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Essere nellessere umano

Pensiero idealmaterialista

di Marco Favazzi

INDICE Essere nell . Infinito e presente dellessere umano .... Percezione molecolare ...... De monade .... Immaginazione . Elefante ermetico nel suo riconoscimento ... Ricordi sfumati Piani ontologici .. Dentro e fuori ................................. Laquilone . Ridimensionamento . Sfiorandosi . Scomponendo e ordinando (idealmaterialismo) ... Amore essenziale ............................ Meditazione sui sassi ...... Listante comune Lhasa (esortazione cellulare) ..... Suicidio alternativo ............. Stato Intermedio . Quadrato .. Voci concatenate (su Hans Jonas) Discussioni circa la vita e la morte ... Poesia Il labirinto 4 6 13 15 18 19 22 30 31 32 33 35 37 38 39 40 42 43 45 46 47 54 55

ESSERE NELL. INFINITO E PRESENTE DELL ESSERE UMANO Appare distante il Sole dalla Terra, e il nero che appare di notte non riesce a spaventare questo vuoto. Tra stelle e cani che fanno a botte, tra politica e merci sanguinose, il nostro vivere reclama una dose, di vita, per chi non crede che sia questo il fine. Avanti, nella ricerca della parola: molecole inanimate, in determinate combinazioni, conferiscono alla materia le nostre ragioni, come sugger Leheninger nella sua biochimica: siamo atomi raccolti dalla chimica per divenire molecole, cellule e organi. Non vogliamo menzogne sullinfinito, non vogliamo sgomenti per il futuro, ma nel presente, il piacere di un inno alla vita, che in ogni momento ci lascia, sfuggente, al massacro di geni che camminano veloci. Parlavo con Plotino con Aristotele e Bergson dello spirito e della materia, della forma e della funzione: ma chi chiamavano ragione, materia o percezione? Ed ecco che si riscopre il nostro intento:

trasformare ogni forma di lamento. Vogliamo volare su prati ondosi, tra mari e raggi che legano il cielo, tra venti che sussurrano larrivo di un uragano che spazza dal mondo laspartame (tutto il dolce sintetico che ci vogliono offrire), mentre nascondono il nostro morire. Mentre nascondono il nostro diritto di avere un presente nelleterno gioire, nel presente, che in contatto con leterno immobile, mentre lavori per cambiare un mobile, mentre disperi per mantenere una casa, quando da bambino sognavi la NASA. Allora questo il compromesso? Io non chiedo niente, se non di vivere il presente, in contatto con il futuro, il passato e il cosmo intero. Tra la materia e il pensiero, i suoni e i colori, l immagine la nostra ragione, la volont previsione. Molecole inanimate, in determinate combinazioni, mentre passano anni: felicitazioni.

PERCEZIONE MOLECOLARE

Riconosciamo il mondo esterno attraverso organi di senso organizzati ad imbuto affinch ogni nostra percezione si unisca alla ragione. Noi umani siamo dotati di facolt percettive che colgono svariati modi dellessere e del divenire: connettendo la percezione fisica all intelletto acquisiamo coscienza della realt esterna e questa la conferma: scrivo vista, olfatto, gusto, udito e tatto. I sensi sono il nostro strumento per poter percepire ci che esiste e in che modo si manifesta ci che vive al di fuori del nostro corpo: sono il nostro accesso al mondo. Ma laccesso al mondo di chi? Chi siamo? Cosa siamo? Nel momento in cui leggo queste righe sto utilizzando la vista, il tatto, il gusto, lolfatto, immagino di leggere e quindi ascolto me stesso che legge, e il mio pensiero risponde allinsieme di queste percezioni dandomi unidea di esistenza.

Percepisco me stesso nel momento in cui il mio pensiero raccoglie le informazioni e le incanala nellunit che assorbe e risponde alla domanda che mi viene posta. La percezione sensoriale deriva da un sottile ed elaborato sistema di segnalazioni che partono da una sorgente esterna (che pu essere la luce o un cibo da gustare) e che si propaga al nostro cervello attraverso una fase di riconoscimento del segnale da parte dei recettori di cui siamo forniti, una fase di apertura o chiusura di canali ionici che sono presenti allinterno delle nostre cellule, e, infine, alla trasmissione di un potenziale dazione al cervello. Ma che senso avrebbe per un mondo poco bello? I nostri sensi e la nostra vita dipendono in gran parte da processi di polarizzazione e depolarizzazione, trasmissione del segnale come gradiente chimico ed elettrico al cervello e agli organi periferici, il tutto come in una televisione in cui ogni pixel si illumina per dare la visione dovuta, o voluta. Ogni singolo segnale ricevuto dal nostro sistema sensoriale rielaborato per produrre una risposta nei confronti dellambiente circostante, quindi possiamo ammettere come senso tutto ci che ci permette di percepire lambiente esterno e ci suscita una sensazione, una risposta, una reazione. Il nostro pensiero la costante? Per avere una visione pi completa del complesso sistema di percezione e di risposta dellessere vivente esiste la necessit di introdurre un ulteriore elemento: il DNA.

Il DNA la struttura di accesso al mondo vivente, la base di partenza dellespressione dalla materia inerte alla materia vivente: molecole inanimate, combinate in determinate associazioni, conferiscono alla materia propriet vitali, sensoriali, immaginative. Ma perch sciupare questa occasione cos rara? La vita un insieme di atti fenomenologici, ma non basta il DNA per essere viventi, tantomeno persone, cos come non basta il pianeta Terra per la vita, ma serve un Sole, un Sistema Solare che faccia s che il pianeta Terra sia ad una distanza opportuna con il Sole e gli altri pianeti, e che tale distanza crei unalchimia perfetta tra atmosfera e gravit, tra giorno e notte, tra esseri viventi. Per Aristotele questo mondo governato da materia e forma, potenza e atto: atto tutto ci che esprime potenza, la potenza affinch si trasformi in atto necessita di unazione, tale azione il principio divino, pura forma immobile e immateriale, a cui ruota attorno tutto il creato. Questo moto attorno alla forma latto. E cos un elettrone ruota attorno al nucleo, la terra attorno al sole, il sole attorno al centro della galassia, attorno allantimateria. Un elettrone latto di un nucleo, un atomo forma e materia, materia che ruota attorno a se stessa per concludere la propria funzione in un atto, in un atomo, in una molecola, in una cellula, in un essere umano. La forma data dalla materia e implica la funzione. Quegli esagoni e pentagoni gi importanti per Plutarco, nella loro forma creano una configurazione che permette alla materia di creare la vita, permette alla forma di rappresentare tutte le

