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MACCHINE E IMPIANTI ELETTRICI

Traformatore
Parte 1

Mario Cacciato, Giacomo Scelba


EMPEG (Electrical Machines and Power Electronics Group)
Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica e Informatica

mario.cacciato@dieei.unict.it
giacomo.scelba@dieei.unict.it
Trasformatori

CEI-EN60076-1: “Macchina statica con due o più avvolgimenti


che, per induzione elettromagnetica, trasforma un sistema di
tensione e corrente alternata in un altro sistema generalmente di
differenti valori di tensione e corrente, alla stessa frequenza, allo
scopo di trasmettere la potenza elettrica”
Trasformatori
Il trasformatore è una macchina elettrica statica dotata di un
circuito magnetico e di due o più avvolgimenti con esso
concatenati: può essere di tipo monofase o trifase.

Il suo funzionamento si basa sulla legge della induzione


elettromagnetica e le sue funzioni possono essere molteplici, in
relazione alle diverse applicazioni.

Il trasformatore viene utilizzato quando le grandezze elettriche ai


morsetti degli avvolgimenti sono variabili nel tempo (si generano
solo f.e.m. di tipo trasformatorico). Infatti, il principio di
funzionamento del trasformatore è basato sulla legge dell’induzione
elettromagnetica (Farady-Lenz) tra circuiti mutuamente accoppiati:
ne consegue che il trasformatore non può funzionare con
alimentazioni in corrente continua, ma necessita di alimentazioni
variabili nel tempo.
Trasformatori
I trasformatori possono essere impiegati in regime sinusoidale, alla
cosiddetta frequenza industriale (o di rete), che in Europa (e nella
maggior parte del mondo) è di 50 Hz, mentre negli U.S.A. è di 60 Hz.

Un impiego tipico, ma non esclusivo, è nelle reti elettriche in regime


sinusoidale:

Alimentazione di apparecchiature
elettriche ed elettroniche:
Trasformatori

Alimentatori Switching

Trasformatore da palo
(alimentazione utenze rurali)

Trasformatore per
Stazioni Elettriche
Trasformatori
L'adozione di elevati valori di tensione per il trasporto di grandi potenze su lunghe distanze
consente un dimensionamento più favorevole delle linee e/o un livello più contenuto delle
perdite in linea per effetto Joule: infatti, a pari potenza trasportata, P= 3·V·I·cos, quanto
maggiore è la tensione V di funzionamento della linea, tanto minore è la corrente di linea I,
quindi le perdite R·I². Fra i valori di tensione normalizzati per le linee ad alta tensione in europa
vi sono: 130, 220, 380 kV.

USA
Considerazioni Generali sul Trasformatore
Trasformatore Ideale
 È la più semplice delle macchine elettriche.

 Il trasformatore monofase ideale è un doppio bipolo:


A1 N1' : N2' A2
Trasformatore ideale
+ +
i1 i2
v1 N1' i1 N 2'
 ; 
v1 v2 v2 N 2' i2 N1'
N 1' Rapporto di
N 2' Trasformazione
V1 N 1' I1 N 2'
- -  ; 
V2 N 2' I 2 N 1'
B1 B2

● La potenza assorbita dal primario dal trasformatore ideale (p1 = v1 i1) risulta in ogni
istante uguale a quella erogata al secondario (p2 = v2 i2).

● Con riferimento al regime sinusoidale di frequenza fe, la potenza complessa assorbita a


primario dal trasformatore ideale risulta uguale a quella erogata al secondario.

Il trasformatore ideale non assorbe né potenza attiva né potenza


reattiva, risultano però mutati i parametri (tensione e corrente) con cui
la energia elettrica viene assorbita a primario ed erogata a secondario.
Trasformatore Ideale
Ipotesi assunte nel modello del trasformatore ideale:
 Flusso disperso nullo
I flussi prodotti dalle correnti che scorrono negli avvolgimenti primari e secondari sono
tutti confinati all’interno del nucleo magnetico.

 Resistenza degli avvolgimenti nulla


La tensione indotta sugli avvolgimenti coincide con quella applicata.

 Il nucleo magnetico ha permeabilità infinita


Riluttanza del nucleo è zero

È richiesta una corrente trascurabile per stabilire il flusso magnetico

 Perdite assenti nel nucleo magnetico


 Fenomeni di isteresi e correnti parassite trascurati

 Caratteristica lineare per la curva di isteresi (Pi = 0 ← perdite per isteresi)

 Resistività del ferro rfe = ∞ (Pcp = 0 ← perdite per correnti parassite)


Considerazioni Generali sul Trasformatore
La struttura del trasformatore monofase può essere schematizzata con un circuito
magnetico in cui sono presenti due avvolgimenti posizionati in modo da avere un
elevato accoppiamento magnetico.

Avvolgimento
Secondario

N 2'

N1'
Avvolgimento
Primario

F1
Trasformatore Ideale a Vuoto
Applicando una tensione sinusoidale v1 in uno dei due avvolgimenti circolerà una
corrente i1 che produrrà una forza magnetomotrice F1:

F1  N1' i1 N 1' : Numero di spire al primario


F1 a sua volta produce un campo di induzione magnetica B1 e quindi un flusso
elementare F1.

Nel caso in cui v1 e i1 siano grandezze variabili alternate, lo saranno anche le


grandezze magnetiche B1 e F1.

Avvolgimento
Secondario

N 2'

N1'
Avvolgimento
Primario

F1
Trasformatore Ideale a Vuoto
La variabilità del flusso concatenato con gli avvolgimenti primario e secondario
stabilisce due forze elettromotrici e1 ed e2 che controbilanciano le tensioni v1 e v2 :

dF1 dF1
v1  e1  N '
1 v2  e2  N '
2
dt dt
dove:
F1 è il flusso elementare concatenato con una spira;
N1'F1 è il flusso totale concatenato con l’avvolgimento primario; N2'F1 e con quello
secondario.

