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Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici

Soggetto qualificato per la formazione del personale della scuola (DM 07 dicembre 2005)
Regione Lombardia
www.andislombardia.org

AUTORE CONCETTI – PAROLE CHIAVE


Emilio
J. J. Rouseau Principio della bontà originaria dell’uomo
Pedagogia dei sentimenti, degli affetti, la Natura. L’educazione "sviluppo spontaneo".
(1712 – 1778) Educare: permettere che il corso della natura dell’educando si possa compiere secondo il
naturale cammino.
Ambiente educativo lontano e isolato dalla vita sociale, posto in campagna.
Il bimbo cresce come una pianta, l’educatore baderà solo affinché nulla possa deviare il
corso normale.
Conoscenza da parte dell'educatore delle leggi che caratterizzano l'evoluzione psicologica
Attenzione all'aspetto psicologico dell'educando.
Johann Heinrich Istruzione vera ed educativa solo quando proviene dall’attività stessa dei fanciulli.
Pestalozzi L’educazione è processo autonomo, nel contesto sociale.
La famiglia come centro dell’educazione a cui la scuola deve conformarsi.
(1746 - 1827) Importanza del lavoro
Johann Friedrich Pedagogia scienza autonoma dell’educazione.
Herbart Base filosofica e problemi didattici.
Scienza interdisciplinare dipendente da estetica e psicologia. Formazione di una personalità
(1776-1841) Cinque valori indicati dall'esperienza: libertà interiore, perfezione, benevolenza, diritto,
equità.
Formazione attraverso l’istruzione: governo e disciplina. Istruzione come trasmissione ed
elaborazione della cultura.
Criteri metodologici:
preparazione (richiamare quanto già appreso e indicare l'aggancio con le nuove nozioni);
presentazione (avvio di un nuovo apprendimento mediante la concatenazione tra più
nozioni);
associazione (sistemare le nuove nozioni all'interno del tessuto cognitivo già acquisito);
generalizzazione (formazione di regole generali per astrazione dal materiale appreso);
applicazione (esercizi di verifica e di consolidamento del sapere).
Impronta scientifica Positivismo
Maria Montessori Il movimento montessoriano - L'Opera nazionale Montessori
(1870 – 1952) La Scuola magistrale Montessori per la formazione degli insegnanti e la diffusione delle idee
e del metodo.
Veste scientifica della pedagogia
Comprensione dei meccanismi di apprendimento e socializzazione dei bambini
Educazione come autoeducazione: la pedagogia, il metodo, l'insegnante, l'istituzione
scolastica mezzi ausiliari per la realizzazione della personalità, dell’"io" interiore del
bambino
Educazione sensoriale con materiale didattico predisposto scientificamente e
sperimentalmente
Casa dei Bambini, spazi sono su misura delle esigenze formative dei piccoli
Classi con arredi proporzionati alle dimensioni fisiche dei bambini
Aula è "sala di lavoro"
Materiale didattico di "sviluppo", scientifico e strutturato (colore, dimensioni, altezza, peso,
incastro), superfici ruvide o lisce da graduare
Metodo per l’insegnamento di lettura e scrittura e nel far di conto
Gradualità
Mente assorbente del bambino
John Dewey Le scuole nuove
(1859-1952) L’attivismo pedagogico
L’esperienza, il legame uomo, natura e società
L'uomo è azione, mediante la quale egli si adatta alle richieste dell'ambiente mettendo a
punto una serie di strumenti che devono risultare funzionali alle necessità adattive.
"Il mio credo pedagogico"
a) ogni educazione deriva dalla partecipazione dell'individuo alla coscienza sociale della
specie
b) la scuola è prima di tutto un'istituzione sociale
c) la vita sociale del fanciullo è il fondamento della concentrazione e della correlazione di
tutta la sua educazione o sviluppo
d) la questione del metodo è riducibile alla questione dell'ordine dello sviluppo delle facoltà
e degli interessi del fanciullo
e) l'educazione è il metodo fondamentale del progresso e dell'azione sociale
Il processo educativo partecipazione dell'individuo e della società
La scuola ha il compito di promuovere la democrazia nella vita comune.
Il lavoro, i laboratori (tessere, cucire, fare il pane, lavorare il legno o altri materiali ecc.)