immagini della nostra ragione, informano lessere della propria natura, creano le basi per una comprensione, sono la forma delle purine e delle pirimidine, materia che costituisce il codice genetico: il DNA. Cos in biosemiotica si cerca la relazione tra cultura, linguaggio e replicazione del materiale genetico come codice da cui e in cui si genera la natura molteplice, da cui si genera la scrittura che si sforza di tenere tutto collegato allinterno delluniverso che ci ha generato. Ricerche in epigenetica evidenziano come stimoli quali stress, depressione, ansia, paura, caldo, freddo, fame, ecc.., riflettono un cambiamento di conformazione della struttura chiamata cromatina in modo da rendere pi o meno accessibili alcuni geni allapparato trascrizionale: cos si svela dove agisce il potenziale ambientale. Ogni cosa percepita modifica il nostro pensiero cos come modifica il nostro DNA, o laccesso ad esso: forse qui si trova un vero nesso. Da ununica cellula che era anchessa un centro potenziale traiamo tutta la nostra esistenza; dal suo replicarsi e scindersi traiamo gli occhi e i polmoni. Siamo lemanazione di una forma che dallorigine ci informa su come sar la nostra attitudine e quale sar la nostra altitudine, ma in realt solo una forma di materiale e di potenza che trasformandosi in atto, trascrivendosi e replicandosi, concentra tutta la nostra vita, e, al momento giusto, appare questo nostro pensare che si insinua tra la carne e che sporge dagli sguardi, entra dalle nostre percezioni, dalla nostra capacit di ricevere

informazioni; questo pensare che ci unisce a ci che col tempo svanisce, questo parlare che ci distingue da tutto ci che non ha lingue, ma che crea in noi limpressione di farci usare la ragione. Noi recepiamo con i sensi e con il DNA. Il cervello agisce come un server di una rete informatica che si estende per tutto il nostro corpo per decodificare impulsi elettrici in un messaggio che del mondo un assaggio. Il nostro pensiero un raggio, in un area del cervello, e una reazione ad essa circoscritta ci indicher lidea di bello. Ci che abbiamo in comune con tutti gli altri esseri viventi la nostra opportunit di poter percepire i movimenti del fascio di luce che ci alimenta e ci commuove, ma se abbiamo bisogno di un apparato di percezione e non tutti abbiamo tutti i sistemi di percezione, quale la percezione pi importante? Qual la percezione che garantisce la pari opportunit? Se ci fosse un senso primo a cui fanno da eco gli altri, per trovare una risposta si dovrebbe aumentare lo zoom e focalizzare su ci che accade a livello molecolare, atomico e nucleare nei nostri apparati di percezione e individuare come ogni situazione non sia altro che una scossa o una vibrazione che si propaga; ma qual la fonte? Quantili di energia, fotoni e atomi colpiscono una parte di noi e giunge lemozione attraverso poche particelle mosse che ci giungono come scosse. La vista una rielaborazione dei fotoni che ci colpiscono; ludito dipende da una perturbazione vibrazionale: unonda elastica

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colpisce il nostro timpano e un accento suggerisce le nostre origini. Lolfatto deriva da molecole volatili che vengono catturate dai nostri recettori, cos come il gusto dipende da molecole che stimolano determinati raccoglitori; il tatto una rielaborazione di una pressione, come il freddo e il caldo, come lesistente colpisce e il non esistente non colpisce. Sembra strano che sia cos semplice, ma in linea di principio ogni senso pu essere visto come un diverso modo di manifestare la stessa grandezza in varie forme compatte: sono tutte manifestazioni tattili. Ogni nostra percezione si pu ricondurre a un contatto tra ci che fa parte di noi e il mondo esterno: distinguiamo i nostri sensi seguendo approcci tattili diversi nei confronti di una natura che si manifesta nelle sue molteplici dimensioni; cos lemozione una grande vibrazione dovuta alla risonanza con ci che percepiamo. Cos ci dissero ti amo. Anche il DNA, nella sua evoluzione e nei suoi cambiamenti conformazionali agisce attraverso lattrazione e la repulsione di porzioni di materiali che si corteggiano attraverso la carica che manifestano, in base allordine di aggregazione: regioni di DNA si attaccano, si strappano, si piegano in una danza che ha come risultato lespressione di certi geni e lattribuzione di funzione alla materia che prima era solo potenziale. Scoprire le leggi che dirigono la danza delle molecole significa scoprire le cause di malattie e di disfunzioni fisiologiche, scoprire

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la musica con cui danzano le molecole significa scoprire il suono che crea la vita. Potrebbero servirci teorie matematiche, ma le emozioni e lesperienza sono pi pratiche.

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DE MONADE

Come uno specchio che riflette, un uomo vede, sente, gusta: un uomo pensa, lo trasforma in emozione, si avvicina, si allontana: muove attorno senza superare mai la sua cornice, ma come uno specchio cambia immagine quando cambia il suo ambiente

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e ne riflette senza muoversi realmente. Come uno specchio che riflette luomo assorbe e luomo pensa a ci che lo condensa, a come tutto cambia e tutto resta nel pensiero delluniverso, nel pensiero e nella materia qualcosa resta e altro scompare. : il desiderio universale dell eterno immaginare; il riuscire a dormire nellimmobile ideale.

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IMMAGINAZIONE Cosa abbiamo in comune noi esseri umani? Abbiamo trovato un corpo dotato di recettori molecolari che permettono di captare con differenti sensi il mondo esterno. Il nostro pensiero raccoglie ci che si percepisce, cos possiamo evolvere i nostri atti in strade infinitamente differenti: questa la partenza, da qui qualcuno patisce. Il proprio concetto di bene e di male, di utile e inutile, di bello e di brutto: queste informazioni elaborano una scelta che si trasforma in azione di avvicinamento o allontanamento, assenso o negazione. Cos nasce anche la religione. I sensi sono la mappa del nostro percorso di vita per farci raggiungere gli obiettivi che i nostri stessi sensi hanno permesso di recepire come utili o dannosi, cattivi o gustosi. Ma che cos il nostro corpo? Da cosa formato? Non tutto una diversa manifestazione della stessa entit che in noi origina il pensiero? Ma c un piccolo punto su cui dovremmo soffermarci affinch la risposta possa davvero aiutarci: abbiamo parlato di sensi come facolt del nostro corpo di recepire il mondo esterno in una manifestazione unitaria di cui il pensiero il perno, ma il pensiero allora, forse, un semplice agglomerato di sensazioni? Che cosa agisce come collante? La nostra rete logica solo un ordine spazio-temporale? il caso di fare ordine.

