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Segreti di famiglia

Sono una persona pacata e tranquilla, sposata da parecchi anni, e faccio un semplice lavoro dufficio. Ma quello che non sa nessuno, nemmeno i miei amici pi cari che tutto il mio mondo ruota attorno ad una sola, grande, passione: quella per la parte che si trova al centro di ogni donna. Non che trascuri mia moglie, anzi. La tratto con tutto il rispetto e lamore possibile. Ma quando viene la sera non posso fare a meno di uscire in cerca di nuove conquiste, inventandomi le classiche scuse, tipo partite a carte con gli amici, cene di lavoro e tutto quanto una fervida fantasia maschile possa escogitare. Me ne esco con il buio, mentre la citt-bene riposa, e si risveglia il lato pi istintivo e primordiale degli esseri umani. Giro in macchina per le strade semideserte, mentre i fari sfogliano velocemente il libro della notte. Vago da un locale allaltro, da una festa ad un altra, da una discoteca ad unaltra, sempre in cerca della mia preda. Inevitabilmente mi ritrovo davanti a qualche bella bionda, o mora, o rossa, a chiacchierare o a bere un drink in qualche angolino appartato. Poi le dico: Andiamocene di qua, facciamo quattro passi a prendere un po daria fresca, e la donna, nove volte su dieci, ci sta. Ovviamente sappiamo entrambi come andr a finire. Facciamo i quattro passi, poi saliamo in macchina, con la scusa di andare da qualche parte. Finalmente, dopo aver parcheggiato in qualche luogo ben appartato, lei inizia a spogliarsi. Ho investito appositamente tre anni di sudati risparmi per unautomobile accogliente e spaziosa, e soprattutto con i sedili morbidi e reclinabili. Cos mi spoglio anchio, e cominciamo il nostro approccio. Quando la preda ben cotta, io allungo la mano e tiro fuori la mia macchina fotografica. Che fai?, dice lei sorpresa, coprendo con le mani quanto pu. Non vorrai mica fotografarmi? solo un giochetto, dico io. Voglio tenermi un ricordo di questa serata E laltra protesta: Ma non voglio finire su qualche giornale oppure su Internet, nelle mani di qualche individuo lurido e bavoso! Non temere, le spiego, in fotografia il tuo viso non si vedr. Di solito, nove volte su dieci, la donna cos stordita e desiderosa di riprendere ci che avevamo interrotto che asseconda di buon grado il mio capriccio.

Ed io, gongolante, accendo la mia macchina elettronica superaccessoriata e faccio un bel primo piano della parte che mi interessa di pi, quella che si trova al centro della donna e del mio universo. Poi la serata finisce, ed io ritorno a casa, allegro e fischiettante, girando pian piano la chiave nella serratura, e togliendomi le scarpe allingresso per non svegliare mia moglie. Allora mi spoglio, e minfilo accanto a lei sotto le coperte, soddisfatto della serata. Se invece mia moglie sul lavoro a causa del turno serale, mi precipito in stanza, accendo il computer e la macchina del caff espresso. Dieci minuti dopo la sottile vagina della mia fedele stampante partorisce il risultato della mia notte brava. Nel frattempo ho gi tirato fuori il mio album segreto, dove conservo i miei scatti, lo apro ad una pagina vuota e vi incollo limmagine. Vi scrivo accanto il nome della proprietaria di quel ben di Dio, e scrivo un breve resoconto dellincontro con lei. Poi, soddisfatto, ripongo lalbum nello scaffale, infilandolo dalla parte del dorso, in modo che si confonda con i mille fogli sparsi, appunti e fotocopie che ingombrano gli scaffali della mia camera. In effetti il mio hobby ufficiale quello della fotografia, ma mia moglie non immagina certo quale genere di soggetto io prediliga. Con il tempo lalbum si riempito, ed ho dovuto iniziarne un altro. Poi un altro, ed un altro ancora. Spesso ormai, dopo aver fatto la mia tradizionale conquista, anzich tornarmene a casa proseguo le mie scorribande in cerca di nuovi soggetti. Ho sempre cercato donne in cerca di veloci avventure, senza complicazioni sentimentali. Ma con qualcuna mi dispiaciuto, perch non potevo rivelarle che in realt buona parte delle mie manovre era finalizzata proprio ad ottenere la fatidica fotografia. che non puoi fermare per strada una sconosciuta e chiederle: Scusa, potresti sollevarti il vestito, giusto un attimo, che ti faccio una bella foto?, cos devi giocare a conquistarle, anche se solo per lo spazio effimero di un paio dore. Quel giorno rincasai tardi. Ma non tardi nel senso che fosse notte fonda, bens perch erano le dieci del mattino. Lo sapevo, infatti, che mia moglie doveva sostituire una collega malata, quindi avevo campo libero fino alle tre del pomeriggio. Ero a pezzi, anche se soddisfatto, dato lingente bottino di immagini che custodiva il ventre della mia macchia fotografica. Mi pulii le scarpe sullo zerbino, poi estrassi le chiavi ed aprii la porta, pregustandomi la doccia ed il letto.

Mi ritrovai nellatrio, e per riflesso condizionato tesi lorecchio. Si sentivano degli inequivocabili gemiti ed ansiti provenire dalla camera da letto. Che fare? Ormai ero in ballo, e mi conveniva ballare. E comunque andasse, potevo starmene solo che zitto, vista la folle nottata della quale ero reduce. Ero pi che altro curioso, mi intrigava lidea di sorprendere mia moglie sul pi bello, e di scoprire i suoi gusti in fatto di amanti, visto che finora pensavo di essere lunico esemplare di uomo che le piacesse. Mi affacciai alla stanza. La vidi semidistesa sul letto, con i vestiti scivolati per terra. Niente amanti. Era sola, tutta impegnata in un solitario gioco damore. Ridacchiai dentro di me, non so neppure se sollevato oppure deluso. Ciao tesoro, le dissi entrando, come nulla fosse, ma il sorriso mi si spense, vedendo i miei amati raccoglitori di foto aperti sul letto attorno a lei. In quel momento capii perch mi capitava regolarmente di trovare gli album fuori posto, convinto che fosse colpa del mio disordine e della mia scarsa memoria. Ci guardammo, come impietriti. Io avevo scoperto il suo segreto, cos come lei aveva scoperto il mio hobby di fotografare ombelichi.

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