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Trasformatore

www.die.ing.unibo.it/pers/mastri/didattica.htm (versione del 7-3-2008)

Schema di principio

● Il trasformatore è una macchina elettrica statica (priva di parti in movimento) ● E’

Il trasformatore è una macchina elettrica statica (priva di parti in movimento)

E’ costituito da due avvolgimenti (detti primario e secondario) aventi rispettivamente N 1 e N 2 spire avvolti su un nucleo di materiale ferromagnetico

E’ un componente a due porte che consente di trasferire potenza elettrica tra due circuiti elettrici non collegati tra loro, ma accoppiati per mezzo di un circuito magnetico

Ipotesi sul campo magnetico

Se i due avvolgimenti sono percorsi da corrente viene generato un campo magnetico

Si assume che le linee di flusso abbiano andamenti qualitativi corrispondenti ai tre tipi indicati in figura linee che si sviluppano interamente nel nucleo e si concatenano con entrambi gli avvolgimenti linee che si sviluppano in parte in aria e si concatenano con un solo avvolgimento

con entrambi gli avvolgimenti linee che si sviluppano in parte in aria e si concatenano con

3

Flussi di induzione magnetica

● Il flusso di induzione magnetica Φ concatenato con entrambi gli avvolgimenti è detto flusso
● Il flusso di induzione magnetica Φ concatenato con entrambi gli
avvolgimenti è detto flusso principale
● I flussi concatenati con il solo avvolgimento primario o il solo
avvolgimento secondario sono detti flussi di dispersione
La riluttanza dei tubi di flusso di dispersione è determinata
prevalentemente dai tratti in aria
è sempre lecito trascurare gli effetti di non linearità del nucleo e
assumere che i flussi di dispersione siano proporzionali alle correnti
ϕ = L
i
d
1
d
1 1
L d1 , L d2 = induttanze di dispersione
ϕ = L
i
d
2
d
2
2
● Flussi totali concatenati con gli avvolgimenti
Φ Φ + ϕ
N
=
Φ + ϕ
Φ c
N 2
2
d
2

c

1

=

1

d

1

Equazioni interne

● Circuito primario d Φ d i d Φ dt dt 1 dt R 1
● Circuito primario
d Φ
d i
d Φ
dt
dt
1 dt
R 1 = resistenza dell’avvolgimento primario
● Circuito secondario
d Φ
d i
d Φ
dt
dt
2 dt
R 2 = resistenza dell’avvolgimento secondario
● Circuito magnetico
N
i
+ N
i
= R Φ
1
1
2
2
R = riluttanza del nucleo

v ( t )

1

=

R

1

i

1

( t )

+

c 1

= R

1

i

1

( t )

+

L

d

1

1

+ N

v

2 ( t )

=

R

2

i

2

( t )

+

c 2

= R

2

i

2

( t )

+

L

d

2

2

+ N

5

Equazioni in condizioni di regime sinusoidale

● Ipotesi Il primario è alimentato da una tensione v 1 sinusoidale Il secondario è
● Ipotesi
Il primario è alimentato da una tensione v 1 sinusoidale
Il secondario è collegato a un carico lineare
E’ possibile trascurare gli effetti non lineari nel nucleo
In condizioni di regime tutte le grandezze dipendenti dal tempo
variano con legge sinusoidale
E’ possibile applicare la trasformata di Steinmetz alle equazioni
interne
V
= (
R
+
j
ω
L
)
I
+
j
ω
N
Φ
1
1
d
1
1
1
V
= (
+
j
ω
L
)
I
+
j
ω
N
Φ
R 2
2
d
2
2
2
N
I
+ N
I
= R
Φ
1
1
2
2

Effetti dissipativi in un trasformatore

Nel modello sviluppato fino a a questo punto si è tenuto conto solo degli effetti dissipativi dovuti alle resistenze degli avvolgimenti “perdite nel rame”

Altri fenomeni dissipativi avvengono all’interno del nucleo magnetico “perdite nel ferro”

Perdite per correnti parassite (correnti di Foucault) Se il flusso di induzione magnetica nel nucleo varia nel tempo all’interno del nucleo si hanno delle forze elettromotrici indotte A causa della conducibilità del materiale ferromagnetico all’interno del nucleo si hanno delle correnti Dissipazione di energia per effetto Joule