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Ponendo la percezione come caratteristica unitaria, che garantisce luguaglianza tra tutti gli esseri umani, abbiamo lesigenza di capire come ogni percezione si riconduca a un pensiero individuale con una diversa ambizione. proprio lastrazione dei segnali concreti con cui cerchiamo la logica di tali manifestazioni e da cui cerchiamo di attingere le nostre aspirazioni che evidenzia tra gli esseri umani le differenze. Dal nostro pensiero deriva la nostra immaginazione, attraverso la quale esprimiamo nella forma pi alta la nostra identit; eppure si pensa che ci che una persona immagini non sia reale, ma come possiamo pretendere che non sia vero ci che accade in modo abituale? Non forse reale la reazione che ognuno di noi interpone tra se stesso e la propria immaginazione? Non forse vero che sto immaginando? E come posso dire che ci che immagino non sia vero? Uniamo limmagine alla memoria, e rielaboriamo gli stimoli ricevuti in passato per poter attribuire le stesse sensazioni a chi ci appare in uguali condizioni: questa immedesimazione, attivit psichica che sembra poter trovare dimostrazione con i famosi neuroni specchio (accessori simpatici per i processi empatici). Ecco la risonanza con un oggetto, la nostra percezione soggettiva del soggetto poco prima estraneo e ora senso interno.

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Osservazione,

immaginazione,

ricordo,

empatia

sono

importantissimi per poter contemplare la natura paradisiaca che potremmo volere attorno a noi, un paradiso percepibile dai nostri sensi. Limmaginazione dovrebbe essere guidata da ci che conosciamo oggettivamente attraverso la capacit di astrazione, in seguito dovrebbe farci da guida verso un mondo che non conosciamo realmente, ma che crea tutti i nostri sogni, i nostri stimoli, le nostre emozioni, i nostri numeri, la nostra capacit di connettere in modo logico segnali che in apparenza sembrano disconnessi a causa del fatto che arrivano a noi separati dai sensi e dallo spazio/tempo. In virt di queste considerazioni, mi sembra giustificabile il credere che limmaginazione sia la forma pi elevata di combinazioni di materia inanimata, la forma pi alta di espressione genica. Ed ecco il fascino dellinvenzione e dellespressione artistica: risposte del corpo umano, della materia e della mano, a uno stimolo del mondo esterno, di particelle emanate da un moto alterno. Limmaginazione permette alla materia di proseguire il proprio percorso di evoluzione. Limmaginazione, come forma di pensiero, come forma di ricezione di un segnale interno, rielaborato dal corpo umano nel modo pi unico e autentico che ogni essere umano possa avere, non la forma pi elevata di espressione? Questa la nostra contemplazione.

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ELEFANTE ERMETICO NEL SUO RICONOSCIMENTO

L elefante ermetico nel suo riconoscimento in uno specchio dacqua e in un suo riflesso con immedesimazione si connesso al suo simulacro e al suo desiderio, al suo materiale e al suo deuterio, il mercurio ed il metallo, lacqua e il suo cristallo. Fino a quando non cala il sipario, nel materiale o nelle forme vario, sapere tutto non mi sar concesso. Nellacqua partecipa all unico nesso: lelefante ermetico immobile nel movimento.

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RICORDI SFUMATI Con i piedi scalzi il pomeriggio ritorno ad essere spensierato, giocoso, posso fare il calcolo di quante formiche possono occuparsi di una briciola. Esistono i lamponi, il sole, esiste laria fresca, lacqua limpida, le nuvole bianche, esiste un prato verde, un prato rinsecchito, esiste la foglia da spezzettare mentre aspetto che il tempo passi senza dover fare file. Leco dei ricordi di tutto ci che sono stato come lombra dellalbero che rinfresca lacqua della bottiglietta: lombra si sposta con lacqua solo se sposto anche essa. Tutto ci che ho sempre pensato mi pu servire solo se posso continuare a guardarmi indietro senza sentirmi in colpa delle strade intraprese, solo se ho ancora il coraggio di confrontarmi con i miei ideali, di accettare i fatti reali. Tutto ci che stato fatto nelluniverso stato fatto liberamente, in una libert condizionata dallambiente, stato fatto in momenti di

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libert sintetica, sintetica come i ricordi, libera come i pensieri dei giovani, dei bambini, degli animali, dei fiori, liberi di vivere nei sogni migliori, liberi di divenire, ma obbligati a vivere e a divenire, sinteticamente ristretti alla propria condizione di fiori, animali, esseri umani in evoluzione. Le idee meravigliose non sono nate dalle rivoluzioni, ma le rivoluzioni sono nate dalla libert sintetica di gente mentalmente libera, senza ostacoli, ma ostacolati, senza mezzi, ma catapultati dalla lamentela di campi troppo poco ombrati, a unamara birra ambrata, dal parcheggio con le linee blu, alle porte con appeso, in sospeso, il nome di chi pu darti un permesso. La rivoluzione c stata? Libero di pensare a tutto ci che potrei fare se fossi libero di non pensare a ci che dovrei fare per raggiungere la libert. Penso molto al futuro, penso alle vacanze, non penso alle chiavi che user per aprire la porta, ma penso ad andare a casa, l capir di non aver pensato alle chiavi. Non il latte che fa nascere le mucche, ma molte mucche nascono solo per quello, non perch libere, ma sono libere di fare tutto il latte che vogliono, ci penser lallevatore a curarsi di loro, di curarsi del latte, il latte che fa bene a tutti, fa bene anche alle mucche brave a farlo.

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Se facessi il lavandaio organizzerei partite di calcio solo quando piove e offrirei solo vino rosso, da che pensieri sarei mosso? Nessuno che io conosca ha mai avuto abbastanza tempo per imparare a volare, ma c chi in grado di pilotare aerei, cosa assai pi complicata se si pensa che ha dovuto aspettare fisici, matematici, ingegneri, elettricisti e che si creassero studi specialistici. Sarebbe stato pi facile volare, ma avrebbe richiesto troppo tempo. In questo momento saremmo in grado di volare se solo avessimo dedicato tutta la vita a questo, ma ne sarebbe valsa la pena? Non potremmo mai saperlo..non abbiamo mai provato, e se lo avessimo fatto avremmo dovuto ignorare tutte le cose che fino a ora abbiamo deciso di fare, cosicch non lo potremmo sapere comunque, se solo ne fosse valsa la pena, se solo fossimo giunti al dunque.

