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Che cosa la scienza politica? la scienza politica lo studio della politica tramite lapplicazione del metodo scientifico.

o. La scienza politica suddivisibile in due settori: la politica comparata: lo studio dei fenomeni politici che avvengono prevalentemente allinterno di paesi. la politica internazionale: lo studio dei fenomeni politici che avvengono prevalentemente tra paesi.

Un metodo comunemente usato il metodo comparato, conosciuto anche come metodo di Mill. Esso implica la ricerca sistematica delle cause necessarie e sufficienti dei fenomeni politici e comprende il metodo della concordanza e il metodo della differenza. La causa una condizione necessaria in assenza della quale levento in questione non pu accadere. Una condizione sufficiente una circostanza in presenza della quale levento in questione deve avere luogo. Infine, una condizione necessaria e sufficiente una circostanza in assenza della quale levento in questione non si verificher e in presenza della quale levento deve aver luogo. Il metodo della concordanza mette a confronto casi che concordano sul fenomeno da spiegare. Il metodo della differenza, invece, mette a confronto casi che differiscono sul fenomeno da spiegare e tutto ci che non pu essere eliminato diventa la causa del fenomeno. Per poter trarre conclusioni valide dai metodi di Mill, devono essere soddisfatti diversi presupposti particolari: il processo causale deve essere deterministico (se porta sempre a specifici risultati. Tuttavia, meglio pensare in termini probabilistici, per il fatto che possiamo aver misurato in modo scorretto alcuni nostri casi e perch il fenomeno indagato intrinsecamente probabilistico) Non ci possono essere effetti di interazione (cio due o pi condizioni concorrono a causare levento) Deve esistere ununica causa del fenomeno Devono essere individuate tutte le cause possibili Tutte le istanze dei fenomeni sono state osservate, o tutte le istanze inosservate devono essere come i casi osservati. La scienza NON semplicemente un insieme di conoscenze o di fatti; se fosse vero allora non potremmo appellarci alla scienza al fine di stabilire la veridicit di tale conoscenza: sarebbe un ragionamento circolare. Linsieme delle conoscenze che chiamiamo "scientifiche" pu essere un prodotto della scienza, ma non la scienza stessa. La scienza un metodo per capire il mondo in modo provvisorio: (un tipo di) ricerca della conoscenza che si basa sulla critica della verit, ovvero sulla possibilit che le nostre teorie o affermazioni siano sbagliate non quindi un qualsiasi tipo di ricerca della conoscenza: non la meditazione, non la religione. Il falsificazionismo un approccio scientifico in cui il ricercatore crea delle ipotesi verificabili sulla base di teorie formulate per spiegare il fenomeno in esame. Sottolinea il fatto che le teorie scientifiche sono messe continuamente in discussione ne che i loro meriti risiedono solo sulla loro capacit di superare test rigorosi. Le affermazioni scientifiche devono essere falsificabili. Questo significa che devono essere potenzialmente verificabili, si possono cio immaginare delle osservazioni che potrebbero smentirle o confutarle. Affermazioni non falsificabili:

tautologie: unaffermazione vera per definizione (e.g. "i regimi democratici sono in grado di realizzare partecipazione e competizione politica") dichiarazioni su fenomeni non osservabili (e.g. "Dio esiste" o "Dio cre il mondo"). NON sono necessariamente false, ma non sono scientifiche.

Il modello scientifico un modello una rappresentazione semplificata della realt e pu essere formale o informale. scelta del PROBLEMA di ricerca: problema esplicito, chiaro e rilevante teoria o modello: una teoria un insieme di affermazioni logicamente coerenti che ci dicono perch le cose che osserviamo accadono. formulazione di IPOTESI (implicazioni) falsificabili: cosa si vuole spiegare (variabili dipendenti) e con che cosa (variabili indipendenti); esplicitare la relazione ipotizzata in modo che sia falsificabile. Unipotesi una congettura su una relazione tra variabili, ovvero sui modi in cui due o pi realt/fenomeni sono tra loro connessi STRATEGIA di ricerca (intensiva vs. estensiva), qualitativa vs. quantitativa scelta dei CASI (ad es. campionamento) formazione dei CONCETTI e OPERAZIONALIZZAZIONE: concetti empirici vs. teorici raccolta dei DATI CONTROLLO (test) delle ipotesi. Esaminare se le implicazione del modello sono coerenti con losservazione della realt. I metodi di controllo possono essere statistici, sperimentale, comparato e studio del caso.

Potere (sociale): capacit di un individuo di determinare il comportamento di un altro individuo. Il potere pu essere economico, normativo/ideologico e politico. Lultimo viene esercitato attraverso la coercizione e la legittimit. Uscita, voce e lealt (UVL) vengono usate per comprendere le caratteristiche centrali della politica attraverso una riformulazione di Lealt, defezione, protesta di Hirschman, 1970. Come reagireste ad un cambiamento che considerate deleterio? Anche se alcune persone non apprezzano determinati cambiamenti e li ritengono deleteri, altri li considerano dei miglioramenti. La politica ha spesso a che fare con vincitori e vinti. Ci sono tre possibili reazioni: Uscita> constatare che avvenuto un cambiamento deleterio nel proprio ambiente sociale e modificare il proprio comportamento per ottenere il miglior risultato possibile data la nuova situazione. Voce> usare la propria voce per riportare il proprio ambiente sociale alla situazione originaria. Lealt > accettare che il proprio ambiente sociale sia cambiato senza apportare alcuna modifica al proprio comportamento. La teoria dei giochi fondamentale per capire certe situazioni strategiche, in cui le scelte di un attore dipendono da quelle degli altri attori. Un gioco una situazione nella quale la capacit di un individuo di raggiungere i suoi obiettivi dipende dalle scelte operate da altri attori. Per risolvere un gioco, dobbiamo individuare le strategie che un agente razionale, che sta cercando di ottenere il miglior risultato possibile, utilizzerebbe. Con razionale si intende il giocatore che sceglie in base ai propri interessi. Gli interessi di ciascun giocatore si riflettono nei payoff (pagamenti o ricompense) associati ad ogni possibile esito del gioco. I giocatori preferiscono payoff superiori a payoff inferiori. Per risolvere un gioco, dobbiamo individuare le strategie che utilizzerebbe un agente razionale e per questo viene usato lequilibrio di Nash:

un insieme di strategie (una per ogni giocatore) tale per cui nessun giocatore ha un incentivo a cambiare unilateralmente strategia. un gioco pu essere rappresentato in due modi diversi: a) giochi in forma estesa: albero di gioco b) giochi in forma normale o strategica: una matrice dei payoff Il gioco cos strutturato: preistoria (o antefatto) del gioco: un evento che ha come conseguenza il trasferimento di un qualche beneficio dal cittadino allo stato (e.g. un aumento delleimposte) il cittadino deve decidere se: accettare il cambiamento senza cambiare il proprio comportamento: rimanere leale (L) accettare il cambiamento e uscire (U) cercare di riappropriarsi dei benefici persi attraverso la voce (V) Un sottogioco quella parte di un gioco che inizia con un nodo di scelta e comprende tutti i nodi successivi. Un Equilibrio Perfetto di Nash nei Sottogiochi (EPNS) un insieme di strategie tale per cui ogni giocatore ha un equilibrio di Nash in ogni sottogioco (si risolvono in genere i giochi in forma estesa). Il gioco UVL ha tre sottogiochi (uno lintero gioco) perch ci sono tre nodi. Possiamo trovare lEPNS utilizzato il metodo dellinduzione a ritroso, cio partire dalla fine del gioco e ragionare all'indietro sulla base dellassunto che i giocatori scelgono cercando di prevedere e anticipare come laltro giocatore risponder alle loro scelte, ovvero tenendo in considerazione le conseguenze delle proprie scelte. In sintesi: lo stato disposto a far marcia indietro solo se sono soddisfatte due condizioni: a) lo stato deve essere dipendente dal cittadino (L > 1) b) il cittadino dispone di una minaccia credibile di uscita (U > 0). Se il cittadino non si pu avvalere di una minaccia credibile di uscita, lo stato si pu avvantaggiare a suo discapito e il cittadino non pu fare niente. Il gioco Uscita, Voce e Lealt rivela molto su cosa e come funzionala politica come impiego del potere per influenzare gli altri.

Lo stato Lo stato una comunit di persone in cui lapparato amministrativo rivendica con successo il monopolio delluso legittimo della forza fisica allinterno di un determinato territorio (Max Weber). Una nazione un gruppo di persone che condivide una qualche identit comune, come la lingua, la religione, letnia o la storia. Uno stato nazionale uno stato in cui una singola nazione predominante e nel quale i confini legali, sociali, demografici e geografici dello stato stesso hanno importanti collegamenti con quelli di tale nazione. Bench lo stato nazionale sia diventato di gran lunga diffuso, esistono ancora nazioni senza stato.

Uno stato unentit che usa la coercizione e la minaccia della forza per governare in un determinato territorio. Tutti gli stati usano almeno la minaccia della forza (giustificata e impiegata in vari modi) per organizzare la vita pubblica. Tuttavia, non monopolizzano mai perfettamente luso della forza, non per tutti legittima, non riescono sempre ad imporre la loro volont. uno stato fallito unentit di tipo statuale che non in grado di utilizzare la coercizione e di controllare con successo gli abitanti di un determinato territorio ( Afghanistan, Somalia, Sierra Leone, Congo). Due prospettive sullo stato: la prospettiva contrattualista dello stato: lo stato di natura un termine usato per descrivere situazioni in cui non esiste uno stato, una situazione descritta come guerra di tutti contro tutti, in cui la vita solitaria, povera, violenta, brutale e breve. Esponenti di questa teoria sono Hobbes, Locke, Rousseau. Secondo lo stato di natura vi un dilemma, ovvero tutti starebbero meglio se ci si potesse impegnare a non approfittare gli uni degli altri (attaccandosi in momenti di vulnerabilit per trarne vantaggio) ma laddove non si possano escludere atti di violenza o furto, meglio essere l'aggressore piuttosto che la vittima. Quindi, senza un potere comune che tenga tutti in soggezione, la gente sceglier di rubare e uccidere. Per rappresentare le strategie e i payoff possibili per i giocatori nei giochi in forma normale o strategica si usa la matrice dei payoff. Un giocatore ha una strategia dominante se questa strategia la risposta migliore a tutte le strategie dellaltro giocatore. Un equilibrio di Nash basato su strategie dominanti si ha quando entrambi i giocatori hanno una strategia dominante. Lo stato di natura sembra astratto, ma la storia umana stata principalmente caratterizzata da situazioni in cui nessun singolo attore era in grado di mettere in soggezione i membri della societ. Il fatto che i giocatori riconoscano che i loro comportamenti sono reciprocamente dannosi non sembra sufficiente a far emergere la cooperazione. Far affidamento sulle promesse di buon comportamento o sulla persuasione morale pu avere addirittura conseguenze nefaste dal punto di vista evolutivo, perch tali individui non sopravvivrebbero a lungo. La soluzione di Hobbes era quella di creare qualcosa o qualcuno dotato di una forza sufficiente tale per cui gli individui ne abbiano soggezione. Egli credeva nella necessit di un potere coercitivo che costringa gli uomini a ottemperare ai patti mediante la paura derivante da qualche punizione pi grande dei benefici che potrebbero aspettarsi dalla rottura dei patti stessi. Il sovrano doveva essere creato attraverso un contratto sociale implicito tra gli individui nello stato di natura. Gli individui avrebbero concordato tra loro di rinunciare ai propri diritti di natura in cambio dei diritti civili che sarebbero stati garantiti dal sovrano. gli individui nella societ civile hanno un rapporto di scambio con lo stato. Il sovrano si impegna ad agire come un poliziotto in cambio di tasse pagate dai cittadini ma se lo stato esige entrate fiscali per svolgere il proprio lavoro, non necessariamente ovvio che il cittadino preferisca lo stato di natura alla societ civile: molto dipender dall'aliquota d'imposta. Affinch lo stato possa costituire una soluzione allo stato di natura occorre che la punizione imposta dallo stato sia sufficientemente alta tale per cui gli individui preferiscono comportarsi bene e che laliquota imposta dallo stato per agire come poliziotto non sia cos alta da spingere gli individui a preferire lo stato di natura alla societ civile. La prospettiva predatoria dello stato: la prospettiva contrattualistica dello stato si concentra sui conflitti di interesse fra gli individui, la prospettiva predatoria si concentra su potenziali conflitti di interesse tra i cittadini e lo stato. I detentori del potere (il sovrano, lo stato in via di formazione o formatosi)sono come gli individui nello stato di natura, anchessi affrontano il dilemma della propria sicurezza di fronte a potenziali rivali, sono quindi spinti a utilizzare il loro potere per estrarre risorse dalla popolazione, cio ad agire come predatori. Essi finiscono per assomigliare ad una forma di criminalit organizzata volta all'estorsione, ovvero un racket (Charles Tilly): lo stato non solo una organizzazione che fornisce sicurezza in cambio di entrate tributarie (come nella prospettiva contrattualista), ma viene a rappresentare la minaccia fondamentale per la sicurezza dei cittadini che dovrebbe proteggere: offre protezione principalmente da se stesso. Secondo Tilly per restare al potere, i sovrani si impegnano in quattro attivit fondamentali: Fare la guerra: la guerra crea gli stati.

Formazione dello stato Protezione Estrazione: i governanti possono estrarre risorse di cui hanno bisogno per rispondere a pressioni geopolitiche tramite lobbedienza quasi volontaria e lespropiazione diretta. Tale teoria ha un orientamento quasi esclusivamente positivo, cerca cio di spiegare come si comportano i cittadini e gli stati senza necessariamente dire che cosa dovrebbero fare. Inoltre considera i governanti come attori egoisti, massimizzatori e razionali. Essa mostra come comportamenti tesi a uno scopo inducano cambiamenti nellambiente istituzionale in cui agiscono gli attori politici e come questi cambiamenti modifichino a loro volta il comportamento dei leader.

Dittatura e democrazia nella storia


La parola greca demokratia significa governo del popolo. Sebbene la parola greca demos venga spesso tradotta con popolo, si riferisce in modo + specifico alla gente comune, cio quelle persone con poca o nessuna indipendenza economica, senza istruzione e senza conoscenza della politica. Infatti, Platone pensava che la democrazia fosse il governo dei poveri e degli ignoranti contro i ricchi e istruiti. Egli credeva inoltre che la massa ignorante sarebbe stata facilmente vittima della demagogia, portando cos a democrazie di breve durata in cui il popolo cede rapidamente il potere a un tiranno. Aristotele classifico i regimi in base al numero di governanti che avevano. Egli credeva che i governi si dividessero in forme benefiche e corrotte. Nelle forme benefiche i governanti agivano per il bene di tutti, mentre in quelle corrotte lo facevano unicamente per il proprio. Le forme benefiche erano la monarchia, laristocrazia, quelle corrotte invece la tirannia, loligarchia e la democrazia. Si doveva scegliere il tipo di governo che aveva la forma di corruzione meno pericolosa e, secondo lui, era laristocrazia. Gli stessi timori sulla democrazia furono avvertiti nel XVIII secolo quando si discuteva sullestensione del suffragio. La democrazia come una forma di governo del mondo antico in cui le cariche sono distribuite per sorteggio. Hobbes, Locke, Kant Hegel, Montesquieu e Vico> ai loro occhi la democrazia era associata alla legiferazione diretta da parte del popolo ed era quindi possibile solo nelle citt-stato del mondo antico. Riemergere del termine democrazia nel discorso politico dellEuropa occidentale: preceduto da elementi di governo rappresentativo e nozione di sovranit popolare. solo alla fine del XVIII secolo democrazia diventa un termine di uso comune assieme a aristocrazia e aristocratico. con la Rivoluzione Francese e la Rivoluzione Americana, la distinzione classica tra il governo di uno, di pochi e di molti viene gradualmente sostituita dalla distinzione tra democrazia (molti) e autocrazia/dittatura (uno o pochi). La dittatura La sua connotazione negativa contraria al suo utilizzo storico: nel mondo antico, dittatura aveva una connotazione positiva (connotazione negativa pi coerente con tirannia, dispotismo o autocrazia). Dictator (500 AC- 300 dC) era un magistrato straordinario romano nominato in circostanze di eccezionale emergenza con compiti di durata limitata. La dittatura romana:

legittimata da uno stato di necessit pieni poteri di comando una sola persona al comando con un mandato di breve durata Valutazioni positive della dittatura (almeno per determinati momenti), e.g.: lautorit dittatoriale ha aiutato, piuttosto che danneggiato, la repubblica romana (Machiavelli) se il pericolo tale che lapparato delle leggi diventa un ostacolo alla loro stessa garanzia, allora si nomina un capo supremo, che metta a tacere ogni legge e momentaneamente sospenda lautorit sovrana (Rousseau) Misurare le democrazie e le dittature La prospettiva di Dahl> sconsiglia la visione sostanziale della democrazia. Questo tipo di visione classifica i regimi politici in base ai risultati che producono. E meglio adottare la visione procedurale o minimalista della democrazia, che classifichi i regimi politici secondo le loro istituzioni. Egli identific due visioni per classificare i regimi politici: il livello di competizione e il livello di inclusione. La competizione misura il modo in cui i cittadini sono liberi di organizzarsi in blocchi concorrenti per cercar di ottenere le politiche e i risultati che desiderano (libert di formare dei partiti politici, libert di parola e assemblea). Linclusione, invece, ci dice chi partecipa al processo democratico. Urss>alti livelli di inclusione ma bassi livelli di competizione; Cina> bassi livelli di inclusione e competizione; Sudafrica>alta competizione, bassa inclusione. Dahl propone di abbandonare il termine democrazia per utilizzare poliarchia, utile a descrivere un regime politico con alti livelli sia di competizione che di inclusione. Diffusione e diversit delle democrazie nel mondo reale, grado di democraticit: A. Democrazia elettorale / minima: La democrazia un sistema istituzionale per giungere a decisioni politiche nel quale gli individui acquisiscono il potere di decidere attraverso una lotta competitiva per il voto popolare (Schumpeter). Le sue caratteristiche sono competizione elettorale per la conquista del potere basata su libert politiche espresse nel momento elettorale (suffragio,elezioni libere e corrette, esecutivo eletto/responsabile, opposizioni organizzate, ecc.),con libert civili essenziali (parola, stampa, associazione, riunione). B. Democrazia liberale: requisiti pi restrittivi, cio ogni settore democraticamente responsabilizzato/accountable, responsabilizzazione anche orizzontale (reciproca) tra poteri, ampia protezione delle libert individuali e del pluralismo, vincoli al potere esecutivo, effettiva uguaglianza politica, fonti alternative di informazione pluralismo civile e politico, protezione libert civili/minoranze, legalit/stato di diritto (rule of law) giudiziario indipendente. C. Democrazia avanzata: realizzazione dellauto-governo del popolo. Estensione della democrazia liberale attraverso la partecipazione ampia e attiva dei cittadini nelle istituzioni sociali ed economiche. Essa include ci che le istituzioni producono come risultati: povert e disuguaglianze estreme vengono eliminate, nozione partecipativa (vs. elettorale) e sostanziale (vs. procedurale) di democrazia, assenza di riferimenti empirici. Indici di misurazione Lindice di Vanhanen: Indice di democratizzazione (0-1): partecipazione X competizione. Misura la . competizione (percentuale di voti per i partiti minori (100% - x % partito maggiore) e la partecipazione (percentuale dei votanti sul totale della popolazione). Soglie per democrazia: 0.30 competizione, 0.10 partecipazione, 0.05 indice. E una misura semplice (solo due indicatori) e oggettiva (dati elettorali quantitativi). Pacl > indicatore annuale di democrazia per 199 paesi dalla fine della seconda guerra. Secondo Pacl, le d. sono regimi in cui coloro che governano vengono scelti mediante elezioni competitive. Si parla di d. se 1)il capo dellesecutivo viene eletto, 2)il legislativo viene eletto, 3)+ partiti alle elezioni, 4)alternanza al potere sotto identiche leggi elettorali. Un paese viene classificato come autoritario se non viene soddisfatta anche una delle 4 caratteristiche. Secondo Pacl la competizione implica 1)incetezza ex ante: il risultato delle elezioni non deve potersi considerare scontato prima dello svolgimento di esse, 2) incertezza ex post: il vincitore della competizione elettorale deve ricoprire

effettivamente la carica politica in palio, 3)ripetibilit delle elezioni. La misura Pacl ha una visione minimalista della democrazia, si basa sulla nozione di competizione di Dahl, una misura dicotomica, cio i suoi autori classificano i regimi politici. Polity IV> dal 1800 ad oggi fornisce una valutazione annuale del livello di democrazia e autocrazia per 184 paesi. Presi in esame cinque attributi 1. competitivit nella selezione dellesecutivo, 2. trasparenza nella selezione dellesecutivo, 3. vincoli imposti allesecutivo/regole decisionali, 4. regolamentazione della partecipazione politica, 5. competitivit della partecipazione politica. I punteggi assegnati a ciascun paese variano da zero a dieci; a partire da queste due misure viene poi costruito un indicatore sintetico polity score che varia da -10 a +10. Freedom house> fornisce un indicatore annuale delle libert globali per 192 paesi e diciotto territori. Tale punteggio si basa sul livello di tutela dei diritti politici e sul livello di tutela dei diritti civili, misurato con una serie di dieci domande. Malgrado talune istituzioni siano necessarie per la democrazia, la loro presenza non sia di per s sufficiente. Le democrazie elettorali secondo FH Dal 1997, categoria democrazia elettorale basata su 4 criteri relativi agli standard delle ultime elezioni nazionali (i.e. nozione minimalista e dicotomica): i. sistema politico multipartitico competitivo ii. suffragio universale per gli adulti iii. elezioni condotte con regolarit e competitivit (voto segreto, ragionevole sicurezza nel voto, assenza di brogli massicci, risultati rappresentativi della volont popolare) iv. accesso significativo dei partiti politici maggiori allelettorato attraverso media e campagne elettorali aperte Requisiti numerici: 7/12 su Political Rights nella Electoral Process checklist Democrazia elettorale differente da democrazia liberale. Inoltre, tutti i paesi Liberi si qualificano sia come democrazie elettorali che liberali; i paesi Pazialmente liberi includono paesi che sono democrazie elettorali (ma non liberali) e paesi che non lo sono.

