono tutte uguali: la danza della pioggia non equiparabile alla chirurgia. Io credo che neanche Feyerabend si sarebbe buttato dal terzo piano o non si sarebbe fatto curare in ospedale! Inoltre la Free society ha al suo interno spezzoni di chiusura, perch il diffondere certe tradizioni diventa un valore assoluto, che nega lapertura della societ. D. Pensando al panorama politico attuale, Lei collocherebbe Popper pi facilmente in uno schieramento di destra o di sinistra? Non crede che la critica al marxismo non sia sufficiente a collocare automaticamente Popper nella destra conservatrice? R. Cos formulata, la domanda non si pone. Destra e sinistra sono categorie storiche; in Popper il problema un altro, se noi vogliamo una societ in cui lindividuo libero e le sue esigenze sono soddisfatte. Questo il pensiero liberale, che si manifesta anche nel libero mercato. In ogni caso Popper non direbbe destra o sinistra, ma direbbe che ha un metodo per risolvere i problemi. Sulla questione, ad esempio, dei mezzi dinformazione Popper direbbe che ci vuole la competizione e la legge anti trust. Il problema sempre lo sesso: non chi deve comandare, ma come controllare chi comanda. Proprio di televisione Popper ha parlato poco prima di morire. Noi sappiamo che lo stato di diritto cerca di
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eliminare la violenza. Inoltre la televisione fa parte di un sistema formativo delle coscienze. In Italia un bambino a sei anni ha visto 1800 scene di violenza. La televisione, che fa diventare naturale ci che assurdo, abitua alla violenza e quindi va contro lo Stato di diritto. Ecco il perch della patente televisiva: serve un giuramento come per i medici; necessaria una censura e una corte che giudica. D. Per concludere, possibile riscontare una matrice comune, filosofica ed etica, nelle due problematiche, epistemologica e politica, che caratterizzano il pensiero di Popper? R. I principi epistemologici sono anche principi etici. Io devo ascoltare laltro; devo essere aperto allaltro. Hayek, amico di Popper diceva: La nostra libert si basa sulla nostra ignoranza. La conoscenza di tempo e di luogo parziale, smentibile e diffusa tra milioni e milioni di uomini. Ognuno deve ammettere che non sa tutto. E sullignoranza che si basa la libert di proporre e di criticare. Il mio sogno programmatico metafisico. Che con tale affer- Il sogno mazione Karl Popper avvii alla metafisico conclusione la sua opera pi impe- di Popper gnativa dopo la Logica del 1934, il Poscritto alla Logica della scoperta scientifica (in particolare vol. III, La Teoria dei quanti e lo sci- di sma nella fisica, trad. it. Il Saggia- Giulio Giorello tore, Milano 1984, p. 202), pu stupire solo chi riduce il pensatore viennese a un positivista sui generis che avrebbe liquidato le pretese della metafisica attraverso un criterio di demarcazione, che assume la falsificabilit delle teorie (e non la verificabilit) come tratto distintivo del pensiero scientifico. Gi in una lettera (1933) a Erkenntnis (poi diventata la prima delle Appendici incluse nella versione inglese, del 1959, della Logica) Popper aveva osservato che considerando la questione da un punto di vista storico, [la metafisica] la fonte da cui rampollano le teorie delle scienze empiriche (tr. it., Einaudi, Torino 1970, p. 348, corsivo mio) e nel paragrafo 85 della stessa Logica aveva fornito alcuni esempi (latomismo, lidea di un unico principio fisico, la teoria corpuscolare della luce, ecc.). Eppure la Logica della scoperta scientifica, in entrambe le versioni (1934 e 1959), resta un testo sostanzialmente privo di casi storici, stilisticamente non molto differente dalle opere pi significative dei positivisti logici, con cui Popper era a suo tempo entrato in polemica. E nel Poscritto, invece, che si fanno esplicitamente i conti con la storia. Ritengo che tale slittamento possa venir compreso tenendo conto della revisione (che caratterizza tutti e tre i volumi del Poscritto) relativa alla pretesa di ogni proposta metafisica a essere considerata almeno provvisoriamente come vera (III, p. 203). Pi precisamente: Non penso pi, come un tempo, che ci sia una differenza fra scienza e metafisica su questo importantissimo punto. Ritengo che

PROFILO una teoria metafisica sia simile a una scientifica (III, p. 203). Anzi, chiarisce Popper, ogni teoria razionale, non importa se scientifica o metafisica, tale solo perch in rapporto con qualcosaltro - perch un tentativo di risolvere certi problemi, e si pu discutere razionalmente solo in rapporto alla situazione problematica con cui collegata (Ibidem). Nel primo volume del Poscritto (Il realismo e lo scopo della scienza) Popper introduce lidea di un programma metafisico per la scienza come quel quadro concettuale da cui il ricercatore deriva il suo scopo - ci che egli considererebbe una spiegazione soddisfacente, una reale scoperta di ci che nascosto nel profondo. Sebbene siano empiricamente inconfutabili, questi programmi di ricerca metafisici sono aperti alla discussione; possono essere cambiati alla luce delle speranze che ispirano o delle delusioni di cui possono venire ritenuti responsabili (tr. it., Il Saggiatore, Milano 1984, p. 208). Vorrei far notare che tale caratterizzazione segue immediatamente a un fondamentale paragrafo (Lasimmetria tra falsificazione e verificazione) in cui Popper fa i conti con una celebre obiezione ispirata allopera di Pierre Duhem, La thorie physique (La teoria fisica, 1904-1906). In fisica, aveva sostenuto questultimo, quando lesperienza in disaccordo con le previsioni, essa [...] insegna che almeno una delle ipotesi costituenti linsieme [di ipotesi da cui le previsioni sono derivate] inaccettabile e deve essere modificata, ma non indica quale (tr. it., Il Mulino, Bologna 1978, p. 211, corsivo mio). Se il falsificazionismo di Popper non nato (1934) gi confutato, perch esso non si riduce alla semplice eliminazione baconiana di unipotesi, ma ammette che nella pratica scientifica si controllano sempre sistemi di teorie e che qualsiasi attribuzione della falsit a un particolare asserto nellambito di un tale sistema sempre estremamente incerta (Poscritto, vol I, p. 203). Ovviamente, basta assumere che una certa parte del sistema (nonch il resto delle teorie implicate nel controllo) rientri in una sorta di conoscenza di sfondo non problematica per dissipare questa incertezza. Ma in questo modo si solo spostato il problema. Nelle controversie che precedono o
Il 28 luglio 1902 Karl Raimund Popper nasce a Himmelhof, una localit del distretto Ober St. Veit di Vienna, da una di famiglia di oriStefano Gattei gini ebree: il padre, Simon Siegmund Carl Popper, un noto giurista, e anche un umanista e uno scrittore di poesie e di romanzi; la madre, Jenny Schiff, proviene da una famiglia di appassionati e cultori della musica. Dal 1917 al 1918 Popper frequenta il Realgymnasium senza essere per soddisfatto dellinsegnamento ricevuto. Una lunga malattia lo costringe ad unassenza di oltre due mesi, durante i quali decide di abbandonare la scuola e si iscrive alluni-

preparano qualche rivoluzione scientifica proprio il confine tra audaci ipotesi e conoscenza di sfondo non problematica a essere messo in discussione. Ridefinirlo dice ancora Popper - altrettanto difficile quanto inventare delle nuove teorie (p. 204). Ma il programma metafisico non interviene proprio qui, nella definizione del confine, e nellindicazione delle soluzioni promettenti nellinsieme delle soluzioni possibili? E stato merito di Imre Lakatos laver trasformato, agli inizi degli anni Settanta, questo nesso tra la scelta delle alternative (dopo un preteso scacco di una delle nostre teorie preferite) e la metafisica influente in una vera e propria metodologia dei programmi di ricerca. Ci non sarebbe avvenuto senza lanalisi di Popper della falsificazione empirica e [delle] sue incertezze (p. 205). Il recupero della metafisica allarea della discussione razionale (anche se non quella della falsificabilit in senso stretto), lattenzione alla situazione empirica, la rivendicazione che in tutto ci sempre implicito un elemento di libera scelta e di decisione (p. 204) costituiscono, forse, uno dei lasciti pi importanti della riflessione nata con la Logica della scoperta scientifica. Potremmo concludere con uno degli autori preferiti da Popper, Novalis: Ogni [scienza] ha il suo Dio che nel contempo la sua meta (Friederich von Hardenberg, Opera filosofica, vol. II, tr. it. Einaudi, Torino 1993, p. 323). Questa riqualificazione dellatteggiamento critico attraverso la metafisica, del resto, consente a Popper di chiarire quale sia il suo particolare Dio (fuor di metafora, sogno o programma metafisico): la ricerca di una visione coerente del mondo, di un mondo che non rappresenti pi una camicia di forza per i suoi abitanti fisici, una gabbia in cui siamo rinchiusi, ma un habitat che possiamo rendere pi abitabile per noi stessi e per gli altri (Poscritto, vol. III, p. 202; esula ovviamente da questo intervento una disamina della soluzione metafisica popperiana della questione del determinismo e della libert, che implicita in questultima citazione. Essa altres al centro del vol. II del Poscritto, dal titolo Luniverso aperto. Un argomento per lindeterminismo, tr. it., Il Saggiatore, Milano 1984).
Freud , che si riveleranno ai suoi occhi come non scientifiche, a differenza delle teorie di Albert Einstein, che lo impressionano fortemente. Assiste a una conferenza di Einstein a Vienna e ne rimane sbalordito: la teoria della gravitazione e la meccanica di Newton, insieme allelettrodinamica di Maxwell, considerate fino ad allora conquiste definitive della scienza, vengono messe in discussione. La conferenza viennese decisiva, rivelando in seguito al giovane studente di fisica la differenza fra la posizione di Marx, di Freud o di Adler e quella di Einstein: latteggiamento dei primi dogmatico (specialmente nei loro seguaci) e va in cerca di verifiche, di supporti positivi per la teoria; quello del secondo critico, e non mira alle conferme ma alle prove cruciali. Popper matura cos un grandissimo interesse per la matematica e per la fisica teorica.

Karl Popper: nota bio - bibliografica

versit (verr immatricolato per solo nel 1922, dopo aver conseguito il Matura). Fra i suoi insegnanti ci sono Moritz Schlick, W. Wirtinger, P. Furtwngler e Hans Hahn. Progetta di fondare una scuola di campagna e di fare linsegnante, ma abbandona presto lidea. Nel 1919 il giovane Karl si considera per qualche mese un comunista; uno scontro fra dimostranti e forze dellordine lo induce per a riflettere criticamente sul marxismo. Deluso dal carattere dogmatico del marxismo, se ne allontana definitivamente, rimanendo per per diversi anni un socialista e considerando il socialismo nientaltro che un postulato etico (lidea di giustizia). In seguito abbandoner anche il socialismo, convinto che non sia possibile conciliarlo con la libert: senza libert non si ha nemmeno uguaglianza. Scopre la psicologia individuale di Alfred Adler e la psicoanalisi di Siegmund
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Tra il 1920 e il 1925 pensa seriamente di dedicarsi alla musica in modo professionale: viene ammesso al Conservatorio grazie a una Fuga in Fa# Minore, composta poco prima; il progetto viene poi abbandonato. Lascia la casa paterna per vivere in una casa per studenti e per non pesare sulla difficile situazione economica della sua famiglia si rende indipendente svolgendo vari lavori. Lavora alla costruzione delle strade, esercita la professione di ebanista e lavora per qualche tempo nella clinica di Adler come assistente sociale per bambini abbandonati. Partecipa alle riunioni della Verein fr musikalische Privatauffhrungen di Arnold Schnberg. Nel frattempo prepara labilitazione per linsegnamento della matematica, della fisica e della chimica nelle scuole secondarie. Va sviluppando le sue idee sulla demarcazione fra scienza e non scienza, ma si dedica soprattutto alla filosofia politica, interesse che si andr poi ampliando verso una concezione pi generale della filosofia. Nel 1925 viene ammesso allIstituto Pedagogico, fondato in quellanno a Vienna, e incontra la sua futura moglie, Josephine, che da questo momento gli rimarr sempre vicina e lo aiuter moltissimo nel lavoro. A questo periodo risalgono anche le prime esperienze accademiche non ufficiali: organizza e tiene seminari per aiutare gli studenti a superare gli esami; si appassiona alle tesi di Karl Bhler, psicologo della Gestalt e antiassociazionista, suo professore alluniversit. Durante il secondo anno di frequenza Karl Polanyi lo introduce a Heinrich Gomperz, figlio del grecista Theodor Gomperz. Nel 1928 si laurea e presenta una tesi per il dottorato in filosofia dal titolo: Zur Methodenfrage der Denkpsychologie (Sulla questione del metodo della psicologia ) che segna il suo allontanamento definitivo dalla psicologia. Tra gli anni Venti e Trenta nasce ufficialmente il Wiener Kreis. Il Circolo, prima denominato Verein Ernst Mach, si riuniva gi da tempo attorno alla figura di Moritz Schlick e contava fra i suoi membri Rudolf Carnap, Otto Neurath, Hans Hahn, Viktor Kraft, Philipp Frank, Herbert Feigl, Hans Reichenbach, Richard von Mises, Karl Menger, Gustav Hempel, Friedrich Waismann e Hans Thirring. Neurath porta Popper a conoscenza del gruppo; Feigl, dopo un colloquio durato tutta la notte, lo incoraggia a scrivere un libro che esprima le sue idee. Nel 1929 consegue labilitazione per linsegnamento della matematica e della fisica nelle scuole secondarie inferiori e nel 1930 ottiene lincarico di insegnante nella scuola secondaria. Nel 1932 porta a termine, dopo due anni di lavoro, quello che considera il primo volume di unopera intitolata: I due problemi fondamentali della teoria della conoscenza. Lopera viene apprezzata da molti esponenti del Circolo, tra i quali Carnap e Schlick , che si dicono disposti a pubblicarlo nella collana degli scritti ufficiali del Circolo. Nel 1934 appare la Logik der Forschung (Logica della ricerca), che riceve molte recensioni, tra cui quelle favorevoli di Carnap e di Hempel e quelle critiche di Reichenbach e di Neurath (in Italia appare la recensione di Ludovico Geymonat nella Rivista di filosofia, n. 27, 1936). Tra il 1934 e il 1935 incontra prima a Praga, e poi a Vienna e a Parigi, Alfred Tarski (dal quale, scriver, credo di aver imparato di pi che da chiunque altro), e apprende la teoria della verit come corrispondenza, cui aderisce subito, ritenendo che coincida con lidea di verit propria del senso comune. Tra il 1935 e il 1937 lascia linsegnamento nelle scuole secondarie e compie due lunghe visite in Inghilterra, dove rimane per circa nove mesi. Tiene conferenze su Tarski, sulla probabilit e sullo storicismo a Londra, a Oxford e a Cambridge. Conosce Bertrand Russell, Friedrich A. von Hayek, Isaiah Berlin, Ernst Gombrich (che rimarr il suo amico pi caro) e George E. Moore. Nel 1936 partecipa a un congresso a Copenaghen e discute con Niels Bohr. Nel frattempo la situazione in Europa si fa difficile a causa dei regimi totalitari che si erano imposti in diversi Paesi europei. I membri del Circolo di Vienna si trasferiscono in Gran Bretagna o negli Stati Uniti; nel 1936 Schlick viene ucciso da uno studente nazista sulle scale dellateneo viennese: la fine definitiva del grande movimento culturale sorto attorno alla figura di questo importante fisico. Popper decide di lasciare il Paese e risponde ad un invito del Canterbury University College di Christchurch, in Nuova Zelanda, che gli offriva un incarico di insegnante di filosofia. Alla fine del 1936 anche lUniversit di Cambridge gli offre ospitalit accademica; tuttavia, vista la possibilit di mettersi comunque al sicuro in Nuova Zelanda, decide di lasciare il posto ad un allievo di Schlick, Fritz Waismann, anchegli alla ricerca di un asilo al riparo dalle persecuzioni razziali e politiche. Popper trascorre gli anni della guerra in un clima di eccezionale tranquillit, a costo per di un certo isolamento dal resto del mondo. Si dedica allo studio e riprende la riflessione sulla teoria della probabilit e sulla fisica quantistica; si occupa in modo pi sistematico del metodo delle scienze sociali, cui aveva iniziato a interessarsi quando aveva abbandonato il marxismo. AllUniversit di Otago, a Dunedin, conosce John C. Eccles, che rimarr suo amico per la vita. Negli anni neozelandesi porta a termine quella che chiamer poi la sua fatica di guerra: La miseria dello storicismo e La societ aperta e i suoi nemici (1943). Le due opere non hanno vita facile: la rivista Mind rifiuta La miseria dello storicismo; mentre La societ aperta e i suoi
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nemici non viene pubblicata in quanto considerata irriverente nei confronti di Aristotele (e non di Platone, come verrebbe da pensare leggendo il libro). Solo grazie allintervento di Gombrich e di Hayek riuscir a pubblicare La societ aperta. Nel 1944 esce invece La miseria dello storicismo. Di l a poco Popper riceve un telegramma in cui Hayek gli offre un lettorato presso la London School of Economics and Political Science (LSE). Lascia quindi la Nuova Zelanda e ritorna in Europa. Nel 1946 Popper arriva a Londra e inizia ad insegnare alla LSE, diventando direttore del Dipartimento di Filosofia, Logica e Metodo Scientifico. Tra i suoi molti studenti saranno Imre Lakatos, Paul Feyerabend, Joseph Agassi, William Bartley, Czeslaw Lejewski, Bashi Sabra, David Miller, e altri ancora. Pur non nascondendo la sua preferenza per le scienze naturali, si dedica ai problemi metodologici delle scienze sociali, cercando comunque di confrontarle a quelle naturali dal punto di vista metodologico. Si dedica anche alla logica formale; incontra il positivismo logico, importato prima della guerra da Alfred J. Ayer con il suo Linguaggio, verit e logica. Negli anni Trenta Ludwig Wittgenstein era ritornato a Cambridge e insieme con altri importanti personaggi di Oxford (John Langshaw Austin e Gilbert Ryle) aveva promosso uno stile di pensiero destinato a diventare noto come filosofia analitica. Dopo la seconda guerra mondiale questo era diventato lapproccio canonico alla filosofia in Gran Bretagna; Popper si trova ad essere fra i pochi personaggi di prestigio del Paese a rifiutare, pressoch in toto, la filosofia del linguaggio. Lotta aspramente contro tutti coloro che vogliono ridurre la filosofia a vuoti giochi linguistici, riuscendo comunque a crearsi a Londra una scuola piccola ma molto vivace, che eserciter uninfluenza considerevole sullo sviluppo della filosofia della scienza in tutto il mondo. Le sue idee, sebbene sostenute da scienziati militanti, avranno solo pochi seguaci nellambiente filosofico britannico. Nel 1946 vede finalmente la luce La societ aperta e i suoi nemici, che riceve subito una buona accoglienza in Inghilterra (in Italia viene recensita da Norberto Bobbio su Il Ponte, 1946). Nel 1949 diventa professore di Logica e Metodo Scientifico alla LSE. Lanno successivo lascia la citt e si trasferisce a Penn, nel Buckinghamshire, dove rimane fino alla morte della moglie, avvenuta nel 1985. Nel 1949 riceve linvito a tenere le William James Lectures ad Harvard; nel 1950 compie quindi il suo primo viaggio negli Stati Uniti, dove incontra alcuni vecchi amici, come Willard Van Orman Quine e Kurt Gdel, che non vedeva dal 1936. Viene influenzato dallamicizia con Peter Medawar, premio Nobel per la medicina

PROFILO
nel 1960, oltre che dal pensiero di Hayek e di Gombrich. Levento principale comunque lincontro con Einstein a Princeton, dopo una sua conferenza dal titolo: Indeterminismo nella fisica quantistica e nella fisica classica, a cui assistono lo stesso Einstein e Bohr. Gli incontri con Einstein furono in tutto tre, e furono tutti incentrati sullindeterminismo, che Popper sosteneva contro la convinzione einsteiniana che il mondo fosse un universo chiuso, di tipo parmenideo, a quattro dimensioni, dove il cambiamento era molto simile a unillusione. Popper non viene meno al suo realismo nemmeno quando questo diventa causa di contrasti non solo con Einstein e con Gdel, ma anche con Erwin Schrdinger, un caro amico, con il quale ha sempre mantenuto regolari contatti epistolari dagli anni Quaranta. In America conosce anche Thomas Kuhn, che poco tempo dopo andr a fargli visita in Inghilterra. Kuhn sarebbe poi diventato molto celebre per la sua critica della metodologia popperiana esposta nel suo La struttura delle rivoluzioni scientifiche del 1962. Dal 1950 Popper conduce una vita molto ritirata, sulle Chiltern Hills, dedicandosi con grande energia allo studio e al lavoro. Pur vivendo appartato si reca periodicamente in America, in Australia, in Austria e in Giappone per tenere cicli di lezioni e di conferenze. Dal 1951 al 1956 si dedica alla revisione del suo primo lavoro; quelle che dovevano essere delle semplici appendici acquistano una loro autonomia e assumono gradualmente le dimensioni di una sola omogenea opera, che Popper decide di pubblicare a parte, come secondo volume della Logik, con il titolo: Postscript: After Twenty Years (Poscritto: dopo ventanni). Nel 1957, quando le bozze sono pronte per la correzione, un grave disturbo agli occhi costringe lautore a rimandare la revisione del lavoro; si teme addirittura la cecit permanente. Riacquistata la vista altri lavori diventano pi urgenti, e il progetto del Postscript viene accantonato. Nel 1959 esce la Logica della scoperta scientifica con una serie di ulteriori note e appendici. Questa edizione fa conoscere lopera e d il via a numerose traduzioni in tutto il mondo (in Italia uscir nel 1970). Dellottobre del 1961 il dibattito fra il razionalismo critico di Popper e di Hans Albert e la Scuola di Francoforte (Habermas, Horkheimer, Adorno e Marcuse) sulla logica delle scienze sociali, che ha luogo a Tubinga in occasione del congresso della Societ Tedesca di Sociologia. I saggi pi significativi vengono raccolti nel volume Dialettica e positivismo in sociologia, del 1969. Nel 1962 esce La struttura delle rivoluzioni scientifiche di Thomas Kuhn , preceduta dal saggio The function of Dogma in Scientific Research (La funzione del dogma nella ricerca scientifica), del 1961. Nel 1963 viene pubblicato Congetture e confutazioni, che raccoglie diversi articoli e alcune fra le conferenze pi importanti dei tre decenni precedenti. A Londra, dall11 al 17 luglio 1965, presso il Bedford College di Regents Park, Popper, insieme a Lakatos, Feyerabend, Kuhn, Watkins, Musgrave e Toulmin, partecipa a un Colloquio Internazionale di filosofia della scienza, che vede la contrapposizione delle concezioni dellimpresa scientifica di Popper e quella di Kuhn: gli atti di questo convegno costituiscono uno dei testi fondamentali per lo studio e la comprensione del dibattito epistemologico contemporaneo. Nel 1967, durante una conferenza ad Amsterdam, Epistemologia senza soggetto conoscente, enuncia per la prima volta la sua teoria dei tre mondi. Si ritira dallinsegnamento nel 1969 per raggiunti limiti di et e diventa professore emerito della LSE. Inizia cos un secondo periodo della sua vita, dedicato completamente allo studio e al lavoro. In Italia, vengono tradotti per la prima volta alcuni suoi saggi epistemologici, raccolti nel volumetto Scienza e filosofia. Nel 1971 esce Rivoluzioni o riforme?, un confronto a distanza fra Popper e Marcuse. Del 1972 invece Conoscenza Oggettiva, in cui sviluppa e approfondisce la teoria della mente oggettiva. Nel 1974 Popper d alle stampe la sua Autobiografia in due volumi, che oltre allautobiografia intellettuale del filosofo presenta numerosi saggi critici sul suo pensiero da parte dei maggiori filosofi e scienziati del secolo. Nel secondo volume sono presenti le Replies to my Critics (Risposte ai miei critici) e la bibliografia completa delle sue opere fino al 1974. Nel 1976 lautobiografia viene ripubblicata, con lievi modifiche, in un volume autonomo con il titolo: La ricerca non ha fine. Del 1977 Lio e il suo cervello, scritto a quattro mani con John Eccles, premio Nobel per la medicina nel 1963. In questopera Popper riprende la sua teoria della mente oggettiva e dei tre mondi, che era andato elaborando a cavallo degli anni Sessanta e Settanta, e affronta il problema mente-corpo, facendosi sostenitore del dualismo e dellinterazionismo. Nel 1979 viene pubblicata la versione originale della prima opera di Popper, scritta allinizio degli anni Trenta: I due problemi fondamentali della teoria della conoscenza. Mentre nel 1983 esce, grazie anche al lungo lavoro di un allievo di Popper, William W. Bartley III, il Poscritto alla Logica della scoperta scientifica, diviso in tre volumi: Il realismo e lo scopo della scienza, Luniverso aperto e La teoria dei quanti e Lo scisma nella fisica. Nel 1984 viene pubblicato Alla ricerca di un mondo migliore, raccolta di conferenze e saggi che spaziano dalla teoria della conoscenza alla storia, alla musica e alla
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politica. Del 1985 invece unopera scritta a quattro mani con Konrad Lorenz, Il futuro aperto. Lo stesso anno muore la moglie Josephine; Popper preferisce lasciare la casa che avevano diviso per tanti anni e si trasferisce a Kenley, nel Surrey. Dal 1985 al 1994 lattivit intellettuale continua, malgrado let avanzata, e anzi si rafforza; Popper rilascia alcune interviste ai giornali e alla televisione, soprattutto su argomenti di scottante attualit. Nonostante le sue condizioni di salute peggiorino con gli anni, non abbandona la sua battaglia contro lirrazionalismo e ribadisce la sua fiducia nella scienza, che pu essere un valido antidoto anche contro il disastro ambientale. Riceve prestigiosi riconoscimenti internazionali e diventa membro o presidente di prestigiose Accademie e Istituti: British Academy, Aristotelian Society, Istitut de France, Accademia dei Lincei, International Academy for Philosophy of Science, American Academy of Arts and Sciences, etc...; Visiting Professor in Europa, America (Yale, Princeton, Chicago, Berkeley, Emory), Australia, Nuova Zelanda, Giappone. Nel 1990 pubblica il suo ultimo libro, Un mondo di propensioni, che raccoglie due recenti conferenze sullinterpretazione propensionale della probabilit e sullepistemologia evoluzionistica. Nel 1992, in occasione del suo novantesimo compleanno, esce in Italia un librointervista, La lezione di questo secolo, dove invita a superare il duopolio destra-sinistra, ad abbandonare le critiche radicali al liberalismo e a recuperare il senso della misura nelle valutazioni delle conquiste delle generazioni passate e nella ricerca delle vie migliori per difendere la pace e la libert. Si dedica, con molte dichiarazioni e interviste, a quelli che considera i tre pi gravi problemi del nostro tempo: la pace, lesplosione demografica e leducazione dei pi giovani. Esprime grande preoccupazione per il potere illimitato e irresponsabile dei mass-media, e denuncia la sua enorme influenza sui bambini, troppo spesso sottoposti, senza filtro alcuno, a immagini e a scene violente. Pubblica un intervento nel volumetto Cattiva maestra televisione (1994). Escono due volumi di interventi e conferenze tenute negli Stati Uniti: The Myth of the Framework e Knowledge the Body-Mind Problem. Il 17 settembre 1994, dopo una vita passata a riflettere sul significato e sullo scopo dellimpresa scientifica, sulla libert e sulla tolleranza, Karl Popper si spegne allospedale di Croydon, poco lontano da casa sua. Unended Quest, la ricerca non ha fine: questo il titolo da lui dato alla propria autobiografia; e questo sembra essere anche linsegnamento che egli ci lascia, ora che la sua personale ricerca finita. Per pochi filosofi - scrive David Miller - la sete di comprendere rimasta cos piacevolmente insoddisfatta.

INDAGINE

Karl-Otto Apel

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INDAGINE
Karl-Otto Apel , nato nel 1922, attualmente professore emerito presso luniversit di Francoforte sul Meno. Nello sviluppo del suo pensiero, Apel ha dapprima articolato il quadro concettuale di fondo per una trasformazione della filosofia trascendentale in senso non solipsistico-coscienzialistico ma, positivamente, linguistico-comunicativo, tramite una serie di incontri con e di revisioni critiche di alcuni tra i pi significativi pensatori del 900, artefici della svolta linguisti ca cont em porane a: i nnanzi tut to Heidegger, al quale vanno aggiunti E. Rothacker, T. Litt, e lantropologia filosofica di H. Plessner e A. Gehlen; lapporto determinante e perdurante di C. S. Peirce, cui segue di poco il confronto con il tardo Wittgenstein, visto quale momento ricapitolativo degli sviluppi della corrente analitica e quindi possibile punto di convergenza tra questultima e la tradizione ermeneutica; la teoria degli atti linguistici di J. L. Austin e J. R. Searle, letta anche alla luce degli ampliamenti di J. Habermas. Della vasta produzione dedicata da Apel alla filosofia del linguaggio, intesa quale nuova filosofia prima, sono disponibili in traduzione italiana: Comunit e comunicazione (Rosenberg & Sellier, Torino 1977), che raccoglie saggi tratti da Transformation der Philosophie (Trasformazione della filosofia, 1973) e soprattutto Il logos distintivo della lingua umana (Guida, Napoli 1989) versione ampliata di un saggio del 1986. Sulla scorta della necessit-inprescindibilit per ogni soggetto pensante o conoscente (pi in generale per ogni agente che sappia quel che fa) del momento linguistico pubblico del discorrere-argomentare, Apel poi passato a delineare unoriginale giustificazione e articolazione di unetica che, in quanto razionalmente fondata e universalistica, intende rispondere alle sfide che il progresso tecnico-scientifico pone agli individui e soprattutto alle diverse comunit, situate in un mondo reso ormai uno da quello stesso progresso. Si tratta sia di favorire lautonomo contributo di tutti alla consensuale e cooperativa soluzione dei conflitti, sia di garantire insieme la possibilit di una continua revisione critica delle norme gi poste. Una breve ma aggiornata esposizione complessiva di questa concezione di etica del discorso ( Diskursethik ) rappresentata dal volumetto, dello stesso Apel, dal titolo: Etica della comunicazione (Jaca Book, Milano 1992). Una limpida ed acuta introduzione dinsieme al suo pensiero la monografia di Stefano Petrucciani , Etica dellargomentazione. Ragione, scienza e prassi nel pensiero di K. -O. Apel (Marietti, Genova 1988). Per una presentazione ed un bilancio critico dellintera produzione etica di Apel si veda invece il saggio di Virginio Marzocchi , Letica dellargomentazione di K.-O. Apel: una presentazione e alcune critiche (in Fenomenologia e societ , n. 1, 1994). Il testo che qui viene presentato stato esposto originariamente da Apel in un seminario organizzato dallIstituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli; la presente pubblicazione anticipa lidit - sensatezza, verit, giustezza normativa, sincerit - quali condizioni per laccettazione dellatto stesso da parte dellascoltatore, ovvero quali condizioni affinch lo scambio di parola consenta non solo di trasmettere informazioni quanto di coordinare consensualmente i parlanti-agenti; 2) riscattabilit-giustificabilit discorsiva di quelle quattro pretese entro una situazione comunicativo-argomentativa che riconosca a tutti i parlanti simmetrici diritti/doveri di problematizzazione, ascolto e parola, non sono in effetti ricavabili, come intende Habermas, da unanalisi concettuale o ricostruzione delle intuizioni implicitamente nutrite dai parlanti nella comunicazione ordinaria (del mondo quotidiano della vita). A tal fine Apel mostra che la comunicazione ordinaria comprende non solo atti linguistici genuinamente orientati allintesa (che garantiscono la proposta linguistica tramite pretese di validit) e insieme atti linguistici segretamente strategici (nei quali, come accade nellinformazione pubblicitaria o nella propaganda politica, pretese di validit vengono comunque avanzate, sebbene in modo insincero e strumentale), ma anche atti linguistici apertamente strategici (nei quali il parlante non ricorre a pretese di validit, bens prospetta vantaggi o svantaggi, per ottenere che lascoltatore accetti le sue proposte), i quali ultimi, sotto forma di trattative o di forme di pressione educate e civili, rappresentano una grossa componente della normale coordinazione linguistica. Apel rimprovera cos ad Habermas di idealizzare indebitamente la comunicazione ordinaria. Per Apel, linaggirabilit delle quattro pretese e della loro riscattabilit argomentativa pu essere ottenuta solo tramite una riflessione, da parte del parlante, su ci che egli necessariamente presuppone, allorch non semplicemente comunica, ma argomenta, ovvero ricorre a quella meta-istanza insita a priori in ogni comunicazione umana rappresentata dal discorso argomentativo. In tal modo, soltanto la razionalit comunicativa e paritaria, fondamento delletica del discorso, pu dar conto di se stessa, sia evitando di ricorrere a teorie empirico-costatative, che in quanto tali non sono mai pienamente convalidanti sul piano normativo, sia ponendosi quale istanza critica per ogni consenso fattuale, per quanto diffuso e radicato. V.M.

Filosofia tedesca oggi

Il problema delluso linguistico apertamente strategico nella prospettiva pragmatico - trascendentale


di Karl-Otto Apel

a cura di Virginio Marzocchi

una raccolta di recenti saggi di Apel, dedicati alla teoria della verit e alletica, di prossima pubblicazione (presso leditore Guerini e Associati di Milano) con il titolo: Critica senza fondazione? , che dovrebbe almeno in parte colmare la carenza di traduzioni italiane di questo autore. In questo testo Apel difende la propria concezione trascendentale (filosofico-riflessiva) della pragmatica contro quella form ale (sci entif ico-ri costrut tiva) , delineata da Jrgen Habermas , amico e insieme pensatore contemporaneo a lui pi vicino, nonostante la sostanziale convergenza di conclusioni a cui i due diversi modi di giustificazione dellapproccio comunicativo pervengono. Ci che qui sta a cuore ad Apel mostrare che i due presupposti fondamentali: 1) avanzamento in ogni atto linguistico, o enunciazione, di quattro, tra loro irriducibili, pretese di va19

INDAGINE Desidero qui prender posizione su un problema che si posto in modo netto solo nel corso della discussione critica sullopera di Habermas, Teoria dellagire comunicativo (in seguito abbreviata in TAC). Come annunciato nel titolo, si tratta del problema delluso linguistico apertamente strategico; uso che, secondo TAC, sarebbe da intendersi come alternativo all uso linguistico segretamente strategico e quindi quale variante di quell agire linguistico orientato al successo opposto all agire linguistico orientato allintesa. In quali termini, nel corso della ricezione di TAC, si imposto il particolare problema delluso linguistico apertamente strategico e quale il motivo che ci indurrebbe ad analizzarlo dalla prospettiva della pragmatica trascendentale ? Ad apertura del mio contributo e in assenza di pi precise analisi, posso avanzare una risposta solo provvisoria a queste due domande. Ci vale in particolare per la terminologia, che ho ripreso tale e quale da Habermas. Nella sua TAC, come pure in generale nella sua pragmatica linguistica, universale o formale, Habermas muove dallassunto che nel linguaggio stesso sia insito il telos dellintesa, priva di riserve strategiche. Di conseguenza, egli si propone di mostrare che luso linguistico strategico, ovvero quelluso non primariamente orientato allintesa, bens orientato al successo, sta in un rapporto di dipendenza parassitaria con loriginario uso linguistico orientato allintesa. In TAC Habermas ha potuto dimostrare validamente tale rapporto di dipendenza parassitaria solo a riguardo dell uso linguistico segretamente strategico; vi comunque riuscito in modo ottimo ed oltretutto puramente descrittivo, senza ricorrere cio a controversi presupposti filosofici sulle norme delluso linguistico. Chi, in modo manipolativo, intende conseguire un effetto perlocutivo nel suo ascoltatore, cosicch questultimo, dopo aver dapprima compreso latto linguistico (effetto illocutivo), non abbia poi nessuna possibilit di accettarlo o meno sulla base di un giudizio sulle pretese di validit, costui non deve far notare tutto ci allaltro. Deve cio simulare , con il suo uso linguistico, di voler offrire allaltro la possibilit di un intesa su pretese di validit, che invece gli sottrae. In termini sintetici e netti, possiamo dire che chi si propone di persuadere qualcuno di qualcosa, deve simulare di volerlo convincere . Questa descrizione del fenomeno mostra, gi di per s, che chi impiega il linguaggio in modo segretamente strategico, gi sa, o riconosce implicitamente, che luso linguistico segretamente strategico dipende parassitariamente dallagire linguistico orientato allintesa. E possibile mostrare allo stesso modo che luso linguistico apertamente strategico dipende parassitariamente dallagire linguistico orientato allintesa? Questo era ed lobiettivo di Habermas. Ma, in TAC, come pure nel corso della discussione che ne seguita, Habermas
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Il problema delluso linguistico apertamente strategico nella prospettiva pragmatico trascendentale

non riuscito, a parere mio e di molti altri critici, a dimostrare la dipendenza parassitaria delluso linguistico apertamente strategico. Nel caso delluso linguistico apertamente strategico (come ad esempio, secondo Habermas, in imperativi del tipo Mani in alto (o sparo)!, o Fuori i soldi (o tammazzo)!) i parlanti, se la minaccia viene pronunciata sul serio, non simulano affatto; n mostrano in alcun modo di riconoscere, anche solo implicitamente, una qualche sorta di dipendenza parassitaria del loro uso del linguaggio da un uso che presupponga lintesa su pretese di validit. Pu risultare comunque difficile capire prima facie, in che senso luso linguistico del rapinatore dinanzi al cassiere di una banca non sia orientato allintesa. In fondo, il rapinatore da modo al cassiere di comprendere il proprio intento e quindi, sebbene in pochissimi secondi, di valutare se sussistano per questultimo buoni (razionali) motivi (di autointeresse), per accogliere lintimazione del rapinatore. Non siamo in presenza, anche qui, di un intesa per mezzo del linguaggio? Certamente, non in gioco in questo caso nessuna pretesa di validit, sulla cui legittimit ci si dovrebbe o potrebbe intendere, ma solo una pretesa di potere o di violenza da parte del rapinatore; mentre le ragioni, che un parlante usa produrre a sostegno delle sue pretese di validit in un discorso orientato allintesa, vengono sostituite da una diretta minaccia di sanzioni (per cos dire), come fa intendere al banchiere la pistola puntata contro di lui. La minaccia (per cos dire) di svantaggi pero una buona ragione per il destinatario di accettare latto linguistico. La mia descrizione potrebbe venir giudicata cinica da un punto di vista morale. Ma come possibile mostrare che latto linguistico del rapinatore in linea di principio, ovvero nel senso del telos di ogni impiego linguistico, gi presuppone un uso linguistico di tipo diverso, da cui esso dipenderebbe? E come mostrare che questuso originario presuppone a sua volta un intesa nel senso della giustificazione e accettazione dl pretese di validit, come verit, sincerit e giustezza normativa? Anticipando in breve la mia posizione, direi di essere in fondo convinto del fatto che lintuizione centrale di Habermas sia giusta e profonda. Sono per dellavviso che i tentativi habermasiani non riescano a giustificare la tesi del parassitismo a proposito dell uso linguistico apertamente strategico; e che, oltre a ci, siano destinati al fallimento. Il motivo del fallimento , a mio avviso, il seguente: sottoponendo ad una considerazione puramente empirico-descrittiva l uso linguistico apertamente strategico, senza ricorrere cio a controversi presupposti filosofici sulle norme razionali delluso linguistico, non in linea di principio possibile decidere quale uso linguistico (strategicamente razionale o razionale in termini comunicativo-consensuali) sia quello originario e se esista un uso linguistico originario. Ci significa, a mio avviso, che la questione non pu venir decisa sulla base di una pragmatica formale, in quanto questultima in grado di documentare le presupposizioni delluso linguistico in modo in ultima istanza solo empirico-descrittivo. La questione si lascerebbe invece decidere, ed in ci consiste la tesi che intendo

INDAGINE dimostrare, sulla base di una pragmatica universale intesa quale pragmatica trascendentale; una pragmatica, cio, che non si ritraesse di fronte al problema di una fondazione ultima riflessiva della razionalit e neppure dinanzi alla questione di un ordine fondativo dei tipi di razionalit. Per sviluppare questa tesi, devo dapprima entrare nel merito dellaporetica cui, a mio avviso, metterebbe capo il tentativo di soluzione avanzato da Habermas. A tal fine discuter in primo luogo i presupposti, alquanto singolari, sottesi alla terminologia di TAC. Presupposti che, divergendo notevolmente dalla corrente terminologia della filosofia analitica (ad esempio, da quella in uso nella teoria degli atti linguistici), risultano perspicui, solo se si comprendono gli assunti speculativi, ovvero niente affatto incontroversi fllosoficamente, della pragmatica formale di Habermas. Proprio di ci, a mio avviso, si avverte la mancanza nella discussione critica fin qui condotta. Se ad esempio, come la maggior parte dei linguisti e gli esponenti di ispirazione empirista della filosofia analitica del linguaggio, si muove dalla convinzione che il linguaggio sia per luomo uno strumento o medio neutrale per lagire razionale rispetto allo scopo, risulter vano fin dallinizio il tentativo di render giustizia, in modo ermeneuticamente e criticamente corretto, allargomentazione habermasiana. Il primo assunto terminologico di TAC, e di gran lunga il pi importante, riguarda luso di parole e termini come intesa (Verstndigung) o orientato allintesa (verstndigungsorientiert). Habermas si affida qui, palesemente, ad un uso linguistico sistematicamente ambivalente, riscontrabile, a quanto mi dato sapere, solo in tedesco, ma comunque assente nella lingua francese o inglese. Egli impiega i due termini non solo nel senso stretto di una comprensione del senso (Sinn-Verstndigung) resa possibile dalla comunicazione linguistica, bens nel senso ampio dellintesa come formazione di consenso (Verstndigung qua Konsensbildung) su pretese di validit (quali verit, sincerit e giustezza normativa); inoltre, tali pretese vengono correlate da Habermas a tre riferimenti al mondo e tre funzioni linguistiche (riprese da Karl Bhler): 1. rappresentazione del mondo oggettivo; 2. espressione del mondo interiore soggettivo; 3. appello come richiamo allordinamento normativo del mondo sociale. Ne deriva che il modo dellintesa intersoggettiva che Habermas considera originario, rispetto allinterazione strategica, per la coordinazione delle azioni, non mira soltanto alla condivisione di significati pubblici di un linguaggio, ma, oltre a ci, ad un consenso (Einverstndnis) sulla base dellaccettazione delle pretese di validit avanzate nel discorrere oppure delle ragioni adducibili a legittimazione (giustificazione) di quelle pretese nel discorso (argomentativo). Pi esplicitamente, Habermas suppone una relazione interna tra la comprensione (nella terminologia di Austin, uptake in quanto effetto illocutivo) e la possibile accettazione di atti linguistici; tale relazione interna viene intesa non soltanto, come corrente nella filosofia analitica del linguaggio, nel senso della relazione (per cos dire avalutativa) tra significati comprensibili e possibili condizioni di riscatto delle
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pretese di validit (come, ad esempio, possibili pretese di verit), bens, in ultima istanza, nel senso che il telos dellintesa, insito nelluso del linguaggio, pu compiersi solo nel consenso. In tal modo, grazie ad una sorta di petitio principii terminologica, avremmo gi risolto, nel senso voluto da Habermas, il nostro problema, relativo al rapporto di priorit tra uso linguistico apertamente strategico e agire linguistico orientato allintesa. Dalla prospettiva della semantica analitica e della pragmatica linguistica, infatti, con la sua terminologia Habermas avrebbe gi operato una connotazione normativa del concetto di intesa, anticipando tendenzialmente la conclusione, secondo non si darebbe che una sola soluzione comunicativo-consensuale del problema della comunicazione razionale e dunque del problema dellintesa linguistica in senso ampio. In questa convinzione viene gi anticipata a mio avviso la pointe delletica del discorso. Ma, possibile giustificare in chiave di pragmatica del linguaggio questa soluzione, gi suggerita dal termine intesa (Verstndigung), del problema normativo della razionalit dellintesa? Tutto dipende, a mio avviso, dalla possibilit di rispondere a questa domanda, giacch, in caso contrario, la teoria habermasiana poggerebbe su una petitio principii. Ma torniamo alle connotazioni speculative della terminologia di TAC . In corrispondenza con luso enfatico del termine intesa, da noi appena analizzato, Habermas impiega in modo molto particolare, quale termine di contrasto, lespressione orientato al successo (erfolgsorientiert). Il termine non viene riferito a quelle intenzioni perlocutive di successo (per cos dire innocenti), che, in linea con le convenzioni delluso linguistico, sono collegate secondo Austin a normali atti illocutivi: come ad esempio lintenzione di informare, nel caso di statements, o quella di convincere, nel caso dl argomenti. Discostandosi da Austin e dalla teoria degli atti linguistici che si ispira ad Austin, Habermas non definisce affatto queste normali intenzioni di successo come perlocutive; le include invece fra le intenzioni o effetti illocutivi, poich le considera intenzioni di accettazione che possono venir riscattate tramite intesa sulle pretese di validit. Secondo Habermas, dunque, le intenzioni o effetti illocutivi includerebbero, oltre allo uptake (la semplice comprensione), anche un effetto che, pur verificandosi o meno nel partner della comunicazione, si produce solo comunque a seguito di un giudizio da parte di questultimo su quanto egli ha compreso (cos, ad esempio, non possibile dire: Con ci io ti convinco del fatto che le cose stanno cos e cos, in quanto leffettoconvinzione dipende dal giudizio del partner). Ricomprendendo laccettazione dellatto linguistico entro il concetto di effetto illocutivo, Habermas intende mettere in chiaro che quel successo perlocutivo degli atti linguistici, che Austin considera convenzionale, appartiene, in quanto successo dellintesa linguistica in senso enfatico (cio dellintesa su pretese di validit), a quel meccanismo di mediazione della coordinazione di azioni che non poggia su un condizionamento strategico-strumentale dellaltro, bens, per lappunto, sullintesa linguistica (a differenza degli effetti

INDAGINE perlocutivi non pubblicamente dicibili, come quelli, ad esempio, che si verificano casualmente o tramite condizionamento strategico). Con la sua innovazione terminologica, Habermas viene a contraddire pesantemente, almeno dal punto di vista dellanalisi del linguaggio, il criterio dell io con ci proprio degli atti illocutivi, in quanto esso risulta inapplicabile agli atti linguistici volti al conseguimento di consenso (come, ad esempio, nel caso di Io con ci ti convinco...). Questo criterio non esprime nullaltro che il divieto di anticipare un successo dellatto linguistico, presso il partner della comunicazione, che vada al di l del successo illocutivo nel senso di Austin (ovvero al di l della semplice comprensione del senso). In breve, quella innovazione terminologica, con cui si intende adattare il significato di illocutivo al significato enfatico di intesa, ha ben poche probabilit, a mio avviso, di venir accolta dai rappresentanti della filosofia analitica del linguaggio. E risulta anche superflua per gli intenti di Habermas. Comunque, dovrebbe ormai esser chiaro che anche questa innovazione terminologica tradisce la tendenza speculativa, presente in Habermas, a connettere internamente la comprensione del senso degli atti linguistici non solo con la semplice possibilit dell accettazione o non accettazione, bens con il raggiungimento del consenso (ideale). Corrispondentemente, in TAC , Habermas non ha affatto riferito il termine orientato al successo ad atti linguistici normali (che devono pur sempre mirare ad un successo, nel senso della coordinazione di azioni) bens esclusivamente a quegli atti linguistici che intendono conseguire il loro successo non attraverso l uso linguistico orientato allintesa ma in certo qual modo direttamente. Tale classificazione dovrebbe applicarsi, per, non solo agli atti linguistici manipolativi (uso linguistico segretamente strategico), ma anche a quegli atti linguistici definiti da Habermas apertamente strategici (uso linguistico apertamente strategico). Riemerge cos quel problema da noi prospettato allinizio e dichiarato irrisolto. In che cosa consistono le difficolt di Habermas? Una prima difficolt, a mio avviso, connessa al fatto che Habermas tematizzi in TAC, quali esempi di uso linguistico apertamente strategico, solo quei casi limite o fenomeni marginali delluso linguistico, rappresentati in effetti dai semplici imperativi (come lui stesso li definisce), quali ad esempio: Mani in alto!; o Fuori i soldi. Mostreremo in seguito che questi esempi linguistici apparentemente eccezionali rappresentano, nella loro struttura, un vasto ambito del normale uso linguistico, cui una teoria della comunicazione, non priva di ambizioni sociologiche come in effetti quella habermasiana, dovrebbe riconoscere un significato non periferico. La ragione del fatto che, in TAC, Habermas non abbia tematizzato a sufficienza quel tipo di impiego linguistico, che io considero normale, risiede, a mio avviso, in una insufficiente consapevolezza riflessiva del fatto che il suo uso enfatico del termine intesa rappresenta una anticipazione speculativa della teoria consensuale dellintesa. E pur sempre possibile - e talvolta anche
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necessario - comprendere l intesa (Verstndigung) nel suo significato avalutativo, ovvero come comprensione del senso (Sinnverstndigung), astraendo completamente, cio, da ogni fattuale formazione di consenso su pretese di validit. Se si prende in seria considerazione questa possibilit dellintesa linguistica, ci si pu avvedere facilmente che, entro il normale uso linguistico del mondo della vita, esiste anche una comprensione del senso (Sinnverstndigung), non al servizio della formazione di consenso su pretese di validit, bens al servizio della razionalit strategica rispetto allo scopo. Penso qui al vasto ambito di giochi linguistici e interazioni, costituito dalle cosiddette trattative (in inglese, negotiations o anche bargaining). Non rappresentano, forse, proprio esse il paradigma degli usi linguistici apertamente strategici, da cui propriamente dovremmo muovere, per porci, in termini sufficientemente radicali, la questione della priorit linguistico-pragmatica della razionalit strategica o di quella comunicativo-consensuale? Lascio momentaneamente da parte questa ipotesi, per considerare la controversia sviluppatasi tra Habermas e i suoi critici a riguardo di come valutare i cosiddetti semplici imperativi, i quali risultano diversi da ordini, richieste legittime o espressioni di desiderio, per il fatto che in essi le pretese di validit e la loro giustificazione virtuale sono sostituite dalla minaccia di violenze. A tutta prima, in TAC , Habermas cerca la soluzione sulla linea dellargomento del parassitismo e intende cos gli usi linguistici apertamente strategici quali atti linguistici deficienti. Nel caso di atti linguistici nel senso pieno del telos dellintesa, insito nel linguaggio, una autorizzazione normativa deve subentrare alla pura pretesa di potere e le condizioni di sanzione devono venir sostituite da condizioni razionalmente motivanti laccettazione di una criticabile pretesa di validit. Dato che queste condizioni razionalmente motivanti, cos come Habermas si esprime, possono venir desunte dal ruolo illocutivo, la normale richiesta acquista unautonomia, che manca al semplice imperativo. Habermas ne deriva la seguente conclusione: Emerge ancor pi chiaramente che solo quegli atti linguistici, cui il parlante collega una criticabile pretesa di validit, muovono, per cos dire per loro stessa forza, ovvero grazie alla base di validit della comunicazione linguistica volta allintesa, un ascoltatore ad accettare un atto linguistico e quindi possono agire da meccanismo della coordinazione delle azioni (TAC, trad. it., Il Mulino, Bologna 1986, vol.1, pp. 416-17). A me sembra, come gi detto sopra, che la fondamentale intuizione qui espressa risulti affatto conseguente, se presupponiamo il concetto enfatico di intesa. Tale concetto incontra il mio favore a livello intuitivo, come accennavo allinizio; ma manca, a parer mio, una vera e propria giustificazione della prospettiva ad esso sottesa, cio, la giustificazione del fatto che luso linguistico apertamente strategico non possa mediare condizioni razionalmente motivanti laccoglimento di una richiesta allo stesso modo dellagire linguistico orientato allintesa. La discussione critica si per sviluppata intorno ad unaltra difficolt. Dato che, in TAC, Habermas, da un

INDAGINE lato, distingue gli usi linguistici apertamente strategici, in quanto atti linguistici illocutivamente comprensibili, dagli usi linguistici segretamente strategici, ma, daltro lato, intendendoli come atti strategici, ovvero orientati al successo, li distingue anche dallagire linguistico orientato allintesa, si potrebbe giungere alla conclusione che gli usi linguistici apertamente strategici siano contemporaneamente e sotto lo stesso rispetto (ovvero relativamente ai loro fini perlocutivl) orientati al successo e orientati allintesa (cos da risultare, secondo Habermas, parassitari e insieme non parassitari). Questa la critica mossa a TAC dal norvegese Skjei. Desidererei subito osservare che la contraddizione , a mio avviso, solo apparente ed dovuta alla mancanza di trasparenza della terminologia impiegata: ovviamente, gli usi linguistici apertamente strategici non sono orientati allintesa nello stesso senso in cui sono orientati al successo, ovvero nel senso in cui essi, sospendendo lintesa su pretese di validit, puntano soltanto sulla efficace affermazione della pretesa di potere (come spiegher meglio in seguito). Il peggio che Habermas stesso ha ammesso la presunta contraddizione rilevata da Skjei e cercato una nuova via di soluzione; in modo, a mio avviso, del tutto fuorviante, in quanto, cos facendo, si perde completamente di vista il problema filosofico in questione, ovvero il problema di una cogente giustificazione filosofica dellagire linguistico orientato allintesa rispetto a quello apertamente strategico. Come mostrarlo? Prospettando la sua nuova soluzione, Habermas segue in modo conseguente la tendenza, a mio avviso ben poco condivisibile, a cercare nelle scienze sociali una risposta, in ultima istanza empirico-descrittiva, al problema della fondazione della pragmatica del linguaggio. Ci significa, nel nostro caso, revocare lintuizione, a mio avviso giusta e profonda, in base a cui gli imperativi accompagnati da minacce di sanzioni, come Fuori i soldi (o sparo)!, sarebbero atti linguistici (apertamente) strategici e, come tali, distinti in linea di principio dallagire linguistico orientato allintesa. Habermas mantiene per ferma la convinzione della loro dipendenza parassitaria dallagire linguistico orientato allintesa. Come intendere questa sua posizione? Habermas vorrebbe ora considerare gli imperativi, sui quali per appunto verte la discussione, come empirico caso limite di normali atti di comando, nei quali le sanzioni, previste in caso di non ottemperanza, sono normativamente assicurate (come avviene, ad esempio, per ordini o disposizioni nello Stato di diritto). Habermas si esprime cos: E certamente esatto che, nel caso di semplici imperativi, leffetto legante per la coordinazione delle azioni fornito attraverso una pretesa di potere e non di validit; ma sarebbe errato analizzare il modo in cui agisce tale pretesa di potere, utilizzando come modello linflusso strategico esercitato su un antagonista. E solo in casi estremi che laccoglimento di una espressione imperativa di volont ha luogo sulla base di una pura sottomissione alla minaccia di sanzioni. Nel caso normale i semplici imperativi operano pienamente allinterno del quadro dellagire comunicativo, giacch la posizione di potere, su cui si basa la pretesa avanzata dallimpe23

rativo del parlante, tale da essere riconosciuta dal destinatario - sebbene essa poggi su una semplice relazione abituale di potere e risulti priva di una esplicita autorizzazione normativa. Lapproccio pi promettente consiste, a mio avviso, nel far osservare linsostenibilit di una netta distinzione tra imperativi normativamente autorizzati e semplici imperativi; e che esiste piuttosto una continuit tra potere abituale e potere tradotto in autorit normativa. Tutti gli imperativi cui noi possiamo attribuire forza illocutiva, infatti, possono essere analizzati secondo il paradigma di richieste normativamente autorizzate. Sarebbe erroneo parlare di una distinzione categoriale: pretese di potere sono spesso collegate con contesti normativi pi o meno remoti e con diffuse pretese di validit normativa, spesso difficilmente identificabili (J. Habermas, Replay to Skjei, in Inquiry, n. 28, 1985). Viene qui rimpiattata e dissolta, a mio avviso, la distinzione, filosoficamente perspicua, profonda e, soprattutto, di cruciale importanza per letica, tra quegli atti linguistici che, in quanto orientati allintesa, derivano la loro sociale forza legante da pretese di validit discorsivamente riscattabili, e quegli atti linguistici, la cui sociale forza legante (ovvero possibile accettazione) pu consistere nella sottomissione coatta alla volont di potere degli attori; e ci, a parer mio, dipende dal fatto di aver sostituito ad una analisi filosoficamente orientata dei fenomeni una spiegazione (riduzione) empirica, filosoficamente irrelevante, del fenomeno propriamente degno di interesse. Questo mutamento di metodo, a mio avviso sprovvisto di qualsiasi plausibilit, trova conferma nella Entgegnung, con cui Habermas risponde ai suoi critici nel volume curato da A. Honneth e H. Jonas, Kommunikatives Handeln (Agire comunicativo, Suhrkamp, Francoforte s/M. 1986): Come sociologo avrei dovuto sapere che esiste una continuit tra il potere abitualizzato in modo puramente fattuale e quello mutato in autorit normativa. Perci tutti gli imperativi, cui noi attribuiamo una forza illocutiva, risultano analizzabili secondo il modello di richieste normativamente autorizzate. Quella differenza che avevo erroneamente considerata categoriale, risulta alla fine solo una differenza di grado. Lintimidazione: Mani in alto!, pronunciata con minaccia dal rapinatore, appartiene a quei casi limite di azioni linguistiche apertamente strategiche, in cui la carente (appunto!, K.-0. Apel) forza illocutiva viene integrata da un potenziale di sanzioni. La pointe risultante dalla tesi del parassitismo, consisterebbe qui dunque nel fatto che il richiamo ad un potenziale di sanzioni rende possibile, nel destinatario, una comprensione dellatto linguistico che sarebbe derivata da atti illocutivi (come, ad esempio, ordini autorizzati entro lo Stato di diritto), in cui il potenziale di sanzioni normativamente legittimato. Ma plausibile? Ovvero, nel caso specifico, sostenibile, da un punto di vista (empirico)-ermeneutico, che la comprensione degli usi linguistici apertamente strategici richieda necessariamente, per il loro potenziale di sanzioni, un prestito di copertura normativa e quindi un rapporto parassitario di dipendenza, entro un continuum costituito da atti illocutivi pi o meno normativamente autorizzati?

INDAGINE Sarebbe forse impossibile indicare casi di usi linguistici apertamente strategici, per i quali possiamo presumere, da parte tanto del parlante, quanto dellascoltatore, una chiara comprensione del senso dei corrispondenti atti linguistici e quindi, oltre a ci, la possibilit di una loro accettazione, pur supponendo che quegli atti, bench provvisti di forza illocutiva e di una sociale forza legante, manchino di una qualsiasi copertura normativa? Che Habermas non possa sentirsi del tutto a suo agio con quella apparente soluzione, empiristica e insieme armonizzante, lo dimostrano, a parer mio, alcuni passaggi di Nachmetaphysisches Denken (Pensiero postmetafisico), l dove afferma: Atti perlocutivamente autonomizzati (come, ad esempio, minacce) non sono affatto atti illocutivi, poich non puntano su una presa di posizione, razionalmente motivata, da parte del destinatario. E pi oltre: Imperativi e minacce, messi in atto in modo puramente strategico, privati della loro pretesa normativa di validit, non sono affatto atti illocutivi, volti allintesa (Nachmetaphysisches Denken, Suhrkamp, Francoforte s/M. 1988, pp. 74, 135). Bench questi passi non prospettino una soluzione, corrispondono per, nella loro tendenza di fondo, alloriginaria e ben pi profonda intuizione presente in TAC . Al fine di sviluppare questa intuizione in modo coerente, procedendo, come gi altre volte, con Habermas contro Habermas, desidero intraprendere il tentativo di unanalisi pragmatico-trascendentale degli usi linguistici apertamente strategici. Mi propongo dapprima, svolgendo per cos dire il ruolo delladvocatus diaboli, di accantonare momentaneamente il concetto enfatico di intesa (che pur in fondo condivido con Habermas), per assumere il punto di vista, sostenuto dalla maggior parte dei pensatori analitici, secondo cui l intesa (Verstndigung) tramite atti illocutivi consisterebbe nella semplice comprensione del senso (Sinnverstndigung); in modo tale che questultima fondamentale funzione linguistica risulterebbe neutrale rispetto ad ulteriori pretese normative, nel senso del consenso, ovvero dellaccordo (Einverstndnis), su pretese di validit. Questo modo di procedere mi consente anche di tornare definitivamente sulla posizione, condivisa da Austin e dalla maggior parte dei sostenitori della teoria degli atti linguistici, secondo cui laccettazione degli atti linguistici (al di l dellaccettazione della pretesa di validit del senso, implicita nella semplice comprensione) non potrebbe venir considerata parte integrante delleffetto illocutivo, configurandosi piuttosto come un tipo, convenzionalmente normale, di effetto perlocutivo. Noterei tra parentesi che, al di l di questultimo, dovrebbero darsi almeno altri due tipi di effetti perlocutivi, ovvero, in primo luogo, come gi previsto da Austin, gli effetti perlocutivi casualmente prodotti e, in secondo luogo, come implicherebbe il concetto di atto perlocutivo elaborato da Strawson, gli effetti perlocutivi strategicamente intesi. Ed questultimo il tipo cui si riferisce il concetto habermasiano di uso linguistico segretamente strategico e cui si riferirebbe, a mio avviso, anche il concetto di uso linguistico apertamente strategico. Assumiamo dunque, come sopra accennavo, che lintesa
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(Verstndigung) tramite atti illocutivi consista nella semplice comprensione del senso (Sinn-Verstndigung) e che ogni accettazione di pretese normative di validit possegga uno stato perlocutivo. Cos facendo, siamo in grado di portare alla luce un vasto campo di usi linguistici apertamente strategici, o meglio di giochi linguistici apertamente strategici, cui i semplici imperativi (come Mani in alto!; o Fuori i soldi!) apparterrebbero in effetti quali casi limite. In tal modo, per, essi non si configurerebbero pi quali casi limite di atti linguistici normativamente autorizzati (sostenuti quindi da sanzioni legittime), bens quali casi limite entro il vasto ambito della comunicazione apertamente strategica. Con ci intendo riferirmi a quei giochi linguistici, gi prima ricordati, costituiti da strategiche trattative di interessi. Non includo comunque tra essi quegli istituti morali o giuridici, come ad esempio il rispetto dei patti, tramite cui le trattative strategiche (ad esempio accordi politici o economici) sono state in certo qual modo addomesticate, gi a partire dallet arcaica e in modo particolare nella nostra civilt attuale. Segnalerei tra parentesi che in effetti estremamente interessante, e significativo dun profondo mutamento culturale, il fatto che trattative strategiche, in forza di intese non strategiche (ovvero fondate sul consenso) su pretese giuridiconormative dl validit, possano venir circoscritte e messe potenzialmente al servizio del bene comune, come ad esempio nel caso del libero agire strategico entro il sistema delleconomia di mercato. Nel seguito, comunque, intendo riferirmi alle sole trattative puramente strategiche, cio a quei giochi linguistici costituiti essenzialmente da due tipi di atti linguistici: offerte di cooperazione (spesso, di vantaggi) e minacce di svantaggi. Questi due tipi di atti linguistici si richiamano a vicenda, in modo tale che laccento pu cadere di volta in volta o sulle offerte o sulle minacce, mentre gli atti complementari vengono comunque suggeriti. Risulta cos chiaro che proprio i semplici imperativi, come Fuori i soldi (o sparo)!; o Mani in alto (o sparo)!, presentano questa struttura di complementarit. Ma risulta anche evidente che, nel pi ampio contesto delle trattative, sono essenziali a questi giochi linguistici strategici alcune ulteriori condizioni di funzionamento: le quali mostrano che non si tratterebbe di un estremo e raro fenomeno marginale del linguaggio, di per s dipendente dallintesa su pretese di validit, ma che si tratta bens di un autonomo fenomeno centrale della comunicazione propria del mondo della vita, mediante cui vengono senzaltro prodotti agreement (un tipo specifico di intesa o consenso!) sulla scorta di una fondata accettazione di atti linguistici (ma non di pretese di validit). Ne deriva che non affatto esatto supporre, come fa Habermas, che gli atti linguistici costitutivi di trattative strategiche - come anche gli usi linguistici apertamente strategici, nel senso fin qui esposto - non possiedono nessuna sociale forza legante, ovvero che essi, cos come Habermas si esprime, non puntano su una presa di posizione, razionalmente motivata, del destinatario. infatti chiaro, a mio avviso, che la possibile motivazione razionale del destinatario, su cui poggia la sociale

INDAGINE forza legante degli usi linguistici apertamente strategici allinterno di trattative, consiste esattamente in quella razionalit strategica della massimazione dei vantaggi e minimizzazione degli svantaggi, analizzata dalla teoria strategica dei giochi alla luce di un presupposto, oggi ampiamente condiviso, secondo cui essa, e solo essa, rappresenterebbe la razionalit delluomo (come gi ritenevano in fondo Martin Lutero e Thomas Hobbes). Se dunque, nel quadro di una complessiva teoria filosofica della razionalit, ci interroghiamo sul reciproco rapporto ed in particolare sulla relazione di priorit, intercorrente tra la razionalit di tipo strategico e la razionalit di tipo comunicativo, cos come intesa da Habermas, ci avvedremo che la supposizione, dallo stesso pi volte avanzata, secondo cui gli usi linguistici apertamente strategici non punterebbero su una presa di posizione razionalmente motivata del destinatario, si risolve in una petitio principii. Essa capovolge la valutazione, divenuta oggi quasi di senso comune, del rapporto esistente tra rational choice (in senso strategico o razionale rispetto allo scopo) e irrazionali decisioni etiche a riguardo dei valori ultimi o di norme. Tuttavia, non siamo ancora pervenuti ad una decisione filosoficamente razionale della questione. Questo il risultato che abbiamo ottenuto finora dallaporia degli usi linguistici apertamente strategici. La prospettiva pragmatico-trascendentale ci impone, a questo punto, di affrontare in termini affatto diversi la questione del possibile parassitismo degli usi linguistici apertamente strategici. A tal fine, desidero dapprima discutere il rapporto tra tre possibili tipi di razionalit comunicativa (in senso lato): 1. la razionalit della comunicazione e dellinterazione del mondo della vita; 2. la razionalit delle trattative strategiche ; 3. la razionalit dei discorsi argomentativi scientifici e filosofici (in ultima istanza dei discorsi sulla teoria filosofica della razionalit). A riguardo del rapporto tra questi tre tipi di razionalit vorrei sostenere le tesi seguenti. Ad 1. La razionalit della comunicazione e dellinterazione nel mondo della vita non si configura come un tipo unitario di razionalit; piuttosto, sono insite in essa tanto la razionalit strategica quanto quella comunicativa (in senso habermasiano). A livello del mondo della vita (come in seguito chiariremo ed anzi giustificheremo), questi due tipi di razionalit, ancor oggi, agiscono di fatto, connettendosi e mediandosi reciprocamente, in modi dipendenti dal contesto e dalla capacit di giudizio (phronesis?) degli agenti. Non mancano comunque indizi del fatto che, sul lungo periodo, tale rapporto di mediazione possa mutare in favore della razionalit comunicativa (in senso habermasiano), cos da conferire a questultima una priorit sistematica. In tale prospettiva andrebbe sottolineata la seguente circostanza. Nessuna societ umana si potrebbe intendere adeguatamente (in modo tale che i bambini giungano, in essa, a padroneggiare il linguaggio e quindi la comunicazione e linterazione) solo sulla base di un uso linguistico segretamente o anche apertamente strategico (allincirca nel senso della recta ratio di Thomas Hobbes o della teoria strategica dei giochi), mentre ci,
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in linea di principio, risulterebbe possibile sulla sola base dellagire linguistico orientato allintesa, ovvero solo in forza della razionalit comunicativa (in senso habermasiano). Questa possibilit di principio comunque (ancor oggi) irrealizzabile nella realt del mondo della vita, per motivi che chiariremo in seguito. Inoltre, la stessa questione della priorit di principio della razionalit strategica o di quella comunicativa non decidibile sul piano di unanalisi empirica, normativamente neutrale, delluso linguistico del mondo della vita. Sulla base di empiriche analisi linguistiche (ovvero sociologiche) della comunicazione nel mondo della vita, non risulta possibile neanche una precisa interpretazione degli indizi sopraddetti, ovvero una sua convincente giustificazione contro le eventuali obiezioni di chi considera la razionalit strategico-strumentale come unica possibile forma razionale di cooperazione. Come si mostrer in seguito, ci possibile solo dalla prospettiva della razionalit del discorso, che, in quanto autoriflessiva, consente un autofondazione o fondazione ultima. Ma prima di affrontare il problema della fondazione ultima, desidero introdurre una seconda tesi, per sostenere la relativa autonomia della razionalit strategica. Ad 2. A mio avviso, il rapporto di compromesso tra razionalit strategica e comunicativa, funzionante nel quadro delle tradizionali forme di vita (nel quadro, cio, dell ingenua eticit sostanziale (in senso hegeliano), stato messo in crisi, insieme con le immagini miticoreligiose del mondo, nelle epoche di rischiaramento, apertesi finora nella storia del mondo (come, inizialmente, nella cosiddetta et assiale delle grandi culture); in modo tale che, allincirca nello stesso periodo, le trattative puramente strategiche e i discorsi argomentativi su pretese di validit (come ad esempio quelli della filosofia in Grecia, India e Cina) si sono differenziati e sono stati per la prima volta consapevolmente praticati quali rivali (per cos dire) nella soluzione razionale di conflitti. Ci si verificato in Grecia, ad esempio, al tempo del rischiaramento sofistico, ovvero filosofico. Quale esempio di trattative puramente strategiche, interpretabili sullo sfondo del rischiaramento greco, potremmo addurre il famoso dialogo tra gli Ateniesl e i Meli, narrato da Tucidide nella sua Guerra del Peloponneso (libro 5, parr. 84-113). Caratteristico della trattativa in questione il fatto che essa venga condotta da ambo le parti ad un alto livello intellettuale, ma, palesemente, in piena coscienza della sua struttura strategica. Ci non significa affatto che i contraenti non attribuissero valore alcuno a prese di posizioni razionalmente motivate della controparte; essi tentano, al contrario, di provocarle, trasponendosi, apparentemente fino a sfiorare lautonegazione, nella situazione strategica della controparte (nella costellazione data dal contesto del possibili vantaggi e svantaggi altrui); ovvio, comunque, che ci avvenga, restando comunque allinterno della prospettiva dominante dellinteresse di ciascuno, ovvero delle intenzioni perlocutive di scopo risultanti dai propri interessi. Il che significa che gli argomenti (se proprio vogliamo usare questo termine) dei contraenti non fanno riferimento a pretese