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PIANI ONTOLOGICI Il mondo un insieme infinito di spazi che trascinano con s la propria dimensione. Galassie in universi. Mondi in un mondo: il pensiero di ogni persona, il piano di ogni cosa, come prospettiva e come obiettivo. Ogni persona vede un mondo, ha un mondo: il proprio mondo. In ogni mondo esistono le stesse parole del mondo vicino, ma pi i mondi sono vicini e pi i molteplici pensieri ad essi associati portano un profondo senso di diversit. normale avere ugual indirizzo, ma percorso diverso, normale avere diverse lettere e comporre parole dal significato vario, come lorario, ma se abbiamo le stesse lettere e componiamo parole diverse ancora pi netta la nostra distinzione. Abcdefghijklmnopqrstuvwyz. Pertanto. Pattern o. Questo districarsi di mondi trova la propria compensazione quando le entit che compongo le parole riescono a trovare chi le compone nello stesso modo, o persone che usano lettere diverse per esprimere lo stesso concetto. French Francese. Ma non viviamo in un mondo, bens in un universo. Siamo la continuazione di tutto ci che c sempre stato.

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Come un quadrato, formato da infiniti punti neri, ci appare un enorme quadrato nero, compatto, intero, ma da lontano anch esso apparir come un puntino nero.

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Un unico piano su ununica origine porta a infiniti piani su infinite origini. Ununica scelta non pu che portare a uniche scelte, di per s infinite, tutte accomunate dalla stessa origine, frutto di infinite scelte. Si deve quindi cercare cosa accomuna tutti noi. Cosa accomuna tutto ci che possiamo percepire? Da qui in poi ci sono infinite strade che ora cerchiamo di distinguere per ordinarle e quindi associarle allintero. Per trovare ci che ci accomuna, dovremo trovare ci che ci separa, ci che non ci pone a primo sguardo come intero. La prima strada potrebbe essere quella distinta tra ci che sfrutta energia ed fatto di energia e ci che sfrutta energia, ma non costituito di energia. Curiosamente la stessa strada che distingue noi da tutto ci che ci attornia, formato da energia come noi. Noi abbiamo bisogno di energia per poter vivere, di vivere per poter pensare.

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Non esiste altra cosa o essere che possa essere distinta attraverso questa scissione tra origine e fine. La vita porta al pensiero, il pensiero dellessere umano, costituito da un corpo, materia che si riconosce umana. Il pensiero unattivit umana di elaborazione degli stimoli esterni, tali stimoli esterni sono generati dall Universo in cui viviamo; giungono dallesterno e in noi li riceviamo. Il pensiero ci porta alla consapevolezza (come dice Cartesio) di essere veramente esistenti in quanto pensanti. Esistenti in quanto pensanti, ma chi? Noi esseri umani? O noi Energia? Materia? Il pensiero deriva da stimoli esterni e da rielaborazioni di tali stimoli attraverso la memoria, ma gli stimoli, che sono il fondamento del nostro pensiero, sono solo atomi che incanalano un messaggio in un pathway di biosegnalazione che viene mantenuto sotto forma di modificazione dellaccessibilit genica ed elaborato immediatamente sotto forma di impulso elettrico. Ma perch sembra assurdo spiegare che il nostro corpo sia una creazione perfetta per ricevere impulsi dallesterno, o meglio, un meccanismo complicatissimo che ci permette di essere un punto di percezione di noi stessi e del mondo? Ma come pu una forma essere pi importante della materia? La forma ci che distingue la materia da altra materia, ci che distingue un uomo da un altro uomo, quindi ovvio che sia importante.

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Come essere umano devo capire che non sono altro che una forma, oggi, in grado di percepire e di rendersi consapevole della materia. Il cervello e il corpo umano sono un percorso, un acceleratore in cui la materia viene visualizzata sotto forma di pensiero. Lessere umano ha il compito di astrarre la materia nelle sua forma pi armonica e pura. Poniamo il caso della risonanza magnetica, del fatto che una corrente alternata crei un campo magnetico, crei il nostro pensiero: il nostro corpo quindi un acceleratore di materia, un canale in cui lelettricit, dopo aver percorso il corpo, entra nelle mille spirali del cervello, delle galassie e dei pensieri? Il pensiero infinito, non ordinabile se non nei piani infiniti di ogni entit formata da infiniti piani. Associando i giusti piani, distinguendoli e classificandoli, troveremo il risultato del nostro pensiero: il pensiero di noi stessi. Ma quindi, cosa siamo? Tale risposta identifica la nostra funzione, perch per essere identificati con il cosa siamo, noi esseri umani, dobbiamo conoscere cosa abbiamo in comune, la nostra risposta la nostra funzione. Cariche diverse e cariche uguali sotto lo stesso concetto di energia sono unicamente energia. Cosa abbiamo in comune noi esseri umani? Cosa distingue lessere umano dalle altre forme di vita? Cosa distingue lessere umano da ci che non vita?

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Cosa distingue una persona dal materiale che entra nel suo corpo, dagli atomi, bosoni, fermioni, dalla luce, dal suono, dall immagine, dal ritmo e dalla melodia? Il pensiero lunica cosa che ci distingue tra esseri viventi ed esseri inanimati, forse, ma certamente lunica cosa che ci permette di cogliere le differenze, se ne esistono. Pensieri diversi, se distinguibili e ordinabili, porteranno a un unico pensiero: il pensiero da cui originano tutti i pensieri. Ora il mio pensiero il risultato di ogni pensiero avuto da quando sono nato. Il mio pensiero nato grazie ai pensieri dei miei genitori che si sono trovati nello stesso punto. Il pensiero che ha portato ogni mio genitore a trovarsi nel momento in cui sono nato stato lassociarsi di ogni pensiero avuto dai miei genitori prima che io nascessi, partiti da punti diversi e che si sono connessi. Mio padre nato in Sicilia, tra i limoni e i fichi, su un mare comune ai greci antichi, e ha avuto un primo pensiero, da questo pensiero sono nati numerosissimi pensieri che lo hanno portato a vivere nel modo in cui vive; lo hanno portato al gesto della riproduzione. Mia madre ha origini campane, dal suo primo pensiero ha avuto numerosissimi pensieri diversi: il suo pensiero. Dai pensieri che ha avuto giunto il pensiero che ha portato alla riproduzione. Da punti diversi, pensieri diversi hanno portato al mio primo pensiero. Dal mio primo pensiero giunto questo pensiero.