Perdite per isteresi

7

Correnti parassite (1)

Induzione magnetica B uniforme, ortogonale alle sezioni trasversali e variabile con legge sinusoidale

(

B t

) =

B

M cos ω

t

Si può pensare che in ogni sezione trasversale del nucleo esistano dei circuiti elettrici elementari

Se S indica l’area della sezione racchiusa da un circuito elementare, il flusso concatenato è

Φ =

SB

M cos ω

t

Forza elettromotrice indotta

d Φ

dt

Se R è la resistenza di un circuito elementare, la potenza media dissipata in un periodo è

P

d

=

1

 

2

2

ω S

2

B

2

E

M

 

M

 

=

2

R 2 R

in un periodo è P d = 1   2 2 ω S 2 B 2

e = −

= ω

SB

M

sen

ω

t

=

E

M

sen

ω

t

Correnti parassite (2)

La trattazione precedente giustifica intuitivamente la formula semiempirica

 

= K

 

f

2

B

2

p CP

CP

M

p CP = potenza dissipata per unità di peso del materiale

f = frequenza

B M = induzione massima

K CP = costante dipendente dalla forma della sezione e dal materiale (inversamente proporzionale alla resistività)

Per ridurre le perdite dovute alle correnti parassite si utilizzano leghe ad elevata resistività (ferro-silicio) si ricorre alla laminazione del nucleo

9

Laminazione del nucleo (1)

Il nucleo è formato da sottili lamierini sovrapposti e isolati tra loro

Le correnti parassite si possono richiudere solo all’interno dei lamierini i percorsi interessati dalle correnti parassite hanno sezione minore resistenza più elevata a parità di f.e.m. indotta si hanno correnti minori l’area delimitata dalle linee di corrente è minore riduzione del flusso concatenato e quindi della f.e.m. indotta

l’area delimitata dalle li nee di corrente è minore riduzione del flusso concatenat o e quindi

Laminazione del nucleo (2)

Nel caso di un nucleo laminato, la potenza dissipata per unità di peso può essere espressa mediante la relazione

 

= k

 

δ

2

f

2

B

2

p CP

CP

M

p CP = potenza dissipata per unità di peso del materiale

f = frequenza

B M = induzione massima

δ

= spessore di un lamierino

k CP = costante dipendente dal materiale

11

Perdite per isteresi

Ad ogni ciclo di isteresi corrisponde un’energia dissipata per unità di volume pari all’area racchiusa dal ciclo stesso

Le perdite per isteresi nel nucleo di un trasformatore dipendono dal numero di cicli di isteresi nell’unita di tempo, determinato dalla frequenza f dall’area del ciclo di isteresi, determinata dal valore massimo dell’induzione magnetica B M

La potenza dissipata può essere espressa mediante la formula semiempirica

p I

= k

 

f B

1.6

I

M

p I f B M

=

=

=

potenza dissipata per unità di peso frequenza induzione massima

k I = costante dipendente dal materiale

Rappresentazione delle perdite nel ferro

Per tenere conto delle perdite nel ferro si può modificare il modello introducendo un terzo avvolgimento fittizio caricato da una resistenza R f

Il valore della resistenza e il numero di spire dell’avvolgimento vanno scelti in modo che la potenza dissipata su R f coincida con la potenza dissipata a causa delle perdite nel ferro

scelti in modo che la potenza dissipata su R f coincida con la potenza dissipata a

13

Rappresentazione delle perdite nel ferro

● Per l’avvolgimento fittizio vale la relazione N R f ● Con il terzo avvolgimento
● Per l’avvolgimento fittizio vale la relazione
N
R
f
● Con il terzo avvolgimento l’equazione del circuito magnetico diviene
N
+
N
I + I = R Φ
N
I 1
1
2
2
f
f
cioè
2
N
R
f
Le equazioni interne diventano
V
= (
R
+
j
ω
L
)
I
+
j
ω
N
Φ
1
1
d
1
1
1
V
= L
(
R
+
j
ω
)
I
+
j
ω
N
Φ
2
2
d
2
2
2
( R
f )Φ
I
+ N
I
=
+
j
ω
K
N 1
1
2
2

