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Luomo che non conosceva la Coca-Cola

Il direttore se ne stava spaparanzato sulla sedia girevole modello imperatore e con i piedi sul tavolo, mentre si fumava un grosso sigaro. Stava leggendo il resoconto dellultimo sondaggio mondiale sulle abitudini dei consumatori compiuto dalla propria azienda, cercando come sempre nuove idee per espandere il mercato, finch il suo sguardo cadde su qualcosa che non quadrava. Premette subito il pulsante rosso sulla scrivania; dopo pochi istanti la porta dellufficio si socchiuse. Si pu?, chiese la voce timida e sensuale della segretaria. Ovviamente, disse il direttore. Altrimenti non lavrei chiamata. La donna si sedette di fronte a lui. Luomo la guard, sbirciando avidamente sopra gli occhiali a mezzaluna. Aveva una capigliatura bionda e frizzante stile anni 50, un seno abbondante ed i suoi fianchi ricordavano quelli di una bottiglietta di Coca-Cola. Non per niente era la sua preferita. Abbastanza normale, del resto, per un dirigente dellazienda produttrice della Coca-Cola. Vorrei delle spiegazioni su questo, esord il direttore, indicando il presunto errore che aveva sottolineato con la matita rossa. Ho gi controllato, non c nessun errore. Esiste al mondo un uomo che non conosce la Coca-Cola. Se le interessa, questa la sua scheda personale. Ma signorina, ha provato a darle unocchiata? Stando alle risposte, lindividuo in questione vivrebbe in una citt con svariati milioni di abitanti, avrebbe studiato alluniversit e farebbe lingegnere in una fabbrica di circuiti elettronici. O il nostro inviato quel giorno era ubriaco, oppure questuomo ci ha presi per il naso! No, signore. Tutto corrisponde. impossibile che abbia mentito. Semplicemente questuomo sar una persona distratta, e magari quando stava per andare in onda la nostra pubblicit cambiava canale, oppure per la strada davanti ai cartelloni guardava altrove. Alle feste tra amici beveva altre bibite, e le bottiglie di Coca-Cola avevano sempre letichetta girata dallaltra parte. improbabile, ma non impossibile. Suvvia, siamo seri, fece il direttore. Sono stati intervistati tutti gli abitanti del pianeta. Com possibile che uno che viva in una grande citt come la nostra abbia non solo candidamente ammesso di non avere mai assaggiato la Coca-Cola, ma persino di non averne mai sentito parlare? Eppure la nostra bibita scorre ovunque a milioni di ettolitri, dallAmazzonia allo Zimbabwe, dalla fossa delle Marianne alla vetta dellHimalaya. Un uomo NON PUO non bere la nostra mitica

bevanda, lunico liquido che possa fregiarsi a pieni diritti di un simile nome. Se lo fanno anche gli scimpanz degli zoo pi rinomati, potr farlo pure uno stupido abitante di una stupida citt come la nostra! Eppure le cose stanno cos. Dobbiamo arrenderci alla realt, disse con fatalismo la segretaria. Signorina! Si vergogni! Unazienda come la nostra non si arrende mai. Raggiungeremo quelluomo e gli faremo conoscere la Coca-Cola! E se non vorr?, chiese preoccupata la donna. Lo costringeremo!, esclam il direttore, stringendo il pugno. Con delicatezza, ovviamente, aggiunse, smorzando il tono. Domani stesso inizier la missione stop allignoranza. Istituiremo una task force senza limiti di denaro e di mezzi, per scovare questa persona controcorrente e civilizzarla a dovere. In fondo, aggiunse, la nostra una missione umanitaria. Pu darsi, disse con una nota di scetticismo la segretaria, per c un ostacolo. Per motivi di privacy non indicata la citt n lindirizzo al quale abita questuomo, ed impossibile ricavare in alcun modo questi dati. Il direttore sprofond nella sedia. Persino il sigaro che stava fumando si afflosci. Mi ascolti, meglio che lasciamo perdere, sugger la segretaria, aggiustandosi con noncuranza la spilla con le bollicine che teneva appuntata sul petto. Non possiamo e non dobbiamo!, disse con enfasi il direttore, alzandosi dalla sedia e raggiungendo lampia vetrata dietro la scrivania, che si affacciava sulla metropoli. La nostra azienda ha una sua missione da compiere, che non solo quella di fare soldi, prosegu, girato di spalle, e non accettabile che un essere umano come noi versi in una simile miseria intellettuale. Sarebbe come se ci fosse ancora qualcuno che creda in Babbo Natale o nella Fata Turchina unultima e pericolosa sacca dignoranza nascosta in seno alla societ. terribile pensare ad un simile brandello dirrazionalit che sventoli indisturbato in mezzo al mondo civile, incurante delle conquiste sociali e tecnologiche del nostro tempo. atroce, rispose la segretaria, ma non possiamo fare nulla. Signorina, riprese il direttore, con la voce incrinata dallemozione, le ripeto, non sto parlando tanto per lazienda, quanto per il benessere dellumanit, e perch desidero che arda ovunque la fiaccola della conoscenza. Mi dispiace, disse seccamente la segretaria, scocciata dallarringa fuori programma. Ora devo andare di l, ho un sacco di lavoro arretrato. Il direttore rimase ancora un bel po ad osservare la citt che si stagliava davanti al suo sguardo. Ma contrariamente al solito, quella vista non lo rallegrava.

Pi tardi, uscendo dallufficio, il direttore si diresse verso il centro per una passeggiata senza meta. In mezzo alla strada scorreva il solito fiume di automobili, mentre le scritte al neon lampeggiavano ammiccando ai consumatori. Migliaia di esseri umani come asteroidi dalle orbite caotiche sfrecciavano intorno a lui. Ogni tanto qualcuno emergeva dal caos, acquistando consistenza, poi spariva nuovamente, inghiottito dalla massa indistinta. Tutti quegli individui conoscevano e bevevano la Coca-Cola; tutti tranne uno, luomo che risultava dal sondaggio. Il direttore squadrava ogni persona, tentando di individuare dai lineamenti o da qualcosa nellatteggiamento che la distinguesse dalle altre, indicandola come luomo misterioso. Nella sua mente cominci a materializzarsi un pensiero, il pensiero che gli avrebbe cambiato la vita. E se quelluomo non fosse un essere reale, ma uno spirito o qualcosa del genere, che albergava in tutti quanti, in qualche angolino dellanimo? La statistica stessa pareva indicare in quella direzione: in fondo dire che una persona su sei miliardi non conosceva la Coca-Cola era lo stesso che dire che un seimiliardesimo di ogni persona possedeva quella caratteristica. Una frazione molto piccola, eppure reale. Si sofferm dinanzi ad una vetrina, osservando il vago riflesso della sua sagoma grassoccia ed incravattata. Si guard dritto negli occhi, lasciando da parte ogni preconcetto; fu la prima volta che si vide davvero. S, cera in lui un angolino che credeva ancora in Babbo Natale e nella Fata Turchina, cos come cera quella parte di lui che non conosceva la Coca-Cola. Si sentiva leggero, spumeggiante e felice per aver scoperto anche in se stesso quel brandello di irrazionalit che alberga in ogni persona, e con questo pensiero si tuff anche lui nella folla, perdendosi come una goccia di bibita frizzante in una bottiglia dai fianchi sensuali.

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