'dF 1
N Avvolgimento
v1 1
dt Secondario

e1

v 2 N ' dF 1 N 2'
2 N1' e2
dt Avvolgimento
Primario
N 2'
v2  ' v1 F1
N1
Trasformatore Ideale a Vuoto
In particolare, e2 è la f.e.m. indotta dal flusso generato dal primario F1 sul secondo
avvolgimento e che si stabilisce sui morsetti di quest’ultimo (sul secondario non è
applicata nessuna tensione esterna).
Le due forze elettromotrici e1 ed e2 sono legate dal rapporto spire N1' /N2':
e1 N 1'
 ' I1
e2 N 2
V1 N1' N 2' V2
Il trasformatore è detto elevatore se N1 < N2 e quindi e1 < e2.
' ‘

I1

V1 N1' N 2' V2
 Il trasformatore è detto abbassatore se N1 > N2 e quindi e2 < e1.
' ‘

I1

 Il trasformatore è detto di isolamento se N1' = N2‘ e quindi e2 = e1. V1 N1' N 2' V2

Isolamento galvanico
Trasformatore Ideale a Vuoto
In particolare, e2 è la f.e.m. indotta dal flusso generato dal primario F1 sul secondo
avvolgimento e che si stabilisce sui morsetti di quest’ultimo (sul secondario non è
applicata nessuna tensione esterna).
Le due forze elettromotrici e1 ed e2 sono legate dal rapporto spire N1' /N2':
e1 N 1'
 ' I1
e2 N 2
Si trasformatore
noti che,è data l’assoluta “reversibilità”
della macchina, V V1 N1' N 2'
Il detto elevatore se N1 < N2 e quindi e1 < e2.
‘ 2
'

ciascuno dei due avvolgimenti può essere assunto come


I
primario (o secondario), a seconda che si privilegi l’una
1

coppia di morsetti o l’altra. ' V N N V 1 1


'
2
'
2
 Il trasformatore è detto abbassatore se N1 > N2 e quindi e2 < e1.

I1

 Il trasformatore è detto di isolamento se N1' = N2‘ e quindi e2 = e1. V1 N1' N 2' V2

Isolamento galvanico
Trasformatore Ideale a Vuoto
Uno sguardo agli andamenti temporali…

Regime Sinusoidale:
Avvolgimento

F1 t   F1M cost 
Secondario
e1
N 2'

dF1   N1' e2
e1  N '
1  N1' F1M  cos t   Avvolgimento

 2 Primario
dt
F1
Relazioni che legano le
grandezze e1(t), F1(t) e i1(t):

1 t N 1' F 1 t 
L 
i1 t  i1 t 
e1(t) ,V1(t) F1(t)
 '

 1
i t  
N 1
F1 t 
di1 t 
i1(t)


L  e t   L
 
t
F
1
e t   N ' d 1 t dt
 1 1
dt
Trasformatore Ideale a Vuoto
Uno sguardo agli andamenti temporali…

Regime Sinusoidale:
Avvolgimento

F1 t   F1M cost  Comportamento puramente


Secondario
e1
induttivo N 2'

dF1  i1(t)
 N1' e2
e1  N '
1  N1' F1M  cos t   Avvolgimento

 2 Primario
dt
F1
Relazioni che legano le
grandezze e1(t), F1(t) e i1(t):

1 t  N 1' F 1 t 
V1 e1(t)
L  L
i1 t  i1 t 
e1(t) ,V1(t) F1(t)
 '

 1
i t  
N1
F1 t 
di1 t 
i1(t)


L  e1 t   L
e t   N ' dF1 t 
t
dt
 1 1
dt
Trasformatore Ideale
Se colleghiamo un carico al secondario del trasformatore anche in
quest’ultimo scorre una corrente. Tale corrente a sua volta genererà
un campo magnetico che interagisce con quello generato dalla
corrente di ingresso all’avvolgimento primario.

Linee di Forza del Campo


Magnetico Variabile

Corrente in ingresso Corrente in uscita


al primario dal secondario

Tensione applicata Conduttori


al primario

Avvolgimento Avvolgimento
Primario Secondario
Nucleo
Magnetico
Trasformatore Ideale - Correnti
i1 i2
+ +
Carico
AC v1 N1' N2' v2 Elettrico
- -

Nel caso del trasformatore ideale la forza magnetomotrice


complessivamente applicata al nucleo magnetico è:

F  N1' i1  N 2' i2  F

Dato che nel trasformatore ideale la riluttanza del nucleo magnetico è nulla:

N 1'
N1' i1  N 2' i2  0 i2  ' i1
N2
Trasformatore Ideale - Impedenze
i1 i2 i1
Carico Carico
+ + Elettrico
+ Elettrico
AC v1 N1' N2' v2 Z2 AC v1 Z2'
- - -

V2
Impedenza del carico applicato all’avvolgimento secondario: Z2 
I2
N1' N 2'
Dato che: V1  ' V2 I1  ' I 2
N2 N1
L’impedenza di ingresso del trasformatore risulta:
N1'
V 2
V1 N 2 ' 2  N1 
'
Le impedenze di ingresso e uscita del
Z2 
'
 '   '  Z 2 trasformatore sono legate dal rapporto spire
I1 N 
N2
I  2
' 2
N1
Trasformatore Ideale - Potenze
i1 i2
Carico
+ + Elettrico
AC v1 N1' N2' v2 Z2
- -

La potenza transitante dall’avvolgimento primario: P1  v1i1


La potenza transitante dall’avvolgimento secondario: P2  v2i2

Utilizzando le relazioni analitiche che legano tensioni e


correnti sui due avvolgimenti si ottiene:

N 2' N 1' N 2' N 1'


v2  ' v1 i2  ' i1 P2  v2i2  ' v1 ' i1  v1i1  P1
N1 N2 N1 N 2
Trasformatore Reale
In un trasformatore reale la permeabilità del materiale
ferromagnetico µfe non è infinita , ciò comporta la presenza di flussi
dispersi poiché µ0 non è nulla:

i1 i2

v1 v2

Linee di flusso
disperso

Le matasse degli avvolgimenti presentano una resistività ≠ 0 ;

La caratteristica di magnetizzazione non è lineare → presenza di


perdite per isteresi.

