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Il mistero dei giornalacci

Stavo sonnecchiando con le mani dietro alla nuca e i piedi sulla scrivania, in attesa che qualche cliente mi telefonasse. Fuori dalla mia casa-ufficio faceva mostra di s una bella targa in ottone lucidato, che cos sentenziava: Agenzia investigativa Nocturna, e pi sotto: specializzati in ricerche impossibili, voi cercate, noi troviamo. Ovviamente il noi era un plurale maiestatis, poich io ero il direttore, la segretaria, lagente e la donna delle pulizie. La cosa naturalmente aveva i suoi vantaggi e i suoi svantaggi. Non potevo, ad esempio, andare dal capo e tirargli il collo per chiedergli un aumento, cos come non potevo incazzarmi con lagente per la sua incompetenza, a meno di non farlo davanti allo specchio. E, fatto ancor pi tragico, non potevo nemmeno corteggiare la segretaria. Del resto non che gli affari fiorissero. Qualche lavoretto da poco, come disinfestare case occupate da fantasmi, o ritrovare anelli magici caduti nello scarico della vasca, come quella vecchia pazza laltra settimana. S, incarichi banali, come quando ho dovuto trovare un rimedio per il marito di una casalinga, che era malato di licantropia. Quante notti di luna piena insonni ho dovuto passare! Quanti testi di trucide leggende transilvane ho dovuto sciropparmi! Memorabile anche la ricompensa, trentadue punti di sutura sulla pancia. O per citarne unaltra a caso, ricordo come oggi quel cliente che mi aveva invitato a cena per parlare meglio del suo caso, poi mi sono accorto che la cena ero io. Ma questa per me banale routine. che le potenze occulte di oggi non hanno pi la fantasia di un tempo, e nellera di Internet i misteri non esistono pi. Ormai su interrogativi come quello perch le tartine imburrate cadono sempre a faccia in gi o perch la fila che faccio io sempre pi lenta delle altre vengono scritte teorie scientifiche che eliminano ogni possibilit di meraviglia. Ma fra tutti i misteri con cui ho avuto a che fare nella mia lunga carriera, ce nera uno che non avevo mai avuto loccasione di sondare. Qualcuno probabilmente sorrider, ma vi assicuro che per me qualcosa di importantissimo. Avrete tutti notato come le innumerevoli edicole sparse per le citt siano ricolme di giornali scientifici e succosamente culturali, ma soprattutto di unincredibile variet e quantit di giornali pornografici. Cos impazzano riviste dai titoli squisitamente espliciti, piccoli gioiellini nel loro genere, mentre per le loro pagine riccamente illustrate ho elaborato persino un