R f

I f

+

j

ω

N

f

Φ = 0

I

f = − jω

f

Φ

N 1 I

1

+ N

2

I

2

(

= R + jωK

f )Φ

K

f

=

f

Trasformatore ideale (1)

● Un trasformatore si dice ideale se Gli avvolgimento hanno resistenza nulla R 1 =
● Un trasformatore si dice ideale se
Gli avvolgimento hanno resistenza nulla R 1 = R 2 = 0
Non ci sono flussi dispersi L d1 = L d2 = 0
La permeabilità del nucleo è infinita μ=∞ R = 0
Non si hanno effetti dissipativi nel nucleo K f = 0
● In queste condizioni le equazioni interne divengono
N
1
V
=
j
ω
N
Φ
V
=
V
1
1
1
2
N
2
V
=
j
ω
N
Φ
2
2
N
2
N
I
+ N
I
= 0
I
= −
I
1
2
1
1
2
2
N
1

15

Trasformatore ideale (2)

Equazioni caratteristiche Simbolo v ( ) t = K v ( ) t 1 2
Equazioni caratteristiche
Simbolo
v ( )
t
=
K
v
( )
t
1
2
1
i ( ) = −
t
i
( )
t
1
2
K
N
1
K =
rapporto di trasformazione (rapporto spire)
N
2
Potenza assorbita
1
⎣ ⎢
K
La potenza assorbita a primario viene trasferita integralmente in
uscita al secondario

p( t )

= v

1

( t ) i

1

( t )

+

v

2

( t ) i

2

( t )

=

K

v

2

( t )

i

2

( t )

+

v

2

( t )i

2

( t )

=

0

Trasformazione dell’impedenza di carico

● Trasformatore ideale caricato da un’impedenza Z C ● Si valuta l’impedenza equivalente a primario
● Trasformatore ideale caricato da un’impedenza Z C
● Si valuta l’impedenza equivalente a primario
2
N
N 1 = ⎛ ⎜ N
1
V
=
V
1
V 1 = −
Z I
Z I
1
2
C
2
C
1
N
N
2
2 N
2
N
2
I
2
N
1
V
⎛ N
1 ⎞
1
=
= ⎜
= −
Z I
Z eq
⎟ ⎟ Z
C
V 2
I
N
C
2
1
2

I

1 = −

2

17

Trasferimento di impedenza

2 V = ⎞ V = N 1 V + ⎜ ⎟ ⎟ ZI N
2
V =
V
=
N 1 V
+ ⎜
⎟ ⎟ ZI
N
N 2
1
2
1
2
N
123
2
N
1
=
V ′
I
I
N
2

1

N 1 V

2 ′ =

N 1 (

V ZI

2

2

)

N

1

⎜ ⎝

N

2

2 = −

1

1

Circuito equivalente (1)

● Equazione del circuito magnetico N I = I + I a N 1 Corrente
● Equazione del circuito magnetico
N
I = I + I
a
N
1
Corrente magnetizzante
R
Φ
I
=
μ N
1
La corrente magnetizzante è la corrente che circolando
nell’avvolgimento primario con I 2 = 0 produce il flusso Φ
Corrente attiva
K
N
1
La corrente attiva determina le perdite nel nucleo

N 1

I

1

+ N

2

I

2

(

= R + jωK

f )Φ

N 1 I 1 + N 2 I 2 ( = R + j ω K

I

1 +

2

2

μ

N I

1

μ

= R Φ

I

a =

j ω

f

Φ

19

Circuito equivalente (2)

● Si pone V = jωN Φ 0 1 ● La corrente attiva è in
● Si pone
V
= jωN
Φ
0
1
● La corrente attiva è in quadratura con Φ è in fase con V 0
Si può porre
2
V
N
2 N
2
f
N
I a
K f
f
● La corrente magnetizzante è in fase con Φ è in quadratura con V 0
Si può porre
2
V
N
I
R
μ
X 0 = reattanza magnetizzante

R 0 =

0

=

1

=

1

R

jX

0 =

0

= jω

1

Circuito equivalente (3)