Spesso possiamo valutare le misure anche in base alla loro concettualizzazione, validit, affidabilit e replicabilit. Concettualizzazione: le tre misure di prima possono usare una prospettiva minimalista o dicotomica. Validit: grado in cui le nostre misure corrispondono ai concetti che dovrebbero riflettere. Quando si costruire una misura bisogna identificare gli attributi che costituiscono il concetto astratto preso in considerazione. Bisogna constatare se una determinata misura includa gli attributi corretti e la quantit di essi. Questi attributi poi bisogna aggregarli secondo delle regole. Infine, resta da decidere quale sia il livello appropriato di misurazione. Ci sono tre livelli di misurazione: quella nominale (che classifica le informazioni in categorie distinte), quella ordinale (consente di creare una graduatoria delle categorie in cui si classificano le osservazioni) e per scala a intervalli (che colloca le osservazioni su una scala e permette di determinare il grado del fenomeno che stiamo osservando). Affidabilit: una misura affidabile produce ripetutamente e costantemente lo stesso punteggio per un determinato caso, quando il processo di misurazione non varia. Una misura affidabile non implica necessariamente una misura valida. Laffidabilit di una misura probabile che dipenda da quanto questa si basi su fatti osservabili piuttosto che su giudizi soggettivi.

Replicabilit: possibilit per gli studiosi tersi di riprodurre il processo attraverso il quale una misura creata.

Spiegazioni economiche della democrazia


La teoria della modernizzazione: tutte le societ passano attraverso le stessi fasi storiche di sviluppo economico. Le societ sottosviluppate o immature sono caratterizzate da un ampio settore agricolo e da ridotti settori industriali e dei servizi. Alla fine questi paesi cresceranno e diventeranno societ mature caratterizzate da settori agricoli ridotti, ampi settori industriali e dei servizi, urbanizzazione in aumento, elevati livelli di istruzione e crescente complessit societ. Laumento della ricchezz aumenta la stabilit della democrazia, ma riduce la stabilit delle dittature. Lipset sostiene che la teoria della modernizzazione implica anche che la democrazia avr maggiori probabilit di sopravvivere in paesi economica sviluppati. Lo sviluppo economico aiuter sia lemergere della democrazia sia la sopravvivenza della democrazia. La misura della ricchezza determinata in Pil. La storia della sopravvivenza: un aumento della ricchezza promuove la sopravvivenza della d., ma non influisce sulle probabilit che un paese diventi una d.. Secondo Przeworski laumento della ricchezza aiuta s le democrazie a sopravvivere, ma non aiuta i paesi a diventare democratici. La scelta tra democrazia o dittatura dipende dal tipo di risultati che ci attendiamo che questi regimi producano per noi. Nelle d. i cittadini si vedono normalmente garantiti almeno uno standard di vita minimo perch le risorse sono distribuite in modo relativamente ampio. Nella dittatura, invece, i cittadini possono diventare molto ricchi sono se fanno parte della cerchia ristretta del dittatore. Una crescita della ricchezza aumenta la stabilit democratica ma non ha alcun effetto sulla stabilit delle dittature. Vedi tabella 6.1 differenze e uguaglianze tra le due teorie. La probabilit di una transizione di regime da un certo livello di ricchezza =numero totale della transizioni a quel livello di ricchezza diviso per il numero di casi (o anni paese) a quel livello di ricchezza. Levidenza empirica suggerisce che la storia della sopravvivenza non corretta nel prevedere che la frequenza delle transizioni di regime diminuisca linearmente con la ricchezza. Effetto dellaumento di ricchezza sulle transizioni di regimi = numero delle transizioni alla democrazia (o dittatura) diviso in numero di anni paese in autocrazia (o democrazia), tutto diviso per il livello di ricchezza.

I paesi sembrano avere maggiori probabilit di diventare democratici quando la loro ricchezza aumenta. Il mondo reale assomiglia pi alla teoria della modernizzazione. La quasi rendita la differenza tra il valore di un bene e il suo costo opportunit nel breve periodo. Secondo lanalisi UVL, lo stato tender a essere sensibile ai bisogni dei proprietari di beni liquidi e indifferente rispetto ai proprietari di beni fissi (una risorsa che non pu essere convertita facilmente in denaro contante). Quando gli stati dipendono dai proprietari di beni liquidi per investimenti e risorse, essi saranno pi propensi ad accettare limiti al proprio comportamento predatorio. La democrazia ha minori probabilit di emergere e sopravvivere laddove la produzione di petrolio centrale per leconomia. Gli studiosi parlano di stati redditieri per indicare leffetto pervasivo e negativo del petrolio. La democrazia meno comune e meno stabile in paesi che fanno affidamento su altre risorse prima, come minerali, diamanti e rame o la cui economia dominata da grandi proprietari terrieri. La maledizione delle risorse si riferisce al paradosso secondo il quale i paesi con abbondanza di risorse naturali tendono ad avere cattiva amministrazione, bassi livelli di sviluppo economico, guerre civili e dittature. Tuttavia, lesistenza di dittature ricche in virt dellabbondanza di risorse naturale contraddice la tesi della teoria classica della modernizzazione secondo cui laumento di ricchezza produce democrazia. Ruolo degli aiuti allo sviluppo, della diseguaglianza e della performance economica nel processo di democratizzazione Aiuti allo sviluppo: fornendo aiuti ad uno stato, ri riduce la dipendenza di quello stato dai sui cittadini. Si riduce, inoltre, anche linventivo per lo stato a produrre buone performance economiche. Fornire aiuti alle dittature pu inibire lemergere della democrazia, pu danneggiare il benessere del cittadino medio e aiutare i dittatori a mantenersi al potere attraverso la corruzione e lo sfruttamento. Diseguaglianza: un certo numero di studi sostiene che lemergere della democrazia in societ diseguali probabile che produca conflitti politici basati sulla ricchezza e sul reddito e grandi pressioni per una redistribuzione economica dai ricchi ai poveri. La democrazia risulta molto costosa per le lite. Tuttavia, la diseguaglianza economica dovrebbe essere dannosa per la democrazia solo in paesi in cui le elite economiche non dispongono di opzioni credibili di uscita; dove esse dispongono di queste opzioni, le elite dovrebbero essere disposte ad accettare la democrazia sapendo che i poveri avrebbero incentivi a moderare le loro richieste di redistribuzione. Performance economica: le democrazie dovrebbero essere caratterizzate da buone performance economiche, mentre nelle dittature in cui i cittadini non dispongono di minacce di uscita credibili dovrebbero mostrare un andamento economico piuttosto buono, perch i cittadini hanno poca scelta se non continuare ad investire. Invece, nelle dittature nelle quali i cittadini hanno minacce di uscita credibili offriranno prestazioni economiche scadenti, poich i cittadini reimpiegheranno i loro beni e risorse altrove per evitare la predazione da parte dello stato. Tutto ci non stato dimostrato empiricamente Alcune ovviet: la probabilit che una dittatura diventi una democrazie cresce con la ricchezza misurata come reddito pro capite. Una dittatura che produce crescita economica ha meno probabilit di diventare una democrazia Un paese sotto dittatura ha meno probabilit di diventare una democrazia se un produttore di petrolio. Una buona performance economica sembra aiutare sia i regimi dittatoriali che i regimi democratici a sopravvivere.

Determinanti culturali della democrazia Gli argomenti primordialisti o naturalisti: trattano la cultura come qualcosa di oggettivo ed ereditato. La cultura influenza il comportamento politico fornendo linee guida ideologiche per lazione collettiva, pi di quanto il comportamento politico forgi la cultura. Quindi, la democrazia pu non essere compatibile con tutte le culture. Le culture sono malleabili e possono cambiare in risposta ai comportamenti di attori sociali, economici e politici. Gli argomenti costruttivisti: tratta la cultura come qualcosa che viene costruito o inventato. La cultura un processo relazionale di attribuzione dei significati, attivato in specifici contesti storici e sociali. La teoria della modernizzazione culturale: sostiene che lo sviluppo socio-economico non facilita direttamente lemergere della democrazia, invece lo sviluppo economico produce alcuni cambiamenti culturali, come lemergere di una cultura civica. Almond e Verba credono che solo la cultura possa fornire la base psicologica della democratizzazione e che senza di essa le prospettive di sopravvivenza democratica sono esigue. Esistono tre tipi di cultura politica: provinciale, assoggettata e partecipativa. Solo questultima risulta compatibile con la democrazia. Una cultura partecipativa e civica riflette un particolare gruppo di atteggiamenti che include: la credenza degli individui di poter influenzare le decisioni politiche, orientamenti positivi nei confronti del sistema politico, elevati livelli di fiducia interpersonale, preferenze per un cambiamento graduale della societ. Inglehart afferma che la cultura politica determinata dai livello di generale soddisfazione di vita, dai livelli di fiducia interpersonale e dal sostegno per un cambiamento graduale della societ tra gli individui di una nazione. Questi autori hanno incoraggiato luso dei sondaggi tra gli scienziati politici per esaminare la relazione tra cultura e democrazia. Il pi famoso il World Values Survey (Michigan). Tuttavia i sondaggi hanno comunque dei limiti: Catturano solo il modo in cui la cultura influenza la stabilit democratica e non se una certa cultura favorisca lemergere della democrazia. Gli individui possono comprendere la stessa domanda in modi molto diversi. Le persone tendono a concepire la democrazia in modi diversi Religioni & democrazia Protestantesimo: ha incoraggiato lo sviluppo economico, che a sua volta ha creato una borghesia la cui esistenza stata una condizione necessaria per la democrazia. E stato visto da molti come una religione che facilit linstaurazione e il consolidamento della democrazia. Cattolicesimo: antitetico alla democrazia. Ha appoggiato dittature, presenza di una sola chiesa e una sola verit, struttura gerarchica netta. Confucianesimo: fortemente incompatibile con la democrazia. Islam: fortemente incompatibile con la democrazia per via della sua vena violenta, tale da predisporre le societ musulmane allautoritarismo. Inoltre, non dissocia la sfera politica da quella religiosa e riserva un trattamento diseguale per le donne. Tuttavia, alcuni studiosi sostengono che ci sono elementi di queste due religioni compatibili con la democrazia. Ad esempio il sistema meritocratico del Confucianesimo, la shura (consultazione) nellIslam. Inoltre, non c nulla rispetto alla teoria della democrazia, che richieda a uno stato democratico di essere

secolare. Fu solo durante il XIX secolo che democrazia e secolarismo divennero accettabili allinterno della societ cristiana occidentale. Esiste una tesi secondo la quale la posizione di diverse religioni nei confronti delle istituzioni politiche spesso dipende non tanto dal contenuto della dottrina religiosa ma dagli interessi dei leader religiosi. Inoltre, tutte le religioni sono storicamente state compatibili con una variet di istituzioni politiche. Dire che una religione democratica o non riflette il periodo storico considerato per fare questa affermazione. Sebbene le culture tendano a essere malleabili e tutte le religioni siano state compatibili con una variet di istituzioni politiche, lislam esercita un influenza particolarmente negativa sulla democrazia. Largomento secondo cui paesi cattolici siano antidemocratici ha perso oggi gran parte della sua forza, perch i paesi cattolici sono oggi in prevalenza democratici. Non stato empiricamente dimostrato se lIslam sia deleterio per la democrazia per via del trattamento riservato alle donne. Ci sono ragioni per pensare che elevati livelli di eterogeneit culturale possano rendere singoli paesi meno compatibili con la democrazia. Secondo altri studiosi la diversit etnica particolarmente negativa per la democrazia perch rende difficile giungere a compromessi e perch aumento il rischio di violenze tra le diverse comunit. I paesi musulmani hanno minori probabilit di diventare democrazie non perch sono musulmani, ma perch sono poveri. Invece, paesi a maggioranza cattolica hanno una probabilit significativamente maggiore di diventare democrazie rispetto agli altri paesi, contrariamente a quelli protestanti. Tuttavia, potrebbero faticare a rimanere democratici. I paesi musulmani hanno minori probabilit di restare democratici non perch sono musulmani ma perch sono poveri. Esperimenti e cultura Gioco dellultimatum: gli individui si affrontano in coppia. Il primo giocatore proponente dispone provvisoriamente di una torta (o somma di denaro). Il proponente offre una porzione di questa torta a un secondo giocatore, detto il rispondente. Il rispondente, conoscendo sia lofferta sia lammontare totale della torta, pu accettare o rifiutare lofferta del proponente. Se il proponente accetta, allora riceve lammontare offerto e il proponente ottiene il resto. Se, invece, il rispondente rifiuta lofferta, nessuno riceve alcun compenso. In entrambi i casi, il gioco finisce e i due giocatori ricevono le loro vincite e lasciano il gioco. Gioco del dittatore: come quello dellultimatum eccetto che i rispondenti non hanno lopportunit di rifiutare lofferta. Questo gioco consente agli analisti di distinguere tra proponenti che fanno offerte buone spinti dal senso di equit e quelli che fanno offerte buone spinti dalla paura del rifiuto. Questi giochi sono stati applicati in 15 societ di piccole dimensioni sparse per il mondo. Esse si basano sul foraggio, sullorticultura, sono formate da gruppi nomadi basati sulla pastorizia o societ agricole stanziali di piccole dimensioni. I risultati ottenuti sono stati divisi in un grafico con due parametri: i benefici della cooperazione e lintegrazione con il mercato (quanto si avvalgono le persone dello scambio di mercato nella loro vita quotidiana). Laspettativa che societ con una maggiore integrazione con il mercato faranno offerte pi alte in situazioni simili al gioco dellultimatum. Questo comportamento pu essere spiegato con la cultura del dono tipica di queste societ. Essa spiega sia le offerte generose, sia il perch queste offerte vengono prontamente rifiutate (imbarazzo e ansia per doni troppo generosi). Appare chiaro che le scelte individuali sono plasmate dalle interazioni economiche e sociali della vita di ogni giorno.

Il gioco della democrazia spesso richiede cooperazione, competizione e compromesso. Societ che gi richiedono questo tipo di comportamenti nei loro giochi quotidiani dovrebbero trovare pi facile adottare e sostenere le istituzioni democratiche.

Federalismo
IL federalismo viene distinto in federalismo de iure (f. nella struttura) e federalismo de facto (f. nella pratica), cio la decentralizzazione. Il f. ha tre componenti strutturali: Divisione geopolitica: il governo devessere suddiviso in governi regionali reciprocamente esclusivi che sono legittimati dalla costituzione e non possono essere aboliti unilateralmente dal governo nazionale o centrale. Indipendenza: i governi regionali e quello nazionale devono avere basi indipendenti di autorit. Tale indipendenza viene stabilit a livello costituzionale. Governance diretta: lautorit deve essere condivisa tra i governi regionali e il governo nazionale; ognuno di essi governa direttamente i cittadini, per cui ogni cittadino governato da almeno due autorit. Lo stato federale quello in cui la sovranit viene costituzionalmente ripartita su almeno due livelli territoriali, per cui delle unit governative indipendenti a ciascun livello hanno lautorit finale in almeno un ambito di politica pubblica. Gli stati non federali sono stati unitari. Gli Emirati Arabi sono un es. di dittatura federale. Il Brasile un es. di democrazia federale. Ha tre autorit territoriale, una statale, una federale e una municipale. Esistono diverse forme di federalismo: Congruente: quando le unit territoriali di uno stato federale hanno una composizione demografica simile, dove ognuna delle unit territoriale rifletterebbe in miniatura il paese nella sua totalit. (Usa e Brasile). I confini politici tendono a tagliare trasversalmente i confini geografici. Incongruente: quando la composizione demografica delle unit territoriali differisce da ununit allaltra e dal paese nella sua totalit. Le unit territoriali differiscono luna dallaltra dal punto di vista linguistico. (Svizzera e Belgio). I confini politici tendono ad allinearsi con i confini geografici di questi gruppi sociali. Pu trasformare dei paesi diversificati ed eterogenei che ospitano gruppi sociali geograficamente concentrati in una federazione di unit territoriali relativamente omogenee. Simmetrico: quando unit territoriali di uno stato f. hanno gli stessi poteri rispetto al governo centrale. (Usa) Asimmetrico: quando alcune unit territoriali di uno stato federale hanno pi potere di altre nei confronti del governo centrale. Queste asimmetrie dovrebbero soddisfare i diversi bisogni e le diverse istanz che emergono dalle differenze etniche, linguistiche, demografiche o culturali tra le varie unit subnazionali.(Belgio, Canada, Malesia, Russia e Svizzera. Il f. diverso dalla devolution, che indica la situazione in cui uno stato unitario cede dei poteri ai governi subnazionali, ma conserva il diritto di revocarli o modificarli unilateralmente. Il potere politico risiede sostanzialmente nel governo centrale di questi paesi; i governi regionali non hanno un diritto costituzionale a mantenere nessuno dei loro poteri. Esempi: Regno Unito e India.