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Da ogni pensiero nato da un solo pensiero si creato un unico pensiero che dar origine a infiniti pensieri, infiniti in quanto non numerabili, ma ricordiamoci che linfinito racchiuso nellintero. Lenergia diventata vita creer un primo pensiero, che porter a infiniti pensieri. Infiniti pensieri porteranno al primo pensiero di infiniti pensieri. Se unica lenergia che crea energia, unico il pensiero che crea infiniti pensieri. Essere vivente uguale a essere pensante? Pensiero ed energia sono le uniche cose distinguibili. Per sapere qual stato il primo pensiero e quindi conoscere il pensiero trainante si deve conoscere lultimo. Siamo quindi il risultato di ci che era il primo pensiero? Non si spiega per da cosa abbia origine il primo pensiero e la prima energia. Il primo pensiero non altro che il risultato di un pensiero risultato dai tanti pensieri che hanno creato quel pensiero, e cos via.. Ma se ogni nostro pensiero deriva anche da una domanda iniziale, vuol dire che il nostro pensiero in quanto frutto di una domanda non altro che una risposta. Il pensiero la risposta a una domanda. Ma domandata da chi? Quale domanda? Per trovare la risposta a quale domanda siamo dovremmo trovare la cosa che ci accomuna, e che quindi possa essere la risposta alla domanda.

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Se noi essere umani possiamo ritenerci in vita per un motivazione dovremmo trovare la nostra funzione; per trovare la nostra funzione dovremmo trovare ci che accomuna tutti gli esseri umani e che distingue gli esseri umani da ogni altra forma di materia che troviamo nelluniverso. Lunica cosa che accomuna tutto ci che vediamo lenergia. Lunica cosa che distingue ci che siamo noi, esseri umani, da ci che non umano, e, soprattutto, da ci che materia inerte, che solo noi possiamo porci la domanda a quale domanda siamo la risposta? Il pensiero mi diverte. Il pensiero potrebbe essere lunica risposta che noi pensanti possiamo dare alla domanda di cui siamo la risposta. molto possibile quindi essere la risposta alla domanda la materia pu pensare?. Noi saremmo quindi la risposta certo, con degli esseri viventi come mezzo!. Molte religioni ruotano a uno stesso principio: figli del padre, parte del padre, ma non il padre. Dovrei chiedere a mio padre perch sono nato. Probabilmente sono nato per appagare un desiderio, per rispondere a un desiderio, a una domanda. Siamo risposte. Siamo figli di una domanda e parte di una domanda, ma non la domanda. Rispondendoci alla domanda saremo quindi risposte di risposte, domande di domande.

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Parte finita di una parte infinita, parte infinita di una parte finita. Uno specchio non pensa, ma riflette. La nostra opportunit pi grande consiste nel poter capire chi siamo, averne coscienza, sentire s stessi come materia, energia, pensiero di energia, meditare, illuminarsi, illuminare, utilizzare il pensiero per pensare, per capire chi che pensa cosa, cosa pensa, e utilizzare il pensiero e il corpo umano per effettuare la fuga da questo universo.

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DENTRO E FUORI Giungi al centro della nostra Terra: il nucleo ferroso incandescente; risali in superficie come magma, raffreddati sulla crosta terreste, nei deserti sabbiosi e sulle pianure innevate, segui la fioritura degli arbusti, piante, l evaporazione del magma, aria, la condensazione in acqua, e la sublimazione: il pensiero di essere contemporaneamente e ovunque, di non essere stato ancora concepito, di essere nel ventre materno, di essere infante, di essere ragazzo, uomo e vecchio, di essere gi morto, non essere mai nato, non essere umano, essere lo stesso.

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L'AQUILONE

Ascolta il silenzioso suono del mare. Ascolta in silenzio il vento. Ascolta ci che la Terra, scorrendo e rinnovandosi, sussurra debolmente per chi solo vuole sentire, scivola veloce sulla carne il pensiero di chi vuole volare. Lasciami sentire come scorre attraverso me la corrente vitale che mi attraversa e mi trascina. Dallalto voglio vedere per potermi distaccare dal continuo rigenerare. Lontano da me la sfera che mi vuole illuminare la strada da percorrere, ma sono un essere volatile in balia delle correnti, non riesco a frenare le seducenti alternative che travagliano il mio animo e mi fanno esitare sopra a questo mare.

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RIDIMENSIONAMENTO Contempla la natura tutta intera, allontanati da ci che appassiona. Comprendi la tua posizione in virt di questo punto di osservazione: come un punto blu, la terra si presenta alluniverso intero e il sole una stella per i marinai del cielo. Allontanati di nuovo dal punto di incontro: resta un astro, un pianeta che ruota su di s ed attorno miliardi di stelle che muovono pianeti: ora sei stella, ora pianeta, condensi la vita nei tuoi rapporti; la frequenza di uninterazione rappresenta la vera relazione che subisce i legami molecolari, atomici e nucleari. Sono un pianeta, una stella, un universo se mi riconosco in un cielo terso. Il sole e la terra in un magnifico rapporto geometrico: la vita lintegrale che si calcola dentro, i cui limiti sono quelli di un triangolo: tu, io e il centro dellessere, che essendo infinito, ha in ogni punto il suo centro. Tutto ci che il nostro pensiero avvolge, in ogni istante, il nostro moto coinvolge.

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SFIORANDOSI Non la tocca, non la sfiora, ma l'attrae. Lei ruota attorno a s cercando sempre lui: incessante magma celeste. Sogna il suo caldo arrivo, ride nelle estati, piange nelle tempeste, si deprime se lontana e allora cerca dentro s; lenta si allontana, velocemente si avvicina, affida i sogni alla luna. Fredda, rallenta il suo cammino: senza senso il suo percorso. Nella notte una luce umana, nell'artificio cerca un riscontro, la corteggia, la lusinga, come una cavia la ispeziona. E triste, quanto ha pianto! Ora nere son le sue lacrime, ma anche quelle l'uomo sfrutta. Lei si percuote contro scogli si sgretola dalle alture trema dagli abissi,

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e nel suo cuore trova l'impulso: il fuoco da lei si propaga rosso ormai il suo aspetto, urla il male dei suoi figli triste allaga le sue sponde, sospiri spezzano le nubi. Limpido il cielo ora torna, nuda a lui il suo suolo offre. Senza mai sfiorarsi, senza mai toccarsi, di fiori la cosparge, di rimpianti l'uomo piange.

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SCOMPONENDO E ORDINANDO ( IDEALMATERIALISMO ) Ora penso al nero vivo. Non resta in moto il pensiero contemplando nella materia, il vento soffia, gonfia la vela, scompare lio volando via. Sento il freddo se mi attraversa, laria si percepisce se ci colpisce. Una connessione il caso tradisce. La struttura di una notte tersa, la pi antica compagnia, Adamo ed Eva, ecco la mela: ombrosa idea di una cattiveria. Etica su come bevo, il siero giusto, mentre ci convivo. Ora dov il mio pensiero? La materia un mezzo ideale tra la mia mente e il reale? Luno Tutto ci che vero.