Il lavoro scolastico consente un'educazione democratica destinata a tutti.
apprendere attraverso il fare
scuola attiva: i principi del metodo
1) partire dagli interessi infantili e da una reale attività d'esperienza
2) porre l'alunno in una oggettiva situazione problematica, perché venga stimolato il
pensiero
3) fornirgli il materiale informativo per consentirgli le opportune ricerche e indagini
4) stimolare nell'alunno lo sviluppo organico delle ipotesi che è in grado di formulare
spontaneamente
5) metterlo in grado di verificare le sue idee per mezzo dell'applicazione
Ovide Decroly La globalizzazione dell’insegnamento
(1871 – 1932) Scuola dell'Ermitage "per la vita attraverso la vita"
Fine della scuola adattamento sociale, naturale, intellettuale e culturale
Metodo dell’'osservazione diretta, studio dei bisogni primari e dell'ambiente del fanciullo
Rispetto delle esigenze soggettivo-psicologiche e oggettivo-sociali del bambino
Attività per la soddisfazione dei bisogni vitali
a) nutrirsi
b) lottare (ripararsi, coprirsi, proteggersi) contro le intemperie
c) difendersi dai nemici e dai pericoli
d) lavorare e agire con gli altri o da solo, ricrearsi e migliorarsi
Insegnamento basato sugli interessi e sui bisogni.
Insegnamento per "centri di interesse"
Schede di osservazione (livelli di progresso e di maturazione, di apprendimento e di
applicazione, le difficoltà, i tratti del carattere e le caratteristiche dell'ambiente di
provenienza)
Globalismo, dal generale al particolare
Edouard Claparede La Scuola su misura
(1973 – 1940) Interazione ambiente-mente: i processi della mente (percettivi, affettivi, volitivi,
intellettuali) come necessità di controllo dell’ambiente esterno
Quando il rapporto individuo-ambiente è compromesso, stimola occorrono attività per
ristabilire l'equilibrio interrotto
Legge del bisogno “ogni bisogno tende a provocare reazioni atte a soddisfarlo"
Legge dell'interesse "ogni comportamento e dettato da un interesse"
Educazione basata su fattori spontanei per mettere il bambino in condizione di fornire delle
risposte adeguate alle esigenze naturali e sociali dell'attività
Educazione funzionale
Insegnante, dotato di preparazione psicologica, per conoscere e analizzare i bisogni del
fanciullo, suscitare i suoi interessi
Attività scolastica in forma ludica
Scuola su misura" per rispettare e valorizzare le diversità
Organizzazione per
classi parallele (formate da alunni di capacità omogenee)
Classi mobili (gli alunni si spostano per ciascuna materia nella classe corrispondente al
proprio livello)
sezioni parallele (offerta di possibilità formative diverse)
sistema delle opzioni (programma minimo comune, offerta di possibilità di studio tra cui
l'alunno possa scegliere)
Adolphe Ferriere La Scuola attiva
(1879 – 1961) Centro internazionale dell'Educazione.
Lo “slancio vitale” e creativo del bambino, forza che muove l'evoluzione di tutti gli esseri
viventi verso un fine spirituale e che si esprime nell'attività creatrice
Scopo dell'educazione è guidare l'allievo a far convergere la volontà e l'intelligenza verso
una aspirazione ad elevarsi, favorendo il lento processo di adattamento al mondo auspicando
un adattamento in un ideale superiore
Il lavoro
L’educazione alla libertà e nella libertà
La ricerca personale o in collaborazione
La lezione in tre tempi:
1) raccolta dei documenti da parte degli alunni
2) classificazione in schede
3) elaborazione, confronto analisi s discussione in gruppo
Celestin Freinet L’educazione popolare
(1896 -1966) Il Movimento di Cooperazione Educativa (MCE)
Pedagogia popolare validità culturale agli interessi infantili delle classi sociali inferiori
Rispetto della spontaneità, promozione dell’attività, della ricerca, della cooperazione
Superamento dell’individualismo
Dai bisogni e dalle attività spontanee alle attività cooperative e socializzate
La scuola educa alla socialità e con la socialità.
il "testo libero" che sostituisce la tradizionale composizione
La "tipografia scolastica" (caratteri a stampa, piccola pressa, compositoi, rullo per
inchiostro ecc.) per l'apprendimento iniziale della lettura e della scrittura e per la stampa di
un giornale scolastico, il cui contenuto è però elaborato con il criterio del testo libero.
Gli apprendimenti disciplinari (grammatica, aritmetica, storia, scienze) attraverso una serie
di laboratori di lavoro pratico (agricoltura, artigianato, commercio) e la realizzazione pratica
del giornale
L’autocorrezione, la gestione democratica
Il calcolo vivente
La corrispondenza interscolastica
Lev Semënovič Pensiero e linguaggio
Vygotskij Sviluppo attraverso la socialità
Linguaggio è immediatamente uno strumento di comunicazione con il mondo esterno.
