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Lamore corre sul filo

Gianni era un bravuomo. Sgobbava tutto il giorno, seminando, arando e zappando la terra, finch il tramonto non giungeva ad arrossare la campagna. Mai vacanze, mai svaghi, mai nulla di nulla. Aveva un solo vizio, se cos lo si pu definire. Tutte le sere, finita la cena e le ultime faccende di casa, lo attendeva il consueto appuntamento con la sua donna. Ma i due innamorati non sincontravano per guardare la luna che brillava sui campi, o per andare a qualche festa nei paesi vicini, poich il loro era un rapporto esclusivamente telefonico. Proprio per telefono si erano conosciuti, a casa di alcuni suoi amici; e fu per lei che Gianni si fece installare quella moderna meraviglia, proprio lui che per lilluminazione usava ancora le candele. Egli alzava la cornetta, ed una voce flautata gli diceva: Tu, tu, tu Quelle semplici ma sincere parole avevano il potere di mandarlo in estasi. Poi componeva il numero dellora esatta, rimanendo ogni volta almeno una ventina di minuti ad ascoltare quella voce gentile e sensuale. Ed ella, con timbro vellutato, gli ripeteva instancabile la sua affettuosa litania. Era sicuro che gli volesse molto bene, poich non laveva mai sentita adirarsi od alzare la voce. And avanti cos per tantissimo tempo: di giorno lavoro, la sera telefono, la notte dormire. Ma ultimamente qualcosa non andava. Era depresso, scontento. Il suo letto la sera gli pareva terribilmente freddo e triste. S, aveva bisogno di quella donna, aveva bisogno di conoscerla e di stringerla fra le braccia. Cos un giorno si mise i suoi vestiti migliori (che erano quelli con cui suo nonno si era sposato), si fece coraggio e si diresse in citt. Quanto era cambiata la citt dallultima volta! Era puzzolente e rumorosa; la gente era musona come ad un funerale e si incrociava senza nemmeno salutarsi. Tanto fece, tanto chiese a destra e a manca che non si sa come riusc finalmente a trovare la sede della centrale telefonica. Il custode guard incuriosito quelluomo che pareva uscito da un film dellOttocento. Gianni gli si avvicin, dicendo con tutta la gentilezza che aveva in corpo: Scusi, sto cercando una signorina che lavora qui da voi. Sa, da tanto che ci sentiamo ogni sera per telefono, cos ho deciso di venire a trovarla. Ma non si preoccupi: mi tratterr poco, non vorrei disturbare il suo lavoro.