Il materiale ferromagnetico ha una rfe che non è infinita, per cui si
hanno correnti parassite.
Trasformatore Reale
Elementi Costruttivi del Trasformatore
Gli avvolgimenti sono magneticamente accoppiati tramite una struttura
di materiale ferromagnetico che costituisce la rete magnetica a
bassissima riluttanza entro la quale si sviluppano in misura prevalente le
linee di flusso di induzione magnetica.

Le forme costruttive, i materiali impiegati e le particolari soluzioni


tecnologiche adottate dipendono dalle specifiche esigenze e dal campo di
impiego di ciascuna categoria di trasformatori.

La progettazione e realizzazione di queste macchine elettriche si basano


su due criteri costruttivi chiave che riguardano i nuclei dei trasformatori:

Ridurre al minimo le perdite nel ferro;

Ridurre al minimo la corrente magnetizzante necessaria per


ottenere il flusso magnetico desiderato.
Trasformatore Reale
Elementi Costruttivi del Trasformatore

Quest’ultima condizione si ottiene minimizzando la riluttanza del nucleo


magnetico:

F  Ni  F
 Elevata permeabilità magnetica : nuclei ferromagnetici;

 Elevata sezione S normale alle linee di flusso e ridotta


l lunghezza l delle linee di flusso (entrambi compatibili con
 gli ingombri);
S
 Ridotta al minimo la presenza di traferri (strati d’aria o di
materiale isolante che interrompono, per ragioni
costruttive, la continuità del nucleo ferromagnetico).
Trasformatore Reale
Elementi Costruttivi del Trasformatore
Le due forme costruttive più comuni sono quelle usualmente indicate come nucleo a
colonne (con gli avvolgimenti disposti intorno a ciascuna delle colonne) e nucleo a
mantello o corazzato (con entrambi gli avvolgimenti disposti sulla colonna centrale e
parzialmente “circondati” dal nucleo),
Monofase Trifase

A Colonne

A Mantello
Trasformatore Reale
Elementi Costruttivi del Trasformatore
Rispetto alla schematizzazione circuitale gli avvolgimenti sono realizzati sulla stessa
colonna per migliorare il concatenamento dei flussi. Nel caso del trasformatore monofase
a colonne l’avvolgimento di alta tensione AT e l’avvolgimento di bassa tensione BT
possono essere divisi in più parti posizionate sulle due colonne del nucleo magnetico in
modo da ridurre i flussi dispersi. Se i gioghi e le colonne hanno tutti la stessa sezione, il
valore dell’induzione è lo stesso in tutte le sezioni del nucleo.

A1 A2

N1' N1'
2 2

b1 b2
N 2' N 2'
2 2

Nucleo a Colonne per


Trasformatore Monofase
Trasformatore Reale
Elementi Costruttivi del Trasformatore
Nel nucleo di un trasformatore monofase a mantello le spire di entrambi gli avvolgimenti
sono avvolte attorno alla colonna centrale. Il flusso F prodotto dagli avvolgimenti percorre
la colonna centrale, mentre le rimanenti parti del nucleo magnetico sono percorsi da un
flusso pari a F/2.
Per avere lo stesso valore di induzione magnetica B=F/S in tutti i tratti del nucleo, la
sezione dei gioghi e delle fiancate deve essere la metà di quella della colonna centrale.

A1
N 1'
F A2
F F
2 b1 2
N 2'

Nucleo a Mantello per


Trasformatore Monofase
Trasformatore Reale
Elementi Costruttivi del Trasformatore
Il nucleo magnetico più comune per i trasformatori trifase è quello costituito da tre
colonne: su ogni colonna vengono montati l’avvolgimento di bassa tensione e quello di alta
tensione associati ad una singola fase.
Se le tensioni di alimentazione costituiscono una terna simmetrica, anche i rispettivi flussi
magnetici nelle colonne prodotti da ciascuna fase formeranno una terna simmetrica: sono
variabili sinusoidalmente nel tempo, hanno lo stesso valore massimo e sono sfasati tra loro
di 120° (la somma vettoriale dei tre flussi è sempre nulla). v t   V cost 
a m

 2 
Fb Fc vb t   Vm cos t   
Fa  3 
 2 
vc t   Vm cos t   
N ' N 1' N 1'  3 
1
 
F a t   F m cos t  
 2
 
F b t   F m cos t    
2
N 2' N 2'  3 2
N 2'
 
F c t   F m cos t    
2
 3 2
Nucleo a tre colonne per
Trasformatore Trifase
Trasformatore Reale
Elementi Costruttivi del Trasformatore
Nei trasformatori trifase a tre colonne i flussi nelle tre colonne devono avere uguale il valore
massimo. Tuttavia, mentre il percorso magnetico del flusso Fa è costituito dalla sola
colonna centrale, il percorso magnetico dei flussi Fb e Fc comprende anche metà di ciascun
giogo. Pertanto, la riluttanza del nucleo magnetico percorso dal flusso Fa sarà inferiore a
quella dei nuclei percorsi dai flussi Fb e Fc e quindi sarà inferiore la corrente magnetizzante
relativa alla colonna centrale. Tuttavia, questo squilibrio di correnti si manifesta solo nel
funzionamento a vuoto, poiché nel funzionamento a carico le correnti magnetizzanti
risultano trascurabili rispetto alle correnti primarie, e queste risultano equilibrate (o meno)
a seconda che sia equilibrato (o squilibrato) il carico sulle tre fasi secondarie.