● Le equazioni interne possono essere poste in una forma che si presta ad una
● Le equazioni interne possono essere poste in una forma che si presta
ad una interpretazione mediante un circuito equivalente
V
=
j
ω
N
Φ
0
1
j
ω
L
)
d
1
j
ω
L
d
2
( R
f )Φ
I
+ N
I
=
+
j
ω
K
K
N 1
V
1
2
2
f
0
j ω
Φ I
=
=
N
a R
1
0
V 1 = (
R
+
j
ω
L
)
I
+
V
1
d
1
1
0
N
2
V
= (
+
j
ω
L
)
I
+
V
R 2
2
d
2
2
0
N
1
N
1
1
2
I
I
+
I
=
− j
1 +
2 =
μ
a
N
R
X 0
1
0

V

1

V

2

= (

R

= (

R

+

1

2

+

I

)

1

I

+

j

2

+

Φ

N

ω

j

ω

1

N

2

Φ

2 + I ) 1 I + j 2 + Φ N ω j ω 1

R

Φ

N 1

=

I

μ = − j

V

0

X 0

I

V

0

21

Circuito equivalente (4)

V 1 = ( R + j ω L ) I + V 1 d
V 1 = (
R
+
j
ω
L
)
I
+
V
1
d
1
1
0
N 2
N 1
N
2
I
I
I
I
=
− j
1 +
2 =
μ +
a
N
R
⎜ ⎝
X 0
1
0

V

2

= (

R 2

+

j

ω

L

d

2

)

I

2

+

V

0

⎜ ⎛

1

1

V

0

Circuito equivalente riferito a primario

2 N N 1 1 R = R V = V 12 2 2 12
2
N
N
1
1
R
=
R
V
=
V
12
2
2
12
2
N
N 2
2
Si utilizza la proprietà di
trasferimento dell’impedenza
d 12
2
2
12
2
N
N 2
1

N

2

N

L

=

R

1

I

=

I

2

23

Dati di targa

Un trasformatore è caratterizzato da un insieme di valori nominali che ne definiscono le prestazioni ai fini delle garanzie e del collaudo

Questi valori, assieme ad altre informazioni, sono riportati su una targa apposta sul trasformatore (dati di targa)

Alcuni dei principali dati di targa sono:

Frequenza nominale [Hz]

Tensione nominale primaria (valore efficace): V 1n

Tensione nominale secondaria (a vuoto) (valore efficace): V 20 Rapporto nominale di trasformazione: K 0 = V 1n / V 20

Potenza nominale (apparente): S n = V 1n · I 1n = V 20 ·I 2n Corrente nominale primaria (valore efficace): I 1n Corrente nominale secondaria (valore efficace): I 2n

Prova a vuoto

Al primario viene applicata una tensione di valore nominale

Il secondario viene lasciato aperto I 2 = 0

Corrente del primario

I 1

= I

μ

+ I

a

valore molto inferiore al valore nominale le perdite nel rame sono trascurabili

La caduta di tensione su R 2 e L d2 è nulla

La caduta di tensione su R 1 e L d1 e molto piccola rispetto al valore in condizioni nominali il rapporto V 1 /V 2 si identifica con quello di un trasformatore ideale

V

1

V

2

=

N

1

N

2

(rapporto di trasformazione nominale)

V 0 e quindi I a hanno praticamente i valori nominali le perdite nel ferro coincidono con quelle relative al funzionamento nominale

25 Prova in cortocircuito (1) ● Se il secondario è chiuso in cortocircuito V 2
25
Prova in cortocircuito (1)
● Se il secondario è chiuso in cortocircuito V 2 = 0 V 12 = 0
● L’impedenza R 0 X 0 è in parallelo con l’impedenza R 12 L d12
R 0 e X 0 possono essere trascurate perché normalmente R 12 e L d12
sono molto piccole
Corrente del primario
V
1
I
=
1
R + jωL
+ R
+ jωL
1
d
1
12
d
12
26

Prova in cortocircuito (2)

Le impedenze dovute alle resistenze di degli avvolgimenti e alle induttanze di dispersione sono molto piccole

Se la tensione a primario ha valore nominale le correnti possono risultare molto grandi rispetto ai valori nominali

eccessivo surriscaldamento dovuto all’effetto Joule

possibili danni dovuti alle forze tra gli avvolgimenti prodotte dalle correnti

Nella prova in cortocircuito il trasformatore viene alimentato con una tensione V 1cc , di valore efficace inferiore a V 1 , tale da fare circolare negli avvolgimenti correnti uguali a quelle nominali