(1896-1934) Ambiente sociale come fattore di promozione dello sviluppo
Le relazioni intersoggettive con gli adulti possiedono una forte valenza educativa
L’apprendimento del bambino si svolge con l'aiuto degli altri.
La zona di sviluppo prossimale: distanza tra il livello di sviluppo attuale e il livello di
sviluppo potenziale, che può essere raggiunto con l'aiuto di altre persone, che siano adulti o
dei pari con un livello di competenza maggiore.
Divergenza tra il livello della soluzione dei compiti svolti sotto la guida o con l'aiuto degli
adulti e quelli svolti da solo
Quello che oggi il bambino è in grado di fare con l'aiuto degli adulti, domani potrà
compierlo da solo
I concetti spontanei che il bambino usa concretamente nel linguaggio quotidiano
I concetti scientifici vengono appresi in forma verbale
Percorsi non indipendenti: i concetti scientifici aiutano il bambino a usare in modo
consapevole i concetti spontanei; i concetti spontanei preparano il terreno per l'acquisizione
proficua dei concetti scientifici
Il gioco "area di sviluppo potenziale" per il conseguimento di mete cognitive altrimenti
impossibili.
Il processo educativo nella società, nella storia, nella cultura, ma anche nella coscienza della
persona secondo una visione organica che comprende tutti gli aspetti (dimensione affettiva e
sociale, pensiero e linguaggio, arte, gioco, lavoro, scienza) della vita.
Jean Piaget Studio dell'età evolutiva
(1896-1980) Centro Internazionale di Epistemologia Genetica
Genetica: sviluppi dell'intelligenza e dei sistemi di conoscenza attraverso le fasi proprie di
ciascuna età spiegando il passaggio dall'una all'altra
Sviluppo delle funzioni e delle strutture cognitive legato all'intelligenza, come capacità che
permette al soggetto di adattare il suo comportamento alle modificazioni dell'ambiente
La formazione dell'intelligenza ha carattere costruttivo, attraverso lo scambio dinamico che
il soggetto intrattiene con l'ambiente
Ogni struttura mentale entra a far parte della struttura precedente con funzioni di
ristrutturazione dell'insieme. Sotto la spinta di nuovi stimoli si formano progressivamente
nuove risposte:
a) assimilazione: acquisizione di stimoli esterni;
b) accomodamento: modificazione della struttura cognitiva in base all’acquisizione di
schemi nuovi;
c) adattamento: si tratta dell’autoregolazione delle capacità assimilativa e accomodativa.
Il soggetto non possiede una struttura a priori, ma si costruisce, attraverso trasformazioni,
autoregolazioni diverse a seconda dell'età e degli stadi evolutivi.
I tempi e la successione delle fasi di sviluppo psicologico siano immodificabili
La stadialità
1.2. Stadio senso-motorio (0-2 anni)
1.3. Stadio pre-operatorio (2-6 anni)
1.4 Stadio operatorio concreto (6-12 anni)
1.5. Stadio operatorio formale (da 12 anni in poi)L'educazione dunque può solo preparare
l'ambiente alla loro comparsa o al loro rinforzo. L'educatore deve adeguare le sue richieste al
livello di sviluppo dell'allievo e costruire situazioni perché questo adeguamento si produca
La centralità del fare
Burrhus Frederic Il Comportamentismo
Skinner il pensiero è una forma di comportamento che non possiede una propria autonomia interna e
di cui pertanto occorre conoscere le componenti.
(1904 – 1990) I rinforzi
Impostazione programmata secondo linee curricolari ben specificate, sia come gradualità di
progressione sia come momenti di apprendimento e di verifica, in modo da ottenere un
insieme organizzato di comportamenti che sia aperto, non ripetitivo e non meccanico. Il Il
condizionamento operante, senza punizioni e repressioni che si fonda sul rinforzo precoce
dei comportamenti desiderabili
Le sequenze di apprendimento uguali per tutti ma nello stesso tempo in grado di
individualizzarsi per le esigenze di ciascuno e di verificare accuratamente i risultati ottenuti,
utilizzando per la loro fissazione adeguate attività di rinforzo
L’istruzione programmata
La pedagogia come tecnologia dell'insegnamento con il supporto di tecnologie esterne Le
macchine per insegnare secondo un modello a sequenza lineare
Sequenze di contenuti e quesiti che ogni alunno può affrontare con i propri tempi e modi,
avendo la garanzia di un feedback immediato attraverso il rinforzo che segue alla risposta
Sigmund Freud Le implicazioni psico-analitiche nella pedagogia
(1856 - 1939 L’attenzione degli educatori sui primissimi anni dell’infanzia
L’importanza dei valori inconsci e della loro rimozione
L’importanza dei conflitti affettivi dell’infanzia nello sviluppo della personalità
Le fasi dello sviluppo del bambino:
fase orale(riguarda il primo anno di vita del bambino, il maggior piacere proviene dalla
mucosa orale e dall'alimentazione),
fase anale(viene attraversata nel secondo-terzo anno di vita, il piacere è concentrato sulla
mucosa anale e sul trattenere o espellere le feci),
fase fallica(si presenta tra il terzo e il quinto anno di vita, contemporaneamente alla nascita
del complesso di Edipo quando il piacere è concentrato sull'organo genitale e sull'onanismo)
fase genitale(fase che si completa nella pubertà e in cui si accede ai rapporti con l'altro
sesso).