Rg Rg
Fb Fc Fb Fc
Fa Fa

N ' N 1' N 1'


1

Rc Rc Rc

N 2' N 2' N 2'

Rg Rg
Trasformatore Reale
Nuclei Magnetici
Una struttura “chiusa” (ovvero continua) varrebbe certamente a eliminare i
traferri (facendo diminuire la riluttanza) ma renderebbe molto difficile
l’inserimento degli avvolgimenti: il nucleo viene, perciò, costruito per
assemblaggio di parti, con le due colonne vere e proprie che vengono serrate
fra due elementi orizzontali, detti gioghi.

gioghi

colonne
Trasformatore con nucleo a colonne
Trasformatore Reale
Nuclei Magnetici
Per ridurre al minimo la presenza di traferri nella struttura del nucleo
magnetico si utilizzano diverse tecniche di assemblaggio di circuiti
magnetici.

I nuclei magnetici dei trasformatori sono ottenuti sovrapponendo vari strati


di lamierini.
La loro disposizione è diversa a seconda che si utilizzino:
 lamierini ordinari (materiale isotropo);
 lamierini a cristalli orientati (materiale anisotropo).
Trasformatore Reale
Nuclei Magnetici

Nel caso in cui si utilizzino lamierini ordinari (materiale isotropo), si


possono avere:

giunti affacciati giunti intercalati

Tra giogo e colonna si può


interporre un cartoncino
Trasformatore Reale
Nuclei Magnetici
Per piccoli trasformatori monofase, si possono ottenere:

• nuclei a colonne a • nuclei a mantello a giunti intercalati con


giunti affacciati con lamierini a “E” e a “I”
lamierini a “C”
Trasformatore Reale
Nuclei Magnetici
Per piccoli trasformatori monofase, si possono ottenere:

• nuclei a colonne a • nuclei a mantello a giunti intercalati con


giunti affacciati con lamierini a “E” e a “I”
lamierini a “C”
Trasformatore Reale
Nuclei Magnetici
I giunti affacciati si ottengono serrando tra loro due pacchi di lamierini
distinti separati da uno strato isolante:
 facilità di montaggio e smontaggio;
 serraggio più difficoltoso (necessitano di tiranti e legature);
 traferro equivalente di circa 0,1 mm.

Strato isolante
Trasformatore Reale
Nuclei Magnetici
I giunti intercalati si ottengono alternando vari strati di lamierini:
 difficoltà maggiori nel montaggio;
 buona compattezza (attrito tra i lamierini);
 traferro equivalente di circa 0,03 mm.
i giunti intercalati riducono la corrente magnetizzante del trasformatore
ed il ronzio causato dalle forze elettromagnetiche sui lamierini.
Trasformatore Reale
Tipologie di Nuclei Magnetici
Nei trasformatori di potenza minore (fino a qualche kVA) le sezioni delle
colonne e gli avvolgimenti hanno forma quadrata.

● Per potenze maggiori gli avvolgimenti hanno forma circolare


 assicura una migliore resistenza agli sforzi elettrodinamici;
 riduce i costi di costruzione;
 semplifica i problemi di isolamento. Esempi di Sezioni delle Colonne

● In questo caso per le colonne si adotta


una sezione a gradini che approssima la
sezione circolare

● Nei trasformatori di potenza elevata si


predispongono dei canali per la
circolazione di un fluido refrigerante in
modo da favorire lo smaltimento del
calore.
Trasformatore Reale
Tipologie di Nuclei Magnetici
Trasformatore Reale
Gli Avvolgimenti del Trasformatore
Gli avvolgimenti sono realizzati in rame o in alluminio che, come al solito, offre i vantaggi
di costi e pesi inferiori al solo prezzo di una conducibilità appena minore di quella del
rame.
Le sezioni dei conduttori sono circolari (Fig. a) ma, quando si vuole ottenere il riempimento
ottimale degli spazi disponibili, si dà la preferenza a sezioni rettangolari, dette a “piattina”
(Fig. b), che consentono di eliminare in maniera completa gli spazi inutilizzati. In un certo
numero di casi, infine, quando l’avvolgimento è fatto di poche spire di grande sezione, il
conduttore presenta una struttura “a nastro” (Fig. c).

Fig. a Fig. b Fig. c


Trasformatore Reale
Gli Avvolgimenti del Trasformatore
L’avvolgimento viene realizzato con l’ausilio di speciali macchine (bobinatrici) che
avvolgono il conduttore su un idoneo supporto (molto spesso in legno) a forma di cilindro
cavo, che verrà, poi, infilato su una delle colonne del trasformatore.
Qualunque sia la struttura del nucleo, allo scopo di garantire un migliore “accoppiamento”
fra primario e secondario, gli avvolgimenti di primario e secondario vengono suddivisi in
sezioni che vengono disposte, in maniera concentrica, su ciascuna colonna del nucleo.
Considerazioni di diversa natura (come la sicurezza o la praticità di montaggio e/o
manutenzione) conducono a disposizioni piuttosto diversificate, come gli avvolgimenti a
“dischi” alternati, ove corte sezioni di primario e secondario si alternano sulla stessa
colonna. BT
BT

AT AT

Avvolgimenti concentrici Avvolgimenti a bobine alternate


Trasformatore Reale
Gli Avvolgimenti del Trasformatore
L’avvolgimento viene realizzato con l’ausilio di speciali macchine (bobinatrici) che
avvolgono il conduttore su un idoneo supporto (molto spesso in legno) a forma di cilindro
cavo, che verrà, poi, infilato su una delle colonne del trasformatore.
Qualunque sia la struttura del nucleo, allo scopo di garantire un migliore “accoppiamento”
fra primario e secondario, gli avvolgimenti di primario e secondario vengono suddivisi in
sezioni che vengono disposte, in maniera concentrica, su ciascuna colonna del nucleo.
Considerazioni di diversa natura (come la sicurezza o la praticità di montaggio e/o
manutenzione) conducono a disposizioni piuttosto diversificate, come gli avvolgimenti a
“dischi” alternati, ove corte sezioni di primario e secondario si alternano sulla stessa
colonna. BT
BT

AT AT

Avvolgimenti concentrici Avvolgimenti a bobine alternate


Trasformatore Reale
Isolanti
Nella quasi assoluta totalità dei casi il necessario isolamento dei conduttori è affidato
ad opportuni materiali. Gli isolanti sono piuttosto sensibili alla temperatura, dalla
quale dipende apprezzabilmente la sua cosiddetta “vita media”.