Quindi questi stati soddisfano solo due caratteristiche strutturali del federalismo (Indipendenza e Governance diretta) ma NON soddisfano il criterio di Divisione geopolitica .

La decentralizzazione indica la misura in cui il potere effettivo di determinare le politiche pubbliche risiede nel governo centrale o nei governi regionali di un paese. La maggior parte degli scienziati politici considerano la d. una questione fiscale: maggiore la quota del gettito fiscale complessivo che va al governo centrale, meno decentralizzato lo stato.

4) Cina, Danimarca, Finlandia, India, Giappone, Svezia

1) Argentina, Brasile, Canada, Germania, Russia, Svizzera, Stati Uniti

Sono federali, sia nella struttura che nella pratica. Sono federali nella struttura, ma unitari nella pratica. Sono unitaria sia nella struttura che nella pratica. Sono unitari nella struttura, ma federali nella pratica.

2) Botswana, Repubblica Domenicana, Guatemala, Indonesia, Kenya, Regno Unito

3) Belgio, Malesia, Sudafrica, Venezuela

Per spiegare le origini del f. gli scienziati politici hanno distinto il f. associativo e quello dissociativo. Associativo: prodotto del processo di negoziazione dal basso in cui stati in precedenza sovrani si uniscono e concordano volontariamente di rinunciare a una parte della propria sovranit per mettere insieme le loro risorse in modo da rafforzare la sicurezza collettiva e conseguire altri obiettivi, prevalentemente economici. Sono tipicamente caratterizzate da una forma simmetriche di federalismo. Dissociativo: prodotto di un processo dallalto in cui il governo centrale di uno stato decide di decentralizzare il proprio potere a dei governi subnazionali per attenuare pressioni secessioniste. le federazioni d. sono caratterizzate sia da un f. incongruente sia da un f. asimmetrico. I vantaggi: Sono le pi idonee a soddisfare le preferenze popolari nei paesi democratici in cui gli individui hanno preferenze eterogenee. Avvicinerebbero il governo ai cittadini. I governi dovrebbero essere in grado di congegnare politiche pubbliche pi vicine ai loro bisogni specifici. Dovrebbe anche accrescere la partecipazione politica. Le strutture federali si combinano con la capacit di cittadini e investitori di trasferirsi da una regione allaltra. I governi avranno anche tutto linteresse a fare bene, perch una performance inadeguata indurrebbe i cittadini e investitori a spostarsi in regioni megli amministrate, portando con s le loro risorse economiche e finanziarie. Capacit di incoraggiare la sperimentazione e linnovazione di politiche pubbliche. Consente ai governi subnazionali di apprendere velocemente dalla sperimentazione fatta da altri, senza esporre lintero paese al rischio di una politica sbagliata. Barriera contro la tirannia Critiche: Pu causare la duplicazione non necessaria del governo e la sovrapposizione inefficiente di politiche potenzialmente contraddittorie. Esaspera i problemi di azione collettiva nella formulazione e implementazione di politiche economiche e di altro tipo, specie nei pvs.

I politici regionali hanno pochi incentivi a prendere decisioni economiche e di altro tipo nellinteresse complessivo del sistema federale, perch si preoccupano principalmente del proprio successo elettorale. La competizione tra governi subnazionali potrebbe portare a una armonizzazione al ribasso in cui i livelli di regolamentazione, di protezione sociale e di imposizione fiscale e le barriere al commercio si abbasserebbero in continuazione Incremento della povert perch i poveri migrerebbero nelle regioni che mantengono ancora qualche forma di protezione sociale. Queste regioni si troveranno costrette a ridurre la protezione sociale per effetto del maggior fabbisogno fiscale dovuto allarrivo di immigrati poveri da altre regioni. Amplificazione di diseguaglianze Favorisce lo scaricabarile (blame shifting) e la tendenza a prendersi i meriti (credit claiming). Aumentano i livelli di corruzione.

Bicameralismo
Il parlamento unicamerale quello in cui le deliberazioni legislative vengono prese da una sola assemblea. Il parlamento bicamerale quello in cui le deliberazioni legislative vengono prese da due assemblee distinte. Il bicameralismo pu essere: Congruente: si determina quando l due camere hanno una composizione politica simile. Incongruente: le due camere differiscono nella composizione politica. Il livello di congruenza dipende da come vengono selezionati i membri delle due camere e da chi dovrebbero rappresentare. I membri della camera bassa vengono eletti quasi sempre tramite sistemi in cui tutti gli elettori hanno lo stesso peso. Per quelli della camera alta, invece, vengono usati 4 metodi: Ereditariet Nomina: nella camera facilita la selezione di individui in possesso di competenze, conoscenze o esperienze particolari che potrebbero risultare utili nella discussione di determinate leggi. E antidemocratica. Elezione diretta e indiretta I MEMBRI DELLA CAMERA BASSA dovrebbero RAPPRESENTARE TUTTI I CITTADINI SECONDO IL PRINCIPIO GENERALE una persona, un voto. In alcuni paesi (It e Jap) ci avviene anche per i membri della camera alta. Nella stragrande maggioranza dei sistemi bicamerali, la camera alta non rappresenta pariteticamente la popolazione. Il ruolo pi comune per la camera alta in un sistema bicamerale rappresentare i cittadini di unit geografiche subnazionali. La distribuzione frequentemente ineguale dei cittadini sulle diverse unit geografiche subnazionali di un paese conduce spesso al malapportionment nel ramo superiore del parlamento, per cui alcuni cittadini sono pi rappresentati di altri. La distribuzione geografica ineguale dei cittadini porta frequentemente alla violazione del principio una persona un voto nelle camere alte a base territoriale. Bicameralismo: Simmetrico: quando le due assemblee legislative hanno un potere costituzionale identico o quasi. Lassimmetria totale esiste quando una camera possiede il potere decisionale ultimativo. Asimmetrico: quando le due assemblee legislative hnno un potere costituzionale diseguale. La camera pi bassa ha + potere.

1. La camera alta generalmente un attore politico importante perch gode di poteri 1)Bicameralism costituzionali simili a quelli della camera bassa e 4)Bicameralism o forte perch la diversa composizione politica della camera o debole Australia, alta fa s che rifletta le preferenze politiche diverse Germania, Ita, Jap rispetto allaltro ramo del parlamento. Svizzera, St.u 2. La camera alta non quasi ma un attore politico importante perch i suoi poteri costituzionali sono estremamente deboli e perch la sua composizione politica tende a riflettere quella della 2)Bicameralism 3)Bicameralism camera bassa. o insignificante o debole 3. La camera alta un attore politico debole, Austria, Canada, non incide sul processo legislativo per via della sua Bahamas, Francia, India, commozione politica perch simile a quella della Giamaica Uk camera bassa. 4. Camera alta in conflitto con quella bassa per la sua diversa composizione politica, la camera alta non ha un ruolo significativo nel processo legislativo perch i suoi poteri costituzionali sono deboli. Le idee sul bicameralismo contemporaneo risalgono alle antiche istituzioni politiche della Grecia. Il concetto greco di governo misto presupponeva la rappresentanza di tutte le classi sociali. Sia i greci che i romani svilupparono una struttura mista di questo tipo, con la presenza di due consigli legislativi di natura consultiva che avevano funzioni molto simili e rappresentavano classi diverse. I filosofi greci ammiravano certi aspetti del governo aristocratico (affidamento dei poteri ai colti) ma erano consapevoli del pericolo che laristocrazia potesse degenerare in oligarchia. Rappresentando gli interessi di diverse classi sociali, il governo misto creava praticamente un sistema di pesi e contrappesi istituzionali che avrebbero prevenuto la degenerazione del sistema politico in oligarchia. Il parlamento b. in senso moderno apparve in Inghilterra nel XIV secolo. Montesquieu affidava il potere esecutivo al monarca, quello legislativo allaristocrazia e al popolo tramite due camere separate ed equipollenti. Le due assemblee legislative, insieme a un monarca investito del potere esecutivo, avrebbero creato un sistema di pesi e contrappesi in grado di assicurare la stabilit del sistema politico. Laristocrazia, considerata colta, matura e saggia, avrebbe potuto sfruttare il suo ruolo nella camera alta per migliorare le leggi partorite dalla camera bassa del popolo. Questa visione viene sostituita alla fine del XVIII dallascesa del repubblicanesimo e dalla sua enfasi sulla rappresentanza politica del popolo come entit unitaria, anzich come insieme di classi sociali contrapposte. Alcuni paesi unitari che hanno adottato dei sistemi bicamerali reagirono alla sempre pi estesa adozione dei valori democratici e alla diffusione del suffragio universale riducendo il potere della camera alta di bloccare o ribaltare le politiche portate avanti dalla camera bassa eletta dal popolo. I membri della camera alta hanno caratteristiche preziose (saggezza, maturit e conoscenza) che i membri eletti della pi popolare camera bassa non possiedono. Le camere alte possono avere un ruolo importante nel rallentamento del processo legislativo, riducendo cos la possibilit di sfornare in fretta e furia delle cattive leggi; esse migliorano la qualit complessiva della legislazione.

Alcuni stati unitari (Danimarca e Svezia) hanno tentato di democratizzare le procedure di selezione utilizzate nella camera alta. Tuttavia, la camera alta si trasforma per contenuto avvicinandosi alla camera bassa. Nei paesi federali il b. viene difeso principalmente come mezzo istituzionale per proteggere il sistema federale e promuovere le preferenze specifiche delle diverse unit territoriali. Nei paesi unitari, invece, il b. viene difeso principalmente come mezzo istituzionale per migliorare la qualit della legislazione.

Il costituzionalismo
Designa limpegno dei governi ad accettare la legittimit e lautorit di un insieme di regole e principi sovraordinati che sono contenuti in una costituzione. Un sistema di giustizia costituzionale comprende linsieme di istituzioni e procedure destinate a proteggere le regole e i principi della costituzione. Storicamente, pochi paesi hanno avuto un sistema di giustizia costituzionale. Il nuovo costituzionalismo descrive una situazione in cui tutte le nuove costituzioni contengono una carta dei diritti umani che viene garantita da istituzioni come le corti costituzionali. Queste istituzioni possono usare il proprio potere per invalidare le norme che violano i diritti individuali sanciti dalla costituzione, limitando sostanzialmente lautorit legislativa. Il progressivo sviluppo di un nuovo costituzionalismo ha coinvolto sempre pi i giudici nel processo legislativo governo dei giudici. La costituzione rappresenta la fonte formale dellautorit statuale. Essa definisce le istituzioni governative e conferisce a queste istituzioni il potere di creare, applicare e interpretare le leggi. Indica anche come dovrebbero interagire tra di loro. Quasi tutte le costituzioni in vigore al mondo sono costituzioni codificate, cio che sono formalizzate in un documento unitario. Una costituzione non codificata ha varie fonti, che possono essere scritte o non scritte. La costituzione rigida quella che si pu modificare solo attraverso una procedura di revisione costituzionale. Essa riconosce implicitamente che la legge costituzionale ha uno statu giuridico superiore alla legge ordinaria. Per lapprovazione di una revisione costituzionale non basta la maggioranza parlamentare. I criteri specifici per lapprovazione di una revisione costituzionale variano da paese a paese. Le costituzioni flessibili non prevedono procedure specifiche di revisione, si possono modificare in qualunque momento con una semplice maggioranza parlamentare. Esse non attribuiscono alla costituzione uno status giuridico superiore alle leggi ordinarie. Quasi tutte le costituzioni contemporanee sono rigide. Storicamente possiamo identificare due tipi ideali di costituzione: C. basata sul principio della supremazia parlamentare: non prevede il controllo di costituzionalit, non include una carta dei diritti e non rigida. Erano molto comuni nel passato, ma oggi sono rare. C. basata sul principio della legge sovraordinata: prevede il controllo di costituzionalit, include una carta dei diritte ed rigida. Parte dalla premessa che lo stato pu commettere errori sul piano giuridico e che i diritti degli individuano delle minoranze vadano protetti dal rischio di prevaricazione da parte dello stato. Il controllo di costituzionalit lautorit conferita a unistituzione di invalidare leggi, decisioni amministrative, provvedimenti giudiziari e altri atti di governo che violano regole costituzionali, come i diritti. Quando il controllo di costituzionalit viene effettuato da giudici ordinari si parla di controllo giudiziario.

Il nuovo costituzionalismo descrive la situazione per cui quasi tutti i paesi possiedono oggi una costituzione rigida, una carta dei dritti e una procedura di controllo di costituzionalit per la tutela dei diritti. Levoluzione verso il nuovo c. ebbe inizio in Europa dopo la seconda guerra con la creazione delle corti costituzionali. Lesperienza dei governi fascisti in It e Ger tolse ogni dubbio sul fatto che gli stati potessero effettivamente commettere gravi errori e che in molti casi gli individui dovessero ricevere protezione contro le prevaricazioni dello stato. La successiva adozione di costituzioni fondate sulla legge sovraordinata in altri paesi ha coinciso con il passaggio alla democrazia. I sistemi di giustizia costituzionale variano su tante dimensioni diverse: Tipo: controllo di costituzionalit astratto che prevede il controllo di c. delle norme legislative in assenza di una vertenza giuridica concreta. Il controllo di costituzionalit concreto prevede il controllo di c. delle norme legislative in presenza di una vertenza giuridica concreta. Tempistica: il controllo di costituzionalit pu avvenire a priori, cio prima che una legge venga promulgata, o a posteriori dopo la promulgazione della legge. Giurisdizione: a cui compete il controllo di c.. pu essere centralizzato, cio designa la situazione in cui solo una corte legittimata a effettuare il controllo, o decentralizzato, cio una situazione in cui pi corti possono interpretare la costituzione. Il modello americano di giurisdizione costituzionale Il controllo di c. decentralizzato e demandato ai giudici ordinari. Nel sistema americano vi una netta separazione dei tre poteri e quindi vi una distinzione tra funzione giudiziaria e funzione politica. I tribunali americani dovrebbero evitare di legiferare perch la funzione legislativa del parlamento. I giudici sono legittimati a effettuare un controllo di costituzionalit a posteriori. Tuttavia, i tribunali non possono esercitare un controllo astratto, o esprimere opinioni consultive sulla costituzionalit dei progetti di legge. Il modello europeo Il potere giudiziario sempre stato subordinato a quello legislativo. Per evitare il controllo giudiziario e un governo dei giudici viene istituita la corte costituzionale. Esse hanno il monopolio sul controllo costituzionale, sono distinte dallordine giudiziario in senso stresso, hanno giurisdizione unicamente in materia costituzionale, possono effettuare un controllo istituzionale astratto o concreto

La teoria degli attori con potere di veto consente di comparare le istituzioni politiche dei vari paesi in modo coerente. La teoria traduce la struttura istituzionale di un determinato paese in termini di configurazione di attori con veto. Un attore con potere di veto un attore individuale o collettivo il cui consenso necessario per un cambiamento dello status quo politico. Ci sono due tipo di attori con veto: Istituzionale: derivano di diritto dalla costituzione di un paese. Partitico: generati dal gioco politico. Il federalismo, il bicameralismo e il controllo costituzionale possono essere considerati costruttivamente come forme diverse della stessa cosa, diversi tipi di attori istituzionali con veto. Tali istituzioni frappongono degli ostacoli alla capacit degli attori politici di modificare lo status quo. La teoria indica che i paesi in cui ci sono molti attori con veto, con preferenze sulle politiche pubbliche in conflitto fra loro, tendono a essere caratterizzati da: Maggiore stabilit delle politiche pubbliche Mutamenti pi marginali delle politiche Minor variazione delle dimensioni di tali mutamenti Poteri dagenda pi deboli.

Un concetto fondamentale di questa teoria linsieme vincente, cio linsieme delle alternative di politiche pubbliche che sconfiggerebbero lo statu quo in un confronto a coppie, quali che fossero le regole di voto impiegate. La dimensione di questo insieme determina la stabilit delle politiche. Quando ampio, una politica pubblica meno stabile in quanto ci sono molte alternative politiche che possono battere lo status quo in confronto a coppie. La dimensione, inoltre, determina la probabile dimensione dei mutamenti di politiche pubbliche. Quando piccolo i mutamenti sono limitati. continuano, la dimensione dellinsieme influenza la varianza che dovremmo osservare nellentit dei mutamenti. Infine, la dimensione incide sulla capacit di un agenda setter di influenzare lesito di una politica pubblica. Aumentando il numero degli attori, si riduce la dimensione dellinsieme vincente o lo lascia invariato, ma non lo fa mai aumentare. Aumentando la distanzia ideologica tra gli attori con veto e/o dal numero degli attori con veto si riduce la dimensione dellinsieme vincente. La teoria degli attori con veto prevede perci che la stabilit delle politiche accresca la probabilit di instabilit del regime nelle democrazie presidenziali. Dobbiamo aspettarci livelli pi elevati di attivismo giudiziario e burocratico nei paesi federali e bicamerali che nei paesi unitari e unicamerali. Il termine veto indica un atto formale con il quale una autorit investita di tale potere in grado di bloccare, temporaneamente o definitivamente, una deliberazione amministrativa, legislativa o politica emessa da un altro potere. Capitolo 8 La diffusione della democrazia Come si diffusa la democrazia nel tempo? Lidea delle ondate (Huntington 1991) 1828-1926 lunga: ispirazione alle rivoluzioni americana e francese. I paesi sono Argentina, Francia, Gran Bretagna, Islanda, Irlanda, Italia, Svizzera e Stati Uniti. 1922-42 riflusso 1943-1962 corta: dopo la seconda guerra. I paesi sono Austria, Brasile, india, Israele, Italia, Giappone, Germania Ovest, ecc. 1958-75 riflusso 1974- terza ondata (Portogallo, Grecia, Spagna) Come avviene una transizione alla democrazia? Modalit di transizione nella Terza ondata: a) rivoluzione o sostituzione dal basso. Il popolo si solleva per rovesciare un regime autoritario in una rivoluzione popolare. Portogallo, Filippine, Germania Est, Romania b) riforma o trasformazione dallalto. Llite dirigente autoritaria introduce riforme liberali che in ultima istanza portano a una transizione democratica. Spagna, Cile, Ungheria, Turchia, Taiwan, Polonia (1), Nigeria c) negoziato governo / opposizioni: Polonia (2), Uruguay, Sudafrica, Mozambico d) imposizione esterna: Panama 1989, Afghanistan 2001? Iraq 2003? (Germania Ovest 1949, Giappone 1952). A) transizioni dal basso (bottom up) Proteste di massa hanno avuto un ruolo importante in alcune transizioni verso la democrazia ad es. rivoluzione di velluto in Cecoslovacchia 1989, Romania 1989, people power revolution nelle Filippine 1986, resistenza di giugno in Corea Sud 1987. colour revolutions anni 2000 (nonviolente, non