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Ma questo il mio pensiero, La materia diviene ideale? Il divino entra dallimmaginale. Ma in quellattimo dovero? Col pensiero io mi univo in ci che , sar e chi ero. Immaginare senza la materia Il quadro contro la sua tela. Eppure esiste la fantasia! Io forse temo di averla persa, la memoria, che tutto unisce. Dalla fonte che tutto guarisce la morte offre il vino e versa. Dove porter la mia scia? Lo stanco per cosa anela? Il pensiero della materia, testimonia che io sia vero! Nero vivo, sono vivo!

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AMORE ESSENZIALE Pensarti, conoscerti, per paura poi fuggire, vivere per cercarti, per ritrovarti: morire.

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MEDITAZIONE SUI SASSI Oltre la carne, il sangue e la pelle, oltre il dna e oltre la materia trovo le parole e il linguaggio Oltre il sangue e la carne, limmaginazione e lespressione, oltre la vita e il tempo cerco il congiungimento. Contemplando i sassi cerco me e chi sta oltre la carne, il sangue e la materia. ATP, cGMP e rodopsina, attivo la vista e faccio la lista, distruggo le distanze e vado oltre il tessuto nervoso, limpulso e la corrente. Cerco il mio salvagente, cerco tra le persone e le molecole gli ormoni e le passioni: trovo la materia e il linguaggio, lespressione e l emozione. Trovo il vivere e lappercezione. Perch non mi basta? Medito sui sassi, su ci che la materia farebbe se fosse viva e libera burocraticamente.

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LISTANTE COMUNE

La nostra riflessione sulleterno strettamente connessa al nostro concetto di istante, attraverso la nostra cognizione che evolve in esso, da istante precedente a istante successivo, fino alla ricerca della continuit fenomenologica legata alleterno e di cui ora noi siamo testimoni. Il traguardo di ci che stiamo leggendo consiste nel riuscire a individuare listante comune dei pensieri localizzati nello spazio terrestre, qui emerge una teoria sulla base comune del pensiero: il pensiero nel tempo e il tempo come elemento del nostro pensiero spazializzato. Sette miliardi di persone, il pensiero di ogni persona dipende anche dalla formazione culturale e la cultura dipende anche dal luogo in cui tale popolazione stata formata (spazializzazione del pensiero), esistono quindi pensieri comuni nel tempo? Il pensiero umano impregnato dal fattore temporale dell esistenza: cercando la simultanea spazializzazione del pensiero, estraendo il concetto di istante, cogliendo quindi listante, troveremo il lato comune di ogni pensiero dellessere umano che prender poi diramazioni spaziali. Riconoscere il tempo, nella sua forma continuamente discreta, quindi come riconoscere la porzione infinitesimale, comune, del pensiero individuale, cos come conoscere le lettere permette di introdursi nel significato delle parole per poter entrare nel significato delle frasi, simili e dissimili, che compongono la polifonia di un qualunque istante.

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LHASA ( ESORTAZIONE CELLULARE ) Non sono lunico essere umano, non sono il migliore esemplare della mia specie, ma mi riconosco in una specie, non come lunico, ma neanche come tutti. stato abolito luso del termine razza per poter descrivere le origini dei popoli da un determinato ambiente, ma con questo non capisco se si voluta unificare lorigine degli esseri umani o se non si voglia dare troppo peso al parametro ambientale per poter decifrare un comportamento frammentario dei popoli. Nella nostra rincorsa contro il tempo per poter decifrare gli elementi costituenti la nostra micro e macro vita abbiamo preferito riconoscerci semplicemente in ununica specie umana e per comodit si proseguir su questa rotta. In uno stadio, a un concerto o in una piazza affollata molto facile notare le diversit tra le persone, ma daltro canto molto pi semplice per noi riconoscerci come esseri umani appartenenti alla specie umana; in una giornata di sole passata tra un fiume e un prato altres pi facile sentirci appartenenti a una specie tra molte sorte dal pianeta Terra, se non il pianeta Terra stesso; di notte invece molto pi semplice riconoscerci come pianeta che ruota tra le stelle, figlio di quelle stelle che sono inserite nellAssoluto. Percorrendo la strada del ritorno a casa mi sono pi volte chiesto chi che chiede, chi parla e chi canta, ma soprattutto chi cercasse come me di raccogliere la coscienza degli esseri umani e che

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cercasse di accogliere nel proprio punto di percezione il mondo intero. Abbiamo miliardi di cellule che, in base alla loro funzione, si raccolgono in tessuti in una determinata collocazione spaziale utile alla loro ragione di essere; il nostro organismo che allegramente si riconosce come essere umano composto da queste cellule, ma solo un pensiero fuoriesce ed esso in funzione di ci che i diversi organi e tessuti hanno riconosciuto utile; ma anche vero che i diversi organi e tessuti collaborano per aderire alla richiesta del pensiero. Sempre nella strada di ritorno ho quindi cercato un contatto con chi stesse ricercando la stessa cosa o accogliendo le stesse richieste. Ci che accade una manifestazione dei nostri pensieri e i nostri pensieri sono la decodificazione di ci che accade, la grande ruota e la piccola ruota sono unite da una catena elicoidale, catene che tenevano uomini schiavi, monaci oppressi e le molecole viventi. C ancora chi vive sulla vetta di una montagna a creare col pensiero attivo il nostro vivere o a recepire le nostre colpe? C ancora chi vive negli alti grattacieli a pilotare il nostro agire. Nella strada del ritorno mi sono messo in contatto con chi sorveglia il pensiero umano? Siamo tante cellule in un corpo da consapevolizzare.

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SUICIDIO ALTERNATIVO Trovare una cosa per cui ha valore la vita, investire la vita per credere in essa, barattare la vita con il peso della morte, se non per amor in ci che credo, se non per testimoniar ci che vedo possa morire domani, possa la sorte toglier la vita che stata concessa: morire perch, solo per quello servita.

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STATO INTERMEDIO Ieri pensavo a quelle cose che oggi sono queste: cambiamento. Se ho capito qualcosa di diverso, il passaggio servito; ma se ho capito qualcosa di diverso, avevo sbagliato, e per averlo capito, il passaggio servito: fatica delle ere, fatica delleterno, ancora in sospensione, pausa umana: il tempo e la gravit; la fatica umana sar una necessit? Schiavi e liberi, la terra ci trattiene con il sangue e con la ragione, la protezione una persuasione: geloso magnetismo, alluvione. La tua arma il destino. Una vita attiva nella contemplazione: sar il piano di evasione?

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Essere nellessere umano, ora lo sono, ora Io sono. Comunico un messaggio dalluniverso, ma forse solo un verso. Il fastidio e la verit.

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QUADRATO Lato comune dellindividualit. Perimetro. Esterno, Eterno, Interno.