Si distinguono in:

 Isolanti Interni (isolamento di spira, isolamento tra strati e fra bobine).

 Isolanti Esterni (isolamenti tra avvolgimenti e parti metalliche a terra, isolamento


tra le fasi).

 Per l’isolamento di spira si fa riferimento ai dati di catalogo forniti dai costruttori di


fili e piattine.

 L’isolamento di ciascuna sezione viene realizzato con fogli di carta o film di materiale
termo-plastico.

 L’isolamento di bobina con dei nastri di cotone, tela o materiale plastico termo
indurente dalle buone proprietà di conducibilità termica.
Trasformatore Reale
Isolanti
Occorre prevenire il riscaldamento eccessivo degli avvolgimenti, mediante idoneo
raffreddamento. Allo scopo di poter contare su una vita media analoga per i diversi
avvolgimenti del trasformatore, occorre che, a parità di trasmissione del calore,
l’apporto di calore agli avvolgimenti sia sostanzialmente identico; ciò comporta, nel
caso, ad esempio, del trasformatore monofase, l’identità:
2 2
R primario I12  Rsecondario I 22 R primario  I 2   N1 
     
Rsecondario  I1   N 2 

Il mantenimento di un identico regime termico (temperatura) comporta che le


resistenze degli avvolgimenti siano fra loro in un ben preciso rapporto, coincidente
con il quadrato del rapporto spire/di trasformazione.
Trasformatore Reale
Isolanti
Esempi di soluzioni tecniche adottate:
Trasformatore Reale
Sistemi di Raffreddamento
Per smaltire il calore prodotto dai fenomeni dissipativi si utilizzano sistemi di
raffreddamento che divengono più complessi all’aumentare della potenza
nominale del trasformatore

● Trasformatori a secco: (potenze fino a qualche decina di kVA) il


raffreddamento è dato dalla circolazione naturale o forzata (mediante ventole)
dell’aria.

● Trasformatori in olio: il trasformatore è collocato in un cassone di


lamiera riempito di olio minerale che ha funzione sia di isolante che di fluido
refrigerante.
per favorire lo smaltimento del calore la parete esterna del cassone può
essere munita di alette o di tubi di raffreddamento (10-100 kVA).
per potenze tra 50 e 500 kVA si utilizzano radiatori esterni raffreddati a
convezione naturale.
per potenze maggiori si impiegano scambiatori di calore esterni raffreddati a
convezione forzata ad aria, ad acqua.
Trasformatore Reale
Sistemi di Raffreddamento trasformatore in olio, circolazione
dell’olio forzata mediante
pompe e circolazione dell’aria
forzata mediante ventole

trasformatore in olio,
circolazione dell’olio forzata
mediante
pompe, flusso dell’olio diretto
attraverso gli avvolgimenti,
circolazione dell’aria forzata
mediante ventole
Trasformatore Reale
Trasformatore disassemblato
https://www.youtube.com/watch?v=eRAJhZO-P5M
Modello del Trasformatore Reale
Rappresentazione analitica/circuitale dei
flussi magnetizzanti e dispersi in un trasformatore:
Induttanza Magnetizzante e Induttanza di Dispersione

i1 Fm1
Ipotizziamo di alimentare solo il
primario del trasformatore
i1
monofase con una tensione v1 e e1 e1 Fl1
trascuriamo la presenza
dell’avvolgimento secondario:

La Fmm data da N1'i1 da luogo ad una densità di flusso le cui linee di forza in buona parte
si concatenano con l’avvolgimento secondario, mentre altre linee di forza si richiudono in
prossimità dell’avvolgimento primario. Quindi, Il flusso totale F1 concatenato con il
primario sarà dato dalla somma di due contributi:
 Il flusso associato alle linee di campo che si concatenano con il secondario detto flusso
magnetizzante Fm1.
 Il flusso associato alle linee di campo che non “abbraccia” le spire N2’, Fl1, detto flusso di
dispersione.
Modello del Trasformatore Reale
Rappresentazione analitica/circuitale dei
flussi magnetizzanti e dispersi in un trasformatore:
Induttanza Magnetizzante e Induttanza di Dispersione
Quindi:
 Fm1 :associato alle linee di campo concatenate con tutte le spire di primario e secondario.
 Fl1 :associato alle linee di campo che si concatenano solo parzialmente con le spire del
secondario. Inoltre, il flusso disperso ingloba anche le linee di campo che solo
parzialmente si concatenano con l’avvolgimento del primario.

F1  F m1  F l1

Nella definizione del flusso disperso non dobbiamo considerare le spire reali N1' ma un
numero di spire equivalenti N1 che permettano di rappresentare la reale distribuzione
delle linee di campo nel nucleo magnetico. Questo ultimo parametro si determina mediante
prove sperimentali.
Modello del Trasformatore Reale
Rappresentazione analitica/circuitale dei
flussi magnetizzanti e dispersi in un trasformatore:
Induttanza Magnetizzante e Induttanza di Dispersione
N1i1
In definitiva, il valore del flusso Fl1 è pari a: F l 1 
l1
dove Rl1 è la riluttanza equivalente del circuito magnetico interessato dal flusso disperso.

N1i1
Il flusso di magnetizzazione Fm1 è dato da: F m1 
m
dove Rm è la riluttanza del circuito magnetico in Fe.