INDAGINE di validit, razionalmente riscattabili e criticabili (neppure alla pretesa di verit), con lunica significativa eccezione del seguente scambio metacomunicativo di battute allinizio del dialogo, mediante cui gli Ateniesi mettono subito in chiaro di non voler condurre un discorso su pretese normative di validit. I Meli, infatti, cominciano cos: La correttezza leale della vostra offerta, di chiarire serenamente tra noi le varie posizioni, non si discute: ma stride, a nostro giudizio, con lapparato bellico, che gi ci minaccia, pronto a mettersi in moto. Voi vimponete ai nostri occhi in aspetto di arbitri del dibattito non ancora avviato. E ci prefiguriamo il suo esito, come facile del resto: se trionferanno le nostre ragioni di giustizia (sottolineatura di K.-0. Apel), ispirandoci fermezza, ci toccher la guerra. Cedendo, la schiavit (par. 86). Gli Ateniesi tuttavia non accolgono la richiesta di intavolare una discussione su ragioni di giustizia, libera dal dominio, ovvero da ogni sorta di violenza. Invitano cos i Meli a deliberare sul destino della loro citt a partire dallattuale situazione; ed offrono quindi la seguente spiegazione, ispirata probabilmente alle nuove tesi del sofisti ateniesi: Dal canto nostro rinunciamo allarmamentario fastoso delleloquenza, alla retorica interminabile di quei discorsi celebrativi che non danno frutto. Sicch non ribadiremo che, per aver demolito la prepotenza persiana, rifulge per noi il diritto allImpero, o che la nostra attuale campagna la replica a un attentato inferto al nostro onore. Ma si pretende qui che neppure voi tentiate di piegarci, giustificando il vostro rifiuto di fornire leve allarmata, con la circostanza che siete coloni di Sparta, o soggiungendo che nei nostri riguardi siete innocenti e puri. Sentite: sforziamoci di restringere le ipotesi di compromesso nei confini del realizzabile, attingendole ciascuno ai principi pi autentici cui ispira di norma la sua condotta [palesemente i princpi della illuminata ragione strategica!. Siete consapevoli quanto noi che i concetti della giustizia affiorano e assumono corpo nel linguaggio degli uomini, quando la bilancia della necessit sta sospesa in equilibrio tra due forze pari. Se no, a seconda: i pi potenti agiscono, i deboli si piegano (par. 89). I Meli mostrano quindi di adattarsi alla situazione: Statene certi: ci si raccoglie per provvedere alla vita del nostro Stato, e si proceda pure a discutere, con le regole che avete indicato (par. 88). Passano cos ad argomentazioni strategiche: E nostro avviso, almeno, che a proposito dinteresse (gi ormai questa lespressione da usare, poich voi avete subito accordato il dibattito su questo tono dellutile, ignorando quello della giustizia) non vi convenga annullare le riflessioni che concernono il vantaggio comune, e che sia ragionevole concedere a chiunque, quando si dibatta in un rischioso frangente, i diritti che gli spettano, se non altro in quanto creatura umana: tra laltro, che possa perlomeno aspirare alla salvezza, avvalendosi, pur senza perfetto ossequio alle severe regole del ragionare, degli argomenti che meglio crede. Considerazione che vi tocca pi da vicino di chiunque altro, poich nelleventualit di una sconfitta vi scolpireste esempio eterno nella memoria dei popoli, per latrocit sanguinosa della vostra pena (par. 90).
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Il seguito del dialogo mostra come i Meli tentino di difendere con argomenti strategici la loro indipendenza, mentre gli Ateniesi, ricorrendo allo stesso tipo di argomenti, a volte alquanto cinici, prospettano ai Meli lalternativa tra la distruzione o lingresso nella Lega Attica: A voi toccherebbe la fortuna di vivere sudditi, in luogo di soffrire il castigo pi crudele; e per noi sarebbe un guadagno non avervi annientati (par. 93). Pi oltre gli Ateniesi aggiungono: Non una contesa questa, per voi, in cui confrontarsi a parit di forze e farsi onore. [...]. Urge piuttosto provvedere con prudenza alla vita, senza provocare un nemico troppo pi forte (par. 101). Infine, gli Ateniesi cos concludono: Gi pi duno [...] fu trascinato fatalmente dallistinto noto tra gli uomini con nome di onore: potere malefico di un nome! Domati da una parola, costoro sabbattono di schianto su pene irrimediabili, spontaneamente scelte e desiderate, attingendo unumiliazione pi vile, perch prodotta dalla propria follia, non da percossa della fortuna. State in guardia, se vi sorregge la ragione, da questa rovina: non sentitevi schiaffeggiati, se la citt pi potente di Grecia vi costringe a cedere, con offerte equanimi. Non per voi infamia entrare nella sua lega, serbando la vostra terra a prezzo di un tributo. Vi si consente di scegliere tra la sicurezza e la lotta: non appigliatevi al partito peggiore. (par. 111). nota la terribile conclusione della trattativa, in cui i Meli preferirono alla sottomissione il rischio derivante dalla difesa della loro indipendenza e quindi anche del loro onore, in quanto coloni di Sparta. Comunque siano andate le cose, il mio interesse esclusivamente quello di addurre un esempio di uno dei primi puri discorsi di trattativa che ci siano stati tramandati, in cui la razionalit del confronto apertamente strategico appare consapevolmente differenziata e gi in qualche modo emancipata da riserve tradizionali, in nome degli dei o del diritto. Si tratta di un primo esempio di un tipo di discorso che ha conservato intatta la sua importanza fino ad oggi, in particolare nel campo della politica estera, ancora priva di una regolazione giuridica. Lesempio pu chiarire a sufficienza come, in questo caso, non si possa parlare di un estremo caso limite, parassitariamente dipendente da atti linguistici normativamente autorizzati, e come, tuttavia, non si tratti neppure di un tipo di discorso sprovvisto di una sociale forza legante razionalmente motivante. Pi esattamente, questo modo di considerare le cose valido dal punto di vista, per cos dire, di unanalisi dei giochi linguistici di tipo esterno, avalutativa, in senso corrente empirico-descrittiva e empiricamente controllabile , come pure per corrispondenti tipi di razionalit, in certo qual modo irriflessi e predati. La mia tesi a riguardo della razionalit apertamente strategica delluso linguistico e quindi a riguardo della coordinazione delle azioni mediata dalluso linguistico di questo tipo dunque la seguente: tramite la corrente analisi, linguisticamente o sociologicamente orientata, del linguaggio e della comunicazione risulta comunque possibile determinare la differenza tra razionalit dellazione apertamente strategica e razionalit dellazione orientata allintesa (in senso habermasiano). Non invece possibile

INDAGINE decidere in questo modo della priorit di un tipo sullaltro; infatti i soggetti della razionalit strategica non mostrano affatto, nel loro uso strategico del linguaggio, che questultimo sia parassitariamente dipendente da quello orientato allintesa, nel senso habermasiano dellintesa su pretese di validit. Al contrario, come gi gli Ateniesi al tempo di Tucidide, cos, anche oggi, i sostenitori del monopolio della razionalit strumentale o strategica (ovvero dellesercizio della volont di potenza, quale determinante razionalit del discorso) mostrano di essere dellopinione che, anche sul piano metacomunicativo (in ultima istanza filosofico) del discorso, si dimostrerebbe il carattere illusorio o dogmatico-ideologico di ogni pretesa avanzata in nome di una razionalit rilevante per la giustificazione normativa, cio di una razionalit etica. Ci non risulta vero, a mio avviso, in un senso che chiariremo in seguito. Sono cos giunto alla mia terza tesi: la tesi propriamente pragmatico-trascendentale a riguardo dellinaggirabile primato normativo della razionalit autoriflessiva della filosofia (e cio della razionalit della teoria della razionalit). Ad 3. Torniamo sull esempio di Tucidide. Se gli Ateniesi, nella loro introduzione metacomunicativa alla trattativa con i Meli, avessero accettato di proseguire questa metacomunicazione nel senso di una aperta discussione filosofica, avrebbero dovuto accettare anche una discussione su pretese normative di diritto, cio un discorso argomentativo tra partner dotati, in linea di principio, di uguali diritti. Sul fatto se sia lecito escludere dal dialogo pretese di diritto (ad esempio in base a considerazioni pragmatiche), non infatti possibile discutere seriamente (allorch non se ne impone lesclusione in forza di una pretesa di potere, al modo degli Ateniesi), senza attribuire ai partner della discussione, indipendentemente dai reciproci rapporti di forza, uguali diritti nella difesa delle pretese di diritto. Verrebbe cos operato il passaggio al discorso, in linea di principio aperto, su pretese di validit e contemporaneamente al riconoscimento della priorit di un tale discorso rispetto alla limitazione strategico-razionale della razionalit in discorsi del tipo delle trattative. Si dovrebbe cio riconoscere almeno questo: se il partner della comunicazione deve poter accettare la richiesta di escludere pretese di diritto e intavolare una trattativa puramente strategica, non solo in base a motivi di opportunit, bens deve poterla riconoscere come intersoggettivamente valida in base a ragioni, allora la richiesta non pu venir giustificata tramite trattative strategiche, ma solo in forza di un discorso argomentativo su pretese di validit. Si cos ammessa la priorit della razionalit comunicativo-consensuale, propria del discorso argomentativo. In altre parole, non tramite descrizione e comparazione dei diversi tipi di razionalit degli atti linguistici (cos come essi si danno al livello della comunicazione e interazione del mondo della vita), bens invece tramite stretta riflessione su quella razionalit presupposta dalla stessa teoria filosofica della razionalit, ed a cui una tale teoria deve ricorrere, possibile mostrare che la razionalit dellintesa normativamente illimitata in
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effetti il modo originario (Habermas) della razionalit comunicativa. Ci non solo rispetto alla razionalit strategica, bens anche rispetto alla razionalit, normativamente neutrale, della semplice comprensione del senso, che, come tale, rende possibili anche gli usi linguistici apertamente strategici e quindi il gioco linguistico delle trattative strategiche. Chi, infatti, al livello della autoriflessiva razionalit del discorso filosofico, volesse ricorrere ad una razionalit non rivolta allintesa (nel senso tanto di un possibile riscatto quanto di una possibile critica) su tutte le pretese di validit, o volesse qualificare tale razionalit, da un punto di vista teorico, come la razionalit umana, costui si porrebbe in contraddizione con la razionalit discorsiva, cui egli di fatto ricorre in actu, involgendosi cos in una autocontraddizione performativa. Mostrer, in tal modo, che ogni tipo di razionalit, cui egli pretendesse ricorrere, o che intendesse sostituire alla razionalit discorsiva, dipende in modo parassitario dalla stessa razionalit discorsiva. In tal senso, risulta possibile recuperare, a mio avviso, lintuizione di fondo di Habermas, cos come essa affiora in TAC. E ora chiaro che allautonomia del logos autoriflessivo del linguaggio pu corrispondere solo la razionalit dellintesa (Verstndigung) in senso enfatico, e non, ad esempio, una razionalit che integra la comprensione del senso (Sinnverstndigung), normativamente neutrale, solo con pretese di potere o considerazioni di interesse. possibile dunque mostrare che, in effetti, il telos dellintesa insito nel linguaggio. La prova di ci si lascia comunque produrre, a mio avviso, solo affrontando una diversione, ovvero affrontando la questione delle condizioni di possibilit pragmatico-trascendentali dellargomentazione valida, in quanto tale, e non invece tramite unontologia in senso prekantiano (come suggerisce lespressione del telos insito nel linguaggio) ed ancor meno tramite una teoria quasiempirica della comunicazione o tramite una sociologia della comunicazione. Dopo un difficile percorso attraverso la nuova e controversa problematica del rapporto tra razionalit strategica e comunicativa dellazione, siamo giunti al fine al punto culminante o, se si preferisce, alla base di una possibile teoria pragmatico-trascendentale dei tipi di razionalit; ovvero, al punto in cui, in certo qual modo, una possibile teoria filosofica della razionalit recupera riflessivamente la propria razionalit e ne mostra linaggirabilit. evidente, a mio avviso, che qui, nel momento dellautoriflessione della razionalit discorsiva, viene assicurata ad essa una priorit, in termini di validit, non solo rispetto alla razionalit strategica della comunicazione e dellinterazione, ma anche nei confronti di tutti i pensabili tipi di razionalit, in quanto essi si mostrano per lappunto come analizzabili e giustificabili solo in termini discorsivi. Avremmo cos raggiunto il punto di approdo pragmatico-trascendentale di unautodifferenziazione della ragione tramite riflessione sulle limitazioni astrattive del potenziale della ragione stessa, in quanto capacit di articolare in modo differenziato i diversi tipi di razionalit.

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La terra fotografata dalla luna durante la missione Apollo

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Modelli di universo
Nello studio intitolato A MODEL OF THE UNIVERSE: SPACE-TIME, PROBABILITY AND DECISION (Un modello di universo: spaziotempo, probabilit e decisione, Clarendon Press, Oxford 1994) Storrs McCall propone di raffigurare luniverso come un albero, struttura che pi di ogni altra permette di trovare una spiegazione convincente ai problemi sollevati dallosservazione di ci che ci circonda. Per quanto tale modello si mostri adatto anche alla soluzione di problemi scientifici, McCall si sofferma su questioni prettamente filosofiche, dedicando unattenzione particolare al problema dello scorrere del tempo, di cui il modello dellalbero riesce a fornire una rappresentazione dinamica. Sulla questione delle origini delluniverso interviene invece la raccolta di saggi a cura di Francesco Bertola, Massimo Calvani, Umberto Curi, ORIGINI: LUNIVERSO , LA VITA, LINTELLIGENZA (Il Poligrafo, Padova 1994). Il volume, che raccoglie contributi sulla bioastronomia, la cosmologia, la filosofia, la storia della scienza, lastrofisica e la teologia, prosegue il dibattito interdisciplinare sui rapporti tra le moderne teorie cosmologiche e la loro prospettiva filosofica, aperto dallIstituto Gramsci Veneto con lorganizzazione della serie delle Venice Conferences on Cosmology and Philosophy.

Lo studio di Storrs McCall si propone di fornire un modello delluniverso che permetta di trovare una soluzione ad alcune questioni filosofiche da sempre apparse come problematiche. La sua analisi si concentra principalmente su otto grandi temi: lo scorrere del tempo; il rapporto causa/effetto e le leggi di natura; la meccanica quantistica; la probabilit; la differenza tra condizionali dotati di valore di verit e condizionali dotati di valore di probabilit; lidentit degli individui nel tempo; le propriet essenziali; la decisione e il libero arbitrio. Il modello che McCall propone per rispondere a tutte le domande sollevate dallanalisi di tali questioni un albero:

esso permette di rappresentare la dimensione spazio-temporale delluniverso, fornendo cos uno schema in cui collocare gli eventi. Secondo questo modello, ad ogni momento t esiste un tronco costituito dal progressivo incorporamento dei rami esistenti prima di t. E per importante evidenziare che, in ogni momento t, un solo ramo va ad accrescere il tronco, mentre tutti gli altri, rappresentanti tutti gli eventi alternativi che potevano avvenire in quel momento, cadono. Possiamo quindi considerare lalbero come la rappresentazione di un mondo possibile, vale a dire come la rappresentazione dellunico mondo, tra i tanti possibili, che si realizzato. Il fatto che di volta in volta si verifichi un evento piuttosto che un altro, e che quindi sia un ramo piuttosto che un altro ad aggiungersi al tronco, dipende dalle circostanze. In questo modo McCall evita ogni determinismo, lasciando al caso il compito di scegliere tra le possibili alternative. In realt, ad ogni istante t, oltre al tronco, che corrisponde al passato, esistono infiniti rami che da esso si dipartono e che indicano i futuri possibili; in questo quadro il presente viene posto nel punto di origine del primo ramo. La peculiarit di un tale modello risiede, secondo McCall, nel suo carattere dinamico, che gli permette di rendere lo scorrere del tempo; i rami che continuamente vanno ad ingrandire il tronco indicano, infatti, lininterrotta caduta del presente nel passato, che in questo modo si arricchisce di sempre nuovi elementi, trasferendo loro la propria caratteristica immutabilit. Nel modello formulato da McCall non assistiamo ad un cambiamento nel tempo, ma del tempo, in quanto esso non che una rappresentazione dello scorrere del tempo, che viene appunto definito come il progressivo logoramento dei rami. Grazie a questo modello possibile, secondo McCall, mostrare in modo ordinato e unitario fenomeni che gli studiosi generalmente faticano a collegare. Tra questi, in particolare, le aporie che caratterizzano la nostra concezione del tempo, prima fra tutte quella relativa alla natura del presente. Questultimo, osserva McCall, merita infatti unattenzione
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particolare, in quanto da un lato caratterizzato dal permanere, affinch sia possibile anche solo parlarne, dallaltro destinato a non avere durata, in quanto lo scorrere del tempo lo fa ricadere continuamente nel passato. Ora, la raffigurazione del tempo sottoforma di un albero permette di osservare entrambe queste propriet. Particolarmente interessante si rivela la discussione che McCall conduce riguardo al problema del libero arbitrio, affermando che le nostre azioni possono essere libere, vale a dire non determinate. Non si tratta per di azioni compiute a caso, ma guidate da ragioni. Ci sono dunque azioni che vengono scelte intenzionalmente: esse costituiscono uneccezione alla regola generale secondo la quale del tutto casuale il fatto che sia un ramo piuttosto che un altro a divenire attuale. Anche il problema della causalit viene affrontato in modo originale da McCall. Una causa A necessariamente legata ad una causa B se in ogni punto di diramazione in cui occorre un evento del tipo A esistono solo rami contenenti eventi del tipo B. Se invece ad ogni nodo A esistono sia rami di tipo B che rami di tipo non-B, la probabilit che eventi di tipo A siano seguiti da eventi di tipo B sar tanto maggiore quanto pi numerosi saranno i rami di tipo B rispetto a quelli di tipo non-B. La causalit necessaria appare quindi come lontologica impossibilit che le cose vadano altrimenti. A.R. La raccolta dal titolo: Origini: luniverso, la vita, lintelligenza, pone al centro dei vari contributi che vi compaiono linterrogativo sulle origini delluniverso, che accompagna luomo dalla sua nascita ed forse ancora oggi il punto di congiunzione pi naturale tra scienza e speculazione filosofica. Dalle teorie statiche al big-bang, dalla concezione di un universo immobile e sempre uguale a se stesso alla presenza di una forte dinamicit e continua evoluzione, si sviluppano differenze sostanziali che modificano il modo di osservare la realt e il nostro rapporto con la natura e limmagine del mondo. Superate le suggestioni del mito e della religione, la cosmologia ormai regno

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della scienza, che in grado di prospettare scenari evolutivi attendibili e coerenti (espansione delluniverso da una singolarit iniziale, formazione della materia, allontanamento delle galassie, nascita della vita e delluomo da condizioni predeterminate ecc.), che per non liberano il campo dal dubbio. Come fa notare Halton C. Arp nel suo contributo alla raccolta, nuove teorie prevedono ad esempio un universo non pi in espansione, che crea continuamente materia allinterno di se stesso e attraverso la continua ricerca di spiegazioni alle domande fondamentali. Nei diversi interventi che compongono il volume viene affrontato in particolare il problema delle origini greche della cosmologia, della nascita della vita, della ricerca di intelligenze extraterrestri (interessante anche unanalisi delle implicazioni teologiche che una tale esistenza comporterebbe), del passato e del possibile futuro del nostro universo. A.C. quantificare e interpretare la fisica delluniverso in modo apparentemente cos naturale? Inoltre: la matematica qualcosa che scopriamo o qualcosa che inventiamo? Che relazione c tra la natura della matematica e la psicologia e i processi cognitivi umani? Si tratta di quesiti classici della filosofia della matematica, che hanno determinato il formarsi di diverse scuole (formalisti, convenzionalisti, intuizionisti, platonisti), e che coinvolgono e chiamano in causa le teorie della conoscenza, delluso del linguaggio astratto, dellidea stessa del fare o del creare matematico. Per cercare delle correlazioni profonde che non si limitino semplicemente a constatare come tale linguaggio simbolico funzioni nella pratica e nel lavoro dei fisici e dei matematici, Barrow risale, con intenti divulgativi, alle origini del numero (strumento base e fondamento di ogni quantificazione), ai primi modi di contare delluomo, alla nascita e alla pratica dellaritmetica e ai suoi collegamenti con le necessit umane e sociali. Vengono cos spiegate, accanto allimporsi del sistema di numerazione decimale, lesistenza di altri mondi e civilt del contare, le logiche indiane (che contemplano un certo grado di verit diverso dal dualismo occidentale), insieme a molte altre annotazioni sullevoluzione originaria della numerologia. Barrow affronta poi la problematica dei fondamenti della matematica, ripercorrendo brevemente la strada che porta dalla fondazione logica di Frege e Russell, allindividuazione di paradossi, che minano le basi di tale progetto, sino al famoso teorema di Gdel, che determina limpossibilit di provare la coerenza dei sistemi assiomatici. Nel tentativo di un estremo salvataggio della matematica dalla crisi dei suoi presupposti logici, diverse filosofie della matematica si sviluppano agli inizi del secolo, grazie anche agli studi di Cantor sugli infiniti, per giungere poi, con Brouwer e Hilbert, ad una vera e propria disputa tra le certezze del formalismo e il fascino dellintuizionismo. Giungiamo cos agli sviluppi pi recenti con la matematica computazionale, la matematica da calcolatore; e qui lirragionevole efficacia del numero diventa ancor pi misteriosa, sposandosi con una sorta di possibilit di sperimentazione matematica. Sebbene Barrow non fornisca risposte alle domande iniziali, questo suo studio mostra tuttavia come la crisi in cui si trova la matematica ormai da quasi un secolo non abbia impedito il suo continuo sviluppo e la sua incredibile capacit di proporsi come il miglior linguaggio a disposizione delluomo per avvicinarsi a comprendere la struttura del cosmo e la Mente di Dio. Per descrivere larduo lavoro dei matematici, Barrow cita una frase di Charles Darwin, che in qualche modo racchiude anche il senso della ricerca astratta: Un matematico un cieco che cerca in una stanza buia un gatto nero che non c. A.C.
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I limiti della conoscenza matematica


Il mondo veramente matematico? Ovvero: come pu la matematica spiegare la natura e la fisica delluniverso? Sono queste le domande che stanno alla base del recente lavoro di John D. Barrow, LA LUNA NEL POZZO COSMICO . CON TARE, PENSARE ED ESSERE (trad. it. di T. Cannillo, Adelphi, Milano 1994). Si tratta di unopera di carattere divulgativo sulla matematica e sulla filosofia della matematica che, con grande consapevolezza e padronanza di strumenti, analizza il complesso rapporto tra matematica, uomo e natura. A questo proposito il caso di richiamare un recente studio di Brian Rotman AD INFINITUM... THE GHOST IN TURING S MACHINE: TAKING GOD OUT OF MATHEMATICS AND PUTTING THE BODY BACK IN (Ad infinitum... Il fantasma nella macchina di Turing: tirar fuori Dio dalla matematica e metterci il corpo, Stanford University Press, Stanford 1993), che a partire da un rigoroso finitismo sinterroga sul limite delle capacit di conoscenza delluomo in ambito matematico e conseguentemente di una matematica che tenga conto della sua natura di pratica spazialmente e temporalmente limitata.

John D. Barrow parte da una semplice constatazione: la matematica il linguaggio, lo strumento base, il codice strutturale utilizzato da tutte le teorie fisiche che descrivono il comportamento della natura. Ma perch questo accade? Com possibile che la matematica, pura elaborazione astratta di un mondo di simboli, sia in grado

In un medesimo contesto di riflessione Brian Rotman si propone invece di stabilire ci che i matematici debbono fare e fino a che punto deve spingersi la loro indagine. Limportanza teoretica di questo programma di rigoroso finitismo matematico sta nel fatto di concepire tale prospettiva come una naturale estensione di quella posizione che, pur negando lesistenza di limiti finiti nella realt matematica, afferma che linfinito non pu essere oggetto di studi matematici. Partendo dalla convinzione che la matematica essenzialmente la nostra pratica matematica e prendendo coscienza delle nostre reali capacit pratiche di esseri umani determinati nello spazio e nel tempo, Rotman inferisce che nella realt matematica non deve esistere niente di infinito. Per giungere a una tale conclusione i finitisti sostituiscono alla nozione di infinito quella di molto grande. Ma anche per il matematico realista impensabile un concetto di infinito senza la definizione di punti di arresto. In tal senso, imputando in qualche modo al realista ci che pu essere imputato al finitista, Rotman arriva a concludere che come le geometrie non-euclidee ci hanno reso consapevoli di cosa significa abitare lo spazio nella realt fisica effettiva, cos le aritmetiche non-euclidee, come ad esempio un rigoroso finitismo, ci potrebbero indicare cosa comporta vivere nel tempo della realt fisica effettiva. Per quanto riguarda poi la natura della matematica e i suoi limiti conoscitivi, Rotman non ritiene che i numeri naturali (0, 1, 2, 3...), per quanto essenziali per la pratica matematica, siano tali in quanto creati da Dio e senza fine, ma in quanto fondati sul contare, conseguenza cio della manipolazione di simboli che ha avuto luogo storicamente. Ma che cosa sintende per contare? Che cosa si presuppone nellazione del contare? - si chiede Rotman. Nel rispondere a queste domande Rotman definisce il programma per la costruzione della matematica come attivit che gli esseri umani svolgono nello spazio e nel tempo e individua tre tipi di matematico, connessi a tre diversi modi di operare nella pratica quotidiana della matematica. Il primo, chiamato Persona, linterprete del testo matematico, che con esso instaura un rapporto informale teso alla comprensione del valore e dellapplicazione di ci che vi esposto. Il secondo, denominato Soggetto, il destinatario del testo, che segue lo svolgimento delle prove formali. Il terzo, chiamato Agente, colui che tira fuori irriflessivamente gli algoritmi per utilizzarli. In modo analogico, assimilando il matematico ad un sognatore, Rotman descrive poi il Soggetto come il sognatore addormentato, lAgente come la figura o il numero su cui si sogna e la Persona come il sognatore desto, che successivamente ricostruisce il sogno. Nella trattazione di Rotman il ruolo fondamentale dovrebbe essere ricoperto dal-

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la distinzione tra Soggetto e Agente; tuttavia essi differiscono ben poco nella caratterizzazione di Rotman; in particolare, non viene nemmeno menzionata, nellesecuzione delle azioni dellAgente, la limitazione temporale, che essenziale se si vuole che la realt matematica tenga conto della natura umana. Inoltre Rotman, definendo il Soggetto come colui che segue le varie prove formali della matematica ed immagina di svolgere i vari algoritmi e lAgente come colui che li esegue, pone la questione se il Soggetto sia in grado di immaginare pienamente lesecuzione di scopi matematici rilevanti. In caso affermativo dobbiamo ammettere che immaginare pienamente lesecuzione di realt matematiche rilevanti eseguirle; e allora lAgente ridondante. Se invece riteniamo che per gli scopi matematici del Soggetto sia adeguata unattivit pi schematica, allora sono superflue le severe costruzioni prescritte allAgente. Per Rotman questa situazione risolvibile accettando s che il Soggetto possa esplicare unattivit pi schematica, ma continuando a salvaguardare il fatto che lAgente il Soggetto che immagina se stesso, e qualunque cosa lAgente faccia, il Soggetto deve almeno essere capace di farlo. M.G. linguaggio, in cui egli si oppone alla concezione classica della natura di tipo oggettivo, basata sulle categorie di sostanza, accidente, causa e fine e che ha come suo fondamento il determinismo dogmatico. Per Merleau-Ponty la natura caratterizzata da elementi di discontinuit e di probabilit, poich ogni essere non situato in una posizione unica ed assoluta. Inoltre, non possibile considerare la natura indipendentemente dal suo essere percepita da un osservatore. In tale prospettiva, loggettivit naturale data dallappartenenza dei soggetti ad un unico nucleo dessere ancora amorfo, per cui gli esseri fisici non sono pi degli esseri matematici, strutture dun insieme di operazioni. Daltra parte, chi percepisce la natura il corpo umano, che costituito da due dimensioni, senziente e sensibile. Per Merleau-Ponty il corpo umano non si anima a seguito della presenza della coscienza, ma in quanto caratterizzato da una metamorfosi della vita. Questa concezione del corpo determina la fondazione di una filosofia della carne, dove il corpo considerato come manifestazione visibile dellinvisibile, ed dotato di una componente di espressivit simbolica, in quanto dispone di innumerevoli sistemi simbolici, che vanno al di l dei gesti naturali. Ci che per Merleau-Ponty consente ora alla significazione di essere accessibile il linguaggio, che rende pubbliche le cose del mondo. Luomo, sapendo che ogni cosa dotata di un nome, pu giungere a cogliere il suo modo dessere. Questa concezione del linguaggio e della natura, che fonda unontologia della vita, si basa su una visione in senso antidogmatico della filosofia come interrogazione, che riconosce la possibilit dellerrore umano. Per Merleau-Ponty, infatti, gli eventi che luomo esperisce inducono una proiezione verso un futuro aperto. Lattivit del passato non determina dunque una storia universale chiusa, ma un sistema aperto, ricco di differenti possibilit, tra le quali nessuna risulta pi vera, anche se qualcuna pu essere considerata pi falsa. In questa prospettiva, la storia costituisce per Merleau-Ponty la genesi della verit, in quanto detiene il fondamento del processo vitale dei soggetti storici. La filosofia della storia non una disciplina trascendente, ma la manifestazione completa e dispiegata del divenire umano che principalmente filosofico. Attraverso il linguaggio, sostiene MerleauPonty, il nostro orizzonte aperto e senza fine. Tuttavia, l essere ideale si trova al di fuori di ogni comunicazione ed possibile evocarlo attraverso la parola scritta. Nelluso del linguaggio comune lo scrittore costruisce infatti un sistema di segni che implica una ristrutturazione del mondo e del linguaggio stesso. Anche per MerleauPonty dunque, come gi per Proust, parlare o scrivere pu trasformarsi in una modalit di esistenza; nel suo vivere il mondo, lo
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scrittore si serve di quella parola che si formata a sua insaputa. Tuttavia, se lo scritto capace di richiamare la parola totale, nello stesso tempo, esso lascia percepire anche loblio e lassenza. La filosofia di Merleau-Ponty privilegia di fatto la dimensione del vissuto e del sentito, la cui esperibilit legata alla corporeit. Solo partendo dalla sperimentazione del mondo attraverso la corporeit possibile avvertire il significato delle altre realt. M.Mi. In Guardare, ascoltare, leggere, Claude Lvi-Strauss espone, attraverso figure di artisti e scrittori, il suo pensiero sulla letteratura, la pittura, la musica, cercando di superare la frattura fra intelleggibile e sensibile, causata dallo sviluppo del pensiero scientifico, al fine di ristabilire lunit dellesperienza umana. Ogni opera darte, secondo Lvi-Strauss, espressione, da un parte, della tecnica, essenziale per la riuscita della composizione, e dallaltra ha come scopo la trasmissione di unemozione, che caratterizza lopera dellartista di talento. Alla luce di questa situazione Lvi-Strauss si misura con Poussin per quanto riguarda la pittura, con Rameau per la musica e con Diderot per la letteratura. In Poussin Lvi-Strauss riconosce il pittore filosofo, secondo il quale lopera darte deve accordare sensibilit e intelligenza; unoperazione che richiede, oltre a qualit artistiche, anche uno spirito filosofico che vada al di l di semplici considerazioni pittoriche e sappia cogliere quanto di esistenziale debba comparire in un quadro ed esprimere di conseguenza lintenzione figurativa. In questo, sia Lvi-Strauss che Poussin mostrano uno spirito critico nei confronti del sapere che li conduce alla deliberata ricerca di unarmonia profonda del tutto. Un medesimo atteggiamento riscontrabile in Lvi-Strauss nei confronti dellopera musicale di Rameau, che riconosce una necessaria corrispondenza tra lespressione tecnica e il valore espressivo tanto del brano musicale, quanto di ogni singola nota che lo compone. Contenuti semantici e elementi regolatori vengono cos a configurarsi in Rameau secondo un unico progetto musicale, che accorcia la distanza tra il compositore e lascoltatore. Un artista con cui Lvi-Strauss non si sente di condividere le idee Diderot, in cui si assiste a una frantumazione del rapporto tra tecnica e contenuto, giacch larmonia intelleggibile e artistica viene considerata irrealizzabile da Diderot, accusato peraltro da Lvi-Strauss di leggerezza e volubilit in tema di arte e filosofia. Di fatto, il limite di Diderot consisterebbe nel non riuscire a superare lantinomia tra cosa e idea, sensibile e intelleggibile, accentuando lopposizione fra laspetto morale e quello tecnico, a seconda dellopera presa in considerazione, rivelando in questo una mancanza di metodo nel rapportarsi allarte. D.M.

Natura, storia e arte in Merleau-Ponty e Lvi-Strauss


Nel volume dal titolo: LINGUAGGIO, STO RIA, NATURA. CORSI AL COLLGE DE FRANCE 1952-1961 (a cura di M. Carbone, Edizioni Studi Bompiani, Bergamo 1995) sono raccolti gli appunti relativi ai corsi tenuti da Maurice Merleau-Ponty tra il 1952 e il 1961, dove traspare, al di l di ogni chiusura dogmatica, la sua concezione della natura, della corporeit, della storia, del linguaggio. Da questi appunti possibile desumere anche una originale concezione estetica relativa allopera dello scrittore come richiamo a quella parola totale che fa percepire nello stesso tempo lassenza. Una riflessione sulle molteplici forme dellarte invece quella che Claude Lvi-Strauss ci propone in GUARDARE, ASCOLTARE, LEGGERE (trad. it. di F. Maiello, Il Saggiatore, Milano 1994), una raccolta di saggi dedicati a Poussin, Ingres, Rameau, Rimbaud, Diderot, da cui emergono anche, sempre allinterno dellambito artistico, i rapporti di amicizia di Lvi-Strauss con Breton e Ernst.

Attraverso lanalisi degli appunti dei corsi tenuti da Maurice Merleau-Ponty al Collge de France tra il 1952 e il 1961 si pu ricostruire la sua concezione filosofica della natura, della corporeit, della storia e del

AUTORI E IDEE
esauriranno linsieme corposo degli scritti epistolari. La maggioranza delle lettere raccolte in questo primo volume collocabile nellarco di tempo tra il 1934 e il 1936, quando Horkheimer, costretto allesilio dal nazismo, continua insieme a Pollock lopera di ricerca sociale dello Institut fr Sozialforschung prima a Ginevra e a Parigi, poi a New York. Negli scambi epistolari di questi anni, in cui Horkheimer sceglie come interlocutori soprattutto Benjamin, Einstein, i fratelli Marcuse e Bloch, si intrecciano diagnosi relative alla situazione politica e discussioni di problemi filosofici e sociologici, al centro dei quali sta la questione dellinterpretazione di Nietzsche e Freud al di fuori della strumentalizzazione ideologica effettuata dal nazismo. Di particolare interesse la corrispondenza con Adorno, che per Horkheimer rappresenta un riferimento insieme filosofico ed affettivo: dalle loro lettere emerge chiaramente quanto i due amici siano solidali nel comune pathos antiidealistico e nella scelta della critica dellideologia come unica risposta possibile al dogmatismo stalinista ed alle ontologie tradizionali. Meno conosciute, ma di primaria importanza per comprendere lo sviluppo e la continuit del pensiero di Horkheimer, sono le lettere della sua giovinezza, che documentano linfluenza del pensiero di Schopenhauer gi a partire dal 1916, come dimostra un passo di una lettera di quegli anni: Tormento e sofferenza, questa la formula della vita [...] ogni respiro ed ogni passo fatto sono distruzione, che lascia trasparire quella tematica della nostalgia dellAltro (Sehnsucht nach dem Anderem), che negli ultimi anni della vita di Horkheimer ha rappresentato la risposta, non pi rigorosamente critica, alla miseria dellesistenza: di fronte alla crudelt della storia, osserva Horkheimer, vale la coscienza che il mondo non semplice apparenza e non si identifica dunque con la verit assoluta, lUltimo, perch nessun uomo si pu rassegnare allingiustizia della realt e tantomeno la pu reputare come la parola finale. Fra le opere di Horkheimer occupa un posto di rilievo la Dialettica dellilluminismo, scritta in collaborazione con Adorno e pubblicata per la prima volta nel 1947 ad Amsterdam, anche se aveva cominciato a circolare gi tre anni prima in forma di ciclostilato in occasione del cinquantesimo compleanno di Pollock. Questopera ancora una volta oggetto di discussione nello studio critico di Michael Schfer, Die Rationalitt des Nationalsozialismus, soprattutto per quanto concerne linterpretazione della genesi del fascismo elaborata dai due francofortesi. Horkheimer ed Adorno ritengono che Auschwitz sia il risultato di duemila anni di feticizzazione della ragione compiutasi nella storia occidentale; in tal senso lillu-

Max Horkheimer

Per il centenario della nascita di Horkheimer


Il 14 febbraio 1995 ricorso il centenario della nascita di Max Horkheimer, uno dei teorici fondatori della teoria critica, scomparso il 7 luglio 1973 a Norimberga. In occasione della ricorrenza sono comparsi il volume XV delledizione completa delle opere di Horkheimer, BRIEFWECHSEL 1913-1936 (Epistolario, 1913-1936, a cura di G. Schmid Noerr, Fischer Verlag, Francoforte s/M. 1995), e un saggio critico ad opera di Michael Schfer, DIE RATIONALITT DES RATIONALSOZIALISMUS. ZUR KRITIK
PHILOSOPHISCHER FASCHISMUSTHEORIEN AM

(La razionalit del nazionalsocialismo. Per la critica delle teorie del fascismo sullesempio della teoria critica, Belz Athenum, Weinheim 1994), che prende di mira linterpretazione della genesi del fascismo di Horkheimer.
BEISPIEL DER KRITISCHEN THEORIE

Max Horkheimer continua a far parlare di s, al di l dei pregiudizi ancora vivi nei confronti della teoria critica, considerata ormai una dottrina superata. La fisionomia intellettuale di Horkheimer notoriamente legata alla vicenda dellInstitut fr Sozialforschung di Francoforte, del quale fu direttore nel 1930, succedendo a Carl Grnberg, e che rifond nel 1950 al rientro dallesilio americano. Fermo assertore che la teoria e le scienze specialistiche debbano interagire dialetticamente, egli costitu a Francoforte una vera e propria comunit di lavoro, alla quale collaborarono figure ben note, come Pollock, Fromm, Marcuse, Adorno e Benjamin, per citare alcuni fra i nomi pi famosi. I rapporti fra Horkheimer ed i suoi collaboratori, nonch con le persone a lui affettivamente pi vicine, costituiscono il contenuto principale di questo volume della Gesamtausgabe delle sue opere, dedicato al Briefwechsel, 1913-36. Altri tre volumi di prossima pubblicazione
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minismo, in quanto esercizio della ragione strumentale, contiene un forte potenziale autodistruttivo, poich, se conoscere significa manipolare, ogni rapporto si manifesta come logica di dominio e lincontro con laltro si tramuta in una sfida pericolosa, tesa a ridurre laltro alla dimensione innocua e spregevole della cosa posseduta. Il libro di Schfer offre una serie di controargomentazioni a tale proposta teorica, ricordando innanzitutto che il processo distruttivo del fascismo figlio della modernit tedesca. Schfer intende inoltre dimostrare come il nazionalsocialismo sia caratterizzato da un rapporto ambiguo con la razionalit, perch trae origine non solo dalla volont di esercizio indiscriminato del potere, secondo criteri tecnocratici, ma anche da un atteggiamento spirituale antirazionale e carismatico. Ci che accaduto nei campi di concentramento e di sterminio, osserva Schfer, da attribuirsi alla ragione politica del Non-Stato (Unstaat), segnato dallestrema segmentazione e dallinformit del sistema politico-amministrativo: responsabile del regime di terrore non fu certo uno stato Leviatano, autoritario, ma uno stato organizzato secondo principi razionali. La critica rivolta da Schfer a Horkheimer ed Adorno, pur dimostrandosi valida nella puntualizzazione di taluni aspetti dottrinari del pensiero dei Francofortesi, sembra tuttavia ignorare che gi la Dialettica dellilluminismo denunciava la caduta nellirrazionalit della ragione strumentale. A ci va aggiunto che lo stesso Horkheimer, in Eclissi della ragione, sottolinea il parallelismo, esplicitato in modo evidente dalla storia, tra lo sviluppo dellidea di razionalit e la contemporanea diffusione, cosciente o inconscia, del risentimento contro la civilizzazione. L.R. parigina, in rue de lOdeon. Il risultato di questo incontro un esile, ma denso volume, Itineraires dune vie, i cui meriti sono essenzialmente due: in primo luogo far conoscere ai lettori qualcosa di pi della giovinezza di Cioran, trascorsa dapprima in Romania e pi tardi a Parigi e, in seconda istanza, far luce sulle posizioni violentemente antidemocratiche del filosofo durante gli anni trenta, precisando i termini della tentazione nazista subita a Berlino nel 1933. Se infatti ai Rumeni, almeno fino alla caduta di Ceausescu, sono state ignote per lungo tempo le opere di Cioran, al resto del pubblico stata finora negata, a causa della riservatezza del filosofo, una conoscenza completa e particolareggiata dei dati biografici di Cioran, in particolare dei suoi anni infantili e dellambiente familiare ove mosse i primi passi. Scopriamo cos che la prima infanzia di Cioran fu molto felice, quasi incantata, ma ci non gli fu affatto di aiuto durante le frequenti crisi depressive degli anni successivi, anzi, determin in lui la consapevolezza di unet aurea perduta per sempre, di uno stato di benessere e pienezza scomparso con lavvicinarsi dellet adulta. Si pu collocare la prima grande rottura che segner lesistenza di Cioran nel 1927, quando, studente di filosofia a Bucarest, venne colpito da uninsonnia patologica che dur almeno un paio danni, durante i quali egli fu pi volte assalito da pensieri suicidi. Dir in seguito Cioran: simpara di pi in una notte bianca che in un anno di sonno; e le notti bianche vennero in effetti trasformate in un formidabile strumento di conoscenza e di chiarificazione interiore tanto da arrivare ad affermare, in De linconveniente di essere nati, di aver gi intuito a ventanni ci di cui ebbe conferma a sessanta. Tutto ci, unito a una tendenza maniaco-depressiva presente in tutta la famiglia di Cioran, fece di lui, quando ancora non aveva ventanni, uno specialista del problema della morte; ed anche la lettura dei testi filosofici, nella quale si gett quasi disperatamente, non lo aiut, a suo parere, n gli fu di alcuna utilit, se non per dargli lillusione di vivere attivamente. Intanto iniziavano per lui gli incontri con altri esponenti della vita intellettuale della Bucarest degli anni Trenta: Nae Ionescu, Petre Tutea, Mircea Eliade, Benjamin Fondane, ai quali era comune la consapevolezza di un insanabile contrasto tra sistemi filosofici e vita reale. Le discussioni alla leggendaria brasserie Capsa contribuirono senza dubbio a rinsaldare le convinzioni di Cioran il quale, sin dal principio, si pose filosoficamente contro tutti i formalismi, le sottigliezze logiche e le distinzioni astratte e non impegnate sul piano esistenziale, accordando valore solo alle grandi tensioni della vita, alle rivelazioni della

Ricordo di Cioran
Emile Michel Cioran, importante interprete del nichilismo di questo secolo, si spento marted 20 giugno 1995 a Parigi. Aveva ottantaquattro anni. Assumono cos valore di testamento spirituale la riedizione delle opere pi importanti di Cioran, OEUVRES (Opere, Gallimard, Parigi 1995), e il volume a cura di Gabriel Liiceanu, ITINERAIRES DUNE VIE, (Itinerari di una vita, Michalon, 1995), che raccoglie un saggio biografico, unintervista a Cioran e unabbondante iconografia.

Fu nel giugno 1990 che il filosofo rumeno Gabriel Liiceanu raccolse le confidenze e i ricordi di Emile Michel Cioran, recandosi personalmente nella sua mansarda
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Emile Michel Cioran

AUTORI E IDEE
solitudine e della notte. Lo stesso esercizio della scrittura non fu mai per lui una preoccupazione culturale, ma piuttosto una terapia, un mezzo per oggettivare periodicamente le terribili ossessioni generate dallesistenza. Dopo una breve esperienza come insegnante al liceo Andrei-Saguna di Brasov, Cioran decise che avrebbe vissuto come un eterno studente, beneficiando delle borse di studio che gli venivano offerte. Nel 1933, trovandosi a Berlino come borsista, segu in diretta lo sviluppo e lascesa dellhitlerismo che, in un primo momento, gli parve incarnare la promessa di un nuovo stile di vita ove il culto dellirrazionale e lesaltazione della vitalit erano chiamati a giocare un ruolo determinante. In effetti Cioran, condividendo lopinione di una parte degli intellettuali europei, era giunto da tempo alla conclusione che la democrazia fosse un sistema politico ormai irrimediabilmente compromesso e in questo senso lhitlerismo gli sembr linizio di una nuova era positiva. Ben presto per, di fronte alla dimensione di fanatismo e nevrastenia collettiva prodotta dal credo hitleriano, lentusiasmo iniziale si mut in un profondo disgusto. Con orrore Cioran contempl la metamorfosi della massa popolare germanica, resa strumento di un divenire demoniaco e dittatoriale, per sfuggire al quale egli si dedic allo studio del Buddismo che, a suo dire, lo salv dallintossicazione dellhitlerismo. Ed in effetti dal Buddismo, oltre che dalle pi antiche dottrine scettiche, che Cioran elabor la sua filosofia negativa, che fu un atteggiamento e uno stile di vita, pi che una dottrina vera e propria: al determinismo dellesistenza, della materia e dello spazio si pu soltanto opporre la libert di una coscienza negatrice, la sola capace di sovvertire lordine del male e, ormai priva di tutte le illusioni e le speranze, di contrapporvi una sovrana indifferenza. A Partire dal 1937 Cioran si install a Parigi e ben presto adott la lingua francese anche per i suoi scritti; il suo primo volume in francese fu Precis de dcomposition che apparve nel 1949. Parigi rappresent per Cioran la patria elettiva per un fallito - cos amava definirsi lui stesso - lunica citt al mondo, dove si pu essere poveri senza vergogna, complicazioni o drammi. Di fatto, esauritasi lultima borsa di studio nel 1945, Cioran visse in una condizione di indigenza: la povert daltronde non fu per lui un evento accidentale, ma uno stile di vita, il solo modo per restare totalmente indipendente e libero. Ed in nome di questa totale libert ed autonomia della coscienza Cioran rifiut non solo ogni frequentazione mondana, ma anche tutti i premi che vinse durante la sua carriera di scrittore, proclamando la sua ribellione ad ogni sottile tentativo di manipolare la sua identit o di compromettere la sua lucidit. L.P.

Psicoanalisi e filosofia
Al rapporto con linconscio come tentativo di spiegare quello che appare alla nostra esperienza dedicato lo studio di Salomon Resnik LA VISIBILIT DELLINCONSCIO (Teda Edizioni, Castrovillari 1994). Qui linconscio considerato come il luogo dove tutte le manifestazioni psichiche vengono determinate da un nesso causale, la cui matrice va ricercata negli antecedenti del vissuto dellindividuo. In DIALOGO TRA UNO PSICANALISTA E UN FILOSOFO. SULLE CATEGORIE DELLESISTENZA (Teda Edizioni, Castrovillari 1993) Resnik intreccia un appassionante dialogo con Renzo Mulato, filosofo e studioso di scienze umane e storia, nel tentativo di far incontrare, in una comune e suggestiva area di ricerca, psicoanalisi e filosofia, da sempre aperte al confronto epistemologico.

Al di l delle non poche rivoluzioni concettuali e metodologiche di cui debitrice la psichiatria del nostro tempo nei confronti della filosofia, pu la psicoanalisi oggi trovare al proprio interno gli strumenti per filosofare? E la filosofia in grado di ripensare la domanda: che cos la mente? Certamente s, se il loro rapporto pogger non pi sulla classica e forse desueta relazione mente-corpo, ma sull intersoggettivit, sullagire del soggetto nel mondo. Sono questi i motivi ricorrenti che portano Salomon Resnik, psicoanalista e psichiatra, allievo di E. Pichon Rivire, M. Klein, H. Rosenfeld, a richiamare nei suoi studi personaggi come De Waelhens, molto vicino alla psichiatria fenomenologica, il quale aveva ben compreso come lessere umano venga storicamente a configurarsi e a prender corpo come esserci (Da-sein), ovvero come essere nel mondo (In-derWelt-Sein), per giungere poi allesercizio di quellepoch che il rilevamento di una ineludibile coappartenenza tra io e mondo. Altro ruolo di primaria importanza stato svolto, secondo Resnik, da Etienne Gilson, che ha introdotto il pensiero esistenzialista nella particolare visione dellontologia cristiana e il cui scritto Sulle categorie dellesistenza ha ispirato il sottotitolo Dialogo tra uno psicoanalista e un filosofo. Sicuramente la fenomenologia e lesistenzialismo furono tra i principali motivi ispiratori della pratica psicoanalitica, intesa come sistema che si fonda nella relazione con lAltro e nella valutazione del soggetto non come oggetto, una cosa o un pezzo di realt, ma come soggetto di unanalisi, o meglio di quell antropoanalisi con cui Binswanger, che considerava il soggetto essere nel mondo (In-der-Welt-Sein), fenomeno unitario. E in questottica che viene meno la distinzione cartesiana tra soggetto e oggetto, io e mondo: piuttosto entrano in contatto in una inscindibile e reciproca dialettica nel loro spontaneo farsi fenomeno.
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La psicoanalisi viene dunque a significare, per Resnik, lo svelamento della quotidianit nel suo atto desistere, nel suo essere vita, in quanto attivit vissuta (Erlebnis) che si nasconde e si rivela contemporaneamente attraverso la maschera della persona (Prosopon-Prosopopeion). E sar proprio attraverso la maschera che la corporeit, come esperienza dellesistere, si incontrer con la realt del pensiero. Fondamento della psicoanalisi per Resnik la problematica delluomo nel suo stato di smarrimento e disagio, da cui scaturisce quelloggetto mutante o mutativo che il tranfert, ovvero la semplice possibilit di mettere in crisi lidentit delluno (paziente) e dellaltro (analista). Paziente e psicoanalista sono infatti varianti perennemente in gioco, categorie sempre in azione, in uno stato di trasformazione continua, di cui lIo avr piena coscienza quando elaborer una personale e originale riflessione filosofica su quel mistero che ha dentro di s: linconscio. Un inconscio che secondo Renzo Mulato non altro che quellignoto con il quale gli antichi Greci avevano instaurato una speciale relazione attraverso loracolo di Delfi, il cui responso spingeva a varcare le soglie della conoscenza umana per portarsi allorigine, dentro luomo. E il tema della verit come adaequatio, ovvero la possibilit di raggiungere una intima concordanza, una connessione forte tra lo smascherare dellanalisi, teso a ricomporre lidentit del soggetto, e lo svelamento ontico della riflessione filosofica. Lesistenza la struttura portante di un comune campo dindagine della filosofia e della psicoanalisi. Sono le categorie dellesistenza che fanno s che tra lo psicoanalista e il filosofo si crei uno spazio di depietrificazione e scongelamento, sul quale traslare il peso dellesistenza umana, colto, a sua volta, da un pensiero la cui vera essenza il senso stesso dellesistenza. Ne la Visibilit dellinconscio Resnik pone lesistenza dell Io osservatore tra invisibilit e visibilit dellinconscio come il luogo privilegiato di ogni campo desperienza. Lacquisizione della coscienza del proprio corpo per Resnik condizione a priori di quella personalizzazione che porta ogni psicoanalista ad avventurarsi con prudenza e discrezione nella oscurit ed opacit labirintica dellinconscio. Ci richiama la figura di Edipo, leroe di cui parla Nietzsche nella Nascita della tragedia, colui il quale voleva scrutare, conoscere i profondi recessi dellabisso e rendere cos visibile alla propria curiosit ci che vietato ad ogni seria ricerca ermeneutica sullorigine. Lincontro con linconscio dunque per Resnik un meravigliarsi, dove lo stupore rappresenta il momento di passaggio alla visibilit dellinconscio, il rapportarsi ad una realt affascinante quanto pericolosa, dove linconscio stesso si trasforma in conscio nel guardarsi dentro attraverso gli occhi dellAltro. M.Ma.

AUTORI E IDEE
Politica e genealogia in Foucault
Lo studio di John Simons, FOUCAULT & THE POLITICAL (Foucault e il politico, Routledge, Londra 1995), analizza lopera di Foucault dal punto di vista della teoria politica e delinea le conseguenze che le sue posizioni hanno avuto nel dibattito teorico. Simons parte dalla definizione dellethos critico di Foucault e passando per la concezione foucaultiana della trasgressione teoretica e pratica dei limiti giunge ad un confronto conclusivo di Foucault con alcune correnti e pensatori contemporanei. Tra le altre recenti opere critiche dedicate a Foucault segnaliamo inoltre la raccolta dal titolo: A PARTIRE DA FOUCAULT. STUDI SU POTERE E SOGGETTIVIT (a cura di A. Grillo, Edizioni La Zisa, Palermo 1993), in cui vari autori contribuiscono a delineare la filosofia di Foucault nella sua evoluzione dalliniziale impostazione archeologica, legata alla psicoanalisi freudiana, alla successiva posizione genealogica, che risente dellinfluenza della filosofia di Nietzsche.

Sostenendo che solamente al livello della pratica della scrittura come tecnica di auto-formazione lecito considerare lopera di Foucault come una unit, in Foucault & the political John Simons mostra come Foucault, pur mutuando il termine di archeologia da Kant, consideri lanalisi dei limiti della ragione un approccio inefficace e di conseguenza intenda ridefinire la critica filosofica kantiana come un problema politico. Lethos critico della modernit, osserva Simons, non si chiede con Kant cosa sia lUomo, ma analizza i limiti, storici e contingenti, piuttosto che universali e necessari, che rendono le persone quello che sono. In tal senso, una differenza importante per Simons che il concetto di critica di Foucault sia, rispetto a quello kantiano, non solo intellettuale, ma anche pratico. Al contrario, nella concezione foucaultiana vi una stretta vicinanza con Nietzsche, il cui approccio storico alla ragione scientifica e morale introduce i temi della discontinuit e della contingenza, sconvolgendo in tal modo la traiettoria umanistica di una graduale emancipazione della verit dal potere. Simons affronta poi la questione dei limiti del discorso, in particolare nelle scienze umane, dei limiti reciproci della scienza e della conoscenza e dei limiti dei soggetti, dove tre domini si rivelano allo sguardo genealogico: verit, potere, etica; linterazione di questi tre elementi di dominio determina appunto le condizioni di possibilit e i limiti della soggettivit. Lanalisi del potere si configura secondo Simons in due modi: 1) il potere ci che ci assoggetta; 2) in che modo i soggetti sono dominati. I problemi sorgono quando Foucault cerca di definire il potere, la conoscenza e la verit in generale: se ogni verit emerge dalla soggezione e dalla dominazione, allora la resi-

Ministanze in un albergo di Osaka (foto di M. De Biasi)

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AUTORI E IDEE
stenza dovrebbe essere diretta contro tutte le verit, senza essere per in grado di affermare la propria. Secondo Simons, queste formulazioni di Foucault sono appropriate nellambito della critica dellumanesimo, ma non lo sono quando vengono applicate a tutta lesistenza umana. Le genealogie del soggetto moderno rivelano di fatto che i tre elementi di dominio: verit, potere, etica, sono cos strettamente interconnessi che anche i progetti di liberazione riescono soltanto a riordinare le forme di assoggettamento. Simons affronta poi unanalisi della trasgressione e dellestetica foucaultiana. Attraverso un ritorno ai greci, Foucault sostiene unestetica dellesistenza e della cura di s che promuove nuove forme di soggettivit, in grado di evitare lautorinuncia e il sacrificio, impliciti nella cultura cristiano-umanistica. Tuttavia, osserva Simons, mancando unanalisi dellirretimento dellarte nelle relazioni di potere, sembra che la concezione estetica di Foucault abbia la capacit di separare letica dal potere e dalla verit, mentre si confonde qui la differenziazione concettuale dellautoformazione etica ed estetica dal potere, dalla verit e dalla morale con una separazione degli elementi della sua genealogia. Per quanto riguarda invece lanalisi della trasgressione teoretica dei limiti, Simons mostra come in Foucault si trovi, da un lato, uninsopportabile difficolt di superamento dellumanesimo per via dei suoi limiti, dallaltro, la presenza di luoghi privilegiati di pensiero e di azione trasgressivi, che garantiscono possibilit di resistenza in tutti i regimi. La ricchezza del lavoro di Foucault, osserva Simons, consiste appunto nella tensione tra questi due poli e nella possibilit di unetica della resistenza, che permane in Foucault nella sua concezione della libert come apertura pratica e agonistica. Nellambito della trasgressione pratica dei limiti, prosegue Simons, le esperienze personali dello stesso Foucault mostrano come ogni azione pratica si confermi come un lavoro trasgressivo sui limiti. Di fatto, poich un lavoro trasgressivo sui limiti sia intellettuale che pratico, le arti del s sono anche arti politiche che reinventano soggetti, spesso collocati allinterno di reti di potere, richiedendo loro resistenza ai modi esistenti di soggettivazione e di governo. In rapporto a Habermas, fa notare infine Simons, Foucault propone risposte completamente diverse al dilemma e ai pericoli della modernit: il primo desidera salvare lethos filosofico dellilluminismo come critica permanente, separandolo dallumanesimo; il secondo punta al completamento del progetto della modernit, sottomettendo i processi di modernizzazione ad una ragione comunicativa, consensuale e intersoggettiva. Habermas critica Foucault da diversi punti di vista, ma tutti conducono alla conclusione che la critica totale della ragione di Foucault incoerente, poich fa riferimento, paradossalmente, alla stessa struttura di razionalit cui si oppone. In realt i due autori, secondo Simons, divergono completamente nella loro percezione del discorso, della conoscenza e dellargomentazione. Il pensiero di Foucault resta tuttavia attuale nel formulare una critica interna del nostro presente, che procede senza proporre un sistema alternativo percorribile. M.B. I diversi contributi presenti nella raccolta A partire da Foucault. Studi su potere e soggettivit hanno lobiettivo di rintracciare nella filosofia di Foucault quegli elementi che possono essere sviluppati per la loro intrinseca attualit, dove attualit coincide per Foucault con novit, in quanto apparizione dellaltro, di ci che non esiste ancora, per cui lattuale non si identifica con ci che luomo , ma con ci che luomo diventa. La riflessione sulla soggettivit nei suoi legami con il potere e con il sapere costituisce un punto centrale dellanalisi teorica di Foucault. Come mostra Salvo Vaccaro nel suo contributo, Metamorfosi del soggetto, la filosofia di Foucault mira a scardinare limmagine filosofica unitaria del soggetto, i cui rappresentanti sono Wittengstein, Freud, Proust, rivelando la sua natura pluralistica. In questo la soggettivit manifesta il suo carattere di creativit, in quanto alluomo spetta il compito non di trovare se stesso, ma di costruire se stesso. Daltra parte il soggetto, in quanto subjectum, rivela il suo legame con il potere, con la componente di sottomissione, di assoggettamento, che lo situano allinterno di attivit di controllo. Stabilendo uno stretto legame tra soggetto e potere, fa notare appunto Jos Fernandez Vega nel suo intervento, Potere, diritto, verit: il triangolo strategico della ragione moderna, Foucault inaugura una concezione empirica del potere, secondo la quale il potere deve essere valutato allinterno del modello strategico della guerra e non allinterno del modello giuridico del sovrano. Il potere non coincide con unessenza, non riducibile ad una cosa, ma il risultato di una relazione di forze e interagisce con il soggetto. Nella visione filosofica di Foucault il potere appare essere una forza pi subdola di quanto comunemente si ritenga. Come rileva Judith Revel nel suo scritto, Scoli di Michel Foucault dalla trasgressione letteraria alla pratica politica, il potere pu involversi in una dialettica senza fine che trasforma la ribellione al potere nellinstaurazione di un altro potere. Per evitare questo rischio bisogna, secondo Foucault, conservare dellinsurrezione la sua caratteristica di atto e giungere ad una liberazione definitiva dal potere. Daltra parte, la stessa sessualit si rivela connessa alle manipolazioni subdole del potere, come sottolinea Mario Coglitore nel suo intervento, Parlo, dunque sono? Appunti sulla soggettivit. Di fatto, secondo Foucault, luomo non fa che inscrivere nel suo corpo i desideri sessuali trasmessi dalla societ. In tale prospettiva anche la psicoanalisi di Freud tradisce la sua funzione di controllo sociale, normalizzando i desideri e facendo quindi rientrare il patologico nel normale. Nel suo intervento, Psicoanalisi e genealogia, Stefano Berni mostra appunto il significato della svolta di Foucault dalla posizione archeologica di stampo freudiano a quella gene36

alogica che si ispira a Nietzsche. Con labbandono dellottica psicoanalitica e in favore della prospettiva storica, Foucault perde la credenza in una storia le cui verit sono perdute e quindi non attribuisce pi alluomo il compito di ricostruirla. Come rileva Paolo Napoli nel suo contributo, Difendere la societ: Michel Foucault e le passioni della storia, Foucault propone una nuova concezione della storia che rifugge dalla cronologia rettilinea e che considera la guerra, la lotta come punto di partenza e punto di arrivo. A differenza dellapproccio dialettico, la posizione storiografica di Foucault, con il suo approccio genealogico, sostiene lesistenza di molte verit, soggette alla concretezza della lotta e per questo in grado di esprimere il discorso storico e di realizzarlo positivamente. Questa prospettiva si fonda sullanalisi del linguaggio, in quanto per Foucault lessere umano detto, parlato dal linguaggio. Come mostra Francesco Paolo Adorno nel suo intervento, Michel Foucault: finzione e storia, Foucault si oppone alla riduzione unitaria del linguaggio, evidenziando come esso sia formato da molteplici piani. In tale ottica il discorso surdeterminato, in quanto una combinazione di segni che nel loro accostamento acquisiscono significati nuovi. La parola deve quindi dire il nuovo, il diverso, laltro. La filosofia di Foucault, come rileva Gilles Deleuze nel suo contributo, Che cos un dispositivo?, una filosofia dei dispositivi concreti costituiti da linee di forza, da enunciazioni, ma anche attraversati da linee di frattura, di discontinuit che causano cambiamenti nella distribuzione delle forze. La sua una filosofia pluralista che ripudia gli universali in quanto rifiuta la logica delleterno a favore della logica della creativit variabile. Una filosofia creativa, che non si pone lobiettivo di ricercare lunica verit presente, ma ritiene che la verit debba essere costruita: una filosofia genealogica che si ritrova pi negli iati, nelle differenze, che interrompono la continuit dellevoluzione storica, che nel percorso rettilineo, che si ritrova pi nella creazione del nuovo che nella scoperta del vecchio. M.Mi.

La biblioteca del potere


Libertino erudito, bibliofilo appassionato e teorico virulento della ragione di stato, Gabriel Naud una di quelle figure che godono di cattiva reputazione nella storia del pensiero politico. Prova a riabilitarne le sorti Robert Damien nello studio: LA BIBLIOTQUE ET LETAT. NAISSANCE DUNE RAISON POLITIQUE DANS LA FRANCE DU XVII SICLE (La Biblioteca e lo Stato. Nascita di una ragione politica nella Francia del XVII secolo, PUF, Parigi 1995), dimostrando come nellopera di Naud si delinei una nuova concezione di lavoro intellettuale e una moderna figura di filosofia politica.

AUTORI E IDEE
Il nome di Gabriel Naud legato a due opere, Avvertenze per la costituzione di una biblioteca (1627) e le Considerazioni politiche sui colpi di stato (1639), che allepoca della loro pubblicazione avevano lasciato unimpronta importante nel rispettivo terreno di indagine: la biblioteconomia e la teoria politica. Le due opere sembrano divergere non solo nellargomento, ma anche nellispirazione che le anima, rivolta, la prima, a pubblicizzare un sapere che serva da fondamento alla dottrina politica, la seconda, a teorizzare la segretezza e la violenza dellagire politico come condizione della sua efficacia. Ad unire questi due versanti del pensiero di Naud, come rileva Robert Damien nel suo studio, una medesima concezione di ragione politica, fondata sull ordine bibliografico. Per sostituire allautorit spirituale della Chiesa, custode del Libro e garante della legittimit del potere monarchico, lautorit bibliografica di un sapere storico e laicamente fondato, Naud disegna un modello di biblioteca che insieme e necessariamente un modello di cultura. Innanzitutto la biblioteca ideale deve essere pubblica e universale: e non pu essere tale se non contiene tutti i principali autori che hanno scritto su ogni argomento e in ogni campo, e in particolare su tutte le arti e le scienze. Ci significa che vi devono trovare spazio anche quegli autori che si discostano dalle tradizioni. Poich, secondo Naud, ogni idea possiede un proprio valore intrinseco e saperi popolari, o non consolidati, quali la divinazione e lalchimia, come pure le opere dei pi sapienti e famosi eretici, hanno un diritto di presenza in base a un principio scientifico, e non ideologico, di scelta. Non biblioteche a carattere specialistico o di mero prestigio, con edizioni rare e ricercate, e neppure archivi selezionati ed espurgati come volevano i Gesuiti, che nel XVII secolo sono i principali teorici di biblioteconomia: il modello di Naud, ispirato alla tradizione civica dellUmanesimo rinascimentale, deve fornire al pubblico di studiosi i libri utili allattivit erudita e allo Stato gli strumenti di cultura per valorizzare il suo diritto politico e incrementare il consenso. Dietro ai precetti tecnici e alle indicazioni di biblioteconomia, alcune delle quali storicamente innovative, la biblioteca di Naud disegna una nuova pratica intellettuale, fondata su una metodologia critica, sullesatta conoscenza storica degli eventi, sulla ricerca e sulla verifica. La bibliografia si fa cos metodo; raccoglie i riferimenti, li confronta, li verifica e permette di raggiungere una conclusione che sia passata al vaglio del confronto razionale dei saperi. Si tratta di un modello laico ed empirico di conoscenza, che rovescia i termini della ragione politica; con questo spirito viene redatta da Naud nel 1633 una Bibliographia politica che non persegue pi lo scopo di una rilegittimazione sacrale del potere sovrano, ma di una conoscenza pertinente e proficua della realt in vista dellazione politica. E.N.

Nuove prospettive sul linguaggio


Nel suo studio, SCIENZA E ANALISI LINGUISTICA. IL DISTACCO TRA EPISTEMOLOGI E SCIENZIATI (Feltrinelli, Milano 1994) Michele Marsonet mostra come i filosofi del linguaggio, nonostante la loro adesione allempirismo, abbiano ricostruito la stessa metafisica su basi diverse, determinando ripercussioni negative sulla scienza. Per potere evitare questo esito idealistico, che evidenzia la distanza tra la teoria professata e la sua applicazione pratica, Marsonet propone di rivalutare il naturalismo, che implica un ridimensionamento dellimportanza del linguaggio. Una diversa prospettiva sul linguaggio ci offerta invece da Paolo Virno, che in PAROLE CON LE PAROLE. POTERI E LIMITI DEL LINGUAGGIO (Danzelli Editore, Roma 1995) pone laccento sui dimostrativi ed evidenzia lautoriferimento del linguaggio, che si coniuga con limponente presenza di una materialit non enunciabile.

In Scienza e analisi linguistica Michele Marsonet si propone di mostrare come la filosofia del linguaggio abbia avuto sulla scienza un effetto tanto ampio, quanto negativo. La maggior parte dei filosofi del linguaggio, infatti, pur professando una teoria empirista che inficia la credenza nella metafisica, rivelano, ad unanalisi pi approfondita, una tendenza idealistica. La crisi della metafisica, secondo Marsonet, avrebbe dunque condotto i filosofi del linguaggio alla ricostruzione di un nuovo tipo di metafisica che si fonda sulla chiarificazione del linguaggio attraverso la fissazione dei limiti di senso. Infatti, se non viene pi ricercata unessenza, in grado di spiegare tutta la realt, al linguaggio viene tuttavia attribuito un notevole potere in quanto chiave conoscitiva del reale. In tale ottica la filosofia si trasforma in analisi linguistica, assumendo un ruolo assai pi importante di quello di analizzare i termini e gli enunciati e acquisendo la funzione di stabilire le condizioni che rendono possibile la stessa conoscenza. Questa situazione, per Marsonet, non che una nuova riformulazione della metafisica, in cui sono possibili asserzioni relative al modo con cui luomo descrive la stessa realt. In questa prospettiva Marsonet individua linfluenza della filosofia di Kant nelle teorie linguistiche. Come Kant riteneva che la conoscenza si basasse sulle categorie a priori presenti nelluomo, cos i linguisti analitici sostengono che il discorso acquisisce significato solo in relazione ad un sistema di rappresentazione linguistica. Per suffragare queste tesi Marsonet prende in considerazione la teoria linguistica di Quine. Se da un lato Quine abbraccia la
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concezione dellempirismo, secondo la quale la realt costituita da ci che luomo pu percepire attraverso i sensi, dallaltro lato sostiene un realismo logicolinguistico, in base al quale la realt ci che sperimentiamo nellambito del nostro linguaggio. La discrepanza tra queste due direzioni teoriche conduce poi ad un offuscamento dellempirismo in favore di una teoria linguistica che, riconoscendo al linguaggio la capacit di determinare la forma del manifestarsi della realt al soggetto, non pare per avere pi legami con lo stesso empirismo. Al fine di contrastare la tendenza idealistica della teoria del linguaggio, Marsonet propone di rivalutare la concezione naturalistica, che considera la realt del mondo indipendente dallattivit del pensiero e dal linguaggio umani. Infatti, osserva Marsonet, anche ipotizzando la scomparsa del genere umano la struttura del reale continuerebbe a sussistere. Cos, ripercorrendo le teorie linguistiche, Marsonet mostra come lunico modo per superare le opposte concezioni del realismo e dellidealismo sia quello di mettere in luce il legame esistente tra lo schema concettuale e il mondo, poich tale schema, costituendo una delle forme con cui la realt esiste, appartiene alla realt naturale. Perci Marsonet preferisce parlare di epistemologia naturalistica, piuttosto che di scienza realista o antirealista. Abbattere il modello linguistico denotativo invece la proposta di Paolo Virno, secondo il quale solo prescindendo da questo modello linguistico possibile evidenziare come le nostre enunciazioni linguistiche si inseriscano in un ambito materiale non enunciabile, determinando un autoriferimento del linguaggio. Per raggiungere il suo scopo Virno sottolinea limportanza del dimostrativo e quindi dellaspetto ostensivo del linguaggio, che denota un carattere di universalit, non indicando alcun oggetto in particolare. Il dimostrativo, infatti, negando ci che sembra indicare, si fonda su una relazione negativa con le cose. In questa impostazione la critica nominalistica assume un significato diverso da quello attribuitole tradizionalmente, in quanto non rappresenta pi un tentativo di basare la denotazione sulla singolarit ma una rivendicazione della singolarit contro la denotazione. Daltra parte, secondo Virno, il paradosso del mentitore mette in risalto il rapporto che esiste tra autoriferimento e denotazione: il sensibile scompare nel momento stesso in cui rappresentato, lasciando trasparire la debolezza ermeneutica del linguaggio. E la parola dunque a costituire quel contesto che chiamiamo mondo, e solo il superamento del modello denotativo del linguaggio consente di far apparire laspetto materiale dellappartenenza umana al mondo. M.Mi.