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VOCI CONCATENATE ( SU HANS JONAS) Lungo catene infinite di generazioni la vita entra nel mondo, lo percorre; e perdendo e riacquistando la memoria compie il suo destino. Cos il mondo forma fenomenica della storia interna, errante, perduta, rinnegata di questa vita, anche nella sua cieca separazione, piena materializzazione della sua alterit.

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DISCUSSIONI CIRCA LA VITA E LA MORTE La nostra vita, felice e triste, faticosa e leggera, un processo che coinvolge la materia che ci compone e i pensieri in cui il nostro corpo immerso. Possiamo creare, oppure solo osservare, un infinito numero di strade e di scelte, percorsi e idee. Possiamo vivere in moltissimi modi e possiamo avere futuri inaspettatamente diversi da come ce li potevamo immaginare, possiamo credere di avere lopportunit di sceglierci un futuro. Cos pi logico? Sapere che moriremo e non sapere n come n quando pu solo significare che stiamo morendo. La morte un processo che porta la nostra attenzione al giudizio di come abbiamo vissuto, ma per poter valutare ci che abbiamo fatto dovremmo sapere cosa comporti la morte. A: In alcune fasi del mio percorso riflessivo credevo che le religioni fossero state ideate da persone molto intelligenti, che volevano forzare le azioni del popolo: la presa di coscienza della morte come semplice silenzio oscuro avrebbe portato la massa a vivere nel modo pi caotico o istintivo possibile; Paradiso e Inferno come movente per avere pi controllo delle azioni in vista di un giudizio che provenisse da chi tutto sorveglia. anche condiviso da molti lidea che la vita sia semplicemente unoccasione miracolosa, un colpo di fortuna, e che, una volta

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consumata la nostra occasione, il nostro corpo si degrader e ritorner a far parte del pianeta come materia inanimata. B: Come possibile che, se il nostro corpo continua a cambiare, il nostro pensiero resti fisso nella propria integrit? Dove risiede il nostro pensiero se continuiamo a sostituire le nostre parti? C: Il mondo di chi lo coglie, la visione del mondo e i frutti che noi otteniamo da esso dipendono dallapproccio mentale con cui ci immergiamo in esso, se eliminassimo i pensieri provenienti dal "peccato", la nostra esile vita sarebbe un po pi serena, libera dalle catene create dalle nostre debolezze e sarebbe essa il paradiso terrestre. D: Tutto dipende dal pensiero e da come lo utilizziamo, il nostro pensiero il nostro modo di cogliere luniverso, il nostro corpo lo strumento attraverso cui ci rendiamo simpatici a ci che esiste e ci permette di accogliere ci che per noi e simile. Ma cosa rende unazione un peccato? Credendo alle corrispondenze mi avvalgo di una corrispondenza: nella vita di tutti i giorni, nella vita in cui il pensiero impegnato a risolvere gli enigmi che si presentano, a superare ostacoli creati da noi stessi o verso cui siamo andati per mezzo delle nostre ambizioni, riteniamo un peccato laver perso una buona occasione; nella vita ridimensionata a vita umana il peccato quindi ci che distoglie la nostra attenzione da ci che veramente importante.

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E: Ma se il peccato ci che ci distoglie dalle opportunit pi preziose, e agire da animale (non umano, ma vivente) peccato, ci significa che vivere da essere umano ha delle opportunit in pi rispetto allanimale: arricchirsi? F: Per fortuna esiste la morte, altrimenti ogni nostra azione potrebbe essere uninesauribile rincorsa agli armamenti, alla carriera e al danaro; per fortuna che moriremo, in modo tale che fin da ora sappiamo che questa vita ha un termine, una fine, un fine. La morte che significato potrebbe avere se questa vita fosse realmente lopportunit che la materia sostanziale, o essenziale, ha per rendersi consapevole? questo il fulcro del discorso: siamo materia consapevole ma dopo la morte? G: Una chiave di lettura occidentale e razionale dellidea orientale di reincarnazione potrebbe essere la seguente: siamo consapevoli delle nostre vite precedenti? Tutto dovrebbe condurci quindi a credere che vivere nel rispetto del prossimo in favore di un bene ottenibile nella prossima vita, e rinunciare ai piaceri terreni in virt di piaceri ottenibili nelle prossime vite siano inutili privazioni in favore di chi non conosciamo e mai conosceremo, risulterebbe quindi molto pi furbo e molto pi utile prenderci i piaceri ora che possiamo ricondurli a noi stessi e far si che la nostra prossima vita si arrangiasse cos come ci stiamo arrangiando noi..

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Ci sono anche voci che dicono che il corpo in realt la casa dello spirito, dicono che lo spirito che abbiamo scelto di ospitare uscir dal nostro corpo e far il suo percorso, la nostra psiche il risultato dellinfluenza che deriva dalla materia che compone luniverso, la voce degli spiriti che ospitiamo, e il nostro cammino proseguir in base agli spiriti a cui diamo voce, ma anche vero che molte persone autorevoli dichiarano che di Spirito ce ne sia solo Uno. Il nostro corpo e il nostro pensiero possono dunque essere un filtro unico, un setaccio che tratter ci che noi stessi scegliamo. H: Ma se il Paradiso ci che di pi bello possa esistere, perch poi si dovrebbe risorgere? Per raggiungere che cosa? Non basterebbe lasciare tutti noi in Purgatorio fino al momento dellespiazione delle colpe e poi raggiungere il Paradiso per leternit? I: San Paolo credo ci abbia suggerito che il corpo risorger in quanto materia (soggetto/oggetto) a cui finalmente verr svelata la vera identit. C chi crede che Dio sia il Tutto cosciente e consapevole del Tutto e che noi facciamo parte del Tutto, ma siamo consapevoli solo di Noi. La vita quel processo che permette alla materia di rendersi consapevole. La vita levoluzione della materia in spirito attraverso il pensiero?

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J: O la fuga della materia attraverso il pensiero? O la fuga della materia dal pensiero, lo stesso pensiero che ha utilizzato per costruirsi la via di fuga? Sublimare la materia col pensiero e sublimare il pensiero dal corpo per raggiungere lestasi? Lobiettivo dunque riconoscere il proprio Io in qualcosa che superi la vita di un nome e un cognome. K: Immortale colui che rester sempre presente sul pianeta terra, eterno invece colui che non risiede da alcuna parte. L: Essere consapevoli di essere solo esseri umani non pu bastare per essere consapevoli di ci che accade nelleterno, ma pu gi servire per continuare la camminata verso di esso, uscendo sempre pi dallinsieme del mortale e perituro, come in una forma di risurrezione evolutiva e gradualistica. M: La vita un perenne ciclo di reincarnazioni della materia che ci compone, associato quindi al processo di maturazione della consapevolezza umana. N: Siamo quindi in una reincarnazione continua, ogni giorno come se morissimo per lasciare il posto a chi saremo il giorno dopo. O: Ogni giorno in cui la nostra consapevolezza aumenta diventa quindi come un nuovo momento di risurrezione.