N1i1 N1i1  N1 N1 
F1  F m1  F l1      i1
m l1  m l1 
Modello del Trasformatore Reale
Rappresentazione analitica/circuitale dei
flussi magnetizzanti e dispersi in un trasformatore:
Induttanza Magnetizzante e Induttanza di Dispersione
Il flusso totale 1 è calcolato come:
N12i1 N12i1  N12 N12 
1  N1F1  N1F m1  N1F l1      i1
m l1  m l1 
Considerato che il flusso totale 1 è legato alla corrente dalla relazione:
1  N1F1 t   Li1 t 
L’induttanza associata al sistema analizzato è composta da due termini:

 N12 N12 
1  N1F1 t     i1  Lm1  Ll1 i1 t 
 m l1 
Analogamente per la f.e.m. e1:

di1 t  di1 t  di1 t 


 
e1 t  L  Ll1  Lm1  el1 t   em1 t 
dt dt dt
Modello del Trasformatore Reale
Rappresentazione analitica/circuitale dei
flussi magnetizzanti e dispersi in un trasformatore:
Induttanza Magnetizzante e Induttanza di Dispersione

Il circuito equivalente si complica leggermente rispetto all’induttore ideale:

di1 t  di1 t  di1 t 


e1 t   L  Ll1  Lm1  el1 t   em1 t 
dt dt dt
el1(t)
i1(t) Fm1(t)
Ll1
Ll1 i1(t)
el1(t)
V1 em1(t) V1 e1(t) em1(t)
Lm1
Modello del Trasformatore Reale
Rappresentazione analitica/circuitale dei
flussi magnetizzanti e dispersi in un trasformatore:
Induttanza Magnetizzante e Induttanza di Dispersione
Nell’ipotesi che alimentiamo solo il secondario otteniamo un comportamento similare del
sistema. Quindi, supponiamo di alimentare il secondario con una tensione v2 e trascuriamo
la presenza dell’avvolgimento primario.

La Fmm data da N2'i2 da luogo ad una densità di flusso le cui linee di forza in buona parte
si concatenano con l’avvolgimento primario, mentre altre linee di forza si richiudono solo in
prossimità dell’avvolgimento secondario. Quindi, Il flusso elementare F2 concatenato con il
secondario sarà dato dalla somma di due contributi:
 Il flusso associato alle linee di campo che si concatenano con il primario detto flusso
magnetizzante Fm2.
 Il flusso associato alle linee di campo che non “abbraccia” le spire N1’, Fl2, detto flusso di
dispersione.
F 2  F m2  Fl 2
Anche in questo caso consideriamo un numero di spire equivalenti N2 per rappresentare
circuitalmente la reale distribuzione delle linee di campo nel nucleo magnetico.
Modello del Trasformatore Reale
Rappresentazione analitica/circuitale dei
flussi magnetizzanti e dispersi in un trasformatore:
Induttanza Magnetizzante e Induttanza di Dispersione

N 2i2
Il valore del flusso Fl2 è pari a: Fl 2 
l 2
dove Rl2 è la riluttanza equivalente del circuito magnetico interessato dal flusso disperso.

N 2i2
Il flusso di magnetizzazione Fm2 prodotto dalla f.m.m. N2i2 è dato da: F m2 
m
dove Rm è la riluttanza del circuito magnetico in Fe.

N 2i2 N 2i2  N 2 N 2 
F 2  F m2  F l 2      i2
m l1  m l1 
Modello del Trasformatore Reale
Rappresentazione analitica/circuitale dei
flussi magnetizzanti e dispersi in un trasformatore:
Induttanza Magnetizzante e Induttanza di Dispersione
Il flusso totale 2 è calcolato come:
N 22i2 N 22i2  N 22 N 22 
2  N 2F 2  N 2 F m 2  F l 2       i2
m l 2  m l 2 
Considerato che il flusso totale 2 è legato alla corrente. dalla relazione:

2  N 2F 2 t   Li2 t 
L’induttanza associata al sistema analizzato è composta da due termini:

 N 22 N 22 
2  N 2F 2 t     i2  Lm 2  Ll 2 i2 t 
 m l1 
Analogamente per la f.e.m. e2:

di2 t  di2 t  di2 t 


e2 t   L  Ll 2  Lm2  el 2 t   em2 t 
dt dt dt
Modello del Trasformatore Reale
Rappresentazione analitica/circuitale dei
flussi magnetizzanti e dispersi in un trasformatore:
Nel caso in cui si alimentanoo i1 i2
contemporaneamente i due avvolgimenti e
e si ipotizzi che il sistema sia lineare: v2
v1

F 1  F l1  F m1  F m 2
F 2  F l 2  F m 2  F m1 Linee di flusso
disperso

In quanto il flusso elementare concatenato con una spira del primario è
dato dalla somma del flusso generato dal primario (Fl1 +Fm1) e del
contributo di flusso magnetizzante dovuto alla corrente che scorre
nell’avvolgimento secondario che si concatena con il primario (Fm2).

Analogamente, il flusso elementare concatenato con una spira del


secondario è dato dalla somma del flusso generato dal secondario (Fl2 +Fm2)
e del contributo di flusso magnetizzante dovuto alla corrente che scorre
nell’avvolgimento primario che si concatena con il secondario (Fm1).
Modello del Trasformatore Reale
Rappresentazione analitica/circuitale dei
flussi magnetizzanti e dispersi in un trasformatore:
induttanze
In questo caso i flussi totali concatenati con
ciascun avvolgimento sono:
N12 N12 NN
1  N1F1  N1F l1  N1F m1  N1F m 2  i1  i1  1 2 i2
l 1 m m
N 22 N 22 NN
2  N 2 F 2  N 2 F l 2  N 2 F m 2  N 2 F m1  i2  i2  1 2 i1
l 2 m m

Le precedenti equazioni si possono scrivere associando le induttanze equivalenti:

N12 N 22 N12
Ll1  Ll 2  Lm1 
1  Ll1i1  Lm1i1  L12i2 l 1 l 2 m
2  Ll 2i2  Lm 2i2  L21i1
N 22 N1 N 2
Lm 2  L12  L21 
m m
Modello del Trasformatore Reale
Rappresentazione analitica/circuitale dei
flussi magnetizzanti e dispersi in un trasformatore:
dove Ll1 e Ll2 sono chiamate induttanze di dispersione, Lm1 e Lm2 rappresentano le
induttanze associate ai flussi magnetizzanti propri di ciascun avvolgimento, indipendenti
l’uno dall’esistenza dell’altro; quest’ultime sono indicate come induttanze di
magnetizzazione. Infine, i coefficienti di mutua induzione L12 e L21 esistono solo se su
entrambi gli avvolgimenti si stabilisce una f.m.m. (presenza contemporanea di i1 e i2).

