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Il venditore di reliquie Mi trovavo presso un cliente facoltoso.

Siccome mi pareva uno dai gusti raffinati, gli proposi: Se vuole ho il calcagno di S.Brigida da Orvieto, martire, vergine e orfana. Addirittura!, fece laltro, visibilmente impressionato. Eh, s, purtroppo, feci io con gravit. Certa gente le ha proprio tutte. Se invece preferisce rimanere sul classico, avrei questi resti di S.Margherita da Napoli. Ma sono tutti bruciacchiati! Naturalmente! Come lei ben sapr, la poveretta stata martirizzata nel forno di un pizzaiolo. E non avrebbe qualcosa di diciamo pi prestigioso? Ci sarebbe il teschio di S.Fernando apostolo, una vera rarit. Ma come? Non ho mai sentito di un apostolo di nome Fernando!, protest laltro. Appunto. Proprio qui sta la rarit. Poi aggiunsi: Ma se lei proprio esigente, guardi qui: questo il cuore imbalsamato di S.Paolo prima della conversione. Luomo mi guard poco convinto. Eh, lo so, purtroppo quellaltro molto richiesto, e lho appena venduto. Tirai fuori dal mio bagaglio un involto di panno rosso, che posai sul tavolo, e lo aprii mostrando il prezioso contenuto. Se vuole qualcosa di speciale, ecco questi due stupendi teschi. Sono in condizioni perfette, oserei dire che sembrano nuovi. Costano parecchio, ma ne vale la pena. Sono i sacri resti di SantErmogene da Lampedusa. Questo teschietto piccolino apparteneva a lui da giovane, questo un po pi grande era il suo quandera vecchio. Laltro sgran gli occhi, stupefatto. Com possibile? un miracolo, sentenziai, alzando gli occhi al cielo. E quello cos?, chiese ancora il mio cliente, vedendomi tirar fuori un piccolo reliquiario. Oh, questo qualcosa di veramente eccezionale: la mandibola della Beata Innocenza quasi vergine. Quasi? Be, nessuno perfetto. Comunque proprio per questo posso farle un buon prezzo. Me ne andai, alleggerito della mandibola di una vecchia prostituta e appesantito da un bel mucchio di monete doro.

E cos giravo lEuropa, vendendo costole di Adamo, diti indici di S.Tommaso apostolo, penne di arcangeli. Tanto la materia prima non mancava lEuropa pullulava di corpi appesi di impiccati e di condannati a morte per varie infamie, e con i miei due aiutanti andavo la notte a rovistare nei terreni sconsacrati dove venivano sepolte le spoglie di quei poveracci. In fondo io permettevo loro di riabilitarsi, seppure dopo la morte. In mancanza daltro riuscivo a fare discreti affari con ossa di gatto e di pollo, che dopo una sapiente doratura divenivano delle perfette ossa di angeli. I miei clienti erano nobili, arricchiti e piccole chiese di campagna che non potevano permettersi reliquie ufficiali. Gli affari andavano a gonfie vele. Solo nellultima settimana avevo venduto tre dozzine di tibie di Santa Cunegonda, losso sacro di Santa Santina da Santorino, alcune rotule artritiche di S.Pierina la lavandaia, senza contare unintera borsa di falangi assortite. Contro ogni aspettativa ero riuscito persino a piazzare ad un cliente col raffreddore la tonaca di SantOdoacre leremita, che in sessantanni di ritiro spirituale nei boschi non si era mai lavato. Finch nel mio peregrinare non giunsi in una piccola cittadina della Germania. Prevedendo di rimanere l per qualche giorno, mi sistemai in una locanda. Venne a trovarmi un nobile del luogo, un personaggio oltremodo arrogante e vanitoso. Cominciai a snocciolargli il mio intero campionario. Guardi qua: un callo di San Callisto, il timone di San Panfilo, un fulmine di Zeus ah, mi scusi, dissi mortificato, questo era per un cliente pagano. Bah! Non ci siamo!, fece il mio cliente, in una smorfia di disprezzo. Reliquie roba da pezzenti! Qualunque arricchito da strapazzo in grado di comprarsene qualcuna. Io aspiro a ben altro. Io voglio la Madonna. Lo guardai allibito, con gli occhi sgranati. S, ha capito bene. Voglio il corpo della madre di Ges. Uno del par mio non pu accontentarsi di niente di meno. Lo fissai. Una luce sulfurea brillava nelle sue pupille oscure come il carbone. Pazzo! Megalomane e pazzo! Nemmeno io, che avevo il cuore foderato di coriacea pelle dasino potevo arrivare a concepire un simile sacrilegio. Le d un mese di tempo. Dopodich se non sar in grado di soddisfarmi le far mettere un bel nodino al collo. Allinferno saranno ben contenti di avere la sua animaccia nera. E cos dicendo sbatt la porta dietro di lui. Mi accasciai sulla prima sedia disponibile. Accarezzai la mia gola, deglutendo a fatica. Sentivo gi stringermi il cappio al collo. Tanto per fare qualcosa, ordinai a un artigiano una bella cassa di cristallo, nella quale avrei dovuto sistemare le sacre spoglie.

