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Diagramma circolare di un motore asincrono trifase

Il diagramma circolare è un diagramma che permette di leggere tutte le grandezze del motore
asincrono trifase (potenza resa, perdite nel ferro, coppia motrice, ecc.) in qualsiasi condizione di
funzionamento.
Per costruire il diagramma circolare bisogna prendere in considerazione il circuito elettrico
equivalente del motore asincrono trifase, trascurando la caduta di tensione sull’impedenza Z1.

I1 I’1 R2/s X2(1)


I0

U1 X0 E1 E2(1)
R0

I2(s)

fig. 1, circuito equivalente.


Il circuito equivalente riportato è un circuito intermedio rispetto a quello di partenza, dove tutte le
grandezze del secondario sono funzione dello scorrimento, e quello finale, dove la sola grandezza in
funzione dello scorrimento è la resistenza R(s).

I1 I’1 R2 X2(s)
I0

U1 R0 X0 E1 E2(s)

I2(s)

fig. 2, circuito equivalente di partenza.


R2
L’impedenza del circuito rotorico, riportato in fig.1, risulta: Z 2 = + JX 2 (1) , alla quale
s
corrisponde il seguente triangolo:

Z2(s)
X2(s)

ψ2
R2/s
fig. 3, triangolo dell’impedenza rotorica.
L’impedenza statorica è stata trascurata, come già detto, perché per disegnare il diagramma
circolare bisogna che sia rispettata l’uguaglianza: U 1 = − E1 .

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Si parte costruendo il diagramma vettoriale a vuoto del motore asincrono trifase, tenendo presente
I0 = Ia + Iµ
le formule: ∧
y0 = U 1 , I 0
dove Io è la corrente assorbita a vuoto, Ia è la corrente che attraversa la resistenza R0 o corrente di
perdita (totalmente resistiva e quindi in fase con la tensione U1) e Iµ è la corrente che attraversa la
reattanza Xo o corrente magnetizzante (totalmente induttiva e quindi in ritardo di 90° sulla tensione
U1).

fig. 4, diagramma vettoriale di un motore asincrono trifase. NOTA sulla disposizione di Io, Ia e Iµ.
Essendo la forza elettromotrice E1 data dalla formula E 1 = K 1 N 1Φf1 , anche il flusso Φ deve essere
costante nelle varie condizioni di funzionamento altrimenti E1 varierebbe. Questo non sarebbe
possibile perché U 1 = E1 con U1 la tensione di alimentazione del motore asincrono
trifase, che per noi è anch’essa una costante.
La forza elettromotrice E1 è rappresentata da un vettore in ritardo di 180° dalla tensione
U1, come detto dalla relazione U 1 = − E1 . Ponendo U1 sull’asse positivo
dell’immaginario, 90° in anticipo sull’asse reale, E1 sarà di conseguenza sull’asse
negativo dell’immaginario (come in figura).
Come evidente dal circuito equivalente, E2 è in fase con E1 (vedi disegno), ma varia il
modulo. Infatti, i due moduli sono legati dalla relazione: E2 (1) = E1 dove “n” è il
n
rapporto spire del circuito equivalente del motore asincrono trifase, perché si ricorda che
questo circuito corrisponde al circuito equivalente del trasformatore.

fig. 5, diagramma vettoriale di un motore asincrono trifase. NOTA sulla disposizione di U1, E1 e E2.
Quando il motore asincrono trifase viene applicato un carico, cioè viene applicata una coppia
resistente all’albero, il motore rallenta. Il valore dello scorrimento, la frazione di giri che perde il
n −n Ω − Ω2
rotore per ogni giro del campo statorico data della formula s = 1 2 = 1 , non è più uguale
n1 Ω1
a zero. Corrispondentemente, a causa delle linee del campo magnetico che il rotore taglia (v.
principio di funzionamento di un motore asincrono trifase), si genera una corrente I 2 (s ) definita

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E2 (1)
dalla relazione: I 2 (s ) = . Questa corrente I 2 (s ) risulta in ritardo di un angolo ψ2 rispetto
+ JX 2 (1)
R2
s
⎛ ⎞
∧ ⎜X ⎟
al vettore E2 (1) , definito dalla formula: ψ 2 = E2 (1), I 2 (s ) = arctan⎜ 2 ⎟ .
⎜ R2 ⎟
⎜ ⎟
⎝ s ⎠

fig. 6, vettori I 2 (s ) e E 2 (1) .