Ogni fase è quindi contraddistinta da investimenti emotivi in una particolare zona del corpo,
che in quel momento costituisce la fonte principale del piacere.
Il bambino e i suoi rapporti con la famiglia e la società.
Il percorso continuo di autoeducazione
Adattamento alle richieste della vita relazionale
Conquista di un equilibrio tra le componenti della sua personalità, evitando forme
intollerabili di disagio.
I sei anni di vita siano decisivi nella costituzione dell’apparato psichico in vista della
formazione di una personalità adulta equilibrata.
La figura dei genitori, poiché un corretto sviluppo psicosessuale si realizza solo mediante
positive interazioni con gli adulti.
La dimensione istintuale.
la relazione tra la libera espressione delle pulsioni è antisociale e la necessità, sia pure in
forma controllata, della loro soddisfazione.
L’importanza dei valori morali che non sostituiscono l’apparato istintuale che resta la base
primaria della natura umana.
Psicoanalisi parte del bagaglio professionale dell’educatore
Jerome Bruner Gli strumenti per conseguire, conservare e trasformare l'informazione
(1915 – vivente) La capacità di categorizzare, raggruppare in classi
I fattori motivazionali e socio-culturali per la categorizzazione
L’aspetto affettivo, i bisogni, l'esperienza passata, la cultura, il linguaggio, il modo di vivere,
Lo sviluppo dell'intelligenza e delle sue funzioni è dato da cambiamenti qualitativi della
struttura psichica e cognitiva del comportamento del bambino nelle diverse età
Tre modalità nella rappresentazione del mondo, che favoriscono l’apprendimento
Fase modalità esecutiva o endoattiva (in cui il bambino rappresenta il suo mondo
attraverso l'azione e identifica un oggetto per l'uso che ne fa),
Fase iconica (che adempie agli stessi scopi della precedente ma attraverso un'immagine che
all'inizio è basata su un'attività di immaginazione rigida ma concreta ma che
progressivamente si libera dai condizionamenti percettivi)
Fas simbolica (dove la rappresentazione è effettuata attraverso codici simbolici, tra i quali
un ruolo particolare è rivestito dal linguaggio quale strumento di pensiero e veicolo di
accrescimento culturale).
Fasi influenzate dalla cultura in quanto per lo sviluppo cognitivo hanno un'importanza
determinante i fattori ambientali e sociali
Metodo di insegnamento che si adegui agli interessi del soggetto
Esperienza scolastica non è spontanea ma orientata e predisposta al raggiungimento di
precisi obiettivi di crescita culturale
Pedagogia strutturalista.
Strumenti e sviluppare capacità che rendano gli individui disponibili ad apprendere.
L'alunno deve innanzitutto "imparare ad imparare", e ciò sarà possibile attraverso
l'apprendimento delle strutture disciplinari.
Didattica strutturalistica che permette di salvaguardare l'unitarietà dell'apprendimento a
tre livelli:
a) sul piano orizzontale, in quanto, mostrando le stesse strutture in materie o argomenti di
discipline diverse, permette l'integrazione tra le discipline;
b) sul piano verticale, in quanto consente un insegnamento continuo e a spirale in cui
l'alunno ritrova, a diversi stadi di crescita, altrettanti livelli di approfondimento dello stesso
contenuto disciplinare, di cui resta invariata la struttura, mentre cambia la sua
rappresentazione in rapporto all'età psicologica;
c) sul piano trasversale, in quanto presenta le strutture concettuali con l'utilizzazione di tutte
le forme di rappresentazione.