Una settimana dopo la cassa arriv. Piansi sommessamente. Ma perch tutte a me?, mi domandai, parlando da solo. Proprio ora che ero allapice della mia carriera! Ma dimmi tu come mi cavo da questimpiccio! Osservai attentamente la mia camera. Lo sguardo mi si sofferm in un angolo doverano accatastate varie masserizie. S, cera qualcosa che poteva fare al caso mio. Avevo le spoglie di Santa Eleuteria di Busto Arsizio, oppure quelle della Beata Ildegarda di Canicatt, che erano rimaste invendute. O per dire meglio, quelle di una vecchia suora scomunicata e di una povera contadinella morta di setticemia. Forse, con un velo e una lunga veste No!, mi dissi, scacciando quel pensiero orribile dalla mia mente. In fondo ero semplicemente un onesto imbroglione. Cos, rassegnato, rimasi per tre settimane seduto davanti alla teca vuota, dormendo pochissimo e senza quasi toccare cibo. La mattina dellultimo giorno mi svegliai. Unalba di rassegnazione filtrava dalla stretta finestra. Ebbene, anche il mio percorso terreno finito, meditai tristemente. Fra poche ore il mio corpo pender da un albero, e la mia anima sar un tizzone fra le braci dellinferno. N luna n laltra cosa, mi rispose una voce che parlava dentro il mio cuore. Alzai gli occhi, e vidi una bellissima donna distesa nella teca. Era avvolta in una lunga veste azzurra, con un velo candido e una corona di stelle. Il suo volto era sereno, con gli occhi chiusi, come giacesse addormentata. Emanava una luce indicibile, ultraterrena, che avrebbe commosso anche il cuore pi duro. In quella bussarono alla porta. Istintivamente, presi tutte le coperte, le lenzuola e i vestiti che potei, e li gettai sulla cassa, per nasconderla. Ma tutto quello che sfiorava la teca pareva divenire trasparente cristallo, e la Madonna brillava, imperturbata nel suo riposo. In preda allagitazione spostai alcuni mobili, per fare da paravento a quel corpo santo. I colpi si facevano sempre pi forti, finch luscio fu sfondato, esplodendo in mille schegge e in un fragore di ferraglia. Comparve il volto del mio cliente, accompagnato da alcuni sgherri. Novit?, fece il nobile con un ghigno. Nessuna, dissi tremando. Sentii le mani rudi ed inguantate di uno sgherro stringersi in una morsa dacciaio attorno al mio collo. Luomo fece un giro della stanza, finch giunse allangolo dove avevo eretto la barricata.