sempre di successo): rose revolution in Georgia 2003, arancione in Ucraina 2004, cedri in Libano 2005, zafferano in Birmania 2007, verde in Iran 2009, gelsomino in Tunisia 2011, 25 gennaio in Egitto 2011 Eppure il crollo del comunismo fu sostanzialmente imprevisto. regimi comunisti apparentemente molto stabili: pochissime rivolte (Berlino 1953, Poznan 1956, Budapest 1956, Praga 1968, Polonia 1981) Germania dellEst (DDR) sembrava particolarmente stabile: regime molto repressivo e relativamente prospera Perch le transizioni dal basso sono rare e difficili da prevedere? Crollo dei regimi comunisti in Europa orientale Con leccezioni delle rivolte gi citate, i regimi comunisti dellEuropa orientale erano rimasti incontrastati per pi di quarantanni. Le rivolte che si verificarono furono represse mediante luso della forza e lintervento militare diretto dellUnione Sovietica. Processo innescato dall'elezione di Gorbaciov a leader URSS (1985), il quale aveva ereditato una crisi economica. Egli risposte a questa crisi con due politiche di riforma chiamate perestroika e glasnost per rilanciare URSS. La prima era una politica mirata alla liberalizzazione e rigenerazione delleconomia sovietica, la seconda, invece, era una politica concepita per aumentare lapertura politica e incoraggiare la libert di espressione. La speranza era che queste riforme fossero in grado di salvare lUrss, invece hanno incoraggiato la sua caduta. Queste riforme incoraggiano riformisti e gruppi opposizione in Europa orientale. Ha seguito di una grande ondata di scioperi, il governo polacco convoc una conferenza nel 88, nota come Tavola Rotonda con il principale gruppo dopposizione (Solidarnod) per raggiungere un accordo su come affrontare i problemi economici e politici. Il risultato di queste trattative fu la legalizzazione di un sindacato indipendente ed elezioni a livello nazionali lanno successivo che produssero il primo primo ministro non comunista in Europa orientale in quarantanni. Le cose cominciarono a cambiare quando lUngheria apre il confine con lAustria e provocando la fuga dei tedeschi. Germania Est: dalle proteste del Neues Forum a Lipsia e Berlino allapertura e crollo del Muro. Teoria dellazione collettiva Azione collettiva nel perseguire "beni pubblici" da parte di gruppi di individui. Un bene pubblico caratterizzato da: a) non escludibilit: una volta che il bene prodotto, difficile o impossibile impedirne la fruizione da parte dei consumatori. Nessuno pu essere escluso b) non rivalit: il consumo di un bene da parte di un individuo non implica l'impossibilit per un altro individuo di consumarlo, allo stesso tempo. Esempi: faro, stazione dei pompieri, parco nazionale, democrazia. I beni pubblici sono desiderabili, ma i beneficiari danno effettivamente il loro contributo per produrli? La difficolt che gruppi d individui hanno nella fornitura di beni pubblici, che tutti i membri del gruppo desiderano, nota come problema dellazione collettiva (o problema del free rider). I singoli sono spesso poco incentivati a contribuire alla fornitura di un bene pubblico che andr a beneficio di tutti. La decisione di non partecipare attraente: Se la protesta fallisce, non avrete pagato alcun costo n corso il rischio di subire l'ira del regime autoritario. Se la protesta ha successo, potrete approfittare (free ride) della partecipazione degli altri, perch tutti possono beneficiare dell'instaurazione della democrazia. Le forma di azione collettiva hanno meno probabilit di avere successo quando il numero dei membri del gruppo necessario per il successo dellazione collettiva (k) significativamente inferiore al numero di persone che ne trarrebbero beneficio (n). La decisione dipende dalle aspettative sul comportamento altrui: in societ di N individui, con K partecipanti necessari ad ottenere una transizione democratica, tre possibilit:

a) partecipano meno di K - 1 (non sufficiente che io partecipi) b) partecipano esattamente K - 1 ( indispensabile che io partecipi) c) partecipano K o pi ( superfluo che io partecipi) Se tutti gli individui usano questa logica, possibili solo due equilibri (in cui nessuno vorr individualmente cambiare comportamento): A. Nessuno partecipa (perch reputa insufficiente oppure superflua laggiunta della sua partecipazione). B. Partecipa lesatto numero (K) di persone necessarie (i partecipanti sanno di essere indispensabili, i non partecipanti sanno di non esserlo). Due fattori influenzano la probabilit che ci si ritenga decisivi: 1. differenza tra K e N: se K = N tutti sanno che devono partecipare (no incentivi a free riding), ma se K < N i membri del gruppo sanno che non indispensabile partecipare. Lincentivo a non partecipare cresce (e dunque la probabilit di successo dellazione collettiva si riduce) quanto maggiore la differenza tra K e N. 2. dimensione di N: se N grande, la partecipazione individuale improbabile che faccia differenza, sia che quasi nessuno protesti, sia che molte persone stiano gi protestando Gruppi di dimensioni maggiori hanno livelli pi elevati di free riding e minori probabilit di azioni collettive di successo. La teoria dell'azione collettiva spiega perch le dimostrazioni pubbliche di opposizione al regime sono rare nelle dittature: linteresse comune di molti a rovesciare il regime non si traduce automaticamente in unazione collettiva. Ma non spiega le proteste di massa. La partecipazione diventa il comportamento da spiegare. Ci significa che i leader di gruppi interessati a qualche forma di azione collettiva avranno maggiore successo se diranno ai loro membri che il successo dipende dalla partecipazione di tutti i loro membri piuttosto che solo di alcuni di loro. La logica dellazione collettiva aiuta a spiegare perch i partiti politici cercano di convincere i loro sostenitori che tutti i loro voti sono cruciali per il loro successo elettorale, anche se non vero, stanno cercando di convincere i votanti a partecipare e a non defezionare. La dimensione del gruppo importante. Quanto pi grande il gruppo, tanto pi difficile monitorare, identificare e punire quelli che non partecipano alla protesta. Il risultato che gruppi grandi tendono a essere caratterizzati da alti livelli di non partecipazione e da una bassa probabilit che lazione collettiva abbia successo. Gruppi piccoli possono essere pi potenti di gruppi grandi in virt della maggiore abilit del piccolo gruppo di risolvere il problema della non partecipazione. Il problema del free rider tende a danneggiare in misura maggiore labilit di condurre forme di azione collettiva di un gruppo pi grande rispetto a quella di un gruppo piccolo. Modelli di rovesciamento Due nuovi concetti dissimulazione delle preferenze: differenza tra preferenza privata e preferenza rivelata pubblicamente (rende rare le proteste). La percezione che la societ sia pubblicamente a sostegno della dittatura e che sia inutile opporsi a essa. Anche se molte persone dissimulano le loro preferenze, vi probabilmente un livello di protesta il quale sarebbero disposti a rivelare pubblicamente le proprie vere preferenze. Soglia rivoluzionaria individuale: vi probabilmente un livello di protesta al quale anche chi dissimula diventa disposto a rivelare pubblicamente le proprie vere preferenze. Gli individui hanno diverse soglie rivoluzionarie: i. bassa (dissidenti): disposti ad opporsi al regime indipendentemente dal fatto che altri lo facciano ii. elevata: disposti a protestare solo se molti altri si uniscono alla protesta iii. sostenitori genuini del regime: estremamente riluttanti a protestare. La distribuzione delle soglie rivoluzionarie in una societ cruciale nel determinare se una rivoluzione si verifica o no. La dissimulazione delle preferenze implica che la distribuzione delle soglie rivoluzionarie non nota: una societ pu arrivare alla soglia di una rivoluzione senza che nessuno lo sappia. La nostra incapacit di osservare le preferenze private e le soglie rivoluzionarie rende le rivoluzioni impossibili da prevedere. I fattori strutturali (privazione relativa, rimostranze o oppressione,

recessioni economica) possono modificare preferenze private e le soglie rivoluzionarie e rendere le rivoluzioni pi probabili, senza tuttavia produrre una rivoluzione. La dissimulazione delle preferenze aiuta a spiegare perch i regimi comunisti in Europa orientale erano pi vulnerabili di quanto le popolazioni soggette a essi non avessero lasciato trasparire prima del 1989. Durante gli anni 80, una serie si cambiamenti strutturali abbass le soglie rivoluzionarie in Europa orientale al punto da innescare una cascata rivoluzionaria entro i paesi e tra i paesi. Le soglie rivoluzionarie si erano abbassate anche per effetto della pessima performance economica di molti paesi dellEuropa orientale a partire dagli anni 80 e dalla dichiarazione di dichiarazione di Gorbaciov secondo la quale lURSS non sarebbe intervenuta militarmente. Il successo di riforme pro-democratiche in un paese ridusse ulteriormente le soglie rivoluzionarie e incoraggi dimostrazioni a favore della democrazia altrove, portando ad una cascata rivoluzionaria tra i paesi, oltre che tra gli individui. B) transizioni dallalto (top down) Le transizioni dallalto verso la democrazia spesso emergono da una divisione tra riformisti e conservatori in un regime autoritario. Tipicamente il regime oggetto di una qualche forma di pressione a causa di un peggioramento delle condizione economiche e i riformisti sono saliti alla ribalta. Mentre i conservatori tendono a essere soddisfatti dello status quo, i riformisti possono preferire la liberalizzazione e lampliamento della base sociale della dittatura nel tentativo di guadagnare alleati e di rafforzare la loro posizione nei confronti dei conservatori. I riformisti devono aprire il regime politico attraverso un processo di liberalizzazione? Una politica di liberalizzazione comporta unapertura controllata dello spazio politico che potrebbe includere la formazione di partiti politici, lindizione di elezioni, la stesura di una costituzione, listituzione di un sistema giudiziario o di un legislativo. Lobiettivo linclusione di vari gruppi di opposizione, creando una dittatura allargata. Questo tipo di regime molto diffuso nel mondo e viene visto dagli studiosi con favore, in quanto sono segnali che queste dittature si stanno lentamente muovendo verso la democrazie piena. Tuttavia, non vero perch la liberalizzazione pu essere usata dalle elite autoritarie per cooptare o controllare gruppi di opposizione, al fine di rafforzare il proprio potere. E stato dimostrato che anche altre istituzioni sono strumenti utili nella mani dei dittatori. Per esempio i partiti politici possono aiutare le dittature a mobilizzare i sostenitori, pervadere la societ e controllare lopposizione anche a livello locale. Un legislativo pu avere leffetto benefico di consentire a gruppi di opposizione di esprimere le proprie richieste senza dover contrastare pubblicamente il regime autoritario. Le costituzioni scritte possono rendere le dittature pi stabili ed efficaci. I riformisti non possono garantire che la liberalizzazione riuscir a produrre una dittatura allargata. Se i riformisti liberalizzano, allora lopposizione democratica ha due opzioni. Da un lato, pu accettare le concessioni offerte ed entrare nelle istituzioni di una dittatura allargata. In questo caso, lopposizione democratica essenzialmente accetta di mantenere le regole del gioco autoritarie, in cambio dellaccesso al potere politico formale. Dallaltro lato, lopposizione pu,invece, decidere di trarre vantaggio dalle nuove libert per organizzarsi e mobilitarsi ulteriormente contro il regime. Se lopposizione continua a mobilitarsi, allora questa la prova che lapertura controllata da parte dei riformisti fallita. La pozione dei riformisti tender a essere minacciata. A questo punto, le elite autoritarie hanno due scelte. La prima usare la forza nel tentativo di reprimere la mobilitazione popolare e restaurare lordine, se la repressione ha successo, allora il risultato sar una dittatura pi ristretta nella quale i riformisti pagheranno le conseguenze di avere introdotto una fallimentare politica di liberalizzazione e saranno soppiantati dai conservatori. La seconda, invece, accettare le sue richieste e consentire lemergere di istituzioni veramente democratiche. Il Gioco della Transizione Assunto di informazione completa: ogni giocatore sceglie prevedendo correttamente le successive mosse proprie e dellaltro giocatore. Antefatto: emerge una divisione nel regime tra riformisti e conservatori. SCELTA 1: I riformisti devono decidere se: a) aprire il regime politico (liberalizzazione) in alcune circostanze, la liberalizzazione pu aumentare la stabilit del regime dittatoriale: dittature allargate sono sempre pi diffuse e stabili, non in transizione.

b) mantenere lo status quo. Dati i potenziali benefici, perch non tutte le dittature spingono per una liberalizzazione? Il problema che il processo di liberalizzazione intrinsecamente instabile. SCELTA 2: Se i riformisti liberalizzano, i gruppi di opposizione hanno due opzioni: a) accettare ed entrare in una dittatura allargata b) trarre vantaggio dalle nuove libert per organizzarsi e mobilitarsi ulteriormente contro il regime, per la democrazia se (b), l'apertura controllata fallita e la posizione dei riformisti allinterno del regime pu essere compromessa. SCELTA 3: Le lite autoritarie hanno due scelte: a) reprimere efficace se l'opposizione debole: ne risulta una dittatura pi ristretta con gli hard-liners che ritornano al potere. inefficace se l'opposizione forte: ne risulterebbe uninsurrezione b) consentire una transizione democratica In teoria, se lopposizione forte, prevedendo il rischio di uninsurrezione, i riformisti rinunceranno a iniziare la liberalizzazione (Scelta 1) : cos una transizione verso la democrazia NON possibile. Interazioni ed esiti nel Gioco della transizione Preambolo: emerge divisione tra moderati e duri nelllite autoritaria, con i primi, per qualche motivo in posizione dominante, che se vogliono possono scegliere di aprire lo spazio politico. i riformisti hanno il seguente ordine di preferenze: Dittatura allargata > SQ > Dittatura ristretta > Transizione > Insurrezione lopposizione ha il seguente ordine di preferenze: Transizione > Dittatura allargata > SQ > Insurrezione > Dittatura ristretta Quando lopposizione democratica debole, i riformisti possono ottenere il loro esito preferito, cio una dittatura allargata. Unopposizione debole scegli di accettare le concessioni dei riformisti ed entrare nelle istituzioni autoritarie perch questalternativa migliore dello status quo e perch sa di non essere abbastanza forte per impedire ai riformisti di reprimerla con successo, nel caso scegliesse di continuare a organizzarsi e mobilitarsi contro il regime. Quando lopposizione democratica forte prevarr lo status quo. Unopposizione forte sa che, se si organizza, allora sar forte abbastanza da vanificare i tentativi dei riformisti di reprimerla, quindi i riformisti preferiranno democratizzare. I riformisti da parte loro sanno che unopposizione forte risponder alla liberalizzazione organizzandosi e che essi saranno alla fine costretti a democratizzare. Per evitare di essere costretti ad attuare una democratizzazione che non vogliono, i riformisti non apriranno e manterranno lo status quo. MA: lassunto di informazione completa (ogni giocatore conosce tutte le informazioni sul gioco) irrealistico. In realt, c incertezza: dissimulazione delle preferenze: lite autoritarie incerte circa la forza dell'opposizione, non sanno che partita stanno giocando. le transizioni dallalto si possono verificare se i moderati sono incerti sul tipo di opposizione (debole o forte) che si trovano ad affrontare. se pensano che sia debole, apriranno lo spazio politico, e se lopposizione invece forte continuer ad organizzarsi e mobilitarsi contro il regime, i moderati stessi capiranno che la repressione avrebbe esito negativo e quindi la soluzione migliore per loro quella di permettere una ulteriore democratizzazione. Applicazione al caso della Polonia I riformisti liberalizzano per cooptare lopposizione: includere Solidarnod per legittimare il regime lobiettivo di questo gioco quello di assorbire l'opposizione nel nostro sistema (Gen. Jarulzelski) i. conferenza Tavola Rotonda (febb-apr. 1989) con Solidarnod,leader religiosi e intellettuali per trovare un compromesso politico ii. legalizzazione di Solidarnod. iii. elezioni politiche nazionali (65% seggi Sejm riservati ai comunisti, 35% eletti; 100% seggi Senato eletti).

MA Solidarnod rivela la propria forza vincendo tutti i seggi eletti del Sejm e tutti tranne uno al Senato: primo PM non comunista in Europa orientale in quarantanni I giochi ad informazione incompleta evidenziano il ruolo importante che le informazioni e le credenze hanno in politica. Una ulteriore implicazione: gli attori politici saranno incentivati ad intraprendere azioni che influenzano le credenze di altri attori. e.g. nel preambolo del gioco, unopposizione democratica forte eviter azioni che segnalerebbero la sua forza ai riformisti Abbiamo ipotizzato che i riformisti non sapessero con che tipo di opposizione (debole o forte) avessero a che fare. Ma potremmo anche ipotizzare situazioni in cui l'opposizione democratica non sa con che tipo di dittatura (repressiva o liberale) ha a che fare, oppure situazioni in cui sia l'opposizione che la dittatura siano incerti gli uni degli altri. Le fasi della democratizzazione: transizione e consolidamento Elezioni fondative Transizione autoritarismo consolidato autoritarismo fragile democrazia fragile Consolidamento democrazia consolidata

Il consolidamento democratico Nel breve periodo: sopravvivenza del regime elettorale, nel lungo periodo: legittimazione e istituzionalizzazione del gioco democratico. Consenso sulla democrazia come the only game in town(nessun attore significativo ) manifesto nei comportamenti (routinizzazione), negli orientamenti normativi (interiorizzazione) e nelle procedure costituzionali (istituzionalizzazione). Da sostegno strumentale a sostegno intrinseco. Democratizzazione o ibridizzazione? transizione e consolidamento: un paradigma teleologico? esiti terza ondata: riforme reali, riforme parziali, riforme formali, no riforme ondata di democratizzazione, ma anche di ibridizzazione: nuovi tipi di regimi Tre idee diverse, terminologie e strategie di analisi in base a sovrapposizione / distanza dei regimi riformati rispetto ad una democrazia minima: a) democrazie difettive (con aggettivi): lacune da identificare e qualificare, ad es. democrazia delegata, democrazia illiberale, democrazia clientelare, ecc. b) regimi ibridi (zona grigia): stabilizzazione di regimi misti, alternativi alla democrazia, ad es. regimi ibridi, semiautoritari, semi-democratici, autoritarismi competitivi, ecc. c) autoritarismi elettorali: non democratici, uso autoritario delle elezioni, ad es. pseudodemocrazie, democrazie di facciata, dittature mascherate, ecc. Come emergono gli autoritarismi competitivi? Fenomeno successivo alla Guerra fredda: da 10 (1985) a 36 (1995)

Risulta da cambiamenti che hanno aumentato i costi dellautoritarismo e creato incentivi per ladozione del multipartitismo: 1) fine del sostegno delle superpotenze per le dittature 2) fine delle alternative e diffusione/promozione del modello liberal-democratico MA pressioni selettive e superficiali: democratizzazione non inevitabile,liberalizzazione parziale si spesso dimostrata sufficiente (il nuovo standard era lelettoralismo, non la democrazia, Levitsky Way) Autoritarismo competitivo: competitivo ( faade democracy: le opposizioni potrebbero vincere) ma handicap autoritari allopposizione (i.e. non democratico: elezioni spesso non libere e quasi sempre scorrette) competizione reale ma iniqua.