I 2 (s ) genera una forza magnetomotrice che si oppone a quella generata da I µ , variando il flusso
magnetico Φ. Questa variazione del flusso non è possibile, U1 sarebbe diverso da E1, allora viene
assorbita una corrente I 1 ' tale da generare una terza forza magnetomotrice che annulli quella
generata da I 2 (s ) .
La corrente I 1 ' deve avere verso e direzione tale da generare una forza magnetomotrice di ugual
valore ma di verso contrario, cioè k1 ⋅ N 1 ⋅ I 1 ' = −k 2 ⋅ N 2 ⋅ I 2 (s ) . Essendo le due correnti gli unici
parametri che incidono su direzione e verso, sono vettori, queste devono hanno la stessa direzione e

verso opposto: fig. 7, vettori I1’ e I2.


In pratica questa corrente aumenterebbe la caduta di tensione su Z1, variando quindi anche E1, ma
l’impedenza detta viene trascurata per ottenere le condizioni necessarie per il disegno del
diagramma circolare.

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È possibile dimostrare che l’estremo del vettore I 2 (s )
(giallo), al variare dello scorrimento, descriva una
semicirconferenza (verde) di diametro P 2 (∞ )O ,
corrispondente al vettore I 2 (∞ ) . Il valore di detto vettore è
data dalla formula precedentemente detta al riguardo di
E2 (1)
I 2 (s ) , I 2 (s ) = .
+ JX 2 (1)
R2
s
R
Nel caso dello scorrimento uguale a infinito la frazione 2
s
E (1)
tende a zero, e diviene quindi: I 2 (∞ ) = 2 . Un vettore di
JX 2 (1)
valore definito e in ritardo di 90° sul vettore E2, come
osservabile dal disegno. È presa in considerazione la parte al
di sotto dell’asse reale, l’unica che è di nostro interesse per il
disegno del diagramma circolare.

Prendendo in esame la formula Per calcolare il modulo del vettore I 2 (s ) si arriva alla formula:
E (1) E2 (1) E2 (1) X (1)
I 2 (s ) = 2 = , e per le proprietà delle frazioni, I 2 (s ) = ⋅ 2 .
Z 2 (s ) ⎛ R2 ⎞
2
⎛ R2 ⎞
2 X 2 (1)
⎜ ⎟ + X 2
2 (1 ) ⎜ ⎟ + X 2
2 (1)
⎝ s ⎠ ⎝ s ⎠
E (1)
Essendo 2 il modulo del vettore I 2 (∞ ) , allora:
X 2 (1)
X 2 (1) E (1) X 2 (1)
I 2 (s ) = ⋅ 2 = ⋅ I 2 (∞ )
⎛ R2 ⎞
2 X ( 1) ⎛ R2 ⎞
2

⎜ ⎟ + X 2 (1) ⎜ ⎟ + X 2 (1)
2 2 2

⎝ s ⎠ ⎝ s ⎠
X 2 (1) X (1)
Inoltre = 2 , cioè il seno dell’angolo ψ2 in funzione dello scorrimento
⎛ R2 ⎞
2 Z 2 (s )
⎜ ⎟ + X 2
2 (1 )
⎝ s ⎠
( sin ψ 2 (s ) ), vedi il triangolo dell’impedenza rotorica riportato precedentemente.
Riportando questi risultati nell’espressione: I 2 (s ) = sin ψ 2 (s ) ⋅ I 2 (∞ ) . Quindi il triangolo formato dai
punti O, P2 e P2(∞), ovvero l’origine degli assi, il vertice del vettore I2 e il vertice del vettore I2(∞),
è un triangolo rettangolo. Si sappia che ogni triangolo rettangolo è sempre inscrivibile in una
semicirconferenza e la sua ipotenusa è il diametro di tale semicirconferenza. Quindi variando il
vettore I2 si ottiene un nuovo triangolo, ma sempre appartenente a questo cerchio perché il valore di
I2(∞) non varia, perché non dipendente dallo scorrimento.
Per la relazione detta prima (i vettori I1 ' e I 2 hanno la stessa direzione e verso opposto) anche
l’estremo di I1 ' descrive una semicirconferenza al variare dello scorrimento. Ricordando che
I1 = I 0 + I1 ' si ottiene il diagramma circolare come in figura:

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fig. 9, dove col colore Arancio si indica il vettore I1, Verde il vettore I1’, Giallo il
vettore I0 e Blu la circonferenza.
Per qualsiasi condizione di carico con 0 ≤ s ≤ 1 il punto P1 (estremo del vettore corrente assorbita
nella condizione di carico considerata) giace sull’orco di circonferenza compreso tra P0
(funzionamento a vuoto, I 1 = I 0 ) e PCC (funzionamento a rotore bloccato, I 1 = I CC ).

