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Lultima missione

Mio padre lavorava giorno e notte, fabbricando elementi meccanici e circuiti di cui non comprendevo il funzionamento. Con pazienza da orologiaio stava assemblando una colossale macchina, aggiungendovi ogni giorno un pezzettino. Fin da bambino io lo aiutavo nel suo laboratorio, come meglio potevo, alla realizzazione del suo misterioso progetto. Un giorno, verso i trentanni, non ce la feci pi e gli chiesi: Pap, ma a cosa serve tutto questo? Mio padre si lisci la barba, si gratt la testa e disse: Hai ragione, figliolo, ormai sei grande a sufficienza per comprendere, ormai sei pronto. S, perch sei tu, figlio mio, la chiave di tutto questo. Guardai mio padre esterrefatto. Era uscito di senno, oppure cera del vero nelle sue parole? Poi prosegu. Vedi, questo che noi stiamo costruendo da anni con tanta fatica non altro che una macchina del tempo. Macchina del tempo? Ma una speculazione fantascientifica! No, ragazzo mio, funziona, lho gi collaudata. E sar di capitale importanza per la tua missione. Missione?, domandai, sempre pi allibito. Proprio cos, figlio mio, hai sentito bene. Tu dovrai salvare il mondo. Ma pap, non sei in te, devi essere esaurito No, no, ho le idee chiarissime, non le ho mai avute cos chiare. Tu dovrai semplicemente, per mezzo di questa meravigliosa macchina, recarti in vari luoghi nel passato per fare s che il bene trionfi e tutte le sofferenze vengano guarite. Quando avrai finito, la pace e lamore regneranno sulla Terra. No, non guardarmi in questo modo so che sei e sarai allaltezza. Il mio istinto di padre non pu sbagliare. Superato lo stupore iniziale, le parole di mio padre mi affascinarono salvare il mondo questo doveva essere lo scopo della mia vita. Cos feci il primo viaggio, e ad esso seguirono numerosi altri. Solo per farvi qualche esempio, ricordate la terribile guerra di secessione tra Francia del nord e Francia del sud nel 1850, quella che fece tre milioni di morti? Lattentato al Colosseo del 62, che fer migliaia di turisti? Oppure, ancora, il crollo della diga di Assuan nel 94, che inond lintero Egitto, facendo trecentomila vittime e lasciando altrettanti senzatetto?

No, nessuno ricorder questi terribili fatti, perch non sono mai avvenuti. O meglio, sono avvenuti, ma io sono tornato indietro con la macchina del tempo di mio padre, ed ho fatto in modo che queste catastrofi non avvenissero. Basta un nulla, a volte, se si hanno le indicazioni giuste. Basta spostare un sassolino per impedire una frana, o basta convincere un futuro dittatore a seguire il suo talento artistico per trasformarlo in un innocuo pittore. Insomma, il bene avanzava ovunque ed in ogni epoca. I torti venivano raddrizzati e le violenze venivano sopite. Ero davvero soddisfatto. Un giorno, la mattina presto, mio padre mi scosse gi dal letto. Che c?, dissi io. Una missione urgente, disse mio padre, con voce concitata. Lasciami dormire ancora un po , risposi io sbadigliando. Tanto che fretta c? Abbiamo la macchina del tempo! Non possiamo ragionare cos, disse mio padre. nostro dovere morale correggere il male nel momento stesso in cui ne veniamo a conoscenza. Va bene, pap, di che si tratta? qualcosa di grosso. Dovresti andare in Palestina, verso il 33 dopo Cristo. Pare che l abbiano ucciso ignominiosamente il figlio di Dio. Lui? S, proprio lui. Per lennesima volta il portello della macchina si richiuse dietro di me. In fondo era come prendere lascensore. Dopo pochi istanti mi ritrovai nellantica Giudea. Mi diressi, come indicatomi da mio padre, verso il lago di Tiberiade. Vidi sulla riva un pescatore che aveva appena ormeggiato la sua barca, e stava caricando casse su casse di pesce. Buongiorno!, gli dissi cordialmente. Giorno, rispose laltro, con voce roca e un po scocciata, mentre masticava qualcosa. Buona pesca, oggi, non vero?, dissi io, per rompere il ghiaccio. Mah, potrebbe andare anche meglio Comunque, straniero, si faccia un po gli affari suoi. Mi scusi, io cerco un mio amico un certo Ges, che dovrebbe abitare da queste parti. Sono io Ges, rispose laltro seccamente, squadrandomi con sospetto. Ma non ti conosco. Sei forse un agente delle tasse? No, no di certo, dissi nel tono pi rassicurante che potevo. Sonosono, improvvisai, sono anchio un pescatore al mio paese. Grunf, cos va gi un po meglio. Basta che non mi faccia concorrenza, disse laltro, sputando nel lago.

Sei quello di Nazareth, nato in una grotta? S, proprio io, grotta, cometa e compagnia bella chi altro potrei essere? Se ti serve una mano, io sono qua Va bene, purch tu stia attento a non rovesciare le casse vedi, il loro contenuto prezioso, s, ehm, prezioso, nel senso che questo che mi d da vivere. Quindi, se vuoi, puoi aiutarmi. Ma non pensare che ti possa pagare molto. Per adesso posso darti solo un po di pesce, e se vuoi stasera potrai dormire in magazzino. Mi va pi che bene, risposi io. In pochi minuti il carico fu terminato, poi Ges lev gli ormeggi. Dopo un po giungemmo in vista dellaltra riva. Scorgemmo in lontananza dei soldati, che indicavano la nostra barca. I romani!, esclam Ges, diventando pallido in volto. Sono fritto! Perch? Che succede?, gli dissi io, posandogli la mano sulla spalla. Sei un onesto pescatore, non hai da rendere conto a loro di nulla. Ah, se tu sapessi, rispose laltro, afflitto, leggo nei tuoi occhi che sei un ingenuo, straniero Guarda, disse poi, infilando la mano in una cassa di pesce. Ne estrasse una manciata di perle. Vedi? I pesci sono soltanto una copertura in realt io sono un contrabbandiere di perle. Lo guardai stupefatto. Questa proprio non me laspettavo. Si sedette sul bordo della barca, piangendo. Mi arresteranno, mi insulteranno, mi sputeranno addosso, ed infine verr crocifisso come un qualunque ladrone Ti assicuro che non andr cos, lo rassicurai. Pochi istanti dopo attraccammo, sotto gli occhi inquisitori dei romani. Chi di voi Ges?, disse uno di loro, con voce dura ed arrogante. Sono io, dissi, con estrema naturalezza. Il contrabbandiere mi guard stupefatto, ma non profer parola. E quellaltro, chi ? solo uno straniero, che mi ha chiesto se lo trasbordavo sullaltra riva, risposi. Sta bene, disse il romano, che era evidentemente il capo di quei soldati. Poi si gir, rivolto ai suoi sottoposti. Del resto dovevamo prendere solo lui. Arrestate Ges!, ordin agli altri romani. E fate venire un carro, per portare via tutte le casse!. Il contrabbandiere se ne and in fretta, dopo avermi lanciato uno sguardo di gratitudine mista ad ammirazione. Io lo ricambiai, mandandogli infinito amore. Quello che accadde dopo, lo sanno tutti. Quella era la mia ultima missione, ma anche la pi riuscita, perch avrebbe aiutato lumanit intera.

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