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Quadro di famiglia

La ragazza torn da scuola, ansimante. Sbatt la porta, abbandonando lo zaino in mezzo al corridoio, e lasciando vestiti qua e l. La madre si affacci alla porta della cucina, con la faccia acida e contratta. Allora? Che facciamo? Solito disastro? E io che sono tutto il giorno che cerco di tenere in ordine! Nessuno che rispetti il mio lavoro, prendete tutti questa casa come fosse un albergo! Uffa, mamma, che scatole!, brontol la figlia con voce lamentosa. Piuttosto quand che si mangia? Quando avrai messo a posto la tua camera! Ma, mamma, sono appena tornata E io cosa dovrei dire? Tutta la mattina che sgobbo a casa, e pomeriggio devo andare anche a lavorare. Nessuno che mi rispetti mai, nessuno che pensi a venirmi incontro! Un paio dore dopo rientr anche il ragazzo. Togliti quelle scarpe schifose. E magari salutami quando arrivi a casa! Uffa, va bene mamma. Ah, s, mamma, avrei bisogno di soldi! Di nuovo? E che ne hai fatto di quelli che ti ho dato ieri?, disse la donna rabbiosamente. Fila di l e non scocciarmi! Ovviamente il ragazzo fece subito baruffa con sua sorella perch occupava il bagno da due ore. In quella torn il padre, siccome pioveva, e gli operai erano stati mandati a casa. Con le scarpe bagnate ed infangate attravers il corridoio e fece il giro di mezza casa. Accidenti!, imprec la donna. Avevo appena pulito! E che ci posso fare?, disse il marito, Piove! Piuttosto com che il pranzo freddo? E come potevo sapere che saresti tornato prima?, sbott la moglie. Poi ci fu baruffa per la televisione. La madre voleva continuare a vedere la telenovela, il padre voleva il telegiornale, il ragazzo il telefilm, mentre la ragazza aveva il mal di testa per le mestruazioni e la voleva spenta. Nel giro di pochi minuti erano tutti che si arrabbiavano con tutti. Finito il pranzo, che il clima familiare aveva reso pi tossico del veleno per topi, cominciarono a sparecchiare. Ricordati di quel lavoretto, disse la donna al marito. Dovresti appendere quel quadro che ci hanno regalato i miei genitori Quella orribile crosta?, fece il marito.

Crosta o non crosta vedi di appenderlo. Sai bene quanto i miei ci tengano! un vecchio quadro di famiglia, salterebbero su tutte le furie se vedessero che lo disprezziamo. Uffa!, bofonchi luomo, proprio ora che volevo andare a riposare! Se andassimo dietro a te, qui non si farebbe mai niente. Rimandi, rimandi sempre, come quellarmadio da aggiustare e quel rubinetto in bagno che gocciola da settimane ed ho dovuto metterci un secchio sotto! Brontolando, il capofamiglia tir fuori la cassetta degli attrezzi, poi avvicin il tavolo alla parete e ci sal sopra. Potevi usare la scala! E mettici almeno un giornale sopra, per non sporcare! Luomo non disse niente, ma solo perch teneva un chiodo fra le labbra. Il muro era troppo friabile, e il chiodo non teneva. Era quindi necessario mettere un tassello. Come premette il pulsante, il trapano schizz in avanti, e per il contraccolpo si sfond parzialmente la sottile parete di mattoni forati. Luomo bestemmi fra i denti. Ora bisognava preparare il gesso e tentare di riaggiustare la parete. Guard nel buco, e vi parve di scorgere qualcosa di strano. Non avrebbe mai immaginato che l dietro vi fosse una nicchia. Presa la torcia scopr che pi che una nicchia era una vera e propria stanza. Effettivamente, guardando bene il loro appartamento, i muri formavano una sorta di colonna centrale, che da un lato confinava con lappartamento accanto. Pensavano da sempre, infatti, che l dietro vi fosse una camera abitata dai loro vicini. Era una sorta di monovano. Il suo interno, privo di finestre, era arredato, anche se i mobili erano grandi circa un terzo di quelli normali. Pareva in tutto e per tutto un normale appartamento: vi era langolo di cottura, il bagno, le camere da letto il tutto in formato mignon. Allimprovviso il trillo di una sveglia ruppe il silenzio, e lapertura nel muro si illumin. Il capofamiglia in piedi sul tavolo si ritrasse spaventato. Voci concitate provenivano dallinterno. Dove hai messo il dentifricio? E che cavolo ne so? Scaldami la colazione! Non sono mica la tua serva! Deficienti, mi avete svegliato! I dialoghi proseguirono su questo tono. La famiglia dallaltro lato della parete si guard negli occhi, senza sapere cosa pensare. Avevano un podi paura. Paura che quella casa fosse infestata dagli spiriti, o qualcosa del genere. Dovremmo far benedire la casa, e magari appendere un crocifisso, disse la donna.

Io dico di chiudere tutto, e non se ne parla pi, propose il ragazzo, che preferiva andare per le spicce. La ragazza invece, spinta dalla curiosit, sal sul tavolo e diede una sbirciata alla camera nascosta. Allinterno vi erano quattro persone, in tutto e per tutto uguali a loro, se non fosse stato per le loro dimensioni, tre volte pi piccole. Come fossero finite l dentro e da quanto tempo solo il Cielo lo sa. Voglio vedere anchio!, disse il ragazzo, che sal sul tavolo, facendo quasi perdere lequilibrio alla sorella. Non poterono fare a meno di fare baruffa, visto che loro erano due ed il buco era uno solo. Spazientito, il padre prese il trapano, e pratic un altro piccolo foro ad altezza duomo nella parete. Dar un occhiata anchio, disse la moglie. Ho capito, ancora un buco, fece luomo, rassegnato. Alla fine erano tutti e quattro che sbirciavano linterno di quella misteriosa stanza. Le piccole persone allinterno parevano non accorgersi di loro, e proseguivano imperterrite le loro interminabili dispute. Come sono ridicoli, disse la ragazza in piedi sul tavolo. Che scemotti, fece eco la madre, dalla sua postazione. Puoi dire pure cretini, rispose il marito, una volta tanto daccordo con lei. Il ragazzo era troppo assorto per profferire qualcosa. Era la prima volta che passavano dieci minuti senza dire una parolaccia o una bestemmia. E cos passarono damore e daccordo le settimane, i mesi, gli anni, e quando erano nervosi, andavano a sbirciare dai buchi nel muro, e si rilassavano spiando le vicende di quella piccola e buffa famigliola.

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