TENDENZE E DIBATTITI

Marcel Duchamp, Ruota di bicicletta, 1913 (copia del 1964, loriginale andato perso)

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TENDENZE E DIBATTITI

TENDENZE E DIBATTITI

Concezioni estetiche
Attraverso un ripensamento dellestetica kantiana, nel suo ultimo lavoro, ANIMA MINIMA. SUL BELLO E SUL SUBLIME (a cura di F. Sossi, Nuove Pratiche Editrice, Parma 1995), Jean-Franois Lyotard ci propone uninteressante riflessione estetica. Di diversa impostazione invece la concezione espressa da Luciano Nanni ne I COSMI, IL METODO. DIARIO DI ARTE E DI EPISTEMOLOGIA 1979/1989 (Book Editore, Bologna 1994), in cui si richiama il modello della significazione polisemica. Una tale impostazione del problema estetico trova riscontro in un differente modo di rapportarsi al reale, caratterizzato da una visione del mondo come energia trasformatrice, che elimina tutte le tradizionali separazioni formali. ci che emerge nei contributi di vari autori raccolti, a cura di Mario Perniola, nel volume LARIA SI FA TESA. PER UNA FILOSOFIA DEL SENTIRE PRESENTE (Edizioni Costa & Nolan, Genova 1994), che eliminando ogni distinzione formale, propone unestetica delleccesso basata sulla priorit del sentire.

Nella sua recente riflessione sul bello e sul sublime, Jean-Franois Lyotard muove dal presupposto che la sensazione abbia la funzione di attestare la presenza dellanima. Per Lyotard, infatti, lanima, se non toccata dal sensibile non esiste, poich perde la sua vitalit. Allopera darte, nella sua perenne oscillazione tra presenza e assenza, spetta di ricordare allanima il suo bisogno di esposizione, il suo legame necessario con la sensazione e quindi la sua schiavit nei confronti del sensibile. Questa concezione di Lyotard proviene da una lunga riflessione sulla Critica del Giudizio di Kant, con lintento di rinvenire un particolare legame tra il sublime kantiano e lopera darte davanguardia. Per Lyotard, infatti, le avanguardie artistiche, nella loro rottura della forma e nella costruzione di unarte astratta e minimale, rivelano il sentimento dello stupore e del terrore tipico del sublime kantiano, che scaturisce dalla minaccia della scomparsa, dalla non presenza nella presenza.

In tale ripensamento dellestetica kantiana larte figurativa delle avanguardie costituisce per Lyotard la sfida dellimmaginazione allintelletto che, sopraffatto dalle forme eccessive prodotte dallimmaginazione, accecato, ottenebrato dalla libert dellimmaginazione, arresta il suo gioco con questultima per lasciare emergere la seriet del sublime. Ma un altro tipo di oscurit si fa ora avanti, quella che avvolge limmaginazione di fronte alla seriet del sublime. Infatti, osserva Lyotard, limmaginazione prende coscienza dei suoi limiti, della sua finitudine in rapporto allinfinit del sublime. Questa visione del sublime viene riscontrata da Lyotard nellarte davanguardia, capace di destare quel senso di stupore per il tutto e di orrore per il nulla che appartiene appunto allessenza stessa del sentimento del sublime. Il riferimento al paradigma della significazione polisemica, che scardina i tradizionali schemi narrativi, rifiutando di seguire rigorosamente la successione temporale, invece ci che secondo Luciano Nanni permette di cogliere le caratteristiche dellarte contemporanea, superando una concezione estetica che assegna allopera darte una forma predeterminata e le permette di attingere una verit unica, prestabilita. La possibilit di uninterpretazione pluralistica dellopera darte rende invece questultima aperta in modo indefinito ai vari e diversi significati che le possono venire attribuiti. In questa situazione, fa notare Nanni, lartista non pi il detentore, il proprietario assoluto dellopera; non ha il potere di porre la parola definitiva, il significato ultimativo alla propria opera. Analogamente non pu esistere un criterio di verit assoluta, che prediliga uninterpretazione rispetto alle altre; lunico criterio di verit accettabile quello della coerenza interna di una interpretazione, per cui tutte le sue parti risultano organizzate secondo una logica interna. Si assiste cos, secondo Nanni, ad una disseminazione infinita dellopera darte e viene costruito un universo pluralistico di significati tra i quali nessuno pu assurgere a parametro assoluto. In questa prospettiva, comprendere lopera darte significa conseguire autocoscienza, in quanto il lettore o lo spettatore scoprono se stessi e costruiscono la propria identit attraverso linterpretazione dellopera.
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Questa concezione estetica trova riscontro in una determinata visione del mondo che implica un diverso modo di rapportarsi alla realt esterna. Nella raccolta di saggi dal titolo: Laria si fa tesa. Per una filosofia del sentire presente, emerge unimmagine del mondo che supera quella consueta, basata sulla netta distinzione tra lo spirituale e il corporeo, optando per un mondo animato da una energia fluida, da un magma indifferenziato che avvolge gli individui, annullando le distanze spaziali e temporali attraverso la telematica e la cibernetica, eliminando la distinzione tra interno ed esterno, scardinando i punti di riferimento tradizionali. Mario Perniola, curatore del volume, mostra come per comprendere questa visione del mondo sia necessario passare da unestetica del piacere ad unestetica delleccitazione, che superi i concetti filosofici di spirito e di vita per entrare in un nuovo mondo, in cui si affermi il sentire esteriore ed elimini i confini tra ci che proprio e ci che estraneo. Per Marie Christine Lala, questo nuovo modo di rapportarsi alla realt esterna implica la categoria dell eccesso, che diventa il simbolo del superamento dei limiti imposti allessere. Si tratta allora di osare, come sottolinea Santa Vennaven, di esporsi al rischio implicito nella scelta, manifestando la capacit di trasformare il possibile in reale. Per Patrick Bandry, il superamento dei propri limiti si pu riscontrare nellattivit dello sportivo che lotta con il proprio corpo, che cerca di vincere gli ostacoli fisici per intensificare al massimo le sue potenzialit, avventurandosi nel mondo dellinfinita sperimentazione di se stesso. Dal suo canto, Antonio Carona mostra come il mondo cibernetico e quello della telematica eliminino la distinzione tra interiore ed esteriore, disintegrando la stessa unit e integrit del corpo umano. Il ciberpunk oltrepassa anche la stessa cibernetica, proponendo limmagine del corpo disseminato. Le realt virtuali rendono infatti problematica la stessa identit dellindividuo, spingendo il corpo fuori dai suoi limiti fisici. Caduto il paradigma interno-esterno lesperienza cinestetica non conosce limiti e consente di tradurre ogni senso in un altro a piacere, introducendo lindividuo in un mondo di fluttuanti sensazioni. M.Mi.

TENDENZE E DIBATTITI
La ragione di Geymonat
Frutto di un dibattito tenutosi a Varese nel 1990, il volume dal titolo: LA RAGIONE (Piemme, Milano 1994), raccoglie un dialogo tra Carlo Sini e Ludovico Geymonat, accompagnato da una serie di saggi, scritti da Geymonat in epoche diverse, sui grandi temi della ragione contro il dogma. Chiude il volume unampia Postfazione di Fabio Minazzi.

Ci che accomuna le posizioni di Carlo Sini e Ludovico Geymonat nel loro dialogo su problemi riguardanti la razionalit, il metodo, il senso e la fede, il rifiuto di una concezione della ragione intesa come lassoluto statico e immutabile. Contro un criterio parmenideo ed infallibile, infatti, i due filosofi mostrano lesigenza di una ragione critica, negata dai fatti, e messa continuamente in discussione dallesperienza. A questo proposito Sini sottolinea la necessit di parlare non tanto della Ragione, ma di una ragione che ha perso la propria dimensione di unicit. Figlia dellIlluminismo e in grado di liberare lindividuo dallo stato di minorit, la ragione, dopo let romantica, ha acquisito i caratteri della storicit e, quindi, della criticabilit. Mostrando che le tradizioni ed il contesto giocano un ruolo determinante nella struttura stessa della ragione, Sini mette in evidenza gli sforzi della fenomenologia e dellermeneutica nel mettere in discussione proprio queste tradizioni. Anche la critica come rifugio dal dogma, mostra infatti Sini, pu essere in linea di principio assolutizzabile e perci sempre da relativizzare. Daccordo col rifiuto del dogma, Geymonat propone una concezione della ragione innanzitutto come metodo. Ormai lontano dalle posizioni assunte ne Le ragioni della scienza (1986), in cui difendeva, in dialogo con Giulio Giorello, il rifiuto della metafisica, la necessit del rigore e dellaspetto sperimentale come nucleo forte della metodologia, qui Geymonat mostra come, da Galileo ad Einstein, il metodo abbia perso la sua unicit e sia passato allesigenza di modelli alternativi. Ma la pluralit dei metodi, secondo Geymonat, implica necessariamente il problema della demarcazione. Non esistendo pi il metodo, occorre allora un criterio razionale che possa servire a questo scopo. Inoltre, con le diverse innovazioni tecnologiche di questo secolo, emerge anche la necessit di un criterio morale, e quindi di critica filosofica, che fornisca il senso a tutte quelle costruzioni scientifiche, quali la genetica o gli studi nucleari, che rispondono a domande diverse da quelle propriamente tecniche. Se nel dialogo con Sini emerge un Geymonat aperto ai problemi etici e portatore di una metodologia razionale e critica, lo

stesso non si pu dire per i saggi raccolti nella seconda parte del volume. Scritti da Geymonat durante lintero arco della sua vita e della sua produzione filosofica, questi saggi riflettono la fedelt alla dialettica e allo storicismo. Nellattraversare la storia e la filosofia della scienza, infatti, Geymonat riscontra un rapporto tra teoria e prassi, che risolvibile, e di fatto viene risolto, solo dalla dialettica materialistica; una posizione, questa, che nelle Ragioni della scienza aveva peraltro determinato la profonda distanza tra le posizioni di Geymonat e quelle del libertino Giorello. In altre parole, lapertura razionale, il dialogo e, quindi, la necessit dello scontro e della critica, tanto difesi da Geymonat, sembrano dunque risalire non tanto ad uneffettiva posizione di apertura e libert, quanto alla ricerca di una struttura dialettica, e quindi aperta solamente alla sintesi, che caratterizzi il metodo e la scienza. Fedele alle posizioni di una vita, Geymonat presenta la ragione come devastazione e rottura, intendendo per con questi termini non tanto una posizione di libert - e le frequenti critiche al razionalismo popperiano lo confermerebbero - quanto la difesa dello storicismo dialettico, finalizzato ad una sintesi conclusiva e portatore di una metodologia che, anche se non in senso dogmaticamente parmenideo, materialisticamente strutturata. A.S.

Luomo e la cura
Luomo e la cura il tema che sta al centro del nuovo studio di Oliver Sacks, UN ANTROPOLOGO SU MARTE (trad. it. di I. Blum, Adelphi, Milano 1995). Dai casi clinici di Sacks emerge la necessit di fare del rapporto medico-paziente un rapporto umano, di conoscenza reciproca. Di questo problema si occupa anche Giorgio Cosmacini, storico della medicina, nel suo recente studio, LA QUALIT DEL TUO MEDICO. PER UNA FILOSOFIA DELLA MEDICINA (Laterza, Roma-Bari 1995). Per Cosmacini, come del resto per Sacks, la qualit della professione medica non pu prescindere da una visione complessiva della persona che si ha in cura.

Un pittore divenuto cieco ai colori; una donna autistica riabilitata dal contatto con gli animali; un professionista costretto da un guasto al cervello a dire oscenit di ogni genere: sono questi i casi straordinari descritti in Un antropologo su Marte , ultimo lavoro di Oliver Sacks, che ribadisce tuttavia di considerarsi un medico in servizio permanente effettivo, un curante che mai vorrebbe vedere trasformati dei casi umani in casi letterari. Nel caso del pittore divenuto cieco ai colori, in seguito a un incidente dauto, Sacks mostra come
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una grande sensibilit cromatica si possa trasformare in una particolare sensibilit per i chiaroscuri, per le gradazioni del bianco e nero, fino ad assestarsi nella nuova realt. Il carattere totalmente alieno delluniverso in bianco e nero, inizialmente percepito dal paziente come un orribile incubo, finisce per assumere ai suoi occhi una bellezza e un fascino singolari. Dopo numerosi sforzi, fa notare Sacks, il paziente trova un inconsueto stile di pittura e giunge a rifiutare la riabilitazione che, mettendo in funzione neuroni diversi da quelli danneggiati, gli potrebbe restituire il mondo a colori. La proposta di riabilitazione gli appare addirittura ripugnante: il colore gli rovescerebbe addosso un tumulto di sensazioni incoerenti e disintegrerebbe lordine visivo del suo mondo, appena restaurato. Egli si adattato, neurologicamente e psicologicamente, a vivere nel mondo dellacromatopsia, giunto a dimenticare il colore. Secondo Sacks, il caso del pittore in grigio la dimostrazione palese che si pu vivere in una condizione di anormalit, anzi che la cosiddetta anormalit pu essere stimolo e ricchezza. Il pi delle volte mi sento come un antropologo su Marte - confessa a Sacks la paziente autistica, che viene descritta nellultima parte del suo studio. Questa paziente, secondo il racconto di Sacks, per superare le proprie difficolt a capire le emozioni umane, aveva escogitato un sistema comodissimo, ben governabile, in grado di somministrarle un abbraccio ogni volta che lei voleva, trasmettendole quel senso di calma e di piacere che aveva sognato fin da quando era bambina. La grande stranezza della macchina per abbracciare colpisce e commuove Sacks; dopo averla provata lui stesso, comprende a fondo la sensazione di dolcezza e rilassamento che la macchina comunica alla sua paziente, al punto di riuscire a insegnarle quel sentimento di empatia verso gli altri, di immedesimazione negli stati mentali e nelle prospettive delle persone, che lautismo le impedisce di avere. Unempatia che tuttavia la paziente dimostra invece di avere con gli animali. Il rapporto che Sacks instaura con la paziente diviene quasi una relazione di amicizia: diviene lui stesso un antropologo, lantropologo dellautismo, disposto a seguire il suo paziente anche su Marte, se necessario. Curare per Sacks significa fondamentalmente rivolgersi a una persona, intuirne le motivazioni profonde, immedesimarsi in essa fino a vedere la realt con i suoi occhi; lo scopo di Sacks comprendere le persone e il suo un vero e proprio viaggio dentro lanima, la descrizione della forma del mondo come appare al singolo soggetto. A differenza di molti colleghi neurologi e scienziati cognitivi, che ritengono che la conoscenza scientifica della mente

TENDENZE E DIBATTITI

Rembrandt, Lezione di anatomia del dottor Tulp, 1632 (part.)

potr venirci solo attraverso la comprensione della biologia del cervello, Sacks non si stanca di insistere che la necessit di occuparsi dellindividuo nella sua interezza essa stessa una necessit della scienza, in quanto la fisiologia, la neurologia e le neuroscienze stesse hanno bisogno di un concetto adeguato dellindividuo e della mente. Per descrivere la malattia mentale, Sacks descrive una persona e non un cervello, anche se, talvolta, occorre curare il cervello, per salvare la persona. Pur accettando una teoria della mente complessiva, Sacks sostiene che i nostri personali stati di coscienza rimangono tuttavia fuori da queste indagini generali: gli stati di coscienza individuali sono legati a esperienze personalissime e irripetibili. Lessere umano nella sua interezza costituisce il punto focale anche della riflessione di Giorgio Cosmacini: La medicina, da Ippocrate in poi, afferma Cosmacini si esercita fra techne e valori umani. Scienza

applicata alluomo e rapporto fra uomini sono i due elementi animatori e categorici del mestiere del medico. Nella medicina ippocratica essi erano coincidenti: la tecnologia coincideva con l antropologia. Il medico ippocratico, archetipo del medico impegnato tecnicamente quanto umanamente, per Cosmacini modello per unantropologia medica intesa come riflessione filosofica sul rapporto interumano tra medico e paziente e tra medico e societ. Nellesercizio dellippocratica ars curandi il medico curante si rapportava alluomo curato nella sua totalit e interezza, in una coincidenza tra realt fisiopatologica e realt esistenziale, tra affezione del corpo e afflizione dellanimo. Questa antropologia curativa era totalizzante. Anche lo spiritualismo medioevale, se pure sottovalutava il corpo rispetto allo spirito, non faceva tuttavia distinzione tra una superiore cura dellanima e una inferiore cura del corpo. La salus
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era tanto salvezza delluna quanto salute dellaltro, ununica cura, quindi, di tutto lessere umano. Oggi il mestiere di medico fa i conti pi che mai con una crisi interna, intrinseca al rapporto medico-paziente, un rapporto entrato in crisi da quando il medico ha cominciato a veder nel paziente non tanto una totalit, quanto piuttosto una somma oggettuale di organi. La medicina fondamentale viene sopraffatta dalla medicina specialistica e dal rischio, in essa implicito, dellautoriduzione del medico a specialista del corpo scisso. Tale situazione crea lo spazio per un crescente nichilismo curativo, caratterizzato da unassenza di ascolto e di dialogo e da una carenza del prendersi cura globale. La cura, intesa come originario prendersi cura dellaltro, tema centrale anche del volume dal titolo: In principio era la cura (a cura di P. Donghi e L. Preta, Laterza, Bari-Roma 1995), una raccolta di contributi di studiosi italiani, tra i quali

TENDENZE E DIBATTITI
Paolo Fabbri, Alberto Oliverio e Stefano Rodot, appartenenti a discipline diverse, come la biologia, la chimica, la filosofia, ma accomunati dal tentativo di definire lidea di salute/malattia. Un tentativo che non pu prescindere dal concetto di cura, che significa innanzitutto prendersi cura, ovvero porre in discussione il rapporto con se stessi e con il resto del mondo. A tale necessit Cosmacini risponde con una filosofia della medicina che parte dalluomo, che recupera valori umanistici e naturalistici, antropologici ed ecologici: Per aiutare a nascere senza pericoli e a morire serenamente, scrive Cosmacini, per proteggere i sani e aver cura dei malati cronici, degli anziani e dei disabili, saranno sempre pi necessari nuovi curanti che porteranno la medicina a potenziare o recuperare, accanto alla ragion dessere tecnologica, la vocazione antropologica che da sempre le appartiene. E.C. autentico: i soviet, i comitati di fabbrica), la Rivoluzione dottobre aveva invece significato unimportante apertura verso la possibilit di demolizione delle basi dello sfruttamento capitalistico, possibilit che fu recisa con la formazione del partito bolscevico, che dominava sulla classe lavoratrice. In questa direzione si orienta anche lintervento di Umberto Cerroni ( Lalterazione del progetto rivoluzionario: marxismo, leninismo, stalinismo), secondo il quale Stalin si appropri in modo riduttivo della tradizione marxista disconoscendo tutta la sua complessa problematica legata allanalisi economica e politica. Il tradimento dei principi della Rivoluzione dottobre ad opera del regime sovietico messo in evidenza anche da Beatrice Battaglia ( La rivoluzione tradita di George Orwell), che prende spunto dallopera di Orwell per denunciare come il totalitarismo abbia le sue radici non nel socialismo e nelle teorie egualitarie, ma nella disuguaglianza propria di una societ capitalistica. Il tentativo di recuperare lo sfondo ideale della Rivoluzione dottobre e quindi il suo significato utopico al centro dellintervento di Ren Schrer (Spostamento dellutopia dopo il crollo), che definisce la degenerazione realizzatasi con lavvento del regime sovietico una utopia pervertita, una disutopia. A ci fa riscontro Stphanie Bourson (Il crollo e la vicenda dellutopia), che mostra come tutte le utopie create dagli uomini siano caratterizzate dalla presenza continua nella storia dellumanit di un ideale di societ giusta, pianificata e armoniosa. In questa prospettiva, per Andrea Catone (La parabola di unidea: 1985-1990) la Perestrojka attuata da Gorbaciov costituisce un proseguimento del progetto che stava alla base della rivoluzione socialista. Le ambiguit inerenti alla stessa attivit della Perestrojka, avverte Guermann Diliguensky (Le ambiguit della Perestrojka), sono dovute alle diverse fasi che ha attraversato nella sua delineazione. Riguardo al problema della forma politica pi adeguata per i paesi dellex Unione Sovietica, Revolt Entov ( Piano e mercato: la transizione in atto) e Antonio Moscato ( Il fallimento dei tentativi di autoriforma) mettono a confronto leconomia socialista, fondata sulla pianificazione, e quella capitalistica, basata sul mercato. Livio Maitan ( La crisi attuale) sottolinea invece la necessit di proporre un modello alternativo ad entrambe queste economie, basato su una propriet collettiva stabilita attraverso la partecipazione democratica alla gestione delleconomia. In tale ottica si pronuncia Giuseppe Schiavone (Democrazia borghese, democrazia di popolo, utopia), che attraverso lanalisi storica della nascita del concetto di democrazia mostra
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Sul crollo del comunismo


Il crollo del regime comunista sovietico ha da tempo aperto un intenso dibattito sul futuro dellumanit, conseguente alla modificazione degli equilibri europei e mondiali. ci che emerge anche nella raccolta di saggi dal titolo: CROLLO DEL COMUNISMO E RIPRESA DELL UTOPIA (a cura di A. Colombo, Edizioni Dedalo, Bari 1994), dove vengono affrontati temi come il valore dellutopia comunista e le nuove forme di governo adeguate a tale rinnovamento. In un medesimo contesto di riflessione sinserisce lo studio di Arrigo Colombo, La Russia e la democrazia. Il riemergere della democrazia diretta (Edizioni Dedalo, Bari 1994).

come la democrazia costituisca un progetto utopico di potere legittimo, basato sulla volont concreta dei cittadini e sempre perseguibile, che ha le sue radici nellenergia critico-poietica del soggetto. A tal proposito Bruno Jossa ( Lautogestione dellimpresa) e Michel Burnier ( Lautogestione; le difficolt oggi ), mettono in risalto la validit del modello democratico, che trae la sua forza da una societ autogestita, unico ideale democratico possibile. Alla possibilit di una democrazia fondata sullautogestione fa riscontro uno studio specifico di Arrigo Colombo, La Russia e la democrazia, in cui si sottolinea come il rischio principale che si pu originare dalla caduta del sistema sovietico risieda nellelezione del modello occidentale, fondato su uno sfrenato capitalismo e su una filosofia individualistica ed egoistica che difende il valore della propriet come possesso. Inoltre, osserva Colombo, lidea di ununificazione europea non pu essere disgiunta dal raggiungimento di unetica di pace, contrapposta a unetica di guerra, attraverso ledificazione di una federazione internazionale degli stati. necessario creare una mentalit cosmopolita che renda cosciente lumanit di appartenere ad ununica terra, al di sopra dei singoli interessi degli stati. Ci possibile se verr rivalutato il patrimonio utopico legato allidea, mai spenta e sempre rinnovantesi, di una democrazia fondata sui principi della solidariet e della comunione tra gli uomini. M.Mi.

Incontro tra culture diverse


Con il titolo: LUNIVERSALIT
DEI DIRITTI

Nel volume Crollo del comunismo e ripresa dellutopia alcuni autori sinterrogano sul problema di un nuovo ordinamento dellEuropa dopo la caduta della tradizionale contrapposizione tra blocchi egemonici, proponendo soluzioni per un nuovo assetto non solo europeo, ma anche mondiale. La caduta del regime sovietico pone in crisi in primo luogo la validit della stessa utopia comunista, generando una riflessione sulla possibile continuit o discontinuit con i principi che hanno animato la Rivoluzione dottobre e linstaurazione del regime totalitario. A questo proposito, Francesco Benvenuti ( Rivoluzione e comunismo sovietico nella prospettiva storica della fine: 1991-1917) ritiene che esista una compatibilit tra il totalitarismo militare proprio della dittatura staliniana e la componente rivoluzionaria dellegualitarismo, legata a forme di collettivismo primitivo. Per Roberto Massari (Linizio

500 (a cura di S. Biolo, Rosenberg & Sellier, Torino 1995), sono raccolti i contributi di Carlos Baciero, Enrico Berti, Salvino Biolo, Claudio Ciancio, Sergio Cotta, Angelo Crescini, Ada Lamacchia, Luciano Malusa, Angelo Marchesi, Luciano Perea, Gregorio Piaia, Aurelio Rizzacasa, Livio Rossetti. Lintento degli autori di esaminare le conseguenze del contatto avvenuto tra lEuropa e lAmerica a seguito della colonizzazione, in particolar modo in relazione al problema del rispetto dei diritti universali delluomo.
UMANI E IL PENSIERO UMANO DEL

La colonizzazione costituisce un evento che nel corso dei secoli ha attraversato lEuropa e lAmerica, determinando la necessit di una riflessione di carattere storico- filosofico, religioso e giuridico riguardo al problema delleventuale applicazione o violazione dei diritti umani. Nel volume Luniversalit dei diritti umani e il pensiero cristiano del 500 vari autori si interrogano sulle conseguenze

TENDENZE E DIBATTITI
del processo di colonizzazione, prendendo in considerazione le teorie dei filosofi, giuristi e teologi del 500 riguardo allespansione dellEuropa cristiana in America. Per Salvino Biolo ( Diritti umani e diritto coloniale), ci che determina il fenomeno della colonizzazione la tendenza delluomo, presente in ogni societ, ad espandersi allesterno e a comunicare con gli altri, pur mantenendo intatta la propria identit. In alcuni pensatori del 500 come Molina e De Victoria , Biolo riscontra in particolare il bisogno di tracciare le differenze tra il diritto e il torto dellespansione europea verso lAmerica, ritenendo che gi in questi filosofi sia possibile individuare i germi di una difesa dei diritti universali delluomo. Come sottolinea anche Enrico Berti ( Francisco De Victoria nellinterpretazione di Carl Schmitt ), per il De Victoria, il fondamento del diritto rappresentato dalla natura razionale e politica di qualunque uomo e in qualunque terra viva. Dal suo canto, Angelo Marchesi ( Riflessione filosofico-teologica e problemi della conquista spagnola), evidenzia come sia Las Casas che De Victoria critichino le violenze compiute dai conquistatores spagnoli nella loro espansione in America Latina, opponendosi alla concezione di una derivazione divina della monarchia spagnola. Gli Indios dellAmerica Latina, per De Victoria, hanno il diritto di mantenere inalterati la loro propriet e i loro sistemi politici, una volta che si rivelino conformi alla ragione naturale umana e ad una ordinata convivenza civile. Come daltra parte rileva Ada Lamacchia (Francisco De Victoria: i diritti umani nella Relectio De Indis), il De Victoria distingue i titoli legittimi da quelli non legittimi nelloccupazione spagnola dei nuovi territori dAmerica. Riguardo ai titoli non legittimi riconosce limportanza del rispetto della dignit umana degli Indios; riguardo ai titoli legittimi riprende una possibile teoria dello ius gentium, elaborando una concezione dello ius naturalis societatis et communicationis fondata sulla tendenza degli uomini ad una spontanea espansione verso i propri simili. Allopera di Diego Valades dedica invece il suo contributo Livio Rossetti (Riuscire ad intendersi con gli Indios: il nuovo mondo visto da Diego Valades (1579) ). Pur accettandola, Valades non considera lidea di evangelizzazione come il risultato di una semplice sovrapposizione, ma come il frutto di un incontro creativo tra diverse culture e religioni, scevro da ogni assimilazione violenta. In una medesima prospettiva, Gregorio Piaia (Evangelizzazione e libert religiosa in Utopia) individua una similitudine tra Tommaso Moro e Las Casas nel considerare lopera di evangelizzazione come opera compiuta nel pieno rispetto della libert degli Indios con lo scopo di stabilire rapporti umani tra genti diverse. Nonostante ci, entrambi questi autori appaiono a Piaia poco realistici e incapaci, quindi, di reagire di fronte alla cupidigia e alla superbia della conquista. Secondo Angelo Crescini (Il dinamico fondamento dei diritti delluomo), la difesa potenziale dei diritti umani universali pu essere attuata solo attraverso il riferimento ad una struttura originaria che definisca lessenza delluomo. Mediante luso di un metodo dinamico e fenomenologico, osserva Crescini, si pu cogliere nelluomo il carattere di una latente incompletezza, che esige una continua realizzazione. Questa esigenza si esplica anche nel rapporto delluomo con gli altri uomini, anche se lespansione delluomo verso gli altri non deve determinare lannullamento della sua particolarit, ma anzi favorire una sua armonica integrazione con gli altri. Nella stessa direzione si muove Sergio Cotta (Diritti delluomo: la questione del fondamento), che a proposito della natura ontologica delluomo sostiene che lapplicazione del principio di eguaglianza universale deve comportare la possibilit della formazione di particolari diversit esistenziali, personali e culturali. M.Mi. unanalisi dellEuropa come nuova Babele, caratterizzata da continue migrazioni e quindi da molteplici movimenti di popoli, lingue e saperi, che stanno cambiando la prospettiva di valutazione del mondo. Solo una nuova concezione del linguaggio, che rivaluti il suo carattere sociale, pu permettere, secondo Calefato, di superare tutte le alienazioni e le reificazioni dellaltro. Il linguaggio in quanto pratica sociale divenuto, infatti, veicolo inconsapevole di ideologie e valori e solo modificando la struttura del linguaggio possibile far corrispondere alla crescente pluralit di culture e di lingue in Europa labolizione di ogni forma di razzismo e di oppressione. Limportanza del cristianesimo per la formazione dellunit europea al centro della raccolta Filosofia e cultura nellEuropa di domani, a cura di Battista Mondin. Un primo ordine di riflessioni presente nel volume indirizzato a sottolineare le radici ideali dellEuropa e le componenti filosofiche della nuova Europa. Nei contributi di Vittorio Possenti, Giorgio Penzo, Abelardo Lobato, Piero Viotto, Ubaldo Pellegrino, Mariano Fazio, Francesco Russo, Giordano Frosini, Enrico Berti, Rocco Buttiglione, Battista Mondin, lera capitalistica viene in vario modo collegata ad un pensiero nichilistica, che affonda le sue radici in filosofi come Nietzsche, Kierkegaard, Heidegger e che si basa sullesaltazione del soggetto, sullimmanentismo, sulledonismo, sulla mancanza di valori trascendenti, a causa della scissione tra il piano della fede e quello della ragione. In contrapposizione a questa mentalit individualistica viene rivalutato il significato positivo del cristianesimo per il recupero dei valori della solidariet, della fraternit, dellamore, della giustizia, della trascendenza, al di l di ogni irrigidimento assolutistico in forme coattive e autoritarie, che non lascino aperta la possibilit della ricerca. Un secondo ordine di interventi, a cui si possono ricondurre i contributi di Luciano Corradini, Paolo Miccoli, Gilberto Campana, rivolto invece allanalisi del modo in cui leducazione, allinterno della scuola, possa formare una concezione cristiana dellEuropa. Viene cos evidenziata la necessit di un tipo di pedagogia che si occupi non solo dellistruzione, ma soprattutto della formazione degli alunni attraverso una nuova educazione che, recuperando lispirazione cristiana crei una mentalit sensibile ai problemi dellintegrazione comunitaria. Tuttavia, osserva Nynfa Bosco in LEuropa e il suo oriente, per costruire una nuova concezione dellEuropa, fondata su valori cristiani, necessario conoscere anche le forme di cristianesimo orientale, in modo da poter individuare gli elementi di convergenza con quello occidentale al di l delle ineliminabili differenze. M.Mi.

Per una nuova Europa


Una serie di recenti studi sinterroga sulle possibilit e i modi di realizzazione della nuova Europa. In EUROPA FENICIA . IDENTIT LINGUISTICA, COMUNIT, LINGUAGGIO COME PRATICA SOCIALE (Franco Angeli, Milano 1994) Patrizia Calefato mostra la necessit di ristrutturare il linguaggio, inteso come pratica sociale, per eliminare quelle forme di razzismo che si sono verificate con la migrazione di molti popoli in Europa. Alla questione delle radici cristiane dellEuropa dedicato il volume FILOSOFIA E CULTURA NELL EUROPA DI DOMANI (a cura di B. Mondin, Edizioni Citt Nuova, Roma 1993), a cui si affianca, in un medesimo contesto di riflessione, lo studio di Nynfa Bosco, L EUROPA E IL SUO ORIENTE . LA SPIRITUALIT DEL CRISTIANESIMO ORIENTALE (Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1993), che rileva la necessit una conoscenza pi approfondita del cristianesimo orientale.

Analizzando il fenomeno della migrazione, Patrizia Calefato ricerca le possibilit di unidentit europea come dialogicit interculturale e interlinguistica, che trovi realizzazione allinterno di una comunit protesa verso unalterit extracomunitaria. Tale riflessione nasce da
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Baruch Spinoza

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Spinoza in Francia
Pierre-Franois Moreau consacra alla nozione spinoziana di esperienza il suo ultimo lavoro: SPINOZA, LEXPRIENCE ET LTERNIT, (Spinoza, lesperienza e leternit, PUF, Parigi 1994). Uno dei maggiori meriti di questo studio il rovesciamento definitivo dellidea semplicista, ma diffusa, di uno Spinoza razionalista, sordo alle realt dellesperienza. Nel contesto della ricerca su Spinoza in Francia segnaliamo anche, nella Revue de Mtaphysique et de Morale (ottobre/dicembre 1994), la pubblicazione degli atti duna giornata di studio, svoltasi il 12 marzo 1994 alla Sorbona e dedicata a una riflessione sulla quarta parte dell Ethica spinoziana. Linterpretazione di Spinoza offerta da Gilles Deleuze e Louis Althusser invece oggetto specifico dello studio di Vesa Oittinen, SPINOZISTISCHE DIALEKTIK. DIE SPINOZA-LEKTRE DES FRANZSISCHEN STRUKTURALISMUS UND POSTSTRUKTURALISMUS (Dialettica spinozistica. La lettura di Spinoza nello strutturalismo e nel post-strutturalismo francese, Lang, Francoforte s/M.-BerlinoNew York-Parigi-Vienna 1994), che attraverso la critica delle interpretazioni anti-dialettiche del pensiero spinoziano intende mettere in luce, in rapporto a Hegel, il ruolo della dialettica nel pensiero di Spinoza.

In Francia, il pensiero di Spinoza oggetto di una riflessione privilegiata, condotta senza interruzioni da pi di cinquantanni presso LEcole Normale Suprieure de Fontenay-St Cloud (Parigi), sotto la direzione di studiosi quali Martial Gueroult, Alexandre Matheron, Pierre-Franois Moreau. Linteresse per Spinoza attualmente al centro dellattivit del Centre dEtudes en Rhtorique, Philosophie et Histoire des Ides de lHumanisme aux Lumires (CERPHI), creato nel 1993 e diretto da Pierre-Franois Moreau, che accoglie insegnanti e ricercatori dellENS, del CNRS, delluniversit e del liceo. Il programma di ricerca verte sulla disamina della storia intellettuale dell ge classique in senso lato (XVI/XVIII), nel suo stretto legame con i grandi sistemi filosofici.

Il Groupe de Recherche Spinoziste del CERPHI constituisce oggi un quipe a parte, con il compito principale di elaborare unedizione scientifica delle opere di Spinoza e di pubblicare ogni anno un bollettino bibliografico internazionale sulla ricerca spinozista. Sul piano della riflessione, la prospettiva di ricerca del Groupe de Recherche Spinoziste si manifesta chiaramente nella volont di affrontare la filosofia di Spinoza alla luce duna conoscenza precisa dei contesti di riferimento. Questa prospettiva caratterizza decisamente lanalisi che Pierre-Franois Moreau dedica alla nozione spinoziana di esperienza nel suo saggio: Spinoza, lexprience et lternit. Esaminando minuziosamente nellopera di Spinoza tutte le occorrenze della nozione di esperienza, Moreau ne sottolinea la multiforme fecondit e affronta, in modo molto convincente, la misteriosa affermazione contenuta nellEthica (V, 23, sc): sentimos experimurque nos aeternos esse (sentiamo e sperimentiamo che siamo eterni). Inoltre, Moreau propone una dettagliata lettura genetica del pensiero di Spinoza, il quale, dal Tractatus de intellectus emendatione al Tractatus politicus, passando per lEthica, avrebbe accordato una maggiore positivit allessere singolare finito e, di conseguenza, allesperienza. Il punto di partenza di Moreau unanalisi dei primi undici paragrafi del Tractatus de intellectus emendatione, in cui il termine esperienza risuona fin dalla prima frase e indica uno sguardo retrospettivo sullesistenza degli uomini, la cui autenticit dipende dal fatto di considerare seriamente, perfino tragicamente, i luoghi comuni di cui lesperienza cosparsa e i cambiamenti di senso assunti in essa dalle nozioni di certezza e di autentico bene. Lexperientia che compare nel Tractatus de intellectus emendatione, osserva Moreau, del tutto di natura spinoziana: i beni deperibili, infatti, non sono mai interpretati come falsi beni e la vita comune descritta attraverso un antropologia senza soggetto, priva di moralismo; inoltre, la decisione distituire una nuova vita riposa su un processo puramente positivo e immanente. Tuttavia, fa notare Moreau, lesperienza non qui che momento occasionale del sistema, incapace di condurre ad esso da sola, restando con45

trassegnata da unirriducibile opacit: lindividualit, infatti, qui pensata ancora come unentit debole, spettatrice pi che attrice dei suoi eventi interiori e come dominata dai propri oggetti damore. Rivalutando, pi tardi, la problematica dellindividualit, laccezione spinoziana di esperienza si arricchisce, senza cambiare di contenuto, investendo i domini che le sono propri e in cui, per lappunto, lindividualit si costituisce e si dispiega. Tre funzioni, fa notare Moreau, le sono attribuite da Spinoza nella lettera X a Simon de Vries: confermare, costituire, indicare; tre i campi che le spettano: il linguaggio, le passioni, la storia. In questa prospettiva, Spinoza sviluppa una riflessione sulla positivit della lingua come ricettacolo privilegiato del passato, in grado dorganizzare e di rendere disponibile, nella forma delluso (usus), lesperienza umana accumulatasi. A questa ricca riflessione sullo spessore della lingua corrisponde, parallelamente, una messa a punto dellarte di questionare: definire, secondo luso, il significato del testo letto; ricostruire la mentalit dellautore attraverso tutti i possibili indizi; determinare il genere letterario in cui si esprime. Ma nel campo delle passioni che secondo Moreau si manifesta in modo perspicuo il doppio regime del pensiero e dellesperienza. Sul piano della psicologia e della politica lesperienza ha in primo luogo funzione di conferma del sistema; diviene costitutiva quando si tratta di cogliere lindividuo in ci che in esso vi di pi irriducibile, lingenium . Nel confronto con Hobbes e Machiavelli, la riflessione di Moreau sul pensiero politico di Spinoza permette di cogliervi alcuni temi propri delle concezioni contemporanee, quali la permanenza irriducibile nelluomo dun nocciolo passionale antipolitico, lidea dingenium in un popolo come prodotto di una storia primitiva e infine la necessit da parte degli Stati, individui molto complessi, ma poco differenziati, di ritornare periodicamente al loro principio per mezzo di procedimenti simbolici. Queste considerazioni psicologiche e politiche sullesperienza, fa notare Moreau, si prolungano nel campo della storia, in cui lesperienza gioca, ancora una volta, il suo duplice ruolo. Come fortuna essa la categoria dellesteriorit e dellimprevedibilit,

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cio della forma contingente assunta dalla necessit universale, ma anche loccasione, per gli Stati e per gli individui, dessere virtuosi. Come raccoglimento e saturazione dellesperienza umana, la storia costituisce loggetto della riflessione che permette di pensare le leggi fondamentali degli Stati. Infine Moreau affronta la questione dellesperienza delleternit. Non si tratta per Spinoza della conoscenza posseduta dal saggio, ma del sentimento universalmente condiviso da chi ha assaporato la certezza dellintelletto. Lungi dallessere unapertura mistica al di l della finitezza umana, questultima costituirebbe invece la condizione della suddetta apertura; essa permetterebbe alla necessit, per una sorta di sensazione differenziale, dessere non solamente un oggetto della conoscenza adeguata, ma anche del sentimento. Di conseguenza, lesperienza si vede investita di una terza funzione, non pi confirmativa o costitutiva, ma incitativa, indicando, senza mai fondarla, la possibilit della conoscenza adeguata delleternit. La riflessione di Moreau procede, per cos dire, in modo spinoziano, scorgendo nella finitezza umana non linfelice esperienza dei limiti, ma il campo delle condizioni concrete di esistenza, azione e pensiero. Inoltre, il metodo impiegato da Moreau ristabilisce la dimensione culturale dellopera filosofica, diversamente dalla tradizione critica francese, pi attenta alla logica interna La discussione su Spinoza in area francese trova ulteriore riscontro e sviluppo tematico nei contributi apparsi sulla Revue de Mtaphysique et de Morale (ottobre/dicembre 1994), dedicati a una riflessione sulla quarta parte dellEthica spinoziana. A partire da questopera, ma riferendosi anche al Tractatus theologico-politicus e Tractatus politicus, Lelia Pezillo (Roma) dimostra che per Spinoza le societ sono possibili a una duplice condizione, affettiva e razionale. Per quanto spontaneo, il desiderio di vivere in comunit resterebbe una semplice aspirazione se non fosse sostenuto da principi razionali che, sottoforma di Morale o Religione, sono in grado di realizzare quellalleanza su cui si fonda, tra sottomissione e consensus, la possibilit sociale. Per quanto riguarda unaltro problema presente nella quarta parte dellEthica, concernente la coesistenza fra il razionale e limmaginario, Pierre Macherey (Lille) rileva nel ritratto delluomo libero tracciato da Spinoza nelle proposizioni 67-73 la figura transitoria duna razionalit emergente, ossia un ponte fra le rappresentazioni dellimmaginazione e le idee dellintelletto. Commentando le proposizioni 70 e 71, Macherey delinea una etica del quotidiano, di cui sottolinea la forza e la grandezza, senza tuttavia tralasciare di metterne in evidenza, con ironia, il permanervi di visioni non libere della libert. A un tale ritratto delluomo libero Pierre Temkine (Dijon) attribuisce invece una maggiore consistenza ontologica. In effetti, nella quarta parte dellEthica Spinoza elabora un modello, annunciato nella prefazione, che funzionerebbe secondo i puri principi dellimmanenza meccanicista, senza sentirsi in debito rispetto alla triplice illusione del finalismo, della trascendenza e del libero-arbitrio: se luomo si rapporta ai suoi simili in modo immaginario, osserva Temkine, non c che scorgere in questidea o modello unespressione adeguata dellessenza delluomo. Proseguendo nel suo intento di chiarimento globale delle proposizioni dell Ethica, Alexandre Matheron (Fontenay/St Cloud) dimostra come nelle proposizioni 29-31 siano stabiliti i fondamenti di una etica della similitudine. Sottolineando limportanza cruciale del termine quatenus, Matheron spiega che cosa spinga Spinoza a porre lequivalenza tra similitudine e utilit. Infine, JeanMarie Beyssade (Parigi), traduttore dellEthica, rileva come nel Capitolo 7 dell Appendice con il termine vix Spinoza lasci aperto uno spazio alla possibilit, per quanto minima, che un saggio sussista in una citt priva dordine, dato che letica fonda la politica e non linverso. P.T. Scopo dello studio di Vesa Oittinen mostrare che nello strutturalismo e nel poststrutturalismo francese domina un segreto consenso circa la valutazione di Spinoza. Un aspetto comune ad autori come Althusser e Deleuze, altrimenti assai diversi tra loro, il carattere anti-soggettivistico e anti-dialettico delle rispettive posizioni, che nel primo trova espressione in una filosofia senza soggetto (dissolto nelle - o ridotto alle - strutture delleconomia e dei rapporti di produzione) e senza contraddizione, e nel secondo mette capo a una filosofia della differenza, in cui la pluralit dei desideri, delle pulsioni e delle forze cresce rizomaticamente su se stessa e oltre se stessa e appare irriducibile sia al soggetto della tradizione cartesiana, sia alla dialettica di identit e alterit di hegeliana memoria. Queste caratteristiche si riflettono, secondo Oittinen, nelle interpretazioni di Spinoza proposte da Althusser, da Deleuze e dai rispettivi seguaci, che vedono in Spinoza un pensatore se non anti-dialettico almeno non-dialettico, situato nella storia della filosofia al polo opposto rispetto a Hegel e avvicinabile a Nietzsche. In questultima prospettiva - rappresentata esemplarmente, oltre che da Deleuze, da Antonio Negri - Spinoza appare come il filosofo antimoderno che, ai concetti di individuo, mediazione, trascendenza, fondamentali nelle grandi filosofie della modernit (da Cartesio a Hegel fino a Heidegger), oppone i concetti alternativi di una soggettivit collettiva, dellamore e del corpo come potenza. Nonostante le divergenze delle rispettive prospettive filosofiche, scrive Oittinen, Deleuze e Althusser trovano un terreno comune in una riattualizzazione di Nietzsche, che ha come suo centro teorico la critica della dialettica, del concetto classico di soggetto e della teoria della verit come corrispondenza, e che sfocia conseguentemente in un concetto volontaristico della prassi (accentuato negli althusseriani nel sen46

so di un orientamento di estrema sinistra, e in Deleuze in senso anarchicheggiante). Sulla base dei tratti comuni ai due orientamenti, Oittinen mette per in luce anche le differenze delle rispettive posizioni. Mentre Deleuze rifiuta in assoluto la possibilit di sviluppare una dialettica a partire da Spinoza, lalthusseriano Pierre Macherey individua in Spinoza la possibilit di sviluppare una versione materialistica della dialettica. Nel primo dei tre saggi che compongono il volume, Oittinen analizza i tentativi di stilizzare Spinoza facendone un precursore della teoria althusseriana dellideologia e procede a una disamina del concetto spinoziano di verit e della corrispondente dottrina delle idee, con lintento di mostrare come entrambi abbiano poco in comune col punto di vista di Althusser. Il secondo saggio mette in rapporto linterpretazione di Spinoza sviluppata da Deleuze con la generale critica deleuziana della dialettica. A Deleuze, Spinoza appare come una tappa sulla linea di pensiero che conduce a quella logica della differenza che rappresenta ai suoi occhi unalternativa alla dialettica (e in cui svolge un ruolo fondamentale la dottrina nietzscheana delleterno ritorno). La critica della dialettica sviluppata da Deleuze ha in particolare come obiettivo i concetti di opposizione e di alterit. La nozione di differenza non esprime unopposizione di tipo dialettico (che presuppone lesistenza di un rapporto tra le singole alterit allinterno di una totalit): le entit che differiscono una dallaltra non hanno un rapporto reciproco ma sono singolarit irrelate che semplicemente affermano se stesse. Il risultato dellinterpretazione di Spinoza che si svolge a partire da questi presupposti per Ottinen di ignorare la componente dialettica del suo pensiero. La questione della dialettica in Spinoza diventa centrale nel terzo saggio dello studio di Oittinen, in cui viene criticata linterpretazione di Althusser, che vede in Spinoza un filosofo dell assenza di soggettivit. In opposizione a essa la filosofia di Spinoza appare come unalternativa alle filosofie moderne della soggettivit, non nel senso di un rifiuto dellistanza della soggettivit, ma in quanto essa proporrebbe modalit alternative della costituzione del soggetto. Contro la dialettica teleologica di Hegel (dietro la quale si cela un soggetto che pone degli scopi), Oittinen vede in Spinoza e nella sua dottrina dellimmanenza la presenza embrionale di una concezione materialistica della dialettica, alternativa a quella di Hegel. Punto di partenza della filosofia non in Spinoza il soggetto ma il mondo, la sostanza o la natura come causa sui, come riferentesi solo a se stessa: Cos la verit misura di se stessa, e la virt premio a se stessa. Proprio in questa autoreferenzialit, caratteristica della logica divina, consiste la dialettica di Spinoza. La logica della soggettivit, che costituisce il fondamento della dialettica hegeliana, , dal punto di vista dello spinozismo, solo un caso particolare e un riflesso della logica divina generale. M.M.

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Joseph Joubert
Scritti privati, annoverati in unarea di confine tra filosofia e letteratura, vengono ora ripubblicati i CARNETS (Taccuini, vol. I e II, Gallimard, Parigi 1994) che Joseph Joubert, amico di Diderot e Chateaubriand, scrisse nellarco di cinquantanni, dal 1786 fino alla morte. Quella attuale una ristampa delledizione del 1938, arricchita da una premessa di Jean-Paul Corsetti e dalla duplice prefazione di Andr Bellesort e di Andr Beaunier. A questa edizione fa riscontro in Italia lo studio recente di Valerio Magrelli, LA CASA DEL PENSIERO: INTRODUZIONE ALL OPERA DI JOSEPH JOUBERT (Pacini, Pisa 1995), a cui si deve anche, gi da alcuni anni, una BIBLIOGRAFIA DI JOSEPH JOUBERT (Micromgas, gennaio/agosto 1988).

Apparsi per la prima volta nel 1838 in forma ridotta di raccolta di Penses, a cura di Chateaubriand, solo centoanni dopo questi Carnets furono pubblicati in edizione completa, a cura di Andr Beaunier, nelloriginario ordine cronologico. Lunicit di questi scritti consiste nel fatto che Joseph Joubert (17541824) non ha prodotto nella sua vita che questo monumentale lavoro preparatorio a unopera, che di fatto non sarebbe mai stata scritta: bisogna essere capaci di non scrivere - commentava Joubert - e scartare con cura la moltitudine dei termini. La sua riflessione puntigliosa intorno alla scrittura diventa ossessione di rintracciarne il momento fontale, le condizioni di possibilit, definizione e scavo dello spazio in cui scrivere. Latteggiamento di Joubert mostra, cos, singolari consonanze con i percorsi della modernit intorno ai temi della scrittura e del linguaggio, suscitando in questo linteresse di Maurice Blanchot, anche se la sua produzione fu per lo pi confusa dai contemporanei con quella dei fabbricatori di massime. Forse a causa del suo gusto per la demistificazione fu considerato un moralista, erede di La Rochefoucauld, La Bruyre, Vauvenargues e Chamfort: le sue incursioni nello spazio che genera la scrittura furono lette come conseguenza di una pura passione per la frammentariet e la brevit. A Maurice Blanchot si deve lo smascheramento di questo equivoco e il riconoscimento della modernit della lunga riflessione, discontinua e dolorosa, che Joubert traduceva in pensieri intimi dal tono metafisico, religioso ed estetico. Joubert ama la pagina bianca e scopre il vuoto, di cui i contemporanei hanno orrore, come spazio proprio allemergenza del testo, in cui i bianchi, i tagli e il silenzio significano quanto le parole. Daltronde, in Joubert, la riflessione sulla scrittura si avvale spesso di metafore spaziali: scrivere abitare uno spazio, far vedere; cos come parlare scrivere nellaria quel che si dice; ma anche scavare lo spazio secondo le leggi della prospettiva e dellarmonia visiva, che al contempo uditiva e gustativa. Infine,

poich ogni pensiero luce, sta al lettore immaginare il mondo della parola, dandogli forma e figura. Come rileva Valerio Magrelli, Joubert non cre mai quellopera poetica di cui con tanta precisione defin, nellarco di decenni, i contorni ambiziosi. La sua visione estetica rimase prigioniera di uno schema platonico che, ponendo il primato dellidea nella ricerca della sua migliore forma sensibile, condannava lopera darte a una frammentazione infinita in piccole isole di senso, di suono e darmonia, a una sorta di bellezza spezzata e, in definitiva, impossibile. La sua estetica si condanna pertanto a essere una estetica della frase, se non addirittura della parola che sussista da sola e porti in s il suo spazio e la sua luce. Quello che per Joubert sembra contare maggiormente sono gli incontri attraverso il tempo con i grandi scrittori e filosofi dellantichit, in primo luogo Platone: Pi Platone di Platone in persona, [...] mi separo dal mondo e divento puro spirito. Nei confronti delle posizioni teoriche dei contemporanei invece abbastanza critico, giudicando, per esempio, semplicistica lidentificazione fatta da Rousseau tra coscienza e regola morale, in quanto la coscienza ci che vi di pi diverso e mobile nelluomo e tra gli uomini. Cos, al dogmatismo dei Lumi Joubert preferisce loscurit, il mistero non rivelato. Il suo ideale una scrittura speculativa in cui i pensieri si sussueguano con la stessa armonia degli astri nella volta celeste. La sua incapacit di aderire pienamente a un sistema filosofico, la sua sfiducia nella possibilit di raggiungere la certezza, lo conduce verso gli incerti territori dellintrospezione borghese e della cattiva coscienza che incomincia a minarla. D.F.

Diari di guerra di Sartre


Con il titolo: CARNETS DE LA DRLE DE GUERRE. SEPTEMBRE 1939 - MARS 1940 (Diari della strana guerra. Settembre 1939 Marzo 1940, Gallimard, Parigi 1995) vengono pubblicati i diari tenuti da Jean-Paul Sartre durante lultima guerra mondiale, una guerra la cui stranezza consiste nellattesa snervante e umiliante di un nemico che non si manifesta (Sartre era infatti impiegato nelle retrovie ai servizi metereologici). Oltre allinteresse biografico - descrizione dellatmosfera bellica, ma anche del mondo intellettuale parigino, a cui Sartre rimane legato attraverso le lettere scritte agli amici e a Simone de Beauvoir, cui dedicato il primo quaderno - questi diari presentano un interesse letterario e filosofico.

Nel 1983 era stata pubblicata una prima tranche di questi Carnets, comprendente i quaderni III, V, XI, XII e XIV, sfuggiti alla
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distruzione; nel 1991 fu fortunosamente ritrovato il primo quaderno del ciclo (che originariamente ne comprendeva quindici), contenente annotazioni riferite alla permanenza di Sartre a Marmoutier, nel Basso Reno. Il ritrovamento ha dato limpulso a questa nuova edizione. Al momento della partenza per il servizio militare, Sartre sta lavorando a LEt della ragione, primo volume della trilogia I cammini della libert, ma la chiamata alle armi non interrompe la sua attivit di scrittore. La guerra gli appare, anzi, come unesperienza che ogni scrittore dovrebbe conoscere, e il riferimento allo Stendhal della campagna di Russia. Lattitudine stoica lunica che secondo Sartre conviene a un filosofo inghiottito nella palude vischiosa del conflitto bellico: questi quaderni costituiscono infatti un esercizio di lucidit e auto-analisi, con la loro descrizione spietata dei moti della coscienza e delle trappole dellinautenticit, che anticipano le parti centrali de LEssere e il Nulla. Nel suo cammino alla ricerca di una saggezza esistenziale - cos pu essere interpretata la tonalit morale di questi scritti - Sartre trova vano il rifiuto di vivere la guerra; anche se la ritiene unassurdit, la riconosce come modalit particolarmente illuminante dellessere nel mondo: Abiezione delluomo, liberazione della coscienza trascendentale, rottura con la vita, presenza della morte, anonimato dellindividuo e del luogo. In questa situazione, Sartre porta avanti con profitto il suo dialogo a distanza con Martin Heidegger (in particolare sul tema della morte), il cui frutto maturo, LEssere e il Nulla del 1943, uscir in parte proprio dai quaderni. Specificamente al primo appartiene unanalisi della distruzione come finalit principale della guerra e dei suoi strumenti, nonch una luminosa teoria del capro espiatorio, ispirata a una vicenda personale. Sono considerazioni fatte alla luce dellidea di autenticit, presa a prestito da Heidegger, che la definiva in relazioneallessere-per-la-morte del Dasein. Sartre d alla nozione di autenticit una coloritura morale e politica, fondandola su una necessit della libert: quella di assumere la propria situazione, il proprio essere-per-la-guerra, appunto. Ci che i quaderni rendono visibile proprio la svolta, o sarebbe meglio dire la muta sartriana, per cui da esteta anarchizzante e antiumanista ne esce impegnato nella riflessione sul proprio tempo: la guerra rappresenta lincontro di Sartre con la storia. Accanto a questi diari bellici vale la pena di segnalare una serie di testi, di recente pubblicazione, che hanno per oggetto la figura di Sartre e i suoi rapporti conflittuali con lambiente intellettuale francese: Pour Sartre (Per Sartre, Latts, Parigi 1995), di Jean-Jacques Brochier; Sartre, un art dloyal. Thtralit et engagement (Sartre, unarte sleale. Teatralit e impegno, Editions Jean-Michel Place, Tolosa 1995), di John Ireland; Silences de Sartre (Silenzi di Sartre, Presses Universitaires du Mirail, Parigi 1995), di Jean-Franois Louette. D.F.

PROSPETTIVE DI RICERCA
Allinizio del 1929, dopo unassenza di quasi sedici anni, Wittgenstein torn a Cambridge. Da quando, pi di dieci anni prima, aveva terminato il Tractatus in un campo di prigionieri di guerra, egli non si era pi occupato di filosofia, se si eccettuano le sporadiche discussioni con alcuni membri del Circolo di Vienna negli anni 1927-28. Dopo la guerra aveva lavorato come insegnante di scuola elementare in alcune province della bassa Austria e, dallautunno del 1926, aveva preso parte alla progettazione della nuova casa viennese della sorella Margareth Stonborough. Tanto pi sorprendente appare dunque la rapidit e lintensit con cui, a partire dal suo arrivo a Cambridge, Wittgenstein si lascia assorbire da un impegno teorico di grande portata: il profondo, radicale ripensamento dei risultati della sua prima opera. In particolare, Wittgenstein fu costretto a rivedere la sua concezione delle proposizioni elementari quale specchio dei fatti atomici del mondo (soprattutto a causa delle difficolt sollevate dalle proposizioni intorno ai colori), la teoria della raffigurazione e il concetto di proposizione dotata di senso. Il maggior pregio dei manoscritti di appunti che vengono ora pubblicati proprio quello di evidenziare come alcuni motivi, risalenti alla sua prima speculazione, si intreccino a un nuovo modo di considerazione degli stessi. Nel terzo volume si legge, ad esempio, una frase che anticipa una convinzione cardine del cosiddetto tardo Wittgenstein delle Philosophische Untersuchungen (Ricerche filosofiche), relativa alla natura del linguaggio: Il linguaggio uno strumento che permette molti usi; le parole sono come impugnature che rendono possibili le operazioni pi diverse. A proposito della distinzione tra un primo e un secondo Wittgenstein, opportuno richiamare lo studio di Matthias Kro: Klarheit als Selbstzweck. Wittgenstein ber Philosophie, Religion, Ethik und Gewiheit (Chiarezza come fine in s. Wittgenstein su filosofia, religione, etica e certezza, Akademie, Berlino 1993), sicuramente uno degli studi pi interessanti, dedicati in questi ultimi anni al pensatore austriaco. Secondo Kro, un errore, da un punto di vista eminentemente filosofico, contrapporre il Tractatus alla successiva teoria dei giochi linguistici, dal momento che si tratta di sviluppi conseguenti di un medesimo tema, la riflessione sul linguaggio e sui limiti del linguaggio. Sul problema del limite, osserva Kro, Wittgenstein poteva condividere la distinzione rigorosa di Kant tra ci che possiamo conoscere e ci che dobbiamo soltanto credere, e con ci delimitare anzitutto il campo del sapere scientifico come quello di un sapere universalmente valido e da qui gettare poi uno sguardo sulla totalit. A seguito del suo rapporto con Bertrand Russel, Wittgenstein si era infatti scontrato con la cosiddetta questione dei fondamenti, che allinizio del Novecento aveva travolto la matematica, la logica simbolica e in gene-

Ludwig Wittgenstein

Wittgenstein: vita e opere


Un ambizioso progetto di una nuova edizione completa delle opere di Ludwig Wittgenstein, la Wiener Ausgabe, prende avvio con la pubblicazione dei primi due volumi in programmazione, dedicati alle PHILOSOPHISCHE BEMERKUNGEN (Osservazioni filosofiche, Springer, Wien - New York 1994). Da segnalare anche, tra i nuovi spunti di ricerca sullopera di Wittgenstein, un volume documentario: LUDWIG HNSEL LUDWIG WITTGENSTEIN. EINE FREUNDSCHAFT. BRIEFE, AUFSTZE, KOMMENTARE (L. Hnsel - L. Wittgenstein. Unamicizia. Lettere, saggi, commenti, a cura, tra altri, di I. Somavilla, Haymon, Innsbruck 1994).

Lautorevole edizione completa delle opere di Ludwig Wittgenstein, la Werkausgabe, pubblicata a partire dal 1960, potrebbe essere presto affiancata da una nuova edizione, la Wiener Ausgabe. Per il momento prevista ledizione integrale degli appunti di Wittgenstein risalenti agli anni 19291933, di cui ogni anno dovrebbero uscire da due a cinque tomi, per un totale di undici volumi. Per proseguire la pubblicazione delle altre opere, il curatore di questa nuova edizione, Michael Nedo, dovr invece attendere lulteriore placet dei curatori degli scritti postumi, la parte pi cospicua delleredit filosofica di Wittgenstein. Il progetto editoriale della Wiener Ausga-

be risale agli anni Settanta, quando divenne evidente che ledizione degli scritti di Wittgenstein, curata dagli amministratori degli scritti postumi (fra i quali Elizabeth Anscombe, Rush Rhees e George Henrik von Wright) non era sufficientemente affidabile: la microfilmatura degli inediti aveva infatti mostrato quanto essa fosse libera e parziale. Perch il nuovo progetto editoriale potesse dare esiti concreti dovevano per trascorrere ancora molti anni; i lavori vennero infatti bloccati da una serie di circostanze sfortunate, come la scissione del primo gruppo di studio istituito presso lArchivio Wittgenstein a Tubinga, o le numerose pubblicazioni non autorizzate, con le conseguenti querele editoriali. Oggi, per, sembra finalmente che la nuova edizione possa rapidamente venire alla luce. I primi due volumi pubblicati riproducono quattro manoscritti di appunti, che Wittgenstein stese tra il febbraio del 1929 e lagosto del 1930 e da cui estrasse in seguito due dattiloscritti, poi riordinati in fogli singoli e rielaborati con note a penna. Una parte considerevole dei primi quattro manoscritti venne pubblicata gi nel 1964 da Rush Rhees con il titolo: Philosophische Bemerkungen (Osservazioni filosofiche). Attualmente, la Wiener Ausgabe propone lo stesso materiale, ma in versione integrale, compresi i due dattiloscritti. Il tutto dovrebbe poi essere corredato da volumi di concordanze testuali, per aiutare il lettore a orientarsi fra le diverse stratificazioni e stesure.
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PROSPETTIVE DI RICERCA
rale tutti i sistemi formali, rifiutandosi di assumere qualsiasi punto di vista esterno. A suo avviso, la coesione delle proposizioni poteva essere raggiunta soltanto dallinterno, restando cio nei limiti del linguaggio e del sistema di partenza. A questo proposito Kro richiama tre passaggi del Tractatus: La filosofia limita il campo disputabile della scienza naturale. (4.113 ); Essa deve delimitare il pensabile e con ci limpensabile. Essa deve delimitare limpensabile dal di dentro attraverso il pensabile. (4.114); Essa significher lindicibile rappresentando chiaro il dicibile. (4.115). Wittengstein dunque convinto (diversamente da Kant) che lo scontro coi limiti del dicibile non si possa esibire in un discorso, in una teoria, ma resti inespresso, in quanto appunto inesprimibile-inesprimibile (diversamente da Russel) senza autocontraddizione o regresso allinfinito. Certo, il dilemma del linguaggio che lo scontro col limite si comunica pur sempre mediante proposizioni; il punto per che queste ultime non confluiscono in un metalinguaggio e neppure in un paralinguaggio. Wittgenstein viene paragonato da Kro, che riprende in questo una felice immagine di Paul Engelmann, a un cartografo che vuole rappresentare la linea costiera di unisola, pur sapendo che la questione riguarda tutto loceano. In tal senso, il secondo Wittgenstein dei giochi linguistici sarebbe colui che vuole disegnare non tanto il profilo di unisola, ma lintero arcipelago. Tenendo fermo alla decisione di Wittgenstein di mantenersi al di qua del limite, Kro pu individuare, tra le varie fasi della speculazione wittgensteiniana, una continuit di temi e problemi fondamentali. Nel suo studio Kro si concentra anche su quei temi che Wittgenstein affida al silenzio, come letica e la religione, utilizzando a questo scopo i cosiddetti Geheime Tagebcher (Diari segreti), pubblicati da Wilhelm Baum contro la volont degli amministratori degli scritti postumi. Per quel che riguarda la religione, fa notare Kro, per Wittgenstein nulla nel mondo ci rimanda a Dio; semmai il mondo come totalit a costituire un richiamo verso il trascendente. Luomo, per, non pu oltrepassare il limite del mondo; il che significa: egli non pu dire nulla sulla causa, lorigine, lo scopo del mondo; tuttavia questo silenzio non fine a se stesso. Chiarezza come fine in s, cos suona il titolo del saggio di Kro, deve essere appunto inteso nel senso che Wittgenstein, nel far luce su ci che si pu dire e giungendo al limite del linguaggio, si proietta con questo gi oltre. La migliore testimonianza di tale tensione ci viene offerta dalla vita del filosofo, la vita non-scritta, che mostra nei fatti quanto egli avesse compreso di ci che giace al di l del limite. Da questo punto di vista molto eloquente il profondo legame che Wittgenstein intrecci con Ludwig Hnsel, e di cui il volume dal titolo: Ludwig Hnsel - Ludwig Wittgenstein. Eine Freundschaft, ci offre ampia documentazione. Hnsel conobbe Wittgenstein nel 1919, durante la prigionia di guerra presso Cassino, e fu uno dei primi a leggere la Logisch-philosophische Abhandlung. Malgrado ci, la loro amicizia non nacque da uno scambio puramente intellettuale. Erano infatti le qualit personali, la bont, lequilibrio e soprattutto la fede di Hnsel ad attrarre Wittgenstein. I loro colloqui riguardavano, pi che la logica, i grandi temi dellesistenza, Dio, la morale e la morte, e spesso sfociavano in domande senza risposta. Cos nel loro scambio epistolare, durato pi di trentanni, troviamo soprattutto riferimenti alla vita quotidiana; una dimensione che i curatori illustrano, insieme alle lettere, attraverso fotografie, brevi commenti, oltre a qualche tentativo di speculazione filosofica di Hnsel. A.M.
raccolta delle lettere scritte da Weber nel biennio 1909-1910, curata da M. Rainer Lepsius e Wolfagang J. Mommsen, con la collaborazione di Birgit Rudhardt e Manfred Schn. A ci si aggiunge lo studio di Friedrich Jger,
BRGERLICHE MODERNISIERUNGSKRISE UND HISTORISCHE SINNBILDUNG. KULTURGESCHICHTE BEI DROYSEN, BURCKHARDT UND MAX

(Crisi della modernizzazione borghese e formazione storica del senso. Storia della cultura in Droysen, Burcckhardt e Max Weber, Vandenhoeck & Ruprecht, Gottinga 1994), che riprende la necessit di considerare Weber in linea di continuit con la tradizione storicistica tedesca. Al Weber autore di studi storici fondamentali si rivolge invece la raccolta DIE OKZIDENTALE STADT NACH MAX WEBER . ZUM
WEBER PROBLEM DER ZUGEHRIGKEIT IN ANTIKE UND

Nuovi studi su Max Weber


La ricerca sullopera di Max Weber pu oggi avvalersi di nuovi strumenti storico-critici. Ledizione completa dellopera di Max Weber, il cui prospetto programmatico risale al 1981, propone con il titolo: BRIEFE 1909-1910 (Lettere 1909-1910, Max-Weber-Gesamtausgabe sezione II/6, J.C.B. Mohr (Paul Siebeck), Tubinga 1994), la

(La citt occidentale. Sul problema dellappartenenza nellantichit e nel medioevo, Oldenbourg Verlag, Monaco di Baviera 1994), a cura di Christian Meier. Un tema cruciale del pensiero weberiano poi quello affrontato da Andreas Anter nello studio: MAX WEBERS THEORIE DES MODERNEN STAATES. HERKUNFT, STRUKTUR UND BEDEUTUNG (La teoria dello Stato moderno in Max Weber. Origine, struttura e significato, Duncker & Humblot, Berlino 1995).
MITTELALTER

Max Weber

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PROSPETTIVE DI RICERCA
Una parte importante della corrispondenza presente in questo volume dei Briefe quella che Max Weber intrecci con il suo editore, Paul Siebeck di Tubinga, una corrispondenza peraltro gi menzionata da Johannes Winckelmann in Max Webers Hinterlassenes Hauptwerk (Il lascito dellopera principale di Max Weber, 1986), che ci permette di cogliere i tormenti e le preoccupazioni che accompagnarono la produzione scientifica di Weber tra il 1909 e il 1910. Ma le lettere di questi anni consentono soprattutto di chiarire quale sia stato il ruolo di Weber nella fondazione della Societ tedesca di sociologia (Deutsche Gesellschaft fr Soziologie). Anche in questo volume si confermano quelli che vogliono essere i caratteri complessivi con cui i curatori, M. Rainer Lepsius, Wolfagang J. Mommsen e Wolfgang Schluchter, hanno inteso dar vita alledizione completa delle opere di Weber. Il progetto che vi sta alla base, e che giustifica lintera impresa editoriale, quello di offrire una sequenza delle opere di Weber secondo una precisa e accurata ricostruzione di quello che stato il loro effettivo ordine di ideazione e messa in opera. Non si tratta, ovviamente, di mettere da parte il criterio cronologico, che impone di ordinare i testi in base alla loro data di edizione; piuttosto, lintento di affiancare questo criterio con la necessit di individuare la pertinenza contestuale di un testo con un altro, indipendentemente dal momento della sua pubblicazione. Ne risulta un interessante collegamento tra cronologia e pertinenza induttiva come criterio di ordinamento delle opere. Altro intento fondamentale di questa raccolta di lettere quello di offrire lesatto contesto storico e intellettuale entro cui si situano i lavori di Weber nello stesso momento in cui vengono concepiti e portati a termine, sebbene unopera come quella di Weber difficilmente sembra lasciarsi coerentemente definire ed esaurire in un quadro storicocontestuale. Daltronde gi in uno studio precedente, Max Weber und die deutsche Politik (Max Weber e la politica tedesca, 1959; trad. it. Bologna 1994), Wolfgang J. Mommsen aveva gi fortemente contestualizzato il pensiero di Weber in connessione alle vicende storiche e politiche del suo tempo. Qui si tratterebbe per di coglierne gli apporti, gli stimoli e i debiti intellettuali da lui contratti, o le specifiche occasioni di polemica scientifica che hanno mosso il suo pensiero e con cui esso interagisce. Nel senso di una storicizzazione dellopera di Weber e nello stesso tempo di una ripresa di interesse per il ruolo da questi svolto allinterno dello storicismo tedesco si muove lo studio di Friedrich Jger, che intende mostrare come tra Droysen, Burckhardt e Weber sia possibile rinvenire sorprendenti analogie. Per quanto riguarda Weber, in particolare, Jaeger intende confutare la tesi secondo cui questi, lasciandosi definitivamente alle spalle ogni pretesa di fondazione di tipo metafisico, sarebbe con ci pervenuto ad una soluzione di quei problemi da cui lo storicismo non sapeva uscire. In realt, fa notare Jger, lintuizione con cui Weber postula la necessit di una scienza storica wertfrei, basata cio sullavalutativit, non sembra a sua volta del tutto scevra di valore; anzi, essa stessa postulerebbe addirittura una sua propria metafisica, una sorta di ontologia del caos. Jger si auspica perci che si compia, dopo Weber, lultimo passo di quel completo disincantamento che egli stesso non ha voluto o saputo compiere. Se la donazione di senso storico costituisce un esigenza sorta con il moderno processo di secolarizzazione, allora, osserva Jger, necessario che questo venga spinto fino alle sue estreme conseguenze, fino al punto in cui non resti che una ragione storica emancipata dalla nostalgia del fondamento. Al Weber autore di studi storici fondamentali si rivolge invece una raccolta di saggi, a cura di Christian Meier, Die okzidentale Stadt nach Max Weber, che riporta i contributi presentati in una delle sezioni del congresso degli storici, tenutosi a Bochum nel 1990, il cui tema complessivo riguardava l identit, vale a dire le forme sociali e strutturali di appartenenza, di cui la citt antica e quella medievale offrono una delle configurazioni storiche pi rilevanti. In riferimento a Weber, che su questo punto, come noto, ha offerto contributi originali di notevole portata, gli interventi raccolti nel volume si propongono di dimostrare quanto produttive siano state le sue tesi e le sue categorie, presentando un bilancio della letteratura critica e dello stato della ricerca che si pu far risalire alla sua opera. Il volume contiene in tutto sei contributi, tre riguardanti la citt antica e tre la citt medievale. Il saggio di Otto Gerhard Oexle mostra quanto innovative siano state le formulazioni di Weber gi rispetto alla scienza storica del suo tempo. Che lo strumentario scientifico approntato da Weber sia a tuttoggi valido convinzione anche di Klaus Schreiner, che si mostra particolarmente interessato al versante culturale tedesco nella ricostruzione della citt storica medievale. Wilfried Nippel propone addirittura di mettere nuovamente a frutto le stesse basi metodiche e teoriche di Weber, per vedere la loro attuale portata. Anche Jochen Martin ritiene che sia ancora possibile porre sotto nuova luce le distinzioni fondamentali apportate da Weber nello studio sulla citt antica; mentre Hinnerk Bruhns propone di mettere in rapporto Weber con la moderna ricerca storica antropologica, fino ad oggi indipendente dal suo influsso. Infine Ernst Voltmer sinterroga sulla validit dellimpianto tipologico della citt occidentale elaborato da Weber. In Max Webers Theorie des modernen Staates, Andreas Anter ordina tutti i riferimenti testuali, relativi alla concezione della stato moderno, presenti nellopera weberiana, ponendoli in rapporto con il dibattito teorico dellepoca. Punti focali dellanalisi di Anter sono, oltre al concetto weberiano di stato,
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imperniato sullidea di monopolio della violenza, la relazione che intercorre in Weber tra i tre tipi di legittimazione del potere e le sue considerazioni inerenti il carattere e le funzioni delle istituzioni. Lanalisi si allarga poi al rapporto tra teoria dello stato e concezione dei giudizi di valore, allidea dello stato-macchina e quindi ad una ricostruzione dei processi di formazione dello stato moderno. In Weber, secondo Anter, da un lato il concetto del politico inscindibilmente connesso a quello di stato, dallaltro possibile parlare in senso proprio di stato solo nella sua configurazione moderna. Lo stato moderno, concepito da Weber, sostiene ancora Anter, trova nellidea di nazione il suo ultimo presupposto di valore, per quanto questa forzatura nazionalistica venga controbilanciata in senso liberale da un convinto e radicato individualismo. Da qui lattenzione di Anter per le ambivalenze che attraversano il pensiero weberiano dello stato, oscillante tra la priorit della funzionalit e dellefficienza e il criterio irrazionale dellindividuo come misura ultima, posta a salvaguardia delluniverso sociale. A conclusione opportuno segnalare, per coloro che prima di affidarsi al versante interpretativo vogliano raccogliere le fila della personalit scientifica e umana di Weber, lo studio di Dirk Ksler, Max Weber. Eine Einfhrung in Leben, Werk und Wirkung (Max Weber. Una introduzione alla vita, allopera e alla ricezione, Campus Verlag, Francoforte s/M. 1995). G.B.