Prendendo in considerazione la figura disegnata sopra, il vettore I1 è disegnato in giallo sfasato


rispetto alla tensione U1 di un angolo ϕ1, e il segmento AB disegnato in verde è la proiezione del
vettore I1 sull’asse delle ordinate. Per i teoremi della trigonometria AB = I1 ⋅ cosϕ1 . Si sappia inoltre
che la potenza assorbita da un motore asincrono trifase è Pa = 3 ⋅ U 1 ⋅ I1 ⋅ cosϕ 1 . Nel caso in cui la
scala delle correnti sia 1cm = x [Ampere], è sufficiente far corrispondere al vettore AB la scala
1cm = 3 ⋅ U 1 x [Watt] per leggere direttamente la potenza assorbita nelle varie condizioni di carico
essendo la tensione U1 una costante. Un altro punto particolare è quello a vuoto ( A 0 B 0 ), infatti, la
potenza assorbita in questa situazione corrisponde alle perdite meccaniche e alle perdite nel ferro
statoriche. Bisogna fare attenzione a riportare i valori depurati dalla perdita sulla resistenza
statorica, anche se di piccolo valore. Il segmento CB è la proiezione del segmento A 0 B 0 , con
questo stiamo ad indicare che queste perdite di potenza misurate a vuoto non variano col carico.

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Analogamente a quanto detto prendiamo in esame il punto Acc che corrisponde al funzionamento in
cortocircuito (o a rotore bloccato); in questo funzionamento la corrente assorbita Icc (in giallo) è la
corrente di cortocircuito a tensione nominale. Quindi il segmento A CC BCC corrisponde, nella scala
delle potenze, alla potenza assorbita a rotore bloccato
( A CC BCC = I CC ⋅ cosϕ CC ⎯
⎯→ PCC = 3 ⋅ U1 ⋅ cosϕ CC ), composta da sole potenze perse. In questo caso
il segmento KBCC corrisponde con buona approssimazione alle perdite nel ferro statoriche e
rotoriche perché:
• le perdite per attrito e ventilazione (perdite meccaniche) sono nulle, infatti, dipendono dalla
velocità di rotazione che in questo caso è nulla;
• le perdite nel ferro rotoriche non sono trascurabili, perché dipendono dal quadrato della
frequenza rotorica la quale è definita come f 2 = s ⋅ f1 = 1 ⋅ f 1 .
La parte rimanente, tolto suddetto segmento, corrisponde A CC K , che rappresenta le perdite per
effetto Joule sulla resistenza statorica e rotorica: PjCC = A CC K = PjCC1 + PjCC2 . Nota la misura di
3
resistenza statorica è possibile ricavare PjCC1 =Rmis ⋅ I CC
2
e riportare, nella scala delle potenze, il
2
segmento HK . Il rimanente segmento A CC H , per differenza, corrisponde alle PjCC2.

Tracciando le semirette “a” (gialla) e “b” (verde) passanti per i punto A0 e ACC una, A0 e H l’altra, il
diagramma circolare è completato.

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Per leggere le grandezze del motore asincrono trifase sul diagramma circolare bisogna basarsi su
queste rette:
1. La semiretta “c” (blu) è la retta delle potenze assorbite, in quanto i vari segmenti come AB ,
con la dovuta scala (1cm = 3 ⋅ U 1 x [Watt]), indicano la potenza assorbita.
2. La semiretta “b” (verde) è la retta delle potenze trasmesse al motore (Pt). Infatti, con buona
approssimazione (cioè ritenendo le potenze perse per ventilazione e attrito appartenenti allo
statore), i segmenti come AE indicano la potenza rimanente dopo aver tolto alla potenza
totale le perdite statoriche ( CB perdite nel ferro statoriche e perdite per attrito e
ventilazione, EC perdite nel rame statoriche).
3. La semiretta “a” (gialla) è la retta delle potenze rese. Infatti, togliendo alla misura della
potenza trasmessa il segmento DE , che rappresenta le perdite Joule rotoriche, rimane la
potenza resa, la potenza persa per attrito e ventilazione è già stata sottratta con il segmento
CB .
P
4. Il rendimento, per definizione, è il rapporto tra potenza resa e potenza assorbita ( η = r ),
Pa
essendo la potenza resa uguale al segmento AD e la potenza assorbita uguale al segmento
AD ⋅ 3 ⋅ U1 AD
AB , il loro rapporto è: η = = .
AB ⋅ 3 ⋅ U1 AB
5. Come accennato al punto 2, la coppia sviluppata (o motrice) è proporzionale alla potenza
P 3⋅V⋅x
trasmessa. Quindi, con un’adeguata scala ( Tsv = t = [Nm]), è possibile misurare
Ω1 Ω1
la coppia sviluppata sulla semiretta “b” (verde), chiamata anche retta delle coppie.

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