1  Ll1i1  Lm1i1  L12i2


2  Ll 2i2  Lm 2i2  L21i1

I coefficienti di mutua induzione sono legati a quelli di magnetizzazione mediante le relazioni:

N1 N1 N 2 N1 N12 N 2 N 1 N 2 N 2 N 22
L12    Lm1 L21    Lm 2
N2 m N 2 m N1 m N 1 m
Modello del Trasformatore Reale
Rappresentazione analitica/circuitale dei
flussi magnetizzanti e dispersi in un trasformatore:

Si definiscono coefficienti di autoinduzione dell’avvolgimento primario e secondario le


quantità L11 e L22:
L11  Ll1  Lm1
L22  Ll 2  Lm 2
Di conseguenza le equazioni che governano i flussi del trasformatore si possono riscrivere
come quelli di un doppio bipolo:
Fm
i1 L12=L21 i2 i1 i2
1  L11i1  L12i2 F l1
N1 N2
2  L21i1  L22i2 L11 L22 v2 Fl2
v1

N1i1  N 2i2
F m  F m1  F m 2 
m
Stiamo al momento trascurando le perdite sugli avvolgimenti e sul nucleo magnetico.
Modello del Trasformatore Reale
Rappresentazione analitica/circuitale dei
flussi magnetizzanti e dispersi in un trasformatore:
i1 Ll1 L12=L21 Ll2 i2
Se esplicitiamo le induttanze di dispersione si ha:

Lm1 Lm2 e2
e1

Se l’accoppiamento tra i due avvolgimenti è perfetto i flussi elementari medi di auto e


mutua induzione, prodotti da ciascuno di essi, sono uguali a parità di corrente (flussi
dispersi nulli) e risulta:
N12 N 22 N12 N 22
L11  L22  L12
2

m m 2m
In un trasformatore reale la condizione precedente non è mai verificata. Quindi si definisce
un coefficiente di accoppiamento k, indice di qualità per quanto riguarda l’accoppiamento
magnetico tra i due avvolgimenti:
L12
0k  1
L11 L22
Quanto più si riesce a realizzare un accoppiamento “perfetto” tanto più il valore di k si
avvicina ad 1.
Modello del Trasformatore Reale
Rappresentazione circuitale delle perdite sugli
avvolgimenti del primario e del secondario
Gli avvolgimenti sono realizzati con materiali conduttori che presentano una certa
resistività. Di conseguenza bisogna associare una resistenza diversa da zero a ciascun
avvolgimento e quindi perdite Joule. Il circuito equivalente della macchina elettrica
diventa:

i1 R1 Ll1 L12=L21 Ll2 R2 i2


d1 Lm1 Lm2
d 2
v1 v2
dt dt

 d1
v1  R1i1  dt 1  Ll1i1  Lm1i1  L12i2
 
v2  R2i2  d2 2  L21i1  Ll 2i2  Lm 2i2
 dt
Modello del Trasformatore Reale
Circuito Equivalente Ridotto (circuito a T)
Le equazioni di tensione e flussi ottenute dipendono da diversi parametri circuitali:

R1, Ll1, L12=L21, Ll2, Lm1, Lm2, R2


A partire dal precedente modello circuitale è possibile ottenere una
versione che include un numero inferiore di parametri.

Dalle equazioni di flusso:


1  Ll1i1  Lm1i1  L12i2
2  Ll 2i2  Lm 2i2  L21i1

N1
utilizzando le relazioni che legano le induttanze: L12  Lm1
N2
N12 N 22 L12  L21 
N1 N 2
Lm1  Lm 2 
m m m L21
N2
 Lm 2
N1
Modello del Trasformatore Reale
Circuito Equivalente Ridotto (circuito a T)
  N2 
1  Ll1i1  Lm1  i1  i2 
  N1 
sostituendo si ottiene: 
  L i  L  i  N 1 i 
 2 l2 2 m2  2 1
  N2 
N2
Definiamo : i 
'
2 i2 N1i2'  N 2i2
N1
i2’ è una corrente fittizia che scorre nel primario e che determina una
f.m.m. pari esattamente a quella generata dalla corrente i2 sul
secondario. Dato che i2’ proviene dall’avvolgimento secondario ma scorre
sull’avvolgimento primario si definisce come corrente del secondario
riportata al primario.
Sostituendo al primario si ha: 1  Ll1i1  Lm1 i1  i2' 
Modello del Trasformatore Reale
Circuito Equivalente Ridotto (circuito a T)
Scrivendo anche la seconda equazione di flusso e riferendo i2 al primario si ottiene:

 N1  N1 '  N1 ' N1 
2  Ll 2i2  Lm 2  i2 
 i1  2  Ll 2 i2  Lm 2  i2  i1 
 N2  N2  N2 N2 

Moltiplichiamo l’equazione per il rapporto: N1 N 2


N1
N2
N12 ' N12 '
2  Ll 2 2 i2  Lm 2 2 i2  i1
N2 N2
 
N12 N12 N 22 N12
Ma sappiamo che: Lm1   2  2 Lm 2
m N 2 m N 2
Quindi otteniamo:
N1
N2
N12 '
2  Ll 2 2 i2  Lm1 i2'  i1
N2
  Il parametro Lm2 non
compare nell’equazione
di flusso.
Modello del Trasformatore Reale
Circuito Equivalente Ridotto (circuito a T)
Analogamente alla corrente i2, possiamo riferire al primario anche il flusso  2:
N1
 
'
2 2
N2
2‘ è il flusso totale concatenato con l’avvolgimento secondario del
trasformatore riportato all’avvolgimento primario. Questo flusso fittizio si
ottiene praticamente riferendo il flusso totale del secondario al numero di
spire equivalenti del primario.