L’esperienza di apprendimento si inserisce “struttura”
Le tre fasi di costruzione del pensiero
Rappresentazione attiva o operativa dal primo anno di vita
L’identificazione degli oggetti sembra dipendere non tanto dalla natura degli oggetti
incontrati quanto dalle azioni evocate da loro (il bambino impara a conoscere un oggetto in
funzione del suo utilizzo); l’azione costituisce lo strumento intellettivo essenziale
Rappresentazione iconica
Il soggetto è in grado di rappresentarsi il mondo mediante un’immagine o uno schema
spaziale relativamente indipendente dall’azione (rappresentazione concreta degli oggetti);
l’atto intelligente si organizza attraverso l’immagine; la sperimentazione degli oggetti
avviene attraverso l’esperienza sensoriale.
Rappresentazione simbolica Dai 2 ai 5 anni
Si organizza partendo da una forma primitiva e innata di attività simbolica e, attraverso
l’acculturazione, si specializza in sistemi diversi il più complesso dei quali è il linguaggio
(ruolo essenziale svolto dal linguaggio orale e scritto).
Gli elementi caratterizzanti l’apprendimento
 La pragmaticità, in quanto si fonda su azioni concrete, sulla possibilità di interagire con
l’ambiente e con gli altri, sull’attivazione di molteplici canali neurosensoriali;
 La ludicità, poiché il gioco non è solo un passatempo per il bambino, bensì la modalità da
lui privilegiata per apprendere;
 L’attivazione di meccanismi di memoria implicita, basati sulla spontaneità e
sull’inconsapevolezza dei processi matetici in corso (sebbene nella seconda e terza infanzia
emergano e predominino anche meccanismi di memoria esplicita, fondati sull’intenzionalità)
Howard Gardner La teoria delle intelligenze multiple secondo la quale esistono sette intelligenze diverse e
(1943 – vivente) relativamente indipendenti tra di loro.
Sette moduli mentali distinti, anche se interagenti..
Intelligenza linguistica usata nel leggere libri, scrivere testi, comprendere parole parlate.
Intelligenza logico-matematica usata nella soluzione di problemi matematici e nel
ragionamento logico.
Intelligenza spaziale usata nello spostarsi da un posto all’altro, nel leggere le cartine, nel
disporre le valige nel portabagagli di una macchina in modo che occupino meno spazio
possibile.
Intelligenza musicale usata nel cantare una canzone, nel comporre una sonata, nel suonare la
tromba o semplicemente nell’apprezzare la struttura di un pezzo musicale
Intelligenza corporeo-cinestesica usata nel ballare, nel giocare a pallacanestro, nel correre i
100 metri o nel lancio del giavellotto.
Intelligenza interpersonale usata nel relazionarsi ad altre persone, nel comprenderne il
comportamento, le motivazioni o le emozioni.
Intelligenza intrapersonale usata nel capire se stessi, chi siamo, che cosa ci fa essere come
siamo, come cambiamo nel tempo.
Le implicazioni pedagogiche
la scuola deve puntare alla formazione di giovani che abbiano teste “versatili”, ossia cervelli
in grado di imparare sempre cose nuove e in grado di attivare una diversità di competenze in
passato non richieste
Edgar Morin La complessità
(1921 – vivente) Il percorso spiroidale, aperto, dialogico della conoscenza
L’incertezza come elemento determinante della complessità della realtà
La ricerca della conoscenza senza una bussola
Conservazione del metodo tradizionale , ma ammissione della sua insufficienza
Imparare a muoversi nell’indeterminato nell’inaspettato, nella probabilità, nell’imprevisto
La valenza
Etica (le relazioni umane) ed Ecologica (la relazione con l’ambiente) della sfida educativa
L’autoeducazione delle generazioni future
La necessità di cogliere i problemi globali e fondamentali
La necessità di superare una conoscenza frammentata
La conoscenza sistemica
Sviluppare una forma mentis capace di contestualizzare le conoscenze
I sette saperi fondamentali
1 La capacità della conoscenza: l’errore e l’illusione;
2 I principi di una conoscenza pertinente;
3 La condizione umana;
4 Insegnare l’identità terrestre;
5 Affrontare le incertezze;
6 Insegnare la comprensione;
7 L’etica del genere umano
La testa ben fatta - La testa ben piena
Karl Popper L’epistemologia
(1902 – 1994) Le condizioni della ricerca scientifica
Il modello falsificazionista
Lo status scientifico delle asserzione è determinato dal criterio della falsificazione
Una teoria è scientifica nella misura in cui può essere smentita dall’esperienza
Un’ipotesi è vera è scienza fino a quando non viene falsificata
La scienza non possiede verità certe ma verità non ancora falsificate
Il metodo di studio
La costruzione di una didattica basata sulle teorie ingenue degli alunni come base di
partenza per la costruzione della conoscenza