No! Non andare l!, provai a gridare, l non c niente, solo effetti personali!, ma dalla mia gola usc soltanto un gemito strozzato. Lasciatelo stare!, esclam il nobile, e un istante dopo mi ritrovai a terra, libero finalmente di respirare. Ma perch non me lhai detto subito, amico mio?, fece laltro, dandomi una mano a tornare in piedi. Hai mantenuto la promessa. Quanto vuoi per il disturbo? Cinquecento fiorini possono bastare? N-no, balbettai. Intendevo dire che non potevo commettere unazione cos spregevole, ma laltro la prese come se volessi tirare su col prezzo. Luomo insistette, vedendomi per niente convinto. Mille? Duemila? No, non posso accettare, dissi coraggiosamente. gi tanto se sono vivo. Devi accettare! Io ti ho chiesto questo favore, e tu me lhai esaudito. Sono ricco, molto ricco, e con i miei soldi posso comprare qualunque cosa. Stavo per dire ancora una volta no, quando sentii la melodiosa voce di prima risuonare nel mio cuore: Ascoltami, non farti problemi. Quel denaro tuo e ti spetta. Poi continu, vedendo che in me resistevo ancora: Lhai detto tu: sei un onesto imbroglione. Non pretendere di pi da te stesso, non cercare di essere quello che non sei. Non temere, tutto gi scritto. Cinquemila?, chiese ancora il mio cliente. Va bene, dissi, sudando copiosamente, ed afferrando il pesante sacchetto che mi porgeva. Vedo che sei una persona ragionevole, fece laltro. In quella entrarono alcuni armigeri, con i colori della Chiesa. Immediatamente cal il silenzio. Un momento dopo un personaggio riccamente vestito e con una mitra tempestata di pietre preziose entr nella stanza. Era il vescovo! Era famigerato quellindividuo per il suo amore per i roghi e le esecuzioni. Lor signori, buongiorno!, disse, mentre il rubino che portava al dito mandava bagliori rossastri e sinistri. Che si fa qua? Strane voci sono pervenute al mio orecchio. Quando vide la teca di cristallo con dentro la Madonna, gli occhi gli si illuminarono dalla meraviglia. proprio lei, disse. Chi il padrone di questa reliquia? Lui, lui!, esclam terrorizzato il mio cliente, sentendosi scottare la terra sotto i piedi, indicando nella mia direzione. sua, risposi io, altrettanto agitato, nascondendo il sacchetto di denaro dietro la schiena. Glielho appena vend ehm, venerata. Il vescovo punt il suo dito grasso e inanellato sul nobilastro, e gli disse:

Allora, come la mettiamo? Laltro stava sciogliendosi nel terrore, indeciso tra i sudori caldi e quelli freddi. Facciamo met e met?, prosegu il ministro della Chiesa, mentre laltro lo fissava ammutolito. Met in che senso? Sugli incassi, naturalmente. Ci mettiamo in societ: lei fornisce i mezzi, io i fedeli. E cos fu allestito un carro riccamente addobbato, con pesanti drappi color porpora e oro. Andai a salutare la reliquia unultima volta, inginocchiandomi in silenzio davanti a lei. Va, e non temere, mi sussurr. tutto giusto. Ti salverai, ed anche loro si salveranno, perch proprio grazie alla loro vanit e alla loro cupidigia che il mio nome sar conosciuto ovunque. Se fossero stati dei santi uomini mi avrebbero tenuta nascosta nel loro cuore. A quelle parole capii tante cose. Dai miei occhi sgorgarono inarrestabili le lacrime. Un lento stridio di ruote mi riport alla realt. Lentamente il carro si allontan, assieme al corteo e agli altri carri che lo accompagnavano. Rimasi a guardare finch non persi di vista il drappello, dopodich tornai sui miei passi e alle mie consuete occupazioni. La reliquia invece inizi il suo lungo viaggio attorno al mondo, portando ovunque la sua luce, e la gente di ogni et ed estrazione sociale accorreva a venerarla, versando naturalmente oboli sostanziosi, che venivano divisi da buoni amici tra il nobile e il vescovo.

Professor Bizzarro (b)bizzarryght Professor Bizzarro bizzarro@bazardelbizzarro.net www.bazardelbizzarro.net

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