Limmediatezza intuitiva
Nel volume dal titolo: LETTERA SULLUOMO E ALTRI SCRITTI (a cura di M. Mazzocut-Mis e L. Rustichelli, Hestia edizioni, Cernusco L. 1994), che raccoglie vari scritti di Frans Hemsterhuis, si pu individuare una tematica dominante nella concezione dellimmediatezza come componente principale della conoscenza intuitiva, che si rivela nelle varie dimensioni della vita umana, dai sentimenti alla sfera estetica, dalla giustizia alla religione.

Nonostante la diversit degli argomenti trattati, questa raccolta di scritti di Frans Hemsterhuis, Lettera sulluomo e i suoi rapporti, Lettera sulla scultura, Alessi o let delloro e Alessi o il militare, caratterizzata da una sostanziale omogeneit nellaffrontare la questione dellimmediatezza, che propria della conoscenza intuitiva del genio e determina il sentimento e lazione morale. Ci si evidenzia in particolar modo nella Lettera sulluomo e i suoi rapporti, dove Hemsterhuis mostra lesistenza di una forza primitiva, la velleit delluomo o spontaneit, che rappresenta il centro di gravit dellindividuo e costituisce la causa primigenia di ogni movimento, di quel movimen-

PROSPETTIVE DI RICERCA
to che agita tutto luniverso attraverso la relazione della coppia azione-reazione. In questo Hemsterhuis mette in evidenza come nelluomo esista un organo morale, che gli rivela la dimensione morale delluniverso, cos come lorgano del tatto mostra la dimensione tangibile delluniverso e quello della vista manifesta la sua dimensione visibile. Ci che differenzia lorgano morale dagli altri organi sensibili il fatto che per lorgano morale lio stesso si trasforma in oggetto di contemplazione, mentre per gli altri organi le cose conosciute sono oggetti di contemplazione. Lorgano morale, che strettamente collegato con lanima, costituito, nei vari individui, da diversi gradi di perfezione in relazione alle leggi naturali e allordine che promana dalla coesione delle cose. La saggezza pi elevata raggiunta dalluomo che capace di adeguare tutti i suoi comportamenti agli impulsi del suo organo morale, senza curarsi delle istituzioni umane o dellopinione altrui. Mediante lorgano morale luomo riesce anche a stabilire un rapporto con la divinit . Come emerge nello scritto Alessi o let delloro, lorgano morale che si manifesta nellimmediatezza del sentimento governato dallattrazione, forza che costituisce il principio di coesione e di omogeneit di tutto luniverso naturale. Per Hemsterhuis, luomo primitivo si trovava, come lanimale, in una situazione pacifica di appagamento, poich i suoi istinti limitati trovavano soddisfazione negli elementi naturali. Successivamente la sua insaziabilit naturale, mostrandogli la limitatezza di quegli oggetti, gravati irrimediabilmente dal marchio della finitezza, lo condusse a desiderare e a ricercare assurdamente linfinit del principio indeterminato nella quantit innumerevole degli oggetti finiti. Cos Hemsterhuis auspica lavvento di una terza et, unet delloro, nella quale luomo, scorgendo lincommensurabilit tra i suoi desideri e le possibilit di appagamento offerte dalla terra, trova il giusto equilibrio tra i suoi desideri e gli oggetti. Anche per quanto riguarda la giustizia, come si pu ricavare dallo scritto Alessi o il militare, le leggi giuridiche devono essere ricavate da quella essenza gravitazionale di attrazione che domina tutto luniverso, unificandone le molteplici componenti. La stessa giustizia divina, daltro canto, fondata, per Hemsterhuis, sullunione necessaria delle cose, conseguente a una tale attrazione naturale. Infine, nello scritto Lettera sulla scultura (Cfr. Informazione Filosofica n. 22/23, p. 42), in cui Hemsterhuis affronta la tematica estetica, ancora una volta dominante la presenza di una componente unificante. Il sentimento della bellezza sorge infatti da una situazione eccezionale, nella quale vengono suscitate innumerevoli idee in un arco di tempo limitatissimo. NellIntroduzione al volume, Maddalena Mazzocut-Mis sottolinea ulteriormente quel carattere unitario che collega lestetica di Hemsterhuis alla sua gnoseologia e alla sua cosmologia. Cos il principio estetico del maximum di idee nel minimum di tempo si trasforma in teoria della conoscenza intuitiva e in principio cosmologico che spiega lattrazione dei corpi e delle anime, avendo come radice unitaria proprio limmediatezza intuitiva. Anche il sentimento religioso scaturisce da una disposizione interna naturale e immediata. Come lidea del bello, anche la fede coincide per Hemsterhuis con lintuizione immediata, che non pu essere spiegata attraverso prove razionali. Tuttavia, osserva Mazzocut-Mis, la tematica religiosa caratterizzata nella filosofia di Hemsterhuis da evidenti ambivalenze: da un lato si ispira al deismo, chiamando in causa un essere trascendente, che viene intuito mediante la fede unita al sentimento, dallaltro manifesta anche lesigenza di oltrepassare questo dualismo per realizzare la fusione dellanima con lEssere Supremo. M.Mi. vano indicato Alexis Philonenko (1983), Jascques Rivelaygue (1990), Robert Legros (1980), Hermann Timm (1974) e Frederick C. Beiser (1987), uno dei primi compiti assunti dallidealismo tedesco fu di rispondere alla sfida al razionalismo lanciata da Jacobi tra il 1785 e il 1787: I problemi sollevati in particolare da Jacobi - scrive Vaysse - superano di gran lunga il quadro delle cricche dintellettuali e dischiudono un nuovo orizzonte di pensiero, annunciando non solo i problemi che saranno propri delle grandi partenogenesi speculative in corso delaborazione, ma anche quelli propri delle ulteriori grandi imprese di distruzione della metafisica e della problematizzazione del suo fondamento in Marx, Kiergegaard, Nietzsche e Heidegger. A questo riguardo, linvenzione di Jacobi del concetto di nichilismo per caratterizzare la metafisica moderna decisiva. La ragione infatti, osserva Vaysse, per Jacobi nichilista in quanto si vede costretta a far scomparire loggetto (volendo esplicitare il meccanismo della sua nascita) e al contempo il soggetto della conoscenza (riducendo ogni azione a un semplice effetto di una catena determinante). Per Jacobi, lautentico filosofo, fa notare Vaysse, deve invece svelare lesistenza, e puntare a ci che non si lascia esplicitare: il Semplice, lIndissolubile. Di conseguenza, occorre compiere un salto mortale fuori dalla ragione verso ci che la fonda autenticamente, cio la fede (Glaube). Dopo aver brevemente ricordato le circostanze della querelle e in particolare la controversia fra Mendelssohn, Jacobi e Kant, Vaysse dimostra, riprendendo le analisi di Cassirer, come Jacobi anticipi i dibattiti post-kantiani, invitando da un lato a un superamento dellAufklrung, dallaltro ponendo il problema della cosa-in-s di Kant. Dal carattere aporetico (o supposto tale) della cosa-in-s prenderebbero infatti origine i sistemi post-kantiani: questo, in fondo, il nodo cruciale dello spinozismo allalba dellidealismo speculativo. Il problema, osserva Vaysse, era infatti come portare a compimento il kantismo senza cadere nei due rischi che esso stesso aveva cos scrupolosamente identificato, cio lo scetticismo e il dogmatismo; come superare Kant grazie a Spinoza ed evitare Spinoza grazie a Kant. Alla luce di questi problemi Vaysse analizza i grandi autori dellidealismo tedesco, mettendo in evidenza il nucleo problematico e larticolazione storico-filosofica dei complessi dibattiti che caratterizzano questo periodo di pensiero. Cos facendo Vaysse chiama in causa anche le pi recenti interpretazioni di Fichte, Schelling e Hegel; con questultimo, secondo Vaysse, terminerebbe il Pantheismusstreit, poich ragione e vita appaiono riconciliate e al contempo Kant e Spinoza compiuti e superati, anche se si tratta di una ricaduta nel dogmatismo e, pi che un compimento, sembrerebbe essere, a ben guardare, un armistizio provvisorio. P-H.T. (trad. F.M.Z.)

La disputa sul panteismo secondo Vaysse


Il rinnovamento dellinterpretazione di Fichte e di Schelling ha permesso di superare una concezione dellidealismo tedesco come sviluppo uniforme da Kant a Hegel. Sarebbe comunque un eccesso inverso rinunciare a uno sguardo dinsieme in grado di evidenziare lo straordinario concerto di problemi e di soluzioni proprio di una tale epoca filosofica. Questunit di pensiero stata recentemente messa in luce e analizzata da Jean-Marie Vaysse nel suo studio: TOTALIT ET SUBJECTIVIT. SPINOZA DANS LIDALISME ALLEMAND (Totalit e soggettivit. Spinoza nellidealismo tedesco, Vrin, Parigi 1994), che prende in esame la problematica del Pantheismusstreit (disputa sul panteismo) come luogo dorigine della riflessione idealistica.

Nel 1785 le polemiche sul panteismo di Lessing si estesero in Germania a macchia dolio, dando origine a una vera e propria disputa filosofica, nota come Pantheismusstreit. Tale querelle stata spesso interpretata come linizio della ripresa della filosofia di Spinoza nel pensiero occidentale. Questa lettura, tuttavia, trascura lautentica importanza storica e filosofica della disputa. In effetti, il Pantheismusstreit metteva in gioco due questioni fondamentali cruciali: lalternativa kantiana al razionalismo dogmatico e la rielaborazione critica, perfino radicale, dellIlluminismo. Consapevole dellimportanza di tale problematica, Jean-Marie Vaysse intraprende una rilettura delle principali controversie dellidealismo tedesco alla luce di questa querelle, che contrassegn un momento innovativo nel pensiero tedesco. Come gi ave51

PROSPETTIVE DI RICERCA

Friedrich Wilhelm Joseph Schelling, disegno di C. Ch. Vogel, 1851

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PROSPETTIVE DI RICERCA
Ritorno di Schelling
Con lespressione: Le retour de Schelling, Xavier Tilliette salutava nel 1976, sulla rivista Archivio di Filosofia, la rinascita degli studi schellinghiani. Di un ritorno di Schelling si pu forse parlare anche oggi alla luce del prossimo congresso internazionale dedicato a questo autore, che si terr a Milano nellottobre del 1995, a cui fa riscontro ledizione di una nuova traduzione del dialogo di Schelling, BRUNO (a cura di Enrico Guglielminetti, Esi, Milano 1994) e due nuovi studi critici: SENSO E IMMAGINE. SIMBOLO E MITO NEL PRIMO SCHELLING (Guerini e Associati, Milano 1994), di Tonino Griffero, e KNOSIS DEL LOGOS. RAGIONE E RIVELAZIONE NELLULTIMO SCHELLING (Citt Nuova editrice, Roma 1994), di Francesco Tomatis. I due volumi sono stati presentati il 13 gennaio 1995 a Torino, alla presenza di Gianni Vattimo, Francesco Moiso e Claudio Ciancio. Di uno studio su Schelling autore anche Martin Heidegger, di cui apparso appunto in edizione italiana lo scritto dal titolo: SCHELLING (trad. it. di C. Tatasciore, Guida, Napoli 1994), dove lontologia della libert schellinghiana viene considerata una sorta di anticipazione dei principi espressi da Heidegger in Essere e tempo e conseguentemente posta come fondamento dellanalitica dellessere.

Il percorso di ricerca delineato da Tonino Griffero in Senso e immagine attraversa a ritroso un arco di tempo della riflessione di Schelling che dalla filosofia dellidentit va a recuperare i testi del giovanissimo Schelling, studente a Tubinga: Antiquissimi de prima malorum origine philosophematis Genes. III explicandi tentamen criticum et philosophicus, del 1792, e ber Mythen, historische Sagen und Philosopheme der ltesten Welt, del 1793, per poi tornare a concludere lanalisi, seguendo la tematica del simbolo, con il Sistema dellIdealismo trascendentale (1800) e la Filosofia dellarte (1802-1803). Griffero suddivide la filosofia giovanile di Schelling in tre fasi: una fase iniziale, tra il 1792 e il 1793, che rivela una conoscenza storico-critica della sapienza mitologica; una seconda fase, caratterizzata dal progetto della mitologia della ragione, ed infine una terza, del periodo dellidentit, che presenta una teoria simbolico-estetica del mito. Scoperta la potenzialit filosofica del mito come modalit conoscitiva altra accanto alla ragione, il tentativo di Schelling in questo arco di anni, osserva Griffero, quello di costruire una mitologia della ragione o mitologia filosofica, che in una fase pi matura del filosofo si dimostrer anche una filosofia della mitologia. Sulla scia dellidea goethiana di scrive-

re il romanzo delluniverso va ricondotto il tentativo schellinghiano di scrivere un Lehrgedicht , una dottrina in forma poetica o poema filosofico-scientifico, che avesse i contenuti della fisica speculativa, espressi per nella lingua della poesia. Era questo un primo passo verso la Neue Mythologie (nuova mitologia) che doveva mostrare la parentela tra lingua poetica e lingua scientifica. Tra il 1799 e il 1802, fa notare Griffero, Schelling credeva infatti di poter dare corpo allunione di filosofia e poesia in una operazione poetica vera e propria, tentativo che sar successivamente abbandonato dal filosofo con labbandono del punto di vista estetico come ottica di interpretazione della stessa filosofia della natura. La concezione di Schelling si fonda sulla chiarificata capacit rappresentativa del simbolo che, precisa Griffero, non un generico Symbol , ma un Sinnbild, cio unione di senso e immagine, che permette lautoesplicazione dellassoluto nella sua originaria condizione edenica, ovvero lunit di ideale e reale che si d solo nellintuizione estetica. La lingua simbolica, Bildersprache , rivela la condizione di unoriginaria non scissione tra intuizione e riflessione: tentativo di coniugare uno stato di natura originario ad unidea della ragione. Lo stesso enigma del mondo pu essere sciolto da unermeneutica del simbolico, poich il mondo stesso, la natura, rappresentata come un grande organismo, ha i caratteri del simbolo. In questo senso Griffero propone uninterpretazione della filosofia della natura attraverso il simbolo, che dopo essere stato lingua filosofico-scientifica che permette di dire lassoluto, modalit artistica di dare forma allidea, anche organismo, microcosmo simbolico che rispecchia la processualit delluniverso. Il linguaggio diviene cos luogo del simbolico; in questo, Schelling riprende lidea arcaica di un linguaggio universale, un linguaggio dei linguaggi, che mantiene ununit naturale tra cosa e idea e si presenta come Natursprache , lingua di un pensiero vivente. A questo proposito Griffero suggerisce una fondamentale dipendenza di Schelling dalla letteratura emblematica, moda culturale tardosettecentesca (il culto per i geroglifici, legittomania, laraldica), soprattutto nella gi citata scelta lessicale di Sinnbild per Symbol, in cui il riferimento allemblema indica la possibilit di non scindere il senso dallimmagine e di produrre una significazione immediata attraverso la presenzialit sensibile dellimmagine (Bild). Lautorappresentativit del simbolo-emblema al contempo autointerpretazione; in tal modo, osserva Griffero, viene evitata la cattiva infinit dellesegesi allegorica. Il campo dapplicazione privilegiata del
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simbolo come linguaggio universale, come organismo e come emblema risulta essere per Schelling quello della mitologia e dellarte. La costruzione di una nuova mitologia appunto il compito che Schelling si propone: la Germania non sar una nuova Grecia, e non utilizzer i vecchi miti per esprimere i nuovi contenuti della filosofia della natura, ma dovr recuperare la sua veste simbolica, che significa recupero della familiarit con la natura. Il cosmo simbolico su cui lo Schelling basava la speranza della presenza dellassoluto viene meno verso il 1809, con gli scritti sulla libert. Tuttavia, sottolinea Griffero, con Schelling non si tratta di proporre un ritorno al mito che comporti lesclusione del logos, della razionalit filosofica, piuttosto, conclude Griffero, cercarne un emendamento, limitarne il soggettivismo, rendersi conto della condizionatezza storica del modello stesso di scienza, affermatosi non da ultimo proprio nella presunte scissione di mythos e logos. Di uno Schelling pi maturo e che ha mutato il suo interesse dominante si occupa lo studio di Francesco Tomatis , Knosis del Logos , unanalisi del rapporto tra ragione e rivelazione, che nei termini usuali si configura come il discusso rapporto tra filosofia negativa e filosofia positiva nellultimo Schelling. Inserendosi nellacceso dibattito critico, che vede schierati e contrapposti Fuhrmans , che legge la filosofia negativa come premessa a quella positiva, che la vera filosofia, e Schulz , che considera la filosofia positiva come un accadere a partire da quella negativa, Tomatis si accosta piuttosto alle posizioni interpretative di Pareyson e Tilliette, che considerano globalmente le due filosofie. Il percorso proposto da Tomatis parte dalle lezioni di Schelling a Monaco di Baviera negli anni 18271836, considerato come periodo preparatorio alla filosofia positiva, per arrivare agli ultimi anni del soggiorno di Schelling a Monaco, al periodo berlinese e allelaborazione della Filosofia razionale , tra il 1837 e il 1854, vera ultima fase del pensiero schellinghiano che, secondo Tomatis, andrebbe interpretata come teologia razionale positiva, che si apre alla storicit della rivelazione cristiana, cio al dono e allamore in cui consiste la libert di Dio. Ma cosa dobbiamo intendere con filosofia negativa e filosofia positiva? Lintimo, insolubile dissidio del sapere umano, spiega Tomatis, dato dalla ricerca del Principio, del Soggetto che diviene il protagonista stesso del sapere e a cui deve giungere il sapere umano attraverso il mutare e il succedersi di tutti i sistemi di sapere. Ma in quanto Soggetto assoluto, esso risulta inafferrabile, ma non pu essere ci che

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. La teologia negativa finisce per definirlo come quellente particolare che il ni-ente: a questo concetto negativo di quel Soggetto assoluto, che va ricercando, arriva lascesi della ragione, senza poterlo esprimere in modo propositivo. Qui si colloca la distinzione tra estasi negativa ed estasi positiva: la prima pone luomo di fronte alla realt della sua separazione dal Soggetto assoluto e lo getta nella crisi; ad essa succede lestasi positiva, latto di volere che porta alla rinuncia di ogni sapere per fare spazio al Soggetto. Tomatis indica nel periodo dal 1837 al 1854, il momento in cui in Schelling l akme dellestasi e la crisi inducono alla realt positiva, a Dio come libera rivelazione, dando adito al passaggio dalla filosofia negativa a quella positiva: dopo una prima crisi (estasi di Erlangen) lIo rinuncia a s e riconosce la necessit di assimilarsi allassoluto; una seconda crisi (estasi di Berlino) fa conoscere alla ragione lo stupore, il doversi aprire a Dio. Il problema della filosofia positiva, fa notare Tomatis, infatti il dar forma al pre-concetto che Dio stesso, a quel prius della ragione e di Dio, che solo a posteriori comprendiamo come Dio. Questo Dio come actus purissimus deve perci avere la possibilit di essere; la creazione uno dei modi attraverso cui Dio pu mostrarsi altro da s, e di porsi con questo fuori di s, cio fuori dal prius. La creazione, lotta estrema contro il nulla, a partire dal nulla, conferma il primato di Dio signore dellessere, che in tal modo viene dato dal Padre al Figlio e quindi allo Spirito, secondo lortodossia della Trinit; in questo, sottolinea Tomatis, luomo viene solo alla fine della creazione ed contemporaneamente il fine della creazione, in quanto vero altro da Dio, individualit libera come Dio che ha esistenza solo ed esclusivamente grazie a Dio. Come rileva Tomatis, secondo Schelling lerrore umano stato di non accontentarsi di essere come Dio (wie Gott ), ma di aver preteso di essere in quanto Dio (als Gott ). La caduta delluomo segna linizio dellet del Figlio: il Padre si ritira in attesa del ritorno del Figlio e delluomo stesso redento dal peccato; Il Figlio si allontana dal Padre, per accompagnare lavventura delluomo e ricondurlo sulla via del ritorno. Solo il Figlio di Dio, infatti, abbassandosi al livello delluomo, fino alla morte, potr salvarlo dalla caduta e ricondurlo a Dio, a scoprire Dio come al di l dellIo, come origine. Nellattesa del ritorno delluomo dopo lopera di redenzione del Figlio, osserva inoltre Tomatis, Dio Padre manifesta una docta ignorantia: sa gi tutto del futuro degli uomini; eppure, nel momento del ritorno, sa che luomo, pur tornato ad immediato contatto con la creazione, pu manifestare la libert di rifiutarsi al reditus . In questo, secondo Schelling, luomo ha una possibilit di de-creazione solo nella misura in cui ritarda il riconoscimento del Figlio come Figlio di Dio. questa per luomo la prova, storicamente mai conclusa, dellesistenza di Dio. Luomo nel periodo in cui attende il ricongiungimento a Dio, vive nell ignorantia Dei. Lattesa attesa della rivelazione di Dio nel mondo, e dopo la morte e la resurrezione di Cristo lopera del Figlio continua in una interiore lotta contro Satana e in una ekklesia visibile, dove sar luomo stesso a continuare lopera di Dio. F.V. Ricavato da un corso tenuto nel 1936, lo Schelling di Martin Heidegger costituisce il tentativo, peraltro riuscito, di ricondurre la filosofia schellinghiana, e in particolare le ricerche sullessenza della libert, allontologia dellessere. Secondo Heidegger, la libert analizzata da Schelling non riguarda esclusivamente luomo, quanto lessere nella sua autenticit e si pone per questo come strumento per accedere allontologia. Come in Essere e tempo lEsserci costituir lelemento mediatore tra lessere e lente, cos la libert in Schelling si pone come il fondamento comune tra Dio e uomo e, di conseguenza, come il principio della differenza ontologica. Heidegger analizza minuziosamente, dal punto di vista etimologico e concettuale, il pensiero di Schelling, arrivando a porre il panteismo come il presupposto dellontologia della libert. Infatti, contro lequazione di panteismo e necessit, Heidegger dimostra che il pensiero panteista ha come fondamento la libert ontologica. Qui, la libert delluomo presuppone necessariamente quella di Dio e pone le basi per una metafisica dellabisso, in cui lidentit di pensiero ed essere si manifesta con tutti i suoi limiti. In Schelling, Heidegger ritrova infatti, da una parte, la consapevolezza del limite dellidealismo e dellapoteosi della ragione e, dallaltra, la ricerca di unontologia che, se nei saggi sulla libert si coglie nell ethos e nella volont, in Essere e tempo si compie come aletheia dellEssere che non pi verit come trasparenza, ma come nascondimento e svelamento. Il mondo privato dal Dio assoluto e autotrasparente, diventa in tal modo la patria del finito che, in Schelling come in Heidegger, rimane lunico elemento di abbandono dellindividuo. Limite di Schelling, nota Heidegger, il non aver compiuto lulteriore passo, il non aver compreso che se lessere libero, e perci finito, si pone in stretta relazione con il nulla. Daltra parte, riconosce Heidegger, il contesto idealistico e lautorit di Hegel hanno impedito a Schelling di comprendere totalmente lerramento dellEssere. A.S.
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Il sigillo di Bruno
La pubblicazione della prima traduzione italiana dellopera di Giordano Bruno, IL SIGILLO DEI SIGILLI. I DIAGRAMMI ERMETICI, (a cura di U. Nicola, tr. it. di E. Colombi, Mimesis, Milano 1995) offre la possibilit di riflettere su una modalit del pensiero filosofico, quella analogica-figurativa, che si affianca a quella logica-sequenziale. Intanto, di Bruno viene pubblicata in Francia, nella traduzione di Yves Hersant, LE SOUPER DES CENDRES (La cena delle ceneri, Les Belles Lettres, Parigi 1995), a cui fa riscontro una biografia non romanzata ad opera di Bertrand Levergeois, GIORDANO BRUNO (Fayard, Parigi 1995).

Il valore di questa edizione italiana de Il sigillo dei sigilli costituito anzitutto dallopera di recupero, nella sua integrit e completezza, dei Diagrammi ermetici, repertorio grafico-simbolico di complemento allesposizione teorica. In questopera Bruno redige una sorta di mappa della mente e della sua funzionalit modulare, con lintento di confrontare tutte le disposizioni dellanimo e perfezionare le attitudini, come recita il sottotitolo, affinch le facolt della mente risultino potenziate proprio dalla rappresentazione iconica delle sue funzionalit. Il Sigillo dei sigilli viene esemplificato da Bruno tramite unimmagine tradizionale degli epigoni di Raimondo Lullo, utilizzata per mostrare il concetto di mente di Dio, in cui la totale e contemporanea connessione del tutto con il tutto viene rappresentata secondo quella combinatoria mentale che alla base, oltre che dellars memorandi, anche dell ars inveniendi: le connessioni confluiscono tra loro in un centro, in un avvicinamento allUnit, allOrdine, che a sua volta un procedere allInfinito che sfugge alla totale comprensibilit. Emergono qui quelle che per Bruno rappresentano le tre funzioni della mente e il loro modo di procedere: il senso, con la sua rettilineit; la ragione, con la sua circolarit; limmaginazione, con la sua obliquit. In questultima risiede il centro operativo della mente, che in questo si avvale della capacit dellimmaginazione di produrre strumenti per la memorizzazione e linvenzione, quali le figurazioni naturalistico-simboliche (statuificazione) e le costruzioni semi-geometriche (sigillazione). In tale prospettiva, il significato dei sigilli sia mnemonico, sia inventivo; in altri termini, attraverso la creazione di connessioni grafiche, utili alla memoria, emergono connessioni di elementi concettuali dapprima inosservate. Lars combinatoria si unisce, in tal modo, con lars memoriae in quel particolare tipo di osservazione che la rappresentazione analogica. La scienza dei sigilli si presenta, dunque, come una meta-

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conoscenza di carattere generale, fondata sulla raffigurazione delle tracce mnestiche e dei processi cognitivi. La tradizione critica ha in passato considerato i disegni di Bruno o mere decorazioni, o evocazioni grafiche di dmoni, accreditando lidea di Bruno come mago ermetico, secondo la definizione, ad esempio, di Francis Amelia Yates . Altre volte questi sigilli sono stati considerati una forma di linguaggio cifrato, strumento segreto di comunicazione di una setta fondata dallo stesso Bruno, i Giordanisti. Ubaldo Nicola, curatore delledizione italiana de Il sigillo dei sigilli, invece dellopinione che si tenda, con queste critiche, a imputare alla magia ci che semplicemente appare oggi poco comprensibile, come le capacit potenziali della mente risvegliate dalla mnemotecnica, di cui Bruno era uno studioso, oltre che un prodigioso praticante. La spiegazione mnemotecnica, secondo Nicola, sarebbe invece la chiave per comprendere Il sigillo dei sigilli non come un manuale di psicologia descrittiva, ma come parte programmatica di un progetto di potenziamento artificiale, cio non immediatamente dato in natura, della conoscenza, attraverso la riabilitazione di forme di pensiero trasversali, quali i segni grafici, le figure, i simboli. Possiamo leggere il sigillo bruniano anche come la figura rappresentativa di un ordine delle cose negli accidenti, che si avvicina a ci che Jaspers denominava cifra, ovvero il modo con cui la trascendenza e linogettivabilit dellEssere si rende immanente nella visibilit e visualizzabilit del simbolo. Il mondo ci che costituisce questo linguaggio cifrato, questa scrittura ermetica. Daltra parte, anche il lessico di Bruno pu dirsi cifrato, visivo, dato luso continuo di metafore e figuralit, mutuate dalla teologia della luce. Lopera di Bruno divenuta in questi ultimi anni in Francia oggetto di particolare interesse. Yves Hersant il curatore della recente traduzione francese della Cena delle ceneri , il primo dei dialoghi metafisici in cui Bruno, attento interprete dello Spirito della sua epoca, dialoga in volgare con Copernico e Tolomeo sulla divinit innumerabile degli astri, sullinfinit delluniverso e quindi sullinfinit dei soli. Dopo lepoca del trionfo della misura e dellarmonia, si arriva sul finire del 500 e agli inizi del 600, passando attraverso gli studi magici e alchemici, alla scoperta dellinnumerabile, dellinfinito e quindi dellindecidibile. Linflusso su Bruno di questa particolare situazione culturale spingeva Joyce, nel 1903, a ravvisare nello stile di pensiero bruniano lebbrezza di Dio, quellubriacarsi della ragione che supera il proprio limite e che porta Bruno ad essere il padre della filosofia moderna. A questa traduzione si affianca la biografia non romanzata di Bruno ad opera di Bertrand Levergeois, uno dei massimi studiosi in Francia dellopera brunniana, al quale si devono anche le traduzioni in francese de Linfinito, luniverso e i mondi, Lespulsione della bestia trionfante, La Cabala del cavallo Pegaso. La biografia di Levergeois unattenta ricostruzione della vita e dellopera di Bruno, al di l delle leggende che corrono attorno alla sua vita. Biografia precisa e scrupolosa, ricca di particolari, che mostra Bruno come uomo del suo tempo, quel Rinascimento tragico che volge alla sua fine, in quel debordare della misura nellinfinit del cosmo che fece di Bruno un eretico. G.Di L. ha saputo dare a questo problema determinata dal fatto che n la scienza, n la storia, sono in grado di rilevare alcun ordine che sottenda al divenire degli eventi. Il totale disincanto venne per Adams dallincontro con la nuova fisica: il processo di entropia signific per lui la conferma che ogni cosa stava precipitando in uno stato di disordine e disunione, del tutto in balia del caso e inesplicabile; la ricerca di una teoria della storia che potesse rendere intelligibile e docile il mondo era finita nel nulla. Da un tale punto di vista, tanto meno potevano rassicurare Adams le soluzioni di Dewey, secondo il quale, come mostra Diggins, in una societ pi soddisfacente di quella della fine del XIX secolo in America i tormenti metafisici si sarebbero estinti. In Dewey assistiamo ad una deviazione dellinquietudine metafisica e religiosa in riforma politica e sociale, che tuttavia fall disastrosamente: Pearl Harbour stata la pi brutale delle possibili dimostrazioni di fallimento politico che il pragmatismo e lisolazionismo di Dewey potesse dare. Di fatto, osserva Diggins, il pragmatismo stato sempre impotente come guida dellazione politica. Lattenzione di Diggins per il pragmatismo dovuta in particolare alla ripresa di questa corrente nel neopragmatismo di Richard Rorty che, esattamente come Dewey, predica lautosufficienza del mondo quotidiano. Rorty, sottolinea Diggins, insiste sul fatto che le politiche liberaldemocratiche non necessitino di alcun fondamento filosofico al di fuori della nostra accettazione della narrazione edificante della storia americana: la storia di una nazione dedita alla libert e alluguaglianza e in grado di offrire opportunit e appagamento individuale. Una tale narrazione edificante, sostiene Diggins, non credibile in se stessa, n sufficientemente condivisa, per poter provvedere a tutto il sostentamento politico che essa necessita. Che vi sia grande polemica sui principi primi, sostiene Diggins, dato dalla casuale rinuncia da parte di Rorty di dare un fondamento filosofico ai principi primi, proprio perch non possibile concordare su una tale narrazione edificante. Alla prospettiva indicata da Rorty Diggins preferisce lironia dei Padri Fondatori: la loro disillusa comprensione della fragilit della natura umana e linevitabilit della contaminazione di alti ideali con bassi interessi era radicata nella vita politica. La loro retorica era accompagnata dalla comprensione degli interessi che era necessario soddisfare se si voleva dare un senso a quella stessa retorica; cos costruirono una narrazione edificante del nuovo mondo politico che stava nascendo, pur non perdendo di vista la sua verit. Se furono pragmatisti, non lo furono in senso filosofico, ma in funzione di uno spiccato interesse per labilit dellartefice istituzionale. M.B.

Pragmatismo: promesse e delusioni


Lo studio di John P. Diggins, THE PROMISE OF PRAGMATISM: MODERNISM AND THE CRISIS OF KNOWLEDGE AND AUTHORITY (La promessa del pragmatismo: modernit e crisi di conoscenza e autorit, University of Chicago Press, Chicago 1994) incentrato sui problemi sollevati dalle riflessioni sulla modernit dello storico Henry Adams. Lattualit della ricerca di Diggins sul pragmatismo sta nella sostanziale ripresa delle teorie di Richard Rorty, di cui viene delineata unanalisi critica a partire dalle disillusioni provocate dal pragmatismo originario.

Lattenzione di John P. Diggins si concentra sugli autori fondamentali del pragmatismo, John Dewey, William James, Charles Sanders Peirce; principale riferimento delle sue analisi resta per lo storico Henry Adams e la sua concezione del mondo moderno. Adams e Dewey appaiono qui come i portatori di due visioni della modernit completamente divergenti e opposte: il primo sostiene che la vita moderna definita dalle sue perdite, quali lagnosticismo o la scoperta di Darwin che gli uomini sono solo una parte del regno animale. Con la morte delluniverso e del pensiero magico tutto ci con cui abbiamo a che fare, osserva Diggins, sono la scienza della natura e il calcolo razionale, che tuttavia non ci possono dire niente a proposito di ci che dobbiamo volere o perseguire. Dewey invece presentato da Diggins come il portavoce di una posizione che afferma che la condizione moderna sia pi un guadagno che una perdita, nella convinzione che i problemi della modernit fossero pi apparenti che reali. Il XIX secolo, secondo Diggins, ha tentato di dare una risposta al problema della presenza nel mondo di una divina provvidenza. Linsoddisfazione di Adams nei confronti delle risposte che la modernit
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NOTIZIARIO
da pochi giorni disponibile nelle librerie italiane la BIBLIOGRAFIA
DEGLI SCRITTI DI NORBERTO BOBBIO 1934-1993 , (Laterza,

NOTIZIARIO

Roma-Bari 1995), curato da Carlo Violi. Il volume, cinquecento pagine per documentare lattivit del filosofo torinese, saggi, recensioni, pubblicazioni (2040 titoli), preceduto da una Autobiografia intellettuale, che riporta il testo della relazione introduttiva al Convegno: La figura y el pensamiento de Norberto Bobbio, svoltosi presso lUniversit Menndez Pelyo di Santander tra il 20 e il 24 luglio 1992. Apre lelenco bibliografico la citazione dello scritto: Aspetti odierni della filosofia giuridica in Germania, apparso nel 1934 sulla Rivista Internazionale di filosofia del diritto. Di Norberto Bobbio, la Princeton University Press ha recentemente pubblicato Ideological Profile of Twentieth-Century Italy, nella traduzione di Lydia Cochrane. Il volume in uscita negli Stati Uniti nel mese di ottobre 1995 e nel mese di dicembre 1995 negli altri paesi. L.S.

Dopo essersi dedicati alla stesura della monumentale Storia della civilt in 45 volumi, che dai primordi della civilt giunge fino allet napoleonica, ne LE LEZIONI DELLA STORIA (Araba fenice, Cuneo 1995) Willi e Ariel Durant affrontano il significato della storia in relazione a tematiche come la biologia, il carattere, la morale, leconomia, il socialismo, il progresso. Lobiettivo quello di proporre una concezione sintetica della storia, in grado di oltrepassare ogni separazione di carattere specialistico, ricostruendo lambiente storico-politico allinterno del quale eventi e fasi storiche sono avvenuti e decaduti. La storia, per i Durant, non potendo essere identificata con la scienza e dunque conosciuta nella sua completezza, si deve basare necessariamente su conoscenze parziali e su probabilit provvisorie. Nellanalizzare le ragioni della storia, i Durant esplorano diversi ambiti ad essa collegati. Cos, se da un lato la geografia la matrice della storia, dallaltro la storia stessa un frammento della biologia. Importante risulta anche il ruolo della razza nella formazione delle civilt, poich ogni cultura crea un tipo di uomo con le sue abitudini e le sue tradizioni. Daltra parte, la natura umana che costituisce il fondamento stesso della storia, quale totalit dei principali sentimenti dellumanit. Altri ambiti importanti, posti in relazione con la storia, sono la morale e la religione. La morale influenza la storia nella misura in cui risulta costituita da regole, attraverso le quali una societ richiede agli individui che la compongono di attenersi ad un comportamento adeguato. Daltra parte, i Durant auspicano una conciliazione tra filosofia e religione, ritenendo fondamentale il legame della morale con la religione, dato che nella storia non

possibile rinvenire esempi significativi di societ che abbiano difeso i principi essenziali della vita morale senza lappoggio della religione. Unica eccezione sembra essere, per i Durant, il comunismo, che tuttavia pu essere considerato come una specie di temporanea sostituzione della religione. Fondamentale nella storia risulta essere anche la funzione svolta dalleconomia produttiva: dal momento che la concentrazione della ricchezza la conseguenza inevitabile della concentrazione delle abilit, necessario, per i Durant, realizzare una sintesi tra capitalismo e socialismo in modo da limitare la mancanza di eguaglianza nel capitalismo, la privazione della libert nel socialismo. Un altro problema che attraversa tutta la storia, osservano i Durant, quello relativo alla forma di governo pi idonea per uno Stato. Questa sembra essere la democrazia, nonostante i suoi evidenti difetti. La guerra, tuttavia, viene considerata una costante della storia dellumanit, poich inerisce allo stesso principio di selezione naturale proprio della specie umana. M.Mi.

ch for Similarity in the Linguists Cognition, di Raffaele Simone. Bisogner attendere lestate per il secondo volume della collana, Knowledge Trough Signs. Ancient Semiotic Theories and Practices, che conterr contributi di G. Minetti, U. Eco, A. Long, D. Sedley, D. Glidden, G. Verbeke, E. Asmis, D. Maggi, M. Vegetti, W. Leszl, G. Pucci, F. Lo Piparo, M. Bettini, M. Bettetini. La collana, che prevede altri tre volumi, Hjemslev aujourdhui, The Future of the Book, Phonosymbolism and Poetic Language, curata da Umberto Eco e Patrizia Violi. L.S.

Con la sua monografia dedicata a


ANTIOCO ZUCCA. UN FILOSOFO SCONOSCIUTO (Editrice 2D Me-

LInternational Center for Semiotic and Cognitive Studies dellUniversit di San Marino propone una nuova collana, SEMIOTIC AND COGNITIVE STUDIES, in cui verranno pubblicati i testi delle conferenze tenutesi presso il Centro dal 1988 a oggi. Il primo volume oggi disponibile, Similarity in language, thought and perception, a cura di Cristina Cacciari, raccoglie i contributi alla conferenza su Similarity in Language, Thought and Perception, tenutasi nel 1991 presso il Centro. Questi i titoli dei saggi raccolti nel volume: The Old Town No Longer Looks the Same: Computation of Visual Similarity after Brain Damage, di Glyn W. Humphreys, M. J. Riddoch; Simmetry and Similarity: The Phenomenology of Decorative Patterns, di Michael Kubovy; Metaphoric Comparisons, di Sam Glucksberg, Deanna Manfredi; The Predicates of Similarity , di Douglas L. Medin, Robert Goldstone; Similarity is like analogy: Structural Alignment in Comparison , di Dedre Gentner, Arthur Markman; The Sear-

diterranea, Sassari 1992) Antonio Pinna ripercorre le linee essenziali del pensiero filosofico di Zucca, partendo dallanalisi delle sue prime opere, tra le quali Luomo e linfinito, fino a giungere alla sua ultima opera filosofica, I rapporti tra lindividuo e luniverso . La riflessione teorica di Zucca, come rileva Pinna, nasce dallintento di avvicinare luomo allinfinito, nonostante la limitatezza e contingenza umana, nella convinzione che la coscienza dellinfinito possa consentire alluomo di superare la sua condizione transeunte e finita, proiettandolo verso un essere infinito, necessario, perfetto. Questo essere infinito, secondo Zucca, luniverso visibile formato da molteplici mondi caratterizzati da una successione eterna di nascita e di morte; in tale prospettiva luomo concretizza lesistenza oggettiva dellinfinito. Zucca, osserva Pinna, pur provenendo dal positivismo di Ardig e dal materialismo, non condivide la fiducia positivistica nella scienza e nella sua capacit di fornire una soluzione soddisfacente agli enigmi delluniverso. Inoltre si oppone alla tesi positivistica dellesistenza dellinconoscibile, credendo nella possibilit di cogliere lAssoluto, che tuttavia non deve essere identificato con la trascendenza. A questo proposito, rileva Pinna, il progetto di Zucca appare caratterizzato da un evidente risvolto etico, laddove si sostiene che luomo deve basarsi unicamente sulle sue forze,

senza appoggiarsi a divinit o ad essenze metafisiche: la coscienza individuale deve trasformarsi nella coscienza stessa del cosmo, determinando la formazione di un uomo cosmico, per il quale la morte non esiste. Nellacquisizione della coscienza di s, luniverso infinito implica il passaggio dalla materia inorganica a quella organica, dal vivente inconscio a quello cosciente. Nella sua ultima opera, I rapporti tra lindividuo e luniverso, Zucca accentua il carattere pampsichico della realt cosmica, in cui luomo acquisisce sempre di pi la funzione di realizzare la sua componente infinita attraverso il pensiero del cosmo. Questa visione pampsichistica delluniverso sar ci che determina la critica di Zucca alla concezione cristiana e cattolica di Dio, basata su un Dio tiranno e sulla mancanza di libert. Nella sua ricostruzione, Pinna evidenzia anche un legame tra la filosofia di Zucca e la concezione pessimistica di Leopardi della natura matrigna. A differenza di questultimo, Zucca crede tuttavia nel progresso, dove sofferenze e lotte costituiscono contrasti inevitabili che favoriscono la consapevolezza sempre pi ampia dellinfinito. Tra i critici che si sono occupati di Zucca, Pinna sottolinea la posizione di Tarozzi, che stabilisce un legame tra il positivismo di Zucca e la filosofia di Ardig, dal quale proverrebbero quegli elementi vitali, necessari per una concezione pampsichistica delluniverso. La critica di Tauro tende invece a vedere in Zucca un idealista, sebbene sia presente nel suo pensiero una concezione naturalistica della vita. M.Mi.

In occasione del centenario della morte (1894) di HERMANN VON HELMHOLTZ, sono stati pubblicati una raccolta di saggi, a cura di Lorenz Krger, Universalgenie Helmoltz: Rckblick nach 100 Jahren (Il genio universale di Helmholtz: retrospettiva dopo 100 anni, Akademie Verlag, Berlino 1994), che presenta una serie di analisi storiche e filosofiche sulla posizione epistemologica di Helmholtz, e lo studio di Helmut Rechenberg, Hermann von Helmoltz. Bilder seines Lebens und Wirkens (Hermann von Helmholtz. Immagini della sua vita e della sua attivit, VCH, Weinheim 1994), che propone una biografia intellettuale dello studioso. Il volume curato da Krger pone laccento sulla vastit degli interessi culturali di Helmoltz, che non fu solo un grande matematico, fisico, fisiologo, medico e psicologo (Freud fu notoriamente suo allievo), ma coltiv anche interessi teoretico-filosofici e influenz, con i suoi studi nel campo dellacustica, lo stesso Schnberg. Gli autori dei vari contributi del volume hanno infatti cercato di mostrare come le scoperte di Helmholtz fossero il prodotto dellintricata concatenazione di costruzioni concettuali, ambiente

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NOTIZIARIO
culturale locale e strutture private ed universitarie dellorganizzazione scientifica. Particolarmente eterogenee si rivelano le analisi relative ai fondamenti filosofici del programma meccanicistico di Helmholtz, da lui stesso sintetizzato nellaffermazione che lo scopo finale della scienza di risolversi nella meccanica; conoscere la natura significa dunque scoprire la legge matematica che causa di tutti i fenomeni fisici. Tra i vari contributi al volume, Gregor Schiemann rileva che la considerazione puramente materialistica del mondo naturale, condivisa da Helmoltz a partire dal 1860, permette di negare qualsiasi rapporto effettivo tra la sua visione della natura e le filosofie di Leibniz e Kant, ancora legate a presupposti metafisici ormai superati. Di diverso parere sono invece Krger e Rseberg , che sottolineano il debito di Helmholtz nei confronti delle filosofie naturali del XVIII secolo, mentre Heidelberger identifica nellidealismo soggettivo di Fichte la fonte teoretica dei fondamenti epistemologici della ricerca helmholtziana. Helmoltz parlava infatti di attivit propria dello spirito, che si mantiene estraneo al determinismo del mondo dei corpi ed superiore ad esso in forza della propria capacit produttiva (a lui si deve la scoperta della dipendenza dei fasci nervosi dai gangli cerebrali). La monografia di Helmut Rechenberg si ispira in modo abbastanza fedele alla biografia in tre volumi di Leo Koenigsberger, datata 1902/ 1903, integrandola con fonti aggiuntive. Risultato una trattazione cronologica dei successi scientifici di Helmholtz, documentati da lettere, articoli e libri, nonch da episodi e aneddoti biografici di importanza rilevante per la definizione del personaggio, anche se fattori interni ed esterni della sua vicenda esistenziale rimangono estranei gli uni agli altri, come se la sua vita non fosse altro che un corollario del lavoro scientifico. L.R. la riforma delleducazione, Donat Verlag, Brema 1995) ha avuto inizio ledizione delle opere scelte di THEODOR LESSING, curata da Jrg Wollenberg con la collaborazione di Ruth Schwalke e Helmut Donat. In questo primo volume occupano un posto di rilievo gli scritti pedagogici, elaborati da Lessing sulla base delle esperienze didattiche da lui vissute al ginnasio di Haubinda e alla Volkshochschule di Hannover. In entrambi i casi, Lessing cerc di integrare linsegnamento tradizionale con una prassi educativa che prevedeva esperienze di rapporto diretto con i mondi della natura, del lavoro e della societ, al fine di conferire anche agli individui meno privilegiati la capacit e la possibilit di esprimere la propria condizione. Inoltre, Lessing fu uno dei primi acuti critici della catastrofe ecologica che lo sviluppo industriale avrebbe prodotto e riconobbe limportanza di uneducazione del popolo imperniata non solo sul rapporto con la patria e la tradizione, ma supportata anche dal riferimento ai demoni della natura, che costituiva per lui unefficace metafora della realt umana. La pedagogia di Lessing, permeata da pathos socialista e influenzata dalle riflessioni schopenhaueriane sul dolore come evidenza universale, pu venire fondatamente considerata una pedagogia dellautonomia, volta ad emancipare gli spiriti dalla loro originaria situazione di subordinazione ed inconsapevolezza. Lanticonformismo delle riflessioni di Lessing sembra per sfuggire a Jrg Wollenberg, curatore di questo primo volume delle opere, che si fa implicitamente scudo di una concezione tradizionale delleducazione, intesa come assistenza, e sulla scorta di questo presupposto procede a una selezione delle opere decisamente riduttiva, a cui si contrappone un apparato critico eccessivamente ampio e dettagliato. L.R. implicito riferimento a una comunit letteraria e filosofica, a distanza di un secolo un pensatore come Nietzsche poteva considerare la pubblicazione delle proprie lettere una grave scorrettezza. Per un filosofo contemporaneo, avviluppato nella rete del linguaggio, il proprio epistolario costituisce addirittura un libro a parte (Kafka), il cui stile e il cui spirito riflettono la crisi del linguaggio tipica del nostro tempo. Il desiderio di custodire la propria vita privata e nello stesso tempo coltivare una dimensione pubblica caratterizza anche la corrispondenza di Edmund Husserl che, se da un lato si definisce un solus ipse completamente isolato, da un altro si lamenta di dover sbrigare una ricchissima corrispondenza; questi considerava infatti le lettere come visite, che meritavano una grande attenzione, ma che nello stesso tempo lo distoglievano dal compito della sua vita, cio il completo sovvertimento della filosofia intera. Ci nonostante, che le lettere di Husserl rivestano una grande importanza per ladeguata comprensione del suo pensiero, risulta chiaramente nella Prefazione alla Husserliana e trova ulteriore riscontro nella recente pubblicazione delledizione completa, in 10 volumi, a cura di Elisabeth e Karl Schuhmann, della sua corrispondenza: EDMUND HUSSERLS BRIEFWECHSEL (Edmund Husserl: corrispondenza, Husserliana, vol. III, Kluwer Academic Publishers, Dordrecht-Boston-London 1994). Per quanto alcune parti e frammenti (ad esempio lo scambio epistolare con Roman Ingarden), siano gi stati pubblicati, oggi finalmente possibile gettare uno sguardo dinsieme sulla vastissima corrispondenza di Husserl, a partire dal rispettoso scambio di idee con Brentano, suo maestro, attraverso i rapporti con i colleghi allinterno e al di fuori del movimento fenomenologico, fino allintensa e sofferta ricerca di discepoli e successori, quali Fink, Heidegger e Landgrebe. Tutto ci, se da una parte documenta lestrema versatilit dellopera del filosofo, dallaltra getta una luce sulluomo Husserl, il quale, pronto ad accogliere incondizionatamente domande che lo chiamavano in causa da tutto il mondo, non esitava nello stesso tempo a rettificare gelidamente le opinioni di un presunto plagiatore (Theodor Lessing), o a esternare il suo disinganno rispetto al fenomeno Heidegger, divenuto il pi grande nemico del noto movimento fenomenologico husserliano. Dalle lettere familiari indirizzate a Gustav Albrecht apprendiamo anche la ragione filosofica dello splendido isolamento in cui Husserl si ritir durante la guerra: stato necessario, dopo la bancarotta di una coscienza radicale e universale - affermava- [...]. Colui che, in questa disposizione danimo, si isolato e ha veramente il coraggio di tale radicalit, questi deve giungere al mio stesso esito; soltanto poi sar nuovamente possibile filosofare nella comunit. A.M.

Da quando Wilhelm Dilthey, nel secolo scorso, formul il suo programma per un Archivio della letteratura, la pubblicazione degli epistolari dei filosofi appartiene ai generi letterari della storia dello spirito. Non va dimenticato, per, che da allora il rapporto tra i filosofi e il loro pubblico molto cambiato. Se, ad esempio, il dialogo filosofico fra Leibniz e Voltaire conteneva senza dubbio un

APPUNTI
In riferimento allincongruenza rilevata da Franco Melandri in Appunti del numero 24 di Informazione Filosofica (p. 51), lautore dellarticolo in questione, Manfredi Mannato, fa notare che lequivoco sorto soprattutto a causa di alcuni tagli redazionali, impropriamente apportati alla stesura originale dellarticolo, che ne hanno provocato lo snaturamento. Se larticolo fosse stato riportato nella sua integralit - ribadisce Mannato si sarebbe capito che la mia interpretazione era esatta, in quanto per Herzen la realt - natura, uomini, cose - UNA e soltanto UNA. Laccostamento al mondo della natura (segue citazione da A. Herzen, Dallaltra sponda, Milano 1993, p.76) voleva essere, ancora una volta, un modo o un momento significativo per rigettare qualsivoglia filosofia della storia o prospettiva finalistica del mondo. La Redazione prende atto dellintervento che ha causato lequivoco, scusandosi con lautore. Nel numero 24 di Informazione Filosofica, allinterno dellIntervista a Remo Bodei (p.7), a causa di una svista nella correzione redazionale del testo, stato involontariamente stravolto il senso di una frase: Mi viene in mente Rosa Luxemburg, che negli anni Cinquanta diceva che non vi sono rivoluzioni tentate e fallite. La frase deve essere rettificata come segue: Mi viene in mente Rosa Luxemburg, che diceva: meglio cinquanta rivoluzioni tentate e fallite che nessuna. Ci scusiamo con lautore della suddetta intervista, ringraziando Tiziano Tussi per la segnalazione dellerrore.

Per la collana Biblioteca di Cultura Moderna stato pubblicato il volume


LA RELIGIONE. ANNUARIO FILOSOFICO EUROPEO (Laterza, Roma-

Bari 1995), a cura di Jacques Derrida e Gianni Vattimo. Oltre a una breve introduzione dei curatori sullorigine e gli intenti dellopera, il volume contiene contributi di G. Vattimo, E. Trias, A. Gargani, V. Vitiello, M. Ferraris, J. Derrida e H. G. Gadamer. Lopera esce contemporaneamente anche in Francia, per i tipi di Le Edition du Seuil. L.Sa.

Con la pubblicazione del primo volume dal titolo: Theodor Lessing. Bildung ist Schnheit. Autobiographische Zeugnisse und Schriften zur Bildungsreform (Theodor Lessing. Leducazione bellezza. Testimonianze autobiografiche e scritti sul-

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Jeronimus Bosch, Il giardino delle delizie (particolare)

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La natura in filosofia
Coordinato da Fulvio Papi, si svolto da ottobre a dicembre 1995, presso la Casa della Cultura di Milano, un ciclo di conferenze dal titolo: FILOSOFIA E NATURA, al quale hanno partecipato, oltre al coordinatore, Mario Ceruti, Francesco Moiso, Felice Mondella, Salvatore Natoli, Giuseppe Semerari, Carlo Sini e Luca Vanzago. Come in passato, il ciclo ha seguito un percorso storico, esaminando larticolarsi del tema allinterno della riflessione di alcuni pensatori, che risultano connessi in un dialogo storicamente e filosoficamente determinato; un dialogo, in altri termini, che non accade (talvolta contro le apparenze) n in una dimensione sovrastorica, n in quanto immediatamente rivolto alle cose del mondo, bens come mediato dagli elementi concettuali e dai percorsi offerti dalla tradizione.

In apertura del ciclo, Fulvio Papi ha sottolineato la rilevanza del tema della natura tanto dal punto di vista della riflessione epistemologica relativa alle scienze naturali, quanto da quello dellistituzione della problematicit del rapporto fra natura e cultura, natura e civilt. Mauro Ceruti (Storia della natura e natura della storia) ha rilevato come la questione della storia della natura costituisca una specificazione rilevante allinterno della considerazione filosofica della natura. Dopo lo sgretolamento del cosiddetto mondo chiuso, e con la scoperta e lesplorazione dello spazio profondo, lampliamento quantitativo dello spazio, ha rilevato Ceruti, ha mutato la sua considerazione qualitativa. Analogamente accaduto in campo storico, anche se la scoperta dello spazio profondo e del tempo profondo hanno generato scenari confliggenti, essi hanno dato luogo da un lato alla questione relativa alla natura della storia, dallaltro a quella relativa alla storia della natura. Per quel che concerne il secondo aspetto, ha osservato Ceruti, il presupposto dellomogeneit e continuit delluniverso nello spazio e nel tempo, emerso nella fisica moderna tra il Seicento e lOttocento, permette di estra-

polare e di applicare leggi in ambiti differenti da un periodo storico allaltro. In tal senso, con levoluzionismo darwiniano si verifica un rivolgimento ontologico; non per con Darwin, la cui teoria dellevoluzione mostra il tentativo di dissolvere la contingenza dei processi storici, e con ci lessenza stessa della storicit, in leggi atemporali. Al contrario, ha ribadito Ceruti, occorre pensare la contingenza non come una correzione del determinismo, non come una linea mediana fra casualit e necessit, bens per s, come ci grazie a cui levento storico risulta non predicibile rispetto alle leggi storiche. In questo, ha aggiunto Ceruti rispondendo a una sollecitazione di Papi, il concetto di catastrofe si identifica con quello di contingenza: esso indica un avvenimento repentino, uno sconvolgimento non prevedibile a partire dalle condizioni e dalle leggi della situazione data. Francesco Moiso (La filosofia della natura di Schelling) ha ricordato come nel Settecento la conquista delloggettivit passi attraverso la possibilit di esprimere caratteristiche qualitative per mezzo di strumenti quantitativi. Ci comportava la necessit di isolare i fenomeni in laboratorio, liberandoli dai vincoli naturali. La reazione ottocentesca a questa situazione, ha continuato Moiso, consiste anzitutto nella rivendicazione della necessit, ai fini della comprensione del singolo fenomeno, di uno sguardo sulla totalit che permettesse di individuare non il mondo vero dietro ai fenomeni, bens il rapporto fra la totalit della natura e quella della ragione. A questo proposito, ha rilevato Moiso, la principale intuizione di Schelling riguarda la necessit di considerare non i prodotti della natura, cio gli enti, bens la natura in quanto produttivit, fondamento di tutte le sue realizzazioni. Cos, la filosofia schellinghiana della natura non parte dalla datit degli oggetti, bens dalle forze che li giustificano; il suo trascendentalismo, intrinsecamente concreto, intende opporsi a quello astratto, proprio di Kant. Con lidentificazione di natura e spirito, ha proseguito Moiso, la filosofia della natura di Schelling intende configurarsi come filosofia della totalit in quanto non sottoposta alla scissione tra soggettivit e oggettivit, materia e spirito. La sua originalit consiste nel
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fatto di introdurre, nel quadro di una prospettiva dinamica della totalit, una considerazione morfologica, che conferma leffettiva differenzialit del reale senza annegarla nellindistinzione. Da questo punto di vista, ha osservato Moiso, il celebre attacco di Hegel al carattere olistico della prospettiva schellinghiana, sul piano della filosofia della natura, deve essere ridimensionato in funzione dellatomismo e del morfologismo della concezione di Schelling. Salvatore Natoli (La natura nella filosofia di Schopenhauer) ha esordito richiamando la necessit di comprendere nel senso di una dissoluzione del moderno la filosofia della natura di Schopenhauer, mettendola in rapporto allintera sua filosofia e in particolare al suo confronto con la cultura orientale, intesa come compimento delle categorie della filosofia occidentale. In Schopenhauer la modernit, in quanto secolarizzazione, assume, secondo Natoli, due aspetti: compimento della tradizione teologica cristiana ed errore radicale. Lidea schopenhaueriana della natura del tutto formalistico-meccanicista: la sua filosofia si configura come una filosofia dellonnipotenza della ragione, dove la soggettivit dellio si presenta, dal punto di vista della conoscenza, come legislatrice assoluta, che lascia sussistere fuori di s soltanto il noumeno, non coglibile conoscitivamente. Per questo, ha osservato Natoli, si pu sostenere che in Schopenhauer la natura si colloca sia nella rappresentazione, sia, in quanto noumeno, nel principio, cio nella volont. La nozione schopenhaueriana di natura si sviluppa tra immanenza (la natura, in quanto oggetto di rappresentazione, nel soggetto) e dualismo trascendentale (la natura, in quanto organizzazione, presenta in s caratteri teleologici). A partire dalla determinatezza degli enti, ha fatto notare Natoli, si sviluppa la dimensione teleologica della natura; ci introduce nellassoluta casualit del reale, nella sua assoluta aleatoriet, il carattere della rigida necessit. Come ha sottolineato Natoli, traspare qui in Schopenhauer lascendenza spinoziana, per cui in ogni cosa presente il principio organizzatore, la volont; manca, tuttavia, il monismo uniplanare carat-

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teristico di Spinoza: dal mondo, secondo Schopenhauer, possibile e necessario uscire, e il motivo, nonch il motore di tale sortita, rappresentato dal dolore. Arte e ascesi permettono di redimersi non solo dalla natura in quanto rappresentazione, ma anche in quanto principio, volont. Felice Mondella (La filosofia della natura nel positivismo) ha fatto notare che i concetti fondamentali che guidano il positivismo provengono dalla riflessione non sulla scienza ad esso contemporanea, ma su quella dellepoca precedente. Per comprendere levoluzionismo di Spencer, ad esempio, appaiono rilevanti il morfologismo di Goethe, nonch il suo monismo panteistico, o la teoria dellevoluzione lamarckiana. La concezione evoluzionistica di Spencer presuppone infatti lesistenza di una realt unitaria e inizialmente omogenea, allinterno della quale avviene in seguito la differenziazione, leterogeneit e, infine, il perfezionamento. Nel campo delle ricerche biologiche, ha poi rilevato Mondella, la teoria della non ereditariet dei caratteri acquisiti si afferm soltanto verso la met dellOttocento; Spencer condusse una battaglia di retroguardia a favore di tale teoria, sostenendo una forma radicale di comportamentismo ante litteram . Anche la Morfologia generale di Theodor Haeckel, ha inoltre rilevato Mondella, rappresenta, per quanto confusamente, un ilozoismo panteista, che risale fino a Goethe e a Spinoza e prevede lunificazione di forze fisiche e psichiche. Queste ascendenze romantiche del movimento positivista suscitarono le critiche di Emile du Bois-Raymond, che sottolineava limprecisione del concetto di forza, la vaghezza di quello di vita e il carattere non scientifico del teleologismo. Quattro sono i temi sui quali si articolata la relazione di Giuseppe Semerari (Heidegger: tecnica e natura): lespressione heideggeriana di deserto della terra devastata; il rapporto tra physis e techne, ovvero tra terra e mondo; il quesito dellaforisma dove maggiore il pericolo, pi grande ci che salva; la categoria heideggeriana di Seinlassen (lasciar essere) nella sua traduzione, terminologica e concettuale, americana di let things be, che lega la riflessione heideggeriana a tematiche ecologiste e ambientaliste. In questultimo indirizzo di pensiero, dove il concetto heideggeriano di essere viene letto a partire da quello di essere nel mondo, laffermazione relativa al deserto della terra devastata riguarda il destino del mondo in quanto luogo di dominio delluomo calcolante; la tecnica si rivela, in tal senso, come la struttura ontologica nella quale si dispiega limperialismo del soggetto. Secondo Heidegger tuttavia, ha fatto notare Semerari, inquietante il fatto che luomo non riesca a padroneggiare tale dispiegarsi. La terra devastata non pi, di fatto, il luogo dellabitare delluomo, bens quello dellarticolarsi del Ge-Stell, del dispositivo di cui luomo stesso rappresenta unarticolazione. Alla nozione heideggeriana di physis, ha aggiunto Semerari, non corrisponde semplicemente ci che intendiamo con natura, ma tutto ci che si genera, si dischiude in modo spontaneo, senza sollecitazioni estranee. La physis heideggeriana si nutre di unambivalenza, in qualche modo rapportabile alla distinzione spinoziana tra natura naturans e natura naturata. Physis e techne appaiono dunque imparentate, in Heidegger, nel comune carattere di produzione, che consiste in un portare alla luce. La differenza decisiva risiede nel fatto che la tecnica, in quanto manipolazione, pu andare al di l dei limiti del manifestarsi della natura. Lelemento specifico della tecnica moderna, ha fatto notare Semerari, consiste nellintervento delluomo sulla natura, concepita come puro e semplice oggetto utilizzabile per le esigenze delluomo. Per uscire dal mondo della tecnica, dal Ge-Stell, la via indicata da Heidegger mette in discussione luomo concepito come fattore di occultamento dellessere e della physis. Carlo Sini (Galileo, Husserl e limmagine della natura) ha esordito tematizzando la crisi delle scienze della natura in rapporto a quella delle scienze dello spirito. Queste ultime, secondo Husserl, entrano in crisi, in primo luogo, perch tentano di imitare un metodo che non loro proprio; in secondo luogo perch entra in crisi il loro stesso modello, le scienze naturali. Nella valutazione husserliana, ha osservato Sini, la rivoluzione galileiana opera una svolta che si prepara fin dalla grecit, quando viene approntata la definizione delle idealit geometriche, sullorigine delle quali il geometra non si interroga. Il luogo di tale origine, secondo Sini, costituito dal linguaggio: in esso, dapprima lintersoggettivizzazione esige la spoliazione dalla soggettivit individuale; in seguito, leternizzazione dei significati nella scrittura compie il destino dellideale conoscitivo della filosofia occidentale. Il rischio nsito in ci, ha fatto notare Sini, consiste nellimpossibilit, da parte della scrittura, di riprodurre le operazioni di senso che hanno dato luogo ai significati. La scrittura geometrica idealizza i corpi estesi; da questo punto di vista Galileo, secondo Husserl, consapevole di essere lerede della filosofia antica e del suo progetto di scienza universale dellente in quanto tale. Tuttavia, per perseguire il progetto avviato dalla filosofia antica, occorre lasciar cadere la prospettiva della geometria ad essa contemporanea e parlare il linguaggio dellesattezza: occorre, cio, utilizzare la scrittura della matematica, la scrittura delle idealit numeriche. Galileo tuttavia, come tutta la scienza moderna, non si rende conto del luogo di origine di questa idealizzazione, ovvero della genesi della contrapposizione fra mondo vero, oggettivo, e mondo sensibile, soggettivo: per Galileo, il
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mondo vero scritto in caratteri matematici, laddove la scrittura matematica a istituire il mondo vero. Si colloca qui, secondo Husserl, la crisi della scienza europea, incapace di mostrare, al di l della propria utilit, la legittimit delle proprie pretese di validit universale. A differenza della prospettiva heideggeriana, lanalisi di Husserl permette, secondo Sini, una riflessione sulla scienza a partire dalla scienza medesima; il suo limite, tuttavia, quello di ridurre la molteplicit e la specificit delle singole pratiche del mondo sensibile nella dimensione omnicomprensiva del linguaggio e dellUmwelt. Secondo Sini, occorre invece individuare lelemento che determina il salto nellastrazione, da Husserl individuato ma non analizzato, e non ritenere, come fa Husserl, pi vero il mondo sensibile rispetto a quello costruito dallastrazione. Infine, lintervento di Fulvio Papi e Luca Vanzago (Whitehead: la natura come processo) ha mostrato la stretta connessione tra la riflessione di Alfred Whitehead e la scienza. Papi ha sottolineato che la filosofia di Whitehead consiste in unontologia del pensiero scientifico, che avvicina la sua concezione della natura a quella di Schelling per il fatto che entrambe non rappresentano una semplice derivazione del punto di vista filosofico dai risultati ai quali pervenuta losservazione scientifica, ma intendono invece inquadrare questi ultimi in un programma filosofico che li precede. Whitehead assegna alla filosofia, nei confronti della ricerca scientifica, un ruolo normativo; egli intende emendare, come ha precisato Vanzago, il quadro concettuale della scienza, facendo parlare la natura, iuxta principia sua, contro il materialismo newtoniano, che pretende di ricondurre la realt organica della natura alle pure astrazioni e ipostasi della geometria. Il quadro di riferimento concettuale che lepistemologia moderna propone per i dati scientifici rappresenta, per Whitehead, un tradimento del carattere organico della realt dellesperienza. Per questo, ha osservato Vanzago, Whitehead entra in collisione con la teoria della relativit einsteiniana sulla questione dello spazio-tempo, una nozione che costituisce, per Whitehead, unastrazione. Il concetto whitheadeano di esperienza, intrinsecamente relazionale, oltrepassa il quadro di riferimento dellempirismo tradizionale e sfocia in una metafisica della natura. Il fatto, oggetto dellesperienza, costituisce una totalit che soltanto in seguito si articola nei suoi fattori; ciascun fattore rinvia a una relazionalit. La totalit relazionale ha la caratteristica del flusso; lo sguardo istantaneo, fissante, invece frutto della prospettiva scientifica. Ogni fatto un processo; nessun individuo effettivamente sussistente dal punto di vista sostanziale. Il mondo costituito dalla totalit di questi eventi, e appare, come ha rilevato Vanzago, una nozione assimilabile a quella husserliana di orizzonte. F. C.