27

Prova in cortocircuito (3)

Le correnti I 1 e I 2 hanno valori coincidenti con quelli nominali le perdite nel rame coincidono con quelle relative al funzionamento nominale

V 1 , e quindi anche V 0 , hanno valori molto inferiori a quelli nominali

la corrente I a e I μ hanno valori molto piccoli rispetto ai valori in condizioni nominali le perdite nel ferro sono trascurabili

il rapporto I 1 /I 2 si identifica con quello di un trasformatore ideale

I N

= −

I N

1

2

2

1

28

Rendimento

Trasformatore alimentato a primario da una tensione sinusoidale con il secondario collegato ad un impedenza di carico

Rendimento

η =

P

2

P

1

P 1 = potenza attiva assorbita dal primario

P 2 = potenza attiva ceduta al carico

I trasformatori, essendo macchine statiche, hanno rendimenti molto elevati (oltre il 99.5% per i trasformatori di grande potenza) La definizione non è adatta per la misura del rendimento

P 1 e P 2 sono poco diverse tra loro la valutazione del rapporto è molto sensibile agli errori di misura Le potenze in gioco possono essere molto elevate

29 Rendimento convenzionale ● Il rendimento convenzionale è definito dalla relazione P n η =
29
Rendimento convenzionale
Il rendimento convenzionale è definito dalla relazione
P
n
η
=
C
P
+
P
+
P
n
Cu
Fe
P n = potenza nominale del trasformatore
P Cu = potenza dissipate a causa delle perdite nel rame
P Fe = potenza dissipata a causa delle perdite nel ferro
La misura del rendimento convenzionale del trasformatore
richiede la valutazione delle perdite nel rame e nel ferro
può essere effettuata mediante una prova in cortocircuito e una
prova a vuoto
30

Trasformatore trifase (1)

Per trasferire energia elettrica tra due reti trifase si possono utilizzare tre trasformatori monofase, uguali tra loro, opportunamente collegati

Unendo i nuclei, si può ottenere un unico trasformatore trifase

monofase, uguali tra loro, opportunamente collegati ● Unendo i nuclei, si può ottenere un unico trasformatore
monofase, uguali tra loro, opportunamente collegati ● Unendo i nuclei, si può ottenere un unico trasformatore

31

Trasformatore trifase (2)

Se gli avvolgimenti sono alimentati da una terna di tensioni simmetrica anche i flussi Φ a , Φ b , Φ c formano una terna simmetrica Il flusso nella colonna centrale è nullo La colonna centrale può essere eliminata

formano una terna simmetrica Il flusso nella colonna centrale è nullo La colonna centrale può essere
formano una terna simmetrica Il flusso nella colonna centrale è nullo La colonna centrale può essere

32

Trasformatore trifase (3)

La configurazione tridimensionale presenta difficoltà costruttive

Nella pratica viene utilizzata una configurazione planare in questo modo si introduce una dissimmetria nella terna dei flussi (che comunque in genere è trascurabile)

planare in questo modo si introduce una dissimmetria nella terna dei flussi (che comunque in genere
planare in questo modo si introduce una dissimmetria nella terna dei flussi (che comunque in genere
 

33

 

Trasformatore trifase (4)

Numero di spire degli avvolgimenti primari: N

● Numero di spire degli avvolgimenti primari: N

Numero di spire degli avvolgimenti secondari: n

f.e.m. indotte negli avvolgimenti primari: E A , E B , E C

f.e.m. indotte negli avvolgimenti secondari: E a , E b , E b

E

A

=

j

ω

N

Φ

 

E

A N

=

 
 

a

E

a

=

j

ω

n

Φ

a

E

a n

(lo stesso risultato si ottiene per le altre coppie di f.e.m.)