Capitolo 9
Gli argomenti teorici che cercando di collegare il tipo di regime con la crescita economica si concentrano su tre fattori: diritti di propriet, incentivi ai cittadini rivolti al consumo anzich allinvestimento e autonomia dittatoriale. Diritti di propriet Le democrazie godono di livelli di crescita economica pi elevati delle dittature pech sono basate su uno stato di diritto e tutelano i diritti di propriet. La democrazie pone dei limiti alla possibilit che i regimi applichino confische arbitrarie di propriet private. La democrazie incoraggi gli investimenti e quindi lo sviluppo. La democrazia contribuisce a garantire lo stato di diritto, che a sua volta contribuisce ad assicurare diritti di propriet stabili che incoraggiano gli investimenti promotori della crescita. Levidenza empirica debole. Barro constata che lo stato di diritto incoraggia in modo significativo la crescita economica quando esami i dati di circa 100 paesi tra il 1960 e il 1995. Dato che esiste una simile relazione tra stato di diritto e percentuale di investimenti sul prodotto interno lordo, ne deduce che uno dei modi in cui un miglior stato di diritto promuove la crescita incoraggiando gli investimenti. Nei dati analizzati risulta che alcuni paesi hanno un punteggio alto in un indice dello stato di diritto, ma uno basso in un indice dei diritti elettorali (democrazia). Solitamente sono paesi governati da dittatori che sostengono i diritti di propriet e un sistema legale affidabile (le leggi vengono applicate in modo regolare, ma non necessariamente in modo equo e giusto). Gli investitori, si preoccupano pi dellaffidabilit che dellequit. Questo perch leggi affidabili, giuste o meno, permettono loro di fare previsioni attendibili sulle possibilit di ottenere un ritorno dai loro investimenti. Allestremo opposto ci sono paesi che hanno punteggio elevato nellindice dei diritti elettorali, ma basso nellindice dello stato di diritto. Questi paesi sono caratterizzati da forme di competizione elettorale piuttosto avanzate, ma la tutela legale dei diritti di propriet in gran parte assente. Il fallimento dello stato di diritto e della tutela dei diritti di propriet si presentano sia nelle democrazie che nelle dittature. Lindice dei diritti elettorali non predice lindice dello stato di diritto e promuovere la democrazie in quando favorisce la crescita economica suona bene ma falso. Lesatta relazione tra democrazie e crescita economica rimane comunque una questione contesa. Un motivo per cui la democrazie potrebbe fallire nella tutela dei dritti di propriet pu essere dedotto dal modello sulla dimensione della spesa pubblica cio il modello Meltzer-Richard (MR). Ognuno paga una quota t del proprio reddito in tasse il governo divide il gettito fiscale in parti uguali tra tutti i membri della societ chiunque abbia un reddito superiore alla media un

contribuente netto al sistema fiscale, chiunque abbia un reddito inferiore alla media un beneficiario netto i beneficiari netti preferiscono tasse elevate, i contribuenti netti preferiscono tasse basse. Lesatto livello dellaliquota desiderata sar dato dalla distanza tra il loro livello di produttivit e la media sociale. Chi ha un livello di produttivit molto vicino alla media sociale vorr aliquote vicino allo zero, perch si aspetter ben pochi benefici dal sistema fiscale; chi invece ha un livello di produttivit basso vorr tasse alte come coloro che hanno gi abbandonato il mercato del lavoro, perch si aspetter di trarre grandi benefici dal sistema di tassazione e trasferimento di reddito. Assumiamo che le dittature attuino una politica fiscale a favore dei ricchi e le democrazie in cui una parte pi ampia della popolazione rappresentata ne attuino una a favore dei poveri. Il modello innesca anche la possibilit che i poveri si impossessino di una parte delle propriet dei ricchi tramite il meccanismo della ridistribuzione. Un passaggio da dittatura a democrazia porter a tasse pi alte e una ridistribuzione della ricchezza dai ricchi ai poveri. Date le imposte pi elevate nelle democrazie, i ricchi sono meno propensi ad investire e quindi la crescita economica rallenter. Due critiche al modello MR: a) la partecipazione politica direttamente proporzionale al reddito: i poveri votano/partecipano meno dei ricchi, l'aliquota fiscale in una democrazia non sar molto pi alta che in una dittatura b) dipendenza strutturale dello stato dal capitale (teoria marxista): i capitalisti hanno un potere di veto sulle politiche statali poich la mancanza di adeguati investimenti crea problemi ai governanti. Si inserisce qui il modello di Przeworski . il modello inizia con un sistema economico composto da due gruppi: uno dei due (P) deriva il proprio reddito dal profitto (capitalisti); laltro (w) dal salario (salariati). Per ogni livello di sviluppo tecnologico nelle societ, esiste un livello massimo di produzione che leconomica pu raggiungere. Potremmo pensare che i frutti di questa produzione possano venire divisi tra i due gruppi in modi diversi. Il punto M indica che chi vive di profitto ricever una parte maggiore del massimo rendimento sociale rispetto a chi vive di reddito, in linea con la gran parte dellesperienza storica. Gli individuo possono sempre scegliere come allocare le proprie risorse. Chi vive di profitto mette sempre a confronto quello che potrebbe ottenere investendo il capitale con la soddisfazione che potrebbe trarne semplicemente consumandolo. Chi vive di salario, invece, confronta quello che potrebbe ottenere da unora di lavoro extra con il valore che d a unora extra di tempo libero. Se uno dei due gruppi riceve meno dellintero investimento fatto in capitale o in lavoro allora chi vive di profitto comincer a consumare di pi del proprio capitale, anzich investirlo, e chi vive di salario comincer a prendersi pi tempo libero anzich a lavorare. Come risultato, le risorse della societ saranno sottoutilizzate e ci sar un declino del rendimento sociale al di sotto delle possibilit tecnologiche. Si parla quindi della frontiera delle possibilit del capitalismo. Concludendo, la produzione di uneconomia capitalista sar sempre al di sotto delle possibilit tecnologiche, a meno che chi gode i profitti e chi guadagna i salari non dividano tra loro il rendimento sociale nel modo indicato dal punto M. La teoria della dipendenza strutturale dello stato dal capitale sostiene che i capitalisti hanno un potere di veto nei confronti delle politiche statali in quanto la mancanza di investimenti a livelli adeguati pu creare gravi problemi ai dirigenti dello stato. La democrazia potrebbe non essere cos negativa per investimenti e crescita come suggerito dal modello MR. Consumo vs investimento La democrazia incoraggia i lavoratori a consumare immediatamente le loro risorse anzich investirle. I poveri sono pi propensi a consumare che a investire perch non possono permettersi di distogliere il loro reddito dai consumi immediati e investirlo per il futuro. Quando i lavoratori possono organizzarsi in partiti politici o in sindacati hanno la possibilit di far salire i salari, riducendo cos i profitti dei capitalisti e di conseguenza linvestimento complessivo. In una dittatura, se il dittatore guarda al futuro pu obbligare la popolazione a risparmiare e favorire la crescita economica. Anche questo argomento non riesce a fornire una previsione chiara che ci dica se siano le democrazie o le dittature a produrre una maggiore crescita economica.

Autonomia da interessi particolari I leader democratici sono pi soggetti alle pressioni dei gruppi dinteresse perch possono facilmente perdere le loro cariche elettive senza il sostegno politico e finanziario di questi gruppi. i dittatori sono pi autonomi da tali pressioni ma due tesi opposte circa gli effetti di tale autonomia: a) positivi: lautonomia dai gruppi un bene per la crescita economica. Il dittatore autonomo non ha bisogno di spendere in modo inefficiente per soddisfare le domande dei diversi gruppi sociali b) negativi: lautonomia dai gruppi un male per la crescita economica il dittatore autonomo agir in modo predatorio perch non c' nessuno ad imporgli dei limiti, e le elite economiche non investiranno. Evidenza empirica degli effetti della democrazie sulle prestazioni dei governi Gli argomenti teorici causali non sono del tutto convincenti E levidenza empirica? Diverse teorie sul tipo di regime suggeriscono che le democrazie siano migliori delle dittature nel promuovere il benessere materiale dei loro cittadini, specie nei confronti dei pi poveri. Una prima idea che, in una d., il voto dei poveri pu far decadere dal loro incarico i leader politici se non attuano politiche tese a migliorare la loro situazione. Ne risulta che i leader democratici sono incentivati ad aiutare i poveri. Una seconda idea ha a che vedere con il fatto che generalmente i regimi democratici sono caratterizzati da una maggiore libert di stampa rispetto alle dittature. Questo significa che pi probabile che i governi democratici siano consapevoli dei gravi problemi che si trovano ad affrontare soprattutto i poveri. la terza idea che i leader democratici forniscono pi beni pubblici e maggiore ridistribuzione della ricchezza dai ricchi ai poveri di quanto non facciano i dittatori. Levidenza empirica suggerisce che non sappiamo realmente se, come o perch il tipo di regime influenzi la crescita economica o una serie di altri risultati politici ritenuti generalmente importanti per garantire una buona qualit di vita. In realt le istituzioni politiche hanno un gran peso nel determinare la qualit della performance che un governo incentivato a produrre. I risultati di 18 studi diversi (in Przeworski Limongi 1993): 8 risultati: i regimi autoritari sono cresciuti pi velocemente 8 risultati: i regimi democratici sono cresciuti pi velocemente 5 risultati: il tipo di regime non ha alcun effetto In definitiva, non sappiamo se la democrazia favorisca o ostacoli la crescita economica. . . . sospettiamo che la politica sia importante, ma i regimi non colgono le differenze rilevanti. Sembrerebbe non esserci alcuna forte relazione tra democrazia e benessere materiale Tuttavia, i dati appaiono triangolari: sebbene raramente la performance delle democrazie sia scarsa, spesso non migliore di quella di un certo numero di dittature la performance delle democrazie migliore di alcune dittature, ma non di tutte. La Teoria del Selettorato Assunto: tutti i leader politici sono motivati dal desiderio di conquistare e mantenere cariche politiche. C sempre competizione politica: che si osservi competizione o meno, qualcuno sfida sempre un leader politico in carica la natura competitiva della politica costringe i leader politici a comportarsi, come minimo, come se desiderassero conquistare e mantenere cariche politiche (anche quando hanno altri obiettivi). Se tutti i leader hanno gli stessi obiettivi (indotti) di conquista e mantenimento del potere, ci si potrebbe attendere che tutti cerchino di ottenere buoni risultati economici. Invece c varianza nei risultati: alcuni producono buoni risultati economici, altri no; alcuni forniscono beni pubblici, altri no; alcuni sono cleptocrati o corrotti, altri no; alcuni attuano politiche che portano pace e prosperit, altri guerra e miseria. Una buona performance economica non si traduce necessariamente in longevit al potere. BDM S forniscono una lista dei primi 25 leader (1955- 2002)migliori per quanto riguarda il raggiungimento di pace e prosperit e, per lo stesso periodo, una lista di 25 leader migliori in termini di durata. Le buone performance conducono a una breve durata al potere. La teoria del selettorato

Alcuni ambienti istituzionali in cui i leader lottano per stare in carica li incoraggiano a comportarsi in modo benefico per la societ, mentre altri ambienti a comportarsi in un modo che beneficia solo se stessi e pochi altri. Ogni paese ha un insieme basilare di istituzioni o di regole che governano le interazioni tra i cittadini residenti entro i confini del paese stesso. Tra queste ci sono le regole che definiscono chi non ha diritto di suffragio, chi fa parte del selettorato e chi fa parte della coalizione vincente. I non aventi diritto di suffragio sono tutti quei residenti che non possiedono il diritto legale di partecipare alla scelta del governo. Due dimensioni istituzionali a) dimensione del selettorato (S): l'insieme di persone che possono partecipare alla scelta del leader. Il selettorato non corrisponde sempre allelettorato. In alcune forme di dittatura, il selettorato piuttosto ridotto o piuttosto ampio. In una d. comprende tutti quelli che hanno diritto di voto. b) dimensione della coalizione vincente (V): le persone il cui appoggio necessario perch il leader rimanga al potere. Se il leader non capace di conservare la lealt della sua coalizione vincente, perder la sua posizione a favore di un avversario. Nelle democrazie la coalizione vincente sempre piuttosto ampia e comprende gli elettori necessari a eleggere il candidato o il governo vincente. La coalizione vincente in una dittatura quasi sempre ristretta. Lelemento che distingue dittature da democrazie V: tutte le dittature hanno coalizioni vincenti ridotte, tutte le democrazie hanno coalizioni vincenti ampie. Lelemento che distingue tra tipi di dittature S: dittature con elezioni manipolate hanno un selettorato ampio, dittature di giunte o monarchie (non parlamentari) hanno un selettorato pi ridotto. E estremamente difficile misurare le dimensioni della coalizione vincente e del selettorato di un paesi nel mondo reale. Secondo la teoria del selettorato per rimanere al potere i leader distribuiscono una combinazione di: beni pubblici (e.g. infrastrutture, istruzione, ecc.) di cui beneficiano tutti beni privati di cui beneficiano i membri della coalizione vincente (V) I leader devono anche scegliere unaliquota fiscale: determina quanto possono distribuire in beni pubblici e privati, nonch il residuo da trattenere per se stessi. A seconda dellaliquota scelta, i cittadini decideranno come investire il loro tempo tra attivit economicamente produttive e tempo libero. Nello stesso momento in cui il leader in carica decide laliquota fiscale e annuncia la propria offerta di beni pubblici e privati, anche uno sfidante offre al selettorato una combinazione di beni pubblici, beni privati e aliquota fiscale, nel tentativo di mettere insieme unaltra coalizione vincente. La dimensione della coalizione vincente (V) influenza il modo in cui i leader distribuiscono beni pubblici e privati. Il problema di fondo quindi evitare la defezione dei membri della coalizione vincente. Quando V piccola, i leader preferiscono fornire beni privati, quando V grande, i leader preferiscono fornire beni pubblici. V/S genera una regola della lealt: a) quando V/S piccolo, i membri di V saranno estremamente fedeli (e.g. dittature con elezioni manipolate) b) quando V/S grande, i membri di V saranno meno fedeli (e.g. democrazie e monarchie / giunte militari). La forza della regola della lealt determinata dal rapporto v/s, che stabilisce la probabilit che ha un membro del selettorato di far parte della coalizione vincente. La presenza o assenza di una forte regola della lealt ha importanti implicazioni sulle prestazioni dei leader in carica. I leader politici di sistemi con v/s piccolo e forte lealt hanno maggiori opportunit di dar vita e cleptocrazie e corruzione rispetto ai leader con v/s grande e lealt debole. La cleptocrazia si ha quando la corruzione organizzata dai leader politici allo scopo di arricchirsi personalmente. Un leader resta in carica finch mantiene la lealt della coalizione V anche un ipotetico sfidante offrir una combinazione di beni pubblici e privati al selettorato, cercando di costruire/ottenere il sostegno di una coalizione vincente. Un membro di V insoddisfatto valuta costi e benefici della defezione: non ha garanzie di far parte della coalizione vincente del prossimo leader e rischia quindi di perdere laccesso a beni privati. Il rischio dato dal rapporto V/S: la probabilit che un membro del selettorato sia nella coalizione vincente (futura).

La forte lealt che incoraggia i leader di sistemi con v/s piccoli a darsi alla cleptocrazie fa s che in genere gli stessi leader siano poco incentivati a produrre buone politiche pubbliche. I membri della coalizione vincente in questi paesi sono leali perch il leader fornisce loro pi beni privati di quanti potrebbe fornire qualsiasi sfidante e temono di venire tagliati fuori dalla coalizione del prossimo leader se scelgono la defezione. Ne consegue che finch i membri della coalizione vincente ricevono sufficienti bustarelle, non si preoccupano pi di tanto del benessere materiale dei cittadini. Essi riconosco che, per mantenere il potere devono accontentare i loro sostenitori con beni privati. Se la lealt bassa (i.e. V/S grande), i leader devono investire molto nellaccontentare i membri di V, aumentando le risorse a disposizione attraverso una riduzione della propria predazione e una migliore performance economica. La performance del governo dovrebbe migliorare in sistemi politici dove v/s grande piuttosto che in sistemi dove v/s piccolo. La dimensione della coalizione vincente Tutti i leader preferiscono acquistare il sostegno della coalizione vincente utilizzando beni privati anzich beni pubblici. Un leader in carica sempre in grado di sconfiggere uno sfidante se la competizione limitata alla distribuzione di beni privati. Gli sfidanti non possono garantire in modo credibile di far entrare aspiranti defezionisti nella propria coalizione vincente. Tuttavia, gli sfidanti cercano di sconfiggere i leader in carica mettendo laccento sulla promesse di beni pubblici. Questo non aiuta a spiegare perch gli stessi sfidanti, una volta al potere, mantengono spesso lo stato di corruzione preesistente e fanno ben poco per aumentare la fornitura di beni pubblici. Anche se tutti i leader in carica preferiscono servirsi di beni privati per conservare la lealt della coalizione vincente, non sempre questo possibile. Molto dipende dalle dimensione della coalizione vincente: man mano che aumenta, la quota di beni privati che va a ogni membro diminuisce. Le competizioni politiche in paesi democratiche vertono su beni pubblici, perch i leader democratici non hanno abbastanza risorse per comprare con beni privati tutte le persone di cui hanno bisogno per vincere unelezione. Quando V e V/S sono di piccole dimensioni, ci saranno politiche scadenti: i leader hanno pochi inventivi a occuparsi dello stato delleconomica nazionale o del benessere materiale dei cittadini. Lunico fattore che trattiene questi leader da uattivit predatoria eccessiva il rischio che i cittadini si rifiutino di lavorare e che non ci sia pi niente da depredare. quando V piccolo, ma V/S grande, ci saranno politiche mediocri. quando V e V/S sono di grandi dimensioni, ci saranno politiche buone: crescita economica. I leader preferiscono sistemi politici con V e V/S piccoli I membri di V preferiscono sistemi politici con V piccolo e V/S grande I membri di S e i residenti preferiscono sistemi politici con V e V/S grandi Aspettative teoriche (fig. 9.7) coerenti con levidenza empirica (fig.9.4) che mostra che le democrazie generano risultati complessivamente buoni, mentre le dittature producono risultati pi eterogenee. La istituzioni politiche hanno effetto sulle politiche pubbliche ritenute universalmente importanti per il benessere materiale dei cittadini in tutto il mondo.

Capitolo 10
Etica consequenzialista: le istituzioni producono buoni risultati. Etica deontologica: valutano le istituzioni senza prendere in considerazione i risultati che producono, si chiedono se le istituzioni siano intrinsecamente buone, eque o giuste. Il problema della decisione collettiva In presenza di due sole opzioni, la regola della maggioranza non presenta problemi. MA se ci sono pi di due opzioni? Tre attori razionali compongono un gruppo che sembra essere incapace di prendere una decisione razionale per il gruppo nel suo complesso. Un attore razionale se, rispetto ad un insieme di esiti, possiede un ordinamento di preferenze completo e transitivo. Un attore ha un ordinamento di preferenze completo

se pu confrontare ogni coppia di elementi (che chiameremo x e y) in un insieme di risultati in uno dei seguenti modi: lattore preferisce x a y, preferisce y a x, o indifferente tra i due. Un attore ha un ordinamento di preferenze transitivo se, per qualsiasi x, y, e z nellinsieme di risultati, si d il caso che se x debolmente preferito a y e y debolmente preferito a z, allora x deve essere debolmente preferito a z. Paradosso di Condorcet: un insieme di individui con preferenze razionali non ha necessariamente preferenze razionali quando agisce come collettivit/gruppo. La razionalit individuale non sufficiente per assicurare la razionalit collettiva. Individui razionali hanno ordinamenti di preferenze completi e transitivi: indica che x preferito a y dallindividuo i: data una scelta tra x e y, lindividuo sceglierebbe x. Il paradosso di Condorcet: un esempio Un consiglio comunale composto da tre persone deve decidere se: a) incrementare i servizi sociali (I) b) diminuire i servizi sociali (D) c) mantenere i livelli correnti di servizi sociali (C)

Torneo round-robin (o girone allitaliana): pone ogni alternativa in competizione con ogni altra alternativa in un insieme di votazioni a coppie. I consiglieri votano su tutti i possibili confronti a coppia delle alternative, utilizzando la regola della maggioranza: lalternativa che vince il maggior numero di confronti la scelta del gruppo. MA il gruppo non in grado di decidere": ogni alternativa vince uno ed un solo giro. Questo insieme di preferenze, in combinazione con questa procedura, produce maggioranze cicliche (non una maggioranza), ovvero instabilit. Dunque possibile che un insieme di individui razionali formi un gruppo con preferenze intransitive. La razionalit individuale e la regola della maggioranza non garantiscono che unalternativa emerga come un vincitore Condorcet (ovvero unalternativa che batte tutte le altre in una serie di confronti a coppie). Il paradosso di Condorcet chiarisce che restringere il processo decisionale collettivo a insieme di individui razionali non garantisce che il gruppo nel suo complesso mostri tendenze razionali. Lintransitivit a livello collettivo improbabile quando linsieme di opzioni disponibili ridotto, ma praticamente certo che, applicata a una competizione tra coppie di alternative, la regola di maggioranza non riuscir a produrre un risultato stabile quando linsieme di opzioni disponibili diventa cospicuo. E impossibile dire che la maggioranza decise, se non in circostanze molto particolari. Lintransitivit a livello collettivo dovrebbe essere frequente ma, osserviamo una sorprendente stabilit nei processi decisionali collettivi del mondo reale. Quando pi grande il numero dei votanti o, soprattutto, il numero delle alternative tanto pi sono probabili le maggioranze cicliche. Linstabilit della regola della maggioranza Poich molte decisioni in democrazia includono molti votanti" o un gran numero di alternative (e.g. specifica quota di bilancio 0-100% da devolvere a servizi sociali), se le decisioni vengono prese impiegando un torneo round-robin, dovremmo osservare una grande instabilit politica.