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Filosofia e vita civile a Napoli
Dal 16 al 20 gennaio 1995, presso la sede dellIstituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, Saverio Ricci ha tenuto un seminario su FILOSOFIA E VITA CIVILE A NAPOLI NELLA SECONDA META DEL SETTECENTO, con lintento di mettere in luce il rapporto tra le concezioni filosofiche di Antonio Genovesi e Gaetano Filangieri e la filosofia moderna, tra la vita culturale ed intellettuale napoletana e le vicende storico-politiche ed istituzionali del Regno.

Agli inizi del Settecento, ha esordito Saverio Ricci, si rinsalda la filosofia moderna a Napoli con gli apporti, da un lato, di cartesiani, lockiani, newtoniani quali Celestino Galiani, Nicola Cirillo e Bartolomeo Intieri, dallaltro con linsegnamento di Giovambattista Vico e soprattutto di Paolo Mattia Doria. Questi ultimi condividevano il radicale rifiuto del meccanicismo astratto, il tentativo di profonda rielaborazione delle tradizioni vitalistiche del Rinascimento italiano, la ripresa di temi platonici e soprattutto lattenzione nel porre la filosofia al centro dei problemi della storia e della societ, affermando la funzione civile della filosofia stessa. Nel contesto di crescita della cultura e della filosofia napoletane nella seconda met del Settecento emerge la figura di Antonio Genovesi (1713-1769), neoplatonico influenzato dal pensiero di Doria, amico di Galiani, che gi nel 1746 manifestava un cauto newtonismo, estraneo, per, a ogni eccesso teologico e misticheggiante, e incline piuttosto a una particolare concretezza nella ricerca filosofica. Ci gli attirer le ire dei gesuiti, e comprometter i suoi rapporti con il sovrano Carlo III di Borbone. Fenomeno peculiare dellEuropa settecentesca il diffondersi della massoneria; ci avviene anche a Napoli, gi durante il viceregno austriaco (1707-1734) e trover diffusione, successivamente, per lopera di Raimondo di Sangro di Sansevero, che sar perseguitato dai gesuiti; nel 1751 una bolla di Benedetto XIV ed un editto di Carlo III condannano la massoneria. Si inserisce in questo clima di scontro politico-ideologico il rogo in piazza del 1753 de Lidea di una perfetta repubblica di Paolo Mattia Doria, una delle fonti pi autorevoli di Genovesi, di Filangieri e di Francesco Mario Pagano, che ne erediteranno la concezione del primato della politica e della ricerca della virt nellagire politico. Nella Lezione di commercio, ossia di economia civile (1765-67) Antonio Genovesi propose una nuova politica economica per lo stato napoletano, rielaborando elementi mercantilistici alla luce delle nuove dottrine fisiocratiche e liberiste. Il periodo intorno al 1750-70 let doro della cultura e della politica nel Regno di Napoli, e coincide sostanzialmente con il ministero di Bernardo Tanucci e lattivit culturale e scientifica di Antonio Genovesi.

E il periodo del riformismo borbonico, caratterizzato da una forte polemica anticuriale che porter alla cacciata dei gesuiti (1767). Sebbene Genovesi non assuma mai una carica pubblica, vi per una comunanza di intenti tra le riforme di Tanucci e la lezione di Genovesi; Tanucci mira ad indebolire laristocrazia feudale, promuove la liberalizzazione del commercio dei grani, abolisce la giurisdizione feudale, favorisce la piccola propriet terriera, ostacola la nobilt sia cittadina sia delle campagne, razionalizza lamministrazione della giustizia. Ugualmente straordinario appare lapporto dellopera di Gaetano Filangieri (17521788) al clima culturale dellEuropa della seconda met del Settecento. Proveniente da una famiglia nobile ma decaduta, riceve uneducazione neoplatonica, unita ad uninclinazione anti-curiale e ad unattenzione per i problemi della politica e del diritto. Tra il 1778 e il 1780 scrive la Scienza della legislazione (I e II volume), in cui propone la lotta al potere feudale ed ecclesiastico, alla concentrazione della ricchezza, indicando una politica di distribuzione della propriet, di razionalizzazione del sistema dei tributi, di riforma dellesercito, di promozione delle libert di commercio. Nel 1783 escono il III e IV volume della Scienza in cui Filangieri propone labolizione della giurisdizione baronale ed una radicale riforma dellaristocrazia come aristocrazia dei doveri e dei saperi. Il Re non il proprietario dello Stato, ma ne l amministratore fiduciario e ha bisogno del consenso a posteriori del popolo. Sotto i ripetuti attacchi dei conservatori e della Chiesa, nel 1784 lopera viene messa allIndice. Ma nel 1785 escono il V, il VI e il VII volume, che contengono lanalisi delle leggi dedicate alleducazione, ai costumi e allistruzione pubblica. Dopo la morte di Filangieri (1788), esce lVIII volume, contenente la prima parte del Libro V, dedicata alla religione. Filangieri espressione del tentativo di costruire un uomo nuovo, manifestando una tendenza allelaborazione utopica, improntata da elementi platonici. C.P.

attraverso ludito, al Dio del genocidio, che costringe gli ebrei a parlare, a interrogarsi sulla sua presenza. Sulla debolezza del segnale divino, annientato dal dolore e dallo scandalo dellOlocausto, ha focalizzato la sua attenzione anche Settimio Cipriani. Rileggendo lendiadi Dio-amore nella modernit secondo la prospettiva giovannea e agostiniana, Cipriani ha ricompreso lesperienza di Auschwitz nella chnosi, nelleterna vicenda di Dio che si d agli uomini attraverso il sacrificio del Cristo. Un amore questo che pu essere anche scandalo, anche dolore, e che non si situa al di fuori del divino, anzi esorta allamore verso luomo. Giorgio Ripanti ha sottolineato come siano mutate le categorie dellinterpretazione teologica dopo il genocidio, indicando come lesigenza di decifrare la dimensione divina debba porsi in tal senso come compito primario della rivista Hermeneutica. La rivista intende infatti approfondire la tematica nel moderno, con particolare attenzione al pensiero hegeliano, ma interrogandosi soprattutto sulle categorie del post-moderno. Oggi ci si chiede se lamore possa essere ancora il luogo privilegiato della manifestazione del divino o sia necessario ripensare Dio attraverso il mistero, la modalit cio che pi sembra attagliarsi ai nostri tempi. M.P.R.

Storia e filosofia in Hegel


Dal 9 al 13 gennaio 1995 presso la sede dellIstituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, Giovanni Bonacina ha tenuto un seminario su: STORIA UNIVERSALE E STORIA DELLA FILOSOFIA IN HEGEL, ponendo a confronto le considerazioni hegeliane su ci che da un lato differenzia e dallaltro accomuna la storia delluniverso e la storia della filosofia.

Dio oggi
Il 18 febbraio 1995, nella sede dellIstituto di Scienze Religiose Italo Mancini di Urbino, si tenuto un convegno sul tema: DOV DIO OGGI?, che ha visto la partecipazione di Piergiorgio Grassi, Paolo Debenedetti, Giorgio Ripanti e Settimio Cipriani.

Richiamandosi a Jonas, Paolo Debenedetti ha considerato il mutamento che lesperienza di Auschwitz ha determinato nella coscienza ebraica: attraverso un percorso teorico che va da Dostoevskji a Lvinas emerge il passaggio dal Dio solo ascoltato dellEsodo, che non si esperisce se non
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Nelle Lezioni sulla filosofia della storia, ha esordito Giovanni Bonacina, Hegel osserva che nella storia della filosofia il processo avviene per accumulo di tradizioni, mentre nella storia universale lantico e il moderno non sono continui, ma mescolati. Inoltre, gli individui storici realizzano le capacit tipiche dellepoca in cui vivono e quindi riflettono lo Spirito del mondo, mentre i filosofi obbediscono al progetto della razionalit. Ma la differenza principale, ha continuato Bonacina, che mentre la storia universale scandita in tre o quattro regni, la storia della filosofia viene scandita in tre fasi (antica, medievale e moderna), che non corrispondono alle fasi della storia universale. Dopo aver elencato la serie delle differenze tra le due storie Bonacina ha affrontato il termine comune, la ragione, che muove entrambe le storie. Ci significa che la filosofia appartiene al processo universale della storia,

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in quanto interagisce con esso, ma non lo subisce, giungendo quando il tempo che essa comprende compiuto o al tramonto. Hegel, ha osservato Bonacina, generalizza un modello che gli offerto da Socrate, quale promotore della crisi delleticit antica. La prima crisi della storia della filosofia riguarda il tramonto delle citt ioniche, da cui nasce la filosofia ionica; la seconda crisi la decadenza della poleis, da cui nascono la filosofia socratica e platonica; la terza crisi quella della repubblica romana, da cui nascono le filosofie stoica ed epicurea; la quarta crisi riguarda la fine dellimpero romano, da cui il neoplatonismo; la quinta la crisi del mondo moderno, da cui nasce la filosofia moderna fino allidealismo tedesco, figlio della rivoluzione francese. Il mondo greco per Hegel il mondo di uneticit libera, in cui il cittadino gode della sua appartenenza alla citt; la crisi di questo mondo fatta risalire alla guerra del Peloponneso e al dissidio tra Atene e Sparta. Il processo di crisi dei valori interni alla citt, ha rilevato Bonacina, si traduce in un ripiegamento della coscienza su se stessa, che indaga sul bene e sul male, sul lecito e lillecito. Di questo momento si fa interprete Socrate, che per Hegel il continuatore dellattivit gi intrapresa dai sofisti. Hegel parla di Socrate come dellinventore della morale non affidata ai valori tradizionali, ma al giudizio soggettivo di chi agisce, cio la morale interiore: la coscienza socratica la prefigurazione del soggettivismo del cristianesimo. Sul piano politico la rivoluzione socratica rappresentata dallidentificazione degli interessi della comunit con gli interessi dei singoli cittadini; sul piano religioso da uomini che non credono pi negli di tradizionali. Platone per Hegel colui che si impegna a dimostrare lingiustizia della condanna socratica. Il progetto politico platonico, ha sottolineato Bonacina, infatti per Hegel un tentativo di restaurazione della Grecia antica. Aristotele invece il filosofo che getta una luce sul passato, ma in lui la speranza di impedire il cambiamento svanita. In queste tre figure di filosofi si sperimenta, secondo Bonacina, lo sfasamento della filosofia rispetto alla storia universale. Il mondo romano ci che pone per Hegel le premesse per il mondo moderno. Limpero romano esercita la sua funzione positiva sulla base di una capacit di distruzione di tutto quello che lo precede, che stimola nelluomo una necessit di ripiegamento su se stesso, per cui Hegel parla di infelicit universale del mondo romano. Le filosofie ellenistiche, considerate da Hegel come omogenee, rappresentano invece la felicit dellindividuo mediante il ritiro dalle passioni e dal mondo. Lavvento del cristianesimo, ha sottolineato Bonacina, segna una rottura nel corso della storia della filosofia. Al neo-platonismo Hegel riconosce il merito di aver disposto gli strumenti teorici, di cui il cristianesimo si servir per esercitare il suo dominio culturale nel Medioevo. Il retaggio che la filosofia antica lascia al mondo moderno riguarda la natura di Dio, il senso del male, la libert delluomo. Let moderna , per Hegel, la sola epoca in possesso di una filosofia originale. Il Medioevo invece messo tra parentesi, in accordo con la tradizione illuministica. In realt, ha osservato Bonacina, Hegel ritiene che la grande innovazione del mondo moderno sia rappresentata dalla Riforma, che segna lapparire della coscienza individuale. Il corrispettivo filosofico della Riforma luterana , secondo Hegel, la filosofia cartesiana; con Cartesio si afferma il primato del pensiero che muove se stesso e che fonda il sapere. La soluzione cartesiana, ha fatto notare Bonacina, rappresentata dalla diversa visione della soggettivit rispetto agli antichi. Lopera di Cartesio viene portata avanti dallidealismo; il principio cartesiano, infatti, ancora pervaso dal dualismo tra Io e Mondo, tipico della filosofia della riflessione, a cui appartengono perfino Kant e Fichte, ma non Schelling. La filosofia della riflessione ha tuttavia per Hegel il valore di critica radicale delle istituzioni e della tradizione culturale e filosofica: per Hegel infatti lIlluminismo nasce da una volont di rottura nei confronti della tradizione, nei confronti della religione e nei confronti dello Stato. La rivoluzione francese nasce appunto per Hegel dallo spirito di indipendenza del mondo moderno, quindi dalla Riforma e dalla stessa filosofia illuministica. LIlluminismo, nonostante segni la crisi del mondo moderno, segna nello stesso tempo il compimento del mondo moderno, compimento che naturalmente avviene in epoca hegeliana. teleologica; una simile impostazione approder, sia pure tardivamente, all impossibilit delletica in autori quali Russel e Wittgenstein. Il paradigma riduzionista, che assimila lagire umano alla dinamica dei corpi, gi attivo nellantropologia humiana; ne consegue la neutralizzazione di ogni pratica prescrittiva in riferimento alle movenze tipiche delluomo. Di fatto, la scommessa epistemologica humiana, ha osservato Stelli, quella di giustificare, a partire da unetica rigorosamente descrittiva, il problema delle distinzioni morali; lincommensurabilit di vero e bene costringe tuttavia lo scienziato ad ancorare ogni asserzione a un fondamento meramente genetico. Per Hume, ha sottolineato Stelli, anche nel fatto umano pi atroce (parricidio, incesto) non ci pu essere per definizione traccia di un presunto male oggettivo, anche se ne abbiamo sdegno. La soluzione a questo apparente paradosso custodita, per Hume, nel nostro cuore: vizio e virt altro non sono che lipostatizzazione dellindividuale disapprovazione e approvazione di un evento. Il possibile esito relativistico di tale proposizione, ha rilevato Stelli, viene scongiurato da Hume mediante la definizione di natura umana. Vizio e virt rappresentano s percezioni mentali, ma in quanto espressione di una comune natura; le valutazioni morali dei singoli, pertanto, non possono che coincidere, poich coincidente negli uomini il corso normale delle passioni. Letica, dunque, continua a sussistere in quanto sopravvive, ha sottolineato Stelli, un ontologia naturalistica in grado di individuare, in base al criterio di normalit, le varie anomalie di natura. La stessa ragione rimessa in gioco, per Hume, come razionalit strumentale finalizzata allo scopo; non solo: quale fonte per la formulazione di norme ipotetiche, la ragione elabora le virt artificiali, tra cui la stessa giustizia. Loperazione humiana, eticamente tranquillizzante, ha mostrato Stelli, viene sottoposta a critica demolitrice da parte di Sade, che respinge la traduzione del fondamento fattico in senso morale come teoreticamente inconsistente: virt e vizio non sono degli assoluti metatemporali, ma delle contingenze storico-spaziali. Per Sade, ha proseguito Stelli, letica non ha pi ragion dessere, perch lunico criterio valoriale ammissibile il fatto; di conseguenza, ogni fatto pu essere scelto come valore, senza eccezioni. Davanti alle conseguenze devastanti della scissione verobene, Sade, ha concluso Stelli, non indietreggia, con la conseguenza di una deantropomorfizzazione, oltrech della natura, delluomo stesso, e la risoluzione dellantinomia fatto-valore a vantaggio del primo dei due termini. Una simile radicalit teoretica conduce, secondo Stelli, al sacrificio dellidea stessa di uomo, ridotto ormai ad un granello di vile materia destinato allannientamento. S.B.

Alle origini delletica


Organizzato dallIstituto Italiano per gli Studi Filosofici, si svolto a Napoli, dal 18 al 21 aprile 1995, un ciclo di seminari tenuti da Giovanni Stelli sul tema: IL FONDAMENTO PERDUTO : ALLE ORIGINI DELL ETICA MODERNA, con lintento di analizzare la demolizione nelletica di un fondamento unitario e la conseguente dissoluzione delletica filosofica.

Punto di partenza del seminario di Giovanni Stelli stata la distruzione della teleologia classica ad opera della rivoluzione scientifica, che con la scissione esserevalore, sottrae alletica ogni base normativa: lessere diviene un puro mondo di fatti e la soggettivit, isolata e spaesata, risulta interdetta da ogni finalit superiore. Secondo Stelli, Hume colui che procede in modo inequivoco alla costruzione di unetica coerentemente a-valutativa e a62

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La traduzione dei testi a Port-Royal
Il 3 febbraio 1995 si svolto a Napoli, a cura del Dipartimento di Filologia Francese dellUniversit di Napoli Federico II e dellIstituto Italiano per gli Studi Filosofici, un seminario internazionale di studi sul tema: TEORIE E PRATICHE DELLA TRADUZIONE NELL AMBITO DEL MOVIMENTO PORT-ROYALISTE. Al convegno hanno partecipato: Jean Robert Armogathe, Roger Zuber, Luigi De Nardis e Raffaele Simone, Philippe Sellier, Emmanuel Bury, Flavia Mariotti e Giovanna Malquori Fondi.

Il seminario si aperto con la relazione di Jean Robert Armogathe (Arnauld traducteur) che ha messo in risalto lo sviluppo del pensiero di Antoine Arnauld dalle sue prime traduzioni di SantAgostino, criticate da Charles Joseph III (detto Tricassinus) e dal pre Vatier, fino ai suoi contributi alla traduzione delle Sacre Scritture, in cui Arnauld riscopre il buon uso delloscurit del testo sacro con un ricorso pi preciso alla letteralit. Il problema della fedelt al testo originale argomento di continue polemiche e dibattiti sulle traduzioni dei solitaires di Port Royal. Su questo argomento tornato anche Roger Zuber (De lapplication de quelques rgles: Arnauld dAndilly correcteur de Guez de Balzac et de Perrot dAblancaurt), che ha messo in luce la qualit di scrittore di Robert Arnauld dAntilly e ha sottolineato limportanza delle sue Remarques sur la traduction franaise (Note sulla traduzione francese), che confermano linteresse di dAntilly per i problemi di eleganza e di stile e la sua preoccupazione per la fedelt delle traduzioni al testo originario. Nella sesta Remarque, tuttavia, dAntilly afferma il famoso principio di compensazione, molto discusso nel circolo portroyaliste, secondo cui il traduttore, di fronte ad espressioni del testo latino che nella trasposizione in francese sono destinate a perdere la loro originale bellezza, autorizzato a compensare leliminazione di tali espressioni con qualche bellezza equivalente, che si pu trovare nella lingua francese. Luigi De Nardis (Un trattato inedito sulle metafore e i tropi di A. Le Maistre) ha posto in luce un altro aspetto della riflessione di Port-Royal, quello pi propriamente retorico-linguistico. Il breve trattato di Antoine Le Maistre sulle locuzioni figurate e le figure retoriche, inedito fino ad oggi e risalente al 1655 circa, costituisce una testimonianza importante della riflessione sulla retorica francese a Port-Royal, anche se bisogner aspettare lArt de parler (Larte di parlare, 1675) di Bernard Lamy per avere un primo trattato sulla retorica da ricollegare alle riflessioni dei giansenisti e impregnato di spirito port-royaliste. Ma il trattato di Lamy

appartiene gi ad una fase pi tarda della riflessione dei solitaires sulla retorica. Un elemento innovativo e importante del trattato di Le Maistre riguarda lapplicazione del principio della gradazione, secondo il quale la chiarezza occupa una posizione di primo piano, mentre lornamento deve essere lultima preoccupazione di chiunque voglia fare un buon uso della lingua. Quello che conta , per Le Maistre, il senso ultimo del messaggio, che deve raggiungere il proprio destinatario nella maniera pi completa, mentre un eccesso di artificio non fa che ostacolare lespressione della verit. Partendo dalla considerazione che la Grammaire gnrale et raisonn (Grammatica generale e ragionata), nonostante il titolo, sia in realt concentrata soprattutto sulla lingua francese, Raffaele Simone (Unicit del linguaggio e variet delle lingue in Port-Royal) ha messo in luce il paradosso di proporre una grammatica che fosse generale e al tempo stesso basata su una sola lingua. Uno dei principi fondamentali di una tale concezione era che alla base di tutte le lingue vi sia un fondamento comune, uguale per tutti, che oggi chiameremmo linguaggio. Il problema di spiegare lunicit del linguaggio e la contemporanea esistenza di varie lingue diverse tra loro, conduce a quello che viene definito il paradosso della variet: le lingue non avrebbero alcun motivo reale per essere diverse; per lo sono. A questo paradosso ne collegato un altro: il paradosso del grammatico generale, ossia come accedere al linguaggio attraverso una lingua sola. Tra le varie risposte al paradosso della variet, riscontrabili nella storia della linguistica, Simone si soffermato su quella della grammatica universale di Chomsky, il quale sostiene che nella mente umana sono innati alcuni principi potenziali di funzionamento delle lingue e sono, quindi, uguali per tutte le lingue. Ci che differenzia le lingue , invece, il modo in cui tali principi vengono attuati - ed questo un elemento di arbitrariet. Philippe Sellier (Traduire la Bible) ha voluto sottolineare il valore di grande testo letterario di quellopera di traduzione della Bibbia, nellambito di Port-Royal, che si colloca allincirca tra il 1656 e il 1700 e che ha dato vita alla cosiddetta Bibbia di Sacy, dal nome del suo principale artefice, che ha avuto un successo notevole fino alle soglie del 1900. Secondo Sellier la controversia sulle traduzioni bibliche, molto serrata nel XVII secolo, pu essere analizzata attraverso tre tipi di considerazioni. Per quanto riguarda quali testi tradurre, Port-Royal rivendicava la propria indipendenza nei confronti della Chiesa, sfidando cos le condanne ecclesiastiche. Le considerazioni possibili sullordine in cui sono stati tradotti i testi sacri lasciano intravedere, in esso, una sorta di specchio della cultura del tempo. Infine,
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per quel che riguarda come tradurre i testi, possibile fare tutta una serie di considerazioni sullo stile scelto, il lessico adottato e il livello di chiarezza, che portano al vecchio problema della fedelt, affrontato dai traduttori di Port-Royal con la consapevolezza che, pur essendo indispensabile rimanere fedeli al testo di origine, altres necessario fare ogni sforzo per rendere la bellezza del testo originale in unaltra lingua, insieme alla luce particolare che da esso emana. Su problemi di natura estetica si soffermato anche Emmanuel Bury (Les traductions de Saint Jean Chrysostome Port-Royal: problmes thoriques et esthtiques). Dopo aver ricordato limportanza di San Crisostomo, pre di Costantinopoli, spesso paragonato a SantAgostino, nellambito di Port-Royal, Bury ha analizzato lelevata qualit dello stile oratorio di San Crisostomo e la chiarezza della dottrina, che ne hanno fatto un vero e proprio modello di eloquenza per gli stessi traduttori di Port-Royal. Al problema delle regole della traduzione tornata anche Flavia Mariotti (Gaspard de Tende e le Rgles de la traduction), secondo la quale de Tende , partendo dalle traduzioni del tempo, si pone come scopo la creazione di un ordine, di una costruzione coerente e razionale che renda possibile la confluenza di vero, bene e bello in un ideale rappresentato dalla buona traduzione, che rinvii ad un unico modello di trasposizione da una lingua allaltra; anche se in realt, ha osservato Mariotti, de Tende non riesce a staccarsi definitivamente dalla sfera dei suggerimenti pratici. Nelle Rgles de la traduction (Regole della traduzione) presente una certa tendenza ed eliminare ogni equivoco, ogni elemento di disturbo alla piena comprensione del testo, a creare una coerenza concettuale e una pertinenza semantica perfette. La traduzione, per de Tende, deve essere bella e intelligibile; i poli entro cui si muove la traduzione perfetta sono fedelt e abbellimento. La vera fedelt, da questo punto di vista, non deve essere intesa come fedelt alla lettera, che contingente e peritura, ma al senso invariante che la precede e che lunico comunicabile. Le Rgles di fatto riflettono il tipo di traduzione che domina in quegli anni a Port-Royal, dove le preoccupazioni estetiche sembrano avere ancora un ruolo determinante nel lavoro dei traduttori. Infine Giovanna Malquori Fondi (Le Pre Bouhours juge de Limitation de Jsus-Christ traduite par L.I. Le Maistre de Sacy) ha fornito unidea precisa delle argomentazioni e dei modi utilizzati nelle polemiche del tempo sulla traduzione, caratterizzando gli interessi di quanti fossero attenti non solo ai problemi della lingua e dello stile, ma anche al modo in cui la lingua veniva utilizzata per fini non soltanto legati alla semplice comunicazione. B.C.

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Luigi Pareyson

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Pareyson, filosofo della libert
Organizzata dallIstituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, nei giorni 6 e 7 marzo 1995, presso il Castello Lo Faro di S. Margherita Ligure (Rapallo), si tenuta una celebrazione dellopera e della filosofia di Luigi Pareyson. Il convegno ha visto la partecipazione di alcuni allievi e amici del filosofo torinese: Sergio Givone, Reinhard F.M. Lauth, Gianni Vattimo, Pietro Prini, Giuseppe Riconda, Xavier Tilliette, Alessandro Di Chiara, Luciano Malusa.

Lessere libert, luomo rapporto con lessere, la libert illimitata. La libert non preceduta che dal nulla. Non c ontologia senza meontologia. Il male il non essere + la scelta. Sono queste alcune delle tematiche centrali della prima parte, In cammino verso la libert, dellopera postuma di Luigi Pareyson, Ontologia della libert. La vis filosofica di Pareyson, trova in queste pagine di profonda ermeneutica religiosa ampia soddisfazione. Per Luigi Pareyson luomo rapporto con lessere e lessere trova il proprio fondamento nella libert (fondamento senza fondamento). La libert illimitata o non ; vale a dire che la peculiarit della libert quella di non essere preceduta che dal nulla. Nellambito dellesperienza religiosa Pareyson propone unermeneutica del mito; solo questa pu scrutare il significato di credere o non credere in Dio. Dio autore dei propri atti, ma anche della propria libert; viceversa luomo autore dei propri atti, ma non autore della propria libert. La perentoriet dellaffermazione di Pareyson, Dio prima di Dio, testimonia la bont e la potenza dellatto divino, il quale indica che lirruzione di Dio nella realt una vittoria sul nulla. Pareyson intuisce che non ci pu essere nessuna ontologia senza meontologia. Dio crea luomo libero, ma innanzi a questa libert si espone al pericolo, al rischio. Infatti, dopo aver creato luomo, Dio si trovato di fronte al fallimento della sua creazione. Qui si compie il mistero dellesistenza; qui, Dio chiede collaborazione alluomo, il quale si trova innanzi alla scelta fra obbedienza e la ribellione, che lo porta a sostituire a Dio la propria libert. La scelta momento fondamentale e ineluttabile nellintera filosofia dellinterpretazione pareysoniana. Essa possibilit di scegliere lessere o il non essere, il bene o il male. Il male il non essere + la scelta, vale a dire che il male il non essere scelto. Ecco perch affermare che Dio ha optato per il bene significa dire che questa scelta stata operata in opposizione. La possibilit del male quindi, seppur come opzione, in Dio stesso. Pareyson ci richiama cos al suo compa-

gno di vita, Karl Barth, il quale chiama la traccia di negativit in Dio l ombra di Dio, la sua mano sinistra. Ma il vero e unico ridestatore del male luomo. In lui, figlio della caduta, trova compimento la malvagit, cos ben raccontata dallaltro fondamentale interlocutore di Pareyson, Dostoevskij. Nei personaggi del romanziere russo, il filosofo torinese trova notevoli spunti ermeneutici, dal male alla sofferenza, dallateismo al cristianesimo. Nellultima parte di In cammino verso la libert (Libert e dialettica), lautore affronta lineffabile momento dellapocatastasi, che trionfo della libert, annientamento del male, conferma del bene. Lapocatastasi conciliazione tra totalit e libert; si cela nel silenzio; contraddittoria. Inoltre essa rappresenta una forma di panteismo divino, in quanto Dio, nella trasfigurazione dellapocatastasi, assume su di s oltre allumanit anche la natura. La sofferenza, vera apertura al mistero dellessere e unica verit e possibilit di espiazione e riscatto, il gradino pi alto verso lapocatastasi. Nella sofferenza si trova il capovolgimento, linversione di marcia, lavvio alla positivit. Un concetto che ritorna, come un monito, nella lezione di congedo di Pareyson allUniversit di Torino: solo la sofferenza contiene il senso della libert e rivela il segreto di quella vicenda universale che coinvolge Dio, luomo e il mondo in una tragica storia di male e dolore, peccato ed espiazione, perdizione e salvezza. Aprendo il convegno, Sergio Givone (Estetica, ermeneutica e pensiero tragico) ha affrontato gli elementi di novit dellultimo capitolo della postuma Ontologia della Libert. In particolare, dellultimo capitolo (quello dedicato allescatologia) Givone ha analizzato due affermazioni di Pareyson: la prima sul radicale antiplatonismo del cristianesimo; la seconda sul fatto che al centro della realt vi sia contraddizione. Da ci Givone ha preso spunto per rileggere il percorso di Pareyson dallestetica allermeneutica fino al pensiero tragico, esponendo anche, tra laltro, le differenze e il diverso atteggiamento in rapporto a Hegel nellermeneutica gadameriana e nella filosofia della interpretazione di Pareyson. Gadamer, sviluppa unermeneutica dello spirito oggettivo (tradizione come casa dellessere); mentre per Pareyson la tradizione il campo di battaglia in cui lesistenza si trova in conflitto con il senso stesso dellessere. Dopo aver ricordato la profonda e sincera amicizia che lo lega a Pareyson e dopo aver richiamato alla memoria gli incontri abituali al Caff di Rapallo - Pareyson era fiero della sua Rapallo (...); mi mostr dove avevano abitato Husserl e Sibelius (...); il volto tradiva che egli era passato attraverso forti dolori. Lo sguardo vivace rivelava una certa angoscia di vivere. Ma appena si apriva un poco sirradiava una
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grande bont, si riluceva religiosit -, Reinhard F. M. Lauth (Ricordo delle mie conversazioni con Pareyson), ha ribadito le sue riserve (a differenza di Pareyson) sia su Schelling che su Heidegger (a causa del suo atteggiamento doppiamente vergognoso nei confronti del nazionalsocialismo), mentre concorda con Pareyson nel ritenere insostenibile un sistema chiuso come quello di Hegel. Lauth ha affermato il valore di una filosofia sistematica della libert (Descartes), la quale pu comprendere lintero dei principi della realt in un sistema; per Lauth la storia non pu essere compresa solo sulla base dei miti. Richiamando limpatto pagano ed ebraico nella visione religiosa di Pareyson, Lauth ha chiuso il suo intervento affermando che Pareyson non comprende lamore nella sua intera portata: il sacrificio di Cristo sacrificio damore; il tormento della morte e la gloria della resurrezione sono inseparabili. Gianni Vattimo (Pareyson e lermeneutica contemporanea), ha sottolineato la prematurit della scomparsa di Pareyson, evidenziando come lattualit di Pareyson sia riscontrabile dai numerosi problemi ancora aperti della sua filosofia (il rapporto tra pensiero estetico e pensiero tragico, tra visione ermeneutica e esistenzialismo cristiano). Vattimo ha riflettuto sulla questione della drammaticit dellatto interpretativo pareysoniano e dellapparente mancanza di drammaticit negli altri pensatori ermeneutici (Gadamer). Infine Vattimo ha ritenuto importante richiamare lermeneutica al fondamentale compito di riscoprire lontologia dellinesauribile e il rapporto con la tradizione religiosa. In un breve intervento, Francesco Tomatis ha ripercorso le tappe della filosofia di Pareyson, traendo spunto dallautointerpretazione di Pareyson stesso e dalla sua Ontologia della libert. Dopo aver ricordato gli incoraggiamenti di Pareyson a parlare di esistenzialismo, poi richiama lattenzione alla essenziale componente esistenzialista di Pareyson, Pietro Prini (Il discorso temerario di Pareyson sullabisso della libert in Dio) ha messo in luce le profonde divergenze tra Gadamer e il filosofo torinese, affermando che per Pareyson linterpretazione falsa (a differenza di Gadamer) il frutto di una distruzione. Prini si soffermato anche a dimostrare come Plotino sia il vero sottofondo della filosofia pareysoniana. Infine, secondo Prini, Pareyson non ha enucleato le difficolt del problema della libert come inizio e scelta. Giuseppe Riconda (Ateismo e nichilismo nel pensiero di Pareyson) ha esaminato in quattro punti della sua relazione la profondit del pensiero di Pareyson in rapporto al problema dellateismo e del nichilismo. Nella prima parte del suo intervento (Cristianesimo come problema filosofico fondamentale) Riconda ha auspicato insieme a Pareyson un ritrova-

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mento e recupero del cristianesimo. Successivamente (Problema dellateismo in Kierkegaard e Feuerbach) ha mostrato come sia Kierkegaard, sia Feuerbach ci pongono innanzi ad una alternativa inevitabile. Riconda ha poi affrontato (Problema del nichilismo in Dostoevskij) la figura di Ivan Karamazov, in cui lapologia divina della fede passa innanzi al crogiolo del dubbio. Nellultima parte del suo intervento (Il tema pascaliano della scommessa) Riconda ha mostrato come per Pareyson sia nella figura pascaliana della scommessa, e non in quella nietzscheana della morte di Dio, la cifra per la comprensione della situazione delluomo contemporaneo. Ad esso la meditazione di Pareyson essenzialmente rivolta nel senso di condividerne i dubbi e langoscia nello sforzo per di convertirli in domanda che esige e sollecita un continuo approfondimento della scelta filosofico-religiosa. Con due brevi relazioni sono intervenute anche Marianna Genzabella e Teresa Longo. La prima ha interpretato il valore estremo della morte e della apocatastasi nel pensiero di Pareyson, mentre la seconda ha sottolineato la continuit tra esistenzialismo ed ermeneutica nelliter filosofico di Pareyson. Xavier Tilliette (Il male e lespiazione) ha esposto uno dei temi fondamentali dellOntologia della libert: il problema del male. Secondo Tilliette Dio ha vinto ed espulso per sempre il male con il mero fatto della propria manifestazione. Il male, ha osservato Tilliette, trova la propria forza distruttrice nelluomo: il male non in quanto male in Dio. Diventa male in quanto scatenato dalluomo. Tilliette ha analizzato anche la sofferenza, lo scandalo peggiore, e lespiazione come guarigione. Alessandro Di Chiara (Pareyson e il valore tragico-soteriologico della sofferenza) ha osservato la notevole influenza di Berdjaev nellintera forma mentis di Pareyson (in particolare nel tema della libert, della sofferenza, dellescatologia), sottolineando come, nellambito di unermeneutica religiosa, il momento della croce rappresenti lunione teandrica nellattesa escatologica, unica apertura verso lapocatastasi. A proposito di queste ultime considerazioni, vale la pena richiamare un passo significativo dellOntologia della libert: Si pu considerare cristiano chi senza enfasi e con impassibile fortezza capace di sopportare le durissime idee seguenti: lidea che il cuore della realt fatto di male e di dolore; lidea che Dio non cessa desser Dio se soffre e si abbassa, perch il male pu esser completamente vinto solo con la cenosi di Dio, che deve dunque esser messa in conto della sua onnipotenza; lidea che luomo non ha alcun diritto alla felicit n alcun permesso di lamentarsi, perch del fallimento del mondo non ha da incolpare che se stesso; lidea che non si soffre mai abbastanza, a causa delleconomia sbilanciata delluniverso, e che perci anche gli innocenti sono chiamati a prestare il loro contributo di sofferenza, del che non Dio ma luomo stesso responsabile; lidea che segno e misura dellessere cristiano la continua disponibilit a soffrire per gli altri, anzi a volerlo fare, anzi a trovarvi soddisfazione, cio sollievo alla propria colpevolezza e infelicit; lidea che proprio la sofferenza, e non un qualsiasi divertissement, il rimedio contro la noia, il taedium vitae, la scontentezza, linquietudine, e anzi proprio il dolore pu diventare sede della gioia. A.Di C.
Opere di Luigi Pareyson (in volume): Lesistenzialismo di Karl Barth (Sansoni, Firenze 1939); La filosofia dellesistenza e Carlo Jaspers (Loffredo, Napoli 1940; nuova ed., Karl Jaspers, Marietti, Casale Monferrato 1983); Studi sullesistenzialismo (Sansoni, Firenze 1943, 1950, rist.1971); Vita, arte, filosofia (Edizioni dellIstituto di Filosofia della Facolt di Lettere dellUniversit di Torino, Torino 1947); Fichte (Edizioni di Filosofia, Torino 1950; nuova ed. aumentata, Mursia, Milano 1976); Esistenza e persona (Taylor, Torino 1950, 1960, 1966; nuova ed. Il Melangolo, Genova 1985); Lestetica dellidealismo tedesco (Edizioni di Filosofia, Torino 1950); Il verosimile nella Poetica di Aristotele (Tipografia La Salute, Torino 1950); Libert e peccato nellesistenzialismo (Pro Civitate Christiana, Assisi 1952); Unit della filosofia (Edizioni di Filosofia, Torino 1952; trad. ingl., The Unity of Philosophy, in Cross Currents, IV, I, 1953); Estetica: teoria della formativit (Edizioni di Filosofia, Torino 1954; 2 ed. Zanichelli, Bologna 1960; 3 ed. Sansoni, Firenze 1974; trad. romena, Estetica. Teoria formativittii, Univers, Bucarest 1977); LEstetica giovanile di Goethe (Viretto, Torino 1957); LEstetica preclassica di Goethe (Viretto, Torino 1958); Lestetica di Paul Valery (Viretto, Torino 1959); Il concetto di abitudine , (Viretto, Torino 1959); Lestetica di Goethe e il viaggio in Italia (Viretto, Torino 1960); Lestetica di Novalis (Viretto, Torino 1961); Lestetica e i suoi problemi (Marzorati, Milano 1961); Lestetica di Schiller (Viretto, Torino 1962); La prima estetica classica di Goethe (Gheroni, Torino 1963); Lestetica di Schelling (Giappichelli, Torino 1964); Letica di Kierkegaard nella prima fase del suo pensiero (Giappichelli, Torino 1965); Teoria dellarte. Saggi di estetica (Marzorati, Milano 1965); I problemi dellestetica (Marzorati, Milano 1966. Traduzione portoghese: Os Problemas da Esttica, Martins Fontes, So Paulo, 1984 ); Conversazioni di estetica (Mursia, Milano 1966. Traduzione spagnola: Conversaciones de esttica, Visor, Madrid 1988); 66

Letica di Pascal (Giappichelli, Torino 1966); Filosofia e ideologia (Edizioni di Filosofia, Torino 1967); Il pensiero etico di Dostoevskij (Giappichelli, Torino 1967); Lestetica di Kant (Mursia, Milano 1968; nuova ed. aum. 1984); Liniziativa morale (Giappichelli, Torino 1969); Etica ed estetica in Schiller (Giappichelli, Torino 1969; nuova ed., Mursia, Milano 1983); Verit e interpretazione (Mursia, Milano 1971, 1972, 1981); Essere e libert (Giappichelli, Torino 1970); Letica di Kierkegaard nella Postilla (Giappichelli, Torino 1971); Lesperienza artistica: saggi di storia dellestetica (Marzorati, Milano 1974); Schelling. Presentazione e antologia (Marietti, Torino 1975); Schellingiana rariora (Bottega dErasmo, Torino 1977); Filosofia della libert (Il Melangolo, Genova 1989); Prospettive di filosofia contemporanea (Mursia, Milano 1993); Dostoevskij (Einaudi, Torino 1993); Ontologia della libert (Einaudi, Torino 1994).

Dipendenza e intenzionalit nella fenomenologia


Nellambito del ciclo di seminari su Phnomnologie, Cognition et Morphodynamique, organizzato dal CREA e dallENS di Parigi sotto la direzione di Jean Petitot, Kevin Mulligan ha tenuto il 6 marzo 1995, nella Sala Cavaills dellEcole Normale Suprieure di Parigi, una conferenza dal titolo: DPENDANCE, PRDICATION ET PERCEPTION: PROBLMES PHNOMNOLOGIQUES.

Al centro della propria relazione Kevin Mulligan ha posto due tesi: la centralit della nozione di dipendenza nella fenomenologia e lassenza in questultima di uneffettiva teoria dellintenzionalit. Anzitutto Mulligan ha mostrato come lelaborazione delle Ricerche logiche di Husserl abbia risentito fortemente di quattro differenti matrici teoriche: la fenomenologia realista di Geiger, Scheler e Reinhardt; la psicologia descrittiva di Brentano; la tradizione della filosofia austriaca, che da Bolzano giunge, attraverso Zimmermann, a Brentano e Mach e si esaurisce poi in Popper, Hayek e Feyerabend; i primordi della filosofia analitica. In questottica, ha osservato Mulligan, due questioni appaiono decisive per una piena comprensione dei successivi sviluppi della fenomenologia: la definizione della struttura predicativa delle proposizioni e lanalisi dellapprensione percettiva nella VI Ricerca; il rapporto tra le due questioni prefigura la tematica della verificazione e della falsificazione, aprendo la via alla questione dellastrazione. In generale, la trattazione della tematica

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husserliana della predicazione viziata, secondo Mulligan, dalla diffusa incomprensione dellassiomatica delle relazioni tra dipendenza e indipendenza, descritta nella III Ricerca, per mezzo della quale Husserl definisce un particolare tipo di relazioni interne, i cui termini possono essere tanto momenti, quanto cose. Se nelle Ricerche logiche Husserl definisce le specie come tipi ideali, di cui i momenti sono le esemplificazioni particolari, la nozione di dipendenza che lega le specie ai momenti viene qui a descrivere un rapporto di tipo fondativo. Applicando questi strumenti concettuali alla sintassi dei predicati (IV Ricerca), ha sottolineato Mulligan, Husserl individua nella nozione di dipendenza una categoria semantico-sintattica primitiva, che concorre a definire la forma logica della proposizione, individuata appunto dalla relazione di dipendenza tra i termini. Accanto a questa nozione primitiva Mulligan ne ha richiamata unaltra, che consiste nella relazione di subordinazione in cui si articola la struttura di una proposizione complessa. Oltre a queste categorie primitive, dette normali, altre, dette anormali, regolano in Husserl la strutturazione semantico-sintattica delle proposizioni. Fra queste figura la modificazione nominalizzante, che avviene nel caso della menzione di un nome in una frase, e la corrispondente normalit della struttura delle proposizioni complesse, di contro alle proposizioni componenti che compaiono allinterno delle prime in forma nominalizzata. Tutto ci costituisce per Mulligan il retaggio pi vivo della linguistica husserliana, che del resto ha il merito di aver marcato linizio di una tradizione linguistica del pensiero contemporaneo, tramite lassunzione delleterogeneit tra il senso di una proposizione e gli stati di fatto che essa esprime. Mulligan ha poi proseguito descrivendo le molteplici involuzioni subite dal pensiero husserliano gi immediatamente dopo le Ricerche logiche. Sottolineando come nella teoria semantica e sintattica di Husserl sia da ravvisarsi la pi chiara risposta allo psicologismo, Mulligan ha fatto notare come gi nella Filosofia come scienza rigorosa Husserl avesse denunciato il naturalismo delle Ricerche, dando in tal modo al proprio pensiero una direzione completamente diversa. Lerrore naturalista a cui Husserl intendeva riparare derivava infatti dallaver definito gli eventi mentali come sole possibili istanziazioni per le strutture ideal-sintattiche. Questo creava una contraddizione, dato che tali atti mentali venivano situati nel tempo oggettivo mentre, non essendo reidentificabili, non potevano trovarvisi. La maggior parte dei critici, ha osservato Mulligan, sembra viceversa ignorare che per Husserl una cosa che esiste nellordine temporale deve poter essere reidentificabile. Cos, gli eventi mentali che istanziano le strutture sintattiche sarebbero tali, semmai, in senso biologico, ma non certo in quanto strutture ideali che, come tali, non si trovano collocate nel tempo ordinario, ma soltanto in quello immanente. Il ripensamento su questo punto segna, secondo Mulligan, una svolta nel pensiero husserliano: del resto, proprio la questione della reidentificabilit era divenuto un punto centrale della filosofia dello spirito dellultimo Wittgenstein. Le riduzioni fenomenologiche introdotte da Husserl successivamente alle Ricerche conducono manifestamente, secondo Mulligan, ad un sofismo genetista, non essendo esse in alcun modo coinvolte nel processo di determinazione della verit o falsit di una determinata analisi. La loro introduzione su questo terreno realizza cos pienamente quella deriva genetista e psicologista, la cui eliminazione aveva costituito il maggiore successo delle Ricerche. Tutto ci si riflette infine, secondo Mulligan, nella questione dellintenzionalit percettiva. Contro la grande maggioranza della critica, Mulligan ha negato che si possa trovare in alcun punto dellopera di Husserl una compiuta teoria dellintenzionalit, ed dunque del tutto fantasioso parlare, per la fenomenologia, di una teoria dellintenzionalit. In particolare, ha sottolineato Mulligan, non affatto tale la teoria dei noemi, che presenta due limiti capitali. Anzitutto, essa si limita a dirci che in unapprensione percettiva possibile isolare unentit, detta noema, caratterizzata da un insieme di predicati; una teoria dellintenzionalit devessere invece fondata su unanalisi dei rapporti tra uno stato percettivo e loggetto della percezione. In secondo luogo, Husserl era finalmente giunto a sgombrare il campo dalla nozione brentaniana di oggetto intenzionale. Nelle Idee, invece, la correlazione noetico-noematica, pur senza essere chiarita a fondo, ripropone un modello relazionale strutturalmente identico a quello di Brentano: non si d alcuna noesi senza noema, e questultimo altrettanto oscuro dei misteriosi oggetti immanenti brentaniani. L.S. Aprendo il suo intervento, Adriano Bausola ha preso le mosse da una constatazione di fatto: la sostanziale e predominante autodisciplina e/o autolimitazione di scienziati e addetti alla ricerca scientifica ed il sostanziale rifiuto di qualsivoglia limite imposto dallesterno. A ci corrisponde, secondo Bausola, unautolimitazione reale dei contenuti della ricerca della verit stessa, la cui positivit, sebbene comunemente riconosciuta, viene normalmente identificata con la provvisoriet tipica della sua modalit empirica. Ci motiverebbe, nei pi, il rifiuto, pi o meno esplicito, della metafisica in quanto non interessante per luomo e di ogni verit assoluta in quanto causa principale di intolleranza. La dilagante cultura dellindifferenza nellambiente universitario nascerebbe proprio dallincontro tra il rifiuto di ogni verit assoluta e la corrispettiva limitazione empiristica del suo contenuto, per cui indifferenza teorica ai valori e indifferenza pratica alle persone vengono a complicarsi in un comune atteggiamento scettico e disimpegnato verso i problemi degli altri. Tra un nichilismo gnoseologico ed uno di tipo pratico (dal nulla vero al tutto permesso) Bausola ha segnalato la presenza di un nichilismo equilibrato (indifferentismo), pi sottile e surrettizio, tipico di chi non vuole essere nichilista e si limita ad orizzonti parziali (i valori) di senso. Confutando, poi, il detto di Hans Kung: Tutto assurdo, solo i singoli passi sono ragionevoli, Bausola ha concluso che non si pu non dare una risposta sullorizzonte totale, se si vuole tematizzare il contesto particolare, pena lo scadere nellassurdo. Non si pu essere solo chi vive sforzandosi di superare continuamente il (suo ed altrui) nichilismo. Passando al secondo punto della sua relazione, Bausola ha sottolineato come, a fronte di questo impossibile nichilismo e della contraddittoriet intrinseca allindifferenza come atteggiamento, stia il compito delluomo di cultura; compito che non consiste in un vacuo e neutrale rispetto della libert dellaltro, formalmente considerata, ma in una ragionevole tematizzazione dei contenuti stessi delle sue scelte libere. Analogamente, ha continuato Bausola, a fronte del diffuso e incondizionato liberalismo, della vergogna prometeica dello homo faber dinanzi ai mezzi tecnici concepiti dalla sua stessa autoprogettazione, si tratta di far capire che ci sono ancora valori che non dipendono dalla libera intrapresa del soggetto. Bausola ha concluso la sua prolusione indicando nellUniversit un luogo paradigmatico in cui queste evidenze etiche universali vengano riconosciute non in astratto, ma allinterno del momento concreto ed operativo della ricerca come sede privilegiata delloriginaria e propriamente umana domanda sul senso totale (vocazione). G.F.

Valori e cultura universitaria


Su invito dellIstituto Teologico di Chieti, il 25 febbraio 1995, presso lAula Magna del Seminario Pontificio Regionale di Chieti, Adriano Bausola ha tenuto una conferenza sul tema: VALORI E CULTURA UNIVERSITARIA. Lincontro stato aperto dallintroduzione del Rettore, Don Marco Trivisonne, e dalla documentata presentazione di R. Corona, che hanno costituito parte integrante della positiva riuscita delliniziativa. 67

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Metafisica tra ontologia e antropologia
Presso la sala incontri dellISU dellUniversit degli Studi di Milano, il 16 febbraio 1995 si svolto un dibattito dal titolo: LA QUAESTIO METAPHYSICA TRA ONTOLOGIA E ANTROPOLOGIA, al quale hanno partecipato, oltre allautore, Fulvio Papi, Mario Ruggenini, Carlo Sini. Lincontro ha avuto luogo in occasione della presentazione del volume di Flavio Cassinari, DEFINIZIONE E RAPPRESENTAZIONE. ANTROPOLOGIA E METAFISICA NELLINTERPRETAZIONE HEIDEGGERIANA DI KANT (Prefazione di C. Sini, Guerini e Associati, Milano 1994).

Introducendo il dibattito, Fulvio Papi ha fatto notare come molte delle correnti che compongono il panorama della riflessione filosofica novecentesca tentino di rispondere alla questione di una definizione del-

lessenza umana. E questo il caso di Heidegger, che ricerca in Kant elementi che anticipino il proprio tentativo di superamento della prospettiva antropocentrica, tipica della metafisica occidentale nel suo caratterizzarsi come pensiero rappresentativo. In questo quadro di riferimento storico e concettuale, Papi ha ricostruito lambito problematico in cui si colloca linterpretazione di Flavio Cassinari : muovendosi, con Heidegger, sulla scena del finito, inteso come lessenza stessa del filosofico, Cassinari mostra negli scritti heideggeriani dedicati a Kant linsuperabilit del piano rappresentativo. In Heidegger la trasformazione dellio penso in un soggetto finito avviene attraverso la strategia fenomenologica del far apparire, del rivelarsi di unessenza, il Da-sein. La struttura compositiva del testo heideggeriano costituisce il tessuto argomentativo di questa strategia e la sua analisi, a parere di Papi, rappresenta la strada che Cassinari percorre per dimo-

Immanuel Kant in un dipinto di Gottlieb Doeppler, 1791

strare come nell apparire e nel manifestarsi riaffiori ancora quel rapporto tra rappresentazione e idealizzazione, sul quale si fonda lantropocentrismo del soggetto moderno. La questione antropologica, ha osservato Papi, viene recuperata da Heidegger nel tentativo di far emergere il tema della finitudine. Tuttavia, ha obiettato Papi, il finito dato ed costituito dalla nostra appartenenza a pratiche plurali, tutte inderogabilmente segnate dalla finitudine stessa; in tal senso il problema concettualmente rilevante appare non tanto quello del dire la finitudine, quanto piuttosto quello del dire nella finitudine. Papi si dichiarato daccordo con la tesi secondo la quale in Kant und das Problem der Metaphysik (Kant e il problema della metafisica, 1929) Heidegger mostra linsuperabilit del pensiero e del linguaggio rappresentativi. Se Heidegger mirava a rintracciare in Kant il prefigurarsi della questione dellessere, la finitezza del Dasein quale tratto ontologico decisivo, avrebbe dovuto cercarla, secondo Papi, non nell Analitica trascendentale, ossia sul piano della rappresentazione intuitivo-immaginativa del soggetto finito, bens nella Dialettica, e dunque, allopposto, sul versante relativo allinfinit della ratio e al principio ontologico della libert. La mancanza in Heidegger dello sfondo di infinit presente nella prospettiva kantiana, non solo pratica, ma anche teoretica, stata rilevata da Ernst Cassirer, come appunto indica anche Cassinari nella sua ricostruzione. Tuttavia, ha sostenuto Carlo Sini nel suo intervento, la meditazione heideggeriana su Kant resta pur sempre uninterpretazione che, molto pi della lettura di Cassirer e dei neokantiani, continua a far problema. Il fallimento della lettura di Heidegger del testo kantiano, osserva Sini nella sua Prefazione allo studio di Cassinari, evidenzia alcune questioni decisive. Innanzitutto limpossibilit di definire luomo, per cui, secondo Sini, ogni domanda comunque formulata sull essenza delluomo, cos come sullermeneutica e sul suo circolo, risulta por capo a un pensare infondato; di qui il tentativo delle correnti ermeneutiche postheideggeriane, o presunte tali, di trovare un fondamento al proprio sapere, assumendo coloriture storiciste o sociologiche. Lesito a cui giunge Heidegger nel suo confronto con Kant chiarisce, in definitiva, lirresolubilit dellobiettivo di un pensare non rappresentativo, nonch di un ascolto e un abbandono non volontaristici. Per Sini occorre innanzitutto chiedersi perch a Heidegger interessi tanto Kant; o meglio, perch mai continui ad interessarlo, anche dopo che la lettura di Dilthey ha mostrato come il soggetto kantiano resti un soggetto astratto. Di contro allinterpretazione tradizionale, che nella Critica kantiana sottolinea il problema gnoseologico, Heidegger interroga Kant intorno alla questione della metafisica e dellantropologia.

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Martin Heidegger

Ci determina uno spostamento dattenzione dalla logica allestetica, dalle categorie allimmaginazione, quale facolt intuitiva pi potente. Daltra parte, ha fatto notare Sini, le categorie sono per Kant solo denominazioni delle funzioni logiche del soggetto; lelemento qualificante dellambito trascendentale prima di tutto liopenso (Ich denke), che deve poter accompagnare tutte le mie rappresentazioni. In altri termini, le categorie kantiane vanno considerate di secondaria importanza rispetto al nodo centrale dell io penso, di cui esse rappresentano, al contempo, larticolazione e lirrigidimento. Per Heidegger, ha sottolineato Sini, occorre spiegare il significato del fatto che l io penso accompagni le rappresentazioni - cosa che Hegel, a buon diritto, definir vacua, intellettualistica; occorre, in altri termini, interrogarsi sullorigine ontologica di questo accompagnare: in questo senso lobiezione decisiva, che Heidegger muove ai neokantiani, riguarda la necessit di far emergere un soggetto che si d, che ex-iste. Merito principale della prospettiva heideggeriana, ha ribadito Sini, consiste nellaver messo in questione il soggetto kantiano nel tentativo di tracciare per esso una genesi, spogliandolo del suo carattere di certezza e di centralit. In questo Heidegger ha mostrato che non solo legittimo, ma anche doveroso chiedersi quale sia il luogo in cui si colloca il soggetto kantiano, del quale si spesso evidenziato il carattere formale.

Occorre, in altri termini, mettere in questione ci che istituisce il soggetto incarnato di Kant, l occhio pubblico, quello sguardo sintetico che rende universalmente valide le conoscenze alle quali giunge ogni uomo dotato di ragione. Secondo Mario Ruggenini, il merito dello studio di Cassinari consiste nellaver mostrato laspetto aporetico della riflessione heideggeriana su Kant, tutta incentrata intorno alla quaestio metaphysica tra ontologia e antropologia; dopo di essa, il tentativo di porre la domanda sulluomo attraverso unontologia appare problematico. In Essere e tempo, ha osservato Ruggenini, Heidegger chiama in causa tutta la tradizione ontologica, che da Parmenide in poi ha misconosciuto lessere, trattandolo come un ente. Ci ha creato necessariamente una tensione tra il progetto di distruzione dellontologia tradizionale e la necessit di affrontare il problema delluomo ancora in termini ontologici. Anche se, ha aggiunto Ruggenini, allopera heideggeriana non pu non essere riconosciuto il merito di aver comunque tentato unelaborazione dellesistenzialit delluomo: ogni rappresentazione metafisica delle cose non pu fare a meno del concetto di essere, ma soltanto luomo in senso proprio. In questo, secondo Ruggenini, non si cela per un riaffermarsi dellantropocentrismo, poich, al di l di ogni aporia in cui pu essere ricaduto il suo pensiero, nel porre la domanda sulluomo Heidegger pone un pro69

blema autentico: il problema delluomo nella sua finitezza. Bench egli tenda a mistificare la questione dellessere, resta il fatto che Heidegger il primo a interrogarsi sul significato del presupposto ontologico di tutti i nostri discorsi. La riflessione heideggeriana, ha osservato Ruggenini, ci indica che lessere delluomo un esistere che ben lontano dal potersi ridurre a puro e semplice essere qualcosa pi del nulla, che attribuiamo agli enti. Il proprium del solo essere che esiste, luomo, consiste nella sua radicale finitezza, nel fatto che egli debba morire, che percorra una parabola e abbia dei mezzi limitati. A partire dal riconoscimento di questa situazione, che per noi oggi pu avvenire solo a partire da Heidegger, si rivela illusorio il programma, ancora vivo in Kant, di chiamare in giudizio la natura extraumana, per attuarne una conoscenza totale e asservirla ai propri fini. In questo concepire il soggetto come il datore di senso di una realt che, in s, costituisce un fatto bruto risiede, ben prima di Nietzsche, la radice del nichilismo. Se vero, come ricorda Cassinari, che nello scritto su Kant Heidegger non viene a capo dellessenza della rappresentativit; e se pure legittimo sostenere che il limite della lettura heideggeriana consista nellarrestarsi alla Dialettica, occorre tuttavia non dimenticare, ha aggiunto Ruggenini, che il fallimento e gli errori di Heidegger nella sua lettura di Kant sono caratterizzati dallo

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sforzo di farsi interprete di Kant. Valorizzando il tema della finitezza come ci che costitutivamente apre luomo al mondo, Heidegger per primo ha tentato di pensare il problema dellessere delluomo al di l del paradigma fondativo della metafisica moderna, la certezza di s del cogito cartesiano. Intervenendo nel dibattito, Flavio Cassinari ha ribadito come soprattutto nelle lezioni di Heidegger, pi che nelle sue opere, la questione antropologica si riveli tema centrale del dialogo tra Heidegger e Kant. Le lezioni forniscono la chiave di lettura del tentativo heideggeriano di oltrepassamento della prospettiva antropocentrica della metafisica tradizionale. La tesi, centrale in Essere e tempo, della finitezza della conoscenza umana funge da presupposto nel progetto di ontologia fondamentale, che innerva la riflessione di Heidegger nel corso degli anni Venti e fonda la sua lettura di Kant, nellintento di pervenire a una dimensione originaria della funzione rappresentativa. Il progetto heideggeriano di un ontologia fondamentale mostra perci, secondo Cassinari, la sua contiguit con quello rivolto, negli anni Trenta, all oltrepassamento della metafisica. Due momenti, in particolare, della lettura heideggeriana di Kant lasciano emergere le difficolt che Heidegger incontra nel progetto di oltrepassamento della metafisica: la scelta dei testi kantiani, in cui ad esempio non figurano parti relative alla trattazione dellideale trascendentale, o alcune sezioni della filosofia pratica, che pure risulterebbero congruenti con lobiettivo perseguito; la sovrapposizione alla determinazione kantiana dell oggetto in s della propria nozione di essere, dove la distinzione kantiana tra fenomeno e oggetto in s viene letta come una versione della propria concezione di differenza ontologica. In quanto fondata sulla funzione rappresentativa, ha osservato Cassinari, la nozione di conoscenza ontologica delineata da Kant appare infatti inadeguata al ruolo che intenderebbe attribuirle Heidegger. Se Heidegger, nella sua lettura di Kant, non riesce a tener fermo alle proprie convinzioni sulla natura della funzione rappresentativa, fallendo cos il proposito di oltrepassamento della prospettiva antropocentrica, ci dipende, secondo Cassinari, dallidea stessa di oltrepassamento e dalla sua caratterizzazione ancora antropologica. Inseguendo il progetto di un ontologia fondamentale, Heidegger va alla ricerca di una de-finizione delluomo e, insistendo sulla sua finitezza, lo determina come DaSein - laddove in ben altra direzione, e con esiti pi fruttuosi, si muove invece proprio Kant. Ma il tentativo heideggeriano, secondo Cassinari, destinato a risolversi in uno scacco: nel coniugarsi di finitezza e rappresentazione si ripropone, infatti, come ineliminabile la pratica definitoria nei confronti dellessere e dellessenza umani. L.F.

Problemi di filosofia della scienza


Con il titolo CURRENT ISSUES IN THE PHILOSOPHY OF SCIENCE si svolto a Firenze, nei giorni 11 e 12 marzo 1995, il II Convegno annuale organizzato dalla sede fiorentina dellUniversit di Standford e dal Centro Fiorentino di Storia e Filosofia della Scienza, con il patrocinio della Provincia di Firenze. Pi che problemi generali della filosofia della scienza tradizionale, oggetto di discussione del Convegno sono stati i problemi filosofici delle scienze particolari, suddivisi in tre aree tematiche: fondamenti della probabilit, logica e fondamenti della matematica e fondamenti della fisica.

P. Suppes , studioso tra i pi importanti nellarea dei fondamenti della probabilit, si occupato del problema di una possibile misura della libert di scelta mediante la nozione di entropia, e delle possibili applicazioni al caso della libert nella scelta di prodotti (mercato economico) e al caso della libert nella scelta di un candidato alle elezioni (mercato politico). M. C. Galavotti ha ricondotto la posizione di Suppes alla forma di empirismo probabilistico, di cui egli esponente. Lempirismo probabilistico attribuisce un ruolo centrale alla probabilit nella teoria della conoscenza e nella filosofia della scienza, e una costante attenzione allanalisi dei dati e alla sperimentazione anche nel campo delle scienze sociali. Lintervento di R. Festa ha affrontato il problema dellanalogia nellambito dellapproccio bayesiano alla metodologia scientifica, che fa uso di una teoria delle probabilit induttive. Alla base della prospettiva di Festa vi la generale assunzione della concezione popperiana e dellattuale verisimilitude theory (teoria della verosomiglianza), secondo cui lobbiettivo cognitivo della scienza il raggiungimento di un alto grado di verosomiglianza. D. Costantini si occupato di due celebri articoli di Boltzmann, comparsi nel 1868 e nel 1872, nei quali vengono poste le basi della moderna meccanica statistica. In questi articoli Boltzmann , fondandosi sullapproccio statistico al moto atomico introdotto da Maxwell, ottenne risultati fondamentali sui processi di trasposrto e sul problema della tendenza allequilibrio nella teoria cinetica dei gas. Della possibilit di un approccio pragmatico ai fondamenti della teoria della meccanica statistica si occupato invece Y. Guttman. Lintervento di G. C. Ghirardi ha affrontato le implicazioni di tipo realistico (nei fondamenti della meccanica quantistica e nel problema della relazione tra micro e
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macro-eventi del mondo fisico) contenute nel modello di riduzione dinamica recentemente sviluppato da Ghirardi stesso insieme a Rimini, Weber, Grassi e Pearle. Questo modello affronta lannoso problema della misurazione quantistica, introducendo una modificazione non lineare dellequazione di Schrdinger , mediante la quale si impedisce al processo di riduzione della funzione donda di estendersi al livello macrofisico. Anche lintervento di J. Butterfield ha posto al centro dellattenzione il problema della misurazione, analizzato nella sua connessione con il problema ben pi antico della relazione tra mente e materia, dal momento che ogni teoria che asserisca di fornire una descrizione completa del mondo fisico deve dar conto della nostra esperienza mentale di osservatori. Nel loro intervento M. L. Dalla Chiara, R. Giuntini e G. Cattaneo hanno invece proposto una particolare formalizzazione di alcune fondamentali nozioni della teoria dei modelli empirici applicata alla fisica. In questa formalizzazione si tiene conto dei rapporti tra la generalizzazione operazionale della meccanica quantistica e un approccio di tipo costruttivistico ai fondamenti della fisica, rivolto in particolare al problema della computabilit in fisica. Lintervento di D. Mundici stato dedicato alla storia del teorema di completezza delle logiche polivalenti di Lukasiewicz (logiche a infiniti valori). Mundici ha ripercorso levoluzione del problema, dalla dimostrazione di Chang in teoria dei modelli applicata ai gruppi totalmente ordinati, alla dimostrazione sintattica di Rose e Rosser , alla dimostrazione di Cignoli, che utilizza la rappresentazione degli L-gruppi abeliani liberi, e infine alla recente dimostrazione di Panti , che utilizza profondi risultati di geometria algebrica. Lintervento di I. Pitowsky stato infine rivolto alla relazione tra il teorema di incompletezza di Goedel e la tesi di Church sullequivalenza tra computabilit effettiva e ricorsivit per le funzioni in teoria dei numeri. Riferendosi a un discusso articolo di Dummett del 1986, Pitowsky ha sostenuto che se si assume come criterio per il carattere assiomatico di una teoria lesistenza di una procedura effettiva, in grado di determinare se una formula data o non un assioma della teoria, allora la tesi di Church un presupposto essenziale del teorema di incompletezza di Goedel. Se la tesi di Church dovesse rivelarsi infondata, la portata del teorema di Goedel risulterebbe, secondo Pitowsky, notevolmente ridotta. F.L.

CONVEGNI E SEMINARI

Ambrogio Lorenzetti, Veduta della citt sul mare, (part.)

Elias e Foucault: civilizzazione e cultura


Il Centro Culturale della Fondazione S. Carlo di Modena ha organizzato da gennaio ad aprile 1995 un ciclo di lezioni dal titolo: MODELLI PER LA TEORIA E LA STORIA DELLE CULTURE . NORBERT ELIAS. MICHEL FOUCAULT. Le tre lezioni dedicate ad Elias hanno visto la partecipazione di Simonetta Tabboni, Carlo Ossola ed Antonio Roversi; mentre le tre dedicate a Foucault sono state tenute da Mario Vegetti, Pasquale Pasquino e Axel Honneth.