teorema, che dice che per quanto uno possa farle a pezzi, strapparle o metterle persino in un tritadocumenti, fin il pi piccolo brandello di esse conterr almeno una parte intima maschile o femminile. Io personalmente sono un topo di giornalaio, ho passato anni della mia vita nelle edicole e davanti ai chioschi, sfogliando riviste, tutte scientifiche e culturali, ovviamente. E come me c tanta gente che sinteressa di cucina, di esoterismo, di viaggi, di armi e via dicendo, che proprio nelle edicole trova pane per i suoi denti. Ma possibile che non si vedano mai gli acquirenti delle riviste pornografiche? Mai che qualcuno si presenti e chieda al giornalaio una di quelle riviste dai titoli cos splendidamente evocativi che troneggiano in vetrina. Drizzo sempre le orecchie quando vedo clienti strani. Qualcuno mi dice che gli sporcaccioni sono daccordo con gli edicolanti, che gli mettono le rivistacce dentro qualche quotidiano o utilizzano qualche analogo espediente. Ma non ho mai notato manovre sospette, n ho mai visto pagare un quotidiano ad un prezzo maggiore di quello di copertina. E poi perch non si vede mai ledicolante uscire ed aprire le famigerate vetrinette sul retro? Avrei sempre desiderato che qualche cliente entrasse un giorno nel mio studio, sbattesse una bella mazzetta di banconote sul tavolo, e mi dicesse: Questo lanticipo. Lei mi risolva il mistero dei giornali porno e io le dar il resto. Non mai accaduto in tanti anni, cos quel giorno decisi di indagare per conto mio, e poco male se nessuno mi pagava. Indossai il mio impermeabile grigio ed uscii in macchina per un giro di perlustrazione. Citt vuota, strade deserte, notte fonda. In una stradina secondaria cera un tizio con un cric che stava forzando una saracinesca. Pigiai sullacceleratore, Non affar mio, mi dissi. Pi avanti incrociai un uomo che fuggiva, inseguito da due poliziotti che sparavano in aria. Pigiai ancora lacceleratore, Non affar mio, ripetei. Io ero uno serio, io ero linvestigatore dellassurdo. Uno che risolveva solo misteri di fondamentale importanza per il genere umano. I giornali porno mi aspettavano. Proseguii il mio tour solitario. Tutto tranquillo. S, in una piazzetta cera un negozietto da cui uscivano fumo e fiamme. Cortocircuito, o regolamento di conti, non mi importava. E poi cerano gi i pompieri ad occuparsene. Giunsi ad un posto di blocco. Diverse automobili e camionette ostruivano la strada. Vade retro, mi segnal la paletta bianca e rossa di un brutto ceffo della polizia stradale vestito di pelle nera. Tutta la zona interdetta, per motivi di sicurezza.

Abbassai il finestrino, e, aprendo il portafoglio, gli sventolai sotto il naso il mio tesserino di investigatore. Laltro mi rise in faccia. Gli Sherlock Holmes non possono entrare, mi fece, sarcastico. Allora tirai fuori il telefonino, e chiamai chi sapevo io. Ancora tu?, mi rispose la voce dallaltra parte. E va bene, ma che sia lultima volta! Un attimo dopo sentii pigolare la walkie-talkie che lagente teneva nel taschino. Tutto bene, pu passare, mi disse, ammorbidendo la voce. Qualche volta fare favori ai vecchi amici aiuta. A suo rischio, beninteso, sottoline il poliziotto. Oltrepassai la barricata, e posteggiai la macchina poco pi in l. La zona era deserta. Stranamente i neon delle edicole erano accesi, le saracinesche alzate e le porte aperte. Mentre tutti gli altri negozi erano, come consueto, sprangati. Vidi nel buio delle sagome non ben definite, parevano degli individui con delle goffe tute, o qualcosa del genere. Tirai fuori la pistola, tolsi la sicura, e mi avvicinai silenziosamente, scivolando nellombra. Ad una trentina di metri vidi distintamente che stavano facendo man bassa di giornali e video, che riponevano in grossi sacchi. E li traevano tutti dalle famigerate vetrine vietate ai minori. Che fortuna!, pensai, forse ho trovato In quella sentii qualcuno dietro di me, ma non feci in tempo a girarmi e sparare che una grossa e viscida mano mi si stamp sulla faccia, impedendomi di urlare. La mia pistola mi venne strappata, e un attimo dopo sentii un rumore di masticazione, e sei esplosioni molto attutite, dopodich il personaggio che mi stava strascinando verso il resto del gruppo sput i sei bossoli come fossero nccioli di olive. Con orrore scoprii che quelli che avevo visto nel buio non erano ladri normali, bens una combriccola di extraterrestri, grassi e mollicci. In una vasta aiola al centro della piazza vidi anche la loro astronave, che assomigliava ad un grosso carciofo con le luci di un albero di Natale. Il capo del gruppo sbrait qualcosa a quello che mi aveva catturato, e finalmente quella stretta repellente si apr. Poi lalieno che avevo davanti premette un pulsante sullapparecchio che portava al collo, e disse nella mia lingua: Buonasera. Ma lo sa che vivo per miracolo? Bastava che qualcuno dei nostri fosse un po pi nervoso, che in un istante lei poteva diventare una nuvoletta di particelle ionizzate, e per sottolineare le sue parole, estrasse la sua pistola, la punt