Nella realt osserviamo per pi stabilit politica di quanto il paradosso di Condorcet suggerirebbe. Un motivo per cui non osserviamo instabilit che, oltre al torneo round robin, vengono utilizzati meccanismi decisionali alternativi: le istituzioni sono importanti. Prendiamo in esame : 1. il metodo di Borda 2. un agenda setter (colui che definisce lagenda) potente 1) Metodo di Borda Ciascun elettore elenca un ordinamento completo di preferenze e assegna a ogni elemento nellordinamento di preferenze un valore che riflette le proprie preferenze. Vince l'alternativa che raccoglie pi "punti". In questo caso il Metodo di Borda non produce una risposta chiara. Ma immaginiamo una quarta alternativa: Tagli futuri alla fornitura di servizi sociali (FT).

Le modifiche alle regole decisionali adottate da un gruppo possono cambiare la decisione finale. Anche all'interno della stessa regola decisionale (ad esempio, il metodo di Borda), modifiche arbitrarie al processo (ad es. introdurre unalternativa che totalizza meno punti ogni altra e che non una prima scelta per nessuno) possono cambiare il risultato (dallindifferenza ad un ordinamento transitivo) La decisione collettiva risulta influenzata da unalternativa irrilevante: il metodo di Borda NON soddisfa la condizione chiamata indipendenza da alternative irrilevanti (necessaria ad evitare che lintroduzione di una simile alternativa sia semplicemente una strategia politica per cambiare il peso attribuito alle altre alternative e determinare cos la decisione finale). 2) Agenda setter Che cosa succederebbe se uno degli attori avesse il potere di decidere l'ordine in cui si svolgono le votazioni? Imporre unagenda o un ordine del giorno trasforma il processo di voto in un gioco sequenziale. Ritorniamo allesempio delle 3 alternative: a) incrementare (I) b) diminuire (D) c) mantenere i livelli correnti di fornitura di servizi sociali (C) Anche gli ordinamenti di preferenza sono quelli originali. Un agenda un piano che determina l'ordine in cui si svolgono le votazioni (ovvero lordine del giorno). Se i consiglieri danno un voto sincero (i.e. votano per la loro alternativa maggiormente preferita) allora ciascuno dei possibili confronti a coppie produce un risultato diverso. Un voto strategico quel voto con il quale un individuo non vota a favore della propria opzione preferita, in quanto ritiene che, in questo modo, otterr alla fine un esito migliore rispetto a quello che otterrebbe agendo altrimenti. Gli inventivi per votare strategicamente non sono lunico aspetto che gli studiosi trovano deplorevole rispetto alle agende di voto. Un altro elemento che agende alternative possano produrre esiti molto diversi, anche mantenendo costanti tutte le preferenze degli attori.

MA gli attori strategici pensano al futuro e ragionano a ritroso. Data unagenda del tipo "I vs. D, poi il vincitore contrapposto a C", pensare strategicamente equivale a chiedersi: se I vince nel I turno, cosa succede nel II turno? se D vince al I turno, cosa succede al II turno? In altre parole poich I vince in un confronto I vs. C e C vince in un confronto D vs. C, votare per I al primo turno produce I alla fine, mentre votare per D al primo turno produce C come risultato finale dunque il I turno di voto IN REALT un voto tra il I e C.

Di conseguenza, data unagenda del tipo: Primo turno: I vs. D Secondo turno: Vincitore del 1 turno vs. C 1. Destra e Sinistra formeranno una coalizione al 1 turno a sostegno di I, che vincer (nonostante la maggioranza dei consiglieri abbia una preferenza "sincera" per D) 2. I sconfigger C al secondo turno Esiste unagenda in grado di produrre l'alternativa maggiormente preferita di ogni attore. Lagenda setter (lattore strategico a cui conferito il potere di organizzare l'agenda o ordine del giorno) sceglier quell'agenda che produce la sua alternativa maggiormente preferita come risultato finale. Una ragione per la quale la politica pi stabile di quanto prevede il Paradosso di Condorcet perch viene data, ad uno o pi attori, la possibilit di definire l'agenda. La stabilit viene raggiunta a scapito dell'equit: lagenda setter come un dittatore (viene sempre scelta la sua alternativa preferita). La presenza di unagenda setter NON soddisfa la condizione chiamata non dittatorialit.

Teoria del votante mediano


La funzione di utilit una scala numerica nella quale i numeri pi elevati rappresentano posizioni superiori allinterno dellordinamento di preferenze di un individuo. Indica il grado di soddisfazione di un individuo rispetto alle alternative disponibili. Un ordinamento delle preferenze ad un solo massimo ( single-peaked) caratterizzato da una funzione di utilit che raggiunge il valore massimo in qualche punto e diminuisce quando si allontana da questo punto in entrambe le direzioni. Il teorema del votante mediano afferma che, in una votazione che prevede confronti tra coppie di alternative, condotti con la regola di maggioranza, nessuno alternativa pu sconfiggere quella preferita dal votante mediano: se il numero dei votanti dispari se le preferenze dei votanti sono a un solo massimo rispetto a una singola dimensione politica se i votanti votano sinceramente Quando i votanti sono disposti lungo una sola dimensione sulla base dei loro punti ideali, il votante mediano lindividuo che ha almeno la met di tutti i votanti alla sua destra e almeno la met di tutti i votanti alla sua sinistra. Questo teorema mostra che possiamo evitare le difficolt che abbiamo trovato con il paradosso di Condorcet , quali quelle legate allintransitivit a livello collettivo e alle maggioranze cicliche, se siamo disposti sia a escludere certi ordinamenti di preferenze sia a ridurre lo spazio politico a una sola dimensione.

Ma nella realt lo spazio politico pu essere bidimensionale e produrre maggioranze cicliche. E.g. rappresentanti di tre gruppi sociali (Capitale, Lavoro e Agricoltura) votano su come dividersi le sovvenzioni ogni rappresentante vuole massimizzare le sovvenzioni per il proprio gruppo punti ideali, e.g. Agricoltura vuole assegnare 0% a Lavoro e Capitale perch significa assegnare 100% ad Agricoltura.

Curve di indifferenza: obliqua (per A), verticale (per C), orizzontale (per L). Anche se una pari distribuzione appare equa, ci sono molte altre alternative preferite da una maggioranza di rappresentanti (ad esempio, P1).

Ma se A o L propongono P1, ci sono numerose alternative (ad esempio, P2) che possono batterlo. Fig 10.8 e lo stesso vale per P3, P4, P5, ecc ... fig 10.9

Il teorema del caos


Se ci sono due o pi dimensioni politiche, e tre o pi elettori con preferenze nello spazio politico che votano tutti in modo sincero, allora, tranne in un raro caso di distribuzione di punti ideali, non vi sar alcun vincitore Condorcet. Di conseguenza, chi controlla lordine delle votazioni in grado di determinare il risultato finale. Questo teorema suggerisce che, se non siamo abbastanza fortunati da avere un insieme di attori che non hanno preferenze che conducono a maggioranze cicliche, accadr una delle due cose: il processo decisionale rimarr indeterminato e gli esiti della politica saranno instabili ci sar un attore che avr il potere di determinare lordine delle votazioni in modo tale da produrre lesito che preferisce. In assenza di istituzioni che forniscano a un attore il potere di controllare lagenda nelle circostanze cui si applica il Teorema del Caos, risultati stabili sono ancora meno probabili che nelle circostanze cui si applica il paradosso di Condorcet. Gli insiemi di preferenze che impediscono il verificarsi di maggioranze cicliche in scenari a due o pi dimensioni sono estremamente rari e molto particolari. La lezione importante da trarre dal Teorema del Caos che, se la politica non pu essere ridotta a una sola dimensione, allora c unampia serie di circostanze in cui a) non si avranno esiti stabili b) esiti stabili saranno imposti da qualunque attore controlli lagenda. c) I risultati del Teorema del Caos evidenziano limportanza di studiare gli effetti delle istituzioni politiche allinterno delle quali si compiono scelte collettive. Il teorema di Arrow Dimostra che impossibile progettare qualsiasi sistema decisionale per aggregare le preferenze di un insieme di individui che possa garantire la produzione di un risultato razionale e soddisfare quello che egli ha ritenuto essere uno standard minimo di equit. Per condizioni minime si intende che violazioni di tali condizioni di equit avrebbero condotto a una procedura ingiusta in modo a tutti evidente. Ecco 4 condizioni di equit che tutti i processi decisionali devono soddisfare:

1. non dittatorialit (D): non ci deve essere nessun individuo che determini completamento lesito del processo decisionale collettivo senza tenere conto delle preferenze degli altri membri del gruppo. Un meccanismo che consente a un singolo individuo di determinare gli esiti collettivi per tutti gli altri intrinsecamente ingiusto. 2. ammissibilit universale (U): qualsiasi regola decisionale equa deve funzionare con qualsiasi insieme logicamente possibile di ordinamenti di preferenze individuali. Arrow ritiene inopportuno escludere dai processi decisionali collettivi alcuni individui semplicemente sulla base delle loro tipologie di preferenze. 3. indipendenza da alternative irrilevanti (I): quando i gruppi scelgono tra un sottoinsieme di alternative, la scelta del gruppo dovrebbe essere influenzata soltanto dal modo in cui tali alternative sono ordinate e non dal modo in cui sono ordinate alternative irrilevanti e che non appartengono al sottoinsieme. 4. unanimit (o ottimalit paretiana) (P) [se tutti preferiscono X a Y, il gruppo non deve scegliere Y quando X disponibile]. La teoria di Arrow dimostra che, se desideriamo garantire la transitivit a livello collettivo e esiti stabili, ogni processo decisionale deve sacrificare almeno una delle condizioni di Arrow. C' una tensione tra stabilit, equit e libert degli attori di formare le proprie preferenze (e.g. ammissibilit). Se si desidera la stabilit, necessario: imporre delle restrizioni alle preferenze oppure ... imporre dei limiti su chi autorizzato a presentare proposte (agenda) oppure ... La variet di democrazie se le democrazie mirano a soddisfare le condizioni di equit di Arrow, allora in democrazia c' una tensione tra equit e "razionalit"/"transitivit di gruppo". in effetti, ci sono molti modi diversi di organizzare una democrazia e la grande variet di democrazie pu essere pensata come tentativi alternativi di gestire le tensione tra l'equit e risolutezza decisionale che deve affrontare qualsiasi meccanismo decisionale di gruppo.

Capitolo 11
Il governo composto dal capo politico dellesecutivo e dai ministri che dirigono i vari dipartimenti del governo. Nelle democrazie in cui vige la responsabilit legislativa, i legislativi possono destituire i governi con uno voto di sfiducia. La responsabilit legislativa implica che una maggioranza legislativa abbia il potere costituzionale di destituire il governo dal suo incarico senza giusta causa. Nelle democrazie in cui vige la responsabilit legislativa, il meccanismo al quale il legislativa pu ricorrere per destituire un governo chiamato voto di sfiducia. Se una maggioranza di legislatori vota contro il governo, allora il governo deve rassegnare le dimissioni. Alcuni paesi adottano una versione leggermente diversa, chiamata voto di sfiducia costruttivo. Esso richiede che quelli che si oppongono al governo indichino anche chi dovrebbe sostituire il governo, se quello in carica perde. Questa procedura tende a ridurre linstabilit del governo. Esistono anche i voti di fiducia. Essi sono proposti dai governi, mentre i voti di sfiducia sono proposti dal legislativo. Questo perch se un governo incerto circa la propria capacit di ottenere un adeguato sostegno legislativo per far approvare una qualche legge, pu decidere di trasformare il voto su questa legge in un voto sulla sopravvivenza del governo stesso. I governi possono usare i voti di fiducia nel tentativo di unire un partito diviso o per umiliare i critici che disapprovano il governo pubblicamente, ma che, in realt, non sono disposti a votare per farlo cadere. I presidenti possono essere eletti direttamente se gli elettori votano per il candidato che desiderano eleggere; o eletti indirettamente se gli elettori votano per eleggere unassemblea il cui compito consiste

nelleleggere un presidente.

I governi sono responsabili di fronte a un presidente in modo diretto, se il presidente pu sciogliere, in modo unilaterale, il governo nella sua interezza o destituire un ministro alla volta. Sono responsabili di fronte al presidente in modo indiretto, se il presidente pu destituire il governo sciogliendo il legislativo. democrazia parlamentare: la sopravvivenza del governo dipende solo da una maggioranza legislativa democrazia presidenziale: la sopravvivenza del governo non dipende da una maggioranza legislativa democrazia mista (o semipresidenziale): la sopravvivenza del governo dipende da una maggioranza legislativa e da un presidente eletto in modo indipendente.

Democrazie parlamentari
Governi parlamentari governo/esecutivo: un primo ministro (capo del governo) e un gabinetto (cabinet) composto da ministri che dirigono i vari dipartimenti/ministeri del governo. Il primo ministro il capo politico dellesecutivo e leader del governo. La posizione del primo ministro indicata con diversi titolo nei vari paesi. Il gabinetto composto dai ministri, il cui compito consiste nel partecipare al gabinetto stesso e nel dirigere uno dei ari dipartimenti del governo. Il dipartimento del quale il ministro a capo definito come il portafoglio del ministro. Ogni ministro direttamente responsabile nei confronti del governo per ci che accade nel suo dipartimento. Si parla di responsabilit ministeriale. C anche la responsabilit collegiale del gabinetto: i ministri devono sostenere pubblicamente le decisioni collettive del gabinetto (o dimettersi). Formazione del governo Un governo necessita della fiducia del legislativo i.e. di una maggioranza legislativa sia per ottenere che per rimanere al potere. Un voto di investitura un voto formale allinterno del legislativo per determinare se un governo proposto possa entrare in carica. Nuovi governi si formano in due circostanze: dopo nuove elezioni oppure, tra due elezioni, a seguito delle dimissioni/sfiducia del governo in carica. Il capo dello stato presiede il processo di formazione del governo, ma svolge un ruolo pi o meno attivo: in alcuni paesi, coinvolto semplicemente nel giuramento del governo altrove designa un formatore (oppure un informatore che a sua volta sceglie un formatore) per avviare il processo di formazione del governo. Linformatore qualcuno che si suppone non abbia ambizioni politiche personali e il cui compito consiste nellindividuare coalizioni politicamente fattibili e nel raccomandare persone che sarebbero buoni formatori. Il formatore in genere il primo ministro designato e il leader del partito con la maggioranza dei seggi. Il primo ministro/formatore ha facolt di indicare i membri del governo: nei governi monopartito, il primo ministro ha enormi poteri discrezionali nei governi di coalizione, il primo ministro ha poteri pi limitati. Voto di investitura (e.g. fiducia in Italia): voto formale per determinare se un governo proposto pu entrare in carica. In alcuni paesi non occorre (e.g. UK): il capo dello stato nomina direttamente il gabinetto in modo ufficiale. MA a sempre necessario il sostegno implicito di una maggioranza. Una volta che si formato il governo, il sostegno di una maggioranza legislativa pu essere o non essere dimostrato attraverso un voto formale di investitura. Se il voto di investitura fallisce, allora il processo di formazione del governo comincia da capo. Se il voto di investitura da esito positivo, allora il capo di stato nomina il gabinetto proposto dal formatore. A questo punto, il governo libero di governare fino a quando sconfitto in un voto di sfiducia o fino a quando necessaria una nuova elezione. Se il governo sconfitto in un voto di sfiducia o sono indette nuove elezioni, allora il governo al potere resta in carica per amministrare il paese come governo ad interim o provvisorio. Esso governa nel periodo di transizione fino alla formazione di un nuovo governo. Gli scienziati politici dividono i politici in due categorie:

quelli che sono a caccia di cariche: mira ai benefici intrinseci della carica quelli che sono interessati alle cariche: mira a influenzare le politiche

HP1: Office-seeking politicians Implicazioni della logica office-seeking: un formatore pu ottenere il sostegno di altri partiti al governo semplicemente offrendo posizioni ministeriali. Legge di Gamson (regola della proporzionalit): i portafogli ministeriali sono distribuiti tra i partiti di governo in maniera strettamente proporzionale al numero di seggi con cui contribuiscono alla maggioranza legislativa. I partiti che entrano in un governo non vogliono altri partner oltre a quelli strettamente necessari alla formazione di una maggioranza legislativa. Si former una coalizione minima vincente (CMV): senza partiti che non siano necessari a controllare una maggioranza legislativa si sceglier la CMV minore: la CMV con il pi basso numero di seggi in eccesso. HP2: Policy-seeking politicians Un formatore pu ottenere che altri partiti entrino nel governo semplicemente offrendo concessioni politiche probabilmente dovr offrire maggiori concessioni politiche ai partiti pi grandi rispetto a quelli pi piccoli. Non potr attuare la sua politica ideale, ma una politica di coalizione situata tra i punti ideali di tutti i suoi partner della coalizione. Per minimizzare il costo delle concessioni, preferir coalizioni con i partiti situati vicino al suo punto ideale. Si former una coalizione connessa: i partiti della coalizione si trovano luno direttamente accanto all'altro nello spazio politico. Si sceglier la CMV minore connessa, ovvero quella che, coalizzando partiti vicini, raccoglie solo i seggi strettamente necessari. In realt, probabile che la competizione politica obblighi i politici ad agire come se fossero interessati a entrambe: difficile vincere le elezioni dicendosi non interessati alle politiche pubbliche, ed difficile attuare politiche a cui si interessati senza preoccuparsi di ottenere le cariche necessarie. Un governo deve essere sostenuto da una maggioranza legislativa, ma levidenza empirica mostra che spesso si formano altri tipi di governo. Un governo di minoranza un governo in cui il partito o i partiti al potere non dispongono esplicitamente di una maggioranza dei seggi legislativi. Questi governi possono essere governi di minoranza a partito unico o a colazione di minoranza. Un governo di minoranza pu esistere solo finch lopposizione decide di non farlo cadere. Per molto tempo i governi di minoranza furono considerati unanomalia antidemocratica e infelice. Strm sostenne che nei regimi parlamentari, i governi di minoranza dovrebbero essere considerati un esito normale e democratico della competizione partitica. Egli mise in luce la frequenza con cui i governi di minoranza di formavano nelle democrazie dellEuropa occidentale e la relativa stabilit che caratterizzava questi gabinetti. Compongono l1/3 di tutti i governi in Europa occidentale e sono particolarmente frequenti in alcuni paesi (Danimarca 82%, Svezia 81%, Norvegia 65%). Quando/perch si sviluppano i governi di minoranza? Ipotesi della forza dellopposizione: governi di minoranza sono pi probabili quando l'opposizione forte (situazione a sua volta favorita da un sistema di commissioni parlamentari forti). Quanto pi potente il sistema delle commissioni, tanto maggiore linfluenza dellopposizione e tanto minore lincentivo per i partiti di opposizione di entrare nel governo, perch possono influenzare le politiche senza essere effettivamente nel gabinetto. i governi di minoranza sono pi probabili quando la struttura dei gruppi di interesse corporativa piuttosto che pluralista. Luebbert sostiene che i governi di minoranza siano pi probabili nei paesi in cui i partiti non governativi possono esercitare una forte influenza sulle politiche. La capacit dei gruppi di opposizione di influenzare le politiche dipende dal fatto che, in un paese, le relazioni tra i gruppo di interesse siano corporative o pluraliste. Un paese pluralista un paese in cui i gruppi di interesse competono nel mercato politico al di fuori del processo formale di formazione delle politiche. Un paese corporativo un paese in cui i principali attori sociali ed economici hanno un ruolo istituzionale formale nel processo di formazione delle politiche. In questi paesi, i gruppi di interesse sono organizzati in associazioni nazionali, specializzate, gerarchiche e monopolistiche che contrattano tra loto e con il governo per elaborare politiche pubbliche.