I rapporti fra le f.e.m. indotte coincidono con il rapporto spire

 

34

Rapporto di trasformazione

Le fasi del primario e del secondario possono essere collegate tra loro in vari modi stella triangolo zig-zag (utilizzato solo per il secondario) diversi valori delle tensioni concatenate

Rapporto di trasformazione: rapporto tra i valori efficaci delle tensioni concatenate relative a coppie di terminali omologhi del primario e del secondario valutato nella condizione di funzionamento a vuoto ( si trascurano le cadute di tensione interne del trasformatore)

K =

V AB

V ab

il suo valore può essere diverso dal rapporto spire e dipende dal tipo di collegamento

35

Gruppi

Spostamento angolare: angolo (in gradi) di sfasamento in ritardo di una tensione concatenata primaria rispetto alla corrispondente tensione secondaria

α = arg

(0° ≤ α < 360°)

dipende dal tipo di collegamento adottato il suo valore è sempre un multiplo di 30°

Gruppo: rapporto tra spostamento angolare e 30° può assumere valori da 0 a 11 in pratica i gruppi più frequentemente utilizzati sono 0 α = 0 ° 5 α = 150 ° 6 α = 180 ° 11 α = 330°

V

⎛ V ⎜ ⎝ AB V ab ⎟ ⎞ ° ⎟ ⎠

AB

V ab

⎟ ⎞

°

⎟ ⎠

⎛ V ⎜ ⎝ AB V ab ⎟ ⎞ ° ⎟ ⎠

36

Collegamento delle fasi (1)

Collegamento a stella π j = E − E = 3 E e 6 V
Collegamento a stella
π
j
= E
E
=
3
E
e
6
V AB
A
B
A
π
j
= E
E
=
3
E
e
6
V AC
B
C
B
π
j
= E
E
=
3
E
e
6
V CA
C
A
C
 

37

Collegamento delle fasi (2)

 
 

Collegamenti a triangolo

 
fasi (2)     Collegamenti a triangolo       j π   V AB =
fasi (2)     Collegamenti a triangolo       j π   V AB =
   

j

π

 

V

AB

= −

E

Β

=

E

A

e

3

V

= E

j

π

AB

V

BC

= E

A

B

V

BC

= −

E

C

=

E

B

e

3

π

V

CA

= E

C

V

CA

= −

E

A

=

E

C

e

j

3

 

38

Collegamento delle fasi (3)

Collegamento a zig-zag

Collegamento a zig-zag ● Gli avvolgimenti sono divisi in due parti uguali ● La prima sezione

Gli avvolgimenti sono divisi in due parti uguali

La prima sezione di ciascun avvolgimento è collegata in serie discorde con la seconda sezione dell’avvolgimento posto sulla colonna successiva

Gli avvolgimenti risultanti sono collegati a stella

 

39

Collegamento a zig-zag – Tensioni di fase

E

a1

= E

a 2

E a1 = E a 2

E

b1

= E

b2

E

c1

= E

c2

 

π

V

fa

= E

a 2

E

b1

=

3
3

E

a1

e

j

6

π

V

fb

V

fc

= E

= E

b 2

c 2

E

E

c1

a1

=

=

3
3

E

3
3

E

b1

c1

e

j

e

j

6

π

6

 

40

Collegamento a zig-zag – Tensioni concatenate

V ab

V bc

V ca

π π j j = V 3 e 6 = 3 E e 3 fa
π
π
j
j
= V
3
e
6
=
3
E
e
3
fa
a1
π
π
j
j
= V
3
e
6
=
3
E
e
3
fb
b1
π
π
j
j
= V
3
e
6
=
3
E
e
3
fc
c1
3 E e 3 fa a1 π π j j = V 3 e 6 =
41 Collegamento stella - stella (Yy) π j V 3 E e 6 N AB
41
Collegamento stella - stella (Yy)
π
j
V
3
E
e
6
N
AB
=
A
=
π
V
j
n
ab
3
E
e
6
a
N
K =
α = 0°
n
● Il rapporto di trasformazione coincide con il rapporto spire
● Il gruppo è 0
Questo collegamento è indicato con la sigla Yy0
Se si invertono le polarità degli avvolgimenti dei primario o del
secondario si ha α = 180° gruppo 6 (Yy6)
42

Collegamento triangolo - triangolo (Dd)

V E AB = A V E ab a N K = n
V
E
AB
=
A
V
E
ab
a
N
K =
n

=

N

n

α = 0°

In questo caso si è utilizzato il primo tipo di collegamento a triangolo

Il rapporto di trasformazione coincide con il rapporto spire

Il gruppo è 0 (Dd0)

Se si invertono le polarità degli avvolgimenti dei primario o del secondario si ha α = 180° gruppo 6 (Dd6)