Le tre lezioni su Norbert Elias, raccolte sotto il titolo di Epoche del processo di civilizzazione. Economia pulsionale, figurazione sociale e storia in Norbert Elias, hanno inteso analizzare la genesi, a livello psicologico, della societ assolutistico-curiale, attraverso la formazione di uno stabile apparato di autocostrizione individuale,

che porta il singolo a reprimere la manifestazione incontrollata dei sentimenti. Questa evoluzione, che pu essere esemplificata nel passaggio dalla figura del cavaliere a quella del cortigiano, costituisce per Elias la chiave per comprendere il processo di individualizzazione che accompagna lo sviluppo della civilt occidentale. Simonetta Tabboni (Teoria dei processi storici e sociologia di figurazione in Norbert Elias) ha affrontato i fondamenti del metodo sociologico di Elias, secondo il quale la Modernit sorge con la monopolizzazione della violenza da parte dellautorit; un processo di civilizzazione, questo, che pu essere facilmente riscontrato nella societ di corte, dove il guerriero viene educato nella rinuncia allistintuale propensione per lo scontro fisico. Scontro e conflitto sono concetti fondamentali nel pensiero di Elias. Particolarmente importanti risultano in questo contesto i termini di figurazione e interdipendenza, con cui Elias prende posizione nei confronti della
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cultura marxista, elaborando unanalisi della societ che non ricerca contrapposizioni inconciliabili (individuo-societ, natura-cultura), ma una sintesi delle dicotomie. A partire dallAlto Medioevo, lindividuo legato agli altri da rapporti sempre pi stretti, dove il potere si configura sempre pi come una relazione, quanto mai instabile, tra gli individui. La violenza fisica diventa sempre meno utile e ad essa si sostituiscono la perspicacia, la capacit di analisi. Analizzando il sorgere della societ moderna, Elias viene cos elaborando non solo un ideale di individuo, ma anche di studioso. Come per il cortigiano la dote fondamentale non la forza fisica o il coraggio, ma la capacit di saper comprendere le mosse degli avversari e del re, cos anche per il sociologo pi importante comprendere appieno le figurazioni sociali, nelle quali si mescolano quantit variabili di bene e di male, che cedere a banali semplificazioni. Questo pu anche spiega-

CONVEGNI E SEMINARI
re liniziale silenzio di Elias nei confronti del nazismo, che pure lo costrinse ad emigrare, come anche la sua diffidenza per i filosofi accusati di voler conoscere luomo a prescindere dalla societ. Carlo Ossola (Norbert Elias: cerimonie tra rito e secolarizzazione), ha affrontato pi da vicino quella che viene definita la teoria delle maniere. Secondo Ossola, in rapporto al problema dei riti esistono due tipi di sociologia, una morfologica, che si limita a descrivere, e una tipologica, che analizza i tipi, come ad esempio il funzionario di corte. A questo secondo modello appartengono le analisi di Elias, che si era avvalso in questo del suo lavoro come psicoterapeuta e degli studi di Freud, in particolare Totem e tab (1912-13). Nellorda originale, secondo Elias, si sarebbe creata una tensione dialettica tra gli individui, che avrebbe portato ad introdurre elementi di disciplinamento dellio. Questa evoluzione, che attraverso diverse tappe si protratta lungo tutta la storia umana e prosegue tuttoggi, non causata da uno sviluppo biologico, ma da uno sviluppo sociale e psichico. Fondamentali in questa evoluzione sono, secondo Ossola, i termini di coinvolgimento e distacco. La civilizzazione tende da una parte a distanziare gli uomini gli uni dagli altri, creando una societ degli individui, dallaltra favorisce anche lindeterminatezza, luguaglianza: gli individui non provano pi piacere, ma repulsione per la sofferenza dellaltro, nel quale si identificano. Legando il processo di individualizzazione con quello di autocostrizione, Elias vede in questo una speranza per un futuro pacificato. Secondo Ossola, invece, la secolarizzazione, la fine della societ di corte portano ad un indebolimento dellefficacia dei protocolli e al declino delle buone maniere. Antonio Roversi (Processi di de-civilizzazione. Linee di ricerca nellopera di Elias) ha voluto sottolineare nel suo intervento come anche Elias si sia posto il problema della decivilizzazione. Nella prima parte della sua lezione Roversi ha presentato e discusso alcuni concetti della concezione di Elias, in particolare la sua sociologia delle configurazioni e i concetti di interdipendenza e squilibrio di potere. Nella seconda parte sono stati discussi gli aspetti pi rilevanti della teoria della civilizzazione, in particolare attraverso lanalisi del trapasso dalla societ cortese cavalleresca a quella assolutistico curiale. Infine nella terza parte stato analizzato pi da vicino il tema della decivilizzazione, che sembra aver preoccupato molto Elias negli anni Settanta e Ottanta. Contrariamente a quanto poteva trapelare dai suoi lavori precedenti, Elias rileva come nel mondo contemporaneo il processo di civilizzazione abbia una vita pi difficile e come costante sia il pericolo del riaccendersi dellinsofferenza tanto allinterno quanto al di fuori dei confini di ogni singolo stato. Le tre lezioni dedicate a Michel Foucault, raccolte sotto il titolo: Dallepistme alle tecniche del s. Michel Foucault su ragione e potere, hanno cercato invece di ricostruirne il pensiero a partire dai due concetti di ragione e potere, che sembrano caratterizzare lopera foucaultiana nelle sue diverse fasi, dai primi lavori degli anni Sessanta, incentrati sullepistme, a quelli sulle tecniche del s, alle lezioni al Collge de France e ai volumi sulla storia della sessualit. Mario Vegetti (Larte di vivere. Foucault e gli antichi), ha analizzato lapproccio di Foucault al mondo antico attraverso una lettura degli ultimi due volumi della storia della sessualit (Luso dei piaceri e La cura di s). In primo luogo Vegetti ha riassunto le categorie fondanti dellinterpretazione foucaultiana della cultura: forme del potere, processi di assoggettamento/soggettivazione, dispositivi di interdetto e controllo sui discorsi e sui saperi. In base a queste categorie il mondo antico appare paradossalmente come culla della civilt occidentale, da un lato, dallaltro come un mondo molto lontano da quello cristiano e moderno. Secondo Vegetti, il problema che Foucault si pone, analizzando il mondo antico, sostanzialmente quello di individuare i dispositivi di potere in societ nelle quali gli apparati di controllo sono leggeri o inesistenti; al contrario vi una grande libert di condotta, di accessi al discorso, di formazioni epistemiche prive di ordinamento. Con il termine di signoria, cui pu essere affiancato quello greco di enkrateia, Foucault vuole indicare la padronanza di s che rende possibile anche quella sugli altri: tutto possibile a chi sa controllare le sue passioni. Grande importanza assumono in Foucault anche le tecnologie del s, che si concretizzano in generi letterari molto diffusi soprattutto nel mondo romano, come le lettere ad un amico (ad esempio quelle di Seneca), il diario o lesame di coscienza (si vedano gli scritti di Marco Aurelio). Questi testi, ha osservato Vegetti, non possono essere considerati opere antropologiche, in quanto non descrivono fedelmente luomo antico, che in realt era piuttosto iracondo e immoderato, ma sono piuttosto opere di storia delle idee, e anche di etica; il modello stoico, che emerge dallo studio del mondo antico, sembra infatti generalizzabile, e viene proposto dallultimo Foucault come un modo di eludere, anche nel mondo moderno, la coazione del potere. Dedicata alla teoria della politica foucaultiana stata invece la lezione di Pasquale Pasquino (La teoria politica della guerra e della pace. Michel Foucault e la storia del pensiero politico moderno), che ha fatto riferimento a Difendere la societ, testo tratto dalla registrazione di un corso tenuto da Foucault nel 1976 su alcuni aspetti della teoria politica moderna. In particolare, Pasquino ha messo laccento sulloriginale interpretazione foucaultia72

na di Hobbes, le cui teorie vengono lette non in funzione della legittimazione del potere, ma della formazione della soggettivit. Analizzando il discorso sulla sovranit nel Leviatano, Foucault dimostra di non credere allimmagine di un Hobbes teorico della guerra come principio delle relazioni interpersonali, da cui deriverebbe lordine dello stato. Per Hobbes ogni stato nasce da un contratto: il potere del conquistatore sul conquistato nasce da un riconoscimento da parte degli sconfitti del vincitore come loro rappresentante. Dal punto di vista della storia del pensiero politico, la riflessione di Foucault sul Leviatano, ha osservato Pasquino, mostra come la concezione hobbesiana segni il passaggio dalla teoria politica antica (dai greci a Machiavelli) a quella moderna. La prima analizzava la societ secondo uno schema binario: lordine e il potere servono ad allontanare la minaccia di una guerra civile allinterno della societ, perennemente divisa in due fazioni opposte; la seconda, al contrario, sarebbe iniziata solo con Hobbes, che secondo Foucault avrebbe per primo giustificato la sovranit con il diritto degli individui. La serie di lezioni su Foucault si conclusa con la lezione pubblica di Axel Honneth (Lanalisi della storia in Michel Foucault. Disciplinamento del corpo e potere decentralizzato), introdotta da Alessandro Ferrara. Honneth ha distinto tre fasi della teoria foucaultiana della societ: una prima fase, che si conclude con Lordine del discorso (1970), ha la forma di unetnologia applicata ai modelli dordine linguistici e cognitivi dellEuropa moderna; una seconda analizza la giustizia criminale in Francia per mettere in rilievo i sistemi cognitivi e istituzionali della riproduzione del potere; una terza, infine, incentrata sulla storia della sessualit e sullestetica dellesistenza, pone laccento sulla dimensione della soggettivit umana come sfera indipendente. In particolare Honneth ha messo laccento sui rapporti tra Foucault e lo strutturalismo: questi, infatti, farebbe implicitamente uso della capacit di comprensione sviluppata dalletnologia strutturalista, piegandola per agli scopi di una analisi della societ moderna. Lopera in cui Foucault aderisce pi strettamente a una teoria strutturalista della storia e della societ, ha mostrato Honneth, sembra essere Sorvegliare e punire (1975), dove la nascita della prigione viene letta non come un passo in avanti verso lumanizzazione delle pene, ma come un raffinamento delle tecniche per plasmare un soggetto ubbidiente da parte di un potere decentralizzato e reso anonimo. Qui appaiono anche i limiti della impostazione foucaultiana, che analizza la societ quasi esclusivamente dal punto di vista delle strategie produttive di potere, ignorando il dominio dellazione comunicativa in quanto azione non-strategica. F.F.

CALENDARIO
In occasione del bicentenario dello scritto kantiano Sulla pace perpetua, si tenuta a Kaliningrad, dal 19 al 22 settembre 1995, la Settima Conferenza Kantiana, organizzata dalla Russian Kant Society e la Kaliningrad State University. Informazioni: Prof. Dr. Vladimir Bryushinkin, Department of Philosophy, Kaliningrad State University, Universitetskaya 2, 236040 Kalingrad, Russia; tel. (0112) 431 229, fax (0112) 465813.

CALENDARIO

la storia, Michel Foucault: dallarchivio allontologia del presente,

con interventi di M. Perrot: Michel Foucault e lHistoire des Femmes; G. Levi: Foucault e la storia: analogia e comparazione; R. Castel.: Prsent et gnalogie du prsent: une approche non-volutionniste du changement; P. Redondi: Il linguaggio dello sguardo; C. Sini: Verit e storia; a conclusione si tenuta una tavola rotonda su: Foucault e gli storici: un incontro mancato?, con A. Dal Lago, S. Natoli, A. Pandolfi, V. Marchetti, E. Franois. Mercoled 18, Filosofia e politica: Foucault
fra teoria del potere e pratica della resistenza, con interventi di F.

La Societ filosofica della Svizzera italiana ha tenuto a Montagnola, il 22 e il 23 settembre 1995, un convegno di studio su Max Horkheimer a cento anni dalla nascita. Sono intervenuti: A. Ponsetto: Max Horkheimer e il recupero dellidea originaria di filosofia; L. Cortel.la: La teoria critica di Max Horkheimer e i percorsi della dialettica dopo Hegel; G. Mascioni: Max Horkheimer e il Ticino; M. Calloni: Patologie e diagnosi del moderno: dalla teoria critica alla filosofia sociale; G. Schmid Noerr: Die Emigration der Frankfurter Schule und die Krise der kritischen Theorie; V. Pedroni: Eclisse della ragione e ragione comunicativa; A. Bandolfi: Il giudizio di Max Horkheimer sulla Riforma protestante. Un contributo ad una teoria critica della modernit; N. Emery: Max Horkheimer e la funzione dello scetticismo. Hanno collaborato alla realizzazione del convegno la Fondazione Max Horkheimer di Lugano, lIstituto di etica sociale dellUniversit di Zurigo e la Commissione Culturale della Collina dOro. Informazioni: Societ filosofica della Svizzera italiana, casella postale 669, CH-6612 Ascona.

a cura di Luisa Santonocito


Fondamenti di informatica per le scienze umane il titolo di un corso di introduzione allelaborazione dellinformazione simbolica, rivolto a docenti, ricercatori e studenti di discipline umanistiche, tenutosi dal 9 al 13 ottobre 1995 presso lex monastero Santa Chiara, nella Repubblica di San Marino. Organizzato dallUniversit degli Studi della Repubblica di San Marino, dal Centro Internazionale di Studi Semiotici e Cognitivi. Informazioni: Universitdi San Marino, Contrada Omerelli 77, 47031 San Marino, tel. 0549/882516, fax 882519.
Filosofia e Medicina nella tradizione dellOccidente il tema del

Come nasce, si sviluppa e infine cade la res publica? Venerd 6 ottobre 1995, presso il Centro Culturale Polivalente di Cattolica, si tenuto un convegno di filosofia della politica su Ascesa e declino delle repubbliche, organizzato dalla Biblioteca Comunale di Cattolica in collaborazione con lIstituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Venerd 6 ottobre, V. DAmbrosio: Dal bene comune alla crisi della politica; E. Berti: Declino (reale) e ascesa (ideale) della polis greca; M. Bovero: La ricetta di Polibio e la profezia di Tocqueville; sabato 7 ottobre, A. Schiesaro: La seconda repubblica romana; M. Viroli: Machiavelli e le repubbliche corrotte; U. Cerroni: Le repubbliche perdute; D. Losurdo: Lavvento della democrazia: unanalisi comparata; M. Tarchi: La crisi delle democrazie europee del Novecento e il tramonto dellidea di bene comune; A. Bolaffi: Weimar: e poi? Elogio di una repubblica senza qualit. Informazioni: Centro Culturale Polivalente, piazza della Repubblica 31, 47033 Cattolica (Forl), tel. 0541 967802, fax 967803.

Con il titolo: Il pensiero antico nella filosofia di Schelling, dall11 al 14 ottobre 1995, si tenuto al Palazzo delle Stel.line di Milano un convegno organizzato dal Dipartimento di Filosofia dellUniversit degli Studi di Milano in collaborazione con il GoetheInstitut, lInternationale Schelling-Gesellschaft e il Comune di Milano. Questi gli interventi: M. Baum: Platone e la filosofia critica; I. Strohschneider: Modelli e contromodelli nella ricezione dellantico dellepoca di Goethe; J. Jantzen: Linterpretazione di Platone nel giovane Schelling; J. Matsuyama: Il pensiero platonico nella Filosofia della Natura; F. Moiso: Lantichit nella Filosofia dellArte; C. Bickmann: La ricerca di una forma di identit alla luce della dialettica platonica in Schelling; S. Otto: Il Symbolum della vera Filosofia. La filosofia nolana di Schelling nella mediazione di Jacobi; D. Barbaric: Linterpretazione schellinghiana di Platone secondo la filosofia razionale pura; L. Procesi: Il Prologo del Vangelo di Giovanni nella Filosofia della Rivelazione di Schelling; G. Frigo: Il ruolo della mitologia nella filosofia positiva; M. Boenke: Nelle reti della ragione. La filosofia razionale pura di Schelling; G. Riconda: Platone e limpostazione della filosofia positiva; W. Ehrhardt: La fine dellantichit nella Filosofia della Rivelazione di Schelling. Hanno aperto e chiuso i lavori le conferenze pubbliche di X. Tilliette, Schelling e il pensiero antico: da Pitagora a Plotino, e di R. Bubner, Platone nel pensiero schellinghiano. Informazioni: Goethe-Institut di Milano, via San Paolo 10, 20121 Milano, Tel.. 02 76005571

ciclo di conferenze a cura di F. Papi, organizzato dalla Casa della Cultura di Milano nei mesi di ottobre e novembre 1995. Questo il programma degli incontri: 4 ottobre, S. Moravia: Mente e Corpo; 11 ottobre, M. Vegetti: Saperi terapeutici. Il difficile rapporto tra medicina e filosofia nellantichit; 18 ottobre, C. Crisciani: Guarire e curare. Immagini di terapia nel Medioevo; 25 ottobre, G. Cosmacini: Medicina e neuroscienze da Cartesio ai Lumi; 8 novembre, G. Zanier: Medicina e influenze celesti: anatomia di un mito; 15 novembre, F. Moiso: Medicina e Romanticismo; 22 novembre, F. Mondella: Medicina dellOttocento: scienza e sanit; 29 novembre, L. Magnani: Medici automatici e intel.ligenza artificiale. Informazioni: Casa della Cultura, via Borgogna 3, 20122 Milano, tel. 02 795567.

Ewald: Foucault er latualit; V. Marchetti: La naissance de la biopolitique; E. Franois: Scurit, territoire, population: une nouvelle caractrisation du politique; A. Dal Lago: Foucault dimenticato; ha chiuso la giornata una tavola rotonda su: Foucault italiano?, con M. Bertani, A. Pandolfi, G. Scalia. Informazioni: Judith Revel, Centre Culturel Francais, via Bigli 2, Milano, tel. 06/6833736; Nicolas Guilhot, 02/ 76013966.

Scienze cognitive e filosofia: che pertinenza ha la fenomenologia? Questo largomento del colloquio internazionale su Actualit cognitive de la
phnomnologie: les dfis de la naturalisation, tenutosi dal 19 al 21

Sabato 21 e domenica 22 ottobre 1995, presso lAloisianum di Gallarate si tenuto il VI incontro di studio del Seminario permanente di Teoria critica su: Comunit, differenza, convivenza. Al seminario, realizzato in collaborazione con la rivista Fenomenologia e societ, hanno partecipato, tra gli altri: K.-O. Apel, M. Calloni, M. Kettner, R. Esposito, V. Marzocchi, F. Longato, A. Ferrara, E. Pulcini, D. Ungaro. Informazioni: Marina Calloni, via Crema 12, Milano, tel./fax 02/ 58321753.

Con il titolo: I filosofi e la genesi


della coscienza culturale della nuova Italia (1799-1900), si

ottobre 1995 a Bordeaux, presso la Sala Conferenze del Museo dArte Contemporanea, a cura dei Gruppi di Ricerca Phnomnologie et cognition e Pierre Duhem. Interventi di R. Barbaras, R. Casati, J. F. Courtine, D. Follesdal, T. Van Gelder, R. Mcintyre, W. Miskiewicz, K. Mulligan, E. pacherie, B. Pachoud, L. Petit M. Petit, J. Petitot, B. Smith, D. W. Smith, J. M. Roy, J. M. Salanskis, F. Varela, Y. M. Visetti. Informazioni: Phnomnologie et Cognition, 150, rue du Chateau Paris 75014 Francia; tel. (161) 331 45389539, fax (161) 331 44323122, e-mail: @heraclite. ens. fr.

Il Centre Culturel Francais di Milano, in collaborazione con il dipartimento di Filosofia dellUniversit Statale e la casa editrice Feltrinelli, ha organizzato, luned 16 ottobre 1995, a Milano, e mercoled 18 ottobre 1995, a Bologna, due giornate di studio su Michel Foucault: luned 16, Pensare

tenuto a Santa Margherita Ligure, dal 23 al 25 ottobre 1995, un seminario di studio promosso dallIstituto Italiano per gli Studi Filosofici e dallUniversit degli Studi di Genova. Tre le direttive di ricerca: Tradizione e progresso: le grandi sintesi metafisiche ed il loro influsso; Italia ed Europa: come la rivendicazione di una tradizione nazionale si accorda con lidea dellEuropa; Natura e societ: lo spirito positivo nei progetti e nella realizzazione della nuova Italia, sono intervenuti F. Tessitore, G. A. M. Tripodi, G. Cotroneo, F. Rizzo, G. Oltrini, G. Piaia, G. Bergamaschi, F. Ottonello, E. Botto, L. Mauro, C. Vasoli, S. Mastellone, I. Semino, N. De Cumis, G. Cacciatore, M. Ferrari, W. Bttemeyer, S. Poggi, A. Savorelli, G. Landucci. Informazioni: Prof. Luciano Malusa, Dipartimento di Filosofia, via Balbi 4, 16126 Genova, tel. 010/ 2099857, fax 2099864.

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CALENDARIO
A Lecce, dal 23 al 25 ottobre 1995, si tenuto il sesto convegno internazionale sullutopia dal titolo: La democrazia diretta, cio il progetto politico dellutopia , organizzato dal

Centro interdipartimentale di ricerca sullutopia dellUniversit di Lecce. Strettamente collegato al tema del convegno del 1992 (Il crollo del comunismo sovietico e la ripresa del progetto utopico). Al convegno hanno partecipato: B. Vetere; G. Schiavone; P. Scoppola; A. Colombo; A. Graziani. Informazioni: Giuseppe Schiavone, via Benevento 11, Zona 167 A, 73100 Lecce, tel. 0832/391064, 406626.

sperimentazione; B. Morcavallo: Cartesio e Hume sugli animali; M. Isnardi Parente: Sviluppi storici della controversia con spunto da testi classici; T. Pitch: I diritti animali; G. Santese: Plutarco sugli animali. Intervengono inoltre: L. Canavacci: Immaginazione e specismo; P. Carrano: Letteratura e animali; P. Donatel.li: Sulla definizione di essere umano e di animale; L. L. Vallauri: Domande sulla distinzione tra anima vegetativa, sensitiva, intel.lettiva nella Psycologia metaphysica di P. Siwek S.J.. Informazioni: Laura Canavacci, Dipartimento di studi filosofici ed epistemologici, Universit degli Studi di Roma La Sapienza, tel. 06 49917289 - fax 49917306.

sabato 9 dicembre: Grgoire et la thologie du verbe; Le concile de 381 et le problme du Saint-Esprit. Informazioni: Centre detudes du Saulchoir, 43 bis rue de la glacire, 75013, Parigi, tel. (1) 44 08 71 97, fax (1) 43 31 07 56.

Hegelismo francese il tema del

Nella ricorrenza del ventennale della morte di Michele Federico Sciacca e della pubblicazione dellopera Il secolo XX, il XIII Incontro del Giornale di metafisica, che si svolge a Palermo nei giorni luned 6 e marted 7 novembre 1995, ha come tema: Assolutezza e storicit. Interventi di S. Nicosia, N. Incardona, A. Masullo, E. Riondato, M. Olivetti, D. Conci, Vittorio Sainati, A. Moscato, V. Mathieu, N. Grimaldi, X. Tilliette, R. Alvira, E. Moutsopoulos, F. Inciarte. Informazioni: Istituto di Filosofia, Facolt di Lettere e Filosofia, Universit degli Studi di Palermo, viale delle Scienze, tel.. 091/6560228.

Bioetica, informazione, metodologia sono alcuni degli argomenti trattati nel ciclo seminariale Chirone Incontri, organizzato dalla Sezione di Comunicazione Scientifica dellAccademia Nazionale di Medicina. Informazioni: Informazioni: Stefania Ledda, Accademia Nazionale di Medicina, Forum per la Formazione Biomedica, piazza della Vittoria 15/1, 16121 Genova, tel. 010/5458611, fax 010/541761.

convegno che si tiene sabato 18 e domenica 19 novembre 1995 presso lIstituto filosofico Aloisianum di Gallarate, organizzato dal Seminario Permanente di Filosofia Contemporanea e dal Centre Culturel Franais di Milano. Questo il programma: sabato 18 novembre, J. Revel: LHegelismo francese: storia di una reazione; A. Zanini: Il Marx (Hegel) di Hyppolite; F. Cassinari: Tra fenomenologia e dialettica: Hyppolite, Heidegger et la Fenomenologia dello spirito ; L. Franco: Kojve e Husserl; M. Piccinini: Kojve e Strauss; M. Guareschi: Kojve: una fenomenologia del diritto fra tempo e concetto; L. Lanzillo: Considerazioni sulla fine della storia. Domenica 19 novembre: V. Descombes: Retour sur lhglianisme franais. Informazioni: Centre Culturel Franais, via Bigli 2, 20121 Milano, tel. 02/76013966, fax 02/76013669.

Thought and Ontology il titolo

Dall8 novembre 1995 al 21 febbraio 1996, presso la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor (Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele), Evandro Agazzi terr un corso di filosofia della scienza su Natura e Forme della Conoscenza Scientifica. Tra gli argomenti che verranno affrontati: La concezione fenomenista della scienza fisica; La nozione di oggettivit scientifica come intersoggettivit; La portata conoscitiva e il significato realista della scienza; La scienza medica: in che senso la medicina una scienza; La cosiddetta nuova filosofia della scienza: limitazioni dovute allesclusivismo linguistico in cui essa permane. Informazioni: Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, Segreteria Generale per la Didattica, Palazzo Dibit, via Olgettina 58, 20123 Milano, tel. 02/26433022, fax 02/26433012.

della conferenza internazionale che si svolge a Genova (Torre di Francia, via De Marini 6) dall8 all11 novembre 1995, a cura del Centro Studi per la Filosofia Contemporanea del Consiglio Nazionale delle Ricerche. I lavori si aprono mercoled 8 novembre con il saluto di C. Wrubl e la presentazione di E. Agazzi: Thought and Ontology, seguita dallintervento di M. Santambrogio: Truthmaking. Proseguono, gioved 9 novembre, con gli interventi di P. Leonardi: On Content; M. Sainsbury: Fregean Indexicals; E. Picardi: Is Language a Natural Object?; D. Marconi: Semantic Normativity. Venerd 10, M. Marsonet: Conceptual Schemes; J. Hornsby: Thinkables; S. Sturgeon: Reason and Reality; M. Martin: The Reality of Appearances. Si concludono sabato 11 novembre con una tavola rotonda a cui partecipano, tra gli altri, E. Agazzi, M. Martin, C. Penco, M. Santambrogio, A. Savile. Informazioni: C.N.R. Centro Studi sulla Filosofia Contemporanea, via Lomellini 8/8, I-16124 Genova, tel. 010/293511, fax 010/2471184.

Il Centro Culturale della Fondazione Collegio San Carlo di Modena organizza, da ottobre 1995 a marzo 1996, un ciclo di lezioni su Natura e identit.
Investimenti etici ed espressivi sul mondo naturale. Questo il calendario

Il dibattito sui diritti degli animali non umani al centro del convegno Etica
e animali: un confronto tra diversi approcci, organizzato il 7 novembre

dei prossimi incontri: venerd 17 novembre, E. Greblo: Le condizioni del valore. Natura e questione etica nella modernit; venerd 24 novembre, K. Eder: Quale identit attraverso la natura? Oltre il progetto dellecologismo; mercoled 13 dicembre, F. Farinelli: Limmagine del mondo; venerd 19 gennaio 1996, U. Fabietti: La costruzione delletnia; venerd 9 febbraio, l. Sciolla: Cura e mistica di s; venerd 8 marzo, R. Bodei: Natura e identit. Inoltre, per il ciclo di lezioni Le vie dei santi, organizzate dal centro di Studi Religiosi della Fondazione, segnaliamo: gioved 7 dicembre 1995, R. Di Donato: Venerare luomo. Dal culto degli eroi al culto dei martiri; luned 29 gennaio 1996, A. Vauchez: Levento miracoloso; gioved 15 febbraio, E. Genre: Le virt della vita quotidiana. Informazioni: Fondazione Collegio San Carlo, via San Carlo 5, Modena, tel.. 059 222315, fax 222585.

La rete Internet e gli strumenti NIR (networked information retrieval); L. Floridi: Il pensiero attaccato a un filo: strumenti e risorse Internet per la filosofia; A. Camana: Un Gopher napoletano: il progetto per lIstituto Italiano per gli Studi Filosofici; per la sessione su La didattica elettronica, intervengono L. Rossetti: Fare filosofia al computer: ipertesti e altri possibili standards. Presentazione del software didattico per lEutifrone di Platone; P. Carelli: Socrate ovvero una provocazione a pensare: un manuale interattivo di storia della filosofia; R. Parascandolo: La diffusione della filosofia con altri media; R. Bodei, G. Fornero, F. Valentini: Presentazione del software didattico Viaggio tra i filosofi, realizzato da Paravia, Rai Videosapere, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. Venerd 24 novembre, per la sessione I testi elettronici, intervengono D. Buzzetti: Linsegnamento della logica a Bologna nel secolo XIV: critica e analisi dei testi. Presentazione della banca dati dei manoscritti di logica in uso a Bologna nel Trecento; M. Fattori: Aspetti quantitativi del lessico filosofico del 600 e del 700"; R. Busa: Fare filosofia sul computer, fare filosofia con il computer; E. Picchi: Relazione sul Philosophers Index; per la sessione su Banche dati e gestione delle informazioni, intervengono D. Barbieri: Encyclomedia. Relazione sulla guida multimediale alla storia della civilt europea: Il Seicento; W. Di Palma: Museo della matematica di Roma: sperimentazione e idee per un ipermedia; R. Ruschi: Attualit filosofica: una ricerca impossibile? Ledizione elettronica di Informazione Filosofica. Informazioni: Carla Guetti, segreteria S.F.I., via Lucrino 18, 00199 Roma, tel. e fax 06/8604360.

Monoteismo e conflitto il titolo del

convegno internazionale di studi che si tiene a Napoli, dal 13 al 15 dicembre 1995, presso lIstituto Universitario Suor Orsola Benincasa. Tra gli altri, interventi di R. Garaudy, R. Barkai, F. Cardini, E. Ferri, G. Filoramo, V. Vitiello, S. Quinzio, G. Levi. Il convegno presenta una mostra di pittura e unesposizione di circa 1200 volumi, di cui 150 testi antichi e rari. Informazioni: Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa, via Suor Orsola 10, Napoli, tel.. 081/412908, fax 081/421363.

1995, a Villa Mirafiori di Roma, dal Dipartimento di studi filosofici ed epistemologici dellUniversit degli Studi di Roma La Sapienza. Queste le relazioni: G. Alpa: I diritti animali; L. Battaglia: Diritti animali e progresso sociale; P. Cavalieri: Estendere il contratto sociale; M. T. Marcialis: Diritti animali nel Sei-Settecento; A. Oliverio: Approcci alla

Sabato 4 novembre 1995 e sabato 9 dicembre 1995, presso la biblioteca del Centro di Studi del Saulchoir (Parigi), Jean Bernardi tiene due seminari su: Saint Grgoire le Thologien:
un intel.lectuel contemplatif dans laction. Questo il programma delle

Filosofia & Informatica il titolo del

relazioni: sabato 4 novembre: Une poque chamire; Une existence paradoxale; Un homme de parole et de plume; Loeuvre positive;

primo incontro italiano sulle applicazioni informatiche e multimediali nelle discipline filosofiche, che si tiene allUniversit di Roma La Sapienza gioved 23 e venerd 24 novembre 1995. Questo il calendario: gioved 23 novembre, per la sessione Strumenti telematici, intervengono F. Proietti:

La Casa Zoiosa di Milano organizza un ciclo di incontri su Filosofia e Scienza. Tra gli interventi: luned 6 novembre 1995, L. Sichirollo: La morale e la politica; 9 novembre, A. Burgio: Verit, teoria e fatti. Vi partecipano, inoltre, F. Moiso, E. Bellone, S. Natoli, G. Galli, F. Della Peruta, L. Genapini, F. Denozza, G. Celli. Informazioni: La Casa Zoiosa, Corso di Porta Nuova 34, 20121 Milano, tel.. 02/6551813, fax 6551448.

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CALENDARIO
Friedrich Engels nel centenario della morte

Presso lUniversit di Wuppertal, dal 9 al 12 ottobre 1995, si tenuto un Simposio internazionale su Engels, articolato nelle seguenti tematiche: Epistemologie, Dialektik, historischer Materialismus, Natur; Okonomie, Plitik und Theorie der Geschichte; Der Revolutionr Friedrich Engels: 1848, Erste Internationale und danach, Zweite Internationale. Contributi, tra gli altri, di: G. Achcar, T. Bergmann, J. Bischoff, H. Feldner, M. Kebler, S. E. Liedman, G. Mayer, R. Poulin, R. Wahsner, M. Sliwa. Informazioni: Theodor Bergmann, Im Asemwald 26, 6, 215 70 599 Stuttgart.

Promosso dal Centro nazionale per la ricerca scientifica e dallUniversit di Parigi-X Nanterre, in collaborazione con il Laboratorio per le ricerche filosofiche sulla logica e sul comportamento, lInstituto di ricerche marxiste, la Fondazione Jean Jaurs, si svolto a Parigi, dal 17 al 20 ottobre 1995, un colloquio internazionale su:Friedrich Engels savant et rvololutionnaire, con interventi di E. Concheiro, C. Kanelopoulos, T. Bergmann, C. Mainfroy, J. Texier, E. Traverso, J. Robelin , J. Massardo, G. Labica, , A. Tosel , G. Caire, H. Mahler. Informazioni: Mireille Delbraccio, Ura 1394 C. H. S. D. , 7 rue Guy Mquet B. P. 8 94801 Villejuif Cedex, tel. (1) 49 58 36 59 - fax (1) 49 58 36 65.

A Madrid, presso la Fondazione di Ricerche Marxiste, il 25, 26 e 27 ottobre 1995 si tenuto un convegno dal titolo: Engels y el marxismo, con interventi di J. Trias, P. Ribas, S. Castillo, A. Santucci, G. Liguori, R. Finelli, F. Buey, D. Losurdo, G. Labica. Informazioni: Fondazione di Ricerche Marxiste, Madrid, tel. 420 13 88, fax 420 20 04.

Organizzato dal Dipartimento di Filosofia dellUniversit degli Studi di Milano, in collaborazione con lI.S.U., la Fondazione Feltrinelli e il Goethe-Institut di Milano, si tiene a Milano, dal 16 al 18 novembre 1995, un convegno internazionale di studi dal titolo: Friedrich Engels (1820-1895) nel primo centenario. Ipotesi per un bilancio critico. Per la sessione Filosofia, Scien-

ze , Natura, gioved 16 novembre introduce al convegno M. Cingoli e S. Timpanaro, intervengono S. Tagliagambe, V. Schrmann, E. Fiorani, F. Mondella, P. Bellinazzi, A. Zanardo, L. Angelini, F. Moiso, G. Micheli, A. Guerrazzo, F. Minazzi, M. Quaranta, F. Vidoni, V. Morfino. Per la sessione Storia, Economia, Politica, venerd 17 novembre intervengono M. Vanzulli, F. Tomasoni, J. M. Vincent, A. Burgio, G. Libretti, F. Della Peruta, E. Ronchetti, L. Frasconi, G. Prestipino, F. Fergnani, G. Baratta, D. Losurdo, G. M. Bravo, D. Bidussa, P. Favilli, D. Berger, A. Catone, P. Foraboschi, M. Zanantoni, R. Hecker, M. Turchetto; sabato 18 intervengono R. Zani, M. Gervasoni, C. Lucchini, R. Veneziano. Informazioni: prof. Mario Cingoli, Dipartimento di Filosofia, Universit degli Studi di Milano, via Festa del Perdono 7, tel. 02/5463592.

Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Palazzo Serra di Cassano via Monte di Dio 14, Napoli

6-10 novembre 1995 Franco Ferrarotti


Memoria e identit

Il ricordo come momento fondamentale nella costituzione del soggetto Memoria e contesto. Le dimensioni sociali della memoria - Tempo passato e tempo vissuto - Memoria collettiva e coscienza storica. Il concetto di nazione - Problemi e prospettive della societ multi-etnica e multiculturale.

16 novembre 1995 - 15 febbraio 1996 Incontri di aggiornamento per la scuola a cura di Antonio Gargano Il pensiero italiano del Rinascimento Leonardo da Vinci - Niccol Machiavelli - Francesco Guicciardini - Bernardino Telesio - Giordano Bruno - Tommaso Campanella.

conocimiento - El statuto giuridico de los ignorantes: de los rsticos a las mujeres - Derecho y costumbre: la ignorancia del Leviatan

menti di filosofia del diritto - Hegel, Lezioni di filosofia della storia - Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844 - Marx-Engels, Manifesto del Partito Comunista.

28-29 novembre 1995 Andr Jacob


La question du temps humain

11-15 dicembre 1995 Aldo Trione


Il caos e la forma

20-23 novembre 1995 John Freccero


La poetica del tempo

In collaborazione con il Dipartimento di filosofia dellUniversit di Napoli Federico II.

Poetica e trasposizione simbolica Simbolo, immagine, destino - Poesia e coscienza estetica - La nascita della forma - Forma e temporalit.

13-17 novembre 1995 Giuseppe Cacciatore


Filosofia civile e filosofia pratica nellItalia moderna

Introduzione generale: la tradizione civile della filosofia italiana - Vico e la filosofia pratica - Dal vichismo al positivismo: la filosofia, la politica, la storia - Croce: etica, vita, politica Il profilo etico-politico dello storicismo critico italiano.

nella Divina Commedia Grammatica e teologia nella tradizione agostiniana - Il tempo della scrittura morta: Inferno X - Visibile parlare: Purgatorio X - Tempo e liturgia: Paradiso X.

4-6 dicembre 1995 Giovanni De Crescenzo


La bioetica e lodierno dibattito epistemologico

12-15 dicembre 1995 Giuseppe Mazzotta


Il gioco del mondo nel Rinascimento

27 novembre - 1 dicembre 1995 Hans-Georg Gadamer


Latomismo antico e moderno

Che cos la bioetica - La bioetica e la nuova concezione della scienza e della prassi interdisciplinare - Le questioni fondamentali della bioetica e lodierna riflessione morale.

Poliziano e la crisi del neoplatonismo - potere e gioco: Machiavelli, Erasmo, Ariosto - Mondi possibili: Campanella, Galileo e Bellarmino - Lartificio barocco: Bernini, Alberti e Bruno.

Democrito - Aristotel.e - Galilei - La fisica quantistica. 13-17 novembre 1995 Armando Savignano
Miguel de Unamuno

5 dicembre 1995 - 23 aprile 1996 Incontri di aggiornamento per la scuola a cura di Antonio Gargano
La filosofia classica tedesca

18-21 dicembre 1995 Domenico Jervolino


La genesi della comunit in Patocka

27 novembre - 1 dicembre 1995 Antonio Serrano Gonzles


La ignorancia del derecho

e il sentimento tragico della vita Unamuno e la filosofia come meditatio mortis - Il sentimento tragico della vita - Il chisciottismo di Unamuno Unamuno e i protestanti liberali Unamuno e lesistenzialismo.

El Derecho en los textos: scientia iuris y scientia ignorantiae - Las gentes si textos: salvajes, indios y otros animales - Perceptiones de la ignorantia iuris: la ley como objeto de

Kant, Critica della ragion pura - Kant, Critica della ragion pratica - Kant, Critica del Giudizio - Fichte, Dottrina della scienza e Missione delluomo - Hegel, Fenomenologia dello spirito - Hegel, Enciclopedia delle scienze filosofiche - Hegel, Linea-

Patocha nel movimento fenomenologico - Il tema del mondo naturale e la prima filosofia del linguaggio Spazio, interpellazione, comunit Comunit e storia: platonismo negativo ed etica della resistenza.

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DIDATTICA

DIDATTICA

a cura di Riccardo Lazzari

Un Socrate...redivivo, in versione elettronica


DIALOGA CON SOCRATE SULLA BASE DELL EU-

(Armando Editore, Roma 1995) si potrebbe definire senza enfasi - se ci riferiamo al pubblico italiano ed al settore filosofico - un evento editoriale. Il prodotto (una ricreazione molto libera di un analogo programma chiamato Dialog 1, elaborato da unquipe nord-americana dellarea di Seattle; cfr., Informazione filosofica, n. 15), collaudato a lungo, opera di Livio Rossetti, docente di filosofia antica allUniversit di Perugia, che ha saputo mobilitare intorno al suo progetto-pilota unampia gamma di energie intellettuali: dallUniversit in cui insegna al Centro di calcolo elettronico della stessa Universit allIRRSAE dellUmbria.
TIFRONE PLATONICO

Dialoga con Socrate sulla base dellEutifrone platonico un giuoco che libera energie intellettuali, una simulazione in cui linterlocutore si mette nei panni di Eutifrone, un libro in cui il lettore costretto a scrivere la sua parte, a prendere posizione varie decine di volte: una sorta di iniziazione alla ricerca filosofica che ha come scopo gli studenti (soprattutto della scuola media superiore), ma che potrebbe benissimo avere come utente anche un pubblico adulto. Qui Socrate (il Socrate dell Eutifrone) non distribuisce la classica filastrocca di opinioni di hegeliana memoria, ma pone un problema e sollecita linterlocutore - catapultato nella temperie culturale del 399 a. C. ad Atene - a risolverlo, aiutandolo ad effettuare operazioni di analisi e di sintesi, a connettere proposizioni, a ricavare proposizioni da altre, a cogliere nessi necessari, facendo addirittura ricorso ai rudimenti della logica formale. Lautore di questopera, Livio Rossetti, specialista di Socrate, dimostra una grande fedelt all Eutifrone di Platone: stesso tema, stessi passaggi, stesso ruolo di Socrate, stessa atmosfera. Cambia solo il ruolo di Eutifrone: lutente, posto nei panni di Eutifrone, pu scegliere di seguirlo o no, lasciarsi trasportare dalla logica di

Socrate, o anche provocare lo stesso Socrate. Lunit narrativa, ovviamente, smontata; i passaggi logici sono liberati dal contesto letterario e vengono messi in evidenza, focalizzati, in alcuni casi perfino formalizzati, facendo uso delle classiche variabili P e Q. Viene esplicitata la contraddizione in cui si cade quando si traggono certe conclusioni da premesse date. Linterlocutore, cio, messo nelle condizioni di costruire lui stesso lo sviluppo del discorso, di vagliare con attenzione ogni passaggio, di diventare co-protagonista del dialogo. Ci troviamo, in altre parole, davanti ad un Platone che da una parte fedele al Platone storico e dallaltra se ne discosta per comprenderlo meglio, per penetrare pi in profondit nel suo pensiero. Allutente consentita la possibilit di confrontare direttamente i due testi, accedendo direttamente (mediante una icona a forma di pagina scritta) alla traduzione, dello stesso Rossetti, dellEutifrone e quindi di cogliere lo specifico delloriginale rispetto alla simulazione. Liniziazione alla ricerca filosofica viene in tal modo effettuata non in astratto, non al di fuori del tempo, ma con unimmersione profonda in quella metodologia della ricercatipo che incarnata storicamente dai dialoghi di Platone. La novit radicale che Platone, grazie allinformatica, viene...scongelato - come definisce loperazione lo stesso Rossetti: il dialogo platonico non pi un prodotto congelato del passato; e neanche meccanismo congelante di condizionamento dellinterlocutore, per cui Socrate non pu che avere ragione. Linterlocutore entra nel dialogo e svolge il suo ruolo, sfidando, se vuole, lo stesso Socrate. Naturalmente, questi fa di tutto per portare linterlocutore dalla sua parte limitandosi, per, a condurre lutente a scoprire coerenze e incoerenze, deduzioni corrette e scorrette, contraddizioni: opportunit, osserva Rossetti, che gli insegnanti devono valorizzare, stimolando negli studenti un pi alto grado di riflessione e provocandoli a risalire da quel che si vede a quel che non si vede. Se allinizio del dialogo vi sono troppi vero! scontati, nel cuore e nella fase
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finale, al contrario, linterlocutore pu provare limpressione di essere psicologicamente pressato da distinzioni che appaiono a prima vista troppo sottili, di restare paralizzato, non sapendo come tirare una conseguenza coerente da una serie di premesse, come digitare i termini giusti o la proposizione esatta. Si tratta, tuttavia, di momenti che vengono a lungo preparati da una serie graduale di passaggi; inoltre, il dialogo vuole essere uniniziazione al rigore del ragionare filosofico, non unevasione tecnologica: la precisione richiesta nel digitare proposizioni giuste non risponde solo a esigenze del programma, che non tollera che un numero contenuto di variabili, ma anche allesigenza che lutente impari ad estrarre la proposizione nuova da quelle date. Il ricorso alla formalizzazione potrebbe, infine, disturbare un utente non allenato ad usare simboli in un dialogo discorsivo, anche se abbiamo a che fare con un ricorso molto leggero ed in pi accompagnato da esemplificazioni chiare ed efficaci. Questopera di Rossetti e di David Lanari, che ha innovato in modo significativo il software statunitense di Dialog1, facendo del programma un vero e proprio gioiello dal punto di vista grafico, potrebbe aprire una nuova era nella scuola superiore (il prezzo, tra laltro, appetibilissimo: il volumetto Invito a dialogare con Socrate via computer, a cui abbinato il dischetto, costa 16.000 lire; la Guida per linsegnante 6.000 lire; il corposo saggio su Eutifrone 20.000 lire). Di prossima pubblicazione, poi, il saggio, a cura dello stesso Rossetti, dal titolo: Socrate nel computer, che presenter, tra laltro, le esperienze in corso. auspicabile che Dialoga con Socrate vada anche oltre i confini della scuola: non presuppone conoscenze filosofiche, n di informatica; non presuppone neanche la preventiva lettura dell Eutifrone di Platone. un fecondo strumento utile per tutti coloro che vogliono cominciare (o ricominciare) a pensare in proprio, a interrogarsi, a scavare in profondit; per tutti coloro che intendono provare a liberarsi dai condizionamenti, soprattutto da quei potentissimi condizionamenti rappresentati dai mass-media. P.C.

DIDATTICA
Interventi, proposte, ricerche
apparso il primo numero (aprile 1995) del BOLLETTINO DEL C.R.I.F. - QUADRIMESTRALE DI INFORMAZIONE DEL CENTRO DI RICERCA PER LINSEGNAMENTO FILOSOFICO, la cui finalit principale consiste nel diffondere nelle scuole il programma della Philosophy for children, elaborato da Matthew Lipman e dai suoi collaboratori allUniversit di Montclair nel New Jersey (cfr., Informazione filosofica, n. 22/23).

ricerca e dei corsi di aggiornamento in Italia, collegati ai progetti della Philosophy for Children, accompagnata da una bibliografia. Viene dato anche un elenco delle scuole (per lesattezza 24) nelle quali una o pi classi hanno sperimentato (o sperimentano) il programma della Philosophy for Children a partire dallanno scolastico 1993-94. La quota associativa al C.R.I.F. di . 20.000 e comprende labbonamento al Bollettino. Si pu versare sul c/c postale n 13469879 intestato a: CRIF - via S. Francesco, 46 87022 Cetraro (CS).
Sul n. 26 di Sensate esperienze (aprile 1995) appare un articolo di Maria Cristina Mirabello, FILOSOFIA IN UNA III LICEO SCIENTIFICO PNI, che contiene alcune nuove proposte e soprattutto unampia documentazione di materiale didattico per impostare la programmazione annuale di Filosofia nelle classi del triennio liceale. Nello stesso numero di Sensate esperienze pubblicata una recensione di P. Palmeri del volume di Biancardi, Bolognini, Deiana, Marchetti, LA FILOSOFIA INSEGNATA (Pagus Edizioni, Treviso 1994; cfr. Informazione filosofica, n. 21).

zioni a fare, a innovare, a sperimentare, ma dopo aver pensato, riflettuto, discusso; tutto questo in una prospettiva per cui finalit primaria dello studio della filosofia nella scuola secondaria superiore debba essere quella di concorrere alla ricostruzione della tradizione culturale europea.
La Sezione Lombarda della Societ Filosofica Italiana propone una serie di incontri e conferenze sul tema I LINGUAGGI DELLA FILOSOFIA, che intendono offrire un contributo serio e rigoroso per chi voglia insegnare filosofia attraverso le opere degli autori. Il programma che viene presentato propone altres una guida a chi intende avviare una sperimentazione secondo i Programmi elaborati dalla Commissione Brocca. Agli incontri, che si terranno presso lUniversit degli Studi di Milano (via Festa del Perdono, 7), presso lAula Crociera Alta del Dipartimento di Filosofia, parteciperanno: E. Berti, A. Ghisalberti, F. Mignini, E. Franzini.

Nellarticolo di apertura Francesco Valentino fa il punto sul significato della conversazione nella filosofia per bambini. Luso della conversazione o del dialogo (presi qui come sinonimi, pur senza ignorare i tratti semantici diversi) si inserisce in una strategia didattica di apprendimento della filosofia che ne vuole consentire lingresso nella scuola inferiore. Alla base della riflessione di Matthew Lipmann, l ideatore della filosofia per bambini, vi del resto una concezione del fare filosofico come attivit dialogica, conversazione democratica dellumanit, che respinge una visione irrigidita della filosofia come campo di sistemi intellettuali totalizzanti, costruiti luno sullaltro. La conversazione filosofica in classe, osserva Valentino, si qualifica per essere conversazione problematica (la filosofia, infatti, una vasta articolazione della problematicit), paritaria (la conversazione filosofica deve essere una relazione simmetrica, i cui partecipanti sono pari tra loro e reciprocamente rispettosi), autocorrettiva (non deve isterilirsi in contrasti insanabili fra posizioni preconcette). Nel prosieguo dellarticolo Valentino illustralavalenzaeducativa, nellescuole inferiori, della conversazione filosofica, che favorisce il superamento dei limiti di non pertinenza tematica e di personalizzazione, che contraddistinguono gli interventi dei bambini o dei ragazzi nelle situazioni di dialogo. Nel Bollettino del C.R.I.F. sono inoltre riassunti i racconti (sette in tutto) che scandiscono il curriculum della Philosophy for Children in rapporto ad una precisa fascia di et e alla classe scolastica corrispondente: Elfie (classi I-II elementare), Kio e Gus (classi III-IV elementare), Pixie (classi IV-V elementare), Harry Stottlemeiers Discovery (classi I-II-III media; tradotto in italiano col titolo: M. Lipmann, Il prisma dei perch, Armando, Roma 1992), Lisa (biennio della scuola secondaria superiore), Suki (biennio e classi del triennio superiore), Mark (biennio e classi del triennio). Un articolo di Antonio Cosentino fa il punto intorno ad alcuni problemi di metodo nellapplicazione di programmi della filosofia per bambini, mettendo in guardia da una interpretazione eccessivamente rigida e vincolante degli obiettivi proposti. Sono inoltre elencati alcuni suggerimenti di P. C. Guin per aiutare la classe a trasformarsi in una comunit di ricerca. Il Bollettino del C.R.I.F. contiene inoltre una panoramica sulle attivit dei gruppi di

A prescindere dal carattere criptico della sigla finale che compare nel titolo dellarticolo (presumibilmente si tratta del Piano Nazionale di Informatica) e da altre soluzioni espressive non del tutto trasparenti ai non addetti ai lavori, Maria Cristina Mirabello propone nel suo intervento una serie di formulari e di schemi - in parte gi esistenti, in parte approntati per loccasione - da utilizzare nel primo mese di scuola e funzionali ai seguenti scopi: dare una possibilit di esplicitazione alle motivazione degli alunni rispetto alla disciplina...; far esercitare gli alunni su un materiale che consente loro di misurare le proprie capacit di concentrazione e che in qualche modo sia vicino ai loro interessi scientifici...; dare agli alunni il senso che solo una sistemazione rigorosa dei loro sforzi... pu condurre il processo di apprendimento ad un esito positivo; individuare le potenzialit di correzione degli alunni...; fornire uno schema articolato per punti su cui discutere con tutta la classe e propedeutico al programma del terzo anno. Lesperienza avviata nel primo mese e proseguita attraverso il lavoro di programmazione del primo quadrimestre ha evidenziato levoluzione degli alunni da un atteggiamento di iniziale scetticismo ad una acquisizione della filosofia come utile, interessante, coinvolgente, cos come emerso da un questionario di autovalutazione di fine quadrimestre. Per quanto riguarda la recensione del volume di Biancardi, Bolognini, Deiana, Marchetti, La filosofia insegnata, P. Palmeri sottolinea in particolare la ricchezza di proposte praticabili suggerite dagli autori del volume, mettendo in luce come innumerevoli siano le sollecitazioni che se ne possono trarre: sollecita77

Liniziativa vuole corrispondere anzitutto alla finalit di ancorare linsegnamento della filosofia nelle scuole secondarie superiori alla lettura diretta delle opere filosofiche, per salvaguardare cos la storicit del pensiero nel suo sviluppo, la specificit del linguaggio filosofico, il senso dellunit dellopera filosofica, la fondatezza degli incroci interdisciplinari. Essa intende inoltre evidenziare le possibili correlazioni tra aspetti dellanalisi critica delle opere e le funzioni critico-educative della loro trasmissione ai giovani. Ogni conferenza in cui si articola questa iniziativa sar seguita da una comunicazione: un docente di liceo evidenzier le valenze critico-formative nella lettura dellopera proposta. Gli incontri si articoleranno secondo il seguente calendario: 30 novembre 1995, ore 16.30: E. Berti, Le regole dellinganno: le Confutazioni sofistiche di Aristotele, a cui far seguito una comunicazione di A. Franco Repellini; 25 gennaio 1996, ore 16.30: A. Ghisalberti, Interiorit, comunicazione e linguaggio in Agostino (che prender in esame il De magistro di Agostino, di cui apparsa una recente edizione dal titolo: Il Maestro e la Parola, Rusconi, Milano 1995), a cui far seguito una comunicazione di P. Pirzio; 28 marzo 1996, ore 16.30: F. Mignini, La geometria del linguaggio in Spinoza (che prender in esame lEthica more geometrico demonstrata di Spinoza), a cui far seguito una comunicazione di R. Lazzari; 2 maggio 1996, ore 16.30: E. Franzini, Il linguaggio dellautoma in Bergson (che prender in esame Il riso di Bergson), a cui far seguito una comunicazione di F. Mignini. Il corso gratuito, ma ai partecipanti viene richiesta liscrizione alla Sezione Lombarda della SFI. Il corso ha il riconoscimento ministeriale. (Informazioni: tel. 02/ 39214905.) R.L.

RASSEGNA DELLE RIVISTE

RASSEGNA DELLE RIVISTE

a cura di Silvia Cecchi


RIVISTA INTERNAZIONALE DI FILOSOFIA DEL DIRITTO RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Vol. LXXII, n. 1, gennaio-marzo 1995 Giuffr Editore, Milano Delitto e peccato nel giusnaturalismo di Samuel Pufendorf, di V. Fiorillo: larticolo intende individuare se Pufendorf, parlando della pena, concettualizzi anche la categoria del delitto come rigorosamente autonoma rispetto a quella di peccato; lo scopo quello di contribuire alla storia del diritto penale in modo del tutto indipendente da qualsiasi riferimento allambito della teologia. Lordinamento giuridico come sistema di diritti soggettivi. Franz Von Zeiller, di M. La Torre: analisi del codice civile austriaco, entrato in vigore nel 1812 ed opera del Von Zeiller, che mostra una concezione del diritto non giuspositivistica, ma ancora giusnaturalistica. El concepto de obligacion en la ultima iusfilosofia espaola, di B. Rivaya Garcia. Il diritto tra misconoscimento e disconoscimento, di P. Savarese: unanalisi speculativa del diritto alla luce del rapporto tra singolo e intersoggettivit. Riflessioni sulla distinzione rules/principles nellopera di Ronald Dworkin, di A. Schiavello. I conflitti normativi e letica del discorso, di E. Diciotti: la questione dei conflitti morali e letica del discorso elaborata da Apel e Habermas. Interpretazione: pluralit e fedelt, di P. Valenza: un rapporto/sintesi dei contenuti emersi nel seminario sul tema: Interpretazione. Pluralit e fedelt (Roma, 20-22 maggio 1994). Il problema della diffinitio nel razionalismo scolastico e le prime critiche dellumanesimo giuridico, di M. Manzin.

Anno L, n. 1, 1995 Franco Angeli, Milano Dignit e finitezza delluomo: alcune riflessioni sul De immortalitate animae di Pietro Pomponazzi, di T. Suarez-Nani: la formula della tradizione ermetica: magnum miraculum est homo, rappresenta una costante di tutta la filosofia del Rinascimento. Larticolo vuole in particolare mettere in luce la presenza del concetto delluomo microcosmo nel testo di Pomponazzi in relazione alla problematica della dignit delluomo e del rapporto tra filosofia e religione. Chimica e mental science in Inghilterra: lesempio di James Mill, di S. Bucchi: la teoria dell associazione delle idee nella filosofia inglese del secolo scorso proposta da Mill fu paragonata fin da allora ad una composizione chimica, per cui le operazioni della mente assomiglierebbero alle composizioni nei corpi fisici degli elementi chimici. Questa analogia tra filosofia e chimica trova conferma nelle scelte dello stesso filosofo, per cui la chimica fu fonte di analogie soprattutto da un punto di vista metodologico. Mario Dal Pra e lesistenzialismo positivo di Nicola Abbagnano, di E. Rambaldi. Criteri e metodo per una nuova raccolta delle testimonianze sugli agrapha platonica, di M. Isnardi Parente. Una nuova storia della filosofia medievale, di F. Bottin: analisi del secondo volume (La filosofia medievale) della nuova Storia della filosofia, curata da Pietro Rossi e Carlo A. Viano (Laterza, Bari-Roma 1995). Immagini, parole e cose nella formazione delluomo. Nota sulla critica di Port Royal a Comenio, di M. Ferrari: la critica di Port Royal alla didattica di Comenio mette in luce la questione di una nuova lingua, chiara e trasparente, in grado di condurre luomo verso la luce della verit. Giuseppe Rensi interprete di Spinoza, di A. Montano.
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Loggetto della conoscenza scientifica secondo Rodolfo il Bretone, di P. Rossi: larticolo vuole delineare la dottrina di Rodolfo il Bretone riguardo loggetto della conoscenza scientifica analizzata dal filosofo attraverso i commenti allopera di Aristotele. Questiones super analytica posteriora, di R. Brito.

RIVISTA DI FILOSOFIA

Vol. LXXXVI, n. 2, agosto 1995 Il Mulino, Bologna Devozioni vichiane, di P. Rossi: una riflessione sul ruolo di Vico nella storia della filosofia a partire dal dibattito dellultimo decennio. La teoria bolzaniana dello spazio e del tempo, di P. Bucci: larticolazione interna della teoria dello spazio e del tempo di Bolzano sui tre piani, ontologico, lektologico-semantico, gnoseologico. Il neocriticismo tedesco e la teoria della relativit, di M. Ferrari: la stagione dellinterpretazione neokantiana della teoria della relativit speciale di Einstein si apre con Natorp nel 1910 e Hnigswald nel 1912, contro i quali prese autorevole posizione Schlick, che chiar le difficolt in cui cadeva la filosofia kantiana con i suoi presupposti newtoniani alla luce della teoria della relativit. Dopo la prima guerra mondiale vi fu una ripresa degli studi, al centro dei quali vi era lanalisi di Cassirer volta a chiarire quali fossero gli strumenti concettuali usati da Einstein nella sua costruzione teorica, mostrando anche come la teoria della relativit rappresenti, pi che una rottura con la fisica classica, la sua pi compiuta realizzazione; interessante anche lavvicinamento di Cassirer alla epistemologia di Duhem, dallesclusione delle possibilit dellexperimentum crucis alla concezione della fisica come

RASSEGNA DELLE RIVISTE


concettualizzazione simbolica di fatti in termini matematici. Einstein, largomento di EPR e le variabili nascoste: un problema da riconsiderare?, di F. Laudisa. Laddomesticamento del caso, di L. Cataldi Madonna: recensione di I. Hacking: Il caso domato (Il Saggiatore, Milano 1994). Ronald Dworkin e il dominio della vita, di E. Soetje.
IL PENSIERO

Anno XXXIV, n. 1, 1995 Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli Sullinizio e la fine della storia: discussione tra M. Cacciari, B. Forte, V. Vitiello. Due tipi di storia universale: i casi di E. A. Freeman e Max Weber, di A. Momigliano. La negazione del tempo in Nietzsche, di F. Tomatis: dalla teoria dellessere come caos in-finito nasce la dottrina del tempo come eterno ritorno. Hegel e il liberalismo: un dibattito aperto di T. Amato: il dibattito, italiano e non, intorno al problema dellaccordo tra il pensiero politico hegeliano e la tradizione liberale, soprattutto alla luce delle lezioni di Filosofia del diritto. Marx, la filosofia della storia e la giustizia, di V. Vitiello: analisi di due recenti studi sulla necessit di rileggere Marx alla luce del presente: Spettri di Marx, di J. Derrida, e Il sogno filosofico della storia, di F. Papi. Sulla filosofia della storia di Fichte. Risposta ad un recensore, di G. V. Di Tommaso.

prese di posizione della critica sociologica tedesca su Freud, viene analizzata linterpretazione di Weber dapprima nel contesto del marxismo occidentale, dalle cui tesi Habermas sembra discostarsi, poi in rapporto allincontro tra Weber e Habermas. Criticit e/o fondazione filosofica? Dalla critica della ragione strumentale (Horkheimer e Adorno) alla giustificazione della razionalit comunicativa (Habermas, Apel e oltre), di V. Marzocchi: il confronto di Habermas con la prima teoria critica francofortese. Heidegger e il marxismo, di A. Bertin: bench Heidegger non abbia mai realmente affrontato un confronto con Marx ed il marxismo, tuttavia lelaborazione della sua filosofia politica e della teoria della tecnica risentono dellinfluenza marxista.

VERIFICHE

Anno XXIV, n. 1-2, Trento Sul concetto matematico dellinfinito e del continuo nella Fisica di Aristotele, di A. Moretto: la trattazione aristotelica dellinfinito e del continuo ha rilevanza anche relativamente alla filosofia della matematica, in quanto chiarisce il confronto tra i diversi punti di vista sullinfinito e sul continuo. Fondamentale appare la lezione delle discussioni accademiche sulle grandezze geometriche ed in particolare delle elaborazioni di Eudosso di Cnido. Sidgwick e la filosofia morale di Kant, di L. Franco. La tesi dellimpotenza dello spirito e il problema del dualismo nellultimo Scheler, di G. Cusinato: lanalisi del tema scheleriano dellOhnmacht. Lo stile di Wittgenstein, di G. P. Terravecchia: attraverso lanalisi del modo di scrivere del filosofo, ad esempio la ripetitivit e le molte domande, larticolo cerca di comprendere il metodo e lapproccio del filosofare di Wittgenstein. Inoltre viene proposta una nuova interpretazione sul significato complessivo del Tractatus nel quale possibile osservare compiutamente lo stile del filosofo. Vedere con gli occhi dellanima: la funzione dellala nella Palinodia di Socrate, di A. Fussi. Deduzione dialettica e fede nella fondazione kantiana della morale, di G. Tomasi: recensione di S. Landucci: Sulletica di Kant (Guerini e Associati, Milano 1994). Henry Corbin e lontologia del mundus imaginalis, di M. Falcioni. Larte, lopera, lorigine. M. Blanchot, di S. Zampieri: il legame tra il filosofo francese ed il pensiero di Heidegger.

FILOSOFIA

Anno XLV, n. 3, settembre-dicembre 1994 Mursia, Milano Il rapporto tra i concetti di possibile ed esistente nel quadro della teoria leibniziana dei mondi possibili, di G. Auletta: larticolo esamina il rapporto, nel Leibniz maturo, tra i concetti di mondo possibile e mondo esistente, prescindendo dalla loro origine scotistica e allo scopo di distinguere le coppie di concetti contingenza-necessit e esistenza-possibilit. Kierkegaard: la seduzione, linteriorit, lironia, di G. Gallino: la seduzione e la musica, la sofferenza ed il paradosso, lironia e lumorismo. Il sogno, la fanciullezza e larte nel pensiero di Giovanni Gentile, di V. Stella: il problema delleducazione estetica in Gentile. Oltre linterpretazione: ermeneutica e nichilismo, di F. DAgostini: recensione di G. Vattimo: Oltre linterpretazione (Bari, Laterza 1994). Le forme diffratte di Serres. Prolegomeni ad una filosofia della storia, di A. Delc: la tragedia come unica fonte di unit sia politica, sia logica nel pensiero di Serres.

FENOMENOLOGIA E SOCIETA

Anno XVII, n.2, 1994 Rosemberg & Sellier, Torino La costituzione dello Stato nazionale e il principio di autodeterminazione dei popoli, di F. Avanzini: dalle radici storiche e ideologiche del principio di autodeterminazione dei popoli ad una riflessione sullo stato dellEuropa contemporanea. Carisma e Stato. La teologia politica di Carl Schmitt, di A. Bertin. Cittadinanza universale: dopo la nazione, di L. Bonante: la crescita del concetto di cittadinanza in rapporto a quello di nazione come processo di democratizzazione dellultimo scorcio di secolo. Aristotele e la teoria delle crisi politiche, di F. Ingravalle: il pensiero politico ateniese del IV secolo, tematizzato in realt fin dai tempi dei poeti arcaici, ha come tema la trasformazione degli ordinamenti politici. La posizione di Platone e lanalisi della crisi degli ordinamenti politici di Aristotele. Che cosa significa teoria critica?, di P. Costa: significato delloperare e scopo della teoria critica. Un illuminante incoerenza: Jurgen Habermas legge Max Weber, di E. Donaggio: dopo aver esaminato le pi recenti
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IRIDE

Anno VIII, n. 14, aprile 1995 Il Mulino, Bologna Vengono pubblicati i materiali relativi ad alcuni interventi al V Convegno Internazionale di Locarno (8-10 ottobre 1992) dal titolo: Luoghi della memoria e delloblio:

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Il delirio della memoria e la memoria come delirio, di A. Ballerini; La percezione il bordo dattacco della memoria?, di D. C. Dennett; Debbo io ricordare? Larte e la negazione della memoria, di H. Fisch; Forgiare e dimenticare: i doveri delloblio, di D. Lwenthal; Ricordo ed oblio. La Germania dopo la sconfitta nelle due guerre, di E. Nolte; Per una ontologia del ricordare, di F. Papi; Il velo e il fiume. Riflessioni sulle metafore delloblio, di F. Rigotti; La scienza e la dimenticanza, di P. Rossi; Sulla nostalgia. La memoria tormentata, di J. Starobinski; Due corsi della vita: la memoria e loblio, di R. Wollheim. La questione ecologica e nuove identit collettive, di K. Eder. E possibile decidere argomentativamante il linguaggio in cui argomentiamo? La svolta linguistica di K. O. Apel, di V. Marzocchi: vengono qui presentati i passaggi essenziali e gli esiti della riflessione sul linguaggio proposta da Apel, sottolineandone in particolare il rapporto con Kant, Heidegger, Peirce, Wittgenstein e Searle. La causalit, di W. C. Salmon: la questione della causalit posta da Hume e la tesi che la natura della causalit sia di ordine fisico. Derrida e la rivendicazione dello spirito del marxismo, di M. Iofrida: l inattualit della scelta di Derrida in Spettri di Marx. Stato del debito, lavoro del lutto e nuova Internazionale. Una lettura possibile. A proposito de I boschi narrativi di Umberto Eco, di M. Brini Savorelli. Croce e il superuomo. Una variante nelledizione della Filosofia della pratica del 1923, di S. Cingari.
FENOMENOLOGIA E SOCIETA

lizza, da un punto di vista storico, lo sviluppo delle interpretazioni relative alla concezione tomista dellessere, che dalla convinzione di una perfetta uguaglianza con la concezione aristotelica della sostanza arriva a individuarne una provenienza neoplatonica. Da un punto di vista speculativo, questo passaggio giustificato da una diversa individuazione del carattere fondamentale del concetto di essere in S. Tommaso: non pi una differenziazione intrinseca dellessere, ma la sua sostanziale unit ed identit. Leibniz principle of contradiction is not what Aristotle called the most cartain of all principles, di C. J. Mc Cadden: la diversa trattazione di Leibniz, rispetto ad Aristotele, del principio di contraddizione. Filosofia ed esperienza religiosa nel pensiero di Luigi Pareyson, di A. Ales Bello. Lapproccio fenomenologico al vissuto psicotico, di A. Ales Bello: il rapporto tra fenomenologia e prassi psicoterapeutica. Una lettura metafisica del De fide rerum quae non videntur di S. Agostino, di C. Pandolfi: larticolo propone di leggere linsieme delle considerazioni agostiniane sulla fede alla luce della nozione di tempo passato come quanto noi non abbiamo pi presente. La pulchritudo di Dionigi Areopagita nel commento di Tommaso dAquino, di M. Germinario. La vita come totalit, di A. M. Pezzella: lattenzione per i problemi pedagogici in E. Stein.

Ponty concorda con Sartre circa la questione del rapporto tra le concrete individualit storiche, dallaltro, per superare la scissione tra io e gli altri, si richiama proprio al monismo heideggeriano del reale, che implica il superamento della scissione tra io e mondo. Lesistenzialismo francese e la sua autocritica. Merleau-Ponty e Sartre, di P. della Vigna: caratteristica della riflessione politica dellesistenzialismo francese nel secondo dopoguerra di coniugare la praxis con lontologia; se in Sartre listanza principale quella di una lotta per la liberazione della coscienza infelice dalla propria alienazione, in Merleau-Ponty il senso della dimensione politica si ritrova nellapplicazione dei processi conoscitivi alla prassi politica. Il confronto con il marxismo di Lukcs. Linguaggio e verit. Il chiasma: il sentire della carne, di T. Villani: il concetto di chiasma e il rapporto che esso implica tra linguaggio e verit allinterno della tematica del corpo e della carnalit. Ateo per malinteso. La religione secondo M. Merleau-Ponty, di G. L. Brena: sulla concezione della religione in MerleauPonty, anche intesa come descrizione fenomenologica dellesperienza religiosa, ed il progressivo abbandono di queste problematiche alla luce dellavvicinamento al marxismo, anchesso poi abbandonato. La questione dellateismo di Merleau-Ponty. Immaginazione e libert: Jean-Paul Sartre, di U. Fadini e G. Pascucci: la teoria dellimmaginazione in Sartre. Linguaggio comune e descrizione fenomenologica, di L. Ponticelli. La maieutica dellessere coscienti, di L. Ponticelli.