Il corporativismo una modalit di rappresentanza extra-parlamentare che costringe i governi a collaborare con grandi attori sociali ed economici: a questi gruppi non occorre essere rappresentati nel governo per influenzarne le politiche. Le opposizioni possono influenzare le politiche senza entrare nel governo. governi di minoranza sono meno probabili quando necessario un voto di investitura formale perch i potenziali governi di minoranza incontrano un ostacolo maggiore per ottenere lincarico rispetto a quanto accade nei paesi in cui non richiesto alcun voto di investitura. Obbliga i partiti dopposizione a sostenere apertamente un governo di minoranza, che per essi probabilmente meno accettabile di un sostegno tacito. governi di minoranza sono pi probabili quando c' un partitoforte. Un governo di minoranza in grado di stare al potere se i partiti di opposizione non riescono a raggiungere un accordo su chi lo sostituisca. Partiti "forti" = partiti di centro relativamente grandi che hanno partiti di opposizione su entrambi i loro lati sono spesso in grado di formare un governo di minoranza. Levidenza empirica a sostegno delle affermazioni di Luebbert e di Strm, in base alle quali i paesi con alti livelli di corporativismo e di forza dellopposizione hanno maggiori probabilit di avere governi di minoranza. Inoltre, i governi di minoranza sono meno probabili quando previsto il voto di investitura. Un governo a maggioranza sovradimensionata: pi partiti del necessario per controllare una maggioranza legislativa. Sono relativamente frequenti: ca. 20% dei governi in Europa occidentale, particolarmente in alcuni paesi: ca. 50% in Olanda e Italia. I governi a maggioranza sovradimensionata sono pi frequenti durante periodi di crisi economica, politica o militare. Di solito vengono indicati come governi di unit nazionale dopo IIGM (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Olanda). Lidea che mettendo insieme i partiti che coprono tutto lo spettro ideologico e dando loro un motivo per essere coinvolti nel sistema politico esistente sia possibile superare una crisi che affligga il paese. Anche se spesso godono di un forte sostegno popolare, questo particolare tipo di governo tende a essere di breve durata. I partiti politici che non sono tenuti a sostenere una maggioranza legislativa sono spesso rapidamente spinti verso lopposizione. Il motivo che il desiderio dei politici di godere del maggior numero possibile di cariche e di influenzare il pi possibile le politiche pubbliche prevale sul desiderio degli elettori che i partiti lavorino insieme per salvare un paese da qualunque cosa lo minacci. I governi a maggioranza sovradimensionata sono necessari per cambiare la costituzione. Gli emendamenti costituzionali spesso richiedono maggioranze superiori al 50 %: una maggioranza soprannumeraria in questo caso legalmente necessaria, non fuori misura. I governi di maggioranza sovradimensionata dovuti a ragioni strategiche tra i partner della coalizione o tra gli attori allinterno dei partiti. Se una coalizione minima vincente entra in carica, qualunque partito del gabinetto pu far cadere il governo semplicemente rassegnando le dimissioni. Questa situazione comporta la possibilit di ricatto da parte di un singolo partito insoddisfatto. Per prevenire questo scenario, i partiti maggiori della coalizione possono decidere di formare una coalizione a maggioranza soprannumeraria, in modo tale che il governo non cada se un singolo partito decide di rassegnare le dimissioni. Le coalizioni pre-elettorali Coalizione di governo: si forma dopo unelezione Coalizione pre-elettorale si forma prima delle elezioni: un insieme di partiti che non competono da soli nelle elezioni risultano anche da processo di contrattazione su cariche e politiche piuttosto frequenti. Essa influenza i risultati delle elezioni, ha un forte impatto sul processo di formazione del governo e ha implicazioni normative e politiche significative. Esse accettano pubblicamente di coordinare le loro campagne, potrebbero aiutare a conquistare voti e/o seggi, aiutano i partiti ad entrare nel governo. Le coalizioni pre-elettorali possono assumere diverse forme. 1) Gli accordi tra i partiti sulle candidature rappresentano un livello alto di coordinazione elettorale, perch i partiti concordano di

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5)

presentare un candidato di coalizione in ogni collegio, piuttosto che un candidato per ogni partito. Gli accordi sulle candidature sono una tipica forma di coordinazione elettorale nei paesi con collegi uninominali. Rappresentano un livello di coordinazione elettorale relativamente alto, perch implicano che i partiti coinvolti accettino ununica lista di candidati di coalizione. Gli elettori possono esprimere due voti a diversi livelli elettorali. In questi paesi, le coalizione elettorali spesso prendono la forma di indicazioni fornite dai leader di partito ai propri sostenitori, indicazioni in base alle quali i sostenitori sono invitati a esprimere un voto per il loro partito e il secondo voto per il loro partner di coalizione. Nei paesi in cui gli elettori possono ordinare le proprie preferenze rispetto i candidati e le preferenze sono trasferibili, le coalizioni elettorali prendono la forma di indicazioni fornite dai leader di partito ai loro sostenitori, indicazioni in base alle quali i sostenitori sono invitati a mettere al primo posto il loro partito e, al secondo posto, il partner di coalizione. Governare insieme in caso di successo alle urne. Lemergere di coalizioni pre-elettorali il risultato di un processo di contrattazione tra i leader di partito. Ci pu richiedere di delineare una piattaforma comune alla coalizione. Ci sono vantaggi elettorali derivanti dal concorrere alle elezioni come coalizione che non sono pi rilevanti nel contesto post-elezioni. Ci particolarmente vero nei paesi con sistemi elettorali non proporzionali che penalizzano i piccoli partiti. Le coalizioni elettorali possono influenzare la probabilit di vittoria elettorale.

I governi basati su coalizioni pre-elettorali sono pi omogenei dal punto di vista ideologico rispetto a coalizioni di governo che non si basano su patti elettorali. Il motivo che probabile che il vincolo di compatibilit ideologica con il quale si confronta le potenziali coalizioni sia pi forte prima delle elezioni piuttosto che dopo. Hanno anche diverse implicazioni normative: limitano contrattazione post-elettorale al di fuori del controllo degli elettori e un governo che potrebbe non rifletterne le preferenze, aiutano gli elettori a identificare le alternative di governo e a esprimere il loro sostegno per una di esse. Esse aumentano anche la trasparenza del processo democratico e forniscono alle coalizioni un andato comparabile a quello dei singoli partiti. Sono una possibile risposta alla critica secondo la quale la qualit della democrazia rappresentativa risulta attenuata nei paesi che utilizzano sistemi elettorali proporzionali perch i governi sono privi di un chiaro mandato da parte degli elettori. Durata dei governi, formazione e sopravvivenza Il processo di formazione del governo pu essere complesso (procedure istituzionali, numero di attori, contrattazione, incertezza informazione, etc.) e per questo lungo. E semplicemente parte integrante della maggiora parte dei sistemi parlamentari che i risultati elettorali, di solito, non determina lidentit del governo. Al contrario, le elezioni sono il preludio di quello che pu essere un periodo piuttosto lungo di negoziati, nei quali i leader di partito contrattano sulla composizione del gabinetto di governo. Ritardi di diversi mesi non sono rari. Una serie di studi mostra che lincertezza relativa al processo di formazione del governo incide sui tassi di cambio dei mercati, sulla volatilit della borsa e sul tipo di azioni nelle quali gli operato finanziari decidono d investire. I ritardi nella formazione del governo hanno conseguenze concrete per molte persone. Alcuni studiosi sostengono che i ritardi sono causati dal clima di incertezza relativa alle preferenze dei soggetti coinvolti nel processo di formazione del governo. Alcuni ritengono che i ritardi sono causati dalla complessit del contesto di contrattazione. Pi complessa la situazione nella quale si svolge la contrattazione, pi la contrattazione lunga. in media, 31,8 giorni in Europa occidentale il ritardo pi lungo: e.g. Belgio 2010-2011 (poi 208 gg. in Olanda) una volta formato, quanto tempo dura? I governi a maggioranza a partito unico durano pi a lungo in media 967 giorni. Le coalizioni minime vincenti durano poco tempo meno, 864 giorni. Entrambi durano in pi rispetto ai governi di minoranza o ai governi a maggioranza soprannumerica. Dipende anche da come misuriamo la durata: sono tutti concordi nel ritenere che un governo finisca se la composizione partitica del

gabinetto cambia, perch un partito lascia la coalizione o perch un nuovo partito si unisce al governo, o perch cambia il primo ministro o perch c stata unelezione generale. La capacit dei governi di scegliere il momento per indire unelezione nota come programmazione endogena delle elezioni. I gabinetti durano pi a lungo se sono governi di maggioranza, se sono governi a partito unico e se il governo presenta una limitata dispersione ideologica tra i partiti che lo compongono. Per quanto riguarda il legislativo, si constatato che la presenza d un maggior numero di partiti nel legislativo comporta una riduzione della durata del governo. Per quanto riguarda le caratteristiche del paesi, alcuni hanno riscontrato che la richiesta di un voto di investitura per il governo ne diminuisce la durata media. I governi possono finire per motivi tecnici (e.g. unelezione obbligata dai termini costituzionali o la morte del primo ministro) o discrezionali (da parte del governo o dell'opposizione, e.g. un voto di sfiducia, elezioni anticipate). Linstabilit di gabinetto non implica instabilit ministeriale. Lesperienza di portafoglio misurata come la quantit media di esperienza in termini di giorni, che i ministri maturano nellambito dello specifico portafoglio ministeriale che detengono. Lesperienza politica misurata come la quantit media di esperienza, in termini di giorni, che i ministri maturano nellambito di qualunque portafoglio ministeriale significativo. La durata del gabinetto non coincide necessariamente con lesperienza politica o lesperienza di portafoglio. Ipotesi di Lowell (1896) sullinstabilit dei governi di coalizione: maggiore il numero di gruppi discordanti che formano la maggioranza, pi arduo soddisfarli tutti e pi debole ed instabile la posizione dellesecutivo. Il timing delle elezioni esogeno (scadenza prefissata, e.g. US) o endogeno (il governo o un altro attore, e.g. capo dello stato, pu scegliere quando indire nuove elezioni, allinterno di una durata massima della legislatura, e.g. UK) Tre diverse teorie per spiegare il timing delle elezioni presupposti comuni: i politici vogliono vincere le elezioni e gli elettori considerano i governi responsabili della passata performance economica a) surfing politico: il governo attende una fase espansiva/le condizioni economiche ottimali per indire elezioni. b) ciclo economico-politico: il governo manipola attivamente l'economia per generare una crescita nel breve periodo e quindi indire nuove elezioni: l'elezione seguita da una recessione economica e l'economia passa quindi attraverso cicli di espansione e recessione. c) segnalazione: il governo informato sui futuri trend economici meglio degli elettori e quindi sceglie di indire nuove elezioni prima di una recessione attesa ma l'atto stesso di indire elezioni anticipate manda un segnale agli elettori che leconomia peggiorer: se gli elettori sono ingenui, hanno la memoria corta, o l'opposizione non preparata, allora il governo pu comunque preferire elezioni anticipate. Governi presidenziali Il governo nelle democrazie presidenziali comprende il presidente (capo dellesecutivo e capo dello stato) e il gabinetto che egli nomina (i.e. il formatore sempre il presidente). Esso non pu essere sfiduciato: la sopravvivenza del governo non dipende da una maggioranza legislativa. Nelle democrazie presidenziali non c alcuna incertezza circa lidentit del formatore, infatti il presidente sempre il formatore e quindi nomina chi vuole al gabinetto. Inoltre, include sempre il partito del presidente, a prescindere dalla sua dimensione legislativa Se il governo non riesce a conquistare l'appoggio dell'opposizione in una democrazia presidenziale, allora il partito del presidente governa da solo. Di conseguenza,i membri della delegazione legislativa di un partito di governo possono spesso votare contro le leggi promosse dal gabinetto senza il timore di andare a nuove elezioni. Nelle democrazie presidenziali, una coalizione di portafoglio non implica una coalizione legislativa, nella misura in cui accade invece nelle democrazie parlamentari. Governi di minoranza nelle democrazie presidenziali non necessitano il supporto implicito di una maggioranza legislativa e dovrebbero essere quindi pi frequenti rispetto a quelli parlamentari.

Se i politici fossero interessati solo alle cariche, dovrebbero esserci pochi governi di coalizione nei regimi presidenziali, ma se il presidente interessato anche alle politiche pu essere disposto e/o preferire formare una coalizione. E probabile che dipenda dal suo potere legislativo. Tutti i presidenti hanno il potere di emettere un decreto, cio un atto presidenziale a forza di legge. La portata e la forza di questi decreti varia da paese a paese. In altri paesi i presidenti possono emettere decreti leggi, decreti che hanno immediata forza di legge. I governi di coalizione sono piuttosto frequente nelle democrazie presidenziali. Composizione dei gabinetti presidenziali I presidenti nominano gabinetti che contengono una percentuale maggiore di ministri indipendenti. Un ministro indipendente un ministro che non proviene dal legislativo, potrebbe essere un tecnocrate, un collaboratore stretto o un rappresentante di un gruppo di interesse. In media, i presidenti ripartiscono i portafogli ministeriali anche in modo meno proporzionale rispetto ai primi ministri. I primi ministri nominano quasi sempre ministri partitici in modo da costruire la maggioranza legislativa della quale hanno bisogno per rimanere al potere. Le democrazie presidenziali avranno meno ministri partitici e un minor grado di proporzionalit del gabinetto rispetto a quelle parlamentari. Alcuni gabinetti presidenziali saranno pi simili a quelli parlamentari di altri. Ci dovuto alla variabilit dei poteri legislativi dei presidenti. E probabile che i presidenti che hanno un potere di decretazione relativamente debole, i cui partiti nel legislativo sono piccoli e presentano bassi livelli di disciplina, nomino gabinetti pi simili a quelli delle democrazie parlamentari.

Formazione e dissoluzione del governo


Democrazie miste democrazia mista: la sopravvivenza del governo dipende da una maggioranza legislativa e da un presidente eletto in modo indipendente. NellEuropa Orientale molti stati hanno adottato forme miste di democrazie tra la fine degli anni 80 e i primi 90, in seguito alla loro transizione alla d. Il governo comprende un primo ministro e un gabinetto. lesecutivo comprende il governo e il presidente: il presidente fa parte dellesecutivo, ma non del governo. Sia il presidente sia il primo ministro sono coinvolti nella quotidiana amministrazione dello stato. Di solito,il presidente ha pi influenza in materia di politica estera, mentre il primo ministro ne ha di pi in materia di politica interna. I periodi in cui politici di diversi partiti o blocchi politici detengono le posizioni di presidente e di primo ministro sono definiti come periodi di coabitazione. Il governo deve godere del sostegno di una maggioranza legislativa per restare in carica. Cos, pu essere necessario che un presidente nomini un primo ministro di un partito di opposizione, quando il partito o il blocco politico del presidente non controlla una maggioranza dei seggi legislativi. Pochi studi sulla formazione del governo nei sistemi misti. Lo studio pi recente stato proposto da Strm. Egli sostiene che sia il presidente sia il primo ministro abbiano il potere di veto sulle nomine ministeriali. Cos, il presidente non tanto forte quanto lo sarebbe in un regime presidenziale e il primo ministro non tanto forte quanto lo sarebbe in un regime parlamentare. Potremmo aspettarci che le democrazie miste presentino sia caratteristiche proprie delle democrazie parlamentari sia caratteristiche proprie delle democrazie presidenziali. Alcuni suggeriscono che tale processo sia un ibrido che alterna fasi diverse: quando il partito del presidente controlla una maggioranza legislativa,assomiglia ad una democrazia presidenziale; quando il partito del presidente non controlla la maggioranza legislativa,assomiglia ad una democrazia parlamentare.

Per concludere: Presidenzialismo :assenza di responsabilit legislativa, il governo lavora al servizio del presidente. Divisione del potere esecutivo e quello legislativo. Sistemi parlamentari: la composizione del governo controllata dal legislativo. Fusione dei poteri esecutivo e legislativo. Sistemi misti: i gabinetti possono essere formati e riformati per iniziativa presidenziale o per iniziativa legislativa.

Capitolo 12
Le elezioni Tutti i paesi indipendenti del mondo, a regime democratico o non, hanno tenuto prima poi elezioni nazionali nel periodo postbellico. Allinizio del 2007 solo sei paesi- Bhutan, Brunei, Cina , Eritrea, Qatar, Arabia Saudita non avevano tenuto elezioni nazionali nel periodo post bellico. Le elezioni nelle dittature variano grandemente. Alcune elezioni sono poco pi che referendum in cui gli elettori possono esprimere solo un s o un no. Alcune dittature, invece, consentono elezioni in cui i votanti possono scegliere tra pi candidati di un unico partito. Altre dittature, permettevano in realt agli elettori di scegliere tra i candidati di vari partiti. Alcuni regimi consentono praticamente a tutti i cittadini maggiorenni di votare, mentre altri impongono forti restrizioni al diritto di voto. Nella maggior parte dei regimi non democratici , le elezioni hanno un esito scontato, ossia la vittoria del partito di governo o di qualche altro candidato sostenuto dallelit dominante. Lesito scontato delle votazioni spesso il risultato della coercizione esercitata sugli elettori, della manipolazione del voto, o semplicemente di un calcolo arbitrario dei risultati. Tuttavia, queste forme di consultazione del corpo elettorale abbiano conseguenze significative. Le dittature indicono elezioni perch pensano che sia nel loro interesse. Infatti, un tentativo di mantenere in questi paesi la parvenza di una competizione democratica e di assicurarsi la tolleranza e i flussi di finanziamento della comunit internazionale. Nei regimi autoritarie le elezioni possono essere un meccanismo per risolvere i conflitti tra le lites, unarena per la distribuzione clientelare degli incarichi e uno strumento a disposizione dei leader per ottenere informazioni sulla performance dei funzionari locali. Elezioni a senso univo possono minare la volont dei gruppi di opposizione di contestare il regime, perch questi gruppi non hanno modo di conoscere il vero livello di opposizione che esiste nella societ. Le elezioni nelle dittature offrono infine ai cittadini la possibilit di manifestare la propria insoddisfazione per il regime in carica. Lastensione o lannullamento della scheda possono segnalare lo scontento e il volere degli elettori. Quindi, le elezioni possono rappresentare una importante strategia di sopravvivenza. Evidenze empiriche ci confermano che i dittatori che indicono elezioni rimangono al potere pi a lungo di quelli che non chiamano i cittadini alle urne. Nelle democrazie, le elezioni assolvono una funzione pratica e simbolica. Sul piano pratico sono il mezzo principale attraverso il quale i cittadini scelgono i propri rappresentanti. Sul piano simbolico, invece, la legittimazione di un governo democratico deriva dal fatto che stato scelto attraverso un processo elettorale. Le elezioni comportano sempre lattribuzione di voti a candidati e/o partiti politici, ma le regole specifiche utilizzate dai vari sistemi elettorali variano fra loro. Tutte le democrazie contemporanee consentono il suffragio universale. Tuttavia a volte ci sono delle restrizioni in base allet, alla salute mentale, la cittadinanza, la residenza, le condanne penali e la registrazione a registri elettorali.