 
2
N
'2  Ll 2 12 i2'  Lm1 i2'  i1
N2
Se definiamo anche una nuova induttanza di dispersione del secondario riportata al
primario avremo:

'2  L'l 2i2'  Lm1 i2'  i1 


2
N
L'l 2  Ll 2 12
N2
Adattamento di impedenza del
trasformatore ideale.
Modello del Trasformatore Reale
Circuito Equivalente Ridotto (circuito a T)
Le equazioni dei flussi si possono allora scrivere come:


 1  L i
l1 1  L i
m1 1   i2
'
 i1 Ll1 L'l2 i'2
 '

 2  L' '
i
l2 2  L i 
m1 2  i1
'
 d1 Lm1 d'2
dt dt
Il cui circuito equivalente diventa:

 d1
Se consideriamo anche le equazioni di maglia si ha: v1  R1i1  dt

Moltiplicando anche in questo caso per: N1 N 2 v2  R2i2  d2
 dt

N1 N1  N1 '  N1 d2 d '


v2  R2  i2   v2'  R2' i2'  2
N2 N 2  N 2  N 2 dt dt
Modello del Trasformatore Reale
Circuito Equivalente Ridotto (circuito a T)
Le equazioni di tensione e flusso del nuovo modello sono:

 d1


v1  R1i1 
dt 
 1  L i
l1 1  L i
m1 1 
 i2
'

  '
v  R i  2
' ' ' d '

 2  L' '
i
l2 2  Lm1 2  i1
i '
 


2 2 2
dt
2
N N1
dove: R2 
' 1
2
R2 v 
'
2 v2 Sono la tensione e la resistenza del secondario
N2 N2 riportate al primario.
Modello ideale del
Circuito Equivalente Ridotto (5 parametri + t): trasformatore:

R1 R2’ i'2 i2
i1 Ll1 L'l2 N1 : N2= t

v1 d1 Lm1 d'2 v'2 v2


dt dt
Modello del Trasformatore Reale
Circuito Equivalente Ridotto (circuito a T)
R1 R2’ i'2 i2
i1 Ll1 L'l2 N1 : N2= t

v1 d1 Lm1 d'2 v'2 v2


dt dt

e1 N1
Il parametro t rapporto di trasformazione è definito come:  t
e2 N 2
Il nuovo modello circuitale mantiene inalterate il valore delle potenze riportate al primario
rispetto al loro valore sul secondario:

N 2 ' N1 '
p2  v2  i2  v2  i2  v2'  i2'  p2'
N1 N2
Nel passaggio dal secondario al primario rimangono invariate le proprietà magnetiche
(f.m.m.) ed elettriche (potenze) del sistema.
Modello del Trasformatore Reale
Circuito Equivalente Ridotto (circuito a T)
R1 R2’ i'2 i2
i1 Ll1 L'l2 N1 : N2= t

v1 d1 Lm1 d'2 v'2 v2


dt dt

Dall’equazione dei flussi si nota che in questo nuovo modello il flusso magnetizzante m è
unico e tiene conto di entrambe le componenti di flusso legate alle correnti i1 e i2’:


 1  L i
l1 1  L i
m1 1 
 i '

2  Ll 1i1  m
 '

 2  L' '
i
l2 2  Lm1 2i '

 i 1 Ll 2i2  m
' '
Trasformatore Reale
Perdite nel materiale magnetico e loro
rappresentazione circuitale.
Perdite per isteresi:
proporzionali alla massa Mfe del materiale ferromagnetico, alla frequenza fe di
magnetizzazione ed al valore massimo della induzione BM elevato ad un esponente n.
Pertanto si ha:
Pist  M fe  f e  BM
n

l'esponente n (noto come coefficiente di Steinmetz) è normalmente compreso nel


campo: 1.6÷2.3, con un valore usualmente intorno a 2.
Perdite per Correnti Parassite:

f e2
Pcp  M fe     BM2  2
r fe  fe Correnti
indotte

In definitiva le perdite specifiche nel ferro


(per unità di massa e per un dato lamierino)
si possono così approssimare: Pfe  f e BM2  f e2 BM2
Trasformatore Reale
Perdite nel materiale magnetico e loro
rappresentazione circuitale.

A frequenza costante le perdite nel ferro sono proporzionali al quadrato della


f.e.m. E1. Questa osservazione consente di rappresentare le perdite nel ferro
di un trasformatore tramite un bipolo resistenza Rfe, posto in parallelo alla
induttanza magnetizzante Lm:
fm

 
e N1' A fe BM   2E1 BM  '
2 E1 Pfe 
E12
R fe
N1e A fe
m
dove Afe è la sezione del nucleo magnetico.

R1 R2’ i'2 i2
i1 Ll1 L'l2 N1 : N2= t

v1 d1 RFe Lm1 d'2 v'2 v2


dt dt
Trasformatore Reale
Modello Circuitale a T al secondario
Applicando lo stesso procedimento descritto nelle precedenti slides è
possibile determinare il circuito equivalente per fase del trasformatore con i
parametri del primario riportati al secondario:

i1 N2 : N1= 1/t i'1 R'1 L'l1 Ll2 R2 i2

v1 v'1 d1' RFe Lm2 d2 v2


dt dt

N 22 1 N 22 1
R1'  R1  R1 L'l1  Ll1  Ll1
N12 t 2
N12 t 2
Trasformatore Reale
Circuito Equivalente

I1 R1 jXl1 I 2' N1 : N2= t jXl2 R2 I2


I 10
Ia Im
V1 E1 RFe jXm1 E2 V2

 La corrente I10 è composta da una componente Im necessaria a creare il flusso


magnetizzante ed una quota parte Ia che da luogo alle perdite nella struttura
ferromagnetica della macchina.

 La corrente Ia è in fase con E1 mentre Im è in quadratura con E1 ed in fase con il


flusso magnetizzante Fm.

 Lo sfasamento tra V2 e I2 è legato alla tipologia di carico collegato al secondario.