Anno XVII, n. 3, 1994 Rosenberg & Sellier, Torino


AQUINAS

Anno XXXVIII, n. 1, gennaio-aprile 1995 Pont. Univ. Lateranense, Roma Cassirer e il simbolo, di P. Pellecchia: il simbolo lo strumento che consente a Cassirer di comprendere al tempo stesso sia luniversalit, sia le peculiarit specifiche delle varie forme della vita culturale. Domanda di senso e ragione ermeneutica, di D. Iannotta: una riflessione di tipo filosofico intorno alla problematica della nuova evangelizzazione, del suo linguaggio e del suo metodo. La deducin metafsica del ente natural, di S. F. Burillo. Gli studi sullontologia tomista: status quaestionis, di G. Ventimiglia: larticolo ana-

Da Malebranche a Maine de Biran, di M. Merleau Ponty: viene qui tradotta, a cura di Alessia Graziano, lottava lezione di un corso tenuto dal filosofo francese nellanno accademico 1947-48. Il corso trattava il tema anima-corpo ed in questa lezione le figure di Malebranche e Maine de Biran, analizzati in una prospettiva fenomenologica, sembrano costituire i fondamenti storici di una via francese alla fenomenologia. Tra Heidegger e Sartre: lontologia del tempo-mondo in Maurice Merleau-Ponty, di F. Cassinari: analizzando le critiche di Sartre a Heidegger, e di Merleau-Ponty a Sartre, come pure il recupero di Heidegger da parte di Merleau-Ponty, larticolo colloca lontologia di questultimo tra Sartre ed Heidegger. Se infatti da un lato Merleau80

TEORIA

Anno XV, n. 1, 1995 ETS, Pisa La sezione saggi della rivista dedicata a Problemi del pensiero francese contemporaneo, in cui viene presa in considerazione, oltre a quella di Derrida, anche la posizione di Badiou e Lacoue-Labarthe, importanti esponenti della filosofia francese post-heideggeriana. La questione dellessere oggi, di A. Badiou: Heidegger ha mostrato come la storia della metafisica occidentale sia caratterizzata da un controllo dellessere da parte dellUno; Badiou si propone allora di sottrarre lessere dal potere di controllo dellUno attraverso il pensiero di un moltepli-

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ce puro, senza la sottomissione allUno. Questa ontologia del molteplice richiede anche di sottrarsi al potere della definizione e proporsi come pensiero assiomatico; ma una tale ontologia non pu essere che quella matematica. Viene infine brevemente delineato il confine con il pensiero di Deleuze. Il coraggio della poesia, di P. LacoueLabarthe: la riflessione di Heidegger sulla poesia di Hlderlin e la prospettiva teologico-politica. Heidegger tra evento e figura, di G. Scibilia: considerazioni sugli interventi precedenti. Husserl sullintersoggettivit e la fenomenologia, di M. Bianchin: la progressiva genesi del concetto di intersoggettivit in Husserl e le interpretazioni che sistematicamente e direttamente si riferiscono ai testi husserliani. Note sullargomento ontologico nellet moderna, di S. Di Bella: recensione di: E. Scribano, Lesistenza di Dio. Storia della prova ontologica da Descartes a Kant (Laterza, Roma-Bari 1994). Teoremi di Gdel e meccanicismo, di C. Marletti: osservazioni sulla tesi di Lucas, che si serve del teorema di Gdel per confutare il meccanicismo nella filosofia della mente. Ermeneutica come atto di scrittura: colloquio di P. Marrati-Gunoun con J. Derrida intorno ad alcuni concetti come ermeneutica filosofica, secolarizzazione, esistenza, decostruzione come gesto di affermazione. nelleducazione umana; concetti che peraltro sono tipici della tradizione del Timeo presente nella Scuola di Chartres. Leibniz, el cristianismo europeo y la Teodicea, di A. A. Rodrigo: lelaborazione della teodicea leibniziana sulla base della monadologia ha trasformato questa teoria in una antropodicea. Reflexin y principio de la lgica en Hegel, di J. Ezquerra Gmez: con laiuto della concezione kantiana del nulla come ens rationis, larticolo mostra la struttura riflessiva del principio della logica hegeliana. La lgica de la identidad en G. Frege, di J. Snchez Snchez: larticolo intende mostrare come il concetto di identit in Frege resti limitato pi alla tesi dellidentit relativa che allanalisi referenzialista, basata sulla tesi classica dellidentit assoluta. Comparando qu? La endeblez metodolgica de la tica segn W. V. Quine y sus crticos, di F. J. Rodrguez Alczar. La delimitacin de la pragmtica con respecto a la sociolingstica, di J. M. De Czar Escalante: il dominio della linguistica pragmatica rispetto al dominio della sociolinguistica. Mundo administrado o Colonizacin del mondo de la vida. La depotenciacin de la teora crtica de la sociedad en Habermas, di V. Gmez Ibez.
IL VERRI (n. 1-2, gennaio-giugno 1995,

Mucchi Editore, Milano) si apre con un breve scritto di Fausto Curi, dedicato a Luciano Anceschi.
AESTHETICA (n. 44, Centro Internaziona-

le Studi di Estetica, Palermo) dedicata alla memoria di Rosario Assunto ed alle tematiche fondamentali della sua filosofia: il paesaggio. il rapporto con lantico, il giardino, Goethe.
TEMPO PRESENTE (n. 172, aprile 1995,

Roma) presenta articoli di P. E. Fornaciari (Pico della Mirandola tra cristianesimo ed ebraismo), G. Pellegrini (Kafka lettore di Kierkegaard. Analisi di una interpretazione), V. Esposito (Benedetto Croce e la bella Angelina).
PROSPETTIVA PERSONA (Anno IV, n.

12, aprile-giugno 1995, Demian edizioni) presenta un intervento di A. Lorenzon: Lopera di Paul Ricoeur e la realt latinoamericana.
ESPIRITU (Vol. XLIV, n. 111, giugno 1995,

Barcellona) presenta i seguenti articoli: El problema de la constitucin epistmica de la antropologa, di M. E. Sacchi; Critica de la nocin de ser ideal en las Investigaciones lgicas de Husserl, di V. Valarde Mayol; Francisco Surez: telogo y filsofo del humanismo renacentista (II), di S. F. Burillo; Ser hombre significa ser con los dems, di E. Forment.
JACQUES E I SUOI QUADERNI (n. 25,

FILOSOFICA ANCHE ON-LINE


IN RETE INTERNET ALLINDIRIZZO:

INFORMAZIONE

1995, Pisa) propone il tema: Perorazioni metafisiche, ovvero bilancio di interpretazioni empiriche, a cura di E. De Angelis.
TEMPO PRESENTE (n. 174,

DAIMON

n. 10, gennaio-giugno 1995 Universit di Murcia, Murcia Unamuno traductor de Th. Carlyle, di L. Robles: i tempi impiegati e le influenze subite da Unamuno nella traduzione della Storia della rivoluzione francese di Carlyle. El Comentario a la Eneida de Bernardo Silvestre, di F. Tauste Alcocer: lanalisi di questo commentario, attribuito a Bernardo Silvestre, mette in luce alcuni concetti importanti, la dottrina dell integumentum , levoluzione intellettuale e morale del saggio, la spiegazione naturalistica della genesi del cosmo, il ruolo delle arti liberali

giugno 1995, Roma) presenta un articolo di M. Biscuso, Individuo, tolleranza e libert in Spinoza, e uno di G. Pecora, La democrazia di Hans Kelsen. Individualismo etico e libert. Segnaliamo anche D. Losurdo: Analisi storica concreta e fantasmi ideologici. Ancora sul sofisma di Talmon.
LIBRI E RIVISTE DITALIA

http://www.handson.it/infophil/ e-mail: infophil@handson.it infophil@inbox.vol.it

(Anno XLVII, gennaio-aprile 1995, Roma) presenta un intervento di M. L. Cicalese: Il mito del Risorgimento dai neohegeliani di Napoli alla scuola gentiliana.
HERMENEUTICA (1995, Mor-

celliana, Brescia) presenta un fascicolo monografico dal titolo: Kerygma e prassi. Filosofia e teologia in Italo Mancini.
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NOVIT IN LIBRERIA
A.A.V.V. Julius Evola Fascicolo quadrimestrale Greco & Greco, luglio 1995 pp.25, .30.000. In questo fascicolo viene analizzata la figura di Evola da diversi autori. Interessanti sono le analisi relative allattualit di Evola, ai suoi rapporti con il fascismo e il nazional-socialismo e al giudizio su di lui da parte di Sibilla Aleramo. Abel, Karlhans Die Sinnfrage des Lebens. Philosophisches Denken im Vor- und Umfeld des frhen Christentums Steiner, luglio-agosto 1995 pp. 350, DM 148 Adam, Michel Malebranche et problme moral Bire, agosto 1995 pp. 235, F 135 Sotto la doppia influenza della filosofia di Cartesio e del pensiero di Sant Agostino, Malebranche ha elaborato un percorso filosofico originale, i cui caratteri fondamentali possono essere ritrovati nella sua morale. Privilegiando lesperienza vissuta, Malebranche valorizza la vita affettiva. Agazzi, Evandro Das Gute , das Bse und die Wissenschaft. Die ethische Dimension der wissenschaftlich-technologischen Unternehmung Akademie-Vlg., giugno 1995 pp. 340, DM 48 Agazzi cerca di riportare le discussioni politiche, ormai forzate, al loro livello scientifico e di costruire, su questa base, una nuova etica della responsabilit, consolidata e reale. Airaksinen, Timo The Philosophy of the Marquis de Sade Routledge, giugno 1995 pp. 224, UK 12.99 Questo testo fornisce una lettura teoretica della filosofia del Marchese de Sade. Esamina le pretese di de Sade, secondo il quale, per essere felici e liberi, bisogna fare del male e discute le motivazioni del tipico eroe sadeiano, che conduce una vita piena di piaceri perversi ed estremi. Albert, Karl Philosophie im Schatten von Auschwitz. Edith Stein Theodor Lessing - Walter Benjamin Paul Ludwig Landsberg Rll, giugno 1995 pp. 136, DM 28 Albrecht, E. - Albrecht, K. Sprache und Kultur vol. II: Sprachphilosophie, Sprachstrukturforschung, computerlinguistische Modellierung Die Blaue Eule, giugno 1995 pp. 168, DM 46

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filosofo russo Michail Bachtin. Vengono approfonditi attraverso i testi, pubblicati dai suoi collaboratori, riguardanti i problemi della filosofia morale e dellestetica, della critica letteraria, della semiotica e delle scienze umane. Baier, Annette C. Moral Prejudices: Essays on Ethics Harvard UP, giugno 1995 pp. 384, UK 14.25 Questo testo ci invita a far s che le nostre nozioni morali di base non siano governate da regole o codici ma dalla fiducia, cio da un pregiudizio morale. Nella sua indagine delle implicazioni derivanti dal dar fiducia alla fiducia piuttosto che ad una prescrizione, lautrice intreccia aneddoti ed autobiografia con letture di Hume e Kant. Barry, Brian Justice as Impartiality Clarendon Pr., giugno 1995 pp. 320, 25 Questo volume, che il seguito del libro Theories of Justice, che ha vinto un premio, offre una riaffermazione contemporanea dellidea dellIlluminismo, secondo la quale certi principi fondamentali possono pretendere la fedelt da parte di ogni essere umano razionale. Battistini, Andrea La sapienza retorica di Giambattista Vico Guerini, luglio 1995 pp. 138 .26.000. Dopo una ricognizione preliminare delle forme in cui lo statuto della retorica venne, tra Sei e Settecento, declinato a Napoli, vengono prese in esame da Andrea Battistini le risposte personali di Vico, che dellarte della persuasione si valse per edificare il mito di se stesso nellautobiografia, sia per interpretare e descrivere il passato pi remoto dellantichit e per esporlo con lo stile di pensiero pi confacente. Baum, Hermann Bannkreise des Ttens. Zur Kritik des utilitaristischen Standpunkts zum Schwangerschaftsabbruch Academia-Vlg., luglio-agosto 1995 pp. 170, DM 36 Baumgartner, M. - Jacobs, W.G. (a cura di) Schellings Weg zur Freiheitsschrift. Akten der Fachtagung der Internationalen Schelling -Gesellschaft vom Oktober 1992 Frommann-Holzboog luglio-agosto 1995 pp. 300, DM 78 Si tratta degli atti del convegno della Internationale Schelling-Gesellschaft , tenutosi nellottobre del 1992. Bausola, Adriano Libert e responsabilit Vita e pensiero, luglio 1995 pp.132, .20.000. Il presente volume discute, nella pri-

Allen, Barry Truth in Philosophy Harvard UP, giugno 1995 pp. 248, UK 12.75 Questo testo esamina quale significato abbia assunto il concetto di verit nella tradizione filosofica, che cosa ci sia di errato in molti modi di concepire la verit e perch i filosofi rifiutino di affrontare apertamente il problema del valore della verit. Larco di tempo considerato va dai pre-socratici fino al 1990. Amadio, Carla Fichte e la dimensione estetica della politica: a partire da : Sullo spirito e la lettera nella filosofia Guerini e associati, luglio 1995 pp.104, .25.000. Questo libro mette in risalto gli elementi pi significativi dello scritto fichtiano Sullo spirito e la lettera nella filosofia per lapprofondimento del nesso tra la dimensione estetica, intesa quale primo avvertirsi dellio nella sua libert e la sfera politica, proposta quale spazio della relazione tra le libert. Ancona Leonardo, Gambazzi Paolo, Garroni Emilio, Neri Guido, Panza Pierluigi, Penzo Giorgio, Piana Giovanni, Sichirollo Livio e altri Il canto di Seikilos. Scritti per Dino Formaggio nellottantesimo compleanno Guerini, agosto 1995 pp. 232, .35.000. Per celebrare Formaggio, per anni docente di estetica allUniversit Statale di Milano, ricercatore e filosofo di spicco, amici e allievi della scuola hanno riunito interventi e ricordi, che hanno come tema il contributo di Formaggio alla cultura italiana. Andreatta, Alberto Le americhe di Gaetano Filangieri Esi, giugno 1995 pp.80, .12.000. Lilluminismo riformatore di Filangeri si misura con un topos della filosofia politica: le americhe, il mito della libertas americana. Anonimo Epistolario tra Seneca e S.Paolo a cura di Natali Monica Rusconi, luglio 1995

pp.192, .16.000. Si tratta di una raccolta di quattordici lettere, pare scritte tra il 58 e il 64 d.C., tra il filosofo romano e lapostolo cristiano. Secondo alcuni sarebbe un epistolario apocrifo. Artuso, Paolo Hilary Putman: realismo e comprensione Ets, luglio 1995 pp.180, .25.000. Artuso ricostruisce il pensiero di Hilary Putman, filosofo dellindirizzo analitico anglo-americano. Putman si occupa non solo del problema classico della conoscenza, ma anche di problemi delletica e dellestetica. Negli anni 70, impegnato nei movimenti pacifisti, abbandon in parte lo studio analitico per dedicarsi alla scrittura di saggi di filosofia politica. Atwell, John E. Schopenhauer on the Character of the World: The Metaphysics of Will Univ California, giugno 1995 pp. 236, $ 42 Questo lavoro analizza in maniera critica e simpatetica lopera principale di Schopenhauer, Il mondo come volont e rappresentazione, dimostrando che il sistema filosofico che viene promosso costituisce un insieme coerente. Auyang, Sunny Y. How is Quantum Field Theory Possible? Oxford UP., luglio-agosto 1995 pp. 320, 49,50 Si tratta dellunica analisi filosofica, cos estesa da occupare un intero libro, della teoria del campo dei quanti. Il volume anche il primo in cui la filosofia dello spazio tempo, la meccanica dei quanti ed i sistemi interattivi vengono considerati come facenti parte di un unico schema. Bachtin Michail, Kanaev Ivan, Medvedev Pavel, Volosinov V.N. Bachtin e le sue maschere a cura di De Michiel Margherita, Jachia Paolo, Ponzio Augusto Dedalo, luglio 1995 pp.300, .35.000. Vengono esposti i fondamenti della filosofia, delle scienze dei segni e della teoria e critica della letteratura contenuti nei primi testi inediti del

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NOVIT IN LIBRERIA
ma parte, il problema della libert dal punto di vista ontologico cercando di dare una risposta positiva al problema. La seconda parte affronta alcune questioni etico-politiche che una risposta affermativa alla domanda sulla libert del volere porta con s: il problema della genesi esistenziale dellatteggiamento deterministico, quello del rapporto tra libert e valori e altri ancora, inerenti al tema della responsabilit morale. Bausola, Adriano Natura e progetto delluomo Vita e pensiero, luglio 1995 pp.300, .25.000. Il presente volume esamina il problema relativo a quali possibilit e responsabilit luomo abbia verso la propria natura sia dal punto di vista teorico, sia e soprattutto da quello storico, con particolare attenzione per lesistenzialismo sartriano, per lo strutturalismo e per il marxismo. In rapporto al marxismo, la discussione verte anche sul tema del dialogo tra marxisti e cristiani. Bazzanella Emiliano Orizzonte: passivit e soggetto in Husserl e Merleau Ponty Guerini Scientifica, luglio 1995 pp.148, .18.000. Lautore mostra come Husserl abbia trovato il fondamento del soggetto e dellintenzionalit in uno strato della coscienza pre-categoriale passivo senza riuscire ad aggirare lostacolo di una passivit originariamente intenzionale. Daltra parte, Merleau-Ponty, dialogando a distanza con Husserl, non si prefissato il superamento di questa contaminazione, bens ne ha fatto il centro della propria riflessione ontologica. Bazzanella, Emiliano Contaminazione: lidea di struttura in Heidegger Franco Angeli, giugno 1995 pp.104, .20.000. Bazzanella in questo libro mostra come nellanalisi della filosofia di Heidegger rimanga disattesa, vittima di una inspiegabile rimozione, la questione del rapporto dello spazio e del tempo. Cos questo studio cerca di colmare questa parziale omissione sottolineando una particolare accezione di struttura in cui lidea metafisica di origine perde rilevanza e si delineano i contorni di un mondo confusivo, regolato dalla sistematica contaminazione dei principi e da una serie di meccanismi assimilabili al gioco. Beaufret, Jean Dialogo con Heidegger Volume II: Filosofia moderna a cura di Zaccaria Gino, traduzione di Citton Giuliana Egea, agosto 1995 pp.370, .30.000. Viene esposta la filosofia moderna alla luce delle osservazioni di Heidegger, interpretate e tradotte dallautore. Bechler, Zev Aristoteles Theory of Actuality State Univ. of New York, luglio-agosto 1995 pp. 384, $ 24 Il libro presenta un attacco ad Aristotele che mostra come la sua tendenza errata verso unapplicazione coerente della sua ontologia attualistica (negando la realt di tutte le cose potenziali) risulta essere essenzialmente priva di basi nella maggior parte delle sue tesi pi importanti. Bencivenga, Ermanno Filosofia: istruzioni per luso Mondadori, luglio 1995 pp.160, .8.000. Si tratta di una raccolta di esercizi per vivere filosoficamente. Benjamin, Walter Il carattere distruttivo. Gli orrori del quotidiano Mimesis, luglio 1995 pp.160, .22.000. Vengono esposti i lineamenti dei contributi pi strettamente filosoficopolitici del pensiero di Benjamin. Lanalisi del carattere distruttivo deve essere collocata nellambito della necessit di rinnovamento che si manifesta in un ciclo storico quando questo giunto a un punto di crisi irreversibile. Bennett, Jonathan The Act itself Clarendon Pr., giugno 1995 pp. 272, 25 Questo libro ci permette di capire meglio i nostri pensieri morali riguardo al comportamento umano. Bennett presenta lanalisi concettuale come un mezzo per ottenere maggior controllo dei nostri pensieri e quindi delle nostre vite. Berkowitz, Peter Nietzsche: The Ethics of an Immoralist Harvard UP, giugno 1995 pp. 336, UK 27.95 Questo testo sostiene che il pensiero di Nietzsche ha le sue radici in opinioni conflittuali sulla metafisica e la natura umana. Scoprendo ununit nellopera di Nietzsche, questo libro mostra che Nietzsche un filosofo morale e politico, in senso socratico, la cui domanda-guida : qual la vita migliore?. Beschin, Giuseppe (a cura di) Antonio Rosmini, filosofo del cuore? Philosophia e theologia cordis nella cultura occidentale Morcelliana, giugno 1995 pp.617, .70.000. Si tratta degli Atti del convegno tenutosi a Rovereto il 6-7-8 ottobre 1993. Emerge in questi Atti un inedito profilo del pensiero occidentale da Platone a Paolo, dalla Patristica a Bonaventura, da Dante a Pascal, dai mistici a Kierkegaard e Nietzsche, in cui possibile soprendere lattualit di una res - il cuore come simbolo di interiorit, conoscenza meta-razionale, locus revelationis - a lungo obliata da una storiografia angustamente razionalistica. Bidima, Jean Godefroy La philosophie negro-africaine PUF, agosto 1995 pp. 128, F 40 Il discorso filosofico negro-africano ha inizialmente riflettuto sulla sua esistenza, quindi sullo stato della cultura africana, sullinsegnamento, sulle lingue africane, le religioni e, infine, sullo Stato. Tutte queste riflessioni ruotavano intorno al paradigma di una possibile rifondazione della storia africana. Il volume di ambito e di interesse universitari. Billig, Michael Ideologia e opinioni Studi di psicologia retorica traduzione di Marraffa Massimo La Terza, agosto 1995 pp.272, .35.000. Viene analizzata la retorica come costruzione delle opinioni e trasformazione di esse in ideologia e strumento di potere: le tecniche di argomentazione e di propaganda dallantichit allodierno pregiudizio, ai discorsi sulla politica e allinterno della famiglia. Biolo, Salvino (a cura di) Trascendenza divina: itinerari filosofici interventi di Enrico Berti et al. Rosenberg & Sellier, luglio 1995 pp.316, .50.000. Si tratta del 48 Convegno del Centro studi filosofici di Gallarate tenutosi nellaprile del 1993. Gli scritti mostrano come la comprensione delle cose si chiarifichi nella prospettiva della trascendenza. Infatti, la mappa del sapere scientifico, la sua struttura interna, resta uguale a se stessa anche per il teologo : ma ogni vero naturale inteso nel suo contesto ontologico di struttura creata e portata dalla mano di Dio. Biolo, Salvino (a cura di) Luniversalit dei diritti umani e il pensiero cristiano del500 interventi di Carlos Baciero et al. Rosenberg & Sellier, luglio 1995 pp.232, .37.000. Si tratta dei contributi al 47 Convegno del Centro di studi filosofici di Gallarate tenutosi nel settembre del 1992. Blasche, S. (a cura di) Sorgfalt des Denkens. Festschrift fr Brigitte Scheer Knigshausen & Neumann giugno 1995 pp. 232, DM 48 Bodei, Remo Le forme del bello Mulino, luglio 1995 pp.140, .15.000. Questo libro dedicato alle parole chiave, opposte e complementari, di bello e brutto. Delinea i principali modelli della costellazione della bellezza, cos come si venuta configurando nel corso dei secoli. Dal bello come idea di ordine, di misura e di armonia, al bello imponderabile che si esprime nella valorizzazione del gusto. Bojadziev, Coco Die frhgriechische Philosophie als Phnomen der Kultura Knigshausen & Neumann, luglio-agosto 1995 pp. 216, DM 48

Bondeli Martin Das Anfangsproblem bei Karl Leonhard Reinhold. Eine systematische und entwicklungsgeschichtliche Untersuchung zur Philosophie Reinholds Klostermann, luglio-agosto 1995 pp. 446, DM 186 La filosofia elementare di Karl Leonhard Reinhold, che si collega allarchitettura del sistema kantiano, mette in moto una dinamica che fa di lui un concorrente della filosofia dellidentit di Schelling e Hegel e, paradossalmente, lo rende anche un ispiratore dello Hegel fenomenologico. Bonessio Di Terzet, Ettore Occasioni di mito Marsilio, luglio 1995 pp.128, .24.000. In questo libro viene compiuta unanalisi di alcuni momenti della letteratura e dellarte moderna (Carrol, Nietzsche, Proust, Villon, Corbire) al fine di recuperare modalit innovative per una rifondazione dellestetica. Bnker-Vallon, Angelika Metaphysik und Mathematik bei Giordano Bruno Akademie Vlg., giugno 1995 pp. 230, DM 120 Lautrice fornisce un nuovo contributo ad una pi profonda comprensione della discussione sui metodi nel XVI secolo ed indica Giordano Bruno come uno dei precursori della concezione scientifica leibniziana. Bori, Pier Cesare Per un consenso etico tra culture Marietti, giugno 1995 pp.120, .19.000. I convincimenti che sono alla base della convivenza unana e che sono racchiusi nelle scritture, ricercando quegli elementi di convergenza che accomunano le diverse culture. Brncke, Fr. - Roser, A. (a cura di) Konkordanz zu Ludwig Wittgensteins Tractatus logico-philosophicus intr. di Joachim Schulte Olms-Weidmann, giugno 1995 pp. 216, DM 118 Bourdieu, P. - Haacke, H. Freier Austausch. Fr die Unabhngigkeit der Phantasie und des Denkens S. Fischer, giugno 1995 pp. 160, DM 36

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Boutot, Alain La pense allemande moderne PUF, agosto 1995 pp. 128, F 40 Dal 1830 ai giorni nostri, il pensiero tedesco stato attraversato da diverse correnti: il marxismo, la Scuola di Francoforte, il neo-kantismo, la fenomenologia... Al di l di questa diversit apparente, lautore evidenzia alcuni temi ricorrenti che testimoniano la specificit e la vitalit del pensiero tedesco. Carnap, Rudolf The Unity of Science Thoemmes Press, giugno 1995 pp. 101, UK 9.99 Convinto che le affermazioni abbiano un significato solo se sono empiricamente verificabili, Carnap si sforza di trovare un modo in cui le affermazioni derivanti dallosservazione necessarie alla verifica non restino solo qualcosa di privato, cio di solo dominio dellosservatore. Carriou, Marie Bergson et Bachelard PUF, giugno-luglio 1995 pp. 128, F 98 Questo dialogo sui silenzi e le vertigini della ragione collega la malinconia dei sogni poetici e dialettici a dei sogni scientifici. Tra laurora dellepistemologia ed il crepuscolo della metafisica, tra Bachelard e Bergson, lautore non cerca di schierarsi a favore delluno o dellaltro, ma di riunire gli opposti. Il libro interesser ad un vasto pubblico. Catucci, Stefano La filosofia critica di Husserl Guerini Scientifica, luglio 1995 pp.281, .30.000. Questo libro vuole tenere aperto lo spazio problematico del pensiero di Husserl senza ridurne le tensioni o correggerne le debolezze. Dei concetti fondamentali della fenomenologia vengono perci messe in luce le istanze critiche e le strategie discorsive, non solo gli obiettivi programmatici. Cavalier Robert, Lurio Eric Platone traduzione di Lanza Lorenza Feltrinelli, giugno 1995 pp.180, .12.000. Filosofia di Platone per gli studenti in difficolt di fronte ai testi sacri. Cheneval, Francis Die Rezeption der Monarchia Dantes bis zur Editio princeps im Jahre 1559. Metamorphosen eines philosophischen Werkes. Mit einer kritischen Edition von Guido Vernanis, Tractatus de potestate summi pontificis Fink, luglio-agosto 1995 pp. 490, DM 98 Il De Monarchia di Dante deve essere preso in considerazione maggiormente, rispetto a quanto fatto finora, anche per la spiegazione della genesi della filosofia politica dellet moderna. Ciancio, Claudio Cartesio o Pascal?: un dialogo sulla modernit Rosenberg & Sellier, luglio 1995 pp.145, . 25.000. Quella tra Cartesio e Pascal unalternativa costitutiva del pensiero moderno, un motivo ricorrente e decisivo. Tornare ad essa, come rileva Ciancio, una condizione necessaria per attraversare la crisi della filosofia contemporanea senza smarrire le alternative fodamentali che la caratterizzano: lesperienza della modernit come frattura, lautonomia della ragione, la riformulazione dellontologia a partire dal principio della libert. Cioran, E.M. La caduta del tempo Adelfhi, agosto 1995 pp.120, .20.000. Si tratta di una sequenza di meditazioni che parlano dellalbero della vita, della civilt, dello scetticismo della barbarie, della gloria e della malattia. Il percorso sempre obliquo e esamina temi inesauribili ed elusivi, primo fra tutti nel tempo e quella caduta nel tempo che costituisce la storia. Clearly, John J. Aristotle and the Mathematics. Aporetic Method in Cosmology and Metaphysics Brill, luglio-agosto 1995 FOL 260 Collingwood, R.G. An Essay on Philosophical Method Thoemmes Press, giugno 1995 pp. 240, UK 14.99 Questo saggio di metafisica cerca di riconsiderare la nozione del metodo filosofico, assegnando alla filosofia il compito di ripensare a fondo lidea di un oggetto che debba necessariamente soddisfare le richieste della ragione. Contini, Annamaria Jean-Marie Guyan. Una filosofia di vita e lestetica. Clueb, giugno 1995 pp.224, .25.000. Guyan, scomparso nel 1988 a trentatr anni, riesce a influenzare Bergson e Nietzsche con le sue riflessioni su arte, morale ed estetica. Qui Copp difende una forma di realismo morale naturalistico e relativistico, introducendo nuove prospettive riguardo alla ragione ed alla scelta razionale. Costantino, Salvatore Il linguaggio e la civetta: saggio su Hegel Abelardo, luglio 1995 pp.247, .35.000. In questo lavoro Costantino ha mostrato quale ruolo assume il linguaggio soprattutto nella costituzione del diritto, dello Stato e della storia nella filosofia hegeliano esaminando i Lineamenti della filosofia del diritto, Le lezioni sulla filosofia della storia e Le lezioni sulla storia della filosofia di cui, tra laltro, ha colto alcuni tratti di attualit . Infatti, il pensiero politico di Hegel appare profetico in quanto gli permette di elaborare una dottrina che garantisce contemporaneamente lautorit dello Stato e la libert individuale mantenendo una posizione moderata-centrista. Cristofolini, Paolo La scienza nuova di Vico: introduzione alla lettura Nis, luglio 1995 pp.165, . 22.500. La prima parte di questo testo dedicata ad unintroduzione storica e traccia alcune linee di orientamento generale sulla scienza della natura delle nazioni che Vico inaugura sulla Bibbia ed Omero come fonti della storia delle origini. Seguono poi dei capitoli volti ad illustrare le ideeguida dellopera vichiana, dal mondo fatto dagli uomini e dalla sapienza poetica, alla provvidenza e ai ricorsi della storia umana. Cristofolini, Paolo Vico et lhistoire PUF, giugno-luglio 1995 pp. 128, F 45 Questo contemporaneo di Fontenelle d uninterpretazione originale del problema dellorigine delle favole antiche, utilizzando contemporaneamente anche la Bibbia come testochiave per ricostruire le catastrofi della preistoria ed i poemi di Omero come una sorta di rivista dalla quale attingere informazioni sullumanit pagana. Il libro interesser ad un vasto pubblico. Cropsey, Joseph Platos World. Mans Place in the Cosmos Univ. of Chicago, luglio-agosto 1995 pp. 238, $ 35 Cropsey in questo lavoro, che frutto di una vita di studio, esamina il rapporto cruciale tra la concezione di Platone della natura delluniverso e la morale di questo filosofo ed il pensiero politico. DAbbiero, Marcella (a cura di) Individuo e modernit: saggi sulla filosofia hegeliana Guerini, luglio 1995 pp.333, .50.000. Un Hegel complesso, problematico, la cui meditazione attraversa nel suo evolversi contraddizioni e ripensamenti, un Hegel sorprendemente moderno: linedito ritratto delineato dagli autori di questo volume, che si colloca allinterno di un pi generale movimento teso a ristabilire, al di l dei pregiudizi e luoghi comuni, lautentica fisionomia del pensiero hegeliano. DAncona Costa, Christina Recherches sur le Liber de Causis Vrin, luglio-agosto 1995 pp. 292, F 350 Questa raccolta di studi sul Liber de Causis (ladattamento rimaneggiato degli assiomi degli Elementi di teologia di Proclo), propone diversi approcci a questo testo cruciale per le filosofie orientali ed occidentali, a partire dalla sua analisi strutturale, per arrivare ad un suo commento dal punto di vista dottrinale, passando per le ricerche sulle sue fonti e la storia della sua ricezione nel Medioevo. Lautore uno specialista di questo settore. DAosta, Anselmo Monologion a cura di Sciuto Italo Rusconi, luglio 1995 pp.264, .18.000. Si tratta di una riflessione, scritta nel 1076, sul rapporto tra ragione e religione. DIppolito, Bianca Maria, Mazzarella, Eugenio, Piromallo, Gambardella Agata (a cura di) Sogno e mondo al confine della ragione Esi, luglio 1995 pp.226, .33.000. In questo libro viene effettuata unanalisi fenomenologica e uno studio sul sogno, sullimmaginazione poetica, sul corpo e sulla follia attraverso la considerazione degli scritti di Husserl, Heidegger, Binswanger, Bachelard, Stein e Leibnitz. Da Silva, Grard De lgalit lquit LHarmattan, giugno-luglio 1995 pp. 271, F 140 Per la citt, luguaglianza il principio primario e necessario. Quindi si va dal principio stabilito alla spiegazione cronologica della serie che lha mediatizzato. Infine, in questo volume, viene data una definizione della democrazia secondo il principio delluguaglianza: che essa sia sia istituzionale che formale e che si opponga sia allegualitarismo che al liberalismo. Il libro interesser ad un vasto pubblico. Damasio, Antonio R. Descartes Irrtum. Fhlen, Denken und das menschliche Gehirn List, luglio-agosto 1995 pp. 384, DM 44 Un neurologo rivoluziona la nostra concezione della razionalit e dellemozione. Una delle idee-base del pensiero occidentale la divisione della ragione e del sentimento. Da-

Cooper, David A Companion to Aesthetics Blackwell Publishers, giugno 1995 pp. 466, UK 15.99 Questo volume copre lintero campo degli argomenti estetici. Le 130 voci documentano nuove direzioni di indagine, includendo anche argomenti tradizionali quali la catarsi ed il sublime. Passa in rassegna i concetti pi significativi, problemi, movimenti ed autori nella filosofia dellarte. Copp, David Morality, Normativity and Society Oxford UP, luglio-agosto 1995 pp. 272, 30

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masio dimostra, tramite i sorprendenti ed innovativi risultati delle sue ricerche, che nessuna azione razionale possibile senza la presenza dei sentimenti. Il che significherebbe: sento quindi penso. Danneberg, L. (a cura di) Metapher und Innovation. Die Rolle der Metapher im Wandel von Sprache und Wissenschaft Haupt, luglio-agosto 1995 pp. 355, DM 60 Dannemann, R. - Jung, W. (a cura di) Objektive Mglichkeit. Beitrge zu Georg Lukcs Zur Ontologie des gesellschaftlichen Seins. Frank Benseler zum 65. Geburtstag Westdt. Vlg., luglio-agosto 1995 pp. 325, DM 58 Darwall, Stephen The British Moralists and the Internal Ought: 1640-1740 Cambridge UP, giugno 1995 12.95 Questo studio sulla storia delletica esamina gli inizi della filosofia britannica. Evidenzia due tradizioni distinte che si basano sulla filosofia morale del XVII e XVIII secolo: la tradizione empirica e naturalistica e quella che contiene le premesse alla teoria della volont che si autodetermina. De La Rochefoucauld, Francois Lumana doppiezza Mondadori, luglio 1995 pp.160, .8.000. In questo libro contenuta la dissertazione del marchese de La Rochefoucauld, vissuto nel Seicento, sulla vera essenza della natura umana. De Martino, Giulio Lilluminismo meridionale: la tradizione filosofica del Regno di Napoli tra 600 e700: disegno storico e scelta dei testi Liguori, luglio 1995 pp.256, .25.000. Il testo ricostruisce lintero tracciato delle vicende del pensiero riformatore nel Regno di Napoli e in quello di Sicilia con un serrato parallelismo tra gli eventi storici e gli sviluppi ideali e filosofici. Mette in risalto la figura e lopera di Vico, Giannone, Genovesi, Ferdinando Galiani, Filangieri, Pagano e di tanti altri protagonisti di una vigorosa tradizione di pensiero di cui, nel 900, a partire dagli studi di Benedetto Croce e Fausto Nicolini, si riusciti a stabilire il giusto valore. De Monticelli, Roberta Lascesi filosofica. Studi sul temperamento platonico Feltrinelli, giugno 1995 pp.272, .35.000. Etica, estetica e psicologia secondo i criteri platonici attuabili anche oggi. De Vitiis, Pietro Il problema religioso in Heidegger Bulzoni, giugno 1995 pp.161, .22.OOO. De Vitiis rintraccia nellopera heideggeriana la sua concezione religiosa che, contrapponendosi allontoteologia si definisce come manifestativa in quanto si apre al mistero dellessere al di l delle elaborazioni concettuali. Del Prete, A. - Gajano, A. Bouchilloux, H. - Ledu-Fayette, D. Jacquet, C. - Gury, F. XVIIe sicle, Mersenne, Descartes, Pascal, Spinoza, Leibniz PUF, agosto 1995 pp. 144, F 125 Si tratta di una raccolta di articoli di questi autori su cinque grandi pensatori del XVII secolo. Deleuze, Gilles Critica e clinica. Scrittura e delirio alle frontiere del linguaggio Anabasi, agosto 1995 pp.120, .20.000. Spaziando dalla letteratura allarte, dal cinema alla filosofia, il filosofo francese traccia alcuni percorsi alla ricerca di nuove possibilit linguistiche, sulle frontiere dellespressione e del pensiero. Desmond, William Being and the between State Univ. of New York, luglio-agosto 1995 pp. 576, $ 25 Questo libro rappresenta il vertice di una metafisica sistematica scritta da un filosofo di livello mondiale, nel quale si dimostra il bisogno di un rinnovamento della metafisica. Despoix, Philippe Ethique du dsenchantement: essais sur la modernit allemande au dbut du sicle pref. di Jacques Le Rider LHarmattan, giugno-luglio 1995 pp. 215, F 120 Partendo dai lavori di Max Weber, Gustav Landauer, Leo Popper, Gyrgy Lukacs e Siegfried Kracauer, lopera evidenzia la tipologia dei rapporti che intercorrevano tra gli ambiti delletica e dellestetica nei primi dibattiti sulla modernit tedesca. Il libro interesser ad un vasto pubblico. Detzer, K. Wer verantwortet den industriellen Fortschritt? Springer, giugno 1995 pp. 300, DM 78 Ad una presentazione dei rischi della tecnica, facendo riferimento alla problematica del clima, segue unesposizione relativa ai codici di comportamento, alla tecnica come oggetto di responsalit, ma anche alla scienza come luogo di creazione di valori. Diamond, Corab The Realistic Spirit: Wittgenstein, Philosophy, and the Mind A Bradford Book, giugno 1995 pp. 408, UK 14.95 Questo studio spiega gli scritti tardi di Wittgenstein, che sono notoriamente elusivi. Il testo esplora quanto del suo pensiero possa essere ritrovato nel lavoro di Frege e discute di etica in un modo che riflette linfluenza di Wittgenstein. Dolnikowski, Edith Wilks Thomas Bradwardines View of Time. A Study of the Interrelationship of Natural Philosophy and Theology in the Fourteenth Century Brill, giugno 1995 pp. 350, FOL 185 Dring, E. - Dring, W. (a cura di) Philosophie der Demokratie bei Kant und Popper. Zum Verhltnis von Freiheit und Verantwortung Akademie Vlg., luglio-agosto 1995 pp. 288, DM 48 Vengono presentati Kant e Popper, due noti filosofi della libert e della societ aperta, due testimoni fondamentali della democrazia liberale, di cui vengono presentati i fondamenti filosofici rispetto alla democrazia, la libert e la responsabilit. Dowek, Gilles La logique Flammarion, giugno-luglio 1995 pp. 128, F 39 Una prima parte del libro consacrata al ragionamento, la seconda pone il problema del posto della logica in seno alle nostre conoscenze. Il libro indirizzato al grande pubblico. Dupre, John The Disorder of Things: Metaphysical Foundations of the Disunity of Science Harvard UP, giugno 1995 pp. 320, UK 14.25 Questo testo attacca sistematicamente lideale dellunit scientifica del XX secolo, dimostrando come i suoi principi di base si scontrino con le conclusioni fondamentali della scienza stessa. Al posto dellunit scientifica, propone una metafisica molto pi consona a ci che del mondo viene rivelato allosservatore da parte della scienza Dzielska, Maria Hypatia of Alexandria Harvard UP, giugno 1995 pp. 176, UK 23.95 Questo libro indaga e riesamina la leggenda di Ipatia di Alessandria matematico, neoplatonico, donna di rinomata bellezza che fu brutalmente trucidata da una folla di Cristiani nel 415 - per fornire nuove prospettive sulla sua vita e la sua morte. Eckart, Meister La via del distacco Mondadori, luglio 1995 pp.160, .8.000. Questo libro contiene una raccolta di racconti, detti e aneddoti legati alla figura del mistico medievale tedesco vissuto a cavallo tra il Milleduecento e il Milletrecento. Eggensperger, Th. - Engel, U. (a cura di) Wahrheit, Recherchen zwischen Hochscholastik und Postmoderne Matthias-Grnewald-Vlg. giugno 1995 pp. 268, DM 52 Esfeld, Michael Mechanismus und Subjektivitt in der Philosophie von Thomas Hobbes Frommann-Holzboog, giugno 1995 pp. 420, DM 148 Esser, A. (a cura di) Autonomie der Kunst? Zur Aktualitt von Kants sthetik Akademie-Vlg., luglio-agosto 1995 pp. 130, DM 29,80 Nellattuale discussione viene sempre indicata la Critica del giudizio di Kant, in quanto fondamento del giudizio estetico. I contributi raccolti in questo volume, mostrano prospettive differenti riguardo allestetica kantiana. Ferguson, Harvey Destino della felicit Ecig, giugno 1995 pp.320, .34.000. Viene trattata la felicit nel mondo occidentale, nella psicologia e nellesperienza mistica. Ferrari, Franco Dio, idee e materia: la struttura del cosmo in Plutarco di Cheronea presentazione di Pierluigi Donini, Mario Vegetti DAuria, giugno 1995 pp.318, .60.000. In questo libro Ferrari prende in considerazione il rapporto etica-ontologia e la struttura del sapere filosofico secondo Plutarco. Particolare attenzione viene da lui dedicata allesame della teoria dei principi tra ontologia e cosmologia, dellordinamento matematico come mediazione cosmica e del piano eidetico-divino nella prospettiva filosofica plutarchiana. Ferrarini, Marisa Libertinismo Bibliografica, agosto 1995 pp.93, .9.000. In questo libro viene analizzato il libertinismo con particolare attenzione al suo contesto storico-culturale, alla sua affermazione e al suo sviluppo, ai suoi protagonisti e alla sua eredit. Ferretti, Giovanni (a cura di) Filosofia ed esperienza religiosa: a partire da Luigi Pareyson Giardini, maggio 1995 pp.188, .36.000. Il libro raccoglie gli Atti del convegno di filosofia ed esperienza religiosa tenutosi dal 7 al 9 ottobre del 1993 allUniversit di Macerata. In esso viene delineata la concezione filosofica di Pareyson con particolare attenzione al passaggio dalla iniziale ermeneutica religiosa alla successiva ontologia della libert, concezione che maturata attraverso il rapporto con quattro pensatori: Pascal, Schelling, Kierkegaard e Dostoevskij.

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Ficthe, Johann Gottlieb Dottrina della scienza. Esposizione del 1807 a cura di Rametta Gaetano Guerini, giugno 1995 pp.207, .35.000. Le lezioni di filosofia fondamentale tenute da Fichte a Koenisberg nel 1807 costituiscono la pi compiuta esposizione di quella dottrina della scienza che il filosofo tedesco era andato elaborando negli anni precedenti, dopo un periodo di silenziosa concentrazione e di intensa riflessione. Una confutazione ante litteram dellidealismo e dellempirismo. Finch, H.L. The Vision of Wittgenstein Element Books Ltd, giugno 1995 pp. 160, UK 4.99 Si tratta di uno studio sullimportanza universale, spirituale, culturale ed a lungo termine di Wittgenstein. Prendendo spunto liberamente dagli scritti del filosofo, il libro riesce a dimostrare quali furono le sue posizioni, limpatto del suo lavoro sul mondo di oggi e la sua probabile importanza per il secolo a venire. Fischer, P. (a cura di) Freiheit oder Gerechtigkeit. Perspektiven Politischer Philosophie Reclam, giugno 1995 pp. 250, DM 22 Fitzgibbons, Athol Adam Smiths System of Liberty, Wealth, and Virtue. The Moral and Political Foundations of The Wealth of Nations Clarendon Pr., luglio-agosto 1995 pp. 224, 25 Questo libro esamina linfluenza della filosofia di Adam Smith sulle sue teorie economiche, soffermandosi sulle parti spesso trascurate degli scritti di Smith, allo scopo di mostrare che le teorie politiche ed economiche erano una conseguenza logica del suo pensiero morale. Flashar, H. (a cura di) Die Philosophie der Antike vol. IV: Die Hellenistische Philosphie Schwabe & Co., luglio-agosto 1995 pp. 1272, DM 348 Questo quarto volume in due tomi raccoglie i seguenti contributi: Epicuro, La scuola di Epicuro, Lucrezio di Michael Erler; La Stoa di Peter Steinmetz; Il vecchio pirroismo, La nuova accademia, Antioco di Ascalona di Woldemar Grler; Cicerone di Gnter Gawlick e Woldemar Grler. Flotow, Paschen von Die Doppelrolle des Geldes. Georg Simmels Philosophie des Geldes Suhrkamp, luglio-agosto 1995 pp. 200, DM 18,80 Fontana, Biancamaria Benjamin Constant e il pensiero postrivoluzionario Baldini, agosto 1995 pp.224, .40.000. Si tratta di uno studio sulla vita e sul pensiero di Constant, storico e filosofo svizzero dell800. Mostra le analogie della sua dottrina con le moderne strutture degli stati democratici. Franchini, Raffaello, 1920-1990 La teoria della storia di Benedetto Croce a cura di Renata Viti Cavaliere Edizioni scientifiche italiane giugno 1995 pp.225, .34.000. Nei dieci capitoli del volume, che si presentano come una serie di agili e limpide monografie scritte con particolare aderenza ai testi, il nucleo problematico del pensiero di Croce viene criticamente vagliato in una esposizione assai perspicua e nellottica di una personale prosecuzione teorica. Temi centrali sono; la storia ridotta sotto il concetto generale dellarte, lunit logica di filosofia e storiografia, la contemporaneit della storia e il circolo di pensiero ed azione. Frank, Daniel - Herztberg, Arthur Judah Halevi Peter Halban, giugno 1995 pp. 176, UK 7.99 Judah Halevi (1075 ca.-1141), filosofo e poeta spagnolo fu una delle figure ebraiche eminenti, allinterno del mondo medioevale mediterraneo. Franzini Elio, Zecchi Stefano (a cura di) Storia dellestetica. Vol. 1 Dai presocratici a Hegel Antologia di testi Mulino, luglio 1995 pp.520, .48.000. Si tratta di unantologia di testi che copre il periodo che va dalla classicit al primo Ottocento e a Hegel. Ogni parte preceduta da una breve introduzione che riguarda, nelle sue linee teoriche e storico-filosofiche, sia il periodo che gli autori esaminati. Privilegia i grandi autori che hanno segnato le tappe della riflessione filosofica sullestetica. Franzini Elio, Zecchi Stefano (a cura di) Storia dellesterica. Vol 2. Dai post-hegeliani al decostruzionismo Antologia di testi Mulino, luglio 1995 pp.484, .48.000. Si tratta di unantologia di testi che parte dallestetica post-hegeliana per arrivare al decostruzionismo moderno. Ogni parte preceduta da una breve introduzione che riguarda, nelle sue linee teoriche e storico-filosofiche, sia il periodo che gli autori esaminati. Privilegia i grandi autori che hanno segnato le tappe della riflessione filosofica sullestetica. Franzini, Elio Lestetica del Settecento Mulino, luglio 1995 pp.180, .15.000. Il Settecento un secolo cruciale per la storia dellestetica moderna. Sono di questo secolo le prime elaborazioni teoriche della disciplina, sia pur entro una cornice non unitaria in cui convivono percorsi e metodi diversi. Dalla querelle sugli antichi e i moderni, passando per le dispute sul bello, sul genio e sul gusto, lestetica si afferma e conquista un suo spazio. Freudenthal, Gad Aristotles Theory of Material Substance: Heat and Pneuma, Form and Soul Clarendon Press, giugno 1995 pp. 256, UK 27.50 Si tratta di un saggio originale su una delle dottrine centrali di Aristotele, la sua teoria della sostanza materiale. Alla base di questo studio vi e unaccurata riflessione sugli scritti di Aristotele, attraverso la quale lautore arriva a sostenere che il calore vitale una parte centrale, sebbene finora ignorata, del suo pensiero. Fumagalli, Armando Il reale nel linguaggio Indicalit e realismo nella semiotica di Peirce Vita e pensiero, 1995 pp.395, .64.000. Lintento del volume duplice: anzitutto ricostruire in modo rigoroso il percorso dellampio e articolato complesso teorico peirceano sul quale si innesta la semiotica e senza la quale si rischia di non cogliere appieno la portata e il significato di alcune nozioni: in secondo luogo indagare nel dettaglio le articolazioni interne della semiotica e mettere a fuoco la tematica dellindicalit, che stata assai ricca di sviluppi in Morris, Jakobson, Benveniste e molti altri autori, ma che finora era rimasta in secondo piano negli studi peirceani. Furnari Luvar, Giusi La logica del preferibile: Cham Perelman e la nuova retorica Soveria Mannelli, giugno 1995 pp.244, .20.000. In questo libro viene sottolineato come le forme dellargomentazione retorica raccolgano i luoghi dell agire politico ma pi a fondo portino con s un significato esistenziale che si d come scelta etica, scelta di un ordine di preferibilit dei valori che impone la tolleranza e il rispetto assoluto dellalterit. Gabel, Gernot U. Husserl. Ein Verzeichnis der Hochschulschriften aus europischen und nord-amerikanischen Lndern 1912-1990 Ed. Gemini, giugno 1995 pp. 60, DM 20 Galeazzi, Giancarlo ( a cura di) Crisi morale e bene comune in Italia interventi di Enrico Berti et al. Massimo, giugno 1995 pp.144, .18.000. Il volume raccoglie le relazioni del Convegno su Crisi morale e bene comune in Italia, organizzato dallIstituto italiano Jacques Maritain nel 1993 presso il Centro San Domenico di Bologna. Filosofi, storici, sociologi e politici analizzano lattuale crisi morale e le responsabilit culturali, religiose e politiche che hanno determinato lattuale situazione e individuano nel bene comune lideale storico-concreto per ricostruire ci che stato distrutto, prospettando modi e fini per orientare lazione di ricostruzione. Galileo, Galilei Dialogo sui massimi sistemi a cura di Guerneri Gian Luca Guaraldi, giugno 1995 pp.544, .18.000. Un confronto cruciale tra il sistema cosmologico aristotelico-tolemaico e il paradigma della Nuova Scienza. Gaskin, Richard The Sea Battle and the Master Argument. Aristotle and Diodorus Cronus on the Metaphysics of Future de Gruyter, giugno 1995 pp. 406, DM 230 Si tratta di un saggio critico su Aristotele ed il logico megariano Diodoro Crono (300 a. C. ca.), relativo al problema della contingenza e della verit futura. Gaudenzi, Giuseppe Evoluzionismo Bibliografica, agosto 1995 pp.93, .9.000. In questo libro viene esaminato levoluzionismo con particolare attenzione al suo contesto storico-culturale, alla sua nascita e al suo sviluppo, ai suoi protagonisti e alla sua eredit. Gaudin, Claude Platone e lalfabeto a cura di Ronchi Ronco, traduzione di Tassinari Maria Egea, agosto 1995 pp.318, .40.000. Viene analizzato il pensiero platonico relativo alla concezione dellalfabeto sotto diversi aspetti: storico, pedagogico e filosofico. Mette, inoltre, in luce sia limportanza filosofica del principio di giustezza ortografica e ortofonica. Tale riflessione conduce al nucleo centrale della filosofia platonica: la dialettica. Gaukroger, Stephen Descartes An Intellectual Biography Oxford UP, giugno 1995 pp. 608, 25 Gaukroger, unimportante autorit per quanto riguarda Cartesio, traccia il suo sviluppo intellettuale, partendo dallinfanzia, mostrando i collegamenti tra la sua vita intellettuale e personale e situando questi a loro volta allinterno del contesto culturale dellEuropa del diciassettesimo secolo. Georgopoulos, N. - Heim, M. Being Human in the Ultimate. Studies in the Thought of John M. Anderson Rodopi, luglio-agosto 1995 pp. 346, FOL 150 Per John M. Anderson la filosofia,

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come lamore per la saggezza, una preoccupazione per ci che definitivo e supremo. I saggi di questo volume colgono perfettamente questo modo di considerare la filosofia e sono quindi risposte a ci che supremo. Geras, Norman Solidarity in the Conversation of Humankind: The Ungroundable Liberalism of Richard Rorty Verso, giugno 1995 pp. 240, UK 13.95 Con laiuto dellopera di Richard Rorty - un sostenitore del liberalismo radicale umano - questo studio analizza i paradossi di una filosofia che respinge qualsiasi precisa visione della natura umana. Il libro si occupa di questioni importanti per la filosofia etica. Giannantoni Gabriele (a cura di) La tradizione socratica: seminario di studi Seminario di studi, luglio 1995 pp.158, .35.000. In questo libro viene esaminata la tradizione socratica da vari autori mostrando il suo influsso nella filosofia; nella tradizione accademica-scettica, nella filosofia esoterica di Platone ed anche nella filosofia heideggeriana. Giddens, Anthony Politics, Sociology and Social Theory: Encounters with Classical and Contemporary Social Thought Polity Press, giugno 1995 pp.280, UK 12.95 Questo volume, costituito da una serie di confronti critici con figure di rilievo del pensiero sociale e politico sia classico che dei giorni nostri, offre non solo una critica delle principali tradizioni dellanalisi sociale e politica, ma anche prospettive riguardanti le idee sviluppate dallautore. Gily Reda, Clementina Lantropologia filosofica di Remo Cantoni: i miti come arabeschi Fondazione Ugo Spirito, giugno 1995 pp.326, .35.000. Gily Reda in questo testo esamina lantropologia, la mitologia, la morale nella prospettiva filosofica di Cantoni attraverso il dialogo con altri pensatori come Hartmann, Dostoevskij, Kierkegaard, Nietzsche, Kafka, Marx e Spirito. Giordano, Bruno De rerum principiis: una riforma della magia a cura di Nicoletta Tirinnanzi prefazione di Michele Ciliberto Procaccini, luglio 1995 pp.170, .10.OOO. Viene presentata lopera di Bruno sulla magia caratterizzata tra le altre cose dallanalisi dei principi della luce e delle tenebre che dominano sui segni e sui singoli pianeti. Giorello, Giulio e Sindoni, Elio Luomo, i limiti e le speranze. Una rotta verso il Terzo Millennio Piemme, giugno 1995 Un ponte gettato tra passato e futuro, una storia che ha come protagonista luomo che si affaccia al terzo millennio come un essere nuovo ma che, per il suo amore e per i suoi odi non poi molto diverso da quello che ha costruito le piramidi o per primo ha varcato le colonne dErcole. Girard, Louis LArgument ontologique chez Saint Anselme et chez Hegel Editions Rodopi, luglio-agosto 1995 pp. 666, FOL 200 Girgenti, Giuseppe Giustino Martire: il primo cristiano platonico con in appendice Atti del martirio di San Giustino presentazione di Claudio Moreschini Vita e pensiero, luglio, 1995 pp.174, .18.000. Girgenti ripercorre le diverse interpretazioni della figura di Giustino, filosofo e martire, avanzando la sua nuova proposta: lidentificazione Logos/Cristo fa del cristianesimo non una filosofia ma la Sophia cio la Verit stessa. La presenza del Logos di Dio in tutti gli uomini rende questi ultimi filosofi, in quanto ricercano la sapienza, mentre Dio nella persona storica del Cristo, la Sapienza in s. Giuntini, Claudia La chimica della mente: associazione delle idee e scienza della scienza umana da Locke a Spencer Universit degli studi, Fondo di studi Parini-Chirio, giugno 1995 pp.377, .55.000. In questo testo si profila una lettura delle dottrine lockiane che si presta a sostenere prima le istanze teologiche del determinismo di Hartley e Priestley, poi i progetti di riforma dei radicali benthamiani, infine la visione spenceriana dei rapporti tra larticolazione dei processi psicofisici e le leggi evolutive della natura. Inoltre, il libro riporta alla luce uninterpretazione alternativa della psicologia dellassociazione, che rifiuta lottimismo programmatico e le tentazioni metafisiche degli alchimisti della mente. Gloy, Karen Bibliographie zu Hegels Enzyklopdie der philosphischen Wissenschaften im Grundrisse. Primr und Sekundrliteratur 1817-1994 Frommann-Holzboog luglio-agosto 1995 pp. 123, DM 68 Golomb, Jacob In Search of Authenticity: Existentialism from Kierkegaard to Camus Routledge, giugno 1995 pp. 224, UK 12.99 Grandi filosofi come Kierkegaard, Nietzsche e Sartre si sono realmente preoccupati della possibilit di autenticit. In questo studio, analizzando letica di questi filosofi, Jacob Golomb esamina attentamente la loro letteratura ed i loro scritti. Goodman, E. Lenn LUniverso di Avicenna Ecig, giugno 1995 pp.288, .30.000. Si tratta di uno studio sullopera del filosofo arabo Ibn Sinn, noto in Europa come Avicenna. Gordon, Haim - Gordon, Rivca Sartre and Evil: Guidelines for a Struggle Greenwood Press, giugno 1995 pp. 256, UK 53.95 Sartre pu parlare del male - delle sue origini, degli effetti sulluomo moderno e del modo di combatterlo - in maniera pi completa di qualsiasi filosofo del XX secolo. Gli autori di questo libro esaminano le opere letterarie e filosofiche di Sartre, allo scopo di analizzare che cosa hanno da dire sulla natura del male e sui suoi effetti sulla nostra vita. Griffero, Tonino Senso ed immagine: simbolo e mito nel primo Schelling Guerini Scientifica, luglio 1995 pp.356, .38.000. Griffero esamina la nuova concezione del simbolo nel primo Schelling mostrando il suo tentativo di comprendere il carattere mitopoietico di ogni processo della realt. Lautore valuta anche la portata euristica di questa nuova concezione del simbolo nelle tre fasi della giovanile filosofia della mitologia di Schelling. Grossklaus, Gtz Medien-Zeit, Medien-Raum. Zum Wandel der raumzeitlichen Wahrnehmung in der Moderne Suhrkamp, luglio-agosto 1995 DM 19,80 Hammacher, Kl. - Schottkj, R. Schrader, W.H. (a cura di) Subjektivitt Editions Rodopi, luglio-agosto 1995 pp. 263, FOL 75 I curatori pubblicano questo volume per conto della Johann-GottliebFichte-Gesellschaft . Harris, H. Sir (a cura di) Identity Clarendon Pr., giugno 1995 pp. 165, 17 Illibro contiene articoli e contributi di sei famosi studiosi. Viene esaminato il tema centrale, filosofico, dellidentit, dai punti di vista di altre discipline accademiche, che vanno dalla politica, alla letteratura, alla biologia. Harvey, Peter The Selfless Mind: Personality, Consciousness and Nirvana in early Buddhism Curzon Press, giugno 1995 pp. 260, UK 12.99 Questanalisi del primo pensiero buddista prende in considerazione la prospettiva in cui non viene accettata nessuna idea permanente del S. Viene invece sviluppata lidea dei processi mentali potenti e mutevoli. Il testo approfondice argomenti relativi allinsegnamento del non-S. Hauptli, Bruce W. The Reasonableness of Reason: Explaining Rationality Naturalistically Open Court, giugno 1995 pp. 280, UK 16.95 Questo testo dibatte la domanda:la fiducia nella ragione richiede unirragionevole fede nella ragione? I fideisti (sostenitori della fede) affermano che ci sono credenze, convinzioni ed impegni che sono necessariamente al di l della ragione. Hegel, Georg Wilhelm Friedrich Fenomenologia dello spirito (Testi a fronte) Rusconi, luglio 1995 pp.1150, .33.000. E il primo volume del Sistema della scienza di Hegel. Viene trattato il sapere nel suo divenire, cio le varie tappe dellautodispiegamento dialettico dello Spirito della Storia. Heimsoeth, Heinz The six Great Themes of Western Metaphysics and the End of the Middle Ages Wayne State Univ., giugno 1995 pp. 320, UK 16.95 Questo testo passa in rassegna ed analizza levoluzione di circa 2500 anni di riflessioni allinterno della cultura occidentale riguardo sei problemi fondamentali della metafisica: Dio ed il mondo; linfinito ed il finito; lanima ed il mondo esterno; lessere e la vita; lindividuo; lintelletto e la volont.

Held, George F. Aristoteles Teleological Theory of Tragedy and Epic Winter, luglio-agosto 1995 pp. 159, DM 48 Hereth, Michael Montesquieu zur Einfhrung Junius, giugno 1995 pp. 200, DM 24,80 Heydrich, Wolfgang Relevanzlogik und Situationssemantik de Gruyter, giugno 1995 pp. 328, DM 218 Si tratta della presentazione di una nuova teoria dei significati delle lingue naturali, che si esprime anche nel tentativo di gettare un ponte tra le teorie del significato riguardanti la referenza (quelle logiche e della filosofia della lingua) e quelle legate alla rappresentazione (linguistiche e psicologiche). Hffe, O. (a cura di) Aristoteles: Die Nikomachische Ethik Akademie Vlg., giugno 1995 pp. 250, DM 29,80 I tredici contributi raccolti in questo

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volume presentano sia le basi dellindagine aristotelica che lo scenario moderno che caratterizza la ricezione dei fondamenti di Aristotele. Hoffmann, T.S. - Majetschak, St. (a cura di) Denken der Individualitt. Festschrift fr Josef Simon zum 65. Geburtstag de Gruyter, luglio-agosto 1995 pp. 421, DM 238 Vengono qui raccolti degli studi riguardo al problema dellidentit nella soggettivit e nellessere, nella natura e nellarte. Hfliger, Jean-Claude Jacques Derridas Husserl-Lektren Knigshausen & Neumann giugno 1995 pp. 176, DM 38 Lo scopo principale di questo studio - che costituisce anche la tesi di laurea, tenuta da Hfliger presso luniversit di Zurigo nel 94 - di stabilire quale fu la prospettiva di lettura che port, negli anni 60, al contrasto ed allo scontro tra Jacques Derrida e la fenomenologia di Edmund Husserl. Hogrebe, W. (a cura di) Fichtes Wissenschaftslehre 1794. Philosophische Resonanzen Suhrkamp, luglio-agosto 1995 pp. 240, DM 19,80 Hohmann, W.L. (a cura di) Glck. Mglichkeiten Un-Mglichkeiten. Vortrge aus dem 5. Verlagskolloquium 1994 in Essen Die Blaue Eule, luglio-agosto 1995 pp. 256, DM 58 Homann, Arne Diltheys Bruch mit der Metaphysik. Die Aufhebung der Hegelschen Philosophie im geschichtlichen Bewutsein Alber, luglio-agosto 1995 pp. 352, DM 94 Home, Henry Essays on Several Subjects Concerning British Antiquities Thoemmes Press, giugno 1995 pp. 220, UK 30 Di questo testo, scritto durante la rivolta giacobina del 1745, David Hume disse che i ragionamenti sono solidi, le congetture ingegnose ed il tutto risulta istruttivo. Home, Henry Essays on the Principles of Morality and Natural Religion Thoemmes Press, giugno 1995 pp. 390, UK 50 Nato come risposta al Trattato sulla natura umana di David Hume (17391740), questo saggio una discussione filosofica di una serie di problemi fondamentali per lIlluminismo scozzese. Il testo illustra anche linteresse intellettuale di Lord Henry Home di Kames per la filosofia, la legge e la cultura. Home, Henry Introduction to the Art of Thinking Thoemmes Press, giugno 1995 pp. 324, UK 45 In questo libro, Lord Henry Home di Kames non dice ai suoi lettori che cosa pensare, ma come pensare. Home, Henry Sketches of the History of Man Thoemmes Press, giugno 1995 pp. 1896, UK 240 Lord Henry Home di Kames raccolse il materiale per questopera in un periodo di oltre trentanni prima della stesura della stessa e scelse le illustrazioni e gli esempi da numerose fonti. Honecker, Martin Grundri der Sozialethik de Gruyter, luglio-agosto 1995 pp. 790, DM 78 Il volume fornisce una panoramica complessiva che riguarda temi centrali di sei settori della vita: vita e salute (Medizinische Ethik , letica medica); matrimonio, famiglia e sessualit; natura e ambiente; politica e Stato; economia; cultura e diritto. Hooker, C.A. Reason, Regulation, and Realism. Toward a Regulatory Systems Theory of Reason and Evolutionary Epistemology State Univ. of New York Pr., luglio-agosto 1995 pp. 433, $ 25 Utilizzando una sintesi di filosofia e nuove scienze dei sistemi di adattamento complesso, Hooker dimostra come la ragione umana ed il sapere umano siano parte dei sistemi della natura. Horn, Christoph Plotin ber Sein, Zahl und Einheit. Eine Studie zu den systematischen Grundlagen der Enneaden Teubner, giugno 1995 pp. 350, DM 110 Hubbert, Joachim Untersuchungen zur philosophischen sthethik vol. I: Kunst als Lehre vom Begriff und von der Neuen Unmittelbarkeit Brockmeyer, giugno 1995 pp. 128, DM 29,80 Hubbert, Joachim Untersuchungen z ur philosophischen sthethik vol. II: Kunst in der Perspektive und ohne Leitbild Brockmeyer, giugno 1995 pp. 149, DM 29,80 Hubig, Christoph Technik- und Wissenschaftsethik. Ein Leitfaden Springer, luglio-agosto 1995 pp. 200, DM 58 Si tratta della seconda edizione di questo libro. Hume, David Four Dissertations Thoemmes Press, giugno 1995 pp. 258, UK 14.99 In questo volume Hume usa teorie gi sviluppate nel suo Trattato sulla natura umana per spiegare lorigine della religione, per fornire una risposta alla domanda del perch ci compiacciamo della tragica descrizione dellumana sofferenza ed ai motivi per cui un giudizio estetico pu essere pi valido di un altro. Hntelmann, Rafel Schellings Philosophie der Schpfung. Zur Geschichte des Schpfungsbegriffs Rll, giugno 1995 pp. 268, DM 48 Hursthouse, Rosalind Virtues and Reasons: Essays in Honour of Philippa Foot Clarendon Press, giugno 1995 pp. 336, UK 30 Questopera un tributo a Philippa Foot, considerata come uno dei pi originali e rispettati filosofi degli anni recenti. Dodici eminenti filosofi, dalle due sponde dellAtlantico, presentano saggi che illustrano argomenti di filosofia morale, ai quali lei ha contribuito. Irigaray, Luce Loblio dellaria a cura di Resta Caterina Boringhieri, luglio 1995 pp. 176, .20.000. Questo libro dedicato a Heidegger e ripropone alcune tematiche care allautrice, come i rischi dellautodistruzione di un mondo sempre pi tecnologico e indifferente alle voci della natura. Jamme, Ch. Weisser-Lohmann, E. (a cura di) Politik und Geschichte. Zu den Intentionen von G.W.F. Hegels Reformbill-Schrift Bouvier, giugno 1995 pp. 320, DM 120 Questa raccolta documenta i contributi da parte degli storici e dei filosofi intervenuti ad un colloquium internazionale, tenutosi presso la Ruhr-Universitt di Bochum dal 30 settembre al 2 ottobre del 92. Janssen, Paul et. al. Philosophie der UnVerbindlichkeit. Einfhrungen in ein ausstehendes Denken Knighausen & Neumann giugno 1995 pp. 240, DM 48 Nessuna teoria della filosofia riuscita ad affermare la sua validit a livello generale. Quindi vale la pena di porre unaltra volta e diversamente la domanda su ci che la particolarit del filosofare ed il carattere vincolante dellaffermazione filosofica potrebbero costituire. I contributi a questo volume possono essere situati in questa fase di crisi della filosofia. Jaspers, Karl La filosofia dellesistenza a cura di Penzo Giorgio traduzione di Kirch Ursula La Terza, agosto 1995 pp.144, .16.000. Filosofo dellesistenza e psicologo, lautore affronta concetti come ragione, verit, realt, democrazia, politica. Kamm, F.M. Morality, Mortality: Rights, Duties and Value vol. 2 Oxford UP Inc, giugno 1995 pp. 352, UK 37.50 Con questo secondo volume, lautrice continua lo sviluppo di una teoria etica non consequenzialista e delle sue applicazioni ai problemi etici pratici. La Kamm esamina la distinzione tra ammazzare e lasciare morire, i concetti dei diritti, delle prerogative e della super-erogazione. Kant Immanuel Critica della ragion pura a cura di Chiodi Pietro Tea, luglio 1995 pp.706, .28.000. Kant, Immanuel Critica della ragion pura traduzione di Giorgio Colli Adelphi, agosto 1995 pp.910, .30.000. Viene presentata lopera fondatrice del pensiero moderno. Kimmerle, H. (a cura di) Poesie und Philosophie in einer tragischen Kultur. Texte eines Hlderlin-Symposium mit einem Bildteil Knigshausen & Neumann luglio-agosto 1995 pp. 144, DM 48 Kirkham, Richard L. Theories of Truth: A Critical Introduction A Bradford Book, giugno 1995 pp. 416, UK 14.95 Questo studio passa in rassegna le maggiori teorie filosofiche della verit. Il testo comprende discussioni di teorie quali le teorie delle corrispondenza, della coerenza, pragmatiche, semantiche, esecutive, della ridondanza, della valutazione e della verit come giustificazione. Kiss, Endre Studien zur sterreichischen Philosophie Junghans, luglio-agosto 1995 pp. 300, DM 48 Koncsik, Imre Die Gottesfrage aus anthropologischer Perspektive. Versuch einer Philosophie des Selbstseins Tectum-Vlg., luglio-agosto 1995 pp. 116, DM 29,80 Kornwachs, Kl. - Jacoby, K. (a cura di) Information. New Questions to a Multidisciplinary Concept Akademie-Vlg., giugno 1995 pp. 32O, DM 120 Questo volume basato sugli interventi tenuti alla conferenza di Cottbus (marzo 94), riguardanti gli aspetti multidisciplinari della teoria dellinformazione. Gli aspetti teoretici, fisici, biologici, filosofici, linguistici e sociologici vengono analizzati, per giungere ad unestesa comprensione dellinformazione, considerata come