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P: Per terminare il ciclo di reincarnazione e superare il dibattito sulla risurrezione basterebbe far emergere in noi lo spirito di tutto ci che rimane, che non si modifica, iniziare consapevolizzando, attraverso la contemplazione, ci che al di fuori di noi in ci che siamo noi, per poi iniziare a sentirci parte del pianeta Terra, cosicch avremmo pi tempo per riconoscere la natura di cui siamo formati, entrare nel nostro nucleo, una volta l, conoscerci come appartenenti a un sistema solare e cos via, verso laldil. Q: Sappiamo che lo spirito parte infinitamente piccola della materia, che compone la materia, ma non materia, bens la consapevolezza della materia. R: Materia che si rende conto di non esistere, ma di esserci. S: Se entro la fine della vita umana non ci saremo resi consapevoli di essere parte omogenea di un Tutto che va oltre al genere umano quindi . non preoccupiamoci.. sar come il giorno della morte. T: Qui si ritorna al concetto di risurrezione dello stesso corpo introdotto da S. Paolo e che port al dibattito lockiano su stesso. Era la parola stesso che rapiva lattenzione di Locke: cos stesso in noi? U: Un corpo consapevole di se stesso una persona.

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V: La persona la voce materiale di uno spirito consapevole di un corpo, uno spirito conoidale, lo stesso in tutti, ognuno sceglie quale tonalit usare, quale voce filtrare, quale pensiero ascoltare. W: Dio lo spirito dello spirito universale, del Tutto, il Tutto consapevole di S, al di l di tutta la materia che compone luniverso? X: Noi siamo persone, abbiamo quindi una scala di consapevolezza della sostanza molto ristretta, ma un passaggio che dobbiamo sfruttare. Y: Essere persone lopportunit che ci permette di conoscere lUniverso, contemplarlo; essere consapevole del proprio pensiero la fase che ci permette di capire cosa siamo e cosa sia il pensiero per raggiungere un giorno il punto in cui sentiremo tutta la materia come trappola mortale. Z: Ma la consapevolezza della materia anchessa una porzione della realt materiale? Idealmaterialismo.

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POESIA Leggimi e sar un suono del pensiero qui visibile. Ero una base per produrre amori o aromi, ora sono un segno che invade la realt per evadere da chi parla attraverso chi mi pensa.

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IL LABIRINTO

Stiamo perdendo la vita nei labirinti creati da chi nato prima di noi, e ancor peggio, da quelli creati da noi stessi. A volte ti creano labirinti piacevoli da percorrere e ti fanno sembrare bella la strada, cosicch non pensi che sia una violenza, altre volte vedi che non sei lunica persona in quel labirinto e quindi ti sembra che quello il percorso giusto,quella la posizione e la condizione adatta allessere umano, ma noi abbiamo visto cosa c fuori dal labirinto, siamo ascesi e abbiamo visto che il labirinto pi grande di quanto pensassimo, ma che non lunica strada, e ci sentiamo fuori luogo: abbiamo visto quante persone girano a caso nel labirinto, persi, isterici, maniacalmente o monacalmente ossessionati dalla perseveranza, alcuni corrono, altri strisciano, qualcuno ha macchine,altri moto,qualcuno in bicicletta, qualcuno ha smesso di cercare la strada e si costruito una dimora in attesa che ci sia meno folla, altri in attesa che vi sia qualcuno che conosca la via, ma la via per dove? Per luscita? Ma perch? Nel frattempo si inizia a socializzare, si instaurano comunit, si vive assieme e ci si dimentica di essere in un labirinto, invece noi, menti folli, abbiamo provato con la fantasia a pensare a come sia larrivo del labirinto, a come sia al di l, abbiamo immaginato, abbiamo ragionato a riguardo, ma non ci abbiamo mai creduto pi di tanto; in seguito abbiamo conosciuto persone che hanno avuto le stesse fantasie, gli stessi ragionamenti, e abbiamo fatto un po

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di strada assieme; abbiamo letto libri di autorevoli autori, e le nostre idee si facevano pi forti; abbiamo saputo dellesistenza di profeti, di persone che sono gi uscite e rientrate solo per avvisarci, abbiamo letto testi sacri, e quello che trovavamo scritto era come ce lo avevamo immaginato, e allora un pochino ci crediamo. Ma siamo ancora nel labirinto, sappiamo che non lunica condizione possibile, ma l ci sono tutti i nostri cari, abbiamo inoltre visto che il labirinto crea le fondamenta di un piano superiore, che altrimenti crollerebbe, non possiamo portare tutti, ma non possiamo nemmeno rimanere, e allora ci affidiamo a noi stessi e a chi, come noi, non ha avuto paura di chiedersi perch, e non ha paura di sentirsi vivo, nel vuoto, nellinfinito, nellassoluto, insieme a chi ha resistito agli impulsi dettati dalla condizione umana, insieme a chi conosce qualcosa in pi ed disposto a condividerlo.

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Ma come non ci si pu sentire egoisti in un mondo che soffre mentre leggo? Come faccio a non sentirmi in colpa nei confronti di un fanciullo minatore, di un giovane malato, di un vecchio abbandonato, di un bambino affamato, di un ladro arrestato, di una famiglia oltraggiata, di tutte le vite calpestate? Probabilmente lo son stato in qualche vita ormai passata e forse lo sar in questa stessa vita, per questo io mi indigno nel pensare di rifarlo o che mi possa accadere, e per questo non temo di soffrire, accaduto e accadr, ma temo di sprecare la mia opportunit di vivere e di morire e di abbandonare questo mondo senza aver lasciato un segno di vita e di sostegno, di lasciare questo mondo senza poter vedere la meraviglia e portarmela con me. Voglio la meraviglia, e per non sentirmi in colpa far in modo tale che tutti voi la vediate, voglio linfinito e far in modo di portarvelo, voglio lassoluto, il vero, il bene, la serenit, lamore e la vita, voglio Dio, l Unit, Verit, Causa e Connessione del Tutto, il presente,passato e futuro nellAttimo, e per non sentirmi in colpa, far in modo di portarvelo, far in modo di condividerlo, far in modo di spiegarvelo, ma lasciatemelo cercare, lasciatemi indagare, rendetemi credibile come punto di percezione, rendetemi umanamente possibile questo ricercare! Per prima cosa vi presento la Terra, il sistema solare, la via lattea e luniverso: ovunque voi guardiate.

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