43 Collegamento triangolo - stella (Dy) 5 V E 1 N j π AB =
43
Collegamento triangolo - stella (Dy)
5
V
E
1
N
j
π
AB
=
A
=
e
6
π
V
j
3
n
ab
3 E e
6
a
1
N
K =
α = 330°
3
n
● Anche in questo caso si è utilizzato il primo tipo di collegamento a
triangolo
● Il gruppo è 11 (Dy11)
● Se si invertono le polarità degli avvolgimenti dei primario o del
secondario si ha α = 150° gruppo 5 (Dy5)
44

Collegamento stella - triangolo (Yd)

π j 3 E 6 A e π j 3 E 6 A e V
π j 3 E 6 A e
π
j
3
E
6
A e
π j 3 E 6 A e
π
j
3 E
6
A e

V AB

5 N j 3 e 6
5
N
j
3
e
6

V ab

E

 

π

j

3

n

b E

a e

K =

N 3 n
N
3
n

α = 330°

π

In questo caso si è utilizzato il secondo tipo di collegamento a triangolo

Il gruppo è 11 (Yd11)

Se si invertono le polarità degli avvolgimenti dei primario o del secondario si ha α = 150° gruppo 5 (Yd5)

Utilizzando il primo tipo di collegamento a triangolo si ottiene, nei due casi, α = 30° e α = 210° gruppi 1 e 7 (Yd1 e Yd7)

=

=

=

45 Collegamento stella - zig-zag (Yz) π j 5 V 3 E e 6 3
45
Collegamento stella - zig-zag (Yz)
π
j
5
V
3 E
e
6
3
N
j
π
AB
=
A
=
e
6
π
V
j
2
n
ab
3 E
e
3
a1
3
N
K =
α = 330°
2
n
● Il gruppo è 11 (Yz11)
● Se si invertono le polarità degli avvolgimenti dei primario o del
secondario si ha α = 150° gruppo 5 (Yz5)
46

Scelta dei collegamenti (1)

A parità di tensioni concatenate, nel caso del collegamento a stella le tensioni di fase sono minori

E =

V

3
3

gli avvolgimenti devono sostenere tensioni inferiori il collegamento a stella è conveniente per le alte tensioni

Il collegamento a triangolo non rende disponibile il neutro

Se le correnti dovute al carico collegato al secondario sono squilibrate, è conveniente che il primario sia collegato a triangolo il collegamento triangolo-stella (con neutro) viene utilizzato nei trasformatori di distribuzione

47

Scelta dei collegamenti (2)

Primario collegato a stella

Si collega un’impedenza di carico che

assorbe una corrente I tra il terminale

di una fase del secondario e il neutro

I tra il terminale di una fase del secondario e il neutro La fase corrispondente del

La fase corrispondente del primario è percorsa dalla corrente n/N I

Questa corrente deve richiudersi attra- verso le altre fasi

Le tensioni di fase sono modificate

Dato che le tensioni concatenate sono fissate, la terna delle tensioni di fase diviene asimmetrica (spostamento del centro di fase)

48

Scelta dei collegamenti (3)

Primario collegato a triangolo

In

questo caso la corrente al primario

si

richiude sui conduttori della linea e

non attraversa le altre due fasi

In presenza del carico non le tensioni

di fase non sono perturbate

della linea e non attraversa le altre due fasi In presenza del carico non le tensioni

49

Scelta dei collegamenti (4)

Se il primario è collegato a stella (senza neutro) si può dimostrare che,

a causa della non linearità del nucleo, i flussi magnetici, e quindi anche

le tensioni indotte nel secondario, non sono sinusoidali ma distorti

Se il secondario è collegato a stella le tensioni di fase sono distorte le tensioni concatenate sono sinusoidali (gli effetti non lineari si compensano) Se il secondario è collegato a zig-zag, sia le tensioni di fase che le tensioni concatenate sono sinusoidali Se il secondario è collegato a triangolo le tensioni concatenate sono distorte si può dimostrare che, di conseguenza, si ha una corrente che circola nella maglia formata dalle tre fasi per la legge di Lenz, questa corrente si oppone alla causa che la ha generata e quindi produce un flusso che tende a compensare le distorsioni

Se il primario è collegato a triangolo, le f.e.m indotte nelle fasi del secondario sono sinusoidali anche in presenza di effetti non lineari

50