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un concetto fondamentale per la nostra epoca. Krger, L. - Falkenburg, B. (a cura di) Physik, Philosophie und die Einheit der Wissenschaften Spektrum, luglio-agosto 1995 pp. 300, DM 78 I numerosi contributi di diversi autori, alcuni scritti in lingua inglese, qui raccolti offrono unimmagine ricca di sfaccettature, una rappresentazione controversa dellorigine, delle possibilit e dei limiti di ununit della conoscenza della natura. Questi sono alcuni temi trattati: lunit nel pensiero, la fisica del tempo e dello spazio, la cosmologia e la storia della natura, il sapere nella teoria e nella storia. Khn, Rolf Sinn - Sein - Sollen. Beitrge zu einer phnomenologischen Existenzanalyse in Auseinandersetzung mir dem Denken Viktor E. Frankls Junghans, luglio-agosto 1995 pp. 222, DM 55 Si tratta della terza edizione di questo libro Kuokkanen, M. (a cura di) Idealization VII: Structuralism, Idealization and Approximation Rodopi, giugno 1995 FOL 170 Il volume tratta dei seguenti argomenti: lidealizzazione, lapprossimazione e counterfactual (frasi condizionali, in cui la prima proposizione al congiuntivo pai che perfetto ed esprime qualcosa contrario ai fatti) nel contesto strutturalista. Lidealizzazione, lapprossimazione e la formazione della teoria. Lidealizzazione, lapprossimazione e la misurazione. Kutschera, Franz von Platons Parmenides de Gruyter, luglio-agosto 1995 pp. 171, DM 48 Si tratta dellinterpretazione di uno dei pi importanti dialoghi di Platone. Il testo presenta citazioni originali in greco. Kymlicka, Will Multicultural Citizenship. A Liberal Theory of Minority Rights Clarendon Pr., luglio-agosto 1995 pp. 280, 20 Tramite questo saggio critico, questimportante filosofo della sua generazione fornisce unindagine accurata della tematica multiculturale. Landucci, Sergio Sulletica di Kant Guerini, luglio 1995 pp.413, .68.000. Le opere maggiori di Kant sulletica vengono studiate, in questo volume, in una prospettiva nettamente evolutiva. E possibile infatti, alla luce delle differenze di fondo di queste opere, individuare una linea di sviluppo del pensiero kantiano, che si manifesta soprattutto relativamente a due questioni: la fondazione della morale e la libert della volont. Lauriola, Giovanni (a cura di) Antropologia ed etica politica Centro studi personalisti Giovanni Duns Scoto, luglio 1995 pp.273, .40.OOO. Il tema cos ampio e complesso del III Convegno Internazionale, organizzato dal Centro Studi Personalisti Duns Scoto dal titolo Antropologia ed Etica Politica, stato trattato da diversa angolatura scientifica e filosofica, per assicurare, attraverso la vasta gamma di interventi, una presentazione pi ampia e profonda possibile dellargomento. Le Moigne, Jean-Louis Les pistmologies constructives PUF, agosto 1995 pp. 128, F 40 Poich lepistemologia lo studio della costituzione delle conoscenze valide, non forse legittimo interrogarsi sulla natura, sui metodi e sullorganizzazione di queste conoscenze? Nel momento in cui emergono tutte le parti inter-disciplinari e transdisciplinari, questa presentazione dellepistemologie costruttiviste propone le risposte a queste domande. Lenk, Hans Interpretation und Realitt. Vorlesungen ber Realismus in der Philosophie der Interpretationskonstrukte Suhrkamp, giugno 1995 pp. 268, DM 19,80 Lecaldano, Eugenio Etica Utet libreria, agosto 1995 pp.247, .28.000. Il libro si propone di offrire un quadro sistematico delle principali concezioni filosofiche che oggi operano sulla natura dei problemi morali, sui modi di discutere e ragionare intorno ad essi e sui princpi validi per risolverli. Questa ricostruzione viene raccordata con un esame delleredit della filosofia morale dal XVII secolo a oggi. Infine lesposizione propone una valutazione critica delle teorie discusse. Levergois, Bertrand Giordano Bruno Fayard, giugno-luglio 1995 F 170 Contemporaneo di Montaigne, Giordano Bruno uno dei grandi filosofi della fine del Rinascimento. Questa biografia fa il punto di una vita spesso mitizzata. B. Levergois ci mostra come questo eretico della ragione fosse in rottura con il suo tempo, ma non necessariamente con il nostro. Il libro indirizzato al grande pubblico. Levine, Peter Nietzsche and the Modern Crisis of the Humanities. State Univ. of New York Press luglio-agosto 1995 pp. 256, $ 19 Il libro una critica alla teoria della cultura di Nietzsche. Levine propone un paradigma alternativo che permetta la difesa degli studi umanistici, contro quei nietzschiani come Leo Strauss e Derrida. Liebert, Georges Nietzsche et la musique PUF, giugno-luglio 1995 pp. 288, F 148 Prima di consacrarsi alla filosofia, Nietzsche componeva. Il filosofo ha fatto dimenticare il musicista. Nonostante questo, la musica occupa un posto estremamente importante nellopera di Nietzsche e, per capire il suo pensiero, altrettanto importante conoscere Tristano e Parsifal che conoscere le opere di Schopenhauer, Kant e Heidegger. Il libro sar di sicuro interesse per il pubblico. Lister, Peter Diritto di vivere, diritto di morire. Storia di uneutanasia Esi, luglio 1995 pp.100, .15.000. Vengono analizzate le implicazioni morali e religiose intorno alleutanasia: soluzione feroce e nazista o in sintonia con la solidariet umana. Lister, Peter 1997: leutanasia in Italia: un racconto filosofico e politico Edizioni scientifiche italiane, settembre 1995 pp.100, .15.000. Questo racconto filosofico e politico aiuta a riflettere immaginando che cosa potrebbe accadere in Italia se leutanasia fosse legalizzata nel prossimo futuro, diciamo nel 1997: come suppone Lister, visto che nelle more della stampa anche lAustralia ha legalizzato la buona morte, mentre i medici italiani hanno approvato un Codice deontologico pi garantista. Lipotesi si esprime in un vero caso poliziesco. Non si pu dire come va a finire. Servir al lettore solo a pensare meglio e di pi leutanasia e la bioetica. Llewelyn, John Emmanuel Levinas: The Genealogy of Ethics Routledge, giugno 1995 pp. 248, UK 12.99 Si tratta di uno studio delopera di Levinas. Ripercorrendo la sua opera filosofica in ordine pi o meno cronologico, il libro mostra come l argomentazione di Levinas - cio che la metafisica anarchicamente etica derivi dalla tradizione culminante con Hegel e dal pensiero di contemporanei come Husserl e Heidegger. Logue, James I.J. Projective Probability Clarendon Press, giugno 1995 pp. 192, 25 Questo libro presenta una nuova teoria della probabilit e del giudizio della probabilit: il soggettivismo fortemente coerentista. Questa teoria propone una prospettiva quasi realista, in cui le probabilit vengono viste come proiezioni di valutazioni soggettive. Losurdo, D. (a cura di) Zukunft des Marzismus. Kolloquium der Internationalen Gesellschaft fr Dialektische Philosophie, Societas Hegeliana, Forio dIschia, 19.-21. September 1991 Dinter, luglio-agosto 1995 pp. 125, DM 29,80 Lowe, Jonathon Locke on Human Understanding Routledge, giugno 1995 pp. 224, UK 6.99 Questo libro guida attraverso unanalisi dellopera pi importante di Locke, il Saggio sullintelletto umano che risulta essere unopera fondamentale per molti settori della filosofia e soprattutto per lepistemologia, la metafisica, la filosofia della mente e della lingua. Lwith, Karl Von Hegel zu Nietzsche. Der revolutionre Bruch im Denken des neunzehnten Jahrhunderts Meiner, giugno 1995 pp. 466, DM 78 Lycan, William G. Consciousness A Bradford Book, giugno 1995 pp. 184, UK 13.50 Questo volume offre una rassegna di svariati punti di vista filosofici sulla coscienza, includendo quelli di Kripke, Block e Campbell. Lautore di questo testo dimostra come ogni punto di vista in opposizione ad un altro possa essere collocato in una sua cornice di idee o di principi. Egli definisce questa originale teoria della mente funzionalismo omuncolare. Maddoli, Gianfranco (a cura di) LAthenaion politeaia di Aristotele. 1891-1991 Per un bilancio di cento anni di studi Esi, luglio 1995 pp.316, .40.000. Si tratta degli atti dellomonimo convegno del 1991 tenutosi ad Acquasparta, che ha riassunto cento anni di studi aristotelici. Mainzer, Klaus Computer - Neue Flgel des Geistes? Die Evolution computergesttzter Technik, Wissenschaft, Kultur und Philosophie de Gruyter, luglio-agosto 1995 pp. 882, DM 78 Questo libro analizza le domande teoretico-conoscitive legate alla matematica, alle scienze naturali ed alle scienze culturali quando utilizzano i metodi informatici e propone una filosofia dello spirito che tiene conto anche delle nuove tecnologie. Maker, William Philosophy without Foundations. Rethinking Hegel State Univ. of New York Pr., giugno 1995 pp. 288, $ 20 A partire dalla fine degli anni 60, la

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filosofia contemporanea ha iniziato a riscosprire lo Hegel radicale, seppellito sotto le interpretazioni oziose del passato. Questo libro porta avanti questo progetto. Mancini Roberto Lascolto come radice: teoria dialogica della verit Edizioni scientifiche italiane, giugno 1995 pp.364, .36.000. In questo libro Mancini opponendosi al pensiero occidentale basato sul paradigma ottico ed implicante la tesi dellesistenza di una verit assoluta, propone una teoria dialogica della verit intesa come vivente ed in continuo divenire, che ha il suo fondamento nella dinamica dellascolto come radice primaria dellesperienza e come rivelazione del divino. Manfreda, Luigi Antonio Aporie del simbolo: saggio su Otto Weininger Liguori, giugno 1995 pp.193, .24.000. Il saggio di Manfreda analizza le valenze filosofiche dellopera weiningeriana, al di l degli psicologismi volti allelemento biografico o dellenfatizzazione di quellaspetto che nella storia delle interpretazioni doveva fatalmente divenire il suo segno distintivo: la definizione della donna come nulla, pura espressione dellelemento materiale che distrae luomo dalla vita dellascesi come emerge nel suo libro Sesso e carattere. Marchetti, Antonio Riscoprire Vico. Attualit di una metafisica della storia Dante Alighieri, luglio 1995 pp.208, .30.000. Questo libro uno studio monografico su Giambattista Vico. Marciszewski, W. - Murawski, R. Mechanization of Reasoning in a Historical Perspective Editions Rodopi, luglio-agosto 1995 pp. 267, FOL 120 Il volume si occupa di questi fenomeni in senso storico, a partire dal XIX secolo, fino ad arrivare alle moderne indagini sulla formalizzazione, lalgebrizzazione e la meccanizzazione del ragionamento. Marco Aurelio Penses pour moi-mme tr. dal greco Frdrique Vervliet a cura di Ernest Renan Arla, agosto 1995 pp. 256, F 45 Si tratta di un esame di coscienza quasi giornaliero dellimperatore romano, molto ispirato dalla dottrina stoicista, che si esprime qui in greco. Martinich, A.P. A Hobbes Dictionary Blackwell, luglio-agosto 1995 pp. 400, 15 Questo dizionario fornisce unesposizione ed una spiegazione completa e coesa, raccolta in circa centocinquanta voci, di concetti-chiave che coprono tutti i diversi aspetti del pensiero di Hobbes. Masi, Giuseppe Lo spiritualismo ellenistico: la grande svolta del pensiero occidentale Clueb, agosto 1995 pp.189, .23.000. La grande svolta che viene presa in esame in questo libro quella che caratterizza il trapasso dalloggettivismo naturalistico della filosofia greca classica (Platone e Aristotele inclusi) al soggettivismo antropocentrico della nuova filosofia che maturata in Grecia in epoca tardoellenistica a cominciare da Panezio di Rodi e da Posidonio di Apamea, primi araldi di una concezione spiritualistica in quanto pone a fondamento esplicativo di ogni realt lo Spirito, per giungere fino al cristianesimo. Maso Stefano, Franco Carlo (a cura di) Sofisti: Protagora, Gorgia, Disso Lgoi: una reinterpretazione dei testi Zanichelli, luglio 1995 pp.239, .25.000. Ai sofisti va ascritto il merito di essersi per primi interrogati sullinterrogare medesimo, mantenendo al fondo lessere nella sua ineffabilit ed introducendo in superficie il soggetto che considera il suo considerare qualcosa. Leggendo i testi frammentari di Protagora, Gorgia e i cosiddetti disso lgoi si vorrebbe stimolare una riflessione sulla condizione delluomo doggi, inevitabilmente aperto, a causa della propria intelligenza al gioco e al dramma della dimensione sofistica. Max, I. - Stelzner, W. (a cura di) Logik und Mathematik. Frege-Kolloquium 1993 de Gruyter, giugno 1995 pp. 553, DM 270 Si tratta del secondo volume del libro comparso nel 93, dal titolo Philosophie und Logik. Nei due volumi compaiono quindi contributi in tedesco ed in inglese relativi alla filosofia ed alla logica di Gottlob Frege (18481925), alle linee che caratterizzano, attualmente, la discussione delle logiche di tipo non classico e il concetto di informazione. Mayer, Michael Transzendenz und Geschichte. Ein Versuch im Anschlu an Lvinas und seine Errterung Heideggers Die Blaue Eule, luglio-agosto 1995 pp. 400, DM 53 Si tratta della tesi di laurea, tenuta da Mayer presso lUniversit di Friburgo nel 94. Mellor, D.H. The Facts of Causation Routledge, luglio-agosto 1995 pp. 256, 35 Nonostante ci siano stati molti progressi, si attende ormai da troppo tempo un resoconto completo sulla natura e sulle conseguenze della causalit. The Facts of Causation un importante studio di uno dei filosofi pi rilevanti a livello mondiale, riguardante uno degli argomenti filosofici pi a lungo dibattuti. Merrill, John C. Legacy of Wisdom: Great Thinkers and Journalism Iowa State Univ., giugno 1995 pp. 200, UK 22.50 Si tratta di unintroduzione a trenta filosofi importanti a livello mondiale ed ai loro sistemi etici, cos come vengono applicati al giornalismo. Il libro costituisce una base dalla quale possono poi partire analisi ulteriori. La scelta dei filosofi qui trattati include Confucio, Platone, Machiavelli, Milton, Locke, Voltaire, Kant e Murdoch. Metzinger, Th. (a cura di) Bewutsein. Beitrge aus der Gegenwartsphilosophie Schningh, giugno 1995 pp. 440, DM 258 Meuter, Norbert Narrative Identitt. Das Problem der personalen Identitt im Anschlu an Ernst Tugendhat, Niklas Luhmann und P Ricoeur M & P, giugno 1995 pp. 300, DM 39,80 Meyer, Michel Science et mtaphysique chez Kant PUF, giugno-luglio 1995 pp. 256, F 62 La Critica della ragion pura cerca di fondare la metafisica o di consolidare la scienza? Questa domanda trova la sua origine nella differenza, finora rimasta inspiegata o semplicemente negata, tra le due edizioni della Critica . Queste due versioni, radicalizzandosi dopo Kant, sfoceranno una nellidealismo e laltra nel positivismo. Miccoli, Paolo Corso di estetica Urbaniana university press, luglio 1995 pp.213, .22.000. Questo corso di estetica insegue le seduzioni ed il fascino della bellezza artistica, sondandone la natura misteriosa sia nel gesto produttivo della forma poetica, sia nella fruizione estasiante dellopera darte. In quanto riflessione razionale sul bello e sullarte, lestetica mediazione teorica tra lartista e il pubblico: funzione obliqua rispetto alla creazione dellartista ossia alla poesis. Miller Jr, Fred D. Nature, Justice, and Rights in Aristotles Politics Clarendon Press, giugno 1995 pp. 384, UK 40 Questo studio del testo di Aristotele si oppone allidea che il concetto dei diritti sia alieno al pensiero di Aristotele, portando a prova dellopinione di Miller la descrizione di come la teoria della giustizia di Aristotele sia in realt una pretesa di diritti individuali, che sono sia politici che basati sulla natura. Millikan, Ruth Garrett White Queen Psychology and other Essays for Alice A Bradford Book, giugno 1995 pp. 400, UK 15.75 Questa raccolta di saggi serve sia come introduzione a Language, Thought, and Other Biological Categories di Ruth Millikan che come estensione ed applicazioni dei temi centrali della Millikan, specialmente per quanto riguarda la filosofia della psicologia. Minois, Georges Piccola storia dellinferno Mulino, luglio 1995 pp.120, .16.000. Un piccolo viaggio nelluniverso degli inferi ci insegna che lidea di inferno antica quanto la coscienza dellumanit. Luogo infausto dellaldil o condizione di angoscia esistenziale gi di questa terra, linferno lo specchio della condizione umana e dei suoi fallimenti. Mittelstaedt, P. (a cura di) Ethik und wissenschaftlicher Fortschritt. Veranstaltung in der Halle des Historischen Rathauses zu Kln am 23. Juni 1994 Bouvier, giugno 1995 pp. 92, DM 24 Mohrs, Thomas Hobbes: Soziobiologie und Erdpolitik Akademie-Vlg., luglio-agosto 1995 pp. 450, DM 84 Sulla base dellantropologia di Hobbes, che viene presentata in maniera esaustiva, il libro svolge unindagine relativa a problemi politici attuali: la situazione della comunit di Stati internazionale, lo sviluppo della popolazione mondiale, la minaccia del collasso a livello ecologico. Moreno, Jonathan D. Bioethics and Moral Consensus Oxford UP Inc, giugno 1995 pp. 192, UK 25. Sebbene sia una disciplina ancora giovane, la bioetica gioca un ruolo influente nei dibattiti riguardanti la difesa della salute nella nostra societ. Questo studio affronta il tema complesso dei valori morali da punti di vista filosofici, storici e socio-scientifici. Moritz, Helmut Science, Mind and the Universe. An Itroduction to Natural Philosophy Wichmann, giugno 1995 pp. 298, DM 98 Morris, Paul - Herztberg, Arthur Rosenzweig Peter Halban, giugno 1995 pp. 176, UK 7.99 Franz Rosenzweig (1886-1929), il teologo ebreo-tedesco, attualmente considerato uno dei pensatori religiosi moderni pi profondi.

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Morton, Adam A Guide through the Theory of Knowledge Thoemmes Press, giugno 1995 pp. 128, UK 9.99 Si tratta di una guida alla teoria della conoscenza che fa riferimento alla Ricerca sullintelleto umano di Hume, alle Meditazioni di Cartesio ed ai Problemi di filosofia di Russell. Descrive gli argomenti-chiave - giustificazione, percezione, certezza e probabibilit, conoscenza della mente - ed i legami che li uniscono. Moscone, Maurizio Filosofia ermeneutica oggi Studium, giugno 1995 pp.163, .24.000. In questo volume sono ripercorse, nei loro momenti essenziali, le tappe fondamentali che le teorie interpretative hanno compiuto da Spinoza a Ricoeur e viene mostrato come lermeneutica sia la disciplina che ha di mira linterpretazione non solo del significato dei testi, ma anche del senso della realt. In particolare, vengono prese in considerazione le critiche che Hebermas, Hirch e Albert hanno rivolto a Gadamer e le risposte ad esse da parte di questo. Moser, P. - Trout, J.D. (a cura di) Contemporary Materialism. A Reader Routledge, luglio-agosto 1995 pp. 400, 17 Il volume raccoglie articoli-chiave di molti filosofi contemporanei di tutto rilievo. Ogni autore stato invitato a produrre uno scritto che desse ulteriori informazioni e completasse il precedente, allo scopo di affermare il progresso e lo sviluppo di questo campo, fin dalla comparsa del materialismo classico contemporaneo. Mourral, Isabelle - Millet, Louis Petite encyclopdie philosophique Ed. universitaires giugno-luglio 1995 pp. 395, F 148 In questa enciclopedia, le parole non trovano solo una definizione o unanalisi dei loro diversi significati, ma anche un articolo che riguarda i problemi da essi sollevati. Attraverso i nomi degli autori trattati, si arriva ad unesposizione dei grandi orientamenti del loro pensiero. Il libro sar di sicuro interesse per il pubblico. Mller, Anselm Windfred et al. Ende der Moral? Kohlhammer, giugno 1995 pp. 200, DM 29 Ende der Moral? descrive fenomeni, nomina fattori e scopre le radici filosofiche della crescente negazione della moralit, mostra per anche che la morale non deve temere i criteri ed i metodi adottati dalla razionalit critica. Muller, Jean-Marie Simone Weil: lexigence de non-violence Descle De Brouwer giugno-luglio 1995 pp. 213, F 125 J.-M. Muller, membro fondatore del Mouvement pour une alternative nonviolente (Movimento per unalternativa non violenta), studia qui linsieme dei testi di Simone Weil per cogliere quale sia la sua posizione riguardo alla non violenza. Il libro sar di sicuro interesse per il pubblico. Mnster, Arno Nietzsche et le nazisme Kim, giugno-luglio 1995 pp. 160, F 125 La storia della ricezione di Nietzsche segnata da diversi paradossi che attestano tutti che lopera nietzschiana stata oggetto di molti malintesi differenti tra di loro. Lautore, specialista di questo campo, si propone di smontare questi malintesi. Mura Gaspare, Di Ianni Mauro Metodologia: con una guida bibliografica per lo studio della filosofia e della teologia Urbaniana University Press giugno 1995 pp.235, .20.000. Il testo, occupandosi di metodologia scientifica si propone come un manuale didattico con lo scopo di far comprendere progressivamente allo studente la diversit esistente tra lo studio svolto nei Licei, in genere nelle scuole secondarie e il metodo di studio proprio dellUniversit che attraverso i suoi corsi accademici, i seminari, le ricerche richiede fin dallinizio una partecipazione di studio creativa e infine un contributo personale di ricerca. Murphy, Cornelius F. Beyond Feminism: Towards a Dialogue on Difference Catholic UP USA, giugno 1995 UK 13.50 In questo studio la discussione sulle relazioni tra uomo e donna prende lavvio da una premessa cruciale: la lotta per luguaglianza dei diritti delle donne giunta ad un punto in cui la collaborazione tra i sessi piuttosto che lo scontro necessaria per levolversi del processo di uguaglianza. Negro, Matteo Oltre le apparenze: filosofia della percezione di R.M. Chisholm Franco Angeli, giugno 1995 pp.184, .22.000. Scopo del presente volume evidenziare, alla luce dei molteplici riferimenti storico-teoretici, la genesi e levoluzione della teoria chisholmiana della percezione. Lorientamento di Chisholm a partire dal 1981 di impronta soggettivistica. Egli considera essenzialmente lapparire come una propriet intenzionale, con la conseguenza di considerare a sua volta ogni contenuto percettivo come una propriet del soggetto. Il self diviene cos progressivamente il vero referente, diretto o indiretto delle qualit sensibili. Neumaier, Otto Moralische Verantwortung. Beitrge zur Analyse eines ethischen Begriffs W. Fink, luglio-agosto 1995 pp. 416, DM 98 Nietzsche Le parole e le immagini a cura di Pier G.Carizzoni A.Mondadori, luglio 1995 pp.112, .8.000. I testi di Nietzsche riportati in questo volume sono tratti da: Adelphi Edizioni Opere 1975/1990 e da F.N.Epistolario 2 voll, Adelphi Edizioni, 1976. Le fotografie e i documenti contenuti in questo volume provengono dallArchivio Goethe-Schiller di Weimar e sono stati forniti in occasione della mostra Sguardo su Nietzsche. Nietzsche Werke. Kritische Gesamtausgabe sezioneI, vol. 1: Nachgelassene Aufzeichnungen Anfang Sommer 1852 - Sommer 1858 a cura di J. Figl de Gruyter, luglio-agosto 1995 pp. 397, DM 188 Si tratta di unedizione completa delle opere di Nietzsche, in 40 volumi, e 9 sezioni, fondata da G. Colli e M. Montinarie proseguita poi da W. Mller-Lauter e K. Pestalozzi. Nietzsche, Friederich Epistolario 1875-1879 Adelphi, agosto 1995 pp.500, .100.000. Il terzo volume dellepistolario che copre un quinquennio fondamentale della vita di Nietzsche, un periodo segnato dalla rottura con Schopenhauer e Wagner e da un profondo contrasto interiore. Nietzsche, Friederich Autobiografia attraverso lepistolario a cura di Buttazzi Carla Piemme, agosto 1995 pp.288, .30.000 Si tratta di una parte delle lettere di Nietzsche raccolte da Carla Buttazzi con un commento di Claudio Pozzoli. Nietzsche, Friedrich Aurore; rflexions sur les prjugs morales tr. dal tedesco di Henri Albert a cura di Angle Kremer-Marietti LGF, giugno-luglio 1995 pp. 416, F 40 Pubblicata per la prima volta nel 1881, lAurora attacca e sferza un colpo decisivo al problema della morale, mettendo in opera il metodo genealogico. Denunciando il sistema costrittivo delle pratiche morali create dalluomo e che diventato come una seconda natura, affronta in particolar modo Platone e Schopenhauer. Il pubblico trover interessante questo volume e gli argomenti trattati. Norris, Christopher Reclaiming the Truth: Contribution to a Critique of Cultural Relativism Lawrence & Wishart, giugno 1995 pp. 244, UK 12.99 Questo volume contiene un avvertimento polemico contro un fin troppo facile rifiuto dei criteri correnti relativi alla verit ed ai valori nel mondo moderno. Il libro rappresenta unulteriore mossa della lunga battaglia di Christopher Norris contro la tendenza pi estrema del post-modernismo, in particolare contro gli esponenti delle tecniche di decostruzione. Padula, Salvatore Rinascita culturale, rinascita sociale: apologia del primato della morale Levante, luglio 1995 pp.168, .22.000. La finalit sostanziale del progetto filosofico avviato dallautore con questo lavoro il ripristino del primato della filosofia sul sapere tecnicoscientifico, della morale sulla politica e sulleconomia, degli esseri umani sulle cose. Paolozzi, Ernesto Il liberalismo come metodo: Antoni, Croce, De Ruggiero, Popper Fondazione Luigi Einaudi per gli studi di politica ed economia, giugno, 1995 pp. 159, . s.p. In questo libro Ernesto Paolozzi esamina la tematica del liberalismo evidenziando il rapporto tra natura e storia nella filosofia crociana, la restaurazione del diritto nella prospettiva di Antoni, il significato del ritorno alla ragione nella teoria di De Ruggiero e infine il falsificazionismo e lantistoricismo nella filosofia di Popper. Pascal, Blaise I pensieri a cura di Vozza Chiara Guaraldi, giugno 1995 pp.480, .18.000. Si tratta di una raccolta di riflessioni teologico-filosofiche. Pascal, Blaise Pense a cura di Michel Le Guern Gallimard, giugno-luglio 1995 pp. 768, F 35 Questi frammenti destinati ad unapologia della religione cristiana diventeranno lopera postuma dei Pensieri. Il libro di interesse per il grande pubblico. Peale, Norman Vincent Il pensiero positivo traduzione di Guarneri Annarita Armenia, agosto 1995 pp.160, .20.000. Si tratta di una raccolta di riflessioni, massime, brevi frasi del pensiero positivo. Perini, Roberto Soggetto e storicit. Il problema della soggettivit finita tra Hegel e Kierkegaard Esi, luglio 1995 pp.170, .25.000. Viene esaminata la costituzione del soggetto umano come ente storico, quindi finito ed insufficiente, attraverso la speculazione complementare di due grandi della filosofia.

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NOVIT IN LIBRERIA
Perniola, Mario et al. Oltre il desiderio e il piacere: territori dellestremo e spaesamento Mimesis, giugno 1995 pp.160, .22.000. In questo libro Perniola definisce tecno-pagana la condizione pi propria del presente quotidiano considerato come territorio dellestremo il cui modo di essere lo spaesamento. In questa prospettiva il pensiero si configura come una sorta di esercizio di antropologia filosofica, ossia un farsi sguardo disvelante sul qui ed ora, che appare per molti aspetti opacizzato dalla vulgata multimediale. Perone, Ugo Nonostante il soggetto Rosenberg & Sellier, luglio 1995 pp.194, .29.000. Lermeneutica fa i conti con il soggetto, perch ne smaschera tutti gli inganni ma non lo liquida. Attraverso le riflessioni del libro sulle vicende del soggetto nella modernit sorge un nuovo possibile soggetto, non pi chiuso ed autosufficiente ma intimamente attraversato da una complessit e da una alterit che lo costituiscono. A tale soggetto possibile affidare di nuovo il compito della filosofia come ricerca della verit. Petrucci, Armando Le scritture ultime: ideologia della morte e strategie dello scrivere nella tradizione occidentale G. Einaudi, agosto 1995 pp.186, .60.000. Questo racconto segue un itinerario di millenni, a partire dagli inizi, dalla preistoria, e procede tra geografie e vicende svariatissime avendo come protagonisti epigrafi, iscrizioni, sculture, monumenti, graffiti, segnali ma anche quanto stato messo in atto via via, per riprendere e sottolineare nel tempo il bisogno di indicare e testimoniare la presenza dei morti. Picardi, Filippo Levoluzione delletica e la dottrina del diritto ne la metafisica dei costumi di E. Kant Abelardo, agosto 1995 pp.117, .25.000. La metafisica dei costumi, che il punto privilegiato di questa ricerca, deve aiutarci non solo a rispondere al problema di individuare il ruolo degli stimoli e del sentimento ma anche a cogliere i tratti distintivi della dottrina della virt e della dottrina del diritto e quindi dei doveri e degli obblighi. Pico della Mirandola, Giovanni (1463-1494) De hominis dignitate = la dignit delluomo traduzione di Carlo Carena S.Berlusconi, agosto 1995 pp.221, .32.000. La concezione pichiana delluomo affidata ad uno scritto, De hominis dignitate che, originariamente concepito come premessa a novecento Conclusiones volte a racchiudere la totalit del sapere filosofico-religioso, assunse ben presto una propria autonoma e peculiare fisionomia. Tale scritto appare qui in unedizione che a una nuova traduzione seguita dal testo latino e introdotta da due insigni studiosi contemporanei affianca la biografia dellautore redatta dal nipote Gianfrancesco. Pies, I. - Leschke, M. (a cura di) John Rawls politischer Liberalismus J.C.B. Mohr, giugno 1995 pp. 240, DM 50 La teoria della giustizia di Rawls ha avuto un ruolo determinante nella ripresa del dibattito allinterno della filosofia politica. Nei suoi ultimi lavori, Rawls sviluppa questa sua teoria fino alla concezione di un liberalismo politico. La sua opera viene qui reinterpretata, alla luce di questa concezione. Pinchard, Bruno (a cura di) Fine folie ou La catastrophe humaniste: tudes sur les transcendentaux la Renaissance Champion, agosto 1995 pp. 272, F 240 Attraverso lessere, il vero, il bene, ed i loro giochi di opposizione e di congiunzione, scaturisce a mano a mano unimmagine del Rinascimento, che potrebbe anche essere valida come ipotesi della nascita del mondo moderno. Testo specialistico. Planty-Bonjour Guy Hegel e il pensiero filosofico in Russia (1830-1917) Guerini, agosto 1995 pp.340, .50.000. Vengono esposte in questo libro le alterne vicende del pensiero di Hegel dai primi clamorosi successi alle successive polemiche fino allaffermarsi di una corrente neohegeliana. Platone Breviario a cura di Marcellino Claudio Rusconi, luglio 1995 pp.440, .19.000. Si tratta di una raccolta di aforismi, citazioni e frasi notevoli del grande filosofo. Pleines, Jrgen-Eckhardt Teleologie als metaphysisches Problem Knigshausen & Neumann luglio-agosto 1995 pp. 568, DM 98 Poellner, Peter Nietzsche and Metaphysics Clarendon Press, giugno 1995 pp. 352, UK 35 Questo testo offre uninterpretazione ed un giudizio critico dellimportante opera di Friederich Nietzsche su questioni tradizionalmente centrali della filosofia riguardanti la possibilit della conoscenza e la natura della realt. Pggeler, Otto Ein Ende der Geschichte? Von Hegel zu Fukuyama Westdeutscher Vlg., giugno 1995 pp. 38, DM 14 Polidori, Fabio Necessit di una illusione: lettura di Nietzsche Guerini scientifica, luglio 1995 pp.142, .16.000. Polidori in questo libro mette in luce come la critica di Nietzsche alla soggettivit come principio unitario, come fondamento unitario a cui ricondurre la molteplicit del reale e quindi la sua attribuzione ad essa di un carattere illusorio e menzognero, non sfoci nella dissoluzione della medesima soggettivit ma anzi riconduca alla considerazione del necessario mantenimento di questa illusione. Ponzio, Augusto I segni dellaltro. Eccedenza letteraria e prossimit Esi, luglio 1995 pp.250, .36.000. Viene compiuta una ricerca sulla comunicazione e sulle sue possibilit di riconoscere lalterit fuori dai ruoli, dalle convenzioni e dalle immagini stereotipate. Potrc, M. (a cura di) Philosophy of Mind and Epistemology Rll, luglio-agosto 1995 pp. 156, DM 39 Powel, J.G.F. (a cura di) Cicero the Philosopher Clarendon Pr., luglio-agosto 1995 pp. 376, 40 Powel cura ed introduce dodici saggi; egli presenta quindi una nuova e stimolante selezione di recenti studi di specialisti delle opere filosofiche di Cicerone, studi che fanno di Cicerone uno vero scrittore filosofico. Privitera, Salvatore Narrare la vita alla generazione presente per le generazioni future Armando, luglio 1995 pp.154, .30.000. Il libro dedicato in particolar modo alla teorizzazione ed alla esemplificazione del modo narrativo di far bioetica. Inoltre, si occupa di problemi relativi alle categorie pi dimenticate, come sono le generazioni future e lembrione, o di problemi oggi emergenti, come quelli relativi alla donazione degli organi, alluso dei farmaci ed alla dimensione politica che potrebbero essere meglio affrontati, forse, mediante il linguaggio narrativo. Puech, Henri-Charles Il manicheismo traduzione di Comba Augusto Einaudi, agosto 1995 pp.500, .68.000. Scritti in epoche differenti e su temi diversi, i saggi qui raccolti sono legati da un tema unificante: il manicheismo. Lautore si sofferma di volta in volta su un aspetto particolare del problema: la concezione della salvezza, del male, del peccato e della confessione; la musica; la liturgia e i rituali manichei; i rapporti con altre grandi eresie. Putman, Hilary Realismo del volto umano Mulino, luglio 1995 pp.520, .56.000. Questo libro riflette sulla necessit di intraprendere una radicale revisione del programma filosofico e di riportare la filosofia alla sua dimensione umana, colmando il divario tra lo stato attuale della disciplina e quelle aspirazioni umane che essa dovrebbe rappresentare e che in passato ha effettivamente rappresentato. Radman, Z. (a cura di) From a Metaphorical Point of View. A Multidisciplinary Approach to the Cognitive Content of Metaphor de Gruyter, luglio-agosto 1995 pp. 460, DM 58 Si tratta di una raccolta di articoli di diverse discipline sulla metafora come figura del pensiero. Raffelt, A. (a cura di) Das Tun, der Glaube, die Vernunft. Studien zur Philosophie Maurice Blondels. LAction 1893-1993 Echter, luglio-agosto 1995 pp. 244, DM 39 Rappe, Guido Archaische Leibererfahrung. Der Leib in der frhgriechischen Philosophie und in der auereuropischen Kulturen Akademie Vlg., luglio-agosto 1995 pp. 550, DM 120 Ci si interroga qui intorno alla funzione, costitutiva per il sistema, del sentire e delle sensazioni del corpo e poi rispettivamente anche sulle ripercussioni dellesperienza corporale sulla nascita delle teorie filosofiche ed antropologiche nelle diverse culture. Raulet, Grard Vaysse, Jean-Marie (a cura di) Communaut et modernit LHarmattan, agosto 1995 pp. 348, F180 La comunit non , contrariamente a quanto si ammette generalmente, una nozione pre-moderna o anti-moderna, bens - come si sforza di dimostrare questopera - un operatore logico essenziale per il modo in cui la modernit si pensa e, contemporaneamente, un perno fondamentale intorno al quale ruota il dibattito attuale sulla condizione post-moderna. Il libro sar di sicuro interesse per il pubblico. Regebogen, A. - Fellsches, J. (a cura di) Universalistische Moral und Ethik in der Lehre Meiner, giugno 1995 pp. 171, DM 36 Regina, Umberto Servire lessere con Heidegger Morcelliana, luglio 1995 pp.451, .45.000. Lautore ricava dal percorso heideggeriano lermeneutica della trasfigurazione. Infatti, a partire dal senso dellessere il divenire, lungi dal

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costituire un insostenibile contraddirsi, viene letto come invito a servire le cose al di l di ogni prospettiva di comodo; quando linvito accolto la storia diviene la trasfigurazione del mondo. Rehmann-Sutter, Chr. - Mller, Hj. (a cura di) Ethik und Gentherapie. Zum praktischen Diskurs um die molekulare Medizin Attempto-Vlg., luglio-agosto 1995 DM 39 Renault, Laurence Dieu et les cratures selon Saint Thomas dAquin PUF, agosto 1995 pp. 128, F 45 La scolastica inizia nel XIII secolo. Questa struttura fondamentalmente discorsiva del pensiero europeo si sviluppa fino al XVII secolo. E sempre nel XIII secolo che il pensiero occidentale riscopre Aristotele e vi si confronta. Almeno per quanto riguarda questi due aspetti, il pensiero di Tomaso dAquino (1225-1274) esemplare e merita il nostro interesse. Ricci Sindoni, Paola Hannah Arendt: come raccontare il mondo Studium, luglio 1995 pp.236, .28.000. Lautrice in questo libro pi che una rigorosa ricostruzione sistematica del pensiero della Arendt, ha guardato a quelle tematiche, di sicuro spessore filosofico, che hanno orientato lo sguardo di Hannah sulle vicende storico-politiche del suo tormentato tempo cos da individuare, tramite il suo speciale modo di raccontare e di amare il mondo, loriginaria specificazione della natalit come principio attraverso cui raccogliere lo spazio dellazione e qualificare in tal senso lambito privilegiato del fare politica. Richardson Jr, Robert D. Emerson: The Mind on Fire Univ California Press, giugno 1995 pp. 680, UK 27 Si tratta di uno studio su Ralph Waldo Emerson, una delle pi importanti figure della storia del pensiero, della religione e della letteratura americani. Il libro prende in esame una grande quantit di materiale comprendente anche la corrispondenza tra i fratelli Emerson. Ricklin, Thomas Die Physica und der Liber de causis im 12. Jahrhundert. Zwei Studien intr. di Ruedi Imbach Universitts-Vlg., luglio-agosto 1995 pp. 128, DM 32 Riedl, R. - Delpos M. (a cura di) Die evolutionre Erkenntnistheorie im Spiegel der Wissenschaften WUV-Univ.-Vlg., giugno 1995 pp. 300 Riesenhuber, Heinz Ethik inWissenschaft und Technik C.F. Mller, luglio-agosto 1995 pp. 24, DM 18 Riolo, Franco Etica degli affari e codici etici aziendali Edibank, agosto 1995 pp.267, .42.000. Spaziando dagli Stati Uniti allEuropa per soffermarsi a lungo sullItalia, Franco Riolo analizza a fondo il codice etico aziendale, che uno strumento assai diffuso nei paesi di cultura protestante, con il quale lazienda orienta i propri dipendenti sugli atti da evitare e quelli da compiere al fine di salvaguardare e valorizzare lintegrit e limmagine aziendale. Per lautore, letica degli affari in fondo etica delle regole e requisito indispensabile per un capitalismo maturo. Rodano, Paola Lirrequieta certezza: saggio su Cartesio Bibliopolis, luglio 1995 pp.321, .50.000. Dedicato alla filosofia di Cartesio e in particolar modo allopera maggiore le Meditazioni, questo libro ne riesamina i nodi classici: la struttura della mente come logica e volont, il dubbio e il genio maligno:, il cogito, le verit eterne e Dio. Attraverso un percorso di lettura analitica e rigoroso, il lavoro approda ad unoriginale interpretazione del pensiero cartesiano, che si rivela segnato dalla tensione tra due prospettive teoriche difficilmente compatibili e di diversa qualit filosofica. Rohls, Jan Storia delletica Mulino, luglio 1995 pp.508, .46.000. In questo libro si trova una sintesi della storia delletica dallantichit al nostro secolo. Letica qui considerata in unampia prospettiva di filosofia pratica che pone al centro dellanalisi il nesso tra bene individuale e bene sociale. Una storia delletica giocata sulle coppie fede/libert, individuo/societ e particolarmente attenta alle grandi scansioni storiche. Rhrig, M. - Stenger, G. (a cura di) Philosophie oder Struktur Fahrzeug der Zukunft? Fr Heinrich Rombach Alber, luglio-agosto 1995 pp. 648, DM 148 Romani, Romano Theoretic. Libro primo Cadmo, agosto 1995 pp.101, .15.000. Si tratta di una raccolta di 31 brevi scritti filosofici sul limite. Romano Carlo, Grassani Goffredo (a cura di) Bioetica Utet, agosto 1995 pp.737, .80.000. In questo libro vengono esaminati ; il rapporto medico-malato, il significato della bioetica, la formazione e linsegnamento della bioetica, i legami tra filosofia, teologia e bioetica, tra diritto e bioetica, tra psicologia ed etica medica, tra sociologia, medicina sociale e bioetica, la dimensione della genetica, il problema ontologico e giuridico della vita umana nascente, quello della procreazione assistita, il maltrattamento del bambino, la situazione del malato terminale, la sperimentazione sulluomo, i trapianti dorgano, i problemi etici e di criminologia ed infine la medicina tradizionale cinese. Rossi, Paolo Naufragi senza spettatore: lidea di progresso Il mulino, luglio 1995 pp.149, . 18.000. Questo libro affronta i mutamenti ai quali sono state sottoposte le nozioni di crescita e di progresso. Lo fa richiamandosi ai testi di filosofi, scienziati, letterati, rimescolando le carte, mettendo in discussione molti luoghi comuni consolidati, prospettando ai disinvolti costruttori di quadri epocali una impressionante serie di anomalie. La storia delle idee coincide qui con il piacere di scoprire, mettere in relazione, organizzare un percorso, mettere in causa direttamente o indirettamente le certezze del presente. Rossi, Paolo (a cura di) La filosofia vol 4 Utet, giugno 1995 pp.2.100, .400.000. Viene attuata una ricostruzione del quadro complessivo della filosofia contemporanea. Si articola in 4 volumi : Le filosofie speciali, La filosofia e le scienze, Le parti della filosofia, Stili e modelli teorici del Novecento. Offre approfondite analisi su problemi, metodi, tendenze, temi, esprimendo in modo compiuto che cosa, oggi, di fatto, la filosofia. Rullmann, Marit et al. Philosophinnen vol. II: Von der Romantik bis zur Moderne Edition Ebersbach luglio-agosto 1995 DM 58 Unopera classica che riesce ad insegnare ma anche in grado di offrire il piacere della lettura di un libro di filosofia sia ai profani che agli esperti del settore. Rummel, Erika The Humanistic Scholastic Debate in the Renaissance and Reformation Harvard UP, giugno 1995 pp. 264, UK 35.95 Questo testo esamina la ripresa del classico dibattito platonico sui meriti rispettivi della filosofia e della retorica che emersero nella discussione del tardo XV secolo tra umanisti e scolastici a proposito della filologia e della dialettica. Russel, Bertrand Saggi scettici Tea, luglio 1995 pp.260, .14.000. Viene compiuta in questo testo unanalisi e una critica di molti temi considerati al di sopra di ogni giudizio: psicoanalisi, teoria della relativit, decandenza dellimpulso scientifico, valori della libert. Russell, Bertrand Mortals and others: American Essays 1931-1935 Routledge, giugno 1995 pp. 192, UK 9.99 Si tratta di una raccolta di saggi e di reportage che coprono un ampio spettro di argomenti. Questo libro mostra il lato serio e quello non serio della personalit e del lavoro di Russell, fornendo anche unintroduzione al pensiero di Russell adatta a lettori di ogni livello. Sallis, John Delimitations. Phenomenology and the End of Metaphysics Indiana UP, giugno 1995 pp. 272, $ 16 Si tratta della seconda edizione riveduta di un libro che rappresenta il contributo maggiore allattuale dibattito, nella filosofia europea, sui limiti della metafisica. Sandkhler, H.J. (a cura di) Interaktionen zwischen Philosophie und empirischen Wissenschaften. Philosophieund Wissenschaftsgeschichte zwischen Francis Bacon und Ernst Cassirer Lang, giugno 1995 pp. 496, DM 100 Santayana, George The Birth of Reason and other Essays a cura di Daniel Cory Columbia UP, giugno 1995 pp. 204, UK 10.50 Si tratta di una raccolta di saggi recenti del filosofo americano, presidente della Santayana Society. Gli argomenti discussi includono la filosofia del viaggio, la politica della religione, lamicizia, lapparenza e la realt ed i passi falsi della filosofia. Santucci, Antonio Empirismo, pragmatismo, filosofia italiana Clueb, giugno 1995 pp.252, .32.000. Viene esposta una storia delle tematiche della filosofia italiana legata allempirismo, da Abbagnano e Geymonat, alla semiotica degli anni 80. Savater, Fernardo Apostati ragionevoli. Vite di ribelli illustri Mulino, luglio 1995 pp. 220, .20.000. Ordinati cronologicamente sono raccolti quindici ritratti di personaggi legati da una comune caratteristica. Furono tutti apostati, ribelli allortodossia religiosa, scientifica o letteraria - in cui si erano formati. Furono

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pertanto tutti apostati ragionevoli in quanto fecero dell apostasia il loro problema teorico fondamentale. Savi, Cristina Husserl e lo scetticismo Guerini scientifica, luglio 1995 pp.319, .35.000. In questo libro lautrice mostra come la fenomenologia di Husserl rappresenti lultimo tentativo di combattere lo scetticismo nella sua versione psicologistica. Saviani, Lucio (a cura di) Segnalibro: voci da un dizionario della contemporaneit Liguori, luglio 1995 pp.259, .25.000. Si tratta di una raccolta di saggi sul tema della contemporaneit intesa non come apertura ma come testo conchiuso, e ancora altrove assente. Viene quindi indicato come prendere delle voci da un dizionario che non c. Sono voci esatte e, contemporaneamente scritte in uno stesso libro. Scalfari, Eugenio Quel miserabile animale che noi siamo Rizzoli, agosto 1995 pp.120, .26.000. Viene compiuto un confronto in forma dialogica su temi di attualit tra due esponenti, Eugenio Scalfari e Voltaire, che impersonificano e rispecchiano due secoli differenti. Schfer, L. - Strker, E. (a cura di) Naturauffassungen in Philosophie, Wissenschaft, Technik vol . III: Aufklrung und spte Neuzeit Alber, luglio-agosto 1995 pp. 290, DM 74 Schmid, Dirk Religion und Christentum in Fichtes Sptphilosophie 1810-1813 de Gruyter, luglio-agosto 1995 pp. 230, DM 168 Nellenucleazione di un rapporto sistematico tra la teoria della religione filosofico-trascendentale e la teoria del cristianesimo filosofico-storica diventa visibile il loro significato per il programma globale della filosofia trascendentale di Fichte. Schmidt, Hartwig Das entwrfige Selbst. Zur Kritik des Ipsismus Decaton-Vlg., giugno 1995 pp. 148, DM 22,80 Schneider, Friedhelm Kindsein - ein Gleichnis. Philosophisch-theologische Gedanken zum generativen Verhltnis Attempto-Vlg., luglio-agosto 1995 pp. 70, DM 18 Schopenhauer, Arthur Sulla quadruplice radice del principio di ragione sufficiente traduzione di Giametta Sossio Rizzoli, agosto 1995 pp.400, .18.000. E il trattato filosofico, la tesi di Laurea del giovane Schopenhauer. Vengono distinte due facolt dello spirito: lintelletto e la ragione. Lintelletto prevale sulla ragione in quanto demiurgo che crea il mondo per luomo, nelle coordinate di spazio e di tempo, permettendo alluomo di viverci dentro con la guida della causalit, di cui vengono analizzate le quattro radici. Schubert, Venanz (a cura di) Experimente mit der Natur. Wissenschaft und Verantwortung. Interdisziplinres Forum EOS-Verlag, giugno 1995 pp. 370, DM 24,80 Il volume contiene anche unintroduzione al tema della responsabilit della scienza nel campo degli esperimenti con la natura, scritta dal curatore. Sciuto, Italo La felicit e il male: studi di etica medievale Franco Angeli, luglio 1995 pp.229, .32.000. Lautore analizzando il significato che i concetti di male e di felicit assumono nellambito del pensiero medievale, dedica ampio spazio alla concezione agostiniana del male come privazione del bene. Nella teoria agostiniana si ricava unimmagine delluomo dinamica e conflittuale che centrata sullenigma della volont implicando un interessante confronto con la filosofia di Nietzsche. Sedgwick, P. (a cura di) Nietzsche. A Critical Reader Blackwell, luglio-agosto 1995 15 Questo volume riunisce per la prima volta una documentazione di branichiave selezionati, comprendente le tre principali tradizioni o metodologie dellinterpretazione di Nietzsche: la tradizione anglo-americana, quella tedesca e quella francese. Seelmann, Kurt Anerkennungsverlust und Selbstsubsumtion. Hegelsstraftheorien Alber, luglio-agosto 1995 pp. 160, DM 48 Semerari, Giuseppe (a cura di) Pensiero e narrazioni: modelli di storiografia filosofica Contributi di Alberto Altamura et al. Dedalo, luglio 1995 pp.277, .32.000. Il libro analizza i modelli materialistico, criticistico e neoscolastico della storiografia filosofica e le principali questioni di metodo sui caratteri del filosofare contemporaneo, fornendo un ampio panorama dei rapporti di discussione tra filosofia, storia della filosofia e didattica. Seneca Seneca: Moral and Political Essays tr., note a cura di John M. Cooper Cambridge UP,giugno 1995 UK 14.95 Questo volume propone delle traduzioni dei saggi pi importanti di Seneca, tra cui alcuni dei saggi morali e dei primi quattro libri di De beneficiis. Essi offrono un quadro del punto di vista sociale e morale di un pensatore stoico, strettamente coinvolto nel governo dellImpero romano. Seneca Werke (Philosophische Schriften) intr., note e a cura di Manfred Rosenbach Wiss. Buchges., luglio-agosto 1995 pp. 2952, DM 114 Si tratta dellunica edizione delle opere di Seneca in versione latino-tedesco, che ora disponibile in cinque volumi, in cofanetto. Seneca, Lucio Anneo Dialoghi a cura di Carena Carlo traduzione di Manca Gavino Einaudi, agosto 1995 pp.500, .17.500. Contiene sette scritti filosofici: La Provvidenza, Fermezza del saggio, La vita felice, Vita contemplativa, La tranquillit dellanimo e la brevit della vita. Ogni dialogo preceduto da unintroduzione e da un commento. Testo originale a fronte. Senner, Walter Johannes von Sterngassen und sein Sentenzenkommentar parte I: Studien Akademie-Vlg., giugno 1995 pp. 472, DM 128 Serrini, Franco La filosofia nella storia della cultura europea: [da Platone a Popper alla scoperta della cultura occidentale] Firenze Atheneum, maggio 1995 pp.278, .35.000. Serrini in questo libro ha affrontato il problema di come sia possibile fare una divulgazione della filosofia, convinto che premessa ad una trattazione strettamente filosofica sia lintrodurre il lettore non specialista nello svolgimento storico che tale disciplina ha avuto nel corso dei secoli. La filosofia appare in tal modo nella stretta connessione con le altre produzioni di pensiero umano e con gli avvenimenti storici che lhanno condizionata nella proposta e nella soluzione dei suoi problemi. Severino, Emanuele Pensieri sul Cristianesimo Rizzoli, giugno 1995 pp.320, .30.000. Sono contenute in questo libro delle riflessioni storico-filosofiche sul Cristianesimo. Severino, Emanuele Tautotes. Divenire e destino dellidentit Adelphi, agosto 1995 pp.300, .70.000. Sgalambro, Manlio La consolazione Adelphi, luglio 1995 pp.166, .15.OOO. Viene descritta la figura del filosofo edificante che non insegna, che infallibile, che rappresenta una sospensione teleologica della vita, che si pone il problema della pazienza, per giungere a definire lessenza della consolazione come consolazione edificante. Simmel, George Sullamore (Lo spirito del tempo) traduzione di Belluzzo Sara Anabasi, giugno 1995 pp. 144, .23.000. Sono contenute in questo libro le riflessioni sulla vita amorosa di uno dei pi creativi sociologi del Novecento. Lamore un a priori: non pu essere prodotto da una molteplicit di fattori dei quali nessuno, appunto, amore.E questa intuizione filosofica che Simmel arricchisce con riflessioni, digressioni e analisi volte a cogliere la specificit e lunicit della relazione amorosa. Sluga, Hans Heideggers Crisis: Philosophy and Politics in Nazi Germany Harvard UP, giugno 1995 pp. 304, UK 11.95 Questo testo esamina non solo come i nazisti sfruttarono le idee filosofiche ed usarono i filosofi per farsi accettare pubblicamente, ma anche come i filosofi tedeschi sfruttarono i nazisti. Il libro descrive la crescita, dalla I Guerra mondiale in poi, di un potente movimento di destra nella filosofia tedesca. Smith, Quentin Oaklander, L. Nathan Time, Change and Freedom: An Introduction to Metaphysics Routledge, giugno 1995 pp. 224, UK 11.99 Questintroduzione alla metafisica strettamente legata allidea del tempo. Ci si domanda se ci fu un inizio del tempo e se ci sar la possibilit di un passato infinito e di un futuro eterno. Il saggio considera che cosa accade quando le cose cambiano e quale effetto questo comporti su di noi e sulla nostra identit. Smith, Tara Moral Rights and Political Freedom Rowman & Littlefield, giugno 1995 pp. 248, UK 19.95 Tara Smith, alla ricerca di poter uscire dallimpressionante aumentare di rivendicazioni di diritto, offre qui un resoconto sistematico della natura e dei fondamenti dei diritti. Il libro mostra che cosa sia la libert politica e dimostra perch essa dovrebbe essere protetta dai diritti. Sossi, Federica Mentre langoscia si fa guardare: lo spazio delloggetto in Freud, Heidegger e Kant Guerini scientifica, luglio 1995 pp.269 .28.000. Negli anni in cui Freud interrogher di nuovo lenigma dellangoscia facendosi accompagnare dal fantasma

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di Hans, Heidegger ricerca al di l della paura una situazione emotiva pi originaria e autentica che come langoscia di Hans ci assale con il volto inquietante dellindeterminato.Il gioco che anche Kant aveva intravisto nella contemplazione del bello, si interrompe dimprovviso di fronte ad un strano oggetto che suscita in noi un sentimento sublime. Che si tratti dellangoscia o della seriet del sublime ci troviamo comunque esposti nel grande territorio dellassenza. Southern, R.W. Scholastic Humanism and the Organization of Christendom vol. I: Foundations Blackwell, luglio-agosto 1995 pp. 288, 25 Questo il primo di tre volumi che considereranno la storia dellumanesimo scolastico. Questo volume, si occupa degli anni tra il 1100 ed il 1160 quando furono create le linee principali del pensiero scolastico e ne furono stabiliti gli argomenti. Spinoza Benedictus (1632 -1677) Trattato teologico - politico: natura e salvezza a cura di Arnoldo Petterlini Zanichelli, luglio 1995 pp.286, . 25.000. Questo volume comprende la prefazione e i capitoli 1, 4, 6, 7, 12, 14 e 15 del Trattato teologico-politico. La libert del filosofare e poi del vivere umano in tutta la sua drammatica storicit stretta tra la rivelazione del vero che salva e limmaginazione/ intuito che consente alla ragione di interrogarsi sulla salvezza. Splenger, Oswald Quesiti essenziali. Frammenti ed aforismi Guanda, luglio 1995 pp.540, .50.000. Vengono affrontati tutti i temi della riflessione spengleriana, con lambizione di collocarli entro un vero e proprio sistema : metafisica, forma della civilt, storia, filosofia della storia e politica. Spruit, Leen Species intellegibilis. From Perception to Knowledge vol. II: Renaissance Controversies, later Scholasticism, and the Elimination of the Intelligible Species in Modern Philosophy Brill, luglio-agosto 1995 FOL 135 Stanziale, Pasquale Mappe dellalienazione: da Hegel al cyberpunk: ad uso delle giovani generazioni Erre emme, agosto 1995 pp.176, .15.000. In questo libro viene esaminato il significato dellalienazione riferita alle dimensioni dellessere, dellavere e del simulare. Per quella dellessere vengono presi in considerazione Hegel, Feuerbach e Marx ; per quella dellessere Weber, Simmel, Husserl, Jaspers, Berdjaev, Marcel, Sartre, Heidegger, Lukcs, Bloch, Horkheimer, Adorno, Benjamin, Marcuse, Fromm, Habermas, Kosik e Heller; per quella del simulare Freud, Nietzsche, Marcuse, Lvi Strauss, Althusser, Foucault, Deleuze, Lacan, Guattari, Reich, Laing, Cooper, Debord, Vaneigem, Lyotard, Baudrillard, Jameson, Harvey, Virilio e Berardi. Steen, Wim J. van der Facts, Values, and Methodology. A New Approach to Ethics Editions Rodopi, luglio-agosto 1995 pp. 168, FOL 50 La scienza non libera dai valori e letica non libera dai fatti. La scienza e letica dovrebbero essere simili, ma non lo sono. Lautore indica come la ricerca sulletica dovrebbe cambiare, in vista di quanto sopra enunciato. Steinkellner, E. - Much, M.T. Texte der erkenntnistheoretischen Schule des Buddhismus intr. di Heinz Bechert Vandenhoeck und Rupprecht luglio-agosto 1995 pp. 137, DM 40 Stelli, Giovanni La ricerca del fondamento: il programma filosofico dellidealismo tedesco nello scritto di Fichte Sul concetto della dottrina della scienza prefazione di Vittorio Hsle Guerini e associati, luglio 1993 pp.265, .45.000. Nel libro viene evidenziata la straordinaria attualit teoretica dellimpostazione fichtiana messa a confronto con il relativismo gnoseologico ed etico contemporaneo - in particolar modo con il razionalismo critico di derivazione popperiana - e con le sue conseguenze etico-politiche. Alla luce di tale confronto le profonde e rigorose argomentazioni fichtiane si inseriscono a buon diritto nel dibattito filosofico attuale, in una ideale linea di continuit con la pragmatica trascendentale di Karl Otto Apel e il neoidealismo oggettivo di Vittorio Hsle. Stewart, R.M. (a cura di) Philosophical Perspectives on Sex and Love Oxford UP, giugno 1995 pp. 320, $ 15 Questo libro, riflettendo la tendenza, nel corso degli ultimi ventanni, ad esaminare pi attentamente la natura dellamore e della sessualit allinterno del contesto filosofico, presenta, nella sua chiave di eclettica antologia, numerose prospettive relative ai ruoli ed alle norme sessuali, allerotismo, alla pornografia, al femminismo, alla prostituzione, alla perversione, allamicizia ed allamore filiale. Strmer, Uta ber das Gewissen. Texte zur Begrndung der Neuzeitlichen Subjektivitt Beltz Athenum, giugno 1995 pp. 130, DM 24 Strinati, Dominic Introduction to Theories of Popular Culture Routledge, giugno 1995 pp. 240, UK 10.99 Si tratta di una guida introduttiva alle principali teorie di cultura popolare. Il libro esamina le principali aree degli studi della cultura popolare contemporanea, come le teorie di Adorno e della Scuola di Francoforte, lo strutturalismo, la semiologia, il marxismo, il femminismo ed il post-modernismo. Strosetzki, Chr. (a cura di) Juan Luis Vives. Sein Werk und seine Bedeutung fr Spanien und Deutschland. Akten der internationalen Tagung vom 14.-15. Dezember 1992 in Mnster Vervuert, giugno 1995 pp. 259, DM 56 Szondi, Peter Antico e moderno nellestetica dellet di Goethe Guerini, agosto 1995 pp.256, .38.000. Questo libro dedicato allevoluzione della filosofia dellarte e della poetica tra 700 e 800 in Germania, attraverso le monografie sui massimi esponenti del tardo illuminismo, dello Sturm und Drang e del classicismo. Tarter, Sandro La riva di un altro mare. Alterit, soggettivit, giustizia: a partire da Levinas Ets, giugno 1995 pp.158, .20.000. Vengono analizzate la filosofia del diritto e la filosofia morale attraverso l esame della storia dello studio della giustizia. Taureck, Bernhard H.F. Die Sophisten Junius, giugno 1995 pp. 180, DM 24,80 Thiel, Manfred Versuch einer Ontologie der Persnlichkeit vol. III: Die Gestalt oder die Philosophie der Gegenwrtigkeit Elpis-Vlg., luglio-agosto 1995 pp. 650 (parte I), 850 (parte II), DM 380, 420 risp. Si tratta del terzo volume di questopera, diviso in due parti. Thielen, Helmut Diskurs und Widerstand. Philosophie der gesellschaftlichen Praxis Horlemann, giugno 1995 pp. 320, DM 42 Thierry, Yves Conscience et humanit selon Husserl: essai sur le sujet politique PUF, giugno-luglio 1995 pp. 208, F 168 Questo studio cerca di dimostrare che la fenomenologia della coscienza, fondata e sviluppata nelle principali opere di Husserl, permette di pensare una via soggettiva ed inter-soggettiva tale da differenziarsi dal suo mondo e da non cessare per di costituirsi in relazioni concrete con esso. Il libro scritto da uno specialista di Husserl. Tomatis, Francesco Ontologia del male: lermeneutica di Pareyson presentazione di Piero Coda Citt nuova, agosto 1995 pp.197, .22.000. Tomatis ha dedicato il presente lavoro allultima fase del pensiero di Pareyson, individuandone la questione principale nel problema ontologico- non soltanto morale- del male. Nel pensiero dellultimo Pareyson vi uno sforzo continuo della filosofia di aprirsi alla comprensione della realt del male, ricorrendo ai contenuti veritativi dellesperienza religiosa. Tnnies, Sibylle Der westliche Universalismus und seine Widersacher Westdeutscher Vlg., giugno 1995 pp. 250, DM 46 Luniversalismo occidentale (che un tempo veniva chiamato diritto naturale razionale) il fondamento della democrazia. Tuttavia dalla fine dellIlluminismo - almeno in Germania non ha pi una posizione filosofica: fu distrutto dalla scienza politica restaurativa del Romanticismo e da allora viene considerato come non fondato scientificamente. Questo testo si preoccupa di riabilitare luniversalismo occidentale. Toussaint, Stphane (a cura di) LEsprit du quattrocento: le De ente et uno de Pic de La Mirandole Champion, giugno-luglio 1995 pp. 398, F 230 La Toscana dei Medici, i dibattiti del concilio di Firenze sui riavvicinamenti tra Oriente ed Occidente, il confronto tra Aristotele e Platone, il grande periodo degli umanisti raffinati e laffiorare di una mentalit nuova, libera dalla tradizione delle scuole - questi gli argomenti trattati nella prima parte. Nella seconda parte di questo libro, compaiono diversi testi di Pico della Mirandola (in edizione bilingue latino-francese): De ente et uno, Responsiones.... Ulrich, Konrad Eine andere Welt. Naturwissenschaftliche Korrektur menschlicher Selbstberhhung Die Blaue Eule, giugno 1995 pp. 392, DM 68 Valdinoci, Serge Vers une mthode deuropanalyse LHarmattan, giugno-luglio 1995 pp. 351, F 180 La europanalyse radicalizza lesigenza di immanenza che si trova nella fenomenologia husserliana. Lautore getta le fondamenta di un metodo del reale, libero da tutti i passaggi al limite tra lesteriore e linteriore, o

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vice versa, che si trovano abitualmente nei lavori filosofici. Il libro interesser al pubblico. Vassallo, Nicla La depsicologizzazione della logica: un confronto tra Boole e Frege Franco Angeli, giugno 1995 pp.310, .34.000. Il presente volume si propone di analizzare la matrice e il destino dello psicologismo attraverso lesame critico delle argomentazioni di Boole e Frege. Nelle rispettive differenze e similarit Boole e Frege forniscono due ottiche privilegiate per inquadrare i rapporti tra logica e psicologia cos come quelli tra pensiero e linguaggio nella storia e della filosofie e della logica. Visker, Rudi Michel Foucault: Genealogy as Critique Verso, giugno 1995 pp. 288, UK 19.95 Si tratta di una ricostruzione del corpus delle opere di Foucault, dalla sua prima opera sulla follia, alla Storia della sessualit.. Visker offre un ritratto di Foucault come di un autore che non rientra n nella categoria relativista n in quella positivista, ma come linventore di una nuova analisi dei meccanismi moderni del controllo e dellesclusione. Vogel, Max Werner Nietzsches Hinterkopf. Meditationen ber Friedrich Nietzsche Die Blaue Eule, luglio-agosto 1995 pp. 160, DM 36 Vollmer, Gerhard Auf der Suche nach der Ordnung. Beitrge zu einem naturalistischen Welt- und Menschbild intr. di H. Albert Hirzel, giugno 1995 pp. 195, DM 34 Voltaire Trattato sulla tolleranza traduzione di Bianchi Lorenzo Feltrinelli, giugno 1995 pp.152, .10.000. Si tratta di una difesa di Voltaire di un commerciante ugonotto, accusato dellassassinio del figlio. Warr, John Una scintilla nella cenere. Teologia e ribellione Cortina, giugno 1995 pp.130, .16.000. Un grande sommovimento ideale, prima ancora che economico e sociale, ha fornito le principali direttive intellettuali della nostra stessa modernit: macchina statale e garanzie per lindividuo, scoperta dellinteriorit e gusto per lesperimento. Weiland, R. (a cura di) Philosophische Anthropologie der Moderne Beltz Athenum, giugno 1995 pp. 250, DM 48 Weis, K. (a cura di) Bilder vom Menschen in Wissenschaft, Technik und Religion Westdt. Vlg, giugno 1995 pp. 570, DM 64 Dietro a tutte le nostre azioni, cos come a tutti i discorsi della scienza e allesperienza quotidiana si trovano delle precise idee, delle rappresentazioni dellessere umano. Gli autori analizzano le diverse concezioni dellessere umano, prendendo in considerazione oltre venti settori. Lambito tematico spazia dallinformatica, la scienza e la filosofia della tecnica passando per il fondamentalismo, lo sport e la filosofia della tecnica, per arrivare poi alla ricerca sul cervello ed anche al Buddismo. Weiss, Paul Being and other Realities Open Court, giugno 1995 pp. 390, UK 19.95 In questo testo, lautore sostiene che il compito primario ed essenziale della filosofia fornire un resoconto delle realt primarie e di evidenziare le loro precondizioni, interrelazioni e conseguenze primarie. Egli prende in esame persone, realt trasformate dallintervento umano, la natura ed il cosmo. Wesson, R. et al. (a cura di) Evolution and Human Values Editions Rodopi, luglio-agosto 1995 pp. 251, FOL 75 Evolutionary Ethics (etica evolutiva), la prima sezione di questo libro presenta delle ricerche contemporanee relative ad unarea esplorata inizialmente da H. Spencer. Evolved Ethics (etica evoluta) discute dellevoluzione della lingua e della religione e del loro impatto sul pensiero morale ed il sentimento. Lultima sezione Scientific Ethichs (etica scientifica), si interroga sullevoluzione della natura umana e le implicazioni di tale natura per la teoria etica e la politica sociale. White, Stephen K. The Cambridge Companion to Habermas Cambridge UP, giugno 1995 UK 12.95 Il volume esamina il contesto storico ed intellettuale da cui emerse lopera di Habermas ed offre una panoramica delle sue idee principali. Gli argomenti trattati sono: i suoi rapporti con la Scuola di Francoforte della teoria critica e Marx ed i suoi contributi alla filosofia delle scienze sociali. Widmann, Joachim Effizientes Denken. Die logischen Grundstrukturen von Algebra und Geometrie Ars Una, luglio-agosto 1995 pp. 288, DM 88 Williams, Bernard Making Sense of Humanity: And other Philosophical Papers 1982-1993 Cambridge UP, giugno 1995 pp. 272, UK 12.95 Questo volume di scritti filosofici diviso in tre parti: Azione, libert, responsabilit; Filosofia, evoluzione e scienze umane e, infine, Etica. Queste parti contengono saggi strettamente collegati al libro di Williams del 1993, Ethics and the Limits of Philosophy. Wisser, Richard Karl Jaspers. Philosophie in der Bewhrung. Vortrge und Aufstze Knigshausen & Neumann giugno 1995 pp. 318, DM 58 Wittgenstein, Ludwig Wiener Ausgabe vol. III: Bemerkungen. Philosophische Bemerkungen Springer, giugno 1995 pp. 334, DM 210 Le Osservazioni filosofiche e la Grammatica filosofica di Wittgenstein si basano sui volumi I-X dei manoscritti, che vanno dal 1929 al 32. Essi vengono pubblicati adesso nella Wiener Ausgabe, nei volumi dal I a V, per la prima volta in modo filosoficamente corretto e completo. Wolf, Jean-Claude Freiheit. Analyse und Bewertung Passagen-Vlg., luglio-agosto 1995 pp. 120, S 196 Wolin, Richard The Terms of Cultural Criticism: The Frankfurt School, Existentialism, Poststructuralism Columbia UP, giugno 1995 pp. 300, UK 12 Questo testo - inserendosi nel dibattito tra tre scuole di pensiero, la Scuola di Francoforte, lesistenzialismo ed il post-strutturalismo - riflette sui modi in cui i precetti dellIlluminismo, piuttosto che essere stati fondamentalmente fraintesi, sono falliti storicamente. Wolters, G. - Lennox, J.G. (a cura di) Concepts, Theories and Rationality in the Biological Sciences. The Second Pittsburgh-Konstanz Colloquium in the Philosophy of Science, University of Pittsburg October 1993 UVK, giugno 1995 pp. 408, DM 118 I contributi raccolti in questo volume, frutto del convegno tenutosi presso luniversit di Pittsburg nellottobre 1993, rappresentano il livello attuale della ricerca in importanti settori della filosofia della biologia. Wstehube, A. (a cura di) Pragmatische Rationalittstheorien Knigshausen & Neumann, giugno 1995 pp. 320, DM 120 Secondo lopinione di famosi autori, la razionalit dovrebbe, in primo luogo, essere considerata come una traccia normativa, un programma, e dovrebbe, in secondo luogo, prendere in considerazione molto di pi, rispetto a quanto non abbia fatto fino ad ora, le limitazioni prammatiche al nostro pensiero, alle nostre azioni ed al nostro giudicare. Zimmer, Robert Edmund Burke zur Einfhrung Junius, luglio-agosto 1995 pp. 150, DM 19,80 Zwierlein, E. (a cura di) Normalitt, Differenz, Asymmetrie. Ethische Herausforderungen im Umgang mit Schwachen und Fremden Schulz-Kirchner, giugno 1995 pp. 178, DM 32 (Biblio. it. di M.Mi.; trad. it. di L.T.)

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