Mi potrebbe dire il nome di questa signorina?, chiese il custode. Gianni si gratt la testa. Le potr sembrare strano, ma non lo conosco. Ma come? sua amica da tanto tempo e non sa nemmeno come si chiama? No, per so che ha una gran bella voce. Ah, dimenticavo, disse, rovistandosi nelle tasche, ho il numero di telefono del suo ufficio, e porse allimpiegato un pezzo di cartone malamente strappato da una confezione di detersivo. Ma qui c scritto solo bucato a mano!, protest laltro. No, dallaltra parte, disse Gianni. Ed infatti sul retro si poteva leggere la cifra 161, scritta a grossi caratteri, un po incerti e ricalcati pi volte con la penna blu. Ah, ma lei il tecnico, disse il custode battendosi la fronte. Mi scusi, sono nuovo qui dentro, devo ancora ambientarmi. Pu salire, la attendono. Secondo piano, stanza venticinque. Grazie, disse Gianni, curvandosi leggermente in segno di deferenza, e pens: Non sapevo di essere un tecnico. Probabilmente cos che la gente di citt chiama i contadini. Dopo essersi perso lungamente per gli interminabili corridoi di quelledificio, Gianni arriv finalmente alla stanza indicatagli. Si ferm davanti allingresso, guardando linterno con curiosit e soggezione. Lintera parete era coperta di apparati elettronici, cavi, rel, e luci lampeggianti di tutti i colori, come il Luna Park che una volta allanno si fermava dalle sue parti, gi in paese. Ma lui non ci era mai andato, perch sua nonna gli diceva: Stai attento! roba del diavolo! Un uomo era seduto alla scrivania, mentre stava inserendo alcuni dati nel terminale. Buongiorno, disse Gianni, facendo un piccolo inchino. Buond, disse luomo, che era il direttore della centrale dei telefoni. In cosa posso aiutarla? Vede, io sto cercando una signorina che lavora in questo ufficio. Signorina? Impossibile. Questo il mio ufficio personale, e ho sempre lavorato da solo. Devono averle dato uninformazione sbagliata. Gianni tir nuovamente fuori il pezzo di cartone con sopra scritto il numero 161. il Cielo che la manda! Poteva dirmelo prima, che lei era il tecnico! Dov la mia amica? Sono venuto apposta per lei! Ah, ah, adesso lho capita!, disse laltro, dopo un primo attimo dincertezza, affibbiando una gran pacca sulla spalla a Gianni. Lei davvero un mattacchione! Ma ha dei buoni gusti in fatto di donne. Cos dicendo il direttore si alz dalla sua scrivania e si diresse alla parete di fondo. Sfior con fare affettuoso uno dei pannelli zeppi di circuiti. Ecco il nostro orgoglio, il nostro fiore allocchiello. Rebecca 3099. lei che mette in riga il nostro Paese, annunciando lora esatta su cinquanta linee

contemporaneamente. Purtroppo da un paio di settimane si messa a fare i capricci. Eh, gli acciacchi si fanno sentire per tutti Ma ora, con il suo aiuto, la guariremo! S, la guariremo!, fece eco Gianni, enfaticamente. In quella squill il telefono sulla scrivania. Terminata la chiamata il direttore disse: Mi spiace, signor tecnico, ma ho un impegno improvviso, e devo proprio mandarla via. La chiamer domani mattina. Va bene, disse Gianni, e si avvi verso luscita. Stava per uscire, quando vide un televisore acceso, su di un mobiletto accanto alla porta. Dentro vi era una ragazza avvenente e prosperosa che stava leggendo le ultime notizie. Finito il telegiornale, la ragazza annunci, con labbra sensuali e voce vellutata: Sono le ore quattordici in punto! Ah, lei, allora, la mia amata!, pens Gianni. stupenda!, esclam con entusiasmo, mentre gli occhi gli schizzavano dalle orbite. Ma no, soltanto un vecchio modello, disse il direttore con noncuranza. Laltro continu a guardare rapito la ragazza in televisione, avvicinandosi a pochi palmi dallo schermo, e tentando di sbirciarle nella scollatura. Oh, se proprio ci tiene tanto, posso anche lasciargliela. Ne abbiamo di molto pi belle, qui dentro. Dice davvero? Posso portarmela via? Grazie! E non si preoccupi: le assicuro che la tratter bene. Grazie, grazie infinite, lei proprio un granduomo! Si figuri, rispose il direttore. Ci far uno sconto sullintervento di domani. un piacere trattare con lei! Gianni ringrazi ancora e se ne and, tutto contento, con il televisore sottobraccio. Non era mai stato cos impaziente di mettersi a letto come quel giorno. Tir fuori da una borsa lapparecchio, e lo mise nel suo letto rimboccandogli con cura le coperte. Poi si mise il pigiama e sinfil anche lui tra le lenzuola. Ma abbracciato il televisore, ebbe una brutta sorpresa: il volto della ragazza era sparito. Lo schermo era buio, freddo. Gianni era triste, perch sperava in un podi compagnia. Come al solito aveva ragione la nonna. Non sapr mai farci con le donne, disse fra s e s. Chiss che cosa ho sbagliato. Si gir dallaltra parte, poi si addorment. Per fortuna, tempo dopo, il vicinato fece una colletta e gli compr un bel televisore a batteria, cos i due tornarono insieme, restando in sintonia per tutta la vita.

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