su unautomobile parcheggiata e la trasform in uno sbuffo di vapore. Okay, dissi. Ma io sono un investigatore, e volevo capire perch vi interessano le riviste porno. Riviste porco?, chiese laltro stupito. No, non 'porco', 'porno', dissi. I giornali che vi state portando via a quintalate. Dovete essere dei grandi sporcaccioni. Laltro mi scrut interrogativo. Nonostante i suoi lineamenti davvero assurdi, potei leggere nei suoi occhi, non ricordo se fossero cinque o sei, il suo stupore. Ah, ora capisco. Mi deve scusare. Il mio traduttore simultaneo non certo lultimo modello. Noi comunque siamo semplicemente dei ricercatori, e vaghiamo per lo spazio in cerca di opere darte aliena. Devo per ammettere che le vostre sono incomprensibili, anche se interessanti. Devessere il vostro concetto di body art, o qualcosa del genere. Scoppiai a ridere. Arte? Se questa arte io sono il vaso di gerani di mia zia! Queste che vedete sono semplicemente le pi schifose sconcerie che si possano immaginare. Finalmente capii tutto. I famosi giornalacci non erano fatti per gli esseri umani, bens venivano stampati appositamente per tenere buoni gli alieni, che venivano di tanto in tanto sulla Terra a svuotare le famigerate vetrine sul retro. Scusate se mi permetto, ma voi come vi accoppiate? Laltro mi guard senza capire, cercando di sintonizzare la manopola del suo traduttore automatico, ma senza risultato. Insomma, come fate lamore, come vi riproducete, come scopate? Ah, riprodursi, intende? Allora capisco. Da innumerevoli generazioni veniamo coltivati in laboratorio su un substrato chimico. Quando muore uno di noi, viene rimpiazzato da un individuo nuovo in tutto e per tutto uguale a lui, nel cui cervello vengono riversate le sue conoscenze. E il sesso? Le gioie del sesso? Maschio, femmina, cos e cos, Maschio, femmina. Grunf, capisco. Alcuni di noi sono pi goffi, grossi e puzzolenti. Altri sono pi magri, simpatici e hanno molte pi mammelle delle quattro che ho io. Chiss perch i nostri laboratori hanno conservato la tradizione di fabbricarci in due modelli distinti. Bizzarrie degli scienziati! Ok, cominciamo a intenderci, dissi io. Ma, sesso, capisce, ripetei, mimando latto con vari gesti delle mani. Cos, una specie di ballo folkloristico terrestre? Lo presi in disparte e gli bisbigliai delle cose nellorecchio. Davvero? Ma qualcosa di geniale! Che ne direbbe di insegnarcelo? Pensai per un attimo alla mia sgangherata attivit investigativa, al mio

squallido ufficio, alle tasse e alle varie problematiche terrestri. Nulla che potessi rimpiangere, tanto pi in quel momento che avevo risolto anche lultimo mistero che mi premeva. Diedi unocchiata alla fotografia di una delle loro femmine aliene. A parte laspetto umidiccio e le squame assomigliava ad unodalisca con sei paia di mammelle e quattordici vagine sparse qua l per il corpo. Era una sfida considerevole, avrei dovuto stiracchiare tutte le mie conoscenze sul Kamasutra e la manualistica sul sesso. Un immenso territorio da esplorare, di cui io sarei stato il pioniere. Un attimo dopo salii sullastronave-carciofo, mentre i fari colorati sul suo esterno presero a lampeggiare come le luci di una discoteca, e con un sibilo partimmo, abbandonando la Terra con tutti i suoi misteri, le sue donne e le sue edicole.

Professor Bizzarro (b)bizzarryght Professor Bizzarro bizzarro@bazardelbizzarro.net www.bazardelbizzarro.net