I sistemi elettorali maggioritari


E quello in cui vincono i candidati o i partiti che ottengono il maggior numero di voti. Alcuni sistemi richiedono che il candidato o il partito vincente ottenga la maggioranza assoluta de voti (sistemi

maggioritari assoluti), altri invece richiedono che pi voti di chiunque altro (sistemi maggioritari relativi o a maggioranza semplice). Esistono 8 variet di sistemi elettorali maggioritari: 4 collegi uninominali (mutu, va, cb, sdt) e 4 collegi plurinominali (vbp, vsnt, vb, vs). MUTU (I sistemi maggioritari a turno unico) Il pi semplice e il + comune. Viene impiegato principalmente nel Regno Unito, nelle ex colonie britanniche e negli Usa. Esso prevede che gli elettori votino in collegi uninominali, in cui possono votare un solo candidato; si solito lo fanno mettendo una croce accanto al nome del candidato prescelto. Il candidato che ottiene il maggior numero di voti, anche senza raggiungere la maggioranza assoluta, viene eletto in quel distretto. Questo sistema viene anche definito first-past-the-post. I vantaggi sono: Semplicit Economico Viene eletto solo un rappresentante per ciascun distretto. La responsabilit per quanto accade nel distretto direttamente tutta del suddetto rappresentante. Rende facile per i votanti identificare chi responsabile delle politiche del loro distretto e far s che ne risponda in occasioni delle successive elezioni. Corrispondono a governi di maggioranza monocolore Gli svantaggi sono: Produrre risultati poco rappresentativi Far eleggere dei legislatori che non rappresentano i desideri dei votanti Il partito che ottiene una % significativa del tot dei voti a livello nazionale pu benissimo ottenere pochi seggi parlamentari xk non arrivato primo in molti collegi Tende a favorire i partiti pi grandi Induce gli elettori a votare strategicamente, anzich in linea con le proprie preferenze Promuove la creazione di partiti etnici o di clan nei paesi in cui i gruppi etnici e i clan sono concentrati a livello regionale. Ci pu dar luogo a roccaforti di partito in cui non c competizione elettorale. Lutilizzo di questo sistema in Africa ha contribuito a produrre paesi che sono divisi in roccheforti di partito geograficamente separate, con pochi incentivi per partiti a cercare consensi al di fuori della regione di origine e della propria a base politico-culturale. Voto alternativo il voto ordinale richiede agli elettori di classificare uno o pi candidati o partiti in ordine di preferenza. Un sistema elettorale maggioritario che prevede il voto ordinale prende il nome di voto alternativo. Esso, utilizzato nei collegi uninominali, un sistema elettorale in cui gli elettori esprimono le proprie preferenze classificando i candidati secondo un ordine di gradimento. Viene eletto il candidato che riceve la maggioranza assoluta. Se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta, il candidato che ha ottenuto meno voti viene eliminato e i suoi voti vengono riallocati finch un candidato non ottiene la maggioranza assoluta dei voti ( sistema totalmente ordinale) o la maggioranza assoluta dei voti validi rimasti (sistema parzialmente ordinale). I voto alternativo viene chiamato ballottaggio istantaneo. Le Fiji usano questo sistema. Tuttavia, piuttosto insolito, nel senso che consente preferenze standard indicate dai partiti politici e preferenze personali indicate dallelettore. Gli elettori che non condividono la classificazione predisposta dal loro partito preferito possono decidere di classificare direttamente i candidati. LIrlanda utilizza un sistema Va totalmente ordinale per eleggere il suo presidente. I vantaggi: o Solidi legami tra i cittadini e i loro rappresentanti o Gli elettori hanno una maggiore opportunit di trasmettere informazioni sulle proprie preferenze o Gli elettori hanno meno interesse per il voto strategico

Inducono i candidati e i partiti a procurarsi anche le seconde scelte di altri. Esse possono rivelarsi cruciali per la loro elezione. o I candidati vengono eliminati uno alla volta, finch uno di loro non ottiene la maggioranza assoluta. Gli svantaggi: o Il candidato vincente non ottiene una vera maggioranza o Richiede una discreta capacit di leggere e far di conto x gli elettori o Per le autorit il conteggio pu essere costoso e prolungato Sistemi a doppio turno E un sistema elettorale maggioritario che pu comportare due turni di votazione. I candidati o partiti vengono eletti automaticamente al 1 turno se ottengono un determinato livello di consensi. Se nessuno ottiene questo livello di consensi, si tiene un 2 turno , normalmente una/due settimane dopo. I SDT vengono chiamati anche sistemi elettorali con ballottaggio o a doppio voto perch possono comportare due turni di votazione. Essi si dividono in due tipologie: SDT a maggioranza assoluta: sistemi elettorali incentrati sul candidato che si applicano a collegi uninominali n cui gli elettori dispongono di un singolo voto. Ogni elettore sceglie il candidato preferito; chi ottiene la maggioranza assoluta dei voti al primo turno viene eletto automaticamente. Se nessuno la ottiene, i due candidati pi votati vanno al ballottaggio. Vince chi dei due ottiene il maggior numero di voti al ballottaggio. Poich al secondo turno ci sono solo due candidati, il vincitore ha necessariamente il sostegno di una maggioranza assoluta dei votanti. Di solito viene usato per eleggere il presidente in molti paesi. SDT a maggioranza semplice o relativa: se un tizio ottiene la maggioranza assoluta, tutti i candidati che superano una soglia prestabilita di consensi possono partecipare al 2 turno. Qui, il candidato che ottiene il maggior numero di voti, anche senza la maggioranza assoluta, viene legittimamente eletto. La Francia lo usa spesso. I vantaggi: o Lasciano molta scelta agli elettori o Gli elettori hanno meno interesse ad agire strategicamente perch hanno una seconda possibilit di incidere sullesito della consultazione o Inducono i candidati che arrivano al secondo turno a guardare oltre la loro base elettorale e a ricercare compromessi con i leader dei partiti che sono gi stati eliminati nel tentativo di conquistarne i sostenitori o pi adatto ai paesi afflitti da analfabetismo Gli svantaggi: o Calo di affluenza alle urne fra i due turni o Generano una traduzione sbilanciata dei voti in seggi o Penalizza la rappresentanza Conteggio di Borda Sistema elettorale incentrato sul candidato che viene utilizzato nei collegi uninominali o plurinominali in cui gli elettori devono usare dei numeri per indicare le preferenze attribuite a tutti i candidati in lizza. A queste preferenze viene poi attribuito un valore che riflette lordine di preferenza espresso dallelettore. Questi valore vengono poi sommati e vengono eletti i candidati che hanno ottenuto i voti pi pesanti. Tende a favorire i candidati che godono di un vasto supporto popolare. Induce comunque gli elettori ad agire strategicamente. Voto singolo non trasferibile Equivalente di un sistema MUTU applicato ai collegi plurinominali. I votanti eleggono + di un candidato in ciascun distretto. Vengono eletti i candidati che ottengono il maggior numero di voti. I candidati sanno esattamente di quanti voti hanno bisogno per essere eletti. Vantaggi:

o Generare risultati pi proporzionali o Migliorare la rappresentanza dei partiti pi piccoli e delle minoranze etniche Svantaggi: o Incentivare la contrapposizione e le fazioni allinterno dei partiti perch i candidati di un partito competono anche con i candidati del loro stesso partito. Quindi vengono incoraggiati comportamenti clientelari o I candidati non sono interessati a costruire ampie coalizioni o Dilemmi strategici per partiti politici e gli elettori Voto di blocco un sistema elettorale incentrato sul candidato che viene usato nei collegi plurinominali in cui gli elettori hanno a disposizione tanti voti quanti sono i seggi da assegnare. Vengono eletti i candidati che ottengono il maggior numero di voti. Svantaggi: rischia di produrre risultati altamente di sproporzionali se gli elettori concentrano i propri voti sui candidati dello stesso partito. Voto di partito in blocco Si usa nel collegi plurinominali. Gli elettori hanno a disposizione un solo voto e lo attribuiscono a una lista di candidati di partito anzich un singolo candidato. Gli elettori scelgono il partito o lelenco di persone a cui vorrebbero far conquistare tutti i seggi da assegnare. Il partito che ottiene il maggior numero di voti conquista i seggi. utile per promuovere la rappresentanza delle minoranze. Voto supplementare Sistema elettorale incentrato sul candidato che si utilizza nei collegi uninominali, in cui gli elettori devono classificare come minimo un candidato e come massimo due in ordine di preferenza. Il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti di prima preferenza viene eletto automaticamente. Se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta vengono eliminati tutti i candidati, tranne i primi due. I voti di seconda preferenza di coloro che avevano votato per i candidati eliminati vengono poi riallocati per determinare il vincitore.

Sistemi elettorali proporzionali


E un sistema elettorale basato s una quota o su un divisore che viene impiegato in collegi plurinominali. La logica che sta alla base quella di ridurre la disparit tra la percentuale di voti attribuita a un partito e la percentuale di seggi che vengono ad essi assegnati. I sistema pr differiscono fra loro per il livello di proporzionalit dei risultati. Tutti i sistemi pr hanno due elementi in comune. Uno lutilizzo di collegi o circoscrizioni plurinominali. La seconda che usano una quota o divisore per stabilire chi viene eletto in ciascun collegio. I vantaggi rispetto a quelli maggioritari: o Traduzione pi accurata dei voti in seggi o Risultati pi proporzionali o Le minoranze sono meglio rappresentate o Meno interesse a votare strategicamente o I voti hanno meno probabilit ad andare sprecati o Sistema fondamentale per le societ etnicamente e religiosamente divise Svantaggi: o Lultimo punto viene messo in dubbio. I sistemi pr replicano in parlamento le divisioni presenti nelle societ, senza creare incentivi alla cooperazione e allaccomodamento tra i diversi partiti etnici. o Si producono governi di coalizione o Consentono ai piccoli partiti estremisti a ottenere una rappresentanza parlamentare o Concessioni sproporzionate per i partiti piccoli rispetto al livello effettivo di consenso di cui godono presso il corpo elettorale

I partiti pi piccoli possono usare il loro potere negoziale per strappare concessioni al partito pi grande o I sistemi pr creano un legame debole tr gli elettori e i loro rappresentanti. I sistemi PR si distinguono in sistemi a rappresentanza proporzionale di lista e il voto singolo trasferibile. sistemi a rappresentanza proporzionale di lista: ogni partito presenta una lista di candidati in ciascun distretto plurinominale. I partiti ottengono un numero di seggi proporzionato alla loro % complessiva di voti. I sistemi d lista differiscono per formula specifica per allocazione dei seggi ai partiti, lampiezza del distretto e lutilizzo di diversi livelli elettorali per la ripartizione dei seggi, uso di soglie elettorali e il tipo di lista di partito impiegato. Formule elettorali: la quota indica quanti voti garantiscono a un partito un seggio in un determinato distretto. Essa si definisce come Qn= dove Vd= numero tot voti validi nel distretto d; Md= n seggi disponibili nel distretto d; n= modificatore della quota. Quando n=0 il sistema impiega la quota di Hare; quando n=1 il sistema impiega la quota di Droop; quando n=2 il sistema impiega la quota di Imperiali ; quando n=3 il sistema impiega la quota di Imperiali rinforzata. Il problema dei seggi residui sorge in tutti i sistemi PR di lista che utilizzano delle quote per allocare i seggi. Per allocare questi seggi si utilizzano diversi metodi: il resto pi grande (RG), la media pi elevata (ME) e la media pi elevata modificata (MEM). Il pi comune RG. Il ME richiede che il numero di voti ottenuti da ciascun partito venga diviso per il numero di seggi che ciascun partito ottiene automaticamente. Un sistema PR di lista che non impiega le quote per tradurre i voti in seggi si chiama sistema basato sul divisore e sono dHondt, Sainte-Lagu e Sainte-Lagu modificato. Qui il numero totale dei voti ottenuti da ciascun partito in un distretto viene diviso per una sedie di numeri chiamati divisori per ottenere dei quozienti. Il sistema dHondt il pi diffuso. Hare RG + proporzionalit Droop RG Sainte-Lagu Imperiali Rg Sainte-Lagu mod. dHondt Imperiali ME - proporzionalit Ampiezza del distretto e livelli elettorali: Lampiezza il numero di rappresentanti che vengono eletti in quel distretto. I sistemi elettorali sono pi proporzionali quando il distretto grande. Lampiezza influenza anche la solidit del vincolo tra i parlamentari eletti e i loro elettori. Allaumentare dellampiezza del distretto e con essa del territorio ricompreso nel distretto, oil legame tra i rappresentanti e gli elettori tende a indebolirsi. Alcuni paesi hanno tentato di creare un legame relativamente forte e un elevato livello di proporzionalit allocando i seggi su due livelli elettorali. Esso il livello a cui i voti vengono tradotti in seggi. Il liv + basso quello del distretto o della circoscrizione elettorale. Dei liv + elevati vengono costituiti raggruppando insieme vari collegi di liv inferiore; si creano tipicamente a livello regionale o nazionale. Soglie elettorali: fissa la percentuale minima di voti che deve ottenere un partito per avere una rappresentanza parlamentare. Pu essere imposta dalla legge soglia formale, oppure una propriet matematica soglia naturale. Le soglie formali vengono introdotte spesso nel tentativo di ridurre la frammentazione del sistema partitico impedendo ai partiti piccolissimi di ottenere la rappresentanza parlamentare. Un modo utile combinare una soglia formale con il meccanismo dellapparentamento. Esso consente ai piccoli partiti di raggrupparsi e di formare un cartello elettorale. I partiti che compongono il cartello restano separati sulla scheda e fanno campagna elettorale separatamente; tuttavia, i voti ottenuti da ciascun partito vengono conteggiati come se appartenessero allintera coalizione. Esso aiuta i partiti estremisti a conquistare una quota di seggi proporzionale al loro consenso politico, tuttavia non gli permette di conquistare una rappresentanza parlamentare.

Tipi di lista: lista chiusa, dove lordine dei candidati eletti determinato dal partito e gli elettori non possono esprimere la preferenza per un determinato candidato. Uno dei vantaggi che i partiti possono includervi pi facilmente candidati che potrebbero altrimenti avere difficolt a essere eletti. Lista aperta, gli elettori possono indicare non solo il partito preferito ma anche il loro candidato preferito al suo interno. Queste liste indeboliscono il controllo dei leader di partito sui candidati. Ne deriva che nei sistemi a lista aperta i candidati politici hanno tutto linteresse a coltivare un voto personale anzich un voto di partito. Infine, c la lista libera, dove gli elettori hanno a disposizione pi voti che possono allocare a loro piacimento, allinterno di una singola lista di partito o su liste diverse. La possibilit di votare per candidati di diverse lista di partito prende il nome di panachage. La possibilit di dare pi di un voto a un singolo candidato particolarmente favorito si chiama cumulazione. Voto singolo trasferibile E un sistema elettorale incentrato sul candidato che si utilizza nei distretti plurinominali. I candidati che superano una determinata quota di voto come prima scelta vengono eletti immediatamente. Negli scrutini successivi i voti dei candidati eliminati e i voti ottenuti in eccedenza dai candidati eletti vengono riaccolti ai candidati rimanenti finch non si assegnano tutti i seggi. Il meccanismo esatto e lentit precisa della quota utilizzata variano da un paese allaltro. La quota + comune quella di Droop. I vantaggi: o Gli elettori possono comunicare le proprie preferenze o Il VST un sistema elettorale proporzionale che non richiede lesistenza di partiti politici o Pu indurre i candidati a ricercare il consenso di gruppi esterni al proprio di sostenitori e a fare una campagna elettorale tendenzialmente centrista o Funziona nei distretti plurinominali e produce risultati + proporzionali dei sistemi maggioritari o Tende a creare un solido legame tra rappresentanti e rappresentati o Riducono lincentivo degli elettori ad agire strategicamente perch i loro voti hanno meno probabilit di andare sprecati Svantaggi: o Indebolire lunit interna dei partiti e di renderli meno coesi o Diventa difficile da gestire nei grandi distretti e, di conseguenza, tende a produrre risultati che non sono proporzionali

Sistemi elettorali misti


Si utilizzano in parallelo due sistemi elettorali che impiegano formule diverse. Un sistema usa una formula maggioritaria per allocare i seggi, mentre laltro usa una formula proporzionale. E un sistema in cui i votanti eleggono i loro rappresentanti con due sistemi diversi, uno maggioritario e uno proporzionale. Sistema elettorale indipendente misto E quello in cui la componente maggioritaria e quella proporzionale del sistema elettorale sono implementate luna indipendente dallaltra. Viene anche definito parallelo. La forma pi comune comporta lutilizzo delle formule maggioritaria e proporzionale in due livelli elettorali separati. Lequilibri specifico varia da paese a paese. Sistema elettorale dipendente misto E quello in cui lapplicazione della formula proporzionale dipende dalla distribuzione dei seggi o dei voto prodotta dalla formula maggioritaria. Ci accade perch la componente proporzionale viene usata per compensare leventuale disproporzionalit prodotta dalla formula maggioritaria a livello di collegio. Questo tipo di sistema si chiama anche mixed member proportional system. I sistemi dipendenti misti comportano lutilizzo di formule maggioritarie e proporzionali in due livelli elettorali separati. Nella maggior parte dei sistemi elettorali dipendenti misti gli elettori hanno a disposizione due voti. Danno il primo ad un rappresentante eletto a liv di collegio e laltro a una lista di partito che si presenta in un

livello elettorale + elevato. Si pu anche fare il voto disgiunto, cio un voto ad un partito e laltro ad un altro partito. Qui emergono due problemi: alcuni candidati competono x un seggio di collegio, ma sono presenti anche nella lista di partito; alcuni partiti ottengono + seggi nei collegi di quanto non sarebbe giustificato dai voti conseguiti dallo loro lista di partito. Il seggio fluttuante c quando in un sistema elettorale dipendente misto il numero dei parlamentari non necessariamente fisso e pu dipendere dal risultato della consultazione elettorale. Svantaggi: o Possono creare due categorie di legislatori, una che risponde a un distretto geografico e una che + condizionata dal partito. Questa circostanza pu influenzare la coesione del partito.

Una panoramica dei sistemi elettorali usati nel mondo


La % dei paesi che impiegano sistemi elettorali maggioritari declina man mano che ci spostiamo dallestremo autoritario allestremo democratico. Una spiegazione che i regimi autoritari tendono ad adottare sistemi maggioritari perch sono pi facili da manipolare. Diversi tipi di dittatura scelgono diversi tipi di sistemi elettorali. Le dittature monopartitiche usano sistemi maggioritari, mentre i sistemi proporzionali sono pi usati dalle monarchie assolute tradizionali. Varie spiegazioni sono state proposte del perch i paesi hanno i sistemi elettorali che hanno. Tali spiegazioni si concentrano su aspetti come linteresse dei partiti politici, le preoccupazioni di carattere generale, i precedenti storici, le pressioni esterne ed eventi specifici. Alcuni sistemi elettorali sono anche stati scelti per caso.